IL NAZISMO OCCULTO

 

Questa non è la continuazione della Guerra dei maghi nella seconda guerra mondiale, questa è l’opera completa.

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 La guerra dei maghi nella seconda guerra mondi

   Ci sono storie che sembrano prese da qualche film dell’orrore di Romero o di Dario Argento, ma sono reali per quanto incredibile sia la loro trama e per questo bisogna prenderne atto.

Le SS (Schutzstaffeln, Squadre di protezione) erano state pensate in origine come scorta personale di Hitler. Gli esordi del partito nazionalsocialista furono tali che le SA (camice brune), si configuravano da subito come truppe d’assalto (Sturmtruppen) del nazismo: erano dei brutali picchiatori in uniforme che pattugliavano le strade e adottavano misure intimidatorie contro l’opposizione, comportandosi a tutti gli effetti come una milizia privata del partito. Per diversi fattori, via via che crescevano di dimensione, diventarono un problema per il regime nazista. Uno era dovuto dall‘estrazione popolare e proletaria di buona parte delle SA, che assieme all’estremismo “socialista“ di alcuni suoi comandanti legati a Gregor Strasser, che determinarono tra il dicembre `32 e il gennaio `33 autentici casi di rivolta contro la direzione politica imposta da Hitler; nella Franconia Centrale buona parte delle 6/7.000 camicie brune sotto la guida del loro comandante Wilhelm Stegmann costituirono un’organizzazione paramilitare indipendente affermando che le SA dovevano smettere di essere soltanto i “vigili del fuoco” o le “guardie di palazzo”. Analoga sedizione si registrò in Assia e a Berlino vi furono scontri tra SA e SS. Inoltre “in diverse parti del paese membri delle SA delusi passarono ai comunisti, che li arruolarono prontamente nei propri reparti paramilitari“.[1]
La corrente “anticapitalista” del nazismo fu molto forte sino ai primi anni Trenta e, oltre che all’interno di ampi settori delle SA, la sua influenza era avvertibile a diversi livelli della società tedesca.
Nel `33 il presidente dell’Alta Slesia, Bruckner, attaccò con forza i grandi industriali “la cui vita è una continua provocazione“. A Berlino, Koeler, della Federazione operaia nazista, ebbe a dichiarare: “Il capitalismo si arroga il diritto esclusivo di dare lavoro alle condizioni da lui medesimo stabilite. Questo dominio è immorale e dobbiamo spezzarlo“, mentre Kube, capo del gruppo nazista al Landtag prussiano, se la prendeva con i latifondisti ed il governo sollecitando la riforma agraria mediante la confisca prevista dal programma del partito.
Da tempo ormai però il führer aveva deciso altrimenti incaricando il principale capitalista tedesco, Krupp von Bohlen, della riorganizzazione dell’industria tedesca, mentre il Consiglio generale dell’economia risultava composto da 17 membri, comprendenti tutti i maggiori industriali e i più importanti banchieri della nazione che avevano appoggiato la controrivoluzione nazista.
Dopo la conquista del potere Hitler, ormai Cancelliere del Reich, avviò pertanto un’opera di spietata normalizzazione interna al fine di “mantenere l’ordine nelle strutture economiche (…) secondo le leggi originarie radicate nell’umana natura“; l’apice di tale stabilizzazione venne raggiunto il 30 giugno 1934 durante “La Notte dei Lunghi Coltelli”, quando vennero sterminati un certo numero di politici conservatori scomodi, personalità cattoliche e militari dissidenti, assieme alla “sinistra” del nazionalsocialismo facente capo al capi delle SA di Röhm, e a settori di destra, capeggiati dall’ex-cancelliere generale von Schleicher, che tramavano contro Hitler utilizzando tatticamente anche la cosidetta corrente “rossa” del Partito nazista che si riconosceva in Gregor Strasser. D’altra parte fu lo stesso Hitler, durante il discorso pronunciato al Reichstag il 13 luglio seguente, ad assumersi la responsabilità di “giustiziere supremo del popolo tedesco” e a rivendicare la legittimità delle centinaia di assassini compiuti dalle SS e dalla Gestapo che in questo modo avevano sventato una “rivoluzione nazionalbolscevica” .[2]
Sul finire del `34 e ai primi del `35 circa centocinquanta comandanti delle SS furono trovati uccisi; sui loro cadaveri un cartoncino con le lettere R.R. che stava per Röhm Rächer (Vendicatori di Röhm) tutto ciò farebbe pensare a un’estrema vendetta delle SA ormai nemiche di Hitler.

Tolto di mezzo Röhm, Himmler diede un maggior peso alla Staatpolizei o Gestapo, divenendo così uno degli uomini più potenti del nazismo secondo solo a Hitler.

Se è risaputo che Hitler consultava gli astrologi e che fosse interessato a varie forme di medicina, scienza e religione alternative, meno noto è che il governo nazista finì con l‘impegnarsi a fondo nel sostegno di queste pratiche. E nemmeno ci si rende conto quanto le idee di Himmler in tema di razza, riti e di misticismo compenetrarono l‘intero fenomeno razzista, combinandosi in uno dei culti più pericolosi della storia.

 

 

L’ahnenerbe

   Hitler era rimasto impressionato dal suo primo incontro nell‘autunno del 1934 con il “lettore universitario“ Hermann Wirth (1885-1981) e dalle sue teorie sulla preistoria dell‘uomo, e, infatti, nella primavera dell‘anno successivo aveva organizzato insieme con lui una mostra popolare sulle antiche usanze contadine e sulla necessità dello “spazio vitale nei costumi germanici“.

Il successo di pubblico della manifestazione li spinse a creare a creare l’associazione Deutsches Abnerbe (Eredità ancestrale tedesca o Eredità degli antenati tedeschi) con lo scopo di promuovere il più possibile la “scienza dello spirito preistorico tedesco“. Di lì a pochi mesi, sempre all‘interno dell‘Ufficio dello Stato Maggiore delle SS (RFSS) sarebbe nata l‘organizzazione dell‘Ahnenerbe.

Dall‘atto costitutivo dell‘Ahnenerbe e dallo statuto del 1935 era evidente che in quel periodo, l‘associazione non aveva ancora molto a che fare con le SS. Era sostanzialmente un‘agenzia di ricerca autonoma, o piuttosto un ente privato di Himmler per la ricerca preistorica.

Dal momento della sua fondazione l‘associazione doveva però dimostrare di saper vivere in modo autonomo e così, dal punto di vista finanziario, gli aiuti maggiori vennero così sia dal Ministero dell‘Agricoltura, che dalle stesse SS.

Himmler aveva creato un Circolo degli amici delle SS, in cui industriali, banchieri, uomini di affari e altri esponenti dell‘alta borghesia tedesca, facevano gara nell‘elargire donazioni di ogni tipo pur di mettersi sotto la protezione delle SS, sempre più onnipotenti (soprattutto dopo la Notte dei lunghi coltelli). Con il passare del tempo una trentina di grossi truts industriali e commerciali attivarono a finanziarie l‘Ahnenerbe. Di conseguenza a tutte le più alte personalità aziendali, insieme a diplomatici, scienziati e membri dell‘amministrazione pubblica ebbero il titolo di Comandante onorario dei Corpi di protezione senza avere la possibilità di comandare o prestare un servizio militare effettivo. Ma era un modo come un altro per accattivarsi personaggi influenti, raccogliere denaro e rendere molto popolari le SS.

La volontà di Himmler di modificare l‘Ahnenerbe per farla rientrare nella sfera delle SS si realizzò con il nuovo statuto dell’11 marzo 1937.

Con il 1° gennaio 1939 si compì l‘atto finale. Fu approvato il terzo e ultimo statuto dell‘Alnenerbe per la ricerca e l‘insegnamento: la società aveva lo scopo di “esplorare e ricercare lo spazio, lo spirito, l‘azione e l‘eredità delle razze nordiche indogermaniche e trasmettere questi insegnamenti di vita al popolo“.

L‘Ahnenerbe seguirà da questo momento il destino delle SS, essendo che giudici del Tribunale di Norimberga definirono le SS, un’organizzazione criminale, questa condanna colpirà tutte le sue componenti, Ahnenerbe compresa.

I campi ricerca dell’Ahnenerbe erano vari, nel 1943 erano:

 

–         lingua e cultura ario-indogermanica;

–          lingue germaniche;

–          religioni indogermaniche;

–          cultura storica germanica e scienze del territorio;

–          culture germaniche, arte e paesaggio;

–          diritto tedesco-indogermanico;

–          ricerche sulla cultura popolare, saghe e fiabe;

–          ricerche musicali indogermaniche;

–          rune e simboli dell‘arte;

–          genealogia e araldica;

–          geografia, topografia e simbologia del paesaggio;

–          ricerche preistoriche;

–          scavi archeologici;

–          cultura e costumi celtici;

–          cultura finnico-indogermanica;

–          ricerche e antichità classiche;

–          latino medioevale;

–          spedizioni in Asia centrale e interna;

–          vicino Oriente;

–          scienza e cultura nordafricane;

–          geologia e geofisica;

–          scienze naturali e applicate

–          astronomia;

–          fenomeni carsici ed esplorazioni sotterranee;

–          biologia-entomologia;

–          botanica e genetica vegetale;

–          allevamento dei cavalli;

–          laboratorio di analisi;

–          laboratorio di analisi del polline;

–          medicina tradizionale e popolare;

–          scienze occulte – ufficio verifica e controllo;

–          ricerche scientifiche a scopo militare.

 

Himmler cominciò a trasformare le SS in un ordine religioso pagano. Il quartier generale del culto era il castello medievale di Wewlsburg, in Vestfalia, nei pressi di Paderborn e Detmold e del sito megalitico di Externsteine, strutturalmente simile a Stonehenge, che sorge nel cuore di Teutoburgo.

Contrariamente a molti leader nazisti maniaci dell‘ostentazione Himmler circondava di estrema riservatezza il suo castello dell‘ordine delle SS. Nessuno poteva accedervi se non espressamente inviato da Himmler in persona; quindi erano ammessi i cosiddetti Dodici e occasionalmente uno o due generali, un comandante del Reich, o qualche altro ufficiale, a discrezione di Himmler.

Dentro questo castello si riuniva una volta l’anno il Capitolo segreto dell‘Ordine. Ogni membro aveva la propria poltrona contrassegnata da una targa d‘argento con il nome, inciso, e tutti dovevano dedicarsi a pratiche rituali finalizzate principalmente ad affinare la capacità di concentrazione mentale.

Non era gradito che i membri delle SS partecipassero a cerimonie cristiane di alcun genere, e anzi s’incoraggiavano a rompere formalmente con la Chiesa. Nuovi riti sostituivano quelli cristiani: per esempio quello del solstizio invernale in luogo del Natale (dal 1939 la parola Natale venne proibita nei documenti ufficiali delle SS) e quello del solstizio d‘estate.

A queste cerimonie non si sprecavano i fuochi sacri, le processioni con torce, le invocazioni alle divinità teutoniche, tutte eseguite da lunghi cortei di giovani con i capelli biondi e gli occhi azzurri.

Il serpente, simbolo di Satana per i cristiani, è considerato sacro dagli ariani. I nazisti non solo assunsero una posizione pagana, ma la giustificarono teoricamente. Più di altra cosa Himmler voleva dimostrare al mondo che le sue idiosincrasie personali non erano opinioni ma riflessi della realtà. Per farlo ricorse a un‘organizzazione che, lo diceva il nome stesso, l‘Ahnenerbe appunto.

Fu uno dei fedeli servitori dell‘Ahnenerbe, il tenente delle SS Otto Rahn, a far balenare ai nazisti l‘idea che l‘America Latina fosse la terra promessa degli ariani.

Il Tibet fu uno dei paesi che i nazisti (uno era l‘Islanda che era vista come ultimo legame vivente con la patria ancestrale, Thule) associavano un‘eredità ariana particolarmente feconda.

Sono conservati nei microfilm della sezione Documenti tedeschi requisiti presso i National Archives, dei nastri completi l‘equivalente di centinaia di pagine scritte su carta  che riproducevano le fatiche della spedizione tibetana delle SS, condotta dal tibetologo Schäfer dell’Ahnenerbe. I dossier contengono non solo la corrispondenza tra Schäfer Hitler, ma i viaggi nel Tibet orientale e centrale nel periodo che va dal 1934 al 1936 e la spedizione che ci fu dall’aprile del 1938 all’agosto 1939. Quest’ultima, nel periodo della cosiddetta phony war, l’anteprima della guerra vera e propria che precedette l’invasione della Polonia nel settembre del 1939. Quindi non si può escludere l’ipotesi che Schäfer cercasse qualcos’altro oltre le farfalle in questa spedizione himalayana.

La spedizione delle SS in Tibet non era composta da un manipolo di studiosi intrappolati loro malgrado nella guerra, ma da devoti scienziati nazisti capaci di usare la “materia prima” dei campi di concentramento, per le loro ricerche che erano finalizzate a sostenere le manifestazioni occulte delle teorie razziali, antropologiche e archeologiche del Terzo Reich e in particolare delle SS.

C’è da chiedersi: come avvenne che dei professionisti, considerati sani di mente e scientificamente preparati, potessero prendere parte ad attività così ripugnanti e sadiche? Il dottor Robert Lifton, che ha passato vent’anni a studiare i medici nazisti, ha suggerito il loro comportamento si può spiegare con la teoria dello “sdoppiamento”, [3] una sorte di scissione della personalità che mira a compiacere due diverse realtà, quella normale e quella oscena. Si può dire con sicurezza che è un fenomeno comune tra coloro che si dedicano a pratiche occulte. Di solito molti occultisti tengono un comportamento appropriato nella vita quotidiana e nel frattempo osservare nella loro dimensione più privata un complesso sistema di credenze che poco o nulla ha che fare con la realtà circostante. Essere un occultista e ben di più che appartenere a una religione minoritaria o a un partito politico impopolare, poiché esso opera con un sistema di valori spirituali e morali che si fonda su una visione radicalmente diversa della vita.

Nella Germania nazista, però, è lo Stato stesso a essere diventato un’organizzazione occultista e le credenze e le pratiche segrete di un gruppo elitario di occultisti determinavano la politica ufficiale della nazione. Scienziati, medici e professionisti in ogni campo subirono in un certo senso uno “sdoppiamento della personalità”, perché i comportamenti sani e civili, erano stati soppressi in favore di un credo fanatico nella purezza razziale e nella missione sacra del messia occulto. La scienza continuò a svolgere il suo compito e gli scienziati si trovarono a porre conoscenze e metodi al servizio di questa nuova religione.

Sarebbe stato difficile da digerire questa realtà se le condizioni sociali e le politiche ufficiali del resto del mondo non avessero dato l’impressione di concordare con i programmi nazisti. I programmi di ricerca eugenetica statunitense erano considerati una conferma alle politiche naziste; prestigiosi finanziatori americani come Henry Ford sostenevano entusiasticamente – con donazioni in contanti – il Partito nazista fin dai suoi esordi; lo sterminio di massa dei nativi americani era un modello pratico per il programma di Lebensraum nazista e in particolare per il genocidio degli ebrei e degli zingari, la Chiesa cattolica sosteneva la crociata anticomunista del Partito nazista, e gli inglesi in fondo, durante la guerra anglo-boera all’inizio del secolo avevano usato anche loro i campi di concentramento.

Quindi era vergognosamente facile per un accademico (ricordiamoci per inciso che era un ambiente esclusivamente maschile) sentirsi legittimato a fare ricerca sul “campo” e a collezionare crani scegliendoli quando erano ancora sul collo di una persona viva.

 

 

Alla ricerca del Graal

   Una delle “imprese” che il Terzo Reich (e in particolare le SS) si cinse a compiere, fu la ricerca del Santo Graal. Era un programma da parte delle SS soprattutto, uguali a quello che fu immortalato da Steven Spielberg nel primo e terzo Indiana Jones. Non sappiamo se il regista si fosse ispirato alle operazioni naziste, ma la sua opera di fantasia riproduce dei fatti che meritano, essere presi in considerazione.

Per comprendere bene l’obiettivo di Himmler bisogna calarsi nel clima che circondava l’Ahnenerbe e rivedere le convinzioni che il Graal sia un simbolo cristiano.

L’uomo che contribuì a diffondere il concetto che il Graal non è una proprietà esclusiva della Chiesa è un giovane ufficiale delle SS: Otto Rahn. Per costui, il Graal era un emblema che si opponeva alla Chiesa, e ai nazisti la cosa piaceva perché se le conclusioni di Rahn erano corrette, forniva a loro un vantaggio filosofico e storico sul cristianesimo organizzato.

La prima opera pubblicata di Rahn, Crociata contro il Graal, era un saggio sulla crociata contro gli albigesi, condotta dalla Chiesa cattolica per sradicare la dottrina degli Albigesi (dal nome della città di Albi, nella Francia meridionale) o dei catari (i puri). I catari avevano conseguito un grande successo nell’Europa del XII secolo, anche tra i nobili. Essi si opponevano alla corruzione della Chiesa. In un certo senso erano vicini agli gnostici e ai manichei.

La loro dottrina predicava fra l’altro che Cristo era puro spirito e non si era mai materialmente incarnato in un uomo; che la resurrezione non coinvolgeva il corpo, il quale era materia e poiché tale sostanza satanica; che nell’universo si contrapponevano due forze, una del bene e l’altra del male; che la procreazione era male, perché accresceva la quantità di materia nel mondo e intrappolava le anime all’interno di forme materiali. Che la morte era buona, e non un’occasione di lutto; che non c’era nessun motivo particolare per onorare i cadaveri, dati che i corpi erano la parte maligna della costituzione umana.

Naturalmente furono marchiati come eretici dalla Chiesa cattolica e infine, nel 1208, attaccati dall’esercito crociato. L’ordine era di annientarlo. Fu un comandante cattolico che durante l’assedio ad una città francese (dove tra l’altro convivevano cattolici e catari) che pronunciò l’immorale sentenza: “Uccideteli tutti. Dio riconoscerà i suoi”.

La credenza dei catari che la materia fosse fondamentalmente impura e invece che lo spirito fosse puro e buono rientra evidentemente nella dottrina gnostica. La credenza in due divinità, una malvagia, l’altra buona, è manichea. I catari sostenevano che la Bibbia era infarcita di riferimenti alla divinità del male e perfino zeppa di errori, oltre che interpretata in modo scorretto e utilitaristico da parte dei teologi della Chiesa romana.[4]

L’ideologia catara esercitava una particolare seduzione su Himmler e compari. Se la parola cataro significa “puro” e la purezza – specialmente quella del sangue, come incarnazione fisica della bontà spirituale – era un tema d’importanza vitale per le SS. Inoltre i catari negavano valore all’Antico Testamento, sembravano in perfetta sintonia con l’ideologia antisemita del nazismo e non è un caso che le moderne incarnazioni del nazismo sono costituite da movimenti come Cristian Identity e la Process Church of the Final Judgment.

Una credenza si diffuse rispetto ai catari: che custodissero un misterioso oggetto sacro e che, alla vigilia della distruzione della loro ultima roccaforte, la fortezza di Montségur nella Francia meridionale, avvenuta il 16 marzo 1244, alcuni di loro fossero fuggiti con questo tesoro giù per il fianco della collina su cui era arroccata la cittadella (assediata dalle truppe cattoliche). In seguito, intere generazioni di appassionati di storia hanno identificato l’oggetto sacro con il Santo Grall.

Secondo alcuni studiosi (prevalentemente francesi) il Grall prima della caduta di Montségur era nelle mani dei Templari. A secondo delle versioni, i Templari potrebbero avere scoperto o il Graal o l’Arca dell’Alleanza (o entrambi) durante il soggiorno in Palestina sul sito del Tempio di Salmone.

Fulcanelli[5] contribuì a corroborare la tesi della tradizione segreta dei Templari nell’opera Il mistero delle cattedrali, uscita nel 1925. Tradotta in inglese, andò a costituire il nucleo di un’altra tradizione mistica.

Uno dei più famosi romanzi sul Graal è il Parzival di Wolfram von Eschenbach. È il testo che per molti rimane la fonte più autorevole sull’argomento e che ha ispirato Otto Rahn nelle sue attività (oltre che Wagner Richard nell’opera omonima).    

Rahn era uno studioso di storia, fin da giovanissimo innamorato di Wagner e di Eschenbach, trovatosi improvvisamente in ristrettezze economiche. Possedeva una solida istruzione letteraria e filologica classica e per 5 anni vagabondò per l’Europa sulle tracce di miti, leggende e sopravvivenze di culti eretici ansioso di potere documentare la presenza di un a originaria religione criptopagana di tipo gnostico. Scoprendo una rete di connessioni filologiche e mitologiche tra fenomeni eterogenei come la lirica trovadorica, la legenda del Graal, il paganesimo europeo e i catari.

Identificato il cavaliere puro Parsifal in un cataro mancato, Rahn continuò a scrivere della ribellione catara dal punto di vista dei romanzi del Graal. Rahn era uno studioso integerrimo, che fondava il suo lavoro su fonti storiche comunemente accettate (rapporti dell’Inquisizione, poemi e canzoni dei trovatori e leggende medievali del Graal) oltre che su ricerche condotte personalmente in loco.

Arrivò nella regione della Linguadoca nel 1931 e lì conobbe Antonin Gadal, gentiluomo ben noto nei circoli del Graal. Gadal curava un piccolo museo privato sui catari nella cittadina di Ussat-les-Bains, centro turistico e termale dei Pirenei di presunta discendenza catara. Aveva anche un’amplissima biblioteca sull’argomento, cui era affiliato alla Società amici di Montségur e del Graal. La società, come dice il nome, credeva nella correlazione tra movimento cataro e i romanzi del Graal.

Nel maggio del 1932 Rahn decise di trasformarsi in albergatore per finanziare le sue ricerche e investì in uno stabilimento termale di Ussat. In settembre era già fallito e sparì dalla Francia per ricomparire di lì a poco in Germania. A quel punto aveva accumulato informazioni di sufficienti il suo libro sulla relazione tra catari e Graal, il già citato Crociata contro il Graal, pubblicato nel 1933 e tradotto in francese l’anno seguente. Dal libro non ricavò molto denaro, ma piuttosto l’attenzione di un ammiratore del calibro di Heinrich Himmler.

Himmler offrì a Rahn un incarico nelle SS e risorse pressoché illimitate per continuare le sue ricerche sui catari, sul Graal e altri argomenti di interesse ariano.

Himmler si era prefissato di raccogliere dati archeologici, storici, culturali, religiosi e occulti – sufficienti a provare la superiorità della “razza” ariana rispetto a tutte le altre della Terra e l’incomparabile “arianità” di sangue del popolo tedesco. Però voleva anche riuscire a documentare che ad un certo punto della storia, i tedeschi erano stati in pratica i padroni d’Europa. Questo avrebbe legittimato non solo la “spinta verso est” di Hitler ma anche il diritto storico dei tedeschi a fare quello che più avrebbero creduto opportuno delle razze indigene, inferiori e meticce.

In questo progetto Himmler era osteggiato da due distinti gruppi ideologici:

 

1)     gli esponenti della comunità scientifica, che disapprovavano i proclami nazisti  di purezza ariana ed antica predominanza di un culto protoariano o di una società protocristiana comune a tutta l’Europa e l’Asia. Per questo Himmler contava di poter fornire prove concrete che gli ariani (e dunque i tedeschi) avevano stabilito delle comunità in luoghi remoti come Minsk, in Russia, oppure nell’India settentrionale o in Tibet. La Deutsche e poi l’Ahnenerbe furono entrambe pesantemente coinvolte negli studi archeologici a sostenere questa tesi;

2)     la Chiesa. Il sogno di Himmler era di creare, a partire dalle SS, una nuova religione basata sugli elementi pagani dell’originale e primigenio culto ariano. Però molti tedeschi erano devoti cristiani. Hitler stesso lo capiva e sapeva di doverci andare cauto, almeno e sapeva di dover andare cauto, almeno fintanto che le Chiese avessero mantenuto il loro potere e i cittadini conservavano la sudditanza spirituale nei confronti dell’istituzione ecclesiastica e di quanto rappresentava.

 

Himmler, d’alto canto, desiderava più di ogni altra cosa la distruzione non solo della Chiesa ma della religione cristiana. E, con l’assistenza di Wiligut e di personaggi analoghi, ideò nuovi riti e predispose un calendario liturgico sostitutivo. Stava già sferrando il colpo mortale all’ebraismo con i campi di concentramento e le squadre della morte, che rispondevano a personaggi come Otto Ohlendorf, teosofo[6] che sarà condannato per crimini guerra e il famigerato dottor Six. La Chiesa sarebbe stata la prossima vittima. Fare del Graal un simbolo esclusivamente pagano e ariano riconducendolo alla sua natura e identità originaria era il modo migliore per conquistare l’attenzione e l’immaginazione dei fedeli. Il Graal era un’immagine di potere occulto assolutamente preponderante nel folklore europeo, e anche l’elemento cardine di un’opera di Wagner, antisemita dichiarato e autore della colonna sonora ufficiale del Terzo Reich. La visione wagneriana del Graal era per forza di cose coerente con il resto della sua produzione operistica che comprendeva L’anello del Nibelungo. Tutto era per la mitologia ariana e quindi parte di un’unica storia epica.

Le tesi di Rahn procedevano a grandi passi nella stessa direzione. Sulla base delle ricerche intraprese in Linguadoca, nella Francia meridionale, e in particolare nella roccaforte catara di Montségur, Rahn ritenne di avere accumulato prove sufficienti per negare qualunque pretesa cristiana sul Graal.

Inizialmente, Rahn non sembrava nutrire una particolare propensione per l’ideologia nazista. Però faceva la fame. Perciò accettò la vantaggiosa offerta di collaborazione di Himmler e finì per indossare l’uniforme nera delle SS per continuare le sue ricerche con la pancia piena e con vestiti caldi addosso.

Per Rahn, questa scelta fu l’inizio della fine. Quando Himmler si trovò di fronte alle difficoltà di trovare prove incontrovertibili della sua teoria ariana, si disamorò di Rahn e di quelli come lui. E infine, secondo Ladame, [7] diede al giovane e spaventato studioso un ultimatum: terminare il prossimo libro entro il 31 ottobre 1936 – festa pagana di Samhain – e consegnarlo all’editore nazista per l’approvazione.

Rahn riuscì a farlo. Poi, secondo certi fonti, fu mandato a Dachau per i quattro mesi di “addestramento militare” obbligatorio per tutti i membri delle SS (che tipo d’addestramento si faceva a Dachau delle SS è facilmente intuibile). Dopo aver lasciato Dachau Rahn diede le dimissioni dalle SS. Nel 1939 all’età di 35 anni, era morto.

Ufficialmente fu detto che la morte era stata causata dall’esposizione ad avverse condizioni atmosferiche mentre faceva un’escursione in montagna. Pare strano che sia accaduto a un esperto viaggiatore, addestrato alla sopravvivenza, a meno di 2000 metri di altezza, sul principio della primavera. Perciò non è da escludere l’ipotesi che fu eliminato dai suoi ex compagni.

 

 

La ricerca psichica: mussolini, la Bismarck, i sicari e la mente umana

   L’attività dell’Abnerbe aveva ben poche applicazioni nel reale, a parte gli scopi propagandistici. Se i nazisti avessero potuto dimostrare – con le ricerche archeologiche – che gli ariani avevano un tempo conquistato un tempo tutto il mondo tra il Reno e il confine cinese avrebbero giustificato (secondo loro ovviamente) l’aggressione militare nazista contro il mondo. Se avessero potuto provare la superiorità della razza ariana – con la sperimentazione antropologica di Dachau – avrebbero giustificato (sempre secondo loro) lo stermini dei “subumani”. E se avessero potuto ricavare dai criminali esperimenti condotti nei campi di concentramento uno studio scientifico coerente sugli effetti, per esempio delle droghe o del congelamento e dello scollegamento umano, avrebbero giustificato l’incredibile sadismo dei medici che operavano nei Lager.

Quando gli scavi archeologici dell’Abnerbe, cominciarono a rivelarsi improduttivi, Himmler fu marcato stretto perché tirasse fuori qualcosa di buono in qualche altro settore.

Nel settembre del 1943 ebbe la sua chance.

 

 Un pendolino per cercare Mussolini

 

   Quando Hitler seppe che Mussolini, il 25 luglio 1943, era stato messo in minoranza dal Gran Consiglio del fascismo e incarcerato per ordine del re, e rimpiazzato dal maresciallo Badoglio, ne fu sconvolto. Mussolini non era solo un alleato, ma anche mentore spirituale. Solo due settimane prima le forze alleate composte da unità americane e inglesi erano sbarcate in Sicilia.

Ce n’era già abbastanza da allarmare Hitler, ma ai primi di settembre dopo che le forze alleate erano passate dalla Sicilia alla terraferma, Badoglio si precipitò a firmare a firmare l’armistizio con le potenze occidentali. L’Italia senza la leadership di Mussolini si era sottomessa al controllo alleato.

Per questi motivi Hitler voleva salvare Mussolini e restaurare il fascismo in Italia. Ma c’era un problema: nessuno sapeva dove lo tenessero.

Walter Schellenberg, il capo della Divisione d’intelligenze straniera (Amt VI) del RSHA, dice nelle sue memorie[8] che non aveva idea di dove avessero portato Mussolini dopo l’arresto da parte dei carabinieri. L’RSHA era una struttura ideata dal celebre a Reinhard Heydrich nel settembre 1939 per integrare le varie polizie (la Gestapo, la Sipo, e l’SD) in un’unica organizzazione monolitica sotto la supervisione di Himmler.

Allora, Himmler convocò alcuni degli “esperti di scienze occulte” che erano stati arrestati dopo il volo di Hess in Gran Bretagna e li tenne chiusi in una casa colonica. Questi occultisti ricevettero di scoprire dove fosse Mussolini.

Questi occultisti erano piuttosto cari da mantenere, chiedevano il meglio in fatto di cibo, vino e sigari e tutto quanto era a carico di Schellenberg.

L’uso degli occultisti era dovuto dal fatto che per Hitler trovare Mussolini era una priorità assoluta. Contava sulla costituzione di un nuovo governo fascista in Italia per contenere l’inesorabile avanzata degli Alleati. Per di più, il pericolo veniva anche da altri fronti, in particolare dai Balcani, dove l’esercito italiano si arrendeva in massa e concedeva terreno all’esercito partigiano (per non parlare della sconfitta di Stalingrado). Per questo trovare Mussolini non era per niente un problema secondario.

Dapprima le prospettive di rintracciare Mussolini ricorrendo ai poteri medianici non sembravano particolarmente favorevoli.

Nello stesso periodo, l’astrologo Wilhelm Wulff fu convocato presso l’ufficio di Arthur Nebe, il capo della Kriminalpolizei e SS-Obergruppenghher incaricato anch’egli di trovare Mussolini. Secondo un resoconto dello stesso Wulff[9] ricorse a una carta astrologica indù e individuò Mussolini sull’isola di Ponza. Il successo di Wulff con questo e altri progetti di Nebe indusse la Gestapo a restituirgli tutti i libri e gran parte dei documenti confiscati e segnò l’inizio della sua breve carriera di astrologo del nazismo alle dirette dipendenze di Nebe, Schellenberg e infine Himmler.

Per quanto riguarda Mussolini, venne in seguito condotto in un albergo sulla città del Gran Sasso (in Abruzzo), dove fu liberato con un’operazione da parte di un reparto di commandos tedeschi al comando di Otto Skorzeny.

 

L’Istituto di ricerca navale

 

   I Medium di Schellenberg non erano i primi specialisti del pendolino ad essere impiegati in un’operazione del Reich. Anche in precedenza un misterioso istituto della Marina tedesca aveva utilizzato questa tecnica per localizzare le navi nell’oceano Atlantico.

Il responsabile di questo istituto era il capitano Hans A. Roeder della Marina tedesca. L’<equipaggio> del viaggio astrale era composto di specialisti di ogni campo dall’astronomia all’astrologia, dalla balistica allo spiritismo. La priorità assoluta di questa bizzarra ammucchiata di scienziati ed esoteristi era la localizzazione delle navi nemiche.

Prima che inventassero il satellite e l’AWACS, non esisteva un metodo affidabile per determinare la posizione dei mezzi nemici se non vedendoli (e a quel punto c’era ormai poco da fare). Il radar e il sonar erano utili solo entro distanze limitate. Se si fosse potuto sviluppare un sistema per individuare le navi da guerra (cacciatorpediniere, incrociatori, corazzate e i mezzi di rifornimento) a centinaia se non a migliaia di miglia nautiche di distanza ci si sarebbe virtualmente assicurati il dominio assoluto del mare. Si sarebbero potuti mandare gli U-boot direttamente sul luogo in cui erano stati localizzati i mezzi nemici e affondare le navi senza girovagare per settimane in mare aperto cercando bersagli opportuni, sprecando tempo e carburante prezioso.

La Marina venne fuori con l’idea di ricorrere agli esperti del pendolino, dopo aver avuto un’esperienza con un anziano architetto di Salisburgo, Ludwig Straniak. Straniak – costruttore e occultista e autore di una pubblicazione sull’argomento, The Eighth Force of Nature – dichiarava di poter localizzare qualsiasi oggetto con il suo pendolino e di poter indicare la posizione di una nave su una cartina solo vedendone in una fotografia. La Marina decise di dargli un’opportunità e gli mostrò le foto di due grandi navi tedesche, la Bismarck e la Prinz Eugen. Naturalmente erano mezzi la cui posizione precisa era top-secret, perché in particolare la Bismarck era l’orgoglio dell’intera nazione. Distruggerla era diventata l’ossessione dell’Ammiragliato britannico.

Straniak studiò le foto di entrambe le navi e poi tenne un piccolo oggetto legato a una cordicella sopra la cartina. A questo scopo si può utilizzare come pendolino qualunque piccolo oggetto – un cristallo, un pesetto metallico, una sferetta di vetro, anche un fermaglio per la carta o un chiodo – appeso a una cordicella e lasciato libero di oscillare su una cartina o una tabella di numeri e lettere (Sono degli strumenti utilizzati per la scrittura automatica e la composizione di messaggi durante le sedute spiritiche). Si ritiene che forze sottili facciano muovere il pendolino in diverse direzioni, secondo la domanda posta e dall’informazione richiesta. Nel nostro caso Straniak tenne il pendolino sospeso sopra una carta degli oceani; l’avrebbe fatto passare lentamente avanti indietro finché l’oggetto avrebbe cominciato a muoversi per conto suo o finché non avesse avvertito una tensione, un peso superiore alla normale forza di gravità e forse anche un’attrazione verso una direzione diversa. A quel punto sarebbe stata annotata la posizione del pendolino rispetto alle coordinate della cartina.

Incredibilmente Straniak riuscì, dove la Marina britannica aveva fallito. Localizzò con precisione entrambe le navi.

È facile immaginare la costernazione degli ufficiali dei Servizi segreti navali quando capirono che un uomo con la cordicella e un pesetto poteva starsene seduto in un edificio di Berlino e localizzare la loro più preziosa nave senza nessun bisogno di apparecchiature elettroniche né di spie. Significava che anche gli inglesi avrebbero potuto far lavorare qualcuno come Straniak, scoprire le coordinate delle loro navi e trasmettere le informazioni alla flotta sottomarina. In effetti, le gravi perdite subite dalla Germania per effetto dei successi dell’Ammiragliato britannico nella localizzazione delle navi e degli U-boot tedeschi indusse qualcuno a credere che dovesse esserci una spiegazione occulta (Solo a guerra finita avrebbero capito che gli inglesi avevano decifrato i loro codici).

A Berlino non si prese bene il successo di Straniak e si pretese – forse sospettando un imbroglio o una serie di coincidenze multiple – che questi fosse sottoposto a prove più complete per capire meglio che cosa fosse effettivamente in grado di fare. Uno dei test prevedeva di mettere un pezzetto di metallo su un foglio di carta, per pochi secondi e poi toglierlo. A quel punto si faceva entrare Straniak nella stanza e gli chiedeva di identificare il punto del foglio dove era stato appoggiato l’oggetto.

I risultati non fecero che confermare quanto accaduto in precedenza. Straniak individuava il punto preciso, anche quando non gli era permesso di entrare nella stanza per vedere il foglio ma doveva basarsi su un foglio di uguali dimensioni in un’altra stanza.

La strana dote di Straniak era la prova che esisteva in natura una forza ancora sconosciuta alla scienza. Ecco che allora venero convocati a Berlino alcuni studiosi, per ideare dei test più complessi e la pressione su quell’uomo anziano si fece eccessiva. Straniak cominciò a fallire miseramente e poi si ammalò. Ci sarebbe voluto un po’ di tempo – fino al 1943, anno della ricerca di Mussolini – perché il pendolino si coprisse ancora una volta di “gloria” (si fa per dire ovviamente).

 

Lo zen e l’arte della memoria

 

   Più o meno nello stesso periodo, l’astrologo Wilhelm Wulff fu portato a Berlino, ma per una missione diversa. L’altra sua specialità – oltre all’astrologia indù e alla passione per la scultura – erano la religione e la mistica asiatica, tra cui il buddismo e l’induismo.

Il compito di Wulff era quello di installare al soldato medio tedesco la dedizione e lo spirito di sacrificio dei soldati giapponesi, che avevano appena preso possesso di Hong Kong. I soldati giapponesi si erano buttati a corpo morto sulle postazioni fortificate di Hong Kong, bloccando le feritoie delle casematte e delle altre strutture fortificate con i loro stessi corpi.

Non si hanno informazioni sulle conclusioni cui Wulff giunse. Né si sa se portò a compimento il progetto e ammesso che lo abbia fatto, se la Wermacht l’abbia sfruttato. Una cosa è certa ed è che le prime divisioni delle SS che scesero in campo corrispondevano appieno a questo modello di modello di “completo e assoluto disinteresse per la propria incolumità”. Molto probabilmente questo “coraggio” era dovuto all’utilizzo di sostanze stupefacenti. Negli ambienti fascisti e nazisti, la droga è sempre circolata in abbondanza, nella Decima Mas: Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, due membri dei reparti speciali della Decima Mas, sono noti cocainomani. In Friuli Venezia Giulia, tra il ’46 e il ’47, i servizi alleati scoprirono che le attività paramilitari nazifasciste sono finanziate dal traffico di stupefacenti. La stenamina è un’anfetamina, come la simpamina che effetti eccitanti e antidepressivi, similmente ai composti anfetaminici e alla cocaina. Inducono assuefazione e provocano l’indebolimento della volontà. Un modo sottile di trasformare un soldato in un fedele esecutore di ordini, facilmente ricattabile.[10]   

   Il caso dell’Istituto di ricerca navale che adotta tecniche mentali di origine orientale adattandole a obiettivi militari ci porta a un altro settore della guerra psichica e delle relative mistificazioni che vi sono connesse. Come nella seconda guerra mondiale, fu una “minaccia” proveniente da Est a innescare una nuova fase di ricerca sui metodi di condizionamento psicologico delle truppe in azione, cinque anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, in Corea scoppiò un altro conflitto. Questa volta, i reduci americani che avevano subito brevi esperienze di prigionia in Corea evidenziavano radicali cambiamenti della personalità. Il termine “lavaggio del cervello” divenne una parola “chiave” per una generazione di militari, agenti segreti, romanzieri e registi, che “scoprivano” un mondo di terrore e di invisibili nemici nell’idea che qualcuno potesse controllare il comportamento umano da lontano (e se a questo qualcuno erano i comunisti, il terrore si tramuta in panico!).

Ci fu tutta una serie di studi sul “lavaggio del cervello”. A giudizio dello psichiatra americano R. Lifton, le tecniche adottate dai cinesi, non c’erano tracce d’influenza delle dottrine di Freud, Adler o Pavlov. A suo giudizio i cinesi dovevano avere un loro sistema, come si deduce da un importante articolo di Harriet Mills.[11] Nata in Cina da una famiglia di missionari presbiteriani, ammiratrice del paese e della sua cultura, dopo esserci vissuta per 25 anni, passò al Welselly College, negli Stati Uniti, dove si laureò; ritornata in Cina fu arrestata accusata di spionaggio nel ’51 e, incarcerata, fu sottoposta per quattro anni alla riforma del pensiero. Il metodo cinese, dice, deriva in primo luogo dal quarto di secolo che i comunisti passarono in guerra di guerriglia, che insegnò alle reclute a usare le armi, ubbidire agli ordini, vivere in comunità e proteggere i contadini, ma anche che “ogni uomo intenda non solo il come, ma anche il perché delle cose”; in secondo luogo, dall’organizzazione delle cellule per lo studio del marxismo. La riforma del pensiero nasceva dalla fusione di queste due tradizioni. Critica e autocritica fuse insieme sono di un’efficacia impressionante, “tanto che persone di grande volontà – dice la Mills – che si potrebbero ritenere non facilmente piegabili alla forza, sperimentarono lente, graduali trasformazioni, talvolta drammatiche e profondamente convincenti”.

Gregorio Bermann, uno psichiatra argentino, in una visita che fece nel ’57 al collegio medico di Pechino, ebbe una risposta in merito al lavaggio del cervello. Egli era rimasto meravigliato dal successo ottenuto in un’operazione di sutura di una mano intera staccata dal braccio. Una vera impresa chirurgica. Quando fu ricevuto dal capo della sezione di anatomia patologica il professor Hov Pao-chang, gli pose delle domande inerenti alla sua filosofia e il suo atteggiamento di fronte ai problemi del momento:

 

So bene cos’è il lavaggio del cervello, esclamò. – perché io stesso l’ho subito

–         Che cos’è? – domandai allarmato.

–         Per molti anni, per mezzo secolo, quasi per tutta la vita ho sofferto di un significato sbagliato della vita; ero dominato dalla preoccupazione per il mio prestigio per la mia persona e per i vantaggi che potevo trarre dal mio lavoro.

–         E adesso?

–         Adesso ho compreso qual è il senso del mio lavoro. È il benessere del mio popolo, del mio paese. Comprendo qual è la finalità dei nostri compiti, che coincide con ciò che ci hanno insegnato i nostri leader.

–         Lavaggio del cervello? – sottolineò con una risata.

–         Non solo, – aggiunse – sono ritornato, ma sono ritornati  pure i miei figli che erano all’estero e che adesso servono con devozione la repubblica popolare in cariche di responsabilità”.[12]

 

Cosa si deve intendere per salute mentale? Nel cristianesimo primitivo come in ogni altra epoca storica, non può esistere salute mentale senza salute morale. Salvo eccezioni, tuttavia, il problema della salute morale non è stato preso in considerazione dagli psichiatri e da quelli che si occupano di “igiene mentale”. Uno dei motivi di quest’omissione probabilmente è da imputarsi al carattere “idealista”, soggettivo e speculativo che hanno avuto in genere le teorie morali, le loro implicazioni teologiche.

Nella psicanalisi, che pretende una completa e integrale conoscenza dell’essere umano, è più evidente l’assenza di quest’elemento. E la cosa è tanto più strana se si pensa a come il suo fondatore fosse dotato di una personalità austera, di una grande forza morale, spinto da un appassionato bisogno di verità, ricercatore tanto ingegnoso quanto ostinato delle dinamiche occulte dell’essere. Quello che si può dire, è che la psicanalisi è, nel complesso, la filosofia dominante degli Stati Uniti, la potenza imperialista per eccellenza.

Agli antipodi di Freud e della psicanalisi c’è il pensiero di Mao. È vero che fra i 33 capitoli delle Citazioni non c’è uno che occupi esplicitamente di morale, ma tutta la sua opera rivela la preoccupazione per un’esigenza fondamentale di buona condotta, del rispetto della verità, dell’esercizio instancabile della solidarietà; dell’amore per i compagni. Abbiamo visto Mao additare alla gente l’esempio di Norma Bethune, poi quello di Lei Feng (Imparare da Lei Feng). Per coloro che hanno voluto imitare Lei Feng, il suo valore non consiste nell’essere un eroe della guerra di Corea, ma nel fatto che si possa sacrificare la vita per salvare i compagni.

Un altro aspetto della linea maoista è quello della politica in primo piano: “Non avere una giusta concezione politica equivale a non avere un’anima”.[13]  Questo vale nel campo economico: “Il lavoro politico è l’arteria vitale di tutto il nostro lavoro economico”.[14]

Ma l’essenza del maoismo non sta tanto negli elementi morali. Il problema non si limita nell’essere virtuoso. Ciò che conta è cambiare il mondo, poiché come canta Brecht in Santa Giovanna dei Macelli: “… e nulla sia degno di lode, se una volta per tutte non cambia ché esso ha bisogno di essere cambiato…

Pensate, per quanto dovrete lasciare il mondo non solo a essere stati buoni, ma a lasciare un mondo buono!”.

In sostanza: La salute del popolo è la legge suprema.

Torniamo ai nazisti, essi furono i primi a fare sperimentazione con le droghe per studiarne gli effetti sul comportamento umano.

Dalle testimonianze fatte nel processo di Norimberga sui metodi di ricerca medica a Dachau, l’Ahnenerbe era attivamente impegnata in un programma di sperimentazione degli effetti della mescalina sugli ignari prigionieri. Sotto la supervisione dell’SS-Sturmbannfuhrer Kurt Plotner e del suo assistente Walter Neff, ad alcuni prigionieri dei campi venivano somministrate bevande con aggiunta di mescalina per osservarne i segni di alterazione del comportamento.

Questo tipo di sperimentazione continuò sino alla fine della guerra.

Altro settore di ricerca – affidato al famigerato dottor Rascher – erano le possibili applicazioni dell’estratto della radice di Hern per la cura del cancro. Rascher sviluppò anche una sua formula emostatica e c’è da chiedersi come portasse avanti la ricerca sulla produzione di un agente che bloccasse il sanguinamento in battaglia. Difficile che il dottor Rascher, aguzzino tristemente famoso per il suo sadismo (secondo solo a quello di sua moglie), infierisse sul proprio corpo per ottenere campioni da esaminare. E, infatti, le testimonianze del processo di Norimberga avrebbero dimostrato che procedeva in ben altro modo: sparava a distanza ravvicinata a prigionieri vivi per simulare condizioni di combattimento e applicava la formula emostatica per valutarne l’efficacia.

Nello stesso periodo, l’OSS (Office of Strategic Services – il servizio segreto statunitense durante il secondo conflitto mondiale) faceva del suo meglio per mantenersi al passo nelle ricerche sulla manipolazione psichica. Ecco cosa scriveva la commissione sul “siero della verità” diretta dal dottor Winfred Overholser dell’ospedale St. Elizabeth di Washington: “Provata e scartata la mescalina, diversi barbiturati e la scopolamina. Poi, nella primavera del 1943, la commissione decise che la cannabis indica – o marijuana – si rivelava la sostanza più promettete e cominciò un programma di test in cooperazione con il progetto Manhattan”.[15]

Queste sono parole di John Marks, che nel suo libro The Search for the Manchurian Candidate ebbe il coraggio di evidenziare il rapporto tra le ricerche della CIA e i sanguinari laboratori di Dachau. E per togliere ogni illusione che “nostri” non erano cattivi, continua: “Dovunque portassero questi esperimenti estremi, gli sponsor della CIA sceglievano cavie che equivalevano agli ebrei e agli zingari dei nazisti: malati mentali, prostitute, stranieri, tossicodipendenti e detenuti, spesso appartenenti alle minoranze”.[16] 

Dopo la liberazione di Dachau, le squadre investigative statunitensi spulciarono gli archivi dell’Abnerbe e della Luftwaffe alla ricerca di qualsiasi notizia utile e applicabile in campo militare. Marks continua dicendo che “nessuna notizia delle ricerche tedesche in tema di condizionamento mentale venne resa nota”.[17]

 

La bomba in birreria

 

   Lo stesso Himmler non era all’oscuro degli esperimenti psichici in corso e se ne interessò avidamente. All’epoca dell’attentato alla vita di Hitler (9 novembre 1939) Himmler ordinò che il sospettato, l’ingegner George Elser, fosse sottoposto a iniezioni del “siero della verità”, il cosiddetto Pervitin, e poi interrogato da quattro ipnotisti.[18] Quindi già nel novembre del 1939 l’Ordine Nero di Himmler utilizzava le droghe e l’ipnosi per acquisire informazioni.

Hitler, ultimato il consueto discorso dell’8 novembre in commemorazione del fallito Putsch della birreria del 1923, aveva appena lasciato l’edificio quando una bomba esplose proprio nel punto in cui stava in piedi. Stranamente Hitler aveva finito il discorso in anticipo, come se avesse fiutato il pericolo. Chi conosceva le abitudini oratorie di Hitler sapeva che mai in sostanza ma decideva di affrettare la conclusione di un discorso. In quel caso lo fece e (purtroppo) si salvò la vita.

Fu individuato il presunto colpevole, e cominciarono gli interrogatori.

La bomba rese tutti paranoici. Molti ufficiali nazisti temevano che Elser non avesse ideato il piano da solo, bensì cospirando con una cellula comunista. Himmler era determinato: se gli uomini della polizia criminale non sapevano tirar fuori altro che la teoria dell’assassino “folle e determinato”, doveva cercare da qualche altro, parte la conferma ai suoi sospetti; e quindi incaricò un medium di scandagliare l’etere alla ricerca di segni di colpevolezza di Strasser (il leader della cosiddetta ala “anticapitalista” del partito nazista).

Alla bomba di Elser era collegata anche la predizione – da parte dell’astrologo svizzero Karl Ernst Krafft (1900-1945) – di un attentato alla vita di Hitler proprio per quel giorno. Krafft aveva cercato di mettere in guardia i nazisti, ma il suo rapporto era stato archiviato e dimenticato.

Il contatto di Krafft all’interno del RSHA era il dottor Heinrich Fesel (1890-1958), astrologo dilettante e studioso di occultismo, massoneria e culti. Tra il 1941 e il 1945, l’Amt VII era diretta da un certo dottor Alfred Six, uno che in precedenza aveva coperto un ruolo di primo piano nel Vorkommando Moskau, la squadra della morte che nel 1941 aveva imperversato nella Russia occupata uccidendo migliaia di civili (in particolare ebrei). Six si era unito all’SD nell’aprile 1935, a 26 anni; nel 1939 era a capo dell’Amt dell’RSHA. Un anno dopo, Heydrich lo nominò suo futuro rappresentante in Gran Bretagna, in previsione dell’invasione nazista dell’isola. In altre parole, Six avrebbe avuto ampie responsabilità nella pulizia etnica del territorio inglese se i nazisti avessero avuto successo nei loro piani d’invasione e occupazione.

Prima di entrare nelle SS, Six era stato decano presso l’Università di Berlino e docente di Legge e Scienze politiche.

Il dottor Six scontò circa quattro anni dei venti gli furono comminati per crimini di guerra e tornò poi a lavorare per le Forze speciali della Gehlen-Organisation (nazisti riciclati come agenti segreti dalla CIA nello spionaggio antisovietico).

Nel 1961 Six era ancora libero e lavorava come agente per la società Porche.

L’ex subordinato di Six, Adolf Eichmann, aveva lavorato per una società concorrente, la Daimler-Bentz. Quando fu processato per crimini di guerra in Israele, Six noto carnefice di ebrei, con estrema sollecitudine si presentò a Gerusalemme come testimone per la difesa.[19]

Quando l’attentato a Hitler si era ormai consumato, Krafft cominciò a dare tormento ai nazisti richiamando la loro attenzione su quanto aveva predetto. Fu un errore madornale da parte sua, perché finì i suoi giorni come ospite delle SS e morì in un campo di concentramento. Dopo la fuga di Rudolf Hess in Scozia fu incluso come molti colleghi nell’elenco dei sospetti, arrestato e spedito in un lager, pur potendo vantare un passato di collaboratore regolarmente retribuito da Fesel per i suoi servizi per l’Amt VII del RSHA.

Pochi mesi dopo la sua predizione, Krafft fu incaricato dalle SS – si presume sottoscrivendo un contratto con il capo della propaganda nazista Goebbels – di tradurre le celebri profezie di Nostradamus mettendo in luce aspetti che potessero dimostrare la previsione della vittoria nazista da parte del veggente francese.

Ovviamente era una mossa propagandistica contro gli Alleati e all’inizio Krafft si appassionò all’impresa. Ma dopo qualche tempo cominciò a sentire dei rimorsi di coscienza nel distorcere i messaggi dell’illustre predecessore e fece del suo meglio per restare quanto più possibile fedele all’originale. Vale la pena di ricordare che Krafft era un nazista entusiasta ed era sinceramente convinto che Nostradamus avesse predetto la seconda guerra mondiale e numerose vittorie tedesche.

La traduzione fu pubblicata in edizione limitata di 299 copie nel dicembre del 1940, ma non bastò a evitargli il campo di concentramento. Il 12 giugno 1941 – un mese dopo il volo di Hess – fu arrestato dall’Amt IV del RSHA, la famigerata Gestapo.

 

 

 

La controffensiva esoterica

   L’elemento esoterico non è un patrimonio in esclusiva dei nazisti. Molti famosi agenti dei servizi segreti inglesi erano impegnati a prevenire o persino a contrastare le attività di culto tedesche e la loro tetra incarnazione in strutture come l’Ahnenerbe, il dipartimento del Ministero della Propaganda di Goebbels AMO (Astrologia, Metapsicologia, Occultismo), l’Istituto di ricerca navale e l’Amt VII del RSHA.

Questo non significa che gli Alleati occidentali prendessero sul serio l’occultismo. Riconoscevano però che i nazisti lo facevano e in una certa fase divenne prioritario per l’intelligence britannica sapere quanto più possibile delle varie scienze occulte adottate dai nazisti in generale e dalle SS in particolare. Una volta capito che Himmler dava ascolto ai suoi astrologi, si resero conto che sarebbe bastato reclutare pochi buoni interpreti delle stelle al servizio dell’Inghilterra per sapere che cosa i loro colleghi tedeschi stessero dicendo a Himmler.

Che l’astrologia potesse vantare una certa coerenza interna era dato per scontato; vale a dire, un quadrato Sole Marte che influenza la prima e quarta casa del tema natale di qualcuno – e questo è un fatto che si riscontra semplicemente consultando un’effemeride e una tavola sulla tavola delle case, strumenti astrologici identici in qualunque paese – poteva essere interpretato in modo analogo da astrologi sia inglesi che tedeschi; o, perlomeno, un astrologo inglese che conoscesse i metodi dei colleghi tedeschi sarebbe stato in grado di prevedere con un buon margine di precisione quali consigli gli omologhi germanici avrebbero dato a Hitler, Hess o Himmler. Un allineamento di pianeti era un’assoluta evidenza per qualsiasi astrologo in qualunque parte del mondo e quindi un propagandista capace avrebbe saputo come il fenomeno per persuadere l’opinione pubblica del successo o del fallimento annunciato di un’impresa militare.

E quando i nazisti bandirono le sette occultiste, fornirono involontariamente una nuova arma agli Alleati occidentali. La rete delle logge – con le sue frasi in codice, la sua simbologia segreta – si estendeva all’Europa intera e si prestava a essere sfruttata dai servizi segreti. Proprio a questo scopo agenti segreti come i futuri romanzieri Dennis Wheatley e Ian Fleming si trastullarono con l’idea di servirsi ai danni del Terzo Reich, dei contatti di Aleister Crowley in Germania (oltre che nelle varie società segrete europee e americane).

 

Crowley

 

   Durante la prima guerra mondiale Crowley aveva scritto materiale propagandistico filotedesco dalla sua postazione di New York. Quando cercò di discolparsi sostenendo di aver mascherato in tal modo i suoi rapporti con i servizi segreti britannici e americani. In Inghilterra nessuno sembrò disposto a dar credito alle sue giustificazioni da “meschino traditore”, come l’aveva bollato l’attaché della Marina britannica a Washington, Sir Guy Gaunt. Secondo un ricercatore, [20] gli americani avrebbero ammesso che Crowley lavorava per loro come agente segreto nello stesso periodo in cui curava la direzione del Fatherland e dell’International, proprio come lui aveva sostenuto. Però indipendentemente dalla fiducia che si sceglie di riporre nelle pretese di lealtà di Crowley; nel 1941 la situazione era profondamente cambiata.

Hess si era lasciato convincere a prendere il volo per la Gran Bretagna grazie all’operazione d’intelligence più riuscita di tutta la guerra (un successo malamente gestito dagli inglesi, che non seppero trarre tutti i vantaggi politici). Ma chi l’aveva convinto? Gli astrologi nazisti che l’avevano consigliato in buona fede di intraprendere la “missione di pace” cui lo chiamava il destino? O il movimento di resistenza tedesco di Karl e Albrecht Haushofer, sobillandolo con false informazioni sull’appoggio della compiacente aristocrazia inglese?

O c’era di mezzo una cospirazione d’altra natura?

Forse non si conoscerà tutta la verità, ma esistono prove che negli ambienti degli occultisti si erano infiltrati astrologi dei servizi segreti britannici.

E qui entra in gioco Crowley, tutti i suoi vecchi amici sul continente erano stati rastrellati e spediti nei campi di concentramento. Tutte le sette erano state proibite, dalla Golden Dawn alle logge massoniche, all’OTO, e con particolare vigore dopo l’affare Hess, i maghi con i loro altisonanti titoli di eminenza astrale, che furono buttati senza cerimonie a Dachau. Le molte amanti tedesche di Crowley (quelle che non erano morte suicide o rinchiuse in manicomio) molto probabilmente subirono un destino analogo.

Chiuse le logge e messi sotto chiave massoni, teosofi, thelemiti, i vertici nazisti, erano ancora popolati di folli mistici. Va notato che il vecchio collega propagandista di Crowley, Viereck, lavorava per l’apparato nazista di New York. Viereck si era ben sistemato con i fondi che gli provenivano dalle sedi tedesche del partito, che in tal modo ripagava la sua preziosa attività di promozione e disinformazione.

 

Il battesimo del diavolo

 

   Dennis Wheatley è un famoso romanziere, autore anche di qualche saggio. Si dice che perfino Hermann Göring fosse un suo grande animatore. Negli Stati Uniti lo si conosce per i suoi romanzi esoterici, tre dei quali – Il battesimo del diavolo, Una figlia per il diavolo e The Satanist – spiccano per i contenuti hard-core. Sono questi i libri che fecero conoscere al pubblico di Wheatley ma moderna magia rituale e che mescolano Thelema – la religione di Crowley – con i culti orientali, i riti della Golden Dawn e i principi teosofici, in un intruglio esplosivo che fece presa sugli amanti del genere sexy-avventuroso: riti satanici e società segrete, iniziazioni sessuali e imprese di grande spregiudicatezza politica e militare (una sorte di versione alleata della teoria nazista della cospirazione ebraico-massonico-bolscevica). Inutile dire che thelemiti e satanisti ne venivano fuori con caratteristiche molto simili: loschi figuri dediti a oscene pratiche di magia nera che emanavano un terribile lezzo e vivevano nel terrore di dispiacere a Lucifuge Rofole, il ministero degli Esteri inglese, o qualche altra entità demoniaca. Stranamente, Wheatley è uno dei pochi autori del genere che conobbe davvero la Bestia (come amava farsi chiamare Crowley).

L’utilizzo di un personaggio come Crowley, da parte dei servizi segreti potrebbe apparire bizzarro, ma chi altri se non uno come lui avrebbe potuto cavare informazioni da Hess, un “mistico” nato in Egitto se non un altro mistico con forti legami nel movimento occultistico tedesco?.

Infine non era certamente un segreto per i vertici dei servizi segreti americani e inglesi che nel programma missilistico degli Stati Uniti – e dunque in un contesto altamente competitivo contro gli scienziati nazisti di Peenemünde – si annidasse un altro thelemita e membro dell‘OTO di Crowley, l‘ingegnere Jack Parson.

Parson era impegnato nella ricerca sulla propulsione a razzo, in particolare sul carburante solido; e quindi il suo lavoro era vitale per lo sforzo bellico e nel successivo programma spaziale. Membro del Cal-Tech e del Jet Propulsion Laboratory, Parson è probabilmente l‘unico occultista conosciuto – e di sicuro l‘unico thelemita – che ha un cratere intitolato a suo nome sulla Luna (sul lato buio).

Nel 1939, Jack Parson fu coinvolto nell‘OTO di Crowley tramite l’Agapé Lodge californiana, all‘epoca controllata da W. T. Smith, che aveva a sua volta aderito alla religione thelemita fin dal 1915 passando per il Vancouver Lodge di Charles Stansfeld Jones (Fratel Parsifal) portavoce e membro dell‘OTO fin dai primi giorni in cui la direzione della comunità mondiale di lingua inglese venne affidata a Crowley. Nel 1942 Crowley sollevò Smith dalla direzione dell’Agapé Lodge e lo rimpiazzò con Parson.

L’Agapè Lodge veniva gestita dalla casa di Parson a Pasadena, dove si officiavano riti giornalieri e si raccoglievano le quote associative che poi venivamo inoltrate a Karl Germer sulla costa orientale, e da lì spedite a Crowley a Londra. In altre parole, questa loggia dell‘OTO durante la guerra era gestita sotto gli occhi di tutti da un uomo – il cui nome era Frater 20 –che nello stesso tempo, era impegnato in una delicatissima missione governativa, sotto la guida spirituale di un ex detenuto in campo di concertamento che teneva una regolare corrispondenza con un soggetto accusato di spionaggio per la Germania e all‘epoca residente a Londra!

Parson entrò nel Guggenheim Aernautical Laboratory, California Institute of Technology (GALCIT) di Pasadena nel 1936, come collaboratore di Frank Malina e Theodor von Karman nella ricerca sulle tecniche di propulsione razzo. Quando gli USA entrarono in guerra la necessità di scoprire un valido propellente solido divenne pressante, in particolare per il programma JATO (Jet Assisted Take Offe) della Marina.

Per quanto ci avesse provato il personale del GALCIT, non era riuscito a elaborare una formula efficace. Tutti i carburanti sperimentati avevano la tendenza a deteriorarsi in pochi giorni, rendendo impossibile il trasporto e lo stivamento sulle navi. Furono testati e scartati in toto i diversi tipi di carburante a polvere nera.

E alla fine Jack Parson venne fuori con la soluzione che permise agli USA di entrare nella corsa della propulsione a razzo. Nel 1942 – l‘anno in cui prese la guida dell‘Agapè Lodge e ne trasferì il quartier generale nella propria casa – Parsone decise di abbandonare la polvere nera e si concentrò su qualcosa a cui solo una mente esperta di tradizione magica e alchemica avrebbe potuto pensare: il fuoco greco.

A tutt‘oggi nessuno sa come intuì il passaggio della polvere nera all‘asfalto e al perclorato di potassio. Ma funzionò, e fu la prima grande conquista bellica del GALCIT. Il propellente solido ideato e formulato da Jack Parson fu impiegato largamente e con grande successo dalla Marina nel 1944 e 1945.

Ciò non toglie che Parson, proprio negli anni del conflitto, fu fatto oggetto di inchieste federali a causa delle sue attività occulte. Nell‘aprile 1945 entrò in amicizia con un certo Frater H. che si rivelò un compagno disastroso. Vantando collaborazioni con i servizi della Marina o con l‘FBI Frater H. riuscì praticamente a distruggere la vita di Parson e fargli perdere in contatto con la realtà. Grazie a riti di magia sessuale e alle evocazioni che conduceva con Frater H., si convinse di poter comunicare con le stesse forze superiori che Crowley aveva contattato nel 1904 al Cairo; e si spinse al punto di mettere al corrente la Grande Bestia dei suoi successi, senza entrare nei dettagli per tener fede a un supposto patto di segretezza con queste creature aliene. Crowley correttamente ritenne Parson fosse vittima di una sorta di plagio, mentre il misterioso Frater H. spariva con il denaro depositato su un conto congiunto e concludeva in bellezza sposando la ragazza di Parson. Entro il 1948 Parson aveva cominciato a dichiararsi l‘Anticristo. Nel 1952, quando orami, aveva assunto il nome di Belarion Armilus Al Dajjal Antichrist, lasciò cadere una fiala di fulminato di mercurio nel suo laboratorio e morì per le conseguenze dell‘esplosione. Così uscì da scena, a 38 anni una delle figure più brillanti e nello stesso tempo più tristi del panorama occultistico contemporaneo. Alla notizia della morte del figlio, il giorno stesso la madre si suicidò.

Frater H. – l‘uomo che condusse Parson alla pazzia, fra l‘altro rubandogli il denaro e la donna che amava – non era altro che lo scrittore di fantascienza L. Ron Ubbard, lo stesso personaggio che fondò Scientology.

Crowley, oltre ad avere contatti con individui del calibro di Parson in America, coltivava in Europa una rete di conoscenze estesa ed eterogenea: spiriti mondani incuriositi della magia rituale, frequentatori dei “caffè culturali“, artisti di vario genere e personaggi decisamente abietti. La sua collaborazione con il MI 5, risalente al periodo berlinese in cui aveva effettuato attività di spionaggio ai danni dei comunisti tedeschi, non era stata dimenticata. Per di più era appoggiato dallo scrittore inglese Dennis Wheatles, che lo trovava molto affascinante e che si sottopose ai primi gradi di iniziazione della setta personale di Crowley. La scusa era che così facendo avrebbe potuto studiare magia con il maestro e conferire maggiore credibilità ai suoi romanzi.

