IL MARXISMO E LA MORTE

•aprile 3, 2017 • 1 commento

 

 

La morte è la fine della vita. Questa frase si trova ripetuta neri dizionari, si legge nei dizionari, fa parte di un lessico diffuso e popolare. La morte è pure indicata come la cessazione assoluta dell’essere vivente.

Sulla morte, evento serio e ineludibile, l’umanità ha portato da sempre la sua riflessione per cercare di capire, orientarsi, assumere atteggiamenti, prendere decisioni. Un materiale copiosissimo si è così accumulato nel tempo, partendo da molte versanti, compreso quello che si richiama al marxismo. Bisogna riconoscere che tra i marxisti (più che di Marx) c’è stata una interpretazione della morte che si raccordava con il materialismo settecentesco. Ciò è dipeso dal fatto che, a livello interpretativo generale, a lungo si è identificato ogni aspetto della realtà con la materia, anche se gli individui venivano risolti nella materia universale, ma nella specie umana nel perenne avvicendarsi delle generazioni con il conseguente sperato e auspicato avvento alla fine di una generazione felice e riconciliata fine di una generazione felice e riconciliata.

Una lettura delle opere di Marx può e deve portare a un’interpretazione diversa e particolarmente feconda della morte. L’avvio di questa interpretazione può essere lo scritto di Marx che ha per titolo per la critica della filosofia del diritto di Hegel.  Nella Introduzione, senza evocare in termini espliciti la morte, Marx sostiene che è “compito della storia, una volta scomparso l’al di là della verità quello di ristabilire la verità dell’al di qua”. Con il corso letteralmente molto prezioso a una espressione antica, Marx qualifica la sfera dell’al di qua come una “valle di lacrime”. Già come nel mondo antico, in particolare la cultura greca, che Marx conosceva benissimo e apprezzava molto, negli esponenti più inclini al pessimismo, come ad esempio Empedocle,[1] aveva definito questo mondo come un “campo di sventura”.

Ma è nel contesto giudaico-cristiano che la concezione di questo mondo, dell’al di qua, come una valle di lacrime trova la sua ampia e significativa diffusione. Nel salmo biblico 83 v 7 si parla di un passaggio, un transitare per la valle del pianto, ma è soprattutto in una delle preghiere più antiche e recitante nella chiesa cattolica che il termine e la tematica si ripropongono.

Nel “salve regina” i fedeli invocano Maria “gementi e piangenti” (gementes et flentes) in questa valle di lacrime. Dall’alto, dall’al di là, appunto, si aspetta se non proprio la liberazione, almeno il conforto misericordioso.

Non manca certo nel mondo religioso e segnatamente cristiano l’impegno per alleviare i dolori che gravano sulla umanità in quella valle di lacrime. Già il filosofo Kierkegaard scriveva che la persona seria e riflessiva comprende davanti alla morte, paragonabile alla notte, “che la vita è il giorno” e che “se non si può lavorare di notte, si può operare di giorno”.  Così riguardata, scrive sempre il filosofo danese “la morte diventa una sorgente di energia pari a nessun altra, essa rende vigilanti come niente altro… il pensiero della morte esercita un benefico impulso… fa nascere una tensione, come in un arco che si tende”.[2] Vero è questa tensione, capace di vincere le diseguaglianze, deve terminare per Kierkegaard su un piano prettamente religioso. Resta su un piano prettamente religioso. Resta pur sempre valido il messaggio che la morte può e deve spingere a operare, a non restare inermi, ad accontentarsi, per così dire, della uguaglianza che si attua nella tomba, la quale per altro, segnala e comporta fino all’ultimo in superfice differenze e disparità, come conclamano i mausolei da una parte e dall’altra le nude tombe dei poveri. Quindi con la morte “tutto è finito” ma per altro verso tutto può ricominciare.

Anche in tempi a noi più vicini, una personalità eminente del mondo eminente del mondo cattolico, come il cardinal Martini, che ricordava che “troppo spesso ai mali dell’umanità e non siamo attenti e non siamo attenti al fratello che ci vive accanto, uscio a uscio”.[3]

Si potrebbe obiettare che ai mali dell’umanità non si pensa mai troppo e soprattutto da parte della Chiesa Cattolica che certamente non sempre denuncia e soprattutto opera contro i mail dell’umanità, anzi ci sguazza e si arricchisce nel senso pecuniario del termine.

Nella realtà, spesso e volentieri nell’ambito religioso, più che una spinta e un impegno la morte viene accettata liberatorio in sé e per sé, un passaggio insomma che introduce nel mondo dell’al di là, dove si crede ci sia la vera e perenne vita.

Ambrogio vescovo di Milano, in tempi non facili diceva ai fedeli nelle chiese “con la morte non si perde la vita, ma si passa a cose migliori (ad meloria transfeertur)”.

Molti altri richiami si potrebbero fare, soprattutto quelli che sottintendono una specie di rassegnazione di fronte alla morte: atteggiamento questo maturato sovente sulla base di sforzi per un cambiamento risultati vani, una rassegnazione risultata poi risultata funzionale al mantenimento delle diseguaglianze e perciò alimentata e sostenuta delle classi dominanti.

Il messaggio di Marx punta decisamente sull’al di qua. Nella valle di lacrime bisogna operare perché l’essere umano non sia “un essere, derelitto, spregiato”. Se così avviene, come di fatto avviene, non c’è già in atto un processo di morte? Nella valle di lacrime il capitalismo consuma il dramma che porta alla disumanità che si può definire una mortalità prolungata. Nel Capitale Marx analizza in pagine che hanno il sapore moderno dell’inchiesta, della situazione di lavora e per questo incontra la morta. Nei distretti ceramieri inglesi la vita dei lavoratori, denunciavano i medici inglesi dell’epoca è straordinariamente breve, i lavoratori del settore vasai “vivono per poco tempo; relazioni e indagini sulle fabbriche inglesi parlano di diffuse sofferenze corporali e morti precoci della popolazione operaia. Situazioni di tempi andati e lontani? Non pare proprio se si guarda alla mortalità sul lavoro dei tempi nostri, in Italia e nel mondo intero. Di fronte ai guasti e alle tragedie di morte e sofferenze, imputabili al sistema capitalista, si impone per i comunisti un impegno politico di alto profilo.

   Parlare di morte dunque deve diventare rivoluzionario.

 

 

 

 

BREVI NOTE SUL SACRIFICIO

 

Il sacrifico è considerato l’antibisogno per eccellenza (perché c’è rinuncia, privazione), è caratterizzato e si distingue per l’autorepressione dei bisogni dovuto a una scelta soggettiva di coscienza.

Il sacrificio è una forza molto potente della Storia: le stupide teorie clericali e borghesi sul “naturale” egoismo umano hanno sempre dimenticato, rimosso gli immensi sacrifici sopportati coscientemente, nel corso dello sviluppo del genere umano, da masse enormi per il soddisfacimento dei loro bisogni ed ideali: rivoluzioni, guerre di liberazione nazionale, guerre civili, le guerre giuste come quella condotta dall’URSS nella lotta mortale contro il nazifascismo. Altre forme di sacrificio si trova nel sacrificio quotidiano, grigio ma non per questo meno eroico dello schiavo cristiano che andavano incontro al martirio della croce inflittogli dai suoi padroni e dallo Stato Romano schiavista; nel sacrificio quotidiano del militante comunista durante il fascismo e il nazismo in Italia e in Germania. Le tendenze verso l’egoismo, l’autoconservazione propria e dei suoi discendenti, verso l’indifferenza si sono sempre scontrate in ogni uomo con la tendenza (che è reale) all’altruismo, al sacrificio per gli altri.

Di esempi concreti di sacrifici sofferti sono innumerevoli: pensiamo all’eroico comunista torinese Dante Di Nanni. Ferito in un azione dei GAP è circondato dai nazifascisti dove muore combattendo infliggendo pesanti perdite al nemico. Ma Dante era un ragazzo di 17 anni, che indubbiamente come tutti i ragazzi della sua età voleva vivere, ma che era costretto a lottare “soprattutto perché, se oggi non facessimo nulla non ci sarebbe ma un domani da cui cominciare a cambiare veramente le cose”.[4]

Vogliamo adesso esporre una tesi che potrebbe essere presa per assurda: che nella stragrande maggior parte degli esseri l’altruismo è più forte delle tendenze egoistiche. Che questo altruismo può a volte assumere forme corporative, ma sempre altruismo è. L’esperienza pratica offre miliardi di esempi: la priorità data ai figli, ai discendenti dalla grande maggioranza dei genitori. Se si trattasse di scegliere nei casi tra la propria vita e quella dei figli la maggioranza dei genitori (specie se madri, ma non solo) saprebbero cosa scegliere. L’imprenditore avarissimo ma che nella vita privata ma che cede ad ogni pretesa dei rapitori del figlio/a.

 

 

 

 

 

[1] Empedocle di Agrigento. Nei suoi frammenti si trova l’espressione “ates leimon” che si può tradurre “prato o campo di sciagure, pena, danno, disgrazia, rovina”.

 

[2] Discorso Sur une tombe.

 

[3] Lettera pastorale alla diocesi di Milano del 1983.

 

[4] Giovanni Pesce, Senza Tregua, Feltrinelli.

ACUNE SPIEGAZIONI SULLA CRISI ODIERNA

•marzo 22, 2017 • Lascia un commento

Nel 2007 la crisi generale del Modo di Produzione Capitalista è entrata nella sua fase terminale; a meno di essere in malafede tutti devono ammettere la grave crisi la crisi mondiale; ci sono governanti che dicono (da autentici illusionisti) che occorreranno pochi anni per uscirne, altri, più realisti, molti anni. I proletari e il resto delle masse popolari registrano dappertutto un enorme aumento del lavoro precario e sottopagato, che nei paesi dipendenti del Tricontinente si aggiunge alle miserevoli condizioni di vita.

Ormai anche nelle nazioni imperialiste, nella scuola, nella sanità, nei trasporti ecc. dove era ancora presente un certo interventismo statale, si registra una accelerazione dei tagli alla spesa sociale e una speculare tendenza alla privatizzazione; con la conseguenza di un ulteriore aumento dei carichi di lavoro ed ulteriore precarietà per i lavoratori, soprattutto i più giovani; però per questi ultimi i disagi non sono, il sostegno alle volte, proprio immediati, avendo alle spalle sia il sostegno delle famiglie che a volte la proprietà come la casa, in precedenza acquistate.

L’incremento del PIL di alcune nazioni industrializzate, che negli anni ‘55-’75 era, per alcuni paesi, a due cifre; già da circa 30 anni era iniziato a rallentare e oggi è a livelli che mediamente rasentano lo zero (se non si dà retta alle statistiche ufficiali che lo manipolano facendolo crescere artificiosamente di qualche punto).

Per non parlare delle nazioni del Tricontinente che sono fortemente indebitate, dove spesso sono devastate da guerre e inquinamenti; e le cui ricchezze vengono spesso depredate dalle nazioni imperialiste, ma anche le nazioni BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), anche se hanno avuto nel recente passato tassi di sviluppo superiori a quelli degli altri paesi, intorno al 5% in media, ormai se la vedono brutta. Infatti, a causa della sopraggiunta depressione economica mondiale, si è avuto un deprezzamento delle materie prime, di cui erano in massima parte esportatori, ed il rallentamento delle esportazioni di manufatti molto competitivi sui mercati per il basso costo della forza lavoro; per cui sono entrati in crisi anche i BRICS.

I crack finanziari delle borse sono solo gli indicatori delle difficoltà economiche die rispettivi apparati produttivi e rischiano alla lunga di coinvolgere tutte, come in un gioco di Domino, in una bancarotta globale; produttiva e finanziaria del sistema.

   Le ricette per uscirne – cioè per rianimare, almeno per un certo tempo, i titoli nelle varie borse – proposte dai vari istituti finanziari come il Fondo Monetario Internazionale (FMI) o dai vari guru dell’economia sono tutte di lacrime e sangue per i lavoratori in tutto il mondo. Infatti, la disoccupazione globale, soprattutto giovanile, e la sottoccupazione aumentano da decenni, ormai non solo nei paesi cosiddetti poveri (eufemismo per mascherare la dipendenza dall’imperialismo), e non certo per l’aumento della popolazione: non possono più nasconderle nemmeno con le statistiche più manipolate. Inoltre, quasi metà della popolazione mondiale vive con meno di 2-3 euro al giorno. Anche nei paesi imperialisti i poveri crescono

incessantemente, ad esempio negli USA vi sono ormai 45 milioni di poveri ufficiali che ricevono buoni pasto dal Governo USA, su circa 250 milioni di abitanti.

Molti economisti e giornalisti borghesi si propongono a dare una spiegazione a questo andamento catastrofico dell’economia; ma tutti devono obtorto collo riconoscere i dati oggettivi sopra esposti.

I politici si sbracciano per convincerci – possiamo prendere come esempio il caso greco – che “stiamo tutti nella stessa barca” e che quindi “tutti dobbiamo contribuire ai sacrifici per risolvere la crisi e non farla affondare”; sembrano (in apparenza ovviamente) dimenticarsi che per gli armatori greci la barca galleggia sempre: non pagano quasi tasse e hanno una flotta commerciale che è una delle più mondo!

Di fatto, quindi, i sacrifici sono stati, sono fatti, e saranno imposti in futuro, non solo in Italia, o in Grecia, ma dappertutto.

BREVE ELENCO DELLE SPIEGAZIONI PIU’ COMUNI SULLA CRISI IN ATTO

Facciamo un breve elenco, certamente parziale, delle spiegazioni più comuni (da parte di economisti e mass media) sulla crisi in atto: a partire da quelle più superficiali, fino a quelle corrette in modo parziale, ed in generale comunque, secondo il nostro modesto parere, false:

 

  1. Ci sono troppi politici con i soldi della collettività, spesso li rubano, spesso prendono tangenti (alcuni aggiungono: da tanti anni).
  2. I commercianti (con riferimento soprattutto ai piccoli) non pagano le tasse, frodano lo Stato cioè la collettività (anche qui spesso si aggiunge: da tanti anni).
  3. Perché lo Stato fa troppo assistenzialismo… da tanti anni; quindi dobbiamo privatizzare scuola, sanità, pensioni… (tesi liberista istituzionalmente dominante). Aggiungono: proprio dalla fine degli anni ’60 ci fu la diffusione della spesa pubblica cioè della scuola accessibile anche ai meno ricchi; proprio per questo la situazione è peggiorata.
  4. Questa è una crisi si sottoconsumo: la gente non compra più e quindi, di conseguenza non si produce più come prima; bisogna aumentare l’assistenza alle famiglie per spingerle a consumare di più (tesi keynesiana, proposta anche da molti “rivoluzionari”, “antagonisti”).
  5. Questa è una crisi finanziaria: è colpa delle banche che non prestano più soldi alle industrie e queste non possono produrre, quindi di conseguenza c’è la crisi produttiva.

La prima e la seconda risposte sono le tesi più grossolane e facili da controbattere: in Italia i politici venivano pagati molto e prendevano notevoli tangenti anche negli anni ’60 quando il PIL cresceva a due cifre; ed anche allora i commercianti, soprattutto i grossi, non pagavano le tasse. Eppure allora non generava crisi. Certo

c’è sempre qualcuno che aggiunge poiché è da tanti anni che dura questa situazione (punti 1, 2 e 3) siamo arrivati alla crisi.

Che poi si suggerisce di controllare i piccoli commercianti che non fanno lo scontrino, cos’è questo se non aizzare a una guerra fra poveri? Mentre i ricchi se la ridono.

Torniamo a dare una risposta ai punti 1, 2 e 3.

I politici corrotti ci sono sempre stati, anche dal dopoguerra fino al 2000 ed hanno sempre avuto il consenso popolare (sempre più relativo a partire dall’esplosione della crisi, pensiamo ai livelli di astensionismo elettorale negli USA). Perché proprio ora la cosa non funziona più?

Ma soprattutto, per il punto 3 si può ribattere che, se assistenzialismo c’è stato, quello che ha sempre coinvolto le somme di gran lunga più grosse è stato l’assistenzialismo statale a favore dei ceti miliardari (sia in Euro che in Dollari): banchieri, industriali, grossi commercianti; ed a favore del capitalismo in generale.

Un caso indicativo è quello della FIAT; negli anni ‘80-’83 aveva mediamente 25 mila miliardi di lire annue in regalo dallo Stato italiano; quindi almeno 10 milioni di Euro di oggi. Ed il peggio che non erano regali in denaro, ma intitoli di debito, per cui lo Stato pagava anche una buona percentuale annua di interessi, ora, si potrebbe ipotizzare che se i ragli alla FIAT fossero stati della stessa entità a partire dal dopoguerra, si potrebbe dare una spiegazione di parte del debito accumulato (almeno il 40% di esso). E tenendo conto che in Italia di grossa industria non c’è stata solo la FIAT.

Tutti gli Stati imperialisti hanno sempre aiutato, sia in forme aperte che occulte, le imprese nazionali più grosse, soprattutto quelle a carattere multinazionale, a “farsi largo” sui mercati nazionali e internazionali; hanno impiegato somme enormi, che sono il motivo principale dei debiti statali; lo stesso dicasi per le grandi banche, soprattutto ultimamente. Uno dei trucchi più usati è stato quello di indebitarsi proprio verso i gruppi finanziari (industriali e bancari) che si volevano aiutare, in modo che lo Stato dovesse pagare anno dopo anno dopo interessi.

Ad esempio se si vuole regalare 10 milioni alla FIAT; lo Stato cosa fa? Ovviamente la FIAT dirà che senza quei soldi dovrà licenziare migliaia di operai o che l’Italia perderà di competitività. Allora lo Stato si mette d’accordo con gli azionisti FIAT: emette titoli per 10 milioni che compreranno gli azionisti FIAT stessi, dando allo Stato 10 milioni di Euro liquidi (non occorre che li diano fisicamente); lo Stato regala poi quei soldi alla FIAT e il trucco è bell’è fatto! Infatti ogni anno lo Stato pagherà su quei titoli di debito, prima qualche mezzo milione di euro all’anno e così dopo 20 anni la cifra si è almeno triplicata.

Non parliamo poi delle spese militari e delle altre commesse statali alle grosse industrie nazionali (quelle che di solito dirigono le politiche statali) per rifornire esercito, scuola, sanità, uffici pubblici ecc.: una pletora di armi micidiali e costosissime, strutture, impianti, strumenti e attrezzature di laboratorio, macchinari: tutta roba affittata o comprata profumatamente dallo Stato o dai suoi corrotti enti più o meno locali; a prezzi rispetto ai quali un privato per la stessa merce non pagherebbe

cantieri aperte da decenni a causa degli appalti e dei sotto-appalti mafiosi, mentre i prezzi delle “riparazioni” lievitavano di varie volte rispetto alle spese iniziali previste.

Tutto fa capire che, rispetto a questi aiuti dati, per decenni al grosso e medio capitale da parte degli Stati, le paghe dei politici hanno dimensioni mille volte minori; ma anche le tangenti che prendono dai grandi capitalisti fanno la figura delle cenerentole; ma fa la figura delle cenerentola anche la spesa sociale destinata alle masse popolari.

Inoltre: perché, in altre nazioni dove corruzione dei politici, evasione fiscale, assistenzialismo verso i ceto meno ricchi, non assumono forme così forti come in Italia, la crisi a volte morde anche di più ciò avviene perché essa non dipende da queste cause, alcune delle quali, forse, oggi, possono solo contribuire un poco ad aggravarla; mentre per il passato hanno avuto lo scopo di oliare il meccanismo capitalistico e tacitare i brontolii sociali.

