SONO NATE LE PRIME DUE GEMELLINE CON IL DNA ALTERATO E MODIFICATO

•novembre 27, 2018 • Lascia un commento

 

 

Uno scienziato cinese ha dichiarato (senza conferme ufficiali) di avere collaborato alla nascita delle prime due bambine (gemelle) con DNA alterato, con l’aiuto di un nuovo strumento in grado di riscrivere il codice etico.[1]

Uno scienziato statunitense asserisce di aver preso parte al lavoro in Cina, dove ha utilizzato una tecnica di genoma-editing vietata negli Stati Uniti. I cambiamenti del DNA, è il timore di parte del mondo scientifico, rischiano di danneggiare altri geni.

Se questa notizia vera, si tratterebbe di un profondo salto sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista etico. Alcuni scienziati hanno denunciato l’esperimento cinese come sperimentazione umana. Il ricercatore ha dichiarato di aver alterato gli embrioni di sette coppie durante i trattamenti di fertilità, con una gravidanza giunta a termine. Il suo obiettivo era quello di conferire la capacità di resistere a future infezioni da HIV. Non c’è però alcuna conferma indipendente della ricerca.

L’esperimento è descritto in un documento della Southern University of Science and Technology della città cinese di Shenzhen: un esperimento in cui il DNA degli embrioni di sette coppie è stato modificato per renderlo resistente al virus HIV responsabile dell’Aids, intervenendo sul principale recettore cui si lega il virus, il CCR5. Nel documento, reso noto dalla rivista del Massachusetts Institute of Tecnology (Mit), Technology Review, si legge che l’esperimento è stato condotto con il consenso del comitato etico.

L’obiettivo dell’esperimento ufficialmente sarebbe quello di ottenere individui resistenti al virus Hiv responsabile dell’Aids. Al di là di questo obiettivo, l’unico dichiarato nel documento della Southern University of Science and Technology di Shenzhen, i ricercatori hanno detto alla stampa di voler silenziare il recettore cellulare CCR5, al quale si lega il virus dell’Aids, anche per ottenere la resistenza a vaiolo e colera.

Questa notizia non poteva non suscitare delle ripercussioni.

Ed è proprio in Cina che ci sono state delle reazioni, dove la Commissione Nazionale per la Sanità ha ordinato “un’immediata indagine” sul caso, riporta l’agenzia Xinhua, citando una nota della stessa Commissione che si dice “fortemente preoccupata” per le affermazioni del ricercatore di Shenzhen.[2]

L’ufficio di Shenzhen della Commissione ha reso noto di non avere prove sull’esperimento che il ricercatore, in congedo non pagato dal febbraio scorso presso l’ateneo per cui lavorava, dichiara di avere compiuto e la stessa università presso cui era in organico si è detta all’oscuro delle ricerche compiute, che “violano l’etica e le norme” della struttura.

Per capire maggiormente questo tipo di sviluppo scientifico che porta gravi conseguenze etiche bisogna partite dal fatto che la scienza non è neutrale, essa è spinta motrice, catalizzatore dello sviluppo capitalistico. Basta porre attenzione sulle somme per la ricerca militare, sulla collaborazione e integrazione tra ricerca, università, industria, organi dello stato e forze armate, per rendersi conto del ruolo fondamentale della scienza nella società capitalista.

La scienza è parte del potere, ed è potere essa stessa; gioca un ruolo primario nel mantenimento del potere borghese.

Innumerevoli fatti comprovano il coinvolgimento della scienza e della tecnologia in ogni settore della produzione e dei rapporti sociali per razionalizzare il sistema produttivo, estorcere plusvalore, controllare completamente la vita dell’uomo, studiare nuove armi, avvelenare cibi ecc. Dove i proletari e le masse popolari per questa scienza sono carne da macello su cui sperimentare nuovi farmaci e nuove tecniche per migliorare la scienza dei baroni della medicina e i profitti dei capitalisti.[3] E grazie allo sviluppo scientifico l’apparato dello stato si è accresciuto in maniera invisibile assai maggiore di quanto si possa immaginare e grazie sempre alle nuove forme di controllo il rischio che si arrivi a schedare e controllare tutti, che il vecchio sogno d’ogni padrone (grazie sempre a queste forme di controllo), quello del super servo, possa diventare una tragica realtà.

 

 

 

 

[1] https://tg24.sky.it/scienze/biotech/2018/11/27/cina-indagine-esperimento-gemelline-dna-alterato.html

 

[2] https://www.avvenire.it/attualita/pagine/bambine-geneticamente-modificate-cina-apre-inchiesta

 

[3] I nuovi cicli produttivi (con la massima flessibilità dei lavoratori) sono tecnologicamente concepiti in modo che per funzionare impongono ai lavoratori stress psico-fisici sempre più frequenti. La struttura della vita urbana finalizzata alla vita individuale ne aggrava poi le conseguenze. Neurologi e psichiatri favoriscono la ricerca di soluzioni individuali e artificiali a questi problemi: sedativi, sonniferi e psicofarmaci

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IN GIAPPONE SI SPOSA UN OLOGRAMMA

•novembre 13, 2018 • Lascia un commento

 

 

Potrebbe apparire una notizia assurda o una presa da un fil di fantascienza ma è quello che è successo in Giappone.[1]

L’ologramma è una lastra riproducente l’immagine tridimensionale di un oggetto ottenuta con la tecnica dell’olografia; anche l’immagine che viene così riprodotta.

Convolare a nozze con la popstar giapponese Hatsune Miku era un sogno per il 35enne Akihiko Kondo: lei è il suo idolo. E poco importa che Hatsune Miku non sia un personaggio reale, ma un ologramma. La cantante infatti non ha alcuna concretezza tridimensionale, si esibisce grazie a un sintetizzatore software conosciuto come “vocaloid”. Ma questo non ha fermato Akihiko che l’ha voluta sposare ugualmente. “Non l’ho mai tradita, sono stato sempre innamorato di lei e del concetto di ologramma“,[2] ha detto.

Da precisa che questo matrimonio non ha nessun valore legale.

[1] Giappone si sposa l’ologramma, Metro, 13 novembre ’18.

