MANIPOLAZIONE NEURALE

   Negli anni ’60 del secolo scorso l’ambasciata USA a Mosca fu sottoposta ad un bombardamento a microonde. In tale occasione i servizi segreti russi adottarono un piano a lungo termine per indebolire l’apparato diplomatico statunitense presente a Mosca. Attraverso un’esposizione prolungata a microonde a bassa intensità i diplomatici americani subirono pesanti danni fisici e psicologici. Due ambasciatori morirono di cancro e un terzo si dimise gravemente malato.  Oltre all’insorgere di diverse forme di cancro sono stati documentati casi di problemi psicologici e cognitivi. I tessuti umani possono, infatti, essere danneggiati dalle microonde a diversi livelli dall’insorgere di tumori a malattie della pelle, da impotenza a indebolimento delle difese immunitarie fino a effetti sul sistema nervoso centrale capaci di provocare amnesie, demenza, sindromi depressive, paranoia ecc.[1]

   Negli ambienti governativi USA scoppiò una sorta di paranoia (molto diffusa nell’epoca della cosiddetta guerra fredda) poiché si sospettò che i comunisti stavano tentando di effettuare una sinistra forma di manipolazione neurale. Parallelamente a questi fatti, la CIA sviluppò il The Pandora Project (Progetto Pandora)[2]. Gli agenti, che facevano parte di questo progetto, scoprirono che i russi avevano condotto molte ricerche sulle microonde soprattutto sugli effetti che queste potevano produrre sulla mente e sull’emotività. Nel 1965, l’Institute of Defence Analysis, un istituto finanziato dal Pentagono, ricostruì a grandezza naturale quello che era successo a Mosca, per analizzare il problema. L’Agenzia per i progetti di ricerche avanzata sulla questione della “Difesa” (difesa dell’ordine imperialista ovviamente) sperimentò, sulle scimmie Rhesus, gli effetti delle microonde al Walter Reed Army Research Institute. I risultati, che furono classificati sotto la diciturasegreto – Difesa”, confermerebbero che le microonde hanno degli effetti che colpiscono profondamente il sistema nervoso e che il comportamento di queste scimmie fu cambiato. Nel 1969, i principali ricercatori nel campo delle microonde si riunirono in simposio a Richmond, in Virginia (USA) per studiare gli effetti biologici e le implicazioni sulla salute di queste microonde. Il Dottor Karel Marha un’autorità del settore venuta dalla Cecoslovacchia, spiegò che queste onde generano mal di testa, debolezza generale, fatica, nausea, irritabilità, angoscia, depressione. Qualche anno dopo furono i russi ad accusare gli statunitensi di impiegare degli apparecchi elettromagnetici contro il giocatore di scacchi Boris Spassky che aveva appena perso contro Bobby Fischer, nel campionato del mondo.

   Qualcosa di molto simile a quello che successe all’ambasciata americana di Mosca, avvenne negli anni ’90 nelle lande del New Messico e negli Stati del Michigan, del Nevada e del Texas, dove un fenomeno inspiegabile sconvolse la vita tranquilla della gente del luogo. Qualcosa sembrava pulsare nei cuori delle persone, qualcosa che tormentava i residenti con insonnie, nausee e disturbi nervosi, che scomparivano “magicamente” non appena ci si allontanava dalla zona interessata[3] Il fenomeno divenne noto come The Sound (Il Suono). La Fondazione Phoenix, guidata dal direttore esecutivo Jim Moore, nel 1992 fu convocata dagli abitanti di Taos, una cittadina del New Messico, per indagare sull’origine del Sound. Dana Hougland, ingegnere del suono della David L. Adams Inc. di Denver e membro della Fondazione, intervenne col proprio equipaggiamento e dopo attenti rilevamenti identificò il suono come una potente pulsazione a frequenza passante da 17 a 70 hertz. Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha classificato tali frequenze come psicoattive, rilevandone i pericolosi effetti biologici. Le ripercussioni furono gravi sia per gli abitanti, sia per i giornalisti di un giornale locale che furono dissuasi con minacce telefoniche e lettere minatorie a insistere da ulteriori ricerche.

   Tutti i tentativi di localizzare la fonte del fenomeno, apparso improvvisamente, fallirono. Il ricercatore Bill Hamilton di tutta questa faccenda ha una tesi che sembra presa dagli autori della serie X-FILE: egli afferma dell’esistenza nel suolo degli USA di enormi basi, dove militari ed extraterrestri lavorerebbero congiuntamente in esperimenti segreti. Certo un’affermazione simile non può che generare delle perplessità come minimo, si può giustamente sospettare che chi afferma simili sia un depistatore,[4] bisogna tener conto, però, che una delle zone colpite da questo fenomeno, lo Stato del Nevada, è anche, guarda caso, lo Stato dove si risiede la ben troppa famosa Area 51[5].  Infatti, Moore si accorse che posizionando una mappa delle aree interessate al fenomeno, sua una cartina delle presunte basi sotterranee, che le località coincidevano quasi perfettamente, presso Gromm Lake nel Nevada, zona che Hamilton ritiene che il governo usi contro la popolazione ignara un’arma ad onde elettromagnetiche (ELF) come possibile strumento di controllo mentale. Tra l’altro, guarda caso, L’Area 51 confina con la regione Yucca Flat del Nevada Test Site (NTS), un sito di test nucleari dove sono stati condotti 739 dei 928 di questi da parte del Dipartimento dell’energia statunitense. Il deposito nucleare di Yucca Mountain dista circa 64 km sudovest del Groom Lake).  Questo suono era simile a quello sentito all’ambasciata americana a Mosca.

   Nel 1961 Allan H. Frey produsse delle prove secondo cui è possibile la percezione del suono in esseri umani udenti e non udenti irradiando la testa con energia elettromagnetica UHF ad altissima frequenza) a densità di bassa potenza, modulata ad impulso; un tipo di onda radio inferiore a 10 cm poteva produrre il riscaldamento della cute e potenziali gravi bruciature.

