GUERRE AMBIENTALI E SUPERSOLDATI

   Da tempo i cieli di molti paesi del mondo, da aerei sconosciuti sono rilasciate scie chimiche. Diversamente dagli aerei civili (e per questo si pensa che siano aviogetti militari), i quali su rotte predeterminate rilasciano scie di condensa[1] le scie chimiche riscontrate sono di natura gelatinosa.

   Che questo fenomeno, non sia frutto di deliri complottisti lo dimostra che nel maggio 2008 l’amministrazione comunale del Comune di Savignano sul Rubicone (provincia di Forlì-Cesena, Emilia-Romagna) ha denunciato la pericolosa realtà delle scie chimiche, seguita a giugno da quella di Sant’Angelo di Romagna.[2]

   I governi continuano, interrogati, a tacere (e a mentire) su questo fenomeno.

   C’è da chiedersi, se non sono aerei civili, allora sono militari. E se sono militari che scopo hanno? C’è una militarizzazione dei cieli in atto?

   Oppure la più tremenda delle domande, siamo di fronte a un esperimento di massa, dove le persone umane sono delle cavie?

CAP. 1

LA STORIA INSEGNA: A L’ANNO GIA’ FATTO

   Nel 1900 alla benzina fu aggiunto il piombo, elemento di cui ai tempi era ben nota l’elevata tossicità. Questo manovra si poté compiere solo grazie all’avallo di tutti governi: nessun ministero di nessuna nazione si oppose a questa pratica criminale. Solo in tempi recenti si è deciso di fare marcia indietro, quando mezzo secolo dopo i dati epidemiologici ha confermato con tragica evidenza ciò che si sapeva già: il piombo è molto tossico e non si dovrebbe respirare. Alla fine, la verità è venuta a galla, ma nel frattempo i polmoni di qualche miliardo di persone sono stati avvelenati col piombo.

   Un altro tragico esempio è stato l’utilizzo dei vaccini di mercurio. Anche il mercurio è un metallo la cui tossicità è assodata da tempo immemore, eppure negli anni ’40 del secolo scorso s’inizia a utilizzare un composto del mercurio come “conservante” (in sostanza tutti i vaccini, compresi quelli somministrati obbligatoriamente ai neonati). Da allora s’iniziano a registrare sindromi autistiche che prima erano conosciute e tutta una serie di altri disastrosi effetti collaterali dei vaccini: molti di essi sono imputabili al mercurio di cui è noto l’effetto tossico sul sistema neurologico (specie quando esso è in formazione come avviene per gli infanti) e sul sistema immunitario. Ancora una volta per di più di mezzo secolo l’avvelenamento è andato avanti e si è posto un freno a esso solo quando la mole di dati sugli effetti negativi dei vaccini al mercurio ha confermato con tragica evidenza, quanto si sapeva già: il mercurio è un metallo pesante molto tossico e non va somministrato (mai per nessuna ragione) a un essere umano.

usa: una storia di esperimenti segreti su cavie umane.[3]

1950: Il Dipartimento della “Difesa” inizia a pianificare lo scoppio di ordigni nucleari in aree deserte e a monitorare i problemi di salute e il tasso di mortalità delle persone residenti nelle vicinanze.

    In un esperimento per determinare quanto suscettibile potesse essere una città americana a un attacco con armi biologiche (questa è la motivazione ufficiale, ma dal mio modesto punto di vista non è credibile), la marina degli Stati Uniti diffonde una nuvola di batteri sopra la baia di San Francisco. Molti abitanti di San Francisco si ammalarono manifestando sintomi simili a quelli della polmonite.

ESPERIMENTI CRIMINALI NEGLI USA

1951: Il Dipartimento della “Difesa” inizia dei test all’aria aperta usando agenti infettivi batterici e virali. I test sono durati fino al 1969 e c’è il serio rischio che esseri umani nelle zone circostanti siano stati esposti a tali agenti.

1953: L’esercito statunitense rilascia nuvole del gas solfato di zinco e cadmio sulle città di Winnipeg, St. Louis, Minneapolis, Fort Wayne sulla valle del fiume Monocracy nel Maryland, e a Leesburg in Virginia. L’intento è di determinare quanto efficacemente si potessero disperdere degli agenti chimici.

   Sono condotti esperimenti congiunti fra l’esercito, la marina e la CIA nella quale decine di migliaia di persone a New York e a San Francisco sono esposte a Batteri Serratia marcescens e a Bacillus glogigii, trasportati dall’aria.

   Un’odiosa serie di 36 test è condotta sui cittadini della città di Winnipeg Canada. Il governo statunitense ha mentito al sindaco di Winnipeg, assicurandolo che i test non fossero tossici e che erano necessari a un progetto di difesa. Il reale scopo di questi test organizzati dalla CIA era di valutare la percentuale di persone in cui si poteva indurre chimicamente il cancro.

   La CIA inizia il famigerato progetto MKULTRA, il programma finalizzato al controllo mentale e alla modificazione del comportamento. In sei dei sottoprogetti furono eseguiti degli esperimenti su cavie umane non consenzienti.

1955: La CIA, in un esperimento per verificare la sua capacità di infettare la popolazione umana con armi biologiche, rilascia sulla città di Tampa Bay (Florida) dei batteri provenienti dall’arsenale militare.

   L’Army Chemical Corps (la divisione chimica dell’esercito) continua la ricerca sull’LSD, studiando il suo uso potenziale come agente chimico inabilitante. Più di 1000 cittadini statunitensi partecipano ai test, che continuano fino al 1958.

   1956: Militari statunitensi rilasciano zanzare portatrici dell’infezione della febbre gialla sulle città di Savannah (Georgia) e Avon park (Florida). Dopo ogni test, membri dell’esercito spacciandosi per ufficiali sanitari del servizio pubblico controllano le vittime per verificare gli effetti dell’operazione.

   Anni ’60: Viene attuato un progetto di nome Project Shad: jet della Marina si levavano nella notte da un remoto atollo del Pacifico, spruzzando una nuvola di aerosol lunga 100 miglia su cinque rimorchiatori. In seguito, gli uomini irrorati si ammalarono (guarda caso già negli anni ’60 una scia chimica).

   1965: La CIA e il Dipartimento della “Difesa” danno inizio al progetto MKSEARCH, un progetto per sviluppare le capacità di manipolare il comportamento umano attraverso l’uso di farmaci che alterano la mente.

   Ad alcuni detenuti della prigione statale Holmesburg di Philadelphia viene somministrata diossina, il componente altamente tossico dell’Agent Orange usato in Vietnam. In tale cavia involontaria si è poi verificato lo sviluppo di malattie tumorali, il che indica che l’Agent Orange è (com’è sempre stato sospettato) un agente cancerogeno.

   1966: La CIA inizia il progetto MKOFTEN, un programma destinato a testare gli effetti tossicologici di certi farmaci sugli esseri umani e sugli animali.  

   L’esercito statunitense disperde la variante niger del Bacillus subtilis per tutta la metropolitana di New York City. Più di un milione di cittadini furono esposti quando gli scienziati dell’esercito (che sono dei nazisti e degli autentici emuli di Mengele) buttarono giù le provette di batteri dalle grate di ventilazione.

   1967: La CIA e il Dipartimento della “Difesa” danno vita al progetto MKNAOMI, successore del progetto MKULTRA.

   1969: Il 9 giugno 1969, il dottor D.M. McArtor, a quei tempi direttore della sezione Ricerca e tecnologia per il Dipartimento della “Difesa”, è comparso di fronte al sottocomitato per gli stanziamenti economici del Congresso federale per richiedere un finanziamento di un progetto per la produzione di un agente biologico artificiale per il quale gli esseri umani non avessero acquisito un’immunità naturale. Il dottor McArtor richiese un finanziamento di 10 milioni di dollari per produrre tale agente nel corso dei successivi 5-10 anni. Gli atti del Congresso rivelano che secondo tale piano lo sviluppo di tale patogeno, avrebbe avuto la caratteristica della nuova malattia avrebbe dovuto essere quella che “di essere refrattaria alle difese immunitarie ed alle terapie note”.

   Fra il 1969 e il 1970 furono programmati 103 test, ma fino adesso il Pentagono ha confermato che solo 12 siano stati realmente compiuti 3.

   1970: Il finanziamento per l’agente biologico artificiale (quello richiesto nel 1969 da McArtor) è ottenuto come testimonia il documento H.R. 15090. Il progetto, sotto la supervisione della CIA è portato avanti dalla Divisione Operazioni Speciali a Fort Detrick, la struttura militare topo secret che si occupa di armi biologiche.

   Gli Stati Uniti intensificano lo sviluppo di armi etniche (Military Review, novembre 1970), progettate per colpire selettivamente ed eliminare determinati gruppi etnici con agenti che siano nocivi solo a chi è portatore di alcune caratteristiche specifiche del DNA (SE NON è NAZISMO QUESTO).

   1975: La sezione sugli studi virali di Fort Detrick ’Center (Centro di Fort Detrick per la ricerca nel campo della guerra biologica) è rinominato Fredrick Research Facilities (impianto Fredrick per la ricerca sul cancro) e posta sotto la supervisione del National Cancer Institute (in teoria un Istituto Federale per la ricerca e la cura del cancro). È qui che inizia uno speciale programma di ricerca sul rapporto tra virus e cancro da parte della marina USA, probabilmente per sviluppare virus cancerogeni. È anche qui i virologi isolano (o dichiarano di isolare, giacché non seguirono le procedure standardizzate riconosciute come valide ai fini dell’isolamento di un retrovirus) il retrovirus HTLV (da notare, un centro di ricerca per la guerra biologica è utilizzato all’interno di un programma di “lotta contro il cancro” inaugurato da Nixon; uno dei responsabili del golpe fascista di Pinochet in Cile; forse sotto la voce di “lotta contro il cancro” in realtà s’intendeva finanziare la guerra biologica?).

    Le audizioni al Congresso del 1975, 1977 e del 1994 confermano (con tanto di dettagli nauseanti) che il Dipartimento della Morte (ipocritamente chiamato Dipartimento della “Difesa”) ha usato il popolo americano come cavia umana sin dalla seconda guerra mondiale. Il professor Rutgers Leonard Cole ha collezionato da rapporti dell’esercito statunitense una lista degli orrori sugli agenti biologici e chimici furtivamente testati sulle popolazioni degli USA e del Canada.

   1977: Nelle audizioni al Senato sulla ricerca scientifica (in particolare su quella medica) si conferma che 239 aree popolate sono state contaminate da agenti biologici fra il 1949 e il 1969. Alcune delle aree includevano città come San Francisco, Minneapolis e St.Louis

   1978: Test per un vaccino sperimentale contro l’epatite B condotti dal CDC (Center for Disease Control ovvero l’ente federale per il controllo delle malattie), iniziano a New York, Los Angeles e San Francisco. Gli annunci con cui si reclutano i volontari per la sperimentazione parlano esplicitamente di soggetti omosessuali su cui testare i vaccini (sembra che questi vaccini sperimentali una volta messi in commercio abbiano contribuito ad abbassare le difese immunitarie della popolazione omosessuale americana, contribuendo insieme all’uso di droghe come i poppers [4] ed all’abuso di antibiotici (come il Bactrim) all’insorgenza della sindrome denominata AIDS).

1986: Un rapporto al Congresso rivela che l’arsenale di armi biologiche possedute al tempo dal governo USA include: virus modificati, tossine naturali e agenti che sono alterati dall’ingegneria genetica per cambiare il carattere immunologico in modo da essere resistenti alla prevenzione vaccinale.

1987: Il Dipartimento della “Difesa” ammette che, in disprezzo di un trattato che bandisce la ricerca e lo sviluppo di agenti biologici, esso continua a eseguire ricerche in 127 strutture e università in tutta la nazione.

1990: Più di 1500 bambini neri e ispanici di Los Angeles ricevono un vaccino sperimentale per il morbillo in cui utilizzo, non era mai stato approvato negli Stati Uniti. Il CDC ammette che tempo dopo che i genitori non furono mai informati che i vaccini iniettati ai loro figli fossero sperimentali (e magari si offendono se li accusa di essere dei nazisti).

1994: Con una tecnica di tracciamento del gene, il dottor Garth Nicolson presso il MD Anderson Cancer Center di Houston, Texas, scopre che molti reduci della prima Guerra del Golfo (1991) sono stati infettati con un ceppo alterato di Mycoplasma incognitus, un microbo comunemente utilizzato nella produzione di armi biologiche.

   Aeroplani militari iniziano a diffondere un gel sulla piccola città di Oakville. Tutti gli abitanti si ammalano manifestando sintomi d’influenza e polmonite. Alcune persone che sono ricoverate all’ospedale restano ammalate per mesi. Gli animali domestici e gli animali di cortile muoiono. Il gel è stato analizzato da numerosi laboratori privati e pubblici che hanno trovato in esso cellule umane e orribili batteri, fra i quali una versione modificata dello pseudonomas  fluorescens, citato in più 160 documenti militari come un batterio sperimentale studiato per la guerra batteriologica.

   Il senatore John D. Rockefeller pubblica un rapporto che rivela che per almeno 50 anni il Dipartimento della “Difesa” ha utilizzato centinaia di migliaia di uomini del personale militare come soggetti di esperimenti, molti dei quali consistevano nell’esposizione intenzionale a sostane pericolose. Fra queste: l’iprite, i gas nervini, le radiazioni ionizzanti, gli psicofarmaci, gli allucinogeni e le droghe.

1995: Il governo statunitense ammette di avere offerto ai criminali di guerra giapponesi che avevano eseguito esperimenti su cavie umane durante la seconda guerra mondiale, l’impunità (e una ricompensa in denaro) in cambio d’informazioni sulle loro ricerche nel ramo delle armi biologiche.

    Il dottor Garth Nicolson, scopre le prove che gli agenti biologici utilizzati durante la prima guerra del Golfo sono stati fabbricati a Houston (Texas) e Boca Raton (Florida) e sperimentati su prigionieri nelle carceri nel Texas.

   1996: Il Dipartimento della “Difesa” ammette che i soldati che hanno combattuto nella prima guerra del Golfo sono stati esposti ad agenti chimici.

   1997: 89 membri del Congresso degli Stati Uniti d’America firmano una lettera in cui chiedono un’inchiesta sulle armi biologiche che hanno portato alla Sindrome del Golfo.

    La giornalista medica Ermina Cassani riporta 29 casi di rilascio di agenti biologici nello Stato dell’Utah. Dove le squadre HAZMAT per i pericoli biochimici sono dovute intervenire per disinfettare le feci col cloro. Nello Utah si trova il tristemente famoso Dugway Proving Gounds, un centro usato per condurre test chimico-biologici dove centinaia di impiegati hanno contratto sintomi simili a quelli dei veterani della guerra Golfo, come rivela una testimonianza rilasciata a un comitato governativo nel 1977.

1999: Ermina Cassani ha condotto indagini sulle testimonianze provenienti da tutti gli Stati Uniti d’America su simili orribili sostanze lanciate sul terreno da aeroplani che volavano a bassa quota. Cassani ha indagato su 30 casi simili fra gli anni 1998 e 1999. Nel 1998 ha ottenuto un campione che aveva l’aspetto di sangue disidratato, “piovuto” su una casa del Michigan, dove si è trovato il bacillo pseudonomas, lo stesso usato a Oakville. Esso può essere la causa di orribili malattie infettive e perfino di casi di shock fatale a causa delle proprietà fluorescenti di tale agente biologico.

   Jonathan Moreno del Clinton’s Commitee on Human Radiation Experiments (E’ il comitato creato da Clinton sugli esperimenti radioattivi sull’uomo), conferma nel suo libro Undue Risk (Rischio non richiesto), decenni di criminale sperimentazione da parte dei servizi segreti militari sui civili, usati come cavie umane inconsapevoli e non consenzienti.

2001: Il capitano Joye Riley si oppone a un gruppo di ufficiali del governo della Louisiana, dove le forze armate erano intenzionate a condurre test con agenti infettivi all’aria aperta, in netto contrasto con la volontà della popolazione. Ella ha audacemente detto a loro che gli unici atti di terrorismo mai condotti sul suolo americano sono stati quelli perpetrati dallo stesso governo USA, parole fin troppe vere! 

ESPERIMENTI IN GRAN BRETAGNA[5]

   Il Ministero della “Difesa” britannico ha trasformato una gran parte dell’isola in un gigantesco laboratorio per la realizzazione di una serie di esperimenti per testare agenti infettivi sulla popolazione. In molti di questi test (c’è un rapporto governativo ufficiale che parla dei test effettuati fra il 1940 e il 1979) si rilasciarono microrganismi e sostanze potenzialmente pericolose sulla popolazione senza che i cittadini ne fossero informati. Mentre i dettagli di alcuni esperimenti segreti sono emersi negli ultimi anni, un rapporto di 60 pagine rivela nuove informazioni su più di 100 esperimenti segreti.

   Questo rapporto rivela che al personale militare furono date istruzioni di riferire a qualsiasi “investigatore curioso” che gli esperimenti erano parte di progetti di ricerca sul clima e sull’inquinamento dell’aria. La motivazione ufficiale da parte del Ministero della “Difesa” era che questi test dovevano a servire a stimare la vulnerabilità della Gran Bretagna nell’eventualità che i russi rilasciassero nuvole di germi mortali sul paese (roba da ridere).

   Nella maggior parte dei casi durante gli esperimenti non furono usate armi biologiche, ma degli agenti che gli scienziati pensavano che potessero imitare quelli biologici e che il Ministero della “Difesa” sosteneva fossero innocui. Tutte storie, le famiglie che vivono in determinate zone del paese e che hanno avuto bambini con difetti congeniti, chiedono un’inchiesta pubblica (tuttora mai fatta).

  In un capitolo del rapporto “Gli esperimenti con particelle fluorescenti” rivela come tra il 1955 e il 1963 aerei volarono dal nord-est dell’Inghilterra alla punta della Cornovaglia lungo le coste meridionali e occidentali sganciando sulla popolazione enormi quantità di solfuro di zinco e cadmio. I composti chimici andarono alla deriva per migliaia nell’entroterra e la loro fluorescenza permise di monitorarne la diffusione. In un altro test, durante il quale si utilizzò solfuro di zinco e cadmio, un nebulizzatore fu rimorchiato lungo una strada vicino a Frume, nel Sommerset, dove riversò il composto chimico per un’ora.

   Mentre il governo ha insistito nell’affermare l’innocuità di tale composto chimico, il cadmio è riconosciuto come una causa di cancro al polmone tanto che durante la seconda guerra mondiale esso fu considerato come un’arma chimica.

   In un altro capitolo intitolato “Esprimenti di copertura di grandi aree”, il Ministero della Difesa descrive come tra il 1968 e il 1968 più di un milione di persone lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, da Torquay alla New Forrest, furono esposte a batteri fra i quali e.coli e bacillus globigii, che simula l’agente dell’antrace. Questi rilasci provenivano da una nave militare, l’Icewhale, ancorata di fronte alla costa del Dorset, che spruzzava i microorganismi in un raggio di 5-10 miglia.

   Il rapporto rivela anche dei dettagli inerenti agli esperimenti DICE nel Dorset meridionale tra il 1971 e il 1975.  Questi esperimenti coinvolsero scienziati statunitensi e britannici che spruzzarono nell’aria massicce quantità di batteri di serratia marcescens, insieme con un agente che simulava l’antrace e al fenolo.

   Batteri simili sono stati rilasciati nel “Test di sabotaggio” fra il 1952 e il 1964. Questi erano test per determinare la vulnerabilità all’attacco dei grandi edifici statali e del trasporto pubblico. Nel 1956 i batteri furono rilasciati nella metropolitana londinese all’ora di pranzo lungo la Linea nord tra Colliers Wood e Tooting Broadway. I microorganismi si diffusero lungo un tragitto di 10 miglia. Prove simili furono condotte in alcuni tunnel che scorrono al di sotto di edifici governativi a Whitehall.     

   Gli esperimenti che furono condotti tra il 1964 e il 1973 compresero l’attaccare dei germi alle ragnatele che c’erano nelle cassette della posta per controllare come essi sarebbero sopravvissuti in ambienti differenti. Questi furono eseguiti in una dozzina di località dell’Inghilterra.

LE ATTUALI STRATEGIE BELLICHE DEL PENTAGONO

   Per tutta la seconda guerra mondiale, gli U.S.A. spesero complessivamente 321 miliardi di dollari, solo nel 2001 ne hanno speso 291,1 miliardi di dollari.

   Il Pentagono fece sapere che però era ancora tropo poco, per la ricerca e la realizzazione di strumenti “difensivi” tecnologicamente avanzati ci sarebbero voluti almeno 30 miliardi di dollari. Grazie all’11 settembre si spesero per R&S nel settore militare ben 52,7.

Vediamo alcuni capitoli di spesa militare U.S.A. nel periodo 2001-2003:

Spesa per singola forza armata in miliardi di dollari:

 200120022003
U.s. Army61,780,990,9
U.s. Navy91,798,8108,3
U.s. Air Force85,294,3107

   Gli U.S.A. più di qualsiasi altro paese imperialista deve annualmente sostenere la loro guerra mondiale, per mantenere la loro egemonia. Dal Medio Oriente all’Asia, dall’Europa all’America Latina, allo spazio siderale la presenza di basi aeree e navali, soldati, satelliti militari, flotte navali, centri d’addestramento, missioni segrete e covert actions, radar e sistemi d’intercettazione, spie e microspie, richiede un grosso impegno affinché l’egemonia del dollaro sia preservata e imposta.

  Il programma Joint Vision 2010 (JV 2010) ha l’obiettivo di “stimolare le varie forze armate a ragionare in termine di dominio globale dallo spazio agli abissi del mare”.[6]

   L’U.S. Army sta lavorando alla realizzazione del progetto Objective Force che in linea generale dovrebbe raggiungere l’obiettivo di proiettare e sostenere una brigata da combattimento in qualsiasi angolo del pianeta entro 4 giorni dall’ordine, una divisione in 5 giorni, 5 divisioni entro 30 giorni. Per fare ciò si punta a una “standardizzazione” delle varie unità eliminando le attuali distinzioni (peraltro presenti in tutti gli altri eserciti) tra unità leggere (parà, fanteria d’assalto, fanteria leggera, ecc.) e unità pesanti (corazzate, d’artiglieria ecc.) con l’obiettivo di creare un nuovo esercito composto da divisioni identiche e autonome in grado di accorpare capacità di controllo e comando, comunicazione, computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione, ma soprattutto con necessità logistiche enormemente ridotte grazie alla prevista riduzione del 50-70% del peso dei veicoli.

   Buona parte degli investimenti è quindi rivolta alla realizzazione di questa prima fase di standardizzazione che dovrebbe portare al così detto Army XXI. Una seconda fase si protrarrà sino al 2025 per finire il progetto complessivo attraverso l’approntamento del cosiddetto Army After Next.

   Per far ciò che riguarda l’U.S. Navy il sotto progetto di riferimento, è stato definito Forward From The Sea e prevede la realizzazione e mantenimento delle cinque funzioni principali: controllo dei mari e supremazia marittima, capacità di proiezione dal mare verso terra, deterrenza strategica, capacità di trasporto e presenza navale avanzata. In particolare, è stato riconfermato il ruolo dei gruppi di battaglia che comprendono portaerei che sono delle vere e proprie basi aeree avanzate dalle quali svolgere tutte le operazioni del caso senza dover chiedere eventuali autorizzazioni di paesi alleati/allineati per l’utilizzo o l’accesso a basi situate in territorio extra-nazionale.

   L’US Marine Corps e l’US Navy in particolare ritengono di vitale importanza raggiungere un buon livello nella dotazione e impiego di munizionamento così detto “intelligente” e lamentano una certa arretratezza sia nel campo dei sistemi d’arma che missilistici.

   Da segnalare che il programma Urban Warrion che i Marines stanno approntando, comprende particolari tecniche di combattimento in ambiente urbano accompagnate da relative strumentazioni hi-tech come visori e sistemi di comunicazione integrati. L’ambiente urbano-metropolitano è, infatti, considerato (anche dall’Esercito col suo programma Land Warrion XXI) l’ambiente principale delle guerre presenti e, soprattutto future.

   Il programma dell’Aviazione (USAF) ha anch’esso un titolo non meno altisonante e guerrafondaio: Global Engagement: A Vision For The 21 st. Century (Ingaggio Globale: una visione per il 21°secolo). Facilmente prevedibile l’obiettivo: dominare il cielo e lo spazio in stretta integrazione con le altre armi.

La crescente militarizzazione dello spazio.

   Con il programma denominato National Missile Defense, affidato al neocostituito Missile Defence Agency, che prevede la messa a punto nell’arco di 5 anni di 100 intercettatori extraatmosferici, di 5 radar di allerta e un radar speciale, l’amministrazione Bush affossa gli accordi di non proliferazione nucleare, proseguendo la politica della precedente amministrazione Clinton che aveva approvato, a suo tempo i capitoli di spesa per lo sviluppo del sistema antimissile.

    L’intenzione è di creare una quarta forza arma spaziale completamente

Indipendente e strettamente connessa alla difesa antimissile. È verso questa direzione bisogna vedere riorganizzazione dell’aviazione come forza non più solamente aerea ma appunto aero-spaziale. Un percorso obbligato; a loro tempo la marina e l’aviazione ebbero lo stesso tipo di genesi: diventarono armi indipendenti nel momento in cui diventò strategico il controllo dei rispettivi ambienti. La militarizzazione totale del pianeta sarà così compiuta: dalla terra al mare, dal mare all’aria, dall’aria allo spazio.

    In occasione dell’approvazione del bilancio federale del 2000, l’amministrazione Clinton istituiva una commissione per l’organizzazione e la pianificazione della sicurezza spaziale degli Stati Uniti.[7] A presiedere tale commissione era posto (guarda caso) Donald Rumsfeld, mentre 8 dei 12 membri erano generali in pensione.

    Nel gennaio 2001, la commissione rendeva noti i risultati del suo lavoro. Lo spazio diventa definitivamente ambiente d’interesse militare alla stessa stregua di terra, mare e cielo. Gli USA devono occuparlo e acquisire la superiorità necessaria per impedire a qualsiasi altra potenza d’installarvisi. Attraverso l’uso militare dello spazio possono conquistare per sé la supremazia illimitata in tutti gli altri ambienti.

La commissione rilevava che l’attuale situazione, dove l’interesse spaziale è frammentato per le singole forze armate, come per la marina che già ha suoi satelliti in orbita, genera o può generare doppioni nelle acquisizioni e l’incompatibilità dei vari mezzi e sistemi. Per questa ragione i compiti di occupare e “difendere” lo spazio dovrebbero essere assegnati a un comando indipendente. Le ricerche e lo sviluppo dovrebbero arrivare a: a) aumentare le capacità di controllo e avvertimento in caso d’attacco; b) accrescere le misure protettive e difensive, i sistemi di prevenzione e neutralizzazione, le capacità di proiezione rapida di potenza; c) modernizzare le capacità di lancio; d) lanciare un programma scientifico inerente all’uso di tecnologie che permettano la costruzione di veicoli da lancio riutilizzabili.

   Dal punto di vista organizzativo la suddetta commissione ha elaborato dieci raccomandazioni:

  1. L’arma spaziale sarà sottoposta all’autorità del presidente degli Stati Uniti.
  2. Il presidente deve essere affiancato da un consiglio spaziale.
  3. Deve essere formalizzato, all’interno del Consiglio di Sicurezza un coordinamento tra le varie agenzie d’intelligence per la definizione delle attività spaziali.
  4. Il segretario della difesa e il direttore della CIA si devono incontrare regolarmente per indirizzare la politica spaziale di sicurezza nazionale, i suoi obiettivi ecc.
  5. Deve essere designato un sottosegretario alla difesa spaziale che coadiuvi il segretario della difesa nelle questioni spaziali e in quelle di coordinamento con i servizi segreti.
  6. Il comando spaziale deve essere distinto dai comandi delle altre armi.
  7. I sistemi spaziali dovranno garantire la possibilità di svolgere operazioni indipendenti o a supporto degli interventi delle altre forze armate. Per far ciò sarà necessario costituire uno Space Corps. Nel breve periodo l’Air Force avrà il compito di formare ed equipaggiare queste forze spaziali. Nel lungo periodo tali unità potranno dipendere da un dipartimento militare per lo spazio indipendente.
  8. Al sottosegretario dell’Air Force è affidata la direzione del National Reoconnaisance Office (agenzia che si occupa di rilevazioni di vario tipo utilizzando satelliti in orbita) e delle acquisizioni spaziali.
  9. Il segretario della difesa e il direttore della CIA devono dirigere i processi di ricerca e sviluppo rivolti alla creazione di nuovi metodi per la raccolta delle informazioni.
  10. Aumentare le spese per il personale coinvolto nel programma spaziale per migliorarne l’organizzazione.

   L’importanza della tecnologia spaziale per le guerre sulla terraferma è stata dimostrata quando gli U.S.A nel 2003 attaccarono l’Iraq, l’uso dei satelliti spaziali fu fondamentale. Nell’attacco iniziale il 70% delle armi utilizzate erano guidate sugli obiettivi dalla tecnologia spaziale.

   Ma non ci sono solo gli Stati Uniti a essere dentro la competizione per il dominio dello spazio. Quando Bush, durante l’annuale settimana “Teniamo lo spazio per la pace” organizzata da Global Network, annunciò la “nuova” politica dello spazio, dando via libera al Pentagono perché sviluppasse armi spaziali offensive in grado di distruggere i satelliti delle altre nazioni. La Cina rispose l’11.07.2007 compiendo un test che portò nello spazio un proiettile portato da un missile balistico lanciato dalla base di Xichang nella Cina sudorientale che distrusse un vecchio satellite meteorologico cinese.[8] Ma già nel 2006 la Cina aveva provato un cannone laser Anti-Satellite contro un satellite spia U.S.A.[9] La Cina è dal 2003 una potenza dello spazio quando è riuscita a portare con mezzi propri il primo cinese nello spazio con la missione Shenzou 5.

   Il 18 aprile 2004 la Cina ha lanciato nello spazio il suo primo nano satellite il Naning 1. I nano satelliti hanno il vantaggio di essere difficilmente individuabili e quindi non possono essere colpiti facilmente dalle nuove armi antisatelliti. Essi sono molto importanti dal punto di vista militare.

   In questa competizione spaziale si affaccia l’India.

   L’india è il paese asiatico con il maggior numero di satelliti ambientali in orbita (7) e con la maggior quantità di satelliti per telecomunicazioni (11). L’uso non è solo per l’agricoltura, la meteorologia, la sanità, l’educazione, ma anche militari (pensiamo al conflitto perenne con il Pakistan e contro la guerra popolare condotta dai maoisti).

   Nell’ottobre del 2008 l’India ha lanciato Chandrayaan 1, la sua prima sonda lunare.

   Chandrayaan 1 appena giunto a destinazione ha lanciato una minisonda appuntita che si è conficcata nel suolo lunare per studiarlo, mentre dall’orbita ha censito i minerali distribuiti nelle varie regioni. “Fra qualche decennio – aggiunge Madhavan Nair direttore del progetto – quando le colonie sulla Luna saranno realtà, l’India sarà partecipe dell’avventura”. [10] C’è da dire niente male come ambizione per un paese che ha problemi drammatici come 450 milioni dei suoi abitanti che vivono sotto la soglia della povertà.

   La Luna deve interessare tanto poiché il Giappone nel settembre 2007 spedì il Kaguya e nell’ottobre dello stesso anno Pechino inviava Chang’-1.

    Questa corsa verso la Luna è in atto da tempo. Nel gennaio 2004 Bush rilancia la NASA verso le sabbie seleniche dopo gli sbarchi di quarant’anni prima. E se Bush ha chiesto la costruzione di una colonia sulla Luna, la stessa aspirazione è coltivata non solo come abbiamo visto da New Delhi, ma anche da Pechino e da Tokio.

   La Luna deve interessare davvero tanto, visto che nell’ottobre 2009 la NASA ha lanciato un missile nel polo sud della Luna.[11] Ufficialmente le motivazioni di quest’operazione sono la “ricerca di tracce di acqua”. Molto probabilmente, uno dei motivi di quest’affanno sulla Luna sono probabilmente le risorse naturali che ci sono nell’ostro satellite. Soprattutto l’Elio-3 di cui si ha bisogno per far funzionare i futuri reattori a fusione nucleare.

   Nel frattempo, la militarizzazione dello spazio procede celermente, nel giugno del 2010 è in orbita e transita regolarmente ogni 90 minuti sopra (guarda caso) l’Iran, l’Afghanistan e il Pakistan UN mini-Shuttle senza piloti.[12] Si chiama X-37B, ed è guidato da un centro dell’Air Force in Colorado ed è dotato di sensori molto potenti e sensibili rispetto a quelli di un satellite normale. A scoprirne l’esistenza sono stati gruppi di osservatori spaziali che avevano cominciato a monitorare quella specie di stella luminosa capace di ruotare intorno alla Terra ogni 90 minuti, percorrendo l’orbita che passa, sopra l’Iran, il Pakistan e l’Afghanistan. Interpellato dal New York Times il Pentagono, si è limitato a confermare l’esistenza di X-37B, ma ha ufficialmente escluso che il mini-Shuttle possa essere considerato in alcun modo una sorta di un nuovo armamento spaziale.

   Gli Stati Uniti stanno formano “partnership” spaziali con altri paesi come il Canada, l’Italia, il Giappone, l’Inghilterra e Israele e attirare la loro industria aerospaziale in questi costosissimi progetti.

   L’esplorazione dello Spazio è stata e lo è tuttora un fattore di sviluppo delle forze produttive. Ma tale sviluppo non si deve vedere soltanto nelle macchine spedite nello spazio (né tantomeno nella pattuglia degli “eroi” che rischiano la pelle), ma piuttosto nell’organizzazione molto centralizzata e nello stesso tempo distribuita in tutto il tessuto produttivo che lega tra di loro centinaia di migliaia di uomini, i quali sono coinvolti in un processo di socializzazione del lavoro portato al massimo. Centinaia di migliaia di persone che hanno concentrato i loro sforzi sincronizzati in modo tale che macchine inizialmente rozze e imperfette sono state in grado di estendere i sensi umani oltre i confini del sistema solare. Il telescopio Hubble ha esteso il senso della vita ancor più in là, fino ai confini dell’universo conosciuto.

   Questa socializzazione delle forze produttive si sviluppa nell’ambito dei rapporti di produzione capitalisti. Sviluppo in cui la classe dominante, la borghesia, non è più una classe in ascesa ma decadente.

   Questa decadenza storica non comporta necessariamente una decadenza del pensiero scientifico, se per scienza s’intende un sistema coerente di nozioni che permette di nozioni che permette di conoscere e modificare la natura. Il problema nasce dal fatto che la borghesia si accaparra e asservisce le migliori forze intellettuali (tra i quali gli scienziati).    

LA RIFORMA NEGLI AFFARI MILITARI

   Revolution of Military Affairs Information (RMA-Iwar) è il termine che definisce il complesso che starà alla base delle strategie militari U.S.A.

    L’impressione che si ricava è che la RMA parta non tanto da tecnologie date quanto dalla mutata situazione politica che induce gli strateghi a fornire un preciso indirizzo alla ricerca tecno-scientifica, seguendo il seguente schema: mutate condizioni politiche, geopolitiche e strategiche —-> Rivoluzione negli affari militari —–> sviluppo nuove tecnologie necessarie a supportare la RMA.

   Una conferma di questo schema è che la realizzazione della RMA e quindi, concretamente, della ristrutturazione delle Forze Armate è fissata nel medio – lungo periodo (2010-2025) e che molte tecnologie indicate sembrano uscite da un libro di fantascienza. Dico fantascienza, quando è certo che in qualche laboratorio blindato qualche scienziato, sta già sviluppando piani di ricerca in tal senso.

Nella tabella qua sotto la RMA – Iwar è suddivisa in obiettivi e nei due stadi (2010 – 2020) necessari che dovrebbero servire per raggiungerli, attraverso specifiche tecnologie e dottrine.

OBIETTIVI1° STADIO (ENTRO IL 2010)2° STADIO (ENTRO IL 2025)
Ridurre il rischio di perdite e danni collaterali mediante:Piattaforme “Stand –Off”. Dominio dell’informazione. Spazio, satelliti. Difesa Anti-MissileRobotica. Armi non letali. Psicotecnologie. Difesa cibernetica.
Applicare gli sforzi su:Centro di gravità.Sistemi interconnessi.
Ottimizzare il coordinamento delle operazioni attraverso:Miglioramento sistemi C31. Tecnologia spaziale. Impiego di computer e GPS. Digitalizzazione del campo di battaglia. Uso di armi “intelligenti”  Microtecnologia. Nanotecnologia. Sistemi “brillanti”.
Nuovi modelli organizzativi centrati su:Task Force. Combined Joint Task Force. Coalizioni ad hoc. Struttura uni-forza armata.  Iperflessibilità.

   Per decifrare la tabella è necessario fornire una piccola legenda dei principali termini impiegati:

  1. Sistemi Stand-Off: sono i sistemi d’arma che possono essere lanciati da postazioni navali terrestri e da aerei a grande distanza verso l’obiettivo e quindi tendenzialmente irraggiungibili dal fuoco nemico. Ne sono un esempio, i missili balistici, i Cruise, i missili aria –terra con autoguida sull’obiettivo.
  2. Piscotecnologia: è la tecnologia che emula, estende e amplifica le funzioni senso-motorie, psicologiche e cognitive della mente. In campo militare le psicotecnologie dovrebbero consentire ai comandanti di manipolare oltre che le percezioni e il credo dei propri soldati, anche quelle dell’avversario e dei media televisivi.
  3. Difesa Cibernetica: la ciberwar si prefigge due obiettivi. Il primo consiste nel paralizzare il ciclo decisionale dell’avversario, mentre il secondo punta a sottomettere l’avversario senza combattere, mediante operazioni letali e non letali che possono comprendere il blocco di:
  4. Sistemi informativi.
  5. Reti informatiche.
  6. Borsa, sistemi bancari e delle telecomunicazioni.
  7. Trasporti di superficie e del controllo del traffico aereo.
  8. Produzione e distribuzione di energia.

Nel giugno del 2010 il Pentagono ha formalmente nominato il suo primo cyber-generale della sua storia: il generale a quattro stelle Keith Alexander è stato nominato del Cyber Comand, il comando che ha lo specifico compito di combattere sulle reti informatiche. La nomina di Alexander segue l’assegnazione da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di 30.000 uomini aggiuntivi ai cosiddetti “fronti della guerra informatica”. In totale sotto il Cyber Comand operano 90.000 uomini. Questa divisione cibernetica cominciata sotto Bush si è rafforzata sotto Obama.

  • Centro di gravità: è la caratteristica capacità o la località dalla quale il nemico o le forze amiche traggono la loro libertà di azione, la forza fisica di azione o la volontà ci combattere. Il centro di gravità quando attaccato ed eliminato, porta alla sconfitta del nemico oppure alla ricerca della pace attraverso negoziati. I centri di gravità possono essere: la massa delle forze nemiche, la sua struttura di comando e controllo, il consenso dell’opinione pubblica, la volontà, la leadership, la struttura della coalizione. Con l’avvento delle reti informatiche e dei sistemi neurali artificiali, il concetto del centro di gravità sarà sostituito dai cosiddetti sistemi interconnessi.
  • Sistemi interconnessi: si fondano sulle reti informatiche e dovrebbero garantire la sopravvivenza della rete stessa poiché i nodi sono distanti tra loro e sfruttano un’autonoma capacità di riconfigurare il sistema.
  • Nanotecnologie: tecnologia di miniaturizzazione.
  • Sistemi brillanti: sono l’evoluzione dei sistemi d’arma intelligenti, mediante l’implementazione delle nanotecnologie, dei sistemi esperti e delle reti neurali.
  • Reti Neurali Artificiali: sono una nuova generazione della tecnologia dell’intelligenza artificiale che tende a emulare la fisiologia del cervello umano basato sulla connessione di neuroni biologici. Una Rete Neurale Artificiale è formata da un certo numero di nodi computerizzati collegati in una rete mediante interconnessioni (detti anche neurodi).

   Inoltre, entro il 2025, con il secondo stadio della RMA, è previsto lo sviluppo di altri due tipi di guerra (che non sono indicati direttamente nella tabella): la Guerra Meteorologica e Guerra Genomica.

  1. La Guerra Meteorologica prevede l’utilizzo di prodotti chimici per provocare, in campo avversario, forti piogge e inondazioni. In tali casi l’avversario è impossibilitato a condurre qualsiasi tipo di operazione militare.[13]
  2. La Guerra Genomica è una guerra condotta nel campo della genetica. Si tratta di individuare, nella mappa dei geni (DNA) di un popolo/etnia, i punti deboli da attaccare mediante virus e batteri, frutto di biotecnologie. Gli effetti, che comprendono influenza, diarrea, infezioni e altro, potrebbero colpire certi determinati popoli/etnie.[14]

LE GUERRE AMBIENTALI SONO COMINCIATE

  E’ ufficiale, un giornale milanese[15]  informa che il Department of Homelland Security (USA) ha avviato un progetto per studiare le possibilità di far cambiare rotta a un uragano ed evitare le conseguenti devastazioni come accade in molte zone del mondo. In questo progetto sono stati investiti oltre due milioni e mezzo di dollari. Ora possiamo immaginarci quale arma tremenda, se si ha la possibilità di fare deviare gli uragani, magari contro uno “stato canaglia” (il ciclone che tempo fa ha devastato la Birmania fa pensare).

PROGRAMMA HHRP

  Il dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce un’immagine parziale del cambiamento climatico; lo studioso canadese Michel Choussudovsky denuncia da tempo che il clima mondiale può essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate “armi non letali”.

   Negli U.S.A., la tecnologia è stata perfezionata all’interno del programma High Frequency Active Auroral Research Program (HAARP) coma parte dell’iniziativa di Difesa Strategica, meglio noto come Guerre Stellari, avviato nei primi anni Ottanta sotto l’amministrazione Reagan.  HAARP è stato presentato come un programma di ricerca scientifica e accademica. Da documenti militari negli U.S.A. sembra suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera come un modo per alterare i modelli climatici così come per disturbare i radar e le comunicazioni avversarie.[16]

   La scienziata statunitense Rosalie Bertel denuncia che HAARP fa parte di un sistema integrato di armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant’anni di crescenti e intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte più alta dell’atmosfera. Gli effetti di queste armi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate.

   La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trova una copia di antenne per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino a una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri sia atmosferiche.

   Come si diceva prima HAARP è parte dell’Iniziativa Difesa Strategica. Le capacità derivate dalla combinazione HAARP/Laboratorio Spaziale/Missili di spedire sulla terra quantità d’energia sono comparabili a quella di una bomba nucleare, che viene lanciata attraverso laser o raggi a particelle.

   Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio dell’atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza e ad alta intensità possono colpire il cervello delle persone (lo spettro di un nuovo campo di battaglia mentale è reale) e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici.[17] Questi movimenti sono responsabili delle deformazioni subite dalle rocce dopo la loro formazione, della loro traslazione rispetto al luogo di formazione e del loro assetto strutturale. I terremoti, l’attività vulcanica, la formazione delle montagne e l’espansione degli oceani dipendono dal movimento reciproco tra le placche. Il terremoto che ha colpito la Cina durante il periodo delle Olimpiadi, con tutte le polemiche anticinesi, è una pura coincidenza? Con HAARP, oltre a queste funzioni, potenzialmente sarebbe possibile:

  • Mettere a tappeto tutte le comunicazioni nel mondo, ma mantenere attivi i mezzi di comunicazione di chi controlla HAARP.
  • Istituire un ELF (Extremeley Low Frequency communications), gruppo di comunicazioni su un canale di bassissima frequenza per le lunghe distanze e per le applicazioni sott’acqua.
  • Attivare a distanza un gran numero di esplosioni elettromagnetiche, non nucleari, indirizzate verso un target (armamenti EMP Electro Magnetic Pulse – armamenti a impulso elettromagnetico).

   Appagando gli interessi economici e strategici degli U.S.A. HAARP potrebbe essere utilizzato per modificare selettivamente il clima in differenti parti del mondo col risultato di destabilizzare i sistemi agricoli ed ecologici. HAARP è in sostanza un’arma di distruzione di massa.

Alle origini del progetto.

   Negli anni ’80 B. J. Eastlund fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla[18] registrò negli U.S.A. il brevetto n. 4.686.605 denominato “metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.

   Alcune di queste invenzioni furono acquisite dall’ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale n Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica ridistribuitile tramite la ionosfera ai propri clienti sparsi in tutto il mondo. La visione di Tesla di distribuire energia elettrica senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava per essere realizzato, ma era distorta dalla scienza asservita al capitale. Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile di manipolare il clima, quindi creare pioggia quando era necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado e uragani.

   A questo punto entra in scena ufficialmente il governo U.S.A.; tutti i brevetti d’Eastlund furono dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare all’E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici dell’esercito U.S.A., produttrice dei missili Tomahawk, Stinger e dei famigerati Bunker Bustler.

   Secondo le scoperte d’Eastlund, dirigendo la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento molto riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – ha secondo delle frequenze .- come si diceva prima appunto cambiamenti climatici, disgregazione dei processi mentali umani ed effetti sui movimenti tettonici.STRATEGIE GLOBALI

STRATEGIE GLOBALI

   HAARP fa parte di una serie di armamenti che dovrebbero consentire all’imperialismo U.S.A. il dominio globale su tutta la terra e sulle sue risorse.

  Già nel 1970 Brzezinski, (che fu consigliere della sicurezza ai tempi di Carter) scriveva nel libro Tra due Età: “La tecnologia renderà disponibile ai leader delle principali nazioni di compiere guerre segrete che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza (…) Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono, infatti, a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi concernenti, la guerra climatica, come il Progetto Popeye[19] per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.

   Nel 1996, durante l’amministrazione Clinton, l’Air Force americana lancia un programma di sperimentazioni dal titolo Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025, il quale propone nuove risorse e tecnologie aventi lo scopo di assicurare agli Stati Uniti il controllo del clima entro il 2025 e diventare la potenza aerea e spaziale dominante: “Nel 2025 le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra (…) Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra, un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”.[20] Questo documento suggerisce anche l’utilizzo di nanotecnologie per creare nubi artificiali telecomandabili composte da elementi computerizzati capaci di rimanere sospese nell’aria e di comunicare tra loro, asserendo candidamente che “l’impatto psicologico di simili mezzi può rilevarsi straordinario in numerose situazioni”.

   Durante le operazioni NATO nei Balcani contro la Repubblica Federativa Jugoslava, sono state avvistate nuvole nere materializzarsi da cieli perfettamente blu, e surreali tuoni e fulmini che hanno terrorizzato la popolazione. E’ stato notato che durante questo periodo, che nel cielo sopra la Serbia era stato perforato, inducendo i sistemi piovosi a evitare la regione.   

   Nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica espone il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o astronautica, possano modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accorda poi con gli USA affinché sia proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali a scopo militare.

  Il 5 febbraio 1998 la sottocommissione “Sicurezza e disarmo” del Parlamento europeo chiede che un organismo indipendente” valuti l’impatto sull’ambiente e l’ecologia di HAARP.  Gli USA non partecipano e non inviano alcun loro delegato. La loro risposta è stata: la commissione non è competente a porre il problema: segreto militare. Nella relazione sull’ambiente depositata il 14 gennaio 1999 sulla sicurezza e la politica estera della commissione per gli affari esteri, il Parlamento Europeo si dimostra preoccupato per l’utilizzo delle risorse militari (in particolare del sistema HAARP) che arrecano danni irreparabili all’ambiente. In questo documento,[21] il sistema H.A.A.R.P. viene descritto come: La commissione per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori: considera il SISTEMA MILITARE USA di manipolazione ionosferica, H.A.A.R.P., con base in Alaska – che è solo una parte dello sviluppo e dell’impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna – un esempio della più grave minaccia militare emergente per l’ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare.” 

  Nel 2002, il Parlamento Russo, la Duma, rilascia un documento firmato da 188 deputati nel quale si sostiene che l’esercito statunitense aveva programmato di collaudare le tecniche per intervenire sul clima dal sito in Alaska e in altri due siti: “I membri delle commissioni riportarono che gli USA avevano deciso di collaudare tre siti del genere. Uno di questi si trova nel territorio adibito ai test militari in Alaska e i test completi avrebbero dovuto cominciare agli inizi del 2003. Il secondo e il terzo si trovano in Groenlandia e in Norvegia. Quando questi siti, in Alaska, Groenlandia e Norvegia, diverranno operativi, si creerà una linea chiusa con un potenziale fortissimo in grado di influenzare i mezzi vicini alla terra. [H.A.A.R.P. è, ndr] un esperimento su vasta scala, e al di fuori di ogni controllo internazionale, per guastare gli apparecchi di comunicazione installati su mezzi e missili spaziali: un’arma capace di provocare gravi interruzioni sulle reti elettriche, sugli apparecchi di pompaggio degli oleodotti e di provocare danni alla salute mentale di popolazioni di intere regioni. Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari.”[22]

Fenomeni metereologici atipici: Corea del Nord, Cuba, Afghanistan e Iraq.

Corea del Nord

   Dal 1995 la Corea del Nord è stata colpita da alluvioni e siccità ricorrenti; 220.000 persone sono morte a causa della carestia che ne è derivata, secondo le cifre ufficiali di Pyongyang. Secondo gli Stati Uniti i morti a causa della carestia sono 2 milioni.
   La prima grande alluvione avvenne nel 1995.


   Anche nel 1999 si sono susseguite siccità e alluvioni. La grave mancanza di acqua causata dalla siccità nel 1999 ha rovinato i raccolti. La temperatura dell’acqua nelle risaie supera i 40 gradi e le piante di riso appena nate appassiscono. Muoiono anche quasi tutte le pianticelle e i semi del granturco. Nel giugno 2001 si è verificata una grande siccità, che ha indebolito le coltivazioni, con precipitazioni che hanno raggiunto solo il 10% dei livelli normali. Pochi mesi dopo, a ottobre, ci sono state alluvioni molto estese che hanno distrutto i raccolti di riso e reso difficile la distribuzione del cibo. Ecco un esempio delle conseguenze di queste alluvioni: “I funzionari della provincia di Kangwon – un’area già afflitta dalla mancanza di cibo – dicono che l’impatto della pioggia torrenziale e dell’alluvione è stato devastante. Le precipitazioni in ottobre dovrebbero raggiungere i 20mm circa, ma nelle aree maggiormente colpite sono caduti 400mm di pioggia in sole 12 ore. “È stata la peggiore alluvione verificatasi dal 1910,” ha dichiarato Kim Song Hwan, a capo del Comitato per il recupero dei danni causati dall’alluvione nella regione”. (BBC,23 ottobre 2001, http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/asia-pacific/1614981.stm).

Cuba.

   Cuba è stata colpita per diversi anni da siccità ricorrenti. Nel 1998 le precipitazioni nella parte orientale dell’isola hanno raggiunto livelli minimi, come non accadeva dal 1941. Un comitato delle Nazioni Unite ha stimato che 539.000 persone, di cui 280.000 dalla ridotta disponibilità di cibo o dai ridotti introiti dovuti alla perdita dei raccolti. Alcune conseguenze esaminate sono state: carestia in alcune aree; perdite fino al 14% del raccolto della canna da zucchero piantata lo scorso anno e una riduzione dei raccolti piantati la primavera ecc.
  
   (Fonte http://www.reliefweb.int/w/rwb.nsf/0/2975570e60ff2a7685256680005a8e2d?)

   Nel 2003 una terribile siccità ha colpito la parte occidentale di Cuba. 


   Tra maggio e giugno 2004 il paese è stato colpito dalla peggiore siccità nella sua storia:” Una grave siccità che interessa la parte orientale di Cuba ha eroso il 40% delle terre coltivate, causato la morte per mancanza di cibo di milioni di vacche e costretto 4 milioni di persone a contare ogni singola goccia d’acqua consumata”. È la peggiore siccità verificatasi negli ultimi 40 anni. “La siccità ha ridotto i livelli delle acque sotterranee di quasi tre metri negli ultimi 10 anni, prosciugando più di 5.000 pozzi nella provincia”, ha dichiarato Leandro Bermudez, geologo e vicepresidente dell’Istituto nazionale per le risorse idriche di Cuba. (MSNBC, 21 giugno 2004 http://msnbc.msn.com/id/5262324).

L’Afghanistan e le ex-repubbliche sovietiche dell’Asia centrale.


   La peggiore siccità nella storia dell’Afghanistan si è verificata nei tre anni precedenti il furibondo attacco condotto dagli Stati Uniti contro il paese, dal 1999 al 2001. La ripresa dell’agricoltura negli anni ’90, all’indomani della guerra tra Afghanistan e Unione Sovietica, a quel punto si è bloccata.


   Ha seguito dell’invasione del 2001 gli Stati Uniti rifornirono l’Afghanistan di grano geneticamente modificato e fertilizzanti appropriati per questo genere di piante, descritte come molto resistenti alla siccità. La donazione di grano OGM portò anche alla destabilizzazione dell’economia dei piccoli coltivatori poiché le varietà OGM non si riproducevano in loco. Nel 2002 il paese fu devastato dalla carestia, quasi non menzionata dai media.


   Condizioni simili, anche se meno gravi, investirono anche le ex-repubbliche sovietiche del Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.


   Come in Afghanistan, nel Tajikistan le infrastrutture sono state distrutte dalla lunga guerra civile con i fondamentalisti islamici. Da allora la peggiore siccità degli ultimi 74 anni ha distrutto i raccolti in gran parte della nazione, rendendo circa la metà della popolazione, in totale 6,2 milioni di abitanti, vulnerabile alla fame e alle malattie; il numero ha raggiunto quasi i 3 milioni lo scorso anno.  L’unico settore dell’economia a non essere danneggiato è stato il traffico di droga. Dal Tajikistan transita una percentuale compresa tra il 65% e l’85% dell’eroina contrabbandata proveniente dall’Afghanistan, che è il maggiore produttore al mondo. (http://www.americanfreepress.net/../drought__desperation_breed_vio.html).

   A causa della scarsità di pioggia (2001), i livelli più bassi a memoria d’uomo, ampie zone dell’Iran, dell’Uzbekistan, del Pakistan e del Tajikistan si sono trasformate in deserto, i pozzi scavati da decenni si sono prosciugati e gran parte del bestiame è morta.


   Questi eventi rispecchiano in pieno le preoccupanti previsioni concernenti, i cambiamenti climatici secondo i quali gli stati lungo l’antica Via della Seta subiranno innalzamenti delle temperature maggiori rispetto a ogni altra parte del mondo. Entro la fine del secolo, la temperatura aumenterà di 5°C in una zona, dove già regolarmente si superano i 40°C.


   Nella ricerca, pubblicata lo scorso anno dal Tyndall Centre for Climate Change Research dell’Università dell’East Anglia, si suppone che nelle nazioni asiatiche dal Kazakhstan all’Arabia Saudita la temperatura aumenterà di due volte più che in altri posti. “Alcuni stati”, è stato aggiunto “inclusi Uzbekistan, Tajikistan, Afghanistan e Iran, [dovranno affrontare] la carestia“.


   Nel Tajikistan le Nazioni Unite hanno richiesto degli aiuti per evitare il disastro. “Sono necessari sostanziosi aiuti stranieri o ci sarà una carestia su vasta scala”, ha detto Matthew Kahane, il coordinatore per gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, parlando dalla capitale, Dushanbe: “Il livello delle precipitazioni non è mai stato così basso in 75 anni. Le famiglie sopravvissute lo scorso anno vendendo mucche e galline non hanno altri mezzi ora. Alcune persone hanno venduto i vetri delle finestre di casa e le travi di legno dei tetti per raccogliere del denaro per il cibo”. (The Guardian, 30 ottobre 2001, http://www.guardian.co.uk/famine/story/0,12128,736902,00.html ).

Iraq.


   Nel 1999 si è verificata in Iraq la peggiore siccità del secolo, che ha avuto come conseguenza quella di creare una maggiore dipendenza dalle importazioni di cereali che rientrano nel programma petrolio in cambio di cibo. C’è stato un crollo di più del 70% della produzione nazionale di grano, orzo e altri cereali, che ha contribuito a indebolire ulteriormente l’economia del paese, già paralizzata dalle sanzioni economiche e dai bombardamenti degli alleati, anche negli spazi aerei proibiti. Una situazione simile (anche se meno grave) si è verificata in Siria e Iran, e ha provocato notevoli crolli della produzione agricola.

SE UN GENERALE AFFERMA CHE…

   Il Tenente Generale Fabio Mini, non è l’ultimo attivato, ha svolto all’interno dell’esercito italiano incarichi importanti: ha comandato tutti i livelli di unità meccanizzate, dal plotone alla brigata. E’ stato comandante della Brigata Legano durante l’operazione Vespri Siciliani, nel 1992 dopo gli attentati a Falcone e Borsellino. E nel 2001 è stato comandante del Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. E’ membro delle Conferenze Mondiali Pugwash[23] e del Comitato scientifico di Limes. E proprio sul quaderno speciale n. 2001 di questa rivista in un articolo molto eloquente Perché combattiamo ancora[24] ci informa che la “La lotta istituzionale si deve rivolgere anche in questo campo (parla della propaganda e delladisinformazione n.d.a.) e non sarà semplice è indolore” dove il dissenso è equiparato alla spazzatura. Afferma ancora: “i cinquemila di New York non sono morti invano e la guerra al terrorismo in Afghanistan e altrove è giusta e doverosa”.

   Ebbene lo stesso generale in un’intervista rilasciata a Radio Base[25] il 21 febbraio 2008 dice dell’esistenza della guerra ambientale. Già in suo articolo precedente su Limes n. 6 del 2007[26] parla dello stesso argomento. In quest’ultimo documento fa affermazioni molto forti del tipo: “Si tendono a giustificare le emissioni di chi produce ricchezza e si tende a criminalizzare coloro che inquinano per il solo fatto di dover respirare, scaldarsi, cuocersi un piatto di minestra o soltanto tentare di emanciparsi. Molti si chiedono: se non producono ricchezza che respirano a fare? Se assorbono risorse e inquinano per produrre cose che mi fanno concorrenza perché farli continuare?”  E ancora Il fatto è che oggi più che mai esistono la volontà, la capacità e le tecnologie per “possedere” l’ambiente, per devastarlo o proteggerlo, ma comunque per usarlo ai fini politici ed egemonici”. Ci informa che sin dagli anni Quaranta un professore australiano, Thomas Leech, preside della facoltà d’ingegneria di Auckland in Nuova Zelanda e assegnato durante la seconda guerra mondiale all’esercito neozelandese, condusse esperimenti per conto degli americani e degli inglesi cercando di provocare onde anomale in corrispondenza di particolari bersagli nel Pacifico. Gli esperimenti rimasero segreti e non si elevarono oltre il livello di minionde di marea nella zona di Whangaparaoa, a nord di Auckland nel periodo 1944-45. Il loro principio si basava sulla detonazione di cariche esplosive sottomarine, ma la “bomba tsunami” di Leech ufficialmente non fu mai resa operativa. E’ certo che gli americani dopo la guerra proseguirono gli esperimenti realizzando a un nuovo campo d’applicazione della guerra e una nuova metodologia dello studio dei terreni e delle esplorazioni geologiche utilizzando le onde sismiche.

   In questo documento c’è un’altra notizia interessante è che le grandi compagnie petrolifere e minerarie stanno scandagliando il fondo marino e le esplorazioni si avvalgono anche di test sismici provocati da esplosioni controllate. Ma la notizia che dovrebbe fare rabbrividire è che le compagnie americane premono per essere autorizzate ad impiegare minitestate nucleari e ordigni a penetrazione e aggiunge Mini non è detto che non ci siano già riuscite. Mini rileva che quando c’è un terremoto lungo la faglia tettonica, l’attenzione si sposta sulle compagnie petrolifere che stanno eseguendo ricerche e trivellazioni lungo la stessa faglia a distanza di migliaia di chilometri. È accaduto per il terremoto Kobe, per quello di Santo Stefano del 2003 a Bam in Iran e per lo tsunami indonesiano. In questi due ultimi casi c’è da rilevare che si trattano di due aree a maggioranza islamica. E’ sembrato strano dopo lo tsunami, l’invio di aiuti americani fu sotto forma di una missione militare nella provincia ribelle di Aceh, dove da tempo la Exxon Mobil cerca di avere una base permanente per lo sfruttamento delle considerevoli risorse minerarie e d’idrocarburi.

CAP. 2

SCIE CHIMICHE

   Su un fenomeno come quello delle scie chimiche diventa naturale, a chiedersi a quale scopo hanno, perché i “nostri” governi “democratici” dovrebbero avvelenarci. Però se ci si ragiona un po’ su, molti degli scopi di questa possibile operazione di avvelenamento potrebbero risultare comprensibili. Ad esempio, l’alluminio, il piombo e i fluoruri sono velenosi per il sistema neurologico, e giacché tali sono ottimi per tenere a bada la popolazione, per annebbiarne le menti; ovviamente chi dirige quest’opera di avvelenamento cerca di tutelarsi dai suoi stessi veleni comprandosi ville in campagna, evitando cibi e farmaci contaminati da alluminio e mercurio (e probabilmente utilizzando periodicamente una terapia che serve a disintossicarsi).

