LA PROGETTAZIONE DEGLI UFO NAZISTI

•novembre 14, 2019 • Lascia un commento

   Gli USA diffusero spesso nei decenni passati immagini di modelli sperimentali di oggetti volanti discoidali,[1] di aspetto rudimentale, accompagnati da video che mostravano l’esito tanto disastroso quanto buffo di ogni tentativo di decollo. In questo modo cercavano di convincere l’opinione pubblica che l’industria terrestre non fosse in grado di creare velivoli discoidali in grado di solcare i cieli.

  Molto probabilmente questo serviva da copertura alle ricerche che gli scienziati, americani, europei e russi stavano portando avanti.

   Durante la seconda guerra mondiale comparvero i misteriosi foo fighters (novembre 1944), che emettevano una intensa luce che disturbava gli aerei alleati proprio quando sorvolavano la Germania. Gli alleati pensarono trattarsi di armi segrete tedesche. A quanto sembra la stessa Lutwaffe, non aveva idea di che cosa fossero. Ci sono diverse tesi, quella più gettonata come ben si sa è l’ipotesi aliena, ma c’è chi sostiene che siano gli Illuminati come gruppo di potere segreto che finanziavano diversi progetti inerenti a veicoli discoidali.[2]   

    Si sostiene che furono create diverse basi, una delle più ciclopiche sembrerebbe che si trovasse in Polonia e che fosse costituita da una rete di tunnel estesa in gran parte del Sudovest polacco. Più precisamente nell’area compresa fra Wroclaw e il confine cecoslovacco.    

  . Secondo la versione ufficiale, fu costruita nel 1943 sfruttando i prigionieri di un vicino campo di concentramento.  Purtroppo le migliaia di persone che presero parte alla costruzione di questa base furono uccise, esattamente come avveniva nell’antico Egitto (il riferimento all’antico Egitto è diffuso a molte società esoteriche) quando si trattava di luoghi particolarmente sacri per il faraone. Ulteriori prigionieri furono effettivamente usati per ampliarne alcune parti, adattando così le base alle esigenze sopravvenute del comando nazista.

    E anche loro, al loro termine dei lavori, furono trucidati per assicurarsi il loro silenzio.

   In questo luogo furono trovate una grande quantità di armi di attacco e difesa, munizioni, abbandonati all’erosione del tempo.[3]

   Sarà una coincidenza, ma uno dei più importanti documenti scoperti sul nazismo chiamato Progetto speciale SS III che consisteva nel realizzare una metropoli sotterranea composta da laboratori scientifici, il cui fine ultimo era la realizzazione di una non specificata superarma definita: la “senza nome”, soprannome che prese in quanto non presentava alcun tipo di codice identificativo. La realizzazione della enorme struttura finanziata dall’occulto gruppo di potere che aveva finanziato il nazismo costò la vita ad almeno 50.000 persone[4] fra prigioni, scienziati e soldati (includendo esecuzioni e incidenti di vario genere, fra cui la morte per radiazioni. Se all’epoca gli esseri umani erano già capaci di realizzare strutture già capaci di realizzare strutture tanto gigantesche e sofisticate, possiamo immaginare quanto possano essersi evoluti i complessi sotterranei moderni. È intuibile che la tecnologia militare è talmente evoluta che potrebbe essere confusa come “aliena”.  Ulteriore conferma che la base nazista avesse la finalità di perfezionare il decollo di velivoli discoidali alimentati da innovativi motori.

   Intorno al 1920, uno scienziato austriaco di nome Victor Shauberger attiro l’attenzione per i suoi sudi inerenti la realizzazione di propulsori di nuove generazione. Nel 1934 fu convocato da Hitler insieme ad altri scienziati affinché realizzare nuovi velivoli che donassero al nazismo la supremazia aerea. Alla fine della seconda guerra mondiale, Viktor si trasferì negli USA. Fra gli scienziati tedeschi che collaborarono con gli USA si distinse Wernher von Braun che divenne il personaggio fondamentale della NASA, progettando propulsori per l’esplorazione spaziale. Il governo USA si è avvalso di menti naziste, tanto geniali quanto pericolosamente (pensiamo ai genetisti che effettuarono esperimenti sui bambini)[5] trasferiti segretamente in Nordamerica e in America Latina per continuare indisturbati nel loro lavoro.

   Da qui su questo tema si sono sviluppate tante di quelle “teorie” dove realtà e fantasia si confondono. Viene il sospetto che certe di queste “teorie” siano messe in circolazione per depistare. Dalla “teoria” che vorrebbe la seconda guerra mondiale sia stata pianificata dagli Illuminati statunitensi ed europei, per creare blocchi contrapposti e favorire la creazione dell’ONU visto come un governo mondiale alla creazione di un esercito di cloni che avrebbero l’aspetto di umanoidi.[6] In mezzo a questa marea di teorie, dal mio modesto punto di vista, quella che corrisponda a realtà sia stata la continuazione degli esperimenti nazisti sul condizionamento mentale. Esperimenti che sarebbero in seguito confluito nel progetto MK-ULTRA.


[1] https://www.focus.it/tecnologia/innovazione/il-disco-volante-degli-americani

[2] Adam Kadmon, adam kadmon illuminati Il volta occulto del Nuovo Ordine Mondiale, PRIULI & VERLUCCA, p. 241.

[3]                                                                                C.s.  p. 245

[4]                                                                                C.s. p. 247

[5] https://www.stateofmind.it/2019/01/candido-godoi-gemelli/

[6] Adam Kadmon, adam kadmon illuminati Il volta occulto del Nuovo Ordine Mondiale, PRIULI & VERLUCCA, p. 249.

CINA – GENI UMANI NELLE SCIMMIE

•novembre 4, 2019 • Lascia un commento

      Gli scienziati nel sud della Cina riferiscono di aver cercato di aver cercato di restringere il divario evolutivo, creando diverse scimmie macachi transgeniche inserendo un gene umano ritenuto importante nelle formazione dell’intelligenza umana.[1]

   Bing Su, il capo genetista dell’Istituto di Zoologia di Kunming ha afferma che “Questo e il primo tentativo di comprendere l’evoluzione dell’intelligenza umana usando un modello di scimmia transgenica.[2]

   Secondo le scoperte, le scimmie transgeniche modificate hanno eseguito con migliori risultati un test di memoria che coinvolge colori e immagini e il loro cervello ha anche impiegato più tempo per svilupparsi, come fanno i bambini umani.

   Secondo il rapporto, le scimmie transgeniche non hanno sviluppato cervelli più grandi, ma hanno ottenuto risultati migliori nei quiz di memoria.

   Tuttavia gli esperimenti i cui esiti sono stati riportati nella rivista di Pechino National Science Review sono ancora lontani dall’individuare (almeno ufficialmente) i segreti della mente umana.

   In Occidente le critiche non mancano James Sikela, genetista studi sui primati all’Università del Colorado ha affermato: “L’uso delle scimmie transgeniche per studiare i geni umani legati all’evoluzione cerebrale è una strada molto rischiosa da percorrere ed è inquietante che queste ricerche stiano procedendo a questo ritmo”.[3]

   Negli ultimi tempi si sono sviluppate teorie creazioniste che sostengono che la nascita dell’essere umano sia un frutto di interventi esterni, alieni.

   In ogni caso una cosa è certa, che il più grande enigma di tutti i tempi è sicuramente l’intelligenza umana. Quello che sappiamo è che ad un certo punto il cervello dei nostri antenati umani si è sviluppato rapidamente in dimensioni e potenza.

   Per trovare i genio che hanno il cambiamento, gli scienziati hanno cercato le differenze tra gli umani e gli scimpanzé, i cui geni sono circa il 98% sono simili ai nostri.

   L’obiettivo è di individuare quelli che si potrebbero definire “i gioielli del nostro genoma” cioè il DNA che ci rende umani.

    Secondo Biglino, nelle traduzioni della Bibbia che i credenti hanno a casa si dice che noi siamo stati fatti ad “immagine e somiglianza” degli Elohim. Ovvero siamo stati fatto a somiglianza degli Elohim, ma non ad immagine, con lo tselem degli Elohim.[4]

   In sostanza secondo Biglino gli Elohim avrebbero compiuto degli interventi di ingegneria genetica utilizzando due DNA (il loro e quello degli ominidi); hanno dato vita a questa specie che la Bibbia conosce come Adam, creando prima il maschio e dopo un basso di tempo la femmina.

   Non solo la Bibbia ma anche la letteratura ha tratto ispirazione per romanzi.

   Pensiamo al romanzo scritto da H.G. Wells L’isola del dottor Moreau.

   In questo romanzo uno dei protagonisti, Edward Prendick, scampato e tratto in salvo da un vascello che trasporta animali esotici fino all’isola dove opera il dottor Moreau. Costui era una sadico che viveva e operava da anni sull’isola, dove stava lavorando febbrilmente a un tipo di ricerca tentata prima; l’umanizzazione di creature animali per mezzo di vivisezione, asportazione di tessuti trapianti di arti, unite insieme da un intervento di tipo ipnotico per stimolare la mente degli animali. Gli esperimenti sono però destinati a scontrarsi contro la ribellione degli uomini-bestia che hanno maturato la propria coscienza.

