LA DISTRUZIONE DEL DIRITTO DEL LAVORO IN ITALIA

•ottobre 26, 2020 • Lascia un commento

  L’origine dell’attacco alle condizioni materiali di esistenza delle masse popolari da parte della Borghesia Imperialista che ha portato nel nostro paese la distruzione del diritto del lavoro è la crisi del sistema capitalista iniziata all’incirca alla metà degli anni Settanta. La caratteristica di questa crisi si possono riassumere nel fatto che la crisi è generale (cioè nasce come crisi economica e poi si trasforma in crisi politica e culturale), di lunga durata e coinvolge tutto il mondo, cioè riguarda, sia pure con tempi e intensità diversa, tutti i paesi del mondo.

   È di dominio pubblico che i paesi semicoloniali e dipendenti vengono ricolonizzati, che i governi raddoppiano e triplicano i prezzi dei beni essenziali,  che milioni di persone sono cacciate dai loro paesi e costrette all’emigrazione.

   In Italia nel periodo che va dall’inizio degli anni Novanta (dove – non certamente a caso – ha operato in funzione di guerra ortodossa la Falange Armata) fino ad oggi, è stato anche (e non sarà certo un caso) quello della demolizione del diritto del lavoro e delle conquiste che i lavoratori italiani le avevano ottenute dal secondo dopoguerra dopo dure lotte.

   C’è stato anche il cambiamento del significato delle parole in uso. Fino all’altro ieri per riforme s’intendeva miglioramento (certamente graduale) delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, da un certo periodo in poi ha solamente significato un continuo e costante peggioramento. Se poi ci si opponeva a tali “riforme” ci si tirava dietro l’accusa di essere “conservatori” che si oppongono al “progresso”.

   Quest’attività di “riforma” e di abolizione del diritto del lavoro è stata portata avanti con l’apporto dei partiti di sinistra (compresi quelle definiti “radicali” come Rifondazione) e dai sindacati confederali.

   Ci sono state due modalità diverse per portare avanti questo tipo di attacco ai diritti dei lavoratori:

  • Da parte dei governi di Centro-Sinistra la “riforma” del diritto del lavoro deve avvenire di concerto con i sindacati confederali in modo da farla accettare ai lavoratori senza alcuna protesta.
  • L’orientamento dei governi di Centro-Destra, invece, prevedeva più l’immediato e diretto intervento del potere legislativo.

   In effetti, queste cosiddette “riforme” sono avvenute in prevalenza mediante accordi sindacali che, una volta consolidati ed evitato la protesta dei lavoratori, alla fine sono state consolidate.

   Agli accordi sindacali, è stato attribuito un vero e attribuito un vero e proprio ruolo normativo.

   Un esempio. In maniera di contratti a termine, la legge n. 56 del 1987 riconosceva ai sindacati la possibilità di derogare in peggio il divieto di apposizione del termine. Con tali accordi, il termine si poteva apporre liberamente ed anche all’attività ordinaria. In pratica, con gli accordi sindacali si legalizzava la violazione della legge. Una volta consolidatigli accordi ed evitato la protesta dei lavoratori, nel 2001 è stata emanata la nuova normativa sulla liberalizzazione del contratto a termine.

   Per il resto, basta confrontare la successione dei contratti collettivi per comprendere facilmente come i sindacati sottoscrittori hanno gradualmente introdotto la flessibilità e compresso, se non abolito, i diritti dei lavoratori.

   Il ruolo di CGIL-CISL-UIL è stato quello di far passare la “riforma” in peggio dei diritti dei lavoratori in silenzio e senza sorprese.

   A garanzia di tale ruolo, l’ordinamento e la giurisprudenza hanno riconosciuto a tali sindacati l’esclusivo riconoscimento di rappresentatività per legalizzare la loro preminenza rispetto a sindacati molto più conflittuali di loro.

SULLA FLESSIBILITA’

   La flessibilità la si fa ma non si dice. In 1.127 accordi sindacali sottoscritti tra il 1990 e il 1995 la parola compare solo su 137 documenti mentre esiste nei fatti molto di più di quanto compariva nei testi che venivano poi modificati. Flessibilità soprattutto negli orari. Ciò costituisce una linea guida che poi scatterà anche in tema di salario.

   Gli accordi gradino prevedono salari inferiori ai minimi previsti dai contratti.

   Un accordo gradino è stato stipulato nell’estate del 1996 per i tessili e costituisce una clausola aggiuntiva inserita nel C.C.N.L. del 1995. Con l’affermazione che “Gli accordi gradino salvano posti di lavoro e fanno aumentare al sindacato la presenza nei posti di lavoro” (Antonio Megale della CGIL Tessili). In sostanza sindacati e imprenditori tessili sono concordi nel ritenere che la clausola dei tessili dimostra l’approccio alle deroghe salariali risulti più efficace se affidato alle singole categorie e non imposto con intese centralizzate troppo condizionate da querelle politiche. Quello dei tessili è stato uno dei settori apripista nell’emersione del sommerso: nel 1996 aveva 30.00 addetti; 2.000 aziende; 10.000 addetti già emersi; 70 aziende emerse nel leccese, 20 a Martina Franca.[1]

   Altri accordi “brillanti” sottoscritti nel 1996: la CISL sigla un accordo territoriale a Brindisi in base al quale le nuove aziende possono pagare salari inferiori ai minimi contrattuali. La Barilla sottoscrive delle intese con i sindacati in base alle quali il personale è retribuito con un gradino inferiore a Melfi e Foggia. Il Contratto Collettivo nazionale del Legno prevede per i nuovi assunti stipendi inferiori del 20%. Mentre il Contratto Collettivo nazionale Lapidei e manufatti hanno allungato il periodo di avviamento da due a cinque anni.[2]

I   n base all’art. 36 della Costituzione, ogni lavoratore deve percepire una retribuzione in misura comunque sufficiente per garantire una vita libera e dignitosa per sé e alla sua famiglia. Tale misura è stata individuata nei minimi sindacali stabiliti dalle singole contrattazioni collettive nazionali.

   Il primo intervento per ridurre la retribuzione dei lavoratori è stato quello di non aumentare più i suddetti minimi, ormai fermi da oltre venti anni. Ciò è avvenuto con la complicità dei sindacati confederali e dei governi di Centro-Sinistra (con dentro la sinistra cosiddetta “radicale”).

   Le altre azioni sono state le più svariate.

   Con gli accordi gradino, come si diceva prima, è stato previsto un salario d’ingresso inferiore per i primi anni di lavoro. Questo tipo di azione, essendo anticostituzionale per violazione del diritto di uguaglianza, era prevista solo per qualche anno e in via transitoria invece dura dal 1990 perché è sempre stata prorogata.

   Con la leggi sui Lavoratori Socialmente Utili (LSU) di cui il decreto legislativo 468/98, lo Stato e gli enti pubblici possono assumere personale precario senza tutele e con garanzie ridottissime per la realizzazione di opere o fornitura servizi, con contratti temporanei e a scadenza. L’art. 8 esclude espressamente che tale personale possa essere considerato come lavoratori subordinati.

   Con i Contratti d’Area e i Patti Territoriali si sono introdotte forme di assunzione e retribuzione precaria. Nonostante tali azioni consistano in strumenti di finanziamento statale delle attività produttive, con il beneplacito di CGIL-CISL-UIL sono state introdotte politiche per la riduzione dei salari e per nuove forme di lavoro meno garantito e meno tutelato. I Contratti d’Area sono previsti dall’accordo per il lavoro del 24.09.1996 (Governo Prodi) per le aree industriali in crisi e ad alto tasso di disoccupazione, mentre i Patti Territoriali sono stati introdotti con le leggi nn. 104/95 e 662/96 per tutto il territorio. In realtà questi strumenti che riducono le tutele dei lavoratori sono stati applicati anche in zone non in difficoltà, come Pavia, Trieste, Crema. Un posto di lavoro creato con tali strumenti costa allo Stato 300.000€, quindi per gli imprenditori è quasi a costo zero. Ciò ha prodotto nuova occupazione precaria e con reddito insufficiente ed è stata un’operazione di sostituzione dei lavoratori a costo intero con quelli a costo ridotto.

   Con l’uso indiscriminato dei Contratti di Formazione si è provveduto all’assunzione finanziata di lavoratori per un massimo di due anni con il ricatto per essere confermato il rapporto a tempo indeterminato.

   Ora l’istituto è stato sostituito con le varie forme di apprendistato della durata di quattro anni ed applicabile liberamente anche a lavoratori qualificati (ingegneri, tecnici ecc.). Come apprendisti, i lavoratori svolgono un lavoro qualificato ma sono retribuiti secondo livelli d’inquadramento inferiori.

Per quanto riguarda, la flessibilità occupazionale che abolisce la garanzia di stabilità con il Decreto Legislativo 368/2001 e la Legge 133/2008 è stata introdotta la libertà dei Contratti a termine con i quali si ottiene lo stesso risultato della totale libertà di licenziamento in favore dei padroni: stipulando ripetuti contratti a termine o brevissimo termine mensile o settimanale il lavoratore deve sottostare ai ricatti datoriali, per non ottenere il rinnovo e rimanere disoccupato e senza reddito.

   Con la legge 428/90 è possibile licenziare i lavoratori in caso di cessione di azienda per assumere altri a condizioni più svantaggiose.

   Nei casi in cui non interessa la cessione di azienda, la flessibilità è attuata mediante la pratica dello “svecchiamento” che consiste nel porre in cassa integrazione i lavoratori garantiti per indurli alle dimissioni stante il ridotto ammontare dell’assegno rispetto allo stipendio ed i limiti imposti al cassintegrato. I lavoratori con maggiore anzianità sono posti in mobilità lunga per la pensione anticipata. In entrambi i casi, cassa integrazione e mobilità con prepensionamento, i costi sono a carico dello Stato e il datore si libera di quei lavoratori garantiti per assumere nuovo personale a condizioni peggiori.

   Con l’operazione “svecchiamento” il datore di lavoro ottiene anche un altro obiettivo: liberarsi del personale “anziano” anche se efficiente per assumere personale giovane, “fresco” di studi, proprio come avviene con un computer funzionante ma sostituito con un altro di ultima generazione.

La legge Biagi del 2003 ha introdotto ulteriori forme di flessibilità, tra cui: contratti a progetto, a chiamata, lavoro intermittente, a somministrazione, ripartito, accessorio, il distacco, il trasferimento, appalto di manodopera, cessione di ramo d’azienda.

   Tutte queste tipologie comportano una retribuzione inferiore, un’insicurezza del posto di lavoro, la mancanza di copertura delle ulteriori forme di retribuzione, come quella collaterale e differita (tredicesima, quattordicesima, ferie, TFR), ed assicurativa (malattie, maternità, previdenza, indennità di disoccupazione).

   Fino alla serie di leggi che il Governo Renzi, ha varato che sono raggruppate col nome di Jobs Acts che sono un sistema di ricatto permanente a favore dei padroni e contro i lavoratori e le lavoratrici.

   Infatti, questo ricatto procede su due gambe: quella dei contratti a termine a casuali (per cui il padrone può assumere a termine quando vuole e per il tempo che vuole) e quella dei contratti a tutele crescenti (per cui il padrone può assumerne a tempo indeterminato, ma licenziare quando e come vuole pagando una miseria di indennità)

   Tutti questi interventi sindacali e legislativi hanno avuto come conseguenza che in Italia la forza lavoro è tonalmente svalorizzata. Con il ricatto della disoccupazione di massa e con il lavoro nero (che nella sostanza con questi interventi sopra descritti è stato legalizzato), il padronato ha abbassato anno dopo anno i salari.

   I bassi e bassissimi salari cono la carta che i padroni italiani e i loro governi giocano sul tavolo della competitività contro gli altri capitalisti europei e mondiali.

   Per questo motivo anche in città come Milano c’è gente che lavoro per 3-4-3 euro l’ora!

   Per questo motivo un fronte unitario di lotta e di massa dovrebbe battersi che ci sia una paga oraria che non sia inferiore a 9€ l’ora (niente di estremistico è la media della paga base oraria europea) e un salario minimo garantito per i disoccupati che non sia inferiore almeno a 1.250€ mensili.

   In sostanza bisogna combattere il sottosalario, contro la condizione sempre più schiavistica imposta dal padronato e dalle leggi dello Stato, contro l’attacco alla dignità dei lavoratori e delle lavoratrici.

INCIDENTI E INFORTUNI SUL LAVORO

   Secondo dati ufficiali (molto inferiori alla realtà) i morti ufficiali sul lavoro sarebbero oltre 1.000 all’anno. In questa cifra sono compresi solo i lavoratori che muoiono in seguito ad un incidente violento entro i primi cinque giorni.

   Sono quindi escluse, tutte le morti successive ai cinque giorni e quelle causate da malattie contratte sul lavoro.

   Perciò questo numero aumenterebbe a diverse migliaia di morti all’anno. Una vera propria guerra che la Borghesia sta effettuando contro i proletari.

   Qual è la causa degli incidenti sul lavoro e quali potrebbero essere le soluzioni?   Una delle cause è la mancata predisposizione di mezzi e sistemi infortunistici ritenuti dalle aziende troppo costosi oppure elementi che frenano la produttività. Il motivo fondamentale di quest’atteggiamento delle aziende risiede nella legge economica del sistema capitalistico della competitività: la riduzione dei costi di produzione.

   Non applicare mezzi e sistemi anti infortunistici significa risparmiare soldi, quindi aumentare i profitti.

   Un’altra causa è l’aumento dei ritmi di lavorazione. La produzione aumenta con l’aumento della velocità di lavorazione.

   È un dato economico che un prodotto è tanto più competitivo quanto viene fabbricato nel minor tempo possibile. La velocità della lavorazione, però, non permette di rispettare le regole di sicurezza. Non permette di effettuare un lavoro con attenzione e precisione. Ciò crea motivo di incidenti ed infortuni.

   Un esempio è quanto sì e registrato nei supermercati della grande distribuzione, dove i commessi dovevano correre su pattini a rotelle per rifornire gli scafali.[3]

   Inoltre, aumentare i ritmi di lavoro e ridurre e abolire le pause (si potrebbe definire il “modello Marchionne” fatto di diminuzione pause, cassa integrazione e straordinari)[4] ed i riposi, tutto ciò significa maggiore produzione ma anche maggiore rischio di incidenti per stanchezza e mancanza di lucidità.

   Egli ultimi anni è aumentato anche il numero dei lavoratori minorenni, finanche bambini. In Italia si stima che nel 2013 erano 260.000 i minori sotto i 16 anni coinvolti, più di 1 su 20.[5]

I minorenni sono i più esposti agli incidenti e alla contrazione di malattie professionali vista la loro debole condizione fisica e la mancanza di esperienza e preparazione professionale. E chi fa lavorare i bambini viola, la legge sul diritto del lavoro, figuriamoci quelle sulla sicurezza.

I governi italiani – nel 1997 quello di Centro-Sinistra (appoggiato da un grande “comunista” come Bertinotti) e nel 2003 quello di Centro-Destra hanno abolito il limite dell’orario giornaliero fissato nel 1924 in otto ore. In base alla legge n. 66/03, un lavoratore può essere obbligato anche 16 ore al giorno senza alcun aumento di retribuzione. Quello che non ha fatto il fascismo storico al governo (ma all’epoca c’era un Movimento Comunista Internazionale degno tal nome con dirigenti come Lenin non intellettuali da salotto arrivati ai posti dirigenti grazie ai revisionisti come Ingrao), lo ha fatto il tecno-fascismo attuale con la complicità di tutti i partiti politici di centro, destra e della sinistra borghese (e dei sindacati che praticano la collaborazione di classe).

   Il limite della giornata di 8 ore è stata una grande conquista dei lavoratori sugellata con gli eccidi proletari del 1° maggio.

   La richiesta di limitare la giornata lavorativa al massimo di otto ore era motivata che più ore di lavoro provocavano maggiore stanchezza psico fisica. A causa della stanchezza avvenivano maggiori incidenti.

   La stessa legge n. 66/30 che ha abolito le otto ore, prevede che possono beneficiare di una pausa di 15 minuti per il riposo solo coloro che svolgono un lavoro ripetitivo e solo dopo le prime sei ore di lavoro. Pausa che non costituisce un diritto del lavoratore ma una concessione del datore di lavoro. Se il lavoratore decide di utilizzare la pausa dopo sei ore di lavoro contro la volontà del datore di lavoro, è passibile di sanzione disciplinare per insubordinazione che può essere punita con il licenziamento.

   È chiaro che il lavoratore evita di riposarsi per non perdere il posto di lavoro.

   Ma è anche chiaro che la stanchezza e la perdita di lucidità provocano incidenti la cui colpa viene posta sempre a carico del lavoratore, ritenuto disattento.

   Questi sono gli effetti della legislazione italiana.

   Pertanto, non si può parlare di soluzione della problematica degli infortuni se non si aboliscono queste leggi, se non si abolisce la legge n. 66/03, se non si affronta la questione dei ritmi di lavoro.

   Le imprese, per risparmiare sui costi, non predispongono adeguati mezzi, né attrezzature antiinfortunistiche. Sempre per risparmiare sui costi, gli imprenditori assumono personale non specializzato e senza esperienza in modo da pagarli di meno. La mancanza di conoscenze e d’informazioni è una causa degli incidenti.

   Le imprese che ricorrono maggiormente a questi espedienti sono quelle pressate dal contenimento dei costi rispetto agli introiti stabiliti da un appalto.

   Il prezzo con cui un’impresa concorre per l’aggiudicazione di un appalto è frutto di un calcolo complessivo dei costi di esecuzione. Quanto più riduce i costi, maggiore è la possibilità di aggiudicarsi la gara di appalto.

   I costi che in genere sin riducono sono proprio quelli destinati alla sicurezza poiché ritenuti non produttivi. La conseguenza è l’esposizione agli incidenti.

   Esposizione che aumenta vertiginosamente con i subappalti. In questi casi la riduzione del costo dei costi è ancora maggiore perché il subappaltante ottiene per il medesimo lavoro un prezzo di prezzo di appalto minore. Il subappaltante per ricavare degli introiti deve risparmiare sui lavoratori e sulla loro sicurezza.

   Appare chiaro che un terreno di lotta sta nell’abolire tutte le leggi e le norme che permettono il subappalto e disporne il divieto totale.

   Il subappalto è stato sempre una causa degli incidenti sul lavoro, inoltre, ha fatto riemergere la figura del caporale che era stata vietata dalla Legge 1369/60.

   Ebbene, prima della Legge Treu (approvato da quel grande “rivoluzionario” che era Bertinotti), poi con la Legge Biagi si è abolita la Legge 1369/60 e liberalizzato gli appalti e i subappalti di manodopera e legalizzato in sostanza il caporalato con il lavoro interinale e a somministrazione.

   I lavoratori assunti con contratti flessibili e precari, come il lavoro a termine, part time, a progetto, a chiamata ecc. sono maggiormente esposti agli infortuni. La loro condizione di riscattabilità li obbliga a non protestare e ad accettare lavorazioni pericolose o, comunque faticose, compresi i ritmi elevati e senza sicurezza.

   Pertanto, non è vero che le istituzioni vogliono eliminare le stragi sul lavoro. I partiti e i governi sono stati promotori (o comunque non si sono contrapposti) di leggi che facilitano e aumentano gli incidenti sul lavoro.

   Quindi, finché esisterà questo sistema economico che si basa sullo sfruttamento delle persone, il problema degli infortuni non sarà mai risolto ed i lavoratori saranno destinati a rischiare la vita.

   Ma, intanto è importante ed obbligatorio combattere affinché siano abolite tutte quelle leggi che facilitano gli incidenti e gli infortuni. Quindi occorre immediatamente ottenere l’abolizione della legge n. 666/03 e ristabilire l’orario massimo di lavoro a otto ore per cinque giorni a settimana (e ovviamente se si hanno i rapporti di forza sufficienti lottare per ulteriori riduzioni di orario senza perdita di salario); l’abolizione delle leggi che permettono il subappalto e stabilire il divieto dell’appalto di manodopera e del caporalato; l’abolizione totale della legge Treu e della legge Biagi; l’abolizione della Jobs Act e di ogni forma di precarietà e flessibilità del lavoro.

   Il prezzo che i lavoratori stanno pagando non è solo una retribuzione inferiore o il licenziamento, ma la loro sopravvivenza fisica.

LA DELOCALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

   Gli imprenditori italiani hanno deciso di confermare la loro politica aziendale che prevede il licenziamento degli operai, la chiusura delle fabbriche in Italia ed il loro trasferimento nel Tricontinente o nei paesi dell’ex “campo socialista” (pensiamo che al 31 dicembre 2014 risultavano in Romania ben 18.433 imprese italiane).[6]

   Questa politica di licenziamento e trasferimento delle fabbriche è a completamento di quanto gli industriali hanno già fatto negli anni ’90 e che ha comportato il licenziamento di migliaia di lavoratori.

   Tutto questo è avvenuto ed avviene nonostante l’aumento delle commesse e la concessione di enormi benefici e finanziamenti pubblici in favore degli industriali per garantire l’occupazione.

   Le imprese italiane, infatti, hanno beneficiato di enormi aiuti finanziari e agevolazioni per creare e mantenere l’occupazione in Italia. La concessione di finanziamenti, immobili, stabili, infrastrutture, macchinari, sgravi fiscali, è stata la costante di questi aiuti.

   Quasi sempre gli industriali occupavano un numero di dipendenti inferiore a quello per cui beneficiavano degli aiuti.

   Spesso gli industriali, cambiando solo il nome dell’impresa e mantenendo le medesime strutture, macchinari e dipendenti, beneficiavano di ulteriori finanziamenti come se fosse una nuova azienda che dava occupazione.

   In maniera ricorrente, gli industriali assumevano i lavoratori con contratti precari per risparmiare sul costo della manodopera. Molte volte si è scoperto il pagamento con la doppia busta paga: una fittizia secondo i minimi salariali quale documentazione per ottenere i benefici pubblici e un’altra reale, riportante un importo inferiore che era corrisposto al lavoratore.

   A partire dal 1993, gli industriali italiani hanno cominciato a trasferire la produzione all’estero (coincidente l’aperta e dichiarata restaurazione capitalista nei paesi dell’Est), iniziando dall’Albania (storico terreno di caccia dell’imperialismo italiano), grazie ad accordi e concessioni effettuati dal governo italiano.

   In conformità a questi il governo italiano finanziava la chiusura degli stabilimenti in Italia, finanziava l’apertura all’estero. Lo Stato italiano, sempre in conformità a questi accordi, non richiede agli industriali nemmeno le tasse e i dazi di ritorno dei prodotti dall’estero. L’operazione è chiamata TPP (Traffico di perfezionamento Passivo).

   Con successivi accordi governativi, gli industriali hanno aperto stabilimenti, nell’Est Europa, in America Latina, in Africa e in Asia.

   Il principale, se non unico, motivo del trasferimento è costituito dallo scorso costo della manodopera. In Albania un operaio è pagato sulla media tre euro il giorno, mentre in Bulgaria (sempre sulla media) con soli 70 centesimi

   Non c’è mai stata nessuna riduzione delle commesse. La crescita delle imprese e la produzione. È aumentata la percentuale di vendita del prodotto, e i mercati, con relativo aumento di fatturato, di capitale e di profitto (ma di posti di lavoro in Italia).

   Anzi. Le aziende del settore interessato che nel 1990 avevano in tutto 700.000 operai in Italia, fino al 1998 hanno portato all’estero la lavorazione, operando 330.000 licenziamenti.

   Gli industriali non solo non hanno portato il lavoro fuori dall’Italia, ma non hanno fatto rientrare nel paese i profitti ottenuti. Questi profitti prendono la via dei paradisi fiscali, dei fondi pensione, dei fondi di investimento in altri paesi.

   La delocalizzazione ha coinciso largamente con l’esplosione della “fuga dei capitali all’estero”. Dei profitti ottenuti, solo nel 1998 sono stati esportati all’estero 80 mila miliardi di lire, pari a 41 miliardi di euro.

   Nei primi anni della delocalizzazione, gli industriali avevano mantenuto in Italia il 40-50% della produzione solo per limitare il rischio che si poteva determinare dalla realizzazione produttiva in paesi istituzionalmente ed economicamente non ancora sicuri (cosiddetto rischio Paese).

   Tale margine d’insicurezza è stato ridotto e quasi eliminato mediante l’intervento e la presenza militare italiana. Le forze speciali dell’esercito, dietro la scusa delle missioni di pace, garantiscono all’estero gli affari degli industriali italiani. Non è un caso che i militari italiani sono presenti in almeno 36 paesi e si parla addirittura, di sottoporli al comando del Ministero degli Esteri quale strumento di politica di espansione internazionale. La Marina Militare Italiana garantisce la scorta del trasporto merci.[7]

   Ora gli industriali che si apprestano a traferire quasi tutta la produzione lasciando in Italia solo il ciclo a più alto valore aggiunto (design, marketing ecc.).

   Oltre al trasferimento delle produzioni di beni si stanno delocalizzando anche le attività di servizi (per esempio i call center).

   Nonostante ciò, nonostante gli industriali abbiano da anni dichiarato a più riprese che chiuderanno gli stabilimenti, lo Stato continua ad elargire finanziamenti in loro favore anche per ammodernamento e ristrutturazione degli impianti affinché mantengano l’occupazione di operai, che invece, quasi sempre vengono messi in cassa integrazione e in mobilità.

   I finanziamenti sono elargiti anche a quegli industriali che sono stati più volte inquisiti per truffa ai danni dello Stato.

  Gli effetti di questa delocalizzazione, che in alcuni casi è definita “impetuosa”, sono facilmente leggibili. Nel “mitico” Nordest i laboratori contoterzisti che lavorano in subappalto sono stati sostituiti da aziende situate nell’Est Europa. Mentre nel più modesto Sudest, nel Salento in particolare, solo nel comparto calzaturiero si sono registrati dagli anni ’90 si calcola secondo dati prudenti sci siano stati almeno 13.000 licenziamenti.

  La chiusura delle fabbriche in Italia, il licenziamento dei lavoratori e il trasferimento all’estero è avvenuto ed il trasferimento con la complicità dei partiti e dei sindacati che non hanno perso il tempo a firmare accordi per la cassa integrazione e la mobilità.

  I sindacati non solo non hanno accennato ad una minima protesta, mentre venivano portati via i macchinari alla luce del sole, ma hanno fatto di tutto per convincere gli operai a subire le politiche aziendali poiché “esistono le supreme leggi del mercato”.

   Nessuna istituzione ha chiesto agli industriali la restituzione dei finanziamenti ottenuti con la scusa di creare e mantenere occupazione in Italia.

   La delocalizzazione è avvenuta e avviene in base ad accordi ed a norme emanate dallo Stato italiano che permette i licenziamenti in Italia ed invoglia il trasferimento all’estero.

   I padroni rimangono impuniti e continuano a speculare. Per loro la disoccupazione è un affare.

   Il trasferimento all’estero, come si diceva prima, avviene per sfruttare i bassissimi costi della manodopera. È evidente che non si può proporre a nessuno in Italia (almeno fino a oggi) di guadagnare asolo un euro il giorno. Altrettanto è chiaro che (almeno fino ad oggi ed è sempre bene ripeterlo) che un salario del genere difficilmente si può proporre nemmeno in Francia e in Germania. Il trasferimento avviene verso quei paesi ricattati dalla miseria, dalla fame e dalle guerre scatenate degli stessi paesi imperialisti occidentali.

   Pagare un operaio, un euro al giorno significa mantenerlo alla fame, nella disperazione più totale.

   Ecco perché queste popolazioni emigrano nei paesi imperialisti come l’Italia, essi scappano dalla fame generata dagli industriali occidentali (tra i quali molti italiani e padani). Gli stessi che licenziano nei loro paesi di origine (tra i quali l’Italia) creando così disoccupazione e marginalità (la criminalità diffusa è solo un prodotto di questi fenomeni sociali creati dai padroni).

   Gli immigrati sono vittime del medesimo disegno speculativo dei padroni.

  La questione dei licenziamenti e delle delocalizzazioni è collegata, quindi, a quella dell’immigrazione.

   La delocalizzazione, tra l’altro, è utilizzata per scardinare i diritti dei lavoratori.

  In pratica, si “invitano” i lavoratori ad accettare un lavoro flessibile, una drastica riduzione dei loro diritti e garanzie, dietro la minaccia di chiudere l’azienda trasferirla all’estero dove i lavoratori costano meno.

 Il messaggio che gli industriali danno ai lavoratori è chiaro: se accettate condizioni simili a quello che vivono i lavoratori del Tricontinente o quelli dell’Est europeo, la fabbrica non chiude e l’occupazione è salva.

  Partiti e sindacati non contrastano questa politica dando per scontato la “normalità” delle condizioni di lavoro dei lavoratori dei paesi esteri in cui si delocalizza.

   Con la guerra si afferma, demistificando e mentendo, di esportare quello che dicono di essere la “democrazia” (e i regimi che sorgono da queste aggressioni nella realtà sono solo dei satelliti e dei burattini degli imperialisti), con la delocalizzazione si vuole importare l’abolizione dei diritti dei lavoratori, si vuole scatenare la concorrenza e lo scontro tra lavoratori, tra italiani e immigrati.

   Questa tendenza deve essere invertita. Bisogna estendere a tutti i lavoratori, i diritti. L’internazionalismo non è solo un ideale, ma soprattutto una necessità concreta degli operai, il capitale agisce globalmente e globalmente deve agire la classe, un punto di partenza è stabilire dei collegamenti con i lavoratori degli altri paesi dove le aziende italiane sono andate a investire, per aprire lotte comuni dove si devono omologare (non al ribasso ovviamente) sia la parte salariale che quella normativa.

IL DIRITTO DEL LAVORO

   In quasi in tutto il mondo si fa risalire la nascita del diritto al periodo dell’impero romano. Già duemila anni fa, infatti, erano state descritte ed elaborate le varie branche del diritto, per esempio quello del matrimonio, dell’eredità, dei contratti, della proprietà ecc. L’unica branca che nel diritto romano non esisteva era quello del diritto del lavoro. Ai lavoratori non era riconosciuto nessun diritto.

   Il diritto del lavoro nel diritto romano non esisteva se non come proprietà dello schiavo. In sostanza, il lavoratore, era paragonato a un attrezzo, a una macchina di lavoro, che il padrone poteva disporre a suo piacimento. Lo poteva usare, spostare, abbandonare e vendere come voleva.

   Anche dopo l’impero romano, la condizione di schiavitù è continuata senza che ai lavoratori fosse riconosciuto alcun diritto da tutte le legislazioni del mondo.

   Solo nel XVIII secolo si sono si sono registrati i primi sporadici interventi per frenare alcune situazioni schiavistiche, mentre le prime elaborazioni di diritto del lavoro sono nate tra il 1800 e il 1865.

   Tale periodo noto come rivoluzione industriale, vede la borghesia affermarsi definitivamente come classe egemone dal punto di vista politico, subentrando a quella feudale.

   Durante la rivoluzione industriale le condizioni di lavoro degli operai di fabbrica furono molto pesanti, anche l’assoluta mancanza di ogni tutela dei loro diritto e per il divieto imposto dai governi di associarsi per ottenere miglioramenti salariali e normativi.

   La giornata lavorativa era di quattordici ore e spesso fu portata a sedici. La disciplina in fabbrica era ferrea: le macchine dovevano lavorare a un ritmo continuo e veloce e non c’era spazio per riposarsi, né per le pause. Allontanarsi dal proprio posto di lavoro o parlare con un compagno di lavoro venivano considerale mancanze gravi e costavano pesanti sanzioni fino al licenziamento.

   Era l’essere umano a doversi adattare alla macchina e non il contrario. Al lavoratore si chiedeva di svolgere un ruolo meccanico e non attivo o intelligente.

   I salari erano bassissimi perché i disoccupati erano così tanti che un operaio se scontento poteva essere sostituito in qualsiasi momento.

   Particolarmente grave fu la condizione dei bambini e delle donne che, essendo pagati meno, erano utilizzati in gran numero. Costavano meno perché ricevevano un salario più basso e rendevano allo stesso modo. Nelle fabbriche della Scozia nel 1816 su 10.000 operai, 6.850 erano donne e bambini.

In nessun paese esistevano leggi per tutelare i bambini, nemmeno quelli più piccoli.

   Dopo le prime lotte operaie, molte delle quali duramente represse,[8]   lo Stato inglese approvò la prima legge nel 1819 che prevedeva il limite di età di assunzione dei bambini dai dieci anni in poi e il limite dell’orario giornaliero stabilito in dieci ore. Non c’era, però, alcuna autorità che prevedeva il controllo. Quindi la legge minorile non è stata mai applicata.

  Dal 1800 era enormemente aumentata l’esasperazione dei lavoratori causata non solo dallo sfruttamento ma anche dalle ripercussioni lavorative consistenti in moltissime morti sul lavoro (storia vecchia nel capitalismo come si vede), malattie professionali, infortuni, miseria, sopraffazioni sulla persona, insomma, gli operai erano (e lo sono tuttora se non si difendono e mettono in discussione questo Modo di Produzione) carne da macello.

   Tutto questo era la dimostrazione pratica che gli interessi delle due classi, borghese e proletaria sono inconciliabili. La borghesia ritiene che qualunque sia la sorte dell’operaio, non è compito del padrone migliorarla.

   Dalla loro esperienza pratica, gli operai hanno imparato che per migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro devono contare essenzialmente sulle loro forze. Impresa difficile perché i padroni hanno dalla loro parte anche i governi i quali rappresentano le classi più elevate che si schierano con i padroni e non con gli operai.

   I governi hanno sempre vietato l’associazione dei lavoratori e impedito le varie forme di lotta, in primis lo sciopero. In Germania, addirittura, nel 1845 ogni interruzione del lavoro era severamente punita anche con la pena di morte.

  La libertà di sciopero e di associazione alla classe operaia non è stata certamente regalata.

   In una società divisa in classi, una classe subalterna, che quindi non detiene il potere, riesce con la lotta a strappare alla classe dominante una concreta libertà, anche se parziale, e sempre in costante pericolo che le sia nuovamente tolta. Questo significa che quando si parla di conquista di concrete libertà in regime borghese, queste non possono che essere libertà che la classe soggetta strappa alla classe dominante, anche se parzialmente e anche se possono essere rimesse in discussione.

   Vediamo alcuni esempi. La libertà di riunione e di associazione fu nel periodo della Rivoluzione Francese e precisamente il 14 giugno 1791 con la legge Le Chapelier, abolita per gli operai, in quanto proibiva a loro il diritto di riunione e di associazione, e comminava ai proletari che non osservavano il divieto multe e perdita a tempo determinato dei diritti civili.

   Ugualmente in Inghilterra, in periodo di affermazione della dittatura della classe borghese a cavallo tra la fine del XVIII secolo e l’inizio del XIX secolo è un susseguirsi di leggi che vietano ogni diritto di riunione e associazione per ogni tipo di lavoratori. Lo stesso avverrà in Italia e in altri paesi di più tarda industrializzazione a metà del XIX secolo, dove ogni diritto di coalizione e di resistenza operaia sarà proibita.

   Sia in Inghilterra che in Francia e successivamente negli altri paesi, occorreranno decenni di lotte durissime, migliaia e migliaia di morti, centinaia di migliaia di feriti e carcerati, insurrezioni e rivolte, scioperi di milioni di uomini e donne, per strappare ai governi borghesi di questi paesi la libertà di sciopero, di associazione, di coalizione e di resistenza per i lavoratori. In Francia occorreranno le rivoluzioni del 1830 e del 1848 in Inghilterra le lotte del 1825, 1832 e 1859 e la dura cruenta lotta del movimento cartista.

   Un’altra battaglia è stata quella di eleggere o essere eletti dei proletari nel parlamento borghese, la richiesta del suffragio universale (dei maschi adulti) era il primo punto della Carta del 28 febbraio 1837 che segna il momento più alto e di massa del movimento operaio inglese. Gli altri punti erano: parlamenti annuali, voto a scrutinio segreto, stipendio ai membri del parlamento, abolizione dei requisiti di censo per i candidati al parlamento, distretti uguali.

   Si noti che il cartismo, specie in quel periodo non fu emanazione di ceti piccolo-medio borghesi, ma espressione di tutto il mondo proletario mobilitato a livello di massa. Occorreranno cinquant’anni di lotte per ottenere in Inghilterra il suffragio universale, che sarà concesso solo nel 1918. Lo stesso avverrà nei decessi successivi nelle altre nazioni europee dove, il proletariato chiederà il potere per sé non per le altre classi.

   Vediamo ancora la libertà di stampa, in pratica la libertà di scrivere e diffondere le proprie idee.

   Nell’Inghilterra dell’Ottocento dove vigevano grosse tasse di bollo su ogni copia di giornale (quotidiano o settimanale) venduto. Il prezzo di vendita diveniva così altissimo, tanto che per i proletari era concretamente irraggiungibile l’acquisto di un giornale. Occorsero campagne operaie durate decenni e la sfida lanciata da giornali operai, venduti al prezzo di pochi centesimi e illegalmente senza bollo, per far abolire la legge. Il primo a lanciare la campagna fu il The poor man’s guardian che, su iniziativa del suo direttore Cobbet, fu venduto al prezzo di un penny come protesta “contro la tassa sul sapere”. Altri giornali operai seguirono, in una lotta che durò alcuni lustri, per arrivare al 1836 quando la tassa sui giornali fu ridotta, e infine nel 1855 quando fu abolita.

   Il limite di tutte queste libertà che sono state conquistate da parte del proletariato con lotte durissime (durate decenni se non addirittura due secoli) sono avvenute nell’ambito e nel quadro dello Stato borghese, permanendo la dittatura della classe borghese. E quindi in ultima analisi sono state utilizzate dallo Stato borghese per mantenere il proprio dominio. Ciò conferma la correttezza dell’analisi marxista e leninista sullo Stato, secondo cui lo Stato della classe opprime, non può essere utilizzato dalla classe oppressa, ma deve essere demolito dalle fondamenta.

   Poiché questo non è avvenuto negli ultimi due secoli, tutte le conquiste operaie, per quanto ottenute attraverso lotte asprissime e prolungate, sono state utilizzate e fatte proprie dalla classe dominante. Se da una parte la conquista di queste liberà, ha allargato le possibilità del proletariato, ma dall’altro sono state utilizzate e “catturate” dalla borghesia che le ha mistificate come proprie libertà. La libertà operaia di associarsi e di costituire leghe e sindacati sono stati utilizzati dalla borghesia per istituzionalizzare il sindacato come ulteriore struttura di sostegno alla dittatura della classe borghese. La libertà di eleggere e di essere eletti è stata usata dalla borghesia per strappare alla loro classe di provenienza gli eletti operai e farne dei borghesi. La libertà di stampa, per l’enorme differenza economica di chi finanzia i giornali (monopoli) è utilizzata dalla borghesia per creare un’opinione contraria agli interessi proletari, e si può continuare con infiniti esempi.

   Su tutte queste libertà incombe il continuo ricatto da parte della borghesia di essere abolite tutte in una notte (attraverso uno stato fascista per esempio) ove le strutture democratiche-parlamentari non dovessero più essere funzionali per il domino capitalista.

   Tutto questo per dire che il diritto del lavoro non è stato un’elargizione da parte dello Stato borghese, ma è un prodotto delle lotte operaie (soprattutto se sono rivolte al cambiamento radicale del sistema).

   Ecco perché nel linguaggio giuridico il diritto del lavoro è definito come “elemento che resiste e che restringe lo sviluppo economico”.

   Pertanto, il diritto del lavoro non è mai riconosciuto come una delle tante branche giuridiche ma come la forza dei lavoratori di rivendicare la tutela dei loro interessi. È evidente che la sua esistenza dipende dall’espressione di tale forza. Quando i lavoratori smettono di lottare in maniera radicale al di fuori delle compatibilità del sistema, il diritto del lavoro sarà sempre limitato fino ad essere abolito.


[1] Il Sole 24 0re, 28 agosto 1996.

[2] Il Sole 24 0re, 29 agosto 1996, pag. 13.

[3] http://archiviostorico.corriere.it/2002/settembre/13/manager_commessi_negozio_muoveranno

[4] http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/21/pause-ridotte-cassa-integrazione-straordinari-pilastri-%E2%80%9Cmodello-pomigliano%E2%80%9D/172169/

[5] http://www.savethechildren.it/IT/Tool/Press/All/IT/Tool/Press/Single?id_press=592&year=2013

[6] http://www.icebucarestnews.ro/userfiles/file/LA%20PRESENZA%20ITALIANA%20IN%20ROMANIA%202014.pdf

[7] Ci ricordiamo i due marò questi “eroi” uccisori di pescatori indifesi, dove erano? Su una nave mercantile. E nessuno si è chiesto cosa ci stavano a fare? Se c’è una normativa che li consente? Ebbene sì, in base al DECRETO-LEGGE 12 luglio 2011, n. 107 Proroga (delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia e disposizioni per l’attuazione delle Risoluzioni 1970 (2011) e 1973 (2011) adottate dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, nonché degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione). Misure urgenti antipirateria. (11G0148) (GU n.160 del 12-7-201) ha permesso la convenzione tra gli armatori e il Ministero della “Difesa” (ma forse si intende difesa degli armatori e degli industriali in genere).

   Ci si chiederà se è possibile che un corpo di élite della marina non abbia nulla di più importante a cui pensare che fare la guardia giurata dei privati?    Esso è possibile poiché è un nuovo modo per fare cassa, poiché gli armatori sono pagati dal ministero. Dopo dismissioni e svendite del patrimonio, tasse e tagli a spese sociali, istruzione e ricerca, ecco a voi affitto di militari scelti. Un’ulteriore dimostrazione che l’austerità non ha come conseguenza solo il peggioramento delle condizioni sociali ma arricchimento di chi è già ricco.

   Del resto, ci siamo abituati all’impiego dell’esercito per cose che non gli competono istituzionalmente, per spot elettorali, tipo la “sicurezza” o l’emergenza neve; situazioni nate per dare solennità e importanza ad alcuni temi.

[8] L’episodio più grave di repressione si ebbe a St Peter’s Fields, vicino a Manchester, nel 1819, quando fu usata la cavalleria per disperdere un raduno di 50 000 persone che chiedevano una riforma parlamentare, provocando undici morti e 500 feriti. Questa strage fu approvata da tutta la classe politica inglese: e poiché anche il duca di Wellington, il vincitore della battaglia di Waterloo, espresse pubblicamente il suo sostegno nei confronti degli ufficiali che avevano ordinato la carica dei dimostranti, l’episodio venne sarcasticamente ribattezzato massacro di Peterloo.

LA PANDEMIA DEL DEBITO

•ottobre 25, 2020 • Lascia un commento

   In questi mesi la maggior parte della popolazione  (giustamente) si è concentrata sul Covid 19. Dal mio modesto punto di vista ritengo che bisognerebbe concentrarsi anche su un altro tipo di pandemia: quella dei debiti pubblici e privati che si stanno propagando nel mondo.

   Gli effetti del debito sono descritti dal compianto Gianfranco Bellini[1] e uscito postumo nel 2013, nel libro intitolato La bolla del dollaro – Ovvero i giorni che sconvolgeranno il mondo, edito da Odradek. Nella Bolla del dollaro si trovano riferimenti teorici, storici ed analitici che possono essere utili ad analizzare la situazione attuale. Nel frastuono di parole che i media, con ore di trasmissioni televisive sempre fuorvianti, di valanghe di notizie molte volte inattendibili  che servono ad anestetizzare la pubblica opinione, poco spazio si è dato al summit che si è tenuto il 27 – 29 agosto 2020  a Jackson Hole, in Wyoming, che è stato uno degli appuntamenti economici più attesi e importanti dell’anno, utilizzato dai banchieri centrali per mandare messaggi di politica monetaria.[2] Il tema di discussione era senza dubbio molto impegnativo: Navigare nel prossimo decennio: implicazioni per la politica monetaria. Star dell’evento è stato Jerome Powell presidente della Federal Reserve (Fed) e custode della valuta più indebitata, ma si badi bene non inflazionata, dell’intero globo terrestre,  se consideriamo che un debito di 26.712 miliardi di dollari non può più essere contenuto nei ristretti confini del pianeta Terra. Powell ha dichiarato che la Fed non si opporrà ideologicamente ad un livello di inflazione intorno al 2%, se questo sarà da stimolo alla crescita dell’occupazione. Non un accenno sul vertiginoso aumento del debito americano, di oltre 3.000 miliardi di dollari realizzatosi da marzo ad oggi, oppure per il suo improbabile contenimento, pensando alle tensioni inflazionistiche previste in percentuale assai contenute se rapportate alla massa monetaria espressa in dollari. Bisogna intendersi cosa intende dire Powell quando parla di tolleranza al 2%. Magari il capo della Fed sta mandando un messaggio alle classi dirigenti americane che si apprestano a scegliere il prossimo presidente attraverso la pantomima delle elezioni.  Powell ad esempio potrebbe sottendere che arrivare a un cambio di 1 dollaro per 0,70£ nei prossimi mesi non sarebbe tollerabile (oggi al cambio 1 dollaro per il 0,84£).  Bisognerebbe tenere d’occhio i rapporti di cambio tra le monete da novembre in avanti. Inoltre, bisognerebbe prestare attenzione al titolo del convegno Navigare nel prossimo decennio, assieme a un ulteriore riflessione: i banchieri centrali si stanno dando un orizzonte temporale definito e neppure troppo ampio. Nelle segrete stanze, e non in convegni pubblici, essi sanno che qualcosa dovrà succedere per forza nei prossimi anni.  

