METAPSICHICA, PARAPISCOLOGIA ED ESP

  METAPSICHICA E PARAPSICOLOGIA

   La data ufficiale che segna l’inizio di quella che si può definire l’era moderna dello studio delle facoltà dei fenomeni definiti “paranormali” è il 1848.

    In quell’anno, in una casa di Hydesville, un villaggio nei pressi di Rochester, nello Stato di New York, avvennero avvenimenti inconsueti, impressionanti: rumori improvvisi, provenienti da chissà dove, cominciarono a farsi udire nell’abitazione della famiglia Fox, terrorizzando il marito John, la moglie, Margherita e le figlie, Margarethe Kate di 15 e 12 anni; la maggiore, Leah, già sposata, viveva a Rochester.

   I primi colpi furono avvertiti in febbraio, ma si fecero più frequenti e forti a marzo. E mentre l’eco degli strani fenomeni si andava spargendo nel vicinato, la signora Fox andò maturando una sua convinzione personale: quei rumori erano dovuti a qualche spirito.

   Partendo da questa supposizione, la donna pensò di poter entrare in contatto con quell’entità, ideò una particolare forma di colloquio: invitò l’invisibile essere a rispondere alle sue domande a suon di colpi; tre per il sì, uno per il no, due per forse. Era così nata la tiptologia (dall’onomatopeico tiptop): il metodo applicato con diverse varianti, costituì poi la base di tutte le presunte comunicazioni con l’aldilà.

   Furono soprattutto le figlie Margarethe Kate a dimostrarsi bravissime in questo tipo di conversazioni: scemata la curiosità, la famiglia volle ritrovare la propria pace, e decise di trasferirsi a Saint Louis (Missouri).

   I colpi, però, continuarono, l’altra sorella, Leah, e non cessarono neppure quando Margarethe Kate si sposarono, andando ad abitare in case diverse. L’interesse intorno a loro crebbe, e le sorelle decisero di trarre da quegli avvenimenti una fonte di guadagno, realizzarono “colloqui” a pagamento. Di lì a poco, inevitabilmente, sorsero i primi dubbi sui colpi, alcuni sostennero che erano le donne a produrle grazie a un’eccessiva mobilità delle articolazioni ossee, soprattutto delle ginocchia, degli alluci e delle caviglie. La polemica prese toni accesi quando Margareth, nel 1888, dichiarò a Boston di avere frodato, proprio come Leah e Kate. Anche quest’ultima rese un’analoga confessione, ma le sorelle ritrattarono più tardi le loro ammissioni, giustificando l’ambiguo comportamento che la faccenda dei colpi era andata oltre le loro intenzioni.

   In effetti, le cose stavano proprio così: ciò che si era verificato in casa Fox aveva avuto un seguito incredibile in tutta l’America del nord, dando vita ai primi movimenti spiritici, a quanto risulta, nel 1854 vie erano già almeno tre milioni di persone appartenenti a tali circoli.

QUALI SONO LE TESI DEGLI SPIRTISTI?

   In breve, essi sostengono che l’essere umano, oltre il fisico, possiede un’anima, uno spirito indistruttibile destinato a sopravvivere alla dissoluzione del corpo e a rimanere nell’etere racchiuso in un involucro fluido, il perispirito. Sede dell’intelligenza della coscienza umana, l’anima potrebbe manifestarsi ai vivi tramite persone particolarmente dotate.

   Una di costoro fu appunto Allan Kardec, pseudonimo di Ippolito leone Dénizard, nato a Lione nel 1803, morto nel 1869. Medico, filosofo e pedagogo, Kardec sostenne nel suo Libro degli spiriti di aver ottenuto 1019 risposte ad altrettante domande formulate a entità dell’oltretomba. La dottrina da lui formulata aveva un certo fascino, tale da stimolare l’interesse di ricercatori del suo tempo, i quali partirono alla riscoperta di antiche credenze che parlavano di una concezione trina dell’uomo, costituito dal corpo materiale, dall’anima e dal corpo astrale.[1]

  I seguaci dello spiritismo si trovarono subito di fronte a una grossa difficoltà quella di trovare le persone in grado di “far parlare” le invisibili entità, il cui linguaggio diventava sempre più complesso: durante le sedute, infatti, accanto ai colpi cominciarono a prodursi altri fenomeni, come l’improvvisa comparsa o sparizione di oggetti (apporti e asporti), musiche, suoni misteriosi, materializzazioni, ossia l’apparizione di fantasmi.

   Entrò quindi in scena Daniel Douglas Home, nato in Scozia, ed Eusapia Palladino di Minervino Murge in provincia di Bari (184-1918), capaci di fare questo e altro: Home e la Palladino furono chiamati medium, ossia persone che servivano da intermediari tra gli spiriti e gli esseri umani.

   Fu proprio l’osservazione di questi singolari personaggi a seguire svolta decisiva nella storia dello spiritismo, aprendo la strada a una ricerca molto più terrena ma ancor più entusiasmante, connessa a insospettate doti proprie dell’essere umano, tali da sconvolgere leggi scientifiche che nessuno si sarebbe mai sognato di porre in discussione.  Così nacque la metapsichica.

CHE COS’E’ LA METAPSICHICA?

   È la precorritrice della parapsicologia, così definita nel 1905 dallo scienziato Charles Richet,[2] premio Nobel per la fisiologia, durante un discorso tenuto a Londra presso la Società per le ricerche psichiche (S.P.R.), la prima associazione volta a studiare scientificamente i fenomeni paranormali, fondata nel 1882.

   La denominazione dell’associazione inglese, che fa chiaro riferimento alla psiche, ci dice come, appena trent’anni dopo il caso Fox e l’ondata di spiritismo dilagata dall’America all’Europa, alcuni ricercatori dubitassero del contenuto soprannaturale dei colpi e di tutti gli altri eventi che si erano in seguito manifestati alla presenza di medium.

   Già il fisico e chimico William Crookes,[3] a cui si deve notevoli scoperte[4] ipotizzò nel 1874, dopo aver eseguito una serie di controlli su D.D. Home e Kate Fox, l’esistenza una nuova forza propria degli esseri umani, da lui chiamata forza psichica, in grado di agire a distanza e di influire sulla materia inerte, causando il “ballo dei tavolini” e vari strani fenomeni. A lui si unirono Charles Richet e molti altri, dando vita alla corrente chiamata “psichica” o “animista”, per distinguerla da quella degli spiritisti.

   Le dottrine di questi ultimi subirono un fiero colpo dopo le prime indagini scientifiche: si ebbero aspri scontri tra i sostenitori delle diverse teorie, quella trascendentale e quella “terrena”, ma fu alla fine la seconda ad acquisire maggiore credibilità con le ricerche svolte campo metapsichico (il prefisso greco meta sta per fra, con, attorno), tese soprattutto a chiarire la personalista del medium.

   Un valido, e inatteso contributo agli psichisti venne dai lavori di Freud. Per la prima volta si sentì parlare di subconscio e inconscio, e queste vaste distese sconosciute dell’animo umano consentirono di porre sotto una nuova angolatura i fenomeni paranormali; la definizione di metapsichica venne abbandonata per lasciare il posto al termine coniato nel 1889 dal tedesco Max Dessoir:[5]parapsicologia (para: vicino, simile).

Perché la parapsicologia si riferisce alla psiche? Che cosa s’intende, poi, con questo termine?

   La psiche è uno dei concetti più difficilmente definibili. In un trattato enciclopedico nella voce “Nell’accezione primitiva” vi si legge che essa “è il principio e la forza vitale, la sostanza ‘sottile’ da cui dipendono la vita e l’azione di ogni essere: è la psyche dei Greci, l’anima dei latini”.[6]  Nella sostanza tale accezione può essere accettata da noi figli del ventunesimo secolo, che con un altro studioso, Carlo Salinari[7] che identificava la psiche nel complesso delle facoltà intellettuali e affettive avente sede nel cervello. Detto, questo non è che le cose cambino molto.

   Cerchiamo adesso, di descrivere nel modo più elementare questa indefinibilità, cercando di estraniarci da ogni concetto filosofico e religioso.

   Paragoniamo la psiche a un edifico con una cantina e un sotterraneo ancora più profondo.

   Chiamiamo l’edificio CONSCIO (o COSCIENZA): rappresenta la consapevolezza che abbiamo di noi stessi, delle sensazioni, delle nostre tendenze, dei nostri desideri e delle nostre paure.

   La cantina rappresenta il SUBCONSCIO, dove si agitano sensazioni, tendenze, desideri, paure di cui non siamo consapevoli, ma che possono essere portati a livello di coscienza dal nostro pensiero, anche aiutato dalla psicanalisi. La porta che sta per essere loro aperta si chiama “preconscio”.

   Una grossa barriera esiste tra la cantina e il sotterraneo profondo: qui ha la sede, l’INCONSCIO, la parte più lontana dalla coscienza, dove si scatenano o sono potenzialmente pronte a scatenarsi le forze sconosciute della nostra personalità.

    È al subconscio, e soprattutto all’inconscio, che la parapsicologia si è interessata e s’interessa per cercare di spiegare i fenomeni paranormali, supponendo che da questi abissi scaturisca la “forza psichica”.

Quali sono, i fenomeni paranormali? E come si chiamano le persone che li manifestano?

   All’inizio la classificazione risultò estremamente molto difficile. Vi furono studiosi che li divisero in diverse categorie e in sottordini ancor più numerosi, complicando le cose. Tutto ciò era dovuto al fatto che il punto di partenza della metapsichica prima e della parapsicologia poi era stato lo spiritismo, con tutte le sue manifestazioni.

   Dopo le prime osservazioni scientifiche, però i fantasmi comparvero meno frequentemente durante le sedute medianiche, consentendo uno studio più profondo di un altro tipo di fenomeni, relegato prima, durante la fase febbrile degli “amanti degli spiriti”, in un cantuccio: si tratta delle manifestazioni di “conoscenza extrasensoriale” (non dovuta, cioè, ai cinque sensi), comprendenti la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione.

   L’esistenza di queste facoltà era nota da tempo: la storia dell’uomo è zeppa di maghi, indovini e profeti in grado di captare eventi lontani nello spazio e nel tempo. In proposito, però, era sempre mancato un tentativo di analisi.  

   Tanto cominciò a essere realizzato verso il 1930, dopo che la metapsichica di Richet dovette lasciare il posto alla parapsicologa. A quel tempo lo spiritismo stava segnando il passo: i grandi medium di un tempo cm le sorelle Fox, Home, Eusapia Palladio, erano morti, e la loro scomparsa aveva lasciato un grande vuoto tra i “fedeli” e un grandissimo spazio alla ricerca scientifica.

   La nascente parapsicologia respinge gran parte delle spiegazioni formulate secondo le dottrine di Allan Kardec. Vennero alla luce i trucchi di menti esaltate ma, contemporaneamente, ci si concentrò sullo studio della percezione paranormale.

   Il merito di questo ridimensionamento va soprattutto al professor Josep Banks Rhine,[8] della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord, solo dopo essersi impegnato per anni, a partire dal 1930, nell’esame della telepatia e dei fenomeni collaterali, lo scienziato prese in considerazione l’eventualità che la mente potesse influire sullo stato inerte della materia, coniando il termine di psicocinesi.

   A Rhine dobbiamo, tra l’altro, una classificazione finalmente chiara degli eventi paranormali, da lui denominati genericamente con la sigla PSI (le prime lettere della parola greca psyche) e suddivisi poi in due campi, l’uno comprendente la percezione extrasensoriale o ESP e l’altro la psicocinesi o PK.

   Ai medium, ormai non più considerati intermediari con l’aldilà ma individui particolarmente dotati di capacità PK, si aggiunsero persone con proprietà ESP, prive della facoltà di spostare oggetti. I due termini, comunque, sono oggi adoperati quasi senza distinzione, anche perché si è notato che i fenomeni PK ed ESP possono accumunarsi.

LA RICERCA PSICHICA NELL’URSS

  Con questo lavoro, voglio affrontare i fenomeni che sono racchiusi nella parola parapsicologia; utilizzando gli studi che fecero gli scienziati sovietici in questo campo, per cercare di scoprire ciò che cosa in essi appartiene al campo naturale e cosa al regno della fantasia e delle allucinazioni; e cercare di scoprire infine se in essi non c’è qualcosa che appartiene all’ordine dei fenomeni ancora inesplicabili secondo leggi finora sconosciute della natura. Un tal esame ha lo scopo di rimuovere l’aria di mistero che per molte persone è fonte di attrazione e misticismo.

  Nell’U.R.S.S. gli studi sulla parapsicologia erano particolarmente sviluppati, tanto che all’inizio degli anni ’70 E. J. Pulmann direttore del Dallas Based Souhwest Hypnosis Researh Center, affermava che l’U.R.S.S. avrebbe potuto riuscire, ad indagare i segreti dell’America mediante l’uso di facoltà psichiche.[9]

   La Russia ha una lunga tradizione per quanto riguarda le ricerche nel campo della parapsicologia (nel 1970 uscì il libro di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder, Scoperte psichiche dietro la cortina di ferro Casa Editrice MEB).

PARTE PRIMA

SUGGESTIONI E AUTOSUGGESTIONI

   Il meccanismo nervoso che sta alla base dei fenomeni suggestivi, è stato oggi del tutto chiarito. In passato questi fenomeni erano scambiati per miracoli.

   Non deve stupire il fenomeno di funzioni organiche disturbate (spesso per autosuggestione che porta a “malattie psicogene”, ad esempio, la convinzione di un ipocondriaco di avere un organo malato, che in realtà è sano, può portare a un’effettiva disfunzione dello stesso) che possono essere riportate alla normalità mediante un’adeguata suggestione.

   Molta gente ha indovinato il segreto della suggestione terapeutica e per secoli l’ha tramandato a voce facendo credere o credendo che fosse magia, stregoneria, incantesimo e così via. L’autosuggestione spesso opera di passo con la suggestione…

   L’azione dell’autosuggestione ha guarito vari malanni, in persone che credevano nel potere delle icone e delle reliquie. È utile ricordare che tali risultati si possono ottenere quando la malattia è di natura psicogena, quando è stata provocata da shock mentali, quando è nell’alterazione funzionale del sistema nervoso. Esempi di tale malattia: paralisi, perdita di sensibilità cutanea, la cecità è il mutismo degli isterici.

   Le storie abbastanza attendibili di maghi, fachiri streghe e stregoni medioevali, attestano che nello stato d’estasi perdevano ogni sensibilità al dolore e sopportavano torture e tormenti. È probabile che in questi casi abbia operato un certo grado d’autoipnosi, l’azione suggestiva di una fede fanatica o l’autosuggestione. Perché è dimostrabile che è possibile inibire selettivamente per mezzo della suggestione verbale o dell’autosuggestione quei centri cerebrali che per creare o conservare nel sistema nervoso centrale una forte e prolungata eccitazione.

MOVIMENTI AUTOMATICI

   Questo comportamento si ha quando si pensa che l’attività mentale non sia accompagnata da movimenti visibili. Ma ciò non significa che non ci sia alcun movimento.[10]

   L’intensità di un atto ideomotorio varia nei diversi individui, ma tutti possiedono questa capacità.

   Nel 1853 il fisico Faraday, con uno strumento ideato per registrare il movimento fisico, dimostrò che le mani di coloro che prendevano parte a una seduta spiritica impartivano al tavolino una serie di spinte ideomotorie inconsce.

   Ehmann (uno psico-fisiologo) registrò le mani dei partecipanti alle sedute spiritiche, utilizzando un chimografo (un tamburo rotante azionato da un meccanismo a orologeria). I movimenti delle mani di ogni partecipante furono registrati sotto forme di curve. L’analisi di tali curve prima e dopo che il tavolino si muovesse, consentì di spiegare come spinte non simultanee e orientate, possono, sommandosi, farlo oscillare e vibrare leggermente. Tali leggere oscillazioni corrispondono alle lettere dell’alfabeto che sono lette ad alta voce da uno dei partecipanti; con questo sistema si ottengono frasi complete contenenti la risposta a una domanda posta dallo “spirito”. Funge da “spirito” il cosiddetto medium (che sarebbe la persona tra i partecipanti alla seduta che possiede in modo più sviluppato la capacità di compiere atti ideomotori).

   Attraverso la registrazione elettrografica degli impulsi eccitazione, si nota che il pensiero di un movimento è accompagnato dalla comparsa di una serie ritmica di impulsi nei muscoli che dovrebbero eseguire il movimento. Questi impulsi sono trasmessi ai muscoli lungo le vie nervose piramidali, attraverso quei neuroni corticali la cui attività è legata al pensiero del movimento concepito dal soggetto.

   Attraverso le ricerche fatte all’inizio degli anni ’60 da membri dell’Istituto Protetico e Ortopedico di Mosca, si è riusciti a stabilire che l’attività ideomotoria dell’uomo può guidare una macchina per mezzo di fili elettrici e domani con la trasmissione elettromagnetica.

   Un fenomeno di comportamento ideomotorio è la “lettura dei muscoli” (più conosciuta come “lettura del pensiero”) esempio: un indovino, le sue azioni sono guidate dai segnali ideomotori che egli invia in maniera involontaria.

TELEPATIA

   Nel 1876 in una riunione dell’Associazione Britannica degli scienziati, il fisico inglese Barret (allievo di Faraday), fa una comunicazione sulla “trasmissione diretta del pensiero”. Nel 1882 Barret fondò la Società di Ricerca Psichica. Nel 1920 fu fondato il Comitato internazionale per le ricerche psichiche.

   Una soluzione scientifica sulla ricerca della telepatia può essere raggiunta con la sperimentazione mentale.  Uno dei metodi usati dalla telepatia sperimentale era il calcolo della probabilità. Esso fu usato alla fine del XIX secolo dal fisico C. Richet che eseguì vari esperimenti consistenti nell’indovinare le carte da gioco su cui altre persone si stavano concentravano. Secondo i suoi dati, il numero delle risposte esatte così previsto dalla teoria super sempre il numero previsto dalla teoria della probabilità.

   La teoria della probabilità stabilisce che su 2997 prove si dovrebbero ottenere 732 risposte esatte: telepaticamente se ne ottennero 789.

   Tali esperimenti, portano alla conclusione che come nel caso della suggestione verbale, non tutti si prestavano alla suggestione mentale e che per estendere tali esperimenti è necessario selezionare i più idonei e i più suggestionabili. Gli esperimenti di Richet furono estesi e perfezionati negli Stati Uniti (dal dottor Rhine) e in Inghilterra (dal dottor Soal) con la differenza che invece delle carte da gioco si servivano di cartoncini nei quali una figura nera si stagliava chiaramente su uno sfondo bianco.

   Gli esperimenti con la trasmissione mentale di disegni, uniti ai risultati degli esperimenti con le carte, contribuivano a chiarire gli asseti psicologici della percezione (recettività) telepatica. È importante valutare gli errori del percipiente (quello che riceve) nel rappresentare a realizzare disegni trasmessi dall’induttore (quello che trasmette).

   Si può dire, che a partire dagli esperimenti fatti (quali quelli dell’ipnologo sovietico Prof. K. L. Platonov)  le espressioni correnti come “telepatia mentale” o “suggestione mentale” non sono esatte. Attraverso questi esperimenti per via telepatica è stato possibile trasmettere unicamente immagini, sensazioni, impulsi visivi, raramente quelli uditivi (quelli che Pavlov le associa al primo sistema di segnalazione) e non pensieri connessi a parole (legate al secondo sistema di segnalazione).

   Uno delle premesse in questi esperimenti è l’esclusione della persona di percepire nel modo ordinario, ossia per mezzo degli organi di senso, il messaggio trasmesso mentalmente.

   L’accademico sovietico P. P. Lazarev nel 1922 scriveva sul possibile uso delle onde elettromagnetiche nell’attività mentale: “Le periodiche reazioni (chimiche) che si verificano nei centri (cerebrali) devono generare forze elettromotrici della luce nel trasmettere i fenomeni elettrici alla superficie del cranio, queste forze elettromagnetiche devono essere accompagnate da un’onda elettromagnetica che si diffonde con la velocità della luce nel mezzo circostante.

   Ogni sensazione, ogni atto deve formare onde e il cranio umano dovrebbe irradiare onde di grande lunghezza (fino a 300.000 chilometri) nel mezzo circostante. È difficile dire quale ruolo fisiologico possano svolgere queste onde; ma è probabile che esse ci possono aiutare a spiegare i fenomeni suggestivi (ciò si riferisce evidentemente soltanto alla suggestione mentale e non verbale) come pari altri più complessi fenomeni della sfera psichica”.[11]  

   L’elettroencefalografia è ora entrata nella pratica medica corrente come strumento per la diagnosi di varie malattie cerebrali. Le ricerche condotte dal 1923 al 1929 dal neurologo italiano Cazzanelli in collaborazione con alcuni fisici, hanno portato alla scoperta di onde elettromagnetiche dell’ordine di lunghezza di qualche centimetro nello spazio che circonda il cranio di un soggetto. Ma dopo   ricerche ora si sa che le onde elettromagnetiche d’alta o bassa frequenza possono agire sul cervello nel nodo indicato soltanto quando la loro intensità raggiunge il cosiddetto valore di soglia, quell’intensità in pratica i processi nervosi da esse attivati possono essere percepiti soggettivamente dall’uomo. Il fisico K. Arkadier in conformità a calcoli matematici, è giunto alla conclusione che l’intensità di questi campi elettromagnetici, generati dalle biocorrenti delle attività cerebrali è molto bassa e non raggiunge il valore di soglia. Essa è molto inferiore all’intensità dei campi elettromagnetici che si è originata negli e nei fili elettrici.

   L’ingegnere elettronico B. B. Kazinskij ha osservato che, in elettrotecnica, le onde mezzo di un circuito chiuso oscillante in cui passi corrente alternata, contenente un condensatore e bobine solenoidali e dotato di una certa resistenza. Nel sistema nervoso la biocorrente che costituisce la base dell’eccitazione dl sistema nervoso, è una corrente alternata. Egli paragona le terminazioni dendritiche simili a dischi a dei condensatori cellulari e i fasci di fibre nervose a solenoidi inseriti in un circuito oscillante chiuso.

   I risultati degli studi sui fenomeni di suggestione e l’interpretazione di questi fenomeni da un punto di vista dell’azione elettromagnetica di un cervello su un altro non consente di trarre conclusioni definitive.

CHE COSA SI PUO’ DIRE DELLA PERCEZIONE EXTRASENSORIALE?

   I parapsicologi ritengono che nel corso dell’evoluzione gli esseri viventi e in particolare l’uomo abbiano sviluppato, per percepire ed esercitare l’influenza a distanza, adattamenti organici paragonabili alle moderne conquiste della radiotecnica e dell’elettronica.

   Per la rabdomanzia, vale a dire la capacità che alcuni animali o singoli individui di essere in grado di percepire oggetti o avvenimenti anche in condizione in cui è matematicamente esclusa la possibilità di una loro percezione attraverso i normali organi di senso, non si conosce la vera spiegazione. Sembra tuttavia che per avvicinarsi alla soluzione si debba ricorrere alla biofisica.

   Vi sono dei fenomeni chiamati chiaroveggenza che sono caratterizzati da una straordinaria sensibilità dei comuni organi di senso di vita e udito. Essi sono stati osservati in stato d’ipnosi o autoipnosi detta trance.

   L’acutizzazione dell’udito in alcune persone ipnotizzate è in taluni soggetti isterici può arrivare al punto che essi riescono a udire a grande distanza anche il più lieve mormorio.

   Pavlov afferma che “In noi uomini, l’attività conscia superiore agisce in senso contrario a queste capacità differenzianti inferiori e quindi impedisce un’altra differenziazione. Che le cose stiano così è dimostrato che in taluni casi, quando l’attività conscia normale dell’uomo è alternata, le sue capacità differenzianti possono raggiungere nell’uomo una acutezza estrema”.[12]

   Il termine percezione extrasensoriale comprende fenomeni diversi. Alcuni di loro hanno il carattere di reazioni motorie a influenze non percepite (subsensoriali) di qualche tipo di radiazione emessa dal terreno, come l’emanazione di radio, o l’aumento locale della ionizzazione dell’aria causato da quest’ultimo. Alcune persone sono particolarmente sensibili a tali fattori fisici, mentre nella maggioranza restano di sotto alla soglia di sensibilità.

   Ipotizza il biologo Mecnikov: “E’ possibile che un determinato fenomeno, come la chiaroveggenza, possa limitarsi a risvegliare particolari sensazioni nell’uomo, ma presenti negli animali”.[13]

   Nel 1928 Reutler direttore di laboratorio di studi sulla malaria in Palestina osservò che le contrazioni muscolari di una creatura vivente agiscono a distanza aumentando le contrazioni muscolari.

   L’entomologo V. S. Steblin, dell’Istituto del Cervello di Leningrado riprese gli esperimenti di Reutler con gli scarafaggi appena catturati e maggiolini.

   In dieci anni di esperimenti, l’aumento della peristalsi[14]

intestinale fu osservato in tre casi, nei quali la peristalsi era fin dall’inizio molto marcato. Steblin attribuì il mancato aumento della peristalsi, in sette esperimenti su dieci, alla temperatura relativamente bassa del laboratorio.

   Negli esperimenti con gli scarafaggi, il fenomeno Reutler si ripeté quando la temperatura ambientale era di 20°-25°c.

  Il fenomeno Reutler sarebbe definitivamente accettato se si riuscisse a registrarlo elettrograficamente guidando le biocorrenti che si originano nei muscoli in contrazione su un oscillografo munito di amplificatore.

   Ci sono delle norme chiamate norme di Beardi che servono che servono ad escludere errori da parte del soggetto.

   Si potrebbe concludere rispetto ai fatti riguardanti la trasmissione dell’energia muscolare che si trattano di fenomeni di duplice natura:

  1. L’attività di un organismo può essere legata a quella di un altro, in conformità a questi fatti è possibili postulare l’esistenza della trasmissione dell’energia muscolare, da una creatura vivente a un’altra attraverso lo spazio.
  2. Si può ammettere la possibilità di un’influenza telecinetica sulla materia inanimata. Anche se gli esperimenti parapsicologici per dimostrare quest’ultima tesi non sono riusciti a superare i valori delle coincidenze puramente casuali previste dalla teoria della probabilità.

LA MORTE

      Alla fine del XIX secolo due ipnologi francesi A. de Rochas e P. Jaure comunicarono la loro scoperta: l’esteriorizzazione (trasferimento all’esterno) della sensibilità cutanea.

   Per comprendere il fenomeno della morte, ci ciò che la precede e di ciò che a lui fa seguito sono importanti le acquisizioni di una branca delle scienze medico-biologiche, chiamata tanatologia (dal greco thanatos, morte). Gli scienziati russi Mecniko, Bakemetiev e altri, hanno svolto un ruolo importante.    Uno degli scopi della tanatologia è lo studio dei processi patologici che s’instaurano in un organismo morente e che portano alla morte (tanatogesi), come la scoperta dei metodi che consentono di ritardare la morte degli organismi vitali e perfino di ripristinare l’attività quando hanno già cessato l’attività (rianimazione).

   Le cause che conducono alla morte sono molteplici; ma lo stato di agonia (imminenza della morte) c’è quando i diversi fattori cominciano a pregiudicare il funzionamento dei due motori principali:

  1. Il cuore, che provvede alla circolazione sangue.
  2. Il centro respiratorio, che stimola e controlla i movimenti d’ispirazione ed espirazione. Nel cadavere protetto dai processi di putrefazione, le singole cellule, continuano a presentare un barlume di vita ancora per un certo tempo. La vera morte s’impadronisce delle cellule quando le loro funzioni fisiologiche si sono definitivamente arretrate. Questo stato intermedio tra la vita e la morte è chiamato dai fisiologi paralisi.

LA RIANIMAZIONE CON TRASFUSIONE SANGUINEA

   Con la trasfusione di sangue/soluzione fisiologica c’è la possibilità di una ripresa temporanea dell’organismo, con l’esclusione del cervello. Questo dimostra la possibilità di una vita puramente organica.

   Durante la seconda guerra mondiale, il professor V. A. Negovskj con i suoi collaboratori riuscirono, in più di 50 casi, a rianimare soldati feriti che stavano morendo per lo shock traumatico o per la perdita di sangue.

Parte seconda

LA PSICOLOGIA IN AIUTO ALLA GEOLOGIA

   Il 16 novembre 1971 alla facoltà di geologia dell’Università di Mosca si svolse un seminario sul problema dell’effetto biofisico, che precedentemente era chiamato rabdomanzia.[15]

   L’idrogeologo S. Broussilovki rilevò aprendo i lavori, che l’effetto biofisico era noto da tempo, e che è applicato in pratica da centinaia di anni, ma finora non erano mai stati chiariti fino in fondo i meccanismi i meccanismi di questo fenomeno.[16]  

   Pertanto, la parte basilare delle ricerche si deve concentrare sullo studio della natura dei fenomeni osservati, uno studio che diventa possibile solo con la stretta collaborazione dei geologi con i rappresentanti di altre discipline, come la fisica, la psicologia.

