GUERRA ELETTRONICA E ARMI AD EMISSIONE ELETTROMAGNETICA

 

 

L’attuale fase politica internazionale è caratterizzata dalla guerra imperialista, dalla nuova ondata della rivoluzione proletaria mondiale in cui segno evidente sono le guerre popolari condotte da partiti comunisti guidati dal marxismo leninismo maoismo e dallo svilupparsi delle contraddizioni interimperialistiche tra le diverse frazioni della Borghesia Imperialista (USA contro paesi europei Francia e Germania principalmente, la Russia e la Cina).

Tutte queste contraddizioni (tra paesi imperialisti e popoli oppressi – contraddizione che si sta fondendo con quella principale capitale e classe operaia – e tra paesi imperialisti)possono condurre verso una terza guerra mondiale generale che coinvolgerebbe anche i paesi imperialisti, mentre la guerra mondiale degli imperialisti contro i popoli oppressi dura dalla prima guerra del golfo del ’91.

Potrebbe sembrare un discorso esagerato, di un catastrofista, ma se si esaminano i fatti bisogna seriamente preoccuparsi. Dalla Pravda dell’08.02.07 si viene a sapere che in un’occasione di una riunione tenutasi mercoledì 7 febbraio al Congresso degli Stati Uniti, nel corso della quale è stato discusso il progetto relativo al budget militare per il 2008, il ministro della “Difesa” americano, nonché direttore dallo scorso dicembre del Pentagono Robert Gates, ha dichiarato che oltre alla guerra al terrorismo gli Stati Uniti debbono tenersi pronti in vista di possibili conflitti armati con altri paesi, tra i quali la Russia e la Cina: “per noi sarà indispensabile l’intero spettro dei mezzi militari, incluse le forze di terra, per essere in grado di combattere sia contro grandi eserciti sia contro reparti mobili speciali, poiché non sappiamo cosa potrà accadere in paesi come la Russia, la Cina, la Corea del Nord, l’Iran e altri”, ha dichiarato Gates.[1]

La guerra come ben si sa è un campo di sperimentazione di nuove armi..Dalla seconda guerra mondiale, le tecnologie militari si sono sviluppate, e uno dei campi dove c’è stato questo sviluppo è stato quello della guerra elettronica e delle armi ad ammissione elettromagnetica.

 

LA GUERRA ELETTRONICA

 

Per guerra elettronica s’intende l’insieme d’azioni militari che comportano l’uso dell’energia elettromagnetica per impedire l’impiego e/o ridurre l’efficacia delle apparecchiature elettroniche da parte del nemico e, nel frattempo, consentire alle forze amiche l’uso efficace delle proprie apparecchiature elettroniche.

 

Le moderne tecniche di guerra si suddividono in tre elementi principali:

1° Electronic Attack,

2° Electronic Protection

3° Electronic Support

 

 

ELECTRONIC ATTACK

 

 

Consiste nell’utilizzo attivo o passivo dello stesso spettro elettromagnetico per impedire l’uso all’avversario.

 

Si suddivide in:

 

Active EA

. disturbo (detto Jamming)

. inganno

. saturazione

. electromagnetic pulse o EMP

 

Passive EA

. cortine di disturbo (chaff)

. ingannatori trainati (towed decoy)

. riflettori radar

. ingannatori volanti (decoy)

. tecnologia stealth

 

Per quanto riguarda l’Active EA vediamo come opera il disturbo elettronico e l’inganno:

 

– Il disturbo elettronico (Electronic Jamming) è l’intenzionale e deliberata trasmissione o ritrasmissione di segnali a onda continua o intermittente diversamente modulate in ampiezza, frequenza e fase mediante metodi sia attivi sia passivi, allo scopo di interferire, disturbare, ingannare, mascherare o degradare la ricezione dei segnali che sono usati dai sistemi elettronici ostili.