 

[2] https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/giappone-35enne-realizza-il-suo-sogno-e-sposa-la-popstar-hatsune-miku-ma-e-un-ologramma_3174529-201802a.shtml

AVATAR SULLA LUNA E ALTRI MISTERI SPAZIALI

•novembre 9, 2018 • Lascia un commento

 

 

   Lo sviluppo della robotica nella ricerca spaziale nasce dal fatto dalle difficoltà dell’essere umano di vivere a lungo nello spazio.

I viaggi umani sulla Luna sono stati troppo brevi (circa otto giorni) per avere dati sperimentali sull’eventuale differenza che l’abbandono della prossimità di un pianeta comporta.

Un aspetto da non trascurare è il fatto che le avventure spaziali sviluppano le forze produttive.

   Ora, lo sviluppo delle forze produttive rimane un fattore rivoluzionario. Ma tale sviluppo non lo si deve vedere soltanto nelle macchine spedite nello spazio o nella pattuglie di “eroi” che rischiano la pelle. La rivoluzione lavora attraverso l’organizzazione molto centralizzata e nello stesso tempo distribuita in tutto il tessuto produttivo dei paesi industriali che hanno permesso i risultati spaziali. Lavora soprattutto attraverso il rapporto che ha legato tra di loro più di un milione di uomini, i quali non erano slegati da altri milioni e milioni, altrettanto coinvolti nel massimo livello di socializzazione del lavoro raggiunto dall’umanità. Un milione di uomini che hanno concentrato i loro sforzi sincronizzati in modo tale che macchine inizialmente rozze e imperfette sono state in grado di estendere i sensi umani oltre il sistema solare. Il telescopio Hubble ha esteso il nostro senso ancora più in là, ai confini dell’universo conosciuto.

Collegato a questo aspetto c’è ci sono le ricadute geo economiche dell’avventura spaziale.

Per questi motivi non c’è da meravigliarsi se La Russia intende creare una base a lungo termine sulla Luna per esplorarla per mezzo di robot-avatar: lo ha reso noto Dmitri Rogozin, capo dell’Agenzia spaziale russa Roscosmos.
Si tratta del passaggio a sistemi robotizzati, ad avatar, che risolveranno compiti e missioni sulla superficie lunare “,[1] ha spiegato Rogozin, come riportato da Ria Novosti.
Il primo sbarco di un cosmonauta russo sulla Luna è in programma per il 2030.

La Russia aveva annunciato a fine settembre che stava considerando di creare una stazione scientifica sulla Luna, alla cui realizzazione porrebbero partecipare anche Stati Uniti e altri Paesi.[2]
Anche l’Agenzia Spaiale Europea (ESA) ha sviluppato un complesso sistema per controllare robot sulla Terra, nel progetto Interact.

 

Il gruppo di ricerca dell’ESA ha condotto una serie di test in cui Andreas Mogensen, un astronauta della ISS (International Space Station), la stazione spaziale orbitante, ha controllato da remoto il rover Interact Centaur sulla Terra. Direttamente dallo spazio.

 

A rendere ancora più suggestivo questo esperimento è stato l’utilizzo di una cosiddetta interfaccia aptica, ossia un sistema in grado di riprodurre le sensazioni tattili, e di farle sperimentare all’astronauta durante il controllo remoto delle macchine. In altri termini, Mogensen è stato in grado di percepire ciò che gli automi toccavano, come se i loro arti robotici fossero un prolungamento delle sue mani.

Com’è facile immaginare, l’impatto potenziale di tecnologie di questo genere è enorme, e ne risulta radicalmente sconvolto il punto di vista classico sull’esplorazione spaziale, che vede gli umani come attori fisicamente coinvolti.
Lo sviluppo e il potenziamento di interfacce, sistemi di telecomunicazione e controllo remoto utilizzati per vedere o, addirittura, “toccare” oggetti su pianeti lontani, utilizzando avatar robotici è, di fatto, una frontiera che fino a pochi anni fa sarebbe stata troppo ambiziosa persino per la più ardita cinematografia di fantascienza.
Eppure l’impiego di robot avanzati nell’esplorazione dello spazio è già da diversi anni parte integrante di ambiziosi programmi dell’ESA e della NASA.

Un esempio notevole è Robonaut, un robot umanoide progettato da DARPA e NASA per eseguire attività extraveicolari nello spazio. In altre parole Robonaut può eseguire una camminata spaziale al di fuori della navicella che lo ospita, ed è dotato di una destrezza superiore a quella di un essere umano, che gli consente di effettuare riparazioni o condurre verifiche sulla superficie di corpi celesti. O ancora Spidernaut, un robot ispirato agli aracnidi dotato di forza e agilità elevate, e per questo particolarmente adatto all’esplorazione di superficie dissestate e caratterizzate da pendii e salite estreme. Come il suolo di Marte, per esempio.

In effetti questo traguardo pare non molto remoto, a giudicare da quanto ha sostenuto, durante il meeting della Royal Aeronautical Society di Londra, lo stesso Elon Musk, fondatore di SpaceX, altra grande realtà del panorama dell’esplorazione spaziale: “Saranno necessarie milioni di persone per una colonia su Marte, per cui 80 000 è soltanto il numero di persone inviate su Marte ogni anno. So bene che può sembrare una follia. Non sono diventato pazzo, e nemmeno credo che la SpaceX possa fare tutto questo da sola. Ma se l’umanità spera di diventare una specie multi-planetaria, dobbiamo trovare un modo per spostare milioni di persone su Marte”.[3]

 

Passiamo a parlare di una autentico mistero stella e ha formulare delle ipotesi che potrebbero apparire “assurde” non sono club di ufologi bensì degli astronomi dell’Università di Harvard.

 

Un misterioso oggetto a forma di sigaro scovato nel sistema solare l’anno scorso, potrebbe essere una sonda aliena inviata per indagare la Terra: è la tesi suggestiva avanzata dagli astronomi dell’Università di Harvard, che hanno puntato l’attenzione su alcune caratteristiche che ne spiegherebbero “un’origine artificiale”. Nella sostanza secondo questi astronomi potrebbe essere una sorta di sonda alla deriva nello spazio.

