IMPIANTI ELETTRONICI

   Negli anni ‘50 lo sviluppo da parte del famigerato Jose Delgado dello Stimoceiver – un elettrodo in miniatura capace di ricevere e trasmette segnali elettronici in modulazione di frequenza radio – rese un po’ più concreto il sogno supremo delle agenzie di spionaggio di controllare il comportamento umano, dal momento che lo Stimoceiver poteva essere collocato nel cranio di un individuo e, una volta in loco, un operatore esterno era in grado di manipolare la reazione del soggetto.

    Delgado dimostrò le potenzialità del suo Stimoceiver a un toro adulto. Delgado entrò nel recinto insieme al toro; l’animale si dispose a caricare lo sperimentatore, poi all’improvviso, si fermò poco prima di raggiungerlo. Il possente animale era stato bloccato tramite il semplice atto di premere un pulsante su una piccola scatola nera tenuta in mano da Delgado.[1]

   Nel 1966, mentre proseguiva le sue ricerche, Delgado asserì che i suoi esperimenti “corrobano la spiacevole sensazioni che è possibile dirigere il movimento, le emozioni, e il comportamento tramite forze elettriche, nonché controllare gli esseri umani come robot premendo dei pulsanti”. Delgado si spinse otre e prefigurò che sarebbe venuto il tempo che sarebbe stato possibile “traferire” il controllo del cervello ad operatori non umani con comunicazioni radio a due vie fra il cervello dotato di impianto.[2]

   Dalla pubblicazione del libro di Delgado Physical Control of the Mind: Towards a Psychocivillised Society[3] che riporta un esaustivo resoconto sull’impiego di impianti per la stimolazione elettronica del cervello (ESB) i progressi in questo campo specifico sono stati di enormi portata.

   Delgado fece ulteriori progressi in una serie di sperimentazioni. Fissando uno Stimocerver alla membrana del timpano di un gatto riuscì a trasformare l’orecchio del felino in una sorta di microfono, con il risultato che qualsiasi cosa sussurata sull’orecchio di un gatto da laboratorio dotato di Stimocerver poteva essere sentito da un diffusore acustico. Secondo l’ex agente della CIA Victor Marchetti, che aveva lasciato l’agenzia deluso e contrariato da progammi immorali di tal genere, una volta la CIA tentò una sofisticata applicazione di questo concetto fissato impianti radio alla coclea di un gatto, rendendo l’esperimento più sensibile e rendendo possibile la precisa localizzazione di specifiche conversazioni.[4]

   Un documento di due pagine, reso noto dalla CIA assieme a molti altri, in data 19 marzo[MS1]  1967, dal titolo Views on Trained Cats (termine cancellato) for (termine cancellato)  Use”, fornisce alcuni riscontri provvisori sulla questione. Nel 1923 Bernard Bernardovich Kazhinsky scrisse un documento dal titolo “Un rapporto russo. Comunicazioni radio biologiche”.   Kazhinsky era un ingegnere elettrico, nonché uno dei primi ricercatori della nuova area delle scienze fisico-matematiche. Il suo rapporto suscitò gli interessi degli americani e venne tadotto dalla Forein Technology Division (Divisione Tecnologie Straniere) poiché si propone di esaminare un problema assai interessante delle scienza moderna: la natura e l’essenza di determinati fenomeni di comunicazione elettromagnetica fra organismi viventi. Questo tema riscuote molta attenzione nella letteratura mondiale ed è oggetto di accese controversie e disussioni, nondimento al riguardo non si è ancora congiunta un’opinione condivisa. Il materiale descritto nel presente testo concenrne vari aspetti, dagli esperimenti di suggestione mentale eseguiti su animali, e suglio esseri umani, sino all’idea di creare un “registro del pensiero”, un’ipnotizzatore elettronico ed il trasferimento del pensiero su lunghe distanze. Questo confermava il fatto che i russi ci stavano studiando il medesimo concetto che stava esaminado Delgado.

   Ulteriori sviluppi della progettazione e dell’impiego degli Stimocciver resero possibile la loro la loro applicazione agli esseri umani. Ralph Schitzgebel ideò ideò una “cimice auricolare” tramite la quale un terapeuta era in grado di comunicare con il proprio paziente.