   La relazione del candidato delle scienze geologo-mineralogiche Nicola Sochevanov, era dedicata alo studio dei risultati contemporanei nell’applicazione del metodo dell’effetto biofisico per la ricerca dei depositi minerali. Inoltre, egli ha anche accennato alla questione delle riprese acrobiofisiche, quando l’operatore si trova su un aereo o un elicottero.

   L’operatore A. Bajenov ha illustrato durante il suo intervento i metodi di scelta e l’allenamento degli operatori. Egli ha fatto notare che, secondo i risultati delle più recenti ricerche, ogni essere umano è dotato di attitudini a produrre effetti biofisici, ma la difficoltà della scelta è appunto di trovare individui nei quali tale attitudine si presenti in maniera pronunciata in grado sufficiente per svolgere lavori di ricerche e di studio: e questo si ottiene mediante l’allenamento degli operatori.

   Il geologo Alessandro Ogilvy si è soffermato sulla questione della scoperta, tramite il metodo biofisico, di corsi d’acqua sotterranei e la misurazione della velocità di tali corsi d’acqua.

   Durante il seminario furono presentate relazioni da parte dei geologi e anche da parte dei parapsicologi. E. Naumov, che da molti anni di dedica allo studio dei fenomeni di parapsicologia, ha rilevato nella sua relazione la necessità di considerare l’effetto biofisico come un punto particolare di studi più vasti della parapsicologia e cercare la sua interpretazione in tale situazione. Egli ha fatto notare che non è più lecito porre l’interrogativo nei termini se esiste o meno l’effetto biofisico, dato che sono già stati raccolti numerosissimi risultati sperimentali. Bisogna concentrare, in primo luogo, le ricerche sperimentali sullo studio delle leggi della psicologia e della fisica, sulla ricerca dei metodi e delle teorie che spiegano tutto il fenomeno della parapsicologia, ivi compreso anche l’effetto biofisico.

   Al termine dei lavori del seminario, i partecipanti sono giunti alla conclusione che il metodo biofisico, svolto nel complesso dei metodi geologici e geofisici, aumenta l’effetto dei lavori della ricerca geologica, e in casi singoli si presenta come uno dei metodi basilari della stessa ricerca.

LA PARAPSICOLOGIA E IL COSMO

   Nel 1967 la rivista russa Maritime News pubblicava la seguente notizia: “I cosmonauti in orbita sembrano avere la capacità di comunicare telepaticamente fra loro più facilmente che con la gente a terra. Un sistema di preparazione PSI stato inserito nel programma di addestramento dei cosmonauti. Si spera che possa aiutarli a prevedere ed evitare eventuali pericoli”.[17]

   Il 17-18 novembre del 1971 si tenne a Mosca il secondo simposio sui contatti radio-cosmici. In questo simposio fu trattato un vasto arco di quesiti: l’esplorazione radio-fisica della Luna e dei pianeti, la diffusione delle radio-onde, sistemi di con comunicazione per mezzo di satelliti artificiali dalla Terra, nonché i problemi di presa contatto con civilizzazioni extraterrestri. La sezione I problemi di contatto con le civilizzazioni extraterrestri, sotto la direzione del membro corrispondente dell’Accademia delle Scienze dell’URSS V. S. Troitski e del candidato delle scienze fisico matematiche B. N. Panovkin, e quella che raccolse il maggior numero di partecipanti.[18]

   In base ai calcoli riportati nella relazione di N. T. Petrovic, nella nostra galassia (la Via Lattea) possono esistere più di due milioni di pianeti abitati da esseri viventi. Ma, se ciò è esatto, occorre fare delle ricerche! M. K. Krein di Kiev, propose per il contatto con un’altra civilizzazione i delfini! Sorse l’interrogativo come faremo capirsi.

   Per questa ragione numerosissime relazioni furono dedicate al problema dello studio di una lingua per comunicare con i rappresentanti di altre civilizzazioni.

   Nella relazione Analisi strutturale dei problemi di civilizzazioni extra-terrestri gli autori hanno presentato queste domande sotto forma del cosiddetto <albero delle mete> del sistema “pattern”. L’<albero delle mete> per questo problema è composto di 11 livelli e presenta complessivamente 256 elementi. Ma l’intervento più intervento e sorprendente per tutti i partecipanti al simposio, è stato quello di E. Naumov, il quale illustrò un novo 257simo aspetto del problema rimasto al di fuori delle relazioni degli altri relatori: la possibilità di contatto fra gli esseri viventi per via extra-sensoriale.[19] Nella sua relazione Naumov si è soffermato in particolare sui risultati della ricerca nel campo della parapsicologia, sia nell’Unione Sovietica come all’estero. Nella ricerca realizzata nell’URSS hanno suscitato interesse gli esperimenti di telecinesi,[20]   realizzati con Nina Koulagina. Essa fu studiata da vari scienziati e i numerosi fenomeni da lei prodotti (spostamenti di svariati oggetti, protetti anche da scremature, levitazioni ecc.) furono documentati da fotografi e filmati.

   Nella sua relazione Naumov toccò la questione: “perché i risultati ottenuti da parapsicologi non hanno ancora avuto riconoscimento generale?”. Egli rilevò che una delle ragioni principali è anzitutto la barriera psicologica di fronte ad ogni cosa nuova e diversa, la quale modifica in qualche misura la nostra immagine del mondo. Ma la negazione delle discipline non ha mai condotto al progresso.

LE RICERCHE SULL’ESP

   La più insigne personalità che si sia applicata alle ricerche sulla telepatia nei primi anni dell’era sovietica è stato V. L. Durov. Un attore che possedeva un preciso senso delle necessità della scienza, e che divenne celebre per la sua abilità nell’addestrare dei cani a eseguire ordini trasmessi telepaticamente. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1934, fu direttore del Laboratorio Zoopsicologico di Mosca, dove egli proseguì i suoi esperimenti telepatici in collaborazione con altri scienziati russi.[21]

   Durov descrisse i suoi metodi d’ammaestramento telepatico dei casi nel suo libro Addestramento degli animali. Il lunghissimo allenamento consisteva, prima di tutto, nella creazione di un legame emotivo tra l’uomo e il cane: dovevano essere perfettamente affezionati l’uno all’altro. Una regola anch’essa importante era quella di attirare in qualche modo l’attenzione del cane, prima di ogni esperimento (Durov otteneva questo risultato prendendo la testa del cane fra le mani, fissandolo negli occhi e restando completamente immobili). Poi veniva ordinato telepaticamente al cane di compiere determinate azione. Gli ordini erano dati per concentrazione mentale, non formulandoli verbalmente. Era necessario, invece, creare nella propria mente un’immagine precisa, visiva e motoria, dell’azione che si desiderava che il cane eseguisse. I successi erano ricompensati con ghiotti bocconi di cibo.

   I cani riuscivano talvolta a compiere azioni, anche complesse: valga d’esempio il seguente esperimento in cui un cane ebbe l’ordine telepatico di andare a prendere un oggetto che gli era sconosciuto in un’altra camera, nella quale non erano mai stati eseguiti esperimenti con lo stesso animale. Naturalmente l’oggetto non era mai stato in contatto con Durov o con il cane (per eliminare ogni stimolo olfattivo). Si stabilì che l’oggetto bersaglio fosse un elenco telefonico, che, insieme con altri libri e molti altri oggetti, era posto su una delle tre tavole esistenti in una stanza adiacente al laboratorio in cui si eseguiva l’esperimento. Durov prendeva fra le mani la testa del cane e lo fissava immobile negli occhi. Dopo un po’ il cane, passando per la porta aperta, correva nella stanza vicina, si alzava sulle zampe posteriori fino a una delle tre tavole ma, non trovando ciò che voleva, ricadeva sul pavimento. Andava allora, alla seconda tavola, ma, nonostante il gran numero di oggetti che vi erano sopra, non trovava ancora ciò che stava cercando, e ricadeva di nuovo. Soltanto alla terza tavola, tenendosi sulle zampe posteriori, scorgeva l’elenco telefonico, lo prendeva fra i denti fra i denti e lo portava nel laboratorio.

   Negli Atti del Laboratorio di Durov sono riportati tanti esempi su come si svolgevano gli esperimenti, [22] un esempio di loro si svolgeva che in assenza del cane, i partecipanti si mettevano d’accordo su una serie di compiti da trasmettersi telepaticamente all’animale:

  1. Il cane doveva sedersi al pianoforte, su uno sgabello, e battere con le zampe sulla tastiera.
  2. Il cane doveva prendere un dolciume dalle mani di una donna seduta in prima fila, e portarlo a compositore che era seduto dall’altro lato della stanza.
  3. Il cane doveva arrampicarsi sul pianoforte e di lì abbaiare. Alcuni fra i partecipanti proposero di modificare così il terzo punto: il cane, abbaiando forte, doveva andare addosso a uno studente seduto in gruppo con altri studenti. La modifica fu accettata. Allora il cane fu fatto entrare nella stanza e l’esperimento ebbe inizio. 1° Durov collocò il cane su una sedia di fronte a lui e, immobile cominciò a fissarlo negli occhi. Il cane restò come intorpidito per qualche secondo, poi si staccò d’improvviso da lui, saltò giù dallo sgabello e batté diverse volte la zampa nella tastiera. 2° Durov riprese a fissare il cane negli occhi. Il cane, allora, si liberò dalla sua influenza, corse da una donna, afferrò un dolciume dalle sue mani, messo qualche passo uno studente, ma senza abbaiare tornò indietro, ma, invece di consegnarlo a lui lo ridusse a pezzi. 3° Dopo qualche secondo di concentrazione, il cane andò addosso allo studente, ma senza abbaiare, tornò indietro. La concentrazione fu ripresa, e questa volta il cane eseguì il suo compito senza errori; si lanciò, abbaiando, allo studente. I partecipanti controllarono accuratamente Durov durante tutto l’esperimento, poterono accertare che egli non aveva fatto nessun segnale, né con lo sguardo né con il gesto o movimenti del corpo. Quando il cane era presente Durov non guardava mai le cose scelte come bersaglio e non le toccava mai.

  In questi esperimenti, di solito l’agente telepatico era Durov, ma furono eseguite ma furono eseguite prove anche in sua assenza con altri sperimentatori. Apparvero alcuni errori, particolarmente interessanti poiché rammentava gli errori che erano stati registrati in esperimenti telepatici qualitativi con gli uomini. Esempi di telepatia da zone marginali della coscienza erano molto frequenti, anche se non riconosciuti come tali. Per esempio, una volta, il cane doveva eseguire il compito di eseguire il compito di prendere il compito fra i denti la catena dell’orologio del dott. R. Durante la discussione fra i partecipanti per la scelta dell’oggetto bersaglio, si era anche proposto di scegliere un vistoso distintivo d’oro che Durov aveva al bavero della giacca. Infine, si decise per la catena per la catena dell’orologio. Nel corso dell’esperimento, il cane girò un intorno al dottor R., ma infine di decise a prendere fra i denti il distintivo di Durov. Un’altra volta accadde non eseguisse il compito non eseguisse il compito che gli era stato ordinato, ma ne eseguì un altro, diverso che era stato già fissato ma che doveva essere il compito dell’esperimento successivo. Bechterev osservò anche, che in questi esperimenti, l’interdipendenza della telepatia dalla struttura psichica del cane. Così dei compiti aventi aspetti intensamente emotivi (come l’abbaiare furioso del cane), o altri che l’animale non era riuscito a eseguire nell’esperimento precedente, lasciavano tracce nel cervello del cane, che li eseguiva nell’esperimento successivo, quando si pensava che dovesse obbedire a un ordine diverso.

   Dopo la morte di Durov gran parte delle ricerche sulla telepatia fu rivolta alla trasmissione d’impulsi di comportamento. Gli scienziati russi consideravano tale indirizzo tanto importante da indirizzarlo con un nome nuovo: lo chiamavano “suggestione mentale”, distinguendolo dalla telepatia che diventava un termine riservato agli aspetti percettivi.

   Ricerche sulla trasmissione telepatica d’impulsi motori per diversi anni furono compiute da L. A. Vodolazky e T. V. Gurstein (segnali per l’esecuzione di vari movimenti delle mani ecc.) e in seguito da S. Ya. Turlygin (ordine al percipiente, che era in piedi, di cadere all’indietro, dove era sorretto da un assistente che lo aspettava).

   Questi esperimenti di Turlygin furono ripetuti dal notissimo fisiologo russo L. L. Vasiliev, che ottenne la registrazione automatica e obiettiva nel corso dell’esperimento. L’impiego di tale registrazione grafica automatica costituiva un’importante novità che, con diverse modifiche, fu ripetutamente usata negli sviluppi successivi della parapsicologia russa.

   I risultati degli esperimenti di Vasiliev che compì negli anni ’30, furono pubblicati dopo la sua morte, intorno al 1960.

   Nel 1932, Vasiliev trovò tre soggetti sensibili con i quali eseguì esperimenti in cui il soggetto era ipnotizzato a distante mediante un semplice impulso telepatico. Il processo di caduta in sonno era registrato automaticamente da appositi apparecchi: da un lato veniva registrata automatica da appositi apparecchi: da un lato veniva registrata la reazione galvanica della cute, e dall’altro la pressione del soggetto su una palla di gamma di gomma che metteva in azione meccanicamente una matita che ne tracciava l’andamento grafico (una maggiore pressione faceva registrare nel grafico una punta). Non appena il soggetto era ipnotizzato, cessava di premere e il grafico, in conseguenza, diventava una linea diritta. Poi, dopo un po’, il soggetto era risvegliato. Si presentavano, tuttavia, dei casi notevoli in cui l’impulso telepatico emesso non era sufficiente a ottenere un soggetto per risvegliarsi: di tanto in tanto il soggetto, nello sforzo per svegliarsi, premessa la palla e la linea diritta era interrotta da punte, poi l’impulso andava spegnendosi e il soggetto ritornava a dormire nel sonno ipnotico.

   In seguito, questi esperimenti furono ampliati. Si giunse così, per esempio, a mettere in evidenza la selettività dei fattori telepatici. Se tutti e tre i soggetti erano riuniti, l’ipnotizzatore cominciava sempre ad agire su quello che aveva scelto in precedenza, ma il soggetto ipnotizzato era sempre conscio di quale, fra i tre ipnotisti che si alternavano, aveva inviato l’impulso telepatico. Furono anche eseguiti con successo esperimenti a grande distanza fra Leningrado e Sebastopoli (distanti più di 1000 miglia = circa 1600 Km).

   Essendo penetrato, in tal modo, le manifestazioni della telepatia, fu possibile progettare nuovi esperimenti intesi a controllare la validità della spiegazione elettromagnetica della telepatia. Com’era già accaduto ovunque, molti scienziati russi tentarono di spiegare la telepatia con un’analogia con le comunicazioni radio, ossia come una trasmissione di segnali elettromagnetici. Nonostante i molti argomenti che testimoniavano contro tale interpretazione (per esempio, l’immensa debolezza dei processi elettrici cerebrali, i problemi del codice delle informazioni trasmesse, quelli della identificazione del messaggio esatto ecc.), l’ipotesi era troppo semplice e troppo tentatrice: si poteva immaginare che i processi elettrici del cervello emettessero segnali elettromagnetici che potevano essere captati da un altro cervello: il cervello dell’agente avrebbe funzionato da radio emittente ed il cervello del percipiente da radio ricevente.

   Qualora l’ipotesi elettromagnetica fosse stata, quella appropriata bastava separare l’agente dal percipiente mediante schermi metallici che impedissero il passaggio delle onde elettromagnetiche, per rendere impossibile la telepatia. A tale scopo Vasiliev collocò l’ipnotista dentro una cabina accuratamente costruita con spesse lastre di piombo: il pavimento era fatto in modo che i fatti della cabina erano immersi in scanalature piene di mercurio. Quantunque le pareti della cabina fossero perfettamente schermate contro il passaggio di un larghissimo campo d’onde elettromagnetiche, la telepatia operò ugualmente, come se non esistesse nessuno schermo. Il risultato provò, dunque che la telepatia non è basata su segnali elettromagnetici.

   Lo psichiatra bulgaro G. Lozanov, si sforzò di applicare la “suggestione mentale” nella trasmissione controllata di messaggi, sperimentando con i suoi pazienti ipnotizzati. Al Congresso parapsicologico di Mosca del 1966, Lozanov affermò di essere riuscito in tal modo a trasmettere telepaticamente un messaggio semplice.

   All’inizio degli anni ’60, un nuovo fenomeno destò l’interesse del pubblico nell’URSS, e in seguito anche negli altri paesi: la “lettura con le dita”. Molte persone dichiaravano che, bendate, erano capaci di distinguere i colori, o anche leggere testi stampati, soltanto toccando con le punta delle dita le varie superfici. In realtà neanche questo fenomeno si presentava come una novità: già dalla prima metà del XIX secolo i seguaci di Mesmer[23] dichiaravano che i loro pazienti magnetizzati (oggi, si direbbe ipnotizzati) erano capaci, anche bendati, di leggere egualmente, perché i loro sensi, e in particolare quello visivo, erano stati trasferiti alla punta delle dita, o alla fronte ecc. Circa undici anni dopo, un fisiologo russo A. N. Leontiev, addentrava i suoi soggetti a distinguere i raggi di luce con le mani.

   Ma tutte queste osservazioni furono presto dimenticate. Il problema si pose di nuovo con la scoperta di Rosa Kuleshova, di Nizhny Tagil (territorio degli Urali). Rosa che all’inizio della sua celebrità aveva 22 anni, aveva lavorato per qualche tempo in un istituto per ciechi, dove aveva preso dimestichezza con la scrittura Braille. Le venne l’idea di imparare a leggere con il tatto anche lo stampato normale su superfici liscio. Ci riuscì dopo lungo addestramento, che, secondo quanto lei disse, era durato anni. Il mondo scientifico ebbe notizia delle sue facoltà nel 1962, quando ella fu accettata in una clinica per le malattie nervose a causa dei suoi disturbi epilettici. Fu presentata allora a un congresso scientifico e poi portata a Mosca per un esame delle sue facoltà.

   Alcuni esperimenti fatti con lei a Mosca, per esempio quelli di M. S. Sminorv, diedero la prova che ella era veramente capace di distinguere i colori senza l’ausilio della vista. Per non parlare che alcuni dei suoi successi, basterà ricordare che, negli esperimenti di Smirnov condotti con la massima, cura, essa riuscì a identificare, come se lo toccasse, un quadro proiettato su uno schermo di vetro latteo, o a distinguere i raggi di luce monocromatica che erano stati prima scomposti attraverso un prisma e poi passati in filtri che assorbivano le radiazioni calorifiche. La sua facoltà scomparve a poco a poco, ma restarono le prove scientifiche che, almeno in un periodo della sua vita, essa aveva realmente posseduto una genuina facoltà di lettura con le dita, che si potrebbe considerare come una forma di ESP.

  Diversi scienziati russi s’interessarono all’investigazione dei fenomeni di lettura con le dita: forse i più rilevanti fra gli sforzi compiuti in questo campo con successo, furono quelli di A. S. Novomeysky negli esperimenti con i suoi studenti al Collegio Pedagogico. Novomeysky dichiarò che il suo metodo gli permetteva di sviluppare questa facoltà nel 20% circa delle persone, a condizione che fossero abbastanza pazienti da sopportare un lungo addestramento.

   Naturalmente un fattore importante dell’ESP, la sua spiegazione teorica, rimane sempre un mistero: non conosciamo la natura dell’agente che si manifesta nell’ESP. Le nostre cognizioni in merito sono, sfortunatamente, soltanto di ordine negativo. Riportandoci alle esperienze di Vasiliev, possiamo dire, ad esempio, che l’ESP (nel caso dei suoi esperimenti telepatici) non può essere spiegata su basi elettromagnetiche. Bisogna ammettere che la telepatia è una trasmissione di segnali che recano delle informazioni, segnali la cui natura è necessariamente energetica. Poiché la telepatia si comporta in materia così diversa da ogni altro tramite di comunicazione, dobbiamo concludere che il vettore di questi segnali deve essere del tutto diverso da ogni forma di energia conosciuta finora, ragionamento che ci obbliga a supporre l’esistenza di una nuova forma di energia: l’energia PSI (psi, da psicologia) che si propaga su un ipotetico campo PSI.

LA PRIMA CONFERENZA INTERNAZIONALE PER LE RICERCHE IN PSICOTRONICA A PRAGA

   Che cosa bisogna intendere per psicotronica? Qual è l’origine di questo termine?

   I fenomeni psicotronici sono classificati in modo diverso dai vari autori. La maggior parte dei fenomeni ha una caratteristica comune: le interazioni a distanza legate all’energia che è propria dell’organismo e che è tuttora oggetto di studio. Misure e registrazioni parziali indicano che questa forma energetica comprende probabilmente le stesse componenti delle forme energetiche note generate dall’organismo umano.

   Non si può tuttavia escludere che lo studio della materia vivente dal punto di vista energetico possa aggiungere alle nostre conoscenze qualcosa di sostanzialmente nuovo, come si afferma da parte di nuovi fisici e biofisici di grande rinomanza (Kapics, Tamm, Jungermann, e altri).

   Fra le forme energetiche si è attualmente in grado di individuare diverse gamme di radiazioni elettromagnetiche – per esempio radiazioni UV del nucleo cellulare, radiazioni rosse delle strutture cellulari infraplasmatiche, radiazioni di calore dell’organismo, processi elettrici dell’organismo, componenti ultrasoniche e idrodinamiche, ecc.

   L’interazione a distanza ha luogo:

  1. Fra organismi viventi.
  2. Fra materia vivente e inanimata.
  3. Fra materia e campo informativo dell’ambiente.

   Gli studiosi interessati ai problemi di psicotronica da tempo si sono resi conto dell’assoluta necessità che i relativi problemi siano approfonditi su basi disciplinari, al fine di colmare le diverse lacune conoscitive ancora esistenti fra le varie discipline scientifiche. Per questo motivo, a seguito dell’iniziativa del Dottor Victor G. Adamenko (URSS) del Dottor Zdenek Rejdak (Cecoslovacchia) e del Dottor Max Toth (USA), s’è tenuta a Praga la prima Conferenza Internazionale per le ricerche psicotroniche, dal 18 al 22 giugno 1973.[24] Hanno partecipato alla Conferenza 246 studiosi provenienti da 21 paesi di tutto il mondo. La delegazione più numerosa proveniva dagli Stati Uniti d’America, con 120 membri, seguiti dalla Cecoslovacchia con 60. Un quarto circa degli intervenuti era costituita da parapsicologi professionisti; gli altri, specialisti in branche diverse della scienza tradizionale. I congressisti furono salutati al Dottor Karel Kuchynka, decano della parapsicologia cecoslovacca, poi il Dottor Zdenek Rejdak, nella sua prolusione, ha respinto gli atteggiamenti non scientifici di fronte alla psicotronica, indicando i tratti fondamenti le vie di ricerca che dovranno essere seguite, indicando i tratti fondamentali della futura evoluzione di questa nuova scienza. Contemporaneamente, egli rilevò la necessità che i relativi problemi al vasto pubblico. I lavori della Conferenza, caratterizzati furono suddivisi in sei sezioni, ossia: Sezione I – Psicotronica e ricerche tradizionali. Sezione II – Psicotronica e Fisica. Sezione III – Psicotronica e Antropologia. Sezione IV – Psicotronica e Radioestesia. Sezione V – Psicotronica e Pedagogia. Sezione VI – Psicotronica e l’Uomo.

   Nel corso della Conferenza fu deciso un giornale internazionale dal titolo La psicotronica, in tre lingue: russo, inglese e ceco, al fine di favorire lo scambio di informazioni mensili concernenti la psicotronica, e per favorire la collaborazione fra gli studiosi e i centri studio.

   Nella sezione plenaria di chiusura, la Conferenza ha unanimemente deciso di fondare la Società Internazionale per le ricerche psicotroniche, con lo scopo essenziale di coordinare gli sforzi dei suoi membri scientifici. 

USO MILITARE E SPIONISTICO

   Rejdak, ex psicologo dell’esercito cecoslovacco fu uno dei più importanti parapsicologi dell’Est (nonché collaboratore Vasiliev), affermò ciò che prima aveva il “aura” o “magnetismo animale” attualmente è definito “plasma biologico”. Grazie a questo “plasma biologico” il guaritore interagirebbe con il paziente e “la vocazione della sensitiva per la rabdomanzia, ad esempio è presente nel 20% dei maschi e nel 40% delle femmine”.[25]

   Interrogato sulle armi psicotroniche, Rejdak rispose: “Lo sfruttamento di questi fenomeni in campo militare non è facile. Si sfruttare la telepatia o altre extrasensoriali a distanza; queste sono utilizzate dallo spionaggio per ottenere informazioni per via parapsicologica. Oggi si cerca di ottenere informazioni direttamente dalla subconoscenza. Per esempio, il professor Sergeiev ha costruito un apparecchio, con elettrodi, che agisce sui processi subcoscienti della persona e che hanno una verifica sulla energetica esterna. Ad esempio, se questo apparecchio è collegato ad un autista, e se l’autista sente subcoscientemente che un altro veicolo sta arrivando da dietro una curva, questo apparecchio lo segnala, anche se la persona non è coscientemente informata. Questo tipo di ricerche possono avere uno sfruttamento militare”.[26]

   Lo scienziato ingleseTuran Rifat, colpito dalle possibilità della chiaroveggenza indicate in un lavoro della dottoressa Jessica Utts, docente di Statistica a Stanford, afferma che: “L’interesse dei militari circa il Remote Viewing risale agli anni Cinquanta, perlomeno, quando in piena Guerra Fredda si cercava di carpire in questo modo dei segreti militari. Lo stesso hanno fatto i russi, quando gli americani lo scoprirono, aumentarono gli stanziamenti per il Progetto Scangate, continuato come Progetto Grill Flame, Center Lane, Sunstreak e  Stargate”.[27]

   Queste ricerche nel capo militare si svilupparono nell’URSS a quanto sembra sin dall’inizio degli anni ’40, quando le autorità sovietiche reclutarono nel 1940 Wolf Messing, un ebreo polacco ricercato dai nazisti non solo per le sue origini ma per la sua profezia della fine di Hitler qualora questi avesse attaccato l’URSS. Messing non lesinava nel dare mostra di propri poteri di induzione mentale (sembra che avesse le capacità di guidare telecineticamente le menti altrui).

   Su queste ricerche sovietiche negli Stati Uniti si scrissero diversi libri di denuncia alcuni ironici e scettici, altri dal tono allarmistico. In Excalibur briefing, il colonnello dell’Esercito americano Thomas Bearden, coinvolto in ricerche psichiche per conto del Pentagono, afferma nientemeno che i sovietici studiavano il sistema di teletrasportare gli effetti delle esplosioni nucleari. In Psychic Discoveries. The Iron Curtain Lifted, edizione comprendente lo Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain con l’aggiunta del successivo The Iron Curtain Lifted, pubblicato negli Stati Uniti con una prefazione di Uri Geller, tradotto prima in francese e poi in italiano, le autrici Sheila Ostrander e Lynn Schoeder esprimevano dopo un viaggio nei Paesi dell’Est, tutta la loro preoccupazione poiché i “parapsicologi americani fossero rimasti indietro”.   

 Sheila Ostrander e Lynn Schoeder furono delle profetesse? Non un complottista, ma un professore di psicobiologia dell’Università di Roma, direttore dell’Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR, Alberto Oliverio[28] in due sue corrispondenze da Mosca riportate il 6 gennaio 2003 sul Messaggero afferma che nel giro di pochi anni, a Kaluga, sono erano stati ritrovati una ventina di uomini scomparsi da casa da qualche settimana: managers, tecnici di alto livello, ingegneri elettronici, che vagavano nei pressi della stazione in preda ad una totale amnesia. Non ricordavano quasi nulla della propria vita ma continuavano a possedere altre forme di memoria legate in prevalenza al loro lavoro.

   Cosa è successo a questi smemorati?

   E come mai alcuni di loro avevano ancora sulle tempie segni simili a quelli lasciati da elettrodi, quelle placchette di metallo con cui si può registrare l’attività elettrica del cervello o somministrare shock in grado di indurre amnesia? Ed è un caso che, nella regione di Kaluga, vi siano alcuni laboratori di ricerca, specializzati in studi di farmacologia del sistema nervoso? È possibile che gli smemorati di Kaluga siano serviti da cavie per un esperimento sulla memoria, per indurre l’amnesia o che altro?[29]

    Questo genere di esperimenti sarebbe stato condotto anche negli Stati Uniti.