Nel caso del radar, tale scopo viene, in pratica ottenuto sommergendo o nascondendo sul suo schermo gli echi dei bersagli veri mediante l’imbiancamento totale o parziale dello schermo radar stesso saturando i suoi circuiti amplificatori. Si tratta di aumentare il rumore elettronico in detto radar riducendo così la sua capacità di distinguere tra echi e disturbo. Gli apparati che svolgono tale funzione vengono, perciò, chiamati anche disturbatori a rumore.

Il disturbo elettronico è impiegato, normalmente, per oscurare il settore di provenienza della minaccia (ad esempio veicolo attaccante o missile).

 

 

Le tattiche di disturbo più usate sono:

  • Disturbo autoschermante (Self-scrrenning jamming). Tattica ECM attuata da una piattaforma (aereo, nave ecc.) che impiega un disturbatore elettronico installato a bordo per conseguire un accettabile grado di mascheramento nei confronti dei sistemi elettronici ostili che la minacciano. In altre parole si tratta di un’autoprotezione elettronica ottenuta. mediante segnali di disturbo emessi dal proprio disturbatore. Un disturbatore elettronico ha un vantaggio naturale rispetto qualsiasi radar “vittima”: questo vantaggio deriva dal fatto che, mentre il segnale disturbante deve compiere soltanto il percorso dal disturbatore al radar, il segnale emesso dal radar deve, invece, viaggiare dal radar al bersaglio e viceversa.
  • Scorta ECM (ECM escort). Tattica di disturbo elettronico svolta da aerei equipaggiati che accompagnano le formazioni di aerei d’attacco per assicurare loro un’adeguata protezione elettronica in fase di penetrazione nello spazio aereo nemico. Per questo tipo di missione sono necessari vettori che abbiano caratteristiche di volo simili a quella degli aerei scortati. Gli aerei attrezzati a svolgere missioni di questo tipo sono denominati aerei di guerra elettronica.
  • Disturbo fuori portata (delle armi nemiche). (Stand – off Jamming). Tattica ECM di supporto in base alla quale una piattaforma dotata di disturbatori in una data zona, rimane vicina agli obiettivi da proteggere, ma al di fuori della gittata letale dei sistemi missilistici ostili a cui sono associati i radar da accecare. La piattaforma disturba i radar associati a quei sistemi missilistici per proteggere i sistemi missilistici amici irradiando rumore ad onda continua (CW) o energia pulsata nella banda di frequenze dei radar associati ai sistemi missilistici ostili. In pratica un aereo ECM, dotato cioè di adeguati apparati disturbatori, viene fato orbitare a una distanza di sicurezza dell’obiettivo prescelto. Appena i caccia bombardieri iniziano la loro penetrazione per l’attacco, l’aereo ECM dirige i disturbi contro tutti i radar significativi presenti nella zona dell’obiettivo. Questa tattica è stata impiegata dall’USAF nella guerra Golfo (1991 – 2003) per proteggere gli aerei AWACS

 

  • L’inganno elettronico (electronic deception). Deliberata irradiazione, alterazione o riflessione elettromagnetica in modo da ingannare il nemico nell’interpretazione o nell’uso di informazioni ricevute dai suoi sistemi elettronici. Esistono due categorie d’inganno: 1° Manipolativo, che consiste nell’alterazione o nella simulazione delle radiazioni elettromagnetiche amiche per compiere l’inganno; 2° Imitativo, che consiste nell’introdurre la radiazione dentro i canali nemici in modo che limiti le sue emissioni. L’inganno può essere suddiviso anche nelle categorie <per trasmissione> (reflected). Nel caso particolare d’inganno per trasmissione delle emissioni radar si distinguono le tre categorie di simulazione (produzione di un numero ristretto di falsi bersagli che al radar di scoperta avversario appaiono come veri), di <confusione> (saturazione con molti falsi bersagli del radar di scoperta avversario per inibire la discriminazione dei bersagli veri) e d’inganno contro i radar per il controllo delle armi.

