METPSICHICA NEGLI STUDI SOVIETICI

LA METAPSICHICA NEGLI STUDI SOVIETICI

Con questo lavoro, voglio affrontare i fenomeni che sono racchiusi nella parola metapsichica; utilizzando gli studi che fecero gli scienziati sovietici in questo campo, per scoprire ciò che cosa in essi appartiene al campo dei fenomeni naturali e cosa al regno della fantasia e delle allucinazioni; e scoprire infine se in essi non c’è qualcosa che appartiene all’ordine dei fenomeni ancora inesplicabili secondo leggi finora sconosciute della natura. Un tal esame rimuoverà laurea di mistero che per molti è fonte di attrazione e misticismo.

Suggestioni e autosuggestioni.

Il meccanismo nervoso che sta alla base dei fenomeni suggestivi, è stato oggi del tutto chiarito. In passato questi fenomeni erano scambiati per miracoli.
Non deve stupire il fenomeno di funzioni organiche disturbate (spesso per autosuggestione che porta a “malattie psicogene”, ad esempio, la convinzione di un ipocondriaco di avere un organo malato, che in realtà è sano, può portare a un’effettiva disfunzione dello stesso) che possono essere riportate alla normalità mediante un’adeguata suggestione.
Molta gente ha indovinato il segreto della suggestione terapeutica e per secoli lo ha tramandato a voce facendo credere o credendo che fosse magia, stregoneria, incantesimo e così via. L’autosuggestione spesso opera di passo con la suggestione…
L’azione dell’autosuggestione ha guarito vari malanni, in persone che credevano nel potere d’icone e reliquie. E’ utile ricordare che tali risultati si possono ottenere quando la malattia è di natura psicogena, quando è stata provocata da shock mentali, quando è nell’alterazione funzionale reversibile della normale attività del sistema nervoso. Esempi di tale malattia: paralisi, perdita di sensibilità cutanea, la cecità è il mutismo degli isterici.
Le storie abbastanza attendibili di maghi, fachiri, streghe e stregoni medioevali, attestano che nello stato d’estasi essi perdevano ogni sensibilità al dolore e sopportavano torture e tormenti. E’ probabile che in questi casi operi un certo grado d’autoipnosi, l’azione suggestiva di una fede fanatica o l’autosuggestione. Perché è dimostrabile che è possibile inibire selettivamente per mezzo della suggestione verbale o dell’autosuggestione quei centri cerebrali che controllano le sensazioni dolorose com’è possibile utilizzare gli stessi per creare o conservare nel sistema nervoso centrale una forte e prolungata eccitazione.

Movimenti automatici.

Il comportamento si à quando si pensa che l’attività mentale non sia accompagnata da movimenti visibili. Ma ciò non significa che non ci sia alcun movimento .
L’intensità di un atto ideomotorio varia nei diversi nei diversi individui, ma tutti possiedono questa capacità.
Nel 1853 il fisico Faraday, con uno strumento ideato per registrare il movimento fisico, dimostrò che le mani di chi prende parte a una seduta spiritica impartiscono al tavolino una serie di spinte ideomotorie inconsce.
Ehmann (psico-fisiologo) registrò le mani dei partecipanti alle sedute spiritiche, utilizzando un chimografo (un tamburo rotante azionato da un meccanismo a orologeria). I movimenti delle mani di ogni partecipante furono registrati sotto forma di curve. L’analisi di tali curve prima e dopo che il tavolino si muovesse, consentì di spiegare come spinte non simultanee e orientate, possono, sommandosi, farlo oscillare e vibrare leggermente. Tali leggere oscillazioni corrispondono alle lettere dell’alfabeto che sono lette ad alta voce da uno dei partecipanti; con questo sistema si ottengono frasi complete contenenti la risposta a una domanda posa dallo “spirito”. Funge da “spirito” il cosiddetto medium, (quello dei presenti che possiede in modo più sviluppato la capacità di compiere atti ideomotori).
Attraverso la registrazione elettrografica degli impulsi di eccitazione, il pensiero di un movimento è accompagnato dalla comparsa di una serie ritmica d’impulsi nei muscoli che dovrebbero eseguire il movimento. Questi impulsi sono trasmessi ai muscoli lungo le vie nervose piramidali, attraverso quei neuroni corticali la cui attività è legata al pensiero del movimento concepito dal soggetto.
Attraverso le ricerche fatte all’inizio degli anni ‘60 da membri dell’Istituto Protetico e Ortopedico di Mosca, si è riusciti a stabilire che l’attività ideomotoria dell’uomo può guidare una macchina per mezzo di fili elettrici e domani con la trasmissione elettromagnetica.
Un fenomeno di comportamento ideomotorio è la “lettura dei muscoli” (più conosciuta come “lettura del pensiero”) esempio: un indovino, le sue azioni sono guidate dai segnali ideomotori che egli invia come una guida in maniera involontaria.