   Da allora, il lavoro di Frey ed altri ha dimostrato che questa stessa energia a microonde è in grado di indurre tachicardia (accelerazione del battito cardiaco) e brachicardia (rallentamento del battito cardiaco), nel 1973 S.M. Bawin e altri ricercatori fornirono ulteriori riscontri del fatto che è possibile inibire o accrescere le onde cerebrali tramite energia VHF (a bassissima frequenza) di bassa intensità[6]

   Dagli anni ’50 in avanti gli studi dimostrano che il comportamento può essere modificato tramite stimoli della corteccia uditiva, riscaldamento periferico, modificazione del ritmo cerebrale e molte altre applicazioni biologiche delle microonde. L’energia in questione utilizzata capace di individuare un singolo insetto ad una distanza di oltre un chilometro e ad un’altitudine di 600 metri; di conseguenza è possibile che energia di tipo radar possa essere utilizzata come arma concentrata su di un individuo o una massa di persone.[7]

   Sebbene l’utilizzo dell’energia elettromagnetica (EM) nelle bioscienze sia considerato uno sviluppo relativamente recente, la ricerca bioelettrica risale al 1786, quando Galvani e Volta dibattevano sull’elettricità che stimolava le zampe delle rane. Solo nel 1908 Von Zeyneck, pioniere sul uso degli elettrodi a contatto diretto,[8] coniò il termine “diatermia” per definire il riscaldamento dei tessuti dell’organismo mediante energia ad alta frequenza.

    Tuttavia il vero progresso si concretizzò negli anni ’20, quando il fisico italiano F. Cazzamalli scoprì di essere in grado di indurre allucinazioni nelle menti degli individui altamente suggestionabili e dichiarò di aere individuato radiazioni proveniente dalla mente; nel 1965 la sua opera Cervello radiante venne tradotta dalla Foreign Technology Division della Wright-Patterson Air Force statunitense. Il fisico olandese W.A.G. van Everdingen fece ulteriori progressi fra il 1938 e il 1943; egli osservò che l’irradiazione delle microonde influiva sull’attività cardiaca dell’embrione di pulcino in rapporto al suo livello di glicogeno (una forma di proteina).[9]  

   Nel 1946 J. E. Nyrop documentò effetti specifici su batteri, virus e colture di tessuti in seguito ad esposizione a radiazioni EM ad impulso breve con effetto di riscaldamento eliminato.[10] Questi primi pionieri della manipolazione biologica con energia EM aprirono la strada ad una nuova era di ricerche più approfondite, tuttavia solo (ufficialmente) nel 1961 l’opera del Dr. Alan H. Frey convinse la comunità scientifica che l’energia a radiofrequenza (RF) era inverso in grado di fare ben altro che riscaldare una coltura di tessuti.

   Anche i file di Pandora fanno riferimento al lavoro di stimolazione diretta del cervello con elettrodi; suscitava un certo interesse il modo in cui, a seconda dell’area stimolata, fosse possibile indurre artificialmente una reazione. Lo psicologo svizzero e premio Nobel Walter Hess fu il primo ad introdurre l’impianto di fili elettrici nei cervelli animali allo scopo di registrare le attività elettriche; egli scoprì che l’ipotalamo e le strutture neurali connesse situate sul bordo del tronco cerebrale, il sistema limbico, controllavano il comportamento aggressivo ed emotivo,[11] si trattava inoltre della sede dell’appetito e della condotta sessuale, in connessione con il senso dell’olfatto.

   Il neurochirurgo W. Penfield fece progredire ulteriormente le scoperte di Hess, in quanto utilizzò correnti elettriche per stimolare la corteccia cerebrale dei suoi pazienti mentre i cervelli erano esposti durante interventi chirurgici; i risultati furono sbalorditivi. I pazienti epilettici sperimentavano nuovamente interi episodi del loro passato, talmente vividi che era come se stessero letteralmente rivivendo; se si stimolava lo stesso punto una seconda volta, l’intera sequenza si ripeteva si ripeteva dall’inizio.

   Nel 1960 Neider e Neff utilizzarono la stimolazione elettrica cerebrale (ESB) per produrre sensazioni uditive nei gatti a scopo di condizionamento.[12] I due studiosi evidenziarono che i suoni vengono prodotti da ESB e sono un provato stimolo di condizionamento comportamentale, e che la qualità del suono migliora in proporzione alla profondità dello stimolo elettrico.

   Radioestesia è un termine che definisce la capacità degli esseri umani di captare energia elettromagnetica. Lo studioso del fenomeno James Beal, in forza allo Space Flight Center della NASA, ritiene che tutti noi siamo in grado di sintonizzarsi: è inoltre convinto che l’energia esterna possa avere profondi effetti in virtù del fatto che ciascuna cellula, o neurone, è un minuscolo ma complesso sistema elettrico.[13]

  Robert O. Becker, chirurgo ortopedico ricercatore presso la State University of New York, sostiene che ciascun neurone presenta le caratteristiche di un semiconduttore; egli nutre la convinzione che le cellule gliali[14]  del sistema nervoso possano di fatto comportarsi come un cristallo liquido in risonanza con i campi di energia circostanti.

