ARMI “NON LETALI”

   Il 22 aprile 1993 il principale notiziario televisivo serale della BBC propose un servizio su un nuovo exploit statunitense: David Shukman, un corrispondente che seguiva le problematiche inerenti alla “Difesa”, intervistò il colonello in congedo dell’esercito USA John B. Alexander e Janet Morris, due fra i principali propugnatori dell’idea di disorientamento i nemici e di renderli incapaci di effettuare rappresaglie senza di fatto provocare evidenti danni fisici.[1]        

   Le armi “non-letali” non sono nuove. I servizi segreti, la polizia e i settori addetti alla “difesa” nei principali paesi imperialisti (a partire dagli USA) da tempo impiegano dispostivi per scompigliare e disturbare gli avversari. Durante la protesta delle donne presso la base militare di Greenham Common, in Berkshire, i militari USA utilizzarono contro le dimostranti quelle che definivano “Armi con Nuovo Effetto”, quali le microonde.[2]

   I dispositivi “non-letali” presentano un’ampia gamma di funzioni dal pregiudicare la funzionalità di attrezzature, veicoli, ed edifici, sino a demoralizzare e confondere le truppe avversarie. Nel dicembre 1980 John B. Alexander   pubblicò su Military Review, rivista dell’esercito USA, un articolo intitolato “Il nuovo campo di battaglia mentale”. L’articolo faceva riferimento a dichiarazioni secondo cui era possibile usare la telepatia allo scopo di interferire con l’attività elettrica del cervello. La questione attirò l’attenzione di alcuni generali dell’esercito, i quali lo incoraggiarono a perseguire quelle che essi definivano le tecnologie “soft kill option”; di conseguenza, era nato un nuovo modo di condurre la guerra.

   Dopo aver abbandonato l’esercito, nel 1988, Alexander entrò a far parte dei Los Alamos National Laboratories ed iniziò a lavorare con Janet Morris, direttore di ricerca dell’US Global Strategy Council (USGSC), presieduto dall’ex vicedirettore della CIA Dr. Ray Cline;[3] non sorprende che tale ente abbia iniziato ad interessarsi alle possibili applicazioni militari di vari progetti di ricerca.

   Nel 1990 l’USGSC vaglio i principali appaltatori delle industrie della “difesa”, i militari di grado elevato in congedo e i funzionari dei vari servizi segreti. Caldeggiato dal senatore Sam Nunn presidente del Senate Armed Services Committee, venne costituito un Non-lethality Policy Review Group (Gruppo di Analisi della Politica di Non-letalità), capitanato dal generale di divisione Chris S. Adams, USAF (in congedo), ex capo di stato maggiore, Strategic Air Command.

   Nel 1991 Janet Morris pubblicò una serie di documenti e l’US Army Training and Doctrine Command di Fort Monroe, VA, a sua volta una dettagliata bozza di rapporto su un Operation Concept for Disabling Measures, che includeva oltre venti progetti dei Los Alamos National Laboratories in cui era implicato Alexander.

   In memorandum in data 19 aprile 1991, dal titolo Abbiamo bisogno di un’iniziativa non-letale per la difesa? Paul Wolfowitz, sottosegretario alla “Difesa” scrisse al segretario per la “Difesa” Dick Cheney: “La posizione statunitense di avanguardia nelle tecnologie non-letali aumenterà le nostre opzioni e rafforzerà la nostra posizione nel mondo post Guerra Fredda. I nostri sforzi orientati verso la ricerca e sviluppo devono essere incrementati”.

