METAPSICHICA E PARAPSICOLOGIA

 

 

 

La data ufficiale che segna l’inizio di quella che si può definire l’<era moderna> dello studio delle facoltà dei fenomeni definiti “paranormali” è il 1848.

In quell’anno, in una casa di Hydesville, un villaggio nei pressi di Rochester, nello Stato di New York, avvennero avvenimenti inconsueti, impressionanti: rumori improvvisi, provenienti da chissà dove, cominciarono a farsi udire nell’abitazione della famiglia Fox, terrorizzando il marito John, la moglie, Margherita e le figlie, Margareth e Kate di 15 e 12 anni; la maggiore, Leah, già sposata, viveva a Rochester.

I primi colpi furono avvertiti in febbraio, ma si fecero più frequenti e forti a marzo. E mentre l’eco degli strani fenomeni si andava spargendo nel vicinato, la signora Fox andò maturando una sua convinzione personale: quei rumori erano dovuti a qualche spirito.

Partendo da questa supposizione, la donna pensò di poter entrare in contatto con quell’entità, ideò una particolare forma di colloquio: invitò l’invisibile essere a rispondere alle sue domande a suon di colpi; tre per il sì, uno per il no, due per forse. Era così nata la tiptologia (dall’onomatopeico tiptop): il metodo applicato con diverse varianti, costituì poi la base di tutte le presunte comunicazioni con l’aldilà.

Furono soprattutto le figlie Margareth e Kate a dimostrarsi bravissime in questo tipo di conversazioni: scemata la curiosità, la famiglia volle ritrovare la propria pace, e decise di trasferirsi a Saint Louis (Missouri).

I colpi, però, continuarono, l’altra sorella, Leah, e non cessarono neppure quando Margareth e Kate si sposarono, andando ad abitare in case diverse. L’interesse intorno a loro crebbe, e le sorelle decisero di trarre da quegli avvenimenti una fonte di guadagno, realizzarono “colloqui” a pagamento. Di lì a poco, inevitabilmente, sorsero i primi dubbi sui colpi, alcuni sostennero che erano le donne a produrle grazie a un’eccessiva mobilità delle articolazioni ossee, soprattutto delle ginocchia, degli alluci e delle caviglie. La polemica prese toni accesi quando Margareth, nel 1888, dichiarò a Boston di avere frodato, proprio come Leah e Kate. Anche quest’ultima rese un’analoga confessione, ma le sorelle ritrattarono più tardi le loro ammissioni, giustificando l’ambiguo comportamento che la faccenda dei colpi era andata oltre le loro intenzioni.

In effetti, le cose stavano proprio così: ciò che si era verificato in casa Fox aveva avuto un seguito incredibile in tutta l’America del nord, dando vita ai primi movimenti spiritici, a quanto risulta, nel 1854 vie erano già almeno tre milioni di persone appartenenti a tali circoli.

Dagli Stati uniti il fenomeno raggiunse l’Europa: in Inghilterra si scoprì che i colpi battuti dalle misteriose entità potevano essere trasmessi dai movimenti di un tavolino. Si cominciò così a usare tre gambe per facilitare le conversazioni, e il sistema si diffuse in Germania, in Italia e in Francia: e qui lo spiritismo diventò una vera e propria filosofia per opera di Allan Kardec.

 

Quali sono le tesi degli spiritisti?

 

In Breve essi sostengono che l’essere umano, oltre il fisico, possiede un’anima, uno spirito indistruttibile destinato a sopravvivere alla dissoluzione del corpo e a rimanere nell’etere racchiuso in un involucro fluido, il perispirito. Sede dell’intelligenza della coscienza umana, l’anima potrebbe manifestarsi ai vivi tramite persone particolarmente dotate.

Una di costoro fu appunto Allan Kardec, pseudonimo di Ippolito leone Dénizard, nato a Lione nel 1803, morto nel 1869. Medico, filosofo e pedagogo, Kardec sostenne nel suo Libro degli spiriti di aver ottenuto 1019 risposte ad altrettante domande formulate a entità dell’oltretomba. La dottrina da lui formulata aveva un certo fascino, tale da stimolare l’interesse di ricercatori del suo tempo, i quali partirono alla riscoperta di antiche credenze che parlavano di una concezione trina dell’uomo, costituito dal corpo materiale, dall’anima e dal corpo astrale.[1]

I seguaci dello spiritismo si trovarono subito di fronte a una grossa difficoltà quella di trovare le persone in grado di “far parlare” le invisibili entità, il cui linguaggio diventava sempre più complesso: durante le sedute, infatti, accanto ai colpi cominciarono a prodursi altri fenomeni, come l’improvvisa comparsa o sparizione di oggetti (apporti e asporti), musiche, suoni misteriosi, materializzazioni, ossia l’apparizione di fantasmi.

Entrò quindi in scena Daniel Douglas Home, nato in Scozia nel 183e, ed Eusapia Palladino di Minervino Murge in provincia di Bari (184-1918), capaci di fare questo e altro: Home e la Palladino furono chiamati medium, ossia persone che servivano da intermediari tra gli spiriti e gli esseri umani.