  Sarà un caso, ma bisogna sapere che nel 1896 H.G. Wells aveva studiato zoologia e biologia sotto la guida di Thomas Henry Huxley, che era un accanito sostenitore delle teorie di Darwin (denominato “il mastino di Darwin”), nonno dell’altrettanto celebre scrittore e saggista Aldous e di Julian Huxley, cofondatore e primo direttore dell’Unesco.

   Ed è proprio quest’ultimo che avrebbe collaborato con Wells in numerosi saggi (tra cui The Science of Life che propone il tema dell’evoluzione come fondamento dell’etica di un futuro Stato mondiale) che si deve la nascita del termine Transumanesimo.

   La definizione venne poi in seguito ripresa per generare per generare un vero e proprio movimento culturale che intende traghettare l’umanità verso orizzonti ibridi che prevedono l’implementazione delle biotecnologie e della cibernetica. Lo scopo e abolire la natura e superare i confini da essa imposti per raggiungere traguardi inaspettati per migliorare la condizione umana.

   Tutto ciò fa emergere l’eterno quesito che pongono le ricerche sul cosiddetto anello mancante tra l’animale e l’essere umano. Non si spiegherebbe le ricerche genetiche che sembrano tratte da un romanzo dell’orrore.

   Dopo la clonazione di due femmine macaco con la cosa lunga, avvenuta a Shanghai[5], è avvenuta la creazione in laboratorio negli USA di un ibrido uomo-pecora, in cui una cellula su 10.000 è umana, dallo stesso gruppo di ricerca è stato realizzato un embrione uomo-maiale, dove le cellule umane erano una si 100.000.[6]

   Questi esempi rievocano inevitabilmente le chimere della mitologia classica-ù-

   Creare “paraumani”, contaminando quello che viene definito “principio inviolabile dell’unicità biologica” dell’uomo, infatti, è un tema controverso, che pone enormi questioni etiche, in particolare se l’esperimento può teoricamente portare alla nascita di animali con qualità umane e, almeno potenzialmente, dotati di un’intelligenza “superiore”. Questo tema è inevitabile che porta a dividere la comunità scientifica i sostenitori di questi esperimenti con i tradizionalisti orripilati da questo genere di “progresso”.[7]

  Dal mio modesto punto di vista qui non si tratta di essere luddisti o meno, mi pongo la domanda ma questi esperimenti a cosa servono? Progresso tecnologico + uguale a progresso? E cosa bisogna intendere per progresso?

   Teniamo conto che l’eredità degli Huxley e di personaggi simili è tuttora viva ed è sopravvissuta agli orrori del nazismo con le ricerche sull’eugenetica, consegnandoci un pensiero debole e un uomo   sopraffatto dalle sfide che la vita gli impone. L’essere umano contemporaneo è contempo vittima e carnefice di sé. Architetto di un nuovo modello di uomo spersonalizzato e confuso, sessualmente ambiguo, moralmente incentro, affascinato di fondersi con le macchine o con le altre specie per dare vita e un ibrido androgino indistruttibile e illusoriamente immortale oppure correre a dietro a chimere come cloni da sfruttare come banca dati.

   Oggi il cosiddetto “progresso” frutto di una scienza asservita alle classi dominanti, richiede di all’uomo di abdicare alla propria umanità, realizzando tutto ciò che la tecnica può concretizzare. La cosiddetta “modernità” finisce per confondere le scienze con l’industria e a cercare indurre l’essere umano a mirare non più al sapere quanto semmai all’applicazione pratica che esso può produrre. Dal mio modesto punto di vista il punto finale è la mercificazione dell’individuo.

   Così nel campo della medicina, si apre la strada alla ricerca sulla vita artificiale, sulla clonazione o sulla creazione di chimere come la creazione dell’uomo OGM, di un individuo geneticamente modificato che possa soddisfare le esigenze e i desideri dei genitori/donatori e rispettare quanto la società di attende dai futuri nascituri: obbedienza, sottomissione e omologazione.

   Si rispetterebbero così i canoni immaginati da Aldous Huxley nel suo libro Il mondo nuovo, per abbattere la famiglia e permettere ai cittadini di godere all’infinito di “pane e circense, miracoli e misteri”. Lo scienziato moderno, supera, come il dottor Moreau ogni confine etico e umano nel folle desiderio di piegare e annullare la natura, per farsi appunto trans-umano, un uomo cyborg che, come conseguenza di questo folle pensiero, dovrebbe essere rimpiazzato dalle stesse macchine. O da creazioni ibride da fabbricare in laboratorio.

   Non c’è da meravigliarsi che si sono sviluppate ricerche sulla vita eterna.

   La ricerca sulla vita eterna è sempre sta l’ossessione che l’uomo di ogni epoca e cultura: se per alcuni veniva concepita come una “dannazione” (si pensi alla maledizione che colpisce l’Ebreo errante), per altri era da intendere come un premio da conseguire dopo un lungo lavoro di ricerca magica, spirituale e iniziatica.

   La cosiddetta “modernità” abbraccia sogni millenari degli alchimisti, svuotandoli e facendone la cornice dei progressi della tecnica. La pulsione dell’uomo contemporaneo è quello di migliorare tecnologicamente le proprie potenzialità, per giungere infine a sostituire alla compiuta evoluzione naturale, per proseguire il proprio corso secondo autonome finalità. Le nuove tecnologie hanno acquisito un tale potere di suggestione e di condizionamento che sono destinate a modificare i rapporti sociali, politici e culturali del futuro verso la costituzione di una società piramidale e oligarchia.

    Oggi, le neuroscienze sognano di downloadare[8] la memoria per dar vita a un essere immortale che possa godere dei propri ricordi e di corpi sempre nuovi, man tendendo l’illusione di una vita eterna. Un’immortalità tutta terrena che presuppone che l’anima non esista o sia ininfluente e che riduce l’essere umano alle proprie sinapsi.[9]

   L’azienda Biotech Bioquark ha ricevuto l’approvazione dal governo statunitense di avviare un progetto per “riportare in vita” i clinicamente morti, [10] inclusa la possibilità di reclutare (con permessi speciali ottenuti dalle famiglie) 20 pazienti clinicamente morti.

   In caso di risultato positivo, il cervello dell’individuo “rinato ripartirà da zero, assumendo un’identità completamente nuova. In altre parole sarà classificato come individuo X (da tipico film o telefilm di fantascienza) e la sua nuova vita avrà inizio da quel preciso momento. Non si può esplodere che il cervello sia utilizzato per trapiantare in esso la memoria di qualche altro soggetto, se e quando ovviamente il trasferimento sarà possibile.

   In attesa che queste tecniche diventino una realtà (da film horror da serie A) diverse persone hanno già fatto ricorso alla pratica crionica[11] (il guru dell’LSD Timothy Leary era un sostenitore della crionica) per poter conservare il proprio corpo da defunti in ibernazione, in modo da poter preservare le strutture del cervello che conservano l’informazione sulla personalità e sull’io del defunto. In questo modo si spera che in un futuro più o meno lontano sia possibile “svegliare” i pazienti congelati, regalando a loro quello che si potrebbe chiamare immortalità cibernetica, ridestandoli dal “sonno” della morte, oppure riportando in vita i corpi per poi trasferirvi la memoria downloadata adeguatamente tramite il trasferimento di mente.

   Addirittura si viene a sapere che la start up americana Nectome ha avviato un progetto di crioconservazione alla mente,[12] in attesa che gli scienziati sviluppino un sistema per digitalizzare i pensieri e ricrearli su computer. Ma affinché la metamorfosi riesca il processo deve iniziare quando il cervello è ancora vivo, o al massimo pochi minuti dopo la morte.

   Il “Trasferimento della mente” o emulazione del cervello è il progetto che prevede l’ipotetico processo del trasferimento o della copia di una mente cosciente da un cervello a substrato non biologico (come nel film del 2014 di Wally Pfister, Trascendence con Johnny Depp).

   Il processo prevede la scansione e la mappatura dettagliata del cervello biologico e la copia del suo stato in un sistema informatico o altro dispositivo di calcolo. Il computer eseguirebbe una simulazione del modello del modello così fedele all’originale che la mente simulata si comporterebbe, in sostanza allo stesso modo del cervello originale, o per tutti gli scopi pratici, in maniera indistinguibile. Le informazioni all’interno di un cervello potrebbero essere in parte o interamente copiate o trasferite a una o più altri substrati (come una memorizzazione di tipo digitale o un altro cervello), riducendo o eliminando il rischio di mortalità. Dall’altra si avrebbe la possibilità di ottenere diverse copie speculari di una sola mente umana e quindi la creazione di cloni memoria.

   Questo tipo di ricerche cerca di spiegare e simulare il funzionamento del cervello e il rapporto con percezione, mente e la personalità, tralasciando però qualunque visione metafisica sulla coscienza e soprattutto l’anima. La connettomica e il mind uploading si basano su una visione meccanicistica della mente che nega la visione vitalista della vita umana e della coscienza.