 

Per quanto riguarda le comunicazioni si suole distinguere le due categorie dell’inganno <imitativo> (introduzione di radiazione nei canali avversari imitando le emissioni del nemico; ad esempio, inserimento di messaggi falsi) o <manipolativo> (alterazione o simulazione delle emissioni elettromagnetiche amiche a scopo d’inganno; ad esempio, inserimento nella propria rete di messaggi fittizi in modo di mantenere inalterato nel tempo il volume di traffico e mascherare l’esecuzione di operazioni).

Dal punto di vista operativo, l’ingannatore elettronico rappresenta una vera e propria arma difensiva per un aeromobile perché ha la possibilità di deviare la corsa di un missile che si sta dirigendo sull’aeromobile stesso; oppure, può nel caso di un tiro contraereo di notte o con nebbia, far puntare i cannoni su un bersaglio inesistente anziché su quello vero. Per questo motivo, l’ingannatore elettronico, unitamente al ricevitore di allarme radar (RWR) e al ricevitore di allarme infrarosso (IRWR), sono chiamati anche apparati di autoprotezione di un veicolo militare.

Per quanto riguarda il Passive EA vediamo come opera la tecnologia stealth.

La tecnologia stealth è l’insieme di accorgimenti, di varia natura (tattica, tecnica e tecnologica), che permettono di diminuire la propria evidenza all’osservazione da parte nemica. Più che una scienza precisa, si tratta di una vera e propria “filosofia”, perché essa è in genere posta sopra la tecnologia, che è applicata per concretizzare il senso del concetto, essenzialmente tattico, d’essere visti il meno possibile per non soccombere alla reazione di eventuali nemici.

Il concetto di bassa osservabilità è studiato in maniera empirica, da quando si è scoperto che usare colori di un certo tipo rende possibile nasconderai e dissimularsi con l’ambiente circostante. In natura, la mimetizzazione è la base di questa filosofia di sopravvivenza, spesso usata anche per compiti offensivi.

Stealth significa furtività e invisibilità. Tra le tante applicazioni naturali, si può definire stealth un orso polare sulla banchisa, tra le applicazioni umane, stealth lo sono adesso i commando e sabotatori.

Dopo l’invenzione del radar, inizialmente sembrò che i problemi di localizzazione dei mezzi navali e aerei fosse stata risolta con successo. Sembrò che nessun oggetto volante o in navigazione potesse sfuggire alla ricerca, condotta in ogni condizione di tempo e alla velocità della luce. Per un certo periodo anche la mimetizzazione passò in secondo piano, apparentemente superata dallo sviluppo dei dispositivi radar di scoperta.

Ma ben presto ci si accorse che anche i nuovi apparati erano ingannabili con varie tecniche che sono basate su vari principi: disturbo attivo (ECM), uso di falsi bersagli come i chaff (striscioline metalliche, inizialmente semplice carta stagnola, usati dagli inglesi nel luglio 1943), oppure tecniche di volo radente alla superficie cercando il mascheramento del terreno della curvatura terrestre. Un esempio dell’efficacia di queste tecniche si ebbe con l’episodio dell’aereo da turismo di Mathias Rust, che volando a bassa quota atterrò indisturbato, nel 1987, sulla Piazza Rossa.

Ma questi principi di funzionamento erano anche interpretabili in un modo diverso: se il segnale si poteva ingannare, esaltare o distorcere con sistemi attivi, si sarebbe potuto agire sulla forma dell’oggetto che lo rinviava al ricevitore del sistema radar.

Il più famoso aereo dove è utilizzata la tecnologia stealth è l’F-117.

Il F-117 è stato il primo aereo a bassa osservabilità costruito al mondo e basato principalmente sull’impiego di tecnologie che ottimizzano le forme e dei radar assorbenti.

