CONTROLLO MENTALE E ARMI ELETTRONICHE

lL’ESPANSIONE DELLE TECNOLOGIE INVASIVE

   È una costante che a ogni revisione del Manuale Diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) c’è un aumento costante di quelli sono chiamati “disturbi mentali”.

   Nel 1952 l’associazione psichiatrica americana (APA) pubblicò il suo primo manuale Diagnostico dei disturbi mentali(DSM), che conteneva una lista di 112 tipi di disturbi. Nel 1968 il DSMII si conformò alla sezione dei disturbi mentali contenuti nella pubblicazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: la classificazione internazionale dei disturbi (ICD) che consisteva di 163 disturbi. Gli psichiatri americani sono stati coinvolti direttamente con i comitati che hanno stilato l’ICD.

   Nel 1980 fu pubblicata la terza edizione del DSM, al quale furono aggiunti 61 tipi di disturbi, raggiungendo un totale di 224 disturbi mentali.

   Erano avvenuti alcuni interessanti sviluppi. Nella sezione “infanzia, fanciullezza e adolescenza” furono aggiunti 32 nuovi tipi di “disturbi mentali”, tra i quali:

Disturbo della condotta, disturbo da deficit dell’attenzione, disturbo della lettura, il disturbo del calcolo e il disturbo del linguaggio.

   Nel 1987, nel DSMIIIR, il numero dei disturbi mentali aumentò arrivando a 253. In questa edizione si richiedeva che ci fossero almeno quattro delle caratteristiche indicate per fare una diagnosi di schizofrenia, e una selezione approvata delle quattro poteva essere: pensiero magico, telepatia o sesto senso; contatto sociale limitato; e ipersensibilità alle critiche.

   Nel 1994 il DSMIV elencava un totale di 374 disturbi mentali e per quanto riguarda le caratteristiche richieste per una diagnosi di schizofrenia, furono ridotti a due, incluse per esempio, le allucinazioni e i sintomi “negativi” quali l’appiattimento negativo o il linguaggio disorganizzato o incoerente – oppure solo una caratteristica, se le illusioni sono considerate strane, o se le allucinazioni in una voce che continuasse a commentare il comportamento o i pensieri della persona.

   La pubblicazione nel 2013 del DSM-5,[1] ha provocato – forse ancor più delle edizioni precedenti – una valanga di polemiche. Persino i due direttori della Task Force che aveva redatto i DSM precedenti, Robert Spitzer e Allen Frances,[2] hanno attaccato pubblicamente l’impostazione del nuovo DSM.


   Accenniamo qui a vari tipi di critiche – spesso tra loro contraddittorie – sollevate:

   Già alcuni autori (Carlat 2000; Moynihan & Cassels 2005; Whitaker 2010) avevano fatto notare il vistoso abbassamento delle soglie (come si dice prima sopra) di molte diagnosi nei DSM precedenti. Ma è soprattutto col DSM-5 che molte più persone risultano “disordinate”, termine che ha sostituito il più crudo “malate”.

   Insomma, il DSM creerebbe un’epidemia artificiale di malattie mentali nella popolazione (Angell 2011a, 2011b). Lo riconosce persino Frances (2013), responsabile del DSM-IV che ammette che quest’ultimo ha favorito la super-medicalizzazione soprattutto di molti bambini attraverso la categoria di disturbo bipolare nell’infanzia e nell’adolescenza. In effetti, grazie al DSM-IV le diagnosi di disturbo bipolare tra bambini e adolescenti sono aumentate di quaranta volte! Mentre gli adulti con disordine bipolare sono solo raddoppiati.

   Negli ultimi 50 anni le persone diagnosticate come psicotiche sono quintuplicate nelle società iper-industriali. Le diagnosi di autismo sono aumentate di venti volte. Oggi si è convinti che in molti paesi (Italia compresa) ci siano otto autistici ogni 10.000 bambini sotto i cinque anni. I diagnosticati con deficit di attenzione, in altre parole gli iperattivi, sono triplicati nella popolazione.

   Ciò comporta, tra l’altro, un aumento straordinario dei costi per il trattamento di disordini mentali appaiono sempre più frequenti. Questa dilatazione è impressionante soprattutto negli Stati Uniti. All’inizio del 2000, il costo per la presa in carico dei malati mentali in quel paese ammontava a 148 miliardi di dollari l’anno, in altre parole le cure psichiatriche assorbivano il 2,5% del prodotto interno lordo americano.[3] Gli Stati Uniti sono, però l’avanguardia di una psichiatrizzazione massiccia della popolazione, soprattutto infantile, fenomeno che sta avvenendo in tutti i paesi capitalisti più sviluppati.

   Il DSM-5, quando articola una definizione formale e precisa di che cosa intenda per “disordine mentale”, non fa appello a principi utilitaristi, ma a un’altra filosofia, rivale dell’utilitarismo, che si potrebbe chiamare funzionalismo aristotelico. Si legge nel DSM-5: “Un disordine mentale è una sindrome caratterizzata da disturbi [disturbance] clinicamente significativi nella cognizione, nella regolazione emotive o nel comportamento dell’individuo, disturbi che riflettono una disfunzione [dysfunction] nei processi psicologici, biologici o di sviluppo sottostanti al funzionamento [functioning] mentale. I disordini mentali sono di solito associati con un’afflizione [distress] significativa in attività sociali, occupazionali o in altre importanti attività. Una risposta prevedibile, o approvata culturalmente, a un comune fattore di stress o a una perdita, come la morte di una persona amata, non è un disordine mentale. Un comportamento (ad esempio, politico, religioso o sessuale) che sia socialmente deviante e conflitti che siano prima di tutto tra l’individuo e la società non sono disordini mentali, a meno che la devianza e il conflitto non risultino da una disfunzione nell’individuo, così come è stata descritta più sopra.


   Un’analisi approfondita di tutto il DSM-5 mostra presto che il vero marcatore del disordine mentale rispetto a comportamenti e vissuti non disordinati è l’afflizione (distress). Il patologico, insomma, coincide con il fatto che il soggetto stesso o chi gli è accanto patisce un’afflizione e/o un social impairment, una menomazione sociale. Potremmo mostrare che questi marcatori discendono direttamente dai presupposti dell’etica filosofica utilitarista. Anche qui l’afflizione (distress) è evocata, ma con la clausola “di solito” [usually], come a dire: “Anche se molto spesso il disordine mentale produce afflizione nel soggetto, questa non è la condizione necessaria e sufficiente perché ci sia disorder”. Questo significa che ci può essere disordine senza afflizione, mentre d’altro canto la presenza di afflizione non implica ipso facto disordine mentale. Questo contrasta col fatto che invece in molti disordini per il DSM sono proprio l’afflizione e la menomazione sociale, le condizioni necessarie anche se non sufficienti per marcare certi modi di essere come patologici.
Ciò che appare qui necessario e sufficiente di una patologia è qualcosa di disfunzionale: si suppone insomma che ci sia un funzionamento mentale sano, non disordinato, dei “processi psicologici, biologici e di sviluppo”, e che invece ci sia materiale per la psichiatria quando questi processi non funzionano più come dovrebbero. Ma la trappola è proprio nel termine “funzionale” e “disfunzionale”, spie di una visione antropologica che oggi nemmeno gli estensori del DSM-5 possono accettare più.


   Possiamo dire che un’auto non funziona più bene – “è rotta” – quando non svolge le funzioni per cui è stata costruita. Ma possiamo dire che un’auto non funziona più proprio perché è una macchina, ovvero è un utensile fatto per svolgere certe funzioni, per servire agli esseri umani. Il concetto di funzionamento è inscindibile da quello di servire a, in altre parole qualcosa funziona bene quando serve a fare la cosa per cui è stata costruita. Possiamo anche dire che un impiegato alle poste, ad esempio, “funziona” perché svolge bene il suo lavoro postale per cui è stato assunto; è una macchina umana, se vogliamo, ma pur macchina è. Ora, se cerchiamo di montare un cavallo e questo, non essendo stato domato, scalcia e ci manda gambe all’aria, possiamo dire che “quel cavallo non funziona bene”? Un’espressione del genere ci sorprenderebbe, perché nessuno pensa che i cavalli esistano per essere cavalcati dagli esseri umani. Se un cavallo non si lascia cavalcare, si comporta da cavallo come si deve; non possiamo dire “quel cavallo è pazzo”.


   Ora, dire che un assassino sadico soffre di un disordine mentale perché alcuni suoi processi mentali o biologici non funzionerebbero significa dare per scontato che i nostri processi mentali e biologici sono sani solo quando ci comportiamo con gli altri in modo non sadico. Ma si tratta di un presupposto arbitrario, tutto da dimostrare. Chi e con quali argomentazioni ha mai dimostrato che se uno è buono “funziona bene” mentre se uno è cattivo, e gode nel far soffrire gli altri, “funziona male”? Affermazioni del genere danno per scontato che gli esseri umani siano stati ‘costruiti’ come macchine in vista di uno scopo, di un dover servire a qualche cosa – un presupposto ammesso da certe visioni religiose o metafisiche, ma non certo da una visione naturalistica e materialista come vorrebbe essere quella del DSM. Per questa, le cose che esistono – quindi anche gli esseri umani – esistono perché esistono, non esistono per svolgere una funzione predeterminata.


   Certo la maggior parte di noi non è funzionale a molte cose. Ma la filosofia naturale di oggi esclude che Homo sapiens esista sulla terra per qualche scopo, per svolgere una qualche funzione.


   Inoltre, il DSM-5 distingue in modo banale sofferenze “culturalmente giustificate e attese” – come il vivere un lutto severo per la scomparsa di una persona cara o per una sconfitta nella vita – da sofferenze “disordinate”. Ma quale è il criterio di questa distinzione? Fino a che punto la sofferenza per una perdita o una sconfitta è normale e da quale momento diventa patologica? Si dirà: “una cosa è essere depressi per un lutto, altra cosa è essere depressi senza una chiara ragione comprensibile”. Certo ci sono più modi depressivi diversi, ma cosa ci autorizza a dire che il lutto è “ordinato” mentre altre forme di depressione sono “disordinate”? Se si dice che il depresso che si suicida soffre di una disfunzione, si dà dogmaticamente come evidente il fatto che un essere umano “funziona bene” quando non è depresso. Il che implica un assioma antinaturalistico, come abbiamo visto.
L’idea della malattia come disfunzione presuppone tutta un’antropologia metafisica che dà per implicito il fatto che l’essere umano vada pensato come una macchina volta a uno scopo. E questo funzionamento può essere stato stabilito solo da un dio, o da una Natura deificata. Anche se il DSM-5 non parla di Dio e nemmeno di Natura con la N maiuscola, la sua definizione di disordine presuppone entrambe le istanze come condizioni fondamentali del “disordine mentale”. Si è disordinati nella misura in cui non si funziona più secondo una norma implicita di vita “normale”.


   Qui il DSM-5 cerca di distinguere “un comportamento (ad esempio, politico, religioso o sessuale) che sia socialmente deviante” ma non patologico da una parte, da un comportamento socialmente deviante e patologico dall’altra. Ovvero, ad esempio, se sono omosessuale in una società dove l’omosessualità è molto riprovata e anche criminalizzata (come in molti paesi islamici), certo mi esporrò a gravi rischi e andrò incontro a “afflizioni e menomazioni” anche molto serie, ma non sono un caso psichiatrico. Se invece, sono convinto di essere un uomo che si è trasformato in donna grazie a dei miracoli divini dato che Dio mi vede come donna, questo certo mi mette in conflitto con il sistema cognitivo della mia società, che non crede a questo tipo di trasformazioni miracolose; però in questo caso sono un paziente psichiatrico. Ma appunto, quale criterio mi fa distinguere un caso dall’altro? Che cosa mi ha fatto decidere di inscrivere nel patologico il transessuale delirante e non l’omosessuale infelice? Tanto più che fino a pochi decenni fa il secondo caso era inscritto nel patologico non meno del primo nelle nostre società. La differenza è data come qualcosa che va da sé, ma non va per niente da sé, perché i principi discriminativi che fanno concludere in due modi diversi nei due casi non vengono mai enunciati. Si dice solo dogmaticamente: “L’omosessuale anche se deviante rispetto al suo contesto sociale non soffre di disfunzioni psicologiche, biologiche o di sviluppo, non è disordinato. Il transessuale delirante non solo è deviante rispetto al suo contesto sociale, ma soffre di disfunzioni psicologiche, biologiche o di sviluppo”. E in che cosa consisterebbe invece un corretto funzionamento psicologico, biologico o di sviluppo? Nel non delirare. Ci troviamo evidentemente di fronte a un argomento circolare. I concetti di “disordine” e “disfunzione” rimandano l’uno all’altro, senza che l’uno fornisca all’altro il criterio ultimo.


   Ora, la “definizione” di disordine da parte del DSM-5 porta a queste impasse perché qui il DSM assume una filosofia molto antica, il funzionalismo aristotelico. In particolare, la dottrina aristotelica dell’entelechia, ripresa poi da Leibniz e da Hans Driesch (1905), la quale afferma che ogni organismo tende spontaneamente al proprio compimento, alla propria perfezione, e la salute sarebbe il raggiungimento di questo pieno sviluppo. La malattia è una lesione per cui l’organismo non funziona più come dovrebbe rispetto al proprio fine. L’organismo è concepito come una macchina nel senso originario, in altre parole come oggetto costruito per svolgere una certa funzione. L’organismo sano è la macchina che realizza adeguatamente i fini per cui è stato “costruito”, da Dio o dalla Natura.


   Ma perché qui il DSM adotta questa visione funzionalista che cozza con la visione naturalista di oggi? E cozza in particolare con l’utilitarismo, per il quale, come abbiamo visto, se si può parlare di funzione nella vita umana, essa si riassume in una sola: massimizzare il piacere e minimizzare il dolore.


   Rispolvera il funzionalismo per una ragione molto semplice: che la visione funzionalista è l’unica che dia senso alla nozione di malattia o di disordine. E’ l’unica cioè che permetta di dare una parvenza di coerenza all’idea di “disordine mentale”. In questo modo il DSM è costretto a giocare su due tavoli tra loro incompatibili; come se uno giocasse con uno stesso mazzo di carte contemporaneamente il poker e il bridge. Quando si tratta di descrivere specificamente un disordine – potremmo mostrarlo per quasi tutta la diagnostica DSM – questo adotta la visione utilitarista e, sullo sfondo, l’empirismo naturalistico; una visione però che non fornisce alcuna giustificazione alla differenza sano/malato. Quando invece si tratta di descrivere il disordine mentale in generale, e quindi di giustificare una psichiatria medica in generale, deve ricorrere a presupposti funzionalisti in contraddizione con l’utilitarismo naturalista. Nella misura in cui il DSM si situa in continuità con la tradizione medico-psichiatrica, usa concetti aristotelizzanti; nella misura in cui segna una discontinuità perché adotta come criterio l’individualismo utilitarista, riprende, di fatto, una visione naturalista per cui non esiste una differenza categoriale tra sano e malato.


   Sarà il caso di mostrare che tutto il DSM-5, come del resto i precedenti, è incastrato in questa contraddizione tra due filosofie, tra due antropologie, che non riesce a sintetizzare né a conciliare.

   Da osservare: nonostante le pretese tecniche, il DSM non è mai entrato nella storia della scienza e, la realtà, non ha mai rappresentato una scoperta scientifica per nessuno degli addetti ai lavori, tranne che per gli psichiatri stessi.

   Il motivo è che la maggior parte dei disturbi che gli psichiatri definiscono mentali è sconosciuta e non esiste alcuna prova organica che ne attesti l’esistenza. In altre parole, nessuno dei disturbi elencati nel DSM è sostenuto da un qualsiasi criterio di osservazione diagnostica oggettiva!

  Quindi: non vi è alcuna prova che uno dei 374 “disturbi mentali psichiatrici” esista del tutto; essi esistono perché la psichiatria dice che esistono.

   Da diversi anni a questa parte, oggi in modo assiduo e martellante, la diffusione di psicofarmaci nei vari ambiti del sociale ha preso piede anche in Italia in un modo talmente rapido e veloce che nessuno ha mai avuto l’opportunità o l’inclinazione a chiedersi come mai hanno assunto un ruolo così importante nella vita quotidiana degli individui.

  Gli psicofarmaci sono usati intensamente nelle scuole, nelle case di riposo, nei centri di riabilitazione dalle droghe, nelle carceri, nei centri di permanenza temporanea per immigrati/e, e molte persone ricorrono a essi anche per “aiutarsi” a controllare il peso, per i problemi in matematica e di concentrazione, per la mancanza di autostima, per l’ansia e per i piccoli o grandi dispiaceri di tutti i giorni. Insomma, gli psicofarmaci sono divenuti la panacea per le pressioni, oppressioni e stress della vita moderna.

   Tuttavia, benché siano legali e sponsorizzati costantemente dai medici, psichiatri e neurologi, che li definiscono “medicine”, sono molto doversi dai farmaci usati solitamente per la cura delle malattie organiche. Essi sono dei farmaci che alterano la mente e l’umore; ciò significa che sono in grado di cambiare non solo il modo di pensare, di sentire e di agire di una persona, ma anche di alterare quello che una persona vede. Per quanto allucinante possa essere farmacologizzare la vita degli individui, riteniamo che a nessuno debba essere negata la possibilità di scegliere l’assunzione degli psicofarmaci per se stesso, ma in tale scelta bisogna comunque avere chiaro che questi non curano, reprimono solo i sintomi fornendo altresì una temporanea fuga dalla fonte dei problemi.

   La maggior parte di questi può avere degli effetti collaterali talmente gravi da incidere in tutto il corpo e soprattutto sul sistema nervoso, provocando un’immediata dipendenza.

  La psichiatria, con una lista di diagnosi dagli altisonanti termini scientifici, privi realmente di significato, affianca a un prontuario di farmaci psicotropi che causano numerosi effetti collaterali e sintomi d’astinenza, convince gli individui che diagnosi e droghe siano la risposta autorevole per qualsiasi problema, grande o piccolo che sia.

Insomma, ogni motivazione individuale o sociale è ridotta a un “problema” di salute mentale.

   La “medicina” sperimenta accanitamente sulla vita di bambini, adulti, anziani e animali, obbedendo a ordini di controllo e di tortura inerente a un vasto progetto di morte sociale di cui la psichiatria è una delle pratiche più diffuse.

L’unica metodologia di comprensione adottata dalla psichiatria è l’utilizzo della forza e della violenza in cui la punizione è la sola terapia efficace per imporre le proprie menzogne spacciandole per verità e renderle così, assolute e incontestabili.

      Molti psicanalisti e psicoterapisti, invece di un processo di classificazioni che avrebbe portato e spesso alla detenzione, all’internamento, e alla medicazione con farmaci antipsicotici che alterano la mente, hanno pensato che anche nei casi gravi di ritiro schizoide non perdevano necessariamente tempo se tentavano di ripristinare la salute mediante il difficile compito di districare le esperienze al fine di comprendere la malattia. In questa maniera la psicanalisi nella sua forma più radicale si potrebbe dire che è una critica a una società che non esercita l’empatia immaginativa nel giudizio della persona. Il Lavoro di Harry Stack Sullivan, Fromm, di Laing – tutti psichiatri e tutti ribelli contro le procedure tradizionali – ha fornito un modo di lavorare con le persone con le persone diverso dal modello psichiatrico, che sembrava incoraggiare la repressione della malattia da parte della di una società malata (e come si potrebbe definire una società divisa in classi sociali dove un pugno di persone possiede i capitali e dunque di mezzi di produzione della ricchezza?) creando un gruppo nettamente distinto portatore della malattia stessa. Tuttavia, è difficile credere, quando si ascolta la storia di una vita, che la persona considerata “schizofrenica” non stesse subendo gli effetti di essere stata resa, più o meno inconsapevolmente portatrice (tutto ciò, naturalmente, tenuto nascosto) dei mali della famiglia.

   Per chi sente la propria mente andare a pezzi, l’essere messo nella situazione stressante di un esame psichiatrico, anche se lo psichiatra si afferma con gentilezza, la situazione della procedura stessa della valutazione può essere un modo efficace per far diventare qualcuno pazzo o più pazzo. Ma se fare il resoconto di esperienze considerate strane garantiva, più o meno, una nuova bollatura o un giro in un reparto psichiatrico, ci sono ancora altri motivi di indignazione per un nuovo gruppo di persone sul metodo di diagnosi dei loro sintomi. Viene imposta una sentenza doppiamente crudele agli individui che sono vittime del più orribile attacco per mezzo di esperimenti militari-scientifici, con una società che è totalmente indifferente nei loro confronti.

  Imbrigliando le neuroscienze alla capacità militare, questa tecnologia è il risultato di decenni di ricerca e sperimentazione, in modo particolare nell’ex Unione Sovietica e negli Stati Uniti. Negli anni della cosiddetta guerra fredda lo sviluppo della tecnologia satellitare non ha riguardato solo i sistemi di sorveglianza e di comunicazione, ma anche quelli inerenti alla localizzazione e il pedinamento degli esseri umani, la manipolazione delle frequenze cerebrali con raggi laser diretti, radiazioni elettromagnetiche, onde sonar, [4] radiazioni di radiofrequenza (RFR), onde soliton,[5] campi di torsione e con l’uso di queste e altri campi di energia che formano le aree di studio per l’astrofisica. Poiché le operazioni sono caratterizzate dalla segretezza, sembra inevitabile che i metodi di cui siamo a conoscenza, ossia lo sfruttamento della ionosfera, il nostro scudo naturale, sono già superati quando iniziano ad afferrare le implicazioni del loro uso. I brevetti derivanti dal lavoro di Bernard J. Eastlund[6] forniscono l’abilità di mettere quantità senza precedenti di energia nell’atmosfera terrestre in postazioni strategiche e per mantenere il livello di iniezione energetico, particolarmente se viene impiegata la pulsazione casuale, in un maniera ben più precisa e meglio controllata di quanto fosse possibile con i metodi passati, la detonazione di dispositivi nucleari a vario rendimento e a varie altitudini.[7]

   Alcuni brevetti ora di proprietà della Raytheon, descrivono come provocare “esplosioni di portata nucleare senza radiazioni” e descrivono sistemi a raggi di energia, impulsi elettromagnetici e sistemi di scoperta sopra l’orizzonte. Un uso più inquietante è il sistema sviluppato per manipolare e disturbare i processi mentali dell’uomo usando radiazioni di radiofrequenza a impulsi (RFR), e il loro impiego come un dispositivo per causare effetti negativi sulla salute e sul pensiero umano. La vittima, il civile innocente, viene presa come un bersaglio mobile ed è incapace di sfuggire alla minaccia neanche spostandosi.

   Secondo le scoperte d’Eastlund, dirigendo la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento molto riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – ha secondo delle frequenze .- come si diceva prima appunto cambiamenti climatici, disgregazione dei processi mentali umani ed effetti sui movimenti tettonici.