   Nel mondo occidentale il debito pubblico dilaga: il debito delle   corporation cresce, il debito delle aziende aumenta, il debito privato s’ingrandisce. Il Covid-19 sta accelerando questi processi, la cui velocità aumenta costantemente senza sapere effettivamente dove si vada a finire, nell’incerta certezza che per pura magia (magari per eredità culturale di Harry Potter o meglio ancora di Mago Merlino) non si andrà a sbattere contro nessun ostacolo. Ma sarà davvero così?

   Nella Bolla del Debito capitale reale e capitale fittizio vengono correttamente presentati in completa antitesi. Per quanto riguarda il capitale reale non si può che fare riferimento alla fondamentale opera di Marx DasKapital  (in italiano Il Capitale). Per quanto riguarda il capitale fittizio. Bellini fa notare che l’approfondimento teorico è ancora lacunoso e soggetto a critiche  e allo stato attuale una definizione di capitale fittizio, di potrebbe dire che c’è in esso il superamento del classico della formula classica di Marx  D-M-D’ (denaro-merce-più denaro).[3] Nella sostanza “Il Capitale Fittizio è quella parte di capitale che non può essere  simultaneamente convertita in valori d’uso esistenti. È un’invenzione che è assolutamente necessaria per la crescita del capitale reale, costituisce il simbolo di fiducia nel futuro. Si tratta di una finzione necessaria ma costosa e prima o poi crolla a terra”. Lavoriamo su questa definizione dove troviamo essenziali per comprendere perché il fittizio è il debito ed il debito è il capitale fittizio. Analizziamola la prima parte della definizione: “Il Capitale Fittizio è quella parte di capitale che non può essere simultaneamente convertita in valori d’uso esistenti…”. Nel  Capitale di Marx è la merce che contiene valori d’uso e valore di scambio, la continua trasformazione di denaro in merce e di merce in denaro genera il capitale reale. Il capitale fittizio è invece avulso da questo meccanismo, la sua generazione non dipende da fattori produttivi e commerciali, è una sorta di auto generazione perpetrata da enti che sono in grado di creare e moltiplicare denaro (banche centrali ed istituti privati). Essi hanno storicamente avuto freni inibitori in quest’azione speculativa dove alla fine sono progressivamente indeboliti. Freni inibitori importanti fino allo scoppio della prima guerra mondiale: lo sterling era il derivato (capitale fittizio) della sterlina,[4] il quale era convertibile in oro secondo i sacri dettami del Gold Standard. Una delle ragioni a fondamento della prima guerra mondiale fu lo squilibrio fra gli Sterling Bills circolanti e l’insufficiente riserva d’oro della Banca d’Inghilterra per garantirli. Un successivo indebolimento avvenne nel primo dopoguerra, allorché il dollaro di fatto affiancò la sterlina quale moneta di riferimento del commercio mondiale e quindi gli inglesi e gli americani poterono creare capitale fittizio tramite i rispettivi bills (cambiali, titoli di credito commerciali ecc.) fortemente utilizzati per le transazioni internazionali, ma a loro volta soggetti alla speculazione finanziaria. Un ulteriore ridimensionamento vi fu a seguito degli accordi di Bretton Woods del 1944, ed al passaggio al Gold Exchange Standard. Le monete europee rappresentanti di paesi accumunati dalla distruzione fisica ed economica dovute alla seconda guerra mondiale (senza particolari distinzioni tra vincitori e vinti), persero la possibilità di convertirsi in oro, delegando al solo dollaro questa possibilità. La sterlina abdicò definitivamente al proprio ruolo di moneta di riferimento a favore del biglietto verde USA.  Negli Cinquanta e Sessanta, le necessità vere o presunte di far fronte alla cosiddetta guerra fredda contro il “blocco socialista” a guida revisionista e la Repubblica Popolare Cinese, sia dalle due guerre calde determinate dalle guerre di liberazione rivoluzionaria della Corea e del Vietnam, indussero ben presto le autorità monetarie a premere sull’acceleratore dell’indebitamento e della conseguente creazione di capitale fittizio fino a giungere al primo default del debito americano dell’agosto 1971, allorché il presidente Richard Nixon decretò la sospensione della convertibilità del dollaro in oro (35 dollari per un oncia Troy[5]). Dal Gold Exchange Standard si passò al Dollar Standard, attualmente in vigore, ed alla possibilità per le autorità monetarie USA di creare debito senza limiti e quindi generare capitale fittizio a profusione per alimentare la voracità di Wall Street da un lato, e l’enorme costosissima macchina militare, compreso il suo notevole indotto industriale, dall’altro. Mai dimenticare che il privilegio di avere la valuta di riferimento lo si conquista e lo si difende sul campo di battaglia. Veniamo ora alla seconda parte della definizione: “E’ un’invenzione che è assolutamente necessaria per la crescita del capitale reale, costituisce il simbolo di fiducia nel futuro…”. Il capitale fittizio è invenzione, è frutto della fantasia di banche ed istituiti finanziari che operano anche tramite il mercato borsistico, loro complice in nefandezze bancarie. Facciamo l’esempio dei Subprime oggetto della bolla esplosa nel 2008. Al rapporto reale di erogazione di un mutuo a fronte dell’acquisto di una casa, banche e finanziarie costruiscono una serie di prodotti finanziari derivati costruiscono una serie di prodotti finanziari derivati che inglobano il rapporto mutualistico, per poi venire a loro volta inclusi in altri prodotti finanziari, moltiplicando così il valore del debito originario. Fino al momento dell’esplosione della bolla, la vendita sul mercato tali prodotti speculativi genera denaro vero che ritorna “impropriamente” sotto forma di capitale investito, in questo senso ai alimenta il capitale reale, il capitale fittizio costituisce il simbolo di fiducia nel futuro perché tale sistema si fonda sulla convinzione che il sottostante rapporto reale, un debitore in carne ed ossa che paga regolarmente le rate del mutuo, non cesserà mai di adempiere al proprio dovere “sociale”. Su questa fiducia la speculazione moltiplica i valori senza porsi limiti. Allorché tale debitore viene meno a tale obbligo abbiamo è la crisi del 2008.

LA FASE TERMINALE DELLA CRISI?

   E’ errato sostenere (come fanno i riformisti vecchi e nuovi) che l’attività economica complessiva è stata abbandonata alla libera iniziativa di tanti singoli individui. Al contrario la sua direzione è stata sempre più concentrata nelle mani di un ristretto numero di capitalisti e di loro commessi. In secondo luogo, con la mondializzazione del Modo di Produzione Capitalista e, il passaggio del capitale finanziario a ruolo guida del processo economico capitalista, la cosiddetta “globalizzazione”, la finanziarizzazione, la speculazione ha permesso alla borghesia, di ritardare il collasso dell’economia. Con l’estorsione del plusvalore estorto ai lavoratori o con le plusvalenze delle compravendite di titoli, i capitalisti hanno soddisfatto il loro bisogno di valorizzarsi il loro capitale e accumulare e accumulare. I bassi salari dei proletari (in tutti i paesi imperialisti compresi gli USA il monte salari è stato una percentuale decrescente del PIL) sono stati in una certa misura compensati dal credito: grazie a ciò il potere di acquisto della popolazione è stato tenuto elevato milioni di famiglie si sono indebitate, le imprese sono riuscite  a vendere le merci prodotte e hanno investito tenendo alta la domanda di merci anche per questa via.

   Si è trattato di un’autentica esplosione del credito al consumo attraverso l’uso generalizzato del pagamento a rate per ogni tipo di merce, delle carte di credito a rimborso generalizzato, nel proliferare come funghi di finanziarie che nei canali televisivi offrivano credito facile (persino anche a chi ha avuto problemi di pagamento!). Questo fenomeno si è diffuso dagli USA a tutti i paesi occidentali, dove in paesi come l’Italia (dove tradizionalmente le famiglie hanno sempre teso al risparmio), l’indebitamento delle famiglie occidentali è salito in pochi anni, in Spagna è salito al 120% del reddito mensile e in Gran Bretagna è arrivato a essere riconosciuto come una patologia sociale.

   Ma nonostante la droga creditizia messa in atto, il collasso delle attività produttrici di merci non è stata evitata e a causa della bolla immobiliare dei prestiti ipotecari USA e del crollo  del prezzo dei titoli finanziari, si restringe il credito.

   Bisogna considerare, inoltre, che la massiccia profusione di credito introdusse numerosi squilibri nel sistema poiché l’aumento del credito concesso non era accompagnato dalla crescita dei depositi liquidi  atti a fronteggiare eventuali fallimenti dei debitori. Il problema nasce dal fatto è che questo sistema poggia sulla continua rivalutazione delle attività finanziarie, cui all’origine sta il rientro dei debiti contratti e a valle la fruibilità dei prestiti fiduciari tra le istituzioni di credito. Poiché le passività tendono a essere molto più liquide delle attività (è più facile pagare un debito che riscuoterlo), l’assottigliamento dei depositi significa che in corrispondenza di una svalutazione degli assetti finanziari che intacchi la fiducia, le banche diventano particolarmente esposte al rischio d’insolvenza.

   Le chiavi attorno a cui ruotò l’intero meccanismo furono essenzialmente quattro:

  1. I Veicoli d’Investimento Strutturato (Siv). Si presentano come una sorta di entità virtuali designate a condurre fuori bilancio le passività bancarie, cartorizzarle e rivenderle. Per costruire una Siv, la “banca madre” acquista una quota consistente di obbligazioni garantite da mutui ipotecari, chiamati Morgtgagebaked Securities (Mbs). La Siv, nel frattempo creata dalla banca, emette titoli a debito a breve termine detti assett-backed commercial paper – il cui tasso di interesse è agganciato al tasso di interesse interbancario (LIBORrate) – che servivano per acquistare le obbligazioni rischiose dalla “banca madre”, cartorizzarle nella forma di collateralizet debt obligation (Cdo)  e rivenderle ad altre istituzioni bancarie, oppure a investitori come fondi pensione o hedge fund. Per assicurare gli investitori circa la propria solvibilità, la banca madre attiva una linea di credito che dovrebbe garantire circa la solvibilità nel caso in cui la Siv venga a mancare della liquidità necessaria a onorare le proprie obbligazioni alla scadenza. Quando nell’estate del 2007, la curva dei rendimenti – ossia la relazione che i rendimenti dei titoli con maturità diverse alle rispettive maturità – s’invertirà e i tassi di interesse a lungo termine diventeranno più bassi di quelli interbancari a breve termine, la strategia di contrarre prestiti a breve termine (pagando bassi tassi di interesse) si rivelerà un boomerang per le banche madri, costrette ad accollarsi le perdite delle Siv.
  2. Colleteralized Debt Obligation (Cdo).  La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria che utilizza i flussi di cassa generati da un portafoglio di attività finanziarie per pagare le cedole e rimborsare e rimborsare il capitale di titoli di debito, come obbligazioni a medio – lungo termine, oppure carta commerciale a breve termine. Il prodotto cartoralizzato divenuto popolare con lo scoppio della crisi è il Cdo ossia un titolo contenente garanzie sul debito sottostante. Esso ha conosciuto una forte espansione dal 2002 al 2003, quando i bassi tassi di interesse hanno spinto gli investitori ad acquistare questi prodotti che offrivano la promessa di rendimenti ben più elevati.
  3. Agenzie di rating. Sono società che esprimono un giudizio di merito, attribuendone un voto (rating), sia sull’emittente, sia sul titolo stesso. Queste agenzie non hanno alcuna responsabilità sulla bontà del punteggio diffuso. Se il titolo fosse sopravalutato, le agenzie non sarebbero soggette ad alcuna sanzione materiale, ma vedrebbero minata la loro “reputazione”. Tuttavia, data la natura monopolista dell’ambiente dove operano, anche se tutte le agenzie sopravalutassero i giudizi, nessuna sarebbe penalizzata.
  4. Leva finanziaria. Essa è il rapporto fra il titolo dei debiti di un’impresa e il valore della stessa impresa sul mercato. Questa pratica è utilizzata dagli speculatori e consiste nel prendere a prestito capitali con i quali acquistare titoli che saranno venduti una volta rivalutati. Dato il basso costo del denaro, dal 2003 società finanziarie di tutti i tipi sono in grado di prelevare denaro a prestito (a breve termine) per investirlo a lungo termine, generando profitti. Per quanto riguarda la bolla, l’inflazione dei prezzi immobiliari sta alla base della continua rivalutazione dei titoli cartolarizzati che ha spinto le banche a indebitarsi pesantemente per acquistare Cdo, lucrando sulla differenza tra i tassi della commercial papers emessi dalle Siv e i guadagni ottenuti, derivanti dall’avvenuto apprezzamento dei Cdo. In realtà, si è giunto al cosiddetto “effetto Ponzi” in cui la continua rivalutazione dei Cdo non era basata sui flussi di reddito sottostante, ma su pura assunzione che il prezzo del titolo sarebbe continuato ad aumentare.

Questa bolla non è certamente esplosa per caso.

   La New Economy, ha visto forti investimenti in nuove tecnologie informatiche (TIC): ma alla fine i forti incrementi di produttività non hanno compensato i costi della crescita dell’intensità del capitale, e quindi la sostituzione del capitale al lavoro.[6]

   L’indebitamento delle famiglie come si diceva prima, era stato favorito dal basso costo del denaro che favorì una crescita dei processi di centralizzazione, l’indebitamento delle imprese e appunto delle famiglie, la finanziarizzazione dell’economia e l’attrazione degli investimenti dall’estero. Ne conseguì un boom d’investimenti nel settore delle società di nuove tecnologie infotelematiche, in particolare sulle giovani imprese legate a Internet; con la conseguente crescita fittizia della New Economy che alimentò gli ordini di computer, server, software, di cui molte imprese del settore manifatturiero erano forti utilizzatrici e le imprese produttrici di beni d’investimento in TIC avevano visto esplodere i loro profitti e accrescere i loro investimenti. Ma, a causa degli alti costi fissi e dei prezzi tirati verso il basso dalla facilità di entrata di nuove imprese nel settore della New Economy, queste ultime accumularono nuove perdite e quando cercavano di farsi rifinanziare (avendo molte di queste società forti perdite) la somma legge del profitto che regola l’economia capitalistica indusse i vari finanziatori a stringere i cordoni della borsa in quanto avevano preso atto della sopravvalutazione al loro riguardo e le più fragili videro presto cadere attività e valore borsistico. Si sgonfiò così il boom degli investimenti in TIC.

   Dopo la fine della New Economy nel 2001 le autorità U.S.A. favorirono l’accesso facile al credito a milioni d’individui, in particolare per l’acquisto di case come abitazione principale o come seconda casa. Tra il gennaio 2001 e il giugno 2003 la Banca Centrale USA (FED) ridusse il tasso di sconto dal 6,5% al 1% . Su questa base le banche concedevano prestiti per costruire o acquistare case con ipoteca sulle case (senza bisogno di disporre già di una certa somma né di avere un reddito a garanzia del credito). I tassi di interesse calanti garantivano la crescita del prezzo delle case. Ad esempio, chi investiva denaro comprando case da affittare, il prezzo delle case era conveniente finché la rata da pagare per il prestito contratto per comprarle restava inferiore all’affitto. Il prezzo cui era possibile vendere le case quindi saliva man mano che diminuiva il tasso d’interesse praticato dalla FED. La crescita del prezzo corrente delle case non copriva le ipoteche, ma consentiva di coprire nuovi prestiti. Il potere d’acquisto della popolazione USA era così gonfiato con l’indebitamento delle case.

   Ma quando la FED, per far fronte al declino dell’imperialismo U.S.A. nel sistema finanziario mondiale (l’euro sta contrastando l’egemonia del dollaro, poiché molti paesi, per i loro scambi e i processi di regolamentazione delle partite correnti tra merci cominciano a preferire l’euro) nel 2007 riporta il tasso di sconto al 5,2% fa scoppiare la bolla nel settore edilizio USA e causa il collasso delle banche che avevano investito facendo prestiti ipotecari di cui i beneficiari non pagavano più le rate. Questo a sua volta ha causato il collasso delle istituzioni  finanziarie che avevano investito in titoli derivati dai prestiti ipotecari che nessuna comprava più, perché gli alti interessi promessi non potevano più arrivare. Tutto questo, alla fine, provocò il collasso del credito, la riduzione della liquidità e del potere di acquisto.  Diminuzione degli investimenti e del consumo determinano il collasso delle attività produttrici di merci.

   Se si guarda il percorso storico della crisi, dagli anni ’80, si nota che le attività produttrici stavano in piedi grazie a investimenti e consumi determinati dalle attività finanziarie. Quando queste collassano anche le attività produttrici crollano.

   Le autorità pubbliche di uno stato borghese, per rilanciare l’attività economica, le uniche cose che possono fare rimanendo dentro l’ambito delle compatibilità del sistema, sono:

  1. Finanziare con pubblico denaro le imprese capitaliste.
  2. Sostenere (sempre con pubblico denaro) il potere d’acquisto dei potenziali clienti delle imprese.
  3. Appaltare a imprese capitalistiche lavori pubblici.

   Per far fronte a questi interventi, le autorità chiedono denaro a prestito, proprio nel momento in cui le banche non solo non danno prestiti ma sono anche loro alla ricerca di denaro perché ognuna di esse possiede titoli che non riesce a vendere. Infatti, chiedono denaro per non fallire e per non negare il denaro depositato sui conti correnti presso di loro. Si sta creando un processo per cui le banche centrali fanno crediti a interesse zero o quasi alle banche per non farle fallire, le stesse banche che dovrebbero fare prestiti allo Stato. Essendo a corto di liquidità lo fanno solo con alti interessi e pingui commissioni. Lo Stato così s’indebita sempre di più verso banche e istituzioni finanziarie, cioè verso i capitalisti che ne sono proprietari. Finché c’è fiducia che lo Stato possa mantenere i suoi impegni di pagare gli interessi e restituire i debiti, i titoli di debito pubblico diventano l’unico investimento finanziario sicuro per una crescente massa di denaro che così è disinvestita da altri settori.

   Per far fronte alla crisi ogni Stato cerca di chiudere le proprie frontiere alle imprese straniere e forzare altri Stati ad aprire a loro. Quindi tutti i mezzi di pressione sono messi in opera. La competizione fra Stati e il protezionismo dilaga, come dilaga nazionalismo, fondamentalismo religioso, xenofobia, populismo, insomma tutte le ideologie che in mancanza di un’alternativa anticapitalista si diffondono tra i lavoratori e che sono usate dalle classi dominanti per ricompattare il paese (bisogno di creare un senso comune, di superare le divisioni politiche – qui in Italia in questo quadro bisogna vedere il superamento della divisione tra fascismo/antifascismo).

IL RUOLO DELLO STATO NELLA CREAZIONE DEL CAPITALE FITTIZIO

   la borghesia finanziaria[7] fa un uso privatistico dello Stato per creare capitale fittizio a costante sostentamento delle attività speculative. La Bolla del dollaro ci richiama alla genesi dell’intervento dello Stato in economia, nota eresia per il pensiero liberista classico, come soluzione della crisi economia del 1929.

   Gli economisti che sostengono l’intervento statale nell’economia sostenevano la tesi che il capitalismo sia governabile. Ideologi borghesi quali Sombart, Liefman, Schulze-Gaevenitz e riprese poi dai teorici della Seconda Internazionale quali Kautsky e Hiferding sostenevano la tesi del “capitalismo organizzato”.[8] Queste posizioni erano favorite dal fatto che nel periodo 1870/1914 ci fu un lungo periodo di assenza fra i paesi imperialisti.[9] I teorici del “capitalismo organizzato” sostenevano che nella società borghese moderna si riduceva progressivamente il campo delle leggi economiche operanti e ampliava in modo straordinario quello della regolamentazione cosciente dell’attività economica per opera delle banche.

   Queste teorie del “capitalismo organizzato “naufragarono nelle trincee della prima guerra mondiale, ma furono riprese all’inizio della grande depressione degli anni Trenta. In quel periodo nei circoli academici anglo-americani, in particolare Keynes ripresero il tentativo di dare un governo all’economia capitalista.

   Partendo dalla tesi che la stagnazione era causata dalla mancanza di investimenti produttivi ad un livello adeguato da parte dei capitalisti, che sono gli unici in una società borghese hanno i mezzi e sono nelle condizioni prendere l’iniziativa in campo economica. Secondo Keynes gli Stati devono creare una domanda di consumo finanziata col disavanzo statale. Keynes sosteneva che manovrando questa domanda attraverso la spesa pubblica e mettendo “degli incentivi a spendere” si poteva mantenere un livello di produzione che limitasse la disoccupazione.

   Le diverse soluzioni politiche che le borghesie dei vari paesi imperialisti hanno assunto negli anni Trenta (New Deal negli USA, nazionalsocialismo in Germania) erano caratterizzate da elementi comuni quali l’intervento dello Stato per razionalizzare l’economia.

   A essere precisi questo fenomeno dell’intervento dello Stato nell’economia era cominciato molto prima, ma fino al 1914 era rimasto sporadico o solo abbozzato:

   Vi sono stati due modelli di intervento statale nel mondo capitalista, da un lato la modalità degli Stati Uniti di Roosevelt e della Germania di Hitler, dall’altra la modalità dell’Italia di Mussolini. Il periodo è lo stesso: il primo lustro degli anni Trenta.

   In questo periodo  negli Stati Uniti l’azione del neo presidente Franklin Delano Roosevelt, a partire dai famosi primi 100 giorni del 1933, sinteticamente si rivolgono a tre aree d’intervento: l’area finanziaria, mettendo qualche briglia alle attività di Borsa tramite l’istituzione di una commissione di controllo sulle operazioni, ma soprattutto dividendo in modo netto l’attività delle banche commerciali (raccolta del piccolo e medio risparmio privato e loro investimento nei settori produttivi tradizionali) da quello delle banche di affari (gestione dei grandi patrimoni ed attività speculative); la seconda area riguarda il ruolo dello Stato (tramite apposite agenzie) come datore di lavoro, la più famosa delle quali fu certamente la Tennessee Valley Authority, con lo scopo di rilanciare economicamente la valle del fiume Tennessee soprattutto tramite la sua completa elettrificazione; infine nel campo fiscale dove, cosa incredibile se pensiamo alle risibili aliquote delle imposte dirette sugli alti redditi di oggi (in Italia la maggiore è il 43 per cento). Roosevelt gravò i redditi maggiori con aliquote fino al 79 per cento. Tutte queste azioni, tuttavia, non misero mai in discussione la proprietà privata di aziende ed istituti finanziari.

   Adolf Hitler, andato al potere agli inizi del 1933, si affidò per il rilancio dell’economia del Reich “millenario” ad un veterano della finanza tedesca del primo dopoguerra: Hjalmar Schacht. Già responsabile dell’economia nella Repubblica di Weimar nel 1923, presidente della Reichbank nel 1924. Nella sua azione governativa in economia, Schacht aderì al modello Rooseveltiano delle grandi opere pubbliche, che nel caso tedesco furono necessariamente ed immediatamente finanziate generando debito (capitale fittizio), che qualcuno tra Lombard Street[10] e Wall Street pensò bene di garantire, essendo la Reichbank impossibilitata a farlo. Il rapporto dello Stato con le grandi corporation tedesche fu subito quello di un’economia volta alla preparazione di un grande esercito e di una potente aeronautica: quindi soldi a profusione ai settori degli armamenti, meccanici ed automobilistici (come la Volkswagen, nata da un accordo siglato tra Hitler e Ferdinand Porsche). Anche nel caso tedesco le grandi banche ed i grandi agglomerati industriali (Krupp, Siemens, Bosch) non ebbero mai nulla da temere circa la saldezza dei pacchetti azionari nelle mani delle famiglie fondatrici.

   Come Roosevelt, anche Mussolini varò una legge bancaria nel 1933 che prevedeva la divisione tra banche di affari e banche commerciali. Ma in Italia si fece un passo che USA e Germania non si sognarono mai di fare: il salvataggio di banche ed industrie venne pagato proprio dai possessori dei pacchetti azionari, che dovettero cederli all’Istituto di Ricostruzione Industriale (IRI) fondato da Alberto Beneduce[11]. In ogni caso, in misura diversa e con modalità differenti, Stati Uniti, Germania ed Italia vararono ufficialmente e come politica strutturale l’era dell’intervento statale nell’economia. Anche la Gran Bretagna diede il suo contributo accademico, tramite l’opera di John Maynard Keynes, la cui divulgazione di uno dei due modelli, ovviamente quello che non metteva in pericolo i pacchetti azionari dei benefattori di denaro pubblico, contribuì alla diffusione dell’intervento statale nell’economia  nel mondo occidentale, soprattutto nel secondo dopoguerra. I due modelli di intervento statale ebbero diverse evoluzioni, dovute anche agli esiti della seconda guerra mondiale. Di fatto, il modello rooseveltiano venne quasi subito sostituito da un intervento di tipo finanziario: le agenzie governative del New Deal scemarono d’importanza, e lo Stato Federale da “datore di lavoro” diventò “committente” soprattutto nei confronti delle industrie belliche.

   Per ricapitolare: l’intervento dello Stato a partire dagli anni Trenta divenne permanente e più massiccio; la tendenza alla trasformazione in proprietà dello Stato di interi settori dell’industria e al dirigismo statale dell’economia nazionale si è affermato in tutti i paesi dominati dalla borghesia. Questa tendenza al capitalismo di Stato non cambia i rapporti di produzione, non rappresenta nessuna novità qualitativa nei confronti del capitalismo classico, anzi ne è l’estrema conseguenza. Le nazionalizzazioni, i monopoli statali, ecc. non sorgono, in sistema capitalistico, come conseguenze della prosperità economico, ma come risposta alla crisi, come mezzi per salvare dal fallimento e perpetuare i monopoli di questo o quel ramo dell’industria; il controllo dello Stato sull’economia nazionale serve ad impedire attraverso la centralizzazione delle decisioni, il tracollo del sistema sotto il peso delle sue contraddizioni.

   Tornando all’epoca contemporanea, le esigenze della cosiddetta guerra fredda portarono il Tesoro americano all’indebitamento progressivo che costringerà Washington ad abbandonare il Gold Exchange System nel 1971.

 Il modello italiano, invece, si sviluppò ulteriormente: al gigante IRI si affiancano i giganti pubblici ENI ed ENEL. È il boom economico di questo paese, che è bene sottolineare, non fu mai a trazione privata. Il modello italiano di intervento pubblico ha dei tratti diversi rispetti a quello degli altri paesi occidentali, poiché tendeva a formare quella che veniva definita un “economia mista”, quando in realtà sarebbe corretto che si creavano delle FAUS (Forme Antitetiche dell’Unità Sociale).

   Le FAUS sono istituzioni e procedure con cui la borghesia cerca di far fronte al carattere collettivo oramai assunto dalle forze produttive, restando però sul terreno della proprietà e dell’iniziativa individuale dei capitalisti. Per farvi fronte crea istituzioni e procedure che sono in contraddizione con i rapporti di produzione capitalisti. Sono mediazioni tra il carattere collettivo delle forze produttive e i rapporti di produzione che ancora sopravvivono. Sono ad esempio FAUS le banche centrali, il denaro fiduciario, la contrattazione collettiva dei rapporti di lavoro salariato, la politica economica dello Stato, ecc.

    In tale sistema la produzione di capitale fittizio da parte dello Stato è sostituita dalla crescita del PIL agevolata dal ruolo direttivo dello Stato esercitato tramite il Ministero delle Partecipazioni statali. Nel 1964, in pieno boom economico, quando l’economia italiana cresce in media del 5% annuo sostanzialmente senza inflazione, il rapporto debito-Pil si trova al 33%.

   Nonostante gli anni Settanta vedono un oggettivo aumento dell’inflazione e della spesa pubblica, anche grazie alle conquiste dei lavoratori, lo Stato non genera debito: nel 1981 si trova ancora al 60% del Pil. Negli anni Ottanta, al ruolo dello Stato “direttore” dell’economia si affianca il ruolo di “sovvenzionatore” sia dell’economia privata che di un Welfare che si sbilancia sul lato della spesa (ad esempio le baby pensioni). La produzione del debito inizia ad eccedere la capacità di crescita del sistema di “economia mista”.

   La  caduta del muro di Berlino in Italia decreta la fine di molte FAUS per abbracciare un liberismo spinto al suo estremo. Il fallimento morale, politico, economico e sociale delle famigerate privatizzazioni selvagge degli anni Novanta guidate da Mario Draghi e Romano Prodi sono sotto gli occhi di tutti, basta pensare alla gestione Benetton delle autostrade italiane ed alle vicende legate al ponte Morandi di Genova.

   Gli anni Novanta rappresentano il trionfo del liberismo più o meno estremo (in Italia estremissimo) in tutto il mondo; tuttavia questo passaggio alla magia del mercato ha bisogno subito della generazione di tanto debito e quindi di capitale fittizio: dal 1991 al 2001 ultimo decennio della lira si passa dal 98,6 al 108,7 del rapporto debito Pil. L’ingresso del bel paese nella moneta unica non muta il trend: si passa dal 105,5 del 2002 al 126,1 del 2012 (complice la crisi dei Subprime), per poi superare brillantemente il 135 per cento nel 2019, per non parlare del 2020 ancora in corso.

CAPITALE FITTIZIO E LOTTA DI CLASSE

   La lotta di classe non è mai finita, lo sappiamo bene, semplicemente dalla caduta del muro di Berlino ad oggi nei paesi imperialisti centrali, la borghesia ne ha maggior coscienza ed è all’offensiva. Altro discorso è quello che avviene nei paesi del Sud del mondo poiché a livello politico la contraddizione principale è imperialismo (principalmente U.S.A.)/popoli oppressi. Massima espressione di questa contraddizione sono le guerre popolari in atto condotte da partiti comunisti guidati dal marxismo leninismo maoismo. Contraddizione che si sta fondendo con la contraddizione fondamentale classe operaia/capitale, poiché la classe operaia si è allargata a livello mondiale in termini assoluti, se si considera (pur con dati parziali) che la classe operaia mondiale abbia superato il miliardo di componenti e tendendo conto delle migrazioni verso i paesi imperialisti, dove ormai i lavoratori migranti sono una quota rilevante della classe operaia di questi paesi, per questo motivo nelle metropoli imperialiste si può tranquillamente dire che siamo di fronte ad una classe operaia multinazionale.

   Come si diceva prima in Italia (come negli agli altri paesi imperialisti) è stata combattuta strenuamente ed efficacemente da una classe sola: la borghesia “finanziaria” internazionale, quella che frequenta Wall Street, la City di Londra, che partecipa al World Economic Forum di Davos; la stessa che detiene la proprietà dei mass media, che crea partiti e leader di plastica che, a loro volta, allestiscono il “palco delle elezioni democratiche”. La crescita di debito e la conseguente produzione di capitale fittizio sono un segnale dello sfacciato uso privatistico che la classe dominante fa dello Stato.  Poniamoci una domanda: come mai i paesi occidentali soffrono di deficit costanti e debiti pubblici e privati crescenti? Il caso Italia è illuminante sotto questo profilo. Le ragioni del maggior debito non risiedono, come comunemente viene fatto credere dai mass media di regime, dalla crescita della spesa pubblica, la quale in Europa ha avuto un aumento limitato e fisiologico a causa degli accordi di Maastricht. La ragione sta nella diminuzione tendenziale delle entrate, le cui cause sono ideologiche e politiche; vediamole. La principale e fondamentale causa, che accomuna tutti i paesi occidentali, è la progressiva diminuzione della tassazione sia sui redditi delle persone fisiche più elevati sia sulle grandi aziende, e l’inevitabile spostamento del peso della tassazione diretta quasi interamente sulla classe dei salariati. Il sistema fiscale dei paesi democratici borghesi funziona come lo sceriffo di Nottingham: prende tanto ai poveri per dare a piene mani ai ricchi (vedasi il recente “prestito Covid-19” ottenuto dalla Fiat per 6,3 miliardi di euro da Intesa San Paolo, garantiti dallo Stato e che molto probabilmente non saranno mai restituiti[12]). La classe dominante non sopporta l’offesa di pagare le tasse. Gli Stati Uniti sono passati dalle aliquote rooseveltiane (ma anche del predecessore Herbert Hoover) del 79% sui redditi più alti agli attuali 39% per redditi oltre i 500.000 dollari: hai voglia a restituire il debito USA. Per quanto riguarda le grandi corporation, il culto del mercato globale ha ispirato legislazioni fiscali che permettono ai grandi gruppi di eludere il fisco dei paesi dove producono il proprio reddito tramite complesse architetture societarie, che finiscono sempre per avere “holding” in paesi offshore oppure a tassazione agevolata come Olanda e Lussemburgo. Cercare poi di far pagare le giuste tasse ad Amazon, Google, Apple nei paesi europei, ad esempio, rappresenta un oltraggio per gli Stati Uniti che su questo tema sono pronti alle ritorsioni commerciali (ultima crisi è datata dicembre 2019).

   In Italia è tradizionalmente tollerata un’elevata evasione fiscale il cui dato esatto è un vero e proprio segreto di stato, ma che viene mediamente calcolata tra i 170 e 190 miliardi di euro l’anno. Siccome nel Bel Paese le grandi corporation sono poche e le piccole e medie imprese sono molte e tutte private, l’aver creato un fisco caotico, inefficiente e profondamente ingiusto ha agevolato la media e piccola borghesia nostrana ad escogitare numerose e fantasiose pratiche evasive quasi mai perseguite. Allora chi paga le tasse per intero? Ovviamente la classe dei salariati, soggetta al sostituto d’imposta e quindi impossibilitata ad evadere.

   Tuttavia, tartassare e dileggiare i salariati è necessario ma non sufficiente. La performance tributaria di questa classe si è fortemente deteriorata dagli anni Novanta in avanti, grazie alla solerte opera dei partiti di governo (partendo da quelli di sinistra, vedi le riforme Treu) votati allo smantellamento progressivo dei contratti nazionali e rendendo possibile ed estremamente conveniente precarizzare il lavoro. In Italia il gettito fiscale da salari e stipendi è diminuito per ragioni quantitative: l’epoca della privatizzazione e del liberismo senza appello ha fortemente diminuito il numero degli assunti in valore assoluto; e per ragioni qualitative: il valore e la stabilità dei contratti degli assunti è progressivamente diminuito, deprimendo quindi il relativo gettito fiscale. La soluzione è stata quella di alzare la tassazione indiretta, ulteriore decisione a sfavore delle classi meno abbienti.

   Oggi l’aliquota principale sul valore aggiunto in Italia è del 22%, e vi sono meccanismi “automatici” che prevedono l’inasprimento delle percentuali IVA in caso di deficit eccessivo. Negli Stati Uniti invece esiste una Sales Tax[13] che arriva solo all’11% (nondimeno il gettito IVA è determinato dai consumi domestici, anch’essi diminuiti seguendo fatalmente il declino del reddito delle persone fisiche, altro elemento depressivo delle entrate. Last butnotleast (come dicono i bravi scrittori anglosassoni), l’aumento del debito è dovuto alle politiche delle banche centrali come il Quantitative easing e dei tassi d’interesse vicini allo zero oppure negativi. Federal Reserve e Banca Centrale Europea hanno inondato il mercato di denaro a bassissimo costo, ma non è arrivato a tutti. Le Banche private debbono prestare denaro a tassi forzatamente bassi e che non permettono di coprire adeguatamente il rischio delle insolvenze. Trincerandosi dietro agli accordi di Basilea ed al sistema dei rating su famiglie ed aziende, gli istituti di credito prestano a sicuri solventi, cioè a coloro che non hanno bisogno di soldi, e difficilmente a coloro che ne hanno realmente necessità, quindi potenzialmente a rischio. Il risultato di questo giochino è una montagna di denaro messa a disposizione per acquisto di titoli del debito pubblico, per alimentare i private equity, gli edgefound e per le speculazioni di borsa anche a causa dello smantellamento di un altro pilastro delle politiche economiche degli anni Trenta: la distinzione tra banche commerciali e banche d’affari, tornate in un’inquietante simbiosi. Il Quantitative Easing tiene il denaro lontano dall’economia reale ed è uno strumento di generazione di capitale fittizio. Sommando tutti questi elementi, che sono i principali ma non gli unici, possiamo comprendere perché il mantenimento di un sistema occidentale, democratico borghese e liberista non può che avvenire attraverso i deficit dei bilanci annuali, quindi dell’aumento del debito complessivo ed in ultima istanza di produzione di capitale fittizio: le stigmate della classe borghese dominante.

IL CAPITALE FITTIZIO PUO’ ESSERE DISTRUTTO?

   Riprendiamo l’ultima parte della definizione di Capitale fittizio: “Si tratta di una finzione necessaria ma costosa, e prima o poi crolla a terra”. Fino ad ora abbiamo visto che il capitale fittizio, essendo frutto di invenzioni ed architetture finanziarie è totalmente estraneo alla produzione di capitale reale, e quindi viene necessariamente distrutto. Il capitale fittizio è generato dalla grande disponibilità di denaro derivante dall’espansione dei debiti pubblici, e moltiplicato dalle attività speculative della finanza.

Spostiamo quindi l’oggetto della riflessione sui debiti sovrani e sul loro futuro. Un assunto: un debito pubblico che supera una certa soglia (per convenzione diciamo il 100% del proprio PIL) non è rimborsabile né ora né mai. Tali debiti possono avere altri destini. Quando il debito non è espresso da una moneta di riserva e di riferimento internazionali come la sterlina fino al 1944 oppure il dollaro oggi, la sua distruzione è accompagnata dall’evaporazione della moneta che lo esprime. Il debito della Germania sconfitta nella Grande Guerra e vessata dal trattato di Versailles ha cessato di esistere e pagare interessi distruggendo il Papiermark[14], sostituito dal Rentenmark[15] prima e dal Reichmark[16] subito dopo.

   Queste monete tedesche, prive di significative riserve d’oro e valutarie a seguito delle sanzioni post belliche ed espressioni di un paese allo sbando economico, erano interamente garantite da dollaro e sterlina (quante cose non sappiamo dell’ascesa al potere di Hitler). Quando il debito è espresso nella moneta di riserva e riferimento internazionale, come oggi è il dollaro, esso è “protetto” dall’esercito, dalla marina e dell’aviazione della metropoli imperiale, che non esitano a persuadere, chiunque voglia utilizzare monete più sane, a cambiare immediatamente idea.

   Agli inizi del XXI secolo  vi fu un leader che non fu accorto e lesto nel mutare opinione a proposito di vendere petrolio contro euro. Gli americani prima devastarono il suo paese per la seconda volta e poi lo impiccarono: si chiamava Saddam Hussein[17]. Il debito americano sembrerebbe quindi eterno finché protetto dalle portaerei USA. Esistono infine debiti che, se fossero espressi nella moneta nazionale, sarebbero già dissolti evaporandone la moneta, ma avendo nominato tale debito con una valuta comunitaria, esso è garantito da tale moneta e quindi da altri paesi: è il debito italiano denominato in euro. Proviamo ora ad immaginare il Bel Paese che perdesse la garanzia di paesi creditori, siano essi UE oppure la Cina, se volessimo trattare l’arduo tema dell’uscita dell’Italia dalla moneta unica. Possiamo immaginare uno scenario dove gli italiani dovrebbero ridurre le proprie attività e gli spostamenti al minimo indispensabile; se i lavoratori dovrebbero essere legati ad un delimitato territorio, con divieto di oltrepassare determinati confini. Andrebbero dotati di un salvacondotto (anche sotto forma di autocertificazione) che dichiari i confini del fondo” all’interno del quale potersi muovere, ispirandosi in questo alla figura intermedia tra schiavo e uomo libero che fu per secoli il servo della gleba; chi invece non lavora, dovrebbe essere confinato nel proprio alloggio e basta. I servizi pubblici andrebbero ridotti sensibilmente: sportelli d’utilità generale come uffici comunali, INPS, Agenzia delle Entrate, Catasto eccetera dovrebbero rimanere chiusi il più possibile. Le scuole andrebbero chiuse e sostituite da forme d’istruzione (come le lezioni a distanza, anche in assenza di una infrastruttura di trasmissione dati dignitosa) che permetta agli scolari di stare a casa, con un risparmio anche su questa voce; l’accesso agli ospedali andrebbe regolato e concesso a chi può pagare, per talune malattie e non per altre, dando ai dirigenti sanitari la discrezionalità impunibile di scegliere di curare e chi lasciare al proprio destino; intere classi di pensionati, che beneficiano di forme di contribuzione antiche e quindi redditizie, andrebbero eliminati senza che nessuno fiati.

   Ad esempio, per una regione ricca di lavoratori a riposo provenienti dall’industria come la Lombardia, circa 17.000 persone morte  sarebbero un target adeguato. Luoghi e modalità di assemblamento andrebbero vietati, le assemblee sindacali nei posti di lavoro interdetti, i governi dovrebbero perpetrare stati di emergenza per prevenire sommosse, eccetera. Questo scenario, “del tutto ipotetico”, sarebbe compatibile per la sopravvivenza di un paese con un debito di 2.600 miliardi e nessuna possibilità di fare deficit. Ma se arrivassero 209 miliardi dai creditori, che per motivi geopolitici, sapendo di dare denaro a potenziali incapaci e disonesti scialacquatori, decidessero di salvare il debitore…. Per gli Stati Uniti il discorso è diverso. Il capitale fittizio primo o poi crolla a terra, eppure il congresso americano ha varato un allargamento di debito mai visto in un lasso di tempo ridottissimo: circa 3.000 miliardi di debiti creati da marzo 2020 ad oggi esta inondando Walle Street, banche private, private equity[18], società finanziarie, ecc. Quale destino può quindi avere un debito di 26.712 miliardi? Personalmente per quanto ne sappia ritengo impossibile che possa essere rimborsato. Potrebbe implodere internamente, il dollaro evaporerebbe in una iper inflazione mai vista prima della storia dell’umanità, rigorosamente accompagnato da uno spaventoso conflitto domestico che potrebbe avere connotati raziali, ad esempio inasprendo la tradizionale e diffusa brutalità della polizia ai danni delle minoranze, aggiungendo l’azione repressiva delle guardie nazionali dei vari  stati federali, magari (speriamo veramente di no) comprendendo come strumento repressivo l’uso di testate nucleari. Questo debito potrebbe esplodere esternamente, tramite un poderoso tentativo di dollarizzazione di altri importanti paesi attraverso l’aggressione militare. La Cina sarebbe l’obiettivo ideale per numero di abitanti e le dimensioni della sua economia. Con l’aiuto di ottimi eserciti ausiliari come quello giapponese e  coreano la guerra alla Cina (che viene fatta ovviamente per portare “democrazia” e “libertà” – sarebbe un’impresa ardua ma possibile. Non è impossibile che ci possa essere un conflitto interno alla NATO ad esempio fra la Turchia e la Grecia[19] che rischierebbe di infiammare tutto il Medio Oriente, che potrebbe determinare il blocco della produzione di petrolio, e non sarebbe da scartare un conflitto con la Russia magari con la scusa di soccorrere un governo con la facciata democratica guido ad arte da amici dell’occidente come Tikhanovskaya.

   Non bisogna scordare che ci saranno le elezioni americane per la presidenza e che non possiamo suddividerli tra presidenti “buoni” o “cattivi”, ma presidenti di  quello che è tutt’ora il maggior paese imperialista.  


