MK ULTRA E RONALD STARK

 

 

   MK Ultra non è la sola operazione che è stata compiuta dai servizi statunitensi, per raggiungere l’obiettivo del controllo del comportamento e della mente delle persone.  Da varie commissioni d’inchiesta è emersa tutta una serie di operazioni:

1)    Chatter (chiacchera): condotta dalla Marina statunitense dal 1947 al 1953 per ottenere informazioni indipendentemente dalla volontà dell’interrogato e senza l’uso di violenza, con l’ausilio di mescalina.

2)    Derby Hat (cappello da fantino): condotta dall’esercito statunitense dal 1962, per l’effettuazione di test sull’utilizzo di LSD per interrogatori;

3)    Midnight Climax (orgasmo di mezzanotte): condotta dalla C.I.A., iniziata nel 1955 per studiare il comportamento di persone adescate da prostitute e portate in una casa di piacere.

4)    Often/Chickwit (spesso/piglio di pulcino): condotta dall’Esercito statunitense e dalla C.I.A., a partire dal 1971 per la creazione di nuovi incapacitanti.

5)    White Wing (ala bianca): condotta dall’esercito statunitense dal 1966, finalizzata all’utilizzo quale arma chimica del BZ (quinuclidinyl  benzilao) in Vietnam.

   I programmi di controllo mentale della C.I.A. furono integrati in un singolo progetto che prese il nome di Bluebird e che nell’agosto del 1951 evolverà nel progetto Artichoke. Oltre all’utilizzo di sostanze stupefacenti (derivanti dalla cocaina, eroina e altri) furono studiati l’utilizzo di tecniche neurochirurgiche, a microonde e ultrasuoni.

   Negli anni ‘50 la C.I.A. decise di dare il massimo impulso agli studi sul LSD. Per questo motivo controllava tutti gli scienziati coinvolti in programmi di ricerca LSD e acquistava la sostanza dalla SANDOZ cercando poi di rendersi facendola produrre dall’ELI  LILLY COMPANY di Indianapolis.

   MK Ultra ebbe un incidente mortale, quando nell’ambito delle sperimentazioni pratiche ci fu il suicidio del biologo militare Frank Olson, che aveva assunto senza saperlo del LSD, ciò causò una sospensione, decisa dall’allora direttore della CIA A. Dulles.

   La sospensione fu breve e gli esperimenti continuarono.

   Negli anni ’60 la CIA iniziò LSD contro i leader delle organizzazioni di sinistra, antimperialiste nei diversi paesi. [1] 

   Mentre la CIA era interessata al LSD primariamente come strumento di guerra clandestina, gli sforza degli Stati Uniti nell’impiego di sostanze allucinogene come armi vedevano anche nell’Esercito coinvolto in esperimenti iniziati negli anni ’50 a Fort Bragg (North Carolina). [2]

   Nel frattempo negli USA all’interno del movimento di contestazione cominciava a estendersi l’uso degli stupefacenti. In sostanza una parte di militanti oltre all’attivismo politico contemporaneamente assumeva droghe.

   La passione in cui vaste masse giovanili accolsero LSD, nonostante i problemi fisici che creavano, è indicativa della convinzione che la psichedelica avesse un significato liberatorio.

 

NARCOTRAFICO MADE IN USA 

   Prima di affrontare il problema della psichedelizzazione del movimento giovanile, vediamo come l’imperialismo USA intervenne nella ridislocazione dei centri di oppio e della coca in Asia e in America Latina dopo la seconda guerra mondiale.

   Nel 1970 il Bureau of  Narcotisc statunitense dichiarava: “il mercato mondiale ha visto un enorme cambiamento dopo la seconda guerra mondiale. In ordine di importanza gli eventi sono stati la chiusura del vasto mercato illecito cinese, con il cambiamento avvenuto al governo nel 1949, e l’abolizione della coltivazione in Iran nello stesso periodo”.[3]

   Al momento della presa del potere, il governo maoista lanciò una campagna di disintossicazione di massa volta a eliminare completamente la domanda di oppio in quella che era stata, fino allora, la popolazione più dipendente al mondo. Durante la campagna, il governo rimosse dal vizio dell’oppio ben 40 milioni di consumatori.[4]

Nel 1956 il governo cinese aveva potuto trasformare quella che era stata nazione più consumatrice di oppio al mondo in una zona liberata da questo flagello.

   Il narcotraffico mondiale, però, non si arrestò. La produzione di oppio fu trasferita in Birmania, Laos e Thailandia, in quello che sarà chiamato il “triangolo d’oro”. Il trasferimento fu incoraggiato e protetto dagli Stati Uniti e dalle altre potenze imperialiste europee per costituire una zona di sostegno paramilitare, economico e politico alla politica di contenimento della Cina maoista e di repressione dei movimenti di liberazione del Sud Est asiatico, in primo luogo quello vietnamita.

 

   Agli inizi degli anni ’50, il presidente Truman affidò il compito alla CIA di addestrare una milizia di 14.000 soldati cinesi nazionalisti con lo scopo di invadere la Cina sud-occidentale. Dopo la sconfitta dell’invasione, la milizia cino-nazionalista occupò la parte settentrionale della Birmania, ove finanziò le proprie operazioni con il traffico dell’oppio. Da allora, le regioni montuose della Birmania sono state adibite alla coltivazione e al traffico internazionale dell’oppio. In dieci anni la produzione di oppio della Birmania passò da 10 a 300 tonnellate, facendo di questo paese uno degli attori principale del traffico internazionale. Nello stesso periodo i servizi statunitensi addestrarono nel Laos una milizia segreta di 30.000 Hmong, una tribù delle montagne con un’economia limitata al commercio dell’oppio. L’operazione si estese poi, con altri intermediari locali, alla Thailandia. Negli anni ’60 il Laos, la Birmania e la Thailandia erano diventati i tre maggiori produttori di Oppio, che dal triangolo d’oro era distribuito negli Stati Uniti e in Europa, trasformando la regione nel fulcro del traffico d’oppio occidentale e nell’epicentro dei traffici di armi e droghe finalizzati a combattere in modo convenzionale e non convenzionale, e parimenti a finanziare, la lotta contro la Cina di Mao e contro le lotte di liberazione del Sud Est asiatico.