Quindi le cause della crisi non si possono ricercare nelle prime 3 spiegazioni.

Passiamo quindi alle spiegazioni un po’ meno banali esposte nei punti 4 e 5.

Alla tesi keynesiana, contenuta nel punto 4, si può obiettare che i dati dicono che solo nel 2010 nelle nazioni più industrializzate, è iniziato ad esserci un calo delle vendite delle merci. Fino a circa il 2010 i consumi mondiali complessivi, pur se lentamente, crescevano ancora.

Anche se è pur vero che i mercati si sono quasi saturati dagli anni ’90, le vendite potevano ancora aumentare (e sono di fatto aumentate anno dopo anno dal dopoguerra al 2010); mentre i mercati tendevano sempre più a saturarsi, perché, pur aumentando i consumi, l’offerta aumentava più velocemente del consumo; e quando si sono saturati (intorno al 1995-2000) il consumo poteva ancora aumentare, am a quel punto l’offerta non poteva crescere molto più velocemente del consumo, cioè della domanda; infatti, i capitalisti sapevano di non poter più forzare il mercato ad allargarsi ulteriormente, prevedendo che gran parte della merce immessa non si sarebbe venduta.

In altre parole, il cosiddetto sottoconsumo (anche nelle nazioni ricche) è un fenomeno rilevato solo negli ultimi 4 o 5 anni, e non può quindi spiegare come invece si è arrivati alla crisi del 2007; esso ne è semplicemente una conseguenza.

Al punto 5 si può obiettare: da almeno 100 anni sono le stesse persone fisiche che hanno la proprietà o la disponibilità delle banche, ad essere anche i padroni delle grosse e medie industrie; allora cosa fa questa gente che non danno soldi a se stessi? E perché?

E soprattutto: se le industrie potessero garantire alle banche un buon profitto sui prestiti, perché le banche non dovrebbero prestare i soldi alle industrie? Evidentemente le industrie, in genere, non possono più fare profitti tali da garantire alle banche gli interessi che esse si aspettano dai prestiti; ma anche chi ha industrie e banche non trova conveniente impiegare i soldi (suoi o dei clienti) depositati nelle banche per investirli nelle proprie industrie, nonostante i bassissimi tassi di interesse correnti, visto che non ci sono più prospettive di buoni profitti da realizzare.

Facciamo un passo indietro per capire meglio le dinamiche della crisi.

Come già detto, dagli anni ’80 una produzione mondiale di merci sempre più grande veniva assorbita con sempre maggiore difficoltà dai mercati delle merci; anche se, di anno in anno, si comprava ancora più dell’anno precedente.

E i tassi di profitto industriali reali, già in discesa rispetto a quelli a due cifre degli anni ‘50-’70, calavano progressivamente: situazioni che diveniva sempre di più grave negli anni ’90: capitali sempre più grandi non riuscivano più ad ottenere profitti adeguati se investiti nella produzione.

Ma facciamo ancora un passo indietro storico.

Dopo il grande crack di borsa del 1929, i governi corsero ai ripari con leggi che, se non eliminavano, almeno regolamentavano di molto la speculazione di borsa delle banche e delle società finanziarie. Guarda caso, dopo il 1990 sia in America che in Europa questi impedimenti, rimasti in vigore per 60 anni (per esempio la separazione tra banche d’affari e commerciali) sono stati tolti.

Vari economisti[i] riportano che dopo il 1995 c’è stato un aumento abnorme della quantità di capitali che si sono riversati nella finanza: si ipotizza che attualmente i titoli di credito a spasso per il mondo sono stimati da 15 a 50 volte il PIL mondiale annuale (oltre centomila miliardi di dollari): per conferire loro un valore reale, altrimenti sono solo carta straccia, si dovrebbe lavorare gratis a livello mondiale, nel migliore dei casi prima riportato, almeno 15 anni.[ii] Insomma, visto che dopo gli anni ’90 i capitali non rendevano più se investiti nella produzione, i grandi capitalisti hanno forzato i loro governi a togliere tutti gli impedimenti che evitavano che essi si potessero riversare nella speculazione finanziaria.

Il capitalismo è stato insomma costretto a innescare le spirali speculativi (le famose bolle finanziarie di cui tanto si parla, ma di cui poco – a livello ufficiale ovviamente – si riesce a spiegare dopo il ’90 altrimenti il crollo del sistema ci sarebbe stato intorno al 1995. Invece per altri 15 anni circa i capitalisti hanno potuto fare profitti sui titoli.

Il capitale, per accumularsi, in questi anni ha sempre più abbandonato l’aspetto produttivo, descritto e sintetizzato da Marx nel Capitale, cioè il ciclo D-M-D’: il capitale si valorizza (aumenta in quantità e quindi in valore) attraverso la produzione e la vendita di una merce;  e ciò a favore di un ciclo economico completamente diverso, di natura esclusivamente finanziaria: D-D’: il capitale si valorizza (aumenta – apparentemente – in quantità e valore) in borsa senza passare più alcun tipo di produzione. Insomma, il danaro partorisce danaro aumentato, dal nulla, non producendo nulla, incredibile! Mentre anche strati di lavoratori, non ultimi quelli cinesi, si sono lasciati attrarre da questo strano gioco, pensando di arricchirsi investendo in borsa i loro risparmi frutto di uno sudato lavoro o di danaro preso in prestiti. Il risultato è stato: perdite dei loro soldi o debiti da ripagare con il loro lavoro futuro. Un impoverimento improvviso dopo aver pensato, per qualche tempo, di essere diventati ricchi. Altro aspetto diffuso per la prevalenza assunta in questi decenni dalla finanza: il poter comprare, sempre più diffuso, a debito ogni cosa (casa, auto, ecc.) facilitati dall’erogazione di prestiti facili anche persone con scarsissimo reddito, che difficilmente avrebbe potuto ripagare i crediti ottenuti: i cosiddetti mutui

sub-prime. A questo punto il crack del 2007 e la successiva depressione erano fenomeni facilmente inevitabili.

Per capire maggiormente il discorso che stiamo facendo, bisogna capire la differenza che passa tra un valore finanziario definito reale e un valore finanziario definito in sonno. Bisogna ricordarsi che per Marx il valore nasce ed è determinato da un fattore reale e concreto che è il lavoro. In pratica un bene un bene o un prodotto ha un valore commisurato alla quantità di lavoro sociale che è necessario per (ri)produrlo in un dato momento storico sotto forma di lavoro vivo in senso lato, materialmente o intellettuale; lavoro erogato dal lavoratore. Come indica la stesa etimologia del termine, un valore finanziario si può definire reale solo se è concretamente riscontrabile e ha un corrispondente di valore nella realtà, prodotto nel modo prima illustrato. Caratteristica questa che invece non possiede un valore fittizio. In sostanza, facendo l’esempio di una valuta: se essa ha un’adeguata copertura aurea o ha alle sue spalle un apparato economico-produttivo adeguato al suo lavoro ha un valore reale, in un dato istante di tempo, il valore di un’impresa con tutti i suoi macchinari, capannoni, materie prime, prodotti, brevetti, know how ecc. ha un valore reale.

Cioè se ci sono beni reali che garantiscono, nel tempo, un valore presente e sottostante quando si presenta in borsa sotto l’aspetto cartaceo-informatico solo per agevolare gli scambi. Così come avviene per le valute monetarie anch’esse sotto forma generalmente cartacee per questioni di mera opportunità: per poter favorire e agevolare la circolazione ma non sono o non dovrebbero essere dei semplici pezzi di carta ma rappresentare lavoro umano.

Avviene invece che negli ultimi anni per porre rimedio alla crisi che l’accumulazione capitalistica sta attraversando e livello internazionale, le varie Banche centrali dei vari Stati (in Europa la BCE) stanno stampando a più non posso moneta sotto forma di titoli di credito garantiti dalle banche stesse, che non ha come corrispettivo alcun valore reale: il cosiddetto quantitative easing (QE).

Questo tipo di moneta creata dal nulla, concessa a tassi di interesse alle banche o agli organismi finanziari, entra in circolo sostenendo i valori di borsa, i titoli di Stato ecc. ma ha l’effetto perverso di annacquare moltissimo i valori reali precedentemente prodotti.

Serve però sia per sostenere le speculazione al rialzo delle varie azioni (bolle finanziarie) o titoli, sia per ristabilire i valori reali quando avviene una speculazione al ribasso operata dagli stessi organismi finanziari internazionali che in precedenza avevano operato per spingere in alto i valori delle azioni dei vari mercati borsistici internazionali facendoli diventare del tutto irreali e fittizi.

Quando quest’ultima evenienza accade ha come risultato la inevitabile tosature dei piccoli e medi risparmiatori che presi dal panico, vendono a poco i titoli acquistati in precedenza a caro prezzo, quando pensavano di diventare anch’essi ricchi investendo nelle borse sempre al rialzo.

Avviene così un fatto “paradossale”: i valori reali, frutto del lavoro reale e concreto di una vita, investiti in borsa da un piccolo risparmiatore vengono fagocitati attraverso un opera di svalorizzazione, dai valori fittizi creati in

precedenza dalla banche centrali; che a loro volta, così facendo, riescono a riempire di valore i loro titoli creati dal nulla.

Secondo molti economisti[i] anche nella normale attività di borsa (cioè senza speculazione) si tendono a creare, pur se nei decenni, enormi bolle di capitale fittizio, che prima o poi presentano il conto.

Ma torniamo ad occuparci sul perché queste spirali speculative creano o accelerano le bolle.

Si può dire che il sistema capitalistico è un vulcano della produzione che alla fine si arena nella palude del mercato.[ii]

Proviamo a confrontare queste tesi con i fatti storici dell’economica. Dal secondo dopoguerra al primo decennio del nuovo secolo, la produzione mondiale di veni materiali è aumentata in modo esponenziale; fino a che, oggi, il mercato non riesce più ad assorbirla.

Ma perché la produzione, nel capitalismo, è costretta ad essere un vulcano?

Per, cercare di dare una risposta a questa domanda, bisogna partire dal fatto che l’accumulazione capitalistica è soggetta alla legge delle diminuzione tendenziale del saggio generale di profitto scoperta da Marx.

Tale legge sostiene che a causa del funzionamento stesso del processo di produzione e accumulazione di capitale, i profitti ottenuti da una data quantità di capitale diventano alla lunga, decennio dopo decennio, sempre più bassi.

Come si intuisce, questa legge attribuisce le cause ultime, di fondo, delle crisi capitalistiche epocali, a problemi inerenti soprattutto alla sfera della produzione.

Certamente non è un caso che la Borghesia Imperialista, nel tentativo di proporre una visione armonica di se stesso, si muove su due aspetti: dal punto di visto ideologico, tende a boicottare la visone di Marx e a distorcerla; oltre a falsare i dati. Da un punto di vista materiale, per cercare di contrastare l’opera di questa legge, quando poteva (e oggi ancor di più), ha adottato vari mezzi per sfruttare maggiormente i lavoratori: aumento dell’orario di lavoro, abbassamento dei salari, aumento dei ritmi di lavoro, acquisto a costi bassissimi delle materie dai paesi dipendenti alle metropoli imperialiste ecc.

Tutti questi metodi però dei limiti intriseci; ad esempio non si possono aumentare orari o ritmi di lavoro di lavoro oltre un certo limite altrimenti chi lavoro oggi non ha la forza di farlo domani… e ciò è ancor più vero quando si utilizzano mezzi produttivi avanzati che costringono a ritmi elevati (che spingono il lavoratore, il produttore, a diventare un’appendice della macchina; da cui quindi dipendono anche i suoi ritmi); e quindi, questi metodi, pur venendo sempre più utilizzati, non lo possono spingersi all’infinito.

E questo è vero nonostante che oggi, e ancor più in futuro, con i disoccupati in aumento, si ha la possibilità (aumentando a dismisura orari e ritmi, peggiorando le condizioni ecc.) di poter consumare le energie di un lavoratore in pochi anni, data la facilità rimpiazzarlo: non si piò far lavorare un operaio più di 24 ore al giorno!

   C’è invece un unico mezzo per aumentare, almeno nel breve periodo, i profitti di chi lo applica, che sembra non avere limiti intrinseci: l’innovazione produttiva, cioè l’applicazione delle innovazioni della scienza e della tecnologia alla produzione, per

aumentare il più possibile la produttività: la storia ha dimostrato che una volta aumentata la produttività con miglioramenti tecnologici, la si può aumentarla ancora di più con altri miglioramenti tecnologici.

La spinta all’innovazione produttiva ha permesso enormi progressi scientifico-tecnologici, pur se pagati a duro prezzo dalla classe lavoratrice; essa ha periodicamente rilanciato l’accumulazione capitalistica, ma ci ha anche permesso di soddisfare, pur se spesso in modo distorto un numero crescente di bisogni.

Tutto questo anche Marx lo riconosce quando afferma che in Europa il capitalismo è un passo in avanti, sotto alcuni punti di vista, rispetto al feudalesimo; e questo resta vero anche se teniamo conto del fatto che una frazione non trascurabile dei bisogni sono ora sempre più indotti dal bombardamento pubblicitario dei mass-media: un altro prodotto del tentativo disperato di vendere e far profitti il più possibili (se non si vendono i prodotti, i profitti restano solo sulla carta).

Oggi però, questa tendenza sempre più accelerata ad accrescere la produttività e la produzione, finalizzata, nell’ambito di una concorrenza, ineliminabile all’interno del capitalismo, ad ottenere il massimo profitto possibile e, nel più breve tempo possibile, comincia a mostrare a tutti la faccia orrenda della medaglia.

Questo modo di produrre (per il profitto e non per i veri bisogni della società umana) ha portato:

 

  1. Alla produzione di una quantità enormi di merci, tanto enorme che il mercato, pur se crescesse ancora, non può più assorbire. Infatti (potrebbe parere quasi uno scherzo questo esempio che facciamo ma non lo è) oggi, per rilanciare la produzione ogni famiglia dovrebbe andare in giro con 5 automobili e comprarsi 5 televisori per ogni stanza di casa. È evidente che se pure se ogni famiglia italiana se lo potesse permettere, alla fine della fiera di tutta questa merce cosa ne farebbe? Sicuramente se ne dedurrebbe che non siamo di fronte a una crisi di sottoconsumo ma di sovrapproduzione. La crisi di sottoconsumo può esserne poi una conseguenza, ma con l’approfondirsi della crisi, quando una classe lavoratrice impoverita, soprattutto nei paesi dipendenti, non riesce nemmeno più a soddisfare bisogni primari.
  2. Ad uno sfruttamento più forsennato della natura: in una situazione in cui i profitti tendono ad essere bassi, se il capitalista non mette i filtri ai camini delle fabbriche, se mette materiali dannosi alla salute ma meno costosi nelle merci che produce (e ve ne sono a chili – in questo caso di materiale cancerogeno – anche in una normale automobile), se non bonifica le miniere dopo averle esaurite, se usa concimi chimici scadenti in agricoltura (e si potrebbe continuare all’infinito), certamente abbasserà i suoi costi immediati privati, e/o a volte potrebbe ottenere nell’immediato dei rendimenti maggiori; ma, alla lunga, ed è quello che è successo, ha aumentato a dismisura i costi sociali e ambientali. Oggi questo aspetto ecologico, viste le progressive devastazioni ambientali, è messo oggi in evidenza da tutta una genia di intellettuali e movimenti pseudo-ecologisti radical-borghesi che, alla fin fine, vorrebbero tutti la “botte piena” (una natura decontaminata) e la “moglie ubriaca” (restare nel modo di produzione capitalista, magari addomesticandone la natura, rendendolo un po’ più “umano”).
  3. Da un certo punto in poi ad un aumento progressivo, che oggi inizia ad essere devastante, della disoccupazione mondiale: il capitalismo non può prendere la strada dell’abbassamento generalizzato dell’orario a parità di salario. Anzi, l’aumento dell’esercito industriale di riserva preme e funge da arma di ricatto verso le “pretese” degli occupati, rendendo molto più difficili le lotte per conquiste salariali e normativi, e soprattutto delle condizioni di lavoro; che cominciano a devastare – al pari della natura – la vita stessa del lavoratore.

 

Un altro dato, fondamentale è quello consumo: secondo i dati ufficiali il consumo medio mondiale pro capite (cioè il relativo a un singolo individuo) nell’arco di quest’ultimo secolo è cresciuto di due o al massimo di tre volte; e non certo di quindici volte la produttività. Se un secolo fa impiegavano 15 ore per produrre un tavolo, oggi basta una sola; ma se un secolo consumavano un solo tavolo oggi ne consumiamo 3, e non 15. Il dato sul consumo tiene conto anche delle merci nuove che vengono inventate e prodotte continuamente per soddisfare nuovi bisogni.

Si può trarre facilmente la conclusione, che considerando un campione fisso di popolazione (es. 1000 persone), oggi si produce tutto quello che si consuma con un numero di ore di lavoro che è la quinta parte (o meno) di quelle che si impiegavano un secolo fa. O forse anche la decima parte. Tutto questo non considerando gli aumenti di produttività dei paesi come i BRICS, che sono stati nettamente superiori rispetto agli aumenti relativi ai paesi di vecchia industrializzazione.

Siamo coscienti che le stime di aumento di produttività tendono ad essere sempre per difetto perché gli aumenti qualitativi del valore d’uso di una merce non sono facilmente quantizzabili; ma ciò porta ad un analogo difetto di stima sul consumo.

Comunque, restando su stime prudenti, se l’orario di lavoro resta fisso, e tenendo conto dei ritmi, per produrre tutto quello che ci per vivere, se ad esempio un secolo fa, delle 1000 persone del campione ne lavoravano 500, oggi ne bastano 100 (o 50); oppure all’opposto si potrebbe far lavorare ancora 500 persone ma con un orario di lavoro che è 5 volte o 10 volte più piccolo. Queste le due vie estreme.

Quale strada ha di fatto preso lungo l’ultimo secolo il capitalismo? L’orario di lavoro non è per nulla diminuito per far lavorare tutti e meno. Quindi, finché si continuerà a produrre col sistema capitalistico, cioè per il profitto e non per i bisogni della società umana, i disoccupati e i sottoccupati ultrasfruttati, come i poveri tout court, sono inesorabilmente destinati ad aumentare al di là della preparazione culturale e delle capacità lavorative dei singoli: i lavoratori potrebbero diventare anche tutti degli Einstein, mai i posti (le ore) di lavoro sono quel che sonno e, capitalismo imperante, ormai e ci sarebbero più Einstein disoccupati, già oggi, quanti laureati, anche preparati, stanno a spasso o fanno lavori manuali!

Con questo non vogliamo certamente dire che sia buono rinunciare all’istruzione scolastica: depurata dall’ideologia dominante, essa è preziosa per una critica del mondo capitalistica.

 

 

[i] Come Loren Goldner autore del libro Il capitale fittizio e crisi del capitalismo, ed. Pon Sin Mor (TO). 2007.

 

[ii] Bordiga, Proprietà e capitale. Vulcano della produzione o palude del mercato? Marxismo e tempo storico, Gruppo della Sinistra Comunista, 1972.

[i] Come M. Donato docente dell’Università di Teramo.

 

[ii] Alla domanda retorica chi dovrebbe lavorare gratis, la risposta è semplice se non addirittura banale: i lavoratori del mondo ovviamente.