[1] Gianfranco Bellini (Milano, 1952-Milano, 2012). Manager, esperto di sistemi informatici, studioso e critico di economia internazionale. Di famiglia proletaria e comunista dà vita con i fratelli Andrea e Marco, al Collettivo di quartiere Casoretto, passato alle cronache come “la banda Bellini”. Si iscrive alla Boccon, durante il servizio militare, milita nel Movimento dei soldati. Si laurea in Economia alla Bocconi, con una tesi sull’Economia di Piano in Unione Sovietica, sviluppata con la matematica lineare di Kantorovic, che lo indirizza ai temi dell’economia globale e a una propria visione geopolitica. Manager in molte multinazionali, dalla Barclays Bank alla Montedison alla IBM, successivamente e fino alla sua morte continua la sua militanza nella sezione Tematica Laika del PdCI che ha come elemento fondante la ricerca teorica sul Capitale e l’inchiesta militante alla maoista.

[2]  Questi summit sono l’appuntamento annuale per economisti e banchieri centrali organizzato dalla Fed. Prende il nome dalla vallata del Wyoming dove gli esperti di tutto il mondo dovrebbero avere un momento di riflessione. Un momento di relax favorito dalla pace della vallata e dalla splendida vista sulle montagne Grand Teton, tra boschi di conifere e fiumi blu. Negli ultimi anni tuttavia su Jackson Hole si sono proiettate le tensioni dell’economia mondiale. https://argomenti.ilsole24ore.com/parolechiave/jackson-hole.html

https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2020/08/27/news/fed_l_inflazione_non_conta_piu_-265651271/

[3] Marx ritiene che tale “più” monetario, ovvero Plusvalore, non debba essere cercato a livello di scambio di merci, bensì a livello della produzione capitalistica delle medesime.

[4] Sterlina è il nome italiano della valuta ufficiale del Regno Unito e di alcune parti di territorio sparse nel mondo, compresa un’area del Polo Sud definita “Territorio Antartico Britannico”. All’origine del suo nome deriva da “Sterling Silver“, una lega metallica composta per il 92.5% di argento e il 7.5% rame.

[5] L’oncia troy è un’unità di misura del sistema imperiale britannico. Al 2013, è la più comune unità di massa per i metalli preziosi, le gemme e la polvere da sparo e, come tale, è utilizzata per definire il prezzo di questi beni nel mercato internazionale

[6] Spinte dalla concorrenza le imprese se non volevano essere spazzate via hanno investito in nuove tecnologie e modernizzato il capitale produttivo, tutto ciò ha causato un aumento fortissimo dei costi.

[7] Questa frazione (dominante) della borghesia è l’espressione del  capitale finanziario che  si determina la fusione e l’equiparazione del capitale industriale con quello industriale e la stretta unione di entrambi con il potere dello Stato monopolista.

[8] All’interno del Movimento Comunista N. Bucharin sosteneva la tesi che il capitalismo dalla fine del XIX secolo ha avviato un processo di organizzazione che ha modificato seriamente il libero gioco delle forze della concorrenza.

[9] Non è certamente un caso che in questo periodo all’interno del movimento operaio nasce e si consolida il revisionismo.

[10] Lombard Street è una strada della Città di Londra, nota per i suoi legami, risalenti al Medioevo, con i mercanti, i banchieri e gli assicuratori della City. Viene perciò spesso paragonata a Wall Street a New York.

[11] Alberto Beneduce è stato un dirigente pubblico, economista, politico (era un socialista riformista)  e accademico italiano, amministratore di importanti aziende statali nell’Italia liberale e fascista, amministratore delegato dell’INA, tra gli artefici della creazione dell’IRI e suo primo presidente, oltre che ministro e deputato.

[12] https://www.ilsole24ore.com/art/fiat-chrysler-stretta-prestito-garantito-63-miliardi-la-filiera-italia-ADlxC6Q

[13] La sales tax è la tassa sulla vendita di prodotti e servizi applicata in America ed è pagata dal consumatore finale al momento dell’acquisto.

[14] Il nome Papiermark si applica alla valuta tedesca dal 1914 quando il collegamento tra il Marco e l’oro fu abbandonato, a causa dello scoppio della I guerra mondiale. In particolare, il nome fu usato per le banconote emesse durante il periodo dell’iperinflazione in Germania nel 1922 e specialmente nel 1923.

[15] Il Rentenmark è stato la valuta emessa il 15 novembre 1923 per fermare l’inflazione del 1922-1923 in Germania. Sostituì la Papiermark, che era stata completamente svalutata. La Rentenmark fu solo una valuta temporanea, e non ebbe valore legale.

[16] Reichsmark è stato la valuta della Germania dal 1924 fino al 20 giugno 1948, quando è stato sostituito dal marco tedesco nella Germania Ovest.

[17] https://m.facebook.com/Coscienzeinrete/posts/291343917557482/?_rdr

https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=11366

[18] Il private equity è un’attività finanziaria mediante la quale un’entità rileva quote di una società definita obiettivo, sia acquisendo azioni esistenti da terzi sia sottoscrivendo azioni di nuova emissione apportando nuovi capitali all’interno dell’obiettivo.

[19] Non sarebbe la prima volta già nel 1974, quando La Turchia invase Cipro sabato 20 luglio 1974. … L’operazione, il cui nome in codice era Operazione Atilla, fu chiamata nella zona turca di Cipro “Operazione di pace del 1974”. Le forze turche dispiegarono una chiara e decisa strategia, costringendo numerosi greco-ciprioti a riparare nel sud dell’isola.

   Secondo un’intervista di Cem Gurdeniz, che nella Marina turca ha rivestito il grado di contrammiraglio ed ora dirige il centro studi marittimi della Koc University tale conflitto nel Mar Egeo significherebbe la fine della Nato e spingerebbe la Turchia definitivamente nell’orbita russa.  https://www.agi.it/estero/news/2020-08-12/guerra-grecia-turchia-trivellazioni-cipro-9403144/

TRADIZIONE FAMIGLIA E PROPRIETA’ – LA RETE INTERNAZIONAL NERA

•settembre 17, 2021 • Lascia un commento

   L’ex giudice Carlo Palermo nel suo libro il quarto livello[1] dedica molte pagine all’Associazione Tradizione Famiglia e Proprietà. Secondo Carlo Palermo dietro gli attentati a Giovanni Paolo II ci sono forze da ricercare nell’ambito della massoneria cattolica. In questa cerchia ha un ruolo importante secondo Palermo organismi come l’Armata Blu di Fatima e appunto Tradizione Famiglia e Proprietà.

   Carlo Palermo fa risalire l’origine di questa associazione alla società di Thule.

   Prima di affrontare l’argomento della società di Thule bisogna tenere conto che la Germania nazista – indubbiamente lo Stato più spietatamente moderno della prima metà del XX secolo – impiegava mezzi e denaro per le sue ricerche esoteriche affidate a un’intera truppa di studiosi (l’Ahnenerbe);[2] Hitler fece carte false pur di aver accanto a sé la Lancia di Longino, quella che la tradizione affermava essere la lama che aveva penetrato il costato di Cristo e il Führer pagano considerava un potente oggetto magico.

   Come non bisogna dimenticare, le ricerche psichiche da parte delle SS.

   Oltre alle classiche ricerche extrasensoriali sugli esseri umani, vennero per la prima volta analizzate scientificamente le proprietà delle droghe psichedeliche sulle facoltà cerebrali di alcune persone particolarmente dotate, proprio per cercare universi paralleli al nostro,[3] e raggiungere così un sufficiente potere sulla materia e sulla vita animale nel nostro mondo. Queste droghe ricavate da funghi, fiori e piante allucinogene dell’America centrale e meridionale, costituivano un importante spunto per sperimentazioni estreme. Si è parlato con insistenza, inoltre, di esperimenti volti alla cura e crescita dei cristalli, tentando di “coltivarli” come se fossero piante vegetali.

   Si tenne conto di determinate tecniche tibetane prebuddiste, volte a favorire i sogni lucidi e un’uscita della mente dal corpo, per procurare il classico viaggio in astrale verso luoghi sconosciuti. Tutti questi studi furono continuati negli USA nel dopoguerra, col progetto MK Ultra e altri esperimenti segreti.[4]

   Tornando alla società di Thule non bisogna scordarsi del ruolo che questa società esoterica segreta, ebbe nell’andata al potere del nazionalsocialismo.[5]

   La società di Thule era stata fondata nel 1910 da Felix Niedner, che tradusse in tedesco il libro Old Norse Eddas. La società fu influenzata dagli scritti di Lamz von Liebenfels, un misto di teosofia, paganesimo nordico, antisemitismo, mistificazione dell’alfabeto runico. La Società di Thule, che si configurava come una loggia massonica, fu trasferita il 18 agosto 1918 a Monaco su iniziativa di Rudolf Glauer, Barone Rudolf von Sebottendorff di adozione capo del ramo bavarese dell’Ordine Germanen Order[6]. Le riunioni di questo Ordine erano segrete.[7]

   Il 9 novembre 1918 von Sebottendorff pronunciò un appassionato discorso davanti alla Thule, incitando i membri a una resistenza alla Repubblica dei Consigli bavarese che era stata instaurata durante la rivoluzione tedesca del 1918.

   Rudolf von Sebottendorff acquistò nel 1918 il Munchener beobachter, un piccolo settimanale locale stampato per la prima volta nel 1868.

   Von Sebottendorff ne fece l’organo ufficiale della Thule e in seguito cambiando nome diventerà l’organo di stampa ufficiale del partito nazista. La Thule attinse a piene mani dalle teorie del professore di geopolitica Karl Haushofer, che era un convinto sostenitore del ritorno della grande Germania e dell’espansione a Est al fine di costruire un solido “spazio vitale” che avrebbe a sua volta garantito il dominio del mondo, dagli insegnamenti di uno strano monaco cistercense allontanato dalla Chiesa Cattolica, Adolf  Lan von Liebenfels, fondatore dell’Ordine dei nuovi Templari, una sorta di setta che predicava l’esistenza di una razza superiore formata da ariani, che erano ritenuti semidei  col compito di liberare il mondo dagli ebrei.

   La Thule si ispirò molto anche al Buddhismo tibetano, deformandone i contenuti, e anche alle dottrine esoteriche di madame Blavatsky, la celebre medium e occultista, fondatrice della Società Teosofica Internazionale, che sosteneva di essere in contatto telepatico con…gli antichi “Maestri Invisibili” (ci sono tante persone negli ambienti esoterici che ritengono di essere in contatto con dei “superiori sconosciuti” che sarebbero i sopravvissuti di una razza eletta, che sarebbe vissuta tra Tibet e Nepal, i quali si sarebbero rifugiati in seguito a una spaventosa catastrofe nella viscere della terra, dove avrebbero fondato una straordinaria civiltà, la mitica Agartha e da questa credenza c’è un contatto con il pensiero sinarchico).

   Gli appartenenti alla Thule miravano, attraverso la telepatia e riti occulti, che si svolgevano solitamente nei boschi e vicino a vicino a corsi d’acqua ritenevano di entrare in contato con questa sorta di superuomini, al fine di ricostruire la razza superiore.

   L’occultismo della Società Thule divenne patrimonio del Partito Nazionalsocialista tedesco (NSDAP). Adolf Hitler ebbe come maestri all’inizio del suo percorso soggetti come Glauser (von Sebottendorff) e Dietrich Eckart. Ma fu il secondo a favorire l’iniziazione di Hitler nella Società di Thule nel 1919 e al medesimo Furher dedicò il Mein Kampf. Intanto caduto in disgrazia von Sebottendorff, un ulteriore sviluppo occultistico del nazismo avrebbe avuto luogo: la Thule venne abolita quasi immediatamente dopo che Hitler ebbe preso il potere, per fare posto all’istituzione di nuova società segreta da parte di Goebbels, la Vril.

            Confesso, che io stesso che scrivo di queste storie, sono il primo stupirmi, ho dei moti interni che vanno dall’incredulità alla sorpresa, rispetto a delle vicende che assomigliano molto, forse troppo, alle trame che assomigliano a dei racconti dell’orrore. Storie dove si racconta di ricerca di oggetti nascosti, trame in cui appaiono coinvolti personaggi potenti e oscuri, tutto questo appare eccessivo e irrealistico e questo perché queste vicende appaiono come qualcosa di desueto, a cui non siamo normalmente abituati.

   Quello che dobbiamo soffermarci, per riflettere meglio, non è tanto disquisire il valore che si vuole attribuire alle credenze magiche, a quello che è definito paranormale (ma che dal mio punto di vista sarebbe meglio dire è il normale che non si conosce) o dell’attendibilità delle teorie sulla geografia sacra: quello che bisogna evidenziare è l’esistenza di gruppi di persone, anche molto importanti e potenti, presso i quali tali credenze sono prese molto sul serio.

   Quella che è definita modernità – proprio la nostra cara modernità, così razionalmente consolante – è una realtà molto più complessa di quella a una dimensione tratteggiata dalla maggior parte dei manuali scolastici e anche in molti testi universitari.

     A riprova di quanto ho affermato adesso bisogna sapere che in Gran Bretagna Churchill, era membro di una curiosa setta “celtica” chiamata Ancient Order of Druids e chiese aiuto a maghi per cambiare le sorti della guerra.[8]

   Nel 1936 in Germania si portò avanti una lotta feroce alle organizzazioni massoniche e le altre società sette esoteriche, per esempio, quelle facenti capo a vario titolo al vecchio OTO di Crowley. Tale lotta continuò con toni particolarmente feroci dopo la fuga di Rudolf Hesse in Scozia avvenuta nel maggio 1941.

   Fin dall’inizio del conflitto, infatti, i fratelli Ian e Peter Fleming (Ian Fleming fu il creatore letterario dell’Agente 007), che erano agenti dei servizi segreti britannici si erano messi in contatto con Crowley con un solo obiettivo in mente: catturare Hitler o il suo secondo Hesse. La prima soluzione appariva impossibile, con Hess sembrava più facile.

   Il delfino di Hitler era un anglofilo, amico dei “geopolitici” Karl e Albrecht Haushofer, entrambi molto poco inclini a una guerra con l’Inghilterra. In più Hess era facilmente emozionabile e soggetto a passioni esoteriche e all’astrologia. Tramite astrologi compiacenti, Hess fu convinto a seguire oroscopi falsificati ad arte che lo indirizzavano a tentare una via di uscita per la guerra se si sarebbe recato segretamente in Scozia.

   Questa è la versione ufficiale che pur contenendo elementi di verità, dal mio modesto punto di vista, trascura il fatto che Hitler per avere mano libera all’Est contro l’URSS offrì all’Inghilterra un accordo che doveva essere raggiunto attraverso una forte pressione militare. Egli non intendeva colpire a fondo l’Inghilterra, ma raggiungere un’intesa. Puntava sull’influenza di settori della società inglese legati all’esoterismo.[9]

   L’atto decisivo per questa storia lo fece Crowley, nei primi mesi del 1941.

   Il primo ministro inglese Churchill, appassionato occultista, lo fece pagare affinché si consumasse un rito magico molto particolare, svoltosi poi nella foresta di Ashdown, tra diversi occultisti, il servizio segreto inglese schierato e dei fanatici esoteristi. Un pupazzo di Hess fu assemblato e inserito nel modello di legno di un aeroplano tedesco. Mentre Crowley pronunciava oscure parole rituali, probabilmente in lingua angelica “enochiana”, insieme con altri officianti i suoi adepti con il pupazzo di Hesse dentro era fatto volare con una teleferica da un luogo all’altro del bosco.[10] Per quanto possa sembrare incredibile la storia, tentativo di cominciare e trattative con la Gran Bretagna a parte, si potrebbe dire che l’uso della magia Voodoo ebbe effetto, e pochi mesi dopo Hesse fu catturato.

   Un altro esempio lampante dell’uso di persone che si occupano di esoterismo e occultismo per fini bellici è quello inerente a Dione Fortune.

   Dione Fortune visse in Inghilterra dal 1890 al 1946. Psicologa, ritenne di avere scoperto in sé forse spirituali importanti e fondò un movimento The Society of the Innet Light (La società della luce interiore), che esiste tuttora. Nella seconda guerra mondiale, Dione Fortune combatté i tedeschi (a modo suo ovviamente) senza utilizzare bombe o metodi spionaggio ma attraverso una lotta spirituale di successo, in collaborazione con numerosi suoi compagni. Si servì dell’antico sapere occulto allo scopo di tenere la minaccia tedesca lontana dall’Inghilterra. 

    Una parte del sapere a lei tramandato spiega che è meglio potenziare le proprie energie positive, anziché combattere le forze negative, perché i risultati sono molto più efficaci (lo stesso principio, tra l’altro, è praticato anche in tutte antiche tradizioni mediche). Nel caso di Dion Fortune, si trattava quindi di rafforzare i valori interiori della nazione inglese, piuttosto che contrastare la volontà di potenza dei tedeschi. I tedeschi, come si spiegava prima, non impiegavano esclusivamente mezzi bellici tradizionali, ma avevano esperti in psicologia che accumulando forza, cercavano di manipolare la coscienza collettiva degli avversari allo scopo di indebolire la difesa.

   Per osteggiare i nemici e rafforzare i principi spirituali positivi della nazione, Dione Fortune istituì dei gruppi di meditazione. I partecipanti erano sparsi ovunque in Inghilterra, ma il fulcro era costituito da una cerchia di esperti occultisti con sede a Londra. Ogni domenica costoro meditavano e visualizzavano (a un’ora prestabilita) un tema ben preciso, che era comunicato a tutti per lettera. In tal modo, Dion Fortune sfruttò la forza collettiva della mente umana nella sua guerra. La cronaca di questi avvenimenti è riportata nel libro The magical battle of Britain, pubblicato da un suo discepolo cinquant’anni più tardi.

   Grazie alle notizie riportate nei giornali sulla guerra in Europa, era possibile costatare che, ogniqualvolta il gruppo lavorava mentalmente su un determinato giorno era possibile sapere l’esito di questi interventi.

   Dione Fortune e i suoi collaboratori non hanno mai pensato di attribuire a lei il merito della scampata invasione tedesca dell’Inghilterra, ma erano consapevoli del ruolo decisivo nel rafforzamento del morale e della volontà di difesa di tutta la nazione, nella costruzione di barriere mentali contro le influenze telepatiche dall’esterno e nella neutralizzazione dell’operato degli agenti nemici nella propria patria. Chi conosce la velocità di diffusione della paura e del disorientamento mentale in una guerra e sa come questo stato può portare alla sconfitta, non potrà che ritenere interessante e di conseguenza apprezzare il ruolo svolto da Dion Fortune.  

   Se affrontassimo il rapporto tra servizi segreti ed esoterismo, si scoprirebbe che è molto vecchio.

   Francesco Bacone (1561-1626) amico di Shakespeare, e cultore di studi esoterici e con buona probabilità sembra che abbia avuto dei rapporti con la prima Massoneria (quella operativa) e con i Rosacroce,[11]  e soprattutto Gran Cancelliere d’Inghilterra, era contornato da una cerchia di illustri letterati che erano in modo diretto o indiretto, collegati al servizio segreto inglese, nato sotto gli auspici della regina Elisabetta al tempo del conflitto con a Spagna.

   Capo di questo servizio segreto, era sir Francis Walsingham, ambasciatore in Francia dal 1570, e agente protestante,[12] il suo rapporto riguardante la Invecible Armada (la flotta spagnola che aveva il compito di invadere l’Inghilterra) – oggi conservato fra i manoscritti della raccolta Sloane al British Museum – dal titolo The Plot for Intelligence out of Spain – è visto in assoluto come il primo documento formale elaborato da un servizio segreto di uno Stato.

   Sin dai primi passi della sua creazione, Walsingham si era contornato di agenti segreti inviati a spiare ovunque. Uno dei primissimi collaboratori era stato l’astrologo e matematico John Dee (1527-1608). Incaricato di seguire gli interessi britannici in Polonia, Dee aveva riferito degli intrighi messi in atto dal Vaticano e dalla Spagna.[13] Qualche anno prima, nel 1562, sempre Dee aveva scoperto e messo le mani su uno strano libro intitolato Steographia di Johannes Trithemius, abate benedettino di Sponheim (1462-1516) da cui aveva appreso l’utilizzo di codici e cifrari che aveva immediatamente reso disponibili per l’utilizzo da parte delle spie agli ordini di Walsingham.[14]  A seguito di questo, ebbe inizio la tradizione di identificare gli agenti con un numero, ma anche le persone coinvolte o i luoghi. Per esempio, l’Inghilterra era lo029, 096 l’Olanda, 070 a Germania, la Regina di Spagna con lo 055, mentre Maria regina di Scozia era lo 003, John Dee era contrassegnato dallo 007 (guarda caso lo stesso numero, come tutti sanno, di James Bond, la spia per antonomasia).

   Oltre alle attività svolte in ambito governativo (soprattutto spionistico),[15] praticava l’arte dell’alchimia con il beneplacito reale. Era anche ben noto per l’opera Liber Mystorium che, per via delle “conversazioni angeliche” contenute, è sovente associata a un’antica perduta arte (derivata dal biblico Enoch e conosciuta come magia enochiana), grazie alla quale sarebbe possibile comunicare con gli angeli esercitando il comando su di loro, al fine di vedere realizzato ogni desiderio. In realtà, l’opera (conservata in originale al British Museum) non ha niente a che vedere con le potenze angeliche, in quanto si tratta di una sorte di registrazione di discussioni in merito al servizio segreto vaticano che Dee scrisse in forma criptata anche con l’aiuto dell’avvocato e compagno Edward Kelly.[16]

   I cattolici, nell’intento di screditare i rapporti di Dee, incominciarono a presentare i suoi scritti enigmatici come una specie di manuale di stregoneria, un ramo della magia nera che comportava il contatto con l’angelo Uriel, tramite un linguaggio sconosciuto. Da parte sua, Dee traeva gran vantaggio da queste interpretazioni false, giocando con queste sue presunte relazioni con forze soprannaturali. Qualche anno dopo i suoi scritti vennero presentati al consesso della Royal Society, brillantemente decodificati dal genio di Robert Hooke (che era un inventore prolifico).

   Tornando alla società di Thule le tesi che propugnava all’inizio del Novecento e in seguito nel periodo nazista e nei movimenti di destra tra i quali quelli con ideologie assolute, come l’Ordine neotemplare del Tempio Solare, divenuto famoso nel 1994 per i suicidi di massa.

   È come si diceva prima storicamente appurata l’appartenenza di non pochi ufficiali delle SS al nazismo magico in connessione a orrendi rituali. Inoltre, un libro dal titolo eloquente, Internazionale Nera di Andrea Sceresini, apre un potente faro di squarcio interpretativo su alcuni fenomeni mai trattati in precedenza: e cioè la sinergia tra nazifascisti, alcuni Legionari fascisti e riti esoterici.

   L’Internazionale nera per anni ha avuto una sede importantissima a Lisbona, sotto la copertura dell’Aginter Presse, a sua volta coperta dal regime portoghese. Tutta la peggiore sozzura criminale fascista italiana, spagnola e francese ebbe rapporti con la Aginter Presse. Il vertice gerarchico dell’Aginter Presse era composto da ex legionari francesi spesso transitati nella famigerata OAS o da ex SS. Il capo della Aginter era Guérin-Sérac (alias Yves Guillou), forse oggi deceduto, il vicecapo era Jean Marie Laurent, ambedue erano stati combattenti in Vietnam e Algeria. Altro pezzo da novanta di Aginter era Robert Henry Leroy, francese, ma arruolatosi nelle SS durante la II guerra mondiale. Sia Guérin-Sérac, sia Laurent che Leroy hanno avuto a che fare con la strage di Piazza Fontana del 1969 e con altre stragi per i loro legami coi fascisti italiani.

   Nel libro di Sceresini si descrivono dettagliatamente i rapporti stretti tra Guérin-Sérac e l’Ordine del Tempio Solare, tramite il fascista belga Luc Jouret. L’Ordine del Tempio Solare era una setta esoterica tradizionalista. Una parte degli appartenenti a questa setta si suicidarono tra il 1994 e il 1995: 25 membri in Svizzera nel Canton Vallese in due incendi, altri 23 membri, tra suicidati e ammazzati a Cheiry, sempre nel cantone svizzero; 5 nel Québec, 16 in Francia nel massiccio del Vercors. I due leader della setta Joseph di Mambro e Luc Jouret furono trovati morti tra i 23 di Cheiry. Di rilievo resta il fatto che Guérin-Sérac, ufficialmente cattolico tradizionalista, era componente della setta esoterica neotemplare dell’Ordine del Tempio Solare. E’ quindi assodato che pericolosi nazifascisti ex legionari erano al contempo membri di oscure sette esoteriche e compagni di merenda della strategia della tensione in Italia ordita a suon di bombe e di attentati. Peccato che gli archivi di Aginter Presse, sequestrati dall’esercito portoghese che cacciò i fascisti al potere, sono “evaporati”; qualcosa fu pubblicato dall’Europeo e dall’Espresso, il resto è finito o a Mosca o negli USA; sarebbe stato utile leggere i nomi dei legionari fascisti italiani collaboratori. Per tornare a bomba, si possono insomma perseguire insieme macabri rituali, che fanno anche da “cemento” all’interno della comunità settaria, e obiettivi fascisti (per conto terzi?) di destabilizzazione. Comunque, Don Guillou, cioè Guérin-Sérac, partecipò nel 2006 al Foro Espiritual Estrella, un summit interconfessionale di vari movimenti settari, tra cui gli italiani della Ananda Marga, il cui nucleo storico italiano fu fondato da appartenenti veronesi ad Ordine Nuovo.

   Un altro esempio di intrecci inquietanti sono stati i delitti firmati LUDWIG, un gruppo di killer nazisti che commisero omicidi nel nord est italiano e in Germania tra il 25 agosto 1977 e il 7 gennaio 1984.

   Le loro vittime furono barboni, prostitute, quelli che ritenevano i “rifiuti” della società e si accanirono contro discoteche e cinema a luci rosse, una scia di sangue che fece 15 morti e 39 feriti.

   I membri del gruppo Ludwig erano figli dell’alta borghesia veronese. Marco Furlan era figlio del primario del Centro Ustionati di Verona (sintomatico il fatto che molte vittime di Ludwig furono arse vive) ed al momento dell’arresto risultava in procinto di laurearsi in fisica c/o l’Università di Padova. Wolfang Abel era figlio di un consigliere delegato di una compagnia assicurativa tedesca e viveva nella provincia di Verona. Aveva preso una laurea in matematica a pieni voti e lavorava col padre nella medesima compagnia assicurativa del genitore. I due erano parte di un gruppo di giovani che all’epoca, erano soliti incontrarsi nella Piazza Vittorio Veneto di Borgo Trento. Si trattava di un luogo che a livello locale era ritrovo di fascisti come i Parioli di Roma o Piazza San Babila a Milano.

  Il gruppo Ludwig non nasce dal nulla, ma è parte integrante di una città nera. Il Coordinamento laico antirazzista Cesark, che prende il nome da un immigrato polacco morto asfissiato dentro una catacomba trasformata in dormitorio, in un’ex stazione dei bus nel centro storico di Verona, dopo un lavoro durato mesi, nel 2000 presentò un dossier.[17] In questo dossier vi si ricostruisce il passato squadrista di alcuni assessori di AN, gli episodi di violenza (a decine) che hanno visto come protagonisti i fascisti veronesi, i finanziamenti pubblici ai concerti nazi e i legami dell’estremismo di destra col carroccio.

   A Verona ci sono associazioni tradizionalisti cattolici come Il Sacrum Imperium che si preoccupa di santificare Pio IX e Pio X, Famiglia e Civiltà che s’interessano della morale tradizionale e della difesa della famiglia; Gruppi di famiglie cattoliche che si pone a difesa della liturgia tradizionale e pre Vaticano II° celebrata in Latino, il Comitato Principe Eugenio che si pone come baluardo della pretesa islamizzazione in atto in Italia.

   Non c’è da meravigliarsi che a Verona sia sorto un gruppo come Ludwig.

   Ma c’è qualcosa di più inquietante, molto probabilmente dietro a Ludwig c’è altro, di torbido.

   Giovanni Gunella, figlio di Pietro Gunella un professore di filosofia ex repubblichino rifugiatosi negli anni ’50 in Argentina e responsabile di una rete di informatori della CIA coinvolti nella strage di P.za Fontana,[18]  viene citato, all’interno della sentenza ordinaria del Giudice Istruttore di Bologna Leonardo Grassi del 1990, per una conversazione telefonica dove parlava di un terzo uomo del gruppo Ludwig. Questo emerge da una sentenza del Giudice Istruttore di Bologna L. Grassi in data 02.04.90, contro l’organizzazione denominata Ronde pirogene antidemocratiche attiva negli anni ’80 a Bologna, dalla lettura di questa sentenza emerge il collegamento tra le Ronde e la destra veronese.

  La teoria del fuoco purificatore delle Ronde Pirogene Antidemocratiche coincide con quella del Gruppo Ludwig. Questa impostazione filosofica è analoga a quella della setta Ananda Marga già citata prima.

   Torniamo alle coincidenze, Pietro Gunella il padre di Giovanni, come dicevo prima, era un informatore della rete CIA faceva da contatto fra Sergio Minetto,[19] e il colonnello Amos Spiazzi (Rosa dei Venti), che nel periodo della fine degli anni Sessanta apparteneva al Nucleo di Difesa dello Stato di Verona, nonché fra questi e Elio Massagrande un membro di Ordine Nero che negli anni ’70 si rifugiò nella Spagna franchista.

   Massagrande risulta aver importato nel veronese la setta Ananda Marga proprio nel periodo era in India come addetto militare il gen. Magi Braschi Adriano Giulio Cesare.

   Il generale Magi Braschi è uno dei partecipanti al convegno dell’Istituto Polio sulla guerra non ortodossa nel 1965 dove si elaborò la strategia di quella che fu definita strategia della tensione.

   La partecipazione di Magi Braschi al convegno non era un caso, egli aveva frequentato nel periodo 1960/61, il Corso di Psicologia Sociale e c/o l’Università di Bonn e c/o la stessa Università frequentò un corso di Politica Internazionale.

   Magi Braschi nel 1962 era considerato dal S.I.F.A.R. uno dei maggiori esperti di guerra psicologica, nel 1963 ebbe un compiacimento da parte dei suoi superiori per l’attività del Nucleo Guerra non Ortodossa.

  Carlo Digilio, pentito dopo due decenni, su Piazza Fontana, molto attaccato dopo le sue rivelazioni, e non solo dagli ex camerati,[20]  disse ai magistrati che si occupavano della strage di Piazza Fontana che Magi Braschi “…Era considerato, nell’ambiente ordinovista, un ufficiale di grande prestigio ed il rapporto del gruppo con i militari era essenziale per la riuscita del progetto…”. Il progetto che parla è il tentato colpo di stato che sarebbe dovuto essere compiuto dopo il fallito golpe Borghese, fra il 1973 e il 1974.

  Con questo non deve essere scartata l’ipotesi che nel Veneto e nell’Emilia Romagna, per le connessioni con Ordine Nuovo, con la rete C.I.A. e con l’accesso anticomunismo delle formazioni come Ludwig, sia state un laboratorio di sperimentazioni di guerra non ortodossa basata sull’uso terroristico di tendenze esoteriche-religiose. Attualmente il proliferare di gruppi satanisti e altre sette, con attività fatta di omicidi rituali, uso di droghe, lavaggio del cervello potrebbe essere la continuazione della guerra non ortodossa.

   Un’intervista ad Abel, un membro del gruppo  Ludwig  alla giornalista Monica Zornetta, parla della sua vita in carcere, di sua madre, di quello che sta facendo. Ma soprattutto si proclama innocente, egli afferma di volere la verità:

D. Ma quale verità? Esiste forse un’altra verità?

R. Certo. La verità politica, quella che ha voluto mettere al centro della vicenda Ludwig solo perché sono cittadino tedesco. Poi mi hanno messo vicino a Marco Furlan che, ha quanto pare, fa parte del gruppo Ludwig. Quella che tutti conosciamo è solo verità di Stato.

D. Ma non ti puoi dichiarare innocente, vi hanno arrestato in flagranza al Melamara.

R. E’ per questo che hanno messo Furlan vicino a me, a lui hanno dato sedici anni e a me ventitré compresi tre anni di casa di lavoro a Sulmona anziché cure psichiatriche? Siamo stati condannati entrambi a ventisette anni.

D. Forse perché lui ha confessato?

R. Non ha confessato, a meno che non si chiami confessione quella sceneggiata (riferendosi all’intervista dell’uomo misterioso alle iene). E ti aggiungo che, secondo me, nemmeno a Creta ha parlato, il poliziotto ha detto così per darsi un po’ di importanza. Se una persona viene messa in libertà dopo sedici anni è perché o ha parlato o non deve parlare. Non c’è una terza possibilità. Lui ha chiesto la semilibertà e l’hanno mandato a casa direttamente, guarda un po’. Ho fatto ricorso ai tre anni di casa lavoro, cioè il carcere duro ma l’ho perso sia in appello che in Cassazione. Eppure, ero bisognoso di cure essendo stato condannato con seminfermità, è da quel momento che ho capito che i miei diritti erano stati sospesi. Figurati solo dopo Sulmona il giudice si era accorto che Abel aveva bisogno di cure. Mi hanno fatto fare la perizia, mi hanno messo per quattro mesi agli arresti domiciliari con cure psichiatriche, poi è venuta la libertà vigilata con controlli periodici. Una misura che continua ancora oggi.

Che cosa è successo al Melamara?

R. In quella discotecuccia? È successo che c’era stato già prima di quel triste episodio, ricordo che stavo ballando e degli individui istituzionalizzati (i buttafuori) mi hanno calpestato i piedi. E una, e due volte. E poi ancora, venivano lì mentre ballavo. A un certo punto non c’è l’ho fatta più e sono andato via. Il loro, è stato un atto di vigliaccheria, con quei fisici da macho, si sono accaniti su una persona debole che arrivava da fuori. Quando sono tornato a Verona, ho proposto a Marco Furlan di fare uno scherzo a quei due, abbiamo preso la benzina e siamo andati. Ma non c’era volontà di fare del male alle persone.  

   La banda c’è esiste. Fin qui tutti d’accordo. È una banda composta da quattro o cinque persone più un paio di fiancheggiatori. È ovvio che i fiancheggiatori ci siano perché, ad esempio, io che vivo a Verona non posso sapere che in una cella di Venezia c’è uno spacciatore che, faccio per dire, a mezzanotte spaccia. Ciò significa che questi chiamano e gli altri vanno e ammazzano.

   Il PM parlava di una terza persona che occasionalmente si è aggiunta, capiva bene che in una situazione del genere due sole persone erano po’ poco. Marco Furlan era più o meno un collaboratore della banda, io l’ho capito quando è scappato a Creta.

   Quando Marco è uscito dal carcere davano per scontato che avremmo saputo su tutto su Ludwig. E invece no. Lui ha detto non se la sentiva, era una questione psicologica e i giudici gli hanno dato ragione, e infatti poi ha fatto quella cosa in TV per fare un favore ai giudici. Perché, continuo a domandarmelo e a domandarlo, scarcerare una persona dopo sedici anni senza che questa abbia detto chi fa parte del gruppo Ludwig? Probabilmente non si voleva che Marco parlasse altrimenti lo avrebbero fatto parlare, stai tranquilla. E io invece mi sono fatto ventitré anni dentro. Conosco le cose, non ti fanno uscire se non tiri fuori l’ultima goccia di sangue.

D. Ma chi è Marco Furlan?

R. Nessuno lo sa. Io meno degli altri. Non significa niente che fosse il mio migliore amico, non sono mai riuscito ad entrare in quella persona. In quanto alla fuga a Creta penso sia avvenuta grazie ad alcuni individui che presumo essere veronesi e che lui continua a coprire. Secondo me c’entra la politica, c’entrano le persone facoltose legate alla destra estrema. Tutto quel denaro gli è stato trovato a Creta ritengo gli sia stato dato da qualcuno che deve avergli detto di rifarsi una vita, di sparire e non tirare in mezzo nessuno. Quando è scappato mi sono sentito tradito, mi ha tradito ma non in quella circostanza e basta, mi ha tradito tutta la vita. Li ho capito che aveva un’esistenza parallela, ed è quello che penso adesso. Lui sta con loro, e io qua.

D. Chi è Ludwig?

R. Ludwig è uguale a ignoranza, per me. Dietro c’è tanta frustrazione sessuale, non c’è una mente intelligente come la mia. Io quelle cose non le avrei mai commesse. Il fatto che però non sono stati scoperti denota una certa furbizia. È gente scaltra, è il tipo contadino furbo, quello che ci sa fare. Io li chiamo i compagni di merende proprio come quelli del mostro di Firenze. Non penso che Ludwig sia interamente composto da criminali, ma da persone che hanno interessi in comune. Sono soggetti che si parlano, trascorrono del tempo insieme, giocano a carte o fanno anche altro, possono essere professionisti, possono esserci anche medici tra loro, e di sicuro in mezzo c’è qualche criminale e anche qualche sempliciotto. Non stanno insieme per ammazzare ma può capitare che ci scappi il morto.

   Lo sai cosa penso? Che Ludwig sia un ambiente di gente un po’ deviata e variegata, quindi con un quoziente di intelligenza variabile. Ludwig è un ambiente sfizioso, molto superficiale a livello emozionale. Lo vedo quasi come una loggia segreta dove l’omicidio può essere una conseguenza, che so un’apatia, di una insofferenza, di un odio o cosa del genere.

D. Ludwig è dunque l’autore di tutti i delitti, anche di quelli che non gli sono stati attribuiti?

R. Si, sono tutti suoi, tutti di Ludwig.

   In questa intervista Abel, in mezzo a quello che molto probabilmente è un miscuglio di verità e menzogne, fa delle affermazioni importanti:

   Ludwig non è solo il duetto di pazzi come si è voluto far credere, ma un gruppo che si muove dentro un contesto molto più ampio.

   Interessante l’identificazione dei membri ai compagni di merende, implicati per i delitti del cosiddetto Mostro di Firenze. Parla di persone con una furbizia contadina (sembrerebbe un’analogia a dei personaggi come Pacciani), e che nel gruppo ci possa essere persone che possono fare il medico (come il Narducci). C’è il sospetto che dà delle indicazioni per depistare o comunque di persone che abbiano avuto un ruolo marginale.

   L’analogia del gruppo come una loggia segreta. Sembrerebbe un messaggio, aiutatemi o se no comincio a parlare. Che sia una sorta di messaggio cifrato?

   Riferimenti alla società Thule sono usciti da un inchiesta fatta dal giornalista Franco Fracassi che nel suo libro il quarto reich dice che “In Germania, un reporter ed un gruppo di hacker pirati avevano rivelato l’esistenza di Te Thule Network, una rete clandestina che interconnette la frangia più estremista dei gruppi neonazisti del mondo. Thule è costituita da una dozzina di BBS (Bollettino Board Sistem luogo dove vengono scambiati messaggi tramite conferenze) in tre paesi occidentali e riunisce qualche migliaio di aderenti. I suoi indirizzi cambiano ogni giorno. In rete operano computer portatili che non usano mai lo stesso numero di telefono per entrare on line (…) Per avere accesso a Thule bisogna lasciare nome e numero telefonico. Qualcuno richiamerà il candidato per sottoporlo a un rigorosissimo test di fedeltà. In seguito si entra in alcuni repertori chiamati “Residence”, “Elias” e “The Empire”, che dispongono di vari programmi elettronici per costruire volantini e giornali, per criptare le informazioni più sensibili, oppure per concepire e maneggiare ordini di vario genere…”.[21]

   Il nome di Thule è comparso nel caso del tecnico informatico Carlo Alberto Sartor nel 1995

   Ai magistrati, Sartor ha raccontato che i suoi guai cominciano il 18 maggio, quando viene avvicinato al bar del “Centro Torri” da un sedicente collega dell’Olivetti, Roberto Pellegrino (il nome risulterà falso), che gli rivela d’ essere un consulente dei carabinieri e gli chiede di collaborare alla decodifica di alcuni floppy disk. Il centro elaborazione dati dell’Ambroveneto è una sorta di Fort Knox, inaccessibile agli estranei, ma Sartor non si fa troppe domande su Pellegrino. E accetta l’incarico. Qualche giorno dopo, uscito dal lavoro, trova un’auto che l’attende e l’accompagna a Padova, nella caserma dei carabinieri di via Muggia. Qui, un ufficiale che si presenta come il capitano Giovanni Poli (altro nome inesistente) spiega al sistemista che cosa dovrà fare: un compito delicato e segreto, nell’ interesse del Paese. Sartor è disponibile, ma domanda come giustificherà l’assenza dal lavoro: non si preoccupi, sarebbe stata la risposta, un dirigente dell’Ambroveneto, Giuseppe Sormani, è già stato informato e provvederà a “coprirla”. La mattina successiva, con un furgone, l’uomo viene di nuovo prelevato al “Centro Torri” e portato dalle parti di Belvedere di Tezze, fra Padova e Vicenza, in un capannone che ospiterebbe un centro elettronico del Sismi, il servizio segreto militare. I floppy disk da decifrare sono un centinaio. Sartor comincia dai primi quattro, un po’ rovinati. E resta a bocca aperta: sul video scorrono movimenti finanziari da capogiro, rimesse “estero su Italia“, conti a nove zeri negli Usa e in Europa. “In totale 47 mila miliardi“, è l’incredibile cifra riferita dal tecnico. Ricorrerebbero anche alcune sigle, come “D.R.N.”, “R.D.N.”, “Atics Anir” e “Ht Riber“: lette al contrario, starebbero per “rinascita” e “rebirth” (rinascita in inglese) e ricordano il piano di “Rinascita democratica” di Licio Gelli, scoperto nell’ 81 a Castiglion Fibocchi. Sui dischetti è registrato anche il numero d’ un telefono satellitare che (verrà accertato in seguito) corrisponderebbe a quello di Matteo Toson, il giornalista free lance di Padova protagonista d’ un singolare sequestro e di un’altrettanta singolare liberazione a Sarajevo.[22] Cifre, nomi in codice: alcuni sarebbero collegati anche alla vicenda di Ilaria Alpi, l’inviata del Tg3 uccisa in Somalia mentre si occupava d’ un traffico d’ armi.

   Sartor si spaventa. Confida tutto a due amici giornalisti, gli viene consigliato di rivolgersi al magistrato. Così, il 9 giugno, il tecnico va da Bruno Cherchi, sostituto procuratore di Padova (che guarda caso indaga proprio su Toson). Cominciano le minacce. E cinque giorni dopo, vicino alla caserma della Finanza di Padova, Sartor incontra di nuovo il misterioso capitano Poli. L’ ufficiale è con altre persone, lo fa salire su una Croma e lo porta sui Colli Euganei, dalle parti di Torreglia. Qui, il tecnico viene picchiato: un avvertimento, perché non collabori con la magistratura. Al Policlinico di Padova, Sartor resta ricoverato dal 14 al 20 giugno, trauma cranico commotivo. Quando esce, il giudice Cherchi lo convoca e gli mostra le foto di ufficiali dei carabinieri, per capire chi sia davvero questo “capitano Poli”. Sartor ne vede una e si blocca: “Se non è lui. dice. è suo fratello gemello. Cambia solo la montatura degli occhiali…”. “Lui” è il tenente colonnello Giovanni Antolini, veronese, in servizio a Vicenza dal ‘ 91 al ‘ 94, oggi comandante dei Ros (il Reparto operativo speciale) di Palermo e braccio destro del procuratore Giancarlo Caselli.

   Da questo momento, quella che pareva una sceneggiata prende i contorni di una spy story. E, con Padova, comincia a indagare anche il capo della Procura di Vicenza, Gianfranco Candiani. Si fanno i primi riscontri: il giorno in cui avrebbe letto i floppy disk, Sartor non fu visto dai colleghi, ma risultava registrato sui fogli presenze. In maggio poi, secondo qualche testimone, Antolini sarebbe passato per Vicenza. I giudici raccolgono indizi, tracce. E arrivano a un’ipotesi: che quei cento floppy disk siano stati rubati un anno fa in una caserma della Finanza di Milano. Riversati da una bobina magnetica della Banca d’ Italia, di quei dati si sarebbe occupato anche Antonio Di Pietro nelle indagini sul conto Protezione e sui 7 milioni di dollari che Roberto Calvi versò, nell’ 81, come tangente per un finanziamento dell’Eni al Banco Ambrosiano. Del furto non s’ è mai saputo nulla e ancora oggi non se ne ha conferma ufficiale, ma i magistrati veneti sospettano ci sia stato.