   Per chi gestisce il potere con lo scopo di arricchirsi sfruttando il lavoro altrui, un cittadino in buona salute, con un pensiero lucido, capace di filtrare le informazioni che riceve dall’esterno sottoponendole a un vaglio critico, è pericoloso. Poiché sono quel tipo di persone che possono prendere coscienza delle menzogne dei potenti e far crollare un sistema sociale fondato sul profitto, dove povertà, disoccupazione, violenza, e sfruttamento sono all’ordine del giorno.

   Per conto è facile immaginare quanto possa essere comodo a chi ci governa avere sotto di sé una massa di cittadini malaticci, con la mente annebbiata, poco istruiti e senza alcuna abitudine al pensiero critico.

   Se tutto ciò potrebbe apparire una follia, bisognerebbe sentire le parole pronunciate da Antonio Di Pietro alla televisione locale Canale Italia,[27] con le quali ammette con evidente imbarazzo l’esistenza delle scie chimiche attribuendole (con un incredibile giro di parole) all’attività militare delle basi USA-NATO presenti nel nostro territorio:

“Domanda del telespettatore: Mi piacerebbe che le facesse chiarezza davanti a tutti gli italiani e a tutto il parlamento su due elementi che assillano gli italiani, e poi vorremmo sapere come mai degli aerei della NATO ci sorvolano sopra la testa rilasciando le scie chimiche con metalli pesanti e bario?

Di Pietro: Immediatamente, sul signoraggio bancario questo è uno scandalo davvero, il signoraggio bancario è peggio di un’estorsione, è peggio di un’estorsione perché legalizzato.

   Con riferimento invece alla questione degli aerei qui è un problema ancora più complesso; i nostri spazi, ma non solo i nostri spazi, i nostri siti marini e terrestri ancora oggi sono occupati (Soru sta facendo una grande battaglia), sono occupati da realtà militari non italiane. Ora, che ci debba stare dislocato nel territorio mondiale dei luoghi di ammassamento, accumulamento e detenzione, per l’amore di Dio, ma che debba essere tutto questo fatto senza nemmeno il coinvolgimento, noi in Italia non sappiamo neanche se e quante bombe atomiche abbiamo.

Conduttore della trasmissione: Pare che ne siano…

Di Pietro: Ce nei siano…

Conduttore della trasmissione: Pare, si è parlato di Aviano, insomma…

Di Pietro: Ma non è possibile che altri decidano per noi, è una limitazione di sovranità, dopo di che tutti noi dovremmo assumerci le nostre responsabilità, ci mancherebbe altro. Tutti quanti vorremmo, io sento dire molte persone, non ci deve stare… ho sentito dire alcune discussioni di programmi la polizia deve essere disarmata; eh mi piacerebbe pure a me.

Conduttore della trasmissione: è un utopia.

Di Pietro: Però voglio dire, restiamo con i piedi per terra.

Conduttore della trasmissione: Non occorrerebbe la legge penale se gli uomini fossero angeli.

   Di Pietro non solo non nega l’esistenza delle scie chimiche (è ciò nel linguaggio dei politicanti borghesi è già fin troppo esplicito), ma ha pure tirato in ballo le basi USA-NATO affermando che lì si può fare quello che si vuole. Ha poi giustificato questa triste realtà facendo intuire che purtroppo come la polizia ha le sue armi, così gli eserciti hanno bisogno delle loro…

   Anche il senatore Ciccanti dell’UDC estensore di un’interrogazione parlamentare sulla questione, ha ammesso la realtà del progetto militare delle scie chimiche intervenendo alla trasmissione Rebus di Odeon TV.[28]

   In tale intervista televisiva Ciccanti parte dal punto di vista che il problema delle scie chimiche sia reale e che i militari nascondano la verità; nella sua interrogazione parlamentare al Ministero della “Difesa” e a quello della “Salute” chiede, infatti, quali siano esattamente le sostanze disperse sulla popolazione e sul territorio italiano e quali siano le reali finalità del progetto militare segreto delle scie chimiche.

COSA SONO E COSA NON SONO

   A scarso di equivoci bisogna precisare che non stiamo parlando di inquinamento dei gas di scarico dei motori degli aerei ma di irrorazione da parte di aerei cisterna, e che si tratta di un fenomeno tremendo che mette a rischio là salute di tutti noi. 

L’EVIDENZA DEL FENOMENO

   Questo fenomeno di rilascio di veleni altamente tossici per gli esseri umani tramite il rilascio di scie chimiche da parte di aerei cisterna militari avviene continuamente sulla nostra testa, in tutti i paesi aderenti alla NATO (e non solo, perché anche in Russia succede la stessa cosa).

   Se questi aerei fossero civili, come mai mancano dei segni d’identificazione? E perché devono essere invisibili ai radar? Esiste un radar da costi accessibili, l’AirNav radar,[29]  che è stato è stato utilizzato ripetutamente per verificare che i voli civili siano rivelati, mentre questi voli occulti non sono mai stati visti dal radar in questione.

    I velivoli tradizionali impiegano i trasponders (mode S)[30] nelle varie modalità ed un dispositivo chiamato TCAS (Traffic Collision Avoided System): con tali apparati, i trasponders dei vari aerei s’interrogano direttamente in modo tale che, se si hanno problemi di comunicazione con la torre di controllo, il pilota è in grado di conoscere l’eventuale presenza di un velivolo in rotta di collisione già a 50 miglia nautiche di distanza”.

   Ora, il punto è il seguente: gli aerei impegnati nelle operazioni di aerosol clandestine, pur essendo avvistati distintamente a sorvolare l’area di copertura del radar, non inviano alcun tipo di segnale identificativo riconoscibile dall’apparecchiatura, tarata sui voli civili e commerciali regolari.

   Il caso del 28 dicembre 2007 è, seppure importante come prova, anomalo, in quanto l’aeromobile (inizialmente proveniente da Nord/Nord Ovest) è stato comunque intercettato dall’apparecchiatura elettronica, che ne ha fornito i dati di quota, velocità, direzione, longitudine, latitudine etc. Insomma, forse siamo di fronte ad una falla del sistema di oscuramento elettronico presumibilmente gestito dal sistema di controllo satellitare, visto che, normalmente questi aerei risultano invisibili al Radar AirNav, al contrario di quanto avviene per tutti gli aerei di linea che, nelle vicinanze (le rotte civili non passano sopra Sanremo, ma costeggiano il litorale ed il radar lo conferma) percorrono il corridoio aereo loro assegnato. Un ipotesi plausibile, e che si trattava dell’invio di dati da parte di un “velivolo fantasma”, come nel caso degli aerei adoperati dalla C.I.A. per trasportare, segretamente, persone accusate di “terrorismo”?[31]

   Paradossalmente questi elementi sono di grande rilievo, perché il fatto che gli aerei chimici non segnalano la loro presenza negli standards civili sopra menzionati, dimostra, seppure indirettamente, attraverso un incrocio e confronto di dati, che essi non sono velivoli per il trasporto passeggeri o per quello di merci.

   Qualcosa dunque non quadra e il Radar AirNav dimostra, inequivocabilmente, che i sorvoli a bassa quota sono di origine militare o quanto meno non si riferiscono a velivoli per il trasporto di passeggeri o merci.

Le condizioni per la formazione di scie di condensa

   Le scie di cui stiamo parlando si vedono a volte per pochi secondi nel cielo, ma molto spesso sono scie permanenti, che restano nel cielo perfino per sette ore, pian piano sfilacciandosi e allargandosi, come non era mai successo prima di qualche anno fa.

   Le scie di condensa, infatti, a causa di alcune leggi della fisica che non sono ancora cambiate, possono restare in cielo per una manciata di secondi, eccezionalmente anche per pochi minuti, perciò quando si vede delle lunghe strisce visibili nel cielo dopo il loro rilascio non ci possono essere dubbi: solo un rilascio intenzionale di composti chimici può generare quell’effetto.

   Cerchiamo di chiarire ulteriormente su cosa sono le scie di condensazione: in inglese, il termine “contrails” indica l’abbreviazione di “condesation trail” ovvero “scia di condensazione”.

   Le scie di condensazione sono le scie rilasciate dagli aerei, formate dal vapore acqueo e gas di scarico immessi nell’atmosfera fredda dai motori caldi degli aerei. La loro formazione è legata a specifiche condizioni atmosferiche:

  1. Temperatura inferiore a -40°.
  2. Umidità relativa non inferiore al 70%.
  3. Quota di almeno 8 Km.

   Quanto durano queste scie? “La lunghezza e l’intensità di una scia di condensazione dipendono dalle condizioni atmosferiche, dal tipo e dalla velocità dell’aereo. Le tipiche scie di condensazione variano dai 9 ai 28 Km (da 5 a 15 miglia marine) di lunghezza, e una trentina di metri di diametro. Le scie di condensa si formano generalmente tra 7500 e 1800 metri di altitudine, a temperature molto basse (-40 °C)”.[32]

   Facciamo adesso un semplice calcolo fisico-matematico: se la velocità è data da v=s/t (spazio percorso diviso il tempo impiegato a percorrerlo) e quindi un aereo, che viaggia a una velocità di 6.000 Km/h (tipica velocità di crociera) per percorrere 9 Km impiega un tempo pari a 9/600 ore = 0.015 ore = 0,9 minuti = 54 secondi, mentre per percorre 28 Km impiega un tempo pari a 28/600 = 2,8 minuti = 2 minuti e 48 secondi. Se per caso un aereo viaggiasse a una velocità molto più bassa (ad esempio 300 Km/h) il risultato sarebbe il doppio rispetto a quello precedente, ma sono ben pochi aerei che colano a una simile velocità.[33]

   Nonostante i dati sulla formazione delle scie di condensa siano basati su osservazioni di 50/70 anni (pensiamo all’incredibile numero di voli militari durante la seconda guerra mondiale ma anche in tutte le guerre successive, che da soli hanno permesso di raccogliere una massa di dati impressionante) adesso tanti negazionisti delle scie chimiche si arrampicano sugli specchi per affermare che le condizioni specificate (durata massima della scia pochi minuti, quota di formazione  fra gli 8 e i 12 Km, necessità di una umidità relativa almeno del 60/70% e contemporaneamente di una temperatura esterna minore di -40°) non sarebbero più valide, che ulteriori studi avrebbero permesso di comprendere come le scie di condensa si formino anche a quote inferiori, a temperature superiori, anche con bassa umidità relativa.

   Questa manovra sulla formazione delle scie di condensa è avvenuta in maniera concomitante con l’apparire di scie anomale (scie persistenti, scie che oscurano il sole, scie in quantità mai vista fino ad allora, rilasciate da aerei che non seguono rotte civili) ci vuole poco a comprendere come quei poteri che stanno dietro l’operazione delle scie chimiche stiano tentando di riscrivere persino le leggi della fisica per tentare di camuffare la loro opera di irrorazione.

   Questi aerei che volano bassi, a quote non idonee alla formazione di scie di condensa, in giorni troppo caldi (temperature non idonee alla formazione di scie di condensa), mostra che il progetto scie chimiche si avvale di due tipi differenti di composti da spruzzare nel cielo tramite aerei cisterna: a volte gli aerei rilasciano scie che persistono fino a 7 ore, mentre altre volte rilasciano composti che si disperdono più rapidamente nell’aria. Ma anche quelle che sembrerebbero autentiche scie di condensa (solo perché scompaiono dopo una manciata di secondi) sono quasi sempre irrorazioni velenose, lo si capisce dalle traiettorie dei voli (fuori da ogni rotta civile), dalla bassa quota alle quali si vedono. Per altro dopo continui passaggi delle “scie evanescenti” il cielo si opacizza fino a diventare biancastro.

LE AMMISSIONI DELL’ESISTENZA DEL FENOMENO

   Il primo paese al mondo dove ufficialmente si è notato e protestato per le scie chimiche fin da quando furono osservate per la prima volta, è stato il Canada nell’inverno del ’98. I cittadini di una piccola città chiamata Espanola a causa della crescente preoccupazione si rivolsero al governo dell’Ontario e il ministro dell’Ambiente fu forzato a condurre dei test sulla qualità dell’aria. A un meeting del 29 agosto ’99, egli rassicurò la cittadinanza che l’aria era sicura, ma la commissione d’inchiesta creata per lo studio del fenomeno si rifiutò di pubblicizzare i risultati delle analisi. Per questo motivo scoppiò una rivolta popolare; questa vicenda fu raccontata anche dalle news nazionali della CBC. Nel novembre ’99 la gente di Espanola firmò una petizione e la presentò al Parlamento di Ottawa, lamentandosi degli aerei che scaricavano alluminio e particelle di quarzo sopra la città. Essi sapevano di questo, perché un cittadino di Espanola aveva prelavato dei campioni di neve e li aveva portati per farli esaminare al North West Laboratory dell’Ontario. Quando questi campioni furono esaminati, i chimici del laboratorio trovarono livelli di alluminio sette volte superiori al limite preventivo nell’acqua potabile e molte particelle di quarzo. Nella petizione i cittadini chiesero di non essere irrorati con queste sostanze, chi stesse svolgendo simili attività e perché le stesse facendo. L’Air Force statunitense disse di essere estranea a tutto ciò, nonostante che i cittadini di Espanola avessero molte foto che mostravano aerei cisterna americani che rilasciavano lunghe scie sopra la loro comunità.

   45 giorni dopo la presentazione della petizione, il governo canadese rispose ai cittadini di Espanola, negando ogni responsabilità, dicendo che “non sono i nostri aerei” a irrorare il cielo, e i militari canadesi dissero di non avere informazioni su alcun paese che avesse chiesto dei permessi per tale attività. Qualcosa di più si seppe quando nel dicembre del 2000, quando un signore di nome Terry Stewart si accertò della situazione con i militari e rispose con un breve messaggio telefonico, dove si affermava che quello che i cittadini di Espanola avevano denunciato era frutto di un’operazione militare congiunta tra Canada e Stati Uniti.

BREVETTI SULLA MANIPOLAZIONE CLIMATICA

   Per chi avesse dei dubbi che ciò possa realmente succedere, bisogna sapere che i primi brevetti sulla manipolazione climatica risalgono agli anni ’20 del secolo scorso.

Numero brevettoAnnoNota
13383421920Procedimento e apparato per la produzione di nuvole, nebbie o foschie artificiali
16191831927Procedimento per la produzione di nuvole di fumo da aerei in movimento
16652671928Procedimento per la produzione di nebbia artificiale 
19570751934Equipaggiamento per l’irrorazione aerea
24092011946Mistura per la produzione del fumo
25503241951Procedimento per il controllo climatico
25826781952Apparato per la disseminazione di materiali dagli aerei
26140831952Mistura per la creazione di fumi schermanti a base di cloruri metallici
26334551953Generatore di fumo
29084421959Metodo per la dispersione di nebbie e nuvole naturali

LE AMMISSIONI DEL CNR

   Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) ammette la manipolazione climatica tramite aerosol climatica tramite aerosol e radiazioni elettromagnetiche. [34]

   Vediamo i punti salienti di queste ammissioni:

   “Meteorologia Dinamica.

   Temi di ricerca applicata riguardano la modellistica della turbolenza e della dispersione degli inquinanti nello strato limite planetario,[35]  la modellistica di previsione meteorologica a breve, medio e lungo termine, la modellistica globale meteo-climatica, anche accoppiata atmosfera-oceano (…). Le tematiche principali riguardano lo studio del comportamento del sistema climatico terrestre, rivolgendo particolare attenzione ai processi fisici che definiscono gli scambi di energia tra superfice terrestre ed atmosfera e i processi d’interazione della radiazione solare e della radiazione terrestre con l’atmosfera del nostro pianeta.[36] In questo contesto, le attività di ricerca sono principalmente dedicate (1) allo studio dei vari processi fisici capaci di generare variazioni di notevole rilevanza sul bilancio di energia del sistema climatico terrestre, ed in particolare la forzatura radiativa da aerosol e nubi ed della modellistica (fisica e chimica) degli aerosol e degli altri costituenti atmosferici reattivi sulle scale locali e regionali[37] e (2) alla ricostruzione ed analisi delle serie storiche di dati climatici e meteorologici , con il fine di trarre accurate informazioni sulle variazioni climatiche avvenute nel passato e di ricavare utili indicazioni sulle previsioni dei futuri cambiamenti climatici. (…)

Processi atmosferici.

   Questa Sezione comprende settori di forte interesse per le problematiche del clima e dell’ambiente: (1) Chimica dell’atmosfera: Le attività di ricerca si articolano schematicamente su tre filoni fra loro interdipendenti: i) interazione aerosol/nubi, chimica delle nubi ed effetti sul clima; ii) fisica e chimica dell’aerosol in diverse regioni del globo ed effetti sul clima; iii) modelli chimici di trasporto a scala regionale (2) Nubi e precipitazioni: L’interesse di questo gruppo riguarda aspetti cruciali dello studio delle nubi, delle precipitazioni, e, dei sistemi precipitanti, senza restrizione di scale o di metodologie. I temi principali sono: a) microfisica delle nubi e fisica dell’aerosol atmosferico,[38] b) formazione delle precipitazioni, con particolare interesse alla grandine ed alla fisica del ghiaccio atmosferico, c) interazione fra onde elettromagnetiche ed idrometeore,[39] anche come base per la radarmeteorologia fondamentale, d) meteorologia da satellite e Nowcasting, per la stima dell’intensità di precipitazione e lo studio del ciclone extratropicale. 3) Aerobiologia: attività di studio del materiale biologico aerodisperso e negli confinati ,[40]  immissione, trasporto e diffusione, interazione con altro materiale particolato. Viene gestita la rete di campionamento del materiale biologico per i ministeri della Sanità e dell’Ambiente”.[41]

Che cosa contengono le scie chimiche

   Secondo gli studi effettuati, con le scie chimiche vengono sparsi nell’aria: alluminio, bario, quarzo, cobalto, manganese, silicio, torio, arsenico, piombo, mercurio, uranio, zinco, stronzio, rame, selenio, titanio, fosforo, calcio, dibromuro di etilene (pesticida messo al bando in quanto considerato cancerogeno), cloruro di acetilcolina,  batteri pesudomonas aeruginosa, pesudomonas fluorescens, batteri serratia marcescens, streptomiceti, virus, retrovirus, batteri, micoplasmi, funghi, spore, muffe, parassiti nematodi (ovvero vermi), globuli di sangue essiccato, sostanze sedative, fibre,  polimeri.

   Le fibre a base di silicio che sono state osservate al microscopio elettronico dalla dottoressa Staninger sono fin troppo simili ai filamenti che fuoriescono dal corpo delle persone colpite dal morbo di Morgellons,[42] un’orribile malattia in tremenda espansione negli USA. Si tratta di una malattia che per anni è stata negata l’esistenza, ma di recente è stata riconosciuta come una reale patologia da parte dell’organismo federale CDC (Centro per il Controllo delle Malattie). È da tenere conto che negli USA le irrorazioni aeree sono iniziate da più di 10 anni rispetto all’Europa.

PERCHE’ MKANIPOLANO IL CLIMA

   Una volta esisteva un sito per controllare (ora per ora) i parametri di umidità relativa e la temperatura alle diverse quote. Grazie a esso si poteva scoprire da soli anche in giorni in cui le scie sono numerosissime le condizioni fisiche per la creazione di scie di condensa, non sono verificate. Il sito era http://weather.uwyo.edu/upperair/europr.html ma dalla primavera del 2008 il sito è stato modificato e adesso permette di conoscere solo i valori medi di umidità e temperatura nel corso di 12 ore (dato completamente inutilizzabile ai fini di una verifica). Siccome i dati che il sito rendeva pubblici servivano completamente a dimostrare scientificamente che le scie di condensa non si potevano formare quasi mai, qualcuno deve avere fatto pressione perché le cose cambiassero. Da notare la singolare situazione di un servizio fornito da un’istituzione universitaria (University of Wyoming) invece di migliorare, diventa più scadente e approssimativo col passare del tempo. Evidentemente troppe persone utilizzavano quel sito per smascherare gli avvelenatori e ciò ha dato troppo fastidio a chi gestisce l’operazione delle scie chimiche.

Stanno distruggendo le coltivazioni per impiantare Ogm?

   Una delle cose che si può notare osservando il cielo con costanza è la dissoluzione delle nubi portatrici di pioggia tramite l’uso di opportuni composti chimici dispersi da aerei (fra i quali probabilmente trimetilalluminio e sali di bario, che sono igroscopici). Quando le nuvole se ne vanno nel cielo, appaiono le solite scie, a volte con inusuali (per normali voli di linea) linee curve. Nel 2008 è mancata la pioggia quando era utile, mentre è arrivata al momento sbagliato al tempo del raccolto. Sembra che facciano di tutto per far crollare la produzione dei cereali e degli altri beni alimentari.

   Nel frattempo, le api stanno scomparendo, e la causa è da attribuirsi non solo alle onde elettromagnetiche emanate dai vari ripetitori (per telefonia, TV, radio), ma ai veleni e ai parassiti irrorati tramite scie chimiche. Senza api le piante non sono impollinate e i raccolti sono a rischio; diceva correttamente Albert Einstein che se le api dovessero scomparire alla razza umana, resterebbero 5 anni di vita.

   Attenzione, quando i cereali non cresceranno più (e nel frattempo il loro prezzo aumenta vertiginosamente a causa delle speculazioni finanziarie, in altre parole il prezzo dei cereali viene gonfiato ad arte) si dirà che il rimedio sta nell’uso di sementi OGM, che sono pericolose per l’essere umano in quanto disegnati per scopi ben diversi da quello che dicono. Se prima stanno alterando il clima per poi promuovere la vendita degli OGM è facile vedere degli scopi oscuri e nefasti dietro a questa manovra, probabilmente gli OGM del prossimo futuro saranno disegnati espressamente per causare alterazioni genetiche nel DNA umano (si è già visto che le piante OGM possono causare alterazioni genetiche nei batteri simbiotici delle api facendole ammalare). Tutto questo potrebbe apparire un tremendo racconto di fantascienza ma purtroppo simili atrocità sono già successe (come abbiamo all’inizio delle sperimentazioni su esseri umani negli USA e in Gran Bretagna). Guarda caso, nel 2008, l’UE a causa dei rincari alimentari apre agli OGM.[43] 

   In un articolo apparso sul quotidiano Repubblica del 19 maggio 2008, a firma di Alberto D’Argenio, si dice:

prodotti agricoli Secondo la Commissione Ue tra settembre 3006 e febbraio 2008 i prezzi dei prodotti agricoli calcolati a livello planetario del 70 per cento.

il grano Il grano è il prodotto agricolo il cui prezzo è salito di più: è infatti balzato del 113% negli Stati Uniti ed è quasi raddoppiato (+ 93%) in Europa.

la soia americana Forte incremento anche per il prezzo della soia americana che, in base ai calcoli del Commissione Ue, da settembre 2006 è aumentato dell’83%.

il riso thailandese Nei mesi scorsi c’è stato allarme per l’incremento del prezzo del riso, tanto che in India è stato vietato l’export. Il prezzo del riso thailandese aumentato del 52%

   Le cause (…)

il maltempo Il balzo dei prezzi alimentari è legato anche al maltempo: per la Fao gli stock mondiali di cereali nel 2008 scenderanno ai minimi degli ultimi 25 anni.

le coltivazioni transgeniche Per rispondere all’impennata dei prezzi degli alimentari, la Commissione Ue non esclude di ricorrere agli Ogm, cioè alle controverse coltivazioni transgeniche”.

   Per affrontare correttamente il problema inerente, la genetica e gli organismi genericamente modificati, bisogna avere chiara la visione che si ha del rapporto essere umano/natura.  Diceva a proposito Engels: “Noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa, ma che noi le apparteniamo come carne, sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscere le sue leggi ed impiegarle nel modo più appropriato” (F. Engels, Antidhuring).

   Perciò alla faccia di molti pseudo marxisti che secondo un’errata concezione produttivistica hanno ripreso la concezione di A. Smith, che sognava una società composta di produttori, che avrebbe fornito il più gran numero di cose e di conseguenza il massimo di plusvalore.

   Questa ricerca del massimo profitto non può che provocare disastri. La siccità, tanto per fare un esempio è una realtà grave che interessa l’intero pianeta Terra. A essa è collegato il processo di desertificazione di vaste aree dell’Africa e dell’Asia. La causa unica ed esclusiva dell’attuale situazione è data dal mantenimento del Modo di Produzione Capitalistico, basato sul perseguimento del massimo profitto. Il saccheggio violento, selvaggio, distruttivo della Natura ha una ben precisa, esatta, logica: l’appropriazione del valore insito nei beni naturali, trasformati poi dal processo produttivo e incorporato nel costo della merce, abbassando così il costo della merce e ottenendone un sovrapprofitto. L’emissione di gas nocivi dell’equilibrio climatico, è determinato dal fatto che nel ciclo produttivo sono utilizzate sostanze a più basso costo ma che hanno un particolare grado di difficoltà di smaltimento, tutto ciò consegue che s’interrompe e si altera gravemente il ciclo della riproduzione naturale e quindi s’impoveriscono le risorse naturali a disposizione della vita sulla Terra, a disposizione del ciclo naturale della riproduzione. Avviene così che il processo naturale della riproduzione si attua in sempre più precarie condizioni, in sempre più povere condizioni, con alterazioni a cascata su tutti i sistemi di vita e tutti assieme determinano la degenerazione del sistema di vita o ecosistema.

   In campo agricolo l’uso sconsiderato di fertilizzanti e degli altri prodotti chimici (diserbanti, coloranti ecc.) ha inaridito il terreno, impoverendolo e ha alterato il ciclo d’interscambio di ossigeno-anidride carbonica oltre che le condizioni climatiche con le relative piogge acide. Questi prodotti “agricoli”, sono in realtà dei veleni, essendo assorbiti dal terreno filtrano poi tramite falde acquifere nei corsi dei fiumi che gettandosi a mare avvelenano i fiumi prima e il mare poi. E questo causa un impoverimento della fauna e della flora marina, che assolvono un ruolo vitale nel più generale equilibrio dell’ecosistema.

   Tutto questa sta dimostrando che la sopravvivenza del Modo di Produzione Capitalista richiede la morte e la distruzione di tutto quanto è Vita in qualsiasi forma essa esista sulla Terra. Di conseguenza sul piano spirituale esso produce solo teorie distruttrici della socialità degli uomini e come sparge veleni materiali nel pianeta, così sparge di veleni spirituali nelle coscienze degli uomini: da una parte con teorie violente, individualiste, assurde, irrazionali e dall’altra con sostanze come le droghe che intaccano la vita intellettuale e affettiva degli uomini e delle donne. Per questi motivi il problema di superare il Modo di Produzione Capitalista si pone come problema vitale.

   Una delle conseguenze della crisi di sovrapproduzione in atto (fatto che non si fa sufficientemente notare) è la sovrapproduzione nel campo agricolo. Esistono specifiche politiche agricole e disposizioni legislative atte a mantenere la produzione circolante entro certi limiti al fine di mantenere alto il prezzo e tramite la politica dell’ammasso si ritira dalla circolazione la produzione in sovrappiù per poi distruggerla. Sono note le distruzioni dei pomodori, come sono note anche le pesanti sanzioni contro i contadini del nord-est italiano il cui crimine era di produrre una quantità maggiore di latte rispetto alle quote di produzione a loro assegnate. Le celle frigorifere dei vari paesi europei sono piene di derrate alimentari ritirate dal commercio per mantenere alti i prezzi e agire così da freno alla caduta del profitto in questo settore e in seguito distrutte o se sono deteriorate le si da ai popoli del Tricontinente, scaricando i costi di tale vendita sulla bilancia commerciale e ridistribuire così tale surplus agli industriali del settore.

   Bisogna mettersi bene in mente, che quando parliamo di prodotti come il mais, il pomodoro, la frutta, la carne ecc. non parliamo di merci qualsiasi ma di prodotti vitali per la sopravvivenza fisica della specie umana. Essi quindi devono avere ben precise ed esatte qualità proteiche e organolettiche funzionali al complesso sistema fisiologico dell’essere umano.

   Nel processo di produttivo, vanno distinti i due settori: il settore I° che è quello che produce i mezzi di produzione e il settore II° che è quello dei beni di consumo. I tempi di ciascun settore sono la risultante dei tempi di circolazione dei singoli capitali ivi impiegati e quindi anche dal livello della scienza e della tecnica. L’agricoltura occupa per intero il I settore, poiché fornitrice di tutte le materie prime che sono fornite nel processo produttivo. I settori fondamentali di tale processo sono quello manifatturiero e quello agricolo. Questi due settori hanno due diversi tempi di circolazione con il settore agrario che marcia almeno due marce in meno, ha cioè, tempi più lenti, dati dai vincoli naturali: semina, stagionatura, raccolta, clima terreno.

   Questo significa che tale settore costituisce una sacca ove ristagnano capitali e il tempo di rotazione inchiodato dai limiti naturali del processo produttivo. Questo ha determinato la minore valenza della teoria del valore-lavoro nell’agricoltura, dove vige la teoria della rendita differenziata, che si è andata nel tempo contraendosi a favore della teoria del valore-lavoro, man mano che il processo produttivo agricolo era omologato al sistema produttivo capitalistico: la penetrazione capitalista nelle campagne era determinata dal processo di meccanizzazione e dallo sviluppo della chimica nell’agricoltura.

   La ricerca scientifica inerente alla Genetica, per quanto attiene la manipolazione genetica, ha consentito di abbattere drasticamente tali limiti naturali, accelerando il processo di circolazione e di rotazione in questo settore e nel più generale processo di autovalorizzazione del capitale, con un consequenziale innalzamento del profitto e del valore dei capitali investiti in tale settore, innalzandone la produttività capitalisticamente intesa. Si ottiene così un similare andamento in questi due fondamentali settori.

   L’origine dell’invadenza su scala mondiale del capitalismo nell’agricoltura, nasce dal fatto che negli anni ’70 e ’80 il capitale che era accumulato in eccesso è stato dalla borghesia riversato principalmente versi i paesi dipendenti sotto forma di prestiti.

   Uno dei risultati è stato quello di devastare su scala mondiale e in modo irreversibile le primitive strutture agricole esistenti dedite prevalentemente a un’economia agricola di autosufficienza (e rendendo così “esuberi” miliardi di uomini e donne).

   La maggiore subordinazione di questi paesi al mercato capitalista mondiale, comporta che il capitale per valorizzarsi deve abbattere tutti i tempi morti. Il processo produttivo costituisce solo un necessario intermezzo tra il momento d’investimento dei capitali per la produzione e quello del rientro maggiorato del capitale investito. Da qui nasce la necessità dell’elemento del continuo rivoluzionamento dei mezzi di produzione.

   E’ dalla necessità di battere i limiti naturali che il processo produttivo nel campo agricolo che ha comportato, entro il più generale movimento di assoggettamento e omologazione di tale settore ai tempi di rotazione e circolazione del capitale, che ha determinato lo sviluppo della particolare branca della scienza della Genetica, ossia di quella inerente alla Manipolazione Genetica in campo agricolo. Le piante geneticamente modificate che interagiscono con l’ambiente e tramite le quali e sulle quali agisce il processo non solo della sintesi clorofilliare, ma l’intero interscambio ossigeno-anidride carbonica- azoto, e quindi tali piante scaricano in questo processo i loro veleni nell’ambiente, proprio ed esattamente nel loro processo di crescita e maturazione. Avvelenano non solo il terreno ma anche l’aria e la vita animale giacché interferiscono nel processo della riproduzione per gemmazione e impollinazione.

ANCORA HARP

  Dunque, le antenne del progetto HARRP insieme con altre antenne minori (che sembra siano spuntando come funghi un po’ dappertutto, magari camuffate ripetitori della telefonia mobile) e alle scie chimiche, fanno parte di un progetto che ha la finalità di controllare il tempo (ad esempio controllare le formazioni nuvolose). La prova si può trovare nel cielo, dove sempre più spesso le nuvole appaiono, ondulate, come se fossero sagomate da un’onda: il particolato metallico rilasciato dalle scie chimiche insieme alle emissioni alle emissioni elettromagnetiche di grande intensità è un segno evidente della manipolazione climatica in azione.

   Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali, sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre) che indirizzandole sulla ionosfera. Probabilmente l’hanno fatto più di una volta negli anni; sono sotto gli occhi di tutti le trombe d’aria e gli uragani che continuano a flagellare con sempre maggiore frequenza il mondo intero.

   Se tutto questo può apparire fantascienza, proviamo a interrogarci coma mai nei primi anni del XXI secolo ci sono stati tre grossi terremoti e tutti nel giorno 26 dicembre? Strano vero? La probabilità che ciò succeda è dell’ordine di 1/365* 1/365 (bisogna dire però che prima o poi nella lunghissima storia della terra, anche se una probabilità per quanto piccola che sia porta al verificarsi di questa e altre coincidenze). Del resto, abbiamo già visto prima le esplicite dichiarazioni del generale Mini.

   Per non restare sul vago vediamo la notizia dell’agenzia Knight-Ridder, pubblicate dal Sunday World Tulsa, Oklahoma, il 10 dicembre 1989: “San Jose, California – Un ricercatore della Stanford University ha dichiarato giovedì’ scorso che le insolite onde radio registrate qualche ora prima del terremoto di Loma Frieta potrebbero essere usate un giorno per prevedere in anticipo l’arrivo di un sisma.

   Tre ore prima che avvenisse il terremoto, uno strumento usato dai ricercatori di Stanford proprio nei pressi dell’epicentro del sisma ha registrato dei segnali di grande potenza, i più potenti che avesse mai rilevato in due anni di lavoro. Le onde continuarono fino al momento in cui avvenne il terremoto, allorquando venne a mancare la corrente elettrica e lo strumento si spese.

     “Abbiamo visto cose alquanto insolite che non riusciamo a spiegare” ha dichiarato Arman Bernardi, membro dell’equipe di ricercatori della Stanford University che, per pura coincidenza, stava studiando comunicazioni sottomarine.

   Lo strumento, sistemato una casa a Corralitos, cominciò a registrare un forte aumento di onde radio a frequenza bassissima, 12 giorni prima del terremoto.

   Antony Fraser-Smith, il capo dell’équipe di ricercatori dell’équipe, non sa spiegare come la terra possa aver generato onde radio, ma si dice convinto che queste siano collegate al terremoto.

  Un geologo del governo ha però gettato acqua sul fuoco, invitando a non fare congetture riguardo alle rilevazioni dei ricercatori di Stanford.

   Per Malcom Johnston, del Servizio Geologico Usa, “E’ abbastanza comune che accadano cose strane (poco prima del terremoto), si tratta di pura coincidenza”.

    Nell’aprile 1997 il ministro della “difesa” USA, William S. Cohen dichiarò: “Altri si stanno occupando anche di una sorte di eco-terrorismo attraverso il quale essi possono alterare il clima, causare terremoti, fare esplodere vulcani attraverso l’uso a distanza di onde elettromagnetiche”.

   Il ministro Cohen fece quest’affermazione a una conferenza su “Terrorismo, armi di distruzione di massa e strategia degli U.S.A” nella sua veste ufficiale di ministro statunitense, dove utilizzò la parola “stanno” e non la parola “potrebbero”. Per altro ha precisato in seguito: “E’ reale, questo è il motivo per il quale dobbiamo o intensificare i nostri sforzi”.

    Saremmo degli stupidi e degli allocchi se credessimo davvero alla storiella che il governo USA possa essere messo in ginocchio da terroristi che usano armi così sofisticate che richiedono mega-impianti tecnologici da dove emettono onde elettromagnetici. Se si ha un minimo di conoscenze di come si muove l’imperialismo USA, si sa molto bene del viziaccio di attribuire ad altri le sue malefatte (come gli attentati dell’11 settembre 2001 creati ad arte e attribuiti ai “terroristi islamici”), queste dichiarazioni di Cohen sembra alludere alla realtà di certe armi, al fatto che esse siano in dotazione all’esercito USA, che poi le abbiano già usate il sospetto, è forte.

   L e antenne del progetto HAARP e le altre attrezzatture che con esse lavorano in sintonia emanano forti campi elettromagnetici. Con la terra sotto, e lo strato metallico sopra ci troviamo tutti in un immenso forno a microonde che sta alterando il clima terrestre. Altro che effetto serra, stanno cuocendo a fuoco lento la Terra con tutti i suoi abitanti e come alibi utilizzano le emissioni di CO2, utilizzando come testimonial un personaggio come Al Gore.

   In realtà sembra che siano le attività notturne degli aerei cisterna che spruzzano a tutto spiano scie persistenti approfittando del buio (come dei licantropi nelle notti) impediscano l’escursione termica, incrementando così l’effetto serra, che è quindi originato da ben altro che non emissioni di CO2.

   Dieci anni prima degli annunci sul “global warming causato dall’anidride carbonica”, gli scienziati attribuivano al CO2 il raffreddamento della terra tanto che nel 1980 si prevedeva una nuova glaciazione a causa delle amissioni di anidride carbonica.

   Il rapporto che fece un organismo internazionale come l’I.P.C.C. (International Panel on Change, ovvero l’osservatorio internazionale sul Cambiamento Climatico) nasce dall’esigenza di coprire i veri responsabili del surriscaldamento del pianeta e degli sconvolgimenti climatici. Le pressioni del governo degli Stati Uniti furono notevoli, nonostante l’opposizione di un centinaio di scienziati, i quali accusavano i relatori del rapporto di stilare un documento falso utile solamente alle lobbies militari.[44]

   Il riscaldamento globale va dunque attribuito in parte alla maggiore attività solare (tutti i pianeti del sistema solare sono più caldi) ed in gran parte alle emissioni elettromagnetiche delle antenne del sistema HAARP che in sinergia con le scie chimiche trasformano il nostro bel pianeta in un immenso forno a microonde.

Una presenza inquietante: troppi elicotteri in volo a quote bassissime

   Quello che dirò adesso potrebbe sembrare tratto dal copione di un film del tipo X-FILE. Ma in giro ci sono troppi elicotteri, che volano a quote basse, per lo più elicotteri neri, che sembrano all’apparenza normali elicotteri di vigili del fuoco o di altri organismi. Chi li ha osservati ha notato l’assenza di contrassegni identificativi e alcune volte (come se non bastasse) ne sono stati osservati alcuni rilasciare scie (gli elicotteri non possono mai lasciare scie).

   Non si sa quale sia il loro scopo, ma una cosa è certa, accompagnano costantemente le irrorazioni, non è sicuro ancora se per monitorarle o per coadiuvarle con qualche altra diavoleria; ad esempio potrebbero servire per operare una scansione tridimensionale del territorio[45] a scopi militari.

   Un’ipotesi da non scartare è che vadano in giro con dei dispositivi elettronici che servano a influire sia sul corpo sia sulla psiche delle persone, in sostanza a condizionare psicologicamente le persone.

   Tutto ciò non è fantascienza, armi del genere dono già state pubblicizzate e sono in dotazione all’esercito USA. Un valido esempio delle nuove tecnologie di morte si trova nella proposta di legge presentata dal deputato dell’Ohio Dennis Kucinich. Il suo infruttuoso Space Persevation Act del 2001, mirava a bandire le seguenti armi: Armi elettroniche e psicotroniche, armi ad alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza, armi elettromagnetiche soniche ed ultrasoniche, armi laser, armi strategiche tattiche ed extraatmosferiche, armi chimiche, biologiche e tettoniche, [46]scie chimiche.[47]

   Negli USA qualcuno ha osservato che questi elicotteri sono in grado di emettere, energia ad alta intensità da antenne oppure da bracci, fissati alla plancia degli elicotteri. Questa energia lampeggia ad alta intensità di scatti a gruppi di 4-6 impulsi e poi si ripete un secondo o due più tardi. È più semplice vedere questi lampi durante la notte naturalmente, ma questo bombardamento di impulsi elettronici viene effettuato anche durante il giorno.

 Altra possibilità è che questi elicotteri concorrano a disperdere a bassissima quota (a volte volano sulle nostre teste appena sopra i tetti delle case) agenti infettivi o che servano per progetti di controllo/spionaggio. Abituare le persone presenza costante di questi elicotteri potrebbe servire in un prossimo futuro: nel caso scoppino rivolte contro il governo (a causa della crisi economica per esempio) tali elicotteri potrebbero garantire un efficacissimo servizio di repressione e di controllo del territorio.

   La presenza di misteriosi elicotteri notturni, non viene segnalata solamente negli USA o in Europa, ma anche in altri paese come il Perù.  C’è una denuncia viene da un documento del Comitato Centrale del PCP 4° dell’aprile 2010: “Hanno contrattato con consiglieri israeliani, la CIA non è bastata; il Mossad dice: servono per la lotta antisovversiva elicotteri notturni con più potenza di fuoco, questo richiede più soldi dal parlamento, hanno cambiato le funzioni dei giudici nelle zone di emergenza, ora lo fa direttamente la polizia e c’è una nuova legge – la cosiddetta “dell’impunità” con la quale la polizia è autorizzata a sparare senza rispondere per questo”.

   In questo documento ci sono due aspetti da analizzare: il primo è quello della legislazione antisovversiva che ricorda quella dei territori palestinesi occupati e la seconda quello degli elicotteri notturni.


   Questi elicotteri ufficialmente usati per scopi “antisovversivi”, in realtà sono usati per scopi di controllo e forse per qualcosa di più tremendo. Questi elicotteri sono stati visti a Lima dal 2008, dove giravano in cerchio attorno alle aree più popolate. Dopo che sono passate sopra le case delle persone benestanti, gli abitanti cominciano ad acquistare medicine (che è escluso per la maggioranza della popolazione di Lima).

   Ora le forze di polizia hanno la capacità tecnica per rintracciare persone dagli elicotteri: sono in grado di vedere elettronicamente la loro firma del DNA sullo schermo di un computer. Questo è uno dei motivi perché nei vari paesi si è desiderosi di raccogliere un campione di DNA, dalle salive in ogni occasione. In seguito, il DNA è digitalizzato ed entra nelle banche dati informatiche governative e può essere monitorato o usato per torture psicotroniche.[48]

   Questo documento del PCP fa pensare anche alla forte integrazione che c’è tra strategie militari della NATO e quelle israeliane. Nell’aprile 2001 Israele firma al quartier generale della Nato a Bruxelles l’accordo di sicurezza, impegnandosi a proteggere le informazioni classificate che riceveranno dalla cooperazione militare. Nel giugno 2003 il governo italiano stipula con quello israeliano un memorandum d’intesa per la cooperazione nel settore militare che prevede tra l’altro lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di guerra elettronica. Nel febbraio 2005 il segretario generale della Nato compie la prima visita ufficiale in Israele, dove incontra le massime autorità militari israeliane per “espandere la cooperazione militare”. Nel marzo dello stesso anno si svolge la prima esercitazione navale congiunta Israele – Nato. In giugno, la marina israeliana partecipa a un’esercitazione Nato del Golfo di Taranto. In luglio le truppe israeliane partecipano a un’esercitazione Nato “antiterrorismo” che si svolge in Ucraina. Nell’ottobre del 2006, Nato e Israele concludono un accordo che stabilisce una più stretta collaborazione israeliana al programma Nato “Dialogo mediterraneo”, il cui scopo è “contribuire alla sicurezza e stabilità della regione”. In tale quadro “Nato e Israele si accordano sulle modalità del contributo israeliano all’operazione marittima Nato Active Endeavour”. Israele è così premiato dalla Nato per l’attacco e l’invasione del Libano. Le forze navali Israeliane, che insieme con quelle aeree e terrestri hanno appena martellato il Libano con migliaia di tonnellate di bombe facendo stragi di civili, sono integrate nelle operazioni Nato che dovrebbe combattere il “combattere il terrorismo nel Mediterraneo “.

   Il 2 dicembre 2008, circa tre settimane prima del criminale attacco a Gaza, la Nato ratifica il “programma di cooperazione individuale” con Israele. Esso comprende “controterrorismo”, tra cui scambio d’informazioni tra i servizi segreti; connessione di Israele al sistema elettronico Nato; cooperazione nel settore degli armamenti, aumento delle esercitazioni militari congiunte Nato – Israele; allargamento della cooperazione nella lotta contro la proliferazione nucleare (tutto da ridere, perché Israele è l’unica potenza nucleare della regione, non solo, ha rifiutato di firmare qualsiasi trattato di non proliferazione). L’11 gennaio 2009, due settimane circa dopo l’attacco delle forze militari a Gaza con il relativo massacro della popolazione civile, il segretario generale della Nato si reca in visita ufficiale in Israele nell’ambito del “Dialogo mediterraneo” (l’umorismo è molto diffuso negli alti vertici militari). Nel suo discorso afferma che “Hamas, con i suoi continui attacchi di razzi contro Israele, si è addossato la responsabilità delle tremende sofferenze del popolo che dice di rappresentare”.


   Nell’ambito della cooperazione Nato – Israele, l’Italia è centrale.


   La cooperazione militare Italia – Israele è stabilito dalla legge n. 94 del 17 maggio 2005. La cooperazione tra i ministeri della difesa e le forze armate dei due paesi riguarda l’importazione, l’esportazione e il transito di materiali militari, l’organizzazione delle forze armate, la formazione/addestramento. Sono previste a tale scopo riunioni dei ministri della difesa e dei comandanti in capo dei due paesi, scambio di esperienze fra gli esperti, organizzazione delle attività di addestramento e delle esercitazioni. In tale quadro, quando nel marzo 2005, ci fu la prima esercitazione congiunta Nato – Israele nel Mar Rosso, a guidare la flotta era la marina italiana. Chissà se in quell’occasione si esercitarono ad assaltare anche le navi disarmate dei pacifisti.


   E in questo quadro di rafforzamento imperialista nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, a Sigonella, il 20 gennaio 2009 quando tutti gli occhi dei media sono puntati all’inauguration day di Obama, s’inaugura il sistema Nato Ags. Questo sistema, spiega il comunicato ufficiale servirà a sorvegliare non il territorio Nato, ma il “terreno”, fornendo importanti funzioni “prima e durante le operazioni Nato” in altri paesi. Esso sarà “uno strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di risposta della Nato (Nrf)”: poiché deve fornire il quadro dettagliato del territorio da occupare, permettendo anche di “individuare e prendere di mira veicoli in movimento”. Ciò sarà reso possibile da vari tipi di piattaforme aeree e stazioni di controllo terrestri. Si tratta del più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, finalizzato non alla difesa del territorio della Nato, ma potenziamento della sua capacità offensiva “fuori aerea”, soprattutto quella mediorientale.


   Tutto ciò ha origine dal fatto che dalla prima guerra del Golfo del 1991, si è sviluppata la tendenza alla guerra imperialista contro i popoli oppressi del sud del mondo. Approfittando del vantaggio determinato dal crollo del revisionismo dell’Est e di fronte alle prime avanguardie dell’offensiva strategica della Rivoluzione Proletaria Mondiale (Perù, Filippine ecc.) l’imperialismo scatena un’offensiva controrivoluzionaria generale. Quest’offensiva controrivoluzionaria generale non nega la tendenza alla rivoluzione e all’accentuarsi della lotta di classe a livello internazionale, ma cerca di contrastare queste tendenze e di prevenire l’ampliamento.

   Su Israele sarebbe bene fare dei ragionamenti. Essa non è certamente il cuore del sistema capitalista, ma svolge la funzione di laboratorio, dove si sperimentano soluzioni politiche e militari estreme e dove si compie quello sporco lavoro che gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali preferiscono delegare. Ha pure il compito di sperimentare nuove armi su palestinesi e libanesi, senza che l’indignazione e il discredito ricada direttamente su chi queste armi le producono, soprattutto gli Stati Uniti, ma anche Francia, Inghilterra e Italia.

   Tra il 2006 e il 2009 le forze armate israeliane hanno utilizzato armi sperimentali nelle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza. L’ha rivelato una ricerca condotta dall’Università Sapienza di Roma, dall’Università Chalmer in Svezia e dall’ateneo di Beirut e coordinata dal New Weapons Research Group (Nwrg). Le lesioni prese in considerazione dagli esperti sono state quelle che hanno causato carbonizzazione, bruciature superficiali, bruciature al fosforo bianco e amputazioni. L’analisi delle ferite ha riportato una presenza elevata di numerosi elementi chimici di molto superiore a quella dei tessuti non danneggiati. In tutti i tipi di ferite presi in considerazione, è stata trovata traccia di piombo e uranio e di altri elementi in grado di causare: patologie croniche dell’apparato respiratorio, renale e riproduttivo e della pelle e mutazioni genetiche negli animali, nell’uomo e nei feti.[49]

   Alcuni esempi del tipo di armi usate: “Gerusalemme – Una jeep si dirige verso la folla dei manifestanti inferociti, teatro dell’ennesima protesta antisionista organizzati da militanti per la causa palestinese. Si ferma a mezzo chilometro di stanza: esce un soldato con l’uniforme israeliana, armato di una scatoletta bianca apparentemente innocua.  Pochi attimo ed un suono assordante squarcia l’aria: la folla riottosa, in preda al panico, si tappa le orecchie e si contorce dal dolore. È l’ultima arma segreta in dotazione da tempo all’esercito israeliano, utilizzata pubblicamente dopo molti anni di sperimentazioni. Il” canone sonico” appositamente pensato per disperdere grandi gruppi di persone, battezzato Screamer, è un dispositivo non letale in grado di emettere fastidiosissime frequenze ad altissimo volume. Senza colpo ferire, questa arma può provocare convulsioni, nausea e terribili cefalee anche a centinaia di metri di distanza. Fonti non ufficiali parlano dell’esistenza di una versione ancora più potente di questo insolito cannone, capace di far vibrare gli organi del bersaglio fino a provocare emorragie. Secondo un quotidiano di Gerusalemme, l’uso dello Screamer è avvenimento senza precedenti che rappresenta un significativo cambio di paradigma nelle tattiche di guerriglia urbana. Nonostante molti stati in tutto il mondo posseggono armi simili, nessun esercito ne aveva mai azzardato l’uso di un numero esercito ne aveva mai azzardato l’uso su un numero così elevato di soggetti. L’esperimento di Bil’in, dicono le autorità, ha acuto “esito positivo”: non ci sono stati feriti gravi”.[50]

   Nel maggio 2006, il canale televisivo italiano Ray News 24 ha trasmesso un’inchiesta fatta da giornalisti in Iraq riguardante l’uso di un nuovo tipo di arma sperimentale.[51] Questa ultima consiste di raggi di onde elettromagnetiche corte simili alle onde prodotte dai dispositivi a microonde utilizzati per uso domestico.

   Questo tipo di raggi è diretto su obiettivi umani. Quando la persona colpita, i nervi sotto la pelle ne sono coinvolti, portando alla paralisi del sistema nervoso. Inoltre, le microonde alzano la temperatura corporea attraverso il riscaldamento dell’acqua nelle cellule. Questo tipo di arma causa lo smembramento delle parti corporee colpite e ciò che somiglia a bruciature su diverse parti del corpo, mentre i medici non riescono a trovare alcuna parte solida della bomba. Bret Wagner, il direttore del Research Institute California, ha definito quest’arma il raggio della morte. Wagner indica che: “Quest’arma lavora alla velocità della luce ed è capace di colpire obiettivi da una grande distanza, esponendo gli esseri viventi a microonde che alla loro esplosione”. Ciò spiegherebbe i grandi danni che i medici hanno osservato esaminando i cadaveri. Inoltre, l’inchiesta televisiva sull’Iraq parla di riduzione della massa corporea dei cadaveri risultante dall’uso di quest’arma. Wagner attribuisce all’esposizione ai raggi elettromagnetici anche la fusione e l’aspetto distorto di macchine e autobus presenti sulla scena della battaglia. L’ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld ha confermato che gli USA hanno sviluppato questo tipo di armi.  Le “bombe svuotanti” svuotano i corpi dall’aria, fermando il respiro della persona portando a un immediato attacco cardiaco.[52]

    Tornando agli elicotteri senza insegne, essi sono un elemento comune da persone che ritengono di essere state rapite dagli “alieni”, nelle persone che sono state coinvolte in questa esperienza, si riscontra spesso nei loro racconti molte omissioni, volute o meno, che rappresentano un ostacolo per la ricerca, poiché racconti monchi non possono fornire un quadro completo e attendibile del fenomeno. Una possibile spiegazione lo si potrebbe trovare nelle esperienze virtuali note il con il termine Virtual Reality Scenario (VRT), ossia scenari di realtà virtuale, indotti dall’esterno, che per il soggetto interessato diventa una realtà oggettiva. L’individuo può sperimentare una determinata situazione attraverso un input sensoriale totale e reagire con spontanee risposte fisiche ed emotive, anche se nella realtà si trova sdraiato su di un lettino per esami clinici o sta dormendo nel suo letto senza ricevere alcun segnale esterno che lo disturbi.

   Secondo uno scienziato austriaco il professor Helmut Lamner, i falsi rapimenti alieni sono eseguiti da militari: “dobbiamo cercare di comprendere qual è il programma che si cela dietro il fenomeno delle abductions aliene e qual è lo scopo delle MILAB. C’è un forte interesse dei militari nello sviluppo d’impianti cerebrali, bio-chip per la realtà virtuale, proiezione d’immagini oleografiche, dispositivi di occultamento e armi che alterano la mente”.[53]   

   Uno dei possibili scopi delle MILAB è che si tratti di esperimenti inerenti al controllo mentale e comportamentale.

   In un documento del 1996 dell’Aereonautica Militare Statunitense (USAF) denominato Air Force 2005 e più precisamente nella sezione intitolata Information Operations: A New War (Una nuova capacità di combattimento), dove sono presi in esame gli scenari tecnologici per il 2025. In questo rapporto si accenna alla possibilità di microscopici chip nel cervello, i quali svolgerebbero due funzioni:

  1. Il bio-cip impiantato connetterebbe l’individuo a una rete di sistemi satellitari in orbita a quota attorno alla terra, creando un’interfaccia tra la persona impiantata e incredibili risorse informatiche. L’impianto rilascerebbe le informazioni elaborate dalla rete direttamente al cervello dell’utente.
  2. Il bio-chip potrebbe creare una visualizzazione mentale dell’ambiente circostante generata dal computer e basata sulla richiesta dell’utente. La visualizzazione sarebbe di 360°, non più limitata dal campo visivo umano, e permetterebbe al pilota di un aereo da caccia di porsi in una zona di guerra a lui perfettamente visibile. Inoltre, una vasta gamma di armi sarebbe collegata al sistema satellitare, permetterebbe agli utenti impiantati, in possesso di autorizzazioni speciali (i soldati cibernetici), di usare direttamente queste armi. Questo significa che un soldato potrebbe mantenere la vista nella maniera normale, con più una sfumatura d’informazioni che identifichino e descrivano oggetti specifici, non rientrano direttamente nel suo campo visivo.

   Si può osservare da tali studi che la ricerca sulle human-brain-macchine (cervello umano/macchina) è impianti di realtà virtuale, è già stata intrapresa.

   Dal Centro Informazioni Tecniche di Fort Belvoir, Virginia, emerge un fascicolo, Information Warfare, che studia le informazioni olografiche, i dispositivi di occultamento e mimetica multispettrale che fornirà ai militari capacità strategiche. È questa la tecnologia più promettente atta a creare ambienti fittizi che un avversario potrebbe credere reali. E’ uno strumento ideale per le operazioni di PSYWAR (guerra psichica) dove si tenta di influenzare le persone che sono bersagliate, proiettando immagini olografiche trasmettono l’effetto desiderato. Agli inizi degli anni ’80 il dottor Eldon Byrd era a capo di un progetto americano sulle armi elettromagnetiche. Gran parte di queste ricerche erano condotte nell’Istituto DI Ricerca Radiobiologica di Bethesda (Maryland). Scopo di queste ricerche era di rilevare le attività elettriche del cervello e il modo di influenzarle. Usando onde a frequenze molto basse per stimolare il cervello che rilascia alcune sostanze chimiche capaci di regolare il comportamento umano. Questo sistema applicato agli esseri umani usati come cavie provocava immediatamente nausea e sintomi influenzali. 

   Ritorniamo adesso ai presunti “rapimenti alieni” molte persone coinvolte in queste esperienze come tratto di comune di esse, hanno riscontrato i seguenti elementi: gli elicotteri senza insegne appunto, l’apparizione di strani furgoni e veicoli nelle vicinanze delle abitazioni dei rapiti, l’esposizione a campi magnetici che disorientano e il trasporto a strutture segrete dopo essere stati drogati.

   L’attività degli elicotteri senza insegne iniziò tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 e sembrava essere connessa ai casi di mutilazione animale.[54] In quel periodo, gli elicotteri mostrarono solo un vago interesse verso le persone “rapite dagli alieni”. L’attività degli elicotteri iniziò ad aumentare in relazione alle abductions dagli anni ’80 in poi. Anche in Inghilterra negli anni ’70 stata riportata una forte attività di elicotteri fantasma, ma sembra che il loro interesse verso le mutilazioni animali e gli adotti sia limitato al nord America.

   Da qui si possono formulare delle ipotesi. Che esiste una task force militare che opera fin dai primi anni ’80 che è coinvolta in un’attività di monitoraggio e nel sequestro di persone. Una cosa certa è che questa task force si avvale di un’avanzatissima tecnologia per il controllo mentale.

   È dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi, diverse equipe di neuropsichiatri e ingegneri elettronici, ingaggiati dai vari apparati governativi-militari, soprattutto da quello statunitense, si sono affannati di condurre talvolta, esperimenti classificabili come crimini contro l’umanità, e non mi riferisco solo alle atrocità perpetrate dai nazisti tedeschi


   Questi esperimenti prevedevano, tra l’altro, l’irraggiamento di vasti territori in varie parti del mondo, con onde elettromagnetiche ad alta intensità, modulabile secondo determinati parametri.


  Il capostipite di queste équipe fu lo spagnolo Prof. Juan M. R. Delgado, che già subito dopo la seconda guerra mondiale si dette da fare, coperto dal regime fascista spagnolo, per capire come poteva essere influenzata la vita degli esseri umani, agendo sul loro cervello attraverso sonde o altro.


   Questo “esimio” luminare, Direttore della Clinica Neuropsichiatria Universitaria dell’Università di Yale, negli Stati Uniti, dopo aver studiato come controllare la mente umana attraverso sonde impiantate nel cervello, dirottò la sua attenzione sulla Stimolazione Elettrica Cerebrale Diretta (ESB), abbracciando il più vasto settore degli effetti biologici dei campi magnetici (Correnti Oblique).


   Il seguente brano è tratto dalle pagine 89-96 del libro di DELGADO “Controllo fisico della Mente – Verso una Società Psicocivilizzata” edito nel 1969 (Il titolo è tutto un programma!):  “Ora si sta colmando la lacuna, (si riferisce alle lacune della scienza biomedica fino a quel tempo), è già possibile equipaggiare animali od esseri umani con dispositivi chiamati stimoricevitori, programmati per la trasmissione e la ricezione di comunicazioni elettriche da e per il cervello nei soggetti attivi (li distingue da soggetti repressi!) La micro miniaturizzazione di alcuni componenti elettronici, ci permetterà di costruire uno strumento più efficace nel controllo dei parametri eccitativi tramite un’accurata telemetria cerebrale, attuata con tre sensori installati in tre punti diversi del cervello, stimolando all’uopo precise aree, in seguito a determinati segnali elettrici di attività cerebrale.
   E’ ragionevole speculare che in un futuro ormai prossimo, gli stimoricevitori possano provvedere ad un controllo pressoché totale dell’individuo, interfacciando il proprio sistema neuro-fisiologico con un computer remoto, causando peraltro un’azione reazione tra neuroni e strumenti, la quale rappresenterebbe una nuova tendenza nel campo del controllo medico a distanza delle funzioni neuro-fisiologiche
.”[55] 

   Quindi, il “nostro” (si fa per dire ovviamente) Delgado, con i soliti e crudeli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani, ha continuato a coltivare questa sua “passione”, ora negli Stati Uniti, ora in Spagna, suo Paese natale. Ma soprattutto, ha messo a punto ulteriori tecniche di controllo mentale, sia individuale che di massa.  Un particolare esperimento, consisteva nell’impiantare nel cervello di una piccola scimmia, alcuni elettrodi, collegati a un radiocomando, i quali, essendo collegati nelle aree cerebrali, sede del comportamento, avrebbero, se stimolati, avuto diversi effetti. Infatti, nell’esperimento in questione, la scimmia viene fotografata un attimo prima di inviarle un impulso cerebrale radiocomandato.

   Un altro esperimento consisteva di mettere in gabbia con lo stesso sfortunato primate, un pupazzo dalle sembianze umane, onde testare la reazione dell’animale. L’animale appare vistosamente impaurito dalla presenza del pupazzo. Un istante dopo viene inviato alla scimmia, un impulso cerebrale radiocomandato. A questo punto diviene aggressiva e si scaglia addosso al pupazzo, senza apparente motivo. 

   Come si vede, basta stimolare alcune zone del cervello per fare sì che da pacifico, un essere vivente diventi, a comando, aggressivo e micidiale.