   A quel punto Morris sosteneva che anche se la “guerra sarà sempre un evento terribile, una potenza mondiale che meriti la propria reputazione di condotta umanitaria dovrebbe essere in prima linea nell’affermazione dei principi della difesa non-letale”.[4]

   Si riservava ben poca attenzione all’impiego offensivo o scorretto delle armi in questione, nel caso queste dovessero rendersi disponibili ai cosiddetti “stati canaglia”. Morris affermò che le armi “non-letali” avrebbero servito gli interessi della nazione “sul territorio nazionale e all’estero proiettando energia senza uccidere o distruggere o distruggere proprietà indiscriminatamente[5]  pur ammettendo che “non è possibile evitare di fare vittime”.[6]       

   Secondo la sua tesi, gli ambiti in cui le armi “non” letali potevano rivelarsi utili, erano: “conflitti regionali e a bassa intensità (avventurismo, insurrezioni, violenza etnica, terrorismo, narcotraffico, criminalità interna)”.[7] Morris riteneva che “individuando tattiche e pianificazione strategica” gli USA sarebbero stati in grado di dare nuova forma alle proprie prerogative militari, inde “far fronte alle minacce già individuabili” che si sarebbero potute presentare in un mondo multipolare “in cui gli interessi statunitensi sono globalizzati e la presenza statunitense assai diffusa”.[8]

   Il documento di Morris, raccomandava “due tipi di tecnologia a salvaguardia della vita”. Nell’elenco figuravano tecniche “anti-materiale” destinate a mettere fuori uso le infrastrutture nemiche. Una tecnica era quello di distruggere o pregiudicare i sistemi elettronici del nemico, oppure bloccare in altro modo il funzionamento dei sistemi meccanici.

   Tale scopo era conseguibile utilizzando:

  1. Armi chimiche e biologiche che utilizzino agenti anti-materiale che non compromettono in modo significativo la vita o l’ambiente, oppure agenti anti-persona che non producono effetti permanenti[9].
  2. Sistemi laser di accecamento per interdire i sensori elettronici, o optoelettronica, vale a dire telerilevamento tramite luce laser (tecnica LIDAR). La Army Infantry Scool stava già sviluppando un sistema d’arma a laser portatile individuale noto come Infantry Self-Defence System.
  3. Tecnologie elettromagnetiche “non-letali”.
  4. Armi elettromagnetiche ad impulso non nucleari.[10] Il generale Norman Schwarzkopf, comandante delle forze armate alleate durante la prima Guerra del Golfo, disse ai capi di stato maggiore degli USA che un’arma del genere posizionata nello spazio e dotata di una “capacità di impulso ad ampio spettro” aveva la possibilità di friggere i sistemi elettronici nemici. Meno noto è il destino delle truppe nemiche in uno scenario di tal genere. In un progetto congiunto i Los Alamos National Laboratories e con il supporto tecnico degli Harry Diamond Laboratories dell’esercito USA, l’ARDEC stava elaborando proiettili a Microonde ad Alta Potenza (HPM). Secondo l’ARDEC il laboratorio Diamond aveva già “completato un’analisi degli effetti della radiofrequenza su un obiettivo rappresentativo stabilito” per proiettili a Microonde ad Alta Potenza.
  5. Fra gli agenti chimici, i primi candidati erano i cosiddetti “supercaustici”,[11] milioni di volte più caustici[12] dell’acido fluoridrico.[13] Una salva di artiglieria potrebbe diffondere superacidi gelatinosi potenzialmente in grado di distruggere i sistemi ottici/vetri di mezzi ultracorazzati e che “potrebbero essere usati per distruggere silenziosamente sistemi d’arma di cruciale importanza”.[14]  Analogamente citati da Morris i  reticolati a rete per rallentare i veicoli, oppure i natanti di metallo “tipo stealth” a bassa segnatura radar “per azioni notturne o qualsiasi altro scenario stealth navale o di sbarco”.[15] Un altro modo, apparentemente bizzarro, per prendere di mira le attrezzature nemiche a distanza era l’impiego di “infragilimento[16] liquido o chimico del metallo”. Questi verrebbero usati con sistemi di dispersione ad aerosol per diffondere adesivi e lubrificanti chimici.

