ARRIVANO GLI ILLUMINATI?

•marzo 22, 2019 • Lascia un commento

 

 

Nel 2002 Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia prima e in seguito della Gran Loggia Regolare d’Italia, fondò l’Accademia Internazionale degli Illuminati[1] che si rifà al gruppo degli Illuminai di Baviera del settecento, ma soprattutto a esperienze statunitensi più recenti.

In un’intervista con Ferruccio Pinotti autore del libro FRATELLI D’ITALIA (Biblioteca Universale Rizzoli), Di Bernardo illustra gli scopi degli Illuminati: “L’uomo si sente sempre più estraneo e preoccupato nel mondo in cui vive. I valori tradizionali diventano sempre più deboli ed egli perde, poco a poco, le certezze che da secoli lo hanno sorretto. Si apre così una profonda da una parte, il dubbio nei confronti dei valori tradizionali e dall’altra, l’anelito verso nuove certezze. La ricerca delle certezze lo porta a vedere, sotto una luce non più negativa, poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guida dell’umanità“.

L’attuale crisi del Modo di Produzione Capitalista, è una crisi generale, non solo economica ma anche politica (la classe dominante non riesce più a regolare con le istituzioni e con le concezioni esistenti i rapporti tra i vari gruppi che compongono la classe dominante né a governare le classi subalterne) di conseguenza i regimi politici dei singoli paesi e il sistema delle relazioni internazionali diventano instabili e crisi culturale (vanno in crisi le concezioni che gestivano le precedenti abitudini, le idee; le vecchie concezioni muoiono e ne nascono delle nuove). Perciò da parte delle classi dominanti necessita coprire lo spazio che la crisi dei valori tradizionali (a partire da quelli organizzati nelle Chiese) lascia aperto. Valori “nuovi”, che però devono essere funzionali all’esigenza del capitalismo che vuole che nel rapporto tra le classi debba prevalere i fattori di concordia rispetto a quelli al contrasto, di accordo su quelli della divisione, di compromesso su quelli del conflitto.

Di Bernardo spiega cosa intende per “poteri forti”: “Si tratta di quei poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti all’esercizio del potere temporale che esistono all’interno di alcune Chiese (l’Opus Dei nella Chiesa Cattolica), la Massoneria, certe organizzazioni ebraiche (l’Anti-Defamation League)[2] e altre. Questi poteri almeno nei tempi moderni, hanno rappresentato visioni differenti e alternative che hanno esercitato, all’interno delle loro specificità, un ruolo di propulsione e sviluppo. Ogni visione era sovrana e autosufficiente, anche se tentativi di collaborare su alcuni progetti non sono mancati. I poteri forti, tuttavia erano spesso in conflitto, poiché contendevano lo stesso oggetto: il controllo della politica, dell’economia e l’educazione delle nuove generazioni. Come la storia dei rapporti tra Massoneria e Chiese cristiane (in particolare, quella cattolica) è una storia di conflitti sul piano dottrinale, morale e pedagogico. Questi poteri secolari, nonostante difficoltà di vario genere, fino a qualche decennio fa erano in grado di gestire se stessi concependo progetti e realizzandoli. Tuttavia, proprio in seguito ai profondi e radicali cambiamenti nella scienza, nell’economia e nella religione, non sono preparati per affrontare le nuove sfide planetarie. Il rischio è quello di ritrovarsi oggetti da museo a testimoniare antiche glorie. Sono giganti dai piedi d’argilla, potenti ma incapaci di stare al passo coi tempi“. Qui c’è un’ammissione che ha fronte della crisi in atto i tradizionali strumenti politici e culturali, che le classi dominanti hanno usato fino adesso sono insufficienti.  Come ritiene negativo, le conflittualità fra le classi dominanti. Perciò come pone la questione come raggiungere una nuova sintesi? Come superare le conflittualità? Di Bernardo espone progetto: “Quando le istituzioni nazionali e internazionali sono in crisi, quando la società è conflittuale e a tale conflittualità non esiste soluzione, allora è necessario tornare all’uomo, al singolo uomo, all’uomo di qualità, all’uomo illuminato e porlo al centro dell’universo. Uomini illuminati, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e cultura, s’incontrano per creare una comunione universale il cui compito principale è quello di difendere i principi e i valori che possono dare all’uomo benessere e felicità. Saranno questi Illuminati – filosofi, scienziati, medici, matematici, artisti, giuristi, economisti, imprenditori, comunicatori, sportivi, musicisti a costruire il faro che respingerà le tenebre che avvolgono l’umanità“. Da notare che tra gli Illuminati mancano non dico gli operai, i contadini, ma anche gli impiegati, gli insegnati, questo dimostra che sono una realtà decisamente elitaria. In sostanza hanno la visione UOMO = CLASSI DOMINANTI ILLUMINATE. Ma continuiamo: ” Gli Illuminati rappresenteranno tutte le concezioni e della vita, da quelle religiose a quelle laiche. Massoni, preti, ebrei e altri uomini potranno coesistere e concepire insieme un progetto ideale capace di garantire la sopravvivenza, il benessere e la felicità dell’uomo. E’ tempo che la luce trionfi sulle tenebre. E’ tempo che ritornino gli Illuminati“. Della serie basta con le vecchie divisioni, la crisi è talmente profonda, che le vecchie divisioni, tra cattolici e massoni, tra cristiani e ebrei e così via. Un ruolo forte, nel progetto degli Illuminati è assegnato all’economia e alla finanza “L’economia ha introdotto, nei secoli scorsi, le regole capitalistiche del libero mercato. Insieme con il progresso della scienza e della tecnica, ha radicalmente trasformato il mondo statico del Medioevo, creando mercati aperti, grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione. Da questo stato di cose i Paesi occidentali hanno tratto ricchezza e privilegi. Attualmente, il processo di globalizzazione tende a trasformare la terra in un unico mercato, facendo nascere contraddizioni e paradossi. Mentre da una parte una parte aumenta la circolazione delle merci, dall’altra le imprese, che non hanno capacità di adeguarsi alle nuove condizioni di mercato, entrano in crisi. La conseguenza è che la globalizzazione genera crisi e approfondisce sempre di più il divario tra ricchi e poveri. Anche qui l’uomo è disorientato e si sente sprofondare nelle tenebre“.

C’è il riconoscimento che quello che negli anni ’90 fu definita globalizzazione, in altre parole lo sfogo di capitali in eccesso verso i paesi dipendenti e quelli ex socialisti, in particolare la Cina, che trasformò questi paesi nell’officina mondiale per la produzione mondiale di manufatti con bassi salari e con un’assenza quasi totale dei vincoli antinquinamento, non è servito a frenare la crisi. Ma c’è un altro fattore: il risveglio del proletariato mondiale. In tutto il mondo, l’antagonismo tra capitale e lavoro, tra padrone e operaio, tende a emergere e a manifestarsi, anche in conseguenza dell’aumentata concorrenza intercapitalistica, che fa crescere lo sfruttamento e peggiora la situazione complessiva dei lavoratori. I mass media non danno conto di queste notizie che ritengono “poco interessanti” o falsificando la realtà (pensiamo alla censura sulle lotte che si sviluppano nei paesi che sono definiti Terzo Mondo).

E’ illuminate sapere dallo stesso Di Bernardo sapere quali sono i referenti internazionali: “I referenti sono negli Stati Uniti; sono le più importanti famiglie, quelle che hanno sempre dettato la storia, la cultura e la politica degli Usa, che hanno sviluppato al loro interno una società riservata che nasceva da una comunanza di intenti e di valori che poi si è manifestata anche nella finanza. Questo perché gli Illuminati americani hanno sempre svolto un ruolo importante nella finanza internazionale. Quindi io mi sono ricollegato agli Illuminati di Baviera, di cui ho messo in evidenza i limiti e le differenze. Ma nel presente, ho fatto riferimento agli Illuminati degli Stati Uniti“.

E chi sono questi Illuminati made in USA? Essi sono i Rockefeller, i Rothschild, gli Onassis, i Kennedy e il clan dei Clinton. Di Bernardo spiega: “La maggior parte delle grandi famiglie del potere americano ha sempre sviluppato questa modalità di essere, attraverso il Congresso. Accanto alla vita politica e sociale si è sempre sviluppato questo filone riservato degli Illuminati. In quella sede si analizzavano i problemi: c’è un filo sotterraneo che ha sempre caratterizzato la storia dell’uomo“.

Come dire: ci preoccupiamo come classe dirigente a perpetuarci di generazione in generazione, anche dal punto di vista culturale, ideologico, con una nostra pedagogia.

Ma c’è dell’altro sempre in quest’intervista Di Bernardo ci illumina sui rapporti con il sionismo: “Io ho iniziato i rapporti con Israele quando ero Gran Maestro del Gran Maestro del Grande Oriente. E via via si sono rafforzati. Tanto che la massoneria israeliana, quando nel 1993 sono uscito dal GOI, ha tolto il riconoscimento al Grande Oriente per darlo alla Grande Loggia d’Italia. La massoneria israeliana ha voluto segnare una svolta, che inizialmente significò una sofferenza per gli ebrei massoni italiani. Ma il Gran Maestro Fuch non ebbe esitazioni nel farlo. Anche oggi ho rapporti molto stretti con la massoneria israeliana, a titolo personale, nell’ambito degli Illuminati. D’altra parte c’è sempre stato un rapporto forte tra ebraismo e massoneria: i rituali massonici, soprattutto anglosassoni, danno grande importanza alla storia di Israele e molte leggende, come quella del tempio di Salomone, entra nei rituali massonici a pino titolo. Vi è sempre stato interesse da parte degli ebrei per la massoneria. Se prendiamo il Rito dell’Arco Reale, in Inghilterra, ci accorgiamo che esso è costruito sulla letteratura relativa alle dodici tribù di Israele. Esiste quindi un interesse dottrinale di Israele e dell’ebraismo per la massoneria. Un interesse che è anche di natura politica: i rapporti dello Stato ebraico con gli Stati Uniti nel corso del tempo si sono manifestati anche attraverso la massoneria, in modo particolare attraverso la comune appartenenza di alcuni maestri, come me, al Rito scozzese accettato”.

Ma in un paese come l’Italia questi Illuminati che progetto potrebbero avere? O tutto quello che si è detto, sono solo follie complottiste?

  1. Pellegrino ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi e sul terrorismo, ovvero della commissione della giustificazione politica e morale delle stragi americane, democristiane e fasciste che sono avvenute in Italia dal secondo dopoguerra a oggi, in un’intervista, che nello stile del dire solo una parte per nascondere tutto il resto, alla domanda su chi aspirava a sostituire la nomenclatura piduista, dice: “Il “partito” dei più intelligenti e dei più onesti, quel ceto tecnocratico che, nella situazione del dopo Moro, cercò di sfruttare ogni spazio per imporre una propria egemonia e attuare un proprio disegno: la normalizzazione del sistema italiano, da un lato, attraverso la crisi della DC e, dall’altro, con la cancellazione dell’anomalia comunista”.[3]

Più avanti in questa intervista, Pellegrino diventa più esplicito sul disegno del governo che chiama tecnocratico, che significa fine del ruolo tradizionale di mediazione politica e sociale che avevano fino adesso avuto i partiti politici.

 

 “D. Lei visse quella stagione da protagonista, alla presidenza della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Sulla sua scrivania passarono molti dei processi a esponenti della prima Repubblica. Che idea si è fatto di Mani pulite? Fu la “ghigliottina italiana”, un golpe giudiziario o una provvidenziale opera di bonifica della politica italiana?

  1. Voglio ripeterlo ancora una volta, a costo di apparirle noioso: il sistema politico italiano, era stato modellato dalla guerra fredda, non poteva sopravvivere alla fine del comunismo, andava purificato attraverso un bagno di verità e quindi profondamente riformato per passa a una fase nuova. Questa esigenza non venne avvertita e il compito, che doveva essere della politica, se lo assunse la magistratura, che perseguì con determinazione un preciso disegno strategico.
  2. Vuol dire che i magistrati andarono oltre i loro compiti?
  3. Voglio dire proprio questo, che perseguirono con lucidità e determinazione un loro obiettivo: colpire la politica. Non dimenticherò mai un libro che uscì all’inizio degli anni Novanta, e che io lessi in francese, parlava della giustizia o il caos ed era il condensato della nuova ideologia che si stava diffondendo nella magistratura di diversi Paesi dopo il crollo del Muro. In quel libro c’erano una serie di interventi di giudici tedeschi, francesi e italiani (tra cui Gherardo Colombo, uno del pool milanese, e Brutti-Liberati), che teorizzavano la necessità di un nuovo mondo in cui la politica sarebbe diventata una categoria evanescente.
  4. Possibile? Teorizzavano un mondo senza politica?
  5. Più o meno.
  6. Ma i nomi che lei ha fatto sono illustri magistrati, non di pazzi visionari.
  7. La loro idea era che, caduti i muri, un mondo in cui i mercati si stavano globalizzando avrebbe per virtù propria distribuito meglio la ricchezza. Pensavano che si sarebbe attivata una sana concorrenza e che, quindi, il mercato non avrebbe avuto bisogno della politica, vissuta come un elemento di perturbazione. Nella loro visione, sarebbe stato sufficiente un governo tecnocratico, che avrebbe arbitrato

i giochi evitando che i politici si intromettessero. Una colta che si fosse stabilizzato, che la partita si fosse giocata secondo le regole del mercato, che bisogno ci sarebbe stato della politica? Ci misi un po’ di tempo, ma alla fine mi resi conto che la filosofia di Mani pulite era proprio quella illustrata su giustizia o caos”.