 

Scoperto nell’ottobre 2017 dal telescopio nelle Hawaii, è stato ribattezzato ‘Oumuamua che significa in lingua hawaiana ‘messaggero che viene da un lontano passato’. Definito prima una cometa e poi un asteroide, alla fine è stato suggerito che potesse essere una nuova classe di “oggetti interstellari”. In uno studio dei ricercatori dell’Harvard University astronomers and Smithsonian[4] si sostiene come l’oggetto, che viaggia alla velocità di 315.431,424 km/h, possa avere “un’origine artificiale”.[5]

 

Oumuamua potrebbe essere una sonda inviata intenzionalmente nelle vicinanze della Terra da una civiltà aliena“, sostiene il rapporto, citato dalla Cnn. Si parla della possibilità che “viaggi nello spazio interstellare come un detrito grazie a un’attrezzatura tecnologica avanzata[6], spinto forse dalle radiazioni solari. L’alta velocità dell’oggetto, insieme alla sua traiettoria inusuale, fa pensare agli scienziati che non sia più funzionante.

Ovviamente queste affermazioni hanno portato uno divisione nella comunità scientifica.

L’idea dei due studiosi ha rapidamente infiammato i social network e la comunità scientifica. “Come molti ricercatori, mi piacerebbe molto che ci fossero prove convincenti della vita extraterrestre, ma non è questo il caso[7],  ha commentato all’Afp Alan Fitzsimmons, un astronomo della Queens University di Belfast.

E’ già stato dimostrato che le caratteristiche osservate nell’oggetto sono coerenti con quelle di un corpo celeste simile a una cometa espulso da un altro sistema stellare“, ha sottolineato, aggiungendo: “Alcuni degli argomenti nel loro studio sono basati su numeri che contengono molte incertezze“. Anche Katie Mack, un’astrofisica della North Carolina State University, è molto critica. “Bisogna capire che per gli scienziati l’idea più pazza è sempre pubblicabile, a patto che ci sia una minima possibilità che non sia sbagliata“, ha scritto su Twitter. “Persino gli stessi autori probabilmente non ci credono“.[8]

Interpellato dall’Afp sull’argomento, uno dei due ricercatori, Shmul Bialy, ha risposto: “Non direi che ‘credo’ che sia stato inviato dagli extraterrestri. Poiché sono uno scienziato, non un credente, mi baso su prove per trovare possibili spiegazioni fisiche per i fenomeni osservati“. L’altro autore, Avi Loeb, capo del Dipartimento di Astronomia di Harvard, ha detto invece alla Nbc che l’umanità potrebbe non sapere mai perché Oumuamua si stia allontanando dalla Terra e non tornerà indietro. “E’ impossibile indovinare lo scopo di Oumuamua senza altri dati“, ha concluso.[9]

 

 

 

 

[1] http://www.meteoweb.eu/2018/11/spazio-russia-colonie-luna-robot/1177356/

 

[2]  http://www.meteoweb.eu/2018/11/spazio-russia-colonie-luna-robot/1177356/#D42sowJvIw3QTHBR.99

 

[3] https://oggiscienza.it/2015/09/21/spazio-esplorazione-robot-interact/

 

[4] https://www.cfa.harvard.edu/

 

[5] https://www.repubblica.it/scienze/2018/11/06/news/_l_oggetto_a_forma_di_sigaro_potrebbe_essere_sonda_aliena_alla_deriva_nello_spazio_-210938075/

 

 

[6]                                                                                     C.s.

 

 

[7] https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/l-asteroide-sigaro-e-una-sonda-aliena-l-ipotesi-di-harvard-su-oumuamua-accende-la-polemica_3173613-201802a.shtml

 

 

[8]                                                                                       C.s.

 

[9]                                                                                      C.s.

LA MINACCIA DELLA SORVEGLIANZA SATTELITARE

•ottobre 29, 2018 • Lascia un commento

 

Dal 1957 (data del lancio dello Sputnik) i satelliti sono stati usati in tutti i campi sia civili (come nel campo delle telecomunicazioni) che militari. Essi sono attualmente in grado di monitorare una persona non solo quando è in movimento su una strada, ma anche quando è al chiuso all’interno di un edificio.
I satelliti hanno delle facoltà di lavoro che possono sembrare incredibili, ad esempio:
– La lettura del pensiero di una persona.1
– Il monitoraggio delle conversazioni.
– La manipolazione di strumenti elettronici.
Mi rendo conto che è difficile da digerire che si possa effettuare la lettura del pensiero via satellite, se non si tiene conto dello sviluppo (per lo più segret0) della tecnologia satellitare.
Come bisogna tenere conto, in questa analisi, che esistono anche i satelliti “clandestini”, ovvero ufficialmente non appartenetti a entità statali o aziendali.
Nel 1998 le imprese che gestiscono i satelliti hanno guadagnato 26 miliardi dollari.
Le attività via satellite sono molteplici: trasmissioni televisive, effettuare telefonate a lunga distanza, essere informati sulla situazione meteorologica e trovare i rilevamenti geografici. Ma dietro la facciata della tecnologia satellitare vi è una vaso di Pandora di sviluppi tecnologici tenuti occulti. In effetti, se ci si pensa bene, i satelliti spia usati per scopo militare difficilmente possono avere delle ricadute civili.
L’agenzia governativa Usa maggiormente coinvolta nella tecnologia satellitare è la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA) che è un braccio del Dipartimento della “Difesa” incaricata delle sviluppo di nuove tecnologie per uso militare.
Dei satelliti civili si occupa la NASA, ma bisogna tenere conto che non esiste una muraglia tra usi civili e militari.
Un altro fattore da tenere conto è che né la DARPA e né la NASA costruiscono i satelliti. Sono le varie corporation che li costruiscono.
Le principali società coinvolte nel business satellitare sono:
– Lockheed.
– General Dynamics.
– RCA.
– General Electric.
– Westinghouse.
– General Electric.
– Comsat.
– Boeing.
– Hughes Aircraft.
– Rockwell International.
– Grumman Corp.
– CAE Electronics.
– Trimble Navigation.
– TRW

