I PROGRESSI DELLA PARAPISCOLOGIA NELL’URSS

 

Con questo lavoro, voglio affrontare i fenomeni che sono racchiusi nella parola parapsicologia; utilizzando gli studi che fecero gli scienziati sovietici in questo campo, per cercare di scoprire ciò che cosa in essi appartiene al campo naturale e cosa al regno della fantasia e delle allucinazioni; e cercare di scoprire infine se in essi non c’è qualcosa che appartiene all’ordine dei fenomeni ancora inesplicabili secondo leggi finora sconosciute della natura. Un tal esame ha lo scopo di rimuovere laurea di mistero che per molte persone è fonte di attrazione e misticismo.

Nell’U.R.S.S. gli studi sulla parapsicologia erano particolarmente sviluppati, tanto che all’inizio degli anni ’70 E. J. Pulmann direttore del Dallas Based Souhwest Hypnosis Researh Center, affermava che l’U.R.S.S. avrebbe potuto riuscire, ad indagare i segreti dell’America mediante l’uso di facoltà psichiche.[1]

La Russia ha una lunga tradizione per quanto riguarda le ricerche nel campo della parapsicologia (nel 1970 uscì il libro di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder, Scoperte psichiche dietro la cortina di ferro – Casa Editrice MEB).

 

 

Parte prima

 

 

Suggestioni e autosuggestioni

 

 

Il meccanismo nervoso che sta alla base dei fenomeni suggestivi, è stato oggi del tutto chiarito. In passato questi fenomeni erano scambiati per miracoli.

Non deve stupire il fenomeno di funzioni organiche disturbate (spesso per autosuggestione che porta a “malattie psicogene”, ad esempio, la convinzione di un ipocondriaco di avere un organo malato, che in realtà è sano, può portare a un’effettiva disfunzione dello stesso) che possono essere riportate alla normalità mediante un’adeguata suggestione.

Molta gente ha indovinato il segreto della suggestione terapeutica e per secoli l’ha tramandato a voce facendo credere o credendo che fosse magia, stregoneria, incantesimo e così via. L’autosuggestione spesso opera di passo con la suggestione…

L’azione dell’autosuggestione ha guarito vari malanni, in persone che credevano nel potere delle icone e delle reliquie. È utile ricordare che tali risultati si possono ottenere quando la malattia è di natura psicogena, quando è stata provocata da shock mentali, quando è nell’alterazione funzionale del sistema nervoso. Esempi di tale malattia: paralisi, perdita di sensibilità cutanea, la cecità è il mutismo degli isterici.

Le storie abbastanza attendibili di maghi, fachiri streghe e stregoni medioevali, attestano che nello stato d’estasi perdevano ogni sensibilità al dolore e sopportavano torture e tormenti. È probabile che in questi casi abbia operato un certo grado d’autoipnosi, l’azione suggestiva di una fede fanatica o l’autosuggestione. Perché è dimostrabile che è possibile inibire selettivamente per mezzo della suggestione verbale o dell’autosuggestione quei centri cerebrali che per creare o conservare nel sistema nervoso centrale una forte e prolungata eccitazione.

 

 

Movimenti automatici

 

 

Questo comportamento si ha quando si pensa che l’attività mentale non sia accompagnata da movimenti visibili. Ma ciò non significa che non ci sia alcun movimento.[2]

L’intensità di un atto ideomotorio varia nei diversi individui, ma tutti possiedono questa capacità.

Nel 1853 il fisico Faraday, con uno strumento ideato per registrare il movimento fisico, dimostrò che le mani di coloro che prendevano parte a una seduta spiritica impartivano al tavolino una serie di spinte ideomotorie inconsce.

Ehmann (uno psico-fisiologo) registrò le mani dei partecipanti alle sedute spiritiche, utilizzando un chimografo (un tamburo rotante azionato da un meccanismo a orologeria). I movimenti delle mani di ogni partecipante furono registrati sotto forme di curve. L’analisi di tali curve prima e dopo che il tavolino si muovesse, consentì di spiegare come spinte non simultanee e orientate, possono, sommandosi, farlo oscillare e vibrare leggermente. Tali leggere oscillazioni corrispondono alle lettere dell’alfabeto che sono lette ad alta voce da uno dei partecipanti; con questo sistema si ottengono frasi complete contenenti la risposta a una domanda posta dallo “spirito”. Funge da “spirito” il cosiddetto medium (che sarebbe la persona tra i partecipanti alla seduta che possiede in modo più sviluppato la capacità di compiere atti ideomotori).

Attraverso la registrazione elettrografica degli impulsi eccitazione, si nota che il pensiero di un movimento è accompagnato dalla comparsa di una serie ritmica di impulsi nei muscoli che dovrebbero eseguire il movimento. Questi impulsi sono trasmessi ai muscoli lungo le vie nervose piramidali, attraverso quei neuroni corticali la cui attività è legata al pensiero del movimento concepito dal soggetto.

Attraverso le ricerche fatte all’inizio degli anni ’60 da membri dell’Istituto Protetico e Ortopedico di Mosca, si è riusciti a stabilire che l’attività ideomotoria dell’uomo può guidare una macchina per mezzo di fili elettrici e domani con la trasmissione elettromagnetica.

Un fenomeno di comportamento ideomotorio è la “lettura dei muscoli” (più conosciuta come “lettura del pensiero”) esempio: un indovino, le sue azioni sono guidate dai segnali ideomotori che egli invia in maniera involontaria.

 

 

 

 

 

 

Telepatia

 

 

Nel 1876 in una riunione dell’Associazione Britannica degli scienziati, il fisico inglese Barret (allievo di Faraday), fa una comunicazione sulla “trasmissione diretta del pensiero”. Nel 1882 Barret fondò la Società di Ricerca Psichica. Nel 1920 fu fondato il Comitato internazionale per le ricerche psichiche.

Una soluzione scientifica sulla ricerca della telepatia può essere raggiunta con la sperimentazione mentale. Uno dei metodi usati dalla telepatia sperimentale era il calcolo della probabilità. Esso fu usato alla fine del XIX secolo dal fisico C. Richet che eseguì vari esperimenti consistenti nell’indovinare le carte da gioco su cui altre persone si stavano concentravano. Secondo i suoi dati, il numero delle risposte esatte così previsto dalla teoria super sempre il numero previsto dalla teoria della probabilità.

La teoria della probabilità stabilisce che su 2997 prove si dovrebbero ottenere 732 risposte esatte: telepaticamente se ne ottennero 789.

Tali esperimenti, portano alla conclusione che come nel caso della suggestione verbale, non tutti si prestavano alla suggestione mentale e che per estendere tali esperimenti è necessario selezionare i più idonei e i più suggestionabili. Gli esperimenti di Richet furono estesi e perfezionati negli Stati Uniti (dal dottor Rhine) e in Inghilterra (dal dottor Soal) con la differenza che invece delle carte da gioco si servivano di cartoncini nei quali una figura nera si stagliava chiaramente su uno sfondo bianco.

Gli esperimenti con la trasmissione mentale di disegni, uniti ai risultati degli esperimenti con le carte, contribuivano a chiarire gli asseti psicologici della percezione (recettività) telepatica. È importante valutare gli errori del percipiente (quello che riceve) nel rappresentare a realizzare disegni trasmessi dall’induttore (quello che trasmette).

Si può dire, che a partire dagli esperimenti fatti (quali quelli dell’ipnologo sovietico Prof. K. L. Platonov) le espressioni correnti come “telepatia mentale” o “suggestione mentale” non sono esatte. Attraverso questi esperimenti per via telepatica è stato possibile trasmettere unicamente immagini, sensazioni, impulsi visivi, raramente quelli uditivi (quelli che Pavlov le associa al primo sistema di segnalazione) e non pensieri connessi a parole (legate al secondo sistema di segnalazione).

Uno delle premesse in questi esperimenti è l’esclusione della persona di percepire nel modo ordinario, ossia per mezzo degli organi di senso, il messaggio trasmesso mentalmente.

L’accadimento sovietico P. P. Lazarev nel 1922 scriveva sul possibile uso delle onde elettromagnetiche nell’attività mentale: “Le periodiche reazioni (chimiche) che si verificano nei centri (cerebrali) devono generare forze elettromotrici della luce nel trasmettere i fenomeni elettrici alla superficie del cranio, queste forze elettromagnetiche devono essere accompagnate da un’onda elettromagnetica che si diffonde con la velocità della luce nel mezzo circostante.

