SPAZIO AFFOLATO SOPRA LA TERRA MENTRE CRESCE LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPAZIO

•maggio 5, 2018 • Lascia un commento

 

 

La vita nello spazio è una grossa questione, che al di là dei sogni e dei desideri umani (che si racchiudono nell’epoca contemporanea nei supereroi dei fumetti), trova che le forme e le attività dei viventi sono profondamente condizionate dalla forza di gravità alla superfice del nostro pianeta. La gravità non solo controlla le attività, ma anche la forma di tutti gli organismi.

L’esperienza empirica ha dimostrato da una parte che l’essere umano può vivere in stato di imponderabilità[i] anche per periodi molto lunghi. Ma il quesito vero è: quanto lunghi? Per quanto riguarda il campo gravitazionale, in teoria non si è mai fuori da esso, dato che la forza di gravità di un corpo celeste, pur essendo inversamente proporzionale al quadrato della distanza, non cessa mai di far valere il suo effetto, cioè tende a essere zero solo all’infinito. Vi sarebbe quindi un assoluto stato d’imponderabilità soltanto a distanza infinita dal corpo attraente. Ma allora, in che stato si trova l’astronauta nella sua navicella?

Dipende. La questione deve essere precisata per essere capita fino in fondo. Ogni massa, grande o piccola che sia, comporta necessariamente come un campo gravitazionale; ogni altra massa ne è attratta e, nello stesso tempo, fa sentire la sua influenza. Fra masse nello spazio vi è quindi interazione reciproca. Quando è notevole la differenza tra le due masse, l’influenza di quella piccola su quella grande può essere trascurabile, come nel caso di un satellite artificiale nei confronti della terra. La Luna, secondo l’intuizione di Newton, percorre un’orbita cadendo sulla Terra ed è il modo di cadere a tenerla “sospesa”. Lo stesso vale per un satellite artificiale. Ora, un corpo che cade, come in un ascensore dove si spezza il cavo, si trova in stato d’imponderabilità, anche se è immerso nel campo gravitazione da cui il suo precipitare è causato. Chiunque si trovasse nell’ascensore sarebbe nelle stesse condizioni di un astronauta in orbita: galleggerebbe nell’aria. Tale situazione sarebbe riprodotta da un’eventuale navicella che, invece di cadere sulla Terra tracciando la sua orbita percorresse uno spazio vuoto a velocità costante.[ii] L’abitante della nostra ipotetica navicella (o ascensore) si sentirebbe esattamente come quello che girava in orbita o che cadeva a precipizio.

I viaggi umani sulla Luna sono stati troppo brevi (circa otto giorni) per avere dati sperimentali sull’eventuale differenza che l’abbandono della prossimità di un pianeta comporta.

Per ora sappiamo che la lunga permanenza dei russi nello spazio orbitale vicino alla Terra dimostra la possibilità di vivere nello spazio. Gli effetti dell’imponderabilità dovuta al particolare modo di cadere di tutti i satelliti non sembrano così dannosi come in un primo tempo si era ipotizzato.

Prima di inviare uomini nello spazio si fecero prove con animali, infatti, già nel secondo satellite inviato (ufficialmente) nello spazio. Comunque sia, anche dopo che gli uomini si erano dimostrati adattabili alle condizioni d’imponderabilità, gli animali fornirono dati ulteriori da paragonare a quelli ottenuti con gli umani. Questo anche perché cani, conigli, scimmie, topi, rane, ecc. solo raramente venivano fatti tornare per le analisi, erano delle cavie di “infimo costo” (che in una società dove predomina il profitto è il massimo). Furono analizzate le conseguenze dell’esposizione ai raggi cosmici e all’imponderabilità anche in orbite molte alte, fino a 2.000 Km. Finissimi elettrodi furono impiantati negli organi e furono misurate, trasmesse a terra ed elaborate le reazioni del cervello e dell’apparato auditivo. Quest’ultima localizzazione si dimostrò molto utile per studiare le reazioni dell’organismo in un ambiente a gravità zero e quindi furono sviluppati sistemi di microchirurgia per immettere elettrodi direttamente nel vestibolo dell’orecchio interno. Qui si trovano gli otoliti (cristalli di carbonato di calcio) che trasmettono l’inerzia del movimento, e quindi anche la direzione della gravità, alle fibre nervose. Gli elettrodi, già negli anni ’70, erano in grado di captare gli stimoli di un singolo neurone nel nervo vestibolare, il quale esercita, tramite il cervello, un controllo su molte funzioni muscolari dell’organismo, sull’attività cardiaca e sulla circolazione del sangue, sui movimenti dell’apparato digerente e sulle condizioni di passaggio del cibo. L’apparato vestibolare dei mammiferi è perciò molto adatto allo studio degli effetti micro gravitazionali.[iii]

I dati dimostrano che le possibilità di ambientazione degli organismi adulti in assenza di peso sono accettabili; solo le cellule in crescita ponevano seri problemi, e gli esperimenti sia con animali a vita brevissima, specialmente insetti con le drosofile,[iv] sia con veri vegetali, i cui semi venivano sottoposti ad esperimento durante la germinazione, diedero risultati sconfortanti. Essi confermavano ciò che già s’ipotizzava in via teorica. Anche se la situazione parve meno tragica di quanto si pensasse, i risultati della maggior parte degli esperimenti biologici, condotti da aziende private che ci tengono al riserbo commerciale, furono sempre tenuti segreti. Questo è un segno evidente del fatto che vi sono scoperte non pubblicizzabili, per ragioni commerciali o meno, sul comportamento degli organismi viventi nello spazio. Sulla stazione spaziale russa Mir, si sono avvicendati per lunghissimi periodi molti astronauti e gruppi di scienziati anche di altri paesi e di aziende paganti; non è mai morto nessuno, pochi sono stati colpiti da patologie molto gravi mentre spesso si sono verificati casi di stati psicofisici alterati.

L’uomo, a differenza dei conigli e delle scimmie, reagisce consapevolmente alle inusuali condizioni ed è perciò in grado di prendere provvedimenti, sia assumendo farmaci appositamente studiati, sia intervenendo sul proprio comportamento tramite condizionamenti psicofisici. Gli studi americani sulle reazioni biologiche e comportamentali degli animali dimostrano la grande differenza di adattamento rispetto all’uomo proprio perché, a differenza di essi, l’uomo può modificare rapidamente il suo comportamento in base agli stimoli dell’ambiente.

La NASA lanciò un programma scientifico nel 1966 per conoscere le conseguenze dell’esposizione prolungata degli organismi viventi all’assenza di peso e al bombardamento di radiazioni dallo spazio.[v] Si sarebbero dovuti effettuare sei lanci di satelliti biologici: i primi due con piante e organismi unicellulari; altri due con scimmie ritenute particolarmente adatte, e gli ultimi due roditori; i primi due esperimenti (Bios 1 e 2) furono insoddisfacenti dal punto di vista tecnico. Il terzo, nel 1969, con la scimmia Bonny, fu un disastro e provocò la sospensione del programma. La povera bestia fu monitorizzata con 24 sensori innestati nel corpo, 10 nel cervello, 2 negli occhi e gli altri nei vari organi. Era stata condizionata a guadagnarsi (secondo l’espressione di un testo specializzato) il cibo e l’acqua due volte al giorno tramite la manovra di pulsanti che comandavano esperimenti per quindici minuti alla volta, ma rifiutò di lavorare (sempre dallo stesso testo) e fu fatta rientrare dopo nove dei trenta giorni programmati, mandando in fumo 96 milioni di dollari dell’epoca. La sua morte, sopraggiunta poco dopo il rientro, provocò un’ondata di protesta da parte degli animalisti e non solo l’intero programma fu soppresso, ma gli oppositori ottennero la fine di tali esperimenti.

Ovviamente gli esperimenti cessarono negli Stati Uniti (ufficialmente ovviamente) ma continuarono altrove. Con l’acquisto di spazi a pagamento sui satelliti di altri paesi, specialmente i Bion russi, la serie continuò per diversi anni. Sui Bion si provò di tutto, dall’accoppiamento in orbita di vari mammiferi (sempre fallito) al monitoraggio di scimmie costrette a sopportare un numero sempre più alto di sensori impiantati nei vari organi. Anche il contenuto dei satelliti biologici russi, poiché vivo, fu il più difficile da controllare. Il Bioscosmos 1887 (numero che vuol dire proprio 1887° della serie Cosmos) lanciato nel 1987 “ospitava” due scimmie Rhesus oltre a topi, rane toro, pesci, insetti e diverse varietà di piante. Essendo stato appositamente progettato per lunghe missioni biologiche con grandi carichi paganti, l’ambiente risultava sovraccarico di congegni. Dopo soli tre giorni il sistema principale di distribuzione del cibo si ruppe e le scimmie incominciarono a dimagrire; una di esse riuscì così a   sgusciare dai sistemi che la bloccavano e si mosse per “esplorare i dintorni fra la costernazione dei controllori della missione” che seguivano gli esperimenti da terra. Questi non interruppero l’esperimento che 10 giorni dopo, sbagliando di 3.000 Km il luogo di atterraggio in Siberia, cosa che comportò lunghi tempi di recupero e il congelamento dell’interno. I cadaveri recuperati consegnati ai co-sperimentatori americani, dimostrarono che già dopo pochi giorni vi era stata nei mammiferi una riduzione delle risposte immunologiche, una degenerazione dei muscoli cardiaci, un cambiamento in alcune fibre muscolari e nella struttura e nella struttura minerale di tutte le ossa, il cui carico di rottura era diminuito del 40%.[vi]

Questo satellite era stato progettato esplicitamente per evitare i punti più rischiosi delle fasce radioattive anziché entrarvi, quindi presubilmente allo scopo di fare esperimenti non sull’effetto ionizzante delle radiazioni ma come gli organismi umani, a differenza di quelli animali, si possano tenere in condizioni accettabili tramite espedienti psicofisici e chimici.

In sostanza ciò che è parzialmente confermata è l’impossibilità della vita nello spazio lontano dalla terra. Le missioni lunari Apollo non hanno risposto del tutto alla prova richiesta: degli otto giorni circa di durata di ognuna, gli astronauti ne trascorrevano meno di quattro lontano dalla massa terrestre e da quella lunare.

La ginnastica è un fattore essenziale e ogni astronauta è tenuto a fare esercizi specifici fino a quattro ore al giorno, secondo i tipi di missione. La lunga permanenza nello spazio provoca una perdita di massa muscolare e soprattutto di massa ossea, specialmente nell’organismo femminile. Si atrofizzano le gambe e si gonfia la parte superiore del corpo, mentre le ossa perdono calcio diminuendo di peso al ritmo di circa l’1% al mese senza che sia ancora stato scoperto il motivo né il modo per bloccare questo inconveniente. Oggi le tecnologie di sopravvivenza nello spazio si sono affinate per cui anche l’organismo femminile può resistere per lunghi periodi nelle capsule orbitanti. Le prime donne astronauta ebbero gravi problemi tanto che si pensò al sesso come a un impedimento insormontabile.

Dopo il volo di Valentina Tereshkova (che fu la prima donna astronauta, nel 1963) i ricercatori dichiararono addirittura che l’organismo femminile non avrebbe assolutamente potuto adattarsi alla lunga permanenza nello spazio. Tre giorni d’imponderabilità furono sufficienti a mandare fuori controllo tutti i meccanismi biologici di regolazione dell’astronauta russa. Si era innescato un processo di decalcificazione delle ossa che sembrava irreversibile perché continuò per un mese senza che ci fosse reazione ai farmaci, mentre il fenomeno era accompagnato da forti emorragie. I problemi furono superati e molte astronaute russe fecero parte degli equipaggi, anche grazie all’esperienza della Tereshkova, che continuò a essere oggetto di studio negli anni successivi. Non si rimise mai più completamente e dovette sottoporsi a cure periodiche per il periodo di fratture.

Lo stress della permanenza in spazi totalmente artificiali e ristrettissimi in stato d’imponderabilità provoca la depressione grave delle difese immunitarie, per cui è necessario ricorrere a farmaci anche per ristabilire le capacità di resistenza dell’organismo. Tutto ciò che si accompagna a una perdita di calcio simile al meccanismo dell’osteoporosi, ha fatto pensare a patologie simili a quelle degli anziani e forse è per questo, oltre che per ragioni propagandistiche, che il vecchio astronauta Glenn fu rispedito nello spazio.

La gravità è uno dei fattori che più hanno influito nell’evoluzione delle specie, sulla loro morfogenesi, sul loro bagaglio genetico e quindi sulle azioni istintive, vale a dire sulla “psicologia” degli organismi viventi. La relazione tra gravità ed essere biologico non è una questione secondaria e il perdurare degli esperimenti in questo campo lo dimostra, come lo dimostrano i risultati delle prove di ambientazione condotte con mezzi meccanici-chimici. L’impiccato capovolto, molto probabilmente poteva vivere di più di quanto ci possiamo immaginare, ma è un fatto che anche solo il passaggio dalla posizione coricata a quella eretta provoca l’immediata reazione del sistema venoso che si adatta al variare della pressione idrostatica del sangue. Le capsule di prima generazione, tenendo gli astronauti in posizione obbligata per molte ore, provocano molti guai al loro organismo. I tentativi di stazioni orbitanti della seconda generazione (Skilab, Salinu, Spacelab, Mir) e la Shuttle permise un po’ di ginnastica e gli astronauti ne trassero giovamento. L’equipaggio dell’Apollo 15, che rimase nello spazio e sulla Luna per complessivi 12 giorni, ebbe dei problemi di nausea e vertigini fino a qualche giorno dopo il rientro e ciò fu imputato allo scarso uso degli attrezzi da ginnastica montati a bordo.

Nelle vecchie capsule anche le operazioni fisiologiche, espletate in promiscuità, provocavano blocchi psicologici per cui si beveva e si mangiava poco per non dover ricorrere troppo spesso ai marchingegni escogitati dai tecnici onde evitare che spiacevoli materiali organici invadessero gli ambienti senza gravità. Così gli astronauti pativano l’accumulo di tossine, di disidratavano, avevano febbri da blocco renale e finivano per soffrire maggiormente le condizioni di nausea dovute alla condizione di imponderabilità. In molte occasioni ebbero semplicemente un rendimento basso, in altre ebbero vere e proprie crisi che sfociarono in comportamenti pericolosi per sé e per le missioni.

La Stazione Spaziale Internazionale, è palesemente una replica della Mir e, anche se avrà molto più spazio per il moto fisico degli equipaggi, la sua configurazione è ancora ben primitiva rispetto ai tanti progetti di basi spaziali sfornati nel passato dagli esperti. La sua orbita bassa (335 Km di perigeo e 460 di apogeo), ancora nell’atmosfera, è stata scelta ufficialmente per motivi di ottimizzazione dei rendimenti nel rapporto vettore/carico pagante e questo ci dimostra come sia con le Shuttle che con le Progress si sia ben lontani dall’aver superato i problemi inerenti al rendimento dei sistemi; per cui per ora vi saranno stazioni piccole e senza gravità simulata. Le stazioni orbitanti di terza generazione, quelle di solito raffigurate a forma di ciambella che ruota attorno ad una asse per simulare la gravità, sono ancora nei cassetti dei disegnatori.

 

 

DOVE È FINITA LA CONQUISTA DEL COSMO?

 

All’inizio degli anni ’80 la NASA avviò un progetto per il montaggio di una stazione spaziale di servizio che doveva servire da base per le ulteriori costruzioni nello spazio e per i viaggi interplanetari. Il Centro Operativo Spaziale (SOC) doveva essere montato in un’orbita di 350 Km di altezza, e ricevere, tramite la Shuttle, i satelliti commerciali da assemblare, lanciare e gestire. Era prevista la presenza permanente di otto uomini di equipaggio alloggiati in moduli d’abitazione collegati ai laboratori e alle officine. Questo progetto “minimalista” era accompagnato da sogni ben più ambiziosi.

Nello stesso periodo lo stesso ente americano commissionava diversi progetti molto più ambiziosi. I tecnici prevedevano che nel volgere di qualche decennio si sarebbe potuto costruire una colonia spaziale per 10.000 abitanti in orbita solare a 400 milioni di Km dalla Terra, a forma di ciambella, rivestita interamente da rocce prelevate sulla Luna tranne che in una larga fascia sul diametro minore, dove erano previsti finestroni per far entrare la luce. I disegni ci mostravano sia l’insieme nello spazio, con vari aggeggi di servizio svolazzanti all’interno, dove la lieve curva dell’orizzonte fa da cornice a case, isolette e barche. Un altro progetto sempre commissionato dalla NASA, mostra invece una colonia cilindrica di diametro di 6,4 Km e lunga 32, con i soliti campi, case, alberi, fiumi, laghetti. In questo caso il disegno mostra addirittura delle nuvole galleggiano leggiadramente a mezz’aria. In tutti i progetti, naturalmente sono presi in considerazione i particolari più minuti, come quello del ciclo biologico continuo o quello delle fattorie spaziali con tanto di coltivazioni, pescicoltura e allevamento.

La questione delle colonie spaziali e (questione importante) dello sfruttamento economico della Luna e dei pianeti è presa sul serio. Molti dei progetti sono talmente incredibili che il governo USA istituì delle commissioni apposite per cercare di non essere bidonato. Il 18 gennaio 1976, per esempio, l’Ente per le Tecnologie Spaziali e le Necessità Nazionali del Senato degli Stati Uniti, chiamò Gerard O’ Neil, uno dei massimi esperti in materia di colonie orbitanti, affinché rendesse conto al governo sui risultati dei suoi studi. Il punto centrale degli incontri fu la produzione di energia nello spazio, da inviare a terra mediante fasci di microonde, ma ovviamente coinvolse la necessità di costruire allo scopo grandi stazioni permanenti, con tutto ciò che comporta un progetto del genere: scavo dei materiali sulla Luna, loro trasporto e lavorazione nello spazio, collegamenti con la Terra ecc.

O’ Neil era un giovane fisico che insegnava alla Princeton University e aveva partecipato alla progettazione di grandi acceleratori di particelle. Oltre che uno studioso era uno attivissimo nelle lobby dell’industria spaziale. La sua teoria era semplice e chiara. Si chiamava “planetologia comparata”. Comparando gli altri pianeti alla Terra e stabilita la loro inospitabilità, tanto valeva, affermava, decidere di ricreare ex novo l’ambiente terrestre nello spazio. Di lì sarebbe stato più economico far partire astronavi o comunque muoversi nello spazio per via della minore energia occorrente per vincere la gravità. La su filosofia era semplice: poiché tutte le proiezioni dei dati di crescita indicavano che il numero degli abitanti e la produzione di risorse del pianeta sarebbero giunti ben presto a un punto critico, l’umanità non avrebbe potuto far altro che emigrare nello spazio. Intrecciando la soluzione tecnica con quella filosofica, l’intraprendente fisico costruì un mondo che contribuì a lubrificare per un po’ di tempo con della pubblicistica spaziale.[vii]

Il fulcro di tutta l’attività spaziale di O’ Neil è stato la progettazione di un cannone elettromagnetico chiamato “lanciatore di massa”, che avrebbe dovuto spedire in orbita dalla Luna i milioni di tonnellate di rocce, metalli e ossigeno (ricavato dagli ossidi solidi) necessari ai cantieri. Siccome l’autore dei progetti era un fisico, egli non si sottraeva al calcolo delle energie e qualche volta anche dei costi.

Che ne è stato di tutti questi progetti? Come mai a 56 anni da quando è stato ufficialmente lanciato in orbita il primo satellite artificiale non c’è stata la tanto sbandierata colonizzazione spaziale? La mancata colonizzazione dello spazio nasce dal fatto che in regime capitalista qualunque cosa non produce plusvalore, è nulla, per questo motivo i Cristoforo Colombo in scafandro, non hanno aperto la via a flotte di caravelle e galeoni.

   Che si tratti della stazione spaziale o della missione su Marte, la potenza del capitale non si misura tanto con la potenza dei missili o con la precisione dei manufatti spaziali, quanto con il loro significato economico. Fintanto che si riesce a produrli e farli partecipare alla valorizzazione, essi sono per il Capitale come l’ossigeno per l’asfittico o l’antibiotico per l’infetto. Essi invertono l’aspetto fondamentale dell’industria moderna che produce merci a milioni mediante pochi uomini e tante macchine: mentre infatti nelle merci normali si assiste ad una diminuzione del valore unitario per via della produzione di massa con sempre meno uomini, nel manufatto spaziale, al contrario, si concentra il lavoro di migliaia di uomini; esso è prodotto in pezzi unici o limitati e ha verso di sé masse enormi di capitale, valorizzandolo in concentrato. Con ciò è in controtendenza rispetto alla legge della caduta tendenziale del saggio di profitto, anche se non influisce sull’economia come in genere si tende a credere.[viii] I manufatti spaziali sono dei paradossi, merci di lusso prodotte alla stregua di preziosi gioielli d’artigianato. Solo che tutto ciò, invece di essere linfa che alimenta una nascita, è ossigeno che impedisce una morte. Come le armi e guerre attuali, che rappresentano un campo di produzione e consumi utili alla rianimazione capitalista. Non è un caso che la “conquista spaziale” è figlia degli Stati Maggiori militari.

Poiché ogni merce che viene prodotta nel tempo ad un valore decrescente, l’unico affare sarebbe la keynesiana continuazione dei lanci e degli esperimenti in modo di aumentare la massa di materia messa in moto in rapporto ai capitali investiti; si darebbe dovuto passare dalle merci di lusso alle merci popolari, in modo da compensare in modo classico la caduta del saggio di profitto con la realizzazione di una massa crescente. Ma la merce alla lunga deve anche avere un valore d’uso oltre che un valore di scambio, altrimenti è negata la realizzazione del plusvalore. Insomma, non si possono vendere missili come automobili. Keynes aveva un bel dire che si poteva guarire dalla crisi scavando delle buche con lo scopo di riempirle di nuovo: le buche sono già state scavate e riempite.

Rimarrebbe il campo militare, grande consumatore di merci che hanno il pregio di diventare obsolete senza passare per l’uso effettivo o, se usate, passibili di elevato consumo. Anche in questo campo però il numero, la massa, diventa un ostacolo insormontabile quando già si possiede un arsenale di per sé sufficiente per distruggere diverse volte tutto il pianeta. D’altra parte l’innalzamento della soglia tecnologica non ha funzionato per le armi spaziali: le stupefacenti Guerre Stellari che piacevano tanto a Reagan cozzarono contro un elementare ragionamento, che all’epoca, fece un imperturbabile tecnico russo: quei marchingegni supertecnologici nello spazio si potevano neutralizzare acquistando dal primo rigattiere un bidone di chiodi arrugginiti e sparpagliandoli sulla stessa orbita in direzione contraria; alla velocità relativa di 60.000 Km all’ora la supercostosa supertecnologia reaganiana sarebbe stata ridotta a un colabrodo al costo di pochi rubli. Anche in questo caso si ha la conferma che dietro la mitologia della conquista spaziale, comprese le sue diramazioni militari, non c’è tanto l’efficienza scientifica quanto il volgarissimo business.

È ben noto che i militari non badano a spese e che sono avidi consumatori di nuove tecnologie, che spesso e volentieri si rivelano assurde e in ogni caso si rivelano inutilizzabili in caso di guerra vera. Ma anche i civili non scherzano. La nuova stazione spaziale, paralizzata lungo un decennio dalla lotta per il profitto e dalla concorrenza fra Stati, è un monumento alla scienza decadente: è obsoleta prima ancora di nascere, è complicata e costosa, in sostanza è un assemblaggio di egoismi e di strutture che rispondono più alle lobby industriali che ad un progetto razionale e unitario.

Non si salva dunque nulla dell’avventura spaziale? Queste affermazioni che non sono in contrasto con quanto il marxismo ha sempre sostenuto che lo sviluppo delle forze produttive è di per sé rivoluzionario?

   Ora, lo sviluppo delle forze produttive rimane un fattore rivoluzionario. Ma tale sviluppo non lo si deve vedere soltanto nelle macchine spedite nello spazio o nella pattuglie di “eroi” che rischiano la pelle. La rivoluzione lavora attraverso l’organizzazione molto centralizzata e nello stesso tempo distribuita in tutto il tessuto produttivo dei paesi industriali che hanno permesso i risultati spaziali. Lavora soprattutto attraverso il rapporto che ha legato tra di loro più di un milione di uomini, i quali non erano slegati da altri milioni e milioni, altrettanto coinvolti nel massimo livello di socializzazione del lavoro raggiunto dall’umanità. Un milione di uomini che hanno concentrato i loro sforzi sincronizzati in modo tale che macchine inizialmente rozze e imperfette sono state in grado di estendere i sensi umani oltre il sistema solare. Il telescopio Hubble ha esteso il nostro senso ancora più in là, ai confini dell’universo conosciuto.

   Per quanto riguarda la socializzazione del lavoro, questa ha prodotto fenomeni molto interessanti dal punto di vista del comunismo. La Qualità Totale e tutti i criteri organizzativi che vi si collegano sono in genere identificati con un insieme di tecniche atte ad ottenere un abbassamento statistico degli scarti, un miglioramento del prodotto o qualcosa di simile. In realtà l’esigenza di tali tecniche dalla necessità di controllare la produzione come fatto integrato in un contesto di lavoro sociale di perfezionamento dei metodi non è che un fenomeno derivato da cause più profonde.

   Il cambiamento radicale intervenuto negli anni ’70 e ’80 ha portato alla scomparsa della fabbrica tradizionale in gran parte dei paesi imperialisti. Essa è stata in gran parte sostituita da nodi produttivi facenti parte di una rete talmente integrata che non può più fare a meno di tener conto delle relazioni tra ogni suo punto.

   Siamo al di là del fatto tecnico analizzato da Lenin nell’Imperialismo con le industrie globali di allora. Vale a dire che siamo oggi di fronte ad una produzione completamente socializzata la quale avviene, dove non importa più: in quale località e in quale mano o a quale capitalista. I criteri che unificano la qualità dell’oggetto prodotto si estendono al modo di produrlo e investono l’intero processo della produzione mondiale piegando alle esigenze astratte della produzione qualsiasi volontà individuale e anche collettiva, per esempio quella degli Stati.

 

LA RICADUTA GEO ECONOMICA DELLA CORSA ALLO SPAZIO

 

Tracciare le ricadute della corsa allo spazio è una faccenda complessa giacché implica la considerazione di diversi aspetti, che spaziano da problematiche prettamente commerciali a considerazioni su strategie a lungo termine per lo sfruttamento di risorse dislocate presso altri corpi celesti.

Cominciamo a capire quanti sono gli Stati che hanno dei satelliti nello spazio.

Alla fine del 2006, questi Stati erano 47, tra i membri di questo club sono entrati l’Iran con il lancio del Sina-1 ad opera dei russi nell’ottobre del 2005 e il Kazakistan nel 2006.

Gli Stati in grado di lanciare indipendentemente apparati in orbita sono una decina. Gli Stati Uniti rimangono, di gran lunga, il Paese con il maggior numero budget dedicato ad attività spaziali, che la quasi totalità viene indirizzato al settore militare. Secondo dati riferiti al 2005, gli Stati Uniti detengono approssimativamente 130 satelliti militari operativi, circa la metà dei satelliti militari in orbita. La Russia segue con 60-80 satelliti militari operativi, ma nel rispetto delle proporzioni, va rilevato che Mosca dedica alle attività militari una cifra 30 volte inferiore a quella statunitense.[ix] Tutto ciò dimostra la fondatezza della tesi che l’imperialismo cerca di risolvere le proprie contradizioni solo con la forza, solo con la guerra.

Per quanto riguarda il budget dedicato al settore civile, esso è in crescita nei Paesi come Cina e India, che nell’ambito di programmi consacrati alla sicurezza ambientale e allo “sviluppo sostenibile”,[x] si propongono partner all’avanguardia per una serie di Stati che ancora non hanno capacità orbitali proprie, come Algeria, Brasile, Nigeria, Sud Africa e Tailandia, interessati a utilizzare sistemi satellitari per supportare programmi di avanzamento sociale ed economico.

 

GLI ASPETTI COMMERCIALI

   Vediamo adesso gli aspetti commerciali.

La crescita dell’industria spaziale nel settore commerciale è dominata dai servizi satellitari, che sono triplicati dal 1996. Il settore satellitare commerciale secondo dati del 2005, si attesta sui 90 miliardi di USD[xi], grazie alla sempre alla sempre più esigente domanda da parte di privati. [xii] Gli osservatori coinvolti sono i produttori degli apparati, i gestori coinvolti sono i produttori degli apparati, i gestori dei servizi satellitari (ovvero le organizzazioni che gestiscono la funzionalità degli apparati ed i centri di supporto terrestre che li controllano i loro dati[xiii] e li vendono) e i fornitori dei lanci.

Negli ultimi anni la Russia ha dominato l’industria dei lanci spaziali di satelliti, gli USA rimangono leader incontrastati nella fabbricazione, mentre, a partire dalla fine degli ’80, l’Ente Spaziale Europeo (ESA) si è affacciata sul mercato della gestione dei servizi.[xiv]

Il progressivo miglioramento della tecnica che caratterizza il settore dei lanci ha abbassato notevolmente i costi.[xv] Le ultime frontiere della capacità in questo campo vedono sempre più frequentamene lo svolgimento di lanci multipli, nonché messa a punto di tecnologie per il lancio di apparati da aerei a velocità supersonica.

Le principali imprese commerciali oggi impegnate nel settore dei lanci spaziali sono Arianespace (Europa), Energia (Russia), Lockheed Martin (USA), Boeing Launch Services (USA), ma anche due consorzi, Sea Launch[xvi] e International Launch Service.[xvii]

In via generale gli introiti dei lanci sono attribuiti al paese presso cui è basato il costruttore del veicolo, eccezion fatta per i gruppi multinazionali.

Il settore dei lanci commerciali ha iniziato a crescere notevolmente a partire dagli anni ’80. A quel tempo la NASA era concentrata sull’operatività dello Shuttle e considerava questo comparto marginale rispetto ai propri obiettivi strategici. Trassero beneficio da questo orientamento le imprese russe, cinesi, che risultano competitive rispetto agli statunitensi implementando lanciatori basati sulla tecnologia missilistica, rinunciando in sostanza ai veicoli spaziali riutilizzabili.[xviii] In questo modo ad esempio, Arianespace arrivò a detenere, tra il 1988 e il 1997, circa il 50% del mercato dei voli commerciali. Anche la Cina con la Lunga Marcia, la Russia con il Proton e l’Ucraina con lo Zenit ottennero ottimi risultati commerciali, favorendo un clima di competitività internazionale all’inizio degli anni ’90. Altri paesi che maturarono capacità di lancio molto avanzate furono Giappone e India.

 

LO STATO ATTUALE DELL’ESPLORAZIONE SPAZIALE E DELLA RICERCA

 

Vediamo adesso, in sintesi, lo stato dell’esplorazione spaziale e dell’inerente ricerca.

Tutte le maggiori potenze hanno dato negli ultimi tempi una maggiore importanza ai programmi a lungo termine per l’esplorazione lunare.

La Luna si trova a una distanza relativamente ravvicinata rispetto alla Terra,[xix] per cui potrebbe essere utilizzata in termini ragionevoli come laboratorio sperimentale per testare forme di colonizzazione di altri Corpi Celesti.[xx]

Una base lunare verrebbe, infatti, giudicata dagli esperti, utile anche ai fini del raggiungimento del Pianeta Rosso o per lanciare missioni ancora più lontane. Il satellite terrestre, inoltre, risulta ricco di risorse minerarie.

Stati Uniti, Russia, Cina e India hanno annunciato piani per l’esplorazione di Marte.

La prospettiva di colonizzare la Luna attrae tutti i paesi impegnati nella corsa allo spazio anche per l’ingente presenza di risorse energetiche e minerali nel suolo lunare. Nel 1994, la sonda Clementine ha scoperto, presso le regioni polari del satellite, un giacimento di oltre 10 miliardi di tonnellate di ghiaccio, un bacino d’acqua in grado di provvedere al fabbisogno di un’intera, futura colonia anche ove si pensasse di ricavarne ossigeno o combustili, in combinazione con l’idrogeno.

A proposito della ricerca di acqua sulla Luna, c’è una notizia che sembra presa da un film di fantascienza del tipo Star Trek ma non lo è. Nel 2009 si è svolta la missione Lcross della Nasa per cercare acqua sulla Luna. Un razzo Centaur si è schiantato sul cratere lunare Cabeus vicino al Polo Sud lunare alla ricerca di eventuali riserve idriche, seguito dalla ‘sonda madre’. L’impatto a oltre 7.000 chilometri orari del missile bomba’ Centaur, il primo stadio della sonda, con la superficie lunare è avvenuto alle 7:33 ora di Cape Canaveral, con alcuni minuti di ritardo sull’orario previsto, sollevando una nube di polvere lunare. La sonda ha avuto quindi soltanto quattro minuti per filmare e fotografare gli effetti dell’impatto e, attraverso gli strumenti di rilevamento a bordo, per cercare vapore acqueo o frammenti di ghiaccio nella nube di detriti alzata dall’esplosione. La spettacolare missione potrebbe confermare i risultati della sonda indiana Chandrayaan-1, che ha scoperto tracce d’acqua sulla superficie lunare, aprendo scenari di esplorazione alla Star Trek, il telefilm cult di fantascienza: la presenza di acqua è, infatti, considerata l’elemento essenziale per un eventuale ritorno dell’uomo sulla Luna, e stavolta per rimanerci, in una base spaziale stabile. Nel programma della Nasa, in attesa dell’approvazione della Casa Bianca, questa ipotesi è fissata per il 2020. Alla stampa americana Alan Andrews, che ha progettato la missione LCROSS, non ha nascosto la sua eccitazione per l’evento, che sarà trasmesso in diretta sul sito della Nasa: “La tempesta dipolvere che si scatenerà e che potremo vedere sarà fantastica, come se la Luna ci venisse addosso”, ha detto.

Il Centaur ha espresso una potenza pari a una tonnellata e mezzo di dinamite, sollevando una nube di 350mila chilogrammi di detriti lunari e aprendo una voragine che gli scienziati ritengono, avrà un diametro di circa venti metri. Affermano i responsabili della missione che la Luna, però, non corre alcun rischio: in media quattro volte al mese viene colpita da corpi celesti che provocano crateri equivalenti. La differenza, in questo caso, è che il punto dell’impatto è stato scelto dagli scienziati con cura, al polo sud della Luna, dove la luce del Sole non batte mai e dove potrebbero trovarsi depositi di ghiaccio nascosti nel sottosuolo. Svolto il suo primo compito ‘dinamitardo’, la sonda LCROSS rimarrà nello spazio per studiare la superficie lunare, in cerca del sito migliore per il futuro, eventuale, atterraggio sulla luna. Certo qualche dubbio su missioni di ricerca fatte a suon di missili, il sospetto che dietro questa parvenza scientifica ci siano scopi militari, sorge.[xxi]

Vediamo adesso i minerali che stanno nel suolo lunare, quelli di cui se ne ha la certezza. Essi sono: alluminio, calcio, ferro, magnesio, titanio. Vi potrebbero essere anche riserve d’oro. Inoltre, nella prospettiva di un possibile sfruttamento a fini energetici, la Luna è ricchissima di elio-3 (He3), un isotopo leggero di elio derivato dalle reazioni nucleari all’interno delle stelle, pressoché inesistente sulla Terra, ma che, per le particolari condizioni ambientali che ne caratterizzano l’atmosfera, è presente allo stato gassoso in enormi quantità sulla Luna.

L’elio-3 potrebbe essere utilizzato come combustibile per alimentare i reattori a fusione nucleare, in condizione di relativa sicurezza, considerando che le scorie radioattive prodotte dalla reazione di questo elemento del deuterio e del trizio, peraltro ancora a loro volto in fase sperimentale.

Gli esperti sostengono che un carico corrispondente a quello di uno Shuttle di elio-3 (pari a circa 25 tonnellate) potrebbe soddisfare il bisogno di un grande Stato, come gli usa, per almeno un anno, mentre periodicamente si moltiplicano le stime degli scienziati sull’incidenza che potrebbe avere l’accesso alle riserve di elio-3 lunare sull’evoluzione delle soluzioni energetiche sul nostro pianeta. L’elio-3 si rivelerebbe inoltre, un ottimo combustibile per eventuali astronavi in corsa verso missioni più lontane, che non possono prescindere dall’alimentazione nucleare.

Per quanto riguarda l’esplorazione di Marte, essa si configura come una sfida tecnologica che per il momento non appare risolvibile con i mezzi attuali.

Le condizioni ambientali del Pianeta Rosso sono molto ostili per l’uomo.[xxii]

Inoltre gestire le comunicazioni a così grande distanza comporterebbe tempi non compatibili con la normale funzionalità di un apparato comandata da terra; per questo motivo i veicoli e la base marziana dovrebbero essere completamente autonomi. Si calcolino poi costi di trasporto dalla Terra a Marte che non sarebbero sostenibili.

Per portare l’uomo su Marte e permettere e permettere qualsiasi attività in quell’atmosfera, sarebbe necessario un salto di qualità nello sviluppo delle tecnologie indispensabili per raggiungere tale obiettivo, che potrebbe avere significative ricadute in tutti i campi dell’esplorazione spaziale, comportando innumerevoli progressi in moltissime discipline.

In questo quadro gli Stati Uniti hanno fissato nel 2030 il termine per la creazione di una base abitata su Marte, partendo dalla Luna, mentre Cina e india, all’inizio del 2007, hanno siglato un accordo per portare un piccolo satellite cinese ed un’astronave russa, la Phobos Exporer, su Marte.

Questa missione fu un fallimento, qualcosa non ha funzionato infatti pochi minuti dopo il lancio: chi dice l’hardware e chi il software, fatto sta che i motori non si sono accesi al momento giusto per scagliare le 13 tonnellate del satellite verso Marte; in quella missione di 33 mesi che prevedeva di arrivare al Pianeta Rosso, lanciare la sonda cinese da 115 chili Yinghuo 1 che doveva fare la cartografia di Marte per i futuri astronauti del Paese del Dragone, e far atterrare sulla piccola luna di Marte, Phobos, la sonda principale. Questa doveva analizzare il suolo, grunt in russo, e addirittura riportarne due etti sulla Terra.

Su questa vicenda ci sono diverse interpretazioni, alcune delle quali affermano che non c’è stato un guasto tecnico, ma, invece, fu un atto di guerra non dichiarata. Il generale Nicolay Rodoniov,[xxiii] che comandava il sistema di allerta russo nella rete di difesa dagli attacchi dei missili balistici, afferma che è stato un atto di sabotaggio nei confronti della sonda spaziale russa che avrebbe dovuto atterrare su Phobos, la luna maggiore di Marte. Questa sonda aveva il compito di prelevare campioni di suolo e riportarli sulla terra. Inoltre doveva liberare in orbita un satellite cinese. Invece appena giunta in orbita terrestre, lì è rimasta senza una spiegazione.