Si calcola che sarebbero almeno un migliaio le aziende interessate in un modo o in un altro ai satelliti. Molte sono nel settore radiotelevisivo, ci sono anche quelle che si occupano delle immagini comprese quelle che si occupano dell’osservazione della Terra via satellite.
I satelliti spia sono in funzione da parecchio tempo. Le crisi missilistica del 1962 aveva dimostrato l’utilità militare dei satelliti. Con l’avvio dell’Iniziativa di Difesa Strategica (SDI) nei primi anni ’80 da parte di Reagan il ruolo dei satelliti diventa centrale.
L’architettura del progetto SDI prevedeva una serie di piattaforme, dotate di vari tipi di sensori e armi, e sistemi d’intercettazione con base a terra: alcune piattaforme avrebbero avuto la funzione di identificare e tracciare i missili in fase di lancio, elaborare con i computer di bordo i dati per la loro intercettazione; altre, la funzione di distruggere i missili, nella prima e seconda fase, con armi a energia diretta (raggi X, fasci di particelle neutre); altre, la funzione di distruggere i veicoli di rientro, nella terza e quarta fase, con armi a energia cinetica (missili intercettori con guida terminale, lanciati da piattaforme orbitanti o da rampe a terra).
Da parte di molti scienziati e esperti di questioni strategiche, si metteva in evidenza che uno stato in possesso di uno “scudo spaziale”, anche se imperfetto, avrebbe potuto lanciare un attacco nucleare di sorpresa, sapendo che lo “scudo” sarebbe stato in grado di neutralizzare uno scoordinato colpo di rappresaglia. Inoltre, le armi ad energia cinetica, che apparivano le più fattibili per uno spiegamento a breve termine rispetto a quelle a energia diretta, avrebbero potuto essere usate per distruggere i satelliti militari dell’avversario che, “accecato”, sarebbe stato più vulnerabile in un attacco nucleare.

I circa 300 satelliti attivi, dei 170 sono militari svolgono importantissime funzioni militari e civili: tra quelle militari vi sono la raccolta di informazioni, le comunicazioni, l’allarme precoce contro un attacco ecc.2
Costituiscono quindi un sistema nevralgico di primaria importanza. Le prime armi anti-satellite (ASAT = Anti-Satellite) sono state costruite e sperimentate negli Stati Uniti nel 1959, quelle sovietiche nel 1969; da allora i programmi ASAT sono proseguiti.
Comunque l’aspetto più sinistro della sorveglianza satellitare sta, come si diceva prima, nella lettura del pensiero.
Già nel 1981 lo scrittore Harry G. Stine3 poteva scrivere che i computer hanno letto la mente umana per mezzo della possibilità dovute all’uso degli elettroencefalografia .4Ufficialmente i primi lavori in questo campo sono stati eseguiti dalla DARPA nel 1978. La magnetoencepalografia (mega)5 si è sviluppata da utilizzando sensori elettromagnetici ad alta sensibilità che possono direttamente mappare l’attività neurale del cervello anche attraverso le ossa del cranio. Le aree visive del cervello sono state mappate da Scott Barry Kaufmann dell’Università della Pennsylvania (e da altri ovviamente), questi lavori utilizzano tecniche MEG.

Nel 1992, Neesweek7 ha riferito che con potenti nuovi dispositivi che attraversano il cranio si può vedere il cervello al lavoro. Nel 1994, uno scienziato ha notato che “le tecniche di immagine attuali possono rappresentare eventi fisiologici nel cervello che accompagnano la percezione sensoriale e motoria, così come la cognizione e la parola.”9Al fine di fornire una capacità satellitare di lettura della mente, resta solo da mettere qualche tipo di EEGG-come-dispositivo su di un satellite e collegarlo con un computer che dispone di una banca dati di ricerca sulla mappatura del cervello. Si può ipotizzare che i satelliti di sorveglianza cominciarono a leggere la mente – o meglio, hanno cominciato a leggere le menti di quelli che erano i loro obiettivi – a volte nei primi anni 1990. Sembra fantascienza, ma visto gli sviluppi tecnologici di potrebbe ipotizzare che satelliti, siano in grado di leggere la mente di una persona dallo spazio.

Fanno parte della tecnologia satellitare il famigerato e brevettato Neurophone, la capacità di manipolare il comportamento che sfida ogni
descrizione. In Brave New World, Huxley ha anticipato la Neurophone. In quel
romanzo, le persone lo tenevano su di una manopola di metallo per ottenere
“effetti feely” in un orgia simulata in cui le zone erogene del visom
di sei mila spettatori nel Alhambra fornicavano con piacere quasi
intollerabile e galvanizzate. Anche se non ancora applicato al sesso, la
Neurophone – o più precisamente, un Neurophone come -strumento – è stato
adattato per l’utilizzo ai satelliti e possono alterare il comportamento in
modo subliminale la trasmissione audio, ma funziona su un principio
differente.

1] http://peacepink.ning.com/profilòes/blog/la-minaccia-scioccante-di-sorveglianza

 

2] Dati del 1991 tratti dal libro Tempesta del deserto di D. Bovet – M. Dinucci, edizioni ECP

 

3] Harry G. Stine (1928 –  1927). Scrittore scientifico e di romanzi di fantascienza (con il nome di Lee Correy).

 

4] L’elettroencefalografo è uno strumento che, mediante elettrodi applicati nel cuoio capelluto iene utilizzato per eseguire e registrare l’elettroencefalogramma vale a dire per rilevare i potenziali elettrici del cervello e trasformarne l’andamento temporale in una forma grafica (EEG).

 

 

5) La magnetoencepalografia o ”magnetoencefalogramma” (MEG), è nata quando il progresso tecnologico ha consentito di rilevare i debolissimi campi magnetici generati sul cranio dalle correnti elettriche connesse con l’attività della corteccia cerebrale.

 

Le prime misure si debbono a D. Cohen del MIT (Cambridge, Mass.), che nel 1968 evidenziò il ritmo alfa magnetico usando una potente bobina d’induzione in rame da un milione di spire. Riuscì nel tentativo mediando 2500 volte il campo indotto riferito al ritmo alfa elettrico corrispondente. Lo stesso Cohen, usando uno SQUID (v. oltre), fu in grado nel 1972 di misurare direttamente il ritmo alfa magnetico senza dover far ricorso alle medie. Nel 1978 J.R. Hughes e coll. impiegando la stessa strumentazione di Cohen, effettuarono misure dei ritmi cerebrali durante il sonno e in condizioni di patologia cerebrale, ivi compresi casi di epilessia generalizzata non convulsiva (piccolo male). I risultati furono deludenti.