 

L’OMBRA DEL GRANDE FRATELLO

•marzo 8, 2017 • Lascia un commento

 

 

 

Nel celebre romanzo 1984 di George Orwell, si ipotizza un governo totalitario[1] caratterizzato dalla guida da un solo partito guidato da un leader occulto chiamato “Big Brother”, il “Grande Fratello”. Altoparlanti e monitor installati ovunque ne trasmettono la voce e l’immagine. A ripetizione. Ogni cittadino viene spiato tramite un sofisticato sistema di telecamere che lo seguono in ogni aspetto della sua vita, dalla nascita alla morte. Come scoprirà a sue spese il protagonista del libro, chiunque abbia idee differenti da quelle governative, per quanto pacifiche e innocue possano essere, viene arrestato e obbligato a un violento ricondizionamento mentale che ne allinei pensiero e volontà ai precetti del Grande Fratello.

Su questo filone di una società fondata sul controllo di massa appartiene il libro The Brave New World titolo solitamente (e un po’ grossolanamente) tradotto in italiano come il Mondo Nuovo, scritto da Aldous Huxley (fratello del fondatore dell’UNESCO) nel 1932.

Questa opera si potrebbe definire profetica poiché si descrive un mondo in cui un potere unico mondiale ha realizzato una forma perfetta di dittatura dolce., sviluppatasi a partire da una trasformazione antropologica dell’umanità; gli esseri umani di questo Mondo Nuovo, si riproducono ormai in maniera quasi artificiale e vengono condizionati, fin dallo stato embrionale attraverso un bombardamento a base di sostanze chimiche e slogan; il numero stesso e le caratteristiche dei nascituri vengono stabilite a seconda delle esigenze dello Stato.

Tutto questo fa il capo con certe concezioni presenti nel Movimento Rivoluzionario presenti nelle metropoli imperialiste che sostengono che nella nostra epoca la Borghesia Imperialista attraverso i mezzi di comunicazione di massa e il loro uso spregiudicato e sapiente è riuscita ad “addormentare”, “rincretinire” le masse popolari, a far ingoiare loro qualsiasi cosa, di modo che sarebbero solo devianti – di origine misteriosa – quelli che non si adatterebbero e si ribellerebbero al sistema. Insomma, la capacità di manipolare le persone da parte delle classi dominanti, sarebbe infinita.

Questa concezione idealista[2] del movimento della società è stata esposta nella veste più ribellistica da Curcio e Franceschini nell’opuscolo Gocce di sole nella città degli spettri (1982).[3]

Questo opuscolo fu nella realtà una operazione politica ideologica che significava il tentativo di sbarazzarsi del materialismo storico e dialettico, dove si citava solo alcune parti di Marx e censurandone altre, come nel 1983 a luglio al processo di Torino, quando quattro militanti delle BR-PCC (Coi, Gallinari, Piccioni e Seghetti) criticarono questo opuscolo (cit. la prima parte del libro Politica e rivoluzione ed. G.Maj 1983).

L’apparato teorico di quest’opuscolo ha l’ambizione di abolire la centralità del problema di produzione dei beni materiali ed insieme la centralità della classe operaia come soggetto rivoluzionario. Gli autori vogliono mettere in primo piano i cosiddetti “comportamenti trasgressivi” più o meno di chicchessia e trasformare il progetto di rivoluzione in un progetto di “rivolta”. Con tutti i corollari d’uso: attualità della lotta contro il politico, della estinzione del partito e dello Stato ecc.

Ora se si segue la letteratura contemporanea è chiaro che le tesi dei quest’opuscolo non sono che delle trovate nate dalla fantasia dei due autori.

La teoria della società capitalista come sistema, cioè come insieme organico di parti funzionali l’una all’altra, capace di contenere tutto ciò in essa di genera è uno dei cavalli di battaglia della Scuola di Francoforte (Adorno, Horkheimer, Pollok, Marcuse, ecc.).[4]

Questa concezione generalizzò all’interno della cultura accademica e della letteratura la visione unilaterale delle caratteristiche del capitalismo nella sua fase imperialista esposta dagli ideologi del capitalismo monopolista come Sombart, Liefman e da altri teorici del “capitalismo organizzato” e da teorici socialisti e comunisti(revisionisti) come Kautsky (con la sua tesi del superimperialismo), Hilferding e Bucharin.

La tesi dell’illimitata capacità della classe dominante di manipolare le coscienze e con ciò di determinare l’azione delle masse era l’espressione teorica dell’impressione che aveva prodotto in molti intellettuali idealisti critici della società borghese, l’apparato propagandistico di manipolazione delle coscienze e dell’informazione che i governi imperialisti misero in opera durante la prima guerra mondiale e gli analoghi apparati messi in opera dai regimi borghesi, fascisti, nazisti, democratici e revisionisti (pensiamo alla teoria dello Stato di tutto il popolo, che con una bacchetta magica, dentro una visione organicista eliminava le varie contraddizioni interne nei paesi socialisti). Gli intellettuali idealisti trascuravano di considerare le cause materiali delle guerre, dei regimi borghesi e del comportamento delle masse e attribuivano agli apparati di propaganda e di manipolazione gli effetti di quelle. Ma gli apparati di propaganda e di manipolazione potevano e possono avere efficace solo sulla base dell’azione di quelle, come dimostrano innumerevoli episodi pratici: possiamo prendere come esempio le ribellioni di massa esplose a un certo punto durante la prima guerra mondiale imperialista nonostante gli apparati di propaganda e di manipolazione oppure l’instabilità dei regimi borghesi moderni nonostante i loro apparati di propaganda e manipolazione.

Queste concezioni (direzione statale dell’economia capitalista e manipolazione illimitata delle coscienze) erano diventati luoghi comuni nella cultura borghese negli anni ‘50-’60, cioè nel periodo della ripresa del capitalismo.

Nel Movimento Comunista Internazionale vide in questo periodo il prevalere del revisionismo che comportò il prevalere della tesi che era oramai possibile per lo Stato dirigere a buon fine l’economia della società borghese e quindi sostituivano nel loro programma le riforme di struttura alla rivoluzione.

Tornando allo scritto 1984 all’epoca la realizzazione di un scenario simile sembrava impossibile. Ma oggi, lo spionaggio di massa è una realtà, non evidente come nel romanzo, ma è comunque piaccia o meno è una realtà concreta: Internet, social network,[5] telefonia mobile, sono tutti controllati. Ideologie politiche, credo religioso, affetti, volti, amori, amicizie, avversari, addirittura gli spostamenti: tutto ciò che si trasmette via Internet, telefonia mobile o di altri sistemi di comunicazione entra a far parte di immensi database contenenti miliardi di informazioni (anche le più intime). I server su cui si basa Internet fungono da “storage” ovvero dei contenitori comodi e gratuiti che permettono ai servizi governativi (o di chiunque altro abbia gli strumenti o il potere per accedervi) di risparmiare spazio, tempo, risorse e denaro. Il vero problema, infatti, non era l’acquisizione dei dati, ma la loro conservazione. Dove depositare milioni di informazioni, carpite a miliardi di utenti? La risoluzione a tale problema è stato quello di accedere ai server che i siti, blog, forum e i social network riempiono con i dati forniti dagli utenti in cambio dei loro servizi.

 

 

 IAO E TIA: IL GRANDE FRATELLO DELL’ELETTRONICA

 

 

La prima volta che si parlo pubblicamente dello IAO (Information Awareness Office, Ufficio Informatore) sebbene in modo superficiale e quasi indiretto, fu in un articolo del reporter John Marcoff sul New York Times del 13 febbraio 2002. Ma appena qualche mese dopo emersero dei dettagli tali da far accapponare la pelle ai perfino ai complottisti più smaliziati. Nel novembre del 2002, infatti, lo stesso giornale pubblicava un altro articolo, questa volta scritto da William Saffre, dove si diceva esplicitamente che il governo USA aveva investito nello IAO ben 200 milioni di dollari allo scopo di creare un database che contenesse nel dettaglio le vite del popolo americano: ben 300 milioni di persone.

Lo IAO dovrebbe disporre di una struttura ipertecnolgica tutto ciò che esiste allo scopo (almeno secondo la versione ufficiale) di intercettare qualsiasi potenziale minaccia nei confronti del Governo USA. Questo sistema di spionaggio, già operativo nel gennaio 2002, era stato ideato realizzato dalla DARPA. In pratica, qualsiasi comunicazione transitasse su Internet o su telefonino sarebbe stata catalogata, analizzata nel dettaglio e conservata.

Per la felicità di tutti i complottisti, il logo della IAO, oggi rimosso dal sito della DARPA, mostrava l’ormai famosa piramide tronca di matrice massonica-illuminata, sormontata dal triangolo divino con l’occhio onniveggente che sorveglia il mondo. Lo stesso acronimo IAO corrisponde al nome di una delle divinità più antiche e potenti, il Dio Supremo. I protoegizi lo chiamavano Yao, Yssaho e Yohel.[6] Fu adorato anche dai Fenici e poi dai semiti con il nome di Jahvè, il dio di Mosè che nella Kabbalah viene indicato dal telegramma ebraico YHWH. L’intensa aura ritualistica di certi ambienti militari li rende sempre più simili a società segrete e occultistiche.

La parte del mondo che nel logo della IAO viene illuminata dallo sguardo della divinità comprende ben tre continenti: Europa, Africa e Asia.

 

 

 

 

 

PICCOLA DISGRESSIONE SU ESOTERISMO E OCCULTISMO

 

 

 

Per capire meglio certa terminologia bisognerebbe smettere un attimo di ragione da “profani”. In ambito esoterico, il profano è colui che non ha vissuto l’iniziazione, ovvero una serie di eventi, spontanei o indotti, che lo abbiano portato a riformulare profondamente la sua percezione e concezione dell’essenza della realtà che lo circonda. È, in sostanza, la prima fase di quello che è definito “risveglio” dal sonno in cui si viene forzatamente immersi fin dalla nascita a causa fin dalla nascita a causa dei ripetuti indottrinamenti imposti dal sistema di potere vigente, dalla società in cui si vive, dalla famiglia in cui si cresce.

Come si vede sopra ho usato aggettivi differenti. Il motivo è che, contrariamente a quanto crede la maggior parte delle persone, anche per colpa dell’uso improprio che ne viene fatto dai mass media, i termini esoterismo e occultismo non sono sinonimi.

Facciamo un esempio pratico per spiegare meglio la differenza che esiste tra esoterismo e occultismo. Quando il fedele di qualsiasi religione ricorre alla preghiera per ottenere qualcosa dalla sua divinità, senza saperlo si sta servendo di una formula esoterica per fini occultistici. La preghiera o il mantra è una serie di suoni e di frasi compilato da esperti di leggi metafisiche,[7]

Il termine metafisica (in greco antico μετά τα Φυσικά, “metá ta physiká”) deriva dalla catalogazione dei libri di Aristotele, nell’edizione di Andronico da Rodi (I secolo a.C.), nella quale la trattazione dell’essenza della realtà fu collocata dopo (in greco μετά, “meta”) quella della natura, che era la fisica. Il prefisso “meta” assunse poi il significato di “al di là, sopra, oltre”. L’etimologia, in questo caso, può essere fuorviante per una disciplina definita da Aristotele come scienza delle “cause prime”.

Nella sostanza significa che come ci sono scienziati che studiano le leggi regolanti il mondo della natura, parimenti – e da migliaia di anni – esistono scienziati impegnati nello studio delle leggi che disciplinano  quella realtà che viene definita “soprannaturale” il motivo di tali studi è la convinzione, maturata sulla base di una osservazione diretta proseguita segretamente per centinaia di generazioni, secondo cui concentrando propria volontà, l’emozione e il pensiero su un determinato oggetto o evento, si aumentano le probabilità che esso si manifesti nel mondo materiale. Possiamo prendere come esempio il coltello quando viene usato su una torta. La parte superiore è morbida. Questo è il mondo metafisico. Scendendo nel taglio, la consistenza della torta aumenta. Quello è il mondo fisico. In parole povere l’esoterismo è la descrizione delle realtà (e delle modalità del loro funzionamento) relative al mondo metafisico. La messa in pratica di quanto appreso, invece – ovvero impastare la torta, cuocerla e tagliarla per assaporarne le fette – prende il nome di occultismo. L’occultismo è dunque la messa in pratica delle leggi esoteriche.

Si potrebbe dire che l’esoterista è uno scienziato che effettua ricerche, studia, descrive e tramanda le leggi metafisiche. Un occultista è colui che usa certi leggi esoteriche per ottenere una manifestazione materiale nella dimensione fisica (potere, soldi, salute, amore ecc.). La cosiddetta “grazia” o il “miracolo” ottenuti tramite preghiere o altri riti sono il frutto di operazioni che rientrano nell’ambito dell’occultismo.

Alla fine della fiera chiunque, ricorrendo a preghiere rivolte a qualsiasi divinità o santo di qualsiasi religione, attiva forze delle dinamiche occultistiche che innescano forze che non hanno nulla a che vedere con le limitate interpretazioni (molto profane nel senso delle persone che – ed è bene ripeterlo – non ha ancora riformulato profondamente la sua percezione della realtà) basate sul “bene” e “male”,

Bisogna intendersi cosa si deve intendersi per male. Dal mio modesto punto di vista esso nasce dall’incapacità da parte degli esseri umani di controllare gli istinti di sopraffazione, che è un retaggio della loro origine animalesca. Inoltre, secondo l’esoterismo, in particolare condizioni emotive e di stress, in assenza di lucidità mentale dovuta a stanchezza, assunzione di stupefacenti o vecchiaia, le forze naturali di distruzione che equilibrano quello opposte di costruzione prenderebbero il controllo della mente dell’individuo e lo strumentalizzerebbero. In tal modo, senza accorgersene, l’individuo compie azioni che direttamente o indirettamente producono male fisico, psicologico ecc… ecc., creando caos laddove invece le forze della costruzione favorirebbero l’ordine e l’armonia. Non si tratterebbe dunque di un conflitto in senso morale di bene e male, ma piuttosto di due polarità che esercirebbero   la loro funzione secondo natura: polo positivo e polo negativo come quelli che si trovano in qualsiasi batteria e in qualsiasi componente della Terra, nonché dell’universo fisico. Due forze contrapposte le cui azioni consentono il mantenimento in equilibrio dell’intero universo. Se non vi fossero due polarità opposte dall’intensità variabile che spingono in direzione differenti, vi sarebbe stasi assoluta. Nell’essere umano la stasi assoluta corrisponderebbe all’assenza di processi fisiologici, il che si tradurrebbe nella morte.

Ebbene questi concetti sarebbero alla base di molti gruppi di potere dominante che praticherebbero l’occultismo (li si chiami come vuole, Illuminati, Ur-Lodges, gruppi sinarchici ma la sostanza è la stessa, volontà di gestire un potere economico, politico e culturale illimitato e senza freni) al fine di garantire il successo delle loro azioni, nonché la neutralizzazione psicologica o fisica dei loro nemici. Si può ipotizzare che questi gruppi dominanti siano conoscitori di antichi testi, di matrice sumero-babilonese ed egiziana, da cui abbiano tratto l’ispirazione e le idee per una serie di tecniche occultistiche per neutralizzare il ribilanciamento, ciò che in gergo viene chiamato il “colpo di ritorno”. I questo modo, molto probabilmente, potrebbero credere di aver creato una sorte di bolla che dovrebbe tagliare fuori il pianeta Terra e tutte le forme di vita autocoscienti che lo abitano con la Sorgente di ogni cosa, con la sorgente di ogni cosa, con quello che spesso i vari popoli chiamano Dio.

Attenzione, da un punto di esoterico puro, la divinità non è quella che viene descritta dalle religiosi. Quello che nelle varie religioni definiscono Dio, in ambito esoterico lo si definisce egregore che sono delle forme di energia intelligente, alimentate e plasmate a immagine e somiglianza dei loro creatori. Un adagio cabalistico afferma che gli uomini sono dei mortali, mentre gli dei sono uomini immortali. Le divinità delle religioni si creano attraverso dei particolari rituali di occultismo con cui alcuni sacerdoti delle religione di riferimento canalizzano le energie dei fedeli e tramite uno specifico rituale generano la divinità secondo le regole dei loro testi sacri o, come accade più spesso, secondo le convenienze dei vertici di potere.

Secondo molte teorie cospirazioniste i reali vertici delle religioni e delle società secrete non sono quelli dichiarati ufficialmente. Come secondo queste teorie, neanche i massi gradini della massoneria saprebbero chi sono i veri capi. Secondo queste teorie (tutte da dimostrare ovviamente) tutte divinità di ogni religione farebbero capo a una egregora regina chiamata monas (in italiano nomade), che sarebbe un mostruoso parassita planetario alimentato attraverso i riti occultisti di tutti i vertici delle vari classi dominanti che, in cambio di nutrimento, garantirebbe protezione, potere e prosperità ai suoi servitori.

In questi ambiti complottisti nascono delle teorie (non verificate da nessuna prova) sul nutrimento di questa egregora regina. In sostanza, queste tesi ritengono che essa si nutri di una particolare forma di energia prodotta dalle emozioni legate alla sofferenza, al terrore, alla disperazione che provano gli esseri umani quando capiscono di essere uccisi. E per questo motivo ci sarebbero rapimenti di donne e bambini per sacrificarli, dopo atroci torture che ne aumentino la paura fino alla follia, che determinati luoghi sono caratterizzati da un forte elettromagnetismo, naturale o indotto tramite particolari dispositivi.

 

 

DALLA IAO AL TIA

 

 

   Nel febbraio 2003, le attività dello IAO sarebbero state interrotte quando il Congresso varò una legge che le sospendeva in quanto fortemente lesive della privacy dei cittadini statunitensi.

Sembrava un interessamento da parte del potere legislativo USA per la i diritti dei propri cittadini, far vedere al mondo che gli USA sono nella pratica dei “campioni di democrazia”. La realtà è ben diversa: infatti, il 20 maggio 2003, il nome originario del programma elaborato dallo IAO fu modificato da Total Information Awareness a Terrorism Information Awareness. Cambiava ma la sostanza del programma e il suo acronimo restavano invariati: TIA. Fu detto al Congresso che si trattava di un diverso e “nuovo” programma per volto a proteggere gli USA dal ripetersi di tragici scenari analoghi a quello dell’11 settembre 2001, monitorando in tempo pressoché reale qualsiasi comunicazione a livello mondiale.

Il TIA è suddiviso in ulteriori progetti, tutti mirati a realizzare un sistema di controllo intelligente capace di individuare e catalogare “potenziali terroristi stranieri” (in altre parole tutti coloro che possono essere visti come un ostacolo all’imperialismo USA o qualche frazione della Borghesia Imperialista in un certo momento dominante). Di parla di algoritmi in grafo di “ragionare” come un essere umano e capaci di analizzare il comportamento di determinati individui, determinandone la psicologia e realizzando modelli predittivi.[8]

Formalmente anche il programma TIA sarebbe stato sospeso, non è per niente escluso che le ricerche siano segretamente proseguite, magari finanziate da qualche multinazionale per scopi che si possono immaginare.