   Purtroppo, non finisce qui. In una lettera dell’IBM- settore Tecnologia Avanzata indirizzata al Dipartimento dei Penitenziari americani il redattore esponeva le proprie paure circa una recrudescenza del crimine con l’avvento del terzo millennio. Egli passava quindi a descrivere un piccolo gioiello della tecnologia, capace di risolvere i problemi d’aumento della criminalità.[56]  Questo dispositivo doveva essere impiantato sotto la cute dell’individuo prescelto, ed una volta installato, l’operatore remoto decideva il destino del malcapitato. Il relatore di questa lettera afferma che il proprio Dipartimento ha sperimentato questo microchip, denominato “Neural Chip 2020”, su detenuti del Fronte di Liberazione Messicano, detenuti nelle carceri del Texas.  Su due di loro, agendo sui settaggi remoti del chip, sono state inibite le funzioni del sonno, al punto che per quattro giorni non hanno dormito. Ad altri due è stato inibito lo stimolo della fame per una settimana. Uno dei restanti, quello più pericoloso di tutti, è stato provocato fino all’eccesso, ma non ha mai reagito.


 L’esposizione del microchip continua illustrando le tecniche e la zona della prevista collocazione sottocutanea, nonché le motivazioni da addurre per non far trapelare nulla all’ignaro portatore. 

MAQUAE SONO LE FINALITA’ DI QUESTO PROGETTO?

   Quello che è certo, è che questo progetto è collegato a degli scellerati progetti di modificazione climatica e di mantenimento del dominio globale da parte dell’imperialismo USA. Il controllo climatico ha un ovvio utilizzo per ottimizzare le proprie operazioni militari e ostacolare le manovre del nemico ma può essere utilizzato anche per altri fini: come si diceva prima per favorire il mercato degli OGM. Se si rendono sempre più difficili le condizioni per la coltivazione delle colture tradizionali togliendole il sole e l’acqua (e magari diffondendo qualche parassita) si crea il presupposto per i “nostri” governi affermino (mentendo) che la soluzione alla penuria sono i semi OGM.

   Di sicuro le multinazionali degli OGM (con la Monsanto in testa) possono trarre grandi profitti da questa operazione di avvelenamento, come le multinazionali farmaceutiche, alle quali si regala un mondo di persone sempre più afflitta da piccoli e grandi acciacchi e sempre più bisognose di cure.

    Le scie chimiche non hanno solo l’obiettivo di creare le condizioni che giustifichi la diffusione di sementi OGM, ma sono anche un mezzo per generare una crisi alimentare che vada di pari passo con quella economica.

   La diffusione delle scie chimiche sembra essere uno strumento polivalente che persegue diversi obiettivi, ma forse la diffusione della cosiddetta “polvere intelligente”.[57]  o smart dust, nell’aria, nell’acqua e nel cibo che ingeriamo (e che quindi accumuliamo nel nostro organismo debilitandolo) potrebbe essere uno degli obiettivi principali di questo progetto. Sappiamo che tali nanofibbre anno una funzione di spionaggio sensoriale.

    Potrebbe essere che tra gli scopi della loro diffusione ci sia un agghiacciante scopo: quello di alterare le percezioni e i comportamenti degli essere umani (magari in sinergia con determinate frequenze elettromagnetiche diffuse nell’aria). Nel già citato documento Owning the weather in 20025 si legge: “Il sistema di acquisizione del bersaglio implica la capacità di prendere decisioni per scoprire i cambiamenti nei valori personali dell’avversario. I cambiamenti nelle emozioni di un capo, nei pensieri e negli schemi di riferimento, sono di grande riferimento per un sistema strategico di attacco.  Le tecnologie che penetrano nella mente di un avversario per ottenere informazioni preziose, richiedono progressi straordinari (…).

   Piattaforme sulla terra entro il 2025 potranno fare affidamento su strumenti nanotecnologici che si ridurranno a piattaforme di dimensioni microscopiche. Queste piattaforme potrebbero essere inserite attraverso agenti umani, l’acqua o il cibo oppure per mezzo di irrorazione aerea che impiega UAVs (droni). Microsensori più sottili di un capello umano potrebbero trasmettere dati all’archivio informatico di Delfi, per mezzo di UAVs o sistemi satellitari”.

   Insomma l’aeronautica statunitense sta studiando come diffondere, nanosensori che possono essere inseriti nelle persone all’interno del loro corpo, nelle abitazioni e nelle apparecchiature elettroniche per formare una rete di sorveglianza globale.

CAP. 3

COSA FARE?

   Prima di tutto bisogna comprendere che l’operazione è clandestina, se tutti sapessero la verità ci sarebbe un risveglio generale di massa delle coscienze e i nostri governanti, non dormirebbero sogni tranquilli perché le masse toglierebbero ogni fiducia a questo sistema di oppressione mascherato di democrazia e cercherebbe di riprendere in mano le sorti della propria vita.

   Perciò uno dei primi e fondamentali passi è informare e demistificare questo sistema.

    Un sistema, che attraverso i suoi intellettuali organici, ha alimentato nell’immaginario collettivo dell’Occidente che il capitalismo dopo il crollo del “campo socialista” fosse l’unica strada di produrre benessere e sviluppo. In questo senso è possibile osservare come alcune caratteristiche fondamentali del neoliberismo, come la riduzione delle tasse e la privatizzazione, che sono storicamente prerogative dei partiti di destra, conservatori e moderati sono adesso diventati dei modelli di politica economica anche per i partiti di “sinistra”.

   L’assenza di chiari riferimenti ideologici, inoltre, ha favorito un’estetizzazione della politica, portandola sul terreno del marketing come qualsiasi altro prodotto (non è un caso che si parla di mercato della politica). Il ricorso alle strategiche commerciali di comunicazione comporta anche una maggiore dipendenza della politica dagli investimenti privati che sono necessari al finanziamento di campagne elettorali, all’acquisto di spazi sui quotidiani, di spot radiofonici e televisivi. Sebbene il fenomeno sia più visibile negli USA, è una caratteristica comune in tutte le democrazie borghesi.

    Tutto questo viene percepito negativamente dagli elettori, che sempre di più rinunciano sempre più numerosi a votare. Alle elezioni politiche italiane del 13-14 aprile 2008, per esempio, si è verificato un incremento di astensionismo (+ 3,1%), di tuta storia repubblicana. La rinuncia al voto nasce non tanto dalla rinuncia della politica, ma dalla sua non volontà (che spesso viene scambiata per incapacità) di rispondere alle esigenze dei cittadini.

Media e rete come strumento del dominio di classe

   Giornali e tv hanno una funzione di mediazione della realtà (se non di mistificazione), divenendo responsabili dell’imposizione di certi argomenti e priorità nel dibattito pubblico, ma hanno anche una funzione di integrazione sociale che spinge gli individui ad aderire alle opinioni più diffuse per la paura dell’esclusione. Questo nasce dal fatto che esiste un controllo delle classi dominanti sui media non solo dal punto strutturale ma anche funzionale.

   I media stessi sono un’industria orientata al profitto che negli ultimi trent’anni ha attraversato un processo di fusioni e acquisizioni. Contemporaneamente si è verificata una crescente sovrapposizione tra la proprietà della grande industria e quella dei media: sempre più le banche e grandi gruppi d’investimento hanno acquistato partecipazioni nelle società editoriali, imponendo, di fatto, un controllo dei media.

   Dal punto di vista funzionale i media dipendono dalla vendita di spazi pubblicitari all’industria e per questo, i contenuti devono essere in grado di attrarre la massima attenzione dell’audience. Sono esclusi a priori, perciò, quei temi sgraditi agli inserzionisti, come i problemi ambientali, lo sfruttamento del lavoro minorile e delle risorse ecc.[58] Gli stessi notiziari sono condizionati dalla dipendenza delle fonti delle notizie che sono prevalentemente offerte dai portavoce o dagli addetti alle pubbliche relazioni del mondo politico e imprenditoriale, i cui protagonisti costruiscono nei media il consenso alle proprie posizioni.

   Con Marx possiamo ben dire “Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti cioè la classe che è la potenza materiale dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cosicché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale. Le idee dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l’espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio”.[59]  Perciò non bisogna meravigliarsi di quanto dice Ben Bagdikian, giornalista preside emerito della Scuola di Giornalismo dell’Università della California di Berkeley: “Ogni anno ciascuna azienda spende miliardi in spazi commerciali televisivi il cui unico scopo è modificare il comportamento umano. Presubilmente le multinazionali più sofisticate non continuerebbero a spendere miliardi di dollari se non pensassero di non riuscire ad alterare il comportamento umano a loro vantaggio”. [60] 

   Mi sembra ovvio che con questo tipo d’informazione argomenti come le guerre ambientali o le scie chimiche siano affrontate in maniera corretta.

   Ma l’informazione è anche un’arma.  Con l’estensione delle relazioni globali del capitalismo le guerre si sono evolute (come spero di aver dimostrato). Nella lotta sociale, quella parte che rientra nel contenitore generale concettuale di “sicurezza”, diventa sempre di più una lotta armata, in cui concorre una miriade di forze parassitarie securitarie, dagli agenti del fisco alle guardie giudiziarie addette ai sequestri e agli sfratti, ai vari istituti vigilanza per edifici pubblici, banche e via di seguito in un lungo elenco che va fino al buttafuori delle discoteche. Quello delle armi è divenuto il mercato più redditizio per le potenze occidentali. E naturalmente allo stato attuale anche uno dei settori di maggiore occupazione, pubblica e privata, dove la realtà del parassitismo si tocca per mano, se si considera che una moltitudine di esseri umani viene stipendiata per costringere altri esseri umani, anche massacrandoli, a produrre per loro, a pagare forzatemene un affitto impossibile, a indebitarsi o ammazzarsi di lavoro per pagare le estorsioni continue per colmare i buchi delle banche e i debiti dello Stato.

   Proprio perché le guerre non mirano certo a procurare il consenso delle popolazioni mediante l’esercizio della ragione e della verità, bensì a piegarne la volontà con la forza (che tuttavia non può essere sempre bruta violenza armata) ecco che assume un ruolo sempre più determinante la conquista dei cuori e della psiche mediante i miti, che spesso e volentieri muovono la volontà dei popoli. Sarebbe ingenuo attribuire questo comportamento alla scarsa razionalità dei popoli, o alla naturale limitatezza delle masse o alla propensione dell’opinione pubblica verso le leggende piuttosto che verso la verità e dunque a bere tutto quel che si propina.  Il fatto è che la borghesia, che ha alle spalle una lunga storia rivoluzioni contro il mondo feudale e contro l’oscurantismo religioso, ha imparato che i miti sono delle vere e proprie leve che s’imprimono profondamente nella psiche collettiva per incarnarne speranze e muovere le volontà ad agire.

   I miti sono tali che, una volta penetrati in profondità nelle coscienze, costituiscono una forza difficilmente scardinabile. Quello dell’11 settembre (l’attentato alle Torri gemelle di New York) è a tutti gli effetti, un mito, realizzato con le più sofisticate e collaudate tecniche di comunicazione mediatica, che ha imbastito menzogne e confusione con briciole di verità, sensazionalismo e paura. Che poi, col tempo, questa costruzione si sia riveli un colabrodo, non ha più importanza: quel che conta è la prima impressione, quella che muove il consenso e la volontà delle masse. In quella zona della psiche che gli psicologi chiamano inconscio dove non si distingue un’idea o un’immagine vera da una falsa. Dove impressioni e gli effetti sono ugualmente reali e per lo più sono previsti da chi manipola e veicola le informazioni e i messaggi. E vale la ben nota massima del ministro nazista della propaganda J. Goebbels: “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà un verità”. Goebbels non aveva inventato niente, già Hegel nella sua formulazione filosofica[61] e soprattutto il medico e fisico francese Gustave le Bon, che ha fatto scuola osservando le tecniche della manipolazione mediatica già nel 1895, quando i mezzi di comunicazione di massa non erano neppure all’alba del loro sviluppo: “L’affermazione pura e semplice, svincolata da ogni ragionamento e da ogni prova, costituisce un mezzo sicuro per far penetrare un’idea nello spirito delle folle. Quanto più l’affermazione è concisa, sprovvista di prove e di dimostrazioni, tanto maggiore è la sua autorità (…) Tuttavia (l’affermazione) acquista una reale influenza soltanto se viene ripetuta di continuo, il più possibile, e sempre negli stessi termini. Napoleone diceva che esiste una sola figura retorica seria, la ripetizione. Ciò che si afferma finisce, grazie alla ripetizione, col penetrare nelle menti al punto da essere accettato come verità dimostrata. (…) La cosa ripetuta finisce con l’incrostarsi nelle regioni profonde dell’inconscio, in cui si elaborano, in cui si elaborano i moventi delle nostre azioni, così si spiega la forza straordinaria della pubblicità”.[62]

   Nell’intervento “umanitario” della NATO in Libia si è assistito alla costruzione di un mito mediante pezzi di verità, luoghi comuni razzisti, un misto di ignoranza e disprezzo, e una fiumana di menzogne, di disinformazione, forzature della realtà affermate, visualizzate e ripetute nei grandi mezzi di e tanta emotività  suscitata con immagini  di famigerate (e falsarie) fosse  comuni e di “massacri “inventati di civili da parte di un tiranno: lo ammette anche il vescovo cattolico di Tripoli, mons. Giovanni Martinelli, che un po’ tardivamente a cose fatte, denuncia le morti di civili provocate dai bombardamenti dei “volenterosi”. Ma le verità tardive, lasciano il tempo che trovano, non mutano gli stati d’animo collettivi e non li mutano neppure i rapporti internazionali, riadatti da commissioni internazionali che si sono recate sul posto per attingere dati informativi obiettivi.[63]                                                                                         

   Un altro aspetto da rilevare sono le connessioni pericolose che ci sono nella rete. Il movimento Cyberpunk, guidato da Julian Assange, che difende la crittografia come mezzo per difendere i diritti civili e la sovranità del popolo, opera una profonda mistificazione in quanto non prevede un ampio processo di mobilitazione politica di massa per sconfiggere le grandi multinazionali che controllano la rete.

   Marcos Dantas professore presso la Scuola di Comunicazione (ECO) dell’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ) in un’intervista pubblicata nell’edizione del 15/04/2013 di UFRJ Plural, bollettino elettronico del Coordinamento della comunicazione della UFRJ[64] afferma in merito alle multinazionali che operano nel settore: “Queste società possiedono informazioni sulle scelte educative, religiose e politiche, che lo Stato non ha”. In questa intervista, Dantas afferma che il 70% delle comunicazioni sono nelle mani di una sola società americana: Level 3 Comunications. A suo parere, ciò che finanzia la costruzione d’immense infrastrutture fisiche, necessarie al funzionamento di internet è il capitale finanziario. 

UFRJ Plural – Molti di coloro che difendono e contribuiscono a costruire un internet libero, come Julian Assange, fondatore di Wikileaks, temono che esso diventi il centro per la sorveglianza dei cittadini da parte degli Stati imperialisti. Quale è la sua opinione a riguardo?

Marcos Dantas – Penso che sia una preoccupazione importante, lucida e necessaria. Ma, a questo proposito, esiste anche il controllo della vita dei cittadini da parte delle grandi multinazionali capitaliste. Non interessa solo lo Stato. Vorrei dire che lo Stato è molto meno preoccupante. Questo perché. Se lo Stato è democratico, può anche essere sorvegliato dai cittadini. Le grandi società private no. La gente non sa quello che si fa coi suoi dati. E le organizzazioni private non solo controllano e rendono tali informazioni la fonte di un sacco di soldi, ma possono avere un controllo etico e politico sugli individui. E, alla fine, essere di informazioni per lo Stato stesso.

UFRJ Plural – L’informatica sulla privacy di Google è stata bersaglio di critiche. All’inizio di questo mese alcuni governi europei hanno deciso di investigarla ulteriormente. Perché?

Marcos Dantas – Essi temono che aziende come Google, Facebook, Microsoft, E Apple sostituiscano lo Stato nel controllo del cittadino.  Ed iniziano a prendere in considerazione le informazioni da tenere e come guidare le pratiche delle persone in funzione dei loro interessi e non dell’interesse pubblico. Queste società non sono pubbliche e, oggi, sono in possesso di un’enorme quantità di informazioni su tutti noi ogni giorno, abitudini e gusti, che lo Stato non ha. Esse hanno informazioni sulla nostra salute, il nostro livello di istruzione, le nostre scelte politiche, religiose. Cose che lo Stato non ha. Con questo, ora hanno il potere di guidare la vita dei cittadini.

UFRJ Plural – Gli utenti di Google e dei social network, in particolare Facebook, hanno idea dell’utilizzo delle loro informazioni private per ottenere profitti, sopra le loro teste?

Marcos Dantas – No. Ti dirò un caso personale che sto vivendo in momento. Pochi giorni fa, ho comprato uno smartphone più moderno. E ho appena scoperto che se voglio trasferire in file da numeri di telefono che sono sul mio computer al dispositivo, devo gettarlo in una nuvola informatica (cloud computing ndt) controllata da Microsoft. La commessa ha detto che è possibile fare questo trasferimento solo in questo modo.  Ma io non fornirò le mie informazioni private ed i miei contatti a Microsoft. Sono stato molto chiaro. Ho detto che non me ne faccio nulla della nuvola. Io vivo sulla Terra, non tra le nuvole. Quindi, non voglio trasferire i miei dati a Microsoft.

UFRJ Plural – Questo si verifica per qualsiasi sistema operativo?

Marcos Dantas – Ne ho comprato uno con Windows Phone (sistema operativo mobile sviluppato da Microsoft) marchio Nokia. Ma con il sistema Android è la stessa cosa. Quando qualcuno compra uno smartphone, la prima cosa che fa è la connessione a internet. Apri un indirizzo su Google, se Android o Microsoft, se Windows Phone. Da allora in poi, ogni trasferimento che viene fatta dallo smartphone, caricare un dato o impostare un ordine del giorno, passerà attraverso i server di queste due società. Per esempio, se segnassi su un apparecchio l’ordine del giorno dell’intervista che stiamo facendo, sarebbe registrata da Microsoft. Vale a dire, la mia vita quotidiana è controllata. Quando le persone usano lo smartphone per qualsiasi tipo di operazione, non hanno la consapevolezza che stanno lavorando gratis per queste aziende. E’ il plusvalore più assoluto che esista al mondo, un lavoro gratuito per arricchire Bill Gates. E’ un potente trasferimento di informazioni attraverso le quali, queste organizzazioni, possono controllare il mondo.

UFRJ Plural – Ma non c’è il rischio che le informazioni migrino verso Stati a carattere imperialista per farne un controllo politico sui cittadini?

Marcos Dantas – Non ho alcun dubbio che nella storia degli Stati Uniti, le grandi aziende, nel corso dei secoli, dai tempi della famosa Standard Oil, sono sempre state strumenti della politica imperialista statunitense. E viceversa, cioè, lo Stato ha aperto la strada per l’espansione delle sue grandi imprese. Le nuove società americane come Google e Microsoft, se già non lo sono, saranno strumenti del potere imperialista, una simbiosi perfetta.

UFRJ Plural – Ci sono iniziative di rete con potenziale libertario, come Wikileaks e anche siti e blogger che fanno circolare informazioni omesse dai media tradizionali. Queste iniziative non sono ancora in grado di controbilanciare l’influenza che il grande capitale ha su internet?

Marcos Dantas – No, perché sono basate su principi, nella mia valutazione, fuorvianti. Non pongono la critica del capitale come fondamento delle loro proposte. Se ciò non accadrà, queste iniziative rimarranno su un piano idealista. Ovviamente, permetteranno di attirare l’attenzione e metteranno in guardia la società che un altro mondo è possibile, il che è un aspetto positivo. Ma esse non mettono in discussione il cuore del problema, il fatto che chi alimenta questo ingranaggio sono i rapporti di produzione capitalistici e del capitale.

UFRJ Plural – La primavera araba è ricordata come esempio di ciò che internet può essere, anche al servizio di movimenti di massa democratici, un nuovo modo di fare politica. Qual è la sua opinione a riguardo?

Marcos Dantas – In realtà hanno sovrastimato queste tecnologie. Sono state usate come mezzo di comunicazione, quindi sono molto efficienti. Invece di prendere il telefono per chiamare qualcuno per un incontro, posso utilizzare Twitter o Facebook e farlo con molta più velocità. Ma le grandi manifestazioni non sono spontanee. Vi faccio un esempio di un tempo in cui internet non esisteva. Nel 1968, uno studente, Edson Luis, fu ucciso a Rio de Janeiro e una settimana dopo 100.000 persone erano in strada per protestare contro la dittatura militare. Ma questo fatto è stato solo la scintilla che ha generato una mobilitazione straordinaria. Era già in atto da tempo un processo di dibattito politico tra studenti universitari, come tra i partiti politici clandestini attivi. Se, ipoteticamente, discussioni e riunioni che dovevano vagliare le azioni di resistenza fossero avvenute nelle reti di amicizia su Facebook, la polizia sarebbe arrivata subito dopo la prima riunione. Un altro esempio è stato quando Collor (de Mello, presidente del Brasile 90/92 ndt) era imputato e invitò il popolo ad indossare i colori verde oro. Come già per la mobilitazione contro il governo, i brasiliani usarono invece il nero come protesta, in una manifestazione nazionale che non ha avuto bisogno di Twitter o Facebook per accadere. E nella Primavera araba uno dei leader delle proteste in Egitto era un dirigente di Google. Questo dice tutto.

UFRJ Plural – Può essere considerato preoccupante che tutte le comunicazioni internet in America Latina verso l’Europa o l’Asia passino dagli Stati Uniti?

Marcos Dantas – Peggio di così. Circa il 70% delle comunicazioni via internet nel mondo sono nelle mani di una sola società americana chiamata Level 3 Communications.

UFRJ Plural – Come funziona?

Marcos Dantas – A rigore, per come funziona internet, ci vuole una grande struttura fisica. Il mondo virtuale è mera ideologia. Sono necessari cavi, satelliti, torri, server in tutto il mondo. E’ una struttura molto costosa. Fare un blog è cosa abbastanza a buon mercato, basta averne il tempo, ma non sarebbe possibile senza questa struttura fisica, che richiede miliardi di dollari di capitale. Dato che è molto costosa, poche organizzazioni al mondo possono fare gli investimenti necessari per costruirla e farla funzionare. O lo Stato costruisce questo tipo di struttura e oggi non lo fa più o lo faranno le grandi società finanziarie. E questo è esattamente il capitale finanziario che si trova dietro Level 3 Communications, AT & T, British Telecom e Telefonica. In sostanza, le strutture di comunicazione servono al capitale finanziario nei trasferimenti di fondi in tutto il mercato mondiale.

UFRJ Plural – Queste reti passano allora attraverso i centri di potere del capitale finanziario?

Marcos Dantas – Sì e ovviamente i centri del potere militare. A partire dal tempo della telegrafia, questa infrastruttura ha sempre avuto, sopra l’equatore, una direzione orizzontale, cioè Stati Uniti, Europa e sempre più, il Giappone. Nel sud del mondo ha una direzione sud-nord, dal Sud America verso gli Stati Uniti e l’Europa. Poi, naturalmente, se vi è una grave crisi internazionale, questa impostazione può pesare sulla bilancia. Se il Brasile vuole fare comunicazione oggi con l’Africa, dovrà passare necessariamente attraverso l’Europa.

UFRJ Plural – Julian Assange afferma che la Cina sta offrendo ad alcuni paesi africani la costruzione di una dorsale per le infrastrutture di accesso a internet in cambio di grandi contratti commerciali. E si punta alla possibilità di istituire un nuovo colonialismo del XXI secolo. Come valuti questo problema?

Marcos Dantas – Proprio allo stesso modo, nel XIX secolo, gli inglesi hanno costruito le ferrovie in Brasile e Argentina. In Brasile, a San Paolo, per il trasporto del caffè. E in Argentina, a Buenos Aires, per la carne. In India, hanno costruito una ferrovia importante perché avevano bisogno di spostare il loro esercito, perché la lotta era dura. Pertanto, i media sono sempre stati uno strumento fondamentale per il potere geopolitico. E la Cina sta costruendo una potenza geopolitica alternativa agli Stati Uniti, guardando i loro interessi molto ben considerati. Sa dove si può espandere e con molta intelligenza.

UFRJ Plural – Perché?

Marcos Dantas – Perché l’Africa è un continente che è stato completamente abbandonato dall’Occidente, dopo essere stato saccheggiato fino allo sfinimento. E’ un fastidio per il grande capitale avere a che fare con questa regione. Quando stanno per uccidersi in una guerra e gli umanisti cercano di intervenire per prevenire il genocidio, quale è la reazione del grande capitale e dei suoi governi? Lasciano che si uccidano! Questo è ciò che sempre accade in varie parti dell’Africa. Sono intervenuti in Mali perché c’è l’uranio, la materia prima che interessa alla Francia, perché il 70% dell’energia del paese è nucleare. Così la Cina, con la vecchia strategia di muoversi verso l’anello più debole, è in espansione in Africa per costruire delle teste di ponte per un progetto strategico di lungo periodo.

UFRJ Plural – Vi è un controllo sotterraneo, invisibile, della grande rete. Ma ci sono tentativi di rendere ufficiale il controllo dei contenuti prodotto su internet. E’ il caso di due leggi che sono state in discussione al Congresso degli Stati Uniti, Stop Online Piracy Act (SOPA) e Protect IP Act (PIPA, Prevenzione delle minacce online alla creatività economica e furto della proprietà intellettuale). Perché queste iniziative non si sono realizzate?

Marcos Dantas – Nonostante i miei amici cyber-attivisti pensino che abbia a che fare con la loro lotta, che condivido e ritengo importante, la ragione è però un’altra. Il fatto è che il grande capitale non è ancora d’accordo su come fare questa regolamentazione. E la SOPA lo ha mostrato molto bene. Da una parte Hollywood e dall’altra Google. Mancano ancora alcuni accordi politici e giuridici tra le grandi aziende capitaliste affinché queste leggi si facciano.

UFRJ Plural – E quali sono queste divergenze?

Marcos Dantas – La questione più importante per il capitale oggi non è la terra, ma il diritto intellettuale. Si tratta di brevetti, marchi, diritti d’autore. Il capitale oggi si muove sopra un tipo di valore che non è merce, vale a dire qualcosa di appropriabile e mutevole. Quando il panettiere vende una mezza dozzina di pani, il cesto resta senza sei unità di pane. E la cassa del fornaio è aumentata con i soldi usati per comprare il pane, frutto del lavoro della persona che li ha acquistati. C’è stato vero scambio, uno scambio equivalente. Quando il cinema mette un film sul mercato, rimane con un film in meno sullo scaffale. Vi è una capacità infinita di riprodurlo. Qui non c’è scambio, ma una licenza. Quindi, abbiamo bisogno di creare sistemi per garantire che le persone che vedono il film non lo possano replicare a costo zero. Questo sistema in linea di principio è il riconoscimento del diritto d’autore.

UFRJ Plural – E per garantirlo è richiesta una serie di controlli?

Marcos Dantas – Sì. Poiché il riconoscimento del diritto d’autore, di per sé, non garantisce che le persone non “piratino”, si creano strutture fisiche per questo, come il DRM [Dispositivo per limitare la diffusione e la duplicazione di copie di contenuti digitali]. Un altro tipo di controllo è l’accesso ai contenuti tramite pagamento, come è il caso della Pay TV o nuovi sistemi smartphone. Le strutture sono create per garantire che le persone abbiano accesso solo a una canzone o un film, se hanno un particolare terminale collegato ad una rete pagata. Questo tipo di commercializzazione su cui si basa la redditività di Hollywood ed altre industrie culturali ancora non si adatta ancora, per intero, ad un altro modello di business proposto da Google, per Apple e, infine, per aziende nate nel sistema reticolare cioè, nel sistema di rete.

UFRJ Plural – Dimmi di più su questo nuovo modello.

Marcos Dantas – La redditività di questo modello di business che Google sta cercando di costruire è totalmente fondata su informazioni e la negoziazione di tali informazioni. Si tratta di un modello che difende la liberazione delle pratiche sociali, vale a dire, le persone possono fare quello che vogliono sulla rete. Ma, come abbiamo detto prima, tutto questo movimento è monitorato, manipolato, trattato con potenti algoritmi, con l’obiettivo di vendere informazioni.

UFRJ Plural – E quelle leggi che prevedono il blocco di siti web accusati di violazione del copyright potrebbero andare contro questo modello?

Marcos Dantas – Esattamente. Google propone un’alternativa. Vi faccio un esempio. Se tutti avranno uno smartphone, dovrà essere collegato a un negozio, che sia i Tunes, Nokia o Samsung. Analogamente, anche il lettore Blu-ray [evoluzione del lettore dvd, ndt] deve essere collegato ad un negozio. Nel momento in cui tutti saranno sulla rete, sarà loro possibile costruire questo patto.

UFRJ Plural – Il movimento Cypherpunk sostiene la crittografia come mezzo per preservare i diritti civili delle persone e anche la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli. Come valuta questa proposta?

Marcos Dantas – Può essere un’alternativa interessante, ma come già insegnava Norbert Wiener, il codice è una questione di tempo. In primo luogo, è una cosa che richiede un investimento tecnico, un’organizzazione che lavora per la crittografia. I grandi Stati nazionali ci lavorano sopra in funzione di interessi strategici. Ma gli Stati Uniti in questo momento, mostrano grande preoccupazione perché dicono di subire gli attacchi di cyber-invasori. E quasi non vi è paese più crittografato degli Stati Uniti. Quindi, non so se questo è il problema.

UFRJ Plural – E qual è la questione?

Marcos Dantas – Penso che dovremmo passare attraverso un processo politico che metta in discussione il potere del grande capitale che controlla la rete di grandi dimensioni e che da lì controlla la vita dei cittadini.”.

    Detto questo tutti colo che propagandano la “democrazia elettronica” sono in realtà dei ciarlatani o dei mistificatori al servizio del grande capitale.

Come si esercita l’influenza della borghesia sul potere politico.

   Le vie sono diverse. Uno è attraverso le cosiddette lobby che esercitano pressioni sull’opinione e sul legislatore attraverso uffici stampa o società esterne di consulenza in grado di mettere in piedi, per ogni campagna, decine di professionisti delle pubbliche relazioni. Secondo un rapporto di Pubblic Citizen, il numero dei lobbisti operanti a Washinton è quasi raddoppiato dal 1999 al 2006, salendo da 16.000 a 35.000 operatori con circa 17.000 aziende impegnate nel settore.[65]

   Ma il metodo più efficace per favorire questo legame è quello dell’affiliazione personale. La biografia di molti politici è emblematica, che da dirigenti di agenzie e amministrazioni governative, passano ai consigli di amministrazione delle grandi imprese, e viceversa, in un balletto di incarichi denominato revolving doors (porte girevoli). Secondo un rapporto della Center for Responsive Politics nel 2009 l’industria ha arruolato almeno 70 ex membri del Congresso, nonché 900 ex impiegati del governo federale.[66]

    L’amministrazione Bush J. È un caso emblematico di quello che stiamo dicendo poiché conteneva più ex amministratori delegati di qualsiasi altro governo in passato e ha visto un numero considerevolmente alto di legami con la Monsanto (guarda caso):

  1. Clarence Thomas era un avvocato della multinazionale prima di diventare Giudice della Corte Suprema, proprio quella che ha assegnato la presidenza a George W. Bush nel 2001, al momento della conta delle schede incerte nelle elezioni contro il candidato democratico Al Gore.
  2. Anne Veneman era nel consiglio di amministrazione di Calgene, azienda della Monsanto, prima di diventare Segretario dell’Agricoltura.
  3. Ronald Rumsfeld era stato nel consiglio di amministrazione della casa farmaceutica Scarle, prima di diventare Segretario della “Difesa” sotto l’amministrazione Bush.
  4. Tommy Thompson ha ricevuto una donazione di 50.000 dollari dalla Monsanto durante la campagna elettorale, poi vista, per il posto di Governatore del Wisconsin, per poi essere nominato sempre da Bush Segretario ai Servizi Sociali e alla salute.
  5. Rufus Fraley, tra ideatori della soia transgenica Roundup Ready, resistente all’omonimo erbicida, è stato nominato consulente tecnico del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.

   E poi, come ben diceva Craxi, la politica costa, o meglio la politica in una società borghese costa. Pensiamo solamente ai costi per la pubblicità elettorale (soprattutto quella televisiva). Un seggio al Congresso o al Senato degli Stati Uniti può arrivare a costare milioni di dollari. Secondo il Center for responsive politics, alle elezioni del 2012 John Boehner, repubblicano e presidente della Camera, ha speso 21 milioni di dollari, provenienti da grandi imprese a partire dalla AT&T inc. La presidenza ovviamente molto di più. Obama ha speso 1,1 miliardi.[67] Tra i maggiori contribuenti ci sono multinazionali e grandi banche, Obama è stato sponsorizzato da Microsoft, e Google. Com’è evidente. Questo sistema favorisce i candidati più ricchi e quelli appartenenti o maggiormente collegati all’élite economica. Inoltre, l’uso di svolgere le primarie, alle quali può partecipare anche chi non appartiene allo stesso partito, tende a favorire i candidati “centristi” che rappresentano le posizioni che sono fortemente e organicamente all’establishment. In pratica, la competizione elettorale tende a trasformarsi da un momento di sintesi, a livello politico-rappresentativo, delle tensioni e delle lotte tra le classi e gruppi sociali diversi, a competizione all’interno delle élite del potere. E come si diceva prima, non bisogna meravigliarsi dl calo del tasso di partecipazione alle competizioni elettorali.

   L’altro fattore che sta alla base della costruzione dell’élite imperialisti è militare. La propaganda asfissiante di una minaccia di guerra o del terrorismo (ed è proprio vero che l’informazione è un’arma) conferisce ai militari una posizione di privilegio e giustifica il controllo che essi esercitano, politicizzandoli. L’integrazione tra militari, grandi corporation e politici è stata favorita con l’entrata in guerra degli USA nel 1941. Politici, militari e industriali stabiliscono un contatto diretto nella gestione e nel coordinamento nella gestione e nel coordinamento dello sforzo bellico a livello industriale e militare, rafforzandolo dopo il 1950 con l’inizio della cosiddetta guerra fredda contro l’URSS e il Movimento Comunista.

   Tutto ciò ha favorito nello stabilizzarsi di un’economia di guerra. Il capitalismo USA, si potrebbe benissimo definirlo un capitalismo militare, in cui coincidono gli interessi dei grandi magnati con quelli dei “signori della guerra” in uniforme, inserito in un sistema di democrazia formale molto indebolita. L’integrazione dei militari con i grandi imprenditori relega i politici di professione a un ruolo sempre più subordinato.

   Bisogna avere chiaro per comprendere bene qual è l’origine del potere.

   Marx ci viene incontro. L’origine del potere e del dominio nella società non è la politica o la forza fisica (se mai questi sono degli strumenti), ma la divisione in classi sociali. Basata sui rapporti in cui gli uomini entrano in rapporto per riprodurre la vita materiale.  Le classi sono dominanti o dominate a seconda della posizione che occupano in tali rapporti. La classe dominante è la classe economicamente dominante, perché controlla i mezzi di produzione e dirige il processo produttivo e si appropria del plusvalore prodotto dei lavoratori.

   Marx analizzando la società descrive il capitale come una forza impersonale, dominata da “spiriti animali”, come un movimento funzionante secondo meccanismi oggettivi. Il Modo di Produzione Capitalistico è caratterizzato dall’accumulazione allargata, che continuamente rimuove e distrugge ogni tipo di limite e vincolo al mercato e alla massima produzione di profitto. Il capitalista è il “funzionario necessario e dominante”,[68]  l’agente di questa formazione, rappresentando la personificazione del capitale contrapposto al proletariato. Ogni capitalista, di ogni sfera della produzione è considerato come azionista del capitale sociale complessivo e pertanto interessato al grado di sfruttamento di tutta la classe lavoratrice, alla produttività di tutto il capitale. Per questa ragione: “(…) I capitalisti, pur comportandosi come falsi fratelli quando si fanno la concorrenza, costituiscono tuttavia una vera massoneria nei confronti della classe operaia”.[69]  Dallo sviluppo del capitalismo, che porta alla centralizzazione della proprietà in poche mani, al monopolio ed alle società per aioni giganti, deriva la “trasformazione del capitalista realmente operante in semplice dirigente, amministratore di capitale altrui e dei proprietari di capitale in puri e semplici proprietari, puri e semplici capitalisti monetari. (…) Nelle società per azioni la funzione (dirigente) è separata dalla proprietà del capitale”. [70] Quindi i capitalisti non solo si comportano come una associazione segreta, una massoneria nei confronti del resto della società, ma perdono ogni ruolo attivo sperandosi dalla direzione del processo produttivo affidato ad una nuova élite di super-manager, pur mantenendo uno stretto controllo sulla direzione complessiva dei processi e sulla proprietà delle imprese, anche con quote relativamente piccole di capitale, attraverso complicati sistemi di intrecci societari.  I capitalisti tendono “(…) a ricostituire una nuova aristocrazia finanziaria, una nuova categoria di parassiti nella forma di escogitatori di progetti, di fondatori e di direttori che sono tali solo di nome; tutto un sistema di frodi e di imbrogli che ha per oggetto la fondazione di società, l’emissione ed il commercio di azioni”.[71]

   In tale trasformazione il sistema finanziario ricopre un ruolo fondamentale, perché “il credito permette al capitalista o a colui che è tenuto in conto dal capitalista, di disporre completamente, entro certi limiti, del capitale e della proprietà altrui e per conseguenza del lavoro altrui. (…) Il capitale stesso che si possiede in realtà oppure nell’opinione del pubblico diventa sola la base per la sovrastruttura creditizia”. [72]

   Un quadro descritto da Marx che sembra ispirato dalla storia recente caratterizzata dagli scandali, come nei casi di Enron, Parmalat e MPS, dalle acquisizioni di società a forte leva con il sistema delle scatole cinesi, come nel caso di Tronchetti Provera con Telecom, dalla continua creazione e scoppio di bolle speculative, da quelle di internet nel 2001 a quelle mutui sub prime del 2007.

   Come è da considerarsi organismi come il Bildeberg e la Trilaterale?  Poiché c’è un’ampia letteratura su questi organismi e bene fare chiarezza.

   Ogni società e ogni classe hanno le sue forme di organizzative. Persino il modo di fare la guerra differisce da una società all’altra e da una classe all’altra. Lo stesso principio vale per il Gruppo Bildeberg e la Commissione Trilaterale. Esse sono le organizzazioni della Borghesia Imperialista.

   Si potrebbe benissimo dire che la Borghesia Imperialista è una frazione interna della classe borghese formatosi nello sviluppo capitalistico degli ultimi cinquant’anni. Essa è la frazione dominante, la sintesi più avanzata della classe borghese. Essa si costituisca alla fine della seconda guerra mondiale, quando si ricostruisce un’economia mondiale, ma è soltanto a partire dagli settanta che si afferma pienamente. Essa è legata al passaggio del capitalismo nella sua fase di mondializzazione. In parole semplici se nella sua fase nazionale, le imprese sono in prevalenza legate al mercato interno e a quello estero per le esportazioni, nella fase multinazionale prevalgono le imprese che non solo esportano merci ma soprattutto capitali, distribuendo le proprie unità produttive all’estero. Nella fase attuale le imprese non solo presenti con investimenti e impianti produttivi a livello internazionale, ma anche il loro capitale ha una provenienza internazionale. In sostanza, a mano a mano che l’accumulazione mondiale si allarga, i capitali di varia provenienza tendono a integrarsi ed intrecciarsi in modo sempre più stretto ed ampio. In sostanza la Borghesia Imperialista è costituita da quelle persone che esprimono relazioni ad alta integrazione internazionale. Essa è l’agente dell’accumulazione capitalistica. La Borghesia Imperialista è la frazione della classe borghese che rappresenta il capitale in forma più pura. Infatti, l’essenza del capitale è la più completa libertà di movimento. Pura accumulazione insofferente di ogni vincolo. Per questa ragione la borghesia imperialista è lo strato superiore della borghesia. Gli altri settori della borghesia, quelli che fanno riferimenti ai capitali di piccole e medie dimensioni e i grandi capitali che rappresentano gradi di sviluppo più vecchi del capitale e non hanno ancora fatto il salto qualitativo a livello mondiale, gli sono subordinati. Naturalmente questo non vuol dire per niente che il dominio della borghesia imperialista sugli altri settori sia incontrastato, assoluto e inarrestabile.  Né tantomeno che l’aspetto nazionale e soprattutto lo Stato nazionale sdiano tout court siano diventati irrilevanti ed ininfluenti. Ma, soprattutto, contrariamente a quanto affermano le ingenue teorie del complotto, non si tratta di un entità che manovra la realtà a suo piacimento.

   La borghesia imperialista, essendo l’agente del capitale, ne riflette la natura, caratterizzata da tre aspetti:

  1. L’unico scopo e direzione che ha è quello dell’accumulazione allargata del capitale, cioè la produzione di profitto senza limiti.
  2. La tendenza al gigantismo ed alla centralizzazione della proprietà in pochi mani.
  3. La molteplicità, cioè la suddivisione in singoli capitali in continua concorrenza fra di loro.

   La Borghesia Imperialista, non è esente da contraddizioni e accanite lotte interne, che sono un effetto delle contraddizioni del Modo di Produzione Capitalistico stesso. Anzi, con la crisi e con la crescita della centralizzazione e del gigantismo la lotta diventa sempre più accanita. In sintesi, anche la Borghesia Imperialista è composta da “fratelli nemici”, fratelli quando si tratta di opporsi agli avversari, nemici quando si tratta di spartirsi la torta, specialmente quando questa si riduce. In questo senso, il Bildeberg e La Trilaterale assolvono anche la funzione di camere di compensazione delle contraddizioni tra capitali e settori di capitali.

L’IMPATTO PSICOLOGICO

   Avendo coscienza che le scie chimiche e le guerre ambientali sono fenomeni reali e pericolosi per il futuro da incubo che intorno stanno attuando (clima manipolato, siccità, diffusione di epidemie artificiali, mancanza di sole per le coltivazioni, effetto serra, introduzioni di alimenti geneticamente modificati, aumento delle malattie respiratorie e neurologiche, delle malattie auto-immuni, delle allergie, diffusione di pericolose nanofibbre sensoriali che possono provocare terribili  malattie) bisogna affrontare un nodo essenziale, ovvero l’impatto psicologico di questa operazione e la tendenza diffusa fra le gente di negare persino la più elementare evidenza .

   La gente (soprattutto nei paesi imperialisti) preferisce chiudere gli occhi piuttosto vedere il male che ci sovrasta, come hanno fatto molti ebrei durante i primi anni del regime nazista, i quali ignorando le parole scritte nero su bianco da Adolf Hitler nel Mein Kamps  rimasero intrappolati in Germania continuando a ripetersi frasi del tipo: “io sono tedesco quanto sono ebreo, non possono farmi del male”, “io ho combattuto per l’esercito tedesco nella prima guerra mondiale e sono stato persino decorato, non oseranno colpirmi” e così via.

   Il risultato di questo autoinganno (di cui trova testimonianza nei romanzi autobiografici scritti da ebrei tedeschi scampati all’olocausto) è stato che intere famiglie invece che fuggire (o combattere) quando erano ancora in tempo per evitare la persecuzione sono state fagocitate dai campi di concentramento.

   È preferibile credere di vivere in un mondo migliore, è difficile essere coscienti di vivere una realtà nella quale la classe dominante ti avvelena, cerca di controllarti, di schiacciarti. Ma la cosa più dura da digerire del progetto delle scie chimiche come quella del controllo mentale è che ti costringe a rimettere in discussione la tua visione del mondo, e spesso ti costringe a rimettere in discussione la tua vita stessa.

   Se prima magari si pensava che qualche partito (o movimento, tendenza, associazione) di centro, destra o di sinistra, potesse prendersi del futuro e portare avanti le tue rivendicazioni adesso ti trovi di fronte ad un panorama nel quale il silenzio è complicità di tutto l’arco politico (ufficiale e non) è evidente. Ci si trova davanti a un governo Berlusconi sotto il quale sono iniziate le scie chimiche, a un governo Prodi sotto il quale il progetto è stato notevolmente intensificato, un nuovo governo Berlusconi sotto il quale l’intensificazione è mantenuta tale e quale.

   Se prima avevi fiducia nella medicina ufficiale o nell’azione di denuncia di qualche gruppo ambientalista, o all’onesta degli scienziati, adesso ti trovi in un mondo in cui il silenzio (ma che sarebbe meglio dire complicità) della scienza e della medicina ufficiale e delle associazioni ambientaliste (dal WWF alla Legambiente) è palese (e sospetto).

   La teoria della dissonanza cognitiva ci aiuta a capire meglio certe dinamiche.[73]   Ci sono studi che mostrano cosa succede quando ci sono delle incoerenze tra le proprie esperienze /e le credenze basate su di esse e quelle raccontate da altri. In uno studio effettuato nel 1956 (Festinger, Riecken and chachter, 1956) su una setta che aspettava la fine del mondo. La fondatrice della setta annunciò di avere ricevuto un messaggio dai Guardiani dello spazio profondo. Un certo giorno si sarebbe stato un’enorme inondazione. Si sarebbero salvati solamente i veri fedeli, che sarebbero stati raccolti a mezzanotte del giorno prefissato da dischi volanti. Quando giunse il “giorno del giudizio”, tanto atteso, i membri della setta si riunirono in attesa del cataclisma annunciato. L’orario previsto per del disco volante arrivò e passò, la tensione cresceva col il passare delle ore. Alla fine, la leader della setta ricevette un altro messaggio: il mondo era salvo come premio della fiducia dei fedeli, ci furono scoppi di gioia, e i credenti diventarono più fedeli che mai.

   Visto il fallimento di una profezia, ci sarebbe aspettati l’opposto. Una contraddizione di un evento dovrebbe presubilmente portare all’abbandono delle credenze che hanno condotto a quella previsione. Ma la teoria della dissonanza cognitiva dice altrimenti. Con l’abbandono della convinzione che ci fossero i Guardiani, la persona che una volta l’aveva creduto avrebbe dovuto accettare una dissonanza dolora tra lo scetticismo attuale e le sue precedenti credenze e azioni.

   La sua precedente fede sarebbe ora apparsa veramente sciocca. Alcuni membri della setta erano andati così lontano da perdere il lavoro e spendere tutti i loro risparmi; senza la fede nei Guardiani azioni del genere avrebbero in retrospettiva perso il loro significato. Alla luce dei nuovi eventi, la dissonanza sarebbe stata insopportabile. Fu ridotta di significato con il credere nel nuovo messaggio che sosteneva la convinzione originale. Poiché altri membri della setta lo accettarono senza indugio, la convinzione fu addirittura rafforzata. Ora potevano pensare a se stessi non come dei matti, ma come a risoluti e leali membri di un gruppo piccolo e coraggioso che aveva salvato il mondo.

   Insomma, tutti quelli che non vogliono credere dell’esistenza delle scie chimiche o del controllo mentale, per non mettere in discussione tutto ciò in cui si crede, le loro certezze si comportano un poco come i fedeli della setta che aspettavano i Guardiani che cercano di adattare la loro interpretazione della realtà con le loro credenze e speranze. E chi ci governa e ci avvelena quotidianamente, conosce benissimo la psicologia di massa e fa di tutto per utilizzare certi meccanismi, facendo spuntare come funghi i cosiddetti “debunker” (disinformatori) che scrivono sui giornali, intervengono nei media, che tengono conferenze per spiegare a noi tutti che ciò che vediamo sono solo scie di condensa. Un’altra attività di questi personaggi è di screditare chi afferma l’esistenza delle scie. Ma l’obiettivo principale dei “debunker” è quello di suggerire un metodo per ridurre il disagio psicologico, per ridurre appunto la dissonanza cognitiva: offrono una finta via d’uscita alle nostre ansie e alle nostre paure, è come se mettessero davanti a delle persone affamate un succulento piatto di cibo. Ma bisogna fare attenzione, il cibo che offrono è avvelenato, infatti se non ci preoccupa per il disastro in atto, forse vivremo per un certo periodo tempo sereni, per svegliarci di colpo in un mondo da incubo in cui tutto va a rotoli.

   La denuncia di tutte queste situazioni costringe volenti o no a prendere atto di cose non si vuole credere (o che non si vuole credere che fossero arrivate fino a questo punto) che esistono manovre occulte gestite da società segrete come la P2 o strutture militari segrete come Gladio. A credere che sia stato messo in piedi un sistema incredibile di propaganda e di lavaggio del cervello che passa anche attraverso messaggi indirizzati ai bambini più piccoli per instillare l’idea ad esempio che quelle scie bianche degli aerei siano una normalissima realtà a credere che esiste una rete di complicità fra potere politico ed economico, magistratura, forze dell’ordine, mass media esercito, scienza e medicina istituzionale (a domandarsi dove sono quelli del CNR e dell’ASL, non sanno più fare le analisi dell’aria e dell’acqua).

   In sostanza ci sarebbe, porsi in maniera corretta e onesta l’osservazione di questi fenomeni, oggettivamente conduce a una presa di coscienza. Si cambia idea sulla politica (complicità di gran parte delle istituzioni e dei politici), sulla scienza (troppi scienziati asserviti e complici), sui mass media (che disinformano e mentono), sui rapporti tra nazioni (le varie nazioni sembrano contrapporsi sulle scenario globale di fatto collaborano allo stesso piano criminale, dagli USA alla Russia passando per la Cina, tutti paesi che sono irrorati da aerei cisterna) e persino la validità di molte terapie mediche convenzionali (quando abbiamo compreso che lo scopo di questo sistema che ci opprime è quello di farci star male, non di guarirci, e poi il complice silenzio della quasi totalità dei medici è indicativo).

   Certo è difficile vivere in un mondo completamente diverso da quello che si sperava che fosse. Ma il mondo quello reale, non è quello che vogliamo, e se vogliamo un mondo diverso bisogna abbandonare i vecchi schemi e costruirne dei muovi ma soprattutto bisogna combattere. Non è facile, è faticoso e urtante dal punto di vista psicologico ma non ci sono altre vie di uscita.

Ma si tratta di scegliere letteralmente tra un futuro di un autentica libertà e la schiavitù, tra un futuro di vita ed un futuro di morte, il prezzo di pagare sarà doloroso, ma quello che si può ottenere in cambio è soprattutto la speranza di mondo migliore.

        TERREMOTI ARTIFICIALI

   Esiste una correlazione fra i test nucleari, la sperimentazione e l’intensificazione del numero dei terremoti e della quantità di energia da essi sprigionata negli ultimi venti anni. Sebbene la scienza ufficiale tenda a ignorarla o a passarla sotto silenzio, alcuni ricercatori indipendenti che hanno osato affrontare la questione sono giunti a delle conclusioni inquietanti.

   Secondo la teoria elaborata dal geofisico Thomas J. Chalko, il riscaldamento globale è dovuto a una reazione a catena fuori controllo provocata dall’interazione dei neutroni irradiati dalle bombe con gli isotopi radioattivi naturalmente presenti nelle rocce. Il neutrone disintegra l’isotopo radioattivo generando calore e nuovi neutroni che vanno a loro volta a colpire nuovi isotopi, producendo ulteriore e altri neutroni, e così via. Se questa teoria fosse valida, l’élite dominante (la si chiami Borghesia Imperialista, Illuminati, o come la vogliamo chiamare), sarebbe solo l’ultimo dei nostri problemi, ma (paradossalmente) la prima speranza del genere umano, visto che sarebbe (almeno in linea teorica) l’unica a disporre delle tecnologie, e dell’organizzazione indispensabile a risolvere il problema in tempi rapidi e senza scatenare il panico globale. Altrimenti il pianeta, non potendo più raffredarsi tramite terremoti ed eruzioni vulcaniche (che fungono da sfiatatoi), subirebbe per via dell’eccessivo calore la fusione del suo nucleo di uranio (l’elemento di cui sarebbe composto, secondo recenti scoperte effettuate da alcuni ricercatori), con i risultati che si possono immaginare.[74]

   Intorno al 22-23 novembre del 2011, un vulcano sottomarino nei pressi di El Hierro, una delle sette isole che compongono l’arcipelago delle Canarie, ha improvvisamente ripreso la sua attività. Analizzando i dati sismografi, è possibile che i numerosi terremoti verificatisi presso quel particolare vulcano sottomarino avevano tutti una magnitudo compresa fra 2,8 e 3. Inoltre, cosa ancor più sospetta poiché del tutto innaturale, si originavano sempre alla stessa profondità: 20 chilometri. Ebbene, un terremoto di elevata potenza nella zona delle Canarie rischierebbe di provocare un fenomeno devastante non solo per gli isolani e i milioni di turisti che visitano le isole, ma per tutte le popolazioni degli stati che si affacciano sulle coste dell’Atlantico. Se un’altra isola dello stesso arcipelago, La Palma, sorge un’altra struttura vulcanica attiva, chiamata Cumbre Vieja, su cui è presente una evidente frattura. La Cumbre Vieja è costantemente studiata da ricercatori statunitensi proprio perché è stato calcolato che un terremoto o un’erezione potrebbe provocare il distacco e la frana in mare della sua parte occidentale. Se ciò accadesse, si genererebbe un’onda anomala alta 700 metri che, dopo aver spazzato via qualsiasi forma di vita sull’arcipelago, acquisterebbe una velocità fenomenale e raggiungerebbe in poche ore tutte le località costiere dell’Oceano Atlantico, portando morte e distruzione non solo sui litorali ma anche nell’entroterra, com’è avvenuto in Giappone l’11 marzo 2011. In questo caso, tuttavia, le onde sarebbero molto più alte: per esempio la città New York verrebbe travolta da onde alte almeno 50 metri.

   I terremoti possono essere creati in vari modi. Il più banale consisterebbe nel piazzare delle bombe nella profondità di determinate faglie sismiche, in zone strategiche: ma, anche qualora si trattasse di aree sottomarine, si rischierebbe di essere intercettati dai sistemi di controllo internazionale.

   Coincidenza vuole, come tutti i terremoti che hanno devastato l’Iran che fino a ieri era il nemico giurato degli USA, la siccità che ha bruciato le steppe dell’ex URSS e i blackout che hanno colpito gli USA Londra, l’Europa meridionale (fra cui la stessa Italia), Australia e addirittura il Messico. Ora proviamo a fare delle ipotesi, se dei governi (o degli apparati politico-militari) volessero dare una dimostrazione di forza, mostrando così di possedere armi a impulsi elettromagnetici (capaci di distruggere impianti elettrici ed elettronici di qualsiasi tipo che non siano adeguatamente schermati), il modo migliore consisterebbe nel colpire la cosa più importante del XXI secolo: l’elettricità. Oggi tutto dipende dall’energia: dal riscaldamento al cibo, dalle reti idriche ai computer dei sistemi di difesa.

   Di tutto ciò non è mai stato dato una spiegazione che sia stata plausibile. E, laddove non vi sono spiegazioni chiare è perché vige il topo secret per questioni di sicurezza nazionale. Ma, forse, sarebbe meglio dire internazionale.

LE ARMI SISMICHE

    Come si diceva prima creare un sisma o uno tsumani è possibile. Non è fantascienza, non è un parto della fantasia di qualche complottista.

   Già durante la seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di realizzare una macchina in grado di provocare uno tsunami che potesse utilizzata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall’australiano Thomas Leech dell’Università di Auckland sotto il nome di Progetto Seal.[75] Furono realizzati numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa.

   Gli USA consideravano questo programma molto promettente quanto il Progetto Manhattan per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl. T. Compton per collegare insieme le due unità di ricerca. Compton era il presidente del MIT. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull’uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba atomica avrebbe potuto fornire l’energia necessaria all’équipe di Leech per provocare grandi tsunami.

   I lavori di Leech proseguirono durante il periodo della cosiddetta guerra fredda. Nel 1947, Giorgio VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell’Impero britannico per ricompensarlo du avere elaborato una nuova arma.[76] Essendo il Progetto Seal, un segreto militare, all’epoca non fu rivelato. In seguito, i servizi segreti USA, applicando una strategia dell’occultamento delle notizie, fecero credere che questo tipo di ricerche non fossero mai esistite. Tuttavia, l’autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Questi studi, ufficialmente, sono stati ripresi all’Università di Waikato.

   Si ignora se le ricerche anglosassoni siano proseguite negli anni ’60, ma esse sono per forza ricominciate quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell’atmosfera a vantaggio di quelli sottomarini. Gli USA temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami, poiché volevano farlo volontariamente.

   Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli USA e l’URSS hanno rinunciato alle guerre ambientali (creazione artificiale di terremoti, tsunami, condizioni atmosferiche – nubi, precipitazioni, cicloni e uragani – e modificazione del condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, della stato di ozono e della ionosfera), firmando nel 1976 la Convenzione sul divieto di utilizzo di tecniche di modificazione dell’ambiente per scopi militari.

   Tuttavia, nel 1975 l’URSS aveva iniziato nuove ricerche sulla Magnetoidrodinamica (MHD).[77]  Gli studi erano incentrati sulla possibilità di prevedere i terremoti e sulla crosta terrestre. I studi studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno più grande. Tali ricerche furono (come era prevedibile) militarizzate e sfociarono nella costruzione del Pamir. Il Pamir era un generatore a pulsioni (era una variante del generatore Sacharov – MK1 – a comprensione di flusso) che poteva essere trasportato su un grosso camion. Questo generatore chiamato Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide[78] (in regime di numero di Reynold).[79]

   Questo dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.

   Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in burrone.

   Ma un tal sistema non solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma eventualmente innescare il terremoto.

   Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.

   Al giorno d’oggi sappiamo che una variazione di conduttività è il segno di imminente terremoto.

   Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente ostili, innescare un devastante terremoto, uno tsumani o un’eruzione vulcanica.[80]

   Un generatore MHD (detto anche generatore di plasma) a scappamento lineare di Faraday,[81] è alimentato con esplosivo solido al cesio, o al sodio (che sono sostanze a basso potenziale di ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3.000° tra due o più elettrocalamite.

   All’epoca dello smantellamento dell’URSS, alcuni responsabili del programma decisero di passare agli USA per denaro. Quello che si sa ufficialmente è che il Pentagono si rifiutò di pagarli con la motivazione che la loro ricerca era incompiute.

Nel 1995, l’US AIR Force reclutò i ricercatori che lavoravano a Nijni Novgorod. Essi costruirono una macchina molto più potente di quella precedente: il Pamir 3, che a quanto sembra fu testata con successo.[82] Il pentagono trasportò uomini e materiali negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.[83]

   Ci sono stati negli ultimi anni dei sospetti sull’utilizzo dell’arma sismica in Turchia, nel 1999, dove a Duzce, che fu l’epicentro del terremoto, alcuni sopravvissuti dichiararono che la base aerea americana era deserta; inoltre dissero di aver visto una stana luce nel cielo e udito un rumore infernale, essi sono convinti che un ordigno nucleare sia stato testato nel sottosuolo della base. Il caso più discusso è senzadubbio il sisma avvenuto nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti nel cielo. E se certuni, in vena di misticismo, hanno visto questi eventi come il segno che Dio ha ritirato la sua fiducia in un paese che è governato da un Partito Comunista, altri li interpretano più razionalmente. In sostanza questo fenomeno avrebbe origine dal fatto che l’energia utilizzata per provocare il sisma avrebbe anche provocato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti il Web e i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi.

   L’anno prima in Giappone, nel luglio 2007, poco prima del terremoto, si videro delle luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole.

LO TSUNAMI NEL SUD-EST ASIATICO E’ STATO UNA SIMULAZIONE?

   Un fenomeno come il tsunami, come quello che avvenne in Indonesia il 26 dicembre 2004, potrebbe essere di origine umana, per camuffare un test di un’arma nei fondali marini, in una regione in cui gli effetti sismici possano essere confusi con dei fenomeni naturali?

   Il luogo era l’ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste, anche l’ora giusta per fa sì che ben due satelliti USA passavano lì “per caso”, per constatare gli effetti di quest’arma.

   Abbiamo visto che il Pamir funziona iniettando una scarica elettromagnetica in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera. Il passaggio della corrente vaporizza l’acqua di un effetto di sollevamento o spaccatura di una placca. Questo effetto si piò propagare a grande distanza e scatenare un sisma molto lontano della zona sollecitata.

   In una convegno negli USA i russi avevano presentato questa macchina come un “sistema che permette di misurare la conduttività elettrica del suolo” dichiarando che “una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente”.[84]

   È logico che i parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo possano essere modificati in presenza di un terremoto imminente.

   Dunque, sarebbe logico sistemare ad una regione, a rischio, dei sensori passivi.[85]

Ma uno strumento di misura non ha bisogno di mettere in gioco tali intensità in tanto tempo (5-10 secondi). Dunque, questo generatore MHD non è uno strumento di misura, ma sicuramente uno strumento capace di agire sull’ambiente sotterraneo.

   Ora questo sistema potrebbe essere usato nei fondi marini. Modificando un banale sottomarino, modificando i motori con altri alimentati con del propilene solido, che funzionano molto bene nell’acqua e sotto pressione. Sarebbe così possibile utilizzare un Pamir nella vicinanze di una faglia marina.