Fu proprio l’osservazione di questi singolari personaggi a seguire svolta decisiva nella storia dello spiritismo, aprendo la strada a una ricerca molto più terrena ma ancor più entusiasmante, connessa a insospettate doti proprie dell’essere umano, tali da sconvolgere leggi scientifiche che nessuno si sarebbe mai sognato di porre in discussione. Così nacque la metapsichica.

 

Che cos’è la metapsichica?

 

È la precorritrice della parapsicologia, così definita nel 1905 dallo scienziato Charles Richet,[2] premio Nobel per la fisiologia, durante un discorso tenuto a Londra presso la Società per le ricerche psichiche (S.P.R.), la prima associazione volta a studiare scientificamente i fenomeni paranormali, fondata nel 1882.

La denominazione dell’associazione inglese, che fa chiaro riferimento alla psiche, ci dice come, appena trent’anni dopo il caso Fox e l’ondata di spiritismo dilagata dall’America all’Europa, alcuni ricercatori dubitassero del contenuto soprannaturale dei colpi e di tutti gli altri eventi che si erano in seguito manifestati alla presenza di medium.

Già il fisico e chimico William Crookes,[3] a cui si deve notevoli scoperte[4] ipotizzò nel 1874, dopo aver eseguito una serie di controlli su D.D. Home e Kate Fox, l’esistenza una nuova forza propria degli esseri umani, da lui chiamata forza psichica, in grado di agire a distanza e di influire sulla materia inerte, causando il “ballo dei tavolini” e vari strani fenomeni. A lui si unirono Charles Richet e molti altri, dando vita alla corrente chiamata “psichica” o “animista”, per distinguerla da quella degli spiritisti.

Le dottrine di questi ultimi subirono un fiero colpo dopo le prime indagini scientifiche: si ebbero aspri scontri tra i sostenitori delle diverse teorie, quella trascendentale e quella “terrena”, ma fu alla fine la seconda ad acquisire maggiore credibilità con le ricerche svolte campo metapsichico (il prefisso greco meta sta per fra, con, attorno), tese soprattutto a chiarire la personalista del medium.

Un valido, e inatteso contributo agli psichisti venne dai lavori di Freud. Per la prima volta si sentì parlare di subconscio e inconscio, e queste vaste distese sconosciute dell’animo umano consentirono di porre sotto una nuova angolatura i fenomeni paranormali; la definizione di metapsichica venne abbandonata per lasciare il posto al termine coniato nel 1889 dal tedesco Max Dessoir:[5] parapsicologia (para: vicino, simile).

 

Perché la parapiscologia si riferisce alla psiche? Che cosa s’intende, poi, con questo termine?

 

La psiche è uno dei concetti più difficilmente definibili. In un trattato enciclopedico nella voce “Nell’accezione primitiva” vi si legge che essa “è il principio e la forza vitale, la sostanza ‘sottile’ da cui dipendono la vita e l’azione di ogni essere: è la psyche dei Greci, l’anima dei latini”.[6] Nella sostanza tale accezione può essere accettata da noi figli del ventunesimo secolo, che con un altro studioso, Carlo Salinari[7] che identificava la psiche nel complesso delle facoltà intellettuali e affettive avente sede nel cervello. Detto, questo non è che le cose cambino molto.

Cerchiamo adesso, di descrivere nel modo più elementare questa indefinibilità, cercando di estraniarci da ogni concetto filosofico e religioso.

Paragoniamo la psiche a un edifico con una cantina e un sotterraneo ancora più profondo.

Chiamiamo l’edificio CONSCIO (o COSCIENZA): rappresenta la consapevolezza che abbiamo di noi stessi, delle sensazioni, delle nostre tendenze, dei nostri desideri e delle nostre paure.

La cantina rappresenta il SUBCONSCIO, dove si agitano sensazioni, tendenze, desideri, paure di cui non siamo consapevoli, ma che possono essere portati a livello di coscienza dal nostro pensiero, anche aiutato dalla psicanalisi. La porta che sta per essere loro aperta si chiama “preconscio”.

Una grossa barriera esiste tra la cantina e il sotterraneo profondo: qui ha la sede, l’INCONSCIO, la parte più lontana dalla coscienza, dove si scatenano o sono potenzialmente pronte a scatenarsi le forze sconosciute della nostra personalità.

È al subconscio, e soprattutto all’inconscio, che la parapsicologia si è interessata e s’interessa per cercare di spiegare i fenomeni paranormali, supponendo che da questi abissi scaturisca la “forza psichica”.

 

Quali sono, i fenomeni paranormali? E come si chiamano le persone che li manifestano?

 

All’inizio la classificazione risultò estremamente molto difficile. Vi furono studiosi che li divisero in diverse categorie e in sottordini ancor più numerosi, complicando le cose. Tutto ciò era dovuto al fatto che il punto di partenza della metapsichica prima e della parapiscologia poi era stato lo spiritismo, con tutte le sue manifestazioni.