   Ogni sensazione, ogni atto deve formare onde e il cranio umano dovrebbe irradiare onde di grande lunghezza (fino a 300.000 chilometri) nel mezzo circostante. È difficile dire quale ruolo fisiologico possano svolgere queste onde; ma è probabile che esse ci possono aiutare a spiegare i fenomeni suggestivi (ciò si riferisce evidentemente soltanto alla suggestione mentale e non verbale) come pari altri più complessi fenomeni della sfera psichica”.[3]

 

L’elettroencefalografia è ora entrata nella pratica medica corrente come strumento per la diagnosi di varie malattie cerebrali. Le ricerche condotte dal 1923 al 1929 dal neurologo italiano Cazzanelli in collaborazione con alcuni fisici, hanno portato alla scoperta di onde elettromagnetiche dell’ordine di lunghezza di qualche centimetro nello spazio che circonda il cranio di un soggetto. Ma dopo   ricerche ora si sa che le onde elettromagnetiche d’alta o bassa frequenza possono agire sul cervello nel nodo indicato soltanto quando la loro intensità raggiunge il cosiddetto valore di soglia, quell’intensità in pratica i processi nervosi da esse attivati possono essere percepiti soggettivamente dall’uomo. Il fisico K. Arkadier in conformità a calcoli matematici, è giunto alla conclusione che l’intensità di questi campi elettromagnetici, generati dalle biocorrenti delle attività cerebrali è molto bassa e non raggiunge il valore di soglia. Essa è molto inferiore all’intensità dei campi elettromagnetici che si è originata negli e nei fili elettrici.

L’ingegnere elettronico B. B. Kazinskij ha osservato che, in elettrotecnica, le onde mezzo di un circuito chiuso oscillante in cui passi corrente alternata, contenente un condensatore e bobine solenoidali e dotato di una certa resistenza. Nel sistema nervoso la biocorrente che costituisce la base dell’eccitazione dl sistema nervoso, è una corrente alternata. Egli paragona le terminazioni dendritiche simili a dischi a dei condensatori cellulari e i fasci di fibre nervose a solenoidi inseriti in un circuito oscillante chiuso.

I risultati degli studi sui fenomeni di suggestione e l’interpretazione di questi fenomeni da un punto di vista dell’azione elettromagnetica di un cervello su un altro non consente di trarre conclusioni definitive.

 

 

Che cosa si può dire della percezione extrasensoriale?

 

 

I parapsicologi ritengono che nel corso dell’evoluzione gli esseri viventi e in particolare l’uomo abbiano sviluppato, per percepire ed esercitare l’influenza a distanza, adattamenti organici paragonabili alle moderne conquiste della radiotecnica e dell’elettronica.

Per la rabdomanzia, vale a dire la capacità che alcuni animali o singoli individui di essere in grado di percepire oggetti o avvenimenti anche in condizione in cui è matematicamente esclusa la possibilità di una loro percezione attraverso i normali organi di senso, non si conosce la vera spiegazione. Sembra tuttavia che per avvicinarsi alla soluzione si debba ricorrere alla biofisica.

Vi sono dei fenomeni chiamati chiaroveggenza che sono caratterizzati da una straordinaria sensibilità dei comuni organi di senso di vita e udito. Essi sono stati osservati in stato d’ipnosi o autoipnosi detta trance.

L’acutizzazione dell’udito in alcune persone ipnotizzate è in taluni soggetti isterici può arrivare al punto che essi riescono a udire a grande distanza anche il più lieve mormorio.

Pavlov afferma che “In noi uomini, l’attività conscia superiore agisce in senso contrario a queste capacità differenzianti inferiori e quindi impedisce un’altra differenziazione. Che le cose stiano così è dimostrato che in taluni casi, quando l’attività conscia normale dell’uomo è alternata, le sue capacità differenzianti possono raggiungere nell’uomo una acutezza estrema”.[4]

Il termine percezione extrasensoriale comprende fenomeni diversi. Alcuni di loro hanno il carattere di reazioni motorie a influenze non percepite (subsensoriali) di qualche tipo di radiazione emessa dal terreno, come l’emanazione di radio, o l’aumento locale della ionizzazione dell’aria causato da quest’ultimo. Alcune persone sono particolarmente sensibili a tali fattori fisici, mentre nella maggioranza restano di sotto alla soglia di sensibilità.

Ipotizza il biologo Mecnikov: “E’ possibile che un determinato fenomeno, come la chiaroveggenza, possa limitarsi a risvegliare particolari sensazioni nell’uomo, ma presenti negli animali”.[5]

Nel 1928 Reutler direttore di laboratorio di studi sulla malaria in Palestina osservò che le contrazioni muscolari di una creatura vivente agiscono a distanza aumentando le contrazioni muscolari.

L’entomologo V. S. Steblin, dell’Istituto del Cervello di Leningrado riprese gli esperimenti di Reutler con gli scarafaggi appena catturati e maggiolini.

In dieci anni di esperimenti sugli esperimenti, l’aumento della peristalsi[6] intestinale fu osservato in tre casi, nei quali la peristalsi era fin dall’inizio molto marcato. Steblin attribuì il mancato aumento della peristalsi, in sette esperimenti su dieci, alla temperatura relativamente bassa del laboratorio.

Negli esperimenti con gli scarafaggi, il fenomeno Reutler si ripeté quando la temperatura ambientale era di 20°-25°c.

Il fenomeno Reutler sarebbe definitivamente accettato se si riuscisse a registrarlo elettrograficamente guidando le biocorrenti che si originano nei muscoli in contrazione su un oscillografo munito di amplificatore.

Ci sono delle norme chiamate norme di Beardi che servono che servono ad escludere errori da parte del soggetto.

Si potrebbe concludere rispetto ai fatti riguardanti la trasmissione dell’energia muscolare che si trattano di fenomeni di duplice natura:

 

  • L’attività di un organismo può essere legata a quella di un altro, in conformità a questi fatti è possibili postulare l’esistenza della trasmissione dell’energia muscolare, da una creatura vivente a un’altra attraverso lo spazio.
  • Si può ammettere la possibilità di un’influenza telecinetica sulla materia inanimata. Anche se gli esperimenti parapsicologici per dimostrare quest’ultima tesi non sono riusciti a superare i valori delle coincidenze puramente casuali previste dalla teoria della probabilità.

 

 

 

 

La morte

 

 

Alla fine del XIX secolo due ipnologi francesi A. de Rochas e P. Jaure comunicarono la loro scoperta: l’esteriorizzazione (trasferimento all’esterno) della sensibilità cutanea.

Per comprendere il fenomeno della morte, ci ciò che la precede e di ciò che a lui fa seguito sono importanti le acquisizioni di una branca delle scienze medico-biologiche, chiamata tanatologia (dal greco thanatos, morte). Gli scienziati russi Mecniko, Bakemetiev e altri, hanno svolto un ruolo importante.

Uno degli scopi della tanatologia è lo studio dei processi patologici che s’instaurano in un organismo morente e che portano alla morte (tanatogesi), come la scoperta dei metodi che consentono di ritardare la morte degli organismi vitali e perfino di ripristinare l’attività quando hanno già cessato l’attività (rianimazione).

Le cause che conducono alla morte sono molteplici; ma lo stato di agonia (imminenza della morte) c’è quando i diversi fattori cominciano a pregiudicare il funzionamento dei due motori principali:

 

  • Il cuore, che provvede alla circolazione sangue.
  • Il centro respiratorio, che stimola e controlla i movimenti d’ispirazione ed espirazione. Nel cadavere protetto dai processi di putrefazione, le singole cellule, continuano a presentare un barlume di vita ancora per un certo tempo. La vera morte s’impadronisce delle cellule quando le loro funzioni fisiologiche si sono definitivamente arretrate. Questo stato intermedio tra la vita e la morte è chiamata dai fisiologi paralisi.

 

 

La rianimazione con trasfusione sanguinea

 

 

Con la trasfusione di sangue/soluzione fisiologica c’è la possibilità di una ripresa temporanea dell’organismo, con l’esclusione del cervello. Questo dimostra la possibilità di una vita puramente organica.