Crowley fu presentato a Wheatley dal giornalista Tom Driberg, che poi sarebbe diventato un membro laburista del Parlamento e che per anni lavorò come spia per il MI 5 dall‘interno del Partito comunista inglese.[21] (Diberg – nome in codice Z nei libri di Wheatley – entrò nel Partito comunista e riferì diligentemente all‘MI-5 finché venne scoperto dall‘agente segreto britannico nonché uno dei più grandi agenti sovietici che si era infiltrato all‘interno dei e servizi britannici Anthony Blunt, che lo fece estromettere dal partito). Per quanto Wheatley trovasse Crowley affascinante, non pensava che ci fosse ragione di venerarlo, come facevano i suoi seguaci, né di temerlo come facevano i suoi avversari. Fu Driberg a capire che Crowley possedeva dei poteri occulti (in altre parole capacità che sono definite “paranormali“).

Wheatley nutriva anche un grande spiccato interesse per il crimine e le tecniche investigative. E proprio in quest‘ambito conobbe più celebre agente della storia dei servizi segreti britannici, Maxwell Knight.

È a Knight che Fleming s’ispirò per creare il suo m, il capo dei Servizi segreti che siamo abituati a vedere al cinema mentre assegna a Sean Connery o a Roger Moore pericolosi incarichi con “licenza di uccidere“. Quello che non si sa è che M fu presentato a Crowley da Dennis Wheatley e che stabilì ottimi rapporti con il mago.

Wheatley aveva conosciuto Knight a un party e i due si erano trovati bene insieme. Knight voleva pubblicare un libro e Wheatley lo aiutò nella promozione. E ben presto si resero conto di condividere la stessa passione per l‘occulto. Wheatley e Knight volevano sapere di più in tema di magia e Crowley accettò di erudirli. Deve essere stata una delle situazioni più strane che ci potesse immaginare: Knight – il grande M – che accetta di subire un‘iniziazione occulta da parte di Crowley e di diventare suo discepolo.[22] Himmler era ossessionato dall‘idea che dietro i servizi segreti britannici ci fosse l‘Ordine dei Rosacroce e il MI 5 reclutasse seguaci di dottrine occulte. Quest‘idea di Himmler non era tutto frutto di una paranoia tipicamente nazista, ma aveva dei dati reali come abbiamo visto. Knight, il capo del dipartimento B5(b), la sezione controinsurezionale dell‘MI5, era un adepto di Crowley e Wheatley  quello dei romanzi prediletti a Goring – prendeva lezioni esoteriche dallo stesso Crowley nello stesso periodo in cui collaborava con il Joint Planning Staff di Churchill. E Fleming, il creatore di James Bond e all‘epoca agente del dipartimento d‘intelligence della Marina, stava tramando per portare in Inghilterra il Reichsleiter Rudolf Hess, con un pretesto occulto che coinvolgeva … Crowley.

Quest‘aneddoto è riportato da autorevoli storici dei servizi segreti britannici.[23]

Fleming prima della guerra faceva il bancario, fu assegnato dal dipartimento d‘intelligence della Marina a lavori d‘ufficio. Desideroso di incarichi più eccitanti si rivolse Knigth, che come tutti sapevano agiva sempre di testa sua (e ancor di più godeva di un filo diretto con Churchill).

In Gran Bretagna esisteva un‘organizzazione chiamata The Link. Si presentava come un circolo culturale anglotedesco ed era patrocinato da Sir Barry Domville, ex direttore dell‘intelligence della Marina dal 1927 al 1937, poi arrestato a causa delle sue idee e convivenze naziste. Negli anni ’30 Knight aveva tenuto sotto stretta sorveglianza l‘associazione e ne aveva richiesto lo scioglimento quando non vi erano più dubbi sulle sue attività spionistiche.

Fleming si era letto la documentazione di Domville e gli era venuta un‘idea. Aveva pensato che se i nazisti avessero creduto ancora attiva l‘organizzazione The Link avrebbero forse abboccato all‘amo. Bisognava solo convincerli che The Link era abbastanza influente da poter rovesciare il governo di Churchill e rimpiazzarlo con uno più malleabile, che avrebbe felicemente negoziato una pace separata con Hitler.

Ma quale dirigente nazista poteva essere così ingenuo da lasciarsi incastrare? Rudolf Hess era sempre stato anglofilo e da diverse fonti emerge un dato importante: Hess aspirava alla pace con l‘Inghilterra perché la Germania doveva concentrarsi contro il vero nemico: l‘Unione Sovietica.

Non ci volle molto per rendersi conto che Crowley amico di Knight e suo mentore occulto, avrebbe potuto essere molto utile in questo contesto. È anche possibile che Fleming, a furia di curiosare tra gli archivi, si fosse imbattuto nei rapporti di Sir Gui Gaunt su Crowley, risalenti alla prima guerra mondiale. Gaunt, era stato attaché della Marina britannica a Washinton all‘epoca della prima guerra mondiale, in altra parole era il rappresentante del dipartimento dell‘intelligence della Marina negli Stati Uniti. Aveva monitorato le attività filotedesche e supervisionato il lavoro di agenti infiltrati nell‘ambasciata austriaca. Era riuscito a organizzare la cattura di un importante sabotatore tedesco – il capitano Franz Rintelen von Kleist, responsabile di parecchie esplosioni nelle fabbriche di armamenti statunitensi – e poi si era ritirato a Tangeri con il grado di ammiraglio. Quando il biografo-detratore di Crowley, John Symonds, gli scrisse a proposito delle attività del mago, Gaunt convenne che si trovavano di fronte a un “meschino traditore“.[24] Crowley è sempre stato nella lista nera di Gaunt, che però ne aveva parlato in termini tranquillizzanti con Balfour (il ministro degli Esteri all‘epoca della prima guerra mondiale) e Basil Thomson (l‘ufficiale di collegamento tra i servizi segreti e lo Special Branch di Scotland Yard), sostenendo che aveva tutto sotto controllo.

Fleming e Knigth ci rifletterono sopra. La personalità di Crowley era tale che i due non erano certi di poterlo controllarlo sul campo. E poi, dettaglio ancora più importante, probabilmente i tedeschi sapevano dei contatti di Crowley con i servizi segreti britannici, fin dai tempi di Berlino in cui si era esposto spiando i comunisti per conto del governo britannico.

In ogni caso il duetto decise di far ricorso all‘astrologia. Tramite un astrologo svizzero amico di Fleming furono passate a Hess informazioni astrali (che transitarono anche attraverso il professor Karl Haushofer[25] e il dottor Ernst Schultz-Strathau, consulente astrologico e occultista dello staff di Hess fin dal 1935) che consigliavano una missione di pace in Inghilterra; per di più il duca di Hamilton venne convinto a mettere in giro la voce che si aspettava una visita di Hess proprio a quello scopo. La data fu il 10 maggio 1941, ritenuta particolarmente appropriata grazie alla singolare congiunzione di sei pianeti in Toro. L‘aspetto astrale segnalava sviluppi importanti e duraturi per le cose terrene. Era una congiunzione favorevole per un‘impresa che avrebbe avuto conseguenze planetarie, e proprio quel giorno Hess decide di prendere il volo, da solo, alla volta della Gran Bretagna per incontrare il duca di Hamilton e discutere con lui quel trattato di pace tra Germania e Gran Bretagna che avrebbe dato ai nazisti mano libera sul continente, in particolare contro l‘Unione Sovietica.

Per Hitler, sia gli astrologi che Haushofer erano da ritenere colpevoli di un cospirazione. Con l’Aktion Hess si procedette al rastrellamento e al trasferimento degli astrologi nei campi di concertamento, mentre Haushofer veniva ferma per essere sottoposto agli interrogatori della Gestapo.

Il resto è storia. Quel giorno, che per caso coincise con l‘ultimo grande raid aereo sulla Gran Bretagna, Hess prese il volo, atterò in Scozia e fu prontamente arrestato. Stranamente il governo inglese non sfruttò come ci si sarebbe aspettato il risultato di quest’operazione dei propri servizi segreti e Hess restò a languire in prigione, Fleming cercò di ottenere per Crowley il permesso di interrogare Hess e sviluppare qualche missione segreta nel milieu magico del Terzo Reich e in particolare nel vertice esoterico del Partito nazista, ma improvvisamente i “capi segreti“ persero ogni entusiasmo.[26] Per ragioni che non furono mai chiarite – e che probabilmente avevano a che fare con la politica interna britannica e con il pericolo di smascherare una cospirazione filotedesca nelle alte sfere del governo – Hess fu trattato come un parafulmine dal momento in cui il suo aereo toccò terra, e la possibilità di capire la reale dimensione occulta del Reich fu perso per sempre. Molti in Germania sospettarono che Hess fosse attirato in Scozia dai servizi segreti britannici.

La collaborazione di Crowley allo sforzo bellico britannico non finì lì, continuò a proporre all‘MI5 piani di propaganda di ogni sorta, che stando alle fonti ufficiali, non vennero messi in atto.

 

 

 

 

Un Bond per tutte le stagioni: John Dee e Sir Francis Bacon.

Alle origini delle Massoneria contemporanea.

 

Questa connessione tra spie e occultisti non è una novità, soprattutto in Inghilterra. Alla radice del mestiere di spia ci fu un personaggio come John Dee (1527-1608). Nel 1582 Dee incontrò un uomo più giovane: l‘equivoco Edward Kelley (1555-1597), un personaggio che aveva la reputazione di saltimbanco e ciarlatano dell‘occultismo, che sbarcava il lunario vendendo porzioni alchemiche fasulle. Crowley asseriva di essere la reincarnazione di Kelley. Elisabetta era molto interessata all‘occulto. Dee fu responsabile della scelta del giorno che fosse di miglior auspicio per l‘incoronazione di Elisabetta. Quando l‘Armada spagnola comparve sul canale della Manica, Dee suggerì di non andarle incontro e restare fermi. Egli aveva previsto correttamente che tempeste devastanti avrebbero distrutto la potente flotta spagnola e che sarebbe stato meglio mantenere in porto le navi inglesi.

La conoscenza della natura di Dee si estendeva anche al campo dell‘architettura e della geometria sacra; riguardo a questo Frances Yates in The Theatre of the World, asserì che James Burgabe consultò proprio Dee per il progetto del primo teatro permanente costruito in Inghilterra

Poco ci è pervenuto in termini di documentazione circa la conoscenza reciproca di Francis Bacon e John Dee, ma il pomeriggio dell’11 agosto 1582  Dee scrisse, sul suo diario, che si incontrarono a Mortlake. Bacon aveva 21 anni all‘epoca ed era accompagnato da un certo Mr. Thomas Philips, un crittografo di alto livello che lavorava per Sir Wiliam Walsinghan, che guidò il servizio segreto inglese ai  suoi albori.

Non c‘è alcun dubbio circa l‘influenza ubiquitaria di John Dee durante l‘età elisabettiana. Quando a Elisabetta successe Giacomo sul trono d‘Inghilterra, le idee di Dee sulla magia non furono più apprezzate. L‘atteggiamento sfavorevole e timoroso di Giacomo verso l‘occulto era l‘opposto di quello di Elisabetta. Bacon divenne ben cosciente che era necessario essere molto cauti nel proporre le proprie idee scientifiche a Giacomo e che qualsiasi traccia delle idee alchemiche di Dee avrebbero potuto impedire la realizzazione dei suoi progetti.

Bacon aveva un cauto e scientifico approccio alla matematica insieme al suo grande interesse per i cifrari. Peter Dawkins nel suo libro Francis Bacon, Herald of the New Age scrive a proposito che Bacon evitasse la matematica: “nulla potrebbe essere più lontano dalla verità: poiché il numero è una cifra e la geometria è un simbolo per la verità, e Francis Bacon era fortemente interessato ai cifrari e ai simboli e ne era un maestro, e al ritmo del linguaggio, usandoli ripetutamente in tutti i suoi lavori in varie maniere criptiche  – poiché egli vedeva la matematica come una scienza di importanza vitale o mistica, e la usava di conseguenza. La matematica, accoppiata con l‘analogia o l‘allegoria, costituisce un mezzo principe per la scoperta di quello che Bacon aveva nascosto in maniera accattivamene“.

Dawkin in seguito enfatizza che: “Francis Bacon considerava la matematica come una branca della metafisica, in grado di far vedere a fondo le più elevate “Forme“ o archetipi – le leggi e le intelligenze dell‘universo. Di conseguenza, come il dott. John Dee, il suo primo istruttore, era affascinato dalla cifra matematica, sia nella sua forma numerica che in quella geometrica, e il uso magico. Bacon dà alla matematica e all‘analogia, che considera una scienza e chiama “filosofia grammaticale“, un posto di rilievo nella sua Great Instauration; che, quando usate insieme, aiutano a schiudere le porte a ciò che Bacon ha deliberatamente nascosto – inclusi certi misteri nascosti nelle opere di Shakespeare. Per esempio, i due grandi libri pubblicati nel 1623 furono il First Folio di Shakespeare – Commedie, Histories è Tragedies – e il De Augmentis Scientiarium di Bacon (il background e le opere di Shakespeare), due capolavori pubblicati insieme, dato che sono come li gemelli, essendo ciascuno una chiave per schiudere tesori nascosti nell‘altro – correlati alle facoltà gemelle della mente (immaginazione e ragione)ed entrambi che si avvicinano alla terza facoltà, la memoria“.

Bacon fu indubbiamente una grande mente: la determinazione del principio conoscitivo induttivo, il coraggio intellettuale di fronte all’inerte autorità delle idee ricevute, la coscienza della decisiva importanza storico-politica delle scoperte scientifiche, la padronanza dell‘animo umano che traluce da molte sue considerazioni, sono tali da imporre il massimo rispetto. Eppure, nello stesso tempo per rendere lo spirito più invettivo e pronto, egli proponeva di applicare sulla nuca o sulla testa di un uomo il cuore di una scimmia, che è un animale molto ingegnoso.

Bacon non fa mai cenno ai Rosa-Croce, ma questo non significa niente, mentre è significativo che egli scriva quasi contemporaneamente in cui cominciano a circolare sul continente gli anonimi rosacruciani, [27] e che la sostanza e il tono stesso dei suoi scritti, annuncianti con religiosa unzione il parto di una nuova era attraverso una riforma generale del sapere, ostacolata vanamente dagli aristotelici e dai papisti, siano perfettamente omogenei, perfino nel gusto del prodigioso scientifico, alle dichiarazioni rosacruciane.

Nella sua opera incompiuta New Atlantis vi è un riferimento molto preciso ala singolare avventura erotica degli angeli di Sodoma. Si legge nel libro della Genesi che ad Abramo, mentre era seduto davanti alla sua tenda nell‘afa meridiana, presso il Querceto di Mamoré, apparvero tre uomini. Alzò gli occhi e li vide davanti. Una visita fuori del comune, giacché si trattava di Dio e di due angeli. Accettarono il suo invito a fermarsi un momento, imbandendo per loro focacce e latte rappreso, carne di vitello e coppe di latte fresco. Dopo una breve pausa ristoratrice, durante la quale essi mangiarono, la sacra comitiva riprese il cammino; Abramo li accompagnò per un tratto, e venne a sapere dal Signore che gli Angeli erano diretti a Sodoma, per costatare se era vero, quanto si diceva intorno alle gravi colpe di quella popolazione. Abramo capisce che una terribile punizione si addensa sulla città, e prega il Signore di essere clemente. Intanto, i due angeli giungono a Sodoma sul far di sera. Lot, che li vide arrivare, li invitò a casa sua. I due angeli hanno intenzione di dormire all‘aperto, in un angolo della piazza, ma è tanta l‘insistenza di Lot che accettarono la sua ospitalità. Dopo cena si manifesta l‘inclinazione degli abitanti di Sodoma, si riuniscono attorno alla casa e chiamano fuori Lot, vogliono che i due ospiti escano per far baldoria (la Bibbia usa il termine tecnico più preciso). Probabilmente non avevano capito che si trattava di due angeli. Lot cerca di impedire l‘oltraggio, offrendo in cambio le sue figlie, sulla cui verginità è disposto a giurare. Ma i sodomiti non si lasciano distogliere, e incominciano a spingere. Allora i due angeli ritirano Lot a casa, chiudono la porta e rendono invisibile tutto il complesso minacciato, casa e abitanti, in un modo molto semplice: accecando la folla, che non riesce a trovare la porta e si disperde a tentoni. All‘alba comincia a piovere quella notte movimentata si concluderà con una giornata apocalittica.

Nella New Atlantis Bacon critica l‘usanza inglese della pubblica prostituzione assimilandola alla condizione di Lot, che per evitare deviazioni peggiori pensò di offrire le proprie figlie ai sodomiti. La soluzione migliore starebbe a suo avviso nella morigeratezza e nella castità.

Il caso degli angeli di Sodoma è interessante sotto un certo profilo, poiché essi svolgono una parte analoga a quella degli agenti segreti, inviati per raccogliere informazioni sull‘avversario da sterminare. E la loro arma principale, per difendersi nel campo nemico è l‘invisibilità. Bacon leggeva la Bibbia con un’attenzione e con implicazioni che difficilmente oggi possiamo immaginare.

L‘invisibilità dei Rosa-Croce è ciò che fa impazzire i poteri costituiti nel continente, e Cartesio a Parigi è costretto a mostrarsi a più riprese nella buona società per evitare l‘accusa (assai pericolosa nei paesi cattolici) di essere un Rosa-Croce. La New Atlantic di Bacon è la descrizione di un‘isola utopica, Bensalem, terra felice, dove il governo politico di forma monarchica, è coadiuvato da un Ordine di saggi (detto la Casa di Salomone, con riferimento biblico) che si dedica allo studio e alle modificazioni della natura. Lo Stato proto-tecnocratico di Bensalem è retto da leggi che attraverso la Cabala rimandano a Mosè, come fa dire l‘autore con calcolato scetticismo a un abitante del paese, l‘ebreo Joabim. Ben-Salem è parola composta che significa in ebraico figlia di Salem, Salem essendo nella Bibbia un equivalente simbolico di Gerusalemme.

Lo Stato di Bensalem è ignoto a tutti gli altri Stati della Terra, che sono invece qui ben conosciuti, “Questo era ciò che non potevano spiegarci“, scrive Bacon, “perché ci pareva che la proprietà di starsene celato e invisibile agli sguardi altrui, pur conoscendo gli altri e gettando luce su di essi, fosse una condizione adeguata solo a poteri e ad esseri divini“. A questa constatazione un adepto della Casa di Salomone ribatte chiedendo se per caso non li si volesse accusare di magia. Niente di magico, ma piuttosto di “angelico“ in tutto ciò tiene a precisare Bacon. Il segreto delle conoscenze di Bensalem, il mezzo di saper tutto sugli altri restando a loro invisibili, è affidato ai preti scienziati della Casa di Salomone. Che si recano nel mondo per una missione senza svelarsi, assumendo le caratteristiche delle nazioni in cui agiscono.

I fratelli dell‘Ordine non vogliono farsi conoscere dagli altri popoli, ma vogliono conoscerli minutamente in tutto ciò che può risultare utile, vivendo celati in mezzo a loro. Per il bene della scienza, quale fine dichiarato. Ma questo è il segreto della potenza: avere il massimo di informazione sugli altri, e insieme fare in modo che negli altri non sappiano niente di noi. Infiltrazione si risolve in dominio: è già la massoneria, nel suo uovo. L‘uovo di Bacone, ma anche l‘uovo di Colombo.

È dalla tradizione scientifica baconiana che emerge la persona che ha impersonificato il verbo della massoneria speculativa: Jeane Thèophile Dèsaguliers. Una figura di Giano, sperimentatore della Royal Society e prete massonico, che incarna il doppio volto, scientifico e mistico, dell‘utopia baconiana. Misticismo attivo, del tutto congruo alla tendenza scientifica; i due volti si rimandano a vicenda: studio della natura fisica e studio dell‘anima umana, studio sperimentale e utilitario, che non mira alla conoscenza come valore autonomo e auto pagante, ma alla modificazione e al dominio. Duplice risposta all‘enigma della Sfinge. La Sfinge, spiega Bacon in De Sapientia Veterum era un mostro dal volto umano, le penne di uccello e le unghie di griffone, che, appostata su di un gioco, catturava i viandanti in viaggio per Tebe, e poneva loro oscuri indovinelli, elaborati dalle Muse. Il viandante che non riusciva a rispondere a rispondere, ma si mostrava indeciso e debole, veniva dilaniato. Per porre termine alla sciagura, i Tebani offrirono il dominio a chi fosse riuscito a sciogliere l‘enigma della Sfinge. Edipo accettò e con animo risoluto si recò alla prova. L‘indovinello verteva sull‘uomo stesso: quell‘animale che al momento della nascita è quadrupede, poi bipede, poi tripede (il bastone del vecchio), infine quadrupede (la sfinitezza dell‘età estrema). Formulando la risposta giusta Edipo riuscì a uccidere la Sfinge e divenne re di Tebe. La favola, come interpretata da Bacon, è un apologo sulla scienza, e specialmente della scienza applicata alla vita pratica. Infatti, finché gli enigmi restano alle Muse, cioè alla libera meditazione, nota Bacon, non producono gravi conseguenze, ma passando alla Sfinge diventano micidiali. Allora s‘impone ineluttabile, o la capitolazione o il dominio.

Sottile indagatore della politica internazionale, Bacon non aveva mancato di notare l‘importanza pratica degli Ordini religiosi, e dei gesuiti in particolare nel suo progetto Sui mezzi per arrestare e sottoporre a giudizio la grandezza della Spagna, che circolò manoscritto e che ha l‘andatura di una moderna relazione dei servizi segreti. Un‘eventuale invasione del Perù e del Mesico, notava in quest‘occasione, significava un fierissimo colpo sferrato alla potenza spagnola ma tale impresa, non è nemmeno pensabile finché si rimanga all‘oscuro sulla situazione dei due paesi, della quale non si conoscono l‘entità e la dislocazione delle forze militari, l‘identità dei loro capi, lo stato dei nativi, quali sono le città fortificate, ecc. Sarebbe stato quindi opportuno, prima di operare, avere qualcuno che illustrasse tutti questi particolari. È l‘idea dei servizi segreti organizzati, che però lascia scoperta l‘altra necessità di avere un Ordine religioso internazionale a propria disposizione. L‘Inghilterra protestante non poteva creare un Ordine religioso di tipo tradizionale, per evidenti incompatibilità. Ma un Ordine di tipo nuovo poteva essere concepito e messo in funzione, e quest‘Ordine fu la Massoneria.

L’ufficializzazione della Massoneria, così come la conosciamo oggi, avviene il 24 giugno 1717: alcuni liberi muratori londinesi e scozzesi appartenenti a quattro logge diverse si riunirono in assemblea. Una delle decisioni più importanti prese dai convenuti, fu quella di sancire la nascita della Grande Loggia d‘Inghilterra, avente la sovranità di Loggia madre del mondo.

Da quel momento è tolta l’autonomia alle singole logge e si stabilisce il ruolo universale della Massoneria. Ma segna anche l‘inizio delle persecuzioni per tutte le organizzazioni, interne o vicine, che non ne riconoscono l‘autorità.

I primi documenti ufficiali della Massoneria appaiono un poco più tardi, nel 1723, per opera del pastore presbiteriano James Théophile Déophle Désaguiliers, allievo di Isacc Newton, vero organizzatore della filosofia speculativa. Quest‘ultimo era membro della Rojal Society associazione sorta a Londra per opera di alcuni rosacrociani, in essa confluirono uomini di scienza propensi all‘esoterismo.

Désaguiliers incarna il doppio volto scientifico e mistico dell‘utopia baconiana: studio della natura fisica e studio della psicologia umana, studio sperimentale e utilitario, che non mira alla conoscenza come valore autonomo e auto pagante, ma alla modificazione e al dominio.

Quando la moderna Massoneria fu creata, essa recò una risposta anche a pressanti esigenze di ordine interno: da pare degli ambienti ecclesiastici che la organizzavano, di tendenza moderata, che occupavano una posizione intermedia tra l‘Alta Chiesa e le sette puritane, di cui non condividevano le posizioni politico-religiose, ma sentivano l‘esigenza di garantire, da una parte, il nuovo assetto sociale capitalistico affermatosi con la rivoluzione condotta da Cornwell contro la monarchia e dall‘altra di evitare i pericoli di una lacerazione interna.

Essi introdussero una concezione filantropica del cristianesimo che attutiva le asprezze dell‘interesse egoistico e ne offriva insieme la legimitazione.

La Massoneria, come Ordine politico-religioso di nuovo tipo, ha proposto una soluzione a tali problemi di coesione sociale offrendo la vivente esemplificazione di un‘etica capitalistica cristianizzata. Impiantata saldamente nella società e resa unitaria grazie a una versione lata, onnisapiente del cristianesimo, la Chiesa-Stato inglese avrebbe dovuto costituire il polo di riferimento del protestantesimo europeo e formare la forza d‘urto contro la Chiesa di Roma e le monarchie cattoliche, in particolare quella francese, dopo la revoca dell’editto di Nantes[28] da parte di Luigi XIV nel 1685 a Fontainebleau che provocò l‘emigrazione di decine di migliaia di ugonotti. Si trattava prevalentemente di artigiani o di membri della borghesia (si parla di una cifra intorno ai 200.000), il che favorì l’economia dei paesi accoglienti (Inghilterra e le sue colonie della Virginia e della Carolina del Sud, la Germania, la Svizzera e l’Olanda, in particolare verso le sue colonie nordamericane degli attuali stati di New York e New Jersey) a scapito di quella francese.

Ma in questo periodo storico un‘altra battaglia si deve svolgere a favore del nascente capitalismo, una battaglia di tipo teologico con enormi implicazioni pratiche: quella sul rapporto tra guadagno economico e salvezza dello spirito. In altre parole la ricerca del consenso per servire allo stesso tempo Dio e mammona.

Il quesito fu risolto dal protestantesimo, in particolare dall‘etica calvinista che introduce l‘idea della predestinazione, per cui ogni individuo è già salvato o dannato dall‘origine. Per Calvino la prova per sapere quale era il proprio destino era ottenere il successo nella vita pratica. Da qui la corsa a emergere nella società per ottenere la verifica concreta della propria salvezza.

La predestinazione si trasforma nella ricerca più spinta della propria caratterizzazione. Cosicché l‘etica religiosa che pone i valori fuori dalla vita materiale nel trascendere, ovvero, nell‘al di là, si ribalta in un‘etica terrestre dell‘ al di qua.

Quindi lo scopo del capitalismo diventa religioso, l‘accumulazione e il reinvestimento, diventano dei fini in sé.

Con la formulazione di questi principi, la divisione dl lavoro diviene uno strumento indispensabile, perché valorizza l‘imprendività, ma nel contempo legittima anche la diseguaglianza e lo sfruttamento dell‘uomo sull‘uomo, che vi sono insite. Questa concezione favorisce la frantumazione settaria e nella realtà distrugge ogni forma di solidarismo, spezza l‘etica della fratellanza universale, contrapponendovi un‘etica individualistica o di gruppi ristretti che, come ulteriore conseguenza, portano la lotta tra i vari gruppi ai limiti estremi.

La competizione, la violenza, la repressione diventano, in quanto teologicamente giustificate, l‘unico motore della storia.

Detta in parole più semplici è stato divinizzato il denaro e la concorrenza.

È proprio tra il XVI e il XVIII secolo, in perfetta sincronicità con la nascente Massoneria, che nascono e si espandono le Borse, nei templi viene officiata, dai moderni sacerdoti del capitalismo, la liturgia in onore del più potente degli dei: il denaro.

Ad Anversa, nel 1487 nasce la Borsa come oggi la conosciamo. La città fiamminga diventa la città più importante d‘Europa. Nel 1561 fu fondata la borsa ad Amsterdam, che sostituì quella di Anversa come importanza. A Londra, nella seconda metà del XVI secolo, Thomas Gresham, finanziere e consigliere della regina Elisabetta, fonda nella City il Royal Echange che nel 1773 assume il nome attuale di Stock Exchange.

Nel 1685 fu fondata la borsa di Berlino; nel 1699 quella di Basilea, nel 1762 quella di Vienna, nel 1792 quella di New Yok, meglio conosciuta come Wall Street, dal nome della strada in cui si trova.

Nel suo modo di procedere il nascente sistema capitalistico se da un lato, grazie ai teorici utopici, descriveva società paradisiache, nella realtà produceva le sue inevitabili crisi, la frantumazione in mille rivoli d’interessi contrastanti e il conflitto di classe. E sono queste lotte che rendono necessarie un tipo di democrazia guidata capace di selezionare i propri capi. Nasce, quindi, il bisogno del capo carismatico capace di far superare le difficoltà e di rompere gli impedimenti. È in questo periodo che nasce la figura moderna del dittatore, che dall‘interno del sistema parlamentare riesce ad accentrare il massimo dei poteri. Il primo caso fu quello di Oliver Cornwell, esponente della nascente borghesia britannica che per primo fece tagliare la testa a un re, Carlo I nel 1649 (144 anni prima dell‘esecuzione di Luigi XVI di Francia).

 

 

 

 

 

La guerra astrologica

 

 

 

   Torniamo a Crowley. Egli sentiva che qualcosa di buono sarebbe venuto dal distribuire volantini di propaganda esoterica nelle campagne tedesche, facendoli piovere da aerei in volo. L‘esatta natura di questo ipotetico materiale cartaceo non è mai stata rivelata, ma è lecito credere che avrebbe dovuto recare previsioni sull‘esito del conflitto e descrizioni in chiave satanica della leadership nazista, nonché qualche dettaglio – vero o inventato – delle pratiche esoteriche a cui si dedicava l‘élite nazista. L‘idea fu scartata, ma una tecnica molto simile finì per essere adottata da un lato e dall‘altro della Manica. Mentre lo svizzero Krafft si dedicava alla manipolazione delle profezie di Nostradamus, un altro astrologo lavorava sotto copertura per  il Dipartimento per la Guerra psicologica di Londra. Capitano dell’Esercito britannico, Louis de Wohl, ungherese di nascita, faceva valere i suoi contatti con gli astrologhi del nazismo e convinse i servizi segreti che era possibile trarne grandi vantaggi. [29]

Le sue conoscenze potevano essere sfruttate in due modi. In primo luogo, gli permettevano di riferire ai servizi segreti britannici quanto gli astrologhi di Hitler, Himmler e altri leader nazisti riferiti ai loro capi. Ovvero, conoscendo i metodi adottati dagli astrologhi del regime, erano in grado di prevedere se avrebbero raccomandato un attacco o una ritirata, una negoziazione o una battaglia, una dichiarazione di guerra o una richiesta di pace.

In secondo luogo, si poteva contare su di lui per produrre false informazioni astrologiche che, disseminate accortamente nella comunità dei colleghi tedeschi, li avrebbero indotti a consigliare negoziazioni di pace e a rilevare l‘impossibilità della vittoria tedesca.

A questo scopo de Whohl e i suoi collaboratori – tra cui lo storico dell‘occulto e agente segreto del periodo bellico Ellico Howe – preparano una versione contraffatta della popolare rivista astrologica tedesca Zenit e ne fecero arrivare delle copie oltre le linee nemiche.

Sarebbe stato il guastafeste Wihelm Wulff a entrare in possesso di queste copie e a comunicare a Schellenberg che si trattava di un‘abilissima falsificazione britannica. Ne erano state intercettate delle casse sul percorso Svezia-Germania e il nome dell‘editore era quello del famoso dottor Korsch un astrologo morto anni prima in campo di concertamento. Forse avrebbe potuto in inganno i nazisti, ma certamente sarebbe riuscita ad allarmare la popolazione, sempre affamata di oroscopi.

 

Un OBE per un OBE?

 

   L‘agente operativo nome in codice Anne probabilmente non fu insignita dell‘OBE (Order of the Btish Empire) per il suo lavoro svolto per i servizi segreti durante la seconda guerra mondiale, ma si rese protagonista di una delle più straordinarie imprese spionistiche del conflitto. Penetrò nel cuore del Reichswweher di Berlino, copiò documenti classificati e riferì conversazioni segrete tra capi militari… e senza mai lasciare la sua poltrona di Londra. Lo fece focalizzando una particolare dote di viaggio psichico, che oggi i seguaci della New Age chiamano Our of Body Experience, o…OBE.

Questa storia è raccontata in solo testo, Women in Espionage (Donne nello spionaggio) da un ex funzionario governativo cecoslovacco che scrisse anche un libro su Rudolf Hess (The Man and His Mission), ampiamente citato nelle biografie sulla seconda guerra mondiale. J. Bernard Hutton questo è il suo nome, sostiene di aver rintracciato e incontrato la misteriosa Anne… che sfortunatamente restò legata ai servizi segreti (e ai relativi segreti di Stato) e non rilevò alcun dettaglio delle sue imprese con il MI5. Comunque, riuscì ad accertare che Anne un giorno si era presentato nell‘ufficio di un capo del MI5 portando con sé una lettera di raccomandazione di un comune amico. Un’ipotesi plausibile è che questo capo potrebbe essere Maxwel Knight, la cui propensione per l‘occulto è ben nota.

Anne – ex conducente di ambulanza costretta per ragioni di salute ad abbandonare il lavoro – sosteneva di poter accedere a informazioni sui programmi militari nazisti tramite viaggi mentali; vale a dire, si abbandonava su di una sedia, chiudeva gli occhi e viaggiava nel luogo desiderato ascoltando segretamente quanto si diceva. Poteva leggere documenti e – grazie alla memoria fotografica e alla padronanza della lingua tedesca (che le veniva da qualche anno di studio a Berlino e a Zurigo) – riferirne in modo completo e accurato al ritorno.

Anne fu sottoposta a numerosi test e si rivelò affidabile.

 

Il gruppo di Yonkers

 

   La controffensiva esoterica non fu soltanto un affare esclusivamente britannico, anche gli yankee diedero il loro contributo.

Sam Untermyer, che si dice fosse affiliato alla Golden Dawn di New York, [30] era un avvocato ben noto nell’ambiente legale e politico per il suo impegno filantropico oltre che per il suo talento professionale. Secondo Maury Terry, giornalista specializzato in indagini criminali, un quotidiano britannico aveva definito Untermyer un satanista[31] bisogna dire che per la stampa britannica tutte le persone che si occupavano di esoterismo erano dei satanisti).

Nel 1903 comprò l’ex proprietà di Samuel Tilden a Yonkers. Tilden era famoso per essersi candidato – senza successo – alla presidenza contro Rutherford B. Hayes, nel 1876. La proprietà immobiliare conosciuta come Greystone, fu adibita a parco pubblico dopo la morte di Untermyer, nel 1940, e fu proprio in questo parco (a pochi passi dell’abitazione di David Berkowitz) che 37 anni dopo gli adepti del Figlio di Sam avrebbero tenuto le prime riunioni con tanto di sacrifici di cani in onore a Satana,

Untermyer era anche ben noto per la sua campagna antinazista sul territorio New York, cominciata nel 1933, quando Hitler era salito al potere, e portata avanti sotto l’egida della sua Lega non settaria antinazista per il sostegno dei diritti umani e del Consiglio mondiale antinazista. Quest’ultimo era un’organizzazione globale, rappresentata anche in Asia, Africa, Sudamerica ed Europa. Nel cuore degli anni ’30 Untermyer finanziò una mostra itinerante sul nazismo che girò per tutti gli Stati Uniti. Ma, più che altro, dedicò le sue considerevoli risorse alla caccia agli agenti nazisti che continuavano a sbarcare dalle navi di carico sui moli della zona ovest newyorchese.

Nel maggio 1935 Sam Untermyer si avvalse della collaborazione di un investigatore, Richard Rollins, che si era offerto volontariamente a partecipare a un’operazione di controspionaggio ai danni dei gruppi fascisti e nazisti che conducevano apertamente un’aggressiva campagna di reclutamento negli Stati Uniti, sotto la guisa di Fritz Kuhn, che era il capo della German-American Bund che figurava tra gli stipendiati del Reich e che durante le Olimpiadi di Berlino aveva marciato in testa a una colonna del Bund. Rollins fu nominato investigatore capo di una società segreta[32] cui si riferiva genericamente con il termine “the Board”, diretta da Untermyere composta da singoli e associazioni rimasti anonimi.

Rollins collezionò grandi successi contro la Bund, la Black Legion e il Klan.

Nel memoriale in cui Rollins ripercorre le missioni antinaziste, I Find Treason, scopriamo un resoconto de rito d’iniziazione della Black Legion fascista, che comprende una formula di giuramento davvero singolare e nello stesso tempo illuminante: “Nel nome di Dio e del Diavolo (comincia), e con il potere della luce e dell’oscurità, del Bene e del Male, qui sotto l’arco Nero del corrispondente simbolo ò del cielo, offro e consacro il mio corpo le mie membra, il mio cuore e la mia mente e giuro per i poteri del Paradiso e dell’Inferno che dedicherò la mia vita”.[33]

La formula procede con l’ammonimento di stampo massonico che, se il giuramento dovesse essere infranto, l’adepto sarà ridotto a pezzi che saranno, disperi sulla terra e così sia, e si finisce con “Nel nome di Dio e del Diavolo, Amen”.

 

La continuazione del nazismo dopo la seconda guerra mondiale

 

   Hitler s’impadronì del potere in Germania in un giorno che è considerato sacro per il calendario pagano, e si sarebbe dato la morte in un altro giorno sacro. Poiché le ricorrenze solenni del calendario pagano sono solo 8 – chiamato sabbath nel linguaggio moderno – è difficile considerarle delle coincidenze.

Per gli appassionati delle sincronicità – come forse le avrebbe definite Jung, possiamo fare degli esempi su delle coincidenze determinate da una data:

 

–         30 aprile 1919: sette membri della società di Thule[34] furono giustiziati da membri dell’esercito rosso a Monaco.

–         30 aprile 1945: Adolf Hitler si suicida a Berlina mentre l’Armata Rossa entra in città.

–         20 aprile 1975. Saigon viene liberata.

 

Dunque il 30 aprile evoca un oscuro scenario, poiché coincide con l’esecuzione dei sette thulisti a Monaco.

 

1945: fine del culto nazista?

   Se focalizziamo il nazismo come un culto e il Terzo Reich come un governo di iniziati alle arti oscure (o magia nera), dobbiamo concludere che ci troviamo di fronte a movimento virtualmente religioso, fatto di icone, litanie e rituali satanici. Se ci chiediamo se questo culto è morto a Berlino, il 30 aprile 1945, la risposta non può non essere che negativa.

La morte di Hitler fu letta quantomeno come un martirio per la causa luciferina che egli rappresentava ed è, anche oggi, interpretata in tal senso da quei seguaci che tengono le candele nere della loro fede.

 

Gli ultimi giorni

 

   Dopo la disastrosa sconfitta di Stalingrado nel 1943, la tanto decantata intuizione di Hitler cominciò ad annebbiarsi e molto rapidamente. Il fatto non passò inosservato ai suoi collaboratori più intimi. Era come se Stalingrado avesse privato al “messia occulto” della sua forza, ed egli cominciò a ritrarsi dalla cerchia di amici e conoscenti. Divenne più irascibile del solito e cominciò a commettere errori strategici. Ignorando i consigli dei suoi generali, pretendeva continue vittorie e rifiutava di arretrare o di dare ascolto agli appelli di negoziazione con gli Alleati occidentali. L’idea stessa di negoziazione equivaleva per Hitler a tradimento. Chi se ne fosse reso responsabile sarebbe stato spedito nei campi di concentramento.

Nonostante Hitler, c’era all’interno del gruppo dirigente del partito nazista chi pensava al futuro del nazismo (e proprio).

Il 10 agosto 1944 a Strasburgo, nella Francia occupata, in una villa di proprietà della famiglia Speer e trasformata in albergo, l’Hotel Maison Rouge, Albert Speer, architetto, ministro degli Armamenti e confidente di Hitler, fa gli onori di casa accogliendo tutti i maggiori esponenti del potere politico, economico e militare del Terzo Reich. Tutti, tranne significative eccezioni, quali Goebbels, Himmler e lo stesso Hitler. In quelle ore gli Alleati occidentali sbarcati in Normandia nel mese di giugno stavano dilagando in Francia. A questa riunione erano presenti i nomi più eminenti della gerarchia hitleriana, come Martin Bormann, segretario personale di Hitler e l’ammiraglio Canaris, i proprietari delle industrie volano della macchina bellica, come Krupp, Messershitt, Thyssen, Bussing, Rheinmetall, Wercke, Rochling, IG Farben, AEG, Siemens e Kirdorf; finanzieri e capi di istituti di credito; membri delle SS e del partito nazionalsocialista.

Nell’ampia sala con cammino, la riunione fra i 77 uomini che fino a quel momento hanno tenuto le redini della Germania nazista si protrae per alcune giornate, in gran segreto e con eccezionali misure di sicurezza. Si tratta di coniugare il passato con il futuro individuando un nuovo “spazio vitale” dove mettere in salvo la vita e le fortune dei più alti gerarchi del Reich. Lo scopo della riunione è di conciliare due aspirazioni: quella dei politici di far rinascere il Terzo Reich, e quello degli industriali e dei banchieri di mettere in salvo i loro beni, che dopo la disfatta c’era il rischio di essere confiscati. Di fronte alla sicura prospettiva della sconfitta, ai grandi industriali non resta altra scelta, di fidarsi dei politici. Più uniti nella disgrazia che divisi dagli interessi, i 77 giunsero ad un accordo: gli imprenditori finanzieranno la fuga dei gerarchi e gestiranno tutti i capitali trasferiti all’estero. Negli atti del colloquio, custoditi presso l’Archivio di Stato di Washington, si legge infatti: “il comando del Partito ritiene che alcuni membri sarebbero condannati: di conseguenza è necessario collocarli come periti tecnici in imprese chiave. Il Partito è disposto a elargire somme di denaro a quegli industriali che contribuiscano all’organizzazione postbellica all’estero. Chiede però in cambio che tutte le riserve finanziarie siano trasferite all’estero o possano esserlo successivamente affinché dopo la disfatta possa essere fondato un poderoso nuovo Reich”.[35]

In questo passo è interessante notare che non compare, né esplicitamente né tra le righe, il nome del portavoce incaricato di decidere per il partito. Di sicuro non si tratta né di Hitler né di Himmler, che non erano presenti all’incontro. Forse dietro la designazione “Partito” potrebbe esserci a figura di Martin Bormann, che in qui giorni, come delfino di Hitler, aveva indubbi privilegi.

Dopo la riunione di Strasburgo ingenti somme di denaro sono subito depositate in alcune banche di Paesi neutrali, quali la Svizzera, la Turchia, la Spagna, ma soprattutto l’Argentina e il Paraguay. Quando i capitali tedeschi sono al sicuro, si costituiscono le società commerciali. Esportare il capitale è relativamente facile, grazie alla fitta rete di rapporti intessuta in tutto il mondo dagli uomini d’affari tedeschi. Un rapporto del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, datato 1946, rivelerà che nell’insieme le imprese finanziate dagli industriali nazisti dopo la fine della guerra furono circa 750: 214 solo in Svizzera, 112 in Spagna, 58 in Portogallo, 35 in Turchia, 98 in Argentina e 233 in altre nazioni.

Anche delle multinazionali americane beneficiarono dei capitali nazisti. Alcune grandi società (ITT, RCA, FORD) avevano fatto grossi investimenti in Germania all’inizio degli anni ’30, al momento dell’ascesa del nazismo.[36] Anche dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti, alcune filiali di multinazionali americane continuarono segretamente a commerciare con il Terzo Reich.[37]

L’avvocato che rappresentava negli anni ’30 gli interessi di queste multinazionali non era altro che Allen Dulles, direttore dell’Office of Strategices Services (OSS) in Europa, nome in codice agente 110, colui che qualche anno dopo il termine diventerà il primo civile ad essere direttore dell’appena formata CIA, erede della defunta OSS.

Dulles era secondogenito di Allen Macy, un ministro del culto presbiteriano. Nel periodo dal 1926 al 1933, Dulles divenne il principale negoziatore di armi per il Dipartimento di Stato, fino al 1942. La Brown Brothers si era fusa con Harriman & Co. di New York per formare la Brown Brothers Harriman. Averell Harriman era un industriale dei trasporti ferroviari e Dulles era suo amico intimo. La Brown Brothers Harriman versò il denaro nelle casse del Partito Nazionalsocialista tedesco.

Nel 1930 Dulles riuscì, per conto della facoltosa famiglia cecoslovacca dei Petscheks, a vendere le loro quote nella Silesian Coal (carbone) a George Menane, prestanome degli stessi Petscheks. Dulles vendette, poi, le azioni al suo amico Hjalmar Schacht, ministro dell’economia nazista. Dopo la vendita, Dulles divenne direttore della Consolidates Silesian-American Corporation, gestita da Prescott Bush e da suo suocero George Walker rispettivamente nonno e bisnonno dell’ex Presidente George Bush.

Quando il 4 gennaio 1933 Hitler in persona fu invitato alla Banca Schroeder da un gruppo di industriali tedeschi che diedero a Hitler il denaro per superare la crisi economica e schiacciare il movimento operaio, due statunitensi furono presenti: John Foster Dulles e suo fratello Allen. L’anno successivo Allen entrò nel consiglio d’amministrazione della banca Schroeder, mentre suo fratello ne divenne consigliere legale. I due dirigenti erano diventati alti dirigenti di quella che sarebbe stato il braccio finanziario del nazismo.

Il partito nazista era riuscito ad accumulate tanto denaro, negli anni in cui era al vertice della Germania. Simon Wiesenhal, il cacciatore di nazisti scampati alla giustizia disse a proposito: “i nazisti non erano stati dei semplici assassini, erano degli assassini rapinatori. Mi sembra importante rilevarlo perché c’è in Austria e in Germania una certa tendenza ad attribuire il grande massacro al solo motivo della follia. In realtà non è mai unicamente trattato del predominio della razza nordica nel continente europeo, si è sempre anche trattato dei tesori d’arte che si potevano rubare agi Stati vicini. E non si è mai trattato soltanto dell’annientamento della razza ebraica, si è sempre trattato anche della cosiddetta arianizzazione dei beni ebraici, del saccheggio delle abitazioni degli ebrei dell’oro dopo averli uccisi nelle camere a gas”.[38]

Tra gli ospiti della Maison Rouge figura anche un personaggio dell’aura quasi leggendaria: è il colonnello delle SS Otto Skorzeny. Egli era diventato famoso perché aveva guidato l’operazione di paracadutismo con cui il 12 settembre 1943, liberò Mussolini e lo condusse in Germania da Hitler. Finita la guerra, grazie alla sua disponibilità a collaborare con i servizi segreti americani, avrà una parziale protezione e di una relativa libertà d’azione. In sostanza da una parte prende accordi con gli americani per garantirsi libertà di movimento soprattutto in Sudamerica e in Spagna, dove si stabilirà nel dopoguerra; dall’altra si adopera per portare avanti il piano di salvataggio e di rinascita delineato al Maison Rouge.

Il mese prima dell’incontro al Maison Rouge, il 20 luglio 1944 Hitler subì un attentato, miracolosamente (ma sarebbe meglio dire disgraziatamente) si salvò.

Hitler pretese, la morte dei traditori che avevano cospirato non solo contro di lui, ma anche contro la Germania. Si procedette all’esecuzione di colpevoli e innocenti; prospettando il suicidio come unica alternativa. Tra le sfortunate vittime dell’operazione Thunderstorm (era il nome dato dell’azione che avrebbe dovuto portare all’uccisione di Hitler) ci fu il professor Karl Haushofer e suo figlio maggiore.

Notizie valide sugli ultimi giorni di Himmler ci provengono dal suo astrologo preferito Wilhelm Wulff (in Zodiac and Swastika), dal capo dei servizi segreti Walter Schellenberg e dalle memorie di Felix Kersten. Kersten e Schellenberg stavano cercando di convincere Himmler a trattare con gli Alleati occidentali tramite la mediazione del governo svedese e del Congresso mondiale ebraico, ma la costante indecisione del capo delle SS cambiava le cose di giorno in giorno e di ora in ora vanificando qualsiasi possibilità di accordo. Himmler non faceva che richiamarsi al giuramento di lealtà verso Hitler che riteneva sacro. Tutti gli consigliavano di mettere Hitler agli arresti o di farlo assassinare, di prendere il controllo del paese e di negoziare; ma era talmente forte il timore che il piano potesse fallire che preferì non fare nulla e tenersi i mali che aveva, piuttosto che correre il rischio di procurarsene altri. Per di più, Wulff lo aveva avvisato che Hitler non sarebbe morto assassinato, anche se il suo oroscopo per fine aprile appariva particolarmente negativo. E un prognostico simile non poteva che confermare le sue peggiori paure.

Negli ultimi giorni del conflitto, Wulff stava al fianco di Himmler, giorno e notte; e interpellava gli astri in tempo reale su ogni singolo accadimento; riusciva persino a prevedere con grande accuratezza i raid aerei.

Wulff fu convocato presso il quartier generale di Himmler venerdì 13 aprile 1945, il giorno successivo alla morte del presidente americano Roosevelt, e gli fu chiesto di portare con sé tutte le sue carte – comprese quelle relative a Martin Bormann, Albert Speer, Arthur Seyss-Inquardt, al conte Lutz Schwerin von Krosigk e al feldmaresciallo Ferdinand Schörner – per sapere chi tra loro si prestasse meglio all’incarico di formare un nuovo governo tedesco. Portò anche le carte di Churchill, Eisenhower e Montgomery per prevedere gli sviluppi delle trattative di pace condotte con la mediazione del conte svedese Bernadotte. Per valutare appieno la disperata dipendenza da Wulff, bisogna pensare che in quella fase conclusiva della guerra la possibilità di muoversi e comunicare sul territorio e comunicare sul territorio era praticamente nulla. Wulff era a casa sua ad Amburgo e già il fatto che ricevette una telefonata sorprendente. La città aveva subito massicci bombardamenti in quel periodo e le linee telefoniche ed elettriche erano gravemente danneggiate.

Dopodiché Wulff dovette farsi strada – utilizzando l’auto con conducente che il capo delle SS gli aveva riservato – tra crateri aperti dalle granate, veicoli esplosi, soldati e civili feriti e cadaveri disseminati sul percorso, schivando le raffiche dei mitragliamenti aerei per poter raggiungere il rifugio di Himmler per fargli l’oroscopo.

Purtroppo per lui, gli eventi precipitavano più rapidamente di quanto si fosse ritenuto possibile. Mentre Wulff trascorreva il cinquantaseiesimo compleanno di Hitler assieme a Himmler, Schellenberg e Kersten stavano trattando con un rappresentante del Consiglio mondiale ebraico – senza successo – la liberazione di diecimila prigionieri ebrei.

Verso la fine di aprile Wulff riuscì a ritornare ad Amburgo (ma sarebbe meglio dire che evase da quel lugubre scenario), poche settimane più tardi il suo cliente più famoso – Himmler – si suicidò ingerendo una capsula di cianuro dopo essere stato catturato dalle forze americane.

A migliaia di chilometri di distanza, Rudolf von Sebottendorff – l’uomo che dalle sale dell’Hotel Vier Jahreszeiten aveva avviato l’intero processo con cui il suo circolo letterario della Thule-Gesellschaft, si trasformava, di fatto, in una società occulta – si tolse la vita.

 

 

 

murales a Orgosolo

 

 

Il Vaticano e gli alleati occidentali proteggono i nazisti.

 

   La massiccia distruzione di archivi cui il regime procedette nelle fasi conclusive del conflitto prova che i nazisti riconoscevano la propria colpevolezza in merito alle azioni che sarebbero parse (giustamente) abominevoli al resto del mondo. Per esempio gran parte della documentazione inerente all’organizzazione Lebensborn[39] fu distrutta, e questo rese impossibile rintracciare e identificare i bambini nati al di fuori dei matrimoni legittimi o sottratti alle famiglie d’origine nei territori occupati. Migliaia di persone che oggi vivono in Germania come nel resto d’Europa, in Sud e Nordamerica, non sanno nulla dei loro genitori, in particolare dei padri. Molti discendono da ufficiali di alto rango delle SS incoraggiate a “procreare” con fanciulle razzialmente pure delle comunità Lebensborn.

Anche i registri dei vari campi concentramento furono distrutti via via che l’avanzata degli Alleati occidentali e dei sovietici li avvicinavano ai luoghi in cui si consumava lo sterminio. Gli esiti della sperimentazione medica condotta sui prigionieri costituivano un punto particolarmente delicato e l’indicazione fu di eliminare con la massima rapidità sia le prove documentarie sia, ove possibile, le prove fisiche: i corpi – e i pezzi di corpi – su cui erano stati effettuati esperimenti vennero bruciati nei forni crematori.

Un’altra implicita ammissione di colpa da parte dei nazisti proviene dal fatto che molti membri delle SS trasferirono la propria attività a livello clandestino quando fu evidente, la guerra era perduta: nasce ODESSA.

I prigionieri delle SS cercano di nascondere la propria identità: sanno che potrebbero essere considerati criminali di guerra e che il loro destino è segnato. Alcuni di loro sono riconosciuti dalla runa che la portano tatuata sull’avambraccio sinistro, segno distintivo delle SS. Per loro il carcere è duro, nei campi di concentramento sono sempre guardati a vista e isolati dagli altri prigionieri. Uno dei campi di reclusione gestito dall’esercito USA, quello di Bad Aibling, accoglie decine di migliaia di SS sotto controllo. I processi hanno la durata variabile dai 30 giorni ai sei mesi e si svolgono presso i comandi alleati incaricati di gestire i luoghi di prigionia. Nei campi istituiti dai sovietici molte SS saranno invece rapidamente giustiziate, spesso senza processo.

Dietro al filo spinato dei campi americani le SS si ritrovano, rinsaldano i vecchi legami di corpo, ne creano di nuovi; alcuni in cambio della sopravvivenza o della libertà, accettano di collaborare in maniera discreta con i servizi segreti americani. Grazie alla relativa possibilità di contatto reciproco e col mondo esterno di cui godono i prigionieri, prende corpo a poco a poco una nuova rete di nazisti, la  Die Sechs Sterne (La stella a sei punte), che si estende in Germania e in Austria ramificandosi soprattutto in Sud America e in Medio Oriente e che agiterà in stretto rapporto con la Dien Spinne di Skorzeny.

Portare all’estero capitali e brevetti e ricostituire società, come previsto alla Maison Rouge, sono il passo più semplice. Più difficile sono esfiltrare gli uomini del regime, gli ex gerarchi del partito, gli alti gradi militari, per salvarli dall’arresto e dal processo che si sta per allestire a Norimberga. Ma i nazisti come si è visto hanno avuto tempo per prepararsi alla sconfitta e alla rinascita, e nel 1947 Odessa è già operativa. Una volta fuori pericolo, gli ex prigionieri fedeli al Terzo Reich saranno nuovamente arruolati tra i loro camerati, che li attendono per nuove battaglie.

Come opera Odessa? Anzitutto creando due principali vie di fuga: una da Brema a Roma e l’altra da Brema a Genova. All’inizio degli anni ’50 è creata una terza via attraverso la Svezia, la via del Nord, per i casi in cui attraversare l’Italia non è sicuro. La centrale operativa, il centro di controllo e supervisione della Ratline (Via dei topi) si trova secondo alcune fonti ad Augusta o a Stoccarda, secondo altre in Argentina. Certo in breve tempo le SS libere riescono a organizzare un sistema di referenti e di staffette elastico e dinamico, che porta i fuggiaschi lungo vie sicure e consente a migliaia di criminali di guerra di abbandonare la Germania.

Odessa è una rete efficiente, finanziata dagli industriali del grande capitale tedesco, si muove come una sorte di spettro nelle ombre di un’Europa distrutta dai bombardamenti. E fu grazie ai finanziamenti che furono acquistati i primi passaporti in bianco, necessari per la fuga. Peron li fornì in cambio di valuta tedesca per 30 miliardi di marchi di allora, oltre che 187.692.400 marchi oro, 17.576.386 dollari, 4.632.500 sterline, 24.976.442 franchi svizzeri 8.379.000 fiorini olandesi, 17.280.009 franchi belgi, 54.968.000 franchi francesi, 87 chili di platino, 2.511 chili di oro e diamanti per 4.638 carati. Insomma una somma che superava i 400 miliardi di euro odierni.

I capitali tedeschi rimessi in mani sicure all’estero sono davvero ingenti, abbastanza da narcotizzare tante coscienze con la prospettiva di contribuire allo sviluppo economico del loro paese in cambio del silenzio sulla loro provenienza – e su quella di chi li ha portati e li gestisce. Si legge nel documento stilato a Strasburgo nell’agosto del 1944: “A partire da questo momento l’industria tedesca si deve preparare per la lotta economica che si scatenerà nel dopoguerra”. Un’affermazione lucidissima, se pensiamo alle enormi potenzialità d’investimento offerte dall’Europa devastata dalla guerra.

L’elemento di questa vicenda che ha dell’incredibile in questa vicenda è l’assistenza che i nazisti ricevettero da un’istituzione che da sempre ritenuta nemica: la Chiesa cattolica. Se a Ladislas Farago va il merito di aver portato quest’aspetto all’attenzione del mondo, [40] bisogna dire che anche altri autori lo evidenziarono fin dal suo primo verificarsi.[41]

Perché la Chiesa di Roma aiutò gli stessi uomini che avevano fatto voto di distruggerla, che avevano partecipato a riti pagani studiati per sostituire la liturgia cristiana, che adorava Baldur, Thor e Freya con processioni di candele nelle foreste e nei castelli della Baviera, della Turingia, della Vestfalia di altri Länder tedeschi? Uomini che avevano imprigionato migliaia di sacerdoti cattolici (e pastori protestanti), dove erano giustiziati a sangue freddo?

È perché condivideva con i nazisti la causa dell’antisemitismo? O c’era una ragione più pratica? O forse perché la Chiesa cattolica sperava di negoziare una pace separata con i nazisti affinché entrambi poi potessero concentrare sul vero nemico: l’Unione Sovietica e il Movimento Comunista Internazionale?

Teniamo conto che con la fine della seconda guerra mondiale comincia la fase dell’equilibrio strategico della Rivoluzione Proletaria Mondiale che ha come momenti culminanti la rivoluzione in Cina, la Rivoluzione Culturale Proletaria e il poderoso del movimento di liberazione nazionale.

Bisogna partire dal fatto che la seconda guerra mondiale a differenza della prima era composta da differenti elementi:

 

1)    La guerra tra i diversi blocchi imperialisti.

2)    La guerra tra socialismo e capitalismo. Quando la Germania aggredì l’Unione Sovietica nel 1941, ebbe luogo una trasformazione della guerra che era cominciata come una classica guerra interimperialista. La classe operaia e i popoli oppressi nel mondo trassero una grande ispirazione dalla resistenza eroica dell’Armata Rossa e della classe operaia e del popolo sovietico, e l’impegno dell’URSS in questa guerra ebbe simpatia e appoggio in tutto il mondo. Ma questa non era solamente la simpatia che si testimonia alle vittime di un’aggressione, ma era anche l’espressione della profonda convinzione che la difesa dell’URSS era anche la difesa della base di appoggio socialista della Rivoluzione Proletaria Mondiale. Anche la guerra del popolo cinese sotto la direzione del Partito Comunista Cinese contro l’aggressione giapponese non fu solamente una guerra giusta ma un elemento integrante della Rivoluzione Proletaria Mondiale.

3)    La guerra dei popoli oppressi contro l’imperialismo.

4)    La contraddizione tra il proletariato e la borghesia, che in alcuni paesi raggiunse lo stadio della lotta armata.

 

Tra queste guerre e contraddizioni, non c’era una muraglia cinese che le separava l’una dall’altra, tanto che un elemento poteva svilupparsi in un altro. Ad esempio nella resistenza di un popolo contro il nazismo che occupava il paese, si sviluppava la rivoluzione proletaria. Possiamo fare alcuni esempi:

 

1)    In Italia la resistenza antifascista, esplicatasi lungo un ventennio di lavoro politico clandestino di poche migliaia d’avanguardie, raggiunge una forte adesione popolare nel periodo 1943-45 nella guerra partigiana, fino alle insurrezioni urbane di Bologna, Modena, Parma, Piacenza, Genova, Torino, Milano, Verona, Padova, Venezia e di tutte le città del centro nord. La resistenza è stata senza dubbio il punto più alto raggiunto dalla classe operaia dalla classe operaia italiana nella sua lotta per il potere, in quanto espressione di una lotta di massa. Nell’aprile del 1945, per diversi giorni la classe operaia e le masse del nord presero nelle mani il potere e le più importanti fabbriche del paese, potendo contare sull’appoggio di 300.000 partigiani in armi e avendo a disposizione un notevole armamento preso ai tedeschi in fuga, in un clima che vedeva la rapida crescita numerica delle formazioni combattenti in gran parte dirette dai comunisti.

2)    La resistenza e la rivoluzione in Albania, iniziata nel 1939 (quando l’Italia fascista occupò il paese) e conclusasi alla fine di novembre del 1944, furono dirette dal Partito del Lavoro di ideologia marxista-leninista di Enver Hoxha, in una lotta durissima con gli eserciti fascista e nazista.

3)    In Jugoslavia la lotta di liberazione si trasforma in una guerra popolare senza esclusione di colpi e di tattiche da parte delle forze opponenti, l’esercito nazista e l’Esercito popolare diretto da Tito la sconfitta nazista in Jugoslavia fu tanto più cocente quanto limitati furono gli aiuti da parte degli angloamericani.

4)    In Grecia la guerra popolare antifascista, articolata attraverso l’ELAS, la cui guida era incarnata dal Partito Comunista del segretario nazionale Nikos Zakhriadis, che aveva liberato la gran parte del paese.

 

In sostanza la seconda guerra mondiale tra le su conseguenze portò ad un aumento delle forze socialiste, alla disfatta dell’imperialismo fascista e nazista, all’indebolimento dell’imperialismo nel suo complesso e ad un’accelerazione delle lotte di liberazione nazionale.

Bisogna ricordarsi che papa Pio XII non si pronunciò sulla questione ebraica e che evitò ogni scontro con i nazisti. Però lodò Hitler quando mosse contro i “comunisti senza dio”. Come molti contemporanei pensava che gli alleati occidentali avessero preso di mira il bersaglio sbagliato.

E non era poi una posizione così originale. Il generale Patton si lamentò che non era la Germania il nemico da combattere e cercò di costituire una lobby favorevole a portare l’attacco nel cuore dell’Unione Sovietica. Fu quella mentalità a permettere – direttamente o indirettamente – a molti criminali di guerra, colpevoli di atroci delitti contro l’umanità, di sfuggire per sempre alla lunga mano del Tribunale di Norimberga e persino (come vedremo) a collaborare con i servizi segreti occidentali durante la cosiddetta guerra fredda contro l’Unione Sovietica e il Movimento Comunista Internazionale.

All’interno della Chiesa cattolica il vescovo Alois Hudal fu chi portò la bandiera nazista all’interno del Vaticano.

Nato in Austria il 31 maggio 1885, fu ordinato sacerdote cattolico nel 1908. Le corrispondenze tra la sua vita e quella di Lanz von Liebenfels sono degne di nota. In primo luogo erano entrambi austriaci, nati a 11 anni di distanza l’uno dall’altro (Liebenfels nacque il 19 luglio 1874 a Vienna-Penzing). Entrambi sacerdoti della Chiesa cattolica. Liebenfels entrò nel noviziato cistercense nel luglio del 1893 e pronunciò i voti solenni nel settembre 1897, 11 anni prima di Hudal.

Hudal era docente di Lingue orientali e veterotestamentarie; Liebenfels, sotto le guida dell’antisemita maestro dei novizi Nivard Schlögl, studiò precisamente Lingue orientali e veterotestamentarie, e ne sarebbe diventato un tale esperto che nel 1905 fu incaricato, Numenta Judaica, una raccolta di antiche fonti ebraiche e aramaiche dei libri dell’Antico Testamento. Liebenfels era stato scelto come curatore cattolico per la sua impareggiabile conoscenza di questi testi antichi. I primi cinque volumi della serie uscirono nel 1908, quindi non vi è dubbio che Hudal fosse venuto a conoscenza del lavoro, del suo connazionale Lanz von Liebenfels.

Ancora più sicuro è che passando gli anni, Hudal sarebbe diventato un ammiratore dell’opera di Liebenfels nell’ambito della comunità pangermanista, perché lo stesso divenne armanista[42] e seguì la medesima strada. Proprio come Liebenfels divenne capo del proprio ordine di cavalieri, l’Ordine dei Nuovi Templari, Hudal divenne procuratore generale dell’istituzione cattolica dell’ordine dei Cavalieri Tedeschi.

Il 1° maggio 1933 – in onore della festività pagana approvata dai nazisti e denominata Walpurgis o Beltane dai Celti, celebrata con il famoso sabbath delle streghe di mezzanotte – Hudal (ora vescovo) presiedette un meeting a Roma cui partecipò più di 700 membri delle comunità di tedeschi espatriati, compresi molti ecclesiastici, nazisti e leader nazisti come le SA locali e rappresentanti della gioventù hitleriana. In quell’occasione tenne un infuocato discorso in difesa del Partito nazista e del suo programma, mescolando slogan teutonici e cattolici e finendo con il grido di battaglia di Arminio (l’eroe dei pangermanisti e dei mistici ariani) nella selva di Teutoburgo (dove il 9 dopo Cristo le tribù dei Germani guidate da Arminio sconfissero le legioni romane): “L’unità tedesca è la mia forza, la mia forza è la potenza della Germania”. Era stato Arminio l’ispiratore dell’Armanenschaft di Guido von List, il culto che propugnava l’adorazione di Wotan e la restaurazione degli antichi costumi pagani teutonici. Per Hudal invocare Arminio in questa riunione di Roma equivaleva ad allinearsi con il movimento con il movimento neopagano, völkisch e pangermanista rappresentato da List, Liebenfels e Sebottendorff.