Telepatia.

Nel 1876 in una riunione dell’Associazione Britannica degli scienziati, il fisico inglese Barret (allievo di Faraday e Fyndall), fa una comunicazione sulla “trasmissione diretta del pensiero”. Nel 1882 Barret fondò la Società di Ricerca Psichiche. Nel 1920 fu fondato il Comitato Internazionale delle ricerche psichiche.
Una soluzione scientifica sulla ricerca della telepatia può essere raggiunta con la sperimentazione mentale. Uno dei metodi usati dalla telepatia sperimentale era il calcolo della probabilità. Esso fu usato alla fine del XIX° secolo dal fisico francese C. Richet che eseguì vari esperimenti consistenti nell’indovinare le carte da gioco su cui altre persone si stavano, concentravano. Secondo i suoi dati, il numero delle risposte esatte così previsto dalla teoria super sempre il numero previsto dalla teoria della probabilità.
La teoria della probabilità stabilisce che su 2997 prove si dovrebbero ottenere 732 risposte esatte: “telepaticamente” se ne ottennero 789.
Tali esperimenti, potano alla conclusione che come nel caso della suggestione verbale, non tutti si prestano alla suggestione mentale e che per estendere tali esperimenti è necessario selezionare più idonei e più suggestionabili. Gli esperimenti di Richet furono estesi e perfezionati negli Stati Uniti (dal dottor Rhine) e in Inghilterra (dal dottor Soal) con la differenza che invece delle carte da gioco si servivano di cartoncini nei quali una figura nera si stagliava chiaramente su uno sfondo bianco.
Gli esperimenti con la trasmissione mentale di disegni, uniti ai risultati degli esperimenti con le carte, contribuirono a chiarire gli assetti psicologici della percezione (recettività) telepatica. E importante valutare gli errori del “percipiente” (quello che riceve) nel rappresentare a realizzare disegni trasmessi dell’”induttore” (quello che trasmette).
Si può dire, che dagli esperimenti fatti (quali quelli dell’ipnologo sovietico prof. K. I. Platonov) le espressioni correnti come “telepatia mentale” o “suggestione mentale” non sono esatti. Attraverso questi esperimenti per via telepatica è stato possibile trasmettere unicamente immagini, sensazioni, impulsi visivi, raramente quelli uditivi (quelli che Pavlov le associa al primo sistema di segnalazione) e non pensieri connessi a parole (legate il secondo sistema di segnalazione).
Uno delle premesse in questi esperimenti è l’esclusione della possibilità di percepire nel modo ordinario, ossia per mezzo degli organi di senso, il messaggio trasmesso mentalmente.
L’accademico sovietico P.P. Lazarev nel 1922 scriveva sul possibile uso delle onde elettromagnetiche nell’attività mentale: “Le periodiche reazioni (chimiche) che si verificano nei centri (cerebrali) devono generare forze elettromotrici della luce nel trasmettere i fenomeni elettrici alla superficie del cranio, queste forze elettromagnetiche devono essere accompagnate da un’onda elettromagnetica, che si diffonde con la velocità della luce nel mezzo circostante.
Ogni sensazione, ogni atto deve formare onde e il cranio umano dovrebbe irradiare onde di grande lunghezza (fino a 30.000 chilometri) nel mezzo circostante. E’ difficile dire quale ruolo fisiologico possano svolgere queste onde; ma è probabile che esse ci possono aiutare a spiegare i fenomeni suggestivi (ciò si riferisce evidentemente soltanto alla suggestione mentale e non verbale) come pure altri più complessi fenomeni della sfera psichica”.
L’eletrocefalografia è ora entrata nella pratica medica corrente come strumento per la diagnosi di varie malattie cerebrali. Le ricerche condotte dal 1923 al 1929 dal neurologo italiano Cazzamalli in collaborazione con alcuni fisici, hanno portato alla scoperta di onde elettromagnetiche dell’ordine di lunghezza di qualche centimetro nello spazio che circonda il cranio di un soggetto. Ma dopo ricerche ora si sa che le onde elettromagnetiche d’alta o bassa frequenza possono agire sul cervello nel nodo indicato soltanto quando la loro intensità raggiunge il cosiddetto valore di soglia, quell’intensità in pratica i processi nervosi da esse attivati possono percepiti soggettivamente dall’uomo. Il fisico K. Arkadier sulla base di calcoli matematici, è giunto alla conclusione che l’intensità di questi campi elettromagnetici, generati dalle biocorrenti dell’attività cerebrali, è molto bassa e non raggiunge il valore di soglia. Essa è molto inferiore all’intensità dei campi elettromagnetici che si originano negli apparecchi e nei fili elettrici.
L’ingegnere elettronico B. B. Kazinskij à osservato che, in elettrotecnica, le onde elettromagnetiche si possono ottenere per mezzo di un circuito chiuso oscillante per mezzo di un circuito chiuso oscillante in cui passi corrente alternata, contenente un condensatore e bobine solenoidali e dotato di una certa resistenza. Nel sistema nervoso la biocorrente che costituisce la base dell’eccitazione del sistema nervoso, è una corrente alternata. Egli paragona le terminazioni dendritiche simili a dischi a dei condensatori cellulari e i fasci di fibre nervose a solenoidi inseriti in un circuito oscillante chiuso B.B. Kazinskj che tutto ciò formi un vibratore cellulare capace di generare onde elettromagnetiche di lunghezza corrispondente.
I risultati degli studi sui fenomeni di suggestione e l’interpretazione di questi fenomeni da un punto di vista dell’azione elettromagnetica di un cervello su un altro non consentono di trarre conclusioni definitive.