 

LE TECNOLOGIE TIA E IAO: QUANDO LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA

 

 

Evidence Extraction and Link Discovery (EELD). Si basa sullo sviluppo di tecnologie e strumenti che scoprono elementi e traggono tracce al fine di ottenere prove sulla base di milioni di dati raccolti nell’arco di decenni tramite le intercettazioni telefoniche o telematiche. Usando lEELD sarebbe possibile delineare un quadro completo dei legami fra “potenziali terroristi” e delle loro possibili azioni (magari un volantinaggio o delle scritte sui muri vengono interpretate come “azioni” e non come pratica di un diritto garantito costituzionalmente garantito), nonché prevedere quali potrebbero esser le nuove organizzazioni eventualmente emergenti (magari una scissione di qualche organizzione politica o sindacale giudicata “eversiva”) e fino a che punto potrebbero costituire una vera minaccia (organizzare lavoratori supersfruttati  e battersi per i loro diritti e la loro dignità negati diventa una minaccia per i profitti).

 

  Ork Scalable Social Network Analysis (SSNA). L’obiettivo della SSNA è di creare modelli verosimili di comportamenti degli utenti o dei gruppi di utenti sui socil network, per distinguere quelli ritenuti “eversivi” e “terroristi” da quelli ritenuti inoffensivi. Perché ciò avvenga, occorre raccogliere informazioni sul modo di interagire di quante più persone su scala mondiale, affinchè il Dipartimento della “Difesa” sappi quali che sono le persone “amiche” con quelle ritenute “nemiche”.

 

Human Identification at a Distance (HumanID). Lo HumanID prevede l’uso e lo sviluppo delle tecnologie biometriche in grado di riconoscere il volto e l’identità di persone che si trovano anche a enormi distanze: il viso del soggetto viene analizzato tramite radar a bassa potenza con onde dell’ampiezza di millimetri che esaminano ogni dettaglio. Il tutto è accompagnato da infrarossi a multispettro e da un sistema di riconoscimento facciale.

 

Future Markets Applied to Prediction (FutureMAP). La FutureMap prevede di applicare strategie di marketing pre predire eventi futuri (una sorta di rielaborazione delle scienze divinatorie). In questo modo in linea teorica dovrebbe essere possibile non solo le presunte “minacce alla sicurezza nazionale”, ma anche stabilire cosa può provocare instabilità politica, o addirittura, prevenire eventi imprevisti. In pratica si tratta di una sorta di ricerche di mercato in forma di “giochi” in cui il campione selezionato deve indicare dove ritiene che potrebbe verificarsi un prossimo attacco terroristico o l’omicidio di qualche personali   politica. A si potrebbero fare anche scommesse on line su dove sarebbe meglio compiere massacri.

 

Translingual Information Detection, Extraction and Summarization (TIDES). La TIDES sviluppa una tecnologia avanzata di linguaggio che consente a persone di madrelingua inglese di trovare e interpretare il senso di determinate espressioni potenzialmente pericolose in tutte le lingue del mondo senza conoscerle minimamente. Tutto viene tradotto dai computer in tempo reale.

 

Warming Asymetric Environment (WAW). La WAE sviluppa tecnologie automatizzate in grado di identificare o prevedere possibili attività “terroristiche” o imminenti attacchi esaminando il comportamento e le loro motivazioni di singole persone o di interi gruppi nell’ambiente in cui agiscono.

 

Babylon. È un programma di traduzione rapida utilissimo per comunicare fra militari di nazionalità differente sul campo, durante i combattimenti, per coordinare funzini di difesa, di assistenza medica ecc.

 

Bio: Surveillance. Dovrebbe consentire tramite sensori elettronici il rilascio di agenti patogeni, per esempio in caso di attacco terroristico con armi biologiche, e guadagnare così tempo prezioso rispetto ai metodi tradizionali.

 

Communicator. Il suo scopo è di creare un dialogo interattivo che consenta ai combattenti di parlare con i computer, cosicché ogni loro informazione diventi accessibile in tempo reale a tutti gli altri commilitoni dispiegati sul campo di battaglia senza bisogno di operatori che digitino i comandi. Il software riesce addirittura a interpretare il contesto a cui si riferisce un dialogo, adattandosi ai possibili rapidi cambi di scenario che si verificano durante l’azione, e traduce correttamente le frasi distinguendole dai rumori di fondo e traducendo per intero le parole pronunciate in modo non completo , ad esempio quando si parla sotto sforzo, correndo, o perché si è feriti ecc. il vocabolario ovviamente è molto ristretto rispetto a quelli della traduzione del linguaggio in condizioni di normalità (che invece ha un vocabolario e una grammatica enciclopedici per effettuare le corrette traduzioni). Lo scopo del Communicator, infatti, è solo di rendere comprensibile ciò che si dice in battaglia.

 

Effective Affordable Reusable Speech-to-text (EARS). La EARS è una tecnologia che consente una trascrizione automatica delle comunicazioni vitali il più possibile accurata, in modo tale da non perdere la minima sfumatura del dialogo, comprese le espressioni gergali presenti in conversazioni fra persone di qualsiasi lingua.

 

Genoa / Genoa II. Genoa e Geona II elaborano avanzate decisioni di supporto all’intelligenza umana in situazioni di crisi, così da poter agire nel modo più rapido possibile e ottimizzare la collaborazione fra agenzie in tempo reale. Inoltre consentono di prevedere lo sviluppo di determinati scenari in base alla decisione presa in modo tale da consigliare agli ufficiali la scelta migliore a livello probabilistico, sia dal punto di vista tattico-militare si di risparmio di vite umane (dei militari dei paesi imperialisti ovviamente). Possiamo immaginare l’uso possibile nel caso che si volesse da parte dell’élite dominante un dato evento in un dato luogo. Cosa accadrebbe? Come reagirebbe la popolazione? E dall’altro questo strumento potrebbe fornire i consigli per indurre nel panico o alla guerra civile la popolazione di un determinato paese. E fornire i consigli sul modo migliore per gestire la popolazione dopo il conflitto.

 

 

NSA E ECHELON

 

 

NSA/CCS è l’acronimo di National Security Agency/Central Security Service[9]. Si tratta di un’agenzia del Dipartimento della “Difesa” USA che si occupa di raccolta dati e analisi della comunicazioni e delle attività delle nazioni straniere e dei loro servizi segreti, e nel contempo è adibita alla “protezione della sicurezza”, delle comunicazioni e del sistema di informazioni degli USA. Il quartier generale della NSA ha sede nel Maryland, e più precisamente nella base militare di Fort George G. Meade, circa 20 Km a sudovest di Baltimora. In questa sede secondo diverse fonti[10] vi si troverebbero apparecchiature ipertecnologiche installate che richiedono una quantità di energia elettrica potenzialmente sufficiente a creare un blackout in tutta la nazione americana.

Oltre alla sede di Forte Meade, vi sono distaccamenti della NSA anche in altre località degli Stati Uniti, fra cui a Fort Gordon in Georgia e a San Antonio nel Texas.

Nel 2008 l’amministrazione Bush ha avviato un vasto progetto chiamato Comprehensive National Cybersecurity Initiative (CNCI), coinvolgente diverse agenzie governative. Nel caso della NSA, il CNCI ha portato alla costruzione iniziata nel 2011, di un prima data center a Campo Williams, nello Utah, a 40 Km da Salt Lake City. Lo scopo dello Utah Data Center consisterebbe nel raccogliere e stoccare le informazioni intercettate: dovrebbe trattarsi nella sostanza di una struttura dedicata alla sorveglianza di Internet.

L’attuale emblema che contraddistingue la NSA risale al 2965. Fu creato su ordine dell’allora direttore Marshall S. Carter.[11]

Vi è raffigurata un’aquila che ghermisce una chiave: nel linguaggio simbolico significa che la sua missione è proteggere i propri segreti e nel contempo scoprire quelli altrui. L’aquila è vestita dello stesso scudo a 13 bande verticali bianche e rosse che si trovano anche sul dollaro. Lo sfondo è azzurro. Il tutto è racchiuso in una circonferenza di colore bianco su cui è scritto a caratteri neri NATIONAL SECURITY AGENCY e UNITED STATES OF AMERICA. Le due scritte sono separate da due stelle a 5 punte di colore argenteo.

La NSA nacque tra il 1951 e il 1952 sulle ceneri della Armed Forces Security Agency (AFSA), che dal 1949 aveva lo scopo di coordinare e dirigere le comunicazioni tra le varie unità dell’intelligence militare USA (la Army Security Agency, la Naval Security Group e la Air Force Security). Tuttavia, la AFSA disponeva di scarso potere e mancava di una struttura centralizzata di coordinamento. Questa inadeguatezza fece sì che l’allora diretto della CIA, Walter Bedel Smith, che in una nota indirizzata nel dicembre 1951 a James Lay, segretario esecutivo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, espresse la necessità di una regolamentazione generale della raccolta e dell’analisi delle comunicazioni effettuate dalle varie agenzie che di intellegence (eufemismo per definire l’attività dei servizi di spionaggio) USA. Il risultato fu per l’appunto la NSA, il cui nome fu scelto per indicare che la sua competenza coinvolgeva l’intero sistema di spionaggio USA, non più soltanto i servizi segreti militari.

La creazione della NSA fu autorizzata presidente Harry Truman e la sua esistenza ufficializzata ai soli ai soli “addetti ai lavori”. Persino la lettera di Truman venne segretata e tenuta nascosta al pubblico per diversi anni. Nel 1957 la NSA comparve brevemente descritta nello United States Government Organization Manual come un agenzia organizzata all’interno del Dipartimento della “Difesa” allo scopo di svolgere funzioni altamente specializzate a supporto delle attività dell’attività dei servizi segreti USA.

I componenti della NSA hanno partecipato anche a missioni molto pericolose che spesso costarono la loro vita. Dal 2001 con la parziale desegretazione dei dossier, la NSA ricorda pubblicamente i suoi membri civili e militari caduti durante il servizio: i loro 163 nomi (al dicembre 2011) sono incisi su un blocco di granito nero, il cosiddetto National Cryptologic Memorial, situato presso la sede centrale dell’agenzia a Fort Meade.[12]

Come si diceva prima la NSA si occupa di garantire la sicurezza delle trasmissioni confidenziali militari, diplomatiche e governative via radio, Internet, telefono o tramite qualsiasi mezzo intercettabile. Parallelamente la NSA sarebbe in grado di intercettare qualsiasi tipo di comunicazione a livello mondiale. Questa agenzia come conferma lo Washinton Post, intercetta e conserva ogni giorno 1,7 miliardi di chiamate telefoniche, e-mail e comunicazioni e comunicazioni di altro tipo. Inoltre è protagonista indiscussa del mondo della ricerca criptoanalitica e prosegue il lavoro svolto durante la seconda guerra mondiale dalle varie agenzie che riuscirono a decifrare codici. Al suo interna è divisa, in due sezioni: la Signals Intelligence Assurance Directorate (SID) che fornisce informazioni in merito all’attività dei servizi segreti stranieri, e l’Information Assurance Directorate (IAD) che protegge le gli USA ne ha ignorato per molto tempo i reali poteri.

La NSA fa parte di un gruppo di coordinamento internazionale di servizi segreti chiamato UKUSA costituito dal britannico GCH (Government Communications Headquarters), dalla canadese CSE (Communications Security Establishment), dall’australiana DSD (Defence Signals Directorate) e dalla neozelandese GCSB (Government Communications Security Bureau).

Il gruppo UKUSA e la NSA in particolare sono pesantemente implicate nell’affare ECHELON, un avanzatissimo sistema di intercettazione telefonica. I teorici del complotto ne ipotizzarono per primi l’esistenza, ma quello che viene definita opinione pubblica grazie ad un accurato servizio di disinformazione messo in atto da chi voleva che tale sistema restasse in nell’ombra, liquidò le loro denunce come deliranti fantasie paranoidi.  Invece, il 16 gennaio 2005, il New York Times confermò che ECHELON esisteva davvero. Le cinque nazioni (USA, Canada, Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia) riunite nella comunità UKUSA sono i cinque occhi di questo Grande Fratello ipertecnologico nato negli anni ’60.

La funzione iniziale di ECHELON era il “monitoraggio” (eufemismo per dire spionaggio) delle comunicazioni sovietiche. Ma secondo la giornalista neozelandese Nicky Hager e il giornalista britannico Duncan Campbell gli USA avrebbero usato ECHELON a scopo di spionaggio industriale.

La United States Signals Intelligence Directive 18 (USSID 18) della NSA proibirebbe la raccolta di informazioni su cittadini corporazioni e organizzazioni statunitensi. Lo scopo della NSA, come dichiarato stabilito dall’Ordine Esecutivo 12.333 (Executive Order 12.333), è infatti di raccogliere informazioni utili a contrastare ogni attività spionistica o “terrorista” (da ricordare sempre che chiunque si opponga all’imperialismo USA rischia di essere accusato di essere un terrorista9 da parte di forze straniere, e non di acquisire informazioni inerenti alle comunicazioni private dei cittadini americani. L’intercettazione delle comunicazioni dei cittadini statunitensi è regolata dal Quarto emendamento della Costituzione americana, ma questo emendamento non tutela le persone di cittadinanza straniera, come stabilisce chiaramente il FISA (Foreign Intelligence Surveillance Act, Atto sulla sorveglianza e l’intelligence straniera) che dal 1978 regola e limita le procedure di sorveglianza dei cittadini all’estero.

Il potere invasivo tecnologico e invasivo della NSA era avanzatissimo già negli anni ’60. Lo si scoprì durante lo scandalo che prima metà degli anni ’70 travolse Nixon. In quel contesto furono avviate numerose indagini per appurare se fossero stati commessi abusi usando la CIA e la NSA. La Commissione Church (dal nome del senatore Church che la guidò) scoprì un complotto della CIA approvato dal presidente John F. Kennedy, per uccidere Fidel Castro. L’inchiesta portò alla luce numerose intercettazioni legali effettuate dalla NSA ai danni di cittadini americani.

Le intercettazioni abusive, con la scusa del terrorismo, sono proseguite anche sotto la presidenza di George W. Bush, come riportato dal New York Times in un articolo del 16 dicembre 2005. Il presidente Bush avrebbe ordinato alla NSA di spiare le utenze telefoniche dei cittadini statunitensi che chiamavano all’estero senza imporle l’obbligo di mettere al corrente la United States Foreign Intelligence Surveillance Court, ovvero l’organo di controllo a garanzia dei diritti costituzionali dei cittadini USA. In difesa di Bush fu detto che la prevenzione di possibili azioni terroristiche contro il popolo americano aveva priorità rispetto a qualsiasi legge a favore della privacy.

Neanche sotto Obama a quanto pare è cambiato qualcosa. Secondo quanto riportato nel 2009 dal New York Times, la NSA avrebbe intercettato comunicazioni di semplici americani e membri del Congresso. Le motivazioni non sono state ancora fornite. Secondo il Wall Street Journal la NSA acquisterebbe informazioni anche da servizi segreti dai altri paesi. Di conseguenza avrebbe attualmente il controllo su tutti i trasferimenti di denaro, le transazioni con carte di credito i viaggi e addirittura le e-mail domestiche e le semplici ricerche su Internet.

Ma non è tutto. Una delle funzioni principali della NSA è la creazione di codici in grado di proteggere le sue informazioni e, nel contempo, di programmi capaci di decriptare i codici altrui. Algoritmi come DES, AES e SHA hanno lo scopo di proteggere i dati. Sembrerebbe che il DES (Data Encryption Standard), usato a suo tempo sia dal governo che dalle banche a tutela della privacy dei contenuti delle comunicazioni, sia stato in qualche modo “indebolito” fin dalla nascita da agenti della NSA al fine di facilitare la decodificazione. Il tutto sarebbe avvenuto nel 1970 durante la realizzazione del DES da parte della IBM. Il sospetto di un’ingerenza della NSA nasce dal fatto che l’agenzia ha suggerito alcune precise modifiche ha suggerito alcune precise modifiche all’architettura dell’algoritmo.

La declassificazione nel 2009 di alcuni documenti top secret ha confermato che effettivamente lavorò a stretto contatto con la IBM per potenziare gli algoritmi. La NSA “convinse” l’IBM a ridurre la lunghezza delle chiavi di cript da 64 a 48 bits. Tenendo presente che la potenza di un algoritmo dipende anche dalla chiavi usate, è chiaro che c’è stato un indebolimento. Il DES è stato in seguito sostituito dall’AES (Advanced Encryption Standard). La NSA ha certificato la funzionalità di questo algoritmo come protezione delle informazioni classificate, ma è lecito supporre, a rigor di logica, che un’agenzia di spionaggio non certifichi l’utilizzo di qualcosa che lei non potrebbe decifrare.

La NSA è accusata di spiare ogni computer statunitense, di avere mappato segretamente il cervello umano di mezzo milione di americani e di averne creato un database che ne conterebbe le decodifiche, nonché di aver sviluppato e usato suoni subliminali che agiscono direttamente sulla corteccia cerebrale producendo immagini e pensieri, alterazioni dell’umore e addirittura il controllo delle azioni.

 

 

L’ESPANSIONE DELLE TECNOLOGIE INVASIVE[13]

 

 

Sotto il pretesto della sicurezza di sta espandendo anche a livello ufficiale (e operativo, non solo di proposte) l’inserimento di corpi estranei di oggetti estranei nel corpo umano. Si tratta di un circuito integrato biocompatibile applicato nel tessuto sottocutaneo, controllato da un computer satellitare. Ha le dimensioni inferiori di un chicco di riso ed è dotato di una scheda tecnica con tutti i dati individuali. Le applicazioni a livello sociale saranno individuali: dalla tessera sanitaria alla carta di identità, mentre in tutte le i paesi costituenti le metropoli imperialiste il controllo elettronico dei dati sensibili di ogni individuo è già in atto. Sul Corriere della Sera del 15 febbraio 2015 si legge “Macché badge: l’azienda che innesta un microchip ai dipendenti. Inserito tra pollice e indice, serve per aprire porte, fotocopiare documenti o pagare il caffè al bar. È impiantato su base volontaria”.[14] Quest’articolo non parla di un progetto futuro nato dalla mente più o meno malata di un complottista ma è una realtà per i dipendenti un azienda svedese la Epicenter di Stoccolma. Notizia emersa da un inchiesta di un reporter della BBC, Rory Cellan-Jones.[15] Questo processo è in atto da tempo. Sempre sul Corriere della Sera del 19 luglio 2003 si ha notizia che il chip sottocutaneo è sbarcato in Messico e si prevedeva che in un anno sia comprato da almeno 10.000 persone.[16]

Altra notizia: il 26 agosto 2014 Obama ha annunciato 18 nuovi provvedimenti per migliorare i programmi di tutela e cura della salute dei soldati e dei veterani dell’esercito americano.[17] Tra i diversi punti, che prevedono tra le altre cose l’estensione degli investimenti per la prevenzione dei suicidi dei militari, è stato presentato un programma di ricerca che durerà cinque anni – e per cui sono stati stanziati fondi per 78,9 milioni di dollari – per sviluppare nuove neurotecnologie mini-invasive che dovrebbero aumentare la capacità del corpo umano e del cervello di indurre la guarigione. Il progetto si chiama ElectRx ed è condotto dal DARPA. Il Washington Post ha spiegato che gli Stati Uniti stanno cercando di produrre dei chip che intervengano sul sistema nervoso, per aiutare i soldati a guarire più velocemente da diversi tipi di malattie, dall’artrite al disturbo post-traumatico da stress (PTSD), sfruttando biosensori e componenti elettromagnetici che controllino gli organi.