   Già nel 1959 uno dei padri fondatori della cibernetica, Norbert Wiener, predisse che un giorno si sarebbe potuta trasferire una mente attraverso i fili da un telegrafo, mentre in seguito lo scienziato e futurologo Ian Pearson si diceva convinto che entro il 2050 l’intero contenuto del nostro cervello potrà essere completamente “scaricato” su un superelaboratore.

   Anche il magnate dei Media russo Dmitry Itskov è convinto che entro il 2045 saremo capaci di trasferire la nostra mente all’interno di un avatar, un ologramma dovrebbe permetterci di fare a meno del corpo e vivere per sempre, in realtà a “sopravvivere” sarà la registrazione/copia/trasferimento delle informazioni del cervello.

   Nei millenni siamo così passati dalla ricerca della vita eterna nell’alchimia a una ossessione per la longevità che riduce la coscienza/anima/psiche a cervello.

   Queste ricerche comportano uno sviluppo della tecnologia, frutto di una scienza asservita, che invece di colmare il divario tra ricchi e poveri, aumenta questo divario poiché al servizio dell’oligarchia tecnocratica.


[1] https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2019/04/11/news/scimmie-modificate-con-geni-umani-ora-sono-piu-intelligenti-i-test-cinesi-fanno-discutere-1.33694485

https://www.ilsole24ore.com/art/cina-scimmie-modificare-geni-cervello-umano–AB3nXYnB?refresh_ce=1

[2] https://unoeditori.com/cina-geni-umani-nelle-scimmie.siamo-noi-i-nuovi-elohim/?ectid=190594&ectmode=campaign&ectttl=7

[3]                                                          C.s.

[4] Il temine tselem definisce in modo specifico “un quid di materiale che contiene l’immagine”

[5] https://www.repubblica.it/scienze/2018/01/24/news/zhong_zhong_e_hua_hua_scimmie_clonate_con_lo_stesso_metodo_della_pecora_dolly-187183082/?refresh_ce

[6] https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/creato-il-primo-embrione-ibrido-uomo-maiale-una-nuova-speranza-per-i-trapianti_3053613-201702a.shtml

[7] E non solo la comunità scientifica si divide, qualsiasi persona che viene a conoscenza di simili esperimenti non può non interrogarsi su simili esperimenti.

[8] In informatica, trasferire dati e informazioni da un server al disco rigido del proprio computer tramite un collegamento telematico; scaricare (anche + da, su).

[9] Le sinapsi sono i punti di contatto tra due cellule nervose e servono per propagare gli impulsi nervosi

[10] https://www.tgcom24.mediaset.it/salute/riportare-in-vita-i-morti-il-progetto-shock-lanciato-da-una-societa-biotech-americana_3006591-201602a.shtml

[11] Ess è disciplina che studia il sistema per conservare al freddo organi, tessuti e corpi interi.

[12] https://www.corriere.it/tecnologia/18_marzo_15/ibernare-cervello-10mila-dollari-start-up-cosi-vivrete-sempre-0c2c2404-285b-11e8-86ee-403ce21a628a.shtml?refresh_ce-cp

PER VIAGGIARE SU MARTE SPUNTA L’IBERNAZIONE

•ottobre 22, 2019 • Lascia un commento

   Il programma di esplorazione di Marte è stato approvato dalla NASA, ma restano molte le criticità da risolvere prima che venga avviato. Il viaggio verso il pianeta rosso richiede una durata di almeno 180 giorni (solo andata) con le attuali tecnologie di propulsione. Come permettere agli astronauti di sostenere un viaggio così lungo? Il nuovo progetto prevede di sfruttare una delle tecniche già adoperate in campo medico: gli astronauti saranno ibernati.

   Tale sonno profondo o torpore terapeutico, sarebbe in grado di ridurre le funzioni metaboliche. Il team sta studiando il modo migliore per farlo: l’idea più quotata al momento potrebbe essere quella dei cuscinetti gel utilizzati nella terapia con ipotermia; un’alternativa potrebbe essere anche l’iniezione di fluidi nel sangue, ma sarebbe preferibile evitare metodi invasivi. Per indurre l’equipaggio marziano alla fase di torpore, verrebbe allora utilizzato un sistema chiamato RhinoChill. Esso abbassa la temperatura corporea di circa un grado ogni ora, introducendo lentamente un refrigerante attraverso il naso.

L’ingegnere aerospaziale Mark Schaffer dello SpaceWorks Enterprises di Atlanta  (Georgia USA) ha presentato il progetto nel corso dell’International Astronomical Congress di Toronto: Ogni anno si dice ‘Andremo su Marte in 20 o 30 anni’  -afferma il ricercatore John Bradford, della SpaceWorks Engineering-. Pensiamo che l’ibernazione affronti uno svariato numero di sfide fondamentali e forse possiamo eliminare alcuni dei requisiti tecnologici in varie aree.[1]

   Tale sonno profondo o torpore terapeutico, sarebbe in grado di ridurre le funzioni metaboliche. Il team sta studiando il modo migliore per farlo: l’idea più quotata al momento potrebbe essere quella dei cuscinetti gel utilizzati nella terapia con ipotermia; un’alternativa potrebbe essere anche l’iniezione di fluidi nel sangue, ma sarebbe preferibile evitare metodi invasivi. Per indurre l’equipaggio marziano alla fase di torpore, verrebbe allora utilizzato un sistema chiamato RhinoChill. Esso abbassa la temperatura corporea di circa un grado ogni ora, introducendo lentamente un refrigerante attraverso il naso.

L’ingegnere aerospaziale Mark Schaffer dello SpaceWorks Enterprises di Atlanta ha presentato il progetto nel corso dell’International Astronomical Congress di Toronto: Il torpore terapeutico è, in teoria, eseguito sin dal 1980 e, dal 2003 in realtà, è stato un punto fermo per i pazienti critici nella cura dei traumi negli ospedali. Esistono protocolli nella maggior parte dei centri medici per indurre l’ipotermia terapeutica sui pazienti, al fine di tenerli in vita sostanzialmente fino a quando non sono in grado di sottoporsi al tipo di trattamento di cui hanno bisogno.[2]

  Finora, i pazienti sono stati sottoposti al torpore terapeutico per un massimo di sette giorni. Ma l’ipotesi di un “letargo indotto” per gli equipaggi di missioni spaziali, accompagnato da un’alimentazione per via endovena, si fa interessante. Questo permetterebbe viaggi nello spazio meno costosi. Le navicelle spaziali, infatti, potrebbero essere più piccole e più leggere in quanto non vi sarebbe più bisogno della cucina o delle attrezzature sportive per le attività di mantenimento degli astronauti. Sarebbe sufficiente un semplice habitat regolato da forza di gravità artificiale necessaria per prevenire la perdita ossea e muscolare. Un ulteriore vantaggio potrebbe essere anche la riduzione dello stress psicologico: gli astronauti, rinchiusi in uno spazio molto piccolo per lunghi mesi, ne sarebbero consapevoli solo al risveglio.

   Il ricercatore Bradford aggiunge che anche lo studio del mondo animale risulta importante per il lavoro del team: Si stanno facendo un sacco di ricerche sugli orsi neri: si ibernano per 5 o 7 mesi e subiscono un’atrofia muscolare veramente ridotta. Stiamo provando a capire come accada. Sono processi del corpo che ingannano i muscoli facendogli credere di essere attivi? Lo stiamo studiando.[3]

   Il ricercatore Bradford aggiunge che anche lo studio del mondo animale risulta importante per il lavoro del team: n conclusione, lo studio dimostra che il volume pressurizzato necessario per un equipaggio ibernato potrebbe essere ridotto di circa cinque volte e la massa di cibo e acqua diminuirebbe di circa tre volte. Utilizzando questa tecnica sarebbe necessaria la metà degli approvvigionamenti richiesti dalle consuete missioni, scendendo da circa 400 tonnellate a 220. Ha, infatti, affermato: Ciò renderebbe il lancio molto meno pesante.

   Qualche riflessione sulla conquista dello spazio. Pur essendo vero che siamo nella fase della decomposizione del Modo di Produzione Capitalista, tutto ciò non comporta necessariamente l’involuzione del pensiero scientifico. Questo, al contrario, può essere suscettibile di evoluzione. E ciò perché, in linea generale di teoria e metodo, non v’è tra struttura e sovrastruttura determinazione meccanica ma dialettica.

   Nel caso della dominazione borghese bisogna constatare il fatto determinante che la borghesia si accaparra e si asservisce le migliori forze intellettuali provenienti per lo più dalle categorie sociali piccolo-borghesi e dalla classe operaia. Mediante tali forze intellettuali, la scienza borghese, in dati limiti, trova alimenti e progredisce. Perciò durante il regime economico e sociale di una classe decadente è possibile raggiungere nel campo scientifico e tecnico, tappe qualitative del progresso storico del sapere umano. Esempi: la relatività einsteiniana e la teoria dei quanti.

