RUSSIA E USA TENTANO DI LEGITTIMARE LE ARMI LETALI AUTONOME (I “KILLER ROBOT”)?

•settembre 5, 2019 • Lascia un commento

   La Russia e gli Stati Uniti stanno conducendo una battaglia  contro il Trattato internazionale riguardante le armi letali autonome (LAWS), i cosiddetti “killer robots”.[1]

   La maggior parte degli Stati che partecipano ai colloqui diplomatici sui sistemi letali di armi autonome hanno infatti espresso il proprio forte desiderio di negoziare un nuovo Trattato per rispondere alle crescenti preoccupazioni su questa tipologia di armi. Alla riunione di Ginevra della Convenzione sulle armi convenzionali (CCW) che si è svolta in Giordania hanno partecipato 29 stati che  esortano a vietare i robot killer, al fine di mantenere il controllo umano sull’uso letale della forza. Gli Stati appartenenti alla CCW[2] hanno discusso delle preoccupazioni sollevate dai “Killer Robots” già in otto incontri alle Nazioni Unite a Ginevra a partire dal 2014.

   Alla riunione i diplomatici degli Stati hanno discusso fino alle ore notturne senza però riuscire a concordare un documento finale significativo, il che si traduce in semplici scambi di parole e nessuna azione normativa concreta. Nella sessione appena conclusa la CCW si è allontanata ancora di più da uno strumento giuridicamente vincolante o da qualsiasi risultato credibile per il proprio lavoro.

   Russia e Stati USA hanno ripetutamente respinto qualsiasi riferimento nel rapporto finale della riunione sulla necessità di un “controllo umano” sull’uso della forza. Entrambi i Paesi stanno investendo fondi significativi per sviluppare sistemi di armi con un controllo umano decrescente sulle funzioni critiche di selezione e coinvolgimento degli obiettivi. Cioè con un controllo umano decrescente sulle

decisioni di vita o di morte.

   Durante la negoziazione del rapporto finale la Russia ha affermato che è “prematuro” discutere i potenziali pericoli dei sistemi di armi autonome letali “fino a quando non vengano prodotti”. Ha anche sostenuto che l’autonomia non è una caratteristica o un aspetto centrale delle LAWS.

   Le molte preoccupazioni di natura morale, etica, legale, operativa, tecnica, di proliferazione, di stabilità internazionale sollevate dai “Killer Robots” si stanno moltiplicando anziché diminuire e al di fuori delle stanze delle Nazioni Unite continua a crescere il sostegno ad un percorso che ha come obiettivo un Trattato di divieto. Il 9 luglio, l’assemblea parlamentare dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha adottato una dichiarazione che sollecita i 57 Stati membri dell’OSCE a “sostenere i negoziati internazionali per vietare armi autonome letali”. Migliaia di scout hanno partecipato al 24° World Scout Jamboree in West Virginia il mese scorso, visitando una mostra della Campagna Stop Killer Robots e ponendosi domande determinate da sincera preoccupazione.

   L’ONG olandese PAX ha pubblicato un sondaggio su 50 aziende tecnologiche in 12 Paesi che analizza le attività e politiche attuali in relazione al potenziale sviluppo di sistemi di armi autonome letali. Il Rapporto rileva come Google sia all’avanguardia in questo senso poiché si è impegnata a non “progettare o distribuire” Intelligenza Artificiale utilizzabile per la realizzazione di armi e sta mettendo in atto adeguate garanzie. Un numero crescente di lavoratori impegnati in campi tecnologici si rifiuta di lavorare su progetti che potrebbero aprire la strada a una “guerra autonoma” e in tal senso si uniscono a oltre 4.500 esperti di intelligenza artificiale che hanno richiesto un nuovo Trattato per vietare letali sistemi di armi autonome in varie lettere aperte a partire dal 2015.

   La Campagna internazionale “Stop Killer Robots” (di cui in Italia fanno parte Rete Italiana per il Disarmo e USPID) è quasi raddoppiata nell’ultimo anno, raggiungendo ad oggi un totale di 113 organizzazioni non governative in 57 diversi Paesi. Il prossimo 15 novembre 2019 la riunione annuale della CCW deciderà se accettare le raccomandazioni in vista del proseguimento del proprio lavoro su questo tema. Se la CCW non potrà o riuscirà a produrre un risultato credibile dovranno essere perseguiti percorsi alternativi per evitare concretamente un futuro di guerra e violenza decise e condotte da sistemi autonomi e non controllati dall’uomo.[3]

   Bisogna chiarirsi su cosa si deve intendere per robot.

   Con il termine “robot” si indica innanzitutto un sistema automatico in grado di sostituire l’uomo nell’esecuzione di operazioni complesse, basate sull’interazione sensoriale e cinetica con l’ambiente- L’ultima precisazione è necessaria, per distinguerlo dal computer da tavolo.

   Essendo la robotica militare un fenomeno relativamente nuovo, non esiste ancora una terminologia convenzionalmente accettata. Per tale ragione, quella che è la prassi preliminare in ogni lavoro scientifico, ovvero fare chiarezza su termini e concetti, è un’esigenza che assume ancora maggiore significato in questo contesto. Negli ambienti militari e politici degli USA – uno dei paesi più impegnati sul fronte dello sviluppo e dell’uso di questi prodotti tecnologici – è stato introdotto il termine-concetto “unmanned system”, per indicare sistemi d’arma che non richiedono la presenza in essi di esseri umani. Tali sistemi sono guidati (teleguidati, radioguidati) a distanza da esseri umani, oppure – nei progetti più evoluti – sono dotati di una più o meno ampia autonomia decisionale e d’azione. Non è affatto facile tradurre in italiano le locuzioni “manned system” e “unmanned system”, mantenendo la sinteticità e la brevità che consente la lingua inglese. Gli equivalenti più precisi sono forse, rispettivamente, “sistema con operatore umano” e “sistema senza operatore umano”. Inoltre, gli stessi giornalisti di lingua inglese nei loro reportage preferiscono utilizzare altri termini più evocativi, come “war robot” o “armed robot” o “combat robot” o “robot soldier” (robot da guerra, robot armato, robot da combattimento, soldato robotico), anche se a ben vedere utilizzano queste espressioni solo in relazione agli “unmanned systems” più evoluti e perciò controversi, ovvero di qualche interesse giornalistico.

   Nella nostra ricerca, ci risolviamo di adottare l’espressione “sistemi d’arma robotici” (SAR) come termine tecnico generico, per rendere il concetto di “unmanned sytem” per usi bellici. Considereremo inoltre le espressioni “armi robotizzate” o “armi robotiche” come un equivalente letterario di SAR, mentre parleremo di “soldato robotico” soltanto in presenza di un sistema d’arma particolarmente evoluto, dotato di una certa autonomia decisionale, e destinato al combattimento vero e proprio.

   I SAR si dividono in tre grandi famiglie, a seconda dell’ambiente in cui operano: l’aria, la terra, l’acqua. Abbiamo dunque SAR attrezzati per la guerra aerea (UAS – Unmanned Aircraft System), per la guerra terrestre (UGV – Unmanned Ground Vehicle) e per la guerra navale. Questi ultimi si dividono a loro volta in due categorie: di superficie (USV – Unmanned Surface Vehicle) e sottomarini (UUV – Unmanned Undersea Vehicle). I “robot volanti” sono stati ribattezzati dalla stampa “droni”. La scelta è da ricondurre alla forma di questi velivoli.

   Del proliferare di queste armi robotizzate si è accorta anche la stampa, come attesta un resoconto recentemente apparso su un quotidiano italiano.[4] P. Feletig, Robot per mare, per cielo e per terra ormai in guerra si va senza uomini, la Repubblica, 01 febbraio 2010. : “Un colpo, un bersaglio raggiunto, zero militari impegnati. È l’evoluzione nei sistemi di difesa ai quali le guerre in corso danno una forte accelerazione. Ricognizione, attacco, trasporto, ricerca e salvataggio, sono compiti attribuiti sempre più spesso a robot che aprono la strada a scenari di belligeranza automatizzata prefigurati nei film di fantascienza. Chiamati genericamente Unmanned Systems, questi armamenti che funzionano senza guida umana, si sono imposti dapprima nell’aviazione e ora sono arrivati ai motoscafi, agli elicotteri, agli automezzi”. L’autrice dell’articolo, Patrizia Feletig, riferisce che il primo esemplare di “drone” è stato utilizzato da Israele durante la guerra del Yom Kippur e che sessant’anni di belligeranza continua e un’industria hitech di punta hanno favorito il primato israeliano nello sviluppo della generazione di armamenti senza equipaggio, “superando la grintosa industria militare statunitense e la patria della robotica, il Giappone”.[5] Così continua l’articolo: “Nella prima guerra del Golfo, nel 1991, l’Air Force aveva un centinaio di droni: oggi ne volano 7mila e si sfornano sempre nuovi modelli per stare dietro a una domanda che tira come poche. Questa corsa contro il tempo è all’origine dell’alto numero di incidenti: 100 volte la frequenza di quelli nell’aviazione con piloti secondo uno studio del Congresso. Il 2009 è l’anno spartiacque: l’aviazione statunitense ha addestrato più piloti che stanno davanti a uno schermo con un joystick che quelli che siedono nel cockpit impugnando la cloche. Meno vittime, meno costi di formazione ma sicuramente maggiore frustrazione tra gli aspiranti top gun” . A voler essere precisi, bisognerebbe ricordare che aerei telecomandati erano già stati utilizzati dagli americani negli anni Quaranta, durante i test sugli effetti delle prime bombe atomiche. Con ciò non si vuole certo disconoscere il notevole impegno tecnologico di Israele nel campo.  Secondo il quotidiano sono circa quaranta i paesi che sviluppano tecnologie UAV. Per quanto riguarda il contributo italiano, viene menzionato lo sforzo dell’Alenia Aeronautica, proprietaria dei brevetti di SkyX e SkyY, nonché partecipante al programma nEUROn per la costruzione di un velivolo da combattimento europeo senza pilota e al progetto di ricerca Molynx, volto a sviluppare un bimotore robotico da alta quota con autonomia fino a 30 ore. “La rivoluzione dei veicoli senza conducente, di superficie o aerei – continua l’articolo – ha come primo fine naturalmente quello di diminuire il rischio per i soldati. Ma ha anche quello di contribuire, un po’ come i satelliti nello spazio, alla complessa rete di sensori e comunicazioni virtualmente stesa sul teatro delle operazioni. Si aggiungono considerazioni economiche: l’abbattimento di un drone, che vola in qualsiasi condizioni meteo, equivale a mandare in fumo di 45 milioni di dollari, per un caccia sono 143 milioni, oltre naturalmente alle perdite umane. Nelle forze armate Usa si punta entro il 2015 alla creazione di un parco di veicoli autoguidati pari ad un terzo del totale. Stime di mercato prevedono che il giro d’affari del settore degli Uav possa arrivare . a 5 miliardi di euro in Europa tra il 2010 e il 2020, per raddoppiare nei 10 anni successivi e totalizzare a livello globale 45 miliardi di euro entro il 2030”.[6]