Che cosa si può dire della percezione extrasensoriale?

I parapsicologi ritengono che nel corso dell’evoluzione gli esseri viventi e in particolare l’essere umano, abbiano sviluppato, degli adattamenti organici paragonabili alle moderne conquiste della radiotecnica e dell’elettronica.
Per la rabdomanzia, vale a dire la capacità che alcuni animali o singoli individui di essere in grado di percepire oggetti o avvenimenti anche in condizione in cui è matematicamente esclusa la possibilità di una loro percezione attraverso i normali organi di senso, non si conosce (ufficialmente almeno) la vera spiegazione. Sembra tuttavia che per avvicinarsi alla soluzione si debba ricorrere alla biofisica.
Vi sono dei fenomeni chiamati “chiaroveggenza” che sono caratterizzati da una straordinaria sensibilità dei comuni organi di senso di vista e udito. Essi sono stati osservati in stato d’ipnosi o autoipnosi detta trance.
L’acutizzazione dell’udito in alcune persone ipnotizzate è in taluni soggetti isterici può arrivare al punto che essi riescono a udire a grande distanza anche il più lieve mormorio.
Pavlov “In noi uomini, l’attività conscia superiore agisce in senso contrario a queste capacità differenzianti inferiori e quindi impedisce un’altra differenziazione. Che le cose stiano così è dimostrato che in taluni casi, quando l’attività conscia normale dell’uomo è alterata, le sue capacità differenziate si acuiscono. Durante particolari stati di chiaroveggenza, le capacità differenzianti possono raggiungere nell’uomo un’acutezza estrema”.
Il termine “percezione extrasensoriale” comprende fenomeni diversi. Alcuni di essi hanno il carattere di reazioni motorie a influenze “non percepite” (subsensoriali) di qualche tipo di radiazione emessa dal terreno, come l’emanazione di radio, o l’aumento locale della ionizzazione dell’aria causato da questo ultimo.
Alcune persone sono particolarmente sensibili a tali fattori fisici, mentre nella maggioranza restano al di sotto della soglia di sensibilità.
Ipotizza il biologo Mecnikov: “E’ possibile che un determinato fenomeno, come la chiaroveggenza, possa limitarsi a risvegliare articolari sensazioni nell’uomo, ma presenti negli animali”.

E’ possibile la trasmissione a distanza dell’energia muscolare?