 

   Nel corso degli anni ’60, il triangolo d’oro acquisì un nuovo compito: rifornire di oppio e di eroina i militari statunitensi impegnati nel Vietnam al fine di smorzare nella droga il disincanto dei giovani statunitensi e i tentativi di trasformarlo in rifiuto di combattere o in rivolta contro gli ufficiali. Nel 1968-69 furono fatti venire da Hon Kong alcuni chimici per l’apertura di laboratori in grado di confezionare l’eroina adeguata per i militari statunitensi. Secondo le ammissioni della stessa Casa Bianca, nel 1971 il 34% delle truppe statunitensi in Vietnam era affetto da tossicomania.

 

  Uno scenario simile si ripresentò negli anni successivi sia in Afghanistan sia in America Latina.

   Dopo che il PDPA filosovietico s’impadronì del potere in Afghanistan, gli USA cominciarono a organizzare una milizia locale contro il nuovo governo di Kabul in collaborazione con il Pakistan. Nelle basi dell’Afghanistan o al confine con il Pakistan furono costituiti gruppi di milizie afghani, che impiantarono o ampliarono la locale coltivazione del papavero per sostenere economicamente le attività militari mediante la vendita dell’oppio. Vennero anche aperti laboratori per la produzione dell’eroina. Mentre a metà degli anni ’70, nel Pakistan e nell’Afghanistan era attivo solo un locale di oppio, nel 1981 il Pakistan era diventato il principale produttore di eroina del mondo.

 

   In America Latina l’intervento degli Stati Uniti a favore del narcotraffico fu un tassello della politica per rovesciare il potere sandinista. Nel 1989 il cosiddetto “Rapporto Kerry”, prodotto dalla Commissione d’investigazione del Congresso sulle responsabilità governative nell’Irangate, concluse un’investigazione di tre anni affermando che il tacito accordo con il quale il governo americano ignorava il narcotraffico svolto dalle milizie contras in Nicaragua era dovuto all’importanza del narcotraffico nel finanziare la lotta antisandinista.

   Il governo USA collaborò con Noriega a Panama, che divenne il fulcro del traffico di oppio e di cocaina e del riciclaggio di denaro sporco nell’America centrale. Nel frattempo anche i narco-trafficanti colombiani ebbero particolari agevolazioni nello spaccio della droga negli Stati Uniti. La cocaina volava dalla Colombia all’aeroporto di Ilopango, sfruttando le basi militari centro americane dove erano scambiate armi con droga. Attività che era svolta anche in Costa Rica.

 

   Inizialmente i narcotrafficanti implicati nell’operazione antisandinista incontrarono difficoltà a vendere negli Stati Uniti un quantitativo di cocaina adeguato al finanziamento delle operazioni. Il mercato era limitato ai quartieri ricchi delle città. La via d’uscita fu trovata a questa strozzatura fu trovata nella vendita di droga nel ghetto nero di Los Angeles, in quegli anni sotto gli effetti della scomparsa di decine di migliaia di posti di lavoro per la chiusura delle fabbriche automobilistiche e degli pneumatici. Tra i giovani afro-americani la disoccupazione era al 45%. I narcotrafficanti fiutarono l’enorme potenziale mercato. Che doveva essere potenziato con prezzi e prodotti allentanti, visto che la cocaina all’epoca cara per gli afroamericani del ghetto. La soluzione fu l’ingresso sul mercato del crack.

 

   Grazie alla collaborazione con i leaders delle gangs, il ghetto nero di Los Angeles fu inondato dalla nuova droga, che distrusse praticamente un’intera generazione di afro-americani ed è stata la causa non secondaria dell’escalation di armi e violenza tra le gang nere.

 

   Dal Sud Est asiatico all’America Latina si ripete, dunque, lo stesso copione: il narcotraffico è usato come un’arma per reprimere la lotta antimperialista e nello stesso tempo, per impedire che lo scontento dei giovani e dei proletari degli Stati Uniti si converta in una lotta organizzata contro il capitalismo e le sue istituzioni. Di esempi ce ne sono tanti, passando da Haiti, ove “i combattenti della libertà” erano finanziati attraverso il riciclaggio del narcotraffico, in Guatemala, in cui i vertici militari erano finanziati dai traffici di droga nel sud della Florida, e per la Jugoslavia, dove prima la Germania e poi gli USA diedero il loro contributo a organizzare.

finanziandolo con il narcotraffico, un movimento di guerriglia con il fine di destabilizzare la Jugoslavia.

 

   Il ruolo centrale dei servizi segreti statunitensi nell’organizzazione del narcotraffico non è una deviazione istituzionale. Il ruolo degli enti statunitensi come la DEA era di impedire l’afflusso di droghe differenti da quelle approvate dalla CIA.  La cosiddetta “lotta alla droga” promossa dagli USA è stata in realtà una copertura di politiche volte alla protezione e alla funzionalizzazione del narcotraffico alla politica dell’imperialismo statunitense nei paesi oppressi e nelle metropoli imperialiste.

 

   Questo problema non riguarda solamente gli USA. Fu la Francia a prima a utilizzare i proventi del traffico di oppio per finanziare le operazioni coperte contro i popoli dell’Asia. Sino al 1954, il Laos e il resto dell’Indocina erano una colonia francese. E l’oppio aveva anche un compito di pacificazione all’interno della vita coloniale. Sulla base della distribuzione dell’oppio, lo Stato francese annichiliva la popolazione vietnamita già stremata dalla mancanza di cibo e dal lavoro nelle piantagioni e nelle miniere.

 

   L’alleanza tra servizi segreti dei paesi imperialisti e organizzazioni criminali, nasce dal fatto che sono alleati naturali. Essi, infatti, usano le stesse armi clandestine ed hanno lo stesso tipo di immoralità. Un’operazione illegale come un assassinio, un colpo di stato che le fa? Mica quelli che vanno in ufficio tutti i giorni, né quelli che vanno a scuola. Al limite li utilizza per qualche rissa. No si utilizzano quelli che o fanno come mestiere, e non hanno scrupoli.