    Cathy O’Brien, ha asserito, in un memoriale esplosivo, Trance formation of America (1995) asserisce nei suoi libri essere stata vittima di progetti, abusi e sperimentazioni, nell’ambito di progetti per il controllo mentale (Progetto MK-ULTRA), comandati da parte di importanti personaggi della politica americana come: George W. Bush o Richard Bruce “Dick” Cheney.[30]

    Cathy O’Brien parla di laboratori militari segreti che opererebbero illegalmente sperimentando su esseri umani. Sarebbero impiantate in questi laboratori nel cervello sonde microscopiche o implants (elettrodi studiati sin dagli anni ‘60 su topo e scimmie) e le attiverebbero a distanza; esse produrrebbero scariche elettriche che stimolano determinate scariche aree del cervello, trasformando gli uomini in veri e propri robot.

   Si può credere o meno ai racconti di Cathy O’Brien ma non si può negare gli implants esistono: l’ex agente Cia Derrel Sims ne ha estratti chirurgicamente una cinquantina circa e, sebbene molti ufologi propendano per una matrice aliena dei marchingegni, sappiamo che sonde, forse meno sofisticate ma comunque terrestri, possono essere vendute su Internet e, tra l’altro, sono alla base di studi come il “braccialetto elettronico” per i carcerati.[31]

   Sembrerebbe che i russi siano ancora più avanti e abbiano inventato “impianti” attivabili a distanza con la sola forza della mente.

   Di certo, qualcosa di strano accadde a Kaluga.

   Sembra che, come accennato, test di questo genere siano attualmente condotti negli Stati Uniti; secondo Ron McCray, gli Stati Uniti disporrebbero di una particolare macchina psicotronica, detta “induttore di paranoia”, con la quel manipolerebbero a distanza le persone; è documentato, inoltre, che gli americani dispongono di impianti sottocutanei che, mediante stimolazioni elettriche, possono alterare sensibilmente il comportamento degli esseri viventi, umani ed animali.

   Lo studioso polacco Michal Kaszowski ha dichiarato che, in Russia, sono state condotte molte ricerche insolite, come test di conquista della materia attraverso lo PSI. A detta di un pubblicista che lavorava per il Kijevskie Novosti, vi sarebbero laboratori segreti, noti come Chernobyl 2, dove si conducevano varie ricerche sull’influenza del cervello e della mente umana con tecniche super o subsoniche, o con campi magnetici. Probabilmente, questi esperimenti sono ancora in corso.

   Secondo il giornalista tedesco Joachim Ward, gli scienziati sovietici avevano sviluppato per conto del KGB un sistema di condizionamento mentale che trasformava in robot alcuni soldati impiegati per missioni speciali durante la guerra in Afganistan: i soldati erano stati programmati per entrare in azione non appena ricevevano via radio un segnale in codice registrato nel loro cervello: La psico-arma fu ufficialmente abbandonata per ordine di Gorbachev nel 1988.

  Secondo l’ex fisico del Pentagono Thomas Bearden l’ex Unione Sovietica aveva attuato un’operazione segreta detta “Fer-de-lance”, per la conquista del mondo con mezzi psichici.

   Si dice che medium russi, inoltre, sarebbero riusciti ad impadronirsi di uno dei più importanti segreti dello spiritismo: la capacità di materializzare e smaterializzare oggetti ed effetti. Con questa tecnica, i sovietici speravano di materializzare a distanza gli effetti delle esplosioni nucleari, attaccando dunque intere città senza l’utilizzo di cacciabombardieri e testate nucleari.

  In seguito, l’esercito russo avrebbe costruito un carro armato psicotronico iperspaziale che, guidato da sensitivi e utilizzando la fisica dei campi elettromagnetici, sarebbe stato in grado di scatenare a distanza gli effetti della devastazione nucleare. Il carro armato, costruito nell’ambito del progetto “Woodpecker” (“Picchio”), sarebbe stato custodito in un hangar della città-fortezza di Semipalatinsk.

IGOR SMIRNOV E LE PSICOSCIENZE RUSSE

   Una parte delle ricerche russe sul controllo della mente, durante la cosiddetta guerra fredda, si basava du una nuova branca degli studi del comportamento umano l’ecopiscologia, [32] che studia il rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale attraverso i principi ecologici e psicologici. Questo campo della ricerca scientifica mira a sviluppare e comprendere modi di espandere il legame emotivo tra le persone e il mondo naturale, aiutando in tal modo gli individui con lo sviluppo di stili di vita sostenibili e soluzioni alienazione dalla natura. Theodore Roszak[33] è accreditato per aver coniato il termine nel suo libro del 1992, La voce della Terra. In seguito, ha ampliato l’idea nel 1995 con l’antologia Ecopsicologia con i coautori Maria Gomes e Allen Kanner.

   Questa branca degli studi ha aiutato lo sviluppo della tecnologia di un software, Semantic Stimuli Response Measurements Technology (SSRM Tek), che dovrebbe essere capace di essere capace di leggere la mente e le reazioni inconsce. Questi studi su questo software in Russia erano portati avanti allo Psychotecnology Research Institute, istituto gestito da Elena Rusalkina alla periferia di Mosca. E proprio qui, in un piccolo stanzino circolare senza finestre e con una sola porta, un computer viene adoperato per testare il comportamento dei volontari che si sottopongono agli esperimenti.

   Rusalkina è la moglie di Igor Smirnov, lo scienziato russo che si ritiene abbia delle incredibili capacità di controllo della mente, che ha lavorato anche per il KGB ed è considerato in patria come l’inventore delle “armi psicotroniche”, che secondo la Rusalkina sono più pericolose dell’arsenale di armi nucleari attualmente presente nel mondo. Il lavoro dell’istituto deve tutto proprio alle ricerche Smirnov, passato a miglior vita tre anni fa e sostituito dalla moglie nella gestione dell’istituto.

   Il principio su cui si basano le suddette psico-armi, e che Mindreader 2.0/SSRM Tek eredita, è la capacità – o presunta tale – di influenzare profondamente l’inconscio delle persone, registrarne le reazioni automatiche e agire di conseguenza. Il caschetto adoperato per i test nello stanzino simil-luogo di tortura fuori Mosca serve proprio a leggere queste reazioni: il soggetto dell’esperimento viene messo davanti a qualcosa di apparentemente innocuo – come può esserlo un videogame – che però invia allo schermo immagini subliminali troppo brevi per emergere alla soglia della coscienza, ma che vengono tuttavia registrate e comprese dall’inconscio.

   Se ad esempio sono proiettate fotografie di Osama Bin Laden o del World Trade Center, il pulsante da premere come risposta alle immagini varia drasticamente e senza possibilità di controllo consapevole tra gli innocenti e i presunti terroristi, stando almeno a quanto sostengono i ricercatori. Un principio che – se funzionasse come promette – potrebbe essere applicato allo screening negli aeroporti dagli apparati di controllo del DHS.

   Un rapporto, quello tra i russi delle armi psicotroniche e gli agenti americani che comincia molti anni fa, quando Smirnov e le sue ricerche furono coinvolti nel mattatoio di Waco (Texas): lo scienziato russo propose di bombardare le persone asserragliate assieme al cultista David Koresh con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo di maiali isterici, contenenti però segnali subliminali che invitavano alla resa. L’FBI decise di agire altrimenti.[34]  Smirnov rivelò che, nel caso i segnali non avessero funzionato, i seguaci di Koresh avrebbero potuto tagliarsi la gola l’un l’altro. Un mese dopo il massacro di Waco, Steve Killion vicecapo divisione dei servizi tecnici dell’FBI disse ai giornalisti di Village Voice che nel corso di una normale trattativa è possibile imprimere un codice di messaggio con il quale far passare inconsciamente un messaggio subliminale.[35] In sostanza, attraverso il telefono si fa passare dei “rumori” nella testa della persona.

   Smirnov, in un’intervista al Newsweek nel mese di agosto del 1994, disse che l’FBI aveva voluto far passare dei messaggi subliminali attraverso le linee telefoniche, e che al capo a Koresh gli avrebbero fato passare “la voce di Dio”, mentre ai membri della setta gli sarebbero stati trasmessi in via elettromagnetica le voci dei parenti.[36] Nel mese di ottobre del 1994 in un articolo del Moskovskiie Novosti si dice che quello che ha Waco l’FBI mandò “la voce di Dio” al capo della setta.

 E’ possibile che a Waco siano state usate due diverse tecnologie una americana e una russa. Waco potrebbe essere stato un campo di sperimentazione delle armi psicotroniche.

  In un articolo del New York Times del 5 aprile 1999 di William J. Si racconta che gli scienziati russi nel 1989 avevano scoperto una nuova classe di armamenti che potrebbero danneggiare il sistema nervoso, modificare il comportamento e così via.

   Non solo, c’è cooperazione tra servizi in merito a questo tipo di armi, in un articolo del Moskovskiie Novosti dell’ottobre 1994, il vicedirettore della fabbrica che costruisce questo tipo di apparecchiature che molti di questi “prodotti” sono con una licenza americana sulla base di un accordo firmato tra il KGB e la CIA, il 24 settembre 1990. Quest’accordo prevedeva la ricerca congiunta nel settore della psicotronica.

   Se questo fosse vero, uno dei motivi del silenzio su questo tipo di armi (e sul controllo mentale in generale) è motivato che quello ci si trova di fronte è un’operazione di disinformazione, intossicazione delle notizie, che i vari servizi in cooperazione tra loro operano.

ALCUNE RIFLESSIONI PROVVISORIE

   Queste facoltà definite paranormali sono sempre esistite, ciò che mancava erano gli strumenti di spiegazione scientifica di questi fenomeni, che erano interpretati come fenomeni magici. Riteneva Vasiliev che molte di queste facoltà definite paranormali prime fasi evolutive dell’uomo, queste facoltà non utilizzate diventano automaticamente regressive.

   Ma come il cervello interviene nella produzione dei fenomeni paranormali? Il sistema nervoso centrale funziona coscientemente. E possibile collegare lo stato cosciente con quello subcosciente, con l’aiuto di esercizi fisici e altri. Qualsiasi fenomeno psichico è automaticamente collegato a un processo fisiologico: variazione del ritmo respiratorio, cambiamento della resistenza elettrocutanea, tutto questo cambia il campo energetico dell’organismo, che noi possiamo osservare, ad esempio se una persona è stressata, aumenta la ionizzazione nell’ambiente vicino al suo corpo. E dimostrato che tutto è collegato: lo psichico con il fisiologico e il campo energetico.

   Rimane sempre la domanda, ma queste ricerche a che servono? Quale finalità anno? Queste sono domande che ritengo legittime. Bisogna evitare lasciare questo campo a ciarlatani, a preti vecchi e nuovi (come gli psicologi). È solo una caricatura di materialismo quello che afferma che il materialista si occupa solo di cose materiali, che tutto ciò che esiste è materia. Materialista è chi riconosce la materia come fondamento dello spirito, e pensieri, sentimenti, progetti e ricordi non sono materia, e per questo non bisogna essere stupidi a negarne l’esistenza.

    La critica marxista alla presunta neutralità della scienza, della sua presunta separazione dal sistema economico-sociale in cui si sviluppa, ci aiuta a questa ricerca. Poiché bisogna, essere consapevoli che la scienza (e di conseguenza la ricerca scientifica) ha una dimensione storica: quindi non esiste una scienza autonoma dalla storia. Infatti, oggi la scienza serve alla borghesia per conservare la sua egemonia sul proletariato. Perciò anche queste ricerche in questo campo sono usate dalle classi dominanti.

   Ora in una società socialista, il proletariato potrà gestirla anche nella misura in cui sarà capace di appropriarsi della scienza. Ma che non sarà la scienza com’è quella attuale, ma di una scienza rifondata, si tratta di costruire, cominciando, però, col distruggere la vecchia pratica della scienza asservita. Ad esempio, nel campo della medicina si tratta di distruggere tutti gli aspetti di coercizione e controllo sociale che c’è al suo interno.[37] Si tratta di lavorare per costruire una pratica sociale alternativa nel campo della scienza di un nuovo sapere che nasce dal basso, che sia veramente al servizio dei lavoratori, che sappia demistificare l’oggettiva scientifica dell’organizzazione del lavoro e nelle scuole e saper organizzare una critica serrata alla conoscenza scientifica come neutrale.

   Non partiamo dal niente ci sono esempi concreti. In Cina durante la Rivoluzione Culturale ci furono delle nuove esperienze anche nel campo della psichiatria. La sconfitta della linea nera (momentanea) in campo psichiatrico equivalse al superamento della terapia basata sull’elettroshock e sugli psicofarmaci. La base teorica di questi sistemi di cura era il materialismo metafisico (meccanicistico) applicato al rapporto organismo-psiche. In quel periodo, invece, si sosteneva sulla relativa autonomia dello psichico rispetto al fisico (dello spirito rispetto alla materia), sostenendo che i mali dello spirito devono essere curati non da rimedi che agiscono sull’organismo ma dalle “forze dello spirito”. La terapia che si proponeva, aveva un carattere antifarmacologico e antirepressivo, aveva la caratteristica di porre la sua fiducia nello sviluppo delle capacità autonome di resistenza e di trasformazione del malato, capacità che vanno aiutate a sprigionarsi dagli sforzi collettivi e disciplinati da tutta la comunità ospedaliera (medici, infermieri e malati in mutua collaborazione). [38]

USO MILITARE DELLA PERCEZIONE EXTRASENSORIALE

   I parapsicologi ritengono che nel corso dell’evoluzione gli esseri viventi e in particolare l’essere umano, abbiano sviluppato, degli adattamenti organici paragonabili alle moderne conquiste della radiotecnica e dell’elettronica.

  Il termine Percezione Extrasensoriale comprende fenomeni diversi. Alcuni di essi hanno il carattere di reazioni motorie a influenze “non percepite” (subsensoriali) di qualche tipo di radiazione emessa dal terreno, come l’emanazione di radio, o l’aumento della ionizzazione dell’aria causato da quest’ultimo. Alcune persone sono particolarmente sensibili a tali fattori, mentre nella maggioranza restano al di sotto della soglia di sensibilità.   

   Un’inchiesta del New York Times del 29 gennaio 1980 afferma che il 45% degli scienziati in attività negli Stati Uniti considera “molto probabile” l’esistenza dei poteri extrasensoriali; il 9% crede fermamente nella loro effettiva realtà, mentre il restante 46% non vi crede assolutamente. I militari fanno parte dei convinti.

   Il rapporto tra quello che viene definita come magia e la guerra è vecchia come l’umanità. Presso gli antichi la guerra e i combattimenti avevano frequentemente una connotazione sacra.   Tutti gli individui validi di sesso maschile della comunità, partecipavano al combattimento; l’ingresso di un giovane nel mondo degli adulti è segnato da un rito d’iniziazione che prevede anche la consegna delle armi e il valore in guerra è considerato una sorte di patente di virilità all’interno della comunità di appartenenza. È comprensibile come i guerrieri fossero motivati a dare il meglio di sé per salvare il proprio gruppo e accrescere il proprio valore.

   Nella storia della magia sono stati numerosi i maghi chiamati dal proprio governo a mettere a disposizione le proprie conoscenze di illusionismo e psicologia per fini bellici.

   Uno dei più famosi è stato Jeane Robert Houdin, [39]  nel 1856 il governo francese, gli chiese aiuto per sedare la rivolta della tribù dei marabutti,[40] in Algeria (territorio che all’epoca era colona francese).  Robert Houdin partì per l’Algeria e diede una serie di spettacoli nel territorio in rivolta. Due sono gli effetti che, più degli altri convinsero i marabutti della “superiorità” della magia francese rispetto alla loro: l’esperimento della cassa e la pallottola bloccata.

   Nel primo, un forzuto marabutto da prima riesce tranquillamente ad alzare una piccola scatola appoggiata sul pavimento, ma dopo che Robert-Houdin dichiara di avergli “levato ogni forza grazie alla magia”, il giovane marabutto non riesce a schiodare la scatola nemmeno di un centimetro. Gli anni passati a studiare le novità tecnologiche dell’epoca, evidentemente, non sono andati buttati, poiché questo fu uno dei primi esperimenti di elettromagnetismo di cui si ha traccia.[41]

   Il secondo esperimento fu la creazione di un effetto che ancora oggi è realizzato da alcuni importanti illusionisti per il mondo e che ha anche visto morire diversi maghi che hanno provato solo a eseguire questo numero.

   L’effetto è semplice: un colpo di pistola viene sparato contro il mago, il quale non solo non muore, ma riesce a fermare la pallottola tra i denti.

  Alla fine, i capi tribù conclusero che la loro magia non poteva competere con quella dei francesi e la pace fu ristabilita.

   Durante la prima guerra mondiale Nevil Maskelyne (1863-1924) figlio di John Nevil Maskelyne (1839-1917) che non era solo il mago più famoso d’Inghilterra, ma anche un inventore d’illusioni talmente valide che sono tuttora eseguite in tutto il mondo dai moderni illusionisti, allenò maghi-spia per conto di T. E. Lawrence d’Arabia.

L’USO NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE

   Secondo il giornalista americano Clifford Linedecker esperimenti di guerra parapsichica sarebbero stati tentati durante la seconda guerra mondiale.[42] Da una parte si erano schierati l’astrologa Sybil Leek e il sensitivo e agente dei servizi segreti inglesi Ian Flemming (che diventerà famoso come l’autore del personaggio OO7), alle dipendenze di un team di psicospie al servizio di Churchill; dall’altra parte, l’astrologo svizzero Karl Kraft, che assieme a diversi satanisti lavorava con le spie del Terzo Reich.

   Nell’ambito dell’Operazione Sovrana, che consisteva nello spiare in trance le basi delle V2 sul Baltico, gli inglesi avevano assunto un certo dottor E. Montgomery, un sacerdote giamaicano di Kingston che sin dalla più tenera età aveva rivelato notevoli poteri paranormali, dalla chiaroveggenza e (a quanto pare) alla capacità di viaggiare in astrale. È proprio in astrale, avrebbe spiato i piani dei nazisti.

   Si sa che i nazisti condussero delle ricerche nell’ambito del paranormale, fissati com’erano all’occulto. Le SS assoldarono numerosissimi astrologi e occultisti. Tre dei più conosciuti, che lavorarono durante il conflitto per Walter Schellenberg[43] e sostanzialmente anche per lo stesso Himmler (che aveva sviluppato un vero fanatismo per l’argomento), furono Ludwig Straniak (1879-1951), il dott. Wilhelm Gutberlet (entrambi esperti nell’uso del pendolo) e l’astrologo Wilhelm Wulff (il cosiddetto Istituto del pendolo).

   Assieme a Wulff, un altro celebre astrologo della Germania nazista fu Karl Ernst Krafft.

Quando Hitler, dopo la caduta del fascismo, ordinò di localizzare la posizione di Mussolini con qualunque mezzo, fu impiegato anche il potere del pendolo. Nel libro di Peter Levenda, Unholy Alliance, l’episodio è raccontato così: “Ciò nonostante, un certo “Maestro del Pendolo Sidereo” riuscì infine a localizzare Mussolini su un’isola ad ovest di Napoli. Va aggiunto che in quel momento Mussolini non aveva alcun contatto con il resto del mondo. Fu infatti l’isola di Ponza dove fu trasferito all’inizio. In altre parole, il “Maestro del Pendolo Sidereo” riuscì a localizzare il prigioniero italiano più celebre del ventesimo secolo… in cambio di nient’altro di un pranzo decente, qualche drink, una buona sigaretta, e un pendolo in oscillazione sulla cartina dell’Italia. Si ricorda anche che uno degli amici più intimi di Hitler fu proprio il “Maestro del Pendolo Sidereo” dott. Gutberlet. Nessuno è in grado di dire se si tratti dello stesso “Maestro”.

   Nel suo Lo Zodiaco e la Svastica, Wulff sostiene a sua volta che uno dei suoi primi incarichi importanti dopo essere stato arrestato dai nazisti fu di localizzare Mussolini, che scomparve dopo la sua caduta in disgrazia nel 1943. Anche Wulff assicura di aver scoperto la risposta esatta – circa cinquanta miglia a sudest di Roma – quando nessuno ancora ne era a conoscenza, la stessa isola di Ponza del “Maestro del Pendolo Sidereo”.

   Anche l’architetto Ludwig Straniak fu utilizzato dai tedeschi. Pare avesse un dono particolare nel localizzare oggetti su mappe usando il pendolo. Come test, gli organi maggiori della Marina Tedesca gli ordinarono di trovare la Prinz Eugen, allora in mare. Pare rimasero particolarmente sorpresi nel veder localizzare la nave di guerra nonostante fosse in quel momento impegnata in una segretissima missione al largo della Norvegia.

   Anche i sovietici come vedremo incoraggiarono le ricerche in questo senso.

IL PROGRAMMA STA GATE

   Nel 1970 uscì un libro dal titolo Psychic discoveries behind The Iron Curtain (Scoperte psichiche dietro la Cortina di Ferro), scritto da Sheila Ostrander e Lynn Schroeder. Gli autori documentavano che i sovietici spendevano un budget di 60-300 milioni di rubli all’anno per reclutare sensitivi, medium, individui dotati di capacità psicocinetiche e telepatiche, arruolandoli con mansioni controspionaggio psichico e di ricerca sulle applicazioni per la “sicurezza nazionale”.

   Questo libro innescò una preoccupazione tra i vertici militari USA, tanto che la DIA creò un documento Controlled Offensive Behavior – USSR (Comportamento Offensivo Controllato – Unione Sovietica)[44] che sottolineava che “dietro al crescente interesse sovietico per l’utilizzo delle possibili capacità telepatiche di comunicazione, e per i fenomeni di telecinesi e bionica ci sono scopi militari del KGB. Le conoscenze sovietiche in questo campo sono superiori a quelle occidentali”. La DIA temeva che i sovietici potessero guadagnare una posizione di vantaggio nello spionaggio internazionale usando personale “atipico” come le spie psichiche che avrebbero potuto leggere a distanza le intenzioni politiche dei leader americani, o dei documenti top secret sulla locazione strategica di truppe e armamenti USA, fino ad arrivare all’assassinio psichico e alla possibilità di inabilitare satelliti e veicoli spaziali. All’epoca simili affermazioni suscitarono parecchie controversie negli ambienti governativi e scientifici che sorreggevano con quella che era ritenuta la tecnologia più spettacolare.

   Ad ogni modo, vista l’evidenza, la CIA è stata costretta a superare una visione scientifica convenzionale e limitata.[45]   In questo clima la ricerca e lo sviluppo del programma Star Gate è stata affidata a due scienziati di prestigio come Russel Targ, noto studioso nel campo della parapsicologia e Harold Puthoff, ingegnere e specialista come Targ di fisica del Laser. In un periodo di oltre 20 anni furono spesi oltre 30.000.000 di dollari per la ricerca svolta alla SRI (Stanford Research Institute) e ulteriormente sotto la direzione di Edwin May  alla SAIC (Science Applications International Corp) dove in condizioni di massimo controllo sono state prodotte prove che dimostrano non solo l’uso della telestesia (visione a distanza o remota: facoltà paranormale che permette di percepire e descrivere eventi e/o oggetti lontani preclusi alla percezione normale) per raggiungere obiettivi strategici militari, ma soprattutto che le facoltà paranormali fanno parte della nostra natura innata.

  Nel primo libro di Targ I miracoli della mente troviamo non solo dei dati sconvolgenti, ma anche il funzionamento dei test fatti in laboratorio che si svolgevano nel seguente modo: all’inizio esperti psichici di provenienza militare – in seguito civili “dotati” o anche dilettanti – seduti in stanze protette dagli effetti dei campi esterni (Pozzo di Faraday) venivano intervistati sulle informazioni che riuscivano ad ottenere utilizzando la visione remota. In pratica veniva loro fornita un’immagine fotografica, chiusa in una busta (che era scelta a caso), oppure le coordinate geografiche di un sito d’interesse militare. Al sensitivo era chiesto di proiettare la mente in quel luogo e descrivere la scena. Paradossalmente il meccanismo della visione remota e di tanti fenomeni ESP (come i sogni precognitivi, la telepatia, l’esperienza di premorte) non può essere spiegato con nessuna teoria scientifica in atto, poiché non segue le leggi conosciute della fisica classica ma si avvicina concettualmente alla fisica quantistica. In cerca di una spiegazione, studiosi come Planck, Schroedinger, Pauli, Broghe hanno colto la connessione che esiste tra l’esperienza (avvenuta nel passato) che l’interazione di due particelle che crea tra le stesse una forma di “collegamento” diretto e istantaneo che va al di là dello spazio e del tempo, in modo che ognuna di esse continua a condizionare il comportamento dell’altra. Nell’Universo vige un principio di “non località” (termine clonato dalla fisica quantistica) attraverso il quale i fenomeni avvengono come se ogni cosa fosse in diretto e continuo contatto con ogni altra. Le ricerche fatte alla SRI sulla visione a distanza hanno confermato l’esistenza di una “mente non locale” alla quale si può avere accesso attraverso le percezioni extrasensoriali, così come afferma il fisico David Bohm: “Qualsiasi evento si verifichi è immediatamente disponibile come informazione in qualsiasi luogo”. Per eseguire una connessione mentale non locale Russel Targ afferma che si è ispirato anche agli insegnamenti sapienziali e ai testi sanscriti che insegnavano come lo stato di “consapevolezza espansa”, equiparato a uno stato di meditazione, consenta a una persona di ricevere o trasmettere informazioni. Lo scienziato chiarisce che la telepatia e gli altri fenomeni paranormali comportano l’unione con una coscienza universale e che non nascono da nessun particolare credo, rito o azione tranne una: quella di calmare la propria mente. Nato per necessità strategiche Star Gate alla fine ci riconduce a quella metafisica e alla ricerca della coscienza che se da un lato non può non esercitare fascino e seduzione dall’altra rimane un argomento tabù per molti.

    Parlando della ricerca psichica all’SRI, nel suo rapporto del 1995 preparato su richiesta della CIA, la dottoressa Jessica Utts, docente di statistica all’University of California, si espresse così: “Dopo aver utilizzato i parametri standard che vengono applicati a qualsiasi altro settore scientifico, si conclude che la percezione extrasensoriale poggia su valide fondamenta. I risultati statistici degli studi esaminati vanno ben al di là di quanto ci si aspetterebbe dal caso. Obiezioni che tali risultati possano derivare delle pecche metodologiche negli esperimenti vengono fortemente ricusate. Risultati di portata simile a quella rilevata nella ricerca finanziata dal Governo, effettuata allo SRI e al SAIC, sono stati riprodotti in numerosi laboratori del mondo. Una tale conformità non può essere facilmente spiegata da rivendicazioni di vizio o frode”. 

   Seguendo un protocollo informale Russel Targ e Hal Puthoff hanno prodotto dei risultati che hanno stupito la CIA. Le linee principale del programma Star Gate sono state rese note anche prima d’ora ma nuovi dettagli devono venire ancora alla luce.

   Dalle 73.000 pagine classificate e rese disponibili dalla CIA sono emerse dei dati eclatanti, vediamone alcuni.

   Nel 1974 Pat Price, sensitivo della SRI, avendo ricevuto solo le coordinate geografiche di un sito lontano ha descritto in modo corretto una pista di atterraggio rappresentando l’area di collaudo nucleare sovietica, ultrasegreta di Semiplatinsk nel Kazakhstan; tre anni dopo la rivista Aviation Week ha conferma to la notizia. Un sensitivo è stato incaricato di trovare un bombardiere russo TU95 che si era schiantato in un punto imprecisato dell’Africa e grazie alla visione a distanza gli amerikani lo hanno trovato per primi. Il caso è stato confermato dall’ex presidente Jimmy Carter in un suo discorso. Nel settembre 1979 la NSC (Consiglio Nazionale per la Sicurezza) ha chiesto informazioni riguardo a un sottomarino sovietico con 18/20 missili di lancio che doveva essere pronto in 100 giorni; dopo 120 giorni sono stati avvistati due nuovi mezzi marini rispettivamente con 20 e 24 missili. Nel febbraio del 1988 viene chiesto di rintracciare il Colonello William Higgings allora prigioniero in Libano (non servì a molto perché il colonello fu ucciso).

   Quesiti sensitivi furono usati per individuare delle armi nucleari rubate in Sud Africa, individuare il luogo dove era sequestrato Dozier che era stato rapito dalle Brigate Rosse, per ritrovare un missile SCUD.