Durante la seconda guerra mondiale, il professor V. A. Negovskj con i suoi collaboratori riuscirono, in più di 50 casi, a rianimare soldati feriti che stavano morendo per lo shock traumatico o per la perdita di sangue.

 

 

 

 

 

 

 

 

Parte seconda

 

 

 

 

 

 

La psicologia in aiuto alla geologia

 

Il 16 novembre 1971 alla facoltà di geologia dell’Università di Mosca si svolse un seminario sul problema dell’effetto biofisico, che precedentemente era chiamato rabdomanzia.[7]

L’idrogeologo S. Broussilovki rilevò aprendo i lavori, che l’effetto biofisico era noto da tempo, e che è applicato in pratica da centinaia di anni, ma finora non erano mai stati chiariti fino in fondo i meccanismi i meccanismi di questo fenomeno.[8]   Pertanto la parte basilare delle ricerche si deve concentrare sullo studio della natura dei fenomeni osservati, uno studio che diventa possibile solo con la stretta collaborazione dei geologi con i rappresentanti di altre discipline, come la fisica, la psicologia.

La relazione del candidato delle scienze geologo-mineralogiche Nicola Sochevanov, era dedicata alo studio dei risultati contemporanei nell’applicazione del metodo dell’effetto biofisico per la ricerca dei depositi minerali. Inoltre, egli ha anche accennato alla questione delle riprese acrobiofisiche, quando l’operatore si trova su un aereo o un elicottero.

L’operatore A. Bajenov ha illustrato durante il suo intervento i metodi di scelta e l’allenamento degli operatori. Egli ha fatto notare che, secondo i risultati delle più recenti ricerche, ogni essere umano è dotato di attitudini a produrre effetti biofisici, ma la difficoltà della scelta è appunto di trovare individui nei quali tale attitudine si presenti in maniera pronunciata in grado sufficiente per svolgere lavori di ricerche e di studio: e questo si ottiene mediante l’allenamento degli operatori.

Il geologo Alessandro Ogilvy si è soffermato sulla questione della scoperta, tramite il metodo biofisico, di corsi d’acqua sotterranei e la misurazione della velocità di tali corsi d’acqua.

Durante il seminario furono presentate relazioni da parte dei geologi e anche da parte dei parapsicologi. E. Naumov, che da molti anni di dedica allo studio dei fenomeni di parapsicologia, ha rilevato nella sua relazione la necessità di considerare l’effetto biofisico come un punto particolare di studi più vasti della parapsicologia e cercare la sua interpretazione in tale situazione. Egli ha fatto notare che non è più lecito porre l’interrogativo nei termini se esiste o meno l’effetto biofisico, dato che sono già stati raccolti numerosissimi risultati sperimentali. Bisogna concentrare, in primo luogo, le ricerche sperimentali sullo studio delle leggi della psicologia e della fisica, sulla ricerca dei metodi e delle teorie che spiegano tutto il fenomeno della parapsicologia, ivi compreso anche l’effetto biofisico.

Al termine dei lavori del seminario, i partecipanti sono giunti alla conclusione che il metodo biofisico, svolto nel complesso dei metodi geologici e geofisici, aumenta l’effetto dei lavori della ricerca geologica, e in casi singoli si presenta come uno dei metodi basilari della stessa ricerca.

 

La parapiscologia e il cosmo

 

Nel 1967 la rivista russa Maritime News pubblicava la seguente notizia: “I cosmonauti in orbita sembrano avere la capacità di comunicare telepaticamente fra loro più facilmente che con la gente a terra. Un sistema di preparazione PSI stato inserito nel programma di addestramento dei cosmonauti. Si spera che possa aiutarli a prevedere ed evitare eventuali pericoli”.[9]

Il 17-18 novembre del 1971 si tenne a Mosca il secondo simposio sui contatti radio-cosmici. In questo simposio fu trattato un vasto arco di quesiti: l’esplorazione radio-fisica della Luna e dei pianeti, la diffusione delle radio-onde, sistemi di con comunicazione per mezzo di satelliti artificiali dalla Terra, nonché i problemi di presa contatto con civilizzazioni extraterrestri. La sezione I problemi di contatto con le civilizzazioni extraterrestri, sotto la direzione del membro corrispondente dell’Accademia delle Scienze dell’URSS V. S. Troitski e del candidato delle scienze fisico matematiche B. N. Panovkin, e quella che raccolse il maggior numero di partecipanti.[10]

In base ai calcoli riportati nella relazione di N. T. Petrovic, nella nostra galassia (la Via Lattea) possono esistere più di due milioni di pianeti abitati da esseri viventi. Ma, se ciò è esatto, occorre fare delle ricerche! M. K. Krein di Kiev, propose per il contatto con un’altra civilizzazione i delfini! Sorse l’interrogativo come faremo capirsi.

Per questa ragione numerosissime relazioni furono dedicate al problema dello studio di una lingua per comunicare con i rappresentanti di altre civilizzazioni.

Nella relazione Analisi strutturale dei problemi di civilizzazioni extra-terrestri gli autori hanno presentato queste domande sotto forma del cosiddetto <albero delle mete> del sistema “pattern”. L’<albero delle mete> per questo problema è composto di 11 livelli e presenta complessivamente 256 elementi. Ma l’intervento più intervento e sorprendente per tutti i partecipanti al simposio, è stato quello di E. Naumov, il quale illustrò un novo 257simo aspetto del problema rimasto al di fuori delle relazioni degli altri relatori: la possibilità di contatto fra gli esseri viventi per via extra-sensoriale.[11] Nella sua relazione Naumov si è soffermato in particolare sui risultati della ricerca nel campo della parapsicologia, sia nell’Unione Sovietica come all’estero. Nella ricerca realizzata nell’URSS hanno suscitato interesse gli esperimenti di telecinesi,[12]   realizzati con Nina Koulagina. Essa fu studiata da vari scienziati e i numerosi fenomeni da lei prodotti (spostamenti di svariati oggetti, protetti anche da scremature, levitazioni ecc.) furono documentati da fotografi e filmati.

Nella sua relazione Naumov toccò la questione: “perché i risultati ottenuti da parapsicologi non hanno ancora avuto riconoscimento generale?”. Egli rilevò che una delle ragioni principali è anzitutto la barriera psicologica di fronte ad ogni cosa nuova e diversa, la quale modifica in qualche misura la nostra immagine del mondo. Ma la negazione delle discipline non ha mai condotto al progresso.

 

Le ricerche sull’ESP

 

La più insigne personalità che si sia applicata alle ricerche sulla telepatia nei primi anni dell’era sovietica è stato V. L. Durov. Un attore che possedeva un preciso senso delle necessità della scienza, e che divenne celebre per la sua abilità nell’addestrare dei cani a eseguire ordini trasmessi telepaticamente. Fino alla sua morte, avvenuta nel 1934, fu direttore del Laboratorio Zoopsicologico di Mosca, dove egli proseguì i suoi esperimenti telepatici in collaborazione con altri scienziati russi.[13]

Durov descrisse i suoi metodi d’ammaestramento telepatico dei casi nel suo libro Addestramento degli animali. Il lunghissimo allenamento consisteva, prima di tutto, nella creazione di un legame emotivo tra l’uomo e il cane: dovevano essere perfettamente affezionati l’uno all’altro. Una regola anch’essa importante era quella di attirare in qualche modo l’attenzione del cane, prima di ogni esperimento (Durov otteneva questo risultato prendendo la testa del cane fra le mani, fissandolo negli occhi e restando completamente immobili). Poi veniva ordinato telepaticamente al cane di compiere determinate azione. Gli ordini erano dati per concentrazione mentale, non formulandoli verbalmente. Era necessario, invece, creare nella propria mente un’immagine precisa, visiva e motoria, dell’azione che si desiderava che il cane eseguisse. I successi erano ricompensati con ghiotti bocconi di cibo.