[1] https://unita.news/2019/08/22/russia-e-stati-uniti-tentano-di-legittimare-le-armi-letali-autonome-i-killer-robots/

[2] Sarebbe la Convenzione delle Nazioni Unite su certe armi convenzionali.

[3]  https://www.disarmo.org/rete/a/46764.html

[4] P. Feletig, Robot per mare, per cielo e per terra ormai in guerra si va senza uomini, la Repubblica, 01 febbraio 2010.

[5]                                                                      C.s.

[6]                                                                     C.s.

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LA TRAGICA STORIA DEI CONIUGI VERNEY

•agosto 29, 2019 • Lascia un commento

   Questa è una storia terribile, una storia da romanzo horror, una storia che potrebbe andare benissimo come sceneggiatura per un film Dario Argento.

   Anthony e Doreen Verney erano da poco andati in pensione. Dopo una vita di duro lavoro, si ripromettevano di trascorrere i loro giorni in pace e tranquillità in un piccolo cottage del Kent (Gran Bretagna). Purtroppo le cose non sarebbero andate così: il loro sogno venne presto infranto da un’esperienza da incubo, allorquando divennero le inconsapevoli cavie di un misterioso esperimento.[1]

   Questa storia cominciò nell’autunno 1983 e i risultati di tutti i tentativi di riparare i torti subiti possono essere riassunti da un una lettera ufficiale: “Accuso ricevuta del vostro reclamo presso il Securitu Service Tribunal, pervenuto il 3 maggio 1990. Il Security Service Act 1989 è entrato in vigore il 18 dicembre 1989 è non retroattivo. (Il corsivo è aggiunto) Nel vostro reclamo avete dichiarato che gli eventi cui fate riferimento si sono verificati fra i mesi di gennaio e novembre del 1984 e, di conseguenza, non rientrano nella giurisdizione del tribunale. (Il corsivo è aggiunto) sono dolente di non potervi fornire ulteriore aiuto.

J.R. Harmer, Tribunal Secretary[2]

   Dargle Cottage si trova a circa un migliaio e mezzo a sudest del villaggio di Biddenden, nel Kent. Dato che si tratta di un vecchio cottage in legno risalente all’epoca della Battaglia di Waterloo, è collocato in una posizione isolata e remota, circondato da folti boschi. I Verney avevano in una acquistato avevano acquistato il cottage nella primavera del 1969 e vi trascorrevano i fine settimana; quando, nell’estate del 1983, andarono in pensione, decisero di lasciare il loro appartamento di Londra e di trasferirsi stabilmente nel cottage. In quell’anno spesero una parte consistente dei loro risparmi per apportarvi migliorie e per arredarlo, in modo da renderlo maggiormente confortevole per la loro vita da pensionati.

   Anthony Verney era stato per 25 anni ispettore ella Good Food Guide ed aveva anche lavorato per la Consumer Association on the Good Hotel Guide.

   Negli anni precedenti al pensionamento dal deposito di legname che era sito a tre quarti di miglio dal cottage, provenivano pochi rumori. Dal settembre del 1983 i Verney notarono un rilevante aumento del lavoro di macchinari proveniente dal deposito inizialmente lo considerarono il risultato di un ampliamento dell’azienda che comportava l’installazione di nuove condutture e scarichi.

   Mr. Verney aveva l’impressione che forse gli addetti ai lavori non prendevano le misure necessarie per ridurre al minimo i crescenti livelli di rumore e decise di parlare con il direttore dei lavori, il quale manifestò un certo interesse per il problema. Ad ogni modo, l’ulteriore contatto di Verney con il direttore, diede scarsi risultati; costui riferì a Verney che l’azienda operava sin dagli anni ’40 e che non facevano più rumore di quanto non accadesse in precedenza. Bisogna aggiungere che dagli anni ’40 quella parte del Kent ospitava un consistente numero di basi militari.[3]

   Il 1° ottobre 1983, mentre si stavano intrattenendo con un ospite, i coniugi Verney udirono un misterioso rumore, del tutto diverso da qualsiasi altro in precedenza provenuto dal deposito di legname; un intenso ronzio, diffuso nell’intera area retrostante il cottage. Sembrava provenire dal terreno, da un’area distante una ventina di iarde, nei pressi dei boschi. I coniugi hanno riferito che il rumore sembrava penetrare nelle ossa e in ogni cellula del loro organismo, ed era differente da qualsiasi altra cosa avessero udito prima.

   La strano rumore continuò per i successivi quattro giorni, ore notturne compresse. Quello che i Verney rilevarono in quanto insolito fu che non appena il rumore iniziava tutti gli altri per i successivi quattro giorni, ore notturne comprese. Quello che i Verney rilevarono in quanto insolito fu che non appena il rumore iniziava tutti gli altri suoni del bosco cessavano quasi immediatamente, come se la fauna locale avesse abbandonato l’area; molto più tardi i Verney notarono che la primavera successiva gli uccelli non erano tornati a nidificare. Dopo quattro giorni non sapevano più che pesci pigliare, quindi il 5 ottobre 1983 decisero di andarsene in vacanza, nella speranza che al loro ritorno il rumore non fosse più presente. Non avevano la minima idea che i loro guai erano appena iniziati.

   Al loro rientro, il 25 ottobre 1983, notarono un rilevante aumento dei livelli sonori; il rumore tutt’attorno al cottage e talvolta sembrava persino provenire dall’interno dell’edificio. I coniugi riscontrarono anche un elemento nuovo; nelle prime ore del mattino il rumore assumeva un carattere pulsante e vibrante e, come ebbero a lamentare in seguito i Verney: “I boschi a nord-est erano illuminati da luci di colore giallo e rosa, che sembravano spuntare attraverso il terreno, illuminando gli alberi; un effetto simile ad un panorama teatrale”.[4]           

   Una volta rientrati i Verney scoprirono che gli scarichi del lavello della cucina erano rimasti ostruiti da blocchi di asfalto, che fu necessario da asportare a mano; non avevano idea di chi potesse aver causato il problema, né del perché. Agli inizi del novembre del 1983 la situazione erano rimasti ostruiti da blocchi di asfalto, che fu necessariamente asportare a mano; non avevano idea di chi potesse aver causato problema, né del perché. Agli inizi di novembre del 1983 la situazione era peggiorata. Pur essendo diminuita, il ronzio era stato sostituito da un intenso rumore pulsante dal battito regolare, accompagnato da violente vibrazioni, che sembrava giungere attraverso il terreno, inglobava il cottage e l’area circostante e il terreno, inglobava il cottage e l’area circostante e raggiungeva il pico nelle primissime ore del mattino.[5]       A volte pareva che qualcuno si fosse proposto fi torturarli proprio quando avevano bisogno di riposare.

   Durante il mese di novembre il rumore peggiorò costantemente e disturbò il sonno notturno della coppia, la quale temeva che il suono (costituito da vibrazioni in bassa frequenza) stesse diventando un pericolo per la salute e potesse avere un qualche effetto sul sistema nervoso centrale. Presumendo che potesse derivare da una pompa dell’acqua o da altre attività di tipo agricolo, i Verney richiesero informazioni presso il il locale ente preposto alla gestione delle acque, ma le autorità assicurarono loro che nell’area l’ente non disponeva di alcun impianto in grado di provocare un rumore del genere.

   Ogni notte i Verney uscivano dal cottage nel disperato tentativo di localizzazione l’origine del rumore; un’impresa rivelatasi impossibile, dato che la fonte sembrava spostarsi. Il 24 novembre, nel corso di una delle loro notti di ricerca della fonte del rumore, verso l’una del mattino si imbatterono in una pattuglia di polizia. Gli strani rumori erano abbastanza forti da essere percepiti dai due agenti, i quali pensavano che potessero provenire da Shorts Wood, a nordest; i poliziotti promisero di fare rapporto sulla questione e di contattare i Verney qualora fossero riusciti a localizzare la fonte del problema.

   Nel pomeriggio di sabato 26 novembre Mr. Verney si recò alla locale stazione della polizia di Tenterden, dove ebbe un colloquio con il brigadiere e scoprì che la pattuglia non aveva fatto rapporto. Verney sporse un reclamo ufficiale (scritto a matita) nel registro da tavolo, ma a parte questo il brigadiere della stazione non si dimostrò di alcun aiuto. A Verney fu detto che non era una questione di competenza della polizia e che avrebbe dovuto mettersi in contatto con il locale Dipartimento di Salute Ambientale. Ad ogni modo, Verney afferma che il brigadiere gli disse: “Non otterrà molto aiuto da loro. Sono maledettamente inconcludenti”.[6]      

   Il giorno seguente Verney li chiamò. Dato che non era presente nessun funzionario, la sciò il proprio numero di telefono ad una segretaria alla quale spiegò la natura del problema. Contrariato per non aver ricevuto una telefonata da un funzionario del Dipartimento (EHO), il 1° dicembre la coppia decise di allontanarsi dal luogo e dal problema per un breve periodo; il livello elettronico stava diventando insopportabile.