    È sbagliato fissare dei limiti al sapere della classe borghese; però bisogna partire dal fatto che essa non risolve i problemi della conoscenza umana a causa della sua stessa natura classista. Che solo una società che metterà fine alla divisione in classi, alla divisione tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, alla divisione tra le varie discipline scientifiche, alla ricerca scientifica legata al meccanismo del profitto, può aprire la strada alla conoscenza sociale universale dell’essere umano.

   Tornando alla questione spaziale, ritengo che si debba evitare l’errore di considerare la navigazione spaziale, con esseri umani o senza, come la realizzazione tecnica di ciò che i grandi ingegni della scienza borghese avevano ipotizzato secoli fa e pertanto privi di valore scientifico autentico. Detta posizione rientra nel meccanicismo. Infatti, tra scienza e tecnica v’è azione reciproca e tutte due, in ultima analisi dipendono da esigenze produttive di insieme.

   Bisogna tenere conto prima di dare un giudizio sui voli spaziali in genere, che essi sono i risultati di un vasto campo di ricerca scientifico-tecnica che abbraccia tutti i rami dello scibile: fisico, chimico, biologico ecc.

   Un altro errore è rappresentato dalla negazione in assoluto che l’essere umano non potrà mai viaggiare nel cosmo. Ne consegue pertanto una posizione antievoluzionistica. In sostanza l’essere umano si è adattato, con un’ininterrotta azione e reazione di trasformazione, alle condizioni naturali del suo ambiente terrestre. Per questo, in ben delimitati limiti e ben giusto dire: poiché l’essere umano riesce a riprodurre nello spazio le condizioni ambientali della propria esistenza, intanto è capace di affrontare lo spazio stesso che lo circonda.


[1]

[2]                                             C.s. 

[3]                                            C.s.

MICROCHIP, CONTROLLO MENTALE … PSICHIATRIA E DSM

•ottobre 15, 2019 • Lascia un commento

  I debunker (ovvero i disinformatori) cercano di far passare chiunque parli di controllo mentale come dei pazzi.

    La pseudo-logica utilizzata da questi individui è ovviamente fallace e ridicola, vista la mole di documentazione prodotta in tutto il mondo.

   Diversi scienziati hanno sviluppato diverse ricerche su questo argomento. Nel 1948, Norbert Weiner[1] pubblicò un libro, Cybernetics sulla comunicazione neurologica e le teorie del controllo, già in uso, all’epoca, in piccoli circoli. Yoneji Masuda[2] che fu considerato il “padre della società dell’informazione”, nel 1980 espresse la preoccupazione che la libertà degli individui fosse minacciata dalla tecnologia cibernetica, in sostanza da una tecnologia che è sconosciuta dalla maggior parte delle masse.[3]

   Le previsioni di Masuda potrebbero apparire apocalittiche, frutto della fantasia di un complottista. Ma che dire il fatto siamo arrivati che si è sviluppato una tecnologia che può collegare il cervello delle persone ai satelliti mediante microchip impiantati, controllati tramite supercomputers situati in basi situati in zone sconosciute?

   I primi impianti cerebrali furono inseriti chirurgicamente all’inizio degli anni ‘70, risultano negli USA e anche in Svezia.[4]

   Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946 senza che i genitori ne fossero a conoscenza.[5] Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali e umani, soprattutto negli USA, durante le ricerche sulla modificazione del comportamento, e sul funzionamento del cervello e del corpo. Metodi di controllo mentale furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello divenne un obiettivo da parte dei servizi segreti e dai militari.

   Trent’anni fa gli impianti cerebrali misuravano ai raggi X almeno 1 cm. Gli impianti successivi si rimpicciolirono fino ad essere grandi come un chicco di riso. Erano infatti di silicio e quelli successivi di arsenioferrite. Oggi sono abbastanza piccoli e anche per via endovenosa in diverse parti del corpo, durante operazioni chirurgiche con o senza il consenso del soggetto. Attualmente è diventato difficile rintracciarli e rimuoverli.[6]

   Come si diceva prima, in Svezia, il Primo Ministro Olof Palme, diede il permesso, all’inizio degli anni ‘70, di inserire impianti nei detenuti, e l’accertamento dei dati dell’ ex direttore generale Jan Freese, rivelò che a pazienti di case di riposo erano stati messi degli impianti alla metà degli anni ’80. La tecnologia fu rivelata nel rapporto statale svedese del 1972/74 Statens Officiella Utradninger (SOU).

   Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque. Le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze.    Cavie di esperimenti segreti sono stati rilevati tra i detenuti, i soldati, le persone considerate dalla psichiatria “malati di mente”, i bambini portatori di handicap, audiolesi e ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato “marginale” dalle élites di sperimentatori. Le esperienze pubblicate, dei detenuti della prigione statale dello Utah,[7] ad esempio, sono shockanti.

   Gli attuali microchips agiscono mediante onde radio a bassa frequenza che li rendono rintracciabili. Con l’aiuto dei satelliti, le persone con gli impianti possono essere rintracciate ovunque nel globo. Questa tecnica fu tra quelle testate nella guerra in Iraq, secondo il Dr. Carl Sanders, che ha inventato l’interfaccia biotico (IMI- Intelligence-manned interface), che viene iniettato alle persone. (Già durante la Guerra in Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo Chip,[8] ideato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.)

   I supercomputers da 20 bilioni di bit al secondo, alla US National Security Agency (NSA), possono adesso “vedere e sentire” qualsiasi esperienza dei soldati nel campo di battaglia, con un sistema di monitoraggio a distanza (RMS). Quando un microchip di 5 micromillimetri (il diametro di un capello è di 50 micromillimetri) è piazzato nel nervo ottico, manda neuroimpulsi dal cervello che inducono le esperienze, gli odori, le visioni e voci della persona con l’impianto. Una volta trasferiti e depositati in un computer, questi neuroimpulsi possono essere rispediti al cervello della persona tramite il microchip perché li riviva. Usando un RMS, un operatore di computers a terra può mandare messaggi elettromagnetici (codificati in forma di segnali) al sistema nervoso, simulando una determinata prestazione. Con l’RMS si può indurre persone sane ad avere allucinazioni o a sentire voci nella propria testa.

   Ogni pensiero, reazione, cosa udita dei percorsi neurologici nel cervello e il suo campo elettromagnetico, che adesso possono essere decodificati in pensieri, immagini e voci.


   Stimolazioni elettromagnetiche possono, d’altra parte, cambiare le onde cerebrali di una persona e simulare attività muscolare, causando dolorosi crampi vissuti come una tortura.

  Il sistema elettronico di sorveglianza dell’ NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha una unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche (EMF), segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepito dal soggetto prescelto. Tutto ciò è una forma di guerra elettronica.

   Nel maggio 1996 il Washington Post ha riportato  la notizia  che al principe William di Gran Bretagna venne inserito un impianto all’età di 12 anni.[9] In questo modo, se fosse stato rapito, un’onda radio con determinate frequenze avrebbe potuto essere puntata verso il microchip. Il segnale del microchip sarebbe stato rintracciato tramite un satellite collegato allo schermo del computer del quartier generali della polizia, dove gli spostamenti del principe avrebbero potuto essere seguiti. Avrebbe potuto trovarsi ovunque nel globo.

   I mass media non si sono occupati del fatto che la privacy di una persona con un impianto scompare per il resto della sua vita. La persona può essere manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, il controllore segreto di queste attrezzature può addirittura modificare la vita emotiva di una persona. La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta.

   In questo modo potrebbe essere creato un perfetto cyber soldato. Questa tecnologia segreta è stata usata dai militari in certi paesi NATO sin dagli anni ’80, senza che la popolazione avesse mai sentito parlare. Di conseguenza, poche informazioni riguardo sistemi così invasivi di controllo mentale sono reperibili in riviste professionali o accademiche.

  ll gruppo Signals Intelligence dell’NSA, può monitorare a distanza informazioni del cervello umano decodificando i potenziali provocati (3,50HZ, 5 milliwatt), emessi dal cervello. Detenuti sottoposti ad esperimenti in Svezia e in Austria, hanno scoperto di avere evidenti lesioni cerebrali. Ridotta circolazione sanguigna e mancanza di ossigeno nel lobo temporale destro risultano là dove impianti cerebrali erano di solito attivi. Un soggetto di nazionalità finlandese, sottoposto ad esperimenti, ebbe atrofia cerebrale e saltuaria perdita dei sensi, dovuti alla mancanza di ossigeno. Tecniche di controllo mentale possono essere usate per scopi politici. L’obiettivo dei manipolatori della mente, oggi, è indurre le persone o i gruppi presi di mira, ad agire contro le loro convinzioni e i loro interessi. Individui zombificati possono persino venire programmati ad uccidere e in seguito non ricordare niente del loro crimine. Esempi allarmanti di questo fenomeno si possono trovare negli Stati Uniti.

   Si sta conducendo questa “guerra silenziosa” contro civili inconsapevoli e soldati, da parte di organismi militari e dei servizi segreti. Sin dal 1980, stimolazioni elettroniche del cervello (ESB) sono state segretamente usate per controllare le persone scelte senza il loro consenso o che ne fossero a conoscenza. Tutti gli accordi internazionali sui diritti umani proibiscono la manipolazione non consensuale degli esseri umani – persino in prigione, per non parlare della popolazione civile.