   Igor Smirnov, lo scienziato russo che si ritiene abbia delle incredibili capacità di controllo della mente, dell’Istituto di Psicorezzione di Mosca e che ha lavorato anche per il KGB ed è considerato in patria come l’inventore delle “armi psicotroniche”, affermava che: “E’ facile concepire che un qualche ‘satana”, Russo, o diciamo Iraniano – o un qualsiasi altro ‘Satana’, purché possieda i mezzi  e le risorse economiche necessarie, possa introdursi in tutte le possibili reti di computer, in tutte le possibili trasmissioni radio o televisive, con relativa facilità tecnologica, persino senza dover scollegare i cavi… ed intercettare le onde radio nell’etere e modulandoci qualunque suggestione possibile. Per questo motivo tale tecnologia è giustamente temuta”.[8]

   Se prima ci si preoccupava per i criteri diagnostici imposti secondo la classificazione di sintomi riconoscibili, adesso abbiamo il motivo più che giustificato per sottoporli a uno scrutinio ancor più rigoroso. Lo sviluppo, nelle ultime decadi della cosiddetta guerra fredda ha compreso come maggiore categoria strategica le armi psico-elettroniche, il cui fine è di entrare nella mente. Non annunciata, non discussa e in gran parte non riconosciuta dagli scienziati e dai governi che la impiegano, la tecnologia per entrare nelle menti e controllare a distanza è stata lanciata su tutti noi. I soli testimoni che parlano apertamente di questa terribile tecnologia con le orribili implicazioni che comporta per il futuro, sono le vittime stesse, e coloro cui stato dato il compito di diagnosticare le malattie mentali stanno cercando di zittire le vittime classificando le loro prove e i loro resoconti come sintomi della schizofrenia, mentre chi dispensa la mutilazione psichica e il dolore programmato continuano con il proprio lavoro, sostenuti e senza incontrare opposizione.

   Per chi utilizza questo tipo di armamenti è sempre  stato di cruciale importanza,  di nascondere qualsiasi segno di linguaggio negatività, freddezza, sospetto, strani pensieri, sesto senso, telepatia, premonizioni, ma soprattutto la sensazione che “qualcun altro può sentire quello che sento io, e che qualcuno sembra commentare continuamente i tuoi pensieri e il tuo comportamento”, allora riferire questo ad uno psichiatra, e peraltro a chiunque non sia incline a credere che cose come il controllo mentale possano, esistere segnerebbe la fine della propria normalità e probabilmente della propria libertà.[9]  Perché una delle caratteristiche del controllo mentale è proprio la voce che commenta, che replica così esattamente, sicuramente non senza l’intenzione, i sintomi della schizofrenia. [10]  Parte dello sforzo è ricordare alle vittime che sono costantemente sotto controllo o sorveglianza. I programmi variano tra loro, ma le forme comuni di promemoria sono le scosse elettriche che sono percepite come “punzecchiature” o “colpetti”, rumori corporei, crampi e fitte in tutte le parti del corpo, battito cardiaco accelerato, l’esercitare una pressione sugli organi interni, il tutto viene codificato personalmente con commenti sui pensieri e sugli eventi, che è finalizzato a creare stress, panico e disperazione. Questo è il controllo mentale nella sua forma più “benevole”. Ci sono motivi per temere l’uso dell’energia diretta per sferrare attacchi letali sugli esseri umani, causando l’arresto cardiaco e le emorragie cerebrali.

   È il sistema di segretezza da parte dei governi che ha facilitato questa terrificante prospettiva. Ci sono state delle voci di ammonimento: “…nel suo complesso il sistema di segretezza del governo è tra le eredità più velenose della Guerra Fredda… la segretezza della Guerra Fredda (che) ordina inoltre l’inganno attivo… un manuale di sicurezza per programmi di accesso speciali che autorizzano i contractor ad impiegare ‘storie di copertura per mascherare le loro attività. L’unica condizione è che le storie di copertura debbano essere credibili’”.[11]

   Nel Regno Unito le fortificazioni contro ogni inquietante barlume di consapevolezza di questi reali o potenziali oltraggi ai diritti umani e degli abusi politici e sociali sembrano essere inespugnabili. In tutti i paesi che sono usati questo tipo di armi le fortificazioni contro ogni inquietante barlume di consapevolezza di questi reali o potenziali oltraggi ai diritti umani e degli abusi politici, sociali e psichici sembrano essere inespugnabili. L’imperativo da parte delle istituzioni, dei politici, della casta medica è quello di negare costantemente che siano utilizzate (se non addirittura l’esistenza stessa).  Questo anche di fronte a fatti sconvolgenti, come quello che accadde alle pacifiste nel 1985, che stavano nei campeggi di Greenham Common, esse protestavano contro la presenza dei missili Cruise, iniziarono a sperimentare mal di testa, sonnolenza, perdite mestruali fuori tempo o dopo la menopausa, sino ad episodi di paralisi temporanea e coordinamento del linguaggio improprio vi furono anche dei rapporti relativi a due aborti spontanei a cinque mesi di gravidanza, un momento ritenuto insolitamente tardivo. Sospettando l’uso di armi elettromagnetiche le donne cercarono aiuto. Esperti della rivista Electronics Today eseguirono una serie di misurazioni e, nel dicembre 1985, pubblicarono un proprio rapporto, le cui conclusioni erano: “Le misurazioni effettuate con un’ampia gamma di rivelatori di intensità di segnale hanno indicato significativi aumenti del livello del segnale di fondo nei pressi di fondo nei pressi di uno dei campeggi delle donne, concomitanti all’arco di tempo in questi dichiaravano di sperimentare effetti nocivi”. Inoltre, notarono che se le donne disturbavano o facevano chiasso nei pressi delle recinzioni, i segnali aumentavano bruscamente.

   Nell’articolo dal titolo Peace Women fear electronic zapping at base, pubblicato il 10 marzo 1986 su The Guardian, Gareth Parry riportava che “i militari statunitensi (a Greenham Common) dispongono di un sistema di individuazione degli intrusi denominato BISS, Base Installation Security System, che opera su una frequenza sufficientemente elevata da far rimbalzare onde radio su un corpo umano che si aggiri nei dintorni del perimetro delle recinzioni”. Nel corso di un’udienza innanzi alla Sottocommissione Stanziamenti Costruzioni Militari per il 1985 del Comitato Stanziamenti del Senato, Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti il generale Schneidel fece un incauto riferimento alla possibilità di impiego delle armi a microonde a Greenham Common. Parlando in una sorte di gergo militare ha detto: “La concezione alla base delle nostre operazioni è quella di proteggere le più preziose risorse della base. Abbiamo realizzato un’idea che garantisce la sicurezza presso il distaccamento e certamente n tempo di guerra, allorquando schiera l’installazione e in condizioni operative. In ogni caso, quando il sistema non è provvisto dei necessari sensori, recinzioni ed illuminazioni, vi saranno persone incaricate di compensare le inadeguatezze delle attrezzature”.

AFFRONTARE IL PROBLEMA

In questa sede ci interessiamo di rafforzare:

  •  La necessita di prendere coscienza di tali abusi sui diritti e di tali minacce alla democrazia (intesa come potere del popolo) senza ulteriori ritardi.
  • Di analizzare le ragioni per cui le persone hanno delle resistenze a prendere coscienza dell’esistenza di tali minacce.
  • Di allertare una società dormiente sulle minacce che sono rappresentate dalle operazioni naziste segrete, attuato da organismi che hanno il controllo di armi letali.

   Partiamo dal fatto che spesso le vittime non riescono ad ottenere le cure mediche contro gli effetti di questo attacco. Essendo negato a loro il rispetto della credibilità di essere usate come cavie umane, ed essendo portate al suicidio, sono trattate come pazze, nel migliore delle ipotesi sono considerate come dei “casi sfortunati”. Dato che la presenza di un “altro” nella propria mente e nel proprio corpo è per definizione un atto della più intollerabile crudeltà, le persone sono costrette a sopportarlo, ma che si rifiutano di lasciarsi a spezzare da questo, non  hanno altra scelta a diventare degli attivisti e spesso e volentieri consumano la loro vita nella battaglia contro tali atrocità, le loro energie ad allertare ed informare il pubblico sulle forze oscure e criminali che operano nella società, cose di cui la stragrande parte della non ne vuole sentir parlare e non vuole capire.

   Ci sono stati alcuni tentativi (sarebbe meglio dire i pochi preziosi tentativi) da parte delle istituzioni pubbliche di verifica dell’esistenza e della denuncia dei pericoli che coso connessi all’utilizzo di queste tecnologie:

  1. L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso.
  2. Nel gennaio 1998 è stato tenuto a Parigi un convegno pubblico del Comitato di Bioetica Francese. Il presidente Jeane-Pierre Changeux, un neuroscienziato dell’Istituto Pasteur di Parigi, ha detto ai presenti che i “i progressi dell’immagine cerebrale rappresentano un immenso pericolo per l’invasione della privacy. Sebbene la strumentazione necessaria sia ancora altamente specializzata, diventerà una cosa comune, capace di essere usata a distanza. Questo aprirà la strada della libertà personale, il controllo del comportamento e il lavaggio del cervello. Queste sono lungi dell’essere questioni di fantascienza…”.[12]
  3.  Nel gennaio 1999, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui chiede “una convenzione internazionale che introduca una messa a bando a livello globale di tutti gli sviluppi ed impieghi di armi che possano consentire qualunque forma di manipolazione degli esseri umani. È nostra convinzione che questa messa a bando non potrà essere attuata senza la pressione globale sui governi da parte di un pubblico generale informato. Il nostro maggiore obbiettivo è comunicare al pubblico generale la reale minaccia che queste armi rappresentano per i diritti dell’uomo e per la democrazia e fare pressione sui governi e sui parlamenti in tutto il mondo per attuare legislature che proibiscano l’uso di questi dispositivi sia da parte dei governi che delle organizzazioni private, nonché degli individui”.[13]
  • Nell’ottobre 2001 Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, introdotto una proposta alla Camera dei Rappresentanti che mirava a bandire l’impiego delle seguenti armi:[14]
  • Armi elettroniche e psicotroniche.
  • Armi ad alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza.
  • Armi elettromagnetiche soniche e ultrasoniche.
  • Armi laser.
  • Armi strategiche ed extra-atmosferiche.
  • Armi chimiche, biologiche e tettoniche.

   La proposta di legge fu riferita al Comitato per la scienza e in aggiunta, ad altri due comitati che si occupano degli armamenti e delle relazioni internazionali.  Nella versione originale si era chiesta anche la messa al bando delle scie chimiche, e delle tecnologie usate per il controllo mentale.  Nonostante l’inclusione della proibizione di installare armi nello spazio, e di armi per distruggere o danneggiare gli oggetti nello spazio, nella versione finale non c’è menzione di alcuna delle già citate armi invasive della mente, né dell’uso di tecnologie satellitari radar o di altro tipo di energia per utilizzare o sviluppare tecnologie per l’uso contro la mente umana.[15]

   Il fallimento di questa iniziativa (come delle altre), è determinato dal fatto che gli interessi economici e le esigenze di dominio globale da parte dell’imperialismo U.S.A. (come degli altri imperialismi) sono più forti di tutti gli imperativi etici e morali. Per mantenere, consolidare questo dominio (sempre più fragile) sono usati i più disparati sistemi d’arma, tra i quali le armi che si potrebbero benissimo dire invisibili. Invisibili perché questo tipo d’armamenti si è sviluppato nel più gran segreto.

   Col passare del tempo lo sviluppo dell’arte della tecnologia invasiva della mente ha fatto molti preoccupanti successi: nel 1969 il famigerato Dottor Delgado pubblicò un libro con un titolo molto emblematico e terribile Il controllo fisico della mente: verso una società psicocivilizzata. In sostanza, Delgado, ha fatto vedere con dimostrazioni pratiche come, mediante l’elettrostimolazione del cervello che era stato mappato nelle sue relazioni tra i diversi punti e le diverse attività, funzioni e sensazioni, come poteva essere cambiato il ritmo respiratorio cardiaco e le funzioni di gran parte delle viscere e la secrezione della cistifellea. Sono state indotte nelle persone sane le azioni di aggrottare le sopracciglia, di aprire e chiudere gli occhi e la bocca, la masticazione, lo sbadigliare, il sonno, le vertigini e le crisi epilettiche. L’intensità delle sensazioni poteva essere controllata girando, la manopola, che controllava l’intensità della corrente elettrica. Alla fine del libro Delgado afferma di sperare che il nuovo potere sia limitato agli scienziati e ad alcune élite “caritatevoli” a beneficio di una società psicocivilizzata: in sostanza quello che auspica è una società, dove vige il tecno-nazismo.

   Negli anni ’80 si è sviluppata il neuro magnetometro, che funzione come un’antenna e che potrebbe monitorare i pattern[16] che emergono dal cervello.[17] L’antenna combinata al computer, era in grado di localizzare i punti del cervello ove accadono gli eventi, l’intero prodotto è conosciuto come magnetoencefalografo.

   Nel gennaio 2000 il Dott. John Norseen, ingegnere della Lockheed Martin, sperava di far diventare realtà l’elettroipnomentalofono, una macchina che servirebbe per la lettura del pensiero.[18]  Norseen è un ex pilota della marina, afferma che il suo interesse per il cervello è nato dalla lettura di libro sovietico negli anni ’80 dove c’era scritto che la ricerca sulla mente avrebbe rivoluzionato le forze militari e la società in genere. Mediante un processo di decifrazione dell’attività elettrica del cervello, gli impulsi elettromagnetici stimolavano la secrezione di neurotrasmettitori per combattere le malattie, facilitare l’apprendimento, o alterare le immagini visive nella mente creando una ‘realtà sintetica’.[19] Con questo processo di biofusione[20] le informazioni sono messe in un database e viene creato un modello composito del cervello. Visualizzando le immagini cerebrali registrate mediante una macchina per la risonanza magnetica, gli scienziati sono in grado di risalire a cosa sta facendo il soggetto al momento della registrazione, per esempio se stava leggendo o scrivendo, e sanno riconoscere le emozioni dall’odio all’amore. Dice Norseen “Se questa ricerca avrà successo si potrà iniziare a manipolare quello che una persona pensa prima ancora che se ne renda conto”.

   La prossima scoperta potrebbe essere qualcosa che si potrebbe definire come un neurocomputer, che necessariamente non potrebbe ad assomigliare ad un computer portatile, poiché potrà essere riducibile a qualsiasi dimensione che sia conveniente per l’uso, come ad esempio un piccolo telefono portatile. Nato dai progressi degli studi sui fenomeni parapsicologici e dallo sfruttamento degli stessi, potrebbe essere modellato sull’attività nervosa e psichica, ossia come un sistema non bilanciato e instabile e instabile di neurotrasmettitori e di neuroni interagenti, un lavoro derivante dalla creazione della copia di un cervello vivente, cui si ha accesso “per caso” e dalla percezione extrasensoriale e su cui è stato portato avanti un lavoro secondo un progetto.

   Questo tipo di macchina basata sulla raccolta delle onde elettromagnetiche emanate dal cervello e che trasmetterebbe le stesse al cervello di un altro, che leggerebbe i pensieri della personam o che usando la stessa procedura potrebbe imporre i pensieri di qualcun altro sul cervello di un’altra persona dirigendo in tal modo le sue azioni, non è frutto di uno scrittore di fantascienza o di regista di film dell’orrore ma è una tragica realtà. L’IBM afferma che allo stato attuale non esiste una tecnologia che consentisse la creazione di tale computer nell’immediato futuro. Queste affermazioni sono discrepanti con l’individuazione del brevetto 03951134 nelle pagine Internet della rete di proprietà dell’IBM in merito a un dispositivo, capace di intercettare a distanza le onde cerebrali di un individuo, di elaborarle al computer, e di emettere onde di correzione che andranno a cambiare le onde cerebrali.  

L’INCREDULITA’ COME ARMA DI DIFESA

Di fronte alla generale incredulità in merito all’esistenza del controllo mentale, proviamo ad analizzare la base dei meccanismi impiegati per mantenere l’incredulità:

  • Negli anni ’60 del XX secolo i dissidenti sovietici hanno ricevuto una notevole dose di compassione nell’opinione pubblica occidentale soprattutto in merito trattamento che fu riservato a loro, in modo particolare sull’abuso dei metodi psichiatrici di tortura cui erano stati assoggettati. Va notato che le denunce degli abusi psichiatrici erano ritenute attendibili, poiché c’era un’identificazione con le vittime. In questo particolare storico a facilitare l’identificazione era che esse avevano per la stragrande parte gli stessi valori del mondo del mondo occidentale,[21] rafforzato dal fatto che si opponevano a un sistema politico che proclamava dei valori che erano contrapposti a quelli dell’occidente capitalista. Psicologicamente parlando è ugualmente importante osservare che il sostegno da una distanza sicura, per la psiche all’attacco al ‘padre-cattivo’, che in questo caso erano le autorità sovietiche, non presentava alcuna minaccia al proprio sistema economico e politico interno. Al contrario riconoscere e denunciare un reato simile all’interno del nostro sistema, richiede uno sforzo psicologico molto maggiore, poiché ci pone in conflitto con il nostro stesso ambiente, la nostra stessa sicurezza, la nostra stessa realtà.
  • La necessità di depositare l’invidia distruttiva e i sentimenti negativi altrove, per l’incapacità dell’io di appropriarsene, rafforza l’utilità delle persone o dei gruppi che serviranno a contenere l’utilità alienati e piroettati (all’esterno) che suscitano le ansie paranoiche. I concetti d’invasione mentale colpiscono diritto al cuore dell’ansia paranoica, causando considerevoli sforzi per allontanarli dalla psiche. L’identificazione inconscia della pazzia con la sporcizia o con l’escremento è un aspetto importante della regressione anale, che suscita l’identificazione proiettiva come difesa.
  • Aprire se stessi e credere che una persona stia attraversando l’esperienza di essere invasa mentalmente e fisicamente da un manipolatore invisibile richiede immensi sforzi per gestire il terrore.  
  • La difesa contro ciò che è sconosciuto trova espressione nella spaccatura tra teoria e pratica; tra lo scienziato come innovatore e la società che può prendere decisioni morali in merito alle sue invenzioni; tra i fatti e la fantascienza, quest’ultima può presentare sfide assurde all’immaginazione senza indebita minacce, perché serve a rafforzare la separazione dal reale.
  • L’identificazione con l’aggressore. Le fantasie sadiche, consce o inconsce, trasferite sull’aggressore e con cui ci s’identifica, coadiuvano la repressione con la paura, con la passività o con il terrore della punizione. L’azione di questo meccanismo è di negare l’attendibilità della vittima, vista come una persona debole. Questo è un modello operativo da parte delle sette sataniche.
  • La tradizione umanista liberale che nega le peggiori capacità distruttive dell’uomo nello sforzo di sostenere la credenza della continuità della tradizione culturale scientifica; la paura di non essere “in continuità” “all’altezza”, può produrre l’effetto psichico dell’inversione nell’opposto per schermare i sentimenti aggressivi. Questo diventa allora la celebrazione esagerata del ‘nuovo’ come affermazione del genio umano che alla fine sarà per il “bene dell’umanità”, e che si oppone alle voci di ammonimento sulle conseguenze negative dei progressi scientifici, voci che sono percepite come pessimiste, oscurantiste, non “progressiste” e luddiste. La stretta aderenza a questa posizione liberale può funzionare da ipercompesazione per timore di rovinare per invidiale cose buone possedute, ossia i beni culturali e intellettuali.
  • La negazione è impiegata per ignorare gli effetti dannosi della tecnologia. Tutto ciò che può essere dannoso per la libertà personale e per il benessere delle grandi masse può essere mascherato e nascosto con la distribuzione di cose nuove e divertenti come i videogiochi. La stessa tecnologia che ti mette una telecamera nello stomaco per scopi medici, viene anche usata per limitare la tua libertà con la sorveglianza. I fornitori della tecnologia innovativa inventano nuovi tipi di gadget, che distolgono, intrattengono e nutrono il bisogno di acquisto dei consumatori insaziabili.
  • La NASA ha lanciato (e probabilmente sta lanciando ancora) navicelle spaziali. Il programma ufficiale di queste spedizioni era la ricerca di acqua e vita. Non si sono sentite voci discordi in merito alla fattibilità di queste ricerche. C’è da chiedersi, come mai, se una persona dice che la sua mente è sovvertita e che è perseguitato con un metodo invisibile di tecnologia invasiva non riesce a farsi credere? Potrebbe essere che il senso di orrore derivante dalla necessaria identificazione empatica faccia chiudere le porte?
  • Il desiderio della stragrande parte delle persone “di non essere ingannata” è uno dei meccanismi più potenti e comuni contro l’attendibilità delle denunce delle vittime.

IL POTERE, LA PARANOIA E I “GOVERNI MALATI”

      L’abilità di essere il detentore e il contenitore di tanto potere senza soccombere alle pressioni delle psicosi narcisistiche latenti è una questione troppo poco considerata. L’effetto di detenere e l’aspettativa, nonché la necessità di essere visto come capace di sostenerlo, se non di esercitarlo incoraggia l’onnipotenza del pensiero. Di conseguenza può prevalere una sopravvalutazione narcisistica dei processi mentali del soggetto. Nello sforzo di mantenersi possessore, contenitore ed esecutore del potere, questo (o questa) potrà anche andare incontro ad un processo di divisione che gli consentirà, insieme agli altri, di essere l’affascinato testimone di se stesso in questo illustre ruolo.

LA SCIENZA E LO “SCETTICISMO”

   Per molto tempo il sapere scientifico era parte, di quelle “cattedrali delle idee” nelle quali la filosofa, scienza e politica erano strettamente connesse in un sistema di rapporti reciproci e tutte erano subordinate ai principi universali della metafisica e della teologia. Così la tecnica, anche quando era largamente utilizzata, dagli scienziati (si pensi alle macchine di Leonardo o al cannocchiale di Galileo), era prerogativa di abili artigiani, di “pratici”.

   Tale rimarrà ancora fino al XVIII secolo, quando lo sviluppo tecnico fornirà un valido supporto alla meccanizzazione dell’industria. Le grandi invenzioni di questo periodo quali ad esempio la macchina a vapore, sono compiute da persone, molto ingegnose mosse da interessi prevalentemente pratici e lontani dall’ambiente scientifico.

   L’accostamento della scienza ai problemi pratici, la collaborazione sempre stretta fra scienza e tecnica, porterà come conseguenza il distacco tra il pensiero scientifico e la filosofia. In molti studiosi comincia a radicarsi la convinzione che le applicazioni pratiche possono fornire la più valida prova della scientificità della propria teoria. L’utilizzazione delle scoperte scientifiche da parte dell’industria e gli straordinari successi ottenuti mediante tale utilizzazione, non tardarono a procurare alla scienza una larghissima popolarità, alimentando la speranza che essa avrebbe finito per risolvere ogni problema dell’umanità.

   La distinzione fra ricerca scientifica pura, intesa a scoprire i segreti della natura, e scienza applicata o tecnica che utilizza tali scoperte per la risoluzione dei problemi della vita quotidiana (problemi della produzione, dei trasporti, dello sfruttamento di sempre nuove fonti d’energia ecc.) dava apparentemente un ruolo di “superiorità” alla scienza pura, e forniva un alibi agli scienziati del modo di come le loro scoperte erano utilizzate.

   La scienza, legandosi alla produzione, si legava anche a una classe sociale, portando dei mutamenti nell’agire e nel pensare il proprio ruolo degli scienziati, poiché non solo si offriva a loro la possibilità di trarre parecchi profitti dalle proprie invenzioni e scoperte, ma faceva trarre la conclusione di trovare nella borghesia la propria naturale alleata.

   La costruzione dei grandi stabilimenti industriali con l’utilizzazione di nuove tecnologie produttive che erano introdotte permetteva la realizzazione di enormi profitti. Per questi motivi il controllo delle scoperte scientifiche diventava vitale per battere la concorrenza. La possibilità di fare questo controllo divenne prerogativa dei grandi monopoli che si andavano formando su questo processo d’accelerazione forzata dello sviluppo della scienza applicata.

   Inglobati dalle esigenze produttive anche il ruolo e l’identità degli scienziati, si trasformava.