   La seconda categoria rilevata dai documenti è quella delle tecnologie “non-letali” antipersona:

  1. Laser portatili destinati ad abbagliare, ma che potrebbero anche provocare l’esplosione dell’occhio ed accecare il bersaglio.
  2. Radiatori isotropici, vale a dire munizioni azionate tramite esplosivo capaci di generare luce omnidirezionale assai intensa, con effetti simili a quelli dei cannoni laser.
  3. Microonde ad alta potenza (HPM). Lo US Special Operations Command aveva già a portata di mano tale prerogativa in veste di arma a microonde portatile. Come ha dichiarato da Myron L. Wolbarsht, oftalmologo della Duke University nonché esperto di armi laser: “Le US Special Forces sono tranquillamente in grado di interrompere le comunicazioni del nemico, ma possono anche cuocere gli organi interni”.[17]
  4. Un altro candidato erano gli Infrasuoni tramite fasci acustici. In collaborazione con la Scientific Applocations and Research Associates (SARA) di Hunting, California, la ARDEC e i Los Alamos Laboratories erano intenti a “sviluppare un’arma a fascio acustico al alta potenza e bassissima frequenza”. Stavano, inoltre, esaminando metodi per lanciare proiettili acustici ad alta frequenza non-diffrangenti (cioè non penetranti). Alcuni governi, come quello francese, avevano già utilizzato gli infrasuoni per il controllo delle folle. Gli scienziati dell’ARDEC stavano ulteriormente esaminando metodi di utilizzo dei laser chimici, pulsanti, che potevano proiettare “nell’aria antistante la superfice dell’obiettivo plasma caldo ad alta pressione, che provocherà un’onda d’urto la quale avrà come esito effetti variabili ma controllati su materiale e truppe”.
  5. Il suono a bassissima frequenza (VLF, 20-35KHz) o le modulazioni a RF a bassa frequenza possono nausea, vomito dolori addominali. “Alcuni generatori di suono a bassissima frequenza, in determinate gamme di frequenza, possono provocare la disgregazione degli organi umani e a livelli di alta potenza, sgretolati i muri”.[18]

   Nel 1978 la CIA aveva un programma analogo, chiamato Operazione Pique, che comprendeva il far rimbalzare segnali radio o a microonde sulla ionosfera, apparentemente per influire sulle funzioni mentali di individui in aree selezionate, comprese installazioni nucleari dell’Europa Orientale.[19]

   L’intero concetto di arma “non-letale” è letteralmente un vaso di Pandora ricolmo di conseguenze ignote. Il principale personaggio dietro le quinte, di tale concezione era, il già citato all’inizio, il colonello Alexander, costui nato a New York nel 1917, per la maggior parte della carriera fu comandante dei Berretti Verdi in Vietnam, condusse mercenari cambogiani oltre le linee nemiche e prese parte a una serie di programmi clandestini, tra cui l’Operazione Phoenix.[20] In seguito ha rivestito l’incarico di direttore dei programmi “non-letali” presso i Los Alamos National Laboratories. Nel 1980 la Walden University gli ha conferito un dottorato di ricerca,[21] e da lungo tempo si interessa alle tematiche eterodosse. Nel 1971, mentre era capitano di fanteria a Schofield Barracks, Honolulu, fece immersioni subacquee al largo di Bimini Islands, alla ricerca del continente perduto Atlantide. Alexander era il rappresentante ufficiale del metodo Silva per il controllo mentale[22] e docente di Civiltà precataclismiche,[23] egli è inoltre ex presidente e membro del comitato direttivo della International Association for Near Death Studies; inoltre, assieme alla ex-moglie Jan Northum, ha dato il proprio contributo al Dr. C. B. Scott nella esecuzione di esperimenti ESP con i delfini.[24]

