LA MANIPOLAZIONE DELL’INFORMAZIONE PUO’ CREARE INDIVIDUI PROGRAMMATI?

•aprile 15, 2018 • Lascia un commento

 

 

La manipolazione è sempre esistita: nel quotidiano, nella politica, nello spettacolo. Già Platone, che viveva in una Atene che all’epoca era un polo attraente che richiamava esperti del discorso e della parola come i sofisti,[1] spiegava che come vi fossero due tipi di discorso: quelli che hanno come obiettivo la conoscenza e la comunicazione autentica e quelli che invece, usati ad arte, mirano ad ottenere un beneficio esteriore, i primi rispettano l’interlocutore, la sua autonomia e libertà, i secondi cercano, invece, di convincerlo con trucchi e menzogne ben congegnati.

Molti secoli più tardi, nel 1599, il Papa Clemente VIII fondò la Sacra Congregato de Propaganda, allo scopo di riavvicinare gli uomini e donne alla Chiesa Cattolica e propagare la dottrina in missione terre lontane, l’iniziativa fu poi rilanciata in forma stabile Gregorio XV, successore di Clemente VIII.

Nell’etimologia della parola latina “propaganda” si scopre il suo significato originario: questa parola designa ciò che della fede essere propagato, cioè le credenze, i misteri, le leggende dei santi, i racconti dei miracoli. Non si trattava di trasmettere quindi una conoscenza obiettiva e accessibile a tutti tramite il ragionamento, ma di convertire a verità nascoste che promanano dalla fede, non dalla regione.

Vi è, infatti, una differenza sostanziale fra “persuasione” e “propaganda”: la persuasione considera e valuta i benefici anche per l’interlocutore, mentre la propaganda prende in considerazione sole le finalità del messaggio.

Oggi la comunicazione non passa più solo attraverso il linguaggio, verbale e non verbale, ma attraverso dei media che utilizzano l’immagine suscitando emozioni: essi riescono ciò che i sofisti facevano attraverso la sola manipolazione del linguaggio, ma raggiungere un numero impressionante di persone nello stesso momento, agendo sulla loro quotidianità, creando nuove abitudini, formando la pubblica opinioni.

L’economista Vladimiro Giacchè[2] autore nel 2008 dello studio La fabbrica del falso. Strategia della menzogna nella politica contemporanea (DeriveApprodi) ha dichiarato in merito alla proposta dell’istituzione di una agenzia di controllo dell’informazione: “Non è una proposta nuova: in 1984 di Orwell c’è il ministero della Verità, che si prefiggeva per l’appunto di vere il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico e purtroppo serviva bugie. Dovremmo tenere ben presente perché il primo rischio di un’operazione di questo tipo, dove qualcuno pretende di avere il monopolio della verità”.[3]

La domanda è nella sostanza questa: chi deve controllare la questo tipo di organismo? E ancora come il potere politico esclude la popolazione dal processo democratico (nel senso di influenzare le decisioni politiche)?

Tutto ciò ripropone la tematica dello svuotamento della democrazia borghese in una fase come l’attuale caratterizzata dalla decomposizione del Modo di Produzione Capitalista.

Nel 1957 in un’opera che si può definire “profetica” Vincent Packard nel suo saggio I persuasori occulti, scrisse che vi sono personaggi che “studiano segretamente le nostre segrete debolezze e vergogne nell’intento di influenzare più efficacemente il nostro comportamento”.[4]

Uno di questi personaggi è certamente Edward Bernays.

 

EDWARD BERNAYS

 

Edward Bernays (1891-1995) era il nipote di Sigmund Freud, figlio di sua sorella Anna (1859-1955). Nell’ottobre del 1883, Anna Freud si sposò con Eli Bernays, fratello di Martha Bernays, fidanzata e futura moglie di Sigmund.

Nel 1892 Anna Freud Bernays ed il marito emigrarono negli USA dove Eli diventò un ricchissimo commerciante di cereali. La coppia ebbe in tutti 5 figli.

Edward Bernays crebbe negli USA. Nel 1912 si laureò in agricoltura presso la Cornell University, per seguire il padre nella sua attività commerciale. Scelse invece in un primo momento il giornalismo come sua prima occupazione, lavorando come redattore nella rivista di medicina Medical Review of Reviews di New York.

Rapidamente Bernays si fece strada come pubblicità per produzioni teatrali, settore in cui lavorò tra il 1913 e il 1917, sfruttando il nome di Freud.

Oltre l’aver inizialmente promosso spettacoli teatrali, tra cui quello di Enrico Caruso e della compagni di ballo russa di Diaghilev, Bernays ricoprì un ruolo importante anche nella situazione politica USA.

Infatti, questi sono gli stessi anni in cui in Europa si combatteva la prima guerra mondiale imperialista, cominciata il 28 luglio 1914, con il bombardamento di Belgrado, a seguito dell’ultimatum inviato pochi giorni prima dall’Austria alla Serbia. Serbo era, infatti, l’assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie, avvenuta a Sarajevo un mese prima. Il conflitto, di cui l’attentato era solo casus belli, coinvolse le maggiori potenze mondiali in due blocchi contrapposti, gli Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria) contro la Triplice Intesa (Francia, Regno Unito e Impero Russo) a sostegno della Serbia, al cui schieramento si unirono, dopo una iniziale neutralità la Grecia, la Romania, il Portogallo, l’Italia e gli USA.

Gli USA, fin dall’inizio del XX secolo, avevano incrementato la produzione del 76% ed erano anche tra i maggiori esportatori di prodotti alimentari (erano leader in particolare nelle esportazioni di cereali e carne bovina). Nei primi tre anni guerra il volume delle esportazioni USA in Europa si era quadruplicato, nonostante il commercio con la Germania fosse azzerato dal blocco inglese. L’annuncio tedesco della “guerra sottomarina totale”, che mirava ad affondare qualunque nave fosse entrata in contatto con la Gran Bretagna, mise in allerta gli USA in quanto avrebbe leso i loro interessi commerciali, e pertanto il governo USA decise di entrare in guerra a fianco delle potenze dell’Intesa il 6 aprire 1917, anche se tra le masse popolari c’era una forte opposizione alla guerra imperialista.

Nel 1917, il Presidente USA Woodrow Wilson chiamò l’ex giornalista George Creel e lo mise a capo del Committe on Public Information, al quale parteciparono, oltre al ministro degli esteri e della marina, anche intellettuali, pubblicitari e giornalisti, oltre a consulenti, fra cui Bernays. Il Creel Committee era un gigantesco laboratorio di propaganda bellica, che utilizzava per i suoi scopi tutti i mezzi in diffusione allora disponibile (stampa, film, poster, caricature, comizi, radio, telegrafo).

Ogni giorno venivano narrate storie di torture, violenze, uccisioni, per provocare una reazione di vendetta, e per salvaguardare i “diritti umani” e la “democrazia”. Ed infatti gli USA entrò in guerra con lo slogan “Fare il Mondo sicuro per la democrazia”

Nel ricordo che fa Bernays fa del Committe on Public Information, egli ricorda che esso mobilita mobilitò l’opinione pubblica attraverso tutti gli strumenti possibili (visibili, grafici e sonori) per “indurre i cittadini a sostenere lo sforzo della nazionale” ottenendo il contributo di eminenti personalità di ogni ambiente, la cui parola “era vangelo per centinaia, migliaia e perfino centinaia di migliaia di seguaci[5]. In quella campagna, furono utilizzate le molle classiche per suscitare emozioni, reazioni collettive contro le atrocità descritte e illustrate, sollevando l’indignazione delle masse contro il terrore e la tirannia del nemico del nemico.

Il grande successo della propaganda durante la prima guerra mondiale imperialista aveva aperto gli occhi a molti, in diversi settori dell’economia e delle istituzioni, sulle grandi potenzialità delle nuove tecniche di propaganda.

Nel 1919 Bernays, era un uomo di successo, con molti appoggi politici. Dopo aver lavorato per l’American Peace Commission a Parigi, Bernays tornò a New York dove decise di applicare i metodi della Creel Committe al mondo civile e commerciale. Sua socia nell’impresa fu la giornalista Doris E. Fleiscmann, con la quale si sposò nel 1922. Nel 1923 Bernays cominciò anche ad insegnare pubbliche relazioni presso la New York University e si interessò della campagna politica del futuro presidente, Calvin Coolidge, nel 1924.

Pubblicò tre libri e numerosi saggi sulla propaganda e l’ingegneria del consenso e continuò la sua brillante carriera fino a tarda età. Bernays morì nel marzo del 1995, a 104 anni.

Le idee di Bernays traggono ispirazione da diversi libri fra cui quelli di Freud e quelli di Gustav Le Bon sulle folle. In quegli anni però uscì un altro libro che influenzò molto Bernays: Pubblic Opinion di Walter Lippman (1922) che può essere considerata la prima opera di sociologica del giornalismo.

L’anno successivo Bernays pubblicò il libro Crystallizing Pubblic Opinion, in cui delineava le prime strategie di intervento nelle pubbliche relazioni. Il libro si ispirava direttamente al lavoro di Lippman, ma se Lippman denunciava i rischi della manipolazione dell’ambiente mentale della società da parte di chi deteneva il controllo dei mezzi di comunicazione, attraverso un uso consapevole di simboli e stereotipi, Bernays intendeva deliberatamente mettere queste strategie al servizio delle pubbliche relazioni.

Le strategie comunicative individuate dal giornalista venivano usate spregiudicatamente al mondo degli affari: la battaglia da vincere era quello del mercato e la conoscenza delle tecniche propagandistiche e la conoscenza delle tecniche propagandiste veniva messa al servizio di aziende private e degli interessi commerciali. Stesso paradosso è presente nell’uso della talking cure (parlare di cure): per Freud era un mezzo per svelare ai pazienti le loro pulsioni inconsce e le motivazioni che si nascondevano nei sogni o nei lapsus, nella convinzione che rendere consci questo aspetto dell’inconscio avrebbe portato le persone a condurre una vita più sana. Bernays, al contrario, utilizzava le tecniche psicologiche e psicoanalitiche per studiare le motivazioni delle persone, non per liberarle dalla sofferenza, ma come deliberata strategia volta a plasmare le loro menti.

Il primo libro di Bernays riscosse tuttavia l’apprezzamento delle riviste di marketing, che vi scorsero una efficace trattazione delle tecniche di “vendita” delle idee.

Bernays andava oltre Lippman, che si fermava all’analisi della sola stampa, intravedendo pionieristicamente potenzialmente ancora maggiori nella radio, usata a fini commerciali. Mentre i regimi “totalitari”[6] usavano la radio come “tamburo tribale”, Bernays pensava a programmi radiofonici di quiz, programmi musicale a richiesta, programmi di intrattenimento, per usare commercialmente il mezzo.

Nel 1928 pubblicò Propaganda, un libro sintetico ma perfino straordinariamente eloquente sulle tecniche di manipolazione delle masse e sul governo invisibile- In esso vi si trovano tutte le tecniche di Bernays, non più semplicemente esposte nelle loro dinamiche e nei loro effetti, ma giustificandole alla luce di una morale sociale e di un più in generale e nei loro effetti, ma giustificandole alla luce di una morale sociale e di un più generale tentativo teorico legittimazione del ruolo sociale del consulente delle pubbliche relazioni. Scrive infatti su Propaganda che: “La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini e delle idee delle masse è un aspetto importante del funzionamento di una società democratica”.[7]

L’analisi di Bernays parte dalla considerazione delle caratteristiche delle masse messe a fuoco da suo zio (Freud) in Psicologia delle masse ed analisi dell’Io (1921, a sua volta ispiratosi alla Psicologia delle folle di Gustave Le Bon, 1895).

Dice Freud che all’interno di una massa e per influsso di questa, il singolo subisce una profonda modificazione della propria attività psichica: la sua attività viene straordinariamente esaltata, la sua capacità intellettuale si riduce considerevolmente, ed entrambi i processi tendono manifestamente a uguagliarlo agli altri individui della massa. Gli individui che fanno parte di una massa perdono dunque autonomia ed equilibrio, ma acquisiscono la sensazione dii esser forti, in quanto parte di un tutto organizzato, che rassicura e protegge. La massa è mutevole, impulsiva, irritabile ed, essendo governata interamente dall’inconscio, non tollera alcun indugio fra il desiderio e la realizzazione di quel desiderio: il suo anelito però non dura mai a lungo, perché la massa è incapace di volontà duratura. Del resto, niente di tutto quello che fa la massa è premeditato.

Occorre contestualizzare questi argomenti: si era infatti negli anni ’20, periodo di grave economica, e dello sviluppo rivoluzionario a partire dalla Rivoluzione di Ottobre, della disgregazione dei grandi Imperi (a partire da quello asburgico nel 1018), in Italia ci fu la presa del potere del fascismo (1922), mentre in Germania Adolf Hitler diventa leader del Partito Nazionalsocialista tedesco.

Si temeva il caos sociale che poteva sbocciare come in Russia in una rivoluzione proletaria. Bernays sosteneva la necessità di manipolazione scientifica dell’opinione pubblica, per controllare il caos sociale e i conflitti presenti nella società. Questa manipolazione per Bernays era un bene era assolutamente un bene in quanto solo in questo modo larga parte della popolazione avrebbe potuto collaborare e cooperare in modo da rendere possibile il funzionamento ordinato della società.

Ispirandosi a Freud, Bernays descriveva il pubblico come “un gregge che ha bisogno di essere guidato” e fu sempre fedele al principio che bisognava controllare le masse senza che queste lo sapessero. Infatti sosteneva: “in quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico, o negli affari o nella nostra condotta sociale, o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone”.[8] Il vero potere, dunque, non è nei parlamenti né tantomeno nel popolo, a cui si assegna formalmente la sovranità, ma in un ristretto gruppo di persone che dominano effettivamente, realmente, la società.

Come scriveva Lippmann (Pubblic Opinion 1922) “l’ambiente reale, preso nel suo insieme, è troppo grande, troppo complesso e troppo fuggevole per consentire una conoscenza diretta. Non siamo attrezzati per affrontare tante sottigliezze, tante varietà, tante mutazioni e combinazioni” ed inoltre “in qualsiasi società che non sia talmente assorbita nei suoi interessi, né tanto piccola che tutti siano in grado di sapere tutto ciò che vi accade, le idee si riferisce a fatti che sono fuori del campo visuale dell’individuo e che per di più difficili da comprendere”.[9] Dovendo operare in questo ambiente, gli individui sono dunque costretti a rappresentarselo per mezzo di immagini più semplici, i modelli della realtà.

Bernays riprende tutti concetti nel libro Propaganda, aggiungendo che, in uno Stato democratico come gli USA, è pura teoria che ogni cittadino possa votare chi desidera. Infatti, se tutti i cittadini (anche i meno acculturati, che erano la maggioranza) avessero dovuto studiare tutte le informazioni di ordine economico, politico, morale, che entrano in gioco quando si affrontava ogni minimo argomento, non si sarebbe mai arrivati a nessuna conclusione.

C’era la paura della massa organizzata. Con la rivoluzione industriale, basata sulla macchina a vapore, la stampa e l’alfabetizzazione di massa per Bernays, si era di fatto strappato il potere si sovrani e all’aristocrazia per darlo dalla borghesia. Questo processo era stato rafforzato dal suffragio universale, al punto che la borghesia cominciava – dice ancora Bernays – a temere il proletariato, le masse che si ripromettevano di giungere al potere per creare una nuova società non più fondata sul profitto. Occorreva dunque profilare per tempo una reazione, plasmando l’opinione delle masse, in modo di convincerle ed orientarle nella direzione voluta. Questa avrebbe potuto accadere tramite la propaganda, un mezzo attraverso il quale la minoranza poteva influenzare la maggioranza, in funzione dei suoi interessi. In questo modo, osserva Bernays, la forza da poco acquisita poteva essere la spinta nella direzione voluta.

In una democrazia organizzata dunque, i responsabili della manipolazione delle masse costituiscono “un vero e proprio governo invisibile che regge le sorti del Paese[10] e che utilizza la propaganda e le pubbliche relazioni, per “dare forma al caos”. Queste persone hanno scopo di inventare nuovi modi per organizzare il mondo e guidarlo: loro dovere è passare al vaglio tutte le informazioni in loro possesso, per individuare il problema principale e ricondurre le scelte a proporzioni realistiche.

Questa struttura secondo Bernays doveva rimanere invisibile, legandosi però attraverso vari legami sociali, a innumerevoli gruppi e associazioni. In questo modo si potevano ottenere gli scopi desiderati, pur mantenendo la democrazia borghese come forma dello Stato. L’organo esecutivo di questo governo invisibile era la propaganda: dirigenti, ugualmente invisibili, avevano il compito di controllare il destino di milioni di esseri umani.

Certo, nota lo stesso Bernays, si poteva criticare certi fenomeni che derivano dall’uso di queste strategie, in particolare la manipolazione delle informazioni, l’esaltazione dell’individualismo e tutto il battage pubblicitario sui personaggi pubblici o i prodotti commerciali, ma in lui prevale il realismo.

La propaganda di Bernays utilizza in modo sinergico i media, i leader e gli opinionisti maker, per creare il consenso verso le autorità del Governo. Quando fu adottata la Costituzione americana, spiega Bernays, l’unità di base della costituzione sociale era la comunità del villaggio, che produceva la maggior parte dei beni che le servivano e attingeva le sue idee e opinioni collettive tramite i contatti e gli scambi personali.

 

Ora però era divenuto possibile trasmettere le idee in tempo reale, indipendentemente dalle distanze e dal numero di persone cui si voleva rivolgere, per cui occorreva indirizzarsi a nuove forme di aggregazione, oltre alla primitiva geografica. Persone che condividevano delle idee potevano ad esempio unirsi e mobilitarsi per un’azione collettiva, anche a migliaia di chilometri di distanza le une dalle altre.

Dice Bernays: “La libertà di parola e la e la stampa libera, suo naturale corollario della democrazia, hanno di fatto ampliato la Carta dei Diritti, fra i quali c’è anche il diritto di persuasione. Chiunque dunque, attraverso questi mezzi di comunicazione ha di fatto la possibilità di influenzare gli atteggiamenti e le azioni dei suoi concittadini. In particolare, negli Stati Uniti, la grande espansione dei mezzi di comunicazione di massa ha fatto sì che ogni residente sia costantemente esposto agli effetti di una vasta rete di comunicazioni, che giungono in ogni in ogni angolo del Paese, non importa quanto sia remoto o isolato. Molte parole martellano dunque continuamente gli occhi e le orecchie di ogni americano. Gli Stati Uniti sono divenuti una piccola stanza in cui un piccolo bisbiglio può essere ingrandito migliaia di volte. A questo punto diventa una questione di primaria importanza imparare a gestire questo sistema di amplificazione per le forze interessate”.[11]

I mezzi di comunicazione di massa erano per Bernays, i quotidiani, le stazioni radio, le case di produzione cinematografica, le case editrici, oltre i cartelloni, i volantini, le lettere di pubblicità spedita per posta.

Ad usare i mezzi di comunicazione di massa dovevano essere i leader, i quali si facevano portavoce di punti di diversi, come quelli dei grandi gruppi industriali o di enti governativi.

Tra gli strumenti di comunicazione di massa degli anni ’20, Bernays aveva una particolare simpatia per la radio, che durante la prima guerra mondiale si era dimostrata uno strumento indispensabile per il coordinamento delle azioni militari. Quando finì la guerra la radio si rivelò come un possibile grande affare, con le stazioni radio commerciali.

E poiché, come aveva sottolineato Bernays “non c’è sostanziale differenza tra vendere un prodotto e vendere un’idea”, il mondo politico si accorse presto che la radio poteva essere uno strumento utile non solo per la pubblicità, ma anche per la diffusione di idee e la manipolazione delle masse. Negli USA il presidente Franklin Delano Roosevelt abituò i cittadini i suoi firesite chalats (chalet con caminetto), in cui il presidente si rivolgeva direttamente ai cittadini, parlando delle difficoltà della depressione e di quello che lui e la sua amministrazione facevano per risolverle. Un uso così personale della radio permise a Roosevelt di conquistare la fiducia popolare e di infondere nel popolo la fiducia nelle istituzioni, anche in momenti di grande crisi.

Bisogna demistificare la vulgata che attribuisce alle politiche messe in atto dall’amministrazione Roosevelt, sotto la spinta delle lotte di enormi masse di lavoratori e di disoccupati prodotte dalla crisi, [12] essa varò un grande piano di investimenti per l’espansione e l’ammortamento delle strutture nell’intento di sostenere e riavviare il ciclo espansivo dell’economia.[13] Queste misure si rilevarono, di fatto, insufficienti a sconfiggere la crisi. Gli USA e tutto il mondo capitalistico uscirono dalla crisi solo in seguito alle immani distruzioni operate dalla seconda guerra mondiale.

Infatti, se si esamina la dinamica degli avvenimenti politici che si sono succeduti a partire dalla crisi del ’29 in avanti si nota che il mondo è stato scosso da eventi di grande e significativa portata. Si inizia con l’avvio di un processo rivoluzionario in Spagna che portò alla caduta della monarchia (aprile 1931) all’avvento al potere di Hitler in Germani (gennaio 1933, all’apertura delle campagne militari dell’imperialismo giapponese in Cina fino alla guerra di aggressione all’Etiopia da parte dell’imperialismo fascista italiano (1935-1936) e alla guerra civile rivoluzionaria spagnola (1936-1939).

In questo periodo, una nuova forma di comunicazione stava facendo larga: il cinema, di cui la propaganda si servì largamente.

La “propaganda moderna” per Bernays è una pratica che consiste nel creare le situazioni e simultaneamente delle immagini nella mente di milioni di persone “Lo scopo è inquadrare l’opinione pubblica come un esercito inquadra i suoi soldati”, afferma Bernays.

Del resto, non è possibile non accorgersi che nella moderna organizzazione sociale ogni progetto importante deve essere approvato dall’opinione pubblica. Una volta coloro che governavano erano delle guide, dei capi, orientavano il corso della storia facendo ciò che avevano progettato, spiega Bernays, ma: “Oggi, se non c’è il consenso delle masse, quei personaggi non potrebbero più esercitare il loro potere, semplicemente in virtù della loro posizione”.

Il consulente di pubbliche relazioni e dunque “colui che, servendosi dei messi della comunicazione di massa e delle associazioni presenti nella società, si incarica di far conoscere una determinata idea al grande pubblico”. Questa figura professionale studia i comportamenti, le dottrine, i sistemi, le maniere, per ottenere il sostegno popolare, conosce i prodotti commerciali, i servizi pubblici, le grandi corporazioni e le associazioni.

Semplificando, afferma Bernays, che il consulente di pubbliche relazioni, è come un avvocato, che a differenza di questo si concentra solo sugli aspetti giuridici della posizione del proprio assistito. Studia i gruppi che il suo cliente vuole raggiungere, individua i leader che possono facilitare l’approccio. Si tratta di gruppi sociali, economici o territoriali, classi di età, per cui, per conto del cliente, si rivolge al grande pubblico. Il suo mestiere è quello di sedurre le masse, di destare il loro interesse.

Bernays ha introdotto e codificato l’uso delle ricerche sociali nella fase di ascolto o di analisi del contesto, prima della stesura del piano di comunicazione, non trascurando quindi la soddisfazione dell’interlocutore. È stato il primo professionista che ha individuato e studiato gli opinion leaders, quali amplificatori/moltiplicatori dei messaggi nei confronti dell’opinione pubblica.

Le idee dell’opinione pubblica, ammoniva Bernays, non devono essere attaccate frontalmente, ma è importante trovare un comune denominatore fra gli interessi del venditore e quelli degli acquirenti.

Bernays capì che per rendere credibile un’idea o vendere o vendere un prodotto, doveva essere una “terza parte indipendente”, che se ne rendesse garante. Creò quindi numerosissimi Enti o Organizzazioni “indipendenti”, che sfornavano studi “scientifici” e comunicati stampa, che venivano così a mescolarsi e a sovrapporsi con quelli emessi da istituzioni veramente scientifiche e indipendenti.

Così come l’ingegnere civile deve analizzare ogni elemento della situazione prima di costruire un ponte, così il consulente di pubbliche relazioni, per ottenere la finalità per cui opera, deve operare con piani di azione che abbiamo solide basi. Supponiamo che si sia impegnato in un compito specifico. I suoi piano devono basarsi su quattro presupposti:

 

  1. Calcolo delle risorse, sia umane sia fisiche, vale a dire la manodopera, il denaro, e il tempo disponibile per lo scopo;
  2. Conoscenza approfondito della materia;
  3. Determinazione degli obiettivi, soggetti a possibili cambiamenti dopo la ricerca; in particolare, ciò che deve essere compiuto, con il quale e attraverso il quale;
  4. La ricerca del pubblico da informare, perché e come agire, sia a livello individuale, sia come gruppo.

 

Solo dopo questo lavoro preliminare di base sarà possibile capire se gli obiettivi sono raggiungibili. Solo allora il consulente di pubbliche relazioni potrà utilizzare le sue risorse di manodopera, denaro e tempo, ed i mezzi di comunicazione disponibili. La strategia, l’organizzazione, e le attività saranno orientate in base alla realtà della situazione.

Per questo motivo, Bernays, ritiene che il consulente di pubbliche relazioni deve conoscere le motivazioni consce e inconsce del pensiero pubblico, ed anche le azioni, le parole, e le immagini che le sostengono. Tutto questo rivelerà la consapevolezza pubblica, le idee più o meno visibile presenti nella mente del pubblico.

L’importante, ricorda Bernays, non è avere articoli in un giornale o tenere un maggior tempo alla radio o organizzare un pezzo per il cinegiornale ma piuttosto “mettere in moto un’ampia attività, il successo della quale dipende dall’interconnessione di tutte le fasi e gli elementi della strategia proposta, attraverso tattiche che devono essere realizzate nel loro momento di massima efficacia. Un’azione rinviata di un giorno potrebbe perdere la sua efficacia”.

Il consulente di pubbliche relazioni dovrà dare enfasi alla parola, scritta e parlata, orientata verso i media e progettata per il pubblico che sta affrontando, dovrà essere sicuro che il materiale sia adatto per il suo pubblico. Deve preparare copie scritte in un linguaggio semplice e frasi di sedici parole adatte livello di scolarizzazione del suo pubblico.

In primo luogo, tuttavia, il consulente di pubbliche relazioni deve saper creare notizie: “La notizia non è una cosa inanimata. È l’evidenza dei fatti che fa la notizia, e le notizie a loro volta riecheggiano gli atteggiamenti e le azioni delle persone. Un buon criterio per criterio per capire se qualcosa è non è una notizia è capire se il caso esce della routine. Lo sviluppo di eventi e circostanze che non sono di routine è una delle funzioni di base del tecnico del tecnico del consenso. Alcuni eventi programmati possono essere inviati all’attenzione dei sistemi di comunicazione in modo da far nascere delle idee anche in chi non è stato direttamente degli eventi”.

L’evento gestito con fantasia può competere con successo con altri eventi, per ricevere attenzione: “Gli eventi interessanti che coinvolgono persone, di solito non accadono per caso. Sono previsti deliberatamente per raggiungere uno scopo, per influenzare le nostre idee ed azioni. Gli eventi possono essere programmati anche effetto a catena. Sfruttando le energie dei leader dei gruppi l’ingegnere del consenso può stimolarli a prendere iniziative. Si organizzeranno così eventi aggiuntivi, specializzati, collaterali, che serviranno tutti ad enfatizzare ulteriormente di fondi. Se i piani sono ben formulati e se ne fa un uso corretto, le idee trasmesse date verranno assimilate dalle persone”.

Quando il pubblico è convinto della solidità di un’idea procederà a metterla in pratica: “Le persone trasformano le idee nelle azioni suggerite dall’idea stessa, sia essa ideologica, politica o sociale. Si può adottare una filosofia che sottolinea razziale e religiosa; si può votare un New Deal in ufficio, oppure si può organizzare l’astensione all’acquisto per uso un gruppo di consumatori. Ma tali risultati vengono fatti accadere. In una democrazia che può essere compiuta grazie alla ingegneria del consenso”.

Clienti di Bernays furono gruppi molto potenti, come Procter & Gamble, CBS, The United Fruit Company, The American Tobacco Company, General Electric, Dodge Motors, il Public Health Service, il presidente USA Coolidge (e altri) e, pare, anche la CIA.

 

BACON (PSNCETTA) PER LA PANCETTA BEECHNUT PAKING

 

Per promuovere le vendite di questo taglio di cane, Bernays condusse una ricerca, intervistando un campione di medici per chiedere loro che tipo di prima colazione ritenessero migliore per la salute: meglio una prima colazione leggera o sostanziosa? La maggior parte dei medici riferì che riteneva più indicata una prima colazione sostanziosa. Queste conclusioni furono inviate a 5.000 medici, insieme ad una pubblicità che suggeriva di mangiare uova e pancetta per rendere la colazione più sostanziosa. La moda prese subito piede, tanto che la tipica colazione del mattino degli americani è ancor oggi uova e pancetta.