  Nelle liste dei partecipanti al programma Star Gate ci sono anche nomi di personaggi come: Joe McMoneagle ufficiale in ritiro del Servizio Segreto per i Progetti Speciali; Paul H. Smith ufficiale in ritiro dei servizi presidente del CVR (Conferenza per la Visione Remota) insieme a Hal Puthoff, direttore dell’Istituto per Ricerche all’avanguardia di Austin ed anche l’attore americano Ingo Swan, noto per le sue capacità psichiche, tra questi nomi si trovare tra l’altro la celebre guaritrice russa Djuna Davitashvilli che, in un esperimento videoregistrato fatto insieme a Russel Targ e a sua figlia Elisabeth in Russia nel 1984, è riuscita a descrivere in 33 commenti un posto scelto a caso in America e questo a 16.000 Km di distanza.

    Nel 1978 ci fu esperimento, dove Hella Hamid e Ingo Swan riuscirono a ricevere messaggi telepatici da Paolo Alto in California, sulle manovre da compiere a bordo di un sottomarino a 152 metri di profondità e a 800 Km di distanza dalle coste.

   L’applicazione più originale condotta dalla CIA fu quella denominata in codice Oracolo. Miles Copeland ex funzionario della CIA, rivelò che tra gli anni ’50 e ’60 lavorava al cosiddetto “Ufficio sociale” (!) a Langley un gruppo che schedava superstizioni, credenza, fobie e nevrosi di molti personaggi del mondo politico internazionale, con lo scopo di manipolarli (o di screditarli, come quando fu svelato che Reagan aveva un’astrologa personale e che avrebbe voluto la reincarnazione di Adamo e quella di Cortez). È probabile che queste schedature continuino.[46]  Ad esempio, si è scoperto che Boris Eltsin si è recato in passato in Brasile per consultare il medium Rubens Farias, consigliere personale dell’ex presidente del Brasile Joao Figueiredo; questo Farias sostiene di parlare per bocca del dottor Fritz un medico tedesco morto durante la guerra, che gli avrebbe conferito straordinari poteri di guarigione e che, molti anni prima, si sarebbe incarnato in un altro celebre guaritore Zé Arigò, che attirava folle oceaniche. Il premier greco Papandreu consultò gli astrologhi per scegliere la data delle elezioni da tenere in Grecia. Deng Xiaoping si faceva curare da uno sciamano.

   Negli anni ’70, il servizio francese SDECE cercò di corrompere Jean Viaud, famoso astrologo di Arcachon (città francese situata nella regione d’Aquitania)  e redattore di Horoscope consultato da noti leader del Terzo Mondo per costringerlo a fornire oroscopi manipolati. Questi, immaginando che avrebbe rischiato la pelle, rifiutò.[47]  

RICERCHE PICHICHE NELL’EX U.R.S.S.

   Nel 1923 che Vasiliev ricevette l’incarico ufficiale da parte delle autorità sovietiche di studiare a fonde la telepatia, per conto dello Stato, presso l’Istituto Bekhterev.

   Una delle personalità che si applicò nelle ricerche inerenti alla telepatia nei primi anni dell’URSS, fu V.L. Durov. Un attore che possedeva un senso della necessità della scienza, che divenne celebre per la sua abilità nell’addestrare cani che eseguivano i suoi ordini che erano trasmessi telepaticamente. Fino alla sua morte nel 1934, fu direttore del Laboratorio Zoopsicologico di Mosca, dove egli proseguì i suoi esperimenti telepatici in collaborazione con diversi scienziati. 

   Nel 1940 girava a Mosca Wolf Messine, un ebreo polacco ricercato dai nazisti non solo per le sue origini, ma per la profezia della fine di Hitler qualora avesse attaccato l’URSS, a quanto pare, nel 1953 la scoperta di soggetti dotati di facoltà telecinetiche fece balenare c/o le Forze Armate sovietiche, l’idea di un loro utilizzo come l’intercettazione telepatica di piani strategici, il disturbare aerei, radio ecc.  

   Nel 1966 Karl Nikolaiev (che era un telepate) aveva condotto un esperimento di telepatia da Mosca alla Siberia e, nel giro di un anno, presa parte ad alcuni test. All’Università di Leningrado fu messo in una stanza piena di macchinari che registravano le sue reazioni corporee, mentre a Mosca alcuni scienziati cercavano di inviargli dei messaggi Morse mediante telepatia. L’esperimento ebbe successo; i mutamenti delle onde cerebrali del sensitivo furono registrati e decifrati fino a ottenere una parola.

   I presunti esperimenti telepatici che gli americani stavano facendo nei sottomarini nucleari, spinsero i russi a creare negli anni ’60, con il dottor Edward Naumov, uno speciale laboratorio presso l’Istituto di Fisica del Collegio di Stato di Ingegneria Strumentale di Mosca. La creazione del laboratorio, del quale Naumov ricopriva il ruolo di responsabile della parte inerente alla parapsicologia, ebbe il benestare di molti eminenti studiosi: il professor Terletsky, il dottor Sitkovsky dell’Accademia di Scienze Sociali, il dottor Oschchepkov, scopritore del radar in Unione Sovietica e direttore dell’Istituto di Ingegneria.

   Naumov spiega così la differenza tra russi e americani: “Anche qui abbiamo una folta schiera di scettici; però in parte grazie alle dimostrazioni ESP del dottor Rhine in America, i nostri ricercatori non sono impegnati ancora a dimostrare che l’ESP esiste, ma cercano di capire come e perché funzioni la forza PSI”.

   Oltre 40 scienziati, fra cui due premi Nobel, testarono con la telecinetica Nelya  Mikhailova, i risultati con la sensitiva parvero strabilianti. La donna fu seguita fino alla fine da Vasiliev.

   Vasiliev, ufficialmente non aveva più lavorato negli ultimi sei anni di vita; oggi si sa che, eseguì dei test con la sensitiva, che era in grado di muovere a distanza scatole di fiammiferi o bicchieri senza toccarli. Probabilmente, spaventato dal potere di questa donna che era in grado di scatenare, temeva che le autorità potessero utilizzare la telecinesi come arma da guerra.

   Nelya divenuta troppo popolare, colpevole di aver attirato su di sé l’attenzione dell’Occidente capitalista e temendo che qualche potenza nemica, cercasse di allungare le mani sulla donna, alla vigilia del Congresso di parapsicologia tenutosi a Mosca nel 1968, la stampa si accanì contro di lei, definendola ciarlatana e truffatrice. Il risultato di questa campagna è che non poté partecipare al Congresso.

   Nel 1967 la rivista russa Maritime News questa notizia: “i cosmonauti in orbita sembrano avere la capacità di comunicare telepaticamente fra loro più facilmente che con la gente a terra. Un sistema di preparazione PSI è stato inserito nel programma dei cosmonauti. Si spera che possa aiutarli a prevedere ed evitare eventuali pericoli”.

   Il dottor E. B. Konneci, quattro anni prima, quando era responsabile delle ricerche sulle biotecnologie dell’Ente nazionale dell’aeronautica affermò che programma spaziale sovietico era studiata la natura e l’essenza di alcuni fenomeni di comunicazione elettromagnetica fra organismi viventi.

   A Mosca il 17-18 novembre 1971, si tenne un simposio sui contatti radio cosmici. Nel simposio si trattò un vastissimo arco di quesiti: l’esplorazione radio-fisica della luna e dei pianeti, la diffusione delle radio-onde; i sistemi di comunicazione a mezzo satelliti artificiali; e i problemi di presa contatto radio con eventuali civiltà extraterrestri (questa sezione fu quella che raccolse il maggior numero di partecipanti).[48]

   L’intervento più interessante di questo simposio è stato quello di E. Naumov, che rispetto alla comunicazione con eventuali civiltà extraterrestri, vedeva la possibilità di contatto fra gli esseri viventi per via extra sensoriale. Nella sua relazione Naumov si soffermò sui risultati della ricerca nel campo della parapsicologia sia nell’URSS sia che negli altri paesi.

   Nella sua relazione Naumov ha anche toccato la questione del “perché i risultati ottenuti dai parapsicologi non hanno avuto un riconoscimento generale?”. Egli rilevò che esiste una barriera psicologica di fronte ad ogni cosa nuova e diversa, la quale modifica in qualche misura la nostra immagine del mondo.   

LE MACCHINE PSICOTRONICHE DELLA CECOSLOVACCHIA

   La Cecoslovacchia, ufficialmente, è sempre stata un passo in avanti nelle ricerche parapsicologiche.[49]

   Pavel Stepanek, era uno straordinario telepate, ed indovinava con straordinaria facilità le carte Zener.[50] Tuttavia, verso il 1965, si registrò un suo incredibile insuccesso con il dottor John Beloff, indovinando molte meno carte di quanto avvenga per caso: stava perdendo i suoi poteri?

   Già prima della guerra, il dottor Osc Fischer, aveva lavorato con il sensitivo Stevan Ossowiecki, di Varsavia e con il chiaroveggente Erik Jan Hanussen. Sotto il nazismo, Hanussen divenne ricco e potente grazie alle sue qualità di veggente e astrologo. Ma alla fine fu assassinato nazisti, poiché come chiaroveggente non solo aveva previsto la fine di Hitler, ma a quanto pare riusciva a vedere gran parte dei loro progetti segreti.

   La considerazione della parapsicologia era così diffusa negli ambienti culturali cecoslovacchi che perfino il fisiologo Eduard Babak, rettore dell’Università di Brno, nel suo discoro di insediamento, asserì che in certe particolari condizioni psicofisiologiche, la psiche umana piò influenzare la psiche di un altro essere umano anche sena l’intervento della percezione sensoriale.

   Kuchynka (un pioniere della ricerca ESP in Cecoslovacchia) affermava che l’importanza della parapsicologia risiede nel farci comprendere che siamo legati al cosmo molto più intimamente di quello che abbiamo sempre pensato.

   L’uso dell’ESP in Cecoslovacchia non è stato limitato ai ricercatori universitari e a gruppi privati: l’esercito cecoslovacco, nel 1966, rivelò che la parapsicologia fu usata di frequente in guerra, in particolare nella campagna controrivoluzionaria del 1919 dove la Cecoslovacchia partecipava assieme ai romeni e agli imperialisti francesi con la repubblica ungherese dei consigli. Nel 1925, l’esercito cecoslovacco pubblicò un libro ad uso dei militari, dal titolo Chiaroveggenza, ipnotismo e magnetismo di Karel Hejbalik.

   Secondo quanto scrive lo studioso Miroslav Ivanov nel suo libro Non soltanto le uniformi nere, durante la seconda guerra mondiale le persone dotate di poteri paranormali furono usate come sentinelle, per avere notizie sui campi di concentramento.

   Furono infatti i cecoslovacchi a mettere a punto, alla fine degli anni ’60, le prime macchine psicotroniche. Si trattava di tutta una serie di oggetti bruniti o lucidi, ruvidi, martellati, in acciaio, bronzo, rame, ferro, oro, in grado di amplificare le energie psichiche dei sensitivi. Tali strumenti vennero presentati per la prima in un documentario realizzato da alcuni scienziati cecoslovacchi per il Congresso di Mosca del 1968.

   Gli scienziati cecoslovacchi ritengono che gli essi umani e tutte le cose viventi siano pieni e piene di un tipo di energia che, fin a poco tempo fa, era stata ignorata dalla scienza ufficiale. Questa energia chiamata “energia psicotronica”, sembra essere la spiegazione di tutti gli eventi psichici.

   Tra gli strumenti presentati a Mosca c’è il generatore psicotronico, o Pavlita (dal nome del suo inventore), che è in parte è un derivato dagli antichi manoscritti che contenevano delle scoperte ormai dimenticate.

   Dal 18 al 22 giugno 1973 si tenne a Praga una Conferenza Internazionale di Psicotronica. Parteciparono a questa Conferenza 246 studiosi provenienti da 21 paesi di tutto il mondo. La delezione più numerosa proveniva dal USA con 120 membri, seguiti dalla Cecoslovacchia con 60. I lavori della Conferenza furono suddivisi in sei sezioni: Sezione 1 – Psicotronica e ricerche tradizionali, Sezione 2 –Psicotronica e Fisica, Sezione 3 – Psicotronica e Antropologia, Sezione 4 – Psicotronica e Radioestesia, Sezione 5 – Psicotronica e Pedagogia, Sezione 6 Psicotronica e l’Uomo: Natura, Animali, Vegetali.  

I “PIEGACUCCHIAI” DELL’ERA BUSH

   Nell’era Bush Junior ci furono tutta una serie di militari che sono stati dei propugnatori delle ricerche sui fenomeni paranormali per fini militari/spionistici, essi sono:

  • Il General maggior Albert N. Stubblebine III. È stato il direttore generale dell’Intelligence dell’Esercito INSCOM tra il 1981 e il 1984. In quel periodo lanciò tutta una serie di progetti segreti a Forte Meade per la visione remota e altre cose del genere. È stato uno dei più espliciti nel proporre una versione New Age delle tecniche militari di combattimento.[51] Nel 1981 sempre a Forte Meade fondò una unità di spie psichiche e promosse progetti analoghi a Fort Bragg. È uno convinto che applicando le tecniche del controllo della mente sulla materia si potrebbe attraversare i muri.[52]    
  • Il gen. Wayne Downing. Aveva diretto le operazioni speciali in occasione dell’invasione di Panama del 1989, dopo l’11 settembre fu nominato Direttore nazionale e vice consigliere della Sicurezza nazionale per la lotta contro il terrorismo, carica che ricoprì fino al giugno 2002.
  • Il Gen. Peter Schoomaker, Capo di stato maggiore dell’esercito USA, è stato il comandante generale del Comando congiunto per le operazioni speciali (1994-1996).  
  • Il Gen. William Bokin. Comandante delle operazioni speciali dell’esercito dal 1998 al 2000. Era il comandante delle forze speciali USA nel 1993 a Mogadiscio, quando queste furono sconfitte, dalla guerriglia somala.
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   Questa gente, sopra descritta, sono dei personaggi paradossali, al servizio di un’amministrazione che era composta da fondamentalisti cristiani, ci si trova uno come il maggiore Aquino un esperto di guerra psicologica, che nel 1975 fondò una setta satanica chiamata il Tempo di Set, [53]   che fu sospettata di essere al centro di un giro di pedofilia.

   In un documento del 1980 scritto da Aquino assieme al Gen. Paul Vallely dal titolo From PSYOP MindWar: The Psychology of Victory (Dalla guerra psicologica alla guerra mentale: la psicologia della vittoria), si presentava un piano per una guerra psicologica perpetua, rivolta anche contro la stessa popolazione americana. Nel documento si afferma tra l’altro: “La guerra mentale deve iniziare nel momento in cui la guerra si ritiene inevitabile. Deve ricercare l’attenzione della nazione nemica attraverso ogni mezzo possibile e deve colpire i potenziali soldati prima che essi indossino le uniformi. Essi sono più vulnerabili alla guerra mentale nelle loro case e comunità” “La guerra mentale è soprattutto strategica…Nel suo contesto strategico deve estendersi in ugual modo ad amici, nemici e neutrali in tutto il globo  non attraverso i primitivi volantini gettati sui campi di battaglia o gli altoparlanti della guerra psicologica, né attraverso gli sforzi deboli, imprecisi della psicotronica, ma attraverso i mezzi di informazione posseduti dagli Stati Uniti che hanno la capacità di raggiungere virtualmente ogni popolo sulla faccia della terra. Questi mezzi di informazione sono ovviamente quelli elettronici, radio e televisione. Gli sviluppi più avanzati delle trasmissioni consentono una penetrazione delle menti ovunque nel mondo come non sarebbe stato concepite fino a pochi anni fa”.

   Valley promosse anche le ricerche sulle tecniche subliminali di lavaggio del cervello e sulle armi che aggrediscono direttamente il sistema nervoso e cerebrale dei soggetti presi di mira.

L’IMPORTANZA DELL’OBIETTIVO POLITICO

   Dunque, la mente è un terreno di combattimento, e conquistarla è un obiettivo. Già Sun Tzu ne L’arte della guerra, un testo studiato da tanti politici e militari e da Mao (che lo cita nel suo saggio problemi strategici della guerra rivoluzionaria in Cina) mostra che la guerra è uno degli strumenti a disposizione del potere politico per conseguire i suoi fini, ma un mezzo particolarmente delicato poiché dal suo uso dipende la salvezza o la rovina dello Stato: perciò risulta chiara la subordinazione della guerra alla sfera politica e la preoccupazione per la conservazione del potere, anticipando a più di due millenni la famosa definizione di Clausewitz sulla guerra come prosecuzione della politica con altri mezzi.

   Perciò la centralità dell’obiettivo politico rispetto al mezzo bellico e all’uso della forza militare, risulta chiaro per Sun Tzu: “1. Dichiarare la guerra, il risultato ideale è di prendere intero e intatto il paese nemico. Danneggiarlo o distruggerlo non è altrettanto buono. Del pari, è meglio catturare un’armata, o un reggimento, o una compagnia, o un distaccamento intatti piuttosto che distruggerli. 2. Perciò, combattere e vincere cento battaglie non è prova di suprema eccellenza: la suprema abilità consiste nel piegare la resistenza (volontà) del nemico senza combattere”. In sostanza scopo principale non è il solo e semplice successo, ma il massimo profitto che lo si ottiene quando oltre alle proprie forze anche quelle nemiche restano intatte, ma sottoposte al controllo dell’avversario che le fa proprie accrescendo così la propria potenza.

   Come fattore politico di potenza da comparare, Sun Tzu mette

immediatamente in evidenza il Tao, inteso come livello variabile di fiducia e di consenso popolare espresso nei confronti dello Stato e dei nuclei dirigenti al potere: la guerra rappresenta una decisione/azione che li riguarda entrambi, anche perché secondo la filosofia cinese che Sun Tzu riprende e fa sua, quando il popolo si ribella al sovrano, significa che il sovrano, ha compiuto pesanti ingiustizie venendo così privato del “mandato del cielo”. Essendo nel pensiero cinese che la giustizia, la legge e la ragione stanno sempre dalla parte del popolo. Perciò nelle strategie belliche lo scontento/appoggio popolare sono un elemento importante in guerra e in generale nella lotta politica. Non è un caso che a più di 2000 anni di distanza Mao con la strategia della Guerra Popolare di Lunga Durata rielabora creativamente le regole strategiche di Sun Tzu.

   Perciò le guerre mentali fanno parte di una strategia tendente a piegare la resistenza dell’avversario e cercare di annichilire le eventuali resistenze.

   Un compito preventivo dunque, dove la crisi generale del Modo di Produzione Capitalista peggiora costantemente le condizioni di vita e di lavoro delle masse dell’intero pianeta. 

   Secondo alcuni ricercatori del Complex System Institute le rivolte del 2008 e del 2011, hanno avuto origine dall’aumento dei prodotti alimentari e hanno stabilito che, quando l’indice dei prezzi del cibo supera una certa soglia, è probabile l’esplosione di rivolte. 

   Visto che l’aumento dei prodotti alimentari prosegue costantemente, come affrontano questo problema i governi europei e americani, la UE, le autorità academiche e gli enti di ricerca? Subordinando sempre di più l’agricoltura alle esigenze del capitale, che non sono certo compatibili con la lotta contro la fame. La Carnegie Institution e la Stanford University hanno accertato che esistono 4,7 milioni di chilometri quadrati di terre abbandonate. Si tratta di un territorio grande la metà degli USA.  Utilizzarle per produrre cibo? Neanche per idea! I ricercatori ritengono che la “la biomassa totale potrebbe ammontare a più di 2,1 miliardi di tonnellate con un contenuto totale di energia di circa 42 exajoules (miliardo di miliardi di Joule) equivalenti di 170 milioni di barili di petrolio”.[54]

   Quando questa razza di “filantropi” parla di “colture bioenergetiche sostenibili”, non intendono certo “sostenibili” per le masse che sono alla fame e quelle ancor più numerose che con mille stenti riescono a riempire a malapena lo stomaco. Gli interessi di rapina capitalista non hanno difficoltà a nascondersi dietro una maschera ecologica.

   La crisi economica ha già portato a una riduzione della speranza di vita non soltanto nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo ma nei maggiori paesi imperialisti a partire dagli Stati Uniti: “per i bianchi poveri si torna alla media degli anni ’50. Pesa il minor ricorso a cure mediche. Gli americani hanno perso in 48 mesi il 10% di reddito. Per le donne senza diploma l’aspettativa di vita è diminuita di 5 anni”.[55]   

SPIONAGGIO ESP

   Quando nel 1949 l’Unione Sovietica sperimentò con successo la sua prima testata nucleare atomica, non solo tensione internazionale salì alle stelle, ma negli USA si alimentò da parte delle classi dominanti un’isteria di massa nei confronti dei comunisti. Uno dei fomentatori più famosi fu il senatore McCarthy (non è un caso che questo periodo fu denominato maccartismo). Le accuse lanciate dal senatore Joe McCarthy raggiunsero il proprio limite quando la stampa lo accusò di aver rovinato la vita di molte persone con accuse prive di alcuna prova o, addirittura, false. Dopo aver condotto una campagna anticomunista addirittura contro gli alti gradi dell’esercito, una commissione del Senato votò una mozione di censura contro lo stesso McCarthy.

    Ovviamente, la tensione internazionale e il clima da “caccia alle streghe” furono la giustificazione ideologica per motivare la corsa al riarmo: gli scienziati statunitensi furono spronati a rafforzare l’arsenale bellico USA con ogni mezzo possibile e furono usati anche gli scienziati nazisti grazie all’Operazione Paperclip.

Gli scienziati nazisti riciclati dagli USA furono quelli che fecero pesare di più la “minaccia comunista”, un esempio eclatante di carriera brillante di questa riciclati fu Wernher von Braun, il creatore delle V2, che nel 1945 aveva soltanto 32 anni Si tratta di uno dei più brillanti ingegneri dell’epoca. Sin dagli anni ‘30, egli aveva lavorato sotto la guida di Hermann Oberth, il padre della missilistica tedesca. Raggiunge le SS e il commando personale del capo dell’organizzazione, Heinrich Himmler, prima di ottenere il grado di comandante. Durante la guerra, lavora al centro di Peenemünde sul progetto di missili V2. Queste ultime sono costruite nella fabbrica Mittelwerk, da personale proveniente dal campo di concentramento di Dora.[57]

   La base militare ultrasegreta di Edgewood Arsenal, nello Stato del Maryland, era sin dal 1922 il principale centro di ricerche mediche sulla guerra chimica negli Stati Uniti. Dapprima per testare i gas, e più tardi i metodi di manipolazione psicologica, da parte di numerosi ricercatori nazisti salvati dall’operazione Paperclip, che vi condussero degli esperimenti a partire dal 1947 fino al 1966, spesso in modo troppo empirico e utilizzandole cavie che avevano sottomano. Il che non migliorò l’immagine di Paperclip, anche tra il personale scientifico che vi era permanentemente di base. Così il direttore scientifico di Edgewood dell’epoca, il dottor Seymour Silver, commentava i loro lavori in questi termini: “La loro valutazione generale sia per quanto concerneva la scelta dei soggetti sia gli esperimenti stessi era erronea, molto cattiva“. Ora nel campo dei gas da combattimento, dei gas invalidanti e degli psicotropi, tali metodi ebbero conseguenze umane terribili.

   Uno dei primi nazisti reclutati alla base è Kurt Rahr, figura di secondo piano nazista ma comunque inquietante in Germania sia per delitti di diritto comune quanto per il suo sostegno al Terzo Reich. Malgrado un rapporto sfavorevole lo ritenga indegno di fiducia e dunque pericoloso per la sicurezza degli Stati Uniti, viene inviato questo specialista dell’elettronica dell’alta frequenza a Edgewood nel settembre del 1947. Ma non gli si affidano dei lavori classificati segreti ed è troppo moderato per i gusti di Hans Trurnit, altra recluta importata nel 1947 dell’élite scientifica nazista questa volta, che l’accusa di essere comunista e lo fa ritornare in Germania. Titolare all’università di Kieldu dal 1934 al 1940, Trurnit è stato assistente del professor Holzlöhner, che condusse, durante la seconda guerra mondiale, degli esperimenti concernenti il freddo su dei prigionieri di Dachau.

   Uno personaggio chiave che ha operato a Edgewood resta il chimico Friedrich Hoffmann, anche lui tra i primi giunti alla base. Questo vecchio candidato rifiutato dalle SA sintetizzava durante la guerra i gas tossici e le tossine per il laboratorio di guerra dell’università di Würzburg e l’Istituto di ricerche tecniche della Luftwaffe. Arrivato negli Stati Uniti, è incaricato di inventare dei nuovi equipaggiamenti di protezione e di antidoti contro i due gas più mortali inventati dai nazisti di cui dispone l’US Army, il Tabun e il Sarin, riportati in grandi quantità dalla Germania negli arsenali statunitensi. Con l’aiuto dei rapporti sugli esperimenti condotti nei campi di concentramento e di cavie scelte tra i soldati della base, volontari ma poco informati sulla realtà degli esperimenti, tenta di determinare quali effetti producono questi gas sull’organismo. Il protocollo sperimentale è sommario: una grande stanza è trasformata in camera a gas, vi si collocano degli animali e dei soldati cui si richiede di togliersi la maschera a gas e di respirare delle dosi di veleno sin quando non lo sopportano più. Così il soldato Don Bowen racconta, dopo aver visto tutti gli animali della stanza agonizzare con atroci sofferenze: “Il mio primo riflesso fu di non respirare. E quando infine feci una lunga inspirazione, il gas mi bruciò il naso, la gola e le lebbra“. Numerose cavie sono state anche ospedalizzate per diversi disturbi dopo aver respirato deboli dosi di gas mostarda o Tabun.

   Nel 1949, gli scienziati di Paperclip di base a Edgewood si vedono affidare una nuova missione: testare un psicotropo sbalorditivo, che provoca delle allucinazioni delle tendenze al suicidio negli esseri umani. Si tratta dell’LSD, scoperto alcuni anni prima da un altro Hoffmann, Albert questa volta, nei laboratori Sandoz di Basilea.[58] Il suo uso doveva, secondo il suo principale promotore L. Wilson Greene, rendere possibile una “guerra più umana”. L’obiettivo è, infatti, in origine di determinare se si può ricorrere all’LSD e a una sessantina di altri psicotropi per condurre una guerra “psicochimica” destinata a indebolire la popolazione e le truppe nemiche. Ma progressivamente, con l’ascesa in potenza della cosiddetta guerra fredda e la moltiplicazione delle operazioni di contro-insurrezione, la CIA si accaparra il progetto e lo focalizza sulla condotta degli interrogatori e della creazione di mezzi per spezzare la resistenza psicologica dell’interrogato, per provocare delle dissociazioni psicologiche e degli stati di amnesia[59].

   Nel solo periodo tra il 1955 e il 1975, 7.000 soldati americani furono utilizzati come cavie involontarie; gasati, asfissiati, drogati per le ricerche sul controllo del cervello.[60]

   Complessivamente, si calcola che i diversi programmi dell’operazione Paperclip hanno mobilitato quasi 1500 scienziati nazisti per lottare contro l’URSS, il Movimento Comunista, quello Antimperialista e in generale contro tutte le forze che si opponevano in varia misura all’imperialismo USA. Essi testimoniano la scelta dello Stato Maggiore degli Stati Uniti di collaborare con il partito nazista malgrado il veto originale del presidente Roosevelt. Una scelta ulteriormente validata dal presidente Truman e innalzata a livello di una politica federale sistematica. Infatti, sotto il controllo del Consiglio di sicurezza nazionale, delle operazioni simili sono condotte parallelamente in altri campi per recuperare e integrare i quadri nazisti così come i quadri del sistema militare giapponese nell’apparato di sicurezza degli Stati Uniti o per impiegarli in operazioni segrete all’estero

L’USO MILITARE E SPIONISTICO DELL’ESP OLTR LA COSIDDETTA CORTINA DI FERRO

   Nello stesso tempo al di là della cosiddetta “cortina di ferro”, in quello che era il campo socialista, vuoi per la minore capacità tecnologica rispetto agli USA, vuoi per un retroterra culturale più esoterico, vennero impiegate con successo tecniche di spionaggio telepatico.