   Sarebbe una nuova forma di guerra discreta (silent war), dove indebolire un avversario, può semplicemente consistere nel creare dei “fenomeni naturali”, con dei mezzi modesti.

   Non escludendo di proporre in seguito un “aiuto umanitario”.

IL TERREMOTO A HAITI FU MADE IN USA?

   Secondo Russia Todi, Hugo Chàvez dichiarò che possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, nel gennaio 2010, nei Caraibi, tra cui quello ha colpito Haiti.[86] Secondo ViveTv è l’esercito russo che ha parlato di questa possibilità.

In ogni caso Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesero la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza. La Commissione avrebbe dovuto esaminare queste accuse e le motivazioni dell’invasione “umanitaria” di Haiti da parte delle truppe USA.

   Una cosa è certa, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche. Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto Haiti è inequivocabilmente “il risultato di un test della U.S. Navy, della au arma sismica”.[87] Sempre secondo questo rapporto, gli USA utilizzano generatori di impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde a choc).[88]    Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti all’U.S. Navy, che non hanno fatto vittime, con il terremoto dei Caraibi che ha fatto 140.000 morti. Come spiega il rapporto è molto probabile che l’U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che quest’esperienza poteva provocare a Haiti. Per questo l’U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull’isola una postazione al comando del generale P. K. Keen, comandante in seconda del ShoutCom (Southem Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso. Per quanto riguarda l’obiettivo finale di questi esperimenti, dice, il rapporto, si trattava della pianificazione di attacco all’Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare il governo islamico. Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli USA HAARP permetterebbe di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani.[89]

no muos: le guerre del xxi secolo contro i proletari e le masse popolari

   Il MUOS (Mobile User Objective Systeme) è un nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari progettato dal Dipartimento della Difesa degli USA. Rappresenta l’evoluzione dell’attuale sistema di comunicazione satellitare UFO (Uhf-Follow On) della marina militare USA. Il progetto prevede la costruzione di 4 stazioni radio sulla superficie terrestre e la messa in orbita di 5 satelliti intorno alla Terra. Le prime 3 stazioni radio si trovano negli Stati Uniti (Virginia e Isole Hawaii) e in Australia.

   La quarta stazione dovrebbe essere costruita in Sicilia presso la base NRTF della marina militare statunitense all’interno di una riserva naturale (la Seghereta di Contrada Lumo), e a una distanza di soli 3 Km del centro abitato di Niscemi (Caltanissetta). Secondo i progetti degli USA, la stazione radio di Niscemi sarà costituita da due torri radio alte 150 m. e da 3 enormi antenne paraboliche dal diametro di 18 m. l’una con un raggio d’azione di 130 Km.

   Dal 2015 il MUOS permetterà a tutti i soldati, i carri armati, le navi, le piattaforme, gli aerei, i droni, i veicoli militari Nato in movimento sulla terra, in mare o in aria di comunicare fra loro in qualsiasi momento, da e verso qualsiasi punto della superficie terrestre, trasmettendo voce, dati, files con una velocità 10 volte maggiore di quella attuale. Il MUOS collegherà tra loro i centri di commando e controllo delle forze armate statunitensi e Nato, i centri logistici statunitensi e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento e gli arsenali sparsi in tutto il pianeta.

   Il via libera all’installazione del MUOS in Sicilia fu dato dal governo Berlusconi e confermato da Monti. Non si tratta solamente di “un atto di servilismo” verso gli USA. L’imperialismo italiano è interessato a contribuire all’ammodernamento dell’apparato bellico Nato per tutelare i propri scopi di saccheggio neocoloniale. La politica di rilancio dell’Italia non può prescindere da un adeguato supporto militare e questo, al momento, non può darsi che in un ambito di collaborazione “atlantico ed europeo”.

   L’Italia è tutt’altro che “innocente” o “pacifica”. Durante la prima guerra del Golfo (1991) i Tornado effettuarono 226 sortite per complessive 589 ore di volo, effettuando missioni bombardamento.

   In preda ad una crisi economica gravissima, che ha coinvolto tutto l’occidente imperialista che non riesce a risollevarsi, gli Stati Uniti vedono in messa in pericolo la “leadership globale” di cui parla Obama. Russia e Cina, tra l’altro, propongono di sostituire il dollaro, che tuttora è la principale moneta degli scambi internazionali. E lo fanno anche le altre maggiori potenze capitaliste, che, pur divise da crescenti contrasti d’interesse, si ricompaiano quando si tratta d difendere la loro supremazia.

   Contro il MUOS è sorto un’opposizione tra gli abitanti della zona. Inizialmente quest’opposizione per i danni alla salute che le intense onde elettromagnetiche causano alla popolazione.

   Il MUOS è parte del dispositivo imperialista che è puntato contro il sud del mondo e contro le masse popolari di tutto il mondo. C’è una guerra in atto nel mondo una guerra non dichiarata da parte della borghesia contro il proletariato. È una guerra che nel sud del mondo diventa calda mentre qui, nelle metropoli è fatta da tutti quegli atti che determinano il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato (allungamento dell’età pensionistica, precariato diffuso ecc.).  UN GRANDE AFFARE

   La Lockheed Martin Space Systems è una società interamente controllata dalla Lockheed Martin, la principale holding USA del comparto “difesa” con sede centrale a Bethesda (Maryland), 120.000 dipendenti e un fatturato che nel 2012 ha superato i 47,2 miliardi di dollari. Oltre al MUOS, Lockheed Martin è anche la produttrice dei cacciabombardieri F-35 a doppia capacità convenzionale-nucleare che il governo italiano – con un accordo firmato da Silvio Berlusconi nel 2002 e reso operativo da Romano Prodi nel 2007- si è impegnato ad acquistare con una spesa che alla fine potrebbe sfiorare i 20 miliardi di euro. Grazie ad un multimilionario contratto sottoscritto con il Dipartimento della “difesa”, Lockheed Martin dal 2010 assicura la gestione delle operazioni aeroportuali delle basi d’US Navy di Sigonella e Napoli-Capodichino.  

   All’affare MUOS partecipa in qualità di sub-contractor altre importanti società di armamenti rigorosamente con sede negli USA: General Dynamics C4 Systems (Scottsdale), Arizona, chiamata ad installare le mega antenne satellitari e curare il collegamento tra i quattro segmenti terrestri; Boeing Defence and Security (El Segundo, California) per la messa in funzione e la verifica di compatibilità del sistema; Harris Corporation (Melbourg, Florida) per la fornitura dei riflettori; SATCOM Technologies  (sedi ed impianti in California e Texas) per la costruzione di alcune porzioni del segmento integrato terrestre. Al progetto concorrono inoltre con commesse minori le aziende InterDigital, Epsilon e Pinnacle Network System, mentre a partire del luglio 2006 anche l’altra potente corporation del complesso militare industriale USA, Northrop Grumman, è entrata nel MUOS team per progettare e produrre i delicati sistemi di navigazione inerziale dei satelliti. Con la sede centrale a Los Angeles (California), Northrop Grumman è la produttrice degli aerei senza pilota Global Hawk destinati in buona ad operare dalla stazione aeronavale di Sigonella con l’aeronautica e la marina militare statunitense e le forze NATO. Proprio nella base siciliana, Northrop Grumman ha eseguito le operazioni sperimentali, tecnico-logistiche e di manutenzione dei nuovi droni spia. Nell’aprile 2013, la controllata Northrop Grumman Technical Service di Herdon (Virginia) ha ottenuto il contratto per eseguire le operazioni logistiche a supporto dei veicoli da trasporto VIP C-20 Gulfstream d’US Air Force nelle basi di Sigonella, Remstein (Germania), Andrews (Maryland) e Kanehoe Bay (isole Hawaii).

HAARP-MUOS C’E’ UN COLLEGAMENTO?

   Per l’economista canadese Michel Choussudovsky, il sistema installato in Alaska è una vera e propria arma di distruzione di massa: oltre a interferire sulle comunicazioni, le sue antenne possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, con correnti di elettricità da un milione di megawatt. Ritiene che sia possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici degli avversari. HAARP s’incrocia con le attività del Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), che da più di vent’anni assicura le comunicazioni con navi e sottomarini nucleari, cui ora si affianca ora il MUOS. Per Antonio Mazzeo, le tre maxi-antenne in costruzione a Niscemi possono produrre un mix di onde elettromagnetiche capaci di penetrare la ionosfera con potenziali effetti per l’ambiente e la salute dell’uomo.[90] Originalmente il progetto era stato previsto per Sigonella, il quartier generale dei droni USA, ma poi gli americani si sono accorti che le emissioni del MUOS avrebbero anche potuto far esplodere per errore di ordigni della grande base NATO siciliana. 

   Da anni la Sicilia è in allarme: all’iniziale benestare del governatore è seguito il “no” di Crocetta (no provvisorio come si è visto in seguito). Sul fronte giudiziario, percorso inverso: prima la richiesta di sequestro del sito da parte della Procura di Caltagirone, poi lo stop imposto dal tribunale di Catania, nonostante la devastazione ambientale inferta all’area protetta della Sughereta di Niscemi. Da lì la nascita del cantiere movimento popolare No-MUOS, che sul modello dei No-Tav valsusini ostacola la vira del cantiere cercando di bloccare la circolazione dei mezzi sfidando la repressione dei reparti antisomossa. Per il Politecnico di Torino, il MUOS è insostenibile: entro i 20 chilometri, l’esposizione alle radiazioni è pericolosa per la salute e può provocare il cancro, dicono i professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu. Inoltre, le onde elettromagnetiche minacciano la sicurezza del traffico aereo civile, interferendo pericolosamente con le strumentazioni di bordo. Nel mirino il nuovo aeroporto di Comiso, prossimo all’apertura, ma anche quelli vicini di Catania e Sigonella.[91]

   Nonostante i rilievi del Politecnico di Torino e in aperta violazione delle norme d’attuazione del Piano territoriale paesistico della riserva naturale Sughereta, il 1° giugno 2011 la Regione Sicilia ha autorizzato l’avvio dei lavori del MUOS. I cantieri hanno generato sbancamenti di colline e sradicamenti della macchia mediterranea, sfregiando irrimediabilmente un’ampia area classificata come zona A vale a dire inedificabile. 

COSA SUCCEDE A CARONI?

   A Caronia (Carunìa in siciliano), un comune italiano di 3.414 abitanti della provincia di Messina in Sicilia, a partire dal 15 gennaio 2004 sono accaduti tutta una serie di fenomeni di combustione, apparentemente spontanea, che hanno portato questo luogo alla ribalta della cronaca internazionale.

   Cavatori, cavi elettrici, aspirapolvere, tubi ed elettrodomestici di ogni genere prendevano fuoco misteriosamente anche in assenza di energia elettrica. Più della metà dei cittadini impauriti[92]  da questi strani eventi, abbandonarono le proprie abitazioni e chiesero ospitalità ad amici e parenti dislocati altrove. Nella difficoltà di trovare una spiegazione scientifica s’iniziò a parlare di fenomeni paranormali, di fantasmi o di spiriti tanto da valutare inizialmente di interpellare un esorcista.[93]

 Le prime ipotesi tecnico-scientifiche attribuivano le cause del fenomeno a problemi di dispersione elettrica nell’impianto di alimentazione dei convogli ferroviari. Nelle vicinanze, infatti, è presente la linea ferroviaria Messina-Palermo.

Un gruppo di esperti inviati dall’ENEL e dalle ferrovie dello Stato tentò invano di spiegare scientificamente i misteriosi incendi, ma dovettero arrendersi all’evidenza: i cavi elettrici bruciavano anche in stato di blackout, quindi in completa assenza di energia elettrica. Per evitare una tragedia, il sindaco ordinò del paese alla cittadinanza di lasciare le proprie abitazioni, lasciando alle forze di polizia l’ordine di vigilare sugli immobili per evitare possibili azioni di sciacallaggio.

IL GRUPPO INTERNAZIONALE DI OSSERVAZIONE

   Il Gruppo Interistituzionale di osservazione che ha compito il monitoraggio e l’approfondimento dei fenomeni che accadono a Caronia, fi istituito con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3428 dell’aprile 2005, sulla base della proposta avanzata dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Questo gruppo è coordinato da Francesco Mantegna Venerando, presidente del Comitato Istituzionale di Coordinamento del Sistema di Sorveglianza Sismica e Vulcanica in Sicilia e esperto della presidenza della Regione Siciliana.

   Questo intervento istituzionale molto probabilmente è stato determinato dal fatto che si era passati dagli episodi incendiari, dal secondo semestre del 2004 si passò a più frequenti anomalie di tipo elettromagnetico, come la smagnetizzazione di chiavette USB, il malfunzionamento delle chiusure telecomandate degli autoveicoli, le forti variazioni nelle bussole magnetiche, i guasti ai telefoni cellulari. Un’antenna satellitare incorporata nel lunotto di una vettura raggiunse una temperatura di una vettura raggiunse una temperatura talmente elevata da produrre la perforazione del vetro, mentre altri fenomeni vennero registrati in un’area più vasta del territorio.

    La Protezione Civile, attraverso il Comune di Caronia, dispose la rimozione e l’integrale rifacimento degli impianti elettrici e delle messe a terra nelle case di Canneto. Ma taluni episodi di combustione si verificarono all’interno delle abitazioni come si diceva prima, anche in assenza di allacciamento elettrico dall’esterno.

   Inoltre, si sono sempre più intensificate le osservazioni e le testimonianze di altri fenomeni nell’area del basso Tirreno.

Dopo la fase critica degli incendi, l’attività del gruppo Interistituzionale è partita. Sono state condotte varie campagne multidisciplinari di misure e rilevazioni, sia in mare sia sulla terraferma. Le più significative sono state:

  1. Campagna di telefotorilevamento aereo condotta dall’aeronautica.
  2. Campagne di misure dei parametri fisici, geofisici e geochimici, condotte dall’INGV (Sezioni di Catania e Palermo).
  3. Campagna oleografica condotta dalla Nave Galatea dell’Istituto idrografico della Marina Militare su uno specchio di mare esteso, antistante la zona costiera di Canneto (magnetometria, parametri fisici e chimici, sedimentologia).
  4. Campagna di rilevamenti e misure con georadar. 
  5. Campagna di rilevamenti magnetometrici a terra e di monitoraggio dei campi elettrici ed elettromagnetici condotti dalla Marina Militare.
  6. Campagna di monitoraggio dello spettro radioelettrico condotta dal Ministero delle Comunicazioni e dall’ARPA Sicilia.
  7. Misure dei parametri ambientali e meteoclimatici condotta dal SIAS – Regione Siciliana.
  8. Mappatura di tutti gli utilizzatori dello spettro radioelettrico presenti in un raggio di diversi chilometri centrato su Cannero, curata dal Ministero della Comunicazioni.
  9. Campagna di rilevamento aereo, misure e mappatura dell’intensità totale del campo magnetico terrestre condotta con tecnologia d’avanguardia dell’INGV su un’ampia zona di mare compresa tra l’isola di Ustica e le isole Eolie.
  10. Campagna di monitoraggio dei campi elettromagnetici tuttora effettuata e in via di ulteriore potenziamento.
  11. Campagne di rilevamento nel visibile e nell’infrarosso (IFR-FLIR) condotte in terraferma e da piattaforma aerea, con il supporto di mezzi aerei e specialisti della Marina Militare.

   Attraverso queste campagne e l’attività di monitoraggio, il Gruppo Interistituzionale ha potuto escludere l’origine naturale dei fenomeni, essendo risultati tutti i parametri ambientali (fisici, geofisici, geochimici) entro valori normali.

    Altrettanto si è fatto in direzione degli impianti presenti nella zona (ferrovia, impianti di radiotelecomunicazione, rete elettrica), escludendo anche in questo caso possibili cause alla base dei fenomeni.

   Per il Gruppo Interistituzionale si è valutata l’ipotesi che la zona potrebbe interessata da emissioni elettromagnetiche impulsi(EMP) ed episodici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata in frazioni di tempo estremamente ridotte. Sono emersi interrogativi sulla possibilità che alla base di questi fenomeni di tecnologie industriali, non escludendo con ciò i sistemi d’arma elettromagnetici. 

   Sui fenomeni che accadono a Caronia fu presentata il 5 dicembre 2007 un’interpellanza al Senato, diretta all’ora Presidente del Consiglio Romano Prodi.

A TREMONZELLI 1860 METRI DI MISTERO

   Nell’autostrada A-19 che collega Palermo e Catania si trova la galleria di Tremonzelli, che è il tunnel più lungo dell’autostrada. All’interno di questo tunnel da venti anni accadono degli incidenti anomali.  La dinamica è quasi sempre la stessa: l’automobilista entra normalmente nella galleria, ma all’improvviso avviene il blackout. Le luci e il motore si spengono. In seguito, come se niente fosse, le luci si riaccendono e il motore riparte. Il tutto in una manciata di secondi.[94]

   La notte del 28 maggio 2013, un pullman con a bordo una scolaresca, una volta entrato nella galleria ha improvvisamente preso fuoco, con le fiamme che si sarebbero sprigionate dall’interno del vano motore. Senza che vi fossero segnali di preavviso.

   Tra le tante teorie che si sono date su questi fenomeni (pensiamo che anche il Centro Ufologico Nazionale si occupò del caso), si è andata ipotizzando la presenza di campi elettromagnetici nell’area della galleria. Tesi però smentita dall’ANAS

ESPERIMENTI SEGRETI?

   È noto che il cambiamento climatico (dovuto alla variazione della risonanza Shuman,[95] all’attività solare, alle scie chimiche ecc.) e la siccità crescente ha provocato negli ultimi anni un aumento vertiginoso degli incendi che hanno distrutto ettari di risorse verdi della nostra penisola. Senza escludere tra le cause degli incendi il sabotaggio da parte delle varie mafie, gli incendi sembrano provocati da un fuoco che proviene dal nulla. Come si è visto le prime indagini inerenti a questi fenomeni accaduti a Canneto di Caronia ha dato come risultato che essi sono legati a particolari campi magnetici.

   Ma quale sono la causa di campi magnetici?

   Un’ipotesi plausibile, che essi siano causati da esperimenti militari segreti.[96]

   Sappiamo che le trasmissione di onde elettromagnetiche che viene realizzata, con riferimento ad uno dei progetti più conosciuti in tale campo, HAARP è possibile manipolare il clima. Ora le tre maxi-antenne in costruzione a Niscemi per il MUOS possono produrre un mix di onde elettromagnetiche capaci di penetrare la ionosfera con potenziali effetti per l’ambiente e la salute dell’uomo.[97]

   Originalmente il progetto era stato previsto per Sigonella, il quartier generale dei droni USA, ma poi gli americani si sono accorti che le emissioni del MUOS avrebbero anche potuto far esplodere per errore di ordigni della grande base NATO siciliana. 

   Chiediamoci c’è un collegamento tra le onde elettromagnetiche prodotte dal MUOS e i fenomeni che ci sono a Caronia e nella galleria di Tremonzelli?

   Le forze armate dei vari Stati che tendono a essere potenze mondiali o (come gli USA) vogliono difendere la loro egemonia, stanno facendo degli esperimenti per la creazione di bombe elettromagnetiche in grado di distruggere ogni apparecchio elettrico ed elettronico e rendere inerme la popolazione che è colpita da questo flusso di onde, per poi lanciarsi alla conquista dello spazio e dell’etere. Oggi è già in atto un processo di militarizzazione dello spazio per l’egemonia, che ha lo scopo farlo divenire sia un canale per ottenere e trasmettere energia, e per l’utilizzo di armi contro gli stati nemici. Se fino alla seconda guerra mondiale importante era l’egemonia del mare, dall’ultimo conflitto mondiale decisivo diventa l’egemonia aerea, ora è l’egemonia dello spazio.

    Bisogna precisare che non bisogna vedere l’imperialismo – che non è altro che la forma a cui il capitalismo approda nella fase suprema, ultima, più alta e più aggiornata – come una forma di complotto politico-militare. Per comprenderlo bisogna capire che il capitalismo moderno è una realtà complessa che vede fortemente intrecciati gli aspetti economici, poi quelli politici, militari, tecnologici, sociali, ideologici, culturali ecc.

   Prendiamo come esempio le spese militari, sbagliano chi afferma che queste spese non abbiano nella fase attuale del capitalismo alcuna funzione welfaristica, citando a proposito i dati in cui dimostrano l’irrilevanza delle spese militari rispetto al PIL dei principali paesi imperiali.

   Essi si soffermano solo sulle spese militari (molta parte delle quali sono già di per se occultate nelle statistiche ufficiali), non vedono perciò che in tutti questi Stati l’apparato di ricerca e sviluppo, quello militare e quello industriale sono connessi e che i dati complessivi aggregati di questi tre settori sono strettamente celati.

   Non si capirebbe altrimenti come, ed è ammesso da tutti, che attualmente nel mondo i 2/3 degli scienziati lavorino per fini militari. Che poi da queste ricerche militari, si abbiano anche, dopo svariati anni ricadute nel settore civile, tuto ciò serve a occultare meglio lo scopo iniziale di tali ricerche.

    Tutto questo nasce dal fatto che gli Stati imperialisti più forti si servono del loro vantaggio di possedere le tecnologie più distruttive come deterrente.

   In sostanza, la supremazia tecnologica nel campo militare è diventata essenziale.

   Lo spartiacque è stato la ricerca per arrivare alla bomba atomica. La ricerca sull’atomo, partita all’inizio da scopi pacifici di pura conoscenza, è stata orientata negli anni ’40 a scopi militari. Ma già all’inizio degli anni ’50 la bomba H fu ideata e progettata esclusivamente per scopi di supremazia militare e in cinquant’anni non ha avuto nessuna ricaduta nel settore civile per la produzione di energia sicura a basso costo.

    Da questo bisogna trarre le conclusioni che non è per niente vero che necessariamente alla stagnazione della scienza. O meglio, per essere precisi, porta la stagnazione nella scienza al servizio dell’umanità, ma sviluppo in quella al proprio servizio.

SUPERSOLDATI:USO BELLICO DELLE SOSTANZE PSICOATTIVE

 Fin dall’antichità gli uomini hanno impiegato gran parte del loro tempo e delle loro risorse intellettuali per escogitare mezzi con i quali sopraffare gli avversari.

   L’importanza che nel corso della storia tutti gli eserciti hanno attribuito ai fattori psicologici nel determinare il successo o la sconfitta in guerra rende assai interessante lo studio dei mezzi mediante i quali gli eserciti hanno cercato di porsi nella migliore condizione possibile per vincere.

   L’uso di droghe in guerra può essere ricondotto a due intenti fondamentali:

  1. Permettere alle proprie truppe di commettere atti non accettabili dalle consuete regole morali, vincere la fatica e consentire un miglioramento della performance del combattente (qui c’è una profonda analogia con il doping degli sportivi).
  2. Ridurre l’efficienza del nemico mediante l’uso di sostanze in grado di provocare alterazioni dello stato di coscienza tali da menomare la capacità combattiva; ottenere informazioni durante gli interrogatori di prigionieri, mediante l’uso di cosiddetti “sieri della verità”.

   Questo uso delle droghe è diffuso non solo negli ambienti militari. Nel 1993, un quotidiano di Lima, riportava la notizia che nella selva peruviana alcune bande di narcotrafficanti addestravano i loro membri iniziandoli all’uso delle piante allucinogene[98] in modo da renderli incuranti negli scontri con la polizia o con le bande rivali.[99]

   Tutto ciò non è un caso. Nel continente latino-americano, l’utilizzo degli allucinogeni e delle sostanze psicomimetiche,[100] che resta pur sempre un fenomeno parziale nel generale contesto dello sciamanesimo, è sempre avvenuto in un ambito guerriero.

NELL’ETA’ ANTICA

  Il coraggio in battaglia e la coesione dei reparti di fronte all’avanzata del nemico sono sempre stati un elemento fondamentale per il buon esito di uno scontro. Il morale delle truppe ha sempre costituito una variante essenziale e imprevedibile e ha fatto fiorire una vera e propria agiografia dell’eroismo individuale o di particolari reparti. La storia delle guerre è costellata non soltanto di vittorie ottenute in condizioni d’inferiorità, rese possibili da una non comune volontà di vincere, ma anche di disfatte provocate dall’improvviso cedimento della tenuta delle truppe di fronte al nemico.

   Due soli esempi bastano per tutti.

   I trecento opliti, guidati dal re spartano Leonida, che nel 480 a.C. resistettero fino all’ultimo uomo alle Termopili combattendo contro l’esercito persiano, sono una testimonianza classica in merito all’importanza del coraggio individuale e della coesione di gruppo dei soldati. Per contro la sconfitta avvenuta a Canne nel 216 a.C. di 110.000 soldati romani guidati dai consoli Terenzio Varrone e Lucio Emilio Paolo, sbaragliati da poco più di 50.000 Cartaginesi comandati da Annibale, dimostra come il panico sia un’emozione rovinosa anche per un combattente tecnicamente preparato e in condizioni di superiorità numerica. 

   Quando nelle antiche civiltà cominciarono a formarsi le classi sociali, si creò una casta di guerrieri professionisti della guerra, addestrati sia dal punto di vista fisico che quello psicologico.

   Se l’addestramento rappresenta indubbiamente la via più sicura per ottenere il successo in battaglia, esso ha tuttavia dei limiti molto gravi sia in termini di costi sia di tempi di attuazione. La formazione di un buon soldato richiede, infatti, molti soldi e uno spazio di tempo sufficiente, non sempre disponibile.

   Nel corso della storia sono stati adottati molteplici metodi per la preparazione di combattenti d’élite, mediante sofisticati addestramenti, discipline marziali esoteriche e metodi scientifici assai rigorosi.

   Data l’estrema importanza dei fattori psicologici individuali nel combattimento, in ogni epoca molti uomini alle armi hanno deciso di queste variabili utilizzando, come scorciatoia, sostanze psicotrope al fine di aumentare la propria capacità combattiva.

   Le prime notizie in merito risalgono all’antichità classica

   Presso gli antichi la guerra e i combattimenti avevano frequentemente una connotazione sacra: si svolgevano prevalentemente per necessità concrete di sopravvivenza dei gruppi contrapposti. Manca ancora quell’idealizzazione della guerra che emergerà nei secoli successivi.

   Tutti gli individui validi di sesso maschile della comunità, partecipavano al combattimento; l’ingresso di un giovane nel mondo degli adulti è segnato da un rito d’iniziazione che prevede anche la consegna delle armi e il valore in guerra è considerato una sorte di patente di virilità all’interno della comunità di appartenenza. È comprensibile come i guerrieri fossero motivati a dare il meglio di sé per salvare il proprio gruppo e accrescere il proprio valore.

   Gli opliti[101] greci prima delle battaglie in cui si trovavano a combattere corpo a corpo con gli avversari, ricorrevano spesso al vino per controllare la paura della morte. Certo, l’immagine dei soldati che si lanciano all’assalto contro il nemico sotto gli effetti dell’alcool sembra inconciliabile con l’ordine e la disciplina che si solito si attribuisce a questo tipo[102] di soldati, ma sembra che quest’uso fosse molto diffuso.

   Già dai tempi di Omero era nozione comune che l’alcool potesse essere usato come analgesico contro il dolore delle ferite.[103]  È probabile che molti opliti ne assumessero prima della battaglia per rendersi meno sensibili al dolore. Di certo il vino era largamente presente nella vita militare e faceva parte della normale dotazione degli opliti quando erano in marcia, tranne particolare occasioni.

   Spesso le battaglie erano precedute da particolari danze rituali che per il grande potere di stordimento della coscienza erano in grado di produrre una sorte di stato di estasi e quindi di comunione mistica con la divinità.

   Le antiche cronache riferiscono che Alessandro Magno prima d’intraprendere la conquista della Persia danzò la pirrica[104] a Faselide, intorno alla tomba di Teodette.

   In Medio Oriente, nell’XI secolo dopo Cristo, presso la setta sciita ismailita fondata dal persiano Hasan-i Sabah sarebbe stato diffuso, secondo la leggenda, l’uso dell’’hashish (termine arabo che indica le erbe medicinali essiccate, non specificamente la Cannabis) per infondere il coraggio agli adepti incaricati di pericolose missioni. Per questo motivo glia appartenenti a questa setta, le cui azioni particolarmente efferate, secondo le leggende contemplavano spesso l’assassinio degli avversari politici, prese il nome di Hashishin, da cui derivò il moderno termine di assassini.  

   La setta maomettana dei Dervisci praticava invece un insieme di rituali e di tecniche diverse (detti dhikr) per ottenere un ideale annullamento dell’individuo in Dio e raggiungere uno stato di estasi che li rendeva particolarmente coraggiosi in battaglia. Sono ancor oggi i famosi balli da loro praticati, consistenti in rotazioni su se stessi ripetute fino quasi alla perdita dei sensi.

LE ARTI MARZIALI ORIENTALI

   Le origini di queste discipline sono molto remote. La consuetudine di yogin[105] dediti all’addestramento marziale si perde nella più antica tradizione della religione induista. Durante la dominazione britannica queste pratiche furono represse, anche se tuttora nel Kerala sopravvivono delle forme di lotta tradizionale, praticate nel corso di riti religiosi. Questa tradizione è tuttora ben salda in Cina, in Giappone e in Vietnam, dove arrivarono con la diffusione del buddismo.

   Il pugilato cinese consiste in un sistema di tecniche sovrapposte a una forma di lotta ancora in un sistema più antica, detta wu gong.  Le tecniche fisiche si fondono con l’ideologia perfettamente cinese di continuo flusso, tra atteggiamenti “aperti” e “chiusi”, rigidi e rilassati e movimenti lenti o rapidissimi. Tipico e il kung fu wushu in cui lo stimolo e caratterizzato dal controllo della mente sul respiro e sui movimenti.

La concentrazione, l’allenamento e il controllo della respirazione portano alla capacità di utilizzare la forza in modo esplosivo. Le prove di rottura di mattoni e tavolette di legno sono l’esempio più conosciuto di queste tecniche. I vari stili di kung furono dal punto di vista formale imitano i movimenti degli animali: l’oca selvatica, il drago, la tigre, il leopardo, il serpente e la gru.

   L’energia viene presa tramite la respirazione dall’aria (e qui riecheggia il “prana” degli yogi indiani), attraverso i piedi dalla terra e viene concentrata nello stomaco in un punto tre dita sotto l’ombelico, “hara”, contemporaneamente baricentro e centro energetico del corpo. Poi, attraverso le linee energetiche, utilizzate anche nell’agopuntura, fluisce verso gli arti e viene emessa in forma esplosiva tramite colpi velocissimi e assolutamente precisi. Contemporaneamente vi è l’emissione del respiro e l’urlo, “kiai”

.

   Queste tecniche di rottura furono perfezionate nell’isola di Okinawa durante il periodo dell’occupazione giapponese, quando gli isolani legati alla Cina furono sottoposti al divieto di portare armi. Per reazione si sviluppò il karatè, tecnica di combattimento a mani nude e il kobudo, che si avvale dell’uso molto virtuosissimo di armi, ricavate da attrezzi agricoli comuni in quelle zone: dal nunchaku (due corti bastoni uniti da una catena, in origine usati per la pulizia del riso), al kama (un falcetto), al kusari (una catena di una sessantina di centimetri con due pesi all’estremità).

   Le arti marziali, fanno parte della tradizione dell’India e dell’Estremo Oriente e nei giorni nostri si manifesta come attività sportiva, come forma di meditazione all’interno del buddismo zen, ma sono utilizzate anche nell’addestramento di reparti speciali d’élite. Oltre all’esercito coreano in cui è usato il tae kwo e il vietnamita che impiega il viet vo dao, anche gli eserciti degli imperialisti occidentali hanno riscoperto queste antiche tradizioni. Pionieri in questo senso furono i capitani Fairbairn e Sykes che negli anni ’30 erano in servizio nella polizia di Shanghai. Essi codificarono le tecniche di combattimento corpo a corpo dei commandos inglesi, voluti da Churchill agli inizi del secondo conflitto mondiale. I nomi di Fairbairn e Sykes sono poi legati ancora allo speciale pugnale da loro creato, che era destinato in particolare per il combattimento ravvicinato e all’eliminazione delle sentinelle.

   Analoghe procedure di addestramento furono utilizzate per la formazione dei primi reparti di paracadutisti e ranger americani. L’evolversi della strategia militare nel dopoguerra con i molti conflitti locali e con lo sviluppo dei movimenti rivoluzionari nel Tricontinente (spacciati come movimenti terroristi) e nelle stesse metropoli imperialiste, portò il proliferare in tutti gli eserciti di reparti speciali, e dopo l’azione di Settembre Nero a Monaco nel 1972, all’istituzione di reparti speciali presso tutte le forze di polizia. Nel programma di addestramento è dato largo spazio all’insegnamento delle arti marziali, sia nelle loro forme tradizionali, come la savate[106]  nella Legione Straniera, sia in forme moderne che mettono insieme elementi presi dalle varie scuole e li combinano con l’utilizzo di armi da fuoco dell’ultima generazione. Ad esempio, gli spetstnaz i corpi speciali russi dedicano molto tempo al sambot.[107] L’addestramento prevede scontri molto violenti e realistici in cui sono utilizzati, come armi, gli stessi stivali da paracadutista e il fucile d’assalto regolamentare AK 74 con la baionetta innestata. Sono anche praticate tecniche volte allo sviluppo delle capacità individuali come la rottura a mani nude di mattoni infuocati. Il krav maga, “combattimento con contatto” in ebraico, esso è il combattimento corpo a corpo praticato dall’esercito e dalle forze di polizia israeliane. Si tratta di tecniche di difesa da qualsiasi tipo di aggressione con pugni, calci, strangolamenti e uso di armi varie. L’allievo viene abituato a usare le varie tecniche anche in situazioni del tutto particolari, come nell’oscurità, da seduto o coricato e in spazi ristretti come i mezzi di trasporto.

   C’è una continua osmosi con scambi d’informazioni a livello ufficioso tra molti corpi speciali di molte nazioni diverse; ad esempio il GIGN, gruppo d’intervento della Gendarmeria francese, utilizza il krav maga. Viceversa, i Seal della marina americana hanno per tradizione rapporti molto stretti con i marines di Taiwan e della Corea del Sud. Anche i berretti versi, forze speciali dell’esercito statunitense, hanno programmi di scambio con reparti analoghi di altre nazioni NATO e più volte hanno assunto dei maestri di arti marziali per i programmi di addestramento. Ad esempio, negli anni ’80 fu svolto l’esperimento di addestramento all’Aikido tenuto da Richard Strozzi Heckler, a sua volta allievo del grande maestro Ueshiba, inventore dell’Aikido o via dell’armonia.  L’Aikido è basato, in completo contrasto con una tradizionale strategia bellica, sulle virtù taoiste della non resistenza, dello sforzo senza sforzo e del continuo mutamento. Le tecniche si basano su movimenti impercettibili del corpo che permettono di scansare millimetricamente i colpi dell’avversario e di ritorcere su di lui la sua stessa forza e aggressività col fine ultimo di arrivare alla comprensione e alla comunione con l’avversario stesso. In questo programma dopo alcuni mesi addestramento un gruppo di 25 berretti versi, tutti sottufficiali o ufficiali, selezionati e di provato mestiere, riuscirono con un controllo scientifico dei risultati a elevare le proprie capacità nel tiro, nella resistenza in mare e nello stress prolungato.

   Esiste un lato oscuro delle arti marziali che solo recentemente e in maniera molto distorta si è manifestato. È il ninjitsu[108] che comprende tecniche di combattimento non convenzionale e assassinio politico, spionaggio, rituali magici e tradizioni religiose del buddismo zen. I ninja traggono le loro origini dal medioevo giapponese ma l’importanza della guerra non convenzionale era ben nota nell’antica Cina. L’arte della guerra di Sun Tzu, scritto al 500 d.C. è il primo grande classico di strategia militare in cui molta importanza è data al concetto che un esercito dovrebbe attaccare solo quando il nemico è stato indebolito all’interno.  A questo fine erano consigliati lo spionaggio, la disinformazione, l’intrigo e la congiura. Nel tredicesimo capitolo Sun Tzu espone la sua teoria secondo la quale il saggio condottiero si distingue dagli uomini comuni per una superiore visione globale degli eventi che non deriva dalla divinazione o dagli spiriti ma da una rete di abili informatori.

   Sono distinti cinque tipi di agenti:

  1. Gli In-kan. Sono gli informatori reclutati tra gli abitanti del territorio nemico.
  2. I Nai-kan. Sono i funzionari del governo nemico che tradiscono, essi sono pagati per fornire informazioni.
  3. Gli Yu-kan. Sono le spie nemiche scoperte che cambiano bandiera.
  4. Gli Shi-kan. Sono gli agenti spendibili che sono infiltrati tra il nemico con false informazioni e fatti scoprire.
  5. Gli Sho-kan. Sono le spie classiche, usate per ricognizioni nel territorio nemico.

   Le informazioni dovevano essere costantemente raccolte e contemporaneamente erano disseminate false voci per demoralizzare il nemico. È interessante notare che l’ideogramma usato per indicare la spia è il carattere kan che significa anche “lo spazio tra due oggetti” e “discordia”.

    Molti secoli prima di Machiavelli la strategia di Sun Tzu è profondamente basata sull’inganno del nemico. Questa filosofia orientale è esattamente l’opposto del concetto europeo di guerra totale, dalla falange macedone alle trincee della prima guerra mondiale.

   Secondo la tradizione le arti marziali nacquero in India. La più antica arte di combattimento di cui ancora si conservi memoria è, infatti, il Kalari Payat indiano, la disciplina di lotta a mani nude e con armi da taglio. Si dice che il suo fondatore fosse il monaco Bodhidarma[109] che fece un viaggio verso la Cina dove fondò il monastero fortezza di Shiao-Lin. A loro volta la tradizione delle arti marziali passò dalla Cina al Giappone attorno al 700 d.c. Il primo ninja sarebbe stato il principio Yamato, secondo quanto tramandato dal più antico testo scritto giapponese del 714 d.c., che contiene tra l’altro il racconto di un assassinio politico in pieno stile ninja.

L’evoluzione delle scuole di arti marziali fu poi molto simile in Cina e in Giappone.

   L’insegnamento avveniva all’interno di scuole in cui i segreti erano gelosamente conservati e trasmessi dai maestri agli allievi, all’interno di un rigido sistema gerarchico. Gli allievi iniziavano il loro apprendistato in giovanissima età e per lo più provenivano da famiglie di guerrieri. L’addestramento era continuo e durissimo, con una serie di barriere e di esami che costituivano degli importanti riti di passaggio, con un contemporaneo condizionamento fisico e mentale. Il fine di questi lunghi anni di pratica era il controllo fisico della mente, delle emozioni e del corpo. Ogni scuola si specializzava in alcune tecniche, ad esempio l’uso di armi da fuoco e di esplosivi, le tecniche di mimetismo, travestimento e infiltrazione, l’uso dell’ipnosi, di erbe medicinali e di veleni. È interessante questo sovrapporsi, su livelli diversi, di tecniche di combattimento, maneggio delle armi, pratiche di meditazione, tecniche di meditazione, tecniche di Yoga e alchimia. Il denominatore comune era la ricerca chiamata Chi in Cina e Ki in Giappone, con l’obiettivo antico della ricerca del proprio io attraverso le pratiche marziali e lo studio della tradizione mistica.

   Sui ninja fiorirono diverse leggende, nelle quali insistevano in particolare sulla loro capacità di apparire e scomparire a loro piacimento.[110] Questi effetti d’invisibilità erano raggiunti in molti modi.[111] Evidentemente sapevano che l’occhio umano è particolarmente sensibile al movimento, poi ai contorni di un oggetto e infine ai colori; dunque l’invisibilità può essere ottenuta restando immobili, alterando la propria sagoma o utilizzando abiti con colori scuri o mimetici che si armonizzano con il territorio circostante. L’arte del celarsi dava indicazioni molto precise, suddivise secondo nomi di animali. La tecnica della quaglia consisteva nello sfruttare i piccoli spazi che ci sono tra gli oggetti molto grandi, che distraggono con la loro massa imponente un osservatore. Il metodo del procione consisteva invece nell’uso di luoghi sopraelevati: tronchi, travi, tetti, partendo dal principio che raramente gli uomini sollevano lo sguardo durante la ricerca. Il sistema della volpe prevedeva l’uso dell’acqua anche per far perdere le tracce o per attirare il nemico in un elemento ostile. La scomparsa, per mezzo del fuoco prevedeva l’uso di granate abbaglianti, incendiarie e fumogene che oltretutto rendevano “magiche” le apparizioni e le scomparse dei ninja agli occhi degli osservatori ingenui. Accanto a questi metodi veniva anche impiegato il controllo della respirazione, efficace nel disciplinare le emozioni e il battito cardiaco degli operatori allenati.

   Molta importanza era attribuita all’uso di droghe, veleni e medicinali. La medicina tradizionale cinese passò in Giappone attorno al Settecento dopo Cristo, dove prese il nome di Kampo,[112] con tutto il suo grande bagaglio di medicinali ricavati dalle erbe. I veleni erano ricavati dalle piante oppure dagli escrementi di animali, quali i serpenti di terra e di mare. Anche se possono apparire dei mezzi bellici arcaici, i veleni sono stati ad esempio utilizzati ampiamente, con grande efficacia, dai vietcong nella preparazione di trappole durante la guerra di liberazione del Vietnam. Anche in questo caso oltre all’effetto diretto sul nemico è importante l’effetto psicologico: per un americano che finiva sulle punte avvelenate, ce n’erano centomila che si spaventavano a morte.

   La figura dei ninja è stata spessa confusa con quella dei monaci Yamabushi, letteralmente “coloro che vivevano nelle montagne”[113] seguaci di una religione con elementi di buddismo e dello shintoismo e componenti della magia Tantra. Questi monaci si sottopongono a lunghi pellegrinaggi in alta montagna, accompagnati da pratiche di digiuno e di deprivazione sensoriale per raggiungere poteri come la chiaroveggenza, la telepatia e la telecinesi. In questo ci sono forti somiglianze con i monaci guerrieri cinesi, tibetani, gli sciamani siberiani e sudamericani.  Da un punto di vista pratico la figura del monaco errante era una copertura ideale per agenti dello spionaggio impegnati in operazioni d’infiltrazione e ricognizione.

L’ETA’ CONTEMPORANEA

   Le guerre del periodo medioevale in Europa erano condotte da mercenari, professionisti della guerra che raramente desideravano sterminare gli avversari, colleghi di mestiere. Combattere bene era più importante che uccidere il nemico e riscattare i prigionieri.

  Con la rivoluzione francese si ebbe però una svolta decisiva nel modo di far la guerra.

   Il periodo storico della rivoluzione francese è la parte culminante dell’ascesa e del predominio della borghesia come classe. Essa era già stata anticipata dalle guerre franco-spagnole per il predominio in Italia nel XVI. Fu la Spagna, la quale possedeva un impero coloniale e che viveva dei proventi delle attività commerciali con cui sfruttava le terre e i popoli d’Africa, Asia e America, che pretese di dominare l’Europa alla stessa maniera. La potenza militare spagnola era certamente maggiore di quella francese, tuttavia la Francia costituiva già uno stato più omogeneo e più accentrato, dove la borghesia appoggiava apertamente la monarchia contro gli interessi della nobilita. Senza contare che la Francia, nella sua lotta contro la Spagna, poté avere l’appoggio dei nobili tedeschi, che, ha loro volta contro l’impero spagnolo, volevano consolidare l’autonomia di certe regioni tedesche, utilizzando a tale scopo non solo l’alleanza con la Francia, ma anche le contemporanee guerre di religione.

   Le guerre condotte contro la monarchia spagnola annunciavano il nuovo modo di produzione, poiché erano caratterizzate da un postulato di fondo: la formazione di stati nazionali. Che era all’epoca un fatto rivoluzionario, poiché tendeva alla distruzione dei rapporti economici preborghesi e alla loro sostituzione con il mercato capitalistico.

   È durante il periodo della rivoluzione francese che comincia a essere introdotta in molte nazioni la coscrizione obbligatoria. La maggior parte dei cittadini maschi validi si trovò a prestare il servizio militare senza avere una vocazione guerriera e tantomeno un interesse economico diretto.

   Nacque così la guerra totale, che interessava tutto il popolo, mobilitato in nome di concetti come Nazione, Libertà e Rivoluzione. La nuova guerra di popolo iniziò a dettare le sue regole. La guerra non subiva più interruzioni stagionali e non riguardava più soltanto una ristretta cerchia di professionisti (come i mercenari) ma tutto il popolo si trovò per la prima volta a esserne coinvolto.

   Sorse il problema di armare un numero ingentissimo di soldati. L’intera economia delle nazioni si organizzò per sostenere gli sforzi bellici. Furono istituiti i razionamenti dei cibi e la nazionalizzazione delle manifatture d’interesse bellico.

   Anche le risorse intellettuali, di scienziati e tecnici, furono convogliate a contribuire allo sforzo bellico, nella costruzione di armi, fortificazioni e nuovi espedienti per ottenere un vantaggio sull’avversario. A questo punto sorse il problema di motivare e addestrare grandi masse di soldati.

   E in questo periodo che cominciano a svilupparsi di codici di disciplina militare e perfezionarsi le tecniche di addestramento dei combattenti.

   Il perfezionamento delle armi da fuoco, che richiedevano un addestramento più semplice rispetto alle armi bianche, influenzò anche le tecniche di combattimento.

   Per alcuni secoli furono impiegate formazioni di soldati in ordine chiuso che si sparavano a breve distanza. Questo rendeva possibile la rimozione dei freni psicologici del combattente, poiché quello che doveva uccidere era un uomo sconosciuto. La distanza, seppure breve, era sufficiente per impedire alla vittima di suscitare compassione nell’aggressore e rimandare il corpo a corpo solo a una fase successiva: a questo punto subentrava la carica alla baionetta dove la compagine più motivata e solida psicologicamente travolgeva l’avversario.

   Se fino allora le milizie mercenarie potevano cambiare bandiera vendendosi al miglior offerente, con la coscrizione di massa divenne evidente il fenomeno della diserzione, da parte di quanti costretti a combattere, desideravano salvarsi la vita fuggendo. Il problema era enorme; soltanto nella guerra civile americana, nel 1863, fra i confederati vi furono centomila disertori.

   In quest’epoca di carneficine fra i fanti in formazioni a ranghi serrati, con l’andare del tempo per sostenere e dare coraggio al soldato in guerra si affiancano all’alcool nuove sostanze.

   In Europa alla fine dell’Ottocento fu presa in considerazione la cocaina alla quale persino Sigmund Freud dedicò in quel periodo, attenti studi.

   L’uso di masticare le foglie di coca era diffuso da molti secoli fra gli abitanti delle regioni andine, per alleviare le fatiche del lavoro in montagna, ma la coca fu importata in Europa solo nel 1580. Nel 1860 fu scoperta la cocaina, e nel 1883 il medico tedesco Theodor Aschenbrandt sperimentò questa sostanza su alcuni militari in vista di un eventuale impiego in guerra, riscontrando che i soldati trattati mostravano una maggior energia e un’accresciuta capacità di resistere.[114] Si trattò probabilmente del primo caso di doping. Queste rudimentali tecniche di doping cominciarono a essere usate in campo veterinario. Gli stessi stimolanti impiegati per ottenere prestazioni migliori dai cavalli erano a disposizione di alcuni reparti della cavalleria francese per essere utilizzati durante azioni di combattimento particolarmente impegnative.

   Gli entusiasmi per la cocaina si raffreddarono però quando si scoprì che questa sostanza era in grado di creare una forte dipendenza nei soggetti che l’assumevano.

Era di quegli anni che si scoprì la “malattia del soldato”, ossia la tossicodipendenza da morfina che colpì più di 45.000 persone al termine della guerra civile americana.

   Nello stesso periodo, la paura, questo che era considerato il “sentimento dei deboli”, cominciava essere oggetto di attenzioni scientifiche. Amedeo Latour[115] descrive su di sé gli effetti del bombardamento di Chatillon: “Durante i primi giorni io tremavo ad ogni colpo di cannone con forti e frequenti palpitazioni di cuore e tremore delle mani. La mia lingua era presa da una specie di insopportabile core, che certamente io ho provato spesso nell’occorrenza di vive emozioni, di cui ebbi, durante la vita, di cui ebbi, durante la vita, la mia parte. È uno strano fenomeno, che io non ho trovato in alcun luogo descritto. I muscoli della lingua sono presi da convulsioni, le quali fa sì che l’organo eseguisce movimenti irregolari a destra e sinistra, si fissa contro il palato, o si rovescia sul frenulo, mantenendosi in costante e dando luogo ad una spiacevolissima ed irritante sensazione, il parlare è impedito, è l’articolazione dolorosa, così che è impossibile di leggere ad alta voce, e il conversare è cosa molto difficile. Questi movimenti linguali sono interamente indipendenti dalla volontà, che non può arrestarli né modificarli per qualunque sforzo essa faccia. Il sonno li sospende; ma ricomparirono tosto nello stato di veglia. Questo disordine durò la prima settimana, ma dopo questo tempo, come io divenni abituato al rumore, i muscoli linguali e cardiaci ripresero la loro azione normale”.[116]

   Tra la metà dell’800 e il primo decennio del ‘900 si formano imperi coloniali, i paesi imperialisti che erano impegnati nelle campagne coloniali, dovettero confrontarsi a volte in conflitti contro gruppi tribali che combattevano con strategie e armi meno raffinate, la tenacia e l’audacia di questi combattenti che difendevano la loro terra faceva ritenere ai militari colonialisti, che questi combattenti erano sotto l’effetto di sostanze psicoattive. Uno dei casi più famosi, è stato nel 1898 nelle Filippine è lo scontro che avvenne tra le truppe statunitensi e i Moros Juramentados, mussulmani che avevano già combattuto contro gli spagnoli. Numerosi soldati statunitensi furono uccisi sotto i colpi delle armi bianche di questi indigeni, che sembravano insensibili al dolore riuscivano a continuare i loro attacchi anche se feriti da numerosi colpi di revolver. Non riuscivano a capire (e non potevano capirlo per via del loro razzismo), i colonialisti la volontà di lotta dei popoli che non si vogliono sottomettere.BREVI NOTE SUL SACRIFICIO

   Il sacrifico è considerato l’antibisogno per eccellenza (perché c’è rinuncia, privazione), è caratterizzato e si distingue per l’autorepressione dei bisogni dovuto a una scelta soggettiva di coscienza.

    Il sacrificio è una forza molto potente della Storia: le stupide teorie clericali e borghesi sul “naturale” egoismo umano hanno sempre dimenticato, rimosso gli immensi sacrifici sopportati coscientemente, nel corso dello sviluppo del genere umano, da masse enormi per il soddisfacimento dei loro bisogni ed ideali: rivoluzioni, guerre di liberazione nazionale, guerre civili, le guerre giuste come quella condotta dall’URSS nella lotta mortale contro il nazifascismo. Altre forme di sacrificio si trova nel sacrificio quotidiano, grigio ma non per questo meno eroico dello schiavo cristiano che andavano incontro al martirio della croce inflittogli dai suoi padroni e dallo Stato Romano schiavista; nel sacrificio quotidiano del militante comunista durante il fascismo e il nazismo in Italia e in Germania. Le tendenze verso l’egoismo, l’autoconservazione propria e dei suoi discendenti, verso l’indifferenza si sono sempre scontrate in ogni uomo con la tendenza (che è reale) all’altruismo, al sacrificio per gli altri.

   Di esempi concreti di sacrifici sofferti sono innumerevoli: pensiamo all’eroico comunista torinese Dante Di Nanni. Ferito in un’azione dei GAP è circondato dai nazifascisti, dove muore combattendo infliggendo pesanti perdite al nemico. Ma Dante era un ragazzo di 17 anni, che indubbiamente come tutti i ragazzi della sua età voleva vivere, ma che era costretto a lottare “soprattutto perché, se oggi non facessimo nulla non ci sarebbe ma un domani da cui cominciare a cambiare veramente le cose”.[117]

   Voglio adesso esporre una tesi che potrebbe essere presa per assurda: che nella stragrande maggior parte degli esseri l’altruismo è più forte delle tendenze egoistiche. Che quest’altruismo può a volte assumere forme corporative, ma sempre altruismo è. L’esperienza pratica offre miliardi di esempi: la priorità data ai figli, ai discendenti dalla grande maggioranza dei genitori. Se si trattasse di scegliere nei casi tra la propria vita e quella dei figli la maggioranza dei genitori (specie se madri, ma non solo) saprebbero cosa scegliere. L’imprenditore avarissimo ma che nella vita privata ma che cede a ogni pretesa dei rapitori del figlio/a.

LA GUERRA INDUSTRIALE NEI DUE CONFLITTI MONDIALI

   Il lungo periodo di Pace in Europa durante la Belle Époque, in realtà fu caratterizzato da una crescente e generalizzata preparazione alla guerra. Il capitalismo era entrato nella sua fase imperialista, che divise tutti i paesi imperialisti in due gruppi fondamentali: gli sfruttatori e gli sfruttati, ma anche dalle più svariate forme di paesi asserviti, che formalmente erano indipendenti dal punto di vista politico, ma che in realtà sono assoggettati da un punto di vista finanziario e diplomatico. La tendenza dell’imperialismo è non solo quello dell’assoggettamento di territori agrari da parte dei paesi più industrializzati – questa era la caratteristica dell’epoca coloniale – ma anche all’assoggettamento di stati più deboli sul piano politico-militare e su quello economico-finanziario da parte degli stati più forti. Si tratta quindi di una lotta per l’egemonia mondiale, che si svolge su ogni piano e su scala mondiale.

   Protagonista principale di tale lotta è lo Stato. Esso, nell’epoca imperialista, non è più soltanto depositario della forza della classe dominante, che all’occorrenza saprà usarla in maniera diretta, ma è diventato anche l’istituzione finanziaria più importante, attraverso i mille legami che ha con le centrali finanziarie private e attraverso il controllo sulla concentrazione bancaria.

   Prima del 1914 l’eventualità di una guerra tra gli stati imperialisti non era presa sul serio. I teorici della borghesia sostenevano la concezione della cosiddetta “pace armata”, secondo la quale la nostra “civiltà” si sarebbe progressivamente estesa a tutto il pianeta, nella certezza che governati e governanti non si sarebbero ma fatti prendere dalla follia di una conflagrazione europea, dati i moderni mezzi di distruzione. Anche da parte socialista si finì per credere che le classi dominanti e i governi avrebbero evitato ad ogni costo lo scontro diretto.

   La tesi principale dei revisionisti e degli opportunisti, circa i caratteri dell’epoca imperialista, è che la base economica e quella politica sarebbero separabili e che, dunque, l’imperialismo non sarebbe che una particolare tendenza politica, alla quale sarebbe opponibile, stanti gli stessi rapporti economici, una politica pacifica di almeno alcune potenze imperialiste.

   Questa tesi, non tiene conto che l’imperialismo non è uno specifico modo di produzione, ma il risultato inevitabile dello sviluppo delle categorie capitalistiche. Dunque, tra base economica e politica imperialista c’è un nesso indicibile: lo sviluppo della concentrazione capitalistica ha come conseguenza la caduta tendenziale del saggio di profitto, da cui nasce la ricerca spasmodica di spazi economici in cui possibile realizzare tassi di profitto maggiori e, di conseguenza è ineliminabile la tendenza da parte dei maggiori stati imperialisti, alla continua spartizione e ripartizione del mondo in zone d’influenza.

   La natura aggressiva dei rapporti tra gli stati è sempre stata una loro caratteristica fondamentale, che assurge a legge assoluta nel periodo dell’imperialismo.

   Lo studio della legge della caduta del saggio di profitto di Marx ci aiuta a capire le dinamiche del Modo di Produzione Capitalista e della motivazione perché alla fine è destinato a cadere. Infatti, il saggio di profitto è espresso con la frazione p/c+v, dove al numeratore c’è la massa del plusvalore e al denominatore l’ammontare del capitale costante e del capitale variabile. Si tratta ormai non più di grandezze nazionali ma internazionali, poiché relazioni, poiché le relazioni economiche e commerciali internazionali, che già Marx indicava come controtendenza, hanno definitivamente trasformato il capitalismo in un unico mercato mondiale. Ebbene, se trasformiamo con una semplice operazione matematica, la suddetta frazione nell’altra (p/v fratto c/v + 1), scopriamo che il saggio medio del profitto è direttamente proporzionale al saggio di plusvalore e inversamente proporzionale alla composizione organica del capitale. Ecco così scoperta la tendenza fondamentale e le eventuali controtendenze possono solo ritardare e aggravare la crisi del capitalismo, ma non evitarla. Ciò che condanna il capitalismo è là la tendenza sempre più marcata alla crescita del capitale costante, all’impiego sempre più che proporzionale del lavoro morto rispetto al lavoro vivo. Tendenza ineliminabile perché ogni capitalista, ogni gruppo industriale, ogni centrale finanziaria, privata o pubblica sa che solo così potrà appropriarsi di una proporzione sempre maggiore di plusvalore prodotto socialmente attraverso il “miracolo” della trasformazione dei valori in prezzi di produzione, prima, e di mercato poi. Ma alla fine la socialità della produzione non tollera alla fine l’appropriazione privata. Per quanto dolorose controtendenze che l’umanità deve sopportare per il mantenimento del Modo di Produzione Capitalistico, dalle più brutali tecniche di sfruttamento del lavoro vivo per far innalzare il numeratore di quella frazione (p/v), al più brutale sfruttamento dei popoli del Tricontinente e alla più brutale distruzione delle risorse energetiche della terra, per accaparrarsi materie prime a buon mercato e ottenere così una provvidenziale diminuzione di (c/v), intorno al secondo decennio di questo secolo, gli stati imperialisti hanno dovuto trovare di meglio: una guerra generalizzata tra gli stessi stati imperialisti, che, come e più delle altre controtendenze, funzioni in modo tale da diminuire drasticamente la composizione organica media. Come tutte le altre controtendenze, la guerra funziona come antitossina, che come ogni organismo malato produce, e pertanto sono tutte accompagnate da giustificazioni morali e ideologiche. Il ricorso alla guerra è giustificato facendo appello all’amor di patria, all’orgoglio nazionale, alla difesa dei “sacri” principi di libertà e del diritto internazionale. Dal 1914 il mondo è entrato nell’epoca della guerra imperialista e della rivoluzione proletaria. Si tratta di una lotta mondiale, che con l’Ottobre 1917 l’esito storico era stato anticipato. Le guerre imperialiste non rappresentano per niente una soluzione della crisi storica del capitalismo, bensì il suo aggravamento in ogni caso e, nella migliore delle ipotesi per il capitalismo, solo il suo rinvio.

   In Italia a preparare questo clima di guerra contribuì il movimento futurista guidato da Filippo Tommaso Marinetti e il “vate guerriero” Gabriele D’Annunzio.

   Nel 1909 Marinetti pubblicando il Manifesto del futurismo che enunciava il programma non solo artistico, ma anche politico del movimento, proclamava “Noi vogliamo glorificare la guerra, sola igiene del mondo, il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore”.[118]

   Quando poi scoppiò il conflitto oltre all’esaltazione futurista dell’atto eroico individuale e della “bella morte” di D’Annunzio troviamo degli esempi di propaganda e di guerra psicologica.

   Episodi come il “volo di Vienna” e la “beffa di Bucari” ebbero grande risonanza a livello mondiale. La novità non consisteva nelle azioni eroiche presunte o reali ma nel confezionare un vero e proprio prodotto pubblicitario destinato alle masse. Tutto ciò fu utilizzato per ottenere il maggior eco possibile sugli organi di comunicazione.

   Espressivo l’utilizzo dei mezzi più moderni, come l’aereo, il motoscafo veloce, ma anche il lancio di volantini per demoralizzare la popolazione del campo avverso direttamente nelle città.

  Nell’età moderna, l’espansione dei sistemi di comunicazione contribuì a rendere ancora più totali le guerre. La popolazione, grazie alle notizie inviate in breve tempo da luoghi lontani tramite il telegrafo, poté partecipare direttamente agli eventi della guerra. E fu coinvolta nello sforzo della produzione industriale degli enormi quantitativi di materiali bellici necessari al fronte.

   Grazie alle colorite corrispondenze degli inviati dei giornali, la guerra cessò di essere per i civili un evento lontano, com’erano state invece le guerre coloniali del secolo precedente.

   Iniziò così l’abolizione della differenza fra combattenti impegnati al fronte e civili al sicuro nella vita civile, che poi scomparirà del tutto nella seconda guerra mondiale, quando le parti s’invertirono; dove le perdite fra i civili superarono quelle dei combattenti nelle prime linee.

   In tutte le nazioni belligeranti, gli organi di stampa dopo i primi scontri e la stabilizzazione del fronte nella guerra di trincea ci fu la mitizzazione di figure combattenti individuali come gli assi della caccia o in Germania i comandanti dei sottomarini. Viceversa, si preferì censurare spesso l’orrore quotidiano della guerra di trincea caratterizzata da condizioni di vista disumane, con centinaia di migliaia di uomini costretti a vivere in ripari di fortuna, esposti alle intemperie e ai continui bombardamenti dell’artiglieria nemica e con la prospettiva di essere lanciati all’improvviso in attacchi suicidi contro le linee nemiche difese da filo spinato, mine e mitragliatrici.