Hudal pubblicò I fondamenti del nazionalsocialismo, in cui delineò e difese il programma del partito, compresa l’emarginazione degli ebrei, in termini inequivocabili. In poco tempo le sue operazioni anticomuniste – retaggio dell’amicizia con il futuro papa Pio XII, Eugenio Pacelli, che datava dal 1924 – si guadagnò ampia popolarità e nei circoli nazisti furono denominate Aktion Hudal. In questi circoli, che sostenevano con ogni mezzo la sua rete sotterranea di spie e collaboratori, nonostante l’anticlericalismo ufficiale della politica nazista Hudal riscuoteva larghi consensi e, come lui, molti leader cattolici anticomunisti e filonazisti, per esempio l’arcivescovo ucraino Ivan Buchko (che organizzò la fuga dell’intera divisione della Waffen-SS ucraine – 11.000 uomini con relative famiglie – verso luoghi sicuri del Nordamerica, del Sudamerica e dell’Australia), di monsignor Krunoslav Draganović (che aiutò i fascisti croati a sottrarsi alla giustizia, indirizzandone del Sudamerica molti in Argentina)[43] e il laico Gustav Celmins, membro dell’organizzazione nazista lettone Perkonkrusts (che divenne un esponente importante della famosa Intermarium, società anticomunista della Chiesa cattolica di Roma, che oltre a favorire la fuga dei criminali nazisti, era di fatto un ramo dei servizi segreti tedeschi).

Tra gli obiettivi di Intermarium c’era quello di costituire un nuovo Sacro Romano Impero degli stati europei orientali con cui accerchiare l’atea Unione Sovietica. Sviluppò un rapporto di stretta collaborazione con Alfred Rosemberg, che non era solo il principale ideologo pagano del nazismo ma anche nativo del Baltico che sposava con feroce entusiasmo le cause antisovietiche di qualsivoglia natura. Dopo la guerra, molti notabili dell’organizzazione si lasciarono coinvolgere dalla CIA e da altre agenzie spionistiche occidentali. Il programma dell’Intermarium comprendeva la formazione di un esercito di anticomunisti in esilio, molti dei quali dei nazisti, ufficialmente per “difendere” i confini europei dall’Unione Sovietica, ma con il reale obiettivo di suddividere l’URSS in enclave etniche sul modello configurato da Rosemberg e Himmler.[44] Per attuare il progetto era necessario conquistare e smembrare l’URSS ed estirpare una volte per tutte il “cancro” del comunismo, assicurandosi che i russi non potessero mai più consolidare il loro potere.

L’Intermarium, come la Caritas Internationalis di Hudal, doveva fornire le vie di fuga e i punti di appoggio per i nazisti, procurando a loro passaporti, documenti di viaggio e biglietti delle navi che li avrebbero condotti in vari porti del pianeta. Chissà che cosa potrebbero pensare molti fedeli nel fatto che le loro elemosine domenicali, gli oboli e le varie donazioni caritatevoli andassero a finanziare la sopravvivenza dell’Ordine Nero di Himmler. Ma si sa il fine giustifica i mezzi, è il fine “nobile” era quello di combattere il comunismo e a tutto ciò si può sacrificare principi, turarsi le orecchie, mettere le mani sopra gli occhi.

Tra i beneficiari dell’operazione Hudal ci fu Heinrich Müller[45] (il capo della Gestapo che aveva condotto gli interrogatori dell’astrologo Wulff), Walter Rauff (il responsabile del programma di camere a gas mobili in cui furono uccisi migliaia di ebrei) e asserisce Farago insieme con altre fonti ufficiali europee – il vice di Hitler, Martin Bormann. Müller scomparve alla fine della guerra e seguì una pista che lo condusse in Argentina, come Eichmann, Mengele e molti altri, confortato nel suo esilio da una valigia piena zeppa di dollari americani. Rauff si rifugiò in Cile. Bormann, secondo Farago, fece di meglio e arrivò a Buenos Aires come sacerdote cattolico, per la precisione gesuita.

Dopo la seconda guerra mondiale, i servizi segreti vaticani erano stati riorganizzati, per adattarli al nuovo scenario internazionale. Tre erano gli alti prelati che avevano ricevuto da Pio XII quest’incarico:

 

1)    Félix Morlion, che diede il nome alla nuova struttura, Centro d’informazione Pro Deo.

2)    Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI, che già svolgeva un alto incarico alla segreteria di Stato.

3)    Padre Schmeider, direttore amministrativo dei servizi segreti gesuiti.

 

Oltre a Hudal e Draganović, altre sponde importanti per i servizi segreti vaticani erano padre Regent in Austria, retore del collegio gesuita; padre Polaert a Coblenza, direttore dell’Agenzia di stampa cattolica, padre Preseren, consigliere della segreteria di Stato per i paesi savi.

Finita la guerra furono molti i criminali di guerra che riuscirono a fuggire. Tanto per avere un’idea delle dimensioni della fuga dall’Europa, solo dalla Iugoslavia scapparono in Argentina 200.000 ustascia croati. I nazisti non erano solo tra i tedeschi o gli austriaci, ma anche tra i francesi, i belgi, gli italiani, gli ungheresi, i lituani, gli ucraini, i romeni e così via. Le SS avevano arruolato nelle loro fila volontari da tutta Europa. Spesso furono proprio le SS non tedesche a compiere i delitti più efferati.

Quello che si svolse tra il 1946 e il 1947 e che portò al recupero da parte degli USA di 60.000 nazisti, era una partita a tre. Da un lato gli USA e Gran Bretagna, e dall’altra i capi nazisti, e una rete di fascisti italiani di primo piano. Terza sponda, il Vaticano, alleato di entrambe le parti sotto il profilo del contrasto al comunismo e affidabilissimo dal punto di vista logistico.

Questa partita era cominciata molto probabilmente, nel periodo finale della seconda guerra mondiale.

Allen Dulles, il capo dell’OSS in Europa, aveva cominciato un negoziato Karl Wolff un comandante delle SS. Questo negoziato fu chiamato Operazione Crossword-Sunrise.

Per più di quattro decenni gli Stati Uniti e la Gran Bretagna negarono persino l’esistenza di Crossword-Sunrise. Finché il peso dell’evidenza non li costrinse ad ammetterla, seppur non svelandone mai l’autentica portata.

I negoziati che si parlava prima, si ramificarono in diverse operazioni segrete, come l’Operazione Paperclip, che come nel gioco delle bambole russe, comprendeva a sua volta l’Operazione Oltremare Sud, che comprendeva gli sbarchi dei nazisti in America Latina (e l’Argentina in particolare).[46]

Di Sunrise finora si è ammesso soltanto quanto era ovvio: il suo obiettivo era una resa pattuita delle truppe del Nord Italia, negoziato che provocò una feroce contesa con l’Unione Sovietica, perché violava gli accordi precedenti, in base ai quali si doveva consentire soltanto una resa incondizionata e simultanea delle forze tedesche su tutti i fronti.

Gli Stati Uniti e l’Inghilterra erano interessati a raggiungere un accordo con le forze al comando del maresciallo Albert Kesserling, l’uomo forte del Reich al Sud, per due motivi. Dal punto di vista militare la battaglia in Italia si era trasformata in una strada senza uscita. Dopo l’invasione del Meridione nel luglio 1943, gli Alleati occidentali avevano subito la perdita di 300.000 uomini ed erano riusciti ad avanzare soltanto di 560 chilometri, una media di meno di 29 Km al mese. Inoltre, concordare con i tedeschi un cessate, il fuoco avrebbe permesso di fermare o almeno delimitare il crescente potere sovietico, mettendo Stalin sulla difensiva. E questo era l’unico modo per evitare che, crollato il Terzo Reich, l’Italia cadesse come un frutto maturo in mano ai comunisti e ai socialisti, che costituivano l’enorme maggioranza dei partigiani che combattevano il regime fascista e l’occupazione tedesca.

Convinto che Churchill stesse spingendo per un’alleanza con i capi nazisti, contro l’Unione Sovietica, Stalin s’infuriò. A quanto riferì Molotov, la risposta degli alleati occidentali gli fu “assolutamente inaspettata e incomprensibile”. Se non permettevano ai sovietici di partecipare ai negoziati – fece sapere agli alleati occidentali – dovevano interrompere immediatamente ogni contatto con i tedeschi. Di fronte quest’ultimatum l’OSS e l’Intelligence Service cercano di tranquillizzare Stalin con una serie di rapporti sullo stato delle trattative. In questi documenti si certificava che Wolff si era incontrato con Kesserling, che aveva accettato di suggerire a Vietingjoff (il successore di Kesserling al comando delle forze tedesche in Italia) la resa.

Tuttavia le mediazioni continuarono alle spalle del leader sovietico.

Dönitz,[47] dopo che il 30 aprile era diventato il capo dello Stato e insediato il suo governo a Flensburg, cominciò a tramare per raggiungere l’obiettivo di consegnare il maggior numero possibile di forze agli alleati occidentali e impedire l’<occupazione> di territorio tedesco da parte dell’Armata Rossa,[48] mentre la sua massima aspirazione era convincere gli alleati occidentali a continuare la guerra contro i sovietici.

Quando le ostilità nel fronte occidentale erano in sostanza cessate, i tedeschi resistevano ancora accanitamente contro i sovietici. La conquista di Berlino, fu  una grande vittoria a livello simbolico per l’Armata Rossa, che comunque finì per impantanarsi in una pianura circondata da truppe degli alleati occidentali e tedesche, schierate tra la penisola di Jutland e l’Italia settentrionale.[49]

L’Operazione Oltremare del Sud, che ha, quanto sembra favorì la fuga verso l’America Latina di qualche decina di gerarchi nazisti (e porre in salvo grandi quantità di oro e denaro), è certo che fu coperta dai vertici dei servizi segreti di Gran Bretagna e Stati Uniti.

Sul piano politico gli angloamericani accettarono la decisione di Hitler di nominare Dönitz come suo successore. Il governo nazista sopravvisse fino al 23 maggio 1945, in modo che la collaborazione tra gli alleati occidentali e Dönitz incrementò i risultati dell’Operazione Paperclip tramite la quale i cervelli e le armi più moderne del Terzo Reich passarono di mano. Simbolo di tale trasferimento fu Von Braun, padre della NASA e della conquista simbolica della Luna, il cui passato nazista fu nascosto dai suoi nuovi datori di lavoro.

Più di una decina di U-Boot salpò da Bergen mentre la Germania stava capitolando, e tutto lascia intendere che con il consenso dell’ammiragliato britannico. Anche se affondarono l’Avondal Park, lo Sneland I, un piccolo dragamine e l’incrociatore brasiliano Bahìa (affondamento che avvenne due mesi dopo la fine della guerra), tutti questi “incidenti” non misero a repentaglio l’operazione.

Molto probabilmente collegata all’Operazione Oltremare del Sud fu l’operazione statunitense Hig Jup nell’Antartico. Hig Jump fu un’autentica missione di guerra, la flotta che il 27 dicembre 1946 salpò da Norfolk, Virginia, era composta di: una porterei, due cacciatorpediniere, due rompighiaccio, quattro navi da supporto logistico, una nave per comunicazioni, un sommergibile e due navi per appoggio idrovolanti; a questo si aggiungevano, imbarcati, sei elicotteri e dodici aerei (di cui la metà idrovolanti) oltre a una muta completa di cani da slitta. Furono imbarcate per ben 18 mesi e vi presero parte ameno 4.700 soldati.[50] La versione ufficiale afferma che gli americani abbiano tracciato carte per aggiornarle di ben 1.300.000 Kmq di territorio; poi il peggioramento delle condizioni avrebbe spinto la spedizione a far ritorno in patria. Be, una spedizione di quasi cinquemila persone solo per un tale scopo, sembra un’esagerazione. Da questo mistero, sono nate interpretazioni fantasiose, alimentate dai nazisti. Storie del tipo che gli americani sarebbero incappati nei dischi volanti nazisti Haunebu, e che ci sarebbe stato uno scontro tra dischi e le forze armate convenzionali statunitensi che nulla poterono contro nemici tecnologicamente più avanzati. Comunque sia andata, il comandante della spedizione, l’ammiraglio (ed esploratore) Byrd fu interrogato dai servizi segreti subito dopo essere stato accolto dal segretario della difesa Forrestal. Dai rapporti ufficiali della missione Hig Jump risulta che un aereo precipitò provocando la morte di tre uomini, un quarto uomo morì sul ghiaccio per cause non precisate e due elicotteri precipitarono senza conseguenze fatali per l’equipaggio. Sembra un po’ troppo per una missione puramente esplorativa. Sembra, ma non è confermato, che il 5 marzo 1947 sul giornale El Mercurio di Santiago del Cile sia apparsa un’intervista a Byrd, di cui riportiamo un breve tratto: “Gli Stati Uniti sono costretti a difendersi da caccia nemici provenienti dalle regioni polari (…) e nell’eventualità di una nuova guerra, gli USA verrebbero attaccati da caccia in grado di volare da un polo all’altro a velocità incredibile”.[51]

Ora in questa storia che è fortemente intrisa di realtà e fantasia, riassumendo le vicende realmente accadute, si può dire:

 

1)    I tedeschi si sono recati numerose volte in Antartide, acquisendo notevoli dosi di conoscenze ed esperienze sul campo.

2)    Il 17 dicembre 1938 partì una missione che avrebbe permesso ai nazisti di fotografare e campionare una vastissima aerea dell’Antartide, oggi nota come Terra della Regina Maud.

3)    Almeno due sommergibili (ma molto probabilmente un numero molto maggiore) che facevano parte dell’Operazione Oltremare del Sud, ritardarono la resa di almeno due mesi, rimanendo in mare per ragioni ignote.

4)    Un anno dopo la consegna dei sommergibili, nel 1946, scattò l’Operazione High Jump, la più grossa operazione militare che gli USA abbiano mai effettuato in Antartide (e perché mai una missione così impegnativa dopo un conflitto mondiale tanto terribile e dispendiosa? Perché mai tanta urgenza?).

 

Gli obiettivi erano per caso togliere di mezzo la colonia tedesca presente in Antartide, la mitica Base 211? Che dei nazisti, non accettarono l’esito del conflitto e volevano continuare la guerra?

Ci sono storie ancora più misteriose.

Nel 1943 i Britannici effettuarono l’ “Operazione Tabarin” o Taberan. L’Operazione Tabarin fu decisa dal Governo Britannico nel 1943 per controllare presunte attività naziste in Neuschwabenland e per impedire che Argentini e Cileni, con l’appoggio della Flotta Tedesca, si assicurassero la sovranità di altre zone dell’Antartico, impedendo, di fatto, il passaggio in quelle acque alle imbarcazioni alleate.

Alla guida del Comandante James Marr fu addestrato un gruppo selezionato di marinai e all’operazione fu dato il nome in codice di un night club parigino, il Bal Tabarin. Fu riarmata una baleniera norvegese che fu ribattezzata HMS Bransfield, ma come capita spesso alle navi ribattezzate, non ebbe molta fortuna, affondò e l’equipaggio e il commando dovettero utilizzare la motonave di linea

Monarch per raggiungere le Falkland. Per la missione fu messo a disposizione il cacciamine HMS William Scoresby e fu requisita la nave postale Fitzroy per trasportare l’equipaggiamento. La prima base fu allestita nell’Isola di Deception, nelle Isole Shetlands, costruita nel febbraio 1944 e fu, inizialmente una base meteorologica, e in seguito usata come centro di vaste operazioni aeronavali nel 1957-58 e dal 1959 al 1960. Inizialmente furono utilizzati gli edifici della base Norvegese Aktieselskabet Haktor.

L’isola di Deception fu occupata dal febbraio 1944 al dicembre 1967, quando fu temporaneamente abbandonata per un’eruzione vulcanica. Fu evacuata nuovamente il 21 febbraio 1969 quando una nuova eruzione vulcanica distrusse quasi completamente la base.

Port Lockroy fu la seconda stazione costruita durante l’Operazione Tabarin, sempre nel febbraio 1944. Essa fu una stazione di sorveglianza, meteorologica e postale.

Fu abbandonata nel 1962 e riaperta nel 1996 dalla BAS (British Antarctic Survey).

Quando il conflitto bellico terminò l’operazione fu assegnata ai civili con il nome “Falkland Islands Dependencies Survey” e nel 1962 assunse il nome “British Antarctic Survey”.

Ufficialmente era una spedizione meteorologica per studiare il freddo e non attaccare i nazisti, come dichiarò l’ultimo testimone; ma James Robert, funzionario della “Difesa” britannico, nel suo libro La guerra segreta della Gran Bretagna in Antartide, fornì un resoconto opposto. Egli affermò di aver avuto notizie da un sopravvissuto della spedizione non ben identificato, un ufficiale dei Special Raiting Squadron. L’ex militare affermò che il suo gruppo era stato laggiù per controllare un’attività sospetta nelle montagne di Mühlig-Hoffmann e ricercare i sopravvissuti di una precedente spedizione formata da militari e scienziati che dovevano allestire una base segreta, la quale aveva inviato strani messaggi, tali da credere che fossero impazziti.

Il compito della squadra degli SRS, al comando di un maggiore cui erano stati aggregati un ufficiale norvegese e uno scienziato, era stabilire cosa fosse successo esattamente a questi uomini.

Giunti trovarono un solo superstite che raccontò di aver trovato un tunnel artificiale che conduceva a un’enorme caverna, con grandi laghi interni. Nella caverna, una base per U-Boot che sfociava in mare aperto, aveva visto alcuni capannoni per “strani aerei ovoidali”. Scoperti dai nazisti avevano dovuto fuggire, rincorsi da esseri sconosciuti definiti Uomini Polari, perché coperti da un folto pelo. I due superstiti erano riusciti a catturarne uno, ma durante tale cattura uno dei due non aveva fatto in tempo a uscirne dal bunker ove avevano intrappolato la strana creatura e finì per essere mangiato dall’essere.

La spedizione di soccorso aprì il bunker. Un soldato entrò. Si avvertirono alcuni spari e una forma indistinta uscì dalla porta per dileguarsi nella neve. Il soldato penetrato all’interno aveva la gola squarciata; nella prigione si trovarono i resti del corpo del secondo superstite. Ascoltando il racconto, il comandante della missione di recupero decise di percorrere la galleria, dopo aver minato l’ingresso. Anche loro avrebbero trovato nazisti e uomini polari, che lo scienziato ipotizzò frutto dell’ingegneria genetica nazista.[52]

Fantasie? Storie al limite del possibile? Invenzioni?

Nel 1999 una spedizione di ricerca ha scoperto un virus nel quale né uomini, né animali sarebbero immuni.[53] Una forma di vita conservata dentro il ghiaccio? Un’arma biologica segreta concepita dai nazisti rimasta in stasi dalla fine della guerra?

Parliamo adesso della rete Gehlen.

Il 22 giugno 1941 più di tre milioni di soldati tedeschi, su un fronte lungo 400 Km, protetti da una colossale potenza di fuoco e con migliaia di veicoli blindati e carri armati iniziarono l’Operazione Barbarossa, nome in codice dell’invasione dell’Unione Sovietica. Le truppe d’invasione sono precedute da un nutrito contingente di spie, la cui missione è informare l’esercito tedesco sulla situazione militare e politica del nemico. Questa formazione porta il nome di Esercito straniero dell’Est. Poco meno di un anno dopo, il 1° aprile 1942, Hitler sostituisce il capo dello spionaggio antisovietico designando un oscuro ufficiale dello Stato maggiore, Reinhard Gehlen. Comincia così l’ascesa nel firmamento del nazismo di questo colonnello, che diventerà uno specialista dell’anticomunismo e un nazista sempre più convinto. Gehlen eleva lo spionaggio a limiti superlativi. Acquisisca una conoscenza del nemico pressoché perfetta ed è tra i primi a informare il diretto inferiore Heinz Guderian, e quindi a Hitler, che la situazione militare tedesca sul fronte russo si sta deteriorando.

Nell’aprile 1945 egli si era nascosto assieme a 5 ufficiali del suo Stato maggiore sulle Alpi bavaresi, dove prende contatto con gli occupanti nordamericani. Può fornire come prova della sua efficienza migliaia di documenti raccolti durante la sua attività di spionaggio in Unione Sovietica.

Gehlen viene portato assieme ai suoi ufficiali a Washington, dove per due anni conduce dei negoziati con i capi dei servizi segreti americani per convincerli della sua buona fede e competenza, è in questi anni che viene definita la creazione di un’organizzazione spionistica “privata” finanziata dagli Stati Uniti e operativa in Germania, chiamata rete Gehlen.

Gehlen racconta nelle sue memorie: “Alla fine di dicembre 1944 i colloqui arrivarono a buon fine. Ricordo bene i termini dell’accordo con l’OSS. Che un servizio segreto clandestino potesse continuare ad esistere e a raccogliere informazioni nell’Est, come aveva fatto fino ad allora. La base dei nostri comuni interessi era la difesa contro il comunismo. Che questa organizzazione non avrebbe lavorato per o sotto gli americani, ma insieme agli americani. Che l’organizzazione sarebbe stata finanziata dagli Stati Uniti. Che i servizi segreti americani si sarebbero impegnati ad aiutare chiunque fosse stato proposto dall’organizzazione come un soggetto in pericolo”. [54]

Quando la Germania riconquista l’autonomia, la rete Gehlen, che conta 10.000 agenti, diviene il capo del servizio segreto della sua parte occidentale, agli ordini di Konrad Adenauer.

Dunque sotto la protezione delle potenze imperialiste angloamericane e del Vaticano, comincia il Quarto Reich. Questo perché la contraddizione fra borghesia e campo socialista, assieme a quella tra borghesia e classe operaia (che è la contraddizione fondamentale) ritornò a essere la contraddizione principale in maniera esplicita finito il conflitto mondiale. Questo non significa che non c’erano contraddizioni fra nazisti e gli alleati occidentali (e il Vaticano), ma queste contraddizioni a differenza di quelle con il campo socialista e la classe operaia, non erano antagoniste.

 

 

Hess, una cavia per un esperimento di controllo mentale?

 

   Hess non venne condannato a morte a differenza di altri gerarchi nazisti bensì all’ergastolo nella prigione di Spandau; e fu un vero ergastolo perché i sovietici si garantirono efficacemente contro qualsiasi possibilità di scarcerazione sulla parola, e nemmeno i reiterati appelli “umanitari” delle autorità inglesi e americane poterono nulla. I sovietici non potevano dimenticare che Hess era andato in Gran Bretagna per concordare una pace separata che permettesse alla Germania di invadere impunemente l’Unione Sovietica. I leader ebraici, dal canto loro, volevano Hess a Spandau perché era uno dei firmatari delle infami leggi di Norimberga, che avevano spogliato gli ebrei dei loro diritti di cittadini e di esseri umani e aperto alle atrocità dei campi di concentramento. Sentivano (e non avevano torto) che l’ergastolo era una pena anche più lieve di quanto Hess meritasse, perché la sua politica aveva contribuito allo sterminio di milioni d’innocenti.

Quando Hess morì, il New York Times pubblicò uno speciale sulla sua vita[55] e provò a chiarire perché gli inglesi non avessero sfruttato adeguatamente il suo volo segreto in Scozia. Secondo gli psichiatri britannici, Hess era un soggetto borderline, al limite della pazzia, visti l’interesse per l’astrologia, la paranoia, e i suoi vuoti di memoria. (C’è da chiedersi come gli psichiatri britannici avrebbero valutato uno come Reagan visto che lui e sua moglie Nancy consultavano regolarmente degli astrologi per tutte le loro azioni, grandi e piccole).

Un curioso episodio collaterale alla storia di Hess riguarda un personaggio che si potrebbe definire un erede della medicina nazista, in particolare nel settore del controllo mentale.[56] Nonostante quanto detto, prima alla fine gli psichiatri britannici ritennero che Hess fosse abbastanza sano da essere processato. Gli americani però vollero però condurre dei loro accertamenti e a questo scopo mandarono in Germania il dottor Ewen Cameron, scozzese di nascita perché interrogasse Hess e tracciasse un profilo.

Cameron era nel 1943 diventato il dirigente dell’Allen Memorial Institute. Quest’istituto era stato fondato grazie alla Fondazione Rockefeller.

La Fondazione Rockefeller negli anni ’20 finanziò i progetti tedeschi di genetica psichiatrica, vale a dire i progetti criminali denominati “purificazione della razza, igiene razziale o miglioramento della razza”, sviluppati inizialmente nei laboratori londinesi della Galton e nelle sue derivate Società di Eugenetica in Inghilterra e negli Stati Uniti. A Monaco, l’Istituto Kraeplin fu ribattezzato Istituto di Psichiatria Kaiser Wilhelm e da allora fu finanziato con i con i soldi della Fondazione Rockefeller e diretto da uomini della Fondazione. Fu creato l’Istituto di Antropologia Eugenetica ed Ereditarietà Umana Kaiser Wilhelm. A capo di entrambi fu posto lo psichiatra nazista svizzero Ernst Rudin. Inizialmente ci fu un finanziamento di 11 milioni di marchi effettuato da Gustav Krupp (rappresentante della famiglia Krupp che faceva affari nel campo dell’acciaio e delle armi) e da James Loeb, un americano proveniente dalla famiglia dei banchieri Kuhn-Loeb, che continuò a finanziare l’Istituto anche in seguito coinvolgendo i suoi amici ebrei americani. Da notare che James Loeb era cognato di Paul Warburg e che i Warburg erano proprietari della Kuhn-Loeb Bank ed erano partner di affari con William Rockefeller. Alla lista dei finanziatori si aggiunse la famiglia Harriman, la quale usava per i propri affari i fondi messi a disposizione da Sir Ernst Cassel, il banchiere personale della famiglia reale britannica. Nel 1925 la Fondazione Rockefeller stanziò a favore dell’istituto Psichiatrico di Monaco la somma iniziale di 2,5 milioni di dollari, nel 1928 stanziò altri 325.000 dollari per la costruzione di un nuovo edificio e continuò a finanziare l’Istituto e il suo direttore Rudin. Nel 1930-35 pagò per un’indagine antropologica riguardante la popolazione mondiale in termini eugenetici, condotta dall’eugenetica nazista tra cui Rudin, Verschuer, Eugen Fischer.

All’inizio degli anni ’30 gli esperti in psicologia e purificazione razziale della famiglia Rockefeller crearono la Josian Macy Foundation, un’organizzazione per la ricerca medica che “lavorava” sia per conto dei Rockefeller sia dei servizi segreti britannici, a dirigere la quale fu chiamato il generale Marloborouh Churhill (lontano parente del più famoso Winston), già capo del servizio segreto dell’esercito americano.

Nel 1932 il movimento eugenetico, dette vita alla Federazione Mondiale di Eugenetica nominando alla carica il dottor Ernst Rudin. Il movimento, al tempo, si proponeva la sterilizzazione degli individui che, per motivi ereditari, potevano essere un pesante “fardello sociale” o una “minaccia nazionale” (come nel caso degli ebrei in Germania). Pochi mesi dopo la propria nascita, la Federazione Mondiale di Eugenetica, divenne in pratica una sezione dello stato nazista e Rudin fu a capo della Società di Igiene Razziale e, in qualità di facente parte della squadra di “Esperti in Ereditarietà” capeggiati da Himmler, redasse la legge sulla sterilizzazione che, descritta come legge modello americana, fu adottata nel luglio 1933 e fu stampata orgogliosamente nel settembre dello stesso anno con la firma di Hitler (Eugenetical News – USA). Il gruppo Rockefeller redasse altre leggi razziali basate, come fu la legge sulla sterilizzazione, sullo statuto vigente dello Stato della Virginia.

Nel 1934 la Massoneria del Rito Scozzese affiancò i Rockefeller nel finanziamento delle ricerche di eugenetica psichiatrica.

Torniamo a Cameron, egli prima che potesse interrogare Hess, fu avvicinato da Allen Dulles, il quale gli chiese di rendergli un piccolo servizio nel corso delle sue osservazioni. C’era ragione di credere – diceva Dulles – che il detenuto in questione non fosse Rudolf Hess, bensì un sosia! Chiese quindi a Cameron di indurre il prigioniero a mostrargli la cicatrice che si era procurata in un incidente occorso anni prima della guerra. Se la cicatrice ci fosse stata, allora con tutta probabilità si trattava il vero Hess. Diversamente, ci si trovava di fronte ad un impostore, forse addirittura ad una gigantesca farsa orchestrata dai servizi segreti britannici per coprire che il gerarca nazista era stato giustiziato subito dopo essere arrivato in Scozia.[57]

Inutile dire che Cameron accettò la proposta di Dulles e trovò il modo di chiedere a Hess di levarsi la camicia per controllare il suo stato fisico. La guardia però sostenne di non essere autorizzata a togliere le manette al detenuto e non si poté procedere. Cameron dovete tornare da Dulles a mani vuote, non avendo potuto appurare se il detenuto fosse il famigerato Hess.

Il fallimento di Cameron non pregiudicò la stima che Dulles nutriva nei suoi confronti, se è vero che lo psichiatra divenne l’artefice nel famigerato progetto di manipolazione mentale della Mount Royal Clinic, diretto dalla CIA. La sperimentazione ricalcava pari pari quella operata dai nazisti sotto l’egida Ahnenerbe e si basava, almeno in parte, sui risultati degli esperimenti condotti nei campi di concentramento, la cui documentazione era stata confiscata dai servizi segreti americani e integrata negli archivi della CIA e del Pentagono. Le annotazioni del dottor Kurt Plotner e Walter Neff, sperimentatori dell’Ahnenerbe che lavorarono sugli effetti della mescalina a Dachau, furono spedite negli Stati Uniti e non furono mai rese note. Quindi i documenti d’archivio nazisti in tema di lavaggio e cervello, manipolazione psichica, procedure di interrogatorio con ricorso a droghe, ipnosi, torture – tute tecniche associate alle odierne pratiche delle sette e società segrete americane – devono essere ancora segreti, sempre che siano sopravvissuti alla celebre distruzione degli archivi MK/ULTRA ordinata da Richard Helms negli anni 70.

In questo contesto va ricordata l’interminabile deposizione conclusiva di Hess al processo di Norimberga, in data 31 agosto 1946. Temendo che volesse prolungare infinitamente una testimonianza senza capo né cosa, il giudice gli ordinò di tagliare corto e la Storia fu defraudata di un quanto mai curioso racconto di fenomeni mistici. Nella deposizione di Hess ci sono elementi che fanno sospettare che su di lui fu sperimentata una qualche forma di manipolazione psichica durante la detenzione nella Torre. Hess disse a Norimberga: “Alcuni dei miei compagni possono confermare che all’inizio del procedimento io predissi quanto segue:

   … che sarebbero comparsi testimoni che sotto giuramento avrebbero affermato cose non vere, nel contempo dando di sé un’immagine assolutamente affidabile e godendo della migliore reputazione possibile.

   … che alcuni accusati si sarebbero comportati stranamente: che avrebbero mentito impunemente sul Führer; che avrebbero incriminato la loro stessa gente; che si sarebbero la loro stessa gente; che si sarebbero accusati l’un altro e falsamente. Forse si sarebbero persino autoaccusati, e anche questo a torto… tutte queste predizioni si stanno avverando …Io le ho fatte, comunque, non solo qui all’inizio del processo, ma anche mesi prima del processo, in Inghilterra, al medico che stava con me, il dottor Johnston…”.[58]

Fin qui Hess sembrerebbe un osservatore realistico. È del tutto credibile che imputati e testimoni nazisti abbiano inventato storie e accampato alibi di ogni per giustificare i propri crimini, e d’altra parte non sarebbe strano che Hess volesse mettere in dubbio la sincerità dei testimoni di accusa.

Niente di eccezionale quando Hess aggiunge: “Dal 1936 al 1938 in uno di questi paesi si tennero dei processi. Erano caratterizzati dal fatto si autoaccusavano in modo sconcertante. Per esempio per esempio, citavano numerosissimi crimini che avevano commesso o che sostenevano di avere commesso. Alla fine, quando venivano condannati applaudivano freneticamente in segno di approvazione lasciando il mondo senza parole.

   Qualche giornalista straniero però scrisse che si aveva l’impressione che questi imputati fossero stati sottoposti a qualche sconosciuta forma di condizionamento  ne alterava lo stato mentale e che per questa ragione agivano così”.[59] 

Qui l’ex gerarca nazista si riferisce ovviamente ai processi che si erano svolti in quel periodo in Unione Sovietica. Va ricordato che l’URSS costituiva per un quarto la corte di Norimberga, insieme alla Francia, agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna. Era un evidente tentativo politico di creare delle contraddizioni nel campo alleato.

Questa mistificazione, la pubblicistica borghese e revisionista ne avrebbe continuata l’opera. Mistificazione che nasce dalla rimozione (a sinistra anche da parte di persone che si definiscono “comunisti”, “rivoluzionari”) sulla natura di classe del nazismo e del fascismo.

Bisogna capire che esistono diverse forme di Stato borghese, che va dalla democrazia fondata sul suffragio universale, al suffragio per censo, fino al nazismo e al fascismo. Nonostante queste differenze, lo Stato ossia il potere politico, rimane il guardiano delle classi dominanti (la giusta definizione di Engels dello Stato: “un gruppo di uomini armati”). Perciò, bisogna vedere il nazismo e il fascismo come un regime dove si realizzò un “blocco storico” tra le classi dominanti (in Italia tra la borghesia industriale e gli agrari) e la massa della piccola borghesia reazionaria in aperta e estrema contrapposizione agli interessi delle classi subalterne (controrivoluzione preventiva dopo il Biennio rosso 1919-20, la grande paura della borghesia causata dalla Rivoluzione d’Ottobre).

Dal 1917 la preoccupazione (o l’ossessione) dei vari imperialismi è stata quella che il bolscevismo si espandesse oltre i confini dell’Unione Sovietica. Durante la crisi degli anni ’30 l’esistenza dell’URSS diventò particolarmente pericolosa politicamente, perché in un periodo dove nei paesi capitalisti i disoccupati si contavano a milioni (non si deve dimenticare che la disoccupazione è stata una delle cause della vittoria del nazismo in Germania con la promessa di dare immediata soluzione a milioni di uomini ridotti alla fame), c’era un ristagno dell’industria europea e statunitense, nell’URSS le forze produttive si moltiplicavano per quattro. Questi progressi erano dovuti alla dittatura del proletariato, facevano vedere che il socialismo era una concreta alternativa agli occhi di milioni di lavoratori, in quanto era riuscito a condurre milioni e milioni di lavoratori fuori dalle bufere delle crisi capitalistiche (che hanno sempre come conseguenza: disoccupazione, salari di fame, sfruttamento ecc.), perché gli uomini e le donne non vivono di parole, perché le parole e gli ideali e la civiltà in genere iniziano e possono iniziare solo quando è assicurata la sopravvivenza (ricordiamoci le parole di Mackie il gangster di Londra nell’Opera da tre soldi di B. Brecht: “Gente che ci insegnate la virtù ad evitare colpe e misfatti, prima di tutto fateci mangiare e dopo discorrendo e verrà il resto. Dalla gran forma di pane una fetta di pane i poveri cristi hanno da averla”).

Per conseguire questi obiettivi (l’industrializzazione e la collettivizzazione delle ricchezze naturali e dei mezzi di produzione), occorreva un’organizzazione che consentisse alle classi lavoratrici di esercitare la loro dittatura di classe. Tale organizzazione fu il Soviet.

Nel Soviet i lavoratori trovarono lo strumento per la diretta esercitazione del potere politico e delle attività economiche.

Ora gli anni ’20 e ’30 furono in URSS un periodo aspre lotte sia contro la borghesia sia contro le tendenze opportuniste all’interno del partito.

Tra il 1922 e il 1927, il Partito bolscevico condusse una lotta ideologica e politica contro Trotskij sulla questione della possibilità della costruzione del socialismo in un solo paese. Negli anni 1926-27 Zinov’ev e Kamenev si allearono con Trotskij. Nel 1928 ci fu la lotta contro Bucharin.

Queste lotte non furono fatte solamente con le “armi della critica”. Quando nei processi di Mosca del 1936-38 emerse il nome di Trotskij come principale accusato, ispiratore e organizzatore della trama cospirativa rivolta il rovesciamento del “regime staliniano”, negli Stati Uniti fu organizzato un contro-processo presso un tribunale simulato, presieduto dal celebre pedagogista John Dewey, di fronte al quale Trotskij negò in maniera precisa e convincente qualsiasi suo personale coinvolgimento. Conseguentemente, per decenni ha dominato la tesi dell’estraneità e dell’innocenza di Trotskij rispetto agli avvenimenti russi degli anni ’30.

Negli anni ’80 l’apertura alla consultazione delle carte dell’archivio Trotskij depositate presso la Houghton Library dell’Università di Harvard, ha mostrato agli stessi studiosi dell’Istituto Trotskij una realtà ben diversa: “In realtà ora possiamo sapere, pur con qualche lacuna (alcuni nomi contenuti nelle lettere venivano cancellati con un inchiostro di china, o addirittura ritagliati, come garanzia supplementare per l’eventualità che uno dei tentativi della NKVD  per impossessarsi degli archivi potesse giungere allo scopo) che nel 1932 diversi emissari avevano contattato il figlio di Trotskij, informandolo su trattative in corso per l’unificazione di tutti i gruppi in un unico blocco. È risultato così che la versione staliniana, lanciata al momento dei grandi processi del 1936-1938, su un “blocco delle Opposizioni di sinistra e di destra” non era del tutto infondata”.[60]

Uno dei ritornelli più ricorrenti affermano che l’epurazione mirava a eliminare la “vecchia guardia bolscevica”. Nel 1934, c’erano 162.000 “vecchi bolscevichi” nel Partito, cioè membri che vi avevano aderito al più tardi nel 1920. Nel 1939 se ne contavano 125.000. La grande maggioranza il 69% era quindi rimasto nel Partito. C’era stata, durante quei cinque anni, una perdita di 57.000, cioè il 31%. È chiaro che i “vecchi bolscevichi” cadevano, durante l’epurazione, non perché fossero “vecchi bolscevichi”, ma a causa del loro comportamento politico.

Su questo argomento il professor J. Arch Getty, nel suo libro Origins of the Great Purgev, scrive: “I dati concreti indicano che la Ezovscina (la Grande Purga) deve essere ridefinita. Non era sta il prodotto di una burocrazia fossilizzata che eliminava dei dissidenti e distruggeva dei vecchi rivoluzionari radicali. Non è incompatibile con i dati disponibili argomentare che le Purghe fossero una reazione radicale, anche isterica, contro la burocrazia. I funzionari ben sistemati erano eliminati dal basso e dall’alto in un’ondata caotica di volontarismo e puritanesimo rivoluzionario”.

L’epurazione fu accompagnata da una campagna permanente di preparazione politica e ideologica dei lavoratori alla guerra di resistenza. La vigilanza antinazista era la base di questa campagna. Nel suo libro sugli Urali, l’ingegnere americano Scott descrive bene come questa campagna politica si era svolta nelle officine di Magnitogorsk. Ci riferisce come il Partito spiegasse la situazione mondiale agli operai, nei giornali, nelle conferenze, attraverso film e spettacoli teatrali. Parla dell’impatto profondo di questa situazione sugli operai.

Fu grazie a questa campagna di epurazione e educazione che il popolo sovietico trovò la forza di resistere, se non ci fosse stata questa volontà di opporsi con tutti i mezzi ai nazisti è chiaro che i nazisti avrebbero conquistato Leningrado, Mosca e Stalingrado. Se si fosse abbattuta la dirigenza staliniana, l’URSS si sarebbe arresa, come fece la Francia. Una vittoria dei nazisti in Unione Sovietica avrebbe avuto l’effetto immediato che la tendenza filo-nazista all’interno della borghesia inglese, sempre molto potente dopo l’uscita di scena Chamberlain, avrebbe preso il sopravvento sul gruppo di Churchill. I nazisti avrebbero dominato il mondo.

Torniamo a Hess, dopo aver cercato di collegare le tecniche di condizionamento utilizzate sugli imputati russi con le atrocità compiute da numerosi tedeschi, per altri versi sani di mente, che si erano macchiati nei campi di concentramento. A questo punto abbandonò questa patetica linea di difesa, e la deposizione prese una piega tutta sua: “Ho detto prima che un certo fatto accaduto in Inghilterra mi ha fatto pensare  a quanto si diceva di quei processi. Il motivo è che le persone che mi stavano intorno nel corso della prigionia si comportavano nei miei confronti in modo strano e incomprensibile, in un modo che mi portò a concludere che il loro stato mentale fosse alterato. Alcuni di loro – le persone attorno a me venivano sostituite di tanto in tanto. Alcuni dei nuovi che rimpiazzavano gli altri che erano stati mandati via avevano occhi strani. Erano lucidi, come fossero di vetro e trasognati…Non solo io me ne accorsi, ma anche il medico che mi seguiva, il dottor Johnston, uno scozzese che apparteneva all’esercito britannico.

   Nella primavera del 1942 venne da me un visitatore che cercava evidentemente di provocarmi e che agiva in modo strano. Anche lui aveva quegli strani occhi. Più tardi il dottor Johnston mi chiese che cosa avessi pensato di quella persona. Me lo domandò – e io gli aveva risposto che per una ragione o per l’altra quell’uomo mi aveva dato l’impressione di non essere del tutto normale, dal punto di vista mentale, al che il dottore non negò e fu d’accordo con me e mi chiese se avessi notato gli occhi, occhi che sembravano presi in un sogno. Il dottor Johnston non sospettava di avere lo stesso sguardo quando venne da me.

   Il punto fondamentale è che in uno degli articoli della stampa dell’epoca, che deve essere conservato negli archivi su quei processi – questo uscì a Parigi, a proposito del processo di Mosca – si diceva che gli imputati avevano gli occhi strani. Occhi lucidi e trasognati”.

Questo monologo accennava poi ai capi di concentramento britannici (lasciando intendere che i campi nazisti non erano peggio e che in generale queste strutture devono essere riconosciute internazionalmente come “rompicapi incompressibili”) e infine manifestava l’intenzione di avventurarsi in un accurato resoconto dei fatti occorsi nella primavera del 1942, cominciando con solenni giuramenti che chiamavano Dio a testimone della sua sincerità.

Nella primavera del 1942” esordisce, e poi viene zittito. Il presidente del Tribunale gli dice che ha esaurito i venti minuti a sua disposizione. Hess prova ad obiettare, poi accetta di concludere la sua la sua dichiarazione dicendo semplicemente: “Sono felice di sapere che ho fatto il mio dovere nei confronti del mio popolo, il mio dovere di tedesco, di nazionalsocialista, di seguace leale del Führer. Non mi pento di nulla. Se dovessi ricominciare daccapo agirei nello stesso modo, anche se sapessi che ad attendermi c‘è una crudele morte sul rogo“.

Una crudele morte sul rogo. Hess si vedeva come un eretico, o come uno stregone?

C‘è da chiedersi Hess era pazzo? Perché il suo volo in Scozia non fu sfruttato in modo più ovvio? Che relazione c‘è tra il misterioso medico scozzese, il dottor Johnston, e l‘esperto scozzese di controllo mentale, Cameron?

Che sia stato una cavia da parte di specialisti del Tavistock?

Fondato nel 1920 sotto la direzione del generale di brigata e psichiatra dr. John Rawlings, il Tavistock nacque per occuparsi dei soldati traumatizzati durante la prima guerra mondiale. Gli psichiatri e psicologi del generale scoprirono presto che questi individui erano acutamente suggestionabili; e che lo stesso effetto poteva essere ottenuto attraverso interrogatori brutali e torture. Essi misero a punto tecniche del controllo comportamentale, che furono praticate durante la seconda guerra mondiale, come parte di vasti programmi di guerra psicologica.

Nel 1945, in un suo libro (The shaping of psichiatry by war), il generale Rees, un altro degli scienziati del Tavistock, propose che metodi analoghi a quelli sperimentati in guerra, potevano attuare il controllo sociale di intere società o gruppi, in tempo di pace. Scriveva Rees: “Se proponiamo di uscire all’aperto e di aggredire i problemi sociali e nazionali dei nostri giorni, allora abbiamo bisogna di “truppe speciali” psichiatriche, e queste non possono essere le équipes psichiatriche stanziali nelle istituzioni. Dobbiamo avere gruppi di psichiatri selezionati e ben addestrati che si muovano sul territorio e prendano contatto con la situazione locale nella sua area particolare”.[61] 

Per finire nella prigione di Spandau Hess si dedicò coscienziosamente allo yoga, non abbandonò mai le sue credenze occulte e secondo sua moglie si mantenne in contatto telepatico con lei fino giorno della sua morte.

 

 

Dopo la guerra, il nazismo continua a esistere.

I fuggiaschi nazisti in Sudamerica portarono in dote un patrimonio di legami associativi, talenti organizzativi e fedeltà alla causa. Marchiati come criminali internazionali, non ci volle molto che cominciarono ad effettuare delle attività che li poteva associare ad una criminalità organizzata classica. E in effetti, trovarono la loro sistemazione nei traffici di armi e di stupefacenti e nelle attività terroristiche. L‘alleanza che strinsero in Bolivia il criminale di guerra nazista Klaus Barbie e il terrorista fascista italiano Stefano delle Chiaie è solo uno dei molti esempi possibili.

A differenza di altre organizzazioni che costrette o per scelta operavano segretamente, che si trasformarono in organizzazioni dedite ad attività illecite – pensiamo a Cosa Nostra in Sicilia e le Triadi cinesi – i nazisti non abbandonarono i principi fondamentali del loro credo. Tennero vivo il culto dell‘antisemitismo e della superiorità teutonica, e il resto del mondo su queste basi continuò a identificarli. In Argentina si dedicarono alla riedizione dei testi storici del nazismo e dell’antisemitismo. Dal Mein Kamps al Protocolli dei Savi Anziani di Sion, tutto fu ripubblicato in spagnolo a “edificazione” delle masse. Ci fu anche chi, come Wilfried von Owen – esperto assistente del ministro della Propaganda Joseph Goebbels – decise di ritirarsi pacificamente a Buenos Aires a scrivere trattati neonazisti da far pubblicare in Europa. I nazisti avevano capito che i sudamericani non erano tutti “subumani” molti erano figli di immigrati svizzeri, tedeschi, italiani, che erano approdati lì più si un secolo prima, mentre altri si dirigevano negli Stati Uniti. Pur essendo diventati cittadini di lingua spagnola di nazioni come la Colombia, la Bolivia, il Cile, l’Argentina, l’Uruguay e il Paraguay (tanto per fare degli esempi), il loro sangue era ancora “razzialmente” pura.

Anche prima dell’inizio della guerra il Sudamerica esercitava un’irresistibile attrazione sulle grandi personalità del nazismo. Ernst Röhm, dopo il Putsch della birreria del 1923, trascorse in Bolivia come responsabile dell’addestramento delle truppe. Max Sollmann, uno dei più giovani protagonisti del Putsch, dopo il 1923 andò a vivere in Colombia e tornò in Germania nel 1934. Richard Darré, il gran sacerdote pagano del Terzo Reich, era nato in Argentina. E il barone Sebottendorff viaggiò in lungo e in largo per l’America Latina nella sua veste di console messicano.

Per coloro che trovano curiosa questa predilezione, bisogna sapere che in tutto il Sudamerica, e in particolare in Argentina, Bolivia e Cile, esiste una fetta di popolazione che si considera ancora europea e che ama distinguersi dall’elemento indigeno. Sono italiani e tedeschi di seconda, terza e quarta generazione che da lontano venerano l’Europa come loro patria naturale. In certe grandi città, per esempio Buenos Aires, sopravvive un gusto tipicamente europeo, nella moda, nella cucina, nelle preferenze letterarie e musicali, che si presenta integro come in una capsula del tempo; in Bolivia, l’elemento tedesco costituisce l’élite culturale ed economica di La Paz, in Cile c’è un intera regione – che ha il suo centro a Valdivia – in cui i giornali locali e la segnaletica stradale sono scritti in tedesco; essa fu una nazista una roccaforte nazista negli anni del conflitto mondiale.

È in quest’ambiente che convennero i grandi fuggitivi del nazismo. Un ambiente congeniale, familiare, talvolta persino troppo ansioso di dare rifugio a uomini che ovunque nel mondo erano considerati dei mostri ma che lì erano accolti con tutti gli onori, come membri esuli di un governo europeo. Il fatto che molti nazisti collaborassero con i servizi segreti americani e che avessero protezione della Chiesa cattolica, garantiva persino che i governi nazionali fossero disposti a chiudere un occhio (e tapparsi le orecchie) pur di non essere disturbati da richieste d’estradizione, mandati d’arresto e altre fastidiose procedure del diritto internazionale e per lo più, molti nazisti erano arrivati con le tasche piene.

Ma il Sudamerica non fu l’unico paese in cui i nazisti trovarono rifugio. In particolare gli scienziati furono, infatti, ben accolti in certi paesi arabi del Nordafrica e del Medio Oriente e naturalmente gli americani vollero assicurarsi qualche elemento di pregio per il programma spaziale, primo fra tutti Wernher von Braun.

 

 

Le sette e la sopravvivenza del nazismo

 

Nel distretto d’Appenzeel, che si trova nella Svizzera tedesca, c’è una moderna abbazia di Thelema.

L’OTO svizzero è probabilmente l’associazione thelemita (cioè crowleyana) meglio organizzata del mondo, ed è anche quella economicamente gestita nel modo più proficuo. Secondo molti tra i quali Francis King[62] celebrano la messa gnostica più perfetta che si possa trovare.

Quello che incuriosisce nell’OTO svizzero è che nella prima edizione della newsletter EOL Mitteilungsblatt, datata 9 giugno 1954, l’abbazia abbia dedicato un articolo alla memoria di Lanz von Liebenfels, chiamandolo “fulgido esempio di fede incrollabile e di soma virtù”.[63] Che la comunità thelemita meglio gestita al mondo, lodi apertamente uno dei padri spirituali del Terzo Reich, appare in apparenza sconcertante.

Se si guarda più a fondo, emerge che l’ammirazione per Crowley e per la sua filosofia riemerge nel satanismo organizzato, nei partiti politici neonazisti, nell’hooliganismo razzismo, nell’alienazione adolescenziale, nella musica rock. Crowley una volta scrisse – accusando delle cose più infamanti Arthur Edward Waite, ex membro della Golden Dawn e autore di numerosi libri che “La Magik è uno specchio, e chi vede fango è fango”.[64]   Si potrebbe affermare che essendo Crowley uno specchio, chi ci vede un nazista in lui non può che essere un nazista.

Indubbiamente, per quella che è ritenuta la longeva e vitale loggia thelemita del mondo le implicazioni di tutto ciò sono gravi.

Bisogna ricordarsi che l’OTO si era frantumato in diverse fazioni attorno al 1925. Un gruppo seguì Crowley. Un altro conservò la sua indipendenza dal mago e dalla religione Thelema. Un altro ancora si organizzò nella Fraternitas Saturni, che sopravvisse alla guerra ed esiste ancor oggi.

L’OTO svizzero deriva in linea generale sia da Karl Germer sia da Theodor Reuss, grazie alla dichiarazione di Frater Paragranus (Josephus Metzger) che riconosce la carica di OHO a Reuss, nonostante non sia chiaro a chi l’ordine la riconoscesse effettivamente. Chiaro è invece che questa loggia svizzera fu per un certo periodo una sorta di dominio privato di Theodor Reuss, presumibilmente quando nei suoi ultimi anni si trasferì ad Ascona e vi fondò appunto, la loggia Misteria Maxima Veritas. La loggia fu poi affidata a Karl Germer, in qualità di OHO, che mantenne l’incarico anche quando si trasferì negli Stati Uniti. Dopo la sua morte, però la loggia, man mano che si dirama, si trasforma. Nasce la Nu-Isis Lodge di Kenneth Grant in Inghilterra, si definisce l’attività di Grady McMurtry negli Stati Uniti e subentrano nuove filiazioni, come la versione brasiliana dell’ordine di Marcello Ramos Motta, cui il gruppo di McMurtry, fece causa negli Stati Uniti. Germer è morto senza lasciare un erede e il rumoroso scontro che ne seguì, è servito soltanto a frantumare un’organizzazione.

McMurtry era stato iniziato all’OTO nel 1941 quando era tenente dell’esercito, da Jack Parson, quando non aveva perso il controllo della propria vita. In seguito prestò servizio in Europa e conobbe personalmente Crowley a Londra, proprio nel periodo in cui il mago studiava le mosse strategiche con Fleming, Wheatley e Knight. Crowley elevo McMurtry al nono grado della scala gerarchica dell’OTO – il più alto cui potesse aspirare gli iniziati non insigniti della carica direttiva dell’OHO – e questi dopo la guerra ritornò negli Stati Uniti, dove leader di riferimento era sempre Germer. Morto Germer, però, furono in molti quelli che si proclamarono OHO e cominciarono a gestire autonomamente delle logge OTO. Ancora nel 1980, l’organizzazione americana che è oggi è legalmente riconosciuta come OTO degli Stati Uniti dichiarava la propria adesione a una serie di discutibili regole pubblicate nel cosiddetto “Blue Equinox” (cioè il periodico cartonato di Crowley, di solito rilegato con copertina bianca, che solo una volta uscì con una copertina blu e da quel momento questo denominazione non ufficiale).

Sono scritti antiquati, che risalgono al primo periodo tedesco di Crowley che si mescolano a retaggi monarchici vittoriani, e che inspiegabilmente hanno assunto un prezioso significato dottrinale per la classe dirigente dell’ordine, da sempre costituita da personaggi fuori dagli schemi, anticonformisti, sprezzanti delle istituzioni. Crowley, in seguito ripudiò le “Blue Equinox” adottando un’ideologia che si potrebbe definire libertaria dal succinto Liber OZ o Libro della Forza, pubblicato a Londra e in California nel 1939, mentre il mondo sprofondava nella seconda guerra mondiale.

Furono McMurtry e i suoi seguaci, comunque, che – sulla base di prove molto dubbie e d’interpretazioni molto libere di alcune lettere di Crowley – riuscirono a convincere il giudice di una corte distrettuale statunitense che le loro pretese di supremazia all’interno dell’ordine fossero fondate.

I difensori di Motta, che per molti era il legittimo successore di Germer alla guida dell’OTO, asseriscono che la decisione della corte era basata sulla falsa testimonianza di McMurtry e dal lavoro disonesto dei suoi avvocati che usarono falsi testimoni della CIA.

Quando Germer morì, coincideva con il periodo che la CIA aveva scelto di spostare la sperimentazione del controllo mentale dai laboratori militari e accademici alla comunità esterna e al mondo delle sette come l’OTO. Una cerchia segreta di scienziati sperimentò da allora sui devoti dei vari culti e sette il controllo mentale, e a volte si spinse a operare omicidi di massa nascondendoli come suicidi per ridurre al silenzio i soggetti coinvolti, come accadde alle vittime del Tempio del Popolo con il più grande suicidio di massa della storia, a Jonestown, o a quelle dell’Ordine del Tempio Solare.

Era un compromesso di comodo. Le società occulte sono riservate e spesso molto irrazionali. Seguono un leader. Esistono all’orlo di una società che le ignora, perché la strana retorica religiosa è sgradevole. Un certo numero di agenti segreti interessati all’occultismo aveva già i suoi ami negli abissi infernali dell’OTO. Uno di questi era Gerald[65] Yorke, un veterano dello spionaggio britannico che lavorava, come disse uno degli avvocati di Motta, con lo spionaggio americano nel tentativo di assorbire l’OTO nella rete ideologica di guerra totale della destra politica.

Prima che la successione Thelemita venisse concessa a McMurtry, Yorke, interpretò in maniera errata la volontà di Germer nominò Joseph Metzger (figlio di un ex capo dello spionaggio svizzero), alla carica di Sommo Califfo; un adepto del suo OTO svizzero era Oscar Schlag; un specialista della guerra psicologica e di quel settore dei servizi segreti che si dedicano alla psicologia operativa. Anche McMurtry, con la sua laurea di scienze politiche e l’attività apparentemente burocratica per il Dipartimento di Stato americano, nascondeva il giorno che Germer morì un risvolto operativo dei servizi segreti americani che furono pronti a impadronirsi dell’Ordine.

Il colpo fu messo a segno mentre Marcelo Motta, a stento riuscì a difendersi dagli operativi della CIA impegnati su più fronti a distruggere la sua salute mentale, per discreditarlo e rovinarlo economicamente. Gli agenti dell’OTO avvicinavano gli amici e i conoscenti di Motta raccontando a loro improbabili storie di perversione e follia, in modo di isolarlo socialmente facendogli perdere il lavoro. La sua corrispondenza era aperta ed era costantemente monitorato.

Dopo qualche anno di vessazione Motta capì che McMurtry (e la rete di spionaggio dietro di lui) aveva una preoccupazione costante: la creazione di un Nuovo Manifesto che non lo menzionasse, per poterlo spodestarlo del tutto nella leadership mondiale dell’OTO – che passa così definitivamente nelle mani dell’intelligence americana e dei scagnozzi dell’occulto, che da allora gestiscono il Caliphate OTO come una multinazionale dell’occulto legata agli ormai lucrosi proventi delle opere letterarie, e non solo, della Grande Bestia Aleister Crowley; poiché il loro scopo era di creare uno strumento di spionaggio americano a tutto campo: dal controllo di un’influente setta dell’occulto a quello del pensiero stesso di Crowley, a spese di quella che era che ad allora era stata un’organizzazione pseudo-religiosa legata all’esoterismo crowleyano.

Per arrivare a tutto questo, era necessario portare a Motta a concedere a Grady ulteriore autorità, o screditare completamente Motta. Fecero questo già all’inizio del 1967, quando l’intera biblioteca occulta, i documenti di Germer e tutti i manoscritti furono rubati dalla casa della sua vedova da agenti dell’OTO membri della setta di…Charles Manson. E, senza le royalties e i pochi soldi che le derivavano sia dalle pubblicazioni di Crowley fatte da Germer sia dai molti libri sia, di tanto in tanto, vendeva per racimolare pranzo e cena, la signora Germer venne destituita e letteralmente lasciata morire di fame.

   McMurtry, continuò a lavorare per i servizi ufficialmente fino al 1969, dopo si dedicò alla gestione dell’OTO.

Se a molti potrebbe apparire che si faccia delle congetture fantasiose o paranoiche (sette, servizi segreti e rapporti con la politica), basta che vedere i fatti. Crowley ebbe dei contatti con personaggi strategici del MI-5 britannico, comprese personalità del calibro di Dennis Wheatley, Ian Fleming e Maxwell Knight, nel corso della guerra e in particolare durante l’affare Hess. McMurtry, ufficiale dell’esercito, venne iniziato da Parson nel 1941, dopodiché attraversò l’oceano e ottenne i gradi iniziatici superiori da Crowley in persona, in pieno svolgimento del conflitto. McMurtry, che andò in pensione con il grado di capitano, continuò a lavorare come analista per il governo e nel frattempo tenne dei corsi di scienze politiche presso la George Washington University di Washington negli anni ’60. Questo scenario è nello stesso tempo intrigante e inquietante: il grado d’infiltrazione di molte organizzazioni da parte di agenzie governative. Anche L. Ron Hubbard, il fondatore di Scientology, dichiarò di essere un infiltrato.[66] Teniamo conto che Hess era volato in Scozia nel 1941, l’anno in McMurtry si affiliò all’Agapé Lodge di Parson in California. Poi si era imbarcato alla volta in Gran Bretagna, dove aveva incontrato Crowley che all’epoca era uno dei candidati agli interrogatori di Hess. Non potrebbe essere che i servizi americani volessero sapere che cosa stessero combinando con Hess e Crowley le vecchie volpi dello spionaggio britannico? E un caso che McMurtry fu “riattivato” in concomitanza con gli omicidi di Manson?

Nella prima edizione di The Family di Ed Sanders (1972), il decimo capitolo è stato quello più cassato in tutte le edizioni successive. Quale era l’argomento? Si parla della Process Church of the Final Judgment, una branca di Scientology implicata in odiosi omicidi negli anni ’60.

 

Omicidi programmati?

 

   All’apice della nevrosi collettiva che si sviluppò intorno ai sopravvissuti ai culti satanici tra gli anni ’80 e ’90, il dottor D. Corydon Hammond, un docente che diversi libri di psicoterapia e sull’ipnosi a uso terapeutico, fu citato in uno speciale di due puntate del New Yorker[67] per aver affermato che, a suo avviso, la grande diffusione dei culti satanici negli Stati Uniti era da mettere a proposito dell’influenza dei nazisti, che durante la guerra erano stati iniziati al satanismo e alla magia nera da un misterioso rabbi. Questi nazisti erano poi emigrati negli Stati Uniti, dove si erano integrati e avevano organizzato un movimento satanico sommerso cui si addebitavano rapimenti e assassini di bambini e giovani adulti.

Questo è un tipico esempio di blood libel (uno scritto diffamatorio che accusa pratiche cruente) questa volta collocato nell’America di fine Novecento anziché nell’Europa o nella Russia di fine Ottocento, occorre riflettere molto bene su queste affermazioni:

 

1)    Un misterioso rabbi inizia i nazisti alla magia nera e al satanismo. Pur avendo un fondamento di verità per quanto, riguarda certi rapporti tra satanismo, magia nera e nazismo,[68] questa teoria ricalca (paradossalmente) la letteratura antisemita degli ultimi mille anni, fatta eccezione per i nazisti, che è una variazione sul tema. Nel medioevo gli ebrei erano ritenuti maghi e adoratori di demoni.

2)    Questi nazisti dopo la guerra s’integrano e scompaiono nel tessuto sociale americano, presumibilmente seguendo le stesse piste degli altri criminali di guerra.

3)    Costituiscono cellule sotterranee di natura satanica.

4)    Cominciano a rapire gli ignari bambini cristiani, ad abusare di loro sessualmente, a ucciderli in modi orribili.

5)    Arrivano a rapire bambini per usarli come vittime sacrificali nei riti.

6)    La teoria è sostenuta da uno stimato psicanalista.

 

Il blood libel era una tecnica cui si ricorreva in Europa per istigare ai pogrom contro gli ebrei, usata efficacemente nella Russia zarista e da Julius Streicher nel suo foglio antisemita Der Stürmer[69] in parole povere il blood libel accusava gli ebrei di uccidere i bambini per usarli come riti sacrificali durante riti segreti celebrati nei templi. Non importava che i bambini fossero davvero uccisi da personaggi che avessero anche vaghe ascendenze ebraiche; neppure importava che i bambini fossero stati effettivamente uccisi; e, in ultima analisi, non importava nemmeno che ci fossero bambini scomparsi. Non era questo il punto. Il blood libel – o accusa di omicidio rituale, come viene anche detto – era una pura invenzione di giornalisti, che su incarico del governo o di qualche fazione di estrema destra, pubblicavano storie infondate per infiammare gli animi contro la popolazione ebraica locale. E di solito ci riuscivano. Migliaia di ebrei furono uccisi dalla folla impazzita, molte volte e molti anni prima dell’Olocausto cominciasse a usare questa tecnica.

Nella versione odierna del blood libel, però sembra mancare un gruppo etnico o sociale prontamente identificabile da usare come bersaglio. I satanisti? I nazisti? Sono situazioni difficilmente quantificabili. La creazione dei nemici, per creare paura? Consenso? Probabile non sarebbe la prima volta  che succede, anche in quella che viene definita “una grande democrazia”.

Dopo la seconda guerra mondiale, cominciata la cosiddetta guerra fredda si creò un clima negli Stati Uniti dove si vedevano comunisti infiltrati dappertutto. Gli intellettuali di sinistra che negli anni ’30 avevano dato un fondamentale contribuito alla realizzazione del New Deal rooseveltiano creando una produzione cinematografica e letteraria di un forte impegno civile e sociale, erano ora tutti diventati agenti del comunismo internazionale. Questa psicosi del nemico crea una caccia alle streghe. Questa pressione si accanirà particolarmente sul mondo del cinema e della cultura (da sempre negli USA il cinema è considerato, oltre che una grande industria, un formidabile strumento di consenso) e sugli intellettuali progressisti che saranno costretti a continue dimostrazioni di lealtà nei confronti del potere ufficiale.

Dopo la seconda guerra mondiale furono costituite da parte del Congresso e dei vari parlamenti statali varie commissioni per indagare sulle “infiltrazioni” estremiste, tra queste la House Un-American Activities Committe (HUAC) di fronte alla quale dovevano presentarsi registi, sceneggiatori, scrittori ecc. sospetti di comunismo per il contenuto delle opere. Molti di loro rifiutarono e furono incarcerati (tra questi lo scrittore Dashiell Hammett), altri non poterono più lavorare per anni, altri ancora abbandonarono gli Stati Uniti (esemplari i casi di Charlie Chaplin, Bertolt Brecht, Thomas Mann e Theodor Adorno), altri abiurarono penosamente il loro passato denunciando colleghi e amici (fra tutti Elia Kazan) contribuendo a legittimare una cultura del pentimento e dell’abiura che ricomparirà nella storia dei paesi imperialisti (in Italia con le leggi di emergenza negli anni ’80 con le leggi di emergenza e nei processi politici).