   Rejdak, ex psicologo dell’esercito cecoslovacco fu uno dei più importanti parapsicologi dell’Est (nonché collaboratore Vasiliev), affermò ciò che prima aveva il “aura” o “magnetismo animale” attualmente è definito “plasma biologico”. Grazie a questo “plasma biologico” il guaritore interagirebbe con il paziente e “la vocazione della sensitiva per la rabdomanzia, ad esempio è presente nel 20% dei maschi e nel 40% delle femmine.[61]

   Interrogato sulle armi psicotroniche, Rejdak rispose: “Lo sfruttamento di questi fenomeni in campo militare non è facile. Si sfruttare la telepatia o altre extrasensoriali a distanza; queste sono utilizzate dallo spionaggio per ottenere informazioni per via parapsicologica. Oggi si cerca di ottenere informazioni direttamente dalla subconoscenza. Per esempio, il professor Sergeiev ha costruito un apparecchio, con elettrodi, che agisce sui processi subcoscienti della persona e che hanno una verifica sulla energetica esterna. Ad esempio, se questo apparecchio è collegato ad un autista, e se l’autista sente subcoscientemente che un altro veicolo sta arrivando da dietro una curva, questo apparecchio lo segnala, anche se la persona non è coscientemente informata. Questo tipo di ricerche possono avere uno sfruttamento militare”.[62]

   Lo scienziato inglese Turan Rifat, colpito dalle possibilità della chiaroveggenza indicate in un lavoro della dottoressa Jessica Utts, docente di Statistica a Stanford, afferma che: “L’interesse dei militari circa il Remote Viewing risale agli anni Cinquanta, perlomeno, quando in piena Guerra Fredda si cercava di carpire in questo modo dei segreti militari. Lo stesso hanno fatto i russi, quando gli americani lo scoprirono, aumentarono gli stanziamenti per il Progetto Scangate, continuato come Progetto Grill Flame, Center Lane, Sunstreak e  Stargate”.[63]

   Queste ricerche nel capo militare si svilupparono nell’URSS a quanto sembra sin dall’inizio degli anni ’40, quando le autorità sovietiche reclutarono nel 1940 Wolf Messing, un ebreo polacco ricercato dai nazisti non solo per le sue origini ma per la sua profezia della fine di Hitler qualora questi avesse attaccato l’URSS. Messing non lesinava nel dare mostra di propri poteri di induzione mentale (sembra che avesse le capacità di guidare telecineticamente le menti altrui).

   Su queste ricerche sovietiche negli Stati Uniti si scrissero diversi libri di denuncia alcuni ironici e scettici, altri dal tono allarmistico. In Excalibur briefing, il colonnello dell’Esercito americano Thomas Bearden, coinvolto in ricerche psichiche per conto del Pentagono, afferma nientemeno che i sovietici studiavano il sistema di teletrasportare gli effetti delle esplosioni nucleari. In Psychic Discoveries. The IronCurtain Lifted, edizione comprendente loPsychic Discoveries Behind the Iron Curtaincon l’aggiunta del successivo The Iron Curtain Lifted, pubblicato negli Stati Uniti con una prefazione di Uri Geller, tradotto prima in francese e poi in italiano, le autrici Sheila Ostrander e Lynn Schoeder esprimevano dopo un viaggio nei Paesi dell’Est, tutta la loro preoccupazione poiché i “parapsicologi americani fossero rimasti indietro”.   

   Sheila Ostrander e Lynn Schoeder furono delle profetesse? Non un complottista, ma un professore di psicobiologia dell’Università di Roma, direttore dell’Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR, Alberto Oliverio[64]in due sue corrispondenze da Mosca riportate il 6 gennaio 2003 sul Messaggero afferma che nel giro di pochi anni, a Kaluga, sono erano stati ritrovati una ventina di uomini scomparsi da casa da qualche settimana: managers, tecnici di alto livello, ingegneri elettronici, che vagavano nei pressi della stazione in preda ad una totale amnesia. Non ricordavano quasi nulla della propria vita ma continuavano a possedere altre forme di memoria legate in prevalenza al loro lavoro.

   Cosa è successo a questi smemorati?

   E come mai alcuni di loro avevano ancora sulle tempie segni simili a quelli lasciati da elettrodi, quelle placchette di metallo con cui si può registrare l’attività elettrica del cervello o somministrare shock in grado di indurre amnesia?  Ed è un caso che, nella regione di Kaluga, vi siano alcuni laboratori di ricerca, specializzati in studi di farmacologia del sistema nervoso? È possibile che gli smemorati di Kaluga siano serviti da cavie per un esperimento sulla memoria, per indurre l’amnesia o che altro?[65]

   Questo genere di esperimenti sarebbe stato condotto anche negli Stati Uniti.

   Cathy O’Brien, ha asserito, in un memoriale esplosivo, Trance formation of America (1995) asserisce nei suoi libri essere stata vittima di progetti, abusi e sperimentazioni, nell’ambito di progetti per il controllo mentale (Progetto MK-ULTRA), comandati da importanti personaggi della politica americana come: George W. Bush o Richard Bruce “Dick” Cheney.[66]

   Cathy O’Brien parla di laboratori militari segreti che opererebbero illegalmente facendo degli esperimenti sugli esseri umani. Sarebbero impiantate in questi laboratori nel cervello sonde microscopiche o implants (elettrodi studiati sin dagli anni ’60 su topi e scimmie) che verrebbero attivate a distanza; esse produrrebbero scariche elettriche che dovrebbero stimolare alcune aree del cervello, trasformando gli esseri umani in veri e propri robot.

   Si può credere o meno ai racconti di Cathy O’Brien, ma non si può negare che gli implants esistono: l’ex agente della CIA Derrel Sims ne ha estratti chirurgicamente una cinquantina circa e, sebbene molti ufologi propendano per una matrice aliena dei marchingegni, sappiamo che sonde, forse meno sofisticate ma comunque terrestri, possono essere vendute su internet e, tra l’altro, sono alla base di studi come il “braccialetto elettronico” per i carcerati.[67]

   Sembrerebbe che i russi siano ancora più avanti e abbiano inventato “impianti” attivabili a distanza con la sola forza della mente.

    Di certo qualcosa di strano accade a Kaluga.

   Sembra che, come accennato, test di questo genere siano attualmente condotti negli USA; secondo Ron McCray, gli USA disporrebbero di una particolare macchina psicotronica, detta “induttore di paranoia”, con la quale manipolerebbero a distanza le persone; è documentato, inoltre, che gli americani dispongano di impianti sottocutanei che, mediante stimolazioni elettriche, possono alterare sensibilmente il comportamento degli esseri viventi, sia umani che animali.

   Lo studioso polacco Michal Kaszowski ha dichiarato che, in Russia, sono state condotte molte ricerche insolite, come test di conquista della materia attraverso l’PSI. A detta di un pubblicista che lavora per il Kijevskie Novosti, vi sarebbero laboratori segreti, noti come Chernobyl 2, dove si conducevano vari ricerche del su come influenzare il cervello e la mente umana con tecniche super o subsoniche, oppure con campi magnetici (non è escluso che questi esperimenti siano ancora in corso).

   Secondo il giornalista tedesco Joachim Ward, gli scienziati sovietici avevano sviluppato per conto del KGB un sistema di condizionamento mentale che trasformava in robot alcuni soldati impiegati in missioni speciali durante la guerra in Afghanistan: i soldati sarebbero stati programmati per entrare in azione non appena ricevevano un segnale in codice registrato nel cervello. Questa psicoarma sarebbe abbandonata per odine di Gorbachev nel 1988.

   Secondo l’ex fisico del Pentagono Thomas Bearden l’ex Unione Sovietica aveva attuato un’operazione segreta della “Fer-de-lance”, “per la conquista del mondo con mezzi psichici (è ovvio che un’informazione del genere fatta da uno che lavorava per il Pentagono deve essere presa con le molle, poiché può essere un’operazione di guerra psicologica per aumentare lo stato di tensione contro l’URSS e favorire così il complesso militare-industriale).

PROJECTS GRIFFAME

   Negli anni ’70 lo scienziato e artista Ingo Swann[68] divenne noto come un personaggio dotato di poteri psichici. Per questo motivo fu contatto da Hal Puthoff, fisico della Stanford Research Institute che aveva lavorato per i servizi segreti della marina e per l’NSA. Egli volle sottoporre Swann ad alcuni test. Puthoff che non credeva molto nei poteri psichici, ma desiderava verificare alcune sue teorie sulla fisica quantistica. Nel 1972, durante i test Swann lavorò unicamente sulla scorta di alcune coordinate: Puthoff, cifrando un immenso atlante, gli forniva longitudine e latitudine del pianeta e solo concentrandosi su questi dati Puthoff riusciva a fornire una descrizione dettagliata del luogo che vedeva. Swann definì questo tipo di operazione Remote Viewing ossia la visione a distanza. Ebbene, Swann percepiva e descriveva correttamente le località una dopo l’altra, includendo particolari che solo l’acquisto di un atlante più dettagliato avrebbe rivelato esatti al 100%. Poco tempo dopo Puthoff fu avvicinato da agenti della CIA che conoscevano i suoi trascorsi nei servizi segreti della marina e della NSA. Gli confidarono che i Russi erano molto più avanti di loro in questo campo e gli chiesero di organizzare qualche test da sottoporre a Swann a porte chiuse. L’esperimento andò bene e fu dato il via al progetto pilota governativo “SCANATE” (“Scannino by coordinATE”, rilevamenti tramite coordinate) che continuò fino al 1976, quando il programma “psichico” venne rilevato dall’Intelligence dell’US Army e dal Security Command (INSCOM). Oltre una dozzina di ufficiali dell’Intelligence militare furono addestrati a sfruttare i protocolli di Remote Viewing sviluppati a Stanford e nel 1976 andarono a formare il distaccamento “G”, conosciuto anche come Progetto Grillflame, situato a Fort Meade, nel Maryland. Negli anni questo progetto ricevette anche altri nomi, come Center Lane, Sun Streak e Stargate. Quest’unità PSI (cioè dotata di poteri psichici) era una creazione del General maggiore Ed Thompson, all’epoca capo assistente dello staff di Intelligence del Governo.

USO MILITARE DELL’ESP

   Un’inchiesta del New York Times del 29 gennaio 1980 afferma che il 45% degli scienziati inattività negli Stati Uniti considera “molto probabile” l’esistenza dei poteri extrasensoriali; il 9% fermamente convinta della loro effettiva realtà, mentre il restante 46% non vi crede assolutamente. I militari fanno parte del 9% di convinti. Nel 1972 e nel 1975, infatti, la D.I.A. (Defence Intelligence Agency) negli USA avrebbe compilato (bisogna sempre usare il condizionale) due dossier possibilità di realizzare azioni di spionaggio e propaganda ottenute per mezzo di telepatia, e di mettere fuori uso le armi dei nemici con la psicocinesi.

   La spinta in favore dell’uso militare dell’ESP sarebbe determinata da un rapporto della DIA[69]  che affermava che i russi avevano già fatto progressi giganteschi nello studio di armamenti azionati da facoltà ESP, in particolare con la telepatia. Si diceva che erano stati sviluppati numerosi sistemi di “puntamento telepatico” e altri tipi di armi, tra cui “macchine per modificare il tempo atmosferico, per diffondere perturbazioni mentali”, addirittura “per creare terremoti”. Realtà o propaganda da guerra fredda? Come si diceva prima gli studi sull’ESP nell’ex U.R.S.S.  erano molto sviluppati, anche se a periodi alterni furono condannati (magari per nascondere proprio questi studi). Nell’esercito USA, ci sono stati tutta una serie di militari che furono i propugnatori dell’uso dei fenomeni considerati paranormali per fini militari/spionistici: il General maggior Albert N. Stubblebine III, egli è stato il direttore generale dell’intelligence dell’esercito INSCOM tra il 1981 e il 1984. In quel periodo lanciò tutta una serie di progetti segreti a Fort Meade per la “visione remota” e altre cose del genere. È stato uno dei più espliciti nel proporre una versione New Age delle tecniche militari di combattimento. Nel 1981 fondò una “unità di spie psichiche” a FortMeade e promosse progetti analoghi a Fort Bragg. Era uno convinto che applicando le tecniche del controllo della mente sulla materia si sarebbe potuto attraversare i muri.[70]

   Il Gen. Wayne Downing, egli è stato il comandante delle Operazioni Speciali. Aveva diretto le operazioni speciali in occasione dell’invasione di Panama del 1989, dopo l’11settembre 2001fu nominato Direttore nazionale e vice consigliere di sicurezza per la lotta contro il terrorismo, carica che ricoprì fino al giugno 2002.

   Il Gen. Peter Schoomaker, Capo di stato maggiore dell’esercito USA è stato comandante generale del Comando congiunto per le operazioni speciali (1994-1996), comandante delle Operazioni speciali dell’esercito (1997-2000). Secondo un libro di Jon Ronson sulla diffusione della New Age nell’esercito S.U.A. (The Men Who Stare ai Goats, Simon & Schuster, New York 2004), Schoomaker avrebbe costituito un centro studi dell’ufficio di Capo di stato maggiore dell’esercito per diffondere tecniche paranormali nell’esercito USA.

   Il Gen. William Boykin, egli è stato il comandante in capo delle Operazioni speciali dell’esercito di Fort Bragg dal 1998 al 2000. Era lui il comandante delle forze speciali USA nel 1993 a Mogadiscio, quando queste furono sconfitte, dalla guerriglia somala.

Questi militari sono dei personaggi paradossali, hanno servito un’amministrazione di fondamentalisti cristiani e sionisti come quella di Bush, e in mezzo a loro ci sono personaggi come il maggiore Aquino, un esperto di guerra psicologica, che nel 1975 fondò una setta satanica chiama Il tempio di Set.[71]

   Aquino ha una lunga storia in questo tipo di operazioni “speciali” e “paranormali”.  Secondo un documento scritto dal colonnello Paul Valley e dal maggiore Aquino, intitolato From PSYOP to MindWar: The Psychology of Victory (Dalla guerra psicologica alla guerra mentale: la psicologia della vittoria), dove si presentava un piano per una guerra psicologica perpetua, rivolta anche contro la stessa popolazione americana. Nel documento si afferma tra l’altro: “La guerra mentale deve iniziare nel momento in cui la guerra si ritiene inevitabile. Deve ricercare l’attenzione della nazione nemica attraverso ogni mezzo possibile e deve colpire i potenziali soldati prima che essi indossino le uniformi.  Essi sono più vulnerabili alla guerra mentale nelle loro case e comunità..” “La guerra mentale è soprattutto strategica…Nel suo contesto strategico deve estendersi in ugual modo ad amici, nemici e neutrali in tutto il globo non attraverso i primitivi volantini gettati sui campi di battaglia o gli altoparlanti della guerra psicologica, né attraverso gli sforzi deboli, imprecisi della psicotronica, ma attraverso i mezzi di informazione posseduti dagli Stati Uniti che hanno la capacità di raggiungere virtualmente ogni popolo sulla faccia della terra. Questi mezzi d’informazione sono ovviamente quelli elettronici, radio e televisione. Gli sviluppi più avanzati delle trasmissioni consentono una penetrazioni delle menti ovunque nel mondo come non sarebbe stato concepite fino a pochi anni fa”.

   Valley promosse anche le tecniche sublimali di lavaggio del cervello e le armi che aggrediscono il direttamente il sistema nervoso e cerebrale dei soggetti presi di mira: “Vi sono delle condizioni puramente naturali in cui le menti possono diventare più o meno ricettive e la guerra mentale deve avvantaggiarsi completamene di questi fenomeni come l’attività elettromagnetica dell’atmosfera, ionizzazione dell’aria ed onde alle frequenze estremamente basse”.

   Le guerre mentali fanno parte di una strategia tendente a piegare la resistenza dell’avversario e cercare di annichilire le eventuali resistenze.

    Secondo il documento sopracitato l’esercito statunitense avrebbe utilizzato un sistema d’arma operativo per mappare le menti di individui neutrali e nemici, e quindi modificarli secondo gli interessi dell’imperialismo USA. Questa tecnica sarebbe stata la causa della resa di 29.276 vietcong e soldati dell’esercito del Vietnam del Nord, tra il 1967 e il 1968. La marina degli Stati Uniti era anch’essa pesantemente coinvolta nella ricerca psicotronica.[72]Molti soldati statunitensi che prestavano servizio nella zona che divideva il Sud dal Nord Vietnam, affermarono di vedere UFO regolarmente. I Pentagon Papers rivelarono che una barriera elettronica fu posta lungo la zona di confine dalla società JASON.[73]  Il maggiore Aquino era uno specialista, come si diceva prima, della guerra psicologica in Vietnam, dove la sua unità era specializzata nella stimolazione via droghe, lavaggio del cervello, iniezioni di virus, impianti cerebrali, ipnosi, uso dei campi elettromagnetici ed onde radio a frequenza a frequenza estremamente bassa.

   Nel 1970, Aquino fu trasferito in Kentucky, dove inaugurò una “grotta” della Chiesa di Satana e prese a tenere una fitta corrispondenza con seguaci presenti e futuri. La Vey lo autorizzò a scrivere il rituale lovecraftiano Richiamo di Ctuhilhu, cui riconobbe una valenza liturgica, e Aquino tornò poi più volte sul pantheon di Lovercraft, a riprova di quanto il Necronomi con avesse assunto di culto sia tra i satanisti sia tra i seguaci della “luce bianca”.

   Aquino terminò un master in Scienza politiche e in seguito un dottorato presso l’University of California, a Santa Barbara. Da qui momento cominciò a trattare direttamente con il Joint Chiefs of Staff (Comitato composto dai superiori dei vari corpi militari: Esercito, Marina, Aviazione) come tenente colonnello con accesso a questioni della massima segretezza. Nel frattempo – stanco degli atteggiamenti istrioneschi e dei pregiudizi antintelluattistici di La Vey – aveva organizzato un gruppo scismatico basato su un gruppo scismatico basato su una sua personale rivelazione: il Tempio di Set.

   Per Aquino, Set rappresenta una forza della natura, non necessariamente identica al Satana della dottrina cristiana. Vale a dire che considerava Set come la personificazione non del male, bensì delle idee contrapposte a quelle della cristianità: una teologia separata, personale, che trascende la metafisica giudaica- cristiana e arriva a includere questo Principe delle Tenebre. Quindi, se anche per i cristiani rappresenta il male a causa del suo essere diverso e contrapposto, Set non ha in sé oggettivi elementi di malignità.

   Egli adottò un approccio decisamente intellettualistico al satanismo e rese noto un elenco “letture raccomandate” lungo una cinquantina di pagine. Organizzò la sua chiesa in una struttura molto centralizzata e chiamò alcuni ex membri della Chiesa di Satana a comporre la sua Cerchia del Nove. Conobbe sua moglie, Lilith Sinclair[74]nel periodo in cui la donna gestiva una libreria esoterica in West Fourth Street a Manhattan.

   L’interesse per l’occultismo nazista è perfettamente compatibile con la decisione di Aquino di esplorare il lato oscuro dell’esperienza umana.[75]  Egli era convinto di poter “separare” agli aspetti occulti del Terzo Reich da quelli sociali, politici e criminali. A questo scopo eseguì la cosiddetta Wewelsburg Working, opera magica finalizzata a “distillare l’esperienza occulta di Wewelsburg – e quindi del centro di culto di Himmler, con tutti i suoi echi mistici – in un “generatore” di potere che, opportunamente attivato da lui stesso, potesse produrre una rinascita satanica”.

   Aquino visitò il castello delle SS in Germania nei primi anni ’80 e sicuramente restò colpito dalla fantasia occulta di Himmler, che per certi aspetti era ancora intatta e palpabile. Durante una delle visite eseguì nella torre nord un rito magico per liberare il potere di Wewelsburg sul resto del mondo: sarebbe servito a innescare la fase successiva dell’evoluzione umana.

   Se per il razionalista La Vey Satana rappresentava “il carnale, il materiale, e gli aspetti mondani della vita”, per Aquino, invece Satana era un vero e proprio essere personale che andava adorato al posto del Dio biblico. Dopo aver invocato Satana e aver ricevuto come risposta il messaggio che trascrisse in The Book of the Coming Forth By Night e che divenne il testo fondamentale del credo (nel quale il Diavolo dichiarava di chiamarsi Set e che Satana fosse soltanto il suo epiteto ebraico), Aquino, memore della sua esperienza nei servizi segreti militari e del progetto Monarch inerente al controllo mentale, estremizzò il concetto di “egoismo animale” teorizzato da La Vey codificandolo nella cosiddetta “piccola magia nera”. La piccola magia nera, intesa a manipolare gli altri e l’universo in generale, “consiste nel far accadere qualcosa senza spendere il tempo e l’energia necessaria per farlo accadere attraverso un processo diretto di causa ed effetto”, ove Aquino intendeva l’arte della manipolazione “grazie a semplici trucchi di disinformazione fino a una manipolazione estremamente sottile e complessa dei fattori psicologici nella personalità”. A questa aggiunge una “grande magia nera” (che trae gli incantesimi dalla Golden Dawn e dagli insegnamenti di A. Crowley) legata invece a una rivisitazione del mito gnostico secondo cui il Principe delle Tenebre sarebbe un Portatore di Luce (come indica il nome Lucifero), una sorte di ribelle Prometeo che avrebbe consegnato la conoscenza agli uomini nonostante il divieto del geloso e sanguinario Dio biblico. In questo senso il “peccato originale” assume un significato opposto a quello cristiano cattolico. L’uscita dall’Eden e dall’alveo del malvagio dio biblico andrebbe interpretato come una presa di coscienza e di conoscenza dell’uomo primigenio che, grazie all’intervento del Serpente, scopre il modo per divenire egli stesso un dio, attraverso la legge Fa’ ciò che Vuoidi Crowley, intensa nel senso più alto come conseguimento della propria autentica volontà (da non confondere con i bassi istinti). In questo senso l’emancipazione dalla legge jahvista conduce l’uomo primo verso un cammino della sua stessa deificazione: ecco che l’Uomo si fa Dio.

   La filosofia setiana aspira, infatti, a conseguire un supremo autocontrollo e a ottenere il controllo della natura e degli altri mediante la piccola magia, che risente come abbiamo visto della metodologia acquisita da Aquino come appartenente dei servizi segreti militari. Il Tempio di Set rifiuta il nichilismo e l’edonismo superficiale della società moderna per privilegiare un sentiero di conoscenza: il suo ideale è “Essere è Conoscere”, che è l’opposto della filosofia orientale che ricerca invece la liberazione nei dettami mistici della Via della Mano Destra partendo dal presupposto che “Essere è Sofferenza”.

   I Setiani, sebbene credano in una divinità nel senso letterale, non adorano però Set nello stesso modo in cui i Cristiani adorano Dio: asse venera Set poiché rappresenta per loro una coscienza in più profonda e la forza individuale sprigionata può renderli simili a un dio. Il fine più ultimo dei Setiani è, infatti, quello di raggiungere questa più alta consapevolezza spirituale e più profonda conoscenza del sé. Tale processo d’attualizzazione del sé è chiamato Xeper, un termine egizio che significherebbe secondo Aquino “venire alla luce”: anche per questo Lucifero come abbiamo visto, è il portatore di Luce. Così la messa nera ha varie modalità di celebrazione, mentre gli altri riti sono rigidamente definiti.

   Altri due membri del Tempio di Set erano Willie Browning e Dennis Mann, entrambi (guarda caso) anche loro ufficiali dei servizi segreti militari.

   Il Tempio di Set non è presente solo negli Stati Uniti ma anche in Italia e come si diceva prima a Napoli. Leo Zagami collega la soluzione del caso dell’omicidio inerente il caso di Melania Rea al fatto che il marito Salvatore Parolisi era legato alla filiale italiana del Tempio di Set.[76]In sostanza Parolisi era un sottufficiale che si occupava dell’addestramento delle reclute del 235° Reggimento di Fanteria Piceno di Ascoli, dove lavorava Parolisi (e precisamente Roma Cecchignola) si occupava dell’addestramento delle reclute… in particolare di donne, che a quanto sembra le serbava un addestramento davvero particolare, secondo una metodologia che sfociava nella manipolazione mentale, seguendo un protocollo molto, troppo simile al Monarch: droghe, violenze, sesso, abusi. Una testimone parlò agli inquirenti di una specie di rituale che prevedeva l’uso delle candele nere mentre la vittima era legata a letto.[77] Se Parolisi fosse stato anche affiliato al culto satanico fondato dal colonnello Aquino, la faccenda assumerebbe dei connotati più precisi e drammaticamente più inquietanti. Se così fosse, in altre parole, sarebbe confermata la pista rituale per l’omicidio di Melania Rea, non solo per l’addestramento che era svolto nella caserma, ma anche dell’omicidio di Melania. Bisogna ricordarsi che la filiale napoletana del Tempio di Set è l’unica sede ufficiale presente in Italia e i suoi proseliti furono già accusati di aver organizzato una messa nera nei sotterranei dello stadio San Paolo.

   Nel mondo ci sono fin troppi nazisti (per sfortuna) che hanno approcci di tipo satanico. Per esempio, l’Universal Order di James Mason esibisce una svastica d’orientamento “contrario” che sovrasta una bilancia a due bracci. Ricordiamoci che Manson si era inciso una svastica sulla fronte, ma siccome ci aveva lavorato guardandosi allo specchio n’era venuto fuori un senso di rotazione contrario a quello voluto. James Mason (che si vanta di essere entrato nell’American Nazi Party all’età di 14 anni) utilizzò quel particolare tipo di svastica anche quando esaltò Manson come futuro Hitler e il più grande filosofo vivente. La raccolta di scritti di Manson – come i suoi pensieri su George Lincoln Rockwell e su National Socialist Liberation Front, movimento analogo all’American Nazi Party ma se possibile ancor più fanatico – s’intitola Siege. Gli inserti pubblicitari su The Black Flame la salutano come “Il Mein Kamps degli anni Novanta”.

ALTRI ESEMPI DI SPIONAGGIO PSICHICO

   Nel 1991 uscì la notizia che la Psi Tech, una società americana consede nel Maryland, aveva spiato per le Nazioni Unite gli arsenali di Saddam Hussein servendosi di ….. un team di veggenti. Nel novembre 1995 dagli archivi della CIA, fuoriusciva la notizia che per oltre venti anni, per la spesa di 32 miliardi di lire, i servizi segreti americani si sono serviti di medium e sensitivi per loro attività clandestine. Nel 1994 il Congresso USA aveva posto il veto a questi esperimenti, giudicati inutili e costosi, ma i servizi della “Difesa” avevano protestato sostenendo che “le facoltà extrasensoriali esistono e vanno sfruttate”. I sei veggenti, in particolare, avrebbero individuato, dove si trovavano, i sommergibili sovietici e furono usati per rintracciare Gheddafi nel 1986, a quanto pare furono usati per vedere il luogo dove era tenuto prigioniero il generale Dozier quando fu rapito dalle Brigate Rosse.

   Come si diceva prima anche i russi si sono dati da fare su questo terreno. Nel 1953, c/o le forze armate sovietiche, la scoperta di soggetti dotati di facoltà telecinetiche, fece balenare l’idea di un utilizzo scopo pratico, come l’intercettazione telepatica di piani strategici, disturbare le strumentazioni tattiche (aerei, radio). Nel 1965 Karl Nikolaev e Yuri Kamnskij due telepati, eseguirono difficili esperimenti di comunicazione mentale anche a centinaia di chilometri di distanza, con risultati talmente sbalorditivi da spingere il Cremino a istituire differenti istituti di ricerca sui fenomeni ESP non solo a Mosca, ma anche a Novosibirsk, Odessa, Zhaporozhje e Alma Ata. Questi studi si sarebbero spinti così in avanti, al punto che nel dicembre 1992, la stampa riporta la notizia (quanto seria non si sa) che i russi possedessero una macchina psicotronica in grado di amplificare a comando i desideri, permettendo ai sensitivi di uccidere a distanza.

   Questa guerra psichica era foraggiata dal KGB, sapendo che negli USA la CIA faceva la stessa cosa. Molti esperimenti sulla guerra psichica sarebbero stati compiuti in una sezione riservatissima adiacente alla ben nota centrale di Chernobyl. Di tutto questo ne è sicuro lo studio Michal Kaszowski che, nella rivista Nie z tej ziemi, ha dichiarato: “Molte ricerche insolite sono state portate avanti in Russia. Un test di conquista della materia attraverso lo psi fu sperimentato parecchi anni fa. Lo ha svelato una mia collega che lavora per il giornale Kijevskie Novisti, e che ha scoperto che a Chernobyl, nella celebre e famigerata centrale nucleare esplosanell’86, le installazioni erano rimaste contaminate da parecchi pericolosissimi isotopi di plutonio chiamati 214 e 242. Questi isotopi ufficialmente non esistono, e la scienza ufficiale ne prevede la messa a punto ed il controllo solo fra 50 anni. La giornalista ottenne altresì materiale su certi laboratori segreti, conosciuti come Chernobyl 2, dove si conducevano varie ricerche sull’influenza del cervello e della mente umana con tecniche super e subsoniche, o con campi magnetici. Queste tecniche di controllo mentale, con supporto di campi magnetici. Queste tecniche di controllo mentale, con supporto di strumenti e generatori atomici, venivano condotti non da militari oda agenti del KGB ma da un gruppo di satanisti,[78]noti Bialelego Bractwa o setta dei fratelli bianchi… Questi esperimenti di psicotronica sarebbero attualmente ancora in corso”.  Trattandosi di esperimenti segreti, non esistono prove certe a sostegno di queste tesi. Ma se la veridicità di queste storie è molto contestata, ma sappiamo come si è detto prima, che esperimenti di condizionamento mentale per programmare ad uccidere sotto ipnosi sono stati condotti negli USA che e nell’U.R.S.S. a partire dagli anni ’50 (e in altri paesi ovviamente).

