LA NOCIVITÀ’ DELLA RETE 5G IN FABBRICA E IN TERRITORIO

   Uno dei requisiti tecnologici del nuovo modello produttivo chiamato Fabbrica 4.0 è proprio l’esistenza di una infrastruttura di comunicazione estremamente veloce e in grado e in grado di supportare contemporaneamente milioni di trasmissioni, ciascuna con una grande quantità di dati.

   Infatti, nel modello produttivo della fabbrica 4.0 per raggiungere la massima automazione possibile, è previsto che ogni singolo componente elementare,  è previsto che ogni singolo componente, che costituirsi poi il prodotto finito, abbia incorporato in sé un microchip che comunichi con gli altri microchip presenti sui robot e sulle macchine che controllano il processo di produzione, con i computer che gestiscono le scorte dell’officina, con i computer dei fornitori esterni della componentistica con i computer che pianificano la produzione ecc.

   La rete di comunicazione mobile 5G, per rispondere a questi requisiti tecnologici, senza entrare nei dettagli tecnici, deve utilizzare trasmissioni che utilizzano microonde a frequenze altissime (ossia onde millimetriche) peraltro finora riservata ai militari per lo sviluppo di armi di nuova generazione destinate prevalentemente alla repressione delle masse (come ad esempio le cosiddette “armi non letali”.

LE “ARMI NON LETALI” COME STRUMENTO DI CONTROLLO POLITICO E PER LA GUERRA ALL’INTERNO

   Le tecnologie della repressione sono il prodotto dell’applicazione della scienza e della tecnologia al problema della neutralizzazione dei nemici interni dello Stato. Sono dirette principalmente contro la popolazione civile, solo raramente uccidono poiché sono indirizzate principalmente al cuore, alla mente e al corpo e sono usate sia nelle guerre esterne, che nei conflitti civili interni, le rivolte ecc.

   Questo nuovo tipo di armamenti ha rivoluzionato lo scopo, l’efficienza e la crescita del potere repressivo della polizia che certamente è molto diverso da nazione a nazione. Vedere le riflessioni del maggiore dei carabinieri Rosario Castello nella pagina web: http://www.carabinieri.it/Inernet/Editoria/Rassegna-Arma/2003/4/Informazioni-e-segnalazioni/01_Rosario_Castello.htm   dove fa delle riflessioni sull’utilizzo delle “armi non letali”. Castello comincia la riflessione con un classico della strategia militare Sun Tzu: “Quando duemila anni fa circa, Sun Tsu affermò che per annientare il nemico non era necessario distruggerlo fisicamente, ma annientarne la volontà di vincere”, ci fa capire che queste armi sono politicamente convenienti perché evitano inutili spargimenti di sangue con tutti gli inconvenienti a livello mediatico e politico (possiamo prendere come esempio quello che è successo in Birmania, cosa sono le conseguenze a livello politico di una repressione fatta alla luce del sole e davanti ai media internazionali). Sono armi per una guerra a bassa intensità che però hanno lo svantaggio di una loro possibile proliferazione e utilizzo da parte di gruppi criminali/terroristi.

   Questo fatto ha preoccupato settori di opinione pubblica, poiché la commissione STOA del Parlamento Europeo (Scientific Tecnological Options Assessment – Commissione per la Valutazione delle Opzioni Scientifiche e Tecnologiche) ha ordinato uno studio per conto della Commissione libertà civili e affari interni dell’Unione Europea.[1]

   Questo rapporto del 1998 dal titolo emblematico “Una valutazione delle tecnologie di controllo politico” ha confermato i primi interessi da parte degli scienziati in Europa (ma non negli U.S.A.).

  Il rapporto STOA ha disegnato un agghiacciante quadro delle innovazioni repressive, con le seguenti opzioni:

  1. Sistemi semi intelligenti della zona di rifiuto. Questi sistemi di guardia automatizzati adottano reti neurali capaci di utilizzare modelli di riconoscimento e “imparare” così che possano pattugliare zone sensibili e utilizzare secondo l’opportunità armi letali o sub letali.
  2. Sistema di sorveglianza globale. Il software di riconoscimento vocale può intercettare e rintracciare individui e gruppi, mentre supercomputer classificano automaticamente la maggior parte delle chiamate telefoniche, fax, e-mail. Sistemi di “Data veglianza” tracciano immigrati o altri obiettivi, attraverso l’uso delle tecniche biometriche per identificare le persone tramite il riconoscimento del DNA, la retina o le impronte digitali. Un esempio di applicazione di questo sistema di sorveglianza globale è il Progetto europeo Erodac. Questo progetto diventato operativo il 15 gennaio 2003 prevede che uno Stato membro dell’U.E. potrà raffrontare le impronte digitali dei richiedenti Asilo o dei cittadini terzi presenti “illegalmente” nel proprio territorio per verificare se hanno presentato domanda di asilo in un altro Stato membro.
  3. Profilo dati. Le polizie di stato sono state in grado di usare la sorveglianza dei dati per compilare “mappe di amicizia” o legami, attraverso l’analisi di chi Telefona o spedisce posta elettronica e di chi la riceve. In Guatemala si è usato il sistema Tadiran[2] localizzato nel palazzo nazionale per creare liste di gente da assassinare.
  4. Sub-letale o armi inabilitanti. Pepper spray (spray al pepe), CS gas e schiuma chimica, può essere usati sia nelle prigioni, che nel controllo di massa, così come nelle operazioni di conflitti sotterranei diversi dalle guerre (o come si ama chiamarli attualmente Conflitti a bassa intensità). Il Pepper gas, un impianto tossico, è stato bandito nel 1972 dalla Convenzione delle Armi Biologiche per l’uso in guerra, è invece consentito nell’uso per la sicurezza personale. “La schiuma adesiva” un adesivo chimico, può essere usato su varie superfici, o l’uno con l’altro. La schiuma può essere usata per formare barriere che bloccano tutte le vie di fuga e facilitano gli arresti di massa.
  5. Munizioni dalla punta morbida. Con il pretesto di proteggere civili innocenti, i proiettili soft point sono venduti come più sicuri delle regolari munizioni con rivestimento in acciaio, che potrebbero passare attraverso i muri, e colpire civili aldilà del campo di vista. Queste munizioni sono tra le più usate da SWAT e dalle altre forze speciali delle polizie.
  6.  Veicoli d’ordinanza mimetizzati. Progettati per dissimulare, soprattutto per la televisione, questi veicoli delle forze di sicurezza mimetizzati spesso come ambulanze, possono dispiegare una formidabile quantità di armamenti e sono stati usati per dare una prova di forza in paesi come la Turchia, o per spruzzare sostanze chimiche o tinture sui manifestanti, come hanno fatto le forze di sicurezza in Indonesia.