Il 23 novembre 2011 l’antenna europea dell’Esa a Perth in Australia, sembrava aver compiuto il miracolo raccogliendo dei segnali, dati telematici che avevano fatto ben sperare nella possibilità di recuperare la missione. Innanzitutto la comunicazione avrebbe permesso di capire che cosa fosse successo a bordo se il guaio era nel software o nell’hardware. Nel secondo caso, ovviamente, non ci sarebbe speranza. Dopo il 23, però, il silenzio era tornato. I dati ricevuti a Perth furono inviati subito al centro di controllo di Mosca e agli ingegneri della Lavochkin, la ditta ha costruito la sonda. E qui gli esperti si trovano davanti a un’amara sorpresa: il contenuto era danneggiato e finora illeggibile. Secondo i tecnici questo era la conseguenza dell’incompatibilità tra i sistemi dell’Esa e quello russo per cui nel travaso si era verificato il danno.

Invece il generale Rodoniov ha un’opinione diversa e punta il sistema accusatorio su una stazione radio americana situata a Gakona (Alaska). In sostanza Rodoniov punta il dito contro il programma Haarp, che ufficialmente è dedicato allo studio della ionosfera e ai suoi influssi sulle telecomunicazioni, in realtà è un programma per l’attuazione di guerre ambientali.

Rodoniov accusa che: “Le potenti radiazioni elettromagnetiche emesse da questa stazione possono aver danneggiato il sistema di controllo della sonda interplanetaria”.

Bisogna dire che con Marte sembrerebbe che i russi siano stati vittima di una maledizione. L’ultima spedizione delle sonde del programma Phobos furono nel 1988 e nel 1989. La prima operò normalmente fino al 2 settembre1988, quando non avvenne una prevista sessione di comunicazione con la sonda. I contatti non vennero mai più stabiliti, a causa di un errore nel software inviato alla sonda il 29 e 30 agosto, che disattivò i propulsori di assetto. Per questo motivo la sonda perse l’orientamento con il Sole e non potendo orientare i suoi pannelli solari scaricò le sue batterie.

Le istruzioni del software facevano parte di una routine che era usata durante i test a terra, e normalmente sarebbe dovuta essere rimossa prima del lancio. Tuttavia il software era contenuto nelle memorie PROM,[xxiv] e la rimozione del codice avrebbe richiesto la sostituzione dell’intero computer. A causa dei tempi di lancio molto stringenti, gli ingegneri decisero di lasciare la sequenza di comando, pensando che non sarebbe mai stata utilizzata. Tuttavia, un singolo carattere sbagliato nella sequenza di aggiornamento causò l’esecuzione di questa routine, con la seguente perdita della sonda.

Nella seconda la sonda Phobos 2 operò normalmente durante il percorso verso il pianeta Marte e durante l’inserimento in orbita avvenuto il 29 gennaio 1989, raccogliendo dati sul Sole, sull’ambiente interplanetario, su Marte e il satellite Phobos. Il 28 marzo, poco dopo la fase finale della missione, durante la quale la sonda si sarebbe dovuta avvicinare a Phobos e rilasciare due lander, furono persi i contatti. L’ultima trasmissione ricevuta dalla sonda includeva un filmato, rilasciato dalla ormai ex-URSS tre mesi dopo l’accaduto (e sotto la pressione delle agenzie spaziali estere coinvolte nel progetto tra le quali l’italiana ASI), nel quale si poteva distinguere chiaramente una strana sottile ellisse proiettata sulla superficie di Marte (sono facilmente reperibili fotogrammi del filmato in rete). L’agenzia spaziale Russa non diede mai spiegazioni riguardo alla strana ellisse accantonandola come “immagine che non dovrebbe esistere “. La versione ufficiale identifica il fallimento della missione Phobos 2 come un guasto al sistema trasmittente di controllo o a un impatto con un corpo celeste non previsto nel progetto.

Questa militarizzazione dello spazio è fortemente collegata alle risorse naturali che si trovano nella Luna (e negli altri pianeti) come l’Elio- 3 appunto.

 

 

 

LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPAZIO

 

Sul piano strettamente militare, la componente spaziale ha un ruolo sempre maggiore nei moderni assetti e viene considerata come parte integrante delle infrastrutture strategiche della difesa.

La militarizzazione dello spazio risale alla fine degli anni ’50 quando i primi sistemi antisatelliti superarono le prove. Le armi nucleari e le altre armi di distruzione di massa sono vietate nello spazio dal Trattato del 1967 sui principi che governano le attività degli Stati nell’esplorazione e nell’uso dello spazio, includendo la Luna e gli altri corpi celesti. Il Trattato impedisce ai firmatari ai firmatari di mettere in orbita armi nucleari o altri tipi di armi di distruzione di massa, così come vieta l’installazione di tali sui corpi celesti e l’utilizzo di qualsiasi altro metodo per mettere tali armi nello spazio.

Come si è visto, al di sopra vi sono gli Stati Uniti, la nazione che in assoluto effettua i maggiori investimenti in campo spaziale, e che teorizzano con il concetto dello Space Control, l’esercizio di un potere militare predominante nello spazio. Certo un predominio molto fragile, poiché questo predominio è basato su apparati estremamente vulnerabili, quali possono essere i satelliti, espone i loro dispositivi al rischio di attacchi mediante armi anti-satellite (ASAT).

A proposito di armi ASAT, il più grande giornale ebraico YedihotAharonot, nel 2011, ha fatto uno scoop. Secondo il giornale, l’Iran avrebbe accecato un satellite spia della CIA. Il giornale ha aggiunto che una fonte dell’intelligence europea afferma che l’Iran ha stordito l’Occidente puntando un laser contro un satellite americano distruggendolo. Si deve stare attenti nel valutare un tale scoop da un giornale israeliano. Dopo tutto, Israele sta apertamente spingendo verso un attacco americano contro l’Iran e questo potrebbe essere il false flag necessario per lanciare un attacco del genere. Israele vuole scatenare i cani da guerra. Eppure, la notizia è apparsa in un momento interessante. Il trattato del 1967, però, non menziona alcuna restrizione sulle armi convenzionali nello spazio. Il primo trattato russo-americano sulla limitazione delle armi strategiche (SALT 1), include l’obbligo di non attaccare i veicoli spaziali.

 

LA CORSA AL RIARMO DEGLI ANNI ’80

 

Il manifestarsi della crisi capitalistica dalla metà degli anni ’70 comportò un aumento dell’aggressività dell’imperialismo U.S.A. In particolare nei confronti di quello che era definito “campo socialista” e dei paesi che tentavano di liberarsi dal gioco imperialista (Nicaragua, Angola ecc.).

Gli anni ’80 furono caratterizzati da un enorme spesa militare da parte degli U.S.A. L’amministrazione Reagan spese per un totale di 2.200 miliardi di dollari per il settore militare, e nel 1984 superò il bilancio militare del 1969, l’anno di massima spesa per la guerra del Vietnam. Mai sino allora il bilancio militare statunitense aveva registrato un aumento del 50% in periodo di pace.

Quest’aumento delle spese negli armamenti in che vengono fate in chiave antirecessive, crea un curioso paradosso: mentre da un lato Reagan agita la bandiera del liberismo, dall’altra crea uno dei più giganteschi programmi keynesiani di spesa pubblica. Spesa pubblica, appunto, che non è impiegata per servizi sociali e assistenza, ma produrre e comprare armi.

Le spese militari sono una forma per il rilancio dell’economia capitalista. Esse rappresentano una forma attraverso cui lo Stato finanzia l’economia. Sono un esempio evidente delle politiche borghesi di gestione delle crisi. Lo sviluppo del credito, l’intervento massiccio dello Stato nell’Economia, la gestione in funzione anticiclica della massa monetaria e dei tassi attraverso l’azione delle banche centrali, sono strumenti che servono a tentare di frenare l’impeto della recessione. Ma tutto ciò alla fine ha causato lo sviluppo abnorme del debito pubblico e quello abnorme dell’inflazione che da fattore eccezionale, è diventato un elemento permeante dell’economia.

 

 

 

L’INIZIATIVA DI DIFESA STRATEGICA

 

La Strategic Defense Initiative (SDI), (in italiano: Iniziativa di Difesa Strategica) comunemente nota come Scudo spaziale (in Italia) e Guerre Stellari in seguito al molto popolare film di fantascienza dell’epoca, fu proposto dal presidente degli Stati Uniti d’America Ronald Reagan il 23 marzo del 1983[xxv] per utilizzare sistemi d’arma basati al suolo e nello spazio per proteggere gli Stati Uniti da eventuali attacchi di missili balistici con testate nucleari. L’iniziativa si focalizzava sulla difesa strategica piuttosto che sulla dottrina strategica precedentemente accettata della Mutual Assured Destruction (MAD). Anche se non è mai stata sviluppata né dispiegata se non in una minima parte (fatta di prototipi o semplici dimostratori tecnologici), la ricerca e le tecnologie dello SDI hanno spianato la via ad alcuni dei sistemi di ABM di oggi. L’Organizzazione della Strategic Defense Initiative (SDI) fu istituita nel 1984 nell’ambito del Dipartimento della “Difesa” degli Stati Uniti per occuparsi della SDI.

Il Congresso degli Stati Uniti stanziò nel periodo che va dal 1983 al 1993, 44 miliardi di dollari alla SDI. Questa somma potrebbe non includere la ricerca collegata allo SDI, che è stata finanziata dal Department of Energy.[xxvi]

Originariamente tale progetto prevedeva la realizzazione di un complesso sistema a tre stadi, noto come “scudo spaziale” capace di intercettare i missili intercontinentali (I.C.B.M. – Intercontinental Ballistic Missile) con base di lancio a terra e i missili balistici con base di lancio sottomarina (S.L.B.M. = Submarine Launche Missile) e le loro testate nucleari, durante tutte le fasi della loro traiettoria. L’architettura della SDI prevedeva una serie di piattaforme, dotate di vari tipi di sensori e armi, e sistemi d’intercettazione con base terra: alcune piattaforme avrebbero avuto la funzione di identificare e tracciare i dati in fase di lancio, ed elaborare con i computer di bordo i dati per l’intercettazione; altre, la funzione di distruggere i missili, nella prima e seconda fase, con armi a energia diretta[xxvii] (raggi laser chimici dalle piattaforme o da centrali a terra e riflessi orbitanti, raggi x, fasci di particelle neutre); altre ancora distruggere i veicoli di rientro, nella terza e quarta fase, con armi a energia cinetica[xxviii] (missili intercettori con guida terminale lanciati da piattaforme orbitanti o da rampa a terra.

Da parte di molti scienziati ed esperti di questioni strategiche, si metteva in evidenza che uno Stato in possesso di uno “scudo spaziale”, anche se imperfetto, avvenne potuto lanciare un attacco nucleare a sorpresa sapendo che lo “scudo” sarebbe stato in grado di neutralizzare uno scoordinato colpo di rappresaglia. Inoltre, le armi a energia cinetica, che apparivano le più fattibili per uno spiegamento a breve termine rispetto a quelle a energia diretta, avrebbero potuto esser usate per distruggere i satelliti militari dell’avversario che “accecato”, sarebbe stato più vulnerabile.

Molti satelliti che ci sono nello spazio svolgono importantissime funzioni militari: raccolta d’informazioni, comunicazioni, allarme contro attacchi ecc. Costituiscono dunque un sistema nevralgico di primaria importanza. Le prime armi antisatellite (ASAT) che come si diceva prima già alla fine degli anni ’50 erano cominciate le sperimentazioni di questo tipo di armi, e precisamente negli Stati Uniti nel 1959, mentre quelle russe nel 1969, da allora i programmi ASAT sono proseguiti.

 

LA RIPRESA DEL PROGRAMMA

 

Il documento del 1997 del Comando Spaziale degli U.S.A. Visione per il 2020 parlava dell’importanza di assicurarsi “Il comando e il dominio dello spazio”.[xxix] Da quel momento il pentagono, con fondi stanziati dal Congresso, ha continuato a espandere e sviluppare il numero di armi spaziali.

Nel piano strategico del Comando Spaziale intitolato Fy e oltre si afferma: “La dottrina delle forze aeree considera l’aria, lo spazio e l’informazione come elementi chiavi per dominare lo spazio di battaglia e assicurare la nostra supremazia. Il nostro fine ultimo è quello di sfruttare lo spazio, ma non possiamo farlo se prima non lo controlliamo”, il piano termina che “la capacità di ottenere la supremazia nello spazio (la capacità di sfruttarlo impedendo agli avversari di farlo) è di importanza fondamentale. Mantenere la superiorità nello spazio è una condizione essenziale per avere successo nelle guerre moderne”.[xxx] Un punto importante è che le guerre attuali sulla terra sono dirette dalla tecnologia spaziale (questo conta per le guerre imperialiste se si vuole essere precisi, perché le guerre popolari hanno un altro tipo di criterio, la mobilitazione delle masse popolari, il loro protagonismo). Quando nel 2003 gli USA lanciarono l’illegale e banditesco attacco contro l’Iraq, i satelliti spaziali sono stati d’importanza vitale. Nell’attacco iniziale il 70% delle armi utilizzate erano guidate sugli obiettivi dalla tecnologia spaziale. Dunque il controllo dello spazio è d’importanza per la vittoria nelle guerre sulla terra sottostante.

Quando nell’ottobre del 2006, Bush, durante l’annuale settimana “Teniamo lo spazio per la pace” organizzata da Global Network, annunciò la nuova politica dello spazio dando via libera al Pentagono perché procedesse a sviluppare armi spaziali offensive in grado di distruggere i satelliti di altre nazioni. La Cina rispose l’11.01.2007 compiendo un test che ha portato nello spazio un proiettile portato da un missile balistico lanciato dalla base di Xichang nella Cina sudorientale che distrusse un vecchio satellite meteorologico cinese.[xxxi] Ma già nel 2006 la Cina aveva provato un canone laser antisatellite contro un satellite spia U.S.A.[xxxii] La Cina è una potenza dello spazio dal 2003 quando è riuscita a portare con mezzi propri il primo cinese nello spazio con la missione Shenzou 5. Il 18 aprile 2004 la Cina ha lanciato nello spazio il suo primo nano-satellite, il Naxing 1. Questo lancio per la Cina è un successo importante dal punto di vista tecnologico e industriale. I nani satelliti hanno il vantaggio di essere difficilmente individuabili e quindi non possono essere colpiti meno facilmente dalle nuove armi antisatelliti. Sono quindi molto importanti da un punto di vista militare.

L’attuale fase caratterizzata dalla fusione tra la contraddizione principale imperialismo (principalmente U.S.A./popoli oppressi) e la contraddizione fondamentale capitale/operai, e dall’affermarsi delle contraddizioni interimperialistiche (fra U.S.A. e U.E. – Francia e Germania principalmente – fra U.S.A. e Giappone, fra U.S.A. Russia e Cina). Gli U.S.A. più di qualsiasi paese imperialista devono sostenere una loro guerra mondiale (non dichiarata) per mantenere la loro egemonia. O meglio, affinché l’egemonia del dollaro sia preservata e imposta. Russia e Cina si stanno rilevando degli ostacoli per l’imperialismo U.S.A. Per questi motivi, queste due nazioni hanno nel 2005 tenuto esercitazioni militari congiunte,[xxxiii] per chiarire che non resteranno inerti mentre gli U.S.A. tentano di dominare il pianeta. Basta ricercare i dati sulla costruzione delle basi e i dispiegamenti di armi dopo l’11 settembre per vedere emergere un chiaro piano: il Pentagono ha sei nuove basi permanenti lungo il confine interno con la Cina in Afghanistan. Lungo la regione costiera della Cina, i cacciatorpediniere Aegis della marina americana, dotati d’intercettori per la difesa missilistica, sono schierati in Giappone, Corea del Sud e Australia.

Gli U.S.A. stanno formando “partnerschips” spaziali con altri paesi come il Canada, l’Italia, il Giappone, l’Australia, l’Inghilterra, Israele e altri, per attirare la loro industria aerospaziale in questo costosissimo progetto per spostare la corsa degli armamenti nello spazio. La dottrina militare degli U.S.A. sostiene la necessità di ritirarsi dai trattati internazionali perché questi restringerebbero le possibilità di lanciare attacchi fulminei contro altri paesi. Nel 2004, l’istruttore del Collegio Navale Militare Thomas Barnet ha dichiarato davanti ad un vasto pubblico di ufficiali che:Adolf Hitler non ha mai dovuto chiedere il permesso per invadere un altro paese e non lo chiederemo nemmeno noi”.[xxxiv]

La sostanza di questa nuova strategia U.S.A. è che a differenza del periodo della cosiddetta guerra fredda, dove avevano la loro strategia era basata sulla dissuasione; vale a dire: la certezza di una risposta nucleare bastava a dissuadere le potenze avversarie. Ora si basa sulla superiorità assoluta strategia elaborata negli anni ’80 dagli Stati maggiori. Se la “minaccia” proviene da paesi come la Russia e la Cina, la risposta si baserà su missili, satelliti, veicoli a lungo raggio, reti d’informazione ecc. In sintesi un minore dispiegamento forze militari all’estero ma una superiore capacità di intervento rapido. Questo cambiamento della strategia piace alle varie imprese che hanno i contratti con il Pentagono[xxxv] hanno fiutato odore di grandi affari: nel 2000 il settore bellico è cresciuto del 55% alla borsa di New York nel 2001. Una performance superiore a quella di ogni altro settore.

 

LA RIVOLUZIONE NEGLI AFFARI MILITARI

 

La Revolution of Military Affairs Information War (RMA-Iwar)[xxxvi] il termine con il quale il signor William Owens, Segretario Generale alla Difesa degli Stati Uniti, definiva il complesso di dottrine che staranno alla base delle prossime future strategie militari nord-americane.

L’RMA parte non tanto dalla mutata situazione politica e geopolitica dopo il crollo del blocco socialimperialista che induce gli strateghi a fornire un preciso indirizzo alla ricerca tecno-scientifica. Lo schema è il seguente: mutate condizioni politiche, geo-politiche, strategiche > Rivoluzione negli Affari Militari > sviluppo nuove tecnologie necessarie a supportare la RMA.

   Una conferma implicita di questo schema è il fatto stesso che la realizzazione della RMA e quindi, concretamente, della ristrutturazione delle Forze Armate è fissata nel medio-lungo periodo (2010-2025) e che molte delle tecnologie indicate sembrano fantascienza. Sostenere che le nuove dottrine militari nord-americane sono indotte meccanicisticamente dalla cosiddetta era dell’informazione è oltre che un falso (i calcolatori elettronici e internet, per fare due noti esempi, sono tecnologie militari passate poi all’uso civile) è un modo sottile per dissimulare le proprie precise responsabilità nel rilanciare (oggi come ieri) la corsa agli armamenti: l’avere stracciato i trattati contro la proliferazione delle armi nucleari e bio-chimiche è solo l’ultima ineludibile conferma di ciò. Le tecnologie in questione, sono indicative del corretto parallelo che tra governo le politiche e le impostazioni ideologiche che guidano il governo USA e le dottrine naziste. Nello schema che segue la RMA – Iwar viene suddivisa in obiettivi da realizzarsi in due principali stadi (2010 – 2025) attraverso specifiche tecnologie e dottrine:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OBIETTIVI 1° STADIO (entro 2010) 2° STADIO (entro 2025)
Ridurre il rischio di perdite e danni collaterali mendiate: Piattaforme “Stand – Off”

Dominio dell’informazione

Spazio, satelliti

Difesa Anti-Missile

Robotica

Armi non letali

Psicotecnologie

Difesa cibernetica

 

Applicare gli sforzi su: Centro di gravità Sistemi interconnessi
Ottimizzare il coordinamento delle operazioni attraverso: Miglioramento sistemi C3I

Tecnologia spaziale

Impiego di computer e GPS

Digitalizzazione del campo di battaglia

Uso di armi “intelligenti”

 

Microtecnologia

Nanotecnologia

Sistemi “brillanti”

Nuovi modelli organizzativi centrali su: Task Force

Combined Jaint Task Force

Coalizioni ad hoc

Struttura uni Forza Armata

Iperflessibilità

 

 

Per decifrare la tabella è necessario fornire una piccola legenda dei principali termini impiegati:

Sistemi “Stand-Off”: sono i sistemi d’arma che possono essere lanciati da postazioni navali, terrestri e da aerei a grande distanza dall’obiettivo e quindi tendenzialmente irraggiungibili dal fuoco nemico. Ne sono un esempio i missili balistici, i Cruise, i missili aria-terra con autoguida sull’obiettivo.

Psicotecnologia: “…Tecnologia che emula, estende ed amplifica le funzioni senso-motorie, psicologiche e cognitive della mente (…) In campo militare le psicotecnologie consentiranno ai Comandanti di manipolare oltre che le percezioni ed il credo dei propri soldati, anche quelle dell’avversario e dei media televisivi…”.

   Difesa Cibernetica: “…La cyberwar si prefigge due obiettivi. Il primo consiste nel paralizzare il ciclo decisionale dell’avversario mentre il secondo mira a sottomettere l’avversario senza combattere, mediante operazioni letali e non letali che possono comprendere il blocco di: a) sistemi informativi; b) reti informatiche; c) borsa, sistemi bancari e delle telecomunicazioni; d) trasporti di superficie e di controllo del traffico aereo; e) della produzione e distribuzione di energia…”

Centro di Gravità: “…Caratteristica capacità o località dalla quale il nemico o le forze amiche traggono la loro libertà di azione, la forza fisica o la volontà di combattere. Il Centro di Gravità quando attaccato ed eliminato, porta alla sconfitta del nemico oppure alla ricerca della pace attraverso negoziati. Esempi comprendono: la massa delle forze nemiche, la sua struttura di Comando e Controllo, il consenso dell’opinione pubblica, la volontà, la leadership, la struttura della coalizione. Con l’avvento delle reti informatiche, dei sistemi neurali artificiali e sistemi esperti, il concetto di Centro di Gravità verrà sostituito dai cosiddetti sistemi interconnessi…”.

Sistemi Interconnessi: “…Si fonderanno sulle reti informatiche e dovrebbero garantire la Sopravvivenza della rete stessa in quanto i nodi saranno distanti tra loro e sfrutteranno anche una autonoma capacità di riconfigurare il sistema…”

Nanotecnologia: Tecnologia di miniaturizzazione spinta.

Sistemi brillanti: “…L’evoluzione dei sistemi d’arma intelligenti, mediante l’implementazione delle nanotecnologie, sistemi esperti e reti neurali artificiali…”.

Reti Neurali Artificiali: “…Nuova generazione della tecnologia della intelligenza artificiale che tende a emulare la fisiologia del cervello umano basato sulla connessione di neuroni biologici. Una Rete Neurale Artificiale è formata da un certo numero di nodi computerizzati collegati in una rete mediante interconnessioni flessibili (detti anche neurodi)…”.

   Entro il 2025, quindi con il secondo stadio della RMA, è previsto lo sviluppo di altri due tipi di guerra non indicati direttamente nella tabella: La Guerra Meteorologica e la Guerra Genomica. Le Guerre meteorologiche “…prevedono l’utilizzo di prodotti chimici per provocare, in campo avversario, forti pioggie e inondazioni. In tali casi l’avversario è impossibilitato a condurre qualsiasi tipo di operazione militare…”.

La Guerra Genomica (in realtà i nord-americani usano il termine tedesco Genome Kampf…) è una “Guerra condotta nel campo della genetica. Si tratta di individuare, nella mappa dei geni (DNA) di un popolo/etnia, i punti deboli da attaccare mediante virus e batteri, frutto di biotecnologie. Gli effetti, che comprendono influenza, diarrea, infezioni e altro, potranno colpire più quel popolo che un altro…”.

E’ inutile commentare simili nefasti, lugubri, direi hitleriani obiettivi. Nell’articolo cui la presente nota integrativa si riferisce, ho già esposto il quadro d’insieme delle ristrutturazioni correnti e future delle Forze Armate nord-americane. Ciò che si può aggiungere è invece una valutazione di carattere politico generale su tali ristrutturazioni: esse, come modello, sono legate indissolubilmente al capitalismo oligopolista e in particolare al sistema di potere basato sull’integrazione stretta tra imprese multinazionali-Forze Armate-Stato lanciata negli anni trenta da tedeschi e nord-americani e diventate già da tempo paradigma dello sviluppo capitalistico. Questo sistema di potere non lascia e non lascerà nessuno spazi

 

MILITARIZAZIONE CRESCENTE DELLO SPAZIO

 

C’è connessione tra potere militare terrestre, la capacità di controllo dei sistemi strategici in orbita e la prospettiva di un futuro sfruttamento ai fini economici del cosmo. Considerando la rilevanza di attività commerciali con base nello spazio per lo svolgimento di attività cruciali per la vita quotidiana, come le comunicazioni o la sicurezza ambientale, è evidente l’interesse riservato dagli stati alle problematiche inerenti al controllo dello spazio e ai rapporti di forza che interessano per il dominio dello stesso.

Se una delle tendenze dell’esplorazione dello spazio è lo sviluppo della robotizzazione, un’altra è come si è visto è quella della militarizzazione dello spazio. Nell’epoca contemporanea fino alla seconda guerra mondiale era decisivo per la condotta del conflitto il dominio dei mari, dall’ultimo conflitto mondiale fu il dominio dell’aria, in questa fase diventa il dominio dello spazio.

Gli USA sono la nazione che in assoluto compie i maggiori investimenti in campo spaziale, hanno teorizzato nella loro dottrina militare il concetto di Space Control, che rappresenta un obiettivo da perseguire anche al fine di impedire azioni avversarie che possano ledere il loro dominio.

La dottrina militare del dopoguerra fredda ha come obiettivo strategico la preservazione della Pax Americana, in altre parole del domino mondiale dell’imperialismo USA; per questo si deve impedire il sorgere di nuove potenze competitrici.

Nel 1985 fu fondato lo US Space Command che ha l’obiettivo di “dominare la dimensione spaziale delle operazioni militari per proteggere gli interessi e gli investimenti statunitensi. Integrare le Forze Spaziali nell’apparato bellico a 360°”. Le capacità spaziali daranno agli USA una superiorità strategica – militare schiacciante.

Rappresenta un obiettivo da perseguire anche al fine di impedire azioni avversarie che possano ledere il loro dominio.

La dottrina militare del dopoguerra fredda ha come obiettivo strategico la preservazione della Pax Americana, in altre parole del domino mondiale dell’imperialismo USA; per questo si deve impedire il sorgere di nuove potenze competitrici.

Nel 1985 fu fondato lo US Space Command che ha l’obiettivo di “dominare la dimensione spaziale delle operazioni militari per proteggere gli interessi e gli investimenti statunitensi. Integrare le Forze Spaziali nell’apparato bellico a 360°”. Le capacità spaziali daranno agli USA una superiorità strategica – militare schiacciante. Per questo gli USA si prefiggono l’integrazione sinergica tra le forze spaziali e quelle di terra, mare e cielo. Nel documento Vision for 200023 l’obiettivo delle forze spaziali non sarà solo quello di fornire di supporto strategico alle forze terrestri, ma “inizieranno anche condurre operazioni spaziali. L’emergente sinergia tra superiorità spaziale e quella di terra, mare e cielo, ci consentirà di ottenere la Full Spectrum Dominance”. Di conseguenza gli SUA non devono perdere posizioni nello spazio rispetto alle altre potenze imperialiste, se vogliono mantenere lo status di unica superpotenza, anzi devono negare agli altri l’accesso allo spazio.

Per questo gli USA si prefiggono l’integrazione sinergica tra le forze spaziali e quelle di terra, mare e cielo. Nel documento Vision for 200023 l’obiettivo delle forze spaziali non sarà solo quello di fornire di supporto strategico alle forze terrestri, ma “inizieranno anche condurre operazioni spaziali. L’emergente sinergia tra superiorità spaziale e quella di terra, mare e cielo, ci consentirà di ottenere la Full Spectrum Dominance”.[xxxvii] Di conseguenza gli USA non devono perdere posizioni nello spazio rispetto alle altre potenze imperialiste, se vogliono mantenere lo status di unica superpotenza, anzi devono negare agli altri l’accesso allo spazio.

Le esercitazioni per lo sviluppo del progetto guerre stellari sono avvenute con le più disparate motivazioni. La notte del 21 febbraio 2008, dalla nave lanciamissili USS Lake Erie che si trovava nell’Oceano Pacifico a ovest delle Hawaii, è partito un razzo che ha colpito un satellite, “fuori controllo” che rischiava di schiantarsi sulla Terra.[xxxviii] Questa motivazione non ha convinto la Cina, che ha richiesto informazioni e accusa gli UUSA di usare un doppio standard, essa ritiene che questo tipo di test serva ad affinare armi antisatellite.

E’ in progetto il lancio di una serie di satelliti spia, chiamata Space Base Surveillance System (SBSS) dall’AESPC.[xxxix] La rivista The Register a proposito di questo progetto rileva che: “il SBBS ha lo scopo di facilitare considerevolmente la Superiorità Spaziale della Forza Aerea, cercando di monitorare le “attività spaziali” militari di tutte le altre nazioni”. Ad aprile, il Defense Systems aveva informato che l’AFSPC aveva “identificato quattro pilastri” della percezione situazionale dello spazio: caratterizzazione dell’intelligence, integrazione e sfruttamento dei dati, avvertimento delle minacce e informazioni per l’attacco”. Per affrontare questi “pilastri”, si stanno preparando 3 nuovi programmi: “i veicoli spaziali Space Base Space Surveillance (SBSS), Space Fence e Space Surveillance Telescope (SST)”.

Il SBSS è visto dai guerrieri stellari del Pentagono come la piattaforma spia ideale, perché “offre la capacità di essere influenzata dal clima, essendo basato nello spazio. Non ha problemi legati alle basi all’estero, e fornisce gli aggiornamenti più tempestivi riguardo gli oggetti di grande interesse in orbita geostazionaria“. O, più realisticamente, considerando le tendenze del Pentagono di sparare prima e analizzare dopo, si tratterebbe di una polizia spaziale che opererebbe contro gli obiettivi in tempo reale, potendoli abbattere efficientemente. Anche se l’interferenza deliberata sui satelliti delle altre nazioni è strettamente vietata dai trattati internazionali, il The Register ci informa che “è possibile che gli stessi USA siano capaci di una certa cattiva condotta orbitale, non prevedibile in futuro”. Infatti, “una cattiva condotta orbitale imprevedibile” è il nome dell’operazione. La scorsa settimana, The Register ha informato che i nuovi gruppi “frazionati” di satelliti del Pentagono – dove piccoli gruppi di veicoli orbitali controllati via radio sostituiranno le attuali grandi navi spaziali – saranno capaci di disperdersi per evitare attacchi nemici, per poi ritornare a costituire gruppi operativi”.

Secondo un comunicato stampa del DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency): “Il programma di dimostrazione System G6; (Future Navi Spaziali, Rapide, Flessibili, Frazionate, in Volo Libero) metterà l’accento sullo sviluppo di un’architettura spaziale aperta e onnipresente, e sull’insieme associato di standard aperti. Il concetto di navi spaziali frazionate, sostituisce i mezzi spaziali di grandi dimensioni e monolitici, con gruppi di mezzi più piccoli, che interconnesse in modalità wireless condivideranno le risorse per creare, in effetti, un ‘satellite virtuale’“. In altre parole, reti di satelliti in continua comunicazione con i loro padroni del Pentagono, a terra. Con l’accento sulla “quota di tempo reale e di tolleranza degli errori nel collegamento wireless delle risorse; sugli algoritmi per un volo sicuro e agile di un gruppo di oggetti multipli; sulle comunicazioni in banda larga tra le navi spaziali in orbita a bassa quota (LEO) e la terra; e un’architettura che garantisce un’informazione solida ed espandibile a più livelli”, il DARPA ritiene che il programma F6 “renderà possibile coordinare incarichi e servizi forniti da differenti agenzie e paesi, condividendo un’infrastruttura comune, su molteplici livelli di sicurezza”.

L’Unione Europea e il Giappone hanno i mezzi economici e tecnologici per inviare armi nello spazio però mancano della volontà politica di dividersi dagli USA e assumersi i costi di un’autonoma politica di difesa.

Questo non significa, ovviamente rinuncia a essere presenti in questa rincorsa alla colonizzazione dello spazio. Nel dicembre del 2000 l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) presentò un rapporto sulla strategia spaziale europea;27 in cui emergevano alcuni aspetti rilevanti e indicativi delle reali intenzioni dell’Agenzia.

Nello statuto dell’ESA le attività dell’agenzia sono inerenti allo sviluppo pacifico dello spazio. Nel rapporto però si disegna una nuova interpretazione, sulla scia medesima degli “interventi umanitari” della Nato, che con la giustificazione della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi permette di introdurre in concetti inerenti agli interessi della “sicurezza” e di “difesa” nei compiti dell’ESA senza violarne lo statuto. Inoltre emerge una sostanziale indipendenza dell’ESA dal parlamento europeo, nell’ottica di un’apertura verso gli interessi industriali. In questo rapporto diventa pressante l’invito al doppio uso, in altre parole a fare in modo che il programma spaziale europeo, oltre agli interessi di ricerca e di uso civile, sia allo stesso tempo correlato agli interessi economici delle industrie e a quelli strategici dei governi. In sostanza il concetto che passa è che qualsiasi progetto spaziale deve essere anche d’interesse economico e militare.

Lo sviluppo della presenza militare europea nello spazio viene motivato sia come necessità d’indipendenza dagli USA, che come prevenzione nei confronti di altri competitori asiatici per impedire loro lo sviluppo di una propria infrastruttura (palese riferimento alla Cina).

Ci sono già alcuni progetti in via di definizione che rientrano in quest’ottica. Ad esempio il Progetto Galileo, il sistema GPS europeo, in contrapposizione al GPS attuale che è controllato dalla struttura militare statunitense oppure il GMES (Global Monitoring for Environment and Security).

Proprio la connessione tra ambiente e sicurezza appare così frequentemente da destare il sospetto che non si tratti solo di attenzione alle problematiche ambientali, ma anche preparazione strategica per i problemi che emergeranno in seguito al crescente degrado ambientale.

La Russia ha il “Know-how” per competere militarmente nello spazio, ma manca delle risorse finanziarie. Per il 2003 ha speso per i programmi spaziali 1/10 dei 3 miliardi di dollari stanziati dalla Cina mentre gli SUA hanno un budget di 23 miliardi di dollari per solo due (Nasa e Difesa Missilistica) della miriade dei loro programmi spaziali.[xl]

Resta la Cina a insidiare il primato americano: grazie all’aiuto tecnologico russo. Infatti, per gli analisti del Pentagono, anche se pubblicamente la Cina si oppone alla militarizzazione dello spazio e cerca per vie diplomatiche di prevenire o rallentare lo sviluppo da parte degli SUA di armi anti-satellite (ASAT) e della difesa missilistica spaziale, in realtà, in privato considera tali tipi di armamenti come una tendenza inevitabile del prossimo futuro.

A dimostrazione delle reali intenzioni cinesi, nel gennaio 2007, in un’esercitazione delle forze armate cinesi, si è colpito con un missile un satellite meteorologico obsoleto in un’orbita esterna.29

Con questa esercitazione Pechino intende dimostrare la propria capacità di colpire nello spazio anche piccoli oggetti come i satelliti spia. Dopo aver fatto vedere al mondo di essere in grado di mandare in orbita propri astronauti, il test, sembra porre con chiarezza una nuova sfera della competizione militare in cui la Cina intende, essere presente. In questo senso questa esercitazione una sorte di sparo in aria per segnalare la necessità di negoziare i nuovi equilibri che si stanno determinando nell’uso dello spazio indicato ormai come il prossimo teatro dello scontro geopolitico.

Secondo un articolo del Christian Science Monitor, gli iraniani hanno successivamente ottenuto l’accesso alla tecnologia di bloccaggio, permettendo loro di tenere traccia della navigazione dell’aereo senza equipaggio. L’ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite John Bolton ha detto alla Fox News che una tale opzione è possibile. Ci sono ulteriori testimonianze di questo. Il 4 dicembre, l’Iran ha catturato un drone americano. La TV iraniana ha mostrato un video di un drone Lockheed Martin RQ-170 Sentinel. Era stato intercettato da unità di guerra elettronica dell’esercito iraniano sulla città di Kashmar. Fonti americane hanno ufficiosamente confermato la perdita. Il generale di brigata Amir-Ali Hajizadeh, capo dell’unità aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran ha detto che il drone “è caduto nella trappola atterrando con danni minimi”. Questo è accaduto a 140 miglia dal confine afghano, ben all’interno dello spazio aereo iraniano. Ciò dimostra che apparentemente l’Iran possiede la base tecnologica necessaria per sviluppare tali armi. Bolton aggiunge che secondo rapporti la Russia ha venduto all’Iran un sistema di bloccaggio molto sofisticato poco tempo fa. Ora, militari americani dicono che non è vero, che il drone è precipitato a causa di un malfunzionamento, perché se così non fosse, il successo iraniano sarebbe il primo del genere. Ora, l’Iran ha apparentemente distrutto un satellite della CIA, rendendolo un cattivo cliente per Stati Uniti ed Israele, che potrebbero limitarsi solo ad attacchi chirurgici. In un paese grande come l’Iran, sarebbe quasi inutile. Se lo scoop di Yedihot Aharonot fosse vero, allora il teatro è cambiato e gli Stati Uniti non possono più attaccare l’Iran nel suo modo preferito. Se l’Iran può accecare i satelliti della CIA, può facilmente colpire i satelliti di comunicazione. L’esercito americano si basa su questi satelliti per le sue comunicazioni. Coordinare un attacco americano contro l’Iran, senza immagini e satelliti per le comunicazioni richiederebbe impiegare un esercito di una generazione fa.[xli]

Ad aggiungere la precarietà del dominio USA negli spazio bisogna aggiungere che, come si è visto, diversi paesi potenzialmente ostili agli Stati Uniti stanno gareggiando anche loro alla corsa dello spazio.

Inoltre, sul piano politico, se lo spazio rappresenta, com’è innegabile, la proiezione di rapporti di forza terrestri in orbita, è evidente come la volontà di dominio assoluto statunitense non è compatibile con quello delle altre potenze spaziali come Cina e Russia, che interpretano la propria politica spaziale come mezzo per affermare la propria egemonia regionale, in un’ottica di rifiuto della supremazia USA.

L’avvicinamento tra Mosca e Pechino nel campo dei progetti d’avanguardia in campo spaziale, anche se volti all’esplorazione della Luna e di Marte, evidentemente rappresenta un motivo di preoccupazione per gli USA, soprattutto perché detti Paesi negli ultimi anni, pur destinando ai rispettivi piani spaziali risorse nettamente inferiori rispetto a quelle investite dagli Stati Uniti, hanno messo a segno successi di tutto rispetto in campo scientifico.

Gli Stati Uniti non hanno un inoltre accettato di buon grado l’avvio da parte europea di programmi spaziali mirati ad acquisire una certa indipendenza sul piano strategico frenando, ad esempio, il decollo del sistema di navigazione satellitare Galileo e disapprovando poi l’apertura europea alla partecipazione cinese.