Nel 1928 Reutler direttore di laboratorio di studi sulla malaria in Palestina osservò che le contrazioni muscolari di una creatura vivente agiscono a distanza aumentando le contrazioni muscolari.
L’entamolo V.S. Steblin, dell’Istituto del Cervello di Leningrado riprese gli esperimenti di Reutler con gli scarafaggi appena catturati e sui maggiolini.
In dieci anni esperimenti sugli scarafaggi, l’aumento della peristalsi intestinale fu osservato in tre casi, nei quali la peristalsi era fin dall’inizio molto marcato. U.S. Steblin attribuì il mancato aumento della peristalsi, in sette esperimenti su dieci, alla temperatura relativamente bassa del laboratorio.
Negli esperimenti con gli scarafaggi, il fenomeno Reutler si ripeté quando la temperatura ambientale era di 20-25°c.
Il fenomeno Reutler verrebbe definitivamente accettato se si riuscisse a registrarlo elettrograficamente guidando le biocorrenti che si originano nei muscoli in contrazione su un oscillografo munito di amplificatore.
Ci sono delle norme, chiamate norme di Beardi che servono a escludere errori da parte del soggetto. Esse sono.
Si potrebbe finire rispetto fatti riguardanti la trasmissione dell’energia muscolare che si trattano di fenomeni di duplice natura:
1° L‘attività di un organismo può essere legata a quella di un altro, in conformità a questi fatti è possibile postulare l’esistenza della trasmissione dell’energia muscolare, da una creatura vivente a un’altra attraverso lo spazio.
2° Si può ammettere la possibilità di un’influenza telecinetica sulla materia inanimata. Anche se gli esperimenti parapsicologici per dimostrare quest’ultima tesi non sono riusciti a superare i valori delle coincidenze puramente casuali previste dalla teoria della probabilità.

La morte e le superstizioni a essa legate.

Nel 1895 due ipnologi francesi A. de Rochas e nel 1897 P. Jaire comunicarono la loro “scoperta” l’esteriorizzazione (trasferimento all’esterno) della sensibilità cutanea.
Per comprendere il fenomeno della morte, di ciò che la precede e di ciò che a esso fa seguito, sono importanti le acquisizioni di una branca delle scienze medico-biologiche, chiamata tanatologia (dal greco thanatos, morte). Gli scienziati russi Mecniko, Bakemetiev e altri hanno svolto un ruolo importante.
Uno degli scopi della tanatologia è lo studio dei processi patologici che s’instaurano in un organismo morente e che portano alla morte (tanatogesi), come la scoperta dei metodi che consentono di ritardare la morte degli organismi vitali e perfino di ripristinare l’attività quando hanno già cessato l’attività (rianimazione).
Le cause che conducono alla morte sono molteplici; ma lo stato di agonia (imminenza della morte) c‘è quando i diversi fattori cominciano a pregiudicare il funzionamento dei due motori principali:
1° Il cuore, che provvede alla circolazione del sangue;
2° Il centro respiratorio, che stimola e controlla i movimenti d’ispirazione ed espirazione.
Nel cadavere protetto dai processi di putrefazione, le singole cellule, continuano a presentare un barlume di vita ancora per un certo tempo. La vera morte s’impadronisce delle cellule quando le loro funzioni fisiologiche si sono definitivamente arrestate. Questo stato intermedio tra la vita e la morte è chiamato dai fisiologi paralisi.

La rianimazione con trasfusione sanguinea.

Con la trasfusione di sangue/soluzione fisiologica c’è la possibilità di una ripesa temporanea dell’organismo, con l’esclusione del cervello. Questo, dimostra la possibilità di una vita puramente organica.
Durante la seconda guerra mondiale, il professor V. A. Negovskj con i suoi collaboratori riuscì, in più di 50 casi, a rianimare soldati feriti che stavano morendo per lo shock traumatico o per la perdita di sangue.

I PROGRESSI DELLA PARAPSICOLOGIA NELL’EX U.R.S.S.

Nell’ex U.R.S.S. gli studi sulla parapsicologia erano particolarmente sviluppati, tanto che all’inizio degli anni ’70 E. J. Pulmann, direttore del Dallas Based Souhwest Hypnosis Researh center, affermava che l’U.R.S.S. avrebbe potuto riuscire, a indagare i segreti dell’America mediante l’uso di facoltà psichiche.
La Russia ha una lunga tradizione per quanto riguarda le ricerche nel campo della parapsicologia (nel 1970 uscì il libro Scoperte psichiche dietro la cortina di ferro – Sheila Ostrander Lynn Schroeder – Casa Editrice MEB).