LA VISIONE REMOTA E’ ANCHE UN MODO DI ESPLORARE L’UNIVERSO?

   È una tesi che può apparire allo stesso tempo affascinante e assurda. Nel corso di un’intervista condotta da Micheal Lindemann, Lyn Buchanan, ex agente Grillflame, la descrive così: “Si parte dall’assunto che ognuno di noi è capace di ricevere impressioni sensoriali fisiche. Molti pensano che queste impressioni ci giungano tramite la mente subconscia. La Remote Viewing si basa sul presupposto che, nel subconscio di ognuno, le informazioni in realtà siano già presenti. Così la Remote Viewing non si preoccupa di ricevere impressioni sensoriali fisiche, ma solo di estrapolare queste informazioni direttamente dal subconscio, pulite, non inquinate e di portarle alla mente cosciente, così da metterle su carta. La definizione più semplice che riesco a trovare è che la Remote Viewing è un processo di registrazione“.[79]

   Una delle cose più inquietanti (e assurde nello stesso tempo) che è rivelata da questi ex “soldati psichici”, è che tutti, prima o dopo, durante le loro perlustrazioni mentali, videro degli UFO. Quando gli era ordinato di localizzare velivoli ad alta quota nel tentativo di rilevare mezzi sovietici, visualizzavano invece oggetti volanti sconosciuti.


   Melvin Riley, uno dei primi PSI governativi, rammenta che nel 1988 i suoi superiori gli portarono una foto da studiare. La foto mostrava solamente un oggetto luminoso. Ma una sessione di Remote Viewing rivelò che al suo interno vi erano degli umanoidi e che l’oggetto ora stazionava al di sopra di una centrale di missili nucleari. “Non era nulla di nostro o dei Russi“, disse il Maggiore David Morehouse, altro ex Grillflame. Quando il gruppo PSI cercò di rintracciare il punto di origine di questi mezzi, videro che provenivano da basi nascoste nella Luna, su Marte e persino nel nostro pianeta. “Non rivelammo neanche ai nostri superiori l’esito di questo Remote Viewing, perché ci avrebbero presi per pazzi“, conclude Morehouse.


   L’uso della Remote Viewing non sembra legato comunque a particolari poteri, ma solo ad un certo tipo di addestramento. “È incredibile che possano insegnarti a fare cose del genere“, asserisce un’altra ex agente PSI, Linda Anderson. Secondo molte testimonianze, inoltre, una volta che la Remote Viewing ti schiude nuovi orizzonti, è difficile concentrarsi sulla vita di tutti i giorni. “A chi interessa spiare i sottomarini russi, quando puoi uscir fuori e guardare l’intero Universo?” sottolinea Riley.


   Il Maggiore Morehouse una volta ebbe un’esperienza straordinaria. Tentò una Remote Viewing “libera”, senza una meta. In quell’occasione si ritrovò all’interno di una sala dorata, ricoperta di simboli sconosciuti. Su tre troni dorati si trovavano tre giganteschi individui, che lo “videro”, ma lo ignorarono. Gli esseri avevano fattezze umane, benché fossero di statura titanica e possedevano barbe fluenti e caschi d’oro. “Sembravano divinità greche“, ebbe a dire Morehouse. Essi stavano ordinando ad altre creature umanoidi di interagire con una sorta di pannello di controllo brillante dorato su cui erano incisi geroglifici irriconoscibili, tranne uno che era chiaramente una rappresentazione stilizzata di un Sole. Poi d’improvviso Morehouse si sentì “spinto via”, e si ritrovò nel proprio soggiorno. “Ho avuto molti sogni lucidi, ma quello era qualcosa di reale“, commentò poi. Secondo Morehouse le esperienze di Remote Viewing avvengono in qualcosa di simile alla quarta dimensione, dove si ha un controllo anche sul tempo, oltre che sullo spazio. “Quando sei nella quarta dimensione, percepisci tutto diversamente – dice il maggiore Morehouse – guardi la tua tazza di caffè nero e ne puoi vedere il fondo, e anche sotto il tavolo. È qualcosa impossibile da descrivere“.

ALCUNE RIFLESSIONI PROVVISORIE

   Queste facoltà definite paranormali sono sempre esistite, ciò che mancava erano gli strumenti di spiegazione scientifica di questi fenomeni, che erano interpretati come fenomeni magici. Molti di queste facoltà paranormali (in particolare la telepatia) riteneva Vasiljev rappresentano un residuo di una funzione arcaica connaturata alle prime fasi evolutive dell’uomo, queste facoltà non utilizzate diventano automaticamente regressive.

   Ma come il cervello interviene nella produzione dei fenomeni paranormali? Il sistema nervoso centrale funziona sia coscientemente sia subcoscientemente. E possibile collegare lo stato cosciente con quello subcosciente, con l’aiuto di esercizi fisici e altri. Qualsiasi fenomeno psichico è automaticamente collegato a un processo fisiologico: variazione del ritmo respiratorio, cambiamento della resistenza elettrocutanea e tutto questo cambia il campo energetico dell’organismo, che noi possiamo esaminare. Ad esempio, se una persona è stressata l’ambiente vicino al suo corpo, aumenta di ionizzazione. E così dimostrato che è tutto è collegato: lo psichico con la fisiologica con il campo energetico.

   Rimane sempre la domanda m alla fine tutte queste ricerche a che servono? Quale finalità anno? Domande che ritengo legittime. Personalmente ritengo che in questo campo non bisogna lasciare posto a ciarlatani, a preti vecchi e nuovi (come gli psicologi). E’ solo una caricatura di materialismo quello che afferma che il materialista si occupa solo di cose materiali, che tutto ciò che esiste è materia. Materialista è chi riconosce la materia come fondamento dello spirito, e pensieri, sentimenti, progetti e ricordi non sono materia, e per questo non bisogna essere stupidi a negarne l’esistenza. La critica marxista alla presunta neutralità della scienza, alla sua presunta separazione del sistema economico-sociale in cui si sviluppa, ci aiuta a questa ricerca.

   Poiché siamo consapevoli che la scienza (e la ricerca scientifica di conseguenza) è una dimensione storica: quindi non esiste una scienza autonoma dalla storia. Infatti, oggi la scienza serve oggi alla borghesia per conservare la sua egemonia sul proletariato. Perciò anche queste ricerche in questo campo sono usate dalla classe dominante.

     In una società diversa da quella attuale, dove l’economia sarà al servizio dei bisogni degli esseri umani, sarà la scienza com’è quella attuale, ma di una scienza rifondata, si tratta di costruire, cominciando a distruggere la vecchia pratica della scienza asservita. Ad esempio, nel campo della medicina si tratta di distruggere tutti gli aspetti di coercizione e controllo sociale che c’è al suo interno. Si tratta di lavorare per costruire una pratica sociale alternativa nel campo della scienza, di un nuovo sapere che nasce dal basso, che nasca dall’esperienza operaia e che sia veramente al servizio dei lavoratori e non al servizio dei padroni, che sappia demistificare l’oggettività scientifica dell’organizzazione del lavoro e nelle scuole saper organizzare una critica serrata conoscenza scientifica presentata come neutrale.

ESISTONO GLI ATTACCHI PSICHICI?

   Non sono riuscito a trovare in gran che di materiale bibliografico inerente agli attacchi psichici. Io credo che tutto ciò sia dovuto al fatto, che, di solito, i medici difficilmente danno credito a racconti di questo tipo. Inoltre, il paziente sarebbe subito classificato come un individuo affetto da turbe mentali. Un altro fatto è la tendenza naturale della mente a reprimere questi incontri traumatici.

   Gli studiosi delle dottrine metafisiche hanno sempre saputo dell’esistenza di questi attacchi, che colpisce l’essenza stessa della nostra anima. La scienza come istituzione e il conseguente pensiero razionale hanno integrato e influenzato la diffusione di teorie inerenti agli attacchi psichici.

   La telepatia è l’elemento che sta alla base delle interferenze psichiche che colpiscono l’anima o la mente subconscia. Personalmente sono convinto che ciascuno di noi, in un momento o nell’altro della vita, subisce una qualche forma di offensiva psichica. Questo disturbo avviene ad opera di forze invisibili che esistono nel nostro universo.

   Queste energie non sono necessariamente identificabili con entità demoniache o con il risultato di qualche pratica di magia nera. Gli stessi pensieri negativi o emozioni di amici, familiari, colleghi di lavoro o vicini possono essere la causa di tali sfortunati casi. Tali energie negative viaggiano verso il nostro subconscio mediante la telepatia.

   Bisogna proteggersi da questo tipo d’intrusione, nella quale siamo esposti alle forze negative.

   Proviamo ad immaginare un attimo di pensare a qualcuno che abbiamo conosciuto durante la nostra vita. Mentre concentriamo la nostra attenzione su questa persona, creiamo un clima psichico collegato a questa persona. Potremmo così generare una forma pensiero.

   Questo rapporto che stabiliamo con quest’altra anima può anche avere effetti positivi. Potremmo proiettare energia d’amore e luce bianca che può potenziare la sua naturale funzione difensiva.

   La maggior parte di aggressioni psichiche ha origine nel luogo che gli esoteristi chiamano piano astrale. Questo è un luogo d’incontro, d’innumerevoli forze invisibili fisiche, mentali, emotive e spirituali. Interagisce sul piano terrestre insieme a suoni, colori, odori e fenomeni naturali e concorre a produrre una raffica continua di negatività.

   Siamo in possesso di difese naturali, intorno e dentro di noi, atte e rendere innocui gli attacchi psichici. Questa prima linea di difesa consiste nello strumento energetico che nell’esoterismo viene definita aura. Se manteniamo forte e saldo questo campo energetico, non c’è assalto psichico che può nuocere, in nessun caso. Tuttavia, il progressivo indebolimento di questo schermo protettivo può arrivare a minare la sua integrità e creare lacerazioni e scompensi, che permettono l’ingresso di queste forze negative che riescono così a penetrare la nostra linea di difesa.

   L’ingerenza psichica si può tenere sotto controllo anche nel caso un cui lo scompenso sia già in atto nell’aura. Si può portare a termine l’espulsione delle forze negative ed il ripristino della salute e del benessere.

   Quando permettiamo a queste forze di inserirsi all’interno della nostra aura (ma sarebbe meglio dire alla nostra barriera energetica), allora ne segue il ripetersi dell’offensiva psichica in forma cronica. La stessa cosa accade, per esempio, quando una scheggia entra in un dito; se non riesce ad estrarla, bisognerà curare l’infezione conseguente.

   Chi ha paura di essere vittima di un attacco psichico, e chi crede che la magia nera funzioni davvero, è più soggetto a scompensi, a livello mentale emotivo e fisico. Tra i sintomi comunemente rilevati ci sono:

  • Vomito.
  • Perdita di appetito.
  • Impotenza.
  • Febbri notturne di origine sconosciuta, anche in stagioni fredde.
  • Perdita di forze ed energia.
  • Perdita di appetito e decadenza del corpo.
  • Convulsioni.
  • Rigidità delle braccia e delle gambe.
  • Depressione e desiderio di dormire più di quanto bastava precedentemente.
  • Un generale ottundimento della mente e dei sensi.
  • Un innaturale colore giallognolo della pelle.
  • Dolori al cuore, al collo, allo stomaco e ai reni.
  • Insonnia accompagnata da incubi violenti.
  • Mal di testa.
  • L’apparizione di figure indistinte che spariscono rapidamente quando la persona si volta a guardare.
  • Una vasta gamma di rumori e suoni insoliti.
  • Comunicazioni telepatiche che ordinano alla vittima di far del male a se stesso o ad altri (dice niente gli omicidi come sono avvenuti nel quartiere di milanese Niguarda dove l’assassino affermava che c’erano delle voci che gli ordinavano di uccidere?).
  • Limitata capacità di concentrazione e irascibilità.
  • Una serie di eventi sfortunati che colpiscono l’individuo.

   Le donne sono dei soggetti più a rischio alle aggressioni psichiche. Esse a volte conducono una vita troppo protetta, per via del marito o della famiglia, perciò sono prive di un loro spazio personale e di opportunità di confrontarsi con i problemi. La donna, di solito, deve occuparsi dell’acquisto dei vestiti, del cibo, in sostanza di tutto ciò che serve per la casa.

   La continua vulnerabilità di queste donne le rende facile bersaglio di un attacco psichico. Segnali d’allarme, come l’acquisto di articoli che non interessano e il terrore di affrontare i venditori, perché si teme di farsi convincere a comprare merci proposte, sono immediate indicazioni che rivelano un’ingerenza psichica.

La donna potrebbe non sapere dove vanno finire i soldi di casa; benché animata dalle migliori intenzioni, potrebbe rifiutarsi di iscriversi ad associazioni o a partecipare alle attività in parrocchia e in seguito sentirsi in colpa. Oppure unirsi a questi gruppi e sentirsi sfruttata e rimanere così la sensazione di avere perso il controllo della propria vita. Questa insicurezza costituisce un altro segnale di allarme che annuncia un’intrusione psichica.

   Per lo più, gli assalti psichici scaturiscono da negatività presenti nell’universo. Mi spiego bene, pubblicità, toni aggressivi che incitano agli acquisti, bombardamenti di notizie su crimini, truffe e così via (e guarda caso i mass media cosa parlano in questa maniera spesso e volentieri) costituiscono il 90% dei casi di influenza negativa sulle persone.

   Il secondo gruppo più frequente di attacco psichico molti ritengono che sia opera da entità disincarnate. Con questo termine mi riferisco ad anime o entità che un tempo erano uomini, ma ora si trovano in uno stato intermedio. Questi fantasmi o spiriti burloni sono spesso anime sofferenti. Si può trattare di una persona amata, o semplicemente di che ha subito una morte traumatica. Si potrebbe dire il purgatorio per i cristiani, o il bardo per i tibetani. Al di là degli aspetti mistici (che si possa avere dubbi o meno) ritengo sia un campo da indagare, un’ipotesi potrebbe essere che le suddette persone stiano subendo una sorta di attacco da parte di vampiri energetici, ovvero di persone vivono di emozioni di rifiuto o abbandono, che hanno bisogno di essere rassicurate, che non sono mai soddisfate, che si sentono costantemente affaticate. Ognuno di noi, può avere delle tendenze “vampiristiche” che di tanto devono essere tenute sotto guardia e verificate. “Conosci te stesso” resta tuttavia la regola primaria, per una vita sana e consapevole.

   La terza categoria è causata da pratiche adottate per emettere proiezioni negative, definite anche magia nera. Questo gruppo à costituito da intromissioni premeditate da parte di specifici individui o gruppi di persone che praticano opere al nero, come il voodo, la magia nera la fratellanza nera ed ogni altra voce dello stesso tipo.

   Le ingerenze psichiche accadono con più frequenza tra le persone intuitive, creative, suggestionabili, e con problemi mentali e tra quelle che s’immedesimano con gli altri. Chi frequenta gruppi occulti che si avvalgono de classici attacchi psichici può star certo che ne sarà a sua volta vittima.

   Le zone del nostro essere che più si prestano ad essere colpite da un’offensiva psichica sono l’auto-conservazione e gli istinti sessuali.

   Chi mette in atto un’offensiva psichica deve sovraccaricare la sua stessa anima con pensieri distruttivi e carichi di rabbia verso la vittima. Credo che molti suicidi sono causati da attacchi psichici.

   Per attaccare la nostra psiche a livello sessuale, l’attaccante si concentra su pensieri e sentimenti di crudeltà e lussuria. 

   Queste azioni emettono onde telepatiche di energia, e in alcuni casi forme pensiero verso la vittima. Tale assalto non potrà nuocere, a meno che l’aura non sia lacerata. Impedendo che avvenga questa lacerazione dell’aura, si neutralizza anche l’attacco psichico. Lo stesso accade quando la pelle è integra e difende il corpo fisico dagli attacchi infettivi dei batteri.

   Molto spesso un’aggressione psichica ha origine durante lo stato onirico. Quando dormiamo il nostro cervello passa attraverso un ciclo di sonno composto di cinque fasi. La quinta fase è chiamata REM. Si tratta di un livello di ipnosi naturale molto profonda, e in quel momento la nostra anima diventa vulnerabile ed esposta a ricevere le forze negative del piano astrale.

E’ IL POTERE CHE USA LA MAGIA NERA

   Che cosa è la magia nera? Dopo una serie di riflessioni (mi hanno aiutato letture sull’argomento), sono giunto alla conclusione che è la manipolazione delle persone. Essa è antica, da quando c’è l’essere umano. Essa era il modo di manipolare dei sacerdozi egizi che dovevano “costruire” i miracoli.

   Si potrebbe definire la magia nera il controllo mentale della persona umana. Durante il corso della storia, sono stati registrati molteplici resoconti che descrivevano rituali e pratiche simili al controllo mentale. E non è un caso, che tra i primi scritti in merito alla manipolazione della personalità umana si trovano nel Libro dei Morti egiziano.[80] Si tratta di una raccolta di rituali, molto studiato dalle società segrete di oggi, che descrive i metodi di tortura e d’intimidazione (per creare un trauma), l’uso di pozioni (farmaci) e il “lancio” d’incantesimi (ipnotismo), che si traduce nel totale asservimento dell’iniziato. Altri eventi attribuiti alla magia nera, alla stregoneria e alla possessione demoniaca (dove la vittima è animata da una forza esterna) sono anch’essi antenati della programmazione Monarch.

   Tuttavia è durante il XX secolo che il controllo mentale diviene una scienza in senso moderno del termine, dove migliaia di soggetti sono stati sistematicamente osservati, documentati e sperimentati.

   Uno dei primi studi sulla metodica del controllo mentale basato sul trauma sono state condotte da Josef Mengele, medico che lavorava in campi di concentramento nazisti. Inizialmente acquisì notorietà per essere stato uno dei medici delle SS che curò la selezione dei prigionieri in arrivo, determinando chi doveva essere ucciso e che sarebbe diventato un operaio per i lavori forzati. Tuttavia, egli è noto soprattutto per aver condotto degli esperimenti macabri sugli esseri umani all’interno dei campi di concentramento. Mengele conduceva esperimenti pure sui bambini, motivo per il quale fu chiamato “L’angelo della Morte”.

   Perciò la magia nera esiste, ma non la faccio io: lo fa la mia “costruzione dell’effetto” sul soggetto passivo. È il soggetto passivo che attiva il mago: il mago è attivo se c’è un soggetto passivo. Noam Chomsky spiega tutto questo in 5 parolette. Ha secondo dell’ordine in cui le mettete, si ottiene un effetto diverso. Che si potrebbe chiamare manipolazione, effetto magico e in tanti altri modi. Le cinque parole sono:

  • Astrazione.
  • Estrazione.
  • Ostruzione.
  • Istruzione.
  • Distruzione.

   Il risultato cambia, secondo l’ordine in queste parole sono disposte. Il risultato finale è la costruzione dell’effetto magico. Ma chi era il mago? Magia viene da un termine sanscrito, Mg, che significa conoscere: così, magia ha la stessa radice di magister. Il mago poi diventa maestro, cioè lo scienziato, perché conosce: costruire l’effetto perché conosce i termini della produzione dell’effetto, che è l’effetto magico. La magia nera nasce quando da quando sorgono le classi sociali e quella dominante ha bisogno del potere per sottomettere ai suoi voleri quella dominata.

   La magia nera è potere. Perché i grandi e autentici Rosacroce (non le copie falsificate di controiniziati) e i grandi filosofi hanno studiato la magia in tutte le versioni, ma non hanno mai praticato la magia nera? Perché non erano interessati al potere, erano interessati all’essere. Quindi, l’effetto magico è una costruzione di potere: serve a far fare a qualcuno quello che voglio io, in base a un percorso che io ho disegnato. Il vero esoterismo, la vera esperienza spirituale, non è un’esperienza di attività, è un’esperienza di complementarità, si è complementari al corso delle cose, non le si modifica.

  C’è da chiedersi che senso avrebbe studiare la magia nera, astenendosi però da praticarla. La magia è intesa come storia dell’esoterismo, come formazione di un pensiero. Noi siamo abituati a studiare una certa storia, sui libri di storia e non ci insegnano che c’è anche una metastoria, come c’è una fisica c’è anche una metafisica.

   C’è una storia di avvenimenti, di date, e c’è una storia fatta di ragionamenti – di pensieri, di mutamenti all’interno del corpo sociale, del costume, della spiritualità delle persone – che porta a dei mutamenti storici. Certo, quella di Hitler è una storia del nazismo, fata di date. Ma ci sarebbe mai stata, quella storia di nazismo, se non ci fosse stata la storia di un pensiero antecedente, magari dettato da uno scienziato che si chiamava Gobineau, che almeno 70 anni prima della ascesa del nazismo in Germania scrisse un libro che si chiama L’evoluzione delle razze? Il pensiero di Gobineau era l’anticamera della moderna discriminazione razziale. Come c’è una storia, c’è anche una metastoria: quella di chi si occupa del pensiero, che è l’unica cosa che ci sopravvive, se è valido. Quando Cartesio dice “cogito, ergo sum aeternum”, non ne fa un ragionamento d’immortalità, ma di essere; io sono, poiché penso, e non ho bisogno di essere immortale. Perché tutti gli esoteristi che si dedicati alla magia nera e l’hanno praticata, sono andati incontro a una negatività? Perché la pratica della magia nera è il perseguimento del potere.

   Con la magia nera, se la uso, modifico la vita altrui, il corso delle cose. Se invece pratichi l’essere, tu sei, se vogliono imitarti, t’imitano, però non imponi dei modelli comportamentali. Uno dei cliché dell’ufologia è quello dei vigilanti, degli osservatori, personaggi o esseri di cultura superiore (non solo dal punto di vista tecnologico, ma soprattutto spirituale) che hanno però il divieto di interferire. Anche nella Bibbia si trovano dei personaggi che devono osservare ma non intervenire. Se sono veramente di origine divina, non intervengono mai. Perché il non intervento è il divino: se dobbiamo concepire la presenza del divino, dobbiamo concepirla in termini di non intervento. Invece, tutta la nostra cultura religiosa (ma in realtà magica), ci ha insegnato a chiederlo l’intervento. Della serie Madonna, fammi vincere al Superenalotto. Ci hanno insegnato a chiedere la grazia. Ma la grazia non è una cosa che ti viene data, è un tuo stato: tu sei nella grazia, se scegli di essere. E non sei nella grazia – e non è certamente un caso che il contrario di grazia si chiama disgrazia – se sei nel potere.

     La grazia è una condizione dell’essere, non è una cosa che ti è concessa perché la chiedi. Tutto ciò è frutto di un insegnamento della religione che è tradotta e mistificata in termini magici, ed è solo in termini magici che frotte di persone vanno a Lourdes, Medjugorje (e altri posti simili), aspettando di vedere le Madonne piangere, perché quello è un effetto magico. Quello che si fa fatica a capire, non si vuole capire è che i miracoli sono nelle pieghe di questa vita, sono nascosti; quando sono evidenti non sono miracoli. Il nascosto è l’essere, la magia nera è il manifesto. Il potere non è mai occulto, se mai lo sono i suoi agenti che si nascondono, per non essere individuati. Parlare di poteri occulti è un ossimoro (come dire un illustre sconosciuto, un disgustoso piacere, un assodante silenzio ecc.): il solo fatto che se ne parli dimostra che nella realtà non sono occulti.

   Negli ultimi secoli, nella storia, c’è stata una deriva magica, ma forse sarebbe meglio dire un uso massiccio ed estensivo della magia nera.

   La magia nera, essendo una scelta di potere, che ha lo scopo di modificare gli altri (rendendoli soggetti passivi), non può altro che portare frutti degenerati. Quando si scegli il potere come dominio sugli altri, anche se non si è fatto ancora niente di male, si può stare sicuri che alla fine si finirà di farlo.

   L’homo faber è chi ha creato l’alchimia. La magia nera sta nell’aspetto deteriore. La tramutazione dei metalli degli alchimisti, non era il potere, l’esercizio di un dominio sugli altri, ma l’essere, tant’è vero che quelli che volevano ottenere l’oro venivano (giustamente) chiamati, volgarmente, soffiatori, perché soffiavano nel mantice, mentre l’alchimista autenticamente esoterico era quello doveva trasformare il proprio “piombo” in “oro”. L’alchimista vero non insegna nulla agli altri, poiché scrive testi così ermetici di cui, nella maggior parte dei casi, la maggior parte della gente che si avventura a queste letture non ci capisce niente.

   In ambiente esoterico ci sono due modi di trasmettere la conoscenza: uno si chiama iniziazione, l’altro si chiama tradizione. Quando io t’inizio, ti spiego: ti do la scatola e la chiave (o così dovrebbe essere salvo che la società esoterica d’iniziati non sia una copertura per una società di faccendieri che sfruttano un’esigenza autentica di conoscere). Quando invece trasmetto soltanto la scatola, ma non la chiave, ti do lo stesso contenuto, ma tu non sai cosa c’è dentro, quando a tua volta lo trasmetti. E come quando si diceva la messa in latino: le persone che pregavano sapevano a memoria le parole, ma non sapevano cosa significassero. In sostanza la conoscenza è data solo a una ristretta minoranza di persone (le masse in questa visione sono viste come prigioniere dei loro bestiali istinti).

   I testi alchemici conservano questa conoscenza per chi sa procurarsi le chiavi. La ricerca della chiave deve essere vista dentro un percorso di formazione iniziatica. Un reale percorso iniziatico potrebbe essere la migliore garanzia contro la tentazione di usare la magia nera.

   Bisogna intendersi cosa intendere per reale percorso iniziatico.

   La tradizione esoterica occidentale (quello della prima massoneria, dei costruttori di cattedrali) era caratterizzata da due elementi fondamentali: l’elevazione spirituale e l’impegno nel mondo sociale. Essa non si presentava solo come una vera e propria filosofia che intende sviluppare un sistema d’idee sull’uomo e sul mondo; né tanto meno si presentava come un sistema di norme utili per regolare la vita quotidiana.


   Questa tradizione non era costituita solo da una filosofia né solo da un sistema di norme etiche. Al contrario, a differenza di altre tradizioni culturali, si muoveva su entrambi i piani: da un lato, presentava un sistema filosofico di idee sull’uomo e sul mondo, dall’altro, un insieme di principi etici riferiti al comportamento umano personale, interpersonale e sociale.


   Questa tradizione presentava una propria visione del mondo che non è avulsa dalla vita giornaliera degli uomini e dal loro impegno non solo etico nella società in cui vivono, ma che risponde all’esigenza di contribuire al progresso sociale e civile dell’umanità all’interno di specifici ideali e valori. Per questo, l’iniziazione e il percorso di elevazione spirituale, come fulcro della vita all’interno dei templi, non sono mirati solo al miglioramento individuale, e in particolare all’interno del Tempio, ma si ampliavano alla conduzione di vita nella società che si presenta come impegno etico e sociale.


   Al centro di questa tradizione c’è dunque il concetto di elevazione spirituale nel duplice senso individuale e di impegno, non solo etico, nel mondo sociale. In questa duplicità si fonda la natura di una spiritualità che si varia da altre forme di spiritualità poiché essa non è considerata come un fine, ma come un mezzo per migliorare se stessi e al contempo contribuire al miglioramento dell’intera umanità.


   Questa particolare natura di questo tipo di spiritualità fa sì che il percorso iniziatico non sia un cammino salvifico individuale, ma si basi su un profondo senso di altruismo e di solidarietà verso tutti gli esseri umani
. Un altruismo e una solidarietà che non sono intesi solo come forme di compassione, ma come partecipazione attiva al benessere e al malessere del prossimo. Un iniziato non può mai essere veramente tale se non si è spogliato di un naturale egoismo che lo spinge a pensare unicamente al proprio interesse e al proprio benessere; uno degli obiettivi del percorso iniziatico, che spesso è simbolista nell’iniziazione con il ritiro dei metalli del profano, non è costituito solo della negazione del mondo materiale, bensì anche del proprio egoismo fondato sull’acquisizione di beni materiali. L’iniziato nel suo percorso di elevazione spirituale, non può che limitare il suo egoismo in modo che nel suo animo si possano aprire le porte al sentimento di altruismo e di solidarietà verso l’intera famiglia umana.


   Questo tipo di spiritualità proprio perché intimamente legata ai valori della fratellanza, dell’altruismo e della solidarietà, non si presenta mai in modo avulso dalle concrete condizioni sociali in cui vivono gli iniziati. L’impegno etico e sociale dell’iniziato non è solo quello di comportarsi secondo le norme etiche della sua cultura, ma anche quello di aprirsi ai bisogni non solo dei suoi Fratelli, ma di ogni essere umano che richiede aiuto materiale e spirituale e di fornire con le sue capacità un effettivo contributo al bene generale (concreto, spirituale, culturale) dell’intera umanità.


