ALCUNI ESEMPI DELL’UTILIZZO DELLA REALTA’ VIRTUALE AI FINI MILITARI

•febbraio 18, 2019 • Lascia un commento

 

 

Quando parliamo della Realtà Virtuale bisognerebbe aprire un dibattito sul problema etico che il suo utilizzo pone. Ricordiamoci del film Total Recall che in italiano era stato tradotto come Atto di forza, interpretato da Arnold Schwarzenegger, dove il protagonista era sottoposto a una macchina capace di imprimere nel cervello le emozioni, le sensazioni e tutti gli aspetti di una realtà costruita dell’individuo stesso. Nel film c’è addirittura un’agenzia turistica che al posto di far viaggiare i clienti, li soddisfa imprimendogli nella mente le emozioni di una vacanza contenente tutti gli aspetti richiesti: sole, mare, belle donne, azione e che più ne ha ne metta.

Se pure esageratamente coinvolgente il mondo virtuale che nel film è proposto agli ipotetici clienti di quest’agenzia rappresenta però uno spunto interessante dal quale partire per chiedersi se, in effetti, l’utilizzo di una Realtà Virtuale non possa in qualche modo essere nocivo per l’essere umano.

Se si andasse verso un utilizzo incondizionato di sistemi virtuali c’è il serio rischio di andare incontro ad una serie di problematiche. Una di queste riguarda la possibilità di un costante estraniarsi dal mondo reale e di conseguenza un disadattamento sempre più marcato alla realtà, con la perdita della propria identità e forse una pretesa d’autosufficienza che può arrivare all’incapacità di socializzare.

Un’altra problematica riguarda il concetto di libertà: fino a che punto, in effetti, un individuo è libero all’interno di un sistema virtuale? Attualmente la libertà di muoversi e di agire sembra molto limitata dalle scelte che preventivamente sono state “inserite” da chi ha concepito il mondo virtuale nel quale ci si trova. Questo significa un grande pericolo per la persona umana poiché la Realtà Virtuale in questo modo si presta a essere manipolata e nasconde in sé un perfido tranello perché, pur dando l’illusione di libertà, obbliga chi la vive a restare all’interno di una volontà predefinita e il pericolo sussiste soprattutto se i sistemi sono utilizzati a scopi educativi i formativi.

Ma non posiamo scordarci che i più grandi sforzi economici per sviluppare attrezzature e sistemi virtuali sono stati fatti dagli eserciti più potenti al mondo (in sostanza da parte degli eserciti dei paesi imperialisti).  I costi per sostenere le prove e gli addestramenti militari reali sono talmente alti da giustificare senza un dubbio anche un costo esorbitante per costruire attrezzature virtuali, ed è per questo che la prima stazione completamente virtuale e funzionante fu costruita proprio dal direttore del centro di ricerche sulla Realtà Virtuale dell’Air Force degli USA: Thomas Furness III.

Se la guerra diventa sempre più virtuale, però il virtuale diventa sempre più realistico creando il cortocircuito dagli aspetti molto inquietanti soprattutto se riflettiamo sul fatto che i bambini seduti oggi davanti alle playstation potrebbero essere i piloti di domani. Se il cinema di guerra, strumento di propaganda per eccellenza, è abbandonato dai giovani, ecco i video giochi sono pronti a occupare il suo posto. Il videogame più venduto nel 2009 è stato Call of uty: Modern Warfare 2, ambientato in Afghanistan, versione aggiornata di un altro gioco da hit parade contro una non meglio precisata nazione del Medio Oriente.

Il gioco Medal of Honor (lanciato nei negozi il 12 ottobre 2012) si apre cronologicamente poco prima degli attacchi dell’11 settembre. Il giocatore-avatar Si ritrova nelle vesti di un navy seal infiltrato tra le file dei talebani a Gardez, in Afghanistan. Il gioco è talmente realistico che, mentre si viene paracadutati sul terreno, si possono ascoltare le trasmissioni dei talebani insieme ai notiziari in inglese proveniente da Manhattan.

Nel maggio 2010, ad esempio, la marina statunitense ha deciso di utilizzare i videogiochi anche per l’addestramento fisico degli arruolati. L’utilizzo di software specifici per il fitness, come i videogiochi per Wii servirebbero a rendere meno traumatica l’esperienza delle nuove reclute. Rispetto al passato, infatti, i nuovi arrivati sotto le armi hanno più difficoltà a mettersi in forma, con un aumento esponenziale degli infortuni che capitano nei Boot Camp (addestramento stile marines). I videogiochi potrebbero essere un buon sistema per introdurre i giovani all’attività dei campi d’addestramento senza che si facciano troppo male. In ogni caso, resta da più vedere l’effettiva applicazione pratica di tali idee.

Nel frattempo l’aviazione degli Stati Uniti non esita a promuovere la sua immagine e a fare reclutamento nei siti Web più frequentati dai videogiocatori, con alcuni Banner chiaramente ispirati al mondo dei videogiochi, pensati per stuzzicare e incuriosire i patiti della playstation. Il Banner che rimanda al sito ufficiale dell’US Air Force, ad esempio, si presenta in una veste grafica particolare, un misto tra il menu di un videogioco e un’avventura grafica “punta e cicca”.[1]

La realtà virtuale tuttavia presenta notevoli vantaggio anche per l’addestramento di ogni aspetto legato alla guerra e l’utilizzo in remoto di equipaggiamento militare.

Le esperienze videoludiche entrarono a far parte dell’addestramento dei militari di qualsiasi corpo già negli anni ’80, e con l’evoluzione delle tecnologie relative e della grafica si sono rivelate via via sempre più importanti e funzionali. L’arrivo della realtà virtuale renderà il legame tra sviluppatori di simulazioni ed eserciti di tutto il mondo sempre più stretto.

Ad esempio, un’azienda coreana, DoDAAM, ha già prodotto una serie di esperienze per l’addestramento dei soldati. Una delle più interessanti riguarda il paracadutismo. Il candidato è legato ad una imbragatura in tutto e per tutto simile a quella di un vero paracadute e indossa un visore VR attraverso il quale ha una visione in soggettiva e a 360° dello scenario possibile dopo un lancio. Tramite l’imbragatura è in grado di dirigere i suoi movimenti nello spazio virtuale, che risulta così una perfetta simulazione di un vero lancio, senza però tutti i rischi che questo comporta. Sempre la stessa azienda coreana, ha sviluppato un software che trasforma l’Oculus Rift in un binocolo usato nelle postazioni dei cecchini per individuare la posizione del bersaglio e comunicarlo al tiratore.

 

 

La realtà virtuale può simulare scenari di guerra, guida di veicoli come auto, carri armati, jet, natanti di qualsiasi tipo, situazioni di pericolo generico e perfino essere usata per l’addestramento del personale medico, riducendo contemporaneamente costi, tempi e rischi.

Un’azienda britannica, la Plextex, collabora da anni con l’esercito ed è specializzata proprio in addestramento del personale medico in situazioni belliche. Per rendere le loro esperienze virtuali maggiormente efficaci, hanno deciso di abbandonare il controller Xbox usato fino ad ora, e hanno sviluppato Razer Hydra, un controller che dà indipendenza alle mani e distacca completamente l’utente da eventuali ricordi legati ai propri pomeriggi a divano e videogiochi (va tenuto presente che le reclute che vengono addestrate hanno un’età massima di 24 anni, ed è anche per questo motivo che questa tecnologia ha un impatto notevole).

 

 

Sempre in GB, Visualise ha invece, similmente a DoDAAM, creato una serie di esperienze in realtà virtuale per varie fasi e aspetti del reclutamento e dell’addestramento. Dai dati riportati sul sito dell’azienda, il numero di richieste di entrata nell’esercito è aumentato notevolmente con circa il 50% in più rispetto all’anno precedente.

Al di là dei vantaggi a livello di costi (uno scenario di addestramento deve essere allestito, eventuali proiettili vanno sparati etc.) e di tempo, la realtà virtuale ha anche il vantaggio di rilassare maggiormente il candidato. Nell’addestramento tradizionale spesso le reclute si comportano come da manuale per poter passare l’esame, mentre nell’esperienza virtuale sono maggiormente naturali, permettendo in questo modo una valutazione più accurata delle loro capacità effettive. John Eggert, project manager per un progetto di addestramento con VR dell’esercito americano, fa inoltre notare come in alcuni settori le competenze siano poco durature se non applicate. La realtà virtuale permette, grazie al maggiore interesse che stimola, una ritenzione delle informazioni che supera di gran lunga quella delle esperienze di addestramento normali.[2]

Altri strumenti che sono utilizzati nei diversi ambiti dove sono effettuati gli addestramenti militari sono:

  • Simulatori di volo. L’esempio più diffuso di utilizzo della realtà virtuale in ambito militare e quello dei simulatori di volo. Questi ultimi hanno una lunga tradizione, ma solo di recente sono stati modernizzati proprio attraverso la tecnologia della realtà virtuale.
  • Simulatori di combattimento. Questo è un altro ambito militare nel quale viene utilizzato la realtà virtuale. Nell’addestramento degli occhiali speciali proiettano una serie di immagini che si muovono quando si muove la testa.
  • Simulatori di sottomarino – sono soprattutto i corpi della mariana a utilizzare questo tipo di simulatore che serve a riprodurre un sottomarino. Sono molto meno realistici dei simulatori di volo poiché nei sottomarini non esistono finestre sull’esterno.
  • Mappatura dei luoghi. La realtà virtuale vie utilizzata dall’esercito USA anche per la mappatura dei terreni di combattimento.

 

L’addestramento non è tuttavia l’unico utilizzo della realtà virtuale. Questa tecnologia può essere impiegata anche sul campo. In Russia stanno sperimentando Svarog, un elmetto dotato di visore VR con il quale controllare i droni. Le caratteristiche di questo visore sono piuttosto interessanti. È abbastanza ingombrante, perché “esce” di ben 10 cm dalla testa dell’utente, ma pesa solo 400 gr. Lo schermo VR incorporato ha una risoluzione di 5120×2180, molto più alta della risoluzione di un normale schermo di computer. Questo permette la visione nel dettaglio perfino di singoli soldati nel campo nemico anche da altezze considerevoli (che servono per mantenere il drone in sicurezza). Oltre alla visione in sé, Svarog controlla i movimenti del drone. Con la testa si controlla l’altezza e grazie ad un dispositivo di ET incorporato nel visore, lo sguardo controlla la direzione. I vantaggi rispetto ad un monitor normale sono essenzialmente legati alla reattività del pilota di drone. Tramite il visore VR il pilota si trova immerso nel campo di battaglia ed è quindi molto più reattivo.

 

Non è difficile ipotizzare un uso sempre più massiccio di realtà virtuale e aumentata in questo settore delle attività umane. Tuttavia si pone un problema di carattere etico-morale. Mentre le esperienze sono sempre più realistiche e atte ad addestrare un soldato a fare il suo mestiere, il comparto ludico della VR è anch’esso sempre più orientato a restituire un’esperienza realistica ai giocatori. Ma nel caso dei giochi di guerra, non staranno addestrando semplici cittadini a farli diventare dei soldati?

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Sabina Morandi, la guerra dei droni L’invasione degli UAV aerei senza pilota e robot assassini segretamente prodotti da tutti i governi del mondo, Coniglio Editore.

 

[2] https://www.augmenta.it/addestramento-militare-realta-virtuale/

 

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GLI ILLUMINATI DI MORIAH

•febbraio 11, 2019 • Lascia un commento

 

 

 

 

 

Come premessa dovuta, quello mi accingo a raccontare è un racconto dove prevale l’aspetto delle leggenda, del mito, del racconto allegorico; sull’aspetto storiografico vero e proprio.

Affrontare la storia degli Illuminati significa affrontare come dicevo prima (ed è bene ribadirlo) un argomento dove la realtà storica si confonde tra la leggenda. Tanto è vero che oltre agli Illuminati di Baviera di Adam Weishaupt che è l’unica realtà storicamente provata c’è da dubitare che esistano. Parlare del potere delle società segrete che eserciterebbero nel mondo, una mente equilibrata, razionale e dotata di buon senso dubiterebbe di simili affermazioni. Una prima eloquente risposta si potrebbe trovala nelle dichiarazioni rilasciate nel 2008 dall’ex ministro Giulio Tremonti, quando ospite di due ben noti programmi televisivi RAI, rispettivamente Porta a Porta (14 febbraio 2008) e Anno Zero (6 marzo), parlando della globalizzazione e della crisi economica non solo fece il nome degli Illuminati, definendoli “pazzi autentici”, precisò che alcuni di loro operavano e che poteva addirittura i nomi. [1]

Un altro indizio storico dell’esistenza di questa società segreta e del suo potere, può verni dalle dichiarazioni del Primo Ministro inglese che nel 1876 affermò che le monarchie avrebbero cominciare ad avere cura non più soltanto delle “relazioni diplomatiche con le altre nazioni, con i loro imperatori, re e ministri, ma anche di quelle con le società segrete che avevano ormai agenti ovunque ed erano in grado di sconvolgere i piani del governi”.[2]

Per avvicinarsi a comprendere la visione della realtà secondo il punto di vista degli Illuminati, occorre in primo luogo smettere di ragionare da profani. In ambito esoterico, il profano è colui che non ha vissuto l’iniziazione, ovvero una serie di eventi, spontanei o indotti, che lo abbiano portato a riformulare profondamente la sua percezione e concezione dell’essenza della realtà che lo circonda.

L’iniziazione è la prima fase di quello che esotericamente si definisce “risveglio “dal sonno in si viene forzatamente immersi fin dalla nascita a causa dei ripetuti indottrinamenti imposti dal sistema di potere vigente, dalla società in cui si vive e dalla famiglia in cui si cresce. Di fatto, idee che si credono proprie provengono in realtà da altri. Alla base vi è dunque un condizionamento che influenza non solo le idee ma anche le scelte e le azioni che il soggetto compie nel corso della sua vita. Ciò appare evidente per esempio quando ci si reca in una nazione che abbia una cultura e un sistema di potere differenti da quelli in cui si è nati. Allora tutto assume una connotazione più chiara e magari ci si rende conto di come molte cose che sembrano dati di fatto non siano altro che pregiudizi. In un certo senso, questo cambiamento di percezione è assimilabile a ciò che differenzia un profano da un iniziato.

Cerchiamo di vedere la differenza che passa tra esoterismo e occultismo.

Capire questa differenza a causa della confusione causata dall’uso improprio che i media hanno fatto di questi termini. Nella realtà esoterismo e occultismo non sono sinonimi, quindi non vanno usati come tali.

Quando il fedele di una qualsiasi religione ricorre alla preghiera per ottenere qualcosa dalla sua divinità, senza saperlo si sta servendo di una formula esoterica per fini occultistici. La preghiera o il mantra ecc. è insieme di suoni e frasi compilato da esperti di leggi metafisiche, ovvero quelle leggi che regolerebbero fenomeni che accadono nel mondo dell’invisibile. Metafisico significa al di là del fisico. Come ci sono scienziati che studiano le leggi regolanti il mondo della natura, parimenti – da decine di migliaia di anni – esistono scienziati impegnati nello studio delle la dimensione che viene definita “soprannaturale”- il motivo di tali studi è la convinzione, maturata sulla base di una osservazione diretta proseguita segretamente per centinaia di generazioni, secondo cui concentrando la propria volontà, l’emozione e il pensiero su un determinato oggetto o evento, si aumentano le probabilità che esso si manifesti nel mondo materiale. Proviamo immaginare il nostro cervello come un coltello che affondi in una torta. La parte superiore è morbida. Quello è il mondo metafisico. Scendendo nel taglio, la consistenza della torta aumenta. Quello è il mondo fisico. In altre parole povere, l’esoterismo è la descrizione delle leggi (e delle modalità del loro funzionamento) relative al mondo metafisico. La messa in pratica di quanto appreso, invece – ovvero impastare la torta, cuocerla e tagliarla per assaporarne le fette – prende il nome di occultismo. L’occultismo è dunque la messa in pratica delle leggi esoteriche.

Ricapitolando: un esoterista è uno scienziato che effettua ricerche, studia, descrive e tramanda le leggi esoteriche. Un occultista è colui che usa certe leggi esoteriche per ottenerne una manifestazione materiale nella dimensione fisica (potere, soldi, salute, amore, ecc.). La cosiddetta “grazia” o il “miracolo” ottenuti tramite preghiere o altri riti sono il frutto di operazioni che rientrano nell’ambito dell’occultismo.

Alla luce di tutto ciò, si consideri l’ipocrisia o l’ignoranza di certi fondamentalisti/dogmatici che puntano il dito contro le religioni diverse dalla loro e le definiscono “sataniche”, associandole all’adorazione delle forze del “male”. Chiunque ricorrendo a preghiere, rivolte a qualsiasi divinità o santo di qualsiasi religione, attiva di dinamiche occultistiche che innescano forze che non hanno nulla con le interpretazioni profane basate sul “basate” e il “male”. Per colpa dell’oscurantismo, ancora oggi, nel XXI secolo, esistono persone che, pur usando computer e navigando su Internet, credono che Satana sia un mostro rosso con le corna e il forcone. E in questo modo non sono preparate a difendersi    né spiritualmente né fisicamente da ciò che è in realtà l’essenza del male.