 

AMERICAN TOBACCO COMPANY

 

La più famosa campagna di Bernays rimane comunque quella elaborata per l’American Tobacco Company. Quando gli fu offerto l’incarico di trovare un modo per fare iniziare le donne a fumare, Bernays individuò nella sigaretta un simbolo fallico e pensò che le donne si sarebbero messe volentieri a fumare se avessero visto nella sigaretta un simbolo fallico e pensò che le donne si sarebbero messe volentieri a fumare se avessero visto nella sigaretta un simbolo per emanciparsi simbolicamente dalla dominazione maschile. A metà degli anni ’20, alle donne era vietato fumare in pubblico: consultandosi con lo psicanalista A. Brill, discepolo americano di Freud, Bernays intuì ciò che più di ogni altra cosa le donne di quel tempo desideravano era comportarsi pubblicamente allo stesso modo degli uomini. Così, durante la parata di Pasqua del 1929, la stampa fu avvertita che qualcosa di straordinario sarebbe accaduto. Effettivamente, al segnale convenuto, una ventina di ragazze, selezionate da Bernays (dovevano essere eleganti, carine, possibilmente legate a movimenti femministi), che sfilavano insieme alle suffragette, accesero delle sigarette, che furono chiamate freedom torches (torce di libertà). Naturalmente non mancava una nutrita schiera di coreografi, assoldati per immortalare l’evento. Fu un fatto di cui si parlò in tutto il mondo e, da allora, il fumo fra le donne divenne un segno di emancipazione. L’industria del tabacco aveva invece conseguito il suo obiettivo. Sulla base di una esigenza produttiva (vendita di sigarette) si era creato un bisogno (essere come gli uomini), che passa attraverso la promessa ella soddisfazione di un desiderio (fumare), nato in nome della libertà.

Va detto che il fumo, più che una libertà, crea una dipendenza.

 

ALLUMINIUM COMPANY OF AMERICA

 

Per la Aluminum Company of America (Alcoa), convinse invece il pubblico americano che la fluoridificazione dell’acqua era utile. Questo obiettivo fu raggiunto grazie alla collaborazione con la l’American Dental Association.

 

UNITED FRUIT COMPANY

 

La più estrema propaganda politica di Bernays fu invece condotta per conto della United Fruit Company (oggi chiamata Chiquita Brands International) situata negli Stati Uniti, che controllava gran parte del terreno agricolo del Guatemala. Il governo americano aveva allora interesse a rimuovere il presidente democraticamente eletto (1951) Jacobo Arbenz (Opera PBSUCCESS). Arbenz, infatti, stava tentando di avviare la nazionalizzazione della United Fruit Company (UFC) e una riforma agraria, offrendo alla compagnia il compenso di 600.000 dollari. Nel 1952 il Partito Comunista del Guatemala venne legalizzato; la United Fruit Company e le banche che la sostenevano, collaborarono con la CIA per persuadere l’amministrazione statunitense che Arbenz era un comunista e che stava aprendo la strada alla presa del potere da parte dei comunisti. L’amministrazione statunitense ordinò alla CIA di sponsorizzare un colpo di Stato che rovesciasse il governo guatemalteco. Bernays si occupò personalmente di far circolare delle informazioni false su Arbenz nei maggiori giornali americani. Per il suo lavoro alla United Fruit, sembra sia stato pagato 100.000 dollari all’anno, un guadagno enorme negli anni ’50.

 

LA FONDAZIONE ROCKEFELLER

 

La Fondazione Rockefeller fu la principale fonte di finanziamento della ricerca sull’opinione pubblica e la guerra psicologica tra gli anni ’30 e la fine della seconda guerra mondiale. Col governo e le grandi corporation che non mostravano ancora alcun particolare interesse o supporto agli studi sulla propaganda, la maggior parte dei finanziamenti per la ricerca proveniva da tale organizzazione, che comprese l’importanza di valutare e guidare l’opinione pubblica immediatamente prima dello scoppio della guerra. L’interesse di Rockefeller agli studi inerenti la propaganda era duplice:

  1. Valutare e modificare l’ambiente psicologica degli USA in previsione dell’impegno nell’imminente guerra mondiale.
  2. Condurre la guerra psicologica e sopprimere l’opposizione popolare specialmente quelle che operavano in America Latina.

 

Dopo aver appurato che l’amministrazione Roosevelt era impreparata sul terreno della guerra psicologica, la Fondazione Rockefeller creò programmi e istituti di ricerca presso l’Università di Princeton e di Stanford e la New Scholl for Social Research, per supervisionare e analizzare le trasmissioni radio e onde corte dall’estero. I padri fondatori della ricerca sulle comunicazioni di massa non avrebbero mai potuto creare questo campo di studio sena l’aiuto dei Rockefeller. Come Harold Laswell, propagandista durante la prima guerra mondiale ed esperto di scienze all’Università di Chicago; e lo psicologo Hadley Cantril, uno dei maggiori esperti dell’informazione, che consentì all’imperialismo USA di dominare il periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, Cantril fornì al conglomerato Rockefeller importanti informazioni e nuove tecniche per misurare e controllare l’opinione pubblica in Europa, America Latina e Stati Uniti. Cantril aveva conseguito il dottorato di psicologia ad Harvard e fu coautore di The Psychology of Radio nel 1935 con Gordon Allport, il suo supervisore della tesi. Cantril e Allport notarono che la “la radio è un mezzo di comunicazione completamente nuovo, nuovo strumento di controllo sociale e mezzo storico per influenza sul paesaggio mentale dell’umanità”.[14] Lo studio suscitò l’interesse di John Marshall, capo della sezione scienze umane della Fondazione Rockefeller, incaricato di convincere le emittenti private a includere più contenuti educativi nella loro programmazione, sviluppata fino ad allora solo per attirare inserzionisti. Per raggiungere questo obiettivo, Rockefeller finanziò associazioni nelle CBS e NBC. Cantril condusse studi sugli effetti della radio sul pubblico. Nel 1938 Cantril divenne anche uno dei redattori che fondò la rivista finanziata da Rockefeller Public Opinion Quarterly, poi strettamente associata alle operazioni di guerra psicologica del governo USA dopo la seconda guerra mondiale. Quando l’ente di Princeton fu avviato, il ricercatore della CBS Frank Stanton, altro psicologo vicino alla Fondazione Rockefeller, fu nominato direttore della ricerca del Princeton Radio Project (PRP), ma ricoprì un ruolo secondario come direttore associato per la sua posizione nella CBS. Fu in quel momento che Paul Lazarsfeld, emigrato austriaco esperto in scienze sociali, fu reclutato da Cantril. Così Cantril, Stanton e Lazarsfeld furono associati e posti nelle condizioni ideali per intraprendere uno studio su larga scala dell’opinione pubblica e della sua persuasione. L’opportunità di condurre un’analisi del genere del genere venne i occasione della trasmissione della CBS di Orson Welles sull’adattamento della Guerra dei mondi di HG Welles, del 30 ottobre 1938. Lazarsfeld ritenne che fosse un evento particolarmente notevole immediatamente chiese a Stanton il finanziatore della CBS per studiare le reazioni di quella che si potrebbe definire una dei più importanti esperimenti di persuasione di massa della storia. Nei mesi successivi, le testimonianze degli ascoltatori della Guerra dei mondi furono raccolte e inoltrate a Stanton presso la CBS, prima di essere analizzate nello studio di Cantril pubblicato nel 1940: The Invasion From Mars. A Study in the Psicology of Panic. Notando la mancanza di informazioni di base sulla formazione e sull’evoluzione dell’opinione pubblica, la Fondazione cercò di comprendere meglio quest’ultimo aspetto nel corso della seconda guerra mondiale. Il rapporto della Fondazione per il 1939 afferma: “La guerra in Europa ha offerto questo Paese un’opportunità unica per studiare lo sviluppo dell’opinione pubblica, i cambiamenti che influenzano in base al contesto e le motivazioni alla base al contesto e le motivazioni alla base di questi cambiamenti”.[15]

Dopo aver affidato a Cantril il compito di rivedere i dati di diversi anni di sondaggi e interviste, la direzione della fondazione concluse che il progetto: “fornirebbe fatti essenziali sulla formazione e le tendenze dell’opinione pubblica quando passa dallo stato di pace a quello passa dallo stato di pace a quello di guerra, poi da uno stato all’altro sotto l’influenza di guerre successive. Ci aspettiamo che un’ulteriore analisi dei dati dimostri l’influenza di fattori come reazioni familiari, livello di istruzione e di occupazione, origini dei gruppi che mostrano forte interesse o mancanza di interesse su molti argomenti”.[16] Così con l’entrata degli USA nella seconda guerra mondiale, Rockefeller fornì 15.000 dollari a Princeton per istituire l’Ufficio della ricerca sull’opinione pubblica (OPOR). Uno degli obiettivi principali di OPOR era esaminare sistematicamente il processo di formazione dell’opinione, dei sentimenti del pubblico su certi argomenti e come seguire le fluttuazioni dell’opinione pubblica durante la guerra. Nel 1940 la Fondazione portò la donazione per la ricerca dell’opinione pubblica e le comunicazioni di massa a 65.000 dollari.

Una delle principali preoccupazioni di Rockefeller era verificare lo stato dell’opinione pubblica in Sud America, al fine di stabilire gli interessi bancari e petroliferi dei Rockefeller nella regione. Secondo lui, il potere non si sarebbe più manifestato solamente col controllo militare sulle colonie, ma piuttosto coll’esercizio di un potere soft, in cui comprensione e anticipazione delle tendenze dell’opinione pubblica erano al centro dell’attenzione. A tal fine, alla fine degli anni ’40, Rockefeller aiutò Cantril e il consigliere pubblico George Gallup a creare l’American Social Surveys, una organizzazione “no profit” che analizzò meticolosamente i cambiamenti dell’opinione pubblica in Sud America. Nel 1942, Cantril pose anche la prima pietra de The Research Council, Inc. col finanziamento del magnate pubblicitario Gerard Lambert. Con sede a Princeton, il Consiglio di ricerca intraprese un sondaggio nazionale per valutare l’opinione pubblica sulla guerra e anticipare lo stato dell’ambiente dopo la fine delle ostilità. Usando Rockefeller come intermediario, Roosevelt studiò attentamente i i risultati della ricerca di Cantril per scrivere i sui discorsi durante la guerra. Il Consiglio di ricerca iniziò ad implementare in Nord Africa per conto del Dipartimento di guerra psicologica del servizio segreto militare, per conto del Dipartimento di Stato sull’atteggiamento della popolazione USA verso gli affari esteri, per l’OSS (l’ente spionistico precursore della CIA) sullo stato dell’opinione pubblica in Germania. Il Concilio di ricerca di Cantril continuò le attività a favore degli interessi dell’imperialismo USA nel secondo dopoguerra, valutando l’opinione pubblica in Francia, Paesi Bassi e Italia per anticipare e reprimere sul nascere i movimenti politici e sociali (in particolare quelli egemonizzati dai comunisti). In seguito si seppe che, per la maggior parte dell’esistenza, il Consiglio di ricerca fu finanziato dalla CIA attraverso la Fondazione Rockefeller.

L’interesse della Fondazione Rockefeller per l’arte della persuasione negli USA crebbe durante la seconda guerra mondiale. Ad esempio, tra il 1938 e il 1944, la Fondazione spese 250.000 dollari per la produzione di film documentari ed educativi attraverso l’American Film Center. Alla fine degli anni ’40 ì, i funzionari della Fondazione avevano sviluppato un interesse ancora maggiore nel manipolare l’opinione pubblica. Come affermato nel rapporto della fondazione del 1948: “Una buona comprensione dei cambiamenti nella comunicazione e stato generale mentale è importante per il nostro sistema educativo, per i leader di grandi organizzazioni e per gli interessati di comportamento e alle opinioni politiche”.[17] Ad esempio, alla Fondazione Rockefeller condusse un finanziamento senza precedenti per la ricerca sulla guerra psicologica. Nel 1954, per esempio. Un fondo di 200.000 dollari fu assegnato allo psicologo di Yale, Carl Hovland per finanziare i suoi studi sulla persuasione e la modificazione dell’umore. Con la cosiddetta guerra fredda sullo sfondo, i finanziamenti per tali lavori furono sempre più forniti delle forze armate statunitensi, che spesso reclutavano scienziati sociali addestrati sotto gli auspici dei Rockefeller

 

DALL’INVENZIONE DELLE TEORIE DEL COMPLOTTO ALLE “FAKE NEWS”

 

È stata la CIA ha creare le teorie del complotto. Il fine era quello di screditare i giornalisti investigativi, a questo fine nel 1967 (dopo delle inchieste sugli abusi governativi)[18] in un dispaccio le loro tesi furono liquidate come “teorie del complotto”. Questo dispaccio fu reso pubblico nel 1976 in risposta ad una inchiesta del New York Times.[19]

Possiamo analizzare in sintesi il contenuto:

  • Sostenere che le testimonianze oculari sono inaffidabili:
  • Sostenere che la notizia è vecchia e che nel frattempo sono emerse “nuove evidenze significative”;
  • Ignorare l’argomento a meno che le discussioni siano già attive;
  • Sostenere che è irresponsabile speculare;
  • Accusare i teorici di essere di essere innamorati delle loro teorie;
  • Accusare i teorici di avere interessi finanziari nel promuovere le teorie del complotto.

 

La CIA creò gli argomenti per attaccare coloro che si muovevano oltre e fuori l’informazione ufficiale, spostando il dibattito dalla documentazione che raccoglievano, alle persone che rielaboravano le fonti, essendo “innamorati delle loro teorie” e “politicamente motivati”. Quindi per la CIA (come per gli altri servizi segreti, il giornalismo investigativo – soprattutto se a loro dire è ostile ai governi in carica) è al servizio di un fantomatico “nemico esterno”. Questa paranoia, ha origine storica negli USA, sin dalla fondazione degli Stati Uniti d’America quando si accusava re Giorgio d’Inghilterra a complottare contro la rivoluzione americana.

Il linguista Noam Chomsky e l’economista Edward S. Herman, nel 1988 in La fabbrica del consenso: l’economia politica dei mass media hanno individuato alcune strategie di manipolazione dei mass media da parte dei grandi gruppi capitalisti:

  1. La proprietà: le corporation dell’informazione fanno parte di conglomerati industriali più grandi. Quindi il giornalismo è un ramo dell’industria. Per Noam Chomsky ed Edward S. Herman si tratta di persone estremamente ricche dell’establishment che non farebbero mai nulla contro i propri interessi;
  2. Gli autori di questo libro sostengono che i grandi media dipendono dagli introiti pubblicitari, ragione per cui ha bisogno ascolti d’elìte.
  3. Le fonti delle notizie provengono degli apparati governativi. Ci troviamo davanti a una sorta di “divisione morale del lavoro” in cui reporter ricevevano le informazioni dal governo.
  4. Le demonizzazione di ogni nemico dell’imperialismo.

 

L’analisi di Chomsky verrà approfondita dallo storico Webster Tarpley e dal sociologo Petras il quale analizzerà il colonialismo culturale USA alla luce della transizione di quello che definisce “imperialismo sociale” al militarismo neoliberista.

Qui entriamo nel discorso sulle “fake news”.

Da quando la NATO ha messo in campo un vasto sistema di denunce per accusare la Russia di perpetuare la propaganda dell’Unione Sovietica, un’isteria si è impadronita di Washinton.

In tutti i paesi della NATO i politici denunciano le fake news per sottolineare la presunta influenza della propaganda russa sin seno alle democrazie occidentali. Lo Stato più colpito da questa campagna è la Francia, in cui il presidente Macron ha annunciato la stesura di una legge specifica per combattere questo “attentato alla democrazia”.

Il fatto che l’espressione inglese fake news si mantenga inalterata in tutte le lingue dei vari paesi che compongono la NATO, mentre designa un fenomeno vecchio come il mondo, la falsa notizia, attesta l’origine anglosassone di questa problematica.

Nel 2009, Obama ha annunciato al vertice NATO di Strasburgo-Kehl la sua intenzione di creare un servizio di Comunicazione strategica della NATO.[20] Ci sono voluti sei anni per fondare la 77th Brigade dell’esercito britannico e la 361st Civil Affairs Brigade dell’esercito statunitense (con sede in Germania e in Italia).

La missione originaria era quello di contrastare i discorsi che accusavano l’establishment USA di aver organizzato esso stesso gli attentati dell’11 settembre, poi quelli che accusavano gli anglosassoni di aver pianificato la cosiddetta “primavera araba” e la guerra contro la Siria. Attualmente di tratta di convincere i popoli dei paesi che compongono la NATO che la Russia sta, come si diceva prima, continuando la propaganda dell’URSS, il che renderebbe la NATO ancora utile.

In definitiva, nell’arile 2015, l’Unione Europea ha istituto un Gruppo di lavoro per le comunicazioni strategiche verso l’Est (Est StratCom Task Force). Questo organismo invia ogni settimana invia a migliaia di giornalisti una selezione di estratti della propaganda russa. Ad esempio, nell’edizione del 11 gennaio 2018 accusava Sputnik di affermare che lo Zoo di Copenaghen nutre le sue bestie selvagge con animali domestici abbandonati![21] Queste “notizie” sono messe in giro dal fatto che questi “studiosi” non sono riusciti a trovare esempi significativi di interferenze russe. Nell’agosto 2015 la NATO ha inaugurato il suo Centro di comunicazione strategica a Riga (Lettonia). Nel 2016, il Dipartimento di Stato degli USA si è dotato di un Centro di controllo globale che persegue gli stessi obiettivi.

Nel 2009, la Segreteria di Stato Hillary Clinton, sotto l’impulso di Jared Cohen (capo dell’Ufficio di Pianificazione politica), si persuase che fosse possibile rovesciare la Repubblica islamica dell’Iran manipolando i social network. Questa teoria non ebbe l’effetto desiderato. Tuttavia, due anni dopo, nel 2011, lo stesso Jared Cohen, diventato nel frattempo il capo di Google Ideas, contribuì alla mobilitazione dei settori giovanile del Cairo. Nasce il mito dell’estensione dello stile di vita USA su Facebook. Di conseguenza, il Dipartimento di Stato ha sponsorizzato molte associazioni e convenzioni per promuovere Facebook.

Tuttavia, le elezioni presidenziali americane del 2016 sono state una sorpresa. Un outsider, l’immobiliarista Donald Trump, ha eliminato tutti i suoi rivali, a partire da Hillary Clinton, ed è stato portato alla Casa Bianca mentre disponeva dei consigli Facebook. Ora, di punto in bianco, Facebook è stato demonizzato dalla stampa mainstream.

È emerso in questa occasione il fatto che si possano sì creare artificialmente movimenti con i social network, ma che dopo pochi giorni gli utenti ritrovano il proprio spirito critico. Questa è la costante di tutti o sistemi di manipolazione delle informazioni: sono effimeri. L’unica forma di menzogna che permette di creare comportamenti a lungo termine presuppone di aver spinto i cittadini a un impegno, vale a dire arruolarli.[22]

In realtà, Facebook lo ha capito molto bene nel creare il suo Ufficio di politica globale e sensibilizzazione dei governi che il compito di creare emozioni collettive per i diversi clienti, ma non cerca di organizzare campagne durature.[23] Questo è anche il motivo per cui presidente Macron propone di legiferare sui social network unicamente per i periodi elettorali. Egli stesso è stato eletto grazie al breve disordine creato congiuntamente da un settimanale e da Facebook contro il suo rivale contro il suo rivale F. Fillon alle elezioni presidenziali francesi del 2017, operazione orchestrata da Jean-Pierre Jouyet.[24] Inoltre, la paura di E. Macron che prossima volta che i social network siano utilizzati contro di lui si sovrappone alla volontà della NATO di dimostrare la continuità USA-URSS in materia di propaganda.

 

LA MAREA CRESCENTE DEL MILITARISMO USA NEL 21° SECOLO DA CLINTON A TRUMP

 

Per capire questo sviluppo della propaganda militarista da parte della NATO nasce dalla crescita in maniera esponenziale del militarismo. L’isteria dei mass media nei confronti dell’aumento delle spese militari da parte di Trump, ignora deliberatamente la vasta espansione del militarismo, in tutte le sue sfaccettature sotto il presidente Obama e si suoi due predecessori Bill Clinton e George Bush Jr.

Questa ascesa del militarismo nel corso degli ultimi 17 anni dimostra chiaramente che esso è una caratteristica strutturale dell’imperialismo.

Sotto il Bill Clinton, il bilancio di guerra e aumentato da 302 miliardi di dollari nel 2000 a 313 miliardi nel 2001. Sotto la presidenza di G. Bush Jr. la spesa militare è passata da 357 miliardi a 465 miliardi nel 20054, fino a 621 miliardi nel 2008. Sotto la presidenza Obama (il “Nobel per la pace”), la spesa militare è salita da 669 miliardi a 711 miliardi nel 2011 e poi a quanto pare è sceso a 596 miliardi nel 2017. Trump ha chiesto un aumento a 650 miliardi per il 2018.[25]

   Il budget di Obama nel 2017 esclude i costi sostenuti dai ministeri connessi alla “Difesa”, tra cui l’aumento di 25 miliardi per il programma di armi nucleari del Ministero dell’Energia. Il totale complessivo voluto da Obama per le spese nel 2017 ammontava a 623 miliardi ovvero 30 miliardi in meno rispetto alla proposta di Trump. Inoltre, la spesa militare di Obama per Overseas Contingency Operations (OCO), è esclusa da preventivi annuali di bilancio, e comprende i costi delle guerre degli USA in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia e in altri paesi, che sono saliti alle stesse durante il suo mandato. In effetti negli 8 anni di mandato, Obama ha superato la spesa militare di G. W. Bush di oltre 816 miliardi di dollari.[26]

Dunque, l’aumento chiesto da Trump è in linea con la tendenza del predecessore democratico. Sia i Repubblicani che i Democratici ha massicciamente lavorato per aumentare la capacità militare degli USA che deve mantenere il ruolo di forza dominante a livello mondiale. Mentre il bilancio di Obama del 2017 includeva 7,5 miliari per le “operazioni anti ISIS” e 8 miliardi per la guerra informatica e il (contro)terrorismo, l’incremento più significativo è stato per aerei militari invisibili, sottomarini nucleari e portaerei, puntati chiaramente su Russia, Cina e Iran. La Marina e l’Aviazione hanno ottenuto tre quarti del bilancio.

Sotto Obama, la corsa alle armi degli USA non era diretta contro i “gruppi terroristi”, ma, invece, contro Russia e Cina. Gli USA sono impegnati a far fallire la Russia, in modo da relegarla al vassallaggio al decennio pre-Putin. La CIA e la feroce campagna del partito democratico contro Trump si basa sulle sue aperture nei confronti della Russia. I settori della Borghesia Imperialista che punta al dominio unipolare USA sta cercando di strappare Trump e il suo entourage dal loro potere e dai loro incarichi.

L’aumento delle spese militari di Trump è apparentemente destinato ad essere una sorte di “merce di scambio nel suo piano di espansione delle opportunità economiche USA: chiudere affari con la Russia, rinegoziazione del commercio con la Cina, l’Asia orientale (Singapore, Taiwan e Corea) e la Germania, ognuno dei quali detiene parte dell’enorme deficit commerciale annuale degli USA dall’ammontare di trilioni di dollari.

Le ripetute battute di arresto di Trump, la costante pressione mediatica (e giudiziaria) sui suoi uomini, sulla sua persona e sulla sua vita personale, anche a fronte di un aumento del mercato azionario, sta indicare una profonda divisione all’interno della Borghesia Imperialista USA. Perciò si vede la stampa finanziaria (Financial Times e Walle Street Journal) è appartamene allineata con i settori più bellicisti, mentre gli operatori finanziari di Wall Street sostengono le politiche economiche di Trump e l’apertura conciliante verso la Cina. La maggior parte dei cosiddetti think tank propagandisti, con i loro accademici, esperti, editorialisti e ideologi neoconservatori, promuovo l’aggressione militare contro la Russia. Nel frattempo, i social media che sono definiti “populisti”, i sostenitori di base di Trump, le aziende che lavorano per il mercato nazionale e le Camere di commercio premono per tagli fiscali e misure protezionistiche.

L’esercito è pro-Trump e favorisce la sua concezione per le guerre regionali in vista di vantaggi economici. Al contrario, la CIA, la Marina e l’Air Force, che hanno beneficiato in modo significativo dai bilanci di guerra di Obama, perseguono una politica di scontri militari globali con la Russia e la Cina e guerre multiple contro i loro alleati, come l’Iran, indipendentemente dalla   devastazione che tale politica possa avere sull’economia interna.

La linea che ha cercato di portare avanti Trump si basa sull’esportazione di prodotti e la conquista di mercati mentre prova ad attrarre il capitale delle multinazionali a rientrare negli Stati Uniti per investire i prodotti nel mercato interno (attualmente oltre mille miliardi sono all’estero)[27]. Si oppone alle alleanze economiche e militari che hanno aumentato il deficit commerciale degli USA e il debito in contrasto con le precedenti amministrazioni che hanno accettato deficit commerciali e una sproporzionata spesa per gli interventi militari, le basi e le sanzioni contro la Russia e i suoi alleati.

L’obiettivo di Trump di obbligare l’Europa occidentale a sostenere una quota maggiore della NATO (e quindi, di conseguenza, ridurre la dipendenza dell’Europa occidentale dalle spese militari degli USA) è stato rifiutato sia dai democratici che dai repubblicani. Ogni piccolo passo di Trump verso il miglioramento dei rapporti con la Russia ha suscitato le ire dei settori della Borghesia Imperialista che portano avanti una politica unipolare (e che controllano la direzione dei democratici e dei repubblicani).

Nel frattempo l’imperialismo USA ha offerto poche concessioni agli alleati della Russia: gli instabili accordi con l’Iran e il Libano e i fragili accordi di pace in Ucraina. Allo stesso tempo, Washington sta espandendo le sue basi militari nelle regioni nord-baltiche verso l’Asia.

L’obiettivo strategico di queste mosse bellicose è quello di accerchiare e distruggere la Russia come potenziale contrappeso indipendente al dominio globale.

La politica iniziale di Trump è stata di costruire la “fortezza Europa”: aumento del bilancio militare, rafforzamento del potere militare e di polizia lungo il confine con il Messico. L’agenda Trump rafforzerebbe la presenza militare in Asia e altrove per migliorare la contrattazione economica degli USA nei negoziati bilaterali con l’obiettivo di ampliare i propri mercati di esportazione.

All’interno degli USA sta avvenendo uno scontro all’interno della Borghesia Imperialista.

Il militarismo, che è la forma consolidata dell’imperialismo USA, è profondamente radicato all’interno dell’apparato dello Stato. Tale apparato include le 17 agenzie di intelligence, i dipartimenti di propaganda, l’Aire Force e la marina, così come il settore high tech e le élite capitalistiche commerciali che hanno beneficiato delle importazioni straniere e della manodopera qualificata straniera a basso costo a scapito dei lavoratori statunitensi. I risultati delle politiche portate avanti da questi settori sono le guerre disastrose, i mercati perduti, la diminuzione dei salari, il deterioramento del tenore di vita e il trasferimento di posti di lavoro ben pagati all’estero. Nella migliore delle ipotesi hanno assunto pochi e deboli regimi vassalli.

Il tentativo di Trump di formare un’alternativa a questa strategia ruota attorno a un approccio più sfumato: egli cerca di usare il potere militare per rafforzare il mercato del lavoro nazionale e garantire il sostegno di massa all’intervento economico d’oltremare.

Il problema per Trump nasce dal fatto che non è riuscito a consolidare il suo potere all’interno dello Stato. Mentre la vittoria elettorale gli ha consegnato l’Ufficio di Presidenza, ma il suo governo è solo un aspetto del potere statale, che è esposto a una erosione da parte dei settori indipendenti, interessati alla sua fine politica. Da tenere conto che diversi rami del governo sono pieni di reduci delle amministrazioni precedenti, profondamente impegnate a portare avanti le politiche belliciste.

Un altro aspetto negativo per Trump sta nel fatto che non è riuscito a mobilitare i suoi sostenitori a livello di massa e neanche creare una rete di media alternativi rispetto a quelli dominanti. Il suo Tweets risulta un contrappeso fragile rispetto al fuoco concentrico dei mass media sul suo governo.

Il terzo luogo, mentre Trump aveva cominciato a muoversi con successo per garantire un sostegno internazionale a Giappone e Inghilterra, ha fatto marcia indietro con la Russia.