 

I PROGRAMMI SPAZIALI ITALIANI

 

L’Italia rappresenta il 3° grande paese spaziale europeo e ricopre un ruolo significativo in ambito ESA, grazie all’ormai affermata presenza nel settore dei lanciatori e alla partecipazione a importanti progetti nel comparto del rilevamento, dell’osservazione terrestre, delle telecomunicazioni, oltre che a diverse missioni scientifiche internazionali. L’Italia rappresenta anche un importante partner nell’ambito dei progetti dedicati al progetto della Nasa che ha portato la sonda italiana Cassini nell’orbita di Saturno e verso le sue lune.

L’Italia è stata anche il primo paese europeo a lanciare un proprio satellite, il San Marco 1, lanciato nel 1964 dalla base Nasa di Wallops Island in Virginia con un vettore americano del tipo SV-137 Scout.[xlii]

In Italia, sin dagli anni ’70,[xliii] il Ministero della “Difesa” italiano ha avviato studi preliminari per la messa a punto di un satellite destinato a scopi militari,[xliv] obiettivo che si concretizzò ufficialmente nel 1996 quando divenne urgente poter avere un sistema di comunicazioni satellitari sicuro in concomitanza con l’aumentare dell’interventismo italiano all’estero, anche a supporto tattico delle operazioni in corso.

Ha preso così vita il satellite militare italiano SICRAL (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate e Allarmi), sviluppato sotto la guida e direzione della “Difesa”, con l’apporto predominante del Reparto TEI (Telecomunicazioni Elettronica Informatica) di SMD, da Alenia Spazio, Fiat Avvio e Telespazio, all’interno del consorzio Sitab (partecipato dalle tre società rispettivamente per il 70%, per il 20% e per il 10%).

Il 24 marzo 2001 si è svolta un’audizione alla Camera del VAST (Comitato per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche)[xlv] sui programmi spaziali italiani ed europei anche alla luce della politica dell’Unione Europea nel campo della “difesa” e della sicurezza. A questa audizione erano presenti il direttore dell’ESA Antonio Rodotà e il presidente dell’ASI Sergio de Julio.

Come diceva prima l’ASI nel dicembre del 2000 aveva diffuso un rapporto nel quale invitava a una maggior presenza europea nei programmi spaziali.

Raccogliendo l’invito dell’ESA, un deputato di Forza Italia membro del VAST, Umberto Giovine, invitò a seguire l’esempio statunitense, dove la collaborazione tra Nasa e Department of “Defence” è molto stretta, proprio per la realizzazione dei progetti militari.

In particolare fu citato il progetto satellitare Galileo, per il quale era stato approvato in Italia una legge di finanziamento per circa 600 miliardi di lire e che ebbe in seguito l’OK della Commissione UE per il passaggio alla seconda fase. Questo progetto secondo Giovine è di fondamentale importanza per la realizzazione del programma statunitense di difesa missilistica NMD.

Appare evidente, attraverso queste affermazioni, l’intenzione di convertire progetti scientifici a scopo civile in militare. Inoltre affermare che i progetti spaziali civili italiani possono essere riutilizzati per un progetto militare spaziale statunitense, crea un pericoloso scenario di una nuova corsa agli armamenti, tutto ciò è un chiaro segno delle intenzioni militariste presenti all’interno delle agenzie governative e delle commissioni militari.

Un esempio evidente di questo militarismo strisciante, è che nel nostro paese i VPR (Veicoli a pilotaggio remoto) meglio noti come droni, sono autorizzati a volare nello spazio aereo civile.

Il generale Giuseppe Bernardis, sottocapo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, annunciò all’agenzia di stampa Defensenews che, entro la fine del 2009, i nuovi velivoli “Predator B” dell’A.M.I. saranno liberi di volare in qualsiasi parte del Mediterraneo, “all’interno dello spazio nazionale e comunque fuori dal traffico regolare, a 50.000 piedi d’altitudine”.[xlvi] Qualcosa più di 15.000 metri dal livello del mare, ben sopra le quote di crociera dei voli civili. Peccato che, per volare, gli U.A.V. dovranno comunque decollare proprio da alcuni scali militari che sorgono in prossimità di grandi centri urbani e importanti hub aeroportuali. I “Predator B” saranno installati nella base pugliese di Amendola, a metà strada tra le città di Foggia e Manfredonia, ai piedi del Gargano. Andranno a fare compagnia al gruppo di Predator di prima generazione (quelli indicati con la lettera “A”), operativi dal dicembre 2004. Insieme si contenderanno il passaggio nel “corridoio di volo” che l’aeronautica militare sta predisponendo tra la Puglia e il poligono sperimentale di Salto di Quirra in Sardegna.

Il nostro piano è, però, quello di creare una serie di nuovi corridoi di raccordo tra la principale rotta di volo dei Predator e le basi di Sigonella e Trapani in Sicilia, l’isola di Pantelleria e Decimomannu in Sardegna”, ha aggiunto il generale Bernardis. “Il corridoio di Sigonella potrebbe essere usato pure dai velivoli senza pilota Global Hawks che saranno installati in Sicilia nell’ambito del programma N.A.T.O. Allied Ground Surveillance, A.G.S.” Nella base siciliana dovrebbe arrivare pure una squadriglia di Global Hawk dell’U.S. Air Force; nel 2012 finanche i prototipi di una versione più sofisticata di aerei senza pilota della marina militare statunitense. I ciechi strumenti di guerra saranno così gli unici veri padroni dei cieli del Mezzogiorno d’Italia. In Sicilia sovraffolleranno le piste e le rotte dei cacciabombardieri e dei giganteschi aerei cargo U.S.A. a capacità nucleare, sfrecciando a poca distanza dallo scalo di Catania – Fontanarossa, il terzo per traffico aereo in tutta Italia (più di sei milioni di passeggeri l’anno).

I Predator non sono, però, solo una grave minaccia alla sicurezza; rappresentano, infatti, l’ennesimo caso di spreco delle risorse finanziarie nazionali a favore del complesso militare industriale statunitense. Per quattro velivoli dell’ultima versione “B” prodotti dalla General Atomics Aeronautical Systems Incorporated di San Diego, California, l’Italia dovrà spendere non meno di 80 milioni di euro nei prossimi due anni. Per i cinque Predator A acquistati nel 2004, sono stati spesi invece 47,8 milioni di dollari. E, dopo un incidente a un Predator italiano durante un volo sperimentale nel deserto della California, il governo ha pensato bene di ordinare nel 2005 altri due velivoli, con un costo aggiuntivo di 14 milioni di dollari, più altri 2 milioni per equipaggiamenti vari.

I Predator sono però divenuti il fiore all’occhiello dell’Aeronautica militare italiana, che è stata la prima forza aerea in Europa a impiegare gli U.A.V. Il battesimo di fuoco è avvenuto in Iraq nel gennaio 2005, quando tre unità iniziarono a operare dalla base di Tallil in supporto del contingente terrestre nell’ambito della missione “Antica Babilonia” (uno di essi precipitò al suolo a causa di un’avaria al motore nel maggio 2006). Lasciato il territorio iracheno, nel maggio 2007 i Predator italiani sono stati trasferiti nella base di Herat, sede del Comando regionale interforze per le operazioni in Afghanistan. Alla data dell’1 gennaio 2008, i velivoli senza pilota dell’A.M.I. avevano già superato le 3.000 ore di volo, 300 nello spazio aereo italiano e 2.700 nell’ambito di missioni nei teatri di guerra iracheno e afghano. Sempre secondo quanto dichiarato dal generale Bernardis, entro la fine del 2009 tre velivoli di prima generazione in precedenza modificati e potenziati negli Stati Uniti d’America, dovrebbero essere dislocati nuovamente a Herat per rafforzare il dispositivo militare N.A.T.O. in Afghanistan. Poi dovranno arrivare i quattro Predator B, progettati proprio per migliorare le capacità strategiche del velivolo bellico.

Si assiste un’inarrestabile escalation del numero degli aerei senza pilota utilizzati a livello mondiale. Tra il 2002 e il 2008, solo la flotta degli UAV del Pentagono è cresciuta da 167 a oltre 6.000 unità, e le ore di volo nel 2008 sono state 400.000, più del doppio di quanto registrato l’anno precedente.[xlvii] Alla base del boom, le immancabili ragioni di ordine economico-finanziario. I velivoli senza pilota stanno generando un business senza precedenti nella storia del complesso militare industriale. Solo nel 2009, il giro di affari mondiale degli UAV ha superato i 4.000 milioni di dollari, mentre l’80% del fatturato è in mano a due grandi società statunitensi, la Northrop Grumman e la General Atomics. Il resto se lo dividono le imprese russe, cinesi, indiane, iraniane, israeliane ed europee (Thales, EADS, Dassault, Finmeccanica, Sagem e BAE Systems). Secondo uno studio del gruppo di consulenza finanziaria Teal, le commesse per gli UAV sono destinate a raddoppiare in meno di un decennio. Per il 2019 si stima un giro d’affari di 8.700 milioni di dollari.

 

ALLA CONQUISTA DELL’EGEMONIA NEL CYBERSPAZIO

 

Il pentagono si sta preparando per le guerre future. Ha formalmente nominato il suo primo cyber-generale della storia: il generale a quattro stelle Keith Alexander è stato nominato responsabile del Cyber Command, il comando che ha lo specifico compito di combattere sulle reti informatiche. La nomina di Alexander segue l’assegnazione da parte del Dipartimento della “Difesa” americano di 30.000 aggiuntivi ai cosiddetti “fronti della guerra informatica”. In totale sotto il Cyber Comando operano circa 90.000 uomini. Questa divisione cibernetica cominciata sotto Bush si è rafforzata sotto Obama.

Nel numero del marzo 2005 dell’US Defence Strategy Review si afferma che lo spazio Internet dovrebbe avere la stessa priorità delle giurisdizioni continentali, marine e dello spazio, in modo che gli SUA mantenessero il loro vantaggio. Una dichiarazione da Washington del 30 giugno 2005, del governo USA chiarisce che gli Stati Uniti avrebbero mantenuto il controllo su questo settore per sempre, precisando che il trasferimento di gestione alle Nazioni Unite o l’uso di modelli di cooperazione internazionale avrebbe ostacolato il libero flusso d’informazioni e portato a facili manipolazioni di Internet e quindi reso più difficile la sorveglianza globale.[xlviii]

Nel tentativo di contrastare il Vertice Mondiale sulla Società dell’Informazione tenutosi a Tunisi nel novembre 2005, l’allora Segretario di Stato USA Condoleezza Rice aveva scritto al ministro degli esteri britannico, che il suo governo sosteneva l’amministrazione e il coordinamento da parte dell’ICANN (una presunta ONG legata al dipartimento del Commercio USA). Secondo la Rice, la gestione da parte di imprese private avrebbe garantito la sicurezza e la stabilità di Internet, mentre un meccanismo intergovernativo sarebbe stato un ostacolo affinché il controllo statunitense fosse garantito.

Il controllo di Internet ha un ruolo strategico per gli usa. Usando internet, gli USA possono intercettare informazioni attraverso la rete, esportare le idee statunitensi, sostenere le cosiddette “rivoluzioni colorate”, interferire negli affari interni degli altri paesi e compiere attacchi contro le reti di comunicazione e di direzione dei loro nemici.

Lo scopo è quello del dominio nel cyberspazio, e questo lo si può realizzare mediante il dominio dello spazio.

[i]Di peso minimo, tanto da non essere rilevabile.

 

[ii] Va da sé che in un ipotetico spazio vuoto non si potrebbe parlare di velocità costante.

 

[iii] Guarda caso Il ben noto e famigerato Delgado era particolarmente interessato agli studi di neurofisiologia, allora agli albori, e in dettaglio la sua ricerca consisteva nell’esplorare le reazioni del cervello stimolato da impulsi elettrici. Preparò lo stimoceiver, un microchip radiocomandato che poteva stimolare le onde cerebrali monitorandole al tempo stesso mediante elettroencefalogramma. Questo permetteva libertà di movimento al soggetto dell’esperimento, e il controllo a distanza da parte degli sperimentatori. Impiantò gli stimoceiver nei cervelli di gatti, scimpanzè, scimmie, gibboni, tori e anche esseri umani. Stimolando la corteccia motoria, era in grado di controllare i movimenti degli animali indipendentemente dalla volontà di questi ultimi. Poteva far loro alzare una gamba, muovere la testa, senza che i soggetti potessero opporvisi. Nell’esperimento a suo dire più importante, impiantò nel cervello di un gibbone dominante e aggressivo un microchip collegato a una leva: ogni volta che la leva veniva azionata, lo stimolo elettrico induceva nel gibbone un’immediata quiete. Pose la leva all’interno della gabbia, e alle femmine di scimmia occorse poco tempo prima di scoprire che tirare la leva inibiva gli attacchi del “bullo” in questione. Così le femmine impararono a tirare la leva ogniqualvolta il comportamento del gibbone aggressivo diveniva minaccioso.

 

[iv] Moscerino dell’aceto. La drosofila ha un ciclo vitale di una decina di giorni ed è stata molto usata in esperimenti di genetica spaziale sia per il suo metabolismo elementare sia per le particolari caratteristiche dei suoi cromosomi, che sono 200 volte più grandi del normale.

 

[v] L’assorbimento di radiazioni sulla stazione orbitale Mir è stato misurato con precisione durante le missioni di lunga durata e corrisponde a otto radiografie al torace al giorno. Esperimenti con embrioni di pollo, sempre sulla Mir, hanno mostrato un tasso di malformazioni da radiazioni del 13%. Durante la missione congiunta Sojuz-Apollo nel 1975 gli astronauti avevano improvvisi e fastidiosi disturbi agli occhi (simili ad accecanti flash) dovuti all’eccesso di radiazioni.

 

[vi]IntreraviaSpace directory 1990-91, Jane’s Information Group, pag. 132.

 

[vii] In Italia, un libro di O’ Neil fu pubblicato da Mondadori col titolo Colonie umane nello spazio.

 

[viii] Nel 1989-93 gli investimenti spaziali americani raggiunsero il massimo dopo le riduzioni seguite al disastro della Challenger. Il Budget spaziale fu in media di circa 50 miliardi di dollari all’anno (in buona parte assorbiti dall’apparato militare); lo 0,6 del P.I.L.

 

[ix] Dati tratti da Space Security 2007, luglio 2007, pubblicazione accessibile al sito http://www.spacesecurity.org/SSI2007.pdf.

 

[x] Metto tra virgolette poiché non vi può essere nessuno sviluppo sostenibile nell’ambito del Modo di Produzione Capitalistico.

 

[xi] USD è il codice ISO 4217. L’ISO 4217 è uno standard internazionale che descrive codici di tre lettere per definire i nomi delle valute stabilito dall’Organizzazione internazionale per la normazione, che è la più importante organizzazione a livello mondiale per la definizione di norme tecniche. Che viene usato normalmente nel mondo bancario e economico in generale, nonché nella stampa specializzata.

 

[xii] Questo, però, non deve far dimenticare il ruolo preponderante, anche nel campo dei satelliti commerciali, svolta dalla domanda da parte di istituzioni pubbliche. In particolare, con 1 miliardo di USD spesi ogni anno, il Ministero della Difesa statunitense rappresenta il principale utente di servizi commerciali a livello mondiale.

 

[xiii] In Informatica per processo s’intende un’istanza di un programma in esecuzione in modo sequenziale. Più precisamente è un’attività controllata da un programma che si svolge su un processore in genere sotto la gestione o supervisione del rispettivo sistema operativo.

 

[xiv] Sui 21 lanci di satelliti compiuti nel 2006, 9 sono stati effettuati dalla Russia, mentre le industrie statunitensi hanno prodotto il 59% di tutti satelliti prodotti nel 2006.

 

[xv] Il costo della messa in orbita di un Kg in orbita GEO è calato dai 40.000 USD del 1990 ai 26.000 USD del 2.000.

 

[xvi] Vi partecipano Boeing (USA), Aker Kvaerner (Norvegia), RSC-Energia (Russia) e SDO Yuzhnoye/PO Yuzhmash (Ucraina).

 

[xvii] Vi partecipano il centro di ricerca spaziale russo Khrunicev, Lockheed Martin Space Systems e RSC-Energia

 

[xviii] Quello dei veicoli spaziali riutilizzabili è comunque un settore in cui gli Stati Uniti stanno investendo molto, come dimostrato da costruttori come SpaceX.

.

[xix] La sua distanza media dalla Terra è di circa 384.000 Km.

 

[xx] Per poter gestire i rifornimenti e la funzionalità della base, sarebbe stata avanzata l’ipotesi di predisporre un veicolo lunare che possa fare da spola con la Stazione Spaziale Internazionale, che fungerebbe da scalo intermedio.

 

[xxi]http://www.csu-sicilia.com/index.php?option=com_content&view=article&id=122:missile-sulla-luna-riuscito-impatto-la-sonda-lcross-ha-scaglia-un-proiettile-contro-un-cratere-lunare&catid=1:ultime&Itemid=50

 

[xxii] A parte le temperature caratterizzate da sbalzi termici insostenibili per l’uomo e dannosi per i materiali di eventuali infrastrutture vi si volessero installare, si pensi anche che l’atmosfera marziana è caratterizzata da una composizione irrespirabile, che la pressione è 100 volte inferiore a quella del nostro pianeta e che la gravità è solo 1/3 di quella terrestre.

 

[xxiii]http://www.corriere.it/scienze/11_novembre_29/sonda-russa-marte-capr

 

[xxiv] In elettronica digitale, la Programmable Read Only Memory, ovvero memoria di sola lettura programmabile, termine spesso abbreviato in PROM, è una tipologia di memoria Read Only Memory a stato solido programmabile una sola volta. Nasce come evoluzione della ROM a maschera ed è volta a ridurne i notevoli costi di produzione dovuti alla progettazione delle maschere per l’impiantazione ionica. La ROM a maschera richiede, infatti, di cambiare l’intera linea di produzione ogni qual volta fosse necessaria modificare anche una minima parte dei circuiti logici. La PROM invece contiene dei fusibili, che possono essere bruciati secondo le esigenze per implementare i circuiti logici richiesti, e richiede un’apparecchiatura speciale per le operazioni di scrittura.

 

[xxv] 1Federation of American Scientists Missile Defense Milestones Template: This Accessed March 10 2006.

 

[xxvi] Joseph Cirincione, A Brief History of Ballistic Missile Defense, 2 luglio del 1998.

 

[xxvii] Per armi a energia diretta si intende una classe di armamenti che comprendono numerosi dispostivi capaci di indirizzare sui bersagli, in modo molto preciso ed efficace, svariate forme di energia non cinetica.

 

[xxviii] L’energia cinetica è l’energia che un corpo possiede in virtù del suo movimento. Tale concetto formalizza l’idea che un corpo in moto è in grado in quanto esso è in moto.

 

[xxix] Fonte: Bruce K. Gagnon coordinatore di Global Network Wetwork Against Weapons & Nuclear Power in Space, Maine USA.

 

[xxx] http://www.ilgiornale.it/a.pic1ID=132645.

 

[xxxi] http://cristian-alicata.blogspot.com/2008/01/la-cina-luso-militare.html

 

[xxxii] 9 http://www.paginedidifesa.it/2004/pdd_040714.html

 

[xxxiii] 9 http://www.paginedidifesa.it/2004/pdd_040714.html

 

[xxxiv] www.space4peace.org.

 

[xxxv] La rivista Time del 27.06.1988 in un servizio intitolato Il Pentagono in vendita: “Spendendo 160 miliardi di dollari l’anno in colossali forniture il Dipartimento della Difesa statunitense è divenuto il più grande e importante impresa d’affari del mondo”.

 

[xxxvi] http://www.peacelink.it/disarmo/a/2240.html.

 

[xxxvii] http://www.peacelink.it/disarmo/a/2240.html.

 

[xxxviii] http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/scienza_e_tecnologia/razzo_abbatutto/razzo-

 

[xxxix] http://sitoaurora.altervista.org/Impero/impero207.htm

 

[xl]  http://www.carmillaonline.com/archives/2005/03/001270print.html

 

[xli] http://www.ecplanet.com/node/2921

 

[xlii] Successivamente, l’Italia individuò presso le coste keniane, il sito ideale per impiantarvi un proprio poligono di lancio, dando vita al progetto San Marco (PSM). Attualmente, detta struttura viene ancora utilizzata per lanci da parte di Agenzie Spaziali internazionali e compagnie private ed è mantenuta in attività dai contributi di questi enti. Dal 1° gennaio 2005 è sotto gestione del’ASI

 

[xliii] In quel frangente, nel mondo occidentale le comunicazioni via satellite su scala globale erano gestite dal consorzio INTELSAT. Erano però stati avviati numerosi progetti per satelliti commerciali, tra cui lo statunitense RCA (che copriva solo il territorio SUA) e l’europeo EUTALSAT. In campo militare, le uniche potenze in grado di disporre satelliti per telecomunicazioni erano gli SUA e la Gran Bretagna.

 

[xliv] Il progetto iniziale era concepito per l’utilizzo a sostegno di operazioni della Marina e dell’Aeronautica in area mediterranea.

 

[xlv] http://www.peacelink.it/tools/print.php?id=168

 

[xlvi] http://www.reteantimilitarista.info/?p=6712

 

[xlvii] http://www.agoravox.it/Sigonella-capitale-internazionale.html

 

[xlviii] http://sitoaurora.nardo.nu/Impero/impero170.htm

 

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LA MANIPOLAZIONE DELL’INFORMAZIONE PUO’ CREARE INDIVIDUI PROGRAMMATI?

•aprile 15, 2018 • Lascia un commento

 

 

La manipolazione è sempre esistita: nel quotidiano, nella politica, nello spettacolo. Già Platone, che viveva in una Atene che all’epoca era un polo attraente che richiamava esperti del discorso e della parola come i sofisti,[1] spiegava che come vi fossero due tipi di discorso: quelli che hanno come obiettivo la conoscenza e la comunicazione autentica e quelli che invece, usati ad arte, mirano ad ottenere un beneficio esteriore, i primi rispettano l’interlocutore, la sua autonomia e libertà, i secondi cercano, invece, di convincerlo con trucchi e menzogne ben congegnati.

Molti secoli più tardi, nel 1599, il Papa Clemente VIII fondò la Sacra Congregato de Propaganda, allo scopo di riavvicinare gli uomini e donne alla Chiesa Cattolica e propagare la dottrina in missione terre lontane, l’iniziativa fu poi rilanciata in forma stabile Gregorio XV, successore di Clemente VIII.

Nell’etimologia della parola latina “propaganda” si scopre il suo significato originario: questa parola designa ciò che della fede essere propagato, cioè le credenze, i misteri, le leggende dei santi, i racconti dei miracoli. Non si trattava di trasmettere quindi una conoscenza obiettiva e accessibile a tutti tramite il ragionamento, ma di convertire a verità nascoste che promanano dalla fede, non dalla regione.

Vi è, infatti, una differenza sostanziale fra “persuasione” e “propaganda”: la persuasione considera e valuta i benefici anche per l’interlocutore, mentre la propaganda prende in considerazione sole le finalità del messaggio.

Oggi la comunicazione non passa più solo attraverso il linguaggio, verbale e non verbale, ma attraverso dei media che utilizzano l’immagine suscitando emozioni: essi riescono ciò che i sofisti facevano attraverso la sola manipolazione del linguaggio, ma raggiungere un numero impressionante di persone nello stesso momento, agendo sulla loro quotidianità, creando nuove abitudini, formando la pubblica opinioni.

L’economista Vladimiro Giacchè[2] autore nel 2008 dello studio La fabbrica del falso. Strategia della menzogna nella politica contemporanea (DeriveApprodi) ha dichiarato in merito alla proposta dell’istituzione di una agenzia di controllo dell’informazione: “Non è una proposta nuova: in 1984 di Orwell c’è il ministero della Verità, che si prefiggeva per l’appunto di vere il monopolio sulla verità nel dibattito pubblico e purtroppo serviva bugie. Dovremmo tenere ben presente perché il primo rischio di un’operazione di questo tipo, dove qualcuno pretende di avere il monopolio della verità”.[3]

La domanda è nella sostanza questa: chi deve controllare la questo tipo di organismo? E ancora come il potere politico esclude la popolazione dal processo democratico (nel senso di influenzare le decisioni politiche)?

Tutto ciò ripropone la tematica dello svuotamento della democrazia borghese in una fase come l’attuale caratterizzata dalla decomposizione del Modo di Produzione Capitalista.

Nel 1957 in un’opera che si può definire “profetica” Vincent Packard nel suo saggio I persuasori occulti, scrisse che vi sono personaggi che “studiano segretamente le nostre segrete debolezze e vergogne nell’intento di influenzare più efficacemente il nostro comportamento”.[4]

Uno di questi personaggi è certamente Edward Bernays.

 

EDWARD BERNAYS

 

Edward Bernays (1891-1995) era il nipote di Sigmund Freud, figlio di sua sorella Anna (1859-1955). Nell’ottobre del 1883, Anna Freud si sposò con Eli Bernays, fratello di Martha Bernays, fidanzata e futura moglie di Sigmund.

Nel 1892 Anna Freud Bernays ed il marito emigrarono negli USA dove Eli diventò un ricchissimo commerciante di cereali. La coppia ebbe in tutti 5 figli.

Edward Bernays crebbe negli USA. Nel 1912 si laureò in agricoltura presso la Cornell University, per seguire il padre nella sua attività commerciale. Scelse invece in un primo momento il giornalismo come sua prima occupazione, lavorando come redattore nella rivista di medicina Medical Review of Reviews di New York.

Rapidamente Bernays si fece strada come pubblicità per produzioni teatrali, settore in cui lavorò tra il 1913 e il 1917, sfruttando il nome di Freud.

Oltre l’aver inizialmente promosso spettacoli teatrali, tra cui quello di Enrico Caruso e della compagni di ballo russa di Diaghilev, Bernays ricoprì un ruolo importante anche nella situazione politica USA.

Infatti, questi sono gli stessi anni in cui in Europa si combatteva la prima guerra mondiale imperialista, cominciata il 28 luglio 1914, con il bombardamento di Belgrado, a seguito dell’ultimatum inviato pochi giorni prima dall’Austria alla Serbia. Serbo era, infatti, l’assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando e di sua moglie, avvenuta a Sarajevo un mese prima. Il conflitto, di cui l’attentato era solo casus belli, coinvolse le maggiori potenze mondiali in due blocchi contrapposti, gli Imperi Centrali (Germania, Austria-Ungheria, Turchia e Bulgaria) contro la Triplice Intesa (Francia, Regno Unito e Impero Russo) a sostegno della Serbia, al cui schieramento si unirono, dopo una iniziale neutralità la Grecia, la Romania, il Portogallo, l’Italia e gli USA.

Gli USA, fin dall’inizio del XX secolo, avevano incrementato la produzione del 76% ed erano anche tra i maggiori esportatori di prodotti alimentari (erano leader in particolare nelle esportazioni di cereali e carne bovina). Nei primi tre anni guerra il volume delle esportazioni USA in Europa si era quadruplicato, nonostante il commercio con la Germania fosse azzerato dal blocco inglese. L’annuncio tedesco della “guerra sottomarina totale”, che mirava ad affondare qualunque nave fosse entrata in contatto con la Gran Bretagna, mise in allerta gli USA in quanto avrebbe leso i loro interessi commerciali, e pertanto il governo USA decise di entrare in guerra a fianco delle potenze dell’Intesa il 6 aprire 1917, anche se tra le masse popolari c’era una forte opposizione alla guerra imperialista.

Nel 1917, il Presidente USA Woodrow Wilson chiamò l’ex giornalista George Creel e lo mise a capo del Committe on Public Information, al quale parteciparono, oltre al ministro degli esteri e della marina, anche intellettuali, pubblicitari e giornalisti, oltre a consulenti, fra cui Bernays. Il Creel Committee era un gigantesco laboratorio di propaganda bellica, che utilizzava per i suoi scopi tutti i mezzi in diffusione allora disponibile (stampa, film, poster, caricature, comizi, radio, telegrafo).

Ogni giorno venivano narrate storie di torture, violenze, uccisioni, per provocare una reazione di vendetta, e per salvaguardare i “diritti umani” e la “democrazia”. Ed infatti gli USA entrò in guerra con lo slogan “Fare il Mondo sicuro per la democrazia”

Nel ricordo che fa Bernays fa del Committe on Public Information, egli ricorda che esso mobilita mobilitò l’opinione pubblica attraverso tutti gli strumenti possibili (visibili, grafici e sonori) per “indurre i cittadini a sostenere lo sforzo della nazionale” ottenendo il contributo di eminenti personalità di ogni ambiente, la cui parola “era vangelo per centinaia, migliaia e perfino centinaia di migliaia di seguaci[5]. In quella campagna, furono utilizzate le molle classiche per suscitare emozioni, reazioni collettive contro le atrocità descritte e illustrate, sollevando l’indignazione delle masse contro il terrore e la tirannia del nemico del nemico.

Il grande successo della propaganda durante la prima guerra mondiale imperialista aveva aperto gli occhi a molti, in diversi settori dell’economia e delle istituzioni, sulle grandi potenzialità delle nuove tecniche di propaganda.

Nel 1919 Bernays, era un uomo di successo, con molti appoggi politici. Dopo aver lavorato per l’American Peace Commission a Parigi, Bernays tornò a New York dove decise di applicare i metodi della Creel Committe al mondo civile e commerciale. Sua socia nell’impresa fu la giornalista Doris E. Fleiscmann, con la quale si sposò nel 1922. Nel 1923 Bernays cominciò anche ad insegnare pubbliche relazioni presso la New York University e si interessò della campagna politica del futuro presidente, Calvin Coolidge, nel 1924.

Pubblicò tre libri e numerosi saggi sulla propaganda e l’ingegneria del consenso e continuò la sua brillante carriera fino a tarda età. Bernays morì nel marzo del 1995, a 104 anni.

Le idee di Bernays traggono ispirazione da diversi libri fra cui quelli di Freud e quelli di Gustav Le Bon sulle folle. In quegli anni però uscì un altro libro che influenzò molto Bernays: Pubblic Opinion di Walter Lippman (1922) che può essere considerata la prima opera di sociologica del giornalismo.

L’anno successivo Bernays pubblicò il libro Crystallizing Pubblic Opinion, in cui delineava le prime strategie di intervento nelle pubbliche relazioni. Il libro si ispirava direttamente al lavoro di Lippman, ma se Lippman denunciava i rischi della manipolazione dell’ambiente mentale della società da parte di chi deteneva il controllo dei mezzi di comunicazione, attraverso un uso consapevole di simboli e stereotipi, Bernays intendeva deliberatamente mettere queste strategie al servizio delle pubbliche relazioni.

Le strategie comunicative individuate dal giornalista venivano usate spregiudicatamente al mondo degli affari: la battaglia da vincere era quello del mercato e la conoscenza delle tecniche propagandistiche e la conoscenza delle tecniche propagandiste veniva messa al servizio di aziende private e degli interessi commerciali. Stesso paradosso è presente nell’uso della talking cure (parlare di cure): per Freud era un mezzo per svelare ai pazienti le loro pulsioni inconsce e le motivazioni che si nascondevano nei sogni o nei lapsus, nella convinzione che rendere consci questo aspetto dell’inconscio avrebbe portato le persone a condurre una vita più sana. Bernays, al contrario, utilizzava le tecniche psicologiche e psicoanalitiche per studiare le motivazioni delle persone, non per liberarle dalla sofferenza, ma come deliberata strategia volta a plasmare le loro menti.

Il primo libro di Bernays riscosse tuttavia l’apprezzamento delle riviste di marketing, che vi scorsero una efficace trattazione delle tecniche di “vendita” delle idee.

Bernays andava oltre Lippman, che si fermava all’analisi della sola stampa, intravedendo pionieristicamente potenzialmente ancora maggiori nella radio, usata a fini commerciali. Mentre i regimi “totalitari”[6] usavano la radio come “tamburo tribale”, Bernays pensava a programmi radiofonici di quiz, programmi musicale a richiesta, programmi di intrattenimento, per usare commercialmente il mezzo.

Nel 1928 pubblicò Propaganda, un libro sintetico ma perfino straordinariamente eloquente sulle tecniche di manipolazione delle masse e sul governo invisibile- In esso vi si trovano tutte le tecniche di Bernays, non più semplicemente esposte nelle loro dinamiche e nei loro effetti, ma giustificandole alla luce di una morale sociale e di un più in generale e nei loro effetti, ma giustificandole alla luce di una morale sociale e di un più generale tentativo teorico legittimazione del ruolo sociale del consulente delle pubbliche relazioni. Scrive infatti su Propaganda che: “La manipolazione consapevole e intelligente delle abitudini e delle idee delle masse è un aspetto importante del funzionamento di una società democratica”.[7]

L’analisi di Bernays parte dalla considerazione delle caratteristiche delle masse messe a fuoco da suo zio (Freud) in Psicologia delle masse ed analisi dell’Io (1921, a sua volta ispiratosi alla Psicologia delle folle di Gustave Le Bon, 1895).

Dice Freud che all’interno di una massa e per influsso di questa, il singolo subisce una profonda modificazione della propria attività psichica: la sua attività viene straordinariamente esaltata, la sua capacità intellettuale si riduce considerevolmente, ed entrambi i processi tendono manifestamente a uguagliarlo agli altri individui della massa. Gli individui che fanno parte di una massa perdono dunque autonomia ed equilibrio, ma acquisiscono la sensazione dii esser forti, in quanto parte di un tutto organizzato, che rassicura e protegge. La massa è mutevole, impulsiva, irritabile ed, essendo governata interamente dall’inconscio, non tollera alcun indugio fra il desiderio e la realizzazione di quel desiderio: il suo anelito però non dura mai a lungo, perché la massa è incapace di volontà duratura. Del resto, niente di tutto quello che fa la massa è premeditato.

Occorre contestualizzare questi argomenti: si era infatti negli anni ’20, periodo di grave economica, e dello sviluppo rivoluzionario a partire dalla Rivoluzione di Ottobre, della disgregazione dei grandi Imperi (a partire da quello asburgico nel 1018), in Italia ci fu la presa del potere del fascismo (1922), mentre in Germania Adolf Hitler diventa leader del Partito Nazionalsocialista tedesco.

Si temeva il caos sociale che poteva sbocciare come in Russia in una rivoluzione proletaria. Bernays sosteneva la necessità di manipolazione scientifica dell’opinione pubblica, per controllare il caos sociale e i conflitti presenti nella società. Questa manipolazione per Bernays era un bene era assolutamente un bene in quanto solo in questo modo larga parte della popolazione avrebbe potuto collaborare e cooperare in modo da rendere possibile il funzionamento ordinato della società.

Ispirandosi a Freud, Bernays descriveva il pubblico come “un gregge che ha bisogno di essere guidato” e fu sempre fedele al principio che bisognava controllare le masse senza che queste lo sapessero. Infatti sosteneva: “in quasi tutte le azioni della nostra vita, sia in ambito politico, o negli affari o nella nostra condotta sociale, o nel nostro pensiero morale, siamo dominati da un relativamente piccolo numero di persone che comprendono i processi mentali e i modelli di comportamento delle masse. Sono loro che tirano i fili che controllano la mente delle persone”.[8] Il vero potere, dunque, non è nei parlamenti né tantomeno nel popolo, a cui si assegna formalmente la sovranità, ma in un ristretto gruppo di persone che dominano effettivamente, realmente, la società.

Come scriveva Lippmann (Pubblic Opinion 1922) “l’ambiente reale, preso nel suo insieme, è troppo grande, troppo complesso e troppo fuggevole per consentire una conoscenza diretta. Non siamo attrezzati per affrontare tante sottigliezze, tante varietà, tante mutazioni e combinazioni” ed inoltre “in qualsiasi società che non sia talmente assorbita nei suoi interessi, né tanto piccola che tutti siano in grado di sapere tutto ciò che vi accade, le idee si riferisce a fatti che sono fuori del campo visuale dell’individuo e che per di più difficili da comprendere”.[9] Dovendo operare in questo ambiente, gli individui sono dunque costretti a rappresentarselo per mezzo di immagini più semplici, i modelli della realtà.

Bernays riprende tutti concetti nel libro Propaganda, aggiungendo che, in uno Stato democratico come gli USA, è pura teoria che ogni cittadino possa votare chi desidera. Infatti, se tutti i cittadini (anche i meno acculturati, che erano la maggioranza) avessero dovuto studiare tutte le informazioni di ordine economico, politico, morale, che entrano in gioco quando si affrontava ogni minimo argomento, non si sarebbe mai arrivati a nessuna conclusione.

C’era la paura della massa organizzata. Con la rivoluzione industriale, basata sulla macchina a vapore, la stampa e l’alfabetizzazione di massa per Bernays, si era di fatto strappato il potere si sovrani e all’aristocrazia per darlo dalla borghesia. Questo processo era stato rafforzato dal suffragio universale, al punto che la borghesia cominciava – dice ancora Bernays – a temere il proletariato, le masse che si ripromettevano di giungere al potere per creare una nuova società non più fondata sul profitto. Occorreva dunque profilare per tempo una reazione, plasmando l’opinione delle masse, in modo di convincerle ed orientarle nella direzione voluta. Questa avrebbe potuto accadere tramite la propaganda, un mezzo attraverso il quale la minoranza poteva influenzare la maggioranza, in funzione dei suoi interessi. In questo modo, osserva Bernays, la forza da poco acquisita poteva essere la spinta nella direzione voluta.

In una democrazia organizzata dunque, i responsabili della manipolazione delle masse costituiscono “un vero e proprio governo invisibile che regge le sorti del Paese[10] e che utilizza la propaganda e le pubbliche relazioni, per “dare forma al caos”. Queste persone hanno scopo di inventare nuovi modi per organizzare il mondo e guidarlo: loro dovere è passare al vaglio tutte le informazioni in loro possesso, per individuare il problema principale e ricondurre le scelte a proporzioni realistiche.

Questa struttura secondo Bernays doveva rimanere invisibile, legandosi però attraverso vari legami sociali, a innumerevoli gruppi e associazioni. In questo modo si potevano ottenere gli scopi desiderati, pur mantenendo la democrazia borghese come forma dello Stato. L’organo esecutivo di questo governo invisibile era la propaganda: dirigenti, ugualmente invisibili, avevano il compito di controllare il destino di milioni di esseri umani.

Certo, nota lo stesso Bernays, si poteva criticare certi fenomeni che derivano dall’uso di queste strategie, in particolare la manipolazione delle informazioni, l’esaltazione dell’individualismo e tutto il battage pubblicitario sui personaggi pubblici o i prodotti commerciali, ma in lui prevale il realismo.

La propaganda di Bernays utilizza in modo sinergico i media, i leader e gli opinionisti maker, per creare il consenso verso le autorità del Governo. Quando fu adottata la Costituzione americana, spiega Bernays, l’unità di base della costituzione sociale era la comunità del villaggio, che produceva la maggior parte dei beni che le servivano e attingeva le sue idee e opinioni collettive tramite i contatti e gli scambi personali.