All’atto pratico il “male” nasce dall’incapacità di una certa parte degli esseri umani di controllare gli istinti di sopraffazione, retaggio della loro primitiva origine animalesca. Inoltre, secondo l’esoterismo, in particolari condizioni emotive e di stress, in assenza di lucidità mentale dovuta a stanchezza, assunzione di stupefacenti o a vecchiaia, le forze naturali di “distruzione” che equilibrano quelle opposte di “costruzione” prenderebbero il controllo della mente dell’individuo e lo strumentalizzerebbero. In tal modo, senza accorgersene, l’individuo compie azioni che direttamente o indirettamente producono “male” fisico, psicologico ecc. creando caos laddove invece le forze della “costruzione” favorirebbero l’ordine. Non si tratterebbe dunque di un conflitto in se senso morale fra “bene” e “male”, ma piuttosto di due polarità che esercitano la loro funzione secondo natura: polo positivo e polo negativo come quelli che si trovano in qualsiasi batteria e in qualsiasi componente della Terra nonché dell’Universo fisico. Due forze contrapposte le cui azioni consentono il mantenimento in equilibrio dell’intero Universo e dunque la sua esistenza. La parola chiave della vita è “dinamica”, che scaturisce dalla differenza di potenziale. Per capirci, se due oggetti non avessero differenza di temperatura, non vi sarebbe il passaggio di calore da un corpo all’altro. Parimenti per l’Universo. Se non vi fossero due polarità opposte dall’intensità variabile che spingono in direzioni differenti, vi sarebbe stasi assoluta. Nell’essere umano la stasi assoluta corrisponderebbe all’assenza di processi fisiologici, il che si tradurrebbe nella morte.

   Questi concetti sono alla base della cultura degli Illuminati, che praticherebbero l’occultismo da migliaia di anni al fine di garantire il successo delle loro azioni politiche, militari ed economiche, nonché la neutralizzazione psicologica o fisica dei nemici. Ma, tutto ciò che viene alterato attiva un processo cosmico di riequilibrio. Di conseguenza gli Illuminati che sono fini conoscitori di testi antichi, come quelli di matrice sumero-babilonese ed egiziana, per neutralizzare il ribilanciamento, ciò che in gergo viene chiamato “colpo di ritorno”. In questo modo, secondo il loro credo, avrebbero creato una sorta di bolla che starebbe gradualmente “tagliando fuori” il pianeta Terra e tutte le forme di vita autocoscienti che lo abitano dalla connessione naturale con la Sorgente di ogni cosa, ovvero, con l’entità che viene definita Dio.     

   Ma attenzione: da un punto di vista esoterico puro, la divinità non è quella che viene descritta dalle religioni. Le divinità religiose sono chiamate egregore: forme di energia intelligente, alimentate e plasmate a somiglianza dei loro creatori. Un adagio cabalistico recita: gli uomini sono dèi mortali. Gli dèi sono uomini immortali. Ciò significa che in realtà la scintilla divina, quella vera, originale, è presente in ogni essere umano.  Le divinità delle religioni si creano attraverso dei particolari rituali di occultismo con cui alcuni sacerdoti della religione di riferimento (secondo le regole dei loro testi sacri o, come accade più spesso secondo le convenienze dei vertici del potere.

Ci sono delle teorie definite cospirazioniste, nonché secondo una certa tradizione esoterica, i reali vertici delle religioni o delle società iniziatiche (come la Massoneria) non sono quelli dichiarati ufficialmente. Sempre secondo queste teorie gli Illuminati di Baviera avrebbero imparato questa strategia di infiltrazione da personaggi appartenenti a un culto molto antico discendente dalla Confraternita Babilonese, a sua volta appartenenti al gruppo esoterico-occultistico più potente di ogni tempo: l’Ordine del Serpente. Secondo queste teorie da questo Ordine derivarono tre fratellanze: la bianca, la verde e la gialla. Più che di una società segreta, stiamo parlando di una vera e propria civiltà occulta di origine sumera che corrisponde ai veri Illuminati. Sempre secondo queste teorie, molte delle religioni esistenti, sono state create nei millenni propria da questa antichissima civiltà a scopi politici e militari, e ciò le avrebbe consentito di dominare segretamente l’intera storia umana.

Questo disegno starebbe cominciando a delinearsi in modo evidente in questo periodo storico. Se questa teoria fosse esatta e l’Ordine del Serpente stesse cominciando a reclamare ciò che ritiene suo di diritto, ovvero l’intera superfice terrestre, l’umanità si troverà del tutto impreparata non solo a confrontarsi   con poteri politici, militari ed economici in grado di creare con l’inganno una dittatura finanziaria, ma anche a difendersi da rituali occulti che per millenni sono stati portati avanti a sua insaputa nell’ambito dei vari imperi religiosi di cui si fidava ciecamente. Secondo le conoscenze esoteriche degli Illuminati, infatti, tutte le divinità di ogni religione farebbero capo a una egregora regia, spesso chiamata Monas (in italiano Monade), ovvero un mostruoso parassita planetario alimentato attraverso i riti occulti di tutti o vertici degli Illuminati che, in cambio del nutrimento, garantirebbe protezione, potere e prosperità ai suoi servitori. Tutte le sette create dagli Illuminati come gradini di una piramide alimenterebbero questa creature energetica che si trova al vertice e che viene secoli spacciata ai fedeli, sotto vari nomi e abiti, come il dio supremo.

La cosa terrificante è la natura del nutrimento di tale mostro: una particolare forma di energia prodotta dalle emozioni legate alla sofferenza, al terrore, alla disperazione che provano gli esseri umani quando capiscono di essere uccisi. A questo scopo, si arriva ad ipotizzare una cosa veramente tremenda ovvero che gli Illuminati e i loro agenti rapirebbero donne e bambini per sacrificarli, dopo atroci torture che ne aumentino la paura fino alla follia, in determinati luoghi caratterizzati da un forte elettromagnetismo, naturale o indotto tramite particolari dispositivi. Sarà per questo che ogni anno nel mondo spariscono migliaia di bambini? Scomparse che avvengono nell’assordante silenzio dei mass media.

Contrariamente a quanto sostiene ufficialmente la Chiesa Cattolica per oltre 1.700 anni, lo stesso cristianesimo avrebbe una componente segreta, esoterica, riservata dunque ai soli iniziati. È ciò che risulterebbe dal contenuto di un Vangelo integro ritrovato a Nag Hammadi (in Egitto) nel 1945. La traduzione in lingua copta, su papiro, di un testo risalente al I° secolo d.C. Sarebbe stati scritti da un uomo che si presenta come “Didimo” Giuda “Tommaso” di Gesù (dove i termini “Didimo” e “Tommaso” che significano “gemello”). Nonostante si tratti appunto di una traduzione, risulta comunque il più antico dei vangeli finora ritrovati. E, cosa ancor più importante a differenza dei quattro vangeli canonici non è stato modificato nel contenuto. Nessuna sua parte è stata infatti ritradotta eliminando concetti non confacenti a interessi politici o religiosi. Si tratta di una scoperta importantissima non solo per i   suoi contenuti, che rileggono il messaggio del Cristo restituendogli di un’attualità sconcertante, ma soprattutto perché ha dimostrato quanto da tempo si sospettava, ovvero che anche il cristianesimo aveva una matrice esoterica occulta (ma sarebbe meglio dire occultata).

Ad ogni modo gli Illuminati praticherebbero le arti occulte servendosi dell’energia che gruppi di “maghi-sacerdoti” trarrebbero dai fedeli per poi usarla come un’arma contro il bersaglio designato. Secondo il credo occultista, la persona, il gruppo o la nazionale sotto attacco vengono colpiti da una serie di coincidenze “sfortunate” dagli esiti tragici. Analoghi rituali verrebbero usati anche per favorire le operazioni militari. Per questo motivo le dichiarazioni di guerra vengono fatte in prossimità delle date in cui avvengono sacrifici   di massa alle loro divinità guerriere. L’olocausto in questo caso, è costituito direttamente dalle vittime del conflitto, in particolare da quelle innocenti. Allo stesso modo, i loro occultisti creano scudi energetici che li proteggono dalle maledizioni scagliate da fazioni avverse, anch’esse appartenenti agli Illuminati.

Riassumendo: la parte segreta di ogni religione o culto prevede una componente esoterica le cui leggi possono essere usate sia per evolversi spiritualmente sia per ottenere vantaggi materiali. In quest’ultimo caso si parla di occultismo. Si tratta di rituali accompagnati da orazioni molto simili a quelle che nei libri fantasy vengono usate nelle cosiddette “arti magiche”. Secondo alcune teorie gli Illuminati, come le religioni e i culti segretamente controllati da loro, farebbero da millenni ampiamente uso di questi “incantesimi” sfruttando come fonte di potere l’energia emozionale degli esseri umani, trattati a tutti gli effetti alla stregua di batterie, sia che si tratti di fedeli sia che si tratti di vittime sacrificali.

 

MORIAH E GLI SPLENDENTI

 

Gli Illuminati, il nome che Adam Weishaupt diede all’Ordine dei Perfettibili, in realtà era ispirato a quello di una civiltà le cui origini considerate affondano in tempi talmente lontani da essere considerate un mito già all’epoca degli antichi sumeri. La famiglia progenitrice di tutti gli Illuminati si chiama Casa dei Padri, Ordine degli Splendenti o come venne ribattezzata in seguito più impropriamente Ordine del Serpente e l’Ordine del Serpente. Da essa ebbero origine due diverse confraternite: la Fratellanza del Serpente e l’Ordine dell’Antico Serpente. Non vanno confuse tra loro perché hanno orientamenti morali completamente opposti. La prima, infatti, ha posto le basi della civilizzazione moderna ed è la depositaria di una scienza antichissima basata sulle conoscenze esoteriche ereditate dalla Casa dei Padri. Filosofia, teosofia, teurgia, scienza politica e alfabeto, che favorirono lo sviluppo di tutte le altre civiltà, derivavano le loro conoscenze.

Il secondo ramo, l’Ordine dell’Antico Serpente, considerava le altre razze alla stregua di animali domestici. La mentalità della moderna élite degli Illuminati, i Moriah e la sua volontà di schiavizzazione e dominio, discendono da questo gruppo. Estremamente ambizioso e assetato di potere l’Ordine dell’Antico Serpente sfruttò le conoscenze dei Padri non per educare, ma per indottrinare e sottomettere le popolazioni. A questo scopo, i suoi membri iniziarono a praticare l’occultismo e a creare sette e religioni dedite al culto delle egregore.

Dall’Ordine dell’Antico Serpente scaturirono varie confraternite, fra cui la Verde, che diede origine al “culto del serpente” e quella di Esculapio che giunse fino in Grecia, nonché la Fratellanza Babilonese da cui originò il ramo principale dei Moriah, in cui sarebbero poi confluite tutte le altre confraternite. Gli Illuminati moderni, quelli di cui parlano la maggior parte delle teorie del complotto e che si starebbero gradualmente impadronendo della storia, della cultura, dei servizi di informazione, dei frutti del sudato lavoro di miliardi di persone nonché delle loro vite, sono i Moriah. Moriah, che in ebraico significa Ordine di YHWH, è il nome del monte su cui secondo il racconto biblico il dio Jahvé ingiunse ad Abramo di uccidere il figlio Isacco e su cui, in seguito, il re Salomone costruì il famoso Tempio simbolo del Regno e del potere di Gerusalemme la città che i Moriah avrebbero intenzione di rendere la capitale del mondo una volta instaurato la loro versione del “Nuovo Ordine Mondiale”.

Ancora oggi gli Splendenti hanno spesso dovuto subire gli effetti distruttivi della disinformazione operata dai Moriah (anche con accuse di stregoneria, satanismo ecc.) volta ad aizzare contro di loro l’odio delle popolazioni. Di conseguenza, ancora oggi molti teorici del complotto in buonafede tendono a scambiare i Moriah, appartenenti all’Ordine chiamato Antico Serpente con l’Ordine del Serpente che invece fino ad oggi per quanto ha potuto, è sempre riuscito a salvare il genere umano dall’autodistruzione. È lo stesso equivoco che portò gli autori della Bibbia a scambiare l’Antico Serpente (ossia i Moriah, l’Ordine di Jahvè) che voleva a mantenere la razza di Adamo ed Eva nella schiavitù e nell’ignoranza facendosi adorare come un dio, con la razza del “serpente” che invece la civilizzò insegnandole l’agricoltura, la medicina e in seguito salvandola addirittura dal Diluvio. Questa verità era ben conosciuta dai sumeri, tant’è che nei loro miti distinguevano due culti del “serpente”: quella di Enlil, il signore dell’aria, il distruttore (Ordine dell’Antico Serpente) e quello di Enki, il signore della Terra il salvatore (Ordine del Serpente).

Ricapitolando: la Casa dei Padri corrisponde al casato di Enki, da cui discendono gli Illuminati dell’Ordine del Serpente. I Moriah invece sono i discendenti nel casato di Enlil.

Gli Illuminati di Moriah, violenti e privi di scrupoli, hanno preso il sopravvento sull’umanità sfruttandone il fanatismo e la superstizione al fine di dividerla (con successo) in una miriade di sette e religioni tutte inconsapevolmente al loro servizio.

TRACCE DI UNCA CIVILTA’ PERDUTA

 

È difficile per la storia accademica credere all’esistenza di una civiltà molto più antica di quelle ufficialmente riconosciute. Ancor più difficile sarebbe ammettere che fosse più evoluta di quelle moderne. Quasi impossibile, infine, accettare che sia stata la progenitrice degli Illuminati. Riconoscerlo significherebbe dover riscrivere tutte la storia.

Ebbene, qualcosa è emerso, di molto importante.

Nel 2010 è uscito un libro che ha avuto come autore Paolo Rumor, figlio di Giacomo Rumor, dal titolo l’altra Europa Miti, congiure ed enigmi all’ombra dell’unificazione europea, editore HOBBY & WORK, dove si parla delle memorie riservate di suo padre.

Per capire l’importanza di queste rivelazioni, bisogna partire dal fatto che la famiglia Rumor ha avuto un ruolo importante nella vita pubblica del cattolicesimo italiano.

Il nonno di Giacomo Rumor negli decenni del XIX secolo era stato un fondatore delle società cattoliche del Veneto e della Banca Cattolica.

Il cugino Mariano Rumor è stato cinque volte Presidente del Consiglio, nonché una personalità eminente della Democrazia Cristiana dal 1945 fino alla morte.

Giacomo Rumor, nato nel 1906, inizia la sua attività durante gli anni ’30 nella FUCI, la federazione degli universitari cattolici della quale furono presidenti Aldo Moro e Giulio Andreotti, a stretto contatto con Monsignor Montini, il futuro papa Paolo VI.

Fu un organizzatore delle Resistenza, quale componente della rappresentanza della DC nel CLN della provincia di Vicenza.

Nel secondo dopoguerra non entra ufficialmente in politica. È invece uno dei promotori del rilancio economico del Nordest, come Presidente della Camera di Commercio di Vicenza.

Nel racconto di Paolo Rumor, Montini appare da cardinale, una sorte di responsabile o controllore dei servizi segreti vaticani.

Dalle memorie di Giacomo Rumor emergono tre aspetti inediti:

 

  • Il ruolo del Vaticano nel processo di formazione dell’Europa.
  • L’ipotesi che tale processo abbia avuto inizi storicamente ben più remoti di quanto di ritenga.
  • Il collegamento di tale processo con una tradizione esoterica che, per quanto di natura problematica sul piano dell’accertamento storiografico, bisogna tenerne conto.

 

Per quanto riguarda il primo aspetto, pur inedito, presenta un’indubbia collocazione storica: si tratta della ben nota decisione del Vaticano di essere parte attiva nello schieramento imperialista imperniato sugli USA.

Una scelta effettuata già nell’inverno del 1942, quando si delineava con la sconfitta delle forze nazifasciste a Stalingrado ed a El Alamein, la sconfitta definitiva delle forze dell’Asse, e il crescere dell’influenza dell’URSS e delle forze delle forze comuniste e progressiste.

In Italia, si è studiata l’influenza – diretta e indiretta – di questa scelta europeista sugli avvenimenti italiani. Ma essa era, appunto, più di lungo respiro. Guardava all’Europa, a quanto maturava in vista di future istituzioni a livello continentali.

C’è da interrogarsi come mai il Vaticano non ha mai rivendicato, in ambito storiografico, il ruolo specifico di un suo rappresentante sin dai primordi delle trattative a livello europeo.

Si può supporre che ciò dipenda anche dal fatto che queste trattative comprendevano interlocutori diversi da quelli ufficiali ed evidenti.

Nei documenti di Giacomo Rumor di descriveva un gruppo di persone chiamate “gli Anziani”, che si riferivano ad alcuni scritti denominati “Protocolli dei Priori”. Sembra che questo gruppo, nei secoli, abbia fatto da custode e da catalizzatore dell’idea di unità europea finanziando l’opera di scienziati, umanisti e uomini di governo come Robert Boyle, Victor Hugo, Andrè Gide e diversi altri.

Sono nomi che, con qualche variante, corrispondo all’elenco di pretesi Gran Maestri del Priorato di Sion.

Le persone, istituzioni e situazioni segnalate da Giacomo Rumor al figlio sono le stesse (con poche, modeste differenze) presentate ne Il Santo Grall e ne L’eredità messianica.

Esiste, però una differenza di fondo: nelle memorie di Giacomo Rumor non vi è Cristo che avrebbe sposato Maria Maddalena, con un figlio che, appunto, alla dinastia merovingia.