   Già dalla metà dell’Ottocento scompariva la figura dello scienziato con interessi e conoscenze universali, per lasciare il posto ai ricercatori specializzati, che, dovevano dare risposte sicure ai problemi concentrando le proprie energie su un argomento rigorosamente circoscritto. In questo modo si riproduceva dentro l’organizzazione delle ricerche una delle più tipiche situazioni riscontrate nella nascente industria la divisione del lavoro. Una delle conseguenze di tale divisione del lavoro sarà il graduale disinteresse del singolo ricercatore per l’insieme delle scienze. Questo fenomeno sì può paragonare per certi versi a quello che si venne a creare nel processo produttivo, cui la parcellizzazione del lavoro impedisce all’operaio di raggiungere una visione globale di tale processo.

   Tra gli scienziati sorge una contraddizione, perché la maggiore conoscenza dei fenomeni naturali, crea inevitabilmente una coscienza di come si possono dominare gli effetti dell’attività produttiva sull’uomo e sulla natura, e per questi motivi essi sono pienamente coinvolti nei fatti e misfatti della rivoluzione industriale. Per questo, mantenere una teoria staccata dalla pratica, era (ed è tuttora) una pura finzione, continuamente smentita dall’intreccio fra scienza e tecnica.

   Le conquiste della scienza non influenzano in modo “automatico” la società, però è chiaro che determinano mutamenti e bisogni. Oggi è impossibile immaginare una qualsiasi sfera della vita sociale che possa fare a meno della tecnica. E non solo per le attività produttive (industria, trasporti, commercio ecc.) ma anche nella sfera personale e degli stili di vita se si pensa agli elettrodomestici, alla radio, alla televisione, al computer e al cellulare.

   L’accrescimento della nostra conoscenza della realtà è sempre valso ad abbattere vecchie superstizioni e vecchi miti che disturbavano profondamente l’uso della ragione, non solo nello studio della natura ma anche nella risoluzione dei problemi sociali.

   Marx rivendicò il carattere scientifico del socialismo, che si deve basare su un’esatta conoscenza delle strutture economiche del capitalismo.

   La distorsione specialistica favorì il diffondersi di un’interpretazione della scienza come sapere “neutrale”, valido poiché confermato dalla pratica, ma tale da non dover coinvolgere lo scienziato, da ponderarla neutrale anche sul piano etico e politico.

Rispondeva Ludovico Geymonat a proposito della neutralità della scienza:

“D. nei dibattiti sulla scienza e sulla possibilità di essere neutrale la ricerca scientifica subisce condizionamenti sociali e politici. Quale è la tua posizione su questa tesi?

R. la mia posizione, che ho ribadito in vari lavori in tanti anni, è che la scienza non è neutrale, essa ci impegna sopra una visione dell’universo. Se non ci fosse la scienza, noi potremo ancora credere nei miti mosaico – cristiani, o nel mito, anche molto più bello, greco – pagano. E’ evidente che la scienza ci aiuta a liberarci da questi miti, e basta questo per dire che la scienza non è filosoficamente neutrale. Essa, non diciamo che ci costringe ad avere una visione del mondo che secondo me deve essere quella materialistico dialettica, ma certo elimina tante visioni spiritualistiche, romantiche della natura, per cui essa incide sulla visione filosofica. Questo dimostra che essa non è filosoficamente neutrale. Il fatto che non sia filosoficamente neutrale, è una cosa un po’ diversa ma legata alla precedente, perché la scienza fosse puramente e semplicemente uno strumento e non nessun impegno conoscitivo potremmo dire che questo è nelle mani di chi lo elabora, di chi lo costruisce, in fondo noi potremmo pensare che la scienza, se non ha nessun impegno conoscitivo, è oggi strumento della classe dirigente e basta, della classe capitalistica. Ora questo non è vero. Da Galileo essa è senza dubbio collegata alla società, è uno dei fattori fondamentali della nostra società e determina molte nostre azioni, i nostri modi di vita. La scienza è strettamente legata alla società, alla cultura umanistica, alla cultura religiosa (sa ha un senso parlare di cultura religiosa). Per questa sua influenza nella società, non essendo la scienza filosoficamente neutrale, non è neanche praticamente neutrale. Ed allora è un errore gravissimo l’idea che la scienza costituisca qualcosa a parte, che possa essere asettica, di avere nessun impegno conoscitivo, che è costruita da chicchessia. Ma è anche un errore il pretendere che la scienza sia la causa dei mali della nostra società. Un certa impostazione delle ricerche scientifiche, una mancanza di cultura scientifica di massa, e quindi l’incapacità delle masse di controllare la scienza, di dare suggerimenti, questo dipende non dalla scienza ma dalla struttura capitalistica della nostra società (Intervista a cura della redazione di Ottobre25 – 26 febbraio 1979).

   Il capitalismo ha separato la scienza dal sapere comune, vivo, quello scaturito dal lavoro produttivo e dagli uomini delle classi subalterne che creano la ricchezza sociale. L’ha trasformata in una potenza estranea, indipendente da tutti ma non da chi possiede le condizioni materiali dell’esistenza attraverso i mezzi di produzione. L’individuo, vede nella scienza qualcosa che gli è incomprensibile perché non esiste nella sua coscienza come sapere concreto e pratica reale, ma agisce – nelle macchine, con la tecnologia, prima di tutto – come un nuovo potere di chi lo opprime e lo sfrutta.

   Come si diceva prima, la scienza non è neutrale, essa è spinta motrice, catalizzatore dello sviluppo capitalistico. Basta porre attenzione sulle somme per la ricerca militare, sulla collaborazione e integrazione tra ricerca, università, industria, organi dello stato e forze armate, per rendersi conto del ruolo fondamentale della scienza nella società capitalista.

   La scienza è parte del potere, ed è potere essa stessa; gioca un ruolo primario nel mantenimento del potere borghese.

   Innumerevoli fatti comprovano il coinvolgimento della scienza e della tecnologia in ogni settore della produzione e dei rapporti sociali per razionalizzare il sistema produttivo, estorcere plusvalore, controllare completamente la vita dell’uomo, studiare nuove armi, avvelenare cibi ecc. Dove i proletari e le masse popolari per questa scienza sono carne da macello su cui sperimentare nuovi farmaci e nuove tecniche per migliorare la scienza dei baroni della medicina e i profitti dei capitalisti.[22]E grazie allo sviluppo scientifico l’apparato dello stato si è accresciuto in maniera invisibile assai maggiore di quanto si possa immaginare e grazie sempre alle nuove forme di controllo il rischio che si arrivi a schedare e controllare tutti, che il vecchio sogno d’ogni padrone (grazie sempre a queste forme di controllo), quello del super servo, possa diventare una tragica realtà.

   Gli scienziati che lavorano alla creazione di nuove armi e in particolare su quelle cosiddette “non letali” e sul controllo mentale, possono mettere come scusante che esse saranno sperimentate su persone sconosciute o comunque “sfortunate”, e che questo tipo di “sperimentazione” è aiuto alla comprensione delle leggi che regolano l’universo.

   Nella lotta per il potere da parte delle classi dominanti diventa fondamentale l’uso della tecnologia più avanzata per l’uso e il controllo della mente. Come per la bomba nucleare, se esistesse la proprietà comune sull’uso delle ricerche cancellerebbe il vantaggio del settore di classe dominante che avesse il possesso di tale tecnologia.

   Come consumatori in un mondo dove, nonostante la crisi in atto, è per molta gente una delle maggiori attività di svago, bisognerebbe preoccuparsi di essere vigili sui modi in cui possa essere sacrificato il benessere dell’essere umano per produrre un “fantastico!” nuovo gadget. Questo, magari, potrà essere un motivo per festeggiare per chi fa di mestiere “l’innovatore di prodotti”, ma ci si dovrebbe interrogare se per caso questo nuovo prodotto sia il frutto di intercettazioni (e allora questi personaggi non sono degli innovatori ma gente che sfrutta le idee altrui) o peggio ancora dello sfruttamento dei processi neurali di cavie viventi. Se ci si preoccupa di non mangiare le uova di galline allevate in allevamenti intensivi, perché non si dovrebbe considerare moralmente irrilevante di sottoporre e controllare le attività delle grandi multinazionali che producono   software elettronicamente innovativi? Inoltre, bisognerebbe fare attenzione alla banale attrattiva di agenzie matrimoniali che propongono di trovare il partner ideale mediante la compatibilità delle frequenze cerebrali e dei bioritmi.

   Noi cosiddette “persone comuni”, non sappiamo abbastanza su queste tecnologie che sono frutto di ricerche segrete (altro che società aperta!!), ma certamente possiamo dare di esse un punto di vista negativo sul piano etico. Facciamo fatica a pensare quale effetto per il futuro abbiamo l’estensione di queste tecnologie, poiché non siamo informati. Se i governi continueranno a nascondere le potenzialità dei loro armamenti nell’interesse della “difesa”, lasceranno i loro cittadini senza il potere di protestare contro l’uso di tali armi. E in modo più preoccupante, lasceranno esposti i loro cittadini all’uso di questo tipo di armamenti da parte di organizzazioni spietate le cui preoccupazioni sono l’esatto opposto della democrazia e dei diritti umani: in sostanza questa segretezza favorisce lo sviluppo del tecno-nazismo.

DALLA GRAN BRETAGNA TANTE BUFIE MENTRE QUESTE TECNOLOGIE SI ESPANDONO

   In Inghilterra il Professor Colin Blakemore, direttore del Centre for Cognitive Neuroscience di Oxford e capo esecutivo del Medical Research Council scrive che “…non conosce tecnologie (neanche nelle speculazioni più azzardate dei neuroscienziati) per effettuare la scansione e la raccolta di ‘dati neurali’ a distanza”.[23] Le certezze di questo mentitore (che peraltro non è il solo tra la casta medica e tra gli scienziati) sono in netta contrapposizione con i timori più volti espressi di altri scienziati sia in Russia che negli Stati Uniti e non per ultimo anche al neuroscienziato francese Jeane-Pierre Changeux del Comitato di Bioetica Francese. Ed è anche evidente in conflitto con quanto ha scritto il Dottor Michael Persinger docente di neuroscienze del comportamento al Dipartimento di Psicologia Laurentina University di Sudbury, nella regione canadese dell’Ontario,[24] che ammette la possibilità di accedere direttamente in qualunque cervello mediante l’induzione elettromagnetica degli algoritmi ed arriva ad ammettere che ci sono le  possibilità tecnologiche di influenzare la maggior parte degli abitanti del nostro pianeta senza la mediazione delle classiche modalità sensoriali.

  Queste affermazioni potrebbero apparire il titolo di un romanzo di fantascienza, dove uno scienziato pazzo minaccia l’intero pianeta se i popoli e i loro governi non si sottomettono alla sua volontà. Ma secondo Anatoly Ptushenko, membro del Consiglio Tecnico-Scientifico per l’Esplorazione Spaziale della Federazione Russa potrebbe essere una tragica realtà. In una sua relazione si parla di armi psicotrope e di sistemi a energia diretta installati nello spazio che sarebbero in grado di causare turbe psichiche in milioni di persone.[25]

   Ptushenko rileva che questo tipo di armi causa degli effetti psicotropi sulle persone, poiché agiscono sulle funzioni psichiche delle persone. Per questo motivo definisce questo tipo di armi come psicotrope e piuttosto come psicotroniche. Spiega che a determinate frequenze la radiazione a microonde crea un effetto psicotropo, in altre parole ha un effetto diretto sul cervello umano. Perciò secondo, Ptushenko le armi psicotrope hanno la capacità di colpire simultaneamente enormi masse di persone in diverse aree. Tutte le sostanze psicotrope di origine farmaceutica hanno breve effetto. Mentre le radiazioni a microonde sono variabili: possono colpire una persona sia temporaneamente, oppure creare degli effetti prolungati. Tutto è determinato dal mix di frequenze e dalla potenza della radiazione.

   Ptushenko finisce l’articolo con un avvertimento che queste armi potrebbero essere testate nella realtà e che non è un caso che alcuni laureati della facoltà di Biologia dell’Università di Mosca furono mandati in alcuni Istituti di Ricerca del Ministero.

   Ptushenko dichiara enfaticamente che le armi psicotrope, non fanno in modo che la mente umana possa essere controllata in modo preciso e deliberato. Esse semplicemente sabotano qualsiasi connessione interna preposta all’autocontrollo della persona e questa diviene facilmente controllabile “secondo le leggi dell’antisomossa” e in linea con i comandi emessi da una stazione basata nello spazio.

   Queste affermazioni bisogna dargli un certo peso, poiché provengono da un esperto in materia spaziale che ritiene che le armi psicotrope comportino una minaccia terribile e per questo motivo debbano essere oggetto di un dibattito pubblico.

   Se tutto questo potrebbe fare a pensare a un racconto dell’orrore, ci ha pensato Putin ha confermare che tutto ciò è una tremenda realtà. Egli ha confermato che la Russia ha testato nuove armi psicotroniche che possono trasformare le persone in Zombie.[26]

   Queste armi sono state sviluppate dagli scienziati e potrebbero essere usate contro i nemici della Russia oppure contro gli oppositori interni.

   Putin ha descritto queste armi che utilizzano radiazioni elettromagnetiche come quelle del forno a microonde.

   Torniamo agli studi di Persinger sul comportamento.

   I comportamenti che Persinger analizza non sono le solite prove di memoria e percezione, ma anche le anomalie di comportamento, le allucinazioni, le visioni religiose e mistiche, le apparizioni di UFO o di esseri fantastici, i fenomeni paranormali. La metodologia adottata comprende studi di laboratorio su animali, ricerche cliniche su pazienti umani ed estesi studi epidemiologici.[27] Uno degli strumenti usati per questi studi è stato l’ “elmetto”. Vale a dire un’apparecchiatura con la quale si è in grado di stimolare il cervello umano con campi magnetici complessi a bassa intensità e in modo molto selettivo per le diverse aree cerebrali. Con tale apparecchiatura egli è riuscito, a riprodurre in laboratorio senza ioni, esperienze che vanno dalla paura all’estasi, dal piacere sessuale alle allucinazioni visive e uditive, dal ricordo di esperienze dell’infanzia a esperienze di quasi morte e perfino il contatto con angeli, diavoli o addirittura con Dio.[28]

   Il sistema limbico è una parte del cervello filogeneticamente intermedia fra le strutture più primitive del sistema nervoso e la corteccia cerebrale. Il sistema limbico è la sede delle emozioni e consente agli esseri umani di avere una complessa varietà di stati emotivi: disgusto, amore, paura, sorpresa, invidia. ecc. Le su strutture principali sono l’ipotalamo, l’amigdala, e l’ippocampo.

   L’ipotalamo è la struttura più arcaica e può essere considerato la centralina di controllo del sistema nervoso autonomo e quindi delle risposte fisiologiche di base dell’organismo: fame, sete, piacere, rabbia, temperatura corporea ecc. Attraverso i meccanismi di regolazione endocrina, l’ipotalamo riceve informazioni da ogni organo del corpo umano e può a sua volta influenzare l’intero organismo.

   L’amigdala ha una funzione di mediazione delle emozioni superiori e di regolazione delle attività che coinvolgono tali emozioni, come ad esempio l’attaccamento emotivo, e l’amore. Essa svolge inoltre un’importante funzione di “campanello di allarme” analizzando ogni stimolo esterno o interno e assegnando a esso il giusto significato emotivo. Ad esempio, se un rumore sospetto ci sveglia nella notte, è l’amigdala che mette in moto il sistema nervoso autonomo attraverso l’ipotalamo, per allertare l’organismo e predisporlo all’azione. Alcuni neuroni sono multimodali cioè rispondono simultaneamente a stimoli visivi, uditivi, olfattivi e tattili.

L’ippocampo ha un ruolo fondamentale dell’elaborazione dell’informazione, inclusa la memoria, l’apprendimento di fatti nuovi, la creazione di mappe spaziali dell’ambiente e l’attenzione agli stimoli esterni. La distruzione dell’ippocampo rende una persona incapace di formarsi qualsiasi nuovo ricordo. L’ippocampo interagisce strettamente da un lato, con la corteccia cerebrale, dall’altro con l’amigdala. In altri termini, emozione e ragione non sono mai separabili fra loro, ma agiscono sempre insieme. L’intelligenza emotiva regola e dirige i processi di apprendimento.

   Veniamo infine ai lobi temporali in cui si è accennato in precedenza. Si tratta di una parte della corteccia cerebrale, quindi filogeneticamente più recente del sistema limbico, che si trova pressappoco fra gli occhi e le tempie. Nell’emisfero dominante (di solito il sinistro) il lobo temporale è coinvolto principalmente nella comprensione e nell’elaborazione del linguaggio (e qui che, da semplici suoni, le parole assumono un significato) e nella memoria a lungo termine. Nell’emisfero non dominante (di solito il destro) il lobo temporale è coinvolto nella comprensione delle espressioni facciali, nell’elaborazione delle informazioni non verbali del linguaggio come ad esempio l’intonazione, nell’ascolto dei ritmi, nell’apprendimento musicale e visivo.

   Le ricerche di M. Persinger si collocano all’interno di un rinnovato interesse delle neuroscienze per le basi neurofisiologiche delle esperienze mistiche e religiose. Un interesse che non è più confinato alla sola speculazione teorica, ma ora può avvalersi di tutte le più moderne tecniche d’indagine sperimentale.

   In particolare, l’attenzione di Persinger per il sistema limbico e i lobi temporali non sono un fatto isolato.

  Il primo collegamento fra lobi temporali ed esperienza religiosa risale all’inizio del secolo scorso e ha anno a che fare con un disordine neurologico: l’epilessia. L’epilessia, già considerata nell’antichità un “male sacro”, è il sintomo di un anormale funzionamento elettrico del tessuto cerebrale, in cui le cellule nervose entrano in azione tutto insieme invece di eseguire ciascuna il proprio compito. La causa è di solito un danno che può essere conseguenza di traumi fisici, infarti, tumori cerebrali o altre lesioni di varia natura. Esistono diversi tipi di epilessia, fra cui, per l’appunto, alcune forme che colpiscono il sistema limbico e i lobi temporali (TLE, Temporal Lobe Epilepsy).

   Arnold Mandel, professore di psicologia presso l’Università della California a San Diego, ha discusso il ruolo dei lobi temporali nelle esperienze religiose sulla base del meccanismo di azione delle sostanze psicoattive. Sostanze come LSD, in particolare bloccano gli effetti inibitori della serotonina sui lobi temporali, e quindi hanno la capacità di indurre scariche neuronali sincronizzate nelle strutture limbiche (ippocampo e setto) dei lobi temporali.

   Vilayanur Ramachandran, professore di neuroscienze, anch’egli dell’Università della California, ha studiato centinaia di persone affette da epilessia dei lobi temporali, sottoponendole a un esperimento in cui era misurata la loro risposta emotiva con parole di significato neutro, sessuale (o violento) e religioso. Confrontando i risultati dei pazienti affetti da epilessia con quelli di soggetti normali, senza particolari inclinazioni religiose, e di soggetti praticanti diverse religioni, Ramachandran è giunto alla conclusione che i lobi temporali sono la sede delle esperienze religiose.

   L’importanza dei lobi temporali e del sistema limbico nelle esperienze mistiche e religiose è stata anche efficacemente rilevato dal professor Rhawn Josep, uno dei maggiori esperti nel campo della neuropsicologia dello sviluppo e delle differenze sessuali. Secondo Rhawn, l’amigdala è addirittura il “trasmettitore di Dio”. Un punto ben evidenziato da Rhawn è l’esistenza nei lobi temporali di neuroni specializzati nel riconoscimento di forme particolari, fra cui rientrerebbero alcune forme, come la croce e il triangolo, che hanno un significato religioso in molte culture.

   Andrew Newberg, professore di Radiologia nel Dipartimento di Medicina Nucleare dell’Università della Pennsylvania, e lo psichiatra Eugéne D’Aquili hanno eseguito un’interessante serie di esperimenti in cui sono riusciti a “fotografare” con tomografia SPECT l’attività’ del cervello di meditatori buddisti e di suore francescane nel momento esatto delle loro esperienze mistiche. Nel loro libro dal titolo Why God Wont’t Go Away (Perché Dio non se ne andrà), gli autori espongono un modello che vede coinvolti nella genesi dell’esperienza religiosa i lobi parietali e frontali, i lobi temporali, l’amigdala e l’ippocampo. La loro conclusione è che il cervello è predisposto naturalmente, proprio in virtù’ dei collegamenti fra tali strutture cerebrali, a questo tipo esperienze, che non sono quindi né patologiche, né unicamente il risultato di condizionamenti di tipo culturale.

   Scientificamente un po’ azzardate, ma comunque degne di nota, sono le considerazioni di Melvine Morse, professore di Pediatria presso l’Università di Washington, che nella sua professione di medico si è occupato a lungo delle esperienze di quasi morte (NDE, Near Death Experiences) nei bambini. Secondo, Morse, il lobo temporale destro consente agli esseri umani di entrare in contatto con una realtà non locale, al di fuori del tempo e dello spazio ordinario, e tale realtà costituirebbe la base delle esperienze mistiche e di quelle paranormali.

   Come si può vedere, una volta iniziato a comprendere i meccanismi dello sviluppo del cervello e a svelare i meccanismi dello sviluppo del cervello e a svelare le basi neuronali della percezione, della memoria e dell’apprendimento, i neuroscienziati sembrano ben decisi ad affrontare anche gli aspetti più profondi ed esclusivi dell’esperienza umana, entrando in un terreno fino ad oggi di pertinenza esclusiva dei teologi, dei filosofi e dagli storici delle religioni. L’originalità di M. Persinger sta nel non essersi limitato allo studio di pazienti con l’epilessia del lobo temporale, ma nell’avere indagato l’esistenza di anomalie neuroelettriche nella popolazione “normale”. Persinger ha, infatti, teorizzato l’esistenza di scariche transienti del lobo territoriale (TLT, Temporal Lobe Transients) che possono influenzare il linguaggio, il riconoscimento dei volti, le emozioni e in più in generale i processi psichici, senza dare luogo, perché non sufficientemente intense, ad attacchi epilettici vere e propri.

   Inoltre, secondo Persinger, se la natura “estatica” di certi attacchi è il risultato di un’influenza dei lobi temporali sui normali processi delle strutture limbiche, come l’amigdala e l’ippocampo, si può pensare che queste attività siano l’esagerazione di una normale attività del cervello. È questa la sua “ipotesi del continuo”, formulata nel 1983, secondo cui un po’ tutti, abbiamo un grado variabile di potenziale labilità verso queste anomalie funzionali. Ammesso, a questo punto, che si tratti davvero di “anomalie” e non piuttosto, come appare sempre più probabile, di normali capacità del cervello umano. Capacità che renderebbero ragione degli aspetti universali delle esperienze mistiche-religiose e di quelle paranormali, al di là delle differenze di epoca storica e di cultura.

   L’esistenza di anomalie elettriche transienti dei lobi temporali era già ipotizzata in psichiatria e variamente descritta come “epilessia di Dostoevskij”, “attacchi parziali”, “attacchi estatici” e “attacchi psichici”. Le sensazioni soggettive associate con questi attacchi epilettici parziali possono includere illusioni somestesiche (come ad esempio le vertigini o il senso di volare), allucinazioni olfattive e gustative (piacevoli o spiacevoli), allucinazioni uditive (come voci, suoni, musiche), allucinazioni visive (in particolare macchie e strisce luminose, stelle, dischi, colori), macro e microscopia, autoscopia (la percezione delle propria immagine). Quest’ultimo fenomeno, in particolare, lungamente descritto dallo psicanalista Otto Rank nel suo celebre sul “doppio” nella mitologia e nell’arte. Possono inoltre esserci illusioni cognitive, come sensazioni di dejà vu (già vissuto), idee e pensieri ossessivi, distorsioni del senso del tempo e dello spazio, idee trascendenti e metafisiche e sintomi affettivi come tristezza, paura, piacere, ansia. Insomma, non pochi punti in comune con l’esperienza sciamanica e quella psichedelica.