   Se le cose stanno in questi termini, il sistema nevoso è in grado di amplificare di oltre un milione di volte gli effetti elettrici. Becker è convinto che il cervello contenga una struttura mediana dotata di un campo dotata di un campo elettrico di corrente continua più intenso rispetto al resto del sistema nervoso; l’intensità – e forse la polarità – di questa corrente influisce direttamente sulla coscienza. Quando Becker ha collocato un campo magnetico ad angolo retto rispetto al tronco encefalico, gli schemi delle onde cerebrali degli animali mutavano dallo stato di veglia a quello comatoso quindi, una volta invertito il processo, Becker ha applicato corrente continua alla regione frontale, ed ha risvegliato chimicamente animali anestetizzati.[15]

   Il 24 aprile 1961, in occasione di un convegno della American medical Association a Chicago, Allah H. Frey fece il seguente sorprendente annuncio: “Al momento attuale i nostri dati indicano che il sistema uditivo umano è in grado di reagire all’energia elettromagnetica in almeno una porzione dello spettro della radiofrequenza (RF). Per di più, tale reazione è istantanea e si verifica a densità a bassa potenza – densità ben inferiori a quelle necessarie per il danno biologico”.[16]

   Frey collocò i suoi soggetti ad oltre dieci piedi di distanza da un’antenna a scansione, che non produceva alcun suono e si trovava fuori dalla loro visuale. Nondimeno i soggetti riferirono di aver udito un ronzante suono battente ogniqualvolta il raggio RF si diffondeva accanto a loro. Il livello del suono percepito fu stimato nell’ordine dei 70-80 decibel (db) e dei tappi per le orecchie permettevano ai soggetti di percepirlo con maggiore chiarezza. I suoni erano gli stessi in tutti i casi e sembravano indicare sempre un rumore appena dietro la testa. Studi sulle schermature dimostravano che le aree delle tempie erano cruciali per i suoni RF; quando le tempie venivano schermate il suono RF scompariva. Non vi era dubbio che le risposte fossero indipendenti dalla membrana dell’orecchio.

   Si era scoperta una nuova forma di comunicazione, dalle immense implicazioni per il settore militare: comunicazione diretta con il cervello tramite onde radio. Nel 1961 gli esperimenti avevano dimostrato che l’effetto e la gamma della risposta uditiva all’energia RF potevano raggiungere le migliaia di piedi.[17]

   Con appropriata modulazione del trasmettitore, l’energia RF riusciva ad indurre un soggetto preso come obiettivo svariati effetti biologici, fra cui “formicolii”, vertigini, nausea e vomito.

   Si era spianata la strada per sostituire con energia RF la stimolazione cerebrale elettrica (ESB) tramite elettrodi: ora utilizzando onde radio, conseguire risultati simili a quelli ottenuti con la ESB; questa scoperta rende più concreta la creazione di un Candidato Manciuriano. I risultati modulati ad impulso potevano trasportare informazioni inserite sul segnale, e persino essere modulati per inviare parole al cervello.

   Un elemento dei servizi segreti sacrificabile, programmato tramite ipnosi a distanza e quindi in stato post-ipnotico, poteva essere attivato tramite questi mezzi per eseguire ordini bypassando la propria coscienza. Qualsiasi comando ipnotico cui obbediva il soggetto prescelto veniva accettato la suggestione ipnotica tramite una parola, una foto o un altro segnale.

   Si sapeva che le onde cerebrali trasportano dati per l’analisi di informazioni nel cervello. W.E. Adey riteneva che tali dati fossero codificati digitalmente sfruttando la modulazione di frequenza delle onde.[18] In tal, si pensava che non si sarebbero stati particolari impedimenti nel trasmettere onde cerebrali in un’altra persona.

   J. F. Schapitz propose al Dipartimento di Stato USA il seguente esperimento: “Le onde cerebrali prodotte da droghe con effetto psichico conosciuto verranno registrate su nastro magnetico. I ritmi registrati verranno quindi modulati su una microonda (o vari raggi in caso si tracciamenti multipli) e quindi trasmessi al cervello di soggetti non sottoposti a somministrazione di droghe. Quindi si indagherà sul loro stato mentale tramite colloquio, test psicologici e registrazione con poligrafo. In tal modo si determinerà se i soggetti non sottoposti a somministrazione di droghe si trovano nel medesimo stato dei soggetti drogati”. Schapitz propose persino di usare analoghi metodi di trasmissione delle microonde per inviare i movimenti muscolari di un individuo ad un altro individuo.

   Si ebbe l’impressione che esistessero anche modi di bloccare il recupero di informazioni. Inducendo l’amnesia di un soggetto, sarebbe stato possibile dissestare, inibire e riconnettere a piacimento le sue concatenazioni mentali.[19]  Ovviamente le implicazioni di carattere sociale e politico sono inquietanti. L’energia delle radioonde utilizzata nella maggior parte degli esperimenti era costituita da microonde modulate a impulso o CW (onda portante) come quelle usate nei radar. Naturalmente in quasi tutti questi esperimenti è stata impiegata attrezzatura radar con lunghezza d’onda a 10 cm.[20]

IL CONTROLLO PASSA ATTRAVERSO LE ONDE

    Michaele Persinger docente di neuroscienze del comportamento al Dipartimento di Psicologia dell’University di Sudbury[21], nella regione canadese dell’Ontario, dal 1971, si occupa dell’interazione fra sistema nervoso e campi elettromagnetici e degli effetti sul comportamento. Non solo i campi elettromagnetici delle moderne apparecchiature elettriche ed elettroniche (come il cellulare) ma anche quelli di origine geofisica, generati cioè da terremoti, spostamenti del terreno, fenomeni meteorologici e atmosferici.

    I comportamenti che Persinger analizza non sono le solite prove di memoria e percezione, ma anche le anomalie di comportamento, le allucinazioni, le visioni religiose e mistiche, le apparizioni di UFO o di esseri fantastici, i fenomeni paranormali. La metodologia adottata comprende studi di laboratorio su animali, ricerche cliniche su pazienti umani ed estesi studi epidemiologici[22]. Uno degli strumenti usati per questi studi è stato l’” elmetto”. Vale a dire un’apparecchiatura con la quale si è in grado di stimolare il cervello umano con campi magnetici complessi a bassa intensità e in modo altamente selettivo per le diverse aree cerebrali. Con tale apparecchiatura egli è riuscito, a riprodurre in laboratorio senza ioni, esperienze che vanno dalla paura all’estasi, dal piacere sessuale alle allucinazioni visive e uditive, dal ricordo di esperienze dell’infanzia a esperienze di quasi morte e perfino il contatto con angeli, diavoli o addirittura con Dio[23].