 

Ora però era divenuto possibile trasmettere le idee in tempo reale, indipendentemente dalle distanze e dal numero di persone cui si voleva rivolgere, per cui occorreva indirizzarsi a nuove forme di aggregazione, oltre alla primitiva geografica. Persone che condividevano delle idee potevano ad esempio unirsi e mobilitarsi per un’azione collettiva, anche a migliaia di chilometri di distanza le une dalle altre.

Dice Bernays: “La libertà di parola e la e la stampa libera, suo naturale corollario della democrazia, hanno di fatto ampliato la Carta dei Diritti, fra i quali c’è anche il diritto di persuasione. Chiunque dunque, attraverso questi mezzi di comunicazione ha di fatto la possibilità di influenzare gli atteggiamenti e le azioni dei suoi concittadini. In particolare, negli Stati Uniti, la grande espansione dei mezzi di comunicazione di massa ha fatto sì che ogni residente sia costantemente esposto agli effetti di una vasta rete di comunicazioni, che giungono in ogni in ogni angolo del Paese, non importa quanto sia remoto o isolato. Molte parole martellano dunque continuamente gli occhi e le orecchie di ogni americano. Gli Stati Uniti sono divenuti una piccola stanza in cui un piccolo bisbiglio può essere ingrandito migliaia di volte. A questo punto diventa una questione di primaria importanza imparare a gestire questo sistema di amplificazione per le forze interessate”.[11]

I mezzi di comunicazione di massa erano per Bernays, i quotidiani, le stazioni radio, le case di produzione cinematografica, le case editrici, oltre i cartelloni, i volantini, le lettere di pubblicità spedita per posta.

Ad usare i mezzi di comunicazione di massa dovevano essere i leader, i quali si facevano portavoce di punti di diversi, come quelli dei grandi gruppi industriali o di enti governativi.

Tra gli strumenti di comunicazione di massa degli anni ’20, Bernays aveva una particolare simpatia per la radio, che durante la prima guerra mondiale si era dimostrata uno strumento indispensabile per il coordinamento delle azioni militari. Quando finì la guerra la radio si rivelò come un possibile grande affare, con le stazioni radio commerciali.

E poiché, come aveva sottolineato Bernays “non c’è sostanziale differenza tra vendere un prodotto e vendere un’idea”, il mondo politico si accorse presto che la radio poteva essere uno strumento utile non solo per la pubblicità, ma anche per la diffusione di idee e la manipolazione delle masse. Negli USA il presidente Franklin Delano Roosevelt abituò i cittadini i suoi firesite chalats (chalet con caminetto), in cui il presidente si rivolgeva direttamente ai cittadini, parlando delle difficoltà della depressione e di quello che lui e la sua amministrazione facevano per risolverle. Un uso così personale della radio permise a Roosevelt di conquistare la fiducia popolare e di infondere nel popolo la fiducia nelle istituzioni, anche in momenti di grande crisi.

Bisogna demistificare la vulgata che attribuisce alle politiche messe in atto dall’amministrazione Roosevelt, sotto la spinta delle lotte di enormi masse di lavoratori e di disoccupati prodotte dalla crisi, [12] essa varò un grande piano di investimenti per l’espansione e l’ammortamento delle strutture nell’intento di sostenere e riavviare il ciclo espansivo dell’economia.[13] Queste misure si rilevarono, di fatto, insufficienti a sconfiggere la crisi. Gli USA e tutto il mondo capitalistico uscirono dalla crisi solo in seguito alle immani distruzioni operate dalla seconda guerra mondiale.

Infatti, se si esamina la dinamica degli avvenimenti politici che si sono succeduti a partire dalla crisi del ’29 in avanti si nota che il mondo è stato scosso da eventi di grande e significativa portata. Si inizia con l’avvio di un processo rivoluzionario in Spagna che portò alla caduta della monarchia (aprile 1931) all’avvento al potere di Hitler in Germani (gennaio 1933, all’apertura delle campagne militari dell’imperialismo giapponese in Cina fino alla guerra di aggressione all’Etiopia da parte dell’imperialismo fascista italiano (1935-1936) e alla guerra civile rivoluzionaria spagnola (1936-1939).

In questo periodo, una nuova forma di comunicazione stava facendo larga: il cinema, di cui la propaganda si servì largamente.

La “propaganda moderna” per Bernays è una pratica che consiste nel creare le situazioni e simultaneamente delle immagini nella mente di milioni di persone “Lo scopo è inquadrare l’opinione pubblica come un esercito inquadra i suoi soldati”, afferma Bernays.

Del resto, non è possibile non accorgersi che nella moderna organizzazione sociale ogni progetto importante deve essere approvato dall’opinione pubblica. Una volta coloro che governavano erano delle guide, dei capi, orientavano il corso della storia facendo ciò che avevano progettato, spiega Bernays, ma: “Oggi, se non c’è il consenso delle masse, quei personaggi non potrebbero più esercitare il loro potere, semplicemente in virtù della loro posizione”.

Il consulente di pubbliche relazioni e dunque “colui che, servendosi dei messi della comunicazione di massa e delle associazioni presenti nella società, si incarica di far conoscere una determinata idea al grande pubblico”. Questa figura professionale studia i comportamenti, le dottrine, i sistemi, le maniere, per ottenere il sostegno popolare, conosce i prodotti commerciali, i servizi pubblici, le grandi corporazioni e le associazioni.

Semplificando, afferma Bernays, che il consulente di pubbliche relazioni, è come un avvocato, che a differenza di questo si concentra solo sugli aspetti giuridici della posizione del proprio assistito. Studia i gruppi che il suo cliente vuole raggiungere, individua i leader che possono facilitare l’approccio. Si tratta di gruppi sociali, economici o territoriali, classi di età, per cui, per conto del cliente, si rivolge al grande pubblico. Il suo mestiere è quello di sedurre le masse, di destare il loro interesse.

Bernays ha introdotto e codificato l’uso delle ricerche sociali nella fase di ascolto o di analisi del contesto, prima della stesura del piano di comunicazione, non trascurando quindi la soddisfazione dell’interlocutore. È stato il primo professionista che ha individuato e studiato gli opinion leaders, quali amplificatori/moltiplicatori dei messaggi nei confronti dell’opinione pubblica.

Le idee dell’opinione pubblica, ammoniva Bernays, non devono essere attaccate frontalmente, ma è importante trovare un comune denominatore fra gli interessi del venditore e quelli degli acquirenti.

Bernays capì che per rendere credibile un’idea o vendere o vendere un prodotto, doveva essere una “terza parte indipendente”, che se ne rendesse garante. Creò quindi numerosissimi Enti o Organizzazioni “indipendenti”, che sfornavano studi “scientifici” e comunicati stampa, che venivano così a mescolarsi e a sovrapporsi con quelli emessi da istituzioni veramente scientifiche e indipendenti.

Così come l’ingegnere civile deve analizzare ogni elemento della situazione prima di costruire un ponte, così il consulente di pubbliche relazioni, per ottenere la finalità per cui opera, deve operare con piani di azione che abbiamo solide basi. Supponiamo che si sia impegnato in un compito specifico. I suoi piano devono basarsi su quattro presupposti:

 

  1. Calcolo delle risorse, sia umane sia fisiche, vale a dire la manodopera, il denaro, e il tempo disponibile per lo scopo;
  2. Conoscenza approfondito della materia;
  3. Determinazione degli obiettivi, soggetti a possibili cambiamenti dopo la ricerca; in particolare, ciò che deve essere compiuto, con il quale e attraverso il quale;
  4. La ricerca del pubblico da informare, perché e come agire, sia a livello individuale, sia come gruppo.

 

Solo dopo questo lavoro preliminare di base sarà possibile capire se gli obiettivi sono raggiungibili. Solo allora il consulente di pubbliche relazioni potrà utilizzare le sue risorse di manodopera, denaro e tempo, ed i mezzi di comunicazione disponibili. La strategia, l’organizzazione, e le attività saranno orientate in base alla realtà della situazione.

Per questo motivo, Bernays, ritiene che il consulente di pubbliche relazioni deve conoscere le motivazioni consce e inconsce del pensiero pubblico, ed anche le azioni, le parole, e le immagini che le sostengono. Tutto questo rivelerà la consapevolezza pubblica, le idee più o meno visibile presenti nella mente del pubblico.

L’importante, ricorda Bernays, non è avere articoli in un giornale o tenere un maggior tempo alla radio o organizzare un pezzo per il cinegiornale ma piuttosto “mettere in moto un’ampia attività, il successo della quale dipende dall’interconnessione di tutte le fasi e gli elementi della strategia proposta, attraverso tattiche che devono essere realizzate nel loro momento di massima efficacia. Un’azione rinviata di un giorno potrebbe perdere la sua efficacia”.

Il consulente di pubbliche relazioni dovrà dare enfasi alla parola, scritta e parlata, orientata verso i media e progettata per il pubblico che sta affrontando, dovrà essere sicuro che il materiale sia adatto per il suo pubblico. Deve preparare copie scritte in un linguaggio semplice e frasi di sedici parole adatte livello di scolarizzazione del suo pubblico.

In primo luogo, tuttavia, il consulente di pubbliche relazioni deve saper creare notizie: “La notizia non è una cosa inanimata. È l’evidenza dei fatti che fa la notizia, e le notizie a loro volta riecheggiano gli atteggiamenti e le azioni delle persone. Un buon criterio per criterio per capire se qualcosa è non è una notizia è capire se il caso esce della routine. Lo sviluppo di eventi e circostanze che non sono di routine è una delle funzioni di base del tecnico del tecnico del consenso. Alcuni eventi programmati possono essere inviati all’attenzione dei sistemi di comunicazione in modo da far nascere delle idee anche in chi non è stato direttamente degli eventi”.

L’evento gestito con fantasia può competere con successo con altri eventi, per ricevere attenzione: “Gli eventi interessanti che coinvolgono persone, di solito non accadono per caso. Sono previsti deliberatamente per raggiungere uno scopo, per influenzare le nostre idee ed azioni. Gli eventi possono essere programmati anche effetto a catena. Sfruttando le energie dei leader dei gruppi l’ingegnere del consenso può stimolarli a prendere iniziative. Si organizzeranno così eventi aggiuntivi, specializzati, collaterali, che serviranno tutti ad enfatizzare ulteriormente di fondi. Se i piani sono ben formulati e se ne fa un uso corretto, le idee trasmesse date verranno assimilate dalle persone”.

Quando il pubblico è convinto della solidità di un’idea procederà a metterla in pratica: “Le persone trasformano le idee nelle azioni suggerite dall’idea stessa, sia essa ideologica, politica o sociale. Si può adottare una filosofia che sottolinea razziale e religiosa; si può votare un New Deal in ufficio, oppure si può organizzare l’astensione all’acquisto per uso un gruppo di consumatori. Ma tali risultati vengono fatti accadere. In una democrazia che può essere compiuta grazie alla ingegneria del consenso”.

Clienti di Bernays furono gruppi molto potenti, come Procter & Gamble, CBS, The United Fruit Company, The American Tobacco Company, General Electric, Dodge Motors, il Public Health Service, il presidente USA Coolidge (e altri) e, pare, anche la CIA.

 

BACON (PSNCETTA) PER LA PANCETTA BEECHNUT PAKING

 

Per promuovere le vendite di questo taglio di cane, Bernays condusse una ricerca, intervistando un campione di medici per chiedere loro che tipo di prima colazione ritenessero migliore per la salute: meglio una prima colazione leggera o sostanziosa? La maggior parte dei medici riferì che riteneva più indicata una prima colazione sostanziosa. Queste conclusioni furono inviate a 5.000 medici, insieme ad una pubblicità che suggeriva di mangiare uova e pancetta per rendere la colazione più sostanziosa. La moda prese subito piede, tanto che la tipica colazione del mattino degli americani è ancor oggi uova e pancetta.

 

AMERICAN TOBACCO COMPANY

 

La più famosa campagna di Bernays rimane comunque quella elaborata per l’American Tobacco Company. Quando gli fu offerto l’incarico di trovare un modo per fare iniziare le donne a fumare, Bernays individuò nella sigaretta un simbolo fallico e pensò che le donne si sarebbero messe volentieri a fumare se avessero visto nella sigaretta un simbolo fallico e pensò che le donne si sarebbero messe volentieri a fumare se avessero visto nella sigaretta un simbolo per emanciparsi simbolicamente dalla dominazione maschile. A metà degli anni ’20, alle donne era vietato fumare in pubblico: consultandosi con lo psicanalista A. Brill, discepolo americano di Freud, Bernays intuì ciò che più di ogni altra cosa le donne di quel tempo desideravano era comportarsi pubblicamente allo stesso modo degli uomini. Così, durante la parata di Pasqua del 1929, la stampa fu avvertita che qualcosa di straordinario sarebbe accaduto. Effettivamente, al segnale convenuto, una ventina di ragazze, selezionate da Bernays (dovevano essere eleganti, carine, possibilmente legate a movimenti femministi), che sfilavano insieme alle suffragette, accesero delle sigarette, che furono chiamate freedom torches (torce di libertà). Naturalmente non mancava una nutrita schiera di coreografi, assoldati per immortalare l’evento. Fu un fatto di cui si parlò in tutto il mondo e, da allora, il fumo fra le donne divenne un segno di emancipazione. L’industria del tabacco aveva invece conseguito il suo obiettivo. Sulla base di una esigenza produttiva (vendita di sigarette) si era creato un bisogno (essere come gli uomini), che passa attraverso la promessa ella soddisfazione di un desiderio (fumare), nato in nome della libertà.

Va detto che il fumo, più che una libertà, crea una dipendenza.

 

ALLUMINIUM COMPANY OF AMERICA

 

Per la Aluminum Company of America (Alcoa), convinse invece il pubblico americano che la fluoridificazione dell’acqua era utile. Questo obiettivo fu raggiunto grazie alla collaborazione con la l’American Dental Association.

 

UNITED FRUIT COMPANY

 

La più estrema propaganda politica di Bernays fu invece condotta per conto della United Fruit Company (oggi chiamata Chiquita Brands International) situata negli Stati Uniti, che controllava gran parte del terreno agricolo del Guatemala. Il governo americano aveva allora interesse a rimuovere il presidente democraticamente eletto (1951) Jacobo Arbenz (Opera PBSUCCESS). Arbenz, infatti, stava tentando di avviare la nazionalizzazione della United Fruit Company (UFC) e una riforma agraria, offrendo alla compagnia il compenso di 600.000 dollari. Nel 1952 il Partito Comunista del Guatemala venne legalizzato; la United Fruit Company e le banche che la sostenevano, collaborarono con la CIA per persuadere l’amministrazione statunitense che Arbenz era un comunista e che stava aprendo la strada alla presa del potere da parte dei comunisti. L’amministrazione statunitense ordinò alla CIA di sponsorizzare un colpo di Stato che rovesciasse il governo guatemalteco. Bernays si occupò personalmente di far circolare delle informazioni false su Arbenz nei maggiori giornali americani. Per il suo lavoro alla United Fruit, sembra sia stato pagato 100.000 dollari all’anno, un guadagno enorme negli anni ’50.

 

LA FONDAZIONE ROCKEFELLER

 

La Fondazione Rockefeller fu la principale fonte di finanziamento della ricerca sull’opinione pubblica e la guerra psicologica tra gli anni ’30 e la fine della seconda guerra mondiale. Col governo e le grandi corporation che non mostravano ancora alcun particolare interesse o supporto agli studi sulla propaganda, la maggior parte dei finanziamenti per la ricerca proveniva da tale organizzazione, che comprese l’importanza di valutare e guidare l’opinione pubblica immediatamente prima dello scoppio della guerra. L’interesse di Rockefeller agli studi inerenti la propaganda era duplice:

  1. Valutare e modificare l’ambiente psicologica degli USA in previsione dell’impegno nell’imminente guerra mondiale.
  2. Condurre la guerra psicologica e sopprimere l’opposizione popolare specialmente quelle che operavano in America Latina.

 

Dopo aver appurato che l’amministrazione Roosevelt era impreparata sul terreno della guerra psicologica, la Fondazione Rockefeller creò programmi e istituti di ricerca presso l’Università di Princeton e di Stanford e la New Scholl for Social Research, per supervisionare e analizzare le trasmissioni radio e onde corte dall’estero. I padri fondatori della ricerca sulle comunicazioni di massa non avrebbero mai potuto creare questo campo di studio sena l’aiuto dei Rockefeller. Come Harold Laswell, propagandista durante la prima guerra mondiale ed esperto di scienze all’Università di Chicago; e lo psicologo Hadley Cantril, uno dei maggiori esperti dell’informazione, che consentì all’imperialismo USA di dominare il periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Durante questo periodo, Cantril fornì al conglomerato Rockefeller importanti informazioni e nuove tecniche per misurare e controllare l’opinione pubblica in Europa, America Latina e Stati Uniti. Cantril aveva conseguito il dottorato di psicologia ad Harvard e fu coautore di The Psychology of Radio nel 1935 con Gordon Allport, il suo supervisore della tesi. Cantril e Allport notarono che la “la radio è un mezzo di comunicazione completamente nuovo, nuovo strumento di controllo sociale e mezzo storico per influenza sul paesaggio mentale dell’umanità”.[14] Lo studio suscitò l’interesse di John Marshall, capo della sezione scienze umane della Fondazione Rockefeller, incaricato di convincere le emittenti private a includere più contenuti educativi nella loro programmazione, sviluppata fino ad allora solo per attirare inserzionisti. Per raggiungere questo obiettivo, Rockefeller finanziò associazioni nelle CBS e NBC. Cantril condusse studi sugli effetti della radio sul pubblico. Nel 1938 Cantril divenne anche uno dei redattori che fondò la rivista finanziata da Rockefeller Public Opinion Quarterly, poi strettamente associata alle operazioni di guerra psicologica del governo USA dopo la seconda guerra mondiale. Quando l’ente di Princeton fu avviato, il ricercatore della CBS Frank Stanton, altro psicologo vicino alla Fondazione Rockefeller, fu nominato direttore della ricerca del Princeton Radio Project (PRP), ma ricoprì un ruolo secondario come direttore associato per la sua posizione nella CBS. Fu in quel momento che Paul Lazarsfeld, emigrato austriaco esperto in scienze sociali, fu reclutato da Cantril. Così Cantril, Stanton e Lazarsfeld furono associati e posti nelle condizioni ideali per intraprendere uno studio su larga scala dell’opinione pubblica e della sua persuasione. L’opportunità di condurre un’analisi del genere del genere venne i occasione della trasmissione della CBS di Orson Welles sull’adattamento della Guerra dei mondi di HG Welles, del 30 ottobre 1938. Lazarsfeld ritenne che fosse un evento particolarmente notevole immediatamente chiese a Stanton il finanziatore della CBS per studiare le reazioni di quella che si potrebbe definire una dei più importanti esperimenti di persuasione di massa della storia. Nei mesi successivi, le testimonianze degli ascoltatori della Guerra dei mondi furono raccolte e inoltrate a Stanton presso la CBS, prima di essere analizzate nello studio di Cantril pubblicato nel 1940: The Invasion From Mars. A Study in the Psicology of Panic. Notando la mancanza di informazioni di base sulla formazione e sull’evoluzione dell’opinione pubblica, la Fondazione cercò di comprendere meglio quest’ultimo aspetto nel corso della seconda guerra mondiale. Il rapporto della Fondazione per il 1939 afferma: “La guerra in Europa ha offerto questo Paese un’opportunità unica per studiare lo sviluppo dell’opinione pubblica, i cambiamenti che influenzano in base al contesto e le motivazioni alla base al contesto e le motivazioni alla base di questi cambiamenti”.[15]

Dopo aver affidato a Cantril il compito di rivedere i dati di diversi anni di sondaggi e interviste, la direzione della fondazione concluse che il progetto: “fornirebbe fatti essenziali sulla formazione e le tendenze dell’opinione pubblica quando passa dallo stato di pace a quello passa dallo stato di pace a quello di guerra, poi da uno stato all’altro sotto l’influenza di guerre successive. Ci aspettiamo che un’ulteriore analisi dei dati dimostri l’influenza di fattori come reazioni familiari, livello di istruzione e di occupazione, origini dei gruppi che mostrano forte interesse o mancanza di interesse su molti argomenti”.[16] Così con l’entrata degli USA nella seconda guerra mondiale, Rockefeller fornì 15.000 dollari a Princeton per istituire l’Ufficio della ricerca sull’opinione pubblica (OPOR). Uno degli obiettivi principali di OPOR era esaminare sistematicamente il processo di formazione dell’opinione, dei sentimenti del pubblico su certi argomenti e come seguire le fluttuazioni dell’opinione pubblica durante la guerra. Nel 1940 la Fondazione portò la donazione per la ricerca dell’opinione pubblica e le comunicazioni di massa a 65.000 dollari.

Una delle principali preoccupazioni di Rockefeller era verificare lo stato dell’opinione pubblica in Sud America, al fine di stabilire gli interessi bancari e petroliferi dei Rockefeller nella regione. Secondo lui, il potere non si sarebbe più manifestato solamente col controllo militare sulle colonie, ma piuttosto coll’esercizio di un potere soft, in cui comprensione e anticipazione delle tendenze dell’opinione pubblica erano al centro dell’attenzione. A tal fine, alla fine degli anni ’40, Rockefeller aiutò Cantril e il consigliere pubblico George Gallup a creare l’American Social Surveys, una organizzazione “no profit” che analizzò meticolosamente i cambiamenti dell’opinione pubblica in Sud America. Nel 1942, Cantril pose anche la prima pietra de The Research Council, Inc. col finanziamento del magnate pubblicitario Gerard Lambert. Con sede a Princeton, il Consiglio di ricerca intraprese un sondaggio nazionale per valutare l’opinione pubblica sulla guerra e anticipare lo stato dell’ambiente dopo la fine delle ostilità. Usando Rockefeller come intermediario, Roosevelt studiò attentamente i i risultati della ricerca di Cantril per scrivere i sui discorsi durante la guerra. Il Consiglio di ricerca iniziò ad implementare in Nord Africa per conto del Dipartimento di guerra psicologica del servizio segreto militare, per conto del Dipartimento di Stato sull’atteggiamento della popolazione USA verso gli affari esteri, per l’OSS (l’ente spionistico precursore della CIA) sullo stato dell’opinione pubblica in Germania. Il Concilio di ricerca di Cantril continuò le attività a favore degli interessi dell’imperialismo USA nel secondo dopoguerra, valutando l’opinione pubblica in Francia, Paesi Bassi e Italia per anticipare e reprimere sul nascere i movimenti politici e sociali (in particolare quelli egemonizzati dai comunisti). In seguito si seppe che, per la maggior parte dell’esistenza, il Consiglio di ricerca fu finanziato dalla CIA attraverso la Fondazione Rockefeller.

L’interesse della Fondazione Rockefeller per l’arte della persuasione negli USA crebbe durante la seconda guerra mondiale. Ad esempio, tra il 1938 e il 1944, la Fondazione spese 250.000 dollari per la produzione di film documentari ed educativi attraverso l’American Film Center. Alla fine degli anni ’40 ì, i funzionari della Fondazione avevano sviluppato un interesse ancora maggiore nel manipolare l’opinione pubblica. Come affermato nel rapporto della fondazione del 1948: “Una buona comprensione dei cambiamenti nella comunicazione e stato generale mentale è importante per il nostro sistema educativo, per i leader di grandi organizzazioni e per gli interessati di comportamento e alle opinioni politiche”.[17] Ad esempio, alla Fondazione Rockefeller condusse un finanziamento senza precedenti per la ricerca sulla guerra psicologica. Nel 1954, per esempio. Un fondo di 200.000 dollari fu assegnato allo psicologo di Yale, Carl Hovland per finanziare i suoi studi sulla persuasione e la modificazione dell’umore. Con la cosiddetta guerra fredda sullo sfondo, i finanziamenti per tali lavori furono sempre più forniti delle forze armate statunitensi, che spesso reclutavano scienziati sociali addestrati sotto gli auspici dei Rockefeller

 

DALL’INVENZIONE DELLE TEORIE DEL COMPLOTTO ALLE “FAKE NEWS”

 

È stata la CIA ha creare le teorie del complotto. Il fine era quello di screditare i giornalisti investigativi, a questo fine nel 1967 (dopo delle inchieste sugli abusi governativi)[18] in un dispaccio le loro tesi furono liquidate come “teorie del complotto”. Questo dispaccio fu reso pubblico nel 1976 in risposta ad una inchiesta del New York Times.[19]

Possiamo analizzare in sintesi il contenuto:

  • Sostenere che le testimonianze oculari sono inaffidabili:
  • Sostenere che la notizia è vecchia e che nel frattempo sono emerse “nuove evidenze significative”;
  • Ignorare l’argomento a meno che le discussioni siano già attive;
  • Sostenere che è irresponsabile speculare;
  • Accusare i teorici di essere di essere innamorati delle loro teorie;
  • Accusare i teorici di avere interessi finanziari nel promuovere le teorie del complotto.

 

La CIA creò gli argomenti per attaccare coloro che si muovevano oltre e fuori l’informazione ufficiale, spostando il dibattito dalla documentazione che raccoglievano, alle persone che rielaboravano le fonti, essendo “innamorati delle loro teorie” e “politicamente motivati”. Quindi per la CIA (come per gli altri servizi segreti, il giornalismo investigativo – soprattutto se a loro dire è ostile ai governi in carica) è al servizio di un fantomatico “nemico esterno”. Questa paranoia, ha origine storica negli USA, sin dalla fondazione degli Stati Uniti d’America quando si accusava re Giorgio d’Inghilterra a complottare contro la rivoluzione americana.

Il linguista Noam Chomsky e l’economista Edward S. Herman, nel 1988 in La fabbrica del consenso: l’economia politica dei mass media hanno individuato alcune strategie di manipolazione dei mass media da parte dei grandi gruppi capitalisti:

  1. La proprietà: le corporation dell’informazione fanno parte di conglomerati industriali più grandi. Quindi il giornalismo è un ramo dell’industria. Per Noam Chomsky ed Edward S. Herman si tratta di persone estremamente ricche dell’establishment che non farebbero mai nulla contro i propri interessi;
  2. Gli autori di questo libro sostengono che i grandi media dipendono dagli introiti pubblicitari, ragione per cui ha bisogno ascolti d’elìte.
  3. Le fonti delle notizie provengono degli apparati governativi. Ci troviamo davanti a una sorta di “divisione morale del lavoro” in cui reporter ricevevano le informazioni dal governo.
  4. Le demonizzazione di ogni nemico dell’imperialismo.

 

L’analisi di Chomsky verrà approfondita dallo storico Webster Tarpley e dal sociologo Petras il quale analizzerà il colonialismo culturale USA alla luce della transizione di quello che definisce “imperialismo sociale” al militarismo neoliberista.

Qui entriamo nel discorso sulle “fake news”.

Da quando la NATO ha messo in campo un vasto sistema di denunce per accusare la Russia di perpetuare la propaganda dell’Unione Sovietica, un’isteria si è impadronita di Washinton.

In tutti i paesi della NATO i politici denunciano le fake news per sottolineare la presunta influenza della propaganda russa sin seno alle democrazie occidentali. Lo Stato più colpito da questa campagna è la Francia, in cui il presidente Macron ha annunciato la stesura di una legge specifica per combattere questo “attentato alla democrazia”.

Il fatto che l’espressione inglese fake news si mantenga inalterata in tutte le lingue dei vari paesi che compongono la NATO, mentre designa un fenomeno vecchio come il mondo, la falsa notizia, attesta l’origine anglosassone di questa problematica.

Nel 2009, Obama ha annunciato al vertice NATO di Strasburgo-Kehl la sua intenzione di creare un servizio di Comunicazione strategica della NATO.[20] Ci sono voluti sei anni per fondare la 77th Brigade dell’esercito britannico e la 361st Civil Affairs Brigade dell’esercito statunitense (con sede in Germania e in Italia).

La missione originaria era quello di contrastare i discorsi che accusavano l’establishment USA di aver organizzato esso stesso gli attentati dell’11 settembre, poi quelli che accusavano gli anglosassoni di aver pianificato la cosiddetta “primavera araba” e la guerra contro la Siria. Attualmente di tratta di convincere i popoli dei paesi che compongono la NATO che la Russia sta, come si diceva prima, continuando la propaganda dell’URSS, il che renderebbe la NATO ancora utile.

In definitiva, nell’arile 2015, l’Unione Europea ha istituto un Gruppo di lavoro per le comunicazioni strategiche verso l’Est (Est StratCom Task Force). Questo organismo invia ogni settimana invia a migliaia di giornalisti una selezione di estratti della propaganda russa. Ad esempio, nell’edizione del 11 gennaio 2018 accusava Sputnik di affermare che lo Zoo di Copenaghen nutre le sue bestie selvagge con animali domestici abbandonati![21] Queste “notizie” sono messe in giro dal fatto che questi “studiosi” non sono riusciti a trovare esempi significativi di interferenze russe. Nell’agosto 2015 la NATO ha inaugurato il suo Centro di comunicazione strategica a Riga (Lettonia). Nel 2016, il Dipartimento di Stato degli USA si è dotato di un Centro di controllo globale che persegue gli stessi obiettivi.

Nel 2009, la Segreteria di Stato Hillary Clinton, sotto l’impulso di Jared Cohen (capo dell’Ufficio di Pianificazione politica), si persuase che fosse possibile rovesciare la Repubblica islamica dell’Iran manipolando i social network. Questa teoria non ebbe l’effetto desiderato. Tuttavia, due anni dopo, nel 2011, lo stesso Jared Cohen, diventato nel frattempo il capo di Google Ideas, contribuì alla mobilitazione dei settori giovanile del Cairo. Nasce il mito dell’estensione dello stile di vita USA su Facebook. Di conseguenza, il Dipartimento di Stato ha sponsorizzato molte associazioni e convenzioni per promuovere Facebook.

Tuttavia, le elezioni presidenziali americane del 2016 sono state una sorpresa. Un outsider, l’immobiliarista Donald Trump, ha eliminato tutti i suoi rivali, a partire da Hillary Clinton, ed è stato portato alla Casa Bianca mentre disponeva dei consigli Facebook. Ora, di punto in bianco, Facebook è stato demonizzato dalla stampa mainstream.

È emerso in questa occasione il fatto che si possano sì creare artificialmente movimenti con i social network, ma che dopo pochi giorni gli utenti ritrovano il proprio spirito critico. Questa è la costante di tutti o sistemi di manipolazione delle informazioni: sono effimeri. L’unica forma di menzogna che permette di creare comportamenti a lungo termine presuppone di aver spinto i cittadini a un impegno, vale a dire arruolarli.[22]

In realtà, Facebook lo ha capito molto bene nel creare il suo Ufficio di politica globale e sensibilizzazione dei governi che il compito di creare emozioni collettive per i diversi clienti, ma non cerca di organizzare campagne durature.[23] Questo è anche il motivo per cui presidente Macron propone di legiferare sui social network unicamente per i periodi elettorali. Egli stesso è stato eletto grazie al breve disordine creato congiuntamente da un settimanale e da Facebook contro il suo rivale contro il suo rivale F. Fillon alle elezioni presidenziali francesi del 2017, operazione orchestrata da Jean-Pierre Jouyet.[24] Inoltre, la paura di E. Macron che prossima volta che i social network siano utilizzati contro di lui si sovrappone alla volontà della NATO di dimostrare la continuità USA-URSS in materia di propaganda.

 

LA MAREA CRESCENTE DEL MILITARISMO USA NEL 21° SECOLO DA CLINTON A TRUMP

 

Per capire questo sviluppo della propaganda militarista da parte della NATO nasce dalla crescita in maniera esponenziale del militarismo. L’isteria dei mass media nei confronti dell’aumento delle spese militari da parte di Trump, ignora deliberatamente la vasta espansione del militarismo, in tutte le sue sfaccettature sotto il presidente Obama e si suoi due predecessori Bill Clinton e George Bush Jr.

Questa ascesa del militarismo nel corso degli ultimi 17 anni dimostra chiaramente che esso è una caratteristica strutturale dell’imperialismo.

Sotto il Bill Clinton, il bilancio di guerra e aumentato da 302 miliardi di dollari nel 2000 a 313 miliardi nel 2001. Sotto la presidenza di G. Bush Jr. la spesa militare è passata da 357 miliardi a 465 miliardi nel 20054, fino a 621 miliardi nel 2008. Sotto la presidenza Obama (il “Nobel per la pace”), la spesa militare è salita da 669 miliardi a 711 miliardi nel 2011 e poi a quanto pare è sceso a 596 miliardi nel 2017. Trump ha chiesto un aumento a 650 miliardi per il 2018.[25]

   Il budget di Obama nel 2017 esclude i costi sostenuti dai ministeri connessi alla “Difesa”, tra cui l’aumento di 25 miliardi per il programma di armi nucleari del Ministero dell’Energia. Il totale complessivo voluto da Obama per le spese nel 2017 ammontava a 623 miliardi ovvero 30 miliardi in meno rispetto alla proposta di Trump. Inoltre, la spesa militare di Obama per Overseas Contingency Operations (OCO), è esclusa da preventivi annuali di bilancio, e comprende i costi delle guerre degli USA in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia e in altri paesi, che sono saliti alle stesse durante il suo mandato. In effetti negli 8 anni di mandato, Obama ha superato la spesa militare di G. W. Bush di oltre 816 miliardi di dollari.[26]

Dunque, l’aumento chiesto da Trump è in linea con la tendenza del predecessore democratico. Sia i Repubblicani che i Democratici ha massicciamente lavorato per aumentare la capacità militare degli USA che deve mantenere il ruolo di forza dominante a livello mondiale. Mentre il bilancio di Obama del 2017 includeva 7,5 miliari per le “operazioni anti ISIS” e 8 miliardi per la guerra informatica e il (contro)terrorismo, l’incremento più significativo è stato per aerei militari invisibili, sottomarini nucleari e portaerei, puntati chiaramente su Russia, Cina e Iran. La Marina e l’Aviazione hanno ottenuto tre quarti del bilancio.

Sotto Obama, la corsa alle armi degli USA non era diretta contro i “gruppi terroristi”, ma, invece, contro Russia e Cina. Gli USA sono impegnati a far fallire la Russia, in modo da relegarla al vassallaggio al decennio pre-Putin. La CIA e la feroce campagna del partito democratico contro Trump si basa sulle sue aperture nei confronti della Russia. I settori della Borghesia Imperialista che punta al dominio unipolare USA sta cercando di strappare Trump e il suo entourage dal loro potere e dai loro incarichi.

L’aumento delle spese militari di Trump è apparentemente destinato ad essere una sorte di “merce di scambio nel suo piano di espansione delle opportunità economiche USA: chiudere affari con la Russia, rinegoziazione del commercio con la Cina, l’Asia orientale (Singapore, Taiwan e Corea) e la Germania, ognuno dei quali detiene parte dell’enorme deficit commerciale annuale degli USA dall’ammontare di trilioni di dollari.

Le ripetute battute di arresto di Trump, la costante pressione mediatica (e giudiziaria) sui suoi uomini, sulla sua persona e sulla sua vita personale, anche a fronte di un aumento del mercato azionario, sta indicare una profonda divisione all’interno della Borghesia Imperialista USA. Perciò si vede la stampa finanziaria (Financial Times e Walle Street Journal) è appartamene allineata con i settori più bellicisti, mentre gli operatori finanziari di Wall Street sostengono le politiche economiche di Trump e l’apertura conciliante verso la Cina. La maggior parte dei cosiddetti think tank propagandisti, con i loro accademici, esperti, editorialisti e ideologi neoconservatori, promuovo l’aggressione militare contro la Russia. Nel frattempo, i social media che sono definiti “populisti”, i sostenitori di base di Trump, le aziende che lavorano per il mercato nazionale e le Camere di commercio premono per tagli fiscali e misure protezionistiche.

L’esercito è pro-Trump e favorisce la sua concezione per le guerre regionali in vista di vantaggi economici. Al contrario, la CIA, la Marina e l’Air Force, che hanno beneficiato in modo significativo dai bilanci di guerra di Obama, perseguono una politica di scontri militari globali con la Russia e la Cina e guerre multiple contro i loro alleati, come l’Iran, indipendentemente dalla   devastazione che tale politica possa avere sull’economia interna.

La linea che ha cercato di portare avanti Trump si basa sull’esportazione di prodotti e la conquista di mercati mentre prova ad attrarre il capitale delle multinazionali a rientrare negli Stati Uniti per investire i prodotti nel mercato interno (attualmente oltre mille miliardi sono all’estero)[27]. Si oppone alle alleanze economiche e militari che hanno aumentato il deficit commerciale degli USA e il debito in contrasto con le precedenti amministrazioni che hanno accettato deficit commerciali e una sproporzionata spesa per gli interventi militari, le basi e le sanzioni contro la Russia e i suoi alleati.

L’obiettivo di Trump di obbligare l’Europa occidentale a sostenere una quota maggiore della NATO (e quindi, di conseguenza, ridurre la dipendenza dell’Europa occidentale dalle spese militari degli USA) è stato rifiutato sia dai democratici che dai repubblicani. Ogni piccolo passo di Trump verso il miglioramento dei rapporti con la Russia ha suscitato le ire dei settori della Borghesia Imperialista che portano avanti una politica unipolare (e che controllano la direzione dei democratici e dei repubblicani).

Nel frattempo l’imperialismo USA ha offerto poche concessioni agli alleati della Russia: gli instabili accordi con l’Iran e il Libano e i fragili accordi di pace in Ucraina. Allo stesso tempo, Washington sta espandendo le sue basi militari nelle regioni nord-baltiche verso l’Asia.

L’obiettivo strategico di queste mosse bellicose è quello di accerchiare e distruggere la Russia come potenziale contrappeso indipendente al dominio globale.

La politica iniziale di Trump è stata di costruire la “fortezza Europa”: aumento del bilancio militare, rafforzamento del potere militare e di polizia lungo il confine con il Messico. L’agenda Trump rafforzerebbe la presenza militare in Asia e altrove per migliorare la contrattazione economica degli USA nei negoziati bilaterali con l’obiettivo di ampliare i propri mercati di esportazione.

All’interno degli USA sta avvenendo uno scontro all’interno della Borghesia Imperialista.

Il militarismo, che è la forma consolidata dell’imperialismo USA, è profondamente radicato all’interno dell’apparato dello Stato. Tale apparato include le 17 agenzie di intelligence, i dipartimenti di propaganda, l’Aire Force e la marina, così come il settore high tech e le élite capitalistiche commerciali che hanno beneficiato delle importazioni straniere e della manodopera qualificata straniera a basso costo a scapito dei lavoratori statunitensi. I risultati delle politiche portate avanti da questi settori sono le guerre disastrose, i mercati perduti, la diminuzione dei salari, il deterioramento del tenore di vita e il trasferimento di posti di lavoro ben pagati all’estero. Nella migliore delle ipotesi hanno assunto pochi e deboli regimi vassalli.