   Nel 1990 Persinger e i suoi collaboratori realizzano un questionario (PPI, personal Philosophy Inventory) che contiene affermazioni del tipo “a volte mi sento come se le cose non fossero reali”, “ho sognato di galleggiare o di volare in aria” e persino “sono stato a bordo di un’astronave”. L’obiettivo del questionario era di verificare nella popolazione la presenza di fenomeni (pur deboli) analoghi a quelli degli attacchi epilettici parziali. Un decennio di uso di questo strumento ne ha stabilito l’affidabilità e la capacità di predire anomalie dei lobi temporali misurabili con l’elettrocenfalogramma.

   A questo punto Persinger non rimaneva che un ultimo passo: riprodurre i sintomi e le esperienze sopra descritte in laboratorio, su soggetti perfettamente normali, in che modo? Semplice. Ricordiamo, come già detto in precedenza, che Persinger ha iniziato i suoi dedicandosi sugli effetti neuropsicologici e comportamentali dei campi elettromagnetici. La via seguita è quindi stata quella di applicare su dei volontari dei deboli campi elettromagnetici cercando di localizzarne l’effetto sui lobi temporali e sul sistema limbico. Il metodo usato da Persinger è stato molto empirico. In pratica, egli ha provocato numerose combinazioni d’intensità di frequenza di un campo magnetico, applicato sulla testa dei soggetti grazie ad un semplice casco da motociclista, modificato con gli opportuni elettrodi e avvolgimenti magnetici. Le persone che si sono infilate l’elmetto di Persinger hanno vissuto esperienze fuori dal corpo, avuto allucinazioni di varia natura, rivissuto momenti della loro infanzia, provato terrore o piacere e avuto la senzazione che nella stanza dell’esperimento fossero presenti angeli, demomi o alieni. Sono stati eseguiti numerosi esperimenti sulla “emisfericità” di questi effetti. Persinger è giunto alla conclusione che per la maggior parte delle persone il “senso del Sé” (ma forse darebbe più giusto dire “dell’Io”) risiede nel lobo temporale sinistro, mentre nell’emisfero omologo destro risiederebbe un altro senso del Sé, percepito in genere come una presenza estranea all’individuo: il proprio doppio, un alieno, un angelo, un demone o Dio. Insomma, si comincia a capire perché qualcuno già parla di neuroteologia.

   Le ricerche di Persinger coniugano in modo originale, per la prima volta su solide basi scientifiche, la geofisica, quindi lo studio dell’ambiente naturale e la neuropsicologia degli stati modificati di coscienza. Esse permettono quindi di gettare nuova luce su tanti aspetti della “geografia sacra”. Ad esempio, anche a un’analisi superficiale, si nota che tanti luoghi magici, in cui i sacerdoti, i veggenti o le streghe si recavano per avere visioni e predire il futuro, si trovano in prossimità di siti con caratteristiche geofisiche tali da poter creare, o in passato avevano creato, anomalie geomagnetiche del tipo di quelle riprodotte da Persinger in laboratorio con il suo elmetto. Lo stesso Persinger ha preso in considerazione, da questo punto di vista, i luoghi in cui sono avvenute alcune celebri apparizioni mariane. Paul Devereux, un ricercatore indipendente, ha registrato delle anomalie locali del campo magnetico terrestre in coincidenza con l’apparizione di luci misteriose (le cosiddette “earth lights”) nel deserto del Texas e in quello della regione di Kimberley nell’Australia Occidentale. Queste luci erano già conosciute dagli indigeni che abitavano in quelle zone e in tempi recenti furono considerate come apparizioni di UFO. I risultati di Devereux sono in accordo con la teoria di Persinger, anzi, lo stesso Devereux, autore di numerosi libri sulla “geografia cognitiva dei luoghi sacri”, è addirittura andato nei laboratori di Persinger per provare di persona l’elmetto. Ricordiamo, infine, che il luogo dove predicava il celebre Oracolo di Delfi era situato su una faglia tellurica e la zona è stata frequentamene a terremoti; anche se in questo caso sembra, lo stato di trance dell’Oracolo fosse provocato dall’etilene[29] che fuoriusciva dalle fratture nel terreno, non si può escludere un ruolo del geomagnetismo terrestre o una combinazione dei due elementi.

   Per questo motivo non è un caso che il lavoro di Persinger sia citato capitano John Tyler, la cui ricerca per le forze aeree dell’esercito americano e per i programmi aerospaziali paragona il sistema nervoso a un ricevitore radio.[30]

LE NUOVE BARBARIE

  L’accesso a una macchina per la lettura consentirebbe all’operatore di accedere alle idee di un’altra persona, nella sostanza essa è lo strumento ideale per un ordine di stampo tecno nazista dove le idee, saranno, come dire, liberamente fruibili. I contenuti della mente delle persone saranno scavati, estratti, e sicuramente ne saranno fatti una cernita, come se l’evento fosse un mercatino dell’usato. Bisognerebbe mettere in atto una campagna sulla proprietà intellettuale delle idee, poiché con questo andazzo, saremmo costretti ad abituarci alla prospettiva che potremmo riconoscere il nostro proprio lavoro pensato creato nel nostro cervello uscire dalla bocca di qualcun altro. Non solo, al posto della cocaina o in aggiunta a essa si potrebbe essere vittime di una coercizione mentale tecnologicamente indotta (con il saccheggio delle nostre idee e lo stupro della mente).

   La neuropsichiatria con la mappatura cerebrale spera di trovare molto presto, con la risonanza magnetica, il “gioco nuovo di zecca su cui gli scienziati stanno lavorando”, “la macchia dell’amore” e “la macchia del senso di colpa”.[31]

   Il rischio pesante è che si potrà ordinare una scansione cerebrale con relativo ricovero coatto, per chiunque esibisca un comportamento che sia considerato strano o bizzarro, determinato magari dalle vicissitudini della vita.

   Questa tendenza è in atto in tutte le società industriali capitalistiche avanzate. La putrefazione sociale in atto è ormai a un livello mai visto nella storia, permea tutti i pori della società umana; tutto ciò esprime una sola cosa: non solo lo sfascio della società borghese, ma soprattutto l’annientamento di ogni principio di vita collettiva nel senso di una società priva del minimo progetto, della minima prospettiva, anche se a corto termine, anche se illusoria.

   Il progetto della P2 in Italia si proponeva il controllo degli organigrammi essenziali di vertice degli apparati dello Stato e dell’informazione attraverso televisioni, quotidiani e periodici, e della politica (comprando i vertici dei partiti o costruendone nuovi se necessario): questo con l’obiettivo di eliminare le garanzie e i diritti che i lavoratori si erano conquistati con dure lotte.

   A fonte della crisi generale in atto e dei relativi processi di decomposizione tutto questo non è più sufficiente, anzi è inadeguato. Come non sono sufficienti le strategie repressive tradizionali (gendarmerie europee, strategie geopolitiche militari ecc.).

   Si è messa in atto una strategia sotterranea, non visibile, molto sottile. Uno degli strumenti di questa strategia è quello della disinformazione, dove si miscela false informazioni (magari mescolate con quelle vere).

    Ma uno degli aspetti essenziali di questa strategia è di rendere il controllo pressoché sistematico. Le democrazie borghesi per quanto siano il miglior involucro per il capitalismo per via della mistificazione della “volontà popolare”, presentano sempre il pericolo (per il capitale ovviamente) della possibilità di un’autentica volontà popolare che sarebbe difficilmente gestibile e il controllo dell’informazione e delle opinioni “collettive” non sarebbe sufficiente.

   Occorre perciò una diffusa e sistematica capacità d’intervento sugli individui, mediato anche dalle autorità pubbliche, usando la medesima trama d’interventi per la “tutela sociale”, ma invertendone la funzione: allo Stato “sociale” (da mettere sociale tra virgolette, perché sotto il capitalismo non può esserci nessuna autentica socialità), che era un sottoprodotto della lotta di classe tendente a rovesciare il sistema, che con la sua ramificazione tutelava bene o male le masse popolari (in Italia, sotto il regime DC, si deve parlare di stato assistenziale e clientelare), emerge una sua caricatura che ha funzioni di puro controllo della popolazione in particolare di quello che una volta si definiva “le classi pericolose”, oppure dei soggetti “deviati”.

    Possiamo prendere come un esempio magistrale quella rete che intreccia tra di loro magistratura, servizi sociosanitari e psichiatria. Una rete che alleva e forma psicologi, educatori e laureandi di discipline medico-sociali. Che aiuta la formazione di imperi economici privati grazie alla formazione di un vero e proprio intreccio di attività, interventi e presenze.

Possiamo prendere come esempio emblematico di tutto ciò, il fatto che dal 1995 il direttore scientifico della Comunità Saman è il Prof.  Luigi Cancrini, ben noto psichiatra e presidente del Centro Studi di Terapia e Relazione. Proveniente dal PCI e stato deputato dei Comunisti italiani. Direttore scientifico di una realtà dove ha operato Rostagno prima di essere assassinato, ma anche un avventuriero come Francesco Cardella, grande amico di Craxi, che costruì un impero economico, pensiamo solamente alla holding Saman e alle altre attività economiche controllate da lui, il fisco ha fatto su di esse una relazione di duecento pagine.[32] Ci si trova una sfilza di sigle, da Saman International a Saman Italia, da Saman France (amministrata da Giorgio Pietrostefani) a Saman Srl, da Gie Solidarie’ te’ a Oiasa, da Cigarettes Brokers a Saman Quadrifoglio, passando per Il Mattone. E molte altre sono per altre vie riconducibili all’ex santone. La Saman International ha sede a Malta, in un grande palazzo nel centro della Valletta (indirizzo: 61, Arcibishop Gonzi Square). Ed è a questa società, al riparo dal fisco italiano, che è intestata la piccola flotta della comunità: le due famose navi Garaventa 1 e Garaventa 2 (sospettate di non occuparsi solo del recupero dei tossicodipendenti), la barca a vela “Il povero vecchio”, un tre alberi e un’imbarcazione off shore valutata circa mezzo miliardo di lire. Con un complesso giro finanziario, inoltre, la Saman International acquisto’ anni fa anche un castello nella Loira: fu pagato con soldi di Saman Italia, fu intestato a Saman France. Non finisce qui: Cardella e i suoi risultano proprietari anche d’appartamenti a Milano, di terreni e fabbricati sia in Italia che all’estero, di conti correnti in due banche milanesi (la Banca dell’Agricoltura e la Cesare Ponti). Nel’ 93, in particolare, proprio alla “Ponti” di via Plinio furono depositati da Cardella due miliardi: i soldi erano di Saman, ma gli interessi bancari finivano nel patrimonio personale dell’ex guru. Con lo stesso sistema, dice il rapporto della Finanza, furono creati fondi neri (in titoli di Stato) impiegati “per attività estranee alla comunità “. Quali attività? Mistero, per ora. Una chiave di lettura può essere il viaggio del piccolo bimotore (intestato a Saman International) che nell’94 fu usato per la fuga di Craxi in Tunisia.

   Per far passare questo tipo passaggio, da una democrazia borghese a un sistema di controllo più capillare fu decisivo il controllo della magistratura, dove tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni 80, ci fu la resa dei conti tra la vecchia massoneria tradizionale e la nuova schiera di magistrati, molto “efficentisti” e magari anche “democratici”.

   Infatti, sotto una versione di “sinistra”, la tendenza emergente della magistratura parlando di diritti e progettando istituti che avrebbero dovuto tutelare le persone considerate deboli, in realtà si è portato a un risultato che è stato tutto l’opposto rispetto ai fini dichiarati.

   Una vicenda che possiamo prendere come esempio è quella che vede a braccetto Magistratura Democratica e Psichiatria Democratica.[33] Sin dal 1997, queste due associazioni “democratiche” invocarono una legislazione sull’istituto dell’Amministratore di sostegno, un istituto che avrebbe dovuto essere a “beneficio dei bisognosi, minorati, di tutela”. Tutto questo nascondeva in realtà un’idea d’ingegnerizzazione sociale mediante un uso mirato o più diffuso di quello che in linea teorica sarebbe stato necessario.

   Nel 2004 viene approvata dal parlamento la legge sull’amministratore di sostegno, nel 2008 viene sancito il potere assoluto di certificazione sulle “patologie” ai medici psichiatri. Non è un caso che l’inizio del XXI secolo ha visto l’attuazione della strategia della distruzione di molti individui mediante la scienza asservita. Nel 2012 come si diceva all’inizio il DSM, espande in sostanza il vaglio di criticità mentale in sostanza a tutti gli aspetti del comportamento umano e alla sfera di condotte e reazioni che se non sono patologiche sono fisiologici (come dire l’identità umana, è in mano allo psichiatra di turno che ha un vaglio di discrezionalità tale, che neanche i parroci nel medioevo avrebbero potuto pensare).

   Si sta assistendo all’uso deviato sulle nomine dell’amministratore di sostegno per fini diversi dal “sostegno”. Quello che emerge oggi in maniera eclatante, è la concettualizzazione e applicazione concreta di istituti finalizzati ad un controllo sociale autoritario diffuso, dove psichiatri, psicologi, educatori ed assistenti sociali sotto l’egida dei primi  e magistrati di settore “sensibilizzati” o plasmati attraverso informazioni e nozioni !manipolatorie”, entrano in modo deviato e deviante nelle sfere individuali, talvolta condotti per mano alla finalità della distruzione e del controllo dei soggetti colpiti.

   Se si va vedere si riscontra che c’è un dedalo accuratamente costruito mediante il controllo di professionalità, ruoli, che s’interfaccia con le componenti della magistratura “consapevoli” (del ruolo di controllo sociale s’intende) e un uso spregiudicato degli strumenti e degli ambiti, “di tutela”.

   Che si tratti di conflitti genitoriali, di minori o conflitti parentali, e di soggetti speciali o ordinari, le logiche degli interventi accuratamente teorizzati a monte, indicano un principio di sottrazione, d’intervento sociale autoritario, che crea dolore, danni, orientando scelte ingiuste con argomenti soavi e spesso sul piano meramente formale difficile da contestare.

   Con la chiave di lettura dello scontro tra genitori all’interno delle famiglie, e per “tutelare” i minori, si arriva che per sottrarli al conflitto, s’ingenera un fenomeno di adduzione dei minori verso case-famiglia (e il relativo business) ma anche verso pratiche che e situazioni, come soluzioni “comunitarie come quella del Forteto dove i minori erano soggetti non solo di molestie ma anche di violenze sessuali.

Ben 23 sono state le persone rinviate a giudizio, dopo le denunce dei ragazzi. In pratica, tutti i vertici del Forteto. Lo stesso Fiesoli (il leader della comunità) e il suo braccio destro, Luigi Goffredi, aveva già subito una condanna (passata in giudicato) negli anni ’80 per violenza sessuale. Ma nonostante questo il Tribunale di Firenze ha continuato ad affidare minori al centro per anni. Così come la politica, con il Comune che non ha offerto le tutele necessarie. Anzi, ha continuato ad affidare i bambini al Forteto. I leader della comunità venivano invitai nelle scuole per parlare di violenza. Un altro dei fondatori del centro decide di denunciare Fiesoli: “Dopo essere stato condannato, era riuscito a convincere tutti come fosse vittima di persecuzione giudiziaria”. Tanto da essere considerato nel tempo quasi un “santo laico”, diventando un’icona di un’amministrazione storicamente di Centro-Sinistra. Per questo i ragazzi vittime di abusi negli anni continuano a essere mandati all’interno del centro del fondatore già condannato per violenze sessuali.  Piero Tony, oggi a capo della Procura di Prato e allora il giudice minorile responsabile dei numeri affidamenti al Forteto “si vantava” dei rapporti con il centro[34].

   In questo scenario incombe le proposte di una nuova normativa sul T.S.O. che in linea teorica avrebbe dovuto essere per malati psichici in grave stato e situazioni urgenti, da strumento eccezionale, sottoposta al meccanismo della doppia certificazione (l’ordinanza del sindaco e la verifica di legittimità della stessa) ed essere operativa per periodi di 7 giorni rinnovabili con un limite beve, diverrebbe nelle intenzioni dei proponenti uno strumento di carcerazione sulla base di una sola certificazione a monte, addirittura di un solo medico. Tutto ciò costituisce la presa di potere da parte degli psichiatri nell’apparato sanitario. Essi sviluppano la collaborazione con il circuito giudiziario, che nel frattempo si struttura per agevolare la “tendenza normativa”. Con queste proposte si avvierebbe in via definitiva il controllo sociale di tutti gli individui “certificati”. Qualunque obiezione formale o del tipo bisogna vedere il caso concreto” crolla miseramente, dinnanzi a un quadro storico così nitido e chiaro.

    TORNIAMO AL DISCORSO SUGLI STUDI DEL CERVELLO E SULLE LORO IMPLICAZIONI

   Il Professore Ramachandran, neuroscienziato dell’Istituto la Hoya di San Diego in California ha mostrato nelle sue ricerche le molte cose che può fare il cervello. Ha parlato di disordini della personalità e ha messo in evidenza come alcuni pazienti, che hanno subito danni cerebrali a seguito di traumi cranici, non hanno la capacità di riconoscere le proprie madri. Altri ancora si sentono come fossero morti. Egli ha riscontrato delle lesioni cerebrali in tutte queste persone. Sta sviluppando le ricerche sugli schizofrenici (o ritenuti tali) cercando di provare che essi presentano lesioni nell’emisfero cerebrale destro, che comporterebbero l’impossibilità di distinguere la fantasia con la realtà.

   Dato che il Professor Ramachandran parla della schizofrenia come un’agnosia ovvero che la persona colpita è consapevole dell’impossibilità di conoscere, o meglio dell’incapacità (che può essere uditiva, visiva o tattile) di riconoscere gli oggetti, pur in assenza di deficit sensoriali, sarebbe interessante porre il quesito se una persona con trauma cranico sia consapevole o meno di averlo. E sarebbe interessante sapere dal lui se il paziente che ha ricevuto conforto e una maggiore possibilità di riacquisire il senso della realtà sarà informato della lesione. Come sarebbe interessante sapere come si sente il paziente che ha ascoltato la diagnosi. E lo stesso si potrebbe dire come si sentono gli psicanalisti e soprattutto gli psichiatri che hanno anni alle spalle di trattamenti di persone con lesioni cerebrali di cui non erano consapevoli. Sarebbe troppo comodo e autoassolutorio dire da parte di questi “specialisti” ci sia stata una “negligenza”.

   Ed è profondamente schifoso (per essere leggeri) che un neuroscienziato schernisca gli schizofrenici dicendo che sarebbero persone “convinte che la CIA gli abbia impiantato dispositivi nel cervello per controllare nel cervello per controllare i loro pensieri e le loro azioni, o che gli alieni li stanno controllando”.[35]

Affrontare il terrore e la paura di ciò che può turbare profondamente.

   Freud credeva che l’esplorazione di ciò che turba profondamente sarebbe stata la direzione principale dell’esplorazione della mente. La paura del perturbante (parola che in sintesi definisce ciò che turba profondamente) ci ha accompagnato per molto tempo. Il malocchio, o l’intruso, è un tema familiare nella letteratura, particolarmente nel libro di Josep Conrad Il compagno segreto, e nella novella di Maupassant Le Horla. L’analisi del perturbante ha riportato Freud alla concezione animistica dell’universo: “… sembra che noi tutti nella nostra evoluzione individuale, abbiamo attraversato una fase corrispondente a questo animismo negli uomini primitivi, che questa fase non sia stata superata da nessuno di noi senza lasciarsi dietro residui e tracce ancora suscettibili di manifestarsi, e che tutto ciò che oggi ci appare ‘perturbante’  risponda alla condizione di sfiorare tali residui di attività psichica animistica e spingerli ad estrinsecarsi”.[36]

   Anche la separazione al momento della nascita, e la paura infantile dei fantasmi notturni lasciano le loro tracce in ciascuno di noi. L’esperienza individuale di essere solo nella propria mente –il destino solitario dell’uomo, che non è mai stato messo in dubbio prima d’ora e su cui si basa l’intera storia dell’educazione delle società industrializzate – che proprio ora è presa d’assalto da forze misteriose. Dato che la crescita della persona umana si basa su questa concezione dell’accettazione della propria solitudine, lo sforzo di alleviarla è alla base della compassione e della protezione da parte di altri. Tutto ciò è alla matrice non solo della bontà umana è anche un centro del potere comunicativo dell’arte. Anche se alla fine dobbiamo tutti vivere e morire soli, possiamo per lo meno condividere questa conoscenza attraverso atti di tenerezza che compensano il nostro stato solitario. In tempi di smarrimento e di esaurimento nervoso la durezza di questa solitudine si fa sentire ancora di più. Il miglior sforzo costruttivo sociale e di gruppo è di calmare le ansie psicotiche, che sono alla base di ciascuno di noi e che possono essere provocate in condizioni sufficientemente estreme.

   L’ingresso tecnologico e calcolato nella mente di un’altra persona è un atto di barbarie monumentale che annulla – forse giocherellando con qualche tasto – la storia e lo sviluppo mentale dell’essere umano. È più che un abuso dei diritti umani, è in sostanza la distruzione che la propria esistenza personale abbia un significato. Per chiunque sia costretto all’inferno di vivere con uno stupratore invisibile della mente lo sforzo per rimanere sano è oltre il limite della sopportabilità. La capacità immaginativa di una mente comune non può comprendere l’orrore. Si è tentato di rassegnarci agli esperimenti dei campi di concertamento dicendo che ormai è acqua passata, una parentesi orribile, ma sempre una parentesi. Adesso si ha la prospettiva di un controllo sistematico autorizzato da uomini che danno istruzioni attraverso comunicazioni (che possono essere satellitari) per la distruzione della mente.

   Tutto questo è essenzialmente un modo di umiliare e annichilire la persona umana. È una manifestazione di rabbia espressa da coloro temono l’impotenza con un terrore tale che tutti i loro sforzi sono protesi ad evirare e distruggere il terrificante rivale delle loro fantasie inconsce. In quest’apocalisse della mente la figura punitiva sorge come dalle viscere del palco dell’Opera, e questa fantasmagorica è espressa su scala globale. Questi uomini potrebbero essere abbastanza pazzi da credere che stiano creando “un ordine mondiale psicocivilizzato”.  Per chiunque abbia studiato i bambini che hanno subito abusi, ricorda più una sorta di ricostruzione dell’inconscio, rafforzato da una vita senza la capacità dell’identificazione empatica, delle oscenità subite o perpetrate da altri bambini negli asili. Le altre persone, che per loro erano dei come giocattoli di Action Man da fare a pezzi, o come delle Barbie da violare, perdono il significato della loro umanità come tante immagini pixellate sullo schermo.

   Se l’ingresso in una mente è osceno per definizione, una valutazione abbreviata degli effetti descritti dalle persone invase mentalmente testimonia la natura perversa di quest’attività pseudoscientifica. Sono emessi strani rumori dal corpo, la persona è capace di riconoscerli come estrinseci; è pompata da bicicletta. Gradualmente il repertorio viene ampliato: fitte e spasmi agli occhi, al naso, alle labbra, strani tic, dolori alla testa, fischi alle orecchie, ostruzioni nella gola, pressione all’intestino e sulla vescica che provoca l’incontinenza; formicolii alle dita delle mani, ai piedi, peso sul cuore, peso durante la respirazione,, vertigini, problemi oculari che portano alle cataratte; eccessiva lacrimazione o secrezione delle mucose nasali; accelerazione del battito cardiaco e aumento della pressione nel cuore e nel petto, disturbi respiratori che portano alle bronchiti e al deterioramento dei polmoni; emicranie lancinanti; essere svegliato di notte, a volte con scosse terrificanti;  intollerabili livelli di stress derivanti dalla perdita della propria privacy. Questa collezione di sintomi assortiti è una sfida per qualunque medico che debba farne una diagnosi.