I cani riuscivano talvolta a compiere azioni, anche complesse: valga d’esempio il seguente esperimento in cui un cane ebbe l’ordine telepatico di andare a prendere un oggetto che gli era sconosciuto in un’altra camera, nella quale non erano mai stati eseguiti esperimenti con lo stesso animale. Naturalmente l’oggetto non era mai stato in contatto con Durov o con il cane (per eliminare ogni stimolo olfattivo). Si stabilì che l’oggetto bersaglio fosse un elenco telefonico, che, insieme con altri libri e molti altri oggetti, era posto su una delle tre tavole esistenti in una stanza adiacente al laboratorio in cui si eseguiva l’esperimento. Durov prendeva fra le mani la testa del cane e lo fissava immobile negli occhi. Dopo un po’ il cane, passando per la porta aperta, correva nella stanza vicina, si alzava sulle zampe posteriori fino a una delle tre tavole ma, non trovando ciò che voleva, ricadeva sul pavimento. Andava allora, alla seconda tavola, ma, nonostante il gran numero di oggetti che vi erano sopra, non trovava ancora ciò che stava cercando, e ricadeva di nuovo. Soltanto alla terza tavola, tenendosi sulle zampe posteriori, scorgeva l’elenco telefonico, lo prendeva fra i denti fra i denti e lo portava nel laboratorio.

Negli Atti del Laboratorio di Durov sono riportati tanti esempi su come si svolgevano gli esperimenti, [14] un esempio di loro si svolgeva che in assenza del cane, i partecipanti si mettevano d’accordo su una serie di compiti da trasmettersi telepaticamente all’animale:

 

  • Il cane doveva sedersi al pianoforte, su uno sgabello, e battere con le zampe sulla tastiera.
  • Il cane doveva prendere un dolciume dalle mani di una donna seduta in prima fila, e portarlo a compositore che era seduto dall’altro lato della stanza.
  • Il cane doveva arrampicarsi sul pianoforte e di lì abbaiare. Alcuni fra i partecipanti proposero di modificare così il terzo punto: il cane, abbaiando forte, doveva andare addosso a uno studente seduto in gruppo con altri studenti. La modifica fu accettata. Allora il cane fu fatto entrare nella stanza e l’esperimento ebbe inizio. 1° Durov collocò il cane su una sedia di fronte a lui e, immobile cominciò a fissarlo negli occhi. Il cane restò come intorpidito per qualche secondo, poi si staccò d’improvviso da lui, saltò giù dallo sgabello e batté diverse volte la zampa nella tastiera. 2° Durov riprese a fissare il cane negli occhi. Il cane, allora, si liberò dalla sua influenza, corse da una donna, afferrò un dolciume dalle sue mani, messo qualche passo uno studente, ma senza abbaiare tornò indietro, ma, invece di consegnarlo a lui lo ridusse a pezzi. 3° Dopo qualche secondo di concentrazione, il cane andò addosso allo studente, ma senza abbaiare, tornò indietro. La concentrazione fu ripresa, e questa volta il cane eseguì il suo compito senza errori; si lanciò, abbaiando, allo studente. I partecipanti controllarono accuratamente Durov durante tutto l’esperimento, poterono accertare che egli non aveva fatto nessun segnale, né con lo sguardo né con il gesto o movimenti del corpo. Quando il cane era presente Durov non guardava mai le cose scelte come bersaglio e non le toccava mai.

In questi esperimenti, di solito l’agente telepatico era Durov, ma furono eseguite ma furono eseguite prove anche in sua assenza con altri sperimentatori. Apparvero alcuni errori, particolarmente interessanti poiché rammentava gli errori che erano stati registrati in esperimenti telepatici qualitativi con gli uomini. Esempi di telepatia da zone marginali della coscienza erano molto frequenti, anche se non riconosciuti come tali. Per esempio, una volta, il cane doveva eseguire il compito di eseguire il compito di prendere il compito fra i denti la catena dell’orologio del dott. R. Durante la discussione fra i partecipanti per la scelta dell’oggetto bersaglio, si era anche proposto di scegliere un vistoso distintivo d’oro che Durov aveva al bavero della giacca. Infine si decise per la catena per la catena dell’orologio. Nel corso dell’esperimento, il cane girò un intorno al dottor R., ma infine di decise a prendere fra i denti il distintivo di Durov. Un’altra volta accadde non eseguisse il compito non eseguisse il compito che gli era stato ordinato, ma ne eseguì un altro, diverso che era stato già fissato ma che doveva essere il compito dell’esperimento successivo. Bechterev osservò anche, che in questi esperimenti, l’interdipendenza della telepatia dalla struttura psichica del cane. Così dei compiti aventi aspetti intensamente emotivi (come l’abbaiare furioso del cane), o altri che l’animale non era riuscito a eseguire nell’esperimento precedente, lasciavano tracce nel cervello del cane, che li eseguiva nell’esperimento successivo, quando si pensava che dovesse obbedire a un ordine diverso.

Dopo la morte di Durov gran parte delle ricerche sulla telepatia fu rivolta alla trasmissione d’impulsi di comportamento. Gli scienziati russi consideravano tale indirizzo tanto importante da indirizzarlo con un nome nuovo: lo chiamavano “suggestione mentale”, distinguendolo dalla telepatia che diventava un termine riservato agli aspetti percettivi.

Ricerche sulla trasmissione telepatica d’impulsi motori per diversi anni furono compiute da L. A. Vodolazky e T. V. Gurstein (segnali per l’esecuzione di vari movimenti delle mani ecc.) e in seguito da S. Ya. Turlygin (ordine al percipiente, che era in piedi, di cadere all’indietro, dove era sorretto da un assistente che lo aspettava).

Questi esperimenti di Turlygin furono ripetuti dal notissimo fisiologo russo L. L. Vasiliev, che ottenne la registrazione automatica e obiettiva nel corso dell’esperimento. L’impiego di tale registrazione grafica automatica costituiva un’importante novità che, con diverse modifiche, fu ripetutamente usata negli sviluppi successivi della parapsicologia russa.

I risultati degli esperimenti di Vasiliev che compì negli anni ’30, furono pubblicati dopo la sua morte, intorno al 1960.

Nel 1932, Vasiliev trovò tre soggetti sensibili con i quali eseguì esperimenti in cui il soggetto era ipnotizzato a distante mediante un semplice impulso telepatico. Il processo di caduta in sonno era registrata automaticamente da appositi apparecchi: da un lato veniva registrata automatica da appositi apparecchi: da un lato veniva registrata la reazione galvanica della cute, e dall’altro la pressione del soggetto su una palla di gamma di gomma che metteva in azione meccanicamente una matita che ne tracciava l’andamento grafico (una maggiore pressione faceva registrare nel grafico una punta). Non appena il soggetto era ipnotizzato, cessava di premere e il grafico, in conseguenza, diventava una linea diritta. Poi, dopo un po’, il soggetto era risvegliato. Si presentavano, tuttavia, dei casi notevoli in cui l’impulso telepatico emesso non era sufficiente a ottenere un soggetto per risvegliarsi: di tanto in tanto il soggetto, nello sforzo per svegliarsi, premessa la palla e la linea diritta era interrotta da punte, poi l’impulso andava spegnendosi e il soggetto ritornava a dormire nel sonno ipnotico.

In seguito questi esperimenti furono ampliati. Si giunse così, per esempio, a mettere in evidenza la selettività dei fattori telepatici. Se tutti e tre i soggetti erano riuniti, l’ipnotizzatore cominciava sempre ad agire su quello che aveva scelto in precedenza, ma il soggetto ipnotizzato era sempre conscio di quale, fra i tre ipnotisti che si alternavano, aveva inviato l’impulso telepatico. Furono anche eseguiti con successo esperimenti a grande distanza fra Leningrado e Sebastopoli (distanti più di 1000 miglia = circa 1600 Km).

Essendo penetrato, in tal modo, le manifestazioni della telepatia, fu possibile progettare nuovi esperimenti intesi a controllare la validità della spiegazione elettromagnetica della telepatia. Com’era già accaduto ovunque, molti scienziati russi tentarono di spiegare la telepatia con un’analogia con le comunicazioni radio, ossia come una trasmissione di segnali elettromagnetici. Nonostante i molti argomenti che testimoniavano contro tale interpretazione (per esempio, l’immensa debolezza dei processi elettrici cerebrali, i problemi del codice delle informazioni trasmesse, quelli della identificazione del messaggio esatto ecc.), l’ipotesi era troppo semplice e troppo tentatrice: si poteva immaginare che i processi elettrici del cervello emettessero segnali elettromagnetici che potevano essere captati da un altro cervello: il cervello dell’agente avrebbe funzionato da radio emittente ed il cervello del percipiente da radio ricevente.