In quarto luogo, Trump non è riuscito a collegare le sue politiche in materia di immigrazione, con lo sviluppo dell’occupazione per gli americani e non è riuscito a smascherare le politiche draconiane anti-immigrati condotte sotto l’amministrazione Obama, quando a milioni furono imprigionati ed espulsi.

Di conseguenza, il successo dell’assalto militarista liberal-neoconservatore sul nuovo presidente ha messo in ritirata la sua strategia centrale. Trump è sotto assedio e sulla difensiva. Anche se sopravvive a questo attacco concentrico, la sua concezione originaria di come portare avanti le politiche imperialiste che partivano dal concetto di rifare un America che è a brandelli.

Il fallimento di Trump dimostra nella sostanza che il capitalismo non è governabile, e che il militarismo capitalistico, non è tanto una politica che le varie amministrazioni possono cambiarla, ma una tendenza di fondo del capitalismo nella sua fase imperialista.

Il militarismo sta erodendo la società USA e tutto il mondo capitalista. La storia insegna che il militarismo, sa da un lato è uno strumento di potenza e un ottimo campo di investimenti e di superprofitti, dall’altro finisce per corrodere la società che lo nutre. Possiamo prendere come esempio una società fortemente militarizzata: Israele. Da anni, ad iniziare dall’estate del 2011 (l’anno delle rivolte arabe) sono sorte al suo interno proteste sociali contro la carenza di case, il caso affitti, l’inflazione, i tagli alle spese sociali, la corruzione, la precarizzazione dei rapporti di lavoro, le grandissime sperequazione di ricchezza, proteste promosse da organismi giovanili estranei ai partiti politici, un movimento che ha portato in piazza a Tel Aviv fino a 150.000 manifestanti. Benché questo movimento non ha espresso alcun rifiuto dell’occupazione e del terrorismo antipalestinese, le organizzazioni dei coloni e degli ultra-ortodossi la hanno attaccato con una violenza, finora, solo verbale. Questo movimento, lo voglia o meno, mette a nudo il doppio standard che lo Stato di Israele adotta nei confronti dei suoi cittadini di religione ebraica, o comunque non arabi: riduce le poste di spesa e i diritti per gli uni, elargisce soldi e privilegi illimitati agli altri. Governo, esercito e sistema giudiziario sono sempre dalla parte dei coloni e degli ultra-ortodossi, qualunque comportamento abbiamo, poiché sono il fanatico supporto sociale degli apparati militari e dell’occupazione della terra di Palestina.

Sinché lentamente la società israeliana si va dividendo tra coloro che beneficiano del militarismo, e coloro ne pagano le conseguenze.

 

 

 

PSY QUANDO LA GUERRA LA SI FA CON LE PAROLE PER ARRIVARE ALLE MENTI

 

Si potrebbe definire gli sviluppi della guerra psicologica come gli sviluppi di una guerra di quarta generazione. Un esempio di questo tipo di guerra, è stata la strumentalizzazione delle rivolte arabe nel 2011. In queste rivolte è stato importante l’uso di Internet, di cellulari e le campagne mediatiche delle grosse catene televisive.

Un altro aspetto di questi interventi è cercare di orientare su cosa devono essere gli obiettivi dei movimenti. Un esempio è quello di attaccare il dipendente (il ceto politico) e preservare il “modello di società” (il sistema capitalista), divenendo uno strumento di “colpi di Stato democratici” (come le cosiddette “rivoluzioni” colorate nell’Est europeo).

Lo sviluppo tecnologico e informatico, la globalizzazione del messaggio e le capacità di infinite sull’opinione pubblica mondiale, hanno convertito la guerra psicologica mediatica nell’arma strategica dominante per la guerra di quarta generazione.

Nel suo sviluppo mediatico-sociale, i capi e gli ufficiali dei vari stati maggiori addetti alla guerra psicologia sono militari esperti della comunicazione della contro insurrezione. Nella sostanza la guerra psicologica è diventata strategica che si è superata la concezione delle operazioni militari supportate da operazioni psicologiche.

I piani di guerra psicologica non si sviluppano più nelle unità militari ma in laboratori di comunicazione strategica dove si disegnano questi piani che dovranno essere portati avanti dalle grandi strutture mediatiche della comunicazione di massa, debitamente infiltrate dai vari servizi di intelligence.

La guerra psicologica si potrebbe definire che costituisce lo stadio superiore delle strategie di controllo e dominazioni provate fino ad ora.

Nella guerra psicologica (che è la spina dossale della guerra di quarta generazione) le operazioni con unità militari sono sostituite dalle unità mediatiche.

La guerra psicologica si sviluppa in una fase del capitalismo caratterizzata da una rivoluzione nel campo delle scienze sociali e della comunicazione strategica.

Tale rivoluzione si completa con una rivoluzione nel campo delle tecnologie della comunicazione, potenziate su scala globale dei grandi conglomerati mediatici del capitalismo, che creano le basi per il loro uso strategie di manipolazione e di controllo sociale sviluppate a partire dagli obiettivi della dominazione capitalista.

Questi studi hanno l’obiettivo di creare le basi operative e strategiche per il controllo e il dominio delle società e dei paesi senza ricorrere all’uso della forza militari.

Come nel conflitto militare armato, il piano della guerra psicologica ha l’obiettivo di annichilire, controllare e assimilare il nemico.

A differenza della guerra convenzionale, la guerra di quarta generazione non si sviluppa in teatri di operazioni visibili.

Nella guerra di quarta generazione la guerra è sviluppata in scenari combinati, dove mancano linee visibili di combattimento, i soldati della guerra di quarta generazione non usano uniformi e si mimetizzano con i civili.

In questo tipo di guerra non esistono gli elementi di azione militare classica come le grandi unità di combattimento.

Alle grandi basi dove si pianificazione le azioni militari si sono sostituiti i piccoli centri di comando e di pianificazione clandestini, dove si disegnano le moderne operazioni tattiche e strategiche.

Le unità di guerre psicologiche sono integrate dentro gruppi operativi, infiltrati nella popolazione civile che hanno la missione di far esplodere le contraddizioni all’interno delle masse.

Si superano le tattiche e le strategie fondate su fattori puramente militari, con tattiche e strategie di controllo sociale, dove sono usate la manipolazione delle informazioni e l’azione psicologica orientata a guidare il comportamento sociale di massa.

Gli obiettivi non sono più fisici ma psicologici e sociali. L’obiettivo non è la distruzione di elementi materiali (basi militari, soldati, infrastrutture civili ecc.) ma al controllo del cervello umano.

   Nella guerra di quarta generazione il campo di battaglia è dentro le menti delle persone, dove l’obiettivo strategico è colonizzazione mentale per controllare la società, appropriarsi e controllare i comportamenti sociali di massa.

Perciò non deve meravigliarci la notizia che l’azienda svedese Epicentric e l’azienda americana Three Square Market hanno proposto ai loro lavoratori l’impianto di chip sottopelle del Budget, con cui potranno anche pagarsi le bibite e snack al distributore interno.[28] Ufficialmente i datori di lavoro lasciano libertà di scelta ai loro dipendenti (ufficialmente 50 e 85 dipendenti della Epicentric hanno accettato).

Non è esagerato dire che quello che è in atto è la costruzione di una società del controllo.

Certamente non è un caso lo sviluppo delle neuroscienze, che certamente hanno dato da supporto allo sviluppo del controllo mentale.

Partendo dall’esistenza del campo elettromagnetico del cervello, le ricerche che si sono sviluppate puntano a vedere quanto il cervello possa essere condizionato se questo campo fosse stimolato.

La maggioranza delle persone ignora tuttora che allo loro spalle e sulle loro teste (sarebbe meglio dire sulle teste di tutti e noi) dell’esistenza di migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo sono state accuratamente formate alla manipolazione del pensiero, in mondo da far giungere sul nostro cervello solo le informazioni gradite, escludendo le altre, che magari sono quelle vere.

Come si dive la prima il campo di battaglia è diventata la mente. Le menti delle persone che sono state scelte come bersaglio vengono monitorate al fine di stabilire una lista dove vengono elencate le loro abitudini. Una volta che la mappa mentale ed emotiva viene redatta, inizia la prima fase del condizionamento. I condizionatori cercano di creare un “vuoto mentale”. Questo vuoto dura quel tempo necessario per introiettare un nuovo modello.

Chiaramente tutto ciò deve essere occultato, il pensiero che viene introdotto è nascosto. L’introduzione di idee, la presentazione di immagini che stimolano la fantasia e l’influenza emotiva delle scienze comportamentali non devono essere palesi.

Ci sono diversi mezzi per occultare tutto ciò. Non è certamente un caso che il mercato della pornografia si florido. Le fantasie erotiche abitudinali sono un comodo punto d’accesso per l’inserimento di nuovi pensieri.

Un uomo che nasconde i propri tabu sessuali non ha certamente fretta di mostrare il suoi segreti al mondo. In pensieri indotti, come qualsiasi meccanismo di controllo, utilizza questo oscuro spazio per insinuare nella mente dell’individuo.

Le fantasticherie abituali forniscono la cornice ideale per la mappatura del comportamento.

Certamente non è sufficiente introdurre solo nuovi pensieri, idee, impulsi per attuare un controllo mentale. Il “ricevitore” (la vittima) deve essere disposto ad accettarli e seguirli a livello conscio.

Il segreto sta che sia la persona stessa “compia” la scelta che gli viene indicata.

Per questo motivo assistiamo a bombardamenti culturali a 360 gradi.

Proviamo a chiederci perché Hollywood tende a produrre più+ film con lo stesso tema, lo tesso materiale e lo stesso soggetto in tempi ravvicinati.

La saturazione dei media comporta che milioni di persone memorizzano le stesse immagini, pongono le stesse domande, possono essere nelle condizioni ideali fi assumere nuove idee.

Sono usati per assuefare la massa: serie tv, romanzi popolari, le notizie principali, film, videogiochi, slogan politici, campagna religiose, musica pop.

Tutto ciò serve per far conseguire nelle persone uno spirito negativo, poiché uno spirito positivo difficilmente può essere manipolato. Uno spirito coscientemente teso verso un obiettivo individuato, può sfidare un altro potere dia per fini positivi (verso interessi collettivi, al servizio delle masse) che negativi (quelli inerenti che ha obiettivi individuali che per raggiungerli non bada ai mezzi che adopera).

Tra i metodi usati per il controllo mentale, è quello di individuare le vittime da parte del programmatore/gestore di tale controllo che viene percepito a volte come un “Dio” un maestro”. Molti di questi schiavi sono donne poiché una buona parte di esse hanno una maggiore tolleranza al dolore e tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Gli Handler (programmatori) della programmazione Monarch cercano di dividere in comparti la psiche del soggetto, creando personalità multiple usando il condizionamento basato su diverse forme di torture: abuso di sessuale, confinamento in ambienti come box, gabbie, ecc., scosse elettriche, ingestione o iniezione di sostanze chimiche ecc.

La base per il successo della programmazione Monarch sta nel fatto che ci possono essere differenti personalità o parti di personalità, che non si conoscono tra loro, ma che possono prendere il controllo del corpo in momenti diversi. Le pareti di amnesia costruite attraverso traumi, formano uno scudo protettivo di segretezza che protegge i colpevoli (gli addestratori) dall’essere scoperti, e impedisce alla personalità principale di sapere di quando il sistema di cambio personalità è attivo. Lo scudo del segreto permette si membri dei culti dove in maniera mascherata opera il controllo mentale di vivere e di lavorare agli altri e di rimanere totalmente inosservanti. La personalità dominante potrebbe essere un buonissimo cristiano, ma la personalità che nasce sotto di essa potrebbe essere più satanica di quella di Mr. Hyde. I vari servizi e gruppi occultisti lavorano che tutte queste operazioni mantengano la segretezza. Si può supporre che il tasso di successo di questo tipo di programmazione sia alto, ma, si può tranquillamente formulare l’ipotesi che quando questo tipo di programmazione fallisce, questi fallimenti siano pagati con la morte.

Per capire bene tutto ciò non bisogna dimenticare che ogni trauma e tortura serve a uno scopo. Una grande quantità di sperimentazioni e ricerca sono condotti per sapere cosa poteva essere fatto e cosa no. Perciò si può ipotizzare che grazie a queste sperimentazioni servano a elaborare grafici con i dati statistici su quanto si potesse torturare un corpo di un dato peso e di una data età senza che tale individuo morisse.

Nello stesso tempo si può ipotizzare che l’organizzazione che gestisce queste operazioni di guerra psicologica e i vari programmi di controllo mentale sia composta ai vertici da una nomenclatura di qualche centinaia da persone di una casta pubblico/privata/militare articolata nel sociale (anche se non necessariamente questa articolazione sia sufficientemente guidata in modo diretto da questo vertice), che con cordone cultural-operativo e teorico alimenta in maniera artificiale il mito di se stessa, attivando tutti i simboli, le metodiche e gli strumenti che si poggiano su ignoranza, e subcultura.

Perciò uno dei compiti di chi lotta per l’emancipazione è quella di demitizzare tale organizzazione/organizzazioni, facendo inchieste dove si mette in evidenza in evidenza ruoli, metodologie e tecniche, come si deve mettere in evidenza i protagonisti e la dimensione strategica del golpe scientifico (soprattutto da parte degli psichiatri) e del ruolo di questa che si potrebbe definire una sorta Gladio occulta o di super-Gladio e dei relativi collegamenti internazionali.

Più di un organizzazione nel senso tradizionale, sarebbe più corretto definire un network che ha assommato la forza deviata dello Stato (deviazione rispetto ai valori progressisti della Costituzione), la forza militare anche internazionale, la forza criminale delle varie organizzazioni mafiose, la potenza degli apparati psichiatrico sociali e magistratuali costruiti sotterraneamente in diversi anni e di metodologie tecnologiche e di attività di controllo su vari piani frutto dell’attività di servizi segreti mentre la stragrande maggioranza delle masse guarda dai giochi del teatrino della politica istituzionale.

Questo network è il killer mentre il mandante è il modo di produzione capitalistico è il mandante, un modo di produzione che vede il prevalere del capitalismo finanziario, che a partire dal 2007 l’accentuarsi della crisi generale capitalismo (crisi non solo economica ma anche politica e culturale).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] La sofistica è una corrente filosofica sviluppatasi nell’antica Grecia, ad Atene in particolare, a partire dalla seconda metà del V secolo a.C., la quale, in polemica con la filosofia della scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea, pone al centro della sua riflessione l’uomo e le sue implicazioni alla morale e alla vita sociale e politica. Non si trattò di una vera e propria scuola né di un movimento omogeneo, ma fu estremamente variegata al suo interno: i suoi esponenti (detti appunto sofisti), seppur accomunati dalla professione di «maestro di virtù», si interessarono di vari ambiti del sapere, giungendo ognuno a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti. Tra questi emerse, distaccandosene, la figura di Socrate.

 

[2] Nato a la Spezia nel 1963 ha effettuato gli studi universitari: a Pisa e Bochum (Germania Federale). Laureato e perfezionato in Filosofia alla Scuola Normale. Professione: Dirigente nel settore finanziario. Dal novembre 2007 è partner di Sator, il gruppo finanziario fondato e diretto da Matteo Arpe. È presidente del Centro Europa Ricerche, membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Profilo e Responsabile dell’Internal Audit di Arepo BP.

 

[3] http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/siamo-al-ministero-della-verità-come-in-1984-orwell/

 

[4] Vance Packard, The Hidden Persuaders (I persuasori occulti), 1957, trad. di Carlo Fruttero, I persuasori occulti, Einaudi, Torino, 1958; Il Saggiatore, Milano, 1968; dall’ed. Einaudi 1989 con il saggio I persuasori occulti rivisitati negli anni ottanta.

 

[5] http://www.psicolinea.it/lingegneria-del-consenso-edward-bernays-e-linvenzione-

 

[6] Metto tra virgolette totalitario perché con questa definizione si cerca di nascondere e di non evidenziare la natura di classe di questi regimi, ovvero quale è la classe dominante.

[7] http://www.psicolinea.it/lingegneria-del-consenso-edward-bernays-e-linvenzione-

 

[8]                                                                  C.s.

 

[9]                                                                     C.s.

 

[10]                                                                   C.s.

 

[11]                                                                 C.s.

 

[12] Negli Stati Uniti tra il 1936 3 il 1937 ci furono oltre mille occupazioni di fabbrica con la partecipazione di mezzo milione di lavoratori e 6.912 scioperi che coinvolsero 1.861.000 lavoratori.

 

[13] Bisogna sottolineare che le differenti soluzioni politiche che il capitalismo assunse come risposta alla crisi degli anni ’30 (New Deal negli USA, nazionalsocialismo in Germania) erano caratterizzate dall’elemento comune dell’intervento dello Stato nell’economia.

 

[14] https://mail,libero.it/appsuite/v=7.8.3-34.20180201.100301/print.html?print_1519286

 

[15]                                                              C.s.

 

 

[16]                                                             C.s.

 

[17]                                                             C.s.

 

[18] Ma sarebbe meglio dire che gli abusi del governo ombra.

 

[19] http://www.linteferenza.info/attipol/la-manipolazione-dellinformazione-la-nascita-degli-individui-programmati/

 

[20] La campagna della NATO contro la libertà di espressione, di Thierry Meyssan, traduzione Matzu Yagi Megachip-Globalist (Italia), Rete Voltaire, 7 dicembre 2016.

 

[21] Urca le democrazie occidentali sono in pericolo!

 

[22] Sui metodi di propaganda, si legga Le tecniche della propaganda militare moderna, di Thierrt Meyssan, Rete Voltaire, Megachip, traduzione Matzu Yagi, 16 maggio 2016.

 

[23] Come una cellula segreta di Facebook di manipola l’opinione pubblica, di Shelley Kasli, traduzione di A. Lattanzio, Great Game India (india), Rete Voltaire, Sito Aurora, 11 gennaio 2018

[24] Personalità centrale del corpo degli ispettori delle Finanze, Jean-Pierre Jouyet fu avvocato presso l’assai mitterandiano gabinetto Jeantet, vice direttore del gabinetto del gabinetto di Lionel Jospin, segretario di Stato agli Affari europei sotto Nicolas Sarkozy, segretario generale dell’Eliseo sotto F. Hollande e mentore di E. Macron che l’ha immediatamente nominato ambasciatore di Francia a Londra.

 

[25] http://www.resistenze.org/sito/te/im/peimhd03-019065.htm

 

[26]                                               C.s.

 

[27]                                               C.s.

 

[28] http://www.intelligonews.it/le-interviste-della-civetta/articoli/25-luglio-2017/65396/d

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BITCOIN E CHIP

•marzo 27, 2018 • Lascia un commento

 

 

La febbre da criptovaluta sta facendo anche la fortuna dei grandi produttori fi chip. Tmsc, società di Taiwan e leader mondiale del settore, ha chiuso il quarto trimestre con una crescita del 10,1% rispetto al precedente.[1] Le responsabile finanziaria Lora Ho ha spiegato che spingere i conti sono stati due elementi: “I nuovi prodotti mobile e la crescente domanda di processori per il mining di criptovalute”.

Per creare nuove criptovalute, sono necessarie elaborazioni sempre più complesse, più elaborazioni sempre più complesse, più capacità di calcolo, dispositivi in grado sostenerla e di conseguenza più chip. Anche se la società non ha rivelato dettagli sugli incassi, si può dire ciò che era impensabile fino a pochi mesi fa: la domanda di criptovalute è tale da impattare sui conti di un produttore che, nel quarto trimestre, ha registrato un fatturato di 9,21 miliardi di dollari. Un impatto che non dovrebbe essere volatile come il prezzo dei bitcoin: la richiesta di chip per estrarre nuove monete digitali è destinata a rimanere stabile. Nel frattempo il 19 gennaio 2018 dalla People’Bank of China, la banca centrale cinese, è arrivato un nuovo giro di vite sulle criptovalute. Sono stati bloccati i servizi di trading per le monete virtuali.

Quanto pesano i processori utilizzati da chi estrae valuta digitale? Non ci sono dati ufficiali. Ma sono stime per il trimestre che va dal gennaio a marzo che forniscono un indizio: Tmsc prevede di chiuderlo con un fatturato compreso tra gli 8,4 e gli 8,5 miliardi di dollari. Una flessione contenuta rispetto al periodo d’oro della vendita degli smatphone che probabilmente viene ammortizzata dai chip per le criptovalute.

 

 

 

[1] Andrea Bernabeo, Il bitcoin fa ricchi i produttori di microchip, Metro lunedì 22 gennaio 2018.

PSICOSETTE E CONTROLLO MENTALE

•marzo 23, 2018 • 1 commento

 

 

 

Per capire la diffusione del fenomeno delle sette bisogna partire dalla crisi delle religioni tradizionali.

Bisogna  partire dal fatto che da quando il Modo di Produzione Capitalistico è entrato nell’epoca imperialista le crisi che sconvolgono l’andamento economico non sono più le crisi cicliche che c’erano fino alla prima metà del secolo XIX° secolo (quelle studiate da K. Marx), ma sono crisi che investono tutta la società, in tutti suoi aspetti strutturali e sovrastrutturali: non solo crisi economiche ma anche crisi politiche (la classe dominante non riesce più a regolare con le istituzioni e con le concezioni esistenti i rapporti tra gruppi che compongono la classe dominante  né a governare le classi subalterne, di conseguenza i regimi politici dei  singoli paesi e il sistema delle relazioni internazionali diventano instabili e crisi culturale: vanno in crisi le concezioni che gestivano le precedenti abitudini, le idee; le vecchie concezioni muoiono e ne nascono nuove. Le sette, appunto, devono andare a coprire, nell’interesse delle classi dominanti, lo spazio che le religioni tradizionali lasciano aperto, essendo funzionali all’esigenza dell’imperialismo che vuole nel rapporto tra le classi debba prevalere i fattori di concordia rispetto a quelli del contrasto, di accordo su quelli di divisione, di compromesso su quelli di conflitto.

Le sette sono interessanti anche per i politici dei paesi imperialisti in cerca di consensi. Una delle conseguenze della crisi è lo sviluppo delle contraddizioni interimperialiste, che porta di conseguenza a un’acutizzazione della lotta tra le differenti frazioni della Borghesia Imperialista in tutti paesi. Perciò le elezioni in questi paesi rivestono un ruolo ancor più cruciale per il rinnova delle autorità di questi Stati, dagli USA alla Russia, in quali sono tutti immersi nel processo di centralizzazione del potere, in sostanza di un fascismo sotto vesti democratiche”. Questa centralizzazione è una tappa della controrivoluzione preventiva, serve per evitare che l’acutizzazione delle contraddizioni a causa della crisi crei le premesse che affermi la rivoluzione.

   Ora, da tempo, in tutti i paesi imperialisti sono milioni le persone che non vogliono saperne più nulla dei partiti e dei politici, che si astengono (o danno un voto di protesta), che rifiutano il sistema, le loro elezioni, il parlamento.

   Se si tiene conto che per la guerra imperialista in atto la Borghesia Imperialista, ha bisogno non solo di ristrutturare il suo Stato, di tagliare i diritti e le conquiste che a duro prezzo il proletariato si è conquistato, ma anche di militarizzare l’economia, e per far questo deve ricorrere ad aggiustamenti selvaggi di bilancio, ma soprattutto ha bisogno in contrapposizione alla mobilitazione rivoluzionaria delle masse (anche potenziale), di mettere in campo una mobilitazione reazionaria. E nel raggiungimento di quest’obiettivo, le sette trovano uno spazio e un ruolo.

   Per il politico, in una fase di astensionismo crescente, il voto settario è particolarmente appetibile: si hanno degli elettori più che sicuri, altro che tesseramento o truppe cammellate. Si assiste così a un vero e proprio Risiko delle anime, con le sette, che in nome dell’equazione più adepti = più elettori sparano cifre sempre maggiori rispetto al vero, magari “dimenticando” di contare i fedeli in uscita.

   È in questo modo che le varie sedi, spesso dietro l’innocua maschera di una buona causa, danno la scalata alle istituzioni.

   A corteggiare la politica porta i leader delle sette a estendere la tela della propria influenza in Parlamento. I vantaggi strategici non sono di poco conto: in un epoca di leggi a personam non sono mancate le leggi “a templum” , come quella con cui i damanhuriani hanno salvato il proprio tempio sotterraneo abusivo in Piemonte; interrogazioni e interpellanze mirate a perorare la causa della setta di turno; feroci campagne mirante a prevenire o impedire l’inserimento del reato di manipolazione mentale nel codice penale; e nemmeno mancano i tentativi di legalizzare il regime settario del lavoro nero e delle donazioni “volontarie”, con la proposta di legge sulle “comunità intenzionali”. Obiettivi che, almeno questi ultimi fanno pensare a un vero e proprio patto di solidarietà fra sette in Italia.

   Se le loro lobby approdano alla Camera o al Senato, trovando sponsor o addirittura difensori a spada tratta, non potrebbero mai essere da meno negli enti locali, dove a volte agiscono anche attraverso i propri partiti.[1]

   Ovviamente la loro presenza non si ferma solo nella sfera politica ma anche in quella economica. Il singolo capitalista è agganciato promettendogli grandi guadagni (il paradiso per ogni capitalista) o inserendo loro seguaci nell’azienda, partendo dal fatto che un dipendente fidelizzato è un dipendente produttivo. A volte le aziende nascono direttamente nell’ambito della setta, fondate dai seguaci. Altre volte è la stessa organizzazione a creare imprese, o cooperative, per alimentare le proprie finanze (senza le quali la spiritualità settaria di solito va in panne). E come le aziende, le sette sanno bene come fare marketing. Con un vantaggio competitivo: le persone che portano lustro o pubblicità all’azienda sono a costo zero. L’adepto di successo, lo farà per ubbidienza, il vip (pensiamo a un come Tom Cruis ben noto adepto di Scientology) lo farà gratuitamente in nome della buona causa.

   Per capire come funziona, la lobby settaria è necessaria avere un quadro d’insieme. Prese singolarmente, infatti, ciascuna di esse sembra avere una propria identità, il proprio culto. Ma, poi, viste l’una accanto all’altra, emergono un’anatomia comune, un minimo comune denominatore. Un’affinità elettiva intravista nei convegni organizzati dall’una, cui partecipano rappresentanti dell’altra, e rivelatasi nelle battaglie politiche condivise.

   Ci sono tracce d’incontri fra Scientology e damanhuriani,[2] fra damanhuriani e umanisti, e fra umanisti e sokiani.[3]      

 

SETTE E MANIPOLAZIONE MENTALE

 

 

   Per lo Zingarelli, il vocabolo deriva dal latino secta (m) “parte, frazione”, ed ha una triplice accezione:

  1. Gruppo di persone che professano una particolare dottrina politica filosofica, religiosa, in contrasto o in opposizione a quella riconosciuta o professata dai più: setta clericale, setta erica, setta cristiana, ciascuno dei movimenti che respingono l’organizzazione e le dottrine del Cattolicesimo e delle chiese derivate della Riforma/ Fare setta, congiurare.
  2. Società segreta: setta massonica, dei carbonari.
  3. Compagnia, moltitudine di seguaci.

 

   Dalla prima accezione si piò individuare, in linea generale, un duplice aspetto che sembra caratterizzare la setta poiché tale: il fatto che essa sia costituita da un gruppo di persone; il fatto che tale gruppo sia in contraddittorio ideologico con un’istituzione o con la maggioranza.

   Per la seconda accezione, la setta è una società segreta. Quando si parla di setta massonica o setta dei carbonari si fa riferimento a gruppi organizzati, con rituali propri e con un fine ben preciso.

   Nella terza accezione si parla genericamente di setta come di un numeroso insieme di seguaci.

   Nella triplice definizione dello Zingarelli possono dunque rientrare tutti i movimenti religiosi, le associazioni esoteriche e tutti i gruppi dedicati a culti alternativi di cui ogni tanto si parla.

   Tuttavia, secondo il parere di alcuni studiosi, la setta giacché tale si caratterizzerebbe soprattutto per un altro aspetto che, al di vero non evince dalla definizione della Zingarelli: la manipolazione mentale degli adepti.

   I suddetti studiosi definiscono una setta in questi termini: “Un qualsiasi gruppo, senza tener conto di conto ideologia, credo, nel si pratica la manipolazione mentale, da cui risulta la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario) della sua famiglia, del suo entourage e della società al fine di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo e del cittadino”.[4]    

   In base alla suddetta definizione, sono da considerarsi come sette vere e proprie solo quei gruppi che si propongono come determinato obiettivo la distruzione psichica degli adepti al fine di poterli poi indurre all’adesione incondizionata e concreta all’attività che attentino ai diritti dell’uomo, adottando come mezzo principale per raggiungere tale scopo la manipolazione mentale. Questo elemento discriminante è quindi molto importante e non deve essere sottovalutato per nessun motivo.