   Ci sono anche i potenziali effetti letali, data la capacità degli ultrasuoni e degli infrasuoni, che possono causare l’arresto cardiaco, lesioni cerebrali, la paralisi e la cecità, se si viene attaccati con i laser, oppure indurre l’asfissia alterando le frequenze del cervello che controllano la respirazione, e le crisi epilettiche – tutte queste ed altre cose potrebbero essere a portata di mano per chi le sviluppa. E chi sceglie di usarle potrebbe essere comodamente seduto accanto ad una bottiglia di vino, con un’arma sopra il tavolo del ristorante o accanto in sé in piscina, che potrebbe assomigliare a un telefonino.

   Le vittime del controllo mentale hanno difficoltà ha provare gli abusi che subiscono, per questi motivi bisogna che ci sia un dibattito pubblico sull’esistenza e sugli usi di queste tecnologie, bisogna a livello politico rivendicare che le informazioni inerenti queste armi, sugli abusi contro cittadini inermi e la minaccia per quello che rimane delle libertà democratiche comporta l’utilizzo di esse, si abolisca il cosiddetto “segreto di Stato” e si aprano gli archivi. I resoconti delle vittime di abuso dovrebbero essere resi pubblici e soprattutto l’uso delle armi psico-elettroniche dovrebbe essere dichiarato illegale e criminale. I medici dovrebbero avere gli strumenti per riconoscere i sintomi del controllo mentale e dell’abuso psicotronico.

   Questa battaglia deve essere vista dentro un quadro che vede i vari paesi imperialisti – compresi numerosi Stati dell’Unione Europa tra i quali anche l’Italia – partecipano alle guerre imperialiste in Africa e in Medio Oriente.

   Questa partecipazione si accompagna alla messa a punto di meccanismi di sorveglianza e controllo di massa, al coordinamento sempre più stretto tra i servizi di polizia, i servizi di spionaggio civili e militari, in legame coi servizi USA, particolarmente attraverso la NATO.

    In tutti i paesi, si assiste al rafforzamento della criminalizzazione della contestazione sociale, alla rimessa in discussione delle libertà democratiche faticosamente conquistate, soprattutto nel campo del diritto di sciopero, del diritto di organizzazione e di manifestazione da parte dei lavoratori. Gli attacchi si concentrano contro le organizzazioni e i militanti che denunciano la collaborazione di classe dei dirigenti che “negoziano” (maniera soft per dire che collaborano) col padronato e i suoi governi l’applicazione delle politiche di austerità.

   Gli Stati imperialisti si stanno fascistizzando.

   All’acutizzazione di tutte le contraddizioni, l’unica proposta politica realistica e seria è il cambiamento radicale di questa società fondata sul profitto, sulle diseguaglianze sociali dove si usa questo tipo di armamenti criminali per mantenere il dominio d classe.

PROGETTO BRAIN INITIATIVE: MAPPARE IL CERVELLO DEGLI ESSERI UMANI

   Obama annunciò nell’aprile 2013, l’avvio di un progetto che ha lo scopo di riuscire a mappare il cervello degli esseri umani, confermando che nel bilancio fiscale del 2014 l’attivazione del progetto peserà per un importo iniziale di 100 milioni di dollari. La durata del progetto è stimata in 10 anni, e dovrebbero raggiungere il costo globale di 3 miliardi di dollari. Lo scopo ufficiale è quello di arrivare a comprendere il funzionamento del cervello umano per scoprire delle nuove metodologie di cura per tutte quelle patologie che interessano l’apparato cerebrale umano, come l’autismo, la schizofrenia, l’epilessia, i traumi cerebrali e il morbo di Alzheimer (certamente non possono mica dire che si vogliono militarizzare le neuroscienze). La tecnologia giocherà un ruolo determinante nel progetto (è un caso il termine BRAIN si riferisca all’acronimo Brain Research trough Advancing Neurotechnologies), e il costo dell’intero programma non sembra spaventare il governo USA più di tanto, anche perché, secondo stime di organismi governativi, le malattie del cervello costano al sistema sanitario statunitense qualcosa come 500 miliardi di dollari all’anno.

   MA IN REALTA’ NON E’ UNA NOVITA’, QUESTO PROGETTO E’ IN CORSO DA QUASI 20 ANNI IN SVIZZERA, UTILIZZANDO UN COMPUTER IBM, TRA I PIU’ POTENTI DEL MONDO. I MEDIA RIPORTAVANO UNA DECINA DI ANNI FA, CHE LA CAPACITA’ CEREBRALE UMANA ERA ATTORNO AI 270 TERABYTE. QUESTI STUDI SONO IN CORSO DA DECENNI. CIO’ CHE E’ ANCOR PIU’ GRAVE, GLI STATI SE NE FANNO ARBITRARIAMENTE PROMOTORI.

   E giacché siamo nel bel mezzo di una crisi, sono tanti soldi che potrebbero andare per salvare come si suole dire “l’economia nazionale”. Un esempio chiaro: proprio nei giorni del 2009 che a Londra si riuniva il G20,Il Sole 24 Orepubblica una mappa analitica e aggiornata degli interventi compiuti dai vari governi dal settembre 2008 al marzo 2009 e la cifra è sconcertante: 22-23 mila miliardi di dollari, contro gli 80 che costò il new deal e i 500 del costo della seconda guerra mondiale imperialista,[37]la metà di questa cifra o quasi è impegnata solo dal governo USA (amministrazioni Bush e Obama) e larghissima parte di essi, in USA e nel mondo, è destinato alle banche.

Raffrontando queste cifre risulta che:

  1. La spesa della seconda guerra mondiale imperialista abbraccia un arco di 6 anni, qui siamo in presenza di 6-7 mesi;
  2. La spesa militare nella seconda guerra mondiale imperialista rilanciò l’economia USA, infatti, nel 1941 il PIL era di poco superiore al 1929 e s’impenna negli anni susseguenti raddoppiando quasi mentre nel 1943-44 la percentuale del PIL della spesa militare era pari al 44,6%. Adesso invece si spende molto di più ma l’economia non sembra reagire positivamente.

   Che queste cifre non siano arrivate alla stampa “popolare” è evidente: l’enormità della cifra significa che siamo vicini al si salvi chi può.

   Il Progetto Genoma Umanovarato nel 1990 e conclusosi nel 2000 dal National Institutes of Healt (NIH) per mappare tutti i geni del DNA umano, ha prodotto scoperte e vantaggi di portata incalcolabile. Va inoltre ricordato che tra i vari organismi studiati all’interno del progetto, ne troviamo uno (quello del batterio Escherichia Coli), che ha portato nel 2011 alla realizzazione di SPAM (Steganography by Printed Arrays of Microbes) un sistema di codifica dei batteri per la trasmissione di messaggi cifrati.[38]

   Accenniamo adesso l’argomento dei messaggi cifrati. Lo studio delle tecniche e delle metodologie per rendere riservate le comunicazioni tra due interlocutori, ha sempre rappresentato, fin dai tempi dello storico greco Erodoto, il maggiore tormento per tutti i fautori dell’importanza della segretezza delle informazioni trasmesse. Fu proprio lo storico greco, considerato da molti come il “padre della storia” (in funzione della sua famosa opera intitolata Storie in cui narra delle vicende che portarono alla guerra tra la Grecia e l’impero persiano), a raccontare di un curioso episodio in cui si scorge il primo tentativo di trasmissione mascherata di un messaggio. L’episodio si riferisce all’esigenza di un nobile persiano ossessionato dalla ricerca di un sistema che consentisse di trasmettere segretamente un messaggio a un suo alleato. Il contenuto del messaggio rivestiva un livello di segretezza assoluto ed era fondamentale impedirne l’accesso a chiunque non fosse il legittimo destinatario. Naturalmente, la possibilità di affidare il manoscritto a un corriere, presentava rischi notevoli. Il primo era da attribuire alla facilità di accesso all’informazione nel caso in cui il corriere fosse caduto in mani nemiche, il secondo era da attribuire alla fedeltà del corriere stesso, che avrebbe potuto leggere il contenuto del documento per poi rivelarlo al nemico. A questo punto il nobile persiano ebbe un’illuminazione: fece tagliare a zero i capelli del messaggero al fine di poter tatuare un messaggio sulla pelle del cranio; una volta che i capelli furono ricresciuti, inviò il corriere a destinazione, con la sola istruzione di tagliarseli nuovamente nel momento della consegna del messaggio.

   Durante la seconda guerra mondiale furono sperimentate delle tecniche di steganografia,[39]  tra le quali la più nota fu quella delle cifre nulle. Utilizzata sia dagli alleati sia dai tedeschi, in particolare per le trasmissioni radio, questa tecnica si basava sull’inserimento di un messaggio nascosto all’interno di un altro messaggio di testo. Anche in questo caso il messaggio era composto in modo tale da sembrare normale all’apparenza ma, utilizzando una sequenza di estrapolazione di caratteri, era possibile ottenere un messaggio diverso. L’esempio di seguito indicato, e riconducibile ad un testo realmente inviato da una spia tedesca. Il messaggio è compilato in maniera opportuna per consentire, grazie all’estrapolazione della seconda lettera di ogni capoverso, di ottenere una comunicazione completamente differente.

   Sempre durante il secondo conflitto mondiale furono sperimentate altre tecniche di mascheramento dei messaggi segreti, come l’utilizzo di inchiostri invisibili (detti anche simpatici), sostanze che normalmente non lasciano tracce visibili su di un qualsiasi foglio di carta, ma diventano perfettamente visibili se il documento viene accostato ad una fonte di calore. Furono utilizzate sostanze comuni, come il succo di limone, l’aceto, il latte, ma anche sostanze chimiche come l’inchiostro al cobalto, che può essere reso visibile solo se si utilizzano particolari reagenti chimici.


   Con il passare degli anni, l’evoluzione delle tecnologie cominciò a produrre risultati rilevanti in molteplici settori, ivi incluso quello del camuffamento delle immagini. Inventata dai tedeschi durante l’ultimo conflitto, la tecnica dei micropunti segna un sostanziale passo avanti nella steganografia, al punto tale che Edgar J. Hoover, il potentissimo direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI), la definì senza mezzi termini “il capolavoro del nemico nello spionaggio”. Fu solo grazie all’intercettazione, nel 1941, di un agente tedesco che trasportava una rivista in cui era impressa una microfoto, che gli alleati scoprirono questa nuova tecnica di mascheramento. Essa si basava sull’utilizzo di fotografie molto piccole (un punto dattiloscritto), che una volta ingrandite diventano immagini di buona qualità, e il loro camuffamento poteva essere reso possibile grazie al loro inserimento in foto diverse e prive di significato.

   Spam è un termine assai noto nel cyberspazio. Noto anche come spamming, identifica quella forma invadente e fastidiosa di pubblicità indesiderata che solitamente colpisce un po’ tutti i frequentatori del cyberspazio che utilizzano la posta elettronica. Le origini storiche del termine, secondo Wikipedia, sono da ricollegarsi a uno sketch comico del Monty Python’s Flyng Circus, che si svolgeva all’interno di un locale in cui era servita della carne in scatola, meglio nota con il nome di Spam. L’aspetto più caratteristico dello sketch, risiede nell’insistenza della cameriera nel proporre a tutti i clienti i piatti in cui era presente Spam (uova e Spam, uova pancetta e Spam, salsicce e Spam, ecc.), e nella ritrosia dei clienti ad ordinare l’alimento per l’insistenza ossessiva della cameriera. Probabilmente la scelta del termine spam nell’identificare il fastidioso fenomeno dei messaggi pubblicitari in Rete, è riconducibile proprio alla sensazione di sgradevolezza che provavano i clienti cui era proposta forzatamente la carne in scatola.


   Tuttavia, proprio in questi ultimi tempi, potremmo essere giunti a una fase di revisione del significato di questo termine. Anzi, il termine Spam potrebbe addirittura assumere nell’immaginario collettivo perfino un significato positivo, e ciò sarebbe reso possibile grazie ad una straordinaria sperimentazione condotta nel settore delle biotecnologie: la possibilità di utilizzare batteri modificati in laboratorio per nascondere messaggi segreti.


   La notizia viene diffusa a fine settembre 2011 e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) da un gruppo di ricercatori guidati da David Walt chimico e ricercatore della Tufts University di Medford, Massachusetts. La sigla Spam, in questo caso, è l’acronimo di Steganography by Printed Arrays of Micorbes, in altre parole “Scrittura incodici su matrici stampabili a batteri”, e si riferisce a una tecnica a dir poco rivoluzionaria che consente, grazie ad opportune modifiche di laboratorio, di scrivere e decifrare un codice utilizzando il batterio Escherichia coli (ricordate il batterio killer che si annidava nella frutta e nella verdura?).


   Questo batterio multiruolo, più conosciuto con la sigla E.coli, anche se dimora abitualmente nell’intestino e ha un ruolo fondamentale nel processo digestivo, può provocare malattie terribili e perfino mortali (infezioni del tratto urinario, meningite, peritonite, setticemia e polmonite). Tuttavia, la sua poliedricità a livello funzionale (che sembra essere la sua maggiore peculiarità), oggi potrebbe consentirgli di assumere la veste del primo batterio ingaggiato come agente operativo nei servizi segreti.

   A questo punto cerchiamo di comprendere meglio la tipologia di sperimentazione condotta da David Walt. In pratica in questi batteri è inserita una proteina in grado di emettere una luce fluorescente disponibile tra sette colori diversi (GFPuv, AmCyan, ZsGreen, ZsYellow, mOrange, tdTomato e mCherry). Quindi i batteri vengono posizionati su di un foglio di nitrocellulosa a gruppi di due.

   Questa sperimentazione spalanca le porte a una molteplicità di scenari che possono condurre a percorsi innumerevoli e, per molti versi, sconosciuti. Ad esempio, nel caso si utilizzino ceppi batterici diversi, è possibile fare in modo che i singoli batteri producano proteine fluorescenti in tempi diversi. Questo aumenterebbe in maniera esponenziale i livelli di codifica dei batteri stessi e sarebbe possibile, grazie alla temporizzazione dei segnali dei batteri, creare un sistema d’invio periodico dei messaggi. Un’altra variabile che potrebbe fungere da elemento di variazione nel processo di costruzione del messaggio biologico, è riconducibile all’impiego di antibiotici. Com’è noto, gli antibiotici sono sostanze di origine naturale prodotti da un microrganismo che è in grado di eliminarne un altro (non a caso la parola antibiotico deriva dal greco e significa “contro la vita”).

   Tuttavia, nell’utilizzo comune del termine, esso identifica un prodotto farmaceutico in grado di contrastare proprio la diffusione di batteri. Un antibiotico, essendo in grado di esercitare un condizionamento diretto sul batterio, può essere facilmente utilizzato anche per modificarne alcune caratteristiche. In questo caso un antibiotico opportunamente modificato è in grado di agire sulla capacità del batterio di produrre il colore fluorescente. Facciamo un esempio: supponiamo di utilizzare dei batteri che sono in grado di resistere all’antibiotico rifampicina. Nel momento in cui inseriamo il già menzionato antibiotico sul foglio di nitrocellulosa, i batteri, anche in presenza di rifampicina, rimarrebbero vivi e produrrebbero il loro colore fluorescente codificando un messaggio specifico. Se, invece, negli stessi batteri sono inseriti anche i geni per un altro colore fluorescente, accoppiato alla resistenza per un altro antibiotico (supponiamo l’eritromicina), il codice di lettura cambierebbe: alla presenza di rifampicina, rimarrebbero vivi solo i batteri capaci di resistergli, ma produrrebbero il colore associato alla resistenza per l’eritromicina. In sostanza, mediante l’utilizzo degli antibiotici sarebbe possibile mantenere in vita alcuni batteri (e quindi i messaggi d’interesse) e distruggerne altri (considerati non importanti o già letti), ma sarebbe anche possibile modificare i colori prodotti alterando, di conseguenza, il contenuto del messaggio.


   Da un punto di vista operativo, il funzionamento della trasmissione del messaggio avverrebbe nel modo seguente: i messaggi vengono coltivati su piastre di agar e successivamente trasferiti su di una sottile pellicola che può anche essere inviata per posta al destinatario. La pellicola appare vuota al destinatario, ma il messaggio si rivela quando i batteri sono trasferiti su di un terreno di cultura appropriato. Pertanto, quest’ultimo funge da chiave segreta per la decifrazione del messaggio. Ad esempio, se alcuni batteri sono trattati con un particolare antibiotico, il messaggio segreto potrà essere letto solo con una sostanza chimica particolare. Nel caso in cui sia utilizzata una sostanza non idonea, il messaggio potrebbe rivelare un testo insignificante o potrebbe addirittura essere distrutto. Lo stesso Walt asserisce che le modificazioni dei tratti genetici potrebbero portare a migliaia di possibili chiavi di cifratura del messaggio. Altri studi sono focalizzati su altri batteri come il Bacillus subtilis, un microrganismo non pericoloso, ma che si è dimostrato particolarmente suscettibile alla manipolazione genetica e che è ampiamente utilizzato come organismo modello per molteplici studi di laboratorio.


   Non c’è quindi da stupirsi se questo progetto di coltivazione di batteri messaggeri, è stato finanziato dalla statunitense Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), che già da qualche anno aveva lanciato una sfida ai laboratori chimici degli Stati Uniti per scoprire un sistema che potesse consentire di trasmettere informazioni codificate utilizzando segnali chimici. Non a caso, nel 2010 Craig Venter, scienziato dell’omonimo Istituto Venter, aveva dimostrato come fosse possibile inserire dei messaggi segreti sotto forma di amminoacidi incorporati nel primo genoma artificiale batterico. Insomma, messaggi segreti nascosti nel DNA. Ma il Dr. Walt asserisce che il suo sistema è molto più affidabile e, soprattutto, più semplice da implementare. “Se si sta cercando di inviare un messaggio e non si ha a disposizione un sintetizzatore di DNA, il problema lo si può risolvere semplicemente mediante il trasporto di batteri” asserisce Walt che si spinge oltre affermando: “Utilizzando il mio sistema è possibile ipotizzare una miriade di applicazioni fruibili per lo spionaggio”. Probabilmente, la maggiore peculiarità di questo straordinario sistema di comunicazione segreta risiede proprio nella sua semplicità architetturale, che rappresenta anche il maggiore vantaggio per il suo utilizzo: l’enorme difficoltà nell’identificare e decifrare il messaggio biologico. I marcatori di selezione possono essere numerosi e possono assumere significati diversi e, inoltre, non bisogna dimenticare che per identificare un messaggio biologico “cifrato” occorrono apparecchiature e laboratori complessi, costosi e non semplici da approntare. Per contro, i batteri, che costituiscono il veicolo di trasposto del messaggio segreto, sono particolarmente sensibili alle modificazioni ambientali (temperatura, condizioni climatiche avverse, virus, farmaci), pertanto la loro mancata sopravvivenza comporterebbe la perdita del messaggio trasmesso. Altro aspetto non irrilevante, è il numero di informazioni che sarebbero veicolate mediante i batteri. Avendo una densità d’informazioni molto inferiore a quello del DNA, i messaggi contenuti nei batteri potrebbero arrivare a 500-1000 simboli che sarebbero, come asserisce Walt, “…sufficienti per un aggiornamento di missione, ma probabilmente insufficienti per contrabbandare i segreti di un paese straniero”. Dubbi analoghi sono stati sollevati da altri eminenti scienziati del settore. “E una sperimentazione notevole, ma io sono molto dubbioso sulla rilevanza pratica”, spiega Dominik Heider, ricercatore dell’università di tedesca Duisbug-Essen specializzato nelle applicazioni di cifratura dei messaggi che utilizzano il DNA. Inoltre, egli pone la questione delle restrizioni che pongono molti paesi sulla trasmissione per posta di batteri geneticamente modificati.
   Comunque sia, la scienza ha compiuto un altro passo avanti, offrendo all’uomo un altro prodigioso strumento di mascheramento dei messaggi. Che la biotecnologia rappresenti uno dei settori di punta del terzo millennio era chiaro da tempo, ma le scoperte e le innovazioni ad essa riconducibili, aprono scenari e possibilità per l’uomo difficilmente prevedibili.


Non possiamo che attendere l’evoluzione degli eventi futuri per comprendere quale possa essere l’uso che sarà fatto di questa straordinaria sperimentazione, nella speranza che, come spesso accade, non si riveli dannosa come altre scoperte del passato che sarebbero state virtualmente utili, ma che siano state utilizzate in maniera devastante.[40]

   Anche il progetto BRAIN Initiative all’interno del NIH, struttura che può vantare una stretta collaborazione con DARPA, per lo sviluppo di progetti avanzati nel settore della difesa.  Tra questi, poco pubblicizzato è il ‘chip to screnn for safe and effective drugs[41]varato nel 2011 con la collaborazione del FDA, che prevede lo sviluppo di un microprocessore per la valutazione per la valutazione degli effetti dei farmaci sugli esseri umani.  Anche se il chip ufficialmente dovrebbe essere innestato su “sistemi cellulari” simili al corpo umano, non si esclude la sperimentazione sugli individui. Il costo per i cinque anni di sperimentazione, ammonta a 70 milioni di dollari e DARPA si è impegnata a sostenere una parte corposa dell’investimento. Per quanto concerne BRAIN Initiative, l’apporto finanziario si basa, per il solo 2014, su una somma 50 milioni di dollari. L’obiettivo, come dichiarato dal direttore dell’agenzia, Arati Prabhakar, è di “… comprendere le funzioni dinamiche del cervello e di dimostrare di poter sviluppare nuove applicazioni basate su queste intuizioni”.[42] Egli ha inoltre che “L’iniziativa del Presidente rafforza l’importanza della comprensione di come i record del cervello, processano, utilizzano, memorizzano e recuperano grandi quantità di informazioni. Queste conoscenze delle funzionalità del cervello potrebbe ispirare la progettazione di una nuova generazione di sistemi di elaborazioni delle informazioni; condurre a intuizioni sulle lesioni cerebrali e sui meccanismi di recupero per permettere nuove diagnosi, terapie e sviluppo di dispositivi in grado di riparare le lesioni traumatiche”. Ma allo stesso tempo potrebbero consentire di sviluppare nuovi sistemi di interazione/comunicazione con il sistema potrebbero consentire di sviluppare nuovi sistemi di interazione/comunicazione con il sistema nervoso centrale; la possibilità di colloquiare con il cervello dell’uomo grazie all’utilizzo di tecnologie wireless e processi RFID.

   E le conferme su come le tecnologie possano interagire, se non addirittura integrarsi, con il sistema nervoso dell’uomo, non mancano di certo. In uno studio pubblicato su Neuron,[43] si cita il Brain Activity Map Project e gli autori spiegano come sia possibile realizzare delle piccole macchine molecolari capaci di funzionare come sensori a livello cellulare, per monitorare l’attività dei neuroni. Gli scienziati spiegano che sebbene in questo periodo sia possibile avere una visione d’insieme delle attività cerebrali grazie alle magnetoencefalografia e alla risonanza magnetica funzionale, queste tecniche mancano di specificità cellulare e di risoluzione temporale. In altri termini non consentono di fotografare non consentirebbero di fotografare la singola attività neuronale in dato stante. E nonostante l’utilizzo del calcium imagine[44] e del voltage imaging[45] Che usano rispettivamente calcio e i cambiamenti di voltaggio per monitorare l’attività elettrica dei neuroni), permane la necessità di aumentare l’efficacia dei sensori e della loro risoluzione temporale. Sarà attraverso l’utilizzo di nano particelle e nano diamanti, molto sensibili ai campi magnetici, che si potranno ottenere dei sistemi di monitoraggio e comprensione delle comunicazioni neuronali. Abbinando il tutto a sistemi ottici (come obiettivi, telecamere e algoritmi) che permetteranno analizzare grandi zone del cervello, sarà finalmente possibile, grazie anche alle tecnologie wireless, colloquiare e interagire direttamente con il cervello umano.