CONTINUIAMO IL DISCORSO

      Le onde millimetriche hanno come limite quello di poter essere trasmesse solo a distanze brevi e di essere bloccate da ostacoli gli alberi, ecc.; perciò la rete 5G ha bisogno, per funzionare di innumerevoli trasmettitori posti a una distanza massima di 50-100 metri l’uno dell’altro e ad altezza d’uomo.

   Questo significa che, nelle fabbriche 4.0. i reparti saranno disseminati di trasmettitori  che esporranno i lavoratori alle radiazioni a radio frequenza delle onde millimetriche in modo continuativo; questo è però solo il punto di partenza, perché la fase successiva del 5G investirà la popolazione a livello di massa, per rendere possibile, ad esempio, l’attuazione dei veicoli a guida autonoma o l’Internet degli oggetti: basti pensare che sono previsti, entro pochissimi anni  l’installazione di milioni di trasmettitori sul territorio, il lancio nello spazio di oltre 20.000 satelliti dedicati, oltre 200 miliardi di oggetti che incorporeranno[MS1]  microchip trasmittenti; questo significa che, se sarà completata la rete 5G, nessun essere umano, nessun animale, nessun microorganismo e nessuna pianta sulla Terra sarà in grado di evitare l’esposizione, 24 ore al giorni e 365 giorni all’anno, a livelli di radiazione a radiofrequenza migliaia di volte maggiori di quelli che esistono oggi, senza possibilità di scampo.

   Ma dove sta il problema? Personalmente non ritengo che si debba essere contrari al progresso tecnologico se questo va a favore dei lavoratori e delle masse popolari.

  Il problema sta nelle radiazioni a radiofrequenza: già nel 2011 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (ARC) e l’Organizzazione mondiale della sanità (MHO) hanno classificato le radiazioni a radiofrequenza cancerogene per l’essere umano; da allora migliaia di studi scientifici indipendenti, indipendenti dai governi, con controricerche di parte, finanziate direttamente o indirettamente dalle industrie del settore, hanno evidenziato effetti nocivi a breve termine, come alterazioni della funzione cerebrale (vertigini, nausea, mal di testa, perdita di memoria, incapacità di concertazione) ed effetti a lungo termine, che  compaiono spesso solo 20 o 30 anni dopo, come cancro, malattie cardiache, collasso del sistema immunitario, problemi neurologici.

   Il nesso di casualità tra esposizione alle radiazioni a radio frequenza e gli effetti nocivi sono stati evidenziati, tra gli altri, da due enti che raccolgono i maggiori esperti sul tema a livello mondiale: il National Toxicology Program del governo USA e l’Istituto Ramazzini di Bologna in Italia; quest’ultimo ha studiato esposizioni alle radiazioni a radio frequenza mille volte inferiori a quelle utilizzate nello studio sui telefoni cellulari del National Toxicology e tuttavia ha riscontrato gli stessi tipi di tumore.

   Entrambi gli studi hanno rilevato statisticamente significativi nello sviluppo nello sviluppo dello stesso tipo di tumori dello cuore nei ratti maschi trattati e del cervello nelle femmine, e quindi come ha dichiarato l’Istituto Ramazzini, non può essere dovuta al caso l’osservazione di un aumento dello stesso tipo di tumori, peraltro rari a migliaia di chilometri di distanza in ratti dello stesso ceppo, trattati con le stesse trattati con le stesse radiazioni a radio frequenze, inoltre è molto importante sottolineare il fatto che gli studi epidemiologici (cioè studi della popolazione) hanno trovato lo stesso tipo di tumori nei forti utilizzatori di telefoni cellulari.

   Se questi sono i rischi per la salute connessi all’utilizzo della tecnologia 5G, non può non venire in mente l’analogia con la tragica storia dell’amianto, i cui effetti nocivi erano noti fin dal 1906 ma che è stato bandito in Italia solo nel 1992, che continua ancora oggi a produrre morti.


[1] Per trovare tale rapporto sul web vedere http://JYA.com/STOA-atpc.htm   oppure come ziped file http://jya.com/STOA.atpc.zip

[2] È prodotto dalla società israeliana Tadilan Electronic Sistems.


 [

~ di marcos61 su febbraio 13, 2020.

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