Questa ricerca fa parte della “Brain Initiative”, un programma voluto dal governo per “rivoluzionare la nostra conoscenza del cervello umano”, per sviluppare nuove neurotecnologie e per cercare di mappare il cervello. Già nel maggio 2014 il DARPA aveva annunciato di volere costruire piccoli chip da impiantare nel cranio di chi soffre di PTSD e altri disturbi psichiatrici, per “facilitarne la guarigione”. Al progetto, chiamato Systems-Based Neurotechnology for Emerging Therapies (SUBNETS), stanno lavorando ricercatori dell’università della California, di San Francisco e del Massachusetts General Hospital di Boston. È pensato soprattutto per i veterani di guerra, e consiste nel trovare il modo di creare una tecnologia in grado di insegnare al cervello a rimuovere gli schemi mentali che causano il disturbo. I ricercatori del DARPA avevano spiegato che il programma si basa sulla stimolazione cerebrale profonda, un trattamento utilizzato per curare alcuni casi di morbo di Parkinson. L’idea è che il cervello non sia un organo “finito”, ma “plastico”, e quindi che in certi casi è possibile intervenire per modificarne il funzionamento.

Doug Weber, il coordinatore del programma ElectRx, ha paragonato i chip che stanno sviluppando a dei piccoli pacemaker “intelligenti”, che “valuteranno continuamente le condizioni del paziente e forniranno stimoli studiati per aiutare a mantenere un corretto funzionamento degli organi, aiutandolo a guarire e a restare in salute utilizzando il loro stesso corpo”. Il sistema nervoso periferico monitora costantemente le condizioni degli organi del corpo umano, aiutando a regolarne le reazioni biologiche a infezioni e ferite. Se questo processo di regolazione è alterato da una lesione o da una malattia, può succedere che i segnali inviati dal sistema nervoso periferico aumentino i sintomi di una patologia, provocando dolori, infiammazioni o disfunzioni immunitarie. I ricercatori del DARPA ritengono quindi che certi problemi di salute possano essere curati con più efficacia agendo con delle precise modulazioni sul sistema nervoso periferico, e che questo metodo possa funzionare meglio rispetto a quelli più convenzionali.

Il nome di “Sistema di Gamma Acustica Silenziosa (SSSS)”, ai più non dice niente. Ma se aggiungiamo l’espressione trasmissione tv digitale, qualcuno ricorderà la fretta per espanderla. Chi non rammenta la premura che hanno avuto anche in Italia, nel far sì che in un arco di tempo breve il segnale digitale raggiungesse ogni regione dello del nostro paese?

Per il Dipartimento della “Difesa” degli Stati Uniti d’America è il “Sistema di gamma acustica silenziosa, chiamato Squad (squadra, sezione). Nel settore privato questa tecnologia è denominata sistema silenzioso di presentazione subliminale (Silent Subliminal Presentation System).[18]

In materia vengono usati nomi ingannevoli come parlare… cervello… subliminale… silenziosa (Speak Brain Silent Subliminals) per i prodotti basati su SSSS. In qualsiasi modo chiamiate questa tecnologia, SSSS usa un programma subliminale che emette delle onde a frequenze molto alte e potenti (Ultra High Frequency) UHF, inserendo dei messaggi direttamente nel subconscio umano.

E’ stato perfezionato due decenni fa dal Dipartimento della “Difesa” U.S.A. ed è stato testato sui soldati dell’esercito di Saddam Hussein durante la guerra del golfo del 1991. E in seguito anche in Somalia.

SSSS è un’arma proibita a livello internazionale, sviluppata per una missione particolare: il graduale e totale controllo della popolazione.

La tecnologia bellica SSSS dello zio Sam è collegata al nuovo sistema digitale tv.    Vale a dire: può entrare nella mente della popolazione inconsapevole. Può essere amplificata con tanti dispositivi inclusi H.A.A.R.P. e le torri di GWEN (Ground Wave Emergency). Tradotto: significa centrare l’intera popolazione del pianeta Terra. Il raggio di questa tecnologia attraverso i riscaldatori ionosferici (stazioni fisse e mobili) che sparano onde Elf nella ionosfera, poi rifratte sulla Terra, investono tutte le popolazioni senza distinzioni di confini statali. Il fenomeno sta accadendo sotto i nostri occhi distratti e penetrando nelle nostre menti, tranne che in quelle dei negazionisti, appunto dementi irreversibili.

Ma l’aspetto più pericoloso di SSSS è di non essere identificabile da chi è preso come bersaglio, perché esso trasmette il suo programma direttamente nel cervello umano tramite il senso dell’udito, delle frequenze non percepibili come suono. Ognuno di noi sul pianeta è sensibile al controllo della mente da SSSS. Le onde UHF possono essere trasmesse su lunghe distanze da fonti lontane e possono attraversare muri e oggetti come se non ci fossero, Le frequenze usate per la trasmissione TV si dividono in due gamme: VHF (Very High Frequency: frequenze molto alte) e UHF (Ultra High Frequency: frequenze ultra alte). SSSS è stato progettato per usare le UHF come onde portanti.

Comunque la cosa più insidiosa è il fatto che collegando degli schemi di un elettroencefalogramma (EEGs) di un individuo a dei super computers, questi possono essere digitalmente alterati ed archiviati per essere ritrasmessi via digitale UHF. Questo super computer può identificare ed isolare dal cervello gruppi di emozioni a bassa ampiezza, sintetizzarli ed archiviarli su un altro computer. In altri termini, studiando le caratteristiche delle onde cerebrali che si verificano quando un soggetto sperimenta un’emozione particolare, gli scienziati hanno identificato il modello di onda (frequenza) concomitante del cervello. Così possono adesso duplicarlo. Questi gruppi di emozioni firmati e modificati possono essere trasmessi da frequenze portanti come le UHF direttamente al cervello. Dove questi vettori silenziosi possono innescare la stessa emozione in un altro essere umano. In altre parole se il gruppo di emozioni trasmette un sentimento di disperazione, questo sarà direttamente alimentato nel cervello (cavia) tramite onde radio invisibili.

Il meccanismo che altera la mente si basa su una tecnologia portante subliminale: Spread Spectrum silenzioso suono (SSSS). È stata sviluppata da Oliver Lowery di Norcross, Georgia, ed è descritta nel brevetto US # 5.159.703, “Silent Subliminal Presentation System”, datata 27 ottobre 1992. Nell’abstract del progetto è scritto: “Un sistema di comunicazione silenzioso in vettori non-fonetiche, nell’intervallo molto basso o molto alta frequenza audio o nell’adiacente spettro di frequenza ultrasonica sono in ampiezza o frequenza modulate con l’intelligenza desiderata e propagate acusticamente o vibrazionalmente, per incentivo in cervello, tipicamente attraverso l’uso di altoparlanti, cuffie o traduttori piezoelettrici. Le portanti modulate possono essere trasmessi direttamente e in tempo reale o possono essere comodamente registrati e conservati su supporti meccanici, magnetici o ottici per la trasmissione differita o ripetuta a chi ascolta”.[19]

Su Revolution (anno 2012) Dieter Broers, ricercatore in neurologia afferma che:

Uno dei nostri risultati più sorprendenti è stato che le onde cerebrali dei soggetti partecipanti al test possono essere modificate attraverso l’esposizione del cervello alle onde elettromagnetiche. Abbiamo poi scoperto che potremmo anche controllare le onde cerebrali dei soggetti con l’uso di questi campi, per esempio elevando una frequenza cerebrale da 10 Hz a 12 Hz, utilizzando un campo elettromagnetico esogeno di 12 Hz. I campi di forza specifici e i livelli di intensità dei campi di forza inducono delle percezioni che altrimenti possono essere indotte dalla somministrazione di sostanze psicoattive. Un normale campo geomagnetico ci permette di mantenere un normale stato di coscienza vigile, compreso il nostro senso del tempo, mentre un campo geomagnetico gravemente anormale, o l’assenza di un campo magnetico terrestre, provoca degli stati mentali anormali e uno squilibrio del nostro senso del tempo. In altre parole, l’effetto dei disturbi geomagnetici è molto simile a quello dell’assunzione di droghe allucinogene”.[20]

Un’altra affermazione disarmante è stata fatta nello studio ON THE POSSIBILITY OF DIRECTLY ACCESSING EVERY HUMAN BRAIN BY ELECTROMAGNETIC INDUCTION OF FUNDAMENTAL ALGORITHMS (anno 1995). L’autore che si riferisce all’atmosfera di Gaia, è lo scienziato M.A. Persinger della Laurentian University: “Negli ultimi vent’anni (Persinger, Ludwig, & Ossenkopp, 1973) è emerso un potenziale che era improbabile in passato ma che è ora marginalmente attuabile. Questo potenziale è la capacità tecnica di influenzare direttamente la maggior parte dei circa sei miliardi di cervelli della specie umana senza la mediazione delle modalità sensoriali classiche, mediante la generazione di informazione neurale all’interno di un mezzo fisico entro il quale sono immersi tutti i membri della specie”.[21]

Gli stimoli sublimali (sotto soglia) contrariamente agli stimoli sovraliminali, sono tutti gli stimoli sensoriali al di sotto della soglia assoluta della soglia della percezione cosciente di un individuo.

Nel 2007 come parte della “Ipnosi, innesco subconsciente e branding” 1.400 delegati sono stati esposti al film Picnic con 30 inserti subliminali in un periodo di 90 secondi.

Quando fu loro chiesto di scegliere uno dei due marchi di fantasia, Delta e Theta, l’81 per cento di essi scelse il brand suggerito dai tagli subliminali, Delta. Gli stimoli visivi possono essere velocemente flashati prima che un individuo sia in grado di elaborarli, o flashati e poi mascherati, interrompendo così il processo. Gli stimoli uditivi possono essere riprodotti al di sotto del volume udibile, analogamente mascherati da altri stimoli o registrati al contrario in un processo chiamato backmasking.

Jeff Rense in “Educate Yourself” del 22 Dicembre 2008 offre una panoramica di una tecnologia psicotronica segreta del Pentagono conosciuta come Silent Sound Spread Spectrum pienamente operativa dal primi anni ’90: “Gli effetti fisici, emotivi e psicologici di questa tecnologia furono così gravi che 75.000 e poi altri 125.000 (o più) membri delle truppe irachene uscirono dai loro bunker nel mezzo del deserto, sventolando bandiere bianche e cadendo in ginocchio davanti alle truppe statunitensi, baciando letteralmente gli stivali o le mani ai loro persecutori. Perché avrebbero mai dovuto farlo se questi veterani della guerra in Iran avevano promesso la “madre di tutte le battaglie”? Il 23 Marzo 1991 fu data una breve notizia sotto forma di servizio per un bollettino della ITV News Bureau Ltd, dal titolo La Guerra Psicologica High-Tech arriva in Medio Oriente “Operazione Desert Storm” in Iraq, in cui si scriveva che “un programma incredibile e altamente classificato di psy-ops che utilizza tecniche di ‘Silent Sound’ è stato implementato con successo”.[22]

Subliminalmente, una potente tecnologia era al lavoro. Un sofisticato sistema elettronico ideato per ‘parlare’ direttamente alla mente dell’ascoltatore, per alterare e trascinare le sue onde cerebrali, per manipolare i suoi modelli elettroencefafalografici (EEG) e quindi impiantare artificialmente stati emotivi negativi – sentimenti di intensa paura, ansia, disperazione e senso di impotenza sono stati creati nelle truppe irachene. Esso impianta tali emozioni nelle loro menti”.

Sound of Silence” è una parola in codice militare e di intelligence che definisce alcune armi psicotroniche di controllo mentale di massa, ampiamente utilizzata dall’esercito degli Stati Uniti. Questa arma segreta che altera la mente è basata su una cosa che si chiama tecnologia subliminale a vettore o Silent Sound Spread Spectrum (SSSS). Essa è descritta nel brevetto statunitense n. 5.159.703 – “Silent Subliminal Presentation System” per uso commerciale nel 1992. L’abstract del brevetto recita: “Un sistema di comunicazione silenziosa in cui i vettori non acustici, nella gamma di frequenze molto basse (ELF) o ad altissima frequenza audio (VHF)… si propagano acusticamente o per via vibrazionale, per induzione nel cervello, in genere attraverso l’uso di altoparlanti, cuffie, o trasduttori piezoelettrici”.

Questo dispositivo, il “Sound of Silence”, consente l’impianto ingiustificato di pensieri specifici ed emozioni in ignari esseri umani. In breve, ha la capacità reale di trasformare gli esseri umani in semplici marionette nelle mani di alcuni “controllori”, o burattinai.

I televisori di Stati Uniti e Canada sono diventati digitali al 100 per cento (obbligatori dal febbraio 2009 ma ormai siamo costretti al loro utilizzo anche in Italia), implementando il loro uso dei segnali delle frequenze Sound of Silence (al fine di collegare con successo le torri GWEN), che permetteranno il controllo illimitato, completo e massiccio della mente e della coscienza dei popoli. Esistono solide prove che alcuni elitisti progettano di estendere definitivamente la capacità di questa tecnologia H.A.A.R.P. fino a comprendere tutte le persone in ogni continente.

Secondo l’US Air Force (anno 1982), le onde ELF hanno un numero di potenziali usi militari, tra cui: “il controllo della folla, il controllo della sicurezza delle installazioni militari, e delle tecniche anti-uomo nella guerra tattica – e la produzione di una distorsione percettiva o disorientamento da lieve a grave”.

Le prime ricerche in effetti di stimolazione visiva e uditiva subliminali sono esemplificate da US Pat. No. 3.060.795 di Corrigan, et al. 3.278.676 e di Becker. US Pat. No. 4.395.600 di Lundy e Tyler è rappresentativo di successivi sviluppi nelle tecniche di messaggi subliminali di oggi.

Ci sono denunce, provenienti dall’interno degli apparati che gestiscono questo sistema del controllo mentale.

L’ex agente dell’MI5 Barrie Trower è un fisico che ha lavorato per i servizi segreti britannici.

Ha rivelato segreti circa l’enorme pericolo inerenti l’nquinamento elettromagnetico, le onde scalari e le radiazioni a microonde sia del nostro telefono cellulare che nella tecnologia Wi-Fi.

Egli ha rivelato, inoltre, come i vari servizi segreti utilizzino, per i loro sporchi scopi, le microonde in tutto il mondo, essi infatti possono influenzare i corpi delle persone, compreso il cervello. Possono provocare dolore in tutto il corpo e malattie, anche attacchi di cuore e ogni forma di cancro.

Essi possono controllare la mente leggendo i pensieri delle persone che sono colpite, oppure modificarli, spiare nella memoria, modificarla o cancellarla. Possono controllare a distanza un uomo totalmente senza che egli se ne renda conto. La gente può essere programmata per essere usata come una vera e propria telecamera vivente, un killer o una macchina del sesso.

È facile per loro far sentire le voci nelle teste delle persone.

Il telefono cellulare e wireless per internet, possono causare danni da radiazione non solo per noi, per i nostri figli e la natura, ma anche per le generazioni future in un modo così orribile, che tra qualche generazione, moltissime donne avranno perso la loro fertilità.

Il Dr. Barrie Trower è sconvolto per il fatto che gli scienziati britannici (e no solo loro ovviamente) hanno licenza di uccidere con queste tecnologie, infatti esse sono state usate su centinaia di cavie umane innocenti, e ovviamente l’hanno sempre fatta franca.[23]

 

 

 

 

 CONSLUSIONI PROVVISORIE

 

 

In tutto il mondo, stanno emergendo denunce sull’utilizzo segreto e illegale da parte di servizi segreti e militari di questo tipo armamenti che utilizzano tecnologie invasive.

Dalle denunce emerge una realtà tragica: ci troviamo di fronte a una sporca Guerra elettronica, non dichiarata, in cui le vittime sono in gran parte donne.

Una denuncia dell’Associazione contro ogni forma di controllo ed interferenza mentale e neurofisiologica (ACOFOINMEN)[24] dell’otto marzo 2014 afferma che in Italia sempre più donne, sono sistematicamente torturate, fatte impazzire e violentate:

 

  • Con danni corporei inflitti a distanza.
  • Con controllo mentale a distanza.
  • Con minacce di metterle in TSO se denunciano qualcosa. Ovviamente molte delle loro denunce, a volte, sono confuse, poiché sono persone normalissime che si vedono attaccate in questa maniera.
  • Con danni alla struttura ossea delle vittime, che accelerano l’invecchiamento e portano a morte precoce.
  • E con violenza sessuale a distanza.   A questa guerra non dichiarata, bisogna reagire. Come proposte minime per la costituzione di un fronte unitario, ritengo siano ancora valide le proposte che fece l’ACOINMENEF nello stesso comunicato:
  • Aprire una commissione parlamentare di inchiesta, senza alcun psichiatra, che si complice a questo sistema di tortura.
  • Votare una legge contro la tortura fisica psicofisica e mentale, prevedendo risarcimenti molto significativi e leggi di tutela della invalidità acquisita, leggi di tutela speciale alle vittime di questi trattamenti, e condanne pesanti per i colpevoli.
  • Riconoscere ufficialmente a livello istituzionale l’esistenza di queste pratiche e denunciarle apertamente, informando la popolazione dei rischi che comportano per la collettività.
  • Mettere al bando le armi a energia diretta in Italia ed emettere leggi fortemente punitive per chi le importa, fabbrica, utilizza in Italia.
  • Mettere a disposizione delle vittime in ogni regione italiana una clinica specializzata per l’asportazione delle protesi illegittimamente innestate.
  • Mettere a disposizione del pubblico in ogni Comune degli ambienti schermati e protetti da qualsiasi dorma di radiazione ed irraggiamento, delle zone che siano bonificate dalle trasmissioni radio e telefoniche e di qualsiasi altro genere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Uso questo termine per rendere più semplice e comprensibile quello che voglio dire. Anche se personalmente lo ritengo non scientifico poiché cancella la natura di classe dei vari regimi politici.

 

[2] Idealista nel significato preciso che secondo questa concezione il movimento della società sarebbe determinato dalle idee, dalle immagini, dalle suggestioni comunicate dalle classi dominanti.

 

[3] Gocce di sole nella città degli spettri, R. Curcio, A. Franceschini; prefazione di Pio Baldelli. – Roma: Corrispondenza internazionale, stampa 1982. – XVI, 285 p.; 17 cm. ((Suppl. a: Corrispondenza internazionale, 1982, n. 20-22. – Allegato: Comunicato del Comitato per la liberazione di Carmine Fiorillo.

 

[4] La concezione della società come sistema (il famoso “Piano del Capitale” contrasta nettamente con la concezione materialistico dialettica. Secondo quest’ultima:

  • La società borghese è unità dialettica di elementi contrapposti (come capitale e lavoro).
  • La trasformazione della società borghese è determinata proprio dalle sue contraddizioni.
  • Le istituzioni politiche, le concezioni giuridiche e le espressioni culturali delle società borghesi sono determinate dalla loro struttura materiale.

 

 

[5] Nel 2011 il vicedirettore della CIA, Christopher Sarinsky in un intervento riguardante Facebook affermò che: “Dopo anni di segreto monitoraggio del pubblico, siamo stati stupiti che tante persone pubblicizzano volentieri dove vivono, le loro opinioni religiose e politiche, un elenco in ordine alfabetico di tutti i loro amici, indirizzi email personali, numeri di telefono, centinaia di foto di sè stessi, e anche gli aggiornamenti di stato su quello che stavano facendo momento per momento. E’ veramente un sogno che diventa realtà per la CIA”. http://muscvlvs.blogspot.it/2011/03/il-vicedirettore-della-cia-ammette-che.html   https://www.youtube.com/watch?v=8G28TTRjQV0

E’ vero su come le persone socializzano e condividono i propri dati personali ogni giorno. La CIA utilizza questo vantaggio più le applicazioni su Facebook e le caratteristiche che offre, come “il suggerimento degli amici” che permette all’agenzia di andare più in profondità nella rete. Come si dovrebbe sapere che Mark Zuckerberg, ha un nome in codice datogli dalla CIA: “Overlord”, come se fosse un agente! Come è vero che la CIA con Facebook e Mark Zuckerberg ha permesso al governo americano di risparmiare milioni di dollari, dato che taglia drasticamente i costi dell’agenzia.