   Questa predominanza della difesa sull’offesa grazie all’uso delle armi moderne si era già manifestata nella guerra russo giapponese (1904-1905). Ma questo fatto era sfuggito agli Stati Maggiori europei. In particolare, l’esercito francese nel 1914 si lancio contro le linee tedesche in attacchi frontali [119] e il Regio Esercito italiano si trovò a dover affrontare le munitissime linee permanenti austro-ungariche lungo il confine orientale senza un’artiglieria adeguata a qualità e quantità.

   Non è un caso che negli eserciti si svilupparono ammutinamenti come in quello nel 1917 in Francia e in Russia e nel 1918 nella marina militare tedesca (negli ultimi due casi, gli ammutinamenti erano dentro un processo rivoluzionario in atto).

   I comandi per mantenere la disciplina, come strumento di controllo, oltre alla disciplina severa dei tempi di guerra, e all’uso di ampi contingenti di polizia militare, delle fucilazioni di massa e dei reparti punitivi, furono utilizzati diversi mezzi di propaganda e di persuasione.

   Tutto questo nasce dal fatto che la borghesia è cosciente che per mantenere l’ordine pubblico non è sufficiente reprimere, neutralizzare o prevenire i comportamenti considerati “asociali” dei singoli individui. Tra l’altro questo non sarebbe neanche una novità, si faceva anche nelle società primitive. Il salto di qualità sta nel fatto, di fare in modo che la massa della popolazione obbedisca alle leggi e segua le abitudini che la classe dominante ha stabilito e che comunque tutela tramite lo Stato, benché in esse siano in contrasto con gli interessi e le aspirazioni o i bisogni di una grande parte della popolazione.

   Per questo la borghesia per motivare le truppe e la popolazione civile, grazie allo sviluppo della psicologia sociale e dei mass media, puntò su alcuni temi fondamentali quali: il nazionalismo esasperato, il culto della sacralità della patria, il disprezzo disertori. In quest’attività fu coadiuvata dalle autorità religiose.  Man mano che gli ideali di patria andavano, perdendo il loro mordente sotto la drammatica esperienza della guerra, la propaganda iniziò a toccare altri tasti come le atrocità compiute dal nemico. Se sui giornali popolari l’immagine frequente dei soldati che balzavano all’assalto gridando il loro amore di patria era sempre più lontano dalla realtà, le canzoni spontanee dei soldati parlavano degli orrori della guerra,[120] degli affetti rimasti a casa, del paese lontano.

      Non è un caso che al fronte dilagò l’uso di alcool etilico, sotto forma di vino e liquori, unico conforto ai disagi della vita di trincea.

   Agostino Gemelli,[121] fondatore dell’Università Cattolica, in quel periodo illustrava come l’abbrutimento dei soldati in trincea garantisse il loro adattamento alle sofferenze e ai combattimenti che richiedevano soprattutto obbedienza e rassegnazione.

   Anche Paolo Caccia Dominioni[122]  annotava il 4 novembre 1916 nel suo diario come “…il fiasco infonde ardore al goliardo nervoso che comanda il plotone e deve uscire in pattuglia con una ventina di giannizzeri e non gli permettono neppure di aspettare il buio. Il vino dà la rassegnazione al poveraccio che non comanda un cavolo, che è appena uscito dalla settima azione e già vede delinearsi l’ottava”.[123]

   L’alcool è però una droga imperfetta; se da un lato induce euforia e permette di superare l’ansia, dall’altro diminuisce la vigilanza e la coordinazione motoria del soldato, riducendone la performance nel combattimento; e di certo non erano migliori gli effetti dell’etere che, secondo alcune fonti, aveva una diffusione fra le truppe tedesche, per vincere la paura prima degli assalti alla baionetta.

   Per superare la staticità della guerra di posizione gli austro-ungarici misero in campo reparti d’assalto (Sturmtruppen), unità speciali costituite per compiere operazioni di sorpresa contro le linee nemiche, per catturare prigionieri, creare un continuo stato di allarme e aprire dei varchi nelle linee avversarie per le truppe convenzionali. Il reclutamento avveniva per lo più su base volontaria, fra gli uomini che avevano le caratteristiche psicofisiche più idonee per le operazioni speciali.

   Il grosso dell’esercito ordinario restava composto di un gran numero di elementi con un profilo psicofisico meno brillante, dotati di armamenti convenzionali (fucile e baionetta) e addestrati in modo più sommario.

   Le Sturmtruppen rimasero una componente integrata nelle unità di fanteria, con il compito spesso di trascinarla negli assalti la massa.

   Proprio questi reparti servivano a modello per la creazione in Italia dei reparti di arditi. Questi nacquero nell’estate del 1917 in seno alla Seconda Armata, comandata dal generale Capello. La formazione del personale fu particolarmente accurata, con l’istituzione di poligoni appositamente predisposti, un’accurata preparazione fisica, e al combattimento corpo a corpo con l’uso del pugnale e delle bombe a mano.

   Una differenza rilevante alle Sturmtruppen fu l’impiego come vere e proprie unità autonome per operazioni speciali, svincolate dal sostegno della fanteria.

   Queste truppe d’élite nel 1919 in Germania originarono i Freikorps, unità volontarie che soffocarono nel sangue la rivoluzione tedesca e furono in seguito i primi quadri del partito nazista. In Italia molti arditi seguirono D’annunzio nell’impresa di Fiume e aderirono ai primi Fasci di Combattimento.

   Ma l’uno si divide in due. L’influenza della rivoluzione di Ottobre non poteva non influenzare anche queste truppe di élite. In Italia nel 1921 si costituirono gli Arditi del Popolo: loro fondatore fu Argo Secondari pluridecorato tenente delle fiamme nere (Arditi che proveniva dalla fanteria). La nascita degli Arditi del Popolo fu annunciata da Lenin sulla Pravda. In Germania abbiamo persino il passaggio dai Freikorps alla lotta all’interno del movimento comunista. Josef “Beppo” Römer uno dei fondatori dei Freikorps (che aveva contribuito tra l’altro a reprimere la rivolta operaia della Ruhr nel 1920), nel 1921 entra in contatto con il Partito Comunista di Germania (KPD) diventandone membro effettivo nel 1932. Fu un combattete antinazista, fonda il Sozialistiche Front, gruppo di ex combattenti dei corpi scelti Freikorps formato sia da nazionalisti che da militanti di sinistra. A seguito dell’infiltrazione di queste cellule da parte della Gestapo, è arrestato nel febbraio 1942. Condannato a morte il 16 giugno 1944, fu ucciso il 25 settembre di quello stesso anno. [124]

   Come si diceva prima l’alcool è una droga da guerra imperfetta.  Per questo motivo durante la seconda guerra mondiale raggiunse una grande diffusione dei nuovi e più efficaci stimolati chimici, le anfetamine. Militari americani, inglesi, tedeschi e giapponesi utilizzarono con larghezza queste sostanze che, sintetizzate alla fine degli anni ’20, erano state introdotte nella pratica nel 1936.

   Se lo sviluppo delle artiglierie e degli aerei da bombardamento nei primi decenni del secolo sembrava aver ridotto il ruolo del singolo combattente, l’impiego, durante la seconda guerra mondiale, di truppe addestrate per operazioni speciali portò nuovamente alla ribalta l’importanza del fattore umano.

   Il reparto di paracadutisti tedesco della settima divisione aviotrasportata che nel maggio 1940 sbarcò con gli alianti sopra al poderoso forte belga di Eben Emael e riuscì a espugnarlo, poteva contare fra l’equipaggiamento anche su compresse di Pervitin, anfetamine utili per sostenere un impegno fisico così intenso.  Più tardi nel corso della seconda guerra mondiale i servizi d’informazioni alleati ipotizzarono l’impiego, da parte degli aviatori tedeschi della Luftwaffe, di un derivato surrenalico, detto Composto E che avrebbe consentito loro una maggiore resistenza fisica ai voli ad alte quote. Fu condotto un intenso programma di ricerche, sotto la guida dell’endocrinologo Kendall (premiato con il Nobel nel 1950), fino a quando non fu scoperto che i piloti tedeschi usavano anfetamine; gli studi alleati portarono alla scoperta del cortisone.

   Durante il conflitto sarebbero stati forniti alle sole truppe britanniche più di settanta milioni di compresse di anfetamina e non è un caso che in Giappone, nell’immediato dopoguerra, furono immessi sul mercato civile gli enormi stock di questa sostanza, prodotti per uso militare. Questo surplus di farmaci diede luogo in quel paese a una vasta diffusione della tossicodipendenza da anfetamine, “ice che”, smerciate dall’yakusa, che ebbe il suo culmine di propagazione negli anni ’50, con circa 600.000 tossicomani, quando si tentò di stroncarlo con drastiche, misure repressive. [125] Le gang giapponesi, tra cui le maggiori erano Yamaguchi Gumi e Sumiyoshi Renco arrivarono a gestire le grosse fabbriche clandestine di anfetamine anche nella Corea del Sud, con l’appoggio o per la benevola indifferenza del servizio segreto sudcoreano.

   Nella seconda guerra mondiale, dal 1944 alla fine del conflitto migliaia di aviatori giapponesi si sacrificarono in attacchi suicidi di massa contro la marina americana. Il fenomeno dei Kamikaze fu una caratteristica del Giappone e non ebbe equivalenti negli altri esercitici partecipanti al conflitto. Non che non ce ne siano stati in altri eserciti: ma furono in prevalenza per esaltazione, perché non c’erano vie di scampo, per scelte morali (per salvare altre persone per esempio). Ma nella cultura e nella morale occidentale il suicidio è un male, di cui è al massimo ammessa una scusante in casi eccezionali. Nella cultura giapponese invece il sacrificio della propria vita ha riscosso l’approvazione sociale e ciò affonda le sue radici fin dall’antichità. Secondo lo shintoismo, l’imperatore era un Dio vivente e il meno che gli si poteva offrirgli era la propria vita. Lo shintoismo, che dal 1868 era diventato religione di stato, vi sono le più antiche religioni orientali come il confucianesimo e il buddismo, caratterizzate da alcuni elementi comuni come il disprezzo della vita terrena e della morte, l’esaltazione della pura spiritualità e del misticismo. Se per Confucio il suicidio come nell’antichità classica greca e latina era una possibilità accettabile, per i giapponesi divenne addirittura un fine, il coronamento di un’esistenza dedicata al Bushido, “la via del guerriero”. Anche nel buddismo Zen e nel Mikko esoterico dei monaci Yamaguchi il ripudio dell’Io materiale, l’indifferenza per qualsiasi dolore fisico e la ricerca della morte sono considerati i mezzi più idonei per raggiungere il nirvana, il nulla e il tutto.

   Gli antichi samurai erano la quintessenza vivente dei principi etici ed estetici della società giapponese tradizionali. Militarismo e religiosità sono due entità inseparabili e complementari per la cultura “dell’impero flottante” e il Bushido.

   Negli anni ’30 l’ideologia ultranazionalista propagandata da innumerevoli sette segrete come i Draghi Neri, la Società del Ciliegio, appoggiati dalle potenti lobbies industriali Zaibatsu, contagiò tutti gli strati della società e in particolare le forze armate. Dopo le facili vittorie ottenute in Manciuria e nel Kwantug contro l’esercito cinese, l’alto comando nipponico impose a un governo indebolito il piano strategico di espansione in tutto l’Estremo Oriente, provocando alla fine lo contro con l’imperialismo statunitense. Da questi presupposti storici, un’analisi psicologica che l’estremo autocontrollo, su cui era basata tutta la società nipponica, nei rapporti interpersonali, nelle arti e nella cultura, era destinata a far sì che tutti i soldati carichi di questo fanatismo mistico, abituati a una disciplina durissima e molto motivati, si dimostrarono in guerra dei combattenti spietati e insensibili sia verso il nemico sia nei loro stessi confronti.

   Da questi presupposti risulta più comprensibile il fenomeno dei kamikaze. Già nei primi anni della guerra nel Pacifico numerosi aviatori giapponesi si erano sacrificati lanciandosi contro i mezzi nemici ma si trattava di fatti individuali e non codificati. Dalla fine del 1943 le sorti del conflitto erano mutate e le forze imperiali giapponesi, dapprima credute invincibili, erano state costrette alla difensiva.

   Il 15 ottobre 1944 il contrammiraglio Masabumi Arima, comandante della prima flotta aerea della marina imperiale, attaccò con il suo reparto la Task Group 38/4 dell’U.S. Navy e, tra lo sgomento dei suoi ufficiali, si lanciò deliberatamente contro la nuova grande portaerei Franklin che subì danni gravissimi e oltre 900 morti.

   L’esempio di Arima ebbe un peso determinante per la costituzione di reparti speciali denominati kamikaze, Vento divino, in ricordo dell’uragano che nel 1281 distrusse la flotta d’invasione mongola di Kublai Khan che si apprestava di invadere il Giappone.

   Tattiche suicide furono applicate anche in campo navale, con l’utilizzo di minisommergibili e motoscafi esplosivi. In campo terrestre furono poi adottati armi anticarro come cariche cave montate su aste di legno, così pericolose da provocare di solito la morte dell’utilizzatore.

   In Europa nel campo nazista anche se non furono costituiti specifici reparti suicidi, è interessante considerare che alcuni reparti delle Waffen SS, come la Panzer Divisionen Hitlerjugend, riuscissero a mantenere intatta la coesione e la catena di comando dopo aver subito la perdita oltre il 60% degli effettivi in lunghi periodi di operazioni continuate.

   Analogamente ci furono reparti costituiti da anziani ultracinquantenni e da adolescenti che resistettero fino all’ultimo durante la battaglia di Berlino, nel maggio 1945.

   Nel campo degli eserciti anglosassoni furono sviluppati reparti d’élite, come i paracadutisti e i commandos. Nell’estate del 1940, dopo la caduta della Francia, nell’ambito del commando inglese si sviluppò con l’appoggio dello stesso primo ministro Churchill l’idea di costituire piccoli reparti speciali con cui condurre incursioni sulle coste nord dell’Europa per mostrare al nemico la volontà del Regno Unito di continuare la lotta.[126] Tali operazioni avevano più che altro un valore simbolico ma costituirono l’inizio della tradizione dei corpi speciali che vennero ad avere un’importanza sempre maggiore negli anni del dopoguerra.

   Ai commandos inglesi ben presto si affiancarono da parte USA, i reggimenti dello Special Air service, i rangers.

   Anche i tedeschi e gli italiani costituirono unità di commandos. L’Ufficio Tedesco per lo Spionaggio e Controspionaggio (OKW Amt Ausland/Abwehr) formò i Brandenburger nel dicembre 1939. Essi condussero un misto di azioni allo scoperto e sotto copertura, ma divennero sempre più coinvolti in azioni di fanteria e alla fine divennero una divisione di Panzer-Grenadier, che soffrì pesanti perdite in Russia. Otto Skorzeny (noto principalmente per la liberazione di Benito Mussolini) condusse diverse operazioni speciali per conto di Adolf Hitler. In Italia l’unità speciale più famosa fu la Xª Flottiglia MAS, che fu responsabile dell’affondamento e del danneggiamento di un considerevole numero di unità Alleate nel Mediterraneo, grazie al coraggio, alla determinazione e all’addestramento dei suoi uomini. Dopo l’8 settembre 1943, quelli di loro che continuarono a combattere con la Germania mantennero il nome originale, mentre quelli che si schierarono con gli Alleati cambiarono il nome in Mariassalto.

   Negli anni della cosiddetta “guerra fredda” tutte le nazioni della NATO costituirono reparti analoghi, mentre i paesi del campo “socialista” si organizzavano sul modello russo, paracadutisti o spetstnaz.[127] Questa tendenza fu imitata dalle cosiddette “nazioni non allineate” e i reparti speciali sono stati impiegati con successo in tutti in conflitti dal secondo dopoguerra fino a oggi. L’emergenza rappresentata dalla “minaccia terroristica” (in realtà sviluppo delle opzioni rivoluzionarie all’interno dei paesi imperialisti) dagli anni ’70 portò un’ulteriore specializzazione, con l’istituzione di “gruppi antiterrorismo” come i GSG-9 della Germania Ovest, la Delta amerikana e il GIGN francese.

   Il crollo del revisionismo moderno ha portato infine a un generale ridimensionamento di tutti i maggiori eserciti con la rinuncia alla leva di massa e la tendenza a impiegare quasi esclusivamente reparti costituiti da professionisti. In un certo senso sembra che il ciclo degli eserciti di massa che si era aperto con la Rivoluzione francese si stia chiudendo. Resta il problema della motivazione e dell’addestramento. Nel caso dei corpi speciali caratteristici comune è l’esasperato orgoglio di appartenenza e lo spirito di corpo, simboleggiato anche da particolari dell’uniforme (ad esempio il berretto rosso dei parà o la maglia a strisce blu delle forze speciali russe), dell’equipaggiamento e dell’armamento. Le durissime prove fisiche e psichiche che i candidati volontari devono superare per essere integrati in questi reparti e l’elevata percentuale di scartati rappresentano un vero e proprio rituale iniziatico molto simile in tutti gli eserciti.

Tecniche d’interrogatorio, arme psicochimiche, controllo mentale e guerra psicologica

   L’origine della narcoanalisi (tecnica nata per fini psicoterapeutici e parallelamente anche giudiziari) trae le sue origini dal motto latino “in vino veritas”.

   Secondo alcune fonti risulta che presso le sette di guerrieri ninja, nel Giappone del XV secolo, era applicata una tecnica definita del “ricordo totale” cui erano sottoposti gli agenti specialisti che compivano le ricognizioni in profondità dentro il territorio nemico. Questa tecnica avrebbe dovuto consentire di estrarre dalle loro menti, nel più breve tempo possibile, ogni informazione immagazzinata anche a livello subconscio durante le missioni. [128]

   Sarebbero esistite due varianti di questa tecnica d’interrogatorio. Nella prima l’agente era posto in una “stanza della memoria” completamente dipinta di bianco, dove eseguiva esercizi di meditazione per ottenere uno stato di trance. Di fronte a lui si trovava un basso tavolo bianco, su cui erano posati dei fogli di casta nera, pennello e inchiostro. Il ninja scriveva rapidamente tutti i dettagli sulla carta ed essendo questa nera, come l’inchiostro usato, nulla poteva disturbare il suo stato di trance. Non c’era nessuna ragione per alcun personale attaccamento alle esperienze vissute, semplicemente un freddo ricordo totale. Più tardi il rapporto poteva essere reso leggibile, bagnandolo con un acido che faceva virare verso il rosso il colore dell’inchiostro.

   Dopo la scrittura l’agente era fatto riposare mentre i suoi superiori analizzavano gli scritti; poi era svegliato e interrogato a voce. Terminato l’interrogatorio, l’agente era lasciato solo e in stato di meditazione compiva uno speciale rituale per cancellare dalla sua memoria ogni ricordo di ciò che aveva visto, contemplando due ideogrammi cinesi il cui significato era in concetto di cancellazione dei ricorsi.

   Il foglio era poi bruciato sulla fiamma di una candela e contemporaneamente ogni memoria della missione era cancellata dalla sua mente. Tutto il processo richiedeva circa dieci ore; esisteva un metodo rapido per il ricordo totale in meno di un’ora che metteva tuttavia in pericolo la salute psichica dell’agente e che per questo motivo era impiegato soltanto nei casi di grave urgenza.

   In Cina, negli alti gradi delle Triadi, erano praticate delle tecniche di ascesi basate sull’uso delle droghe estatiche e sullo yoga con controllo della respirazione. La magia, molto diffusa in tutti gli strati sociali, era utilizzata per ottenere il controllo della psicologia individuale e collettiva. In particolare, all’interno di queste società segrete avevano un ruolo molto importante i Tai Feu Ciu, esperti di medicina tradizionale e in tossicologia e responsabili anche dell’uso di veri e propri “sieri della verità”.[129]

   In Occidente i primi esperimenti scientifici d’interrogatorio con l’uso di sostanze psicoattive risalgono alla metà del XIX secolo, quando Moreau de Tours impiegò nel 1845 la Cannabis. Sauver nel 1847 praticò la somministrazione di etere, Mantegazza usò nel 1866 la cocaina, Obernier nel 1873 l’alcool, Kallitsch la scopolamina e Longre infine una miscela di oppio e morfina.

   Nel 1936 Horsley utilizzò per la prima volta il termine “narcoanalisi” in occasione degli esperimenti su soggetti trattati con pentotal sodico per fini psicoterapeutici su soggetti trattati con Pentotal sodico per fini psicoterapeutici. [130] Il termine “siero della verità” era stato usato per la prima volta nel 1931 da House che interrogò un individuo sospettato di furto, con l’impiego di una miscela di morfina e scopolamina. Ma fu il Pentotal a meritarsi l’appellativo di siero della verità. Il Pentotal e in generale i Sali dell’acido tiobarbiturico trovarono, infatti, il loro impiego per indurre narcosi se iniettati endovena in soluzione (5-10 milligrammi per chilo di peso). La perdita di coscienza interviene dopo 10-20 secondi, il tempo richiesto perché il farmaco arrivi al cervello. La profondità dell’anestesia è raggiunta quasi instantemente e quindi scema progressivamente fino al risveglio, che si manifesta nel giro di 5-20 minuti. L’anestesia generale da tiopentale deriva dalla soppressione del sistema reticolare attivato del tronco dell’encefalo. Tuttavia, nella pratica anestesiologica si possono osservare risposte eccitatorie disinibitorie con dosi insufficienti (1-2 mg/kg) o durante la fase d’induzione e risveglio.  È quasi certo che tali risposte siano dovute principalmente alla depressione di circuiti inibitori (probabilmente di tipo GABA energetico)[131] che permette la manifestazione cosciente di ricordi, espressioni verbali o comportamentali fino a quel momento represse. È proprio questa potenzialità della sostanza che la rende interessante come “siero della verità”.

    La tecnica differiva leggermente a seconda che si volesse utilizzare per l’interrogatorio del soggetto il periodo prenarcotico o quello post-narcotico.

   Volendo utilizzare il primo si somministrava lentamente una dose molto ridotta di farmaco (1-2 mg per chilogrammo di peso del soggetto) fino a ottenere il grado di sub narcosi necessario. Se si voleva utilizzare il periodo prenarcotico s’iniettava una dose adatta a ottenere un breve sonno (5-10 mg/kg) e poi dopo un’attesa di qualche minuto s’iniziava a porre domande al soggetto.

   Il periodo prenarcotico si dimostrava in genere più utile; durante questa fase il soggetto presentava ipermnesia (95% dei casi), euforia (90%) e crisi psico-affettive (60%). Soltanto il 10% dei soggetti presentava mutismo e non poteva quindi offrire risposte utili all’esaminatore.

   Durante la seconda guerra mondiale fu sperimentato nel campo di Dachau anche l’impiego di mescalina come nuovo “siero della verità” per la polizia politica tedesca. I campi di concentramento istituiti a partire dal 1933 in tutti Lander del territorio tedesco richiesero un personale di oltre 40.000 uomini, costituito oltre che dai sorveglianti, anche da un largo numero di inquisitori della Gestapo specificamente addestrati.

   Le teorie sviluppate dal colonnello delle SS Theodor Eicke, primo comandante del campo di Dachau, circa l’addestramento delle guardie, furono adottate da Himmler, comandante supremo delle SS, per tutta l’organizzazione. Lo stato di totale degradazione in cui erano tenuti i prigionieri aveva lo scopo di soggiogare completamente, umiliandole, le vittime che dal loro punto di vista rappresentavano la “feccia della società”, la “razza inferiore” da cui doveva difendersi il popolo tedesco. La base del potere assoluto esercitato dalla Gestapo in tutti i paesi occupati era data dal decreto che prendeva il nome di “Notte e nebbia”, promulgato da Hitler il 07.12.1941, secondo il quale chiunque, di qualsiasi nazionalità, fosse sospettato di attentare alla sicurezza del Reich, poteva essere internato senza processo. In seguito, il 19 marzo 1942, la commissione del Reich per l’Olanda aveva stabilito anche la possibilità per le SS di agire al di fuori di qualsiasi legge esistente e di prendere provvedimenti a carico degli imputati per limitare il crescente numero di prigionieri.

   Le forze di polizia delle SS erano state ricostituite nel settembre del 1939 sotto la suprema giurisdizione dell’ufficio di sicurezza del Reich, RSHA. In questo modo era stata annullata ogni distinzione tra esecutivo del partito e l’esecutivo dello Stato. L’RSHA era divisa in vari dipartimenti: servizio segreto interno, Gestapo e servizio esterno. Tutto il personale portava le insegne delle SS sulle uniformi, con una predilezione per stivali, guanti, cappotti e occhiali neri. Questa messinscena serviva a incutere terrore. È questo un tratto caratteristico, seppure secondario, che si ritrova in molte polizie segrete, dai Tonton Macoutes di Haiti agli squadroni della morte sudamericani.

   Tutti i membri di questi gruppi di azione dovevano essere trasformati in assassini insensibili, e, sebbene subissero un continuo indottrinamento teso della necessità di eliminare le razze inferiori, spesso come si ricava dalle testimonianze al processo di Norimberga di alcuni ufficiali superiori, dovevano essere “aiutati” con l’alcool o con altri sedativi e molti di loro finiscono per soffrire di gravi disturbi psichici.

   Per estorcere confessioni accanto all’impiego di “sieri della verità” furono sviluppate, soprattutto da parte di molte polizie politiche tecniche speciali d’interrogatorio. Nell’URSS di frequente gli interrogatori erano condotti di notte, per approfittare della minore resistenza provocata dal sonno. Un’altra tecnica consisteva nella persuasione della “sincerità” con cui era interrogato il prigioniero convincendolo a firmare la confessione. Molto vicino alle torture fisiche era l’impiego di altri mezzi la continua stimolazione sonora e luminosa, che impediva il sonno al prigioniero e ne ostacolava i pensieri.[132]

   Una tecnica particolare impiegata spesso in passato dai militari inglesi nell’Irlanda del Nord per ottenere informazioni dai prigionieri, senza utilizzare sostanze psicoattive, si basava sulla deprivazione sensoriale. I militanti dell’IRA catturati erano tenuti con la testa costantemente coperta da un pesante cappuccio nero, tranne che durante gli interrogatori, e assordati da un suono. Privati di cibo e acqua per periodi prolungati erano costretti a rimanere per molte ore in una scomoda posizione in punta di piedi, con la faccia al muro, a gambe divaricate.

   Questa tecnica produceva una forte riduzione di tutte le capacità sensitive, creando uno stato di grande ansia e a volte alterazioni profonde della coscienza dei prigionieri (molti giunsero ad avere delle allucinazioni).

   L’impiego di sostanze psicoattive su larga scala per ridurre la capacità combattiva dell’avversario è una tecnica applicata, come tale, soltanto in anni relativamente recenti.

   Nel XVIII secolo le tribù dei nativi del Nord America subirono gli effetti degli alcolici introdotti dai coloni in arrivo dall’Europa; l’ebbrezza causata dall’” acqua di fuoco” ebbe effetti sconvolgenti sulle abitudini e sui rituali di queste popolazioni, indebolendone la capacità di combattere.

    I giapponesi condussero un’azione d’intossicazione in grande stile ai danni della Cina, quando, a partire dai primi anni del XX secolo, alimentarono un attivissimo commercio clandestino di morfina e di eroina.

   Dalle iniziali cinque tonnellate introdotte in Cina dal 1900 al 1907, si giunse nel solo 1917 a esportare clandestinamente più di diciassette tonnellate. La droga era fatta penetrare in enormi quantitativi, nel territorio del Kwangtung, attraverso la concessione di T’ien-tsin e la regione di Chingking (dove nel 1931 esiste un centinaio di fabbriche di morfina).

     Nel 1937, quando l’esercito nipponico invase la Cina, la diffusione dell’uso della droga in ampie fasce della popolazione aveva diminuito considerevolmente la capacità difensiva del paese.

   In Occidente, durante il primo conflitto mondiale, la chimica militare, che già nel secolo precedente aveva rivoluzionato l’arte della guerra con l’invenzione delle polveri infumi per le armi a retrocarica, ritornò alla ribalta con lo sviluppo degli aggressivi chimici. Il primo impiego bellico si ebbe il 22 aprile 1915 a Ypres, dove i tedeschi lanciarono un violento attacco contro le linee francesi usando il cloro.

   Negli anni del primo dopoguerra le principali nazioni imperialiste continuarono a perfezionare gli agenti chimici e le loro tecniche d’impiego.

   L’arma chimica ebbe un progresso fondamentale negli anni ’30 quando furono preparati in Germania nuovi aggressivi ad azione selettiva. Non si trattava più di agenti con una grossolana azione sulla cute o le vie respiratorie ma di sostanze con una potente interferenza specifica sulla neurotrasmissione; era iniziata l’era dei gas nervini. Nel 1936 fu preparato il Tabun e nel 1938 il Sarin, che sono degli aggressivi estremamente letali, ancora dotazione negli arsenali degli Stati Uniti e dell’ex Unione Sovietica.

   Durante il secondo conflitto mondiale nessun esercito utilizzò gli aggressivi chimici, tuttavia entrambe le parti avevano consistenti riserve di gas e avvenne anche qualche incidente come quello di Bari nel dicembre 1943 dove la nave alleata John Harvey, carica della “vecchia”, ma sempre efficace iprite, fu colpita da bombardieri tedeschi; nel disastro perì un centinaio di persone e tutto rimase segreto per parecchi anni dopo la guerra.

   Fin qui si è descritta in breve storia degli aggressivi chimici convenzionali, vediamo adesso quelli “non convenzionali”.

   Negli anni ’50 l’attenzione dei ricercatori militari si concentrò sullo sviluppo degli agenti psicochimici, in grado di neutralizzare il nemico senza ucciderlo, risparmiando ogni danni ai materiali.  In questi anni le armi chimiche riacquistavano quel ruolo di primo piano che avevano avuto durante il primo conflitto mondiale. Furono studiati nuovi agenti chimici in grado di alterare temporaneamente e reversibilmente la coscienza senza danneggiare il corpo.

   La storia degli aggressivi chimici inabilitanti psichici ha origine il 19 aprile 1943, per opera del chimico svizzero Albert Hoffman. Presso il laboratorio della Sandoz di Basilea erano in corso già da cinque anni esperimenti sugli alcaloidi contenuti nella segala cornuta,[133]  quando decise di sperimentare su di sé gli effetti della dietilamide dell’acido lisergico[134] aprendo così la porta a quello che sarebbe stato chiamato il periodo della “rivoluzione psichedelica”. La sostanza nota come LSD è un derivato semisintetico, completamente inodore, insapore e incolore, della segala cornuta, prodotta dalla Clavicep purpurea,[135] un fungo che infetta i cereali. Già da molti secoli erano noti gli effetti dell’ingestione dal fungo, che davano luogo a epidemie d’intossicazione (ergotismo); uno dei sintomi più caratteristici nei soggetti colpiti era un grave disturbo della coscienza con allucinazioni.

   Gli effetti principali dell’LSD consistono in vertigini, astenia, offuscamento della vista, distorsione della prospettiva, illusioni e allucinazioni; hanno un inizio rapido e la durata è dipendente dalla dose (la dose media necessaria per indurre modificazioni della coscienza è assai ridotta, nell’ordine di un microgrammo per ogni chilogrammo di peso, e ciò ne fa uno degli agenti farmacologici più potenti).

   Da qui allo studio di possibili applicazioni militari di una sostanza così potente il passo fu breve, il padre dell’LSD, Hoffman, dichiarò di non esserne mai voluto occupare.[136] A queste ricerche lavorarono però i ricercatori militari statunitensi. I primi progetti si proponevano di usare l’LSD per smascherare le spie.

   La CIA utilizzò l’LSD nel famigerato progetto MK-ULTRA.

   Sin dalla seconda guerra mondiale, i nazisti iniziarono a svolgere le ricerche coadiuvate dall’Istituto Medico Kaiser Wilhelm di Berlino sul controllo mentale indotto da trauma.

   Grazie al Progetto Paperclip, con il quale il governo statunitense promosse la risistemazione di circa 2000 nazisti d’alto livello negli U.S.A., gli studi sulla tecnologia di programmazione del controllo mentale avanzarono rapidamente.


   A partire nel secondo dopoguerra, industrie private, strutture militari, e gli apparati politici degli U.S.A. e dell’ex URSS, anno finanziato e gestiti esperimenti occulti sul controllo delle masse.


   Il 1° giugno 1951, alti ufficiali dell’esercito e dei servizi segreti degli Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna, convocarono un piccolo gruppo di psicologi a un meeting segreto all’Hotel Ritz-Carlon di Montreal, per discutere le “tecniche comuniste di controllo del pensiero”. I ricercatori occidentali erano convinti che il successo comunista dovesse essere il frutto di alcune misteriose e sensazionali scoperte scientifiche. Fu così che nel successivo mese di settembre, gli scienziati americani, pianificarono un programma top segret sulla modificazione del comportamento umano: MKULTRA.

   Il progetto MKULTRA si trattava di tutta una serie d’attività svolte dalla CIA che avevano come scopo quello influenzare e controllare il comportamento delle persone (controllo mentale).


   Uno degli scopi del progetto fu di modificare il livello di percezione della realtà di alcune persone, costringendole a compiere atti senza rendersene conto; un altro degli scopi del progetto era di creare degli assassini inconsapevoli (candidati Manciuriani).


   Nel 1977, grazie alla legge sulla libertà d’informazione, furono derubricati alcuni documenti che testimoniavano la partecipazione della CIA al programma.
Il progetto fu portato all’attenzione dell’opinione pubblica per la prima volta dal Congresso degli Stati Uniti e da una commissione chiamata Rockefeller Commission.

Tale commissione pubblicò un documento che diceva: “Il direttore della CIA ha rilevato che oltre 30 tra università sono coinvolte in un programma intensivo di test che prevede l’uso di droghe su cittadini non consenzienti appartenenti a tutti i livelli sociali, alti e bassi, nativi americani e stranieri. Molti di questi test prevedono la somministrazione di LSD. Almeno una morte, quella del Dr. Olson, è attribuibile a queste attività”.


   Il progetto MKULTRA fu ordinato dal direttore della CIA Allen Dulles il 13 aprile 1953, nel 1964 fu rinominato MKSEARCH poiché stava specializzando nella creazione del cosiddetto siero della verità, sostanza che sarebbe poi usata per interrogare gli appartenenti del KGB. Dato che quasi tutti i documenti riguardanti l’MKULTRA sono stati distrutti è in pratica impossibile poter ricostruire tutte le attività svolte nell’ambito di questo progetto.


   I documenti recuperati fanno presupporre, con sufficiente margine di certezza, che la CIA abbia usato radiazioni e LSD al fine di controllare le menti delle cavie. Le vittime erano dipendenti della CIA, personale militare, agenti governativi, prostitute, pazienti con disturbi mentali e gente comune; in tutto con lo scopo di verificare che tipo di reazione avessero queste persone sotto l’influsso di droghe e altre sostanze.
Il Dottor Sydney Gotlieb, l’ideatore di tutti gli esperimenti, era solito anche torturare le vittime aggiungendo alla normale dose di droga anche rumore molesti o costringendoli ad ascoltare frasi offensive.

   Ormai è noto che dalla fine della seconda guerra mondiale negli U.S.A., la Commissione per l’Energia Atomica, il Dipartimento della Difesa, le Forze Armate, la CIA e le altre agenzie si sono serviti di detenuti, tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, studenti di college, militari e gente comune, in una serie impressionante di esperimenti per valutare gli effetti delle radiazioni, dell’LSD e del gas nervino, fino a l’applicazione di violenti shock elettrici e prolungati “stati di deprivazione sensoriale”. Solo poche, di queste persone, sapevano a cosa andavano incontro; la maggioranza ne era totalmente inconsapevole e non immaginava neppure di far parte di un esperimento.


   In seguito, il programma MKULTRA diventerà noto, per i suoi studi pionieristici sull’LSD, spesso condotti su detenuti o frequentatori di bordelli organizzati e gestiti dalla CIA. Gli esperimenti nei bordelli, noti come Operation Midnight Climax, prevedevano l’uso di specchi semitrasparente che permettevano agli agenti di osservare gli effetti dell’LSD sul comportamento sessuale. Ironia della sorte, nell’ambito del programma di tanto in tanto i funzionari governativi aggiungevano LSD ai drink dei colleghi e uno dei risultati sarà il suicidio per psicosi del dottor Frank Olson.


   In udienza del 1977, l’allora direttore della CIA Stanfield Turner disse di aver costatato l’uso di sperimentazioni deprecabili e promise che la CIA stessa avrebbe fatto tutto il possibile per rintracciare e informare le persone, una ad una, utilizzate negli esperimenti. La verità è che memorandum interni e deposizioni rese da agenti della CIA in un processo contro l’agenzia hanno rilevato che delle centinaia di “soggetti da esperimento” usati nel programma CIA di controllo della mente, solo 14 furono informate e solo uno fu risarcito. A queste 14 persone, a loro insaputa, era stato somministrato LSD dagli agenti della CIA, nel novero di test sugli effetti di questa droga in uno scenario “realisticamente operativo”.


   Negli anni ’50 Cameron ,[137] aveva sviluppato un metodo per trattare gli psicotici utilizzando quello che chiamava “rimodellamento” e “ricondizionamento psichica”. Cameron richiese alla Society for the investigation of Human Ecology (un ente di copertura della CIA creato per supportare la ricerca sul controllo del comportamento) l’approvazione di una procedura consistente nella distruzione di modelli continuativi del comportamento dei pazienti per mezzo di elettrochock particolarmente intensi (rimodellamento) e, in alcuni casi, con massicce dosi di LSD. Il trattamento prevedeva sedute consistenti nell’ascolto forzato (16 ore al giorno per sei o sette giorni) di messaggi registrati, mentre il paziente era tenuto in parziale isolamento sensoriale. Nella sua petizione, Cameron, proponeva di provare un varietà di droghe, incluso il curaro da paralisi, come parte di una nuova tecnica di “disattivazione del paziente”.


   La CIA attraverso l’Human Ecology Society fornì una sovvenzione di 60.000 dollari. Nove pazienti ricoverati per cure antidepressive, alcolismo e altri problemi c/o Memorial Institute intentarono una causa contro la CIA nel 1979. Una paziente, Rita Zimmerman, fu “rimodellata” con 30 sedute di elettroshock, seguite da 56 giorni di sonno indotto da droghe, il che sfociò in una sindrome da incontinenza. Altri soggetti invece, subirono danni permanenti al cervello, persero il lavoro o in ogni caso la loro salute peggiorò.

   Indicativo è il caso di L. Gamble ufficiale dell’aeronautica statunitense, nel 1957 volontariamente prese parte a un test dell’Army Chemical Warfare Laboratories (i lavoratori militari). Era stato informato che avrebbe provato maschere antigas e dispositivi di protezione. Invece, come poi apprese nel 1975, a lui e ad altri 1000 soldati era stato amministrato l’LSD. Gamble cominciò ad accusare perdite di memoria, periodi di grande depressione, ansia e comportamento violento. Tentò il suicidio nel 1960, perse il suo nullaosta di sicurezza top-secret e si congedò anticipatamente nel 1968.


   Quando poi venne a sapere che aveva ingerito LSD, chiese di essere risarcito. Il Dipartimento della Giustizia rifiutò la sua richiesta perché non pervenuta in tempo utile, l’Amministrazione dei Veterani gli negò i contributi d’invalidità, perché l’uomo non presentava segni d’invalidità permanente.


  Il governo USA addusse diverse motivazioni per giustificare gli esperimenti, da progetti tesi al discredito di politici stranieri, all’addestramento di speciale personale militare. Le forze armate hanno esposto 3000 soldati al BZ, un potente allucinogeno allora sviluppato come arma chimica, una droga che attacca il sistema nervoso, causa vertigini vomito e paralisi.


   I primi esperimenti sul controllo del comportamento facevano parte di un progetto della Marina del 1947, chiamato Operation Chatter per individuare e testare “i sieri della verità”, simili a quelli usati nell’U.R.S.S. per interrogare le spie.

   Tra i farmaci provati su soggetti umani, la mescalina e la scopolamina, un depressore del sistema nervoso centrale. Nel 1951 questo progetto fu rinominato Artichoke con l’avvio di esperimenti medici su soggetti umani per provare su soggetti umani l’efficacia di LSD, il pentotal e l’ipnosi negli interrogatori.


   In uno studio realizzato nel 1952 dalla commissione governativa Psychological Strategy Board. Si predispose un programma di ricerca sul controllo del comportamento. Gli esperti, dopo avere definito il lavaggio del cervello adoperato dai comunisti “una serie minaccia alla specie umana”, sollecitarono l’impiego droghe e shock elettrici negli studi clinici da condurre in condizioni di segretezza. Nello studio si discuteva persino il potenziale di lobotomia arguendo che “se fosse stato possibile sperimentarla sui membri del Politburo, la Russia non sarebbe stata più un problema”, nonostante vi si sottolineasse che le cicatrici chirurgiche rendessero il suo impiego proibitivo.


   Nel 1955, le Forze Armate promossero una ricerca alla Tulane Aniversity attraverso la quale nel cervello di individui affetti da turbe psichiche furono introdotti elettrodi per misurare gli effetti di droghe psichedeliche. In altri esperimenti, dei volontari furono tenuti in camere di deprivazione sensoriale per almeno 130 ore, bombardati con rumori di fondo e messaggi subliminali fino all’insorgere in loro dei primi sintomi allucinatori. Tutto questo aveva l’obiettivo di “riconvertire” gli individui sottoposti a questo trattamento.

   In un libro di Franco Fracassi L’INTERNAZIONALE NERA[138] si parla della Colonia Dignidad, una località che si trova va 340 Km a sud di Santiago del Cile, che era un centro di smistamento logistico dei nazisti in fuga nel secondo dopoguerra, ma soprattutto un centro di addestramento di forze militari e paramilitari anticomuniste. Ebbene si afferma in questa colonia “si tennero anche esperimenti di uno dei programmi più tristemente famosi portati avanti dalla Cia fino all’inizio degli anni Settanta: MKULTRA. Lavaggio del cervello, controllo dell’essere umano attraverso l’ipnosi e le droghe. In questo pezzo di Baviera ai piedi delle Ande persero vita, o la ragione, centinaia di soldati statunitensi usati come cavie per MKULTRA”.[139]

     Tutto questo nasce dalla collaborazione che si creò dalla fine della seconda guerra mondiale tra nazisti e potenze imperialiste occidentali contro quello che il comune nemico: il comunismo. Gehlen uno dei capi sei dei servizi segreti nazisti ha raccontato nelle sue memorie, come Allen Dulles cercò di agganciarlo in tutti i modi: “Alla fine di dicembre 1944 i colloqui arrivarono a buon fine. Ricordo bene i termini dell’accordo con l’Oss. Che un servizio segreto clandestino tedesco potesse continuare ad esistere e raccogliere informazioni nell’Est, come aveva fatto fino ad allora. La base dei nostri comuni interessi era la difesa contro il comunismo. Che questa organizzazione non avrebbe lavorato per o sotto gli americani, ma insieme agli americani. Che l’organizzazione sarebbe stata finanziata dagli Stati Uniti. Che i servizi americani si sarebbero impegnati ad aiutare chiunque fosse stato proposto dall’organizzazione come un soggetto in pericolo”.[140]

   Si è venuto a saper agli inizi degli anni ’90 che anche l’esercito britannico negli anni ’70 condusse esperimenti sui propri militari.[141]

    Secondo la celebre e abusata definizione di Karl von Clausewitz la guerra non sarebbe che “il proseguimento della politica con altri mezzi”.[142]

    Nell’ambito dei mezzi di controllo politico dell’avversario e degli oppositori interni si distinguono fra le attività di guerra psicologica quelle di propaganda, destinate al tempo di pace e quelle di guerra psicologica propriamente detta, tipica del tempo di guerra.

   Le operazioni psicologiche o manovre psicologiche (in inglese PSYOPS Psychological operations) sono un metodo utilizzato dalle istituzioni militari definibile come un complesso di attività psicologiche messe in atto mediante l’uso programmato delle comunicazioni, pianificate in tempo di pace, di crisi e di guerra, dirette verso gruppi o obiettivi “amici”, neutrali o nemici (governi, organizzazioni, gruppi o individui) al fine di influenzarne i comportamenti che incidono sul conseguimento di obiettivi politici e militari.

   C’è una versione che afferma che L’arte della guerra, sarebbe il frutto di un lavoro collettivo di un gruppo di generali che circa 2300 anni fa sintetizzarono per iscritto l’esperienza collettiva, ereditata da antiche tradizioni orali.[143] Sun Tzu mostra che la guerra è uno degli strumenti a disposizione del potere politico per conseguire i suoi fini, ma è anche un mezzo politico-militare particolarmente delicato poiché dal suo uso dipende la salvezza o meno dello Stato: risulta chiaro la subordinazione della guerra alla sfera politica e la preoccupazione per la conservazione – riproduzione del potere, Sun Tzu anticipa a più di due millenni la famosa definizione di Clausewitz sulla guerra come prosecuzione della politica con altri mezzi. Perciò nel quadro della centralità dell’obiettivo politico rispetto al mezzo bellico che Sun Tzu dice: “Perciò, combattere e vincere cento battaglie non è prova di suprema eccellenza: la suprema abilità consiste nel piegare la resistenza (volontà) del nemico senza combattere[144] il principio noto come strategia indiretta: la suprema abilità consiste nel giungere nelle migliori condizioni possibili, costringendo l’avversario nelle peggiori condizioni.

   E in quest’ambito che si muove la guerra psicologica.

   Le scienze delle comunicazioni, il cui sviluppo è stato pilotato dalla CIA dagli anni ’50, hanno costituito uno strumento essenziale della guerra psicologica condotta contro il movimento comunista, i paesi “socialisti” e tutti quei paesi che resistevano al dominio U.S.A.

   Gli specialisti del comportamento hanno contribuito a raccogliere informazioni sugli avversari dell’imperialismo U.S.A., a elaborare la propaganda, a prevenire i movimenti di liberazione fino a consigliare gli esperti della tortura.

   Quest’alleanza fra mondo scientifico e quello politico è tuttora operante in tutti i paesi imperialisti.

   In un documento dell’esercito degli Stati Uniti redatto nel 1948, riprendendo Sun Tzu definisce così la guerra psicologica: “Questa impiega mezzi fisici o etici, oltre alle tecniche militari ortodosse, tendenti a:

A – Distruggere la volontà e la capacità di combattere del nemico. 

B –   Privarlo del sostegno dei suoi alleati.

C –  Accrescere in seno alle nostre truppe e in quello dei nostri alleati la volontà di vincere.

   La guerra psicologica impiega qualsiasi arma in grado di influenzare la volontà del nemico. Le armi sono psicologiche solamente per l’effetto che producono e non in ragione della natura delle armi stesse. Quindi, in un quadro di guerra psicologica, la propaganda palese (bianca), segreta (nera), o grigia – sovversione, sabotaggio, operazioni speciali, guerriglia spionaggio, pressioni politiche, culturali, economiche e razziali – sono considerate armi utilizzabili

  Per realizzare questo programma che i servizi segreti reclutano nelle università gli specialisti di scienze del comportamento”.

    Il progetto Troy consisteva nel mobilitare ricercatori per definire i differenti mezzi disponibili per diffondere la propaganda statunitense dietro la Cortina di Ferro.      L’obiettivo era di rinforzare il dispositivo Voce dell’America, una rete di radiodiffusioni creata dal Servizio Informazioni Internazionale un organismo messo in piedi da Truman. La Voce dell’America era un’operazione di propaganda bianca, palese; il suo ruolo era di fare promozione dell’imperialismo U.S.A., mentre il progetto Troy era propaganda nera.

   Inizialmente il progetto Troy doveva essere centrato sulle radiodiffusioni e su lanci di volantini con palloni sonda.

    Nell’ambito questo progetto, s’istituì lo Psychological Strategy Board (Commissione per le Strategie Psicologiche), che aveva lo scopo di studiare la società sovietica con un programma di colloqui e relazioni con i dissidenti e si creò nel MIT (Massachusetts Institute of Technology) il dipartimento CENIS (Centro per gli studi internazionali).[145]  Il progetto Camelot consisteva, negli anni Sessanta, nel produrre modelli di contrasto dei processi nazionali rivoluzionari nei paesi del Terzo Mondo. Camelot rappresentava l’intensificazione delle relazioni delle relazioni tra i comportamentisti[146] e i servizi segreti. Lanciato nel 1963, il piano era destinato a facilitare gli interventi nello Yemen, a Cuba e nel Congo belga. In Cile il piano Camelot fu messo in atto attraverso l’intermediazione dell’Organizzazione per la Ricerca sulle Operazioni Speciali (SORO).

    Nel 1937, De Witt, dell’Università di Princeton, crea la rivista Pubblic Opinion Quarterly (POQ), pubblicò articoli sulla guerra psicologica. Il consiglio di amministrazione della rivista si compose dopo la seconda guerra mondiale di specialisti che partecipano al progetto psicologico della CIA.

   Lo studio dei sistemi di comunicazione dei paesi del campo socialista o che potrebbero essere conquistati dai comunisti permette di raccogliere informazioni che gli strateghi delle forze terrestri possono utilizzare lo stesso, valgono per le indicazioni sulle modalità di diffusione della propaganda bianca e i metodi neri di diffusione del terrore. Le scienze della comunicazione di massa, concepite come strumenti di vigilanza e di coercizione, hanno di conseguenza una vocazione puramente manipolatrice. Molti degli specialisti della “manipolazione di massa” sono frequentemente dei marxisti pentiti.

   I media occidentali (seguiti dalla varia forza politica di destra, centro, sinistra ed estrema sinistra) hanno spacciato i colpi di Stato in Serbia (2000), Georgia (2003), Ucraina (2004) come rivoluzioni. Lo fanno per ingannare la gente. Il problema è che questa interpretazione si è associata molta estrema sinistra che si considera “rivoluzionaria”.

   Per chiarirsi, questi cosiddetti “rivoluzionari” col parlare di masse e apparati in modo astratto nascondono la natura della rivoluzione se democratica borghese o socialista, non dicono quale classe sta dirigendo rivoluzione.   

   Una delle caratteristiche di queste cosiddette “rivoluzioni” è l’uso dei media.

   Il controllo dei media è importante per il capovolgimento di un regime. I media costruiscono una realtà virtuale, il controllo di questa realtà è uno strumento di potere, perciò non è un caso che dopo colpo di Stato classici, la prima cosa che s’impadronivano i golpisti era la radio.

   C’è una ripugnanza da parte di molte persone affiorare l’idea che gli avvenienti politici siano deliberatamente manipolati.

   L’ideologia di questi manipolatori ha origine da una certa impostazione di Freud sugli impulsi istintuali. Freud riteneva che giacché l’organizzazione sociale per esistere debba piegare e utilizzare gli istinti erotici (e distruttori) del singolo, il prezzo della civiltà è la repressione e il suo disagio è la nevrosi.

   Questa tesi fu esposta nella prima forma in Totem e Tabù, strettamente legata alla difesa dell’autorità come personificazione dell’esigenza repressiva. Un decennio più tardi, in Psicologia delle masse e analisi dell’Io, Freud insisteva nuovamente sull’importanza dei moventi irrazionali che legano le masse all’autorità “paterna” dei capi e riprendeva il tema della derivazione delle forme societarie più vaste dal nucleo patricentrico naturale della famiglia. (Con questo libro era teorizzata in forma compiuta la riduzione della politica a inganni dell’inconscio e nasceva una concezione scettica, psicologizzante e antipolitica dei rapporti sociali che avrà in seguito, fertili risultati: si pensi come, con una coscienza ben maggiore dei propri fini, la scienza psico-sociale americana ha riscoperto che voltando la politica in psicologia si riesce a far sì che tutte le vacche diventino nere).

   Le diversificazioni delle informazioni derivata dai media, è pura apparenza, nasconde un’estrema povertà delle fonti originali. Le informazioni sugli avvenimenti provengono spesso da un’unica fonte, di solito da un’agenzia di stampa, e anche coloro deputati alla diffusione delle informazioni come la BBC, si accontentano di riciclare le informazioni ricevute da queste agenzie, presentandole come farina del loro sacco.

   I corrispondenti della BBC spesso stanno nelle loro camere di albergo quando spediscono i loro dispacci, leggendo per gli studi di Londra le informazioni che sono state loro trasmesse da colleghi in Inghilterra, che a loro volta le hanno ricevute da agenzie di stampa.

   Un altro aspetto che spiega la ripugnanza a credere alla manipolazione dei media è legato al sentimento di onniscienza che la nostra epoca di mezzi di comunicazione di massa ama assecondare: criticare le informazioni della stampa è come dire alle persone che sono credulone, e questo messaggio non è gradevole da ricevere.

   Il primo teorico importante in questa materia è stato il nipote di Freud, Edward Bernays, che scriveva nella sua opera Propaganda, apparsa nel 1928, come fosse del tutto naturale e giustificato che i governi plasmassero l’opinione pubblica per fini politici.[147]

   Il primo capitolo porta il titolo rivelatore: Organizzare il caos.

   Per Bernays, la manipolazione consapevole e intelligente delle opinioni e delle abitudini delle masse è un elemento importante delle società democratiche. Coloro che manipolano i meccanismi segreti della società costituiscono un governo invisibile, che rappresenta il potere effettivo. Noi siamo eterodiretti, i nostri pensieri sono condizionati, i nostri gusti sono costruiti ad arte, le nostre idee sono suggerite essenzialmente da uomini di cui non abbiamo mai inteso a parlare. È la conseguenza logica della maniera in cui la nostra società “democratica” è strutturata.

   Un gran numero di esseri umani deve cooperare per vivere insieme in una società che funzioni bene. In quasi tutti gli atti della nostra vita quotidiana, che si tratti della sfera politica, di affari, dei nostri comportamenti sociali o delle nostre concezioni etiche, noi siamo dominati da un numero relativamente ridotto da persone che conoscono i processi mentali e le caratteristiche sociali delle masse. Sono queste persone che controllano l’opinione pubblica.

   Per Bernays, molto spesso questi membri del governo invisibile non conoscono essi stessi chi sono gli altri membri. La propaganda è il solo mezzo per impedire all’opinione pubblica di sprofondare nel caos.

   Bernays ha continuato a lavorare su quest’argomento dopo la guerra e nel 1947 ha pubblicato La costruzione del consenso, titolo al quale Edward Herman e Noam Chomsky hanno fatto riferimento quando pubblicato la loro opera La fabbrica del consenso.[148]

   Il rapporto con Freud è decisivo perché la psicologia è uno strumento capitale per influenzare l’opinione pubblica.

   Secondo Fleischmann e Howard Cutler (che avevano collaborato con la La fabbrica del consenso), ogni leader politico deve fare appello alle emozioni umane primarie al fine di manipolare le opinioni.

   L’istinto di conservazione, l’ambizione, l’orgoglio, la bramosia, l’amore per la famiglia e per i bambini, il patriottismo, lo spirito di imitazione, il desiderio di comando, il gusto dell’azione, così come per altri bisogni, sono le materie psicologiche che ciascun leader deve prendere in considerazione nei suoi tentativi per conquistare l’opinione pubblica alle sue idee.

  La rapidissima evoluzione tecnologica degli ultimi anni del secondo millennio ha sviluppato ulteriormente le tecniche di guerra psicologica che viene definita anche guerra incruenta. Lo sviluppo delle tecnologie di comunicazione e d’informazione, assieme alla nascita del cyberspazio,[149] pone come centrale da parte degli Stati e degli altri organismi politici, economici e militari, per raggiungere gli obiettivi politici, economici, militari e culturali che si prefiggono, il possesso delle informazioni, come nel passato era il controllo del traffico commerciale e quello delle risorse materiali e prima ancora era quello delle capacità produttive agricole. In sostanza si passa da un mondo nel quale uno dei compiti delle forze armate era la capacità di annientare anniversario attraverso la forza fisica (caratteristica che tuttora rimane) attraverso un’adeguata forza fisica, con la spada o con le bombe nucleari, a uno dove la forza è data dalla creatività, dalla spregiudicatezza intellettuale. Cambia il modo di fare la guerra.  La prospettiva è che le battaglie saranno combattute anche nei campi di battaglia virtuali. Perciò, in questo, si tratta di ridefinire anche il concetto di spazio vitale per la battaglia che non corrisponde più solamente a uno spazio fisico, come non è più identificabile con una disponibilità di risorse naturali quali le fonti d’energia, le miniere di ferro e carbone o i campi di grano.

   Oggi lo spazio vitale è quello in cui un Paese o meglio i suoi capitalisti riesce ad agire e competere con successo. Una delle conseguenze della crisi attuale è lo scatenamento di una lotta senza quartiere fra i capitalisti per decidere quale porzione di capitale debba fare le spese della crisi e sparire dal mercato. Tutto ciò accentua i contrasti tra i vari gruppi imperialisti e di conseguenza fra gli Stati. Questa competizione diventa un terreno per costruire l’identità nazionale (della serie “siamo tutti nella stessa barca”, “bisogna essere competitivi per salvare la “nostra economia” ecc.). Questo comporta un riesame sia delle dottrine militari sia delle istituzioni dello Stato (non è un caso che una delle tendenze di fondo in tutti i paesi imperialisti è il rafforzamento degli esecutivi e lo svuotamento delle assemblee legislative).

   L’ambito attuale è che spesso gli interventi militari si trovano ad agire sotto l’occhio attento delle telecamere di tutto il mondo (pensiamo a cosa vuol dire la repressione in Birmania o le proteste per il Tibet), in operazioni che vedono la presenza contemporanea oltre che di militari, dei civili delle ONG e degli agenti che operano nei servizi segreti. Perciò si tratta da parte dei vari paesi imperialisti di coordinare efficacemente tutti questi soggetti. Già gli U.S.A. hanno già da alcuni anni previsto la possibilità d’avere azioni militari incruente nell’ambito delle operazioni definite con la sigla OOTW (Operations Other Than War) operazioni diverse dalla guerra. In sostanza le nuove guerre saranno combattute prima dell’avvio d’eventuali azioni militari tradizionali, in stretto coordinamento con tutte le varie branche della Pubblica Amministrazione e di varie organizzazioni civili (ONG,[150] Protezione Civile ecc.). In questo quadro, è importante la creazione di un centro unico di comando in grado di operare velocemente in un vasto ventaglio di situazioni che possono andare dalle cosiddette operazioni “umanitarie” ai confronti con armi nucleari.

  Poiché l’attuale sistema a rete è tremendamente complesso e in esso circolano i flussi economici, politici e militari che regolano il mondo. Se s’interviene su un elemento una componente s’innesta un ciclo di azioni e reazioni, con feedback positivi e negativi che è molto difficile valutare quantitativamente.

   In sostanza la guerra del futuro come si diceva prima non consisterà più solamente nell’utilizzo di mezzi che coinvolgono la forza degli armamenti per costringere il nemico ad accettare la propria volontà ma consisterà nell’usare tutti i mezzi possibili per obbligare il nemico a servire i propri interessi.


   Da tempo la tendenza per arrivare alla vittoria nelle guerre attuali (e future) è la combinazione dei metodi operativi che si usano e che possono variare, ha secondo degli scopi che si vogliono raggiungere. I metodi da combinare possono essere militari, trans-militari (guerra diplomatica, guerra di network, guerra di intelligence, guerra psicologica, guerra tattica, guerra di contrabbando, guerra di droga, guerra di droga, guerra virtuale di deterrenza), oppure non militari (guerra finanziaria, guerra commerciale, guerra di risorse, guerra di aiuto economico, guerra di sanzioni, guerra mediatica, guerra ideologica).


   Ad esempio, la cosiddetta “guerra al terrorismo” lanciata da Bush dopo l’11 settembre è una combinazione di guerra d’intelligence + guerra finanziaria + guerra di network + guerra ideologica + altri tipi di conflitti.

  I conflitti contemporanei sono dei grandi contenitori e la vittoria è che tutto ciò che si può mettere in questo contenitore.

   Nel libro La CIA e la Guerra fredda culturale si spiega in maniera molto dettagliata come, all‘inizio della cosiddetta Guerra fredda, gli statunitensi e i britannici dettero inizio a un‘importante operazione clandestina destinata a finanziare intellettuali anticomunisti.

   L‘elemento fondamentale è che la CIA si concentrò la sua attenzione su alcune personalità della sinistra soprattutto su trotzkisti. Un gran numero di queste persone divenne in seguito neoconservatori di primo piano: Irving Kristol, Sidney Hook e Lionel Trilling.

   Le origini di sinistra, e specificamente trotzkiste, mantengono una relazione particolare con le operazioni clandestine, poiché le operazioni della CIA erano di influenzare gli oppositori di sinistra al comunismo, vale a dire i trotzkisti. Molto semplicemente, l‘idea della CIA era che gli anticomunisti di destra non avevano alcun bisogno di essere influenzati.

   Scriveva a proposito Saunders: “L‘obiettivo di sostenere gruppi di sinistra, non era né di distruggere né di dominare questi gruppi, a piuttosto di mantenere con loro una discreta prossimità e di dirigere il loro pensiero, di procurare loro un modo di liberarsi dalle loro inibizioni inconsce e, al limite, di opporsi alle loro azioni nel caso in cui fossero diventati eccessivamente …radicali “.