Qualora l’ipotesi elettromagnetica fosse stata, quella appropriata bastava separare l’agente dal percipiente mediante schermi metallici che impedissero il passaggio delle onde elettromagnetiche, per rendere impossibile la telepatia. A tale scopo Vasiliev collocò l’ipnotista dentro una cabina accuratamente costruita con spesse lastre di piombo: il pavimento era fatto in modo che i fatti della cabina erano immersi in scanalature piene di mercurio. Quantunque le pareti della cabina fossero perfettamente schermate contro il passaggio di un larghissimo campo d’onde elettromagnetiche, la telepatia operò ugualmente, come se non esistesse nessuno schermo. Il risultato provò, dunque che la telepatia non è basata su segnali elettromagnetici.

Lo psichiatra bulgaro G. Lozanov, si sforzò di applicare la “suggestione mentale” nella trasmissione controllata di messaggi, sperimentando con i suoi pazienti ipnotizzati. Al Congresso parapsicologico di Mosca del 1966, Lozanov affermò di essere riuscito in tal modo a trasmettere telepaticamente un messaggio semplice.

All’inizio degli anni ’60, un nuovo fenomeno destò l’interesse del pubblico nell’URSS, e in seguito anche negli altri paesi: la “lettura con le dita”. Molte persone dichiaravano che, bendate, erano capaci di distinguere i colori, o anche leggere testi stampati, soltanto toccando con le punta delle dita le varie superfici. In realtà neanche questo fenomeno si presentava come una novità: già dalla prima metà del XIX secolo i seguaci di Mesmer[15] dichiaravano che i loro pazienti magnetizzati (oggi, si direbbe ipnotizzati) erano capaci, anche bendati, di leggere egualmente, perché i loro sensi, e in particolare quello visivo, erano stati trasferiti alla punta delle dita, o alla fronte ecc. Circa undici anni dopo, un fisiologo russo A. N. Leontiev, addentrava i suoi soggetti a distinguere i raggi di luce con le mani.

Ma tutte queste osservazioni furono presto dimenticate. Il problema si pose di nuovo con la scoperta di Rosa Kuleshova, di Nizhny Tagil (territorio degli Urali). Rosa che all’inizio della sua celebrità aveva 22 anni, aveva lavorato per qualche tempo in un istituto per ciechi, dove aveva preso dimestichezza con la scrittura Braille. Le venne l’idea di imparare a leggere con il tatto anche lo stampato normale su superfici liscio. Ci riuscì dopo lungo addestramento, che, secondo quanto lei disse, era durato anni. Il mondo scientifico ebbe notizia delle sue facoltà nel 1962, quando ella fu accettata in una clinica per le malattie nervose a causa dei suoi disturbi epilettici. Fu presentata allora a un congresso scientifico e poi portata a Mosca per un esame delle sue facoltà.

Alcuni esperimenti fatti con lei a Mosca, per esempio quelli di M. S. Sminorv, diedero la prova che ella era veramente capace di distinguere i colori senza l’ausilio della vista. Per non parlare che alcuni dei suoi successi, basterà ricordare che, negli esperimenti di Smirnov condotti con la massima, cura, essa riuscì a identificare, come se lo toccasse, un quadro proiettato su uno schermo di vetro latteo, o a distinguere i raggi di luce monocromatica che erano stati prima scomposti attraverso un prisma e poi passati in filtri che assorbivano le radiazioni calorifiche. La sua facoltà scomparve poco a poco, ma restarono le prove scientifiche che, almeno in un periodo della sua vita, essa aveva realmente posseduto una genuina facoltà di lettura con le dita, che si potrebbe considerare come una forma di ESP.

Diversi scienziati russi s’interessarono all’investigazione dei fenomeni di lettura con le dita: forse i più rilevanti fra gli sforzi compiuti in questo campo con successo, furono quelli di A. S. Novomeysky negli esperimenti con i suoi studenti al Collegio Pedagogico. Novomeysky dichiarò che il suo metodo gli permetteva di sviluppare questa facoltà nel 20% circa delle persone, a condizione che fossero abbastanza pazienti da sopportare un lungo addestramento.

Naturalmente un fattore importante dell’ESP, la sua spiegazione teorica, rimane sempre un mistero: non conosciamo la natura dell’agente che si manifesta nell’ESP. Le nostre cognizioni in merito sono, sfortunatamente, soltanto di ordine negativo. Riportandoci alle esperienze di Vasiliev, possiamo dire, ad esempio, che l’ESP (nel caso dei suoi esperimenti telepatici) non può essere spiegata su basi elettromagnetiche. Cionondimeno bisogna emettere che la telepatia è una trasmissione di segnali che recano delle informazioni, segnali la cui natura è necessariamente energetica. Poiché la telepatia si comporta in materia così diversa da ogni altro tramite di comunicazione, dobbiamo concludere che il vettore di questi segnali deve essere del tutto diverso da ogni forma di energia conosciuta finora, ragionamento che ci obbliga a supporre l’esistenza di una nuova forma di energia: l’energia PSI (psi, da psicologia) che si propaga su un ipotetico campo PSI.

 

 

La prima conferenza internazionale per le ricerche in psicotronica a Praga

 

 

Che cosa bisogna intendere per psicotronica? Qual è l’origine di questo termine?

I fenomeni psicotronici sono classificati in modo diverso dai vari autori. La maggior parte dei fenomeni ha una caratteristica comune: le interazioni a distanza legate all’energia che è propria dell’organismo e che è tuttora oggetto di studio. Misure e registrazioni parziali indicano che questa forma energetica comprende probabilmente le stesse componenti delle forme energetiche note generate dall’organismo umano.

Non si può tuttavia escludere che lo studio della materia vivente dal punto di vista energetico possa aggiungere alle nostre conoscenze qualcosa di sostanzialmente nuovo, come si afferma da parte di nuovi fisici e biofisici di grande rinomanza (Kapics, Tamm, Jungermann, e altri).

Fra le forme energetiche si è attualmente in grado di individuare diverse gamme di radiazioni elettromagnetiche – per esempio radiazioni UV del nucleo cellulare, radiazioni rosse delle strutture cellulari infraplasmatiche, radiazioni di calore dell’organismo, processi elettrici dell’organismo, componenti ultrasoniche e idrodinamiche, ecc.

L’interazione a distanza ha luogo:

  • Fra organismi viventi.
  • Fra materia vivente e inanimata.
  • Fra materia e campo informativo dell’ambiente.

 

 

Gli studiosi interessati ai problemi di psicotronica da tempo si sono resi conto dell’assoluta necessità che i relativi problemi siano approfonditi su basi disciplinari, al fine di colmare le diverse lacune conoscitive ancora esistenti fra le varie discipline scientifiche. Per questo motivo, a seguito dell’iniziativa del Dottor Victor G. Adamenko (URSS) del Dottor Zdenek Rejdak (Cecoslovacchia) e del Dottor Max Toth (USA), s’è tenuta a Praga la prima Conferenza Internazionale per le ricerche psicotroniche, dal 18 al 22 giugno 1973.[16] Hanno partecipato alla Conferenza 246 studiosi provenienti da 21 paesi di tutto il mondo. La delegazione più numerosa proveniva dagli Stati Uniti d’America, con 120 membri, seguiti dalla Cecoslovacchia con 60. Un quarto circa degli intervenuti era costituita da parapsicologi professionisti; gli altri, specialisti in branche diverse della scienza tradizionale. I congressisti furono salutati al Dottor Karel Kuchynka, decano della parapsicologia cecoslovacca, poi il Dottor Zdenek Rejdak, nella sua prolusione, ha respinto gli atteggiamenti non scientifici di fronte alla psicotronica, indicando i tratti fondamenti le vie di ricerca che dovranno essere seguite, indicando i tratti fondamentali della futura evoluzione di questa nuova scienza. Contemporaneamente, egli rilevò la necessità che i relativi problemi al vasto pubblico. I lavori della Conferenza, caratterizzati furono suddivisi in sei sezioni, ossia: Sezione I – Psicotronica e ricerche tradizionali. Sezione II – Psicotronica e Fisica. Sezione III – Psicotronica e Antropologia. Sezione IV – Psicotronica e Radioestesia. Sezione V – Psicotronica e Pedagogia. Sezione VI – Psicotronica e l’Uomo.