   Secondo un Rapporto del 1998 del Ministero degli interni “è un dato ormai acquisito, sulla scorta di testimonianze prestate da molti fuoriusciti, ma anche di accertamenti condotti da organi di polizia giudiziaria, che taluni movimenti (specialmente le “psicosette”), sia nella fase di proselitismo che in quella d’indottrinamento degli adepti, ricorrano a sistemi scientificamente studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad un atteggiamento acritico e all’obbedienza cieca,[5] tale effetto si otterrebbe imponendo agli adepti un iter articolato in tre fasi:

 

    1. Nella prima fase c’è l’isolamento dell’adepto mediante l’allontanamento dalla comunità sociale e dl contesto familiare per indurre la perdita di ogni altro punto di riferimento; per spezzare tutti i rapporti precedenti; per saldare il senso di appartenenza al gruppo; rimozione della privacy; obbligo di conferimento al gruppo di tutti i propri averi per indurre dipendenza finanziaria.
  • Nella seconda c’è l’indottrinamento dell’adepto attraverso il rigetto sistematico e aprioristico dei vecchi valori; la sottoposizione a letture di difficile comprensione; l’incoraggiamento all’obbedienza cieca, al senso gerarchico e all’aproblematicità; la richiesta di conformità a codici di vestiario, per accentuare l’idea di diversità da tutti gli altri; il senso del mistero e della partecipazione a un disegno insondabile; l’uso di preghiere e formule ripetitive, che riducono il senso critico.
  • Nella terza fase c’è il mantenimento dell’adepto mediante l’attività fisica prolungata, un impegno mentale continuo e privazione del sonno, accompagnati da un’alimentazione poco equilibrata per creare uno stato di affaticamento (che inibisca la ribellione) e di reattività agli stress emozionali, deresponsabilizzazione, per scoraggiare iniziative personali; pressione psicologica costante da parte di altri membri, per evitare improvvisi ripensamenti; induzione di senso di colpa e paura di punizione in caso di dubbi e pensieri negativi; abitudine a usare un linguaggio criptico, per rendere più difficile a comunicazione con l’esterno.[6]

 

 

   La strategia delle sette per arruolare per arruolare nuovi affiliati si basa su un serrato proselitismo che mira a sedurre il futuro adepto, il quale si caratterizza di solito per un profondo bisogno di trovare risposte a domande esistenzialiste, a dubbi di tipo religioso, a fisime di carattere spirituale.

   In questa fase iniziale la setta si presenta come una realtà veramente accogliente, aperta, religiosa, capace di offrire serenità, sicurezza e protezione. Essa, inoltre, si mostra sensibile e concretamente interessata anche ad altri problemi particolarmente toccanti come l’ecologia oppure le questioni umanitarie.

   Una volta affiliato, l’adepto entra in diretto contatto con la realtà della setta e quindi viene sottoposto sistematicamente alla manipolazione mentale, peraltro già avviata nella fase d’adescamento.

   Secondo alcuni autori “la manipolazione mentale (…) poggia su tre pilastri: un guru, un gruppo, la dottrina”.[7]

   Il guru è il capo carismatico della setta. Il suo potere sta nella convinzione di essere depositario di messaggi soteriologici, di avere doni di veggenza e profezia. Il guru accoglie il nuovo affiliato e gli fa prendere “consapevolezza” dei suoi punti deboli; dopodiché gli promette felicità e pace, lasciando intendere che presto troverà in se stesso le risposte a tutte le sue domande.

   Il gruppo svolge una parte importante nel processo manipolatorio. Esso agisce soprattutto sull’affettività dell’adepto illudendolo di essere amato e rassicurato. Sottoposto a un intenso love bombing (bombardamento d’amore), l’adepto non riesce a vedere nient’altro che il gruppo e gli interessi che ad esso ruotano intorno.

   L’ideologia di ogni setta si fonda su di un complesso più o meno organico di principi teorici fondamentali. In conformità a tali principi, l’affiliato sarà indotto progressivamente a modificare il suo sistema di vita e solo in seguito verrà a piena conoscenza dei veri obiettivi della setta.

   Come si diceva prima, uno dei fini della setta è la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario), della sua famiglia, del suo entourage, al fine di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo.

   C’è da chiedersi, il legislatore non si è mai occupato della manipolazione mentale? Qui entriamo in una storia molto problematica e tormentata nello stesso tempo.

   Nel 1964, Aldo Braibanti, un intellettuale di sinistra, laureato in Filosofia teoretica, iscritto al PCI, uno che ha alle spalle una lunga militanza antifascista (nel ventennio trascorse due anni in carcere e nella seconda guerra mondiale viene torturato dalla SS) conobbe due diciannovenni, Piercarlo Toscani e Giovanni Sanfratello, con i quali inizia una relazione sentimentale. Nonostante l’omosessualità sia ancora un tabù, tutto fila liscio, fino a quando Giovanni non decide di abbandonare a famiglia, ultracattolica, per andare a vivere con lo scrittore.

   Il padre di Giovanni porta il figlio in manicomio e denuncia Braibanti per plagio. All’epoca il codice penale, di diretta derivazione fascista, prevedeva espressamente il reato. Secondo l’articolo 603, chi sottoponeuna persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione” si becca una pena che varia dai cinque ai quindici anni di reclusione. In sostanza, nell’Italia degli anni ’60, il reato di plagio diventa una pistola puntata contro chi ha voglia di ribellarsi alla morale dominante.

   Il processo si apre tre anni dopo, nel 1967. Giovanni giura davanti alla Corte di non essere mai stato soggiogato, ma non fa altrettanto Piercarlo, che invece denuncia il tentativo di Braibanti di “introdursi nella sua mente”.

Questa testimonianza è sufficiente ai magistrati per stangare Braibanti: nove anni di reclusione. Pena che viene ridotta a sei in appello, di cui due condonati per l’attività partigiana. Nel dicembre 1969, dopo due anni a Rebibbia, Braibanti torna in libertà. Passando alla storia per essere stata la prima persona (e anche l’ultima) a essere condannata per plagio in Italia.

   La vicenda comunque, negli anni della cosiddetta “rivoluzione sessuale”, diventa emblematica della battaglia di un mondo in declino, che non vuole cedere le armi. Tanto che in favore di Braibanti, si mobilitano intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco, Alberto Moravia, Elsa Morante nonché i radicali di Marco Panella.

   L’uso che fu fatto in quest’occasione del reato di plagio, ne sancì la morte giuridica, che arriverà una decina d’anni dopo. Quando alla fine degli anni ’70 alcuni genitori accusarono il sacerdote Emilio Grasso di avere plagiato i propri figli minorenni, il magistrato memore del caso Braibanti, si rivolge alla Corte costituzionale per chiedere se quel reato sia o no in contrasto con i principi sanciti nella Carta costituzionale. Dopo aver studiato il caso, la Corte si pronunciò l’8 giugno del 1981: il reato di plagio è incostituzionale.

  

    L’articolo 603 ha il difetto di essere formulato in maniera generica, dando così al giudice un potere d’interpretazione troppo discrezionale: “L’esame dettagliato delle varie e contrastanti interpretazioni date all’articolo 603” scrivono i giudici costituzionali nella sentenza “mostra chiaramente l’imprecisione e l’indeterminatezza della norma l’impossibilità di attribuire a essa un contenuto oggettivo, coerente e razionale, e pertanto l’assoluta arbitrarietà della sua concreta applicazione. Giustamente essa è stata paragonata a una mina vagante nel nostro ordinamento, potendo essere applicata a qualsiasi fatto implichi dipendenza psichica di un essere umano da un altro essere umano, e mancando qualsiasi sicuro parametro per accertarne l’intensità”.

   In sostanza, la Corte cancella un reato che nasce ufficialmente per tutelare i più deboli, ma che rischia di diventare pericoloso per le libertà personali. Però, questa sentenza apre una falla nel nostro ordinamento: non c’è più nessuna norma di chi rimane irretito da una setta o da un guru.

   Dal 1981 a oggi, informati dalle associazioni dei famigliari delle vittime delle sette, alcuni politici hanno provato a reintrodurre il reato di manipolazione mentale. Con scarsa fortuna. La pressione lobbistica delle sette, hanno fatto naufragare ogni tentativo.

   In Spagna e in Francia la questione della manipolazione mentale da parte delle sette, è stata, invece affrontata.

   In Spagna il reato è stato introdotto nel 1994, sull’onda di polemica suscitate dalle inchieste giudiziarie su Scientology.

   In Francia invece la legge nasce nel giugno 2001 per iniziativa bipartisan dell’ex deputata socialista Catherine Picard e del senatore centrista Nicolas About. È significato vedere le resistenze che si sono avute contro questa legge. Dice la Picard, oggi presidente dell’Unadfi (Associazione per la difesa delle vittime delle sette):

D. C’è qualcuno che ha provato a fermare il vostro testo prima che diventasse legge?

  1. Sì. Sono stati soprattutto i grandi movimenti settari internazionali quelli che hanno tentato di ostacolarne il cammino. Ma l’operazione di lobby è fallita clamorosamente, perché i nostri parlamentari erano compatti contro di loro. Dopodiché, a livello internazionale, sono gli Stati Uniti ad aver maggiormente manifestato il proprio dissenso, giocando sul confine sfumato tra setta e religione. Hanno pure inviato degli osservatori, e personalmente ho ricevuto ben due senatori americani, membri dell’Ocse, venuti con grande ipocrisia a chiedermi di ritirare il testo. Un’ingerenza tanto sfacciata si vede di rado da parte di parlamentari stranieri”.

   Cosa ci sia dietro molte sette, è possibile intuire, non si spiegherebbe l’interesse degli Stati Uniti per proteggerle. Inoltre, tutto ciò mete in rilievo alcuni fatti ben precisi:

  1. Che le sette non sono un fenomeno periferico, che coinvolge soltanto una piccola parte della società. Invece le trovi in Municipio, in Regione (dice niente la predominanza che ha avuto fino adesso CL in Regione Lombardia), o in Parlamento, sono nelle aziende, nei negozi, nelle scuole e nelle Università. Le trovi anche quando ci si batte per la pace, per l’ambiente, per i diritti umani e le libertà individuali, per la tutela dei bambini o contro il razzismo. Le trovi nei corridoi degli organi di governo internazionale, al Palazzo di Vetro dell’ONU o al Parlamento europeo di Bruxelles.
  2. Nelle sette non ci finiscono solo i pazzarielli, i poveracci, i diseredati, i senz’arte né parte, gli ingenuotti, i creduloni e i superstiziosi. Dentro ci finiscono, avvocati, medici, giornalisti imprenditori, manager, personalità del mondo della cultura, politici e perfino psicologi e militari.

 

I dati inerenti la diffusione del fenomeno settario nel nostro paese, sono senza ombra di dubbio inquietanti[8]: nel 2016 risultavano presenti nel nostro paese 3.200 psicosette e 3 milioni persone tra i cittadini italiani e quelli stranieri residenti in Italia, e c’è una grossa probabilità molti degli aderenti di queste psicosette sono ridotti in una vera e propria schiavitù psicologica.

   All’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici che lavora in collaborazione con l’unica Squadra Antisette della Polizia di Stato risulta che negli ultimi anni si è assistito un aumento delle sette e dei santoni locali.[9]

   I dati dell’Osservatorio sono indicativi: indicano in circa 3.000 le sette locali gestite da santoni e maghi. Le grandi psicosette presenti, invece, in tutto il paese con un carattere nazionale, sono solamente una decina contano centinaia di migliaia di adepti. Infine ci sono 150 gruppi sincretisti sparsi a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale. Questi gruppi spesso si ispirano a filosofie orientali e new age. Secondo Luigi Corvaglia membro della Federazione Europea dei Centri di Ricerca ed Informazione sul Settarismo[10] l’ambito in cui i nuovi settori sociali che sono coinvolti dal proliferare di questi nuovi culti sono quelli della salute del del benessere.

 

Mk-ultra e Monarch

 

   La schiavitù con l’utilizzo di tecnologia, nonostante tutti i tentativi di negare tutto ciò, è operante sul pianeta terra. Sin dalla seconda guerra mondiale, quando il progetto Paperclip da parte del governo USA che promosse la risistemazione di almeno 2.000 nazisti sul proprio territorio nazionale, la tecnologia di programmazione del controllo mentale è avanzata rapidamente.

   Fritz Springer e Cisco Wheeler, nel loro libro The Illuminati Formula used to create an Undetectable Total Mind Controlled Slave (la formula degli Illuminati utilizzata per creare uno schiavo sotto controllo mentale non individuabile) scrivono: “i tedeschi sotto il regime nazista iniziarono a svolgere delle serie ricerche sul controllo mentale indotto-da-trauma; col sostegno dell’Istituto medico Kaiser Wihlhelm di Berlino, Josep Mengel condusse ricerche sul controllo mentale a scapito di migliaia di gemelli e migliaia di altre sventurate vittime”.[11]

   Il lavoro sul controllo mentale portato avanti da Mengel servì come base per i progetti della CIA Bluebird e Artichoke che, nel 1953, divennero il famigerato MK-ULTRA.

L’MK-ULTRA venne portato davanti alla luce dei riflettori da varie commissioni nel 1970, compresa quella della Rockefeller del 1975. Anche se si sostiene che la CIA abbia interrotto tali esperimenti, dopo l’intervento di queste commissioni, alcuni whistle-blowers affermano che il progetto ha assunto un basso profilo e il programma Monarch sia diventato il suo successore “classificato”.

L’affermazione più incriminate finora fatta da un funzionario del governo per quanto riguarda la possibile esistenza di un progetto MONARCH venne estratta da Anton Chaitkin, uno scrittore per il Taurillon. Quando venne chiesto direttamente all’ex direttore della CIA William Colby: “Cosa ne pensa del progetto Monarch?”, rispose con rabbia e con ambiguità, “Ci siamo fermati tra la fine del 1960 e i primi anni del 1970“.[12]

Dunque, il progetto MK-ULTRA è stato attuato dagli inizi degli anni ‘50 fino alla fine degli anni 60, utilizzando i cittadini americani e canadesi come soggetti di prova. Le prove pubblicate sul Progetto MK-ULTRA indicano l’utilizzo di metodologie che miravano a manipolare i singoli stati mentali e alterare le funzioni cerebrali, compresa la somministrazione di farmaci surrettizia e di altre sostanze chimiche, la deprivazione sensoriale, l’isolamento e abusi verbali e sessuali.

Gli esperimenti MK-ULTRA più pubblicizzati indicano la somministrazione di LSD su soggetti umani inconsapevoli, compresi i dipendenti della CIA, i militari, i medici, gli agenti governativi, le prostitute, i malati di mente, e i membri del pubblico in generale, al fine di studiare la loro reazioni.

Tuttavia, la portata dell’MK-ULTRA, non si ferma qui. Vennero sistematicamente utilizzate sedute di elettroshock, torture fisiche/mentali e abusi sessuali su molti soggetti, compresi i bambini.

Anche se gli obiettivi ammessi dei progetti erano quelli di sviluppare metodi di tortura e interrogatorio da usare contro i nemici del paese, alcuni storici hanno affermato che il progetto mirò a creare il “candidato della Manciuria”, programmato per compiere atti diversi, quali omicidi e altre missioni segrete.

In effetti il capitano John McCarthi delle forze Speciali dell’esercito USA che a Saigon conduceva gli squadroni della morte della CIA durante la Guerra del Vietnam, disse al suo amico Mike Ruppert, r del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, che “MKULTRA è un acronimo della CIA che ufficialmente significa “Manufacturing Killers Utilizing Lethal Tradecraft Requiring Assassination”[13] (Creazione di Assassini con l’Utilizzo di Omicidi Necessitanti Destrezza Letale). Così l’ossessione ufficiale della CIA di produrre assassini programmati tramite MK-ULTRA conteneva più di 149 sottoprogrammi che spaziavano in campi quali biologia, farmacologia, psicologia fino alla fisica laser ed ESP.

Anche se non c’è mai stata alcuna ammissione ufficiale dell’esistenza della programmazione Monarch, eminenti ricercatori hanno documentato l’uso sistematico del trauma in soggetti per scopi di controllo mentale. Alcuni sopravvissuti, con l’aiuto di terapisti dedicati, sono stati in grado di “deprogrammare” se stessi per andare poi a registrare e divulgare i dettagli raccapriccianti delle loro traversie.[14]

Gli schiavi Monarch si può seriamente ipotizzare che siano sono principalmente utilizzati per effettuare operazioni mediante capri espiatori addestrati a svolgere compiti specifici, che non contestino gli ordini, che non ricordino le loro azioni e che, se scoperti, si suicidino automaticamente. Sono il capro espiatorio perfetto per gli omicidi di alto profilo (vedi Sirhan Sirhan per l’omicidio di Robert Kennedy), candidate ideali per la prostituzione, per la schiavitù sessuale e della pornografia snuff. Sono anche perfette marionette per l’industria dell’intrattenimento che fa di loro delle star.

Si può ipotizzare è che oggi che per il programma Monarch sia praticata una programmazione rituale basata sull’abuso, che essa si organizzata attraverso le conoscenze esoteriche che non sono scritte, o pubblicate su qualsiasi libro o dette in un talk show, ma che vediamo costantemente aggirarsi in tutti i paesi in cui questa programmazione è usata.

Si può ipotizzare che lo scopo di questa programmazione sia quella di creare un esercito di candidati manciuriani, decine di migliaia di robot mentali che si prostituiranno, agiranno nella pornografia infantile, nel contrabbando della droga, nel contrabbando internazionale di armi, faranno snuff-film, ogni sorta di cosa che porti un forte guadagno economico, ci tenteranno insomma, alla fine i megalomani al vertice della piramide penseranno di aver creato un nuovo ordine che dovrebbe dominare il mondo.

 

Il metodo usato dai programmatori Monarch è quello di causare traumi intensi ai soggetti, attraverso l’uso di elettroshock, torture, abusi sessuali e giochi mentali, al fine di costringerli a dissociarsi dalla realtà – una risposta naturale in alcune persone, quando si trovano a sopportare un dolore insopportabile. La capacità del soggetto di dissociarsi è un requisito importante ed è, più facilmente riscontrabile nei bambini che provengono da famiglie che hanno subito abusi anche nelle generazioni precedenti. La dissociazione mentale permette ai gestori di creare diversi alter ego in compartimenti a tenuta stagna nella psiche del soggetto, che possono essere quindi programmati e attivati a piacimento.

“La programmazione basata sul trauma può essere definita come la tortura sistematica che blocca la capacità di elaborazione cosciente della vittima (attraverso il dolore, il terrore, la droga, l’illusione, la privazione sensoriale o l’eccesso di stimolazione sensoriale, la diminuzione dell’ossigeno, il freddo, il caldo, la stimolazione cerebrale e, spesso, con esperienze di pre-morte), e che impiega poi suggerimenti e / o condizionamenti classici e operanti (in coerenza con i principi consolidati della modificazione comportamentale) per impiantare i pensieri, le direttive e le percezioni nella mente inconscia, nelle nuove identità, che forzano la vittima a fare, sentire, pensare o percepire le cose, agli scopi del programmatore. L’obiettivo è che la vittima segua le direttive senza consapevolezza, compresi gli atti che sono in palese violazione con la morale o i principi del soggetto.

L’installazione della programmazione per il controllo mentale si basa sulla capacità della vittima di dissociarsi, che consente la creazione di nuovi personaggi indipendenti l’un l’altro che sono i veicoli con cui la programmazione si attua in maniera segreta. I bambini dissociati sono i primi “candidati” per questo genere di programmazione “.[15]

Il controllo mentale Monarch è segretamente utilizzato da vari gruppi e organizzazioni per vari scopi. Secondo Fritz Springmeier, questi gruppi sono conosciuti come il “Network” e formano la struttura portante di quello che viene definito il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”.[16]

Il controllo mentale Monarch è chiamato in questo modo in riferimento alla farfalla Monarca, un insetto che comincia la sua vita come un verme (che rappresenta il potenziale non sviluppato) e, dopo un periodo nel bozzolo (programmazione) rinasce come splendida farfalla (lo schiavo Monarch). Alcune caratteristiche specifiche per la farfalla monarca, sono applicabili anche al controllo mentale.

La farfalla monarca impara dove è nata (radici) e passa questa conoscenza genetica ai suoi discendenti (di generazione in generazione).[17] Questo è stato uno degli animali che ha stupito gli scienziati, rendendo scientifico il fatto che il sapere possa essere trasmesso geneticamente. Se ipotizziamo programma Monarch si basa sugli obiettivi dei moderni (che a volte sono chiamati Illuminati per definire le élite) di creare una razza superiore, in parte attraverso la genetica. Se la conoscenza può essere trasmessa geneticamente, allora è importante che vengano trovati i corretti genitori che possano passare la corretta conoscenza a quelle vittime selezionate per il controllo mentale Monarch.

 

La vittima viene chiamata “schiavo” da parte del programmatore / gestore, che a sua volta è percepito come un “maestro” o “Dio”. Risulta che circa il 75% delle vittime è di sesso femminile, in quanto in possesso di una maggiore tolleranza al dolore e perché tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Gli specialisti della programmazione Monarch cercano di dividere in comparti la psiche del soggetto, creando personalità multiple usando il condizionamento basato sul trauma.

Di seguito è riportato un elenco parziale di queste forme di tortura:

  1. Abuso sessuale e tortura.
  2. Confinamento in box, gabbie, bare, ecc, o sepoltura (spesso con una piccola apertura o un tubo d’aria per l’ossigeno).
  3. Contenzione con corde, catene, polsini, ecc-
  4. Provocando la sensazione di annegamento.
  5. Caldi o freddi estremi, immersione nell’acqua ghiacciata o in prodotti chimici corrosivi/acidi
  6. Scarnificazione (alle vittime destinate a sopravvivere venivano staccati solo le parti superiori dello strato epidermico).
  7. Girare su se stessi.
  8. Luce Accecante.
  9. Scosse elettriche.
  10. Ingestione forzata di fluidi corporei, come sangue, urina, feci, carne, ecc.
  11. Essere appesi in posizioni scomode e dolorose.
  12. La fame e la sete.
  13. La privazione del sonno
  14. Compressione forzata con pesi e oggetti.
  15. Privazione sensoriale.
  16. Allucinogeni, per creare confusione e amnesia, somministrate per iniezione o per via endovenosa.
  17. Ingestione o iniezione di sostanze chimiche tossiche per creare dolore o malattia, compresi agenti chemioterapici.
  18. Stiramento degli arti o dislocamento degli stessi
  19. Posizionamento di serpenti, ragni, vermi, ratti e altri animali per indurre paura e disgusto sul corpo.
  20. Esperienze vicine al pre morte, come l’asfissia da soffocamento o annegamento, con immediata rianimazione.
  21. Si è costretti ad essere esecutori o testimoni di abusi, della tortura e il sacrificio di persone e animali.
  22. Partecipazione coatta nella pedopornografia e nella prostituzione.
  23. Stuprare una donna per metterla incinta, viene quindi fatta abortire e il feto viene utilizzato a scopo rituale, o se la gravidanza non viene interrotta, il bambino viene rapito per essere una vittima sacrificale o diventare uno schiavo.
  24. Abusi che vanno a colpire anche la spiritualità delle vittime facendole sentire possedute, molestate, e completamente controllate da spiriti o demoni.
  25. . Profanazione delle credenze giudaico-cristiana e delle forme di culto; dedizione a Satana o ad altre divinità.
  26. Abusi e illusioni vengono perpetrati in modo da convincere le vittime che Dio è il male, come ad esempio convincere una bambina che è stato Dio a violentarla.
  27. La chirurgia usata come forma di tortura, di sperimentazione, o che causa una variata percezione delle cose.
  28. Danni o minacce ai familiari, agli amici, alle persone care, agli animali domestici, e alle altre vittime, per forzare il rispetto.
  29. L’uso della illusione e della realtà virtuale per confondere e rendere l’intera vicenda una cosa poco credibile.

 

 

 

La base per il successo della programmazione Monarch è che possono essere create differenti personalità o parti di personalità, che non si conoscono tra loro, ma che possono prendere il controllo del corpo in momenti diversi. Le pareti di amnesia costruite grazie ai traumi, formano uno scudo protettivo di segretezza che protegge i colpevoli dall’essere scoperti, e impedisce alla personalità principale di sapere quando il sistema di cambio personalità è attivo. Lo scudo del segreto permette ai membri di qualsiasi culto settario di vivere e di lavorare assieme agli altri e di rimanere totalmente inosservati. La personalità dominante potrebbe essere un buonissimo cristiano, ma la personalità che si nasce sotto di essa potrebbe essere più satanica di quella di Mr. Hyde (indicativo il film BTK Bind Torture Kill). Si cerca di fare molto sotto il profilo del mantenimento della segretezza della agenzia di intelligence o del gruppo occulto che sta controllando lo schiavo. Il tasso di successo di questo tipo di programmazione è alto, ma quando fallisce, i fallimenti vengono eliminati attraverso la morte. Ogni trauma e tortura serve a uno scopo. Una grande quantità di sperimentazioni e ricerca furono condotti per sapere cosa poteva essere fatto e cosa no. Vennero elaborati grafici con i dati statistici su quanto si potesse torturare un corpo di un dato peso e di una data età senza che tale individuo morisse.

A causa del grave trauma indotto dalla terapia elettroconvulsiva, dagli abusi sessuali e da altri metodi, la mente si divide in personaggi differenti dal principale. Precedentemente indicato come Disturbo di Personalità Multipla, è attualmente riconosciuto come Disturbo dissociativo di identità ed è la base per la programmazione Monarch. Il condizionamento della mente della vittima viene ulteriormente rafforzato attraverso l’ipnosi, la coercizione a doppio legame, inversioni tra piacere e dolore, privazioni di cibo, acqua, sonno e sensoriale, insieme a vari farmaci che modificano alcune funzioni cerebrali.

La dissociazione viene quindi ottenuta traumatizzando il soggetto, utilizzando l’abuso sistematico e rituali occulti terrificanti. Una volta che la scissione della personalità di base si verifica, un “mondo interno” può essere creato e nuovi alterego possono essere programmati utilizzando strumenti quali la musica, i film (soprattutto le produzioni Disney) e le fiabe. Questi ausili visivi e audio rafforzano il processo di programmazione con immagini, simboli, significati e concetti. Gli alterego appena creati possono essere attivati con le parole di attivazione o con dei simboli con cui è stata programmata la psiche del soggetto dal gestore. Alcune delle immagini più comuni interne viste dagli schiavi del controllo mentale sono gli alberi, (come l’Albero Cabalistico della Vita), loop infiniti, antichi simboli e lettere, ragnatele, specchi, vetri rotti, maschere, castelli, labirinti, demoni, farfalle, clessidre, orologi e robot. Questi simboli sono comunemente inseriti nei film della cultura popolare e nei video per due motivi: per desensibilizzare la maggioranza della popolazione, utilizzando i messaggi subliminali e la programmazione neuro-linguistica e di costruire deliberatamente specifici trigger e chiavi per la programmazione di base per i bambini “Monarch” altamente impressionabili.  Alcuni dei film utilizzati per la programmazione Monarch includono Il mago di Oz,[18] Alice nel paese delle meraviglie, Pinocchio e la Bella Addormentata.

Il film Il mago di Oz è utilizzato dai gestori del programma Monarch per i loro schiavi. Simboli e significati nel film diventano attivatori nella mente della vittima che consentono un facile accesso alla mente dello schiavo da parte del gestore. Nella cultura popolare, velati riferimenti alla programmazione Monarch usano spesso analogie con Il mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie.

In ogni caso, allo schiavo viene fornita una particolare interpretazione della trama del film, al fine di migliorare la programmazione. Ad esempio, ad uno schiavo che guarda Il mago di Oz viene insegnato che “Somewhere Over The Rainbow” è il “luogo felice” dove le vittime del controllo Monarch devono andare per sfuggire al dolore insopportabile che gli affligge. Utilizzando il film, i programmatori incoraggiano gli schiavi ad andare “oltre all’arcobaleno” dissociandosi, separando in modo efficace le loro menti dai loro corpi.

Come accennato prima, l’ipnotizzatore troverà più facile ipnotizzare i bambini se ci sa fare con loro. Un metodo che è efficace è quello di dire ai bambini piccoli, “Immagina di guardare il tuo programma tv preferito”. Questo è il motivo per cui i film della Disney e gli altri show per i piccoli sono così importanti per i programmatori. Essi sono lo strumento ipnotico ideale per ottenere la dissociazione mentale del bambino. I programmatori hanno utilizzato i film fin dall’inizio per far imparare ai piccoli gli script ipnotici. I bambini hanno bisogno di sentirsi parte del processo ipnotico. Se l’ipnotista permette al bambino di costruirsi il suo immaginario personale, le suggestioni ipnotiche saranno più forti. Piuttosto di dire il colore del cane, il programmatore può chiederlo direttamente al bambino. E’ proprio in questo aspetto che i libri e i film proiettati assistono il bambino nel focalizzare la giusta direzione da intraprendere con la sua psiche. Se l’ipnotista parla con il bambino, dovrà prendere delle precauzioni extra per non cambiare il tono della voce e avere transizioni morbide. La maggior parte dei film della Disney sono utilizzati ai fini della programmazione. Alcuni di essi sono progettati specificatamente per il controllo della mente.