Nelle memorie rumoriane, viceversa, vi è un racconto più realistico e più credibile: si parla di un’organizzazione di antica data, votata alla costruzione europea, alla quale il Vaticano avrebbe dato il suo appoggio, soprattutto nella fase che va tra il primo dopoguerra e la seconda guerra mondiale. E del rapporto tra il progetto europeo e la famiglia Montini.

Per questo motivo le memorie di Giacomo Rumor appaiono di una singolare importanza. Emerge una documentazione che rende possibile una nuova lettura del rapporto tra la Chiesa Cattolica e un best seller come il codice da Vinci.

Si parla della politica segreta del Vaticano, politica che comporta iniziative e rapporti con istituzioni che presentano analogie con il preteso Priorato di Sion, si potrebbe ipotizzare che la Chiesa veda nel romanzo di Dan Brown qualcosa di diverso e di più importante di una denigratoria falsificazione storica.

Si potrebbe pensare che in Vaticano vi sia chi assegni una parte di ragione a Dan Brown, non per quanto concerne Gesù, Maria Maddalena e la discendenza merovingia, ma per quanto riguarda l’esistenza di un’istituzione che presenta qualche analogia col fantasticato Priorato di Sion.

 

Certamente c’è da rimanere perplessi quando a partire dalla fine del terzo capitolo del memoriale si allarga a prospettive ancora più fantastiche: l’Associazione alla quale fa capo il progetto di integrazione europea, sarebbe depositaria di antichi segreti, risalenti a una fase scomparsa della storia dell’umanità, al punto di lasciare tracce molto labili.

 

 

      Dagli archivi Rumor si trova della documentazione molto particolare. Paolo Rumor non avrebbe riportato la seconda parte delle memorie (la prima come si è visto era di natura politico-economica) se non si rese conto, di una singolare corrispondenza con nomi e situazioni presenti anche in certa saggistica che affronta temi storici, scientifici, archeologici, mitologici con approcci decisamente alternativi (appartengono a questo filone autori come De Santillana, Hapgoof, Hancock, Bauval, Baigent, Leigh, Collins e altri).

 

Nei circoli intellettuali in cui si muovevano i primi ispiratori dell’Unione Europea (e dietro ai quali si profilava la Struttura emersa dalla documentazione Rumor), sin dai tempi della Restaurazione, vi era la convinzione che un periodo storico plurimillenario stesse per concludersi, e per avviarsi un nuovo ciclo di evoluzione umana. L’idea del XIX secolo e l’inizio del XX, di alcuni documenti che confermavano e integravano il complesso di tradizioni e conoscenze (incluso un elenco cronologico degli affiliati) che la Struttura si tramandava da secoli. Da tali documenti, tenuti segreti per la loro straordinaria importanza, deriverebbero le informazioni contenute nel materiale appartenuto a Giacomo Rumor.

 

Agli inizi del XX secolo nella sinagoga di Nusaybin (in passato Nisibis, cittadina turca presso il confine con la Siria) sarebbero stati rinvenuti alcuni rotoli di rame, facenti parte di un più ampio materiale considerato perduto; Giacomo Rumor avrebbe ricevuto stralci delle traduzioni dai testi originali in greco.

 

I rotoli si ipotizza che attualmente conservati nientemeno che nella cappella di Rosslyn), in alcuni bauli posti sotto la cripta di sud-est, interrati nella camera sotterranea di mezzo, nel luogo corrispondente al punto ove si trova San Pietro che tiene in mano la squadra.

 

Il testo di Nusaybin conterrebbe la descrizione di un’età proto-storica caratterizzata livello di organizzazione sociale ed economica, nonché da avanzate conoscenze che si potrebbero già definire scientifiche e che l’umanità avrebbe conseguito solo nell’età solo nell’età illuministica. In quest’epoca remota sarebbero esistite delle comunità urbane in località costiere del Mediterraneo e di altre regioni, ora sommerse dal mare; poi, a causa di sconvolgimenti globali e repentine mutazioni climatiche, sarebbe seguito un lungo periodo di decadenza; quindi una fase di lenta, faticosa, parziale ricostruzione, in cui sarebbe stata determinante l’opera svolta da un gruppo di Illuminati. È precisamente a questo momento che risalirebbe l’istituzione della Struttura, la cui azione si sarebbe protratta nei millenni sino ai nostri giorni, attraverso un lungo elenco di persone che il di Nusaybin riporta espressamente, e da cui è derivato l’elenco parziale riportato nelle memorie (relativo al livello consultivo); nella parte più antica di tale elenco i membri vengono collettivamente designati come il Collegio dei Sorveglianti o anche i Custodi, corrispondente agli Illuminati di cui sopra.

 

Nel testo inoltre sarebbero citate tutte le località dove erano diffusi gli Illuminati, specificando che sono “prima dell’acqua”, da intendersi: prima che venissero sommerse dall’innalzamento del livello marino seguito al termine dell’ultima glaciazione (circa 10-11.000 anni fa). Alcune località sono riportate nelle memorie: l’isola di Galonia nel Mediterraneo (la Galonia Leta dei romani), situata nel luogo di Malta, la più grande di questo e un tempo persino unita alla Sicilia da una lingua di terra emersa: la “altura nel basso corso del Nilo”, identificabile con la piana di Giza: il “golfo partico, quello antico”, intendendosi con ciò la valle che anticamente esisteva in luogo dell’attuale Golfo Persico; il Golfo di Cambay, nell’Oceano Indiano, un tempo terraferma; “la penisola di Kumari, con i suoi quarantanove territori”, identificabile con il continente perduto della leggenda Tamil – Kumari Kandam – una lingua di terra unita all’estremità sud della penisola indiana e comprendente le isole Maldive e Sri Lanka; “il continente di Seille, prima della riduzione” ovvero Ceylon prima che il mare se ne prendesse una parte; “il continente Sondien”, identificabile con una vastissima regione un tempo emersa e unita all’Indocina, ma di cui oggi restano solo gli arcipelaghi dell’Indonesia e delle Filippine; “l’isola dei progenitori degli Jomon, prima dell’ascensione di Sosano”, che potrebbe corrispondere all’arcipelago delle Ryukyu (fra Taiwan, Okinawa e l’estremità meridionale del Giappone), in prossimità di un vastissimo territorio ora sommerso dalle acque nel Mar Giallo e del Golfo di Corea; “il continente di Kambu o Kolba” (identificabile con Cuba) “sito cinquanta giorni di navigazione a ponente dello scoglio di Calpe” (identificabile con Gibilterra); “l’arcipelago di Vacca, il cui nome precedente è quello di Colba, unica terra rimasta” (pertanto identificabile con il vasto complesso di terre emerse esistenti un tempo nella regione caraibica, in particolare presso la penisola della Florida e le isole Bahamas).

 

Oltre all’elenco degli affiliati e alla descrizione delle località, il testo di Nusaybin conterrebbe anche le rappresentazioni cartografiche di talune regioni costiere riportate in differenti condizioni e periodi di tempo; riporterebbe, inoltre, una sorta di rappresentazione metaforica e allusiva, degli eventi che si sarebbero abbattuti su quell’antica civiltà. A tali eventi si riferivano termini quali “caduta delle luci”, “accoppiamento”, “grande freddo”, “ritardo del sole sulla cima” e “incursioni della stella sulle regioni del monte”; cioè era associato all’idea di una punizione che avrebbe colpito l’umanità per la colpa di avere “guastato gli animali; creato le vite che lo Spirito e l’ordine non avevano voluto; accesso le luci che non danno calore; violato il corpo della madre e misurato le sue estremità; separato il seme della terra; bruciato l’acqua marcia; contato le anime nei loro orizzonti e studiato i loro cammini per poterle sorprendere all’uscita dalla porta del cielo”. Altri brani, ricopiati e tradotti dallo stesso Paolo Rumor, dicono “(…) prima dello spostamento del fuoco, quando il trapano non si era ancora scardinato; il leone era ancora sacrificato; gli angeli non si erano ribellati; l’acqua del mare obbediva all’abisso e non aveva iniziato a crescere. (…) i forzatori del cielo erano arrivati di seguito al leone (…) l’abisso e le onde di pietra avevano abbattuto gli uomini perché questi avevano profanato il corpo della madre misurando le sue estremità, saccheggiando le sue vene, rivelando i suoi segreti, accendendo luci che non danno calore, creando animali che lo Spirito non aveva voluto”. Sia parla di Giganti che, oltre ad essere responsabili delle colpe di cui sopra, avrebbero “spinto la ruota fuori del solco”. Subito dopo i Giganti sarebbero arrivati i Sorveglianti. Il linguaggio è evidentemente mitico, ma il testo di Nusaybin preciserebbe espressamente trattarsi di rappresentazione allegorica di fatti reali.

 

Un altro passaggio nel testo di Nusaybin affermerebbe: “I Sorveglianti sono divenuti Illuminati quando hanno posto le tre piattaforme rialzate sulla collina a fianco del fiume, nel luogo in cui l’alto e il basso si bilanciavano, lungo la via d’acqua che serpeggia fra le canne, sul punto di maggiore intersezione della rete, scrivendo con la pietra gli avvertimenti da rispettare”. Le cosiddette piattaforme sarebbero state completate migliaia di anni dopo, secondo il progetto originario che vi era depositato, ma con alcuni orientamenti modificati in base a mutati riferimenti spaziali e stellari; ciò a causa di un evento geofisico a cui ci si riferisce con l’espressione di “scivolamento del manto”. Questo luogo, chiamato anche “l’altura”, non sarebbe altro che Giza.

 

Fra i documenti di Rumor vi sono degli schemi grafici (planimetria e sezioni) che rappresentano un sistema di corridoi e ambienti sotterranei esteso a tutta l’area della Sfinge e delle piramidi di Giza. Questi schemi indicano anche il punto in cui nel 1872 sarebbero state rinvenute, da una spedizione privata, delle tavolette di gesso incise: un ambiente artificiale sotterraneo ubicato nel corridoio che collega la Sfinge (chiamata il “puntatore”) alla piramide di Nusaybin di cui si è già parlato, alcuni grazie all’archeologo Alexander Thorn, insieme al testo di Nusaybin di cui si è già parlato, alcuni decenni dopo la loto scoperta. Vi sarebbe scritto che coloro i quali avevano realizzato le “piattaforme” e scavato il “puntatore”, lo avrebbero fatto affinché fosse trasmessa per sempre, “a chi possiede la conoscenza e ai ricercatori della via, il contenuto dell’avvertimento”. Il cosiddetto “avvertimento” consisterebbe in una serie di schemi geometrico-matematici, di coordinate geografiche, di allineamenti con località e con corpi celesti (espressi a volte per mezzo di ignote unità di misura di spazio e tempo) correlati a fenomeni di natura geofisica: la rottura dell’equilibrio nella rotazione terrestre e lo scivolamento degli strati più superficiali rispetto a quelli più interni del pianeta. Il riferimento è, evidentemente allo stesso tipo di disastrosi eventi descritti nel testo di Nusaybin: terremoti (chiamati “onde di roccia”) e “grandi piogge”, inondazioni, trasgressioni marine (scalini d’acqua) che avrebbero colpito la Terra in due periodi diversi, circa 8.000 anni fa e ancora prima 11.000 anni fa, “nell’età (precessionale) del Leone”. In seguito a ciò, il Collegio dei Sorveglianti avrebbe operato pre preservare la conoscenza della civiltà precedenti a tali eventi, realizzando un cosiddetto “tabernacolo” dove custodire “l’essenza spirituale” di coloro che avevano messo in movimento “la nuova era”. Una sorte di archivio, delle tavolette rinvenute.

 

La Struttura avrebbe incaricato numerosi e diversi specialisti allo scopo di studiare i rotoli di Nusaybin e le tavolette di Giza: Alexander Thorn, come si è detto, sarebbe stato uno dei consulenti interpellati per la traduzione e l’interpretazione dei testi, altri sarebbero stati incaricati di comprendere e descrivere in termini scientifici i fenomeni geofisici a cui tali testi, aldilà del linguaggio figurato, si riferivano come a fatti reali.

 

Si tratta di nomi che sono noti per chi ha un minimo di familiarità con la saggistica alternativa: Alexandre Lenoir (1761-1839); Waynaman Dixon (1844-1930) e il fratello maggiore John; Hugh Auchincloss Brown (1879-1975); Alexander Thom (1894-1985); Marcel Griaule (1898-1956); Charles Hutchins Hapgood (1904-1982); Livio Catulo Stecchini (1913-1979); Adolf Erik Nordenskiold (1832-1901); Arlington H. Mallery; James H. Campbell.

 

Alcuni sono nomi di archeologi, antropologi, storici, come Lenoir, i fratelli Dixon, Thom, Stecchini, Griaule. Lenoir, archeologo, raccoglitore e conservatore del patrimonio culturale, fu anche massone e convinto sostenitore della discendenza della Massoneria dall’antico Egitto; i fratelli Dixon, ingegneri, ferroviari e archeologi dilettanti, sono noti per aver scoperto nel 1872 i cunicoli della Camera della Regina nella piramide di Khufu (e alcuni oggetti all’interno di essi); Thom è noto per le sue ricerche megalitiche europee (la “yarda megalitica” è una sua scoperta, anche se non concordemente accettata); Stecchini, professore di storia antica, fu autore di ricerche sulla storia  della scienza, della metrologia e della cartografia (formulò anche una controversa teoria numerologica sulla piramide di Khufu); Griaule (insieme a Germain Dieterlen), compì lunghi studi sulla cultura africana dei Dogon grazie ai quali si rivelarono inspiegabili conoscenze astronomiche sul sistema triplo di  Sirio.

 

Se la presenza in elenco di questi nomi è abbastanza singolare, lo è ancora di più i primi tre sopra citati, perché ci sono precise e significative relazioni che li legano reciprocamente. Cominciamo da Nordenskiold: si tratta di uno studio di cartografia antica il quale, esaminando approfonditamente i portolani medievali, giunse alla conclusione che tali mappe (molto – troppo – precise per l’epoca), dovevano avere un modello di riferimento prodotto in età antiche, probabilmente dai navigatori fenici. Guarda caso, il cartografo citato e utilizzato da Tolomeo era un certo Marino di Tiro (città fenicia, appunto). A dire il vero Tolomeo è l’unico a citare questo cartografo che l’avrebbe preceduto, tant’è che ad alcuni è sorto il dubbio che Marino non sia una persona in carne ed ossa, ma rappresenti invece la tipologia di carte nautiche prodotte e utilizzate da Fenici, e forse ispirate a loro volta ad una cartografia ancora più antica, come Tolomeo fa esplicitamente capire descrivendo il lavoro di Marino. L’ipotesi che Marino non sia una persona reale sembrerebbe rafforzata dal fatto che marinos in greco significa “pesce di mare”.

 

C’è un passaggio delle memorie di Rumor che si collega direttamente a questo punto, e anzi diviene comprensibile solo grazie ad esso. Per descrivere le ubicazioni in cui si sarebbe sviluppata la civiltà antidiluviana, le memorie fanno riferimento ad un “prototipo del pesce di mare”, oscura espressione che potrebbe stare ad indicare proprio l’opera di Martino di Tiro, intesa nel senso precisata da Nordenskiold, ossia come lo sconosciuto modello cartografico postulato all’origine dei portolani medievali. Le mappe incluse nei documenti consegnati a Giacomo Rumor potrebbero avere la stessa origine e far riferimento direttamente a tale prototipo; in ogni caso rappresentano senza ombra di dubbio, e con sostanziale precisione, la situazione del Golfo Persico, del Mediterraneo e delle Antille prima che il livello del mare cominciasse ad alzarsi per effetto dello scioglimento delle calotte glaciali.

 

Tornando all’elenco dei nominativi nelle memorie, vediamo il collegamento che esisteva tra Hapgood e Nordenskiold: in Maps of the ancient sea kings del 1966 Hapgood si riallacciava direttamente agli studi di Nordenskiold e avanza l’ipotesi dell’esistenza di un’antica e sconosciuta civiltà che avrebbe mappato l’intero pianeta e prodotto una cartografia le cui tracce si sarebbero viste poi, appunto, nelle carte fenice, nei portolani medievali e in altre sconcertanti mappe del XV-XVI secolo, di tipo diverso dai portolani, recanti informazioni anomale, come la celebre mappa di Piri Re’is. Questa in particolare fu fatta oggetto di un attento studio da parte di Hapgood, ma il primo a segnalare, nel 1956, le anomalie contenute in tale mappa fu Mallery, un altro nome che c’era nell’elenco: dopo una carriera nella marina militare, Mallery si era dedicato allo studio della cartografia antica (in particolare delle mappe vichinghe del Nord America e della Groenlandia); interpellato per esaminare la mappa di Piri Re’is, giudicò che la parte più meridionale della mappa rappresentasse l’Antartide prive della colta glaciale che oggi le ricopre.

 

Nordenskiold-Hapgood-Mallery costituiscono un terzetto contraddistinto dagli studi di cartografia antica; un altro terzetto, contraddistinto dagli studi di geofisica, è costituito da Brown-Hapgood-Campbell, con Hapgood come cerniera fra le due tematiche. Infatti, l’altra parte fondamentale della ricerca di Hapgood fu indirizzata a dimostrare la validità della teoria degli slittamenti della crosta terrestre, una evento che sarebbe causato dalla distribuzione asimmetrica delle masse del pianeta (in particolare i ghiacci polari) e che avrebbe catastrofiche conseguenze a livello globale. In verità Hapgood non fu il primo a proporre questa teoria: il primo fu Brown nel 1948. Quanto a Campbell, fu amico di Hapgood e suo collaboratore nello sviluppo e nella verifica analitica del modello geofisico alla base della teoria.