   Sotto Ferragosto, Cherchi ascolta gli “eccellenti” citati da Sartor. Il primo (lunedì 7) è Antolini, astro nascente dei Ros che nel febbraio del 1994 recuperò, proprio nel caveau milanese dell’Ambroveneto, un Raffaello scomparso: “E una storia fantasiosa e insensata. dice. Se Sartor è uno in buona fede, come credo, sta sbagliando persona“. L’ ufficiale nega d’ essere stato a Vicenza nel periodo del pestaggio: “Mi trovavo a Palermo ed ero alle prese con ben altri problemi“. Subito dopo tocca a Giuseppe Sormani, uomo ben introdotto in Vaticano (è stato nominato Gentiluomo di Sua Santità da Giovanni Paolo II), amico di Papa Montini: “Di questa vicenda non so nulla“, è la smentita del dirigente Ambroveneto che avrebbe coperto il lavoro di decifrazione. Tutto chiarito? Macché. Il botto arriva venerdì 11, quando viene interrogato per oltre un’ora (come persona informata dei fatti) il colonnello Mario Mori, vicecomandante dei Ros, famoso per aver arrestato Totò Riina. Da lui, il giudice vuole sapere di più sui movimenti di Antolini fra maggio e giugno.

    Cherchi e Candiani vanno cauti: non hanno ben capito quali siano, oltre alle botte prese da Sartor, gli eventuali reati su cui indagare. Fra i numeri annotati dal sistemista, però, uno attira l’attenzione dei magistrati: sarebbe il telefono d’ un personaggio che già nell’ inchiesta sulla reliquia di Sant’ Antonio (rubata a Padova e ufficialmente recuperata a Fiumicino il 20 dicembre ‘ 91), quale mediatore con la banda di Felice Maniero, il boss pentito del Brenta. Domanda: se fu pagato un riscatto, il denaro veniva dall’ Ambroveneto? Dopo il criticatissimo arresto del colonnello Roberto Conforti, comandante del Nucleo patrimonio artistico, la prudenza è d’ obbligo. Anche perché, coincidenza. Quelle manette furono ordinate proprio da Cherchi.[23]

   Come si diceva prima la vicenda del tecnico vicentino è strettamente connessa col traffico d’armi nel conflitto della ex Jugoslavia condotta dal giornalista Toson e nell’inchiesta giudiziaria della magistratura di Torre Annunziata, riguardante il traffico di armi, di valuta, di rifiuti denominata Cheque to Cheque[24].

   Nell’inchiesta Cheque to Cheque sono a citati a verbale molti nomi appartenenti all’estrema destra, tra i quali spiccano Roberto Fiore, leader di Forza Nuova e Delfo Zorzi (condannato per la strage di Piazza Fontana e naturalizzato cittadino giapponese). Nell’inchiesta Cheque to Cheque ebbero un ruolo significativo anche Gheddafi che risultava avere un rapporto di affari con l’austriaco Haider e il leader della desta russa Zhirinovski.[25]

   Zhirinovski viene citato in un rapporto dei servizi segreti tedeschi per i suoi rapporti con il partito neonazista tedesco Deutsche Volkusoni di Gerald Freiy.

   Carlo Alberto Sartor, fu ritenuto testimone attendibile dai pubblici ministeri di Torre Annunziata, venne di avvicinato dai “servitori dello Stato” quando la sua vicenda sembrava essere avviata a conclusione. Ancora una volta chiedono la sua collaborazione tecnica per decrittare nientemeno che i nastri della strage di Ustica. Offrono molti soldi ed una tecnologia informatica molto sofisticata. Si presentano come appartenenti alla Thule[26].

   C’è da chiedersi se dalla rete di Thule scoperta da Fracassi che escono gli interlocutori di Sartor?

   Thule, qualunque sia suo ruolo attuale, secondo Palermo ingloberebbe la loggia cultista Tradizione e Famiglia Proprietà[27].

    In Italia esiste un’importante organizzazione che si autodefinisce la sua “consorella” e condivide il culto per il fondatore della TFP, il brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira: Alleanza Cattolica.

   In Alleanza Cattolica militano diverse personalità note, tra queste:

  • Alfredo Mantovano, magistrato, che è stato sottosegretario al Ministero degli Interni nel governo Berlusconi e coordinatore del Dipartimento Problemi dello Stato di Alleanza Nazionale. Dopo le elezioni del 2013 è rientrato in magistratura.

–          Massimo Introvigne, un avvocato torinese noto per le sue frequenti apparizioni televisive, direttore del CESNUR, e membro del think tank della destra Nova Res Pubblica. Introvigne si vanta di aver “tenuto lezioni o coordinato corsi – fra gli altri – per il Critical Incidents Response Group dell’FBI e per esperti di sicurezza israeliani” (Quarta di copertina di Massimo Introvigne, Osama bin Laden. Apocalisse sull’Occidente, Elledici, Leumann (Torino) 2001).[28]

  • Attilio Tamburrini, direttore generale del segretariato italiano di Aiuto alla Chiesa che soffre, (ACS). ACS, fondata in piena guerra fredda da Padre Werenfried van Straaten nel campo politicamente molto delicato del sostegno alla chiesa nei paesi socialisti.

   Alla TFP fa riferimento anche un altro movimento, ancora più estremista, il Centro Lepanto, diretto da Roberto De Mattei professore all’università di Cassino e autore di un’ingenua agiografia di Plinio Corrêa de Oliveira, il “Crociato del XX secolo”. La natura assai superficiale di questo testo non ci deve ingannare. De Mattei è stato consigliere per le questioni istituzionali italiane e internazionali del Vice-Presidente del Consiglio dei Ministri Gianfranco Fini e Presidente dello I.E.R.E.F (Institut Européen de Recherches, Etudes et Formation) con sede a Bruxelles; è membro del Board della “European Foundation” (Londra). Fu, tra non poche polemiche, è stato nominato sub-commissario del CNR con delega per il settore delle scienze umane.

   De Mattei ha partecipato spesso alle attività dei Comitati per la libertà di Marcello Pera assieme a personalità come Vittorio Strada e Francesco Storace, ma anche come Gilles William Goldnadel, che fu l’avvocato di Oriana Fallaci.

   Nel suo curriculum, De Mattei si vanta di essere un Policy Expert della Heritage Foundation. Si tratta di un’organizzazione tutt’altro che cattolica; anzi, è il primo e più potente think tank della destra economica e militare degli Stati Uniti, finanziato – tra l’altro – da Gulf Oil, General Motors, Ford Motors, Proctor and Gamble, Chase Manhattan Bank, Dow Chemical, Reader’s Digest, Mobil Oil.

   Con committenti del genere, non sorprende sapere che il cattolicissimo De Mattei si sia schierato a favore della guerra contro l’Iraq, nonostante la netta presa di posizione del Papa. Né che De Mattei abbia partecipato alla USA DAY organizzata da persone assai poco cattoliche, come Giuliano Ferrara, Alfredo Biondi, Franco De Benedetti e Massimo Teodori.

   Attualmente ha una posizione critica rispetto alle posizioni teologiche di Papa Francesco.

   La TFP ha infine una propria rappresentanza in Italia, a cui fanno riferimento diretto alcuni vivaci gruppi di estrema destra di Verona e dintorni, come Sacrum Imperium.

   Dopo la morte di Plinio Corrêa de Oliveira, avvenuta nel 1995, il movimento si è scisso tra la TFP stessa, fedelissima agli insegnamenti del “profeta”, e gli Arautos do Evangelho (“Araldi del Vangelo”) o “Associaçâo Cultural Nossa Senhora de Fátima” un movimento altrettanto pittoresco (con le sue divise che combinano abiti da crociati con stivaloni militari), ma legato alla personalità di Joâo Scognamiglio Clá Días, che è riuscito ad ottenere l’approvazione pontificia per le sue attività.

   Questa ha sede a Mira, in provincia di Venezia,[29] con una tipografia da cui smista la sua letteratura in tutta Italia.

   A finanziare tutte         queste realtà che configurano un’internazionale negale c’era sicuramente il banchiere svizzero François Genoud[30].

   Egli ha avuto un ruolo di asse importante del sistema nazista facendo da tramite tra questo e il sistema finanziario svizzero. Genoud predestinato come i suoi fratelli alla banca fondata dal padre: la banca Genoud & C., di cui infatti diventerà presidente. Nel settembre 1932, a Monaco di Baviera, Genoud assiste un comizio di Adolf Hitler.  E scatta il colpito di fulmine. Colpito da Genoud, Hitler gli affida un ruolo ufficiale e uno ufficioso. Quello ufficiale è di fondare un partito nazista svizzero, cui lui darà vita a Ginevra e a Losanna nel 1934 e che chiamerà Fronte Nazionale; quello ufficioso e di maggiore rilevanza strategica, è di creare un ponte, sotto lo scudo delle neutralità svizzera tra il Terzo Reich e il mondo islamico.

   In questa chiave si può leggere l’impresa del giovane Genoud, che nel il 13 maggio 1936, a bordo di una Renault, intraprende come un avventuroso giornalista un viaggio da Ginevra fino in Cina. Si tratta, in realtà, di una missione concordata con l’Abwehr, il servizio segreto dell’esercito tedesco, e avente come obiettivo quello di fare un quadro dettagliato della situazione politica dei paesi visitati, evidenziando possibili aperture nei confronti del regime nazista. A Beirut Genoud incontra Ami al-Husseini, muftì di Gerusalemme. In Iraq, così come in Libano, aizza la resistenza panaraba contro gli inglesi e i francesi. In India incontra per la prima volta Subhas Chandra Bose, il leader politico di Calcutta che lotta contro i colonialisti inglesi. 

   Membro del partito di Gandhi, Bose si oppone però alla filosofia della non-violenza e non cerca accordi con gli inglesi. Ricercato dagli inglesi, nel 1938 fugge dall’India e aiutato da Genoud, con un falso passaporto italiano a nome di monsignor Petazzoni, di Bologna, si dirige a Mosca, poi a Roma e a Berlino. Come il Muftì di Gerusalemme, durante la guerra lavorerà a favore dell’Asse, confezionando e inviando attraverso le emittenti radiofoniche berlinesi messaggi di propaganda antisemita per l’estero. Cogliendo l’occasione dell’ingresso del Giappone nel conflitto si reca a Singapore, riuscendo a portare dalla sua parte i prigionieri di guerra indiani contro i colonialisti inglesi. Il suo obbiettivo è quello di una rivolta indiana contro il colonialismo inglese. Negli ultimi giorni di guerra viene segnalato su un sottomarino giapponese e poi su un aereo militare diretto a Tokio. La storia ufficiale riporta che l’aereo era caduto in mare, mentre ancora oggi da parte dei suoi seguaci indiani vuole credere che Bose sia vivo e stia per tornare nella sua Calcutta. Fu un seguace di Bose, subito dopo la guerra, a uccidere Ghandi in un attentato.

  Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Genoud è un agente letterario che cura i diritti di Adolf Hitler e di sua sorella. Sotto la copertura del pagamento dei diritti d’autore, dalla Germania affluisce in Svizzera denaro di origine dubbia, probabilmente finanziamenti amichevoli di industriali al partito nazista. Hermann Göring accumulerà nei forzieri della banca ginevrina opere d’arte di valore inestimabile tele di Klee, Kandinsky e di altri pittori che in Germania vengono ridicolizzati e banditi come “artisti degenerati”, in Svizzera sono custodite come capolavori. Più il dominio nazista si estende sull’Europa, più le razzie delle collezioni d’arte pubbliche e private dei Paesi occupati vanno ad arricchire questi forzieri.

  Durante la guerra Genoud continua a svolgere un importante opera di mediazione, ed è citato negli archivi delle SS, come agente ufficiale della SD, i servizi segreti delle SS. Il suo corrispondente a Berlino è Hans Rechenberg, con cui si incontra in varie occasioni per elaborare strategie atte a mettere al sicuro patrimoni personali e di Stato, ma anche acquisti di petrolio e di armamento e, nel caso, fare da interlocutore con i servizi segreti angloamericani per la liberazione di agenti servizi segreti in mano avversaria sono attività che non vanno al di là delle loro competenze.

   Sarà proprio grazie alla conoscenza approfondita dei vari schieramenti e ai rapporti personali instaurati durante la guerra con il personale dei servizi segreti di tutto il mondo che Genoud potrà garantirsi un tranquillo dopoguerra. Durante il quale non cesserà di operare in favore dei nazisti, finanziando la rete nazista di assistenza Stille Hilfe e sostenendo economicamente la difesa di personaggi come Klaus Barbie, il criminale nazista fuggito in Bolivia.

   Genoud come agente dei servizi segreti tedesco era anche collegato alla rete di Stoccolma, guidata da Paul Dickpof.[31]

   Paul Dickpof che nella sua scheda personale nell’archivio delle SS si trovava il suo numero di matricola (337259) e la prova della sua appartenenza al Sicherheitsdienst SS, il servizio di sicurezza del partito nazista, venne eletto nel 1968 presidente dell’Interpol.[32]

   Il cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal denuncia che “I nazisti hanno utilizzato gli archivi dell’Interpol non per eliminare i criminali internazionali, ma per ben altri scopi. Hanno cercato tra gli archivi dell’Interpol i fascicoli di persone ricercate o arrestate in passato in varie nazioni, così da utilizzare o abusare di queste persone per scopi politici”.[33]

   Il capitano della polizia reale canadese a cavallo Jack Wiecker afferma che “Le varie ricerche condotte fino ad ora da noi indicano che l’Interpol impiega ex nazisti, che operano grazie a finanziamenti clandestini di governi interessati, e vengono utilizzati per acquistare informazioni di carattere politico”.[34]

   Per capire la nascita dell’Interpol, bisogna partire dal fatto che ai primi anni del XX secolo, la polizia europea cominciò a imbattersi in un nuovo problema: un crimine poteva, ad esempio, avvenire a Parigi e poco dopo i criminale si trovava al sicuro al di là della frontiera. Ciò era divenuto possibile grazie alla velocità degli spostamenti che si potevano effettuare con i collegamenti ferroviari.

   Sin dal 1904, la polizia francese si propose di formare una centrale europea di polizia. Nel 1914 portarono al 1° Congresso della polizia criminale, tenutosi al Principato di Monaco. Ma la prima guerra mondiale interruppe ogni ulteriore tentativo di centralizzazione. I rapporti tra le forze di polizia ripresero quando il capo della polizia viennese invitò gli altri superinvestigatori europei, nord e sudamericani nella capitale austriaca. Il 3 settembre 1923 parteciparono alla creazione della Commissione criminale internazionale della polizia (ICPC) 130 delegati provenienti da venti nazioni.

   Il Congresso decise che il capo della polizia austriaca sarebbe divenuto automaticamente il presidente dell’Interpol.

   Il 12 marzo 1938 la Germania nazista si annesse l’Austria. Lo stesso giorno Himmler fece arrestare il presidente dell’Interpol, mettendo al suo posto Otto Steinhäusl un nazista che da diversi anni era in prigione perché era membro del Partito Nazionalsocialista, allora illegale in Austria. 

   Nei piani di Hitler c’era l’utilizzazione della Polizia Criminale per scopi di controspionaggio e per scovare gli oppositori politici. Come verrà dimostrato più tardi, l’Interpol sotto la Germania nazista costituiva una parte essenziale nelle operazioni dedite alla “soluzione finale” del “problema ebraico”. Secondo Wiesenthal, l’Interpol ha utilizzato criminali comuni, come falsari e spie.

   L’elenco dei nazisti coinvolti nell’Interpol includono personaggi come Reinhard Heinrich (presidente dal 1940 dell’Interpol nazificata).[35]

   Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946, rappresentanti di sedici nazioni si riunirono in Belgio per tentare di ricostruire l’organizzazione. Dei cinque dirigenti incaricati di convocare la riunione, almeno tre si erano compromessi con i nazisti: il belga Florent Louwage, lo svedese Harry Soderman e il francese Louis Ducloux. E così, il maggior organo investigativo del mondo nacque sulle ceneri del nazismo, utilizzando uomini fedeli a Hitler. Ciò non fu senza conseguenze.


[1] Carlo Palermo, IL QUARTO LIVELLO, Editori Riuniti, 1996.

[2] Marco Zagni, la svastica e la runa Cultura ed esoterismo nella SS Ahnenerbe, presentazione di Giorgio Galli, Mursia, Milano, 2011.  

[3] In sostanza nella Germania nazista si cercava di creare le basi di quella era definita “nuova scienza” – l’Universo, per come riusciamo a conoscerlo, deve essere interpretato come un enorme ingranaggio interconnesso i cui denti non poggiano solo su pari basi meccanicistiche e quantitative, ma soprattutto su basi qualitative analogico-sincroniche.

   Il concetto fondamentale di partenza, passando dalla filosofia alla scienza è comunque questo, un particolare atomo emette simultaneamente due fotoni dalle eguali caratteristiche, ma che viaggiano in direzioni totalmente diverse.

   Ebbene questi fotoni identici sono in realtà sempre armonicamente legati dalla stessa informazione di base, per cui operando e modificando la costituzione di uno dei due fotoni bombardandolo, per esempio, con elettroni, s’introduce un cambiamento istantaneo anche nell’altro fotone, indipendentemente da dove questi  si trova nello spazio: è il concetto di sincronicità analogica, il cui fattore di collegamento portante è il principio stesso dell’etere di antica memorie che, buttato fuori dalla finestra dalla fisica grazie alle ipotesi pluriaaccreditate di Albert Einstein, riapparve con tutte le sue potenzialità scientifiche e filosofiche negli studi alternativi della Germania nazista.

   Due effetti apparentemente a-casuali sono legati in realtà dalla medesima causa, che però nel nostro Universo tridimensionale, appare come invisibile.

   Devono pertanto esistere altre dimensioni o altri universi dove quello che sembra impossibile o “magico” da noi, diventa in realtà possibile.

[4] Marco Zagni, la svastica e la runa Cultura ed esoterismo nella SS Ahnenerbe, presentazione di Giorgio Galli, Mursia, Milano, 2011, pagg. 397-98.

[5] http://wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_Thule

[6] Il Germanen orden è stato una società occulta tedesca, caratterizzato dalla pratica di diversi riti esoterici neopagani. Fu formalmente costituito nel 1912.

[7] http://thule-ilsegnodelcomando.blogspot.it/2013/03/società.thule.html

[8] Gianluca Marletta, la riscoperta del graal Dal fenomeno Dan Brown al ritorno dei miti, prefazione di Franco Cardini, Editori Riuniti, Roma, gennaio 2007, pag. 129.

[9] Giorgio Galli, hilter e il nazismo magico le componenti esoteriche del reich millenario, BUR, 2001, pag. 227.

[10] Moon Peter, Spandau mystery Sky Boks, New York 2007, pagg. 267269

[11] http://www.angolohermes.com/Speciali/Inghilterra/St_Albans/Francis_Bacon.html

[12] Richard Deacon, A History of the Brihish Secret Sevices, London, Grafton Boks, Capitolo 1, pagg. 23-24.

[13]                                                                    C.s. Cap. 2, pag. 34.

[14]                                                                    C.s.  pag. 40.

[15] Fu anche consigliere personale della Regina

[16] Richard Deacon, A History of the Brihish Secret Sevices, London, Grafton Boks, Capitolo 2, pag. 43.

[17] Vedere: http://www.cestim.it/argomenti/05verona/05verona_nera.htmm

[18] Fabrizio Calvi e Frederic Laurent, Piazza Fontana La verità su una strage, Mondadori, pag. 262.

[19] Volontario nella marina della R.S.I., dopo la guerra scappò in Argentina dove entra in contatto con elementi della C.I.A. e con nazisti tedeschi. Dalle inchieste su Piazza Fontana risultò essere il referente della C.I.A. per, il Triveneto, cioè il fiduciario di tutti gli informatori che operavano in Veneto, Friuli e Trentino. Membro di un’associazione combattentistica Elmetti d’Acciaio, un’associazione paramilitare segreta tedesca, integrata nei “Piani di sopravvivenza” di cui facevano parte i Nuclei di difesa dello Stato.

[20] Carlo Digilio dal 1967 fiduciario della C.I.A. nel Veneto, nella seconda metà degli anni Settanta era il diretto del poligono di tiro di Mestre e membro di Ordine Nuovo.

[21] Franco Fracassi, il quarto reich Organizzazioni, uomini e programmi dell’internazionale nazista, Editori Riuniti, 1996, Roma, pp. 72-73.

[22] https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/06/06/toson-torna-libero.html

https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/05/19/matteo-toson-ricompare-sarajevo.html

https://www.radioradicale.it/scheda/71808/la-scomparsa-di-matteo-toson-a-sarajevo-il-dossier-del-giornalista-padovano-sul

[23] https://nottecriminaleblog.files.wordpress.com/2016/05/bersaglio-delle-spie-per-un-caffc3a8.pdf

[24] http://archivio.antimafiaduemila.com/notizie-20072011/47-cronache-in-italia/20416-traffico-internazionali-di-armi-materiali-radioattivi-e-riciclaggio.html 

http://www.archivio900.it/it/articoli/art.aspx?id=5281 

[25] https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/12/22/zhirinovskij-nazi-patto-in-germania.html

[26] http://www.controappunto.org/resistenza/fascistinelcampo/notizie_viviana

[27] Tradizione, Famiglia e Proprietà è una famiglia di associazioni tradizionaliste di ispirazione cattolica, distinte su base nazionale e diffuse soprattutto in America Latina, Stati Uniti, Europa, Australia e Africa del Sud.

[28] http://www.kelebekler.com/cesnur/txt/tfp01.htm

[29] https://www.paginegialle.it/mira-ve/associazioni-religiose/associazione-madonna-fatima_2

[30] François Genoud era un noto finanziere svizzero e un principale benefattore della diaspora nazista attraverso la rete ODESSA e sostenitore di gruppi militanti mediorientali durante il secondo secolo della seconda guerra mondiale. Morto suicida nel 1996.

[31] http://www.contrappunto.org/resistenza/fascistinelcampo/mutti/notizie_viviana

[32] Franco Fracassi, il quarto reich Organizzazioni, uomini e programmi dell’internazionale nazista, Editori Riuniti, 1996, Roma, p. 33

[33] Franco Fracassi, il quarto reich Organizzazioni, uomini e programmi dell’internazionale nazista, Editori Riuniti, 1996, Roma, p. 31

[34]                                                                                      C.s.

[35] https://ne-np.facebook.com/102242604618815/posts/in-seguito-a-un-attentato-dei-resistenti-cecoslovacchi-a-praga-moriva-il-4-giugn/329127211930352/

Franco Fracassi, il quarto reich Organizzazioni, uomini e programmi dell’internazionale nazista, Editori Riuniti, 1996, Roma, p. 32

BUSINESS SUGLI AFFIDI DEI MINORI

•settembre 12, 2021 • Lascia un commento

   Una notizia proveniente dal sito http://avvocatisenzafrontiere.it/?p=2227[1] afferma che nel 2011 il giro di affari attorno ai minorenni collocati in case-famiglia e agli affidi familiari sarebbe da più di un miliardo di Euro[2].

   Nel 2011, questo destino travolgerebbe più di 32.000 minorenni. Più delle volte questi minori sono allontanati dalle famiglie per motivi, che in apparenza sarebbero “giustificati”[3] con motivazioni come: abusi sessuali, maltrattamenti o l’indigenza.

   Dal 2001 al 2011 il numero dei minori in questo giro infernale è aumentato del 29,3%. Più della metà è finito in affidamento temporaneo ad altre famiglie. Il resto in quelli che prima erano chiamati istituti, ma dal 2001 sono stati più formalmente ribattezzati servizi residenziali. Nel 2011 erano presenti oltre un migliaio di comunità che ospitavano 15.624 ragazzini

   Un numero enorme, che costa allo Stato mezzo miliardo di Euro all’anno solo in rette giornaliere.  Ma la cifra secondo molti esperti di giustizia minorile, andrebbe più che raddoppiata. Oggi questo sistema viene rimesso in discussione: sono sorte associazioni, si sono sviluppate inchieste giornalistiche[4] che hanno portato all’emersione di racconti dove si parla di assistenti sociali troppo interventisti, di psicologi disattenti, di una magistratura flemmatica e di interessi economici e di errori giudiziari sempre più frequenti. Come quello in cui sono incappati due fratellini di Basiglio (MI). Il più grande aveva 14 anni, la sorella 10. Il 14 marzo 2008 la polizia li preleva da casa e li porta in due comunità protette.[5]

   Questa storia nasce quando a scuola, una maestra aveva trovato un disegno che li descrive mentre fanno sesso insieme. Viene attribuito alla bambina. Alla fine tutto ciò si scoprì era il frutto di uno scherzo atroce di una campagna di classe. Anche il perito grafico del tribunale ha confermato la versione dello scherzo, il guaio che egli fu nominato solo dopo 41 giorni. Anche a causa di questo inspiegabile i ragazzini trascorrono più di due mei in comunità. Sono stati mesi di angoscia: il più grande, per la sofferenza, perde 9 chili. L’avvocato che si è battuto per fare affiorare la verità l’avvocato Antonello Martinez per due mesi si danna l’anima: fino a quando i bambini non tornano dai genitori con molte scuse. A ottobre, la Procura di Milano  chiede il rinvio a giudizio per la preside della scuola, per due maestre, per uno psicologo e un’assistente sociale del comune. L’accusa è “falsa testimonianza”.

  L’avvocato Martinez ha da quando si è occupato dei due fratellini, ha ricevuto più di 700 segnalazioni: madri e padri disperati disposti a tutto pur di riavere indietro i loro figli. È diventato presidente dell’associazione Cresco a casa: accusa “Tutti denunciano lo stesso scandalo. I nostri figli sono nelle mani degli assistenti sociali. Scrivono: “I genitori non sono idonei”. Poi mandano la relazione a un magistrato che, senza troppe verifiche, adotta un provvedimento provvisorio. Quello definitivo arriva, quando tutto va bene, anni dopo. Ma i bambini intanto sono usciti di casa”.[6]

   Il caso di Basiglio è illuminante: alle 9 di mattina il dirigente scolastico averte i servizi sociali, che inviano un telefax al tribunale di Milano. Passa qualche ora: il giudice dispone che i bambini vengono allontanati alla famiglia. Di sera, la polizia locale esegue. Per inciso non si chiese ma delle spiegazioni: né ai ragazzini né ai genitori.

   Martinez denuncia il fatto che: “Questi sono sequestri di Stato” prosegue concitato. E attacca: “Ogni giorno vengono portati via 80 bambini. Li chiudono in un centro protetto per anni, e costano allo Stato in media 200 euro al giorno”.[7]

   Una cifra che farebbe lievitare considerevolmente la spesa ufficiale per l’accoglienza, stimata in mezzo miliardo di euro. Basta fare due calcoli: 200 euro al giorno fanno un totale di 73 mila euro all’anno per ogni minorenne. Che moltiplicati per i 15.624 ospiti dei centri significa oltre 1,1, miliardi di euro: più del doppio di quanto riveli la cifra in mano ai ministeri, probabilmente troppo prudente.

   Una cosa è certa: tenere un bambini in una comunità protetta costa molto. E non assicura quella stabilità affettiva che potrebbe offrire una famiglia.

T.S.O. AFFARI E “GIUSTIZIA”

   Secondo il codice civile l’interdizione viene effettuata quando una persona maggiorenne si trova in situazione di abituale infermità di mente.

   Una sentenza del tribunale che dichiara l’interdizione dispone da parte del giudice tutelare la nomina di un tutore, scelto di preferenza tra: il coniuge che non sia separato, il padre, la madre, un figlio maggiorenne o la persona designata con testamento dal genitore superstite, con il compito di rappresentare legalmente l’interdetto e di amministrare il patrimonio.

   E qui il terreno inizia ad essere insidioso, cosa si deve intendere per abituale infermità di mente? La giurisprudenza per abituale infermità di mente non intende solo l’esistenza di una tipica malattia mentale, ma che la semplice alterazione nelle facoltà mentali tale da dar luogo ad un’incapacità totale o parziale di provvedere ai propri interessi. 

   Piera Crosignani è stata una vittima, ha avuto una storia ai limiti dell’ordinaria follia. È stata una vicenda clamorosa, non fosse altro per i 150 miliardi di lire che fanno da sfondo o più propriamente da protagonisti. Alla fine degli anni ’90, la signora è un’anziana ereditiera. Suo nonno materno nonché ricco industriale del settore siderurgico, le lascia un tesoro valutato circa 150 miliardi. Ripeterà in quegli anni l’ereditiera: “Sono in un incubo senza via di uscita, anche se ho contattato un amico di vecchia data, medico, ora ministro[8] e spero che qualcosa per me possa cambiare. Intanto sono stata sbattuta fuori dalla casa dove ho abitato per cinquanta anni e tutti i miei beni sono stati assegnati ad un tutore”.[9] L’incubo di cui parla inizia il 9 giugno 1999, quando, con una sentenza del tribunale di Milano viene stabilita la “nazionalità austriaca”. Ecco il punto: il marito va in tribunale e diche che la sua ricchissima moglie non ci sta con la testa, un giudice chiede la perizia; una udienza, una controperizia e il giudice decide. Tutto in venti minuti. E il giudice decide che, la signora Piera si trova in situazione abituale infermità di mente, anzi dirà la sentenza: “affetta da delirio paranoico”. Il patrimonio naturalmente passa di mano, dalle sue a quelle dei tutori che si sono avvicendati[10].

Maggior controllo sociale come esigenza di una società in putrefazione

   Quello che è successo Italia (scandali sessuali, crisi politica ecc.) è un segno evidente della decadenza del modo di produzione capitalistico. Tutto ciò non è una faccenda puramente italica (come i vari Travaglio e C. cercano di far intendere) ma è comune a tutti i paesi capitalisti.

   Segno evidente di tale decomposizione sono:

  1.  Le moltiplicazioni di carestie che avvengono nei paesi che sono definiti “Terzo Mondo” mentre nei paesi “avanzati” sono distrutti stock di prodotti agricoli, oppure sono abbandonate superfici considerevoli di terre fertili.
  2. La trasformazione di questo “Terzo Mondo” in un’immensa bidonville in cui centinaia di milioni di esseri umani sopravvivono come topi nelle fogne.
  3. Lo sviluppo di questo stesso fenomeno nei paesi “avanzati” in cui il numero dei senzatetto e di quelli privi di ogni mezzo di sostenimento continua ad accrescersi.
  4. Le catastrofi “accidentali” che si moltiplicano (aerei che precipitano, treni che si trasformano in casse da morto).
  5. Gli effetti sempre più devastanti sul piano umano, sociale ed economico delle catastrofi “naturali” (inondazioni, siccità, terremoti, cicloni) di fronte alle quali gli esseri umani sembrano sempre più disarmati laddove la tecnologia continua progredire ed esistono già oggi tutti i mezzi per realizzare le opportune protezioni (dighe, sistemi d’irrigazione, abitazioni antisismiche e resistenti alle tempeste, …), mentre poi, di fatto, sono chiuse le fabbriche che producono tali mezzi e licenziati i loro operai.
  6.  La degradazione dell’ambiente che raggiunge proporzioni assurde (acqua di rubinetto imbevibile, i fiumi ormai privi di vita, gli oceani pattumiera, l’aria delle città irrespirabile, decine di migliaia…) e che minaccia l’equilibrio di tutto il pianeta con la scomparsa della foresta dell’Amazzonia (il “polmone della terra”), l’effetto serra e il buco dell’ozono al polo sud.

   Tutte queste calamità economiche e sociali, se sono in generale un’espressione della decadenza del capitalismo, per il grado di accumulazione e l’ampiezza raggiunta costituiscono la manifestazione dello sprofondamento in uno stallo completo di un sistema che non ha alcun avvenire da proporre alla maggior parte della popolazione mondiale se non una barbarie al di là, di ogni immaginazione. Un sistema in cui le politiche economiche, le ricerche, gli investimenti, tutto è realizzato sistematicamente a scapito del futuro dell’umanità e, pertanto, a scapito del futuro stesso del sistema stesso.

   Ma le manifestazioni dell’assenza totale di prospettive della società attuale sono ancora più evidenti sul piano politico e ideologico:

  1.  L’incredibile corruzione che cresce e prospera nell’apparato politico, amministrativo e statale, il susseguirsi di scandali in tutti i paesi imperialisti.
  2. L’aumento della criminalità, dell’insicurezza, della violenza urbana che coinvolgono sempre di più i bambini che diventano preda dei pedofili.
  3. Il flagello della droga, che è da tempo divenuto un fenomeno di massa, contribuendo pesantemente alla corruzione degli Stati e degli organi finanziari, che non risparmia nessuna parte del mondo colpendo in particolare i giovani, è un fenomeno che sempre meno esprime la fuga nelle illusioni e sempre di più diventa una forma di suicidio.
  4.  Lo sviluppo del nichilismo, del suicidio di giovani, della disperazione, dell’odio e del razzismo.
  5.  La proliferazione di sette, il rifiorire di un pensiero religioso anche nei paesi imperialisti, il rigetto di un pensiero razionale, coerente, logico.
  6.  Il dilagare nei mezzi di comunicazione di massa di spettacoli di violenza, di orrore, di sangue, di massacri, finanche nelle trasmissioni e nei giornalini per i bambini.
  7. La nullità e la venalità di ogni produzione “artistica”, di letteratura, di musica, di pittura o di architettura, che non sanno esprimere che l’angoscia, la disperazione, l’esplosione del pensiero, il niente.
  8.  Il “ciascuno per sé”, la marginalizzazione, l’atomizzazione degli individui, la distruzione dei rapporti familiari, l’esclusione delle persone anziane, l’annientamento dell’affetto e la sua sostituzione con la pornografia, lo sport commercializzato, il raduno di masse di giovani in un’isterica solitudine collettiva in occasione di concerti o in discoteche, sinistro sostituto di una solidarietà e di legami sociali completamente assenti.

   Tutte queste manifestazioni della putrefazione sociale che oggi, a un livello mai visto nella storia, permea tutti i pori della società umana; esprimono una sola cosa: non solo lo sfascio della società borghese, ma soprattutto l’annientamento di ogni principio di vita collettiva nel senso di una società priva del minimo progetto, della minima prospettiva, anche se a corto termine, anche se illusoria.

   Il progetto della P2 si proponeva il controllo degli organigrammi essenziali di vertice degli apparati dello Stato e dell’informazione attraverso televisioni, quotidiani e periodici, e della politica (comprando i vertici dei partiti o costruendone nuovi se necessario): questo con l’obiettivo di eliminare le garanzie e i diritti che i lavoratori si erano conquistati con dure lotte.

   A fonte della crisi generale in atto e dei relativi processi di decomposizione tutto questo non è più sufficiente, anzi è inadeguato. Come non sono sufficienti le strategie repressive tradizionali (gendarmerie europee, strategie geopolitiche militari ecc.).

   Si è messa in atto una strategia sotterranea, non visibile, molto sottile. Uno degli strumenti di questa strategia è quello della disinformazione, dove si miscela false informazioni (magari mescolate con quelle vere).

   Ma uno degli aspetti essenziali di questa strategia è di rendere il controllo pressoché sistematico. Le democrazie borghesi per quanto siano il miglior involucro per il capitalismo per via della mistificazione della “volontà popolare”, presentano sempre il pericolo (per il capitale ovviamente) della possibilità di un’autentica volontà popolare che sarebbe difficilmente gestibile e il controllo dell’informazione e delle opinioni “collettive” non sarebbe sufficiente.

   Occorre perciò una diffusa e sistematica capacità d’intervento sugli individui, mediato anche dalle autorità pubbliche, usando la medesima trama d’interventi per la “tutela sociale”, ma invertendone la funzione: allo Stato “sociale” (da mettere sociale tra virgolette, perché sotto il capitalismo non può esserci nessuna autentica socialità), che era un sottoprodotto della lotta di classe tendente a rovesciare il sistema, che con la sua ramificazione tutelava bene o male le masse popolari (in Italia, sotto il regime DC, si deve parlare di stato assistenziale e clientelare), emerge una sua caricatura che ha funzioni di puro controllo della popolazione in particolare di quello che una volta si definiva “le classi pericolose”, oppure dei soggetti “deviati”.

   Possiamo prendere come un esempio magistrale quella rete che intreccia tra di loro magistratura, servizi socio-sanitari e psichiatria. Una rete che alleva e forma psicologi, educatori e laureandi di discipline medico-sociali. Che aiuta la formazione di imperi economici privati grazie alla formazione di un vero e proprio intreccio di attività, interventi e presenze.

   Un esempio di tutto ciò è il fatto che dal 1995 è direttore scientifico della Comunità Saman il Prof. Luigi Cancrini, ben noto psichiatra e presidente del Centro Studi di Terapia e Relazione.

   Proveniente dal PCI è stato deputato dei Comunisti italiani. Direttore scientifico di una realtà dove ha operato Rostagno prima di essere assassinato, ma soprattutto un avventuriero come Francesco Cardella, grande amico di Craxi, che costruì un impero economico, pensiamo solamente alla holding Saman e alle altre attività economiche controllate da lui, il fisco ha fatto su di esse una relazione di duecento pagine.[11] Ci si trova una sfilza di sigle, da Saman International a Saman Italia, da Saman France (amministrata da Giorgio Pietrostefani) a Saman Srl, da Gie Solidarie’ te’ a Oiasa, da Cigarettes Brokers a Saman Quadrifoglio, passando per Il Mattone. E molte altre sono per altre vie riconducibili all’ex santone. La Saman International ha sede a Malta, in un grande palazzo nel centro della Valletta (indirizzo: 61, Arcibishop Gonzi Square). Ed è a questa società, al riparo dal fisco italiano, che è intestata la piccola flotta della comunità: le due famose navi Garaventa 1 e Garaventa 2 (sospettate di non occuparsi solo del recupero dei tossicodipendenti), la barca a vela “Il povero vecchio”, un tre alberi e un’imbarcazione off shore valutata circa mezzo miliardo di lire. Con un complesso giro finanziario, inoltre, la Saman International acquistò anni fa anche un castello nella Loira: fu pagato con soldi di Saman Italia, fu intestato a Saman France. Non finisce qui: Cardella e i suoi risultano proprietari anche di appartamenti a Milano, di terreni e fabbricati sia in Italia che all’estero, di conti correnti in due banche milanesi (la Banca dell’Agricoltura e la Cesare Ponti). Nel’ 93, in particolare, proprio alla “Ponti” di via Plinio furono depositati da Cardella due miliardi: i soldi erano di Saman, ma gli interessi bancari finivano nel patrimonio personale dell’ex guru. Con lo stesso sistema, dice il rapporto della Finanza, furono creati fondi neri (in titoli di Stato) impiegati “per attività estranee alla comunità “. Quali attività? Mistero, per ora. Una chiave di lettura può essere il viaggio del piccolo bimotore (intestato a Saman International) che nell’94 fu usato per la fuga di Craxi in Tunisia.

   Per far passare questo tipo passaggio, da una democrazia borghese a un sistema di controllo più capillare fu decisivo il controllo della magistratura, dove tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni 80, ci fu la resa dei conti tra la vecchia massoneria tradizionale e la nuova schiera di magistrati, molto “efficentisti” e magari anche “democratici”.

   Infatti, sotto una versione di “sinistra”, la tendenza emergente della magistratura parlando di diritti e progettando istituti che avrebbero dovuto tutelari, in realtà si è portato a un risultato che è stato tutto l’opposto rispetto ai fini dichiarati.

   Una vicenda che possiamo prendere come esempio è quella che vede a braccetto Magistratura Democratica e Psichiatria Democratica.[12] Sin dal 1997, queste due associazioni “democratiche” invocarono una legislazione sull’istituto dell’Amministratore di sostegno, un istituto che avrebbe dovuto essere a “beneficio dei bisognosi, minorati, di tutela”. Tutto questo nascondeva in realtà un’idea d’ingegnerizzazione sociale mediante un uso mirato o più diffuso di quello che in linea teorica sarebbe stato necessario.

   Nel 2004 viene approvata dal parlamento la legge sull’amministratore di sostegno, nel 2008 viene sancito il potere assoluto di certificazione sulle “patologie” ai medici psichiatri.

   Non è un caso che l’inizio del XXI secolo ha visto l’attuazione della strategia della distruzione di molti individui mediante la scienza asservita. Nel 2012 il DSM, espande in sostanza il vaglio di criticità mentale in sostanza a tutti gli aspetti del comportamento umano e alla sfera di condotte e reazioni che se non sono patologiche sono fisiologici (come dire l’identità umana, è in mano allo psichiatra di turno che ha un vaglio di discrezionalità tale, che neanche i parroci nel medioevo avrebbero potuto pensare).

   Si sta assistendo all’uso deviato sulle nomine dell’amministratore di sostegno per fini diversi dal “sostegno”. Quello che emerge oggi in maniera eclatante, è la concettualizzazione e applicazione concreta di istituti finalizzati ad un controllo sociale autoritario diffuso, dove psichiatri, psicologi, educatori ed assistenti sociali sotto l’egida dei primi e magistrati di settore “sensibilizzati” o plasmati attraverso informazioni e nozioni !manipolatorie”, entrano in modo deviato e deviante nelle sfere individuali, talvolta condotti per mano alla finalità della distruzione e del controllo dei soggetti colpiti.

   Se si va vedere si riscontra che c’è un dedalo accuratamente costruito mediante il controllo di professionalità, ruoli, che s’interfaccia con le componenti della magistratura “consapevoli” (del ruolo di controllo sociale s’intende) e un uso spregiudicato degli strumenti e degli ambiti, “di tutela”.

   Che si tratti di conflitti genitoriali, di minori o conflitti parentali, e di soggetti speciali o ordinari, le logiche degli interventi accuratamente teorizzati a monte, indicano un principio di sottrazione, d’intervento sociale autoritario, che crea dolore, danni, orientando scelte ingiuste con argomenti soavi e spesso sul piano meramente formale difficile da contestare.

   Con la chiave di lettura dello scontro tra genitori all’interno delle famiglie, e per “tutelare” i minori, si arriva che per sottrarli al conflitto, s’ingenera un fenomeno di adduzione dei minori verso case famiglia (e il relativo business) ma anche verso pratiche che e situazioni, come soluzioni “comunitarie come quella del Forteto dove i minori erano soggetti non solo di molestie ma anche di violenze sessuali.

   Ben 23 sono state le persone rinviate a giudizio, dopo le denunce dei ragazzi. In pratica, tutti i vertici del Forteto. Lo stesso Fiesoli (il leader della comunità) e il suo braccio destro, Luigi Goffredi, aveva già subito una condanna (passata in giudicato) negli anni ’80 per violenza sessuale. Ma nonostante questo il Tribunale di Firenze ha continuato ad affidare minori al centro per anni. Così come la politica, con il Comune che non ha offerto le tutele necessarie. Anzi, ha continuato ad affidare i bambini al Forteto. Anzi i leader della comunità venivano invitai nelle scuole per parlare di violenza.

   Un altro dei fondatori del centro decide di denunciare Fiesoli: “Dopo essere stato condannato, era riuscito a convincere tutti come fosse vittima di persecuzione giudiziaria”. Tanto da essere considerato nel tempo quasi un “santo laico”, diventando un’icona di un’amministrazione storicamente di centrosinistra.

   Per questo i ragazzi vittime di abusi negli anni continuano a essere mandati all’interno del centro del fondatore già condannato per violenze sessuali. Piero Tony, oggi a capo della Procura di Prato e allora il giudice minorile responsabile dei numeri affidamenti al Forteto “si vantava” dei rapporti con il centro.[13]

C’E’ UN PROGETTO?

  Quando si parla di condizionamento mentale non si può non parlare dell’Istituto Tavistock.

   Fondato nel 1920 sotto la direzione del generale di brigata e psichiatra dr John Rawlings, il Tavistock nacque per occuparsi dei soldati traumatizzati durante la prima guerra mondiale. Gli psichiatri e psicanalisti scoprirono presto che questi individui erano acutamente suggestionabili; e che lo stesso effetto poteva ottenuto attraverso interrogatori brutali e torture. Essi prepararono tecniche del controllo comportamentale, che furono praticate come parte di vasti programmi di guerra psicologica.

   Nel 1945, in un suo libro (The shaping of psichiatry by war), il generale Rees, propose che metodi analoghi a quelli sperimentati in guerra, potevano attuare il controllo sociale d’intere società o gruppi, in tempo di pace. Scrive Rees: “Se proponiamo di uscire all’aperto e di aggredire i problemi sociali e nazionali dei nostri giorni, allora abbiamo bisogno di “truppe sociali” psichiatriche, e queste non possono essere le equipes psichiatriche stanziali delle istituzionali. Dobbiamo avere gruppi di psichiatri selezionati e ben addestrati che si muovano sul territorio e prendano contatto con la situazione locale nella sua area particolare”.[14]

   Dal 1947 il generale Rees fece carriera nell’apparato dell’ONU,  assieme a Sir Julian Huxley, allora capo dell’UNESCO; e secondo Brewda, un giornalista ebreo americano che è convinto che i terroristi suicidi, sia quelli che si fanno saltare in Israele, sia (se ci sono mai stati) quelli sugli aerei dell’11 settembre 2001, possano essere fabbricati,[15] che entrambi (Rees e Huxley) elaborarono un abbiano elaborato un progetto per la selezione dei quadri nelle colonie dell’impero britannico, ormai traballante per via del fatto che si stavano, sviluppando dei movimenti di liberazione nazionale non controllati dall’imperialismo britannico, per addestrare alla futura “indipendenza” ovvero per uno sviluppo semicoloniale. Gli specialisti del Tavistock perciò cominciarono da allora a creare dei movimenti rivali a quelli che conducevano la lotta di liberazione nazionale: il primo esperimento avvenne in Kenya. Nei campi di prigionia taluni detenuti sarebbero stati selezionati e preparati con metodi psicologici traumatici a formare delle fazioni che si sarebbero dovuto inserire della nella rivolta che era definita dei Mau Mau. L’idea era di infiltrare il movimento di liberazione keniota con gruppi rivali, che le penetrassero e frazionassero, creando lotte intestine. I rivali dovevano usare metodi terroristici feroci, per screditare il movimento.