Dopo le prime osservazioni scientifiche, però i fantasmi comparvero meno frequentemente durante le sedute medianiche, consentendo uno studio più profondo di un altro tipo di fenomeni, relegato prima, durante la fase febbrile degli “amanti degli spiriti”, in un cantuccio: si tratta delle manifestazioni di “conoscenza extrasensoriale” (non dovuta, cioè, ai cinque sensi), comprendenti la telepatia, la chiaroveggenza, la precognizione.

L’esistenza di queste facoltà era nota da tempo: la storia dell’uomo è zeppa di maghi, indovini e profeti in grado di captare eventi lontani nello spazio e nel tempo. In proposito, però, era sempre mancato un tentativo di analisi.

Tanto cominciò a essere realizzato verso il 1930, dopo che la metapsichica di Richet dovette lasciare il posto alla parapsicologa. A quel tempo lo spiritismo stava segnando il passo: i grandi medium di un tempo com le sorelle Fox, Home, Eusapia Palladio, erano morti, e la loro scomparsa aveva lasciato un grande vuoto tra i “fedeli” e un grandissimo spazio alla ricerca scientifica.

La nascente parapiscologia respinge gran parte delle spiegazioni formulate secondo le dottrine di Allan Kardec. Vennero alla luce i trucchi di menti esaltate ma, contemporaneamente, ci si concentrò sullo studio della percezione paranormale.

Il merito di questo ridimensionamento va soprattutto al professor Josep Banks Rhine,[8] della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord,: solo dopo essersi impegnato per anni, a partire dal 1930, nell’esame della telepatia e dei fenomeni collaterali, lo scienziato prese in considerazione l’eventualità che la mente potesse influire sullo stato inerte della materia, coniando il termine di psicocinesi.

A Rhine dobbiamo, tra l’altro, una classificazione finalmente chiara degli eventi paranormali, da lui denominati genericamente con la sigla PSI (le prime lettere della parola greca psyche) e suddivisi poi in due campi, l’uno comprendente la percezione extrasensoriale o ESP e l’altro la psicocinesi o PK.

Ai medium, ormai non più considerati intermediari con l’aldilà ma individui particolarmente dotati di capacità PK, si aggiunsero persone con proprietà ESP, prive della facoltà di spostare oggetti. I due termini, comunque, sono oggi adoperati quasi senza distinzione, anche perché si è notato che i fenomeni PK ed ESP possono accumunarsi.

 

 

 

 

 

[1] Pensiamo alle concezioni tramandate dai Rosacroce http://www.rosacroceoggi.org/testi/mistero_uomo.pdf

 

[2] Charles Robert Richet (1850 – 1935). Medico e fisiologo francese. Era figlio di Alfred Richet (1816-1891), noto chirurgo e professore di chirurgia clinica alla Facoltà di medicina di Parigi. Grazie alla sua indole eclettica e alla sua incessante curiosità è stato capace nel corso della sua vita di dedicarsi agli studi e alle attività più varie. Rimane però universalmente noto come il fondatore della sieroterapia nonché pioniere nella ricerca sull’anafilassi per la quale vinse il Premio Nobel per la fisiologia nel 1913.

 

 

[3] Sir William Crookes (1832 – 1919). Chimico e fisico brittanico e presidente della Society for Psychical Research dal 1896 al 1897.

 

[4]   Nel 1861,, mentre stava eseguendo esperimenti di spettroscopia scoprì un nuovo elemento chimico che aveva la caratteristica di emettere un raggio di colore verde intenso nello spettro elettromagnetico. Chiamò questo elemento tallio dal greco antico thallos, un germoglio verde.

Ideò e realizzò un radiometro (radiometro di Crookes).

Iniziò quindi una serie di ricerche sulla conduzione dell’elettricità nei gas a bassa pressione e scoprì che quando la pressione era molto bassa, il catodo sembrava emettere dei deboli raggi luminosi. Questi raggi furono chiamati raggi catodici ma in seguito si scoprì che erano dei semplici flussi di elettroni. Questa proprietà è la stessa utilizzata nei normali tubi catodici dei televisori. Crookes fu uno dei primi scienziati ad interessarsi e studiare il settore che oggi viene chiamato Fisica del plasma. Fu insignito della Royal Medal nel 1875, della Medaglia Davy nel 1888 e della Medagli Copley nel 1904.

 

[5] Max Dessoir (1867 – 1947). Filosofo tedesco. Si interessò anche di parapsicologia ed esoterismo.

 

[6] Caterina Kolosimo, i poteri segreti della mente a 179 domande sui fenomeni paranormali, 179 precise risposte, OSCAR MONDADORI, 1976.

 

[7] Carlo Salinari (1919 – 1977). Partigiano e critico letterario italiano, direttore del Calendario del popolo.

 

[8] Joseph Banks Rhine (1895 – 1980). Botanico e parapsicologo statunitense.

Fu il primo ad applicare metodi sperimentali e statistici alla ricerca dell’esistenza di una trasmissione da mente a mente (lettura del pensiero o telepatia), che chiamò percezione extrasensoriale. È pertanto considerato uno dei pionieri della parapsicologia.

 

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~ di marcos61 su marzo 14, 2016.

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