 

Ora come si diceva la crisi del capitalismo, fa emerge come sia una necessità, da parte dei settori dominati della borghesia, di cercare nuove sintesi politiche, sociali e culturali. Perciò questo progetto definito tecnocratico, del governo dei “migliori”, di un mondo senza politica, se per politica si intende dare risposte, pur in forma della mediazione clientelare, alle esigenze delle masse popolari, non è per niente frutto di deliri complottisti.

 

Questo è un progetto, che è dibattuto in ambienti accademici e intellettuali.

Prendiamo come esempio uno scritto che è girato in questi ambienti accademici: Il Pericle elettronico. L’autore di questo scritto Calderazzi Antonio Massimo, membro della Societè Européene de Culture e responsabile della Research Unit on Electronic Direct Democracy ed è stato per l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale seguiva il mondo anglosassone e il Nord America in particolare.

 

L’argomento di questo scritto è la democrazia diretta da raggiungere attraverso l’elettronica.

 

Ma questa democrazia diretta non la raggiunge attraverso la lotta politica, ma attraverso la diffusione dell’elettronica e dell’informatica in particolare, sembra la prospettiva di un mondo alla Matrix, dove alla fine il virtuale diventa reale e il reale diventa virtuale. Andando avanti nella lettura di questo scritto, si capisce che il punto di riferimento dell’autore sono gli U.S.A., perché è lì, nel maggior paese imperialista, sin dagli anni ’70 è partita l’idea di una democrazia elettronica.

 

L’autore prospetta la fine del parlamentarismo e dei partiti, visti come realtà obsolete.[4] Andando più avanti nella lettura la prospettiva diventa inquietante quando si afferma: “Il passaggio alla democrazia assoluta esige la fine delle convenzioni e finzioni che si riassumono nel suffragio universale. Lungi dall’essere il potere delle folle, la democrazia diretta sarebbe il governo dei “migliori” selezionati a rotazione dalla sorte fra quanti vantano qualifiche ben superiori all’iscrizione all’anagrafe. Ciò non escluderebbe anzi postulerebbe l’impegno più serio a innalzare i livelli di consapevolezza e di esperienza della massa di modo che sempre più individui acquisteranno i requisiti per essere chiamati dal computer ai ruoli della supercittadinanza”.

 

In questo linguaggio aristocratico, quando si dice niente “potere delle folle”, bisogna tradurre tutto ciò come esclusione della classe operaia e delle masse popolari, in quanto, in maniera fortemente dispregiativa, sono viste come una massa di manovra per politici e demagoghi. In questa visione elitaria si parla non solo di governo di “migliori, ma addirittura di una “supercittadinanza”, come a dire che ci sono i cittadini e i supercittadini.

 

Andando avanti nella lettura, questa visione elitaria si fa più esplicita, quando l’autore afferma che saranno mezzo milione di questi supercittadini chiamati anche cittadini attivi (nel XVIII e nel XIX secolo i cittadini attivi erano quelli che in Europa avevano il diritto di voto per via del loro censo e della loro istruzione che erano elevati).

 

In sostanza si prospetta un governo di “Illuminati” organico alle politiche della borghesia imperialista e perciò in contrasto con le esigenze che esprime il proletariato.

 

Perciò se qualcuno da “sinistra” magari sotto le vesti “antagoniste” o addirittura “rivoluzionarie” comincia a parlare dei democrazia “elettronica” o “informatica”, di nuovi “linguaggi” è uno dall’altra parte della barricata.

  

[1] Nel Link http://neoimpressionista/lazo/roma/roma/accademie%7C225238.html   si indica dove si trova.

 

[2] 7L’Anti-Defamation League assieme all’American Israeli Public Affairs Commitee (AIPAC) sono l’asse principale del potere sionista negli Stati Uniti.

 

[3] 7 G. Fasanella G. Pellegrino, LA GUERRA CIVILE Da Salò a Berlusconi. Perché in Italia la guerra fredda non si è ancora conclusa? I protagonisti e le storie di uno scontro che dura da più sessant’anni, BUR

 

[4] Calderazzi non è nuovo a queste idee, già nel 1973 scrisse un libro Il modello britannico, edizioni Dedalo, dove diceva che si stava consumando la crisi estrema della democrazia parlamentare e del parlamentare.

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DAGLI USA A ISRAELE SI SVILUPPANO NUOVE ARMI

•marzo 18, 2019 • Lascia un commento

 

 

Documenti emersi grazie alla legge sulla libertà d’ informazione hanno svelato che l’aeronautica U.S.A. ha impiegato anni di ricerche e speso più 40 milioni di dollari per sviluppare proiettori di onde urticanti e ustionanti da utilizzare su folle di dimostranti. L’ arma, finora chiamata ADS (sistema di diniego attivo) è stata menzionata per la prima volta dalla rivista Wired (ovviamente suscitando delle reazioni preoccupate per via dell’eventuale uso contro il movimento contro la guerra in USA). I proiettori lanciano fasci di radiazioni più lunghe dei raggi x, ma molto più corte delle ormai familiari microonde (3 mm di lunghezza d’ onda contro i 120 del fornetto domestico), che vengono tutte assorbite dall’epidermide, surriscaldandola oltre il punto di sopportazione.[1]

Quest’arma è stata concepita dagli scienziati U.S.A. per risolvere i conflitti nelle dimostrazioni, nonostante queste ultime siano spesso promosse da folle disarmate. I documenti testimoniano che nel n2008 è stata avanzata la richiesta di 4 blindati Stryker equipaggianti con ADS e destinati al teatro di guerra iracheno. Nonostante viene spacciata l’ADS viene spacciata come “arma non letale” gli effetti di una prolungata esposizione sono ancor sconosciuti, e vi sono forti dubbi in relazione alle modalità d’ impiego dei raggi, che alle conseguenze a lungo termine delle radiazioni impiegate.

C’è un’altra cosiddetta “arma non letale” che stordisce e dà le vertigini. Si tratta di raggio di radiofrequenze in grado di interferire con l’udito e con l’equilibrio umano, procurando un effetto talmente disorientante e fastidioso da causare anche il vomito in chi viene colpito. Non ultimo riesce a raggiungere l’obiettivo anche se si trova al di là di un muro o di altre strutture non metalliche. Anche questo tipo di arma “non letale” e prevista per problemi di ordine pubblico.

L’ azienda militare iRobotCorp[2] ha deciso di produrre una nuova versione del robot Packbot dotato di pistola “non letale” (ovviamente) capace di fermare l’azione dei nemici e dei sospetti. Gli scienziati assicurano che si tratta solo del primo passo verso la creazione di un vero e proprio robot soldato: nei prossimi anni (la presentazione da parte di quest’arma è stata nel 2007. [3]

Questi Robocop dovrebbero essere dotati di armi letali (perché prima ovviamente facevano il solletico all’ipocrisia non c’è mai limite). Secondo gli scienziati militari, diverranno la chiave per vincere la cosiddetta “guerra contro il terrorismo”, eufemismo per nascondere le difficoltà da parte dell’imperialismo USA nella guerra mondiale per mantenere il suo dominio a fronte delle resistenze e delle guerre popolari in atto.

Fino ad oggi, il robot Packbot, che sembra un piccolo carro armato, è stato usato solo per scovare bombe nascoste e in missioni di sorveglianza. Ma adesso avrà la capacità di “rendere inoffensivi e controllare da una distanza di sicurezza pericolosi sospetti”. Il robot che si muoverà su cingoli è dotato di telecamere e sensori e anche di una pistola Taser X26 conosciuta come pistola elettroshock, già in dotazione della polizia USA capace di immobilizzare eventuali nemici.

Secondo John Pike direttore del sito web Globalsecurity.org una delle più importanti fonti americane di informazioni nel campo della difesa, è solo una questione di tempo: nei prossimi 10 anni, secondo l’esperto i robot saranno usati nella polizia, nelle prigioni e in missioni militari, gli si affiderà quello che in gergo è chiamato il “lavoro sporco”.

Quest’aumento sviluppo di nuove armi da parte degli USA significa che l’imperialismo USA è alla frutta. Ed è per questo stanno arruolando ex stupratori, responsabili di minacce terroristiche, pedofili: poiché l’imperialismo USA deve far fronte ai crescenti impegni di guerra. In un anno il numero di ex detenuti arruolati negli USA è raddoppiato: dai 249 del 2006 si è passati ai 511 del 2007.[4]

 

Un altro paese che è all’avanguardia nello sviluppo di nuove armi è Israele E’ dal 2005, che l’esercito israeliano che è uno dei più tecnologici del mondo, ha sperimentato ufficialmente (ovviamente le cavie non ufficiali è difficili da dirsi) armi soniche per disperdere le folle.

Si tratta di un canone sonico, pensato appositamente per disperdere grandi folle di persone (l’Intifada ha lasciato un segno): il cannone emette una sequenza di frequenze ad altissimo volume, in grado di stordire le persone, provocando nausea e malessere anche a grandi distanze.  Il nome dato al cannone è il significativo Screamer urlatore.

Fonti non ufficiali parlano dell’esistenza di una versione ancora più potente di questo insolito cannone, capace di fare vibrare violentemente gli organi del bersaglio fino a provocare emorragie.

Il debutto ufficiale di quest’arma è stata nel 2005 durante la rivolta di Bil’in[5] ha disperso la folla in poche ore: lo Screamer ha emesso lunghe e continue ondate invisibili che hanno fatto scappare 400 persone tra i manifestanti palestinesi. Dopo l’episodio, le forze di “difesa” (eufemismo di questi colonialisti guerrafondai chiamare difesa l’offesa, 1984 ha insegnato qualcosa) hanno immediatamente dichiarato che “si tratta di armi non letali”.

Secondo il quotidiano di Gerusalemme Jerusalem Post, l’uso dello Screamer è un avvenimento senza precedenti che rappresenta un significativo cambio di paradigma nelle tattiche di guerriglia urbana. Nonostante molti stati in tutto il mondo possiedono queste armi, nessun esercito ne aveva mai ufficialmente azzardato l’uso su un numero così elevato di soggetti.

 

 

 

[1] https://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/12_Dicembre/06/soldati.html

 

[2] https://it.wikipedia.org/wiki/IRobot

 

[3] http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_tecnologie/2007/07_Luglio/02/robo

 

[4] Fonte City 23 aprile 2008

 

[5] http://punto-informatico.it/servizi/ps.asp?i=1236609

E’ POSSIBILE INVERTIRE IL TEMPO?

•marzo 14, 2019 • Lascia un commento

 

 

Questa notizia sembrerebbe tratta da un romanza di fantascienza. In sostanza si tratta di violare il secondo principio della termodinamica, che annuncia l’irreversibilità di molti eventi termodinamici, quali ad esempio il passaggio di calore da un corpo caldo ad un corpo freddo. A differenza di altre leggi fisiche quali la Legge di gravitazione universale, o le Equazioni di Maxwell, il secondo principio è fondamentalmente legato alla freccia del tempo[1].

Esistono, infatti, tutta una serie di ricerche che cercano di verificare se ciò che a livello macroscopico probabilmente non vedremo mai accadere possa essere invece sperimentato a livello atomico, laddove regnano le leggi contro-intuitive della fisica quantistica.

Una ricerca guidata da scienziati dell’Istituto di fisica e tecnologia di Mosca[2] riguardo a un sistema artificiale che viene fatto evolvere in direzione contraria a quella della freccia del tempo termodinamica è stata ora pubblicata su Scientific Reports. Un viaggio avanti e indietro nel tempo dunque? Non esattamente. Vediamo perché.

Dal punto di vista teorico, gli autori del nuovo studio hanno considerato un ipotetico e solitario elettrone fluttuante nel vuoto dello spazio interstellare. Le leggi della meccanica quantistica impediscono di conoscere la sua posizione con assoluta precisione, ma si può comunque definire una piccola zona dove l’elettrone è localizzato.

   Tale intorno, secondo l’Equazione di Schrödinger che definisce l’evoluzione di stato dell’elettrone, tenderà velocemente ad ampliarsi, incrementando l’incertezza sulla posizione dell’elettrone. Un comportamento, secondo i ricercatori, del tutto analogo all’aumento del disordine (entropia) in un sistema macroscopico, previsto dal secondo principio della termodinamica.

Tuttavia, l’equazione di Schrödinger è reversibile, non facendo distinzione tra “passato” e “futuro”. Quindi, dal punto di vista matematico e sotto determinate condizioni, l’equazione potrebbe descrivere un elettrone sparpagliato (smeared) che ritorna altrettanto velocemente a confinarsi nella zona di localizzazione ristretta iniziale. Un po’ come vedere le palle di un biliardo ritornare nel perfetto allineamento triangolare iniziale dopo essere state sparpagliate da una bocciata.

Anche se questo fenomeno non è mai stato osservato in natura, secondo gli autori del nuovo studio potrebbe teoricamente verificarsi a causa di una fluttuazione casuale nella radiazione cosmica di fondo[3] che permea l’universo. Un evento, in ogni caso, molto più che raro.