   In tal senso, questo tipo di spiritualità se da un lato mira a fare in modo che l’iniziato alzi il suo sguardo verso i valori e il mondo trascendente, dall’altro non intende in alcun modo negare le necessità e i bisogni materiali del mondo.


   Si può dire che sia facile incentrare la propria vita sui beni materiali e credere che siano questi a darle senso; non altrettanto facile, ma non impossibile, è sfuggire al mondo e rifugiarsi in una spiritualità strettamente personale, e forse anche egoistica, dimenticando il mondo stesso non solo per sé ma per tutti quelli che lo abitano.


   Certamente la via spirituale è una via individuale e personale che richiede sforzo e sofferenza e coloro che la intraprendono in modo sincero sono indubbiamente esempi morali per tutti gli uomini.


   Questo tipo di via spirituale è la più difficile, poiché consiste nell’assegnare un giusto valore ai diversi aspetti della vita umana che è costituito di materia e di spirito. L’iniziato non nega il mondo né le esigenze materiali e di soddisfazione mondana, ma allo stesso tempo mira a porsi sopra questa condizione. Com’è possibile conciliare l’elevazione spirituale con l’accettazione della vita mondana concreta con tutti i suoi bisogni giornalieri, sia materiali sia esistenziali, culturali, psicologici e sociali?


   Lo sforzo etico dell’iniziato consiste proprio in questa possibile conciliazione tra vivere spiritualmente senza negare la concretezza della vita, concepita e vissuta sempre all’interno di specifici valori etici e di ideali.


   Se questo è l’obiettivo di questo tipo di spiritualità, allora diventa centrale nella sua vita l’impegno concreto di fratellanza, di altruismo e di solidarietà negando gli impulsi naturali e sociali di tipo egoistico.

   La solidarietà verso il prossimo, in tutti i sensi in cui essa può essere espressa, è un sentimento che deve essere sempre presente nella vita di coloro che si ispirano ai propri principi. La solidarietà verso i propri simili è quindi un elemento fondamentale di questo tipo di spiritualità che vede ogni uomo come degno di attenzione, come un fine e mai come un mezzo.

    Al sistema dominante, fondato sulla divisione in classi sociali fa, comodo la concezione dell’uso della conoscenza per controllare, manipolare la realtà e le persone umane.

   Fa comodo che la stragrande maggioranza degli abitanti di questo povero pianeta ha sempre bisogno di qualcosa: non solo denaro o cibo ma anche di uomini e donne, dell’ultimo modello di auto, di cellulare ecc. Se uno ha bisogno, non è mai libero.

   C’erto c’è sa suddividere i bisogni, tra quelli fondamentali: cibo, casa, salute, avere un’abitazione ecc. dove tuttora alla stragrande maggioranza della popolazione del mondo, questo sistema li nega e per questo bisogna battersi.

   E bisogni indotti: l’ultimo modello di cellulare non è certo una necessità vitale.

   Per mantenerci allo stato di bisogno il potere costituito usa la magia nera. E se si guarda tutta la nostra storia politica, sociale, umana è stata imperniata d’interpretazioni magiche. Tutta la cultura cristiana del miracolo, della retribuzione paradisiaca, ha effetti deleteri perché funzionali al potere costituito: soprattutto quando si è trasformata la religione cristiana in quella di Costantino. Ma Costantino, come pochi ormai sanno, non era cristiano, è stato battezzato solo in punto di morte.

   Si confonde spesso e volentieri tra spiritualità che è un fatto individuale (e soprattutto non fa danni, non crea inquisizioni) e religione, che è un evento collettivo, che serve alle classi dominanti.

Quello tra magia nera, religione e potere è un rapporto drammatico, se si guarda bene, uno è complementare all’altro, con il fine del dominio di un ristretto gruppo di persone sull’immensa maggioranza.

   Quando Tommaso Moro scrisse Utopia o Campanella La città di Dio, parlavano di una società che non aveva le regole del potere costituito, poiché ogni persona era utile, e tutti condividono. Una società giusta.

   La figura del mago è quella più di antica che ci sia e di quanto si possa immaginare. Si può chiamarlo sciamano, prete, stregone ma sempre mago rimane. Poi il mago antico si scinde: diventa sacerdote, medico e guaritore, capo del villaggio. Ma l’origine vera è che da quando l’essere umano divenne agricoltore e allevatore ci fu (in tempi storici) uno sviluppo della capacità produttiva e riproduttiva delle società umane che iniziarono a praticarla; unite alla capacità di conservare i cibi e alla possibilità di restare nello stesso luogo senza doversi spostare per seguire piante e animali, fornirono agli uomini molto più cibo di prima, la possibilità avendo più tempo e non dovendosi spostare, di costruire abitazioni che proteggessero meglio dal freddo e dalle intemperie: cosicché molti gruppi umani aumentavano rapidamente di numero ed il territorio, che in relazione non erano più tanto vasto: iniziò così nella società esistente un motivo di discordia che sfociò nella guerra per la conquista dei territori e dell’appropriazione di schiavi che servivano a reggere l’economia.

   Ma il motivo principale dei problemi futuri fu che per la prima volta nella storia ci si rese conto che ad es. un gruppo poteva, sfruttando l’allevamento e l’agricoltura, stabilmente per molto di più di 100 persone ad esempio di 110. Se allora si tenevano schiave queste persone, da esse si poteva ricavare di che poter vivere gratis per 10 persone del gruppo che le teneva schiave. Lo sfruttamento schiavistico e il servaggio della gleba (che in Europa furono successivi, ma che probabilmente nascono entrambi insieme come forme di sfruttamento) si sviluppano proprio a partire da quest’accelerazione nello sviluppo delle forze produttive umane dovuto all’applicazione dell’agricoltura e dell’allevamento del bestiame.

   È questo il primo punto della preistoria umana, dell’evoluzione umana. Da questo punto in poi le società umane sono uscite dal comunismo primitivo e si sono divise in classi: classi dominanti e sfruttatrici e classi sfruttate. Insieme alle classi è nato lo Stato come strumento sia per conquistare il dominio su atri popoli, altre società, sia soprattutto per mantenerlo senza dover continuamente guerreggiare, ma per “vivere in pace” come condizione per imporre le proprie leggi e per consentirsi quindi di poter “sfruttare in pace” le classi o i popoli più deboli.

    È in questo contesto che nasce la magia nera, come esercizio di potere.

   Dobbiamo conoscere la magia nera per imparare a evitarla. Il cerchio magico tracciato dal mago non è mai reale, ma è efficace: la costruzione dell’effetto magico funziona sulle regole che detta il mago, o che il mago conosce ma non svela. Chomsky ha codificato 10 forme di manipolazione collettiva ma non si è mai occupato di manipolazione individuale. È la manipolazione individuale è più pericolosa di quella collettiva poiché non è mai stata codificata da nessuno.

Possiamo solo immaginare quanti massoni, esoteristi, membri della Golden Dawn, stregoni da strapazzo, gente che volevano fare le orge sperando di vampirizzare l’energia di giovani donne, sono state danneggiate dentro queste pratiche. Aspiranti manipolatori che si sono trovati essi stessi manipolati. Persone che si ritenevano (o che aspiravano a essere) onnipotenti che alla fine della fiera è finita a farsi di pasticche, o nei reparti psichiatrici, o a pensare di essere posseduta dal demonio.

LA GUERRA DEI MEMI

   Un meme è una riconoscibile entità d’informazione relativa alla cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria – per esempio un libro – ad un altro mente. In termini più specifici, un meme, è un “unità auto-propagantesi” d’evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica.

   Un meme può essere parte di un’idea, una lingua, una melodia, una forma, un’abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa che può essere imparata e trasmessa ad altri come un’unità. Lo studio dei modelli evoluzionistici del trasferimento dell’informazione prende il nome di memetica.

   Come l’evoluzione genetica, anche l’evoluzione memetica non può avvenire senza mutazioni. La mutazione produce varianti di cui solo le più adatte si replicano; ossia: diventano più comuni ed aumentano la loro possibilità di replicarsi ulteriormente. È probabile che sia stata la mutazione a far evolvere culturalmente un primitivo gruppo di sillabe nell’ampia gamma di significativi simbolici all’interno di ogni lingua. Ulteriori mutazioni del linguaggio sono la scrittura, l’alfabeto Braille, la lingua dei segni, ecc.

    Persino i cosiddetti “tormentoni” generati dai mass-media o estrapolati da film, videogiochi, discorsi pubblici sono memi capaci di diffondersi e mutare.

   In fondo, il termine meme è usato per indicare un qualsiasi pezzo d’informazione che è trasmesso da una mente a un’altra.

   Un meme può essere:

  1. La tecnologia, oggetti come le automobili, le tazze, i fermagli ecc. e le loro modifiche nelle epoche e nelle culture. La tecnologia è una dimostrazione di come la mutazione sia essenziale per l’evoluzione memetica (e genetica).
  2. Una canzone che non si riesce a smettere di canticchiare.
  3. Una barzelletta, o perlomeno una sufficientemente bella da essere raccontata.
  4. Un proverbio o un aforisma.
  5. Un poema epico.
  6. Una catena di sant’Antonio.
  7. Tutte le forme di religione, di credenza e di superstizione.
  8. Una filastrocca, una ninnananna o una canzoncina per bambini.
  9. Le ideologie politiche. In particolare, i grandi movimenti ideologici.
  10. I tormentoni diffusi dai media.
  11. Qualcosa che si deve (o non si deve) dire agli amici.

   Il concetto di meme è anch’esso un meme. Perfino l’idea che il concetto di meme sia un meme è diventato un meme. Anche i film sono veicoli di trasmissione memetica molto forti per via della loro diffusione di massa; molte persone si ritrovano per imitare frasi particolari o modi di dire a volte persino senza aver visto il film da cui sono tratti. Internet è divenuta veicolo di una quantità infinita di meme, molti sono creati o fatti diventare meme dagli utenti stessi di vari forum.

   Si potrebbe dire, che se i geni, che sono quell’unità fondamentale della selezione naturale che tende a sopravvivere e a replicarsi anche per migliaia di anni attraverso memi costituiscono il nostro software.

   A sua volta il nostro software memetico potrebbe essere in programmazione di basso livello e programmazione ad alto livello di astrazione.

Una nuova teoria che cerca di unificare psicologia biologia e scienze cognitive

   Richard Dawkins nel libro The Selfish Gene propone una teoria neodarwiniana incentrata sui geni – la più piccola porzione di DNA – che rappresenterebbero così, la parte immortale di ogni essere vivente. I geni utilizzerebbero gli organismi viventi come involucri protettivi e per replicarsi all’infinito generazione dopo generazione.

   In seguito, arriva a trasporre questa teoria in ambito mentale, culturale e sociale ipotizzando la comparsa di un nuovo tipo di replicatore che chiama meme, dalla parola greca mimesis che significa imitazione e che ha una particolare assonanza con il termine gene.

   Il meme come si è detto prima, è un “unità auto-propagantesi” d’evoluzione culturale, che aspira a sopravvivere propagandosi per contagio attraverso strumenti non genetici o con le psicotecnologie (la radio, la TV, Internet cc.) da una mente all’altra. Come nel caso dei geni gli esseri umani sarebbero nient’altro che veicoli inconsapevoli. Ogni giorno all’interno delle loro menti si verificherebbe una lotta incessante fra fazioni di memi (memeplessi) avverse. Ma non solo, poiché una delle lotte più importanti si svolgerebbe nello spazio mediatico.

   Bisogna intendersi cosa si deve intendere per piscotecnologia. Essa è una tecnologia che emula, estende, o amplifica le funzioni senso-motorie, psicologiche o cognitive della mente. Il telefono, la radio, la televisione, i computer e gli altri media concorrono a creare ambienti che, insieme stabiliscono ambiti intermedi di elaborazione e informazione.

   Le psicotecnologie consentono di immagazzinare e replicare i memi e operano su tempi molto più brevi a differenza del DNA.

   Questo tipo di tecnologie sono chiamate psicotecnologie poiché il software (ad esempio la scrittura) è capace di retroagire sull’hardware (il cervello) determinando l’insorgere di nuovi paradigmi cognitivi (quindi nuovi memi) che vanno ad influenzare vari aspetti dell’esistenza umana: la scienza, l’arte, la stessa visione del mondo.

   Un primo esempio di psicotecnologie è il linguaggio. Il linguaggio predispone l’essere umano a un ragionamento sequenziale e lineare.

   Con la scrittura, l’essere umano fa un passo successivo: prende possesso del linguaggio. I pensieri, la memoria e la conoscenza sono rappresentati esternamente su supporti materiali e per questo possono essere manipolati come oggetti.

   Con l’avvento del calcolatore (grazie alle sue capacità d’elaborazione) si realizza l’estroflessione[81] cognitiva [82] non solo della memoria a lungo termine (ciò era avvenuto grazie ai libri) ma anche della memoria operativa o a breve termine. Le conoscenze escono dal corpo per diventare oggetti sui quali operare. Con la realtà virtuale si può persino pensare di condividere fisicamente le proprie conoscenze con altri in una realtà parallela.

   Mentre con gli schermi del computer – a differenza delle altre interfacce (come le

pareti di roccia, i rotoli di papiro, le pagine del libro) – l’informazione è indipendente dal singolo schermo. Diventa onnipresente: lo stesso documento può manifestare su qualsiasi schermo o connesso alla rete.

   Un altro aspetto interessante rispetto al libro sta nell’interattività.  Con l’interattività, il medium risponde in tempo reale all’input dell’utente.

L’addestramento all’interattività con un’interfaccia grafica grazie ai videogames inizia anche in età prescolare. Tali giochi non hanno un effetto solo ludico, sono vere e proprie psicotecnologie poiché implicano l’addestramento nervoso.

    Infine, con il collegamento ipertestuale dei calcolatori in una grande rete mondiale all’avvento di una “creatura planetaria”. Questo grande animale autoreferenziale e autocinetico si è posto fuori controllo dell’individuo e tende al rafforzamento delle proprie strutture. Ha assunto una via autonoma e si sta sviluppando inesorabilmente e inevitabilmente, con esiti (nell’immediato quello che si percepisce) che sono al di fuori della nostra capacità di elaborazione. Egli vive di se stesso, si auto-riproduce (elabora e sforna informazione), si alimenta di se stesso come l’Oroboruos, il serpente mitico che si morde coda.    

   L’evoluzione biologica ha contribuito a sviluppare un hardware molto particolare, un terreno di coltura di un nuovo replicante: il meme.

   A differenza dell’evoluzione genetica, l’evoluzione memetica è molto più veloce: i memi possono passare dai genitore ai figli come i geni oppure possono diffondersi tra gli individui come un virus utilizzando le nostre menti e altri supporti per replicarsi, inoltre un meme inadeguato è eliminato senza bisogno di aspettare la morte del suo portatore.

   Ma di cosa ha bisogno un meme per potersi replicare efficacemente?

   Ci sono delle tesi che sostengono che occorre che il meme sia semplice e comprensibile, che sia plausibile, che sia trasmesso fedelmente e riprodotto da medium duraturi e veloci. E altresì importante che sia ridondante: il meme deve essere come un mantra che si ripete costantemente. Occorre inoltre che sia in grado di integrare attraverso sincretismi altri memi con cui è in competizione oppure sia capace di cooperare con altri al fine di costituire un memeplesso possibilmente intollerante verso i memi differenti o meno adattivi.[83]

   Inoltre, un Meme deve attirare la nostra attenzione (vedere anche la focalizzazione dell’attenzione nell’ipnosi come primo passo per la creazione di una monoidea e quindi dell’ideoplasia). 

   In un mondo in cui l’offerta d’informazione è enormemente aumentata questo è un fattore cruciale per la sopravvivenza del meme stesso, che nel frattempo “si è fatto furbo”. I “buoni memi” (quelli che sopravvivono e si diffondono) fanno spesso leva su alcuni istinti basici fondamentali come: combattere, fuggire, nutrirsi, accoppiarsi.

   Dovrebbe essere chiaro che i memi non agiscono a beneficio agli individui, anche se molti memi lo possono essere.

   Un meme ben radicato nella sinapsi dell’individuo ospite guiderà il suo ospite guiderà il suo comportamento inducendo una fiducia cieca nella sua validità. Ciò comporta quindi un ordine implicito di diffusione. Si riscontra inoltre come a volte un meme possa essere di tipo simbiotico (capace di promuovere un comportamento adattativo per sé e per l’individuo che lo ospita) mentre altre volte funziona come un parassita e sopravvive a spese dell’organismo come i memi settari.

   A volte questi memi sono particolarmente aggressivi come alcune fedi politiche o religiose. Le persone che ne sono preda ne sembrano interamente controllate e perdono lo scopo dell’esistenza in loro mancanza.[84]

MEMETICA

   Ci sono particolari tecniche che si sono evolute nel tempo e che consentono ai memi di riprodursi efficacemente e sono per esempio l’arte retorica, l’ipnosi, la teoria della persuasione oppure la coercizione e l’inganno. 

   Bisogna tenere conto, che oltre alla tecnica del condizionamento classico ci sono anche la dissonanza cognitiva e i cavalli di Troia.

   La dissonanza cognitiva, fa leva sulla pressione mentale, il pathos, il disagio per installare un nuovo meme: “Imponendo alle persone il superamento di prove rituali, analogamente a quanto avviene ai fini dell’accesso a una casta chiusa, accade una di queste due cose: o l’iniziato si ritira per non sopportare la sofferenza, o un meme che rappresenta il valore dell’appartenenza all’organizzazione si crea o si rafforza nella mente dell’iniziato”.[85] Per rafforzare quest’effetto si può far leva sugli istinti biologici fondamentali come la paura o la fame di potere e creare quello stato particolare d’impasse definibile come “manette dorate”, descrivibile anche con la seguente frase “ti do la libertà totale e il potere in cambio della schiavitù perenne, ma ricorda se e ne vai perderai tutto e cadrai in disgrazia”.

   L’altra tecnica si chiama Cavallo di Troia: “Il metodo di programmazione detto Cavallo di Troia opera inducendovi poi, di nascosto attenzione a fare attenzione ad un solo meme, introducendo poi, di nascosto insieme al primo, un intero pacchetto di altri memi (…) un Cavallo di Troia può servirsi dei vostri pulsanti istintuali, cliccandoli per ottenere la vostra attenzione la vostra attenzione e insinuandosi poi in un’altra zona. (…) Perché il sesso vende? Perché pigia i vostri pulsanti, attira la vostra attenzione e, agendo come un cavallo di Troia, vi condiziona con gli ulteriori memi impacchettati all’interno dello spot pubblicitario (…). La tecnica più semplice per confezionare pacchetti, quella usata più frequentemente da politici e avvocati, consiste semplicemente nel dichiarare i memi uno dopo l’altro, in un ordine decrescente di credibilità. La credibilità delle prime affermazioni sembra essere d’aiuto per quelle successive sprovviste di fondamento. (…) I memi discutibili posti alla fine del pacchetto si introducono nella vostra mente servendosi del cavallo di Troia costituito dai memi incontrovertibili posti dell’argomentazione”.[86]   

GUERRA MEMETICA

   E’ più importante uccidere un uomo oppure le sue idee?

     Questa domanda che si potrebbe trovare paradossale, ma serve a introdurre l’argomento dell’uso della memetica per fini che non sono volti al benessere dell’umanità e la memetica potrebbe essere una delle più potenti armi del terzo millennio.

   Ogni giorno siamo costantemente sotto il fuoco dei media. Le tecniche di disinformazione, persuasione e suggestione sono molteplici. Per esempio, i media grazie alla loro risonanza precisano ciò di cui si dovrebbe parlare, dirigono l’attenzione del cittadino e in tal modo istituiscono delle tendenze. Questa tecnica si chiama agenda-setting.

   Il modo in cui sono presentate le notizie funziona come un effetto placebo: noi acquistiamo il giornale e cominciamo col vedere i titoli di prima pagina, la priorità loro accordata e in virtù di questo inganno deduciamo la loro importanza rispetto alle notizie che meritano minore attenzione per non palare delle notizie mai pubblicate che a volte potrebbero essere le più importanti.

   L’effetto placebo consiste nel ritenere le notizie di prima pagina le notizie del giorno.

   I passaggi sono esattamente gli stessi del placebo classico: inganno – convinzione – effetto.

   Se alla stessa persona avessimo fatto leggere le notizie in ordine sparso su dei fogli con carattere uniforme costui avrebbe sicuramente cambiato la priorità degli avvenimenti e si sarebbe accorto di alcuni avvenimenti che erano passati inosservati.

   Ciò vuol dire che “per modificare la nostra visione del mondo, basta modificare la forma logica con cui il mondo viene descritto attraverso i media”.[87]

   Prendiamo i sondaggi. Sappiamo tutti ormai che i sondaggi sono creati a tavolino per ottenere un certo feedback, basta orientare il parere degli intervistati con domande formulate ad arte.

   Le domande servono per contagiare la persona con memi che passano inosservati sotto forma di presupposizioni.

   Una volta che il sondaggio ha dato il risultato desiderato può essere pubblicizzato e diffuso ampiamente come il risultato autorevole di una seria ricerca di mercato. Il sondaggio non è più un parere ma una rappresentazione oggettiva di cosa la gente pensa. Non si tratta qui di convincere la gente dicendo che osa dovresti pensare ma si da la vittoria già per scontata. In tal modo il sondaggio funziona come una profezia che si autodefinisce, serve a creare opinione piuttosto che misurarla.

   Un esempio di profezia che si autodetermina grazie all’intervento dei media è stato quando nel marzo 1979 i giornali californiani cominciarono a pubblicare servizi sensazionali su un’imminente e drastica riduzione nell’erogazione benzina, gli automobilisti diedero l’assalto alle pompe per riempire i loro serbatoi, e tenerli possibilmente sempre pieni. Fare il pieno di 12 milioni di serbatoi (che fino a quel momento erano mediamente solo a un quarto del livello) esaurì le enormi riserve disponibili, provocando praticamente da un giorno all’altro la scarsità predetta.[88] 

   Che dire di Internet e in particolare dell’interattività? L’interattività venduta come potere e scelta maggiore ad un esame più attento si rivela un’iperpassività.

   Ciò che viene venduto come interattività è la possibilità concessa all’utente di schiacciare un infinito numero di tasti che permetteranno l’accesso ad altri documenti secondo un percorso solo in apparenza libero, insomma, qualcosa di molto simile a un topo che viene fatto correre in un labirinto.

   Nell’opera Scienza del comportamento umano (1957), Burrhus F. Skinner fa una distinzione fra comportamento operante, ovvero il comportamento che opera sull’ambiente producendo delle conseguenze e quello rispondente, che risponde passivamente allo stimolo il cui esempio tipico è il cane di Pavlov, il rinforzo, cioè l’evento che concorre all’apprendimento non è dato esternamente da una persona ma è dato dall’azione del soggetto. Il topo ha il cibo solo se preme l’apposita levetta, pertanto lo stimolo non è incondizionato come per il comportamento rispondente, ma è condizionato dalla risposta del topo.

   Nel 1948 Skinner aveva pubblicato Walden Two, dove viene descritta una società “ideale” governata in base alle teorie comportamentistiche di stimolo/risposta. La manipolazione del comportamento creerebbe una vita “ideale”, un’utopia non solo “buona” ma realizzabile.

   In effetti tutta a scienza del condizionamento consiste nell’installazione di memi attraverso la ripetizione.

   Il condizionamento operante grazie al rinforzo autoindotto installa non solo memi associazione ma anche strategie di comportamento del tipo Se… allora.

   I fenomeno detto “apprendimento hebbiano” (dallo psicologo canadese Donald Hebb) spiega questi fenomeni. In pratica succede che, quando dei neuroni vengono attivati più volte contemporaneamente si associano e “le cellule e le loro sinapsi cambiano chimicamente in modo tale che, quando una ora s’attiva, sarà molto più efficace nell’attivare l’altra. In altre parole, i neuroni entrano in società in modo tale da eccitarsi in copia con maggior rapidità rispetto a prima”.[89]

   Molte campagne di marketing funzionano proprio secondo questi principi: “il manifesto pubblicitario che vedete mentre vi recate al lavoro raffigura una splendida modella alla guida di una macchina che sfreccia attraverso una foresta in fiamme in un’esotica località tropicale: queste immagini attirano i neuroni nei centri emotivi del vostro cervello. Nello stesso istante i neuroni i neuroni dei centri del linguaggio e di quelli visivi registrano il marchio e il nome della casa costruttrice. Tombola! Due gruppi di neuroni in zone distinte del cervello sono attivati contemporaneamente. Passate davanti a quel manifesto ogni mattino per alcune settimane, magari vi capita di vedere immagini simile la sera in televisione, e vi troverete con un complesso di neuroni interconnessi, legati tra loro, per il semplice fatto che sono stati attivati all’unisono. Il risultato? Che quando vedrete la stessa macchina nella prima vetrina di un concessionario, questo farà riemergere un qualche frammento dell’emozione provata inizialmente o almeno, questa è la speranza del gruppo responsabile del marketing”.[90]


[1] Pensiamo alle concezioni tramandate dai Rosacroce http://www.rosacroceoggi.org/testi/mistero_uomo.pdf

[2] Charles Robert Richet (18501935). Medico e fisiologo francese. Era figlio di Alfred Richet (1816-1891), noto chirurgo e professore di chirurgia clinica alla Facoltà di medicina di Parigi.  Grazie alla sua indole eclettica e alla sua incessante curiosità è stato capace nel corso della sua vita di dedicarsi agli studi e alle attività più varie. Rimane però universalmente noto come il fondatore della sieroterapia, nonché pioniere nella ricerca sull’anafilassi per la quale vinse il Premio Nobel per la fisiologia nel 1913.

[3] Sir William Crookes (18321919). Chimico e fisico britannico e presidente della Society for Psychical Research dal 1896 al 1897.

[4]   Nel 1861, mentre stava eseguendo esperimenti di spettroscopia, scoprì un nuovo elemento chimico che aveva la caratteristica di emettere un raggio di colore verde intenso nello spettro elettromagnetico. Chiamò questo elemento tallio dal greco antico thallos, un germoglio verde.

   Ideò e realizzò un radiometro (radiometro di Crookes).

   Iniziò quindi una serie di ricerche sulla conduzione dell’elettricità nei gas a bassa pressione e scoprì che quando la pressione era molto bassa, il catodo sembrava emettere dei deboli raggi luminosi. Questi raggi furono chiamati raggi catodici ma in seguito si scoprì che erano dei semplici flussi di elettroni. Questa proprietà è la stessa utilizzata nei normali tubi catodici dei televisori. Crookes fu uno dei primi scienziati ad interessarsi e studiare il settore che oggi viene chiamato Fisica del plasma. Fu insignito della Royal Medal nel 1875, della Medaglia Davy nel 1888 e della Medaglia Copley nel 1904.

[5] Max Dessoir (1867 – 1947). Filosofo tedesco. Si interessò anche di parapsicologia ed esoterismo.

[6] Caterina Kolosimo, i poteri segreti della mente a 179 domande sui fenomeni paranormali, 179 precise risposte, OSCAR MONDADORI, 1976.

[7] Carlo Salinari (19191977). Partigiano e critico letterario italiano, direttore del Calendario del popolo.

[8] Joseph Banks Rhine (18951980). Botanico e parapsicologo statunitense.

Fu il primo ad applicare metodi sperimentali e statistici alla ricerca dell’esistenza di una trasmissione da mente a mente (lettura del pensiero o telepatia), che chiamò percezione extrasensoriale. È pertanto considerato uno dei pionieri della parapsicologia.

LA RICERCA PSICHICA NELL’URSS

[9] Una fonte di approfondimento sugli studi in questo campo in URSS è Metapsichica e scienza sovietica di Vasiliev.

[10] Il processo di eccitazione corticale legato al pensiero di un qualsiasi movimento, ci induce a riprodurre automaticamente il processo corrispondente.

[11] Vasiliev, Metapsichica e scienza sovietica.

[12]                           C.s.

[13]                           C.s.

[14] Peristalsi: contrazione dello stomaco e dell’intestino nel senso del percorso naturale del cibo. Contribuisce alla digestione favorendo l’amalgamarsi degli alimenti con succhi gastrici e consente l’eliminazione degli alimenti.

[15] La rabdomanzia è l’attività condotta da certe persone (dette rabdomanti) per localizzare acqua, metalli, tesori nascosti, petrolio e perfino persone scomparse, avvalendosi di nient’altro che le proprie percezioni e di bastoni.

[16] L. Vilenskaya, Il progresso della Parapsicologia in U.R.S.S., METAPSICHICA rivista italiana di parapsicologia, gennaio-giugno 1972.