Bene, ma chi sono negli anni ’90 i nuovi reietti sociali?

Ci sono, il più famoso è senza dubbio Charles Manson, il quale ha rappresentato (sarebbe meglio dire come i media l’hanno volturo rappresentare) l’incarnazione del male per un’intera generazione. Accusato, processato condannato come mandante degli omicide Tate/La Bianca del 1969, è ancora in prigione in carcere.

Anche se molti aspetti del caso, non sono stati chiariti, ci sono prove sufficienti a dimostrare che Manson mutuò almeno parte del suo piano da esponenti di Scientology che aveva conosciuto in carcere, parlandone anche in un articolo della sua rivista ufficiale della Process Church. Manson diceva ai suoi seguaci che voleva istigare una guerra razziale tra bianchi e neri d’America, innescando un olocausto da cui lui e la Family si sarebbero salvati nascondendosi nel deserto. Quando la situazione fosse tornata alla normalità, sarebbero usciti dal rifugio e si sarebbero occupati di quello che restava del pianeta Terra, sapendo dell’antisemitismo e dell’odio per i neri di Manson, non è difficile immaginare quale esito del conflitto prefigurasse.

Manson aveva proclamato di essere sia Gesù sia il diavolo, pretesa ridicola a prima vista ma che assuma una sua coerenza quando si comprende che, per la Process Church, Gesù, Satana e Lucifero erano membri di pari dignità del potere trino dell’Universo. Questa credenza non è nuova – è un manicheismo riscaldato – ma nelle sue vesti moderne sembrava scandalosa.

In prigione, dopo gli omicidi, Manson si lasciò contagiare dall’ideologia nazista, probabilmente tramite la bianca e violenta Aryan Brotherhood (Fratellanza Ariana)[70] attiva sia all’interno che all’esterno del sistema carcerario. Com’è noto, alla fine s’incise una svastica sulla fronte e si alleò con James N. Mason dell’Universal Order, un ramo dell’American Nazi Party. Mason si votò alla promozione della filosofia di Charlie tra i suoi fratelli neonazisti, dicendo loro che Manson era l’ultima reincarnazione di Hitler.

Non è esagerato dire che gli omicidi di Manson scioccarono la nazione. Un’attrice giovane e bella, in attesa di un bambino, che recitava in film di serie B, era stata orrendamente mutilata e massacrata a casa sua da una banda che avevano ferito e ucciso i suoi ospiti. Per ironia della sorte, pur essendo tutti gli assassini bianchi e non ebrei – “razzialmente di prima classe” come disse Manson – l’immagine del piccolo, barbuto Manson che ordinava la mutilazione e la morte di Sharon Tate paradossalmente sembrava uscire dalle pagine di Der Stürmer, com’esempio di una specie subumana che viola la pura donna ariana. Manson era un agente provocatore? In effetti, la sua idea era di incastrare i neri. Il blood libel all’opera.

Ma molto probabilmente era lui e la sua banda di disperati erano degli assassini programmati, dei candidati manciuriani.

Carol Greene ha dimostrato ne suo libro del 1992 Mirder aus der Retorte: Der Fall Charles Manson (Omicidi di Laboratorio: il caso Charles Manson), che Charles Manson prima di commettere la carneficina fu egli stesso un “soggetto di ricerca” del NIHM (National Institut of Mental Healt). Per legge, a Manson gli fu prescritto di presentarsi regolarmente a colloquio con l’ufficiale per la libertà vigilata, Roger Smith, sostato presso la Clinica Medica Haight-Ashburydi San Francisco. Era in atto un progetto del NIHM per osservare – e, di fatto, supervisionare – la prima tossicodipendenza su larga scala degli adolescenti bianchi, migliaia dei quali erano clienti della clinica. Il direttore della clinica, David E. Smith era anche l’editore del Journal if Psychedelic Drugs, e un eminente sostenitore per la legalizzazione dei narcotici. Egli era incaricato di investigare sui tossicomani seguiti dalla clinica del NIMH e inoltre, stava svolgendo uno studio sui bambini delle comuni. Egli era un esperto nell’allevamento di personaggi violenti e antisociali che vivevano nell’ambiente delle comuni hippy o delle sette.

Roger Smith seguì i percorsi di Manson anche dopo aver cessato di essere il suo ufficiale per la libertà vigilata, come consulente e osservatore di un uomo che andava gradatamente impazzendo. Manson come abbiamo visto era entrato in rapporto con il The Process Church, che aveva il suo quartier generale a due isolati dal luogo in cui viveva Manson.

Come Manson anche un serial killer come David Berkowitz era associato al The Process Church.

Collegato Manson al nazismo e alla Process Church ecco una formula perfetta per un blood libel. Nella confusa comprensione della classe media americana aveva della storia e degli eventi correnti, che cosa avrebbe potuto essere più devastante di un complotto tra Manson, i nazisti e i satanisti? Aggiungiamo pure una dose di antisemitismo che si avverte nell’analisi del dottor Hammond (cioè che i nazisti satanici avevano appreso l’occultismo da un rabbi) e il gioco è fatto. Misteriosi uomini in nero, dotati di ampi poteri occulti, di istinti sessuali selvaggi e di una  demoniaca sete di sangue, che corrompevano e uccidevano i giovani americani. A chi si poteva prestare fede? Naturalmente solo ai gruppi religiosi istituzionalizzati e fondamentalisti; naturalmente solo ai gruppi patriottici di destra.

Fiumi di persone vanno riversandosi sui lettini dei psicoterapisti con improvvisi “ricordi” di omicidi rituali, contribuendo a fomentare l’isteria della nazione (almeno nei talk show).  Se nessuna di queste vittime ricorda nomi e indirizzi di chi ha perpetrato abusi e omicidi, né può contribuire in altro modo a identificare i responsabili, tutti possono sentire ancora l’orrore subito. Vogliono giustizia, che qualcuno paghi. Ma in quest’epoca di politicamente corretto (prima dell’11 settembre) contro chi puntare il dito accusatore? Certamente non contro gli ebrei, bisogna accontentassi di essere vittime di ignoti e quindi non perseguibili aguzzini. Il punto focale è che queste sette sataniche sono ben organizzate, segretissime, che eseguono i loro riti in luoghi remoti.

Il problema è dietro a questa montatura sul satanismo c’è del vero: che i culti neonazisti, fedeli a forme di occultismo ereditate dalle SS, esistono davvero (e davvero vogliono il male dell’umanità). Di fatto è persino un errore parlare di culti neonazisti come venerazione di un lontano passato, perché il nazismo è ancora tra noi e a mantenerlo amorevolmente in vita sono quegli inveterati criminali di guerra che abitano in porti sicuri dell’Argentina, del Brasile, del Cile… e degli Stati Uniti.

Se la tesi del dottor Hammond è sicuramente forzata, non vi è dubbio che i nazisti abbiano trovato riparo negli Stati Uniti e che abbiano portato con sé il culto del misticismo razziale e la venerazione della svastica. Se a questi elementi associamo l’odio proverbiale per il giudaismo e il cristianesimo, ne deriva un culto eminentemente pagano, seppure non propriamente satanico in senso stretto. I nazisti non adorano il diavolo poiché tale; per loro, come per ogni altra forma di paganesimo moderno, il diavolo è un concetto di esclusiva derivazione giudaico-cristiana. Solo chi è ancora impastoiato in simili credenze si prende la briga di adorarlo.

Tuttavia, dei e dee dell’olimpo nordico tradizionale sono considerati demoni dalla Chiesa cattolica. Adorarli significava in passato un posto sul rogo. I sabbath delle streghe non sono messe nere, ma prendervi parte era motivo sufficiente per una condanna a morte. Da qui nacque la simpatia di Himmler per le streghe uccise dalla Chiesa nel Medioevo, dopotutto erano compagne di viaggio dei druidi celtici. Ecco la difficoltà di segnare delle linee di demarcazione dove la Chiesa cattolica non ne sente alcun bisogno. Dal punto di vista cattolico tradizionale, streghe, druidi e pagani nordici sono tutt’uno con i satanisti. Scritti e discorsi di paladini del nazismo come Rosemberg, Himmler, e lo stesso Hitler mettono bene in chiaro quale fosse bene in chiaro la piattaforma programmatica nazista in tema di religione organizzata e futuro della spiritualità ariana. Sentivano che il concetto di “spirito” era razzialmente determinato; esistevano per loro uno “spirito ebraico” e uno “spirito ariano”; lo spirito era quindi una funzione del sangue. Non esisteva uno spirito umano, bensì solo lo spirito razziale. Con questa concezione il certificato di nascita diventa tutto. E se una donna tedesca si accoppiava con un ebreo, anche una sola volta, il suo spirito si guastava per sempre e i suoi figli – benché generati da un maschio ariano – sarebbero stati macchiati dalla corruzione ebraica; e da qui le Leggi di Norimberga che proibivano i rapporti sessuali (per non parlare del matrimonio) tra ebrei e ariani.

Quando i nazisti fuggirono verso le Americhe, portarono con sé queste credenze.       Erano i “maestri silenziosi”, che dalle retrovie guidavano l’agire di una legione di uomini nei rispettivi paesi ospiti, finanziando la pubblicazione di una letteratura aborrita dal mondo ma da loro venerata come sacra.

 

Suicidi di massa e rapporto tra sette e servizi segreti.

 

   Abbiamo visto che il rapporto tra sette e servizi segreti (e apparati dello Stato) sono una costante.

In Francia c’era un’organizzazione chiamata Service d’Action Civique (SAC), nata dal servizio d’ordine del Rassemblement du Peuple Français (RPF) fondato da De Gaulle negli anni dell’immediato dopoguerra. Il servizio d’ordine era costituito da ex membri della resistenza, da militari, da poliziotti e da agenti dei servizi segreti, tutti profondamente devoti al generale, il suo scopo originale era quello di proteggere i candidati gollisti e di provvedere alla sicurezza delle riunioni e dei comizi del RPF.

Quando all’inizio del 1953 de Gaulle sciolse il RPF, il servizio d’ordine cessò di esistere, almeno ufficialmente. In realtà i suoi membri formarono una rete clandestina che trainò il ritorno di de Gaulle al potere, arrivando a organizzare attentati per destabilizzare la Quarta Repubblica, scopo che raggiunsero nel 1958. Una volta al potere, nel gennaio 1960, de Gaulle istituì formalmente il SAC, che presto divenne una peculiare organizzazione semiufficiale: in pratica un’agenzia di sicurezza dello Stato con ampi poteri e in stretta relazione con altri servizi di polizia e di sicurezza, restando però fedele a un solo partito politico e a un solo credo.

Al suo culmine, si dice che il SAC contasse su 30.000 uomini, organizzati a livello regionale e locale su tutta la Francia, pur mantenendosi defilato e rimanendo sconosciuto alla maggior parte dei  francesi.

Quando nel 1969 de Gaulle lasciò la sua carica, il SAC cominciò a perdere il proprio scopo. Pur continuando a proteggere i politici gollisti e il gollismo in sé; cominciò a deviare pericolosamente. Molti politici, in particolare il ministro degli Interni Raymond Marcellin, guardavano con preoccupazione una simile mina vagante, cercando ogni occasione per tarparle le ali o meglio ancora eliminarla del tutto. L’organizzazione perse membri e finanziamenti. Ma è sempre pericoloso quando un gruppo bene organizzato e semiclandestino perda la sua ragione d’essere: inevitabilmente troverò altro per colmare il suo scopo.

Nel 1970 il SAC – che aveva già stretto connessioni con la criminalità organizzata dedicandosi al traffico di droga e armi – istituì un organismo ancora più clandestino, da usare per compiti che richiedevano maggiore segretezza e facilità di smentite nel caso che qualcosa non andasse per il verso giusto. Gli diedero il nome apparentamene innocuo di ètudes Techniques et Commericials (ETEC), sotto il controllo di C. Lascorz. In realtà l’ETEC lavorava in stretto contatto con i dipartimenti informativi della polizia e del ministero degli Interno. Con la finalità principale di infiltrarsi nelle organizzazioni politiche, Lascorz lanciò un’operazione del genere contro quello che si direbbe un obiettivo decisamente imprevedibile. Delle tante organizzazioni che oggi si proclamano eredi dei cavalieri Templari la più grande e influente, con Grandi Priorati in molti paesi, è il Sovrano è il Sovrano e Militare Ordine del Tempio di Gerusalemme (SMOTG). L’ETEC riuscì a infiltrarsi nel Priorato francese dello SMOTG ottenendo l’elezione di un loro uomo Antoine Zdrojewski, ex capo della resistenza polacca in Francia, a nuovo Gran Priore. Ma era Lascorz a dare gli ordini.[71]

C’erano diversi motivi per infiltrasi nei Templari. Poiché tendeva a richiamare gli strati più alti della società, l’Ordine poteva a sua volta essere usato per infiltrarsi nella polizia, nell’esercito, nei media e così via. Anzi secondo Audigier, autore di uno studio sul SAC, lo SMOTG aveva già legami con vari servizi segreti.[72] Ma era anche una fonte di finanziamento – i nuovi adepti dei Templari dovevano pagare forti somme, denaro che andava a finanziare sia le operazioni dell’ETEC sia il tenore di vita di Lascorz.

Oltre a riempirsi le tasche, Lascorz, uomo di estrema destra non si faceva scrupoli nell’usare sia l’ETEC sia lo SMOTG per portare avanti le sue posizioni ideologiche. Nell’aprile del 1971 aveva fondato l’Union pour la Défence des Libertés et des Droits, che era un embrione di un partito di estrema destra, che a sua volte strinse legami con altri partiti di estrema destra in Europa, specialmente in Germania.

Comune Lascorz aveva esagerato: gli avversari del SAC nel governo colsero l’occasione per dare una lezione usando l’ETEC come esempio. Lascorz fu arrestato e condannato a tre anni per frode (anche se scontò meno della metà della condanna).

La natura di meccanismo fatto da cerchi concentrici in quest’affare disorienta, ma è tipica di quel mondo oscuro. Il SAC crea un’organizzazione di facciata per infiltrarsi in altre organizzazioni, l’ETEC, che s’infiltra nello SMOTG e ne prende possesso, usandolo poi per infiltrarsi in altre organizzazioni. Altrettanto tipico è l’intreccio di svariate finalità, organizzative e personali: la funzione ufficiale del SAC è di proteggere il gollismo; le ambizioni politiche di Lascorz; gli obiettivi dei gruppi di estrema destra e l’ideale templare dello SMOTG, oltre alle attività esplicitamente criminali che servono a finanziare le altre finalità.

Il SAC subì un declino ancora più forte – diventando sostanzialmente una variante per la politica francese, scivolando sempre di più nelle attività criminali ed estremistiche di destra – dopo la nomina di Valéry Giscard d’Estaing nel 1974. I nodi vennero al pettine quando la notte tra il 17 e il 18 giugno 1981, in seguito a una faida interna un ex membro del SAC e ispettore di polizia, Jacque Massié fu ucciso, con la moglie, un figlio di otto anni e altre tre persone, nella sua casa di Auriol in Provenza.

L’inchiesta ufficiale concluse che l’organizzazione era profondamente  coinvolta in attività criminali, dalla contraffazione al traffico di droga e allo sfruttamento della prostituzione, e aveva connessioni con 11 omicidi o tentati omicidi. Anche se il presidente Mitterrand ne ordinò lo scioglimento nel luglio 1982, il SAC potrebbe non essere scomparso: diversi esperti ritengono che continui a esistere ancora più segretamente.

Un altro esempio di queste connessioni tra politica, occulto, servizi segreti è l’Ordine del Tempio Sociale, i cui suicidi di massa sconvolsero il pubblico nel 1994.

Il Tempio Solare fece la sua prima apparizione in Francia negli anni ’50, iniziando nel 1952 con una riunione di occultisti diretta dall’alchimista Jacques Breyer (1922-1996).

Originariamente il gruppo Breyer fu attirato ad Arginy dalla ricerca di reliquie nascoste dai Templari al momento della loro soppressione – a quanto sembra fu condotto lì da un documento della metà del XIX secolo trovato nella Bibliothèque Nationale. Questo afferma che l’ultimo Gran Maestro, Jacques de Molay, aveva trasmesso al templare Guillaume de Beaujeu –  della famiglia che possedeva il castello di Arginy – non solo la sua autorità ma anche importanti reliquie templari, la più preziosa delle quali era un osso dell’indice di Giovanni Battista. Non trovando la reliquia, Breyer e i suoi compagni impiegarono tecniche magiche per tentare di stabilire un contatto psichico con gli spiriti dei Templari uccisi all’atto della loro soppressione.

Anche se i dettagli non sono mai stati divulgati, 12 giugno 1952 i loro tentativi avrebbero avuto successo, dando il via a una nuova rivendicazione alla legittima discendenza dai Templari – la “trasmissione solare” – che scavalca d’un balzo la scomoda necessità di dimostrare la continuità storica dall’ordine medievale dichiarando che l’autorità derivava dalla comunicazione psichica con i templari deceduti. Il sovrano ordine del Tempio Solare (OTS) era nato e continuò a eseguire i suoi rituali ad Arginy per vent’anni.

All’OTS (come le altre sette d’altronde) sono state attribuite attività politiche clandestine. Nel suo L’occultisme dans la politicque del 1994 Gérard de Séde – citando come fonte il cugino del conte de Rosemont, proprietario del castello di Arginy – afferma che nei tardi anni ’50 Costantin Melnik, figura importante dei servizi segreti francesi e a quel tempo consigliere sulla sicurezza del primo ministro Michel Debrè, era stato coinvolto in rituali notturni ad Arginy.

Per oltre un decennio, l’OSTS fu una tipica società segreta e gerarchica per soli iniziati. La sua stessa esistenza era pressoché sconosciuta agli esterni e gli associati erano esclusivamente persone ricche e influenti.

Il maggior successo dell’Ordine fu assicurarsi il patronato del principe Ranieri III di Monaco tramite Marsan, uno dei suoi più prossimi amici e consiglieri. Anche se non viene ricordato, sua moglie la principessa Grace ne divenne un devoto membro.[73]

Un’ulteriore spinta venne nel 1975 con la pubblicazione a Monaco delle dottrine dell’OSTS sotto lo pseudonimo di “Peronnik” e con il titolo di Pourquoi la résugergence de l’Ordre du Temple? Secondo questo ponderoso volume, l’OSTS seguiva un miscuglio di idee occultiste tradizionali e New Age, che avevano poco a che fare con le organizzazioni convenzionali neo-templari. Si basava in larga misura sugli scritti e gli insegnamenti di Alice A. Bailey (1880-1949), guru della New Age, che grazie a contatti psichici con “maestri segreti” insegnava quello che definiva la “dottrina solare”, secondo la quale la civiltà umana è il frutto di esseri progrediti appartenenti a un pianeta in orbita intorno a Sirio. L’OSTS si spinse più in là, identificando il pianeta come Epolitas, ma per qualche motivo il successivo Tempio Solare lo avrebbe chiamato Proxima.

Pochi anni dopo la scomparsa di Giovanni XXIII, il Sovrano Ordine del Tempio Solare si riunì dopo la celebrazione di san Giovanni Battista nel 1966 e il Conclave elesse il successore di Jacques de Molay, che così divenne il ventitreesimo Gran Maestro dell’Ordine, detentore e portatore della Grande Fascia e della Croce del Tempio.

E il ventitreesimo Gran Maestro aveva un nome significativo: Giovanni.

Papa Giovanni XXIII è stato significativo per loro a causa delle riforme che introdusse nella Chiesa durante il suo breve pontificato soprattutto perché, come dice Petronnik, “seguì la via del Templare universale”.

Nel 1973 l’Ordine si mostrò per la prima volta pubblicamente a Mont Sainte-Odile in Alsazia. L’OSTS si alleò anche con l’Ordine Giovvanita e la Chiesa di Giovanni; inoltre l’OSTS si dichiarava sinarchico.[74]

Vi sono elementi decisamente inquietanti nelle dottrine del Tempio Solare: per esempio, uno dei suoi obiettivi dichiarati è l’unione del cristianesimo con l’Islam, ma non col giudaismo, con la motivazione che gli ebrei sono “deicidi”.

Quale fosse l’intenzione originaria di Breyer, dopo essersi presentato in pubblico l’Ordine cominciò a evolversi acquisendo più membri e diventando più accessibile. Ma veniva trascinato nell’oscuro sottobosco in cui gruppi di estrema destra, criminalità organizzata e servizi segreti incrociano i loro passi.

Una figura chiave fu Julien Origas, un collaboratore francese della Gestapo durante l’occupazione tedesca che aveva scontato una condanna in carcere dopo la guerra per le sue simpatie naziste. Aderì all’OSTS nel 1965, ma ne fu espulso dopo un paio d’anni per le sue ambizioni di impadronirsi dell’organizzazione. Com’era prevedibile, fondò un suo ordine templare, l’Ordine Riformato del Tempio nel 1968, che finì per raggiungere i 1500 membri tra Canada, Africa, Brasile e Martinica. C’erano anche legami tra l’Ordine di Origas e il SAC.

Poi, nel marzo 1981 comparve un nuovo Tempio Solare, formato da Joseph Di Mambro, questa volta semplicemente Ordre du Temple Solaire, ma c’era chiaramente una connessione con l’esistente Sovrano Ordine, cosa difficile da definire per gli estranei poiché quest’ultimo dopo le morti di massa negarono ogni tipo di rapporto. Nonostante l’affermazione che si trattava di un gruppo scissionista con scarse connessioni con il Sovrano Ordine del 1952, c’era sicuramente una sovrapposizione tra i membri, in particolare nei gradi più alti. Quel che non è chiaro è se il nuovo Tempio Solare fu istituito dall’Ordine Sovrano come copertura, magari come terreno di reclutamento o se gli eventi del 1981 rappresentano un’acquisizione dell’OSTS da parte di personaggi indubbiamente più discutibili come Mambro e Origas. Ma ciò nonostante, era ancora basato sulle stesse dottrine: Breyer certamente diede la sua benedizione al Tempio Solare e personalmente a Di Mambro.[75]

L’Ordine di Di Mambro operava principalmente nei circoli New Age di lingua francese, raccogliendo notevoli adesioni in Francia, Svizzera e Canada, ma mirava soprattutto all’adesione di persone  ricche e potenti. Anche se probabilmente molti suoi membri ordinari ne erano ignari, il Tempio Solare era strettamente legato al mondo criminale dell’estrema destra. Secondo i ricercatori francesi Arnaud Bédat, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, la reale autorità dell’Ordine risiedeva in Italia e/o in Svizzera, presso i “maestri sconosciuti” che controllavano Di Mambro.[76] Certamente esistevano legami tra il Tempio Solare e la P2.

Nel 1974 Di Mambro si era stabilito ad Annemasse, dove aveva fondato il Centre de Préparation à l’Age Nouveau, CPAN. Fu qui all’inizio degli anni ’80 conobbe l’altra figura chiave del Tempio Solare: l’ex parà belga Luc Jouret, che aveva combattuto nel Congo Belga e operava come omeopata ad Annemasse. Jouret creò l’organizzazione Club Amenta per promuovere le sue conferenze e i suoi corsi, con un gruppo interno chiamato Club Archédia che celebrava determinati rituali speciali. Ma nel 1983, quando Origas morì, Jouret gli subentrò come Gran Maestro dell’ORT fondendo quello che era rimasto dell’associazione con il Tempio Solare di Di Mambro e diventano il secondo al comando.

Senza dubbio il Tempio Solare era una macchina per fare quattrini. Tutti i 500 membri erano tenuti solidamente sotto controllo, soprattutto grazie agli intensivi e molto suggestivi riti  in cui apparentemente si manifestavano il dio egizio Osiride e il santo Graal. A quanto pare, molto probabilmente era un trucco elettronico e oleografico.

Nell’ottobre 1994 tra le rovine fumanti di proprietà in Canada e in due località in Svizzera furono trovati i cadaveri di 53 membri del Tempio Solare, compresi quelli di Di Mambro e di Jouret. Ufficialmente erano suicidi di massa e alcuni dei membri, presumibilmente anche quelli che erano riluttanti a togliersi la vita, erano stati uccisi con un proiettile in testa.

Le lettere di addio collettive erano indirizzate al ministro francese degli Interni Charles Pasqua (ex membro del SAC), in cui si affermava che la sua presunta persecuzione dell’Ordine li aveva spinti a ricorrere a quella drastica azione. Poi, nel dicembre 1995, altri 16 membri, tra cui un agente di polizia si tolsero la vita in una foresta nel Vercors in Francia segno che qualcuno stava ancora dando ordini. Infine, nel marzo 1997, altri 5 si suicidarono nel Québec.

Nonostante le indagini e le inchieste, che portarono a una repressione di certi determinati culti in Francia, si è sostenuto che le autorità svizzere e francesi abbiano insabbiato deliberatamente le indagini, non volendo che il verdetto delle “morti culturali” fosse messo in discussione. Un’ipotesi ragionevole è che l’Ordine era usato come facciata per altre attività e i sospetti su un coinvolgimento delle autorità fecero sì che bisognasse chiuderlo definitivamente e in fretta.

Affrontiamo adesso il tema del controllo mentale. Un certo gruppo di scienziati dediti alla psicologia operativa e al controllo mentale in programmi segreti prevalentemente della CIA (come il famigerato MK ULTRA), erano giunti a sperimentare le loro tecniche più perverse e immorali solo all’interno di certe sette e solo tramite l’uso e l’abuso della religione. Queste sperimentazioni erano quindi legate a frange religiose o occulte come nel caso del Tempio Solare che sono legate in maniera quasi ossessiva alla famosa Stella Sirio, quella Stella fiammeggiante che per la Massoneria diventa il più prossimo e il più sacro dei simboli, e una costante e strana presenza dell’uso Solare nei culti negli ultimi decenni. Questo tipo di sette sono sempre più spesso solo un esperimento, e dietro all’esperimento si celano i veri maghi, quelli del controllo mentale.

Ma non c’è solo il controllo il controllo mentale, ma spesso attività illecite come il traffico di armi. Il giornalista franco-canadese Pierre Tourangeau che studiò la setta del Tempio Solare per due anni, scoprì che giorni dopo il “suicidio” di massa, riferì che la setta venne finanziata dai proventi del traffico di armi in Europa e Sud America. Contemporaneamente, Radio Canada annunciò che i Templari di Jouret guadagnarono centinaia di milioni di dollari con il riciclaggio dei profitti attraverso la famigerata Bank of Credit and Commerce International (BCCI), chiusa d’autorità nel 1991.[77] La Presse di Montreal osservò: “ogni nuova informazione addensa solo il mistero”, ma la combinazione di contrabbando internazionale di armi e della BCCI presenta un quadra abbastanza familiare di sedizione CIA. Ci furono ben 16 testimoni morti nel corso dell’indagine sui coinvolgimenti della banca nelle operazioni segrete della CIA, nel contrabbando di armi in Iraq e  nel riciclaggio di denaro.

Le connessioni del culto solare alla BCCI (riportate in Europa, ma filtrate nei resoconti dei giornali americani) alimentarono le speculazioni dei giornalisti canadesi sul fatto che avvennero, per nascondere il traffico di armi e il riciclaggio di denaro.

Gli stretti rapporti tra coloro che gestiscono la “sicurezza nazionale” ed i vari culti non iniziarono a Cherry. L’Ordine del Tempio Solare di Jouret, era l’ultima incarnazione delle operazioni di controllo mentale organizzate e supervisionate dalla CIA e dagli altri servizi segreti.

Gli scienziati che operano in queste confraternite create dai servizi segreti conducono spesso due vite diverse. Molti di loro sono persone rispettate per la loro posizione sociale e professionale, ma se venisse a galla la verità verrebbero sommersi dalle critiche del pubblico.

Martin T. Orne, per esempio un anziano ricercatore della CIA, lavora presso i University of Pennsylbania’s Experimental Psychiatry Laboratory. È anche un membro del consiglio consultivo del False Memory Syndrome Foundation, una cricca di psichiatri, molti dei quali con una formazione nella sperimentazione del controllo mentale nelle sue infinite forme. La Fondazione si dedicò a negare l’esistenza di culti che applicano il controllo mentale e l’abuso di minori. Il suo scopo principale e castigare i sopravvissuti e i terapisti che avrebbero prodotto prove sugli abusi rituali.

Respingendo le accuse sugli abusi rituali e indicando che si trattava d’isteria o falsi ricordi, hanno “messo in pace” (si fa per dire) molti genitori di bambini in età prescolare.

La CIA ha tutto l’interesse di insabbiare le vicende inerenti questi culti, poiché i programmi di controllo mentale e molti di questi culti sono legate indissolubilmente.

Le vicende della programmazione ipnotica furono finanziate nel 1960 dall’Human Ecology Fund, una copertura della CIA presso la Cornel University che collaborò a molti degli esperimenti sul controllo mentale, condotti negli Stati Uniti e all’estero, tra cui gli esperimenti condotti dal dottor Cameron alla Montreal Allen Memorial Institute.

I voluminosi file di John Marks a Washington D (139 scatoloni per l’esattezza ottenuti grazie al FOIA, due quinti dei quali documentano l’interesse della CIA per l’occulto) comprendono una relazione dell’Agenzia nella quale figurano un concessione di 30.000 dollari ad Orne da parte della Human Ecology e un’altra, sempre di 30.000 dollari da parte della Boston Scientific Engineering Institute (SEI) – un’altra copertura della CIA, fondata da Edwin Land della Pollaroid Corporation. Il 1960 è stato l’anno in cui l’ufficio di Ricerca e Sviluppo della CIA cominciò uno studio sulla parapsicologia e sull’occulto. L’indagine denominata Progetto OFTEN CHICWIT, diede luogo alla creazione di un “laboratorio sociale” formato dagli scienziati del SEI presso la University of South Carolina, che si occupavano di stregoneria, demonologia e voodoo.

Nel 1980 Joseph Holsinger, un assistente di Leo Ryan un membro del Congresso degli Stati Uniti (quest’ultimo assassinato a Jonestown nel 1978) denunciò, in un Congresso di psicologi a San Francisco, il fatto che dietro ai più eccentrici culti religiosi c’era la CIA. Holsinger sostenne che la CIA finanziò J. Jones il guru del Tempio del Popolo e che piuttosto che chiudere il progetto MK Ultra spostò i suoi vari programmi ai vari gruppi di culto privato.

L’eminenza grigia di Jonestown fu il Dr. Lawrence Layton Laird della University of California a Berkeley.

I sopravvissuti di Jonestown sostennero che Jim Jones era un dipendente della CIA dal 1963. In effetti, tra gli amici di Jones figurava l’agente della CIA Dan Mitrione ed è noto che il Tempio aveva contatti con l’organizzazione World Vision, che era una copertura dello spionaggio americano. Intanto il Tempio guadagnava adepti di ogni genere, dai ricchi californiani ai miseri reduci dal Vietnam. La caratteristica comune era l’obbedienza assoluta richiesta ai seguaci, al punto da costringerli a subire abusi sessuali o a mostrarsi pronti alla morte ingerendo bevande che gli adepti credevano avvelenate.

Anche in queste tecniche qualcuno ha riconosciuto analogie con l’esperimento MK-ULTRA gestito dalla CIA: il tentativo di controllare la mente umana mediante l’uso di droghe quali l’LSD.[78]

Ora nel mondo delle sette si pratica il lavaggio del cervello con conseguente perdita di memoria, tutto ciò unito al trauma reiterato porta alla decognizione, alla perdita di controllo e d’identità da parte della vittima.

Quando si è vittima un trauma profondo la nostra mente crea infatti una barriera di amnesia intorno all’evento, in modo da non dover rivivere il dolore di quei ricordi: la mente si parcellizza isolando così il ricordo del trauma che viene rimosso ma non eliminato. Furono i nazisti primi a rendersi conto che –grazie agli studi di Mengel – se si traumatizza sistematicamente qualcuno attraverso la tortura, le molestie sessuali, o sacrificando e torturando qualcun altro davanti ai suoi occhi, si poteva distruggere la mente di quella persona, trasformandola in qualcosa di simile a un nido di api, costituito cioè da comportamenti indipendenti, separati da barriere di amnesia: è la cosiddetta teoria mentalità dell’alveare. È per questo che oltre alla deprivazione sensoriale, la somministrazione di droghe e la tortura, si utilizzano rituali occulti a sfondo satanico per traumatizzare, plagiare e manipolare la mente delle vittime: una volta che l’unità della mente è stata distrutta, i vari compartimenti, ognuno ignaro dell’esistenza dell’altro, possono essere programmati per vari compiti o esperienze, senza che l’uno abbia coscienza dell’altra. Ciò non esclude la possibilità che ci siano dei veri e propri missing-time sentiti dalla vittima con malessere per l’incapacità di ricordare.

Usando parole-innesto, chiavi, suoni o segnali ipnotici questi compartimenti possono essere spostati in avanti o all’indietro proprio come un casellario mentale. Un compartimento autonomo, corrispondente a una specifica personalità della mente riprogrammata, diventa così il livello cosciente dell’individuo, e risprofonda poi nell’inconscio, nel momento in cui si ha accesso a un altro compartimento. Questo significa che dopo aver eseguito un compito, la vittima dimentica ciò che ha fatto e con chi. Questa condizione è divenuta nota come Disordine della Personalità Multipla o Disordine dell’Identità Dissociata, che ovviamente la psichiatria tratta come una patologia senza prendere in considerazione i possibili casi di dissociazione indotta e non patologica o genetica.

L’eredità del MK-ULTRA è stata continuata e sviluppata nel progetto MOARCH (monarca) ed esportata nei paesi dove la presenza dei servizi americani e inglesi è forte. Se l’Australia è ancora oggi sede di sperimentazioni psichiatriche legate al vecchio progetto Tavistock, o il Belgio capostipite in Europa di esperimenti in tal senso a sfondo satanico,[79] in Italia le infiltrazioni dei servizi segreti e sperimentazioni psichiatriche avvengono nei più diversi ambiti, dagli ospedali, alle carceri fino agli avamposti militari.

Bisogna fare un’ulteriore precisazione sulla definizione di culti e del ruolo delle associazioni iniziatiche.

A essere precisi la definizione corretta sarebbe di culti misterici poiché riservati a pochi. Questi tipi di culti prevedono riti di iniziazione e di passaggio da un livello più basso a un livello più alto, il più totale segreto relativo al culto, alle cerimonie e l’idea che il gruppo che il gruppo fornirà conoscenze esoteriche importanti. Non necessariamente i culti misterici sono religioni misteriche, talvolta, come nel caso delle società segrete, si tratta di gruppi che non dichiarano di esplicitamente di adorare una precisa divinità. Tuttavia, l’idea che siano svelate cose misteriose che sono appannaggio di pochi, suggerisce l’esistenza di “venerandi”, in altre parole di una fonte da cui proverrà la conoscenza esoterica.

Potrà sembrare incredibile, ma molti personaggi che reggono le sorti di interi popoli, si sono formate con questo tipo di percorsi.

Da molti elementi risulta che attraverso le logge, i culti segreti e la mafia questi personaggi continuano a tenere sotto controllo le autorità, curandosi di formarle e obbligarle al segreto circa aspetti del sistema evidentemente inconfessabili.

L’uso di questo tipo di formazioni conferma la natura criminale del sistema, che ha bisogno di manipolare e controllare per continuare ad esistere.

I gruppi segreti di natura massonica servirebbero a controllare mentalmente chi è destinato a ricoprire cariche di potere. È come se alcune persone dovessero essere, “formate” in modo tale da commettere le più gravi cattiverie senza avere scrupoli di coscienza, e magari motivandole in maniera truffaldina per renderle “legittime”.

In effetti, organizzare guerre di aggressione, ordinare di uccidere o torturare, effettuare politiche economiche portano alla fame le persone, significa che le persone che attuano tutto ciò abbiano distrutto ogni sentimento umano naturale di empatia con i propri simili, e dunque non sembrerebbe possibile farlo senza un’accurata “formazione”. Per questo motivo sembrerebbe necessario fa praticare a chi ricoprirà ruoli importantissimi, culti che disumanizzano, che stimolano gli aspetti più negativi e distruttivi dell’uomo, o che inducono a credere che possano esistere, principi, “valori” o “ideologie” che giustificano i crimini più terribili contro l’umanità.

Esisterebbero due tipi principali di culti misterici:

1)    Quelli che prevedono l’affiliazione di un numero relativamente ampio di adepti, che per la maggior parte ricopre livelli bassi, e dunque non raggiungerà mai determinate conoscenze, appannaggio dei pochi che raggiungeranno gli alti livelli.

2)    Quelli che appaiono come sette vere e proprie, poiché destinate soltanto ai rampolli delle grandi famiglie miliardarie o a personaggi “scelti”. In tal caso il personaggio sarà chiamato ad aderirvi come fosse un eletto, ad esempio ricevendo una lettera da chi ha creato la setta.

In quest’ultimo caso, i riti sarebbero agghiaccianti, simili a quelli satanici. Ad esempio, nel gruppo chiamato Skull  & Bones gli iniziati dovrebbero masturbarsi nudi in una bara, e in seguito subirebbero anche violenze verbali e fisiche, dovendo lottare nel fango subire violenze con altri adepti fino allo sfinimento. Si tratta, come abbiamo visto, di tecniche elaborate dalla CIA (e dagli altri servizi segreti) al fine di indebolire il soggetto attraverso una serie di atti che lo piegheranno fisicamente e mentalmente. Agli adepti sarebbe inculcata l’idea di essere superiori e di avere la missione di dominare sugli altri. Essi subirebbero dunque umiliazioni sessuali, ma anche nel frattempo sarebbero abituati a esaltare il proprio ego umiliato, per sopperire la bassa alla bassa autostima stimolata dalle umiliazioni.

Questi rituali non sarebbero casuali ma creati per influenzare gli adepti in un determinato modo. L’obiettivo sarebbe di far emergere aspetti del sé distruttivo, in modo tale che emozionalmente e mentalmente la persona possa diventare più incline a mentire, a ingannare e a commettere azioni criminali.

È come programmare la mente ai crimini che dovranno commettere quando saliranno al potere. Essi dovranno commetterli non soltanto senza alcun rimorso ma addirittura credendo che sia giusto, e per raggiungere questo livello di mistificazione occorre una sorte di percorso esoterico atto a manipolare la mente a tal punto da produrre questo effetto. I riti pratici in questi gruppi misterici sono traumatizzanti e violenti, e addirittura per essere più agghiaccianti sarebbero utilizzate urla dal sottofondo.

Questi riti sarebbero collegati a simbologie di vario genere, e servirebbero anche a creare affiliazione a realtà false, per disorientare l’esistenza.

Nelle società segrete massoniche di unità e fratellanza molto forte, come se gli adepti fossero legati da qualcosa di importante e fondamentale per la loro esistenza. La stessa cosa avviene nella Mafia.

Sembrano cose talmente assurde da non poter essere considerate veritiere, ma le prove e le testimonianze a sostegno di ciò sono ormai così numerose che è impossibile ignorarle.

Ci sono dei dati certi. Tutte le più importanti autorità inglesi e statunitensi sono membri di alto grado della Massoneria, che addirittura nel 2004, entrambi i candidati alla presidenza degli Stati Uniti appartenessero alla Skull & Bones (Teschio e ossa).

La Skull & Bones fu fondata per formare l’élite si potere statunitense, all’Università di Yale nel 1832, per opera di William Huntinton Russel, che era il cognato di Samuel Russell fondatore della Russell and Co. che stabilì il monopolio mondiale del traffico di oppio. Questa setta, a detta di molti, praticherebbe riturali simili a quelli praticati nel satanismo. La giornalista Alexandra Robbins è riuscita a intervistare diversi adepti, ricavando un’immagine della setta a dir poco sconcertante.

Gli adepti s riunirebbero in un luogo chiamato The Tomb (la Tomba), luogo in cui si celebrerebbero i riti. Il marchio della setta appare in molti oggetti posseduti da coloro che l’hanno creata o che vi appartenevano (o vi appartengono), come David Rockefekker, i Bush, ecc.

All’interno della setta viene presentata una realtà gravemente squilibrata, eppure i suoi adepti diventano importanti industriali, dirigenti di grandi banche o altre organizzazioni importanti, o addirittura presidenti o consiglieri di presidenti. I membri della setta sono soltanto poche centinaia, reclutati fra le più importanti famiglie miliardarie statunitensi.

 

 

Perché la fuga dei nazisti in America Latina?

 

 Skorzeny divenne famoso quando riuscì a liberare Mussolini. Egli fu il creatore dei commandos speciali di Hitler, uomini scelti che sapevano parlare correttamente varie lingue, usare armi sofisticate, e applicare le più raffinate tecniche di combattimento e di assassinio. Fu Skorzeny che vestì i suoi uomini con uniformi statunitensi durante l’offensiva tedesca nelle Ardenne nel 1944, contribuendo con questo trucco a elevare notevolmente il conteggio dei morti americani.

E a Skorzeny fu affidata la responsabilità di portare fuori dalla Germania i tesori artistici rubati da nazisti e di trovare una collocazione professionale ai fuggitivi in paesi come la Spagna, il Portogallo, il Sudamerica. Le opere d’arte rubate gli fornirono i capitali per finanziare la Spinne e sostenere la fuga e la sopravvivenza di molti ex colleghi, tra cui Eichmann e Mengele. Skorzeny non fu processato a Norimberga ed era uno dei più importanti criminali di guerra sopravvissuti all’occupazione, al contrario si rese indispensabile ai servizi segreti americani e più tardi agli industriali e ai nazisti riabilitati della Germania occidentale, godendo della protezione di Adenauer.

Skorzeny fece per gli americani i lavori “sporchi”, quelli della diplomazia parallela.

Nel novembre 1954 Nasser da pochi mesi presidente in Egitto, aveva appena fatto sloggiare dal canale di Suez l’Inghilterra. Per il nazionalista egiziano, paladino della riscossa araba era venuto il momento della resa dei conti con Israele.

La predominanza dei nazionalisti nelle lotte si liberazione delle colonie e delle semicolonie, nasceva dagli errori del partito comunisti. In sostanza tutte si affrontarono in maniera eclettica le contraddizioni emerse nella seconda guerra mondiale (guerra fra blocchi imperialisti, guerre dei popoli oppressi contro l’imperialismo, contraddizione tra proletariato e borghesia).  A livello della politica concreta, le attività dei partiti comunisti si confusero più con la lotta dell’URSS sul piano diplomatico e con gli accordi internazionali ai quali l’URSS partecipava. Questo problema contribuì inoltre a rafforzare la tendenza a dare l’impressione che le potenze che non erano fasciste non fossero quello che erano, cioè potenze imperialiste che bisognava rovesciare. Nei paesi europei che furono occupati dalle truppe naziste e fasciste, i partiti comunisti non ebbero torto nell’approfittare, in senso tattico, dei sentimenti nazionali suscitati da quest’occupazione dal punto di vista delle mobilitazioni delle masse; ma furono commessi degli errori quando si trasformarono queste misure d’ordine tattico in questione d’ordine strategico. A causa di questa visione sbagliata furono ostacolate le lotte di liberazione nelle colonie dominate dagli alleati imperialisti.

Un esempio profondamente negativo in questo senso è stato quello del Partito Comunista Francese.

Quando l’8 maggio 1945 nei giorni della liberazione dal nazifascismo, si ebbe la repressione di una manifestazione indipendentista in Algeria a Setif seguita da atti di rappresaglia contro i coloni francesi e da ripetuti intervenuti dell’aeronautica (alle dipendenze di un ministro del PCF), delle truppe senegalesi e della Legione Straniera, risultato: 17 mila morti, secondo fonti indipendenti, 45 mila, secondo i nazionalisti algerini.

Il 13 ottobre 1946, quando fu costituita la Quarta Repubblica Francese. I partiti socialista e comunista, al governo, concordarono nel conservare la struttura coloniale della Francia.

Il PCF è al governo nel 1947, quando per reprimere l’insurrezione in Madagascar, le truppe francesi massacrarono varie decine di migliaia di malgasci. Sempre nel 1947, i partiti socialista e comunista votarono i crediti di guerra per l’intervento in Indocina – contro la guerra d’indipendenza diretta Partito Comunista Indocinese – il PCF cambiò posizione solamente dopo essere stato escluso da governo diretto da Paul Ramadier.

Nell’autunno 1958, con le ferite della battaglia di Algeri ancora aperte, il PCF invitava gli algerini a non ricorrere a metodi lotta violenti.

A differenza di quello che comunemente si pensa in Occidente  NON è stata la “civile” e “democratica” Gran Bretagna a concedere l’indipendenza al Pakistan e all’India, fu in realtà costretta a mollare la presa da un poderoso moto antimperialista, che ci fu nel 1946-47. Ci fu in questo periodo un’ondata di scioperi che spazzarono l’Asia meridionale inglese e che fece emergere le differenze di classe rispetto al separatismo: nel Punjab, ad esempio, i contadini mussulmani si schierano contro i proprietari terrieri mussulmani.

Nel febbraio dl 1946 ci fu l’ammutinamento che paralizzò la Royal Indian Navy. Le navi furono occupate e lo sciopero dilagò da Bombay a Karachi e a Madras. Nel comitato di sciopero facevano parte indù, mussulmani e sikh. Erano tutti uniti finché intervennero i politici sia del partito del Congresso sia della Lega Mussulmana che appoggiarono i britannici e contribuirono a disinnescare lo sciopero. A Bombay fu paralizzata da uno sciopero in solidarietà con i marinai. Soldati e poliziotti guidati da britannici, aprirono il fuoco, uccidendo almeno 500 persone.

La Gran Bretagna di fronte a questo moto non agì solo sul piano della repressione, ma condusse a termine la manovra iniziata sin dall’ottocento, con la quale facendo leva sulle divisioni territoriali che l’Asia meridionale aveva ereditato dal suo passato pre-coloniale, mirò così  a evitare la nascita di uno stato indipendente unico dall’Afghanistan al Bengala. Sarebbe stato interesse per i lavoratori occidentali (e per quelli britannici in particolare) ad appoggiare questo poderoso moto operaio e contadino. Non fu così, a causa dell’atteggiamento del Labour Party e delle Trade Union inglesi, che intervennero in più occasioni per far accettare la spartizione all’ala radicale del Congresso e alle organizzazioni sindacali indiane.

Un aspetto importante per capire il rapporto tra il Movimento Comunista e Operaio (in particolare dei partiti dei paesi imperialisti) e la rivoluzione coloniale e nei paesi dipendenti, è stata l’insufficiente assorbimento della tesi di Lenin, che nell’epoca dell’imperialismo e della rivoluzione proletaria (e ciò dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917), le rivoluzioni democratiche borghesi nei paesi dipendenti e nelle colonie non fanno più parte orma della vecchia rivoluzione democratica borghese, ma entrano a far parte invece della nuova rivoluzione proletaria.

A più riprese Mao Tse-Tung ebbe a sottolineare come la borghesia nazionale in Cina, ed in paesi similari, fosse incapace di condurre la rivoluzione democratica borghese alla vittoria, precisamente perché, essendo sottoposta alle pressioni dell’imperialismo, e vivendo con quest’ultimo determinate contraddizioni, borghesia nazionale si sarebbe unita, di quando in quando, alle file dei rivoluzionari, ma proprio in quanto la borghesia nazionale era una classe economicamente e politicamente debole, ed in quanto vincolata per certi versi ai settori della grande borghesia compradora e dei latifondisti, in ultima istanza si sarebbe dimostrata nei migliori dei casi sempre vacillante, ed in determinate occasioni avrebbe finito per capitolare di fronte dell’imperialismo e della reazione interna.

Per questa ragione, tocca al proletariato dirigere il resto delle masse popolari, in primo luogo i contadini, per portare avanti, fino in fondo, la rivoluzione democratica. In realtà, Mao mostra che a qualificare la rivoluzione di nuova democrazia (in opposizione alla rivoluzione di vecchia democrazia) è stato precisamente il fatto che questa rivoluzione è stata diretta dal proletariato e dalla sua avanguardia, il Partito comunista, una rivoluzione che dunque che non mirava “all’edificazione di una società capitalista e di uno Stato di dittatura borghese”, quanto piuttosto “ad aprire una strada ancora più larga allo sviluppo del socialismo”.[80]

Ecco come Mao precisa questa tesi: “La prima fase della rivoluzione cinese (che comprende a sua volta molti stadi) appartiene, per quanto riguarda il suo carattere sociale a un nuovo tipo di rivoluzione democratica borghese, e non è ancora una rivoluzione socialista proletaria, tuttavia già da tempo è parte della rivoluzione mondiale socialista proletaria, e ora ne è una parte molto importante e una grande alleata”.[81]

Dopo la seconda guerra mondiale si scatenò in numerosi partiti comunisti una vera tempesta revisionista con il pretesto di seguire l’esempio dell’Unione Sovietica che, per parte sua faceva dei compromessi con i principali paesi imperialisti.

In concomitanza della situazione determinata a seguito dalla sconfitta del Giappone, Mao correttamente intavolò negoziati con Chiang Kai-shek; ma, nel frattempo, con molta chiarezza, egli precisò che un qualunque governo di coalizione avrebbe dovuto basarsi sull’indipendenza del Partito comunista, così come sul fatto che le basi d’appoggio e l’Armata Rossa avrebbero dovuto ad avere la loro indipendenza. Risale al 1945 la celebre dichiarazione di Mao; “Senza l’Esercito Popolare, il popolo non ha niente”. Una puntuale risposta a chi proponeva che l’Esercito Popolare fosse sciolto integrandosi completamente nel governo di Chiang. Da notare che questa politica, che si voleva imporre al Partito cinese, rappresentava la linea seguita all’epoca da numerosi partiti dell’Europa occidentale (in Francia, in Italia, in Grecia per esempio). Ne risultò la perdita di ogni possibilità immediata di fare la rivoluzione in questi paesi.

A proposito della politica dei compromessi Mao disse: “Tale compromesso non richiede che i popoli dei diversi paesi del mondo capitalista seguano l’esempio facendo dei compromessi nei propri paesi. I popoli di questi paesi continueranno a condurre lotte differenti a seconda delle differenti situazioni. Il principio delle forze reazionarie osservano nei confronti delle forze democratiche popolari è quello di distruggere risolutamente tutto ciò che possono e prepararsi a distruggere in un secondo tempo ciò che non possono distruggere adesso. Di fronte a questa situazione le forze democratiche popolari devono applicare lo stesso principio nei confronti delle forze reazionarie”.[82]

Torniamo a Skorzeny. Nasser chiese a Kermit Roosevelt (che era il funzionario dei servizi segreti USA che aveva condotto l’operazione del ritorno dello Scià in Iran) di aiutarlo a organizzare i servizi segreti militari e le unità addette alla sicurezza interna. Un terreno troppo delicato perché la CIA vi s’impegnasse direttamente.

Se ne occupò i vecchi nazisti della rete di Gehlen. Questi assunse subito l’incarico e scelse Skorzeny per curare la parte pratica dell’organizzazione, che accettò a condizione che la CIA integrasse il magro stipendio offerto dall’Egitto.

Per svolgere il suo compito, Skorzeny reclutò nella sua squadra diverse personalità del Terzo Reich. Tra le quali un ex vicepresidente della Gioventù hitleriana e Alois Brunner, uno che era stato consulente di Adolf  Eichmann per le deportazioni degli ebrei nei campi di sterminio, e si calcola che abbia contribuito attivamente all’assassinio di circa 128.500 persone.

Quando si cominciò a parlare della missione egiziana, Brunner era a capo del gruppo di Gehlen a Damasco, e la missione al Cairo servì a tenerlo fuori dalla portata dai francesi, che lo avevano processato e condannato in contumacia per crimini di guerra.

Si misero al servizio di Nasser, e più precisamente della polizia egiziana, anche una cinquantina di ex membri della Gestapo.

Inoltre, andarono in Egitto degli scienziati tedeschi che avevano partecipato alla costruzione dei razzi V1 e V2, con lo scopo di dotare l’Egitto di un arsenale missilistico.

Ma Skorzeny e la sua struttura era anche dei campioni del doppio gioco. Egli fu agganciato dal Mossad,[83] in cambio dell’immunità,[84] fece arrivare al servizio israeliano informazioni importantissime sull’attività degli scienziati tedeschi in Egitto. Molti ufficiali delle SS che avevano collaborato con Skorzeny si mobilitarono e redassero una lista con tutti i nomi, gli indirizzi e lo stato d’avanzamento dei loro progetti. A Tel Aviv seppero così in tempo reale a che punto erano i piani per la costruzione dei missili, il progresso per preparare il sistema di radiocomando, ma anche i fallimenti e i ritardi. Gli scienziati israeliani ebbero la certezza che l’arsenale nasseriano di armi distruzione di massa era un bluff.

Ebbe a dire Yosi Melpman, esperto dei servizi segreti israeliani a proposito di questa storia che ha visto la più incredibile e improbabile collaborazione fra nemici di un tempo: “Per una volta si sono rivelate corrette le accuse a Israele fatte da Miles Copland, ex funzionario della CIA  di essere ipocrita quando si scaglia contro chiunque tenga contatta con ex nazisti. A parole Israele li condannava, in effetti non si è tirato indietro nell’utilizzarli. Lo prova il caso Skorzeny”.[85]

Dopo un breve soggiorno in Argentina, Skorzeny ritornò in Europa per creare segretamente a Madrid una società destinata a occuparsi di guerre non convenzionali. Ufficialmente egli figurava come rappresentante delle industrie Krupp in Spagna.

La carriera dell’ex SS conobbe nuovi sviluppi agli inizi degli anni ’50. Skorzeny fu arruolato come consigliere del ministero dell’Interno, diventando una delle menti della tristemente celebre Brigada politico-social. Contemporaneamente, avviò corsi specialistici sulle tecniche di guerriglia, di assassinio e di rapimento.

L’attività e le capacità di Skorzeny, a questo punto erano note a livello mondiale. Dopo aver organizzato una legione straniera che combatté a fianco delle truppe USA nella guerra di Corea, il nazista fondò la Lega anticomunista dei popoli asiatici assieme al criminale di guerra giapponese Ryoichi Sasakawa e la Lega anticomunista mondiale (WAD). E poi si occupò di allestire i servizi segreti per la Cina nazionalista.

Avendo accumulato tanti “meriti” ed esperienze, Skorzeny fu premiato con la nomina a capo delle operazioni speciali della CIA. Forte della sua posizione acquisita, il nazista fece reclutare dai servizi segreti di alcuni paesi Sudamericani decine di ex SS. Saranno così creati i primi nuclei degli squadroni della morte.

Per rendersi conto della facilità con cui furono istituite linee di comunicazione e di trasporto tra i nazisti d’Europa e i gruppi di supporto in Sudamerica, basta guardare alla storia novecentesca questo continente, in p  articolare agli anni della guerra. Le prime massicce ondate d’immigrazione dalla Germania avvennero negli anni ’30. All’inizio si trattava di ebrei tedeschi in fuga dal novello Stato ariano. Poi venne il turno dei diplomatici nazisti, che gradualmente sostituirono tutti i loro predecessori della repubblica di Weimar nelle ambasciate da Bogotà a Buenos Aires e consolidarono i rapporti con i rapporti con i partiti nazisti locali. Fra gli Stati del Sudamerica quelli più disposti ad accogliere favorevolmente l’ideologia nazista furono l’Argentina, il Cile, l’Ecuador e la Bolivia. Potevano contare su alte concentrazioni di cittadini di lingua tedesca, ben inseriti in settori influenti del governo e del commercio. La Bolivia, per esempio aveva una politica di immigrazione molto aperta e i visti si potevano semplicemente comprare. Le linee aeree boliviane erano di proprietà e gestione tedesca. Ernst Röhm, negli anni ’20, aveva collaborato con il governo con l’incarico di consulente militare.

La Bolivia aveva anche, un partito nazista autoctono: Organizaciòn Nacional Socialista Americana (ONSA).

In Cile, dal canto suo poteva contare su almeno tre partiti nazisti quando scoppiò la guerra, e per di più ospitava un partito boliviano nazista in esilio; ecco una delle ragioni per cui fu l’unico paese del Sudamerica a non dichiarare guerra alla Germania.

Analizziamo brevemente la situazione cilena degli anni ’30.

Con l’elezione, nel 1932 a presidente della Repubblica degli anni ’30 di Arturo Alessandri, appoggiato dal Partito Radicale, si mette fine a un periodo di grande instabilità politica. Al secondo governo Alessandri partecipano il Partito radicale, il Partito conservatore, il Partito liberale e il Partito democratico. Ma la presenza del Partito radicale si dimostra ben presto, all’interno del Governo, abbastanza conflittuale. I problemi su cui più si misura la distanza del Partito radicale con gli altri partiti, sono le misure politiche e sociali che accompagnano la politica economica del governo e soprattutto l’uso dei poteri straordinari da parte del presidente.

La politica economica del governo, prodotto della strategia del ministro delle finanze, Gustavo Ross, conservatore e da sempre acerrimo nemico dei radicali, porta a maturazione un processo che, iniziatosi negli anni’20 con il primo governo Alessandri, intensificatosi durante la dittatura del generale Carlos Ibáñez, vede lo Stato al centro delle dinamiche economiche e sociali. Le severe misure di austerità del ministro Ross sono accompagnate da un forte impulso dato dallo Stato al processo di industrializzazione, costruzione di opere pubbliche e alle esportazioni. Tra il 1934 e il 1935 il governo cileno sollecita investimenti più intensi di capitale nordamericano nel settore delle miniere, soprattutto quelle del rame e riesce ad ottenere, dai Guggenheim du New York, padroni du Chuquicamata, la miniera di rame cilena a cielo aperto più grande del mondo, un sostanziale aumento dell’imposta per lo sfruttamento delle miniere che nel 1936 e pari al 25% del prodotto loro annuale. La ricostruzione economica del paese procede rapidamente. Nel 1938 le industrie cilene hanno aumentato la loro produzione del 60% rispetto al 1931. Le cifre ufficiali della disoccupazione sono scese da 123.200 del dicembre 1933 a 58.500 nel luglio del 1934 e registrano meno di 5.000 disoccupati nella 1936.· Questa ripresa economica beneficia soltanto l’oligarchia che già agli inizi del secolo vive un processo di diversificazione economica che la vede protagonista dei processi d’industrializzazione del paese e nel mondo della finanza oltre che nella gestione tradizionale dei suoi latifondi. Gli interessi dei ceti medi e quelli delle classi popolari non sono contemplati dalla strategia del ministro Ross, le cui misure non concedono nulla della distribuzione del reddito o di politiche atte a creare uno stato sociale.

Non è un caso che questa politica economica è accompagnata da politiche repressive. In questo secondo governo, Alessandri abbandona gli atteggiamenti populisti del primo governo degli anni ’20. Sostiene che per assicurare stabilità politica è necessario un governo forte, con poteri d’intervento ampi, capaci di fare fronte ai tentativi di golpe. Per questo permanentemente, chiede al Congresso la concessione di poteri straordinari. Con questi reprime la sinistra: socialisti, comunisti, dirigenti sindacali devono svolgere la loro attività politica e sindacale in una situazione di semiclandestinità. Alessandri usa anche i poteri per reprimere gli scioperi e la stampa di opposizione.

Le misure repressive e lo scioglimento del Parlamento da parte di Alessandri in seguito a un’ondata di scioperi nel settore delle ferrovie spingono le forze del movimento operaio ad allearsi nelle elezioni del 1938. L’esempio della formazione dei Fronti Popolari in Europa ma soprattutto l’esperienza spagnola i cui eventi sono ampiamente presenti nella discussione politica e profondamente sentiti dall’opinione pubblica, stimola a riproporre l’esperienza in Cile.

Conviene a questo punto ricordare il carattere elitario della politica cilena. Al di là delle differenze la maggioranza dei partiti cileni, nella prima metà degli anni ’30, mostrano caratteristiche simili. Sono partiti di notabili. I dirigenti dei partiti assolvono, nella maggior parte dei casi, o funzioni di governo o funzioni parlamentari. Il partito di solito si confonde con il gruppo parlamentare o con il gruppo di governo. Questa struttura di notabili e percepibile ai livelli locali. Questo significa che al di fuori dell’élite politica, sono fragilissime le organizzazioni permanenti dei partiti. Nella maggior parte dei casi i partiti, come strutture, sono occasionali e generati in vista delle elezioni. Il partito è una macchina elettorale. Il funzionamento stesso del partito è la mobilitazione elettorale. Quest’elemento comune ai partiti caratterizza il gioco parlamentare. Di fatti, il parlamento è un parlamento di notabili e funziona come un parlamento di notabili. Inoltre, è necessario tenere conto del fatto che la partecipazione elettorale è estremamente ristretta e ancora negli anni ’30 e ’40, lo Stato il cui fondamento di legittimità è lo stesso che regola la struttura di potere del latifondo. In sostanza in questa concezione la famiglia rimane il fondamento delle relazioni sociali.

Il Partito radicale, nato nella seconda metà del secolo scorso, si caratterizza per essere, tra i partiti storici (conservatori e liberali), quello progressista, fautore delle riforme sociali, sostenitore della democrazia liberale borghese all’interno della quale propugna l’armonia e l’interesse di tutte le classi sociali. Sostiene la proprietà privata, e privilegia l’intervento regolatore dello Stato nell’economia. Il partito radicale, erroneamente è stato visto come espressione dei ceti medi, in realtà rappresentava il settore illuminato dell’oligarchia cilena. Infatti, nel Partito erano presenti latifondisti, industriali e finanzieri convinti che per mantenere il controllo dello Stato questo vada modernizzato. La diversificazione economica che si realizza all’interno dell’oligarchia cilena, è accompagnata da una diversificazione politica e culturale. Nel Partito radicale è presente quel settore delle classi dominanti che ritiene utile che per prevenire conflitti sociali e assicurare l’egemonia nel paese sia utile la cooptazione di attori sociali nuovi come i ceti medi e le classi popolari in genere. E questa convinzione che la differenzia rispetto al settore delle classi dominanti che trova la sua espressione politica nei partiti conservatore e liberale.

Il Partito comunista nasce nel 1922 quando il Partido Obrero Socialista aderisce, quasi interamente alla Terza Internazionale. Non solo è uno dei primi partiti comunisti dell’America Latina a formarsi, ma si fa erede legittimo delle tradizioni di lotta che dall’inizio del secolo il movimento operaio, soprattutto quello delle miniere, porta avanti.

La sua partecipazione, nel 1932 alle rivolte di alcuni reparti dell’esercito che richiedevano l’epurazione all’interno delle Forze Armate del dittatore Ibáñez, giustificò una forte repressione da parte del governo.

Nell’ottobre 1934 si tenne a Mosca una Conferenza dei partiti comunisti latino-americani nella quale analizzando la realtà dei singoli, si decide che, se in Brasile è necessario portare avanti la strategia rivoluzionaria, in Cile è più adeguato cambiare strategia e avviare una strategia di alleanza con le forze politiche progressiste. Nel 1935, il VII Congresso dell’Internazionale Comunista ufficializza tale politica in Europa.

Questa politica di alleanze consente al partito di conquistare legittimità politica, di allargare la sua base sociale e di diventare un elemento di attrazione anche per i ceti medi e gli intellettuali. Ma soprattutto questa flessibilità da parte dei comunisti permette al partito di rapportarsi a livello sindacale, con i socialisti e di costituire alla fine del 1936, la prima centrale unica dei lavoratori cileni (Confederacìon de Trabajadores de Chile), che riunisce le principali organizzazioni sindacali del paese.

Il Partito socialista nasce nel 1933 dalla fusione di varie correnti che rappresentano ideologiche diverse. La Massoneria, la socialdemocrazia, l’anarchismo, il trotzkismo. È un partito aperto ai ceti medi e non solo della classe operaia. L’idea centrale del partito, pertanto formulata in termini generici e confusi, è che l’America latina ha caratteristiche e problemi specifiche che hanno bisogno di una riflessione originale. Per questo vogliono combattere sia le posizioni socialdemocratiche che quelle comuniste che secondo loro non fanno altro che imitare problemi e prospettive tipicamente europee. Per i socialisti il nucleo dei problemi latino-americani è costituito dall’imperialismo economico e dal latifondo. Il loro programma ha due obiettivi fondamentali: la nazionalizzazione e l’espropriazione. Essi puntano alla statizzazione della gran proprietà mentre accettano l’esistenza della piccola e media impresa. I loro obiettivi sono di arrivare a una democrazia popolare attraverso la legalità esistente.

Durante i primi anni del secondo governo Alessandri, la maggiore preoccupazione dei socialisti consiste nel formare un’opposizione unitaria di sinistra, cosa che si concretizza nel 1934 con la creazione di un blocco parlamentare di cui fanno parte i socialisti, i radical-socialisti, i democratici e i trotzkisti ma che vede fuori il Patito comunista.

Nel 1936 si forma il Fronte Popolare con un accordo fra socialisti, comunisti, radicali, democratici, radical-socialisti e i rappresentanti di alcuni sindacati. La debolezza del Fronte sta nel fatto che esso non nasce come risposta al fascismo, al nazismo o al pericolo di guerra, ma dal bisogno dei partiti che lo compongono di rafforzare la loro opposizione alle politiche repressive del governo.