I ricercatori hanno infatti calcolato che si dovrebbe spendere un periodo di tempo corrispondente all’intera vita dell’universo, circa 13.7 miliardi di anni, osservando 10 miliardi di elettroni appena localizzati ogni secondo, per avere la probabilità di trovare una singola evoluzione inversa dello stato della particella.

Per di più, l’elettrone viaggerebbe nel passato (cioè ritornerebbe alla condizione precedente) per non più di un decimiliardesimo di secondo.

Molto più promettente, se non altro dal punto di vista applicativo, sembra essere la ricerca sull’inversione della freccia del tempo che gli autori del nuovo studio hanno condotto sul computer quantistico Ibm Q[4] dove, invece di un elettrone, hanno osservato lo stato di due – e poi di tre Qubit[5] superconduttori, gli elementi base dell’informazione quantistica.

Il gruppo di ricerca ha predisposto un esperimento in quattro passi, in cui ogni Qubit veniva prima inizializzato a uno stato zero, corrispondente alla configurazione ordinata iniziale; ordine poi degradato con il lancio di un programma evolutivo che rendeva lo stato del Qubit un insieme sempre più complesso e mutevole di “uno” e di “zero”.

A questo punto, un apposito programma modificava lo stato del computer quantistico in modo da evolvere “all’indietro”, dallo stato più caotico di nuovo verso quello ordinato. Infine, un nuovo passaggio del programma evolutivo poteva produrre la rigenerazione dello stato iniziale.

I ricercatori hanno scoperto che il computer quantistico a due Qubit è effettivamente ritornato allo stato iniziale nell’85 per cento dei casi, mentre quando sono stati coinvolti tre Qubit si sono verificati molti più errori, con un tasso di successo all’incirca del 50 per cento. Secondo gli autori, questi errori sono dovuti a imperfezioni nella realizzazione del computer quantistico stesso, destinati a diminuire mano a mano che avanza la tecnologia costruttiva.

In definitiva, piuttosto che per viaggiare nel tempo, l’algoritmo di inversione temporale sviluppato dagli autori del nuovo studio potrebbe rivelarsi utile per migliorare il calcolo quantistico. «Il nostro algoritmo potrebbe essere aggiornato e usato per testare i programmi scritti per i computer quantistici ed eliminare rumore ed errori», conferma in proposito Andrey Lebedev dell’Istituto di fisica e tecnologia di Mosca, tra gli autori dello studio.

Premetto che non sono esperta di quantum computing, ma non chiamerei “esperimento” (sulla possibile violazione del secondo principio della termodinamica) una simulazione al computer di algoritmi quantistici”, commenta a Media Inaf[6] Mariateresa Crosta (non coinvolta nella ricerca), che all’Osservatorio astronomico Inaf di Torino si occupa, tra le altre cose, di navigazione spazio temporale.

A proposito di viaggi del tempo pensiamo che nell’autunno del 2008 veniva comunicato di un programma inerente l’esperimento più ambizioso del nuovo millennio attraverso l’utilizzo dell’acceleratore di particelle LHC (Large Hadron Collider) al CERN di Ginevra[7].

E lì, nella macchina che gli scienziati hanno concepita per “leggere nella mente di Dio”, gli scontri tra particelle elementari – 10 volte più energetici di quanto mai realizzato finora – potrebbe creare una scorciatoia spazio-temporale, una specie di cunicolo.[8]

Indubbiamente questa ipotesi è audace, ma ha un fondamento teorico. Ed è affascinante perché cerca di spingere al limite le nostre conoscenze sullo spazio, sul tempo e sulla materia. Secondo due matematici russi Volovich Igor e Irina Aref’eva, infatti, l’energia liberata dagli scontri tra particelle, pur essendo piccola in assoluto (è pari all’energia necessaria a far volare una zanzara), è così concentrata da creare una minuscola distorsione spazio-temporale come previsto dalla relatività. L’oggetto che si viene a creare è un cosiddetto wormhole.

I primi a ipotizzare l’esistenza teorica dei wormhole furono Einstein e Rosen nel 1935.

Wormhole è un termine scherzoso che vuole dire letteralmente “buco di verme”, proprio perché assomiglia al buco scavato da un verme in una mela: una sorta di scorciatoia tra due luoghi distanti dell’universo.

In queste ipotesi si pensava di usare i wormhole per i viaggi nello spazio: per esempio, si entra dalla Terra e si esce sulla stella Vega. Successivamente si ipotizza di usarli per i viaggi nel tempo: si entra oggi dalla terra e si esce su Vega 10.000 anni dopo.

C’è un solo limite di principio ai viaggi nel passato: non si può mai raggiungere un istante precedente alla costruzione del wormhole stesso. Perché il viaggio, sia possibile, infatti, il cunicolo deve esistere già. Altrimenti sarebbe come cercare di raggiungere con la metropolitana una fermata oltre il capolinea. Una volta che il wormhole si è formato, però, se è abbastanza largo da essere attraversato, per tutto l’arco della sua esistenza può essere usato per raggiungere l’anno zero.

Si ha notizia che nell’ottobre del 2011[[9] che sarebbe cominciata la fase operativa dei viaggi del tempo. Il volontario è il tenente John Tintor (c’è da porsi la domanda, come mai un militare?).

Questi esperimenti generano delle perplessità in molti studiosi. Walter Wagner e Luis Sancho, hanno chiesto al tribunale di Honolulu, di non accendere il LHC. I due studiosi temono che l’esperimento potrebbe creare un buco nero capace di mangiarsi la Terra o l’intero universo.

 

 

 

 

 

 

 

[1] Si definisce freccia del tempo il fenomeno (reale, osservabile e complesso) tale per cui un sistema fisico evolve da uno stato iniziale X al tempo t ad uno stato finale X* ad un tempo t* (con t*>t) e non ritornerà mai ad X in nessun istante successivo a t*.

 

[2] https://mipt.ru/english/

 

[3] In cosmologia la radiazione cosmica di fondo, detta anche radiazione di fondo, abbreviata in CMBR (dall’inglese Cosmic Microwave Background Radiation), è la radiazione elettromagnetica che permea l’Universo considerata come prova del modello del Big Bang.

 

Nonostante lo spazio tra stelle e galassie appaia nero con un telescopio ottico tradizionale, tramite un radiotelescopio è possibile rilevare una debole radiazione isotropa che non è associata ad alcuna stella, galassia o altro corpo celeste e che ha intensità maggiore nella regione delle microonde dello spettro elettromagnetico.

 

[4] https://www.research.ibm.com/ibm-q/

 

[5] Qubit, contrazione di quantum bit, è il termine coniato l’unità di informazione quantistica.

 

[6] https://www.media.inaf.it/2019/03/13/ritorno-ordine-passato/

 

[7] Focus N. 5/2008.

 

[8] Nell’acceleratore LHC le particelle subatomiche (protoni) si scontreranno tra loro ad altissime energie, per consentire lo studio delle leggi fondamentali della fisica

 

[9] Metro, 10.10.2011.

ATTACCHI SONICI CONTRO L’AMBASCIATA USA: SEGNO DI UN CONFLITTO NON DICHIARATO?

•marzo 8, 2019 • Lascia un commento

 

 

Gli scienziati della University of Michigan potrebbero aver trovato la soluzione al mistero dei presunti di “attacchi sonici” avvenuti nel 2017, con cui sono stati colpiti i membri dell’ambasciata degli USA a L’Avana. Il team guidato dal professore di informatica e di ingegneria. Kevin Fu, potrebbe avere risolto l’enigma che da mesi che gli USA e il governo cubano stanno affrontando.[1]

Nel settembre 2017 il Segretario di Stato americano Rex Tillerson si sarebbe incontrato con la controparte cubana, Bruno Rodriguez, che ha invitato gli USA a non compromettere i rapporti diplomatici attribuendo la responsabilità di questo attacco al governo cubano. Secondo alcune fonti, la Segretaria di Stato non crede che questi attacchi siano responsabilità dei servizi segreti cubani.[2]

Heather Nauer, portavoce del Dipartimento di Stato, ha dichiarato che la Tillerson ha ricordato alle autorità cubane i loro obblighi di protezione dei diplomatici e delle loro famiglie ai sensi della Convenzione di Vienna. Gli USA hanno esaminato anche la possibilità di chiudere l’ambasciata.

Gli impianti usati per questi attacchi, restano sconosciuti, avrebbero emesso un suono forte da generare gravi problemi all’udito ad almeno due di loro, che sono stati costretti a ritornare negli USA per potersi curare.

Questo tipo di attacchi hanno lo scopo di annientare il nemico e, per poter essere veramente efficaci, si basano sull’utilizzo di armi che vengono chiamate soniche o sonore (USW –  Sonic and Ultrasonic Weapons). Le armi emettono un suono talmente alto che potrebbero rompere i timpani in maniera permanente o creare dolori insopportabili, disorientamenti, nausea e disagi vari che rendono la vittima impotente.

Solitamente vengono usate per il controllo della folla, per proteggere di attacco o per indebolire i soldati nemici (o i civili considerati tali).

La CNN ha descritto i diversi dispositivi che possono essere utilizzati per questi attacchi. Fra le varie strumentazioni elencate, vi sono dispositivi di lunga portata, il cui utilizzo risale agli anni ’90, noti anche con il nome di LRAD (acronimo che sta per Long Range Acoustic Device). Questi riescono a propagandare un rumore così intenso e prolungato tanto da far fuggire le persone che lo ascoltano.

Conoscendone le potenzialità, la Polizia USA se ne è servita nel 2009, durante le manifestazioni avvenute in occasione in occasione del vertice del G20, a Ferguson, nel Missouri, per placare la folla insorta contro le forze dell’ordine che avevano ucciso brutalmente Michael Brown, un giovane ragazzo di colore accusato di commesso un furto.

La popolarità di questi strumenti è aumentata nel tempo, soprattutto da quando la società produttrice, LRAD Corporation, li vende in più di 70 paesi.

Il Mosquito, altrimenti detto Zanzara è invece uno strumento di controllo che è stato ideato per sorvegliare i giovani. Il suono che produce ha una frequenza molto alta, simile ad un ronzio di zanzara, e può essere percepito solamente dagli adolescenti. Si attiva, ogni qualvolta, un ragazzo abbia un comportamento “riprovevole” all’interno della società in cui vive e si lascia andare a degli eccessi, quali il bere o l’essere coinvolto in risse.

Ci si chiede, a questo punto, come mai non sia udibile   anche dagli adulti? La risposta ci viene data da James Parker, esperto di suono e di diritto presso l’Università di Melbourne in Australia: “Il suono non è udibile dagli adulti perché la loro soglia del suono si indebolisce ma mano che si invecchia. Quindi se lo scopo è quello di essere usato solo per dei giovani ragazzi, questa strumentazione è indicata”.[3]

Vi sono anche i dispositivi ad infrarossi caratterizzati da frequenze troppo basse per poter essere udite e che hanno lo scopo di modificare il comportamento di individuo. Ed ancora vengono citati i dispositivi ad ultrasuoni che, come gli infrarossi, hanno una frequenza superiore a quella che gli esseri umani possono sentire, tanto che Jurgen Altmann, professore di fisica a Technischen Uiversitat Dortmund di Berlino commentando l’episodio accaduto a Cuba, ha dichiarato che non è chiaro quale tipo di dispositivo potrebbe essere stato utilizzato, nel caso in cui ne fosse utilizzato uno per annientare il nemico, aggiungendo inoltre che gli ultrasuoni sono difficili da usare, soprattutto se vengono posizionati a distanza.

Kate Ravilious del The Guardian racconta che un gruppo di pirati al largo della Somalia, con un colpo sonoro, ha attaccato una nave da crociera di lusso ed ha distrutto i suoi radar.

Nel frattempo vengono fuori nuove ipotesi.

Nel New York Times ha formulato l’ipotesi p che dietro questo mistero possa esserci una nuova ama che colpisce   attraverso un sistema su cui le potenze mondiali, fra cui gli USA hanno lavorato per anni: le microonde.

Nel 1997 uscì un libro: Coucou c’est Tesla – L’energie libre, Paris, ed. Felix, AA.VV., 1997. Gli autori sostengono l’esistenza di progetti militari occulti russi ed americani, miranti all’utilizzo di un altro temibile di armi invisibili: le armi elettromagnetiche. Nel più grande segreto la Russia e l’America hanno perfezionato da anni l’utilizzo delle frequenze elettromagnetiche per sviluppare armi psicologiche mortali.

Durante la ricerca di microfoni spia dell’Ambasciata americana a Mosca nel 1962 fu scoperto un raggio d’onde microelettriche diretto proprio la sede della stessa ambasciata.

La CIA sviluppò allora il progetto Pandora, volto allo studio delle ragioni  e degli effetti sull’uomo di questi attacchi elettronici da parte dei russi. Si scoprì che l’esposizione a queste genere di raggi generava mal di testa affaticamento, nausea, irritabilità, angoscia, depressione ed inibizione, delle capacità intellettuali.

Soltanto nel 1972 l’opinione pubblica fu portata a conoscenza della verità: secondo il Los Angeles Times del 7 febbraio 1976 l’ambasciatore americano a Mosca, soffriva di una malattia misteriosa simile ad una leucemia, che gli provocava il sanguinamento degli occhi e tutta una serie di disturbi cronici. Malgrado qualche interruzione, il bombardamento dell’ambasciata americana a Mosca continuò. Il personale ivi operante deterrebbe il tasso più elevato di cancri al mondo.