   Ci sono stati alcuni tentativi (sarebbe meglio dire i pochi preziosi tentativi) da parte delle istituzioni pubbliche di verifica dell’esistenza e della denuncia dei pericoli che coso connessi all’utilizzo di queste tecnologie:

  1. L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso.
  2. Nel gennaio 1998 è stato tenuto a Parigi un convegno pubblico del Comitato di Bioetica Francese. Il presidente Jeane-Pierre Changeux, un neuroscienziato dell’Istituto Pasteur di Parigi, ha detto ai presenti che i “i progressi dell’immagine cerebrale rappresentano un immenso pericolo per l’invasione della privacy. Sebbene la strumentazione necessaria sia ancora altamente specializzata, diventerà una cosa comune, capace di essere usata a distanza. Questo aprirà la strada della libertà personale, il controllo del comportamento e il lavaggio del cervello. Queste sono lungi dell’essere questioni di fantascienza…”.[10]
  3. Nel gennaio 1999, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui chiede “una convenzione internazionale che introduca una messa a bando a livello globale di tutti gli sviluppi ed impieghi di armi che possano consentire qualunque forma di manipolazione degli esseri umani. È nostra convinzione che questa messa a bando non potrà essere attuata senza la pressione globale sui governi da parte di un pubblico generale informato. Il nostro maggiore obbiettivo è comunicare al pubblico generale la reale minaccia che queste armi rappresentano per i diritti dell’uomo e per la democrazia e fare pressione sui governi e sui parlamenti in tutto il mondo per attuare legislature che proibiscano l’uso di questi dispositivi sia da parte dei governi che delle organizzazioni private, nonché degli individui”.[11]
  4. Nell’ottobre 2001 Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, ha fatto una proposta alla Camera dei Rappresentanti che mirava a bandire l’impiego delle seguenti armi:[12] Armi elettroniche e psicotroniche:

–         Armi ad alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza.

–         Armi elettromagnetiche soniche ed ultrasoniche.

–         Armi laser.

–         Armi strategiche ed extra-atmosferiche.

–         Armi chimiche, biologiche e tettoniche.

   Nella versione originale si era chiesta anche la messa al bando delle scie chimiche, e delle tecnologie usate per il controllo mentale.

   Tutte queste denunce sono state fate invano, gli interessi economici e le esigenze di dominio globale da parte dell’imperialismo U.S.A. (come degli altri imperialismi) sono più forti di tutti gli imperativi etici e morali. Per mantenere, consolidare questo dominio (sempre più fragile) sono usati i più disparati sistemi d’arma, tra i quali le armi che si potrebbero benissimo dire invisibili. Invisibili perché questo tipo d’armamenti si sono sviluppati nel più gran segreto. I vari governi che adoperano questo tipo di armamenti usano le loro popolazioni come cavie per i vari esperimenti.

   Un esempio tra i tanti: dal 1946 al 1956 negli U.S.A. fu somministrato cibo radioattivo a dei ragazzi che frequentavano la Ferland School istituto per “ritardati mentali” ubicato nel Massachusetts.

   Ma uno dei campi di battaglia dove si sta sviluppando una guerra non dichiarata, è la mente.

   Gli ultimi supercomputers sono sufficientemente potenti da monitorare la popolazione di tutto il mondo. Cosa succederà quando la gente sarà tentata da falsi presupposti, a lasciarsi impiantare microchips nel corpo? Un’esca sarà quella della carta d’identità microchip. Negli Stati Uniti è persino stata proposta segretamente una legislazione obbligatoria che criminalizza la rimozione della carta d’identità impiantata. Siamo pronti per la robotizzazione dell’umanità e la totale eliminazione della privacy, inclusa la libertà di pensiero? Quanti di noi vorrebbero cedere la propria intera vita, inclusi i nostri pensieri più segreti, al Grande Fratello?

   Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico usando la letteratura disponibile di biotelemetria e le informazioni scambiate ai congressi internazionali.

   Uno dei motivi per i quali questa tecnologia è rimasta un segreto statale è l’esteso prestigio del Diagnostic Statistical Manual, prodotto dalla American Psychiatric Assoiation (AA) statunitense, e stampato in otto lingue. Psichiatri al servizio dei servizi segreti degli Stati Uniti hanno contribuito senza dubbio alla stesura e correzione di questo manuale. Questa “Bibbia” della psichiatria nasconde lo sviluppo segreto delle tecnologie di controllo mentale, etichettando alcuni dei loro effetti come sintomi di schizzofrenia paranoica.

  Le vittime di controllo mentale sono così definite, automaticamente, come mentalmente malate dai medici che hanno appreso la lista dei “sintomi” DSM nella scuola medica. I medici non sono stati istruiti sul fatto che i pazienti potrebbero dire la verità quando raccontano di essere stati presi contro la loro volontà e usati come cavie per forme elettroniche, chimiche e batteriologiche di guerra psicologica.

   In questo modo la psichiatria svolge il suo ruolo di controllo sociale.

    Nel 1952 l’associazione psichiatrica americana (APA) pubblicò il suo primo Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali (DSM), che conteneva una lista di 112 tipi di disturbi. Nel 1968 il DSMII si conformò alla sezione dei disturbi mentali contenuti nella pubblicazione dell’organizzazione mondiale della sanità: la classificazione internazionale dei disturbi (ICD) che consisteva di 163 disturbi.

   Gli psichiatri americani sono stati coinvolti direttamente con i comitati che hanno stilato l’ICD.

   Nel 1980 fu pubblicata la terza edizione del DSM, al quale furono aggiunti 61 tipi di disturbi, raggiungendo un totale di 224 disturbi mentali.

   Erano avvenuti alcuni interessanti sviluppi. Nella sezione “infanzia, fanciullezza e adolescenza” furono aggiunti 32 nuovi tipi di “disturbi mentali”, tra i quali: disturbo della condotta, disturbo da deficit dell’attenzione, disturbo della lettura, il disturbo del calcolo e il disturbo del linguaggio.

   Nel 1987, nel DSMIIIR, il numero dei disturbi mentali aumentò arrivando a 253.

   Nel 1994 il DSMIV elencava un totale di 374 disturbi mentali

   Da osservare: nonostante le pretese tecniche, il DSM non è mai entrato nella storia della scienza e, la realtà, non ha mai rappresentato una scoperta scientifica per nessuno degli addetti ai lavori, tranne che per gli psichiatri stessi.

   Il motivo è che la maggior parte dei disturbi che gli psichiatri definiscono mentali è sconosciuta e non esiste alcuna prova organica che ne attesti l’esistenza. In altre parole, nessuno dei disturbi elencati nel DSM è sostenuto da un qualsiasi criterio di osservazione diagnostica oggettiva!

   Quindi: non vi è alcuna prova che uno dei 374 “disturbi mentali psichiatrici” esista del tutto; essi esistono perché la psichiatria dice che esistono.

   Da diversi anni a questa parte, oggi in modo assiduo e martellante, la diffusione di psicofarmaci nei vari ambiti del sociale ha preso piede anche in Italia in un modo talmente rapido e veloce che nessuno ha mai avuto l’opportunità o l’inclinazione a chiedersi come mai hanno assunto un ruolo così importante nella vita quotidiana degli individui.

   Gli psicofarmaci sono usati intensamente nelle scuole, nelle case di riposo, nei centri di riabilitazione dalle droghe, nelle carceri, nei centri di permanenza temporanea per immigrati/e, e molte persone ricorrono ad essi anche per “aiutarsi” a controllare il peso, per i problemi in matematica e di concentrazione, per la mancanza di autostima, per l’ansia e per i piccoli o grandi dispiaceri di tutti i giorni. Insomma, gli psicofarmaci sono divenuti la panacea per le pressioni, oppressioni e stress della vita moderna.

   Tuttavia, benché siano legali e sponsorizzati costantemente dai medici, psichiatri e neurologi, che li definiscono medicine”, sono molto doversi dai farmaci usati solitamente per la cura delle malattie organiche. Essi sono dei farmaci che alterano la mente e l’umore; ciò significa che sono in grado di cambiare non solo il modo di pensare, di sentire e di agire di una persona, ma anche di alterare quello che una persona vede. Per quanto allucinante possa essere farmacologizzare la vita degli individui, riteniamo che a nessuno debba essere negata la possibilità di scegliere l’assunzione degli psicofarmaci per sé stesso, ma in tale scelta bisogna comunque avere chiaro che questi non curano, reprimono solo i sintomi fornendo altresì una temporanea fuga dalla fonte dei problemi.

   La maggior parte di questi possono avere degli effetti collaterali talmente gravi da incidere in tutto il corpo e soprattutto sul sistema nervoso, provocando una immediata dipendenza.

   La psichiatria, con una lista di diagnosi dagli altisonanti termini scientifici, privi realmente di significato, affianca ad un prontuario di farmaci psicotropi che causano numerosi effetti collaterali e sintomi d’astinenza, convince gli individui che diagnosi e droghe siano la risposta autorevole per qualsiasi problema, grande o piccolo che sia.