   Il sistema limbico è una parte del cervello filogeneticamente intermedia fra le strutture più primitive del sistema nervoso e la corteccia cerebrale. Il sistema limbico è la sede delle emozioni e consente agli esseri umani di avere una complessa varietà di stati emotivi: disgusto, amore, paura, sorpresa, invidia, ecc. Le sue strutture principali sono l’ipotalamo, l’amigdala e l’ippocampo.


   L’ipotalamo è la struttura più arcaica e può essere considerato la centralina di controllo del sistema nervoso autonomo e quindi delle risposte fisiologiche di base dell’organismo: fame, sete, piacere, rabbia, temperatura corporea, ecc. Attraverso i meccanismi di regolazione endocrina, l’ipotalamo riceve informazioni da ogni organo del corpo umano e può a sua volta influenzare l’intero organismo.


   L’amigdala ha una funzione di mediazione delle emozioni superiori e di regolazione delle attività che coinvolgono tali emozioni, come ad esempio l’attaccamento emotivo e l’amore. Essa svolge inoltre un’importante funzione di “campanello d’allarme” analizzando ogni stimolo esterno o interno e assegnando a esso il giusto significato emotivo. Ad esempio, se un rumore sospetto ci sveglia nella notte, è l’amigdala che mette in moto il sistema nervoso autonomo, attraverso l’ipotalamo, per allertare l’organismo e predisporlo all’azione. Alcuni neuroni dell’amigdala sono sensibili selettivamente alle emozioni facciali delle altre persone. Altri sono multimodali, cioè rispondono simultaneamente a stimoli visivi, uditivi, olfattivi e tattili.


   L’ippocampo ha un ruolo fondamentale nell’elaborazione dell’informazione, inclusa la memoria, l’apprendimento di fatti nuovi, la creazione di mappe spaziali dell’ambiente e l’attenzione agli stimoli esterni. La distruzione dell’ippocampo rende una persona incapace di formarsi qualsiasi nuovo ricordo. L’ippocampo interagisce strettamente da un lato, con la corteccia cerebrale, dall’altro con l’amigdala. In altri termini, emozione e ragione non sono mai separabili fra loro, ma agiscono sempre insieme. L’intelligenza emotiva regola e dirige i processi di apprendimento.


   Veniamo infine ai lobi temporali cui si è accennato in precedenza. Si tratta di una parte della corteccia cerebrale, quindi filogeneticamente più recente del sistema limbico, che si trova grosso modo fra gli occhi e le tempie. Nell’emisfero dominante (di solito il sinistro) il lobo temporale è coinvolto principalmente nella comprensione e nell’elaborazione del linguaggio (è qui che, da semplici suoni, le parole assumono un significato) e nella memoria a lungo termine. Nell’emisfero non dominante (di solito il destro) il lobo temporale è coinvolto nella comprensione delle espressioni facciali, nell’elaborazione delle informazioni non verbali del linguaggio come ad esempio l’intonazione, nell’ascolto dei ritmi, nell’apprendimento musicale e visivo. 

NEUROSCIENZE E RELIGIONE


  Le ricerche di Michael Persinger si collocano all’interno di un rinnovato interesse delle neuroscienze per le basi neurofisiologiche delle esperienze mistiche e religiose. Un interesse che non è più confinato alla sola speculazione teorica, ma può oggi avvalersi di tutte le più moderne tecniche di indagine sperimentale.


   In particolare, l’attenzione di Persinger per il sistema limbico e i lobi temporali non è un fatto isolato.


   Il primo collegamento fra lobi temporali ed esperienze religiose risale all’inizio del secolo e ha a che fare con un disordine neurologico: l’epilessia. L’epilessia, già considerata nell’antichità un “male sacro”, è il sintomo di un anormale funzionamento elettrico del tessuto cerebrale, in cui le cellule nervose entrano in azione tutte insieme invece di eseguire ciascuna il proprio compito. La causa è di solito un danno che può essere conseguenza di traumi fisici, infarti, tumori cerebrali o altre lesioni di varia natura. Esistono diversi tipi di epilessia, fra cui, per l’appunto, alcune forme che colpiscono il sistema limbico e i lobi temporali (TLE, Temporal Lobe Epilepsy). Arnold Mandell, professore di psicologia presso l’Università della California a San Diego, ha discusso il ruolo dei lobi temporali nelle esperienze religiose sulla base del meccanismo di azione delle sostanze psicoattive. Sostanze come l’LSD, in particolare, bloccano gli effetti inibitori della serotonina sui lobi temporali, e quindi hanno la capacità di indurre scariche neuronali sincronizzate nelle strutture limbiche (ippocampo e setto) dei lobi temporali.
Vilayanur Ramachandran, professore di neuroscienze, anch’egli dell’Università della California, ha studiato centinaia di persone affette da epilessia dei lobi temporali, sottoponendole a un esperimento in cui era misurata la loro risposta emotiva a parole di significato neutro, sessuale (o violento) e religioso.

   Confrontando i risultati dei pazienti affetti da epilessia con quelli di soggetti normali, senza particolari inclinazioni religiose, e di soggetti praticanti diverse religioni, Ramachandran è giunto alla conclusione che i lobi temporali sono la sede delle esperienze religiose.


   L’importanza dei lobi temporali e del sistema limbico nelle esperienze mistiche e religiose è stata anche efficacemente sottolineata dal professor Rhawn Joseph, uno dei maggiori esperti nel campo della neuropsicologia dello sviluppo e delle differenze sessuali (nonché personaggio a suo modo bizzarro, che sembrerebbe confermare lo stereotipo secondo cui chi si occupa di queste cose non è lui molto normale…). Secondo Joseph, l’amigdala è addirittura il “trasmettitore di Dio” (questo è il titolo del suo ultimo libro). Un punto ben evidenziato da Joseph è l’esistenza nei lobi temporali di neuroni specializzati nel riconoscimento di forme particolari, fra cui rientrerebbero alcune forme, come la croce e il triangolo, che hanno un significato religioso in molte culture.