   Il generale di divisione in congedo Albert N. Stubblebine (ex direttore dell’US Army Intelligence and Security Command) e Alexander fanno parte della società di Osservazione a distanza denominata Psi-Tech. La società impiega anche il maggiore Edward Dames (ex Defence Intelligence Agency), il maggiore David Morehouse (ex 82ma Divisione Aviotrasportata) e Rom Blackburn (scienziato specialista delle microonde presso la Kirkland Air Force Base). La Psi-Tech si è aggiudicata vari appalti governativi. Ad esempio, durante la prima Guerra del Golfo il Dipartimento della “Difesa” chiese alla Psi-Tech di utilizzare la osservazione a distanza per individuare i siti dei missili Scud di Saddam; nel 1992 l’FBI chiese alla società assistenza per localizzare un dirigente della Exxon vittima di rapimento.[25]

   Con il maggiore Richard Groller e Janet Morris in veste di coautori, nel 1990 Alexander ha pubblicato The Warrior’s Edge.[26] Il libro descrive nel dettaglio vari metodi non convenzionali che consentirebbero a colui che fa uso di acquisire “eccellenza sotto il profilo umano e performance ottimale” e, di diventare un invincibile guerriero.[27] Lo scopo dichiarato del libro è quello di “aprire la porta agli straordinari potenziali umani insiti a ciascuno di noi. A tal fine noi, governi di tutto il mondo, dobbiamo riconsiderare sotto una nuova luce i metodi non tradizionali di influire sulla realtà. Dobbiamo elevare la consapevolezza umana in relazione alla potenziale facoltà del sistema corpo/mente dell’individuo – la facoltà di manipolare la realtà, dobbiamo essere disposti a riconquistare il controllo del nostro, passato, presente e futuro”.[28]

  Alexander è amico Al Gore, ex vicepresidente di Clinton; la loro amicizia [29] risale al 1983, quando Gore faceva parte della Programmazione Neuro Linguistica (PNL) di Alexander. La documentazione resa disponibile indica che la PNL “presentò ad alcuni membri del Senior Executive Service e generali selezionati[30] un test di tecniche per modificare gli schemi comportamentali.[31] Uno fra i primi generali a frequentare il corso fu il generale di corpo d’armata Maxwell Thurman,il quale in seguito ricevete la sua quarta stella e divenne vicecapo di stato maggiore dell’esercito nonché comandante del Comando Meridionale.[32]

   Nel 1983 uno dei programmi prediletti di Alexander era il Progetto Jedi, nome coniato dal film Guerre Stellari; espresso in gergo tipicamente astruso, lo scopo era quello di ricercare e “formulare modelli accessibili di eccellenza fisica-comportamentale utilizzando mezzi non convenzionali”.[33]

   Secondo l’Alexander, il progetto derivò dal lavoro sulla Programmazione Neuro Linguistica; con l’ausilio di amici come Stubmand, riuscì a finanziare Jedi; in realtà il concetto non era così inedito come Alexander cercava di far credere.

   L’idea originale, originale quella di dimostrare come, utilizzando il potere della PNL “il potere della volontà e la concentrazione degli esseri umani influiscono sulla performance più di qualsiasi altro singolo fattore”,[34] era frutto dell’ingegno di tre individui: Fritz Erikson, terapeuta della gestalt[35], Virginia Satir terapeuta della famiglia ed Eric Erikson, ipnotizzatore.

   Janet Morris, coautrice di The Warrior’s Edge, è un’altra nota esperta del settore. Oltre a essere direttrice di ricerca presso l’USGSC, Janet è meglio conosciuta come scrittrice di fantascienza e, dal 1980 è membro della Accademia delle Scienze di New York, nonché della Association for Electronic Defense.  Morris è stata iniziata al Joh-re, arte giapponese della bioenergetica, alla fratellanza indonesiana di Subud e si è diplomata in controllo mentale dopo aver seguito il corso Silva.

   Da quindici anni conduce esperimenti sulla osservazione a distanza e lavora in un progetto di ricerca che studia gli effetti della mente sui sistemi informatici.

   In una conversazione con Armen Victorian descrive come Alexander fosse particolarmente coinvolto nei progetti di controllo mentale e psicotronica dei Los Alamos National Laboratories. Faceva parte suo team il Dr. Igor Smirnov, uno specialista russo sul controllo del pensiero.