Per il giornalista Hodgkinson, i legami di Facebook con la CIA passano attraverso Jim Breyer, uno dei tre principali partner che ha investito nella rete sociale 12,7 milioni di dollari nell’aprile 2005, socio nel fondo di capitali Accel Partners, membro direttivo di giganti come Wal-Mart e Marvel Entertainment ed ex presidente della National Venture Capital Association (NVCA), che si caratterizza nell’investimento sui giovani talenti. L’ultimo round di finanziamento per Facebook è stato condotto da una società finanziaria denominata Greylock Venture Capital, che ha immesso 27,5 milioni di dollari”, ha scritto Hodgkinson. “Uno dei principali partner della Greylock si chiama Howard Cox, altro ex presidente della NVCA ed anche lui nel consiglio di amministrazione di In-Q-Tel“.

   “Che cosa è In-Q-Tel?” si chiede Hodgkinson, “Bene, che ci crediate o meno (e verificatelo sul loro sito web) è un fondo di capitali a rischio della CIA”. Creato nel 1999, la sua missione è di “identificare e associarsi alle aziende che stanno sviluppando nuove tecnologie per contribuire a fornire soluzioni alla Central Intelligence Agency“.

   Il sito web di In-Q-Tel raccomandato da Hodgkinson è molto esplicito: “Nel 1998, il direttore della Central Intelligence (DCI) ha individuato la tecnologia come una delle massime priorità strategiche, direttamente collegata al futuro progresso tecnico dell’agenzia, per migliorare le missioni di raccolta e analisi. La direzione del Dipartimento di Scienza e Tecnologia ha ideato un radicale progetto per la creazione di una nuova società che consentirebbe all’agenzia di migliorare l’accesso all’innovazione nel settore privato“. http://www.resistenze.org/sito/te/cu/li/culi9f23-005283.htm

Altre note e fonte in merito a questo argomento:

 2009 Forbes relazione: http://www.forbes.com/lists/2009/10/billionaires-2009-richest-people_The-WorldsBillionaires_CountryOfCitizen_18.html

http://www.infragard.net

http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook

http://www.iqt.org/about-iqt/history.html

 

[6] http://crombette.altervista.org/testi/4218.pdf

 

[7] La metafisica è quella parte della filosofia che, andando oltre gli elementi contingenti dell’esperienza sensibile, si occupa degli aspetti ritenuti più autentici e fondamentali della realtà, secondo la prospettiva più ampia e universale possibile. Essa mira allo studio degli enti «in quanto tali» nella loro interezza, a differenza delle scienze particolari che, generalmente, si occupano delle loro singole determinazioni empiriche, secondo punti di vista e metodologie specifiche.

Nel tentativo di superare gli elementi instabili, mutevoli, e accidentali dei fenomeni, la metafisica concentra la propria attenzione su ciò che considera eterno, stabile, necessario, assoluto, per cercare di cogliere le strutture fondamentali dell’essere. In quest’ottica, i rapporti tra metafisica e ontologia sono molto stretti, tanto che sin dall’antichità si è soliti racchiudere il senso della metafisica nell’incessante ricerca di una risposta alla domanda metafisica fondamentale «perché l’essere piuttosto che il nulla?».

All’ambito della ricerca metafisica tradizionale appartengono problemi quali la questione dell’esistenza di Dio, dell’immortalità dell’anima, dell’essere “in sé”, dell’origine e il senso del cosmo, nonché la questione dell’eventuale relazione fra la trascendenza dell’Essere e l’immanenza degli enti materiali (differenza ontologica).

 

[8] Un telefilm proveniente dagli USA Numb3rs si basa sulla storia dell’agente FBI Don Eppes (Rob Morrow) che un giorno decide di coinvolgere il fratello Charlie Eppes (David Krumholtz), genio della matematica, nella risoluzione di alcuni tra i casi più complicati del Federal Bureau of Investigation.

Ispirata da avvenimenti realmente accaduti, Numb3rs è la prima serie televisiva che mostra come la matematica applicata al lavoro della polizia conduca alla soluzione di casi criminali apparentemente irrisolvibili.

Ebbene non solo negli USA ma anche in Italia si applica la matematica ai fini di interventi di polizia. Lorenzo Talamelli, un maresciallo dei Carabinieri che opera nel RIS spiega in un intervista il ruolo della matematica a scopo investigativi (criticando però il telefilm made in USA come fuorviante). http://maddmaths.simai.eu/persone/lorenzo-talamelli-la-matematica-combatte-il-crimine

 

[9] www.nsa.com

 

[10] Adam Kadmon, ILLUMINATI Viaggio nel cuore nero della COSPIRAZIONE MONDIALE, PIEMME, 2013, Milano, p.p. 149-150.

 

[11] https://it.wikipedia.org/wiki/National_Security_Agency

 

 

[12] Adam Kadmon, ILLUMINATI Viaggio nel cuore nero della COSPIRAZIONE MONDIALE, PIEMME, 2013, Milano, p. 153.

 

[13] Dati presi da controllo TOTALE di Gianni Lanes Contributo per la conferenza nazionale delle vittime di torture tecnologiche e controllo mentale, Bologna 19 giugno 2016.

 

[14] http://www.corriere.it/tecnologia/15_febbraio_01/azienda-innesta-microchip-dipendenti-594f38c8-aa07-11e4-a06a-ec27919eedf1.shtml

 

[15] http://www.bbc.com/news/technology-31042477

 

[16] http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2003/07_Luglio/19/chip.shtml

 

[17] http://www.ilpost.it/2014/08/28/microchip-cervello-usa

 

 

[18] http://portalemisteri.altervista.org/blog/tecnologie-di-controllo-il-sistema-di-gamma-acustica-silenziosa-ssss

 

[19]                                                                C.s.

 

[20]                                                                C.s.

 

[21]                                                                C.s.

 

[22] http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/01/spegnete-la-televisione-stanno.html

 

[23] http://www.ecplanet.com/node/1389

 

[24] www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org

L’ENTITA’ X

•marzo 7, 2017 • Lascia un commento

 

   Ci sono storie dove la realtà sembrerebbe essere tratta da un romanzo, quella inerente Giuseppe Cambareri è una di queste.

Giuseppe Cambareri, massone, appartenente ai Rosacrociani d’America e al Fronte internazionale antibolscevico, collaboratore dei servizi segreti americani dal 1939,[1] era nato a Solano di Scilla (Reggio Calabria) il 29 maggio 1901 e si è spento a San Paolo (Brasile) nel 1972. Operò nelle sfere dello Stato Maggiore italiano e fu in stretto contatto coi generali Pietro Badoglio e Giacomo Carboni,[2] coi massimi dirigenti dei servizi segreti italiani e del Vaticano. In Brasile fu in stretto contatto col presidente Getullio Vargas.

Giuseppe Cambareri era discepolo del dr. Arnold Krumm[3] – Eller Sovrano commendatore della Fraternità Rosicruciana – Sommo Supremo Santuario di Berlino.

Nella località di San Paolo il 27 febbraio 1933 fonda la prima Loggia della Augusta Fraternità Bianca Rosa Croce Antica.

E proprio in questo periodo che Giuseppe Cagliostro (egli si considerava la reincarnazione di Cagliostro) Cambareri entra in contatto con Damenia Magarios, la sposa e insieme ad altre persone fonda una seconda Loggia, a Rio de Janeiro il 27 luglio 1933m chiamata Aula Lucis Cagliostro.

Cambareri tornò in Europa il 30 settembre 1933, e nel 1938 a Roma incontra Jole Fabbri Vallicelli e nasce ufficialmente la Fratellanza Bianca Universale dell’Arcangelo Mikhael. Joel sostiene di essere in contatto con un entità che lo chiamava Maestro Ergos.

Nel 1943 gli incontri di questo cenacolo che ruotava intorno al Cambareri erano in località Rocca di Papa, a Villa San Michele. In questa località si incontravano coloro che organizzavano la resistenza monarchica a Roma ed esponenti del SIM (Servizio Segreti Militari). Molto probabilmente Cambareri era un inviato dai servizi segreti anglo americani[4] e Carboni (capo della SIM) ne eseguiva gli ordini. C’è un forte sospetto che alla caduta del fascismo con un colpo di Stato monarchico sia avvenuta per indicazioni di alcune Ur-Lodges (superlogge internazionali). Esse hanno origine dal coordinamento internazionale di molte logge all’inizio del XIX secolo, non solo all’interno dell’organizzazione rituale massonica, ma anche al di fuori di essa, per via dell’impegno di molti massoni verso un mutamento profondo delle istituzioni politiche dell’epoca nel senso democratico e liberale.

Secondo Magaldi l’autore che nel libro Massoni, società a responsabilità illimitata, questa cupola di superlogge sovranazionale, che vantano l’affiliazione di presidenti, banchieri, industriali sarebbe 36 e sono divise tra di loro tra di loro tra “progressiste” e conservatrici. Inoltre, sarebbero state loro a sponsorizzare le associazioni para-massoniche come la Trilateral e il Bilderberg.

C’è una forte possibilità che l’ordine iniziatico di cui Cambareri ne era l’emanazione abbia avuto dei rapporti con qualche Ur-Lodges.

Si potrebbe ipotizzare anche, che partendo dal fatto che molti che avevano cariche statali e in particolare dei servizi segreti appartenevano alla Massoneria, che il fascismo pur avendola sciolta (in particolare quella di matrice, liberale e socialista) collaborò con molti massoni (pensiamo ad Alberto Beneduce che ebbe un ruolo fondamentale nella gestione dell’economia italiana in particolare nell’intervento dello Stato nell’economia).[5]

Le personalità storiche del periodo che si riunivano a Villa San Michele erano: col. Vittorio Bogliani, Mario Badoglio (figlio del più famoso Maresciallo Pietro Badoglio), il figlio del proprietario del Messaggero, Nando Perrone, il col. Luigi Canu, i capitani Bino Bellomo e Giuseppe Stroppa, i capitani Bino Bellomo e Giuseppe Stroppa, i tenenti Raimondo Lanza, Alberti-Proia, Santoro, Rastrello, e il col. Maspero e Primo Sacropanti, Vincenzo Lanzone e altri, che una volta la settimana si riunivano in quella villa per ascoltare le parole del Maestro e il suo insegnamento.

Molti di questi personaggi politico militari finita la guerra, si trasferirono in Brasile, dove il Maestro aveva loro permesso la terra dove sarebbe dovuto sorgere il Tempio dedicato a Mikhael.

 

quale era la missione di Cambareri?

 

Cambareri era emigrato all’età di 10 anni, in America Latina dove si contraddistinguerà per spregiudicate operazioni imprenditoriali. Aderirà alla massoneria e avrà contatti con la Società Teosofica.

Nel 1919 era in Italia dove la era segnalato insieme alle squadracce fasciste per repressione antiproletaria e controrivoluzionaria (era il periodo del biennio rosso). Come molti esponenti dell’antifascismo borghese Cambareri fu un fiancheggiatore del fascismo.

Solo nel 1941, quando le sorti della guerra cominciavano a essere perdenti per l’Asse, questi personaggi che molto probabilmente seguivano le direttiva di qualche Ur-Lodges, organizzarono la resistenza al fascismo, usando quando servono, e in seguito estromettendoli dai vertici statuali, i socialisti non allenati e i comunisti.

Quindi la comparsa del Cambareri nelle vicende italiane non è iscrivibile solo al suo mandato da parte degli alleati occidentali nel 1939.  Il Cambareri appartiene a quella destra di ispirazione esoterica e cristiana, con mire universalistiche, che operava per la creazione di un governo internazionale, che aveva una visione della società come un corpo, dove ogni parte è inserita nel meccanismo, in armonia. Ciò corrisponde alla visione sociale di molte Ur-Lodges.

Seguendo le sue vicende politiche ed esoteriche del Cambareri si evince dei rapporti che esistono tra i vertici degli Ordini iniziatici ed esponenti della politica internazionale

Nella vita di vita Cambareri l’incontro con Arnold Krumm-Heller fu molto importante.

Arnold Krumm-Heller era un 33° grado della Massoneria scozzese di rito antico e accettato, 97° grado dell’Antico e primitivo del rito di Memphis e Misraim (Rito egizio) e molto probabilmente al 3° grado in qualche Ur-Lodges.[6]

Arnold Krumm-Heller fondatore della Fraternitas Rosicrociana Antiqua, emigrato in Germania, si dice che abbia ricevuto da Gerard Encaus[7] noto con lo pseudonimo di Papus e da Teodor Reuss  una sorta di delega per la diffusione di costituire società iniziatiche in America Latina.

Il Sudamerica acquisterà nel periodo tra le due guerre mondiali un’importanza esoterica e politica, qui si formeranno molte Logge e qui avverranno diversi incontri tra l’Élite politico e militare degli USA e quegli esponenti del mondo esoterico che per conto dei servizi segreti degli alleati occidentali svolgeranno dietro le quinte ruoli importanti durante la seconda guerra mondiale.

Perché proprio il Sudamerica? A livello esoterico si potrebbe ipotizzare che questo continente abbia un importanza per l’esoterismo per i vari ordini iniziatici.  Krumm-Heller si può ipotizzare che abbia ricevuto il compito di colonizzare esotericamente il Sudamerica, ma non è da escludere che egli era alla ricerca delle perdute conoscenze maya e degli altri popoli sudamericani. Non a caso in Perù Krumm-Heller sarà insignito del simbolico nome di Huiracocha. [8]

Un’ipotesi dell’importanza dell’America latina per gli ordini iniziatici sta nell’ipotesi della fondazione Delphos che i templari arrivarono in Patagonia grazie a delle mappe create secoli prima dai fenici. Secondo questa ipotesi i Templari partirono da La Rochelle per arrivare in Patagonia e fondarono città che poi le leggende indigene chiamarono “città dei Cesari”. Oltre alle leggende indigene furono trovati reperti archeologici tra i quali una pietra con scolpito una croce templare.[9]

Cambareri diventerà negli anni ’20 un discepolo di Krumm-Heller e come si diceva prima nel 1933 fonderà la Augusta Fraternità Bianca Rosa Antica.

Krumm-Heller aveva una visione politica collegata con l’esoterismo, secondo la quale l’avvento dell’Età dell’Acquario avrebbe portato l’umanità ad una nuova e maggiore consapevolezza spirituale e a un nuovo ordine mondiale basato sull’armonia. In questa visione c’era una lotta totale al materialismo, politicamente identificato con l’Unione Sovietica e il Movimento Comunista.

In una riunione in Germania Krumm-Heller e Crowley – che inizierà Cambareri del grado dell’Astra Argenteum – affidando al giovane Cambareri una missione, che dovrà svolgere nel teatro bellico italiano. Qui dovrà prendere contatti sia con i vertici militari, con fascisti e antifascisti (veri e falsi), per ordire i fili di un colpo di Stato contro Mussolini (visto per le classi dominanti in quel momento come inciampo) e nello steso tempo estromettere i comunisti dal futuro governo repubblicano, inserire gli uomini del fascismo nella nuova compagine politica, rinsaldare i contatti e l’influenza della massoneria nella società italiana. Cambareri avrà facilità di contatti e porte aperte, oltre che ingenti finanziamenti. Il suo operato fa parte dell’attività dietro le quinte dei servizi segreti angloamericani e da parte di molte Ur-lodges, insomma da parte di molti settori delle classi dominanti che dopo aver finanziato e appoggiato il nazifascismo come deterrente  contro l’avanzata del comunismo, in seguito vista la deriva guerrafondaia dell’Asse, decidono di farla finita con questi regimi ,ma si preoccuperanno di accaparrassi non solo le menti scientifiche del nazismo, ma di organizzare anche la fuga in Sudamerica di molti gerarchi del nazismo. È dentro questa trama entrano che bisogna vedere i rapporti di Cambareri con Peron e gli appoggi che il leader argentino ai nazisti. Anche in Italia i vecchi uomini del regime fascista entreranno nella nuova repubblica che si definisce nata “dalla resistenza” (quando sarebbe più corretto dire la repubblica italiana è nata dall’affossamento della Resistenza), con lo scopo di favorire la politica USA. Le commistioni strette tra alleati occidentali e nazifascismo sia prima che durante la guerra, sono la testimonianza del rapporto culturale ed economico tra i due campi che in quel momento si combattevano.

Il Supremo Consiglio Rosacruciano molto probabilmente come si diceva prima affidò a Cambareri una missione: contribuire a ricostruire in Italia le fila di un’opposizione che sia dentro che fuori fuori al fascismo e la ripresa della Massoneria in Italia, che era in sonno dopo i divieti mussoliniani. Molto probabilmente di questo Supremo Consiglio, ne facevano elementi della Massoneria inglese dell’Arco Reale, ordini iniziatici, come la Fraternitas Antiqua di Krumm Heller, Crowley in rappresentanza dell’esoterismo inglese, e gli stessi servizi segreti inglesi, rappresentati dalla Società Teosofica, la cui diffusione nel mondo era in parte un’emanazione dell’’Intelligent Service. Il primo ad aver compreso che Cambareri era l’emissario di una potente centrale oscura fu il conte Bino Bellomo che in quel periodo era un agente del SIM; nelle cui memorie descrisse la scelta del personale che veniva fatta nelle file dei servizi segreti: di preferiva reclutare tra il personale proveniente dalle file dell’Esercito – in particolare tra gli ufficiali che sono abituati ad eseguire gli ordini  e a non avere quella libertà di pensiero nonché di cultura per affrontare per affrontare le delicate missioni che avevano a che vendere anche con il capire la storia e la cultura del paese dove andava ad operare una centrale spionistica – elementi provenienti dalla cultura o dagli ordini professionali (avvocati, giornalisti, ingegneri ecc.)nonché dell’esoterismo, le cui società esoteriche, segrete per loro stessa natura, sono strutturalmente simili ai servizi segreti: a gradi concentrici, dove ogni grado ignora l’altro, organizzazioni verticistiche, i cui scopi ultimi sono conosciuti solo ai pochi elementi delle alte sfere. A ciò si deve aggiungere la predilezione dei codici, utilissimi nelle comunicazioni spionistiche.

Per tutto il ‘900 ci fu una stretta collaborazione tra servizi segreti e organizzazioni esoteriche, tanto che è difficile capire quanto l’una si servisse dell’atra, oppure quanto tra loro si si sovrapponessero fino ad apparire a volte come una cosa unica.

Cambareri già in Brasile molto probabilmente già lavorava per i servizi segreti della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.

Tuttora è difficile stabilire quale delle due missioni di Cambareri avesse avuto la preminenza: quella di organizzare la Resistenza in Italia per conto dei servizi segreti occidentali, oppure ricontattare e riorganizzare le massonerie italiane. Molto probabilmente entrambi gli scopi erano parte integrante di questa missione, in quanto solo attraverso il ricompattamento delle massonerie si sarebbe potuto creare quella centrale di comando della resistenza in Italia in senso moderato.