La presenza di onde anomale elettromagnetiche è stata registrata in diverse zona abitate degli Stati Uniti. In numerosi quartieri della città di Eugene, nello Stato dell’Oregon, ad una altezza  di 9.000 metri alla verticale, è stato avvertito un segnale radio molto molto potente. L’origine è sconosciuta.

Si trattava di un segnalo radio di un impulso a 4,75Hz a 1,100 periodi al secondo, di potenza pari a 500.000 Watts, dieci volte superiore alla potenza legale autorizzata. Thomas Deposkey, cittadino di Eugene, percepiva nella sua casa strane vibrazioni, sentiva delle voci, e soffriva di insonnia.[4]    La Federal Comunication Commision (organismo governativo incaricato delle comunicazioni) scoprì che il segnale proveniva da un trasmettitore della marina american di stanza a Dixon in California. La marina declinò ogni responsabilità. L’inchiesta venne archiviata. Ancora oggi gli abitanti di Eugene soffrono di strani disturbi a causa di invisibili raggi elettromagnetici che restano un enigma.

Le prime ricerche sulla tecnica delle micro-onde furono iniziate dai nazisti nel Kaiser Wilhem Institut fin dagli anni ’20. Secondo ex agenti dei servizi segreti americani, i nazisti già impiegavano macchine in grado di eccitare la folla durante le gradi parate organizzate a Nuremberg per la gloria di Hitler. Nel corso della seconda guerra mondiale gli americani effettuarono esperimenti sui soldati al fine di influenzare il comportamento. Alla fine del conflitto i responsabili dei servizi segreti nazisti e americani si incontrarono per mettere a punto una rete segreta: Reinhard Gehlen, capo dei servizi nazisti, William Donovan dell’Office of Strategic Service (OSS antenato della CIA) e J.Edgar Hoover dell’FBI costituirono dei gruppi di ricerca con la collaborazione di eminenti medici psichiatri con lo scopo di sviluppare delle tecnologie capaci di dominare il pensiero umano e trasformare gli individui in robot. Parallelamente gli scienziati russi realizzarono considerevoli progressi nel campo del controllo elettromagnetico dei flussi cerebrali e delle percezioni extrasensoriali.

Anche se fosse appurato che siano microonde, la domanda è sempre la stessa: chi potrebbe aver colpito i funzionari americani a Cuba e a quando quanto pare, in Cina? Per i servizi USA la Russia è la maggiore indiziata.[5]

Anche se, in questo tipo di risposta qualcosa non torna, perché la Russia avrebbe dovuto attaccare proprio in quel momento, quando era arrivato Trump alla Casa Bianca che è un deciso avversario alla normalizzazione dei rapporti con Cuba?

Questi tipi di attacchi “acustici” sono avvenuti anche in Cina, il Dipartimento di Stato in un comunicato faceva riferimento a inspiegabili fenomeni acustici e sensoriali.

Che tutto questo faccia parte di un conflitto segreto tra USA e Cina?

La Cina è uno dei pochi paesi (l’altro è la Russia) che può insidiare il primato americano.

[1] http://www.occhidellaguerra.it/cubas-attacchi-ambasciata/

 

[2] https://lidro.it/armi-acustiche-cosa-sono-e-perchè-cuba-non-le-userebbe/

 

[3]                                              C.s.

 

[4] Ricerca a cura di Romano Nobile, la tortura nel Bel Paese, Malatempora editrice, 2006.

 

[5] http://www.occhidellaguerra.it/attacchi-cuba-microonde/

LE “STREGHE DI PUTIN”

•marzo 4, 2019 • Lascia un commento

 

 

Questa storia potrebbe apparire qualcosa di folle, oppure scopiazzata da una sceneggiatura da qualche film dell’orrore o fantasy.

Ma invece è tutto vero le streghe di Russia, si sono riunite a Mosca per una raduno con lo scopo di fare crescere l’indice di gradimento del presidente Vladimir Putin, caduto ultimamente al 33%.[1]

Potrebbe apparire decisamente strano che nel XXI secolo ci sia questo connubio tra magia e politica.

Strano se non si tiene conto della realtà storica.

Pensiamo solamente al rapporto tra nazismo e esoterismo e occultismo.

È Impossibile non notare il potere ipnotico che la retorica di Hitler esercitava su masse immense, durante le celebri adunate oceaniche del nazismo. C’è da chiedersi se disponeva di tecniche occultistiche. Intanto, bisogna sapere che era nato a Braunau sull’Inn (Austria), paese che ha dato i natali a un numero di medium superiore alla norma: c’è chi ritiene che, in determinate zone della Terra, vi siano cariche magnetiche che conferiscano doti particolari, come quelle che caratterizzano i medium e i veggenti.[2] Inoltre,  è noto che Hitler prese lezioni da Erik Jan Hanussen, famoso ipnotista austriaco che, nei teatri, ipnotizzava gli spettatori, facendo creder loro che fossero reali fenomeni che erano solo immaginari.

Lo stesso Hanussen, mago e illusionista, fu poi ucciso dai nazisti il 30 giugno del 1934 nella strage passata alla storia come la “notte dei lunghi coltelli”, che fu una buona occasione da parte dei nazisti di far sparire le tracce della formazione ipnotistica che Hitler aveva ricevuto. Preciso che con questa affermazione non voglio far parre il concetto che il nazismo si fosse affermato grazie alla magia e non per l’appoggio da parte della borghesia tedesca e internazionale.

In fondo la magia è la convinzione che, facendo determinate operazioni, o con certe liturgie, si possano ottenere determinati risultati.

I maghi, sono i rappresentanti di questo tipo di cultura: talvolta entrano in contatto col potere e talvolta no. La rivoluzione scientifica ha reso meno sistematici quei rapporti: quelli che vengono chiamati Magi, astrologi e veggenti facevano parte normalmente del personale vicino al potere – a Roma e in Grecia, poi nelle corti medievali. Fino al ‘500-600 questi rapporti erano organici e continui, in seguito sono diventati più rari o soltanto occasionali». Che fine hanno fatto i famosi maghi consultati da capi di Stato? Sono stati sostituiti i  alcuni casi ci sono società segrete che trasmettono questo tipo di cultura.

Tornando a quello che sono definite le “streghe di Putin”, il loro intervento era quello di caricare il leader russo dell’energia positiva, favorendo in tal modo il rafforzamento dello Stato.

 

L’organizzatrice del raduno, la strega Alyona Polyn, accusa l’opposizione di avere peggiorato l’indice di gradimento di Putin poiché getta il fango sul presidente russo, postando i video denigratori su Youtube. Secondo Alyona Polyn, azioni del genere dovrebbero essere vietate per legge. Intanto, lei è convinta che, dopo il raduno delle streghe, Putin si è già caricato di energia positiva.[3]

 

In merito a questo incontro ci sono delle inquietanti teorie, tenendo conto che nel 2017 la Russia proibì ai Testimoni di Geova di praticare il loro culto sul territorio, perché considerati una religione troppo estrema. Un cittadino danese, Testimone di Geova, fu condannato a sei anni di carcere, per aver disobbedito la proibizione. Ma se il governo considera i Testimoni di Geova degli estremisti, perché non dovrebbe farlo anche con questa organizzazione occultista?[4]

 

Secondo la versione ufficiale, Putin non avrebbe mai mostrato nessuna inclinazione, verso queste pratiche occultistiche. Non si sarebbe mai avvicinato neppure lontanamente al gruppo, considerandolo una farsa. Eppure il fatto che lo stesso sia legale è un punto che fa riflettere. C’è chi è arrivato addirittura ad ipotizzare che Putin stia solo mentendo, quando dice di non avere nulla a che fare con questo gruppo di streghe, anzi le stesse potrebbero fargli molto comodo. Non necessariamente perché creda che i loro rituali siano efficaci o perché ha fiducia nella magia, ma perché la loro sempre più crescente popolarità è un ottimo strumento per raccogliere consensi.

Non è un segreto che la popolarità di Vladimir Putin, abbia ricevuto un brutto colpo, soprattutto a seguito di una riforma delle pensioni decisamente sfavorevole per la popolazione. Eppure è riuscito finora a rimanere a galla e si crede che quello che viene definito “l’impero delle streghe” sia ritenuto una potenza e per questo motivo sia stato un eccellente strumento di marketing. Ma c’è anche un lato oscuro di questa organizzazione, che non ha nulla a che vedere con i loro presunti poteri magici.

In effetti secondo un’altra versione, anche il gruppo di streghe starebbe utilizzando Putin e il governo a suo vantaggio. Da diversi mesi a questa parte infatti, un buon numero di persone avrebbe accusato l’impero delle streghe più potenti di frode. Si tratterebbe unicamente di un gruppo di ciarlatane, che usano l’appoggio al presidente attuale, solo per portare avanti la loro attività. Un’attività che fino a quando non sarà dichiarata ufficialmente legale, permetterà a questo gruppo di donne di trarne vantaggio, soprattutto economico.

I loro servizi hanno un prezzo naturalmente e non proprio economico per dirla tutta, ma come c’era da aspettarselo esista anche un numeroso gruppo di persone che ha piena fiducia nell’operato del gruppo di streghe. Secondo loro, i rituali sono genuini ed hanno realmente effetto e se tra coloro che credono ai loro poteri, ci fosse anche lo stesso Putin?[5]

 

 

 

 

 

[1] http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Le-streghe-per-Putin-a-Mosca-ce-stato-raduno-delle-streghe-sostenitrici-del-leader-russo-bc25d7a2-a3e2-438d-8b20-bc09dcbe052b.html

 

[2] http://www.libreidee.org/2018/04/giorgio-galli-magia-esoterismo-e-potere-la-storia-segreta/

 

[3] https://www.youtube.com/watch?v=gqrGLPIgiNY

 

[4] https://buscafriends.com/it/interests/post/29896

 

[5] https://www.youtube.com/watch?v=zxAsuyZUC8M

ILLUMINATI E SOCIETA’ ESOTERICHE

•marzo 2, 2019 • Lascia un commento

 

 

Dopo la messa fuorilegge che fine hanno fatto l’Ordine degli Illuminati che faceva capo a Adam Weishaupt? È possibile stabilire un continuazione fino ai giorni attuali? Parlando degli Illuminati di Moriah la parte prevalente nel raccontare la loro storia sono le leggende, invece, parlare degli Illuminati contemporanei si rischia di sprofondare a qualcosa che sfociare un misto di leggende metropolitane, miti, e occultismo.

Quello che è certo che entrarono nella Massoneria dove furono contrastati. Al convento di Wilhelmsbad (riunione dei massoni europei) nel 1782 gli Illuminati furono sconfitti.[1]

Gli Illuminati bavaresi riuscirono a conquistare lo spirito di molti massoni, facendo sì che disattendessero i precoci avvertimenti e le condanne provenienti da ampi settori della massoneria tedesca. Nel 1783, quando ancora non si era spenta l’eco di Wilhelmsbad, la Gran loggia madre di Berlino ammonì, con un avviso, che avrebbe bandito tutte le logge che “avessero degradato la massoneria introducendovi i principi dell’Illuminismo”.[2]  Vi furono addirittura massoni pentiti che si presentarono spontaneamente di fronte all’elettore di Baviera per denunciare la pericolosità e il carattere sovversivo della propria organizzazione.

Ma a quel punto la massoneria francese si orientata verso strutture più democratiche che agevolarono l’influenza bavarese tra i dirigenti.

A differenza della massoneria dell’ancien régime, fondata sul processo iniziatico di trasformazione spirituale,[3] gli Illuminati perseguivano l’obiettivo politico dichiarato di istituire “un ordine mondiale cosmopolita senza stati, principi o classi”.[4] Tuttavia questo cambiamento della gestione del potere non sarebbe dovuto avvenire con il ricorso della forza, né attraverso una rivoluzione. La loro proposta era una riforma morale, non necessariamente violenta. Weishaupt rifiutava le rivoluzioni in particolare perché “esse non possono migliorare niente se gli uomini mantengono inalterate le loro passioni, e perché la saggezza non ha bisogno della forza”, e lo ribadì nel 1799 quando rivolgendosi al proprio superiore bavarese, scrisse: “Non ho mai pensato a un sovvertimento dello stato. Per migliorare il mondo futuro e soffocare tutti gli abusi, bisogna, al contrario, creare nuovi interessi morali e, in generale, agire attraverso l’educazione e il miglioramento individuale”.[5]

Sono idee che allontano Weishaupt dal giacobinismo. Personalmente penso che per capire la prassi dell’Ordine degli Illuminati, bisogna considerare che esso fosse in fondo un’associazione prerivoluzionaria, che aveva come obiettivo certamente la lotta contro il modello assolutista e feudale, ma prevedeva la realizzazione di un nuovo ordine solo nell’ambito di un dispotismo illuminato, il che escludeva un’azione sovversiva rivoluzionaria.

Tornando sull’influenza che ebbero sulla Massoneria, gli Illuminati di Baviera agivano all’interno delle logge come una società segreta dentro un’altra.   Consideravano fondamentale studiare la Massoneria, così come l’ordine dei gesuiti che tanto aborrivano. Copiavano e replicavano la struttura gerarchica e persino l’impianto rituale dei gradi massoni, ma i loro obiettivi andavano ben oltre a quelli perseguiti dalle logge, poiché si basavano su un programma, attuato in maniera rigorosa e sistematica, grazie al quale avrebbero trasferito i propri principi alla società; cosa che la Massoneria, in quell’epoca non incoraggiava.