    Una parte delle ricerche russe sul controllo della mente, durante la cosiddetta guerra fredda, si basava su una nuova branca degli studi del comportamento umano, l’ecopicologia, che è una disciplina[36] che integra la focalizzazione sull’essere umano con l’attenzione all’ambiente e che approfondisce lo studio delle molteplici interazioni tra questi due livelli. L’ecopsicologia è nata dalla constatazione del crescente aumento che esiste nella società del disagio psicologico sia sul piano individuale che sociale, e mette in tutto questo in correlazione con un corrispondente aumento del degrado ambientale.

   Questa branca di studi ha aiutato lo sviluppo della tecnologia di uno software, il Mindreader 2.0, che sarebbe stato capace di leggere la mente e le reazioni inconsce.

   Questi studi sono portati avanti in un istituto gestito da Elena Rusalkina, moglie di Igor Smirnov, lo scienziato russo, che ha sicuramente lavorato per il KGB ed è considerato l’inventore delle armi psicotoniche, che secondo la Rusalkina sarebbero più pericolose dell’arsenale di armi nucleari attualmente presente nel mondo. Queste armi avrebbero la capacità di influenzare l’inconscio delle persone, registrando le reazioni automatiche. Il caschetto adoperato per i test serve a leggere queste reazioni: il soggetto dell’esperimento è messo davanti a qualcosa di apparentemente innocuo – come può essere un videogame – che però invia allo schermo immagini subliminali troppo brevi per emergere alla soglia della coscienza, ma che sono tuttavia registrate e comprese dall’inconscio.

  Stando a quello che dicono i ricercatori, se ad esempio vengono proiettate le fotografie di Bin Laden e del World Trade Center, il pulsante da premere in risposta alle immagini varia drasticamente e senza possibilità di controllo consapevole tra le vittime e i presunti terroristi.

   Esiste da tempo un rapporto tra i russi che hanno lavorato nelle armi psicotoniche e gli agenti dei servizi segreti americani.

  Nel 1993, a Waco, un gruppo di agenti dell’ATF (Alchol, Tabacco and Firearms) bureau, cioè l’ufficio statunitense preposto al controllo degli alcolici, del tabacco e delle armi da fuoco, attaccò con le armi la comunità religiosa guidata da David Koresh, alla ricerca di armi illegali. Ne seguì un conflitto a fuoco e un assedio di 51 giorni, che si concluse con l’uccisione di 4 agenti dell’ATF e di 86 seguaci di Koresh, lui compreso e 24 bambini.  Ebbene Smirnov era a Wako. Era lì come consulente dell’FBI. Egli suggerì di bombardare le persone asserragliate con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo di maiali isterici, contenenti però segnali subliminali che invitavano alla resa. L’FBI ufficialmente decise altrimenti[37]. Smirnov rilevò che nel caso i segnali non avessero funzionato, i seguaci di Koresh avrebbero potuto tagliarsi la gola l’un l’altro. Un mese dopo il massacro di Wako, Steve Killion vicecapo della divisione di servizi tecnici disse ai giornalisti del Village Voice che nel corso di una normale trattativa è possibile imprimere un codice di messaggio con il quale far passare inconsciamente un messaggio subliminale[38]. In sostanza attraverso il telefono si faceva passare “rumori” nella testa della persona.

   Smirnov in un’intervista al Newsweek nel mese di agosto del 1994, disse che l’FBI aveva voluto far passare dei messaggi subliminali attraverso le linee telefoniche, e che al capo della setta David Koresh, avrebbero fatto passare la voce di Dio mentre i membri della setta gli sarebbero stati trasmessi in via elettromagnetica le voci dei parenti[39].

   Nel mese di ottobre in un articolo del Moskovskiie Novosti comparve un articolo sempre su quello che è accaduto a Wako, disse che l’FBI era interessato a questo tipo di tecnologie e soprattutto mandò la voce di Dio al capo della setta.