Il tentativo di Trump di formare un’alternativa a questa strategia ruota attorno a un approccio più sfumato: egli cerca di usare il potere militare per rafforzare il mercato del lavoro nazionale e garantire il sostegno di massa all’intervento economico d’oltremare.

Il problema per Trump nasce dal fatto che non è riuscito a consolidare il suo potere all’interno dello Stato. Mentre la vittoria elettorale gli ha consegnato l’Ufficio di Presidenza, ma il suo governo è solo un aspetto del potere statale, che è esposto a una erosione da parte dei settori indipendenti, interessati alla sua fine politica. Da tenere conto che diversi rami del governo sono pieni di reduci delle amministrazioni precedenti, profondamente impegnate a portare avanti le politiche belliciste.

Un altro aspetto negativo per Trump sta nel fatto che non è riuscito a mobilitare i suoi sostenitori a livello di massa e neanche creare una rete di media alternativi rispetto a quelli dominanti. Il suo Tweets risulta un contrappeso fragile rispetto al fuoco concentrico dei mass media sul suo governo.

Il terzo luogo, mentre Trump aveva cominciato a muoversi con successo per garantire un sostegno internazionale a Giappone e Inghilterra, ha fatto marcia indietro con la Russia.

In quarto luogo, Trump non è riuscito a collegare le sue politiche in materia di immigrazione, con lo sviluppo dell’occupazione per gli americani e non è riuscito a smascherare le politiche draconiane anti-immigrati condotte sotto l’amministrazione Obama, quando a milioni furono imprigionati ed espulsi.

Di conseguenza, il successo dell’assalto militarista liberal-neoconservatore sul nuovo presidente ha messo in ritirata la sua strategia centrale. Trump è sotto assedio e sulla difensiva. Anche se sopravvive a questo attacco concentrico, la sua concezione originaria di come portare avanti le politiche imperialiste che partivano dal concetto di rifare un America che è a brandelli.

Il fallimento di Trump dimostra nella sostanza che il capitalismo non è governabile, e che il militarismo capitalistico, non è tanto una politica che le varie amministrazioni possono cambiarla, ma una tendenza di fondo del capitalismo nella sua fase imperialista.

Il militarismo sta erodendo la società USA e tutto il mondo capitalista. La storia insegna che il militarismo, sa da un lato è uno strumento di potenza e un ottimo campo di investimenti e di superprofitti, dall’altro finisce per corrodere la società che lo nutre. Possiamo prendere come esempio una società fortemente militarizzata: Israele. Da anni, ad iniziare dall’estate del 2011 (l’anno delle rivolte arabe) sono sorte al suo interno proteste sociali contro la carenza di case, il caso affitti, l’inflazione, i tagli alle spese sociali, la corruzione, la precarizzazione dei rapporti di lavoro, le grandissime sperequazione di ricchezza, proteste promosse da organismi giovanili estranei ai partiti politici, un movimento che ha portato in piazza a Tel Aviv fino a 150.000 manifestanti. Benché questo movimento non ha espresso alcun rifiuto dell’occupazione e del terrorismo antipalestinese, le organizzazioni dei coloni e degli ultra-ortodossi la hanno attaccato con una violenza, finora, solo verbale. Questo movimento, lo voglia o meno, mette a nudo il doppio standard che lo Stato di Israele adotta nei confronti dei suoi cittadini di religione ebraica, o comunque non arabi: riduce le poste di spesa e i diritti per gli uni, elargisce soldi e privilegi illimitati agli altri. Governo, esercito e sistema giudiziario sono sempre dalla parte dei coloni e degli ultra-ortodossi, qualunque comportamento abbiamo, poiché sono il fanatico supporto sociale degli apparati militari e dell’occupazione della terra di Palestina.

Sinché lentamente la società israeliana si va dividendo tra coloro che beneficiano del militarismo, e coloro ne pagano le conseguenze.

 

 

 

PSY QUANDO LA GUERRA LA SI FA CON LE PAROLE PER ARRIVARE ALLE MENTI

 

Si potrebbe definire gli sviluppi della guerra psicologica come gli sviluppi di una guerra di quarta generazione. Un esempio di questo tipo di guerra, è stata la strumentalizzazione delle rivolte arabe nel 2011. In queste rivolte è stato importante l’uso di Internet, di cellulari e le campagne mediatiche delle grosse catene televisive.

Un altro aspetto di questi interventi è cercare di orientare su cosa devono essere gli obiettivi dei movimenti. Un esempio è quello di attaccare il dipendente (il ceto politico) e preservare il “modello di società” (il sistema capitalista), divenendo uno strumento di “colpi di Stato democratici” (come le cosiddette “rivoluzioni” colorate nell’Est europeo).

Lo sviluppo tecnologico e informatico, la globalizzazione del messaggio e le capacità di infinite sull’opinione pubblica mondiale, hanno convertito la guerra psicologica mediatica nell’arma strategica dominante per la guerra di quarta generazione.

Nel suo sviluppo mediatico-sociale, i capi e gli ufficiali dei vari stati maggiori addetti alla guerra psicologia sono militari esperti della comunicazione della contro insurrezione. Nella sostanza la guerra psicologica è diventata strategica che si è superata la concezione delle operazioni militari supportate da operazioni psicologiche.

I piani di guerra psicologica non si sviluppano più nelle unità militari ma in laboratori di comunicazione strategica dove si disegnano questi piani che dovranno essere portati avanti dalle grandi strutture mediatiche della comunicazione di massa, debitamente infiltrate dai vari servizi di intelligence.

La guerra psicologica si potrebbe definire che costituisce lo stadio superiore delle strategie di controllo e dominazioni provate fino ad ora.

Nella guerra psicologica (che è la spina dossale della guerra di quarta generazione) le operazioni con unità militari sono sostituite dalle unità mediatiche.

La guerra psicologica si sviluppa in una fase del capitalismo caratterizzata da una rivoluzione nel campo delle scienze sociali e della comunicazione strategica.

Tale rivoluzione si completa con una rivoluzione nel campo delle tecnologie della comunicazione, potenziate su scala globale dei grandi conglomerati mediatici del capitalismo, che creano le basi per il loro uso strategie di manipolazione e di controllo sociale sviluppate a partire dagli obiettivi della dominazione capitalista.

Questi studi hanno l’obiettivo di creare le basi operative e strategiche per il controllo e il dominio delle società e dei paesi senza ricorrere all’uso della forza militari.

Come nel conflitto militare armato, il piano della guerra psicologica ha l’obiettivo di annichilire, controllare e assimilare il nemico.

A differenza della guerra convenzionale, la guerra di quarta generazione non si sviluppa in teatri di operazioni visibili.

Nella guerra di quarta generazione la guerra è sviluppata in scenari combinati, dove mancano linee visibili di combattimento, i soldati della guerra di quarta generazione non usano uniformi e si mimetizzano con i civili.

In questo tipo di guerra non esistono gli elementi di azione militare classica come le grandi unità di combattimento.

Alle grandi basi dove si pianificazione le azioni militari si sono sostituiti i piccoli centri di comando e di pianificazione clandestini, dove si disegnano le moderne operazioni tattiche e strategiche.

Le unità di guerre psicologiche sono integrate dentro gruppi operativi, infiltrati nella popolazione civile che hanno la missione di far esplodere le contraddizioni all’interno delle masse.

Si superano le tattiche e le strategie fondate su fattori puramente militari, con tattiche e strategie di controllo sociale, dove sono usate la manipolazione delle informazioni e l’azione psicologica orientata a guidare il comportamento sociale di massa.

Gli obiettivi non sono più fisici ma psicologici e sociali. L’obiettivo non è la distruzione di elementi materiali (basi militari, soldati, infrastrutture civili ecc.) ma al controllo del cervello umano.

   Nella guerra di quarta generazione il campo di battaglia è dentro le menti delle persone, dove l’obiettivo strategico è colonizzazione mentale per controllare la società, appropriarsi e controllare i comportamenti sociali di massa.

Perciò non deve meravigliarci la notizia che l’azienda svedese Epicentric e l’azienda americana Three Square Market hanno proposto ai loro lavoratori l’impianto di chip sottopelle del Budget, con cui potranno anche pagarsi le bibite e snack al distributore interno.[28] Ufficialmente i datori di lavoro lasciano libertà di scelta ai loro dipendenti (ufficialmente 50 e 85 dipendenti della Epicentric hanno accettato).

Non è esagerato dire che quello che è in atto è la costruzione di una società del controllo.

Certamente non è un caso lo sviluppo delle neuroscienze, che certamente hanno dato da supporto allo sviluppo del controllo mentale.

Partendo dall’esistenza del campo elettromagnetico del cervello, le ricerche che si sono sviluppate puntano a vedere quanto il cervello possa essere condizionato se questo campo fosse stimolato.

La maggioranza delle persone ignora tuttora che allo loro spalle e sulle loro teste (sarebbe meglio dire sulle teste di tutti e noi) dell’esistenza di migliaia e migliaia di persone in tutto il mondo sono state accuratamente formate alla manipolazione del pensiero, in mondo da far giungere sul nostro cervello solo le informazioni gradite, escludendo le altre, che magari sono quelle vere.

Come si dive la prima il campo di battaglia è diventata la mente. Le menti delle persone che sono state scelte come bersaglio vengono monitorate al fine di stabilire una lista dove vengono elencate le loro abitudini. Una volta che la mappa mentale ed emotiva viene redatta, inizia la prima fase del condizionamento. I condizionatori cercano di creare un “vuoto mentale”. Questo vuoto dura quel tempo necessario per introiettare un nuovo modello.

Chiaramente tutto ciò deve essere occultato, il pensiero che viene introdotto è nascosto. L’introduzione di idee, la presentazione di immagini che stimolano la fantasia e l’influenza emotiva delle scienze comportamentali non devono essere palesi.

Ci sono diversi mezzi per occultare tutto ciò. Non è certamente un caso che il mercato della pornografia si florido. Le fantasie erotiche abitudinali sono un comodo punto d’accesso per l’inserimento di nuovi pensieri.

Un uomo che nasconde i propri tabu sessuali non ha certamente fretta di mostrare il suoi segreti al mondo. In pensieri indotti, come qualsiasi meccanismo di controllo, utilizza questo oscuro spazio per insinuare nella mente dell’individuo.

Le fantasticherie abituali forniscono la cornice ideale per la mappatura del comportamento.

Certamente non è sufficiente introdurre solo nuovi pensieri, idee, impulsi per attuare un controllo mentale. Il “ricevitore” (la vittima) deve essere disposto ad accettarli e seguirli a livello conscio.

Il segreto sta che sia la persona stessa “compia” la scelta che gli viene indicata.

Per questo motivo assistiamo a bombardamenti culturali a 360 gradi.

Proviamo a chiederci perché Hollywood tende a produrre più+ film con lo stesso tema, lo tesso materiale e lo stesso soggetto in tempi ravvicinati.

La saturazione dei media comporta che milioni di persone memorizzano le stesse immagini, pongono le stesse domande, possono essere nelle condizioni ideali fi assumere nuove idee.

Sono usati per assuefare la massa: serie tv, romanzi popolari, le notizie principali, film, videogiochi, slogan politici, campagna religiose, musica pop.

Tutto ciò serve per far conseguire nelle persone uno spirito negativo, poiché uno spirito positivo difficilmente può essere manipolato. Uno spirito coscientemente teso verso un obiettivo individuato, può sfidare un altro potere dia per fini positivi (verso interessi collettivi, al servizio delle masse) che negativi (quelli inerenti che ha obiettivi individuali che per raggiungerli non bada ai mezzi che adopera).

Tra i metodi usati per il controllo mentale, è quello di individuare le vittime da parte del programmatore/gestore di tale controllo che viene percepito a volte come un “Dio” un maestro”. Molti di questi schiavi sono donne poiché una buona parte di esse hanno una maggiore tolleranza al dolore e tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Gli Handler (programmatori) della programmazione Monarch cercano di dividere in comparti la psiche del soggetto, creando personalità multiple usando il condizionamento basato su diverse forme di torture: abuso di sessuale, confinamento in ambienti come box, gabbie, ecc., scosse elettriche, ingestione o iniezione di sostanze chimiche ecc.

La base per il successo della programmazione Monarch sta nel fatto che ci possono essere differenti personalità o parti di personalità, che non si conoscono tra loro, ma che possono prendere il controllo del corpo in momenti diversi. Le pareti di amnesia costruite attraverso traumi, formano uno scudo protettivo di segretezza che protegge i colpevoli (gli addestratori) dall’essere scoperti, e impedisce alla personalità principale di sapere di quando il sistema di cambio personalità è attivo. Lo scudo del segreto permette si membri dei culti dove in maniera mascherata opera il controllo mentale di vivere e di lavorare agli altri e di rimanere totalmente inosservanti. La personalità dominante potrebbe essere un buonissimo cristiano, ma la personalità che nasce sotto di essa potrebbe essere più satanica di quella di Mr. Hyde. I vari servizi e gruppi occultisti lavorano che tutte queste operazioni mantengano la segretezza. Si può supporre che il tasso di successo di questo tipo di programmazione sia alto, ma, si può tranquillamente formulare l’ipotesi che quando questo tipo di programmazione fallisce, questi fallimenti siano pagati con la morte.

Per capire bene tutto ciò non bisogna dimenticare che ogni trauma e tortura serve a uno scopo. Una grande quantità di sperimentazioni e ricerca sono condotti per sapere cosa poteva essere fatto e cosa no. Perciò si può ipotizzare che grazie a queste sperimentazioni servano a elaborare grafici con i dati statistici su quanto si potesse torturare un corpo di un dato peso e di una data età senza che tale individuo morisse.

Nello stesso tempo si può ipotizzare che l’organizzazione che gestisce queste operazioni di guerra psicologica e i vari programmi di controllo mentale sia composta ai vertici da una nomenclatura di qualche centinaia da persone di una casta pubblico/privata/militare articolata nel sociale (anche se non necessariamente questa articolazione sia sufficientemente guidata in modo diretto da questo vertice), che con cordone cultural-operativo e teorico alimenta in maniera artificiale il mito di se stessa, attivando tutti i simboli, le metodiche e gli strumenti che si poggiano su ignoranza, e subcultura.

Perciò uno dei compiti di chi lotta per l’emancipazione è quella di demitizzare tale organizzazione/organizzazioni, facendo inchieste dove si mette in evidenza in evidenza ruoli, metodologie e tecniche, come si deve mettere in evidenza i protagonisti e la dimensione strategica del golpe scientifico (soprattutto da parte degli psichiatri) e del ruolo di questa che si potrebbe definire una sorta Gladio occulta o di super-Gladio e dei relativi collegamenti internazionali.

Più di un organizzazione nel senso tradizionale, sarebbe più corretto definire un network che ha assommato la forza deviata dello Stato (deviazione rispetto ai valori progressisti della Costituzione), la forza militare anche internazionale, la forza criminale delle varie organizzazioni mafiose, la potenza degli apparati psichiatrico sociali e magistratuali costruiti sotterraneamente in diversi anni e di metodologie tecnologiche e di attività di controllo su vari piani frutto dell’attività di servizi segreti mentre la stragrande maggioranza delle masse guarda dai giochi del teatrino della politica istituzionale.

Questo network è il killer mentre il mandante è il modo di produzione capitalistico è il mandante, un modo di produzione che vede il prevalere del capitalismo finanziario, che a partire dal 2007 l’accentuarsi della crisi generale capitalismo (crisi non solo economica ma anche politica e culturale).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] La sofistica è una corrente filosofica sviluppatasi nell’antica Grecia, ad Atene in particolare, a partire dalla seconda metà del V secolo a.C., la quale, in polemica con la filosofia della scuola eleatica e avvalendosi del metodo dialettico di Zenone di Elea, pone al centro della sua riflessione l’uomo e le sue implicazioni alla morale e alla vita sociale e politica. Non si trattò di una vera e propria scuola né di un movimento omogeneo, ma fu estremamente variegata al suo interno: i suoi esponenti (detti appunto sofisti), seppur accomunati dalla professione di «maestro di virtù», si interessarono di vari ambiti del sapere, giungendo ognuno a conclusioni differenti e a volte tra loro contrastanti. Tra questi emerse, distaccandosene, la figura di Socrate.

 

[2] Nato a la Spezia nel 1963 ha effettuato gli studi universitari: a Pisa e Bochum (Germania Federale). Laureato e perfezionato in Filosofia alla Scuola Normale. Professione: Dirigente nel settore finanziario. Dal novembre 2007 è partner di Sator, il gruppo finanziario fondato e diretto da Matteo Arpe. È presidente del Centro Europa Ricerche, membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Profilo e Responsabile dell’Internal Audit di Arepo BP.

 

[3] http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/siamo-al-ministero-della-verità-come-in-1984-orwell/

 

[4] Vance Packard, The Hidden Persuaders (I persuasori occulti), 1957, trad. di Carlo Fruttero, I persuasori occulti, Einaudi, Torino, 1958; Il Saggiatore, Milano, 1968; dall’ed. Einaudi 1989 con il saggio I persuasori occulti rivisitati negli anni ottanta.

 

[5] http://www.psicolinea.it/lingegneria-del-consenso-edward-bernays-e-linvenzione-

 

[6] Metto tra virgolette totalitario perché con questa definizione si cerca di nascondere e di non evidenziare la natura di classe di questi regimi, ovvero quale è la classe dominante.

[7] http://www.psicolinea.it/lingegneria-del-consenso-edward-bernays-e-linvenzione-

 

[8]                                                                  C.s.

 

[9]                                                                     C.s.

 

[10]                                                                   C.s.

 

[11]                                                                 C.s.

 

[12] Negli Stati Uniti tra il 1936 3 il 1937 ci furono oltre mille occupazioni di fabbrica con la partecipazione di mezzo milione di lavoratori e 6.912 scioperi che coinvolsero 1.861.000 lavoratori.

 

[13] Bisogna sottolineare che le differenti soluzioni politiche che il capitalismo assunse come risposta alla crisi degli anni ’30 (New Deal negli USA, nazionalsocialismo in Germania) erano caratterizzate dall’elemento comune dell’intervento dello Stato nell’economia.

 

[14] https://mail,libero.it/appsuite/v=7.8.3-34.20180201.100301/print.html?print_1519286

 

[15]                                                              C.s.

 

 

[16]                                                             C.s.

 

[17]                                                             C.s.

 

[18] Ma sarebbe meglio dire che gli abusi del governo ombra.

 

[19] http://www.linteferenza.info/attipol/la-manipolazione-dellinformazione-la-nascita-degli-individui-programmati/

 

[20] La campagna della NATO contro la libertà di espressione, di Thierry Meyssan, traduzione Matzu Yagi Megachip-Globalist (Italia), Rete Voltaire, 7 dicembre 2016.

 

[21] Urca le democrazie occidentali sono in pericolo!

 

[22] Sui metodi di propaganda, si legga Le tecniche della propaganda militare moderna, di Thierrt Meyssan, Rete Voltaire, Megachip, traduzione Matzu Yagi, 16 maggio 2016.

 

[23] Come una cellula segreta di Facebook di manipola l’opinione pubblica, di Shelley Kasli, traduzione di A. Lattanzio, Great Game India (india), Rete Voltaire, Sito Aurora, 11 gennaio 2018

[24] Personalità centrale del corpo degli ispettori delle Finanze, Jean-Pierre Jouyet fu avvocato presso l’assai mitterandiano gabinetto Jeantet, vice direttore del gabinetto del gabinetto di Lionel Jospin, segretario di Stato agli Affari europei sotto Nicolas Sarkozy, segretario generale dell’Eliseo sotto F. Hollande e mentore di E. Macron che l’ha immediatamente nominato ambasciatore di Francia a Londra.

 

[25] http://www.resistenze.org/sito/te/im/peimhd03-019065.htm

 

[26]                                               C.s.

 

[27]                                               C.s.

 

[28] http://www.intelligonews.it/le-interviste-della-civetta/articoli/25-luglio-2017/65396/d

BITCOIN E CHIP

•marzo 27, 2018 • Lascia un commento

 

 

La febbre da criptovaluta sta facendo anche la fortuna dei grandi produttori fi chip. Tmsc, società di Taiwan e leader mondiale del settore, ha chiuso il quarto trimestre con una crescita del 10,1% rispetto al precedente.[1] Le responsabile finanziaria Lora Ho ha spiegato che spingere i conti sono stati due elementi: “I nuovi prodotti mobile e la crescente domanda di processori per il mining di criptovalute”.

Per creare nuove criptovalute, sono necessarie elaborazioni sempre più complesse, più elaborazioni sempre più complesse, più capacità di calcolo, dispositivi in grado sostenerla e di conseguenza più chip. Anche se la società non ha rivelato dettagli sugli incassi, si può dire ciò che era impensabile fino a pochi mesi fa: la domanda di criptovalute è tale da impattare sui conti di un produttore che, nel quarto trimestre, ha registrato un fatturato di 9,21 miliardi di dollari. Un impatto che non dovrebbe essere volatile come il prezzo dei bitcoin: la richiesta di chip per estrarre nuove monete digitali è destinata a rimanere stabile. Nel frattempo il 19 gennaio 2018 dalla People’Bank of China, la banca centrale cinese, è arrivato un nuovo giro di vite sulle criptovalute. Sono stati bloccati i servizi di trading per le monete virtuali.

Quanto pesano i processori utilizzati da chi estrae valuta digitale? Non ci sono dati ufficiali. Ma sono stime per il trimestre che va dal gennaio a marzo che forniscono un indizio: Tmsc prevede di chiuderlo con un fatturato compreso tra gli 8,4 e gli 8,5 miliardi di dollari. Una flessione contenuta rispetto al periodo d’oro della vendita degli smatphone che probabilmente viene ammortizzata dai chip per le criptovalute.

 

 

 

[1] Andrea Bernabeo, Il bitcoin fa ricchi i produttori di microchip, Metro lunedì 22 gennaio 2018.

PSICOSETTE E CONTROLLO MENTALE

•marzo 23, 2018 • 1 commento

 

 

 

Per capire la diffusione del fenomeno delle sette bisogna partire dalla crisi delle religioni tradizionali.

Bisogna  partire dal fatto che da quando il Modo di Produzione Capitalistico è entrato nell’epoca imperialista le crisi che sconvolgono l’andamento economico non sono più le crisi cicliche che c’erano fino alla prima metà del secolo XIX° secolo (quelle studiate da K. Marx), ma sono crisi che investono tutta la società, in tutti suoi aspetti strutturali e sovrastrutturali: non solo crisi economiche ma anche crisi politiche (la classe dominante non riesce più a regolare con le istituzioni e con le concezioni esistenti i rapporti tra gruppi che compongono la classe dominante  né a governare le classi subalterne, di conseguenza i regimi politici dei  singoli paesi e il sistema delle relazioni internazionali diventano instabili e crisi culturale: vanno in crisi le concezioni che gestivano le precedenti abitudini, le idee; le vecchie concezioni muoiono e ne nascono nuove. Le sette, appunto, devono andare a coprire, nell’interesse delle classi dominanti, lo spazio che le religioni tradizionali lasciano aperto, essendo funzionali all’esigenza dell’imperialismo che vuole nel rapporto tra le classi debba prevalere i fattori di concordia rispetto a quelli del contrasto, di accordo su quelli di divisione, di compromesso su quelli di conflitto.

Le sette sono interessanti anche per i politici dei paesi imperialisti in cerca di consensi. Una delle conseguenze della crisi è lo sviluppo delle contraddizioni interimperialiste, che porta di conseguenza a un’acutizzazione della lotta tra le differenti frazioni della Borghesia Imperialista in tutti paesi. Perciò le elezioni in questi paesi rivestono un ruolo ancor più cruciale per il rinnova delle autorità di questi Stati, dagli USA alla Russia, in quali sono tutti immersi nel processo di centralizzazione del potere, in sostanza di un fascismo sotto vesti democratiche”. Questa centralizzazione è una tappa della controrivoluzione preventiva, serve per evitare che l’acutizzazione delle contraddizioni a causa della crisi crei le premesse che affermi la rivoluzione.

   Ora, da tempo, in tutti i paesi imperialisti sono milioni le persone che non vogliono saperne più nulla dei partiti e dei politici, che si astengono (o danno un voto di protesta), che rifiutano il sistema, le loro elezioni, il parlamento.

   Se si tiene conto che per la guerra imperialista in atto la Borghesia Imperialista, ha bisogno non solo di ristrutturare il suo Stato, di tagliare i diritti e le conquiste che a duro prezzo il proletariato si è conquistato, ma anche di militarizzare l’economia, e per far questo deve ricorrere ad aggiustamenti selvaggi di bilancio, ma soprattutto ha bisogno in contrapposizione alla mobilitazione rivoluzionaria delle masse (anche potenziale), di mettere in campo una mobilitazione reazionaria. E nel raggiungimento di quest’obiettivo, le sette trovano uno spazio e un ruolo.

   Per il politico, in una fase di astensionismo crescente, il voto settario è particolarmente appetibile: si hanno degli elettori più che sicuri, altro che tesseramento o truppe cammellate. Si assiste così a un vero e proprio Risiko delle anime, con le sette, che in nome dell’equazione più adepti = più elettori sparano cifre sempre maggiori rispetto al vero, magari “dimenticando” di contare i fedeli in uscita.

   È in questo modo che le varie sedi, spesso dietro l’innocua maschera di una buona causa, danno la scalata alle istituzioni.

   A corteggiare la politica porta i leader delle sette a estendere la tela della propria influenza in Parlamento. I vantaggi strategici non sono di poco conto: in un epoca di leggi a personam non sono mancate le leggi “a templum” , come quella con cui i damanhuriani hanno salvato il proprio tempio sotterraneo abusivo in Piemonte; interrogazioni e interpellanze mirate a perorare la causa della setta di turno; feroci campagne mirante a prevenire o impedire l’inserimento del reato di manipolazione mentale nel codice penale; e nemmeno mancano i tentativi di legalizzare il regime settario del lavoro nero e delle donazioni “volontarie”, con la proposta di legge sulle “comunità intenzionali”. Obiettivi che, almeno questi ultimi fanno pensare a un vero e proprio patto di solidarietà fra sette in Italia.

   Se le loro lobby approdano alla Camera o al Senato, trovando sponsor o addirittura difensori a spada tratta, non potrebbero mai essere da meno negli enti locali, dove a volte agiscono anche attraverso i propri partiti.[1]

   Ovviamente la loro presenza non si ferma solo nella sfera politica ma anche in quella economica. Il singolo capitalista è agganciato promettendogli grandi guadagni (il paradiso per ogni capitalista) o inserendo loro seguaci nell’azienda, partendo dal fatto che un dipendente fidelizzato è un dipendente produttivo. A volte le aziende nascono direttamente nell’ambito della setta, fondate dai seguaci. Altre volte è la stessa organizzazione a creare imprese, o cooperative, per alimentare le proprie finanze (senza le quali la spiritualità settaria di solito va in panne). E come le aziende, le sette sanno bene come fare marketing. Con un vantaggio competitivo: le persone che portano lustro o pubblicità all’azienda sono a costo zero. L’adepto di successo, lo farà per ubbidienza, il vip (pensiamo a un come Tom Cruis ben noto adepto di Scientology) lo farà gratuitamente in nome della buona causa.

   Per capire come funziona, la lobby settaria è necessaria avere un quadro d’insieme. Prese singolarmente, infatti, ciascuna di esse sembra avere una propria identità, il proprio culto. Ma, poi, viste l’una accanto all’altra, emergono un’anatomia comune, un minimo comune denominatore. Un’affinità elettiva intravista nei convegni organizzati dall’una, cui partecipano rappresentanti dell’altra, e rivelatasi nelle battaglie politiche condivise.

   Ci sono tracce d’incontri fra Scientology e damanhuriani,[2] fra damanhuriani e umanisti, e fra umanisti e sokiani.[3]      

 

SETTE E MANIPOLAZIONE MENTALE

 

 

   Per lo Zingarelli, il vocabolo deriva dal latino secta (m) “parte, frazione”, ed ha una triplice accezione:

  1. Gruppo di persone che professano una particolare dottrina politica filosofica, religiosa, in contrasto o in opposizione a quella riconosciuta o professata dai più: setta clericale, setta erica, setta cristiana, ciascuno dei movimenti che respingono l’organizzazione e le dottrine del Cattolicesimo e delle chiese derivate della Riforma/ Fare setta, congiurare.
  2. Società segreta: setta massonica, dei carbonari.
  3. Compagnia, moltitudine di seguaci.

 

   Dalla prima accezione si piò individuare, in linea generale, un duplice aspetto che sembra caratterizzare la setta poiché tale: il fatto che essa sia costituita da un gruppo di persone; il fatto che tale gruppo sia in contraddittorio ideologico con un’istituzione o con la maggioranza.

   Per la seconda accezione, la setta è una società segreta. Quando si parla di setta massonica o setta dei carbonari si fa riferimento a gruppi organizzati, con rituali propri e con un fine ben preciso.

   Nella terza accezione si parla genericamente di setta come di un numeroso insieme di seguaci.

   Nella triplice definizione dello Zingarelli possono dunque rientrare tutti i movimenti religiosi, le associazioni esoteriche e tutti i gruppi dedicati a culti alternativi di cui ogni tanto si parla.

   Tuttavia, secondo il parere di alcuni studiosi, la setta giacché tale si caratterizzerebbe soprattutto per un altro aspetto che, al di vero non evince dalla definizione della Zingarelli: la manipolazione mentale degli adepti.

   I suddetti studiosi definiscono una setta in questi termini: “Un qualsiasi gruppo, senza tener conto di conto ideologia, credo, nel si pratica la manipolazione mentale, da cui risulta la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario) della sua famiglia, del suo entourage e della società al fine di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo e del cittadino”.[4]    

   In base alla suddetta definizione, sono da considerarsi come sette vere e proprie solo quei gruppi che si propongono come determinato obiettivo la distruzione psichica degli adepti al fine di poterli poi indurre all’adesione incondizionata e concreta all’attività che attentino ai diritti dell’uomo, adottando come mezzo principale per raggiungere tale scopo la manipolazione mentale. Questo elemento discriminante è quindi molto importante e non deve essere sottovalutato per nessun motivo.

   Secondo un Rapporto del 1998 del Ministero degli interni “è un dato ormai acquisito, sulla scorta di testimonianze prestate da molti fuoriusciti, ma anche di accertamenti condotti da organi di polizia giudiziaria, che taluni movimenti (specialmente le “psicosette”), sia nella fase di proselitismo che in quella d’indottrinamento degli adepti, ricorrano a sistemi scientificamente studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad un atteggiamento acritico e all’obbedienza cieca,[5] tale effetto si otterrebbe imponendo agli adepti un iter articolato in tre fasi:

 

    1. Nella prima fase c’è l’isolamento dell’adepto mediante l’allontanamento dalla comunità sociale e dl contesto familiare per indurre la perdita di ogni altro punto di riferimento; per spezzare tutti i rapporti precedenti; per saldare il senso di appartenenza al gruppo; rimozione della privacy; obbligo di conferimento al gruppo di tutti i propri averi per indurre dipendenza finanziaria.
  • Nella seconda c’è l’indottrinamento dell’adepto attraverso il rigetto sistematico e aprioristico dei vecchi valori; la sottoposizione a letture di difficile comprensione; l’incoraggiamento all’obbedienza cieca, al senso gerarchico e all’aproblematicità; la richiesta di conformità a codici di vestiario, per accentuare l’idea di diversità da tutti gli altri; il senso del mistero e della partecipazione a un disegno insondabile; l’uso di preghiere e formule ripetitive, che riducono il senso critico.
  • Nella terza fase c’è il mantenimento dell’adepto mediante l’attività fisica prolungata, un impegno mentale continuo e privazione del sonno, accompagnati da un’alimentazione poco equilibrata per creare uno stato di affaticamento (che inibisca la ribellione) e di reattività agli stress emozionali, deresponsabilizzazione, per scoraggiare iniziative personali; pressione psicologica costante da parte di altri membri, per evitare improvvisi ripensamenti; induzione di senso di colpa e paura di punizione in caso di dubbi e pensieri negativi; abitudine a usare un linguaggio criptico, per rendere più difficile a comunicazione con l’esterno.[6]

 

 

   La strategia delle sette per arruolare per arruolare nuovi affiliati si basa su un serrato proselitismo che mira a sedurre il futuro adepto, il quale si caratterizza di solito per un profondo bisogno di trovare risposte a domande esistenzialiste, a dubbi di tipo religioso, a fisime di carattere spirituale.

   In questa fase iniziale la setta si presenta come una realtà veramente accogliente, aperta, religiosa, capace di offrire serenità, sicurezza e protezione. Essa, inoltre, si mostra sensibile e concretamente interessata anche ad altri problemi particolarmente toccanti come l’ecologia oppure le questioni umanitarie.

   Una volta affiliato, l’adepto entra in diretto contatto con la realtà della setta e quindi viene sottoposto sistematicamente alla manipolazione mentale, peraltro già avviata nella fase d’adescamento.

   Secondo alcuni autori “la manipolazione mentale (…) poggia su tre pilastri: un guru, un gruppo, la dottrina”.[7]

   Il guru è il capo carismatico della setta. Il suo potere sta nella convinzione di essere depositario di messaggi soteriologici, di avere doni di veggenza e profezia. Il guru accoglie il nuovo affiliato e gli fa prendere “consapevolezza” dei suoi punti deboli; dopodiché gli promette felicità e pace, lasciando intendere che presto troverà in se stesso le risposte a tutte le sue domande.

   Il gruppo svolge una parte importante nel processo manipolatorio. Esso agisce soprattutto sull’affettività dell’adepto illudendolo di essere amato e rassicurato. Sottoposto a un intenso love bombing (bombardamento d’amore), l’adepto non riesce a vedere nient’altro che il gruppo e gli interessi che ad esso ruotano intorno.

   L’ideologia di ogni setta si fonda su di un complesso più o meno organico di principi teorici fondamentali. In conformità a tali principi, l’affiliato sarà indotto progressivamente a modificare il suo sistema di vita e solo in seguito verrà a piena conoscenza dei veri obiettivi della setta.

   Come si diceva prima, uno dei fini della setta è la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario), della sua famiglia, del suo entourage, al fine di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo.

   C’è da chiedersi, il legislatore non si è mai occupato della manipolazione mentale? Qui entriamo in una storia molto problematica e tormentata nello stesso tempo.

   Nel 1964, Aldo Braibanti, un intellettuale di sinistra, laureato in Filosofia teoretica, iscritto al PCI, uno che ha alle spalle una lunga militanza antifascista (nel ventennio trascorse due anni in carcere e nella seconda guerra mondiale viene torturato dalla SS) conobbe due diciannovenni, Piercarlo Toscani e Giovanni Sanfratello, con i quali inizia una relazione sentimentale. Nonostante l’omosessualità sia ancora un tabù, tutto fila liscio, fino a quando Giovanni non decide di abbandonare a famiglia, ultracattolica, per andare a vivere con lo scrittore.

   Il padre di Giovanni porta il figlio in manicomio e denuncia Braibanti per plagio. All’epoca il codice penale, di diretta derivazione fascista, prevedeva espressamente il reato. Secondo l’articolo 603, chi sottoponeuna persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione” si becca una pena che varia dai cinque ai quindici anni di reclusione. In sostanza, nell’Italia degli anni ’60, il reato di plagio diventa una pistola puntata contro chi ha voglia di ribellarsi alla morale dominante.

   Il processo si apre tre anni dopo, nel 1967. Giovanni giura davanti alla Corte di non essere mai stato soggiogato, ma non fa altrettanto Piercarlo, che invece denuncia il tentativo di Braibanti di “introdursi nella sua mente”.

Questa testimonianza è sufficiente ai magistrati per stangare Braibanti: nove anni di reclusione. Pena che viene ridotta a sei in appello, di cui due condonati per l’attività partigiana. Nel dicembre 1969, dopo due anni a Rebibbia, Braibanti torna in libertà. Passando alla storia per essere stata la prima persona (e anche l’ultima) a essere condannata per plagio in Italia.

   La vicenda comunque, negli anni della cosiddetta “rivoluzione sessuale”, diventa emblematica della battaglia di un mondo in declino, che non vuole cedere le armi. Tanto che in favore di Braibanti, si mobilitano intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco, Alberto Moravia, Elsa Morante nonché i radicali di Marco Panella.

   L’uso che fu fatto in quest’occasione del reato di plagio, ne sancì la morte giuridica, che arriverà una decina d’anni dopo. Quando alla fine degli anni ’70 alcuni genitori accusarono il sacerdote Emilio Grasso di avere plagiato i propri figli minorenni, il magistrato memore del caso Braibanti, si rivolge alla Corte costituzionale per chiedere se quel reato sia o no in contrasto con i principi sanciti nella Carta costituzionale. Dopo aver studiato il caso, la Corte si pronunciò l’8 giugno del 1981: il reato di plagio è incostituzionale.

  

    L’articolo 603 ha il difetto di essere formulato in maniera generica, dando così al giudice un potere d’interpretazione troppo discrezionale: “L’esame dettagliato delle varie e contrastanti interpretazioni date all’articolo 603” scrivono i giudici costituzionali nella sentenza “mostra chiaramente l’imprecisione e l’indeterminatezza della norma l’impossibilità di attribuire a essa un contenuto oggettivo, coerente e razionale, e pertanto l’assoluta arbitrarietà della sua concreta applicazione. Giustamente essa è stata paragonata a una mina vagante nel nostro ordinamento, potendo essere applicata a qualsiasi fatto implichi dipendenza psichica di un essere umano da un altro essere umano, e mancando qualsiasi sicuro parametro per accertarne l’intensità”.

   In sostanza, la Corte cancella un reato che nasce ufficialmente per tutelare i più deboli, ma che rischia di diventare pericoloso per le libertà personali. Però, questa sentenza apre una falla nel nostro ordinamento: non c’è più nessuna norma di chi rimane irretito da una setta o da un guru.

   Dal 1981 a oggi, informati dalle associazioni dei famigliari delle vittime delle sette, alcuni politici hanno provato a reintrodurre il reato di manipolazione mentale. Con scarsa fortuna. La pressione lobbistica delle sette, hanno fatto naufragare ogni tentativo.

   In Spagna e in Francia la questione della manipolazione mentale da parte delle sette, è stata, invece affrontata.

   In Spagna il reato è stato introdotto nel 1994, sull’onda di polemica suscitate dalle inchieste giudiziarie su Scientology.