La psicologia in aiuto alla Geologia

Il 16 novembre 1971 alla facoltà di geologia dell’Università di Mosca si svolse un seminario sul problema dell’effetto biofisico, che precedetemene, era chiamata rabdomanzia.
L’idrogeologo S. Broussilovki rilevò aprendo i lavori, rilevò che l’effetto biofisico era noto da tempo, e che è applicato in pratica da centinaia di anni, ma finora non erano mai stati chiariti fino in fondo i meccanismi di questo fenomeno. Pertanto le ricerche si sarebbero dovute concentrare sullo studio della natura fisica dei fenomeni osservati, uno studio che diventa possibile solo con la collaborazione dei geologi con i rappresentanti di altre discipline, come la fisica e la psicologia.
Durante il seminario furono presentate relazioni da parte di geologi e anche da parte dei parapsicologi. E. Naumov, responsabile della sezione di Parapsicologia Tecnica c/o l’Istituto di Fisica del Collegio di Stato di Ingegneria Strumentale di Mosca, rilevò nella sua relazione la necessità di considerate l’effetto biofisico come un punto particolare di studi più vasti della parapsicologia e cercare la sua interpretazione in tale contesto. Egli, fece notare che non è più lecito porre l’interrogativo nei termini se esiste o no l’effetto biofisico ma che bisogna concentrare le ricerche sullo studio delle leggi della psicologia e della fisica, sulla ricerca dei metodi e delle teorie che spiegano il fenomeno complesso della parapsicologia, ivi compreso anche l’effetto biofisico.
Al termine dei lavori del seminario, i partecipanti convenivano alla conclusione che il metodo biofisico, svolto nel complesso dei metodi geologici e geofisici, aumenta, l’effetto dei lavori della ricerca geologica, e in alcuni casi, si presenta uno dei metodi basilari della stessa ricerca.

La parapsicologia e il cosmo.

A Mosca il 17-18 novembre 1971, si tenne un simposio sui contatti radio-cosmici. Nel simposio si trattò un vastissimo arco di quesiti: l’esplorazione radio-fisica della luna e dei pianeti, la diffusione delle radio-onde; i sistemi di comunicazione a mezzo satelliti artificiali; nonché i problemi di presa contatto radio con civilizzazione extraterrestre (questa sezione raccolse il maggior numero di partecipanti.) .
L’intervento più interessante di questo simposio è stato quello di E. Naumov, che rispetto alla comunicazione con eventuali rappresentanti civilizzazioni extra-terrestri, vedeva la possibilità di contatto fra gli esseri viventi per via extra sensoriale, nella sua relazione E. Naumov si è soffermato sui risultati della ricerca nel campo della parapsicologia sia nell’U.R.S.S. sia negli altri paesi. Nella ricerca realizzata nell’U.R.S.S. hanno suscitato interesse, gli esperimenti di telecinesi.
Nella sua relazione E. Naumov ha anche toccato la questione: “perché i risultati ottenuti dai parapsicologi non hanno avuto un riconoscimento generale?”. Egli ha rilevato che esiste una barriera psicologica di fronte ad ogni cosa nuova e diversa, la quale modifica in qualche misura la nostra immagine del mondo.

Le ricerche sull’ESP.