   È possibile che a Wako siano state usate due diverse tecnologie una americana e una russa. Wako potrebbe essere stato un campo di sperimentazione delle armi psicotoniche, armi che da tempo sono sperimentate.

  In un articolo del New York Times del 5 aprile 1999 di William J. Si racconta che gli scienziati russi nel 1989 avevano scoperto una nuova classe di armamenti che potrebbero danneggiare il sistema nervoso, modificare il comportamento e così via.

   Non solo, c’è cooperazione tra servizi in merito a questo tipo di armi, in un articolo del Moskovskiie Novosti dell’ottobre 1994, il vicedirettore della fabbrica che costruisce questo tipo di apparecchiature che molti di questi “prodotti” sono con una licenza americana sulla base di un accordo firmato tra il KGB e la CIA, il 24 settembre 1990. Quest’accordo prevedeva la ricerca congiunta nel settore della psicotronica.

   Se questo fosse vero, uno dei motivi del silenzio su questo tipo di armi, (e sul controllo mentale in generale) è motivato che quello ci si trova di fronte è un’operazione di disinformazione, intossicazione delle notizie, che i vari servizi in cooperazione tra loro operano.

   Smirnov fu invitato negli USA dopo la visita della Morris in Russia nel 1991, dove le furono esposte tecniche avanguardistiche sviluppate dal Dipartimento Russo di Psicocorrezione presso l’Accademia Medica di Mosca.

   I Russi sostenevano di essere in grado di analizzare la mente elettronicamente allo scopo di influenzarla dall’esterno, quindi trasmettevano messaggi subliminali contenenti ordini, utilizzando parole chiave in ‘rumore bianco’ o musica.[40] Impiegando una trasmissione ad infrasuoni del tipo a bassissima frequenza, il messaggio acustico di psico-correzione veniva trasmesso tramite conduzione ossea; i tappi per le orecchie non avevano alcun effetto nel bloccare il suono. Secondo i Russi i messaggi subliminali aggiravano il livello conscio ed avevano effetto quasi quasi immediatamente.

   C.B. Scott Jones, ex assistente del senatore Clairborne Pell (Democratico, Rhode Island) per quindici anni aveva fatto parte della USS Naval Intelligence e negli anni ’60 era vicecadetto navale a Nuova Delhi (India). Jones ha informato la Commissione di Consulenza Scientifica del Presidente ed ha testimoniato innanzi alle commissioni della Camera e Senato su questioni di intelligence. Una volta lasciata la Marina egli ha lavorato nel settore privato inerente ai programmi di ricerca e sviluppo implicati in progetti sponsorizzati dal governo USA per la Defense Nuclear Agency (DNA) e per la Defens Intelligence Agency (DIA) e per l’US Army Intelligence and Secuty Command. Per un certo periodo è stato a capo della Rockefeller Foundations e presiede la American Society for Psychical Research.

   Jones è membro di AVIARY, un oscuro gruppo di agenti e scienziati dell’intelligence e del Dipartimento della “Difesa”, che ha l’incarico di screditare qualsiasi seria ricerca in ambito ufologico; ciascun membro di AVIARY porta il nome di un volatile. Quello di Jones è FALCON.

   Uno dei loro agenti è il ricercatore UFO William Moore, che fu presentato a John Alexander da Scott Jones, nel corso di un convegno organizzato da Mutual UFO Network (MUFON) tenutosi il 1° luglio 1989 a Las Vegas, Moore disse ai convenuti che i membri di AVIARY gli avevano promesso informazioni interne in cambio della sua obbedienza ed assistenza. Egli contribuì a diffondere le informazioni erronee da vari membri e disse di aver ricevuto di prendere di mira l’esperto di elettronica Dr. Paul Bennewitz.

   Nel 1980 quest’ultimo aveva raccolto alcuni filmati UFO e registrazioni di segnali elettronici relativi ad eventi inspiegabili, verificatesi sopra le aree del Menzano Weapons Storage, presso la Kirkland Air Force Base, in New Mexico. Come risultato dell’AVIARY, accoppiato a subdole intrusioni e pressioni mentali, Bennewitz finì in un ospedale psichiatrico.