   Il progetto BRAIN Initiative consentirà, come ammesso dagli stessi responsabili, di spianare la strada ai progressi dell’intelligenza artificiale. Bisogna ricordarsi che da diversi anni, grazie ai finanziamenti del Ministero della “Difesa” USA, il Centro Bioelectronics, Biosensors and Biochips (C3B) dell’Università di Clemson, sta sperimentando ufficialmente (c’è solo da immaginare le sperimentazioni illegali) l’innesto di un microprocessore all’interno del cervello umano.[46] Si ha notizia che il 17 gennaio 2013 si sarebbe svolta una riunione presso la California Institute of Technology, cui hanno partecipato NIH, DARPA e National oltre ai rappresentanti di Google, Microsoft e Qualcomm. Obiettivo: stabilire se esistono infrastrutture informatiche in grado di catturare tutti i dati che giungeranno dal progetto. La conclusione è stata positiva.[47]

DNA IN RUSSIA SI CERCA DI RIPROGRAMMARE IL DNA

   In Russia non si sta a guardare. E se lo fanno, per qualche breve periodo, è per carpire insegnamenti che possono essere utilizzati a loro vantaggio. Anche loro hanno varato un Progetto Gemona Umano che ha condotto una teoria dai riscontri applicativi che potrebbe rivoluzionare il concetto stesso di riprogrammazione del DNA.[48]  In un documento elaborato da Grazyna Fosar e Franz Bludford, sulle recenti scoperte sul DNA condotte in Russia, si spiega come il DNA possa essere influenzato e riprogrammato da parole e frequenze, in altri termini, sembrerebbe che le informazioni genetiche contenute nell’acido desossiribonucleico, oltre a essere il responsabile della costruzione del nostro corpo, sia anche in grado di comunicare e archiviare dati. Gli scienziati russi, in collaborazione con dei linguisti, avrebbero trovato un codice genetico capace di seguire le stesse regole di tutte lingue umane. In effetti, se ci si riflette per un istante, il linguaggio umano non è altro che un riflesso del nostro DNA. Gli scienziati russi ritengono che la vita dei cromosomi funzioni proprio come un computer olografico, utilizzando radiazioni laser interno del DNA.  Sarebbero quindi riusciti a modulare alcuni modelli di frequenze (suoni) attraverso un raggio laser in grado di influenzare la frequenza del DNA e di conseguenza l’informazione genetica stessa. Dato che la struttura del DNA e di conseguenza l’informazione genetica stessa. Dato che la struttura di base delle coppie alcaline del DNA e la lingua parlata hanno la stessa struttura, la decodifica del DNA non sarebbe necessaria. Teoricamente, si poterebbero utilizzare le stesse parole del linguaggio umano (che sarebbero trasformate in frequenze finalizzate alla modifica delle informazioni del DNA) per riprogrammare il DNA di un essere umano. Naturalmente, non è dato sapere quali siano i reali risultati conseguiti dalle sperimentazioni in atto, tuttavia sembra che le stesse abbiano prodotto esiti molto incoraggianti. Se queste sperimentazioni dovessero dimostrare che è possibile interagire con il DNA, la portata della scoperta sarebbe a dir poco sensazionale.

   Proviamo a fare un esempio della portata di questa scoperta se confermata: si sa che l’ipnosi è un fenomeno psicosomatico che coinvolge sia la dimensione fisica sia quella psicologica del soggetto. Ed è stato ampiamente dimostrato che essa una condizione particolare di funzionamento dell’individuo che gli consente di influire sulle proprie condizioni sia fisiche, sia psichiche e sia di comportamento. La ricerca russa potrebbe fornire un altro contributo in termini di spiegazione scientifica, sul perché le tecniche d’ipnosi possano funzionare così bene in molteplici casi. Seguendo la linea delle possibilità offerte dalla ricerca russa, si potrebbe quindi ipotizzare l’utilizzo di strumenti tecnologici interconnessi in rete (smartphone, tablet, notebook), per la trasmissione di frequenze utili alla modificazione contenute del DNA.

   Di ciò è assolutamente convinto il professor Kevin Warwick, un autorevole studioso d’intelligenza artificiale e ingegneria biomedica dell’Università di Reading, un convinto sostenitore dell’interazione uomo-macchina. Warwick, infatti, è convinto la prossima forma di vita a dominare sul nostro pianeta potrebbe essere una specie a metà fra l’essere umano e le macchine. E che l’umanità sarà divisa fra chi accetterà di ibridarsi con le macchine, e gli altri: una sottospecie dalle potenzialità limitate. In due occasioni, Warwick si è sottoposto in prima persona a esperimenti d’ibridazione con le macchine, facendosi impiantare nel braccio dei dispositivi elettronici.[49]   Nel 1998 decise di impiantarsi un chip sottocutaneo a radiofrequenza (RFD) per dimostrare che poteva automaticamente aprire la porta del proprio ufficio, attivare il riscaldamento, accendere le luci nei locali in cui sostava, e a gestire tutti i dispositivi elettronici, computer compreso. Il 14 marzo 2002, si spinge oltre e decide di farsi impiantare nel suo braccio destro, un elettrodo array, forte di 100 elettrodi interconnessi direttamente al suo sistema nervoso, per governare a distanza mediante la rete Internet, un braccio artificiale e una sedia a rotelle. Lo scienziato riuscì effettivamente a pilotarli dalla Columbia University, mentre il braccio e la sedia a rotelle si trovavano presso l’Università di Redding. Quest’esperimento riuscì. Non contento Warwick coinvolse anche sua moglie negli esperimenti. Adottando la stessa tecnica chirurgica, nel 2002 fece impiantare di sua moglie un dispositivo analogo, un dispositivo analogo, con lo scopo di stabilire un canale comunicativo (quasi telepatico)[50]tra loro. I rispettivi sistemi nervosi entrarono effettivamente in comunicazione, consentendo però solo lo scambio di messaggi elementari (ad esempio quando la moglie dello scienziato muoveva il braccio, il movimento era avvertito dal marito). Lo stesso Warwick è convinto che nel futuro la società mondiale sarà popolata da forme di vita ibride, a metà tra l’essere umano e le macchine.  Potremmo essere muniti di GPS integrato a livello cutaneo, o di un microchip in grado di monitorare o semplicemente di un tag RFID in grado di autenticarci ogni volta che transitiamo negli aeroporti, in ufficio, o in strutture pubbliche, in sostanza il sogno dei transumanisti e l’incubo per qualsiasi persona voglia mantenere la propria umanità.

   Quello che è certo è che la penetrazione della mente dell’essere umano, in qualunque modo, sembra rappresentare uno degli obiettivi strategici del terzo millennio. Una dimostrazione di ciò è data dalla corposità dei finanziamenti che sono destinati a questo scopo.

CONCLUSIONI PROVVISORIE

   Imbrigliando le neuroscienze alla capacità militare, queste tecnologie sono il risultato di decenni di ricerca e sperimentazione, in modo particolare negli USA e nell’ex URSS. Lo sviluppo del sistema satellitare non c’è stato solo per i sistemi di sorveglianza e di comunicazione, ma anche per la localizzazione degli esseri umani, dove se questi hanno incorporato uno strumento elettronico, le loro frequenze cerebrali possono essere manipolate con raggi laser diretti, radiazioni elettromagnetiche, onde sonar, radiazioni di radiofrequenza (RFR), onde solition, campi di torsione o altri campi di energia che formano le aree di studio per l’astrofisica. Poiché queste operazioni sono caratterizzate dalla segretezza, sembra inevitabile che i metodi di cui siamo a conoscenza, ossia lo sfruttamento della ionosfera, il nostro scudo naturale, sono già superati quando iniziamo ad afferrare le implicazioni del loro uso. I brevetti derivanti dal lavoro di Bernard J. Eastlund[51]forniscono l’abilità di mettere quantità senza precedenti nella ionosfera in postazioni strategiche e per mantenere il livello di iniezione energetico, particolarmente se viene impiegata la posizione causale, in una maniera ben più precisa e meglio controllata di quanto possibile con i metodi passati, la detonazione di dispositivi nucleari a vario rendimento e a varie altitudini.[52]

   Alcuni brevetti ora di proprietà della Raytheon,[53]  descrivono come provocare “esplosioni di portata nucleare senza radiazioni” e sistemi di raggi di energia, impulsi elettromagnetici e sistemi di scoperta sopra l’orizzonte. Un uso più inquietante è il sistema sviluppato per manipolare e disturbare i processi neurali dell’uomo usando radiazioni di radiofrequenza a impulsi (RFR), e il loro impiego come un dispositivo per causare effetti negativi sulla salute e sul pensiero umano. La vittima, è presa come bersaglio mobile ed è incapace di sfuggire alla minaccia neanche spostandosi. I raggi provengono dallo spazio. Le attrezzature HAARP come tecnologia militare potrebbero essere usate per la trasmissione del controllo mentale globale, come un sistema per manipolare e disturbare i processi i processi mentali umani usando frequenze radio per disturbare i processi mentali umani usando frequenze radio pulsante.[54] Le potenti onde radio sono dirette verso la ionosfera, riscaldando e perciò sollevando quelle aree. Le onde elettromagnetiche rimbalzano indietro sulla terra e penetrano i tessuti umani.

   Il dottor Smirnov dell’Istituto di Psicocorrezzione di Mosca, dice: “E’ facile concepire che un qualche ‘Satana” Russo, o diciamo iraniano – o un qualsiasi altro ‘Satana’, purché possieda i mezzi e le risorse necessarie, possa introdursi in tutte le reti di computer, in tutte le possibili trasmissioni radio o televisive, con relativa facilità tecnologica, persino senza dover scollegare i cavi… ed intercettare le onde radio nell’etere e modulandoci qualunque suggestione possibile. Per questo motivo tale tecnologia è giustamente temuta”.[55]

   Se prima eravamo preoccupati per i criteri diagnostici imposti secondo la classificazione di sintomi riconoscibili, adesso abbiamo il motivo di sottoporli a uno scrutinio ancor più rigoroso. Lo sviluppo della corsa degli armamenti durante la cosiddetta “Guerra Fredda” ha compreso come maggiore categoria strategica le armi psico-elettroniche, il cui fine è di entrare nel cervello e nella mente. Non annunciata, non discussa e in gran e ovviamente non riconosciuta dagli scienziati (tranne ovviamente quando è descritta su riviste specialistiche che non sono lette dalle masse popolari) e dai governi che la impiegano, la tecnologia per entrare nelle menti e controllare a distanza è stato lanciato su tutti noi a prescindere che siamo consapevoli o meno. I soli testimoni che parlano di quest’orribile realtà sono stesse, e coloro cui è stato dato il compito di diagnosticare le malattie mentali cercano di zittire classificando le loro prove e i loro resoconti come sintomi della schizofrenia (magari aggiungendo che sono affetti di paranoia), mentre coloro dispensano la mutilazione psichica e il dolore programmato continuano con il proprio lavoro, sostenuti e senza incontrare opposizione.

   Se è sempre stato di cruciale importanza, a rischio dell’internamento psichiatrico di nascondere qualsiasi segno di linguaggio confuso, negatività, freddezza, sospetto, strani pensieri, sesto senso, telepatia, premonizioni, ma soprattutto la sensazione che “qualcun altro può sentire quello che sento io, e che qualcuno sembra commentare continuamente i tuoi pensieri e il tuo comportamento”, se si va a riferire questo a uno psichiatra, o a chiunque che non sia incline a credere che cose come il controllo mentale possano esistere, il rischio reale è di perdere la propria normalità e probabilmente della propria libertà. Tutto ciò nasce dal fatto è che una delle caratteristiche salienti del controllo mentale è proprio la voce che commenta, che replica così esattamente, sicuramente non senza l’intenzione, i sintomi della schizofrenia.[56] Parte dello sforzo è di ricordare alle vittime che sono costantemente sotto controllo o sorveglianza. I programmi variano tra loro, ma le forme comuni di promemoria sono le scosse elettriche che sono percepite come “punzecchiature” o “colpetti”, rumori corporei, crampi e fitte in tutte le parti del corpo, battito cardiaco accelerato, l’esercitazione di pressione sugli organi interni, il tutto con un sistema personalmente codificato di commenti su pensieri e sugli eventi, finalizzato a creare panico stress, panico e disperazione. Questo è il controllo mentale nella sua forma “benevola”. Ci sono motivi per temere l’uso dell’energia diretta per sferrare attacchi letali sugli esseri umani, compreso l’arresto cardiaco e le emorragie cerebrali.

   Il sistema di segretezza da parte di tutti i governi ha facilitato questa terrificante prospettiva. Ci sono state delle voci di ammonimento “… nel suo complesso il sistema di segretezza del governo è tra le eredità più velenose della Guerra Fredda (che) ordina inoltre l’inganno attivo…un manuale attivo di sicurezza per programmi di accesso speciali che autorizzano i contractor ad impiegare ‘storie di copertura per mascherare le loro attività. L’unica condizione è che le storie di copertura debbano essere credibili’”.[57] La paranoia è stata aiutata e favoreggiata dai vari servizi segreti e apparati militari.

   In tutti i paesi le fortificazioni contro ogni inquietante barlume di consapevolezza di questi reali o potenziali oltraggi ai diritti umani e degli abusi politici e sociali sembrano essere inespugnabili.  Nell’articolo dal titolo Peace Women fear electronic zapping at base, pubblicato il 10 marzo1986suThe Guardian, Gareth Parry riportava che “i militari statunitensi (a Greenham Common) dispongono di un sistema di individuazione degli intrusi denominato BISS, Base Installation Security System, che opera su una frequenza sufficientemente elevata da far rimbalzare onde radio su un corpo umano che si aggiri nei dintorni del perimetro delle recinzioni”. Nel corso di un’udienza innanzi alla Sottocommissione Stanziamenti Costruzioni Militari per il 1985 del Comitato Stanziamenti del Senato, Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti il generale Schneidel fece un incauto riferimento alla possibilità d’impiego delle armi a microonde a Greenham Common.

   Parlando in una sorte di gergo militare ha detto: “La concezione alla base delle nostre operazioni è quella di proteggere le più preziose risorse della base. Abbiamo realizzato un’idea che garantisce la sicurezza presso il distaccamento e certamente n tempo di guerra, allorquando schiera l’installazione e in condizioni operative. In ogni caso, quando il sistema non è provvisto dei necessari sensori, recinzioni ed illuminazioni, vi saranno persone incaricate di compensare le inadeguatezze delle attrezzature”.

   Ci sono stati alcuni tentativi (sarebbe meglio dire i pochi preziosi tentativi) da parte delle istituzioni pubbliche di verifica dell’esistenza e della denuncia dei pericoli che coso connessi all’utilizzo di queste tecnologie:

  1. L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso.
  2. Nel gennaio 1998 è stato tenuto a Parigi un convegno pubblico del Comitato di Bioetica Francese. Il presidente Jeane-Pierre Changeux, un neuroscienziato dell’Istituto Pasteur di Parigi, ha detto ai presenti che i “i progressi dell’immagine cerebrale rappresentano un immenso pericolo per l’invasione della privacy. Sebbene la strumentazione necessaria sia ancora altamente specializzata, diventerà una cosa comune, capace di essere usata a distanza. Questo aprirà la strada della libertà personale, il controllo del comportamento e il lavaggio del cervello. Queste sono lungi dell’essere questioni di fantascienza…”.[58]
  3. Nel gennaio 1999, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui chiede “una convenzione internazionale che introduca una messa a bando a livello globale di tutti gli sviluppi ed impieghi di armi che possano consentire qualunque forma di manipolazione degli esseri umani. È nostra convinzione che questa messa a bando non potrà essere attuata senza la pressione globale sui governi da parte di un pubblico generale informato. Il nostro maggiore obbiettivo è comunicare al pubblico generale la reale minaccia che queste armi rappresentano per i diritti dell’uomo e per la democrazia e fare pressione sui governi e sui parlamenti in tutto il mondo per attuare legislature che proibiscano l’uso di questi dispositivi sia da parte dei governi che delle organizzazioni private, nonché degli individui”.[59]
  • Nell’ottobre 2001 Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, introdotto una proposta alla Camera dei Rappresentanti che mirava a bandire l’impiego delle seguenti armi:[60]
  • Armi elettroniche e psicotroniche.
  • Armi ad alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza.
  • Armi elettromagnetiche soniche e ultrasoniche.
  • Armo laser.
  • Armi strategiche ed extra-atmosferiche.
  • Armi chimiche, biologiche e tettoniche.

    Nella versione originale si era chiesta anche la messa al bando delle scie chimiche, e delle tecnologie usate per il controllo mentale.

   Tutte queste denunce finirono in niente, gli interessi economici e le esigenze di dominio globale da parte dell’imperialismo U.S.A. (come degli altri imperialismi) sono più forti di tutti gli imperativi etici e morali. Per mantenere, consolidare questo dominio (sempre più fragile) sono usati i più disparati sistemi d’arma, tra i quali le armi che si potrebbero benissimo dire invisibili. Invisibili perché questo tipo d’armamenti si sono sviluppati nel più gran segreto. I vari governi che adoperano questo tipo di armamenti usano le loro popolazioni come cavie per i vari esperimenti.

   Un esempio tra i tanti: dal 1946 al 1956 negli U.S.A. fu somministrato cibo radioattivo a dei ragazzi che frequentavano la Ferland School istituto per “ritardati mentali” ubicato nel Massachusetts.

   Ma uno dei campi di battaglia dove si sta sviluppando una guerra non dichiarata, è la mente.

   Secondo un libro di Joanthan Moreno Wind Wars: Brain Research and NazionalDefense, Guerra di mente: ricerca sul cervello e difesa nazionale,[61]la Defense Advanced Research Project Agency (Agenzia sulla ricerca di progetti di difesa) sta finanziando la ricerca nelle seguenti aree:

  • Connessione mente-macchina (prostatica neuronale) che permetterebbe a piloti e soldati di controllare armi ad alta tecnologia col solo pensiero.
  • Robots viventi, i cui movimenti possono essere controllati attraverso impianti nel cervello. Questa tecnologia è già stata collaudata con successo su robotopi e potrebbe portare al telecomando d’animali per lo sminamento, o addirittura a telecomandare soldati.
  • Elmetti cognitivi che permettono di controllare via radio lo stato mentale dei soldati
  • Tecnologie MRI (impronte digitali del cervello) da usarsi in un interrogatorio o agli aeroporti per individuare eventuali terroristi.
  • Armi ad impulso o altri neuro-impeditori, per interferire con i processi di pensiero di soldati nemici.
  • Armi neurologiche che usano agenti biologici per provocare il rilascio di neurotossine.
  • Nuove sostanze dopanti che permettano soldati di astenersi dal dormire per giorni, per revocare memorie per sopprimere la paura o per reprimere incisioni psicologiche riguardo all’uccidere.

ARMI PER GUERRE “NON CONVENZIONALI”

   C’è una profonda differenza tra la decadenza dei precedenti modi produzione (comunismo primitivo, schiavistico, asiatico,[62] antico,[63] feudale)  e quella che sta imperversando il Modo di Produzione Capitalista, anche se i periodi di decadenza del passato sono stati marcati da conflitti bellici, questi non erano neanche comparabili alle guerre mondiali che, già due volte, hanno devastato la società capitalista. Un altro aspetto della decadenza del capitalismo è quella dell’ipertrofia dello Stato, che non è solamente sul piano economico (vediamo i salvataggi degli istituti bancari a partire dal 2007) ma anche sull’assorbimento della società da parte dello Stato, come si spiegherebbe il ruolo asfissiante dei servizi segreti? La diffusione delle armi tecnologiche (comprese quelle falsamente dette “non letali”)? Che parte consistente della popolazione usata come cavia per controllo mentale?

    Quando dico assorbimento della società civile da parte dello Stato (che è lo Stato della Borghesia Imperialista) intendo dire il crescente ruolo nei processi (ma sarebbe meglio dire delle barbarie) in atto hanno realtà come i vari centri di ricerca universitaria e militari, le multinazionali farmaceutiche e delle protesi uditive e acustiche,[64] ecc., alla borghesia nera che nasce dalle organizzazioni mafiose ecc. Tutto questo provoca nuovi reati quali ad esempio i furti di identità, i sequestri virtuali, la schiavitù psichica e sessuale, la pedofilia cibernetica ecc.

LE ARMI A ENERGIA DIRETTA

    Per armi ad energia diretta si deve intendere una classe di armamenti che comprende numerosi dispositivi capaci di indirizzare sui bersagli, in modo molto preciso ed efficace, svariate forme di energia diretta. Questi dispositivi inviano sul bersaglio radiazioni elettromagnetiche,[65] od onde acustiche,[66] o plasma[67] ad elevata energia.

ARMI LASER

   La tecnologia laser[68]  è una delle maggiori protagoniste degli attuali programmi di ricerca per lo sviluppo di un nuovo arsenale ipertecnologico ed è impiegata con versatilità in diversi dispositivi bellici.

DISPOSTIVO THEL

   Questo dispositivo viene utilizzato per fare esplodere missili e proiettili in volo (testando dunque la sua funzionalità quale dispositivo di difesa antiaerea). Il progetto THEL vede impegnati nello sviluppo di questa tecnologia laser sia gli americani che gli israeliani. Proprio l’esercito israeliano annovera il THEL quale arma già in dotazione al suo esercito, e questo fa supporre che ne possieda già degli esemplari probabilmente dislocati a “difesa” di basi militari e città

    Il THEL utilizza delle sostanze chimiche (fluorite[69] di deuterio)[70] per creare un raggio laser invisibile capace di abbattere aerei e missili.

AIRBONE LASER (ABL)

      Il sistema ABL consiste in un laser chimico ad alta energia, montato su di un Boeing 747 modificato. L’ABL è in grado di individuare ed abbattere missili balistici, può restare in quota per molte ore e rifornirsi di carburante mentre è in volo.

SPACE-BASED HIG -ENERGY LASER (HEL)

   Si tratta di un armamenti laser montato su di un satellite capace di colpite bersagli nello spazio, sulla terra ed in aria. Oltre agli Stati Uniti ed in Israele, anche la Cina sta sviluppando un armamento laser pensato per distruggere i satelliti nemici orbitanti. L’arma si chiama ASATS (Anti-Satellite Simulation) ed è in fase di test già nel 1998.

LASER A RAGGI ULTRAVIOLETTI

   Quest’arma sarebbe in grado di paralizzare animali e persone. La tecnologia è quella di un laser che sfrutta dei raggi ultravioletti.[71]

LASER ZEUS

    Si tratta di una laser montato su di un Humvee (un veicolo militare dell’esercito USA simile ad una jeep). Secondo fonti ufficiali del Pentagono, mezzi militari muniti di questo dispositivo al laser sono stati impiegati in Afghanistan per far brillare le mine. Secondo due siti accreditati di informazione militare: Defence Tech e Defence Daily, almeno tre veicoli simili sono stati utilizzati anche in Iraq.