 

 

 

MK UlLTRA  E LA PSICHEDELIZZAZIONE DEL MOVIMENTO

 

 

   Negli anni ’40 e ’50, una delle finalità applicative principali dell’utilizzo delle droghe da parte delle istituzioni statali statunitensi era la creazione di strumenti che avessero indotto i prigionieri politici a parlare. L’Ufficio dei servizi strategici, elaborava già da tempo diverse combinazioni di sostanze psicotrope per raggiungere quei fini. Nel 1943, il dottor Overholser era alla testa di una commissione composta da sei dei più prestigiosi scienziati americani, che era finalizzata alla costruzione di un’arma per il controspionaggio che fosse in grado di indurre i prigionieri politici a rilasciare informazioni strategiche e a parlare a briglia sciolta. I membri di questo comitato hanno sperimentato droghe come i barbiturici, il peyote, la scopolamina, la marijuana e una combinazione delle stesse al fine di indurre le persone a uno stato incontrollato di loquacità. Lo studio di tali sostanze ha condotto alla selezione di un potente tipo di marijuana senza gusto, colore e odore e pressoché impossibile da identificare, che era tanto forte da essere definita la killer weed. Battezzata con il nome di Truth Drug o “siero della verità”, tale killer weed induceva la cavia a rilassare le aree del cervello generalmente controllate dall’inibizione, accentuare i sensi e aumentare l’euforia dell’individuo al punto di rendere ogni situazione che gli si presenta potentemente ilare. In questo, la cavia era indotta a una sfrenata loquacità. Ogni avvenimento diveniva un motivo per ridere e per parlare. La Truth Drug fu usata sui prigionieri politici per indurli a parlare, e fu parimenti somministrata ai soldati delle basi americane per identificare la presenza di soggetti “sovversivi” all’interno dell’esercito. [5] Sempre allo scopo di indurre i prigionieri politici a parlare, era stata poi elaborata una droga costituita da una combinazione di barbiturici e anfetamine che induceva la cavia in uno stato di sonnambulismo che passava attraverso una twilight zone in cui l’individuo era tra conscio e inconscio e particolarmente malleabile nell’interrogatorio. Un’altra arma per gli interrogatori era l’eroina che era usata al fine di creare dipendenza e sfruttare lo stress derivante dalla crisi di astinenza per indurre il soggetto deprivato a parlare.

 

   In merito ai vari progetti sul controllo mentale e di condizionamento della persona, MK Ultra. Si trattava di un programma che al fine di intraprendere progetti di controllo mentale tramite l’uso di LSD, ipnosi, lobotomie, suggestioni subliminali, indotte, e varie combinazioni tra queste modalità di intervento sul cervello umano. In sostanza il progetto per modificare il comportamento umano. LSD in questo progetto era importante perché sembrava rendere possibile l’induzione di qualunque stato fisico e mentale si volesse creare nella cavia prescelta.

 

   Tra gli esempi degli esperimenti criminali fatti su cavie umane, si possono portare quelli condotti dal dottor Cameron. Costui era stato presidente dell’Associazione psichiatrica canadese e dell’Associazione psichiatrica mondiale, e studiava tecniche di interrogatorio coercitivo che prevedeva, l’uso dell’elettroshock, aggiungendovi l’uso di scariche elettriche, lobotomia e lavaggio del cervello tramite droghe, farmaci e ipnosi. Nei suoi esperimenti, Cameron somministrava alle sue vittime droghe e farmaci per farle dormire settimane intere, svegliandole solo per sottoporle a scariche di elettroshock al cervello, con una scarica iniziale di un secondo seguita da 5 a 9 scariche ulteriori per una, due o tre volte al giorno. A casa degli esperimenti alcune vittime di questi esperimenti criminali persero la memoria in modo totale; alcuni persero totalmente la capacità di controllare alcuni funzioni corporee; altre persero la capacità di parlare, mentre almeno una vittima fu ridotta in uno stato vegetale. Una volta che i soggetti erano considerati “pronti”, Cameron somministrava loro LSD. In questo caso la somministrazione avveniva in modo involontario nel tentativo di indurre nei pazienti allucinazioni programmabili attraverso l’impressione nella loro memoria di frasi o comandi. Mediante cuffie auricolari removibili, Cameron imprimeva loro memoria suoni e comandi nel tentativo di riuscire a controllare dall’esterno la mente umana.

 

   Dieci anni dopo la sua scoperta, LSD era diventata il soggetto di migliaia di rapporti clinici e di articoli che descrivevano i sintomi delle sue cavie. Attraverso questi esperimenti, era stata accumulata una grande quantità d’informazioni sul LSD. La droga sembrava indurre il consumatore in stati allucinatori di sogno e introspezione. La LSD “apriva la mente”, diventando quasi un “mezzo sacro” di trascendenza spirituale. Induceva il consumatore in uno stato di “auto-gratificazione” tale da poter essere utilizzata come “un antidoto all’attivismo politico”. La Rand Corporation,[6] che lavora nel campo delle strategie della controrivoluzione, descrive LSD con queste parole: “un antidoto all’attivismo politico”.

 

   Il contesto politico che cera negli anni ’60 porto i governi degli Stati Uniti a tradurre in atto queste potenzialità: le cavie principali diventarono i giovani che scendevano in piazza contro la guerra di aggressione imperialista del Vietnam, le discriminazioni razziali, la discriminazione della donna, l’alienazione della società capitalista, la falsità di una felicità dispensata dai consumi di massa. In un contesto cauterizzato dal risveglio internazionale della lotta di classe e dove anche negli Stati Uniti le masse sfruttate e giovanili cominciarono a organizzarsi, LSD cominciò a essere distribuito nelle piazze.

 

   Il primo esperimento di questo genere fu condotto da due ufficiali di nome M. Bowen e John Cooke. All’epoca stavano preparando l’evento degli eventi: una manifestazione volta a psichedelizzare la sinistra radicale e a lanciare il messaggio a tutto il mondo: “il tempo della protesta è finito”. Lo scopo principale dell’evento era un segnale forte non solo alla sinistra radicale americana ma alla sinistra di tutto il mondo.