Nel 1936 si stacca dal Partito socialista un piccolo gruppo che costituisce l’Uniòn Socialista e che proclama assieme Movimiento Nacional Socialista, di stampo nazista, e altri piccoli gruppi populisti, la candidatura di Carlo Ibáñez.

In un clima di tensione, nel settembre 1938 un gruppo di 40 giovani nazisti assalta ed occupa l’edificio della Caja de Seguro Obrero, uccidendo due carabinieri. Contemporaneamente, un altro gruppo di universitari nazisti occupa l’edificio centrale dell’Università. I due commando aspettano l’arrivo dei reggimenti che, secondo le loro aspettative, dovrebbero appoggiarli contro Alessandri. Quest’ultimo ordina all’esercito di reprimere con i cannoni e quasi tutti sono uccisi. Se ne salvano solo 4 fingendosi morti sotto i cadaveri dei loro compagni.

Il Movimento Nacional Socialista, fondato da Jorge Gonzales von Mareés, si configurava come un modello di nazismo con caratteristiche cilene. I membri si definivano Nacis. Dopo il tentativo di colpo di mano, del 1938, subì una forte repressione che vide come primo atto la condanna a morte senza processo di 50 membri del partito. Alla fine i Nacis riusciranno ad allearsi con il candidato alla presidenza Pedro Aguirre Cerda e contribuirono alla sua vittoria su misura, dimostrando di possedere una certa influenza politica.

 

 

Il peronismo

 

Il governo più apertamente filofascista e filo-nazista del Sudamerica era senz’altro quello argentino di Juan Peròn. Punto di raccordo imprescindibile della Ratline, il governo Peròn si sarebbe fatto in quattro per dare una comoda sistemazione ai nazisti in fuga.

Secondo recenti scoperte effettuate dallo storico Jorge Camarasa negli archivi dell’ex Unione Sovietica, l’incontro tra Eva Duarte e Juan Peròn, avvenuto nel 1944, fu orchestrato dai servizi segreti tedeschi legati all’Ambasciata di Buenos Aires, su ordine addirittura del ministro degli esteri con Ribbentrop.[86] Essa sarebbe stata quindi uno dei legami tra i nazisti e Peròn che, giunto al potere, può garantire ai nazisti un facile ingresso e una buona collocazione sociale. Il fascino e il carisma danno a Eva un’enorme popolarità nel suo Paese e la sua capacità di sedurre le masse non è notata dalla stampa scandalistica ma dagli osservatori politici del mondo intero.

Peròn nella primavera del 1939, all’età di 45 anni, fece il suo primo viaggio in Europa. In Argentina si è già distinto per le sue doti intellettuali e oratorie. Autori di vari manuali di strategia militare, alla fine degli anni ’20 è insegnante presso la Scuola superiore di guerra. Dopo aver appoggiato il golpe di Uriburu, [87] tra il 1931 e il 1936 ricopre una serie di delicati incarichi in Bolivia e in Cile. A Santiago, dove è addetto militare dell’ambasciata argentina, coordina le attività di spionaggio. A Roma gli è affidato il medesimo ruolo, dal giugno al dicembre 1940.Negli stessi mesi visita Budapest, Berlino, l’Albania e la frontiera russo-tedesca. Nel 1944 Peròn assunse le cariche di Ministro della Guerra, Segretario del Lavoro e della Previdenza e vicepresidente del governo militare. Come Segretario de Lavoro e delle Previdenza riuscì a riunire
l’eterogenea e dispersa CGT e accattivassi (almeno inizialmente) la simpatia degli imprenditori che auspicavano l’eliminazione dei sindacati, in mano a comunisti, anarchici e sindacalisti. Peròn diede impulso alla creazione di nuovi sindacati per gli operai che provenivano dalle campagne, i cabecitas negras; favorì gli aumenti salariali e predispose leggi sociali che furono in seguito approvate, come ad esempi quelle per la retribuzione delle ferie e la tredicesima.

L’esperienza populistica del fascismo italiano lo colpisce profondamente soprattutto l’uso spregiudicato dei mezzi di comunicazione di massa. Al contempo, sviluppa un virulento anticomunista che segnerà tutta la sua successiva attività politica. Di ritorno in patria diventa l’ideologo numero del Gou[88] e, dal giugno 1943, la sua carriera è inarrestabile. Assume i dicasteri della Guerra e del Lavoro

Peròn è ormai alla testa di una potente frazione politica. Ma vari esponenti dell’esercito vedono nella dichiarazione di guerra alla Germania (marzo 1945) un segno di debolezza e ipocrisia del vicepresidente, fino a quel momento partigiano dei settori argentini più legati al nazismo tedesco. Da dietro le quinte, anche l’ambasciata degli Stati Uniti preme perché si svolgano “libere” elezioni in un paese in cui, dal giugno 1943, i partiti sono diventati fuorilegge. La situazione è confusa. N’approfittarono Farrel e i vertici del Gou che, ai primi di ottobre 1945, ordinano l’arresto di Peròn con l’accusa di tramare un colpo di Stato.

Non è esagerato affermare che la data del 17 ottobre 1945 segna l’inizio di una nuova era politica per l’Argentina e per l’America latina.

La prima reazione all’arresto di Peròn si ebbe lunedì 15 ottobre, quando i lavoratori delle fabbriche alimentari Berisso ed Ensenada – sobborghi operai della città di La Plata – scesero in piazza per chiedere la scarcerazione di Peròn. Nel nord del paese la FOTIA (Federaciòn Obrera Tucumana de la Industria Azucarera) dichiarò lo “sciopero generale rivoluzionario in tutti gli zuccherifici” e inviò delegati a Buenos Aires, dove un capo militare Fernado Mera, s’impegnò a venire in loro aiuto se gli operai avessero deciso di marciare sulla capitale.

In alcuni quartieri periferici della Gran Buenos Aires si distribuivano opuscoli che chiedevano la libertà per Peròn. “La controrivoluzione tiene prigioniero il liberatore degli operai argentini, mentre libera i provocatori venduti, al soldo dello straniero. Libertà per Peròn. Bloccati campi e officine” recitavano i volantini distribuiti dall’Uniòn Obrera Metalùrgica.

La notte i manifestanti percorsero le vie del centro della città al grido di “Patria sì, colonia no!”. La polizia li disperdeva con i gas lacrimogeni, ma loro continuavano a raggrupparsi.

Nel tardo pomeriggio di martedì 16, due medici, l’uno civile e l’altro militare, si recarono a Martìn Garcìa per visitare Peròn. Dovevano essere seguaci del prigioniero, perché diagnosticarono una pleurite, e il medico militare raccomandò l’immediato ricovero nell’ospedale militare centrale.

Nel frattempo i lavoratori dell’industria alimentare di Berisso ed Ensenada scendevano in piazza. Avevano passato il martedì in attesa che la CGT (Confederacìon General del Trabajo) prendesse iniziative forti per far liberare Peròn e restituirgli le sue cariche. Dopo una serie di macchinazioni, quella notte la CGT indisse uno sciopero generale per giovedì 28. Ma i lavoratori non stettero ad aspettare e, incoraggiati dal loro leader, Cipriano Reyes, si diressero in marcia, diretti alla capitale argentina.

   La stessa decisione spontanea fu presa dagli operai delle fabbriche di Avellaneda, Lanùs e Quilmes. E, come una reazione a catena, si ripeté in altri punti della città di Buenos Aires, della provincia e del paese. Innalzando bandiere argentine e ritratti di Peròn, i lavoratori scavalcarono i delegati sindacali, ignorando le raccomandazioni dei leader socialisti e comunisti.

Gli operai provenienti da Berisso ed Ensenada e gli altri gruppi che venivano dal sud della conurbazione s’incontrano alle nove del mattino nei pressi del Riachuelo, il corso d’acqua che separa Avellaneda dalla capitale. Si scoprì che il ponte Pueyrredòn e le altre vie che lo attraversavano erano stati rimossi dalla polizia, per impedire a loro il passaggio. I più coraggiosi si buttarono nelle contaminate dal tannino e dalle sostanze contaminate dalle sostanze chimiche delle concerie pesanti sulle sue sponde e lo attraversarono a nuoto.

Le colonne di manifestanti provenienti dai quartieri popolari della città, non dovendo superare un simile ostacolo, avanzarono verso plaza de Mayo.

Le simpatie dei militari e dei poliziotti erano divise per entrambi i fronti. Alla fine la polizia travolta dalla gente e dagli eventi, ricevette l’ordine di ripristinare il ponte di Pueyrredòn e permettere il passaggio verso la capitale. Alcuni poliziotti applaudirono al passaggio delle colonne.

Passate le 23, dopo numerosi andirivieni tra la Casa Rosada e l’ospedale militare, dopo una serie di discussioni. Peròn parlò alla folla che lo acclamava da un balcone della sede del governo.

Bisogna capire da dove nasce quest’influenza tra i lavoratori da parte di Peròn.

Nella divisione mondiale del lavoro, l’Argentina era il granaio. Esportava grano, lino, mais, carne, lana e importava tutto, principalmente dall’Inghilterra, poiché, anche se formalmente indipendente, era una semicolonia, l’elettricità era americana; i porti francesi e inglesi; l’industria della carne, inglese e americana; l’industria farmaceutica, francese, inglese tedesca; non si producevano macchine, né automobili, né acciaio, né ferro; il petrolio era americano e inglese, tranne  una piccola pare che era nazionalizzata dal governo radicale di Irigoyen, misura che nel 1930 provocò il colpo di Stato che lo cacciò dal governo.

Politicamente l’Argentina era un paese controllato da un’oligarchia terriera alleata al capitale imperialista inglese e francese. Il parlamento era frutto della frode, tranne che nella città di Buenos Aires, possente centro operaio, che arrivava a imporre una maggioranza locale socialista, giacché lì non era possibile truccare il risultato delle urne. L’Università era controllata dai “baroni”, rampolli delle grandi famiglie arricchite con le mandrie e con l’assassinino e il furto delle terre agli indios.

La piccola borghesia, i figli degli emigranti, che 1917 e nel 1928/30, col Partito radicale e Hipolito Irigoyen, aveva tentato di sviluppare le basi di una borghesia nazionale era stata ricacciata indietro da una dittatura “legalista” e “democratica” che fucilava dirigenti operai anarchici e scioperanti, consegnava antifascisti italiani a Mussolini e cacciava via dal paese gli operai stranieri attivisti, per colpire una classe operaia il cui il 50%, appunto, era immigrante di prima generazione.

Esisteva un Partito socialista, nato nel 1898, forte soprattutto nella capitale e nei sobborghi industriali, con molti militanti italiani e spagnoli, che raggruppava l’aristocrazia operaia e controllava i sindacati dei ferrovieri, dei tranvieri, del commercio ecc.

Il Partito comunista, nato nel 1918, piccolo e attivo, presente a Buenos Aires e Cordoba, che aveva un peso sindacale nelle categorie più sfruttate come gli edili, i tessili, gli operai del legno.

La politica del Partito comunista di reclutamento degli operai, divenne una priorità assoluta, a partire del periodo della “bolscevizzazione” dei partiti comunisti, vale a dire la trasformazione della struttura del partito, in linea con i principi del Comintern. Dietro questo slogan non era previsto solamente un tipo di militante totalmente impegnato per la causa, ma era richiesta una precisa formula organizzativa, la cellula dentro le fabbriche e gli altri ambienti di lavoro. Fin dalla loro introduzione nel 1925, progressivamente tutti i membri del Partito comunista furono raggruppati in una cellula. A sua volta le cellule promuovevano altre organizzazioni di base, come ad esempio il comitato di fabbrica.

In questa maniera il Partito comunista promosse l’integrazione dei suoi militanti nei sindacati di settore di dove svolgevano il lavoro e favorirono pure la sindacalizzazione nei settori dove non c’era presenza sindacale.

Dal 1929 ci fu l’affermarsi nell’Internazionale Comunista della linea definita del “terzo periodo” caratterizzato dal rafforzamento dell’Unione Sovietica, da un aggravamento delle contraddizioni del capitalismo e da una nuova ascesa del movimento delle masse, con una conseguente polarizzazione dei conflitti sociali. E se nel periodo precedente la lotta di classe aveva avuto un carattere parziale, il nuovo scontro era destinato a segnare l’inizio della fine del capitalismo. E da qui il tentativo di organizzare nuove guerre contro l’U.R.S.S.

Le tesi del VI Congresso ponevano l’accento, che il “fattore nazionale esercita un’influenza considerevole sul processo rivoluzionario in tutte le colonie così come nelle semicolonie, dove la dominazione imperialista si manifesta allo scoperto e spinge le masse alla ribellione. Da una parte, l’oppressione nazionale, accelera la maturazione della crisi rivoluzionaria. E, dall’altra, il fattore nazionale non limita la propria influenza alla classe operaia e al mondo contadino; è ugualmente atto a modificare l’atteggiamento di tutte le altre classi sociali nel corso della rivoluzione”. Però era ribadito che il processo rivoluzionario doveva essere egemonizzato dal Partito comunista.

Il VI Congresso gettò le basi per stringere i rapporti fino allora abbastanza discontinui fra l’Esecutivo dell’Internazionale e le sezioni latino-americane. Si decise di aprire New York, sotto la protezione del Partito comunista americano, un Ufficio dell’Internazionale per la zona dei Caraibi.

Per la riorganizzazione del movimento sindacale latino-americano si tenne nel 1928 a Montevideo il Congresso costitutivo della Conferenza sindacale latino-americana.

Nel 1929 si tenne a Buenos Aires una Conferenza dei partiti comunisti latino-americani.

E in questa fase da parte del Partito comunista argentino si sviluppa la tendenza di cominciare la costruzione di sindacati di classe rivoluzionari. Per coordinare il lavoro si costituì il Comitato Classista Unione Unità (CUSC). Dagli anni venti il Partito Comunista postulò che lo sviluppo del sindacato doveva svolgersi per ramo di attività, per questo si coniò lo slogan “Un unione per ogni azienda e per ogni settore”. Per raggiungere quest’obiettivo bisognava superare l’orgoglio professionale (che favoriva l’organizzazione solamente degli operai professionali). La meccanizzazione e la standardizzione della grande industria favorirono il processo di costituzione di sindacati per settore o ramo d’industria.

In Argentina esisteva ancora negli anni trenta un movimento anarchico con forti tradizioni di lotta, ma che era in crisi e diviso tra anarco-sindacalisti e anarco-comunisti, e che controllava due piccole centrali operaie: l’Unione Sindacale Argentina (USA) che era sindacalista rivoluzionaria, basata soprattutto sui telefonici; e la FORA (Federazione Operaia Regionale Argentina), divisa in due fra anarco-sindacalisti  che rifiutava ogni tipo di fronte unico con i socialisti e i comunisti  e sindacalisti. Essa raggruppava: portuali, marittimi, idraulici, carrettieri, camerieri.

In precedenza la FORA aveva avuto un ruolo fondamentale nella lotta di classe in Argentina. La rivoluzione messicana del 1910 e quella russa avevano sviluppato anche in Argentina un forte spirito rivoluzionario tra le masse e i lavoratori, molti dei quali erano migranti provenienti dall’Europa. Erano stati proprio questi a diffondere il sindacalismo radicale ed anarchico tra gli argentini. Nacquero una serie di sindacati, il più celebre e grande dei quali fu appunto la FORA (fondata nel 1901), che incitavano i lavoratori alla rivolta non solo per l’ottenimento di maggiori diritti ma anche per la rivoluzione sociale. Il 2 dicembre 1918 i lavoratori metallurgici della Vasena, gran parte dei quali erano affiliati alla FORA, proclamarono uno sciopero generale per chiedere la riduzione delle ore lavorative (da sessantasei a quarantotto a settimana), il riposo domenicale, l’aumento del salario del 40% e il pagamento degli straordinari; inoltre chiedevano il licenziamento degli ‘spioni’ a libro paga della Vasena che pedinavano i lavoratori nella loro vita privata.

Il 3 gennaio 1919 avvennero scontri tra scioperanti e forze di polizia. Il 7 gennaio la polizia assaltò un gruppo di lavoratori e provocò circa 30 morti. È l’inizio della Settimana Tragica argentina.

La FORA del V Congresso (la fazione anarchica) l’8 gennaio dichiarò lo sciopero generale, contagiando anche città come Mar del Plata, Rosario, Santa Fe e altre città; la FORA del IX Congresso (la fazione socialista e moderata), che non aveva inizialmente aderito allo sciopero, fu in qualche modo costretta ad aderirvi. Durante i funerali degli operai massacrati dalla polizia, avvennero nuovi scontri con la polizia, provocando altri morti e feriti vittime della repressione. Ai funerali partecipavano circa 200. 000 persone, molte di queste si lasciarono andare a saccheggi di chiese, caserme di polizia e negozi. Scontri si registrarono in molte parti della città.

L’11 gennaio, la FORA socialista concordò con il governo la fine dello sciopero ma senza ottenere l’assenso della FORA anarchica. Gli anarchici proseguirono in perfetta solitudine le lotte sindacali, fronteggiando da soli anche la pesante repressione militare che si avvaleva dei paramilitare della Liga Patriotica, un gruppo nazionalista e razzista resosi protagonista di numerosissimi attacchi ai lavoratori.

La Liga era costituita da membri facenti parte della “buona società” argentina, come l’ammiraglio Manuel Domenec e Garcia Carles, professore del collegio militare e della Scuola Superiore di Guerra, e vero e proprio capo della Liga è il capo riconosciuto (nonché deputato parlamentare). I militanti “patriottici” si resero protagonisti di molte aggressioni xenofobe ai lavoratori stranieri, specie quelli di origine russa “accusati” di essere ebrei e simpatizzanti della rivoluzione socialista.

In seguito alla repressione militare, al terrorismo della Liga Patriotica e alle pressioni del presidente Hipólito Yrigoyen sul proprietario della Vasena, affinché accettasse le richieste dei lavoratori, il 17 gennaio 1919 il movimento operaio pose fine agli scioperi anche perché quasi tutte e richieste erano state accettate (ad eccezione degli aumenti salariali concessi solo in misura del venti per cento). Furono liberati i cinquemila operai imprigionati, compresi numerosi dirigenti della FORA, ma per diversi giorni i disordini proseguirono, seppur a bassa intensità, in diverse città.

A metà gennaio la FORA anarchica fu dichiarata illegale e tutti i periodici anarchici seguirono la stessa sorte. Nel corso del 1919 furono messi in atto ben 367 scioperi, i conflitti più duri nella storia argentina.

La repressione della Settimana Tragica, secondo quanto riportato dal periodico La Vanguardia del 14 gennaio, provocò circa 700 morti e 4000 feriti, la stragrande maggioranza dei quali erano lavoratori e\o sindacalisti di origine straniera.

Ma i fatti più tragici (e meravigliosi per lo spirito di lotta di questi proletari) avvennero in Patagonia.  Nell’ottobre dell’anno seguente al massacro della Semana Tragica del 1919, la polizia di Santa Cruz trattenne in stato di fermo i sindacalisti della Sociedad Obrera, la maggioranza dei quali erano immigrati, pretendendone l’espulsione in nome della legge argentina (la cosiddetta “Legge di Residenza”). La Sociedad Obrera dichiarò allora lo sciopero in tutta la provincia per la liberazione dei compagni arrestati.

Una volta riottenuta la libertà, il conflitto continuò per i miglioramenti salariali e per le condizioni di lavoro. Iniziò un’estenuante negoziazione con i latifondisti che terminò con un insuccesso dei lavoratori a causa delle gravi discordanze esistenti tra anarchici, sindacalisti, socialisti e comunisti.

Il governo di Hipólito Irigoyen inviò allora truppe dell’esercito, comandate dal tenente H. Benigno Varela (2 gennaio 1921), per porre fine allo sciopero. Il conflitto parve avviarsi a soluzione pacifica “grazie” alla sentenza del governatore Yza, accettata dalla maggior parte degli scioperanti e anche dal Departamento de Trabajo de la Nación (22 febbraio 1921). Gli eventi precipitarono quando improvvisamente i proprietari terrieri decisero di respingere la proposta governativa poiché ritenevano che il prezzo della lana fosse troppo basso (luglio 1922). A questo punto entrarono in azione le forze paramilitari della Liga Patriottica: il 24 ottobre furono chiusi i locali della Federación Obrera di Río Gallegos”, di Puerto Deseado, di San Julián, di Puerto Santa Cruz e molti dirigenti sindacalisti furono arrestati. A quel punto fu inevitabile la dichiarazione dello sciopero generale a Santa Cruz.

Il 10 novembre il tenente Varela, giunse a Río Gallegos, imponendo «la pena de fusilamiento» (la fucilazione) per i braccianti e agli operai in sciopero. Il governo cileno, timoroso probabilmente che lo sciopero contagiasse anche i lavoratori e le lavoratrici cileni\e, collaborò e fornì sostegno alle forze militari argentine nella repressione in atto. L’esercito argentino soffocò violentemente la rivolta, arrestando e fucilando molti lavoratori\lavoratrici in maniera sommaria. In totale, circa 1500 tra operai, braccianti e sindacalisti morirono sotto i colpi delle “forze dell’ordine”.

Il 27 gennaio 1923 a Buenos Aires, l’anarchico tedesco Kurt Gustav Wilckens, vendicò l’assassinio degli scioperanti colpendo a morte lo stesso tenente Varela.

C’era anche un movimento trotzkista, nato nel 1926, con un certo peso tra gli intellettuali e nel sindacato degli operai del Comune di Buenos Aires, ma senza una politica propria e tutto centrato nella lotta contro lo “stalinismo”.

Il Partito Radicale era il partito della nascente borghesia nazionale e aveva un’ala sinistra antimperialista e democratica (che dopo confluì nel peronismo). L’appoggio al Partito radicale veniva dalle masse popolari, ma la direzione di questo partito era fatta da proprietari terrieri e da grandi borghesi legati per i propri interessi più ai conservatori che alla base del partito. Dunque le masse popolari seguivano un partito che sulla carta era borghese democratico, che aveva una politica di opposizione parlamentare e legale, all’interno però c’era un regime corrotto e fraudolento. Non potendo quindi cambiare niente le masse popolari perdevano la fiducia e si ritiravano dalla vita politica.

L’Argentina viveva in questo periodo un accentuato periodo di urbanizzazione (un quarto della popolazione abitava in tre grandi città e più del 60% in centri urbani con più di 5.000 abitanti) e la quota del reddito nazionale prodotto dall’industria già nel 1940, sebbene il paese vivesse soprattutto dell’esportazione delle materie prime, era più del 55%. Si era creato un giovane proletariato concentrato in poche città. Mancava però una direzione politica perché i sindacati erano divisi e mancava un partito operaio di massa.

Nel 1936, nello stesso periodo della guerra di Spagna, si formarono i primi sindacati unitari di massa, nati da grandissimi scioperi semirivoluzionari, guidati soprattutto dai comunisti, in categorie come gli edili e i tessili. In Argentina si sviluppava, così, un forte movimento di massa che aveva la sua punta di diamante nel movimento sindacale, nel quale confluivano numerosissimi nuovi attivisti, e che per il proprio sviluppo poteva contare su condizioni favorevoli quali le caratteristiche di una fase di grande sviluppo e concentrazione economica che implicava profondi cambiamenti nei rapporti fra le masse popolari e la borghesia, all’interno della borghesia stesa tra borghesia nazionale e l’oligarchia (la borghesia compadora era interna all’oligarchia dominante), e fra borghesia e imperialismo.

Scoppiata la seconda guerra mondiale, finché le armate dell’Asse erano vincenti, la borghesia argentina guardava favorevolmente al nazismo, poiché sarebbe stata lieta per mezzo della mano tedesca, liberarsi degli inglesi.

Mentre gran parte della classe operaia e dei ceti medi, simpatizzavano per l’Unione Sovietica e con i movimenti partigiani, pur essendo all’entrata in guerra in quanto si rifiutavano di lottare per i padroni inglesi (come abbiamo visto l’Argentina era una semicolonia) e quindi sostenevano la neutralità. I radicali, invece erano interventisti. Ugualmente interventisti erano i socialisti e i comunisti, che proclamarono addirittura uno sciopero generale in favore della guerra.

Il risultato di tutto ciò fu che nel paese non aveva una direzione capace che lo guidasse nello sviluppo economico e sociale. C’era un grande vuoto che fu riempito dall’esercito con il colpo si Stato del 1943.

L’esercito argentino con il colpo di Stato assunse la leadership delle forze borghesi nazionaliste. L’intento suo era quello di sviluppare un capitalismo indigeno che puntava allo sviluppo del mercato interno. Le simpatie nazifasciste di molti dei golpisti, erano frutto della simpatia verso la Germania nemica degli americani e degli inglesi. Speravano che Hitler vincesse la guerra, schiacciando sia gli imperialismi democratici, sia il “pericolo rosso”, ma rimanendo così dissanguati, in modo tale da permettere all’Argentina di diventare lo Stato egemone del continente latino-americano. Col loro nazionalismo intendevano quindi mettere a profitto della borghesia l’odio contro gli sfruttatori e oppressori dell’Argentina e la volontà di liberazione nazionale. Il loro obiettivo era di allargare il mercato nazionale a tutta l’America Latina, perché i 14 milioni di abitanti di allora erano tropo pochi per la grande borghesia che vedeva nel nazionalismo e nell’unificazione nazionale latino-americana, la possibilità di realizzare il sogno di 150 milioni di consumatori.

Il colpo di Stato del 1943 era espressione delle tendenze nazionaliste in seno all’esercito argentino. Si apriva così l’epoca della politicizzazione e organizzazione politica delle forze armate nei paesi coloniali e semicoloniali, che avrebbe dato vita alle esperienze del partito Ba’th in Siria e in Iraq, al nasserismo, in numerosi paesi africani, fino quelle del Perù e a Panama.

Molti dei paesi dove si sono sviluppate queste esperienze hanno in comune il fatto di essere paesi con grandi tradizioni di civiltà (e questo basta a fare piazza pulita di tutte le dicerie che legano la loro arretratezza  alla religione islamica, alla loro indole ecc.) che l’imperialismo ha legato al comune corso mondiale della storia e allo stesso tempo relegato all’oppressione razziale e coloniale (nel ruolo di colonie e semicolonie). I popoli di questi paesi nella maggior parte hanno partecipato attivamente e su grande scala alla lotta anticoloniale che dalla Rivoluzione di Ottobre, come si dive prima, entrava a far parte della Rivoluzione Proletaria Mondiale. In questi paesi dagli anni ’20 si formarono forti partiti comunisti che vi svolsero un ruolo politico importante. Le basi della società civile feudale e semifeudale furono allora minate e sconvolte senza però essere eliminate e sostituite.[89]

L’avvento dei revisionisti moderni alla direzione del Movimento Comunista negli anni ’50 ha impedito che il Movimento Comunista sfruttasse i grandi successi raggiunti e superasse i suoi limiti, e che consentisse di condurre in porto la rivoluzione democratica nell’unica veste in cui essa era possibile, come rivoluzione di nuova democrazia.

I revisionisti moderni promossero e appoggiarono quella che essi chiamarono “una via non capitalista di sviluppo”. Di fatto essa consisteva nel potere della borghesia burocratica[90] con le sue velleità di sviluppo economico e culturale autonomo dal sistema imperialista mondiale grazie anche al sostegno dell’Unione Sovietica e del Campo Socialista.

I più noti esponenti d questa “via non capitalista di sviluppo” sono stati Sukarno (Indonesia), Nehru (India), Mosadeq (Iran), Kassem (Iraq), Assad (Siria), Nasser (Egitto) e anche Peron entra benissimo tra gli esponenti di essa.

Peròn, oltre ai provvedimenti sociali menzionati, decretò il blocco degli affitti e delle rendite agricole, puntò sulla nascita di un potente movimento operaio e sulla creazione di nuovi sindacati di massa, basati sui delegati. Cominciò a formare (e a comprare se necessario), una burocrazia statale a lui fedele, reclutata soprattutto fra i dirigenti sindacali e dei partiti operai.

Nel maggio del 1945, dopo la capitolazione della Germania, gli Stati Uniti vedevano con preoccupazione i processi apertamente populisti che si stavano sviluppando in America Latina, come quello capeggiato da Getulio Vargas in Brasile. Questi populismi avevano un carattere nazionalista che inquietava l’imperialismo USA. Per questo motivo, quello stesso anno Washington inviò a Buenos Aires l’ambasciatore Spruille Braden col compito di creare un fronte di opposizione a Peròn. Braden appoggiò pubblicamente i candidati dell’Unìon Democratica, contando sul sostegno dei conservatori, dei comunisti, dei socialisti e dei radicali che erano contrari ai militari e a Peròn. La situazione creò uno dei più grandi malintesi della storia argentina, che cosa avevano in comune gli operai comunisti e socialisti con i proprietari terrieri che odiavano Peròn?

L’accusa principale rivolta ai peronisti era di essere nazifascisti. Come combattere il nazi-peronismo era, il titolo di un libro del segretario generale del Partito Comunista argentino, Vittorio Codovilla, così come le masse peroniste erano descritte da Amerigo Ghioldi, dirigente socialista alla stregua di “orde senza classe che si lavavano le zampe nelle fontane delle città”.[91] Così facendo i partiti operai argentini si chiusero alla comprensione di un processo storico. Non comprendevano la differenza  tra contenitore (il movimento peronista con un gruppo dirigente a grande maggioranza filofascista) e contenuto (le masse popolari argentine che intendevano il peronismo come un movimento antimperialista e che combatteva l’oligarchia). In sostanza le masse peroniste che si muovevano erano parte integrante di quel processo rivoluzionario a livello mondiale che si era aperto con la sconfitta del nazifascismo, con la vittoria della resistenza in numerosi paesi europei, con la rottura dell’isolamento dell’Unione Sovietica e la creazione di grandi partiti comunisti di massa. Le masse peroniste risposero al feroce attacco col grido “O Braden o Peròn”, e con questo slogan si unificarono.

Come si diceva prima dopo la seconda guerra mondiale si scatenò in numerosi partiti comunisti una vera tempesta revisionista con il pretesto di seguire l’esempio dell’Unione Sovietica che, per parte sua faceva dei compromessi con i principali paesi imperialisti. Tutto ciò comportò addirittura il sabotaggio aperto delle lotte operaie “perché ostacolano lo sforzo bellico delle democrazie contro il fascismo”. Nel 1942 in Argentina soltanto il 10% degli scioperi ha successo. Peròn ne approfittò per rimuovere i comunisti e i socialisti dalla dirigenza sindacale. A partire dal 1945 comunisti e socialisti persero per sempre il loro ascendente sul movimento
operaio e rimasero relegati in una posizione marginale, venendo considerati alla stessa tregua di una qualsiasi opzione “borghese”.

Il fallito tentativo del colpo di Stato dell’ottobre 1945 divise la storia argentina tra un prima e dopo: fu il momento mitico in cui i lavoratori, argentini o figli e nipoti di immigrati, inaugurarono l’era delle masse occupando per la prima volta in maniera simbolica Plaza de Mayo.

Il 24 febbraio 1946 ci furono le elezioni. Peròn prese 1.478.000 voti. Unìon Democratica 1.212.000. Era una vittoria, ma di stretta misura, appena il 55%, poiché le opposizioni erano riuscite a conquistare una fetta importante dei ceti medi.

Il risultato era che il proletariato peronista era rimasto separato dalla piccola borghesia (per non parlare dei partiti operai di ispirazione socialista). Si erano in sostanza formati due blocchi: da una parte le masse proletarie peroniste unitamente alla borghesia nazionalista e alla maggioranza dell’esercito; dall’altra la piccola borghesia insieme ai partiti socialista e comunista alleati all’oligarchia e all’imperialismo.

Questo dramma è la chiave per comprendere il peronismo come un movimento nazionalista guidato da un gruppo dirigente omogeneo al capitalismo. È questa la chiave per capire come durante il colpo di Stato del 1955, Peròn davanti al dilemma se armare le masse e mobilitarle o capitolare, preferì fuggire lasciando il governo ma salvando il potere alla sua classe, piuttosto che mantenere il governo consegnandosi però politicamente e organizzativamente nelle mani del movimento operaio e mettendo in pericolo il potere capitalista.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nazisti in America Latina

 

  C’è stata una sottovalutazione sulle potenzialità del movimento nazista in America Latina. Si sostiene che il nazismo non potrebbe mai attecchire perché la storia e la cultura sudamericana sono troppo diverse da quelle italiane o tedesca.[92] In primo luogo la popolazione così eterogenea, un programma su basi razziali si ritiene che non potrebbe avere successo. E poi, con la presenza in molti paesi della democrazia borghese mitigherebbe l’impatto di una forza politica puramente nazionalista.

Ora tutto ciò è vero sono in parte. È vero che le popolazioni di molti paesi latino-americani è composta da elementi razziali diversi; ma non basta a evitare che quelli con la pelle bianca guardino dall’alto verso il basso quelli della pelle scura. E nemmeno che i discendenti degli Europei discriminino i discendenti dei nativi. La distruzione degli indigeni amazzonici è solo un esempio della crudele indifferenza per le persone con una pelle o di etnia diversa. Appartenere a una certa famiglia può volere dire tutto, sia in Colombia sia in Cile. È il cognome che ti dà via libera o l’accesso ai clubs più riservati o ti preclude in via definitiva ogni accesso al potere.

Fu così che la sensibilità nazista si fece strada tra gli strati privilegiati dell’America Latina, tra le élites dominanti (ovviamente tra quelle bianche di pelle). Se in certi paesi era difficile organizzare un partito antisemita perché la comunità ebraica era piccola e ininfluente, si calcava la mano sull’anticomunismo. È se il comunismo (e tutto quello che era identificato con esso come i sindacati e le organizzazioni operaie in genere) cominciava a fare proseliti tra le masse popolari (solitamente tra i nativi) ecco che l’anticomunismo assumeva una sfumatura razzista.

Il cattolicesimo romano era una grande forza in Sudamerica. Fino agli anni ’40 e ’50, le leggi della Chiesa cattolica in sostanza coincidevano con quello dello Stato (pensiamo alla legislazione sul matrimonio, sul divorzio e sull’aborto); comunque la Chiesa è tuttora un punto di riferimento morale, pensiamo solamente agli esponenti delle Teologia della Liberazione. Così in Sudamerica, i Nazisti si trovarono di fronte agli stessi ostacoli filosofici e culturali che già avevano incontrato in Germania. Con la differenza che nelle classi medio-basse la regola era rappresentata da un fervido cattolicesimo, mentre nelle classi socialmente e culturalmente superiori era di gran moda l’occultismo. Praticavano di tutto, dallo spiritismo allo gnosticismo dalla magia rituale al rosacrocianesimo, soprattutto nelle aree urbane. A queste dottrine mescolavano credenze indigene come la Santeria e la Macumba, e innumerevoli altre pratiche in cui sopravvivevano espressioni religiose africane e indie contaminate da elementi di cattolicesimo romano: un terreno senz’altro fertile per ogni sorta di culto e setta religiosa non tradizionale.

Non è perciò un caso che proprio in America Latina divenne famoso e operò una figura inquietante, dove si mescolava spionaggio, esoterismo e politica: Giuseppe Cambareri.[93]  Di origini calabresi (nasce a Solano di Scilla nel 1901), all’età di dieci anni si trasferisce con la famiglia Buenos Aires, dove vive tra alterne fortune fino al 1933. Personaggio eclettico con ambizioni letterarie, fonda e dirige una compagnia teatrale con la quale con la quale compie frequenti viaggi in Brasile, Cile e Uruguay. Per un breve periodo tra il 1919 e il 1922, torna anche in Italia e aderisce ai Fasci di combattimento di Mussolini. Nel 1933 a Rio de Janeiro, si avvicina all’esoterismo, in gran voga nell’alta borghesia brasiliana, e alla Massoneria della Fraternitas Rosacrociana Antiqua del Gran Maestro Arnold Krumm-Heller. Dal 1934 è a Roma.

Dispone di molto denaro e inizia a tessere una rete di conoscenze altolocate tra affari, ricevimenti sfarzosi e sedute spiritiche con il bel mondo dell’aristocrazia romana. Frequenta la famiglia Badoglio, il conte Ciano e il generale Carboni, capo del SIM (lo spionaggio militare), con i quali si vanta di possedere le indiscusse capacità divinatorie. Doppiogiochista di razza, dal 1936, il mago (così si presenta agli amici) lavora per i servizi segreti inglesi e, dal 1939, anche per il SIM, se è vero che il maresciallo Badoglio gli affida una missione segreta: stabilire un contatto con il presidente americano Roosevelt per comunicargli che una buona parte delle gerarchie militari e della massoneria italiana è contraria all’alleanza con Hitler e alla guerra alla Gran Bretagna.

Nel dopoguerra Cambareri fonda L’universo, un settimanale di destra finanziato della Massoneria e dal magnate italo-brasiliano Francesco Matarazzo, zio del principe siciliano Giovanni Francesco Alliata di Montereale. Nella primavera del 1946 partecipa alla costituzione dell’AIL del colonnello Ugo Corrado Musco, una  formazione paramilitare anticomunista che vanta tra i suoi capi il generale Sorice e il Messe. Nel luglio 1947, l’organizzazione può contare su cinquanta generali anticomunisti pronti a tutto e impegnati nell’organizzazione di un colpo di Stato.

Tra le metà del 1946 e l’inizio del 1947, Cambareri compie una serie di viaggi in Brasile, Argentina, Cuba, Cile e Messico. Non si sa molto di queste misteriose trasferte oceaniche. Di certo c’è solo che (casualmente?) che negli stessi mesi soggiornò in Brasile, Colombia, Venezuela e Cuba, Lucky Luciano, il superboss della mafia italoamericano.[94] Nel 1948 Cambareri si stabilisce a San Paolo del Brasile, dove vive come un principe fino al 1972, anno della sua morte.

Ritorniamo al nazismo in America Latina. Il nazismo per le oligarchie latino-americane è una filosofia a loro congeniale: un’ideologia in cui il potere equivale al diritto, e con la forza di volontà (più le armi automatiche) si ottiene tutto. E dato alcuni settori della Chiesa – preti, suore e vescovi – di recente si sono lasciati coinvolgere in forme di protesta antigovernative e antioligarchiche, a volte persino allineandosi con i comunisti e i socialisti contro le dittature di destra, di conseguenza ritengono di far a meno anche della Chiesa.

Molti nazisti sono personaggi surreali. Un esempio tra tutti è Carlos Lehder Rivas, l’ex capo del cartello della droga di Medellín, in Colombia: nazista, multimilionario signore della droga, condannato testimone per l’accusa nel processo contro l’ex presidente di Panama (nonché stregone della Santeria)[95] Manuel Noriega.

Il padre di Lehder era un ingegnere tedesco che riuscì a emigrare in Colombia prima della fine della guerra. Carlos nacque nel 1947, da madre colombiana. I genitori divorziarono subito dopo la sua nascita e la madre lo portò a New York, dove già da ragazzino finì per spacciare marijuana nel Bronx, prima di essere arrestato all’età di 26 anni. Rubava auto da quando ne aveva 18. Nel 1975 era fuori di galera e aveva fatto ritorno a Bogotà. Tre anni dopo era uno degli uomini più ricchi del mondo. Aveva capito che l’elemento chiave di qualsiasi operazione di narcotraffico era il trasporto e mise in piedi un sistema che era il fiore all’occhiello della criminalità organizzata del Sudamerica.

Essere solo un trafficante di droga non gli evidentemente gli andava stretto e Carlo decise di voler governare il paese. Entro il 1983 aveva costituito un partito politico – il Movimento Civico Latino Nacional (MCLN) caratterizzato da un violento nazionalismo, antiamericano, anticomunista e nazista, che esaltava Hitler come il “il più grande guerriero della storia”.[96] Il suo stesso ruolo di narcotrafficante lo motivava (mistificando) come un mezzo per rovesciare i regimi dominati dall’imperialismo USA. Aprì un albergo, la Posada Alemana (Locanda tedesca), trionfo dell’architettura bavarese con una statua di John Lenon (che era un suo idolo) che troneggiava al centro della discoteca: un punto di ritrovo dove si suonava a tutto volume la musica dei Beatles a qualunque ora del giorno e delle notte. La statua in sé è degna di nota, perché rappresentava John Lenon in costume adamitico, con un elmetto nazista in testa, la chitarra in mano e un foro di proiettile nel cuore! Come la mente di Lehder avesse potuto concepire un collegamento tra il nazismo e il celebre cantautore del pacifismo e dell’amore se lo chiedono tutti; forse il fatto che Lenon avesse sposato una giapponese gli aveva fatto supporre una simpatia per le forze dell’Asse. In ogni caso, i molti discorsi che Lehder tenne alla stampa e alle folle di curiosi della sua cittadina natale di Armeria che insistevano sul tema del nazismo e sul traffico di droga, equiparando la cocaina alla bomba atomica, potevano apparire come sproloqui di un narcotrafficante. Ma di mezzo c’è una “piccola” questione di un  di un colpo di Stato in Bolivia, progettato da un altro narcotrafficante nonché ex capo della Gestapo Klaus Barbie con l’assistenza di una ben nota Loggia massonica che faceva capo in Italia.

Barbie era stato un fervente cattolico in gioventù e aveva frequentato i gruppi giovanili religiosi. A un certo punto, sperimentò a quanto sembra sperimentò una crisi spirituale nel 1933 aderì alla Gioventù Hitleriana, divenendo assistente di un leader locale del partito, farà sei medi di “formazione” in un campo di lavoro (possiamo immaginare che tipo di formazione ebbe). A 22 anni è nella SD, il servizio segreto delle SS. Nell’aprile 1940, a 27 anni si sposa e in seguito il 29 maggio 1940 viene promosso vice-luogotenente, ed è inviato in Olanda. Qui partecipa alla caccia  agli ebrei, agli zingari e a tutti gli elementi sovversivi che possano “contaminare” la razza ariana. Nel giugno 1942 è chiamato in Francia, dove si guadagnerà la fama di boia e macellaio.

Finita la guerra, Barbie è al 239° posto nella lista dei criminali di guerra compilata dagli alleati. Barbie, intuì come altri nazisti che con lo scoppio della cosiddetta guerra fredda il clima era mutato, i nazisti potevano tornare a essere utili nella battaglia mondiale contro il comunismo. Entrò a servizio del CIC (il controspionaggio americano) di cui è responsabile ad Augsburg. Servirà nel CIC per tre anni, con uno stipendio di 1.700 dollari il mese.

Ma l’Europa era troppa pericolosa per Barbie. Ricercato dai francesi per crimini di guerra commessi a Lione, sapeva di non poter contare all’infinito della protezione statunitense. Gli americani non potevano permettersi che Barbie cadesse nelle mani degli mani dei francesi, perché avrebbe potuto rivelare che la Francia stessa era vittime dello spionaggio USA. Così organizzarono la sua fuga in Sudamerica .

Dopo una serie di peripezie, Barbie si trovò (con tutta la famiglia) una nuova patria in Bolivia, nel 1951, con un visto rilasciato da padre Roque Romac (pseudonimo dell’ennesimo ecclesiastico criminale di guerra croato che guidava il suo nuovo gregge di fedeli nella zona di Cochabamba). Per un certo periodo, Barbie, incarnò il perfetto uomo d’affari borghese. Poi man mano che si consolidava i rapporti con la rete nazista sotterranea in Sudamerica – in compagnia di Skorzeny, Eichmann e numerosi altri – Barbie cominciò a ritagliarsi una posizione influente nei vari regimi  militari che si avvicendavano a La Paz. Barbie, legandosi all’intrallazzatore Freddy  Schwend e Stefano Delle Chiaie si trovò un impiego redditizio come tenente colonnello dell’intelligence boliviana.[97]

Stefano Delle Chiaie era stato costretto a fuggire dall’Italia per via della sua implicazione diretta alla strategia della tensione. Era fuggito in Spagna (che all’inizio degli anni ’70 sotto Franco era un porto sicuro per i fascisti), dove aveva conosciuto e coltivato l’amicizia con “El Brujo” (lo Stregone), in altre parole José Lopez Rega, peronista, rosacrociano, consulente mistico di Isabelita Peròn, ma soprattutto divenuto famoso in quanto fondatore delle squadre della morte AAA (Alianza Anticomunista Argentina)[98] e membro della P2. Lopez Rega era intimo amico di Licio Gelli, il gran maestro della Loggia P2.

Delle Chiaie collaborò assieme ad altri fascisti italiani con la polizia politica di Pinochet.

Con simili “talenti” era quasi inevitabile che dovesse sorgere il fenomeno del narcoterrorismo. “I fidanzati della morte”, con quest’appellativo preso alla lettera dall’inno dei legionari spagnoli, era il nome di un esercito privato di nazisti, fascisti e mercenari reclutati da Barbie verso la fine degli anni ’70.

Quando organizzò questo esercito Barbie, solo era consigliere per la sicurezza nazionale al ministero degli Interni boliviano, tramite le sue società fantasma acquistava si dedicò al commercio delle armi tra Bolivia, Perù e Cile. Il commercio delle armi aprì quella del narcotraffico e quest’esercito privato serviva da guardia speciale dei trafficanti boliviani che erano in contrasto con il cartello rivale di Medellín. Per un certo periodo sembrò che Barbie e c. non potessero puntare più in alto, ma poi venne il luglio 1980 e il colpo di Stato militare di Garcia Meza, dietro il quale c’era anche Barbie e Stefano delle Chiaie, con i finanziamenti dei servizi segreti argentini.

I golpisti fecero una brutale repressione militare. A La Paz si tenevano apertamente manifestazioni naziste con tanto di svastiche nei bar e nei circoli. Barbie continuò la sua opera di capo dell’intelligence boliviana e Delle Chiaie andò all’estero per stringere rapporti di collaborazioni tra il governo della Bolivia e degli autentici pazzi omicidi come il maggiore Roberto d’Aubuisson di El Salvador, che entrò nella storia come il mandante dell’omicidio dell’assassinio dell’arcivescovo Oscar Romero. Intanto Barbie in Bolivia si concentrava sulla rimozione di ogni possibile ostacolo al suo rigoglioso narcotraffico con l’approvazione e l’appoggio del governo.

Alla fine tutto questo ebbe fine. Delle Chiaie fu coinvolto nelle indagini sulla strage di Bologna del 1980. Sparì sfuggendo per un pelo all’arresto, mentre Barbie dopo che in Bolivia fu eletto un governo di civili, nel febbraio 1983 fu estradato in Francia, per subire il processo che gli spettava da 40 anni.

La storia di Barbie è istruttiva perché dimostra che il nazismo sotterraneo è pericolosissimo e che costituisce una minaccia in tutti i paesi del mondo.

 

 

 

 

IL CILE BRUCIA

 

I seguaci di Crowley parlano di una corrente magica. Nella loro visione del mondo, il flusso energetico che opera nella New Age è la cosiddetta ”corrente 93”, e come la corrente descritta da Heiden nella sua biografia su Hitler, questa corrente “induce in tutti gli uomini gli stessi pensieri”. Per i thelemiti, sono pensieri in libertà individuale; una libertà che non viene concessa, come fosse un favore da un’autorità benevola, ma che si eredita per diritto di nascita; in altre parole, la “corrente 93” equivale nella percezione comune all’Età dell’Acquario. Certo in ogni caso per Hitler questi pensieri riflettevano la dinamica che s’instaura tra schiavo e padrone: un reciproco bisogno di sottomissione nel contesto fortemente ritualistico del culto negromantico.

Si è visto che il nazismo sotterraneo sudamericano e in particolare in Argentina, fiorì rigogliosamente negli anni ’50, ’60 e ’70. Però, in quest’ultimo paese, dopo la morte di Peròn, i nazisti capirono che per continuare a coltivare il loro interesse bisognava cambiare aria. Isabelita Peròn (la terza moglie di Peròn) era una loro simpatizzante. Essi si circondava di occultisti, rosacroce e personaggi con presunte doti medianiche (come Lopez Rega), concedendo loro una fiducia che avrebbe fatto impallidire Rudolf Hess.

Con la situazione politica incerta dopo la caduta di Peron molti nazisti cominciarono a rifugiarsi in Cile. Il Cile, tra l’altro, vantava da quasi un secolo, un’importante comunità tedesca. I discendenti dei tedeschi immigrati ormai occupavano posizioni prestigiose e influenti tanto che quasi (paradossi della Storia), come una specie di stereotipo antisemita al contrario, si affermava che in Cile non si poteva concludere nulla se si passava per i tedeschi che erano: avvocati, banchieri, industriali, produttori di ogni sorta. E non si trattava di cileni, con cognomi tedeschi, bensì di gente che preservava la lingua, la cultura, insomma tutto il patrimonio ancestrale tedesco nel bel mezzo di un paese che vantava la più importante tradizione democratico borghese del continente latino-americano.

E in Cile come si è visto, esiste un forte movimento nazista. Serrano, indubbiamente, è uno dei più importanti nazisti cileni.

Miguel Joaquín Diego del Carmen Serrano Fernández nacque a Santiago del Cile. Educato all’Internado Nacional Barros Arana dal 1929 al 1934, inizialmente abbracciò il Marxismo, scrivendo per giornali di sinistra. Presto disilluso dal comunismo, mosso tra l’altro da sdegno per il massacro dei nazisti che avevano tentato come si è visto un tentativo di colpo di Stato del 5 settembre 1938 si iscrisse al Movimiento Nacional Socialista de Chile (M.N.S.), un partito nazista cileno (capeggiato da Jorge González von Mareés). Nel luglio del 1939 si associò pubblicamente al M.N.S. (allora nominato Vanguardia Popular Socialista – Fronte Popolare Socialista), scrivendo per il giornale Trabajo (“Lavoro”). Contestualizzò la propria attività di diplomatico per il suo paese, in diverse realtà europee. La sua attività di ricerca e studio lo condusse alla stesura di eruditissimi libri, segno della sua complessa e vastissima cultura storica esoterica e filosofica. Organizzò e partecipò a ripetute esplorazioni nelle lande antartiche cilene, sempre animato dall’aspirazione alla verifica delle sue complesse teorie e ricerche. Durante i suoi obblighi diplomatici a Vienna e in Svizzera, Serrano instaurò legami d’amicizia con Léon Degrelle, Otto Skorzeny, Hans-Ulrich Rudel, Saint-Loup e Hanna Reitsch. Incontrò anche Julius Evola, Hermann Wirth, Wilhelm Landig ed Ezra Pound. Egli si ritiene un Hitlerista esoterico e ritiene che la sua nuova fede religiosa possa cambiare l’uomo materialista di oggi in un nuovo eroe idealista: la strada per trasmutare un uomo in dio.

La sua singolare concezione teorica dell’eredità lasciata dal Terzo Reich è condivisa da numerosi giovani, non solo in Sud America: viene chiamato il Quarto Reich esoterico.

Serrano è considerato con simpatia dai vecchi nazisti e i giovani vedono in lui una guida teorica, anche in virtù delle sue credenziali psicoanalitiche: “Ricordo perfettamente i miei incontri con il professore Jung e con lo scrittore Hermann Hesse. Il nostro era una “triangolo ermetico” così come l’ho descritto nel mio libro con quel titolo. Ci incontravamo nella residenza di Hesse a Montagnola, nel Canton Ticino. Una volta mi invitarono, era l’agosto del 1960, sul lago di Ascona. Lì ogni estate tenevano dei convegni cui partecipavano anche Heidegger, Mircea Eliade e tanti altri. Il tema di quell’anno era “L’armonia tra uomo e natura”.

In quella occasione parlai a lungo con il professor Jung, che mi raccontò una storia che nessuno conosceva, ovvero quella dei suoi rapporti con i nazisti e con i servizi segreti americani”. [99]

La storia in sostanza è questa: nel 1943 Allen Dulles invia a David Bruce che era il capo dello spionaggio USA in Europa il seguente dispaccio da Berna: “L’agente 488 riferisce che Hitler si nasconde in un bunker sotterraneo nella Prussia dell’Est e che chiunque voglia vederlo deve passare ai raggi X. L’agente 488 conosce bene i tratti psicopatici di  Hitler e crede che adotterà le più disperate misure fino all’ultimo, ma non esclude che si suicidi”. L’agente 488 era Carl Gustav Jung.[100]  Attualmente la rete che fa riferimento sul versante teorico alla figura di Serrano ha addentellati in tutto il mondo e proseliti eterogenei, tra i seguaci di Jung, i gruppi neobuddisti, e neo-induisti diffusi soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti e tra le frange New Age.

Nel 1970 accade un fatto importante non solo per il Cile ma per tutta l’America Latina: la vittoria di Salvador Allende. Era la prima volta che un candidato socialista (non socialdemocratico) che si dichiarava apertamente marxista veniva eletto presidente della repubblica attraverso le urne. Quest’esperienza creò una grande speranza in tutta l’America latina, però molti esponenti della sinistra dimenticarono (più o meno volutamente) che era stato conquistato il governo e non il potere; che i poteri legislativo e giudiziario era un dominio delle forze conservatrici e che il pilastro fondamentale dello Stato borghese – l’Esercito –  si conservava intatto, protetto dal cosiddetto Statuto di Garanzie Costituzionali, in base al quale il governo di S. Allende si era impegnato a non toccare le forze armate, l’istruzione e i mezzi di comunicazione, perché questo aveva preteso la Democrazia Cristiana per appoggiare la ratificazione in parlamento. [101]

Nonostante questi limiti, il governo di unità popolare riuscì a ottenere una serie d’importanti risultati. Si procedette rapidamente all’espropriazione dei latifondi, nonostante le limitazioni della Legge di Riforma Agraria approvata durante il precedente governo Frei.[102]  Le grandi imprese di rame furono nazionalizzate senza pagare indennizzi,[103] grazie alla riforma costituzionale approvata all’unanimità dal Congresso l’11 luglio 1971. Si mossero i primi passi per costituire un’area di proprietà sociale, usando procedimenti legali che non mettevano in discussione la giurisdizione del sistema del sistema vigente. Si attuò una politica di ridistribuzione degli introiti e di riattivazione economica, che aumentò in modo considerevole il consenso popolare ad Allende. E, infine, si allacciarono relazioni diplomatiche con vari paesi socialisti e si ristabilirono quelle già esistenti con Cuba.

Il paese viveva un clima rivoluzionario, di trasformazioni profonde. La sinistra dell’Unità Popolare comincia a chiedere apertamente al governo di uscire dal limite della legalità borghese (anche per il fatto che le forze di destra coalizzate stavano già uscendo dal terreno legale)  per darsi nuove strutture alternative di potere collegate direttamente con la base (assemblee popolari, comunali e nazionali).

I maggiori successi, questo movimento li ottiene nelle campagne, dove mette in causa l’orizzonte della riforma Frei (limite di esproprio 80 ettari). Le occupazioni di terra, che non rispettano i limiti legali né i limiti di estensione si moltiplicano a ritmo accelerato. Anche molte fabbriche che non dovevano essere nazionalizzate, sono occupate dagli operai e gestite con la solidarietà attiva dei consigli di zona (cordones) che organizzano un efficace sistema di controlli e interventi per eludere e respingere l’azione della polizia. In alcuni casi, si arriva allo scontro fisico, come a Conception, roccaforte del MIR (Movimento della Sinistra Rivoluzionaria), quando le masse dei lavoratori tentano di opporsi a una provocatoria manifestazione della DC e dei fascisti. La polizia, diretta da prefetto del Partito Comunista Cileno (partito impregnato fino in fondo di revisionismo) attacca il corteo dei lavoratori e scorre del sangue.

Allende condanna questa tendenza alla radicalizzazione che investe anche il suo partito, ma cerca la via del compromesso fra le varie forze che compongono la coalizione. Ma ormai si è aperta una nuova dialettica dello scontro di classe che non è più inquadrato nel rapporto interamente delegato tra base e vertice. È il movimento di massa, infatti, che fa fallire la linea all’interno della coalizione le proposte di chi sostiene che per riottenere la fiducia del capitale privato bisogna dargli garanzie ragionevoli, a cominciare dalla riduzione delle nazionalizzazioni e porre dei forti freni al controllo operaio sulla produzione. Queste proposte comportano sul piano politico, un fronte d’alleanza con la borghesia e in particolare con la DC che n’è l’espressione politica.

Quando la destra il 29 giugno 1973 fa un tentativo di golpe, la base popolare e operaia, i cordones, reagiscono con grande prontezza occupando 200 fabbriche che non intendono per nessuna ragione restituirle. La sinistra interna ed esterna all’UP, si fa portavoce delle richieste popolari: repressione degli alti comandi dell’esercito, organizzazione di una milizia popolare armata per far fronte a un’emergenza. Mentre la destra della coalizione, al contrario spinge  che si attuino delle ulteriori concessioni alla borghesia cedendo sul piano delle nazionalizzazioni.

La destra cilena (aiutata dall’imperialismo USA) senza mai scartare il colpo di Stato militare che cercò di mettere in pratica dal momento stesso in cui venne annunciata la prima maggioranza elettorale ottenuta da Allende, assassinando il generale Scheneider che era fedele alla Costituzione, si ripropose l’obiettivo strategico di disintegrare con tutti i mezzi possibili il blocco di forze politiche e sociali che avrebbe permesso all’UP di governare in senso riformista grazie alla legislazione vigente.

La destra decise di operare su punti ben precisi:

 

1) Tentare di dividere la coalizione di governo. Ci riuscì perché le contraddizioni all’interno della coalizione erano forti (e reali). La destra fece una campagna facendo leva sulla linea di divisione fra partiti “marxisti” e partiti “democratici”. Inoltre, si ricorse al vecchio spettro dell’anticomunismo, cercando di isolare il Partito Comunista Cileno all’interno di UP, accusandolo di tentare di “impadronirsi di tutto il governo”, di “partigianeria incondizionata nei confronti di Mosca” e così via.

2) Mantenere ad ogni costo il controllo dei mezzi di comunicazione. In quel momento controllava il 70% della stampa e 115 delle 155 radio presenti nel paese fra cui le reti più potenti.

3 Difendere la proprietà privata. La destra usò tutti i meccanismi legali a sua disposizione per ritardare la formazione dell’area di proprietà sociale; l’esempio più chiaro fu il progetto di riforma costituzionale, presentato dalla Democrazia Cristiana per impedire l’espropriazione della maggior parte delle imprese.

4) Creare una coscienza contraria all’UP nelle Forze Armate. A tal fine si sfruttò abilmente tutto quanto poteva dare l’immagine di un paese “caotico” e “anarchico”. E, senza dubbio, il punto centrale della campagna fu la denuncia dell’esistenza di gruppi armati a detrimento delle uniche forze armate che dovevano esistere.

5) Conquistare la classe media. Si appoggiarono i supervisori che boicottavano la produzione nelle miniere di rame, si cercò di mobilitare i collegi professionali, si utilizzavano le università per sperimentare le linee strategiche.

 

Ma l’obiettivo fondamentale, era quello di provocare il fallimento economico del governo di UP. Le misure cominciavano a essere applicate immediatamente dopo il trionfo elettorale di Allende con la corsa alle banche, il contrabbando di dollari, la paralisi di alcune industrie, la fine dell’importazione di materie prime e di scorte necessarie per il funzionamento dell’industria ecc.

Il governo USA e le multinazionali (pensiamo al ruolo dell’ITT) intrapresero un’azione di assedio economico, in termini di riduzione dei crediti, impedimento della rinegoziazione del debito estero, embargo dei beni da parte delle compagnie espropriate e divulgazione internazionale dell’immagine di un paese in bancarotta, per colpirlo maggiormente dal punto di vista finanziario.

Allende doveva essere abbattuto e i nazisti erano pienamente d’accordo con quest’obiettivo.

 

 

 

 

Colonia Dignidad

 

 

Villa Baviera nota anche come Colonia Dignidad è un villaggio cileno posto 35 Km a sud-est di Parral, provincia di Linares, nella regione del Maule, sulla sponda settentrionale del fiume Perquilauquén. Fu fondato da un gruppo di immigrati tedeschi guidati da Paul Schäfer.

Paul Schäfer era uno dei luogotenenti di Gehlen, fu spedito da lui in Cile nel 1959 per dare manforte a Ermann Smidt Georgi, che già dal 1953 gestisce la base di Colonia Dignidad, che non è Cile ma neanche Repubblica Federale Tedesca. Si può definire che Colonia Dignidad è l’ultimo territorio di Terzo Reich, poiché fu comprato nel 1943 dal governo tedesco di allora e girato poi in delega al cittadino bavarese Paul Schäfer, già istruttore militare delle giovani SS. Paul Schäfer nel 1959 venne in Cile con circa 500 ragazzi orfani di guerra delle SS, era un’operazione di rivitalizzazione dopo la quale anche Colonia Dignidad diventerà un perno fondamentale del lavoro di smistamento logistico di persone in fuga, oltre che un centro d’addestramento di forze militari e paramilitari anticomuniste.

Il numero dei residenti è cresciuto fino a contare 350 membri, 250 adulti e cento bambini. A quanto riferiscono la stampa cilena e tedesca, vigono rigide regole di separazione tra maschi e femmine e i rapporti sessuali sono vietati.[104]  Ed essendo il sesso proibito, per “moltiplicarsi” la Colonia deve importare bambini dalla Germania. Le autorità tedesche hanno su una quarantina di casi in cui la spartizione di bambini nella zona di Bonn e di Colonia sembra portare a Colonia Dignidad.[105] Questa comunità ha subito accuse di abuso e rapimento internazionale di minori da parte di testimoni oculari, fuggitivi e responsabili del governo cileno e della RFT. I paralleli tra Colonia Dignidad e certe storie su abusi rituali su minori, in cui il filo conduttore è sempre un culto satanico che opera in zone fuori mano, che rapisce o alleva bambini è impressionante.

In Colonia Dignidad non si parla spagnolo; solo il tedesco e, stranamente, l’inglese. S’indossano abiti in stile anni ’40 e si lavora di norma 14 ore il giorno. Non sono permessi televisione, radio, giornali.

Nel 1963, fu fondato il Partido Socialista Obrero del Chile (Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori del Cile) presieduto da Franz Pfeiffer. Dall’omonimo partito tedesco aveva mutato ben più del nome e divenne famoso per le bandiere e i bracciali con la svastica, il saluto fascista e gli Heil Hitler, tanto da raccogliere diecimila adesioni nel suo primo anno di vita. Quella di Pfeiffer era solo una delle molte organizzazioni naziste in Cile, ma era l’unica a patrocinare un concorso di “Miss Nazi” cui il Sudamerica nazista inviava le sue partecipanti, tutte con una svastica che brillava negli occhioni ingenui.

Nel 1966 emerse per la prima volta la prima delle molte accuse contro Schäfer e la Colonia, quando Wolfang Müller riuscì a sfuggire ai “cani da guardia, agli allarmi elettronici e a quasi due metri di filo spinato[106] e a descrivere la vita della comunità. Müller che era arrivato dalla Germania con il primo gruppo di Sieburg a 16 anni – affermava di essere stato costretto a lavorare come uno schiavo, di avere subito percorse e di essere stato violentato da Schäfer quando aveva 12 anni in Germania. Una delle affermazioni più interessanti di Müller fu quella che Schäfer gli “aveva somministrato droghe che alteravano la memoria”,[107] quando aveva cercato di ribellarsi. Parlò anche dei trattamenti elettroshock eseguiti dai medici del campo. Dopo la terza fuga finì all’ambasciata tedesca di Santiago e adesso vive là sotto falso nome, sentendosi ancora in pericolo.

Müller ha rilevato la presenza di molti nazisti all’interno della Colonia, pur negando che il nazismo facesse parte dell’ideologia comunitaria. Più tardi, in quello stesso anno, un’altra fuggitiva – Wilhelmine Lindeman – se ne venne fuori con la stessa storia delle droghe che alteravano la memoria. Questa volta le sue parole erano suffragate dall’evidenza medica: i dottori scoprirono sul suo corpo i segni delle iniezioni.[108]

Le accuse rivolte a Colonia Dignidad negli anni ’60 non portarono a nulla. Le autorità tendevano a non dare credito alle affermazioni più pesanti di Müller, e Lindeman ritrattò quando dalla Colonia giunse l’informazione che suo marito era arrivato dalla Germania e che viveva presso la comunità. Scomparve nel sadico abbraccio di Schäfer. Il Senato cileno aprì un’indagine ufficiale ma alla fine l’inchiesta fu chiusa.

Poi arrivò l’elezione di Salvador Allende e la Colonia assunse un ruolo nella vita politica cilena e nel milieu criminale degli Stati Uniti d’America.

Quando Allende s’insediò come presidente, e la destra – come si è visto prima – iniziò a complottare con la convivenza delle grandi imprese cilene, dell’ambasciatore americano Edward Korry e dell’ITT (Bisogna ricordarsi, che l’ITTS, che era il gigante mondiale della telefonia a quei tempi, ebbe fra i suoi direttori il generale di brigata Walter Schellenberg, capo del servizio di controspionaggio delle SS). Fu finanziato il sindacato dei camionisti, perché potesse prolungare lo sciopero. In un paese come il Cile che è una specie d’ininterrotta autostrada di tremila chilometri che corre dal Nord desertico fino alle innevate distese del Sud, che perciò ha bisogno dei camionisti per sopravvivere, le conseguenze disastrose di questo sciopero per il paese si possono immaginare.