Una delle personalità che si sia applicata sulle ricerche sulla telepatia nei primi anni dell’U.R.S.S., è stata V. L. Durov. Un attore che possedeva un preciso senso delle necessità della scienza, che divenne celebre per la sua abilità nell’addestrare dei cani a eseguire ordini trasmessi telepaticamente. Fino alla sua morte avvenuta nel 1934, fu direttore del Laboratorio Zoopsicologico di Mosca, dove egli proseguì i suoi esperimenti telepatici in collaborazione con scienziati (come il fisiologo V. M. Bechteref).
In questi esperimenti, di solito, l’agente telepatico era Durov, ma furono eseguite prove anche in sua essenza con altri sperimentatori. Apparvero alcuni errori, particolarmente interessanti poiché rammentavano da vicino degli errori poiché rammentavano da vicino degli errori che erano stati registrati in esperimenti telepatici qualitativi con gli uomini. Per esempio, una volta, il cane doveva eseguire il compito di prendere fra i denti la catena dell’orologio del dott. R. Durante la discussione fra i partecipanti per la scelta dell’oggetto bersaglio, si era anche proposto di scegliere un vistoso distintivo che Durov aveva sul bavero della giacca. Infine si decise per la catena dell’orologio. Nel corso dell’esperimento, il cane girò un po’ intorno al dott. R., ma infine si decise a prendere fra i denti il distintivo di Durov.
Dopo la morte di Durov nessuno riuscì più ad addestrare i cani a ottenere gli stessi risultati, ma l’interesse per gli animali non venne a cessare. Gran parte delle ricerche sulla telepatia degli autori russi fu rivolta alla trasmissione d’impulsi sul comportamento. Gli scienziati russi consideravano tale indirizzo tanto importante da indicarlo con questo nome: “Suggestione mentale”, distinguendolo dalla telepatia.
Ricerche sulla trasmissione telepatica di impulsi motori furono compite anni or sono da L. A. Vodolazsky e T. V. Gurstein (segnali per l’esecuzione di vari movimenti delle mani, ecc) e in seguiti da S. Ya. Turlygin. Questi esperimenti di Turlygin. Furono ripetuti dal fisiologo L. Vasiliev, che ottenne la registrazione automatica ed obiettiva del corso dell’esperimento. L’impiego di tale registrazione grafica automatica costituiva un’importante novità che, con diverse modifiche, fu ripetutamente usata negli sviluppi successivi della parapsicologica russa.
Gli scienziati russi tentarono di spiegare la telepatia con un’analogia con le comunicazioni radio, ossia come una trasmissione di elettromagnetici. Nonostante gli argomenti contro tale argomentazione (per esempio, l’immensa debolezza dei processi elettrici cerebrali, il problema del codice delle informazioni trasmesse, quelli dell’identificazione del messaggio esatto ecc.), l’ipotesi era troppo semplice: si poteva immaginare che i processi elettrici del cervello emettessero segnali elettromagnetici che potevano essere captati da un altro cervello: il cervello dell’agente avrebbe funzionato da radio emittente ed il cervello del percipiente da radio ricevente.
All’inizio degli anni ’60, un nuovo fenomeno destò l’interesse nell’U.R.S.S. e negli altri paesi: la “lettura con le dita”. Molte persone dichiarano che, bendate, erano capaci di distinguere i colori, o anche di leggere testi stampati, soltanto toccando con la punta delle dita le varie superfici. In realtà questo fenomeno era una novità: già alla prima metà del XIX° secolo i seguaci Mesmer dichiaravano che i loro pazienti magnetizzati (oggi si direbbe ipnotizzati) erano capaci, anche bendati, di leggere egualmente, perché i loro sensi, e in particolare quello visivo, erano stati trasferiti alla punta delle dita, o fronte ecc.
Da tutte queste esperienze gli studiosi sovietici deducevano che la telepatia è una trasmissione di segnali che cerano delle informazioni, segnali la cui natura è necessariamente energetica. Poiché la telepatia si comporta in maniera così diversa da ogni tramite di comunicazione, concludevano che il vettore di questi segnali dovesse essere del tutto diverso da ogni altra forma di energia conosciuta finora, tanto da supporre dell’esistenza dell’energia PSI (psi da psicologia) che si propaga da un campo PSI.
L’idea dell’energia PSI ha una lunga storia. Nel 1940 lo scopritore delle onde EEG H. Berger notava che i fattori elettrici della corteccia cerebrale sono troppo deboli perché riescano a spiegare la capacità della telepatia di agire a distanza troppo grande: egli emise l’ipotesi che tali effetti possano essere ottenuti per mezzo di un tipo diverso di energia che chiamò . Riteneva che questa energia potesse essere creata da processi fisico-chimici che si svolgessero nella cerebrale, che si diffondevano all’esterno senza nessun ostacolo materiale impedisse il loro corso. Secondo Berger, il processo telepatico si sarebbe svolto nelle seguenti fasi: (a) i processi fisici e chimici del cervello dell’agente sono trasformati in energia psichica; (b) questa energia si propaga attraverso lo spazio; (c) quando essa raggiunge il cervello del percipiente, produce in esso dei processi corrispondenti a quelli del cervello dell’agente. Berger postulava come caratteristica principale dell’energia psichica il suo immediato collegamento con la coscienza: può sorgere soltanto da cervelli viventi.
Per i parapsicologi russi, questa energia psichica si propaga nel “campo psi” che è concepito come un nuovo campo fisico, come qualcosa di analogo al campo elettromagnetico. Questo campo psi, è concepito come multidimensionale, sarebbe composto di due componenti: un campo elettromagnetico e un vettore psi. I segnali che viaggiano possono anche produrre modifiche elettromagnetiche nel punto d’incidenza (provocando modifiche elettriche corrispondenti nel cervello del percipiente) con un processo analogo all’induzione elettromagnetica.