 

   La manifestazione era prevista per il 14 gennaio 1967 nel Golden Gate  Park dell’Haight Ashbury, il quartiere di San Francisco che all’epoca influenzava maggiormente il movimento contro la guerra. L’ Haight Ashbury era il luogo in cui si svolgeva gran parte dell’organizzazione politica del movimento contro la guerra. Era anche il luogo di ritrovo degli hippies. Il luogo dove la sinistra radicale s’incontrava con la “controcultura” giovanile. L’operazione, ere perciò importante e la manifestazione fu organizzata nei dettagli. Il giorno della manifestazione giovanile 25.000 persone convergono nella Bay Area. Nella Bay Area c’erano allora sole, musica, talismani, incenso…e marijuana e LSD a fiumi.

 

   Bowen e Cooke avevano invitato numerosi oratori tra i quali Leary e Rubin, un ricercatore di Berkeley convertitosi all’uso dell’acido. Uno dei più importanti oratori era Leary. Leary descrisse l’evento come il primo grande evento del “nuovo mondo”. In questo “mondo nuovo” l’unica libertà importante sarebbe cominciata “dal di dentro”. Questa “libertà” poteva essere offerta dalla psichedelica. Nella primavera del 1967 in una nuova manifestazione Leary espresse il concetto in maniera più chiara: “La scelta è tra l’essere religiosi e l’essere ribelli. Non votate! Non fate politica! Non fate petizioni! Non c’è niente che si possa fare politicamente per l’America. Secondo Leary (scrivono Lee e Shlain) non c’era reale differenza tra comunismo e capitalismo. Ronald Reagan e Fidel Castro competevano entrambi per il potere politico. ed egualmente in competizione erano i giovani della sinistra radicale, che lui denigrava definendoli “giovani uomini con il cervello in menopausa”. Leary denigrava ogni azione che non fosse un tentativo di espandere la coscienza dei robot. “Non bisognerebbe permettere alla gente di parlare di politica”.[7]

 

   Accanto ai richiami contro la politica (che costituiscono anch’essi una politica) Leary organizzò la distribuzione di qualcosa come trecentomila dosi di LSD da 305 milligrammi in 48 ore ai giovani della Bay Area per vedere che effetto aveva sul comportamento della giovane sinistra. E a furia di LSD e dichiarazioni apolitiche, questa droga contribuì a produrre quella generazione dei figli dei fiori, giovani bianchi della classe media con i fiori tra i capelli che praticavano un credo fatto di rinuncia ai beni materiali per una vita in comunità isolate do costruire un mondo “nuovo”. L’influenza del movimento dei “figli dei fiori” diventò via via internazionale, amplificata da vere e proprie campagne pubblicitarie volte a socializzare la positività dell’evasione deviata. Non fu lasciata cadere neanche la possibilità di manipolare in tal senso il “messaggio” della musica rock, di un Jimmy Hendrix o di una Janis Joplin.  L’esaltazione propagandistica del LSD passava allora attraverso i canali istituzionali in modo del tutto evidente: era il tentativo di trasformare un’intera generazione di contestatori in un gruppo disorganizzato di sognatori,[8] di svuotare di ogni contenuto le loro rivendicazioni esaltandone invece le forme, di esaltare un nuovo ordine basato sulla libera circolazione delle droghe leggere, sulla liberalizzazione del sesso e sulla pace interiore indotta dalle sostanze psicotrope.

 

   Una delle spinte che animarono la protesta e l’attivismo politico di tanti giovani, soprattutto studenti, era la ricerca di un’autenticità nei rapporti umani e tra gli esseri umani e la scoperta che questo tipo di rapporti sono in contraddizione con la natura del capitalismo avanzato (ovvero del capitalismo nella sua fase imperialista), con il suo “razionale” e disumano della tecnologia. In una fase iniziale, anche per effetto del disastro storico derivato dal revisionismo e riformismo della sinistra “ufficiale” negli Stati Uniti, tale reazione non poteva che assumere forme ingenue. Essa cercò e trovò nel consumo delle droghe cosiddette leggere, come anche nell’arte (ad esempio la musica del rock) a esse congiunta, una via per superare le barriere stabilite dalla società capitalista tra gli individui e dentro gli stessi individui, per favorire l’avvicinamento comunitario tra i giovani. Poteva essere l’inizio verso una più matura attività politica di opposizione fondata sullo studio e la comprensione del meccanismo sociale e istituzionale capitalistico e sulla lotta collettiva contro di esso. Questo accadde effettivamente, a partire dalla fine degli anni ’60, per un settore minoritario del movimento di contestazione che tentò di collegarsi, anche attraverso il contatto con le iniziative dei militari inviati o desinati in Vietnam e con quei gruppi radicali del movimento afroamericano, con la condizione operaia. Nel magma di iniziative e ideologie del movimento di contestazione, però un dato atteggiamento verso le droghe “leggere” era anche suscettibile di essere il fulcro su cui potevano far leva tutte le politiche desiderose di impedire un simile sviluppo. Fu proprio quello che accade, anche per effetto dell’intervento in campo degli stupefacenti dei servizi statunitensi. Che non si limitarono alla diffusione delle droghe psichedeliche nelle piazze, nelle università, nei raduni per i concerti e i meeting culturali e politici. Mentre con una mano spacciavano LSD, con l’altra facevano arrivare fiumi di eroina e di anfetamine tra i giovani proletari in divisa inviati in Vietnam in modo di “aiuti” a continuare lo sporco lavoro a cui essi erano sempre più riottosi.

 

   Nell’esercito la diserzione era divenuta un’epidemia che coinvolgeva oltre 300.000 soldati. Nel 1972 tra i soldati circolavano circa 300 giornali contro la guerra. all’interno dell’esercito si svilupparono le cosiddette frag incidents, ovvero le uccisioni di ufficiali da parte dei soldati, esse causarono il 3% dei morti al di fuori del campo di battaglia. La disaffezione verso la divisa era generalizzata, tanto che in un articolo pubblicato nell’Armed Forces Journal, il colonello della Marina Heini  dichiarava: “Dati tutti gli indicatori che abbiamo, l’esercito che rimane in Vietnam sta arrivando al collasso. Le unità rimaste rifiutano di combattere, ammazzano i loro ufficiali (…) Fuori dal Vietnam la situazione è la stessa; la disaffezione ai ranghi ha un’audacia ed un’intensità impensabile che sta infestando l’esercito”.[9] E’ l’ammissione ufficiale, che l’Esercito, uno strumento fondamentale del monopolio della violenza organizzata, con cui la classe dominante impone la sua legge alle altre classi, stava venendo meno.