 

Secondo la documentazione di Rumor, Hapgood avrebbe ricevuto la traduzione delle tavolette di Giza e da ciò ricavato alcuni spunti per l’elaborazione e lo sviluppo della sua teoria degli slattamenti della crosta terrestre. Ora, si deve ammettere che tale teoria sia assolutamente pertinente nel contesto del materiale di Rumor e capace di fornire significato ad asserzioni che resterebbero altrimenti incomprensibili.

 

La chiave per la decodifica del progetto di Giza e per la rilevazione del suo messaggio sarebbe nella combinazione di due pre-esistenti teorie: quella di Bauval sulla correlazione stellare Giza-Orione (integrata con nuovi elementi e contributi originali), e quella di Hapgood sugli slittamenti della crosta terrestre. Ne risulterebbe una sorta di “disegno planetario” in cui l’ubicazione di numerosi siti antichi  in tutto il mondo acquista un preciso significato geodetico alla luce dei precedenti assenti della Terra; la stessa diffusione di determinati toponimi il cui significato rimanda a concetti astronomici, come Meru (la montagna sacra degli induisti, simbolo dell’asse polare) sembrerebbe ricollegassi alle linee di scorrimento della crosta terrestre in occasione degli eventi presumibilmente accaduti più volte in passato e descritti dalla teoria di Hapgood.

 

Nelle memorie di Rumor ci sono dei passaggi dove si afferma che “(…) vi sarebbe stata in India, in epoca (remota …) una struttura gemella con rapporti reciproci, poi estinta o riassorbita dalla prima. Essa è data per ubicata nell’antica valle dell’Indo, in una zona chiamata “Mero” (…) che veniva tenuta in considerazione (…) quale incrocio significativo di due linee della Terra identificate in epoca molto antica, corrispondente a quelle in cui erano avvenuti gli sconvolgimenti climatici (…) assieme alla cosiddetta “caduta degli angeli”, al “sobbalzo” della terra e allo ‘spostamento o rottura del palo (asse, colonna)’”  queste affermazioni sono eguali a quelle dell’architetto Loris Bagnara Il segreto di Giza (Newton & Compton, 2003) dove si esprime lo stesso concetto e si evidenzia il dato di fatto della grande concentrazione di toponimi Menu nel territorio dell’attuale Pakistan. Un altro elemento da tenere considerazione è l’interpretazione fornita dalle memorie e dal libro di Bagnara del mito della ““caduta degli angeli”, che è presente in molte tradizioni fra cui quella ebraica. C’è un’interpretazione in chiave astronomica, come appare chiaro nei passaggi nei documenti di Rumor in cui si accenna alla registrazione del “movimento di discesa degli “angeli” cattivi e la corrispondente ascesa di quelli “buoni””. Tutto ciò viene detto nel consueto linguaggio figurato e allusivo, sarebbe conseguenza di una colpa; ma che non si tratti solo di un racconto mitologico lo si capisce dalla descrizione della Terra come formata da un “asse o pilastro” unita a una “struttura armillare” e circondata da un “vortice”: tutte formata da un “asse o pilastro” tutte espressioni possono essere intese come una rappresentazione della Terra nello spazio, con particolare riferimento al movimento precessionale. In altri termini, gli angeli non sarebbero altro che le stelle, le “incursioni della stella sulle regioni del monte” potrebbero significare l’ingresso di una stella nelle regioni celesti più settentrionali, per effetto del ciclo precessionale; e la caduta, al contrario, non solo significherebbe la discesa nelle regioni celesti meridionali (sempre per effetto del ciclo precessionale), ma alluderebbe anche alla discesa di un astro sotto l’orizzonte in conseguenza di uno slittamento della crosta terrestre.

 

Ora la fondatezza ivi contenuti nell’archivio si fonda quasi esclusivamente sull’autorevolezza delle persone coinvolte delle persone coinvolte e molto poco su riscontri concreti. Tutto ciò potrebbe essere spiegato dalla natura segreta della Struttura.

 

Ma soffermiamoci sugli elementi oggettivi che potrebbero contribuire ad avvalorare i contenuti della documentazione emersi dagli archivi.

 

Innanzitutto c’è da dire che il richiamo a cataclismi naturali, abbattutisi sulla Terra nel periodo terminale dell’ultima era glaciale, trova oggi precisi riscontri scientifici: non solo la riduzione delle terre emerse per effetto dell’innalzamento del livello del mare, come descritta nei documenti e nelle mappe di Rumor, è sostanzialmente corretta; sembrerebbe altresì, di poter confermare che siano altresì effettivamente accaduti, nello stesso periodo, eventi di natura astronomica e geofisica con disastrose conseguenze globali. Nel 2006, al meeting dell’American Geophysical Union ad Acapulco, un gruppo di ricercatori americani ha presentato una teoria secondo cui una cometa sarebbe caduta sulla calotta glaciale che ricopriva il Nord America, 12.900 anni fa, causando devastanti inondazioni ed estinzioni di  massa; altri studiosi primo fa i quali l’americano Paul LaViolette, ritengono che la Terra sia stata colpita dagli effetti di una potentissima esplosione del nucleo galattico, circa nello stesso periodo[3] inoltre, anche la stessa possibilità di un riorientamento degli strati più esterni della Terra rispetto all’asse di rotazione sembra trovare conferma (benché   non all’ampiezza ipotizzata da Hapgood).

 

Che nelle terre un tempo emerse e poi cancellate dall’innalzamento del livello marino, possano trovarsi vestigia di civiltà evolute è una possibilità concreta, avvalorata da recenti ritrovamenti di estese rovine sommerse, ancora oggetto di studio, proprio in alcune delle ubicazioni che le memorie citano: uno è il tratto di mare che separa la penisola indiana da Sri Lanka; un altro, ancora in India, è nel Golfo di Cambay.[4] Ma vale la pensa di ricordare anche le presunte strutture sommersa Yonagumi nel Mare della Cina, e la presunta città sommersa al largo di Cuba: benché i dati siano ancora molto controversi, è suggestivo il fatto che si tratti anche in questi casi di ubicazioni citate nelle memorie.

 

Il rincontro più impressionante, riguarda il luogo di ritrovamento delle tavolette di gesso, nei pressi della Sfinge. Secondo Rumor questo luogo sarebbe “(…) situato PR ubicato sotto (la Sfinge), in un ambiente artificiale semiallagato, con degli incavi laterali, al cui centro è ricavato un rialzo su cui giacciono delle colonne cadute”. Ora, questa descrizione richiama innegabilmente quella del cosiddetto “pozzo di Osiride” scoperto da Zhai Hawass nel 1999. Dopo l’acqua che riempiva quasi completamente il pozzo, Hawass descrive un vano con al centro un grande sarcofago su un basamento tagliato nella roccia e i resti di quattro colonne agli angoli; secondo una schema simile all’Osireion di Seti I ad Abydos, il canale d’acqua che circonda questa sorta di isola ed è interrotto in corrispondenza dell’ingresso alla camera prende così la forma della parola geroglifica pr (pronuncia pir), che significa casa e che Hawass riferisce all’epiteto “pr wsir nb rstaw” (casa di Osiride, signora di Rastaw) attribuito alla piana di Giza. Significativamente Rastaw (il nome di Giza per gli Egizi) era espressamente riferito all’idea di cunicoli sotterranei. Hawass non nega la possibilità che nei sottosuolo della piana di Giza vi sia un’estesa rete di passaggi, come è rappresentato di Rumor; peraltro lo stesso archeologo ha parzialmente esplorato un cunicolo che parte dal vano del sarcofago e procede per lungo tratto in direzione della piramide di Khufu.

 

Nelle memorie di Rumor il “segreto dei segreti” del mito di Rennes-le-Château, sembra essere sostituito da un altro segreto: la conoscenza di eventi remoti della storia della Terra e dell’umanità. Queste informazioni non hanno evidentemente nulla a che fare con quel mito né tanto meno con i gruppi esoterici che si erano serviti della sigla del Priorato di Sion come copertura.

 

Una possibile traccia l’ha suggerita l’architetto Loris Bagnara[5] egli afferma che esiste una traccia che porta ai gruppi rosacrociani operanti a partire dalla seconda metà del XIX secolo, in Europa e in America, a cominciare dall’AMORC (Antico e Mistico Ordine dei Rosacroce), il cui fondatore, Harvey Spencer Lewis, nel 1936 pubblicò un libro in cui erano contenute le mappe del sito di Giza, mappe venute in possesso di Rumor. Ma si può risalire oltre, perché Spencer Lewis, come dichiarò egli stesso, fondò il proprio movimento negli Stati Uniti nel 1915, dopo aver ricevuto l’iniziazione durante un viaggio in Francia nel 1909. Guarda caso, dagli USA si torna alla Francia. Bagnara ipotizza che il movimento che iniziò e ispirò Spencer fosse l’Ordine Kabbalistico della Rosacroce, fondato nel 1888 da Stalinslao de Guaita. Questo, ordine, a sua volta raccolse le tradizioni di movimenti rosacroce precedenti. È in queste tradizioni che si potrebbero trovare le conoscenze segrete sulla storia della Terra e dell’umanità, conoscenze che in seguito sarebbero giunte a Schumann (e quindi a Giacomo Rumor), non si sa se tramite l’Ordine Kabalistico della Rosa-Croce oppure l’AMORC.

 

Fra i membri conosciuti dell’Ordine Kabalistico della Rosa-Croce (OKRC), si possono annoverare: Stanislao de Guaita, come primo Gran Maestro; Papus (guarda chi si rivede), Joséphin Péladan, che se ne separò nel 1890 per fondare un suo Ordine della Rosa-Croce, principalmente incentrato sulla ricerca estetica.

 

La OKRC attirò immediatamente gli occultisti europei più influenti dell’epoca: Paul Adam (1862-1920), Jollivet-Castelot, August Reichel, l’abate (il cui vero nome era Calixte Mélinge, 1842-1933, curato di Morigny nella diocesi di Versailles, che sostituì Péladan) e tanti altri.

 

Papus come si è visto un testimone e partecipante della nascita di altre correnti Rosa-Croce di origine britannica (ad esempio la Golden Dawn), scrisse sull’Ordine Kabalistico della Rosa-Croce: “Il movimento Rosa-Croce avrebbe continuato nel silenzio, o nascosto dietro altre organizzazioni iniziatiche, se alcuni occultisti stranieri non avessero tentato di strapparlo alla Francia – luogo d’elezione delle tradizioni occidentali – alle sue origini, per convogliarlo in un movimento che avrebbe l’asse di gravitazione dell’esoterismo per porlo al di fuori di Parigi (…). Sarebbe stato sacrilego lasciare distruggere l’opera dei maestri d’occidente. Fu quindi deciso, dall’alto, di intraprendere un’opera di diffusione, destinata a scegliere, attraverso il lavoro e l’esame, quegli iniziati capaci di adattare la tradizione del nuovo secolo che si andava aprendo innanzi”.[6]

 

Sul suo aspetto più noto, quello dello studio e della formazione, si studiavano nell’Ordine le opere di Eliphas Lévei, Bulwer-Lytton (1803-1873), Fabre d’Olivet, Wronsky, Jacob Bohme, Emmanuel Swedenborg, Martinez de Pasqually e Louis Claude de Saint Martin. Si potrebbe tranquillamente dire che tutti i grandi mistici ed esoteristi, contribuirono alla divulgazione della conoscenza e della spiritualità.

 

Le generazione di occultisti francesi ed europei, che perpetuano le tradizioni iniziatiche e dei misteri d’occidente, furono in gran parte influenzate da questa scuola sconosciuta. Tra essi si potrebbe dire Saint-Yves d’Alveydre e Rudolf Steiner.

 

L’ OKRC fu l’ispiratore continuo delle correnti spirituali occidentali. È interessante osservare che la maggior parte dei rappresentanti dell’Ordine ebbe l’incarico di creare una scuola legata in modo invisibile alla tradizione madre.

 

Ci si trova davanti ad un paradosso: da una parte c’è una visibilità dell’Ordine dall’altra una segretezza sui riti perfettamente conservato dagli iniziati ed un apprendistato classico e rituale di grande qualità.

 

È in questo spirito che fu concepito l’Ordine e che continuò a perpetuarsi sia su un piano esterno sia uno interno, od ad occulto, nel Collegio Invisibile dei sei fratelli dell’Ordine e del Grande Patriarca Rosa-Croce che dirigeva questo gruppo. I Gran Maestri esterni dell’Ordine dopo Guaita furono: Francois Charles Barlet, Papus, Charles Detré (Teder), dal 1916 al 1918, Jeane Bricaud, che nel 1922 creò una Società Occultista Internazionale, con il medico Joseph Ferrua e la collaborazione di Jollivet-Castellot.

 

Il Gran Maestro esterno era un rappresentante pubblico dell’ordine che agiva sotto il controllo dell’Ordine internazionale e del Gran Patriarca Rosa-Croce, vera direzione occulta dell’OKRC. Questo rappresentante esterno non era autorizzato a rivelare nulla di propria di iniziativa.

 

Fino a Bricaud, il Gran Patriarca Rosa-Croce è allo stesso tempo il Gran Maestro dell’Ordine esterno, in seguito l’Ordine esterno cessa di esistere come tale. La trasmissione di Gran Maestro non è più che onoraria ed associata ad alcune responsabilità nella massoneria egiziana, nel martinismo o nello gnosticismo. È facile comprendere, visto che i personaggi che ebbero questo titolo non furono al corrente dell’iniziazione e riti interni dell’Ordine. Costant Chevillon e Robert Ambelain furono i soli a ricevere alcune descrizioni e tecniche derivante dell’Ordine interno ed autorizzati a metterle in pratica per la creazione degli Ordini di cui erano responsabili.

 

Sul piano dell’Ordine interno, la successione fu sempre trasmessa in modo ininterrotto con le stesse ragioni ed esigenze dell’ordine Rosa-Croce delle origini e nella regione che era sempre stata il crogiolo dell’ermetismo rosacrociano: il sud-ovest della Francia.[7]   Jean Bricaud, allora sia Gran Patriarca Rosa-Croce sia Gran Maestro esterno dell’Ordine, trasmise la carica occulta a L. – M.F.G. (1921), un religioso. J.B. fu il suo successore, quindi P.T. Fu a seguito di una riunione martinista in sua (1986), che rimise la sua eredità occulta ed alcuni oggetti rituali, segno di questa trasmissione, al Gran Patriarca Rosa-Croce che andava assumere questa carica, J. L. de Biasi.

 

Gli oggetti martinisti e rosacrociani potevano nuovamente illuminare gli altari dei maestri passati dell’Ordine.

 

Ma il momento di risvegliare l’Ordine non era ancora venuto. Il ciclo 111 anni doveva essere rispettano ed applicato. Nel 1999, l’Ordine interno poté riprendere i propri lavori occulti che devono svolgersi durante 7 anni. I primo periodo di quattro anni fu destinato al risveglio dell’ermetismo occidentale e a manifestare la sua presenza come in precedenza.

 

L’OKRC nuovamente vivificato dal contribuito di ermetisti, Rosa-Croce e martinisti, può ora aprire i suoi capitoli per avviare i suoi lavori come previsto nel 2006, conclusione della sua manifestazione.

 

Ci sono tanti altri dati in merito a civiltà perdute. Nel 1961, sulle montagne californiane, fu ritrovato un geode (il geode è una cavità interna a una roccia ignea a forma tendenzialmente sferica rivestita di cristalli) risalente a 500.000 anni fa. Radiografato e sezionato, rivelò al suo interno la presenza di un materiale isolante di porcellana dotato di un filo metallico centrale e una struttura di metallo esagonale.[8] Strutture analoghe si trovano nei moderni motori a scoppio e più precisamente nelle candele di accessione. Nel 1926, in un blocco di carbone di carbone estratto da una miniera del Montana, fu trovato un dente l’analisi rivelò che si trattava di un molare inferiore identico a quello di un essere umano moderno:[9] ma il carbone in cui il reperto era incastrato e fossilizzato risaliva a ben dieci milioni di anni fa, un’epoca in cui la razza umana almeno secondo la storia ufficiale, non esisteva ancora.

 

L’archeologia ufficiale accademica liquida questi ritrovamenti come delle burle o, in assenza del minimo appiglio, cerca in tutti i modi di ignorarli. Un comportamento del genere potrebbe anche dipendere dal fatto che ogni forma ufficiale di studio e ricerca si è sviluppata sotto l’egida di poteri che fondano la propria autorevolezza e persino la propria esistenza sull’imposizione dell’idea dogmatica secondo cui l’essere umano da una divinità.

 

Una persona priva di pregiudizi politici o religiosi, dovrebbe per logica deduttiva quanto meno sospettare che la storia dell’uomo sia ben diversa da quella finora raccontata e che un potere molto antico, integrato a ogni livello del sistema attuale, abbia tutto l’interesse a impedire che l’umanità scopra le sue vere origini.

 

In confronto alla lunga storia della Terra, la storia della civiltà dura meno di un battito di ciglia. Se per qualsiasi motivo l’umanità sparisse improvvisamente, in pochi secoli ogni suo prodotto si degraderebbe. Metalli, vetro, plastica: tutto verrebbe riassorbito dal pianeta. Potenzialmente centinaia di civiltà di civiltà potrebbero essersi succedute e quante altre potranno comparire dopo quella attuale. Le uniche opere capaci di sopravvivere all’erosione del tempo sarebbero quelle realizzate usando migliaia di tonnellate di pietra. Le piramidi ne sono un esempio. Ebbene, sembra che esse siano opera di una popolazione molto più antica di quella egizia e discendente proprio dagli Splendenti ovvero degli Illuminati.