   In Francia invece la legge nasce nel giugno 2001 per iniziativa bipartisan dell’ex deputata socialista Catherine Picard e del senatore centrista Nicolas About. È significato vedere le resistenze che si sono avute contro questa legge. Dice la Picard, oggi presidente dell’Unadfi (Associazione per la difesa delle vittime delle sette):

D. C’è qualcuno che ha provato a fermare il vostro testo prima che diventasse legge?

  1. Sì. Sono stati soprattutto i grandi movimenti settari internazionali quelli che hanno tentato di ostacolarne il cammino. Ma l’operazione di lobby è fallita clamorosamente, perché i nostri parlamentari erano compatti contro di loro. Dopodiché, a livello internazionale, sono gli Stati Uniti ad aver maggiormente manifestato il proprio dissenso, giocando sul confine sfumato tra setta e religione. Hanno pure inviato degli osservatori, e personalmente ho ricevuto ben due senatori americani, membri dell’Ocse, venuti con grande ipocrisia a chiedermi di ritirare il testo. Un’ingerenza tanto sfacciata si vede di rado da parte di parlamentari stranieri”.

   Cosa ci sia dietro molte sette, è possibile intuire, non si spiegherebbe l’interesse degli Stati Uniti per proteggerle. Inoltre, tutto ciò mete in rilievo alcuni fatti ben precisi:

  1. Che le sette non sono un fenomeno periferico, che coinvolge soltanto una piccola parte della società. Invece le trovi in Municipio, in Regione (dice niente la predominanza che ha avuto fino adesso CL in Regione Lombardia), o in Parlamento, sono nelle aziende, nei negozi, nelle scuole e nelle Università. Le trovi anche quando ci si batte per la pace, per l’ambiente, per i diritti umani e le libertà individuali, per la tutela dei bambini o contro il razzismo. Le trovi nei corridoi degli organi di governo internazionale, al Palazzo di Vetro dell’ONU o al Parlamento europeo di Bruxelles.
  2. Nelle sette non ci finiscono solo i pazzarielli, i poveracci, i diseredati, i senz’arte né parte, gli ingenuotti, i creduloni e i superstiziosi. Dentro ci finiscono, avvocati, medici, giornalisti imprenditori, manager, personalità del mondo della cultura, politici e perfino psicologi e militari.

 

I dati inerenti la diffusione del fenomeno settario nel nostro paese, sono senza ombra di dubbio inquietanti[8]: nel 2016 risultavano presenti nel nostro paese 3.200 psicosette e 3 milioni persone tra i cittadini italiani e quelli stranieri residenti in Italia, e c’è una grossa probabilità molti degli aderenti di queste psicosette sono ridotti in una vera e propria schiavitù psicologica.

   All’Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici che lavora in collaborazione con l’unica Squadra Antisette della Polizia di Stato risulta che negli ultimi anni si è assistito un aumento delle sette e dei santoni locali.[9]

   I dati dell’Osservatorio sono indicativi: indicano in circa 3.000 le sette locali gestite da santoni e maghi. Le grandi psicosette presenti, invece, in tutto il paese con un carattere nazionale, sono solamente una decina contano centinaia di migliaia di adepti. Infine ci sono 150 gruppi sincretisti sparsi a macchia di leopardo in tutto il territorio nazionale. Questi gruppi spesso si ispirano a filosofie orientali e new age. Secondo Luigi Corvaglia membro della Federazione Europea dei Centri di Ricerca ed Informazione sul Settarismo[10] l’ambito in cui i nuovi settori sociali che sono coinvolti dal proliferare di questi nuovi culti sono quelli della salute del del benessere.

 

Mk-ultra e Monarch

 

   La schiavitù con l’utilizzo di tecnologia, nonostante tutti i tentativi di negare tutto ciò, è operante sul pianeta terra. Sin dalla seconda guerra mondiale, quando il progetto Paperclip da parte del governo USA che promosse la risistemazione di almeno 2.000 nazisti sul proprio territorio nazionale, la tecnologia di programmazione del controllo mentale è avanzata rapidamente.

   Fritz Springer e Cisco Wheeler, nel loro libro The Illuminati Formula used to create an Undetectable Total Mind Controlled Slave (la formula degli Illuminati utilizzata per creare uno schiavo sotto controllo mentale non individuabile) scrivono: “i tedeschi sotto il regime nazista iniziarono a svolgere delle serie ricerche sul controllo mentale indotto-da-trauma; col sostegno dell’Istituto medico Kaiser Wihlhelm di Berlino, Josep Mengel condusse ricerche sul controllo mentale a scapito di migliaia di gemelli e migliaia di altre sventurate vittime”.[11]

   Il lavoro sul controllo mentale portato avanti da Mengel servì come base per i progetti della CIA Bluebird e Artichoke che, nel 1953, divennero il famigerato MK-ULTRA.

L’MK-ULTRA venne portato davanti alla luce dei riflettori da varie commissioni nel 1970, compresa quella della Rockefeller del 1975. Anche se si sostiene che la CIA abbia interrotto tali esperimenti, dopo l’intervento di queste commissioni, alcuni whistle-blowers affermano che il progetto ha assunto un basso profilo e il programma Monarch sia diventato il suo successore “classificato”.

L’affermazione più incriminate finora fatta da un funzionario del governo per quanto riguarda la possibile esistenza di un progetto MONARCH venne estratta da Anton Chaitkin, uno scrittore per il Taurillon. Quando venne chiesto direttamente all’ex direttore della CIA William Colby: “Cosa ne pensa del progetto Monarch?”, rispose con rabbia e con ambiguità, “Ci siamo fermati tra la fine del 1960 e i primi anni del 1970“.[12]

Dunque, il progetto MK-ULTRA è stato attuato dagli inizi degli anni ‘50 fino alla fine degli anni 60, utilizzando i cittadini americani e canadesi come soggetti di prova. Le prove pubblicate sul Progetto MK-ULTRA indicano l’utilizzo di metodologie che miravano a manipolare i singoli stati mentali e alterare le funzioni cerebrali, compresa la somministrazione di farmaci surrettizia e di altre sostanze chimiche, la deprivazione sensoriale, l’isolamento e abusi verbali e sessuali.

Gli esperimenti MK-ULTRA più pubblicizzati indicano la somministrazione di LSD su soggetti umani inconsapevoli, compresi i dipendenti della CIA, i militari, i medici, gli agenti governativi, le prostitute, i malati di mente, e i membri del pubblico in generale, al fine di studiare la loro reazioni.

Tuttavia, la portata dell’MK-ULTRA, non si ferma qui. Vennero sistematicamente utilizzate sedute di elettroshock, torture fisiche/mentali e abusi sessuali su molti soggetti, compresi i bambini.

Anche se gli obiettivi ammessi dei progetti erano quelli di sviluppare metodi di tortura e interrogatorio da usare contro i nemici del paese, alcuni storici hanno affermato che il progetto mirò a creare il “candidato della Manciuria”, programmato per compiere atti diversi, quali omicidi e altre missioni segrete.

In effetti il capitano John McCarthi delle forze Speciali dell’esercito USA che a Saigon conduceva gli squadroni della morte della CIA durante la Guerra del Vietnam, disse al suo amico Mike Ruppert, r del Dipartimento di Polizia di Los Angeles, che “MKULTRA è un acronimo della CIA che ufficialmente significa “Manufacturing Killers Utilizing Lethal Tradecraft Requiring Assassination”[13] (Creazione di Assassini con l’Utilizzo di Omicidi Necessitanti Destrezza Letale). Così l’ossessione ufficiale della CIA di produrre assassini programmati tramite MK-ULTRA conteneva più di 149 sottoprogrammi che spaziavano in campi quali biologia, farmacologia, psicologia fino alla fisica laser ed ESP.

Anche se non c’è mai stata alcuna ammissione ufficiale dell’esistenza della programmazione Monarch, eminenti ricercatori hanno documentato l’uso sistematico del trauma in soggetti per scopi di controllo mentale. Alcuni sopravvissuti, con l’aiuto di terapisti dedicati, sono stati in grado di “deprogrammare” se stessi per andare poi a registrare e divulgare i dettagli raccapriccianti delle loro traversie.[14]

Gli schiavi Monarch si può seriamente ipotizzare che siano sono principalmente utilizzati per effettuare operazioni mediante capri espiatori addestrati a svolgere compiti specifici, che non contestino gli ordini, che non ricordino le loro azioni e che, se scoperti, si suicidino automaticamente. Sono il capro espiatorio perfetto per gli omicidi di alto profilo (vedi Sirhan Sirhan per l’omicidio di Robert Kennedy), candidate ideali per la prostituzione, per la schiavitù sessuale e della pornografia snuff. Sono anche perfette marionette per l’industria dell’intrattenimento che fa di loro delle star.

Si può ipotizzare è che oggi che per il programma Monarch sia praticata una programmazione rituale basata sull’abuso, che essa si organizzata attraverso le conoscenze esoteriche che non sono scritte, o pubblicate su qualsiasi libro o dette in un talk show, ma che vediamo costantemente aggirarsi in tutti i paesi in cui questa programmazione è usata.

Si può ipotizzare che lo scopo di questa programmazione sia quella di creare un esercito di candidati manciuriani, decine di migliaia di robot mentali che si prostituiranno, agiranno nella pornografia infantile, nel contrabbando della droga, nel contrabbando internazionale di armi, faranno snuff-film, ogni sorta di cosa che porti un forte guadagno economico, ci tenteranno insomma, alla fine i megalomani al vertice della piramide penseranno di aver creato un nuovo ordine che dovrebbe dominare il mondo.

 

Il metodo usato dai programmatori Monarch è quello di causare traumi intensi ai soggetti, attraverso l’uso di elettroshock, torture, abusi sessuali e giochi mentali, al fine di costringerli a dissociarsi dalla realtà – una risposta naturale in alcune persone, quando si trovano a sopportare un dolore insopportabile. La capacità del soggetto di dissociarsi è un requisito importante ed è, più facilmente riscontrabile nei bambini che provengono da famiglie che hanno subito abusi anche nelle generazioni precedenti. La dissociazione mentale permette ai gestori di creare diversi alter ego in compartimenti a tenuta stagna nella psiche del soggetto, che possono essere quindi programmati e attivati a piacimento.

“La programmazione basata sul trauma può essere definita come la tortura sistematica che blocca la capacità di elaborazione cosciente della vittima (attraverso il dolore, il terrore, la droga, l’illusione, la privazione sensoriale o l’eccesso di stimolazione sensoriale, la diminuzione dell’ossigeno, il freddo, il caldo, la stimolazione cerebrale e, spesso, con esperienze di pre-morte), e che impiega poi suggerimenti e / o condizionamenti classici e operanti (in coerenza con i principi consolidati della modificazione comportamentale) per impiantare i pensieri, le direttive e le percezioni nella mente inconscia, nelle nuove identità, che forzano la vittima a fare, sentire, pensare o percepire le cose, agli scopi del programmatore. L’obiettivo è che la vittima segua le direttive senza consapevolezza, compresi gli atti che sono in palese violazione con la morale o i principi del soggetto.

L’installazione della programmazione per il controllo mentale si basa sulla capacità della vittima di dissociarsi, che consente la creazione di nuovi personaggi indipendenti l’un l’altro che sono i veicoli con cui la programmazione si attua in maniera segreta. I bambini dissociati sono i primi “candidati” per questo genere di programmazione “.[15]

Il controllo mentale Monarch è segretamente utilizzato da vari gruppi e organizzazioni per vari scopi. Secondo Fritz Springmeier, questi gruppi sono conosciuti come il “Network” e formano la struttura portante di quello che viene definito il cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”.[16]

Il controllo mentale Monarch è chiamato in questo modo in riferimento alla farfalla Monarca, un insetto che comincia la sua vita come un verme (che rappresenta il potenziale non sviluppato) e, dopo un periodo nel bozzolo (programmazione) rinasce come splendida farfalla (lo schiavo Monarch). Alcune caratteristiche specifiche per la farfalla monarca, sono applicabili anche al controllo mentale.

La farfalla monarca impara dove è nata (radici) e passa questa conoscenza genetica ai suoi discendenti (di generazione in generazione).[17] Questo è stato uno degli animali che ha stupito gli scienziati, rendendo scientifico il fatto che il sapere possa essere trasmesso geneticamente. Se ipotizziamo programma Monarch si basa sugli obiettivi dei moderni (che a volte sono chiamati Illuminati per definire le élite) di creare una razza superiore, in parte attraverso la genetica. Se la conoscenza può essere trasmessa geneticamente, allora è importante che vengano trovati i corretti genitori che possano passare la corretta conoscenza a quelle vittime selezionate per il controllo mentale Monarch.

 

La vittima viene chiamata “schiavo” da parte del programmatore / gestore, che a sua volta è percepito come un “maestro” o “Dio”. Risulta che circa il 75% delle vittime è di sesso femminile, in quanto in possesso di una maggiore tolleranza al dolore e perché tendono a dissociarsi più facilmente rispetto ai maschi. Gli specialisti della programmazione Monarch cercano di dividere in comparti la psiche del soggetto, creando personalità multiple usando il condizionamento basato sul trauma.

Di seguito è riportato un elenco parziale di queste forme di tortura:

  1. Abuso sessuale e tortura.
  2. Confinamento in box, gabbie, bare, ecc, o sepoltura (spesso con una piccola apertura o un tubo d’aria per l’ossigeno).
  3. Contenzione con corde, catene, polsini, ecc-
  4. Provocando la sensazione di annegamento.
  5. Caldi o freddi estremi, immersione nell’acqua ghiacciata o in prodotti chimici corrosivi/acidi
  6. Scarnificazione (alle vittime destinate a sopravvivere venivano staccati solo le parti superiori dello strato epidermico).
  7. Girare su se stessi.
  8. Luce Accecante.
  9. Scosse elettriche.
  10. Ingestione forzata di fluidi corporei, come sangue, urina, feci, carne, ecc.
  11. Essere appesi in posizioni scomode e dolorose.
  12. La fame e la sete.
  13. La privazione del sonno
  14. Compressione forzata con pesi e oggetti.
  15. Privazione sensoriale.
  16. Allucinogeni, per creare confusione e amnesia, somministrate per iniezione o per via endovenosa.
  17. Ingestione o iniezione di sostanze chimiche tossiche per creare dolore o malattia, compresi agenti chemioterapici.
  18. Stiramento degli arti o dislocamento degli stessi
  19. Posizionamento di serpenti, ragni, vermi, ratti e altri animali per indurre paura e disgusto sul corpo.
  20. Esperienze vicine al pre morte, come l’asfissia da soffocamento o annegamento, con immediata rianimazione.
  21. Si è costretti ad essere esecutori o testimoni di abusi, della tortura e il sacrificio di persone e animali.
  22. Partecipazione coatta nella pedopornografia e nella prostituzione.
  23. Stuprare una donna per metterla incinta, viene quindi fatta abortire e il feto viene utilizzato a scopo rituale, o se la gravidanza non viene interrotta, il bambino viene rapito per essere una vittima sacrificale o diventare uno schiavo.
  24. Abusi che vanno a colpire anche la spiritualità delle vittime facendole sentire possedute, molestate, e completamente controllate da spiriti o demoni.
  25. . Profanazione delle credenze giudaico-cristiana e delle forme di culto; dedizione a Satana o ad altre divinità.
  26. Abusi e illusioni vengono perpetrati in modo da convincere le vittime che Dio è il male, come ad esempio convincere una bambina che è stato Dio a violentarla.
  27. La chirurgia usata come forma di tortura, di sperimentazione, o che causa una variata percezione delle cose.
  28. Danni o minacce ai familiari, agli amici, alle persone care, agli animali domestici, e alle altre vittime, per forzare il rispetto.
  29. L’uso della illusione e della realtà virtuale per confondere e rendere l’intera vicenda una cosa poco credibile.

 

 

 

La base per il successo della programmazione Monarch è che possono essere create differenti personalità o parti di personalità, che non si conoscono tra loro, ma che possono prendere il controllo del corpo in momenti diversi. Le pareti di amnesia costruite grazie ai traumi, formano uno scudo protettivo di segretezza che protegge i colpevoli dall’essere scoperti, e impedisce alla personalità principale di sapere quando il sistema di cambio personalità è attivo. Lo scudo del segreto permette ai membri di qualsiasi culto settario di vivere e di lavorare assieme agli altri e di rimanere totalmente inosservati. La personalità dominante potrebbe essere un buonissimo cristiano, ma la personalità che si nasce sotto di essa potrebbe essere più satanica di quella di Mr. Hyde (indicativo il film BTK Bind Torture Kill). Si cerca di fare molto sotto il profilo del mantenimento della segretezza della agenzia di intelligence o del gruppo occulto che sta controllando lo schiavo. Il tasso di successo di questo tipo di programmazione è alto, ma quando fallisce, i fallimenti vengono eliminati attraverso la morte. Ogni trauma e tortura serve a uno scopo. Una grande quantità di sperimentazioni e ricerca furono condotti per sapere cosa poteva essere fatto e cosa no. Vennero elaborati grafici con i dati statistici su quanto si potesse torturare un corpo di un dato peso e di una data età senza che tale individuo morisse.

A causa del grave trauma indotto dalla terapia elettroconvulsiva, dagli abusi sessuali e da altri metodi, la mente si divide in personaggi differenti dal principale. Precedentemente indicato come Disturbo di Personalità Multipla, è attualmente riconosciuto come Disturbo dissociativo di identità ed è la base per la programmazione Monarch. Il condizionamento della mente della vittima viene ulteriormente rafforzato attraverso l’ipnosi, la coercizione a doppio legame, inversioni tra piacere e dolore, privazioni di cibo, acqua, sonno e sensoriale, insieme a vari farmaci che modificano alcune funzioni cerebrali.

La dissociazione viene quindi ottenuta traumatizzando il soggetto, utilizzando l’abuso sistematico e rituali occulti terrificanti. Una volta che la scissione della personalità di base si verifica, un “mondo interno” può essere creato e nuovi alterego possono essere programmati utilizzando strumenti quali la musica, i film (soprattutto le produzioni Disney) e le fiabe. Questi ausili visivi e audio rafforzano il processo di programmazione con immagini, simboli, significati e concetti. Gli alterego appena creati possono essere attivati con le parole di attivazione o con dei simboli con cui è stata programmata la psiche del soggetto dal gestore. Alcune delle immagini più comuni interne viste dagli schiavi del controllo mentale sono gli alberi, (come l’Albero Cabalistico della Vita), loop infiniti, antichi simboli e lettere, ragnatele, specchi, vetri rotti, maschere, castelli, labirinti, demoni, farfalle, clessidre, orologi e robot. Questi simboli sono comunemente inseriti nei film della cultura popolare e nei video per due motivi: per desensibilizzare la maggioranza della popolazione, utilizzando i messaggi subliminali e la programmazione neuro-linguistica e di costruire deliberatamente specifici trigger e chiavi per la programmazione di base per i bambini “Monarch” altamente impressionabili.  Alcuni dei film utilizzati per la programmazione Monarch includono Il mago di Oz,[18] Alice nel paese delle meraviglie, Pinocchio e la Bella Addormentata.

Il film Il mago di Oz è utilizzato dai gestori del programma Monarch per i loro schiavi. Simboli e significati nel film diventano attivatori nella mente della vittima che consentono un facile accesso alla mente dello schiavo da parte del gestore. Nella cultura popolare, velati riferimenti alla programmazione Monarch usano spesso analogie con Il mago di Oz e Alice nel paese delle meraviglie.

In ogni caso, allo schiavo viene fornita una particolare interpretazione della trama del film, al fine di migliorare la programmazione. Ad esempio, ad uno schiavo che guarda Il mago di Oz viene insegnato che “Somewhere Over The Rainbow” è il “luogo felice” dove le vittime del controllo Monarch devono andare per sfuggire al dolore insopportabile che gli affligge. Utilizzando il film, i programmatori incoraggiano gli schiavi ad andare “oltre all’arcobaleno” dissociandosi, separando in modo efficace le loro menti dai loro corpi.

Come accennato prima, l’ipnotizzatore troverà più facile ipnotizzare i bambini se ci sa fare con loro. Un metodo che è efficace è quello di dire ai bambini piccoli, “Immagina di guardare il tuo programma tv preferito”. Questo è il motivo per cui i film della Disney e gli altri show per i piccoli sono così importanti per i programmatori. Essi sono lo strumento ipnotico ideale per ottenere la dissociazione mentale del bambino. I programmatori hanno utilizzato i film fin dall’inizio per far imparare ai piccoli gli script ipnotici. I bambini hanno bisogno di sentirsi parte del processo ipnotico. Se l’ipnotista permette al bambino di costruirsi il suo immaginario personale, le suggestioni ipnotiche saranno più forti. Piuttosto di dire il colore del cane, il programmatore può chiederlo direttamente al bambino. E’ proprio in questo aspetto che i libri e i film proiettati assistono il bambino nel focalizzare la giusta direzione da intraprendere con la sua psiche. Se l’ipnotista parla con il bambino, dovrà prendere delle precauzioni extra per non cambiare il tono della voce e avere transizioni morbide. La maggior parte dei film della Disney sono utilizzati ai fini della programmazione. Alcuni di essi sono progettati specificatamente per il controllo della mente.

I livelli di programmazione Monarch identificano le “funzioni” dello schiavo e prendono il nome dalla elettroencefalografia (EEG) delle onde cerebrali ad essi associate.

Tipi di onde cerebrali

Considerata come la programmazione “generale” o regolare, quella ALPHA si situa all’interno delle dinamiche di base del controllo della personalità. È caratterizzata da una ritenzione mnemonica estremamente pronunciata, insieme ad un sostanziale incremento della forza fisica e visiva. La programmazione ALPHA si realizza attraverso la deliberata suddivisione della personalità delle vittime, in sostanza, provoca una divisione sinistra-destra del cervello, consentendo una riunione programmata dell’emisfero sinistro e destro attraverso la stimolazione neuronale.

La BETA rappresenta la programmazione “sessuale” (schiavi sessuali). Questa programmazione elimina le convinzioni morali apprese e stimola l’istinto sessuale primitivo, privo di inibizioni. Alterego “Gatte” possono crearsi a questo livello. Conosciuta come la programmazione Sex-Kitten, è la più visibile delle programmazioni sulle celebrità femminili, sulle modelle, sulle attrici e sulle cantanti che sono state sottoposte a questo tipo di programmazione. Nella cultura popolare, i vestiti con stampe feline spesso denotano la programmazione sex-kitten.

La DELTA è nota come programmazione “killer” ed è stata originariamente sviluppata per l’addestramento degli agenti speciali o dei soldati d’élite (cioè la Delta Force, il First Earth Battalion, il Mossad, ecc) nelle operazioni di infiltrazione. L’ottima risposta adrenalinica e l’aggressività controllata sono evidenti. I soggetti sono privi di paura e sono molto sistematici nello svolgimento delle loro assegnazioni. Istruzioni come il suicidio sono stratificate in a questo livello.

THETA. Viene considerata una programmazione psichica. I bloodliners (cioè coloro che discendono da famiglie di tradizione satanista) hanno una propensione psichica, sconosciuta a chi non appartiene alle loro casate, utilizzando la telepatia. Tuttavia, dati i limiti intrinseci di questo tipo di controllo mentale vennero introdotti svariati sistemi elettronici, come impianti cerebrali che sfruttano le tecnologie laser ed elettromagnetiche. È noto che essi vengono utilizzati in abbinamento a super computer e a satelliti di geolocazione.

 

 

 

CI SONO CONNESSIONI CON IL RITUALISMO SATANICO?

 

Bambini scomparsi, violenze sessuali su di essi e pedofilia a livello mondiale puntano tutti verso il coinvolgimento di una rete organizzata di criminali di alto livello che controllano di nascosto il sistema legale. L’ex agente del FBI ed investigatore privato Ted Gunderson si trova d’accordo. Egli sostiene che “esiste una considerevole sovrapposizione di vari gruppi e organizzazioni, tuttavia la forza trainante è rappresentata dal movimento del culto satanico odierno“. [19] Nel suo video “Satanism and the CIAs’ Internationl Trafficking in Chudren”, Gunderson fa riferimento al noto mago nero Aleister Crowley. “I Satanisti hanno Utilizzato i suoi scritti come guida,” dice Gunderson riferendosi a “Magick in Theory and Practice” di Crowley.

Nel Capitolo XII, del libro Of the Bloody Sacrifice (pag. 94), Crowley scrive: “Sarebbe stolto condannare in quanto irrazionale la pratica di quei selvaggi che strappano cuore e fegato di un avversario e li divorano ancora caldi. In ogni caso si trattava della teoria degli antichi Maghi secondo la quale ogni essere vivente è un magazzino di energia, variabile in quantità a seconda delle dimensioni e dello stato di salute dell’animale e in qualità a seconda delle sue caratteristiche morali e mentali; quando sopraggiunge la morte dell’animale questa energia viene improvvisamente liberata. Per le massime operazioni spirituali bisogna di conseguenza scegliere quella vittima che contiene la forza più pura e abbondante; un bambino di sesso maschile, perfettamente innocente e molto intelligente è la vittima più adatta e soddisfacente“.[20]    “Qui stiamo parlando di sacrifici umani,” dice Gunderson. Più di recente la “tradizione” dei sacrifici umani è stata promossa dal tardo Anton LaVey, fondatore della Chiesa di Satana, il quale nella Bibbia Satanica (pag. 88) ha scritto che “il solo momento in cui un Satanista esegue un sacrificio umano si presenterebbe se costui dovesse perseguire un duplice scopo; quello di esternare la collera del mago [sic] nel lanciare una maledizione e, cosa più importante, disporre di una persona del tutto odiosa e che se lo merita“.[21]

Bisogna notate il casuale riferimento all’uccisione di qualcuno perché costui o costei hanno “contrariato” il mago nero/Satanista.  LaVei è morto ma il suo crimine continua a vivere ed egli è stato citato da varie sue vittime/schiavi come un promulgatore del controllo mentale. Egli stesso nella Bibbia Satanica (pag. 90) ha scritto che “il sacrificio ideale potrebbe essere emotivamente insicuro, tuttavia nelle macchinazioni della sua insicurezza può causare gravi danni alla tua tranquillità o buona reputazione”. [22]

I Satanisti, dopo tutto, seguono la norma di Crowley: “Fai ciò che vuoi. Questa è la legge“. In altri termini, i Satanisti, come fossero dei, decidono cosa fare passando sopra la legge di Dio e quella degli Uomini.

Nel suo video Gunderson esprime questa ulteriore opinione: “Secondo le mie stime, nell’America odierna vi sono oltre tre milioni di Satanisti praticanti. Come ho ottenuto queste cifre? Ho i miei informatori. Per esempio,[23] mi ha riferito che nell’area della Baia Sud di Los Angeles, che conta 200.000 abitanti, vi sono 3.000 Satanisti praticanti; questa è la zona in cui si è verificato il noto caso della MeMartin Preschool. Ho un informatore a Lincoln, Nebraska; A Iowa City, Iowa, città di 150.000 abitanti, vi sono 1.500 Satanisti. Quindi, una media del 1,5% della popolazione“.[24]

 

 

 

MOSTRI DELLA CRONACA NERA, PSICOSETTE E COPERTURE VARIE

 

La cronaca nera ci ha fornito abbondanti esempi di assassini che conducevano una vita “normale” che “improvvisamente” diventano delle furie omicide. Come una sorta del dottor Jekjil e del signor Hyde.

E in effetti nel romanzo di Stevenson cosa fa dire al dottore Jekyll? “Sia sul piano scientifico che su quello morale, venni dunque gradualmente avvicinandomi a quella verità, la cui parziale scoperta a quella verità, la cui parziale scoperta m’ha condotto a un così temendo naufragio: l’uomo non è veracemente uno, ma veracemente due”.[25]

E per raggiungere questo sdoppiamento utilizza una droga che l’effetto di destrutturare l’uni9tà dell’essere umano e conferisce un esistenza propria e distinta alle inclinazioni nascoste ma presenti nell’animo.

Domanda: questo sdoppiamento della personalità era solo un frutto di una fantasia di un romanziere dell’ottocento?

Ebbene no. Nel corso della storia, sono stati registrati molteplici resoconti che descrivevano rituali e pratiche che avevano come scopo finale la manipolazione della mente. Uno dei primi scritti che si riferisce all’uso dell’occultismo per manipolare la mente, può essere trovato nel Libro dei Morti egiziano. Si tratta di una raccolta di rituali, molto studiato dalle varie società segrete, che descrive i metodi di tortura e di intimidazione (per creare un trauma), l’uso di porzioni (farmaci) e il “lancio” di incantesimi (ipnotismo), che si traduce nel totale asservimento dell’iniziato. Altri eventi che sono attribuiti alla magia nera, alla stregoneria o alla possessione demoniaca (dove la vittima è animata da una forza esterna) sono anch’essi degli antenati della programmazione Monarch.[26]

Tuttavia, è durante il XX secolo che il controllo e la manipolazione mentale è diventata una scienza nel senso moderno del termine dove le vittime sono state osservate sistematicamente.

Come si diceva prima, i primi studi sulla metodica del controllo mentale basato sul trauma sono stati condotti da J. Mengel, che conduceva il suo sporco lavoro nei campi di concentramento. Le sue ricerche servirono come base per il programma MK-ULTRA.

Parlando di servizi segreti dovrebbe essere ben noto come in molte sette sono controllate da loro. Ora, ai fini di una maggiore comprensione della realtà, bisogna conto che in molte sette si pratica il lavaggio del cervello, che unito al trauma reiterato porta alla decognizione, alla perdita di controllo e di identità da parte della vittima.

 

ALCUNI ESEMPI DEL RAPPORTO TRA SETTE E SERVIZI SEGRETI

  

 

Un esempio del funzionamento del sottobosco fatto di sette, servizi segreti e politica è l’organizzazione francese Servic d’Action Civique (SAC), che potrebbe avere avuto delle connessioni con il Priorato di Sion. Il SAC nasceva come servizio d’ordine del Rassemblement du Peuple Francais (RPF) fondato da de Gaulle negli anni dell’immediato dopoguerra. Il servizio d’ordine era costituito da ex membri delle Resistenza e da militari, poliziotti e agenti dei servizi segreti, tutti profondamente devoti al generale, e aveva come compito principale quello di proteggere i candidati gollisti e di provvedere alla sicurezza delle riunioni e dei comizi dell’RPF.

 

Quando all’inizio del 1953 de Gaulle sciolse l’RPF, anche il suo servizio d’ordine cessò di esistere, almeno ufficialmente. Ma in realtà i suoi membri formarono una rete clandestina che tramò per destabilizzare la Quarta Repubblica, scopo che raggiunse nel 1958. Una volta la potere, nel gennaio 1960, de Gaulle istituì formalmente il SAC, che presto divenne una peculiare organizzazione semiufficiale: in pratica un’agenzia di “sicurezza” dello Stato con ampi poteri e una stretta connessione con gli altri servizi di polizia, restando però fedele a un solo partito e a un solo credo.

 

La funzione del SAC era quello di proteggere de Gaulle e mantenerlo al potere, tenendo d’occhio i suoi avversari politici e, se necessario, indebolendoli o screditandoli spesso usando trucchi e campagne di diffamazione.

 

L’apparizione dell’Organisation d’Armé Secrète (OAS), fondata da ufficiali dell’esercito in servizio o in congedo che avevano giurato di vendicarsi di de Gaulle per essersi dichiarato a favore dell’indipendenza algerina dopo la sua presa al potere, diede al SAC un nemico importante, che minacciava sia de Gaulle, sia la sicurezza dello Stato, a cui dedicarsi. Al suo culmine, si dice che il SAC contasse su 30.000 uomini, organizzati a livello regionale e locale in tutta la Francia, pur mantenendosi defilato e rimanendo sconosciuto alla maggior parte dei francesi.

 

Quando nel 1969 de Gaulle lascia la carica del presidente della repubblica, il SAC conciò a perdere il senso del proprio scopo. Pur continuando a proteggere i politici gollisti, cominciò a deviare pericolosamente. Molti politici, in particolare il ministro degli Interni Raymond Marcellin, guardavano con preoccupazione un simile mina vagante, cercando ogni occasione per tapparle le ali, o meglio ancora, eliminarla del tutto. L’organizzazione perse membri e finanziamenti. Ma è sempre pericoloso quando un gruppo ben organizzato e semiclandestino perde la sua ragion d’essere: inevitabilmente troverà dell’altro per colmare il vuoto.

 

Nel 1970 il SAC – che aveva già stretto connessioni con la criminalità organizzata dedicandosi al traffico di armi e di droga – istituì un organismo ancora più clandestino, da usare per compiti che richiedevano maggiore segretezza e facilità di smentite nel caso che qualcosa non andasse per il verso giusto. Gli diedero il titolo apparentemente innocuo Études Techniques et Commecials (ETEC), sotto il controllo di Charly Lascorz. In realtà l’ETEC lavorava a stretto contatto con vari dipartimenti della Polizia, del ministero degli Interni e con la Direction de la Surveillance du Territoire (DST). Con la finalità principale di infiltrarsi nelle organizzazioni politiche, Lascorz lanciò un’operazione del genere contro quello che si direbbe un obiettivo decisamente imprevedibile. Delle tante organizzazioni che oggi si proclamano eredi dei cavalieri templari, una delle più grandi e più influenti all’epoca, con Grandi Priorati in molti paesi, è il Sovrano e Militare Ordine del Tempio di Gerusalemme (SMOTG). L’ETEC riuscì a infiltrarsi nel Priorato francese dello SMOTG ottenendo l’elezione di un loro, il generale Antoine Zdrojewski, ex capo della Resistenza polacca, a nuovo Gran Priore. Ma era Lascorz a dare gli ordini.[27]

 

C’erano diversi motivi per infiltrarsi nei Templari. Poiché tendeva a richiamare gli strati più alti della società, l’Ordine poteva a sua volta essere usato per infiltrarsi nella polizia, nell’esercito, nei media e così via. Anzi, secondo F. Audiger, autore di uno studio sul SAC, lo SMOTG aveva già dei legami con vari servizi segreti.[28] Ma era anche una fonte di finanziamento poiché i nuovi Templari dovevano pagare forti somme, denaro che serviva a finanziare sia le operazioni dell’ETEC sia il tenore di vita di Lascorz.[29]

Oltre a riempirsi le tasche, Lascorz, uomo di estrema destra, non si faceva scrupolo di usare sia l’ETEC sia lo SMOTG per portare avanti una politica corrispondesse alla sua impostazione ideologica. Nel 1971 aveva fondato l’Union pour la Défence des Libertés e de Doits, una sorte di miscela tra il partito di estrema destra e la massoneria templare, che strinse legami con altri gruppi di destra in tutta l’Europa, specialmente in Germania, usando l’esistente rete dello SMOTG.

 

Comunque, Lascorz aveva esagerato: gli avversari del SAC nel governo colsero l’occasione per dargli una lezione usando l’ETEC come esempio, Lascorz fu arrestato – fuggì ma fu arrestato di nuovo in Spagna ed estradato – e condannato a tre anni per frode anche se scontò meno della metà della condanna.

 

La natura dei meccanismi a ingranaggi concentrici di questo affare non può non disorientare, ma è tipica del mondo oscuro. Il SAC crea un’organizzazione di facciata, l’ETEC, che si infiltra nello SMOTG e ne prende possesso, usandolo poi per infiltrarsi in altre organizzazioni. Altrettanto tipico è l’intreccio di svariate finalità, organizzative e personali: la funzione ufficiale del SAC di proteggere il gollismo; le ambizioni politiche di Lascorz; gli obiettivi dei gruppi di estrema destra e l’ideale templare dello SMOTG, oltre alle attività esplicitamente criminali per finanziarie le altre attività.

Il SAC subì un declino ancora più forte – diventando irrilevante per la politica francese, scivolando sempre di più nelle attività criminali ed estremistiche di destra – dopo la nomina a presidente della repubblica di Valéry Giscard d’Estaing nel 1974. I nodi vennero al pettine quando la notte tra il 17 e il 18 giugno 1981, in seguito a una faida interna, un ex membro del SAC e ispettore di polizia, Jacque Massié (probabilmente anche Templare dello SMOTG) fu ucciso, con la moglie, un figlio di otto anni e altre tre persone, nella sua casa di Auriol in Provenza.

 

L’inchiesta ufficiale concluse che l’organizzazione era profondamente coinvolta in attività criminali, della contraffazione al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione e aveva connessioni con 11 omicidi o tentati omicidi. Anche se Mitterrand ne ordinò lo scioglimento nel 1982, il SAC potrebbe non essere scomparso e operare segretamente.

 

 

L’ORDINE DEL TEMPIO SOLARE

 

Si potrebbe fare dei paralleli tra il Priorato di Sion e l’Ordine del Tempio Solare, i cui suicidi e omicidi di massa sconvolsero il pubblico nel 1994. I due ordini non solo avevano un modus operandi molto simile, ma condividevano le stesse radici esoteriche.

Come il Priorato di Sion, il Tempio Solare fece la sua apparizione in Francia negli anni ’50, iniziando nel 1952 con una riunione di occultisti diretta dall’alchimista Jacques Breyer nello Chateau d’Arginy nella regione del Beaujolais.

 

Originariamente questo gruppo fu attirato ad Arginy dalla ricerca di reliquie nascoste dai Templari al momento della loro soppressione. A quanto sembra questo gruppo fu condotto in questo luogo da un documento della metà XVIII secolo trovato nella Bibliothèque Nationale, che affermava che l’ultimo Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay, aveva trasmesso al templare Guillaume de Beaujeu – della famiglia che possedeva il castello di Arginy – non solo la sua autorità ma anche importanti reliquie templari, la più preziosa delle quali era un osso dell’indice di Giovanni Battista. Non trovando la reliquia, Breyer (il creatore di questo) e i suoi compagni impiegarono tecniche magiche per tentare di stabilire un contatto psichico con gli spiriti dei Templari uccisi all’atto della loro soppressione.

 

Si afferma che il 12 giugno 1952 i loro tentativi avrebbero avuto successo,[30] Dando via a una nuova soprannaturale rivendicazione alla legittima discendenza dei Templari – da qui viene il nome di “trasmissione solare” – che scavalcava d’un balzo la scomoda necessità di dimostrare la continuità storica dall’ordine medievale dichiarando che l’autorità derivava dalla comunicazione psichica con i capi templari deceduti. Il sovrano Ordine del Tempio Solare (OSTS) era nato e continuò a eseguire i suoi rituali ad Arginy per oltre vent’anni.

 

Come il Priorato, anche l’OSTS sono state attribuite attività politiche clandestine. Nel suo L’occultisme dans la politique del 1994, Gèrard de Sède – citando come fonte il cugino del conte de Rosemont, proprietario del castello di Arginy – afferma che nei tardi anni ’50 Costantin Melnik, figura importante dei servizi segreti francesi e a quel tempo consigliere sulla sicurezza del primo ministro Michel Debré, era stato coinvolto in rituali notturni ad Arginy.[31]

 

Queste affermazioni della partecipazioni ai riti non è da scartare, dal mio modesto punto di vista, formulare un l’ipotesi che sia stato un tentativo dei servizi segreti di depistare per coprire delle attività clandestine.