  Le modalità attraverso cui questa influenza di sinistra fece sentire i propri effetti furono molteplici e variegate.

   Gli Stati Uniti erano decisi a fornire di se stessi un‘immagine progressista che contrastava con quella di Unione Sovietica “reazionaria “.

   Ad esempio, negli ambienti musicali statunitensi, Nicolas Nabokov (il cugino dell‘autore di Lolita) era uno dei principali esponenti del Congresso per la libertà della Cultura.

   Nel 1954, la CIA aveva finanziato un festival della musica a Roma nel corso del quale l‘amore autoritario di Stalin per compositori russi come Rimski-Korsakov e Tchaikovski era contrastato dalla musica moderna non ortodossa ispirata dal dodecafonismo di Schoenerbert. Per Nabokov, promuovere una musica che eliminava in modo eclatante le gerarchie naturali, era lanciare un chiaro messaggio politico.

   Un altro “progressista “, il pittore Jackson Pollock, ex comunista, fu allo stesso modo sostenuto dalla CIA. I suoi imbrattamenti erano considerati come la rappresentazione dell‘ideologia americana di libertà contrapposta all‘autoritarismo del realismo socialista.[151]

   Questa commissione fra cultura e politica fu incoraggiata apertamente da un organismo della CIA che portava un nome molto orwelliano, l‘Ufficio di Strategia Psicologica (PSB).

   Nel 1956, quest’organizzazione sostenne una tournée europea della Metropolitan Opera (Met) che aveva lo scopo politico di incoraggiare il multiculturalismo.

”STRESS DA BATTAGLIA E LA “PILLOLA DEL CORAGGIO”

   Nel dopoguerra l’uso di sostanze psicoattive da parte dei militari si ripeté quasi in ogni conflitto; particolarmente diffuso fu l’impiego di anfetamine in Corea da parte delle truppe statunitensi.

   Il problema esplose in tutta la sua gravità durante la guerra del Vietnam che in molti aspetti rappresentò un fenomeno unico e uno spartiacque con le epoche precedenti. Gli Stati Uniti avevano combattuto altre guerre “difficili” ma non era mai accaduta una situazione in cui durante il conflitto ci fosse un divario netto fra l’opinione pubblica (che era per la maggioranza indifferente se non ostile) e la politica del governo. Inoltre, la condotta della guerra fu completamente diversa dai conflitti precedenti con l’alternarsi di brevi periodi di combattimento con pause di tranquillità nelle città del Sud Vietnam. Forse il singolo aspetto più importante era la regola del tour predeterminato di dodici mesi in zona di operazioni. I soldati di leva in Vietnam sapevano che dovevano sopravvivere per questo periodo limitato e poi avrebbero avuto diritto al rimpatrio. Mancava il senso di disperazione dei conflitti precedenti in cui le uniche vie di uscite sul fronte erano la morte o il ferimento.

   La guerra del Vietnam vide il fallimento della tradizionale strategia bellica che aveva guidato fino allora gli USA. La strategia di annichilazione, che aveva portato al successo nella seconda guerra mondiale, partiva dal fatto che avendo gli Stati Uniti a disposizione risorse naturali ed economiche in apparenza senza limiti, i militari statunitensi non sarebbero mai stati parsimoniosi sui messi materiali utilizzati, e avrebbero sviluppato la “guerra di annichilazione”, basata sulla superiorità soverchiante della potenza di fuoco. Si riprodusse sul piano militare ciò che avvenne in tutti i settori dell’economia americana: il risparmio di energia e di mezzi furono considerati secondari.

   Il metodo della guerra di annichilimento fu messo a punto dal generale nordista U. Grant durante la Guerra Civile (1861-1865). Invece di seguire la strategia napoleonica della battaglia decisiva, Grant sviluppò il concetto di una successione di mazzate da sferrare con una soverchiante potenza di fuoco contro l’esercito sudista allo scopo di disgregarlo. La realizzazione di questa strategia fu possibile per la soverchiante superiorità industriale del Nord. Grant non si preoccupò dei costi politici di questa strategia (difficoltà di riconciliazione postbellica con lo sconfitto).    Poiché un esercito è sostenuto dalla sua economia e dalla sua popolazione, il passaggio dall’idea dell’annientamento di un esercito a quello del suo retroterra civile è naturale. Questo secondo aspetto della guerra di annientamento fu applicato dal generale Sherman, il secondo per importanza dopo Grant, il quale diede il suo consenso a colpire e terrorizzare la popolazione civile del Sud.

   Nel Vietnam questa strategia, contro la guerriglia, non funzionò. In una guerra convenzionale conta la potenza di fuoco contro le postazioni avversarie, ma una guerriglia non è condotta da posizioni fisse, e la potenza di fuoco significa colpire la popolazione, inimicandosela, alimentando in tal modo il reclutamento dei guerriglieri. Una guerra convenzionale è per il controllo del territorio, una guerriglia è per il controllo della popolazione. In Vietnam la guerriglia colpiva i funzionari di governo: colpiva sia i corrotti per avere la simpatia della popolazione, che i migliori per impedire il funzionamento del governo. Entro il 1960 ben 2.500 funzionari del governo sudvietnamita erano uccisi ogni anno. Alla fine, accettavano il rischio di servire il governo di Saigon solo avventurieri corrotti. Ciò accresceva lo scollamento tra governo e popolazione.

    L’esito del conflitto vietnamita fu determinato non tanto dalla semplice forza delle armi (su questo campo era indubbia la superiorità degli USA) o dalle operazioni militari, ma dall’atteggiamento delle masse popolari vietnamite, del campo civile insomma, insieme a un appoggio al Nord Vietnam dell’URSS e della Cina. In altre parole, l’uomo e il suo vigore psichico furono (e lo sono tuttora dal mio punto di vista) più importanti dei materiali bellici che s’impiegarono.

   A nulla servì da parte delle forze armate USA l’impiego contro la guerriglia da parte dell’esercito americano delle forze speciali. Il generale nordvietnamita Nguyen Van Vinh riteneva nel 1966 di poter costatare il fallimento di queste forze speciali americane: “La special warfare americana nel Vietnam del Sud è sostanzialmente fallita dopo essere stata sperimentata per più di tre anni con strategie e tattiche diverse con nuove armi e nuove tecniche, accompagnate da metodi estremamente crudeli: i loro principali sostegni, le truppe e l’amministrazione del governo fantoccio, sono anch’essi in decadenza; il sistema dei “villaggi strategici”, ch’essi consideravano la loro spina dorsale, è stato in sostanza distrutto; la tattica degli elicotteri e dei mezzi anfibi, che erano stati considerati più agili e più facilmente manovrabili, è stata un fiasco solenne; le città considerati dagli aggressori come le loro più sicure retrovie, sono accerchiate, notevolmente ridotte in estensione, e davanti all’incessante lotta politica e nelle campagne da milioni di uomini del popolo si trovano in pieno scompiglio; il carattere neocolonialista dell’imperialismo USA è stato smascherato agli occhi di tutto il popolo sudvietnamita, e per compiere atti di sabotaggio nel Vietnam del Nord mediante commandos di truppe del sud, sono miseramente falliti”.[152] In sostanza il successo delle forze speciali antiguerriglia era essenzialmente legata dall’appoggio che avrebbero ottenuto delle masse della popolazione vietnamita, ciò che non avvenne.

   Con il perdurare del conflitto il morale e la disciplina crollarono con numerosi episodi di ammutinamento di interi reparti, mentre negli Stati Uniti gli studenti dei campus universitari contestavano in maniera sempre più violenta e organizzata.

   A partire del 1967, uno dei motivi di allargamento della contestazione fu un progetto di modifica del sistema di reclutamento, che minacciava di coinvolgere gli studenti che ottengono scarsi risultati universitari. Molti giovani spediscono indietro i documenti militari, 20.000 lascia il paese soprattutto alla volta del Canada (mentre i militari americani di stanza in Europa trovarono rifugio in Svezia e in numerosi altri paesi). Tra il primo luglio 1968 e il 30 giugno 1969 sono registrati 27.444 casi di diserzione.

   I casi di diserzione passarono dal 15 per mille del 1966 al 74 per mille del 1971.

  Durante l’invasione della Cambogia nell’aprile 1970 alcune grandi unità dell’U.S. Army come la Quarta divisione di fanteria entrò in crisi un minimo di resistenza da parte del nemico, con ammutinamento di interi reparti e la paralisi operativa e il peso delle operazioni fu spostato sempre di più sulle forze aree, composte largamente da personale di carriera e con una struttura con maggiori percentuali di ufficiali.

   Grabriel Kolko nel maggio del 1969 nel rapporto compreso nel volume Il Vietnam in America pubblicato in italiano dalla casa editrice Editori Riuniti: “Nella storia delle guerre combattute dagli americani mai il morale delle truppe è stato così basso come nel Vietnam. Questo fenomeno – che costituì uno dei più grossi problemi per gli americani in Corea – pone anche oggi problemi che il Pentagono si dimostra sempre più incapace di risolvere”.

   Si potrebbe, senza essere accusato di fare forzature, che una gran parte dell’Esercito statunitense era sulla via della disgregazione. Uno dei motivi di ciò, stava nel fatto che a differenza della seconda guerra mondiale, una gran parte dei soldati non credeva nella causa per cui combatteva. Nonostante la propaganda che dipingeva la guerra del Vietnam come una guerra giusta per un mondo migliore, non ci volle molto per i soldati a capire che le cose non stavano così.

    Nel 1973 con l’abolizione della leva, il nuovo esercito statunitense consisteva in soldati di bassa qualità delusi ed equipaggiati con armi obsolete. La cultura della droga e l’indisciplina regnavano nelle caserme al punto che gli ufficiali potevano entrare nelle camerate solo se armati.[153]

   Nel 1973 in un rapporto interno del pentagono si calcolava che il 35% di tutti gli uomini in servizio nel Vietnam aveva provato l’eroina e che il 20% di questi era diventato tossicodipendente nel corso dei dodici mesi di permanenza nel sud-est asiatico. Analogamente si ritiene che più del 50% dei soldati facesse uso di marijuana.

   Nella storia ufficiale della Guardia Nazionale: A History of the Army National Guard, si dice che dopo il ritiro dal Vietnam, l’esercito USA era nel pieno di una crisi per la diffusione della droga, della mancanza di disciplina, delle tensioni razziali. In Europa i comandanti dell’Esercito ritenevano che la mancanza di disciplina rendesse inutilizzabile la Settima Armata, e il comandante del Command and General Staff di Fort Leavenworth, Kansas, pubblicamente ammise che l’Esercito era “di fronte a seri problemi per quanto riguardava la truppa, il morale, la strategia, la leadership”.  E’ l’ammissione ufficiale, che l’Esercito, uno strumento fondamentale del monopolio della violenza organizzata, con cui la classe dominante impone la sua legge alle altre classi, stava venendo meno.

   La spiegazione di tutto ciò da parte dell’Esercito americano fu diversa: l’esercito americano allora era basato sulla coscrizione obbligatoria e nella metà degli anni ’60 nella popolazione giovanile americana si era largamente diffuso l’utilizzo di sostanze stupefacenti. Inizialmente il governo non aveva esercitato alcun controllo su un fenomeno che in breve tempo passato dalle élite delle avanguardie artistiche della beat generation e dell’arte pop alle grandi masse giovanili. Il Sud-Est asiatico poi era, ed è tuttora uno dei maggiori centri mondiali produzione della droga. Nelle città del Vietnam del Sud era facilissimo trovare marijuana e oppio proveniente dal Triangolo d’oro a prezzi molto bassi.

   Quello che si voleva nascondere era che la gran parte del traffico degli stupefacenti tra il Sud-Est asiatico e gli Stati Uniti era gestita dalla CIA, che si serviva di questi introiti per finanziare le operazioni coperte.[154]

   Il legame tra servizi segreti e traffico di stupefacenti non è ovviamente esercitato solo dai servizi segreti statunitensi. Nel 1996 è stato divulgato da fonti militari israeliane come per molti anni i servizi segreti di questa nazione abbiano alimentato un traffico di hashish verso l’Egitto per indebolire la capacità di combattimento dell’esercito egiziano.[155]

   La guerra del Vietnam è stata una delle prime occasioni in cui i militari sono stati oggetti di attente indagini psicologiche. È molto probabile che in altre guerre l’uso di sostanze psicoattive abbia avuto un’ampia diffusione ma che sia sfuggito (molto probabilmente volontariamente) a ogni tentativo di quantificazione.

   Proprio il problema del crollo psicologico nei conflitti moderni ha assunto dimensioni preoccupanti e ingentissimo è il numero di soldati che è stato necessario ritirare temporaneamente o definitivamente dal servizio attivo per motivi neuropsichiatrici. La principale causa è stata individuata nel disturbo post-traumatico da stress, definito dagli autori americani come “Combat stress reactions”. Si tratta di un disturbo mentale noto fin dai tempi antichi ma che è stato descritto e classificato con questo nome da una ventina d’anni.

   Disturbi psichiatrici furono notati già nei combattenti della guerra di secessione americana, anche se era loro attribuita una base organica; nel primo conflitto mondiale questi disturbi mentali furono ricondotti a cause funzionali e furono chiamati “shock da bomba”. Per effetto delle teorie psicoanalitiche che cominciavano allora a diffondersi fu introdotto il termine di nevrosi traumatica, considerata il risultato della riattivazione di conflitti preesistenti, non risolti.

   L’esperienza della seconda guerra mondiale portò gli psichiatri americani a definire nel loro primo manuale diagnostico-statistico dei disturbi mentali del 1952 (DSM_I) la nevrosi da stress. Fu grazie agli studi sui veterani del Vietnam, la cui riabilitazione e terapia costituirono un grave problema sanitario e sociale, che nel nuovo manuale DSM-III, fu coniato il termine di disturbo post-traumatico da stress. Le cause principali furono identificate nella combinazione di fattori molto logoranti presenti sul campo di battaglia, nel collasso delle strutture di comando e nella mancanza di coesione delle truppe sotto l’effetto del panico.

   Il soldato impegnato in operazioni di combattimento è sottoposto a privazioni estreme che mettono a dura prova i suoi meccanismi psicologici di difesa e le risorse fisiche utilizzabili per far fronte alle situazioni di crisi.

   Fattori collaterali come la disidratazione, frequente in regioni con climi torridi, la mancanza di sonno, l’alimentazione inadeguata, la mancanza di comunicazioni, la solitudine e la lontananza dagli affetti possono contribuire significativamente a indebolire la difesa contro la principale minaccia, costituita dal timore di perdere la vita.

   Nel caso della guerra dei Sei Giorni il numero delle perdite israeliane fu assai limitato, attorno all’uno per cento, grazie alle condizioni ottimali in cui i soldati si trovarono a combattere. Le truppe erano addestrate con cura e i militari avevano nelle proprie unità gli stessi compagni con i quali si erano addestrati.[156]

   Al contrario nella guerra dello Yom Kippur nell’ottobre 1973 scoppiò all’improvviso trovando le truppe israeliane impreparate. Ciò ebbe gravi effetti sul morale tanto che secondo alcune statistiche le perdite dovute a motivi psichiatrici raggiunsero nei primi giorni addirittura il sessanta per cento. Durante l’aggressione israeliana del Libano del 1982 l’esercito israeliano soffrì di un numero di perdite quasi trascurabili per cause psichiatriche nei primi giorni mentre quando iniziò l’avanzata per Beirut, non condivisa da tutti i combattenti, queste aumentarono drasticamente.

   Per permettere ai soldati americani durante il conflitto vietnamita di superare il trauma del combattimento sarebbe stata distribuita, quanto a livello sperimentale, una fantomatica “pillola del coraggio”. Mancano notizie attendibili in proposito, anche se nei racconti dei reduci è conservata l’espressione gergale “fare John Wayne” per indicare comportamenti di esagerato sprezzo del pericolo da parte di soldati dopati.

   Anche in tempi recenti sono stati segnalati episodi di utilizzo di sostanze stupefacenti in operazioni di combattimento.

   È interessante ricordare come alcune fonti di stampa ecuadoriane abbiano più volte accusato le truppe peruviane di far uso di droghe nel corso dei combattimenti sul confine amazzonico.[157] Nel conflitto somalo degli anni ’90 le varie fazioni facevano uso del khat, una sostanza vegetale con effetti simili alle anfetamine molto diffusa nell’Africa orientale e in numerosi paesi arabi. L’uso di alcolici e stupefacenti è infine molto diffuso fra le truppe nel conflitto nell’ex Jugoslavia; fra tutti sarebbe il più usato farmaco chiamato Apaurin, in grado di ridurre l’ansia prima del combattimento.

   Durante la guerra del Golfo il corpo di spedizione francese avrebbe avuto in dotazione 14.000 confezioni di Madafinil un farmaco eccitante, diffuso con il nome di Virgil, da usare come una sorte di pillola del coraggio.

LE GUERRE DEL FUTURO: UNA TRAGICO PRESENTE

   Dalla fine della seconda guerra mondiale si sono susseguiti almeno un centinaio di conflitti armati, più di ottanta sono stati classificati come conflitti a bassa intensità, anche se questo termine comprende genocidi di proporzioni enormi come le guerre tra Biafra e Nigeria e gli scontri in Ruanda.

   L’enfasi posta dall’ONU sulle missioni di “peace keeping” ha ottenuto scarsi risultati, e ha provocato delle forti resistenze tra molti strateghi americani, secondo cui i soldati dovrebbero lasciare le caserme solo per proteggere “l’interesse nazionale” da minacce definite. In un articolo del 1992 del colonnello Charles Dunlap dell’U.S. Army, che fu premiato dall’allora capo di stato maggiore, generale Colin Powell, come migliore saggio militare dell’anno, si afferma che impegnare l’esercito americano in “operazioni umanitarie” sotto l’egida dell’ONU avrebbe trasformato le forze armate in una sorte di boy-scout, incapaci di adempiere la loro unica missione: distruggere il nemico e vincere le guerre.

   Secondo Martin Libicki della National Defense University, la tecnologia sofisticata che ha permesso la vittoria americana nella guerra contro l’Iraq del 1991, poteva dimostrarsi inadeguata in situazioni di caos (come si dimostrò in una Mogadiscio degli anni ’90) e la disparità tra la concezione della guerra come massima espressione della tecnologia e la realtà dei conflitti locali combattuti con armi giudicate obsolete, ma non per questo meno distruttive, resta insanabile.

  A proposito può essere interessante una citazione del filosofo indiano Osho Raineesh: “Quando una società giunge al suo culmine non può combattere. Le società più raffinate vengono sempre calpestate e sconfitte da società minori… Quando una società è ricca e opulenta non combatte più”.[158]

   L’addestramento degli eserciti imperialisti occidentali è basato sostanzialmente su due contrapposte filosofie. Da un lato utilizza un approccio estremamente disumanizzante, in cui il civile appena giunto al reparto è ricostruito con un’immagine stereotipata e specifica, eliminando la sua individualità. Esempi di questa tecnica sono il corso di addestramento della P Company della brigata paracadutisti del Critish Armyt, dei paracadutisti francesi, dei paracadutisti e dei marines dell’esercito americano.

   L’altro sistema è ispirato alle teorie di Kurth Halm, la cui base è il concetto che il singolo individuo non deve essere massificato o costretto, ma deve essere posto in un ambiente controllato e progettato per fare emergere in ciascuno gli aspetti più responsabili del carattere e lo spirito di gruppo. Secondo alcuni questo genere di autodisciplina, ispirata al concetto di “disciplina accettata” della tradizione cavalleresca, non può funzionare in condizioni estrema che richiede il massimo controllo sulle truppe e l’obbedienza automatica agli ordini.

   Fra le tecniche di condizionamento psicologico sperimentale negli ultimi anni delle forze armate statunitensi un posto di rilievo spetta alla Programmazione Neurolinguistica. I suoi presupposti sono fondati sulla possibilità d’influenzare durevolmente il comportamento di un soggetto modificandone la percezione della realtà attraverso il linguaggio. Fra i vantaggi di questa tecnica, oltre alla facilità d’apprendimento che ne rende l’applicazione standardizzata in tempi brevi a un grande numero di persone, va ricordata la possibilità del soggetto trattato di designare lui stesso la meta auspicata. Presupposto teorico della PNL è la possibilità di agire attraverso tecniche come la visualizzazione d’immagini mentali, modificando i processi sensoriali, che organizzano e mantengono un comportamento, senza esaminare il contenuto emozionale o le dinamiche esistenti come invece avverrebbe con una tecnica psicodinamica tradizionale, ad esempio con quelle di derivazione psicoanalitica.

   È stata comunicata notizia di programmi più sinistri, volti ad addestrare individui volti ad addestrare individui ad agire come killer, selezionando di preferenza militari con precedenti penali per reati violenti.[159] Queste tecniche tenderebbero a desensibilizzare, mediante uso di filmati con scene particolarmente raccapriccianti, i soggetti trattati, rendendoli indifferenti verso la sofferenza altrui e pronti a uccidere senza esitazione.

   Le strade percorse per ottenere il controllo delle proprie truppe e influenzare negativamente il nemico sfiorano il campo della fantascienza. Già nel 1985 nel libro The mind race di Keith Harary e Russel Targ della Stanford Research Institute, vennero per la prima volta ufficialmente esposti al pubblico i risultati di esperienze parapsicologiche in campo militare. In particolare, erano state eseguite ricerche per la comunicazione telepatica tra personale a terra e altro imbarcato a bordo di sottomarini nucleari. Anche nell’Unione Sovietica furono eseguiti degli studi e ricerche nel campo della percezione extrasensoriale e sulle applicazioni pratiche in campo medico, educazionale, e per obiettivi politici.

   Per vent’anni i servizi segreti statunitensi hanno impiegato medium con il programma Stargate per studiare l’efficacia dei fenomeni parapsicologici. I sensitivi statunitensi, ospitati nella base di Fort Meade nel Maryland, avrebbero tentato di localizzare il nascondiglio di Gheddafi prima del bombardamento di Tripoli nel 1986, o ancora di individuare gli ostaggi americani in Iran.[160]

   L’ultima e più agghiacciante delle iniziative in questo campo è che nel 2008 il Dipartimento della “Difesa” USA ha ufficialmente (sicuramente le aveva cominciato prima in gran segreto) le ricerche sulla tecnologia Rfid e sulla modalità d’impiego nelle Forze Armate. [161]

   Tutto ciò ci riporta all’antico e perenne desiderio di tutte le classi dominanti di dominare con ogni mezzo l’essere umano e la natura con tutti i mezzi a disposizione, sono cambiati i mezzi e nel corso dei secoli dai rituali sacri degli sciamani si è giunti agli esasperati sviluppi dell’alta tecnologia ma il fine non è mutato.

   Una considerazione finale: ogni classe dominante fa la guerra a suo modo, diceva Mao a proposito: “Non dobbiamo assolutamente perdere un’altra mossa di fronte al nemico, dobbiamo sfruttare a fondo questa mossa, la mossa, la mobilitazione politica, per trarne vantaggio.
Questa mossa è cruciale; è, infatti, di primaria importanza mentre la nostra inferiorità in armi e in altre cose è solo secondaria. La mobilitazione del vasto mare nel quale annegherà il nemico, creerà le condizioni che suppliranno alla nostra inferiorità in armi e in altre cose, e creerà i requisiti per superare ogni difficoltà. Per conquistare la vittoria, dobbiamo perseverare nella guerra di resistenza, nel fronte unito e nella guerra di lunga durata. Ma tutto questo è inseparabile dalla mobilitazione della popolazione. Desiderare la vittoria è trascurare la mobilitazione politica è come “desiderare di andare a nord dirigendo il carro a sud”, e il risultato sarebbe inevitabilmente quello di essere privati della vittoria.
Che cosa è la mobilitazione politica? Primo, significa dire al popolo ed all’esercito quale è lo scopo politico della guerra. E’ necessario che ogni soldato ed ogni civile capisca perché la guerra deve
essere combattuta e quanto la guerra lo riguarda” (Mao Tse-Tung, Sulla guerra di lunga durata, maggio 1938).

IL SUONO COME ARMA

   Può il suono diventare un’arma? Stando a quanto è accaduto sul piano militare e poliziesco negli ultimi cinquant’anni, la risposta è sì. Dai bombardamenti di rock compiuti dall’esercito USA in Iraq all’heavy metal [162] a tutto volume usato come strumento di tortura Guantanamo, la funzione del suono per usi militati e di “ordine pubblico”[163] è sempre più rilevante. Rap, metal e perfino canzoni diventano armi utilizzabili a scopo intimidatorio, punitivo e aggressivo, segnale della continuità tra industria del divertimento e industria militare.

 

PREMESSA

   Bisogna partire dalla crisi generale del Modo di Produzione Capitalista cominciata dalla metà degli anni ’70. Le crisi generali nell’epoca dell’imperialismo assumono forme nuove, diverse dalle forme che avevano nell’Ottocento, in cui brevi cicli di ripresa si alternavano ogni pochi anni a crisi di sovrapproduzione di merci. Le crisi contemporanee sono crisi generali che investono ogni settore produttivo, che dà luogo a persistenti fenomeni d’instabilità economa, sociale, politica e culturale che ricoprono periodi di decenni. Questi fenomeni si sono tradotti, nel corso del Novecento in due guerre mondiali interimperialiste e in un vasto ciclo di guerre di liberazione e di rivoluzioni proletarie.

   Nonostante gli intellettuali organici della borghesia proclamino costantemente la fine della lotta di classe, essa, a dispetto di tutti i becchini che ne determinano la morte, è un aspetto ineliminabile di ogni epoca storica, indipendentemente dalla volontà dei singoli, che mette in moto sempre nuove e più stridenti contraddizioni, sia qui nelle metropoli imperialiste sia nei paesi del cosiddetto Terzo Mondo che subiscono l’aggressione imperialista. Queste lotte appaiono come momenti difensivi, isolati, “corporativi”, spesso e volentieri come delle fiammate improvvise.

   Ogni crisi economica porta a sé, potenzialmente una crisi politica, sociale e culturale. Una crisi generale dunque, che può portare i popoli a rimettere in discussione alcuni aspetti fondanti dell’attuale sistema capitalista come, per esempio, quelle che sono presentate come leggi di natura: il libero mercato della forza lavoro, di capitali, di beni quali la terra e le altre risorse naturali (e che leggi di natura non sono, come ben sa chi conosce la storia dell’accumulazione capitalistica).

Chi tira le fila di questa società capitalista (vale a dire la Borghesia Imperialista) agisce di conseguenza per prevenire il formarsi di processi rivoluzionari o in ogni modo per evitare l’instabilità nel governo del sociale, delle classi subalterne, cercando di garantirsi il consenso necessario alle proprie politiche. Sul piano internazionale, la guerra prosecuzione della politica con altri mezzi (come diceva von Clausewitz) corrisponde alla fase d’accelerazione nella contesa politica interimperialistica. Sul piano interno, la repressione e il controllo sociale divengono normale conduzione di governo per prevenire, contenere, annullare l’antagonismo sociale di classe.

   L’uso quotidiano della violenza, legittimato dalla creazione di nuove leggi, ha spogliato il cittadino comune dei diritti garantiti dalle Carte Costituzionali borghesi, d’ogni diritto di resistenza che non sia istituzionale e simbolico. Solo gli Stati, mai come oggi espressione diretta del Capitale, hanno l’uso e l’abuso della forza, chi si oppone è concettualmente considerato, un antidemocratico, un violento se non addirittura un “terrorista”.

   Colpisce, in questo contesto l’uso aggressivo e assolutamente disinvolto dei media. La propaganda per le “guerre umanitarie”, la lotta contro il “terrorismo”, per la vittoria della “civiltà” e della “democrazia” non sono che rappresentazioni mediatiche utili per occultare il quotidiano, questo sì terroristico, modo di sfruttamento e dominio sociale che oppone nella sostanza dei rapporti sociali di produzione la minoranza infima dei capitalisti, dei loro gregari e chierici, alla stragrande moltitudine di uomini e donne di questo pianeta. La menzogna anche palese (possiamo prendere come esempio la grande bugia delle armi di distruzioni di massa irachene, che sono servite come pretesto per l’aggressione contro il popolo iracheno), è necessaria per occultare la realtà: il reale è coperto dal virtuale dei media, Matrix rischia di diventare una realtà. I media che non sono sotto controllo sono attaccati: abbiamo visto i bombardamenti alla TV di Belgrado e di Baghdad, gli arresti e le uccisioni di giornalisti indipendenti in Iraq e in Palestina. La controrivoluzione è dunque guerra, guerra mediatica e sociale, è emergenza continua (vediamo adesso con la cosiddetta “emergenza abusivi”), è la dittatura della Borghesia Imperialista in vesti “democratiche, è soluzione della crisi capitalista spostando sempre più in alto i termini della contesa imperialista e del conflitto sociale.

   Controrivoluzione preventiva è il controllo di massa del sociale: tramite telefono, Internet, satellite, telecamere ed anche amministrativo delle varie polizie. Controllo sui posti di lavoro non solo da parte del padrone: è controllo attuato dai sindacati di regime, attuato in maniera spesso e volentieri molto subdola in quanto condanna se non criminalizza le lotte che si sviluppano spontaneamente o quelle indette dal sindacalismo di base.

   Ma controrivoluzione preventiva è anche l’uso della psichiatria come strumento di controllo sociale, con l’uso indiscriminato, allucinante di TSO, è la guerra sporca elettronica che i militari fascisti e golpisti stanno mettendo in atto attraverso l’uso in forma massiccia di armi a energia diretta, il cui uso clandestino per anni è stato sperimentato in diverse città italiane, che sparano microonde dannosissime, cancerogene, e che sono foriere di produrre ictus, emorragie cerebrali, nonché ustioni abrasioni e danni non stimabili nella loro natura dai Pronto soccorsi, in quanto la classe medica italiana è in gran parte tenuta all’oscuro del binomio armi ad energia diretta-controllo mentale dagli stessi loro colleghi, che ben conoscono le possibili conseguenze nefaste.

RICERCHE SULL’UTILIZZO MILITARE DEGLI INFRASUONI

   Ci sono rapporti che, senza una precisa conoscenza riferiscono di ricerche sull’uso delle basse frequenze come arma da parte della Gran Bretagna e del Giappone durante la Seconda guerra mondiale.[164] Soltanto nel 1969, in Riot Control, un libro sulla repressione delle sommosse, il colonnello statunitense Rex Applegate accenna brevemente a test di armi supersoniche e precisa che sono state scartate per via dei costi, della mancanza di maneggevolezza e precisione.[165]

   Nel 1973, un articolo del New Scientist racconta dell’uso da parte dell’esercito britannico della squawk hox (scatola delle grida) contro la lotta di liberazione che si svolge in Irlanda del nord: “La squawk box emette due frequenze non molto differenti, quasi al di fuori del campo del campo dell’udibilità, attraverso altoparlanti diversi. Queste frequenze si combinano nell’orecchio per formarne altre due: una è la somma delle prime due e l’altra rappresenta la loro differenza. Per esempio due altoparlanti che emettono una frequenza di 16.000 e 16.002 Hz produrranno nell’orecchio una frequenza molto elevata di 32.000 Hz e un’altra molto bassa di soltanto 2 Hz”.[166]

   Il suo impiego sarebbe stato considerato in combinazione con un altro prototipo, il photic driver (pilota fotico), sviluppato dalla società londinese Allen International uno stroboscopio che mirava a produrre attacchi di epilessia, nausea, difficoltà nel parlare o svenimenti attraverso flash luminosi intermittenti.[167]

   Nonostante queste affermazioni ci sono parecchi dubbi sull’esistenza dello squawk hox, il ministero della “difesa” britannico ha sempre negato dell’esistenza.

   Nel 1978, l’Ungheria si preoccupa dell’esistenza di “armi infrasoniche di distruzione di massa” e presenta un rapporto alle Nazioni Unite. Chiede il divieto di produrre e sviluppare quelle armi che possono avere effetti psicotropi, causare spasmi alla gola o danneggiare gli organi interni.[168]

   Dalla metà degli anni ’90, sulla stampa si trova menzione della fabbricazione di un “proiettile infrasonico” da parte della Russia. Janet Morris, consulente militare degli Stati Uniti torna in quel periodo da un centro moscovita di sperimentazione di dispositivi con effetto “non letale” sugli umani e dichiara: “Abbiamo visto un generatore acustico da 10 Hz che poteva mandare un impulso sonoro della dimensione di una palla da baseball e capace di farti cadere o (…) di raggiungere un livello letale (…) La sua portata è di un centinaia di metri”. [169] Queste dichiarazioni furono accolte con scetticismo, poiché se era pur vero che l’URSS prima e poi la Russia hanno condotto ricerche sugli effetti biologici degli infrasuoni, ma non è mai stata documentata alcuna applicazione bellica.

   Nel 1997, una rivista cinese di medicina militare racconta dell’esistenza di un arma infrasonica già sviluppata e testata, capace di un effetto variabile, controllabile a piacere e che provocherebbe disorientamento, nausea, vomito e incontinenza.[170]

   All’inizio degli anni ’90, gli Stati Uniti intraprendono ufficialmente[171] un’azione concertata di ricerca sulle armi acustiche “non letali” nel quadro di un programma sulle “munizioni con scarsi danni collaterali” condotto dall’Army Research, Development and Engineering Center (ARDEC, centro di ricerca, sviluppo e ingegneria sull’armamento dell’esercito, con base a Picatinny nel New Jersey). Venti laboratori governativi e centri di comando militare, e cinque o sei società private, sono impegnati in questo programma mentre il principale contraente industriale è la compagnia SARA (Scientific Applications and Research Associates).

   Gli USA cercano di dotarsi di quattro tipi di armi acustiche: una a breve gittata, simile a un fucile o un “cannone acustico ad acqua”, per il mantenimento del cosiddetto “ordine pubblico” e le missioni di “recupero degli ostaggi” (ottima scusa per intervenire militarmente e testare nuovi tipi di armi); un arma montata su un elicottero p su un veicolo, di portata più lunga, per il mantenimento dell’ordine (imperialista ovviamente), l’invasione o la protezione di una zona; una “mina acustica” aerea,  per neutralizzare soldati e personale delle aree militari e industriali; “barriere acustiche” fisse, per proteggere zone militari o nucleari, così come le frontiere. Il suono a forte intensità dovrebbe essere capace di creare onde di energia che bombarderanno il bersaglio come se ricevesse una pioggia di colpi al ventre, così i soldati nemici avranno l’intestino liquefatto e saranno annientati da spasmi diarroici. Dal 1991, SARA si vede affidare diversi contratti da parte del famigerato DARPA (l’agenzia per la ricerca e lo sviluppo del ministero della “Difesa” USA) e dal Dipartimento dell’Energia.

   SARA lavora all’ideazione di diverse armi, privilegiando anzitutto la ricerca sugli infrasuoni, giudicata più promettente.

ESPLOSIONI

   Gli esplosivi, i dispositivi a detonazione e gli altri cannoni ad aria non sono generalmente classificati tra le armi acustiche. Prima di tutto le frequenze emesse da queste armi sono difficilmente identificabili: si tratta più di rumori che di suoni. Talvolta sarebbe più corretto dire spostamento d’aria. Questo tipo di armi ha del resto degli effetti combinati: il suono non agisce da solo, ma è accompagnato da un’onda d’urto, un flash i perfino da proiezione di schegge o di sostanze chimiche.

   Da una posizione ai margini dell’acustica, questi dispositivi danno una prospettiva particolare del suono come arma. La maggior parte dell’energia che producono si colloca tra le frequenze basse e quelle bassissime,[173] che emettono a un livello sonoro molto lontano, a essere irrilevante. Questa non è certamente una delle loro proprietà; tutte le deflagrazioni hanno in comune determinate caratteristiche. I petardi raggiungono un’ampiezza compresa tra i 130 e i 190 dB e l’artiglieria militare tra i 160 e i 190 dB.

   La prima occorrenza documentata sullo sviluppo di un’arma che impiegava i bruschi cambiamenti di pressione poiché tali risalgono alle Wunderwaffen, letteralmente “le armi delle meraviglie”: è questo il nome dato dal ministero della propaganda alle armi sperimentali del Terzo Reich.

   Sotto l’autorità di Albert Speer, l’allora ministro per la produzione bellica, un centro di ricerca situato in Austria, lavorò per “riprodurre in miniatura gli effetti dei tornado[174] grazie a un cannone a vortice. Il vortice è un fenomeno (naturale o artificiale) che prende la forma di un turbine, in cui i particolari liquidi (aria, acqua) si avvolgono a spirale attorno a una zona di bassa pressione (occhio).[175] Per produrre uno in forma controllata, il dottor Zippermeyer, incaricato della ricerca, si servì di un mortaio incastrato nel terreno, che sparava un proiettile pieno di polvere di carbone e di una debole carica esplosiva. Una volta liberata nell’aria, se il proiettile ha una velocità di almeno diverse di metri il secondo, la polvere esplode e si crea un vortice. L’idea è di “rompere le ali agli aerei”, che non riescono a sostenere la differenza di pressione così prodotta.

   Le armi a vortice sono state oggetto di ricerche importanti non solo in Germania, ma anche negli Stati Uniti e in Unione Sovietica: è l’energia cinetica del vortice, vale a dire la potenza d’impatto, che interessa i ricercatori e i militari, ma anche il fatto che la sua forza centrifuga gli permette di trasportare altre particelle.

   All’inizio degli anni ’70, gli Stati Uniti manifestavano un interesse particolare per lo sviluppo di “vortici e generatori di vento” per “controllare folle e tumulti[176] anche se ufficialmente non è emerso alcun risultato di cui si abbia notizia.

  Negli anni ’50 com’è ormai, è noto la CIA lanciò il famigerato progetto MK UTRA, che fu oggetto tra l’altro di un’audizione del Senato degli Stati Uniti nel 1977. Il verbale di quella seduta riporta in particolare il sotto-progetto 54, condotto nel 1955, che mirava a “produrre commozioni cerebrali e amnesie per mezzo di armi o onde sonore che avrebbero colpito l’individuo senza avvisaglie e senza lasciare tracce visibili”.[177]

   Alla degli anni ’80, l’esercito USA inventa la Voce di Dio, la classifica come Top Secret e la rinchiude in un armadio (almeno così viene fatto credere). Il giornalista scientifico Mullins Justin[178] afferma che in “un laboratorio militare segreto nel profondo del deserto del New Mexico”, alcuni ricercatori scoprono di poter “creare una palla di fuoco nel cielo all’incrocio dei raggi di due potenti laser infrarossi”. Il plasma[179] ottenuto è così intenso che “persino le onde d’urto più piccole producono un suono simile ai petardi”. I ricercatori generano allora “un flusso continuo di onde d’urto che si mescolano per formare un fischio continuo, o, a seconda delle frequenza degli impulsi, uno scoppiettio”, poi scoprono che “modulando a frequenza e l’intensità del fischio, possono ottenere l’effetto di una voce”. I militari considerano il suo impiego come arma psicologica nella prima guerra del Golfo (1991). Poi non se ne parla più (almeno ufficialmente).

   Alla fine degli anni ’90 nell’establishment statunitense si pongo i “problemi” (per le classi dominanti ovviamente) relativi al “controllo delle folle” e alla “protezione delle zone”, attraverso “procedimenti che generino un’energia acustica per combustione o detonazione ripetitive”.[180]

   All’inizio del XXI secolo il laboratorio di ricerca applicata del Texas sperimenta armi paragonabili, stavolta per un uso sottomarino: le “fonti sonore a spinterometro” o “fonti sonore al plasma” (Plasma Sound Source, PPS). Il principio è il seguente: “Una carica viene immagazzinata in una batteria di condensatori ad alto voltaggio e, quando il PPS è rilasciato, tutta l’energia viene liberata ad arco attraverso elettrodi nell’acqua. La scarica sottomarina crea una bolla di plasma/vapore sotto alta pressione. L’espansione e il collasso di quella bolla generano uno spettro acustico simile a quello dei cannoni ad aria, delle esplosioni sottomarine e delle fonti combustibili”.[181]

   Utilizzato essenzialmente per sondare i fondali marini, alla maniera di un sonar, il PPS è considerato dai militari uno strumento ideale per allontanare i sub, poiché può produrre impulsi aleatori o ripetitivi, il che permetterebbe di utilizzarlo per ottenere gli effetti biologici legati agli infrasuoni o alle reazioni muscolari riflesse.

Esiste un altro dispositivo, meno futurista e utilizzato ufficialmente, che è a metà strada tra il “lanciatore di vortici” (a cui si avvicina a livello visivo) e al “detonatore acustico” (a cui si avvicina il principio che ne è alla base): il cannone a detonazioni, che genera un’esplosione senza scoppio attraverso gas detonanti. Come un certo numero di tecnologie “non letali”, l’arma è stata sviluppata in un primo momento per controllare gli animali,[182] in molti paesi si utilizzano “cannoni d’intimidazione” e altri “spaventapasseri automatici” per allontanare uccelli e piccoli roditori. Tra i fabbricanti figura in particolare la società israeliana PDT Agro,[183] che ha avuto l’idea, di trasformare il proprio thunder generator (generatore di tuoni) per uccelli in shockwave cannon (cannone a onde d’urto) per esseri umani.[184] Un’altra società, l’Armytec, impegnata nella ricerca e sviluppo militare, è incaricata dal ministero della “difesa” israeliano di mettere in commercio versioni militari e paramilitari dell’arma.[185]

   Un articolo della stampa militare statunitense del gennaio 2010 precisa: “Il sistema impiega un procedimento brevettato che si basa sulla tecnologia delle detonazioni pulsate: un miscuglio di gas e aria è trasmesso a una o diverse camere di detonazione, dove il combustibile esplode (…), per essere poi esploso in una successione di onde d’urto ravvicinate molto rapide. (…) Secondo la compagnia, il sistema produce da 60 a 100 detonazioni al minuto, ciascuna alla velocità di 2000 metri al secondo e dalla durata che arriva fino a 300 millisecondi (…). Tali detonazioni hanno, secondo i creatori dell’apparecchiatura, un’azione doppiamente repulsiva sui rivoltosi e sui potenziali intrusi, grazie alla pressione atmosferica molto elevata e all’effetto del bang supersonico che vengono generati”.[186]

   L’esercito israeliano ha inventato un altro tipo di “cannone a onde d’urto” di grande portata: il superamento del muto del suono a bassa altitudine per i jet da combattimento dell’aviazione militare (Israel Force, IAF). In quattro giorni, nel settembre 2005, non molto tempo dopo il tentativo di sgombero della striscia di Gaza in Palestina, vi sono stati registrati ventinove bang supersonici, principalmente di notte o di primo mattino.[187] Una recrudescenza della pratica si manifesta dal 2005.

La guerra di aggressione è per Israele e per gli USA un campo di sperimentazione dei nuovi tipi di armamenti.

   Nel 2005 durante l’attacco contro Gaza, migliaia di vetri vanno in frantumi e su alcuni muri compaiono delle crepe. I palestinesi paragonano il suono a un terremoto o un’enorme bomba. Dicono che sembra di essere colpiti da un muro d’aria, che può causare sanguinamenti dal naso e “lascia profondamente scossi”.[188]

   Nel novembre del 2005, due organizzazioni per i diritti dell’uomo, Physicians for Humans Rights Israel e il Programma comunitario di salute mentale di Gaza, sporgono denuncia alla corte suprema israeliana, affermando che il procedimento è contrario al diritto internazionale e pericoloso per la salute. L’agenzia dell’ONU per i rifugiati palestinesi segnala che “la maggior pare dei pazienti arrivati nelle cliniche a causa dei bang supersonici avevano meno di sei anni e presentavano diversi sintomi: attacchi d’ansia, incontinenza urinaria, spasmi muscolari, perdita dell’udito temporanea e difficoltà respiratorie”.[189] Eyad El Sarraj, direttore del programma di salute mentale, dichiara: “Quando succede ogni notte è estenuante. Si sta continuamente sul chi vive, in attesa che arriva l’attacco successivo. La gente soffre di ipertensione, spossamento e insonnia”.[190]

   Ci sono altri esempi dell’utilizzo da parte di Israele di questo tipo di armamenti.

Sempre nel 2005, a Bil’in una jeep si dirige verso la folla di manifestanti e si ferma a mezzo chilometro di distanza: esce un soldato con l’uniforme israeliana, armato di una scatoletta bianca apparentemente innocua. Pochi attimi dopo un suono assordante squarcia l’aria: la folla, in preda al panico, si tappa le orecchie e si contorce dal dolore. Questo “cannone sonico” è stato appositamente pensato per disperdere grandi gruppi di persone, battezzato Screarner, è un dispositivo “non letale” in grado di emettere fastidiosissime frequenze ad altissimo volume. Senza colpo ferire, quest’arma può provocare convulsioni, nausea e terribili cefalee a anche a centinaia di metri di distanza. Fonti non ufficiali parlano dell’esistenza di una versione ancora più potente di questo cannone, capace di far vibrare violentemente gli organi del bersaglio fino a provocare emorragie. Secondo un quotidiano di Gerusalemme l’uso dello Screamer è un avvenimento senza precedenti che rappresenta un significativo cambio di paradigma nelle tattiche di guerriglia urbana. Nonostante molti Stati in tutto il mondo posseggano armi simili nessun esercito, ufficialmente, ne aveva mai azzardato l’uso su un numero così elevato di soggetti.[191]

Come si diceva prima Israele ha usato i conflitti come momento di sperimentazione di armi sperimentali nel 2006 in Libano e tra il 2009 all’interno della striscia di Gaza.

Che tipo di armi ha usato Israele in Libano? Solitamente i gas usati nelle armi hanno un effetto simile a quello dei pesticidi. Queste sostanze sono classificate secondo i loro effetti: quelle che causano bolle sulla pelle, quelle che paralizzano i nervi, che causano emorragie interne, soffocano e impediscono la respirazione e causano deterioramento della pelle, dei polmoni e degli intestini, e altre che causano diverse malattie. Il paragone di queste sostanze con i pesticidi è dovuto alle similitudini dei loro effetti: paralizzano i nervi, bloccano la capacità respiratoria e possono causare emorragie interne e bolle sulla pelle. Nel maggio 2006, il canale televisivo italiano Rai News 24 ha trasmesso un’inchiesta fatta da giornalisti in Iraq riguardante l’uso di un nuovo tipo di arma sperimentale.[192] Questa ultima consiste di raggi di onde elettromagnetiche corte simili alle onde prodotte dai dispositivi a microonde utilizzate per uso domestico.

   Questo tipo di raggi è diretto su obiettivi umani. Quando la persona viene colpita, i nervi sotto la sua pelle ne risultano coinvolti, portando alla paralisi del sistema nervoso. Inoltre, le microonde alzano la temperatura corporea attraverso il riscaldamento dell’acqua nelle cellule. Questo tipo di armi causa lo smembramento delle parti corporee colpite e ciò che somiglia a bruciature su diverse del corpo, mentre i medici non riescono a trovare alcuna solida della bomba. Brest Wagner, il direttore del Research Institute in California, ha definito quest’arma il Raggio della Morte. Wagner indica che: “quest’arma lavora alla velocità della luce ed è capace di colpire obiettivi da una grande distanza, esponendo gli esseri viventi a microonde che portano alla loro esplosione”. Ciò spiegherebbe i grandi danni che i medici hanno osservato esaminando i cadaveri. Inoltre, l’inchiesta televisiva sull’Iraq parla di riduzione della massa corporea risultante dall’uso di quest’arma. Wagner attribuisce all’esposizione ai raggi elettromagnetici anche la fusione e l’aspetto distorto di macchine di macchine e autobus presenti sulla scena della battaglia. L’ex segretario alla “difesa” Donald Rumsfeld ha confermato che gli USA hanno sviluppato questo tipo di armi. Le “Bombe Svuotanti” svuotano i corpi dall’aria, fermando il respiro della persona a un immediato attacco cardiaco.[193]

   Alla fine degli anni ’60, il colonnello statunitense Rex Applegat propone, nel suo libro sulla repressione delle sommosse, che la polizia utilizzi granate militari da addestramento, poiché tali armi, caricate a salve, producono un lampo violento e un suono forte: “Il prodotto è piccolo e facile da trasportare, e sarebbe molto utile per la dispersione delle folle e contro le sommosse, soprattutto di notte”.[194] All’epoca esistevano già granate “non letali”, anche se era ancora non erano definite tali: si trattava di “granate offensive”, che esplodono senza un grande bagliore e producono un suono assordante. Questo tipo di granate non è utilizzato solamente dall’esercito, ma anche dalle forze di polizia in funzione di ordine pubblico, come nel maggio ’68 in Francia o durante una manifestazione di pescatori a Rennes il 4 febbraio 1994. Meno pericolose delle “granate difensive”, specificamente create per uccidere, anch’esse possono tuttavia mutilare gravemente o gli alcuni casi essere fatali. L’idea che si fa strada alla fine alla fine degli anni ’60 e nel corso del decennio successivo è dunque di sviluppare un nuovo tipo di granate, diverse da quelle “offensive” che da quelle “difensive”.

   La società francese Alsetex, fornitrice delle forze dell’ordine nazionali, deposita nel 1970 un brevetto per una “granata esplosiva senza scoppio”, spiega che “in alcune circostanze, si può essere costretti a utilizzare, per mantenere l’ordine pubblico, delle cariche esplosive, in quanto gli effetti psicologici della detonazione sono molto efficaci. Appare evidente tuttavia che lo sfruttamento di tali effetti non deve essere accompagnato dal rischio di ferimento dello scoppio”.[195]

   Nel 1977 i tedeschi usano un metodo simile a quello proposto da Applegate[196] per disarmare del comando di Martyr Halimeh dell’Organizzazione di Lotta contro l’imperialismo Mondiale, che avevano dirottato un aereo della Lufthansa, con l’obiettivo di richiedere la liberazione dei prigionieri della Raf.[197] Nello stesso periodo gli inglesi dello Special Air Services (SAS) ordinano, nell’ambito delle loro operazioni controrivoluzionarie, la fabbricazione da parte di Royal Ordnance Enfield della “granata incapacitante” G60. Questa granata contiene una miscela di mercurio e magnesio che, esplodendo, produce un lampo accecante di 300.000 candele.[198] E un bang di 160 dB.[199]

   Negli anni ’90, gli USA accelerano la ricerca sulle granate attraverso diversi organismi, per rinnovare gli esplosivi in uso da almeno trent’anni. L’obiettivo è di combinare un certo numero di effetti diversi che colpiscano diversi sensi dell’essere umano, in altre parole, produrre una saturazione sensoriale che privi momentaneamente il bersaglio di tutti i propri mezzi. L’Edgewood Research Development Center (ERDEC), uno dei centri dell’esercito è incaricato di creare delle granata “flash-bang” e fumogene.[200] Il National Institute of Justice (NIJ) finanzia il laboratorio Sandia per la messa a punto di un’arma che proietti una nuvola di combustibile polverizzato che una volta realizzata avrebbe, secondo il rapporto finale del fabbricante, del 2002 qualità notevoli: “L’effetto flash-bang potrebbe essere terrificante per il nemico. Il bersaglio si troverà di fronte una palla di fuoco eccezionalmente luminosa di almeno due metri di larghezza, che darà l’impressione di avvolgerlo totalmente. Il livello acustico (170 dB) creerà molto probabilmente un dolore intenso nelle orecchie dell’obiettivo. L’onda d’urto (…) intensificherà probabilmente il terrore. E se il proiettile conterrà un irritante chimico, questo causerà al nemico un disorientamento e un fastidio ancora maggiori”.[201]

IL SUONO COME STRUMENTO DI GUERRA PSICOLOGICO

   Se si sale un tantino nella gamma delle frequenze o si va oltre lo stretto territorio dei bassi o delle onde d’urto per giungere nel campo dei suoni significativi (il linguaggio, la musica), cambia tutto: in questo caso non si tratta dell’uso che i militari fanno di un sistema d’armi, ma dello sviluppo della guerra del cervello che scoppiata a partire dalla seconda guerra mondiale e che continua oggi in forme diverse. Il suono non è allora più impiegato unicamente per i suoi effetti organici, ma anche per l’impatto psicologico. Militari e servizi segreti istituiscono ciò che progressivamente diventerà e si dotano per questo di nuove competenze: quelle che possono fornire psicologi, psichiatri, neurologi e altri “dottori dello spirito”, che sono così impiegati sia nelle operazioni belliche sia in quelle poliziesche. Il suono – o la sua scomparsa accuratamente studiata – diventa uno strumento di sottomissione, tortura e distruzione.

   La deprivazione sensoriale funziona bene sia tramite la neutralizzazione sia il bombardamento dei sensi: oscurità o piena luce, asepsi[202] o fetore, silenzio totale o baccano permanente. L’effetto voluto è lo stesso: privare una persona dell’uso dei sensi. La manipolazione dell’ambiente sonoro è solo un elemento in un insieme più grande, né più importante né più terribile di altre pratiche usate nello stesso tempo. La sottomissione di un prigioniero alla deprivazione sensoriale implica in particolare la sua collocazione preliminare in isolamento vale a dire il suo internamento in una cella dove non abbia più alcun contatto con l’esterno fatta eccezione con il personale penitenziario. Nel 1988, la compagna Nathalie Ménigon, militante di Action directe, ne parla come di “dimenticatoio moderno”: “ti ritrovi in vuoto che, in maniera imperturbabile, si infiltra dentro di te”.[203]

   Quando i militari e gli scienziati lanciano le prime ricerche ufficiali sul controllo mentale, dapprima si interessano alla deprivazione sensoriale nella sua forma silenziosa. A metà degli anni ’70, un vecchio diplomatico USA, John Marks, rivendica il diritto d’accesso agli archivi della CIA[204] e si fa consegnare 16.000 documenti fino ad allora secretati. Poi, nel 1979 pubblica The Search for the “Manchurian Candidate”,[205]  un’opera che traccia la storia degli esperimenti della CIA sul controllo mentale. Vi si legge che il 1° giugno 1951, alti ufficiali dell’esercito e dei servizi segreti degli Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna, convocarono un piccolo gruppo di psicologi a un meeting segreto all’Hotel Ritz-Carlon di Montreal (Canada), per discutere le “tecniche comuniste di controllo del pensiero”. I ricercatori occidentali erano convinti che il “successo comunista” nelle confessioni da parte di molti importanti in diversi processi che ci furono in quel periodo in diversi paesi dell’Est fosse il frutto di alcune misteriose e sensazionali scoperte scientifiche.[206] Fu così che nel successivo mese di settembre, gli scienziati americani pianificarono un programma segreto sulla modificazione del comportamento umano MK-ULTRA. Un aiuto a questo progetto fu dato da molti scienziati nazisti che avevano iniziato a svolgere le ricerche nell’Istituto Medico Kaiser Wilhelm di Berlino sul controllo mentale indotto da trauma,[207] che furono trasportati negli USA con l’Operazione Paperclip con la quale il governo USA promosse la risistemazione di ameno 2.000 nazisti ad alto livello negli USA.

   Il progetto MK-ULTRA si trattava di una serie di attività svolte dalla CIA e dagli altri servizi segreti occidentali che avevano come scopo quello di influenzare e controllare il comportamento delle persone.

   Fino al 1963 MK-ULTRA investirà venticinque milioni di dollari in quasi duecento progetti e sottoprogetti, realizzati in collaborazione con la Gran Bretagna e il Canada[208] e condotti da 185 ricercatori indipendenti di 80 organizzazioni, tra cui 44 università e 12 ospedali.[209] In sostanza, un programma di grande respiro che, dopo le sperimentazioni con le droghe, si orienta rapidamente verso le ricerche comportamentali.

   La CIA, l’Office of Naval Research (ONR) e ricercatori universitari di psicologia sperimentale lavorano a stretto contatto per affinare questo campo di studi.[210] E preparare così quella che diventerà la “tortura bianca”, no-touch in inglese: la tortura psicologica, “senza contatto”. In modo simile a ciò che accadrà in seguito con lo sviluppo delle armi “non letali”, si cerca qui di rendere la tortura non meno violenta, ma meno mortale, meno visibile, più efficace, giuridicamente e mediaticamente accettabile. Marks aggiunge: “I servizi segreti, in particolare la CIA, negli anni Cinquanta e all’inizio degli anni Sessanta, cambiano il volto della comunità scientifica, interessandosi a tali esperimenti. Dietro quasi tutti gli scienziati che lavorano sul cervello, ci saranno uomini dei servizi segreti che ne scruteranno il lavoro da dietro le loro spalle e interferiranno con le loro ricerche.[211]

   Nell’ambito del controllo mentale, la deprivazione sensoriale fu posta molto rapidamente al centro delle dottrina statunitense. Mentre i metodi di interrogatorio più tardi privilegeranno l’uso della saturazione sonora, in un primo momento è il silenzio a detenere l’attenzione degli scienziati (e aguzzini) e dei loro finanziatori.

Il “contratto X-38” permette al consiglio delle ricerche per la “difesa” canadese di finanziare gli studi sulla manipolazione dei sensi in Canada.[212] In un articolo intitolato Experimental ness[213] comparso nel 1954, uno psicologo dell’università McGill di Montréal, il dottor Donald O. Hebb, e due suoi colleghi fanno il resoconto di un esperimento condotto con sei studenti pagati per diventare sordi per tre giorni. I loro condotti uditivi vengono tappati con cotone imbevuto di vaselina, poi vengono lasciati a occuparsi delle abituali faccende con l’annotazione di annottare tutto ciò che di loro stessi non gli sembra normale. Il risultato varierà sensibilmente a secondo del soggetto: qualcuno parlerà, oltre che disturbo fisico provocato, di una sensazione di inferiorità, di irritabilità, collera e tendenza all’isolamento. I ricercatori conclusero che un abbassamento improvviso della funzione uditiva abituale ha chiaramente portato a un disordine comportamentale.  

   Lo stesso anno alcuni studenti di Hebb pubblicano Effects of decreased variation of the sensory environment.[214] Partendo dall’ipotesi che “il mantenimento di un comportamento normale, intelligente e adattato, richiede probabilmente stimoli sensoriali che mutano continuamente”, si propongono di “esaminare il funzionamento cognitivo nel corso di un isolamento percettivo prolungato”. Ventidue ragazzi sono dunque retribuiti per “rimanere in un ambiente insonorizzato ventiquattro ore su ventiquattro”, con tutti i sensi bloccati: portano occhiali che rendono la visione sfocata, guanti spessi e polsini di cartone, non possono sentire nulla, hanno la testa inserita in un guanciale di gommapiuma: c’è un ronzio dei ventilatori e degli altoparlanti incassati nel guanciale per mascherare ogni rumore residuo.

  Risultato: “I soggetti hanno avuto la tendenza a trascorrere la prima parte della sessione sperimentale dormendo“. Poi si annoiano e si spazientiscono: “Cantavano, fischiavano, parlavano a se stessi, picchiavano i polsini l’uno contro l’altro o esploravano le casse con essi (…). Le loro reazioni emozionali sembravano insolitamente instabili (…). Durante i test, per esempio apparivano estremamente contenti quando riuscivano a superarli e turbati quando incontravano instabili“. Sul piano cognitivo, le cavie “hanno indicato di essere state incapaci di concentrarsi in maniera continuativa su qualunque cosa”, avevano dei “vuoti” e delle allucinazioni: “I fenomeni visivi erano piuttosto simili a quelli descritti per le intossicazioni di mescalina (…) Durante le allucinazioni visive un soggetto delle voci, un altro sentiva continuamente delle voci, un altro sentiva continuamente il rumore di un carillon. (…) Due soggetti hanno detto che era come avere due corpi fianco a fianco nella cassa”. Gli studenti “riportavano sensazioni di confusione, emicrania, leggere nausee e spossamento: tali effetti persistono talvolta ventiquattro ore dopo la sessione”. La maggior parte volontari abbandona nel giro di due o tre giorni.[215]

   Nel 1955-1956, al National Institute of Mental Health (NIMH), nei pressi di Washington, il dottor John C. Lilly immerge due volontari in una “cassa piena d’acqua”, con gli occhi coperti e il livello sonoro ridotto al minimo. Dopo soltanto qualche ora, le due persone sviluppano allucinazioni: “fantasticherie e fantasmi molto personali e altamente vividi”.[216]   La CIA, entusiasta, vuole utilizzare quelle casse come metodi di interrogatorio per i soggetti reticenti, con l’obiettivo di “piegarli al punto da alterare le loro credenze e la loro personalità”.[217]

   Nel 1958 MK-ULTRA è ufficialmente interrotto a causa degli scarsi risultati, di alcune fughe di notizie che causarono dei problemi etici soprattutto sugli esperimenti che non avevano condotto su soggetti umani non volontari,[218] da medici o perfino da agenti che non avevano alcuna competenza scientifica. Ma quello stesso anno, la CIA ne diffonde le conclusioni attraverso il Manuale Kubark,[219] che definisce i metodi di interrogatorio dell’agenzia. Il silenzio assoluto è accanto al “dolore auto-inflitto”,[220] una delle tecniche di questa “tortura bianca” (c’è dell’umorismo macabro nel definire una tortura bianca, come se si trattasse come qualcosa di candido). Il manuale indica in particolare che “le condizioni di detenzione sono pensate per accrescere nel soggetto la sensazione di essere totalmente tagliato fuori dall’universo conosciuto e rassicurante, e di essere collocato in un mondo estraneo”. Continua dicendo che: “La conseguenza principale dell’arresto e della detenzione, e in particolare dell’isolamento, è di privare il soggetto della maggior parte della vista, dei suoni, de sapori, degli odori e delle sensazioni tattili a cui è abituato”,[221]  in sostanza menomare la persona umana.