 

Il motivo per cui gli Splendenti vennero poi chiamati impropriamente Illuminati e Serpenti è legato alla radice del termine ebraico NAHASH. NAHASH significa Serpente, mentre la radice NHSH si traduce con “decifrare, scoprire, da cui “far luce”, “schiarire”, “illuminare”. Illuminati deriva dal latino illuminare. Ciò che è illuminato, per cui i “padri” antidiluviani della stirpe “illuminata” vennero chiamati gli “Splendenti”. In seguito, per via della radice comune con la parola NAHASH e delle raffigurazioni ancestrali che disegnavano dei e semidei progenitori dell’umanità come creature umanoidi ma dal cranio allungato (dolicocefalo) e serpentiforme (celebre in questo senso la statuina di una delle più antiche raffigurazioni della dea sumera Inanna), le culture iniziatiche segrete di matrice indoeuropea iniziarono a chiamarli Serpenti o Serpenti della Saggezza ecc.

 

Tracce comprovanti l’esistenza di questa razza sono ubiquitarie, a dimostrazione di quanto la loro cultura permei la civiltà umana. Molti ignorano per esempio che nel necropoli di Saqqara, nell’Alto Egitto vennero ritrovati resti risalenti al periodo predinastico di umanoidi dotati di folte capigliature bionde e decisamente diversi per altezza, robustezza e dimensione del cranio dolicocefalo degli Egizi dell’epoca, minuti e dalla pelle scura.[10]

 

Altri crani dalle caratteristiche dolicocefale sono stati ritrovati nel sito maltese di Hal Saflieni.[11] Si presuppone che questi crani siano appartenuti alla stirpe sacerdotale identificata dai popoli egizi e mesopotamici con l’appellativo di sacerdoti-serpente. Questi ultimi avrebbero vissuto come una casta chiusa per diversi millenni, finendo poi per mescolarsi all’aristocrazia degli altri gruppi etnici locali.

 

Questa casta dominante in ambito politico e religioso sull’intero Egitto intorno al 6000 a.C. era chiamata Shemsu Ra e in seguito Shemsu Hor (Proiezioni Solari di Horus o come altri traducono “Seguaci di Horus”.

 

La presenza di creature dalle caratteristiche anatomiche identiche a quelle di questa casta “solare” si ritrova in molte antiche civiltà.

 

Secondo le tradizioni egiziane, gli Shemsu Horus aiutarono il Horus a sconfiggere il potente Seth (suo zio) vendicando la morte del padre Osiride. Durante lo scontro il dio Horus perse un occhio, ma questo sacrificio comportò la vittoria della Luce sulle Tenebre e divenne il simbolo esoterico dei sacrifici necessari a far trionfare la vera conoscenza sull’oscurantismo. Non a caso l’occhio di Horus è considerato da ogni società esoterica derivante dagli “illuminanti –  serpente”, nonché dagli stessi Moriah, tra i simboli più sacri insieme all’Ankh (la croce egizia), la Grande Piramide, la Grande Piramide (attribuita erroneamente dai profani al faraone Cheope, quando invece è di migliaia di anni più antica) e il Grande Leone (che poi venne riscolpito e divenne la Sfinge che tutti conoscono).

 

Gli Shemsu Hor corrispondono ai faraoni della preistoria egiziana che ispirarono l’idea del dio-imperatore alle dinastie successive. Questa particolare casta, esattamente come fu l’Ordine degli Serpente (gli Illuminati delle origini), era depositaria del segreto di Horus o Ra, il nome originale di Horus nella trinità solare dei primordi della storia egizia (Astoria, Hathor, e il figlio Ra corrispondono infatti a Osiride, Iride e Horus). Il segreto di Ra Horus è una pratica occultistica basata iniziatico antidiluviano giunto fino agli Egiziani gli Illuminati che avrebbe consentito a Cagliostro e a Fulcanelli (pseudonimo di un importantissimo alchimista, esoterista, filosofo di scuola steineriana ed egittologo indipendente, all’anagrafe Adolphe Scwaller de Lubicz) di ottenere l’immortalità. Tramite un processo catartico, esso consentirebbe di risvegliare forze primordiali dell’inconscio capaci di spezzare le catene che legherebbero l’anima (termine profano per indicare la forma di vita autocosciente a matrice energetica che vive in simbiosi con l’essere umano dal concepimento alla morte), al ciclo di reincarnazione chiamato “via Osirea” o più ciclicamente “ciclo karmico”.

 

Secondo gli Illuminati non esisterebbe quello che viene definito dalla Chiesa Cattolica “peccato”. L’incarnazione ha come scopo quello di consentire alla forma di vita di non materiale di matrice energetica (quella che in gergo viene chiamata “anima”) di sperimentare i piaceri e i dolori del mondo fisico ai fini dell’evoluzione spirituale. Il trauma della nascita cancellerebbe ogni volta la consapevolezza delle vite precedentemente vissute, rendendone inaccessibili i ricordi e consentendo così, a ogni incarnazione, una nuova, totale esperienza di apprendimento. Sempre secondo gli Illuminati, il piano fisico sarebbe solo una delle tante modalità di esperienza che l’essenza autocosciente a matrice energetica può sperimentare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] http://free-italy2.blogspot.com/2011/10/tremonti-ha-parlato-degli-illuminati-in.html  i video dell’intervento di Tremonti a Porta a Porta e Anno Zero non sono disponibili poiché include contenuti di RAI che sono stati bloccati dallo stesso proprietario me motivi di copyright.

 

[2] https://iskra.myblog.it/2017/07/22/benjamin-disraeli-primo-ministro-inglese-dal-1874-al-1880-il-mondo-e-governato-da-persone-ben-diverse-da-quelle-immaginate-da-chi-non-conosce-i-retroscena/

 

https://books.google.it/books?id=KPNADwAAQBAJ&pg=PT49&lpg=PT49&dq=disraeli+primo+ministro+britannico+sulle+societ%C3%A0+segrete&source=bl&ots=j5OucUypun&sig=_qXmKvw9Yu7aWDKozH9WX-AH3mc&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwiD8rjd0OvfAhUH1RoKHTmeCsoQ6AEwC3oECAIQAQ#v=onepage&q=disraeli%20primo%20ministro%20britannico%20sulle%20societ%C3%A0%20segrete&f=false

 

[3] Earth Under Fine, Il codice dell’Apocalisse, Nexus Edizioni Srl, 2006.

 

[4] Graham Hancock, Civiltà sommerse, Corbaccio, 2002.

 

[5] Paolo Rumor con la collaborazione di Giorgio Galli e Loris Bagnara, l’altra europa Miti, congiure ed enigmi all’ombra dell’unificazione europea, HOBBY & WORK, 2010, pagg. 195-201.

 

[6]                                                           C.s.

 

[7]

 

[8] https://www.epochtimes.it/news/manufatti-fuori-posto-una-candela-di-500-mila-anni-fa/

 

[9] https://web.infinito.it/utenti/m/mysteryworld/ooparts.html

 

[10] http://www.acam.it/egitto-enigmatici-individui-predinastici-alti-biondi-e-dolicocefali/

 

[11] https://puntadellest1.wordpress.com/2015/12/27/i-misteri-di-malta-i-crani-dolicocefali-e-gli-uomini-serpente/

5G: L’ABA DI UNA NUOVA ERA?

•febbraio 11, 2019 • Lascia un commento

 

 

Si afferma che il 2020 sarà l’anno della rivoluzione senza fili perchè entro questa data debutterà il 5G, il prossimo standard di comunicazione mobile che permetterà di collegare ad alta velocità ogni cosa rendendo reali molti di quei progetti che oggi sono solamente sulla carta. Grazie al 5G gli utenti potranno contare sempre su di un’altissima banda a disposizione con una bassissima latenza.

Scaricare programmi pesanti o vedere film in 4K[1] in mobilità non sarà più un problema. Soprattutto, il 5G permetterà di rendere realtà tutti quei progetti che oggi sembrano fantascienza: si pensi, per esempio, alle auto connesse, alla digitalizzazione delle infrastrutture stradali, all’Internet of Things, alle smart home ed a tutte quelle nuove tecnologie che richiederebbero una costante presenza di una rete a banda larghissima per funzionare.

Il 5G, più dei procedenti standard, rappresenta per le aziende ed i costruttori una grandissima possibilità di sviluppo. Non è un segreto, infatti, che su questo progetto si stia lavorando ed investendo moltissimo sia a livello tecnico che a livello normativo per sviluppare il necessario contesto di adozione il più rapidamente possibile.

Come per gli altri standard (quelli oggi attualmente in uso sono 2G, 3G e 4G), 5G significa semplicemente “5th Generation “, cioè quinta generazione. Cosa sia esattamente dal punto tecnico non è ancora stato definito con precisione. Quello che oggi è chiaro sono gli obiettivi che questo nuovo standard dovrà offrire. La Next Generation Mobile Networks Alliance definisce quindi generalmente con “5G” uno standard in grado di soddisfare i seguenti scenari:

  • Velocità dati di decine di megabit al secondo per decine di migliaia di utenti
  • 1 gigabit al secondo simultaneamente a molti lavoratori con gli uffici posti sullo stesso piano
  • Parecchie centinaia di migliaia di connessioni simultanee per massicce reti di sensori senza fili
  • Efficienza spettrale significativamente potenziata in confronto al 4G
  • Copertura migliorata
  • Efficienza dei segnali potenziata
  • Latenza significativamente ridotta in confronto all’LTE

 

Il 5G, dunque, non dovrà garantire solamente molta più banda rispetto ad oggi, ma soddisfare nuovi e più complessi scenari d’uso. Una precisa definizione di 5G, con la conseguente creazione di uno standard comune, dovrebbe arrivare nel corso del 2017, probabilmente verso metà dell’anno o al più tardi all’inizio del 2018 e sarà frutto del lavoro congiunto degli operatori, delle aziende e dei governi dei Paesi. Creato lo standard sarà possibile lavorare ai primi dispositivi compatibili, alla infrastrutture necessarie alla sua implementazione ed a tutti i problemi normativi per quanto concerne la distribuzione delle frequenze, il loro utilizzo ed i loro costi.[2]

Tutto chiaro dunque? Un bel sistema per avere un Internet più veloce?

Mentre i sostenitori della rete 5G (quinta generazione) ne stanno cantando le lodi, alcuni esperti hanno sollevato critiche sui potenziali pericoli, che questa nuova tecnologia presenta. Oltre alle preoccupazioni sulla mancanza, per quanto riguarda il 5G, di test per la valutazione di sicurezza a lungo termine, un certo numero di esperti sta ora mettendo in guardia sul fatto che il 5G potrebbe essere la prima comparsa di armamento psicotronico a onde millimetriche. Mentre il settore [delle comunicazioni] promette velocità fino a 100 volte più rapide rispetto all’attuale rete 4G, quello che non stanno dicendo al pubblico è che stanno anche preparando il terreno per un’invasione tecnologica. Affinché il 5G funzioni, sarà necessario installare migliaia di nuovi ripetitori e piccole celle [radio]. Le nuove onde millimetriche sono più veloci e potenti, ma non si propagano allo stesso modo. Alcune stime affermano che ci sarà bisogno di un ripetitore per ogni 12 case. Ciò significa che ce ne sarà presto uno praticamente a ogni angolo di strada e le emissioni 5G saranno impossibili da evitare.

Le radiazioni elettromagnetiche emesse da telefoni cellulari, ripetitori e altri dispositivi sono state a lungo associate a problemi di salute, ma il 5G è pronto a peggiorare le cose. La quantità di radiazione elettromagnetica (Emr) prodotta, non solo aumenterà notevolmente con l’avvento del 5G, ma la maggior parte delle persone ne sarà completamente circondata. Uno studio finanziato dal governo sulla tecnologia 2G ha scoperto che la radiazione dei telefoni cellulari era collegata a un aumento dei tumori cerebrali e cardiaci. È stato anche osservato un aumento “statisticamente significativo” di danni al muscolo cardiaco. Gli esperti della salute ipotizzano che il 5G sarà una “calamità sanitaria generale”. Il 5G è stato testato presso una caserma dei pompieri a San Francisco, e diversi pompieri hanno dichiarato di aver subìto molteplici effetti negativi da esposizione. Problemi di memoria e il disorientamento sono stati alcuni dei principali problemi sanitari – e i paramedici hanno detto che i sintomi non sono scomparsi, fino a quando non sono stati trasferiti in nuove caserme. Mal di testa, sangue dal naso, insonnia, aborti e cancro sono alcuni altri effetti nocivi sospetti dell’esposizione alla radiazione 5G.

 

Sembrerebbe prudente affrontare la prossima generazione di Internet con un po’ più di cautela e uno slancio meno sconsiderato. Ma cosa succede se il 5G non riguardasse solo un Internet più veloce? Alcuni esperti hanno affermato che la corsa verso il 5G non riguarda tanto l’aumento della velocità di Internet, quanto l’inizio delle fasi della tecnologia per il controllo mentale. Se, o forse “quando”, verrà fatto uso delle onde millimetriche come arma, inizierà l’affermazione dell’armamento psicotronico a onde millimetriche. Come riporta Waking Times, la tecnologia 5G si baserà effettivamente sulle stesse lunghezze d’onda che il Pentagono usa  per la dispersione della folla. “L’esercito degli Stati Uniti ha sviluppato un sistema di armi non letali anti-folla, chiamato Active Denial System (Ads). Utilizza le onde millimetriche in radiofrequenza, nell’intervallo di 95 GHz, per penetrare lo strato superiore della pelle di 1/64 di pollice sull’individuo preso di mira, producendo immediatamente una sensazione di riscaldamento intollerabile che fa dileguare”.

[3]

 

 

 

 

 

 

 

[1] Si tratta di un cambio di orizzonte in termini tecnologici, ovviamente, ma anche molto di più. Quel che cambia, infatti, è anche il tasso qualitativo dell’esperienza vissuta di fronte al televisore, poiché la profondità del dettaglio e la qualità dell’immagine vanno ad incidere profondamente sul tipo di coinvolgimento vissuto. Nel momento in cui l’era del Full HD sta sparando le ultime cartucce, e in attesa di capire come e se il mondo 3D riuscirà prima o poi a restituire reali soddisfazioni a utenti e produttori, ecco affacciarsi sul mercato il futuro: la definizione quadruplica ancora una volta, cambiando ogni equilibrio antecedente. E generando un nuovo tipo di desiderio negli occhi dell’utenza

 

[2] https://www.webnews.it/speciale/5g/

 

[3] http://www.libreidee.org/2019/01/pericolo-5g-e-unarma-psicotronica-bombarda-il-cervello/

•febbraio 8, 2019 • Lascia un commento

ALCUNI METODI PER IL CONTROLLO MENTALE

 

 

La fase attuale è caratterizzata dalla crisi generale del capitalismo (crisi che non è solo economica ma anche politica e culturale). Questa crisi può portare le masse popolari dei vari paesi a rimettere in discussione degli aspetti del sistema capitalistico che sono presentati come leggi di natura: il libero mercato della forza lavoro, dei capitali, dei beni quali la terra e delle altre risorse naturali (e che queste non sono leggi di natura, come, lo sanno bene coloro che conoscono la storia dell’accumulazione capitalista). La Borghesia Imperialista, per prevenire il formarsi di processi rivoluzionari, o comunque per evitare l’instabilità nel governo del sociale, cerca di garantirsi la stabilità necessaria alle proprie politiche. Sul piano internazionale la guerra,[1] che è la prosecuzione della politica con altri mezzi (come diceva Von Clausewitz), corrisponde alla fase accelerazione delle contraddizioni interimperialistiche, mentre sul piano interno, la repressione e il controllo sociale attuato con mezzi tecnologicamente avanzati divengono una normale conduzione di governo (sia palese, ma soprattutto occulta) per prevenire, contenere, annullare ogni tipo di opposizione.

Ormai il cittadino comune è spogliato dei diritti garantiti dalle Carte Costituzionali, di ogni diritto alla resistenza che non sia quella simbolica. Solo gli Stati, mai come oggi espressione diretta del capitale (spesso e volentieri neanche mediato dalla classe politica, vedere come esempio i cosiddetti governi tecnici), hanno l’uso e (soprattutto) l’abuso della forza, chi si oppone a questa situazione viene considerato antidemocratico, violento e soprattutto “terrorista”.

Colpisce, in questo contesto, l’uso aggressivo e assolutamente disinvolto dei media: la propaganda per le guerre “umanitarie”, la lotta contro il “terrorismo”, “gli Stati canaglia” (come il Venezuela) per la vittoria della “civiltà” e della “democrazia”, non sono che rappresentazioni mediatiche utili per occultare il quotidiano, questo si terroristico, modo di sfruttamento e dominio sociale che oppone nella sostanza dei rapporti sociali di produzione la minoranza infima dei capitalisti e dei loro gregari, alla stragrande maggioranza degli uomini e delle donne di questo pianeta. La menzogna anche palese (pensiamo solamente quella inerente alle armi di distruzione di massa dell’Iraq) è necessaria per occultare la realtà: il reale è coperto dal virtuale dei media, Matrix diviene una realtà. I media che non sono sotto controllo sono attaccati: i bombardamenti alla TV di Belgrado, gli arresti e le uccisioni di giornalisti indipendenti in Iraq e Palestina ecc.