   Andrew Newberg, professore di Radiologia nel Dipartimento di Medicina Nucleare dell’Università della Pennsylvania, e lo psichiatra Eugene D’Aquili hanno eseguito un’interessante serie d’esperimenti in cui sono riusciti a “fotografare” con la tomografia SPECT (single photon emission computed tomography) l’attività del cervello di meditatori buddisti e di suore francescane nel momento esatto delle loro esperienze mistiche. Nel loro recente libro dal titolo Why God Won’t Go Away (“Perché Dio non se ne andrà”), gli autori espongono un modello che vede coinvolti nella genesi dell’esperienza religiosa i lobi parietali e frontali, i lobi temporali, l’amigdala e l’ippocampo. La loro conclusione è che il cervello è predisposto naturalmente, proprio in virtù dei collegamenti fra tali strutture cerebrali, a questo tipo di esperienze, che non sono quindi né patologiche né unicamente il risultato di condizionamenti di tipo culturale.

   Scientificamente un po’ più azzardate, ma comunque degne di nota, sono le considerazioni di Melvin Morse, professore di Pediatria presso l’Università di Washington, che nella sua professione di medico si è occupato a lungo delle esperienze di quasi morte (NDE, Near Death Experiences) nei bambini. Secondo Morse, il lobo temporale destro consente agli esseri umani di entrare in contatto con una realtà non locale, al di fuori del tempo e dello spazio ordinari, e tale realtà potrebbe costituire la base delle esperienze mistiche e di quelle paranormali.


   Come si può vedere, una volta iniziato a comprendere i meccanismi dello sviluppo del cervello e a svelare le basi neuronali della percezione, della memoria e dell’apprendimento, i neuroscienziati sembrano ben decisi ad affrontare anche gli aspetti più profondi ed esclusivi dell’esperienza umana, entrando in un terreno fino ad oggi di pertinenza esclusiva di teologi, filosofi e storici delle religioni. L’originalità di Michael Persinger sta nel non essersi limitato allo studio di pazienti con epilessia del lobo temporale, ma nell’avere indagato l’esistenza di anomalie neuroelettriche nella popolazione “normale”. Persinger ha infatti teorizzato l’esistenza di scariche transienti del lobo temporale (TLT, Temporal Lobe Transients) che possono influenzare il linguaggio, il riconoscimento dei volti, le emozioni e più in generale i processi psichici, senza dare luogo, perché non sufficientemente intense, ad attacchi epilettici veri e propri.
Inoltre, secondo Persinger, se la natura “estatica” di certi attacchi epilettici è il risultato di un’influenza dei lobi temporali sui normali processi delle strutture limbiche, come l’amigdala e l’ippocampo, si può pensare che queste attività siano l’esagerazione di una normale attività del cervello. È questa la sua “Ipotesi del continuo”, formulata nel 1983, secondo cui un po’ tutti, io e voi compresi, abbiamo un grado variabile di potenziale labilità verso queste anomalie funzionali. Ammesso, a questo punto, che si tratti davvero di “anomalie” e non piuttosto, come appare sempre più probabile, di normali capacità del cervello umano. Capacità che renderebbero ragione degli aspetti universali delle esperienze mistiche-religiose e di quelle paranormali, al di là delle differenze di epoca storica e di cultura.


  L’esistenza d’anomalie elettriche transienti dei lobi temporali era già stata ipotizzata in psichiatria e variamente descritta come “epilessia di Dostoevskij”, “attacchi parziali”, “attacchi estatici” e “attacchi psichici”. Le sensazioni soggettive associate con questi attacchi epilettici parziali possono includere illusioni somestesiche (come ad esempio le vertigini o il senso di volare), allucinazioni olfattive e gustative (piacevoli o spiacevoli), allucinazioni uditive (come voci, suoni, musiche), allucinazioni visive (in particolare macchie e strisce luminose, stelle, dischi, colori), macro e microscopia, autoscopia (la percezione della propria immagine). Quest’ultimo fenomeno, in particolare, è stato lungamente descritto dallo psicanalista Otto Rank nel suo celebre studio sul “doppio” nella mitologia e nell’arte. Possono inoltre esserci illusioni cognitive, come sensazioni di dejá vu (già visto), jamais vu (mai visto), deja vecu (già vissuto), idee e pensieri ossessivi, distorsioni del senso del tempo e dello spazio, idee trascendenti e metafisiche e sintomi affettivi come tristezza, paura, piacere, ansia. Insomma, non pochi punti in comune con l’esperienza sciamanica e quella psichedelica.

   Nel 1990 Persinger e collaboratori realizzano un questionario (PPI, Personal Philosophy Inventory) che contiene affermazioni del tipo “a volte mi sento come se le cose non fossero reali”, “ho sognato di galleggiare o di volare nell’aria” e persino “sono stato a bordo di un’astronave”. L’obiettivo del questionario era di verificare nella popolazione la presenza di deboli fenomeni analoghi a quelli degli attacchi epilettici parziali. Un decennio di uso di questo strumento ne ha dimostrato l’affidabilità e la capacità di predire anomalie dei lobi temporali misurabili con l’elettroencefalogramma.