[1] Lettera di Armen Victorian autore deli libro controllo mentale    a  Mrs Victoria Alexander.

[2] L’intimidazione fu opera dello US Army Chemical e della Polizia Militare.

[3] Lo United States Global Strategy Council è un gruppo di esperti, incorporato nel 1981, che si occupa prevalentemente di questioni strategiche di ampio respiro.

[4] In Search of a Nonlethal Strategy, Janet Morris, p.1.

[5] Nonlethality; A Global Strategy – White Paper” p. 3.

[6] In Search of a Nonlethal Strategy, Janet Morris, p. 3.

 

[7] Il 28 febbraio 1992, a Waco, Texas, USA, un gruppo di agenti dell’ATF Bureau (l’ufficio statunitense proposto al controllo di alcool, tabacco ed armi da fuoco) attacco con le armi la comunità religiosa guidata da David Koresh, alla ricerca di armi illegali. Ne seguì un conflitto a fuoco e un assedio che durò 51 giorni, che si concluse con l’uccisione di quattro agenti dell’ATF e di 86 seguaci di Koresh (lui compreso assieme a 24 bambini). L’anno prima (1992), Randy Weaver, un suprematista bianco divenne un eroe popolare quando resistette per oltre un anno, armi in pugno, all’arresto da parte degli agenti federali. Nello scontro finale a Ruby Ridge perirono sua moglie e uno dei suoi figli. Weaver fu comunque assolto dalla giuria da tutte le accuse, eccetto alcuni reati minori per i quali hanno scontato soltanto 18 mesi di carcere. In seguito Weaver ha denunciato l’FBI per l’omicidio della moglie e del figlio e nel 1995 ha vinto la causa (l’FBI fu costretta a pagare 3 milioni di dollari di danni).

[8] Nonlethality; A Global Strategy – White Paper” p. 2.

[9] Il data base informatico compilato durante il Progetto OFTEN di CIA/Esercito, che esamina varie migliaia di composti chimici durante il triennio 1973-1976 è il probabile candidato per tutti gli agenti chimici destinati alle armi “non-letali”.

[10] Il Ministero della “Difesa” britannico stava già sviluppando una bomba a microonde. Il lavoro sull’arma stava procedendo presso la Defence Research. Vedere il Sunday Telegraph del 27 settembre 1992, parzialmente riprodotto su Lobster 24, p.14. La Royal Navy e già in possesso di armi laser che abbagliamento i piloti. La Croce Rossa ne ha richiesto la messa al bando alla Convenzione di Ginevra, in quanto avrebbero potuto provocare cecità permanente. Nel 1997 Dominique Loye, consulente tecnico del Comitato Internazionale della Croce Ross (ICRC), venne a trovare Victorian Armen l’autore deli libro controllo MENTALE per discutere importanti questioni inerenti alle armi “non-letali” e al modo in cui l’ICRC potesse esercitare la propria influenza messa al bando. Nel dicembre 1998 egli ha pubblicato un libro bianco Non-Lethal Weapons and International Humanitarian Law, che esprime bene le forti preoccupazioni dell’ICRC riguardanti l’impiego di queste armi. Nelle sue note finali scrive: “in conclusione, dopo aver esaminato la letteratura sulle armi “non-letali” alla luce del diritto bellico, siamo indotti a sottolineare quanto segue:

+ Il termine “non-letale” è fuorviante-

+ il diritto bellico è direttamente pertinente alle tecnologie “non-letali”, vale a dire che le regole di guerra applicabili alle armi devono essere applicabili alle armi devono essere applicate ad ogni nuova arma, come quelle “non-letali”;

+Per discutere qualsiasi arma “non-letale” alla luce del diritto bellico, è necessario ed urgente comprendere al meglio i possibili effetti delle armi proposte sugli esseri umani;

+La legittimità di combinare gli effetti di determinate armi “non-letali” con quelli di armi convenzionali già esistenti deve essere attentamente esaminata”.