  I riscontri disponibili più indicativi riguardo all’uso degli Stimocciver sono i documenti relativi al Sottoprogetto 94, parte del Progetto MKULTRA. Un memorandum in data 22 novembre 1961 ne descrive le finalità:

  1. L’obiettivo si questo sottoprogetto è quello di provvedere alla continuazione delle attività in specie selezionate di animali. Si impiegheranno impianti miniaturizzati ad elettrodi stimolanti in aree specifiche del cervello.
  2. L’iniziale lavoro biologico sulle tecniche e i siti del cervello essenziali per garantire il condizionamento ed il controllo dell’animale è stato ultimato. Si è dimostrato la praticabilità delle attività di controllo a distanza in varie specie di animali.

      “Le attuali indagini sono rivolte al perfezionamento delle tecniche ci forniranno una precisa mappatura dei centri cerebrali utili in specie selezionate. L’obiettivo finale della presente ricerca è quella di consentire la comprensione dei meccanismi impicati nel controllo direzionale degli animali e di rendere disponibili sistemi pratici adatti ad applicazioni (cancellato – ‘umane’)[5].

   Il firmatario del memorandum, il Capo – TSD/Settore Ricerca, aggiunge che il “il personale addetto alla pianificazione ed al monitoraggio dispone dell’autorizzazione TOP SECRET”.

   Anche altri furono impicati nella ricerca sull’uso di impianti elettronici per il controllo del comportamento James Olds[6] illustrò in che modo le aree del cervello interne e vicino all’ipotalamo, quando stimolate elettronicamente, producevano effetti “grattificanti” e “dissasusivi”. Robert G. Hrath, della Tulane University, conseguì una pessima fama impiantando 125 elettrodi nei suoi soggetti, con l’intento di “curare” l’omossesualità con le ESB. Ben presto scoprì di essere in grado di contrllare la memoria dei suoi pazienti inducendo paura, eccitazione, allucinazione e piacere[7]. Le realizzazioni di Heath si basavano sul precendete lavoro di B. Skinner, negli anni Cinquanta John C. Lilly, un ricercatore esperto di delfini, aveva già ottenuto effetti simili utilizzando congegni di sua invenzione; usando ESB, alcune scimmie stimolavano sé stesse sino ad avere un orgasmo ogni tre minuti per sedici ora di fila al giorno.

   Delgado, con i soliti e crudeli esperimenti sugli animali (e anche su esseri umani), ha continuato a coltivare questa sua “passione”, ora negli Stati Uniti, ora in Spagna, suo Paese natale. Ma soprattutto, ha messo a punto ulteriori tecniche di controllo mentale, sia individuale che di massa.  Un particolare esperimento consisteva nell’impiantare nel cervello di una piccola scimmia, alcuni elettrodi, collegati ad un radiocomando, i quali, essendo collegati nelle aree cerebrali, sede del comportamento, avrebbero, se stimolati, avuto diversi effetti. Infatti, nell’esperimento in questione, la scimmia viene fotografata un attimo prima di inviarle un impulso cerebrale radiocomandato.

Un altro esperimento consisteva di mettere in gabbia con lo stesso sfortunato primate, un pupazzo dalle sembianze umane, onde testare la reazione dell’animale. 

   L’animale appare vistosamente impaurito dalla presenza del pupazzo. Un istante dopo, viene inviato alla scimmia, un impulso cerebrale radiocomandato. A questo punto diviene aggressiva e si scaglia addosso al pupazzo, senza apparente motivo.


   Perciò basta stimolare alcune zone del cervello  per fare sì che da pacifico, un essere diventi, a comando, aggressivo e micidiale.


   Purtroppo, diversi anni fa in una lettera dell’IBM – settore Tecnologia Avanzata indirizzata al Dipartimento dei Penitenziari americani (l’omologo del nostro Ministero di Grazia e Giustizia italiano).[8]


   Nella lettera, il redattore esponeva le proprie paure circa una recrudescenza del crimine con l’avvento del terzo millennio. Egli passava quindi a descrivere un piccolo gioiello della tecnologia, capace di risolvere i problemi d’aumento della criminalità. 