E’ stato progettato nel 1978 presso la Lockheed Aircraft, l’F-117 ha fatto il suo primo volo nel giugno del 1981 ed è stato preceduto da 6 veicoli <prova di concetto> XST (Experimental Stealth Technology) e divenne operativo nel 1983.

La missione principale di quest’aereo è di penetrare attraverso un ambiente denso di minacce e attaccare obiettivi di alto valore con grande precisione, impiegando bombe convenzionali a guida laser.

L’F-117 ha avuto il suo battesimo del fuoco nel 1989 durante l’occupazione di Panama da parte delle truppe U.S.A.

Lo stealth di seconda generazione ha visto macchine come il B-2 l’F22 e l’F-23.    Questi apparecchi hanno linee più armoniose di quelle dell’F-117.

Per gli stealth furono ideati dei materiali radar-assorbenti, chiamati RAM (Radar Absorbent Material), che riescono a “catturare” parte dell’energia che li colpisce, ad esempio come quando un oggetto di colore nero “cattura” la luce visibile del Sole, trasformandola in calore. In genere sono resine con particelle di ferrite in sospensione, ma non mancano altri tipi basati su diversi principi.

 

 

ELECTRONIC PROTECTION

 

 

Comprende tutte le attività a rendere le EA nemiche meno efficaci attraverso tecniche di protezione, addestramento o adozione d’accorgimenti nei riguardi di proprio personale, installazioni, equipaggiamenti od obiettivi.

 

L’EP può essere implementata per evitare che le forze amiche siano affette dalle loro stesse EA. Anche in questo caso si suddividono in:

 

–     Active EP che comprende l’adozione di modifiche tecniche agli apparati trasmittenti come, per esempio, il salto di frequenza e l’adozione di trasmissioni a banda larga, oppure le trasmissioni accelerate, nelle quali il messaggio è compreso e inviato, normalmente a un satellite, a velocità ultra alta. Ancora, i trasmettitori, sia per fonia sia per dati, sono limitati in potenza e, quando possibile, resi fortemente direttivi in modo da ridurne l’intercettabilità.

–     Passive EP che includono attività quali l’addestramento degli operatori (restrizioni e controllo dell’uso dei sistemi di comunicazione e radar) e adattamento e modifica delle tattiche e operazioni sul campo di battaglia. Questo anche perché, con la triangolazione, è molto semplice rilevare la posizione del trasmettitore e renderlo bersaglio di salve d’artiglieria o missili guidati da emettitori di segnale come l’HARM o l’ALARM, usato anche dai Tornado dell’Aeronautica Militare Italiana. A terra si usa mettere i grossi trasmettitori lontano dal posto di comando o trasmettere con la potenza minima consentita dall’apparecchio, mentre in volo o in acqua, l’unica scelta è usare radar e radio con molta parsimonia.

 

ELECTRONIC SUPPORT

 

Consiste nell’uso passivo dello spettro elettromagnetico con lo scopo di fare spionaggio in campo avverso per rilevare, identificare, localizzare e interpretare le potenziali minacce o i bersagli.

 

Le informazioni raccolte possono essere usate per generare:

 

–     Richieste di fuoco di artiglieria o di supporto di fuoco aereo (missioni wild weasel).

–     Per movimentare truppe amiche verso una località specificità o obiettivo del campo di battaglia.

–     Come base per successive di EA o EP.

 

Le attività di ES si basano molto sulle tecniche di spionaggio definite SINGIT che l’acronimo di SIGnal INTelligence, termine che nel linguaggio tecnico-militare l’attività generica dell’intercettazione e registrazione in maniera solitamente surrettizia, delle emissioni radioelettriche di un paese nemico o potenzialmente tale. Esso comprende lo spionaggio delle comunicazioni, delle emissioni radar, delle emissioni nella regione dell’infrarosso e dei segnali di telemetria.