I livelli di programmazione Monarch identificano le “funzioni” dello schiavo e prendono il nome dalla elettroencefalografia (EEG) delle onde cerebrali ad essi associate.

Tipi di onde cerebrali

Considerata come la programmazione “generale” o regolare, quella ALPHA si situa all’interno delle dinamiche di base del controllo della personalità. È caratterizzata da una ritenzione mnemonica estremamente pronunciata, insieme ad un sostanziale incremento della forza fisica e visiva. La programmazione ALPHA si realizza attraverso la deliberata suddivisione della personalità delle vittime, in sostanza, provoca una divisione sinistra-destra del cervello, consentendo una riunione programmata dell’emisfero sinistro e destro attraverso la stimolazione neuronale.

La BETA rappresenta la programmazione “sessuale” (schiavi sessuali). Questa programmazione elimina le convinzioni morali apprese e stimola l’istinto sessuale primitivo, privo di inibizioni. Alterego “Gatte” possono crearsi a questo livello. Conosciuta come la programmazione Sex-Kitten, è la più visibile delle programmazioni sulle celebrità femminili, sulle modelle, sulle attrici e sulle cantanti che sono state sottoposte a questo tipo di programmazione. Nella cultura popolare, i vestiti con stampe feline spesso denotano la programmazione sex-kitten.

La DELTA è nota come programmazione “killer” ed è stata originariamente sviluppata per l’addestramento degli agenti speciali o dei soldati d’élite (cioè la Delta Force, il First Earth Battalion, il Mossad, ecc) nelle operazioni di infiltrazione. L’ottima risposta adrenalinica e l’aggressività controllata sono evidenti. I soggetti sono privi di paura e sono molto sistematici nello svolgimento delle loro assegnazioni. Istruzioni come il suicidio sono stratificate in a questo livello.

THETA. Viene considerata una programmazione psichica. I bloodliners (cioè coloro che discendono da famiglie di tradizione satanista) hanno una propensione psichica, sconosciuta a chi non appartiene alle loro casate, utilizzando la telepatia. Tuttavia, dati i limiti intrinseci di questo tipo di controllo mentale vennero introdotti svariati sistemi elettronici, come impianti cerebrali che sfruttano le tecnologie laser ed elettromagnetiche. È noto che essi vengono utilizzati in abbinamento a super computer e a satelliti di geolocazione.

 

 

 

CI SONO CONNESSIONI CON IL RITUALISMO SATANICO?

 

Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo. Egli sostiene che “esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno“. [19] Nel suo video “Satanism and the CIAs’ Internationl Trafficking in Chudren”, Gunderson fa riferimento al noto mago nero Aleister Crowley. “I Satanisti hanno Utilizzato i suoi scritti come guida,” dice Gunderson riferendosi a “Magick in Theory and Practice” di Crowley.

Nel Capitolo XII, del libro Of the Bloody Sacrifice (pag. 94), Crowley scrive: “Sarebbe stolto condannare in quanto irrazionale la pratica di quei selvaggi che strappano cuore e fegato di un avversario e li divorano ancora caldi. In ogni caso si trattava della teoria degli antichi Maghi secondo la quale ogni essere vivente è un magazzino di energia, variabile in quantità a seconda delle dimensioni e dello stato di salute dell’animale e in qualità a seconda delle sue caratteristiche morali e mentali; quando sopraggiunge la morte dell’animale questa energia viene improvvisamente liberata. Per le massime operazioni spirituali bisogna di conseguenza scegliere quella vittima che contiene la forza più pura e abbondante; un bambino di sesso maschile, perfettamente innocente e molto intelligente è la vittima più adatta e soddisfacente“.[20]    “Qui stiamo parlando di sacrifici umani,” dice Gunderson. Più di recente la “tradizione” dei sacrifici umani è stata promossa dal tardo Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana, il quale nella Bibbia Satanica (pag. 88) ha scritto che “il solo momento in cui un Satanista esegue un sacrificio umano si presenterebbe se costui dovesse perseguire un duplice scopo; quello di esternare la collera del mago [sic] nel lanciare una maledizione e, cosa più importante, disporre di una persona del tutto odiosa e che se lo merita“.[21]

Bisogna notate il casuale riferimento all’uccisione di qualcuno perché costui o costei hanno “contrariato” il mago nero/Satanista.  LaVei è morto ma il suo crimine continua a vivere ed egli è stato citato da varie sue vittime/schiavi come un promulgatore del controllo mentale. Egli stesso nella Bibbia Satanica (pag. 90) ha scritto che “il sacrificio ideale potrebbe essere emotivamente insicuro, tuttavia nelle macchinazioni della sua insicurezza può causare gravi danni alla tua tranquillità o buona reputazione”. [22]

I Satanisti, dopo tutto, seguono la norma di Crowley: “Fai ciò che vuoi. Questa è la legge“. In altri termini, i Satanisti, come fossero dei, decidono cosa fare passando sopra la legge di Dio e quella degli Uomini.

Nel suo video Gunderson esprime questa ulteriore opinione: “Secondo le mie stime, nell’America odierna vi sono oltre tre milioni di Satanisti praticanti. Come ho ottenuto queste cifre? Ho i miei informatori. Per esempio,[23] mi ha riferito che nell’area della Baia Sud di Los Angeles, che conta 200.000 abitanti, vi sono 3.000 Satanisti praticanti; questa è la zona in cui si è verificato il noto caso della MeMartin Preschool. Ho un informatore a Lincoln, Nebraska; A Iowa City, Iowa, città di 150.000 abitanti, vi sono 1.500 Satanisti. Quindi, una media del 1,5% della popolazione“.[24]

 

 

 

MOSTRI DELLA CRONACA NERA, PSICOSETTE E COPERTURE VARIE

 

La cronaca nera ci ha fornito abbondanti esempi di assassini che conducevano una vita “normale” che “improvvisamente” diventano delle furie omicide. Come una sorta del dottor Jekjil e del signor Hyde.

E in effetti nel romanzo di Stevenson cosa fa dire al dottore Jekyll? “Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha condotto a un così temendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due”.[25]

E per raggiungere questo sdoppiamento utilizza una droga che l’effetto di destrutturare l’uni9tà dell’essere umano e conferisce un esistenza propria e distinta alle inclinazioni nascoste ma presenti nell’animo.

Domanda: questo sdoppiamento della personalità era solo un frutto di una fantasia di un romanziere dell’ottocento?

Ebbene no. Nel corso della storia, sono stati registrati molteplici resoconti che descrivevano rituali e pratiche che avevano come scopo finale la manipolazione della mente. Uno dei primi scritti che si riferisce all’uso dell’occultismo per manipolare la mente, può essere trovato nel Libro dei Morti egiziano. Si tratta di una raccolta di rituali, molto studiato dalle varie società segrete, che descrive i metodi di tortura e di intimidazione (per creare un trauma), l’uso di porzioni (farmaci) e il “lancio” di incantesimi (ipnotismo), che si traduce nel totale asservimento dell’iniziato. Altri eventi che sono attribuiti alla magia nera, alla stregoneria o alla possessione demoniaca (dove la vittima è animata da una forza esterna) sono anch’essi degli antenati della programmazione Monarch.[26]

Tuttavia, è durante il XX secolo che il controllo e la manipolazione mentale è diventata una scienza nel senso moderno del termine dove le vittime sono state osservate sistematicamente.

Come si diceva prima, i primi studi sulla metodica del controllo mentale basato sul trauma sono stati condotti da J. Mengel, che conduceva il suo sporco lavoro nei campi di concentramento. Le sue ricerche servirono come base per il programma MK-ULTRA.

Parlando di servizi segreti dovrebbe essere ben noto come in molte sette sono controllate da loro. Ora, ai fini di una maggiore comprensione della realtà, bisogna conto che in molte sette si pratica il lavaggio del cervello, che unito al trauma reiterato porta alla decognizione, alla perdita di controllo e di identità da parte della vittima.

 

ALCUNI ESEMPI DEL RAPPORTO TRA SETTE E SERVIZI SEGRETI

  

 

Un esempio del funzionamento del sottobosco fatto di sette, servizi segreti e politica è l’organizzazione francese Servic d’Action Civique (SAC), che potrebbe avere avuto delle connessioni con il Priorato di Sion. Il SAC nasceva come servizio d’ordine del Rassemblement du Peuple Francais (RPF) fondato da de Gaulle negli anni dell’immediato dopoguerra. Il servizio d’ordine era costituito da ex membri delle Resistenza e da militari, poliziotti e agenti dei servizi segreti, tutti profondamente devoti al generale, e aveva come compito principale quello di proteggere i candidati gollisti e di provvedere alla sicurezza delle riunioni e dei comizi dell’RPF.

 

Quando all’inizio del 1953 de Gaulle sciolse l’RPF, anche il suo servizio d’ordine cessò di esistere, almeno ufficialmente. Ma in realtà i suoi membri formarono una rete clandestina che tramò per destabilizzare la Quarta Repubblica, scopo che raggiunse nel 1958. Una volta la potere, nel gennaio 1960, de Gaulle istituì formalmente il SAC, che presto divenne una peculiare organizzazione semiufficiale: in pratica un’agenzia di “sicurezza” dello Stato con ampi poteri e una stretta connessione con gli altri servizi di polizia, restando però fedele a un solo partito e a un solo credo.

 

La funzione del SAC era quello di proteggere de Gaulle e mantenerlo al potere, tenendo d’occhio i suoi avversari politici e, se necessario, indebolendoli o screditandoli spesso usando trucchi e campagne di diffamazione.

 

L’apparizione dell’Organisation d’Armé Secrète (OAS), fondata da ufficiali dell’esercito in servizio o in congedo che avevano giurato di vendicarsi di de Gaulle per essersi dichiarato a favore dell’indipendenza algerina dopo la sua presa al potere, diede al SAC un nemico importante, che minacciava sia de Gaulle, sia la sicurezza dello Stato, a cui dedicarsi. Al suo culmine, si dice che il SAC contasse su 30.000 uomini, organizzati a livello regionale e locale in tutta la Francia, pur mantenendosi defilato e rimanendo sconosciuto alla maggior parte dei francesi.

 

Quando nel 1969 de Gaulle lascia la carica del presidente della repubblica, il SAC conciò a perdere il senso del proprio scopo. Pur continuando a proteggere i politici gollisti, cominciò a deviare pericolosamente. Molti politici, in particolare il ministro degli Interni Raymond Marcellin, guardavano con preoccupazione un simile mina vagante, cercando ogni occasione per tapparle le ali, o meglio ancora, eliminarla del tutto. L’organizzazione perse membri e finanziamenti. Ma è sempre pericoloso quando un gruppo ben organizzato e semiclandestino perde la sua ragion d’essere: inevitabilmente troverà dell’altro per colmare il vuoto.

 

Nel 1970 il SAC – che aveva già stretto connessioni con la criminalità organizzata dedicandosi al traffico di armi e di droga – istituì un organismo ancora più clandestino, da usare per compiti che richiedevano maggiore segretezza e facilità di smentite nel caso che qualcosa non andasse per il verso giusto. Gli diedero il titolo apparentemente innocuo Études Techniques et Commecials (ETEC), sotto il controllo di Charly Lascorz. In realtà l’ETEC lavorava a stretto contatto con vari dipartimenti della Polizia, del ministero degli Interni e con la Direction de la Surveillance du Territoire (DST). Con la finalità principale di infiltrarsi nelle organizzazioni politiche, Lascorz lanciò un’operazione del genere contro quello che si direbbe un obiettivo decisamente imprevedibile. Delle tante organizzazioni che oggi si proclamano eredi dei cavalieri templari, una delle più grandi e più influenti all’epoca, con Grandi Priorati in molti paesi, è il Sovrano e Militare Ordine del Tempio di Gerusalemme (SMOTG). L’ETEC riuscì a infiltrarsi nel Priorato francese dello SMOTG ottenendo l’elezione di un loro, il generale Antoine Zdrojewski, ex capo della Resistenza polacca, a nuovo Gran Priore. Ma era Lascorz a dare gli ordini.[27]

 

C’erano diversi motivi per infiltrarsi nei Templari. Poiché tendeva a richiamare gli strati più alti della società, l’Ordine poteva a sua volta essere usato per infiltrarsi nella polizia, nell’esercito, nei media e così via. Anzi, secondo F. Audiger, autore di uno studio sul SAC, lo SMOTG aveva già dei legami con vari servizi segreti.[28] Ma era anche una fonte di finanziamento poiché i nuovi Templari dovevano pagare forti somme, denaro che serviva a finanziare sia le operazioni dell’ETEC sia il tenore di vita di Lascorz.[29]

Oltre a riempirsi le tasche, Lascorz, uomo di estrema destra, non si faceva scrupolo di usare sia l’ETEC sia lo SMOTG per portare avanti una politica corrispondesse alla sua impostazione ideologica. Nel 1971 aveva fondato l’Union pour la Défence des Libertés e de Doits, una sorte di miscela tra il partito di estrema destra e la massoneria templare, che strinse legami con altri gruppi di destra in tutta l’Europa, specialmente in Germania, usando l’esistente rete dello SMOTG.

 

Comunque, Lascorz aveva esagerato: gli avversari del SAC nel governo colsero l’occasione per dargli una lezione usando l’ETEC come esempio, Lascorz fu arrestato – fuggì ma fu arrestato di nuovo in Spagna ed estradato – e condannato a tre anni per frode anche se scontò meno della metà della condanna.

 

La natura dei meccanismi a ingranaggi concentrici di questo affare non può non disorientare, ma è tipica del mondo oscuro. Il SAC crea un’organizzazione di facciata, l’ETEC, che si infiltra nello SMOTG e ne prende possesso, usandolo poi per infiltrarsi in altre organizzazioni. Altrettanto tipico è l’intreccio di svariate finalità, organizzative e personali: la funzione ufficiale del SAC di proteggere il gollismo; le ambizioni politiche di Lascorz; gli obiettivi dei gruppi di estrema destra e l’ideale templare dello SMOTG, oltre alle attività esplicitamente criminali per finanziarie le altre attività.

Il SAC subì un declino ancora più forte – diventando irrilevante per la politica francese, scivolando sempre di più nelle attività criminali ed estremistiche di destra – dopo la nomina a presidente della repubblica di Valéry Giscard d’Estaing nel 1974. I nodi vennero al pettine quando la notte tra il 17 e il 18 giugno 1981, in seguito a una faida interna, un ex membro del SAC e ispettore di polizia, Jacque Massié (probabilmente anche Templare dello SMOTG) fu ucciso, con la moglie, un figlio di otto anni e altre tre persone, nella sua casa di Auriol in Provenza.

 

L’inchiesta ufficiale concluse che l’organizzazione era profondamente coinvolta in attività criminali, della contraffazione al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione e aveva connessioni con 11 omicidi o tentati omicidi. Anche se Mitterrand ne ordinò lo scioglimento nel 1982, il SAC potrebbe non essere scomparso e operare segretamente.

 

 

L’ORDINE DEL TEMPIO SOLARE

 

Si potrebbe fare dei paralleli tra il Priorato di Sion e l’Ordine del Tempio Solare, i cui suicidi e omicidi di massa sconvolsero il pubblico nel 1994. I due ordini non solo avevano un modus operandi molto simile, ma condividevano le stesse radici esoteriche.

Come il Priorato di Sion, il Tempio Solare fece la sua apparizione in Francia negli anni ’50, iniziando nel 1952 con una riunione di occultisti diretta dall’alchimista Jacques Breyer nello Chateau d’Arginy nella regione del Beaujolais.

 

Originariamente questo gruppo fu attirato ad Arginy dalla ricerca di reliquie nascoste dai Templari al momento della loro soppressione. A quanto sembra questo gruppo fu condotto in questo luogo da un documento della metà XVIII secolo trovato nella Bibliothèque Nationale, che affermava che l’ultimo Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay, aveva trasmesso al templare Guillaume de Beaujeu – della famiglia che possedeva il castello di Arginy – non solo la sua autorità ma anche importanti reliquie templari, la più preziosa delle quali era un osso dell’indice di Giovanni Battista. Non trovando la reliquia, Breyer (il creatore di questo) e i suoi compagni impiegarono tecniche magiche per tentare di stabilire un contatto psichico con gli spiriti dei Templari uccisi all’atto della loro soppressione.

 

Si afferma che il 12 giugno 1952 i loro tentativi avrebbero avuto successo,[30] Dando via a una nuova soprannaturale rivendicazione alla legittima discendenza dei Templari – da qui viene il nome di “trasmissione solare” – che scavalcava d’un balzo la scomoda necessità di dimostrare la continuità storica dall’ordine medievale dichiarando che l’autorità derivava dalla comunicazione psichica con i capi templari deceduti. Il sovrano Ordine del Tempio Solare (OSTS) era nato e continuò a eseguire i suoi rituali ad Arginy per oltre vent’anni.

 

Come il Priorato, anche l’OSTS sono state attribuite attività politiche clandestine. Nel suo L’occultisme dans la politique del 1994, Gèrard de Sède – citando come fonte il cugino del conte de Rosemont, proprietario del castello di Arginy – afferma che nei tardi anni ’50 Costantin Melnik, figura importante dei servizi segreti francesi e a quel tempo consigliere sulla sicurezza del primo ministro Michel Debré, era stato coinvolto in rituali notturni ad Arginy.[31]

 

Queste affermazioni della partecipazioni ai riti non è da scartare, dal mio modesto punto di vista, formulare un l’ipotesi che sia stato un tentativo dei servizi segreti di depistare per coprire delle attività clandestine.

 

In quel periodo la stampa di diede in gran dare per collegare Melnik con un misterioso gruppi di templari che era denominato “Lo scopo del gruppo”. France Observateur scriveva il 17 marzo1960 “Lo scopo del gruppo di cui fa parte di cui fa parte Costantin Melnik, un membro del governo di Debrè e il ‘giornalista’ Pierre Joly, è praticare un’attività anticomunista. Controlla da lontano un numero di associazioni ed è soprattutto in contatto con l’organizzazione di George Sauges, con gli integralisti cattolici amici franchisti. I ‘Templari’ hanno contatti in Germania e in Spagna. Da parte sua, Melnik attribuì queste notizia a una campagna di diffamazione organizzata dal KGB”.[32]

 

I personaggi citati non erano da poco: George Sauges apparteneva alla sezione guerra psicologica dell’esercito.[33]

 

Più o meno nello stesso periodo il periodico Juneval definiva questi templari                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  come uomini della desta monarchica, che avevano basi a Lone, a Tolosa e che avevano delle cellule all’interno dell’esercito in Algeria.[34]

 

Per oltre un decennio, l’OSTS fu una vera e propria società segreta e gerarchica, per soli iniziati. La sua esistenza era pressoché sconosciuta agli esterni e gli associati erano esclusivamente persone ricche e influenti. Anche in questo simile al Priorato, l’OSTS fece la sua pubblica uscita solo negli anni ’60, contando la propria rinascita dall’elezione del suo primo Gran Maestro, Jeane-Louis Marsan, con il nome di Jean XXIII il giorno di san Giovanni Battista, il 24 giugno del 1966. Un anno dopo Ma queste du Graal (La mia ricerca del Graal) pubblicato sotto lo pseudonimo di Péronic, il “trovatore Solare”, portava all’attenzione del pubblico i dogmi e le dottrine dell’Ordine (Peronic era una sorta di “sacro folle”, personaggio delle leggende bretone).

 

Il maggior successo dell’Ordine fu assicurarsi il patronato del principe Ranieri III si Monaco tramite Marsan, uno dei suoi più prossimi amici e consiglieri. Sua moglie, la principessa Grace – l’ex star di Holloywood Grace Kelly – ne divenne un devoto membro.[35]

 

Un’ulteriore spinta venne nel 1975 con la pubblicazione a Monaco delle dottrine dell’OSTS sotto lo pseudonimo di Peronic e con il titolo Pourquoi la résurgence de l’Ordre su Temple? Secondo questo ponderoso volume l’OSTS seguiva un miscuglio di idee occultiste tradizionali e New Age, che avevano ben poco a che spartire con le organizzazioni convenzionali neotemplari. Si basava in larga misura sugli scritti di Alice A. Bailey (1880-1949), guru della New Age che affermava di avere avuto dei contatti psichici con “maestri segreti” insegnava quello che definiva la “dottrina Solare”, secondo la quale la civiltà umana è il frutto dell’intervento di esseri progrediti appartenenti a un pianeta in orbita a Sirio. L’OSTS si spinse più in là, identificando il pianeta come Epolitas (Heliopolis),[36] ma per qualche motivo che rimane tuttora sconosciuto il successivo Tempio Solare lo avrebbe chiamato Proxima.

 

Vi sono precisi paralleli tra le dottrine e i dogmi dell’OSTS e quelli del Priorato di Sion. Nel 1957, mentre il primo serbava gelosamente la propria segretezza, il suo fondatore Jacques Breyer scrisse Dante alchimiste, un’interpretazione alchimistica della Divina Commedia che definisce il Bafometto dei templari[37]  l’ “Eloquente Espressione della Grande Opera, pienamente realizzata dal 1188 entro la Croce Forcata”.[38]

 

Breyer passa a spiegare che la Croce Forcata era il simbolo dell’ordine segreto interno dei templari, le quattro estremità della croce di una M. Breyer afferma che ogni grado dei Capitoli Privati della Croce Forcata ha tre volte il numero dei membri del successivo, un carattere che è anche del Priorato fin dai primi statuti del 1956, giusto l’anno prima del libro di Breyer.

 

Mentre sarebbe un errore prendere gli scritti di Breyer alla lettera quanto i Dossier Secrets, questi paralleli sono particolarmente interessanti perché chi compilò i Dossier trasse le sue idee dalla stessa fonte. Altre somiglianze appaiono nelle successive pubblicazioni del Tempio Solare, sottolineando come il primo papa eletto dopo la “riemergenza” dell’Ordine del Tempio ad Arginy prese il nome di Giovanni   XXXIII (Angelo Roncalli, papa dal 1958 al 1963). Inoltre: Pochi anni dopo la scomparsa di Giovanni XXIII, il Sovrano Ordine del Tempio Solare si riunì dopo la celebrazione di san Giovanni Battista nel 1966, e il Conclave elesse il successore di Jacques de Molay, che così divenne il ventitreesimo Gran Maestro dell’Ordine, detentore e portatore della Grande Fascia della Croce del Tempio.

 

E il ventitreesimo Gran Maestro aveva un nome: Giovanni![39]

 

Papa Giovanni XXIII è stato significativo per loro a causa delle riforme che introdusse nella Chiesa durante il breve pontificato, soprattutto perché come diceva Peronik, <seguì la via del Templare universale>.[40] (Per loro un altro “Templare universale” era Jules Verne).[41]

 

Nei documenti del Priorato, il titolo di Cocteau è Jean XXIII il che sembra fosse stato costruito in modo che un Giovanni XXIII presiedesse il Priorato nello stesso periodo in cui un Giovanni XXIII era papa. Chiaramente l’OSTS aveva la stessa intenzione.

Dopo il discreto emergere dell’OSTS nel 1952 ad Arginy, e l’elezione nel 1966 del suo primo Gran Maestro, che preparò la strada alla preparazione in pubblico l’anno seguente, si verificò un terzo evento (molto più oscuro): il 12 giugno 1973, l’Ordine ai mostrò per la prima volta in pubblico a Mont Sainte-Odile, in Alsazia.

 

L’OSTS si alleo anche con l’Ordine Giovannita e la Chiesa di Giovanni, che in apparenza sembravano degli Ordini centrati sull’evangelista, ma la ricorrente enfasi seguissero la forma giovannita dei “due Giovanni” (Giovanni battista e Giovanni evangelista). Inoltre l’OSTS si dichiarava sinarchico e qui basti dire che anche il Priorato si allinea con quella che è l’ideologia inquietante della Sinarchia.

 

Vi sono altri elementi decisamente dubbi e inquietanti nelle dottrine del Tempio Solare; per esempio, uno dei suoi obiettivi dichiarati è l’unione di cristianesimo e di Islam, ma non del giudaismo, con la motivazione che gli ebrei sono deicidi. In pratica si dichiara che i Templari sono in senso iniziatico i veri ebrei.[42]

 

Anche se l’Ordine del Tempio Solare e il Priorato di Sion affermano cose totalmente diverse sulla propria storia e le proprie finalità, vi sono delle analogie, o per fecondazione incrociata delle idee o semplicemente dovute al frequentare lo stesso mondo.

 

Quale che fosse l’intenzione originaria di Breyer, dopo essersi presentato al pubblico, l’Ordine cominciò a evolvere acquisendo più membri e diventando leggermente più accessibile. Ma veniva trascinato nell’oscuro sottobosco in cui gruppi di estrema destra, criminalità organizzata e servizi segreti incrociano i loro passi.

 

Una figura chiave di questa evoluzione fu Julien Origas, un collaboratore francese della Gestapo durante l’occupazione nazista della Francia, che aveva scontato una condanna in carcere dopo la guerra. Aderì all’OSTS nel 1965, ma ne fu espulso dopo un paio di anni per le sue ambizioni di impadronirsi del controllo dell’organizzazione. Com’era prevedibile, fondò un suo ordine templare, l’Ordine Riformato del Tempio (ORT) nel 1969, che finì per raggiungere i 1.500 membri tra il Canada, l’Africa, il Brasile e la Martinica. C’erano anche legami tra l’ORT e il SAC, la guardia pretoria gollista.

 

Poi, nel marzo 1981 comparve un nuovo Tempio Solare, formato e diretto da Joseph di Mambro, questa volta semplicemente Ordre du Tempe Solaire, ma c’era chiaramente una connessione con l’esistente Sovrano Ordine, cosa difficile da definire per gli estrani in quanto quest’ultimo tese a negare il rapporto tra loro dopo le morti di massa. Nonostante l’affermazione che si trattava di un gruppo scissionista con scarse connessioni con il Sovrano Ordine del 1952, c’era sicuramente una sovrapposizione tra i membri, in particolare nei gradi più alti. Quel che non è chiaro è che il nuovo Tempio Solare fu istituito dall’Ordine Sovrano come copertura, magari come terreno di reclutamento, o se gli eventi del 1981 rappresentarono un’acquisizione dell’OSTS da parte di personaggi discutibili come Di Mambro e Origas. Ma ciò nonostante, era ancora sulle stesse dottrine: Jacques Brejer certamente diede la sua benedizione al Tempio Solare e personalmente a Di Mambro.[43]

 

L’Ordine di Di Mambro operava principalmente nei circoli New Age di lingua francese, raccogliendo notevoli adesioni tra personaggi ricchi e potenti in Francia, Svizzera e Canada. Molto probabilmente i suoi membri ordinari erano ignari dei legami che il Tempio Solare aveva fatto con il mondo criminale e con l’estrema destra. Secondo i ricercatori Arnaud Bédat, Gilet Bouleau e Bernard Nicolas, la reale autorità dell’Ordine risiedeva in Italia e/o in Svizzera, presso “maestri sconosciuti” che controllavano Di Mambro.[44] Non è da escludere che ci siano stati dei legami tra il Tempio Solare e la P2.

 

Nel 1974 Di Mambro si era stabilito – cosa forse significativa – ad Annegasse, dove aveva fondato il Centre de Preparativo à l’Age Noveau (CPAN). Fu qui che all’inizio degli anni ’80 conobbe l’altra figura chiave nella storia del Tempio Solare: l’ex parà belga Luc Jouret, che aveva combattuto nel Congo belga e operava come omeopata da Annemasse. Jouret creò l’organizzazione Club Amenta per promuovere le sue conferenze e i suoi corsi, con un gruppo interno chiamato Club Archédia (Arcadia), che celebrava determinati riti speciali. Ma nel 1983, quando Origas morì, Jouret come Gran Maestro dell’ORT, fondendo quello che era rimasto dell’associazione con il Tempio Solaro di Di Mambro e diventando il secondo al comando.

 

Non c’è di avere dei dubbi che uno degli scopi principali scopi del Tempio Solare era quello di far intascare quattrini a Di Mambro e Jouret. Tutti i 500 membri erano tenuti solidamente sotto controllo, soprattutto grazie agli intensi e fortemente suggestivi riti in cui apparentemente si manifestavano il grande dio egizio Osiride e il santo Graal. Molto probabilmente la cosa nasceva attraverso un trucco elettronico e olografico.