ARMI AL PLASMA E AD IMPULSI

   Le basi per una simile tecnologia furono poste negli anni ’40 dal fisico Nikola Tesla[72]. Alle scoperte di questo scienziato si deve lo sviluppo di parecchie tecnologie: dalle bobine elettriche ai generatori di corrente, dalla radio alla televisione. Duranti i primi anni del XX secolo Tesla iniziò a lavorare al suo progetto per un “raggio della morte”. Nel 1942 il progetto era pronto e tesla lo propose agli USA quale arma per battere i nazisti. Tesla fu considerato un “pazzo” e la sua proposta non fu preso in considerazione.  Era talmente considerato “pazzo”, che alla sua morte nel 1943, tutti i documenti dello scienziato sul “Raggio della morte” furono misteriosamente trafugati. Parte di questi documenti è stata citata in un documento segreto del governo USA su un’arma ad elettroni (documento declassificato nel 1980). Il principio del “Raggio della morte” è qualcosa che sta a metà strada fra le armi a laser e le armi al plasma. Il principio è quello di quello di sparare contro il bersaglio un proiettile di energia, composto da materia elettricamente carica composta da elettroni, neutroni e protoni. Il tutto avviene attraverso il processo di ionizzazione dell’aria.[73] Tale meccanismo è stato studiato approfonditamente dagli scienziati della famigerata DARPA con la collaborazione di un’azienda tedesca. Risulta che armamenti di questo tipo sono in possesso degli eserciti statunitense, israeliano e australiano.

   Ci sono diverse versioni di questo tipo di armamenti:

  1. Pulsed Impulsive Kill Laser (PIKL). Questo tipo di dispositivo ha dimostrato la sua efficacia in diversi test, riuscendo a perforare anche armature in Kevlar[74] e lastre di metallo.
  2. La versione “non letale” va sotto il nome di Pulsed Energy Projectile (PEP). Questo dispositivo è in grado di stordire uomini e animali, creando in dolore molto forte e una temporanea paralisi. La documentazione sui possibile effetti a lungo termine provocati dall’arma è però scarsa.[75] Il principale ambito di applicazione previsto per il PEP viene indicato in scenari di “ordine pubblico” (l’ordine come lo concepiscono le classi dominanti sarebbe meglio dire) mentre un’altra delle applicazioni prefigurate è quella di presidio dei checkpoint.[76] Oltre a stordire le persone una simile arma dovrebbe essere capace di bloccare i veicoli, in quanto il suo impulso energetico interferirebbe con i sistemi elettrici.[77] Il raggio di azione del PEP è di circa 2 Km ed il suo funzionamento si basa sull’emissione di un impulso laser ad infrarossi (mediante l’impiego di un “deutorium fluoride laser”[78]).  Il plasma prodotto dalla parte iniziale dell’impulso arriva ad esplodere poiché i suoi elettroni assorbono l’energia della parte finale dell’impulso. L’esplosione di questo plasma ad elevata energia si tramuta in una forza d’urto combinata ad un’onda elettromagnetica.

ARMI A MICROONDE

   Le armi a microonde non hanno una storia recentissima: immediatamente dopo la seconda guerra mondiale se ne ipotizzò l’utilizzo per il controllo delle menti ed altri impieghi che sono ritenuti fantascientifici. 

    I primi (ufficialmente a quanto si sappia) a sperimentare in modo più sistematico furono i russi. La CIA riporta un episodio che giustificò gli studi americani sulle microonde. Negli anni ’60 l’ambasciata americana a Mosca fu sottoposta ad un bombardamento a microonde. In tale occasione i servizi segreti russi adottarono un piano a lungo termine per indebolire l’apparato diplomatico statunitense presente a Mosca. Attraverso un’esposizione prolungata a microonde a bassa intensità i diplomatici americani subirono pesanti danni fisici e psicologici. Due ambasciatori morirono di cancro e un terzo si dimise gravemente malato.  Oltre all’insorgere di diverse forme di cancro sono stati documentati casi di problemi psicologici e cognitivi. I tessuti umani possono, infatti, essere danneggiati dalle microonde a diversi livelli dall’insorgere di tumori a malattie della pelle, da impotenza a indebolimento delle difese immunitarie fino a effetti sul sistema nervoso centrale capaci di provocare amnesie, demenza, sindromi depressive, paranoia ecc. 

   In conformità a questi effetti l’ipotesi di un uso segreto e decisamente illegale e criminale per l’indebolimento delle masse non è da considerarsi il frutto di qualche mente malata di qualche complottista, ma una tragica realtà.[79]

   Parallelamente a questi fatti, la CIA sviluppò il The Pandora Project (Progetto Pandora).[80]  Gli agenti, che facevano parte di questo progetto, scoprirono che i russi avevano condotto molte ricerche sulle microonde soprattutto sugli effetti che queste potevano produrre sulla mente e sull’emotività. Nel 1965, l’Institute of Defence Analysis, un istituto finanziato dal Pentagono, ricostruì a grandezza naturale quello che era successo a Mosca, per analizzare il problema. L’Agenzia per i progetti di ricerche avanzata sulla questione della “Difesa” (difesa dell’ordine imperialista ovviamente) sperimentò, sulle scimmie Rhesus, gli effetti delle microonde al Walter Reed Army Research Institute. I risultati, che furono classificati sotto la diciturasegreto – Difesa”, confermerebbero che le microonde hanno degli effetti che colpiscono profondamente il sistema nervoso e che il comportamento di queste scimmie fu cambiato. Nel 1969, i principali ricercatori nel campo delle microonde si riunirono in simposio a Richmond, in Virginia (USA) per studiare gli effetti biologici e le implicazioni sulla salute di queste microonde. Il Dottor Karel Marha un’autorità del settore venuta dalla Cecoslovacchia, spiegò che queste onde generano mal di testa, debolezza generale, fatica nausea, irritabilità, angoscia, depressione. Qualche anno dopo furono i russi ad accusare gli statunitensi di impiegare degli apparecchi elettromagnetici contro il giocatore di scacchi Boris Spassky che aveva appena perso contro Bobby Fischer, nel campionato del mondo.

    Qualcosa di molto simile a quello che successe all’ambasciata americana di Mosca, avvenne negli anni ’90 nelle lande del New Messico e negli Stati del Michigan e del Texas, dove un fenomeno inspiegabile sconvolse la vita tranquilla della gente del luogo. Qualcosa sembrava pulsare nei cuori delle persone, qualcosa che tormentava i residenti con insonnie, nausee e disturbi nervosi, che scomparivano “magicamente” non appena ci si allontanava dalla zona interessata.[81] Il fenomeno divenne noto come The Sound (Il Suono). La Fondazione Phoenix, guidata dal direttore esecutivo Jim Moore, nel 1992 fu convocata dagli abitanti di Taos, una cittadina del New Messico, per indagare sull’origine del Sound. Dana Hougland, ingegnere del suono della David L. Adams Inc. di Denver e membro della Fondazione, intervenne col proprio equipaggiamento e dopo attenti rilevamenti identificò il suono come una potente pulsazione a frequenza passante da 17 a 70 hertz. Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) ha classificato tali frequenze come psicoattive, rilevandone i pericolosi effetti biologici. Le ripercussioni furono gravi sia per gli abitanti, sia per i giornalisti di un giornale locale che furono dissuasi con minacce telefoniche e lettere minatorie a insistere da ulteriori ricerche.

    Tutti i tentativi di localizzare la fonte del fenomeno, apparso improvvisamente, fallirono. Il ricercatore Bill Hamilton di tutta questa faccenda ha una tesi che sembra presa dagli autori della serie X-FILE: egli afferma dell’esistenza nel suolo degli USA di enormi basi, dove militari ed extraterrestri lavorerebbero congiuntamente in esperimenti segreti. Certo un’affermazione simile non può che generare delle perplessità come minimo, si può giustamente sospettare che chi afferma simili cose sia un depistatore,[82] però bisogna tener conto che una delle zone colpite da questo fenomeno, lo Stato del Nevada, è anche, guarda caso, lo Stato dove si risiede la ben troppa famosa Area 51.[83]  Infatti, Moore si accorse che posizionando una mappa delle aree interessate al fenomeno, sua una cartina delle presunte basi sotterranee, che le località coincidevano quasi perfettamente, presso Gromm Lake nel Nevada, zona che Hamilton ritiene che il governo usi contro la popolazione ignara un’arma ad onde elettromagnetiche (ELF) come possibile strumento di controllo mentale. Tra l’altro, guarda caso, L’Area 51 confina con la regione Yucca Flat del Nevada Test Site (NTS), un sito di test nucleari dove sono stati condotti 739 dei 928 di questi da parte del Dipartimento dell’energia statunitense. Il deposito nucleare di Yucca Mountain dista circa 64 km sudovest del Groom Lake).  Questo suono era simile a quello sentito all’ambasciata americana a Mosca.           

   Nel 1990 una ferrea cintura di segretezza attorno alle ricerche militari americane sugli effetti biologici delle radiazioni dei campi elettromagnetici. Secondo Moore lo studio di questo settore è stata classificato Top Segret per “ragioni di sicurezza nazionale”. Una delle ragioni di segretezza non sta solamente nel nascondere l’utilizzo di questo tipo di armamenti contro ignari cittadini usati come cavie umane, ma soprattutto s’intende nascondere la collaborazione tra militari e industria elettronica. Lo proverebbe un rapporto della DIA[84] intitolato Effetti Biologici delle Radiazioni Elettromagnetiche nei paesi Euroasiatici Comunisti redatto dall’Agenzia Medica e Informativa dell’Esercito nel marzo 1976, risulta sconvolgente, nel paragrafo finale del capitolo  Tendenze Conclusioni e Previsioni, scoprire come tutte le potenziali disastrose conseguenze addossate ai comunisti, in realtà venissero originariamente condotte da Allen Frey[85] (uno dei pionieri della ricerca degli effetti delle microonde sul sistema nervoso e comportamentale).   Nel paragrafo si afferma che: “Sebbene sia stata identificata nessuna attività di ricerca, svolta nei paesi euroasiatici comunisti, chiaramente o direttamente collegata ad un programma militare di armi offensive, gli scienziati sovietici sono perfettamente consapevoli possibili effetti biologici delle radiazioni a microonde a basso livello, applicabili quali armi offensive. La loro ricerca sulla percezione interiore del suono ha un enorme potenziale di sviluppo quale sistema capace di disorientare o distruggere gli schemi comportamentali del personale diplomatico o diplomatico; esso potrebbe venire usato in maniera ugualmente efficace quale strumento per gli interrogatori”.[86]

   I russi studiavano dunque i mutamenti psicofisiologici e metodologici, nonché le alterazioni cerebrali derivanti dall’esposizione a frequenze di radiazioni elettromagnetiche, rilevandone gli effetti fisiologici. Fra questi, infarto indotto e alterazione e alterazione della barriera sangue-cervello: le neurotossine del sangue si incrociano, causando nell’individuo gravi sintomi neuropatologici e il decesso. Si ipotizza inoltre un legame tra le radiazioni ELF e lo sviluppo dell’AIDS, in quanto tali radiazioni distruggono il sistema immunitario.

   Il paragrafo seguente di questo rapporto è ancora più agghiacciante: “Il potenziale per lo sviluppo di una varietà di applicazioni contro la persona viene suggerito da ricerche pubblicate nell’URSS, nell’Europa dell’Est e in Occidente. Suoni probabilmente anche parole che sembrano provenire dal cervello sono in realtà indotti da modulazioni di segnali a densità elettriche molto basse”.[87]

    Secondo il rapporto DIA i russi avrebbero continuato gli esperimenti nel campo della percezione del suono.

    Nella primavera del 1973 il Dott. Charles C. Sharp e alcuni suoi colleghi del War Reed Army Institute of Research testarono sul cervello umano una trasmissione di microonde. Seduto un ambiente insonorizzato, Sharp riuscì a riconoscere parole modulate trasmesse attraverso un audiogramma (rappresentazione grafica delle onde sonore percepibili) emanate all’interno della stanza a una frequenza di microonde a circa due gigahertz. Nonostante una porzione del rapporto sia rimasta segreta, il resto indicherebbe il coinvolgimento degli USA nello sviluppo di tali armi. Uno studio pubblicato nel 1972 dall’U.S. Army Mobility Analisi delle Microonde quali possibili Armi di Sbarramento, finisce testualmente così:

  1. Con la tecnologia e l’equipaggiamento attualmente disponibili è possibile    approntare un sistema di sbarramento a microonde, trasportabile su camion, che immobilizzi completamente il personale nemico che si trovi allo scoperto.
  2. Esiste un forte potenziale per l’attuazione di un sistema a microonde capace di rallentare o immobilizzare il personale militare all’interno dei veicoli.
  3. Con l’attuale tecnologia non risulta ancora possibile approntare un sistema a microonde capace di struggere il tipo di materiale rinforzato di cui sono costituiti i carri armati.[88]

   Ma c’è di più. L’esercito USA durante la prima guerra del Golfo posizionò potenti sistemi di amplificazione in pieno deserto dai quali non usciva alcun suono. Molti veterani reduci del conflitto soffrono tuttora dei sintomi causati all’esposizione di radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti: dolori ai denti, alle mascelle e alle giunture, stanchezza cronica, malattie della pelle, sistema immunitario distrutto e via di seguito.

HAARP, ARMI SCALARI, MORIEDI ANIMALI E TERREMOTI ARTIFICIALI

   Un altro aspetto delle guerre non convenzionali riguarda l’ambiente e la terra.

   Cominciamo con il progetto HAARP.

HAARP

   Questo progetto esiste dal 1992 come un progetto del Dipartimento della “Difesa” statunitense, coordinato dalla Marina e dall’Aviazione, esso fu denominato HAARP (High-Frequency Active Auroral Research Program). Esso è il cuore vero e proprio del più vasto – e ben più noto – programma di Guerre Stellari, avviato nei primi anni Ottanta sotto le amministrazioni Reagan-Bush.[89]

   La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una coppia di antenne per la banda bassa ed una per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.

   Come spesso succede, la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio accademico della ionosfera e lo sviluppo di nuove tecniche radar, che permettano agevoli comunicazioni con i sottomarini e rendano possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi od attrezzature a decine di km di profondità; a conferma di ciò, è online il sito del progetto, che dipinge l’immagine di un’innocua stazione scientifica, con tanto di webcam.[90]

   Negli anni Ottanta Bernard J. Eastlund, fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla, registrò negli Stati Uniti il brevetto n° 4.686.605 denominato “Metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” e “sistemi radar spaziali”.

   Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale in Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica redistribuitile tramite la ionosfera ai propri clienti in tutto il mondo: la visione di Tesla di distribuire energia senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava in parte per realizzarsi, seppur concettualmente distorta da forti interessi economici.

   Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.

   A questo punto entrò in scena il governo, tutti i brevetti di Eastlund vennero dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare alla E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze mondiali, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici della difesa Usa, produttrice dei missili Tomahawk, Stinger (questi spesso finiti nelle mani di paesi “canaglia” e “gruppi terroristici”[91]), e dei famigerati Bunker Buster. Le connessioni con il potere sono riassumibili nella figura di Richard Armitage, che divenne Vicesegretario di Stato e Viceministro degli Esteri nell’amministrazione Bush Jr. Armitage, già consulente, membro del consiglio d’amministrazione, firmatario e convinto sostenitore del PNAC, risulta anche implicato in molte operazioni segrete della CIA dal Vietnam ad oggi.

   Secondo le scoperte di Eastlund, dirigendo la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto da innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a seconda delle diverse frequenze – cambiamenti climatici, la possibile disgregazione di processi mentali umani, e forse anche, appunto, effetti sui movimenti tettonici di magnitudine imprecisata.

  Molti degli avvenimenti politici attuali potevano essere intuiti già anni fa, leggendo profetici libri come la Grande Scacchiera di Zbygniew Brzezinsky, del 1997, o i testi programmatici del PNAC, Project for a New American Century, dello stesso anno.

   Lo stesso possiamo fare ora analizzando scritti e dichiarazioni di influenti pensatori ed alti vertici militari, rispetto ad un futuro relativamente vicino.

   Lo stesso Brzezinsky, consigliere della Sicurezza ai tempi di Carter, già nel 1970 scriveva nel suo libro Tra due Età:” La tecnologia renderà disponibile, ai leader delle principali nazioni, tecniche per condurre operazioni di guerra segrete, che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza […] Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta”. Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.

I PRECEDENTI

   L’Operazione Popeye (dal 1967 e 1972) è stata il primo uso sistematico conosciuto nella storia di tecniche di modifica ambientale-meteorologica ed è avvenuto nel quadro della guerra nel Sud Est Asiatico nei territori di Cambogia, Laos e Vietnam del Nord e del Sud. L’origine dei tifoni estremamente forti e delle torrenziali piogge del 1971 nel Vietnam del Nord, sono correlati con la suddetta operazione. L’operazione è stata a carico del 54th Weather Reconnaissance Squadron (WRS) con il proposito di allargare il monsone sul Vietnam del Nord, principalmente sulla strada di Ho Chi Minh. Le operazioni avevano il nome in codice di Motorpool. Le inseminazioni di nubi (cloud seeding) venivano eseguite con particelle di ioduro di argento, dando come risultato un prolungamento del monsone di 30 – 45 giorni. Questo faceva sì che intense piogge rendessero difficile il traffico stradale saturando il suolo e facendo esondare i fiumi. Queste missioni sono state portate avanti da aerei modificati (C-130, F-4 e A-1), che realizzarono più di 2300 missioni. L’operazione Popeye, oltre ad inondare il sentiero di Ho Chi Minh, era di fondamentale importanza strategica per i vietcong aveva distrutto anche le risaie del Vietnam del Nord. Le operazioni partivano dalla Tailandia, senza informare però il governo locale sullo scopo.[92]


   Saint-Amand[93] che era il responsabile dell’operazione e il suo gruppo adoperavano la loro nuova arma con risultati spettacolari. Si poteva attaccare il nemico usando il meteo, negando conseguenze e responsabilità.

   Il nome dell’Operazione Popeye (Pop Eye) è entrato nello spazio pubblico attraverso una breve menzione nel Pentagon Paper e con la pubblicazione sul New York Times del 3 luglio 1972. Le Operazioni in Laos cessarono due giorni dopo la pubblicazione dell’articolo. Sono state fatte accuse, si è detto che il cloud-seeding aveva non solo reso impraticabili i percorsi della giungla ma anche ucciso migliaia di persone. Il Progetto Popeye aveva aperto la porta ad un nuovo tipo di guerra.
Daniel Ellsberg, analista militare, nel 1971 consegnò al New York Times e ad altri giornali il Pentagon Papers, uno studio secreto del Dipartimento della Difesa sul coinvolgimento statunitense in Vietnam. Ellsberg fece trapelare documenti in cui si rivelava come l’invasione del Vietnam fosse sistematicamente basata sulla menzogna. Melvin Laird che era segretario della Difesa, negò che gli Stati Uniti stavano modificando il tempo in Vietnam.

   Le operazioni di WARFARE innovativo in Vietnam erano di vasta portata.
Dal 1965 al 1970, nel Sud del Vietnam gli Stati Uniti hanno scaricato oltre 43 milioni di litri di Agent Orange, i produttori del veleno devastante erano la Dow Chemical e la Monsanto.

   Il napalm servì per distruggere infrastrutture e per incendiare foreste. Era un agente addensante usato nei lanciafiamme e nelle bombe incendiare. L’addensante trasforma la mistura in una gelatina che si attacca al bersaglio quando comincia a bruciare. Come l’India con GROMET,[94] altri paesi fungevano come grande laboratorio all’aperto. I primi passi sotto cieli sereni per disperdere il Napalm e studiare i suoi effetti sono stati fatti in Italia.


   “Nel giro di dieci giorni – scrive il ricercatore Andrea Villa – 700 bombardieri pesanti, 300 bombardieri medi e 270 caccia sganciarono 1161 tonnellate di bombe contro 74 obiettivi»; bombe che erano state riempite con “una miscela di recente invenzione, chiamata napalm, i cui effetti erano ancora tutti da verificare e da indagare”. Villa non parla del Vietnam, ma di NAPALM scaricato in Italia nel 1944.[95]

   Un terzo capitolo si aprì nelle Filippine, il suo nome era Gromet II. Di nuovo troviamo l’ammiraglio Saint-Armand. Operazioni di guerra in Vietnam e di “aiuto civile” avvenivano in contemporanea. Stessa squadra, stesse tecnologie e strumenti.

   Mentre pioveva troppo in Vietnam, nelle Filippine, invece, pioveva troppo poco.


   La grave siccità che colpì le isole filippine negli anni 1968 e 1969 convinse il governo filippino a provare l’inseminazione delle nuvole come mezzo per aumentare le precipitazioni. Partì così il progetto GROMET II. Sì, è svolto su tutto l’arcipelago da fine aprile a metà giugno del 1969. Ioduro d’argento è stato rilasciato in correnti ascensionali e in nubi in crescita. La portata esatta di pioggia e l’aumento derivante dalla semina non può essere calcolato, tuttavia, l’aumento delle precipitazioni tropicali portò un miglioramento nel settore agricolo, l’aumento della produzione di zucchero, riso e mais. Inoltre, gli USA addestrarono il personale locale nelle tecniche di cloud seeding. A causa del successo di GROMET II il governo filippino condusse un’operazione simile nel 1970 ed era prevista un’altra per il 1971. Cosa successe non lo sappiamo. Nel 1971 è avvenuta una delle peggiori alluvioni ad Hanoi. Morirono oltre 100 000 persone.


   “A severe flood of the Red River in North Vietnam kills an estimated 100,000 people on this day in 1971. This remarkable flood was one of the century’s most serious weather events, but because the Vietnam War was going on at the time, relatively few details about the disaster are available.”[96]

STRATEGIE GLOBALI

    Senza dubbio uno dei documenti più interessanti è lo studio redatto da sette ufficiali dell’esercito USA nell’Agosto del 1996, intitolato Il clima come moltiplicatore di potenza: averne il controllo nel 2025,  nato da una direttiva del Comandante delle forze aeree statunitensi, tesa a stimolare un dibattito intellettuale tra i membri dell’esercito, in cui si afferma: “Nel 2025 le forze aereospaziali Usa potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra. […] Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre al chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”. [97]

   Questi propositi sono confermati da un successivo studio del 2003, intitolato Padroneggiare l’ultimo campo di battaglia: i prossimi avanzamenti nell’uso militare dello spazio ad opera del Project Air Force della Rand Corporation, un think-thank legato alle lobbies del petrolio e delle armi che ha avuto come amministratore Donald Rumsfeld, e nel cui consiglio di amministrazione figura Lewis Libbey, socio fondatore del PNAC e direttore del personale è Dick Cheney.

    Il concetto alla base di questo rapporto è la Full Spectrum Dominance, vale a dire una politica di eccezionali investimenti militari mirati alla conquista ed al mantenimento di una posizione di superiorità nello spazio, se non addirittura di un suo controllo assoluto. Il che obbligherebbe chi volesse contrastare l’imperialismo USA a farlo esclusivamente via terra e mare.

   Al riguardo, sono particolarmente significative le parole del Comandante in Capo del comando spaziale Usa, Joseph W. Ashy: “Alcune persone non vogliono sentirne parlare. Ma assolutamente siamo prossimi a combattere nello spazio. Combatteremo dallo spazio e nello spazio. Un giorno o l’altro colpiremo obiettivi terrestri – navi, aeroplani e obiettivi sulla terraferma – dallo spazio.”

   Il 22 Febbraio del 2004, l’Observer ha pubblicato un rapporto “segreto”, commissionato da Andrew Marshall, influente consigliere di Rumsfeld, che sarebbe sfuggito al Pentagono, e che conclude: “Un improvviso sconvolgimento climatico porterà ad una catastrofe globale di monumentali proporzioni, che comprende una guerra nucleare e disastri naturali, portando intere nazioni a scomparire sotto il mare ed i pochi sopravvissuti a combattere per le scarseggianti risorse di cibo, acqua ed energia”.

   Sono molte le voci di protesta riguardanti questi folli e distruttivi progetti. Fra queste, la scienziata di fama mondiale Rosalie Bertell denuncia che “gli scienziati militari degli Stati Uniti stanno lavorando sui sistemi climatici come potenziale arma. I metodi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate”. Richard Williams, fisico e consulente dell’Università di Princeton, dice che “i test di surriscaldamento della ionosfera sono un atto irresponsabile di vandalismo globale […] HAARP potrebbe essere un serio pericolo per l’atmosfera terrestre. Con esperimenti di questo tipo, potrebbero essere fatti danni irreparabili in poco tempo”.