 

In quel periodo la stampa di diede in gran dare per collegare Melnik con un misterioso gruppi di templari che era denominato “Lo scopo del gruppo”. France Observateur scriveva il 17 marzo1960 “Lo scopo del gruppo di cui fa parte di cui fa parte Costantin Melnik, un membro del governo di Debrè e il ‘giornalista’ Pierre Joly, è praticare un’attività anticomunista. Controlla da lontano un numero di associazioni ed è soprattutto in contatto con l’organizzazione di George Sauges, con gli integralisti cattolici amici franchisti. I ‘Templari’ hanno contatti in Germania e in Spagna. Da parte sua, Melnik attribuì queste notizia a una campagna di diffamazione organizzata dal KGB”.[32]

 

I personaggi citati non erano da poco: George Sauges apparteneva alla sezione guerra psicologica dell’esercito.[33]

 

Più o meno nello stesso periodo il periodico Juneval definiva questi templari                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  come uomini della desta monarchica, che avevano basi a Lone, a Tolosa e che avevano delle cellule all’interno dell’esercito in Algeria.[34]

 

Per oltre un decennio, l’OSTS fu una vera e propria società segreta e gerarchica, per soli iniziati. La sua esistenza era pressoché sconosciuta agli esterni e gli associati erano esclusivamente persone ricche e influenti. Anche in questo simile al Priorato, l’OSTS fece la sua pubblica uscita solo negli anni ’60, contando la propria rinascita dall’elezione del suo primo Gran Maestro, Jeane-Louis Marsan, con il nome di Jean XXIII il giorno di san Giovanni Battista, il 24 giugno del 1966. Un anno dopo Ma queste du Graal (La mia ricerca del Graal) pubblicato sotto lo pseudonimo di Péronic, il “trovatore Solare”, portava all’attenzione del pubblico i dogmi e le dottrine dell’Ordine (Peronic era una sorta di “sacro folle”, personaggio delle leggende bretone).

 

Il maggior successo dell’Ordine fu assicurarsi il patronato del principe Ranieri III si Monaco tramite Marsan, uno dei suoi più prossimi amici e consiglieri. Sua moglie, la principessa Grace – l’ex star di Holloywood Grace Kelly – ne divenne un devoto membro.[35]

 

Un’ulteriore spinta venne nel 1975 con la pubblicazione a Monaco delle dottrine dell’OSTS sotto lo pseudonimo di Peronic e con il titolo Pourquoi la résurgence de l’Ordre su Temple? Secondo questo ponderoso volume l’OSTS seguiva un miscuglio di idee occultiste tradizionali e New Age, che avevano ben poco a che spartire con le organizzazioni convenzionali neotemplari. Si basava in larga misura sugli scritti di Alice A. Bailey (1880-1949), guru della New Age che affermava di avere avuto dei contatti psichici con “maestri segreti” insegnava quello che definiva la “dottrina Solare”, secondo la quale la civiltà umana è il frutto dell’intervento di esseri progrediti appartenenti a un pianeta in orbita a Sirio. L’OSTS si spinse più in là, identificando il pianeta come Epolitas (Heliopolis),[36] ma per qualche motivo che rimane tuttora sconosciuto il successivo Tempio Solare lo avrebbe chiamato Proxima.

 

Vi sono precisi paralleli tra le dottrine e i dogmi dell’OSTS e quelli del Priorato di Sion. Nel 1957, mentre il primo serbava gelosamente la propria segretezza, il suo fondatore Jacques Breyer scrisse Dante alchimiste, un’interpretazione alchimistica della Divina Commedia che definisce il Bafometto dei templari[37]  l’ “Eloquente Espressione della Grande Opera, pienamente realizzata dal 1188 entro la Croce Forcata”.[38]

 

Breyer passa a spiegare che la Croce Forcata era il simbolo dell’ordine segreto interno dei templari, le quattro estremità della croce di una M. Breyer afferma che ogni grado dei Capitoli Privati della Croce Forcata ha tre volte il numero dei membri del successivo, un carattere che è anche del Priorato fin dai primi statuti del 1956, giusto l’anno prima del libro di Breyer.

 

Mentre sarebbe un errore prendere gli scritti di Breyer alla lettera quanto i Dossier Secrets, questi paralleli sono particolarmente interessanti perché chi compilò i Dossier trasse le sue idee dalla stessa fonte. Altre somiglianze appaiono nelle successive pubblicazioni del Tempio Solare, sottolineando come il primo papa eletto dopo la “riemergenza” dell’Ordine del Tempio ad Arginy prese il nome di Giovanni   XXXIII (Angelo Roncalli, papa dal 1958 al 1963). Inoltre: Pochi anni dopo la scomparsa di Giovanni XXIII, il Sovrano Ordine del Tempio Solare si riunì dopo la celebrazione di san Giovanni Battista nel 1966, e il Conclave elesse il successore di Jacques de Molay, che così divenne il ventitreesimo Gran Maestro dell’Ordine, detentore e portatore della Grande Fascia della Croce del Tempio.

 

E il ventitreesimo Gran Maestro aveva un nome: Giovanni![39]

 

Papa Giovanni XXIII è stato significativo per loro a causa delle riforme che introdusse nella Chiesa durante il breve pontificato, soprattutto perché come diceva Peronik, <seguì la via del Templare universale>.[40] (Per loro un altro “Templare universale” era Jules Verne).[41]

 

Nei documenti del Priorato, il titolo di Cocteau è Jean XXIII il che sembra fosse stato costruito in modo che un Giovanni XXIII presiedesse il Priorato nello stesso periodo in cui un Giovanni XXIII era papa. Chiaramente l’OSTS aveva la stessa intenzione.

Dopo il discreto emergere dell’OSTS nel 1952 ad Arginy, e l’elezione nel 1966 del suo primo Gran Maestro, che preparò la strada alla preparazione in pubblico l’anno seguente, si verificò un terzo evento (molto più oscuro): il 12 giugno 1973, l’Ordine ai mostrò per la prima volta in pubblico a Mont Sainte-Odile, in Alsazia.

 

L’OSTS si alleo anche con l’Ordine Giovannita e la Chiesa di Giovanni, che in apparenza sembravano degli Ordini centrati sull’evangelista, ma la ricorrente enfasi seguissero la forma giovannita dei “due Giovanni” (Giovanni battista e Giovanni evangelista). Inoltre l’OSTS si dichiarava sinarchico e qui basti dire che anche il Priorato si allinea con quella che è l’ideologia inquietante della Sinarchia.

 

Vi sono altri elementi decisamente dubbi e inquietanti nelle dottrine del Tempio Solare; per esempio, uno dei suoi obiettivi dichiarati è l’unione di cristianesimo e di Islam, ma non del giudaismo, con la motivazione che gli ebrei sono deicidi. In pratica si dichiara che i Templari sono in senso iniziatico i veri ebrei.[42]

 

Anche se l’Ordine del Tempio Solare e il Priorato di Sion affermano cose totalmente diverse sulla propria storia e le proprie finalità, vi sono delle analogie, o per fecondazione incrociata delle idee o semplicemente dovute al frequentare lo stesso mondo.

 

Quale che fosse l’intenzione originaria di Breyer, dopo essersi presentato al pubblico, l’Ordine cominciò a evolvere acquisendo più membri e diventando leggermente più accessibile. Ma veniva trascinato nell’oscuro sottobosco in cui gruppi di estrema destra, criminalità organizzata e servizi segreti incrociano i loro passi.

 

Una figura chiave di questa evoluzione fu Julien Origas, un collaboratore francese della Gestapo durante l’occupazione nazista della Francia, che aveva scontato una condanna in carcere dopo la guerra. Aderì all’OSTS nel 1965, ma ne fu espulso dopo un paio di anni per le sue ambizioni di impadronirsi del controllo dell’organizzazione. Com’era prevedibile, fondò un suo ordine templare, l’Ordine Riformato del Tempio (ORT) nel 1969, che finì per raggiungere i 1.500 membri tra il Canada, l’Africa, il Brasile e la Martinica. C’erano anche legami tra l’ORT e il SAC, la guardia pretoria gollista.

 

Poi, nel marzo 1981 comparve un nuovo Tempio Solare, formato e diretto da Joseph di Mambro, questa volta semplicemente Ordre du Tempe Solaire, ma c’era chiaramente una connessione con l’esistente Sovrano Ordine, cosa difficile da definire per gli estrani in quanto quest’ultimo tese a negare il rapporto tra loro dopo le morti di massa. Nonostante l’affermazione che si trattava di un gruppo scissionista con scarse connessioni con il Sovrano Ordine del 1952, c’era sicuramente una sovrapposizione tra i membri, in particolare nei gradi più alti. Quel che non è chiaro è che il nuovo Tempio Solare fu istituito dall’Ordine Sovrano come copertura, magari come terreno di reclutamento, o se gli eventi del 1981 rappresentarono un’acquisizione dell’OSTS da parte di personaggi discutibili come Di Mambro e Origas. Ma ciò nonostante, era ancora sulle stesse dottrine: Jacques Brejer certamente diede la sua benedizione al Tempio Solare e personalmente a Di Mambro.[43]

 

L’Ordine di Di Mambro operava principalmente nei circoli New Age di lingua francese, raccogliendo notevoli adesioni tra personaggi ricchi e potenti in Francia, Svizzera e Canada. Molto probabilmente i suoi membri ordinari erano ignari dei legami che il Tempio Solare aveva fatto con il mondo criminale e con l’estrema destra. Secondo i ricercatori Arnaud Bédat, Gilet Bouleau e Bernard Nicolas, la reale autorità dell’Ordine risiedeva in Italia e/o in Svizzera, presso “maestri sconosciuti” che controllavano Di Mambro.[44] Non è da escludere che ci siano stati dei legami tra il Tempio Solare e la P2.

 

Nel 1974 Di Mambro si era stabilito – cosa forse significativa – ad Annegasse, dove aveva fondato il Centre de Preparativo à l’Age Noveau (CPAN). Fu qui che all’inizio degli anni ’80 conobbe l’altra figura chiave nella storia del Tempio Solare: l’ex parà belga Luc Jouret, che aveva combattuto nel Congo belga e operava come omeopata da Annemasse. Jouret creò l’organizzazione Club Amenta per promuovere le sue conferenze e i suoi corsi, con un gruppo interno chiamato Club Archédia (Arcadia), che celebrava determinati riti speciali. Ma nel 1983, quando Origas morì, Jouret come Gran Maestro dell’ORT, fondendo quello che era rimasto dell’associazione con il Tempio Solaro di Di Mambro e diventando il secondo al comando.

 

Non c’è di avere dei dubbi che uno degli scopi principali scopi del Tempio Solare era quello di far intascare quattrini a Di Mambro e Jouret. Tutti i 500 membri erano tenuti solidamente sotto controllo, soprattutto grazie agli intensi e fortemente suggestivi riti in cui apparentemente si manifestavano il grande dio egizio Osiride e il santo Graal. Molto probabilmente la cosa nasceva attraverso un trucco elettronico e olografico.

 

Nell’ottobre del 1994, tra le rovine fumanti degli edifici dell’Ordine in Canada e in due località in Svizzera, furono trovati i cadaveri di 53 membri del Tempio Solare, compresi quelli di Di Mambro e di Jouret.[45] Ufficialmente erano suicidi di massa, e alcuni dei membri, presumibilmente quelli riluttanti a togliersi la vita, erano stati uccisi con un proiettile nella testa. Secondo lettere spedite alle autorità, erano convinti che una volta morti sarebbero tornati “a casa” su Sirio.[46]

 

C’è da interrogarsi sulle cause di questo suicidio di massa. Ci sono diverse ipotesi. Una di chiara derivazione esoterica afferma che queste tragedie presero l’avvio quando “le Sette Entità della Grande Piramide di Giza lasciarono la Camera Segreta durante la notte del 31 marzo 1993”,[47] molto probabilmente potrebbe essere un riferimento alla scoperta di quella che sembrava essere una porta in uno dei pozzi della Grande Piramide. Le speculazioni e le teorie sulla camera segreta e sul pozzo legato alla costruzione di Osiride e alla stella di Sirio non hanno ancora trovato una soluzione. Presubilmente questo ispirò i leader (o i controllori) del Tempio Solare, fornendo loro una comoda scusa per la liquidazione dell’Ordine.

 

Dopo di ciò, 5 messaggi della “Signora del Cielo” – non si sa se riferimento è alla Madonna o alla dea Iside, detentrice originaria del titolo – furono ricevuti tra il 24 dicembre 1993 e la data magica del 17 gennaio nel 1994.[48]

 

Le lettere di addio collettive erano indirizzate al ministro francese degli Interni, Charles Pasqua (ex leader del SAC),[49] in cui si affermava che la sua presenta persecuzione dell’Ordine li aveva spinti a ricorrere a quella drastica azione. Poi, nel dicembre 1995, altri 16 membri, tra cui un agente di polizia, si tolsero la vita in una foresta nel Vercors in Francia (ma anche in questo caso molti pensano che alcuni fossero stati uccisi), segno che qualcuno stava ancora dando ordini. Altri 5 si suicidarono in Qebec.

 

Nonostante le indagini e le inchieste, che portarono a una repressione dei culti in Francia, è facile sospettare che le autorità in Svizzera e in Francia abbiano insabbiato deliberatamente le indagini, non volendo che il verdetto sulle morti “morti cultuali” fosse rimesso in discussione. In effetti, ci sono dei motivi per sospettare che ci sia qualcosa di più. Un’ipotesi ragionevole è che l’Ordine veniva usato come facciata per altre attività, e i sospetti su un coinvolgimento delle autorità fecero sì che bisognasse chiuderlo definitivamente. L’aspetto più sconcertante di questo scenario è che i leader ufficiali, Di Mambro e Jouret, risultò che anche loro si erano uccisi.

 

È ipotizzabile che dietro a questi suicidi di massa ci sia stato l’uso del controllo mentale (le sette sono uno degli ambiti ideali dell’uso del controllo mentale).

 

È, ormai, assodato, che gruppi scienziati hanno operato in programmi segreti e che essi sono giunti a sperimentare le loro tecniche più perverse e immorali solo all’interno di certe sette e solo tramite l’uso e l’abuso della religione. Queste sperimentazioni erano quindi legate a frange religiose occulte come nel caso del Tempio Solare che sono legate in maniera quasi ossessiva alla famosa Stella Sirio, quella Stella fiammeggiante che per la Massoneria diventa il più prossimo e il più sacro dei simboli, e una costante e strana presenza dell’uso del Sole nei culti negli ultimi decenni. Questo tipo di sette sono sempre più spesso solo un esperimento, e dietro all’esperimento si celano i veri maghi, quelli del controllo mentale.

 

Dietro la tragedia dell’Ordine del Tempio Solare, ovviamente, non c’è solamente l’uso del controllo mentale, ma come si è visto prima c’erano attività illecite come il traffico di armi. Il giornalista franco-canadese Pierre Tourangeau che studiò la setta del Tempio Solare, riferì che la setta fu finanziata dai proventi del traffico di armi in Europa e Sud America. Contemporaneamente, Radio Canada annunciò che i Templari di Jouret guadagnarono centinaia di milioni di dollari con il riciclaggio dei profitti attraverso la famigerata Bank of Credit and Commerce International (BCCI), chiusa d’autorità nel 1991.[50] La Presse di Montreal osservò: “ogni nuova informazione addensa solo il mistero”, ma la combinazione di contrabbando internazionale di armi e della BCCI presenta un quadro abbastanza familiare di sedizione di stampo CIA. Ci furono ben 16 testimoni morti nel corso dell’indagine sui coinvolgimenti della banca nelle operazioni segrete della CIA, nel contrabbando di armi in Iraq e nel riciclaggio di denaro.

 

 

ALTRI ESEMPI

 

Le connessioni del culto solare alla BCCI (riportate in Europa, ma filtrate nei resoconti dei giornali americani) alimentarono le congetture dei giornalisti canadesi sul fatto che avvennero, per nascondere il traffico di armi e il riciclaggio di denaro.

 

Gli stretti rapporti tra coloro che gestiscono la “sicurezza nazionale” ed i vari culti non iniziarono a Cherry. Non è da scartare l’ipotesi che l’Ordine del Tempio Solare di Jouret, sia stata una delle tante incarnazioni delle operazioni di controllo mentale organizzate e supervisionate dalla CIA e dagli altri servizi segreti.

 

Gli scienziati che operano in queste confraternite create dai servizi segreti conducono spesso due vite diverse. Molti di loro sono persone rispettate per la loro posizione sociale e professionale, ma se venisse a galla la verità verrebbero sommersi dalle critiche del pubblico.

 

Martin T. Orne, per esempio un anziano ricercatore della CIA, lavora presso i University of Pennsylbania’s Experimental Psychiatry Laboratory. È anche un membro del consiglio consultivo del False Memory Syndrome Foundation, una cricca di psichiatri, molti dei quali con una formazione nella sperimentazione del controllo mentale nelle sue infinite forme. La Fondazione si dedicò a negare l’esistenza di culti che applicano il controllo mentale e l’abuso di minori. Il suo scopo principale e castigare i sopravvissuti e i terapisti che avrebbero prodotto prove sugli abusi rituali.

 

Respingendo le accuse sugli abusi rituali e indicando che si trattava d’isteria o falsi ricordi, hanno “messo in pace” (si fa per dire) molti genitori di bambini in età prescolare.

 

La CIA (come gli atri servizi segreti) ha tutto l’interesse di insabbiare le vicende inerenti questi culti, poiché i programmi di controllo mentale e molti di questi culti sono legate indissolubilmente.

 

Le vicende della programmazione ipnotica furono finanziate nel 1960 dall’Human Ecology Fund, una copertura della CIA presso la Cornel University che collaborò a molti degli esperimenti sul controllo mentale, condotti negli Stati Uniti e all’estero, tra cui gli esperimenti condotti dal dottor Cameron alla Montreal Allen Memorial Institute.

 

I voluminosi file di John Marks a Washington D (139 scatoloni per l’esattezza ottenuti grazie al FOIA, due quinti dei quali documentano l’interesse della CIA per l’occulto) comprendono una relazione dell’Agenzia nella quale figurano un concessione di 30.000 dollari ad Orne da parte della Human Ecology e un’altra, sempre di 30.000 dollari da parte della Boston Scientific Engineering Institute (SEI) – un’altra copertura della CIA, fondata da Edwin Land della Pollaroid Corporation. Il 1960 è stato l’anno in cui l’ufficio di Ricerca e Sviluppo della CIA cominciò uno studio sulla parapsicologia e sull’occulto. L’indagine denominata Progetto OFTEN CHICWIT, diede luogo alla creazione di un “laboratorio sociale” formato dagli scienziati del SEI presso la University of South Carolina, che si occupavano di stregoneria, demonologia e voodoo.

 

Nel 1980 Joseph Holsinger, un assistente di Leo Ryan un membro del Congresso degli Stati Uniti (quest’ultimo assassinato a Jonestown nel 1978) denunciò, in un Congresso di psicologi a San Francisco, il fatto che dietro ai più eccentrici culti religiosi c’era la CIA. Holsinger sostenne che la CIA finanziò J. Jones il guru del Tempio del Popolo e che piuttosto che chiudere il progetto MK Ultra spostò i suoi vari programmi ai vari gruppi di culto privato.

 

L’eminenza grigia di Jonestown fu il Dr. Lawrence Layton Laird della University of California a Berkeley.

 

I sopravvissuti di Jonestown sostennero che Jim Jones era un dipendente della CIA dal 1963. In effetti, tra gli amici di Jones figurava l’agente della CIA Dan Mitrione ed è noto che il Tempio aveva contatti con l’organizzazione World Vision, che era una copertura dello spionaggio americano. Intanto il Tempio guadagnava adepti di ogni genere, dai ricchi californiani ai miseri reduci dal Vietnam. La caratteristica comune era l’obbedienza assoluta richiesta ai seguaci, al punto da costringerli a subire abusi sessuali o a mostrarsi pronti alla morte ingerendo bevande che gli adepti credevano avvelenate.

 

Anche in queste tecniche qualcuno ha riconosciuto analogie con l’esperimento MK-ULTRA gestito dalla CIA: il tentativo di controllare la mente umana mediante l’uso di droghe quali l’LSD.[51] Ora nel mondo delle sette si pratica il lavaggio del cervello con conseguente perdita di memoria, tutto ciò unito al trauma reiterato porta alla decognizione, alla perdita di controllo e d’identità da parte della vittima.

 

Usando parole-innesto, chiavi, suoni o segnali ipnotici questi compartimenti possono essere spostati in avanti o all’indietro proprio come un casellario mentale. Un compartimento autonomo, corrispondente a una specifica personalità della mente riprogrammata, diventa così il livello cosciente dell’individuo, e risprofonda poi nell’inconscio, nel momento in cui si ha accesso a un altro compartimento. Questo significa che dopo aver eseguito un compito, la vittima dimentica ciò che ha fatto e con chi. Questa condizione è divenuta nota come Disordine della Personalità Multipla o Disordine dell’Identità Dissociata, che ovviamente la psichiatria tratta come una patologia senza prendere in considerazione i possibili casi di dissociazione indotta e non patologica o genetica.

Come si dice prima l’eredità del MK-ULTRA è stata portata avanti e sviluppata nel progetto MONARCH (monarca) ed esportata nei paesi dove la presenza dei servizi americani e inglesi è forte. Se l’Australia è ancora oggi sede di sperimentazioni psichiatriche legate al vecchio progetto Tavistock, o il Belgio capostipite in Europa di esperimenti in tal senso a sfondo satanico,[52] Italia le infiltrazioni dei servizi segreti e sperimentazioni psichiatriche avvengono nei più diversi ambiti, dagli ospedali, alle carceri fino agli avamposti militari.

 

Bisogna fare un’ulteriore precisazione sulla definizione di culti e del ruolo delle associazioni iniziatiche.

A essere precisi la definizione corretta sarebbe di culti misterici poiché riservati a pochi. Questi tipi di culti prevedono riti di iniziazione e di passaggio da un livello più basso a un livello più alto, il più totale segreto relativo al culto, alle cerimonie e l’idea che il gruppo che il gruppo fornirà conoscenze esoteriche importanti. Non necessariamente i culti misterici sono religioni misteriche, talvolta, come nel caso delle società segrete, si tratta di gruppi che non dichiarano di esplicitamente di adorare una precisa divinità. Tuttavia, l’idea che siano svelate cose misteriose che sono appannaggio di pochi, suggerisce l’esistenza di “venerandi”, in altre parole di una fonte da cui proverrà la conoscenza esoterica.

 

Potrà sembrare incredibile, ma molti personaggi che reggono le sorti di interi popoli, si sono formate con questo tipo di percorsi.

Da molti elementi risulta che attraverso le logge, i culti segreti e la mafia questi personaggi continuano a tenere sotto controllo le autorità, curandosi di formarle e obbligarle al segreto circa aspetti del sistema evidentemente inconfessabili.

 

L’uso di questo tipo di formazioni conferma la natura criminale del sistema, che ha bisogno di manipolare e controllare per continuare ad esistere.

 

Questi gruppi segreti servirebbero a controllare mentalmente chi è destinato a ricoprire cariche di potere. È come se alcune persone dovessero essere, “formate” in modo tale da commettere le più gravi cattiverie senza avere scrupoli di coscienza, e magari motivandole in maniera truffaldina per renderle “legittime”.

 

In effetti, organizzare guerre di aggressione, ordinare di uccidere o torturare, effettuare politiche economiche portano alla fame le persone, significa che le persone che attuano tutto ciò abbiano distrutto ogni sentimento umano naturale di empatia con i propri simili, e dunque non sembrerebbe possibile farlo senza un’accurata “formazione”. Per questo motivo sembrerebbe necessario fa praticare a chi ricoprirà ruoli importantissimi, culti che disumanizzano, che stimolano gli aspetti più negativi e distruttivi dell’uomo, o che inducono a credere che possano esistere, principi, “valori” o “ideologie” che giustificano i crimini più terribili contro l’umanità.

 

Esisterebbero due tipi principali di culti misterici:

 

1) Quelli che prevedono l’affiliazione di un numero relativamente ampio di adepti, che per la maggior parte ricopre livelli bassi, e dunque non raggiungerà mai determinate conoscenze, appannaggio dei pochi che raggiungeranno gli alti livelli.

2) Quelli che appaiono come sette vere e proprie, poiché destinate soltanto ai rampolli delle grandi famiglie miliardarie o a personaggi “scelti”. In tal caso il personaggio sarà chiamato ad aderirvi come fosse un eletto, ad esempio ricevendo una lettera da chi ha creato la setta.

 

In quest’ultimo caso, i riti sarebbero agghiaccianti, simili a quelli satanici. Ad esempio, nel gruppo chiamato Skull & Bones gli iniziati dovrebbero masturbarsi nudi in una bara, e in seguito subirebbero anche violenze verbali e fisiche, dovendo lottare nel fango subire violenze con altri adepti fino allo sfinimento. Si tratta, come abbiamo visto, di tecniche elaborate dalla CIA (e dagli altri servizi segreti) al fine di indebolire il soggetto attraverso una serie di atti che lo piegheranno fisicamente e mentalmente. Agli adepti sarebbe inculcata l’idea di essere superiori e di avere la missione di dominare sugli altri. Essi subirebbero dunque umiliazioni sessuali, ma anche nel frattempo sarebbero abituati a esaltare il proprio ego umiliato, per sopperire la bassa alla bassa autostima stimolata dalle umiliazioni.

 

Questi rituali non sarebbero casuali ma creati per influenzare gli adepti in un determinato modo. L’obiettivo sarebbe di far emergere aspetti del sé distruttivo, in modo tale che emozionalmente e mentalmente la persona possa diventare più incline a mentire, a ingannare e a commettere azioni criminali.

 

È come programmare la mente ai crimini che dovranno commettere quando saliranno al potere. Essi dovranno commetterli non soltanto senza alcun rimorso ma addirittura credendo che sia giusto, e per raggiungere questo livello di mistificazione occorre una sorte di percorso esoterico atto a manipolare la mente a tal punto da produrre questo effetto. I riti pratici in questi gruppi misterici sono traumatizzanti e violenti, e addirittura per essere più agghiaccianti sarebbero utilizzate urla dal sottofondo.

 

Questi riti sarebbero collegati a simbologie di vario genere, e servirebbero anche a creare affiliazione a realtà false, per disorientare l’esistenza.

 

In molte società segrete il senso di unità e fratellanza tra i membri è molto forte, come se gli adepti fossero legati da qualcosa d’importante e fondamentale per la loro esistenza. La stessa cosa avviene nella Mafia.

 

Sembrano cose talmente assurde da non poter essere considerate veritiere, ma le prove e le testimonianze a sostegno di ciò sono ormai così numerose che è impossibile ignorarle.

 

Ci sono dei dati certi. Tutte le più importanti autorità inglesi e statunitensi sono membri di alto grado della Massoneria, che addirittura nel 2004, entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti appartenessero alla Skull & Bones (Teschio e ossa).

 

La Skull & Bones fu fondata per formare l’élite di potere statunitense, all’Università di Yale nel 1832, per opera di William Huntinton Russel, che era il cognato di Samuel Russell fondatore della Russell and Co. che stabilì il monopolio mondiale del traffico di oppio. Questa setta, a detta di molti, praticherebbe riturali simili a quelli praticati nel satanismo. La giornalista Alexandra Robbins è riuscita a intervistare diversi adepti, ricavando un’immagine della setta a dir poco sconcertante.

Gli adepti s riunirebbero in un luogo chiamato The Tomb (la Tomba), luogo in cui si celebrerebbero i riti. Il marchio della setta appare in molti oggetti posseduti da coloro che l’hanno creata o che vi appartenevano (o vi appartengono), come David Rockefekker, i Bush, ecc.

All’interno della setta viene presentata una realtà gravemente squilibrata, eppure i suoi adepti diventano importanti industriali, dirigenti di grandi banche o altre organizzazioni importanti, o addirittura presidenti o consiglieri di presidenti. I membri della setta sono soltanto poche centinaia, reclutati fra le più importanti famiglie miliardarie statunitensi.

 

 

[1] Come gli umanisti dall’omonimo partito, il movimento politico filo Sai Baba (Il Loto), e il simbolo elettorale damanhuriano Con te per il Paese. Il gruppo buddista giapponese Soka Gakkai trova una precisa sponda politica direttamente in Parlamento, grazie al New Komenito.

 

 

[2] Dati forniti da un fuoriuscito ai giornalisti Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, autori di occulto italia.

 

[3] Emblematico è il caso di Tiziana Guidi, attivista grillina, che nelle regionali campane del 2010 s’era candidata col Movimento 5 Stelle. In campagna elettorale non ha fatto mistero del suo “doppio passaporto”: si dichiara umanista e sokiana allo stesso tempo. A titolo di cronaca bisogna dire che la doppia cittadinanza non gli è servita granché, visto che nella sua circoscrizione (Avellino) è riuscita a racimolare solo 378 voti.

 

[4] Fillaire B., Le sette, Il Saggiatore, Milano 1998.

 

[5] www.alternativamente.net/documenti/sette/sette2.html

 

[6] www.alternativamente.net/documenti/sette/sette2.html

 

[7] Fillaire B., Le sette, Il Saggiatore, Milano 1998, pag. 33.

 

[8] https://www.panorama.it/news/cromaca/psico-sette-in-italia-e-emergenza/

 

[9]                                          C.s.

 

[10]                                        C.s.

 

[11] http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?/id_articolo=4168

 

[12] http://sguardinellogos.blogspot.it/2012/09/controllo-mentale-monarch-origini-e.html

 

[13] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=4168

 

[14] https://neovitruvian.wordpress.com/category/joseph-mengele/

 

[15] http://www.veja.it/2013/04/07/controllo-mentale-monarch-le-sue-origini-e-le-tecniche-di-manipolazione-tv-mk-ultra-lsd-haarp-pnl-ecc/

 

[16] Dico cosiddetto e metto tra virgolette Nuovo Ordine Mondiale poiché ritengo che dietro a tale definizione si vuole nascondere il tentativo di prevalenza di alcuni gruppi imperialisti.

 

[17] https://www.galileonet.it/2014/10/farfalle-monarca-il-segreto-delle-migrazione-e-nei-geni/

 

[18] Un esperienza personale. Nel mese di luglio 2017 stavo leggendo un libro del della Peruchetti Il fattore di OZ che ha come tema i cosiddetti rapimenti alieni. Ella sostiene la tesi interessante che si tratta di passaggi da una dimensione all’altra per via del fatto che ci sono delle tesi che sostengono che nell’Universo ci siano almeno 20 o trenta dimensioni. Ora nel libro si sostiene che l’ora più critica che avvengono questa passaggi sono dalle 3 alle 4 di mattina con tutta una serie di segni sul corpo. Ebbene guarda caso per un certo periodo di tempo proprio verso le 3 sento lo stimolo di andare a fare la pipi e nello stesso tempo sentivo un dolore molto forte nell’organo genitale. Vado in bagno faccio il bisogno, ma il dolore non cessa io istinto mi bagno l’organo. Tutto ciò non attenua il dolore. La Peruchetti sostiene che l’ora dalle 3 alle 4 di mattina è un’ora dove l’entità combatte con la persona. Ora non saprei quanto sia stato condizionato in questa lettura o ci sia una forma di condizionamento. L’unica cosa certa è che ho vissuto come una forma di combattimento con qualcosa che non ti faceva dormire ma voleva da me qualcosa.

Un ipotesi potrebbe essere che ci siano dei libri che contengano delle ‘chiavi’ di condizionamento.

 

[19] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=4168

 

[20]                                      C.s.

 

[21]                                        C.s.

 

[22]                                        C.s.,

 

[23] Un informatore.

 

[24]

[24] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=4168

 

[25] Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dr. Jekill e del sig. Hyde. Einaudi 1996.

 

[26] Un altro ricordo personale, quando ero andato a trovare una persona, una coppia di media età che usciva da quell’abitazione, il maschio mi guarda e fa un segno della croce, la sensazione che ebbi e che mi vedeva come una sorta di indemoniato.

[27] Ferrand, Serge e G. Lecavelier, Aux ordres du SAC, Albin Michel, Parigi, 1982, pp. 85-92.

 

[28] Audigier F., Histoire du SAC: La part d’ombre du gaullisme, Stock, Parigi, 2003, p. 231.

 

[29] Ferrand, Serge e G. Lecavelier, Aux ordres du SAC, Albin Michel, Parigi, 1982, p. 95.

 

[30] Lynn Picknett, Clive Prince, la missione del priorato di sion La verità sui custodi della stirpe di Cristo, SERLING & KUPFER, 2006, p. 250.

 

[31] De Sède, L’occultisme dans la politique: De Pythagore à nos jours, Robert Laffont, 1994, p. 239. Marhic Renaud, L’Ordre du Temple Solaire: Enquetesue les extrèmistes de l’occulte, l’Horizon Chimérieue, Bordeax, 1996, pag. 201.

 

[32] Marhic Renaud, L’Ordre du Temple Solaire: Enquetesue les extrèmistes de l’occulte, l’Horizon Chimérieue, Bordeax, 1996, pagg. 201-02.

 

[33] C.s. pag. 193.

 

[34] C.s. pag. 192.

 

[35] La principessa Grace fu iniziato al Tempio Solare nel 1982 dal suo capo, Joseph Di Mambro. Carr-Brown, David Cohen, “Fall from Grace”, Sunday Times News Review, 21 dicembre 1997.

 

[36] Picknett Lynn, Clive Prince, The Stargate Conspiracy: Revealing the Truth behind Extraterrestrial Contact Military Intelligence and the Mysteries of Ancient Egypt, Warner Books, Londra 2000 (tradotto in italiano con il titolo Il complotto Stargate, Sperling & Kupfer, Milano 2002), pagg. 279-85.

 

[37] Breyer interpreta Bafometto (Baphomet) sono una contrazione di Battista (Baptiste) e Maometto (Mahomet).

 

[38] Breyer Jacques, Dante alchimiste: interprétation alchimique de la Divine Comédie, La Colombe, Parigi, 1957, pagg. 69-70.

 

[39] Péronic, Ma Queste du Graal, Vol. I: Le sang, èditions de la Pensée Solaire, Monte Carlo 1967; PAGG. 151-52.

 

[40]                                                   C.s.  pag. 149

 

[41]                                                   C.s. pag. 233

 

[42]                                                   C.s. pag. 74

 

[43] Majer Jean-François, Les mythes du Temple Solaire, Georg, Ginevra 1996, pagg. 37-38.

 

[44] Bédat Arnaud, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, L’Ordre du Temple Solaire: Enquete et révélations sur les Chevaliers de l’Apocalypse, Libre Expression, Montreal 1996, pagg. 43-45, 267-72.

 

[45]                                                  C.s. pag. 42

 

[46] Cinque persone, tra cui un bambino, morirono nella villa di Di Mambro sulle Morii Heinghts in Canada, il 4 ottobre 1993. Tre erano state accoltellate. Il 5 ottobre 1994, 23 morirono alla Ferme de Rochettes a Cheiry e 25 a Granges-sur-Salvan, entrambe in Svizzera.

 

[47] Aubert Raphael e Carl A. Keller, Vie et mort de l’Ordre du Temple Solaire, èditions de l’Aire, Vevey 1994, pag. 76.

 

[48] Majer Jean-François, Les mythes du Temple Solaire, Georg, Ginevra 1996, pagg. 80.

 

[49] Bédat Arnaud, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, L’Ordre du Temple Solaire: Enquete et révélations sur les Chevaliers de l’Apocalypse, Libre Expression, Montreal 1996, pagg. 332-35.

 

[50] http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/10/09/dietro-la-setta-della-morte-spunta-il.html

 

[51] http://crimeworld.forumcommunity.net/?t=44103623

 

[52] Nel 1998 Marcel Vervloesem, membro dell’ONG Werkgroep Morkhoven, che si occupa della protezione di bambini colpiti da abusi, riesce a entrare in possesso di 20 cd contenenti decine di migliaia di immagini pedopornografiche (incluse torture ed uccisioni di bambini) consegnatigli da un membro “pentito” di una rete internazionale di pedofili che include decine alte personalità dell’aristocrazia e capitalismo belga, delle istituzioni di quel paese e dell’Unione europea. Egli consegna il materiale alla giustizia belga ma è arrestato con accusa di averlo usato per interesse personale da alcune indagini, emerge il legame tra le organizzazioni neofasciste belghe (legate a Gladio, Stay Behind e in contatto stretto col neofascismo internazionale e italiano) e gli abusi e la produzione di pedopornografia e snuff movies.

 

PECORE “ALLE STAMINALI”

•febbraio 28, 2018 • Lascia un commento

 

 

 

 

Ci sono notizie che non possono non suscitare inquietudini, e la notizia che un gruppo di scienziati dell’Università di Stanford[1] ha annunciato di avere sviluppato embrioni di pecore contenenti cellule umane,[2] ha una persona dotata di un minimo di sensibilità non può non suscitare degli interrogativi.

Questo successo schiude la possibilità di far crescere organi da trapiantare all’interno degli animali e quindi personalizzare geneticamente gli organi in modo che siano compatibili con la persona che li riceve. Il team della Stanford University ha coltivato embrioni contenenti una cellula umana per ogni 10.000 cellule ovine e ha tenuto in vita l’animale surrogato per tre settimane. Ora gli scienziati progettano di impiantare cellule staminali umane in embrioni di pecore che sono stati geneticamente modificati per sviluppare un pancreas, nella speranza che le cellule umane introdotte crescano per sostituire l’organo mancante.

Gli scienziati sostengono che far crescere organi umani all’interno degli animali potrebbe non solo aumentare l’offerta, ma addirittura consentire di modificare geneticamente gli organi perché siano compatibili con il sistema immunitario del paziente che li riceve; umiliando le cellule del paziente si annullerebbe il rischio del rigetto.

 

ARRIVIAMO ALLA CREAZIONE DI CREATURE IBRIDE?

 

Questi esperimenti sono giustificati in veri modi. Una delle giustificazioni più gettonata e quella che essi sono necessari per produrre organi da trapiantare, oppure per produrre medicine o cure più efficaci.

Orami da tempo si parla di animali transgenici. Essi sono animali nati da una cellula di uovo fecondata in cui è stato inserito un gene proveniente da un’altra specie, allo scopo di modificarne le caratteristiche e far loro sviluppare capacità che non avrebbero mai potuto acquisire spontaneamente.

Per produrre animali transgenici e cioè poter inserire un gene “nuovo” in un animale, in modo da farlo esprimere anche alla sua progenie, è necessario inserirlo quando l’essere è costituito da poche cellule o addirittura dall’oocita appena fecondato.

Il primo animale transgenico è stato un maiale creato nel 1992, per sintetizzare nel latte la proteina umana C. Dopo Genie, così si chiamava la prima scrofa, si è cominciato a pensare di produrre animali donatori per andare incontro alla domanda sempre crescente di organi: circa il 15% in più ogni anno.

L’interesse degli animali transgenici è indirizzato, inoltre, a produrre linee genetiche controllate di animali che producano alimenti migliori e in maggiori quantità. Ad esempio sono stati prodotti suini transgenici che crescono più rapidamente, utilizzando meglio l’alimento e producendo una carne con meno grasso.[3]

Dunque c’è di mezzo un interesse economico.