 

Dal 1980 in poi G.B. Ricci e coll., impiegando un gradiometro a seconda derivata in ambiente extra-urbano presso l’Istituto di Elettronica dello stato solido (CNR di Roma), effettuarono con successo le prime misure in numerosi casi di epilessia generalizzata e, per la prima volta, di epilessia focale. Dimostrarono l’utilità della metodica che è in grado di evidenziare attività patologiche non evidenti nel corrispondente elettroencefalogramma (EEG), migliorandone al tempo stesso la definizione.

 

Seguirono poi gli studi di D.S. Barth e coll. Dell’università della California a Los Angeles per localizzare i foci epilettici nelle tre dimensioni dello spazio. Furono impiegati dapprima strumenti monocanali e successivamente a 4, a 7 e infine a 9 canali, che tuttavia non consentivano ancora misure simultanee di tutta l’attività d’interesse obbligando a una continua correlazione con il corrispondente EEG. Ne conseguiva una compromissione della definizione temporale, risolta solo recentemente grazie alla realizzazione di strumentazioni policanali a 20÷37 canali in grado di misurare simultaneamente gran parte dell’attività proveniente da un emisfero cerebrale. In corso di realizzazione sono inoltre strumenti con cento e più canali capaci di misurare simultaneamente tutta l’attività magnetica proveniente dal cervello.

 

L’attività della corteccia cerebrale è associata a reazioni chimiche e quindi a spostamenti di ioni che generano correnti elettriche (v. elettroencefalografia, in questa Appendice). Tali correnti inducono un campo magnetico che è perpendicolare alla loro direzione (legge di Biot e Savart). È un campo debolissimo, un miliardesimo di quello statico terrestre, che è oggi possibile misurare grazie all’evoluzione degli SQUID (Superconducting QUantum Interference Device, traducibile come “dispositivo superconduttore a interferenza quantistica”; v. superconduttività, App. IV, iii, p. 551, e in questa Appendice; josephson, Bryan David, App. IV, ii, p. 218).

 

Lo strumento di misura, nella sua configurazione elementare, o ”canale”, è costituito da una bobina di rilevamento collegata allo SQUID e al circuito di amplificazione (fig. 1). Il complesso bobina-SQUID può funzionare solo in condizioni di superconduttività raggiunta a temperature prossime allo zero assoluto, immergendo il tutto in elio liquido contenuto in uno speciale contenitore in vetroresina denominato dewar o criostato. Ogni canale misura una superficie corrispondente al diametro della bobina di rilevamento, che solitamente è di 1÷2 cm. Ne consegue che, per poter misurare l’attività magnetica di parte, o tutto, il cervello in maniera simultanea, bisogna disporre di apparecchiature multicanali. La fotografia in fig. 2 mostra uno strumento a 28 canali per m. realizzato presso l’Istituto di Elettronica dello stato solido del CNR di Roma. L’apparecchiatura opera in cabina schermata magneticamente; il supporto dell’apparecchiatura consente di orientare in maniera ottimale lo strumento e di avvicinarlo al cranio del soggetto in esame. Il meccanismo di spostamento è micrometrico e non produce vibrazioni. Il lettino è movibile in senso anteroposteriore e laterale.

 

Il MEG è il complemento magnetico dell’EEG in quanto entrambi prendono origine dagli stessi generatori nella corteccia cerebrale. Tuttavia, per le leggi della fisica, esistono sottili differenze fra le due metodiche. L’EEG e il MEG prendono origine dalle fluttuazioni del potenziale di membrana a riposo delle ramificazioni dendritiche dei neuroni corticali, che sono provocate da impulsi sinaptici, come per es. avviene per i potenziali sinaptici eccitatori e inibitori. Tali fluttuazioni provocano flussi di corrente passiva compensatrice all’interno e all’esterno della cellula nervosa. Le correnti extracellulari si diffondono nel cervello e attraversano il cranio e il cuoio capelluto, ma in tale passaggio incontrano strati con differenza d’impedenza (meningi, liquor, ecc.) che penalizzano il potenziale originario e, per quanto riguarda il cranio, variano da regione a regione. La conseguenza più evidente è una riduzione del voltaggio, che può essere tale da impedire la misura in superficie. Si verifica inoltre un effetto di sparpagliamento e di media sul potenziale originario che compromette ulteriormente la risoluzione dell’EEG. Per ovviare a questi inconvenienti si è ricorso, nello studio preoperatorio delle epilessie, a metodiche invasive e potenzialmente pericolose come l’applicazione di elettrodi alle meningi o l’infissione di elettrodi in piena massa cerebrale.

 

 

6] La Magnetoencepalografia (MEG) è una tecnica non invasiva che permette lo studio delle funzioni cerebrali mediante la registrazione dei campi magnetici generati dall’attività elettrica dei neuroni della corteccia. I risultati dello studio MEG possono essere integrati con le immagini strutturali 3D della Risonanza Magnetica (RM) per localizzare con precisione le sorgenti degli eventi di interesse (risposte evocate, anomalie epilettiformi) e ottenere una mappa spazio-temporale dettagliata.

 

 

7] Neesweek è una rivista generalista statunitense, fondata nel 1933, pubblicata a New York e diffusa in 3 milioni di copie negli Stati Uniti e 4 milioni nel resto del mondo.

 

[8] https://groups.google.com/forum/#!topic/italia.brescia.discussioni/0n9x0Tx35zU

 

9]                                                        C.S.

I VERI MAGHI CHE CI DOMINANO

•ottobre 21, 2018 • Lascia un commento

 

Il potere dominante che si potrebbe definire nazismo tecnocratico mira fondamentalmente a centrare due obiettivi:

  • Le classi sociali devono essere divise sul modello valentiniano.[1]
  • Trasferire quello che rimane della sovranità popolare a una invisibile élite dello spirito.

 

Il secondo obiettivo è propedeutico alla piena realizzazione del primo, non essendo possibile alla lunga paralizzare, gli equilibri di risposta delle masse popolari senza avergli prima sfilato la possibilità di sfilare, anche parzialmente, gli equilibri di potere tramite il libero esercizio del voto. Ma il nazismo tecnocratico, facendo tesoro degli errori del passato, ha raffinato le tecniche di svuotamento della democrazia. Anziché mandare un novello Pinochet o un Videla, ovvero una dittatura aperta e dichiarata, ha sviluppato metodi più sottili e incruenti. Alte scuole di ingegnerie sociale, bravissime a condizionare e deviare la psicologia delle masse (pensiamo soltanto a realtà come il Tavistock Institute[2])  che hanno creato in laboratorio persone pronti a calarsi da soli nei panni dei sudditi.