Per gli Illuminati i rituali erano dunque subordinati a un fine politico superiore, individuato nella trasformazione della società. Nel loro progetto la Massoneria avrebbe formato un ordine di seconda classe, ma non prima di avere attraversato la fase fondamentale in cui gli Illuminati si sarebbero infiltrati con sistematicità nelle logge. Quando un Illuminato era presentato per l’iniziazione, aveva ben chiaro quale fosse lo scopo della sua presenza in loggia. Nonostante gli enormi sforzi compiuti dalle Grandi logge per denunciare questo progetto, la nascita di una massoneria post-rivoluzionaria, che si pose come ispiratrice delle grandi rivoluzioni democratiche del XIX secolo, fa pensare che alla fine della fiera la politica dei bavaresi abbia avuto successo.

Quando i dirigenti della massoneria si resero conto dell’esistenza di un piano d’infiltrazione da parte dei bavaresi, si diffuse un sentimento d’indignazione. Si cominciò ad affrontarli e a espellerli dalle logge. È in questo contesto che si rese pubblica nel 1783 la Dichiarazione dell’Antica loggia madre dei tre globi di Berlino, a tutte le illustri e onorevoli logge massoniche che con essa abbiamo relazioni, dentro e fuori della Germania, che affermava quanto segue: “Reprobo è il massone che nuoce alla religione dei cristiani e che degrada l’elevata massoneria, trasformandola in un sistema politico, e che non se ne vergogna. Non bisogna dimenticare il pericolo che questo comporta, poiché prima o poi di provocherà il braccio secolare che colpirà tutta la massoneria. Scacciamo questi sciagurati”.[6]

Nel 1785, l’Ordine degli Illuminati di Baviera fu sciolto, ma a quel punto contava ormai sull’appoggio incondizionato di numerosi massoni influenti, tra i quali Bode, che convinse il principe von Gotha a proteggere Weishaupt e i più importanti leader dell’organizzazione ospitandoli presso la corte. L’allarme crebbe negli anni immediatamente il suo scioglimento, a mano a mano che nomi di rinomati filosofi, accademici e magistrati cominciarono a essere associati all’azione politica dell’Ordine. Si è calcolato che l’Ordine avesse a quel tempo più di seicento membri[7] benché risulti difficile stabilire quanti massoni – senza appartenere all’Ordine – ne condividessero i principi.

Durante l’esilio alla corte di von Gotha, Weishaupt non interruppe le proprie attività; al contrario, il suo legame con massoni famosi crebbe in maniera costante fino alla sua morte. La vasta rete intessuta dagli Illuminati raggiunse personalità di grande rilievo e servì da modello da altre organizzazioni, guidate da massoni, che divennero centri di cospirazione politica prima, durante e dopo la Rivoluzione francese.

Due di queste organizzazioni meritano di essere menzionate: l’Ordine degli evergeti, accorpato nel movimento rivoluzionario prussiano. Fondato nel 1791 in Slesia, vantava tra la propria fila il celebre massone Fessler, insieme a influenti funzionari prussiani, scrittori e sostenitori della rivoluzione, tutti membri attivi di logge massoniche, come il magistrato Zerboni, lo scrittore Hans von Held, l’alto ufficiale prussiano von Leipziger e, soprattutto, il professor Elsner, appartenente al circolo degli amici intimi di Hegel, il cui il livello di contatti con i massoni illuminati era impressionante.[8]

Nel 1797 i summenzionati Zerboni e von Leipziger fondarono, all’interno della loggia di Glogau, un’altra società segreta politico-massonica che chiamarono Tribunale della Sainte-Veheme[9] con gli obiettivi di denunciare gli abusi e le azioni degli assolutisti, lavorare a favore della libertà politica e il non intervento tedesco in Francia.

Così come si sospetta che Hegel abbia preso parte a circoli legati ai bavaresi, lo stesso si potrebbe dirsi di Fichte, il quale venne addirittura accusato dalle autorità di Jena di essere un Illuminato e tenuto sotto sorveglianza a causa del libro Filosofia della massoneria.

Ma il motivo della dissoluzione degli Illuminati, oltre alla repressione fu dovuto al loro ordine interno: chi aderiva doveva giurare obbedienza assoluta ai loro superiori. Erano obbligati a una specie di resoconto mensile nel quale analizzavano il proprio operato e anche quello dei compagni.

Il sistema degenerò rapidamente verso la delazione e lo spionaggio, fatto che suscitò una reazione di disgusto da parte di molti massoni che si erano arruolati tra le fila di Weishaupt.

Anche negli USA all’interno della Massoneria gli Illuminati suscitarono delle forti reazioni.

George Washington, che oltre a essere stato il primo presidente della repubblica degli Stati Uniti fu anche uno dei responsabili della Massoneria USA. Egli respinse la dottrina degli Illuminati, tanto nel discorso del giorno della suo insediamento alla presidenza, tanto più analiticamente in una lettere del 1798 al pastore G. W. Snydernel: “Reverendo era mi intenzione mettere in dubbio che la dottrina degli Illuminati e i principi del Giacobinismo non si fossero estesi agli Stati Uniti. Al contrario nessuno più di me è convinto di questo fatto. L’idea che volevo esporLe era che le Logge dei Frammassoni del nostro paese del nostro paese avessero cercato, in quanto associazione, di propagare le dottrine diaboliche dei primi, o i perniciosi dei secondi, se mai è possibile separarli. Che delle personalità lo abbiano fatto, o che il   fondatore, o gli intermediari impiegati per fondare le società democratiche negli Stati Uniti abbiano fatto questo progetto e che abbiano mirato a separarlo dal proprio governo è troppo evidente per metterlo in dubbio.

Con ossequio…

George Washington”.[10]

Ci sono degli studiosi come Giovanni Francesco Carpeoro all’anagrafe Gianfranco Pecoraro appartenente alla Massoneria di Rito Scozzese sostiene che si infiltrarono nella potente Massoneria USA, utilizzando tutti coloro che avevano perso la guerra di secessione USA, quindi dei personaggi sudisti, cioè degli schiavisti, che resero gran parte della Massoneria americana conservatrice e reazionaria e poi elaborarono le teorie dei Nuovi Illuminati.[11]

Si potrebbe ipotizzare che Albert Pike capo del Rito Scozzese ed ex generale confederato abbai fatto parte di questa realtà di infiltrazione della Massoneria americana.

Albert Pike fu una figura centrale della Massoneria moderna, e proprio il libro Morals and Dogma è tuttora considerato come una seconda Bibbia dai gradi alti della Libera Muratoria. Egli fu l’esponente di una dottrina sorta sul corpo della tradizione massonica, denominata Palladismo. Tale dottrina afferma che il Dio adorato dalla massoneria è Lucifero, il Satana della tradizione giudaico-cristiana, e non vi è nemmeno motivo di eccessivo stupore, per chi della Massoneria coglie il messaggio.

Ma proprio questo è il problema perché, secondo Pike, Lucifero non è Satana.

Per affermare ciò i Luciferini si riferiscono allo Gnosticismo, corrente definita eretica dalla Chiesa ufficiale che percorre i secoli ispirando nel Medioevo Manichei, Catari, Bogomili, Dolciniani, fino proprio agli Illuminati di Baviera e alla Massoneria del XIX secolo.

Lo gnosticismo intende il mondo come una una creazione divina degenerata a opera di un demiurgo invidioso del vero Dio. Ecco quindi il capovolgimento: il crudele e malvagio dio degli ebrei, dei cristiani, e dei mussulmani precipita negli Inferi, mentre Lucifero rimane il vero rappresentante del Bene, colpevole solo di voler donare la luce della conoscenza al genere umano. Quindi, siccome la creazione che noi conosciamo è malefica, bisogna distruggerla per averne per averne una benefica. In un’accezione moderna questo dovrebbe averne una benefica. In un’accezione moderna questo dovrebbe essere il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”.[12]

I nuovi Illuminati nascono infatti all’inizio del XX secolo, tra Inghilterra e USA, teorizzano il fatto che trasversalmente agli Stati, possa sorgere non una società perfetta in un determinato paese, ma addirittura “la società perfetta”. Nasce quindi una struttura trasversale a tutti gli Stati. E questo accade attraverso uomini di affari come Cecil Rhodes, secondo cui USA e Gran Bretagna devono dar vita un unico governo federale sulla Terra.

Se ci facessimo la domanda chi comanda veramente negli USA, dire il Presidente della Repubblica da un punto di visto formale sarebbe una risposta esatta ma sostanzialmente sarebbe non solo errata ma anche banale. A chi gli poneva la stessadomanda William Cloen Skousen, che al tempo stesso è un professore della Brighan Young University, nonché autore di un libro tradotto in Italia nel 1978 (Il capitalista nudo, a cura di S. Vaselli, Roma 1978) e un segugio,[13] rispondeva: il Council of Foreign Relation (Cfr), il Consiglio per le relazioni internazionali,[14] un’associazione costituita a Parigi nel 1919 da Edward Mandell House, un influente uomo d’affari texano, eminenza grigia che accompagnò il presidente Wilson alla Conferenza di pace, quando le nazioni vincitrici del primo macello mondiale imperialista si stavano spartendo il mondo.

Dalla Conferenza di Parigi scaturirono il Trattato di Versailles, che poneva i presupposti di una nuova conflagrazione nel cuore dell’Europa, dove si creò la Società delle Nazioni (che i bolscevichi definirono un covo di briganti), incarnante l’‘dea di una specie di governo mondiale federativo; poi ripresa dopo il secondo macello mondiale con l’O.N.U.

Il quartier genere del Cfr si trova presso Harold Pratt House, un edificio di quattro piani donato all’organizzazione dai Rockefeller (guarda caso), all’incrocio della 68 Strada nuovayorchese con l’elegante Park Avenue. E qui che vengono allevati i futuri alti funzionari e consiglieri governativi degli Stati Uniti, come H. Kissinger e Z. Brzezinski, solo per citare i più noti.

C’è la tesi che il CFR  non sarebbe altro che l’emanazione più esterna di una società segreta che affonda le sue radici nell’ Inghilterra vittoriana, e precisamente raccoltosi intorno a John Ruskin, un critico estetico, riformatore sociale e profeta politico, una personalità percorsa da una vena romantica che predicava in un linguaggio biblico e infuocato, l’avvento di una platonica Politeia, dove tutto, lavoro, modo di vestirsi, sposarsi e addirittura di procreare sarà regolato dallo Stato, o meglio dai sapienti che lo dovrebbero reggere. Ruskin non nutriva alcuna simpatia per gli ideali di libertà e di eguaglianza, era profondamente convinto della superiorità di alcuni uomini su altri.

Non è certamente un caso che queste idee si sviluppano nel XIX secolo quando si sviluppa il capitalismo. Proprio in questo periodo nascono nuove forme di controllo e di repressione, alimentate da specifici pregiudizi e appoggiate da apposite costruzioni culturali.

E in questo periodo che si sviluppano interpretazioni arbitrarie della biologia che vorrebbero stabilire che alcuni popoli sono superiori e altri inferiori (razzismo) e che alcuni individui sono superiori e altri inferiori (eugenetica).

Si comincia a teorizzare che i leaders sono geneticamente destinati a comandare e che ci che vale per un individuo vale per un gruppo, un popolo, una nazione.

Nel 1891 un gruppo di personaggi imbevuti di tali dottrine tra i quali, appunto, spicca Cecil Rhodes, il colonialista conquistatore del territorio africano che fu dato il nome di Rodesia avrebbe costituì una società segreta caratterizzata da una fanatica vena di pananglismo razzista; che aveva come scopo di imporre al mondo il predominio britannico, tale programma era animato da un afflato che spostava l’accento dalla nazione alla razza, postulava l’esigenza di un’alleanza tra le nazioni di razza anglosassone. Dopo la morte di Rhodes un’altra figura di proconsole sudafricano, lord Alfred Milner, organizza una cerchia esterna, la Round Table, che deve assicurare all’originaria società segreta, un ambiente di simpatia e di fattiva collaborazione. Nel 1914 funzionano gruppi della Round Table in Inghilterra, Sud Africa, Canada, Australia, Nuova Zelanda, India e Stati Uniti. Il coordinamento delle loro attività viene assicurato da un organo trimestrale, The Round Table, che esce completamente anonimo, allo stesso modo della rivista gesuiti La Civiltà Cattolica, analogia non casuale, se si pensa che la Compagnia di Gesù costituiva il modello organizzativo di Cecil Rhodes.

Alla fine della prima guerra mondiale, quando è ormai chiaro che gli Stati Uniti sono destinati ad assumere un importanza sempre maggiore più grande nel contesto mondiale, il gruppo americano della Round Table offre la piattaforma per la creazione della Cfr, assumendo il compito di contrastare la tendenza isolazionista dell’opinione pubblica: il grande business e i trust volevano mantenere l’apertura dei mercati mondiali. La sovrastruttura ideologica era data dalla teorizzazione da parte delle setta segreta originaria dell’egemonia planetaria della razza anglosassone.