Se poi si parte dal fatto che la ricostituzione della Massoneria non era certamente vista come costruzione di una società iniziatica finalizzata alla perfezione individuale e collettiva dei propri aderenti e della società ma come costruzione di una lobby dei poteri economici e politici del paese.

Tutto questo dovrebbe aiutarci a capire molte delle incongruenze sull’operato di Cambareri. Egli in Italia all’inizio degli anni ’20 aveva fatto parte delle squadracce fasciste anche quando era in brasile aveva la tessera fascista. Tutto questo, in apparenza entrerebbe in conflitto con la visione che vede Cambareri come organizzatore della resistenza antifascista. Se si analizzassero bene le parti di questo puzzle, potrebbe svelare la loro precisa forma considerando che la borghesia italiana aveva non solo appoggiato il fascismo alla presa del potere, ma anche finanziato la sua ascesa al potere.  Solo quando la borghesia fu posta di fronte al fatto che la disfatta militare dell’Italia che potesse creare la condizione favorevole uno sbocco rivoluzionario (pensiamo agli scioperi del marzo ’43). E per questi motivi che sin dal 1941 inizieranno i rapporti segreti tra membri altolocati del regime fascista, della borghesia e dell’aristocrazia con i servizi segreti degli alleati occidentali.

Lo scopo della borghesia era giungere ad un compromesso: mantenere il regime, al massimo giungere a liberarsi di Mussolini, ed uscire dal conflitto che si stava rivelando disastroso da un punto di vista militare.

Quindi Cambareri opererà in questa funambolica missione, sempre in bilico tra il doppio e il triplo gioco, con l’unica visione precisa di servire gli interessi del capitale nazionale e internazionale, che ha trovato nelle società iniziatiche un punto di aggregazione.

Tutto ciò non deve stupire, poiché secondo Gioele Magaldi il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (GOD) tanto il Duce che il Führer giunsero al potere grazie all’aiuto grazie all’aiuto di alcuni apprendisti stregoni in grembiulino[10] desiderosi di imprimere una svolta autoritaria e oligarchica al mondo occidentale.[11] Senza dubbio c’è da rimanere stupefatti da una simile lettura della storia, considerato il fatto che tanto i fascisti quanto i nazisti misero ufficialmente al bando la libera muratoria. La realtà è invece come sempre più complessa di quanto apparentemente non appaia. Magaldi a sostegno della sua tesi porta dei dati di fatto. Mussolini fece del fascismo una specie di Gran Loggia di Stato affidando, come si diceva prima, non a caso al massone Alberto Beneduce il ruolo di supervisore dell’intera economia italiana; parimenti Hitler, dopo aver smantellato le logge massoniche ordinarie, delegò al massone Hialmar Schacht[12] il compito di riportare in auge il sistema industriale e finanziario germanico.

Inoltre per capire l’importanza che l’esoterismo e l’occultismo hanno avuto nel regime nazista, bisogna tenere conto che gli uomini del Führer trassero ispirazione da una precisa “dottrina segreta”: la Ariosofia.[13]

L’Ariosofia è una gnosi, coltivata specialmente nelle SS di Himmler, che nella campagna a poca distanza da Panderborn, in Vestfalia, nel castello Wewelsburg, creò quello definì l’omphalos, o ombelico del mondo, quello che doveva diventare il centro spirituale del suo impero personale. In questo castello, i migliori scienziati tedeschi si riunivano per dedicarsi a quello che definivano “ricerca pura”. Tra il 1939 e il 1944, Himmler stravolse la struttura del castello, anche al fine di ricavare una cripta che divenne il sancta sanctorum delle SS. Cripta che Himmler battezzò il Walhalla (nella mitologia nordico-germanica è il paradiso dei guerrieri).

Per inciso, Walhalla è anche il nome di una delle tre Ur-Lodges che si dice siano frequentate da Angela Merkel.[14]

Rimane sempre il motivo inquietante dare una risposta razionale all’olocausto ebraico. Una risposta difficilmente può essere data con le armi dalla razionalità (gli ebrei se mai erano più utili come schiavi che da morti), certamente ha influito molto l’antisemitismo profondo che esiste da secoli nell’Europa cristiana (“gli uccisoti del Cristo” e cosucce varie), ma dal mio punto di vista ritengo che il vero motivo profondo vada ricercato nell’ambito della filosofia occulta che era seguita da molti dei vertici del nazionalsocialismo. Molte dottrine sapienziali antiche, assorbite e riattualizzate dalle élite esoteriche del nazismo aspiravano la consumazione di sacrifici umani indispensabili per liberare “energie positive” a vantaggio dei sacrificatori.

Teniamo conto che il sacrifico rappresenta l’atto più sacro all’interno di ogni religione.

Nella religione vedica – per vedismo si deve intendere la religione e la cultura delle popolazioni indoeuropee denominate Arii – tutti gli esseri viventi ebbero origine dal sacrificio di Purusha, l’Uomo Primordiale, sembrato nell’atto della creazione del mondo. Questo smembramento è il simbolo del passaggio dall’unità alla molteplice, l’atto necessario affinché il mondo materiale possa iniziare ad esistere: si tratta che le cosmogonie religiose dell’antichità era patrimonio comune della conoscenza condivisa dell’umanità delle epoche passate.

Il rito sacrificale, è quindi, un elemento condiviso dalle religioni del passato (e del presente), che ricrea e ripete ogni volta quel sacrificio primordiale.

Scopo principale del rito è quello di dare nel mondo materiale le realtà celesti, e ripercorrere in terra le azioni dei mondi superiori creando un legame tra le diverse dimensioni

Questo elemento fondante non manca neanche nel Cristianesimo, la cui dottrina si fonda sul sacrificio per eccellenza, quella del Cristo figlio di Dio. IL Cristo ripercorre col suo gesto il sacrificio il gesto del sacrificio originario, ricrea in sé la divisione primordiale che condusse dall’unità al molteciple, ed in una dimensione a-temporale chiude il ciclo.

Per comprendere maggiormente il modo in cui il sacrifico ha assunto nel tempo una ulteriore valenza, è bene ricordare come il piano simbolico si contrappone a quello magico-utilitaristico.

Nel primo caso come già accennato. Il rito rappresenta in quel momento in cui la dimensione temporale si annulla e si ricrea in terra l’azione celeste, unendo in questo modo le due realtà e creando un legame tra i diversi mondi.

Nella visione magica, al contrario, il rito assume anche uno scopo “utilitaristico” e per mezzo del suo compimento gli officianti si attendono un responso: l’atto magico è propriamente questo, infatti, ovvero l’attendere un fenomeno a seguito una propria azione rituale, in contrapposizione con la teurgia che invece mira stabilire

I sacrifici umani, di conseguenza, appartengono al piano magico-rituale, e sono sempre stati effettuati nella convinzione che per mezzo di essi di ottenere benefici materiali in questo mondo.

L’uccisione di prigionieri di guerra di guerra eseguiti dai sacerdoti aztechi, i bambini immolati al Dio Moloch dalle antiche popolazioni semitiche, non può che portare alla conclusione che ogni sacrificio umano di cui la storia ci porta notizia è stato compiuto in attesa ad una contropartita contingente.

Secondo le scienza magiche, infatti, nell’atto del sacrificio entrano in gioco potenze psichiche dirompenti, e l’energia vitale della vittima può essere indirizzata affinché si possa compiere il proprio scopo, sia che si tratti di stimolare i venti che aiutino la partenza delle navi, che di allontanare la fine del mondo, oppure di affrettarla.

Aleister Crowley, che senza dubbio è stato uno dei principali maghi e occultisti, descrisse nel dettaglio il modo che possono essere compiuti i sacrifici, affinché le energie vitali liberate potessero essere ottimamente convogliate e utilizzate. Per correttezza di informazione, bisogna dire che Crowley può essere interpretato come una persona che amava a fare il malvagio per impressionare i lettori. Certi suoi comportamenti e affermazioni dovrebbero essere interpretate come un tentativo di scioccare le coscienze dell’epoca e che dietro quest’apparenza che puzzava di zolfo, nella realtà si nascondeva un profondo conoscitore della filosofia Yoga e delle tecniche yogiche, e un pioniere nella ricerca degli stati alterati di coscienza e nell’utilizzo “magico” delle ‘energia sessuale. Se poi si fa dei paragoni anche l’insegnamento di Gesù che predicava pace e amore è stato reinterpretato e sono nate le Cociate e creato l’Inquisizione.

I sacrifici, quindi, lungi dall’appartenere continuano ad essere officiati anche nei nostri tempi, in modi invero più subdoli ed assai più subdoli c’è e assai meno visibili, rispetto a prima. Si potrebbe dire che c’è una sorta di nuova religione luciferina (e per luciferina non intendo satanico ma di chi vuole portare la luce, ritengo sbagliato dare definizioni demonologiche) che cerca di imporsi, e per questo necessità una grande quantità di “energia vitale” i suoi scopi siano raggiunti.

Questa disquisizione sul tema dei sacrifici dovrebbe farci interrogare che forse non è un caso che molti esponenti delle classi dirigenti parlano tranquillamente di sacrifici.

Forse non è un caso che Angela Merkel, che secondo Magaldi è stata iniziata in una loggia dal nome evocativo e nello stesso tempo inquietante di Walhalla, inneggia cdi continuo alla retorica del “sacrificio” (e d’altronde non scodiamoci quando un freddo e agghiacciante Monti li preannunciò appena era stato nominato presidente del consiglio dei ministri).

Forzando il ragionamento di potrebbe dire che nella macelleria sociale greca, si potrebbe affermare che sia ispirata alla stessa alla stesso pensiero filosofico ed esoterico che ispirava le SS di Himmler, nella sostanza quel pensiero antico che vede i sacrificatori trarre “energia vitale” e forza dal sangue delle vittime. Giusto per completare la panoramica esoterica, Angela Merkel sembra che risultasse affiliata alla Ur-Lodges Parsifal,[15] superloggia          che sembra sia stata frequentata da Helena Petrovna Blavatsky, la madrina della Teosofia

 

 

 

   DALL’ARCHIVIO DI GIACOMO RUMOR

 

 

Un ulteriore prova del rapporto tra confraternite e ambienti politici, economici e culturali emerge dagli archivi di Giacomo Rumor.

 

Nel maggio 2010 è stato reso pubblico un archivio di documenti appartenuto a Giacomo Rumor (esponente della Democrazia Cristiana e presidente della Camera di Commercio di Vicenza e parente stretto del più famoso Mariano diverse volte presidente del consiglio dei ministri)

 

Secondo la testimonianza di suo figlio l’avvocato Paolo Rumor, autore di un libro di memorie chiamato L’altra Europa. Miti, congiure ed enigmi all’ombra dell’unificazione europea, pubblicato nel 2010 dalla casa editrice Hobby & Work Pulishing, Milano e scritto in collaborazione con Giorgio Galli e Loris Bagnara, fa emergere la presenza di una fantomatica “Struttura” in vita da secoli (se non da millenni), che perseguirebbe che perseguirebbe da tempo immemorabile la cosiddetta “Grande Opera”,  sulla base della scoperta di continenti perduti antiche civiltà e di cataclismi ciclici che ne avrebbero fatto perdere le tracce.

 

In poche parole il volume commentato da Rumor racconta che dietro i passi ufficiali che sono stati fatti per giungere al progetto dell’Unione Europea, vi sarebbero incontri segreti paralleli da parte di pochi individui al centro di antichissimi circoli esoterici, depositari di antichi saperi e documenti come quello rinvenuto a Nusaybin (l’antica Nisibis mesopotamica).

 

Si spiega in sostanza che sin dal 1943 furono istituite alcune commissioni (dietro ispirazione USA) che si incontrarono in Europa fino agli anni ’50 (prevalentemente a Verona, Strasburgo, Vienna e Parigi) per stabilire le basi economiche, politiche e sociali di una futura Europa unita. Le commissioni comprendevano membri della Resistenza non comunista, scelti su consiglio dei servizi segreti vaticani, diretti all’epoca da monsignor Montini (futuro papa Paolo VI). Il coinvolgimento del Vaticano fu richiesto per garantire l’estraneità dei membri agli ambienti comunisti, la cui presenza nella nuova Europa era sgradita e non auspicata sia dagli USA che dal Vaticano.

 

L’uomo di fiducia per l’Italia, membro del Comitato di Liberazione Nazionale di Vicenza, era proprio Giacomo Rumor. Egli aveva studiato Giurisprudenza all’Università di Padova e aveva conosciuto monsignor Montini frequentando (insieme a Giulio Andreotti) la Federazione Universitaria cattolica italiana, di cui futuro papa era assistente.

 

L’archivio di Rumor include la corrispondenza tra Giacomo Rumor e Maurice Schumann, operanti entrambi in queste commissioni. Da quanto trascritto da Paolo Rumor si evince la presenza di una fratellanza esoterica che avrebbe progettato la nascita e l’evoluzione come l’UE. Rumor non riporta il nome della fratellanza, ma sottolinea il suo legame coi maggiori casati europei, in special modo con la famiglia scozzese dei Saint Clair (o Sinclair).

 

In questo libro scritto da Paolo Rumor si menzionano espressamente due termini emblematici: “custodi” e “sorveglianti”, i quali opererebbero in modo collegiale, dentro questa struttura che è mimetizzata e mascherata da atre strutture ed organizzazioni per cui – commenta Rumor – coloro che sono alla base di questa Struttura non conoscerebbero le decisioni prese ai vertici. Nel libro di Rumor viene è il ben noto a chi si occupa di esoterismo del maestro di origine greco-armena Georges Ivanovic Gurdjieff, cultore del sufismo e della tradizione antica e ricercatore delle antiche confraternite babilonesi.

 

Gurdjieff – anticipando i recenti riscontri della scienza astronomica ufficiale, seppure con uno stile che si potrebbe definire iperbolico – descrisse in maniera dettagliata alcuni avvenimenti cosmici che contraddistinsero la storia del sistema solare, e in particolare la storia del pianeta esploso e di una cometa “a grande orbita” (chiamata Kondur) destinata a incrociare l’orbita della Terra.[16] In un remoto passato secondo Gurdjieff, ci fu una tremenda collisione, planetaria fra tale cometa ed il nostro pianeta. Uno dei frammenti proiettati nello Spazio divenne la nostra Luna. E Gurdjieff non mancò di citare l’esistenza di esseri sovraumani che definì “individui sacri”.[17]

 

Nel libro di Paolo Rumor, sulla base di una missiva a firma del cardinale cattolico Spellman (lettera del 1961 consegnata al padre dell’autore, cioè Giacomo Rumor, da Monsignor Montini), Gurdjieff venne indicato dallo statista francese come un “Priore”.

 

Che cosa si deve intendere per “Priore”? L’ipotesi più plausibile e che possa essere un leader della confraternita. Cioè che debba essere un individuo che era ai vertici di una confraternita di persone unite da un progetto comune: portare a compimento il progetto politico di una federazione di Stati europei, ispirandosi ad un’antica tradizione millenaria. Riprodurre cioè in epoca moderna la struttura politica, sociale ed economica esistita in un remotissimo passato e molto estesa nel mondo, ed andata perduta a causa di devastanti catastrofi globali. Ma questa Struttura opererebbe dal XVII secolo, anche nei paesi nordamericani, dunque questa Struttura avrebbe operato (e opererebbe) non solo nei paesi europei.

 

L’archivio Rumor è prevalentemente politico ma aggiunge informazioni notevoli su alcuni ritrovamenti archeologici che avevano suscitato l’interesse delle alte sfere. In particolare contiene la trascrizione di una pergamena ritrovata a fine Ottocento nella sinagoga di Nusaybin. Il testo della pergamena fa riferimento alle tre piramidi di Giza e ad alcune iscrizioni che si troverebbero lì attorno: “I sorveglianti sono diventati Illuminati quando hanno poste le tre piattaforme rialzate sulla collina di Giza a fianco del fiume Nilo, nel luogo in cui l’alto e il basso Egitto si incontrano appunto a Giza sul vertice del Delta, lungo la via d’acqua che serpeggia fra le canne, sul punto di maggiore intersezione della rete, scrivendo con la pietra gli avvertimenti da rispettare”.[18]

 

Un altro passo parla del Diluvio universale, sostenendo che il periodo definito “delle grandi piogge” si era due volte a distanza di “tremila stagioni” una all’altra. Le grandi piogge avrebbero causato ogni volta vaste inondazioni e l’ingresso del mare nell’entroterra.

 

Il documento aggiunge ka descrizione di vari punti geodetrici e di livelli costieri, evidenziando sei insediamenti urbani di fondazione antidiluviana. Di questi, cinque sono indicati come le prime sedi di questa Struttura. Il sesto insediamento è collocato nella Terra di Sonda (Continente Sondien) mentre uno degli altri cinque si troverebbe nel Basso Egitto. Qui, leggiamo, esisterebbe una sala degli archivi sotterranea, scavata nella roccia viva ben 11.000 anni fa. La sala nasconderebbe 192 tavolette in gesso, recanti in una lingua che geroglifico.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] http://icompagnidiball.myblog.it/esoterismo/l-entita-x

 

[2] Non è certamente che fu definito “il mago dei generali” vedere anche il libro di Silverio Corvisieri, IL MAGO DEI GENERALI Poteri occulti nella crisi del fascismo e della monarchia, Odradek, 2001.

 

[3] Heinrich Arnold Krumm-Heller (1876 – 1949). Occultista e rocraciano Tedesco, fondatore della Fraternitas Rosicruciana Antiqua (FRA), agente dei servizi segreti tedeschi durante la rivoluzione messicana e la prima guerra mondiale.

 

[4] http://icompagnidiball.myblog.it/esoterismo/l-entita-x

 

[5] http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/beneduce.htm

 

[6] http://icompagnidiball.myblog.it/esoterismo/l-entita-x

 

[7] Gérard Encausse (1865-1916). Esoterista e medico francese è meglio noto con lo pseudonimo di Papus.

 

[8] Divinità Inca.

 

[9] http://niticsa.blogspot.it/2011/05/santo-graal.html#!/2011/05/santo-graal.html

 

[10] http://www.ilmoralista.it/2014/12/17/massoni-4-lariosofia-da-himmler-fino-a-merkel

 

[11] La paura della rivoluzione proletaria che risultata vittoriosa in Russia fu un elemento determinante ad aiutare l’ascesa di questi regimi.

 

[12] Fu iniziato alla massoneria nel 1908. Arnaud de la Croix, Hitler et la franc-maçonnerie, Parigi, Ed. Tallandier, 2014, p. 107.

 

[13] L’Ariosofia o Gnosticismo iperboreo, è un movimento filosofico e religioso scaturito dalla consistenza della sintesi ideologica dalle figure dei suoi maestri spirituali: Guido von List, Adolf Lanz von Liebenfels, Savitri Devi Mukherji, pseudonimo di Maximiani Portas e Miguel Joaquín del Carmen Serrano Fernández. Esclusivamente attraverso le vie mistiche, magiche e religiose degli ariani, lo scopo ariosofico è il raggiungimento della ‘Land’ (Terra) degli iperborei. L’iperborea è una terra leggendaria, patria dell’anch’esso mitico popolo degli Iperborei.  Nei miti della religione greca e nelle dottrine dei loro storici (tra cui Erodoto), gli Iperborei, “coloro [che vivono] oltre βορέας” erano un popolo che viveva in una terra lontanissima situata a nord della Grecia. Questa regione era un paese perfetto, illuminato dal sole splendente per sei mesi all’anno. L’appellativo di iperboreo viene riferito da Giamblico nel suo catalogo di pitagorici ad Abaris il quale viene appellato in tal modo anche da Nicomaco mentre Eliano riferisce che, a quanto detto da Aristotele, Pitagora era chiamato dai Crotoniati, Apollo Iperboreo.