 

 

 

 

 

NUOVI CONCETTI DELLA GUERRA ELETTRONICA

 

 

A partire della Guerra del Golfo del 1991 i concetti che si stanno affermando in questo campo sono:

 

  • Sostificazione spinta dei ricevitori d’allarme radar, gli apparati che devono avvisare il pilota d’aeromobile che un radar guida-missili o per il controllo del tiro dell’artiglieria ha scoperto e localizzato l’aeromobile e sta per dirigere su di esso un missile o i colpi di cannone contraereo. Questi sensori diventano più “intelligenti” e sono integrati con gli altri sensori di bordo (infrarosso, laser, ecc.) e con i sistemi d’arma dell’aeromobile stesso. Inoltre, a essi, è affidata la decisione concernente, il lancio delle contromisure spendibili.
  • Sfruttamento dell’intelligenza artificiale per utilizzare convenientemente la fusione dei fati.
  • Valorizzazione delle tecnologie più avanzate.
  • Grande impulso alla difesa contro minacce multiple governate da differenti tipi di sentori ricorrendo a sistemi di scoperta passiva e attiva, opportunamente governati.
  • Maggiore sfruttamento degli ingannatori spendibili per contrastare i missili di nuova generazione.

 

 

ARMI AD EMISIONE ELETTROMAGNETICA

 

 

 

Famiglia di sistemi d’arma caratterizzati dalla capacità di emettere, in talune bande dello spettro elettromagnetico, fasci d’energia di emettere, fasci di energie capaci di produrre effetti letali o, quantomeno invalidanti sulle persone ed effetti devastanti, o quantomeno, dannosi per le cose.

Essendo lo spettro elettromagnetico molto ampio e le armi basate sulle emissioni elettromagnetiche molto diverse, da un punto di vista tecnico e operativo, perciò sono utile raggruppare queste armi nelle seguenti categorie secondo la regione dello spettro cui l’emissione appartiene o della natura dell’emissione stessa:

 

  • Armi a radiofrequenza (Radiofrequency weapons). Famiglia di armi che si basa sull’impiego delle onde radio.

 

I primi esperimenti sono stati svolti soprattutto nell’ex Unione Sovietica e negli U.S.A. e sono consistiti nell’impiego d’onde a bassissima frequenza (VLF) per disturbare il cervello umano che, com’è noto, ha un’attività elettrica proprio su detta frequenza. Lo scopo di questi esperimenti era di vedere se era possibile modificare il comportamento degli esseri umani (uomini e donne) attraverso un campo di radiofrequenze modulato nella banda, a somiglianza delle cosiddette <onde cerebrali interne>, quelle che si rilevano con un elettroencefalogramma. Le emissioni modulate in tale banda di frequenze abbiano provocato in alcuni casi effetti che vanno dalla sonnolenza all’agitazione, dal rilassamento all’aggressività.

Altri esperimenti su armi a emissione elettromagnetica anti-uomo riguardano l’impiego di frequenze completamente diverse e con effetti completamente diversi rispetto a quelli citati prima: si tratta dell’effetto per cui emissioni di onde millimetriche (banda EHF) opportunamente sagomate e modulate sono in grado di interagire con le oscillazioni interne dei cellulari degli esseri viventi, in particolare con quelle delle membrane creando fenomeni di risonanza che si esauriscono con eventi meccanici d’urto in campo acustico. Ne consegue la morte per evento distruttivo delle cellule dei tessuti investiti dall’emissione radioelettrica. Se la radiazione è diretta verso un organo vitale, si ha la morte immediata della persona colpita. Analogo effetto può essere ottenuto provocando in un organismo, mediante fotoni a elevata energia (DNA e RNA) delle cellule e dei tessuti che esse costituiscono.