 

   L’eroina faceva, invece, continuare a circolare. Per favorirne il rifornimento, si fece in modo che nel triangolo d’oro fosse ampliata e perfezionata la lavorazione dell’oppio, che fino agli anni ’60 era ancora rudimentale. L’offerta di eroina inseguì i soldati nel loro ritorno a casa e contribuì all’esplosione del consumo della droga nella gioventù di  tutto il mondo.

 

   Nell’esercito come nelle piazze, il principio era quindi lo stesso: distruggere l’opposizione e facilitare l’asservimento dei lavoratori e dei giovani agli obiettivi economici politici dell’establishment. In pochi anni, questa politica aveva dato i suoi frutti. Aveva contribuito a depotenziare la sostanza politica delle rivendicazioni delle generazioni del 1968 e a incanalare la contestazione in forme devianti. Aveva concorso a trasformare l’opposizione in devianza e la devianza in desolazione. E aveva diffuso l’ideologia della droga negli Stati Uniti e negli altri paesi dell’Occidente capitalistico. Strumento in grado di indurre chimicamente un “stato liberatorio” che consentiva di “liberarsi mentalmente”, come singoli, “interiormente” e in modo artificiale, senza liberarsi materialmente come collettività reale,  come comunità reale, la droga è diventata così uno strumento per la manipolazione delle masse lavoratrici e giovanili, uno strumento per depoliticizzare e per svuotare le piazze.

 

 

 

RONALD STARK

 

   LSD negli anni ’60 cominciava anche in Europa e, nel 1965, Londra divenne il maggior centro della cultura psichedelica del vecchio continente.[10] Con una differenza con quanto accadeva negli USA, in Europa si era giunta a credere alle potenzialità “sovversive” dello stupefacente, esso era visto solo dal punto di vista del piacere e solo in Gran Bretagna si ricrearono humus culturali analoghi a quelli formatosi negli USA.

   E dentro questo contesto di diffusione della LSD, opera Ronald Stark.

   Tim Scully, un mago dell’elettronica che aveva aderito completo completamente alla causa psichedelica, in un’intervista al giornalista Martin A. Lee l’10.12.1982, pubblicata nel libro ACID DREAMS nel 1985, per i tipi della Grove Weidenfels di New York, è riportata la più dotata testimonianza di Ronald Stark.

   In questa intervista Scully parla dei rapporti di Stark con la Fratellanza dell’eterno amore, un organizzazione sorta nel 1966 a Laguna Beach vicino a Los Angeles, proprio pochissimi giorni dopo la messa fuorilegge in California del LSD[11], partita con circa 30 membri, coniugava la cultura psichedelica con contenuti mistici, divenendo in breve tempo un vero e proprio network con collegamenti internazionali con i paesi produttori di droga. La Fratellanza cessò nei primi anni ’70 a seguito di numerose operazioni del FBI.[12]

   Stark divenne il manager finanziario delle operazioni delle operazioni illecite della Fratellanza incrementandole con l’autonomia  produzione di LSD in forma cristallina che faceva giungere dall’estero.

   Scully in quest’intervista affermò che Stark aveva interessi in ogni continente e si muoveva con svariate identità con l’impressionante di mantenere compartimentata ciascuna di queste. Alcuni amici di Stark, presentati alla Fratellanza, si vantavano di essere agenti della CIA.

   Nel 1971 Stark aprì un laboratorio di produzione di LSD di Bruxelles che operò per due anni di centro di ricerche biomediche, producendo ben 20Kg di LAS (50 milioni di dosi) per la gran parte vendute negli USA attraverso la Fratellanza.

   Questa predominanza di Stark all’interno della Fratellanza, creò in molte perplessità tra molti suoi membri, tra i quali Scully.

   Si era in una fase, dove il Sottocomitato degli USA per le investigazioni cita 4.300 attentati tra il gennaio 1969 e l’aprile 1970, con una media di 9 attentati al giorno. Queste azioni provocarono un calo di simpatie da parte di settori pacifisti verso il movimento contro la guerra imperialista.

   Peraltro, benché molti leader del movimento distinguessero tra droghe della morte e droghe della gente nel 1970 incominciò una forte crescita delle morti da overdose di eroina negli USA.

   Nel 1970 Leary, uno dei massimi profeti del LSD, condannato nel febbraio di quell’anno proprio per il suo coinvolgimento nel campo degli stupefacenti, fu fatto evadere dall’organizzazione guerrigliera Wetherpeople, e fuggì in Algeria, dove le Pantere Nere avevano costituito il loro Governo in esilio. Leary tentò di diffondere la cultura dell’acido tra le Pantere Nere.[13] In seguito fuggì in Svizzera, dove fu catturato e riportato negli Stati Uniti nel 1972. Lì cooperò con le indagini della FBI sulla Weather Underground, in cambio di una riduzione della pena.[14]

   Nel 1972 il laboratorio di Stark a Bruxelles fu perquisito da agenti del BNDD senza che fosse rintracciato. Nel 1977 Scotland Yard arresterà nel 1977 assieme ad altre 119 persone, sequestrando 6 milioni di dosi di LSD, l’aiuto chimico di Stark in Francia, Richard Kemp. Fu appurato che Kemp era il responsabile del 50% della produzione mondiale di LSD nella metà degli ’70.

   Questo operare di Stark, sicuramente era parte dell’operazione Blue Moon, consistente nella diffusione di sostanze stupefacenti negli ambienti giovanili al fine di provocarne la destabilizzazione. Ne sono conferma le dichiarazioni di Roberto Cavallaro imputato nell’indagine sulla Rosa dei venti. Cavallaro afferma che nel 1972, nel corso di un addestramento seguito in Francia, aveva appreso dell’esistenza di un’operazione della Cia in Italia, denominata Blue Moon, all’epoca già in atto, consistente nella diffusione di sostanze stupefacenti nei settori giovanili italiani al fine di contribuire al depotenziamento del loro impegno politico.[15]

   Per quanto riguarda il ruolo di Stark in Italia, egli fu il primo episodio nel quale ufficialmente un agente di servizio segreto straniero sia rimasto coinvolto in maniera diretta in indagini sulla lotta armata negli anni ’70.