    A questo punto, a Persinger non rimaneva che un ultimo passo: riprodurre i sintomi e le esperienze sopra descritte in laboratorio, su soggetti perfettamente normali. In che modo? Semplice.    Ricordiamo, come già detto in precedenza, che Persinger ha iniziato i suoi studi dedicandosi agli effetti neuropsicologici e comportamentali dei campi elettromagnetici. La via seguita è quindi stata quella di applicare su dei volontari dei deboli campi magnetici, cercando di localizzarne l’effetto sui lobi temporali e sul sistema limbico. Il metodo usato da Persinger è stato molto empirico. In pratica, egli ha provato numerose combinazioni d’intensità e di frequenza di un campo magnetico, applicato sulla testa dei soggetti grazie ad un semplice casco da motociclista, modificato con gli opportuni elettrodi e avvolgimenti magnetici. Le persone che si sono infilate l’elmetto di Persinger hanno vissuto esperienze fuori del corpo, avuto allucinazioni di varia natura, rivissuto momenti della loro infanzia, provato terrore o piacere e avuto la sensazione che nella stanza dell’esperimento fossero presenti angeli, demoni o alieni. Sono stati anche eseguiti numerosi esperimenti sulla “emisfericità” di questi effetti. Persinger è giunto alla conclusione che per la maggior parte delle persone il “senso del Sé” (ma sarebbe più giusto dire “dell’Io”) risiede nel lobo temporale sinistro, mentre nell’emisfero omologo destro risiederebbe un altro senso del Sé, percepito in genere come una presenza estranea all’individuo: il proprio doppio, un alieno, un angelo, un demone o Dio. Insomma, si comincia a capire perché qualcuno già parla di “neuroteologia”

ALCUNE POSSIBILI AREE D’INDAGINE


     Le ricerche di Persinger coniugano in modo originale, per la prima volta su solide basi scientifiche, la geofisica, quindi lo studio dell’ambiente naturale e la neuropsicologia degli stati modificati di coscienza. Esse permettono quindi di gettare nuova luce su tanti aspetti della “geografia sacra”. Ad esempio, anche a un’analisi superficiale, si nota che tanti luoghi magici, in cui i sacerdoti, i veggenti o le streghe si recavano per avere visioni e predire il futuro, si trovano in prossimità di siti con caratteristiche geofisiche tali da poter creare, o aver creato in passato, anomalie geomagnetiche del tipo di quelle riprodotte da Persinger in laboratorio con il suo elmetto. Lo stesso Persinger ha preso in considerazione, da questo punto di vista, i luoghi in cui sono avvenute alcune celebri apparizioni mariane. Paul Devereux, un ricercatore indipendente, ha registrato delle anomalie locali del campo magnetico terrestre in coincidenza con l’apparizione di luci misteriose (le cosiddette “earth lights”) nel deserto del Texas e in quello della regione di Kimberley nell’Australia Occidentale. Queste luci erano già conosciute agli abitanti indigeni di quelle zone e sono state in tempi più recenti considerate come apparizioni UFO. I risultati di Devereux sono in accordo con la teoria di Persinger, anzi, lo stesso Devereux, autore di numerosi libri sulla “geografia cognitiva dei luoghi sacri”, è addirittura andato nel laboratorio di Persinger per provare di persona il famigerato elmetto. Ricordiamo, infine, che anche il celebre Oracolo di Delfi si trova su una faglia tellurica e la zona è stata frequentemente soggetta a terremoti; anche se in questo caso sembra che lo stato di trance della Pizia fosse provocato dall’etilene che fuoriusciva dalle fratture nel terreno, non si può escludere un ruolo del geomagnetismo terrestre o una combinazione dei due effetti.

RISVOLTI INQUIETANTI

   C’è un altro aspetto delle ricerche di Persinger da prendere seriamente in considerazione. Le tecnologie elettromagnetiche di modificazione della coscienza sono usate per essere impiegate come strumenti per il controllo mentale da parte di eserciti, servizi segreti o organizzazioni criminali. Come si dive prima dai tempi della cosiddetta guerra fredda, sia gli USA che l’ex Unione Sovietica hanno cercato di sviluppare sofisticati metodi di controllo mentale per creare agenti segreti e assassini dotati di personalità multiple e quindi in grado di vivere una vita tranquilla o di uccidere su comando, secondo il prevalere dell’una o dell’altra personalità (i candidati manciuriani).

   Un altro obiettivo di queste ricerche, spesso basate sull’ipnosi e sull’uso di sostanze allucinogene e delirogene, era quello di ottenere da agenti nemici catturati, tutte le informazioni in loro possesso. Fra le varie tecniche impiegate a partire dagli anni ’60, grazie ai progressi dell’elettronica, c’è stato anche l’impianto chirurgico nel cervello di stimolatori elettrici comandati a distanza via radio. Il principale sostenitore di questo metodo di controllo mentale è stato il famoso e famigerato professor José Delgado, autore nel 1969 del libro Genesi e libertà della mente (il titolo originale era Physical control of the mind). Il governo amerikano ha mostrato un grande interesse nello sviluppo di armi cosiddette “non-letali” a onde elettromagnetiche. Armi in grado di focalizzare onde radio di determinate frequenze e intensità su un’area geografica molto limitata e di provocare così nausea, confusione e alterazioni mentali in un plotone nemico o in un gruppo di manifestanti. Alterazioni mentali che, nelle condizioni giuste, potrebbero anche assumere la forma di allucinazioni e fenomeni paranormali. 


  A questo punto, è facile immaginare che le applicazioni di tali ricerche non sono tranquillizzanti, se prendiamo come esempio l’elmetto del professor Persinger in mani poco rispettose della dignità e della libertà umana non c’è da stare tranquille.

   Organizzazioni con fonti di finanziamento molto più elevate della piccola università canadese in cui Persinger lavora potrebbero cercare di sviluppare lo stesso tipo di effetti utilizzando, invece dell’elmetto, sorgenti di campi elettromagnetici in grado di agire sulle persone a distanza. Lo stesso Persinger, in un suo breve articolo dal titolo molto esplicativo (On the possibility of directly accessing every human brain by electromagnetic induction of fundamental algorithms), ipotizza persino che si possa creare un campo elettromagnetico esteso a tutto il pianeta, in grado di influenzare praticamente tutti i cervelli degli abitanti della Terra. Una prospettiva dal sapore fantascientifico, ma non più di quanto fosse fantascientifica la radio prima degli esperimenti di Marconi.

INTERROGATIVI

   Gli studi di Persinger hanno potenzialmente delle conseguenze molto importanti: se come si diceva prima attraverso le ricerche effettuate, si è dimostrato, che sotto condizioni controllate, l’effetto di onde elettromagnetiche sul cervello umano può indurre percezioni di eventi mistici e paranormali, incluse visite di dei, nonché l’esperienza di rapimento da parte di creature aliene.