La forza di quello che si potrebbe definire il Grande Fratello consiste nell’insinuarsi prevalentemente nell’inconscio profondo delle ignare vittime, le quali finiscono sempre per auto colpevolizzarsi nell’atto di pensare in difformità rispetto alle maturate dal vertice della piramide. Ed è dentro queste logiche risponde il continuo e costante richiamo ai problemi derivanti dal nostro debito pubblico cresciuto a dismisura a dismisura durante la cosiddetta “prima repubblica”.[3]

Per soggiogare, manipolare e indirizzare i popoli non bastano le doti carismatiche di qualche imbonitore di provincia, servono le arti del “mago”. Quando la gente sente di parlare di magia associa immediatamente il termine il termine a elementi come Wanna Marchi, personaggi da baraccone capaci al massimo di raggirare qualche ingenuo credulone. La vera magia – quella che apprendono e studiano i burattinai all’ombra del pensiero esoterico – è un’altra cosa.[4] Suscitare ad arte sentimenti di paura, riconoscenza, coraggio e riverenza è materia del mago, e non c’è nulla di pittoresco in tutti questa. In una società formalmente libera chi gestisce il sentiero della pubblica opinione normalmente domina la scena. Quando nel 2011 le Ur-Lodge oligarchiche decisero che l’Italia dovesse essere commissariata e presa in ostaggio da Mario Monti, come venne preparata dai diversi media – autentici bracci operativi di decisioni assunte in altre sedi – la discesa in Italia del “prestigioso professore” trasfigurato in messia da operetta. Di certo i nazisti democratici, per quanto potenti, non potevano limitarsi a dire la verità, cavandosela con una spiegazione “i padroni siamo noi e facciamo quello che ci pare”. Bisogna pur inventarsi qualcosa per giustificare l’assalto, bisognava cioè incutere nel popolino una qualche paura, scatenare il panico, affinché una volta abbassate le capacità critiche e razionali, i cittadini finissero per accettare in condizioni di “emergenza” ciò che avrebbero respinto in condizioni di normalità. Fu così che nacque il terrore dello Spread.[5]   Il mago moderno fa questo, crea suggestioni dal nulla –  non vere ma potenzialmente verosimili – che legittimano il passo successivo. Un passo apparentemente dettato dal palesarsi di situazioni imprevedibili, oggettive e eccezionali, in realtà placidamente sedimentato e deliberato fin dal principio. Si tratta dello stesso procedimento logico utilizzato da Nerone per perseguitare i cristiani.

   Il nazismo tecnocratico, come quello classico, è incompatibile con il rispetto della democrazia sostanziale, e da un po’ di tempo a questa parte anche in quella formale.

[1] Valentino, teologo e filosofo egiziano, nato attorno al 135 d.C., sosteneva la suddivisione dell’umanità in tre categorie:

  • La categoria molto numerosa degli ilici, uomini bestia che soddisfano solo bisogni istintuali;
  • La categoria degli psichici, che conservano una dimensione spirituale;
  • La categoria degli pneumatici (o gnostici), che sarebbero i pochi uomini che sono autorizzati a governare le masse inferiori perché toccati da una scintilla divina.

 

Sul questo punto vedere J. Ries, I cristiani e le religioni, Jaca Book, 2006, Milano.

 

[2] D. Estulin, L’Istituto Tavisock, Macro edizioni, 2014, Cesena.

 

[3] Metto tra virgolette prima repubblica poiché la definizione più corretta dal mio punto di vista è regime democristiano.

 

[4] G. Bruno, De magia, de vinculis in genere, Il soggetto e la scienza, 1988.

 

[5] Il 10 novembre del 2011, il Sole 24 Ore titolava a carattere cubitali: Fate Presto.

METODI DI CONTROLLO MENTALE DA PARTE DEI PROGRAMMATORI MENTALI

•ottobre 20, 2018 • Lascia un commento

 

Le èlites possiedono i mezzi per introdurre pensieri, influenzare i sogni notturni e produrre, a quanto pare, proiezione visive nello spazio tempo.

Lo sviluppo delle neuroscienze è stato funzionale allo sviluppo del controllo mentale.

Il principio operativo di questa tecnologia, per il controllo mentale è l’esistenza del sesto senso, cioè il campo elettromagnetico. Gli studi hanno dimostrato che questo campo reagisce agli stimoli, quindi risulta “controllabile”.

Questa tecnologia di controllo mentale non è solo in grado di leggere qualsiasi pensiero, ma soprattutto di utilizzare degli schemi di firing neuronale[1]  come punto di rilascio. In altre parole si possono essere inseriti pensieri nelle menti che sono ritenute deboli.

Il pensiero che deve essere introdotto viene nascosto: l’introduzione di idee, la presentazione di immagini che stimolano la fantasia e l’influenza emotiva delle scelte comportamentali molto spesso non saranno palesi.

Ci sono numerosi metodi di occultamento. Uno, ed è forse uno dei più importanti, è la pornografia.[2]

Le fantasie erotiche abitudinari sono un comodo punto d’accesso per l’inserimento di nuovi pensieri. Anche i tabù sono una zona di intrusione.

Un uomo che nasconde dei desideri sessuali non ha alcuna fretta di mostrare il suo segreto al mondo. I pensieri indotti, sono destinati ad insinuarsi nella mente dell’individuo e ad operare ad un livello profondo.

Le fantasticherie abituali forniscono la cornice ideali per la mappatura del comportamento su qualsiasi psiche.

Non è sufficiente introdurre solo nuovi pensieri, idee, impulsi per attivare un controllo mentale profondo. Il “ricevitore” deve, essere disposto ad accettarli e seguirli a livello conscio.

Gli individui influenzati dal controllo mentale decidono loro stessi di compiere la scelta dell’intero processo. La un ribellione da parte della persona colpita dal controllo mentale comporterebbe un rischio   per i torturatori.

 

BOMBARDAMENTO CULTURALE

 

Ce da interrogarsi perché Hollywood tende produrre più fil con lo stesso tema, lo stesso materiale lo stesso tema, lo stesso materiale e lo stesso soggetto in tempi ravvicinati?