Da sempre il CFR formula le sue azioni sulla basi di scenari previsionali. Il caso storico più celebre ebbe luogo nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale. Il Bar and Pece Studiose Project, l’apposito gruppo di studio creato dal CFR ,[15] per valutare quali sarebbero state le conseguenze, per il business americano, di una vittoria dell’asse.

Il gruppo di studio si pose alcune domande preliminari. Su quanta parte delle risorse e del territorio mondiale gli USA dovevano avere il controllo diretto, per mantenere ed estendere il loro livello di potere? Quanto era autosufficiente il vasto spazio dominato dagli USA (costituito dai paesi dell’America Latina), confrontato con un Europa egemonizzata dalla Germania?

Per rispondere a queste domande, il CFR lanciò il più grandioso studio econometrico mai tentato fino allora. Il mondo fu diviso in settori d’influenza politica, e per ogni settore si calcolò la produzione e il commercio locali di materie prime e beni industriali.

Fu introdotto nel quadro almeno il 95% di tutti gli scambi mondiali di materie prime e beni. Con queste, misurando le cifre dell’import e dell’export, si calcolò il grado di autosufficienza di ciascuna delle grandi regioni geo-politiche: il Wester hemisphere (gli USA e il suo giardino di casa), l’impero Britannico, l’Europa continentale, l’area del Pacifico. Emerse che l’autosufficienza dell’Europa continentale dominata dalla Germania sarebbe stata assai più alta di quelle delle due Americhe.[16] Nel Pacifico si ottenne lo stesso risultato: emerse che il Giappone come potenza minacciava i piani del CFR.

La minaccia consisteva in questo: un Europa sotto il dominio tedesco, con l’integrazione della tecnologia tedesca e delle risorse naturali russe, avrebbe costituito uno spazio economico concorrente non dipendente dalle importazioni americane. In Asia e nel Pacifico, l’integrazione tra potenza industriale giapponese e l’immensa dotazione di manodopera cinese avrebbe creato un altro spazio economico concorrente. Un rischio mortale per le società americane che vivevano importando materie prime da queste aree, ed esportandovi beni e capitali.

Il Presidente Roosevelt[17] e il suo entourage furono convinti da un rapporto del CFR ad entrare in guerra a fianco dell’Impero Britannico, che all’epoca era ancora una grossa potenza economica. Già da mesi, un gruppo di pressione appositamente creato dal CFR, il Centufuture Group, aveva indotto l’amministrazione ancora formalmente neutrale a inviare cinquanta incrociatori alla Gran Bretagna in cambio di future basi su delle colonie britanniche.

È nell’ambito del CFR che nel 1972 sono venute le prime proposte di formazione della Commissione Trilateral. È sempre in questo ambito, nasce l’idea di una strategia verso il campo socialista e verso i partiti revisionisti basata sull’allentamento dei loro vincoli rispetto a Mosca. Questo sgretolamento si sarebbe basato sulla penetrazione commerciale occidentale e dal contagio ideologico rappresentato dagli eurocomunismi.

L’indagine di Skousen è stata molto attenta al lato bancario, a prescindere dal quale sarebbe difficile comprendere l’influenza della setta pananglista sulla vita politica e intellettuale degli Stati Uniti.

Dell’influenza del CFR nella vita politica degli Stati Uniti ne parla un intellettuale Carrol Quigley (1910-1977), che afferma di essere stato in contatto per quasi tutta la sua vita con questo centro di potere, di cui esalta i fini umanitari e di averne anche potuto esaminare per due anni gli archivi segreti. Egli ha pubblicato un libro di 1300 pagine, che s’intitola Tragedy and Hope, dove parla di questi suoi rapporti.

Questo libro fu ritirato dalla circolazione dopo la pubblicazione del libro e sul mercato fu immessa una edizione economica, purgata però delle parti più compromessa

Con questo non intendo certo scadere nel complottismo, ma cercare di analizzare certe dinamiche che esistono nei paesi imperialisti a livello sovrastrutturale.

Quando il Modo di Produzione Capitalista entrato nella fase imperialista, con la concentrazione del capitale che si manifesta non solo nella concentrazione dell’offerta della merce, nell’accresciuta dimensione dell’impresa produttiva, ma anche nel dominio di una massa crescente di capitale, che può essere investito in imprese diverse, in produzioni diverse. Si attua così un potere economico che si accresce attraverso legami finanziari e personali. Non si può avere un idea esatta della concentrazione della produzione, del capitale, del potere economico e delle conseguenze che ne derivano, se non si esamina il fenomeno anche sotto l’aspetto finanziario, se non si tiene presente la formazione di gruppi integrati aventi un’unica direzione finanziaria. Tanto più che questo il fenomeno che è diventato dominante.

Dal formarsi del capitale finanziario che il formarsi di un oligarchia finanziaria che tende a dominare la vita sociale e politica e quindi lo Stato.

I legami oggettivi di natura economica (soprattutto nella parte finanziaria) che si intessono tra i vari gruppi monopolisti, sono accompagnati da legami personali. Questi legami oggettivi sono espressi naturalmente da persone da uomini che sono alla direzione dei gruppi produttivi/finanziari. Si verifica quindi uno scambio di dirigenti.

Nei consigli di amministrazione delle varie industrie si ritrovano alla fine gli stessi nomi; uomini di banca si ritrovano nei consigli di amministrazione di industrie e viceversa.

Nasce così un oligarchia finanziaria, composta da questi capitalisti e qualche volta solo di dirigenti. Vi sono a livello mondiale nomi come: Rockefeller, Morgan, Ford, Krupp, Agnelli ecc., ma ogni paese ha le sue èlites.

Come dicevo prima, vi è indubbiamente una correlazione tra la teoria della classe eletta che si sviluppò alla fine del secolo scorso e la base sociale costituita dal consolidarsi da questa oligarchia finanziaria.

Così pure vi una correlazione tra l’esigenza, in certi momenti, di una più stretta unione del capitale finanziario e la teoria del superuomo, del duce, del Führer Il formarsi di questa elìte non si esercita solamente nel campo della direzione economica, ma anche in quella ideologica con le associazioni culturali, le onorificenze (Cavalieri del lavoro) e circoli vari (Rotary Club ecc.). Quest’élite lavora per permettere il passaggio del proprio dominio dalla sfera produttiva alla sovrastruttura. Essa cerca di dominare nella sfera sociale nella formazione dei quadri tecnici e intellettuali (Fondazione Rockefeller, Fondazione Agnelli ecc.) e l’opinione pubblica, con giornali, riviste, televisioni e gli altri strumenti di comunicazione di massa.

Con il controllo dei media, si cerca di creare la base psicologica per il dominio dello Stato. Questa elìte crea la classe dirigente anche in senso politico, e nei regimi democratici borghesi, mantiene il suo dominio anche grazie all’influenza ideologica che esercita attraverso gli strumenti che si parlava prima, attraverso la scuola, attraverso il revisionismo e il riformismo.

Nella sostanza fin dall’inizio si diffonde questo progetto di costruire il “Nuovo Ordine Mondiale” nel nome degli Stati Uniti d’America. In seguito le realtà che dovevano portare avanti questo progetto creano una struttura che affianca il potere ufficiale, senza cambiare un bel niente. Il cosiddetto New World Order, che in origine in linea teorica doveva aveva avere un’ispirazione rivoluzionaria (democratica radicale si potrebbe dire) si riduce a una pura gestione dell’esistente: una gestione trasversale, mondialista e di assoluto potere dello status quo. Ma questo processo non avviene all’improvviso, avviene per gradi. Quando gli Illuminati devono aggirare Washington, si alleano con le componenti più conservatrici del paese, il Sud schiavista, intuendo che saranno riassorbite vertice del potere USA in vista della riconciliazione nazionale postbellica. Il capo di questa componente, come si diceva prima, Albert Pike che fece un lavoro di infiltrazione molto capillare.[18]

Il discorso degli attuali Illuminati è esclusivamente pragmatico, con le associazioni tra banchieri, i trust sono diventati una struttura di conservazione. E il sionismo è una delle conseguenze di questa situazione.

 

DAGLI ARCHIVI DI GIACOMO RUMOR EMERGE L’ESISTENZA DI UNA STRUTTURA SEGRETA CHE ESISTE DA 12.000 ANNI

 

Paolo Rumor fece conoscere la documentazione di suo padre Giacomo Rumor (cugino del più famoso Mariano Rumor) dove emerge l’esistenza di un’entità clandestina, segretamente dominante e molto antica, vecchia di millenni. Ne parlò a suo padre l’esoterista e politico francese Maurice Schumann, che fu uno dei fondatori del gollismo: gli rilevò per iscritto l’esistenza plurimillenaria di questa entità plurimillenaria che chiama Struttura.

Secondo Paolo Rumor il progetto iniziale di questa struttura non era di unire l’Europa ma il bacino del Mediterraneo, dove allora si era sviluppata la civiltà.[19]

Forme di unità continentale sono state l’impero Romano e poi il Sacro Romano Impero. Ma, secondo Rumor (in base alle carte di suo padre, ottenute da Schumann) l’attuale Unione Europea sarebbe figlia di un progetto organico, che sarebbe databile nel II° secolo dopo Cristo. Ma risalirebbe in realtà a una determinazione stabilita addirittura attorno al 10.000 avanti Cristo. Ufficialmente, ricorda Rumor, il moderno progetto di un Europa unita è nato dal Mouvement Européen francese, nei primi anni del XX secolo. Ma è stato incubato da un cenacolo esclusivo del XVIII secolo, l’Ordine delle Ardenne (o di Stena), a sua volta risalente al potere imperiale di Roma. La Struttura descritta nel libro L’altra Europa scritto assieme a Giorgio Galli e Loris Bagnara non risulta possedere un nome definito. Si maschera dietro altre compagini associative, dinastiche e religiose. Nell’elenco custodito dal suo padre risalire fino al 136 dopo Cristo, ma si parla di un’antecedenza molto maggiore. In altre parole si può ritenere che essa esistesse anche durante il periodo romano e alessandrino, evidentemente con scopi diversi da quello prettamente ufficiale, cioè l’unificazione del bacino mediterraneo. Obiettivo che all’’epoca era stato raggiunto tramite la dominazione romana.

Nello scritto che Schumann consegnò a Giacomo Rumor verso la fine degli anni ’40 si enunciava un’antecedenza della cosiddetta Struttura al decimo millennio avanti Cristo. È precisa anche l’ubicazione dell’entità di potere, centrata prevalentemente nel basso corso del Nilo, nel Golfo Persico (ma in aree oggi sommerse), nel Golfo di Cambsj, a Galonia Laeta, nel continente di Colba (non identificabile) e in altri siti di incerta collocazione.

La cartografie conservata da Rumor descrivono la derivazione della prima compagine organizzata in modo civile della storia. È la stessa dinamica illustrata nel saggio Dominio dall’intellettuale triestino Francesco Saba Sardi: la nascita dell’attuale modello di potere, con l’avvento del neolitico e la scoperta dell’agricoltura, da cui l’inedita necessità di controllare militarmente territori coltivabili. È allora che, insieme alla guerra, nasce la figura del re-sacerdote, il detentore di conoscenze superiori su come ottenere i raccolti. Nascono altri soggetti sociali, assenti tra le popolazioni nomadi del paleolitico: i servi, i contadini e i soldati. I loro compiti: coltivare i campi, conquistarli e difenderli. Nasce, in altre parole, questo potere, configurato in forma di dominio, per la prima volta della storia dell’umanità. Una dinamica che il libro di Paolo Rumor – inseguendo i primordi della suprema casta – mappa con precisione “a partire dal noto sito di Menfi o dalla collina rocciosa ove è ubicata Sfinge, alla periferia del Cairo odierno, fino alla precedente collocazione lungo gli originari siti fluviali del Tigri e dell’Eufrate, nell’Iraq meridionale e all’interno di quello che adesso è il Golfo Persico e che, precedentemente, in un periodo che si aggira sull’8000 avanti Cristo, era ancora una pianura abitabile, non sommersa dal mare”.[20]

In quest’ultima zona, tra le spiagge dell’Iraq e quelle dell’Iran, si sarebbe formato il primo nucleo che avrebbe fatto da culla alla società cui apparteneva la Struttura vera e propria, prima che il mare, invadendo le coste, costringesse i proto-sumeri a spostarsi nella Mesopotamia e poi in Egitto. Ne parla anche Graham Hancock in Civiltà sommerse, edito da Corbaccio. Dice Rumor: “Ritengo che la storia dell’Egitto arcaico racconti, nella versione del mito, l’evoluzione della specie umana più di ogni altra civiltà antica”.[21]

Tornando al francese Schumann e alla storia della “Struttura”, Paolo Rumor tratteggia un network potentissimo e invisibile, fatto di uomini politici ed esponenti del mondo della cultura, ricercatori scientifici e archeologi, etnologi, antropologi. Ma anche uomini di Chiesa e personaggi delle più disparate etnie. Nel ‘900, la maggior parte dei leader del network-fantasma è di estrazione francese, inglese e germanica. Spiega Rumor “Mano a mano che si arretra nel tempo l’elenco contempla una prevalenza francese”, mentre, continuando a ritroso, “nel periodo greco-romano la componente etnica è quasi esclusivamente ebraica”. L’elenco di Maurice Schumann termina all’inizio dell’era cristiana, ma attenzione aggiunge: “Esiste un secondo elenco, solamente enunciato a mio padre e non consegnatogli che contiene millennio avanti Cristo. Diecimila anni dopo, nel libro di Paolo Rumor, compare il fatidico termine “Illuminati”. “E’ usato per descrivere un gruppo o categoria di persone di stirpe giudaica, vissute in Palestina in un periodo antecedente il 136 dopo Cristo”. Lo stesso termine, aggiunge l’autore, indica persone vissute anche nel basso Nilo, nello stesso periodo. Coincidenze?