 

Nell’ottobre del 1994, tra le rovine fumanti degli edifici dell’Ordine in Canada e in due località in Svizzera, furono trovati i cadaveri di 53 membri del Tempio Solare, compresi quelli di Di Mambro e di Jouret.[45] Ufficialmente erano suicidi di massa, e alcuni dei membri, presumibilmente quelli riluttanti a togliersi la vita, erano stati uccisi con un proiettile nella testa. Secondo lettere spedite alle autorità, erano convinti che una volta morti sarebbero tornati “a casa” su Sirio.[46]

 

C’è da interrogarsi sulle cause di questo suicidio di massa. Ci sono diverse ipotesi. Una di chiara derivazione esoterica afferma che queste tragedie presero l’avvio quando “le Sette Entità della Grande Piramide di Giza lasciarono la Camera Segreta durante la notte del 31 marzo 1993”,[47] molto probabilmente potrebbe essere un riferimento alla scoperta di quella che sembrava essere una porta in uno dei pozzi della Grande Piramide. Le speculazioni e le teorie sulla camera segreta e sul pozzo legato alla costruzione di Osiride e alla stella di Sirio non hanno ancora trovato una soluzione. Presubilmente questo ispirò i leader (o i controllori) del Tempio Solare, fornendo loro una comoda scusa per la liquidazione dell’Ordine.

 

Dopo di ciò, 5 messaggi della “Signora del Cielo” – non si sa se riferimento è alla Madonna o alla dea Iside, detentrice originaria del titolo – furono ricevuti tra il 24 dicembre 1993 e la data magica del 17 gennaio nel 1994.[48]

 

Le lettere di addio collettive erano indirizzate al ministro francese degli Interni, Charles Pasqua (ex leader del SAC),[49] in cui si affermava che la sua presenta persecuzione dell’Ordine li aveva spinti a ricorrere a quella drastica azione. Poi, nel dicembre 1995, altri 16 membri, tra cui un agente di polizia, si tolsero la vita in una foresta nel Vercors in Francia (ma anche in questo caso molti pensano che alcuni fossero stati uccisi), segno che qualcuno stava ancora dando ordini. Altri 5 si suicidarono in Qebec.

 

Nonostante le indagini e le inchieste, che portarono a una repressione dei culti in Francia, è facile sospettare che le autorità in Svizzera e in Francia abbiano insabbiato deliberatamente le indagini, non volendo che il verdetto sulle morti “morti cultuali” fosse rimesso in discussione. In effetti, ci sono dei motivi per sospettare che ci sia qualcosa di più. Un’ipotesi ragionevole è che l’Ordine veniva usato come facciata per altre attività, e i sospetti su un coinvolgimento delle autorità fecero sì che bisognasse chiuderlo definitivamente. L’aspetto più sconcertante di questo scenario è che i leader ufficiali, Di Mambro e Jouret, risultò che anche loro si erano uccisi.

 

È ipotizzabile che dietro a questi suicidi di massa ci sia stato l’uso del controllo mentale (le sette sono uno degli ambiti ideali dell’uso del controllo mentale).

 

È, ormai, assodato, che gruppi scienziati hanno operato in programmi segreti e che essi sono giunti a sperimentare le loro tecniche più perverse e immorali solo all’interno di certe sette e solo tramite l’uso e l’abuso della religione. Queste sperimentazioni erano quindi legate a frange religiose occulte come nel caso del Tempio Solare che sono legate in maniera quasi ossessiva alla famosa Stella Sirio, quella Stella fiammeggiante che per la Massoneria diventa il più prossimo e il più sacro dei simboli, e una costante e strana presenza dell’uso del Sole nei culti negli ultimi decenni. Questo tipo di sette sono sempre più spesso solo un esperimento, e dietro all’esperimento si celano i veri maghi, quelli del controllo mentale.

 

Dietro la tragedia dell’Ordine del Tempio Solare, ovviamente, non c’è solamente l’uso del controllo mentale, ma come si è visto prima c’erano attività illecite come il traffico di armi. Il giornalista franco-canadese Pierre Tourangeau che studiò la setta del Tempio Solare, riferì che la setta fu finanziata dai proventi del traffico di armi in Europa e Sud America. Contemporaneamente, Radio Canada annunciò che i Templari di Jouret guadagnarono centinaia di milioni di dollari con il riciclaggio dei profitti attraverso la famigerata Bank of Credit and Commerce International (BCCI), chiusa d’autorità nel 1991.[50] La Presse di Montreal osservò: “ogni nuova informazione addensa solo il mistero”, ma la combinazione di contrabbando internazionale di armi e della BCCI presenta un quadro abbastanza familiare di sedizione di stampo CIA. Ci furono ben 16 testimoni morti nel corso dell’indagine sui coinvolgimenti della banca nelle operazioni segrete della CIA, nel contrabbando di armi in Iraq e nel riciclaggio di denaro.

 

 

ALTRI ESEMPI

 

Le connessioni del culto solare alla BCCI (riportate in Europa, ma filtrate nei resoconti dei giornali americani) alimentarono le congetture dei giornalisti canadesi sul fatto che avvennero, per nascondere il traffico di armi e il riciclaggio di denaro.

 

Gli stretti rapporti tra coloro che gestiscono la “sicurezza nazionale” ed i vari culti non iniziarono a Cherry. Non è da scartare l’ipotesi che l’Ordine del Tempio Solare di Jouret, sia stata una delle tante incarnazioni delle operazioni di controllo mentale organizzate e supervisionate dalla CIA e dagli altri servizi segreti.

 

Gli scienziati che operano in queste confraternite create dai servizi segreti conducono spesso due vite diverse. Molti di loro sono persone rispettate per la loro posizione sociale e professionale, ma se venisse a galla la verità verrebbero sommersi dalle critiche del pubblico.

 

Martin T. Orne, per esempio un anziano ricercatore della CIA, lavora presso i University of Pennsylbania’s Experimental Psychiatry Laboratory. È anche un membro del consiglio consultivo del False Memory Syndrome Foundation, una cricca di psichiatri, molti dei quali con una formazione nella sperimentazione del controllo mentale nelle sue infinite forme. La Fondazione si dedicò a negare l’esistenza di culti che applicano il controllo mentale e l’abuso di minori. Il suo scopo principale e castigare i sopravvissuti e i terapisti che avrebbero prodotto prove sugli abusi rituali.

 

Respingendo le accuse sugli abusi rituali e indicando che si trattava d’isteria o falsi ricordi, hanno “messo in pace” (si fa per dire) molti genitori di bambini in età prescolare.

 

La CIA (come gli atri servizi segreti) ha tutto l’interesse di insabbiare le vicende inerenti questi culti, poiché i programmi di controllo mentale e molti di questi culti sono legate indissolubilmente.

 

Le vicende della programmazione ipnotica furono finanziate nel 1960 dall’Human Ecology Fund, una copertura della CIA presso la Cornel University che collaborò a molti degli esperimenti sul controllo mentale, condotti negli Stati Uniti e all’estero, tra cui gli esperimenti condotti dal dottor Cameron alla Montreal Allen Memorial Institute.

 

I voluminosi file di John Marks a Washington D (139 scatoloni per l’esattezza ottenuti grazie al FOIA, due quinti dei quali documentano l’interesse della CIA per l’occulto) comprendono una relazione dell’Agenzia nella quale figurano un concessione di 30.000 dollari ad Orne da parte della Human Ecology e un’altra, sempre di 30.000 dollari da parte della Boston Scientific Engineering Institute (SEI) – un’altra copertura della CIA, fondata da Edwin Land della Pollaroid Corporation. Il 1960 è stato l’anno in cui l’ufficio di Ricerca e Sviluppo della CIA cominciò uno studio sulla parapsicologia e sull’occulto. L’indagine denominata Progetto OFTEN CHICWIT, diede luogo alla creazione di un “laboratorio sociale” formato dagli scienziati del SEI presso la University of South Carolina, che si occupavano di stregoneria, demonologia e voodoo.

 

Nel 1980 Joseph Holsinger, un assistente di Leo Ryan un membro del Congresso degli Stati Uniti (quest’ultimo assassinato a Jonestown nel 1978) denunciò, in un Congresso di psicologi a San Francisco, il fatto che dietro ai più eccentrici culti religiosi c’era la CIA. Holsinger sostenne che la CIA finanziò J. Jones il guru del Tempio del Popolo e che piuttosto che chiudere il progetto MK Ultra spostò i suoi vari programmi ai vari gruppi di culto privato.

 

L’eminenza grigia di Jonestown fu il Dr. Lawrence Layton Laird della University of California a Berkeley.

 

I sopravvissuti di Jonestown sostennero che Jim Jones era un dipendente della CIA dal 1963. In effetti, tra gli amici di Jones figurava l’agente della CIA Dan Mitrione ed è noto che il Tempio aveva contatti con l’organizzazione World Vision, che era una copertura dello spionaggio americano. Intanto il Tempio guadagnava adepti di ogni genere, dai ricchi californiani ai miseri reduci dal Vietnam. La caratteristica comune era l’obbedienza assoluta richiesta ai seguaci, al punto da costringerli a subire abusi sessuali o a mostrarsi pronti alla morte ingerendo bevande che gli adepti credevano avvelenate.

 

Anche in queste tecniche qualcuno ha riconosciuto analogie con l’esperimento MK-ULTRA gestito dalla CIA: il tentativo di controllare la mente umana mediante l’uso di droghe quali l’LSD.[51] Ora nel mondo delle sette si pratica il lavaggio del cervello con conseguente perdita di memoria, tutto ciò unito al trauma reiterato porta alla decognizione, alla perdita di controllo e d’identità da parte della vittima.

 

Usando parole-innesto, chiavi, suoni o segnali ipnotici questi compartimenti possono essere spostati in avanti o all’indietro proprio come un casellario mentale. Un compartimento autonomo, corrispondente a una specifica personalità della mente riprogrammata, diventa così il livello cosciente dell’individuo, e risprofonda poi nell’inconscio, nel momento in cui si ha accesso a un altro compartimento. Questo significa che dopo aver eseguito un compito, la vittima dimentica ciò che ha fatto e con chi. Questa condizione è divenuta nota come Disordine della Personalità Multipla o Disordine dell’Identità Dissociata, che ovviamente la psichiatria tratta come una patologia senza prendere in considerazione i possibili casi di dissociazione indotta e non patologica o genetica.

Come si dice prima l’eredità del MK-ULTRA è stata portata avanti e sviluppata nel progetto MONARCH (monarca) ed esportata nei paesi dove la presenza dei servizi americani e inglesi è forte. Se l’Australia è ancora oggi sede di sperimentazioni psichiatriche legate al vecchio progetto Tavistock, o il Belgio capostipite in Europa di esperimenti in tal senso a sfondo satanico,[52] Italia le infiltrazioni dei servizi segreti e sperimentazioni psichiatriche avvengono nei più diversi ambiti, dagli ospedali, alle carceri fino agli avamposti militari.

 

Bisogna fare un’ulteriore precisazione sulla definizione di culti e del ruolo delle associazioni iniziatiche.

A essere precisi la definizione corretta sarebbe di culti misterici poiché riservati a pochi. Questi tipi di culti prevedono riti di iniziazione e di passaggio da un livello più basso a un livello più alto, il più totale segreto relativo al culto, alle cerimonie e l’idea che il gruppo che il gruppo fornirà conoscenze esoteriche importanti. Non necessariamente i culti misterici sono religioni misteriche, talvolta, come nel caso delle società segrete, si tratta di gruppi che non dichiarano di esplicitamente di adorare una precisa divinità. Tuttavia, l’idea che siano svelate cose misteriose che sono appannaggio di pochi, suggerisce l’esistenza di “venerandi”, in altre parole di una fonte da cui proverrà la conoscenza esoterica.

 

Potrà sembrare incredibile, ma molti personaggi che reggono le sorti di interi popoli, si sono formate con questo tipo di percorsi.

Da molti elementi risulta che attraverso le logge, i culti segreti e la mafia questi personaggi continuano a tenere sotto controllo le autorità, curandosi di formarle e obbligarle al segreto circa aspetti del sistema evidentemente inconfessabili.

 

L’uso di questo tipo di formazioni conferma la natura criminale del sistema, che ha bisogno di manipolare e controllare per continuare ad esistere.

 

Questi gruppi segreti servirebbero a controllare mentalmente chi è destinato a ricoprire cariche di potere. È come se alcune persone dovessero essere, “formate” in modo tale da commettere le più gravi cattiverie senza avere scrupoli di coscienza, e magari motivandole in maniera truffaldina per renderle “legittime”.

 

In effetti, organizzare guerre di aggressione, ordinare di uccidere o torturare, effettuare politiche economiche portano alla fame le persone, significa che le persone che attuano tutto ciò abbiano distrutto ogni sentimento umano naturale di empatia con i propri simili, e dunque non sembrerebbe possibile farlo senza un’accurata “formazione”. Per questo motivo sembrerebbe necessario fa praticare a chi ricoprirà ruoli importantissimi, culti che disumanizzano, che stimolano gli aspetti più negativi e distruttivi dell’uomo, o che inducono a credere che possano esistere, principi, “valori” o “ideologie” che giustificano i crimini più terribili contro l’umanità.

 

Esisterebbero due tipi principali di culti misterici:

 

1) Quelli che prevedono l’affiliazione di un numero relativamente ampio di adepti, che per la maggior parte ricopre livelli bassi, e dunque non raggiungerà mai determinate conoscenze, appannaggio dei pochi che raggiungeranno gli alti livelli.

2) Quelli che appaiono come sette vere e proprie, poiché destinate soltanto ai rampolli delle grandi famiglie miliardarie o a personaggi “scelti”. In tal caso il personaggio sarà chiamato ad aderirvi come fosse un eletto, ad esempio ricevendo una lettera da chi ha creato la setta.

 

In quest’ultimo caso, i riti sarebbero agghiaccianti, simili a quelli satanici. Ad esempio, nel gruppo chiamato Skull & Bones gli iniziati dovrebbero masturbarsi nudi in una bara, e in seguito subirebbero anche violenze verbali e fisiche, dovendo lottare nel fango subire violenze con altri adepti fino allo sfinimento. Si tratta, come abbiamo visto, di tecniche elaborate dalla CIA (e dagli altri servizi segreti) al fine di indebolire il soggetto attraverso una serie di atti che lo piegheranno fisicamente e mentalmente. Agli adepti sarebbe inculcata l’idea di essere superiori e di avere la missione di dominare sugli altri. Essi subirebbero dunque umiliazioni sessuali, ma anche nel frattempo sarebbero abituati a esaltare il proprio ego umiliato, per sopperire la bassa alla bassa autostima stimolata dalle umiliazioni.

 

Questi rituali non sarebbero casuali ma creati per influenzare gli adepti in un determinato modo. L’obiettivo sarebbe di far emergere aspetti del sé distruttivo, in modo tale che emozionalmente e mentalmente la persona possa diventare più incline a mentire, a ingannare e a commettere azioni criminali.

 

È come programmare la mente ai crimini che dovranno commettere quando saliranno al potere. Essi dovranno commetterli non soltanto senza alcun rimorso ma addirittura credendo che sia giusto, e per raggiungere questo livello di mistificazione occorre una sorte di percorso esoterico atto a manipolare la mente a tal punto da produrre questo effetto. I riti pratici in questi gruppi misterici sono traumatizzanti e violenti, e addirittura per essere più agghiaccianti sarebbero utilizzate urla dal sottofondo.

 

Questi riti sarebbero collegati a simbologie di vario genere, e servirebbero anche a creare affiliazione a realtà false, per disorientare l’esistenza.

 

In molte società segrete il senso di unità e fratellanza tra i membri è molto forte, come se gli adepti fossero legati da qualcosa d’importante e fondamentale per la loro esistenza. La stessa cosa avviene nella Mafia.

 

Sembrano cose talmente assurde da non poter essere considerate veritiere, ma le prove e le testimonianze a sostegno di ciò sono ormai così numerose che è impossibile ignorarle.

 

Ci sono dei dati certi. Tutte le più importanti autorità inglesi e statunitensi sono membri di alto grado della Massoneria, che addirittura nel 2004, entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti appartenessero alla Skull & Bones (Teschio e ossa).

 

La Skull & Bones fu fondata per formare l’élite di potere statunitense, all’Università di Yale nel 1832, per opera di William Huntinton Russel, che era il cognato di Samuel Russell fondatore della Russell and Co. che stabilì il monopolio mondiale del traffico di oppio. Questa setta, a detta di molti, praticherebbe riturali simili a quelli praticati nel satanismo. La giornalista Alexandra Robbins è riuscita a intervistare diversi adepti, ricavando un’immagine della setta a dir poco sconcertante.

Gli adepti s riunirebbero in un luogo chiamato The Tomb (la Tomba), luogo in cui si celebrerebbero i riti. Il marchio della setta appare in molti oggetti posseduti da coloro che l’hanno creata o che vi appartenevano (o vi appartengono), come David Rockefekker, i Bush, ecc.

All’interno della setta viene presentata una realtà gravemente squilibrata, eppure i suoi adepti diventano importanti industriali, dirigenti di grandi banche o altre organizzazioni importanti, o addirittura presidenti o consiglieri di presidenti. I membri della setta sono soltanto poche centinaia, reclutati fra le più importanti famiglie miliardarie statunitensi.

 

 

[1] Come gli umanisti dall’omonimo partito, il movimento politico filo Sai Baba (Il Loto), e il simbolo elettorale damanhuriano Con te per il Paese. Il gruppo buddista giapponese Soka Gakkai trova una precisa sponda politica direttamente in Parlamento, grazie al New Komenito.

 

 

[2] Dati forniti da un fuoriuscito ai giornalisti Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, autori di occulto italia.

 

[3] Emblematico è il caso di Tiziana Guidi, attivista grillina, che nelle regionali campane del 2010 s’era candidata col Movimento 5 Stelle. In campagna elettorale non ha fatto mistero del suo “doppio passaporto”: si dichiara umanista e sokiana allo stesso tempo. A titolo di cronaca bisogna dire che la doppia cittadinanza non gli è servita granché, visto che nella sua circoscrizione (Avellino) è riuscita a racimolare solo 378 voti.

 

[4] Fillaire B., Le sette, Il Saggiatore, Milano 1998.

 

[5] www.alternativamente.net/documenti/sette/sette2.html

 

[6] www.alternativamente.net/documenti/sette/sette2.html

 

[7] Fillaire B., Le sette, Il Saggiatore, Milano 1998, pag. 33.

 

[8] https://www.panorama.it/news/cromaca/psico-sette-in-italia-e-emergenza/

 

[9]                                          C.s.

 

[10]                                        C.s.

 

[11] http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?/id_articolo=4168

 

[12] http://sguardinellogos.blogspot.it/2012/09/controllo-mentale-monarch-origini-e.html

 

[13] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=4168

 

[14] https://neovitruvian.wordpress.com/category/joseph-mengele/

 

[15] http://www.veja.it/2013/04/07/controllo-mentale-monarch-le-sue-origini-e-le-tecniche-di-manipolazione-tv-mk-ultra-lsd-haarp-pnl-ecc/

 

[16] Dico cosiddetto e metto tra virgolette Nuovo Ordine Mondiale poiché ritengo che dietro a tale definizione si vuole nascondere il tentativo di prevalenza di alcuni gruppi imperialisti.

 

[17] https://www.galileonet.it/2014/10/farfalle-monarca-il-segreto-delle-migrazione-e-nei-geni/

 

[18] Un esperienza personale. Nel mese di luglio 2017 stavo leggendo un libro del della Peruchetti Il fattore di OZ che ha come tema i cosiddetti rapimenti alieni. Ella sostiene la tesi interessante che si tratta di passaggi da una dimensione all’altra per via del fatto che ci sono delle tesi che sostengono che nell’Universo ci siano almeno 20 o trenta dimensioni. Ora nel libro si sostiene che l’ora più critica che avvengono questa passaggi sono dalle 3 alle 4 di mattina con tutta una serie di segni sul corpo. Ebbene guarda caso per un certo periodo di tempo proprio verso le 3 sento lo stimolo di andare a fare la pipi e nello stesso tempo sentivo un dolore molto forte nell’organo genitale. Vado in bagno faccio il bisogno, ma il dolore non cessa io istinto mi bagno l’organo. Tutto ciò non attenua il dolore. La Peruchetti sostiene che l’ora dalle 3 alle 4 di mattina è un’ora dove l’entità combatte con la persona. Ora non saprei quanto sia stato condizionato in questa lettura o ci sia una forma di condizionamento. L’unica cosa certa è che ho vissuto come una forma di combattimento con qualcosa che non ti faceva dormire ma voleva da me qualcosa.

Un ipotesi potrebbe essere che ci siano dei libri che contengano delle ‘chiavi’ di condizionamento.

 

[19] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=4168

 

[20]                                      C.s.

 

[21]                                        C.s.

 

[22]                                        C.s.,

 

[23] Un informatore.

 

[24]

[24] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=4168

 

[25] Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dr. Jekill e del sig. Hyde. Einaudi 1996.

 

[26] Un altro ricordo personale, quando ero andato a trovare una persona, una coppia di media età che usciva da quell’abitazione, il maschio mi guarda e fa un segno della croce, la sensazione che ebbi e che mi vedeva come una sorta di indemoniato.

[27] Ferrand, Serge e G. Lecavelier, Aux ordres du SAC, Albin Michel, Parigi, 1982, pp. 85-92.

 

[28] Audigier F., Histoire du SAC: La part d’ombre du gaullisme, Stock, Parigi, 2003, p. 231.

 

[29] Ferrand, Serge e G. Lecavelier, Aux ordres du SAC, Albin Michel, Parigi, 1982, p. 95.

 

[30] Lynn Picknett, Clive Prince, la missione del priorato di sion La verità sui custodi della stirpe di Cristo, SERLING & KUPFER, 2006, p. 250.

 

[31] De Sède, L’occultisme dans la politique: De Pythagore à nos jours, Robert Laffont, 1994, p. 239. Marhic Renaud, L’Ordre du Temple Solaire: Enquetesue les extrèmistes de l’occulte, l’Horizon Chimérieue, Bordeax, 1996, pag. 201.

 

[32] Marhic Renaud, L’Ordre du Temple Solaire: Enquetesue les extrèmistes de l’occulte, l’Horizon Chimérieue, Bordeax, 1996, pagg. 201-02.

 

[33] C.s. pag. 193.

 

[34] C.s. pag. 192.

 

[35] La principessa Grace fu iniziato al Tempio Solare nel 1982 dal suo capo, Joseph Di Mambro. Carr-Brown, David Cohen, “Fall from Grace”, Sunday Times News Review, 21 dicembre 1997.

 

[36] Picknett Lynn, Clive Prince, The Stargate Conspiracy: Revealing the Truth behind Extraterrestrial Contact Military Intelligence and the Mysteries of Ancient Egypt, Warner Books, Londra 2000 (tradotto in italiano con il titolo Il complotto Stargate, Sperling & Kupfer, Milano 2002), pagg. 279-85.

 

[37] Breyer interpreta Bafometto (Baphomet) sono una contrazione di Battista (Baptiste) e Maometto (Mahomet).

 

[38] Breyer Jacques, Dante alchimiste: interprétation alchimique de la Divine Comédie, La Colombe, Parigi, 1957, pagg. 69-70.

 

[39] Péronic, Ma Queste du Graal, Vol. I: Le sang, èditions de la Pensée Solaire, Monte Carlo 1967; PAGG. 151-52.

 

[40]                                                   C.s.  pag. 149

 

[41]                                                   C.s. pag. 233

 

[42]                                                   C.s. pag. 74

 

[43] Majer Jean-François, Les mythes du Temple Solaire, Georg, Ginevra 1996, pagg. 37-38.

 

[44] Bédat Arnaud, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, L’Ordre du Temple Solaire: Enquete et révélations sur les Chevaliers de l’Apocalypse, Libre Expression, Montreal 1996, pagg. 43-45, 267-72.

 

[45]                                                  C.s. pag. 42

 

[46] Cinque persone, tra cui un bambino, morirono nella villa di Di Mambro sulle Morii Heinghts in Canada, il 4 ottobre 1993. Tre erano state accoltellate. Il 5 ottobre 1994, 23 morirono alla Ferme de Rochettes a Cheiry e 25 a Granges-sur-Salvan, entrambe in Svizzera.

 

[47] Aubert Raphael e Carl A. Keller, Vie et mort de l’Ordre du Temple Solaire, èditions de l’Aire, Vevey 1994, pag. 76.

 

[48] Majer Jean-François, Les mythes du Temple Solaire, Georg, Ginevra 1996, pagg. 80.

 

[49] Bédat Arnaud, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, L’Ordre du Temple Solaire: Enquete et révélations sur les Chevaliers de l’Apocalypse, Libre Expression, Montreal 1996, pagg. 332-35.

 

[50] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/10/09/dietro-la-setta-della-morte-spunta-il.html

 

[51] http://crimeworld.forumcommunity.net/?t=44103623

 

[52] Nel 1998 Marcel Vervloesem, membro dell’ONG Werkgroep Morkhoven, che si occupa della protezione di bambini colpiti da abusi, riesce a entrare in possesso di 20 cd contenenti decine di migliaia di immagini pedopornografiche (incluse torture ed uccisioni di bambini) consegnatigli da un membro “pentito” di una rete internazionale di pedofili che include decine alte personalità dell’aristocrazia e capitalismo belga, delle istituzioni di quel paese e dell’Unione europea. Egli consegna il materiale alla giustizia belga ma è arrestato con accusa di averlo usato per interesse personale da alcune indagini, emerge il legame tra le organizzazioni neofasciste belghe (legate a Gladio, Stay Behind e in contatto stretto col neofascismo internazionale e italiano) e gli abusi e la produzione di pedopornografia e snuff movies.

 

PECORE “ALLE STAMINALI”

•febbraio 28, 2018 • Lascia un commento

 

 

 

 

Ci sono notizie che non possono non suscitare inquietudini, e la notizia che un gruppo di scienziati dell’Università di Stanford[1] ha annunciato di avere sviluppato embrioni di pecore contenenti cellule umane,[2] ha una persona dotata di un minimo di sensibilità non può non suscitare degli interrogativi.

Questo successo schiude la possibilità di far crescere organi da trapiantare all’interno degli animali e quindi personalizzare geneticamente gli organi in modo che siano compatibili con la persona che li riceve. Il team della Stanford University ha coltivato embrioni contenenti una cellula umana per ogni 10.000 cellule ovine e ha tenuto in vita l’animale surrogato per tre settimane. Ora gli scienziati progettano di impiantare cellule staminali umane in embrioni di pecore che sono stati geneticamente modificati per sviluppare un pancreas, nella speranza che le cellule umane introdotte crescano per sostituire l’organo mancante.

Gli scienziati sostengono che far crescere organi umani all’interno degli animali potrebbe non solo aumentare l’offerta, ma addirittura consentire di modificare geneticamente gli organi perché siano compatibili con il sistema immunitario del paziente che li riceve; umiliando le cellule del paziente si annullerebbe il rischio del rigetto.

 

ARRIVIAMO ALLA CREAZIONE DI CREATURE IBRIDE?

 

Questi esperimenti sono giustificati in veri modi. Una delle giustificazioni più gettonata e quella che essi sono necessari per produrre organi da trapiantare, oppure per produrre medicine o cure più efficaci.

Orami da tempo si parla di animali transgenici. Essi sono animali nati da una cellula di uovo fecondata in cui è stato inserito un gene proveniente da un’altra specie, allo scopo di modificarne le caratteristiche e far loro sviluppare capacità che non avrebbero mai potuto acquisire spontaneamente.

Per produrre animali transgenici e cioè poter inserire un gene “nuovo” in un animale, in modo da farlo esprimere anche alla sua progenie, è necessario inserirlo quando l’essere è costituito da poche cellule o addirittura dall’oocita appena fecondato.

Il primo animale transgenico è stato un maiale creato nel 1992, per sintetizzare nel latte la proteina umana C. Dopo Genie, così si chiamava la prima scrofa, si è cominciato a pensare di produrre animali donatori per andare incontro alla domanda sempre crescente di organi: circa il 15% in più ogni anno.

L’interesse degli animali transgenici è indirizzato, inoltre, a produrre linee genetiche controllate di animali che producano alimenti migliori e in maggiori quantità. Ad esempio sono stati prodotti suini transgenici che crescono più rapidamente, utilizzando meglio l’alimento e producendo una carne con meno grasso.[3]

Dunque c’è di mezzo un interesse economico.

Ma prime notizie di “paraumani” ovvero delle creature ibride “umano-animale” si ha notizia che nel 1998 la società Sten Cell Sciences e lo Biotransplat hanno richiesto alla European Patent Office (EPO), l’Ufficio europeo dei brevetti, di accettare il brevetto di una tecnica atta a creare nuovi animali (transgenici) agendo sui geni.  Queste aziende, nel 2000, comunicarono che stavano utilizzando cellule dei feti umano, allo scopo di creare un embrioni uomo-maiale.

Bisogna dire che di esseri ibridi è piena la mitologia.