Nel corso della Conferenza fu deciso un giornale internazionale dal titolo La psicotronica, in tre lingue: russo, inglese e ceco, al fine di favorire lo scambio di informazioni mensili concernenti la psicotronica, e per favorire la collaborazione fra gli studiosi e i centri studio.

Nella sezione plenaria di chiusura, la Conferenza ha unanimemente deciso di fondare la Società Internazionale per le ricerche psicotroniche, con lo scopo essenziale di coordinare gli sforzi dei suoi membri scientifici.

 

 

 

 

 

Uso militare e spionistico

 

 

Rejdak, ex psicologo dell’esercito cecoslovacco fu uno dei più importanti parapsicologi dell’Est (nonché collaboratore Vasiliev), affermò ciò che prima aveva il “aura” o “magnetismo animale” attualmente è definito “plasma biologico”. Grazie a questo “plasma biologico” il guaritore interagirebbe con il paziente e “la vocazione della sensitiva per la rabdomanzia, ad esempio è presente nel 20% dei maschi e nel 40% delle femmine”.[17]

Interrogato sulle armi psicotroniche, Rejdak rispose: “Lo sfruttamento di questi fenomeni in campo militare non è facile. Si sfruttare la telepatia o altre extrasensoriali a distanza; queste sono utilizzate dallo spionaggio per ottenere informazioni per via parapsicologica. Oggi si cerca di ottenere informazioni direttamente dalla subconoscenza. Per esempio il professor Sergeiev ha costruito un apparecchio, con elettrodi, che agisce sui processi subcoscienti della persona e che hanno una verifica sulla energetica esterna. Ad esempio, se questo apparecchio è collegato ad un autista, e se l’autista sente subcoscientemente che un altro veicolo sta arrivando da dietro una curva, questo apparecchio lo segnala, anche se la persona non è coscientemente informata. Questo tipo di ricerche possono avere uno sfruttamento militare”.[18]

Lo scienziato inglese Turan Rifat, colpito dalle possibilità della chiaroveggenza indicate in un lavoro della dottoressa Jessica Utts, docente di Statistica a Stanford, afferma che: “L’interesse dei militari circa il Remote Viewing risale agli anni Cinquanta, perlomeno, quando in piena Guerra Fredda si cercava di carpire in questo modo dei segreti militari. Lo stesso hanno fatto i russi, quando gli americani lo scoprirono, aumentarono gli stanziamenti per il Progetto Scangate, continuato come Progetto Grill Flame, Center Lane, Sunstreak e Stargate”.[19]

Queste ricerche nel capo militare si svilupparono nell’URSS a quanto sembra sin dall’inizio degli anni ’40, quando le autorità sovietiche reclutarono nel 1940 Wolf Messing, un ebreo polacco ricercato dai nazisti non solo per le sue origini ma per la sua profezia della fine di Hitler qualora questi avesse attaccato l’URSS. Messing non lesinava nel dare mostra di propri poteri di induzione mentale (sembra che avesse le capacità di guidare telecineticamente le menti altrui).

Su queste ricerche sovietiche negli Stati Uniti si scrissero diversi libri di denuncia alcuni ironici e scettici, altri dal tono allarmistico. In Excalibur briefing, il colonnello dell’Esercito americano Thomas Bearden, coinvolto in ricerche psichiche per conto del Pentagono, afferma nientemeno che i sovietici studiavano il sistema di teletrasportare gli effetti delle esplosioni nucleari. In Psychic Discoveries. The Iron Curtain Lifted, edizione comprendente lo Psychic Discoveries Behind the Iron Curtain con l’aggiunta del successivo The Iron Curtain Lifted, pubblicato negli Stati Uniti con una prefazione di Uri Geller, tradotto prima in francese e poi in italiano, le autrici Sheila Ostrander e Lynn Schoeder esprimevano dopo un viaggio nei Paesi dell’Est, tutta la loro preoccupazione poiché i “parapsicologi americani fossero rimasti indietro”.

Sheila Ostrander e Lynn Schoeder furono delle profetesse? Non un complottista, ma un professore di psicobiologia dell’Università di Roma, direttore dell’Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR, Alberto Oliverio[20] in due sue corrispondenze da Mosca riportate il 6 gennaio 2003 sul Messaggero afferma che nel giro di pochi anni, a Kaluga, sono erano stati ritrovati una ventina di uomini scomparsi da casa da qualche settimana: managers, tecnici di alto livello, ingegneri elettronici, che vagavano nei pressi della stazione in preda ad una totale amnesia. Non ricordavano quasi nulla della propria vita ma continuavano a possedere altre forme di memoria legate in prevalenza al loro lavoro.

Cosa è successo a questi smemorati?

E come mai alcuni di loro avevano ancora sulle tempie segni simili a quelli lasciati da elettrodi, quelle placchette di metallo con cui si può registrare l’attività elettrica del cervello o somministrare shock in grado di indurre amnesia? Ed è un caso che, nella regione di Kaluga, vi siano alcuni laboratori di ricerca, specializzati in studi di farmacologia del sistema nervoso? È possibile che gli smemorati di Kaluga siano serviti da cavie per un esperimento sulla memoria, per indurre l’amnesia o che altro?[21]

Questo genere di esperimenti sarebbe stato condotto anche negli Stati Uniti.

Cathy O’Brien, ha asserito, in un memoriale esplosivo, Trance formation of America (1995) asserisce nei suoi libri essere stata vittima di progetti, abusi e sperimentazioni, nell’ambito di progetti per il controllo mentale (Progetto MK-ULTRA), da parte della da importanti personaggi della politica americana come: George W. Bush o Richard Bruce “Dick” Cheney.[22]

Cathy O’Brien parla di laboratori militari segreti che opererebbero illegalmente sperimentando su esseri umani. Sarebbero impiantate in questi laboratori nel cervello sonde microscopiche o implants (elettrodi studiati sin dagli anni ‘60 su topo e scimmie) e le attiverebbero a distanza; esse produrrebbero scariche elettriche che stimolano determinate scariche aree del cervello, trasformando gli uomini in veri e propri robot.

Si può credere o meno ai racconti di Cathy O’Brien ma non si può negare gli implants esistono: l’ex agente Cia Derrel Sims ne ha estratti chirurgicamente una cinquantina circa e, sebbene molti ufologi propendano per una matrice aliena dei marchingegni, sappiamo che sonde, forse meno sofisticate ma comunque terrestri, possono essere vendute su Internet e, tra l’altro, sono alla base di studi come il “braccialetto elettronico” per i carcerati.[23]

Sembrerebbe che i russi siano ancora più avanti e abbiano inventato “impianti” attivabili a distanza con la sola forza della mente.

Di certo, qualcosa di strano accadde a Kaluga.

Sembra che, come accennato, test di questo genere siano attualmente condotti negli Stati Uniti; secondo Ron McCray, gli Stati Uniti disporrebbero di una particolare macchina psicotronica, detta “induttore di paranoia”, con la quel manipolerebbero a distanza le persone; è documentato, inoltre, che gli americani dispongono di impianti sottocutanei che, mediante stimolazioni elettriche, possono alterare sensibilmente il comportamento degli esseri viventi, umani ed animali.

Lo studioso polacco Michal Kaszowski ha dichiarato che, in Russia, sono state condotte molte ricerche insolite, come test di conquista della materia attraverso lo PSI. A detta di un pubblicista che lavorava per il Kijevskie Novosti, vi sarebbero laboratori segreti, noti come Chernobyl 2, dove si conducevano varie ricerche sull’influenza del cervello e della mente umana con tecniche super o subsoniche, o con campi magnetici. Probabilmente, questi esperimenti sono ancora in corso.

Secondo il giornalista tedesco Joachim Ward, gli scienziati sovietici avevano sviluppato per conto del KGB un sistema di condizionamento mentale che trasformava in robot alcuni soldati impiegati per missioni speciali durante la guerra in Afganistan: i soldati erano stati programmati per entrare in azione non appena ricevevano via radio un segnale in codice registrato nel loro cervello: La psico-arma fu ufficialmente abbandonata per ordine di Gorbachev nel 1988.

Secondo l’ex fisico del Pentagono Thomas Bearden l’ex Unione Sovietica aveva attuato un’operazione segreta detta “Fer-de-lance”, per la conquista del mondo con mezzi psichici.