Il 2 dicembre 1971 una dimostrazione sapientemente orchestrata di circa 50.000 casalinghe si mise in marcia verso il palazzo presidenziale, La Moneda, per protestare contro la politica economica di Allende. Occorre dire che queste 50.000 donne erano le mogli, le madri e le amanti dei più ricchi cittadini di Santiago e che il corteo e che il corteo era partito dall’esclusivo quartiere Providencia, dove dimorano le classi alte. Marciarono verso il palazzo sbattendo pentole e padelle, provocando un frastuono insopportabile, scortare da membri di Patria y Libertad che facevano loro da guardia del corpo. La “marcia delle casseruole” – durante la quale alcune le signore si scontrarono fisicamente contro le forze dell’ordine – fu ripresa dalle principali reti via cavo e la sera fu trasmessa dalle trasmissioni degli Stati Uniti, lasciando intendere che queste donne rappresentavano la povera gente del Cile che moriva di fame a causa della gestione economica di Allende. Un esempio eclatante di disinformazione, che produsse degli effetti all’estero.

Tra chi seminava zizzania in città come in campagna, c’era un giovane americano, Michael Townley. Townley era un membro di Patria y Libertad, associato anche a gruppi di estrema destra; egli stesso un fanatico estremista, lavorava su incarico di numerosi committenti e aveva contribuito allo sviluppo del programma di interrogatori della Colonia Dignidad.[109]

Operando direttamente per i generali, cui faceva direttamente rapporto, Townley ottenne il grado di maggiore dell’Esercito cileno, e con il colonnello Pedro Espinosa e la polizia segreta cilena lavorò di concerto con Patria y Libertad per creare nel paese un clima di tensione favorevole al colpo di Stato. Patria y Libertad si era già cimentata in un tentativo di golpe in una fase antecedente al governo di Allende. Quando arrivò il momento – l’11 settembre 1973 – i gruppi armati di Patria y Libertad e del Partito nazista furono sguinzagliati alla maniera dei Freikorps, ripulirono le strade e rastrellarono i soliti sospetti: intellettuali, studenti, artisti, comunisti, oppositori dichiarati dell’Esercito, difensori dichiarati di Allende.

Molti di questi prigionieri furono portati allo stadio Nacional, compresi du giovani americani che poi furono uccisi.[110] Parecchi furono quelli torturati e in seguito giustiziati. Altri semplicemente “scomparvero”, e i loro cadaveri sarebbero stati rinvenuti anni dopo in buche profonde o nei fossi di scarico a bordo strada.

Solo pochi – i più sfortunati – si ritrovarono alla Colonia.

 

 

 

 

Dopo l’11 settembre

 L’11 settembre 1973 i militari cileni impadroniscono il potere e instaurano una ferrea dittatura, che dominò per diciassette anni.

La sconfitta dell’Unidad Popolar tramite le armi fu preceduta alcune settimane prima da un altro colpo di Stato in Uruguay,[111] e seguita da un’azione simile in Argentina. Il panorama Sudamericano diventa ancora più nero, essendo già stato colpito dalle dittature militari del Brasile, [112] e della Bolivia[113]  inizia così una fase di riflusso del movimento rivoluzionario.

Entrò così in crisi il modello della Comisiòn Econòmica de las Naciones Unidas Para América Latina (CEPAL) di sostituzione delle importazioni[114] questo fatto coincise con una profonda ristrutturazione dell’economia capitalista su scala mondiale che si sviluppò su due linee: con la ristrutturazione degli impianti produttivi (con l’introduzione di macchinari più sofisticati e il decentramento produttivo nelle metropoli imperialiste e con massicci trasferimenti verso i paesi di “nuova industrializzazione”) e con la ristrutturazione della finanza mondiale.

Questa ristrutturazione finanziaria marciò su due binari paralleli:

 

1)    La riduzione dell’indebitamento delle imprese nei confronti delle banche, che ebbe come conseguenza del pluralismo dei centri di potere.

2)    La ricapitalizzazione, in altre parole la possibilità di accrescere il capitale proprio senza ricorrere al credito.

 

Un terreno dove il capitale trovò sfogo (ossia il mezzo per valorizzarsi) furono gli enormi trasferimenti di capitali verso i paesi cosiddetti del Terzo Mondo, il cui indebitamento nei confronti dei paesi imperialisti crebbe a dismisura. Tutto ciò provocò in questi paesi:

1)    Dove ci sono state rivoluzioni riuscite (come l’Algeria) che grazie al movimento di massa operaio e contadino, erano riuscite a vincere l’imperialismo e avevano cominciato a creare un mercato nazionale, per via dei prestiti della finanza internazionale s’impedì la crescita di un’accumulazione interna. Lo sfruttamento imperialista, in questo caso, assunse la forma di prestiti a paesi formalmente indipendenti.

2)    La dipendenza economica portò l’eliminazione delle misure statali di protezione sociale (controllo dei prezzi dei beni si prima necessità, prestazioni sociali ecc.).

3)    Di subordinare in ogni paese le attività economiche a mercato capitalistico internazionale.

4)    Di devastare su grande scala e in modo irreversibile le primitive strutture agricole esistenti.

 

Questa nuova colonizzazione è stata facilitata dal fatto che la classe che detiene il potere in questi paesi, è in gran parte la borghesia compradora, cioè la frazione di borghesia più direttamente legata agli interessi del capitale straniero e che non può utilizzare a suo piacimento i prestiti erogati.

Per favorire questo processo di nuova colonizzazione bisognava distruggere ogni capacità di resistenza e di lotta, eliminando i dirigenti politici e sociali del movimento operaio e popolare e annientando i gruppi di guerriglia (urbana e rurale) del continente Sudamericano.

Repressione selvaggia, torture e uccisioni, sparizioni, persecuzione, esilio, lasciano i paesi dell’America del Sud per lungi anni senza una leadership che sappia trasformare la resistenza silenziosa di centinaia di migliaia di persone IN un’arma efficace per allontanare gli impopolari dittatori.

Non fu attaccata solo la leadership, bensì anche la memoria di lotta dei popoli latino-americani, mediante una campagna sistematica volta a deformare la storia, distruggere l’ideologia rivoluzionaria e fomentare i valori dell’individualismo. Le classi dominanti sanno bene che un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.

Vediamo adesso il ruolo della Colonia Dignidad dopo l’11 settembre.

Uno dei compiti di Townley dopo il golpe fu di istituire presso Colonia Dignidad una di detenzione all’altezza delle più recenti acquisizioni della magia nera.[115]

I capi della Colonia avevano stabilito solidi rapporti con i militari ben prima del colpo di Stato. Essa era uno dei ritrovi preferiti degli ufficiali dell’Aviazione cilena (oltre che di Martin Bormann e di Mengel). Schäfer manteneva i suoi contatti sia dall’ufficio di Santiago sia dalla sede della Colonia, collegata via radio con le sezioni estere della DINA, in Colombia, in Venezuela e in Europa. Le indagini sulla Colonia furono zittite pagando le persone giuste, a tutti i livelli, su fino al Senato. E, per qualche ragione, la Colonia era in grado di pagare bene.

Con il golpe la Colonia ebbe l’occasione di testare le sue “terapie”  di elettroshock e sostanze stupefacenti. Townley e gli agenti della DINA avevano libertà di accesso alla Colonia, sia a Parral sia nell’ufficio di Santiago. Mentre la Dina manteneva i contatti radio con i suoi uomini all’estero, Townley collaborava alla progettazione di celle speciali destinate agli interrogatori. Erano piccole stanze, insonorizzate e ricavate nel sottosuolo, dove i prigionieri erano effettivamente condotti per sottoporre a interrogatori di natura militare e politica, ma anche per fare da cavie ai nuovi metodi di tortura.

All’inizio al prigioniero erano poste domande che consentissero di capire la sua personalità e quindi di predisporre un adeguato schema di tortura e d’interrogatorio. Quest’approccio personalizzato era già noto ai professionisti dei servizi segreti. In linea teorica, lo scopo è di calibrare con precisione i procedimenti di tortura, perché la vittima “collabori” quanto più prontamente ed efficacemente possibile. In pratica questo metodo “scientifico” di sadismo è programmato di concedere un tremendo spazio di manovra a chi conduce l’interrogatorio, che potrebbe essere incline a sottoporre la vittima a sofferenze inimmaginabili e prolungate. Ed è senza dubbio quanto successe alla Colonia, perché è certo che non ci fosse nulla di “scientifico” nei cani: “Si presume che a Colonia Dignidad i prigionieri siano stati sottoposti a vari <esperimenti> senza alcun interrogatorio: c’erano cani addestrati a condurre attacchi sessuali e a distruggere gli organi sessuali di entrambi i sessi”.[116] 

In un rapporto stilato dalle Nazioni Unite nel 1976 di dice che: “I detenuti hanno  il capo coperto da un cappuccio di pelle fissato al volto, si suppone, con sostanze chimiche. In queste celle (sotterranee) gli interrogatori vengono condotti con l’ausilio di dispositivi elettronici tra cui gli altoparlanti e microfoni, mentre i detenuti sono legati nudi a strutture metalliche da cui ricevono scariche elettriche”.[117]

Dalla descrizione emerge uno scenario che nemmeno i comandanti dei campi della morte nazisti erano riusciti a immaginare: torture e interrogatori telecomandati! Prigionieri isolati e chiusi ermeticamente in celle sotterranee insonorizzate, legati a strutture metalliche interrogati da voci invisibili che parlano attraverso un altoparlante, sottoposti a scosse elettriche azionate a scosse azionate su un pannello di controllo esterno quando tardano a rispondere. E l’uomo che aveva contribuito a progettare quest’infamia era un esperto di elettronica e un fanatico delle telecomunicazioni: l’amerikano Michael Townley.

Townley probabilmente sarebbe rimasto uno sconosciuto per la maggior parte degli statunitensi se non fosse stato per l’assassinio di Orlando Letelier e Ronnie Moffit in pieno centro di Washington. Letelier era stato ambasciatore cileno negli Stati Uniti e ministro della Difesa nell’ultima fase dell’amministrazione di Allende, e fu uno dei primi arrestati quando i generali presero il potere. Era stato quindi trasferito inizialmente su una nave-prigione e poi nell’isola di Dawson, un deserto nel ghiaccio all’estremo Sud del Cile, dove fu torturato e quasi lasciato quasi morire di fame prima che la pressione di diversi governi costrinse Pinochet a rilasciarlo e a mandarlo in esilio.

Letelier divenne un promotore di una campagna internazionale contro il regime cileno. Parlò con eloquenza alle organizzazioni sindacali dei lavoratori (in particolare con quelle che organizzano gli scaricatori di porto) e con chiunque fosse disposto ad ascoltarlo, dove sottolineava la necessità di non cooperare con il regime cileno, con il risultato che molti sindacati fecero divieto ai propri iscritti di scaricare e trasportare le merci cilene, mentre a livello internazionale si cominciò a rendersi conto di quali violazioni dei diritti umani si consumassero in Cile. Fu a questo punto che Pinochet ordinò l’assassinio di Letelier. Al colonnello Contreras della DINA fu affidato l’incarico di selezionare l’esecutore materiale del delitto, e la scelta ricadde su Townley. Nel 1976, Townley – con l’assistenza di un gruppo di esuli cubani anticastristi – piazzò la bomba che fece esplodere l’auto su cui viaggiavano Letelier e il suo assistente Ronnie Moffit. Townley fu arrestato e ottenne uno sconto di pena rivelando alcuni dettagli delle sue “imprese”. Una delle conseguenze delle sue dichiarazioni fu il mandato di arresto per il colonnello Contreras della DINA; mandato che, com’era prevedibile, non fu mai onorato dal governo cileno.

Ma neanche il governo degli Stati Uniti fece delle pressioni per ottenere l’arresto di Contreras. Tutto questo nasceva dal fatto per la complicità da parte degli USA (attraverso la CIA) assieme ai regimi militari sudamericani su un programma di assassini politici.

Il 25 novembre 1975, due anni dopo il colpo di Stato, a Santiago si tenne un vertice internazionale. Al summit parteciparono elementi di spicco delle polizie segrete di Cile, Bolivia, Argentina, Uruguay e Paraguay, funzionari della CIA, membri della P2 e nazisti.

Quest’operazione prese il nome di Operazione Condor. Essa fu una vera e propria alleanza tra le varie dittature, patrocinata dal segretario di Stato USA, Kissinger.

In realtà, in conformità a documenti desegretati di recente, la paternità dell’Operazione Condor andrebbe attribuita al generale Omar Rivero, funzionario dei servizi segreti militari argentini ed ex studente della scuola militare francese in Argentina. [118]

Durante la lotta di liberazione nazionale dell’Algeria contro il colonialismo francese, i paracadutisti francesi, guidati dal colonnello Marcel Bigeard, misero a punto tecniche di lotta alla guerriglia e all’insurrezione che prevedevano l’uso della tortura e il sequestro dei dissidenti politici. Dal 1970 fino al 1981 (quando Mitterrand divenne Presidente), una sezione distaccata della scuola fu aperta in Argentina, dove centinaia di ufficiali e funzionari dei servizi segreti furono addestrati e formati. I desaparecidos sparirono dalla circolazione con le stesse modalità con cui erano dileguati decine di migliaia di algerini durante la guerra di liberazione.

Ma la Francia non si limitò a questo. Da Parigi arrivarono cospicui finanziamenti, sia alla giunta argentina sia a quella cilena (il Presidente francese Valéry Giscard d’Estaing era un buon amico di Pinochet).

Di più. Ufficialmente ricercati da mandati di cattura internazionale emessi dalla magistratura francese, molti membri dell’OAS[119] furono inviati segretamente dal governo di Parigi in Sudamerica, per aiutare i camerati a combattere il comunismo e la “sovversione”.

In conformità a diverse testimonianze, dei francesi presero parte anche ai voli della morte, un sistema escogitato per liberarsi degli oppositori argentini, gettandoli vivi da aerei che sorvolavano l’Oceano Atlantico.

Gli obiettivi dell’Operazione Condor erano molti: combattere il comunismo e la “sovversione”, mantenere al potere la classe dirigente che aveva soggiogato tutta l’America Latina, grazie allo sfruttamento di masse di diseredati e alla svendita delle materie prime del continente alle multinazionali, proteggere i nazisti e i fascisti europei, aiutandoli a espandersi in Europa, sperimentare e sviluppare nuove tecniche di diffusione di terrore da esportare nel mondo.

La CIA mise a disposizione sostegno, protezione, enormi somme di denaro, e l’addestramento in una base militare USA a Panama presso l’Istituto dell’emisfero occidentale per la cooperazione e la sicurezza, meglio conosciuto come Scuola delle Americhe.

Furono anche grazie ai finanziamenti provenienti da Washington all’interno dell’Operazione Condor che la Triplice A poté far calare l’oscurità in Argentina. Lo stesso vale per l’organizzazione cilena Patria y Libertad. È grazie alla rete creata dall’Operazione Condor, che nacquero gli squadroni della morte in tutti i Paesi dell’America Latina

Tornando alla Colonia Dignidad in una commissione governativa cilena condotta dallo stesso presidente Aylwin, dopo le dimissioni di Pinochet, otre a rendere evidente che la Colonia era stata usata come in centro di detenzione e di tortura, era anche un punto di raccordo per il traffico di armi introdotte illegalmente dall’Argentina e dalla Germania. Accadeva nello stesso periodo in cui Barbie vendeva al Cile armi provenienti dall’Argentina, dalla Bolivia e dalla Germania: una coincidenza davvero suggestiva. Molti aspetti di questa trama alla fine si attorcigliano in questo piccolo nodo di Colonia Dignidad.

 

 

 

 

 

 

L’occultismo nazista contemporaneo

 

 

Non si deve cadere nell’errore che le cose dette fino adesso appartengono a un passato (o a paesi lontani).

Con il crollo del revisionismo nell’URSS, la cartina geografica dell’Europa dell’Est lentamente sta riassumendo i vecchi confini che c’erano prima della seconda guerra mondiale. L’ex Jugoslavia si è riconvertita in un mélange di repubbliche indipendenti che si disprezzano a vicenda. In Croazia sono tornati gli Ustascia antisemiti, mentre i vecchi nazisti sono riabilitati.[120]

In tutto il mondo (e non solo in Medio Oriente e tra gli islamici) crescono i fondamentalismi.

Negli Stati Uniti l’occultismo nazista è vecchio quanto il nazismo negli Stati Uniti, in altre parole è presente sin dall’inizio. Le origini e le prime fasi di crescita furono anche più oscure e segrete che in Germania, perché negli USA il Partito nazista era considerato sovversivo e i suoi leader più accesi (come Fritz Kuhn) erano spesso chiamati a comparire di fronte alle preposte commissioni del Congresso.

Inizialmente il nazismo americano si nutriva di materiale propagandistico introdotto clandestinamente. Divenne critica la loro situazione quando gli USA entrarono in guerra contro la Germania nazista nel 1941. Dal quel momento fino ai primi anni ’50 le attività dei nazisti americani fornirono le trame dei libri in particolare quelli delle storie di spionaggio (come dire tutta fantasia, in fondo sono solo dei personaggi folk). Ma nel corso degli anni ’50, grazie alla cosiddetta guerra fredda, nacque il momento neonazista espressione di un violento anticomunismo (in sintonia con quello che era il clima dominante nel paese), molti gruppi scesero in campo. Alcuni, come l’American Party di George Rockwell, arrivarono ad avere una certa notorietà

Accanto all’impegno in senso stretto, molte organizzazioni costituirono delle cerchie interne occulte (come nel caso del National Renaissance Party) oppure strinsero legami con culti “segreti” e altre strane chiese (per esempio Ku Klux Klan con il National Renaissance Party).

Questo processo d’avvicinamento si realizzò anche dalla direzione opposta: in altre parole, certi culti assunsero caratteristiche naziste apertamente naziste. La Chiesa di Satana (fondata durante la Walpurgisnacht[121] del 1996) diffuse dei rituali che si diceva, corrispondevano ad autentiche cerimonie naziste;[122] e il capo di un ramo della Chiesa di Satana, il Tempio di Set, fece uno speciale pellegrinaggio al santuario occulto di Himmler, Wewelsburg, per godere di certi raggi astrali. Il leader della Process Church of the Final Judgment sosteneva di essere la reincarnazione del capo del capo della propaganda nazista Joseph Goebbels. Questi movimenti provano che ci sono dei legami tra il nazismo e l’occultismo. Inoltre, ci dicono una cosa importante sul nazismo poiché fenomeno politico. Perché, tante sette ammirano/emulano il nazismo e nessuna il comunismo o i movimenti progressisti? In primo luogo perché la religione poiché oppio dei popoli, non trova spazio in questi movimenti.

Per il marxismo la religione nasce dal bisogno dell’uomo di spiegarsi il mondo. La vita, la morte, le calamità naturali, la nascita, il destino…Tutti concetti e realtà che sono ancora oggi difficile da accettare e comprendere. La religione è una consolazione, una sicurezza. E’ una guida autoimposta per imparare a muoversi nel mondo, per darsi delle tappe e degli obiettivi, per rispondere alle nostre domande. In questo senso, secondo Marx, la religione ci permette di non pensare, di non riflettere, di guardare alla nostra vita in maniera distorta. La religione è un oppio perché annebbia la mente in modo piacevole, perché aiuta a dimenticare la crudezza della realtà, perché è un rifugio per le menti più deboli, perché unifica i popoli sotto il vessillo di una comune, rassicurante bugia da imbonitori. Non è un caso che l‘occultismo in Russia è sempre stato prerogativa dei “bianchi“ controrivoluzionari.

Ma oltre a questo, gli occultisti avvertono un‘analogia tra gli aspetti essenzialmente esoterici del Terzo Reich e le loro pratiche magiche.

 

I Thulisti moderni

 

  Oggi questi ideali sono più vivi che mai. Un moderno partito nato negli USA ha fondato la sua ideologia non solo sugli scritti di List, Liebnfels e Sebottenforf ma anche su quelli della Blavatsky e fino a un certo punto anche su quelli di Aleister Crowley e Anton La Vey (il fondatore della Chiesa di Satana). È il National Renaissance Party di James Madole. I testi di La Vey erano una specie di versione ripulita e aggiornata di “Ostara”,[123] infarciti di riferimenti occulti e teosofici che forse avrebbero dovuto dare spessore alla filosofia antisemita di Madole. Ai raduni i membri indossavano fasce runiche e uniformi quasi identiche a quelle naziste, ed erano collegati in vario modo al Ku Klux Klan. James Madole visse fino al giorno della sua morte nell’appartamento newyorchese della madre a New York, che aveva trasformato in una via di mezzo tra una cappella satanica, un ashram induista e una sede del Partito nazista. Affascinato dai serpenti e dalle pantere, possedeva in casa grandi sculture di bronzo di rettili con sfavillanti occhi rossi e portava un pesante ciondolo d’oro a forma di pantera, come fosse una Croce di ferro.

Leggendo Platone e la Blavatsky, Mandole aveva definito il modello di società ideale. Era strutturata come una piramide del potere sulla base del sistema di caste indiano. I lavoratori più umili in basso, che sostenevano i mercanti, i guerrieri e i bramani via via che si procedeva verso il vertice, dove c’era l’Occhio che vede tutto, proprio quello delle illustrazioni massoniche (e della banconota da un dollaro). Il concetto è mutuato dalla Blavatsky con la mediazione di Himmler, che a sua volta era molto attratto da sistema delle caste e personalmente si collocava in quella dei Kshatriya, l’élite guerriera.

Si sarebbe tentati di dire che il National Renaissance Party era un’organizzazione troppo numericamente troppo esigua per costituire una minaccia militare e politica negli USA e altrove. Ma il punto vero è che questo partito esercitava – con la sua intelaiatura filosofica – esercitava una certa influenza sui gruppi razzisti privi di quella base intellettuale che invece poteva vantare il National Renaissance Party. Dopo aver stretto rapporti con il Ku Klux Klan, cercò l’alleanza con la Chiesa di Satana che la respinse. Madole era affascinato dalla filosofia nietzschiana e dai rituali criptonazisti di La Vey, ma la Chiesa di La Vey ci teneva alla propria indipendenza che l’obbedienza cieca richiesta da un’organizzazione nazista sarebbe apparsa ripugnante ai suoi adepti.

L’amicizia con il Klan diede a Madole la possibilità di influenzare quei membri abbastanza alfabetizzati da poter apprezzare le sue lunghe dissertazioni scritte sul retroterra esoterico del nazismo e sulla sua personale interpretazione teosofica del razzismo.

Anche il Kux Klux Klan si sviluppò formalmente attorno a un numero di principi occulti. Anche se controverso si parla dei rapporti del massone Albert Pike (apparteneva alla massoneria di Rito scozzese) e il Kux Klux Klan. Pike era anche un adepto dell’occultista francese  Eliphas Lévi[124] e divenne l’ispiratore di intere generazioni di occultisti americani ed europei, compreso Crowley che sostenne di esserne la reincarnazione.

Albert Pike era noto non solo come avvocato e scrittore, ma anche come Generale.

dell’esercito confederato dove, secondo fonti autorevoli, fu un completo disastro.[125] Ciò nonostante è il solo generale confederato cui sia stata eretta una statua di proprietà federale di Washington, DC. Tale onorificenza in realtà non fu conferita al comandante o allo  avvocato, ma al leader regionale del Rito Scozzese della Massoneria.

La statua si trova su un piedistallo ai piedi del Campidoglio, tra il Dipartimento del Lavoro e il Palazzo Comunale, tra la Terza e la Quarta strada, su D Street, NW.

Durante la campagna presidenziale del 1992, Lyndon H. LaRouche e il suo compagno di corsa alla vicepresidenza, il reverendo James Bevel, promossero una mobilitazione per rimuovere la statua del generale Albert Pike da Washington. La campagna subì poi un attacco da parte del leader massonico C. Fred Kleinknecht, che difese sia Pike che il Ku Klux Klan e respinse al mittente l’attacco.

Quindi, molto probabilmente, anche l’organizzazione razzista americana più famosa – e famigerata – affonda le sue radici nella massoneria e nella magia rituale e doveva le sue modalità organizzative nascevano dall’ennesimo personaggio mistico riciclato dall’esercito.

Come per rafforzare questo legame, Robert Shelton cercò la coalizione tra il suo United Klans of America, al National States Rights Party, ai Minutemen e al succitato United Klans of America, oltre che al National Renaissance Party di Madole. Più di 60 arresti (per istigazione alla rivolta e comportamenti illeciti), che gli valsero i compagni di Riot Roy, non compromisero in nulla la sua brillante scalata  alla gerarchia del Klan. Nel 1965 fu nominato Grande Dragone del “regno” della Pennsylvania, ma il suo ambizioso programma di reclutamento si estese anche negli stati confinanti: New Jersey, New York, Maryland, Delaware.

Nel 1974 gli furono rivolte accuse pesanti. In quell’occasione fece saltare la sua copertura d’informatore federale, affermando di essersi infiltrato nell’organizzazione Settembre Nero per mandare all’origine l’assassinio di certi leader sionisti in America strana missione per un nazista antisemita. Tuttavia, malconcio, nel 1987 era ancora all’opera come assistente di Lyndon LaRouche[126] e venne condannato per intralcio alla giustizia in relazione alle frodi finanziarie di quest’ultimo.

Altro thulista moderno è il famigerato capo del movimento White Aryana, Resistance, Tom Metzger, che per anni promosse una forma di paganesimo nordico neowotanista, finché non fu efficacemente ridotto ala silenzio da gravi accuse e procedimenti penali a suo carico nell’ambito dell’inchiesta sull’assassinio di un emigrante etiope a Portland. A eseguire materialmente il delitto erano stati degli skinhead, personalmente addestrati e indottrinati, i suoi talk show televisivi invitano il pubblico a proporre e discutere le più allucinate teorie religiose e razziste, ma i procedimenti legali cui fu sottoposto limitarono fortemente la sua possibilità di coinvolgimento di nuovi adepti. Il testimone fu raccolto dal Christian Identity Movement, che oggi conte numerosi seguaci e continua a crescere a ritmo allarmante. Abbandonato il paganesimo dichiarato di Metzger, il movimento sostiene una forma fanatica di cristianesimo bianco, fondato sull’antisemitismo e sul razzismo, e funge da elemento di mediazione e di raccordo tra le disparate fazioni del Klan, dei movimenti neonazisti, e degli skinhead sparsi nel mondo. Dato il sostegno che il Terzo Reich ha ricevuto dai luterani, sia negli Stati Uniti che in Europa, e l’assistenza della Chiesa Cattolica ha fornito più o meno apertamente ai nazisti, non dovremmo sorprenderci se la prossima fase dell’occultismo nazista si configurasse come una lettura iniziatica dell’Antico e del Nuovo Testamento, sul modello di Otto Rahn e Karl Wiligut, in cui gli ebrei si rivelassero discendenti e adoratori del Jehovah satanico, mentre la mitica, fraintesa razza ariana assurgesse al ruolo che le spetta per diritto divino, quello di autentico “popolo eletto”.

 

 

 

Nazismo e satanismo

 

   L’infaticabile cronista degli omicidi seriali, il dottor Joel Norris, una volta rivelò in un articolo per Penthouse   – intitolato The Devil Made Me Do It (Me l’ha fatto fare il diavolo)[127] scritto in collaborazione con Jerry Allen Potter – che l’assassinio, cannibale e sedicente satanista Stanley Dean Baker aveva una svastica intagliata sul braccio sinistro, che la sua ragazza ne aveva una in mezzo ai sensi, e che Baker personalmente incideva svastiche sui corpi delle sue vittime sacrificali. Raccontò agli investigatori che faceva parte di una setta che operava nella zona della Santa Cruz Mountains, vicino a Los Angeles, in cui si combinavano elementi di satanismo e iconografia nazista. Tutto questo accadde nel processo all’epoca del processo di Manson e ciò poteva far pensare che entrambi fossero frammenti di una ben più ampia e antica società di omicidi rituali con forte connotazione nazista. L’idea che esistesse sul territorio un culto satanico d’impronta nazista fu corroborata dal fatto che Manson stesso a un certo punto s’incise una svastica sul fronte. Molte delle sue sentenziose dichiarazioni contengono un elemento di difesa del Terzo Reich e imputano all’America la responsabilità della seconda guerra mondiale (punto condiviso da altri apologeti del nazismo come padre Charles Coughilng).[128]

Condannato per omicidio, Stanley Baker fece solo 14 anni di prigione, pur avendo infilzato e smembrato un uomo, di cui aveva divorato il cuore. In cella, Baker inaugurò il suo personale culto satanico e riuscì anche a costruirsi ben 11 armi, poi confiscate dall’autorità carceraria. Ciononostante, ottenne la libertà provvisoria. Interessante nel caso Baker è che riflette l’instaurazione di un culto che praticava sacrifici umani e altre atrocità su vittime rapite. Dalle rivelazioni di Baker e di altre simili, si nutrono le paurose fantasie di chi crede al fenomeno dei survivors.

 

La Chiesa di Satana e il tempio di Set

 

   Come abbiamo detto, la Chiesa di Satana fu fondata durante la celebrazione della Walpurgisnacht – cioè il 30 aprile – del 1966, in coincidenza con 21°anniversario del suicidio di Hitler e nove anni prima della caduta di Saigon (a voler prendere sul serio tutto ciò, sarebbe da prendere in seria considerazione come una giornata da festeggiare, e forse non è un caso che il giorno dopo è il 1° maggio). Gli elementi base della chiesa di Satana si possono desumere da tutti i singoli libri di La Vey, molti dei quali sono ancora ristampati, come la La Bibbia di Satana e I rituali satanici. Questi volumi, con il Necromicon, si trovano spesso nei templi dell’occultismo e se n’è parlato, a torto o a ragione, in tutti i talk show sui pericoli del satanismo moderno.

In realtà, se in una lettura attenta dei suoi scritti si capisce che la Chiesa di Satana è fondamentalmente un culto edonistico. Una specie di visione onirica di Playboy con colonna horror. La Vey, infatti, nella sua Bibbia, precisava che Lucifero rappresentava l’energia vitale dell’uomo, “il fattore bilanciante della natura” e tutto ci ciò che è chiamato “peccato”, in altre parole l’appagamento dei sensi, partendo dal presupposto che l’uomo è principalmente un animale, una creatura egoista e violenta: “Godetevi il meglio della vita. QUI E ORA” invitava La Vey, facendosi cultore della Via della Mano Sinistra dichiarando, infatti, che “il satanismo (…) è la religione della carne, della mondanità, della sensualità”. Detto ciò, dobbiamo però riconoscere a sostegno di La Vey, che costui non ha mai teorizzato il sacrificio umano né ha ritenuto che il Diavolo esistesse come creatura personale tanto per lui la messa nera valeva come un semplice psicodramma: “il Satanismo è una forma di egoismo controllato. Questo non vuol dire che non devi non fare nulla per gli altri. Se fai felice qualcuno a cui tieni, la sua gioia ti darà un senso di gratificazione”. Purtroppo, come spesso capita, il suo pensiero è stato stravolto, travisato e confuso con emanazioni deteriori e successive del suo credo: egli, infatti, ammoniva gli occultisti sostenendo che il vero mago non ha bisogno di spargere il sangue di vittime innocenti (e tantomeno di vergini o bambini) per ottenere un risultato, perché “la liberazione di queste forze magiche NON è provocata dal reale versamento di sangue, ma dalla morte sofferta dell’essere vivente!”. La Vey giustificava invece la maledizione di coloro che si fossero resi colpevoli di crimini reiterati, cosa egli fece scagliando un incantesimo di magia nera contro Sam Brody, avvocato e compagno dell’attrice Jane Mansfield, Gran Sacerdotessa della Chiesa, reo d’averla allontanata dal culto. A farne le spese fu la stessa attrice che morì insieme all’amante in un tragico incidente d’auto. Illesi i tre figli della donna avuti da Mickey Hargitay, che riportarono solo lievi ferite, tra cui Mariska Hargitay, divenuta celebre nel ruolo di Olivia Benson in Law and Order. I fedeli del culto credettero ovviamente che il maleficio di La Vey avesse funzionato, a differenza di chi ragiona razionalmente che bolla tutto ciò come una mera coincidenza: semmai la consapevolezza dell’anatema può aver agito sulle vittime a livello inconscio causando nel guidatore uno stato di angoscia che potrebbe esser sfociato in un momento di disattenzione, causando così l’incidente. Ci troviamo di fronte all’arcaico dilemma tra i fautori dell’efficacia della magia e i suoi detrattori.

Detto questo, sull’edonismo di questo culto, non vuol affermare che nella sua sede di San Francisco non si praticassero strane attività.  È risaputo che Susan Atkins, seguace della Manson Family, era anche membro della Chiesa Satana, [129] e che l’attrice Jayne Mansfield ne eseguiva i riti in casa propria l’anno prima della sua tragica fine.[130] Si sa anche che La Vey aveva lavorato come consulente tecnico del film di Polanski Rosemary’s Baby, una storia di satanismo ambientata a New York. Si può osservare tutta una serie di coincidenze: poiché la moglie di Polanski era proprio Sharone Tate, assassinata dalla Manson Family di cui Susan Atkins – seguace Chiesa di Satana – era un membro importante. Ecco allora la moglie del regista del film satanista ucciso da un servo di Satana adepto della Chiesa di colui che era stato (per quanto brevemente) alle dirette dipendenze del regista! Per di più, il “re delle streghe” Alex Sanders[131] affermò che la signora Tate era stata iniziata alla sua versione della stregoneria mentre era in Inghilterra per girare un film. Sono questi legami stretti e incestuosi della realtà della vita amerikana che porta alla fine a credere in una cospirazione occulta in atto nella cultura. Non è certamente consolante considerare che questa cospirazione sia di natura inconscia; piuttosto implica una realtà che implica un male ancora più pervasivo e insidioso.

Il nazismo è presente in qualche misura nella filosofia di Le Vey. La Bibbia di Stana rende omaggio a personaggi come Karl Haushofer, mentre I riti satanici contengono cerimonie occulte tedesche. I sentimenti di La Vey verso i partiti politici nazisti, sono ben esemplificati dal rifiuto con cui respinse la proposta di cooperazione ricevuta dal National Renaissance Party.

Il matrimonio dell’ex sacerdote della Chiesa di Satana Michael Aquino con l’occultismo nazista poggia, invece, su solide basi. Michael Aquino conobbe il satanismo quando andò a fare una visita alla Chiesa, dopo aver potuto osservare La Vey e il suo entourage satanico alla prima del film Rosemary’s Baby, nel 1968. Indubbiamente “rimase affascinato dalla sua filosofia e cominciò a scrivergli…dal suo posto di ufficiale del controspionaggio dell’Esercito americano ed esperto della guerra psicologica in Vietnam.

Gli Stati Uniti stavano sperimentando dei sistemi d’arma ad alta tecnologia, utilizzando delle basse frequenze. Il famigerato Delgado nell’ambito del programma MK-ULTRA determinò che il “il controllo fisico di molte funzioni cerebrali è un dato di fato dimostrato…è anche possibile creare e gestire le intenzioni…con la stimolazione elettronica di strutture cerebrali specifiche, i movimenti possono essere indotti da comando radio…con il telecomando”.[132]  Secondo un documento scritto dal colonnello Paul Valley e dal…maggiore Aquino, intitolato From PSYOP to Mindwar: The Psychology of Victory, l’esercito statunitense aveva utilizzato un sistema d’arma operativo per mappare le menti di individui neutrali e nemici, e quindi modificarli secondo gli interessi dell’imperialismo USA. Questa tecnica sarebbe stata la causa della resa di 29.276 vietcong e soldati dell’esercito del Vietnam del Nord, tra il 1967 e il 1968. La marina degli Stati Uniti era anch’essa pesantemente coinvolta nella ricerca psicotronica.[133] Molti soldati statunitensi che prestavano servizio nella zona che divideva il Sud dal Nord Vietnam, affermarono di vedere UFO regolarmente. I Pentagon Papers rivelarono che una barriera elettronica fu posta lungo la zona di confine dalla società JASON.[134] Il maggiore Aquino era uno specialista, come si diceva prima, della guerra psicologica in Vietnam, dove la sua unità era specializzata nella stimolazione via droghe, lavaggio del cervello, iniezioni di virus, impianti cerebrali, ipnosi, uso dei campi elettromagnetici ed onde radio a frequenza a frequenza estremamente bassa.

Nel 1970, Aquino fu trasferito in Kentucky, dove inaugurò una “grotta” della Chiesa di Satana e prese a tenere una fitta corrispondenza con seguaci presenti e futuri. La Vey lo autorizzò a scrivere il rituale lovecraftiano Richiamo di Ctuhilhu, cui riconobbe una valenza liturgica, e Aquino e Aquino tornò poi più volte sul pantheon di Lovercraft, a riprova di quanto il Necronomicon avesse assunto di culto sia tra i satanisti sia tra i seguaci della “luce bianca”.

Aquino terminò un master in Scienza politiche e in seguito un dottorato presso l’University of California, a Santa Barbara. Da qui momento cominciò a trattare direttamente con lo Joint Chiefs of Staff (Comitato composto dai superiori dei vari corpi militari: Esercito, Marina, Aviazione) come tenente colonnello con accesso a questioni della massima segretezza. Nel frattempo – stanco degli atteggiamenti istrioneschi e dei pregiudizi antintelluattistici di La Vey – aveva organizzato un gruppo scismatico basato su un gruppo scismatico basato su una sua personale rivelazione: il Tempio di Set.

Per Aquino, Set rappresenta una forza della natura, non necessariamente identica al Satana della dottrina cristiana. Vale a die che considerava Set come la personificazione non del male, bensì delle idee contrapposte a quelle della cristianità: una teologia separata, personale, che trascende la metafisica giudaica- cristiana e arriva a includere questo Principe delle Tenebre. Quindi, se anche per i cristiani rappresenta il male a causa del suo essere diverso e contrapposto, Set non ha in sé oggettivi elementi di malignità.

Egli adottò un approccio decisamente intellettualistico al satanismo e rese noto un elenco “letture raccomandate” lungo una cinquantina di pagine. Organizzò la sua chiesa in una struttura fortemente centralizzata e chiamò alcuni ex membri della Chiesa di Satana a comporre la sua Cerchia del Nove. Conobbe sua moglie, Lilith Sinclair[135] nel periodo in cui la donna gestiva una libreria esoterica in West Fourth Street a Manhattan.

L’interesse per l’occultismo nazista è perfettamente compatibile con la decisione di Aquino di esplorare il lato oscuro dell’esperienza umana.[136] Egli era convinto di poter “separare” agli aspetti occulti del Terzo Reich da quelli sociali, politici e criminali. A questo scopo eseguì la cosiddetta Wewelsburg Working, opera magica finalizzata a “distillare l’esperienza occulta di Wewelsburg – e quindi del centro di culto di Himmler, con tutti i suoi echi mistici – in un “generatore” di potere che, opportunamente attivato da lui stesso, potesse produrre una rinascita satanica”.

Aquino visitò il castello delle SS in Germania nei primi anni ’80 e sicuramente restò colpito dalla fantasia occulta di Himmler, che per certi aspetti era ancora intatta e palpabile. Durante una delle visite eseguì nella torre nord un rito magico per liberare il potere di Wewelsburg sul resto del mondo: sarebbe servito a innescare la fase successiva dell’evoluzione umana.

Se per il razionalista La Vey Satana rappresentava “il carnale, il materiale, e gli aspetti mondani della vita”, per Aquino, invece Satana era un vero e proprio essere personale che andava adorato al posto del Dio biblico. Dopo aver invocato Satana e aver ricevuto come risposta il messaggio che trascrisse in The Book of the Coming Forth By Night e che divenne il testo fondamentale del credo (nel quale il Diavolo dichiarava di chiamarsi Set e che Satana fosse soltanto il suo epiteto ebraico), Aquino, memore della sua esperienza nei servizi segreti militari e del progetto Monarch inerente al controllo mentale, estremizzò il concetto di “egoismo animale” teorizzato da La Vey codificandolo nella cosiddetta “piccola magia nera”. La piccola magia nera, intesa a manipolare gli altri e l’universo in generale, “consiste nel far accadere qualcosa senza spendere il tempo e l’energia necessaria per farlo accadere attraverso un processo diretto di causa ed effetto”, ove Aquino intendeva l’arte della manipolazione “grazie a semplici trucchi di disinformazione fino a una manipolazione estremamente sottile e complessa dei fattori psicologici nella personalità”. A questa aggiunge una “grande magia nera” (che trae gli incantesimi dalla Golden Dawn e dagli insegnamenti di A. Crowley) legata invece a una rivisitazione del mito gnostico secondo cui il Principe delle Tenebre sarebbe un Portatore di Luce (come indica il nome Lucifero), una sorte di ribelle Prometeo che avrebbe consegnato la conoscenza agli uomini nonostante il divieto del geloso e sanguinario Dio biblico. In questo senso il “peccato originale” assume un significato opposto a quello cristiano cattolico. L’uscita dall’Eden e dall’alveo del malvagio dio biblico andrebbe interpretato come una presa di coscienza e di conoscenza dell’uomo primigenio che, grazie all’intervento del Serpente, scopre il modo per divenire egli stesso un dio, attraverso la legge Fa’ ciò che Vuoi di Crowley, intensa nel senso più alto come conseguimento della propria autentica volontà (da non confondere con i bassi istinti). In questo senso l’emancipazione dalla legge jahvista conduce l’uomo primo verso un cammino della sua stessa deificazione: ecco che l’Uomo si fa Dio.

La filosofia setiana aspira, infatti, a conseguire un supremo autocontrollo e a ottenere il controllo della natura e degli altri mediante la piccola magia – che risente come abbiamo visto della metodologia acquisita da Aquino come appartenente dei servizi segreti militari. Il Tempio di Set rifiuta il nichilismo e l’edonismo superficiale della società moderna per preferire un sentiero di conoscenza: il suo ideale è “Essere è Conoscere”, che è l’opposto della filosofia orientale che ricerca invece la liberazione nei dettami mistici della Via della Mano Destra partendo dal presupposto che “Essere è Sofferenza”.

I Setiani, sebbene credano in una divinità nel senso letterale, non adorano però Set nello stesso modo in cui i Cristiani adorano Dio: asse venera Set poiché rappresenta per loro una coscienza in più profonda e la forza individuale sprigionata può renderli simili a un dio. Il fine più ultimo dei Setiani è, infatti, quello di raggiungere questa più alta consapevolezza spirituale e più profonda conoscenza del sé. Tale processo d’attualizzazione del sé è chiamato Xeper, un termine egizio che significherebbe secondo Aquino “venire alla luce”: anche per questo Lucifero come abbiamo visto, è il portatore di Luce. Così la messa nera ha varie modalità di celebrazione, mentre gli altri riti sono rigidamente definiti.

Altri due membri del Tempio di Set erano Willie Browning e Dennis Mann, entrambi (guarda caso) anche loro ufficiali dei servizi segreti militari.

Il Tempio di Set non è presente solo negli Stati Uniti ma anche in Italia e precisamente a Napoli. Leo Zagami collega la soluzione del caso dell’omicidio inerente al caso di Melania Rea al fatto che il marito Salvatore Parolisi era legato alla filiale italiana del Tempio di Set.[137] In sostanza Parolisi era un sottufficiale che si occupava dell’addestramento delle reclute del 235° Reggimento di Fanteria Piceno di Ascoli, dove lavorava Parolisi (e in Roma Cecchignola) si occupava dell’addestramento delle reclute… in particolare di donne, che a quanto sembra le serbava un addestramento davvero particolare, secondo una metodologia che sfociava nella manipolazione mentale, seguendo un protocollo molto, troppo simile al Monarch: droghe, violenze, sesso, abusi. Una testimone parlò agli inquirenti di una specie di rituale che prevedeva l’uso delle candele nere mentre la vittima era legata a letto.[138] Se Parolisi fosse stato anche affiliato al culto satanico fondato dal colonnello Aquino, la faccenda assumerebbe dei connotati più precisi e drammaticamente più inquietanti. Se così fosse, in altre parole, sarebbe confermata la pista rituale per l’omicidio di Melania Rea, non solo per l’addestramento che era svolto nella caserma ma ù anche dell’omicidio di Melania. Bisogna ricordarsi che la filiale napoletana del Tempio di Set è l’unico ufficiale presente in Italia e i suoi proseliti furono già accusati di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello stadio San Paolo.

Nel mondo ci sono fin troppi nazisti (per sfortuna) che hanno approcci di tipo satanico. Per esempio, l’Universal Order di James Mason esibisce una svastica d’orientamento “contrario” che sovrasta una bilancia a due bracci. Ricordiamoci che Manson si era inciso una svastica sulla fronte, ma siccome ci aveva lavorato guardandosi allo specchio n’era venuto fuori un senso di rotazione contrario a quello voluto. James Mason (che si vanta di essere entrato nell’American Nazi Party all’età di 14 anni) utilizzò quel particolare tipo di svastica anche quando esaltò Manson come futuro Hitler e il più grande filosofo vivente.  La raccolta di scritti di Manson – come i suoi pensieri su George Lincoln Rockwell e su National Socialist Liberation Front, movimento analogo all’American Nazi Party ma se possibile ancor più fanatico – s’intitola Siege. Gli inserti pubblicitari su The Black Flame la salutano come “Il Mein Kamps degli  anni Novanta”.

 

 

 

 

 

 

 

 

    Le teste rasate

  Negli Stati Uniti (come negli altri paesi imperialisti) esiste una tremenda ignoranza sugli eventi della seconda guerra mondiale, specialmente tra i giovani. Infatti, questa mancanza fa la sua parte nell’incrementare il fenomeno degli skinhead negli Stati Uniti.

Una statistica redatta dall’American Jewsish Commitee nel 1993, per esempio, rivela che un sorprendete numero di americani non crede che durante la guerra siano stati perpetrati omicidi di massa di ebrei. La stessa massa di americani non sa identificare Aushwitz, Dachau e Treblinka come campi di concentramento.[139] Altre statistiche rivelano che il 20% degli americani nutre ancora pregiudizi nei confronti degli ebrei, e che il 31% è convinto che gli ebrei abbiano troppo potere. Ma queste percentuali sono inversamente proporzionali al livello d’istruzione degli intervistati e l’antisemitismo trova la sua percentuale minima tra i laureati.[140]

Lo stesso fenomeno degli skinhead è nato tra le classi meno abbienti e meno acculturate della Gran Bretagna. Dapprima era solo un’organizzazione sociale senza alcuna connotazione razzista. Era una specie di club per i figli degli operai bianchi inglesi, un modo per trovarsi assieme a bere birra e ascoltare una musica rock particolarmente arrabbiata, nata nei quartieri delle case a schiera dell’edilizia popolare di Londra e di Liverpool. I membri – oltre alle teste rasate da cui prendevano il nome – portavano pesanti stivali da lavoro con la punta rinforzata in ferro, maglie traforate e bretelle. Alcuni esibivano tatuaggi sulle mani, sulle braccia, sul capo. Come molte mode giovanili, attraverso i ragazzi più ribelli, che cercavano semplicemente di essere accettati in un surrogato di famiglia che compensasse la miserabile vita domestica delle periferie.

Però quando il tasso di disoccupazione cominciò a crescere, tra i gruppi skinhead si definì la tendenza a scaricare la responsabilità della precaria situazione economica sugli immigrati (specialmente pakistani), che, a detta loro, rubavano posti di lavoro. Tra gli skinhead cominciò a spopolare un gruppo rock che si faceva chiamare White Power, i cui testi erano apertamente razzisti e antisemiti. Il British National Party partito nazista – iniziò a reclutare le bande di skinhead come espressione militante di “disobbedienza civile” e ben presto il movimento si trasformò in una sorta di milizia in stile Freikorps.

Nel 1993, alle elezioni amministrative di East London, il British National Party riuscì a far eleggere come consigliere Derek Beackon – un camionista disoccupato dichiaratamente razzista – raccogliendo 1480 voti. Era la prima volta che in assoluto che il partito vinceva qualcosa e il successo fu accolto con un’ondata di proteste e di violenza razzista in tutta East London, in cui restarono feriti poliziotti e civili. Fu uno degli scontri peggiori dei tumulti che erano seguiti all’introduzione della Pool Tax, nel 1990. Il discorso del deputato conservatore Winston Churchill – nipote del celebre premier – non servì a migliorare le cose, con il suo appello a cessare l’immigrazione in Gran Bretagna per preservare le “tradizioni della vita inglese”.[141]

  Le aggressioni su base razziale in Gran Bretagna sono aumentate del 76% dal 1988: se ne sono registrate circa 8.000 sia nel 1991 sia nel 1992.[142] L’Inghilterra è sicuramente la terra Natale del movimento skinhead che però si è radicato in Germania anche più profondamente in Germania, dove la violenza ha assunto caratteristiche più eclatanti e diffuse. Nel 1992, i 2.000 attacchi nazisti si sono terminati con 17 morti, compreso il famoso della bomba incendiaria in un appartamento di turchi a Mölln, in cui hanno perso la vita una donna e due bambine. E, a peggiorare le cose, esiste una rete internazionale del razzismo che sfrutta i gruppi di skinhead come piattaforme di reclutamento sull’intero territorio europeo e americano.

Per esempio, nel 1991, dopo che in Germania erano stati appiccati più di 200 incendi ad abitazioni di stranieri nel giro di due mesi, il klansman americano Dennis Mahon pensò bene di andare a farci un giro per stringere qualche utile contatto. Nell’ottobre dello stesso anno fece ardere una tipica croce del Klan in una foresta fuori Berlino, alla presenza degli skinhead neonazisti locali.[143] In quello stesso anno i rappresentanti di sette paesi europei parteciparono a una marcia in onore di Rudolf Hess e la polizia locale raccolse prove dell’esistenza di un gruppo di skinhead neonazisti canadesi operante in Germania.[144] Inoltre secondo il quotidiano britannico The Independent nazisti britannici utilizzavano un campo di addestramento fuori Vienna per esercitazioni militari.

Nel 1993 un centinaio di nazisti tedeschi armati di bastoni e di gas lacrimogeni assalì ad Aurich un centro giovanile di sinistra. Ma i nazisti passarono decisamente il segno il 5 dicembre 1993, quando spedirono una lettera esplosiva al sindaco socialista di Vienna, Helmus Zilk che rimase ferito. Zilk era solo uno dei sei personaggi presi di mira dallo stesso gruppo, cinque dei quali in qualche modo subirono lesioni.

Le indagini della polizia rivelarono l’esistenza di una lista nera nazista, composta di 250 potenziali vittime: giornalisti, sacerdoti, politici, operatori in campo sociale.[145]

Negli Stati Uniti, il movimento nazista ha catturato l’attenzione pubblica per la sua carica di violenza. La Silent Broherhood, per esempio, è diretta da un nazista che dà alla sua organizzazione una denominazione ufficiale in tedesco: Brüder Schweige. Gruppi come Silent Broherhood, Aryan Nation, Aryan Resistance Movement, White American Revolutionary Army sono tutti implicati in gravi reati commessi negli stati occidentali e meridionali, tra cui rapine a mezzi blindati, frodi e omicidi. L’assassinio del conduttore di un talk show radiofonico, Alan Berg, ucciso da The Order il 18 giugno 1984, chiarisce fino a che punto questi gruppi siano capaci di spingersi.

The Order è forse uno dei gruppi più inclini alla segretezza e alla violenza. Strutturato sull’omonima organizzazione descritta in un celebre romanzo razzista, The Turner Diares,[146] The Order ha messo a segno la più importante rapina a mezzi blindati della storia statunitense. Il colpo è stato eseguito a Ukiah, in California, il 18 luglio 1984 (esattamente un mese dopo l’omicidio di Berg), e ha fruttato a The Order la cifra esorbitante di 3,6 milioni di dollari. Il fondatore e leader del gruppo, Bob Matehews, intendeva usare il denaro per comprare armi laser che gli avrebbe permesso di fuori uso la rete elettrica di Los Angeles (altro elemento in comune con The Turner Diares). Alla fine i membri di The Order che avevano partecipato alla rapina furono stanati e chi  non fu ucciso nella sparatoria finì rinchiuso nelle carceri federali; ma non prima che la refurtiva fosse migrata nei forzieri di altri gruppi di estrema destra.[147]

L’ex militante Thomas Martinez sostiene che The Order ricevesse contributi da “famiglie” tedesche in Sudamerica.[148] Il legame tedesco tra nazisti sudamericani (e si è vista la forte presenza dei nazisti in Sudamerica) e nordamericani sono confermati dalle deposizioni del terrorista nazista tedesco nazista Manfred Roder, tanto per fare un esempio, che conobbe Mengele in Brasile, nel 1978 prima di passare negli Stati Uniti e nei gruppi nazisti locali. Roder fu condannato per l’attentato incendiario del 1980 contro una baracca di profughi vietnamiti ad Amburgo in cui perse la vita due immigrati.

Il fatto che l’organizzazione di Thomas Martinez sia stata denominata The Order (L’Ordine) è illuminante. Gli unici ordini della storia razzista contemporanea sono, quello dei Nuovi Templari di Liebenfels e quello Nero di Himmler, cioè le SS. Non sorprende che lo stesso Hitler avesse intuito le potenzialità dei culti razzisti americani “indigeni” e che a un certo punto avesse destinato Kurt Lüdecke (uomo d’affari vicino a Hitler – a una missione speciale negli Stati Uniti perché facesse visita al mago imperiale dell’impero invisibile del Ku Klux Klan (e a incontrare Henry Ford) per stringere una sorta di alleanza tra il Klan e il Partito nazista.

Molti di questi gruppi mantengono tra loro rapporti non ufficiali, spesso grazie alla mediazione di Cristian Identity. Fulcro di tale movimento è la convinzione che il governo americano sia in mano agli ebrei (che è chiamato Zog, che sta per Zionist Occupation Government). Questi nazisti americani come i teorici delle SS prima di loro, hanno reinterpretato il cristianesimo alla rovescia: mettendo in alto quello che stava in basso, facendo diventare nero quello che era bianco, e buono quello che era cattivo. Il dio degli ebrei diventa Satana, anche se forse loro stessi in segreto riconoscono come vero dio un demone bianco guerriero, uno spirito portatore di luce chiamato Lucifero.

Questi, ministri delle Chiese antisemite predicano da un lato un cristianesimo irriconoscibile, dall’altro il pogrom e l’omicidio. In assenza di un paganesimo radicato nella cultura americana, hanno adottato un fondamentalismo cristiano come veicolo di diffusione mistica. Ma quello che rappresentano è un cristianesimo segreto, occulto, poiché non nient’altro che i discendenti di quei Ku Kluxers che si riunivano di notte, incappucciati e bruciavano croci e pronunciavano solenni giuramenti secondo un rituale d’impronta massonica.

 

L’inferno di Oklahoma city

   Gli Stati Uniti, come si è visto, sono il paese che più d’ogni altro ha aiutato i nazisti ha raggrupparsi e ha alimentato
l’espansione dell’anticomunismo organizzato, quello dell’estrema destra, nel mondo. Un ruolo decisivo è stato giocato dalla destra statunitense, razzista, xenofoba e religiosa. La miscela di estremismo e fanatismo è restata a lungo coperta dall’ombra della lotta contro l’URSS e il Movimento Comunista internazionale che è comunemente denominata “guerra fredda”. Questa miscela, tuttavia, ha cominciato con il crollo del revisionismo moderno nell’URSS e negli altri paesi “socialisti” a esplodere all’interno degli Stati Uniti.

Norman Birnbaum, politologo della Georgetown University di Washington e deputato democratico, valuta così l’avanzare dell’estrema destra radicale negli USA: “La denuncia dello Stato sociale, la colpevolizzazione del sistema, il rifiuto di pagare le tasse. Sono questi i cavalli di battaglia della destra bigotta e ferocemente anticomunista. Sono queste le argomentazioni di Newt Gingriche, presidente della Camera Usa e nuovo capo della destra radicale. Per anni questa gente ha foraggiato i nazisti e i fascisti ovunque ce ne fosse stata traccia, adesso sta raccogliendo i frutti di tutti questo odio proprio qui, negli Stati Uniti d’America. La mia paura è che si sia formata una zona grigia, una penombra di concreta simpatia per il terrorismo”.

Prosegue Birnbaum: “La fine della guerra fredda vi ha contribuito. Per mezzo secolo il nemico sovietico è stato collante del crogiolo americano. Da qui l’attentato di Oklahoma City. In passato abbiamo avuto il populismo xenofobo di fine secolo e la caccia alle streghe rosse di Mc Carty negli anni Quaranta e Cinquanta. La tradizione delle nazioni ariane, la supremazia della razza bianca, da noi è indicata, come quella dell’opposizione fanatica allo Stato. Il guaio è che adesso trova un terreno più fertile: i neoconservatori e l’estrema destra demonizzano il concetto di governo e i democratici invocano leggi speciali”.[149]

Esponente di spicco della zona grigia denunciata da Birnbaum può essere considerato Pat Buchanan, senatore repubblicano, ex estensore dei discorsi di Ronald Reagan, uno dei leader dell’estrema destra, presidente della Fondazione per il controllo dell’immigrazione in America. Egli sostiene tra l’altro: “La combinazione delle forze dell’aperta immigrazione e della cultura multietnica sta portando un colpo mortale alla civilizzazione americana”.[150] In un articolo dal titolo Riforme dell’immigrazione o purezza della razza?, Buchanan ha chiarito meglio il concetto: “La crisi degli Stati Uniti non ha niente a che vedere con l’economia, mentre ha molto a che fare con le razze e le etnie. Questa invasione di mulatti di lingua spagnola dal Messico, dall’America latina e dai Caraibi, mischiata con i negri africani sta mettendo in minoranza gli ariani bianchi venuti dall’Europa occidentale di lingua inglese. Il nostro paese si sta contaminando. Presto morirà”.[151]

Margaret Quigley, studiosa della destra statunitense e accademica di Yale, commenta: “La destra in questo paese ha sempre avuto due nemici mortali: il comunismo e l’umanesimo. Per umanesimo intendo valori quali la cultura, l’evoluzione dello Stato sociale, il rispetto del diverso. Nel secolo scorso la rabbia era canalizzata tutta all’interno: Ku Klux Klan, razzismo, voglia d’indipendenza da Washington. Allora, però, gli Stati Uniti erano ancora un piccolo paese dal punto di vista economico il lato internazionale della nostra politica ancora non esisteva. Poi è venuta la paura del comunismo. C’è stato chi ha visto comunisti dappertutto; bastava avere un occhio di riguardo per i più poveri o per i neri che si veniva additati come rivoluzionari rossi. Infine, nel 1989 con la caduta dell’Unione Sovietica, la destra si è scatenata un’altra volta contro lo Stato centrale, l’immigrazione, il “corrompimento” della razza, della cultura”.[152]

Quanto ai metodi che la destra più radicale chiede che siano seguiti per “curare” la società statunitense, è utile segnalare un articolo scritto nel marzo 1999 da Buchanan, con un titolo davvero esemplare Come si lavora per la democrazia, dove si sostiene che l’unico modo per salvare gli Stati Uniti è quello di imporre un regime antiegualitario e quasi-dittatoriale: “Sarebbe il caso di usare gli squadroni della morte, sono un metodo efficace per governare democraticamente senza che le masse di neri e mulatti vengano a lordare le nostre città e senza che i comunisti minaccino di voler abbattere la democrazia americana. Prendiamo esempio dall’ascesa del terrore urbano in Argentina nel 1976. I militari argentini si sono attrezzati per scatenare il controterrore. Con i militari e la polizia lasciati liberi di fare ciò che gli pareva, sono scomparsi tra i seimila e quindicimila militanti di sinistra. Brutale, sì: ma di successo. Oggi la pace regna in Argentina, la sicurezza è stata restaurata”.[153]

Una delle parole d’ordine più usate dalla destra radicale statunitense è la libertà di armarsi. E proprio su questa libertà di armarsi che avvennero i fatti tragici nel 1992 nello Stato dell’Idaho. Protagonista un ex Berretto verde e veterano del Vietnam, Randy Weaver che aveva deciso nel 1983 di trasferirsi in una zona remota del nord dell’Idaho. Randy costruì con le proprie mani una piccola casetta alla base di una montagna inaccessibile chiamata Ruby Ridge.

I problemi con le autorità federali cominciarono per Weaver nel 1989, quando acquistò due fucili, li volle con una canna un po’ più mozza di quanto consentito dalla legge. Il negoziante avvertì l’ATF, l’Ufficio federale per il controllo dell’alcool, del tabacco e delle armi. L’ATF offrì a Weaver una possibilità: diventare informatore dell’ufficio o finire in galera per detenzione illegale di armi. Gli chiesero di infiltrarsi tra i suprematisti bianchi dell’Aryan Nation. Randy rifiutò e gli fu consegnato un mandato di comparizione davanti al giudice per il 20 febbraio. Ma la lettera di comparizione spedita a Weaver indicava la data del 20 marzo. Randy ignaro, non si presentò dunque il 20 febbraio e il giudice spiccò un mandato di arresto nei suoi confronti.

Con la paura di finire in prigione ed essere allontanato dalla sua famiglia, Weaver rifiutò di consegnarsi alle autorità federali. Si barricò nella sua casetta ben armato con sua moglie e i suoi quattro figli.

Il suo attaccamento alla famiglia provocò un’ondata di solidarietà tra gli abitanti dello Stato, che lo ammiravano anche per il suo spavaldo rifiuto delle autorità federali. L’ATF, per parte sua, valutava Randy un personaggio “estremamente pericoloso”, come dichiarò il portavoce dell’ATF alla stampa.

Il braccio di ferro era iniziato: l’ATF installò apparecchiature sofisticatissime intorno alla casa di Randy per sorvegliarne le mosse. Weaver nel frattempo, grazie alla pubblicità data alla stampa al suo caso, era diventato una specie di beniamino dell’estrema destra di tutto il paese. Con sempre maggiore frequenza la famiglia Weaver ricevette la visita di una copia di avvocati che erano vicini alle posizioni di Aryan Nation.

Il 21 agosto ci fu uno scontro con una pattuglia dell’ATF in cui persero la vita, un agente e un figlio di Randy. Nel giro di 24 ore la zona fu letteralmente invasa da agenti e dai corpi speciali. Arrivò anche un battaglione della guardia nazionale, si schierarono i tiratori scelti e la squadra dell’FBI che si occupa della liberazione degli ostaggi. Un tiratore scelto colpì Randy e sua figlia.

L’assedio durò oltre nove giorni. Durante questo tempo il corpo della bambina colpita rimase sul pavimento della casetta e Randy fu torturato psicologicamente dall’FBI. Gli dicevano: “Come sta il bambino, signor Weaver?”. Oppure: “Buon giorno, signor Weaver. Noi abbiamo cornetti per colazione. Che cosa ha lei?”.

Quanto stava succedendo a Ruby Ridge fece grande scalpore nel resto del paese. Squadre di “patrioti” partirono per quel posto sperduto dell’Idaho.

Alla fine il giudice assolse Weaver e condannò l’FBI al risarcimento di tre milioni e duecentomila dollari (sarebbe 5 miliardi delle vecchie lire). Weaver divenne un martire per tutti i “patrioti”, per tutti quelli che hanno sempre creduto che il governo federale fosse loro nemico, volesse solo spillargli i soldi delle tasse e impedisse a loro di portare liberamente armi.

Un anno dopo la tragedia della famiglia di Weaver, un’altra volta l’FBI insieme con l’ATF compì un massacro (c’è da interrogarsi alla fine chi sono i veri nazisti). Le ragioni di partenza sono sempre le stesse (detenzione illegale di armi), l’effetto pure: l’odio verso il governo federale che pur di disarmare il popolo americano è disposto a uccidere.

In realtà le storie non sono comparabili. Weaver era da solo e non voleva entrare in guerra con il governo, la setta dei davidiani[154] era armata fino ai denti e viveva in un campo trincerato e circondato da filo spinato elettrificato. Weaver durante l’attacco ha subito le angherie dei federali, David Koresh, leader aveva preparato psicologicamente e idealmente i propri seguaci a quanto sarebbe successo: erano tutti fin dall’inizio pronti a morire.

A Waco l’FBI chiese un aiuto a Sminorv, un esperto russo di psicotronica. Egli suggerì di bombardare le persone asserragliate con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo di maiali isterici. In questi suoni avrebbe dovuto esserci dei messaggi subliminali che invitavano gli assediati alla resa. L’FBI decise altrimenti.[155]

Sminorv rilevò che nel caso i segnali non avessero funzionato, i seguaci di Koresh avrebbero potuto tagliarsi la gola l’un l’altro. Un mese dopo il massacro di Waco, Steve Killion vice capo divisione dei servizi tecnici dell’FBI disse ai giornalisti del Village Voice che nel corso di una normale trattativa è possibile imprimere un codice di messaggio con il quale far passare inconsciamente un messaggio

subliminale.[156] In sostanza, attraverso il telefono si fa passare dei “rumori” nella testa della persona.