   Il 6 dicembre 1983 i Verney fecero ritorno al cottage. La segreteria telefonica non aveva registrato alcun messaggio da parte degli addetti ambientali. Mr. Verney lasciò un ennesimo messaggio per il funzionario del Dipartimento, senza tuttavia ricevere risposta, inoltre scrisse all’ufficio del Dipartimento del Tesoro, lamentandosi dell’inquinamento acustico e richiedendo una riduzione delle imposte sugli immobili.

   I coniugi chiesero informazioni al Dipartimento di Pianificazione e Urbanistica del comune di riferimento, onde verificare se esistesse l’autorizzazione alla costruzione di un edificio o di unità abitativa che potessero costituire la causa del rumore molesto; nessuna delle richieste diede risultati apprezzabili. Al contrario, la situazione diventò ancora più critica; vivere nel cottage stava rapidamente diventando un’esperienza intollerabile.

   Alle già difficili condizioni di vita si stavano sommando altri fattori; la fornitura di energia elettrica iniziò ad essere incostante. I livelli di elettricità aumentavano e diminuivano per motivi apparentemente inspiegabili e, dato che era la loro principale fonte di energia, a volte i coniugi non riuscivano a cucinare e nemmeno ad accendere le luci; in altre occasioni la luce aumentava e calava di intensità, misteriosamente, secondo intervalli di un minuto.

    La medesima sottostazione elettrica riforniva anche il deposito di legname. Mr. Verney sporse reclamo presso il Seeboard, l’ente proposto alla fornitura di energia elettrica per l’area sudorientale, spiegando a Mr. Green (capoingegnere elettrico) la natura del problema e i guai che stava passando. Fece presente l’eventualità che qualche apparecchiatura elettrica del deposito di legname stesse assorbendo troppa energia. Green sembrò interessato alla vicenda e promise di verificare il problema immediatamente.

   Il 29 dicembre 1983, alle 8 del mattino, nei boschi circostanti sciamavano dipendenti della Seeboard che eseguivano lavori sulle linee elettriche; un gruppo di intervento, composto da circa otto e due furgoni, trascorse molte ore in loco. Lo stesso Green era ne era capo e spiego a Verney che stavano “dando energia alle linee”, senza tuttavia chiarire quale fossa la causa del problema. La fornitura di elettricità era migliorata, anche se nelle settimane successive l’illuminazione continuò a essere incostante.

   Non avendo avuti notizie dall’EHO, i Verney non erano disposti a trascorre l’imminente periodo natalizio ossessionati dal rumore o dalle vibrazioni, quindi MR. Verney decise di rivolgersi a consulenti indipendenti e contattò una società di ingegneria acustica di Maidstone.

   La sera del 20 dicembre un rappresentate della suddetta società si recò al cottage. Nonostante il vento e la pioggia, l’esperto di acustica ottenne sul proprio strumento un’intensa rilevazione, in particolare sotto il profilo della vibrazioni. L’esperto dichiarò nel raggio di meno di un miglio dalla casa e che avrebbe e che avrebbe riferito della questione all’EHO.

   Alla fine, il 21 dicembre, verso le 16,45 un funzionario dell’EHO telefonò a Verney, il quale gli descrisse la natura del problema. Verney afferma che costui non era affatto disponibile, non promise di occuparsi della faccenda né di intraprendere alcuna iniziativa in base alla legge sul controllo dell’inquinamento; l’aspetto più irritante fu l’esplicito rifiuto dell’EHO di prendere in considerazione la possibilità di installare nel cottage della strumentazione per rilevare il livello del rumore, sostenendo di non disporre alcuna attrezzatura adatta allo scopo. Nonostante l’offerta di Verney di provvedere egli stesso a procurarla, l’EHO si rifiutò di fornire qualsiasi assistenza e, come se non bastasse, apparentemente improprio il fatto che in prima istanza lo stesso Verney si fosse offerto di farlo.

   Malgrado il secco rifiuto dell’EHO, Mr. Verney li richiamò il giorno seguente aiuto prima che iniziassero le vacanze natalizie. Ottenne la stessa risposta. In preda alla disperazione, decise di assumere il controllo della situazione; si recò a Londra, per vedere se gli riusciva di procurarsi qualche strumento per registrare i livelli di rumore.

   Dato il periodo natalizio, i negozi di materiale di materiale erano aperti fino a tardi; a Tottenham Court Road ne trovò uno che disponeva di attrezzatture estremamente sofisticate. Verney spiegò la situazione a due commessi, rimanendo turbato quando i due si scambiarono velocemente delle occhiate ed uno di loro disse: “Sembra che lei abbia problemi con il Ministero della Difesa (MOD). Con loro non approderà a nulla”.[7] Avvertendo l’inquietudine di Verney di Verney, i due gli presentarono un collega il quale, secondo loro, era uno scienziato elettronico di primo piano. Gli promisero che l’avrebbero aiutato dopo le vacanze di natale.

   Per l’intero periodo in cui la faccenda era andata avanti, i Verney non avevano pensato nemmeno un attimo che il rumore potesse essere qualcosa di diverso da un ordinario caso si inquinamento acustico. L’ultima cosa che i Verney sospettavano era il coinvolgimento del Ministero della Difesa. Tuttavia, data questa nuova possibilità, si spiegava tanto la riluttanza dell’EHO ad intervenire quanto il rifiuto della polizia di occuparsi della vicenda. Per di più, Verney scoprì che il MOD non è soggetto alla legge alla legge sul controllo dell’inquinamento (né, quanto a questo, ad, ad alcuna legge civile connessa).[8]     

   I coniugi iniziarono a sentirsi sempre più a disagio, si domandavano se per caso non fossero tenuti sotto sorveglianza ed iniziarono a sospettare che il loro telefono fosse sotto controllo. Mentre conducevano ricerche nel loro distretto nel tentativo di individuare la fonte, i Verney rimasero ulteriormente incuriositi da una nuova casa, la quale si trovavano su Gribble Bridge Lane, in linea retta con il loro cottage attraverso i boschi. Nei documenti catastali la casa era descritta come una fattoria ma, a parte alcune api, non vi era traccia di alcuna attività agricola.

   L’edificio era circondato ed era costruito in modo alquanto bizzarro; aveva due piani, ma il secondo piano era la parte posteriore erano privi di finestre che erano presenti solo sul latto maggiore. A Mr. Verney ricordava gli edifici costruiti dall’esercito tedesco durante dall’esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

   Spesse e opache tende di tulle sino a terra impedivano la vista dalle finestre del pianterreno; in seguito risultò che erano fatte di un materiale tessile prodotto in esclusiva per la Property Services Agency del Ministero dell’Ambiente, un materiale veniva usato per proteggere gli edifici ad elevato grado di sicurezza come quelli di proprietà del Ministero della “Difesa “e dei Servizi di “Sicurezza”. Non era il tipo di tende che ci si aspetterebbe di vedere in un’abitazione di tipo agricolo ovvero destinazione d’uso assegnata dall’Ashford Borough Coumcil nella licenza edilizia.

   Davanti all’edificio, a destra rispetto alla strada, vi era una sorta di bunker dotato di un grande sfiatatoio per l’aria a forma di fungo. Il bunker costeggiava il lato della casa per una certa distanza. Dopo ulteriori indagini, Verney scoprì che il numero telefonico della causa era riservato, che vi abitava una copia sulla quarantina e che due doberman facevano la guardia alla struttura.

   La mattina del giorno di Natale, quando nel resto del paese si aprivano i regali, i Verney, disperati, si misero in cammino, cercando di individuare la fonte del rumore, percepibile per la maggior parte del tempo. Tuttavia, come un fuoco fatuo, essa sembrava spostarsi, come se si confondesse nelle pieghe del terreno; sembra situata in un’area a nord di Short Wood, vicino al Gribble Stream, in conformità con il punto calcolato dagli esperti.

   Le autorità locali aveva realizzato un opuscolo dal titolo Come affrontare le situazioni di rumore, che trattava dell’inquinamento acustico determinato, da feste chiassose, radio e cani che abbaiavano. In base alla legislazione citata, purtroppo il tipo di rumore che ossessionava i Verney non era contemplato.

   Quando se ne andarono definitivamente dalla zono i coniugi Verney erano a pezzi e stavano male fisicamente,

   In seguito Doreen Verney fu ospitata presso una caso di riposo per anziani. A causa dei tormenti subiti era tremendamente invecchiata. Anche Anthony Verney era vecchi e fragile, ma mantenne una certa baldanza e vivacità.

   L’interrogativo restava: qual era la causa del rumore?

   Un rapporto proveniente dagli archivi statunitensi potrebbe avere una connessione con la vicenda dei Verney: “Un concetto di esca ed inganno attualmente preso in considerazione è quello di creare a distanza la percezione di rumore nella testa della truppe, esponendole a microonde a bassa potenza. Quando i soggetti vengono colpiti da microonde a bassa potenza appropriatamente modulate, questi riportano la sensazione vengono colpiti da microonde a bassa potenza appropriatamente modulate, questi riportano la sensazione di un ronzio, ticchettio o sibilo che sembra avere ragione (indipendente dalla posizione del soggetto nel campo di azione) all’interno della testa o appena dietro di essa. Il fenomeno si presenta con densità di potenza dei microwatt per centimetro quadrato, con frequenze portanti variabili dai 0,4 ai 3.0 Ghz. Tramite un’adeguata scelta di caratteristiche di impulso, è possibile creare un discorso intellegibile. Prima che si possa estendere ed utilizzare questa tecnica nell’ambito di applicazioni militari. Tale conoscenza non è imprescindibile per ottimizzare l’utilizzo del concetto per operazioni di mimetizzazione, esca e inganno, ma anche per valutare im modo appropriato fattori di sicurezza quali l’esposizione a microonde. Oscar, Kenneth J, US Army Mobility Equipment Research and Development Command – Fort Belvoir, VA[9]

   I coniugi Verney ritenevano di essere stati oggetto di una serie di pericolose esposizioni a radiazioni non-ionizzanti, impulsi a bassissima frequenza (VLF), per un considerevole periodo di tempo; erano inoltre convinti di essere stati attaccati in circa otto occasioni da un impulso elettromagnetico, che deve essere stato indirizzare deliberatamente contro di loro.