   Questi studi indicano le basi materiali delle esperienze mistiche e religiose. Le conclusioni da un punto di vista filosofico, culturale, politico si possono immaginare. Un argomento contro le religioni costituite. Personalmente ritengo che siamo solo all’inizio nell’avere una teoria compiuta che sappia dare una spiegazione scientifica dei fenomeni definiti “paranormale”. Infatti, questi fenomeni inducono a un paradosso poiché introducono una correlazione fra uno stato psichico e un fatto (telepatia, veggenza ecc.). L’attività scientifica come la psicologia o la psicanalisi, ma anche la filosofia, si sono interessate esclusivamente ai contenuti del pensiero, senza trattarlo come un fatto. Il pensiero è correlato alla straordinaria complessità del nostro cervello (al di là di ogni concezione riduzionistica). Il cervello umano sono circa 100 bilioni (miliardi), le possibilità di attuare gli abbinamenti sono incommensurabili. Non si deve dimenticare che Freud aveva svelato che l’inconscio produce immagini e Jung elabora questo concetto con la nozione degli archetipi, ossia costruzioni simboliche elementari che si ritrovano nei miti più antichi. Si tratta dell’inconscio culturale.[24] Jung utilizza anche il concetto d’inconscio collettivo, attinto dal mondo orientale, per spiegare fenomeni come la telepatia e la veggenza. L’inconscio, nei suoi strati profondi non sarebbe più un fattore personale. Lo condividiamo con gli altri, e a poco a poco con l’intera umanità. Freud ha tracciato una sorte di confine tra conscio e inconscio. Nel soggetto “normale”6 le pulsioni scaturite dall’inconscio sono abbastanza filtrate da arrecare scarso disturbo al conscio: il paranormale è raro. Nel nevrotico ossessivo (o fobico) la barriera è totale. Al contrario nel soggetto psicotico, questo confine è labile, laddove la persona è minacciata costantemente dai contenuti inconsci: il paranormale si palesa nella sua essenza quotidiana, il pensiero magico rappresenta una forma di pensiero quasi abituale (tuttavia con scarsa metodologia, il che ne riduce la credibilità).

    Ma il problema vero non è tanto nell’avere una teoria compiuta sui fenomeni paranormali o religiosi, ma dall’accertamento della possibilità di provocare effetti diretti su specifici schemi neurali, utilizzando campi magnetici estremamente deboli, le cui intensità rientra nel raggio delle normali variazioni geomagnetiche terrestri.

    La scoperta del potenziale costituito dalla capacità tecnica di influenzare direttamente il cervello umano, senza dover ricorrere a modalità sensoriali, bensì emettendo informazioni neurali direttamente all’interno di un elemento fisico in cui tutti i membri della specie umana: l’atmosfera del nostro pianeta. Questa scoperta è l’equivalente nel campo scientifico/militare, per le capacità distruttive, del passaggio dalla polvere da sparo alla fissione nucleare (e perciò alla bomba atomica).



[1] https://marcos61.wordpress.com/2014/03/07/armi-per-guerre-non-convenzionali/

[2]  http://zret.blogspot.com/2007/03il-segnale-da-mosca.html

[3] http://www.comedonchisciote.org/site//modules.php?name=New&file=article%sid=

[4] Voglio precisare che non ritengo che gli ufologi siano tutti delle spie o depistatori, infatti, è proprio da un ufologo e ricercatore c/o l’Istituto di ricerca spaziale austriaco, il prof. Helmut Lamner che viene la denuncia che il fenomeno delle MILAB, ovvero dei falsi rapimenti alieni che nella realtà sono compiuti da militari che conducono piani per un controllo mentale. Non è un caso che molte delle vittime di questi presunti “rapimenti alieni” testimoniano di aver visto i presunti “alieni” che collaborava in attività chirurgiche e diagnostiche con personale in divisa ed inoltre, maschere artificiali afflosciate in caucciù di “alieni grigi” e abbandonate in sale interrate di laboratori medici, dove cavie umane sequestrate erano state condotte. In questi laboratori sono stati condotti esperimenti genetici e alle vittime viene inserito un microchip nel corpo. Per ulteriori informazioni c’è da aggiungere che Enrico Baccarini, consigliere nazionale del CUN (Centro Ufologico nazionale) pubblicò su www.notizieufo.com  dell’11/05/02, delle considerazioni che aveva, tra l’altro, già presentate al 10° Simposio Mondiale di S. Marino Sugli Oggetti Volanti Non Identificati e I Fenomeni Connessi intitolato “Abductions, nuove frontiere”. Il lavoro di Baccarini, estremamente preciso e documentato, delinea un’ipotesi già da tempo ventilata da molti ricercatori, secondo la quale buona parte dei cosiddetti rapimenti non sarebbero affatto eventi di tipo intrusivo-invasivo messi in atto da esseri intelligenti non terrestri, ma piuttosto esperimenti attuati da gruppi di elìte dei maggiori servizi segreti mondiali. Tali sperimentazioni sarebbero finalizzate da un lato a testare nuovi metodi di manipolazione biologica attraverso l’introduzione nell’organismo di microchip emittenti radiazioni mirate, dall’altro a creare un sistema di localizzazione e controllo globale degli abitanti del pianeta in cui i Chip o “impianti” che dir si voglia, fungerebbero da localizzatori o “cimici”, per usare una frase tipica del gergo spionistico. Questo tipo di operazioni potrebbe essere la continuazione del progetto MK ULTRA.