   Smirnov, in una’ intervista al Newsweek del mese di agosto del 1994, disse che l’FBI aveva voluto far passare dei messaggi subliminali attraverso le linee telefoniche, e che al capo della setta Davi Koresh, avrebbero fatto passare la voce di Dio mentre ai membri della setta gli sarebbero stati trasmessi in via elettromagnetica le voci dei parenti.[157] Nel mese di ottobre del 1994 in un articolo del Moskovskiie Novosti comparve un articolo su quello che è accaduto a Waco, in quest’articolo si diceva che l’FBI era interessata a questo tipo di tecnologie e che a Waco mandò la voce di Dio al capo della setta. In un articolo del New York Times del 5 aprile 1999 di William J. si racconta che gli scienziati russi nel 1989 avevano scoperto una nuova classe di armamenti che potrebbero danneggiare il sistema nervoso, modificare il comportamento e così via. In merito a questo tipo di armamenti, c’è cooperazione tra i servizi segreti di varie nazioni, in un articolo del Moskovskiie Novosti dell’ottobre del 1994, il vicedirettore della fabbrica che costruisce questo tipo di apparecchiature riferisce che molti di questi “prodotti” sono stati costruiti con una licenza americana sulla base di un accordo firmato tra il KGB e la CIA, il 24 settembre 1990. Quest’accordo prevedeva la ricerca congiunta nel settore della psicotronica. Se questa notizia fosse vera, uno dei motivi del silenzio generale su questo tipo di armi (e sul controllo mentale) è motivato dalla disinformazione, dall’intossicazione delle notizie, che i vari servizi segreti in cooperazione fra loro operano.

Quello di Waco fu l’episodio che fece traboccare il vaso dell’odio e dell’esasperazione. Migliaia di “patrioti” sparsi in tutti gli Stati Uniti decisero che era giunta l’ora di passare all’azione.

Linda Thompson produsse un documentario dal titolo Waco, la grande bugia e lo distribuì per posta: un successo. In pochi mesi né vendette migliaia di copie, tanto che preparò, secondo la migliore tradizione hollywoodiana, un sequel: Waco II, la grande bugia continua, anch’esso un best-seller. Con il ricavato della vendita delle videocassette (i giornali USA hanno parlato di milioni di dollari) la Thompson ha finanziato l’American Justice Federation (AJF), Federazione Americana della giustizia: vera e propria centrale mediatica di distribuzione di informazioni, libri, discorsi, video su quanto deve sapere un “patriota” riguardo al proprio governo e a chi lo sta combattendo, una sorta di CNN dell’estrema destra.

Incoraggiati dal rogo di Waco, i “media delle ombre” (come li ha definiti lo studioso del neonazismo USA James Coates) trasmettono un messaggio quasi apocalittico: il governo si sta nutrendo grazie alla guerra contro i cittadini di spirito libero.

Se guardiamo dal punto di vista della numerologia e soprattutto delle coincidenze, la data che avvenne il rogo di Waco è il 19 aprile. Ebbene il 19 aprile 1775 le milizie dei coloni americani insorti contro la dominazione inglese sconfissero le truppe britanniche a Lexington. Il 19 aprile 1943 gli ultimi ebrei del ghetto di Varsavia, sopravvissuti agli stenti e alle deportazioni nei lager, insorsero contro i nazisti. Il 19 aprile – giorno di ribellione e di libertà – divenne paradossalmente la data simbolo di tutto il truce movimento delle milizie.

Il 19 aprile 1994. Tra un McDonald’s e uno stand del Sea World, sui bordi della strada statale 151, a nord di San Antonio, in Texas, si riuniscono una cinquantina di adepti con una dozzina di figli al seguito. I “patrioti” Paul Revere e Patrick Henry sfoggiano i propri fucili a canne mozze mentre spiegano alla piccola folla quanto è corrotto il governo federale. Alla fine del discorso Revere, che in passato era stato uno degli organizzatori della campagna presidenziale del miliardario Ross Perot, nonché suo dipendente, annuncia che il 19 aprile da quel momento diventerà “il giorno in avrà diritto di imbracciare le armi”, aggiungendo poi: “Tutti i giorni, in realtà, si ha diritto di imbracciare le armi”.

Nessun giornale locale riporta la notizia dl raduno e della nascita della Texas Militia. In realtà sta nascendo un fenomeno politico e militare importante: la nascita in tutti gli Stati di milizie. Il 20 aprile nasce la milizia del Montana, il 27 dello stesso mese nasce la milizia dell’Oregon, il 29 aprile quella del Michigan e via di seguito la milizia dell’Oklahoma, quella dell’Indiana ecc.

Queste milizie sfileranno a Washington, provenienti da tutto il paese.

L’avvocato Morris Dee di Montgomery, in Alabama (la città dove Martin Luther King pronunciò i suoi primi sermoni), è stato il primo a lanciare una campagna di allarme contro le milizie armate della destra americana. Nel giugno 1984 ha fondato il Southern Poverty Law Center. Il centro che ha il più formidabile archivio elettronico sui militanti neonazisti e sui miliziani.

Al centro sono convinti da anni che i gruppi eversivi della destra sono legati in una cospirazione, pur agendo in commando sciolti.

Morris Dee dà la sua versione di come si sia potuti arrivare a questo punto: “Tutto comincia con l’attentato a Ronald Reagan, agli albori della sua presidenza (1981). Il suo addetto stampa James Brady, viene ferito e resta paralizzato. La moglie, Sara Brady, come lui repubblicana di destra, lancia una campagna per introdurre in America il porto d’armi e restringere le leggi che permettono a pazzi squilibrati di comprare un mitra militare, tipo Uzi o M16, senza alcun controllo. Contro la legge Brady, poi successivamente annacquata dal Congresso si mobilita la potente lobby delle armi, la National Rifle Association.

Sui giornaletti di provincia appaiono inserzioni pubblicitarie per vendere un cilindro metallico impermeabile: serve a “custodire le vostre armi, sottoterra, per impedire che Hillary Clinton ve le sequestri”.

Il programma dei miliziani attacca le Nazioni Unite e le forze multinazionali di pace, considerate uno strumento dell’eversione internazionale, “ebraica e negroide”, per disarmare l’esercito americano.

Quando Newt Gingrich[158] tuona contro “l’uso dei soldati americani sotto il comando di ufficiali stranieri”, ha nell’orecchio la diffidenza dell’America profonda per operazioni tipo Somalia o Haiti.

  “Nel frattempo le milizie si organizzano per la guerra civile. Gli estremisti comprano una casa accano all’altra, un podere confinante con il podere di un camerata, creando così delle Nigger Zone (zone liberate dai negri).

   “E’ il governo di Washington il loro nemico. La foga antiburocratica e antigovernativa che porta nella capitale decine di deputati e di senatori repubblicani diventa, in versione miliziana, un’ossessione. La Casa Bianca, già con il presidente Bush, sta ordendo un complotto con le Nazioni Unite dell’Egiziano Boutros Ghali per un colpo di Stato in America: nascerà il Nuovo ordine mondiale. Bill Clinton è nel loro mirino. La stessa Thompson una volta a detto che il presidente “è segnato con il numero dell’Anticristo, il 666. È lui a guidare l’Armageddon contro i credenti”.

   “Loro sono convinti che la Russia  faccia parte del complotto e abbia già fatto entrare nel territorio nazionale americano carri armati e mezzi pesanti. La prova, secondo loro, viene dal film Alba rossa che il regista John Milius girò nel 1984”.[159]

Nel film si racconta che l’America sia invasa dai sovietici. Saranno le milizie dei “patrioti” armati a liberarla.

Littke Rock, Arkansas, alba del 19 aprile 1995 (sempre il 19 aprile): nel braccio delle morte del carcere federale il nazista Richard Snell, responsabile dell’uccisione di un ebreo e di un poliziotto nero, viene accompagnato verso la sedia elettrica.

Stesso giorno: Oklahoma City, ore 9,02. La vita dentro l’edificio federale Alfred Murray scorre tranquilla come ogni mattina. Al secondo piano i genitori hanno appena accompagnato i propri figli all’asilo. I corridoi, le scale e gli ascensori sono pieni di gente che lavora negli uffici federali dell’Oklahoma. Ma non si tratta di una mattina come le altre. Improvvisamente, un’esplosione. È il finimondo: le vittime più vicine all’ordigno sono quasi vaporizzate; vetri, mattoni, sbarre di ferro, oggetti di ogni genere sono scagliate in tutte le direzioni. Il terrorismo è nel cuore dell’America. Passato lo sgomento iniziale, i soccorritori cominciano a scavare tra le macerie e a estrarre i morti e i feriti. È rimasta impressa negli occhi degli statunitensi la scena del pompiere che piangendo si allontana dei detriti tenendo tra le braccia il cadavere di un bambino dell’asilo, dilaniato dall’esplosione. Il bilancio finale sarà di 168 morti, tra cui 13 bambini e più di 600 feriti.

Dopo due giorni è catturato il colpevole, o almeno quello che viene ritenuto  di aver piazzato materialmente la bomba all’interno dell’edificio. Si chiama Timothy McVeigh, un miliziano che nei passaggi sulla rete dei computer si firmava “Il bombarolo pazzo”. La patente che aveva addosso, intestata a un’altra persona, riporta la data del 19 aprile 1993, il giorno del rogo di Waco.

McVeigh, 27 anni, è figlio di genitori divorziati, studi liceali, servizio militare. Ha combattuto nella prima guerra del Golfo (1991).  All’epoca era segretamente iscritto alla Milizia del Michigan.

Poco dopo le dimissioni dall’esercito uscì anche dalla National Rifle Association (l’Associazione dei possessori di armi da fuoco) perché a suo giudizio la sua politica in favore del diritto di ogni cittadino a possedere qualsiasi tipo di arma era troppo blanda.

Un suo amico Terry Nichols, che aveva anche lui compiuto il servizio militare e si era come lui iscritto alla Milizia del Michigan, dopo le dimissioni dall’esercito si era sposato una diciassettenne filippina (Marife Torres). Questo lo spinse a compiere frequenti viaggi nel sud delle Filippine, dove entrò in contatto con amici della famiglia di sua moglie. Molte di queste persone vennero in seguito inseguite da mandati di cattura internazionali. Erano membri di un’organizzazione fondamentalista islamica: l’Abu Sayyaf.

Terry non smise mai di frequentare i nuovi amici islamici. Con loro aveva un grande nemico in comune: gli ebrei. Chi lo conosceva bene raccontava spesso il contenuto delle sue continue telefonate in spagnolo lunghe non più di 30 secondi.

Un altro amico di McVeigh (anche lui ha fatto il servizio militare) si sposò con una suprematista bianca, Lori. Insieme frequentano i campi di addestramento delle milizie, visitano le fiere di armi in tutto il paese, leggevano letteratura ariana.

Fu un libro a far ricongiungere i tre amici: The Turner Diares. I tre si scrissero a vicenda di quanto fosse appassionante un romanzo opera di un suprematista bianco. Decisero di incontrarsi davanti  a una lattina di birra.

Dopo un’indagine (L’Operazione Okbomb) dove si effettuò 28.00 interrogatori, prodotti 3 tonnellate e 2 quintali di documenti, mobilitati 900 agenti dell’FBI e 190 agenti di polizia di Oklahoma City, il risultato finale è che il più grave attentato sul suolo americano dopo l’11 settembre era stato opera di quattro persone!

Non furono tenute in considerazione le molte testimonianze che raccontarono di aver visto un certo numero di persone sospette aggirarsi nella zona delle telecamere. Alcune delle quali risultavano poi essere membri locali del Ku Klux Klan. Nessuno di loro fu messo sotto accusa.

L’arresto stesso di McVeigh non può non generare delle perplessità. McVeigh dopo l’attentato sale sulla sua auto che è senza targa! E si dirige verso l’autostrada. Dopo circa un’ora di viaggio, mentre segue alla radio le notizie del crollo, è fermato da un poliziotto che ha notato l’assenza della targa. Avvicinatosi all’auto, il poliziotto nota che McVeigh porta una pistola sotto la giacca. Gli chiede allora di vedere il porto d’armi, che però non risulta valido per l’Oklahoma. Il poliziotto è così “costretto” ad arrestare McVeigh, senza naturalmente sapere di avere fra le mani il criminale che ha appena distrutto il Murra Building.

Anche Oswald dovette essere arrestato per un motivo diverso da quello per questo si voleva incriminarlo (mica la gente va in giro con scritto sulla fronte “ho ucciso il presidente Kennedy”). Nel suo caso fu l’omicidio del poliziotto Tippitt, che lo aveva fermato per controllare i suoi documenti. L’astuto Oswald, infatti, che dopo l’attentato era riuscito a rientrare sano e salvo a casa, aveva deciso di uscire di nuovo per andare al cinema, portandosi dietro una pistola carica, in un momento in cui a Dallas fermavano persino i paracarri! Solo quando fu nelle mani della polizia qualcuno, si accorse che lavorava al Book Depository, e dedusse che fosse implicato nell’omicidio del presidente.

E così fu per McVeigh. Solo quando si trovò nelle mani della polizia, un paio di giorni dopo, qualcuno si accorse che assomigliava da morire all’identikit dell’uomo che aveva affittato un furgone il 17 aprile.

Quando il poliziotto ha culo, ha culo e basta. E quando il culo si ripete, si ripete e basta.

Anzi, in questo caso non bastava ancora: indovinate che cosa aveva McVeigh, in bella vista, sul sedile posteriore della macchina? Oh yes, la fotocopia della pagina di un famoso libro, il Turner Diaries, in cui si descrive per filo e per segno come preparare una bomba con il nitrato di ammonio.[160]

Ma non basta ancora: cosa trovarono i poliziotti nelle fibre della T-shirt indossata da McVeigh al momento dell’arresto? Tracce di letame. (E’, infatti, normale procedura far analizzare in laboratorio tutti gli indumenti indossati da coloro che vengono arrestati per non avere il porto d’armi. A quelli che guidano con la patente scaduta fanno anche l’esame del sangue e delle urine).

Nel nostro caso, poiché McVeigh aveva caricato i barili di letame sul furgone due giorni prima, le possibilità sono solo due: o aveva tenuto la stessa T-shirt per tre giorni consecutivi, oppure il furgone era così stracolmo di letame, quando lo condusse al Murrah Building, che qualche schizzo gli è arrivato addosso lungo il percorso.

Una delle prime cose che Steven Jones volle sapere da McVeigh, infatti, fu proprio perché mai avesse usato una macchina senza targa per scappare. A detta di Jones, McVeigh gli rispose che “voleva sfidare il destino“. Forse, più del destino voleva sfidare l’intelligenza della Stradale dell’Oklahoma: quale poliziotto, per quanto ubriaco, guercio e rincoglionito, non fermerebbe uno che guida senza la targa, dopo che è appena stato fatto saltare uno dei più importanti edifici della città?

E’ curioso, infatti, come nessuno sia mai riuscito a intervistare questo poliziotto, per chiedergli conferma di tutti questi particolari. L’uomo da quel giorno è diventato introvabile.

In una specie di déjà-vu al contrario, emersero a Oklahoma City gli stessi problemi che abbiamo visto per le Torri Gemelle: gli edifici di quel genere, con una sola esplosione, non vengono giù nemmeno se li paghi. Al massimo si creano dei grossi buchi, ma se non distruggi le colonne interne con molteplici esplosioni, non c’è modo di farli crollare. In ogni caso, siamo tutti talmente saturi per le discussioni sul World Trade Center, che tornare a parlare di crolli e demolizioni possono causare dei severi mal di pancia a molte persone. Diciamo solo che nei primi minuti dopo l’attentato circolarono voci di altre bombe trovate inesplose, puntualmente riportate dai TG in diretta nazionale, ma poi misteriosamente scomparse dalla “memoria collettiva”.

L’idea inoltre che una bomba piazzata all’esterno di un edificio riesca a creare un danno così profondo verso il suo interno cozza contro il più comune buon senso. Sempre il buon senso suggerisce che il semiasse posteriore di un furgone, sul cui pianale esplodono due tonnellate di fertilizzante, vada a piantarsi nel terreno sottostante, al fondo del cratere che viene a crearsi nell’asfalto, invece di volare via come un fazzolettino a cento metri di distanza. (Se tutto quello che sta “sopra” spinge con violenza estrema verso il basso, al punto da scavare un cratere nell’asfalto, dovrebbe portare con se anche tutto quello che incontra lungo il percorso, no?).

Notiamo infine, in proposito, che il Murrah Building fu demolito con una fretta inspiegabile, a nemmeno un mese dall’attentato. Jones dovette addirittura ottenere un’ingiunzione per rimandare di dieci giorni la demolizione, perché non era ancora riuscito a visitare il luogo del crollo.

E quando finalmente l’FBI glielo concesse, gli fece trovare il cratere coperto da enormi teli di plastica. Jones chiese di rimuoverli, per misurare almeno a occhio le dimensioni del buco, ma gli fu risposto che non si poteva fare “per motivi di sicurezza nazionale”!

C’è anche un macabro dettaglio, che è andato ad aggiungersi alla montagna d’incongruenze della versione ufficiale: dopo che il conteggio delle vittime si era assestato su 168, fu trovata la gamba di un uomo, che indossava uno stivale militare, il cui DNA però non combaciava con nessuna delle vittime che avevano perso una gamba nell’attentato. Si pensò quindi a un secondo attentatore, che sarebbe rimasto ucciso nell’esplosione, confermando in quel modo le voci di chi aveva visto due uomini, e non uno, nel furgone parcheggiato davanti al Murray Building. Il primo, McVeigh, fu visto scendere e allontanarsi, mentre il secondo scese, ma in seguito rientrò nel furgone, probabilmente per accendere la miccia. Dopo lo sconcerto per questa notizia, le autorità fecero sapere che la gamba in realtà era di una donna, e apparteneva a una soldatessa morta nel crollo dell’edificio. Fu così necessario riesumare il corpo della soldatessa, che evidentemente era stata sepolta con una gamba non sua. A quel punto ci si accorse invece che era stata sepolta con l’arto giusto, mentre la gamba con lo stivale non era la sua.

Insomma, dopo questo macabro balletto siamo rimasti con un conteggio ufficiale di 168 vittime, più una gamba che non appartiene a nessuno.

Una volta condannato a morte, McVeigh non ne volle sapere di fare appello, e chiese di essere giustiziato al più presto. E persino quando emersero 3.000 pagine di documentazione che l’FBI “si era dimenticata” di esaminare, che gli avrebbero permesso di chiedere una riapertura del processo, lui disse che gli stava bene così, e rinunciò anche a questa possibilità.

Una volta fissata la data per l’esecuzione, i gatekeepers radical-chic non mancarono di esprimere il loro interesse per il macabro evento. In particolare, lo scrittore Gore Vidal annunciò che avrebbe assistito personalmente all’esecuzione, per raccontarcela poi sulle pagine Vanity Fair, perché in fondo “provava stima per un uomo come McVeigh”.

Trattandosi di un crimine federale, all’esecuzione di McVeigh furono presenti solo medici dell’FBI, che gli praticarono l’iniezione letale e dopo qualche istante lo dichiararono morto. Nessun medico civile poté constatare il decesso. A quel punto i federali chiusero le tendine dei vetri attraverso i quali i testimoni seguono l’esecuzione, e mandarono tutti a casa.

Diversi testimoni raccontarono in seguito che quando furono chiuse le tendineMcVeigh sembrava ancora vivo”. Timothy McVeigh fu subito cremato, e le sue ceneri furono disperse, per sua volontà, in un luogo sconosciuto.

Per quel che ne sappiamo, McVeigh oggi potrebbe anche continuare a vivere – magari con la faccia rifatta – sotto l’egida del famoso Witness Protection Program, che regala a chi ne ha bisogno una nuova identità. In fondo, è dei federali pure quello.

Dopo Oklahoma City, i miliziani sembrano ancora più convinti del fatto che possono raggiungere i loro obiettivi e che bisogna fare il maggior numero di proseliti per poi scatenare la guerra civile.

Un rapporto dell’FBI riferisce che i “i capi delle milizie stanno cercando di stringere legami con tutte le organizzazioni neonaziste presenti negli USA”. Paradossalmente, considerati la loro avversione per tutto ciò che è straniero si sono rivolti anche ai camerati europei. Sempre secondo l’FBI “è loro intenzione convincerli a scatenare il finimondo in Europa per costringere i governi” europei a “ritirare le loro truppe dagli Stati Uniti”.

 

 

 

Conclusioni

 

   Quando parliamo di nazismo bisogna avere chiaro la differenza che passa tra base di massa e base sociale. Poiché una base di massa non è sempre coincidente con la base sociale: la piccola borghesia è stata la base di massa del fascismo italiano ma la sua base la sua base sociale era la grande industria e i grandi agrari.

Ora partiamo dal fatto che uno dei principali contrassegni che caratterizza la fase imperialista del capitalismo è contrassegnata dalla fusione del capitale bancario col capitale industriale, col formarsi in sostanza del capitale finanziario, di un’oligarchia finanziaria che tende a dominare completamente la vita sociale e politica e quindi lo Stato.

I legami oggettivi di natura economica e finanziaria che s’intessono tra i vari gruppi monopolistici sono accompagnati da legami personali. Cioè questi legami oggettivi sono espressi naturalmente da persone, da uomini che sono alla direzione di gruppi produttivi o di gruppi finanziari. Si verifica quindi uno scambio di dirigenti. Nei consigli di amministrazione delle varie industrie si ritrovano gli stessi nomi; uomini di banca si ritrovano nei consigli di amministrazione di industrie e viceversa. Spesso in mancanza d’informazione sugli altri legami oggettivi che intercorrono tra gruppi diversi, l’esistenza delle stesse persone in consigli di amministrazione diversi è indice di questa colleganza.

Come si diceva prima, nasce così un’oligarchia finanziaria, composta di questi capitalisti. Vi sono o sono stati in essa nomi mondiali come i Rockefeller, Morgan, i Ford, gli Stinnes, i Krupp, gli Agnelli ecc. ma ogni paese ha i suoi re la sua élite.

Vi è anzi indubbiamente una correlazione tra la teoria della “classe eletta”, che si sviluppa alla fine del XIX secolo e che ha avuto in Italia il suo più alto sostenitore nel Pareto[161] e la sua base sociale costituita dal consolidarsi della oligarchia finanziaria.

Così pure vi è una correlazione tra l’esigenza, in certi momenti una più stretta unità del capitale finanziario e la teoria del superuomo, del duce, del Führer.

Ricordiamoci dell’impetuoso processo rivoluzionario che andò al di là della seconda guerra mondiale che investì tutti i continenti e che segno la fine del colonialismo classico. Il punto di partenza di questo gigantesco ciclo rivoluzionario è costituito dalla Rivoluzione d’Ottobre che per prima lanciò l’appello a spezzare le catene agli schiavi delle colonie fino a quel momento non solo privi di diritti, ma anche usati come carne da cannone nel corso dello scontro tra le grandi potenze imperialiste iniziato nel 1914.

Il nazifascismo si presenta come reazione, e di reazione estrema, a quell’appello. Non a caso esso trionfa, con modalità diverse, in tre Paesi che, giunti tardi al banchetto coloniale, si vedono frustrati nelle loro ambizioni e direttamente minacciati dalla possente ondata anticolonialista:  e così, il Giappone cerca il suo “spazio vitale” in Cina; l’Italia in Etiopia, in Albania e altrove: la Germania in Europa orientale e nei Balcani.

Se si analizzano i discorsi pronunciati da Mussolini nel periodo in cui era impegnato a celebrare l’aggressione all’Etiopia come un essenziale contributo alla diffusione della città europea in lotta contro uno “pseudo Stato barbarico e negriero” diretto dal “Negus dei negrieri”. Sembra di rileggere i testi che a suo tempo avevano scandito le tappe più importanti e più infami del colonialismo. Al Congresso di Berlino del 1885, alla vigilia del Congresso di Berlino del 1885, alla vigilia dell’annessione del Congo, Leopoldo II del Belgio dichiara: “Portare la civiltà in quella sola parte del globo dove essa non è giunta, dissipare le tenebre che avvolgono intere popolazioni: questa è – oso dirlo – una crociata degna di questo secolo di progresso”. E Mussolini nel dicembre 1934: “L’Etiopia è l’ultimo lembo d’Africa che non ha padroni europei”. Ovviamente le intenzioni sono ben altre da parte dei colonialisti, e i mezzi adottati per portare “progresso” e “civiltà” erano tutt’altro che civili e umani. I colonialisti belgi del Congo ridussero la popolazione indigena dai 20-40 milioni del 1890 agli 8 milioni del 1911. A loro volta, le truppe fasciste italiane ricorrono all’impiego massiccio di iprite e gas asfissianti, ai massacri su larga scala della popolazione civile, ai campi di concentramento.

Nella sua guerra a Est, il Terzo Reich presenta le sue aggressioni, le sue conquiste come un contributo alla diffusione dell’esportazione e diffusione della civiltà. Subito dopo l’inizio dell’Operazione Barbarossa (l’aggressione all’Unione Sovietica), Hitler si atteggia, nel suo proclama del 22 giugno 1941 a “rappresentante, cosciente della propria responsabilità, della cultura e civiltà europea”.

Perciò il nazismo è un cancro che nasce dentro la società capitalista. E non hanno del tutto del torto gli studiosi come Noam Chomsky e Naomi Wolf che hanno fatto un parallelo tra l’America di Bush e i fascismi europei: e non solo per la politica estera ma anche per le misure speciali di “sicurezza nazionale” prese (soprattutto quelle attuate  dopo l’11 settembre 2001).

Ebbene, è interessante considerare che un’icona dei think tank[162] di George Bush fosse il filosofo Leo Strauss.

Leo Strauss, professore di filosofia politica all’università di Chicago dal 1953 al 1973, è stato, infatti, il maestro di una generazione d’ideologi e di politici che hanno rivestito ruoli di rilievo nel governo amerikano e nei settori neo-conservatori. Sono straussiani Paul Wolfowitz, ex presidente della Banca mondiale, e l’ex direttore della CIA James Woolsey, nel campo dei media John Podhoretz redattore del New York Post. Tra i pensatori e gli strateghi Samuel Huntington, Francis Fukuyama.

Rimasti nell’ombra durante la presidenza Clinton, gli straussiani in quel periodo non sono però rimasti inattivi. Oltre a elaborare dottrine militari, tra cui quelle che furono in seguito applicate in Medio Oriente, in cui si prevede la fine degli accordi di Oslo. Il 3 giungo 1997 William Kristol due intellettuali “nella tradizione di Strauss” hanno lanciato a Washington, in collaborazione con l’American Entreprise, il Project for the New American Century, che si propone di rilanciare il ruolo di gendarme del mondo degli USA, a cominciare dall’intervento dell’Iraq. L’atto fondativo invita a una nuova politica estera basata “sull’egemonia globale benevola” degli Stati Uniti. Questa dottrina imperialista si poggia su due pilastri: il fondamentalismo religioso e la forte impronta imperialista con l’apologia senza veli della legge del più forte.

   Con sfumature diverse, questi erano gli stessi elementi che fondavano l’ideologia nazista. E si dà il caso che il legame tra l’America di Bush e la Germania di Hitler sia proprio Leo Strauss, già allievo e collaboratore del filosofo e giurista Carl Schmitt il quale, ammetterà lo stesso Strauss, furono fra coloro che spianò la strada al nazismo: “Un gruppo di professori e di scrittori hanno aperto la via a loro insaputa o no, a Hitler, Spengler, Möller van der Bruck, Carl Schmitt, Ernst Jünger, Martin Heidegger”.[163]

Leo Strauss, era ebreo, era riuscito a fuggire dalla persecuzione nazista rifugiandosi negli USA anche grazie agli auspici del maestro. Nel 1933 in una lettera a Gershom Scholem, importante studioso di cabala ebraica, affermava di dover ringraziare Schmitt per la borsa di studio ottenuta dalla Fondazione Rockefeller che gli aveva permesso di emigrare con il pretesto di studiare Hobbes in Inghilterra. La corrispondenza tra Strauss e Schmitt tra il 1932 e il 1933 portò quest’ultimo a rivedere in maniera significava il suo lavoro La concezione della politica. Al momento in cui la fuga del giovane filosofo ebreo interruppe la loro collaborazione, Strauss e Schmitt lavoravano assieme su quella teoria dello Stato “totalitario”.[164]

Giurista tra i più considerati dal governo nazista, Carl Schmitt, influente professore che era già stato consigliere giuridico del governo von Papen, pose le basi per lo snaturamento della Costituzione della Repubblica di Weimar e il successivo smantellamento del sistema costituzionale fondato sulle idee del liberalismo politico e dei diritti costituzionali. Considerando questo sistema impotente corrotto e inadeguato per pendere le misure necessarie le misure necessarie nel momento in ci la Germania affondava economicamente, propose di sostituirgli un regime eccezionale che snellisse le procedure dei sistemi legislativo ed esecutivo – governando sostanzialmente per decreto – e di stabilire una temporanea dittatura presidenziale. Schmitt ammirava Mussolini, con cui aveva discusso di diritto romano, e riteneva che il dittatore italiano avesse costituito un sistema perfetto fondato su uno Stato autoritario, oltre che sulla Chiesa, su un’economia di “libera impresa” (eufemismo per dire capitalismo), e su un mito fondativo forte capace di stimolare e affascinare il popolo. Fu infine Schmitt a fornire il quadro giuridico per l’introduzione delle misure d’emergenza che i nazisti inaugurarono all’indomani dell’incendio del Reichstag, il 27 febbraio 1933. E quando Hitler invase la Polonia, l’autorevole giurista giustificò la legalità della guerra preventiva con le esigenze della sicurezza tedesca serviva una sfera d’influenza capace di proteggere il Reich dalle “orde bolsceviche che premevano sui confini orientali”.

C’è una continua mistificazione da parte borghese quando si parla di nazismo, è la sua equiparazione con il comunismo accomunato dall’infamante epiteto di totalitarismo.

Tutto ciò serve a nascondere la natura di classe dei regimi politici.

Come mistificante quando si equiparano i campi di concentramento nazisti con i “gulag”, poiché si rimuove il fatto storicamente provato che i campi di concentramento sono una creazione dei regimi liberali.

Storicamente l’inventore dei campi di concentramento fu il generale Valeriano Weyler Nicolau che, al fine di reprimere la rivolta in corso negli ultimi anni del XIX spagnola, stabilì la deportazione di circa 400.000 vecchi, uomini, donne, bambini in Campos de concentracion provocando un numero estremamente elevato di vittime; la cattolicissima  Spagna premiò il generale Weyler insignendolo di numerose onorificenze nobiliari e nominandolo per ben tre ministro della guerra. Pochi anni dopo furono gli Stati Uniti a ricorrere ai campi di concentramento nelle Filippine come deterrente per combattere la guerriglia guidata da Emilio Anguinaldo contro l’occupazione statunitense.

L’originale e la copia americana vennero ben presto superati dagli inglesi quando i boeri si rivoltarono contro le truppe britanniche. Gli inglesi distrussero le fattorie boere e imprigionarono donne e bambini in concetration camps fatti di tende e baracche, privati di riscaldamento e cibo, condannati a morire di stenti.

In Italia il governo liberale di Giolitti (marzo 1911-marzo 1914) fa ricorso alla deportazione di massa in campi di concentramento nelle isole di Ustica, Tremiti, Ponza, Favignana per stroncare la resistenza della popolazione araba alla occupazione da parte delle truppe italiane. Le migliaia di libici deportati in Italia morirono falcidiati dalla fame e dalle epidemie e nessuno tornò nel proprio paese. In piena continuità con il liberale Giolitti, il governatore della Libia occupata dai fascisti, Badoglio, deportò l’intera popolazione della città di Gebel (100.000 persone) in 15 campi di concentramento con il vessillo tricolore. Alla fine tra le esecuzioni sommatorie dei deportati, l’estenuante marcia forzata di trasferimento nei lager, la fatica del lavoro forzato, furono 50.000 il numero dei libici che non riuscirono a sopravvivere a quelle disumane condizioni di prigionia.

All’equiparazione tra i lager in Europa e i campi di lavoro coatto in URSS, bisogna partire dal fatto che i campi di lavoro coatto in Unione Sovietica non sono stati un mezzo di assoggettamento dei popoli (come nei casi in precedenza esaminati) ma uno strumento di autodifesa, dagli attacchi interni ed esterni del mondo liberal-nazifascista, di un soggetto etico nuovo, composto secondo i principi e la prassi della libertà degli oppressi storici emancipati a soggetti attivi della storia.

Per la prima volta nella storia dell’umanità un Costituzione, come quella Federale dei Soviet di Russia del 1918 sancì i diritti di libertà e uguaglianza non dell’uomo o del cittadino astrattamente concepiti, ma degli uomini e della donne concreti: i proletari. Infatti, tale Costituzione assicurò ai proletari:

 

1)    La vera libertà di opinione consegnando alla classe operaia e ai contadini poveri tutti i mezzi tecnici e materiali per la pubblicazione di giornali, libri, opuscoli ed altre produzioni di stampa (art. 14).

2)    La vera libertà di coscienza, separando la Chiesa dallo Stato e la scuola dalla Chiesa (art. 13).

3)    La vera libertà di riunione, mettendo a disposizione della classe operaia e contadina tutti i locali adatti alle assemblee popolari (art. 15).

4)    La vera libertà di associazione offrendo agli operai e ai contadini poveri tutto il suo aiuto materiale e quant’altro occorre perché possano unirsi e organizzarsi (art. 16).

5)    Un’istruzione universale (art. 17).

 

Inoltre, in base al principio di solidarietà dei lavoratori di tutte le nazioni “la Repubblica Socialista Federale dei Soviet di Russia accorda tutti i diritti politici dei cittadini russi agli stranieri che lavorano nel territorio della Repubblica russa e che appartengono alla classe operaia e alla classe dei contadini, che non vivono del lavoro altrui” (art. 20); inoltre “accorda il diritto di asilo a tutti gli stranieri a classe perseguitati per delitti politici e religiosi” (art. 21). Contrariamente a quanto succedeva nei regimi parlamentari borghesi dell’epoca che prevedevano l’esclusione dei lavoratori dal diritto di voto per motivi di censo, la Costituzione della Repubblica Socialista Russa del 1918 negava il diritto di voto e di eleggibilità a tutti coloro che valevano del lavoro altrui per trarne profitto o che vivevano di rendita, ai preti, alla borghesia mercantile, agli ex agenti della polizia zarista (art. 65).

Gli intellettuali della borghesia (assieme ai revisionisti di tutte le risme come Bertinotti che dice che l’esperienza storica del Movimento Comunista e dei primi paesi socialisti è stata un insieme di “errori e orrori”) accomunano lo stermino di razza attuato dai nazisti nei confronti delle “razze inferiori” (in particolare gli ebrei) e lo “sterminio di classe” che sarebbe stato attuato dai comunisti.

Tutto ciò è una grossa mistificazione. Prendiamo come esempio la parola d’ordine dell’eliminazione dei Kulak come classe (anche dei controrivoluzionari rinchiusi nei campi di lavoro coatto, quali le guardie bianche e in seguito anche i collaborazionisti con gli invasori nazisti durante il secondo conflitto mondiale) non comportava assolutamente la programmazione dell’annientamento di un’intera classe sociale, ma comportava la necessità di liquidarla socialmente, anche attraverso la rieducazione degli individui.

Dalla primavera del 1930 vennero riesaminati un numero significativo di casi, annullate condanne precedentemente inflitte;  nel 1934 fu concesso il diritto alla cittadinanza agli ex kulaki che ne erano stati privati; sul finire del 1935 venne eliminato il divieto di accesso alle università per i figli di appartenenti alle classi privilegiati dell’epoca pre-rivoluzionaria; perfino un anticomunista come lo storico Gozzini deve ammettere che “nel  biennio 1937-1938 poco più di un terzo dei detenuti dei campi di lavoro correttivo viene liberato”.[165]

Negli anni del secondo conflitto mondiale molti ex controrivoluzionari usufruirono della possibilità di una riabilitazione sociale. Molti di essi furono liberati, promossi a ruoli  di rilievo nell’esercito e svolsero un ruolo significativo nella lotta antinazista.

Il campo di lavoro coatto nella rivoluzione bolscevica è stato quindi un momento intrinseco che nella dialettica storica abbia creato una nuova società, una nuova struttura sociale basata su valori decisamente diversi da quelli borghesi.

Al contrario il lager nazista è stato un momento intrinseco di un attivismo pseudorivoluzionario che si fonda sulla fede palingenica in un rinnovamento escatologico dal fondo della crisi della società borghese e che sfocia nel conservatorismo del sistema borghese capitalistico e nel reazionarismo mediante la prassi repressiva e segregazionista dei sovversivi sociali della nuova società borghese.

Tra il concetto di rivoluzione nell’attivismo pseudorivoluzionario (tipico del fascismo e del nazismo) ed il concetto di rivoluzione con energia morale costruttiva vi è una sostanziale differenza: il primo è una rivolta violenta diretta a realizzare cambiamenti  violenti, rapidi dei valori, delle istituzioni politiche, della leadership e nell’ambito di un sistema sociale da conservare e difendere con una prassi repressiva; il concetto di rivoluzione con energia morale costruttiva, invece, si prefigge di costruire oltre a nuove istituzioni politiche, ad un nuovo personale di governo e a nuove politiche, nuovi valori, di creare anche una nuova struttura sociale, in sostanza è una rivoluzione che investe tanto la struttura quanto la sovrastruttura. Ogni processo di accostamento del secondo col primo è un processo di surrezione negativa; di depotenziamento della rivoluzione, diretto a ridurla a bestiale violenza, a terrore; si tratta di un tentativo mistificatorio.

Un altro luogo comune della storiografia revisionista è la contrapposizione liberalismo-fascismo. Nella realtà politica questa contrapposizione fu inesistente perché un filo nero legava la pratica dei governi leberali e la prassi del regime fascista. Il regime parlamentare italiano post-unitario fu un regime di classe, basato su distinzioni di natura censitaria, sul ricorso sistematico ai brogli elettorali organizzati dai governi e sulla discriminazione di sesso, con esclusione delle donne dal diritto di voto.

La prassi liberale di governo in Italia dall’unità all’avvento del fascismo associava organicamente una prassi parlamentare di classe a una prassi repressiva attuata con:

 

1)    Misure penali ed amministrative limitanti i diritti di libertà, di organizzazione e di
lotto sociale del proletariato.

2)    L’impiego dell’esercito in servizio d’ordine pubblico per stroncare le lotte proletarie, a sostegno della repressione poliziesca.

3)    Il ricorso ai tribunali militari con funzioni antiproletarie e antisocialiste.

4)    Il pieno appoggio al fascismo come strumento di repressione del proletariato e delle sue organizzazioni politiche, sociali e sindacali fino all’ottobre 1922.

5)    La partecipazione organica al primo governo Mussolini e alla sua attività repressiva dei diritti democratici del proletariato.

 

I governi liberal-democratici nel biennio 1921-1922 lasciarono alle bande fasciste la libertà di scorrazzare armate, accordarono ogni possibile protezione a esse; a essi si associava l’operato della magistratura che copriva le malefatte degli squadristi, assolvendo spesso i delinquenti fascisti e condannando le loro vittime. Il mondo della cultura liberale non insorse con indignazione contro il manganello e l’olio di ricino, anzi giustificò la violenza e i delitti del fascismo in funzione antirivoluzionaria. La stampa liberale, che esaltava con sconfinata ammirazione i fascisti morti durante le spedizioni punitive, bollava la “barbaria” bolscevica che voleva precipitare il paese nel “baratro” della rivoluzione.

Nella sostanza l’antinomia tra fascismo e liberalismo nel concreto processo storico non esiste perché il fascismo è stato visto dallo schieramento liberale come uno strumento di rafforzamento dello Stato liberale per la sua azione repressiva antiproletaria che era stata, nel corso della sua storia, una componente organica della sua prassi di governo.

Se torniamo al discorso iniziale di questo capitolo conclusivo, non bisogna meravigliarsi se si trova come uno dei personaggi principali che ha consentito la sopravvivenza del nazismo attraverso i suoi finanziamenti proprio un banchiere.

François Genoud è stato un personaggio che ha fatto da tramite tra il sistema nazionalsocialista e il sistema finanziario svizzero. Nato a Losanna il 26 ottobre 1915, è predestinato come i suoi fratelli a lavorare nella banca fondata dal padre: la banca Genoud & C., di cui infatti diventerà il presidente. Nel settembre 1932 a Monaco di Baviera, Genoud assiste a un comizio di Hitler. Non si sa se a Genoud rimane elettrizzato o meno, ma è certo che Hitler gli affida un incarico ufficioso. Quello ufficiale è di fondare un partito filo-nazista svizzero cui realizzerà a Ginevra e a Losanna nel 1934 e che chiamerà Fronte nazionale; quello ufficioso è di creare un ponte; sotto lo scudo della neutralità svizzera fra il Terzo Reich e il mondo islamico.

È in questa chiave che si può leggere l’impresa del giovane Genoud, che il 13 maggio 1936, a bordo di una Renault, intraprende come giornalista un avventuroso viaggio tra Ginevra fino in Cina. Non è raro, all’epoca, che i giornalisti celino sotto presunti viaggi di lavoro e di ricerca attività spionistiche o perlomeno diplomatiche. Nel caso di Genoud, si tratta di una missione concordata con il servizio segreto dell’esercito tedesco, e avente come obiettivo quello di fare un quadro dettagliato della situazione politica dei Paesi visitati, evidenziando possibili aperture nei confronti del regime tedesco. A Beirut Genoud incontra Ami  al-Hussein, muftì di Gerusalemme che aizza la resistenza araba contro gli inglesi e i francesi. In India incontra Canda Bose, il patriota induista che lotta contro i britannici.

Genoud terminò la sua missione a Calcutta anziché in Cina per problemi meccanici alla sua vettura, continuò a collaborare con il Terzo Reich. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Genoud è l’agente letterario che cura i diritti di Hitler e di sua sorella Paula, di Goebbels e di Göring. Sotto la copertura del pagamento dei diritti d’autore, dalla Germania affluiscono in Svizzera denaro d’origine dubbia, probabilmente finanziamenti amichevoli degli industriali al partito nazionalsocialista. Göring accumulerà nei forzieri della banca ginevrina opere d’arte di valore inestimabile. Più il domino nazista si estende sull’Europa, più le razzie delle collezioni d’arte pubbliche e private dei Paesi occupati vanno ad arricchire questi forzieri.

Durante la guerra Genoud continua a svolgere un importante ruolo mediazione, ed è citato negli archivi delle SS, che si trovano oggi a Berlino, come agente ufficiale della SD. Il suo corrispondente a Berlino è Hans Rechenberg, con cui s’incontra in varie occasioni per elaborare strategie atte a mettere al sicuro i patrimoni personali e di Stato, ma anche a negoziare acquisti di petrolio e di armamenti e, nel caso, fare da interlocutore con i servizi segreti degli alleati occidentali per la liberazione di agenti segreti finiti in mano avversaria.

Sarà proprio grazie alla conoscenza dei vari schieramenti e ai rapporti personali instaurati durante la guerra con il personale dei servizi praticamente di tutto il mondo, che Genoud potrà garantirsi un tranquillo dopoguerra. Durante il quale non cesserà di operare a favore dei nazisti, finanziando la rete di assistenza Stille Hilfe e sostenendo economicamente di personaggi come Klaus Barbie.

Una delle verità occultata nel processo di Norimberga furono le fonti dei finanziamenti al partito nazista. Per evitare che gli interrogatori pubblici rivelassero ciò che non dovevano rivelare furono attuate strategie al limite del ridicolo. Un caso rappresentativo di farsa processuale è quello che vide coinvolti i Krupp: a Norimberga non testimoniò Alfred Krupp, effettivamente al timone del colosso industriale, ma il padre Gustav, decrepito al punto che l’interrogatorio fu interrotto a causa delle sue, precarie condizioni di salute. Nel 1984 lo scrittore Charles Higham ha sottolineato: “Il processo di Norimberga è riuscito a soffocare brillantemente la verità sulle ramificazioni di questa fratellanza bancaria, industriale, commerciale nel mondo intero”.[166]

Mente suprema di questa fratellanza economica a vocazione globale è Hjalmar Schacht, direttore della Reichsbank dal 1933 al 1939, quando gli succedette Walter Funk. Per dodici anni, dalla presa del potere di Hitler fino alla disfatta, Schacht orchestra la sinergia tra industria ed esercito. È lui, nel 1930, ideare la Banca dei pagamenti internazionali, sulla scorta della convinzione che, soprattutto in tempi di guerre e di rivalità politiche, sia fondamentale creare una forma di governo super partes capace nei momenti di conflitti sociali o militare di mantenere il contatto tra i governatori delle varie banche occidentali (compresa quella del Giappone) e di garantire la stabilità delle monete sui mercati. Consulente della Dresdner Banck e poi della Darmstädter Bank presso Jacob Goldschmidt, amico di Rathenau, Morgan, e Rockefeller, gli “ariani onorari” di origini ebraico-tedesche i cui padrini sotto il nazismo erano personaggi come Abs e Pferdmenges, a guerra finita consiglieri del cancelliere della Repubblica Adenauer, Schacht è dunque il genio finanziario del XX secolo e non solo del Terzo Reich.

Schacht scrive a Hitler nel 1932: “Non dubito che l’evoluzione della situazione Vi porterà alla Cancelleria. E se ciò dovesse un giorno portarvi in prigione, Voi potere sempre trovare in me un fedele appoggio!”.[167] E nel 1933 è il primo a firmare la petizione in cui si chiede al presidente della Repubblica tedesca, Hindenburg, di chiamare Hitler. Hitler è il padrino politico di Schacht, la cui visione è però più articolato e punta alla creazione dei poteri forti di tutti i paesi europei e non solo. Ecco perché a Norimberga i magistrati glissano su questo passato. Ecco perché né Schacht né Funk subiscono condanne esemplari.

John Weitz americano di origine ebraica, nel suo libro Hitlers’ Banker[168] racconta i retroscena e gli inganni del Processo di Norimberga e della successiva “denazificazione” attuata dai tribunali tedeschi. Come Weitz fa notare, quando si trattò di definire la sistemazione postbellica della Germania sconfitta, furono rigettate tutte le soluzioni estreme, da quella “agro-pastorale” ventilata dai francesi, a quella delineata già nel 1944 dagli americani nella direttiva Jcs 1067, che prevedeva lo smantellamento delle industrie tedesche per impedire alla Germania di sostenere guerre future. Passato il “giro di vite”, e mantenuto il silenzio a Norimberga sulle collusioni del settore industriale tedesco con il regime nazista, si decise che i colossi produttivi non dovessero essere in alcun modo ridimensionati, giacché punti di forza essenziale per la ricostruzione della Germania “denazificata”. L’IG Farben, dopo solo due mesi dalla caduta di Berlino, aveva già rimesso al lavoro quasi tutto il suo imponente apparato industriale. La Bayer, l’Agfa, la Daimler-Bentz, la Thyssen e altre aziende  finanziariamente dalla Deutsche Bank si limitarono a sostituire i dirigenti e i quadri intermedi. Ai vertici della banca ritroviamo invece Hermann J. Abs.

Nella sua dorata prigionia seguita al Processo di Norimberga, Schacht intanto prepara il piano per la ricostruzione economica della Germania, e studia la messa in circolazione del nuovo marco postbellico. Siamo nel 1948: il nuovo corso della moneta è annunciato e messo in atto in un fine settimana. La mente di Schacht lavora senza posa, e in piena sintonia con gli interessi degli amici nazisti che avevano partecipato alla riunione della Maison Rouge di Strasburgo. È, di fatto, in questa fase che avviene il passaggio di consegne fra l’organizzazione di Bormann, che si occupa della fuoriuscita dei capitali e quella filoamericana che si prepara a farli rientrare per sostenere la Repubblica Federale Tedesca.

   I tedeschi chiesero agli inglesi e agli americani che a rappresentarli nel processo di ricollocazione nel quadro economico europeo fossero due figure che sotto il regime nazista avevano avuto ruoli di primo piano nel settore finanziario: Robert Pferdmenges, in contatto con il gruppo del teorico francese della mondializzazione Jean Monnet[169]  per negoziare il posto della Germania nel seno della Comunità europea del carbone e acciaio, e Hermann J. Abs, che nell’ombra aveva riunificato tutti i rami della Deutsche Bank. Nel 1951 Abs negoziò il debito tedesco dopo la Conferenza di Londra e fino al 1979 partecipò a tutte le conferenze economiche occidentali. È morto nel 1994 a 93 anni, circondato da tutti gli onori e con funerale di Stato.

Pferdmenges lavorò assieme a Jean Monnet e al suo gruppo, che erano a loro volta rappresentanti della capitale francese e di quello internazionale, per creare le strutture della nuova Europa. In accordo con Schacht, con l’agente segreto della “sicurezza” del Terzo Reich Paul Dieckopf, e con il banchiere svizzero Genoud, si preparò le strategie per reintegrare in Europa i capitali dislocati in varie parti del mondo dopo la caduta di Hitler. Il sistema nazista si ritrovava dunque riciclato pienamente all’interno del governo tedesco di Bonn e dell’Europa.

Nel gennaio 1953, la polizia tedesca dell’Ovest, con l’appoggio degli americani e degli inglesi, lanciò un’operazione mirata – si disse – a contrastare un presunto complotto neonazista. Fece irruzione nei locali della H.S. Lucht Imperial/Export di Amburgo, che commerciava con Berlino Est in non meglio precisati “traffici strategici”, trovando il corpo di Lucht privo di vita nel giardino della sua azienda. Ci furono molti arrestati, tra cui Werner Naumann, colui che Goebbels, prima i suicidarsi, aveva designato come suo successore e che era stato uno degli ultimi a vedere Bormann in fuga. Dopo la sua cattura, Naumann fu interrogato ma rilasciato quasi subito. Tanta celerità fa nascere il dubbio[170] che questi arresti siano stati il mezzo con cui gli ambienti politico-industriali di Bonn, ai cui vertici si trovano ancora personaggi compromessi con il regime nazista come Abs, abbiano cercato di comunicare agli amici e camerati rifugiati in America del Sud e soprattutto in Argentina che era giunta l’ora di rimpatriare e reintegrare nell’economia della Repubblica Federale Tedesca un certo numero d’industrie e d’imprese commerciali create là da Bormann e dai suoi amici, secondo il progetto importato nel 1944 alla Maison Rouge di Strasburgo.

Ancora nel 1951 Adenauer aveva ben 134 funzionari che erano stati agli ordini di von Ribbentrop, 34 dell’organizzazione di Barman e una dozzina degli uomini di Gestapo-Müller.[171]    Mentre Adenauer stringeva accordi con gli alleati europei e l’Alleanza atlantica, parte degli industriali manteneva invece contatti con l’Unione Sovietica.

Alla Deutsche Sudamericanische Bank di Buenos Aires, come pure nella vicina Deutsche Uberreiche Bank, un terzo del personale è tedesco. Dal 1953 al 1957, sotto la regia di Schacht e tramite il braccio operativo dell’avvocato Hermann Achenbach, si registra un’inversione di tendenza nella circolazione di capitali tra la Germania e il Sud America: i soldi arrivati qui nel 1943 e il 1945 cambiano rotta. Nel frattempo si sono ricostruite le fabbriche in Spagna, a Barcellona, a Getafe e a Cadice. A occuparsi delle industrie che producono in Spagna gli aerei Messerschmidt è Léon Degrelle, che rappresenta anche le industrie Focke-Wulf, Dornier, Heinkel e Junker.

Una delle figure di maggior rilievo nelle operazioni di recupero dei beni sudamericani è il vecchio industriale Fritz Thyssen, amico di Bormann sin dal 1923. Thyssen non smise mai di finanziare di finanziare il partito nazista, cui era si era iscritto dal 1931, e come lui lo fecero alcuni suoi amici, anch’essi del circolo di Keppler:[172]  industriali affiliati alla Massoneria.

In meno di cinquant’anni, dopo la fine confitto, i “vecchi signori” (questa è la definizione loro assegnata nei servizi segreti), appoggiati da Abs e Pferdmenges, hanno reintegrato in Germania beni, denaro industrie e reti commerciali per un valore di 400 milioni di dollari, riciclato i beni occulti del Terzo Reich nella nuova Repubblica Federale Tedesca. Hanno vissuto tutte le stagioni della Germania trovandosi a manovrare in modo che né l’URSS né le comunità ebraiche alzassero la voce per denunciare le loro attività. Hanno sostenuto Hitler dagli anni ’30, poiché esponenti dei circuiti finanziari e bancari che cercavano di far risollevare dalla crisi politica ed economica la Germania di Weimar. Vissuta l’avventura del Terzo Reich, hanno creato legami economici con le prime multinazionali tedesco-americane, anglo-tedesche ed europee.

   È grazie al loro lungimirante e disinvolto realismo politico che l’enorme patrimonio, industriale e finanziario del Terzo Reich è stato traghettato nella Germania post bellica.

In sostanza dopo la seconda guerra mondiale è nato il Quarto Reich che non s’identifica in un territorio preciso, né ancora in un preciso movimento politico ma in una rete di idee mitologie influenze diverse.

Ma tutto ciò è ancora una risposta parziale. Se pensiamo alla rete Gehlen che agì di concerto con gli Stati Uniti, oppure alla rete di Otto Skorzeny che rappresentò il ponte fra Stati Uniti, Spagna franchista e Argentina peronista. Alle associazioni degli ex combattenti delle SS. A società come Stille Hilfe che garantisce una mutua assistenza ai “pensionati” del Terzo Reich. Realtà che dispongono denaro, spregiudicatezza politica e un’indubbia volontà di potere si deve capire che esso è qualcosa che non c’è pubblicamente ma che opera nell’ombra, si potrebbe dire che è la parte oscura del potere, un esempio per tutti: MK ULTRA.

    Tutto questo nasce da fatto che dopo la seconda guerra mondiale, lo Stato della borghesia USA ha assicurato la persistenza o il ristabilimento del dominio delle classi borghesi dell’Europa Occidentale, in Giappone e in buon parte delle colonie e delle semicolonie. In alcuni di questi paesi lo Stato borghese era completamente dissolto a seguito della guerra (come in Germania); negli altri, gli Stati borghesi erano molto indeboliti e prossimi al collasso. Di conseguenza le borghesie dei paesi continentali dell’Europa Occidentale e del Giappone non ebbero di meglio che accettare l’autorità dello Stato della borghesia USA per ristabilire il loro dominio di classe. La borghesia USA aiutò la borghesia dei singoli paesi a ricostruire i propri Stati (a partire dai loro apparati).

Finché gli affari vanno bene, finché l’accumulazione del capitale si è sviluppata felicemente, non si sono sviluppate contraddizioni antagoniste fra Stati imperialisti.

Il problema si è posto quando dalla metà degli anni ’70 le condizioni di valorizzazione del capitale diventano sempre più difficili.

Parimenti nel frattempo si è formato un personale, politico, militare, spionistico e culturale borghese internazionale, che rende la fusione dei maggiori paesi imperialisti, una possibilità reale. Ma la realizzazione di un processo del genere, nel mentre si approfondisce la crisi economica difficilmente realizzabile per via pacifica.

E dall’interno di queste contraddizioni che si è sviluppato un nazismo occulto, genetico poiché finalizzato al controllo alla discriminazione e alla sperimentazione delle persone sensibili. È una realtà fatta da centri di ricerca universitari e militari (neurologia, psichiatria, neurofisiologia, robotica, oculistica, biologia, cibernetica e controllo del computer tramite pensiero). Dalle multinazionali farmaceutiche e delle protesi uditive ed acustiche per invalidi. Da parlamentari connessi ai servizi segreti e alle polizie speciali e militari. Dalle organizzazioni mafiose e dalla borghesia nera, dalle organizzazioni terroriste. Da intellettuali annoiati. È una realtà che ha sviluppato nuovi reati quali: furto di identità, sequestro virtuale, schiavitù psichica e sessuale, spionaggio indotto, pedofilia cibernetica, mafia cibernetica, dominio delle menti di funzionari e ufficiali dell’esercito e della polizia. Che provoca danni politici quali: potere occulto e mafioso, pedofilia ecc. Danni etici: persone dipendenti da centri occulti che possono trasmettere in diretta segreti di qualsiasi genere a chiunque sia legato al centro che pilota. Alienazione dei rapporti tra le persone ecc.

SE IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI, LA SCELTA TRA SOCIALISMO E BARBARIE E’ PIU’ ATTUALE CHE MAI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

       

        

 

        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 

 

 

 

 

 

 

                                                                              

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

       

        

 

        

                                                        

                                                                     

                                                     

                                                                     

                                                   

                                                                  

                                                                  

                                                                 

                                                  

                              

                           

 


la guerra dei maghi nella seconda guerra mondiale

 

 

[1] Cfr. Henry Ashby Turner Jr., I trenta giorni di Hitler. Come il nazismo arrivò al potere, Mondadori, Milano 1997, pag. 89.

 

[2] Cfr. Jacques Delarue, Storia della Gestapo, Dall’Oglio Editore, Varese 1964, pag. 178.

 

[3] Lifton Robert Jay, The Nazi Doctor, Basic Books, News York 1986; tradoto in italiano I medici nazisti, Rizzoli, Milano 1988.

 

[4] Bisogna ricordarsi che nel 1209 la stampa di Gutenberg non era stata inventata e che della Bibbia esistevano pochi esemplari. Quei pochi erano in latino o in greco e di proprietà della Chiesa. La gente comune non sapeva granché di quanto fosse sostenuto nella Bibbia, a parte quella che raccontavano i preti.

 

[5] Fulcanelli è lo pseudonimo di un autore di libri di alchimia del XX secolo, la cui identità non è mai stata resa nota. Lo pseudonimo utilizzato è formato dall’unione delle parole Vulcano e Helio, due elementi che rimandano ai fuochi alchemici. Si è supposto potesse trattarsi di Jean Julien Champagne, o René Adolphe Schwaller de Lubicz, o Camille Flammarion, o Pierre Dujol o Jules Violle, medico francese. Eugène Canseliet (nato nel 1899) si è sempre dichiarato discepolo di Fulcanelli, che parlò sempre attraverso Canseliet, che a sua volta curò le prefazioni dei suoi libri.

 

[6] Il termine teosofia (dal greco θεός,’dio’, e σοφία, ‘sapienza’) indica diverse dottrine mistico-filosofiche storicamente succedutesi, che si richiamano l’una all’altra. Ne elenco alcune: nella filosofia neoplatonica, la teosofia indica la sapienza divina alla quale l’uomo può accedere solo attraverso un’esperienza mistica, nella filomazia, la teosofia indica la circolarità di tutte le cose divenire alla quale l’uomo può accedere solo attraverso la perenne ricerca di se stesso partendo dall’osservazione del contingente realismo.

 

La teosofia diventa una dottrina filosofica del XVII secolo, la quale sostiene che tutte le religioni hanno un’unica origine. Tale dottrina afferma di poter condurre l’uomo alla verità tramite una conoscenza esoterica della divinità.

 

Un nuovo movimento ed una dottrina religiosa-esoterica risalenti al XIX secolo, in un sistema sincretico di elementi cristiani, orientali, filosofici, spiritisti, assume la possibilità di un contatto diretto con la divinità, predicando la metempsicosi (letteralmente passaggio da un corpo a un altro).

 

La teosofia è anche la dottrina propugnata dalla Società Teosofica, cofondata nel 1875 a New York da Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), che appunto si proponeva di divulgare il pensiero teosofico, ovvero tutte le religioni deriverebbero da un’unica verità divina. Tale verità sarebbe stata tramandata nel corso della storia attraverso una strettissima cerchia di iniziati, i quali avrebbero rivelato solo gli aspetti più conformi al periodo storico in cui essi si sarebbero venuti a trovare.

 

Il testo sacro dei teosofi è il Libro di Dzyan. La cosmogonia teosofica prevede uno sviluppo del mondo tramite vari stadi intermedi tra la materia e lo spirito; l’uomo, composto di corpo, spirito e anima, cresce anche esso attraverso vari stadi definiti: materia, corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, ragione, anima e infine spirito. L’anima umana non ha né inizio né fine: essa è destinata a un ciclo di reincarnazioni finché raggiunge la sostanza assoluta del cosmo.

 

[7] Paul Ladame, Rahn.

 

[8] Schellenberg Walter, Le memorie di Schellenberg, Longanesi; Milano 1960.

 

[9] Wulff Wilhelm, Zodiac and Swastika, Coward McCann & Geoghegan, New York 1973.

 

[10] Giuseppe Casarrubea Mario J. Cereghino, lupara nera La guerra segreta alla democrazia in Italia 1943-1947, Tascabili Bompiani.

 

[11] Harriet Mills, Thoght Reforme: Idelogical Remolding in China, <Atlanric Monthly>, dicembre 1959 (cit. da Snow, L‘altra riva del fiume cit. p.447).

 

[12] Gregorio Bermann, la salute mentale in cina Medicina e politica nella rivoluzione cinese, Nuovo Politecnico 40 Einaudi.

 

[13] Mao Tse-Tung, Pekin, Edizioni in lingue straniere, Pekin 1966, P. 148.

 

[14]                                      C.s. P. 141.

 

[15] Marks John, The Search for the ”Manchurian Cndidaye“, The CIA and Mind Control, Times Books, New York, 1979, pag. 6.

 

[16]                                      C.s. p. 18

 

[17]                                      C.s. p. 11

 

[18] Schellenberg Walter, The Schellenberg Memoirs, Andre Deutch, London 1956; trad. it. Le memorie di Schellenberg Longanesi, Milano 1960.

 

[19] Il diabolico dottor Six risulta tuttora a piede libero.

 

[20] Deacon Richard, A History of th British Secret Service, Taplinger Publishing Co., New York, 1969; Storia del servizio segreto britannico, CDE, Milano, 1973, pag. 310-11.

 

[21] Masters Anthony, The Man Who Was M. The Life of Maxwell Knigt, Basil Blackwell, New York 1985, pag. 67.

 

[22]                                     C.s. p. 68

 

[23]   Maters p. 127, Deacon p. 320.

 

[24] Symonds JOHN, The Great Beast. The Life of Aleister Crowley, Rider & Co,, London 1951.

 

[25] Karl Haushofer (1869-1946). Hess era stato un suo studente all‘Università di Monaco e durante la prigionia di Landsberg. Haushofer gli aveva fatto conoscere le sue teorie di geopolitica. Si diceva di lui che era stato un generale del Kaiser che aveva trascorso molto tempo in Estremo Oriente  come attaché militare per il governo tedesco e che parlava e scriveva in giapponese, che fosse stato iniziato a una società segreta durante i suoi soggiorni asiatici. Esistono prove del fatto che Haushofer nutrisse uno spiccato interesse per l‘astrologia e che avesse perfino dichiarato di possedere doti di chiaroveggenza. È certo che egli finì con l‘assumere una posizione di potere all‘interno del regime nazista, tramite la Deutsche Akademie e l‘Institute für Geopolitik dell‘Università di Monaco – che era un centro che combinava ricerca interdisciplinare e spionaggio – di cui era direttore. I suoi rapporti con uomini d‘affari e statisti giapponesi furono cruciali nella costituzione dell‘alleanza tedesco-giapponese nella seconda guerra mondiale. Fu anche il primo nazista di alto rango a intrattenere relazioni importanti con i governi sudamericani, in previsione dell‘azione militare e politica contro gli Stati Uniti; un’amicizia che poi sarebbe stata sfruttata dai criminali di guerra per fuggire in America Latina dopo la fine del conflitto.

Prima di perdere i favori di Hitler, fu il suo più prezioso consigliere politico e militare. La sua Deutsche Akademie aveva ramificazioni in tutto il mondo – compresi gli Stati Uniti – e in queste sedi squadre di professionisti ben pagati (accademici, ingegneri, meteorologi, storici, psicologi, agronomi in pratica consulenti esperti in ogni disciplina applicabile alla vita umana) raccoglievano in loco informazioni di geografia, economia, politica, efficienza militare, riserve alimentari, capacità industriale, questioni culturali, influenza dei media. A queste informazioni di natura scientifica però era associata una massiccia dose di astrologia, misticismo e occultismo.

Haushofer viene ricordato nei testi storici per il concetto Lebensraum. Il concetto di <spazio vitale> è la dottrina in base alla quale Hitler si arrogò il diritto di espandere il Reich.

 

[26] Masters Anthony, The Man Who Was M. The Life of Maxwell Knigt, Basil Blackwell, New York 1985, pag. 129.

 

[27] Nel 1623, compaiono sulle mura di Parigi dei curiosi manifesti. Si tratta degli <avvisi> firmati dalla confraternita dei Rosa-Croce, i cui membri parlebbero tutte le lingue del mondo. In questi manifesti si raccomanda a tuti gli uomini di buona volontà di raggiungerli ed essi li renderanno invisibili, trasportandoli in un paese a loro scelta. Il movimento dei Rosa-Croce era già noto in Germania nel 1614, dove aveva pubblicato dei testi esoterici. La Rosa era il simbolo del segreto: riunirsi sub rosa, sotto la rosa, significava celebrare un iniziatico convito, dove ciascuno può pervenire a sollevare il mistero della vita. I rosoni delle cattedrali e la rituale rosa d‘oro del papa attestano l‘antichità di tale pensiero; è un fatto curioso che il sigillo di Lutero sia composto da una rosa vista di fronte, recante una croce nel pistillo.

 

[28] L’Editto di Nantes fu un decreto emanato dal re Enrico IV il 13 aprile 1598 che pose termine alla serie di guerre di religione che avevano devastato la Francia dal 1562 al 1598, regolando la posizione degli ugonotti (calvinisti). Esso fu revocato nel 1685 da Luigi XIV (Editto di Fontainebleau).