   Gli effetti delle VLF sul sistema umano sono stati ben documentati. Tanto la VLF quanto le ELF (frequenze estremamente bassa) sono radiazioni non ionizzati, che provocano gravi scompigli nelle cellule sanguigne. La VLF in particolare attacca il sistema nervoso inferiore ed ha effetto sulla metà inferiore del corpo, le cosce e la parte superiore delle gambe, provoca un forte senso di disorientamento, mal di testa e tintinnii nelle orecchie e, come altri effetti collaterali, depressione, irritabilità e perdita della memoria.

   Quando i Verney se ne andarono da Dargle Cottage, alla fine di gennaio del 1984, si diresse in Scozia; avevano la sensazione di essere stati talmente saturati di radiazioni da essere sensibilizzati.

   Mr. Verney ha affermato che il suo organismo “riusciva ad accorgersi” di un generatore ad oltre un miglio di distanza, “Si tratta di una sensazione assai strana; a volte sembra che il corpo stia andando a fuoco”.[10] 

   Doreen ha detto che riusciva ad individuare le centraline elettriche ad oltre un quarto di miglio di distanza, dopo di che percepiva un tintinnio nelle orecchie per oltre dieci giorni, tintinnio che aumentava quando si trovava nelle vicinanze di una trasmissione elettrica.

   A suo dire gli impulsi elettromagnetici provocavano un atroce dolore alla testa, come se un trapano elettrico gliela stesse perforando. Doreen nascondeva il capo sotto le lenzuola e coperte, ma gli effetti risultavano persino peggiori data l’assenza di rumore, ne derivava un totale disorientamento.

   A gennaio e febbraio del 1984 Doreen Verney soffrì di due attacchi di forti crampi allo stomaco, accompagnati da vomito. Di solito questo è il primo indizio degli effetti delle radiazioni, come descritto nei manuali che il MOD distribuisce alle forze armate. Doreen stette male per tutto il mese di marzo e agli inizi di aprile il suo medico le prescrisse una visita presso un oncologo. I vari test non rilevarono alcunché di grave.

   Doreen Verney è morta nel marzo 1996. Alcuni mesi dopo, a settembre, Anthony ne ha seguito la sorte. In contrasto con i consigli di familiari e amici, si era ricoverato in un reparto di psicogeriatria, evidentemente nella speranza di trovare lenimento a quella che ancora percepiva come una contaminazione da microonde.

   Una conclusione a questa tragica storia potrebbe essere che i coniugi Verney siano sfortunatamente trovati nel mezzo di qualche esperimento. Lo Stato britannico (come gli altri stati) piuttosto che ammettere la vicenda, scusarsi e offrire risarcimenti, si è addentrato nel cover-up e nella vessazione su scala integrale


[1] Questa storia è stata descritta nel libro di Armen Victorian, controllo mentale, NEXUS EDIZIONI, pp. 73-95.

[2] Lettera in data 3 maggio 1990, dal Security Service Tribunal a Mr. A.R. Verney.

[3] Questa storia è stata descritta nel libro di Armen Victorian, controllo mentale, NEXUS EDIZIONI, P. 75.

[4] Conversazione telefonica tra Armen Victorian e Mr. Verney.

[5] Mr. Verney. Ha fornito a Armen Victorian copie dei nastri audio del rumore, registrati in varie occasioni durante le loro traversie. Il rumore è identico a quello a quello di un altro nastro fornito a Armen Victorian da Mr. Joe Vialli (un’altra vittima), il cui resoconto è documentato su Open Verdict, Tony Collins, Sphere Books Ltd, 1990. Il Dr. Robert Becker autorità mondiale nel campo delle microonde, ha esaminato i nastri di Mr. Verney. Il Dr. Robert Becker è stato candidato al premio Nobel per la fisica e i suoi libri forniscono un approfondito ed autorevole resoconto sugli effetti biologici delle microonde. Armen Victorian ha inoltre conversato con il Dr. Robert Becker in merito ai nastri in questione ed allo stato delle tecnologie attualmente a disposizione dei militari.

[6] Armen Victorian, controllo mentale, NEXUS EDIZIONI, p. 77.

[7]                                           C.s. p. 79

[8] Vari residenti in Galles e North Yorkshire hanno sporto continui reclami, peraltro senza esito, contro il rumore provocato dai sorvoli a bassa quota di caccia della RAF.

[9] Armen Victorian, controllo mentale, NEXUS EDIZIONI, p.87.

[10]                      C.s. p. 88

ESISTE UN RAPPORTO TRA LA SETTA ANANDA MARGA E LE RONDE PIROTECNICHE ANTIDEMOCRATICHE?

•agosto 25, 2019 • Lascia un commento

  Il nucleo italiano della setta induista Ananda Marga messa insieme da Boris de Reichewiltz, egittologo, genero di Ezra Pound, fondatore della misteriosa fondazione Keimer, attorno alla quale girarono agenti segreti, massoni, nazisti, trafficanti d’armi, mercenari.

   Ci sono dei fatti che collegarono questa setta ad avvenimenti italiani.

   Tra il 1987 e il 1990, a Bologna e nel Nord Italia sono state attive le Ronde Pirogene Antidemocratiche, un gruppo che bruciava utilitarie al ritmo di quasi tre a notte—soprattutto Citroën Dyane, Fiat 128 e 500, Simca e “Bianchine.”  –[1] accusati di farne parte il professor Curzio Vivarelli, il disoccupato Luca Tudertini, entrambi aderenti all’associazione Ananda Marga, e i giovani Damiano Rossi e Mauro Borghi. I quattro sono arrestati il 23 maggio 1989. Una settimana dopo è la volta di Bruno Donati, 35 anni, impiegato. Le manette scattano anche per il padre di uno degli arrestati che per impedirne la cattura ha sparato con il fucile contro gli agenti: dovrà rispondere di tentato omicidio. Le Ronde bruciano le vecchie aut. L’Ananda Marga, contestò l’uso del simbolo (una stella di David con sullo sfondo un sole nascente e una svastica) da parte delle Ronde e pur riconoscendo il rapporto con i due arrestati nega ogni responsabilità per i «gesti fanatici e insulsi eventualmente attribuiti ai due, personaggi con problemi psicotici», poiché l’associazione si occupa della diffusione dello Yoga come sistema per ritrovare l’armonia e l’equilibrio. Una dissociazione poco credibile: il movimento, fondato in India nel 1951 da un maestro bengalese di yoga tantrico, si è reso protagonista di numerosi e gravissimi episodi di violenza politica. Shrii Shrii Anandamurti organizza contemporaneamente un movimento spirituale e politico basato sulla Teoria dell’Utilizzazione Progressiva (il PROUT) che ha suscitato l’interesse di importanti economisti. Ananda Marga, in nome dell’opposizione al comunismo e al capitalismo, persegue una “terza via” e si dichiara contrario al sistema delle caste e fiero oppositore del Partito del Congresso. Dopo aver conseguito buoni risultati elettorali nel ‘67 e nel ‘69, il leader è arrestato nel 1971 per l’omicidio di ex membri. La repressione prosegue: nel ‘75 Indira Gandhi mette al bando l’organizzazione in tutta l’India. L’assoluzione per Anandamurti nel ‘78 accentua il vittimismo degli adepti: alla denuncia della persecuzione politica per motivi elettorali si accompagna il gesto disperato di otto seguaci (tra i quali cinque occidentali) che si suicidano col fuoco. Il movimento prende le distanze ma celebra il “sacrificio generoso”. Così in Australia, nel 1981, due adepti sono condannati per l’omicidio di un uomo politico ostile mentre l’anno successivo 17 membri del movimento sono uccisi in un tumulto a Calcutta. La setta agli inizi degli anni Ottanta prende piede anche in Italia, reclutando in ambienti evoliani: l’allarme è lanciato da Heliodromos, la rivista del Fronte della Tradizione.


   Questa dottrina che ha influenzato anche Soho Asahara, il santone di Aum, la setta della strage col gas nervino nel metro di Tokyo.


   Nell’inchiesta sulle Ronde pirogene è coinvolto anche il veronese Giovanni Gunnella, figlio di Pietro, “il professore”, fiduciari o della rete CIA, contatto tra Minetto e il colonnello Spiazzi. Una conversazione telefonica del giovane, residente a Firenze, sul “terzo uomo” di Ludwig (la prima organizzazione terroristica di ispirazione politico-religiosa, un mélange di intransigentismo cattolico e razzismo nazista) è citata nella sentenza ordinanza contro le Ronde.


   Il giudice istruttore Grassi sottolinea i rapporti con i Nuclei sconvolti della sovversione urbana e con l’estrema destra veronese.


   Nel documento “Piro acastasi”, redatto dal leader Tubertini e sequestrato al militante veronese Marco Toffoloni, emergono i punti di contatti con la weltanschaung di Ananda Marga, in particolare la teoria del fuoco purificatore.