   Facciamo un passo indietro per capire qualcosa sul ruolo delle associazioni psichiatriche britanniche e il loro ruolo.

   Norman Montagu nel 1944 che era il governatore della Banca di Inghilterra si dimette, e cominciò ad avviare un progetto che ironicamente era collegato ai suoi ripetuti esaurimenti nervosi e ricoveri ospedalieri. Norman organizzò l’Associazione Nazionale Britannica per la Salute Mentale. Nei suoi stadi iniziali questa Associazione ebbe come sede la casa londinese di Norman. Il suo assistente presso la Banca di Inghilterra fu nominato tesoriere dell’Associazione.

   Nel 1948 l’Associazione Nazionale per la Salute Mentale di Norman radunò i leader mondiali della psichiatria e della psicologia al Congresso Internazionale sulla Salute Mentale, presso il Ministero della Salute del Regno Unito. In questo Congresso fu formata la Federazione Mondiale per la Salute Mentale, con lo scopo di gestire i servizi psicologici del pianeta. Lady Norman, l’hostess del Congresso, fu investito del potere esecutivo. Norman scelse per presidente della Federazione Mondiale il capo dell’istituto Tavistock il generale Rees.

   Le due agenzie delle Nazioni Unite con cui la Federazione Mondiale lavora di più strettamente sono la Federazione Mondiale della Sanità (FHO) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza, e la Cultura (UNESCO).

   È indicativo alcune frasi di Rees per capire il progetto:

   “1948: I Piazzisti del nostro programma di riprogrammazione delle percezioni (lavaggio del cervello di massa) devono agire nell’anonimato e segretamente. E proseguì: il risultato a cui dobbiamo puntare è fare in modo che ciò permei ogni attività pedagogica della vita nazionale…Abbiamo già compiuto una fruttuosa offensiva rispetto a tutta una serie di professioni. Ovviamente le più accessibili sono quelle del settore scolastico e la chiesa, mentre le più ostiche sono legge e medicina. Dobbiamo puntare a far sì che la psichiatria permei ogni attività educativa nella vita educativa della nostra nazione”.[16]

   “1950. Abbiamo condotto un fruttuoso contro un bel po’ di professioni. Le più facili tra queste sono naturalmente l’insegnamento e la Chiesa: le due più difficili sono la legge e la medicina… Se intendiamo infiltrarci nelle attività sociali e professionali degli altri, penso che dobbiamo imitare i fautori del totalitarismo e organizzare qualche tipo di attività da quinta colonna! … Vediamo quindi di diventare, molto segretamente, un ‘quinta colonna’ “.[17]

La Psichiatria di Settore

   La 1965, venne introdotta la Psichiatria di Settore su influenza francese, progetto che molti trovarono seducente in quanto auspicava la psicoterapia istituzionale e soprattutto proiettava all’esterno del manicomio, cioè sul territorio, l’attività degli operatori. Il Testo Ufficiale del 1960 – la cui stesura peraltro risale al 1954 – delinea il settore come l’unico strumento che strumento che consente alla psichiatria di porre in primo piano i problemi politici della genesi sociale della malattia mentale, e ciò a causa del suo inserimento del tessuto sociale e del suo aggancio alle problematiche collettive. Negli anni ’50 la Provincia di Venezia creò per prima in Italia un centro extraospedaliero per la cura delle persone che sono definite malati mentali, anticipando di fatto di quasi 25 anni la riforma Basaglia. Il Prof. Gino Pastenga, medico e scrittore affermato, che Assessore all’Igiene e alla Salute tra il 1951 e il 1956.

   In quegli anni il suo entusiasmo, la sua determinazione di giovane politico portarono la Provincia di Venezia a conquistare un primato nazionale: l’introduzione delle figura delle assistenti sociali nella struttura manicomiale di San Servolo e la creazione nel 1953 del primo Centro Psichiatrico Extraospedaliero in Italia per l’assistenza delle persone definite mentali. Nel portogruarese i servizi psichiatrici appaiono nel 1972, a Villanova di Fossalta, con un reparto decentrato del manicomio veneziano di San Servolo, presto orientato in una generica comunità terapeutica. Ma è dal 1978, con il primario Domenico De Salvia, che si avvia la trasformazione con l’articolazione del Dipartimento di Psichiatria in un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (il reparto ospedaliero) ed il Centro di Salute Mentale (CSM). Al centro della nuova organizzazione c’è dunque il CSM, una struttura aperta, frequentabile senza tante difficoltà e paure da parte di chi già soffre il disagio psichico. Ma il progetto nella messa in pratica fu imposto dall’alto (Tavistock) e fondato più su criteri tecnici che non sui reali bisogni della popolazione. C’è da sottolineare l’elevato numero di ricoveri che si registrarono a seguito della creazione di ambulatori nel territorio, che avrebbero dovuto avere una funzione profilattica di evitamento dell’esperienza negativa del ricovero. La legge 08/03/1968 n. 431 istituzionalizzando l’igiene mentale da un lato, e, dall’altro, limitando a 625 il numero massimo dei posti letto di ospedale psichiatrico si è posto come ponte giuridico per tentativi di ristrutturazione in un senso che si potrebbe definire settoriale per molti ospedali psichiatrici italiani. La psichiatria di settore viene sperimentata prima a Varese (giugno 1964) con lo psichiatra Balduzzi poi a Padova (luglio 1965) e a Torino sempre con Balduzzi e la collaborazione di De Salvia (marzo 1970) e infine a Portogruaro (1972). Provincia e Opera Pia di Torino firmano la Convenzione per l’assistenza psichiatrica che consente il distacco di operatori dagli ospedali psichiatrici per lo svolgimento dell’attività extra ospedaliera e, e modifica e integrazione della Convenzione, viene siglato nel luglio 1973 da CGIL CISL UIL un Protocollo aggiuntivo che promuoveva la settorizzazzione.

   Con la Legge 431/68 viene introdotto il concetto di ricovero volontario “per accertamento diagnostico e cura”, senza limitazioni delle libertà personali, nella direzione di un graduale superamento della condizione di ricoverato coatto. Inoltre, oltre all’apertura dei “centri o servizi di igiene mentale” con funzione numerico del personale, che doveva essere in rapporto 1 a 3; di conseguenza gli ospedali che si vollero adeguare ai parametri volsero il loro interesse verso un progetto di deospedalizzazione per affrontare i costi che tale riforma imponeva.

Oggi la psichiatria di settore è funzionale al progetto del Gen. Rees?

      Come si diceva prima, nel 2004 viene approvata dal parlamento la legge sull’amministratore di sostegno, nel 2008 viene sancito il potere assoluto di certificazione sulle “patologie” ai medici psichiatri. Bisogna tenere conto che con questo procedere legislativo c’è il rischio che dalla perizia psichiatrica non ci possa difendere perché è un’opinione in mancanza di prove oggettive esiste, a prescindere dal fatto che essa esiste o meno poiché costituisce semplicemente la stigmatizzazione della diversità, e non dovrebbe decidere l’esito di un processo. In mancanza di prove oggettive (radiologiche, biochimiche o altro) la diagnosi psichiatrica non ha la stessa valenza di una diagnosi medica, e dovrebbe essere considerata una semplice teoria, un’ipotesi non un fatto. Nell’aula di un tribunale, essa non dovrebbe avere probatorio.

   Se vediamo le strutture coinvolte riguardano l’insieme dell’età delle persone umane (dall’infanzia alla vecchiaia) e con le diverse patologie.

   Sanità e Servizi Sociali per la parte inerente la Psichiatria, Psicologia e Servizio Sociale: Consultori familiari (Famiglia, Infanzia, adolescenza e minori in condizioni di disagio), Centri Diurni (Persone anziane), Centri di riabilitazione (Disabilità), Sert e Comunità (Dipendenze), Centri di Igiene Mentale (Salute Mentale) e le strutture operanti nel campo della marginalità sociale e dell’immigrazione.

   Scuola: Neuropsichiatria infantile, psicologi dell’età evolutiva, psicoterapeuti ecc.

   Giustizia per la parte inerente la Psichiatria, Psicologia e Servizio Sociale: Tribunale dei Minori, Case Famiglia, Amministrazione di sostegno, Dipartimento di amministrazione penitenziaria e carceri.

   Per una comprensione maggiore di avvenimenti come quelli emersi inerenti gli affidi e l’uso dei TSO bisogna vedere l’attività sotterranee delle varie caste e dei poteri forti sui vari piani: da quello storico informativo per avere un analisi concreta, sia sui livelli istituzionali coinvolti e che sulle strategie attuate della metodologie usate come quella Tavistock che del controllo e della degenerazione sociale guidata, fino alla comprensione di quali sono gli strumenti di governo sotterraneo, della gestione infiltrata e autenticamente totalitaria del braccio politico e sociale nella società e nella medicina. Bisogna capire come viene attuato il controllo delle più minute formazioni sociali come la famiglia e sono gestiti i minori mediante la formazione e gestione dei minori. Capire come gli individui attenzionati vengono accerchiati e l’uso delle case famiglia. Bisogna capire i metodi Tavistock e i modelli formativi usati dai sociologi, dagli psicologi, e dagli assistenti sociali.

   In sostanza bisogna capire questo progetto di controllo della politica che passa attraverso lo svuotamento della Costituzione, la scalata nelle amministrazioni e nei gangli dello Stato, il finanziamento e il potenziamento di organizzazioni ed associazioni riconducibili (od orientate ed in parte eterodirette) dai centri nevralgici di questo progetto.

   Per attuare questo progetto sono stati arruolati personaggi delle Èlites militari, psichiatri, che sono funzionali a un ruolo di controllo e disancoramento della legalità costituzionale.

  Questo progetto va fermato con il coinvolgimento delle masse popolari, partendo da una pubblica denuncia. Non si può ipotizzare un avvio di trasformazione democratica della società senza sconfiggere questo progetto.

   Ebbene quello che rimane dello “stato sociale” si sta evolvendo verso una prospettica di controllo integrale. Le questioni del mondo militare e della psichiatria militare arruolata, della magistratura infiltrata, delle caste politiche delle varie organizzazioni criminali collegate ai poteri forti, devono essere analizzate per comprendere e combattere meglio questo sotterraneo, come bisogna comprendere il ruolo delle attività della P2, P3, P4, della Supergladio (chiamiamo così una componente fondamentale di questo progetto, che va oltre alla quella che era stato la Gladio) e criminalità organizzata.

   Voglio precisare che questa analisi non ha l’ambizione di essere totalizzante e perciò non si riferisce mai alle componenti statuali e attività pubbliche e private che conservano il loro fine lecito ed il loro deontologico orientamento.

   Si può ipotizzare che c’è stata la sostituzione di una struttura e dei suoi uomini (vecchia P2), con l’avvio di progetto che comporta lo svuotamento delle istituzioni democratiche (borghesi) a partire dal Parlamento, con il passaggio necessario per l’attuazione di questo progetto il controllo degli apparati e dei gangli dello Stato, e l’intervento massivo su partiti, informazione e formazione degli uomini.

   Gli operatori, piccoli, medi e grandi della disinformazione, incistati e sparsi ad arte anche nella rete, tentano, di difendere il velo.

   Per ripetere la definizione di Supergladio non bisogna intendere   una struttura ben definita, ma una sorta di network composto da psichiatri deviati che agiscono in cordata, una quota di vertici militari, magistrati, politici, psichiatri quota di massoni deviati, psichiatri  infiltrati, utilizzati e gestiti dai servizi segreti, frange importanti delle forze armate e  di polizia, alti funzionari statali, una area di professionisti e associati legati in particolare alle attività forensi o sociali.

   Si può ipotizzare l’esistenza di un sub progetto eterodiretto a livello internazionale a livello internazionale.                                                                       


[1] È un’associazione che si occupa di malagiustizia, il suo leader Pietro Palau nel 2017 è stato arrestato in Grecia. Intorno a lui furono fatte girare la voce che si era avvicinato agli ambiente. Notizia che Pietro Palau ha decisamente smentito ed accusa che è stata messa in giro per delegittimarlo. http://www.lavocedirobinhood.it/index.php/2017/11/28/intervista-a-pietro-palau-giovannetti-arrestato-ad-atene-in-base-ad-un-illegale-mandato-europeo-emesso-dal-p-g-di-milano/

[2] http://avvocatisenzafrontiere.it/?p=2227

[3] In apparenza ovviamente, vedere https://marcos61.wordpress.com/2019/06/28/abusi-su-minori-cosa-ce-dietro/

[4] https://www.repubblica.it/cronaca/2017/10/22/news/il_paese_dei_bambini_perduti_ecco_la_verita_vent_anni_dopo-178983626/

[5] http://avvocatisenzafrontiere.it/?p=2227

[6]                                               C.s.

[7]                                              C.s.

[8] Sarebbe Umberto Veronesi

[9] http://www.avvocatisenzafrontiere.it/?p=891

[10] Una in particolare l’avvocato Cinzia Sarni è la moglie del magistrato Ersilio Secchi componente della Corte di appello di Milano (personaggio già tristemente noto ad altre vittime che dovrebbe venire trasferito per incompatibilità non potendo esercitare nello stretto distretto dove opera la moglie) e che – stando alle accuse formulate dalla donna e da chi la assiste. – non si dimostreranno all’altezza di gestirlo von prudenza e oculatezza, anzi.  L’ammanco patrimoniale subito nel gito di pochi anni potrebbe arrivare fino a 35 milioni di Euro. http://www.avvocatisenzafrontiere.it/?p=891

[11]  http://archiviostorico.corriere.it/1996/luglio/25/Cardella_spunta_impero_miliardario_co_8_9607252983.shtml

[12] Costituzione di una Commissione Nazionale di studio in materia di funzioni del Giudice Tutelare e dell’Amministratore di sostegno.

   Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica hanno costituito una Commissione di Studio perché il Paese si doti di uno strumento di legge (Amministratore di sostegno) che serva a sostenere adeguatamente le persone in difficoltà, soprattutto oggi che progressivamente si vanno svuotando gli Ospedali Psichiatrici. L’obiettivo che ci si prefigge è quello da una di limitare ai soli casi estremi il ricorso agli istituti della inabilitazione   da una lato di limitare ai soli casi estremi il ricorso agli istituti dell’inabilitazione e dell’interdizione e dall’altro a far sì che l’attenzione si sposti dalla “roba” alla quotidianità della persona.

   Responsabili della Commissione sono stati designati i dottori E.LUPO e L. ATTENASIO per P.D. e il dott. AMATO per M.D.

Roma 1997

   Comunicato Stampa.

   PSICHIATRIA DEMOCRATICA MAGISTRATURA DEMOCRATICA

   In relazione al Progetto di Legge relativo alla costituzione dell’Amministratore di sostegno per i cittadini in difficoltà anche temporanea a causa di menomazioni o malattie o a causa dell’età, presentato dal governo lo scorso luglio, Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica, attraverso i rispettivi Segretari Nazionali dott. Emilio LUPO e Vittorio BORRACCETTI, richiamano l’attenzione del Governo e del Parlamento tutto, acchè sia promossa sul tema una ampia e rapida consultazione di quelle realtà nazionali impegnate a fianco dei meno garantiti.

P.D. ed M.D. auspicano che in tempi brevi il Paese si doti di uno strumento che garantisca diritto di cittadinanza e dignità di vita a quei cittadini cui oggi è concessa la sola interdizione.

LUPO e BORRACCETTI si dicono, infatti, preoccupati dal fatto che, in assenza di disposizioni più adeguate e rispondenti alle necessità del singolo in difficoltà, possa concretizzarsi il pericolo che in talune realtà, nel corso del processo di chiusura dei manicomi si promuovano interdizioni di massa.

Settembre 1997

Invito al Governo ed al Parlamento perché riprenda e si concluda la discussione sui progetti di legge

Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica invitano il Governo ed il Parlamento a voler adoperarsi perché la

Commissione giustizia della Camera dei Deputati riavvii la discussione ed il confronto-in Commissione Giustizia- sul testo unificato dei progetti di legge nn.960 e 4040, relativamente alle” Disposizioni in materia di funzioni del Giudice tutelare e dell’Amministratore di sostegno”. Le due Associazioni che nei mesi scorsi hanno trovato nell’ Onorevole Giuliano PISAPIA (allora Presidente della Commissione) un attento e sensibile interlocutore, oggi rinnovano l’invito a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo di pratiche dei diritti, perché il testo della Commissione-con le opportune modifiche ed integrazioni costituisca l’utile base di una discussione rapida e definitiva.

[13] http://www.giornalettismo.com/archives/915489/le-iene-il-forteto-e-il-potere-che-copre-gli-stupri-sui-bambini/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A%20giornalettismocom%20 

[14] Maurizio Blondet, chi comanda in America, EFFEDIEFFE, 2002, p. 154.

[15] Joseph Brewda, Israeli psichiatrists and hamas terrorists: case study on how terrorists are manufactured, ottobre 2001.

[16] http://paoloferrarocdd.altervista.org/non-era-basaglia-progetto-tavistock

[17]                                                                                  C.s.

IL DISASTRO ALER

•settembre 8, 2021 • Lascia un commento

   L’emergenza abitativa e la fallimentare gestione da parte dell’ALER del patrimonio immobiliare pubblico sono problemi che arrivano da molto lontano e che ancora oggi continuano a produrre strascichi.

    A denunciare tutto ciò non ci sono solo i vari comitati dei quartieri, la società di revisione BDO[1], che dicembre 2013 ha presentato alla Regione Lombardia un rapporto di oltre trecento pagine sui disastrati conti di ALER, l’immobiliare pubblica più grande d’Italia e tra le maggiori in Europa. Il documento, pubblicato nel 2015 dal gruppo Espresso[2], è stato richiesto dalla Commissione regionale d’inchiesta su ALER, nominata proprio per far luce sui conti dell’Azienda lombarda. Il quadro emerso è quello di un colosso che già allora era sull’orlo del fallimento. Ad oggi sono ormai 450 milioni di euro di debito solo verso le banche e fornitori che affliggono il bilancio; le entrate non riescono nemmeno a coprire le spese ordinarie di gestione. 

   Eppure l’emergenza sfratti e il fenomeno delle occupazioni nasce soprattutto da lì dalle case popolari vuote (e inutilmente riscaldate) perché fatiscenti, prive di manutenzioni e non assegnabili. A Milano ce ne sono quasi 10.000.

    Fino al primo dicembre 2014, quando le 28.000 case del Comune di Milano sono passate alla gestione di Metropolitana Milanese. ALER amministrava 73.000 unità abitative, gran parte delle quali in pessime condizioni. Nel bilancio 2013 l’azienda regionale scrive chiaramente di non poter far fronte alle spese necessarie: “Risulta evidente che gli interventi di manutenzione straordinaria non possono essere finanziati se non tramite entrate straordinarie che derivino dalle vendite, in forte rallentamento , o da risorse da reperire sul mercato del credito, soluzione oggi impraticabile”.

   E qui apre il capitolo più problematico della gestione ALER. La domanda sorge, spontanea: “Perché mai ALER non poteva chiedere prestiti alle banche?”.  Semplicemente, perché ne erano già stati aperti fin troppi. Solo allora risultavano aperti 48 contratti di mutuo per 255 milioni di euro. Finanziamenti richiesti per le più svariate ragioni: dalla realizzazioni di nuove costruzioni fino alla manutenzione straordinaria e addirittura allo svolgimento delle attività correnti, ogni anno più dispendiose. Una montagna di soldi, chiesti a Intesa San Paolo (78 milioni), alla Banca Popolare di Sondrio (72 milioni, e l’istituto è anche tesoriere di ALER), al Monte dei Paschi di Siena (38 milioni), a BNL (26 milioni), a Dexia Crediop Spa (sempre BNL, per 17 milioni), alla Banca Popolare di Novara (quasi 10 milioni), alla Cassa Depositi e Prestiti (quasi 9 milioni) e alla Popolare di Milano (oltre 4 milioni).

   A garanzia dei prestiti ottenuti ALER ha messo il suo stesso patrimonio immobiliare ipotecato,  al 31 dicembre 2012 risultavano ipoteche sugli alloggi per un valore di 258 milioni. Appartamenti (e terreni) a Milano, Rho, Lainate, sul cui destino prende un grosso punto interrogativo. Ecco perché Gian Valerio Lombardi, ha accelerato il processo di messa all’asta degli alloggi popolari. Una soluzione in piena antitesi col concetto di edilizia pubblica e che non fa altro che aggravare l’emergenza abitativa. Vendere all’asta le case pubbliche, costruite coi soldi dei lavoratori, significa, questo sì, toglierle dalla disponibilità di chi ne ha bisogno. A causa di questa scelta, infatti, il patrimonio immobiliare pubblico continua ad impoverirsi. È quindi evidente, a questo punto, come l’attività principale  di ALER non sia quella di rendere agibili ed assegnare le case, ma di lasciare vuoti gli appartamenti in attesa di venderli al migliore acquirente, portando avanti nei fatti un vero e proprio business.

   Per contestualizzare, è importante fare un ulteriore passo indietro nella storia speculativa ALER. Come e quando è nata la voragine finanziaria che rischia di inghiottire l’ALER? La risposta è nelle carte: il 50% dei mutui è stato stipulato tra il 2006 e il 2007 e i derivati sono agganciati a finanziamenti decorsi tra il 2007 e il 2008.  Lo stesso periodo in cui l’azienda intraprende una serie di avventure speculative che oggi pesano sui suoi bilanci  come mattoni. Basti pensare alle “figlie” di ALER (ora tutte in dismissione), delle quale ASSETT è la più conosciuta.

   L’inefficienza è sempre stata dominante in tutte le operazioni condotte non solo da ALER, ma anche dalle sue società satellite. Tra queste c’è ASSET, fondata nel 2005 e controllata da ALER al 100%, motivo per cui nel corso del tempo questi investimenti hanno scavato un’ulteriore voragine nei bilanci. Le operazioni condotte da ASSET riguardante lotti, vendita e commercializzazioni di complessi immobiliari, compresi alberghi, centri commerciali, turistici, industriali e ricreativi. Verrebbe da chiedersi che cosa abbia a che fare tutto ciò con l’edilizia popolare.  Ma andiamo avanti. Per realizzarle, la società ha dovuto contrarre mutui per molti milioni di euro. Dove si concentrano le operazioni immobiliari? Una delle principali operazioni è quella di Pieve Emanuele, la quale acquista diversi stabili per ristrutturarli e vendere alloggi di edilizia pubblica (si stipulano mutui per 32 milioni accompagnati da 41 milioni di finanziamento regionale). Un altro importante acquisto è quello di un complesso immobiliare interamente destinato alla vendita (tra un finanziamento e l’altro ASSET si indebita per 66 milioni di euro). Di queste due operazioni cosa s’è n’è fatto? Nulla. Per quanto riguarda Pieve Emanuele l’area non è stata riqualificata, gli appartamenti a Garbagnate non sono solo  rimasti invenduti, ma alcuni a causa  del deterioramento, causato dall’abbandono, sono stati demoliti chiedendo un ulteriore prestito ad ALER.

   ASSET è atterrata anche in Libia nel 2007, dove si costituisce una nuova società per occuparsi di ristrutturare i palazzi storici. Perché invece di ristrutturare le case popolari, che sono da sempre lasciate cadere a pezzi, si è andati a sperperare denaro in Libia? Nel 2010 la società viene dichiarata fallita con annesse perdite per centinaia di migliaia di euro. Il fallimento di tutte le operazioni intraprese da ASSET è  stato totale, è sempre andata in rosso, verrà fusa solo recentemente con ALER che ne acquisirà oltre al patrimonio immobiliare anche i 99 milioni di debiti.

   ALER è un secchio bucato. Perde soldi a ciclo continuo. Solo per l’elaborazione delle buste paga per i dipendenti, la spesa annua è di un milione di euro. Tra le carte, spunta un ennesimo mutuo (30 milioni) per il fondo pensione integrativo dei dipendenti ALER. Il fondo non era ancora stato costituito, mentre i 30 milioni costavano 500 mila euro di interessi passivi ogni anno e, perlomeno tra il 2011 e 2015 (periodo per quale si trovano dati disponibili), si sono pagati interessi a vuoto.

   ALER è dunque un’azienda di edilizia pubblica che nega alle masse popolari il diritto di ottenere un’abitazione, collettivizzando le perdite e privatizzando gli utili. In piena emergenza sfratti, bisognerebbe ampliare e non ridurre il patrimonio pubblico, per garantire a tutti il diritto alla casa e una vita dignitosa. Ma non è così. La politica adottata da Regione Lombardia nello stabilire i criteri di assegnazione è iniqua e paradossale. Addirittura, nel 2020, in piena pandemia determinata dal COVID-19 che ha accentuato gli effetti nefasti della crisi di sovrapproduzione di capitale, dove sono stati bruciati migliaia di posti di lavoro, la quota riservata ai nuclei familiari indigenti è stata diminuita dal 40% al 20%. Tutto questo con l’obiettivo di assicurare flusso di cassa all’Azienda, nonostante la recente retromarcia concordata col comune di Milano abbia riportato, almeno nel capoluogo  lombardo, la soglia delle assegnazioni per le famiglie indigenti al 40%.

   Sono dunque ALER e Regione Lombardia in primis i veri responsabili delle condizioni dei quartieri popolari, che hanno subito anni di abbandono e speculazione.  Ci sono 10 mila case vuote e riscaldate, interi stabili chiusi per mancanza di ristrutturazione, case piene di infiltrazioni e a rischio folgorazione. Gli sgomberi non sono dunque la soluzione al problema abitativo, al contrario non fanno altro che aggravarlo. Anzi, a causa degli sgomberi, le case ricadono in uno stato di abbandono, senza considerare le migliaia di euro spesi per effettuarli. Quando si dice che cacciare gli occupanti sarebbe la soluzione si dice una falsità. Di case a disposizione ce ne sono già in abbondanza e il quadro che ne emerge è ancora più scandaloso se si considerano i 27.000 assegnatari in graduatoria in attesa di un appartamento.

   Infine, qualche nome e cognome. Chi sono i responsabili di tutta questa situazione? Sono i volti del centro-destra presenti nell’album delle foto di famiglia di ALER. Allora come oggi, Regione Lombardia ed è guidata da Attilio Fontana (Lega), degno erede di Formigoni (arrestato e responsabile dei tagli e della privatizzazione della sanità pubblica, di cui oggi più che mai si pagano le conseguenze) e Maroni, le cui parole d’ordine erano “Prima i lombardi”. Quest’ultimo ha stabilito come criterio fondamentale per l’accesso all’edilizia pubblica, “L’anzianità di residenza” solo chi può vantare una residenza anagrafica o lo svolgimento di attività lavorativa in Lombardia da almeno 5 anni ha diritto all’ingresso nelle liste di assegnazione  (Legge Regionale 16/2016). Tra gli amministratori dell’azienda c’è un nome ricorrente quello di Domenico Ippolito. Entrato nel 1991 per non uscirne più prima come responsabile amministrativo, poi come direttore del personale ed infine come direttore generale dal 1999 al 2013. Dal 2005 anche come amministratore delegato in ASSET e in CSI (controllata ALER). Un manager delle amicizie discutibili, era stato rimosso perché nel 2012 un’inchiesta lo vedeva coinvolto sulla compravendita di voti a favore dell’ex assessore regionale alla casa Domenico Zambetti (che fu arrestato), con la ‘Ndrangheta. Finì sotto l’occhio del ciclone per l’appartamento dato in affitto a Teresa Costantino, figlia del boss Eugenio Costantino, che nel 2011 venne contattata personalmente dalla segretaria di Ippolito, Monica Goi, e assunta da ALER proprio presso la Direzione Centrale.


[1] https://www.bdo.it/it-it/home-it

[2] https://espresso.repubblica.it/attualita/2015/02/04/news/lombardia-il-disastro-delle-case-popolari-serve-piu-di-un-miliardo-per-rimetterle-a-posto-1.198102/

https://espresso.repubblica.it/attualita/2015/02/05/news/quel-manager-dalle-amicizie-discutibili-1.198187/

BREVE INTRODUZIONE ALLE ARMI EMF E DEL LORO RAPPORTO CON IL CONTROLLO MENTALE

•agosto 25, 2021 • Lascia un commento

 Le tecnologie delle le armi elettroniche che sono usate dalla criminalità organizzata, dai servizi segreti, eserciti, aziende multinazionali o sette segrete, possono comprendere quelle usate per le armi a energia diretta, come il laser, i raggi di energia a radiofrequenza, l’olografia[1], l’interferometria[2], le radiazioni elettromagnetiche, le onde radio, i radar, robot elettronici in miniatura, ecc. In generale queste tecnologie utilizzano energie dirette che non sono visibili all’occhio umano e che possono viaggiare per migliaia di chilometri. 

   Queste energie dirette possono attraversare la gran parte delle sostanze quali i muri, gli edifici, i metalli e le montagne. Quando un raggio di energia diretta si interseca con un altro raggio o con un insieme di raggi di energia diretta, il punto di intersezione può creare una combinazione di diverse radiazioni come una sorta di tasca. Queste combinazioni di radiazioni (che potremmo definire tasche di radiazioni) create da raggi di energia diretta possono venire ingegnerizzati in modo tale da poter contenere onde sonore, messaggi, stress termico, pressione, forme simulate di radiazione elettromagnetica, messaggi telepatici, simulazioni di realtà virtuale e olografiche. Ad esempio due raggi di radiofrequenza che presi separatamente, potrebbero avere proprietà di radiofrequenze innocue, potrebbero avere proprietà dannose di radiofrequenza mista quando è combinato al punto di intersezione. Raggi di radiofrequenza mista potrebbero venire utilizzati per simulare il suono cambiando le proprietà di pressione (espansione e compressione) di gas e liquidi all’interno del corpo umano e intorno ad esso. Questi raggi di radiofrequenza con frequenze dell’ordine di cento megahertz possono essere usati per molestie elettroniche.

   I raggi di energia diretta possono seguire e localizzare una persona continuamente mediante la creazione di indici olografici.

   Le persone colpite da queste armi possono udire voci, vedere immagini e percepire lo stress. Dato che alcune parti del corpo come gli occhi e i genitali non possono ridurre bene lo stress, le vittime di molestie elettromagnetiche provano spesso stress negli occhi, che provoca problemi visivi.[3] I laser possono dirigere verso immagini telepatiche sintetiche[4] e simulazioni di realtà virtuale che possono venire usate per controllare i sogni, i pensieri e le emozioni.


[1] Olografia s. f. [comp. di olo– e –grafia, sul modello dell’ingl. holography]. – Metodo di registrazione e di riproduzione di immagini tridimensionali basato sull’impiego di un fascio di luce coerente emesso da un laser: tale fascio viene indirizzato sia verso il soggetto da riprodurre sia verso una lastra di materiale sensibile, in modo che l’interferenza tra la luce che proviene direttamente dal laser (fascio di riferimento) e la luce (anch’essa coerente) riflessa dal soggetto produca sulla lastra una figura assimilabile a un reticolo di diffrazione (ologramma), la quale contiene tutte le informazioni relative sia all’intensità sia alla fase delle onde luminose che l’hanno prodotta; se l’ologramma viene a sua volta illuminato dalla luce del laser, si ha, in seguito a un processo di diffrazione, la ricostruzione completa (donde il nome) del fronte d’onda che era stato emesso dal soggetto, la cui immagine stereoscopica appare, attraverso la lastra e in piani posteriori, con prospettive diverse a seconda del punto di osservazione. Successivi sviluppi hanno reso possibile la produzione di immagini olografiche osservabili con la luce bianca ordinaria: tale risultato si ottiene, nell’o. in luce bianca o di volume, registrando in un’unica lastra una serie di ologrammi sovrapposti che, per interferenza, riflettono solo la componente monocromatica della luce incidente che ricostruisce l’immagine olografica, e, nell’o. stampata, imprimendo (a partire da una matrice) il reticolo di diffrazione che costituisce l’ologramma su un supporto di plastica trasparente avente per sfondo uno strato argentato riflettente. Con il termine olografia si fa riferimento anche a tecniche analoghe di riproduzione di immagini tridimensionali che utilizzano però forme di propagazione ondulatoria diverse dalla luce, per es. onde elastiche in un mezzo nell’o. acustica, onde radio ad alta frequenza nell’o. a microonde.

[2] In fisica l’interferometria è un metodo di misura che sfrutta le interferenze fra più onde coerenti fra loro, utilizzando degli strumenti detti interferometri

[3] http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/

[4] La telepatia sintetica o telepatia mediata dal computer consente la comunicazione da utente a utente attraverso l’analisi dei segnali neurali. Le ricerche del famigerato DARPA si propongono di individuare e analizzare i segnali neurali di parole specifiche, utilizzando l’EEG, che si verificano prima del processo di vocalizzazione del discorso. A partire dal 2009, la ricerca è focalizzata per scopi militari.

https://gifh.wordpress.com/2010/09/05/dalla-telepatia-sintetica-alla-tecnopatia-le-macchine-controllate-dal-cervello/

LE ARMI PSICOTRONICHE FANNO SENTIRE LE VOCI

•agosto 20, 2021 • 2 commenti

   L’esperienza della Telepatia ufficiale è identica a quella del telefono cellulare. Satelliti collegano il mittente e il destinatario. Un computer multiplexer indirizza il segnale vocale del mittente da delle torri di microonde in una posizione molto specifica, così il ricevitore si trova monitorato con estrema precisione, ma il ricevitore non è un telefono cellulare è un cervello umano.

   Dal “nulla” (si fa per dire ovviamente), una voce improvvisamente fiorisce nella mente della vittima. Il cranio umano non ha un firewall[1] e quindi non può chiudere, a sua volta, la chiamata. Il ricevitore può sentire tutti i pensieri del bersaglio, esattamente come se i pensieri fossero parole. Per questa ragione, l’esperienza potrebbe essere chiamata “sentire le voci”, ma è più propriamente definita come telepatia artificiale.    

   Poniamoci un interrogativo, e  se questi sistemi sono utilizzati tra un avvocato della mafia e un giudice corrotto? Tra un sindacalista corrotto e un padrone? E se una persona impegnata in attività riservate venga spiata e interferita 24 ore su 24, possiamo immaginare quante persone possano arricchirsi vendendo idee non sue (magari cercando di fare o scrivere alle vittime prescelte cose sbagliate). Che tipo di società verrebbe fuori?

    La Telepatia artificiale fornisce l’arma perfetta per le torture mentali e il furto di informazioni. Essa fornisce un mezzo estremamente potente per molestie, controllo e violentare la mente di ogni persona. Se fossimo nel medioevo si sarebbe detto che chi possiede quest’arma farebbe vivere alle vittime un’esperienza demoniaca poiché sembrerebbe che un entità esterna si sia impossessata della tua anima.

   La Telepatia Artificiale offre anche un mezzo ideale per l’invasione totale della privacy. Se tutti i pensieri possono essere letti, allora password, numeri PIN, ed i segreti personali semplicemente non possono essere protetti. Non siamo più soli in bagno o in doccia.  I momenti privati più intimi o quelli che riteniamo imbarazzanti non possono essere nascosti: essi sono soggetti ad ogni sorta di commenti e osservazioni offensive. Essendo che possono sapere tutti i torti o le cadute morali del proprio passato, la Telepatia artificiale diventa uno strumento ideale per ricattare con facilità incredibile.

   I personaggi che utilizzano questi sistemi criminali entrano in una sorta di delirio di onnipotenza e si lasciano prendere la mano. Come quando si divertono a confondere la mente delle vittime e a danneggiarne la memoria producendo errori e danni alle persone, e causando perdita di denaro, di posti di lavoro[2], di collocazione sociale, di prestigio e rispetto altrui. Chi dileggia una persona torturata, enfatizzando magari alcune cose, anziché considerare la sua situazione, e silenziando magari le sue denunce, se fossimo in una paese dove vige una giustizia veramente giusta, dal mio punto di vista deve essere considerato un complice dei torturatori stessi, con tutte le conseguenze del caso.

   Come un telefono chiamante, una persona ostile con questa tecnologia in mano può chiamare a qualsiasi ora del giorno o tutto il giorno. Il sonno può essere disturbato.

   L’attaccante non può essere  visto o identificato e i danni cagionati sono enormi. Colui che afferma che ci sono solo danni psicologici dice il falso. Ci sono danni fisici, come le ghiandole che vengono fuori, a causa di questi attacchi che producono disturbi digestivi, macchie di bruciature sul corpo, e conseguenze per il sangue, con il rischio di tumori leucemici al sangue, ci sono delle conseguenze anche sull’impianto genitale, con il rischio di diventare impotenti, dovendosi liberare la persona per avere attività sessuali, dall’imbarazzo e dal blocco psichico derivante dallo spionaggio e dall’interferenze di persone terze, con conseguenze quindi non solo familiari/coniugali ma anche biologiche.

   La maggior parte delle persone che soffrono di questa forma abusiva (mica hanno dato il consenso ad essere abusati!) sentono come se la loro mente sia stata violentata. Si ritrovano cacciati, pedinati, molestati e abusati da una o più persone che si rifiutano di dare i loro nomi, che contaminano la mente con la lingua più cattiva e perversa che si possa immaginare e che si rifiutano di riagganciare o andare via. Il chiamante o i chiamanti (aguzzini sadici e pervertiti) provano piacere nella tortura perversa e sadica che fanno subire alle loro vittime. Inoltre, si dilettano, nel violare la privacy delle loro vittime con la lettura del pensiero della persona bersagliata e commentando tutto quello che pensa.[3]

   I chiamanti agiscono come stupratori.

   La reazione di una persona normale e intelligente, che subisce la terribile esperienza dello stupro della propria mente con questa tecnologia per la prima volta, naturalmente è quella di farsi prendere dal panico. in seguito parlare con qualcuno che possa aiutarla: la propria famiglia, un medico oppure la polizia.

   Davanti all’incredulità o peggio alla complicità da parte delle persone che si cerca aiuto il rischio è quello di passare per pazzo.

   In breve tempo, la vittima di uno stupro mentale si ritrova sola con se stessa, subendo ulteriori umiliazioni con il rischio di essere portata in un reparto psichiatrico.

   È avvilente non riuscire a dimostrare (soprattutto alle persone che si ritiene più vicine e care) che la voce o le voci che si sentono nella propria testa, sono reali, ed osservare i sorrisi dei medici, i quali insistono sul fatto che tale tecnologia non esiste, che le voci non possono essere reali e che ti prescrivono un potente psicofarmaco, poiché sentire le voci per la psichiatria è un classico esempio di schizofrenia. Se si sentono le voci si è per definizione pazzi.  


[1] Nell’informatica, nell’ambito delle reti di computer, un firewall è un componente hardware e/o software di difesa perimetrale di una rete.

[2] Magari facendogli fare delle cazzate  dove lavorano (continue assenze, litigi con colleghi ecc.).

[3] Proprio mentre stavo scrivendo questo articolo ho tutta una serie di dimenticanza compresa quella di lasciare il cellulare in ufficio. Per fortuna nel mondo non ci sono solo

NEL 2018 IN GRECIA FURONO USATE ARMI A ENERGIA DIRETTA?

•agosto 17, 2021 • Lascia un commento

   Nell’agosto del 2018  la Grecia aveva deciso di uscire  ufficialmente dal terzo programma di salvataggio della FMI, BCE  UE, e ricominciare a finanziarsi da sola sul mercato.[1] Tutto in sostanza significava dire addio alla Troika.

   Proprio in quell’estate ci fu un periodo devastante di incendi in Grecia. Certamente molte delle difficolta di intervento da parte della Protezione Civile greca furono dovuti ai pesanti tagli  nel settore della sorveglianza antincendio che aveva subito tagli per 34 milioni di euro tra personale e mezzi. Già nel febbraio del 2017 i pompieri erano scesi in piazza per protestare.[2]

    Il fatto strano che un testimone afferma che a suo dire 50 roghi in contemporanea non possono essere una casualità[3].

   Ma non è solo questo.  Si è visto bruciare case, sciogliersi auto, ma non si bruciano le bandiere….

  Per questo si è ipotizza che sono state usate armi a energia diretta.[4] E precisamente armi che usano le microonde.

   Lo scienziato “non ufficiale” Pier Luigi Ighina[5] che diventò famoso per la sua valvola antisismica e la macchina della pioggia, prima di morire aveva anche messo a punto una macchina in grado di fondere i metalli a distanza.

   Ighina sosteneva sono materia aventi atomi fermi, cioè atomi che non si muovono se non vengono eccitati continuamente. Infatti, sintonizzando gli atomi dei metalli ed aumentandone le vibrazioni si distaccano fra di loro e producono la fusione del metallo.

   Ighina affermò che fece degli esperimenti con l’apparecchio dove riuscì a sintonizzare il metallo in esame,  a una certa distanza ma solo in determinati casi.

   Ma forse dietro a tutto questo non c’è solamente la questione dell’uscita della Grecia dalla Troika ma ci si un tentativo da parte degli USA  di impedire l’arrivo degli oleodotti russi. Due volte gli Stati Uniti bloccarono l’arrivo del gas russo nei Balcani, una volta in Grecia e una volta in Bulgaria.[6]

   La Grecia quando era primo ministro Konstantinos Karamanlis tra il 2003 e il 2009, [7] compì una svolta di una maggiore cooperazione energetica con la  Russia. Grandi edifici pubblici come ospedali e scuole avrebbero ricevuto gas russo, in particolare dopo che gli armatori greci aprirono la strada al gas liquefatto (GPL) inviato su navi cisterne, facilitandone consegna e stoccaggio. Ma un’altra parte delle proposte comprendeva la messa in sicurezza di un oleodotto greco-russo, come quello esistente nel Nord Europa (ovvero la Germania). Quello che è successo dopo è un caso di studio della guerra ibrida. Di nascosto, il governo greco fu destabilizzato da “incendi” massicci (guarda caso) per tutto il Paese, provocando numerosi morti. Non era possibile autorizzare l’oleodotto South Stream, secondo i dettati statunitensi. L’ex-compagno di classe di Karamanlis, Christos Zahopoulos, si sarebbe gettato da un edificio a causa di una relazione, cosa inaudita nella società greca.[8] Gli incendi arrivarono proprio vicino la casa estiva di Karamanlis, a Rafina. Dopo l’elezione nel 2004, Karamanlis incontrò Putin, che poi visitò la Grecia. Un accordo fu steso tra Grecia, Bulgaria e Italia per l’installazione del gasdotto russo South Stream. Il lobbista statunitense Matthew Bryza, che sposò la giornalista turca Zeyno Baran, fu il primo a scrivere contro l’accordo Putin-Karamanlis sul gasdotto South Stream. Dopotutto, questo gasdotto metteva da parte la Turchia. È un’ironia che quando decine di greci bruciarono vivi nel Peloponneso, Bryza si sposò a Costantinopoli nel 2007, il 23 agosto. Questo quando la Turchia era fermamente filo-USA.

   In sostanza verso la Grecia si è attuata una forma di guerra ibrida.

   La guerra ibrida è  una strategia militare, caratterizzata da grande flessibilità, che unisce la guerra convenzionale, la guerra irregolare e la guerra fatta di azioni di attacco e sabotaggio cibernetico (e non solo cibernetico come si è visto)[9].

   Un altro esempio di guerra ibrida fu quello che avvenne nel 2011 in Italia.[10] Fino a quel momento, le guerre ibride le avevamo viste in Medio Oriente (con le varie “rivoluzioni” colorate arabe manovrate dalle centrali d’intelligence occidentale) e nell’area post-sovietica (con le rivoluzioni colorate in Ucraina e in Georgia).

   Certo è che la guerra all’Italia del 2011 non avrebbe avuto successo senza appoggi interni; come ade esempio il  Presidente della Repubblica italiana Napolitano che organizza la rimozione di un governo un Presidente del Consiglio con uno  nominato da lui.