   Tutto cominciò il 19 aprile 1978, a Lucca, quando in seguito a una segnalazione – la polizia arrestò cinque giovani appartenenti ad Azione Rivoluzionaria, un gruppo con venature anarchiche, influenzato da posizioni situazioniste.[16] Nelle tasche di uno degli arrestati, Enrico Paghera, fu trovata la piantina di campo paramilitare situato nei pressi di Baalbeck, in Libano. I documenti in mano a Paghera erano completi di tutte le indicazioni – comprese le parole d’ordine – atta a raggiungere il campo. Paghera confessò subito chi fosse l’autore della dettagliata cartina: il cittadino statunitense Ronald Stark, detenuto nel carcere di Bologna per traffico di droga.

   Stark è un mistero. Ufficialmente è nato a New York il 9 aprile 1938, ma afferma di essere nato a Nabur, in Palestina. Ha lavorato al Dipartimento della “Difesa” di Washington con l’incarico di assistente del sottosegretario per i “progetti speciali”. E’ un miliardario, proprietario di due fattorie in California e di una società finanziaria in Liechtenstein. Nella stanza di albero dove era alloggiato, l’Hotel Baglioni di Bologna e in seguito in una cassetta di sicurezza della COMIT di Roma, era stata trovata una documentazione sconvolgente: Stark sarebbe in rapporto con l’ex presidente dell’Ente minerario siciliano, Graziano Verzotto, con Salvo Lima, con il principe Aliata di Monreale e con l’ex capo del SID Vito Miceli. Stark si definiva un delegato d’affari del più potente personaggio del Libano, era chiaramente una il riferimento all’iman Moussa Sadr, l’esponente sciita scomparso nel 1978. E forse non è una coincidenza che Moussa Sadr controllasse il campo di Talibe, che si trovava a pochi chilometri dalle basi di Baalbeck.

   Quando Stark, consegnò a Paghera la piantina, aggiunse che in caso di emergenza avrebbe dovuto mettersi in contatto con Abdalla Saudi, presidente della Libyan Arab Foreign Bank, la banca che possedeva per conto del governo libico il 10% del pacchetto azionario della FIAT.

   Negli anni precedenti a questi avvenimenti Stark era stato nella stessa cella con Curcio, e nell’aprile 1976, nell’imminenza dell’azione compiuta dalle BR contro Coco, aveva fatto al procuratore della Repubblica di Pisa, Josto Ladu, rivelazioni che, a posteriori potevano essere interpretate come anticipazioni di quest’azione. Esse, comunque furono accompagnate da una serie di altre affermazioni molto generiche, che costrinsero gli investigatori a non dare molto peso a tutte le sue dichiarazioni.

   Nel luglio 1976, mentre era detenuto nel carcere di Matera, Stark chiese un colloquio con funzionari dell’Antiterrorismo. Il 30 luglio, su incarico di Santillo (che era il direttore dell’Ispettorato per l’azione conto il terrorismo), si recarono da lui i vicequestori Nicola Ciocia e Francesco Berardino.  Stark rivelò ai due funzionari alcuni aspetti dell’organizzazione brigatista, tra cui una suddivisione in tre gradi di clandestinità, l’ultimo del quale riservato a un “centro informazioni industriali militari”[17] che opererebbe a Roma. Il collegamento fra i tre livelli sarebbe mantenuto da 8 responsabili, che si servirebbero della collaborazione di due elementi ciascuno, del tutto insospettabili. L’informazione, assieme ad altre di notevole interesse, non portò a quanto si sa a nessuna azione da parte delle forze di polizia.

   Durante il periodo di detenzione Stark stabilì rapporti sempre più stretti con brigatisti; contemporaneamente riceveva lettere su carta intestata da varie ambasciate americane ed era spesso visitato da Wandy M. Hansen, viceconsole degli USA a Firenze. Da tenere presente, fatto apparentemente strano per un detenuto coinvolto in traffici internazionali di droga, che gli USA non hanno mai compito nessun passo per chiederne l’estradizione, benché l’agente speciale Thomas Angioletti, funzionario della DEA (l’antinarcotici americana), fin dal 16 dicembre 1975 avesse spedito al vicepresidente della Criminalpol un dettagliato rapporto su carta intestata dell’ambasciata americana in Italia, nel quale erano elencati tutti i suoi crimini.

   Nella cassetta di sicurezza di Roma – che Stark tentò con ogni mezzo di impedire fosse scoperta – vi era una lettera di un funzionario dell’ambasciata statunitense di Londra indirizzata a lui presso il laboratorio di Le Clocheton in Belgio, dove era prodotto LSD.

   Franco Buda, coimputato con lui nel processo di Bologna per traffico di droga, in un memoriale inviato ai giudici di Bologna rivela altri sconcertanti particolari: “(Stark) mi confidò che era venuto a conoscenza che nella casa dell’ingegnere[18]a Siracusa, vi si nascose a suo tempo un certo personaggio, un pezzo grosso coinvolto in fatti politici, che aveva avuto una parte nell’attuazione dei fatti di Fiumicino”.[19]

   Il 26 giugno 1978 la magistratura bolognese incaricò il capo della DIGOS di Bologna, Graziano Gori, di indagare su Stark, sui suoi rapporti con il mondo arabo e su tutti gli sconcertanti aspetti dell’attività del traffico di droga. Il 4 luglio Gori trovò la morte in un misterioso incidente stradale su un rettifilo tra Ferrara e Bologna.

   Nel frattempo, Stark era stato trasferito nel carcere di Avezzano, dove l’11ottobre 1978 gli fu notificato il mandato di cattura dal sostituto procuratore di Bologna Claudio Nunziata.