   Insomma, ogni motivazione individuale o sociale è ridotta ad un “problema” di salute mentale.

   La “medicina” sperimenta accanitamente sulla vita di bambini, adulti, anziani ed animali, obbedendo ad ordini di controllo e di tortura inerente ad un vasto progetto di morte sociale di cui la psichiatria è una delle pratiche più diffuse.

   L’unica metodologia di comprensione adottata dalla psichiatria è l’utilizzo della forza e della violenza in cui la punizione è la sola terapia efficace per imporre le proprie menzogne spacciandole per verità e renderle così, assolute ed incontestabili.

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[1] Norbert Weiner (1894 – 1964). Matematico e statistico USA. Famoso per le ricerche nel calcolo delle probabilità è riconosciuto come uno dei padri della Cibernetica moderna.

[2] Yoneji Masuda (1905 – 19959. sociologo giapponese le cui prime idee sull’informazione e sulla comunicazione lo hanno aiutato a diventare noto come “il padre della società dell’informazione”.

[3] https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Yoneji_Masuda&prev=search

[4] http://associazionelavestenera.altervista.org/impianti-cerebrali.html  http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/d07-8-9.htm

   Nel 1985 il presidente Olof Palme (poi ucciso “misteriosamente”) aveva autorizzato gli esperimenti di controllo mentale nelle carceri della Svezia (e servizi fotografici pur accurati, sulla vita nelle carceri svedesi, del Venerdì di Repubblica, nel 1988, non ne parlavano).

   E nel 1972 e 1974, due neo-mengeliani, Buron e Delgado, proponevano al Congresso degli SS.UU.A. l’adozione di strumentazioni sottocutanee di controllo mentale grazie ai progressi della microelettronica, per controllare e “governare” (idea cara, direbbe Paolo, ai “maiali” che hanno il potere di decidere e non decidere, immancabilmente,  in Italia,  da sempre ammanicati al Vaticano) la mente ed i comportamenti (ed infatti la psicologia comportamentista di Skinner ebbe un nuovo ciclo di vitalità a partire dal conflitto degli anni sessanta-settanta in “occidente”) di persone “border line”, “sovversivi”, “criminali”… L’elettroencefalografia, sorta nel 1928, non fu certo assente dalle ricerche di Pavlov (ricerche che con il socialismo non centravano niente), e certo non fu assente nelle “ricerche” di Mengele e dei suoi accoliti criminali, poi sfuggiti in parte, e riassunti dalla CIA, grazie ai servigi di Odessa (organizzazione che aiutò a scappare i criminali delle SS).  La cosiddetta “guerra fredda” fu usata come alibi da parte degli SS.UU.A., dai russi, dai rumeni.

[5] http://scienzamarcia.blogspot.it/2008/11/microchip.html

[6] Sarebbe da sviluppare le ricerche della collaborazione tra ospedali e servizi segreti.

http://dellamancia.blogspot.com/2011/05/intervista-un-ex-agente-dei-servizi.html#!/2011/05/intervista-un-ex-agente-dei-servizi.html

[7] http://associazionelavestenera.altervista.org/impianti-cerebrali.html

[8] https://naturodoc.com/microchip_implants/

[9] http://associazionelavestenera.altervista.org/impianti-cerebrali.html

[10] Nature, Vol 391, 1998.

[11] Sessioni Plenarie/Europarlamento, 1999).

[12] Pentagon Preps for War in Space, Noa Shachtman, 20.02.2004.

A MILANO UNA MOSTRA SULLA SORVEGLIANZA

•ottobre 4, 2019 • Lascia un commento

   A Milano dal  12 settembre al 24 febbraio 2020  all’Osservatorio della Fondazione Prada si terrà una mostra da titolo significativo: Human Training. In sostanza è una mostra che svela la identità di sorvegliasti speciali dagli algoritmi e dalle tecnologie avveniristiche di riconoscimento facciale.[1]

   Il riconoscimento facciale è uno dei settori di applicazione dell’intelligenza artificiale con i più forti impatti sociali ed etici per gli esseri umani. I sistemi che sorreggono e rendono possibile l’applicazione di questa tecnologia sono, però, anche tra i più oscuri e il loro funzionamento può essere, spesso, estremamente poco trasparente. L’opacità del riconoscimento facciale è riflessa, in particolare, nella sostanziale impossibilità di vedere questa tecnologia all’opera e, di conseguenza, comprendere in che modo la sua intelligenza è in grado di vedere, comprendere gli esseri umani e assegnare loro delle categorie interpretative.

La mostra Training Humans  di Kate Crawford e  Trevor Paglen rispettivamente accademica dell’ Ai Now Institute e uno degli artisti che meglio hanno esplorato il rapporto tra umanità e tecnologia, va a insinuarsi in quella oscurità, con l’obiettivo di gettare luce sull’origine, il funzionamento e i rischi insiti nel riconoscimento facciale.

   La mostra ha l’obiettivo di mostrare come viene istruita l’intelligenza artificiale che fa funzionare i sistemi di facial recognition, concentrandosi sulle immagini di training che, di fatto, insegnano alle macchine a riconoscere il mondo sulla base di dati di input da paragonare a ciò che esse vedono. Paglen e Krawford affrontano il tema da un punto di vista storico, mostrando l’evoluzione della tecnologia e dei database utilizzati per insegnare ai sistemi di facial recognition a etichettare la realtà e gli umani, dai primi tentativi sperimentali della Cia negli anni ‘60, passando per i database basati sulle immagini dei carcerati, arrivando all’epoca attuale, dove i maggiori sistemi di questo tipo sono formati sulla base di volti e scatti liberamente messi in circolazione dagli utenti di Internet sulle piattaforme maggiori. Complessivamente, la mostra espone oltre  60mil a immagini illustrando in modo efficace come l’accresciuta sofisticatezza della tecnologia ne abbia anche fatto emergere i tratti più controversi, a cominciare dai bias e dai pregiudizi inevitabilmente inseriti nei database utilizzati per nutrire l’intelligenza artificiale, un tema che Trevor Paglen e Kate Crawford hanno trattato al  Wired Next Fest nel 2018.

   Un elemento che emerge in modo palese dalla mostra è come l’intelligenza artificiale abbia, in realtà, molti elementi che sono espressamente umani, a cominciare dalla forza lavoro che in molti casi è necessaria per nutrirla.  “Il modo in cui questi set di training sono stati creati è profondamente umano. Non solo ci sono gli scienziati che si occupano di intelligenza artificiale a decidere da dove prendere le immagini, ma c’è anche il fatto che il grosso del lavoro di categorizzazione di tutte queste immagini può essere svolto dagli umani che lavorano, per esempio, per Mechanical Turk di Amazon”, spiega Kate Crawford a Wired“Su molti livelli”, continua l’accademica australiana, “si nota come si utilizzi di fatto il lavoro umano per creare dei sistemi che sembrano sovrannaturali o più oggettivi di come l’intelligenza umana sia mai stata. Il nostro progetto mostra invece come questi sistemi siano l’opposto di neutrali e oggettivi e come siano, al contrario, profondamente soggettivi, umani e in alcuni casi anche stereotipati o discriminatori. La domanda che dobbiamo farci, guardando anche oltre la  questione dei bias  di programmazione, è anche: a cosa danno potere questi sistemi? Chi li possiede? E in che modo questi sistemi servono i loro interessi?”.[2]

   Il focus dell’analisi di Paglen e Crawford è sull’esposizione di cosa costruisce di fatto il facial recognition oggi e sulla base di cosa questi sistemi imparano a conoscere il mondo e a mettergli delle etichette. Si tratta, metaforicamente, di un lavoro di archeologia, secondo Trevor Paglen: “il lavoro di scavo che facciamo dentro questi sistemi serve a vedere le ossa che li costituiscono e cosa è costruito attorno ai dataset. Questo è importante perché ogni immagine è coinvolta nella creazione di queste strutture. Occorre quindi risalire al fondamento di come certe forme di significato vengano costruite all’interno un sistema tecnico”, spiega l’artista americano. “Il problema non è, di per sé, che questi sistemi siano stati concettualizzati originariamente dalla Cia e dall’intelligence“, spiega Paglen, “il punto sono le forme di potere per le quali sono stati creati. Quelle non cambieranno nel corso del tempo, perché si tratta del loro stesso fondamento”.

   La mostra ha anche l’obiettivo di mettere in guardia il pubblico sugli sviluppi potenzialmente più pericolosi di queste tecnologie e del potenziale impatto sociale dell’Ia,[3] che, sta trovando applicazione in ambiti sociali molto sensibili. “L’obiettivo di questa mostra è guardare al DNA di diverse piattaforme di Ai. Guardiamo alla classificazione delle persone, al riconoscimento facciale e a quello degli stati d’animo basato sulle immagini”, spiega Crawford, “quello che è interessante e preoccupante è pensare che queste logiche vengano applicate a settori sensibili come l’educazione o la giustizia. In ogni spazio in cui questi sistemi trovano un uso, si vede applicata all’umanità la stessa visione, spesso riduttiva. Questo potrebbe cambiare sensibilmente la relazione tra uno studente e il suo insegnante, tra un dipendente e il suo capo o l’esperienza di un manifestante in strada. Tutti questi rapporti sono destinati a cambiare, per via dei significati che vengono dati loro da questa tecnologia”.

