SUPERCITTADINI?

   Nel lontano 2007 (sembra passato un secolo) leggev0  un intervento scritto di Calderazzi Antonio Massimo membro della Sociètè Européenne de Culture e responsabile della Research Unit on Electronic Direct Democracy. Dunque, è un personaggio  collegato al mondo americano e anglosassone in genere.    Il titolo si questo intervento è molto significativo “Il      pericle elettronico”, si parla di democrazia diretta da raggiungere attraverso l’ elettronica.       Leggendo sin dall’inizio vengono delle perplessità. Come si diceva prima questa democrazia diretta è da raggiungere non attraverso la lotta politica ma attraverso la diffusione dell’elettronica  e dell’informatica in particolare, sembra la prospettiva di un mondo alla Matrix, dove alla fine il virtuale diventa reale e il reale diventa reale.      Leggendo il testo si capisce che il punto di riferimento sono gli USA. Dà la notizia che sin dagli anni ’70 è venuta l’ idea di una democrazia elettronica.      Si prospetta la fine del parlamentarismo e dei partiti, come realtà obsolete, ma andando avanti nella lettura c’è una prospettiva che ritengo inquietante. A pag. 14 si dice “Il passaggio alla democrazia assoluta esige l’ abbandono delle convenzioni e finzioni che si riassumono nel suffragio universale. Lungi dall’essere potere delle folle, la democrazia diretta sarebbe il governo dei “migliori” selezionati a rotazione dalla sorte fra quanti vantano qualifiche ben superiori ad un’iscrizione all’anagrafe. Ciò non escluderebbe, anzi postulerebbe l’ impegno più serio ad innalzare i livelli di consapevolezza e di esperienza della massa, di modo che sempre più individui acquisteranno i requisiti per essere chiamati dal computer ai ruoli della supercittadinanza“.       Quando si afferma “Lungi dall’essere potere delle folle” tutto ciò significa tradotto esclusione delle masse popolari, che sono viste in maniera dispregiativa come pura massa di manovra da parte di politici e demagoghi, in sostanza si desidera un “governo dei migliori”. C è da chiedersi che  chi sarebbero questi “migliori”. Sono le persone selezionate che posseggono qualifiche superiori (tutto ciò significa avere una visione elitaria), in questo testo  si parla di “supercittadinanza” come dire ci sono i cittadini e i supecittadini.      Andando avanti nella lettura questa visione elitaria diventa più esplicita, quando di parla di mezzo milione di questi supericittadini che sono chiamati anche cittadini attivi (nel XIX° secolo i cittadini attivi erano quelli che in Europa avevano il diritto di voto – e guarda caso in questo testo c’è un disprezzo per il suffragio universale – per via del censo e dell’istruzione).      Mi ovvio che una filosofia del genere possono piacere all’oligarchia finanziaria, del mondo universitario, della cultura, ecc.       Si potrebbe dire che si vorrebbe modellare la società su un modello “valentiniano”. Valentino, teologo e filosofo egiziano nato intorno al 135 d.C., sosteneva la suddivisione dell’umanità in tre categorie. La categoria molto numerosa degli Ilici, uomini bestia che soddisfano solo bisogni istintuali; la categoria dei Psichici, che conservano una dimensione spirituali acerba; e la categoria degli Pneumatici (o gnostici), dei pochi uomini che sono autorizzati a governare le masse inferiori poiché dottati da una scintilla divina.  

~ di marcos61 su novembre 11, 2020.

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