   La definizione che è fornita sulla deprivazione sensoriale si basa sull’analisi di Lilly dei racconti autobiografici degli esploratori polari e di altri navigatori solitari: “I sintomi comunemente prodotti dall’isolamento sono la superstizione, l’amore intenso per tutti gli esseri viventi, l’impressione che gli oggetti inanimati siano vivi, allucinazioni illusioni sensoriali”.[222]   E il manuale conclude: “Più il luogo dell’isolamento eliminerà gli stimoli sensoriali, più rapidamente e più profondamente la persona interrogata ne sarà influenzata. I risultati ottenuti dopo settimane o mesi di imprigionamento in una cella ordinaria saranno riprodotti in qualche ora o giorni in una cella senza luce (o con una luce artificiale debole che non varia), totalmente insonorizzate, oppure dove gli odori siano eliminati, eccetera. Un ambiente ancora più controllabile, come un cassone riempito d’acqua o un polmone d’acciaio[223] è ancora più efficace”.[224]

   La diffusione di tali pratiche sarà perseguita attraverso diversi canali. Il quadro generale è fornito dal Progetto X e dal Programma Phoenix: il primo organizza la formazione dei militari e dei torturatori dei paesi del Centro e Sud America alle tecniche controinsurezionali della CIA; il secondo istituisce l’impiego in Vietnam durante “sperimenti terminali”[225] contro i prigionieri vietcong. Infatti, nel 1966 la CIA manda una macchina per l’elettroshock e tre psichiatri all’ospedale di Bien Hoa, a nord di Saigon, per tentare in condizioni reali sui prigionieri di guerra, le tecniche di “distruzione della mente” messe a punto dal dottor Cameron.

   L’insegnamento della “tortura bianca” si pratica in particolare attraverso istituzioni come l’Army Scholl of the Americas (Scuole delle Americhe – SOA), che tra il 1966 al 1991, ha addestrato gli ufficiali del Centro e del Sud America all’interrogatorio militare, alle tecniche di repressione, di guerra d’assalto e psicologica, di spionaggio militare (non è un caso che fu definita Scuola degli Assassini)[226] e l’Office of Public Safety (OPS) che da 1966 al 1974, trasmise le tecniche della CIA alla polizia di 47 paesi, tra cui il Brasile, il Vietnam del sud, l’Uruguay, l’Iran e le Filippine.[227] Infine, la CIA diffonde sette nuovi manuali, tra cui il Manuale Onduregno del 1983, chiamato ufficialmente Human Resource Exploitation Training Manual.[228] Sul loro territorio, gli Stati Uniti applicano sempre scrupolosamente questi manuali nelle prigioni federali di massima sicurezza del XXI secolo, dove i sorvegliati sono collocanti “in isolamento assoluto all’interno di celle insonorizzate con pareti bianche”.[229]

   Nella Repubblica Federale Tedesca (RFT), la deprivazione sensoriale comincia a essere studiata nel 1971 e gli esperimenti, ispirati al lavoro di Hebb e dei suoi studenti, sono condotti “nella clinica psichiatrica e neurologica di Amburgo- Eppendorf, sotto la direzione dello psichiatra cecoslovacco Jan Gross, che negli anni Sessanta fece degli esperimenti con Svab (professore dell’università di Amburgo). Il programma di ricerca è sapientemente intitolato Aspetti psicosomatici, psicodiagnostici e terapeutici dell’aggressività e si basa sull’<osservazione del comportamento umano in situazioni di deprivazione sensoriale”.[230] Una camera silenta è costruita nell’ospedale universitario di Amburgo-Eppendorf e testata su cavie volontarie, reclutate tra gli studenti e i soldati della Bundeswehr. Si osserva allora che “sotto l’effetto intenso o prolungato della deprivazione sensoriale, i fenomeni seguenti compaiono in maniera costante, oltre alla paura e alle reazioni di panico: problemi percettivi e cognitivi (allucinazioni, autoscopia,[231] falsificazioni illusorie) e problemi nelle funzioni vegetative come sensazione di fame deformata (rinforzata), problemi nel ritmo del sonno, dolori cardiaci funzionali, squilibri motori, tremore e convulsioni come l’elettroshock”.[232]

   Dal mese di ottobre del 1970, lo Stato mette in atto un sistema di detenzione speciale per i prigionieri della Rote Armee Fraktion (RAF) e altri militanti della sinistra rivoluzionaria.[233] Nel 1972, un trattamento d’eccezione è istituito per Astrid Proll, Gudrun Ennslin e più lungo per Ulrike Meinhof, considerata l’ideologa della RAF.[234] Sono dunque incarcerate separatamente, nel braccio speciale della sezione silenziosa di Colonia- Osserndorf: “Il braccio è situato in una delle ali di “psichiatria femminile”, separate dal corpo dell’edificio e strutturate specialmente per essere isolate acusticamente (…) Le celle situate al di sotto e a fianco di quelle in cui esse si trovano sono rimaste vuote per tutto il tempo della loro detenzione, così che nessun rumore esterno potesse raggiungerle. Le mura e il mobilio della cella erano dipinte di bianco e la luce del giorno penetrava all’interno soltanto attraverso una stretta fessura riscoperta da una penetrava all’interno soltanto attraverso una stretta fessura riscoperta da una rete metallica molto sottile. Le detenute dell’ala speciale di Colonia-Ossendorf vivevano dunque ventiquattro senza un contesto ambientale”.[235]

Ulrike Meinhof scrive: “Sentire la scatola cranica sul punto di ansare a pezzi (…) Sentirsi diventare mute.

Impossibile ricordare il senso delle parole, se non molto vagamente.

Le sibilanti – s, ss, tz. Sch – supplizio intollerabile.

Incastrarti l’uno nell’altro e sentirsi vacillare, intrappolati.

In un labirinto di specchi deformati.

Che.

Differenzi il giorno della notte acustica”.[236]

   Nel 1973, lo psicologo della prigione, il professor Jarmer, segnala a proposito di Ulrike Meinhof che “il fardello psichico imposto alla prigioniera supera di gran lunga le misure normalmente inevitabili per una detenzione in stretto isolamento”.[237] Dei Comitati contro la tortura attraverso l’isolamento, manifestano all’esterno, chiedendo la soppressione della sezione silenziosa di Colonia-Ossendorf. Astrid Proll, dopo cinque mesi lì trascorsi, è spostata in una cella normale per ritrovare le condizioni di partecipare al proprio processo: “alla fine, nel 1975 dovette essere trasferita in una casa di riposo, poiché il suo stato non le permetteva più di sopravvivere in carcere”.[238]   Tra il 1972 e il 1975, i prigionieri della RAF fecero diversi scioperi della fame fino alla fine nel caso di Holger Meins, per chiedere l’interruzione del trattamento speciale. Per quanto riguarda Ulrike Meinhof, sarà ritrovata impiccata nella propria cella nel maggio 1976, in condizioni inquietanti, secondo, la commissione internazionale.[239]

   In un articolo intitolato La sezione silenziosa, la forma più dura della tortura per isolamento, uno dei Comitati contro la tortura scrive: “Gli stessi mezzi di sterminio sono messi in opera e previsti contro i prigionieri politici di altri paesi. Una sezione silenziosa è oggi in costruzione al settimo piano della prigione di Duivendrcht, nei Paesi Bassi. In Svezia, il giornalista Jan Guillou (…) è oggetto di torture simili in una sezione silenziosa di Stoccolma. Nelle colonie portoghesi, i prigionieri politici sono detenuti in celle costituite da cisterne e immersi nell’acqua, per eliminare ogni rumore e stimolo sensoriale”.[240]

   Ulricke Meinhof sei settimane prima della suo assassinio scrisse questa lettera: “Lottare, questo è il problema principale, anche adesso che ci tengono nell’Umschluss, isolamento di gruppo, come lo chiama Amnesty International.

   La tortura è una delle armi di guerra che l’apparato counterinsurgency (antiguerriglia), composto dal BKA, Bundesanwaltchit, giustizia, esecutivo, governo ecc. conduce contro di noi.

   Tortura studiata sul piano psicologico, questo è il metodo della socialdemocrazia.

L’applicazione delle armi scientifiche è il metodo dell’imperialismo in difensiva. La sua mancanza di legittimità costringe il sistema ad applicare metodi non visibili, metodi di manipolazione. Nei confronti dell’opinione pubblica questo significa: – così era previsto – che ci distruggano in tutta segretezza per poterci fare vedere cretinizzati, in maniera che la gente penserà che noi siamo veramente cretini, perché ignora quello che è successo con noi nel frattempo.

   Il guaio è che noi non capiamo cosa stanno facendo con noi, questo metodo funziona. Così è successo nella torre, così del resto a Berlin, dove sono stati esercitati i metodi antiguerriglia che è successivamente sono stati perfezionati nella RFT. Così lo era con Gudrun e me.

   È impossibile pensare che la causa della propria sofferenza sia da cercare nell’altro.

La causa è questa macchina e si può pensare soltanto che sia l’altro perché lo si fa diventare il proprio oggetto o si diventa quello dell’altro. Questo può accadere soltanto quando ad un certo punto non si lotta più per capire se stessi, la situazione e tutto quello che ci arriva di informazioni, gente e avvenimenti.

Questo significa: in una situazione di legalizzazione totale, di controllo assoluto da parte dello Stato e di coercizione tu ti comporti volontariamente come un’illegale. Altrimenti tu diventi quello che vogliono farti diventare loro: un cretino un guerrigliero battuto e quindi ad un certo punto di nuovo legale.

   Con illegale intendo questo: 24 ore al giorno determinato soltanto da te stesso e così ti mettono insieme all’altro. L’alleggerimento che è l’Umschluss (detenzione in due) non ti dà niente senza che non sfrutti l’altro.

   Questo è completamente logico, perché questo si era capito ad un certo punto quando di viveva ancora nella legalità. Nell’imperialismo non si può vivere senza fargli la guerra, quindi come potrebbe esserlo essere diverso nella legalità imposta del carcere. Altrimenti si avrebbe capito solo una parte di tutta questa merda e quindi si capisce tutto l’insieme in galera e sotto la tortura, si lotta per capire e si capisce per lottare altrimenti si crepa.

   E la lotta per capire non ha come scopo di aver ragione ma quello di voler fare, dover fare in modo giusto quello che si fa, cioè produrre movimento e non confusione o immobilismo o possesso o dominanza.

   Lo scopo è la lotta, lotta per produrre lotta, e questo non si mai uno contro l’altro, questo si può raggiungere soltanto insieme.

   Insieme è più della negazione del merdoso ‘rapporto a due’ – insieme significa abolizione di ogni concorrenza, di ogni obbligo e di ogni pretesa che ne consegue.

Insieme, direi, è il germe del comunismo, del contatto diretto fra i produttori, dove non esiste più il denaro e nuove forme di scambio prendono il suo posto. Ma queste cose si possono trovare soltanto lottando, nella guerra contro l’imperialismo. Non è da negare che la tortura fa parte di questa guerra che vogliamo e quindi l’isolamento offre una possibilità perché non siamo isolati da quello che noi vogliamo: la guerra.

   E quindi, come parte di questa guerra, anche la lotta in prigione ha una sua importanza voler negare questo, come il 2 GIUGNO, è feticismo militare e vuol dire non aver capito di questa guerra”.

   In questa lettera Ulrike non ha dimenticato nulla: le torture dell’imperialismo, il merdoso rapporto a due, l’inevitabilità di una guerra già scatenata contro di cui guerreggiando ci si libera, la creatività del fare insieme, l’identità politica della lotta per non creare nella mente, lotta che crea lotta, contro il Capitale che crea profitto, liberazione- lotta- liberazione – contro sfruttamento-demenza-sfruttamento.

   Se per molto tempo i manuali della CIA impiegavano soprattutto il silenzio come mezzo di deprivazione sensoriale, questo non ha impedito alla CIA di esplorare ugualmente, negli anni ’50, il potenziale della saturazione sonora: in quegli anni viene studiata all’interno degli stessi programmi di ricerca e dagli stesi scienziati.

Nel 1954, un membro della CIA nel quale riporta la presentazione fatta dal dottor Hebb alla convenzione annuale dell’American Psychological Association, a proposito di un progetto condotto dall’esercito canadese sulle “pulsioni e il sistema nervoso concettuale”. L’esperimento mira a “limitare al massimo tutte le sensazioni”: gli studenti sono collocati, con le mani e i piedi coperti da muffole, in una camera insonorizzata dove gli si legano filastrocche infantili. Le cavie “tendono a perdere la cognizione del tempo”, si mostrano “molto irritabili e chiedono che si recitino più volto le filastrocche”; nessuno resistette più di una settimana.[241]

   La CIA ripone ugualmente le sue speranza nel dottor D. Cameron, presidente dell’American Psychiatric Association, teorico senza scrupoli del pilotaggio psichico e all’epoca capo dell’Allan Memorial, la sezione psichiatrica dell’Università McGill.

Riponeva le speranze su di lui poiché da tempo lavorava nel campo del condizionamento comportamentale e psichico e fu implicato in quello che si potrebbe definire il “caso Hees”.

   Il criminale nazista Hess non venne condannato a morte a differenza di altri gerarchi nazisti bensì all’ergastolo nella prigione di Spandau; e fu un vero ergastolo perché i sovietici si garantirono efficacemente contro qualsiasi possibilità di scarcerazione sulla parola, e nemmeno i reiterati appelli “umanitari” delle autorità inglesi e americane poterono nulla. I sovietici non potevano dimenticare che Hess era andato in Gran Bretagna per concordare una pace separata che permettesse alla Germania di invadere impunemente l’Unione Sovietica. I leader ebraici, dal canto loro, volevano Hess a Spandau perché era uno dei firmatari delle infami leggi di Norimberga, che avevano spogliato gli ebrei dei loro diritti di cittadini e di esseri umani e aperto alle atrocità dei campi di concentramento. Sentivano (e non avevano torto) che l’ergastolo era una pena anche più lieve di quanto Hess meritasse, perché la sua politica aveva contribuito allo sterminio di milioni d’innocenti.

   Quando Hees morì, il New York Times pubblicò uno speciale sulla sua vita[242] e provò a chiarire perché gli inglesi non avessero sfruttato adeguatamente il suo volo segreto in Scozia. Secondo gli psichiatri britannici, Hess era un soggetto borderline, al limite della pazzia, visti l’interesse per l’astrologia, era uno paranoioso, e i suoi vuoti di memoria (C’è da chiedersi come gli psichiatri britannici avrebbero valutato uno come Reagan visto che lui e sua moglie Nancy consultavano regolarmente degli astrologi per tutte le loro azioni, grandi e piccole).

   Un curioso episodio collaterale alla storia di Hess riguarda proprio Cameron che si potrebbe definire senza sbagliare un erede della medicina nazista, in particolare nel settore del controllo mentale.[243] Nonostante quanto detto, prima alla fine gli psichiatri britannici ritennero che Hess fosse abbastanza sano da essere processato.

Gli americani però vollero però condurre dei loro accertamenti e a questo scopo mandarono in Germania Cameron, scozzese di nascita perché interrogasse Hess e tracciasse un profilo.

   Cameron era nel 1943 diventato il dirigente dell’Allen Memorial Institute.

   Quest’istituto era stato fondato grazie alla Fondazione Rockefeller.

   La Fondazione Rockefeller negli anni ’20 finanziò i progetti tedeschi di genetica psichiatrica, vale a dire i progetti criminali denominati “purificazione della razza, igiene razziale o miglioramento della razza”, sviluppati inizialmente nei laboratori londinesi della Galton e nelle sue derivate Società di Eugenetica in Inghilterra e negli Stati Uniti. A Monaco, l’Istituto Kraeplin fu ribattezzato Istituto di Psichiatria Kaiser Wilhelm e da allora fu finanziato con i con i soldi della Fondazione Rockefeller e diretto da uomini della Fondazione. Fu creato l’Istituto di Antropologia Eugenetica ed Ereditarietà Umana Kaiser Wilhelm. A capo di entrambi fu posto lo psichiatra nazista svizzero Ernst Rudin. Inizialmente ci fu un finanziamento di 11 milioni di marchi effettuato da Gustav Krupp (rappresentante della famiglia Krupp che faceva affari nel campo dell’acciaio e delle armi) e da James Loeb, un americano proveniente dalla famiglia dei banchieri Kuhn-Loeb, che continuò a finanziare l’Istituto anche in seguito coinvolgendo i suoi amici ebrei americani. Da notare che James Loeb era cognato di Paul Warburg e che i Warburg erano proprietari della Kuhn-Loeb Bank ed erano partner di affari con William Rockefeller. Alla lista dei finanziatori si aggiunse la famiglia Harriman, la quale usava per i propri affari i fondi messi a disposizione da Sir Ernst Cassel, il banchiere personale della famiglia reale britannica. Nel 1925 la Fondazione Rockefeller stanziò a favore dell’istituto Psichiatrico di Monaco la somma iniziale di 2,5 milioni di dollari, nel 1928 stanziò altri 325.000 dollari per la costruzione di un nuovo edificio e continuò a finanziare l’Istituto e il suo direttore Rudin. Nel 1930-35 pagò per un’indagine antropologica riguardante la popolazione mondiale in termini eugenetici, condotta dall’eugenetica nazista tra cui Rudin, Verschuer, Eugen Fischer.

   All’inizio degli anni ’30 gli esperti in psicologia e purificazione razziale della famiglia Rockefeller crearono la Josian Macy Foundation, un’organizzazione per la ricerca medica che “lavorava” sia per conto dei Rockefeller sia dei servizi segreti britannici, a dirigere la quale fu chiamato il generale Marloborouh Churhill (lontano parente del più famoso Winston), già capo del servizio segreto dell’esercito americano.

Nel 1932 il movimento eugenetico, dette vita alla Federazione Mondiale di Eugenetica nominando alla carica il dottor Ernst Rudin. Il movimento, al tempo, si proponeva la sterilizzazione degli individui che, per motivi ereditari, potevano essere un pesante “fardello sociale” o una “minaccia nazionale” (come nel caso degli ebrei in Germania). Pochi mesi dopo la propria nascita, la Federazione Mondiale di Eugenetica, divenne in pratica una sezione dello stato nazista e Rudin fu a capo della Società di Igiene Razziale e, in qualità di facente parte della squadra di “Esperti in Ereditarietà” capeggiati da Himmler, redasse la legge sulla sterilizzazione che, descritta come legge modello americana, fu adottata nel luglio 1933 e fu stampata orgogliosamente nel settembre dello stesso anno con la firma di Hitler (Eugenetical News – USA). Il gruppo Rockefeller redasse altre leggi razziali basate, come fu la legge sulla sterilizzazione, sullo statuto vigente dello Stato della Virginia.

   Nel 1934 la Massoneria del Rito Scozzese affiancò i Rockefeller nel finanziamento delle ricerche di eugenetica psichiatrica.

   Torniamo a Cameron, egli prima che potesse interrogare Hess, fu avvicinato da Allen Dulles, il quale gli chiese di rendergli un piccolo servizio nel corso delle sue osservazioni. C’era ragione di credere – diceva Dulles – che il detenuto in questione non fosse Rudolf Hess, bensì un sosia! Chiese quindi a Cameron di indurre il prigioniero a mostrargli la cicatrice che si era procurata in un incidente occorso anni prima della guerra. Se la cicatrice ci fosse stata, allora con tutta probabilità si trattava il vero Hess. Diversamente, ci si trovava di fronte ad un impostore, forse addirittura ad una gigantesca farsa orchestrata dai servizi segreti britannici per coprire che il gerarca nazista era stato giustiziato subito dopo essere arrivato in Scozia.[244]

   Inutile dire che Cameron accettò la proposta di Dulles e trovò il modo di chiedere a Hess di levarsi la camicia per controllare il suo stato fisico. La guardia però sostenne di non essere autorizzata a togliere le manette al detenuto e non si poté procedere. Cameron dovete tornare da Dulles a mani vuote, non avendo potuto appurare se il detenuto fosse il famigerato Hees.

   Il fallimento di Cameron non pregiudicò la stima che Dulles nutriva nei suoi confronti, se è vero che lo psichiatra divenne l’artefice nel famigerato progetto di manipolazione mentale della MK-ULTRA. La sperimentazione ricalcava pari pari quella operata dai nazisti sotto l’egida Ahnenerbe[1] e si basava, almeno in parte, sui risultati degli esperimenti condotti nei campi di concentramento, la cui documentazione era stata confiscata dai servizi segreti americani e integrata negli archivi della CIA e del Pentagono. Le annotazioni del dottor Kurt Plotner e Walter Neff, sperimentatori dell’Ahnenerbe[245]  che lavorarono sugli effetti della mescalina a Dachau, furono spedite negli Stati Uniti e non furono mai rese note. Quindi i documenti d’archivio nazisti in tema di lavaggio e cervello, manipolazione psichica, procedure di interrogatorio con ricorso a droghe, ipnosi, torture – tute tecniche associate alle odierne pratiche delle sette e società segrete americane – devono essere ancora segreti, sempre che siano sopravvissuti alla celebre distruzione degli archivi MK/ULTRA ordinata da Richard Helms negli anni 70.

   In questo contesto va ricordata l’interminabile deposizione conclusiva di Hess al processo di Norimberga, in data 31 agosto 1946. Temendo che volesse prolungare infinitamente una testimonianza senza capo né cosa, il giudice gli ordinò di tagliare corto e la Storia fu defraudata di un quanto mai curioso racconto di fenomeni mistici. Nella deposizione di Hess ci sono elementi che fanno sospettare che su di lui fu sperimentata una qualche forma di manipolazione psichica durante la detenzione nella Torre. Hess disse a Norimberga: “Alcuni dei miei compagni possono confermare che all’inizio del procedimento io predissi quanto segue:

   … che sarebbero comparsi testimoni che sotto giuramento avrebbero affermato cose non vere, nel contempo dando di sé un’immagine assolutamente affidabile e godendo della migliore reputazione possibile.

   … che alcuni accusati si sarebbero comportati stranamente: che avrebbero mentito impunemente sul Führer; che avrebbero incriminato la loro stessa gente; che si sarebbero la loro stessa gente; che si sarebbero accusati l’un altro e falsamente. Forse si sarebbero persino autoaccusati, e anche questo a torto… tutte queste predizioni si stanno avverando …Io le ho fatte, comunque, non solo qui all’inizio del processo, ma anche mesi prima del processo, in Inghilterra, al medico che stava con me, il dottor Johnston…”.[246]

   Fin qui Hees sembrerebbe un osservatore realistico. È del tutto credibile che imputati e testimoni nazisti abbiano inventato storie e accampato alibi di ogni per giustificare i propri crimini, e d’altra parte non sarebbe strano che Hess volesse mettere in dubbio la sincerità dei testimoni di accusa.

   Niente di eccezionale quando Hess aggiunge: “Dal 1936 al 1938 in uno di questi paesi si tennero dei processi. Erano caratterizzati dal fatto si autoaccusavano in modo sconcertante. Per esempio per esempio, citavano numerosissimi crimini che avevano commesso o che sostenevano di avere commesso. Alla fine, quando venivano condannati applaudivano freneticamente in segno di approvazione lasciando il mondo senza parole.

   Qualche giornalista straniero però scrisse che si aveva l’impressione che questi imputati fossero stati sottoposti a qualche sconosciuta forma di condizionamento ne alterava lo stato mentale e che per questa ragione agivano così”.[247]

   Hess, dopo aver cercato di collegare le tecniche di condizionamento utilizzate sugli imputati russi con le atrocità compiute da numerosi tedeschi, per altri versi sani di mente, che si erano macchiati nei campi di concentramento. A questo punto abbandonò questa patetica linea di difesa, e la deposizione prese una piega tutta sua: “Ho detto prima che un certo fatto accaduto in Inghilterra mi ha fatto pensare a quanto si diceva di quei processi. Il motivo è che le persone che mi stavano intorno nel corso della prigionia si comportavano nei miei confronti in modo strano e incomprensibile, in un modo che mi portò a concludere che il loro stato mentale fosse alterato. Alcuni di loro – le persone attorno a me venivano sostituite di tanto in tanto. Alcuni dei nuovi che rimpiazzavano gli altri che erano stati mandati via avevano occhi strani. Erano lucidi, come fossero di vetro e trasognati…Non solo io me ne accorsi, ma anche il medico che mi seguiva, il dottor Johnston, uno scozzese che apparteneva all’esercito britannico.

Nella primavera del 1942 venne da me un visitatore che cercava evidentemente di provocarmi e che agiva in modo strano. Anche lui aveva quegli strani occhi. Più tardi il dottor Johnston mi chiese che cosa avessi pensato di quella persona. Me lo domandò – e io gli aveva risposto che per una ragione o per l’altra quell’uomo mi aveva dato l’impressione di non essere del tutto normale, dal punto di vista mentale, al che il dottore non negò e fu d’accordo con me e mi chiese se avessi notato gli occhi, occhi che sembravano presi in un sogno. Il dottor Johnston non sospettava di avere lo stesso sguardo quando venne da me.

   Il punto fondamentale è che in uno degli articoli della stampa dell’epoca, che deve essere conservato negli archivi su quei processi – questo uscì a Parigi, a proposito del processo di Mosca – si diceva che gli imputati avevano gli occhi strani. Occhi lucidi e trasognati”.

   Questo monologo accennava poi ai capi di concentramento britannici (lasciando intendere che i campi nazisti non erano peggio e che in generale queste strutture devono essere riconosciute internazionalmente come “rompicapi incompressibili”) e infine manifestava l’intenzione di avventurarsi in un accurato resoconto dei fatti occorsi nella primavera del 1942, cominciando con solenni giuramenti che chiamavano Dio a testimone della sua sincerità.  

   “Nella primavera del 1942” esordisce, e poi viene zittito. Il presidente del Tribunale gli dice che ha esaurito i venti minuti a sua disposizione. Hess prova ad obiettare, poi accetta di concludere la sua la sua dichiarazione dicendo semplicemente: “Sono felice di sapere che ho fatto il mio dovere nei confronti del mio popolo, il mio dovere di tedesco, di nazionalsocialista, di seguace leale del Führer. Non mi pento di nulla. Se dovessi ricominciare daccapo agirei nello stesso modo, anche se sapessi che ad attendermi c‘è una crudele morte sul rogo “.

   Una crudele morte sul rogo. Hess si vedeva come un eretico, o come uno stregone?   C‘è da chiedersi Hess era pazzo? Perché il suo volo in Scozia non fu sfruttato in modo più ovvio? Che relazione c‘è tra il misterioso medico scozzese, il dottor Johnston, e l‘esperto scozzese di controllo mentale, Cameron?

   Che sia stato una cavia da parte di specialisti del Tavistock?

   Il Tavistock fondato nel 1920 sotto la direzione del generale di brigata e psichiatra dr. John Rawlings, nacque per occuparsi dei soldati traumatizzati durante la prima guerra mondiale. Gli psichiatri e psicologi del generale scoprirono presto che questi individui erano acutamente suggestionabili; e che lo stesso effetto poteva essere ottenuto attraverso interrogatori brutali e torture. Essi misero a punto tecniche del controllo comportamentale, che furono praticate durante la seconda guerra mondiale, come parte di vasti programmi di guerra psicologica.

   Nel 1945, in un suo libro (The shaping of psichiatry by war), il generale Rees, propose che metodi analoghi a quelli sperimentati in guerra, potevano attuare il controllo sociale di intere società o gruppi, in tempo di pace. Scriveva Rees: “Se proponiamo di uscire all’aperto e di aggredire i problemi sociali e nazionali dei nostri giorni, allora abbiamo bisogna di “truppe speciali” psichiatriche, e queste non possono essere le équipes psichiatriche stanziali nelle istituzioni. Dobbiamo avere gruppi di psichiatri selezionati e ben addestrati che si muovano sul territorio e prendano contatto con la situazione locale nella sua area particolare”.[248]

   Nella prigione di Spandau Hess si dedicò coscienziosamente allo yoga, e non abbandonò mai le sue credenze occulte e secondo sua moglie si mantenne in contatto telepatico con lei fino giorno della sua morte.

   Ritorniamo all’operato di Cameron all’Allan Memorial. Lì fu portata avanti una ricerca sugli “effetti sul comportamento umano della ripetizione del segnale verbale”,[249] che permette, con l’aiuto di medicinali di spezzare l’individuo come dopo un lungo interrogatorio. Tra il 1957 e il 1963, un centinaio di pazienti internati nell’Allan Memorial per problemi psicologici diventano l’involontario oggetto del Sottoprogetto 68 di MK-ULTRA, finanziato attraverso la Society for the Investigation of Human Ecology.  

   Cameron utilizzò i suoi pazienti, per testare un metodo di destrutturazione che mescolava coma artificiale, elettroshock, e ascolto forzato di messaggi, prima negativi del tipo “lei non ha mai avuto la forza di affrontare sua madre e suo padre (…) la chiamavano ‘Madeleine la piagnucolona’”, poi positivi “sarà presto libera di essere moglie e una madre come le altre donne”.[250]  Le cassette sono trasmesse in loop sei ore al giorno, attraverso un casco da football fissato alla testa per un periodo che andava fino a 21 giorni oppure tramite altoparlanti posizionati sotto del paziente nelle camere del sonno. “Ci assicurava che sentissero bene” diceva un collega Cameron. Il principale assistente di quest’ultimo, Leonard Rubinstein, è un tecnico elettronico che ha concepito un magnetofono gigante che poteva far girare otto nastri per otto pazienti simultaneamente. L’effetto sulle cavie involontarie è disastroso; perdita du memoria e di qualunque autonomia.

   Cameron, da buon erede dei medici nazisti, è soddisfatto delle proprie scoperte e segnala che i suoi metodi du isolamento sensoriale stretto ben più disturbanti delle privazioni degli studenti di Hebb.

   La Gran Bretagna, che collabora anch’essa con gli Stati Uniti al progetto MK-ULTRA, riproduce i test canadesi per verificarli. La rivista medica The Lance pubblica nel 1959 il rapporto su un esperimento condotto al Lancaster Hospital, un istituto psichiatrico, con 20 volontari retribuiti per restare in una stanza insonorizzata con occhiali che sfocano la vista e indossare dei guanti: alla fine 14 se ne vanno durante le prime 48 ore, tutti passando per stati di agitazione che talvolta arrivano al panico, e 5 sognano annegamenti, soffocamenti e omicidi.[251] La Royal Society of Medicine elabora nel 1962 una rassegna stampa degli esperimenti passati: ne descrive di nuovi, in particolare su schizofrenici collocati in una stanza insonorizzata di proprietà della BBC che sopportano “e hanno allucinazioni meno forti”.[252]

   Nello stesso periodo, infatti, i metodi brutali utilizzati dalle forze armate britanniche contro le lotte di liberazione in atto nelle colonie furono condannati e, nel 1965, viene adottata una “direttiva comune sull’interrogatorio militare”, vietando l’uso della violenza e incentivando l’attacco psicologico. I militari vengono ufficialmente addestratati all’uso del nuovo metodo, “in maniera offensiva per condurre operazioni piscologiche di contro insurrezione e in maniera difensiva per resistere allo stress dell’imprigionamento”.[253] Nel 1972 il “rapporto Parker”, analizzando le procedure britanniche di interrogatorio delle persone sospettate di terrorismo, indica che quelle tecniche sono state progressivamente messe a punto a partire dalla seconda guerra mondiale per affrontare un certo numero di situazioni riguardanti la cosiddetta “sicurezza interna” e precisa: “Alcune o tutte hanno giocato un ruolo importante nelle operazioni contro-insurrezionali in Palestina, Malesia, Kenya, Cipro, Cipro e più recentemente nel Cameron britannico (1960-1961), in Brunei (1963), nella Guyana britannica (1964), ad Aden (1964-1967), nel Borneo/Malesia (1965-1966), nel golfo Persico (1970-1971) e in Irlanda del Nord (1971)”.[254]

   Nel dicembre del 1971, l’Irlanda si rivolge alla Corte europea dei diritti dell’uomo per una violazione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo: è “l’affaire Irlanda contro Gran Bretagna”, il cui dettagliato verdetto sarà emesso il 18 gennaio 1979. Vi si legge in particolare che all’inizio degli anni ’70 il numero delle bombe e dei morti legati al conflitto in Irlanda del Nord aumenta fortemente e che per porvi rimedio, nel corso di un seminario nell’aprile del 1971, l’English Intelligence Centre insegna alla polizia nord-irlandese nuovi metodi di attacco piscologico, poi diventati noti con il nome di “cinque tecnici”. Il 9 agosto dello stesso anno, la Gran Bretagna lancia l’operazione Demetrius, una campagna di arresti di numerosi militanti e presunti simpatizzanti dell’IRA, che durerà diversi mesi e per loro introduce un regime di detenzione extragiudiziaria, vale a dire senza giudizio.

   12 persone arrestate il 12 agosto 19712 e altre 2 in ottobre saranno sottoposte a un trattamento speciale: poco tempo dopo essere stati rinchiusi in “centri non identificati”, quei 14 detenuti saranno sottoposti per una settimana a una forma di “interrogatorio approfondito” che implica l’uso combinato di “cinque tecniche” particolari, talvolta definite tecniche di disorientamento o di deprivazione sensoriale.[255] Viene minacciato lo stesso trattamento gli altri prigionieri: l’esistenza di tali interrogatori “profondi” serve tanto a spezzare coloro che vi sono sottoposti quanto a creare un clima generale di paura e intimidazione.[256] Le cinque tecniche descritte dalla corte europea sono le seguenti: “a) Sospensione al muro: forzare i detenuti a restare diverse ore in una “postura stressante” (…); (b) incappucciamento: mettere un sacco nero o blu sulla testa dei detenuti (…); (c) sottomissione al rumore: prima dell’interrogatorio, tenere i detenuti in una stanza dove ci sia continuamente un rumore forte, come un fischio; (d) privazione del sonno (…); privazione di cibo e bevande”.[257]

   Da parte sua, la Commissione europea descriverà la terza tecnica in modo leggermente diverso: “Sottomettere i detenuti a un rumore continuo e monotono, a un volume calcolato, per isolarli da qualsiasi comunicazione”;[258]  altre testimonianze parleranno di un suono “paragonabile a una fuga d’aria compressa o alla rotazione incessante delle palle di un elicottero”.[259]

   La Commissione osserva che “l’uso combinato di metodi che impediscono l’utilizzo dei sensi, in particolare degli occhi e delle orecchie, influenza direttamente la personalità a livello fisico e mentale (…) Anche i più resistenti potrebbero arrendersi rapidamente se sottomessi a un sofisticato metodo per spezzare o persino cancellare la volontà”.[260] Conclude che l’uso delle cinque tecniche costituisce un caso di “trattamento degradante e tortura, in violazione dell’articolo 3[261] della Convenzione”.[262]

   In Francia, la pratica dell’isolamento sia in vigore per i detenuti ritenuti “recalcitranti”. Nel 1984, la compagna Hellyette Bess, arrestata nel 1984 per la sua militanza in Action Directe, dovette ascoltare per qualche giorno una “radio rotta” che l’amministrazione penitenziaria diceva di non poter spegnere.[263]

   Nel 1998, un rapporto dell’ONG israeliana B’Tselem, Routine torture: interrogation methods of the Security Service (GSS), recensisce le tecniche di interrogatorio esercitate sui prigionieri palestinesi dalla forze armate israeliane, in particolare dal GSS.[264] Quest’ultimo fa uso di una serie di tecniche chiamate shabeh: “La shabeh è la combinazione di metodi, utilizzati per periodi prolungati, che implicano isolamento sensoriale, privazione del sonno e inflizione di dolore. La shabeh implica che il detenuto sia detenuto sia attaccato per le mani e per le gambe a una piccola sedia, inclinata in avanti in modo che non permettergli di restare seduto in maniera stabile. La testa del detenuto è coperta da un sacco spesso ripugnante e alcuni altoparlanti diffondono continuamente musica a forte volume. I detenuti sottomessi alla shabeh non sono autorizzati a dormire”.[265]

   Su Israele sarebbe bene fare dei ragionamenti. Essa non è certamente il cuore del sistema capitalista, ma svolge la funzione di laboratorio, dove si sperimentano soluzioni politiche e militari estreme e dove si compie quello sporco lavoro che gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali preferiscono delegare. Ha pure il compito di sperimentare nuove armi su palestinesi e libanesi, senza che l’indignazione e il discredito ricada direttamente su chi queste armi le producono, soprattutto gli Stati Uniti, ma anche Francia, Inghilterra e Italia.

   Tornando ai metodi torturatori israeliani, Israele per bocca dei suoi difensori, ritiene che tali metodi siano tutt’altro che sgradevoli.[266] Il fatto di trasmettere musica a forte volume, precisano questi ultimi non ha l’obiettivo di opprimere ma di impedire che i detenuti parlino tra di loro.

   Tuttavia, nel 1997, l’ONU decreta che tali pratiche costituiscano tortura e chiede che siano abolite.[267] Di fatto, negli anni Duemila nessuna delle cause per tortura o per trattamento disumano e degradante formulata davanti a tribunali è sfociata in una condanna della forze di sicurezza sioniste. La pratica prosegue dunque con alcune varianti che permettono di infrangere le leggi internazionali in completa serenità. Per quanto riguarda il suono, ad esempio, la musica viene sostituita dalla “esposizione permanente a suoni angoscianti, principalmente grida”.[268]  In un rapporto del 2007, un palestinese testimonierà: “Nella cella c’erano sempre rumori: bussavano alla porta e sentivo persino le mie stesse grida nel corso dell’interrogatorio; pare che le avessero registrate”.[269]  Nella prigione di Petah Tikvah, “almeno una delle celle è completamente insonorizzata. Nelle altre, i detenuti potevano sentire suoni sconvolgimenti, come la caduta monotona di gocce d’acqua sullo stagno o colpi su porte metalliche”.[270]

   La Cina in maniera mistificata è diventata famosa per il “lavaggio del cervello”. A giudizio dello psichiatra americano R. Lifton, le tecniche adottate dai cinesi, non c’erano tracce d’influenza delle dottrine di Freud, Adler o Pavlov. A suo giudizio i cinesi dovevano avere un loro sistema, come si deduce da un importante articolo di Harriet Mills.[271] Nata in Cina da una famiglia di missionari presbiteriani, ammiratrice del paese e della sua cultura, dopo esserci vissuta per 25 anni, passò al Welselly College, negli Stati Uniti, dove si laureò; ritornata in Cina fu arrestata accusata di spionaggio nel ’51 e, incarcerata, fu sottoposta per quattro anni alla riforma del pensiero. Il metodo cinese, dice, deriva in primo luogo dal quarto di secolo che i comunisti passarono in guerra di guerriglia, che insegnò alle reclute a usare le armi, ubbidire agli ordini, vivere in comunità e proteggere i contadini, ma anche che “ogni uomo intenda non solo il come, ma anche il perché delle cose”; in secondo luogo, dall’organizzazione delle cellule per lo studio del marxismo. La riforma del pensiero nasceva dalla fusione di queste due tradizioni. Critica e autocritica fuse insieme sono di un’efficacia impressionante, “tanto che persone di grande volontà – dice la Mills – che si potrebbero ritenere non facilmente piegabili alla forza, sperimentarono lente, graduali trasformazioni, talvolta drammatiche e profondamente convincenti”.

Gregorio Bermann, uno psichiatra argentino, in una visita che fece nel ’57 al collegio medico di Pechino, ebbe una risposta in meritoal lavaggio del cervello. Egli era rimasto meravigliato dal successo ottenuto in un’operazione di sutura di una mano intera staccata dal braccio. Una vera impresa chirurgica. Quando fu ricevuto dal capo della sezione di anatomia patologica il professor Hov Pao-chang, gli pose delle domande inerenti alla sua filosofia e il suo atteggiamento di fronte ai problemi del momento:

“So bene cos’è il lavaggio del cervello, esclamò. – perché io stesso l’ho subito

 – Che cos’è? – domandai allarmato.

– Per molti anni, per mezzo secolo, quasi per tutta la vita ho sofferto di un significato sbagliato della vita; ero dominato dalla preoccupazione per il mio prestigio per la mia persona e per i vantaggi che potevo trarre dal mio lavoro.

– E adesso?

Adesso ho compreso qual è il senso del mio lavoro. È il benessere del mio popolo, del mio paese.Comprendo qual è la finalità dei nostri compiti, che coincide con ciò che ci hanno insegnato i nostri leader.

– Lavaggio del cervello? – sottolineò con una risata.Non solo, – aggiunse – sono ritornato, ma sono ritornati pure i miei figli che erano all’estero e che adesso servono con devozione la repubblica popolare in cariche di responsabilità”.[272]

   Cosa si deve intendere per salute mentale? Nel cristianesimo primitivo come in ogni altra epoca storica, non può esistere salute mentale senza salute morale. Salvo eccezioni, tuttavia, il problema della salute morale non è stato preso in considerazione dagli psichiatri e da quelli che si occupano di “igiene mentale”. Uno dei motivi di quest’omissione probabilmente è da imputarsi al carattere “idealista”, soggettivo e speculativo che hanno avuto in genere le teorie morali, le loro implicazioni teologiche.

   Nella psicanalisi, che pretende una completa e integrale conoscenza dell’essere umano, è più evidente l’assenza di quest’elemento. E la cosa è tanto più strana se si pensa a come il suo fondatore fosse dotato di una personalità austera, di una grande forza morale, spinto da un appassionato bisogno di verità, ricercatore tanto ingegnoso quanto ostinato delle dinamiche occulte dell’essere. Quello che si può dire, è che la psicanalisi è, nel complesso, la filosofia dominante degli Stati Uniti, la potenza imperialista per eccellenza.

   Agli antipodi di Freud e della psicanalisi c’è il pensiero di Mao. È vero che fra i 33 capitoli delle Citazioni non c’è uno che occupi esplicitamente di morale, ma tutta la sua opera rivela la preoccupazione per un’esigenza fondamentale di buona condotta, del rispetto della verità, dell’esercizio instancabile della solidarietà; dell’amore per i compagni. Abbiamo visto Mao additare alla gente l’esempio di Norma Bethune, poi quello di Lei Feng (Imparare da Lei Feng). Per coloro che hanno voluto imitare Lei Feng, il suo valore non consiste nell’essere un eroe della guerra di Corea, ma nel fatto che si possa sacrificare la vita per salvare i compagni.

Un altro aspetto della linea maoista è quello della politica in primo piano: “Non avere una giusta concezione politica equivale a non avere un’anima”. [273]  Questo vale nel campo economico: “Il lavoro politico è l’arteria vitale di tutto il nostro lavoro economico”.[274]

   Ma l’essenza del maoismo non sta tanto negli elementi morali. Il problema non si limita nell’essere virtuoso. Ciò che conta è cambiare il mondo, poiché come canta Brecht in Santa Giovanna dei Macelli: “… e nulla sia degno di lode, se una volta per tutte non cambia ché esso ha bisogno di essere cambiato…

Pensate, per quanto dovrete lasciare il mondo non solo a essere stati buoni, ma a lasciare un mondo buono!”.

   In sostanza: La salute del popolo è la legge suprema.

   Ma per capire le evoluzioni (ma sarebbe meglio dire le involuzioni) che ci sono state in questo campo in Cina bisogna vedere l’evoluzione della lotta di classe in questo paese a partire dalla Rivoluzione Culturale.

   Il principio che durante la Rivoluzione Culturale prevaleva era l’unità tra teoria e pratica produttiva: tra ricerca e pratica produttiva.

   A questo principio si collega una seconda idea forza: la scienza non è patrimonio di una ristretta elìte che studia nelle Università ma di chiunque partecipi con spirito di iniziativa e atteggiamento razionale alla lotta politica e a quella contro la natura. La scienza deve diventare di massa.

   Chiunque si può impadronire della scienza, purché si sia impadronito della filosofia del materialismo dialettico.

   Il materialismo dialettico come metodo della conoscenza non è, infatti, nient’altro che un potenziamento del metodo di osservazione e sperimentazione nato con le scienze moderne: serve ad infittire le maglie ed a arricchire i parametri della visione e della comprensione dei fatti.

   In un articolo anonimo dal titolo Fare affidamento sul pensiero di Mao Tse-Tung per guarire le malattie mentali pubblicato su Remnin Ribao il 10 agosto 1971[275]  spiega in maniera chiara alcuni aspetti salienti del processo di rapida crescita e trasformazione della teoria e della cura delle malattie mentali in Cina. In questo articolo la sconfitta della linea di Liu Sciaci in campo psichiatrico (la linea borghese) equivale in sostanza al superamento della terapia basata sull’elettroshock e sugli psicofarmaci. La base teorica di questi vecchi sistemi di cura era il materialismo meccanicistico applicato al rapporto organismo-psiche. Con la Rivoluzione Culturale si insiste, invece, sulla relativa autonomia del psichico rispetto al fisico, si ritiene che i mali dello spirito devono essere curati non con rimedi che agiscono sull’organismo ma dalle “forze dello spirito”. La terapia cinese in vigore all’epoca, per il suo carattere antifarmacologico e antirepressivo, e per la sua fiducia nello sviluppo delle capacità autonome di resistenza e di trasformazione del malato, capacità che vanno aiutate a sprigionarsi dagli sforzi collettivi e disciplinati da tutta la comunità ospedaliera (medici, infermieri e malati in mutua collaborazione), presenta indubbiamente dei punti di convergenza con quella antipsichiatria che all’epoca era praticata in occidente. Con una differenza, mentre in occidente, il malato è spesso visto come un eroe sfortunato della società: una persona che avverte con troppa generosità l’ingiustizia, le tensioni negative, finché l’animo non gli regge più. Per i cinesi, invece, la malattia mentale ha la sua causa in una stortura ideologica e morale in una mentalità dominata dallo spirito borghese dell’avidità individuale: si ammala chi è schiavo dell’egocentrismo, chi non riesce a risolvere le contraddizioni dell’esistenza manifestando il suo impegno all’esterno, in un’opera di costruzione collettiva e altruistica.

   Con l’avvento al potere dei revisionisti dopo la morte di Mao questa posizione fu sconfitta.

   In Cina attualmente un regime particolare ai praticanti del Falun Dafa costretti “a seguire emissioni audiovisive che denunciano il loro movimento e ad ascoltare una musica stridente a tutto volume se non rinunciano alle loro convinzioni”.[276] Secondo un rapporto umanitario del 2010 “tutti i cittadini cinesi arrestati o detenuti corrono fortemente il rischio di essere torturati”; tanto più se esercitano un’attività militante, professionale, religiosa o politica considerata “non patriotica” dal regime revisionista, oppure se fanno parte di una minoranza etnica.[277] Quanto ai torturatori: “Le torture avvengono nelle stazioni di polizia, nei centri di detenzione e di indagine, nelle prigioni e nei centri di detenzione segreti. Inoltre, avvengono quando c’è l’internamento forzato negli ospedali psichiatrici, il cui uso si è moltiplicato negli ultimi anni”. Le sevizie fisiche sono impiegate in aggiunta alle tecniche di deprivazione sensoriale.

   Negli anni duemila, gli USA mettono a frutto le esperienze passate del Progetto MK-ULTRA. Sistematizzando l’uso della deprivazione sensoriale: “Nella guerra contro il terrorismo la Casa Bianca ha fatto della tortura la propria arma segreta[278]. Nel gennaio 2002, John Yoo, giurista del Dipartimento “Giustizia”, diffonde una comunicazione nella quale si afferma che la Convenzione di Ginevra, che vieta l’uso della tortura, non si applica al conflitto in Afghanistan, considerato uno “Stato fallito”, né ai “combattenti nemici illegali”. Nell’agosto dello stesso anno, seconda comunicazione: il procuratore generale Jay Bybee ridefinisce la tortura in senso molto più restrittivo: le tecniche di deprivazione sensoriale messe in atto dalla CIA non costituiscono più, a suo parere, a suo atti di tortura. A ottobre, terza comunicazione: il generale James T. Hil raccomanda per alcuni detenuti a Guantánamo, in particolare le “postule forzate”, l’isolamento, la privazione della luce e degli stimoli uditivi, l’incappucciamento, gli interrogatori di venti ore e l’applicazione sul viso di salviette inumidite con acque che gocciola per indurre una sensazione di soffocamento. Lo stesso anno, una direttiva del Dipartimento della “Giustizia” autorizza l’uso della simulazione di annegamento.[279]

   Nel settembre del 2003, quarta comunicazione: il tenente generale Ricardo Sanchez comandante in Iraq, autorizza dodici tecniche di interrogatorio supplementari, oltre q quelle descritte nel manuale ufficiale dell’esercito USA, il Manuale del campo 5[2][280]  e in particolare la privazione del sonno, l’inganno, l’uso di cani militarmente addestrati per spaventare i detenuti, o le urla, la musica ad alto volume e il controllo della luce. Un documento ritenuto talmente estremo da essere revocato un mese più tardi, ma che lascerà comunque delle tracce nelle pratiche militari. La tortura bianca, eufemismo per “tecniche d’interrogatorio rinforzate”, viene ufficialmente istituita nelle prigioni USA che erano ubicate in Afghanistan, in Iraq, a Guantanamo a Cuba, e in quelle dei paesi ai quali la CIA delega le proprie competenze e alcuni propri detenuti, come il Marocco e fino a quando aveva il potere Mubarak l’Egitto. Nel 2006, dopo un violento dibattito pubblico restringe di nuovo il campo delle tecniche autorizzate.[281]

   Nel ritorno della tortura bianca è stato determinante l’influenza del Manuale Kubark e del Manuale onduregno; ma la deprivazione sensoriale non si attua più tanto per mezzo del silenzio assoluto, quanto attraverso la saturazione musicale del detenuto, incarcerato in un contesto extragiudiziario e “generalmente incatenato in una ‘postura forzata’, in un luogo totalmente buio dove la temperatura è insostenibilmente alta o bassa”.[282] Anche un’altra influenza appare rilevante: nel 2005, una giornalista del New Yorker, rileva la presenza a Guantánamo e in altre prigioni segrete della CIA di équipe di consulenti di scienze, le Behavioral Science Consultation Teams (BSCT). Questi psicologi e psichiatri avevano di dare consigli ai militari riguardo le tecniche di interrogatorio. E per raggiungere questo scopo, mettono a frutto l’addestramento che hanno ricevuto tramite il programma Survival, Evasion, Resistance and Escape (SERE).[283]

   Istituito alla fine della guerra in Corea per preparare il personale USA al rischio di cattura nei paesi “non democratici”, il SERE la scopo di preparare le personale militare a resistere alla tortura. Ma c’è chi lo considera un apprendistato: è attraverso tale programma che si diffondono le tecniche più brutali impiegate a Guantánamo e nelle altre prigioni: in particolare la simulazione di annegamento, le umiliazioni sessuali e religiose e l’oppressione tramite il rumore. Un rappresentante del SERE dice del programma a Mayer: “I tirocinanti pensano spesso che la parte del programma riguardante l’interrogatorio sia la più dura, ma in realtà, per la maggior parte di loro, il momento peggiore è quando sono costretti ad ascoltare in loop dei suoni cacofonici. Una delle cassette che genera lo stressa maggiore è quella dei bebè che piangono senza sosta. Un’altra è un album di Yoko Ono”.[284]

   Così i detenuti della baia di Cuba, con mani legate e occhi, bocca, naso, orecchie coperti, somiglieranno “stranamente” agli studenti del dottor Hebb; si vedranno bombardare di musica a altissimo volume, di urla di lattanti e miagolii di gatti. Nelle prigioni segrete questo ininterrotto bombardamento sonoro dura giorni, settimane, persino mesi di fila. 

   Si può tranquillamente dire che la deprivazione sensoriale, messa in atto in occasione della lotta anticomunista, oggi è parte dell’arsenale dispiegato dagli Stati Uniti nella “guerra contro il terrorismo, contro i dissidenti politici, religiosi e culturali in Cina e contro i palestinesi in Israele. Trattamento di eccezione riservati agli oppositori considerati più pericolosi o fastidiosi, la deprivazione sensoriale assume di colpo un carattere esplicitamente politico: seleziona e annienta. Inaugurando l’arruolamento di quelli che si possono definire benissimo i “medici della mente” nelle operazioni militari o poliziesche, tale pratica influenzerà profondamente lo sviluppo delle nuove armi, particolare quelle definite “non letali” e promuoverà l’emergere di una concezione comportamentalista del mantenimento dell’ordine: non si tratta più di uccidere ma di modificare il comportamento. Il potere non si applica più unicamente all’esterno, ma mira a disciplinare l’interiorità, sottomettere la mente oltre che il corpo. E man mano che si rafforza il potere si fa anche meno visibile: il silenzio e la musica non lasciano tracce evidenti e mirano a un obiettivo orrendo quanto paradossale: “rendere accettabile la tortura”



[1] Le scie di condensazione (in inglese, contrail) o scie di vapore sono nuvole artificiali di vapore e acqueo che possono formarsi durante il passaggio degli aerei. Possono formarsi in due casi: nel primo i gas di scarico aumentano la percentuale di umidità dell’aria e questo può portare alla condensazione percentuale del vapore acque, nel secondo, le ali dell’aereo causano una diminuzione della pressione dell’aria circostante e quindi una diminuzione di temperatura che può causare la condensazione del vapore acqueo.

[2]  Scie chimiche, scatta l’allerta bipartisan, La Voce Cesena, Sabato 31 maggio 2008.

[3] Versione originaria statunitense http://www.rense.com/general36/history.htm

[4] I poppers, anche noti come pop, sono una serie di sostanze stupefacenti, con proprietà tossiche, assumibili per inalazione, appartenenti alla classe dei nitriti alchilici usate in passato per diversi scopi farmacologici.

Il popper è solitamente un composto di nitrito di amile, nitrito di etile o nitrito d’isobutile, ed è contenuto, con diversi nomi commerciali, in piccole bottiglie di vetro. Il nome deriva dal verbo onomatopeico inglese to pop, il suono provocato dall’apertura della fiala di vetro in cui nel passato veniva commercializzato questo prodotto. Il popper si è diffuso inizialmente nell’ambiente dei sexy shop, soprattutto inglesi, ed è giunto nell’Europa continentale, negli anni ’90, parallelamente al consumo di altre droghe sintetiche. I poppers sono legali in alcune nazioni europee come, la Francia e l’Inghilterra, e sono generalmente venduti nei sexy shop. In medicina è stato usato, opportunamente dosato, come antidoto negli avvelenamenti cianidrici, e in passato come farmaco anti-angina prima di essere soppiantato dalla nitroglicerina, di maggior durata d’azione e dalla maggiore sicurezza nell’utilizzo.

Gli effetti dei poppers (definiti generalmente come rush) sono molto brevi, ma intensi; durano circa 1 minuto (30/50 secondi) e sono seguiti da un forte aumento del battito cardiaco e da una brusca caduta della pressione arteriosa con conseguente sensazione di abbassamento delle funzioni psico-fisiche. Gli effetti collaterali sono forte sensazione di caldo, perdita di coscienza, danni nasali, cefalee intense e gravi aritmie.

Si assume tramite aspirazione nasale e produce:

Il popper aumenta il battito cardiaco troppo velocemente e può provocare attacchi di nausea, vomito, perdita di coscienza, alterazioni della vista e, in persone predisposte, disturbi cardiaci molto gravi. Ove assunto insieme ad ecstasy, anfetamine, cocaina, il rischio di attacchi cardiaci aumenta notevolmente, anche nei soggetti in perfetta forma fisica. Si è sostenuto (a ragione) che con l’uso dei popper potesse aumentare la possibilità di trasmissione del virus dell’HIV, suppostamente a causa dell’intensa eccitazione, dello sbandamento e dell’eccessiva euforia, che avrebbero potuto condurre, in queste condizioni, ad esempio all’uso errato del preservativo o al disuso dello stesso. Sono possibili danni anche irreversibili alla mucosa nasale (in caso di consumo protratto o di contatto del popper liquido con la mucosa).

[5] http://www.guardian.co.uk/politics/2002/apr21/uk.medicalsscience

[6] Pietro Gianvanni, Il Bilancio 2001 del Pentagono, Panorama Difesa, maggio 2000.

[7] www.defenselink.mil/pubs/space20020111

[8] http://cristian-alicata.blogspot.com/2008/01/la-cina-luso-militare-html   

[9]  http://www.ilgiornale.it/a.pic1ID=132645   

[10] http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_21/focus_caprara_luna_cina_..

[11] http://notizie.virgilio.it/tecnologia/Acqua_luna_usa_bombarda.html

[12] http://www.ilmessagero.it/stampa_articolo.php?id=2004

[13] Per quanto riguarda la Guerra Meteorologica, vedere l’articolo di Michel Chossuvsky, Guerre Climatiche: Haarp High Frequency Aural Research Program, su www.intermarx.com/ossinter/clima.html

[14]  Molto probabilmente questo progetto è la continuazione delle ricerche che negli anni ’80 del XX secolo, il governo sudafricano (quello dell’apartheid) eseguì. Questo programma di guerra biologica, chiamato Project Coast, aveva l’obiettivo di preparare un’arma genetica mirata a colpire la popolazione nera. Stesse ricerche in questo campo, sono state compiute anche da Israele.

[15] City martedì 6 maggio 2008.

[16] Air University of the US Air Force, AF 2025 Final Report, http://www.au.au.mil/au/2025/

[17]  Nicholas begich and Jean Manning, The Military’s Pandora’s Box, Earthpulse Press, http://www.xyz.net/nohaarp/earthlight.html. See also the HAARP home page at http://www.haarp..alaska.edu/

[18] Nikola Tesla (in cirillico Никола Тесла) (1856 – N. 1943) e stato un fisico, inventore e ingegnere croato naturalizzato statunitense nel 1891.

[19] Detta anche operazione Popeye. Questo progetto ha operato dal 20 marzo 1967 al 5 luglio 1972. L’obiettivo era estendere la stagione dei monsoni sul Vietnam del Nord e sugli itinerari di rifornimento dei Vietcong (la famosa pista Ho Chi Min) impedendo l’uso di strade e sentieri. La zona iniziale delle attività (Laos e Vietnam del Nord) fu estesa e ridisegnata per includere zone del Vietnam del Sud e della Cambogia. È presumibile che l’Operazione Popeye abbia contribuito alle catastrofiche inondazioni nel Vietnam del Nord, nel 1971 che ha colpito più del 10% del paese. Fonti: www.fabiofeminofantascience.org/RETROFUTURE/RETROFUTURE20.html

www.talkinaboutinvolution.org/showControlDocument.php?id

[20] Roberto Toso www.luogocomune.net.

[21] hTtp://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/images/stories/Download/Relazione_europea_su_Haarp.pdf

[22] http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/index.php?option=com_content&task=view&id=238&Itemid=330

[23] Conferenze mondiali di scienziati per il disarmo con generali dell’esercito!  È proprio un paradosso. Piuttosto che pacifisti sarebbe meglio dire pacifinti.

[24] Per leggere l’intero articolo http://www.kelebekler.com/occ/mini.htm 

[25] http://www.radiobase.net/index.php?id=21,1294,0,0,1,0

[26] http://service.users.micso.net/FSI/Downloads/Owning_the_weather-Fabio_Mini.pdf

Cap. 2

[27] Lo spezzone di video di questa intervista lo si può trovare su internet all’indirizzo http://it.youtube.com/watch?v=zIG3BpdJSwU 

[28] http://www.youtube.com/watch?v=y2MTaw3hE0s

[29] http://www.airnavsystems.com

[30] Nelle telecomunicazioni, il termine transponder è la contrazione di Transmitter responder, a volte abbreviato in XPDR, XPNDR, TPDR, ha i seguenti significati:

  • Un dispositivo automatico che riceve, amplifica e ritrasmette un segnale su una frequenza differente;
  • Un dispositivo automatico che trasmette un messaggio predeterminato in risposta ad un segnale ricevuto e predeterminato;
  • Un ricevitore-trasmettitore (ricetrasmettitore) che genera un segnale in risposta ad una specifica interrogazione.

[31] http://www.tankerenemy.com/2007/12/gli-aerei-chimici-usano-sistemi-di.html

[32] The Camouflage Handbook, AAFWAL-TR-86-1028 Wright-Patterson AFB, Ohio: Air Force Wright Aeronautical Laboratories, 1986.

[33] Se non si fosse ben compreso questo calcolo, può seguire agevolmente il ragionamento seguendo la verifica dei calcoli precedenti (che consiste sostanzialmente nell’eseguire il calcolo inverso). Se un aereo che viaggia a 600 Km/h forma una scia di condensa che persiste per 54 secondi, quanto sarà lunga la scia che si vede nel cielo? Ebbene nel si vedrà il vapore (condensato) che è fuoriuscito dal motore negli ultimi 54 secondi, e quindi ci sarà condensa di vapore sia subito dietro il motore che lungo il tragitto percorso in quel lasso di tempo. Poiché la velocità è per definizione pari a v = s/t, invertendo la formula (moltiplicando entrambi i membri per t si ottiene vt = s, o che è lo stesso s = vt. Moltiplicando quindi la velocità dell’aereo per il tempo si ottiene la lunghezza della scia, bisogna solo fare attenzione ad utilizzare unità di misura coerenti (se usiamo la velocità espressa in Km/h dobbiamo misurare in ore anche l’intervallo di tempo). Abbiamo già visto che 54 secondi corrispondono a 0.015 ore e quindi la lunghezza della scia che generata da un aereo che viaggia a 600 Km/h è data dal prodotto 600 x 0,015 che corrisponde esattamente ai 9 Km di partenza ed abbiamo quindi verificato la correttezza dei calcoli.       