   Training Humans guarda soprattutto in prospettiva, e mira a mostrare non solo come le macchine vedano e classifichino noi, ma a insegnare agli umani come vedere e interpretare quella visione, per capire in che modo trovare uno spazio al suo interno, un modo di conviverci e, potenzialmente, fermarne l‘impatto trasformativo. Come chiosa Kate Crawford: “la più grande trasformazione potenziale insita in questi sistemi è pensare che si possano cambiare cosa significhino le relazioni sociali e come queste funzionino”.

   Io personalmente ritengo che il problema vero sia che la scienza non sia più asservita alle classi dominanti ma che sia al servizio delle masse, che non abbia più come obiettivo il supporto alla valorizzazione del Capitale ma il benessere delle masse popolari.


[1] https://www.wired.it/play/cultura/2019/09/12/training-humans-paglen-crawford-fondazione-prada-mostra/

[2]                                            C.s.

[3] È evidente che l’espansione delle tecnologie invasive sta generando preoccupazioni in diversi strati sociali

ALCUNI METODI DI CONTROLLO MENTALE

•ottobre 3, 2019 • Lascia un commento

   Le classi dominanti (che possiedono anche  i mezzi per introdurre pensieri, influenzare i sogni notturni e produrre, e a quanto pare, pure le proiezioni visive nello spazio-tempo, hanno sponsorizzato le neuroscienze poiché attraverso esse vogliono attuare il cosiddetto controllo mentale .

   Il principio operativo di questa tecnologia, per il controllo mentale, è l’esistenza del “sesto senso”  – cioè il campo elettromagnetico del cervello. La valutazione scientifica dimostra che questo campo reagisce agli stimoli – risulta quindi “controllabile”.


   Questa tecnologia di controllo mentale sarebbe in grado di leggere qualsiasi pensiero con assoluta precisione, ma soprattutto di utilizzare degli schemi prevedibili di firing neuronale (“risonanza”) come punto di rilascio. In altre parole, possono essere inseriti pensieri nelle menti più deboli.


   L’affinamento del ​​processo di controllo mentale ha diverse fasi:

SCANSIONE: Le menti di alcuni individui prestabiliti vengono monitorate al fine di stabilire un programma che stabilisca una lista di pattern dell’attenzione. Cioè, di abitudini. Bisogna tener conto che  la gran parte delle persone fa le cose senza pensarci!


   Questo è il punto di ingresso. Una volta che la mappa mentale ed emotiva del “pensiero ridondante” viene redatta, la prima fase di condizionamento può iniziare. Il sistema elettromagnetico di diffusione mentale interrompe un flusso abituale di pattern di firing neuronale con un breve stato di “vuoto mentale”, immediatamente seguito da un nuovo e breve modello, progettato da questi moderni stregoni che sono gli operatori criminali del controllo mentale.


   Non appena il soggetto accondiscende al breve modello imposto, la durata del pattern può essere allungata in una nuova e completamente controllata serie di schemi mentali.
Questo metodo si chiama ‘acclimatazione emozionale’. -Deriva dai più elementari principi di apprendimento umano, e si differenzia dall’educazione di casa e scolastica solamente per due fatti: l’informazione viene nascosta allo studente ed essa viene trasmessa a distanza attraverso della tecnologia avanzata.

OCCULTAMENTO: Il pensiero che deve essere introdotto va nascosto: l’introduzione di idee, la presentazione di immagini che stimolano la fantasia e l’influenza emotiva delle scelte comportamentali non devono essere palesi. Ci sono numerosi mezzi di occultamento, quelli più ovvi sono: Per i moderni stregoni che gestiscono il controllo mentale è importante che il mercato della pornografia sia florido. Le fantasie erotiche abitudinali sono un comodo punto d’accesso per l’inserimento di nuovi pensieri. Anche i taboo (giochi di società) sono una buona zona di intrusione.

Un uomo che nasconde dei desideri sessuali tabù non ha alcuna fretta di mostrare il suo segreto al mondo. I pensieri indotti, oppure un qualsiasi meccanismo di controllo più profondo attuari i9n questo oscuro spazio, sono destinati ad insinuarsi nella mente dell’individuo e ad operare ad un livello profondo.

I moderni stregoni del controllo mentale apprezzano, tutto ciò, poiché rende la loro opera molto più facile. Le fantasticherie abituali forniscono la cornice ideale per la mappatura del comportamento su qualsiasi psiche.


RAZIONALIZZAZIONE: Non è sufficiente introdurre solo nuovi pensieri, idee, impulsi per attivare un controllo mentale profondo. Il “ricevitore” deve, alla fine, essere disposto ad accettarli e seguirli a livello conscio.


  Gli individui influenzati dal controllo mentale dovrebbero decidere loro stessi di compiere la scelta psicologica imposta, di essere controllati dall’esterno. Questa è la chiave del successo dell’intero processo. La ribellione allo stesso comporterebbe un rischio.

BOMBARDAMENTO CULTURALE A 360 GRADI: Vi siete mai chiesti perché Hollywood tende a produrre più film con lo stesso tema, lo stesso materiale e lo stesso soggetto in tempi ravvicinati?


   Per esempio, quando sono stati fatti 2 film importanti, riguardo la nona legione romana, due, sull’amicizia sessuale, e almeno tre, sulle invasioni aliene. Voglio ricordare che siamo arrivati già a 6 Pirati dei Caraibi.


   La maggior parte delle persone potrebbe pensare che si tratti di mera competizione. I motivi reali sono ben più oscuri. La saturazione dei media comporta che milioni – a volte miliardi (come con Avatar, e soprattutto con la serie dei Pirati dei caraibi) – di persone pensino alle stesse cose, memorizzando le stesse immagini, ponendo le stesse domande, assumendo tutte insieme le nuove idee.


   Vedete, anche se la precisa disposizione neurale di ogni singolo cervello è unica (ogni mente è unica), i modelli di attivazione neurale sono prevedibili. Ogni azione della mente si muove nel cervello umano attraverso un modello statistico prevedibile.

   i moderni stregoni del controllo mentale utilizzano i loro soggetti per delle ricerche atte a stabilire modelli comportamentali diffondendoli tramite i media.


   Una volta che viene stabilito un modello e viene deciso il punto di rilascio, il processo di inserimento dei messaggi subliminali può cominciare.


   Questa procedura ha molto successo perché il pubblico felicemente abbraccia la ripetitività – facendo quindi crescere la prevedibilità- di pensieri e comportamenti.


   I servizi dei media che presentano forti contenuti sessuali e violenti sono di particolare efficacia, poiché sono temi che creano tensione/ansia che abbassano drasticamente il livello di autoriflessione. Questo fornisce un po’ di spazio alla trasmissione, che entra ed influenza la mente senza interrompere il pensiero cosciente.

   Ecco un elenco di categoria di media utilizzati per la sincronizzazione e l’assuefazione del pensiero di massa:[1]
– Serie tv
– Notizie principali
– Romanzi popolari
– Epopee cinematografiche
– Videogiochi
– Giochi interattivi on line
 – Siti di social network
– Slogan politici
– Campagne religiose
– Musica pop
– Pubblicità
– Tendenze della moda
– La pornografia.

   La vittima da questi moderni stregoni del controllo mentale (che sono i programmatori e i gestori del controllo mentale) viene chiamata schiavo, che a sua volta che sono percepiti a sua volta come un “maestro” o persino un “Dio”.  Risulta che il la maggior parte delle vittime sono di sesso femminile in quanto in possesso di una maggiore tolleranza al dolore e perché tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Gli handler (gestori) della programmazione Monarch cercano di dividere in comparti la psiche della vittima, creando personalità multiple usando il condizionamento sul trauma.

   A tale scopo ci sono tutta una serie di tortura che sono usate:

1. Abuso sessuale e tortura

2. Confinamento in box, gabbie, bare, ecc., o sepoltura (spesso con una piccola apertura o un tubo d’aria per l’ossigeno)

3. Contenzione con corde, catene, polsini, ecc.

4. Caldi o freddi estremi, immersione nell’acqua ghiacciata o in prodotti chimici corrosivi/acidi

5. Scarnificazione (alle vittime destinate a sopravvivere venivano staccati solo le parti superiori dello strato epidermico)

6. Girare su sé stessi

7. Luce Accecante

8. Scosse elettriche

9. Ingestione forzata di fluidi corporei, come sangue, urina, feci, carne, ecc.

10. Essere appesi in posizioni scomode e dolorose

11. La fame e la sete

12. La privazione del sonno

13. Compressione forzata con pesi e oggetti

14. Privazione sensoriale

15. Allucinogeni, per creare confusione e amnesia, somministrate per iniezione o per via endovenosa

16. Ingestione o iniezione di sostanze chimiche tossiche per creare dolore o malattia, compresi agenti chemioterapici

17. Stiramento degli arti o dislocamento degli stessi

18. Posizionamento di serpenti, ragni, vermi, ratti e altri animali per indurre paura e disgusto sul corpo

19. Esperienze vicine alla premorte, come l’asfissia da soffocamento o annegamento, con immediata rianimazione

20. Si è costretti ad essere esecutori o testimoni di abusi, della tortura e il sacrificio di persone e animali.

21. Partecipazione coatta nella pedopornografia e nella prostituzione

22. Stuprare una donna per metterla incinta, viene quindi fatta abortire e il feto viene utilizzato a scopo rituale, o se la gravidanza non viene interrotta, il bambino viene rapito per essere una vittima sacrificale o diventare uno schiavo.