Ma prime notizie di “paraumani” ovvero delle creature ibride “umano-animale” si ha notizia che nel 1998 la società Sten Cell Sciences e lo Biotransplat hanno richiesto alla European Patent Office (EPO), l’Ufficio europeo dei brevetti, di accettare il brevetto di una tecnica atta a creare nuovi animali (transgenici) agendo sui geni.  Queste aziende, nel 2000, comunicarono che stavano utilizzando cellule dei feti umano, allo scopo di creare un embrioni uomo-maiale.

Bisogna dire che di esseri ibridi è piena la mitologia.

L’uomo medievale rappresentava attraverso l’ingigantimento delle membra o l’applicazione di parti animali a soggetti umani, l’acquisizione di quelle facoltà che altrimenti egli non avrebbe posseduto in natura.[4]

Secondo la legge detta della “pars pro toto”, si credeva infatti che fosse sufficiente impadronirsi della parte di un qualsiasi animale per poterne acquisire delle caratteristiche, siano esse in potenza, come l’essere veloci o l’eleganza. Si passò così ad unire parti diverse di animali con lo scopo di generare un essere ibrido capace di assommare tutte le caratteristiche possedute dai singoli frammenti.

Non a caso i primi esseri nati seguendo questo principio sono le semidivinità: creature poste a metà tra gli dei e gli esseri umani. Individui cioè che si credeva abitassero sia gli Inferi che in luoghi più lontani e desolati della terra.

Uno dei più curiosi “ibridi” nella multiforme schiera delle divinità indiane, ad esempio, è il dio Ganesha, dal corpo umano e la testa di un elefante. In origine il dio aveva forma interamente umana ed era stato scelto dalla dea Parvati come guardiano delle proprie stanze. Il dio aveva assolto al suo compito con tale devozione da impedire anche allo sposo di Parvati, Shiva, di entrare nelle stanze della dea. Così, il dio adirato lo punì decapitandolo. Pentitosene, più tardi, innestò sul corpo di Ganesha la testa del primo animale incontrato, un elefante.

Si conoscono però anche situazioni inverse, come nel mito greco di Edipo che giunto a Tebe risolve l’enigma della Sfinge, creatura dal volto e seno di donna ma corpo, zampe e coda di leone. Apollodoro quando parla di questa creatura la definisce figlia di Echidna e Tifone, ambedue mostri dalle caratteristiche serpentine.

Questi esseri straordinari, finirono così per dominare le saghe mitologiche, riempiendo interi frammenti di documenti di natura zoologica, filosofica e storica.

Logicamente se in un primo momento si crearono divinità capaci di assommare aspetti umani (necessari a renderli più familiari e in qualche modo vicini ai comuni mortali) e animali – al fine di generare un essere eletto – successivamente si amplificarono quelle caratteristiche al punto di creare vere e proprie aberrazioni come la Manicora creatura mostruosa a metà fra un Drago un leone e un essere umano o le Arpie donne uccello mangiatrici di carne umana.

Con il Cristianesimo, però, questo universo di divinità-ibride viene meno e l’uomo diventa la sola creatura eletta da Dio. Come tale, con le sue sole forze e la sua fede, può contrastare e vincere quelle antiche divinità un tempo venerate e invidiate, divenute poi simbolo del male e riflesso di una società dominata dalla magia e dalla superstizione. Nel Medioevo, non a caso, si consolida la leggenda del lupo mannaro.

Solo durante il periodo illuminista e con l’avvento delle “scienze evolute” la mostruosità cambia definitivamente aspetto finendo per essere relegata in un angolo della società, modificata o in certi casi accettata.

Ma, nell’immaginario collettivo, creature come quelle che abbiamo finora nominato sono davvero venute meno? E tutt’ora sono sufficienti le conoscenze che possediamo per dire di non poter credere più all’esistenza di licantropi e sirene? Ebbene no. È sufficiente pensare alle schiere di antropologi e avventurieri alla continua ricerca di creature come lo Yeti.

Tornando ai nostri tempi come si è visto la modificazione genetica ha avuto progressi assolutamente straordinari.

Purtroppo la giurisprudenza non è stata al passo con questo “progresso scientifico”[5] e in molti paesi esistono ben pochi limiti a ciò che gli scienziati sono implicitamente autorizzati a fare.

Nel 2013 è venuta fuori la notizia che la Darlow Smithson Productions in collaborazione con Bertolt Meyer, ricercatore presso l’Università di Zurigo (esperto di elettronica) hanno creato Rex, che potrebbe essere definito il primo uomo bionico con una struttura simile a quella degli esseri umani.[6] Presentato al British Museum di Londra è dotato, al suo interno di polmoni, cuore, sangue, milza bionica arterie realizzate utilizzando polimeri e pancreas artificiale. Ogni organo è realizzato con tecnologie d’avanguardia molto complesse e costose in grado di generare impulsi elettrici che replicano il comportamento degli arti umani. L’intero progetto ha avuto il costo di 1 milione di dollari.

C’è da interrogarsi che cosa succederebbe se queste creature sfuggissero in mano ed iniziassero ad accoppiarsi. Certamente ritengo, che sarebbe difficile ricacciare il genio nella lampada.

Certi scienziati sembrano la brutta copia del dottor Faust, sembrano eccitati nell’andare oltre ai limiti della conoscenza, sembrano non preoccuparsi o interrogarsi se quello che stanno facendo potrebbe scatenare delle conseguenze impensabili.

Si è appreso che nel 2013 della creazione di topi contenenti un cromosoma umano artificiale “in ogni cellula del loro organismo”. Quindi come dovremmo definire tali creature? Di certo non si tratta più di veri e propri topi.[7]

Gli scienziati definiscono tutto questo come una “svolta” che potrebbe portare ad innumerevoli tipi di nuovi trattamenti sanitari.

Gli scienziati hanno creato topi geneticamente ingegnerizzati con cromosomi umani artificiali in ogni cellula del loro organismo, come parte di una serie di studi che dimostrano come tali esperimenti possano servire al trattamento di malattie genetiche mediante terapie geniche dai connotati radicalmente nuovi. In uno degli studi non pubblicati i ricercatori hanno utilizzato un cromosoma umano artificiale, creato chimicamente in laboratorio, piuttosto che un cromosoma umano esistente, il che indica come la tecnologia stia diventando sempre più potente nel campo della biologia sintetica.

C’è da dire che una cosa è la creazione di topi contenenti cromosomi umani umane artificiali; tutt’altra cosa è impiantare cellule cerebrali umane nel cervello di un ratto.

Secondo LifeNews.com alcuni ricercatori dell’Università del Wisconsin avrebbero trasferito con successo cellule staminali umane nel cervello di alcuni topi. Tali cellule avrebbero cominciato a crescere e svilupparsi e tutto ciò avrebbe causato un incremento delle facoltà intellettive dei roditori.

Eppure, simili esperimenti proseguono. Solo negli ultimi mesi gli scienziati della Università del Wisconsin e della Università di Rochester hanno pubblicato i dati in merito alle loro chimere neurali uomo-animale. I ricercatori della Wisconsin hanno iniettato nei topi una immunotossina per distruggere una parte del loro cervello, l’ippocampo, associato ad apprendimento, memoria e ragionamento spaziale, e trasformandoli in semi-amebe. Quindi hanno sostituito le cellule danneggiate con cellule derivate da embrioni umani. Le cellule sono proliferate e le chimere hanno recuperato la capacità di destreggiarsi nei labirinti.

I ricercatori della Rochester hanno impiantato cellule gliali umane neonate in cuccioli di topi; tali particolari cellule supportano e nutrono i neuroni. Sei mesi più tardi le bestie avevano sviluppato una maggiore capacità di risolvere un semplice labirinto e reagire positivamente a specifici impulsi condizionati. Tali protocolli potrebbero confliggere con le vigenti leggi anti-ibridi, e forse dovrebbero suscitare alcune domande. Questi topi chimerici non sono umani, ma di certo sono un passo avanti lungo il sentiero per Algernon. Tra non troppo tempo potremmo trovarci di fronte ad alcuni dilemmi di bioetica: che tipo di diritti dovremmo riconoscere a topi con cervelli umani?

A quanto pare, oggi è perfino possibile far crescere interi organi umani all’interno di organismi animali. Alcuni scienziati in Giappone contano di avviare una coltivazione sistematica di organi umani all’interno di suini. L’obiettivo è incrementare il numero di organi disponibili per i trapianti medici, come asserisce un recente articolo pubblicato su Infowars.com.

Alcuni scienziati ed esperti legali nominati dal governo giapponese si riuniranno per iniziare a redigere una serie di linee guida che disciplinino la ricerca embrionale del Giappone.

Tale ricerca suona come qualcosa da romanzo di fantascienza. Gli scienziati inseriscono una cellula staminale umana in un embrione animale per creare un “embrione chimerico” che può essere impiantato nel ventre dell’animale. Secondo il Telegraph, l’animale in questione sarà molto probabilmente un maiale.

L’embrione impiantato crescerà trasformandosi in un perfetto organo umano – un cuore, un rene, un pancreas, e così via. Poi, quando il maiale adulto sarà macellato, l’organo sarà raccolto e trapiantato in un ricevente umano.

Tuttavia, una volta che un organo umano è stato coltivato all’interno di un maiale, il maiale cessa di essere pienamente un maiale. E senza dubbio anche l’organo essendosi sviluppato in un maiale, non potrà definirsi pienamente umano. Coloro che riceveranno questi organi dovranno prestare la loro autorizzazione affinché possa essere impiantato nei loro organismi un organo ibrido uomo-animale.

Al momento si può solo ipotizzare quali potrebbero essere le conseguenze per la specie, il giorno che dovesse affermarsi una simile pratica.

Si può solo presumere che esistano limiti rigorosi in merito a questo tipo di pratiche. E in alcune aree del mondo, in effetti i limiti ci sono. Ma il più delle volte le decisioni etiche sono lasciate alla discrezionalità degli scienziati.

Qualche anno fa l’Accademia britannica di Scienze Mediche ha pubblicato un rapporto innovativo sul tema “animali contenenti materiale umano.” Il rapporto concludeva che la maggior parte della ricerca sulle chimere[8] è consentita dalla normativa vigente nel Regno Unito. Ma ha anche individuato alcuni esperimenti che non dovrebbero (ancora) essere effettuati, a causa di forti obiezioni etiche. Uno di essi è l’allevamento di animali contenenti sperma o ovuli umani. Un altro è quello di creare un primate non umano, ma con un cervello umanizzato.[9]

La maggior parte delle persone resterebbe assolutamente scioccata nell’apprendere alcune delle robe che sono attualmente in corso in nome della scienza.

Quanto persone sanno che il riso attualmente coltivato nel Kansas contiene geni umani reali?[10]

A meno che il riso che mettete in tavola non sia certificato NO OGM o provenga da una fattoria che pratica la coltivazione biologica, esso potrebbe essere contaminato da geni umani. Stiamo parlando del riso prodotto mediante biotecnologia dalla società Ventria Bioscience, ed attualmente coltivato su 3.200 ettari a Junction City, Kansas – e forse altrove. Informazioni di cui gran parte della gente non ha idea.

La coltivazione del riso Ventria viene effettuata regolarmente dal 2006 con l’ausilio di geni di fegato umano, allo scopo di prelevare le proteine artificiali prodotte da questo Frankenriso e poi utilizzarle in campo farmaceutico.

Stiamo corrompendo la natura, ma al momento ben poche persone sembrano allarmate da questo fatto. Quando nel 2011 il Daily Mail rivelò che alcuni scienziati del Regno Unito hanno creato “più di 150” embrioni ibridi uomo-animale, quasi nessuno ha avuto gran che da commentare.

Le cose scoperte dal Daily Mail in merito a ben 155 embrioni “mescolate”, contenenti materiale genetico sia umano che animale, sono legittimate dallo Human Fertilisation Embryology Act approvato nel 2008, il quale ha legalizzato la creazione di una varietà di ibridi, tra cui ovuli animali fecondati da sperma umano; ‘cy-bridi’ in cui un nucleo umano viene impiantato in una cellula animale e ‘chimere’ in cui le cellule umane sono mescolate con embrioni animali.

Purtroppo, pratiche di questo tipo sono attualmente in corso in tutto il pianeta. Basta prendere atto dei molti bizzarri esperimenti ibridi uomo-animale effettuati in tutto il mondo, secondo un recente articolo pubblicato su Slate.

Tempo fa alcuni scienziati cinesi hanno incorporato geni per le proteine del latte umano nel genoma di un topo, e da allora sono create greggi di capre che producono latte umano. Nel frattempo, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno implementato un sistema per fare crescere uno sfintere anale umano in un topo, allo scopo di studiare nuovi trattamenti per l’incontinenza fecale, e alcuni medici stanno costruendo animali con sistemi immunitari umanizzati da usare come cavie per i nuovi vaccini contro l’HIV.

Ecco alcuni modi in cui gli esseri umani e gli animali vengono combinati:

– Uova di coniglio contenenti cellule umane;

– Maiali aventi sangue umano;

– Pecore aventi fegato umano ;

– Ovuli di mucca contenenti cellule umane;

– Proteine ibride uomo – gatto.

 

E questi sono solo gli esperimenti che ci è concesso di conoscere. Che razza di esperimenti malati e perversi potrebbero essere in corso, senza che l’opinione pubblica ne abbia la minima idea?

Come dicevo prima, viviamo in un’epoca in cui le possibilità nel campo della modificazione genetica sembrano essere infinite. Ma proprio perché siamo in grado di fare qualcosa non significa che si debba effettivamente fare.

C’è da interrogarsi visto che c’è la possibilità di creare qualcosa che non è né completamente umana, né completamente animale, che genere di spirito potrebbe entrare in quell’essere? Quali sarebbero le conseguenze se simili esseri si dessero ad accoppiarsi con altri animali? Potremmo finire per creare creature incontrollabili? Purtroppo, il vaso di Pandora è già stato scoperchiato e ogni giorno che passa diventa più arduo il controllo della creazione di ibridi uomo-animale. Tale tecnologia sta progredendo vertiginosamente in tutto il mondo, al punto che ormai anche gli studenti universitari sono teoricamente in grado di creare nuove forme di vita nei propri garage.

Stiamo entrando in un mondo davvero nuovo e strano, e a quanto pare nessuno è abbastanza sicuro di ciò che tali cambiamenti comporteranno.

C’è sempre da chiedersi quale possa essere lo scopo di tali esperimenti.  Vogliono farci accettare l’idea di creare esseri ibridati? Vorrebbero farci accettare come normale la sperimentazione genetica e la creazione di esseri che sono un incrocio fra animai e esseri umani?

Un ipotesi plausibile potrebbe essere nel farci accettare qualsiasi tipo di manipolazione genetica, rendere le manipolazioni familiari se non addirittura “simpatiche” che prima o poi tutti non le vedranno più come un orribile modo per calpestare la natura

Far apparire simpatica la manipolazione genetica significa anche fare in modo che le persone si abituino alle assurdità della classe dominate, conferendole ogni potere sulla natura e sull’uomo, senza limiti.

Bisogna tenere conto, purtroppo, che sono molti esempi di cose che in un primo momento nessuno avrebbe voluto accettare, ma, alla fine divenute familiari, sono state accettate. Ad esempio, diversi anni fa avrebbero protestato per il livello di invadenza della pubblicità, che oggi ormai appare persino sugli autobus e durante le trasmissioni televisive (in piccoli riquadri).[11] Anche per gli psicofarmaci è successa la stessa cosa, pochi decenni fa non molti genitori avrebbero dato psicofarmaci ai loro figli, ma oggi, purtroppo, molti lo fanno, credendo che siano necessari.[12]

Considerando lo stato attuale della Scienza, ovvero in gran parte finanziata e controllata dallo stesso gruppo che detiene il potere finanziario, economico, politico e mediatico, i problemi morali da sollevare riguardo agli esperimenti genetici sono di vasta portata.

Innanzitutto, se le persone che dominano sono capaci di uccidere persone inermi e di far morire di fame milioni di bambini, come potremmo credere che nel settore genetico agirebbero in modo corretto ed etico?

E se gli esseri paraumani potrebbero essere destinati ad una sofferenza ben maggiore rispetto a quella che tocca agli umani e agli animali non ibridati, poiché solleverebbero gravissimi problemi di accettazione e di definizione della loro natura.? Se già a questo mondo, fra umani, pur essendo geneticamente simili, esistono forme di feroce razzismo e discriminazione, immaginiamo cosa potrebbe accadere se dovessero essere creati esseri ibridati paraumani.     Non è difficile capire che lasciare nelle mani di criminali il potere di agire anche sul DNA umano è pericolosissimo. La comunità internazionale dovrebbe chiedere conto di ciò che sta accadendo nei laboratori di ingegneria genetica, perché quello che vi accade riguarda tutti noi. Non bisogna accettare che gli stegocrati[13] si prendano gioco di noi testando la nostra tolleranza alle loro mostruosità.

Dal mio punto di vista è importante che le persone e i movimenti che si oppongono a tutto ciò sviluppino al loro interno un dibattito che abbia lo scopo di riconoscere chi sono i nemici, gli alleai e si definiscano gli obiettivi e i metodi pe raggiungerli.

Sempre dal mio punto di vista, è importante che si sappia riconoscere che le controparti sono rappresentate dai capitalisti, dalle multinazionali e dai vari governi nazionali, cioè dagli esecutivi che sono i comitati di affari della Borghesia Imperialista. Si debe prendere la consapevolezza che solo scardinandole strutture e le sovrastrutture di questa società la ricerca scientifica potrà essere adeguate alle esigenze delle masse popolari.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] L’Università di Stanford, è un’università privata degli Stati Uniti d’America situata in California.

 

[2] È nata una pecora “alle staminali”, Metro, lunedì 19 febbraio 2018.

 

[3] http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0ahUKEwj9nYPkk7TZAhXCXhQKHRk1AMMQFggoMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.uniroma2.it%2Fdidattica%2FBIOLAPP%2Fdeposito%2FAnimali_transgenici.ppt&usg=AOvVaw1vmDlLQD0RX5Tu25l6K8Ll

 

[4] http://www.lazonamorta.it/lazonamorta2/?p=7283

 

[5] Metto tra virgolette progresso scientifico poiché dal mio modesto punto di vista si può parlare di progresso solo se i risultati vadano a favore dell’umanità intera e in particolare delle masse popolari.

 

[6] http://affaritaliani.it/culturaspettacoli/creato-in-laboratorio-il-bimbo-sciammi.html

 

[7]                                                               C.s.

 

[8] Le chimere sono i mostri mitologici.

 

[9]    http://affaritaliani.it/culturaspettacoli/creato-in-laboratorio-il-bimbo-sciammi.html

 

[10]                                                              C.s.

 

[11] Si potrebbe dire profetico un libro scritto nel 1957 dal giovanilista americano Vance Packard un libro che svelava i trucchi psicologici e le tattiche usate dal marketing, per manipolare le menti e convincere a comprare.

 

[12] Oggi la psichiatria è diventata fonte di corruzione, in modo particolare il tipo di corruzione che vorrebbe demonizzare e dichiarare malato chiunque si discosti dalla norma comunemente accettata. La cosa risalta subito da una lettura del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali in cui chiunque non si uniformi a quanto giudicato normale dalla classe dominante, viene etichettato malato mentale.

 

[13] Per indicare l’attuale sistema di potere molti studiosi utilizzano la parola “oligarchia” o la definizione “élite egemone”. In realtà la parola esatta sarebbe il neologismo “stegocrazia”, parola che deriva dal greco stégos, che significa “tetto, coperchio” (che nasconde) o stèganos (nascosto), e kratos (da kratéo, comandare, governare). Ossia “mi nascondo ma esercito il potere”. Dunque per Stegocrazia bisogna “Potere esercitato da chi si nasconde, da chi non appare”.

LE INTERFACCE NEURALI

•febbraio 11, 2018 • Lascia un commento

 

 

Da quando Nikola Tesla realizzò le prime porte logiche,[1] lo sviluppo dei sistemi informatici e delle loro nuove applicazioni sta per superare ogni immaginazione. Già oggi esistono macchine, robot e sedie a rotelle “intelligenti”, che possono essere comandate con il pensiero attraverso un software in grado di leggere i comandi contenuti nei segnali elettrici prodotti dal cervello umano.[2]

La tecnologia che consente il controllo mentale a distanza di qualsiasi apparecchio o elettromeccanico sfrutta un’interfaccia uomo-macchina chiamata HMI (Human Machine Interface) o BCIs (Brain Computer Interfaces) che, anno dopo anno, sta diventando sempre più potente ed efficiente.

Il famigerato DARPA iniziò a studiare questo tipo di tecnologia, ufficialmente sin dagli anni ’70, in collaborazione con la National Science Foundation e l’Università della California,[3] e l’ultima generazione di interfacce HMI ha quasi mezzo di sperimentazione alle spalle. Questa tecnologia, quindi, è ufficialmente pronta per entrare in servizio e si prepara a rivoluzionare ogni settore di attività dove i dispositivi elettronici vengono ancora azionati e controllati manualmente dall’uomo. I primi dispositivi HMI, per esempio sono già stati impiegati per comporre e suonare musica, filtrare le chiamate telefoniche, realizzare oggetti con stampanti 3D e comandare dei robot con il pensiero.[4]

Nonostante si tratti di una tecnologia considerata fantascientifica solo fino a pochi anni fa, il principio di funzionamento di un’interfaccia HMI è piuttosto semplice da spiegare. Il pensiero del cervello umano è il prodotto di un campo elettromagnetico in cui c’è un’esatta corrispondenza tra singoli concetti e specifiche onde elettromagnetiche che possono essere identificate nel loro significato mentale.    L’associazione tra determinati impulsi elettrici e concetti specifici fa sì che una volta compreso a quali onde elettromagnetiche corrispondo i pensieri, questi ultimi possano essere immediatamente tradotti in linguaggio macchina dal software di riconoscimento.

Attraverso questa tecnica, l’attività elettromagnetica del cervello viene captata e monitorata in tempo reale da un semplice apparecchio senza fili. Una volta posizionato sulla testa come una cuffia stereo, il dispositivo inizia a effettuare un elettroencefalogramma (EEG) mediante una tecnologia di ricezione estremamente sensibile (dotata di sistema multicanale in alta fedeltà) che non richiede neppure il fissaggio a ventosa degli elettrodi sulla pelle.

Più a lungo vengono indossate le interfacce HMI e maggiore è il numero delle informazioni che il software di mappatura mentale riesce a registrare per la successiva fase di lettura di pensiero. Terminato questo lavoro propedeutico di screening mentale (necessario a individuare e registrare le “impronte digitali” dei pensieri in forma d’onda elettromagnetica), tutti i dati raccolti possono essere trasferiti su qualunque altro dispositivo informatico in grado di leggerli.

Le applicazioni pratiche di questa tecnologia sono innumerevoli e vanno dal semplice controllo di tutti i dispositivi elettronici (stampanti 3D, accensione/spegnimento degli impianti di illuminazione, degli elettrodomestici, dei congegni di apertura e chiusura di porte, tende, finestre ecc.), alla guida di sedie a rotelle elettriche, dei mezzi di trasporto o dei robot (avatar a controllo remoto con interfaccia neurale) da destinare alle missioni più pericolose (aree altamente contaminate, zone di guerra, fondi oceanici, spazio, altri pianeti ecc.).

Con la tecnologia HMI, per esempio, i musicisti possono addirittura abbandonare gli strumenti e gli spartiti tradizionali per scrivere e provare la loro musica semplicemente pensando di farlo. Tutti i suoni e le note immaginate dal cervello dei compositori vengono percepiti dagli elettrodi (con funzione di antenna ricevente) di una cuffia speciale sotto forma di onde elettromagnetiche (musica nella dimensione neurale) e trasmesse con modalità wireless a un computer in cui è stato installato il software di riconoscimento per la loro “traduzione” nella corrispondente produzione musicale digitale.[5]

Il sistema HMI può essere utilizzato anche per il filtraggio delle chiamate telefoniche, poiché l’interfaccia riesce a monitorare se lo stato cerebrale del destinatario è impegnato in altre attività, in modo da poter attivare la segreteria telefonica o lasciar passare la chiamata.

L’avvento delle interfacce HMI, oltre a consentire la comunicazione diretta tra il cervello umano e i dispositivi elettrici, sta ampliando notevolmente anche la gamma di relazioni possibili tra macchine e esseri umani. Finora, infatti, il nostro modo di comunicare con i computer, i robot, e le schede elettroniche è sempre stato limitato ad azioni di tipo fisico come girare una manopola, pronunciare qualche comando vocale o digitare dei pulsanti su una tastiera. Il linguaggio umano, invece, si avvale anche di una vasta gamma di informazioni accessorie come le espressioni del volto, il tono della voce o il linguaggio del corpo, da cui è possibile intuire sentimenti e emozioni del proprio interlocutore con conseguenze rilevanti sul nostro processo decisionale. Una delle grandi novità introdotte dalle interfacce HMI riguarda proprio la rimozione dei precedenti limiti comunicativi tra uomo e macchina. Grazie a esse, quindi i computer hanno acquisito anche l’abilità di riconoscere gli impulsi elettromagnetici delle interazioni emotive che accompagnano pensieri, espressioni, parole e azioni umane.

C’è sempre da chiedersi quali possono essere gli sviluppi di questa tecnologia. Rimane un fatto inquietante quando realtà come il DARPA copre col segreto militare le ricerche sugli impianti cerebrali, ma possiamo razionalmente supporre che sia almeno 20 anni rispetto alle attuali conoscenze in ambito civile. Quanto divulgato dagli organi della scienza ufficiale è comunque più che sufficiente per capire che stiamo assistendo all’avvento di una tecnologia in grado di assicurare per la prima volta il controllo assoluto della mente umana.

[1] In elettronica digitale e informatica, una porta logica è un circuito digitale in grado di implementare (cioè di realizzare, simulandone la “logica matematica” mediante opportuni controlli su segnali elettrici) una particolare operazione logica di una o più variabili booleane.

 

[2] Claudio Arrigoni, Muoversi con il pensiero. C’è una carrozzina che sa farlo, Il Corriere della Sera, 26 maggio 2012.

 

[3] Vidal J., Toward direct brain-computer, Annual Review of Biophysics and Bioengineering, 1973, 2 (1): 157-80; J. Vidal, Real-Time Detection of Brain Events in EEG, IEEE Proceeding, 1977, 65 (5): 633-641.

 

[4] Brian Handwerk, Come comandare le macchine con la forza del pensiero, National Geographic, 3 settembre 2013; Ora si può comandare un robot con il pensiero, Corriere del Ticino (Svizzera), 24 giugno 2015.

[5] Brian Handwerk, Come comandare le macchine con la forza del pensiero, National Geographic, 3 settembre 2013.

 

I ROBOT INDOSSABILI E SUPER SOLDATI MADE IN USA

•dicembre 31, 2017 • Lascia un commento

 

 

Lo sviluppo tecnologico ha prodotto sistemi robotizzati indossabili. In gergo tecnico sono chiamati “esoscheletri” e consistono in una sorta di “armature intelligenti” in grado di potenziare la forza e la resistenza fisica dell’uomo.

Tra i principali progetti di ricerca non poteva certamente mancare il settore militare. Tra gli obiettivi di questa ricerca ci sono la creazione di superpoliziotti e di supersoldati.[1]

Ufficialmente la prima sperimentazione degli esoscheletri sarebbe stata effettuata dai militari USA nel 1969, con il finanziamento del progetto Hardimann della General Electric. Nelle intenzioni dei costruttori, questo progetto di aumentare di 25 volte la forza dell’uomo, ma il peso eccessivo dei materiali (600 kg) ne impedì lo sviluppo.[2]

Negli ultimi decenni, invece, l’industria militare è tornata a investire molte risorse nella realizzazione di nuovi esoscheletri e uno dei colossi della produzione bellica, la Lockheed,[3] ha già realizzato un prototipo denominato HULC, con motori pneumatici e idraulici di ridotte dimensioni in grado di aumentare notevolmente sia la velocità che la capacità di carico dei soldati.

Gli esoscheletri di nuova concezione scaricano a terra tutto il peso dell’armatura, mentre i loro “muscoli” artificiali moltiplicano la forza dei soldati, assicurando un alto livello di mobilità sul campo di battaglia. L’HULC, per esempio, permette ai soldati di trasportare 100 Kg sulle spalle come se fossero cinque.

XOS 2 è un altro modello di esoscheletro già in avanzata fase di sviluppo sperimentato nel 2010 dalla Raytheon Sarcose. Si tratta di una tuta cibernetica della corazza decisamente più robusta e ingombrante, mai i suoi motori elettromeccanici consentono uno straordinario consentono uno straordinario incremento della forza umana, con un rapporto peso effettivo/peso percepito di 17 a 1.[4] L’alimentazione dell’intero dispositivo è assicurata da un accumulatore esterno di energia da portare sulle spalle e un soldato dotato di questo tipo di equipaggiamento può svolgere il lavoro pesante di tre uomini. Chi la indossa può camminare anche sui talloni, salire le scale e fare flessioni a terra senza avvertire alcuna fatica. L’entusiasmo dell’industria militare per questo tipo di tecnologia è alle stelle: per il futuro si punta alla realizzazione di nuove generazioni di esoscheletri espressamente ispirati alla tuta di Iron Man.[5]

L’XOS 2 è stato concepito per uso bellico, ma il suo utilizzo in campo medico sta rivoluzionando anche la vita dei malati condannati alla sedia a rotelle. Possiamo quindi facilmente prevedere che la crescente integrazione dell’uomo con i sistemi robotici andrà ben oltre l’impiego militare e la cura delle disabilità. Altri esoscheletri di diverso tipo sono stati realizzati in quasi tutti i paesi appartenenti alle metropoli imperialiste per svolgere diverse funzioni (sia militari che civili).

Il processo di integrazione uomo-macchina è appena iniziato ma nel prossimo futuro le tutte robotiche potrebbero diventare di uso comune ed essere impiegate anche come potenziamenti adatti a tutta la persone.

 

E’ IN ARRIVO UN ESERCITO DI AUTOMI

 

Secondo le previsioni degli esperti, nel giro di due o tre decenni al massimo assisteremo alla comparsa di superpoliziotti e di super soldati robot che avranno caratteristiche a quelle descritte nei film Robocop e Terminator. La loro costruzione non è più fantascienza, ma una priorità assoluta per l’amministrazione militare americana che ne sta finanziando la ricerca. I nuovi soldati robot, come spiega Gordon Johnson del Joint Forces Command USA, non avranno nessun “difetto” di tipo umano: “Non avranno fame, non dimenticheranno gli ordini ricevuti, non saranno sopraffatti dalle emozioni, non gliene importerà niente se un loro camerata verrà colpito a morte, insomma assolveranno il loro compito mollo meglio dei soldati tradizionali”.[6]

La storia dei robot militari ha avuto ufficialmente inizio con il Goliath, costruito dagli scienziati della Germania nazista nel 1943. Fu il primo veicolo corazzato da combattimento a essere equipaggiato con motori elettrici filoguidati e, grazie all’uso dei cingoli e grazie all’uso dei cingoli e a una discetta manovrabilità, poteva riuscire a portare il suo letale carico di esplosivo fino alle linee nemiche. Durante la battaglia di Kursk (5-16 luglio 1943), per esempio, venne utilizzato per aprire dei varchi all’interno dei campi minati nemici: l’esplosione di un singolo Goliath rendeva transitabile un’are con un raggio di 45 metri. Ne furono prodotti circa 700 esemplari e il Goliath è ancor considerato una pietra miliare nello sviluppo delle tecnologie robotizzate con guisa a distanza.[7]

I robot militari di ultima generazione sono già entrati in servizio, ma risulta che non possono ancora fare a meno del controllo meno. Ciononostante, la loro intelligenza artificiale continua a progredire di anno in anno e con il passare del tempo diventeranno completamente autonomi e indipendenti. La loro costruzione ha preso il via con il Future Combat Systems, approvato nel 2003 dal Pentagono con lo stanziamento di 127 miliardi di dollari (che è uno dei più grandi investimenti della storia). Il programma originario è stato poi sostituito nel 2009 dell’Army Brigade Combat Team Modernizzation Program (BCT Modernanizzation), un progetto ancora più ambizioso, che prevede una massiccia introduzione della tecnologia robot delle forze armate.

L’Europa, risulta che sta finanziando un progetto per lo sviluppo di robot destinati all’uso civile chiamato Walk-man (acronimo di Whole Body Adaprive Locomotion and Manipulation). La sua realizzazione è stata affidata a Niikos Tsagarakis, lo scienziato che coordina il lavora dei ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) e del centro di ricerche Piaggio dell’Università Pisa. Il primo Walk-man realizzato dal team di ricercatori è alto 1,85 metri e pesa all’incirca 100 Kg, può roteare il busto di 180° gradi ed è in grado di manipolare gli oggetti dietro lo schiena. Rispetto ai precedenti modelli realizzati finora dallo stesso istituto, ha un ridotto consumo di energia e un movimento dei giunti più fluido ed elastico.

Walk-man è stato concepito per operare in qualsiasi condizione e quindi riesce a muoversi su terreni irregolari, ambienti stretti o attraverso la folla. Grazie ai sensori e allo speciale software in dotazione, questo robot può superare gli ostacoli, ad aprire le porte, a salire le scale e a manovrare gli utensili di lavoro. Il suo corpo è interamente ricoperto da una protezione morbida che gli consente di ammortizzare gli urti accidentali. Il sistema di visione è dotato di uno scanner laser 3D e di telecamere supplementari che forniscono una visione molto ampia dello spazio in cui camminare e agire. Questo robot è già in grado di operare in modo completamente autonomo (senza controllo remoto dell’uomo) e sa riconoscere la diretta tipologia degli oggetti da utilizzare (distinguendone forma, peso e consistenza),[8]  ma non dispone ancora di una vera e propria intelligenza artificiale basata sulle reti.

Questa accelerazione del robotizzazione nel settore militare negli USA, deve essere vista con le difficoltà che sta vivendo l’imperialismo, dove fa la voce grossa ma non fa più paura come un tempo. Un esempio lampante è la vicenda inerente la Repubblica Popolare Democratica di Corea che ha sfidato l’imperialismo USA sul terreno che crede di essere più forte: quello nucleare. La campagna propagandista di denigrazione della Borghesia Imperialista di presentare l’intero paese come una prigione a cielo aperto e il presidente Kim Jong-un come un demente crudele, nasconde queste difficoltà.

Un altro elemento delle difficoltà dell’imperialismo USA sta nel fatto che ha bisogno non solo della NATO, per affrontare le minacce al suo dominio, ma anche di una serie alleati occasionali e di nemici storici; un esempio lampante è la lotta contro l’ISIS dove ha avuto bisogno dell’intervento militare della Russia, dei Curdi e degli Iraniani senza i quali avrebbe dovuto scendere a terra cosa estremamente difficile e pericolosa da tutti i punti di vista come dimostrano i rovesci subiti in Iraq ed in Afghanistan.

Ora per fare una politica muscolare devi avere i muscoli, che sono di due tipi: economici e militari.

Da un punto di vista economico gli USA sono un paese sull’orlo della bancarotta, privo di una politica economica in quanto i problemi a tappeto sono insolubili, con un mercato del lavoro ingessato, un PIL pro-capite in ristagno, mentre quello globale ha una crescita asfittica ed inadeguata.

Per quanto riguarda l’aspetto militare, l’esercito USA è costoso, è nello stesso tempo strapontente e impotente. Si rileva: “Lo scorso anno l’esercito (…) ha avuto bisogno di 9000 reclutatori per arruolare 62mila soldati; poco più di una recluta ogni due mesi per ciascun reclutatore (…) nel contempo dei 62mila neofiti nell’esercito rientrava una piccola quantità di reclute “categoria mentale IV” ovvero la più bassa. L’intero processo è oltremodo dispendioso. Oggi il costo complessivo del personale costituisce più del 50% del bilancio annuale delle forze armate…”.[9]

In data recente il personale militare attivo è di circa 1,4 milioni,[10] cifra modesta per chi voglia dominare il mondo: gli USA possono distruggere chiunque con le armi atomiche, che però non sono servite in guerre (che nello stesso tempo erano lotte di liberazione nazionale) come quella del Vietnam dove furono impiegate 500.000 soldati (ed altrettanti alleati) che non bastarono e adesso con un esercito di élite di militari di professione (a volte con basso quoziente intellettivo) si possono fare interventi militari “leggeri”, poco più di 100 mila effettivi (Iraq e Afghanistan) con cui puoi occupare solo le zone chiave del territorio dove ti trovi più ad essere assediato  che occupante; per questi motivi l’imperialismo USA ha bisogno di alleanze quanto mai eterogenee per scendere terra, mettendo insieme – come si diceva prima – Curdi e Iraniani e facendosi aiutare anche dai nemici storici come i russi.

 

[1] Ovviamente questo tipo di ricerche non investono solo il settore militare, ma anche l’ambito medico, poiché consente ai disabili con problemi motori di tornare a muoversi e camminare in maniera del tutto autonoma.

 

[2] Hardiman I Arm Test, General Electrric Company, Schenectady, New York, 12305, 31 dicembre 1969, ONR code 455.

 

[3] Teniamo conto che circa il 50% dei fondi destinati dal pentagono all’acquisto di armamenti era andato ai 20 maggiori contrattisti, che avevano monopolizzato la produzione dei più importanti sistemi d’arma. Si è consolidato così il monopolio che i colossi dell’industria avevano negli ultimi decenni. La Lockheed aveva avuto così il contratto per la produzione del C.141, inoltre, la Lockheed per trent’anni aveva fornito alla Marina tutti i missili balistici dei sottomarini dai Polaris ai Poseidon, dai Trident 1 ai Trident II.

 

[4] Eric Marrapodi e Chris Lawrence, Future soldiers may be wearing ‘Iron Man’ suits, CNN, 12 novembre 2010.

 

[5]                                                                    C.s.

 

[6] Timi Weiner, New Model Army Soldier Rolls Closer in te Battle, New York Times, 16 febbraio 2005.

 

[7] Arrigo Petacco, La seconda guerra mondiale, Armando Curcio, Roma 1979.

 

[8] Il robot Walkman in partenza per la DRC di Los Angeles, Comunicato stampa dell’Università di Pisa, 13 maggio 2015.

 

[9] Vedere L. Wilkerson, Non possiamo affidarci sempre ai mercenari, in Limes n. 11, 2016, p. 69, dove il discorso in sostanza sta nel fatto che ai mercenari si possono affidare funzioni accessorie ma non realizzazione della politica USA che non può che essere affidata ad uno strumento che risponda alle direttive del governo e non alla logica del profitto di una grande impresa. Però le multinazionali della guerra possono pagare stipendi più alti di quelli di uno Stato indebitato e possono sottrargli la migliore forza lavoro disponibile, anche per questo motivo le difficoltà di reclutamento da parte del governo USA che deve, a volte accettare gli scarti.

 

[10] Vedi editoriale, La Cina si avvicina l’America si allontana, in Limes n. 1, 2017, p. 21.