 

[29] Howe Ellic, Uranias‘s Children, William Kimber, London 1967; trad. it. Gli astrologhi del nazismo, Mondadori, Milano 1968, p. 204.

 

[30] La Golden Dawn o più precisamente Hermetic Order of the Golden Dawn (“Ordine Ermetico dell’Alba Dorata”) fu un ordine della fine del XIX secolo e dell’inizio del XX secolo, che praticava una forma di teurgia e sviluppo spirituale e che ebbe una grande influenza sull’occultismo occidentale del XX secolo.

I tre fondatori, William Robert Woodman, William Wynn Westcott e Samuel Liddell MacGregor Mathers furono massoni e membri della Societas Rosicruciana in Anglia (S.R.I.A.)

Società iniziatica fondata sulla tradizione della Qabalah e orientata al recupero della più autentica tradizione d’Occidente, adottò l’immagine dell’Alba come simbolo del risveglio spirituale, dell’illuminazione alla consapevolezza.

Iniziato all’Ordine il 18 novembre 1898, Crowley fu molto vicino a McGregor-Mathers.

Come mai il movimento nazista greco si chiama Alba Dorata? C‘è un rapporto la società sopracitata?

L’indiscusso capo dell’Alba Dorata greca è il deputato Nikos Michaloliakos. La sua carriera politica ha radici nel periodo della dittatura dei colonnelli, quando era ancora giovanissimo. Dopo il ripristino della democrazia è coinvolto in varie aggressioni e attentati dinamitardi per questo motivo nel 1978 finisce in carcere. Durante il suo interrogatorio del 27/7/78 Michaloliakos dà alla polizia i nomi dei suoi complici che sono condannati a pene da 5 a 12 anni, mentre lui se la cava con 13 mesi.

Nel 1982 Michaloliakos si distingue nel campo intellettuale come prefatore della raccolta poetica di Odisseas Paterakis intitolata La luccicante oscurità di Lucifero che il futuro capo di Alba Dorata elogia per “la sua audacia intellettuale e coerenza ideologica”. Più tardi, negli anni di Alba Dorata che è istituita nel 1993, lo stesso Michaloliakos, compone una poesia in cui si mescolano “crimini di odore gelido”, “sacrifici umani”, “Luciferi”, “enormi macchie di sangue”, “altari” e “istinti nobili di violenza”. Sarà per questo che uno dei suoi deputati, eletto nelle politiche dell’anno scorso, è Ghiorgos Ghermenis membro di un complesso musicale black metal che spesso è stato associato ad atteggiamenti estremi e di satanismo,  (Il Ghermenis è bloccato da due uomini di sicurezza perché ha picchiato una bambina di 12 anni). Non è certo un caso isolato: anche il resto della combriccola dimostra una variegata raccolta di precedenti penali. È dell’anno scorso inoltre la notizia apparsa sui giornali e sulla rete che il capo di Alba Dorata è membro del consiglio di amministrazione – di cui vicepresidente è sua moglie, deputato pure lei – di un albergo a luci rosa nel quale lavorano anche degli immigrati . Alba Dorata ha smentito, argomentando che l’albergo è sì di proprietà della moglie di Michaloliakos, ma che lei l’ha semplicemente affittato a terzi.

 

[31] Terry Maury, The Ultimate Evil, Doubleday, New York, 1987, p. 192.

 

[32] C‘è una differenza di come si concepisce la lotta antifascista da parte della sinistra borghese e i comunisti. Per la prima importante e una mobilitazione che non rimetta in discussione il sistema economico e politico che l‘ha generato e perciò limitano a mobilitazione delle masse, per i secondi decisiva è la mobilitazione della classe operaia e del resto delle masse popolari.

 

[33] Rollins Richard, The Story of an American Ant-Nazi Agent, William Morrow & Co., New York, 1941, pag.73.

 

La continuazione del nazismo dopo la seconda guerra mondiale

[34] La Società Thule (in tedesco: Thule-Gesellschaft) fu una società segreta di carattere Nazionalista e costituì il nucleo originale del Partito nazista, Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP).

La Società Thule fu fondata nel 1910 da Felix Niedner, che tradusse in tedesco il libro Old Norse Eddas. La società fu influenzata anche dagli scritti di Lanz von Liebenfels, un misto di teosofia, paganesimo nordico, antisemitismo, mistificazione dell’alfabeto runico.

La Società Thule fu trasferita il 18 agosto 1918 a Monaco, su iniziativa di Rudolf Glauer, Barone Rudolf von Sebottendorff di adozione, capo del ramo bavarese del Germanenorden. La Thule stessa era, almeno inizialmente, un’affiliazione a Monaco del Germanenorden. Il gruppo si riuniva ogni sabato nelle ampie e lussuose stanze dell’albergo di lusso Hotel “Vier Jahreszeiten”. Contava un totale di 500 membri nella Baviera, di cui 250 nel capoluogo Monaco.

Thule-Gesellschaft era il nome di un gruppo di studiosi di storia germanica, esistente da parecchi anni, sotto la direzione di Walter Nauhaus, il quale autorizzò von Sebottendorff a utilizzare questo nome come pseudonimo del Germanenorden Walvater. Il Germanenorden era un gruppo segreto di studiosi di storia germanica, formatosi a Berlino nel 1912 e diretto prima di allora da Theodor Fritsch, Phillip Stauff e Hermann Pohl. Durante la prima guerra mondiale si divise in due gruppi, l’originale Germanenorden e il Germanenorden Walvater.

La Thule fu subito caratterizzata da un acceso nazionalismo e da un intenso antisemitismo. Vide tra i suoi adepti Karl Harrer, Dietrich Eckart, Anton Drexler, Rudolf Hess, Alfred Rosenberg, Hans Frank, Karl Eckhardt, Gottfried Feder.

Hans Frank, giurista e futuro governatore nazista della Polonia, lavorava all’epoca per una società di ricerche araldiche e genealogiche, guidata dal dott. William Daumenlang, che rimase entusiasta di una propria scoperta, secondo la quale lo stemma degli Hohenzollern conteneva una croce a svastica.

Il 7 novembre1918 Kurt Eisner, intellettuale socialista ebreo, proclamò la nascita di una Repubblica Socialista a Monaco, destando le ire dei nazionalisti tedeschi che temevano la realizzazione del disegno di Marx e Engels in tutta la Baviera, ovvero in tutta la Germania con una Repubblica Socialista a Berlino. Il 9 novembre von Sebottendorff pronunciò un appassionato discorso davanti alla Thule, incitando i membri a una resistenza contro la rivoluzione proletaria socialista, e divenendo il capo della Thule di Monaco.

Rudolf von Sebottendorff acquistò nel 1918 il Münchener Beobachter (Osservatore di Monaco), un piccolo settimanale locale stampato per la prima volta nel 1868. Sebottendorff lo rinominò Munchener Beobachter und Sportblatt, facendone l’organo di stampa ufficiale della Thule. Dietrich Eckart fornì la somma necessaria all’acquisto, sebbene von Sebottendorff provenisse da una famiglia molto ricca. Nel 1919, Sebottendorff incaricò Georg Muller della direzione del giornale, e fra i suoi collaboratori scelse Wilhlem Laforce e Marc Sesselmann, e Gottfriend Feder. Anni più tardi, il giornale cambierà di nuovo nome e diventerà il Völkischer Beobachter (Osservatore del Popolo), l’organo di stampa ufficiale del partito nazista.

La Thule attinse a piene mani dalle teorie del professore di geopolitica Karl Haushofer, convinto assertore del ritorno della grande Germania e dell’espansione ad est al fine di costituire un solido “spazio vitale” che avrebbe a sua volta garantito il dominio sul mondo, dagli insegnamenti di uno strano monaco cistercense allontanato dalla Chiesa, Adolf Lanz von Liebenfels, fondatore dell’Ordine dei nuovi Templari una sorta di setta che predicava l’esistenza della razza superiore formata dagli ariani, che erano ritenuti semidei col compito di liberare il mondo dagli ebrei. La Thule si ispirò molto anche al Buddhismo tibetano deformandone i contenuti ed anche alle dottrine esoteriche di madame Helena Petrovna Blavatsky, la celebre medium e occultista, fondatrice della Società Teosofica Internazionale, che sosteneva di essere in contatto telepatico con gli antichi “Maestri sconosciuti”, i sopravvissuti di una razza eletta, che sarebbe vissuta tra il Tibet e il Nepal, nei quali si sarebbero rifugiati in seguito a una spaventosa catastrofe nelle viscere della terra, dove avrebbero fondato una straordinaria civiltà sotterranea, la mitica Agarthi.

Gli appartenenti a Thule miravano, attraverso la telepatia e attraverso specifici riti occulti, che si svolgevano solitamente nei boschi e vicino a corsi d’acqua, ad entrare in contatto con questa sorta di superuomini, al fine di ricostituire la razza superiore.

L’eredità ideologica della società Thule fu raccolta dal Partito Nazionalsocialista tedesco (NSDAP). Adolf Hitler e il suo movimento forgiarono il loro pensiero e cominciarono la loro scalata proprio all’ombra di personaggi controversi come Glauer ed Eckart. Hitler fu iniziato alla Società Thule nel 1919 da Dietrich Eckart, che in quel periodo ne era il leader. Hitler dedicò in seguito il Mein Kampf a Eckart. Non ci sono testimonianze in merito al fatto che Hitler abbia preso parte a riunioni della Thule, dopo l’iniziazione. Nel 1920, Hitler diventerà la guida del Partito Nazionalsocialista.

La società Thule fu una delle prime organizzazioni soppresse da Hitler dopo la sua ascesa al potere, insieme ad altre società esoteriche (si dice inviando diversi suoi membri nei campi di concentramento, ma alcuni storici sostengono che sia stata solo un’operazione di camuffamento, di finta morte recitata della Thule), mentre altri diventarono gerarchi del regime nazista.

 

[35] Marco Dolcetta, gli spettri del quarto reich Le trame oscure del nazismo dal 1945 a oggi, BUR p. 36.

 

[36] Si tratta di vicende storiche accertate, anche da commissioni d‘inchiesta governative statunitensi. Per un approfondimento: Quarto Reich di Franco Fracassi.

 

[37] Marco Dolcetta, gli spettri del quarto reich Le trame oscure del nazismo dal 1945 a oggi, BUR, p.39.

 

[38] Pensiamo alla collaborazione tra la compagnia chimica tedesca I.G. Farben e la statunitense Standard Oil. Nel settembre del 1939 i dirigenti della Standard Oil volarono in Olanda, dove s‘incontrarono con i dirigenti dell’I.G. Farben. La Standard Oil s’impegnò a mantenere l‘accordo con l’I.G. Farben anche se gli Stati Uniti fossero entrati in guerra contro la Germania. Quest‘accordo fu rilevato nel 1942 dalla commissione investigativa del senatore Truman.

Nel 1941 la I.G. Farben costruì una fabbrica gigantesca ad Auschwitz, per utilizzare le licenze della Standard Oil per produrre benzina dal carbone, e sfruttare la manovalanza degli schiavi dei campi di concertamento.

Molti degli stabilimenti comuni Standard Oil/I.G. Farben erano situati nelle immediate vicinanze dei campi di concentramento, essi erano adibiti alla produzione di un‘ampia gamma di prodotti chimici, e nonostante il bombardamento sistematico dell‘aviazione anglo-americana delle città tedesche durante la guerra, i bombardamenti agirono sempre con estrema cautela quando si trattava di colpire in prossimità di questi stabilimenti. Nel 1945 la Germania era sotto un cumulo di macerie, ma gli stabilimenti comuni Standard Oil/I.G. Farben erano tutti intatti.

 

[39] Il Progetto Lebensborn (Progetto Sorgente di Vita) fu uno dei diversi programmi avviati dal gerarca nazista Heinrich Himmler per realizzare le teorie eugenetiche del Terzo Reich sulla razza ariana.

 

[40] Farago Ladislas, Aftermath. Martin Bormann and the Fourth Reich, Simon & Schuster, 1974.

 

[41] Simpson Christopher, Blowback. America‘s Recrulitment of Nazis and Its Effects on the Cold War, Weidenfeld & Niolson, New York, 1988.

Linklater Magnus – Hilton Isabel – Ascherson Neal, The Nazi Legacy. Klaus Barbi and the International Facist Connection, Holt, Rinehart & Winston, New York, 1984.

 

[42] L’Ariosophy o Armanesimo sono i nomi dei sistemi ideologici di natura esoterica che sono stati difesi da Guido von List e da Jörg Lanz von Liebenfels in Austria tra il 1890 e il 1930 . List ha usato anche il nome Odinismo mentre Lanz quello di Theozoology e ariocristianesimo. I due autori ispirati molti altri e una varietà di organizzazioni in Germania e Austria, che mette in evidenza la “Società Edda” di John Rudolf Gorsleben , la scuola di Friedrich Bernhard Marby , e nel nostro tempo il Sole Nero Fratellanza , fondata in Cile nel 1989 .

Mentre l’uso diffuso del termine ‘Ariosophy’ è retroattivo e non è stato generalmente corrente tra loro esoterico, alcuni storici come Nicholas Goodrick-Clarke riassume questa dottrina sotto questo concetto. Questi erano parte di una esoterica generale risveglio dell’occultismo in Germania e Austria, che ha avuto luogo alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX secolo , ispirato al paganesimo germanico e concetti tradizionali di occultismo , e relativo al romanticismo tedesco . Il collegamento di questo misticismo germanico con la cultura germanica storica, anche se tenue, è evidente nel fascino dei mistici ‘con rune , in forma di rune lista armanas.

 

 

[43] Monsignor Draganović era stato consigliere religioso del dittatore fascista della Croazia Ante Pavelic; l‘uomo che, con i suoi squadroni della morte ustascia, avevano massacrato in nome dell‘integralismo cattolico tra il 1941 e il 1945, 700.000 persone, tra ortodossi, mussulmani, serbi e comunisti.

 

[44] Hillel Marc – Henry Clarissa, In Pure Blood, McGraw Hilla Book Company, New York 1976; trad. it. In nome della razza, Sperling & Kupfer, Milano 1976.

 

[45] Bormann  (28 maggio 1900 – scomparso a Berlino). È stato un ufficiale tedesco, comandante dell’Amt IV del RSHA e della Gestapo dal 1939 fino alla sua misteriosa scomparsa il 29 aprile 1945.

 

[46] L‘Argentina offrì protezione ad alcuni dei protagonisti tedeschi dell‘Operazione Sunrise. Per esempio, l‘ormai famoso Enrich Priebke, assistente del colonello delle SS Eugne Dolmann.

 

[47] Karl Dönitz (1891 – 1980). E‘ stato un ammiraglio tedesco, divenuto Reichspräsident nel 1945, a seguito del suicidio di Adolf Hitler. Il Großadmiral Dönitz servì come comandante della flotta sottomarina (Befehlshaber der U-Boote) nella campagna degli U-Boot tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Sotto la sua amministrazione, la flotta degli U-Boot combatté la Battaglia dell’Atlantico, tentando di “assediare” il Regno Unito bloccando i convogli navali carichi di rifornimenti vitali che giungevano dagli Stati Uniti e da altri paesi. Servì brevemente anche come presidente del Reich tra il 30 aprile e il 23 maggio 1945.

 

[48] Occupanti per la classe dominante tedesca, ma liberatori per la classe operaia e il resto delle masse popolari. Quando tra l‘aprile e il maggio 1945, all‘arrivo delle truppe sovietiche, emersero nelle città tedesche due forze: da un lato il Comando sovietico e dall‘altro la frazione più decisa della classe operaia. Gli operai, nel rimettere piede nelle loro fabbriche, spesso colpite dai bombardamenti e abbandonate, del resto, dal personale direttivo, si trovavano padroni del posto. Per organizzare il lavoro essi si dettero una direzione che prese, naturalmente,  il nome di Consiglio d‘azienda.

Sempre nello stesso periodo si crearono nuovi organi amministrativi civili. Questi primi organi statali antifascisti sorsero col fattivo apporto e spesso su iniziativa dei comandanti sovietici locali, dove affidarono a comunisti, socialdemocratici e altri antifascisti le cariche di sindaco, consigliere comunale, funzionario di polizia e giudiziario.

Si crearono nuovi organi statali che organizzarono la lotta contro la fame, la miseria, il freddo e la mancanza di case. I nazisti (in particolare i criminali di guerra) furono allontanati dalle amministrazioni e dalle fabbriche. Fu effettuato un‘ampia riforma giudiziaria, fu completamente smantellato il vecchio apparato di polizia e istituita con l‘arruolamento di operai coscienti della loro missione di classe, una polizia democratica degli interessi dei lavoratori.

[49] L‘insurrezione dell‘aprile 1945 nell‘Italia settentrionale fece saltare gran parte di queste manovre, perché accelerò la resa delle truppe tedesche.

 

[51]                             C.s.

 

[52] Durante la Seconda guerra mondiale, in alcuni campi di concentramento nazisti, furono effettuati  degli esprimenti su persone umane  usando come cavie i deportati. Tali esperimenti sono stati ritenuti crudeli, al pari di quelli operati nello stesso periodo dall’Unità 731 dell’esercito giapponese, e per questo medici e amministratori coinvolti furono condannati per crimini contro l’umanità in alcuni nei Processi secondari di Norimberga. I fini dichiarati erano in molti casi quello di verificare la resistenza umana in condizioni estreme o di sperimentare dei vaccini, ma in alcuni casi i fini non sono riconducibili ad altro che alla perversione del personale medico.

 

[54] Reinhard Gehlen, the Gghlen Memoirs, Collins, London, 1972.

 

[55] Rudolf hess Is Dead in Berlin, Last of Hitler Inner Circle, in New York Times, 18 agosto 1987, pp. A1, B8-9.

 

[56] Thomas Gordon, Journey into Madness. The True Story of Secret CIA Mind Control and Medicale Abuse, Bantam Books, New York, 1990, pp. 153-154.

 

[57] Peter Levenda, satana e la svastica Nazismo, società segrete e occultismo, Oscar Mondadori.

 

[58] Nuremberg Ttribunals vol. XX, testimonianza di Hessdel 31 agosto 1946, pp. 368-69.

 

[59]                                                          C.s. p.p. 369

 

[60] Antonio Moscato, Intellettuali e potere in URSS (1917-1991), Milella, Lecce.

 

[61] Maurizio Blondet, chi comanda in america, EFFEDIEFFE, PP. 153-154.

 

[62] Francis King, satana e la svastica il nazismo e l‘occulto, Età dell‘acquario editore.

 

[63]                                C.s.

 

[64] The Book of the Goetia of Solomon of King, Magickal Childe Publishing, New York, 1989, p. 4.

 

[65] Leo Lyon Zagami, Le CONFSSIONI di un ILLUMINATO vol. 1, UNO editori,  pag. 299.

 

[66] Parker John, At the Heart of Darkness Citadell, New York 1993, pp. 195-197.

 

[67] Laurence Wright, Remembering Satan – Part II, in New Yorker, 24 maggio 1993, pp-73.

 

[68] C‘era una sezione dell’Ahnenerbe che si chiamava Axam Kartotek: erano 5.000 documenti fra cui filmati che sono stati trovati in Slovacchia E in Lettonia che sono stati subito secretati dai tedeschi. Sono tutte opere di Magia Nera, di stregoneria. http://www.lunarionuovo.it/old/index.php?q=node/392

 

[69] Der Stürmer (in lingua tedesca “L’attaccante”) fu una rivista settimanale pubblicata a partire dal 1923 fino al termine del secondo conflitto mondiale (1945) dall’editore nazista Julius Streicher. Der Stürmer rappresentò un importante veicolo per la propaganda antisemita del Partito nazionalsocialista.  A differenza del Völkischer Beobachter, organo di stampa ufficiale del regime nazista, che cercò di trasmettere un’immagine di serietà, Der Stürmer utilizzò un violento stile scandalistico basato su menzogne, oscenità e volgari caricature, spesso a sfondo pornografico, che mettevano in guardia la popolazione tedesca dal pericolo della “perversione giudaica”.

 

[70] La Fratellanza ariana (conosciuta anche come AB, acronimo di Aryan Brotherhood) è una gang carceraria statunitense che conta all’incirca quindicimila membri tra detenuti e non. Secondo l’FBI, sebbene il gruppo rappresenti meno dell’1% della popolazione carceraria, è responsabile del 18% degli omicidi che avvengono nelle prigioni americane. Si  ritiene che la nascita della Fratellanza ariana sia avvenuta nel 1964 nel carcere di San Quentin. Durante gli anni la gang si è divisa in due parti, una operante all’interno del sistema penitenziario e l’altra all’esterno. Ultimamente, nel 2005 e 2006, sono state portate a compimento diverse operazioni di polizia che hanno condotto all’arresto di molti membri dell’organizzazione. La Fratellanza ariana ha una forte alleanza con la Mafia messicana (la Eme) sin dai primi anni ’70; inoltre è in contatto con molte gang di motociclisti e altri gruppi di supremazia bianca come i Public Enemy No.1 e i Nazi Lowriders, Aryan Nations e Ku Klux Klan. A causa dell’alleanza con la Mafia messicana, la Fratellanza ariana è nemica delle altre mafie ispaniche, ovvero la Nuestra Familia e la Mara Salvatrucha; si deve inoltre aggiungere l’inimicizia verso tutte le gang composte da non bianchi, come la Black Guerilla Family, i Crips, i Bloods, la Black P. Stones.

 

[71] Ferrande Serge G. Lecavelier, Aux ordres du SAC, Albin Michel, Parigi 1982, pagg. 95-92.

 

[72] Audigier François, Histoire du SAC: La part d‘ombre du gaullisme, Stock, Parigi 2003, pag. 95.

 

[73] La principessa Grace fu iniziata al Tempio Solare nel 1982 dal suo capo, Josep Di Mambro, in un ex Priorato nel villaggio di Beaujolais di Villié-Morgon, meno di 8 chilometri dal casello Arginy.

 

[74] La sinarchia è un sistema di governo gerarchico, nel quale si è ammessi, si permane o si esce esclusivamente in base alla propria conoscenza e alle proprie capacità o, più precisamente, in base ai propri meriti. La parola sinarchia – dal greco s?ν syn (assieme) e ?ρχή arche (comando) – significa “governare assieme”.

Il più antico uso di questo termine si attribuisce a Thomas Stackhouse(1677-1752), un sacerdote britannico che lo usò nella sua pubblicazione New History of the Holy Bible from the Beginning of the World to the Establishment of Christianity (pubblicato in due volumi nel 1737).

La teoria della Sinarchia è stata sviluppata da Saint-Yves d’Alveidre (1842-1909). Secondo questa teoria la Sinarchia sarebbe già realizzata in un luogo misterioso chiamato Agarttha, e le comunicazioni tra il nostro mondo e l’Agarttha sarebbero interrotte fino a quando la Sinarchia non sarà realizzata anche qua. Simili notizie sono pervenute anche attraverso Ferdinand Ossendowski nel libro Bestie, uomini e dei, diario di un viaggio in Asia effettuato per scappare dalla “tirannide“ sovietica. Prendendo spunto da entrambi i libri, questa ipotesi fu discussa, appellandosi anche a terze fonti mai rivelate, anche da René Guénon ne Il re del mondo. Tale teoria è stata infine e più recentemente ripresa (assieme a molte altre leggende della letteratura esoterica moderna) da Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault.

Negli ultimi anni il termine è stato stravolto per indicare un governo occulto planetario, o “governo ombra”, che gestisce invisibilmente le trame della politica e dell’economia mondiale e che decide i destini dell’umanità, collegato alle teorie del complotto. Tale governo avrebbe caratteristiche diametralmente opposte a quelle descritte da Saint-Yves d’Alveidre, Ferdinand Ossendowski e René Guénon, essendo capeggiato da potentati economici, come il gruppo di Bilderberg e la Commissione Trilaterale.

 

[75] Mayer Jean-François, Le mythes du Temple Solaire, Georg, Ginevra, pag. 97-98.

 

[76] Bedat, Arnaud, Gilles Bouleau e Bernard Nicolas, L‘Ordre du Temple Solare: Enquête et révélations sue les Chevaliers de l‘Apocalypse, Libre Expression, Montreal 1996, pagg. 43-45-267-72.

 

[79] Nel 1998 Marcel Vervloesem, membro dell’ONG Werkgroep Morkhoven, che si occupa della protezione di bambini colpiti da abusi, riesce a entrare in possesso di 20 cd contenenti decine di migliaia di immagini pedopornografiche (incluse torture ed uccisioni di bambini) consegnatigli da un membro “pentito” di una rete internazionale di pedofili che include decine alte personalità dell’aristocrazia e capitalismo belga, delle istituzioni di quel paese e dell’Unione europea. Egli consegna il materiale alla giustizia belga ma viene arrestato con accusa di averlom usato per interesse personale da alcune indagini emerge il legame tra le organizzazioni neofasciste belghe (legate a Gladio, Stay Behind e in contatto stretto col neofascismo internazionale ed italiano ) e gli abusi e la produzione di pedopornografia e snuff movies.

 

[80] Mao Tsetung, Sulla Nuova Democrazia (gennaio 1940), in Opere Scelte, Vol. II, P. 360.

 

[81]                                                            C.s. pp.36364.

 

[82]  Mao Tsetung, Alcuni giudizi sull‘attuale situazione internazionale (aprile 1946), Opere Scelte, Vol. IV (1975), p. 84.

 

[83] Alain Charbonnier, Operazione Damocle il Mossad arruola Skorzeny, Gnosis N. 2, 2013.

 

[84] Rafi Eitan, il futuro capo del Mossad, scrisse su un foglio una garanzia d’immunità che rendeva Skorzeny immune da ogni persecuzione o violenza.

[85] Alain Charbonnier, Operazione Damocle il Mossad arruola Skorzeny, Gnosis N. 2, 2013.

[86] Alicia Durone Ortiz, Evita, un mito del nostro secolo, Mondadori, Milano 1996, asserisce che Von Ribbentrop sia stato per un certo periodo l‘amante di Eva, così come lo fu di Wallis Simpson, anche lei agente tedesco.

 

[87] José Félix Benito Uriburu y Uriburu (1868 –  1932) Politico e militare argentino, Presidente e dittatore dell’Argentina dal 6 settembre 1930 al 20 febbraio 1932. Era nipote di José Evaristo Uriburu di cui fu aiutante dopo esserlo stato di Luis Sáenz Peña cui lo zio che era vice presidente era subentrato.

 

[88] Il GOU (Grupo de Oficiales Unidos), fondato nel 1943. Tra i fondatori del GOU vi furono Miguel A. Montes, Urbano de la Vega e lo stesso Peròn. Gli obiettivi di questo gruppo di militari erano:

Finanziare l’organizzazione e l’unità interna, obiettivo sorto dalle preoccupazioni professionali della società militare;

Prevenire rivolte comuniste;

Opporsi alla partecipazione dell’Argentina alla Seconda guerra mondiale;

Opporsi alle ingerenze politiche nella organizzazione e nell’unità professionale dell’Esercito;

Lavorare per il benessere generale della Patria e dell’Esercito;

Evitare che Robustiano Patrón Costas, politico conservatore saltese, ottenesse la presidenza dell’Argentina.

Il GOU ebbe parte attiva nell’organizzazione del colpo di Stato militare del 1943.

 

[89] Per comprendere meglio di cosa si parla, è utile rileggere il seguente passo di K. Marx, tratto dai Grundrisse, che dà una traccia della storia universale: “I rapporti di dipendenza personale (all’inizio su base del tutto naturale) sono state le prime forme di società nelle quali la produttività degli uomini si sviluppò soltanto in ambiti ristretti e in punti isolati. L’indipendenza personale fondata sulla dipendenza materiale (cioè dalle cose ndr) è la seconda forma importante di società (che si ha nella società mercantile-capitalista, con la sua alienazione delle capacità e attività  individuali che diventano semplici strumenti del capitale, ndr). In essa giunge a costituirsi un sistema sociale di ricambio generale, un sistema di relazioni universali, di bisogni universali e di universali capacità. La libera individualità fondata sullo sviluppo sullo sviluppo universale degli individui e sulla subordinazione della loro produttività collettiva, sociale, (alla associazione degli individui, ndr), quale loro patrimonio sociale, costituisce il terzo stadio (o forma di società, ndr). Il secondo crea le condizioni del terzo.

 

[90] La borghesia burocratica è costituita da dirigenti e funzionari del settore pubblico dell’economia e da capitalisti le cui imprese nascono e si sviluppano principalmente grazie all’opera dello Stato.

 

[91] Manuel Casares, dopo peron guerra civile, SAPERE EDIZIONI.

 

[92] Payne Stanley G., Fascism. Comparison and Definition, University of  Wisconsin Press, Madison 1980, trad. it. Il fascismo, Newton & Compton, Roma 1999, pp. 175-76.

 

[93] Silverio Corsiveri, Il mago dei generali, Roma, Odeadek edizioni 2001.

 

[94] Nel 1946 ci fu una conferenza all’Avana tra i vari boss mafiosi per l‘organizzazione del traffico degli stupefacenti. Nel secondo dopoguerra i gangster corsi Jean Baptiste Croce, Marcel Francisci, Antoine e Barthelemy Guerini e Joseph Cesari impiantarono a Marsiglia il principale centro della raffinazione illegale dell’eroina, ricavata dall’oppio prodotto in Turchia, che all’epoca era il principale produttore al mondo, e trasportato attraverso la Siria a Beirut, in Libano, dove veniva trasformato in morfina base. L’eroina prodotta a Marsiglia veniva ritirata da mafiosi siciliani ed americani agli ordini di Lucky Luciano, che avevano stabilito basi per lo smistamento a Napoli e a Palermo per fare arrivare l’eroina in Germania, Francia, Irlanda, Canada, Messico e Stati Uniti d’America. Inoltre i gangster corsi avevano basi per lo smistamento a Tangeri mentre i mafiosi siculo-americani a Cuba, che rimasero i principali luoghi di stoccaggio e di transito per l’eroina prodotta a Marsiglia e diretta nel Nordamerica fino alla fine degli anni cinquanta. Infatti, si stima che negli anni del dopoguerra il numero di dipendenti da eroina negli Stati Uniti aumentò da 20.000 a 150.000 persone, diffondendosi particolarmente nei jazz club di New York e nell’ambiente del jazz americano in genere.

 

[96] Shannon Elaine, Desperados, Penguin Books, Newe York 1980, p. 116.

 

[97] Linklater Magnus – Hilton Isabel – Ascherson Neal, The Nazi Legay. Klaus Barbie and the International Fascist Connection, Holt Rinehart & Winston, New York, pag. 266.

 

[98] La Triplice AAA fu fondata della destra peronista, era formato da poliziotti e militari guidati da Lopez Rega. I bersagli principali erano intellettuali, artisti, sindcalisti e militanti della sinistra (armata e non). Gli attentati terroristici da parte della Triplice AAA provocarono la morte di migliaio di argentini mentre molti altri furono costretti a emigrare.

 

[99] Marco Dolcetta, gli spettri del quarto reich Le trame oscure del nazismo dal 1945 a oggi, BUR, p.p.175-176.

 

[100] Della collaborazione di Jung era vagamente nota ma s’ignorava la profondità, fa cenno la biografia di Deirdre Bair (La spia Jng. Psicoanalisi al servizio degli Usa), quella di Richard Noll (Jung, Il profeta ariano, Mondadori 1999)e quella di Jeanne-Michel Ribetters (Yves Klein contro C.G. Yung, La lettre volée, Bruxelles 2003), tre volumi contradditori e ambigui per quello che riguarda il controverso periodo bellico di Jung.

 

[101] In Cile poteva essere eletto presidente il candidato che avesse ottenuto la maggioranza dei voti, sempre che fosse poi ratificato dal parlamento. Anche se il candidato era sempre eletto con maggioranza relativa, per l‘eccezionalità del caso di Allende non si scartava che questa situazione potesse cambiare. In Cile a quell‘epoca si discuteva molto del carattere classista della Democrazia Cristiana. Alcuni settori della sinistra, basandosi sull‘eterogeneità sociale della propria militanza, che andava dai contadini e operai ai borghesi, parlavano di partito interclassista. Altri, sostenevano che il carattere classista di un partito non si misura sull‘origine sociale dei suoi militanti, bensì dal carattere classista del suo progetto politico e sociale che propone. E, in questo senso, lo Statuto delle Garanzie Costituzionali era eloquente del carattere classista di quel partito.

 

[102] Eduardo Frei Montalva (1911 –) . Avvocato e politico cileno di padre svizzero. Fu presidente del Cile dal 3 novembre 1964 al 3 novembre 1970 e padre di Eduardo Frei Ruiz-Tagle, presidente cileno tra il 1994 e il 2000.

Laureato in Giurisprudenza presso l’Universidad Católica de Chile (1933), aderì alle dottrine sociali della chiesa e militò nella gioventù conservatrice. Nel 1935 fondò il movimento giovanile della Falange Nacional, staccatosi dal Partito Conservatore e trasformatosi nel 1957 nel Partito Democratico Cristiano (Partido Demócrata Cristiano, PDC), di cui divenne il capo indiscusso. Ministro dei Lavori Pubblici e delle Vie di comunicazione col presidente Juan Antonio Ríos (1945-1946), si dimise in segno di protesta per i fatti culminati nel “massacro di piazza Bulnes” (28 gennaio 1946). Eletto più volte senatore, fu sconfitto alle presidenziali del 1958 dall’indipendente del centro-destra Jorge Alessandri Rodríguez.

Frei fu eletto presidente della Repubblica nel 1964, al termine di una combattutissima campagna elettorale, grazie all’attrazione esercitata sui giovani, con i suoi ideali umanisti, e all’appoggio incondizionato della destra, decisa a sbarrare la strada al candidato socialista Salvador Allende. Avviò una politica di “Rivoluzione nella Libertà” caratterizzata da una moderata riforma agraria e dalla partecipazione dello Stato nell’industria mineraria (1969). Intraprese anche un programma di sviluppo sociale: riformò la pubblica istruzione, regolò il sindacalismo rurale, varò un piano di edilizia popolare e di assistenza alla maternità. In politica estera accentuò la collaborazione interamericana partecipando all’attività del Gruppo Andino (Bolivia, Colombia, Cile, Ecuador, Perù e Venezuela) per arrivare alla formazione di un mercato unico. Emendò la Costituzione estendendo il suffragio a tutti i cittadini di età superiore ai diciotto anni (1970).

Oppositore del suo successore Allende, eletto presidente del Senato dopo le elezioni del 1973, sostenne il golpe del generale Augusto Pinochet (11 settembre 1973). Deluso dal regime personale instaurato da Pinochet, si oppose apertamente all’approvazione della nuova Costituzione presidenziale preparata dal regime e divenne uno dei principali esponenti dell’opposizione democratica. Frei morì per un’infezione post-operatoria, ma nel 2005 un ex agente dei servizi segreti cileni (DINA), Michael Townley, rivelò che Frei era stato avvelenato con una tossina prodotta in laboratori militari.

 

[103] Poiché gli utili ottenuti da queste compagnie si dovevano scontare dagli indennizzi che gli corrispondevano. Queste imprese producevano, di fatto, dal 25 al 40% di utili invece del 10% approvato.

 

[104] German Settlement Stirs Controversy in Chile, in Washington Post, 25 dicembre 1987.

 

[105] German Settlers Accused of Tortures and Sexual Abuse, in Times of the Americas, 15 maggio 1991.

 

[106]                                                             C.s.

 

[107] German Settlement Stirs Controversy in Chile, in Washington Post, 25 dicembre 1987.

 

[108]                                                               C.s.

 

[109] Freed Donald – Landis Fred, Death in Washington. The Murder of Orlando Letelier, Lawrence Hill & Co., Connecticut, 1980, pp. 114-16.

 

[110] La storia venne ripresa nel film di Costa-Gavras Missing, con Jack Lemmon e Sissy Spacek.

 

[111] Il 27 giugno 1973 il presidente Bordaberry e le Forze Armate misero in atto un colpo di Stato, sciogliendo il parlamento e formando un governo “civico-militare”. Il Consiglio di Stato designato dal primo, che fece le veci di un presunto potere legislativo conferì alle decisioni del “processo“ una caricatura di legittimità. I sindacati reagirono al golpe con uno sciopero di quindici giorni.

 

[112] In Brasile i militari si insediarono al governo dal 1964 con il generale Castillo Branco. Ma è a partire dalla presidenza di Emilio Garrastazù Mèdici, nel 1969, che arriva una repressione estrema dei movimenti di opposizione.

 

[113] Nel 1970 trionfò il settore antimperialista delle Forze Armate e assunse la presidenza, il generale Juan  José Torres, si inizio così un processo che portò alla fondazione nel 1971 dell‘Assemblea Popolare. Questo processo fu interrotto nel 1971 dal colpo di Stato guidato da generale Hugo Bànzer.

La Bolivia aveva avuto nel 1952 un avvio di un processo rivoluzionario. Quando il Movimento Nazionalista Rivoluzionario (MNR) – una formazione politica equivalente come posizioni politico-ideologiche al peronismo in Argentina e al varghismo in Brasile – aveva in quell’anno vinto le elezioni. Il programma del MNR si riassumeva in tre formule: riforma agraria, nazionalizzazione delle miniere e riforma agraria. Queste proposte erano nate dal suo seno, ma che erano state riprese dai gruppi marxisti. Contro l‘eventuale applicazione di questi obiettivi l‘oligarchia risposte con un golpe militare. E come avviene in questi casi, il rimedio (per l‘oligarchia) fu peggiore della malattia.

Il golpe militare si convertì in un avvio di un processo rivoluzionario. L‘esercito fu sconfitto militarmente dai lavoratori, si creò la Centrale Operaia Boliviana (COB) e si organizzarono le milizie armate dei lavoratori. Dopo il decreto del 31 ottobre 1952, sulla nazionalizzazione delle miniere di Stagno, il processo si radicalizzò rapidamente arrivando alle campagne; le aziende agricole conciarono a essere occupate dai contadini.

 

[114] L‘economia latino-americana è passata negli ultimi cinquant‘anni attraverso tre modelli di sviluppo diversi, sebbene sovrapposti:

1)       Modello che si basa sull‘esportazione di materie prime e prodotti agricoli in cambio di articoli manifatturieri e conoscenze tecniche specializzate.

2)       Modello che si basa sull‘industrializzazione nazionale con forte presenza statale dalla sostituzione d‘importazione e da un‘espansione del mercato interno protetto.

3)       Modello che si basa su una strategia di sviluppo verso l‘esterno, utilizzando i vantaggi comparativi di costo per ottenere quote nell‘economia globale.

4)

[115] Freed Donald – Landis Fred, Death in Washington. The Murder of Orlando Letelier, Lawrence Hill & Co., Connecticut, 1980, p. 114

 

[116]                                                                  C.s.  p. 115.

 

[117]                                                                   C.s.

 

[118] Franco Fracassi, l‘internazionale nera L‘irresistibile ascesa dell‘estremismo di destra dal mondo post bellico all‘Europa della crisi economica,  A Voce Alta.

 

[119] L’Organisation de l’armée secrète (OAS) era un’organizzazione clandestina francese, creata il 20 gennaio 1961 dopo un incontro a Madrid, al riparo del regime franchista, da Jean-Jacques Susini e Pierre Lagaillarde. La sigla OAS comparve sui muri di Algeri il 16 marzo 1961. Lo slogan era “L’Algérie française”. L’organizzazione raggruppava i fautori del mantenimento della presenza coloniale francese in Algeria.

 

[120] Pro-Nazi Legacy Lingers for Croatia, in New York Times, 31 ottobre 1993, p. 10.

 

[121] La notte di Valpurga, conosciuta in tedesco come Walpurgisnacht, è una festa di celebrazione della primavera, tipica delle regioni centrali e settentrionali d’Europa.

Celebrata tra il 30 aprile e il 1º maggio tramite canti, balli e falò, assume diversi significati a seconda delle differenti tradizioni e culture dei Paesi presso i quali è celebrata. La vigilia del primo giorno di maggio è stata sempre tradizionalmente celebrata con danze e canti e prende il nome di Walpurgisnacht.

Secondo vecchie tradizioni germaniche le streghe, nella notte tra il 30 aprile e il 1º maggio, uscivano dai loro rifugi per danzare in onore della luna sul monte Brocken (Harz). Questa tradizione si sovrappose alla festa di santa Valpurga, fino a divenire la “notte di Valpurga”.

I satanisti laveyani considerano la notte di Valpurga sacra proprio per il Walpurgisnacht, come dichiarato da Anton LaVey (le tre feste “sacre” del satanista sono il proprio compleanno, halloween e appunto il Walpurgisnacht).

 

[122] La Vey, Satanic Rituals, Avon, New York 1980.

 

[123] Ostara (chiamata anche Eostre, Eastre oppure Eostar) è uno degli otto sabbat pagani; si celebra il giorno dell’equinozio di primavera ed è condivisa relativamente da tutte le religioni pagane moderne.

La festa è di origine germanica, infatti prende il nome da quello della dea Eostre, patrona della fertilità. La divinità si diffuse, con relativo culto e usanze festive, a tutta l’Europa toccata dalle invasioni germaniche. Essa aveva alcune affinità con divinità di culture più antiche come in Grecia, quella di Estia, e nell’impero romano Vesta.

La festa di Ostara celebra la rigenerazione della natura e la rinascita della vita, coincidente con l’equinozio di primavera. Nell’antichità, per l’occasione, le sacerdotesse della dea, celebravano un particolare rito che involveva l’accensione di un cero (che venne in seguito assimilato dalla tradizione cristiana) simboleggiante la fiamma eterna dell’esistenza. Il cero, all’interno dei templi dedicati alla dea, era spento solo all’alba del giorno seguente.

Durante la festività erano celebrati rituali ierogamici, anche oggi ripresi da alcune correnti del Neopaganesimo, e in particolare da alcuni gruppi wiccani, durante i quali la rinascita della vita era esaltata e sacralizzata attraverso l’unione sessuale.

I popoli anglo-sassoni chiamavano il mese lunare corrispondente all’incirca al nostro aprile, Eostre-monath, e in questo periodo celebravano feste in onore della dea Eostre associata a vari aspetti connessi col rinnovarsi della vita quali la primavera, la fertilità e la lepre (per la velocità con cui prolifica).

Con la diffusione del Cristianesimo la festa di Ostara fu assimilata dalla Pasqua, la cui data di celebrazione cade presso il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera. La nuova festa cristiana ancora priva di un nome, in certe lingue assimilò anche la nomenclatura della vecchia festa. Ancora oggi, infatti, in inglese la Pasqua è chiamata Easter, e in tedesco Ostern. Anche parecchi elementi della tradizione antica furono inglobati dalle festività attuali, tra questi si possono citare il coniglio pasquale, simbolo di fertilità e prosperità e l’uovo, simbolo dell’embrione primordiale da cui scaturisce l’esistenza (concetto di uovo cosmico già presente in antichi miti della creazione della zona mediterranea e in molte altre culture extra europee).

 

[124] Eliphas Lévi, pseudonimo di Alphonse Louis Constant (1811 – 1878), è stato un esoterista e teosofo francese. Fu il più famoso studioso di esoterismo dell’Ottocento.

 

[125] Pike fu nominato brigadier generale il 22 novembre 1861 e gli venne affidato un comando nel territorio indiano. Insieme al generale Ben McCulloch, Pike addestrò tre reggimenti confederati di cavalleria indiana, la cui maggior parte degli effettivi proveniva dalle “Cinque Tribù Civilizzate”, la cui lealtà nei confronti della Confederazione era variabile. Sebbene inizialmente riportò una vittoria alla battaglia di Pea Ridge (Elkhorn Tavern) nel mese di marzo, l’unità di Pike si disordinò e fu sconfitta in un contrattacco

 

[126] Lyndon Hermyle LaRouche Junior ( 1922). Politico statunitense. Dirige varie organizzazioni politiche negli Stati Uniti e in altri Paesi, fra cui l’Italia, dove è attivo il “Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà”. Ha fondato inoltre la Commissione Nazionale dei Comitati dei Lavoratori. Nonostante non abbia mai conseguito una laurea, ha all’attivo molti scritti su argomenti economici, scientifici, politici e culturali. È considerato una sorta di “candidato perenne” alla presidenza degli Stati Uniti, avendo stabilito il record di tentativi di candidatura consecutivi (ben 8 volte). Il primo tentativo risale al 1976 con un piccolissimo partito, il Partito Americano del Lavoro (U.S. Labour, da lui fondato). Dal 1980 a oggi, si è sempre presentato alle Primarie del Partito Democratico per la nomina del candidato alla presidenza (addirittura, nel 1992, lanciò la sua candidatura dal carcere, essendo stato condannato nel 1988 a 15 anni per violazioni della normativa fiscale e truffa postale).

I suoi detrattori nel tempo l’hanno definito come un estremista politico folle, cospirazionista e sempre in cerca di attenzione. Altri critici l’hanno descritto come un “fascista”, un “santone”, un “omofobo” e un “antisemita”, oltre che come “un incorreggibile marxista-leninista”.

I suoi sostenitori lo considerano invece un individuo “brillante ed ingiustamente perseguitato“, “il vero nemico delle forze sinarchiste che puntano alla realizzazione di un governo mondiale imperiale di stampo liberale“. Secondo l’Executive Intelligence Review (organo ufficiale del Movimento LaRouche), l’ex-senatore democratico statunitense ed ex-candidato alla presidenza Eugene McCarthy ha definito LaRouche:« […] l’uomo che ha nuovamente riportato Platone e Schiller nella politica e che, per questo, è stato mandato in prigione. ».

Nel 1988, LaRouche è stato condannato a quindici anni di reclusione, assieme ad altri collaboratori per cospirazione, frode postale e frode fiscale, condanna considerata dai sostenitori e anche da alcuni osservatori neutrali come una vera e propria persecuzione per motivi politici, voluta dal presidente George H.W. Bush. Questo tuttavia non gli ha impedito di proseguire nel suo impegno politico, lanciando (come già ricordato) perfino la sua quinta candidatura alla presidenza degli Stati Uniti, mentre era imprigionato. Viene graziato dal Presidente Bill Clinton nel 1994 dopo aver scontato circa cinque anni di pena.

Attualmente, è il Direttore del Servizio notizie dell’Executive Intelligence Review, il nucleo del Movimento LaRouche.

 

[127] Penthouse, gennaio 1986, XVII, 5, pp. 48 sgg

 

[128] Padre Charles Edward Coughlin (1891 – 1979).  Sacerdote statunitense della Chiesa National Shrine of the Little Flower di Royal Oak, Michigan.

Fu uno dei primi leader politici ad utilizzare la radio per raggiungere un pubblico di massa, composto da più di 30 milioni di americani sintonizzati sulle sue trasmissioni settimanali nel corso del 1930. Circa 80.000 gli americani che settimanalmente gli scrivevano. All’inizio della sua carriera, Coughlin, fu un sostenitore di Franklin D. Roosevelt e DEL New Deal, prima di diventarne in seguito un severo critico, soprattutto per l’eccessiva amicizia del presidente statunitense verso i banchieri.

Nel 1934, annunciò una nuova organizzazione politica chiamata National Union for Social Justice. Si batté per le riforme monetarie, la nazionalizzazione delle grandi industrie e delle ferrovie e la tutela dei diritti dei lavoratori. L’adesione al suo movimento politico incontrò l’affezione da parte di milioni di persone, un po’ come avvenne al Movimento populista del 1890.

Dopo aver riservato attacchi ai banchieri ebrei, Coughlin, cominciò a usare il suo programma radiofonico per il suo avvicinamento all’ideologia dell’antisemitismo e più tardi quale sostegno per le politiche di Adolf Hitler e Benito Mussolini. Le trasmissioni furono definite “una variazione dell’agenda fascista applicata alla cultura americana“.

Ai temi religiosi preferì principalmente temi di politica ed economia, manifestando un’aperta avversione sia per il capitalismo che per il comunismo, definiti quali “le medesime facce di uno stesso Satana, che rende l’uomo schiavo“.    Da una Syndication di stazioni radiofoniche, “fino ai microfoni dell’onnipotente CBS“, si presentava come fautore della giustizia sociale, per spiegare il crack del 1929, quali inganni fossero stati messi in atto per provocarlo, quali fossero stati i veri colpevoli della miseria dei cittadini, quali fossero i principi di una sana economia e quindi scagliarsi contro le politiche economiche del New Deal. Molti vescovi americani, così come il Vaticano, volevano farlo tacere, ma fu l’amministrazione Roosevelt che attuò la cancellazione del suo programma radiofonico vietò la diffusione attraverso la posta del suo giornale, il Social Justice.

È interessante sapere che sin dagli inizi della Seconda guerra Mondiale, la comunità religiosa dei Testimoni di Geova (in merito alla lotta morale-spirituale apportata dalla medesima contro l’avvento del nazi-fascismo, considerato da loro già dal 1929 “Movimento che agisce al diretto nemico dell’Uomo, il Diavolo“) nelle pagine del periodico Consolazione (ora Svegliatevi), faceva notare la somiglianza dei discorsi antisemiti e filo-nazisti di Coughlin con quelli del Ministro della Propaganda del Terzo Reich Joseph Goebbels, nei contenuti .

Coughlin, nel privato schivo e riservato, “scomparve nel silenzio dei media” e, fino alla sua morte avvenuta all’età di 88 anni, nel 1979 a Bloomfield Hills, nel Michigan, continuò a scrivere vari opuscoli nei quali individuava negli ebrei una delle cause del comunismo.

 

[129] Lyons Arthur, Satan Wants You. The Cult of Devil Worship in America, The Mysterious Press, New York 1988, p. 88.

 

[130]                                                                     C.s. pp. 108-109.

 

[131] Alex Sanders, pseudonimo di Orrell Alexander Carter ( 1926 – 1988). Religioso britannico. Fu il fondatore della tradizione alexandriana della Wicca. Fu proclamato dai suoi seguaci “Re delle Streghe”.

 

[133] Behold a Pale Horse, William Cooper, Light Tecnology Press. Sedona, AZ. 1991 p. 166.

 

[134] Nel 1971 apparvero sulla stampa americana i testi chiamati Le Carte del Pentagono (Pentagon Papers), documenti segreti resi pubblici da Daniel Ellsberg, un vecchio analista della Rand Corporation (la lobby militare del Pentagono). In quel periodo venne anche pubblicato il libro The Jasons: The Secret History of Science’s Postwar Elite (La Storia Segreta della Scienza nella Guerra Fredda) di Ann Finkbeiner. Mentre i primi testi evidenziavano le macchinazioni del governo statunitense durante la guerra in Vietnam, il secondo rivelava l’esistenza di un’equipe segreta di scienziati che collaborarono con varie amministrazioni passate per Washington. Questo gruppo era conosciuto come “Jason”.

L’origine di questo nome viene dalla mitologia greca, dalla storia di Jason [Giasone N.d.R.] e gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, oggetto che gli avrebbe dato vittoria e gloria. Ma nulla lega i nostri scienziati del Pentagono con i cercatori della leggenda greca, né con il vero Jason, che scoprì la pelle di montone dorata appesa ad un albero di Dodona, il luogo denominato Iperborea al Polo Nord. Jason era quindi una equipe segreta di scienziati che collaboravano col potere, e come ci racconta il professore di matematica catalano Salvador López Arnal, nel 1971, Jason rappresentava un chiaro impegno politico di un gruppo di scienziati che includeva le eccellenze della scienza fisica e biologica, compresi alcuni premi Nobel nella propria disciplina. Link http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=5934

 

[135] Sarà un caso, ma in questo mondo esoterico alla fine non ci deve stupire nulla, Sinclair sono anche un‘antica famiglia scozzese fortemente collegata con i Templari, che si rifugiarono in Scozia quando il loro Ordine du soppresso in Francia. In Scozia, da Robert Bruce in poi, ogni sovrano fu Cavaliere Templare ed in quella terra si sono intrecciate le vicende di Rosslyn, la famiglia Sinclair e l’Ordine Templare da cui sono venutele  letture culturali del templarismo. Proprio vicino a Rosslyn, sulla piccolissima isola di May, nel Firth of Forth, la profonda insenatura creata nella costa orientale scozzese dall’estuario del fiume Forth, secondo una tradizione massonica francese, sarebbe stata inizialmente trasferita, a bordo di nove navi, i documenti e le ricchezze degli ultimi Templari in fuga dal porto di La Rochelle. A Rosslyn, secondo molti studiosi, abita il segreto di William Sinclair e l’enigma di misteriosa pietra rossa avvolta da una forte energia, all’interno della cripta inferiore della Cappella scozzese che racconta la storia dei Cavalieri Templari.

In Italia nel 2012 è nato il Clan Sinclair Italia. La sede è a Parma ma conta iscritti in tutto il Paese, in particolare nelle Marche. L’Associazione culturale ha lo scopo di approfondire la ricerca, lo studio e la diffusione dei valori del templarismo originario, che appartiene alla famiglia scozzese dei Sinclair e dei Rex Deus. Sino ad oggi l’unica sede, al pari di quella italiana, era a Wick, in Scozia. Presidente del Clan Sinclair Italia è stato nominato Tiziano Busca, vice presidente Massimo Agostini, tesoriere Davide Bertola, segretario Sven Boheme. Ian Siclair è presidente onorario, Lord Malcom Sinclair è Patron.

Con questo atto – spiega il presidente Busca – la famiglia Sinclair, testimone di un passato straordinario, ha voluto segnare il forte legame con l’Italia. La nascita di questa nuova associazione di ricerca è però anche una testimonianza di stima tra il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, e la famiglia Sinclair, in particolare con Lord Malcom Sinclair, Lord d’Inghilerra, e Ian Sinclair archivista e bibliotecario della famiglia“.

http://www.grandeoriente.it/rassegna-stampa/2012/07/(adnkronos)-templari-e-ricerca-iniziatica,-nasce-il-clan-sinclair-italia.aspx#sthash.chlR5y56.dpuf

 

[136] Sara sempre un caso, ma nel film Vallanzasca – Gli angeli del male, Kim Rossi Stuart che interpreta Vallanzasca dice “non sono un cattivo è che ho il lato oscuro un po’ sviluppato“ . Sarà sempre un caso che Angela Corradi, una delle  “pupe“ della banda in seguito diventata suora aveva una croce uncinata tatuata,  sul seno. Guarda caso a Turatello il boss di Milano Francis Turatello andava in giro con una svastica d’oro appesa al collo e che, in carcere divenne il testimone di nozze di Vallanzasca, gli regalò un ciondolo a forma di svastica. E sarà sempre un caso, che nel 1976, Vallanzasca quando era uno dei latitanti più braccati d’Italia, vola in Cile e si sistema tra gli spalti per vedere la Coppa Davis. Afferma  Mario Campanella, giornalista, portavoce del Pdl Calabria, che nel 2004 realizzò, insieme a Maria Rita Parsi, una serie di interviste in carcere, a Voghera, all’ex bandito dagli occhi azzurri: “Renato Vallanzasca assistette

alla finale di Coppa Davis Cile-Italia nel 1976. Imbarcandosi da Parigi sotto falso nome, andando a trattare con il regime cileno una latitanza che poi non si concretizzò: possibile che nessuno se ne accorse?“ Continua Campanella “Vallanzasca e la sua banda  avevano diversi miliardi di lire dell’epoca in tasca, frutto di sequestri che si erano chiusi a cifre ben diverse da quelle diffuse. Il regime cileno offrì loro una protezione, un ranch intero in cambio dell’arrivo dei soldi a Santiago del Cile, ma Vallanzasca mi disse che ebbe paura di essere successivamente

scaricato e non se ne fece nulla“, conclude Campanella “Capisco che Panatta non possa sapere una cosa del genere ma mi chiedo come sia stato possibile a Vallanzasca raggiungere e contattare le autorità cilene, arrivare allo stadio di Santiago e passare del tutto inosservato. Misteri dell’Italia anni 70“. Non misteri degli anni ’70, ma il famoso lato oscuro quello che è nascosto alla maggior parte delle persone.

 

[139] Alan Riding, A Survey on Holocaust Finds Many in U.S. Ignorant of It, in New York Times, 5 dicembre 1993, p. 14.

 

[140] 20% in U.S. Hold Bias against Jewws, in New York Times, 22 novembre 1992, p. 34.

 

[141] Richard W. Stevenson, East London Torn by Racial Tensions, in New York Times, 19 settembre 1993.

 

[142]                                                           C.s.

 

[143] Stephen Kinzer, Klan Seizes on Germany‘s Wave of Racist of Violence, in New York Times, 3 novembre 1991, p. 16.

 

 

[144]                                                            C.s.

 

[145] Stephen Kinzer, In Retreat, Europe‘s Neo-Nazis May Become More Perilous, in New York Times, 12 dicembre 1993, p. 6.

 

 

[146] È il libro sacro delle milizie. The Turner Diaries, è un romanzo apocalittico pubblicato nel 1978 dal leader indiscusso dei “suprematisti” bianchi del West Virginia, William Pierce (sotto lo pseudonimo di Andrew McDonald). La storia (il diario di Earl Turner) racconta di un gruppo di “patrioti” (l'”Organizzazione”) che, per ribellarsi a una legge contro il possesso delle armi, mette in atto un piano per prendere il potere e  massacrare ebrei e neri secondo i più beceri principi nazisti e con il piglio infervorato di uno psicopatico. A un certo punto il romanzo indulge nella descrizione di un’orgia di impiccagioni, con corpi che penzolano da ogni incrocio, da “decine di migliaia di lampioni, di pali dell’elettricità e di alberi“. Fra le tante scene di crudeltà una che era decisamente premonitrice: un gruppo di “patrioti” prepara una bomba usando del comune fertilizzante e lo fa detonare su un furgoncino davanti a un edificio del governo. Già nel 1980, d’altronde, i terroristi dell'”Order” di Robert Mathews avevano tratto ispirazione dall'”Organizzazione”. Dopo una serie di assalti armati e l’omicidio di un presentatore radiofonico ebreo, Alan Berg, Mathews fu ucciso in uno scontro armato con l’FBI nel 1984.

 

[147] Martinez Thomas, Brotherhood of Murder, Pochet Books, New York, 1990, pp. 269-72.

 

[148]                                                  C.s. p. 273

 

[149] Franco Fracassi, Il Quarto Reich Organizzazioni, uomini e programmi dell‘internazionale nera, Editori Riuniti, pp. 91-92.

 

 

[150]                                                                               C.s. p. 92

 

[151]                                                                               C.s. p. 92

 

[152]                                                                               C.s. pp. 92-93

 

[153]                                                                               C.s. p. 93

 

[154] Davidiani (Branch Davidians in inglese) è il nome con cui ci si riferisce ai membri di una setta religiosa protestante costituita nel 1955 da uno scisma con gli avventisti davidiani del settimo giorno, un movimento riformista formatosi nel 1930 e originariamente richiamante alla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno. Gli aderenti al messaggio lanciato dalla setta furono in larga parte scomunicati dalla Chiesa cristiana avventista del settimo giorno.

Dalla sua nascita nel 1930, il movimento riformista centralizzò i propri contenuti attorno all’Apocalisse avventista, credendo di vivere in un periodo nel quale le profezie bibliche circa il giudizio universale divino erano prossime all’avverarsi: preludio alla seconda venuta di Cristo.

Comunque, i davidiani sono noti oggi non tanto per la loro storia, quanto per un clamoroso fatto di cronaca avvenuto nel 1993, quando nell’assedio di Waco, una città vicino alla quale si trovava la proprietà davidiana di Mount Carmel Center, da parte di ATF, FBI e Guardia Nazionale Texana, morirono in un rogo doloso, ufficialmente attribuito a  tre davidiani su ordine del loro leader David Koresh, 82 davidiani (compresi donne e bambini), lo stesso David Koresh, e 4 agenti ATF.

 

[155] Smirnov, alla domanda da parte dell’FBI sull’efficacia dell’intervento, risposte che le probabilità di successo erano al 70%.

 

[156] Village Voice 8 marzo 1994.

 

[158] All‘epoca era il novo presidente della Camera.

 

[159] Franco Fracassi, Il  Quarto Reich Organizzazioni, uomini e programmi dell‘internazionale nera, Editori Riuniti, pp. 191.

 

[161] Vilfredo Federico Damaso Pareto ( 1848 – 1923) è stato un ingegnere, economista e sociologo italiano. Riguardo al suo pensiero politico, Pareto fu il primo a introdurre il concetto di élite, che trascende quello di classe politica e comprende l’analisi dei vari tipi di élite. La sua teoria delle élite trae origine da un’analisi dell’eterogeneità sociale e dalla constatazione delle disuguaglianze, in termini di ricchezza e di potere, presenti nella società. Pareto intende studiare scientificamente queste disuguaglianze, percepite da lui come naturali. Nel corso del suo sviluppo, ogni società ha dovuto di volta in volta misurarsi con il problema dello sfruttamento e della distribuzione di risorse scarse. L’ottimizzazione di queste risorse è quella che è assicurata, in ogni ramo di attività, dagli individui dotati di capacità superiori: l’élite. È interessato in particolar modo alla circolazione delle élite: “la storia è un cimitero di élite“. A un certo punto l’élite non è più in grado di produrre elementi validi per la società e decade; nelle élite accadono due tipi di movimenti: uno orizzontale (movimenti all’interno della stessa élite) e uno verticale (ascesa dal basso o declassamento dall’élite).

 

[162] Un think tank (letteralmente serbatoio di pensiero in inglese) è un organismo, un istituto, una società o un gruppo, formalmente  indipendente dalle forze politiche (anche se non mancano think tank governativi), che si occupa di analisi delle politiche pubbliche e quindi nei settori che vanno dalla politica sociale alla strategia politica, dall’economia alla scienza e la tecnologia, dalle politiche industriali o commerciali alle consulenze militari.

Il termine è coniato negli Stati Uniti d’America durante la seconda guerra mondiale quando il Dipartimento della Difesa creò delle unità speciali per l’analisi dell’andamento bellico chiamate in gergo proprio think (pensiero) tank (tanica, serbatoio, ma anche carro armato).

In Italia le più conosciute think tank sono Italia Futura e Arel/Associazione TrecentoSessanta presiedute rispettivamente da Luca Cordero di Montezemolo e da Enrico Letta. Oltre a queste troviamo altre “fondazioni di matrice politica” nel panorama italiano quali FareFuturo di Adolfo Urso, ItalianiEuropei di Massimo D’Alema, Nuova Italia di Gianni Alemanno, Magna Carta di Gaetano Quagliariello, Medidea di Giuseppe Pisanu, Liberal di Ferdinando Adornato, ItaliaDecide di Luciano Violante, Folder di Antonio Di Pietro Sardegna Democratica di Renato Soru e Mezzogiorno Europa nato per volontà dell’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

 

[163] Marco Dolcetta, gli spettri del quarto reich Le trame oscure del nazismo dal 1945 a oggi, BUR, p. 9.

 

[164] Metto totalitario tra virgolette giacché mistificante, in quanto nasconde il contenuto di classe dei vari regimi politici.

 

[165] G. Gozzini, in AA.VV., Lager, totalitarismo modernità, Mondadori, Milano 2002, p. 214.

 

[166]  Charles Higham, The Nurber Trial, Appress, New Jersey, 1984.

 

[167] George Strasser, Hitler che ho conosciuto, Bocca, Milano 1952.

 

[168] John Weitz, Hitler‘ Banker, Washington 2002.

 

[169] Jean Omer Marie Gabriel Monnet (1888 – 1979) è stato un politico francese, tra i padri fondatori della Comunità Europea.

 

[170]  A sollevarlo fu un articolo uscito su Der Spiegel  il 13 febbraio 1954.

 

[171] Heinrich Müller (1900 – scomparso a Berlino, 1º maggio 1945) è stato un ufficiale tedesco, comandante dell’Amt IV del RSHA e della Gestapo dal 1939 fino alla sua misteriosa scomparsa l’1 maggio 1945.

 

[172] Il Freundeskreis Reichsführer-SS (Circolo degli amici del Reichsführer-SS) venne creato nella primavera del 1934, dopo che Himmler strinse amicizia con Wilhelm Keppler, un dirigente delle IG Farben. Questo circolo comprese un gruppo di ricchi industriali e di consulenti finanziari che versò regolari contributi finanziari a sostentamento delle attività culturali e sociali delle SS in cambio della protezione di Himmler; durante tutta la vita del Terzo Reich il Freundeskris depositò somme enormi nelle casse delle SS in cambio di contratti vantaggiosi nei territori occupati e di manodopera a basso costo dai campi di concentramento.

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~ di marcos61 su gennaio 20, 2014.

3 Risposte to “IL NAZISMO OCCULTO”

  1. […] SS e dalla Gestapo che in questo modo avevano sventato una “rivoluzione nazionalbolscevica” .[2]Sul finire del `34 e ai primi del `35 circa centocinquanta comandanti delle SS furono trovati […]

  2. […] SA delusi passarono ai comunisti, che li arruolarono prontamente nei propri reparti paramilitari“.[1] La corrente “anticapitalista” del nazismo fu molto forte sino ai primi anni Trenta e, oltre […]

  3. Articolo e sito molto interessante. Da pochissimo ho aperto un sito che parla proprio degli aspetti misteriosi e occulti del nazismo(https://misteridelnazismoblog.wordpress.com/).
    Se ti va dà pure un’occhiata, grazie e buona serata.

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