   La controrivoluzione preventiva è dunque guerra in tutti gli aspetti da quello mediatico a quello sociale passando per le attività repressive vere e proprie.

È in questo contesto che si sono sviluppate tutta una tipologia di armi tecnologicamente avanzate: armi “non letali”, soft-kili, elettromagnetiche, sonore, “non mortali” ecc. Questi sono alcuni dei nomi “politicamente corretti” affibbiati a questa nuova generazione di armi.

Sviluppate e testate maggiormente durante le cosiddette “missioni di pace” le armi “non letali” si è poi andati incontro alla domanda dei governi di armi che incutano terrore, demoralizzino perciò utili alla funzione di controrivoluzione preventiva.

In sostanza i vari governi attraverso questi strumenti tecnologici, quello che stanno preparando non è tanto un conflitto contro un nemico esterno (per quello vanno benissimo le classiche armi da fuoco), bensì contro la propria popolazione. Laddove non è conveniente sparare addosso alle persone, ma far capire che l’autorità “deve essere rispettata” e che è meglio non farsi troppe domande e non fare troppe richieste (diritti sindacali, pensioni e salari decenti ecc.) altrimenti saranno utilizzate queste armi, che hanno come scopo di rendere la ribellione impossibile (così almeno spera la Borghesia Imperialista) e la tirannia inevitabile.

In questa situazione di crisi generale si accentua anche la lotta tra le diverse frazioni borghesi e lo svuotamento di tutte le istituzioni legislative (parlamenti, consigli regionali, provinciali e comunali), in sostanza di ogni forma democratica (borghese ovviamente) dello Stato, tramite il controllo degli apparati e dei gangli dello Stato e l’intervento massivo su partiti, informazione e formazione degli uomini che dovranno comporre questo apparato.

Dentro questo quadro le deviazioni dei vari apparati diventa la norma. Pensiamo il ruolo e dell’uso fatto dei servizi segreti.

Se guardiamo alla regia di molte attività criminali vediamo che alla fine troviamo i servizi segreti o strutture come Gladio.

Attraverso il controllo dell’informazione si è addirittura strumentalizzata la Mafia, che ha funto come unico capro espiatorio quando ormai è noto che anche la stessa attività materiale di realizzazione degli attentati di Capaci e Via D’Amelio ha visto la partecipazione e messa a disposizione di tecnologie e persino esplosivi di chiara derivazione militare e la gestione politica da parte di alcuni settori degli apparati statali.[2]

Si è visto l’uso finalizzato della fratellanza massonica per coprire attività criminali, svolte nell’interesse dell’apparato che li gestisce. Attività svolte anche su commissione per conto di altri apparati internazionali.

L’uso di false informazioni da parte dei media per coprire le denunce contro le metodologie adottate da parte dei servizi militari e da altri apparati che gestiscono la continuazione dei progetti MK-ULTRA e MONARCH.

In sostanza ci troviamo di fronte a delle strategie convenzionali e non, gestite da un apparato sotterraneo composta da:

1)    Psichiatri, utilizzati e a loro volta gestori dei servizi segreti, gente morsa da una schizofrenica e malata rincorsa anche personale di un obiettivo di potere finale.

2)    Magistrati aderenti alla Massoneria.

3)    Frange, qualitativamente importanti delle forze di polizia, dei carabinieri e delle guardie forestali, che sono formate occultamente anche in corsi spesati dalla collettività.[3]

4)    Funzionari dell’apparato statale.

5)    Professionisti e personaggi legati alle professioni e ad attività forensi o sociali.

6)    Politici.

7)    Imprenditori.

 

Come si diceva prima la crisi generale del capitalismo accentua la lotta tra le diverse fazioni borghesi. Perciò è sbagliato come certa sociologia vuol far credere che quello che è in atto sia una competizione elitaria tra dirigenti per assumere il controllo dei “diretti”, ma, invece è una lotta tra correnti borghesi e piccolo borghesi che si servono dei vari apparati.

Un altro effetto della crisi generale del capitalismo è l’accentuazione della concorrenza fra i capitali, nello stesso tempo con il procedere della concentrazione in grandi gruppi economici, il ruolo svolto da queste consorterie diventa decisivo, sia nei partiti politici che negli apparati dello Stato, che di esse sono attraversate nelle forme più spregiudicate. Queste consorterie, non hanno confini di partito, anche se si servono dei partiti per realizzare i loro scopi, non hanno “senso dello Stato” anche se si servono dello Stato.

Quest’accentuazione delle contraddizioni sia sul piano interno sia su quello internazionale, sta avendo già adesso effetti a cascata incontrollabili, come ad esempio lo scivolare nelle barbarie di una repressione incontrollata e nell’affermazione di regimi fascisti. Lo stesso assetto capitalista sta divenendo una miscela fuori controllo di devastazioni sulla natura umana (diffusione di armi “non letali”, psicotroniche, controllo mentale, uso criminale della psichiatria ecc.) e sull’ambiente naturale. Questa miscela, in pochi decenni, ha sconvolto i precari equilibri che l’industrializzazione aveva nei confronti della vita stessa del pianeta. Pandemie, alterazioni genetiche, mercificazione della natura, modificazione del clima sta stravolgendo la biosfera. L’attacco agli esseri umani e alla natura provoca effetti progressivi di segno opposto e contrario, dallo scatenarsi della violenza sociale ai disastri ambientali.

In questa situazione di sviluppo della crisi generale del capitalismo non ci si deve meravigliare che come parte integrante della controrivoluzione preventiva ci sia lo sviluppo di un controllo mentale di massa e dei relativi metodi.

I metodi moderni di controllo mentale sono per molti aspetti mere estensioni, ad un livello tecnologico più elevato, di ciò che, in maniera prevedibile, è sempre risultato vincente: religione, sport, politica, istruzione, ecc. come già si diceva prima con l’avvento della televisione, si è aperto un nuovo mondo per coloro che aspiravano a diventare controllori. Infatti, i mezzi d’informazione sono stati facilmente riuniti in corporazioni e resi abbastanza uniformi gli uni con gli altri, da poter tradurre i messaggi fondamentali, mentre incoraggiano la passività, e presentano, pure, l’illusione della scelta. Allo stesso tempo, la scelta è stata ridotta in settori fondamentali come la finanza, l’istruzione e la salute, con pagine e pagine di legislazione e di “incentivi” per garantire la conformità.

Oggi, però, siamo entrati in una fase pericolosa, in cui il controllo mentale ha assunto una dimensione scientifica e fisica che include un sofisticato assalto, a spettro completo, sulla mente sotto forma di sostanze chimiche nel cibo, nell’aria e nell’acqua, così come tramite le interferenze elettromagnetiche e l’onnipresente cocktail della Big Pharma che inquina non solo il diretto utilizzatore, ma trabocca, anche, nel resto della popolazione inconsapevole. In combinazione con il controllo su istruzione e mezzi di comunicazione, non c’è da meravigliarsi sul perché la vera ribellione fatichi a prendere piede.

Tuttavia, nonostante gli assalti descritti sopra, le persone si ribellano, sviluppano lotte,[4] cominciano ad avviare tentativi di processi rivoluzionari. Questo è decisamente preoccupante per le classi dominanti.

Vediamo adesso alcuni metodi di controllo mentale che sono usati:

  • Sorveglianza e Gadget – La sorveglianza, cerca di cambiare il nostro modo di pensare e di agire. Ma questi due aspetti uniti, sono ancora più potenti. Ora, sono stati intrecciati con successo in una interfaccia de facto, cervello-computer. Se consideriamo solo due invenzioni, la televisione e i videogiochi, vediamo quale enorme impatto abbiano sul modo in cui le persone, di tutte le età, vedono il mondo attraverso i loro gadget. Per portare le persone al livello successivo di controllo mentale, ci deve essere un rapporto con il consumatore, inoltre bisogna creare qualcosa che, al consumatore, appaia intrinsecamente necessario per relazionarsi col mondo esterno. Entra in Internet ed i dispositivi “intelligenti” si connetteranno. Internet è tutte le forme di sorveglianza e gadget tutto in un unico pacchetto. Ora, questo ci porta, già, al livello successivo. E’ stato, infatti, dimostrato che questo tipo di tecnologia può ricablare il cervello.Stiamo cominciando a vedere grandi investimenti nella “augmented reality” [realtà aumentata], da parte dei colossi gemelli, Google e Microsoft. L’augmented reality sta crescendo a piccoli passi per avere basi solide sulle questioni che riguardano la privacy, ma il concetto di fusione tra la realtà reale e quella virtuale è oramai stato introdotto e difficilmente sparirà. Computer, tablet, cellulari, videogiochi ecc, mentalmente controllati sono già qui. L’aver sperimentato, in prima persona, l’alterazione delle percezioni della mente, prepara l’individuo a questo tipo di manipolazione diretta, in altre aree della propria vita. Ricordate, è una strada a doppio senso: i dati ricevuti e i dati trasmessi. Combinate questo con il fatto che ogni azione a due vie viene registrata dalle aziende tecnologiche, per poi venire inserita in banche dati governative, e vediamo che sono state gettate le fondamenta di una piramide con un occhio onniveggente, molto più efficace che in altre tirannie, anche del recente passato.

 

  • Robot controllati mentalmente e DroniSe ne parla già nei notiziari tradizionali, ma cosa sappiamo della fusione tra l’uomo e la macchina? Questo è in realtà il sogno transumanista, ma la famigerata DARPA [Defense Advanced Research Projects Agency] sta, ovviamente, cercando di assicurarsi che questa fusione, arrivi, prima, sul campo di battaglia. La Royal Society, un think-tank [contenitore di idee] britannico d’élite, di cui parleremo in seguito, ha pubblicato un rapporto che indica un interesse a utilizzare la tecnologia di mappatura del cervello per mantenere in allerta i soldati, così come per “utilizzare armi da remoto attraverso interfacce mente-macchina”.[5]

 

Manipolazione magnetica – Gli impulsi trans-cranici ad ultrasuoni sono diventati famosi grazie al God Helmet un elmetto definito anche “Elmetto di Dio”.[6] Questo tipo di elmetto viene testato in campo militare e si parla anche perfino di un collegamento fra l’investimento in esso ed l’essere assoggettato ad esso.[7] Sono in fase di sviluppo (e molto probabilmente usate in gran segreto) armi che utilizzano impulsi trans-cranici ad ultrasuoni sui soldati per aumentare la loro capacità di allerta e ridurre al minimo le “fastidiose” emozioni come la paura o la compassione. Questo elemento dovrebbe trasformare gli esseri umani droni sconsiderati, che possono essere controllati a distanza. Nel campo di battaglia i nemici possono essere sottoposti a sensazioni opposte: letargia, nausea, mancanza di controllo degli impulsi e tutta una serie di comportamenti che non hanno nulla a che fare con la volontà di una persona che agisce in un modo piuttosto che in un altro. Il giornalista Jack Hitt di Wired descrive così la sua esperienza quando il suo cervello era magneticamente manipolato con lo scopo di avere una “esperienza religiosa”:” …campi elettromagnetici selezionati cominciano a far vibrare dolcemente i lobi temporali del cervello. I campi non sono più intensi di quello che si otterrebbe come effetto collaterale da un normale phon, ma ciò che sta arrivando è tutt’altro che ordinario. I miei lobi sono in procinto di essere bagnati con schemi di una lunghezza d’onda precisa, che si suppone possano influenzare la mia mente in un modo sorprendente, inducendo artificialmente la sensazione che io stia vedendo Dio”.[8] È improbabile che siano previste solo visioni benigne per i campi di battaglia della Terra.  Ogni singolo aspetto delle sensazioni umane, delle percezioni, delle emozioni e dei comportamenti è regolato dall’attività del cervello. Quindi avere la capacità di stimolare la funzione cerebrale è una funzione potente, molto potente.

 

  • Impianti e tecnologia ingeribile – RFID (Radio Frequeny identidication – Identificazione a radio frequenza) è una tecnologia che viene pubblicizzata come fosse un miracolo, per la ricerca degli oggetti smarriti (come i bambini, cani e prodotti), ma ha anche sfondato nel campo della medicina. La maggior parte delle persone potrebbero voler sapere, per esempio se il loro corpo abbia registrato segnali di un imminente sconvolgimento a livello chimico, prima ancora avuto il tempo di prendere piede e di manifestarsi come un evento fisico in piena regola. Questo giova un ruolo importante nella vendita della connessione mente-corpo- computer, a persone di qualsiasi età. Anch’essa è una forma di sorveglianza, ma è anche più vendibile, perché questa è un’arma molto più sottile del semplice spionaggio. Il controllo mentale, diventa una tragica realtà grazie anche agli impianti di RFID. L’impianto su umani della VeriMed è stato approvato dalla Food and Drug Administra (FDA) ed è stato utilizzato dai militari israeliani come sistema di identificazione. Questa tecnologia viene come una rete di sensori interni, come nei test per gli animali. Anche se al primo posto rimarrà l’uso militare.[9] Si potrebbe credere che questo metodo stia un po’ più basso sulla scala di possibilità per il pubblico in generale, per il semplice motivo che ci deve essere un certo livello di accettazione. Tuttavia, con l’avvento della nanotecnologia, che può inserirsi attraverso la barriera emato-encefalica, non è fuori questione, che l’invasione potrebbe arrivare di soppiatto attraverso il cibo o vaccini. Le nanoparticelle sono state ammesse nel cibo, nei vestiti e negli elettrodomestici. Gli scienziati pazzi non hanno idea di che tipo di vaso di Pandora stanno aprendo. Il loro unico compito è quello di aprire le porte e lasciare che le cavie offrano i risultati. Gli scienziati hanno ammesso apertamente di voler ricablare il cervello attraverso la modificazione del DNA ma con lo scopo di aiutarci…
  • Genetica e Neuro-ingegneria – Per alcuni, la genetica costituisce la base di tutto il comportamento. La maggior parte delle persone concorderebbe sul fatto che essa, oltre ad essere una mera automazione de facto, abbia un ruolo, seppur limitato e sottomesso alla volontà umana, nel determinare il comportamento. Ciò non ferma i genetisti dal tentare di stabilirne i tratti, per poi alterarne o sradicarne alcuni. La logica estensione di questa sperimentazione entra nel settore del behavioral predictive programming [programmazione predittiva del comportamento], non solo attraverso tutti i dati che sono stati raccolti su di voi sorvegliando ogni vostro movimento e l’espressione di ogni vostro pensiero, ma attraverso la stessa fibra del vostro essere.
    Ed Boyden, dei Neuroengineering and Neuromedia Lab del MIT, spiega: “Se prendiamo sul serio l’idea che le nostre menti prendono forma nei circuiti del nostro cervello, allora diventa una priorità assoluta capire come organizzare al meglio i cervelli”.[10] Ad esempio: ricablare il circuito DNA potrebbe aiutare a curare l’asma o rendere possibili altri tentativi, apparentemente benigni, di sradicare afflizioni e disturbi. Il concetto dei circuiti genetici viene inseguito per ricablare le cellule umane col fine di percepire la malattia e curarla. I ricercatori di Stanford guidati da Christina Smolke hanno sviluppato “dispositivi” basati sull’ingegneria del DNA in grado di rilevare gli stadi di una malattia nelle cellule umane in coltura e capaci di affinare le proprie funzioni in risposta ai segnali interni di una cellula, come ad esempio, uccidere se stessi o diventare sensibili ai farmaci: “Questi strumenti biologici autonomi sono chiamati dispositivi “sensor-actuator” [sensori e attuatori], perché intuiscono ciò che sta accadendo in una cella e agiscono in base a ciò che rilevano”.[11]  I nomi di coloro che sono coinvolti in questo settore di studio fanno pensare ad iniziative con scopi assolutamente benefici: “Lo studio è stato finanziato dalla Caltech Joseph Jacobs Istituto di ingegneria molecolare per la medicina, i National Institutes of Health, il Dipartimento della Difesa statunitense, l’Alfred P. Sloan Foundation e la Bill and Melinda Gates Foundation”.[12]
  • NeuroscienzaNel 2002, l’Economist diceva che questo era il futuro del controllo mentale. Si tratta di una vasta area di ricerca e lo si nota da quanto viene investito, e da quante agenzie federali sono coinvolte. Il progetto BRAIN, di Obama, è massicciamente finanziato con la consapevolezza che il cervello umano è l’ultima frontiera. Si tratta di un piano che prevede 100 milioni di dollari in 10 anni e che sta già dando qualche frutto. L’ Atlantic Wire ha annunciato che il ‘Google Earth’ delle mappe 3D del cervello è arrivato. “Big Brain”, è il primo modello digitale 3D ad alta risoluzione del cervello umano. E’ il risultato di un enorme progetto, durato 10 anni, costituito da 7.400 singole scansioni di porzioni di un unico cervello umano. Il progetto aiuterà gli scienziati a conoscere meglio le nostre menti. Guidati da immagini MRI [Magnetic Resonance Imaging, immagini di risonanze magnetiche] precedentemente scattate, e dalle correlazioni tra le sezioni del cervello confinanti, hanno, col tempo, allineato le sezioni per creare un oggetto 3D continuo che rappresenta circa un terabyte di dati. Una panoramica video, rilasciata dal gruppo di ricerca alla base del progetto, dà una buona visione di quanto questo neonato possa crescere. Al più alto zoom, la mappa non può mostrare le singole cellule. Ma è abbastanza dettagliata per individuare i diversi strati di cellule nel cervello. Una scansione tipica di una risonanza magnetica ha una risoluzione massima di circa un millimetro. In confronto, Big Brain ingrandisce fino a 20 micrometri.[13] Ancora una volta, la promessa è quella di risolvere i misteri delle malattie come il morbo di Alzheimer, ma di nuovo c’è la DARPA a garantire che ci sia sempre una ricerca malevola condotta sottobanco. Ad esempio, si fa ricerca sulla cancellazione della memoria per eliminare il disturbo da stress postraumatico, il quale ci serve come promemoria degli orrori della guerra su entrambi i fronti di un conflitto. I soldati che prendono parte a più missioni, non sono mai stati così soggetti a compiere suicidi ed omicidi. Questi stessi soldati dovrebbero spingere le persone a mettere in discussione le motivazioni che riducono esseri umani in uno stato così orribile … non cercare di cancellare le conseguenze. Questo tipo di ricablaggio altera alla base ciò che significa essere un essere umano capace di compassione, empatia e libero arbitrio. E, infatti, alcuni scienziati stanno, fortunatamente, sollevando gravi preoccupazioni etiche sul controllo mentale militare, come documentato da Jonathan Moreno.   I militari, gli scienziati e gli studiosi di etica si interrogano, sempre più, su come la tecnologia delle neuroscienze cambi il campo di battaglia. Le impressionanti possibilità sono più vicine di quanto molti credano. C’è già uno sviluppo di droni automatizzati che sono programmati per prendere le proprie decisioni su chi uccidere, all’interno delle regole di guerra. Altre idee sono più prossime di quanto si pensi, a diventare una realtà militare: Carri armati controllati dall’altra parte del mondo, rimozioni della memoria che potrebbero prevenire il PTSD (post traumatic stress disorder), e il “brain fingerprinting” [impronte digitali del cervello] che potrebbe essere utilizzato per estorcere segreti ai nemici: “Tutte queste domande dovranno ottenere una risposta prima o poi, insieme a una miriade di altre, dice Moreno. I soldati, non dovrebbero avere il diritto di rifiutare gli impianti cerebrali “sperimentali”? L’esercito userà parte di questa tecnologia prima che la scienza la ritenga sicura? C’è una tensione tremenda sull’argomento”, dice. “C’è un grande senso di responsabilità sul fatto che questa tecnologia venga tirata fuori in modo da porci in vantaggio sui nostri avversari”.[14] Non bisogna mai scordarsi che ciò che viene sviluppato nei campi di battaglia ricade sicuramente nel resto della società.
  • Direct Upload/Hack: Tra l’Internet degli Oggetti[15] e le recenti rivelazioni sul fatto che la macchina del giornalista Michael Hastings[16] potrebbe teoricamente essere stata vittima di un attacco informatico,[17] il concetto di un upload diretto della mente in Internet / Cloud dovrebbe essere visto come qualcosa di un po’ più che preoccupante. Se tutti questi sistemi minori sono aperti alla sorveglianza e al hacking, sia nazionale o dall’estero, sarebbe ragionevole pensare che anche la mente sarà soggetta a falle nella sicurezza, errori, e alterazioni intenzionali. Neurogadget.com ha riferito quanto segue:I ricercatori, alla conferenza Usenix Security, hanno dimostrato una vulnerabilità 0-day, nel vostro cervello. Hanno raggiunto un tasso di successo del 40% in un gruppo di volontari. L’ “hack” funziona misurando la risposta del cervello alle immagini che appaiono davanti ai vostri occhi, da ciò i ricercatori possono determinare cose come la posizione di casa vostra, la data di nascita, e anche il PIN della carta di credito”.[18]