Si chiamano infatti “illuminati” anche i re pre-dinastici, probabilmente capi-tribù egizi risalenti a prima del regno di Menes, cioè il sovrano che unificò i diversi territori tribali intorno al 3100 avanti Cristo ed eresse la sua capitale, Menfi. Sempre intervistato da Leoni per “Fenix”, Rumor prova a spiegare i possibili, vertiginosi collegamenti tra la valle del Nilo e i palazzi di Bruxelles. L’ambiente esoterico-politico che si era occupato delle prime fasi dell’Europa unita, premette, condivideva “la particolare convinzione di far parte di una consorteria la cui linea ininterrotta affondava asseritamene le proprie origini nell’antichità più remota”, quella del Mediterraneo del 10.000 avanti Cristo. Che intenzioni aveva, quell’élite-ombra, cent’anni fa? In teoria, diceva di voler creare “una sorta di umanità nuova, diversa da quella dei secoli precedenti”, lontana dagli orrori bellici del ‘900. Sulla carta, un’umanità “ispirata a criteri di fratellanza e ad un’etica civica rinnovata», verso «un mondo migliore”. In realtà, la “Struttura” si è nascosta molto bene nei gangli istituzionali: interferisce nei maggiori eventi economici scavalcando gli Stati, come sappiamo. Quello che sbalordisce è leggere che questa entità era presente già nell’antichità.

Secondo i documenti presentati da Rumor, intorno ai due secoli posti a cavallo dell’era cristiana, l’oligarchia-fantasma costituiva “un diffuso movimento non conformista”, “fortemente orientato in termini religiosi” ma al tempo stesso “vocato ad azioni militari per la salvaguardia della propria identità”. All’epoca, aggiunge l’autore, la centrale di potere era collocata nella Giudea sotto la dominazione romana. Ma attenzione: verso la metà del primo secolo, la “Struttura” “ha subito una violenta scissione al suo interno, ad opera di agenti infiltrati dagli occupanti militari”. Una buona parte del movimento, continua l’autore, è andata a originare “quella che poi diventerà l’organizzazione cristiana delle origini”. Il Cristianesimo, dunque, come “format” politico creato da metà dell’élite, inizialmente unita. “Invece, la parte rimasta fedele alle proprie origini ideologiche e storiche ha continuato ad operare come prima, mimetizzandosi in una proliferazione di fazioni e società segrete”, fino ad assumere un indirizzo comune all’interno del continente europeo.

Ricapitolando ammette Rumor: “L’ambiente politico che ha dato impulso all’Unione Europea appartiene ad una “consorteria” che, asseritamene, fa risalire sé stessa alla prima organizzazione sociale nata nell’Egitto protostorico attorno al diecimila avanti Cristo. Ne esistono le prove, anche se io stesso ho fatto fatica a prestar fede ad un tale enunciato, che cozza contro la maggior parte delle conoscenze scientifiche in materia”. Ma la vera e propria novità, “che l’ambiente esoterico-politico dei costruttori dell’Europa nasconde”, secondo Rumor “consiste nel fatto che quello che noi oggi conosciamo come Cristianesimo è nato in realtà come un’opera di dissimulazione, frutto del tentativo di reazione della Roma antica a quell’ambiente giudaico che si tramandava l’antichissima consorteria”. Paolo Rumor invita i lettori a consultare libri come Il mistero del Mar Morto, di Michael Baigent, giusto per orientarsi meglio fra tornanti storici sfuggenti. Altro consiglio di lettura: le opere di Theodor Reik sull’interpretazione della Bibbia e dei miti antichi, compresa l’origine del Cristianesimo e dall’Ebraismo. “Queste letture dovrebbero “corazzare” ciascuno dal non cadere nella trappola dei miti moderni e dalla superficiale interpretazione delle opere religiose in genere”.

 

SOCIETA’ INIZIATICHE

 

Ma dove sono o meglio si nascondono gli Illuminati? Esiste un’organizzazione unica oppure una sorta network di società iniziatiche?

Cosa può esserci dietro alle varie società esoteriche?

Proviamo ad avventurarci attraverso questo arcipelago.

Partiamo dall’Ordo Templi Oriente (OTO in italiano Ordine del Tempio d’Oriente o Ordine dei Templari Orientali) che è un’organizzazione internazionale iniziatica, fondata nel decennio compreso tra il 1895 e il 1905 su iniziativa degli occultisti Karl Kellner, Theodor Reuss, Franz Hartemann ed Heinrich Klein. A tale organizzazione sono collegati altri Ordini e confraternite fra cui, l’Ordine degli Illuminati e la Fraternitas Saturni. Inizialmente si trattava di un club esoterico nato su iniziativa del Kellner, adibito a creare un gruppo di persone appartenenti all’alta borghesia, che amavano praticare, lontano da occhi indiscreti, forme di sesso associato alla magia e al tantrismo. I rituali magico-sessuali, fin dal XVIII secolo avevano sempre rappresentato per l’alta società una eccitante ed attraente forma di trasgressione, a maggior ragione quando associata all’occultismo.

Ma il Reuss ad un certo punto introdusse amicizie militari di alto grado, appartenenti al Rito di Memphis – Misraim (MM), ordine massonico di origine francese[22] che consta di oltre 90° iniziatici, nato dalla fusione di tradizioni esoteriche egizie. Reuss, era infatti un massone. Di nazionalità tedesca, aveva vissuto in Inghilterra dove aveva frequentato una loggia irregolare composta di tedeschi, ispirata appunto all’Antico Rito Primitivo di Memphis e Misraim. Come altri fondatori di Ordini esoterici tentò di legittimare l’esistenza e i rituali di averli presi nel corso di suoi viaggi da due maestri di tantra nonché da un maestro Sufi. A completare l’insegnamento, aveva poi contribuito, la sua   frequentazione dell’Ordine esoterico Hermetic Brotherhood of Light che in italiano significa Fratellanza Ermetica della Luce, che asseriva di essere discesa direttamente da Frater Lucis ossia l’organizzazione esoterica dei Fratelli della Luce. I Frater della Luce nascevano, come una delle tante organizzazioni, da Ordini non nati prima del XVIII secolo, nella fattispecie dall’Ordine esoterico tedesco orden der Gold und Rosenkunz, Ordine dell’Oro e della Rosacroce. Che affermava a sua volta di discendere dalla Confraternita dei Rosacroce (Confraternita ma sarebbe meglio dire il nominativo – che sarà strumentalizzata a fini politici con la complicità di nobili aristocratici e militari di alto grado, accomunati d ambizione e anticattolicesimo).

Numerosi fondatori di altre importanti società esoteriche provengono tutti dall’OTO. Il potente fondatore dell’AMORC rosacrociano, Harvey Spencer Lewis, era un membro dell’OTO.

Proveniente dall’OTO fu John Yarker, la cui influenza negli ambienti esoterici, proveniva dal suo essere stato iniziato in Massonerie regolari e irregolari, raggiungendo alti gradi iniziatici nei Riti, inoltre, era membro della Società Teosofica, dell’Ordine Martinista, nonché uno dei verti della potente SRIA (Societas Rosicruciana in Anglia).

L’OTO vide altri personaggi molto importanti, fa cui il Papus, nome iniziatico del medico Gérard Encausse, da molti ritenuto il più importante occultista della storia esoterica francese, che diede inizio al Martinismo moderno oltre ad Arnoldo Krumm-Heller che avrà un ruolo importante nella Chiesa Gnostica dell’OTO, che asseriva di essere anche lui erede dei segreti dei Rosacroce, con cui legittima la fondazione della sua Fraternitas Rosicruciana Antiqua, in cui veniva praticata la magia-sessuale, e famoso per utilizzare una particolare tecnica di ipnotismo a suo dire appresa da Franz Anton Mesmer (1734-1815), un medico tedesco diventato famoso per l’invenzione di un metodo di suggestione, precursore dell’ipnosi, che nel XVIII secolo aveva addirittura convinto i medici di poter guarire i malati servendosi di un fluido magnetico che sprigionava dalle sue mani, o da oggetti magnetici da lui realizzati; la comunità scientifica decenni dopo la sua morte, dimostrerà che le rare guarigioni erano dovute solo all’effetto placebo, per cui la guarigione del paziente dipende dalla sua stessa mente, che viene suggestionata al punto da avere una fede così intensa nel potere della guarigione di un operatore o di un farmaco, in realtà privo di principio attivo, da riuscire a far reagire il corpo fino a guarirlo realmente.

L’OTO contemporaneo nasce su iniziativa ed organizzazione di Reuss, nel 1906, quale Ordine templare in cui confluiscono segretamente esponenti delle Massoneria irregolari, che erano da lui controllate.

Reuss, inizialmente stimava tantissimo Crowley, al punto di porlo nel 1912 a capo dell’OTO inglese, quando questi iniziò ad ottenere molto successo presso gli affiliati delle sede di tutta Europa, al punto da insidiare la dirigenza dello stesso Reuss, iniziò a rifiutarsi di applicare la Legge di Thelema. In pratica i seguaci di Reuss non accettavano più né i contenuti del Libro della Legge, né l’idea dell’eone di Horus profetizzato da Crowley, tantomeno il tipo di rituali sessuali da quest’ultimo riscritti appositamente per le sedi dell’OTO sotto il suo controllo. Ma il numero dei sostenitore del “mago nero” crebbe al punto che poté autoproclamarsi nuovo leader dell’organizzazione ancor prima che Reuss morisse, scavalcando quello indicato da quest’ultimo ovvero Hans Rudolf Hilfiker (che era Gran Maestro della Loggia Libertas et Fraternitas di Zurigo fondata fin dal 1917).

Si narra che Reuss al fine di proteggere la neonata società segreta degli Illuminati fece diffondere dalle sue influenti erano estinti. Da qui si può ipotizzare che gli Illuminati sarebbero costituiti da una vasta ed internazionale cerchia di amicizie massoniche, thelemiche e rosacrociane discendenti dalla amicizie originali di Reuss.[23]

In effetti, Reuss fu nominato ispettore speciale dell’Ordine Martinista in Germania. Quindi OTO, Golden Dawn, Martinismo e poteri finanziari germanici convergevano sulla persona di Reuss. Reuss e Kellner ponevano le basi essenziali necessarie per ipotizzare che il nuovo Ordine degli Illuminati fosse diventato una realtà e che riunisse segretamente tutta l’élite delle società segrete rosacrociane, martiniste, gnostiche e templari, ma con una visione accentratrice del potere tutt’altro che democratica. L’importanza di Papus si evince anche dal fatto che Reuss e Kellner nella fondazione dell’OTO gli avevano chiesto l’autorizzazione e gli insegnamenti necessari per praticarvi le iniziazioni e le operazioni magiche di alto grado. Papus non era un massone regolare e non lo divenne mai. Ma aveva influenza e potere tali da poter organizzare un incontro fra leader di Ordini esoterici a Parigi il 24 giugno 1908 e chiamarlo Conferenza Massonica Internazionale, dove Reuss lo conobbe e strinsero un’alleanza di reciproco interesse.

È sbagliato vedere tutto questo come una realtà monolitica. Ci fu uno scontro storico tra federazioni esoteriche.

Il 17 agosto 1934 veniva fondato a Bruxelles una federazione composta da potenti Ordini e società esoteriche, la Federazione universale Dirigente gli Ordini e società di iniziazione (FUDOSI). La sua finalità era difendere la sacralità, le liturgie, le dottrine, i rituali, dei tradizionali Ordini esoterici, poiché minacciati dalla crescente avanzata di miriadi di improvvisate sette, psicosette ed organizzazioni occultistiche, che si stavano appropriando indebitamente dei loro rituali, oltretutto profanandoli poiché ne modificavano insegnamenti, riti, contenuti deviandoli dalla loro vera finalità. Tra i principali fondatori e sostenitori vi era l’AMORC, Antico e Mistico Ordine della Rosa Croce.

Ad ogni rappresentante degli Ordini esoterici aderenti alla FUDOSI venne assegnato il titolo di SAR che significa Figlio di Ra (dio solare egiziano) ovvero Figlio di sua Altezza Reale. Dopo il primo incontro furono scelti 3 Imperatori e posti a capo del Consiglio Supremo composto da 12 membri.