L’uomo medievale rappresentava attraverso l’ingigantimento delle membra o l’applicazione di parti animali a soggetti umani, l’acquisizione di quelle facoltà che altrimenti egli non avrebbe posseduto in natura.[4]

Secondo la legge detta della “pars pro toto”, si credeva infatti che fosse sufficiente impadronirsi della parte di un qualsiasi animale per poterne acquisire delle caratteristiche, siano esse in potenza, come l’essere veloci o l’eleganza. Si passò così ad unire parti diverse di animali con lo scopo di generare un essere ibrido capace di assommare tutte le caratteristiche possedute dai singoli frammenti.

Non a caso i primi esseri nati seguendo questo principio sono le semidivinità: creature poste a metà tra gli dei e gli esseri umani. Individui cioè che si credeva abitassero sia gli Inferi che in luoghi più lontani e desolati della terra.

Uno dei più curiosi “ibridi” nella multiforme schiera delle divinità indiane, ad esempio, è il dio Ganesha, dal corpo umano e la testa di un elefante. In origine il dio aveva forma interamente umana ed era stato scelto dalla dea Parvati come guardiano delle proprie stanze. Il dio aveva assolto al suo compito con tale devozione da impedire anche allo sposo di Parvati, Shiva, di entrare nelle stanze della dea. Così, il dio adirato lo punì decapitandolo. Pentitosene, più tardi, innestò sul corpo di Ganesha la testa del primo animale incontrato, un elefante.

Si conoscono però anche situazioni inverse, come nel mito greco di Edipo che giunto a Tebe risolve l’enigma della Sfinge, creatura dal volto e seno di donna ma corpo, zampe e coda di leone. Apollodoro quando parla di questa creatura la definisce figlia di Echidna e Tifone, ambedue mostri dalle caratteristiche serpentine.

Questi esseri straordinari, finirono così per dominare le saghe mitologiche, riempiendo interi frammenti di documenti di natura zoologica, filosofica e storica.

Logicamente se in un primo momento si crearono divinità capaci di assommare aspetti umani (necessari a renderli più familiari e in qualche modo vicini ai comuni mortali) e animali – al fine di generare un essere eletto – successivamente si amplificarono quelle caratteristiche al punto di creare vere e proprie aberrazioni come la Manicora creatura mostruosa a metà fra un Drago un leone e un essere umano o le Arpie donne uccello mangiatrici di carne umana.

Con il Cristianesimo, però, questo universo di divinità-ibride viene meno e l’uomo diventa la sola creatura eletta da Dio. Come tale, con le sue sole forze e la sua fede, può contrastare e vincere quelle antiche divinità un tempo venerate e invidiate, divenute poi simbolo del male e riflesso di una società dominata dalla magia e dalla superstizione. Nel Medioevo, non a caso, si consolida la leggenda del lupo mannaro.

Solo durante il periodo illuminista e con l’avvento delle “scienze evolute” la mostruosità cambia definitivamente aspetto finendo per essere relegata in un angolo della società, modificata o in certi casi accettata.

Ma, nell’immaginario collettivo, creature come quelle che abbiamo finora nominato sono davvero venute meno? E tutt’ora sono sufficienti le conoscenze che possediamo per dire di non poter credere più all’esistenza di licantropi e sirene? Ebbene no. È sufficiente pensare alle schiere di antropologi e avventurieri alla continua ricerca di creature come lo Yeti.

Tornando ai nostri tempi come si è visto la modificazione genetica ha avuto progressi assolutamente straordinari.

Purtroppo la giurisprudenza non è stata al passo con questo “progresso scientifico”[5] e in molti paesi esistono ben pochi limiti a ciò che gli scienziati sono implicitamente autorizzati a fare.

Nel 2013 è venuta fuori la notizia che la Darlow Smithson Productions in collaborazione con Bertolt Meyer, ricercatore presso l’Università di Zurigo (esperto di elettronica) hanno creato Rex, che potrebbe essere definito il primo uomo bionico con una struttura simile a quella degli esseri umani.[6] Presentato al British Museum di Londra è dotato, al suo interno di polmoni, cuore, sangue, milza bionica arterie realizzate utilizzando polimeri e pancreas artificiale. Ogni organo è realizzato con tecnologie d’avanguardia molto complesse e costose in grado di generare impulsi elettrici che replicano il comportamento degli arti umani. L’intero progetto ha avuto il costo di 1 milione di dollari.

C’è da interrogarsi che cosa succederebbe se queste creature sfuggissero in mano ed iniziassero ad accoppiarsi. Certamente ritengo, che sarebbe difficile ricacciare il genio nella lampada.

Certi scienziati sembrano la brutta copia del dottor Faust, sembrano eccitati nell’andare oltre ai limiti della conoscenza, sembrano non preoccuparsi o interrogarsi se quello che stanno facendo potrebbe scatenare delle conseguenze impensabili.

Si è appreso che nel 2013 della creazione di topi contenenti un cromosoma umano artificiale “in ogni cellula del loro organismo”. Quindi come dovremmo definire tali creature? Di certo non si tratta più di veri e propri topi.[7]

Gli scienziati definiscono tutto questo come una “svolta” che potrebbe portare ad innumerevoli tipi di nuovi trattamenti sanitari.

Gli scienziati hanno creato topi geneticamente ingegnerizzati con cromosomi umani artificiali in ogni cellula del loro organismo, come parte di una serie di studi che dimostrano come tali esperimenti possano servire al trattamento di malattie genetiche mediante terapie geniche dai connotati radicalmente nuovi. In uno degli studi non pubblicati i ricercatori hanno utilizzato un cromosoma umano artificiale, creato chimicamente in laboratorio, piuttosto che un cromosoma umano esistente, il che indica come la tecnologia stia diventando sempre più potente nel campo della biologia sintetica.

C’è da dire che una cosa è la creazione di topi contenenti cromosomi umani umane artificiali; tutt’altra cosa è impiantare cellule cerebrali umane nel cervello di un ratto.

Secondo LifeNews.com alcuni ricercatori dell’Università del Wisconsin avrebbero trasferito con successo cellule staminali umane nel cervello di alcuni topi. Tali cellule avrebbero cominciato a crescere e svilupparsi e tutto ciò avrebbe causato un incremento delle facoltà intellettive dei roditori.

Eppure, simili esperimenti proseguono. Solo negli ultimi mesi gli scienziati della Università del Wisconsin e della Università di Rochester hanno pubblicato i dati in merito alle loro chimere neurali uomo-animale. I ricercatori della Wisconsin hanno iniettato nei topi una immunotossina per distruggere una parte del loro cervello, l’ippocampo, associato ad apprendimento, memoria e ragionamento spaziale, e trasformandoli in semi-amebe. Quindi hanno sostituito le cellule danneggiate con cellule derivate da embrioni umani. Le cellule sono proliferate e le chimere hanno recuperato la capacità di destreggiarsi nei labirinti.

I ricercatori della Rochester hanno impiantato cellule gliali umane neonate in cuccioli di topi; tali particolari cellule supportano e nutrono i neuroni. Sei mesi più tardi le bestie avevano sviluppato una maggiore capacità di risolvere un semplice labirinto e reagire positivamente a specifici impulsi condizionati. Tali protocolli potrebbero confliggere con le vigenti leggi anti-ibridi, e forse dovrebbero suscitare alcune domande. Questi topi chimerici non sono umani, ma di certo sono un passo avanti lungo il sentiero per Algernon. Tra non troppo tempo potremmo trovarci di fronte ad alcuni dilemmi di bioetica: che tipo di diritti dovremmo riconoscere a topi con cervelli umani?

A quanto pare, oggi è perfino possibile far crescere interi organi umani all’interno di organismi animali. Alcuni scienziati in Giappone contano di avviare una coltivazione sistematica di organi umani all’interno di suini. L’obiettivo è incrementare il numero di organi disponibili per i trapianti medici, come asserisce un recente articolo pubblicato su Infowars.com.

Alcuni scienziati ed esperti legali nominati dal governo giapponese si riuniranno per iniziare a redigere una serie di linee guida che disciplinino la ricerca embrionale del Giappone.

Tale ricerca suona come qualcosa da romanzo di fantascienza. Gli scienziati inseriscono una cellula staminale umana in un embrione animale per creare un “embrione chimerico” che può essere impiantato nel ventre dell’animale. Secondo il Telegraph, l’animale in questione sarà molto probabilmente un maiale.

L’embrione impiantato crescerà trasformandosi in un perfetto organo umano – un cuore, un rene, un pancreas, e così via. Poi, quando il maiale adulto sarà macellato, l’organo sarà raccolto e trapiantato in un ricevente umano.

Tuttavia, una volta che un organo umano è stato coltivato all’interno di un maiale, il maiale cessa di essere pienamente un maiale. E senza dubbio anche l’organo essendosi sviluppato in un maiale, non potrà definirsi pienamente umano. Coloro che riceveranno questi organi dovranno prestare la loro autorizzazione affinché possa essere impiantato nei loro organismi un organo ibrido uomo-animale.

Al momento si può solo ipotizzare quali potrebbero essere le conseguenze per la specie, il giorno che dovesse affermarsi una simile pratica.

Si può solo presumere che esistano limiti rigorosi in merito a questo tipo di pratiche. E in alcune aree del mondo, in effetti i limiti ci sono. Ma il più delle volte le decisioni etiche sono lasciate alla discrezionalità degli scienziati.

Qualche anno fa l’Accademia britannica di Scienze Mediche ha pubblicato un rapporto innovativo sul tema “animali contenenti materiale umano.” Il rapporto concludeva che la maggior parte della ricerca sulle chimere[8] è consentita dalla normativa vigente nel Regno Unito. Ma ha anche individuato alcuni esperimenti che non dovrebbero (ancora) essere effettuati, a causa di forti obiezioni etiche. Uno di essi è l’allevamento di animali contenenti sperma o ovuli umani. Un altro è quello di creare un primate non umano, ma con un cervello umanizzato.[9]

La maggior parte delle persone resterebbe assolutamente scioccata nell’apprendere alcune delle robe che sono attualmente in corso in nome della scienza.

Quanto persone sanno che il riso attualmente coltivato nel Kansas contiene geni umani reali?[10]

A meno che il riso che mettete in tavola non sia certificato NO OGM o provenga da una fattoria che pratica la coltivazione biologica, esso potrebbe essere contaminato da geni umani. Stiamo parlando del riso prodotto mediante biotecnologia dalla società Ventria Bioscience, ed attualmente coltivato su 3.200 ettari a Junction City, Kansas – e forse altrove. Informazioni di cui gran parte della gente non ha idea.

La coltivazione del riso Ventria viene effettuata regolarmente dal 2006 con l’ausilio di geni di fegato umano, allo scopo di prelevare le proteine artificiali prodotte da questo Frankenriso e poi utilizzarle in campo farmaceutico.

Stiamo corrompendo la natura, ma al momento ben poche persone sembrano allarmate da questo fatto. Quando nel 2011 il Daily Mail rivelò che alcuni scienziati del Regno Unito hanno creato “più di 150” embrioni ibridi uomo-animale, quasi nessuno ha avuto gran che da commentare.

Le cose scoperte dal Daily Mail in merito a ben 155 embrioni “mescolate”, contenenti materiale genetico sia umano che animale, sono legittimate dallo Human Fertilisation Embryology Act approvato nel 2008, il quale ha legalizzato la creazione di una varietà di ibridi, tra cui ovuli animali fecondati da sperma umano; ‘cy-bridi’ in cui un nucleo umano viene impiantato in una cellula animale e ‘chimere’ in cui le cellule umane sono mescolate con embrioni animali.

Purtroppo, pratiche di questo tipo sono attualmente in corso in tutto il pianeta. Basta prendere atto dei molti bizzarri esperimenti ibridi uomo-animale effettuati in tutto il mondo, secondo un recente articolo pubblicato su Slate.

Tempo fa alcuni scienziati cinesi hanno incorporato geni per le proteine del latte umano nel genoma di un topo, e da allora sono create greggi di capre che producono latte umano. Nel frattempo, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno implementato un sistema per fare crescere uno sfintere anale umano in un topo, allo scopo di studiare nuovi trattamenti per l’incontinenza fecale, e alcuni medici stanno costruendo animali con sistemi immunitari umanizzati da usare come cavie per i nuovi vaccini contro l’HIV.

Ecco alcuni modi in cui gli esseri umani e gli animali vengono combinati:

– Uova di coniglio contenenti cellule umane;

– Maiali aventi sangue umano;

– Pecore aventi fegato umano ;

– Ovuli di mucca contenenti cellule umane;

– Proteine ibride uomo – gatto.

 

E questi sono solo gli esperimenti che ci è concesso di conoscere. Che razza di esperimenti malati e perversi potrebbero essere in corso, senza che l’opinione pubblica ne abbia la minima idea?

Come dicevo prima, viviamo in un’epoca in cui le possibilità nel campo della modificazione genetica sembrano essere infinite. Ma proprio perché siamo in grado di fare qualcosa non significa che si debba effettivamente fare.

C’è da interrogarsi visto che c’è la possibilità di creare qualcosa che non è né completamente umana, né completamente animale, che genere di spirito potrebbe entrare in quell’essere? Quali sarebbero le conseguenze se simili esseri si dessero ad accoppiarsi con altri animali? Potremmo finire per creare creature incontrollabili? Purtroppo, il vaso di Pandora è già stato scoperchiato e ogni giorno che passa diventa più arduo il controllo della creazione di ibridi uomo-animale. Tale tecnologia sta progredendo vertiginosamente in tutto il mondo, al punto che ormai anche gli studenti universitari sono teoricamente in grado di creare nuove forme di vita nei propri garage.

Stiamo entrando in un mondo davvero nuovo e strano, e a quanto pare nessuno è abbastanza sicuro di ciò che tali cambiamenti comporteranno.

C’è sempre da chiedersi quale possa essere lo scopo di tali esperimenti.  Vogliono farci accettare l’idea di creare esseri ibridati? Vorrebbero farci accettare come normale la sperimentazione genetica e la creazione di esseri che sono un incrocio fra animai e esseri umani?

Un ipotesi plausibile potrebbe essere nel farci accettare qualsiasi tipo di manipolazione genetica, rendere le manipolazioni familiari se non addirittura “simpatiche” che prima o poi tutti non le vedranno più come un orribile modo per calpestare la natura

Far apparire simpatica la manipolazione genetica significa anche fare in modo che le persone si abituino alle assurdità della classe dominate, conferendole ogni potere sulla natura e sull’uomo, senza limiti.

Bisogna tenere conto, purtroppo, che sono molti esempi di cose che in un primo momento nessuno avrebbe voluto accettare, ma, alla fine divenute familiari, sono state accettate. Ad esempio, diversi anni fa avrebbero protestato per il livello di invadenza della pubblicità, che oggi ormai appare persino sugli autobus e durante le trasmissioni televisive (in piccoli riquadri).[11] Anche per gli psicofarmaci è successa la stessa cosa, pochi decenni fa non molti genitori avrebbero dato psicofarmaci ai loro figli, ma oggi, purtroppo, molti lo fanno, credendo che siano necessari.[12]

Considerando lo stato attuale della Scienza, ovvero in gran parte finanziata e controllata dallo stesso gruppo che detiene il potere finanziario, economico, politico e mediatico, i problemi morali da sollevare riguardo agli esperimenti genetici sono di vasta portata.

Innanzitutto, se le persone che dominano sono capaci di uccidere persone inermi e di far morire di fame milioni di bambini, come potremmo credere che nel settore genetico agirebbero in modo corretto ed etico?

E se gli esseri paraumani potrebbero essere destinati ad una sofferenza ben maggiore rispetto a quella che tocca agli umani e agli animali non ibridati, poiché solleverebbero gravissimi problemi di accettazione e di definizione della loro natura.? Se già a questo mondo, fra umani, pur essendo geneticamente simili, esistono forme di feroce razzismo e discriminazione, immaginiamo cosa potrebbe accadere se dovessero essere creati esseri ibridati paraumani.     Non è difficile capire che lasciare nelle mani di criminali il potere di agire anche sul DNA umano è pericolosissimo. La comunità internazionale dovrebbe chiedere conto di ciò che sta accadendo nei laboratori di ingegneria genetica, perché quello che vi accade riguarda tutti noi. Non bisogna accettare che gli stegocrati[13] si prendano gioco di noi testando la nostra tolleranza alle loro mostruosità.

Dal mio punto di vista è importante che le persone e i movimenti che si oppongono a tutto ciò sviluppino al loro interno un dibattito che abbia lo scopo di riconoscere chi sono i nemici, gli alleai e si definiscano gli obiettivi e i metodi pe raggiungerli.

Sempre dal mio punto di vista, è importante che si sappia riconoscere che le controparti sono rappresentate dai capitalisti, dalle multinazionali e dai vari governi nazionali, cioè dagli esecutivi che sono i comitati di affari della Borghesia Imperialista. Si debe prendere la consapevolezza che solo scardinandole strutture e le sovrastrutture di questa società la ricerca scientifica potrà essere adeguate alle esigenze delle masse popolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] L’Università di Stanford, è un’università privata degli Stati Uniti d’America situata in California.

 

[2] È nata una pecora “alle staminali”, Metro, lunedì 19 febbraio 2018.

 

[3] http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0ahUKEwj9nYPkk7TZAhXCXhQKHRk1AMMQFggoMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.uniroma2.it%2Fdidattica%2FBIOLAPP%2Fdeposito%2FAnimali_transgenici.ppt&usg=AOvVaw1vmDlLQD0RX5Tu25l6K8Ll

 

[4] http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=7283

 

[5] Metto tra virgolette progresso scientifico poiché dal mio modesto punto di vista si può parlare di progresso solo se i risultati vadano a favore dell’umanità intera e in particolare delle masse popolari.

 

[6] http://affaritaliani.it/culturaspettacoli/creato-in-laboratorio-il-bimbo-sciammi.html

 

[7]                                                               C.s.

 

[8] Le chimere sono i mostri mitologici.

 

[9]    http://affaritaliani.it/culturaspettacoli/creato-in-laboratorio-il-bimbo-sciammi.html

 

[10]                                                              C.s.

 

[11] Si potrebbe dire profetico un libro scritto nel 1957 dal giovanilista americano Vance Packard un libro che svelava i trucchi psicologici e le tattiche usate dal marketing, per manipolare le menti e convincere a comprare.

 

[12] Oggi la psichiatria è diventata fonte di corruzione, in modo particolare il tipo di corruzione che vorrebbe demonizzare e dichiarare malato chiunque si discosti dalla norma comunemente accettata. La cosa risalta subito da una lettura del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali in cui chiunque non si uniformi a quanto giudicato normale dalla classe dominante, viene etichettato malato mentale.

 

[13] Per indicare l’attuale sistema di potere molti studiosi utilizzano la parola “oligarchia” o la definizione “élite egemone”. In realtà la parola esatta sarebbe il neologismo “stegocrazia”, parola che deriva dal greco stégos, che significa “tetto, coperchio” (che nasconde) o stèganos (nascosto), e kratos (da kratéo, comandare, governare). Ossia “mi nascondo ma esercito il potere”. Dunque per Stegocrazia bisogna “Potere esercitato da chi si nasconde, da chi non appare”.

LE INTERFACCE NEURALI

•febbraio 11, 2018 • Lascia un commento

 

 

Da quando Nikola Tesla realizzò le prime porte logiche,[1] lo sviluppo dei sistemi informatici e delle loro nuove applicazioni sta per superare ogni immaginazione. Già oggi esistono macchine, robot e sedie a rotelle “intelligenti”, che possono essere comandate con il pensiero attraverso un software in grado di leggere i comandi contenuti nei segnali elettrici prodotti dal cervello umano.[2]

La tecnologia che consente il controllo mentale a distanza di qualsiasi apparecchio o elettromeccanico sfrutta un’interfaccia uomo-macchina chiamata HMI (Human Machine Interface) o BCIs (Brain Computer Interfaces) che, anno dopo anno, sta diventando sempre più potente ed efficiente.

Il famigerato DARPA iniziò a studiare questo tipo di tecnologia, ufficialmente sin dagli anni ’70, in collaborazione con la National Science Foundation e l’Università della California,[3] e l’ultima generazione di interfacce HMI ha quasi mezzo di sperimentazione alle spalle. Questa tecnologia, quindi, è ufficialmente pronta per entrare in servizio e si prepara a rivoluzionare ogni settore di attività dove i dispositivi elettronici vengono ancora azionati e controllati manualmente dall’uomo. I primi dispositivi HMI, per esempio sono già stati impiegati per comporre e suonare musica, filtrare le chiamate telefoniche, realizzare oggetti con stampanti 3D e comandare dei robot con il pensiero.[4]

Nonostante si tratti di una tecnologia considerata fantascientifica solo fino a pochi anni fa, il principio di funzionamento di un’interfaccia HMI è piuttosto semplice da spiegare. Il pensiero del cervello umano è il prodotto di un campo elettromagnetico in cui c’è un’esatta corrispondenza tra singoli concetti e specifiche onde elettromagnetiche che possono essere identificate nel loro significato mentale.    L’associazione tra determinati impulsi elettrici e concetti specifici fa sì che una volta compreso a quali onde elettromagnetiche corrispondo i pensieri, questi ultimi possano essere immediatamente tradotti in linguaggio macchina dal software di riconoscimento.

Attraverso questa tecnica, l’attività elettromagnetica del cervello viene captata e monitorata in tempo reale da un semplice apparecchio senza fili. Una volta posizionato sulla testa come una cuffia stereo, il dispositivo inizia a effettuare un elettroencefalogramma (EEG) mediante una tecnologia di ricezione estremamente sensibile (dotata di sistema multicanale in alta fedeltà) che non richiede neppure il fissaggio a ventosa degli elettrodi sulla pelle.

Più a lungo vengono indossate le interfacce HMI e maggiore è il numero delle informazioni che il software di mappatura mentale riesce a registrare per la successiva fase di lettura di pensiero. Terminato questo lavoro propedeutico di screening mentale (necessario a individuare e registrare le “impronte digitali” dei pensieri in forma d’onda elettromagnetica), tutti i dati raccolti possono essere trasferiti su qualunque altro dispositivo informatico in grado di leggerli.

Le applicazioni pratiche di questa tecnologia sono innumerevoli e vanno dal semplice controllo di tutti i dispositivi elettronici (stampanti 3D, accensione/spegnimento degli impianti di illuminazione, degli elettrodomestici, dei congegni di apertura e chiusura di porte, tende, finestre ecc.), alla guida di sedie a rotelle elettriche, dei mezzi di trasporto o dei robot (avatar a controllo remoto con interfaccia neurale) da destinare alle missioni più pericolose (aree altamente contaminate, zone di guerra, fondi oceanici, spazio, altri pianeti ecc.).

Con la tecnologia HMI, per esempio, i musicisti possono addirittura abbandonare gli strumenti e gli spartiti tradizionali per scrivere e provare la loro musica semplicemente pensando di farlo. Tutti i suoni e le note immaginate dal cervello dei compositori vengono percepiti dagli elettrodi (con funzione di antenna ricevente) di una cuffia speciale sotto forma di onde elettromagnetiche (musica nella dimensione neurale) e trasmesse con modalità wireless a un computer in cui è stato installato il software di riconoscimento per la loro “traduzione” nella corrispondente produzione musicale digitale.[5]

Il sistema HMI può essere utilizzato anche per il filtraggio delle chiamate telefoniche, poiché l’interfaccia riesce a monitorare se lo stato cerebrale del destinatario è impegnato in altre attività, in modo da poter attivare la segreteria telefonica o lasciar passare la chiamata.

L’avvento delle interfacce HMI, oltre a consentire la comunicazione diretta tra il cervello umano e i dispositivi elettrici, sta ampliando notevolmente anche la gamma di relazioni possibili tra macchine e esseri umani. Finora, infatti, il nostro modo di comunicare con i computer, i robot, e le schede elettroniche è sempre stato limitato ad azioni di tipo fisico come girare una manopola, pronunciare qualche comando vocale o digitare dei pulsanti su una tastiera. Il linguaggio umano, invece, si avvale anche di una vasta gamma di informazioni accessorie come le espressioni del volto, il tono della voce o il linguaggio del corpo, da cui è possibile intuire sentimenti e emozioni del proprio interlocutore con conseguenze rilevanti sul nostro processo decisionale. Una delle grandi novità introdotte dalle interfacce HMI riguarda proprio la rimozione dei precedenti limiti comunicativi tra uomo e macchina. Grazie a esse, quindi i computer hanno acquisito anche l’abilità di riconoscere gli impulsi elettromagnetici delle interazioni emotive che accompagnano pensieri, espressioni, parole e azioni umane.

C’è sempre da chiedersi quali possono essere gli sviluppi di questa tecnologia. Rimane un fatto inquietante quando realtà come il DARPA copre col segreto militare le ricerche sugli impianti cerebrali, ma possiamo razionalmente supporre che sia almeno 20 anni rispetto alle attuali conoscenze in ambito civile. Quanto divulgato dagli organi della scienza ufficiale è comunque più che sufficiente per capire che stiamo assistendo all’avvento di una tecnologia in grado di assicurare per la prima volta il controllo assoluto della mente umana.

[1] In elettronica digitale e informatica, una porta logica è un circuito digitale in grado di implementare (cioè di realizzare, simulandone la “logica matematica” mediante opportuni controlli su segnali elettrici) una particolare operazione logica di una o più variabili booleane.

 

[2] Claudio Arrigoni, Muoversi con il pensiero. C’è una carrozzina che sa farlo, Il Corriere della Sera, 26 maggio 2012.

 

[3] Vidal J., Toward direct brain-computer, Annual Review of Biophysics and Bioengineering, 1973, 2 (1): 157-80; J. Vidal, Real-Time Detection of Brain Events in EEG, IEEE Proceeding, 1977, 65 (5): 633-641.

 

[4] Brian Handwerk, Come comandare le macchine con la forza del pensiero, National Geographic, 3 settembre 2013; Ora si può comandare un robot con il pensiero, Corriere del Ticino (Svizzera), 24 giugno 2015.

[5] Brian Handwerk, Come comandare le macchine con la forza del pensiero, National Geographic, 3 settembre 2013.

 

I ROBOT INDOSSABILI E SUPER SOLDATI MADE IN USA

•dicembre 31, 2017 • Lascia un commento

 

 

Lo sviluppo tecnologico ha prodotto sistemi robotizzati indossabili. In gergo tecnico sono chiamati “esoscheletri” e consistono in una sorta di “armature intelligenti” in grado di potenziare la forza e la resistenza fisica dell’uomo.

Tra i principali progetti di ricerca non poteva certamente mancare il settore militare. Tra gli obiettivi di questa ricerca ci sono la creazione di superpoliziotti e di supersoldati.[1]

Ufficialmente la prima sperimentazione degli esoscheletri sarebbe stata effettuata dai militari USA nel 1969, con il finanziamento del progetto Hardimann della General Electric. Nelle intenzioni dei costruttori, questo progetto di aumentare di 25 volte la forza dell’uomo, ma il peso eccessivo dei materiali (600 kg) ne impedì lo sviluppo.[2]

Negli ultimi decenni, invece, l’industria militare è tornata a investire molte risorse nella realizzazione di nuovi esoscheletri e uno dei colossi della produzione bellica, la Lockheed,[3] ha già realizzato un prototipo denominato HULC, con motori pneumatici e idraulici di ridotte dimensioni in grado di aumentare notevolmente sia la velocità che la capacità di carico dei soldati.

Gli esoscheletri di nuova concezione scaricano a terra tutto il peso dell’armatura, mentre i loro “muscoli” artificiali moltiplicano la forza dei soldati, assicurando un alto livello di mobilità sul campo di battaglia. L’HULC, per esempio, permette ai soldati di trasportare 100 Kg sulle spalle come se fossero cinque.

XOS 2 è un altro modello di esoscheletro già in avanzata fase di sviluppo sperimentato nel 2010 dalla Raytheon Sarcose. Si tratta di una tuta cibernetica della corazza decisamente più robusta e ingombrante, mai i suoi motori elettromeccanici consentono uno straordinario consentono uno straordinario incremento della forza umana, con un rapporto peso effettivo/peso percepito di 17 a 1.[4] L’alimentazione dell’intero dispositivo è assicurata da un accumulatore esterno di energia da portare sulle spalle e un soldato dotato di questo tipo di equipaggiamento può svolgere il lavoro pesante di tre uomini. Chi la indossa può camminare anche sui talloni, salire le scale e fare flessioni a terra senza avvertire alcuna fatica. L’entusiasmo dell’industria militare per questo tipo di tecnologia è alle stelle: per il futuro si punta alla realizzazione di nuove generazioni di esoscheletri espressamente ispirati alla tuta di Iron Man.[5]

L’XOS 2 è stato concepito per uso bellico, ma il suo utilizzo in campo medico sta rivoluzionando anche la vita dei malati condannati alla sedia a rotelle. Possiamo quindi facilmente prevedere che la crescente integrazione dell’uomo con i sistemi robotici andrà ben oltre l’impiego militare e la cura delle disabilità. Altri esoscheletri di diverso tipo sono stati realizzati in quasi tutti i paesi appartenenti alle metropoli imperialiste per svolgere diverse funzioni (sia militari che civili).