[1] https://www.vice.com/it/article/pgeejg/organizzazioni-armate-strane-italia-333

SETTE MADE IN CIA, MIND CONTROL

•agosto 13, 2019 • Lascia un commento

   Durante la metà del XX secolo un certo punto un gruppo di scienziati dediti alla Psicologia Operativa e al controllo mentale che lavoravano in programmi segreti prevalentemente gestiti dalla CIA, come il programma MK-ULTRA, sono giunti a sperimentare con il massimo successo le loro tecniche più perverse e immorali all’interno di certe sette e la religione che viene usata come “oppio dei popoli”.

   Queste sperimentazione erano quindi legate a frange religiose o occulte, pilotate da un potere che si potrebbe definire “governo ombra, “Illuminati”. Un potere che risulta invisibile per quanto riguarda le persone che ne fanno parte, ma le conseguenze dei suoi atti sul resto della popolazione è qualcosa di ben concreto (se pensiamo alle scelte di politica economica che viene imposta da organismi come il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e la Comunità Europea. Un esempio di setta pilotata è quello inerente il caso del Tempio Solare. Da tenere presente come alcuni tra i membri dei queste sette sono legati in maniera ossessiva alla famosa Stella Sirio quella “Stella Fiammeggiante” che per la Massoneria diventa uno dei più sacri dei suoi simboli, e una costante presenza del termine Solare nei culti invece più oscuri e perversi degli ultimi decenni.

  Ebbene quando nel 1994 si suicidarono gli adepti della setta del Tempio Solare i due capi ricevettero l’ordine del suicidio collettivo dalla Loggia Bianca della Stella di Sirio!! Roba dell’altro mondo!!!

   Nonostante le indagini e le inchieste, che portarono a una repressione di certi determinati culti in Francia, si è sostenuto che le autorità svizzere e francesi abbiano insabbiato deliberatamente le indagini, non volendo che il verdetto delle “morti culturali” fosse messo in discussione. Un’ipotesi ragionevole è che l’Ordine era usato come facciata per altre attività e i sospetti su un coinvolgimento delle autorità fecero sì che bisognasse chiuderlo definitivamente e in fretta.

    Per analizzare l’argomento dei suidi di massa bisogna affrontare il tema del controllo mentale. Certamente dietro a questi suicidi di massa c’è solo il controllo mentale, ma spesso attività illecite come il traffico di armi. Il giornalista franco-canadese Pierre Tourangeau che studiò la setta del Tempio Solare per due anni, scoprì che alcuni giorni dopo il “suicidio” di massa, riferì che la setta fu finanziata dai proventi del traffico di armi in Europa e Sud America.   Contemporaneamente, Radio Canada annunciò che i Templari di Jouret guadagnarono centinaia di milioni di dollari con il riciclaggio dei profitti attraverso la famigerata Bank of Credit and Commerce International (BCCI), chiusa d’autorità nel 1991.[1] La Presse di Montreal osservò: “ogni nuova informazione addensa solo il mistero”, ma la combinazione di contrabbando internazionale di armi e della BCCI presenta un quadra abbastanza familiare di sedizione CIA. Ci furono ben 16 testimoni morti nel corso dell’indagine sui coinvolgimenti della banca nelle operazioni segrete della CIA, nel contrabbando di armi in Iraq e nel riciclaggio di denaro.

   Le connessioni del culto solare alla BCCI (riportate in Europa, ma filtrate nei resoconti dei giornali americani) alimentarono le speculazioni dei giornalisti canadesi sul fatto che avvennero, per nascondere il traffico di armi e il riciclaggio di denaro.

  Gli stretti rapporti tra coloro che gestiscono la “sicurezza nazionale” ed i vari culti non sono certamente a Cherry. L’Ordine del Tempio Solare di Jouret, era l’ultima incarnazione delle operazioni di controllo mentale organizzate e supervisionate dalla CIA e dagli altri servizi segreti.

   Gli scienziati che operano in queste confraternite create dai servizi segreti conducono spesso due vite diverse. Molti di loro sono persone rispettate per la loro posizione sociale e professionale, ma se venisse a galla la verità verrebbero sommersi dalle critiche del pubblico.

   Respingendo le accuse sugli abusi rituali e indicando che si trattava d’isteria o falsi ricordi, hanno “messo in pace” (si fa per dire) molti genitori di bambini in età prescolare.

   La CIA ha tutto l’interesse di insabbiare le vicende inerenti questi culti, poiché i programmi di controllo mentale e molti di questi culti sono legati indissolubilmente.

   Le vicende della programmazione ipnotica furono finanziate nel 1960 dall’Human Ecology Fund, una copertura della CIA presso la Cornel University che collaborò a molti degli esperimenti sul controllo mentale, condotti negli Stati Uniti e all’estero, tra cui gli esperimenti condotti dal dottor Cameron alla Montreal Allen Memorial Institute.

   I voluminosi file di John Marks a Washington D (139 scatoloni per l’esattezza ottenuti grazie al FOIA, due quinti dei quali documentano l’interesse della CIA per l’occulto) comprendono una relazione dell’Agenzia nella quale figurano un concessione di 30.000 dollari ad Orne da parte della Human Ecology e un’altra, sempre di 30.000 dollari da parte della Boston Scientific Engineering Institute (SEI) – un’altra copertura della CIA, fondata da Edwin Land della Pollaroid Corporation. Il 1960 è stato l’anno in cui l’ufficio di Ricerca e Sviluppo della CIA cominciò uno studio sulla parapsicologia e sull’occulto. L’indagine denominata Progetto OFTEN CHICWIT, diede luogo alla creazione di un “laboratorio sociale” formato dagli scienziati del SEI presso la University of South Carolina, che si occupavano di stregoneria, demonologia e voodoo.

   Nel 1980 Joseph Holsinger, un assistente di Leo Ryan un membro del Congresso degli Stati Uniti (quest’ultimo assassinato a Jonestown nel 1978) denunciò, in un Congresso di psicologi a San Francisco, il fatto che dietro ai più eccentrici culti religiosi c’era la CIA. Holsinger sostenne che la CIA finanziò J. Jones il guru del Tempio del Popolo e che piuttosto che chiudere il progetto MK Ultra spostò i suoi vari programmi ai vari gruppi di culto privato.

   Se si fa delle ricerche ulteriori si troveranno dei rapporti tra sette, servizi segreti e pedofilia (e altre porcate).

   In uno studio del Centro Aurora di Bologna (Centro Nazionale per i bambini scomparsi e sessualmente abusati) ha evidenziato che in Italia dal 2004 al 2007 sono scomparsi 3.399 minori.[2] Il quotidiano Il Giornale, il 15 marzo 1997 denunciava: “Cresce il numero dei giovani, soprattutto tra i 15 e i 18 anni, che svaniscono nel nulla. Le piste: droga, sette religiose, voglia d’avventura e mercato degli schiavi”.[3]

   Solo negli Stati Uniti ogni giorno scompaiono 2200 bambini. Tra questi “desaparecidos” tanti sono, anche, i bambini al di sotto dei dieci anni.
È un problema grave, molto sentito in Europa, ne fanno fede la” Raccomandazione” (n.R-79-6) in relazione alle Missing Persons stabilita dal Councilof Europe e la pubblicazione della Oxford Up, The Dictionary of National Biography: Missing Person. Se molti di questi giovani sono ritrovati, di altri non se ne saprà più nulla.
Alcuni di loro finiscono nella rete della prostituzione, della pornografia, della pedofilia, altri nel sottobosco criminale dei devoti di Satana.


   Sul quotidiano La Stampa dell’8 febbraio 1987 riporta la notizia di una setta satanica che reclutava bambini. Ecco quanto scrive il quotidiano: “La setta degli “Scopritori” (“Finders”), fondata a Washington da un “santone” che oggi ha 66 anni, Marion Pettie, si serve dei piccoli per i suoi riti demoniaci, imperniati sul sacrificio di animali e, si sospetta, anche su pratiche sessuali.


   La scoperta dell’organizzazione, sorta dai resti di una comune di hippies degli Anni Sessanta, ha sconvolto la capitale e tutti gli Stati Uniti”.


   Secondo Ted Gunderson, dirigente dell’FBI di Los Angeles fino al pensionamento nel 1979 e, da allora, investigatore privato e consulente per la sicurezza, a quanto scrive la rivista Nexus. New Times, n. 23 (edizione italiana), afferma: “La mia conferenza relativa ai bambini scomparsi documenta che i Finders di Washington, DC, sono un’organizzazione di facciata della CIA; si tratta di un’operazione coperta coinvolta nel traffico internazionale di bambini”.

   Commenta Uri Dowbenko, autore dell’articolo sulla citata rivista, si riferisce ad un rapporto del Servizio Dogana U.S.A. che asserisce che il caso della setta Finders deve essere chiuso per il motivo che è “un affare interno della CIA”. Uri Dowbenko scrive ancora nel n. 23 di Nexus: “Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo.
Egli sostiene che esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno
”.


   Questo rapporto tra sette e servizi segreti non deve stupire pensiamo all’OTO di Crowley. Nel 1925 si era frantumato, un gruppo seguì Crowley, un altro conservò la sua indipendenza dal mago e dalla sua religione, un altro ancora si organizzò nella Fraternitas Saturni, che sopravvisse alla guerra ed esiste ancora oggi.


   L’OTO svizzero deriva in linea generale sia da Karl Germer sia da Theodor Reuss, grazie alla dichiarazione di Frater Paragranus (Josephus Metzger) che riconosce la carica di OHO a Reuss, nonostante non sia chiaro a chi l’ordine la riconoscesse effettivamente. Chiaro è invece che questa loggia svizzera fu per un certo periodo una sorta di dominio privato di Theodor Reuss, presumibilmente, quando nei suoi nei suoi ultimi anni si trasferì ad Ascona e vi fondò, la loggia Misteria Maxima Veritas. La loggia fu affidata a Karl Germer in qualità di OHO, che mantenne l’incarico anche e quando si trasferì negli Stati Uniti. Dopo la sua morte, però la loggia, ma mano che si dirama, si trasforma. Nasce la Nu-Isis Lodge di Kenneth Grant in Inghilterra, si definisce di Grady McMurtry negli Stati Uniti e subentrano nuove filiazioni, come la versione brasiliana nell’ordine di Marcello Ramos Motta, cui il gruppo di McMurtry, fece causa negli Stati Uniti. Germer è morto senza lasciare un erede e il rumoroso scontro che ne seguì, è servito soltanto a frantumare un’organizzazione.