     Tutto questo dovrebbe portare a delle riflessioni sulle prospettive della società in cui stiamo vivendo. Lenin spiegò (in polemica con R. Luxemburg e Bucharin) che i monopoli anziché alla libertà, portano allo sfruttamento di una parte sempre maggiore di nazioni piccole e deboli per opera delle nazioni ricche e potenti: queste sono le caratteristiche fondamentali dell’imperialismo, che ne fanno un capitalismo parassitario e putrescente.

   In questo modo la Borghesia Imperialista, da un lato deruba i popoli coloniali e semicoloniali delle loro risorse impedendogli di autodeterminarsi con le rivoluzioni democratiche (ed anticoloniali), dall’altro a causa dell’esportazione dei capitali, sfibra il tessuto industriale del proprio Stato nazionale ponendo le basi per lo smantellamento di questo.

   Dal secondo dopoguerra, in Italia, il PCI revisionista di Togliatti, ha rappresentato non solo l’aristocrazia operaia italiana, ma anche l’anello di congiuntura tra le borghesie filo-atlantiche italiane e le borghesie nere burocratiche (figlie del fascismo e del capitalismo monopolistico degli anni ’30).

   Tutto questo (non dimenticando il ruolo determinante favorevole ciclo economico del secondo dopoguerra), ha permesso al blocco governativo di gestire il conflitto di classe ricorrendo allo Stato “sociale” (che nei fatti in Italia divenne uno Stato assistenziale/clientelare).

   Da un punto di vista politico e militare, a poco a poco tutti i paesi europei sono stati integrati nella NATO, ossia nel sistema di comando americano (e sionista).

   Caduto il blocco dell’Est a guida revisionista (che consistette in sostanza l’aperta e dichiarata restaurazione del capitalismo) la situazione ha subito successivi cambiamenti:

  • L’imperialismo più forte opera per trasformare gli Stati europei in cinghie di trasmissione delle sue direttive.
  • La politica degli Stati è dettata da organizzazioni sopranazionali come il FMI, la BCE, la Trilaterale (che sono uno strumento da parte della frazione dominante della Borghesia Imperialista).
  • Un ruolo importante nell’orientamento delle politiche degli Stati lo hanno organismi come il Rotary e le grandi massonerie anglosassoni e sioniste.
  • Le borghesie nazionali partoriscono un personale politico di tecnici totalmente alieno alla società civile (inteso, nel senso borghese come un amalgama di più classi sociali).

   I meccanismi della riproduzione capitalista quindi portano:

  • A una nuova modifica della soprastruttura dello Stato capitalistico.
  • Ad una fase ulteriore, più brutale nei paesi capitalisti dipendenti e a quelli a capitalismo burocratico.

   Ora se analizziamo le dinamiche in atto nelle metropoli imperialiste, si nota che la forma politica in atto è una democrazia autoritaria che non è propriamente fascista, ma contiene in sé elementi propri del fascismo.

   Gli organi classici delle democrazie liberali di rappresentanza popolare sono svuotati, mentre gli esecutivi, da un lato, centralizzano nelle loro mani un potere immenso in materia di repressione e sospensione delle libertà civili e politiche, mentre in materia economica e sociale ratificano le direttive del FMI (debito pubblico, liberalizzazioni, investimenti nell’industria bellica).

   Se prendiamo come un esempio di questa dinamica in un paese come l’Italia si nota in maniera evidente che alla subordinazione del capitalismo italiano, segue progressiva militarizzazione della società civile.

  Su questo secondo punto bisogna distinguere due piani:

  • L’abolizione delle libertà democratiche da parte dello Stato imperialistico.
  • L’ampio utilizzo della guerra psicologica attraverso l’utilizzo dei mass-media.

   La privatizzazione delle squadre (post) fasciste di polizia (fino ad arrivare – cosa già USA e Israele già fanno – alla privatizzazione degli eserciti) rende la politica repressiva sempre più incontrollata e arbitraria: questo, necessariamente, è da collegare alle politiche nel campo sociale ultraliberiste che rendono reiette ampie fasce sociali (distruzione degli ammortizzatori sociali, dei servizi pubblici, e di qualsiasi forma di sostegno e sussidio).

   La compagna Ulrike Meinhof, al processo di Stammhein, il 21 agosto 1975 descrisse così la situazione del proletariato occidentale: “il proletariato nelle metropoli imperialiste organizzato schedato e controllato in tutte le manifestazione della sua vita, dal capitale attraverso gli apparati ideologici dello Stato, dei sindacati e dei partiti – non può costituirsi in classe per sé entro un quadro nazionale”. Ulrike continua “…nella completa compenetrazione di tutti i rapporti dell’imperialismo attraverso il mercato e del processo di statalizzazione della società, attraverso gli apparati statali repressivi ed ideologici”. In sostanza la lotta contro il capitalismo può per noi che lottiamo in un paese imperialista cominciare nelle metropoli ma si deve  allargare su scala internazionale.


[1] https://www.corriere.it/economia/18_agosto_19/greciti a-esce-programma-aiuti-addio-troika-8-anni-crisi-65254b8c-a383-11e8-9b60-adccaa96935d.shtml

https://www.quotidiano.net/blog/fornasari/atene-dice-addio-alla-troika-32.464

https://www.unionesarda.it/economia/grecia-addio-troika-fine-del-terzo-e-ultimo-piano-di-aiuti-s35wqppu

https://www.ilmessaggero.it/economia/economia_e_finanza/grecia_euro_commisariamento-3921672.html

[2] https://disquisendo.wordpress.com/2018/07/25/anche-in-grecia-sono-state-usate-armi-ad-energia-diretta/

[3]                                                        C.s.

[4] https://www.davidpuente.it/blog/2018/07/27/il-complotto-delle-armi-ad-energia-negli-incendi-in-grecia/

https://disquisendo.wordpress.com/2018/07/25/anche-in-grecia-sono-state-usate-armi-ad-energia-diretta/

https://paolopoliti.blog/2018/07/26/incendi-di-atene-causati-da-armi-laser-ecco-lultima-teoria-del-complotto-video-foto/

[5] https://www.supereva.it/pier-luigi-ighina-uomo-che-spostava-nuvole-49533  C’è da dire che la maggior parte degli articoli su di lui sono molto denigratori, considerano le sue ricerche come pseudoscienza.

[6] http://aurorasito.altervista.org/?p=1663

[7]  https://www.treccani.it/enciclopedia/kostas-karamanlis/

[8] http://aurorasito.altervista.org/?p=1663

[9] https://www.treccani.it/vocabolario/guerra-ibrida_%28Neologismi%29/

[10] https://www.ilgiornale.it/news/politica/2011-guerra-ibrida-italia-1255627.html

CANNETTO DI CARONIA – UNA IPOTESI PIU’ INQUIETANTE DEGLI UFO

•agosto 14, 2021 • Lascia un commento

   Il paesino di Canneto di Caronia si trova in provincia di Messina sulla linea ferroviaria che collega Messina con Palermo. I suoi 154 abitanti[1] vivevano una vita silenziosa e ignorata dal resto del mondo, quando d’improvviso nel 2004 ci furono dei fatti che assunsero gli onori della cronaca nazionale e internazionale. Successe che erano cominciati dei fenomeni strani: gli oggetti improvvisamente prendevano fuoco, senza alcun (almeno in apparenza) intervento esterno. Non solo oggetto di metallo come pentole e caffettiere, o pericolosi cavi elettrici, ma anche divani, cassettoni, e altre suppellettili domestiche. La cosa attirò l’attenzione di cronisti prime locali e poi dei grandi mezzi di comunicazione. Gli abitanti erano ovviamente preoccupati e nessuno sapeva spiegare questo fenomeno o almeno a spiegarlo. 

   in attesa che arrivi una spiegazione scientifica o giudiziaria sono in tanti gli abitanti a temere che la zona sia al centro di fenomeni paranormali. Ipotesi che non sarebbe da scartare secondo padre Amorth.[2]

   L’esorcista dice di non aver mai visto un fenomeno del genere e che “la prima cosa da fare chiamare un sacerdote“, per fargli benedire le case. A Caronia, secondo padre Amorth, “ accade normalmente, diciamo così, quando il demonio entra nella vita di chi gli permette di entrare…”.

 


         Non potevano mancare ovviamente gli UFO, gli extraterrestri che si sarebbero interessati per motivi ovviamente misteriosi a questo piccolo paesino siciliano.[3]

   A livello più terrestre, in un primo tempo si mobilitarono l’ENI e le Ferrovie dello Stato, ipotizzando un fenomeno di dispersione elettrica nell’impianto di alimentazione dei convogli ferroviari che transitano nei pressi.  Ma le ricerche accertarono che gli incendi si verificarono anche in completa assenza di energia elettrica.

   Arrivò a Canneto una nutrita squadra di scienziati, militari ed esperti della Protezione civile, che a loro proposero l’ipotesi di un forte elettromagnetismo naturale del sottosuolo. Di fenomeni elettromagnetici artificiali parlava invece un’altra ipotesi, avanzata da un Gruppo Interistituzionale formato nel 2005 con ordinanza della Protezione civile, su impulso della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Questo gruppo era coordinato da Francesco  Mantegna Venerando, presidente del Comitato Istituzionale di Coordinamento del Sistema di Sorveglianza Sismica e Vulcanica in Sicilia e esperto della presidenza della Regione Siciliana.

    Questo intervento istituzionale molto probabilmente è stato determinato dal fatto  che si era passati dagli episodi incendiari, dal secondo semestre del 2004 si passò a più frequenti anomalie di tipo elettromagnetico, come la smagnetizzazione di chiavette USB, il malfunzionamento delle chiusure telecomandate degli autoveicoli, le forti variazioni nelle bussole magnetiche, i guasti ai telefoni cellulari. Un’antenna satellitare incorporata nel lunotto di una vettura raggiunse una temperatura talmente elevata da produrre la perforazione del vetro, mentre altri fenomeni vennero registrati in un’area più vasta del territorio.

   La Protezione Civile, attraverso il Comune di Caronia, dispose la rimozione e l’integrale rifacimento degli impianti elettrici e delle messe a terra nelle case di Canneto. Ma  taluni episodi di combustione si verificarono all’interno delle abitazioni come si diceva prima, anche in assenza di allacciamento elettrico dall’esterno.

  Inoltre, si sono sempre più intensificate le osservazioni e le testimonianze di altri fenomeni nell’area del basso Tirreno.

   Dopo la fase critica degli incendi, l’attività del gruppo Interistituzionale è partita. Sono state condotte varie campagne multidisciplinari di misure e rilevazioni, sia in mare sia sulla terraferma. Le più significative sono state:

  •  
  • Campagna di telefoto rilevamento aereo condotta dall’aeronautica[Marco Sac1] .
  • Campagne di misure dei parametri fisici, geofisici e geochimici, condotte dall’INGV (Sezioni di Catania e Palermo).
  • Campagna oleografica condotta dalla Nave Galatea dell’Istituto idrografico della Marina Militare su uno specchio di mare esteso, antistante la zona costiera di Canneto (magnetometria, parametri fisici e chimici, sedimentologia).
  • Campagna di rilevamenti e misure con georadar.
  • Campagna di rilevamenti magnetometrici a terra e di monitoraggio dei campi elettrici ed elettromagnetici condotti dalla Marina Militare.
  • Campagna di monitoraggio dello spettro radioelettrico condotta dal Ministero delle Comunicazioni e dall’ARPA Sicilia.
  • Misure dei parametri ambientali e meteoclimatici condotta dal SIAS – Regione Siciliana.
  • Mappatura di tutti gli utilizzatori dello spettro radioelettrico presenti in un raggio di diversi chilometri centrato su Canneto, curata dal Ministero della Comunicazioni.
  •   Campagna di rilevamento aereo, misure e mappatura dell’intensità totale del campo magnetico terrestre condotta con tecnologia d’avanguardia dell’INGV su un’ampia zona di mare compresa tra l’isola di Ustica e le isole Eolie.
  • Campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici  tuttora effettuata e in via di ulteriore potenziamento.
  •       Campagne di rilevamento nel visibile e nell’infrarosso (IFR-FLIR) condotte in terraferma e da piattaforma aerea, con il supporto di mezzi aerei e specialisti della Marina Militare.

   Attraverso queste campagne e l’attività di monitoraggio, il Gruppo Interistituzionale ha potuto escludere l’origine naturale dei fenomeni, essendo risultati tutti i parametri ambientali (fisici, geofisici, geochimici) entro valori normali.

   Altrettanto si è fatto in direzione degli impianti presenti nella zona (ferrovia, impianti di radiotelecomunicazione, rete elettrica), escludendo anche in questo caso possibili cause alla base dei fenomeni.

    Per il Gruppo Interistituzionale si è valutata l’ipotesi che la zona potrebbe interessata da emissioni elettromagnetiche impulsi(EMP) ed episodici  di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte. Sono emersi interrogativi sulla possibilità che alla base di questi fenomeni di tecnologie industriali, non escludendo con ciò i sistemi  d’arma elettromagnetici.  

   Sui fenomeni che accadono a Caronia fu presentata il 5 dicembre 2007 un’interpellanza al Senato, diretta all’ora Presidente del Consiglio Romano Prodi.

A TREMONZELLI 1860 METRI DI MISTERO

 

   Nell’autostrada A-19 che collega Palermo e Catania si trova la galleria di Tremonzelli, che è il tunnel più lungo dell’autostrada.

   All’interno di questo tunnel da venti anni accadono degli incidenti anomali.  La dinamica è quasi sempre la stessa: l’automobilista entra normalmente nella galleria, ma all’improvviso avviene il blackout. Le luci e il motore si spengono. In seguito, come se niente fosse, le luci si riaccendono e il motore riparte. Il tutto in una manciata di secondi.[4]

   La notte del 28 maggio 2013, un pullman con a bordo una scolaresca, una volta entrato nella galleria ha improvvisamente  preso fuoco, con le fiamme che si sarebbero sprigionate dall’interno del vano motore. Senza che vi fossero segnali di preavviso.

   Tra le tante teorie che si sono date su questi fenomeni (pensiamo anche il Centro Ufologico Nazionale si occupò del caso), si è andata ipotizzando la presenza di campi elettromagnetici nell’area della galleria. Tesi però smentita dall’ANAS.

 ESPERIMENTI SEGRETI?

   È noto che il cambiamento climatico (dovuto alla variazione della risonanza Shuman[5] all’attività solare, ecc.) e la siccità crescente ha provocato negli ultimi anni un aumento vertiginoso degli incendi che hanno distrutto ettari di risorse verdi della nostra penisola. Senza escludere tra le cause degli incendi il sabotaggio da parte delle varie mafie, gli incendi sembrano provocati da un fuoco che proviene dal nulla. Come si è visto le prime indagini inerenti a questi fenomeni accaduti a Canneto di Caronia ha dato come risultato che essi sono legati a particolari campi magnetici.

   Ma quale sono la causa di campi magnetici?

   Un’ipotesi plausibile, che essi siano causati da esperimenti militari segreti.[6]

   Sappiamo che le trasmissione di onde elettromagnetiche che viene realizzata, con riferimento ad uno dei progetti più conosciuti in tale campo, HAARP è possibile manipolare il clima. Ora le tre maxi-antenne in costruzione a Niscemi per il MUOS possono produrre un mix di onde elettromagnetiche capaci di penetrare la ionosfera con potenziali effetti per l’ambiente e la salute dell’uomo.[7]

   Originalmente il progetto era stato previsto per Sigonella, il quartier generale dei droni USA, ma poi gli americani si sono accorti che le emissioni del MUOS avrebbero anche potuto far esplodere per errore di ordigni della grande base NATO siciliana.

   Chiediamoci c’è un collegamento tra le onde elettromagnetiche prodotte dal MUOS e i fenomeni che ci sono a Caronia e nella galleria di Tremonzelli?

   Le forze armate dei vari Stati che tendono a essere potenze mondiali o (come gli USA) vogliono difendere la loro egemonia, stanno facendo degli esperimenti per la creazione di bombe elettromagnetiche in grado di distruggere ogni apparecchio elettrico ed elettronico e rendere inerme la popolazione che è colpita da questo flusso di onde, per poi lanciarsi alla conquista dello spazio e dell’etere. Oggi è già in atto un processo di militarizzazione dello spazio per l’egemonia, che ha lo scopo farlo divenire sia un canale per ottenere e trasmettere energia, e per l’utilizzo di armi contro gli stati nemici. Se fino alla seconda guerra mondiale importante era l’egemonia del mare, dall’ultimo conflitto mondiale decisivo diventa l’egemonia aerea, ora è l’egemonia dello spazio.

 

 

 

SVILUPPO DELLE ARMI PER GUERRE “NON CONVENZIONALI”: E POI I PAZZI SAREMMO NOI!

   C’è una profonda differenza tra la decadenza dei precedenti modi produzione (comunismo primitivo, schiavistico, asiatico[8], antico,[9] feudale)  e quella che sta attualmente imperversando il Modo di Produzione Capitalista, anche se i periodi di decadenza del passato sono stati marcati da conflitti bellici, questi non erano neanche comparabili alle guerre mondiali che, già due volte, hanno devastato la società capitalista. Un altro aspetto della decadenza del capitalismo è quella dell’ipertrofia dello Stato, che non è solamente sul piano economico (vediamo i salvataggi degli istituti bancari a partire dal 2007) ma anche sull’assorbimento della società da parte dello Stato, come si spiegherebbe il ruolo asfissiante dei servizi segreti? La diffusione delle armi tecnologiche (comprese quelle falsamente dette “non letali”)? Che parte consistente della popolazione usata come cavia per controllo mentale?

   Quando dico assorbimento della società civile da parte dello Stato (che è lo Stato della Borghesia Imperialista) intendo dire il crescente ruolo nei processi (ma sarebbe meglio dire delle barbarie) in atto, che vede protagonisti realtà  come i vari centri di ricerca universitaria e militari, le multinazionali farmaceutiche e delle protesi uditive e acustiche,[10] la borghesia nera  (sarebbe la borghesia che nasce dalle organizzazioni mafiose) ecc. Tutto questo provoca nuovi reati quali ad esempio i furti di identità, i sequestri virtuali, la schiavitù psichica e sessuale, la pedofilia cibernetica ecc.

LE ARMI AD ENERGIA DIRETTA

    Per armi ad energia diretta si deve intendere una classe di armamenti che comprende numerosi dispositivi capaci di indirizzare sui bersagli, in modo molto preciso ed efficace, svariate forme di energia diretta. Questi dispositivi inviano sul bersaglio radiazioni elettromagnetiche,[11]od onde acustiche,[12] o plasma[13]  ad elevata energia.

ARMI LASER

   La tecnologia laser[14]  è una delle maggiori protagoniste degli attuali programmi di ricerca per lo sviluppo di un nuovo arsenale ipertecnologico ed è impiegata  con versatilità in diversi dispositivi bellici.

DISPOSITIVO THEL

   Questo dispositivo viene utilizzato per fare esplodere missili e proiettili in volo (testando dunque la sua funzionalità come difesa antiaerea). Il progetto THEL vede impegnati nello sviluppo di questa tecnologia laser sia gli americani che gli israeliani. Proprio l’esercito israeliano annovera il THEL quale arma già in dotazione al suo esercito, e questo fa supporre che ne possieda già degli esemplari probabilmente dislocati a “difesa” di basi militari e città

   Il THEL utilizza delle sostanze chimiche (fluorite[15] di deuterio[16]) per creare un raggio laser invisibile capace di abbattere aerei e missili.

SPACE-BASED HIG-ENERGY LASER (HEL)

   Si tratta di un armamenti laser montato su di un satellite capace di colpite bersagli nello spazio, sulla terra ed in aria. Oltre agli Stati Uniti ed in Israele, anche la Cina sta sviluppando un armamento laser pensato per distruggere i satelliti nemici orbitanti. L’arma si chiama ASATS (Anti-Satellite Simulation) ed è in fase di test già nel 1998.

LASER A RAGGI ULTRAVIOLETTI

   Quest’arma sarebbe in grado di paralizzare animali e persone. La tecnologia è quella di un laser che sfrutta dei raggi ultravioletti.[17]

LASER ZEUS

    Si tratta di una laser montato su di un Humvee (un veicolo militare dell’esercito USA simile ad una jeep). Secondo fonti ufficiali del Pentagono, mezzi militari muniti di questo dispositivo al laser sono stati impiegati in Afghanistan per far brillare le mine. Secondo due siti accreditati di informazione militare come il Defence Tech e Defence Daily,   almeno tre veicoli simili sono stati utilizzati anche in Iraq.

ARMI AL PLASMA ED IMPULSI

   Le basi per una simile tecnologia furono poste negli anni ’40 dal fisico Nikola Tesla[18]. Alle scoperte di questo scienziato si deve lo sviluppo di parecchie tecnologie: dalle bobine elettriche ai generatori di corrente, dalla radio alla televisione. Duranti i primi anni del XX secolo Tesla iniziò a lavorare al suo progetto per un “raggio della morte”. Nel 1942 il progetto era pronto e Tesla lo propose agli USA quale arma per battere i nazisti. Tesla fu considerato un “pazzo” e la sua proposta non fu presa in considerazione.  Era talmente considerato “pazzo”, che alla sua morte nel 1943, tutti i documenti dello scienziato sul “Raggio della morte” furono misteriosamente trafugati. Parte di questi documenti è stata citata in un documento segreto del governo USA su un’arma ad elettroni (documento declassificato nel 1980). Il principio del “Raggio della morte” è qualcosa che sta a metà strada fra le armi a laser e le armi al plasma. Il principio è quello di quello di sparare contro il bersaglio un proiettile di energia, composto da materia elettricamente carica composta da elettroni, neutroni e protoni. Il tutto avviene attraverso il processo di ionizzazione dell’aria.[19] Tale meccanismo è stato studiato approfonditamente dagli scienziati della famigerata DARPA con la collaborazione di un’azienda tedesca. Risulta che armamenti di questo tipo sono in possesso degli eserciti statunitense, israeliano e australiano.

Ci sono diverse versioni di questo tipo di armamenti:

1)    Pulsed Impulsive Kill Laser (PIKL). Questo tipo di dispositivo ha dimostrato la sua efficacia in diversi test, riuscendo a perforare anche armature in Kevlar[20] e lastre di metallo.

2)    La versione “non letale” va sotto il nome di Pulsed Energy Projectile (PEP). Questo dispositivo è in grado di stordire uomini e animali, creando in dolore molto forte e una temporanea paralisi. La documentazione sui possibili effetti a lungo termine provocati dall’arma è però scarsa.[21] Il principale ambito di applicazione previsto per il PEP viene indicato in scenari di “ordine pubblico” (l’ordine come lo concepiscono le classi dominanti sarebbe meglio dire) mentre un’altra delle applicazioni prefigurate è quella di presidio dei checkpoint.[22] Oltre a stordire le persone una simile arma dovrebbe essere capace di bloccare i veicoli, in quanto il suo impulso energetico interferirebbe con i sistemi elettrici. Il raggio di azione del PEP è di circa 2 Km ed il suo funzionamento si basa sull’emissione di un impulso laser ad infrarossi[23] (mediante l’impiego di un “deutorium fluoride laser”.  Il plasma prodotto dalla parte iniziale dell’impulso  arriva ad esplodere poiché i suoi elettroni assorbono l’energia della parte finale dell’impulso. L’esplosione di questo plasma ad elevata energia si tramuta in una forza d’urto combinata ad un’onda elettromagnetica.

ARMI A MICROONDE

    Le armi a microonde non hanno una storia recentissima: immediatamente dopo la seconda guerra mondiale se ne ipotizzò l’utilizzo per il controllo delle menti ed altri impieghi che sono ritenuti fantascientifici.

   I primi (ufficialmente a quanto si sappia) a sperimentare in modo più sistematico furono i russi. La CIA riporta un episodio che giustificò gli studi americani sulle microonde. Negli anni ’60  l’ambasciata americana a Mosca fu sottoposta ad un bombardamento a microonde. In tale occasione i servizi segreti russi adottarono un piano a lungo termine per indebolire l’apparato diplomatico statunitense presente a Mosca. Attraverso un’esposizione prolungata a microonde a bassa intensità i diplomatici americani subirono pesanti danni fisici e psicologici. Due ambasciatori morirono di cancro e un terzo si dimise gravemente malato.  Oltre all’insorgere di diverse forme di cancro sono stati documentati casi di problemi psicologici e cognitivi. I tessuti umani possono, infatti, essere danneggiati dalle microonde a diversi livelli dall’insorgere di tumori a malattie della pelle, da impotenza a indebolimento delle difese immunitarie fino a effetti sul sistema nervoso centrale capaci di provocare amnesie, demenza, sindromi depressive, paranoia ecc.

   In conformità a questi effetti l’ipotesi di un uso segreto e decisamente illegale e criminale per l’indebolimento delle masse non è da considerarsi il frutto di qualche mente malata di qualche complottista, ma una tragica realtà.[24]

   Parallelamente a questi fatti, la CIA sviluppò il The Pandora Project (Progetto Pandora).[25]  Gli agenti, che facevano parte di questo progetto, scoprirono che i russi avevano condotto molte ricerche sulle microonde soprattutto sugli effetti che queste potevano produrre sulla mente e sull’emotività. Nel 1965, l’Institute of Defence Analysis, un istituto finanziato dal Pentagono, ricostruì a grandezza naturale quello che era successo a Mosca, per analizzare il problema. L’Agenzia per i progetti di ricerche avanzata sulla questione della “Difesa” (difesa dell’ordine imperialista ovviamente) sperimentò, sulle scimmie Rhesus, gli effetti delle microonde al Walter Reed Army Research Institute. I risultati, che furono classificati sotto la dicitura “segreto – Difesa”, confermerebbero che le microonde hanno degli effetti che colpiscono profondamente il sistema nervoso e che il comportamento di queste scimmie fu cambiato. Nel 1969, i principali ricercatori nel campo delle microonde si riunirono in simposio a Richmond, in Virginia (USA) per studiare gli effetti biologici e le implicazioni sulla salute di queste microonde. Il Dottor Karel Marha un’autorità del settore venuta dalla Cecoslovacchia, spiegò che queste onde generano mal di testa, debolezza generale, fatica nausea, irritabilità, angoscia, depressione. Qualche anno dopo furono i russi ad accusare gli statunitensi di impiegare degli apparecchi elettromagnetici contro il giocatore di scacchi Boris Spassky che aveva appena perso contro Bobby Fischer, nel campionato del mondo.

   Qualcosa di molto simile a quello che successe all’ambasciata americana di Mosca, avvenne negli anni ’90 nelle lande del New Messico e negli Stati del Michigan e del Texas, dove un fenomeno inspiegabile sconvolse la vita tranquilla della gente del luogo. Qualcosa sembrava pulsare nei cuori delle persone, qualcosa che tormentava i residenti con insonnie, nausee e disturbi nervosi, che scomparivano “magicamente” non appena ci si allontanava dalla zona interessata.[26] Il fenomeno divenne noto come The Sound (Il Suono). La Fondazione Phoenix, guidata dal direttore esecutivo Jim Moore, nel 1992 fu convocata dagli abitanti di Taos, una cittadina del New Messico, per indagare sull’origine del Sound. Dana Hougland, ingegnere del suono della David L. Adams Inc. di Denver e membro della Fondazione, intervenne col proprio equipaggiamento e dopo attenti rilevamenti identificò il suono come una potente pulsazione a frequenza passante da 17 a 70 hertz. Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha classificato tali frequenze come psicoattive, rilevandone i pericolosi effetti biologici. Le ripercussioni furono gravi sia per gli abitanti, sia per i giornalisti di un giornale locale che furono dissuasi con minacce telefoniche e lettere minatorie a insistere da ulteriori ricerche.

   Tutti i tentativi di localizzare la fonte del fenomeno, apparso improvvisamente, fallirono. Il ricercatore Bill Hamilton di tutta questa faccenda ha una tesi che sembra presa dagli autori della serie X-FILE: egli afferma dell’esistenza nel suolo degli USA di enormi basi, dove militari ed extraterrestri lavorerebbero congiuntamente in esperimenti segreti. Certo un’affermazione simile non può che generare delle perplessità come minimo, si può giustamente sospettare che chi afferma simili affermazioni sia un depistatore,[27] però bisogna tener conto che una delle zone colpite da questo fenomeno, lo Stato del Nevada, è anche, guarda caso, lo Stato dove si risiede la ben troppa famosa Area 51.[28]  Infatti, Moore si accorse che posizionando una mappa delle aree interessate al fenomeno,  sua una cartina delle presunte basi  sotterranee,  che le località coincidevano quasi perfettamente, presso Gromm Lake nel Nevada, zona che Hamilton ritiene che il governo usi contro la popolazione ignara un’arma ad onde elettromagnetiche (ELF) come possibile strumento di controllo mentale. Tra l’altro, guarda caso, L’Area 51 confina con la regione Yucca Flat del Nevada Test Site (NTS), un sito di test nucleari dove sono stati condotti 739 dei 928 di questi  da parte del Dipartimento dell’energia statunitense. Il deposito nucleare di Yucca Mountain dista circa 64 km sudovest del Groom Lake).  Questo suono era simile a quello sentito all’ambasciata americana a Mosca.

   dal 1990 una ferrea cintura di segretezza ci fu attorno alle ricerche militari americane sugli effetti biologici delle radiazioni dei campi elettromagnetici. Secondo Moore lo studio di questo settore è stata classificato Top Segret per “ragioni di sicurezza nazionale”. Una delle ragioni di segretezza non sta solamente nel nascondere l’utilizzo di questo tipo di armamenti contro ignari cittadini usati come cavie umane, ma soprattutto s’intende nascondere la collaborazione tra militari e industria elettronica. Lo proverebbe un rapporto della DIA[29] intitolato Effetti Biologici delle Radiazioni Elettromagnetiche nei paesi Euroasiatici Comunisti redatto dall’Agenzia Medica e Informativa dell’Esercito nel marzo 1976, risulta sconvolgente, nel paragrafo finale del capitolo  Tendenze Conclusioni e Previsioni, scoprire come tutte le potenziali disastrose conseguenze addossate ai comunisti, in realtà venissero originariamente condotte da Allen Frey[30] (uno dei pionieri della ricerca degli effetti delle microonde sul sistema nervoso e comportamentale).   Nel paragrafo si afferma che: “Sebbene sia stata identificata nessuna attività di ricerca, svolta nei paesi euroasiatici comunisti, chiaramente o direttamente collegata ad un programma militare di armi offensive, gli scienziati sovietici sono perfettamente consapevoli sui possibili effetti biologici delle radiazioni a microonde a basso livello, applicabili quali armi offensive. La loro ricerca sulla percezione interiore del suono ha un enorme potenziale di sviluppo quale sistema capace di disorientare o distruggere gli schemi comportamentali del personale diplomatico; esso potrebbe venire usato in maniera ugualmente efficace quale strumento per gli interrogatori”.[31]

   I russi studiavano dunque i mutamenti psicofisiologici e metodologici, nonché le alterazioni cerebrali derivanti dall’esposizione a frequenze di radiazioni elettromagnetiche, rilevandone gli effetti fisiologici. Fra questi, infarto indotto e alterazione della barriera sangue-cervello: le neurotossine del sangue si incrociano, causando nell’individuo gravi sintomi neuropatologici e il decesso. Si ipotizza inoltre un legame tra le radiazioni ELF e lo sviluppo dell’AIDS, in quanto tali radiazioni distruggono il sistema immunitario.

   Il paragrafo seguente di questo rapporto è ancora più agghiacciante: “Il potenziale per lo sviluppo di una varietà di applicazioni contro la persona viene suggerito da ricerche pubblicate nell’URSS, nell’Europa dell’Est e in Occidente. Suoni probabilmente anche parole che sembrano provenire dal cervello sono in realtà indotti da modulazioni di segnali a densità elettriche molto basse”.[32]

   Secondo il rapporto DIA i russi avrebbero continuato gli esperimenti nel campo della percezione del suono.

   Nella primavera del 1973 il Dott. Charles C. Sharp e alcuni suoi colleghi del War Reed Army Institute of Research testarono sul cervello umano una trasmissione di microonde. Seduto un ambiente insonorizzato, Sharp riuscì a riconoscere parole modulate trasmesse attraverso un audiogramma (rappresentazione grafica delle onde sonore percepibili) emanate all’interno della stanza a una frequenza di microonde a circa due gigahertz. Nonostante una porzione del rapporto sia rimasta segreta, il resto indicherebbe il coinvolgimento degli USA nello sviluppo di tali armi. Uno studio pubblicato nel 1972 dall’U.S. Army Mobility Analisi delle Microonde quali possibili Armi di Sbarramento, finisce testualmente così:

1)    Con la tecnologia e l’equipaggiamento attualmente disponibili è possibile    approntare un sistema di sbarramento a microonde, trasportabile su camion, che immobilizzi completamente il personale nemico che si trovi allo scoperto.

2)    Esiste un forte potenziale per l’attuazione di un sistema a microonde capace di rallentare o immobilizzare il personale militare all’interno dei veicoli.

3)    Con l’attuale tecnologia non risulta ancora possibile approntare un sistema a microonde capace di struggere il tipo di materiale rinforzato di cui sono costituiti i carri armati.[33]

   Ma c’è di più. L’esercito USA durante la prima guerra del Golfo posizionò potenti sistemi di amplificazione in pieno deserto dai quali non usciva alcun  suono. Molti veterani reduci del conflitto soffrono tuttora dei sintomi causati all’esposizione di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti: dolori ai denti, alle mascelle e alle giunture, stanchezza cronica, malattie della pelle, sistema immunitario distrutto e via di seguito.

HAARP, ARMI SCALARI, MORIE SCALARI E TERREMOTI ARTIFICIALI

   Un altro aspetto delle guerre non convenzionali riguarda l’ambiente e la terra.

Cominciamo con il progetto HAARP.

HAARP

   Haarp esiste dal 1992 come un progetto del Dipartimento della “Difesa” Statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, esso fu denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). Esso è  il cuore vero e proprio del più vasto – e ben più noto – programma di Guerre Stellari, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush.[34]

   La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.

   Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam.[35]

   Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.

   Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuitile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici.

   Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.

   A questo punto entrò in scena il governo, tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e “gruppi terroristici”), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage,  che divenne Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’amministrazione Bush Jr. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.

   Secondo le scoperte di Eastlund, dirigendo la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a seconda delle diverse frequenze – cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

   Molti degli avvenimenti politici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come la Grande Scacchiera di Zbygniew Brzezinsky, del 1997, o i testi programmatici del PNAC, Project for a New American Century, dello stesso anno.

   lo stesso possiamo fare ora analizzando scritti e dichiarazioni di influenti pensatori ed alti vertici militari, rispetto ad un futuro relativamente vicino.

Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro Tra due Età: ” La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza […] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.

I PRECENDENTI

   L’Operazione Popeye (dal 1967 e 1972) è stata il primo uso sistematico conosciuto nella storia di tecniche di modifica ambientale-meteorologica ed è avvenuto nel quadro della guerra nel Sud Est Asiatico nei territori di Cambogia, Laos e Vietnam del Nord e del Sud. L’origine dei tifoni estremamente forti e delle torrenziali piogge del 1971 nel Vietnam del Nord, sono correlati con la suddetta operazione. L’operazione è stata a carico del 54th Weather Reconnaissance Squadron (WRS) con il proposito di allargare il monsone sul Vietnam del Nord, principalmente sulla strada di Ho Chi Minh. Le operazioni avevano il nome in codice di Motorpool. Le inseminazioni di nubi (cloud seeding) venivano eseguite con particelle di ioduro di argento, dando come risultato un prolungamento del monsone di 30 – 45 giorni. Questo faceva sì che intense piogge rendessero difficile il traffico stradale saturando il suolo e facendo esondare i fiumi. Queste missioni sono state portate avanti da aerei modificati (C-130, F-4 e A-1), che realizzarono più di 2300 missioni. L’operazione Popeye, oltre ad inondare il sentiero di Ho Chi Minh, che era di fondamentale importanza strategica per i vietcong distrusse anche le risaie del Vietnam del Nord . Le operazioni partivano dalla Tailandia, senza informare però il governo locale sullo scopo.[36]


   Saint-Amand[37]  era il responsabile dell’operazione, il suo gruppo adoperò la loro nuova arma con risultati spettacolari. Si poteva attaccare il nemico usando il meteo, negando conseguenze e responsabilità.

   Il nome dell’Operazione Popeye (Pop Eye) è entrato nello spazio pubblico attraverso una breve menzione nel Pentagon Paper e con la pubblicazione sul New York Times  del 3 luglio 1972. Le Operazioni in Laos cessarono due giorni dopo la pubblicazione dell’articolo. Sono state fatte accuse, si è detto che il cloud-seeding aveva non solo reso impraticabili i percorsi della giungla ma anche ucciso migliaia di persone. Il Progetto Popeye aveva aperto la porta ad un nuovo tipo di guerra.


   Daniel Ellsberg, analista militare, nel 1971 consegnò al New York Times e ad altri giornali il Pentagon Papers, uno studio secreto del Dipartimento della Difesa sul coinvolgimento statunitense in Vietnam. Ellsberg fece trapelare documenti in cui si rivelava come l’invasione del Vietnam fosse sistematicamente basata sulla menzogna. Melvin Laird che era segretario della Difesa, negò che gli Stati Uniti stavano modificando il tempo in Vietnam.

   Le operazioni di WARFARE innovativo in Vietnam erano di vasta portata.


   Dal 1965 al 1970, nel Sud del Vietnam gli Stati Uniti hanno scaricato oltre 43 milioni di litri di Agent Orange, i produttori del veleno devastante erano la Dow Chemical e la Monsanto.

      Il napalm servì per distruggere infrastrutture e per incendiare foreste. Era un agente addensante usato nei lanciafiamme e nelle bombe incendiare. L’addensante trasforma la mistura in una gelatina che si attacca al bersaglio quando comincia a bruciare. Come l’India con GROMET,[38] altri paesi fungevano come grande laboratorio all’aperto. I primi passi sotto cieli sereni per disperdere il Napalm e studiare i suoi effetti sono stati fatti in Italia. Scrive il ricercatore Andrea Villa “Nel giro di dieci giorni  700 bombardieri pesanti, 300 bombardieri medi e 270 caccia sganciarono 1161 tonnellate di bombe contro 74 obiettivi»; bombe che erano state riempite con “una miscela di recente invenzione, chiamata napalm, i cui effetti erano ancora tutti da verificare e da indagare”. Villa non parla del Vietnam , ma di NAPALM scaricato in Italia nel 1944.[39]

   Un terzo capitolo si aprì nelle Filippine, il suo nome era Gromet II. Di nuovo troviamo l’ammiraglio Saint-Armand. Operazioni di guerra in Vietnam e di “aiuto civile” avvenivano in contemporanea. Stessa squadra, stesse tecnologie e strumenti.

   Mentre pioveva troppo in Vietnam, nelle Filippine, invece, pioveva troppo poco


   La grave siccità che colpì le isole Filippine negli anni 1968 e 1969 convinse il governo filippino a provare l’inseminazione delle nuvole come mezzo per aumentare le precipitazioni. Partì così il progetto GROMET II. Sì è svolto su tutto l’arcipelago da fine aprile a metà giugno del 1969. Loduro d’argento è stato rilasciato in correnti ascensionali e in nubi in crescita. La portata esatta di pioggia e l’aumento derivante dalla semina non può essere calcolato, tuttavia, l’aumento delle precipitazioni tropicali portò un miglioramento nel settore agricolo, l’aumento della produzione di zucchero, riso e mais. Inoltre gli USA addestrarono il personale locale nelle tecniche di cloud seeding. A causa del successo di GROMET II il governo filippino condusse un’operazione simile nel 1970 ed era prevista un’altra per il 1971. Cosa successe non lo sappiamo. Nel 1971 è avvenuta una delle peggiori alluvioni ad Hanoi. Morirono oltre 100 000 persone.
A severe flood of the Red River in North Vietnam kills an estimated 100,000 people on this day in 1971. This remarkable flood was one of the century’s most serious weather events, but because the Vietnam War was going on at the time, relatively few details about the disaster are available.”[40]

STRATEGIE GLOBALI

    Senza dubbio uno dei documenti più interessanti è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito USA nell’Agosto del 1996, intitolato Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025,  nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.[41]

  Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC e  direttore del personale è Dick Cheney.

   Il concetto alla base di questo rapporto è la Full Spectrum Dominance, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto. Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l’imperialismo USA a farlo esclusivamente via terra e mare.

   Al riguardo, sono significativamente le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare. Ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri – navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma – dallo spazio.”

   Il 22 febbraio del 2004, l’Observer ha pubblicato un rapporto “segreto”, commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”.

   Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate”. Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale […] HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.

   Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità.[42]

   Preoccupazioni e denunce sono state fatte anche da varie istituzioni nazionali. Il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”.

   Tanto per far aumentare le preoccupazioni all’umanità Putin annunciò di aver sviluppato un nuovo tipo di missile balistico telecomandato, che sarebbe  in grado di mutare tragitto durante il viaggio e rendendo dunque virtualmente inutile la difesa dello scudo spaziale: che sia un bluff o no, è certo che i progetti militari Statunitensi degli ultimi anni hanno generato una corsa agli armamenti senza precedenti.

   La Russia stessa ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico. Chissà se un certo Emmanuel Todd, il ricercatore francese che predisse il crollo dell’URSS nel 1976 (Il crollo finale), non abbia ragione ancora questa volta: analizzando gli stessi indicatori, nel suo lavoro Dopo l’impero, del 2003, ha preannunciato la dissoluzione dell’ultima restante superpotenza.

   C’è aspetto inquietante inerente all’uso di HAARP: l’uso per il controllo delle persone. In un documento estratto da un documentario di History Channel (6470214 pdf)[43] attraverso il riferimento a brevetti militari e sulla base di studi condotti da scienziati ed esperti, è spiegato il tema del controllo mentale attuato dai governi mediante strumenti elettromagnetici usati dal progetto HAARP.

   Dunque, HAARP può essere usato per controllare la mente. Come si è visto in precedenza le onde ELF causano degli effetti sugli stati mentali.  Il cervello umano opera su frequenze molto basse; è in grado di produrre onde alfa, beta, delta, theta. Durante gli stati meditativi, le onde risultano essere i 8 cicli al secondo; durante il sono  di 4 cicli. HAARP è in grado di generare tutti questi segnali e all’occorrenza modificarli con gravi disturbi alla persona.[44]

C’E’ UN RAPPORTO TRA LE MORIE DEGLI ANIMALI E LE ARMI SCALARI?

   In diversi parti del mondo ci sono state, delle misteriose morie di animali. Vediamo alcuni esempi di queste morti:

1)    Il 10 febbraio 2011, sulle spiagge della Florida sono stati avvistati milioni di meduse morte.

2)    Il 22 febbraio 2011 sulla spiaggia di Stewart Island, in Nuova Zelanda, si erano arenate ben 107 balene.

3)    Il 27 febbraio 2011, oltre 5 milioni di pesci morti nei fiumi Moyan e Transmara che confluiscono con il fiume Mara, in Kenya.  Su questo evento indagarono la National Environmental Authority (NEMA), il  Kenya Wildlife Service e il Ministero keniota della sanità pubblica. Ad avere avvelenato le acque del Mara, sarebbero  delle state sostanze chimiche dei prodotti agricoli, largamente utilizzati dai contadini. Interessante, sono state le affermazioni di un funzionario del NEMA, che non esclude che i 5 milioni di pesci sarebbero morti a causa dei cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico avrebbe creato una fitta nebbia che ha coperto la superficie dei fiumi compromettendo la sostenibilità dei pesci.[45]

   Sono state avanzate diverse spiegazioni su questo fenomeno delle morie di massa di animali. I media tentano di minimizzare queste morie, che ormai sono divenute globali.

   Si è affermato che queste morie sono state determinate da fulmini, dalla grandine, da una collisione aerea, dalle linee elettriche o dai fuochi d’artificio! Tutte queste spiegazioni potrebbero essere valide per la moria di uccelli, ma per quella dei pesci? Gli uccelli sono molto sensibili al loro ambiente e il pensiero che siano stati colti di sorpresa, o che siano “impazziti” sono delle argomentazioni ridicole.

    Altre tesi sostengono che queste morie colpiscono specie in declino.