   Dopo questa data fu più volte interrogato dal magistrato bolognese. Di particolare interesse è un’appendice al verbale di interrogatorio del novembre 1978 nel quale si legge: “Noi dott. Claudio Nunziata, sostituto procuratore della Repubblica di Bologna, diamo atto che il detenuto Ronald Stark ha reso le seguenti ulteriori informazioni rifiutandosi di rendere possibile la verbalizzazione: 1 Vi è una legge americana che punisce con pene severe l’agente segreto che sveli ad un rappresentante di un Paese straniero la sua qualifica, tanto da rischiare una condanna a quindici anni di carcere. Tale dichiarazione è stata resa all’interpello dello scrivente circa eventuali rapporti. 2. Ha consegnato ad alcune persone un documento con nomi ed indirizzi che ha consentito di mettere le mani sul vero vertice delle Brigate Rosse. (…) 3. In passato ha fornito già una notevole mole di informazioni all’ufficio dei CC di Roma e si meraviglia che le informazioni da lui fornite non abbiano portato all’arresto di determinate persone”.[20]

   L’11 maggio 1979 Floridia che era all’epoca il giudice istruttore del Tribunale di Bologna, faceva scarcerare Stark “per mancanza di sufficienti indizi, mettendone in evidenza i collegamenti con le autorità statunitensi. Stark viene ricoverato presso il reparto di cardiochirurgia di Firenze per ‘infarto al miocardio acuto’. Il 24 aprile Stark si allontana dalla clinica di Firenze, dove si trova ricoverato, in compagnia di Franco Mantovani, un pluripregiudicato, per farvi rientro la sera stessa.  In seguito il 27 aprile abbandona ancora la clinica, dove si trovava ricoverato e dichiara ai carabinieri di essere rintracciabile tramite il consolato americano, non avendo trovato un domicilio idoneo. Il 2 maggio con ordinanza n. 580/78, il giudice istruttore Giorgio Floridia autorizza Ronald Stark a recarsi con i propri mezzi presso di lui a Bologna e il 3 maggio scompare, senza lasciare traccia.

   Quando ormai è definitivamente irreperibile il 17 maggio 1979 il Tribunale di Bologna gli revoca l’ordinanza di scarcerazione e spicca un nuovo mandato di cattura nei suoi confronti.

   A Bologna, il questore telegrafa alla Digo di Roma: “Fonte confidenziale degna di veridicità habet riferito che noto Ronald Stark secondo sue stesse dichiarazioni risalenti primi giorni corrente mese avrebbe avuto possibilità espatrio clandestino favorito da elementi statunitensi. Località indicate per probabile espatrio sono Pisa aut Vicenza” /basi Nato e, la seconda, anche sede della Cia”.[21]

   Il generale Giuseppe Santovito, direttore del Sismi affiliato alla P2, ascoltato dalla Commissione d’inchiesta sul caso Moro, nega che Ronald Stark faccia parte della Cia e mostra di ignorare che egli è stato scarcerato con la motivazione della sua appartenenza ai servizi americani. Santovito fornisce risposte evasive anche sulle informative pervenute ai servizi circa l’imminenza di un attentato politico ed esclude inoltre che il servizio si sia appoggiato all’America per decrittare “i messaggi in chiave” delle Br; fa intendere che questi furono diversi, ma non specifica quanti e quali e afferma: “Ce la siamo cavata sempre con i nostri mezzi, compreso l’ultimo messaggio /’il mandarino è marcio/ che non era cifrato ma convenzionale…per tirarlo fuori c’è voluta tutta la notte. Quest’ultimo è stato captato. Poi hanno telefonato al parroco di un paese del Piemonte che informò subito i carabinieri e di notte fu trasmesso a Roma”.[22] Lo stesso Santovito, il 4 febbraio 1982 fu ascoltato dalla Commissione parlamentare che indaga sul sequestro Moro afferma: “E’ chiaro che crea un imbarazzo diplomatico se viene un agente della Cia in Italia. E Stark non è proprio sicuro che non lo sia. D’altra parte i membri attivi dei servizi, quelli che vanno all’estero, non sono certamente angioletti: è sempre gente un po’ strana”.[23]

   Ronald Stark risulta essere deceduto a San Francisco l’8 maggio 1984 ma non si hanno informazioni sulle modalità e le cause di questa morte.

   Viene così meno la possibilità di chiarire la reale funzione di Stark nei confronti delle organizzazioni armate e dei suoi rapporti con le autorità consolari del suo paese. Restava traccia della sua corrispondenza con membri delle organizzazioni armate e con alti dirigenti dell’UCIGOS e con stretti collaboratori di Dalla Chiesa come il capitano Gustavo Pignero, lo stesso che organizzò l’infiltrazione di Girotto.[24]

   Tutto fa pensare a un’operazione d’infiltrazione ad alto livello. Un articolo del 21.03.1979 del il resto del carlino di Bologna riferisce che Stark, con la falsa identità di Khoury Ali, un “esule palestinese” avrebbe frequentato i circoli dell’estrema sinistra milanese tra il 1968 e il 1971.

   Ma, l’attività principale era quello dello spaccio delle sostanze stupefacenti. Indubbiamente il fatto di essere ricercato negli USA per produzione di sostanze stupefacenti, era un elemento che lo accreditava maggiormente in diversi ambienti.[25] E in effetti in Italia, la sua presenza era legata allo spaccio su larga diffusione di stupefacenti.

 

 

 

 

 


[1] Uno dei potenziali obiettivi era Fidel Castro. Tutto ciò emerse da un Rapporto dl Congresso Alleged Assassination  Plots Involing Leaders, pubblicato il 20.11.1975.

 

[2] Documento dell’esercito USA “Report on army drug testing: material testing program EA-1729, project third chance, and project derby hat” del 21.01.1976.

 

[3] us bureau of narcotics and dangerous drugs (bndd) intelligence stass. The world opium situation, unpublished paper, October 1970.

 

[4] McCoy, The politics of heroin.

 

[5] Dopo la seconda guerra mondiale ci fu la ribellione delle truppe USA. Questo fatto suscitò indubbiamente un’ondata di terrore nel Pentagono.