Gli Ordini esoterici che dal 1934 costituirono la FUDOSI con il rispettivo SAR erano i seguenti:

  • AMORC
  • CONFRèRIE DES FRèRES ILLUMINES DE LA ROSE + CROIX
  • èGLISE GNOSTIQUE UNIVERSELLE
  • FRATERNITè DES POLAIRES.
  • MILITIA CRUCIFERA EVANGELICA.
  • ORDINE CO-MASONIC DI MEMPHIS-MISRAIM.
  • ORDRE ANCIEN ET MYSTIQUE DE LA ROSE + CROIX AMORC
  • ORDINE DEL GIGLIO E DELL’AQUILA
  • ORDRE DE LA ROSE + CROIX UNIVERSELLE

 

  • ORDRE DE LA ROSE +  UNIVERSELLE
  • ORDRE DES SAMARITAINS INCONNUS
  • ORDRE HERMETISTE TETRAMEGISTE ET MYSTIQUE O ORDRE PYTHAGORICIEN
  • ORDRE MARTINISTE TRADITIONNEL
  • ORDRE MARTINISTE ET SYNARCHIQUE
  • ORDRE KABBALISTIQUE DE LA ROSE + CROIX
  • OSSERVANZA ORIENTALE ORDINARIA DI ORDEN MACONNIQUE – MISRAIM STRICTE
  • SOCIété alchimique de france.
  • société dìetudes et de recherches templiéres
  • société d’études martinistes
  • union synarchique de pologne

 

Il 1° agosto 1935 i tre Imperatori espulsero i due ordini massonici di rito Memphis-Misraim. L’Imperatore d’Europa Emille Dantinne spiegò che nell’atto di costituzione della federazione era stato espressamente che nessuna organizzazione atea avrebbe potuto aderirvi. Ragione per cui essendo la Massoneria mista Memphis-Misraim era stata accolta solo per errore, essendo stata erroneamente considerata di un credo spirituale. Venne chiaramente decretato che i membri della FUDOSI rompessero tassativamente ogni forma di contatto con Massoneria e i trasgressori sarebbero stati espulsi. Si creò un evidente conflitto fra Rosacroce e Massoneria. Il fatto che la FUDOSI avesse conoscenze approfondite degli Ordini esoterici, fa nascere il sospetto che fossero a conoscenza di un segreto della Massoneria, fosse il lungo custodito. Ovvero la Massoneria ad oggi è sempre stata ritenuta credente di un Essere Supremo che viene presentato ai profani come e agli adepti almeno ai primi gradi, col nome di Grande Architetto dell’Universo. Ne consegue che se la FUDOSI ha ritenuto assolutamente necessario escludere la Massoneria perché atea, riteneva che la vera natura del Grande Architetto dell’Universo non fosse divina. A conferma di quanto fosse influente, il rosacrociano Lewis non venne espulso nonostante facesse anch’egli parte della Massoneria, nel Rito di Memphis-Misraim. La cosa è molto sospetta, in quanto l’Imperatore fu molto chiaro nell’asserire che i membri della FUDOSI non potevano assolutamente avere alcuna forma di collaborazione con iniziati massonici.

Per difendere gli Ordini esoterici e tutte le fratellanze che non volevano essere controllate da gruppi rosacrociani antimassonici fu creata la FUDOFSI. La Massoneria faceva parte della FUDOFSI. La FUDOFSI nel 1939 era composta da 11 organizzazioni esoteriche e fratellanze:

  • ANTICO E PRIMITIVO RITO DI MEMPHIS E MISRAIM.
  • BROTHERHOOD OF THE ILLUMINED BRETHREN OF THE ROSE-CROIX.
  • éGLISE GNOSTIQUE UNIVERSELLE.
  • FRATERNITAS ROSICRUCIANA ANTIQUA
  • FRATERNITAS ROSAE CRUCIS
  • ORDER OF KNIGHT MASON ELUS COHEN OF THE UNIVERSE
  • ORDRE DE SAINT GRAAL
  • ORDRE MARTINISTE-MARTINEZISTE DE LYON
  • ORDRE KABBALISTIQUE DE LA ROSE CROIX[24]

Ad aumentare la divisione ci fu la morte di Teder uno dei capi dell’Ordine Martinista che aveva provocato la scissione all’interno dell’Ordine. Victor Blanchard che era stato nominato successore di Teder, non gradiva infatti la struttura massonica dell’Ordine Martinista; durante il Convegno di Bruxelles, che si tenne nel 1934, si presentò on il nome di Ordre Martiniste et Synarchique. Per la stessa ragione aderì alla antimassonica FUDOSI. Invece Jean Bricaud che, come Blanchard, discendeva iniziaticamente da Papus, si allineò al pensiero di quest’ultimo, e gradendo la Massoneria, aderì alla FUDOFSI quale rappresentante dell’Ordine Cabalistico della Rosa Croce pro-massonico. Sebbene la FUDOFSI abbia cessato di esistere durante la seconda guerra mondiale e non sia stata ristabilita dopo la guerra, alcuni degli ex membri si sono contattati l’un l’altro nel 1947 e hanno stabilito una continuazione della FUDOFSI. Nel 1947 ci fu un accordo per la creazione di Ordini rosacrociani.

I Rosacroce della FUDOFSI unitamente ai massoni, a martinisti teurgici, gnostici ecc. si contrapponevano quindi ai Rosacroce della FUDOSI, guidata dal potente Harvey Spencer Lewis, leader dell’AMORC, Imperatore delle Americhe e dal Dantinne, leader dell’Ordine Cabalista della Rosa Croce ed imperatore dell’Europa.

In pieno conflitto tra le due federazioni, scoppiò la seconda guerra mondiale. Il nazismo per una sospetta coincidenza massacrò principalmente i membri della FUDOFSI, in particolare quelli della massoneria. Per un’ulteriore e sospetta coincidenza, fra membri della FUDOSI morti a causa del nazismo, vi erano soprattutto quelli passati alla FUDOFSI.[25]

Nel 2017 la CIA ha diffuso una foto che ritrae Hitler assieme a un importante gerarca nazista, perfettamente in salute, ormai anziani in America Latina.[26] La relazione dei servizi segreti americani alimenta il sospetta secondo cui gruppi finanziari dei continenti americani ed europeo, potrebbero aver aiutato Hitler a fuggire dalla Germania, simulandone il suicidio. Il nazismo potrebbe essere stato realmente costruito ed usato da un federazione di società esoteriche, che possiamo chiamare Illuminati ed essere composto da famiglie ricchissime. È certamente sospetto che Costant Chevillon leader della FUDOFSI, fu assassinato nel 1944 dalla Gestapo.

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] https://marcos61.wordpress.com/2016/03/15/gli-illuminati-di-baviera-tra-leggenda-e-realta/

 

[2] Questo dovrebbe far riflettere tutta quella corrente di “complottisti” reazionari (e anche “sinistri”) che vedono in qualsiasi fenomeno storico di avanzamento dell’umanità l’ombra della Massoneria (magari dietro a essa il demonio).

 

[3] Oppure dediti all’occultismo, che XVIII secolo divenne facilmente un fatto di costume. Nel 1758 l’enigmatico conte di Saint-Germain scrive alla corte di Parigi di essere l’artefice in grado di produrre l’oro. Asserzione che deve avere accompagnato con argomenti più che persuasivi, tanto che Madame Pompadour lo autorizzerà a stabilirsi prima a Chambord e poi a Versailles. E v’è dell’altro. Si ha quasi la certezza che Luigi XV, dopo averlo incontrato, gli affiderà alcune missioni da agente segreto in diversi paesi stranieri. Saint-Germain è solo una tra quelle elusive figure che contribuiranno a estendere la fama di mistero dell’ordine, pur restando fedele alla Chiesa e sempre attenti alla buona fama dei fratelli.

 

[4] Reinalter Helmut, Masonerìa y Democracia, in José Antonio Ferrer Benimeli, (coord.), pag. 69.

 

[5]                                                                       C.s.

 

[6]                                                                       C.s.

 

[7] Eduardo R. Callaey, il mito della rivoluzione massonica massoni e rivoluzione francese le origini della massoneria moderna, Marco Tropea Editore S.r.l., Milano, 2010.

 

 

[8] Emilio J. Coribière, Hegel y la Framcmasoneria, in Simbolo, N. 60, Buenos Aires 1997, pp. 7 e sgg.

 

[9] Una denominazione che si usa ancora oggi per XXXI grado del Rito scozzese antico e accettato.

 

[10] The Writings of George Washinton. From The Original Manu-script, U.S. G. Washington Bicentennial Commission, 1941.

 

[11] http://www.libreidee.org/2016/10/carpeoro-come-gli-illuminati-hanno-infiltrato-lamerica/

 

[12] Giovanni Francesco Carpeoro, dalla massoneria al terrorismo, revoluzione Edizioni, 2016, p.p. 90-91.

 

[13] Skousen ha prestato servizio nella FBI per oltre quindici anni.

 

[14] Gianni Vannoni, LE SOCIETÀ SEGRETE dal Seicento al Novecento, Sansoni Editore.

 

[15] In questo gruppo di studio parteciparono personaggi come Allen Dulles che in seguito sarebbe diventato il capo della CIA.

 

[16] Laurence Shoup & William Minter: Shaping a new order: the Council on Foreign Relations blueprint for world hegemony, su Trilateralism, Boston, 1980.

 

[17] Sotto il presidente Franklin Delano Roosevelt, massone del 32° grado del Rito Scozzese, l’antico simbolo che avevano adottato gli Illuminati di Baviera, la piramide sormontata dall’occhio onniveggente, fu recuperato, per comparire sulla banconota da un dollaro, accompagnato dal moto “Novus Ordo Sclorum Annuit Coeptis” (un nuovo Ordine Mondiale arride agli Iniziati), motto che Weishaupt stesso aveva scelto per i suoi Illuminati.

 

[18] Bisogna dire che il suo modo di essere Illuminato non + lo stesso di Rothschild: Pike è ancora fortemente ideologica.

 

[19] http://www.libreidee.org./2018/05/paolo-rumor-un-potere-segreto-ci-domina-da-12-000-anni

 

[20]                                                                    C.a.

[21] http://www.libreidee.org./2018/05/paolo-rumor-un-potere-segreto-ci-domina-da-12-000-anni

 

[22] Questo Rito particolarmente divenne per un certo periodo di tempo fra le logge militari, fino ad assumere un peso politico, per questo motivo nel 1841 scelse di “ansare in sonno”. Nel 1881 Giuseppe Garibaldi, Gran Maestro del rito di Misraim dal 1860, contribuirà a fondere i due Riti di Memphis e Misraim, il che richiederà una rielaborazione dei gradi che sarà completata solo nel 1889,

La Gran Loggia Unita di Inghilterra e tutte quelle che sono affiliate, ritengono ancora oggi tale Rito assolutamente irregolare, invece il Grande Oriente di Francia, al comando della cosiddetta Massoneria Universale “progressista” riconosce una Loggia chiamata Grande Ordre Egyptien che adotta il Rito in questione, sebbene in modo più semplificato, lavora su tutti i suoi gradi più elevati.

 

[23] Adam Kadmon, Baylon, Friuli & Verilucca, 2018, pp. 290-297.

 

[24] Discendenza differente rispetto all’omonima organizzazione della FUDOSI.

 

[25] Adam Kadmon, Baylon, Friuli & Verilucca, 2018, p. 334.

 

[26] http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/10/30/file-cia-desecretato-hitler-dopo-guerra-vivo-in-sudamerica_6dbe5c65-880e-4282-8f2a-4f47b72fd440.html

L’ATMOSFERA TERRESTRE AVVOLGE ANCHE LA LUNA

•febbraio 25, 2019 • Lascia un commento

 

 

Si dice sempre che l’atmosfera finisce a 100 chilometri di quota. Ma ora uno studio pubblicato sul Journal of Geophysical dimostra che lo strato gassoso che avvolge la terra arriva a 63.00o chilometri di distanza, ossia 50 volte il diametro del nostro pianeta e dunque ingloba anche la Luna. [1]

Sono davvero tanti i misteri che avvolgono ancora la Luna, a partire dal suo “rapporto” con la Terra. Per dare risposta a questo e ad altri quesiti è fortunatamente a disposizione degli scienziati una ingente mole di dati raccolti nel corso degli anni, inclusi i campioni lunari raccolti durante le missioni Apollo 15 e Apollo 17.

La Luna sta ufficialmente ritornando di attualità.

Nel 2017 in occasione del 45esimo anniversario dall’ultimo allunaggio con la missione Apollo 17, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine direttivo che impegnerà la NASA a lavorare per tornare sulla Luna.[2]

Chiamato con il nome di Space Policy Directive 1, l’ordine impone alla NASA di dare il via ad un “programma esplorativo innovativo”, il cui scopo sarà quello di “inviare astronauti sulla Luna” e in seguito anche su Marte.

Tornare sul nostro satellite permetterà di iniziare a porre le basi da cui partire per l’esplorazione del Sistema Solare. Tuttavia restano dei dubbi riguardo l’efficacia di questa mossa, la quale potrebbe avere più un effetto simbolico che reale. Le critiche che vengono mosse alla decisione di tornare sulla Luna riguardano l’effettiva utilità di questa tappa; in molti la ritengono una deviazione con la quale prendere tempo, in attesa di migliorare le tecnologie che possano permettere il viaggio verso Marte.

Anche SpaceX ha sempre trattato la Luna come un aspetto estremamente marginale della propria corsa allo spazio, ritenendola quasi un elemento di intralcio in un discorso che va ben oltre i suoi confini. A questo punto restiamo in attesa di scoprire quale sarà il contenuto completo del SPD-1 e i suoi effetti nel breve periodo sulla politica adottata dalla NASA.

 

[1] https://notiziescientifiche.it/latmosfera-terrestre-si-estende-fino-oltre-la-luna-secondo-nuovo-studio/

 

[2] https://www.hdblog.it/2017/12/11/Trump-firmera-ordine-direttivo-NASA-Luna/