   Ci sono dei forti sospetti che tutto ciò sia dovuto a test governativi segreti. D’altronde già un’inchiesta del Senato degli Stati Uniti scoprì che nel 1977 il governo amerikano aveva infettato centinaia di città con agenti biologici.[46]

    Nel 1997 il Segretario alla “Difesa” William Cohen dichiarò che: “Altri (terroristi) sono impegnati in una sorta di eco-terrorismo in grado di alterare il clima, provocare terremoti, ed eruzioni  vulcaniche attraverso l’uso di onde   elettromagnetiche… Quindi c’è un numero notevole di menti che sono all’opera per trovare il modo di riversare il terrore su altre nazioni…E’ tutto vero, ecco perché dobbiamo intensificare i nostri sforzi (contro il terrorismo)”.[47]

 Come si vede Cohen esclude malattia e avvelenamento, tra le cause di possibili fenomeni “insoliti”, e nello stesso tempo depista attribuendo a un fantomatico “terrorismo” attività che è proprio il governo USA attua.

   Il governo amerikano (ma sarebbe meglio dire il Governo della Borghesia Imperialista americana) è stato più volte scoperto a fare test illegali di armi biologiche sui cieli americani, che hanno mutilato e ucciso non solo animali ma anche esseri umani. La storia dei test biologici include la deliberata infezione di cittadini statunitensi con sifilide, malaria e altri agenti batteriologici.

   Dal 1950 in poi, il governo USA  ha deliberatamente condotto test all’aria aperta, irradiato città importanti come San Francisco.

   Nel 1955 la CIA ha usato anche un batterio estratto dall’arsenale di guerra biologica dell’esercito, su Tampa Boy in Florida, con l’obiettivo di testare la sua capacità di infettare la popolazione del luogo con agenti biologici.

   C’è da precisare che questo di esperimenti non sono monopolio degli USA ma anche della Gran Bretagna,[48] della Russia e di altri governi che hanno considerato (e considerano tuttora) i loro cittadini come cavie di laboratorio.

   Un’altra tesi è che dietro questa moria ci sia l’utilizzo di armi scalari. Queste sono armi a energia diretta che possono essere inserite sui satelliti e provocare una vasta gamma di “disastri naturali”, sintonizzandosi su alcune frequenze. Il loro raggio d’azione sarebbe di diversi chilometri.

   Il pericolo inerente ai test inerenti alle armi scalari è soprattutto nell’uso di tecnologia non ancora pienamente compresa. Come diceva Cohen, nella dichiarazione prima  citata, quando dava la conferma dell’esistenza di tali armi in una conferenza stampa, che è da più di un decennio fa, che questa tecnologia può essere impiegata come arma devastante sul clima.

   Si ipotizza che questa tecnologia utilizzata, su una grande struttura ha abbastanza potere, di spostare letteralmente montagne, attivizzare vulcani dormienti, creare  maremoti killer, semi di depressioni oceaniche, sviluppare uragani di categoria 5 ecc.

   Quale modo migliore per testare internamente le capacità, inizialmente entro i confini degli Stati Uniti (ma come si è visto i fenomeni di moria non si sono svolti solo all’interno degli USA) su una cittadinanza ignara. Ma poi c’è sempre la possibilità di poter negare.

   Questo fenomeno si tinge di giallo quando in uno scioccante rapporto preparato per Putin dal Direttorato per l’Intelligence Militare (GRU) si afferma che uno dei maggiori esperti degli Stati Uniti in armi biologiche e chimiche è stato brutalmente assassinato,[49] dopo aver minacciato di svelare cosa c’era dietro al test militare di gas velenoso, negli USA, che ha ucciso migliaia di animali in Arkansas.[50]  

   Secondo questo rapporto, John Wheeler III, assistente speciale del segretario dell’aviazione, a Washington DC nel periodo 2005-2008, quando divenne l’assistente speciale dell’Assistente del Segretario per l’Aviazione dell’Air Force per gli impianti, la logistica e l’ambiente, è stato brutalmente assassinato e gettato in una discarica, da come si può leggere da Fax News Service: “La polizia del Delaware sta indagando sull’apparente omicidio di un ex funzionario di Bush, che ha anche sostenuto lo sforzo per la raccolta fondi per costruire il Vietnam Veterans Memorial sulla Mail di Washington DC. Il corpo di Wheeler è stato trovato a Wilmington, Venerdì.

    Secondo la polizia, qualcuno inizialmente ha riferito che il corpo è stato gettato da un camion di rifiuti, che sarebbe provenuto da Newark per la discarica. I portavoce della polizia di Newark, il tenente Mark Farral ha detto a Fox News che nessuno aveva segnalato che Wheeler era scomparso, prima che fosse trovato il cadavere. The Wilmington News Joumal ha riportato che Wheeler è stato visto l’ultima volta in un treno Amtrak, da Washington a Wilmington nel Delaware”.

   La carriera militare di Wheeler comprende la stesura di uno dei più importanti manuali sulla efficacia delle armi chimiche, cosa che lo ha portato ad essere assunto, nel 2009, come consulente per la MITRE Corporation, il cui reparto sviluppo dei sistemi per l’aviazione, secondo il GRU è in prima linea nella creazione di computer e sistemi di comando e controllo, usati dall’US Air Force per la sua flotta di velivoli per l’irrorazione aerea.

   Questi veicoli, sarebbero stanziati presso la Little Rock Air Force Base in Arkansas, e probabilmente furono coinvolti in “test per la dispersione” gas velenosi in Afghanistan, provenienti dai depositi di armi chimiche dell’Iraq e depositati presso il Pine Blu Arsenal, anch’esso in Arkansas.

   Importante notare che il Pine Blu Arsenal, definito anche “l’arsenale dell’America” è una delle basi più specializzate al mondo poiché dotata di prodotti e servizi biologici per la “difesa”, che la Russia aveva in precedenza accusato gli Stati Uniti di non avere riferito integralmente sugli agenti chimici rimossi in Iraq, tra il 2003 e il 2008, e portati negli Stati Uniti per i test e la successiva distruzione.

   Secondo questo rapporto gli Stati Uniti avrebbero trasferito dall’Iraq al Pine Blu Arsenal circa 63.000 tonnellate di fosgene, il gas velenoso che è descritto come una delle più temute armi chimiche mai utilizzate, a causa della sua capacità di fare letteralmente esplodere i polmoni e il sistema respiratorio.

   Quasi immediatamente gli Stati Uniti di non solo non hanno completamene distrutto la riserva fosgene dell’Iraq, ma a Pine Blu Arsenal si è iniziato un programma per “accelerare” lo smaltimento, iniettandolo in profondità nel terreno dell’Arkansas centrale.

   Più spaventosa, però, è la richiesta, secondo questo  rapporto, che gli USA avrebbero iniziato a inviare in Afghanistan massicce quantità di gas fosgene.

   Importante notare che le scorte di gas fosgene dell’Iraq, non sono più prodotti nei paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, il che rende  il loro valore come arma di distruzione di massa incalcolabile, soprattutto in una situazione di guerra, determinata dall’aggressione del paese da parte dell’imperialismo USA, come in Afghanistan, dove esiste un movimento di resistenza (che va al di là delle forze islamiche)[51] ben radicato tra la popolazione e le truppe di occupazione sono costrette a muoversi in un territorio ostile.

   La relazione afferma che motivo diretto dell’omicidio di Wheeler,  è causato dal fatto quando un aereo dell’USAF che trasportava a bordo un carico di fosgene, decollato da una base dell’Afghanistan, poco dopo il decollo ha avuto un malfunzionamento nel sistema d’irrorazione diretto dal computer del sistema di comando e controllo, e sull’Arkansas centrale, provocando la morte di migliaia di merli dalle ali rosse.

   Secondo rapporti provenienti dagli USA almeno 5.000 di questi uccelli sono stati uccisi, e sono stati rapidamente rimossi dai lavoratori dell’US Environmental Service, che indossavano tute antiincendio e maschere antigas. Un’altra relazione proveniente sempre dagli Stati Uniti afferma che la causa della morte di questi uccelli è stata “un trauma nel tessuto pettorale, con coaguli di sangue nella cavità del corpo e molta emorragia interna”, che secondo la relazione del GRU, ciò è coerente con l’esposizione al fosgene.

   Quando Wheeler scoprì ciò che stava accadendo in Iraq con le riserve di gas fosgene, continua la relazione, ha viaggiato da Delaware a Washington DC, dove ha affrontato e minacciato apertamente i funzionari responsabili del Pentagono e della Casa Bianca. Essendo un reduce del Vietnam (nonché estensore di un memoriale di guerra) ma soprattutto uno informato  sull’uso delle armi chimiche e biologiche in questo conflitto da parte degli Stati Uniti, era intenzionato che tutto ciò non accadesse di nuovo.

   Quando Wheeler minacciò di rendere pubblico, tutto quello che sapeva egli, fu condannato a morte. La morte di Wheeler doveva servire come ammonimento a chiunque pensasse di andare contro il regime.

   Cerchiamo, adesso, di capire cosa sono queste misteriose armi scalari. Un campo scalare è un concetto matematico e fisico, in cui un singolo valore è assegnato a ogni punto dello spazio. Un esempio di questo può essere descritto dalla temperatura nello spazio, dove ci sarebbe un unico numero finito assegnato a o ogni tempo. Confrontare un campo vettoriale, in cui ogni punto nello spazio è un vettore, consiste in una direzione e un punto di forza. La gravità nello spazio può essere definita da un campo vettoriale, come il campo magnetico che circonda un magnete.

   Molti degli stessi termini sono usati dai sostenitori della teoria chiamata anche teoria del campo scalare. Questo nuovo tipo di teoria del campo scalare che va oltre la scienza ufficiale, che si basa sul presupposto che il campo scalare ha quattro o più dimensioni, in cui che si chiama energia scalare in ogni punto dello spazio. Le onde scalari sarebbero le ipotetiche onde elettromagnetiche che si propagano lungo questo campo, anche se,  a differenza delle onde elettromagnetiche che si propagano verso l’esterno, come le onde in uno stagno, le onde scalari si propagano su una lunga spiaggia rettilinea. Queste onde scalari, chiamate anche onde Tesla o anche onde Maxwell, si dice che siano il meccanismo dell’energia del punto zero. Va rilevato che questa definizione del campo scalare non è supportata da esperimenti o dalla fisica ufficiale.

   Il concetto base di un’arma scalare oppone due potenti onde, l’una contro l’altra, creando un’ipotetica onda continua in quello che viene chiamata bolla scalare.  Controllando la forza e la posizione di questa bolla scalare nello spazio, si suppone di poter surriscaldare la zona bersaglio (anche se non è chiaro il motivo), fino al punto di vaporizzare la stessa atmosfera. Un nemico potrebbe teoricamente racchiudere una città in una gigantesca bolla scalare, spendendola nel nulla.

   A Tesla viene attribuita attribuito tale teoria del campo scalare. È vero che Tesla descrisse superarmi che avrebbero potuto fulminare interi eserciti, ma ciò si basava su un concetto, analogo a quello che è alla base delle armi a energia diretta: cioè all’emissione di un potente fascio di particelle (Laser, armi a particelle ad alta frequenza). Tesla non parlò mai di bolle scalari, ma di avere completato la teoria del campo unificato parziale, che unificava la gravità con l’elettromagnetismo, che è qualcosa che anche la teoria del campo scalare sostiene. A causa di queste somiglianze, il nome di Tesla è spesso erroneamente associato con le armi scalari e la teoria del campo scalare.

   Il più noto sostenitore del campo scalare è Thomas Bearden, un ex  tenente colonello dell’esercito degli Stati Uniti. La maggior parte dei suoi studi riguarda le macchine per il moto perpetuo, la free energy, i motori magnetici e altre “eresie” della termodinamica.

LE ARMI SISMICHE

   Nessuno può negare che, dopo Hiroshima e Nagasaki, ci siano state esplosioni nucleari nel sottosuolo terrestre, nella  profondità degli oceani e perfino nello spazio, esplosioni capaci di causare terremoti e tsunami, e altri disastri ambientali.

   Creare un sisma o uno tsunami è dunque possibile. Sono cose vere, scientificamente provate. Esistono linee di frattura e faglie assai evidenti e note sulla superfice terrestre. Ci sono mappe precise che rivelano i punti deboli e vulnerabili, sui quali è un giochino da ragazzi intervenire.

   Già durante la seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di realizzare una macchina in grado di provocare tsunami che potesse essere utilizzata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall’australiano Thomas Leech dell’Università di Auckland sotto il nome di Progetto Seal.[52]  Furono realizzati numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa.

   Gli USA consideravano questo programma molto promettente quanto il Progetto Manhattan per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl. T. Compton per collegare insieme le due unità di ricerca.  Compton era il presidente del MIT. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull’uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba atomica avrebbe potuto fornire l’energia necessaria all’équipe di Leech per provocare dei grandi tsunami.

   I lavori di Thomas Leech proseguirono durante il periodo della cosiddetta guerra fredda. Nel 1947, Giorgo VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell’Impero britannico per ricompensarlo di avere elaborato una nuova arma (quanto mai è vero che la scienza è al servizio della guerra). Essendo il Progetto Seal, un segreto militare, non fu rivelato. In seguito i servizi segreti USA con una strategia dell’occultamento delle notizie fecero credere che questo tipo di ricerche non fossero mai esistite. Tuttavia, l’autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Ufficialmente, ora gli studi sono stati ripresi all’Università di Waikato.

   S’ignora se le ricerche anglo-sassoni siano proseguite negli anni ’60, ma esse sono per forza ricominciate quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell’atmosfera a vantaggio di quelli sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Volevano saperlo fare volontariamente.

   Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (creazione artificiale di terremoti, tsunami, condizioni atmosferiche – nubi, precipitazioni, cicloni e uragani –  e modificazione delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello stato di ozono e della ionosfera) firmando la Convenzione sul divieto di utilizzo di tecniche di modificazione dell’ambiente per scopi militari (1976).

   Tuttavia, dal 1975 l’URSS aveva iniziato nuove ricerche sulla Magnetoidrodinamica (MHD).[53] Gli studi erano incentrati soprattutto sugli studi inerenti la crosta terrestre e sulla possibilità di prevedere i terremoti. I russi studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno più grande.  Tali ricerche furono (come era prevedibile) militarizzate e sfociarono nella costruzione del Pamir. Il Pamir era un generatore a pulsioni (era una variante del generatore di Sacharov – MK1 – a compressione di flusso) che poteva essere trasportato su un grosso camion. Questo generatore chiamato anche Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide[54](in regime di numero di Reynold).[55]

   Questo dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.

   Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone.

   Ma un tal sistema non serve solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma anche eventualmente innescare il terremoto.

   Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.

   Al giorno d’oggi ormai sappiamo che una variazione di conduttività è il segno di imminente terremoto.

   Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente ostili, innescare un devastante terremoto, uno tsunami o un’eruzione vulcanica.[56]

   Un generatore MHD (detto anche generatore di plasma) a scappamento lineare di Faraday,[57]  è alimentato con esplosivo solido al cesio, o al sodio (che sono sostanze a basso potenziale di ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3.000° tra due o più elettrocalamite.

   All’epoca dello smantellamento dell’URSS, alcuni responsabili del programma decisero di passare agli Stati Uniti per denaro. Quello che si sa ufficialmente è che essendo la loro ricerca incompiuta, il Pentagono rifiutò di pagarli. Nel 1995, quando la Russia era governata da Boris Eltsin (in sostanza dalla Borghesia mafiosa russa), l’US AIR Force reclutò i ricercatori che lavoravano a Nijni Novgorod. Essi costruirono una macchina molto più potente di quella precedente: il Pamir 3, che a quanto sembra fu testata con successo.[58] Il Pentagono trasportò uomini e materiali negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.

   Ci sono stati negli ultimi anni dei sospetti sull’utilizzo dell’arma sismica in Turchia nel 1999, dove a Duzce, che era l’epicentro del terremoto, alcuni sopravvissuti dichiararono che la base militare americana era stranamente deserta; inoltre dissero di aver visto una luce strana nel cielo e udito un rumore infernale, essi sono convinti che un ordigno nucleare sia stato testato nel sottosuolo della base. Il caso più discusso è senza dubbio il sisma avvenuto nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti in cielo. Se certuni, in vena di misticismo, vedono in questi eventi il segno che il Cielo ha ritirato la sua fiducia in un paese che è governato dal Partito Comunista Cinese, altri li interpretano più razionalmente. In sostanza questo fenomeno avrebbe origine dal fatto che l’energia utilizzata per provocare il sisma avrebbe anche provocato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti, il web e i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi che oggi è data per certa in Cina.

   L’anno prima in Giappone a Nigarta, nel luglio 2007, poco prima del terremoto, si videro delle luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole

LO TSUNAMI NEL SUD-EST ASIATICO E’ STATA UNA SIMULAZIONE?

      Un fenomeno come il tsunami, come quello che avvenne in Indonesia il 26 dicembre 2004,  potrebbe essere di origine umana, per camuffare un test di un’arma nei fondali marini, in una regione in cui gli effetti sismici possano essere confusi con dei fenomeni naturali?

   Il luogo era ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste,  anche l’ora giusta per far sì  che ben due satelliti USA passavano lì “per caso”, per constatare gli effetti di quest’arma sismica.

   Abbiamo visto prima che il Pamir funziona iniettando una scarica elettromagnetica in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera. Il passaggio della corrente vaporizza l’acqua un effetto di sollevamento o scivolamento o una spaccatura di una placca. Questo effetto si può propagare a grande distanza e scatenare un sisma anche molto lontano della zona sollecitata.

   In un convegno in USA i russi avevano presentato questa macchina come un “sistema che permette di misurare la conduttività elettrica del suolo” dichiarando che “una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente”.[59]

   È logico che i parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo possano essere modificati in presenza di un terremoto imminente.

   Dunque sarebbe logico sistemare intorno ad una regione, a rischio, dei sensori passivi.[60] Ma uno strumento di misura non ha bisogno di mettere in gioco tali intensità in tanto tempo (5-10 secondi). Dunque questo generatore MHD non è uno strumento di misura, ma sicuramente uno strumento capace di agire sull’ambiente sotterraneo.

   Ora questo sistema potrebbe essere usato nei fondi marini. Modificando un banale sottomarino, e modificando i motori con altri alimentati con del propilene[61] solido, che funzionano molto bene nell’acqua e sotto pressione. Sarebbe così possibile utilizzare un Pamir nelle vicinanze di una faglia marina.

   Sarebbe una nuova forma di guerra discreta (silent war), dove indebolire un avversario, può semplicemente consistere nel creare dei “fenomeni naturali”, con dei mezzi modesti.

   Non escludendo di proporre in seguito un “aiuto umanitario”.

IL TERREMOTO HAITI FU MADE IN USA?

  Secondo Russia Today, Hugo Chàvez dichiarò che è possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, nel gennaio 2010, nei Caraibi, tra cui quello che ha colpito Haiti.[62] Secondo ViveTv, è l’esercito russo che ha parlato di questa possibilità. In ogni caso, Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza ONU

    Il Consiglio di sicurezza ONU avrebbe dovuto esaminare queste accuse e dell’invasione “umanitaria” di Haiti da parte delle truppe USA.

   Una cosa è certa, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche. Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente “il risultato di un test della U.S. Navy, della sua arma sismica”.[63] Sempre secondo questo rapporto, gli USA utilizzano generatori d’impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde a choc). Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti dall’U.S. Navy, che non hanno fatto vittime, con il terremoto dei Caraibi che ha fatto 140.000 morti. Come spiega la relazione è molto probabile che l’U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che quest’esperimento poteva provocare a Haiti. Per questo l’U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull’isola una postazione al comando del generale P.K. Keen, comandante in seconda del SouthCom (Southem Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso. Per quanto riguarda l’obiettivo finale di questi esperimenti, dice il rapporto, si trattava della pianificazione di un attacco all’Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare l’attuale governo islamico. Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli Stati Uniti HAARP permetterebbe di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani.[64]

   Secondo un precedente rapporto, i dati disponibili coincidono con quelli del terremoto si è verificato, come si è detto prima, nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008, che sarebbe stato provocato ugualmente dalle onde elettromagnetiche di HAARP. Sono state osservate delle correlazioni tra l’attività sismica e la ionosfera di HAARP:

1)  I terremoti in cui la profondità è linearmente identica nella stessa faglia, sono stati provocati da una proiezione lineare di frequenze indotte.

2) Dei satelliti coordinati fra loro, consentono di generare delle proiezioni, concentrate, di frequenze in punti specifici (detti Seahorse).

   Questo diaframma mostra che i terremoti considerati artificiali si propagano alla profondità:

localitàdataprofondità
Venezuela08 gennaio 201010 km
Honduras11 gennaio 201010 km
Haiti12 gennaio 201010 km

   Anche le repliche sono state osservate a circa 10 Km di profondità. Dopo il terremoto, il Pentagono ha annunciato che la nave ospedale USNS Comfort, ancorata a Baltimora, ha ordinato al suo equipaggio l’imbarco e ha fatto rotta verso Haiti, anche se ci vogliono alcuni giorni per raggiungere la metà.

   L’ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore, ha detto che le Forze Armate degli Stati Uniti stavano preparando un’emergenza per questa calamità.

   Il generale Douglas Fraser, comandante in capo del SouthCom, dichiarò che alcune navi della Guardia Costiera e della Navy sono state inviate sul posto, nonostante avessero del materiale e degli elicotteri in numero limitato.

   La portaerei USS Carl Vinson è partita da Norfolk (Virginia), con una dotazione completa di aerei ed elicotteri, arrivò ad Haiti il pomeriggio del 14 gennaio.

   Guarda caso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale era già sul posto.

   Obama fu informato del terremoto alle 17 e 52 del 12 gennaio, e ordinò l’invio dei soccorsi per il personale dell’ambasciata americana e agli “aiuti” alla popolazione.

   Secondo il rapporto della Flotta del Nord, il Dipartimento di Stato, l’USAID e il SouthCom hanno iniziato l’invasione umanitaria impiegando 10.000 soldati, al posto dell’ONU, per il controllo del territorio di Haiti dopo il “devastante terremoto sperimentale”.


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Canneto_(Caronia)

[2] https://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/cronaca/fuoco/esorci/esorci.html

[3] https://www.dailymotion.com/video/x3repjp

[4]  http://www.palermotoday.it/cronaca/mistero-gallerie-trmonzelli.html
[5]  La Risonanza di Schumann è un gruppo di picchi nella porzione di spettro delle frequenze estremamente basse (ELF) del campo elettromagnetico terrestre. Le risonanze di Schumann sono risonanze elettromagnetiche globali, eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella cavità formata dalla superficie terrestre e dalla ionosfera.
[6] E molti ci mangiano sopra. Con la scusa che questi fenomeni sono classificati come “eventi inspiegabili” non rientranti nel rischi indicanti dal premio assicurativo, assicurazioni continuano a negare i risarcimenti.
[7] http://www.libreidee.org/2013/04/haarp-muos-guerraclimatica-prove

[8] Il modo di produzione asiatico nasce nelle città-Stato della Mesopotamia e ha il suo massimo sviluppo non solo nei grandi imperi agricoli dell’Asia ma anche in altri continenti (per esempio nell’Egitto dei faraoni o nel Sud America precolombiano), dove, per la necessità di organizzare vastissime opere di irrigazione e in seguito alla formazione di imperi in lunghe campagne di conquista militare, lo Stato si trova ad accentrare l’organizzazione economica dell’intera società. Le terre ed i mezzi di produzione sono proprietà pubblica, l’iniziativa economica privata è assente o pochissimo sviluppata, la produzione artistica e culturale è ricca sebbene diretta in modo dispotico. La casta dominante non si distingue dalla gerarchia politico-religiosa e si attribuisce qualità divine. Società di questo tipo sono piuttosto stabili e si sono mantenute nei continenti extraeuropei per millenni, spesso raggiungendo livelli tecnologici e culturali superiori alle civiltà basate sulla proprietà privata tipiche dell’Europa.

[9]  Il modo di produzione antico è basato sulle prime città-Stato di tipo greco-romano. Qui si sviluppa una vasta proprietà privata. Si formano le differenziazioni sociali tra famiglia e famiglia, tra ricchi e poveri, e l’élite al potere, costituita originariamente da capi militari-religiosi, forgia lo Stato per difendere i propri privilegi e si costituisce in classe dominante (aristocrazia). Spesso in questo modo di produzione lo Stato ha istituzioni democratiche (come la agorà greca), derivate in genere dalle strutture assembleari della costituzione gentilizia ma riadattate alla nuova organizzazione sociale con l’esclusione dei non cittadini, ossia stranieri, schiavi ecc.. Religioni di carattere nuovo, generalmente politeiste, si sviluppano in questa fase e diventano strumenti di controllo politico e sociale come valvola di sfogo per la sofferenza della condizione sociale ed economica dei ceti oppressi e come giustificazione ideologica del potere statale.

[10] Vedere Link http://www.elettronicanews.it/articoli/0,1254,40_ART_486,00.html

[11] In fisica, la radiazione elettromagnetica è la forma di energia associata all’interazione elettromagnetica, responsabile della propagazione nello spazio-tempo del campo elettromagnetico sotto forma di onde elettromagnetiche. Si tratta di un fenomeno ondulatorio dato dalla propagazione in fase del campo elettrico e del campo magnetico, oscillanti in piani tra loro ortogonali e ortogonali alla direzione di propagazione. Tale fenomeno è descritto matematicamente come soluzione dell’equazione delle onde, a sua volta ottenuta a partire dalle equazioni di Maxwell secondo la teoria dell’elettrodinamica classica. Pur essendo un fenomeno ondulatorio, la radiazione elettromagnetica ha anche una natura quantizzata che le consente di essere descritta come un flusso di fotoni, che nel vuoto viaggiano alla velocità della luce. Questo fatto fu reso noto dagli studi di fisica moderna dell’inizio del XX secolo, che hanno riconosciuto nel fotone il mediatore associato all’interazione elettromagnetica, secondo il modello standard. La radiazione elettromagnetica può propagarsi nel vuoto, in mezzi poco densi come l’atmosfera oppure in strutture guidanti come le guide d’onda. Le applicazioni tecnologiche che sfruttano la radiazione elettromagnetica sono svariate. In generale si possono distinguere due macro famiglie applicative: nella prima figurano le onde elettromagnetiche utilizzate per trasportare informazioni (radiocomunicazioni come radio, televisione, telefoni cellulari, satelliti artificiali, rada, radiografie), nella seconda quelle per trasportare energia, come il forno a microonde.

Gli effetti della radiazione elettromagnetica sugli esseri viventi dipendono principalmente da due fattori:

1)       La frequenza della radiazione, ovvero il tipo.

2)       La modalità di esposizione ovvero l’intensità della radiazione, la durata dell’esposizione, le parti del corpo esposte.

Per quanto riguarda la frequenza della radiazione si usa distinguere tra:

1)       Radiazioni ionizzanti, di frequenza sufficientemente alta da essere in grado di ionizzare gli atomi della sostanza esposta; possono quindi modificare le strutture molecolari, potendo anche produrre effetti biologici a lungo termine sui viventi interagendo con il DNA cellulare. Essendo le più energetiche sono, a grandi linee, le più pericolose.

2)       Radiazioni non ionizzanti; si designano come non ionizzanti quelle radiazioni elettromagnetiche non in grado di produrre ionizzazione nei materiali ad esse esposti. Un esempio di radiazioni non ionizzanti sono le onde radio. L’energia più bassa le pone, in generale in classi di rischio più basse delle precedenti.

Si ritiene comunemente, vedere in proposito la voce elettrosmog, che le radiazioni non ionizzanti possano avere effetti sui viventi non solo per i loro effetti termici, possedendo effetti interferenti con i segnali biologici o presenta quindi il potenziale mutageno e cancerogeno delle radiazioni ionizzanti, anche se in termini diversi e sicuramente in minor misura. Le radiazioni non ionizzanti come le onde radio, in diversi intervalli di frequenza sono considerate cancerogene e classificate come tali dalla IARC, che nel 2011 ha indicato i campi elettromagnetici a radiofrequenza, tipici dei telefoni cellulari come possibili cause di alcuni tipi di cancro. La conseguenza è stata l’inserimento delle radiofrequenze nella classe 2B, che include gli agenti con possibili effetti carcinogeni. Nel 2012 nel volume 102 Radiofrequency electromagnetic fields, si è poi esposto compiutamente lo stato dell’arte delle indagini relative. Altri agenti non ionizzanti, come campi elettrici e magnetici a estremamente bassa frequenza erano già stati esaminati e pubblicati nel volume 80, classificandosi rispettivamente di classe 3 (impossibilità con gli studi finora svolti di classificazione degli agenti come cancerogeno o non cancerogeno), e di classe 2B. Le radiazioni non ionizzanti, dette NIR dall’acronimo inglese Non Ionizing Radiation, comprendono tutte le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, dalle ELF fino all’ultravioletto vicino. Per quanto riguarda gli effetti biologici e sanitari, una certezza è data dal fatto che un’onda e.m. trasferisce calore e quindi un effetto dell’interazione di un’onda e.m. con un sistema vivente è che parte dell’energia viene rilasciata, con un aumento della temperatura locale o di tutto il sistema. Per quanto riguarda gli effetti termici, occorre verificare quanto l’organismo umano è in grado di sostenere un rialzo termico. Poiché il principale “scambiatore” di calore presente nel corpo umano è costituito dal sangue, si può pensare che gli organismi meno vascolarizzati costituiscano organi critici per quanto riguarda l’esposizione alle radiazioni e.m., in quanto, se riscaldati dall’esterno non hanno più modo di ridistribuire il calore ricevuto tramite un’idonea circolazione sanguigna. Da questo punto di vista gli organi critici per eccellenza sono il cristallino e le gonadi maschili.

[12] Le onde acustiche sono onde meccaniche longitudinali: esse si propagano, a partire dalla sorgente, in tutte le direzioni dello spazio tridimensionale. Le molecole investite dall’onda vibrano lungo il raggio di propagazione e quindi nella stessa direzione di propagazione dell’onda, provocando fasi alternate di compressione (alta densità e pressione) e di rarefazione (bassa densità e pressione) del mezzo. Le onde sonore sono onde acustiche comprese fra 20 Hz e 20 kHz, cioè l’intervallo di frequenze udibili dall’orecchio umano. All’aumentare della frequenza aumenta l’altezza del suono. Onde acustiche di frequenza inferiore a 20 Hz si dicono infrasuoni, onde acustiche di frequenza superiore a 20 kHz si dicono ultrasuoni.

 

[13] In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è cioè nulla). In quanto tale, il plasma è considerato come il quarto stato della materia, che si distingue quindi dal solido, il liquido e l’aeriforme, mentre il termine “ionizzato” indica che una frazione significativamente grande di elettroni è stata strappata dai rispettivi atomi. Fu identificato da Sir William Crookes nel 1879 e chiamato “plasma” da Irving Langmuir nel 1928. Le ricerche di Crookes portarono alla realizzazione dei cosiddetti tubi di Crookes, gli antenati dei tubi catodici e delle lampade al neon. Essendo costituito da particelle cariche, i moti complessivi delle particelle del plasma sono in gran parte dovuti alle forze elettriche a lungo raggio che si vengono continuamente a creare, e che a loro volta tendono a mantenere il plasma complessivamente neutro; questo fatto stabilisce una differenza importante rispetto ai gas ordinari, nei quali invece i moti delle particelle sono dovuti a forze che si estendono al massimo per qualche primo vicino. Le cariche elettriche libere fanno sì che il plasma sia un buon conduttore di elettricità, e che risponda fortemente ai campi elettromagnetici. Mentre sulla Terra la presenza del plasma è relativamente rara (fanno eccezione i fulmini e le aurore boreali), nell’Universo costituisce più del 99% della materia conosciuta: si trovano infatti sotto forma di plasma il Sole, le stelle e le nebulose. Va precisato, tuttavia, che la materia conosciuta rappresenta soltanto una piccola percentuale, pari a circa il 5%, dell’intero contenuto di materia ed energia dell’Universo, mentre il restante 95% è costituito dalle cosiddette energia oscura e materia oscura, ovvero forme di energia e materia non rilevabili direttamente mediante le loro emissioni elettromagnetiche. Infine, un altro esempio di plasma è rappresentato dallo strato di gas ionizzato ed estremamente caldo che si forma sullo scudo termico dei veicoli spaziali al rientro nell’atmosfera.

[14] Il laser è un dispositivo in grado di emettere un fascio di luce coerente, monocromatica e, con alcune eccezioni, concentrata in un raggio rettilineo estremamente collimato attraverso il processo di emissione stimolata. Inoltre la luminosità (brillanza) delle sorgenti laser è elevatissima a paragone di quella delle sorgenti luminose tradizionali. Queste tre proprietà (coerenza, monocromaticità e alta brillanza) sono alla base del vasto ventaglio di applicazioni che i dispositivi laser hanno avuto e continuano ad avere nei campi più disparati: l’elevatissima brillantezza, data dal concentrare una grande potenza in un’area molto piccola, permette ai laser il taglio, l’incisione e la saldatura di metalli; la monocromaticità e coerenza li rende ottimi strumenti di misura di distanze, spostamenti e velocità anche piccolissimi, dell’ordine del millesimo di millimetro; sempre la monocromaticità li rende adatti a trasportare informazioni nelle fibre ottiche o nello spazio libero anche per lunghe distanze come avviene nelle comunicazioni ottiche.

[15]  La fluorite, chiamata anche fluorina o spatofluore è un minerale piuttosto comune composto da fluoruro di calcio. E il più importante dei minerali fluorurati.

[16] Il deuterio (simbolo 2H o D) è un isotopo stabile dell’idrogeno il cui nucleo (chiamato deutone o deuterone) è composto da un protone e un neutrone.

[17] La radiazione ultravioletta (UV o raggi ultravioletti o luce ultravioletta) è un intervallo della radiazione elettromagnetica, appartenente allo spettro elettromagnetico, con lunghezza d’onda immediatamente inferiore alla luce visibile dall’occhio umano, e immediatamente superiore a quella dei raggi X. Il nome significa “oltre il violetto” (dal latino ultra, “oltre”), perché il violetto è l’ultimo colore ad alta frequenza visibile dello spettro percepito dall’uomo, cioè quello con la lunghezza d’onda più corta. La luce ultravioletta viene prodotta da una vasta gamma di sorgenti artificiali e naturali tra cui, in primis, il Sole. L  ‘UV può essere suddiviso in differenti bande, diversamente definite a seconda dei campi di studio. La suddivisione più immediata è:

   UV vicino o prossimo      (380-200 nm)      e UV estremo (200-10 nm).

   Qualora si consideri l’effetto dei raggi UV sulla salute umana, la gamma delle lunghezze d’onda UV è in genere suddivisa in:

   UV-A      (400-315 nm), UV-B (315-280      nm) e UV-C (280-100 nm).

   Il Sole emette fotoni in una vasta gamma di frequenze, che coprono quelle della luce ultravioletta in tutte e tre le bande UV-A, UV-B e UV-C, ma a causa dell’assorbimento da parte dell’ozonosfera circa il 99% degli ultravioletti che arrivano sulla superficie terrestre sono UV-A. Infatti quasi il 100% degli UV-C e il 95% degli UV-B è assorbito dall’atmosfer terrestre. L’intensità di queste radiazioni viene espressa in modo semplice e chiaro con l’Indice UV, indice universale della radiazione UV solare, riportata nelle previsioni meteorologiche. Molti animali tra cui molti uccelli e molti insetti, come le api, possono vedere l’ultravioletto vicino, e i fiori hanno spesso colorazioni a loro visibili.

[18] Nikola Tesla (in serbo Никола Тесла) 1856 – 1943) è stato un ingegnere elettrico. È conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata (CA), compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori elettrici a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Negli Stati Uniti Tesla fu tra gli scienziati e inventori più famosi, anche nella cultura popolare. Dopo la sua dimostrazione di comunicazione senza fili (radio) nel 1893, e dopo essere stato il vincitore della cosiddetta “guerra delle correnti” insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi. Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni tecnologiche. Tesla ha contribuito allo sviluppo di diversi settori delle scienze applicate. I suoi ammiratori contemporanei arrivano al punto da definirlo “l’uomo che inventò il Ventesimo secolo” e “il santo patrono della moderna elettricità” La sua importanza fu anche riconosciuta nella Conférence Générale des Poids et Mesures del 1960, in cui fu intitolata a suo nome l’unità del Sistema Internazionale di misura dell’induzione magnetica (chiamata anche campo magnetico).

   La nascita di Tesla è stata spesso contesa tra le odierne repubbliche di Serbia e di Croazia. Egli era nato a Smiljan, un paese attualmente situato in Croazia, da una famiglia serba. Il padre, Milutin era un prete serbo ortodosso e la madre Georgina-Djuka Mandic era figlia anch’essa di un prete serbo ortodosso, Nikola Mandic (1800-1863). Georgina era la quarta di otto figli e si prese cura dei fratelli in seguito alla morte precoce della madre (nonna materna di Nikola Tesla), Sofia Mandic (nata Budisavljevic a Gračac in Lika) ed è per questo motivo che non ebbe l’opportunità di istruirsi. Va tenuto infine presente che all’epoca il Regno di Croazia era unificato alla corona del Regno di Ungheria; infatti, la sua terra era parte dell’impero austro-ungarico in cui lui è nato e cresciuto

[19] L’aria diventa “ionizzata” quando molecole elettricamente neutre sono scisse in due o più parti con cariche elettriche positive o negative, la cui somma algebrica è di nuovo nulla. La ionizzazione avviene sempre per apporto di energia, naturale o artificiale, in modo che la molecola possa dissociarsi, formando una coppia di ioni di opposta polarità. I fattori legati alla ionizzazione dell’aria sono molto diversi tra loro. I più importanti sono rappresentati dalle onde elettromagnetiche, in tutta la gamma di frequenza, estesa dall’ultravioletto ai raggi gamma. Poi la radiazione cosmica, la radiazione alfa e beta, le scariche elettriche, i grandi incendi, la polverizzazione dell’acqua nelle grandi cascate oppure durante le tempeste oceaniche, ecc. In natura le condizioni ambientali più favorevoli alla ionizzazione sono la radioattività dell’aria, del suolo e la radiazione cosmica.

[20] Il kevlar è una fibra sintetica aramidica inventata nel 1965 dalla DuPont. La sua caratteristica principale è la grande resistenza meccanica alla trazione, tanto che a parità di peso è 5 volte più resistente dell’acciaio. Il kevlar possiede anche una grande resistenza al calore e alla fiamma. Per le sue caratteristiche di resistenza viene utilizzato come fibra di rinforzo per la costruzione di giubbotti antiproiettile, di attrezzature per gli sport estremi e per componenti usati in aeroplani, imbarcazioni e vetture da competizione.

 

[21] Molte vittime del controllo mentale  lamentano questi sintomi. L’uso clandestino e illegale di queste armi è uno dei motivi della scarsa documentazione.

[22] Quante morti ci sono state nei checkpoint in Iraq per mano di soldati USA? Secondo l’Human Rights Watch, organizzazione non governativa per la difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti, il fallimento delle forze Usa in Iraq nell’attuare le più basilari precauzioni ai checkpoint ha provocato l’inutile morte di molti civili nel corso dei due anni successivi al momento in cui tali inadeguatezze erano state rilevate. L’uccisione, avvenuta il 4 marzo 2005 a un checkpoint di Baghdad, di Nicola Calipari, ufficiale dei servizi segreti italiani, ha evidenziato questo fallimento.

[23] Sarebbe il laser di fluoruro di idrogeno che è un laser chimico infrarosso.

[24] In un’intervista Carl Clark – http://posta42a.mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/mailMessagePrint  – un ex agente segreto, racconta dell’ampio utilizzo e della tortura attraverso radiazioni ad opera dei servizi segreti. In questa intervista Clark parla dell’utilizzo delle armi a microonde da parte dei reparti speciali.
[25] http://zret.blogspot.com/2007/03il-segnale-da-mosca.html

[26] http://www.comedonchisciote.org/site//modules.php?name=New&file=article%sid=

[27] Voglio precisare che non ritengo che gli ufologi siano tutti delle spie o depistatori, infatti, è proprio da un ufologo e ricercatore c/o l’Istituto di ricerca spaziale austriaco, il prof. Helmut Lamner che viene la denuncia il fenomeno delle MILAB, ovvero dei falsi rapimenti alieni compiuti da militari che conducono delle attività inerenti il controllo mentale. Non è un caso che molte delle vittime di questi presunti “rapimenti alieni” testimoniano di aver visto i presunti “alieni” che collaborava in attività chirurgiche e diagnostiche con personale in divisa ed inoltre,  maschere artificiali afflosciate in caucciù di “alieni grigi” e abbandonate in sale interrate di laboratori medici, dove cavie umane sequestrate erano state condotte. In questi laboratori sono stati condotti esperimenti genetici e alle vittime viene inserito un microchip nel corpo. Per ulteriori informazioni su questo argomento c’è da aggiungere che Enrico Baccarini, consigliere nazionale del CUN (Centro Ufologico nazionale)  pubblicò su www.notizieufo.com  dell’11/05/02, delle considerazioni che aveva, tra l’altro, già presentate al 10° Simposio Mondiale di S. Marino Sugli Oggetti Volanti Non Identificati e I Fenomeni Connessi intitolato “Abductions, nuove frontiere”. Il lavoro di Baccarini, estremamente preciso e documentato, delinea un’ipotesi già da tempo ventilata da molti ricercatori, secondo la quale buona parte dei cosiddetti rapimenti “alieni “non sarebbero affatto eventi di tipo intrusivo-invasivo messi in atto da esseri intelligenti non terrestri, ma piuttosto esperimenti attuati da gruppi di elìte dei maggiori servizi segreti Mondiali. Tali sperimentazioni sarebbero finalizzate da un lato a testare nuovi metodi di manipolazione biologica attraverso l’introduzione nell’organismo di microchpis emittenti radiazioni mirate, dall’altro a creare un sistema di localizzazione e controllo globale degli abitanti del pianeta in cui i Chip o “impianti” che dir si voglia, fungerebbero da localizzatori o “cimici”, per usare una frase tipica del gergo spionistico.

[28]  Giovedì 15 agosto 2013 il National Security Archive (NSA, in italiano Agenzia per la Sicurezza Nazionale)  ha pubblicato sul suo sito un documento della CIA dove per la prima volta il governo americano nomina esplicitamente l’Area 51, la famosa base segreta diventata famosa in tutto il mondo perché, secondo gli ufologi, sarebbero custoditi i corpi di alcuni extraterrestri e le loro navi spaziali. La storia detta da questo documento della CIA è molto più prosaica: per anni nell’Area 51 sono stati testati e messi a punto numerosi progetti aerei segreti, tra cui gli aerei spia che sorvolavano l’Unione Sovietica durante la cosiddetta guerra fredda.
[29] La Defense Intelligence Agency (DIA in acronimo) è uno dei principali produttori e gestori delle informazioni di intelligence negli Stati Uniti d’America. È stata definita nel 1986 quale “agenzia di intelligence” e supporto di combattimento del Dipartimento della “difesa” degli Stati Uniti, ma la sua istituzione risale al 1961, a seguito di una decisione del Segretario della difesa Robert S. McNamara, durante la presidenza di John F. Kennedy. Il Dipartimento della difesa creò la DIA con la pubblicazione della Direttiva 5105.21, Defense Intelligence Agency del 1º agosto, in vigore dal 1º ottobre 1961. La DIA sostituì il Counter Intelligence Corps. Pare che disponga approssimativamente di 11 000 effettivi sparsi nel mondo (di cui il 70% personale civile), ma i dati esatti sono coperti da riservatezza. Le principali sedi operative DIA sono: Il Pentagono, il Defense Intelligence Analysis Center (DIAC), la Bolling Air Force Base in Washingto, D.C.3, 38.848; -77.012 l’ Armed Forces Medical Intelligence Center (AFMIC) in Fort Detrick, Maryland, ed il Missile and Space Intelligence Center (MSIC) in Huntsville, Alabama. La DIA è membro dell’United States Intelligence Community, che fa capo al Direttore dell’intelligence nazionale.

[30]  Allen H. Frey docente alla Cornell University 1962 pubblica un documento di ricerca sul Journal of Applied Physiology titolo sistema di risposta uditiva dell’uomo all’energia elettromagnetica modulata. Nel suo articolo Frey descrive l’uso di energia elettromagnetica a livelli di potenza media misurata in micro watt per centimetro quadrato di carta. Nel sua ricerca si dice esplicitamente: “La percezione dei suoni diversi può essere indotta in soggetti clinicamente sordi, così come normali, a una distanza da centimetri fino a migliaia di metri dal trasmettitore. Con un trasmettitore di diverse caratteristiche, siamo in grado di indurre la percezione di buffeting (instabilità ad alta frequenza), grave nella testa del soggetto, senza che tale soggetto risenta di vestibolari sintomi apparenti come vertigini o nausea. Cambiando i parametri del trasmettitore, si possono indurre altre “sensazioni”.