   McMurtry era stato iniziato all’OTO quando era tenente dell’esercito, da Jack Parson,[4] quando non aveva perso il controllo della propria vita. In seguito prestò servizio in Europa e conobbe personalmente Crowley a Londra, proprio nel periodo in cui il mago collaborava con gli agenti dei servizi segreti inglesi Ian Fleming, Wheatley e Knight. Crowley elevò McMurtry al nono grado della scala gerarchica dell’OTO – il più alto cui potessero aspettare gli iniziati non insigniti della carica direttiva dell’OTO no in – e questi dopo la guerra ritornò negli Stati Uniti, dove leader di riferimento era sempre Germer. Morto Germer, però, furono in molti quelli che si proclamavano OHO e cominciarono a gestire autonomamente della legge OTO. Ancora nel 1980, l’organizzazione americana che oggi è legalmente riconosciuta come OTO degli Stati Uniti dichiarava la propria adesione a una serie di discutibili regole pubblicate nel cosiddetto Blue Equinox adottando un’ideologia che si potrebbe definire libertaria dal succinto Liber OZ o dal Libro della Forza, pubblicato a Londra ed in California nel 1939, mentre il mondo sprofondava nella seconda guerra mondiale.


   Furono McMurtry e i suoi seguaci, comunque, che – sulla base di prove molto dubbie e d’interpretazioni molto libere di alcune lettere di Crowley – riuscirono a convincere il giudice di una corte distrettuale statunitense a convincere che le loro pretese di supremazia all’interno dell’ordine fossero fondate.


   I difensori di Motta, che per molti era il legittimo successore di Germer alla guida dell’OTO, asseriscono che la decisione della corte era basata sulla falsa testimonianza di McMurtry e dal lavoro disonesto dei suoi avvocati che usarono falsi testimoni della CIA.


 Quando Germer morì, come si diceva prima coincideva con il periodo che la CIA aveva scelto di spostare la sperimentazione del controllo mentale dai laboratori militari e accademici alla comunità esterna, al mondo delle sette come l’OTO.

   Era un compromesso di comodo. Le società occulte sono riservate e spesso molto irrazionali. Seguono un leader. Esistono all’orlo di una società che le ignora, perché la strana retorica religiosa è sgradevole. Un certo numero di agenti segreti interessati all’occultismo aveva già i suoi anni negli abissi dell’OTO.


   Uno di questi era Gerald Yorke, un veterano della spionaggio britannico che lavorava, come disse gli avvocati di Motta, con lo spionaggio americano nel tentativo di assorbire l’OTO nella rete ideologica di guerra totale della destra politica.[5]


Cerchiamo di approfondire la questione inerente tra sette e controllo mentale.
Nel mondo delle sette si pratica il lavaggio del cervello con la conseguente perdita della memoria, tutto ciò unito al trauma reiterato porta alla decognizione, alla perdita di controllo e d’identità da parte della vittima.


   Quando si è vittima profondo la nostra mente crea infatti una barriera di amnesia intorno all’evento, in modo da non dover rivivere il dolore di quei ricordi: la mente si parcellizza isolando così il ricordo del trauma che viene rimosso ma non eliminato. Furono i nazisti i primi a rendersi conto – grazie agli studi di Mengel – se si traumatizza sistematicamente qualcuno attraverso la tortura, le molestie sessuali, o sacrificando e torturando qualcun altro davanti ai suoi occhi, si poteva distruggere la mente di quella persona, trasformandola in qualcosa di simile a un nido di api, costituito cioè da comportamenti indipendenti, separati da barriere di amnesia: è la cosiddetta teoria della mentalità dell’alveare. È per questo che oltre alla deprivazione sensoriale, la somministrazione di droghe e la tortura, si utilizza rituali occulti a sfondo satanico per traumatizzare, plagiare e manipolare la mente delle vittime: una volta che l’unità della mente è stata distrutta, i vari comportamenti, ognuno ignaro dell’esistenza dell’altro, possono essere programmati per vari compiti o esperienze, senza che l’uno abbia coscienza dell’altra. Ciò non esclude la possibilità che ci siano dei veri e propri missing-time sentiti dalla vittima con malessere per l’incapacità di ricordare.


   Usando parole-innesto, chiavi, suoni o segnali ipnotici questi compartimenti possono essere spostati in avanti o all’indietro proprio come un casellario mentale. Un compartimento autonomo, corrispondente a una specifica personalità della mente riprogrammata, diventa così il livello cosciente dell’individuo, e risprofonda poi nell’inconscia, nel momento in cui si ha accesso a un altro compartimento. Questo significa che dopo aver eseguito un compito, la vittima dimentica ciò che ha fatto e con chi. Questa condizione è divenuta nota come Disordine della Personalità Multipla o Disordine dell’Identità Dissociata, che ovviamente la psichiatria tratta come una patologia senza perdere in considerazione i possibili casi di dissociazione indotta e non patologica o generica.


   Tutto ciò dimostra che quello che si è sviluppato un nazismo occulto, genetico poiché sviluppato al controllo, alla discriminazione e alla sperimentazione delle persone sensibili. Questa è una realtà fatta da centri di ricerca universitari e militari (neurologia, psichiatria, neurofisiologia, robotica, oculistica, biologia, cibernetica e controllo del computer tramite il pensiero). Dalle multinazionali farmaceutiche e delle protesi uditive ed acustiche per invalidi. Da parlamentari connessi ai servizi segreti e alle polizie speciali e militari. Dalle organizzazioni mafiose e dalla borghesia nera, dalle organizzazioni terroriste. Da intellettuali annoiati. È una realtà che ha sviluppato nuovi reati: furto di identità sequestro virtuale, schiavitù psichica e sessuale, spionaggio indotto, pedofilia cibernetica, mafia cibernetica, dominio delle menti di funzionari e ufficiali dell’esercito e della polizia. Che provoca danni politici quali: potere occulto e mafioso ecc. Danni etici: persone dipendenti da centri occulti che possono trasmettere in diretta segreti di qualsiasi genere a chiunque sia legata al centro che pilota.


[1] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/10/09/dietro-la-setta-della-morte-spunta-il.html

[2] http://maestrodidietrologia.blogspot.it/2012/10/la-cospirazione-del-silenzio.html

[3]                                                                                  C.s.

[4] Jack Parson, nome completo John Whiteside Parson (1914 – 1952), è stato uno scienziato statunitense.
Lavorò al California Institute of Technology e fu uno dei fondatori principali del Jet Propulsion Laboratory (JPL) e Aerojet Corporation. Inventò il combustibile solido per razzi, rivoluzionando così la scienza missilistica. È noto anche per essere stato uno dei primi seguaci americani di Aleister Crowley.

[5] Leo Lyon Zagami, LE CONFESSIONI DI UN ILLUMINATO VOL. 1, UNO editori, pag. 299.

NEL CERVELLO C’E’ UN MULTIUNIVERSO?

•agosto 8, 2019 • Lascia un commento

   Una scoperta sensazionale è stata fatta dagli esperti, poiché gli scienziati, riunti sotto il Progetto Blue Brain[1] hanno scoperto che il cervello umano ospita strutture e forme che hanno fino a 11 dimensioni. I neuroscienziati accolgono la scoperta dicendo: “Abbiamo trovato un mondo che non avevamo mai immaginato”.[2]

   Metodi matematici di topologia algebrica hanno aiutato i ricercatori a trovare strutture e spazi geometrici multidimensionali nelle reti del cervello.

Secondo gli esperti, questo studio ha dimostrato che il cervello umano ospita strutture e forme che hanno fino a 11 dimensioni.

I cervelli umani sono stimati a ospitare 86 miliardi di neuroni, con diversi collegamenti da ogni cella cellulare in ogni direzione possibile, formando una rete cellulare super-vasta che  ci rende capaci di pensiero e di coscienza, riferisce Science Alert.

   Gli scienziati riunti attorno al Progetto Blue Brain ha ottenuto risultati mai visti prima nel mondo della neuroscienza, secondo lo studio pubblicato nella rivista Frontiers in Computational Neuroscience. Come si diceva sopra questa squadra è riuscita a trovare strutture nel cervello che presentano un universo multidimensionale, scoprendo il primo disegno geometrico delle connessioni neurali e come rispondono agli stimoli.

   Questi scienziati hanno fatto uso di approfondite tecniche di modellazione al computer per capire come esattamente le cellule cerebrali umane sono in grado di organizzarsi per svolgere compiti complessi.

   I ricercatori hanno utilizzato modelli matematici di topologia algebrica per descrivere strutture e spazi geometrici multidimensionali nelle reti cerebrali. Nello studio si indica che le strutture si formano allo stesso tempo in cui sono interlacciate in una “unione” che genera una struttura geometrica precisa. 

   Henry Markram neuroscienziato e direttore del progetto Blue Brain a Losanna, Svizzera, ha commentato : “Abbiamo trovato un mondo che non avevamo mai immaginato. Ci sono decine di milioni di questi oggetti anche in un piccolo speck del cervello, fino a sette dimensioni. In alcune reti abbiamo trovato anche strutture con un massimo di 11 dimensioni “.[3]

   Come è stato notato dagli esperti, ogni neurone all’interno del nostro cervello è in grado di interconnettersi ad un vicino, in modo specifico per formare un oggetto con connessioni complesse. È interessante notare che più neuroni si uniscono, più dimensioni si formano e vengono aggiunte all’oggetto. 