 

Siamo in una situazione che il controllo mentale che si è sviluppato nei paesi imperialisti cosiddetti “avanzati” ha determinato il sorgere di nuovi reati quali: il furto di identità, il sequestro virtuale, la schiavitù psichica e sessuale, la pedofilia cibernetica, la mafia cibernetica ecc. Tutto ciò causa danni politici quali: lo sviluppo del potere occulto mafioso, la pedofilia e la depravazione di massa, l’inesistenza della pena (come i boss mafiosi che danno ordini con questi sistemi con la convivenza di alti funzionari e ufficiali), ecc.

 

È un sistema perverso che genera tutto questo.

 

Un sistema fatto da centri di ricerca universitari e militari, da multinazionali farmaceutiche e delle fabbricazione delle protesi uditive ed acustiche per invalidi, handicappati ecc., da parlamentari connessi ai servizi servi segreti e alle varie polizie speciali, da servizi segreti (tra i quali in particolare i servizi segreti carcerari), da organizzazioni mafiose e dalla borghesia nera e da intellettuali annoiati. In sostanza si sta formando all’interno della società dove viviamo un nazismo genetico che è basato sul controllo, la discriminazione, e la sperimentazione sugli esseri umani in particolare sulle persone sensibili.

 

E’ DECISAMENTE FALSO SOSTENERE  CHE TUTTO CIO’ SIA SCIENTIFICAMENTE INEVITABILE, CHE NON SI POSSIBILE CONTROLLARLO, DIMOSTRA, INVECE, CHE BISOGNA DISTRUGGERE QUESTA SOCIETA’ CAPITALISTA CHE E’ IN PIENA DECOMPOSIZIONE E COSTRUIRE UNA SOCIETA’ CHE NON SIA FONDATA SUL PROFITTO

 

 

[1] Per guerra non si deve intendere solo l’aspetto militare ma anche quello economico, ideologico, informatico ecc.

 

[2] In un articolo del Fatto Quotidiano dell’08/10/2013 (Strage di Capaci, per la morte di Giovanni Falcone si indaga su due estremisti di destra), si parla dell’inchiesta della Procura di Caltanissetta, che fa emergere per la prima volta, in merito alla strage di Capaci, delle responsabilità che vanno oltre Cosa Nostra. In quest’indagine sono coinvolti un dirigente di polizia in pensione e una donna addestrata, forse nei campi paramilitari sardi utilizzati da Gladio. Entrambi sarebbero vicini all’eversione nera. In sostanza s’ipotizza un ruolo dei servizi segreti nell’attentato contro il giudice Falcone e la sua scorta, seguendo quel filo che legherebbe Mafia, servizi segreti ed eversione di destra http://www.hffingtonpost.it/2013/10/08/stragedi-capaci-indagine-estremistidestra

 

[3] Pensiamo ai poliziotti che costituivano la banda dell’Uno Bianca. Valutando le competenze militari dei componenti della banda, considerando che alcune tecniche che hanno adottato non erano state istruite da parte delle classiche scuole di polizia, esse sono riconducibili ad una formazione di tipo militare non tradizionale. Questo significa che molto probabilmente sono stati addestrati clandestinamente, magari all’estero, oppure da qualcuno con esperienze operative nei reparti d’azione.

 

[4] Facciamo tre esempi di sviluppo delle lotte operaie nel mondo. Nel 2009 n Corea del Sud gli operai della fabbrica Ssangyong di Pyeongtaek, hanno occupato gli impianti per più di due mesi in una fabbrica automobilistica in bancarotta che aveva cominciato ad avviare le procedure di licenziamento degli operai. Un migliaio di loro, sostenuti dalla famiglie, si sono asserragliati negli impianti, rifiutando i licenziamento e la precarietà e la delocalizzazione. Sempre in questo periodo in Francia i lavoratori di diverse aziende in fallimento hanno cominciato a sequestrare padroni e dirigenti di aziende in crisi, per ottenere sussidi e garanzie. Mentre in Cina a fronte della notizia della fusione di due gruppi industriali dell’acciaio circa 30.000 lavoratori posti di fronte alla prospettiva di ristrutturazioni e licenziamenti hanno cominciato a dare la caccia ai dirigenti.

 

[5] https://www.newscientist.com/article/dn21444-mind-control-could-be-future-of-warfare/#.UcWcIPk3CtY

 

[6] È il nome di un elmetto creato dal neuroscienziato statunitense naturalizzato canadese Michael Persinger. Con questo elmetto creava campi magnetici che stimolavano i lobi temporali ad una reazione emozionale. http://www.meteoweb.eu/2018/08/addio-al-neurobiologo-michael-persinger-invento-il-casco-di-dio/1138924/

 

[7] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=45839

 

[8] https://www.wired.com/1999/11/persinger/

 

[9] https://www.youtube.com/watch?v=ICsQDYha63c

 

[10] https://www.wired.com/2009/03/neuroengineering1/?currentPage=all

 

[11] http://www.kurzweilai.net/genetic-circuits-rewire-human-cells-to-sense-disease-and-treat-it

 

[12] https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=45839

 

[13]                                        C.s.

 

[14] https://www.usnews.com/news/articles/2012/03/20/scientists-warn-of-ethical-battle-concerning-military-mind-control

 

[15] In telecomunicazioni Internet delle cose (o, più propriamente, Internet degli oggetti o IoT, acronimo dell’inglese Internet of things) è un neologismo riferito all’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti.

 

[16] Michael Hastings è stato un giornalista e scrittore statunitense. Collaborava regolarmente con Gentlemen’s Quarterly, magazine mensile americano. Ha scritto per Newsweek, periodico d’informazione newyorkese, con il quale ha seguito per due anni la guerra in Iraq per una corrispondenza di cronaca.

 

[17] https://www.corriere.it/esteri/13_giugno_25/usa-morte-giornalista-michael-hastings-sospetti-omicidio_27726576-dd37-11e2-98cd-c1e6834d0493.shtml

 

[18] https://neurogadget.net/2012/08/20/hacking-the-human-brain-not-as-impossible-as-you-think/4561

L’INDUSTRIA NEL CYBER-MIRINO

•febbraio 5, 2019 • Lascia un commento

 

Prendere il controllo dei macchinari industriali sfruttando la vulnerabilità di radiocomandi utilizzati in migliaia di impianti e cantieri in tutto il mondo. Italia compresa. Possono farlo tranquillamente i cyber criminali. Ad essere esposti sono gru, trapani, carroponti, macchinari minerari, trivellatrici e altri dispositivi industriali prodotti dai principali gruppi del settore. La nuova tipologia di attacco emerge dall’ultima ricerca di Trend Micro[1] “A Security Analysis of Radio Remote Controllers for Industrial Applications[2]. Lo studio, firmato anche dai ricercatori italiani Marco Balduzzi e Federico Maggi, approfondisce le falle dei radiocomandi, scoperte e rese pubbliche dalla Trend Micro Zero Day Initiative (ZDI), il programma globale Trend Micro specializzato nel rivelare le vulnerabilità di programmi, infrastrutture e dispositivi.

I radiocomandi, afferma lo studio, “sono oggi uno dei principali punti di debolezza nel settore industriale, a causa del loro sistema di connettività. Inoltre, un ciclo di vita e un utilizzo molto prolungato, gli alti costi di sostituzione e di patching complicano la situazione”. I ricercatori hanno scoperto tre principali punti deboli nei radiocomandi: assenza di un rolling code (un codice che cambia a ogni trasmissione), crittografia debole o assente di una protezione software.

Sfruttando queste debolezze è possibile dare origine a diverse tipologie di attacco, da remoto ma anche a livello locale. Gli attacchi possono essere molto pericolosi: “Una volta compromesso il sistema i malintenzionati hanno a disposizione diverse opzioni”. Possono provocare danni fisici (utilizzando i macchinari per causare danni alle macchine e agli uomini), sabotaggi (fermando cantieri, bloccando linee di produzione e fabbriche) ed estorsioni (minacciano di bloccare gli impianti o chiedono denaro per “liberarli”). Spiega Balduzzi “Questa ricerca porta alla luce una realtà preoccupante per i proprietari e gli operatori di macchinari industriali pesanti che fanno largo uso di controller a radio frequenze”. Sottolinea Maggi: “La presenza di vulnerabilità ha confermato la debolezza di attrezzature industriali di grandi dimensioni in cantieri, fabbriche e nelle aziende di trasporto “.

 

A livello mondiale si stima che possano essere 5.200 miliardi di dollari i costi addizionali e i mancati ricavi delle aziende nel corso dei prossimi 5 anni dovuti ai cyber-attacchi, poiché la dipendenza da modelli di business abilitati da Internet è attualmente di gran lunga superiore all’abilità di introdurre misure di sicurezza adeguate in grado di proteggere asset strategici. E’ quanto emerge da un nuovo studio Accenture basato su un’indagine che ha coinvolto oltre 1.700 CEO e top manager di aziende in diversi paesi: quattro intervistati su cinque (79%) ritengono che il progresso dell’economia digitale sarà seriamente compromesso se non ci sarà un miglioramento della sicurezza su Internet, mentre oltre la metà ritiene Internet sempre più instabile per la cybersicurezza.

C’è da domandarsi la causa profonda di tutto ciò.

Una delle conseguenze della crisi economica è l’esasperazione della concorrenza, per decidere chi debba fare le spese dell’eccedenza del capitale, essendo l’attuale crisi economica una crisi di sovrapproduzione di capitale. La causa di essa sta nel fatto che nell’ambito del modo di produzione capitalistico a un certo punto si crea un conflitto inconciliabile tra la produzione di plusvalore e la realizzazione del valore prodotto. I capitalisti dovrebbero investire tutto il plusvalore estorto, anche così facendo il tasso di profitto diminuisce o non aumenta. Se i profitti attesi non aumentano o diminuiscono, i capitalisti cessano l’accumulazione, con la conseguenza di non valorizzare tutto il plusvalore estorto. Diminuisce il capitale impegnato nella produzione e aumenta il capitale impegnato nella sfera finanziaria che diventa la parte più grande del capitale (si pensi che secondo stime correnti il mercato dei titoli aveva raggiunto nel 1994 i 14.000 miliardi di dollari U.S.A., ossia il doppio del P.I.L. che aveva all’epoca gli U.S.A.). La finanziarizzazione dell’economia tende a crescere e la crisi assume la veste di crisi finanziaria. I movimenti propri del sistema finanziario diventano essi stessi un ulteriore fattore di sconvolgimento del capitale impegnato nella produzione di merci e una via attraverso cui la crisi compie il suo cammino.

 

Ne deriva un’enorme accelerazione del processo di concentrazione di capitale che tentano di raggiungere la “massa critica” indispensabile per reggere lo scontro con i concorrenti. Tale processo, nel corso degli ultimi anni, ha trovato una proiezione nello sforzo di ciascuna grande potenza imperialistica di costituire aree economiche integrate, al cui interno si cerca di portar e al minimo la concorrenza tra i capitali, in modo da concentrare i propri sforzi nella lotta contro i concorrenti esterni. In tal senso si sono mossi gli U.S.A., che hanno cercato attraverso il Nafta di costituire un’area di libero scambio. Allo stesso modo il Giappone, il secondo grande polo imperialista, si muove da tempo per sottomettere alla propria influenza un’area del Pacifico dai confini sempre più ampi e che rappresenta un punto focale dello scontro interimperialistico.

Questa accentuata concorrenza deve essere collegata alla tendenza alla guerra imp0erialista.   In sostanza più aumenta la crisi e più lo stato imperialista dominante (gli USA) diventa aggressivo per cercare di mantenere la sua supremazia- militare in funzione dei profitti della sua borghesia, più aumentano le tensioni tra i paesi imperialisti concorrenti per assicurarsi quote di profitto sui mercati mondiali e più la guerra commerciale tra gli imperialisti concorrenti tende a trasformarsi in guerra per la spartizione dei mercati mondiali.

 

La guerra rappresenta una valvola di sfogo per le contraddizioni del modo di produzione capitalistico, poiché essa distrugge i mezzi di produzione (macchinari, uomini e valori capitale) eccedenti e, quindi con tali distruzioni apre la strada a un nuovo periodo di accumulazione capitalistica.

 

Attualmente, si è aperta una fase di contesa globale tra le varie potenze imperialiste che ha come posta in gioco una nuova divisione del mondo. Un segno concreto delle contraddizioni interimperialiste in atto, sta nel fatto che gli U.S.A. sono stati costretti a condurre la guerra contro l’Iraq nel 2003 in pratica da soli, con l’ausilio di un ristrettissimo numero di alleati (Gran Bretagna, Israele, Polonia, Italia).

Perciò questi attacchi Cyber devono essere visti dentro il quadro di una guerra non dichi8arata tra capitalisti.

 

 

 

[1] https://www.trendmicro.com/it_it/forHome.html?gclid=EAIaIQobChMIivf-sZGk4AIVyL3tCh0alQEqEAAYASAAEgJ4SfD_BwE

 

[2] http://www.metronews.it/19/01/31/industria-nel-cyber-mirino-che-sfrutta-i-radiocomandi.html

ANOMALIE MISTERIOSE E MISTERI SPAZIALI

•gennaio 28, 2019 • Lascia un commento

 

 

Se pensiamo di vivere in un mondo dove tutto è chiaro dobbiamo ricrederci, viviamo in un mondo pieno di misteri. Vediamone alcuni dei più recenti.

È stata ufficializzata la notizia che un satellite della Nasa ha rilevato un’anomalia gravitazionale di 480 Km di larghezza sotto il ghiaccio dell’Antartide,[1] in una zona chiamata Wilkes Land[2].

Alcuni ricercatori ritengono che siano i resti di un asteroide veramente massiccio più del doppio della dimensione della roccia spaziale Chicxulub che ha spazzato via i dinosauri.[3]

Se questa spiegazione fosse vera, potrebbe significare che questo asteroide killer ha causato l’evento che è definito “Estinzione di massa del Permiano-Triassico”, che ha uccise il 96% delle creature del mare e t fino al 70% di creature terrestri, degli organismi vertebrati che vivono sulla terra.