[11] Sono composti di diversi ordini di grandezza più corrosivi dell’acido solforico. Possono essere applicati in modo da deteriorare pneumatici, suole di scarpe, superfici di strade, coperture di tetti, o sistemi ottici.

[12] Di sostanze (acidi, alcali o sali) che, venendo a contatto di tessuti organici, sono capaci di cauterizzarli.

[13] L’acido fluoridrico è un acido minerale relativamente debole, gassoso a temperatura ambiente, incolore, molto velenoso; la sua formula chimica è HF. Il suo numero CAS è 7664-39-3. I suoi sali vengono chiamati fluoruri.

[14] In Search of a Nonlethal Strategy, Janet Morris, p. 13.

[15]                                  C.s.

[16] Diminuzione di duttilità di un metallo a causa dell’inclusione di metalli basso fondenti all’interno della struttura.

[17] The Wall Street Journal, 4 gennaio 1993.

[18] In Search of a Nonlethal Strategy, Janet Morris, p. 14.

[19] Remote Control Technology, Anna Keeler (Full Disclosure, Ann Arbor, USA, 1989), P.11.

[20] L’Operazione Phoenix, durata dal 1974 al 1975, fu diretta dalla CIA, fu una missione segreta di assassinio di membri del mondo economico e politico vietnamita, con lo scopo di paralizzare questa nazione dopo il totale ritiro degli americani. Si calcola che furono assassinati circa 60.000 sindaci di villaggio, tesorieri, insegnanti ed altri funzionari amministrativi.

   L’Operazione Phoenix fu finanziata dal denaro proveniente dai traffici di oppio gestiti dalla CIA.

[21] Brad University, 801 Anchor Road Drive, Naples, FI, 33904, USA. La Walden University si considera un’università non tradizionale e non offre alcun corso universitario ai propri universitari.

[22] È un metodo che serve per il potenziamento della persona (come la PNL) ha in Italia un sito https://www.metodosilva.it/

[23] Brad Steiger, Mysteries of Space and Time, (Prentice Hall, Englewood Cliffs, New Jersey)  pp. 72-73.

[24] Da una conversazione telefonica avvenuta tra Armen Victorian autore deli libro controllo mentale  e il Dr. Scott Jones, il 17 agosto 1992.

[25] Da una conversazione telefonica registrata di Armen Victorian, con il maggiore Edward Dames, 27 giugno 1992, e The Bulletin of Atomic Scientist, dicembre 1992, p.6.

[26] The Warrior’s Edge, Col. John B. Alexander, Maj, Richard Groller e Janet Morris (William Morrow Inc., New York, 1990).

[27]                                                                                              C.s.     p. 9

[28]                                                                                              C.s.    pp. 9-10

[29]

[30]                                                                                               C.s.   p. 47

[31]                                                                                              C.s.

[32]                                                                                             C.s.   

[33]                                                                                            C.s. p. 12

[34]                                                                                            C.s.  p.13

[35] La psicologia della Gestalt è una corrente psicologica incentrata sui temi della percezione e dell’esperienza

[36]  Link http://punto-informatico.it/2070052/PI/New/usa-caccia-psicoscienze-sovietiche.aspx

[37]  Ufficialmente, Smirnov, alla domanda dell’efficacia dell’intervento, rispose che era al 70%.

[38]  Village Voce, 8 marzo 1994.

[39] Link http://209.85.135.104/translate_c?hl=it&sl=en&u=http://www.apfn.org/apfn/smirnov

[40] Nel 1989 un consulente ed appaltatore del Dipartimento della “Difesa” USA spiegò a Armen Victorian in che modo egli ottenne l’incarico di esaminare la possibilità di escogitare metodi operativi per trasmettere messaggi subliminali attraverso lo schermo televisivo.

~ di marcos61 su giugno 11, 2020.

Una Risposta to “ARMI “NON LETALI””

  1. […] ARMI “NON LETALI” […]

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