Si dice che medium russi, inoltre, sarebbero riusciti ad impadronirsi di uno dei più importanti segreti dello spiritismo: la capacità di materializzare e smaterializzare oggetti ed effetti. Con questa tecnica, i sovietici speravano di materializzare a distanza gli effetti delle esplosioni nucleari, attaccando dunque intere città senza l’utilizzo di cacciabombardieri e testate nucleari.

In seguito, l’esercito russo avrebbe costruito un carro armato psicotronico iperspaziale che, guidato da sensitivi e utilizzando la fisica dei campi elettromagnetici, sarebbe stato in grado di scatenare a distanza gli effetti della devastazione nucleare. Il carro armato, costruito nell’ambito del progetto “Woodpecker” (“Picchio”), sarebbe stato custodito in un hangar della città-fortezza di Semipalatinsk.

 

 

Igor Smirnov e le psicoscienze russe

 

 

Una parte delle ricerche russe sul controllo della mente, durante la cosiddetta guerra fredda, si basava du una nuova branca degli studi del comportamento umano l’ecopiscologia, [24] che studia il rapporto tra gli esseri umani e il mondo naturale attraverso i principi ecologici e psicologici. Questo campo della ricerca scientifica mira a sviluppare e comprendere modi di espandere il legame emotivo tra le persone e il mondo naturale, aiutando in tal modo gli individui con lo sviluppo di stili di vita sostenibili e soluzioni alienazione dalla natura. Theodore Roszak[25] è accreditato per aver coniato il termine nel suo libro del 1992, La voce della Terra. In seguito ha ampliato l’idea nel 1995 con l’antologia Ecopsicologia con i coautori Maria Gomes e Allen Kanner.

Questa branca degli studi ha aiutato lo sviluppo della tecnologia di un software, Semantic Stimuli Response Measurements Technology (SSRM Tek), che dovrebbe essere capace di essere capace di leggere la mente e le reazioni inconsce. Questi studi su questo software in Russia erano portati avanti allo Psychotecnology Research Institute, istituto gestito da Elena Rusalkina alla periferia di Mosca. E proprio qui, in un piccolo stanzino circolare senza finestre e con una sola porta, un computer viene adoperato per testare il comportamento dei volontari che si sottopongono agli esperimenti.

Rusalkina è la moglie di Igor Smirnov, lo scienziato russo che si ritiene abbia delle incredibili capacità di controllo della mente, che ha lavorato anche per il KGB ed è considerato in patria come l’inventore delle “armi psicotroniche”, che secondo la Rusalkina sono più pericolose dell’arsenale di armi nucleari attualmente presente nel mondo. Il lavoro dell’istituto deve tutto proprio alle ricerche Smirnov, passato a miglior vita tre anni fa e sostituito dalla moglie nella gestione dell’istituto.

Il principio su cui si basano le suddette psico-armi, e che Mindreader 2.0/SSRM Tek eredita, è la capacità – o presunta tale – di influenzare profondamente l’inconscio delle persone, registrarne le reazioni automatiche e agire di conseguenza. Il caschetto adoperato per i test nello stanzino simil-luogo di tortura fuori Mosca serve proprio a leggere queste reazioni: il soggetto dell’esperimento viene messo davanti a qualcosa di apparentemente innocuo – come può esserlo un videogame – che però invia allo schermo immagini subliminali troppo brevi per emergere alla soglia della coscienza, ma che vengono tuttavia registrate e comprese dall’inconscio.

Se ad esempio sono proiettate fotografie di Osama Bin Laden o del World Trade Center, il pulsante da premere come risposta alle immagini varia drasticamente e senza possibilità di controllo consapevole tra gli innocenti e i presunti terroristi, stando almeno a quanto sostengono i ricercatori. Un principio che – se funzionasse come promette – potrebbe essere applicato allo screening negli aeroporti dagli apparati di controllo del DHS.

Un rapporto, quello tra i russi delle armi psicotroniche e gli agenti americani che comincia molti anni fa, quando Smirnov e le sue ricerche furono coinvolti nel mattatoio di Waco (Texas): lo scienziato russo propose di bombardare le persone asserragliate assieme al cultista David Koresh con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo di maiali isterici, contenenti però segnali subliminali che invitavano alla resa. L’FBI decise di agire altrimenti.[26] Smirnov rivelò che, nel caso i segnali non avessero funzionato, i seguaci di Koresh avrebbero potuto tagliarsi la gola l’un l’altro. Un mese dopo il massacro di Waco, Steve Killion vice capo divisione dei servizi tecnici dell’FBI disse ai giornalisti di Village Voice che nel corso di una normale trattativa è possibile imprimere un codice di messaggio con il quale far passare inconsciamente un messaggio subliminale.[27] In sostanza, attraverso il telefono si fa passare dei “rumori” nella testa della persona.

Smirnov, in un’intervista al Newsweek nel mese di agosto del 1994, disse che l’FBI aveva voluto far passare dei messaggi subliminali attraverso le linee telefoniche, e che al capo a Koresh gli avrebbero fato passare “la voce di Dio”, mentre ai membri della setta gli sarebbero stati trasmessi in via elettromagnetica le voci dei parenti.[28] Nel mese di ottobre del 1994 in un articolo del Moskovskiie Novosti si dice che quello che ha Waco l’FBI mandò “la voce di Dio” al capo della setta.

E’ possibile che a Waco siano state usate due diverse tecnologie una americana e una russa. Waco potrebbe essere stato un campo di sperimentazione delle armi psicotroniche.

In un articolo del New York Times del 5 aprile 1999 di William J. Si racconta che gli scienziati russi nel 1989 avevano scoperto una nuova classe di armamenti che potrebbero danneggiare il sistema nervoso, modificare il comportamento e così via.

Non solo, c’è cooperazione tra servizi in merito a questo tipo di armi, in un articolo del Moskovskiie Novosti dell’ottobre 1994, il vicedirettore della fabbrica che costruisce questo tipo di apparecchiature che molti di questi “prodotti” sono con una licenza americana sulla base di un accordo firmato tra il KGB e la CIA, il 24 settembre 1990. Quest’accordo prevedeva la ricerca congiunta nel settore della psicotronica.

   Se questo fosse vero, uno dei motivi del silenzio su questo tipo di armi (e sul controllo mentale in generale) è motivato che quello ci si trova di fronte è un’operazione di disinformazione, intossicazione delle notizie, che i vari servizi in cooperazione tra loro operano.

 

 

Alcune riflessioni provvisorie

 

 

Queste facoltà definite paranormali sono sempre esistite, ciò che mancava erano gli strumenti di spiegazione scientifica di questi fenomeni, che erano interpretati come fenomeni magici. Riteneva Vasiliev che molte di queste facoltà definite paranormali prime fasi evolutive dell’uomo, queste facoltà non utilizzate diventano automaticamente regressive.

Ma come il cervello interviene nella produzione dei fenomeni paranormali? Il sistema nervoso centrale funziona coscientemente. E possibile collegare lo stato cosciente con quello subcosciente, con l’aiuto di esercizi fisici e altri. Qualsiasi fenomeno psichico è automaticamente collegato a un processo fisiologico: variazione del ritmo respiratorio, cambiamento della resistenza elettrocutanea, tutto questo cambia il campo energetico dell’organismo, che noi possiamo osservare, ad esempio se una persona è stressata, aumenta la ionizzazione nell’ambiente vicino al suo corpo. E dimostrato che tutto è collegato: lo psichico con il fisiologico e il campo energetico.

Rimane sempre la domanda, ma queste ricerche a che servono? Quale finalità anno? Queste sono domande che ritengo legittime. Bisogna evitare lasciare questo campo a ciarlatani, a preti vecchi e nuovi (come gli psicologi). È solo una caricatura di materialismo quello che afferma che il materialista si occupa solo di cose materiali, che tutto ciò che esiste è materia. Materialista è chi riconosce la materia come fondamento dello spirito, e pensieri, sentimenti, progetti e ricordi non sono materia, e per questo non bisogna essere stupidi a negarne l’esistenza.

La critica marxista alla presunta neutralità della scienza, della sua presunta separazione dal sistema economico-sociale in cui si sviluppa, ci aiuta a questa ricerca. Poiché bisogna, essere consapevoli che la scienza (e di conseguenza la ricerca scientifica) ha una dimensione storica: quindi non esiste una scienza autonoma dalla storia. Infatti, oggi la scienza serve alla borghesia per conservare la sua egemonia sul proletariato. Perciò anche queste ricerche in questo campo sono usate dalle classi dominanti.