[31] http://www.comedonchisciote.org/site//modules.php?name=New&file=article%sid=

[32]                                                                C.s.

[33]                                                               C.s.

[34] http://www.altrainformazione.it/wp/nikola-tesla-il-piu-grande-genio-dimenticato-dalla-storia/il-progetto-haarp/

 

 

[35] Il sito ufficiale del progetto HAARP: www.haarp.alaska.edu

[36] http://www.nogeoingegneria.com/timeline/progetti/dallo-spazio-riusciremo-a-controllare-il-clima-sulla-terra-provocare-alluvioni-e-carestie/

[37] Pierre Saint-Amand, geofisico, aveva studiato il terremoto Tehachapi del 1952 e presentò una relazione sul terremoto cileno nel 1960 . Era il terremoto più forte mai registrato nel mondo (magnitudine 9.5). In seguito studiò anche il terremoto dell’Alaska del 1964.Saint-Amand è stato scienziato della Marina per più di 38 anni. La sua carriera ha incluso un periodo di due anni al Dipartimento di Stato, dove ha contribuito a creare la scuola di specializzazione di Geologia presso l’Università di Santiago del Cile. Da ricordare che era la fase calda dei test nucleari e Saint-Amand aveva una sua parte attiva come ricercatore. Durante la sua carriera presso la Stazione Navale (NOTS) China Lake presentò brevetti innovativi in ambito di modificazione del clima. Come scienziato ha contribuito a sviluppare il Progetto Popeye, un programma di inseminazione delle piogge come arma di guerra. Il programma prevedeva l’aumento della pioggia durante la stagione dei monsoni nel sud-est asiatico, per ostacolare i soldati nemici. Troviamo il suo nome in vari scenari di quel periodo (e questo potrebbe indicare un filo rosso.

[38] Nel 1965 l’India aveva subito un grave siccità. Il monsone si era fatto aspettare. Lo stato del Bihar era stato duramente colpito con una popolazione di oltre 51 milioni di persone. Da diversi anni i ricercatori del NOTS avevano lavorato al perfezionamento delle tecniche di controllo meteo. La carestia del Bihar in India permise a Lyndon B. Johnson di promuovere l’Operazione GOMET – un importante esercizio di modificazione delle condizioni meteo nella regione. La US Air Force, con il permesso dell’India, doveva svolgere una serie di test di inseminazione di nubi monsoniche per aumentare le piogge. Il test si chiamò “Joint U.S. India Precipitation Experiment” e si svolse nell’area di Bihar e Uttar Pradesh. Nonostante una bassa copertura di nubi monsoniche iniziarono nel gennaio 1967. I partecipanti volarono in aeroplani segnati come aerei di commercio e tutti gli occupanti dovettero indossare abiti civili. Nel caso ci fossero state domande da parte dei media era pronto un comunicato stampa di contingenza che spiegava che si trattava di un “sondaggio agro-meteorologico.” Non ci sarebbe stata alcuna pubblicità. Il governo indiano era pienamente responsabile per eventuali rivendicazioni per lesioni personali o danni alla proprietà. Il progetto doveva rimanere segreto. Il governo indiano aveva insistito sul fatto che eventuali commenti su questo progetto erano da collegare all’agricoltura e non a obiettivi militari. Visto che le zone principali erano rimaste senza nuvole, il governo indiano individuò ulteriori aree in Uttar Pradesh, spostando in questo modo le esercitazioni in zone dove le nuvole c’erano. I risultati furono diversificati. Alcune nubi produssero forti piogge, altre invece piogge leggere o moderate. Le grandi nuvole risposero meglio. La squadra GROMET non ha riferito quanta pioggia ha colpito la terra e la misura del successo, anzi il Progetto GROMET stesso non è proprio menzionato nei libri storici di controllo del meteo. La vicenda è stata ricostruita da Ronald E. Doel and Kristine C. Harper dell’Università dello Utah http://www9.georgetown.edu/faculty/khb3/osiris/papers/Doel-Harper.pdf  pdf

[39] http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=39582

 

[40] http://geographicalimaginations.com/category/vietnam

 

[41] L’intera analisi e’ visionabile all’indirizzo http://www.au.af.mil/au/2025  

 

[42] A questo proposito si leggano le analisi di Michel Choussudovsky, www.globlaresaerch.ca

[43] http://altrarealtà-blogspot.it/2013/11/le-micidiali-armi-di-haarp-e-darpa

 

[44] Con questo si potrebbe ravvisare qualche forma di collegamento tra progetto HAARP e Progetto Monarch. La programmazione Monarch è in sostanza la continuazione  del famigerato progetto MK ULTRA, essa è una tecnica di controllo mentale che comprende elementi del Satanic Ritual Abuse (SRA)  e del disturbo della personalità multipla (MPD). Si utilizza una combinazione di psicologia neuroscienze e rituali occulti per creare degli schiavi un alter ego che può essere attivato e programmato dai gestori. Gli schiavi della programmazione Monarch vengono utilizzati da varie organizzazioni collegate con le classi dominanti in settori  come l’esercito, la schiavitù sessuale e l’industria dell’intrattenimento.

 

[45] http://digilander.libero.it/SPKoroljov/Confcun.pdf

[46] http://www.altrainformazione.it/2011/01/05/la-moria-di-iccelli-e-pesci-collegata-

[47]                                                                                    C.s.

[48] Per quanto riguarda la Gran Bretagna vedere http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.it/2010/10/la-gran-bretagna-fu-esposta-al-contagio.html

 

[49] http://digilander.libero.it/SPKoroljov/Confcun.pdf

 

[50]  http://www.corriere.it/animali/11_gennaio_03/arkansas-moria-inspiegabile-10000-pesci_0c13ac06-1753-11e0-b956-00144f02aabc.shtml

 

[51] Nel 2010 un comunicato del Partito Comunista (Maoista) Afgano, pubblicato sul sito Shola Jawid (Fiamma Eterna) (http://www.sholajawid.org/update/index_english.html) organo del partito, l’annuncio che ”Il Partito sta per dare inizio alla guerra popolare in Afghanistan, il cui specifico carattere, nell’attuale congiuntura, è la guerra popolare rivoluzionaria nazionale di resistenza contro gli occupanti imperialisti e il loro regime fantoccio”.

[52] http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

 

[53] La magnetoidrodinamica o magnetofluidodinamica (anche abbreviata MHD da magnetohydrodynamics), è la disciplina che studia la dinamica dei fluidi elettricamente conduttori. Tra questi si annoverano i plasmi, i metalli liquidi, e l’acqua marina. La parola magnetoidrodinamica deriva da magneto- (riferita al campo magnetico), idro- (riferita all’acqua, ma in questo caso generalizzata a tutti i fluii) e dinamica (che significa movimento). La disciplina della magnetoidrodinamica fu studiata da Hannes Alfvén, per cui ricevette il premio Nobel nel 1970, e da Jean-Pierre Petit negli anni Sessanta. L’insieme di equazioni che descrivono la magnetoidrodinamica è una combinazione delle equazioni di Navier Stokes, dalla fluidodinamica, e le equazioni di Maxwell, dall’elettromagnetismo. Queste equazioni differenziali devono essere risolte simultaneamente. Questo compito è impossibile da condurre simbolicamente, tranne che nei casi più semplici. Per i problemi più realistici, si cercano soluzioni numeriche tramite l’uso di supercomputer. Poiché la magnetoidrodinamica tratta corpi continui, non può trattare fenomeni cinetici, ad esempio quelli per cui è importante l’esistenza di particelle discrete, o di una distribuzione non termica delle loro velocità. Tuttavia, è possibile una deduzione rigorosa delle equazioni della magnetoidrodinamica a partire dai principi primi, cioè dell’equazione cinetica per un insieme di ioni ed elettroni immersi in un campo magnetico, introducendo poi le ipotesi opportune sulle collisioni fra le particelle, che permettono di passare dai moti microscopici alle variabili fluide macroscopiche: questo problema è stato affrontato in modo rigoroso dal fisico russo Stanislav Braginskij negli anni intorno al 1960. In termini molto semplici, la magnetoidrodinamica richiede che la frequenza di collisioni fra le particelle sia abbastanza elevata da permettere il raggiungimento di una distribuzione di Maxwell per le particelle componenti il fluido o il plasma.
   Il nucleo fluido della Terra e di altri pianeti è ritenuto produrre, tramite meccanismi interpretabili all’interno della magnetoidrodinamica, il campo magnetico terrestre su tempi molto più lunghi del tempo di diffusione resistiva. Questi fenomeni sono noti come dinamo, in analogia alla dinamo in elettrotecnica. Fenomeni simili alla dinamo sono ritenuti essere molto importanti anche per la dinamica soggiacente alla formazione delle aurore.

[54] Un solenoide è una bobina di forma cilindrica formata da una serie di spire circolari molto vicine fra loro e realizzate con un unico filo di materiale conduttore. Il solenoide è uno strumento solitamente usato come induttore per lo studio e le applicazioni dell’elettromagnetismo.
 
[55] Il numero di Reynolds (Re) è un gruppo adimensionale usato in fluidodinamica, proporzionale al rapporto tra le forze d’inerzia e le forze viscose. Permette di valutare se il flusso di scorrimento di un fluido è in regime laminare (in corrispondenza del quale si hanno valori più bassi del numero di Reynolds) o turbolento (in corrispondenza del quale si hanno valori più elevati del parametro). Tale passaggio tra regime laminare e regime turbolento può essere previsto sfruttando il diagramma di Moody, con il quale può essere calcolato il coefficiente di attrito viscoso a partire dai valori del numero di Reynolds e della scabrezza relativa. Fu concepito dall’autore nel 1883 eseguendo per la prima volta in modo sistematico esperimenti sul flusso all’interno di tubi a sezione circolare trasparente ad asse rettilineo nel quale circolava un flusso a portata costante, nel quale, per mezzo di un ago, veniva iniettato un colorante in modo da evidenziare il regime di flusso.
   Come spiegato in seguito, i valori del numero di Reynolds sono da considerarsi “bassi” o “elevati” relativamente ad uno specifico sistema, in cui siano fissate:    la geometria del corpo      investito dal flusso; la natura del fluido;
le condizioni operative      (temperatura      e pressione)      alle quali avviene l’esperienza.
   È definito numero di Reynolds critico il valore del numero di Reynolds in corrispondenza del quale si ha il passaggio da regime laminare a regime turbolento.
 

 

[56] Per vedere le pagine originali dell’IVTAN, l’Istituto Russo per le Alte Temperature, dove si parla di uno di questi generatori: http://www.ihed.ras.ru/mg/otdel6.htmb – http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm.

[57] In fisica, in particolare in elettromagnetismo, la legge di Faraday, anche conosciuta come legge dell’induzione elettromagnetica, legge di Faraday-Neumann o legge di Faraday-Henry, è una legge fisica che descrive il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, che si verifica quando il flusso del campo magnetico attraverso la superficie delimitata da un circuito elettrico è variabile nel tempo. La legge impone che nel circuito si generi una forza elettromotrice indotta pari all’opposto della variazione temporale del flusso. Talvolta è detta anche legge di Faraday-Neumann-Lenz, per il fatto che la legge di Lenz è un suo corollario. Il fenomeno dell’Induzione elettromagnetica è stato scoperto e codificato in legge nel 1831 dal fisico inglese Michael Faraday ed è attualmente alla base del funzionamento dei comuni motori elettrici, alternatori, generatori elettrici e trasformatori. Assieme alla legge di Ampère-Maxwell, a essa potenzialmente simmetrica, correla i fenomeni elettrici con quelli magnetici nel caso non stazionario: entrambe sono il punto di forza del passaggio dalle equazioni di Maxwell al campo elettromagnetico.
 
[58] http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

 

[59]                                                                          C.s.

[60] I sensori passivi, sono quelli che misurano una grandezza elettrica passiva (resistenza, capacità), alimentata da sorgenti esterne di energia.

 

 

[61]  Il propene o, più comunemente, propilene è un alchene avente tre atomi di carbonio, due dei quali legati con un doppio legame.  A temperatura e pressione ambiente si presenta come un gas incolore e inodore, poco solubile in acqua, estremamente infiammabile; forma con l’aria miscele esplosive. Viene prodotto industrialmente attraverso il cracking di idrocarbui più pesanti e trova principalmente impiego come intermedio nella sintesi di altri composti chimici. Viene usato a volte anche come combustibile. La maggior parte del propene prodotto è usata per produrre il corrispondente polimero, il polipropilene. Tra i prodotti da esso derivabili si annoverano l’acrilonitrile, l’acroleina, l’acido acrilico, l’acetone e il glicole propilenico. Nel 2013 la sonda Cassini è riuscita a rilevare la presenza del propilene nell’atmosfera di Titano, il più grande dei satelliti che orbitano attorno a Saturno.

[62] http://sitoaurora.altevista.org/Impero/Haarp2.htm  
[63] Le armed sismiques (Le armi sismiche) di Jeane-Pierre Petit.
[64] Ufficialmente le forze USA erano in postazione intorno a Haiti per un’esercitazione militare che simulava un intervento umanitario in Haiti. Defence launches online system to coordinate Haiti relief efforts, di Bob Brewin, Govexec.com, 15 gennaio 2010.

 [Marco Sac1]

LA FABBRICA DEI SOGNI

•agosto 8, 2021 • 2 commenti

 Ufficialmente,[1] i primi studi scientifici, risalgono agli anni ’50, quando si cominciò a misurare con strumentazioni elettriche i meccanismi fisiologici del sonno. Nel 1952, allo studente Eugene Aserinsky, gli occhi si muovono rapidamente sotto le palpebre: era stato scoperto il sonno RME (Rapid eye movement, cioè “movimento rapido degli occhi”), durante il quale il cervello registra un’abbondante attività, mentre il corpo paralizzato.

   Una persona, se si sveglia, durane la fase REM, si ricorda di aver sognato.

   Negli anni ’60 e ’70 le ricerche si spostarono all’attività mentale.

   Ricerche sulle attività oniriche sono svolte all’Università La Sapienza di Roma.[2]

   Ebbene molte ricerche condotte sulle attività oniriche sono incredibilmente afferenti a ciò che denunciano molte vittime del controllo mentale.[3]

   Queste ricerche partono da tesi confutazioniste della teoria di Freud che afferma che il sognare sarebbe solamente una forma diversa del pensiero, forma che è tutt’altro che caotica.

   I manipolatori del cervello attuano in forma progressiva forme mirate di destabilizzazione psichica e di destabilizzazione e di sostituzione di pensieri tale per cui cercano di imporre concetti e gusti o idee alla persone che sognano di trasmissioni subliminali in modo di ritrovarsi ricordi non suoi la mattina al risveglio, oppure da venire dileggiato ed offeso nella notte subito dopo essere stato risvegliato.

   Le voci cercano a volte di “convincere” che non è così che in realtà i risvegli e le fasi di sonno e gli stessi sogni sarebbero appartenenti ad altre persone  che sono in questa sorta di “catena mentale e sensitivo sessuale”.

   In pratica coloro che “trattano” questo strumenti affermano che si tratterebbe di forme di trattamento psichiatrico, una sorta di “transfert”.

   Mario Bertini dell’Università la Sapienza di Roma[4] che la scritto la voce “sogni” per l’Encyclopedia of Human Brain (USA), è arrivato studiando cavie umane volontarie a determinate conclusioni circa le funzioni onirica:

  • Mentre il cervello sarebbe precluso agli stimoli esterni, nella fase REM e in condivisione di paralisi motoria starebbe elaborando, secondo queste ricerche “le informazioni per la sopravvivenza futura.[5] Secondo le esperienza di alcune vittime, è capitato che se la notte si ha un litigio o un dubbio, succede spesso che il cervello rivede le cose da solo e che la mattina la persona rivede i suoi pensieri al riguardo in maniera diversa.
  • in alcuni casi tra le vittime si sono aperti i cancelli fra la “normalità” e la follia.
  • Coloro che ricordano meglio i sogni hanno un attivazione superiore dell’emisfero sinistro rispetto al destro ossia predomina l’emisfero della razionalità e del linguaggio rispetto a quello dell’immaginazione.  Sublimando certi sogni che sembrano film o video-games prefabbricati, nei quali viene fatto credere alla persona sottoposta a questo trattamento di conoscere persone mai viste prima, facce sconosciute perfettamente, in situazioni, le più varie  cercano di sfruttare la sfera razionale per riscontrare dei dati investigativi in loro possesso.

 Ipotesi di menti folle, di persone che hanno menti malate? Che abbisognano di cure psichiatriche? Niente di tutto questo.

   In Italia uno che si occupa di questi argomenti, è Luigi De Gennaro. Docente di psicofisiologia del sonno alla Sapienza di Roma, e autore di uno studio pubblicato sulla rivista specializzata Humanitas Brain Mapping, eseguito insieme con l’Istituto Santa Lucia di Roma e con le Università dell’Acqua e di Bologna in cui si legano le caratteristiche fisiologiche del cervello con alcune caratteristiche dei sogni: la loro lunghezza (o meglio, la lunghezza dei testi per descriverli), il livello emozionale, e la bizzarria. Il gruppo di De Gennaro studia le caratteristiche fisiologiche dei sogni, i meccanismi chimici ed elettrici del cervello che sogna.

   In Giappone i ricercatori del Compulational Neuroscience Laboratories Atr di Kyoto hanno sviluppato una tecnica per ricostruire le immagini che si formano nel cervello quando si legge: hanno fatto guardare ad alcune persone la scritta “neuron” o altri semplici segni a forma di X o di quadrato, e, grazie alla risonanza magnetica hanno visualizzato il flusso sanguigno nella corteccia visiva, ricostruendo la parola (o il simbolo).

   Non solo è ufficialmente ammessa la possibilità di impiantare un sogno. La psicologa di Deirdre Barret, dell’Università di Harvard, sostiene che basta pensare a un argomento prima di addormentarsi per ammentare la probabilità che si sogni. Ora immaginiamo che a una persona inconsapevole gli s’immetti un’immagine mentale di un problema.

   Ora poiché le ricerche ufficiali, distinguono tra “sogni terribili”, che avvengono nel sonno REM e che sono caratterizzati da un grande terrore e dalla consapevolezza di aver fatto un brutto sogno, e il pavor nocturnus che avviene in fase di presumibilmente in fase di sonno profondo (non REM) ed è caratterizzato da un risveglio brusco, senza vi sia la consapevolezza di aver sognato. Tenendo conto che il cervello partecipa ai sogni, dall’esterno si potrebbe indurre artificialmente l’attività delle persone che dormono.

SUL SONNO

   In questa ricerca per stabile l’interferenza nei sogni non bisogna scartare che ci siano interferenze telepatiche.

   Sappiamo tutti che naturalmente il sonno è uno stato di coscienza alterata. E gli imput esterni possono essere afferrati mentre il mondo sensoriale svanisce, dovremmo di conseguenza aspettarci che il sonno alimenti la ricezione telepatica.

   Democrito[6] lo pensava nel V secolo a.C. egli suppose che i sogni fossero causati da pensieri che filtrano da altre menti. Sebbene Freud credesse con certezza che i sogni abbiano anche altre cause, egli considerò “incontestabile” che “il sogno crei condizioni favorevoli per la telepatia”. E Jung confermò “Ho trovato che la telepatia, effettivamente influenza i sogni, come è stato affermato sin dai tempi antichi”. Dopo la scoperta che tutti sognano, anche se alcuni non ricordano di averlo fatto, mediante la definizione delle diverse fasi del sonno, presso il Maimonides Medical Center’s Dream Laboratory il Dr. Montague Ullnar e il Dr. Stanley Krippner[7] iniziarono a investigare sulla telepatia nei sogni. Mentre il percipiente[8] dormiva in una sostanza isolata, controllato da un Elettroencefalogramma, un agente[9] in una stanza distante, tentava di trasmettere l’immagine di un disegno scelto a caso. Quanto il tecnico dell’EEGG notava che il percipiente stava sognando, questi si era svegliato perché raccontasse il sogno. in seguito le registrazioni del racconto del sogno furono date a un giudice estraneo perché li ascoltasse. La tecnica usata, in sintesi, era la seguente: l’agente doveva concentrarsi sui particolari dell’immagine il volto del percipiente e proiettare il bersaglio nei suoi sogni. La serie di esperimenti sulla questione, condotta in altri laboratori, come ad esempio quello dell’Università di Virginia effettuati da Calvin Hall,[10] condusse alcuni importanti risultati:

  • Il percipiente in questi esperimenti non sembra fare altro che ricevere passivamente.

–        Una persona comune quando dorme, ha una sensibilità telepatica uguale a quello di un sensitivo dotato.

    Un’informazione può essere trasmessa telepaticamente, ma questa informazione può essere benissimo avere la forma di una suggestione comune.

   Quindi se i soggetti possono ricevere telepaticamente dei messaggi, comprese delle sensazioni di gusto, odore, dolore, ci si può aspettare che seguano suggestioni mentalmente?

   La risposta non può che essere positiva, infatti, come si è visto gli esperimenti con il pletismografo e l’EEGG indicarono che uno stimolo telepatico può causare una risposta fisiologica inconscia del percipiente.

USO MILITARE

   Tutti questi studi, come era prevedibile hanno, hanno un uso bellico. L’Office of Defense Research and Engineering è un’Agenzia del Pentagono che ha commissionato uno studio sull’intervento farmaceutico sulle capacità cognitive e sull’interfaccia cervello-computer.[11] I ricercatori terminano lo studio con una frase agghiacciante e terrificante: “Se una forza avversaria dovesse ottenere un vantaggio significativo nel sonno, questo rappresenterà una grave minaccia”.[12]

   C’è una sezione nel testo del 2004 http://www.paolodorigo.it/LA%20GUERRA%20DELLA%20SCIENZA.htm che è dedicata alle interferenze dei sogni. Con gli anni, queste interferenze sono diventate più che un’interferenza. Nel sonno, progressivamente queste torture e interferenze, cercano di “robotizzare” la cavia per privarla del senso critico e morale innato e personale, progressivamente “abituando” la cavia a “subire” le scene che gli sono prodotte e messe davanti, o meglio in cui portano “dentro” la cavia stessa. Questa privazione fa sì che in tempi successivi, si possa “ottenere” delle “risposte” comportamentali (nel sonno pilotato) diverse. Un esempio: suggeriscono a un detenuto un sogno in cui s’incontra con la persona che l’ha fatto arrestare. In quella prima occasione, la cavia salta addosso alla persona odiata, o gli spara, o qualcosa del genere, e in genere si sveglia. Nel sogno successivo, si cerca di non farlo reagire, e quindi si sveglia lo stesso. Ovviamente gli esperimenti sono molteplici perché non “possono” tecnicamente riproporre lo stesso sogno per giorni vicini, devono fa passare del tempo, la persona proverà che guida l’operazione di interferenza proverà a dare “una mano” alla cavia. Potrebbe succedere di dargli “una mano” nel sogno per svegliarla in seguito.

   Questo “trattamento scientifico della personalità” è in atto da tempo, e come si diceva prima ci sono le denunce di molte vittime[13] che fa pensare che viviamo in una società impostata su un nazismo genetico dove è in atto un controllo, la discriminazione e una sperimentazione illegittima e criminale sulle persone sensibili. Dove nei confronti di queste persone sono in atto una psichiatrizzazione di massa e la negazione del diritto. Dove l’organizzazione del potere e del consenso usa strumenti come l’inclusione/esclusione, il mobbing[14] e lo stalking. Dove istituzioni, delle aziende, dalla criminalità e dai servizi segreti, hanno dato campo libero all’uso della tecnologia elettronica e radio ai fini del contro mentale (usando anche ai fini invasivi la telepatia a fini intrusivi del pensiero della persona). E non è certamente un caso, in questo contesto, che il sesso viene usato come strumento di potere, come moneta di scambio causando a livello sociale e morale una perdita di valore e dignità delle persone (in particolare delle donne).

C’è da spaventarsi, ma bisogna saper reagire contro questa situazione.


[1] Quando si usa dire che certe determinate notizie sono “ufficiali”, in particolare quelle inerenti a materie scabrose come controllo mentale, letture del pensiero, che sono spacciate per “novità”, sono certo, se no si è degli ingenui o in malafede, che certe determinate pratiche sono in atto da tempo.

[2] https://www.uniroma1.it/it/notizia/sogno-o-son-desto-lesperienza-onirica-dei-narcolettici

[3] http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/

[4] https://mariobertini.files.wordpress.com/2016/09/cv.pdf

[5] Panorama, 02.01.2003.

[6] Democrito (460 a.C. – 360 a.C.).  Filosofo greco. Allievo di Leucippo, fu co-fondatore dell’atomismo. È in sostanza impossibile distinguere le idee attribuibili a quelle del suo maestro. Democrito è rimasto celebre per la teoria  teoria atomista considerata, anche a distanza secoli, una delle visioni più “scientifiche” dell’antichità: l’atomismo democriteo, infatti, fu ripreso non solo da altri pensatori greci, come Epicuro, ma anche da filosofi e poeti romani (Lucrezio) nonché da filosofi del tardo medioevo, dell’età rinascimentale e del mondo moderno (come ad esempio Piero Gassendi). Com’è stato rilevato da molti studiosi, Democrito può essere considerato il “padre della fisica”. Geymonat afferma che “l’atomismo di Democrito (…) ebbe una funzione determinante, nel XVI e nel XVII secolo, per la formazione della scienza moderna”.

[7] Stanley Krippner (1931-). È uno psicologo americano, professore di psicologia presso l’Università Saybrook a San Francisco. In precedenza, Krippner è stato direttore del Kent State University Child Study Center (di Kent, Ohio), e direttore del Maimonides Medical Center Research Laboratory Dream (di Brooklyn, New York). Krippner è sostanzialmente noto come psicologo umanista, ha scritto ampiamente sui sogni, gli stati alterati di coscienza, l’ipnosi, lo sciamanesimo, la dissociazione e parapsicologia.

[8] Chi percepisce.

[9] Chi trasmette.

[10] Calvin S. Hall (1909-1985). È stato uno psicologo americano che ha approfondito le ricerche sull’interpretazione dei sogni.

[11] http://sitoaurora.xoom.it/wordpress/?p=1021

[12]                      C.s.

[13] Vedere http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/ e  http://www.aisjca-mft.org/

[14] Che nei luoghi di lavoro e in diversi ambiti sociali è diventato un fenomeno diffuso,

RICERCHE SULLA CREATIVITA’ ARTISTICA

•agosto 7, 2021 • Lascia un commento

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   Samir Zeki[1] ha studiato il lavoro artistico in relazione alla attività cerebrale. Le basi su cui si effettuano le ricerche in questo ambito condotte da Zeki sono che:

  1. Tutta l’arte visiva obbedisce alle regole del funzionamento del “cervello visivo”.
  2. La funzione dell’arte visiva è una estensione della funzione del “cervello visivo” cioè l’acquisizione di conoscenza.
  3. Che gli artisti siano un qualche modo dei neurologi che studiano le capacità del “cervello visivo”.

   C’è da chiedersi se delle vittime del controllo mentale che hanno  una forte attività artistica, uno degli obiettivi sia per vedere i processi psichici e cercarli di carpirli? Visto anche lo sviluppo dell’intelligenza artificiale che ha portato alla creazione di robot artisti, tanto che nel 2020 uno di essi definito Ai-Da come “primo robot artista ultra-realistico al mondo” oltre ad essere esso stesso un’opera arte senza, ovviamente, saperlo. Nella produzione di un artista androide all’avanguardia, il progetto Ai-Da pone immediatamente domande quali ad esempio: quanto è vicina l’attuale tecnologia AI alle capacità umane? C’è qualcosa di veramente unico nell’umanità o siamo solo macchine biologiche? Cos’è la creatività? E l’arte robotica e l’arte umana sono distinguibili?

   La produzione di Ai-Da è composta da opere pittoriche, sculture e video. Il modo in cui è stata sviluppata l’intelligenza dell’androide ne vuole evidenziare le potenzialità benefiche e  creative, fornendo allo stesso contemporaneamente un veicolo per esplorare le sfaccettate e complesse sfide di quello che viene definito tardo-capitalismo ma che io amo chiamare capitalismo in decomposizione, come il riscaldamento globale, le estinzioni di massa, la perdita sempre più veloce di bio-diversità e il degrado sociale dovuto allo sfruttamento lavorativo. Tutta l’esposizione ruota così attorno a queste tematiche, dai dipinti che si ricollegano al riscaldamento degli oceani e alla scultura Rulina Apis che raffigura un ape robotica, ancora una citazione  di Do Robots Dream of Electric Bees? [2]


[1] Semir Zeki (8 novembre 1940) è un docente britannico, professore di neurobiologia alla University College di Londra. Tra i suoi principali interessi ci sono l’organizzazione del cervello visivo dei primati

[2] https://artslife.com/2020/09/18/un-robot-artista-ha-la-sua-prima-mostra-personale-a-londra-si-chiama-ai-da-e-riflette-sul-tardo-capitalismo/?nowprocket=1

GANG STALKING

•agosto 7, 2021 • 2 commenti

   Lo Stalking è un insieme di comportamenti persecutori ripetuti e intrusivi, come minacce, pedinamenti, molestie, telefonate o attenzioni indesiderate, tenuti da una persona nei confronti della propria vittima.

   Quando si può parlare di stalking?

   Con il termine stalking ci riferiamo, quindi, ad una serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un’altra persona, perseguitandola e generandole stati di ansia e paura, che possono arrivare a compromettere la sua quotidianità.

   Perciò lo Stalker è  un singolo individuo.

   Invece, lo stalking organizzato è un sistema di “guerra non convenzionale/psicologica“, di persecuzione e di tortura che ha come scopo l’eliminazione di un obbiettivo, come attivisti politici non manipolabili, persone considerate “cospirazioniste”, spie considerate “fuori controllo”, gente che tenta di denunciare gravi crimini e abusi perpetrati da parte di grandi aziende o organizzazioni statali eccetera.

   In sostanza, il gang stalking è un’operazione di infiltrazione e spionaggio che viene organizzata come forma sistematica di controllo per molestare e perseguitare in ogni luogo un individuo preso di mira. L’individuo viene quindi posto sotto forme palesi e segrete di sorveglianza. La persona viene seguita e monitorata continuamente. Per seguire l’individuo vengono impiegati gruppi di persone a piedi e pattuglie di veicoli per gli spostamenti, come parte del processo di monitoraggio vengono impiegati sistemi di tecnologia satellitare di vario tipo. Per comunicare tra loro gli Stalker utilizzano segni con le mani o parole chiavi per segnalare la persona presa di mira ad altri loro complici, i quali assumeranno il compito di fare lo stesso in un’altra zona. Come mezzi di scambio comunicazione oggi vengono utilizzati anche cellulari,  internet ,radiotrasmittenti.

   Lo stalking organizzato è un programma simile al programma COINTELPRO dell’FBI.

   Nell’agosto del 1967 l’FBI ricorse al programma segreto denominato Cointelpro (Counter Intelligence Program) per neutralizzare tutti i gruppi rivoluzionari come le Pantere Nere, che il direttore dell’FBI, Edgar Hoover, li definì come “la più grave minaccia alla sicurezza interna della nazione” perché “si tratta di militanti formatisi sugli insegnamenti marxista-leninisti e dei comunisti cinesi che aggrediscono agenti di polizia e girano negli Stati Uniti per diffondere un vangelo di violenza non solo nei ghetti ma anche fra gli studenti dei college, delle università ed anche dei licei”.[1]


   Con l’obiettivo di smantellare le Pantere Nere l’Fbi vara nell’ambito del Cointelpro un piano di intervento senza precedenti.

 Il programma consisteva  nell’infiltrare agenti ed informatori non solo per spiare gli attivisti politici ma per minare l’unità delle cellule, spingendole a combattersi fra loro; diffondere false notizie tanto con lettere e telefonate anonime che con articoli sui giornali; sfruttare ogni cavillo legale per rendere la vita impossibile agli attivisti; istigare la violenza fra le Pantere Nere e gli altri gruppi militanti; organizzare irruzioni ed arresti al fine di decimare l’organizzazione.

   Il metodo scelto è quello di “intensificare il grado di animosità” tra le Pantere Nere e i gruppi rivali, come ad esempio i Blackstone Rangers di Chicago, inviando lettere anonime che svelano complotti, agguati ed intrighi.[2]


   Il fine è di spingere i Rangers a vendicarsi attaccando i leader delle Pantere Nere innescando così quella che si potrebbe definire una guerra per bande capace di decimare entrambe le fazioni.


   Qualcosa di simile avviene anche nella California del Sud dove l’FBI usa le lettere anonime per insinuare sospetti fra i ranghi delle Pantere Nere: alcune missive contengono vignette che ironizzano sui leader più in vista mentre altre fomentano i dissidi con il gruppo rivale degli United Slaves.


   Il risultato è uno scontro fra organizzazioni che porta all’eliminazione di quattro capi delle locali Pantere Nere, da parte degli United Slaves nell’area di San Diego, con gli agenti federali impegnati a monitorare ogni singolo scontro ma senza mai intervenire.


   Quando fra il 1975 ed il 1976 la commissione  del Senato di Washington che conduceva l’inchiesta sul “Programma segreto dell’FBI per distruggere le Pantere Nere” la deposizione del vicedirettore dell’FBI, James Adamas, esclude che siano mai state adottate decisioni per ‘favorire la violenza’ ma in realtà ciò che i lavori del Congresso svelano è tutt’altro.


   Nel maggio del 1970, ad esempio, documenti dell’FBI di Los Angeles provano che gli agenti ritenevano di poter capitalizzare dalla reciproca ostilità fra i gruppi nazionalisti neri e dal dilagare delle lettere anonime. E non era che la cima dell’iceberg.


    L’FBI non lesina mezzi per spingere i diversi gruppi nazionalisti a farsi la guerra: grazie agli informatori si fanno circolare false notizie su rivalità inesistenti e si diffondono elementi di disaccordo fra i leader mentre in alcuni casi ai membri della gang al soldo degli agenti viene letteralmente ordinato di eliminare le Pantere Nere con esecuzioni mirate.

   Il Gang Stalking è nella sostanza  una combinazione tra il progetto MKULTRA della CIA inerente il controllo mentale, visto che alcune vittime prese di mira (Targeted Individuals) vengono attaccate con armi elettroniche (armi ad energia diretta) e usate come cavie umane per testarle e il programma COINTELPRO.

   Lo stalking organizzato si potrebbe definire anche come un nuovo “Phoenix Program” su scala globale, un programma in cui la CIA in Vietnam selezionava obbiettivi civili che venivano messi dentro delle  liste e in seguito neutralizzati/eliminati.

   Lo stalking organizzato è anche molto simile alla tecnica “Zersetzung” che veniva usata dalla STASI, la polizia segreta della Germania dell’est a guida revisionista, in cui 1 cittadino su 6 lavorava come collaboratore non ufficiale per i servizi segreti.[3]

   Si potrebbe affermare che il Gang Stalking è uno strumento di una guerra non dichiarata. Ora che l’élite finanziaria ha usato le forze armate americane e i loro alleati per conquistare nazioni con l’obbiettivo del totale dominio mondiale, adeso sta cercando  di neutralizzare individui o gruppi di individui che vivono tra la popolazione che ancora resiste. Ha reclutato (ma sarebbe meglio di comprato) una parte di questa popolazione per perseguitare coloro che sono stati identificati come nemici. Le “forze di sicurezza” conducono operazioni psicologiche (PsyOps) contro civili dove questi criminali li tortura con armi ad energia diretta. Queste operazioni sono condotte da parte di gruppi che sono al servizio di un gruppo di ricchi psicopatici che governano la nostra società, gruppi che portano avanti l’obiettivo di  una dittatura mondiale conosciuta come il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”. Che nella sostanza è uno dei tanti strumenti che una frazione della Borghesia Imperialista Mondiale cerca di imporre il suo domino, alle altre frazioni borghesi e soprattutto ai popoli. 

   Ma questo obiettivo del dominio globale è  progetto fantascientifico/visionario in un mondo come l’attuale che vede l’esplodere di tutte le contraddizioni a partire da quelle interimperialiste?

   Facciamo po’ di storia.

      Dopo la seconda guerra mondiale gli USA hanno assicurato la persistenza o il ristabilimento del dominio delle classi borghesi nella parte continentale dell’Europa Occidentale, in Giappone e in buona parte delle colonie. In alcuni di questi paesi lo Stato borghese era completamente dissolto a seguito della guerra (tipica la situazione della Germania); negli altri, gli Stati  erano fortemente indeboliti e prossimi al collasso. Di conseguenza, le borghesie dei paesi continentali dell’Europa Occidentale e del Giappone non ebbero di meglio che accettare l’autorità degli USA per ristabilire il loro dominio di classe. La Borghesia Imperialista USA aiutò la borghesia dei singoli paesi a ricostruire propri Stati. Difficilmente avrebbe potuto fare diversamente, cioè assorbire direttamente la parte continentale dell’Europa Occidentale, il Giappone e le colonie degli ex Stati coloniali nei confini del proprio Stato sotto un’amministrazione unificata: sia per il movimento popolare (che in molti paesi era a guida comunista) presente in molti paesi dell’Europa Occidentale che, tra l’altro, aveva l’appoggio dell’URSS, sia per l’opposizione delle borghesie europee e francese. Gli USA, tuttavia posero molti limiti alla sovranità di alcuni Stati, in particolare degli Stati giapponese, tedesco, italiano, greco, turco e anche alla sovranità dell’Inghilterra e dei domini britannici, assicurandosi vari strumenti di controllo della loro attività e d’intervento in essa.

      Nei quarant’anni successivi i contrasti tra questi Stati e gli USA non hanno avuto un ruolo rilevante nello sviluppo del movimento economico e politico, con l’eccezione delle tensioni con Francia e Inghilterra in occasione della campagna di Suez (1956).

   Tutto questo non significa che era finita l’era l’epoca delle guerre tra Stati imperialisti come s’illudevano i revisionisti. Finché gli affari andavano bene, finché l’accumulazione del capitale si è sviluppata felicemente (e ciò è stato fino all’inizio degli anni ’70), non si sono sviluppate contraddizioni antagoniste tra Stati imperialisti, né potevano svilupparsi se è vero che esse sono la trasposizione in campo politico di contrasti antagonisti tra gruppi capitalisti in campo economico.

      Il problema si è posto a partire dalla metà degli anni ’70 quando man mano che le condizioni di valorizzazione del capitale diventano difficili, lo Stato USA continua a essere il miglior garante (sia pure di ultima istanza) della borghesia giapponese e quindi del suo dominio in Giappone, il miglior garante della borghesia tedesca e quindi del suo dominio in Germania ecc. nella misura in cui questo predominio è una garanzia per il buon andamento delle varie economie, degli affari delle varie borghesie.

   La lotta che gli USA per la difesa dell’ordine internazionale, è nella realtà la lotta dei capitalisti USA per garantirsi la stabilità politica negli Stati Uniti, cioè del dominio di classe sulle masse popolari degli USA anche a scapito degli affari della borghesia di altri paesi, diventando quindi un fattore di instabilità politica a livello internazionale.

      Né i capitalisti operanti in altri paesi possono concorrere a determinare la volontà degli USA al pari dei loro concorrenti americani, benché vi sia una discreta ressa di esponenti della Borghesia Imperialista specie di paesi minori a inserirsi nel mondo politico ed economico USA: dai defunti Onassis e Sindona, molti grandi capitalisti di altri paesi hanno cercato di “mettere su casa” negli USA.

      Esiste anche un’altra possibilità che man mano che aumentano le difficoltà dell’accumulazione del capitale, una frazione della Borghesia Imperialista mondiale tenti di imporre un’unica disciplina a tutta la Borghesia Imperialista costruendo attorno agli USA il proprio nuovo Stato sovranazionale: quest’ultimo assorbirebbe più strettamente in sé gli altri Stati limitandone ulteriormente l’autonomia.

      Negli anni trascorsi dopo la sonda guerra mondiale si è formato un vasto strato di Borghesia Imperialista Internazionale, legata alle multinazionali con uno strato di personale cresciuto al suo servizio.

   Già sono stati collaudati numerosi organismi (monetari, finanziari, commerciali) sovrastatali nei quali quello Strato di Borghesia Internazionale esercita una vasta egemonia.

      Parimenti si è formato un personale politico, militare e culturale borghese internazionale. Di conseguenza il disegno della fusione dei maggiori Stati imperialisti in unico Stato ha oggi maggiori basi materiali di quanto ne avessero gli analoghi disegni perseguiti nella prima metà del secolo scorso, dalla borghesia anglo-francese (Società delle Nazioni), dalla borghesia tedesca (Nuovo Ordine Europeo nazista), dalla borghesia giapponese (Zona di Coprosperità). Ma la realizzazione di un processo del genere, mentre avanza e si accentua la crisi economica, difficilmente si realizzerebbe in maniera pacifica, senza che gli interessi borghesi lesi dal processo si facciano forte di tutte le rivendicazioni e i pregiudizi nazionali e locali.

   Perciò questo sistema politico che dovrebbe essere espressione di questo cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale” non può nascere senza la sorveglianza di massa. Necessita la repressione e il controllo, perchè si propone di unificare sotto un unico governo sovranazionale popoli, culture e interessi economici opposti che entrerebbero necessariamente in conflitto.

   Ecco perchè le élite hanno bisogno della sorveglianza di massa e dell’eliminazione del dissenso.

   La violenza e la sopraffazione sono l’unico modo per raggiungere questo obbiettivo.

   Tornando allo stalking organizzato esso nella sostanza è un operazione civile-militare (CMO) illegale/criminale (mettiamo che abbiano una qualche legge o ordine esecutivo che li permette di portare avanti queste operazioni, questa gente hanno truffato in massa e mentito per ottenere tali leggi criminali e quindi sono illegali sotto ogni aspetto come l’operazione stessa) portata avanti da una coalizione internazionale formata da  aziende, personale civile, militari, agenti segreti, forze di polizia, organizzazioni non governative (ONG) e organizzazioni intergovernative. I metodi e le tattiche principali usate da questa forza multinazionale per neutralizzare/distruggere obbiettivi civili sono le “operazioni psicologiche” (PsyOps) e le “armi non letali“.

   Per questo motivo non è da escludere che ci sia  un protocollo di base usato in ogni nazione della NATO con il quale cominciano le operazioni di stalking organizzato.

   Iniziano con la sorveglianza illegale degli obiettivi, il monitoraggio della loro vita privata e violando il loro domicilio. Questo viene fatto in modo da profilare i tratti della loro personalità.

   Si potrebbe dire che esista una strategia del “doppio taglio”. “Una parte consiste nell’attaccare le vittime con armi a microonde (armi ad energia diretta)’ e l’altra parte della strategia, dice, ‘è quella di cercare di fare passare gli individui bersaglio come pazzi[4].

  Si può correttamente dire che lo stalking organizzato è una forma di terrorismo utilizzato nei confronti di un individuo in cui si tenta di ridurre la qualità della vita di una persona e fare in modo che: abbia un esaurimento nervoso, venga incarcerata, istituzionalizzata nei reparti psichiatrici,  subisca costantemente dolore mentale, emotivo o fisico, diventi un senza tetto e finisca con il suicidarsi. Il tutto viene fatto usando accuse ben orchestrate, bugie, diffamazioni, false indagini, intimidazioni, minacce dirette o subliminali, vandalismo, furti, sabotaggi, torture, umiliazioni, terrorismo psicologico e molestie in generale. È un sistema in cui molti agiscono contro un individuo nella comunità venendo coordinati da un organizzatore che recluta gente per partecipare nella sistematica persecuzione di un individuo e per terrorizzarlo.

   Dal mio modesto punto di vista ritengo che attualmente ci sia una Guerra sporca elettronica condotta da militari golpisti. Davanti a questi crimini l’atteggiamento della Magistratura è quello delle tre scimmiette ovvero “non vedo, non sento, non parlo” e quello del sistema politico/istituzionale è quello omertoso.

   L’atteggiamento del sistema politico/istituzionale che  nasconde questi crimini, fa configurare contro di esso l’accusa di ALTO TRADIMENTO DELLA COSTITUZIONE E DEI DIRITTI UMANI.[5]


[1] http://gnosis.aisi.gov.it/gnosis/Rivista7.nsf/ServNavig/19

[2]                      C.s.

[3] Ribadisco che queste tecniche con il socialismo non hanno niente a che fare. Socialismo vuol dire emancipazione della persona umana, queste tecniche e modi fare sono l’esatto contrario.

[4] Mark M. Rich,  The Hidden Evil.

[5] Link su questo argomento:

http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/

http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/index-links-1.htm

http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/4ManifestoprogrammaVittimeTT.pdf

http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/Riflessionisull%27utilizzodellearminonletali.html

http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/AndreaGiotti-4.htm