   Questo dispositivo doveva essere impiantato sotto la cute dell’individuo prescelto, ed una volta installato, l’operatore remoto decideva il destino del malcapitato. Il relatore di questa lettera afferma che il proprio Dipartimento ha sperimentato questo microchip, denominato Neural Chip 2020, su detenuti del Fronte di Liberazione Messicano, detenuti nelle carceri del Texas.


   Su due di loro, agendo sui settaggi remoti del chip, sono state inibite le funzioni del sonno, al punto che per quattro giorni non hanno dormito. Ad altri due è stato inibito lo stimolo della fame per una settimana. Uno dei restanti, quello più pericoloso di tutti, è stato provocato fino all’eccesso, ma non ha mai reagito.


    L’esposizione del microchip continua illustrando le tecniche e la zona della prevista collocazione sottocutanea, nonché le motivazioni da addurre per non far trapelare nulla all’ignaro portatore. 
  

   Le ricerche sulla psico-elettronica furono di ampia elettronica. Ci sono state iniziative militari e della CIA, nonché di progetti implicanti impianti cerebrali, microonde, ESB e tecnologie collegate; la segretezza è sempre stata il tratto distintivo di tutte queste iniziative.

   Nel 1991, un file consegnato ad Armen Victorian autore del libro Controllo mentale,[9] dall’ispettore generale del Dipartimento dell’Esercito USA e originalmente datato 22 agosto 1975, costituisce una valida dimostrazione di come dei pazienti venivano usati in veste di cavie per studi di controllo mentale; con il pretesto che avrebbero potuto aiutare a guarire, venivano inseriti elettrodi in alcune parti del loro cervello.

   Un memorandum destinato all’ispettore generale e al revisore generale dell’Esercito dichiara: “La prima importante questione sollevata dal rapporto del Chemical Corps è se gli elettrodi siano stati impiantati nel cervello di malati mentali per il loro bene o nell’interesse della ‘scienza’, un quesito molto importante, anche se in questi rapporti fossero rappresentati tutti i fatti. Nel rapporto del gennaio 1958 “Correlation of Rhinencephalic Electrograms With Behaviour in Humans”, il Dr. Monroe dichiara semplicemente che ciò è stato fatto ‘a scopi terapeutici, vale a dire elettrostimolazione’”.

   I dettagli si qianto accaduto sono limitati e i criteri utilizzati per selezionare i pazienti/vittime non sono mai stati rivelati.


[1] https://www.youtube.com/watch?v=OQ-4RmhTW1o

[2] David Kreech, Controlling the Mind Controlleers, in THINK 32, luglio-agosto 1966.

[3] Il lavoro di Delgado fu finanziato in gran parte dell’Office of Naval Intelligence (ONI). Durante gli anni Cinquanta e Sessanta l’ONI lavorò a stretto contatto con la CIA su una vasta serie di programmi di controllo del comportamento.

[4] John Ranelagh, The Agency, The Rise And Decline Of The CIA, (Sceptre, Books, 1988, p. 208.

[5] Armen Victorian, controllo mentale, NEXUS EDIZIONI, Padova, 2000 prima edizione 2007, p. 129.

[6] L.N. Scheflin e Edward M. Opten, Mind Manipulators, PP. 332-37 (Paddington Press, 1978).

[7]                                                                          C.s. PP. 332-37

[8] https://www.disinformazione.it/impianti2.htm

[9] Armen Victorian, controllo mentale, NEXUS EDIZIONI, Padova, 2000 prima edizione 2007, p. 131.


 [MS1]

~ di marcos61 su maggio 1, 2020.

Una Risposta to “IMPIANTI ELETTRONICI”

  1. thank I’m searching correlation between membrana cellulare ioni, calcio, polarizzazione, sistema nervoso centrale, circuiti neuronali specifici, neuroni specializzazione, . Sto guardando video campi lettromagnetici pulsanti…sto cercando di approfondire l’argomento. Sto leggendo articolo ….appena finito guardo i video in webbliografia….La domanda che mi sto ponendo è come le onde elettromagnetiche possano influenzare fortemente e pesantemente il comportamento umano senza “elettrodo”….ora approfondendo da video campi elettromagnetici pulsanti. Un saluto

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