[34] http://www.cnr.it/isitut/Descrizione.html?cds=075

[35] Domanda, saranno solo inquinanti che vengono dal basso o anche inquinanti che sono irrorati dall’alto?

[36] Questa frase fa venire un atroce sospetto: che questi apprendisti stregoni alla fine otterranno il brillante risultato di modificare il livello d’irraggiamento sulla terra?

[37] Questa è la prova che studiano come alterare tramite aerosol, il clima, come modificare il tasso di radiazione solare che arriva a noi e alle piante di cui ci nutriamo.

[38] Insomma, come far piovere a comando con l’uso di aerosol, ovvero col rilascio intenzionale di prodotti chimici sopra le nubi tramite aerei cisterna, insomma utilizzando le scie chimiche.

[39] Ecco qua, l’uso delle onde elettromagnetiche per manipolare il clima.

[40] C’è da augurarsi che fra questo materiale disperso nell’atmosfera non ci siano parassiti o batteri geneticamente modificati che secondo molti studiosi sono dispersi dagli aerei cisterna tramite le scie chimiche.

[41] http://www.cnr.it/isitut/Descrizione.html?cds=075

[42] La sindrome, o mordo, di Morgellons è una “misteriosa” malattia che si presenta, generalmente, con disturbi di tipo cutaneo: prurito, sensazione di punture di spillo, fitte improvvise e dolenti, piaghe, eruzioni cutanee permanenti e soprattutto strane fibre filamentose sulla superficie della pelle che, in taluni casi, fuoriescono spontaneamente. Molti dei pazienti affetti dal morbo provano una strana sensazione di bruciore diffusa su tutto il corpo, altri parlano di “insetti” che corrono appena sotto la superficie della pelle. Altri, ancora, lamentano dolori muscolo-scheletrici e una sensazione di affaticamento generale. Dunque, una sintomatologia complessa e ambigua, tanto da far pensare ad una malattia immaginaria, conseguenza di gravi disturbi di natura psicologica. Infatti, la sindrome sembra avere effetti notevoli sull’emotività e sulla cognizione dei pazienti. Tuttavia, questi effetti potrebbero essere considerati contemporaneamente causa e conseguenza di Morgellons. La prova concreta che smantella l’ipotesi psicologica viene dalla presenza reale e non fittizia di strane fibre filamentose che fuoriescono dalla cute, molto simili alle fibre di polietilene e granuli neri. Il tutto è reso ancor più strano dal colore delle fibre: Blu. La sindrome di Morgellons è un morbo particolare, raro, molto ambiguo e incomprensibile. Bollato per anni dalla comunità scientifica come una patologia psichiatrica, il Morbo di Morgellons è ora oggetto di studio da parte dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’organo statunitense di ricerca e prevenzione della malattie. Lo studio, condotto in collaborazione con la divisione di ricerca del consorzio medico “Kaiser Permanente” della California del nord, va a colmare anni di fenomeni di autoaggregazione spontanea di persone colpite dagli stessi sintomi. La maggior parte dei pazienti, liquidati come matti e accusati di procurarsi da soli le lesioni, si è riunita dal 2002 in una fondazione, la Morgellons Research Foundation, creata da Mary Leitao, che ha anche coniato il nome del morbo su una patologia simile descritta nel 1600.  Il sito della fondazione www.morgellons.org, aperto a tutti coloro che vivono un’esperienza di Morgellons, conta più di 11.000 iscritti, la maggior parte abitanti in California, Texas e Florida: tutti riportano strani fenomeni della pelle come forte prurito, granuli catramosi e filamenti bluastri, rossi e traslucidi che emergerebbero dalle lesioni.

La statunitense Mary Leitao è stata la prima a trattare il caso. La donna, infatti, nel 2001 osservò strani comportamenti nel figlio di 2 anni che cominciò a mostrare piccole piaghe sotto un labbro e avvertendo la presenza di inquietanti insetti che glieli avrebbero causate. La Leitao, ex tecnico di laboratorio, esaminò le piaghe al microscopio, dichiarando la presenza di fibre di vario colore. È stata proprio lei a codificarne la sintomatologia e a battezzare il morbo con il nome di uno studio risalente al diciassettesimo secolo, in cui si faceva riferimento a un bambino francese affetto dagli stessi disturbi. Nel sito la signora Leitao descriveva minuziosamente gli inquietanti sintomi della misteriosa malattia e alla fine la comunità medica la accusò di aver costruito una messa in scena. Ma alla intraprendente signora giunsero ben settemila mail di persone che accusavano gli stessi sintomi, dichiarandosi anch’essi malati di Morgellons. Come riporta il resoconto di agenziastampaitalia.it, una tra le poche persone che hanno esaminato scientificamente il morbo di Morgellons è Randy Wymore, un neuro scienziato del Center for Health Science dell’Università di Oklahoma Wymore ha ricevuto da diverse persone dei campioni di fibra fuori uscite dalla loro pelle. Anche se i campioni presentavano una certa somiglianza tra loro, secondo il parere del neuro scienziato queste non erano paragonabili a nessun’altra fibra sintetica o naturale conosciuta. Wymore, inoltre, chiese alla squadra di polizia forense “Tulsa” di esaminarle. La squadra ha identificato le strutture chimiche delle fibre e le ha confrontate con la loro banca dati costituita da ben 800 campioni. Le fibre in questione non coincidevano con nessuna di quelle del database, pertanto si è ricorsi alla cromatografia gassosa per compararle con 90.000 composti organici. Anche in questo caso, le fibre non hanno dato riscontri tali da poter coincidere con i composti. La squadra di polizia è giunta pertanto alla conclusione che le fibre sono “ignote”, fatte di elementi sconosciuti e non certo provenienti da vestiti a stretto contatto con le croste di ferite. Le fibre, infatti, bruciate a 700 gradi, si sono annerite ma non distrutte. Wymore chiese anche al capo reparto di pediatria dell’ospedale universitario di Oklahoma, Rhonda Casey, di osservare alcuni pazienti. Eseguendo la biopsia delle superfici della pelle lesionate e di quelle sane, usando un dermatoscopio, la dottoressa Casey è stata in grado di osservare le fibre sotto la pelle dei malati e di ritrovarle unite sia ai tessuti sani sia a quelli danneggiati, identificando, tra l’altro, la varietà di colori di tali filamenti. Oltre a ciò, la stessa dottoressa ha riferito il caso di una giovane ragazza con una lesione sulla gamba dalla quale spuntavano fibre nere, confermando l’impossibilità, da una parte della giovane, di essersi cagionata ella stessa una ferita simile. Questi sono alcuni dei casi riscontrati (il maggior numero dei malati è negli Stati Uniti) ma, anche nella nostra nazione, ci sono stati diversi casi che gli esperti riconducono alla Sindrome di Morgellons.

[43] http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=553&IDSezione=0&ID=226120

[44] Vedere sito www.tankerenemy.com

[45] Il laser a scansione (o laser scanner) sono dispositivi capaci di emettere un impulso elettromagnetico (il laser) e di ricevere il segnale riflesso, misurando l’intervallo di tempo trascorso e quindi la distanza tra lo strumento ed il punto rilevato. Viene usato nei seguenti ambiti: Archeologia – Architettura – Ingegneria – Topografia Beni Culturali -Modellazioni industriali – Navale – Forense – Dentale.

[46] Le armi tettoniche sono le armi capaci di innescare terremoti artificiali, da questa proposta fatta si desume che l’esercito USA possiede queste armi, d’altronde non si è notato quanti terremoti in questi ultimi tempi?

[47] Questa espressione fu stralciata nella versione successiva, perché troppo esplicita.

[48] Gli elicotteri spia sono una realtà che si sta diffondendo in tutti i paesi. A Milano, grazie ai finanziamenti del Ministero della Salute e del Ministero dell’ambiente il Comune di Milano avrà a disposizione due esemplari di elicotterini (dal costo di 50.000€) prodotti da un’azienda tedesca specializzata in tecnologia bellica. Il dispositivo volante è munito di un sistema GPS satellitare, che è direttamente collegato a un furgone della polizia municipale di Piazza Beccaria (sede dell’Assessorato alla Mobilità e Ambiente) che smista le immagini per competenze a carabinieri, polizia, protezione civile e 118. Milano è la prima città in Europa (ufficialmente perché ufficiosamente è un altro discorso) che potrà contare per il controllo del territorio su un occhio elettronico voltante, perché al mondo, solo Los Angeles ha ufficialmente (perché ufficiosamente è un altro discorso) ha un dispositivo simile. Minielicotteri per sorvegliare i cieli di Milano, Libero, 20.062008

[49] http://www.rinascita.eu/index.php/index.php?action=news&id=2097

[50] http://punto-informatico.it/1236609/PI/News/israele-armi-soniche-sui-manifestanti.aspx

[51] http://www.youtube.com/watch?v=GAF3w7X_Iz0

[52] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=2125&mode=&order=0&thold=0

[53] https://marcos61.wordpress.com/2011/04/14/milab-military-arbuction-%e2%80%93-mind-control/

[54] http://noiegliextraterrestri.blogspot.it/2010/abductioni-militari

[55] http://www.disinformazione.it/impianti2.htm

[56] www.theendofline.org

[57] Il Pentagono la definisce “Ia tecnologia strategica dei prossimi anni“. Un giorno cambierà Ia nostra vita; intanto sta già cambiando il modo di fare la guerra. Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie. Invisibile e imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell’ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati standogli incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti. Dietro la polvere intelligente c’è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all’origine di innovazioni fondamentali, compreso Internet. E’ il braccio scientifico del ministero della “Difesa”, gestisce finanziamenti federali distribuendoli alle migliori università, che in cambio collaborano ad accrescere la supremazia degli Stati Uniti nelle tecnologie avanzate. Per la smartdust la Darpa si è affidata al dipartimento d’ingegneria elettronica e informatica di Berkeley diretto da Shankar Sastry. Ci lavorano gli scienziati Kris Pister, David Culler e un ricercatore italiano, Bruno Sinopoli. Gli elementi di base della loro costruzione sono i Merns, micro-elactro-mecanical systems. Sono micro-computer che integrano capacità di calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i sensori elettronici: cioè termometri, microfoni miniaturizzati, nasi e microspie che captano movimenti o vibrazioni. I Mems esistono da tempo, ora le ricerche ne hanno perfezionato la produzione a costi sempre più bassi e questo apre l’opportunità per usarli in quantità enormi. I progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi sempre più affidabili e ne allungano la vita, le batterie possono alimentarsi con le variazioni di temperatura o le vibrazioni. Il lavoro degli scienziati californiani ha fatto fare ai Mems il salto verso la polvere intelligente. “Il risultato finale sono network invisibili disserninati nell’ambiente – spiega Bruno Sinopoli – che interagiscono fra loro e trasmettono informazioni”. I Mems potrebbero fare la loro comparsa anche incorporati nelle nuove tute da combattimento dei marines. È un altro progetto per il quale il Pentagono ha stanziato 700 milioni di dollari: fabbricare una tuta leggera fatta di nuovi materiali adatti alle condizioni nel deserto, ma dotata di sensori intelligenti nelle sue fibre. Una corazza agile per i climi torridi, capace di fermare i veleni delle armi chimiche e di monitorare la salute dei militari esposti ad aggressioni batteriologiche. I sensori elettronici visibili ai raggi infrarossi garantiscono poi il riconoscimento tra i soldati americani nei combattimenti notturni, in modo da evitare le vittime del “fuoco amico”. A finanziare ricerche sulle applicazioni della smart dust con i fondi federali non c’è più solo il Pentagono. Ora è sceso in campo anche un fondo di venture capital che nella Silicon Valley tutti conoscono bene: si chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.

Cap. 3

[58] E quando sono inseriti, le responsabilità non sono del Modo d Produzione Capitalista, ma dei singoli membri.

[59] Marx, L’Ideologia tedesca.

[60] B. H. Bagdikian, The Media Monopoly, Beacon Press 1997.

[61]Attraverso la ripetizione, ciò che inizialmente appariva solo come accidente e possibile, diventa qualcosa di reale e consolidato”, G. W. F. Hegel, Vorlesungen über die Philosophie der Geschhichte, in Sämtliche Werke, Frommann, Stuttgart Bad Cannstatt, 1971, Bd. 11 p. 403.

[62] Gustav Le Bon, psicologia delle folle, Milano 1982, questo libro fu letto e studiato (per motivi opposti) da chi aveva a che fare con i fenomeni politici e sociali di massa, da Mussolini a Lenin, oltre che dalle polizie di tutti paesi.

[63] Una di queste è THE NON GOVERNMENTAL FACT FIDING COMMISSION ON THE CURRENT EVENTS IN LIBYA, il cui report è opera di Paolo Sensini, Quello che ho visto in Libia, in Comedonschisciotte, 24.04.2011

[64] Tradotto dal Centro di Cultura e Documentazione e pubblicato nel sito www.resistenze.org

[65] Rapporto del Pubblic Citizen, The Bankrollers: Lobbysts’ Payment to Lawmakers They Court, 1998-2006.

[66] http://www.citizen.org/document/ca$hing_in.pdf

[67] www.opensecrets.org/pres12/#out

[68] Karl Marx, Storia delle teorie economiche, Vol. II, Torino 1971, p. 192.

[69] Karl Marx, Il capitale, Libro III, Editori Riuniti, Roma 1980, p. 242.

[70]   C.s. pp. 518,519.

[71]  C.s.  p. 520.

[72]  C.s. p. 521

[73] Cognitive Consistency , Basic Psychology, Norton 1983. Traduzione a cura di Martini.

terremoti artificiali

[74] Siti che permettono di monitorare in tempo reale l’attività sismica http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/  http://www.wmsc-csem.org/Eartquake/Map/gmap.php

[75] http://www.parocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

[76] Quanto mai corrisponde a verità che la scienza asservita è al servizio della guerra.

[77] La Magnetoidrodinamica o magnetofluidodinamica (anche abbreviata MHD da magnetohydrodynamics), è la disciplina che studia la dinamica dei fluidi elettricamente conduttori. Tra questi si annoverano i plasmi, i metalli liquidi e l’acqua marina.  La parola magnetoidrodinamica deriva da magneto (riferita al campo magnetico), idro (riferita all’acqua, ma in qualche caso a tutti i fluidi) e dinamica (che significa movimento). La disciplina della Magnetoidrodinamica fu studiata da Hannes Alfvén, per cui ricevette il premio Nobel nel 1970, e da Jeane-Pierre Petit negli anni ’60.

[78] Un solenoide è una bobina di forma cilindrica formata da una serie di spire circolari molto vicine fra loro e realizzare con un unico filo di materiale conduttore. Il solenoide è uno strumento solitamente usato come induttore per lo studio e le applicazioni dell’elettromagnetismo.

[79] Il numero di Reynold (Re) è un gruppo adimensionale usato in fluidodinamica, proporzionale al rapporto tra le forze d’inerzia e le forze viscose.

[80] Per vedere le pagine originali dell’IVTAN, l’Istituto Russo per le Alte Temperature, dove si parla di uno di questi generatori: http://www.ihde,ras.ru/mg/otdel6.htmb http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm

[81] In fisica, in particolare in elettromagnetismo, la legge di Faraday, anche conosciuta come legge dell’induzione elettromagnetica è una legge fisica che descrive il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, che si verifica quando il flusso del campo magnetico attraverso la superficie delimitata da un circuito elettrico è variabile nel tempo. La legge impone che nel circuito si generi una forza elettromotrice indotta pari all’opposto della variazione temporale del flusso. Talvolta è detta anche legge di Faraday-Neumann-Lenz, per il fatto che la legge di Lenz è un suo corollario. Il fenomeno dell’induzione elettromagnetica è stato scoperto e codificato nel 1831 dal fisico inglese Michael Faraday ed è attualmente alla base del funzionamento dei comuni motori elettrici, alternatori, generatori elettrici e trasformatori. Assieme alla legge di Ampère-Maxell, a essa potenzialmente simmetrica, correla i fenomeni elettrici con quelli magnetici nel caso non stazionario: entrambe sono il punto di forza del passaggio delle equazioni di Maxwell al campo elettromagnetico. 

[82] http://www.parocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

[83] Per capire la passività da parte delle autorità russe davanti al prelevamento dei loro scienziati e ricercatori, bisogna tenere conto, che all’epoca (inizio degli anni ’90) la Russia era governata da Boris Eltsin in sostanza dalla Borghesia mafiosa russa.

[84] http://www.parocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

[85] I sensori passivi, sono quelli che misurano una grandezza elettrica passiva (resistenza, capacità), alimentata da sorgenti esterne di energia.

[86] http://sitoaurora.altervista.org/Impero/Haarp2.htm

[87]                             C.s.

[88] Le armes sismiques (Le armi sismiche) di Jeane-Pierre Petit.

[89] Ufficialmente le forza USA erano in postazione intorno a Haiti per un’esercitazione militare che simulava un intervento umanitario in Haiti. Defence launches online to coordinate Haiti relief efforts, di Bob Brewin, Govexec.com 15 gennaio 2010.

no muos: le guerre del xxi secolo contro i proletari e le masse popolari

[90] http://www.libreidee.org/2013/04/haarp-muos-guerraclimatica-prove

[91] http://www.informarexresistere.fr/2013/04/13/il-muos-di-niscemi-unarma-ambientale/

cosa succede a caronia?

[92] A voler essere precisi questi fenomeni si sono svolti a Canneto che è una frazione di Caronia con 180 abitanti ubicata tra Marina di Caronia e Santo Stefano di Camastra, a metà strada tra Messina e Palermo.   

[93] http://www.2duerighe.com/attualita/724-fuochi-di-caronia-verdetto-finale-tecnologie

[94] http://www.palermotoday.it/cronaca/mistero-gallerie-trmonzelli.html

[95] La Risonanza di Schumann è un gruppo di picchi nella porzione di spettro delle frequenze estremamente basse (ELF) del campo elettromagnetico terrestre. Le risonanze di Schumann sono risonanze elettromagnetiche globali, eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella cavità formata dalla superficie terrestre e dalla ionosfera.

[96] E molti ci mangiano sopra. Con la scusa che questi fenomeni sono classificati come “eventi inspiegabili” non rientranti nel rischi indicanti dal premio assicurativo, assicurazioni continuano a negare i risarcimenti.

[97] http://www.libreidee.org/2013/04/haarp-muos-guerraclimatica-prove 

SUPERSOLDATI: USO bellico delle sostanze psicoattive

[98] El Commercio, 17 novembre 1989.

[99] E con il PCP, che è un feroce avversario dei narcotrafficanti.

[100] In medicina e farmacologia, si tratta del farmaco capace d’indurre variazioni dello stato psichico, è in genere denominato psicotropo. 

[101] Gli opliti erano i soldati della fanteria pesante della Grecia antica.

[102] V. D. Hanson, L’arte occidentale della guerra, descrizione di una battaglia nella Grecia classica, Mondadori, Milano 1994.

[103] Omero, Iliade, 11.863; 14.8.

[104] La pirrica è una danza di guerra in armi di origine greca detta anche ballo con armatura. La danza pirrica ebbe il più grande sviluppo nella città di Lacedemone, capitale della Laconia. Probabilmente derivata dai riti organizzati per celebrare le vittorie di guerra, era eseguita da giovani, sia individualmente sia in gruppo, con armi e armature, che simulavano le posizioni di attacco e di difesa, accompagnati dalla musica del flauto. Questa danza aveva però anche lo scopo di esercitare i combattenti aumentandone l’agilità prima della battaglia stessa in cui dovevano confrontarsi con il nemico. Il capo dei guerrieri era, infatti, anche il capo dei danzatori.

[105] Sarebbe il praticante di Yoga. Il termine è usato in riferimento agli asceti che praticavano la meditazione.

[106] La savate (nota anche col nome di boxe francese) è una disciplina sportiva nata nei quartieri più poveri e malfamati di Parigi nei primi anni dell’ottocento.

[107] Sambo, acronimo di САМооборона Без Оружия ovvero “difesa personale senz’armi“, è un’arte marziale di originerussa sviluppata dagli anni ’20 come metododi lotta destinata all’addestramento dei soldati dell’Armata Rossa prima e quella russa in seguito.

[108] Il ninjitsu è la denominazione collettiva di un insieme di metodi di spionaggio e strategia utilizzati sin dal  medioevo del Giappone (11851625 circa).

[109] Bodhidarma (483 – 540) è stato un monaco buddista indiano, 28° patriarca del Buddismo indiano secondo la tradizione Chàn/zen appartenente alla corrente Mahayana, ed erede del Dharma, secondo il lignaggio Chán del maestro Prajñatara. Originario, secondo alcuni tardi resoconti della sua vita, dell’India e di nobile casata, o brahmano, ritenuto primo patriarca del Buddismo Ch?n (Zen in Giappone), da lui sarebbe nato anche, secondo alcune tarde leggende, lo stile di combattimento di Shàolínquán.

[110] B. Abietti, Ninjitsu, L’arte dell’invisibilità, Edizioni Mediterranee.

[111] S. K. Hayes, The art of invisible warrior, Contemporary nooks, Chicago 1986.

[112] Con il termine di Kampo s’intende il corpus di attività salutistiche che nel Giappone si sono instaurate nei primi secoli dopo Cristo. Il Ricorso al nome di Kampo è fatto risalire al 414 quando una grave malattia dell’imperatore fu risolta da un medico coreano esperto in medicina tradizionale cinese, ed è dalla dinastia dell’imperatore che fu coniato il nome di Kampo. Si può quindi definire il metodo Kampo come d’importazione cinese. È però dall’ottavo secolo che tale pratica si diffuse e si ampliò, grazie all’istituzione di scuole d’insegnamento.

   La pratica erboristica è l’aspetto più rilevante del metodo Kampo, con il ricorso alle conoscenze erboristiche cinesi e anche all’uso delle piante autoctone giapponesi. Bisogna risalire sino all’1.700 per rintracciare la vera diffusione del metodo Kampo.

   Nella medicina Kampo oltre ai rimedi vegetali si ricorre a quelli animali e minerali.

   La diagnostica ricava dalla medicina tradizionale cinese il ricorso alle tecniche della palpazione e l’esame dei sensi.

   L’individuo è analizzato nel suo complesso globale tenendo conto dell’unicità e dell’esclusività di ogni essere vivente. La sostanziale diversità tra la medicina tradizionale cinese e quelle Kampo consiste nel fatto che nelle prima le metodiche fitoterapie, agopuntura, alimentazione e massaggio devono essere integrate tra loro; almeno le prime due. Nella medicina Kampo sono considerate separatamente e da specialisti che possono essere diversi.

[113] Con il termine Yamabushi (letteralmente: “colui che si trova/si nasconde tra le montagne”) s’indicano monaci asceti giapponesi che vivevano come eremiti tra le montagne e che un’antica tradizione considerava guerrieri invincibili, addirittura dotati di poteri soprannaturali. Essi seguivano principalmente la dottrina Shugendō una combinazione di elementi buddisti e shintoisti. Per lo più solitari, formavano confederazioni sparse, talvolta associate a certi templi, e occasionalmente parteciparono anche a battaglie e scaramucce a fianco dei sōhei, dei ninja e dei samurai. Le loro origini possono essere fatte risalire agli hijiri solitari dell’VIII e del XIX secolo.

[114] E. Malizia, H. Ponti, Coca e cocaina, Newton Compton, Roma 1992.

[115] Amedeo Latour (1797-1876).  È considerato il fondatore dell’ematologia e l’integratore di questa scienza con la medicina diagnostica.

[116] Cit. da P. Mantegazza in Fisiologia del dolore, Ed. Bemporad, Firenze.

[117] Giovanni Pesce, Senza Tregua, Feltrinelli.

[118] M. Verdone, Il futurismo, Newton Compton, Roma 1994.

[119] Per la fine di agosto del 1914 l’esercito francese aveva avuto 80.000 morti di cui 27.000 solo il 22 agosto.

[120] La canzone Gorizia è un magistrale esempio di questo tipo di canzoni.

[121] Durante la prima guerra mondiale Agostino Gemelli prestò la sua opera al fronte, sia come medio sia come sia come sacerdote. Fondò e diresse il Laboratorio psicofisiologico del Comando supremo dell’esercito, compiendo degli studi sulla psicologia dei soldati e degli aviatori.

[122] Paolo Caccia Dominioni (1896 1992).  Militare, scrittore e ingegnere italiano.

[123] P. Caccia Dominioni, 1915-1919, Mursia, 1965.

[124] http://it.wikipedia.org/wiki/Josef_R%C3%B6mer

[125] D. Kaplan, Yakuza, Edizioni di Comunità, 1988.

[126] Paradossalmente le prime unità di commandos combatterono contro gli inglesi. Il termine è forse di origine portoghese e attirò l’attenzione mondiale per la prima volta, appunto, quando fu adottato dai Boeri del Sudafrica attorno al 1900. Fu un italiano Camillo Ricchiardi, un giornalista e avventuriero nativo in Piemonte, che organizzò i primi “commando” boeri destinati alla guerra contro gli inglesi.
Grazie all’esperienza che aveva avuto nelle Filippine quando combatté con il generale Emilio Aguinaldo contro gli spagnoli, capì che le tecniche di combattimento dei filippini potevano essere applicate alla guerra contro gli inglesi. L’appoggio del generale boero Joubert fu essenziale e, nel 1899, il Ricchiardi organizzò i primi scouts (detti da lui “commando” usando un raddoppio romanesco per dire la parola italiana “comando”) costituendo quella che diventò famosa con il nome di Legione Volontaria Italiana. I Boeri formavano dei gruppi di “commando” tra di loro per inseguire i predatori di bestiame. Comunità e fattorie erano obbligate a fornire uomini a cavallo ed equipaggiati, ogni qual volta un commando era radunato. All’epoca della Seconda guerra boera contro il Regno Unito, i commando boeri impegnavano l’esercito britannico regolare, in modo abbastanza efficace, con imboscate e incursioni “mordi e fuggi”. I Commando del Ricchiardi furono la spina nel fianco degli inglesi, che misero anche una taglia sulla sua testa. Durante una di queste incursioni fu proprio Camillo Ricchiardi a catturare il giovane Winston Churchill che si era aggregato alle truppe inglesi alla ricerca di notorietà.

[127] A volere essere precisi bisogna escludere la Cina Popolare, perché fino al 1976, l’esercito era impostato sulla Guerra Popolare, dove decisivo e fondamentale e la mobilitazione popolare attraverso le milizie, dopo la presa del potere da parte dei revisionisti, diventa fondamentale la specializzazione dell’Esercito. Non è un caso che nel 1979 dopo l’aggressione del Vietnam, Deng Xiaoping modificò la teoria della guerra popolare con quella di guerra popolare in condizioni moderne.

[128] K. Toda, Shadow of the Ninja, Dragon Books, Essex 1982.

[129] P. Mariel, Le società segrete che dominano il mondo, Vallecchi, Firenze 1976.

[130] Il tiopental sodico (nome commerciale Pentothal Sodium) è un tiobarbiturico (un barbiturico con una sostituzione O-S) ad azione ipnotica utilizzato nell’induzione dell’anestesia generale. Viene utilizzato anche nell’induzione del coma artificiale e negli Stati Uniti è utilizzato, assieme al pancuronio e al cloruro, per praticare l’iniezione letale ai condannati a morte. Questa miscela di farmaci è utilizzata anche, in alcuni Paesi, nell’eutanasia. 

[131] GABA (gamma ammino butirrico) è la sostanza chimica che aiuta a gestire lo stress e calma la tua attività cerebrale. Se si hanno bassi livelli di GABA, vi sentirete arrabbiato, irascibile e irritabile. Uno studio del Beth Israel Medical Center individuato che il GABA, un neurotrasmettitore, ha un ruolo nel controllare il nostro bilancio energetico. Modalità di determinazione dei nostri lavori di manutenzione del corpo in tre fasi. In primo luogo, il nostro cervello riceve input dal nostro corpo come i nostri ormoni circolano. La seconda fase prende queste informazioni e si fonde con gli odori e lusinghe. Poi il cervello prende il sopravvento, di decidere la nostra assunzione di cibo ed energie necessarie abbiamo bisogno di guadagnare o perdere peso. Il neurotrasmettitore GABA è il mediatore per i nostri neuroni. Quando si aderisce ai recettori GABA, si riduce l’invio di un segnale, quindi riducendo la vostra necessità di raggiungere per più cibo. GABA influisce sulla ghiandola pituitaria rafforzando nello stesso tempo la crescita naturale di ormone del vostro corpo. Aumento dei livelli di ormone della crescita (HGH) è responsabile per bruciare i grassi, per questo motivo GABA funziona così bene per i piani di perdita di peso.

[132] Queste pratiche con il socialismo, ovvero in una società che dovrebbe avere come scopo l’emancipazione del proletariato sono incompatibili.

[133] Alcaloidi presenti nella Claviceps purpurea, un fungo parassita della segale, derivati dell’amide dell’acido lisergico unita a una catena idrocarburica alifatica o alcolica (alcaloidi aminici) oppure a brevi catene aminoacidiche (alcaloidi aminoacidici). I principali tra questi alcaloidi sono l’ergotamina, un suo derivato sintetico: la diidroergotamina e la metisergide, che per la loro azione vasocostrittrice e simpaticolitica trovano impiego nel trattamento sintomatico del dolore dell’emicrania; l’ergometrina (ergonovina) e la metilergometrina, utilizzate per ridurre il sanguinamento post-partum grazie alla loro azione contratturante sulla muscolatura liscia uterina; la bromocriptina, derivato sintetico dell’ergocriptina, utilizzato come farmaco anti-Parkinson e come inibitore dell’eccessiva secrezione lattea per la sua azione dopaminergica; infine un derivato dell’ergotossina, la diidroergotossina, miscela di tre alcaloidi (diidroergocristina, diidroergocriptina e diidroergocornina). Gli alcaloidi della segale cornuta sono stati i primi bloccanti alfa-adrenergici scoperti. È ormai generalmente accettato che le loro complesse proprietà farmacologiche derivano dalla loro azione come agonisti parziali o antagonisti a livello dei recettori dopaminergici, serotoninergici e alfa-adrenergici.

[134] L’acido lisergico è il componente base di numerosi alcaloidi quali l’ergonovina. Si trova nel micelio di un fungo ascomicete noto come Claviceps purpurea (o “Segale Cornuta”), la cui forma di conservazione, lo sclerozio, ricorda una “clavetta”. Gli sclerozi sono masse di micelio compatto e duro con la forma di piccoli corni, che hanno determinato la denominazione del fungo. Gli sclerozi si formano nelle spighette di alcune graminacee, prevalentemente la segale, un cereale che si adatta meglio del grano a suoli poveri e ambienti umidi e freddi. Se assunto nell’organismo in dosi elevate, causa una sindrome denominata “ergotismo“, frequente, specialmente in passato, a causa del consumo alimentare di farine fatte con granaglie infettate dalla Claviceps. L’acido lisergico è più noto per il fatto che può essere utilizzato per sintetizzare una potente droga allucinogena: la famosa LSD o LSD25 (dietilamide dell’acido lisergico). L’LSA (ammide dell’acido lisergico, nota anche come ergina) è un allucinogeno (psichedelico) estratto dai semi di Ipomea violacea, e di altre Convolvulaceae, fra cui l’ Argyreia nervosa e la Rivea corymbosa. Attualmente viene studiato dalla comunità scientifica per alcune sue possibili proprietà terapeutiche (estratto dalla Claviceps purpurea presente sulle spighe di segale o frumento).

[135] Ergot è il nome comune dato ad un ascomiceta denominato Claviceps purpurea. Il termine è lo stesso usato in francese[1], lingua nella quale, letteralmente, vuol dire sperone. Infatti questa specie del genere Claviceps (che ne conta circa una cinquantina) è parassita delle graminacee e forma degli sclerozi simili a speroni o cornetti che conferiscono alla pianta infetta – spesso la segale – il nome comune di “segale cornuta” .Questa specie è la più studiata e conosciuta per i suoi importanti effetti nella contaminazione di alimenti confezionati con cereali attaccati da questo fungo. I cornetti che spuntano dalle spighe infestate da Ergot sono costituiti dai corpi fruttiferi (sclerozi) del fungo stesso, in cui sono contenuti molti alcaloidi velenosi del gruppo delle ergotine (tra cui l’acido lisergico), che hanno gravi effetti su persone e animali che ne mangiano. Questi alcaloidi, essendo dei vaso-costrittori, compromettono la circolazione; inoltre interagiscono con il sistema nervoso centrale, agendo in particolare sui recettori della serotonina.

[136] A. Hoffman intervistato da Pino Corrias, Viaggi Accidi, Ed. Stampa Alternativa, Viterbo 1992.

[137] Donald Ewen Cameron, psichiatra-genetista scozzese diresse il reparto psichiatrico dell’Allen Memorial Institute. Diventerà famoso nell’ambito del progetto MKULTRA.

[138] Franco Fracassi, L’INTERNAZIONALE NERA L’IRRESISTIBILE ASCESA DELL’ESTREMISMO DI DESTRA DAL MONDO POST BELLICO ALL’EUROPA DELLA CRISI ECONOMICA, Alpine Studio, 2012.

[139]                                                                       C.s. pag. 106

[140]                                                                       C.s. pag., 88

[141] AA.VV. L’LSD ai soldati per provare l’effetto, Corriere della Sera, 5 novembre 1994.

[142] k. von Clausewitz, Della guerra, Mondadori, Milano 1970.

[143]   Dalla prefazione a L’arte della guerra, Ed. Mondadori

[144] Sun Tzu, L’Arte della guerra.

[145] Noam Chomsky uno dei guru della sinistra americana lavora al MIT come linguista, guarda caso denuncia tutte le malefatte dell’imperialismo U.S.A. ma non quelle di Israele, qui la gatta ci cova. Domanda, come fa uno che si passare come un irriducibile” avversario” delle politiche U.S.A. a lavorare in un’istituzione come il MIT? Vediamo al contrario le crescenti difficoltà di un ebreo antisionista come Norman Finkelstein, autore del libro L’industria dell’olocausto – Rizzoli, Milano 2002 sulla strumentalizzazione dei sionisti americani dell’Olocausto, licenziato dalla De Paul University, gli ha fatto penare tredici anni il dottorato di ricerca, perché nessuno di loro voleva apparire come relatore della sua tesi, appunto sull’industria olocaustica. Quando infine ha conquistato il titolo, nessuno dei docenti l’ha voluto raccomandare a nessuna università.

[146] Il comportamentismo (o psicologia comportamentale) è un approccio alla psicologia, basato sull’assunto che il comportamento esplicito è l’unica unità di analisi scientificamente studiabile della psicologia.  Uno dei concetti fondamentali del Comportamentismo è quello “Condizionamento Operante”.  Il condizionamento operante è una procedura generale di modifica del comportamento di un organismo, ossia è una modalità attraverso la quale l’organismo “apprende”.

[147] Edward L. Bernays, Propaganda, 1928.

[148] Herman, Edward S. and Chomsky, Noam. Manufacturing Consent: the Political Economy of the Mass Media. New York: Pantheon Books, 1988, traduzione italiana La fabbrica del consenso, Marco Tropea Editore, 1998.

[149] Il cyberspazio è il dominio caratterizzato dall’uso dell’elettronica e dello spettro elettromagnetico per immagazzinare, modificare e scambiare informazioni attraverso le reti informatiche e le relative infrastrutture fisiche. È visto come la dimensione immateriale che mette in comunicazione i computer di tutto il mondo in un unico network che permette agli utenti di interagire tra loro. È oggi comunemente utilizzato per riferirsi al “mondo di Internet” in senso generale. Il termine trae origine dalla fantascienza cyberpunk, nella quale il cyberspazio comprende vari tipi di realtà virtuale condivise da utenti profondamente immersi in tali dimensioni, o da entità che sussistono all’interno dei sistemi informatici.

[150]  Perciò tutta la cosiddetta sinistra “politicamente corretta” che si scandalizza verso le azioni contro i volontari delle ONG, finge di ignorare i reali compiti delle ONG come strumento imperialista, contro le lotte di questi popoli.

[151] Quest’alleanza con intellettuali provenienti dall‘esperienza comunista aveva preceduto la cosiddetta Guerra Fredda: il pittore di affreschi Messicano Diego Rivera fu patrocinato da A. B. Rockefeller, ma la loro collaborazione ebbe bruscamente termine quando Rivera si rifiutò di ritirare un ritratto di Lenin da una scena di massa dipinta sui muri del Rockefeller Center nel 1933.

[152] Nguyen Van Vinh, The Vietnamese People on the Road Victory, 1966.

[153] W. Murray, R.H. Scales jr, The Iraq War, 2003.

[154] Da non scordare che fu la stessa CIA a introdurre LSD negli Stati Uniti nell’ambito del programma MKULTRA.

[155] U. Mahnaimi, Revealed: Israel made the Egyptian army go to pot, in Sunday Times, 22 dicembre 1996.

[156] Sarebbe da approfondire anche la debolezza dei regimi arabi che condussero questo conflitto. Una guerra di liberazione non può essere condotta come una guerra convenzionale, dove conta la modernità dell’armamento, l’addestramento delle truppe.

[157] P. Caiti, La guerra del Condor, in Rivista italiana Difesa, maggio 1995.

[158] O. Raineesh, Il libro dei segreti, Bompiani, Milano 1994.

[159] P. Watson, War on the Mind, Hutchinson, London 1978.

[160] E. Carretto, I maghi della CIA meglio di 007, Corriere della Sera, 30 novembre 1995.

[161] Nova (giornale telematico de Sole 24ORE) del 28 febbraio 2008.

il suono come arma

[162] L’heavy metal (spesso abbreviato in metal in lingua italiana letteralmente “metallo pesante”), è un genere musicale derivato dall’hard rock, è caratterizzato da ritmi molto aggressivi e da un suono potente, ottenuto attraverso l’enfatizzazione dell’amplificazione e della distorsione delle chitarre, dei bassi, e, spesso, persino delle voci. Esiste una moltitudine di stili e sottogeneri dell’heavy metal; di conseguenza esistono sottogeneri più melodici e commerciali, e altri dalle sonorità estreme e underground. Già molto popolare negli anni settanta e ottanta, ha continuato ad avere successo nei decenni seguenti e si è inoltre diversificato in numerosi sottogeneri. Moltissimi sono gli artisti e i gruppi ascritti al metal, sia nei meccanismi musicali ufficiali sia in ambito underground.

Esso ha creato a un movimento (cosiddetto movimento metal) prevalentemente apolitico che spaziava a volte nell’anarchia, e sfruttava i simboli che sottolineassero una rottura con la morale vigente.

[163] Metto tra virgolette ordine pubblico, poiché con questa definizione si usa definire tutte le metodologie di controllo che usano i vari apparati statali e privati, nell’interesse delle classi dominanti, di repressione e controllo sociale della popolazione.

[164] Nick Broner, The effects of low frequency noise on people, p. 419

[165] Ret Applegate, Riet Control, Material and Techniquines, Stackpole, Harrisburg, 1969, p. 273.

[166] Army Tests New Riot Wapon, New Scientist, 20 settembre 1973, citato in Stuart Swezey, a cura di  Amok Journal, cit. p. 400.

[167] Anti-crowd weapons work by causing fits, New Scientist, 29 marzo 1973, in Stuart Swezey, a cura di  Amok Journal, cit. pp. 402-403.

[168] Ungheria, Working paper on infrasound weapons, Report to United Nations:  CCD/575, 14 agosto 1978, in Stuart Swezey, a cura di Amok Journal, cit. pp. 405-409.

[169] M.T., Russian continue work on sophistiated acoustic weaponry, Defence Electronics, n. 26, marzo 1994.

[170] New concept weapon and its medicalrelted problems, Beijng Renmi Junyi, n. 9, 1997, pp. 507-508, citato in James R. Jauchem.

[171] Metto ufficialmente, poiché molte sperimentazioni molto probabilmente sono state eseguite senza nessuna informazione pubblica e sicuramente su cavie umane, vedere progetto MK ULTRA appunto.

[172] Neil Davison, <Non-Lethal> Weapons, p. 191

[174] Leslie E. Simon, Secret Weapons of the Third Reih. German Research in World War 11, WE Inc. Old Greenwich 1971, p. 183.

[175] Si osserva ad esempio nei tornado, quando l’acqua cola nello scarico della vasca da bagno o ancora quando una persona fa “anelli” con il fumo di una sigaretta.

[176] La fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 sono ricordati, nella storia americana, come un’epoca di rivolte. Per capire la dimensione del conflitto sociale, bisogna pensare che non ci fu solamente la rivolta studentesca e quella dei ghetti neri, ma le giornate di lavoro perse sciopero raggiunsero il livello più alto in mezzo secolo.

United States Senate, Committee on Human Resources, Project MKUltra, the CIA’S program of research in behavioral modification, Joint hearing before the Select Committee on intelligence and the Subresearch of the Committee on human resources. United States Senate, ninety-fifth congress, first session august 3, 1977”United States Government Printing Office, 1977, pag. 40, www.nytimes.com/pacages/pdf/national/13nmate_ProjectMHULTRE.pdf

[178] Justin Mullins, Voice of God, The New Scientist, 25 dicembre 1999.

[179] Un gas che contiene un gran numero di particelle con carica positiva o negativa (ioni ed elettroni). Questo può verificarsi quando un gas viene elevato a temperature alte (per esempio le regioni esterne del sole) o un campo elettrico intenso. La fisica del plasma è una branca importante della scienza moderna.

[180] H. Edwin Boesch, Bruce Brenwell, Vincent Ellis, High power electrically driven impulsive acoustic source for target experiments and area-denial applications, ARL, 1998.

[181] Applied Research Laboratories dell’Università del Texas, Non-Lethal swimmer neutralization study, p. 43.

[182] Neil Davison, The early history of ‘non-lethal’ weapon, BNLWRP, dicembre 2006, p.4.   

[183] Così chiamata per la Pulse Detonation Technology (PDT, tecnologia della detonazione pulsata), che impiega gas petrolio liquefatto (GPL) come combustibile.

[184] I due prodotti sono visibili sul sito dell’Armytec, www.armytec.net

[185] Barbara Opall-Rome, A cannon ‘stungun’ Defense News, 12 gennaio 2010.

[186]                                                   C.s.

[187] Gideon Levy, Demons in the skies of the Gaza strip, Haaretz, 11 gennaio 2010.

[188]                                                        C.s. 

[189]                                                        C.s.

[190]                                                        C.s.

[191] Tommaso Lombardi, http://punto-informatico.it  8 giugno 2005.

[192] https://www.youtube.com/watch?v=GAF3w7X_Iz0

[193] 10 dicembre 2006, Nada Samidoun Media Center, Global Research, traduzione in italiano www.comedonchisciotte.net

[194] Rex Applegate, Riot Control, pag. 301.

[195] Alsetex, Brevet d’invention pur grenade explosive sans éclats, depositato in Francia il 7 agosto 1970 (n. 70.29341) e in Belgio il 1 luglio 1971 (n. 769379).

[196] Malvern Lumsden, Anti-personnal weapons, Stockolm International Peace Research Institute (SIPRI), Taylor & Francis, Londra 1978, p. 210, citato in Neil Davison, The Early history of non-lethal weapon, cit. p. 19.

[197] Era la prima volta che combattenti di una paese oppresso sostenevano direttamente i rivoluzionari delle metropoli imperialiste.

[198] La candela, abbreviata in cd, è l’unità di misura dell’intensità luminosa. Un lume ha l’intensità di 1 cd, una lampada a filamento da 100 W di 110 cd e una lampada alogena da 125 W di circa 200 cd.

[199] Peter Padley, Grenades of the Army, www.hmforces.co.uk 14 giugno 2010.

[200] Neil Davison, The Development of ‘non-lehal’ weapons during the 1990’s, BNLWRP, marzo 2007, p. 12.

[201] Sandia National Laboratories, Law Enformacement Technologies, Inc. and Martin Electronics, Inc., Variable range less-than-lethal ballistic, final report, 2002, Department of Justice, National Institute of Justice, citato in Neil Davison, The contemporary development of ‘non-lethal’ weapons, cit. p. 32.

[202] Asepsi è un termine che deriva dal greco (a – privativa e s???? – putrefazione) ed indica una serie di procedure atte a prevenire l’accesso di microrganismi, patogeni e non, ad un substrato sterile di natura o sterilizzato artificialmente.

[203] Depuis l’intérieur, L’Envolée, n. 4, gennaio 2002.

[204] Il Freedom of Information Act (FOIA), promulgato nel 1966 negli USA, permette – in linea teorica – a chi ne faccia domanda di accedere a documenti amministrativi. Nella pratica, come precisa Marks nella sua prefazione, l’intervento degli avvocati – a pagamento – è necessario per far rispettare il diritto. 

[205] Il libro fu pubblicato inizialmente da Times Books, nel 1991 fu pubblicata la riedizione pubblicata da Norton.

[206] Nonostante queste ricerche si erano sviluppate nell’URSS a quanto, sembra sin dalla fine degli anni ’40, nella realtà le confessioni non furono causate con l’uso del controllo mentale, ma sia con metodi polizieschi tradizionali (come l’isolamento) che con la stimolazione ideologica (l’uso dell’autocritica). La parola d’ordine dell’autocritica (che costituiva uno dei fondamenti del partito bolscevico) fu rilanciata alla grande dopo il XV Congresso del Partito Comunista Russo (1927) che vide la sconfitta dell’opposizione. Si voleva evitare il rischio (reale come si è visto in seguito) che il partito si desse un senso si autosufficienza, ai dormire sugli allori, che significa in sostanza di mettere una croce sul movimento in avanti. In sostanza evitare che i dirigenti, salendo, si allontanano dalle masse, e le masse incominciano a guardarli dal basso in alto, non osando criticarli, questo fatto non può che creare il distacco dei dirigenti dalle masse e di allontanare le masse dai dirigenti (con la conseguenza di avere dirigenti che si ritengono infallibili).

[207] Un importante resto suo shock indotti da trauma è Il prezzo della vita (titolo originale The Informed Heart – Il cuore informato – 1960), prima Edizione nei Tascabili Bompiani, Marzo 1976, di Bruno Bettelheim. Un esempio tratto dal libro a pag. 103: “Lo scopo di questi maltrattamenti massicci era di traumatizzare i prigionieri e di spezzare la loro capacità di resistenza al fine di modificare almeno il loro comportamento, se non la loro personalità. Ne era una prova evidente il fatto che le torture diventavano sempre meno violente a mano a mano che cessavano di resistere e cominciavano a obbedire a qualsiasi ordine a qualsiasi ordine delle SS, anche al più offensivo”.

[208] E molto probabilmente anche in Italia. Il magistrato Paolo Ferraro racconta che conosceva personalmente il padre di Valerio Verbano, il compagno assassinato dai fascisti nel 1980 – http://paoloferraro1.blog.com/2013/14/la-morte-di-valerio- – dove lavorava per il Ministero degli Interni, in settori socio-assistenziali sperimentali gestiti in una amministrazione autonoma con fondi ex U.N.N.R.A (soldi statunitensi), dunque si potrebbe avanzare l’ipotesi che egli avrebbe potuto trasmettere al giovane Valerio le attività di questa amministrazione oppure che quello che gli fu riferito lo avrebbe annotato nelle pagine del diario che non fu mai ritrovato (guarda caso). Quali segreti poteva essere depositaria l’A.A.I. (Amministrazione per le attività Assistenziali Italiane ed internazionali, questo era il nome dell’amministrazione)? Che tipo di sperimentazioni e quali attività copriva una struttura che lavorava nel settore socio-assistenziale per la tutela dei minori, degli handicappati anziani bisognosi, ecc. dal 1947?

L’A.A.I. nasce come Amministrazione per gli Aiuti Internazionali con decreto del 1947 (anno del progetto Bluebird antesignano dell’MK-ULTRA) e diviene Amministrazione per le Attività Assistenziali Italiane e Internazionali nel 1953, lo stesso anno di battesimo CIA del progetto MK-ULTRA, sperimentato con minori handicappati anziani, attricette ecc. Il palazzo dell’A.A.I., ente soppresso nel 1978, accanto a Via Inselci, fu assegnato dopo la soppressione al SISDE! La A.A.I., tra l’altro, aveva strutture sperimentali, scuole materne sperimentali.

[209] Alfred McCoy, A question of Torture, pp. 28-29, 33-34.

[210]                                                          C.s.

[211] John Marks, The Search for the “Manchurian Candidate”, pag.151.

[212] Alfred McCoy, A Question of Torture, pp. 32, 35.

[213] Donald O. Hebb, E. S. Heath,, E. A. Stuart, Effects of decreased variation in the sensory environment, Canadian Journal of Psychology, vol. 8, n. 2, 1954.

[214] W. H. Bexton, W. Heron, T. H. Scott, Effects of decreased variation in the sensory environment, Canadian Journal of Psychology, vol. 8, n. 2, 1954.

[215] Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 35.

[216] John C. Lilly, Mental effects of reduction of ordinary of physical stimuli on intact, healthy persons, Psychiatric Research Reports, vol 5, n. 1, 1956 citato in Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 39. Lilly non considerava la deprivazione sensoriale come uno strumento di tortura, ma come un modo per rilassarsi ed esplorare le frontiere della coscienza. Fece pubblicare infatti nel 1977, da Simon and Schuster, un’opera che comprendeva le sue ricerche: The Deep Self. Profound Relaxation and the Isolation Tank Technique

[217] Ohn Marks, The Search for the “Manchurian Candidate”, pag.152.

[218] Le tipologie erano: pazienti degli ospedali psichiatrici, agenti che erano sospettati di fare il doppio gioco, detenuti, e perfino per gli esprimenti con le droghe, bambini nelle colonie estive e clienti di delle prostitute. Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 29 e p. 44.

[219] Kubark Countintelligence. Interrogarion, CIA luglio 1963. www.gwu.edu.

[220] Questa tecnica, chiamata anche “della postura da stress”, costringe il detenuto a mantenersi per diverse ore di seguito, in posizioni scomode (braccia tese, accovacciati, con l mani attaccate a una sbarra sul soffitto in posizione eretta, sulla punta dei piedi…), in modo che il suo corpo si trovi in uno stato di tensione e squilibrio permanente che non possa riposarsi o dormire.

[221]  Kubark Countintelligence. Interrogation, pp. 86,87.

[222]                                              C.s.  p. 88

[223] Camera stagna cilindrica impiegata nel XX secolo in medicina come camera di respirazione per le persone che soffrivano d’insufficienza respiratoria: la pressione atmosferica è periodicamente aumentata e abbassata per ventilare i polmoni. 

[224] Kubark Countintelligence. Interrogation, p. 90.

[225] Gli “esperimenti terminali” furono così definiti dalla CIA perché non si fermavano con la morte della cavia o con la distruzione fisica.

[226] La SOA ha addestrato più di 60.000 soldati latinoamericani, insegnandogli tecniche di repressione, di guerra d’assalto e psicologica, di spionaggio militare e tattiche per gli interrogatori. Questi “diplomati” hanno spesso utilizzato le loro abilità per intraprendere una guerra contro la loro stessa gente. Tra i bersagli della SOA ci sono educatori, organizzatori di sindacati, lavoratori religiosi, rappresentanti studenteschi e tutti quelli che s’impegnano per i diritti delle masse popolari. Centinaia di migliaia di latinoamericani sono stati torturati, stuprati, assassinati, “fatti sparire”, massacrati e obbligati a fuggire ad opera dei “diplomati” presso la Scuola degli Assassini.

[227] Alfred McCoy, A Question of Torture, pp. 60, 64, 65, 71, 88.

[228] Quel manuale era stato redatto per servire l’addestramento degli ufficiali onduregni e riprende quasi alla lettera diversi passaggi del manuale Kubark (Alfred McCoy, A Question of Torture, pp. 86,92-94).

[229] Florence Hervey, a cura di, Un monde tortionnaire, Acat-France 2010, p. 278. 

[230] Anne Steiner, Loïc Debray, RAF, Guèrrila urbaine en Europe occidentale, L’èchappèe, Montereuil, 2006, p. 42. La storia di queste ricerche viene sviluppata in Nouveaux perfectionnements scientifiques des techniciens de torture in America di procès Baader-Meinhof. De la torture dans le prisone de RFA. Bougois, Paris 1975, pp. 69-81.

[231] Allucinazione in cui il soggetto vede il suo stesso corpo o parti di esso.

[232] Sien Teuns, La torture par privation sensorielle, in à propos du procès Baader-Meinhof, pp. 65-66.

[233] I membri del movimento del 2 giugno e quelle del SPK sono ugualmente sottomessi a questo trattamento. I detenuti sono collocati in isolamento e perquisiti regolarmente, le visite sono limitate e la posta censurata.

[234] Anne Steiner, Loïc Debray, RAF, Guèrrila urbaine en Europe occidentale, L’èchappèe, Montereuil, 2006, pp. 39,40,44.

[235]                                                      C.s.  p.40

[236] Estratti di questa lettera sono disponibili in A’ propos du procès Baader-Meinhof.

[237] Anne Steiner, Loïc Debray, RAF, Guèrrila urbaine en Europe occidentale, L’èchappèe, Montereuil, 2006, p. 40.

[238]                                                        C.s.

[239] Anne Steiner, Loïc Debray, RAF, Guèrrila urbaine en Europe occidentale, L’èchappèe, Montereuil, 2006, pp. 42, 54.

[240] Comitato contro la tortura dei prigionieri politici nella Repubblica Federale Tedesca.

[241] Alfred McCoy, A Question of Torture, pp. 37-38.

[242] Rudolf Hess Is Dead in Berlin, Last of Hitler Inner Circle, in New York Times, 18 agosto 1987, pp. A1, B8-9.

[243] Thomas Gordon, Journey into Madness. The True Story of Secret CIA Mind Control and Medicale Abuse, Bantam Books, New York, 1990, pp. 153-154

[244] Peter Levenda, Satana e la svastica Nazismo, società segrete e occultismo, Oscar Mondadori.

[245] La Forschungsgemeinschaft Deutsches Ahnenerbe e. V., meglio conosciuta semplicemente come Ahnenerbe, fu una associazione fondata da Heinrich Himmler, Herman Wirth, e Walter Darré il 1º luglio 1935 e incorporata all’interno del Persönlicher Stab RfSS nel 1939. Il suo nome significa letteralmente “Società di ricerca dell’eredità ancestrale“. Fu originariamente votata alle ricerche riguardanti la storia antropologica e culturale della razza ariana. Dopo una serie di contrasti con Darré, Himmler procedette nell’estate del 1937 a ristrutturare l’associazione, fissando il nuovo quartier generale a Berlino-Dahlem. Il Reichsführer-SS mantenne il controllo totale, con il titolo di curatore, ma la gestione pratica venne affidata al dott. Walther Wüst, che dirigeva l’attività scientifica, all’SS-Standartenführer Bruno Galke, che era il tesoriere, e all’SS-Standartenführer Wolfram Sievers che si occupava delle questioni amministrative. Con la riorganizzazione, Himmler stabilì anche i compiti che l’associazione avrebbe dovuto svolgere:

  • Compiere ricerche nel campo della storia antica, studiando i fatti da un punto di vista scientifico, in maniera oggettiva e senza falsificazioni;

Istituire in ciascun Oberabschnitt (regione) delle SS un centro di educazione e di cultura dedicati alla grandezza della Germania del passato. Il primo di questi centri venne fondato a Sachsenhain, presso Verden, con la ricostruzione di un villaggio sassone che doveva dimostrare ai tedeschi la ricchezza della loro cultura.

[246] Nuremberg Ttribunals vol. XX, testimonianza di Hessdel 31 agosto 1946, pp. 368-69.

[247] Nuremberg Ttribunals vol. XX, testimonianza di Hessdel 31 agosto 1946, pp. 369.

[248] Maurizio Blondet, chi comanda in america, EFFEDIEFFE, PP. 153-154.

[249] Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 43.

[250] John Marks, The Search for the “Manchurian Candidate”.  pp. 145-146

[251] S. Smith, W. Lewty, Perceptual isolation in silent room, The Lancet, 12 settembre 1959, citato in Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 53.

[252] S. Smith, W. Lewty, G. F.  Reed, Effects of sensory deprivation, Proceedings of the Medicine, vol. 55, pp. 1003-1014, dicembre 1962.

[253] Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 53-54.

[254] Report of the Commitee of privy counselors appointed to consider authorised procedures for the interrogation of persons suspected of terrorism (Parker Report), The Majority Report, p. 3, citato in Commissione Europea, Application no. 5310/71, Ireland v. the United Kingdom. Report of the Commission, 25 gennaio 1976, p. 393-

[255] Corte europea dei diritti dell’uomo, Case of Ireland, v. the United Kingdom. Application no. 5310/71. Judgment. Strasburgo. 18 gennaio 1978, sezione III-B.

[256] Carol Ackroyd, Karen Margolis, Jonathan Rosenhead, Tim Shallice, The Technology of Political Control, p. 34.

[257] Corte europea dei diritti dell’uomo, Case of Ireland, v. the United Kingdom.

[258] Commissione europea dei diritti dell’uomo Application no. 5310/71, p. 247.

[259] Carol Ackroyd, Karen Margolis, Jonathan Rosenhead, Tim Shallice, The Technology of Political Control, p. 33.

[260] Commissione europea dei diritti dell’uomo Application no. 5310/71, p. 402.

[261] Corte europea dei Diritti dell’Uomo, Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali, 4 novembre 1950: Articolo 3 – Interdizione della tortura. Nessuno può essere sottomesso a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

[262] Commissione europea dei diritti dell’uomo Application no. 5310/71, p. 402.

[263]  Tratto da un intervista concessa da Hellyette Bess a Juliette Volcler – una giornalista francese che lavora per le testate radiofoniche Fréquences Paris Plurrielle e Radio Galère – il 7 febbraio 2010.

[264] Conosciuto anche con il nome di Israeli Security Agency (ISA), Shabak ou Shin Bet.

[265] Yuval Ginbar, Routine: interrogaton methods of the General Security, B’Tselem, febbraio 1998, p. II.

[266] Testimonianza dei difensori dello Stato israeliano davanti al comitato contro la tortura, citato in Yuval Ginbar Routine torture, p. 24.

[267] Nigel S. Rodley, Questioni dei Diritti Umani di tutte le persone sottomesse a qualsiasi forma di detenzione, prigione e, in particolare: la tortura e altre pene e trattamenti crudeli, inumani o denigranti, ONU, Consiglio economico sociale, Commissione dei diritti dell’uomo, 19 gennaio 1996, paragrafo 121, pp. 32-33.

[268] Florence Hervey, a cura di, Un monde tortionnaire, p. 171.

[269] Testimonianza di Bahjat Yamen in Noam Hoffstater, Ticking bombs, Testimonies of torture victims in Israel, Pubblic Committee Against Torture in Israel, maggio 2007, p. 14. 

[270] Yossi Wolfson, Kept in the dark: treatment of Palestinian detainess in the Petah-Tikva interrogation facility of the Israel Security Agency, p. 17

[271] Harriet Mills, Thoght Reforme: Idelogical Remolding in China, <Atlanric Monthly>, dicembre 1959 (cit. da Snow, L‘altra riva del fiume cit. p.447).

[272] Gregorio Bermann, La salute mentale in cina Medicina e politica nella rivoluzione cinese, Nuovo Politecnico 40 Einaudi.

[273] Mao Tse-Tung, Pekin, Edizioni in lingue straniere, Pekin 1966, P. 148.

[274]                                                                    C.s. P. 141.

[275] Articolo pubblicato su Prometeo Incatenato di Marco Sacchi, Edizioni Lavoro Liberato.

[276] Florence Hervey, a cura di, Un monde tortionnaire, p. 125.

[277]                                                                    C.s. pp. 122-123.

[278]  Alfred McCoy, A Question of Torture, p. 108.

[279] Nota anche con il nome di “supplizio della vasca di bagno” e praticata in particolare dai militari francesi durante la lotta di liberazione nazionale dell’Algeria contro il colonialismo francese (1954-1961).

[280] Il FM 34-52 definisce le tecniche di interrogatorio autorizzate per l’esercito statunitense, in conformità con le leggi nazionali e internazionali. Il manuale, in vigore dal 1992, è stato revisionato nel 2006 in seguito alla divulgazione delle torture commesse nella prigione di Abu Grahib.

[281] www.aclu.org

[282] Suzanne G. Cusick, Music as torture/music as weapon, Transcultural Music Review, 2006, www.sibetrans.com

[283] Eufemismo per definire i paesi socialisti, antimperialisti o comunque che si oppongono all’imperialismo USA.

[284] Jane Mayer, The experiment, The New Yorker, 11 luglio 2005.

~ di marcos61 su dicembre 17, 2019.

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