Il processo di integrazione uomo-macchina è appena iniziato ma nel prossimo futuro le tutte robotiche potrebbero diventare di uso comune ed essere impiegate anche come potenziamenti adatti a tutta la persone.

 

E’ IN ARRIVO UN ESERCITO DI AUTOMI

 

Secondo le previsioni degli esperti, nel giro di due o tre decenni al massimo assisteremo alla comparsa di superpoliziotti e di super soldati robot che avranno caratteristiche a quelle descritte nei film Robocop e Terminator. La loro costruzione non è più fantascienza, ma una priorità assoluta per l’amministrazione militare americana che ne sta finanziando la ricerca. I nuovi soldati robot, come spiega Gordon Johnson del Joint Forces Command USA, non avranno nessun “difetto” di tipo umano: “Non avranno fame, non dimenticheranno gli ordini ricevuti, non saranno sopraffatti dalle emozioni, non gliene importerà niente se un loro camerata verrà colpito a morte, insomma assolveranno il loro compito mollo meglio dei soldati tradizionali”.[6]

La storia dei robot militari ha avuto ufficialmente inizio con il Goliath, costruito dagli scienziati della Germania nazista nel 1943. Fu il primo veicolo corazzato da combattimento a essere equipaggiato con motori elettrici filoguidati e, grazie all’uso dei cingoli e grazie all’uso dei cingoli e a una discetta manovrabilità, poteva riuscire a portare il suo letale carico di esplosivo fino alle linee nemiche. Durante la battaglia di Kursk (5-16 luglio 1943), per esempio, venne utilizzato per aprire dei varchi all’interno dei campi minati nemici: l’esplosione di un singolo Goliath rendeva transitabile un’are con un raggio di 45 metri. Ne furono prodotti circa 700 esemplari e il Goliath è ancor considerato una pietra miliare nello sviluppo delle tecnologie robotizzate con guisa a distanza.[7]

I robot militari di ultima generazione sono già entrati in servizio, ma risulta che non possono ancora fare a meno del controllo meno. Ciononostante, la loro intelligenza artificiale continua a progredire di anno in anno e con il passare del tempo diventeranno completamente autonomi e indipendenti. La loro costruzione ha preso il via con il Future Combat Systems, approvato nel 2003 dal Pentagono con lo stanziamento di 127 miliardi di dollari (che è uno dei più grandi investimenti della storia). Il programma originario è stato poi sostituito nel 2009 dell’Army Brigade Combat Team Modernizzation Program (BCT Modernanizzation), un progetto ancora più ambizioso, che prevede una massiccia introduzione della tecnologia robot delle forze armate.

L’Europa, risulta che sta finanziando un progetto per lo sviluppo di robot destinati all’uso civile chiamato Walk-man (acronimo di Whole Body Adaprive Locomotion and Manipulation). La sua realizzazione è stata affidata a Niikos Tsagarakis, lo scienziato che coordina il lavora dei ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e del centro di ricerche Piaggio dell’Università Pisa. Il primo Walk-man realizzato dal team di ricercatori è alto 1,85 metri e pesa all’incirca 100 Kg, può roteare il busto di 180° gradi ed è in grado di manipolare gli oggetti dietro lo schiena. Rispetto ai precedenti modelli realizzati finora dallo stesso istituto, ha un ridotto consumo di energia e un movimento dei giunti più fluido ed elastico.

Walk-man è stato concepito per operare in qualsiasi condizione e quindi riesce a muoversi su terreni irregolari, ambienti stretti o attraverso la folla. Grazie ai sensori e allo speciale software in dotazione, questo robot può superare gli ostacoli, ad aprire le porte, a salire le scale e a manovrare gli utensili di lavoro. Il suo corpo è interamente ricoperto da una protezione morbida che gli consente di ammortizzare gli urti accidentali. Il sistema di visione è dotato di uno scanner laser 3D e di telecamere supplementari che forniscono una visione molto ampia dello spazio in cui camminare e agire. Questo robot è già in grado di operare in modo completamente autonomo (senza controllo remoto dell’uomo) e sa riconoscere la diretta tipologia degli oggetti da utilizzare (distinguendone forma, peso e consistenza),[8]  ma non dispone ancora di una vera e propria intelligenza artificiale basata sulle reti.

Questa accelerazione del robotizzazione nel settore militare negli USA, deve essere vista con le difficoltà che sta vivendo l’imperialismo, dove fa la voce grossa ma non fa più paura come un tempo. Un esempio lampante è la vicenda inerente la Repubblica Popolare Democratica di Corea che ha sfidato l’imperialismo USA sul terreno che crede di essere più forte: quello nucleare. La campagna propagandista di denigrazione della Borghesia Imperialista di presentare l’intero paese come una prigione a cielo aperto e il presidente Kim Jong-un come un demente crudele, nasconde queste difficoltà.

Un altro elemento delle difficoltà dell’imperialismo USA sta nel fatto che ha bisogno non solo della NATO, per affrontare le minacce al suo dominio, ma anche di una serie alleati occasionali e di nemici storici; un esempio lampante è la lotta contro l’ISIS dove ha avuto bisogno dell’intervento militare della Russia, dei Curdi e degli Iraniani senza i quali avrebbe dovuto scendere a terra cosa estremamente difficile e pericolosa da tutti i punti di vista come dimostrano i rovesci subiti in Iraq ed in Afghanistan.

Ora per fare una politica muscolare devi avere i muscoli, che sono di due tipi: economici e militari.

Da un punto di vista economico gli USA sono un paese sull’orlo della bancarotta, privo di una politica economica in quanto i problemi a tappeto sono insolubili, con un mercato del lavoro ingessato, un PIL pro-capite in ristagno, mentre quello globale ha una crescita asfittica ed inadeguata.

Per quanto riguarda l’aspetto militare, l’esercito USA è costoso, è nello stesso tempo strapontente e impotente. Si rileva: “Lo scorso anno l’esercito (…) ha avuto bisogno di 9000 reclutatori per arruolare 62mila soldati; poco più di una recluta ogni due mesi per ciascun reclutatore (…) nel contempo dei 62mila neofiti nell’esercito rientrava una piccola quantità di reclute “categoria mentale IV” ovvero la più bassa. L’intero processo è oltremodo dispendioso. Oggi il costo complessivo del personale costituisce più del 50% del bilancio annuale delle forze armate…”.[9]

In data recente il personale militare attivo è di circa 1,4 milioni,[10] cifra modesta per chi voglia dominare il mondo: gli USA possono distruggere chiunque con le armi atomiche, che però non sono servite in guerre (che nello stesso tempo erano lotte di liberazione nazionale) come quella del Vietnam dove furono impiegate 500.000 soldati (ed altrettanti alleati) che non bastarono e adesso con un esercito di élite di militari di professione (a volte con basso quoziente intellettivo) si possono fare interventi militari “leggeri”, poco più di 100 mila effettivi (Iraq e Afghanistan) con cui puoi occupare solo le zone chiave del territorio dove ti trovi più ad essere assediato  che occupante; per questi motivi l’imperialismo USA ha bisogno di alleanze quanto mai eterogenee per scendere terra, mettendo insieme – come si diceva prima – Curdi e Iraniani e facendosi aiutare anche dai nemici storici come i russi.

 

[1] Ovviamente questo tipo di ricerche non investono solo il settore militare, ma anche l’ambito medico, poiché consente ai disabili con problemi motori di tornare a muoversi e camminare in maniera del tutto autonoma.

 

[2] Hardiman I Arm Test, General Electrric Company, Schenectady, New York, 12305, 31 dicembre 1969, ONR code 455.

 

[3] Teniamo conto che circa il 50% dei fondi destinati dal pentagono all’acquisto di armamenti era andato ai 20 maggiori contrattisti, che avevano monopolizzato la produzione dei più importanti sistemi d’arma. Si è consolidato così il monopolio che i colossi dell’industria avevano negli ultimi decenni. La Lockheed aveva avuto così il contratto per la produzione del C.141, inoltre, la Lockheed per trent’anni aveva fornito alla Marina tutti i missili balistici dei sottomarini dai Polaris ai Poseidon, dai Trident 1 ai Trident II.

 

[4] Eric Marrapodi e Chris Lawrence, Future soldiers may be wearing ‘Iron Man’ suits, CNN, 12 novembre 2010.

 

[5]                                                                    C.s.

 

[6] Timi Weiner, New Model Army Soldier Rolls Closer in te Battle, New York Times, 16 febbraio 2005.

 

[7] Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale, Armando Curcio, Roma 1979.

 

[8] Il robot Walkman in partenza per la DRC di Los Angeles, Comunicato stampa dell’Università di Pisa, 13 maggio 2015.

 

[9] Vedere L. Wilkerson, Non possiamo affidarci sempre ai mercenari, in Limes n. 11, 2016, p. 69, dove il discorso in sostanza sta nel fatto che ai mercenari si possono affidare funzioni accessorie ma non realizzazione della politica USA che non può che essere affidata ad uno strumento che risponda alle direttive del governo e non alla logica del profitto di una grande impresa. Però le multinazionali della guerra possono pagare stipendi più alti di quelli di uno Stato indebitato e possono sottrargli la migliore forza lavoro disponibile, anche per questo motivo le difficoltà di reclutamento da parte del governo USA che deve, a volte accettare gli scarti.

 

[10] Vedi editoriale, La Cina si avvicina l’America si allontana, in Limes n. 1, 2017, p. 21.

LE ARMI ETNICHE

•dicembre 21, 2017 • Lascia un commento

 

 

Nel 1996 la dottoressa Vivienne Nathanson lanciò un grido di allarme, [1] affermò che era possibile produrre armi biologiche che abbiano come bersaglio un gruppo umano geneticamente specificato. E suggerì che tali armi potevano essere usate non per uccidere, ma per indurre sterilità e deformazioni neonatali nel gruppo bersagliato: un metodo di genocidio che, disse, sarebbe difficile denunciare, perché avrebbe potuto sembrare un “atto di Dio”. Nel 1999 l’associazione dei medici inglesi è tornata ad avvertire, con più urgenza del rischio: “negli ultimi decenni i rapidi progressi della biologia molecolare hanno reso trasferibile da una specie all’altra e fra differenti organismi il materiale ereditario (DNA). Il Progetto Geoma Umano e il Progetto diversità Genetica Umana cominciano a consentire l’identificazione del codice genetico umano, e le loro variazioni, in gruppi etnici diversi. Si esprime la preoccupazione crescente sull’uso potenziale della conoscenza genetica per lo sviluppo di una nuova generazione di armi biologiche e tossine. La ricerca legittima sugli agenti microbici, sia sul loro utilizzo in agricoltura o per migliorare la risposta terapeutica alle malattie causate da quegli agenti, è difficile da distinguere da ricerche che abbiano il maligno scopo di produrre armi più efficaci[2]. Negli anni ‘80, il governo del Sudafricano (quello dell’apartheid) finanziò un programma segreto di guerra biologica, chiamato Project Coast, dove cercò di mettere a punto un’arma genetica mirata alla popolazione nera. Una “bomba negra”, per uccidere o debilitare solo gli africani. Pare che studi accurati fossero fatti, in quella sede, sulla pigmentazione epidermica come bersaglio possibile.

Con l’incoraggiamento degli U.S.A, in quel periodo si avviò una collaborazione nell’industria degli armamenti tra Sudafrica e Israele. Nel 1977, un’esplosione nucleare nell’alta atmosfera sopra il deserto della Namibia rilevò che il primo test atomico israeliano aveva avuto successo. Sui progetti biologici condotti in comune ovviamente, si sa molto meno. Bisogna ricordare che Israele non firmò la convenzione contro le armi biologiche del 1972, sottoscritta da 140 paesi. Un portavoce israeliano, interrogato da giornalisti esteri sulla bomba etnica, rispose: “abbiamo un intero cesto di sorprese strategiche che non esiteremo ad usare se lo Stato d’Israele sarà gravemente minacciato” [3]

Il 15 novembre 1998 sul Sunday Times, l’inserto domenicale del Times di Londra apparve la notizia che gli israeliani stanno cercando di identificare geni esclusivamente specifici degli arabi con lo scopo di “creare per manipolazione genetica dei microrganismi che aggrediscono solo gli individui portatori di quegli specifici geni”.[4]

Queste ricerche israeliane hanno incontrato delle difficoltà, poiché il patrimonio genetico degli arabi è di fatto sovrapponibile a quello degli ebrei sefarditi.[5] Questo perché l’essere umano appartiene a una sola “razza”, e il patrimonio genetico di un palestinese, di un ebreo (sia sefardita che ashkenazita) o di uno svedese sono in realtà identiche al 99,9%.

Nel 2005, un gruppo di biologi, della Penn State University, scoprì nuovi metodi per abbronzare o schiarire. Hanno isolato dai pesci zebra[6]  il gene SLC24A5. I pesci zebra hanno un patrimonio genetico alquanto simile a quello umano. Questi animali hanno nell’epidermide cellule simile a quelle umane, i melanosomi: il tipo di questo pesce detto golden (dorata) presenta melanosomi più piccoli e meno colorati della specie.[7]

Si è scoperto che la causa sta in una mutazione del genere, che impedisce la produzione di una proteina essenziale.

Alla fine degli anni ‘90 un esperimento fatto dal Dottor Gong Zhiyyuan, insieme ai colleghi dell’Università di Singapore, iniettò sul menoma del pesce zebra, un gene prelevato da una medusa che sintetizza naturalmente una proteina a fluorescenza verde. Ed ecco avverarsi il miracolo. Sotto la traslucida, gli organi del pesce zebra hanno cominciato a brillare di mille colori (diventa così un pesce mutante).

I ricercatori della Penn State University hanno cercato nella mappa del genoma umano l’esistenza di una situazione simile. E l’anno trovata. La maggior parte dell’umanità (nera e gialla) ha la stessa del gene SLC24A5; solo le persone discendenti da europei (uomini bianchi) sono portatori di un gene modificato. In base a nuove ricerche sui mezzosangue mulatti, con genitori misti; si è evidenziato che alcuni hanno il gene mutato.[8] I ricercatori del Pen State University hanno iniettato nell’embrione del pesce zebra delle cellule di melanona[9] di tumori umani che arriva a coinvolgere le cellule dei pigmenti epidermici, i melanosomi. Le cellule del melanoma non solo si dividono, ma formano tumori, come se qualcosa nell’ambiente biologico dell’embrione lo impedisce.

C’è una domanda inquietante da porsi. Perché iniettare il melanoma umano sul pesce zebra, con una genetica della pigmentazione così simile a quella umana? Per combattere il cancro come dicono i ricercatori o per provocarlo? Magari ad africani, latinoamericani, asiatici e arabi?

La SARS proviene da un ceppo sconosciuto di coronavirus[10] frutto di un’abile clonazione tra l’agente patogeno del morbillo e quello della parotite epidemica. Un “mostro” d’ingegneria genetica, in grado di selezionare il tipo di DNA da colpire.

Sergei Koleshnikov, un membro dell’Accademia russa delle scienze mediche, durante una conferenza disse: “Un virus composto come quello responsabile della SARS non può formarsi spontaneamente in natura. Può essere creato solo in laboratorio” e ancora “quando si creano armi batteriologiche in genere allo stesso tempo si lavora al vaccino[11]

Guarda caso, nell’aprile del 2003 il Corriere della Sera riportando le notizie diffuse dal Times di Londra[12] fa sapere che “i primi esperimenti effettuati dall’Istituto nazionale della società americana AVI BioPharma dell’Oregon avrebbero confermato la capacità del preparato nell’uccidere il virus responsabile della polmonite atipica, tanto da spingere a realizzarsi entro le prossime due settimane”.[13] Jean

Shinoda Boled medico e ricercatore, ricorda che quando esplose l’allarme SARS, che l’Institute of Science in Society di Londea si chiese se “l’ingegneria genetica non abbia prodotto per inavvertenza il virus SARS”.

I teorici della Revolution in Military Affaire[14] contemplano la Guerra Genomica (in realtà i nord-americani usano il termine tedesco Genome Kampf…) è una “Guerra condotta nel campo della genetica. Si tratta di individuare, nella mappa dei geni (DNA) di un popolo/etnia, i punti deboli da attaccare mediante virus e batteri, frutto di biotecnologie”.

E come abbiamo visto le ricerche sulla “bomba etnica” sono sviluppate da tempo. Ma non solo: contemplano la possibilità di una “forma di schiavitù farmacologia”, in cui “la popolazione presa di mira non sa di essere messa in schiavitù”

 

LA MINACCIA DELLE ARMI ETNICHE

 

La filiale di biologia molecolare del Cinquantanovesimo stormo dell’US Air Force ha rivela di aver raccolto specificamente campioni di DNA e tessuti sinoviali (connettivi) russi, suscitando timori in Russia su un possibile programma specifico di armi biologiche etniche da parte degli USA.

TeleSUR[15] informa che “La Russia si preoccupa dei tentavi delle forze armate statunitensi di raccogliere campioni di DNA dai cittadini russi, rilevando il potenziale uso di tali campioni biologici per creare nuove armi per la guerra genetica. L’aeronautica statunitense ha cercato di placcare le preoccupazioni del Cremlino, osservando che i campioni sarebbero stati usati solo per cosiddetti scopi di “ricerca” piuttosto che di bioterrorismo. Riferendosi ai rapporti russi, il portavoce del Comando dell’US Air Education and Training Captain Beau Downey ha detto che il suo centro ha scelto casualmente il popolo russo come fonte di materiale genetico nella ricerca del sistema muscolo-scheletrico”.[16]  Il rapporto affermerebbe inoltre che: “Tuttavia, l’uso di campioni di tessuti russi nello studio dell’USAF ha alimentato il vecchio sospetto che il Pentagono continui a sviluppare una presunta “arma biologica” rivolta specificamente ai Russi[17]. Sembrerebbe che Putin abbia affermato: “Sapete che materiale biologico viene raccolto in tutto il Paese, da diversi gruppi etnici e persone che vivono nelle diverse regioni geografiche della Federazione Russa? La domanda è: perché? È intenzionale e professionale”.[18]

Secondo Zero Hedge[19] il portavoce del Cremlino Dmitry Pesco confermava che i servizi speciali russi hanno informazioni che suggeriscono che le ONG raccolgono materiale genetico, tanto che questo genere di informazioni avrebbe indotto Putin a speculare su chi ci sia dietro: “Alcuni emissari svolgono tali attività, rappresentanti di organizzazioni non governative (ONG) e altri organismi. Tali casi sono stati registrati e i servizi di sicurezza e il presidente naturalmente hanno tali informazioni”.[20]

Secondo Igor Nikulin ex membro della Commissione sulle armi biologiche questo non è stato il primo tentativo di raccogliere campioni genetici dei russi da parte di agenzie esterne, già negli anni ’90con diversi pretesiti campioni europei soprattutto quelli russi erano ricercati.

Dagli USA emerge della documentazione che mette in evidenza che si è discusso delle armi biologiche etniche: “Nel rapporto del conservatore Per un nuovo secolo americano (PNAC) del 2000 intitolato “Ricostruire le difese dell’America”[21] si afferma: ‘La proliferazione di missili balistici e da crociera e di velivoli senza pilota a lungo raggio (UAV) renderà molto più facile proiettare potenza militare in tutto il mondo. Le munizioni stesse saranno sempre più precise, mentre nuovi metodi di attacco elettronico, “non letale”, biologico, saranno ancor più disponibili”.[22] Nel 2010 l’aeronautica USA in un documento intitolato Biotecnologie: patogeni geneticamente modificati[23] si elenca diversi modi in cui tali armi potrebbero essere utilizzate.

Il documento dell’US Air Force sottolinea anche: “Gli attacchi da guerra biologica possono assomigliare ad epidemie naturali e sarebbe molto difficile risalire alla fonte, sottovalutando così le azioni del perpetratore[24]. E in effetti, le nazioni senza la capacità di sequenziare, rilevare e reagire in modo indipendente armi biologiche genetiche etniche specifiche potrebbero essere già state prese di mira, o potrebbero essere prese di mira in qualsiasi momento senza alcun modo di saperlo, per non parlare di reagire. D’altra parte, le nazioni con non solo un’industria biotech ben sviluppata, ma anche con laboratori militari focalizzati sia sul rilevamento che sul lancio di una guerra biologica con tali armi, combatterebbe una guerra contro un nemico bendato. Per rimuovere la benda, i governi e le istituzioni militari di tutto il mondo, così come le comunità e le istituzioni locali, dovrebbero sviluppare ed avere accesso a un mezzo rapido ed efficiente per sequenziare il DNA, individuare anomalie e sviluppare possibili terapie geniche correttive o “patch” di DNA armati dannosi introdotti nella popolazione. La sorveglianza della guerra biologica dovrebbe essere effettuata non solo sulla popolazione di una nazione, ma anche su cibo e acqua, patrimonio zootecnico, fauna selvatica ed insetti. Le colture geneticamente modificate sono state progettate per colpire e spegnere i geni degli insetti e potrebbero essere altrettanto facilmente utilizzate per colpire i geni umani. L’articolo di Science Daily. Le colture che uccidono i parassiti spegnendone i geni afferma: “Le piante sono tra i molti eucarioti che possono “spegnere” uno o più dei loro geni usando un processo chiamato interferenza RNA per bloccare la traduzione delle proteine. I ricercatori ora armano questo processo con colture ingegneristiche per produrre specifici frammenti di RNA che, dopo l’ingestione da parte degli insetti, provocano interferenze RNA arrestando un gene bersaglio essenziale per la vita o la riproduzione, uccidendo o sterilizzando gli insetti[25]. Gli studi sono ancora in corso per determinare quali danni gli organismi geneticamente modificati (OGM), allo stato attuale, fanno alla salute umana. Individuare e reagire a OGM sottili e armati sarà ancora più difficile. L’uso di zanzare geneticamente modificate per inoculare “vaccini” è un altro possibile vettore per le armi biotecnologie. La natura sempre più “globale” di molti programmi di vaccinazione è anche un pericolo incombente, soprattutto perché sono diretti principalmente da potenze occidentali, che protessero, cooperarono, aiutarono e persino favorirono il regime dell’apartheid sudafricano, anche su vari programmi di armamenti. Il biotech non è solo questione di economia, ma anche questione di sicurezza nazionale. Consentire a società straniere che rappresentano interessi stranieri compromessi o nebulosi di produrre vaccini per uso umano o veterinario o di alterare i genomi delle colture agricole di una nazione, per qualsiasi beneficio percepito, non può evitare possibili ed attuali minacce. In un mondo in cui la guerra si estende allo spazio cibernetico e genetico, le nazioni che non dispongono di sistemi sanitari indipendenti in grado di produrre propri vaccini o di gestire la propria biodiversità, si ritrovano indifese come nazione senza eserciti, flotte o aeronautiche. Per quanto impressionanti siano le capacità militari convenzionali di una nazione, la mancanza di una pianificazione e di difese adeguate a questa nuova e crescente minaccia biotech attenua i possibili vantaggi e massimizza tale fatale debolezza. Se la genetica è una forma d’informazione vivente, i concetti IT familiari agli esperti di sicurezza possono rivelarsi utili per spiegare come salvaguardarsi dal “codice” malevolo introdotto nei nostri sistemi viventi. La capacità di “scansionare” il nostro DNA ed individuare il codice dannoso, rimuoverlo o curarlo e di sviluppare salvaguardie contro di esso, includendo il “backup” dei singoli genomi biologicamente e digitalmente, non impedirà alle armi biologiche di creare danni, ma li mitigherà, riducendo un possibile sterminio di un’intera etnia o razza a un focolaio contenibile e relativamente minore. A differenza delle armi nucleari, ricerca e sviluppo di questi strumenti biotecnologici sono accessibili praticamente a qualsiasi governo nazionale e persino a molte istituzioni private. Integrare la biotecnologia nella pianificazione e realizzazione della sicurezza nazionale di una nazione non è più facoltativa o speculativa. Se gli strumenti per manipolare e indirizzare i geni per sempre esistono già, esistono anche gli strumenti per abusarne.

 

[1] Genetic Weapons Threat, nel Genetic Forum del World Medical Association, in The Splice of Life 4 febbraio n1997.

 

[2] Marco Sacchi, IL PROMETEO INCATENATO, Edizioni Lavoro Liberato, aprile 2007, pagine 29-30.

 

 

[3] Roy R. Blake, Genetic Bullets, Etnicaly Specific Bioweapons, su FreePress, 4 gennaio 2002.

 

[4] E questo non sarebbe nazismo?

 

[5] Gli ebrei sefarditi sono originari della Spagna (Sepharad) e qui hanno elaborato la lingua ladina (uno spagnolo popolare), allacciando stretti rapporti, prima rapporti, prima dell’espulsione del 1492, col mondo mussulmano. Questi ebrei sono definiti Sefarditi per distinguerli dagli Ashkenaziti, ovvero gli ebrei che abitarono in Germania e nell’Europa orientale (Ashkenaz significa Germanica), che svilupparono la lingua l’yiddish (che era una dialetto tedesco medievale).

 

[6] Key controls skin’colours BBC, 12.12.2005

 

[7] Normalmente il pesce zebra è di colore piuttosto scuro, nella variante Golden le tinte diventano molto più pallide.

 

[8] Risulta che questo gene, nella popolazione mista, controlla il 38% della variazione di colore della pelle.

 

[9] Il melanoma è un tumore originato dai melanociti, cellule pigmentate che si trovano nella pelle e negli occhi, una malattia genetica che si sviluppa quando dei melanociti si accumulano alterazioni genetiche a carico di geni coinvolti nella regolazione della crescita cellulare, nella produzione di fattori autocrini (quelle molecole prodotte dalla cellula che stimolano la crescita e la proliferazione della stessa cellula).

 

[10] I coronavirus sono virus di forma sferica, con un diametro che varia dagli 80 ai 160 mm, a simmetria elicoidale e dotati di envelope.

 

[11] Marco Sacchi, non ci fanno paura, Edizioni Lavoro Liberato, pag. 91.

 

[12] Farmaco contro la SARS entro pochi mesi, Corriere della Sera 25 aprile 2003.

 

[13] Marco Sacchi, non ci fanno paura, Edizioni Lavoro Liberato, pag. 91.

 

[14] Rivoluzione negli affari militari. È il termine che definisce il complesso che staranno alla base delle strategie militari USA. La RMA parte non tanto dalle tecnologie da usare, quanto dalla mutata situazione politica situazione politica che induce gli strateghi a fornire un preciso indirizzo alla ricerca tecno-scientifica seguendo il seguente schema: mutate condizioni politiche, geopolitiche e strategiche-à Rivoluzione negli affari militari -> Sviluppo muove tecnologiie necessarie a supportare la RMA.

 

[15] TeleSUR (Televisión del Sur, in italiano televisione del sud) è una catena televisiva latinoamericana con capitale pubblico con sede a Caracas in Venezuela.  Le trasmissioni sono via satellite, in lingua castigliana. Iniziò la sua attività il 24 luglio 2005, con il motto Nuestro Norte es el Sur (gioco di parole in spagnolo che equivale a Il nostro punto di riferimento è il sud).

 

[16] https://www.telesurtv.net/english/news/Ethnic-Bomb-Feared-as-US-Air-Force-Confirms-Collection-of-Russian-DNA-20171102-0028.html

 

[17]                                                                                C.s.

 

[18] https://aurorasito.wordpress.com/2017/12/02/la-minaccia-delle-armi-biologiche-etniche/

 

[19] Zero Hedge è un blog anonimo statunitense che tratta argomenti inerenti la finanza e la geopolitica, che è stato fondato nel 2009. Il sito il cui dominio è registrato in Bulgaria aggrega notizie e presenta opinioni editoriali provenienti da diverse fonti, finanziandosi con gli introiti pubblicitari che gli derivano dal traffico web prodotto dai visitatori.

 

[20] https://aurorasito.wordpress.com/2017/11/03/i-sospetti-di-vladimir-putin-confermati-dallusaf-gli-statunitensi-raccolgono-dna-dei-russi/

 

[21] http://www.newamericancentury.org/cgi-sys/suspendedpage.cgi

 

[22] https://aurorasito.wordpress.com/2017/12/02/la-minaccia-delle-armi-biologiche-etniche/

 

[23] http://www.dtic.mil/dtic/tr/fulltext/u2/a556597.pdf

 

[24] https://aurorasito.wordpress.com/2017/12/02/la-minaccia-delle-armi-biologiche-etniche/

 

[25] https://www.sciencedaily.com/releases/2017/07/170727104547.htm