   Utilizzando la topologia algebrica, gli scienziati sono stati in grado di modellare la struttura all’interno di un cervello virtuale, generato con l’aiuto di computer. Successivamente, gli scienziati hanno effettuato esperimenti su un vero e proprio tessuto cerebrale per verificare i risultati. 

   Dopo che gli scienziati hanno aggiunto un impulso nel tessuto cerebrale virtuale, hanno scoperto che i clique di dimensioni[4] progressivamente più elevate si sono riunite. Hanno scoperto che tra queste clique c’erano fori o cavità. 

   Ran Levi della Aberdeen University, che ha lavorato sulla ricerca, ha detto: “L’apparizione di cavità ad alta dimensione quando il cervello sta elaborando informazioni significa che i neuroni della rete reagiscono a stimoli in modo estremamente organizzato”.  “È come se il cervello reagisca ad uno stimolo costruendo una torre di blocchi multidimensionali, a partire da aste (1D), poi da tavole (2D), poi cubi (3D) e poi geometrie più complesse con 4D, 5D, ecc. La progressione dell’attività attraverso il cervello assomiglia a un multicolore sandcastle che si materializza dalla sabbia e si disintegra “.[5] 

   Mentre le forme che sono tridimensionali hanno altezza, larghezza e profondità, gli oggetti scoperti dagli esperti del nuovo studio non esistono in quelle tre dimensioni del mondo reale, ma i matematici li utilizzano per una descrizione e possono avere 5, 6 7 O fino a 11 dimensioni.

Il professor Cees van Leeuwen, di KU  Belgio, ha dichiarato a Wired: “Al di fuori della fisica, gli spazi ad alta dimensione sono spesso utilizzati per descrivere complesse strutture di dati o condizioni di sistemi, ad esempio lo stato di un sistema dinamico nello spazio dello stato” “Lo spazio è semplicemente l’unione di tutti i gradi di libertà che il sistema ha e il suo stato descrive i valori che questi gradi di libertà stanno assumendo”.

  C’è sempre da chiedere sul possibile uso di queste ricerche.

La ricerca è pubblicata in Fontiers in Computational Neuroscience.


[1] Blue Brain è un progetto di ricerca che mira a creare una ricostruzione al computer del funzionamento degli elementi che compongono il cervello del topo.  L’obiettivo del progetto è scoprire le strutture ed i principi fondamentali alla base del funzionamento del cervello del topo, usando una ricostruzione digitale e dettagliata dal punto dal punto di vista biologico. Questo progetto è stato avviato nel 2005 da IBM.

[2] https://www.ilportaledelmistero.net/single-post/2017/08/23/TROVATO-UN-UNIVERSO-MULTIDIMENSIONALE-NEL-NOSTRO-CERVELLO

[3]                                                           C.s.

[4] La Teoria dei grafi una cricca (o clique) è un insieme V di vertici in un grafo non orientato G, tale che, per ogni coppia di vertici in V, esiste un arco che li collega. In modo equivalente, si potrebbe dire che il sottografo indotto da V è un grafo completo.

[5] https://www.ilportaledelmistero.net/single-post/2017/08/23/TROVATO-UN-UNIVERSO-MULTIDIMENSIONALE-NEL-NOSTRO-CERVELLO

SONO VERI GLI ESPERIMENTI VISTI IN “STRANGER THINGS”

•luglio 27, 2019 • 1 commento

   Stranger Things è una delle serie più popolari di Netflix[1]. Uno dei personaggi principali è una ragazzina che ha poteri paranormali ed è sfuggita a un oscuro programma del governo che puntava a sfruttare le sue capacità speciali per scopi militari. Stranger Things è ovviamente finzione, ma quanti sanno che alcuni eventi a cui ispirata la serie sono tratti dalla realtà? Che si usassero anche dei bambini in questi?

   Non bisogna scartare questa ipotesi atroce. Teniamo solamente ai bambini soldati in molte guerre nel mondo (l’Unicef denuncia che sono 300.000).

   In due telefilm americani trasmessi uno su LA7 (Il camaleonte) e l’altro su Italia 1 (Dark Angel), si parla di bambini sottratti alle famiglie da parte di organismi governativi supersegreti, per esperimenti. Nel primo (Il camaleonte) il bambino viene sottratto per diventare un simulatore, in sostanza diventare qualsiasi persona un camaleonte appunto e nel secondo (Dark Angel) i bambini erano parte di un progetto per farli diventare dei supersoldati attraverso l’uso dell’ingegneria genetica. In entrambi i casi, i personaggi quando diventano adulti scappano da queste strutture.

   Solo fantasia? Invenzioni, per creare delle trame per film?

   Nel 1995 davanti all’ACHRE Advisory Commission on Hunan Radiator Experiments) molte vittime parlarono degli esperimenti su di loro, alcune delle quali erano in attività infantile. Alcune testimonianze erano raccapriccianti, come quella di Cristina De Nicola, secondo cui il dottor B l’aveva condotta a Tucson (Arizona) per esperimenti sul controllo della mente, usando farmaci, iniezioni, rappresentazioni postipnotiche e facendo esperimenti d’irradiazione sul collo, gola e utero. Questi esperimenti erano cominciati quando Cristina aveva 4 anni. Un’altra testimonianza, quella di Claudia Mullen, secondo cui il dottor Sideny Gottiebn aveva usato prodotti chimici, radiazioni, ipnosi, farmaci, isolamento in vasche d’acqua, privazione del sonno, scosse elettriche, lavaggio del cervello e abusi emotivi e verbali tra esperimenti sul controllo della mente che aveva l’obiettivo di trasformarla sin da quando era bambina in una spia perfetta.

   Perciò l’ipotesi che i torturatori usino anche bambini mi pare un’ipotesi atroce ma non inverosimile.

   Tutto ciò ha anche un aspetto che riguarda i militari. Fino alla seconda guerra mondiale era strategico il dominio del mare, dopo la seconda guerra divenne importante il dominio dell’aria, adesso è strategico arrivare al dominio dello spazio e dello cyberspazio. Ma adesso si vuole arrivare al dominio del cervello, si vuole arrivare al controllo dei comportamenti umani

   Adesso con lo sviluppo delle neuroscienze c’è una maggiore comprensione dei meccanismi interni del cervello e di come manipolarli.

   La ricerca su quelle che possono essere definite “neuroarmi” (in inglese neuroweapons) che consentono di manipolare la percezione e la coscienza delle persone a scopo militari è una cosa, tanto che la rivista The Bulletin of the Atomic Scientits, che si occupa di controllo degli armamenti ha dedicato un lungo articolo a queste armi del futuro, prendendo proprio punto da un fenomeno come la serie Netflix[2].

   Il The Bulletin of the Atomic Scientits cita numerose tipologie di medicine che sono capaci di indurre stati mentali tradizionalmente usati per torturare le persone le persone senza lasciare ferita o segno. Farmaci come il Modafinil che insonnia o altri che producono grave ansia o depressione oppure una profonda agitazione e confusione mentale.

   Saper controllare gli inibitori della captazione della serotonina, per esempio, può essere utile nella cura della depressione, ma anche per rendere più facili gli interrogatori da parte dei vari servizi segreti, in quanto queste sostanze sono state associate a comportamenti sociali di cooperazione, che possono spingere un determinato soggetto a collaborare e rivelare informazioni che in condizioni normali non rivelerebbe. Si tratta di farmaci che possono essere usati su singoli individui per torturarli psicologicamente o possono portare allo sviluppo allo sviluppo allo sviluppo di “neuroarmi” capaci di neutralizzare o cambiare le percezioni di interi gruppi di persone alterando per esempio delle forze armate di un paese, oppure “i cuori o le menti delle popolazioni civili di un Paese, influenzando la loro reazione viscerale a una campagna militare”, scrive il The Bulletin of the Atomic Scientits.

   Secondo la rivista, le “neuroarmi” che rappresentano la minaccia più grave e anche quella più probabile sono i farmaci ipnotici, che riducono lo stato di allerta, inducendo sedazione e anestesia, ma anche quelli con effetti psichedelici, che hanno il potenziale per essere usati in uno stato di guerra, perché disorientano e inducono psicosi. Addirittura vari microbi e tossine con effetti sul sistema nervoso combattimento o la resa. Scrive il The Bulletin of the Atomic Scientits che il parassita Toxoplasma può causare impulsività, agitazione e confusione.

   La stimolazione magnetica transcranica, invece, è risultata promettente per quanto riguarda il potenziamento della memoria a breve termine e della velocità di recupero della memoria. “Alcune nazioni hanno mostrato interesse nell’usare queste tecniche per potenziare le capacità cognitive delle loro forze armate (sebbene le applicazioni militari offensive siano minime” scrive la rivista.[3] Ancora più inquietanti sono le implicazioni militari delle “brain-brain networks”: un esperimento pubblicato tre anni fa ha permesso di trasferire un messaggio verbale da una persona in India a una in Francia senza il bisogno di pronunciare alcuna parola.[4]  Il mittente ha articolato il suo messaggio semplicemente muovendo la bocca o la lingua, gli impulsi nervosi generati da quei movimenti sono stati trasmessi direttamente al cervello della persona che si trovava in Francia e che ha ricevuto la comunicazione regolarmente. Un’applicazione militare di questa tecnica può essere quella di semplificare le comunicazioni nella catena di comando e controllo, ma si possono aprire anche scenari ben più inquietanti: “Se una persona diventa il destinatario inconsapevole di certi messaggi così trasmessi” scrive il Bulletin, “impiantargli nella mente certi pensieri potrebbe diventare, almeno teoricamente, piuttosto semplice”.[5]

   Fino a che punto tecniche e farmaci che funzionano su singoli individui o in esperimenti di laboratorio possono essere convertiti in armi da usare sul campo di battaglia? La prestigiosa rivista puntualizza come sia estremamente complesso.   Difficile, per esempio, immaginare come dosare un attacco neurochimico in modo da far sì che persone con caratteristiche fisiche e storie mediche diverse ricevano la stessa dose di farmaco. Allo stesso tempo, però, il Bulletin of the Atomic Scientists mette in guardia: con il progresso delle neuroscienze, sarebbe naïf assumere che questo tipo di problemi nella ricerca delle neuroarmi non troveranno soluzioni via via più raffinate ed efficaci.
 