Per esempio, nel 2010 usci un film sulla nona legione (Centurion) e nel 2011 ne uscì un altro sullo stesso tema (The Eagle). Nello stesso periodo uscirono due sull’amicizia sessuale, e almeno tre sulle invasioni aliene. Pensiamo che siamo già a cinque per quanto riguarda la saga inerente a Pirati dei Caraibi. Mi pare logico che la maggior parte delle persone possa pensare che si tratti di mera competizione. Non pensa che ci siano motivi oscuri.[3] La saturazione dei media comporta che milioni di persone (come per Avatar e soprattutto con la serie dei Pirati dei Caraibi) guardino (e pensino) le stesse cose, memorizzano le stesse immagini, ponendo le stesse domande, e potenzialmente possono assumere tutte insieme (o in gruppo) nuove idee.

Anche le la precisa disposizione neurale di ogni singolo cervello è unica (ogni mente è unica), i modelli di attivazione neurale sono prevedibili. Ogni azione della mente si muove nel cervello umano attraverso un modello statistico prevedibile.

Le élite dominanti utilizzano le persone come cavie per ricerche atte a stabilire modelli comportamentali diffondendoli tramite i media.

Una volta che viene stabilito un modello e viene deciso il punto di rilascio, il processo di inserimento dei messaggi subliminali puoi cominciare.

Il successo di questa procedura è determinata dal fatto se il pubblico abbracci felicemente la ripetitività – facendo quindi crescere la prevedibilità – di pensieri e comportamenti.

I servizi dei media che presentano forti contenuti sessuali e violenti sono di particolare efficacia, poiché i temi che creano tensione/ansia abbassano drasticamente il livello di autoriflessione. Questo fornisce spazio alla trasmissione di messaggi, che entrano e influenzano la mente senza interrompere il pensiero cosciente.

I media utilizzati per la sincronizzazione e l’assuefazione del pensiero di massa: serie TV, notizie principali romanzi popolari, i film don un tema simile, epopee cinematografiche, videogiochi, giochi interattivi on linee, siti di social network, slogan politici, campagne religiose, musica pop, tendenze della moda e la pornografia. [4]

 

UN DISEGNO STRATEGICO

 

Alla base di quello che si può definire tecno-fascismo presente nei paesi occidentali nella attuale fase imperialista sta nella rimozione dell’unità antifascista tra le masse popolari durante la seconda guerra mondiale.

Tale rimozione fu necessaria dopo agli USA e alla Gran Bretagna, i quali come noto a Norimberga (che fu il principale dei processi ai criminali dirigenti del nazismo) assunsero un posizione diversa da quella della Francia e della Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS). Questi due paesi, infatti, rivendicano che il processo fosse esteso ai protettori e finanziatori del nazismo, ai grandi banchieri ed industriali del nazismo, mentre la scelta dei giudici rimase legata alla volontà degli anglosassoni di condannare solo i diretti responsabili.

Dopo la seconda guerra mondiale, dunque, dopo soli 4 anni, gli anglosassoni, che nel frattempo avevano dato protezione a numerosi aguzzini del lager nazisti, fondano nel 1949 la NATO in funzione antisovietica. Si giunse nel 1954 ad un piano di attacco al campo socialista, che prevedeva per il 1° gennaio 1957 il dispiegamento di 20 milioni di soldati NATO.

L’Italia fu fatta entrare nella NATO sostanzialmente con un colpo di mano favorito dal massimo dirigente della Democrazia Cristiana di allora (De Gasperi), e dove furono sottoscritti degli illegali accordi segreti.

Oltre alla martellante propaganda anticomunista, come nelle elezioni del 1948, ci fu un’infiltrazione della massoneria egemonizzata dagli americani[5] e dagli inglesi nelle istituzioni italiane e vaticane, e cominciò ad avviare un processo di rimozione mnemonica[6] semantica,[7] di cui oggi si vedono gli effetti.

E in effetti, in Italia, oggi vi sono decine di migliaia di persone che hanno cambiato casacca. Vi sono gli ex sprangatori dell’MLS che gestiscono fette importanti di potere (come il presidente del INPS Boeri), editori (come Savelli) che sono diventati berlusconiani, marxisti-leninisti come Brandilari passati a CL, i casi sono moltissimi. Cosa può aver prodotto persone che avevano posizioni rivoluzionarie a cambiare casacca? Senza dubbio la sconfitta del Movimento Rivoluzionario, la volontà di fare carriera, ma dal mio modesto punto di vista non è da scarare l’ipotesi che certe scelte da determinate posizioni psichiche tecnologiche.

Questa parte del discorso è legata ai ceti politici, ma vi à in questa strategia, una parte che è fortemente diretta alle masse.

Non si tratta solo della cura e dovizia con cui vengono studiati i programmi televisivi, vi è molto di più ed ha origine storiche precedenti alla nascita della cosiddetta “seconda repubblica”

Alcuni esempi.

Per far dimenticare i Sette fratelli Cervi, si proietta il film Sette fratelli e sette sorelle, che è la traduzione italiana di un film americano.

In seguito, per far dimenticare l’atollo di Bikini dove fu sperimentata ulteriormente la bomba H nel 1950 dagli USA, sorgono i bikini da spiaggia.

In anni più recenti, per rimuovere in noi la memoria degli ammassi di corpi nudi distesi, frutto delle fotografie degli Alleati durante le operazioni di liberazione del 1945, o direttamente le foto fatte dai nazisti, le performance come quella della   Bancroft o quelle “spontanee” di corpi ammassati nudi che acclamano la “pace”, distesi per le stradi città centroeuropee.

Possiamo fare degli esercizi mnemonici, e troveremo che molti apparentemente pacifici e sereni termini o immagini, sono utilizzati per sublimare e rimuovere. Bisognerebbe annottare e denunciare queste cose. Sono fatti ricollegabili agli esperimenti psichiatrici di rimozione della memoria, e di controllo mentale, che nella loro essenza e base sono l’evoluzione degli esperimenti nazisti e poi della CIA che vennero avviati nei lager di sterminio negli anni ’40 del secolo scorso.