23. Abusi che vanno a colpire anche la spiritualità delle vittime facendole sentire possedute, molestate, e completamente controllate da spiriti o demoni

24. Profanazione delle credenze giudaico-cristiana e delle forme di culto; dedizione a Satana o ad altre divinità

25. Abusi e illusioni vengono perpetrati in modo da convincere le vittime che Dio è il male, come ad esempio convincere una bambina che è stato Dio a violentarla.

26. La chirurgia usata come forma di tortura, di sperimentazione, o che causa una variata percezione delle cose.

27. Danni o minacce ai familiari, agli amici, alle persone care, agli animali domestici, e alle altre vittime, per forzare il rispetto

28. L’uso della illusione e della realtà virtuale per confondere e rendere l’intera vicenda una cosa poco credibile.

   La base per il successo della programmazione Monarch è che possono essere create differenti personalità o parti di personalità, che non si conoscono tra loro, ma che possono prendere il controllo del corpo in momenti diversi. Le pareti di amnesia costruite grazie ai traumi, formano uno scudo protettivo di segretezza che protegge i colpevoli dall’essere scoperti, e impedisce alla personalità principale di sapere quando il sistema di cambio personalità è attivo. Lo scudo del segreto permette ai membri del culto di vivere e di lavorare assieme agli altri e di rimanere totalmente inosservati. La personalità dominante potrebbe essere un buonissimo cristiano, ma la personalità che si nasce sotto di essa potrebbe essere più satanica di quella di Mr. Hyde. Si cerca di fare molto sotto il profilo del mantenimento della segretezza della agenzia di intelligence o del gruppo occulto che sta controllando lo schiavo. Quando fallisce questo tipo di programmazione tutto ciò finisce con punizioni tremende che può arrivare fino alla morte da parte dell’operatore che ha fallito. Ogni trauma e tortura serve a uno scopo. Una grande quantità di sperimentazioni e ricerca è condotta per sapere cosa potesse essere fatto e cosa no.

   Intorno al rigido incasellamento teorico del risultato ottenuto in termine di artificiale creazione di personalità totalmente dissociate e inconsapevoli tra loro ( teoria del nido d’ape) si è in passato ospitato un voce parzialmente dissenziente che modula in modo diverso la estrapolazione di alter nelle personalità delle persone trattate, ma nuove informazioni                                                                                                                                    rendono più dimostrata la costruzione e teorizzazione scientifica originaria del trattamento Monarch come creazione di personalità separate e scisse manipolate e trattate integralmente ( le poche interferenze cognitive e l’affiorare di frammenti isolati di ricordi dimostra solo che l’automa umano schiavo non è una creazione perfetta .. ) .

   Questo tipo programmazione viene gestita da strutture del tipo Gladio. Sono organizzazioni,  composte ai vertici da una nomenclatura trasversale di qualche centinaio di persone proveniente dal settore pubblico e privato, dove ci sono persone sia civili che militari e la conseguente articolazione sociale, con un cordone cultural operativo e teorico che alimenta artificialmente il mito di sé (stessa) attivando tutti i simboli, metodiche e strumenti che si poggiano su ignoranza, subcultura e “primitività”.

  Una volta scoperte risultano inermi, ma possono ancora contare sul potere individuale dei singoli e sulle coperture di sistema e delle varie alleanze che hanno costruito nel tempo.

   Il lavoro di controinformazione (ma sarebbe meglio dire di demistificazione di questa realtà) serve a mettere in evidenza che il “Re è nudo” (che sarebbe queste organizzazioni segrete che sono fatte da individui ben precisi) alle masse popolari, che vedono queste strutture e organizzazioni non sotto le vesti di un mito o di leggenda nera, ma per quello che sono: nemiche di ogni progresso economico, sociale,  e culturale.


[1] http://perchiunquehacompreso.blogspot.com 

SUL SESSO COME PREVARICAZIONE E VIOLENZA

•settembre 25, 2019 • Lascia un commento

   Credo che i riferimenti politici e culturali di una certa deviazione mentale ampiamente diffusa oggi nell’Occidente imperialista (come testimoniato dal caso Dutroux in Belgio)[1], esempi evidenti di questa deviazione sono la pedofilia, la violenza carnale spesso di gruppo, nell’incesto, nella tratta di donne, nell’obbligarle alla prostituzione, nella schiavizzazione di persone e nel ritorno a forme feudali di servitù, nel satanismo, nelle diverse forme plateali di spettacolarizzazione del sesso in locali e luoghi mercificati come fiere ecc.,  con  il protagonismo delle porno-star e dei più noti stalloni, pur nelle differenze che si accompagnano tra loro (anche lì vi sono classi sociali e remunerazioni ben diverse). Le motivazioni che stanno dietro a queste deviazioni possono essere tranquillamente individuate in alcuni dati:

  • La cultura bigotta e retrograda italiana legata ai divieti ecclesiastici da aggirare ipocritamente nel mentre ci si scandalizza e si chiamano i carabinieri per qualche chitarra che suona fuori orario o per qualche nudista in una spiaggia.
  • La perdita di senso della vita da parte della borghesia e delle classi che ne subiscono l’influenza.
  • L’uso del corpo come mezzo di carriera e di assunzione.
  • La necessità di protagonismo dei giovani e adolescenti che non trova più se non in determinate situazioni e segmenti di classe, collocazione nell’impegno sociale.
  • La negazione di spazi sociali e di aggregazione liberi da condizionamenti che non siano immediatamente cooptati dalle istituzioni viste come controllo dall’alto e non come espressione e luogo delle necessità dal basso (prodotto non solo dallo scontro politico di classe ma anche della presenza in Italia di “chiese” storiche, quella fascista dei circoli ristretti di picchiatori e tifosi, quella cattolica dei patronati e quella revisionista). 
  • L’esasperata ostentazione di ricchezza della società e del sistema mediatico per cui del sistema mediatico per cui chi non possiede nulla per accedere al “giro di riferimento” deve mercificarsi o dedicarsi ad attività illecite.
  • La pornografia istiga non solo alla pedofilia sia quella aperta e dichiarata che quella nascosta (filmini con bimbone sui 18 anni che fanno parte delle bimbe istigate all’istruzione al sesso dal padre e cazzate del genere) ma anche al sadismo (carceriere che violenta la donna davanti al marito ammanettato e legato) e al feticismo (leccature di scarpe e simi).

   La base fascista ed ipocrita del sesso quale mezzo di subalternità delle donne, quale non a caso la cultura italiana, nel denunciarla anche con strumenti di avanguardia quali il cinema, ha faticato a trovare ascolto (Pasolini: Salò e le 120 giornate di Sodoma, Cavani, Portiere di notte) oppure è stata mistificata e trasformata in altro da ciò che voleva rappresentare (Porci con le ali).

   Più spesso in tempi recenti la stessa cosa è data in alcuni telefilm americani  apparentemente innocui, magari accentrati sulla lettura del pensiero o sulla trance ipnotica (in sceneggia come Alias), in cui scene di sesso sadomasochistico in cui la figura femminile è soggetto che “emancipa” facendo uso di tecniche in passato dominio di uomini di potere, ove è quindi è la cultura ove quindi è la cultura della oggettivizzazione della persona a farsi dominante e non più solo o tanto della sola donna, ma anche dell’uomo: in questo senso gli spogliarelli maschili o i calendari le porcherie inutili cui masse di persone, prive di un proprio equilibrio sentimentale e di una vita sessuale soddisfacente, rivolgono un attenzione distorta e da mercato, come se fossimo ripiombati nei cortili e nelle piazze della Roma antica. Questo fenomeno è molto più spinto in paesi come gli USA e l’Italia che in altri paesi, sintomaticamente come la pedofilia dei sacerdoti che creato molti problemi alla Chiesa cattolica.

   Non a caso i film porno stanno evolvendosi anche in varie branche prima più nascoste al grosso pubblico:

  • Le ragazzine.
  • I sacerdoti sporcaccioni
  • I genitori ammiccanti verso le figlie
  • Il sesso in carcere
  • La corruzione sessuale come forma di pagamento a uomini potenti
  • Ecc. ecc.

   Personalmente credo che la società che considererei giusta non vedrebbe alcuna possibilità per schiavitù di donne, uomini e bambini


[1] Marc Dutroux è un serial killer belga, soprannominato il Mostro di Marcinelle in Belgio. La sua attività criminale si svolse tra la metà degli anni ’80 e il 1996.