Questa “anomalia gravitazionale della Terra di Wilkes” fu scoperta per la prima volta nel 2006, quando i satelliti della Nasa notarono i cambiamenti gravitazionali che indicavano la presenza di un enorme oggetto seduto al centro di un cratere d’impatto di 300 miglia di larghezza.[4]

La seconda notizia si tratta del fatto che gli scienziati hanno scoperto quella che potrebbe essere la più antica roccia terrestre in un campione lunare portato sulla Terra dagli astronauti dell’Apollo 14 nel 1971. La ricerca su questa presunta reliquia terrestre risalente all’Adeano d Ade dio degli inferi. Ed è proprio all’inferno dantesco che corre la nostra immaginazione quando cerchiamo di raffigurarci l’ambiente terrestre delle origini, oltre 4 miliardi di anni fa. In quell’eone primordiale che i geologi chiamano, appunto, Adeano, sul nostro pianeta la vita ancora non c’era. E le condizioni per ospitarla nemmeno. O almeno così ritenevano gli scienziati fino a una trentina d’anni fa. [5]

Un gruppo internazionale di scienziati, associati al Center for Lunar Science and Exploration (Clse) che fa parte del Solar Sistem Exploration Research Virtual Institute della Nasa sembrerebbe aver trovato le prove che la roccia in questione sia schizzata sulla Luna quando un grosso asteroide, o una cometa, è entrato in collisione con la Terra. Questo impatto sarebbe stato in grado di espellere materiale dalla superficie della Terra, proiettandolo nello spazio attraverso la primitiva atmosfera terrestre, dove sarebbe entrato in collisione con la superficie della Luna (che all’epoca era tre volte più vicina alla Terra di quanto lo sia ora), circa 4 miliardi di anni fa. Successivamente, la roccia parrebbe essersi mescolata con altri materiali della superficie lunare fino a costituire un unico campione.

La terza notizia è che gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (SSI) hanno letteralmente schivato un proiettile cosmico.[6]

Chris Hadfield – un astronauta canadese con cui ho volato nel 2001 – ha avvistato il “bullet hole” in uno dei pannelli solari dell’avamposto in orbita provocato, probabilmente, da una minuscola pietruzza proveniente dalle profondità del cosmo.

Hadfield ha anche spiegato che i moduli della SSI sono protetti da una corazza che dovrebbe distruggere micro-meteoriti come questa non più grande di qualche mm. Tuttavia, ha detto di essere contento che il sassolino spaziale abbia mancato i moduli pressurizzati.

Esperti della NASA stimano che milioni di piccoli oggetti – fra micro-meteoriti e detriti prodotti dall’attività umana – orbitano intorno alla Terra, nelle zone in cui si trovano satelliti operativi e la SSI. Questi frammenti di satelliti, razzi e frammenti rocciosi viaggiano ad una velocità media di oltre 35 mila chilometri all’ora (in confronto, la Stazione Spaziale Internazionale orbita intorno alla Terra a circa 28 mila km/ora).

Gli scienziati sono in grado di monitorare detriti spaziali più grandi di una decina di centimetri e possono prevenire collisioni potenzialmente distruttive.  L’urto con queste particelle può causare gravi danni ai veicoli spaziali o satelliti e può diventare un rischio mortale per gli astronauti che svolgono attività extra-veicolare.  Per questo, sistemi radar a terra possono tracciare i movimenti dei pezzi più grandi e, in caso di minacce di collisione, possono avvisare gli astronauti della SSI o i controllori dei satelliti.

Se allertata con sufficiente anticipo, la Stazione Spaziale Internazionale può manovrare per modificare la sua orbita e per mettersi al sicuro da possibili collisioni. Inoltre la SSI è dotata di uno schermo che può distruggere sassolini non più grandi di un centimetro.

Sono le particelle intermedie, quelle tra 1 e 10 cm, quelle che possono rappresentare il problema più difficile da risolvere. Sono troppo piccole per essere viste dai radar di terra e sono troppo grandi per essere fermate dallo “scudo anti micro-meteoriti”. Per fortuna la statistica dice che questi “brutti incontri” sono relativamente rari e nei suoi 14 anni di vita operativa, la Stazione Spaziale non ha subito danni rilevanti a causa della “spazzatura spaziale”.

Tuttavia, una certa preoccupazione è giustificata visto che, secondo la NASA, circa il 95 per cento di tutti gli oggetti in orbita attorno alla Terra sono detriti e non satelliti attivi.

 

 

 

[1] Sotto l’Antartide anomalia misteriosa, Metro, lunedì 28 gennaio ’19.

 

[2] https://www.thesun.co.uk/news/2232032/mysterious-pyramid-is-buried-in-the-icy-wastes-of-antarctica/

 

[3] https://www.hackthematrix.it/?p=15711

 

[4]                                                                             C.s.

[5] https://www.media.inaf.it/2019/01/25/meteorite-terrestre-luna/

 

[6] http://www.umbertoguidoni.it/La+Stazione+Spaziale+colpita+da+un+micro+proiettile_p130

MEDUSA L’ARMA TELEPATICA

•gennaio 23, 2019 • Lascia un commento

 

 

 

Su un articolo del Corriere della Sera del 7 luglio 2008 intitolato  “Ecco Medusa, l’arma telepatica”[1] (e che a sua volta si rifà ad un articolo pubblicato sulla rivista New Scientist  ) possiamo leggere da fonte non sospetta di questo progetto Mob Excess Deterrent Using Silent Audio sviluppato dalla Sierra Nevada Corporation, azienda americana sotto contratto con la marina Usa.
In quest’articolo si afferma che:” Il dispositivo – ribattezzato “telepatico” – sfrutta il cosiddetto “effetto auditivo delle microonde”: un raggio di microonde, nell’interazione con la testa degli esseri umani, produce un suono disturbante che può arrivare ad immobilizzarli. Secondo quanto riporta l’edizione web del periodico scientifico, gli impulsi emessi dall’arma causano un rapido surriscaldamento dei tessuti all’interno del cranio provocando così un violento disturbo avvertito dalle orecchie. Quello percepito dall’individuo colpito dai raggi di MEDUSA è un forte suono che non eccede però – ci tengono a precisare i responsabili del progetto – i limiti dell’inquinamento acustico”.[2]
Se lo dicono loro, gli scienziati che sviluppano nuove armi per conto dell’esercito c’è poco da non crederci: “Il suono, come spiega al New Scientist, Lev Sadovnik della Sierra Nevada Corporation, non penetra attraverso i timpani e “l’effetto di fastidio è una combinazione data dal volume e dall’irritazione”. Grazie ad un’antenna sviluppata appositamente, il raggio può inoltre essere controllato elettronicamente aumentandone o diminuendone l’ampiezza e puntandolo su uno o più obiettivi simultaneamente. Una prima versione dimostrativa sarà pronta in 18 mesi”.[3]

I rischi più evidenti sono ovviamente quelli fisici dovuti all’effetto negativo delle micro-onde, ma quelli più nascosti, si precisa nell’articolo sono quelli connessi alla manipolazione mentale: “Per esempio, spiega Sadovnik, invece di creare un rumore intollerabile, MEDUSA può essere configurato in modo da produrre un sussurro percepito dagli individui a livello subliminale. Una simile applicazione può essere utilizzata per influenzarne il comportamento a fini di marketing”.[4]

 

Uno degli obiettivi di questo tipo di arma potrebbe essere addirittura quello di manipolare le coscienze affinché accettino le menzogne del potere e trovino normale persino il fatto che decine di aerei spruzzino sostanza chimiche nocive nell’aria da appositi erogatori ben distinti dai motori. Un simile uso potrebbe essere operativo già da tempo in connessione con la pericolosissima operazione

Il dispositivo – ribattezzato “telepatico” – sfrutta il cosiddetto “effetto auditivo delle microonde”: un raggio di microonde, nell’interazione con la testa degli esseri umani, produce un suono disturbante che può arrivare ad immobilizzarli. Secondo quanto riporta l’edizione web del periodico scientifico, gli impulsi emessi dall’arma causano un rapido surriscaldamento dei tessuti all’interno del cranio provocando così un violento disturbo avvertito dalle orecchie. Quello percepito dall’individuo colpito dai raggi di MEDUSA è un forte suono che non eccede però – ci tengono a precisare i responsabili del progetto – i limiti dell’inquinamento acustico. Il suono, come spiega al New Scientist, Lev Sadovnik della Sierra Nevada Corporation, non penetra attraverso i timpani e “l’effetto di fastidio è una combinazione data dal volume e dall’irritazione”. Grazie ad un’antenna sviluppata appositamente, il raggio può inoltre essere controllato elettronicamente aumentandone o diminuendone l’ampiezza e puntandolo su uno o più obiettivi simultaneamente. Una prima versione dimostrativa sarà pronta in 18 mesi.

 

 

L’uso di queste armi deve essere visto nel quadro della psichiatrizzazione di massa della società, dove viene attuata nel campo medico l’innesto delle apparecchiature del controllo e il colpire in particolare le persone sensibili.

 

Ogni tanto emergono notizie interessanti che vanno nel senso di demistificare la vulgata psichiatrica dominante: in una delle ultime revisioni del Diagnostic and Statistical Manual of Mental (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – noto con l’acronimo di DSM) si scrive che chi “sente le voci” non è necessariamente un soggetto malato. Non solo. Avere delle allucinazione uditive è del tutto normale. “Così tutti quegli studiosi che per anni hanno studiato questo fenomeno sostenendo questa tesi (come Enrico Molinari, Cristina Contini e tanti altri) si potrebbe dire “hanno vinto”, ottenendo così dalla comunità scientifica istituzionale il riconoscimento del principio “Finalmente la scienza il riconoscimento che possono esserci allucinazioni in soggetti normali”,[5] Commenta il decano di psicologia clinica italiana a Padova e autore di numerosi testi sull’argomento Alessandro Salvini “Ho speso parte della mia vita a scrivere che le allucinazioni in soggetti normali e accolgo con grande soddisfazione la dichiarazione del professor Mario May[6] che ammette che l’8-15% della popolazione ha allucinazioni acustiche senza essere psicotico. Per anni sono stati stigmatizzati fenomeni che in molte persone sono naturali e che antropologicamente richiamano alle voci degli antichi padri ebrei e greci, da Platone a Mosè, o anche Jung, che era anche lui uditore di voci per parlare della contemporaneità”.
D. Che cosa significa in sintesi la pubblicazione del professor May?.
R. Significa che le allucinazioni uditive, le cosiddette voci, sono presenti, secondo i dati anche oggi la Psichiatria accetta e fornisce (congresso Sopsi 2012) su un range di popolazione[7] che va dall’8 al 15%. Secondo noi i dati sono ancora una volta più alti, riferendosi a persone, che almeno una volta a settimana, sentono una voce”.
D. In che senso questa “scoperta” può essere considerata rivoluzionaria? R. La psichiatria ha sempre stigmatizzato questi fenomeni, considerandoli sintomo di psicosi. Se è vero che le allucinazioni possono essere presenti nelle psicosi e in molte altre patologie (epilessie, tumori cerebrali, demenza) è altrettanto vero che l’udire le voci, senza avere nessun altro sintomo, non ha rilevanza dal punto di vista patognomico”. D. Quindi da oggi si considerano soggetti sani anche coloro che sentono le voci.
R. Sì, la psichiatria internazionale oggi, con il nuovo Dsm, che uscirà a maggio nel 2013, non considera più le voci come sintomo di primo rango e le ritiene finalmente insufficienti, da sole, per formulare una diagnosi di psicosi. Dai nostri studi all’Università di Padova abbiamo campionato centinaia di persone, uditrici di voci, non rilevando alcuna traccia di psicosi”.

  1. E allora da cosa dipende questa sensazione che non ha un riscontro nella realtà?
    R. L’antropologia ci ha insegnato che l’attitudine ad ascoltare le voci è presente in ognuno di noi. Validi contributi sono stati forniti dallo studioso Julian Jaynes (La mente bicamerale) e da altri grandi autor. La storia, da Mosè a Gesù, a Buddha, ricordando le grandi religioni, sino ai giorni nostri, attraverso Jung o attori famosi come Anthony Hopkins o Penelope Cruz, ci insegna che l’udire le voci è un’esperienza umana”.
  2. Scientificamente come si inquadra questo fenomeno?
    R. Di recente la psichiatria, che oggi ha accettato questo assunto, ha iniziato a parlare di una sindrome subclinica che si chiama like experiece, che riguarderebbe il 20% degli adolescenti e l’8% delle persone e che presenta sintomatologie simili alle psicosi che, però, scompaiono nel 75/90% dei casi. Purtroppo, nonostante queste percentuali (e nonostante poche persone gruppo rimanente transitino verso la psicosi) la psichiatria ritenta di patologizzare una situazione che considera, essa stessa, transitoria”.[8]


   La psichiatria, ma sarebbe meglio il complesso industriale-medico psichiatrico, al massimo potrà rivedere qualcosa del suo DSM, ma mai fino in fondo.
Questo parlare di voci, si rimuove costantemente quelle di origine artificiale.
E, queste, non sono paranoie di complottisti, ma una tragica realtà.
New Scientific annuncia una “nuova” tecnologia, pensata per il controllo incruento delle sommosse, che spara un fascio di microonde che genera suoni direttamente dentro la testa del malcapitato, all’altezza dell’orecchio interno, scavalcando qualsiasi cuffia protettiva.[9]

E che dire della “Telepatia artificiale”? Essa non è poi così straordinaria. E ‘semplice come la ricezione di un telefono cellulare in chiamata nella propria testa.
Infatti, la maggior parte della tecnologia utilizzata è identica a quella del telefono cellulare. Dei satelliti collegano il mittente e il destinatario. Un computer “multiplexer” indirizza il segnale vocale del mittente attraverso torri di microonde in una posizione molto specifica. Il “ricevitore” si trova monitorato con estrema precisione, ma il ricevitore non è un telefono cellulare è un cervello umano.
Dal nulla, una voce improvvisamente fiorisce nella mente della vittima. Il cranio umano non ha “firewall” e quindi non può chiudere la chiamata. Il ricevitore può sentire i pensieri verbali del mittente. Il mittente, a sua volta, può sentire tutti i pensieri del bersaglio, esattamente come se i pensieri fossero parole. Per questa ragione, l’esperienza potrebbe essere chiamata “sentire le voci”, ma è più propriamente descritta come “telepatia artificiale”.
Ora, se la telepatia artificiale fosse del tutto volontaria, come una conversazione tra amici seduti l’uno dall’altro a una certa distanza, si potrebbe parlare avanti e indietro e lo scambio di pensieri somiglierebbe esattamente a una conversazione telefonica, ma senza mai usare la propria voce o la bocca, ma completamente silenziosa, sublocale. Questa forma di discorso tra amanti sarebbe bellissima. Il problema è che la telepatia artificiale fornisce l’arma perfetta per le torture mentali ed è un furto d’informazioni, Essa fornisce un mezzo molto potente per lo sfruttamento, la molestia, il controllo, che può violentare la mente di ogni persona sulla terra. Si apre la finestra per una quasi esperienza che si potrebbe definire tranquillamente demoniaca, poiché una realtà esterna entra (o cerca di entrare) in di possesso dell’anima di un’altra persona.
Quando viene utilizzato come un sistema “non letale” d’ arma, diventa un mezzo ideale per neutralizzare o screditare un avversario politico. Manifestazioni pacifiche, i giornalisti scomodi e i leader dei gruppi di opposizione, tutti possono essere storditi nel silenzio con quest’arma.
La telepatia artificiale offre anche un mezzo ideale per l’invasione totale della privacy. Se tutti i pensieri possono essere letti, allora password, numeri PIN, e i segreti personali semplicemente non possono essere protetti. Non si può essere soli in bagno o in doccia. Imbarazzanti momenti privati non possono essere nascosti: essi sono soggetti a ogni sorta di commenti e osservazioni offensive. Prove possono essere raccolte per ricattare con facilità incredibile: tutti i torti o cadute morali del proprio passato sono oggetto di controllo.

 

 

 

 

 

[1] https://www.corriere.it/scienze/08_luglio_07/arma_telepatica_medusa_2df0d18c-4c49-11dd-85a4-00144f02aabc.shtml

 

 

[2]                                                                                              C.s.

 

 

[3]                                                                                            C.s.

 

[4] Ovviante la manipolazione mentale ritengo riduttivo che tra gli obiettivi principali della manipolazione mentale sia il marketing e non la forma moderna che ha assunto il nazismo che ha come obbiettivo la modifica e il rassettamento delle differenze di classe.

 

[5] http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/svolta-nella-scienza-chi-sente-

 

[6] Mario May, ordinario di psichiatria dell’Università di Napoli e Presidente della Società Mondiale di Psichiatria. Secondo l’Institute for Scientific Information, è lo psichiatra italiano con il maggior numero di citazioni su riviste scientifiche internazionali tra il 1991 e il 1998. Le sue ricerche riguardano soprattutto la caratterizzazione clinica e biologica e il trattamento dei disturbi psicotici e dei disturbi dell’umore.

 

[7] Sarebbe a dire in un’area di popolazione.

 

[8] https://marcos61.wordpress.com/2013/06/18/revisione-nel-dsm-chi-sente-le-voci-non-e-necessariamente-malato/

 

[9] http://retetre.rtsi.ch/index2php?option=com_content&task=view&id=1658&pop=1&