Forse non un caso che nella pubblicità di importanti aziende contemporanee, come Pigna, Poste Italiane, si può rilevare la parola “CHIP SEX” e “SEX”, in immagini apparentemente innocue che vanno mani dei bambini.

Qui siamo ben oltre il lordume della immagini della Coca Cola. Siamo al “laissez faire”. Nessuno si scandalizza, l’unica risposta che mi sento di dire che tutto nasce dal fatto che quando i capitali della classe dominante sono a rischio ogni sistema è buono per mantenere un buon margine di profitto: anche l’abolizione della libertà del pensiero.

 

 

 

[1] Si dice che un neurone “fires an action potential” quando produce un potenziale d’azione in seguito a depolarizzazione, spontanea o indotta che sia. Non è necessariamente legato alla comunicazione tra neuroni, anche se poi fisiologicamente è a quello che servono i potenziali d’azione.

 

[2] Non è certo un caso che il mercato della pornografia si florido.

 

[3] E se qualcuno osa affermare tesi alternative a quelle ufficiali c’è sempre l’accusa di complottismo.

 

[4] http://perchiunquehacompreso.blogspot.com

 

[5] Riciclando fascisti come Gelli.

 

[6] Il complesso dei vari espedienti escogitati per aiutare la memoria a ritenere date, termini tecnici, liste cronologiche e altre nozioni difficilmente associabili tra di loro e riducibili a sistema, e che quindi si ricordano con difficoltà; per es., un espediente largamente diffuso un tempo era di mettere in versi quel che si deve ricordare poiché i versi, con il loro ritmo e la rima, si tengono meglio a mente. Va comunque ricordato che, nella storia della cultura con ascendenti classici, ma soprattutto dal sec. 13° al 17°, l’arte della memoria ha costituito un capitolo di fondamentale importanza, collegandosi alla logica e a modelli combinatorî ed enciclopedici: in questa prospettiva la mnemonica (più comune in tal senso il termine mnemotecnica) cerca di ripercorrere i nessi sia ontologici sia logico-linguistici che intercorrono tra parole e cose e fra le parole stesse, in modo che l’universo delle conoscenze espresso nelle parole coincida con l’universo reale e i nessi mnemonici rispecchino le strutture logiche e ontologiche della realtà. Spesso nella mnemonica le parole e gli oggetti cui esse si riferiscono e i reciproci nessi vengono resi più facilmente memorizzabili per mezzo di simboli o immagini tra loro variamente combinabili (di qui i rapporti storici fra arte della memoria e combinatoria).

 

[7] Ramo della linguistica che studia il significato degli enunciati di una lingua o di un dialetto, come rapporto tra il significante e il significato di ciascun elemento e come relazioni reciproche tra i vari significati di una determinata fase cronologica, e inoltre i mutamenti intervenuti in quei significati e in quelle relazioni in un determinato periodo di tempo.

 

UNIVERSITA’ PER FUTUROLOGI?

•ottobre 5, 2018 • Lascia un commento

 

 

Non può non destare impressione che nonostante la crisi, due punte della ricerca avanzata come Google e la Nasa abbiano deciso di investire denari per la creazione di un’università destinata ad addestrare dei “futurologi”, ossia scienziati pronti ad affrontare un’era in cui le macchine saranno più intelligenti dell’uomo. Un futuro quest’ultimo che ricorda saghe cinematografiche celebri, come quella di Terminator o di Matrix, dove le macchine alla fine prendono il sopravvento sull’umanità.

   Il nuovo istituto, scrive il quotidiano britannico The Financial Times, si chiamerà Singularity University e sarà guidato da Ray Kurzweil,[1] controverso inventore, informatico e saggista statunitense che ha previsto, in un celebre saggio del 2005 The singularity is near (La singolarità è vicina) che per la metà di questo secolo, avverrebbe la nascita di una nuova civiltà in cui l’intelligenza artificiale supererà le facoltà umane, un periodo da lui definito “singolarità tecnologica”. In sostanza la singolarità è un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani per come sono ora. Per citare lo statistico americano I. J. Good: “Una macchina ultraintelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; quindi, ci sarebbe una esplosione di intelligenza”, e l’intelligenza dell’uomo sarebbe lasciata molto indietro. Quindi, la prima macchina ultraintelligente sarà l’ultima invenzione che l’uomo avrà la necessità di fare”. [2]

Secondo alcune correnti di pensiero, i computer dotati di intelligenza superiore a quella umana avranno il compito di riuscire a gestire autonomamente problematiche attualmente irrisolvibili dal genere umano, come il surriscaldamento globale, la fame o la scarsità delle risorse energetiche. Sebbene lo studioso sia molto criticato in alcuni circoli scientifici, e come si è visto la Nasa e Google hanno deciso di dargli fiducia. Per Kurzweil è questo il momento di aprire questo tipo di università perché molte tecnologie, dall’informatica all’elettronica, dalla genetica alle nanotecnologie, sono vicine al momento in cui confluiranno l’una nell’altra e potranno dar vita a supersistemi intelligenti. La scuola, sostenuta in prima persona dal fondatore di Google, Larry Page, e da Peter Diamandis, amministratore delegato di X-Prize, non ricalcherà lo schema di una comune università ma si ispirerà all’Università spaziale internazionale di Strasburgo, una scuola interdisciplinare e multi-culturale alla cui apertura contribuì Diamandis nel 1987.

Bisogna dal mio modesto punto di vista riflettere su un fatto: che tutte le rivoluzioni tecnologiche avvenute dentro il quadro di una società dominata da una classe dominante in decadenza (la borghesia) se non addirittura in decomposizione, c’è il forte rischio che tutto ciò porti il passaggio a forme di schiavitù tecnologiche, nel senso che alla fine della fiera si rischia che sia il sistema della macchine a imporre il propri bisogni.

Questa iniziativa di Google e della Nasa potrebbe essere inquadrata come uno sviluppo di una componente del complesso industriale-medico/psichiatrico-militare- spionistico ovvero un sistema dove si intrecciano tutta una serie di rapporti tra università, centri di ricerche, industrie, servizi segreti e militari, un sistema industriale che gestirebbe anche il controllo mentale.

 

 

 

[1] https://www.corriere.it/scienze/09_febbraio_03/universita_singolarita_nasa_google_e8451594-f1d9-11dd-9d2c-00144f02aabc.shtml

 

[2]                                               C.s.