I mistici della gnosi iperborea ariosofa, insegnano che gli ariani sono iperborei, cioè discendenti degli uomini-dio. Sostenitori di una cospirazione globale che li vede opposti alle forze malefiche oscure del Kali Yuga comandate da Yahweh (anche Yahveh, talvolta in italiano Jahvè è il nome proprio in ebraico con cui viene indicato Dio), dagli ariosofi inteso come il Demiurgo, il dio degli ebrei è visto come un essere fondamentalmente malvagio creatore della materia e del conseguente materialismo.

Critico delle religioni abramitiche (sono quelle religioni che rivendicano l’origine da Abramo esse sono la religione ebraica, cristiana islamica), l’Ariosofia sintetizza la tradizione esoterica indiana e quella odinica (è un movimento basato sul paganesimo nordico), entrambe le quali vengono considerate di provenienza ariano-iperborea. L’Ariosofia è una gnosi luciferina (è reinterpretazione della figura luciferina in chiave salvifica e liberatrice per l’uomo dalla tirannia del Dio Creatore), che attraverso la teoria junghiana dell’inconscio collettivo ariano e l’induismo monistico-panteista (è una teoria che tende ad evidenziare soprattutto l’immanenza e l’unicità della sostanza prima, quale può essere Dio, l’Uno, il motore immobile  etc.. Questo spirito, come credono i panteisti, si manifesta nella natura, in tutta la realtà. Esiste dunque un unico principio originario in grado di spiegare la molteplicità della realtà) che riconosce in Hitler l’ Avatāra ( essa è un sostantivo maschile della lingua sanscrita con cui si indica, in numerose teologie Hindu, l’apparizione o la discesa sulla terra della divinità avente lo scopo di ristabilire o tutelare il Dharma) che si è opposto al nemico/satana materialistico del Kali Yuga.

 

[14] http://www.ilmoralista.it/2014/12/17/massoni-4-lariosofia-da-himmler-fino-a-merkel

 

[15]                                                                     C.s.

 

[16] G. I. Gurdjieff in I racconti di Belzebù a suo nipote, Neri Pozza Editore, capitolo 9, <Causa delle genesi Luna>, pag. 80, edizione a cura di Letizia Comba e Danilo Cassina, i collana I narratori delle tavole, traduzione di Letizia Comba e Igor Legati, Vicenza 2004.

 

[17]                                                        C.s. p. 81

 

[18] Paolo Rumor, L’altra Europa. Miti, congiure ed enigmi all’ombra dell’unificazione europea, casa editrice Hobby & Work Pulishing, Milano, 2010, capitolo L’Enigma della collocazione geografica.

CYBERCRIMINE IN AUMENTO

•febbraio 24, 2017 • Lascia un commento

 

 

 

Il 2016 è stato un anno orribile per la sicurezza informatica. Stando al Rapporto Clusit[1] 2017[2] i crimini informatici sono in deciso aumento in tutto il mondo, con 1.050 incidenti gravi (+ 9%). Per la prima volta l’Italia rientra fra i dieci paesi in cui si sono registrati gli attacchi hacker più gravi. Il 2016 è stato secondo questo rapporto l’anno peggiore anche in termine di evoluzione delle minacce cyber e del relativo impatto. Sono aumentati gli attacchi gli Phishing[3]  (+ 1.166%).  Teniamo conto il Phishing è un reato che nel campo della sicurezza informatica che riguarda l’ingegneria sociale (dall’inglese social engineering). L’ingegneria sociale è lo studio del comportamento individuale di una persona al fine di carpire informazioni utili.       Questa tecnica è anche un metodo (improprio) di crittoanalisi[4] quando è usata su una persona che conosce la chiave crittografica di un sistema e viene usata anche dalla polizia. Similmente al cosiddetto metodo del tubo di gomma[5] (il quale è però una forma di tortura) può essere, secondo gli esperti, un modo sorprendentemente efficiente per ottenere la chiave, soprattutto se comparato ad altri metodi crittanalitici.

Con l’evoluzione del software, l’uomo ha migliorato i programmi a tal punto che essi presentano pochi bug (errori che i programmatori generalmente commettono quando creano un software). Per un cracker  sarebbe impossibile attaccare un sistema informatico in cui non riesce a trovare bug. Quando ciò accade l’unico modo che il cracker ha per procurarsi le informazioni di cui necessita è quello di attuare un attacco di ingegneria sociale.

Un ingegnere sociale (social engineer) per definirsi tale deve saper fingere, sapere ingannare gli altri, in una parola saper mentire.

Un social engineer è molto bravo a nascondere la propria identità, fingendosi un’altra persona: in tal modo egli riesce a ricavare informazioni che non potrebbe mai ottenere con la sua identità reale. Nel caso sia un cracker, può ricavare informazioni attinenti ad un sistema informatico. Il social engineering è quindi una tecnica per ricavare informazioni molto usata dagli hacker esperti e dalle spie, e dato che comporta (nell’ultima fase dell’attacco) il rapporto più diretto con la vittima, questa tecnica è una delle più importanti per carpire informazioni. In molti casi il cosiddetto ingegnere potrà riuscire a ricavare tutto ciò che gli serve dalla vittima ignara.

Perciò il Phishing è un tipo di truffa che mira di colpire la mente umana che è diventata da tempo un autentico campo di battaglia.

È cresciuta del 117% anche la guerra delle informazioni.

La guerra delle informazioni definita anche in termini militari information warfare (IW) è una metodologia di approccio al conflitto armato, imperniato sulla gestione e l’uso dell’informazione in ogni sua forma e a qualunque livello con lo scopo di assicurarsi il decisivo vantaggio militare specialmente in un contesto militare combinato e integrato. La guerra basata sull’informazione è sia difensiva che offensiva, spaziando dalle iniziative atte a impedire all’avversario di acquisire o sfruttare informazioni, fino alle misure mirate a garantire l’integrità, l’affidabilità e l’interoperabilità del proprio assetto informativo.

Nonostante la connotazione tipicamente militare, la guerra basata sulle informazioni ha manifestazioni di spicco anche nella politica, nell’economia, nella vita sociale ed è applicabile all’intera sicurezza nazionale dal tempo di pace al tempo di guerra. Infine la guerra basata sulle informazioni tende a colpire l’esigenza di comando e controllo del leader nemico e sfrutta le tecnologie per dominare il campo di battaglia.

La maggior parte degli attacchi gravi è avvenuta, secondo il Rapporto Clusit nel settore della sanità (+ 102%), nella grande distribuzione (+70%) in ambito banking/finance (+64%).[6]

 

 

 

[1] Clusit – Associazione italiana per la Sicurezza Informatica – https://clusit.it/

 

[2] https://www.securitysummit.it/generale/rapporto-clusit/

 

[3] Il Phishing è un tipo di truffa  effettuata su Internet attraverso la quale un malintenzionato cerca di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali, dati finanziari o codici di accesso, fingendosi un ente affidabile in una comunicazione digitale.

 

[4] Per crittoanalisi (dal greco kryptós, “nascosto”, e analýein, “scomporre”), o crittanalisi, si intende lo studio dei metodi per ottenere il significato di informazioni cifrate senza avere accesso all’informazione segreta che è di solito richiesta per effettuare l’operazione. Tipicamente si tratta di trovare una chiave segreta. La crittoanalisi è la “controparte” della crittografia, vale a dire lo studio delle tecniche per occultare un messaggio, ed assieme formano la crittologia, la scienza delle scritture nascoste.

Con crittanalisi ci si riferisce non solo ai metodi per violare un cifrario, ma anche ad ogni tentativo di eludere la sicurezza di algoritmi crittografici e protocolli crittografici. Anche se la crittoanalisi di solito esclude metodi di attacco che non sono diretti alle debolezze intrinseche al metodo da violare, come ad esempio la corruzione, la coercizione, il furto, l’ingegneria sociale, questi tipi di attacco, spesso più produttivi della crittanalisi tradizionale, ne sono comunque un’importante componente.

 

[5] In crittologia, si definisce con un eufemismo metodo del tubo di gomma (Rubber-hose cryptanalysis) il riuscire a decodificare un codice cifrato mediante la tortura di uno dei conoscitori della chiave del codice. La pratica consiste nel percuotere ripetutamente e vigorosamente con un tubo di gomma la pianta dei piedi della vittima, fino ad ottenere l’informazione cercata. Il termine è in generale utilizzato per qualsiasi altro metodo che si basi sulla violenza nei confronti della persona interrogata.

 

[6] Serene Bournens, Il cybercrimine? <Piaga economica>, Metro, giovedì 23 febbraio 2017.

NAVI SENZA EQUIPAGGIO

•febbraio 21, 2017 • Lascia un commento

 

 

La robotizzazione avanza anche nel settore marittimo. Il colosso britannico Roll-Royce sta lavorando alla realizzazione entro il 2020 di navi senza equipaggio per ridurre del 20%i costi delle compagnie. La sperimentazione partirà da rimorchiatori e traghetti robot e inizierà in alcuni paesi (tra cui Singapore che ufficialmente è il quarto centro finanziari del mondo) che dovrebbero garantire alle navi senza equipaggio il permesso di navigazione nelle loro acque per testarne l’affidabilità. Questa notizia ha trovato (giustamente dal mio punto di vista) la contrarietà da parte dei sindacati dei marittimi poiché vede (logicamente) quest’automazione nel settore come una minaccia all’occupazione e alla sicurezza. In linea teorica le navi robot potrebbero diminuire i rischi di arrembaggio da parte dei pirati, salvo dimostrarsi di essere a prova di hacker.[1]

 

[1] Quelle navi già senza equipaggio, Metro martedì 14 febbraio 2017.

PROPOSTA DELL’EUROPARLAMENTO SUI ROBOT

•febbraio 14, 2017 • Lascia un commento

 

 

Come premessa ritengo che bisogna respingere quello che definisco il mito della scomparsa della classe operaia.

Marx ha abbondantemente analizzato la tendenza del capitalismo a ridurre il tempo di lavoro socialmente necessario alla produzione di ogni merce.

Se si osservano le statistiche, è che contrariamente a ciò che profetizzano i fautori dei licenziamenti (e cioè che si sarebbero creati altri posti di lavoro in altri settori) la ristrutturazione comporta un’estensione a livelli mai visti della disoccupazione industriale.

L’innovazione tecnologica, in pratica l’applicazione dell’informatica nel processo produttivo, ha permesso dei salti di produttività in quasi tutte le branche di produzione, rende “esuberanti” migliaia e migliaia di lavoratori. I computer con le loro capacità di calcolo, hanno rivoluzionato la gestione delle imprese, la robotica cioè la sostituzione di alcuni movimenti dell’operaio nella costruzione di macchine, hanno rivoluzionato il modo di fabbricare.

E soprattutto sui robot che si scatena la fantasia degli scrittori che profetizzano la sostituzione dei robot agli operai e quindi, come conseguenza la scomparsa di questi ultimi.

Questa visione si scontra con la realtà. Chissà perché il paese dove si sono installati il maggior numero di robot industriali (il Giappone) è anche uno dei pochi paesi che ha subito meno la riduzione della classe operaia.

Giappone (x1000) Occupazione  
  1965 1980 57330
Popolazione civile occupata 47300 55360 57330
Di cui nell’industria 15330 19560 19930

 

 

 

Fermo restando che rimane vera la tendenza alla diminuzione del lavoro socialmente necessario alla produzione delle singole merci, dobbiamo vedere quali controtendenze agiscono alla sostituzione dell’operaio al robot.

  • La robotizzazione non annulla la forza lavoro impiegata, ma solamente la diminuisce. Cioè continua a essere necessaria un’ampia presenza umana, senza la quale tutto si blocca.
  • Il “robot costa” quindi il capitalista non lo fa costruire, non sviluppa la ricerca per la sostituzione di “ogni lavoro operaio” ma solo laddove ciò gli permette delle economie per supporto alla quantità di lavoro vivo che sostituisce.
  • In alcuni settori il robot non ha fatto alcuna comparsa, per esempio nell’edilizia.
  • In altri settori si presentano difficoltà tecniche dovute alla complessità dei lavori.
  • In altri settori ancora, in rapido sviluppo, il cambiamento rende impossibile l’investimento massiccio in macchine che rischierebbero di essere superate.   Perciò contrariamente a quanto affermano i postindustrialisti:
  • Tutto ciò spiega, che, nonostante la rivoluzione tecnologica dei processi produttivi cominciata dalla fine degli anni ’70, la classe operaia industriale non è scomparsa.
  • La classe operaia “storica”, quella produttrice di beni materiali, si allarga su scala mondiale.
  • Le condizioni oggettive e soggettive dei lavoratori che scambiano forza lavoro con capitale commerciale, finanziario o con reddito si assimilano sempre di più alle condizioni operaie.
  • Lo sviluppo ineguale del capitalismo, provoca la formazione nello stesso tempo di nuclei sempre più estesi di proletariato super sfruttato all’interno del rapporto di produzione capitalistico e a livello mondiale dell’estensione in aree sempre più vaste dell’esercito industriale di riserva.    Dico questo, non per negare che nei paesi imperialisti, c’è un’accelerazione alla automazione. Tendenza che bisogna prenderne atto. Ed è per questo motivo che un gruppo di parlamentari europei da un paio di anni ha costituito un gruppo di lavoro sulla robotica che alla fine ha formulato una proposta di legge che dovrà arrivare al Parlamento Europeo.[1]   Ci sono progetti che coprono tutti i settori applicativi, compreso le abitazioni. La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha inventato un robot portinaio[4]  che sorveglia chi entra e chi esca, smistando la posta. Un altro progetto è quello che si potrebbe definire un Robot badante, che dovrebbe assistere gli anziani, e che dovrebbe essere capace di parlare e di obbedire ai comandi vocali, che dovrebbe riuscire ad afferrare e porgere oggetti e ad essere un sostegno per la deambulazione.   La deputata socialista Mady Delvaux[9] è la prima firmataria della proposta di legge che i robot di “personalità elettronica”. Sempre più numerosi, autonomi, intelligenti e diffusi nelle industrie, i robot dovranno avere” diritti” e “doveri”. Saranno registrati e muniti di una sorta di carta d’identità, pagheranno per i danni che commettono e contribuiranno – ancora non è ben chiaro come – al welfare delle nazioni che li impiegano.[10] La bozza di legge suggerisce una sorta di tassa sui robot per rimpolpare il sistema previdenziale privato di tanti lavoratori umani. Ogni cittadino che impiega degli automi dovrà segnalarli allo Stato, indicando anche quanto risparmia in contributi grazie alla sostituzione dei lavoratori in carne e ossa con quelli in acciaio e silicio.
    Senza dubbio la più grande sfida della normazione sui robot riguarda però il lavoro. Le aziende dovrebbero alti livelli di produttività con e grazie a questo tipo di operai che non si ammalano e non vanno in pensione, quindi teoricamente non dovranno pagare due volte lo stato sociale. Secondo questo teorema l’azienda dovrebbe pagare comunque i contributi e il salario come se i suoi operai fossero umani e dare questi denari a un sistema di redistribuzione. Se servisse, anche una patrimoniale, altrimenti il risultato sarebbe devastante: fabbriche senza persone che creano capitale non tassato. Tuttavia è evidente come questo scenario, che in nord Europa sta già incontrando la sensibilità di economisti e politici, si scontri con gli interessi del capitale, che non “ragiona” in termini di sicurezza sociale. La deputata socialista si augura che tutto il continente pensi seriamente a una soluzione che, anche in questo caso, si candida ad essere una pietra miliare nella storia del pensiero occidentale: slegare la dignità umana dalla sua effettiva possibilità di produrre. Di lavorare. Nella prima fase ci sarà una cooperazione uomo-robot, ma la fine del percorso è chiara, sostituzione quasi totale.
  •    Just Eat sta sperimentando dei robottini per le consegne a domicilio.[5] Amazon ha già iniziato a consegnare pacchi con i droni;[6] all’aeroporto di Amsterdam funziona Spencer, un robottino assistente.[7]   Nella Silicon Valley già sono in azione dei robot poliziotti.[8] Che tra l’altro inquinano di meno delle pattuglie in auto.
  •    Si deve partire dal fatto che attualmente in Europa ci sono circa 150 progetti in corso in Europa, oltre 700 tra aziende e istituzioni stanno lavorando allo sviluppo di quella che è definita che è definita Industria 4,0;[2] nel Settimo programma quadro di ricerca e sviluppo sono stati stanziati fondi per 500 milioni di Euro. Nel 2014 la crescita media delle vendite di robot è passata dal 17% al 29% in un anno e, negli ultimi dieci anni, le richieste di brevetto nel settore si sono triplicate. In 5 anni il fattore moltiplicativo degli investimenti dovrebbe passare da 20 miliardi di dollari nel 2015 a 132 nel 2020.[3]

[1] http://www.europarl.europa.eu/news/it/news-room/plenary/2017-02-13/10

 

2 Il termine Industria 4.0 (o Industry 4.0) indica una tendenza dell’automazione industriale che integra alcune nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro e aumentare la produttività e la qualità produttiva degli impianti.

L’Industry 4.0 passa per il concetto di smart factory che si compone di 3 parti:

  • Smart production: nuove tecnologie produttive che creano collaborazione tra tutti gli elementi presenti nella produzione ovvero collaborazione tra operatore, macchine e strumenti.
  • Smart services: tutte le “infrastrutture informatiche” e tecniche che permettono di integrare i sistemi; ma anche tutte le strutture che permettono, in modo collaborativo, di integrare le aziende (fornitore – cliente) tra loro e con le strutture esterne (strade, hub, gestione dei rifiuti, ecc.)
  • Smart energy: tutto questo sempre con un occhio attento ai consumi energetici, creando sistemi più performanti e riducendo gli sprechi di energia.

La chiave di volta dell’industry 4.0 sono i sistemi ciberfisici (CPS) ovvero sistemi fisici che sono strettamente connessi con i sistemi informatici e che possono interagire e collaborare con altri sistemi CPS. Questo sta alla base della decentralizzazione e della collaborazione tra i sistemi, che è strettamente connessa con il concetto di industria 4.0.

 

[3] Stefania Divertito, L’Europarlamento mette in riga i robot, METRO, martedì 14 febbraio 2017.

 

[4] https://innovazione.diariodelweb.it/innovazione/articolo/?nid=20160626_385092

 

[5] http://www.ilsole24ore.com/art/food/2016-12-09/a-londra-take-away-arriva-casa-il-robot-creato-fondatori-skype-104815.shtml?uuid=AD5F5dAC

 

[6] http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/hitech/2015/11/30/amazon-ecco-spot-per-consegna-coi-droni_4aff26fb-a475-4e21-9c95-e4eb7e06807d.html

 

[7] http://www.webnews.it/2015/11/27/spencer-robot-aeroporto-amsterdam/

 

[8] http://www.gqitalia.it/gadget/hi-tech/2016/01/18/knightscope-robot-poliziotto-che-sorvegliano-la-silicon-valley/

 

[9] http://www.europarl.europa.eu/meps/it/124776/MADY_DELVAUX_home.html

 

[10] http://www.repubblica.it/tecnologia/2016/06/24/news/legge_robot_personalita_elettronica_ue-142679939/