 

[6] La Rand Corporation è un think tank statunitense, il nome deriva dalla contrazione di “research and development”. Fondata nel 1946 con il supporto finanziario del Dipartimento della “Difesa” statunitense, attualmente impiega più di 1500 ricercatori. Dal 1992 è attiva in Europa attraverso la controllata RAND Europe. Tra i suoi principali successi, la RAND Corporation annovera l’applicazione della teoria dei giochi per la decisione di differenti opzioni, metodologie per anticipare possibili sviluppi futuri attraverso scenari e il metodo Delphi che è una tecnica usata per ottenere risposte a un problema da un gruppo (panel) di esperti indipendenti attraverso due o tre round. Dopo ogni round un amministratore fornisce un anonimo sommario delle risposte degli esperti e le loro ragioni. Quando le risposte degli esperti cambiano leggermente tra i vari round, il processo è arrestato, infine tra le risposte al round finale è eseguita una sorta di media matematica. La tecnica può essere adottata per incontri faccia a faccia, in questo caso il metodo è chiamato Mini-Delphi o Estimate-talk-Estimate (ETE).

 

[7] Francesca Coin, il produttore consumato Saggio sul malessere dei lavoratori contemporanei, Il Poligrafico.

 

[8] La presentazione dei contestatori come un gruppo di sognatori disorganizzati ed eccentrici non è una prassi sporadica o causale. Questo tipi di presentazione riflettono le istruzioni che i mass media ricevono e devono eseguire, nella presentazione delle masse, in particolare nei periodi di crisi politica. Prendiamo come esempio la guerra in Iraq. All’inizio della guerra, le tre più grandi compagnie televisive americane hanno fornito ai propri dipendenti una lista di regole e istruzioni alle quali ogni giornalista doveva attenersi. La lista, che aveva una lunghezza di 1.500 pagine, aveva lo scopo di assicurare la diffusione di informazioni omogenee e coerenti. Tra le numerosissime regole che essa riportava, figurava l’ordine di dare visibilità solo ai soldati più “giovani e idealisti”, e di non rappresentare ma i soldati più critici o cinici. Si diceva poi “la liberazione degli iracheni deve essere mostrata attraverso immagini di gruppi iracheni felici  ed entusiasti che salutano l’arrivo dei soldati (statunitensi) sventolando la bandiera americana”. Era necessario mostrare i soldati più fotogenici che davano ai bambini iracheni cibo o altri regali. Non dovevano essere mostrate immagini di soldati americani morti o scene di morte violenta tra i soldati iracheni. Per quanto riguarda i manifestanti doveva essere mostrato solo le manifestazioni a favore del governo americano, mentre le manifestazioni antigovernative poteva essere mostrato solo se fosse necessario. In questo caso, bisognava riprendere individui o gruppo molto piccoli di personaggi eccentrici con “caratteristiche socialmente mal viste” quali barba, tatuaggi o deformazioni fisiche. Mentre i manifestanti filogovernativi devono essere mostrati ben vestiti e ben pettinati.

 

[9] R. Heini, The collapse of the armed forces, Armed Forces Journal, June 7, 1971.

 

[10] I programmi di mind controll, della quale la diffusione di sostanze stupefacenti e dell’LSD in particolare ne erano una componente importante, provocarono un acceso dibattito negli USA e in Inghilterra sul finire degli anni ’60, e di ciò resta testimonianza in due film: il famosissimo Arancia Meccanica (1971) e il meno noto, Ipcress di Sidney Furie (1965). L’acronimo IPCRESS sta per “Induction of Psycho-neuroses by Conditioned Reflex under stress“. In una scena del film, l’agente britannico interpretato da M. Caine rapito da militari sovietici con la collaborazione di un traditore britannico, è sottoposto a un lavaggio del cervello durante il quale, legato a una sedia, subisce l’ascolto ad alto volume di musica elettronica e la visione di figure sintetiche. 

 

[11] Era diventato Governatore della California R. Reagan, contraddizioni della società statunitense, delle serie pubbliche virtù dove segretamente si facevano operazioni senza scrupoli si stampo nazista come MK Ultra.

 

[12] La Fratellanza molto probabilmente era una delle strutture di copertura della CIA. Ufficialmente la CIA non avrebbe potuto operare all’interno del territorio nazionale degli Stati Uniti, che era di competenza del FBI. Poiché questo era costantemente disatteso, tutto ciò generava spesso una conflittualità tra CIA e FBI.

 

[13] Ciò è noto da un documento declassificato del 12.02.1971 Situation information report relativo a una penetrazione informativa della CIA nell’entourage di Cleaver, che era il Ministro delle informazioni delle Pantere Nere che tra l’altro non era favorevole all’uso del LSD. 

 

[14] In anni recenti sono stati espressi dubbi sul suo vero ruolo, e sulla sua collaborazione con la CIA in particolare negli scritti di Walther Bowart (Fonte: Mario Arturo Iannaccone, Rivoluzione Psichedelica, Sugarco Edizioni, 2008, pp. 351-355).

[16]  Tra i movimenti armati dell’epoca per la peculiare impostazione organizzativa imperniata su “gruppi di affinità” fondati da profonda intimità e fiducia tra i loro membri.

 

[17] Relazione di Nicola Ciocia e Francesco Berardino al direttore dell’Ispettorato generale per l’azione contro il terrorismo del 31 luglio 1976. Atti del processo Moro, cart. V, vol. 1, fasc. 15.

 

[18] L’architetto romano Roberto Fiorenzi, coimputato nel processo di droga.

 

[19] Memoriale inviato da Franco Buda al giudice istruttore Castaldo il 5 maggio 1975.

 

[20] Verbale d’interrogatorio reso da Stark al sostituto procuratore della Repubblica di Bologna il 14 novembre 1978. Nell’interrogatorio del 21 novembre Stark afferma che l’ufficiale dei carabinieri citato era il capitano Gustavo Pignero.

 

[22]                                                                          C.s.                             

 

[23]                                                                          C.s.

 

[24] Il capitano Pignero divenne generale e un alto dirigente del SISMI. Fu implicato nel caso del caso del rapimento dell’Iman Abu Omar e morì nel 2006 nel pieno delle polemiche causate da questo rapimento.

 

[25] Sul suo capo c’era negli USA c’era una taglia di 250.000 dollari e nessuna autorità degli Stati Uniti ne richiede l’estradizione!

~ di marcos61 su giugno 1, 2012.

2 Risposte to “MK ULTRA E RONALD STARK”

  1. Check this 😉 BBHC on tour in Italy next week!

  2. Reblogged this on Coscienzacosmica's Blog.

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