   Per questo la rivista, storicamente impegnata nei temi del disarmo, lancia l’allarme sui buchi nelle leggi internazionali che potrebbero consentire agli stati di sviluppare una corsa verso questi armamenti. Per esempio, i buchi nella Convenzione per le armi chimiche, che vieta questo tipo di agenti, ma non proibisce sostanze incapacitanti per il controllo della folla, tipo i gas lacrimogeni. Questo può essere uno degli escamotage che gli stati possono sfruttare. Possono usare come copertura lo sviluppo di un composto chimico per la dispersione degli assembramenti di gente, ma poi convertire rapidamente quella sostanza in una “neuroarma.” “Tanto gli scienziati quanto la comunità internazionale devono rimanere vigili”, avverte il Bulletin.

 
   Tornando a Stranger Things non tutti sanno che, originalmente questa serie rischiava di non essere conosciuta con il nome attuale.

   Il titolo originale secondo il New York Post avrebbe dovuto essere Project Montauk.[6]

   Il Progetto Montauk è una presunta serie di esperimenti americani segreti, avvenuti perlopiù negli anni 80 (ma dei quali risalgono tracce e menzioni già negli anni 50) vicino la Stazione della Air Force di Montauk, a Long Island (New York). Si presume che gli esperimenti avessero lo scopo di sviluppare procedure di guerra psicologica e tecniche psichiche, le quali avrebbero dovuto essere utilizzate in guerra e dai servizi segreti.

  Qualcosa di più approfondita sul Progetto Montauk lo si ha grazie a un documentario creato da Christopher Garetano[7] il quale afferma di essersi immerso in storie di viaggi del tempo, controllo della mente (ma anche di alieni e nazisti e qui viene sempre il dubbio ci sia operazione di inquinamento e sputtanamento con lo scopo di denigrazione di certi di tipi informazioni)[8].

   Il regista afferma che: “Il Montauk Project è, secondo le storie e le leggende, un’operazione di copertura del Governo, che aveva illegalmente reclutato soggetti umani, prevalentemente bambini fuggiti, con lo scopo di controllare la loro mente. Qualche storia più elaborata parla di viaggi nel tempo, viaggi interdimensionali e il reverse engineering della tecnologia aliena. Ma l’idea di base del Montauk Project erano gli esperimenti umani, e questo non è poi così lontano dalla realtà. Sappiamo di cose come gli Mk Ultra o gli esperimenti nella prigione di Holmesburg. Tutti quei programmi segreti del governo sul controllo della mente sono cose provate”.[9]

   Uno dei programmi americani più conosciuti, a tal proposito, è lo Stargate Project[10]. Quello che più “somiglia” a quanto visto in Stranger Things: un programma della CIA avente l’obiettivo di sviluppare e incrementare i poteri parapsicologici dei soggetti esaminati.


  Questo è di dominio pubblico e molto conosciuto, nonostante i dettagli rimangano tutt’oggi leggermente confusi.

   Insomma, i progetti sono realmente esistiti, e la scelta della prima bozza di titolo della Serie non può essere affatto casuale.

   Bisogna ritenere preoccupante la crescita fuori controllo non solo dei centri di ricerca militari ma anche di quelli universitari che si occupano di neurologia, psichiatria, neurofisiopatologia cibernetica e controllo computer tramite pensiero, robotica, oculistica, biologia. Questo non una moderna forma di luddismo ma per la coscienza che bisogna avere dell’uso che si hanno di queste ricerca da parte una scienza asservita al Capitale, di una scienza che serve a rafforzare la funzione di dominio e manipolazione sulle masse.


[1] Netflix è una società operante nella distribuzione via Internet di film, serie televisive e altri contenuti d’intrattenimento a pagamento. Fondata da Reed Hastings e Marc Randolph il 29 agosto 1997 a Scotts Valley, in California.

[2] https://thebulletin.org/2017/10/neuroscience-and-the-new-weapons-of-the-mind/

[3]                                                              C.a.

[4] https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0105225

[5] https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2017/11/02/news/stranger_things-179965899/

[6] https://www.hallofseries.com/stranger-things/stranger-things-basata-storia-vera/

[7] https://www.facebook.com/montauk.chronicles

[8] https://www.hallofseries.com/stranger-things/stranger-things-basata-storia-vera/

[9] https://www.hallofseries.com/stranger-things/stranger-things-basata-storia-vera/

[10] https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Stargate_Project&prev=search  

IL 5G E’ UN’ARMA PSICOTRONICA?

•luglio 23, 2019 • Lascia un commento

   Mentre i sostenitori della rete 5G ne stanno cantando le lodi, alcuni esperti hanno sollevato critiche sui potenziali pericoli, che questa nuova tecnologia presenta. Oltre alle preoccupazioni sulla mancanza, per quanto riguarda il 5G, di test per la valutazione di sicurezza a lungo termine, un certo numero di esperti sta ora mettendo in guardia sul fatto che il 5G potrebbe essere la  comparsa di un armamento psicotonico a onde millimetriche.[1] Mentre il settore delle comunicazioni promette velocità fino a 100 volte più rapide rispetto all’attuale rete 4G, quello che non stanno dicendo al pubblico è che stanno anche preparando il terreno per un’invasione tecnologica. Affinché il 5G funzioni, sarà necessario installare migliaia di nuovi ripetitori e piccole celle [radio]. Le nuove onde millimetriche sono più veloci e potenti, ma non si propagano allo stesso modo. Alcune stime affermano che ci sarà bisogno di un ripetitore per ogni 12 case. Ciò significa che ce ne sarà presto uno praticamente a ogni angolo di strada e le emissioni 5G saranno impossibili da evitare.

Le radiazioni elettromagnetiche emesse da telefoni cellulari, ripetitori e altri dispositivi a lungo associate a problemi di salute, ma il 5G è pronto a pegiorare le cose.

La quantità di di radiazionw elettromagnetica (Emr) prodotta, non solo aumenterà notevolmente con l’avvento del 5G, ma la maggior parted delle persone ne sarà completamente circondata. Uno studio finanziato dal governo sulla tecnologa 2G ha scoperto che la radiazione dei telefonini cellulari era collegata a un aumento dei tumori cerebrali e cardiaci. È stato anche osservato un aumento “statisticamente significativo” di danni al muscolo cardiaco.    Gli esperti della salute ipotizzano che il 5G sarà una “calamità sanitaria generale”. Il 5G è stato testato presso una caserma dei pompieri a San Francisco, e diversi pompieri hanno dichiarato di aver subìto molteplici effetti negativi da esposizione. Problemi di memoria e il disorientamento sono stati alcuni dei principali problemi sanitari e i paramedici hanno detto che i sintomi non sono scomparsi, fino a quando non sono stati trasferiti in nuove caserme. Mal di testa, sangue dal naso, insonnia, aborti e cancro sono alcuni altri effetti nocivi sospetti dell’esposizione alla radiazione 5G.[2]

   Sembrerebbe prudente affrontare la prossima generazione di Internet con un po’ più di cautela e uno slancio meno sconsiderato. Ma cosa succede se il 5G non riguardasse solo un Internet più veloce? Alcuni esperti hanno affermato che la corsa verso il 5G non riguarda tanto l’aumento della velocità di Internet, quanto l’inizio delle fasi della tecnologia per il controllo mentale mentale. Se, o forse quando, verrà fatto uso delle onde millimetriche come arma, inizierà l’affermazione dell’armamento psicotronico a onde millimetriche. Come riporta Waking Times, la tecnologia 5G si baserà effettivamente sulle stesse lunghezze d’onda che il Pentagono usa in un’arma per la dispersione della folla. “L’esercito degli Stati Uniti ha sviluppato un sistema di armi non letali anti-folla, chiamato Active Denial System (Ads). Utilizza le onde millimetriche in radiofrequenza, nell’intervallo di 95 GHz, per penetrare lo strato superiore della pelle di 1/64 di pollice sull’individuo preso di mira, producendo immediatamente una sensazione di riscaldamento intollerabile che fa dileguare”, spiega Waking Times.[3]

   È ipotizzato che l’uso militare delle onde millimetriche aprirà la porta alla creazione di armi psicotroniche ed elettromagnetiche, in grado di mirare al sistema nervoso umano. Come visto per l’Ads dell’esercito, queste armi possono produrre una miriade di sensazioni “artificiali” ma, oltre alla produzione di calore, esiste il potenziale per scopi più insidiosi e sinistri. Trasmettere, tramite Emr, il linguaggio umano nel cervello umano è uno di questi obiettivi sinistri, con gli scienziati che, a quanto si dice, stanno sperimentando l’ipnotismo attraverso le stesse onde millimetriche usate per il 5G. L’implementazione della rete 5G potrebbe gettare molto bene le basi per un futuro programma di controllo mentale. Concludendo c’è sempre il pericolo che la rete 5G potrebbe essere facilmente utilizzata contro la gente, per questi motivi dovrebbe essere tolta dalla circolazione.[4]


[1] https://www.libreidee.org/2019/01/pericolo-5g-e-unarma-psicotronica-bombarda-il-cervello/

[2]                                                          C.s.

[3]                                                         C.s.

[4] https://comedonchisciotte.org/ti-sei-mai-chiesto-quali-potrebbero-essere-i-possibili-rischi-del-5g/