La Conferenza Internazionale di psicotronica a Praga.

Dal 18 al 22 giugno 1973 si tenne a Praga una Conferenza Internazionale di psicotronica. La psicotronica tenta di risolvere il problema dei fenomeni che, pur se soggettivi, non sono ancora spiegabili tramite le discipline scientifiche ufficialmente esistenti, questa denominazione fu ufficialmente sancita dal Congresso di Parapsicologia che si tenne a Mosca nel 1968.
Parteciparono alla Conferenza 246 studiosi provenienti da 21 paesi di tutto il mondo. La delegazione più numerosa proveniva dagli U.S.A. con 120 membri, seguiti dalla Cecoslovacchia con 60.
I lavori della Conferenza sono stati suddivisi in sei sezioni: Sezione 1 – Psicotronica e ricerche tradizionali, Sezione 2 – Psicotronica e Fisica, Sezione 3 – Psicotronica e Antropologia, Sezione 4 – Psicotronica e Radioestesia, Sezione 5 – Psicotronica e Pedagogia, Sezione 6 – Psicotronica e l’Uomo; Natura, Animali, Vegetali.
I partecipanti della conferenza, avevano ricevuto due fascicoli dei rendiconti della Conferenza, per un totale di 93 articoli presentati per un terzo da autori russi, 15 dai cecoslovacchi, 2 dai rumeni e il resto di autori occidentali.

Alcune riflessioni provvisorie

Queste facoltà definite paranormali sono sempre esistite, ciò che mancava erano gli strumenti di spiegazione scientifica di questi fenomeni, che erano interpretati come fenomeni magici. Molti di queste facoltà paranormali (in particolare la telepatia) riteneva Vasiljev rappresentano un residuo di una funzione arcaica connaturata alle prime fasi evolutive dell’uomo, queste facoltà non utilizzate diventano automaticamente regressive.
Ma come il cervello interviene nella produzione dei fenomeni paranormali? Il sistema nervoso centrale funziona sia coscientemente sia subcoscientemente. E possibile collegare lo stato cosciente con quello subcosciente, con l’aiuto di esercizi fisici e altri. Qualsiasi fenomeno psichico è automaticamente collegato a un processo fisiologico: variazione del ritmo respiratorio, cambiamento della resistenza elettrocutanea e tutto questo cambia il campo energetico dell’organismo, che noi possiamo esaminare. Ad esempio se una persona è stressata l’ambiente vicino al suo corpo, aumenta di ionizzazione. E così dimostrato che è tutto è collegato: lo psichico con la fisiologica con il campo energetico.
Rimane sempre la domanda ma, queste ricerche a che servono? Quale finalità anno? Domande che ritengo legittima. Come comunisti non dobbiamo lasciare, questo campo a ciarlatani, a preti vecchi e nuovi (come gli psicologi). E’ solo una caricatura di materialismo quello che afferma che il materialista si occupa solo di cose materiali, che tutto ciò che esiste è materia. Materialista è chi riconosce la materia come fondamento dello spirito, e pensieri, sentimenti, progetti e ricordi non sono materia, e per questo non bisogna essere stupidi a negarne l’esistenza. La critica marxista alla presunta neutralità della scienza, alla sua presunta separazione del sistema economico-sociale in cui si sviluppa, ci aiuta a questa ricerca.
Poiché siamo consapevoli che la scienza (e la ricerca scientifica di conseguenza) è una dimensione storica: quindi non esiste una scienza autonoma dalla storia. Infatti, oggi la scienza serve oggi alla borghesia per conservare la sua egemonia sul proletariato. Perciò anche queste ricerche in questo campo sono usate dalle classi dominanti.

SACCHI MARCO

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~ di marcos61 su aprile 30, 2009.

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