E da diversi anni che in Russia e negli U.S.A. è stato dato impulso, in relazione ai programmi di difesa spaziale, all’arma a fascio di microonde (Microwave Beam Weapons), potente fascio di energia elettromagnetica prodotta da generatori di microonde (VHF) orbitanti nello spazio e destinati a colpire i missili balistici o i veicoli spaziali danneggiandoli in maniera più o meno grave. Le armi a microonde hanno lunga storia: immediatamente dopo la seconda guerra mondiale se ne ipotizzò l’utilizzo per il controllo delle menti e altri impieghi che possono apparire fantascientifici. I primi a sperimentare le microonde in modo sistematico furono i russi. Negli anni ’70 l’ambasciata americana a Mosca fu sottoposta a un bombardamento a microonde. In tale occasione i servizi segreti russi adottarono un piano a lungo termine per indebolire l’apparato diplomatico statunitense a Mosca. Attraverso l’esposizione prolungata a microonde a bassa intensità, i diplomatici americani subirono pesanti danni fisici e psicologici. Oltre all’insorgere di diverse forme di cancro sono stati documentati casi di problemi psicologici e cognitivi. I tessuti umani possono essere, infatti, gravemente danneggiati dalle microonde a diversi livelli e causare: tumori, malattie della pelle, impotenza, indebolimento delle difese immunitarie, amnesia, demenza, sindromi depressive, paranoia ecc.

In conformità a questi effetti si può ipotizzare un più meno segreto utilizzo per l’indebolimento delle masse.

Un altro tipo di armi a microonde genera impulso breve ma di potenza molto elevata che crea campi elettrici tanto intensi da essere in grado di distruggere i compenetri elettronici presenti nelle vicinanze; grazie alla loro corta lunghezza d’onda i segnali a microonde riescono ad incunearsi nei più piccoli fori presenti nelle pareti, potendo così distruggere anche i componenti posti all’interno di contenitori metallici; riescono a mettere fuori uso qualunque apparato elettronico, dai PC ai quadri di comando industriali, fino alle centraline delle automobili, arrestandone la corsa anche a decine di metri di distanza. Con questo principio opera l’e-bomb, un dispositivo che con la sua esplosione silenziosa emette un impulso di potenza talmente elevata che è in grado di mettere fuori uso qualunque apparato elettronico presente elettriche, le radio e le televisioni, i telefoni cellulari, gli autoveicoli, gli aerei, i radar ecc. Rendono inermi, le popolazioni dell’area colpite.

 

Armi a Laser (Laser weapons)

 

Sistemi d’arma basati su laser speciali. Di potenza variabile secondo le funzioni che devono svolgere. Le tecnologie laser è una delle maggiori protagoniste degli attuali programmi di ricerca per lo sviluppo di nuovo arsenale ipertecnologico. Esistono o sono in fase di sviluppo tre tipi di armi a laser: fucile a laser; cannone a laser, le armi spaziali a laser.

  • Il fucile a laser è un’arma portatile che potrebbe essere impiegato per accecare le truppe nemiche o per bruciare i sensori a infrarosso e i periscopi dei mezzi corazzati nemici. Questi laser a stato solido opera su almeno due frequenze poiché gli effetti variano di frequenza, perciò alcuni laser sono maggiormente capaci di penetrare attraverso il fumo e la polvere, mentre altri possono causare maggiori danni agli occhi ed ai sensori. In particolare, contro i sensori non protetti di un veicolo la portata utile di un fucile a laser e di 1km.
  • Il cannone a laser è un particolare tipo di cannone che, anziché sparare proiettili, lancia impulsi di energia laser con una potenza sufficiente a perforare una lastra di metallo di un certo spessore.
  • Le armi a laser spaziali sono state progettate ufficialmente (per via della segretezza di queste ricerche) nell’ambito del programma americano dell’Iniziativa per la Difesa Strategica allo scopo nello spazio i missili balistici con testate nucleari. Un’arma laser con base a terra comprende potenzialmente un grande e potenziale apparecchi a laser e gli alimentatori di potenza associati. Un sistema laser basato a terra dovrebbe consistere di un certo numero di postazioni terrestri con trasmettitore laser e i necessari sottostatemi per acquisizione, inseguimento, puntamento e controllo del raggio richiesti per trasmettere il raggio stesso attraverso l’atmosfera ad uno specchio relè. L’energia sarebbe quindi inviata a uno specchio di missione collocato in un’orbita più bassa, e poi, diretta sul bersaglio. Delle armi laser spaziali fa parte lo Space-Based High-energy Laser (HEL). Si tratta di un armamento montato su di un satellite, e capace di colpire bersagli nello spazio, sulla terra e in aria. Oltre agli Stati Uniti e Israele, anche la Cina sta sviluppando un armamento laser pensato per distruggere i satelliti nemici orbitanti 2°, l’arma si chiama ASATS (Anti Satellite Simulation).[2]