Ora in una società socialista, il proletariato potrà gestirla anche nella misura in cui sarà capace di appropriarsi della scienza. Ma che non sarà la scienza com’è quella attuale, ma di una scienza rifondata, si tratta di costruire, cominciando, però, col distruggere la vecchia pratica della scienza asservita. Ad esempio nel campo della medicina si tratta di distruggere tutti gli aspetti di coercizione e controllo sociale che c’è al suo interno.[29] Si tratta di lavorare per costruire una pratica sociale alternativa nel campo della scienza di un nuovo sapere che nasce dal basso, che sia veramente al servizio dei lavoratori, che sappia demistificare l’oggettiva scientifica dell’organizzazione del lavoro e nelle scuole e saper organizzare una critica serrata alla conoscenza scientifica come neutrale.

Non partiamo dal niente ci sono esempi concreti. In Cina durante la Rivoluzione Culturale ci furono delle nuove esperienze anche nel campo della psichiatria. La sconfitta della linea nera (momentanea) in campo psichiatrico equivalse al superamento della terapia basata sull’elettroshock e sugli psicofarmaci. La base teorica di questi sistemi di cura era il materialismo metafisico (meccanicistico) applicato al rapporto organismo-psiche. In quel periodo, invece, si sosteneva sulla relativa autonomia dello psichico rispetto al fisico (dello spirito rispetto alla materia), sostenendo che i mali dello spirito devono essere curati non da rimedi che agiscono sull’organismo ma dalle “forze dello spirito”. La terapia che si proponeva, aveva un carattere antifarmacologico e antirepressivo, aveva la caratteristica di porre la sua fiducia nello sviluppo delle capacità autonome di resistenza e di trasformazione del malato, capacità che vanno aiutate a sprigionarsi dagli sforzi collettivi e disciplinati da tutta la comunità ospedaliera (medici, infermieri e malati in mutua collaborazione). [30]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Una fonte di approfondimento sugli studi in questo campo in URSS è Metapsichica e scienza sovietica di Vasiliev.

 

[2] Il processo di eccitazione corticale legato al pensiero di un qualsiasi movimento, ci induce a riprodurre automaticamente il processo corrispondente.

 

[3] Vasiliev, Metapsichica e scienza sovietica.

 

[4]                           C.s.

 

[5]                           C.s.

 

[6] Peristalsi: contrazione dello stomaco e dell’intestino nel senso del percorso naturale del cibo. Contribuisce alla digestione favorendo l’amalgamarsi degli alimenti con succhi gastrici e consente l’eliminazione degli alimenti.

 

[7] La rabdomanzia è l’attività condotta da certe persone (dette rabdomanti) per localizzare acqua, metalli, tesori nascosti, petrolio e perfino persone scomparse, avvalendosi di nient’altro che le proprie percezioni e di bastoni.

 

[8] L. Vilenskaya, Il progresso della Parapsicologia in U.R.S.S., METAPSICHICA rivista italiana di parapsicologia, gennaio-giugno 1972.

 

[9] Alfredo Lissoni, psicospie, Editoriale Olimpia, pag. 63-64.

 

[10] L’idea dei contatti con onde radio con eventuali civilizzazioni extraterrestri è stata sviluppata negli USA dagli anni ’50 con il Progetto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence). Questo progetto si propone di ricercare intelligenze extraterrestri emettendo onde radio oppure emissioni ottiche di tipo Laser.

 

[11] Nello stesso periodo la NASA statunitense stava studiando una “convivenza mentale” che avrebbe dovuto essere la risposta ai problemi di comunicazione con altre civiltà. Fonte: Jack Stoneley in collaborazione con A. T. Lawton (scienziato della Royal Astronomy Society), progetto extraterrestri il contatto con intelligenze aliene per la salvezza dell’umanità futura, Longanesi&C, 1977.

 

[12] La telecinesi (o anche psicocinesi) è quel fenomeno per cui un essere vivente sarebbe in grado di agire sull’ambiente che lo circonda. La modalità più intuitiva per definire la telecinesi è la capacità di spostare oggetti con il pensiero.

 

[13] Milan Ryzl, Ricerche sulla ESP nell’U.R.S.S., METAPSICHICA rivista italiana di parapsicologia, luglio-dicembre

1971.

 

[14]                                                                                               C.s.

 

[15] Franz Anton Mesmer (1734 – 1815). Laureato in medicina e filosofia a Vienna, svolse la sua attività in Austria, Germania e Francia, a cavallo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Le sue teorie hanno dato vita al mesmerismo, e inoltre può considerarsi il precursore dell’ipnosi.

 

[16] Karel Kuchynk, Prima Conferenza Internazionale per le ricerche in psicotronica a Praga, METAPSICHICA rivista italiana di parapsicologia, luglio-dicembre 1973.

 

[17] Alfredo Lissoni, psicospie, Editoriale Olimpia, pag. 77.

 

[18]                                         C.s.                                            pag. 78.

 

[19]                                         C.s.                                             pag. 78

 

[20] http://www.irppiscuolapsicoterapia.it/images/Curricula/ALBERTO_OLIVERIO.pdf

 

[21] http://www.sogliaoscura.org/par-psicortinaferro2.html

 

[22] http://la-piovra.blogspot.it/2008/05/mk-ultra-la-testimonianza-di-cathy.html

 

[23] http://books.google.it/books?id=sMIYPB4GRNEC&pg=PA177&lpg=PA177&dq=l%27ex+agente+Cia+Derrel+Sims&source=bl&ots=MzemvVktuh&sig=XIMkzot7P0LDbIw88iG6dLD9b-w&hl=it&sa=X&ei=f93XU6KJAvOX0QWHg4GQBQ&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=l%27ex%20agente%20Cia%20Derrel%20Sims&f=false

 

[24] htthttp://books.google.it/books?id=sMIYPB4GRNEC&pg=PA177&lpg=PA177&dq=l%27ex+agente+Cia+Derrel+Sims&source=bl&ots=MzemvVktuh&sig=XIMkzot7P0LDbIw88iG6dLD9b-w&hl=it&sa=X&ei=f93XU6KJAvOX0QWHg4GQBQ&ved=0CCUQ6AEwAQ#v=onepage&q=l%27ex%20agente%20Cia%20Derrel%20Sims&f=falsep://punto-informatico.it/2070052/PI/News/usa-caccia-psicoscienze-sovietiche.aspx

 

[25] Theodore Roszak (1933 – 2011). Professore emerito di storia alla California State University, East Bay . Egli è meglio conosciuto per il suo testo, La Creazione di una cultura contatore . (1969).

 

[26] Sminorv, alla domanda da parte dell’FBI sull’efficacia dell’intervento, rispose che le probabilità erano al 70%.

 

[27] Village Voice, 8 marzo 1994.

 

[28] http://209.85.135.104/translate_c?h1=it&u=en&u=http//www.apfn.org/apin/smirnov

 

[29] Che la sinistra istituzionale anche su questo campo è dentro una concezione borghese, possiamo prendere come esempio Psichiatria Democratica: essa parla di deistituzionalizzazione, ma non di decoercizzazione quindi il criterio manicomiale non viene realmente affrontato ma si cambia solamente le strutture vengono incarcerate e deportate, allargando il mandato carcerario dal regime ospedaliero manicomiale a quello domiciliare.

 

[30] Questa elaborazione aveva dei punti in comune con quella praticata dalla psichiatria antiautoritaria occidentale. C’è da notare, tuttavia, una differenza profonda nel modo di concepire la causa della malattia fra cinesi e psicologi occidentali. Per questi ultimi, infatti, il malato è speso in un certo senso un eroe sfortunato della società: e che ne avverte con troppa generosità l’ingiustizia, le tensioni negative, finché l’animo non gli regge più. Per i cinesi, invece, la malattia mentale ha la sua causa in una stortura ideologica e morale, in una mentalità dominata dallo spirito borghese dell’avidità individuale: si ammala chi è schiavo dell’egocentrismo, chi non riesce a risolvere le contraddizioni dell’esistenza manifestando il suo impegno all’esterno, in un’opera di costruzione collettiva e altruista.

 

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~ di marcos61 su ottobre 20, 2014.

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