[5] Giovedì 15 agosto 2013 il National Security Archive (NSA, in italiano Agenzia per la Sicurezza Nazionale) ha pubblicato sul suo sito un documento della CIA dove per la prima volta il governo americano nomina esplicitamente l’Area 51, la famosa base segreta diventata famosa in tutto il mondo perché, secondo gli ufologi, sarebbero custoditi i corpi di alcuni extraterrestri e le loro navi spaziali. La storia detta da questo documento della CIA è molto più prosaica: per anni nell’Area 51 sono stati testati e messi a punto numerosi progetti aerei segreti, tra cui gli aerei spia che sorvolavano l’Unione Sovietica durante la cosiddetta guerra fredda.

[6]Bawin, S.M., Gavlas-Medici, R.J., e Adey, W. R., Effects of Modulated VHF field on specific brain rhytms in cats, in Brain Research, Vol. 58l 1973, pp. 365-384.

[7] Microwave US-USSR, Vol. VI, luglio-dicembre 1976.p- 4, Office of Security, US Department of State. 

[8] Jasky , Tom e Susskind, Charles, Electromsgnetic Radiation as a the life sciences, in Sciences, Vol. 133, no. 3451, 1961, pp. 443-447.

[9]                                                                        C.s.

[10]                                                                       C.s.

[11] Edson, Lce, The psyche and the surgeon, in New York Times Magazine, 30 settembre 1973.

[12] Neider, Philip C. e Neff, William D., Auditory information fron subcortical electrical stimulation in cats, in Science Vol. 133, 1961, pp 1010-1011. Gli autori hanno riassunto le risposte uditive all’inizio del documento: “Da tempo è nota la possibilità di indurre sensazioni uditive in soggetti umani tramite stimolazione elettrica diretta in o nei pressi aree uditive della corteccia cerebrale. Gli effetti sensoriali prodotti: battiti, rimbombi, ronzii e così via. Alcuni riscontri sono derivati anche da studi sul condizionamento condotti su animali, in cui si è utilizzata con successo come stimoli di condizionamento la stimolazione diretta delle aree della corteccia cerebrale”.

[13] Ferguson Marilyn, The Brain Revolution; the frontiers of mind of mind research, David-Poynter, (Londra 1974).

[14] O cellule della glia, sono cellule, che insieme ai neuroni e ai vasi sanguigni, formano il sistema nervoso. Hanno funzione nutritiva e di sostegno per i neuroni, assicurano l’isolamento dei tessuti nervosi e la protezione da corpi estranei in caso di lesioni. Per oltre un secolo, si credeva che non avessero alcun ruolo nella trasmissione dei segnali elettrici; recenti studi hanno screditato questa teoria anche se il loro meccanismo di funzionamento non è stato ancora ben compreso.

[15] Tratta da una conversazione telefonica avvenuta nel 1992 con Armen Vico autore del libro Controllo mentale .

[16] Allan H. Frey, Auditory system response to radio frequency energy, Technical Note in Areospace Medicine, Vol. 32, 1961.

[17] Il piede è un unità di misura di lunghezza, di origine Antropometrica che non fa parte del sistema internazionale di misura standard.

[18] Adey W.R., Information storage and recall’, in Corning, W. C. e Balaban, M.,  The Mind: biological approaches to its functions, 1968.

[19]  Shapitz, aj.f., Experimental invesrigation of effectivenes of psychophysiological manipulation using modulated electromagnetic energy for direct information transmission into the brain, gennaio 1974, documenti personali inediti sottoposti all’attenzione del Dipartimento di Stato USA.

[20] Richter, Juergen H. et al. Remote radar sensing:atmospheric structure and insects in Science, Vo. 180, NO 4091, PP. 1176-78.

[21] Persinger non è uno sconosciuto, è membro di svariate organizzazioni internazionali, ha pubblicato più di 200 articoli scientifici e numerosi libri sul rapporto fra cervello e comportamento.

[22] L’epidemiologia è la disciplina della medicina che si occupa della distribuzione e frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria della popolazione. Collabora con la medicina preventiva e clinica. Si occupa del decorso e delle conseguenze delle malattie. Gli scopi dell’epidemiologia sono: determinare l’origine di una malattia la cui causa è conosciuta, studiare e controllare una malattia la cui causa è sconosciuta o poco nota, acquisire informazioni sull’ecologia e sulla storia naturale della malattia, programmare ed attivare piani di controllo e di monitoraggio della malattia. L’epidemiologia si serve della statistica, basata a sua volta sulla matematica e sulla demografia.

[23] http://www.carmillaonline.com/archives/2005/09/001500print.html

[24]  Lo stesso Jung ce ne fornisce degli esempi, nel libro La sincrocinità dice:” Una giovane paziente: fece un sogno, in un momento decisivo della cura. Nel sogno essa riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Mentre mi raccontava questo sogno, io stavo seduto voltando le spalle alla finestra chiusa. D’un tratto udii alle mie spalle un rumore, come se qualcosa bussasse piano alla finestra. Mi voltai e vidi un insetto alato che, dall’esterno, urtava contro la finestra. Aprii la finestra e presa al volo l’insetto. Era l’analogia più prossima a uno scarabeo d’oro che si poteva trovare alle nostre latitudini, ossia uno “scarabeide”, una ‘Centaurea aurata”, il comune coleottero delle rose, che evidentemente proprio in quei momento si era sentito spinto a penetrare, contrariamente alle sue abitudini, in una camera buia. Devo aggiungere che un caso del genere non mi era mai successo prima né mi successe in seguito; anche quel sogno della paziente è rimasto un fatto unico nella mia esperienza”. Si tratta di un esempio di sincrocinità che consiste nel verificarsi simultaneo di due diversi stati psichici, due eventi (interni e/o esterni) legati da un significato, ma non da causalità. Sono coincidenze significative entro cui la “connessione” prescinde dal tempo, dallo spazio e dai rapporti causa-effetto. Lo scarabeo, simbolo per eccellenza di rinascita, “entrato” nel momento analitico più idoneo, riuscì ad infrangere la barriera difensiva della donna che, ancorata ad una statica razionalità, non era riuscita, fino a quel momento, ad evolvere.

~ di marcos61 su maggio 25, 2020.

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