 

 

Inoltre, tra le varie armi in sperimentazione presso i laboratori dell’esercito U.S.A. figurano:

 

  • Il dispositivo THEL (Tactital Hig Energy Laser) è un dispositivo laser a elevata potenza. Durante diversi test, il potente raggio laser è utilizzato per fare esplodere missili in volo, testando la sua funzionalità quale dispositivo di difesa avendo impegnato nello sviluppo della tecnologia laser sia americani sia gli israeliani. Proprio l’esercito israeliano annovera il THEL quale arma già in dotazione al suo esercito, e questo fa supporre che ne possiede già degli esemplari.
  • Il sistema ABL. Consiste in un laser chimico ad alta energia (COIL), montato su un Boeing 747 modificato. L’ABL è in grado di individuare ed abbattere missili balistici, può restare in quota per molte ore e rifornirsi di carburante.
  • Laser a raggi ultravioletti. L’azienda HSV di San Diego sta sviluppando di paralizzare animali e persone. La tecnologia è quella di un laser che sfrutta le caratteristiche dei raggi ultravioletti.
  • Laser ZEUS. Si tratta di un laser montato su un Humvee (un veicolo militare dell’esercito U.S.A. simile ad una jeep). Secondo fonti ufficiali del Pentagono, mezzi militari muniti di questo dispositivo al laser sono stati impiegati in Afghanistan per fare brillare le mine. Secondo siti militari: Defence Tech e Defence Daily, almeno tre veicoli simili sono stati utilizzati anche in Iraq.

 

 

 

FONTI

Mario De Arcangelis, Alberto De Arcangelis – Dizionario di Tecnologie avanzate per la difesa – Mursia.

 

Andrea Nativi, Il Giornale 10.11.2006 – La Cina spara raggi Laser contro satellite U.S.A.

 

http://www.st.northropgrumman.com/media/presskits/thel/press_kit.html

 

 

[1] http://italia.pravda.ru/world/09-02-2007/4698-0/

 

[2] La Cina ha provato un cannone laser antisatellite contro un satellite spia U.S.A. senza provocare danni in quanto si trattava solo di un esperimento. Per il Pentagono è segnale d’allarme, perché convinto che Pechino sarà in rado di attaccare i satelliti americani in orbita utilizzando armi antisatelliti, poiché la macchina militare U.S.A. da sempre più affidamento sui satelliti non solo ai fini spionistici, ma anche per condurre operazioni militari. Per questo motivo gli U.S.A. stanno preparando sensori satellitari sempre più sofisticati e in grado di sopportare attacchi con raggi di luce concentrati subendo solo un accecamento parziale e temporaneo.

 

 

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~ di marcos61 su novembre 24, 2016.

2 Risposte to “GUERRA ELETTRONICA E ARMI AD EMISSIONE ELETTROMAGNETICA”

  1. Molto interessante. Lo riblogghiamo.

  2. […] via GUERRA ELETTRONICA E ARMI AD EMISSIONE ELETTROMAGNETICA — Marcos61’s Blog […]

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