[17] Alfredo Lissoni, psicospie, Editoriale Olimpia, pag. 63-64.

[18] L’idea dei contatti con onde radio con eventuali civilizzazioni extraterrestri è stata sviluppata negli USA dagli anni ’50 con il Progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence). Questo progetto si propone di ricercare intelligenze extraterrestri emettendo onde radio oppure emissioni ottiche di tipo Laser.

[19] Nello stesso periodo la NASA statunitense stava studiando una “convivenza mentale” che avrebbe dovuto essere la risposta ai problemi di comunicazione con altre civiltà. Fonte: Jack Stoneley in collaborazione con A. T. Lawton (scienziato della Royal Astronomy Society), progetto extraterrestri il contatto con intelligenze aliene per la salvezza dell’umanità futura, Longanesi&C, 1977.

[20] La telecinesi (o anche psicocinesi) è quel fenomeno per cui un essere vivente sarebbe in grado di agire sull’ambiente che lo circonda. La modalità più intuitiva per definire la telecinesi è la capacità di spostare oggetti con il pensiero.

[21] Milan Ryzl, Ricerche sulla ESP nell’U.R.S.S., METAPSICHICA rivista italiana di parapsicologia, luglio-dicembre

1971.

[22]                                                                                               C.s.

[23] Franz Anton Mesmer (1734 – 1815). Laureato in medicina e filosofia a Vienna, svolse la sua attività in Austria, Germania e Francia, a cavallo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Le sue teorie hanno dato vita al mesmerismo, e inoltre può considerarsi il precursore dell’ipnosi.

[24] Karel Kuchynk, Prima Conferenza Internazionale per le ricerche in psicotronica a Praga, METAPSICHICA rivista italiana di parapsicologia, luglio-dicembre 1973. 

[25] Alfredo Lissoni, psicospie, Editoriale Olimpia, pag. 77.

[26]                                         C.s.                                              pag. 78.

[27]                                         C.s.                                              pag. 78

[28] http://www.irppiscuolapsicoterapia.it/images/Curricula/ALBERTO_OLIVERIO.pdf 

[29] http://www.sogliaoscura.org/par-psicortinaferro2.html

[30] http://la-piovra.blogspot.it/2008/05/mk-ultra-la-testimonianza-di-cathy.html

[31] http://books.google.it/books?id=sMIYPB4GRNEC&pg=PA177&lpg=PA177&dq=l%27ex+agente+Cia+Derrel+Sims&source=bl&ots=MzemvVktuh&sig=XIMkzot7P0LDbIw88iG6dLD9b-w&hl=it&sa=X&ei=f93XU6KJAvOX0QWHg4GQBQ&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=l%27ex%20agente%20Cia%20Derrel%20Sims&f=false

[32] http://punto-informatico.it/2070052/PI/News/usa-caccia-psicoscienze-sovietiche.aspx

[33] Theodore Roszak (1933 – 2011). Professore emerito di storia alla California State University, East Bay . Egli è meglio conosciuto per il suo testo, La Creazione di una cultura contatore. (1969).

[34] Sminorv, alla domanda da parte dell’FBI sull’efficacia dell’intervento, rispose che le probabilità erano al 70%.

[35] Village Voice, 8 marzo 1994.

[36] http://209.85.135.104/translate_c?h1=it&u=en&u=http//www.apfn.org/apin/smirnov

[37] Che la sinistra istituzionale anche su questo campo è dentro una concezione borghese, possiamo prendere come esempio Psichiatria Democratica: essa parla di deistituzionalizzazione, ma non di decoercizzazione quindi il criterio manicomiale non viene realmente affrontato ma si cambia solamente le strutture vengono incarcerate e deportate, allargando il mandato carcerario dal regime ospedaliero manicomiale a quello domiciliare.  

[38] Questa elaborazione aveva dei punti in comune con quella praticata dalla psichiatria antiautoritaria occidentale. C’è da notare, tuttavia, una differenza profonda nel modo di concepire la causa della malattia fra cinesi e psicologi occidentali. Per questi ultimi, infatti, il malato è speso in un certo senso un eroe sfortunato della società: e che ne avverte con troppa generosità l’ingiustizia, le tensioni negative, finché l’animo non gli regge più. Per i cinesi, invece, la malattia mentale ha la sua causa in una stortura ideologica e morale, in una mentalità dominata dallo spirito borghese dell’avidità individuale: si ammala chi è schiavo dell’egocentrismo, chi non riesce a risolvere le contraddizioni dell’esistenza manifestando il suo impegno all’esterno, in un’opera di costruzione collettiva e altruista.

USO MILITARE DELLA PERCEZIONE EXTRASENSORIALE

[39] Jean Eugène Robert (18051871) È stato il più famoso illusionista francese del XIX secolo, soprannominato “il rinnovatore dell’arte magica“. Considerato come uno dei più grandi illusionisti e prestigiatori di tutti i tempi e ampiamente accettato come padre della magia moderna.

[40] Marabutto (fr. marabout; sp. morabito). – Vocabolo penetrato sin dagli inizî del sec. XIX nella letteratura di viaggi e divulgatosi nell’uso corrente europeo dell’Africa settentrionale a occidente dell’Egitto per designare i santi musulmani viventi o defunti, detti anche santoni, e inoltre i mausolei molto semplici ove sono sepolti. Quest’uso europeo non coincide esattamente con quello del vocabolo murābi? (Nei dialetti arabi dell’Africa settentrionale mrābet, mrābo?, al plur. mrāb?īn) presso gl’indigeni di quei paesi, i quali con esso non intendono il mausoleo (detto invece per lo pi? qubbah) e nemmeno tutte le categorie di santi, ma soltanto quelli che non siano sceriffi (cioè non discendano da Maometto attraverso sua figlia Fātimah ed il marito di lei ?Alī) né semplici idioti (bahlūl), e la cui barakah (v.) o virt? benefica si estenda alle cose di loro proprietà e si trasmetta alla loro concetto popolare, soprattutto marocchino, la santità non si fonda su manifestazioni di virtù nel senso religioso cristiano, ma sul fatto di produrre grazie miracolose, di carattere materiale tangibile, a favore di coloro che si rivolgono al santo e vengono con lui a contatto; nel santo vengono tollerati atti assolutamente riprovevoli, ritenuti fonte di benedizione per chi ne è vittima, anziché motivo di scandalo e di obbrobrio; credenze popolari queste, che hanno la loro radice nell’elemento berbero del Marocco e sono in contrasto con le stesse dottrine musulmane. Il fenomeno del marabuttismo prese un enorme sviluppo dal secolo XIV, e dal Marocco si estese a tutta l’Africa settentrionale sino alla Marmarica ed esercitò un profondo influsso sulla vita religiosa, sociale e politica e sulla stessa toponomastica; nell’anarchia in cui gran parte del Maghreb o Barberia viveva, molte volte i marabutti stabili o erranti furono giudici ascoltati, pacificatori di tribù in lotta, garanti della sicurezza delle carovane da loro accompagnate, islamizzatori di popolazioni barbare, centro di nuovi aggregati politico-sociali (tribù marabuttiche) considerate clepositarie di parte della barakah del marabutto e quindi tenute in alta considerazione. In altri casi i marabutti furono pericolosi agitatori politici contro sovrani tirannici e contro gli infedeli invasori.

La qualifica d’una persona viva o morta quale marabutto è frutto soltanto dell’opinione popolare locale, la quale può formarsi anche in seguito alle più strane circostanze; a sua volta la fama d’un marabutto è circoscritta assai spesso alla località nella quale egli vive o visse. La denominazione murabi? (mrābo?) nel senso esposto? di carattere quasi esclusivamente popolare e nota anche alla Spagna musulmana del sec. XV; in arabo letterario essa designò dapprima i guerrieri stabiliti nei ribā? o posti di confine verso le terre degli infedeli, e appunto perci? furono chiamati al-murābi?īn (Almoravidi) i Berberi che, usciti dal loro ribā? in un’isola del Senegal, fondarono il loro famoso impero, esteso anche alla Spagna e durato dal 1056 al 1147; poi fu applicata in modo particolare alle persone animate da grande fervore religioso e da zelo contro gli infedeli, i quali volontariamente andavano a passare qualche mese nei ribā? per tenersi pronte alla guerra santa e intanto univano l’allenamento militare all’esercizio indefesso di pratiche di devozione; e di qui venne il significato di santo, particolare del Maghreb. Completamente errata è l’etimologia da marbu? (Legato), sulla quale alcuni sociologi e studiosi di storia delle religioni hanno fondato, anche di recente, teorie insostenibili.

[41] http://www.mauromassironi.i/=?p=1320

[42] http://www.sogliaoscura.org/par-psicortinaferro.html

[43] Walther Friedrich Schellenberg (19101952). È stato un militare tedesco ufficiale delle SS e vice-comandante della Gestapo.

[44] www.coscienza.org 

[45] A essere precisi bisognerebbe dire gli organismi ufficiali e palesi della CIA non quelli occulti.

[46] http://www.damus.it/ipnosi/esp.html

[47] http://aurora-project.forumfree.it/?t=59624866

[48] Metapsichica Rivista italiana di parapsicologia – luglio/dicembre 1971 – gennaio/giugno 1972  – luglio-dicembre 1973.

[49]  Forse non è un caso che la capitale, Praga, è sempre stata definita una “città magica”, che insieme con Lione e Torino fa parte del “triangolo magico”. Già Rodolfo II, sul trono ceco dal 1576, fece di Praga la capitale segreta d’Europa – non solo la capitale dei nobili, ma anche degli artisti, commercianti e studiosi, e soprattutto degli astrologi e degli alchimisti. Rodolfo II era famoso per la sua corsa alla scoperta della produzione d’oro. Secondo la leggenda i suoi alchimisti in cerca del segreto della pietra filosofale furono ospitati nel “Vicolo d’Oro”. Non scordiamo della legenda riguardante il Golem.

   Il Golem (ebr. גולם) è una figura immaginaria frutto della mitologia ebraica e del folklore medievale. Il termine deriva probabilmente dalla parola ebraica gelem che significa “materia grezza”, o “embrione”. Esso fa la sua prima apparizione nella Bibbia (Antico Testamento, Salmo 139:16) per indicare la “massa ancora priva di forma”, che gli Ebrei accomunano ad Adamo prima che gli fosse infusa l’anima. In ebraico moderno golem significa anche robot. La leggenda è ambientata nel XVI secolo durante il regno di Rodolfo II. Si narra che nell’ anno 1580 un religioso di nome Taddeo, fanatico nemico degli Ebrei, si adoperasse per trasformare la pace e l’armonia che regnava nella comunità ebraica in astio e disaccordo e per far nascere nuove accuse superstiziose. Quando Rabbi Judah Loew, un rabbino che dopo molte peregrinazioni era giunto alla corte di Rodolfo II nella città di Praga, venuto a sapere dei crudeli intenti di Taddeo, decise di rivolgersi all’ Altissimo per proteggere la comunità ebraica. l’I Altissimo accolse la richiesta del rabbino e gli ordinò di creare un Golem di argilla per annientare Taddeo. La leggenda narra che per la creazione il rabbino si servì del libro ebraico Sefer Yetzirah, testo antichissimo che si distingue per l’esegesi sui segreti dell’alfabeto ebraico, delle Sefirot, i dieci attributi di Dio, contenuti nella Qabbalah ebraica. Una volta svelati i segreti della Qabbalah il rabbino plasmò una forma di argilla con sembianze umane e dopo un rituale magico, Zifurim, inserì nella bocca della creatura un pezzo di carta con incisa la parola Verità in ebraico “Emet “. Subito il Golem prese vita e si alzò in piedi, il Rabbino capì subito che il mostro avrebbe obbedito a lui solo e che incapace di parlare lo avrebbe servito fedelmente. Grazie all’intervento del mostro la comunità ebraica fu salva. Il Golem rimase ai servigi di Rabbi Loew che lo tenne con se fino a quando, capito che il potere della creatura avrebbe potuto rappresentare una minaccia per la comunità ebraica non lo distrusse, cambiando l’ordine delle lettere della parola Emet inserita nella sua bocca e trasformandola in Met, morte. Una volta distrutto il rabbino lo nascose nella sinagoga Vecchia-Nuova dove secondo la leggenda è ancora possibile ammirarne i resti. Al di là della leggenda e della veridicità o meno di alcuni particolari è evidente il richiamo al principio mistico ebraico secondo cui il mondo e la vita sono emanazione del divino. Quella del Golem è un’antichissima leggenda ebraica sul mito dell’uomo artificiale creato da un altro uomo. Naturalmente questo atto è una sfida a Dio, un tentativo di impossessarsi della sua forza creatrice, il che genera la punizione, che arriva proprio tramite la creatura. La creazione avviene attraverso la costruzione di un simulacro di elementi naturali, la terra, che prende vita grazie a formule magiche. Il Golem nasce come servitore e aiutante dell’uomo, è muto, imperfetto, privo della possibilità di creare un altro Golem. La leggenda è del tutto parallela alla creazione di Adamo da parte di Dio e presenta analogie fortissime con numerosi altri miti che si possono considerare varianti nate in contesti storici differenti.

[50] Le carte Zener sono un particolare tipo di mazzo di carte, inventato negli anni trenta dallo psicologo Karl Zener appositamente per il noto parapsicologo statunitense Joseph Rhine, che le ha usate per i suoi esperimenti sulla chiaroveggenza. Il set è composto da 25 carte di forma rettangolare (come le comuni carte da gioco) divise in cinque gruppi differenziate da un segno posto nel centro: il Cerchio, la Croce, il Quadrato, la Stella e l’Onda. Ogni gruppo di segni è presente cinque volte nel mazzo. L’esperimento condotto da Rhine consisteva nel chiedere ad un soggetto di indovinare la carta che si stava estraendo dal mazzo. In certi casi lo sperimentatore doveva estrarre le carte ponendole di fronte al soggetto da ricerca, mostrando però il dorso e chiedendo di dichiarare il segno; oppure ponendo il soggetto in una condizione di non poter vedere. Il test non accerta la presenza di particolari poteri, ma ne valuta la possibilità fondandosi sull’ipotesi statistica: per la legge dei grandi numeri le probabilità di indovinare una carta del mazzo tendono, con infinite prove, al 20% (1 su 5); solo uno scostamento significativo da questa percentuale – posto che l’esperimento venga condotto con metodo scientifico su un numero di casi statisticamente rilevante – si potrebbe supporre non attribuibile alla mera casualità.

[51] Nel romanzo L’uomo che fissa le capre di Jon Ronson dal quale è stato tratto il film dal titolo omonimo, uscito nelle sale cinematografiche nel 2009, si parla di questa esperienza.

[52] E poi si considera pazzi chi denuncia la realtà del controllo mentale.

[53] In Italia a la sede a Napoli, vedere il sito http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=510

[54] Biocarburanti Sostenibili dalle terre Abbandonate. Esistono 4,7 milioni di kmq di terre e pascoli abbandonati ecco come è possibile ripristinarli. Redazione – GennitrosSviluppo.com in Energia, Energie 27 giugno 2008.

[55] Marco D’Eramo, STATI UNITI. La crisi accorcia la vita anche ai White trash, attualità/notizie/mricN/8545, 22.09.2012.  

[56] Valentina Beli, Microchip nell’uomo: sicurezza le motivazioni ufficiali, 13.09.2012, CEST.

spionaggio esp

[57]http://storiasoppressa.over-blog.it/article-alliance-du-pentagone-avec-les-nazis-operation-paperclip-des-v2-a-la-lune-92331748.html

[58]L’utilizzo della molecola che Albert Hoffman aveva sperimentato lui stesso in modo triviale, questa volta nel quadro degli esperimenti di Edgewood e poi dell’operazione MK ULTRA per il controllo del comportamento umano (nel caso particolare attraverso la cosidetta controcultura), lo condurrà più tardi a chiamarla il suo “bambino terribile”.

[59]http://www.voltairenet.org/article14005.html

[60]http://storiasoppressa.over-blog.it/article-alliance-du-pentagone-avec-les-nazis-operation-paperclip-des-v2-a-la-lune-92331748.html

[61] Alfredo Lissoni, psicospie, Editoriale Olimpia, pag. 77.

[62]                                         C.s.                                              pag. 78.

[63]                                         C.s.                                              pag. 78

[64]http://www.irppiscuolapsicoterapia.it/images/Curricula/ALBERTO_OLIVERIO.pdf

[65]http://www.sogliaoscura.org/par-psicortinaferro2.html

[66]http://la-piovra.blogspot.it/2008/05/mk-ultra-la-testimonianza-di-cathy.html

[67]http://books.google.it/books?id=sMIYPB4GRNEC&pg=PA177&lpg=PA177&dq=l%27ex+agente+Cia+Derrel+Sims&source=bl&ots=MzemvVktuh&sig=XIMkzot7P0LDbIw88iG6dLD9b-w&hl=it&sa=X&ei=f93XU6KJAvOX0QWHg4GQBQ&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=l%27ex%20agente%20Cia%20Derrel%20Sims&f=false

[68]Ingo Douglas Swann, (1933 – 2013). È stato un famoso sensitivo.

[69] La DIA (Defence Intelligence Agency) fa capo direttamente al Pentagono ed è stata istituita nel 1961. Il quartiere generale di trova al Pentagono ed impiega circa 7.000 agenti, militari e civili dappertutto nel mondo. La sua missione è raccogliere, in tutto il mondo, informazione di carattere militare e fornirle ai militari durante le operazioni e ai responsabili per gli acquisti degli armamenti.

[70] E ci sono persone che diffamano, affermando chiunque affermi di essere una vittima sottoposta a torture inerenti al controllo mentale, sia una pazzo.

[71] Che ha una sede anche in Italia a Napoli, vedere http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=510

[72]Behold a Pale Horse, William Cooper, Light Tecnology Press. Sedona, AZ. 1991 p. 166.

[73] Nel 1971 apparvero sulla stampa americana i testi chiamati Le Carte del Pentagono (Pentagon Papers), documenti segreti resi pubblici da Daniel Ellsberg, un vecchio analista della Rand Corporation (la lobby militare del Pentagono). In quel periodo venne anche pubblicato il libro The Jasons: The Secret History of Science’s PostwarElite (La StoriaSegretadella Scienza nella Guerra Fredda) di Ann Finkbeiner. Mentre i primi testi evidenziavano le macchinazioni del governo statunitense durante la guerra in Vietnam, il secondo rivelava l’esistenza di un’equipe segreta di scienziati che collaborarono con varie amministrazioni passate per Washington. Questo gruppo era conosciuto come “Jason”.

L’origine di questo nome viene dalla mitologia greca, dalla storia di Jason [Giasone N.d.R.] e gli Argonauti alla ricerca del vello d’oro, oggetto che gli avrebbe dato vittoria e gloria. Ma nulla lega i nostri scienziati del Pentagono con i cercatori della leggenda greca, né con il vero Jason, che scoprì la pelle di montone dorata appesa ad un albero di Dodona, il luogo denominato Iperborea al Polo Nord. Jason era quindi un’equipe segreta di scienziati che collaboravano col potere, e come ci racconta il professore di matematica catalano Salvador López Arnal, nel 1971, Jason rappresentava un chiaro impegno politico di un gruppo di scienziati che includeva le eccellenze della scienza fisica e biologica, compresi alcuni premi Nobel nella propria disciplina. Link http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=5934

[74] Sarà un caso, ma in questo mondo esoterico alla fine non ci deve stupire nulla, Sinclair è anche il nome di un‘antica famiglia scozzese molto collegata con i Templari, che si rifugiarono in Scozia quando il loro Ordine du soppresso in Francia. In Scozia, da Robert Bruce in poi, ogni sovrano fu Cavaliere Templare ed in quella terra si sono intrecciate le vicende di Rosslyn, la famiglia Sinclair e l’Ordine Templare da cui sono venute letture culturali del templarismo. Proprio vicino a Rosslyn, sulla piccolissima isola di May, nel Firth of Forth, la profonda insenatura creata nella costa orientale scozzese dall’estuario del fiume Forth, secondo una tradizione massonica francese, sarebbe stata inizialmente trasferita, a bordo di nove navi, i documenti e le ricchezze degli ultimi Templari in fuga dal porto di La Rochelle. A Rosslyn, secondo molti studiosi, abita il segreto di William Sinclair e l’enigma di misteriosa pietra rossa avvolta da una forte energia, all’interno della cripta inferiore della Cappella scozzese che racconta la storia dei Cavalieri Templari.

In Italia nel 2012 è nato il Clan Sinclair Italia. La sede è a Parma ma conta iscritti in tutto il Paese, in particolare nelle Marche. L’Associazione culturale ha lo scopo di approfondire la ricerca, lo studio e la diffusione dei valori del templarismo originario, che appartiene alla famiglia scozzese dei Sinclair e dei Rex Deus. Sino ad oggi l’unica sede, al pari di quella italiana, era a Wick, in Scozia. Presidente del Clan Sinclair Italia è stato nominato Tiziano Busca, vicepresidente Massimo Agostini, tesoriere Davide Bertola, segretario Sven Boheme. Ian Siclair è presidente onorario, Lord Malcom Sinclair è Patron.

Con questo atto – spiega il presidente Busca – la famiglia Sinclair, testimone di un passato straordinario, ha voluto segnare il forte legame con l’Italia. La nascita di questa nuova associazione di ricerca è però anche una testimonianza di stima tra il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Gustavo Raffi, e la famiglia Sinclair, in particolare con Lord Malcom Sinclair, Lord d’Inghilterra, e Ian Sinclair archivista e bibliotecario della famiglia“.

http://www.grandeoriente.it/rassegna-stampa/2012/07/(adnkronos)-templari-e-ricerca-iniziatica,-nasce-il-clan-sinclair-italia.aspx#sthash.chlR5y56.dpuf

[75] Sara sempre un caso, ma nel film Vallanzasca – Gli angeli del male, Kim Rossi Stuart che interpreta Vallanzasca dice “non sono un cattivo è che ho il lato oscuro un po’ sviluppato “. Sarà sempre un caso che Angela Corradi, una delle “pupe“della banda in seguito diventata suora aveva una croce uncinata tatuata, pare sul seno. Guarda caso a Turatello il boss di Milano Francis Turatello andava in giro con una svastica d’oro appesa al collo e che, in carcere divenne il testimone di nozze di Vallanzasca, gli regalò un ciondolo a forma di svastica. E sarà sempre un caso, che nel 1976, Vallanzasca quando era uno dei latitanti più braccati d’Italia, vola in Cile e si sistema tra gli spalti per vedere la Coppa Davis. Afferma Mario Campanella, giornalista, portavoce del Pdl Calabria, che nel 2004 realizzò, insieme a Maria Rita Parsi, una serie di interviste in carcere, a Voghera, all’ex bandito dagli occhi azzurri: “Renato Vallanzasca assistette alla finale di Coppa Davis Cile-Italia nel 1976. Imbarcandosi da Parigi sotto falso nome, andando a trattare con il regime cileno una latitanza che poi non si concretizzò: possibile che nessuno se ne accorse?“. Continua Campanella “Vallanzasca e la sua banda avevano diversi miliardi di lire dell’epoca in tasca, frutto di sequestri che si erano chiusi a cifre ben diverse da quelle diffuse. Il regime cileno offrì loro una protezione, un ranch intero in cambio dell’arrivo dei soldi a Santiago del Cile, ma Vallanzasca mi disse che ebbe paura di essere successivamente scaricato e non se ne fece nulla“, conclude Campanella “Capisco che Panatta non possa sapere una cosa del genere ma mi chiedo come sia stato possibile a Vallanzasca raggiungere e contattare le autorità cilene, arrivare allo stadio di Santiago e passare del tutto inosservato. Misteri dell’Italia anni 70“. Non misteri degli anni ’70, ma questo è il famoso lato oscuro del potere quello che è nascosto alla maggior parte delle persone.

[76]http://www.newnotizie.it/2011/06/27/melania-pm-sospeso-legale-ferraro-minacciato-militari/

[77]http://posta65a.mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/MailMessagePrint

[78] Il lavoro sporco, i servizi segreti lo fanno fare spesso e volentieri a molte sette.

[79]http://ilgrandeignoto.blogspot.it/2009/06/spionaggio-esp.html

esistono gli attacchi psichici?

è il potere che usa la magia nera

[80] Si tratta, generalmente, di formule e di racconti incentrati sul viaggio notturno del Dio sole (nelle sue diverse manifestazioni) e della sua lotta con le forze del male (tra cui il serpente Apopi) che tentano, nottetempo, di fermarlo per non farlo risorgere al mattino.http://digilander.libero.it/fab655/Il%20libro%20dei%20morti%20degli%20antichi%20egizi.pdf

LA GUERRA DEI MEMI

[81] L’estroflessione sarebbe in sostanza un mettere fuori ciò che si può pensare come dentro, come quando un bambino dice “la luna mi segue” o quando un Papa afferma che c’è il diavolo. La nostra storia ci ha dato momenti in cui l’estroflessione era caratterizzante. Per esempio, Roma, durante la caduta dell’Impero romano privo di sua missione imperiale, e senza la speranza che intanto albeggiava nei cristiani, il Seicento, in Francia in particolare, quando quello che sarebbe stato denominato più tardi isteria o senso di colpa era rappresentato da demoni che invadevano il corpo, istigati da streghe e stregoni; e naturalmente l’epoca attuale, dove una persona è la somma del danaro che può esibire. Attualmente quest’onda d’estroflessione sembra essere una reazione prevedibile al dominio, durato più di un secolo, della psicologia e della psicologizzazione, che riduce tutto quello che accade al “dentro”. Le due principali risposte tecniche alla psicologizzazione prima dominante, sono il comportamentismo e le neuroscienze da una parte, e il conversazionalismo dall’altra. Correnti entrambe che ubbidiscono all’ingiunzione, e non alla proibizione agostiniana, dell’andare fuori, foras ire. Infatti, le neuroscienze hanno messo fuori dall’anima qualsiasi evento, alienandolo in una sorte di apparato, non si sa bene se più biologico o più robotico, che localizza la rabbia, l’empatia, l’amore, la creazione artistica in atolli autonomi di un arcipelago fuori di noi. Analogamente il conversazionalismo nel corso degli ultimi vent’anni, ha progressivamente cercato di autonomizzare la parola dal suo servaggio alla descrizione del mondo e all’espressione della mente, per renderla autonoma in sé stessa. Per esempio, in “Interni familiari”, il linguaggio dell’interlocutrice, che potrebbe essere ridotto a delirio in chiave psicologica o ad attivazione di una zona cerebrale in chiave di neuroscienza, viene preso nel suo valore negoziale sulla Piazza del Mercato insieme al terapeutica. Come il broker è ciò che i suoi titoli dicono agli altri che ha, così nel nostro lavoro una persona è ciò che dice.

[82] Il primo e più importante esempio di estroflessione cognitiva è stata la parola, seguita a grande distanza di tempo dalla scrittura. Staccandosi dalla loro matrice mentale, la parola e la scrittura divengono oggetti in parte autonomi e si prestano a elaborazione, studio e manipolazione. A loro volta le estroflessioni sono in grado di retroagire sulle elaborazioni mentali (ad esempio la lingua contribuisce potentemente alla formazione della nostra visione, anche scientifica del mondo). L’informatica rappresenta un passo ulteriore in questa direzione.  Grazie ad un anello di retroazione che va dall’informatica alle facoltà immaginative e da queste di nuovo all’informatica, la percezione che ha del mondo è continuamente alterata dalle sue manifestazioni hardware e software. La tecnologia dunque non modifica la nostra visione del mondo e la nostra azione su di lui solo nel senso scontato di potenziare i nostri sensi: essa agisce a livello più profondo, poiché incide sui riferimenti primari, modifica la nostra epistemologia e, attraverso di lei, la nostra ontologia.

[83] Francesco Ianneo, Meme, Genetica e virologia di idee, credenze e mode, Castelvecchi, 1999, Roma, pp. 83-84.

[84] I suicidi collettivi ai quali partecipa anche il santone sono il chiaro esempio di come il meme detenga il potere e non chi lo “ha creato”.

[85] Richard Brodie, Virus della mente, Ecomind, 2000, p. 225.

[86]                                       C.s. P.P. 157-158

[87] Bruno Ballardini, Manuale di disinformazione, Castelvecchi, 1995, Milano. p. 16.

[88] Paul Watzlawick, La realtà inventata, Feltrinelli, Milano, 1994, p. 87.

[89] Lan H. Robertson, Il cervello plastico, Rizzoli, p. 17.

[90]                                  C.s. p.p. 21-22.

~ di marcos61 su gennaio 2, 2020.

Una Risposta to “METAPSICHICA, PARAPISCOLOGIA ED ESP”

  1. Ho usato questo articolo per alcune riflessioni sui social quindi ringrazio per il confortante e ben fatto sunto che hai messo a disposizione. Un saluto

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