   Alcuni ricercatori già oggi sospettano dei collegamenti con i recenti sconvolgimenti climatici, terremoti, uragani, maremoti, diffuse siccità.[98]

   Preoccupazioni e denunce sono state fatte anche da varie istituzioni nazionali. Il Parlamento Russo, la Duma, ha rilasciato nel 2002 il seguente comunicato, firmato da 188 deputati: “Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari”.

   Tanto per far aumentare le preoccupazioni all’umanità Putin annunciò di aver sviluppato un nuovo tipo di missile balistico telecomandato, che sarebbe in grado di mutare tragitto durante il viaggio e rendendo dunque virtualmente inutile la difesa dello scudo spaziale: che sia un bluff o no, è certo che i progetti militari Statunitensi degli ultimi anni hanno generato una corsa agli armamenti senza precedenti.

   La Russia stessa ha portato avanti alcuni progetti basati sulle scoperte di Tesla fin dagli anni Cinquanta, in parallelo alle sperimentazioni degli Stati Uniti, salvo poi rallentarli anche a causa del collasso economico. Chissà se un certo Emmanuel Todd, il ricercatore francese che predisse il crollo dell’URSS nel 1976 (Il crollo finale), non abbia ragione ancora questa volta: analizzando gli stessi indicatori, nel suo lavoro Dopo l’impero, del 2003, ha preannunciato la dissoluzione dell’ultima restante superpotenza.

   C’è aspetto inquietante inerente all’uso di HAARP: l’uso per il controllo personale delle persone. In un documento estratto da un documentario di History Channel (6470214 pdf)[99] attraverso il riferimento a brevetti militari e sulla base di studi condotti da scienziati ed esperti, è spiegato il tema del controllo mentale attuato dai governi mediante strumenti elettromagnetici usati dal progetto HAARP.

   Dunque, HAARP può essere usato per controllare la mente. Come si è visto in precedenza le onde ELF causano degli effetti sugli stati mentali.  Il cervello umano opera su frequenze molto basse; è in grado di produrre onde alfa, beta, delta, theta. Durante gli stati meditativi, le onde risultano essere i 8 cicli al secondo; durante il sono di 4 cicli. HAARP è in grado di generare tutti questi segnali e all’occorrenza modificarli con gravi disturbi alla persona.[100]

C’E’ UN RAPPORTO TRA LA MORTE DI ANIMALI E LE ARMI SCALARI?

   In diversi parti del mondo ci sono state, delle misteriose morie di animali. Vediamo alcuni esempi di queste morti:

  1. Il 10 febbraio 2011, sulle spiagge della Florida sono stati avvistati milioni di meduse morte.
  2. Il 22 febbraio 2011 sulla spiaggia di Stewart Island, in Nuova Zelanda, si erano arenate ben 107 balene.
  3. Il 27 febbraio 2011, oltre 5 milioni di pesci morti nei fiumi Moyan e Transmara che confluiscono con il fiume Mara, in Kenya.  Su questo evento indagarono la National Environmental Authority (NEMA), il Kenya Wildlife Service e il Ministero keniota della sanità pubblica. Ad avere avvelenato le acque del Mara, sarebbero delle state sostanze chimiche dei prodotti agricoli, largamente utilizzati dai contadini. Interessante, sono state le affermazioni di un funzionario del NEMA, che non esclude che i 5 milioni di pesci sarebbero morti a causa dei cambiamenti climatici. Il cambiamento climatico avrebbe creato una fitta nebbia che ha coperto la superficie dei fiumi compromettendo la sostenibilità dei pesci.[101]

      Sono state avanzate diverse spiegazioni su questo fenomeno delle morie di massa di animali. Mentre i media tentano di minimizzare queste morie, che ormai sono divenute globali, sono fatte diverse interpretazioni di questo fenomeno.

   Si è che tutto questo è stato causato da fulmini, dalla grandine, da una collisione aerea, dalle linee elettriche o dai fuochi d’artificio! Tutte queste spiegazioni potrebbero essere valide per la moria di uccelli, ma per quella dei pesci? Gli uccelli sono molto sensibili al loro ambiente e il pensiero che siano stati colti di sorpresa, o che siano “impazziti” sono delle aumentazioni ridicole.

   C’è chi sostiene che addirittura sia colpa sia colpa di scie meteorici. Altre tesi sostengono che queste morie colpiscono specie in declino.

   Ci sono dei forti sospetti che tutto ciò sia dovuto a test governativi segreti. D’altronde già un’inchiesta del Senato degli Stati Uniti scoprì che nel 1977 il governo amerikano aveva infettato centinaia di città con agenti biologici.[102]

   Nel 1997 il Segretario alla “Difesa” William Cohen dichiarò che: “Altri (terroristi) sono impegnati in una sorta di eco-terrorismo in grado di alterare il clima, provocare terremoti, ed eruzioni vulcaniche attraverso l’uso di onde   elettromagnetiche… Quindi c’è un numero notevole di menti che sono all’opera per trovare il modo di riversare il terrore su altre nazioni…E’ tutto vero, ecco perché dobbiamo intensificare i nostri sforzi (contro il terrorismo)”.[103]

   Come si vede Cohen esclude malattia e avvelenamento, tra le cause di possibili fenomeni “insoliti”, e nello stesso tempo depista attribuendo a un fantomatico “terrorismo” attività che è proprio il governo USA attua.

    Il governo amerikano (ma sarebbe meglio dire il Governo della Borghesia Imperialista per eccellenza) è stato più volte scoperto a fare test illegali di armi biologiche sui cieli americani, che hanno mutilato e ucciso non solo animali ma anche esseri umani. La storia dei test biologici include la deliberata infezione di cittadini statunitensi con sifilide, malaria e altri agenti batteriologici.

    Dal 1950 in poi, il governo USA ha deliberatamente condotto test all’aria aperta, irradiato città importanti come San Francisco. Nel 1955 la CIA ha usato anche un batterio estratto dall’arsenale di guerra biologica dell’esercito, su Tampa Boy in Florida, con l’obiettivo di testare la sua capacità di infettare la popolazione del luogo con agenti biologici.

    C’è da precisare che questo di esperimenti non sono monopolio degli USA ma anche della Gran Bretagna,[104] della Russia e di altri governi che hanno considerato (e considerano tuttora) i loro cittadini come cavie di laboratorio.

    Un’altra tesi è che dietro questa moria ci sia l’utilizzo di armi scalari. Queste sono armi a energia diretta che possono essere inserite sui satelliti e provocare una vasta gamma di “disastri naturali”, sintonizzandosi su alcune frequenze. Il loro raggio d’azione sarebbe di diversi chilometri.

   Il pericolo inerente ai test inerenti alle armi scalari è soprattutto nell’uso tecnologia non ancora pienamente compresa. Come diceva Cohen, nella dichiarazione prima citata, quando dava la conferma dell’esistenza di tali armi in una conferenza stampa, che è da più di un decennio fa, che questa tecnologia può essere impiegata come arma devastante sul clima.

   Si ipotizza che questa tecnologia utilizzata, su una grande struttura ha abbastanza potere, di spostare letteralmente montagne, attivizzare vulcani dormienti, creare maremoti killer, semi di depressioni oceaniche, sviluppare uragani di categoria 5 ecc.

   Quale modo migliore per testare internamente le capacità, inizialmente entro i confini degli Stati Uniti (ma come si è visto i fenomeni di moria non si sono svolti solo all’interno degli USA) su una cittadinanza ignara. Ma poi c’è sempre la possibilità di poter negare.

    Questo fenomeno si tinge di giallo quando in uno scioccante rapporto preparato per Putin dal Direttorato per l’Intelligence Militare (GRU) si afferma che uno dei maggiori esperti degli Stati Uniti in armi biologiche e chimiche è stato brutalmente assassinato,[105] dopo aver minacciato di svelare che il test militare di gas velenoso, negli USA, che ha ucciso migliaia di animali in Arkansas.[106] 

   Secondo questo rapporto. John Wheeler III, assistente speciale del segretario dell’aviazione, a Washington DC nel periodo 2005-2008, quando divenne l’assistente speciale dell’Assistente del Segretario per l’Aviazione dell’Air Force per gli impianti, la logistica e l’ambiente, è stato brutalmente assassinato e gettato in una discarica, da come si può leggere da Fax News Service: “La polizia del Delaware sta indagando sull’apparente omicidio di un ex funzionario di Bush, che ha anche sostenuto lo sforzo per la raccolta fondi per costruire il Vietnam Veterans Memorial sulla Mail di Washington DC. Il corpo di Wheeler è stato trovato a Wilmington, Venerdì.

    Secondo la polizia, qualcuno inizialmente ha riferito che il corpo è stato gettato da un camion di rifiuti, che sarebbe provenuto da Newark per la discarica. I portavoce della polizia di Newark, il tenente Mark Farral ha detto a Fox News che nessuno aveva segnalato che Wheeler era scomparso, prima che fosse trovato il cadavere. The Wilmington News Joumal ha riportato che Wheeler è stato visto l’ultima volta in un treno Amtrak, da Washington a Wilmington nel Delaware”.

   La carriera militare di Wheeler comprende la stesura di uno dei più importanti manuali sulla efficacia delle armi chimiche, cosa che lo ha portato ad essere assunto, nel 2009, come consulente per la MITRE Corporation, il cui reparto sviluppo dei sistemi per l’aviazione, secondo il GRU è in prima linea nella creazione di computer e sistemi di comando e controllo, usati dall’US Air Force per la sua flotta di velivoli per l’irrorazione aerea.

   Questi veicoli, sarebbero stanziati presso la Little Rock Air Force Base in Arkansas, e probabilmente furono coinvolti in “test per la dispersione” gas velenosi in Afghanistan, provenienti dai depositi di armi chimiche dell’Iraq e depositati presso il Pine Blu Arsenal, anch’esso in Arkansas.

   Importante notare che il Pine Blu Arsenal, definito anche “l’arsenale dell’America” è una delle basi più specializzate al mondo poiché dotata di prodotti e servizi biologici per la “difesa”, che la Russia aveva in precedenza accusato gli Stati Uniti di non avere riferito integralmente sugli agenti chimici rimossi in Iraq, tra il 2003 e il 2008, e portati negli Stati Uniti per i test e la successiva distruzione.

   Secondo questo rapporto gli Stati Uniti avrebbero trasferito dall’Iraq al Pine Blu Arsenal circa 63.000 tonnellate di fosgene, il gas velenoso che è descritto come una delle più temute armi chimiche mai utilizzate, a causa della sua capacità di fare letteralmente esplodere i polmoni e il sistema respiratorio.

    Quasi immediatamente gli Stati Uniti di non solo non hanno completamene distrutto la riserva fosgene dell’Iraq, ma a Pine Blu Arsenal si è iniziato un programma per “accelerare” lo smaltimento, iniettandolo in profondità nel terreno dell’Arkansas centrale.

    Più spaventosa, però, è la richiesta, secondo questo rapporto, che gli USA avrebbero iniziato a inviare in Afghanistan massicce quantità di gas fosgene.

   Importante notare che le scorte di gas fosgene dell’Iraq, non sono più prodotti nei paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, il che rende  il loro valore come arma di distruzione di massa incalcolabile, soprattutto in una situazione di guerra, determinata dall’aggressione del paese da parte dell’imperialismo USA, come in Afghanistan, dove esiste un movimento di resistenza (che va al di là delle forze islamiche)[107] ben radicato tra la popolazione e le truppe di occupazione sono costrette a muoversi in un territorio ostile.

   La relazione afferma che motivo diretto dell’omicidio di Wheeler, è causato dal fatto quando un aereo dell’USAF che trasportava a bordo un carico di fosgene, decollato da una base dell’Afghanistan, poco dopo il decollo ha avuto un malfunzionamento nel sistema d’irrorazione diretto dal computer del sistema di comando e controllo, e sull’Arkansas centrale, provocando la morte di migliaia di merli dalle ali rosse.

   Secondo rapporti provenienti dagli USA almeno 5.000 di questi uccelli sono stati uccisi, e sono stati rapidamente rimossi dai lavoratori dell’US Environmental Service, che indossavano tute antincendio e maschere antigas. Un’altra relazione proveniente sempre dagli Stati Uniti afferma che la causa della morte di questi uccelli è stata “un trauma nel tessuto pettorale, con coaguli di sangue nella cavità del corpo e molta emorragia interna”, che secondo la relazione del GRU, ciò è coerente con l’esposizione al fosgene.

   Quando Wheeler scoprì ciò che stava accadendo in Iraq con le riserve di gas fosgene, continua la relazione, ha viaggiato da Delaware a Washington DC, dove ha affrontato e minacciato apertamente i funzionari responsabili del Pentagono e della Casa Bianca. Essendo un reduce del Vietnam (nonché estensore di un memoriale di guerra) ma soprattutto uno informato sull’uso delle armi chimiche e biologiche in questo conflitto da parte degli Stati Uniti, era intenzionato che tutto ciò non accadesse di nuovo.

    Quando Wheeler minacciò di rendere pubblico, tutto quello che sapeva egli, fu condannato a morte. La morte di Wheeler doveva servire come ammonimento a chiunque pensasse di andare contro il regime.

   Cerchiamo, adesso, di capire cosa sono queste misteriose armi scalari. Un campo scalare è un concetto matematico e fisico, in cui un singolo valore è assegnato a ogni punto dello spazio. Un esempio di questo può essere descritto dalla temperatura nello spazio, dove ci sarebbe un unico numero finito assegnato a o ogni tempo. Confrontare un campo vettoriale, in cui ogni punto nello spazio è un vettore, consiste in una direzione e un punto di forza. La gravità nello spazio può essere definita da un campo vettoriale, come il campo magnetico che circonda un magnete.

    Molti degli stessi termini sono usati dai sostenitori della teoria chiamata anche teoria del campo scalare. Questo nuovo tipo di teoria del campo scalare che va oltre la scienza ufficiale, che si basa sul presupposto che il campo scalare ha quattro o più dimensioni, in cui che si chiama energia scalare in ogni punto dello spazio. Le onde scalari sarebbero le ipotetiche onde elettromagnetiche che si propagano lungo questo campo, anche se, a differenza delle onde elettromagnetiche che si propagano verso l’esterno, come le onde in uno stagno, le onde scalari si propagano su una lunga spiaggia rettilinea. Queste onde scalari, chiamate anche onde Tesla o anche onde Maxwell, si dice che siano il meccanismo dell’energia del punto zero. Va rilevato che questa definizione del campo scalare non è supportata da esperimenti o dalla fisica ufficiale.

   Il concetto base di un’arma scalare oppone due potenti onde, l’una contro l’altra, creando un’ipotetica onda continua in quello che viene chiamata bolla scalare.  Controllando la forza e la posizione di questa bolla scalare nello spazio, si suppone di poter surriscaldare la zona bersaglio (anche se non è chiaro il motivo), fino al punto di vaporizzare la stessa atmosfera. Un nemico potrebbe teoricamente racchiudere una città in una gigantesca bolla scalare, spendendola nel nulla.

    A Tesla viene attribuita attribuito tale teoria del campo scalare. È vero che Tesla descrisse superarmi che avrebbero potuto fulminare interi eserciti, ma ciò si basava su un concetto, analogo a quello che è alla base delle armi a energia diretta: cioè all’emissione di un potente fascio di particelle (Laser, armi a particelle ad alta frequenza). Tesla non parlò mai di bolle scalari, ma di avere completato la teoria del campo unificato parziale, che unificava la gravità con l’elettromagnetismo, che è qualcosa che anche la teoria del campo scalare sostiene. A causa di queste somiglianze, il nome di Tesla è spesso erroneamente associato con le armi scalari e la teoria del campo scalare.

   Il più noto sostenitore del campo scalare è Thomas Bearden, un ex tenente colonello dell’esercito degli Stati Uniti. La maggior parte dei suoi studi riguarda le macchine per il moto perpetuo, la free energy, i motori magnetici e altre “eresie” della termodinam

LE ARMI SISMICHE

   Nessuno può negare che, dopo Hiroshima e Nagasaki, ci siano state più esplosioni nucleari nel sottosuolo terrestre, nella profondità degli oceani e perfino nello spazio, esplosioni capaci di causare terremoti e tsunami, e altri disastri ambientali.

   Creare un sisma o uno tsunami è dunque possibile. Sono cose vere, scientificamente provate. Esistono linee di frattura e faglie assai evidenti e note sulla superficie terrestre. Ci sono mappe precise che rivelano i punti deboli e vulnerabili, sui quali è un giochino da ragazzi intervenire.

   Già durante la seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di realizzare una macchina in grado di provocare tsunami che potesse essere utilizzata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall’australiano Thomas Leech dell’Università di Auckland sotto il nome di Progetto Seal.[108]  Furono realizzati numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa.

    Gli USA consideravano questo programma molto promettente quanto il Progetto Manhattan per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl. T. Compton per collegare insieme le due unità di ricerca.  Compton era il presidente del MIT. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull’uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba atomica avrebbe potuto fornire l’energia necessaria all’équipe di Leech per provocare dei grandi tsunami.

   I lavori di Thomas Leech proseguirono durante il periodo della cosiddetta guerra fredda. Nel 1947, Giorgo VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell’Impero britannico per ricompensarlo di avere elaborato una nuova arma (quanto mai è vero che la scienza è al servizio della guerra). Essendo il Progetto Seal, un segreto militare, non fu rivelato all’epoca. In seguito, i servizi segreti USA con una strategia dell’occultamento delle notizie fecero credere che questo tipo di ricerche non fossero mai esistite. Tuttavia, l’autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Ufficialmente, ora gli studi sono stati ripresi all’Università di Waikato.

   S’ignora se le ricerche anglo-sassoni siano proseguite negli anni ’60, ma esse sono per forza ricominciate quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell’atmosfera a vantaggio di quelli sottomarini. Gli Stati uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Volevano saperlo fare volontariamente.

   Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (creazione artificiale di terremoti, tsunami, condizioni atmosferiche – nubi, precipitazioni, cicloni e uragani – e modificazione delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello stato di ozono e della ionosfera) firmando la Convenzione sul divieto di utilizzo di tecniche di modificazione dell’ambiente per scopi militari (1976).

    Tuttavia, dal 1975 l’URSS aveva iniziato nuove ricerche sulla Magnetoidrodinamica (MHD).[109] Gli studi erano incentrati soprattutto sugli studi inerenti alla crosta terrestre e sulla possibilità di prevedere i terremoti. I russi studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno più grande.  Tali ricerche furono (come era prevedibile) militarizzate e sfociarono nella costruzione del Pamir. Il Pamir era un generatore a pulsioni (era una variante del generatore di Sacharov – MK1 – a compressione di flusso) che poteva essere trasportato su un grosso camion. Questo generatore chiamato anche Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide[110] (in regime di numero di Reynold).[111]

   Questo dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.

   Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in un burrone.

   Ma un tal sistema non solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma eventualmente innescare il terremoto.

   Se la faglia non fosse pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.

   Al giorno d’oggi ormai sappiamo che una variazione di conduttività è il segno di imminente terremoto.

   Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente ostili, innescare un devastante terremoto, uno tsunami o un’eruzione vulcanica.[112]               

   Un generatore MHD (detto anche generatore di plasma) a scappamento lineare di Faraday,[113]  è alimentato con esplosivo solido al cesio, o al sodio (che sono sostanze a basso potenziale di ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3.000° tra due o più elettrocalamite.                      

   All’epoca dello smantellamento dell’URSS, alcuni responsabili del programma decisero di passare agli Stati Uniti per denaro. Quello che si sa ufficialmente è che essendo la loro ricerca incompiuta, il Pentagono rifiutò di pagarli. Nel 1995, quando la Russia era governata da Boris Eltsin (in sostanza dalla Borghesia mafiosa russa), l’US AIR Force reclutò i ricercatori che lavoravano a Nijni Novgorod. Essi costruirono una macchina molto più potente di quella precedente: il Pamir 3, che a quanto sembra fu testata con successo.[114] Il Pentagono trasportò uomini e materiali negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.

   Ci sono stati negli ultimi anni ci sono stati dei sospetti sull’utilizzo dell’arma sismica in Turchia nel 1999, dove a Duzce, che era l’epicentro del terremoto, alcuni sopravvissuti dichiararono che la base militare americana era stranamente deserta; inoltre dissero di aver visto una luce strana nel cielo e udito un rumore infernale, essi sono convinti che un ordigno nucleare sia stato testato nel sottosuolo della base. Il caso più discusso è senza dubbio il sisma avvenuto nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti in cielo. Se certuni, in vena di misticismo, vedono in questi eventi il segno che il Cielo ha ritirato la sua fiducia in un paese che è governato dal Partito Comunista Cinese, altri li interpretano più razionalmente. In sostanza questo fenomeno avrebbe origine dal fatto che l’energia utilizzata per provocare il sisma avrebbe anche provocato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti, il web e i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi che oggi è data per certa in Cina.

   L’anno prima in Giappone a Nigarta, nel luglio 2007, poco prima del terremoto, si videro delle luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole

LO TSUMANI NEL SUD-EST ASIATICO E’ STATO UNA SIMULAZIONE?

      Un fenomeno come lo tsunami, come quello che avvenne in Indonesia il 26 dicembre 2004, potrebbe essere di origine umana, per camuffare un test di un’arma nei fondali marini, in una regione in cui gli effetti sismici possano essere confusi con dei fenomeni naturali?

   Il luogo era ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste, anche l’ora giusta per far sì che ben due satelliti USA passavano lì “per caso”, per constatare gli effetti di quest’arma sismica.

    Abbiamo visto prima che il Pamir funziona iniettando una scarica elettromagnetica in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera. Il passaggio della corrente vaporizza l’acqua un effetto di sollevamento o scivolamento o una spaccatura di una placca. Questo effetto si può propagare a grande distanza e scatenare un sisma anche molto lontano della zona sollecitata.

   In un convegno in USA i russi avevano presentato questa macchina come un “sistema che permette di misurare la conduttività elettrica del suolo” dichiarando che “una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente”.[115]

   È logico che i parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo possano essere modificati in presenza di un terremoto imminente.

   Dunque, sarebbe logico sistemare intorno ad una regione, a rischio, dei sensori passivi.[116] Ma uno strumento di misura non ha bisogno di mettere in gioco tali intensità in tanto tempo (5-10 secondi). Dunque, questo generatore MHD non è uno strumento di misura, ma sicuramente uno strumento capace di agire sull’ambiente sotterraneo.

   Ora questo sistema potrebbe essere usato nei fondi marini. Modificando un banale sottomarino, e modificando i motori con altri alimentati con del propilene[117] solido, che funzionano molto bene nell’acqua e sotto pressione. Sarebbe così possibile utilizzare un Pamir nelle vicinanze di una faglia marina.

   Sarebbe una nuova forma di guerra discreta (silent war), dove indebolire un avversario, può semplicemente consistere nel creare dei “fenomeni naturali”, con dei mezzi modesti.

   Non escludendo di proporre in seguito un “aiuto umanitario”.

IL TERREMOTO A HAITI NEL 2010 FU MASE IN USA?

  Secondo Russia Today, Hugo Chàvez dichiarò che è possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, nel gennaio 2010, nei Caraibi, tra cui quello che ha colpito Haiti.[118] Secondo ViveTv, è l’esercito russo che ha parlato di questa possibilità. In ogni caso, Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza. La Commissione avrebbe dovuto esaminare queste accuse e dell’invasione “umanitaria” di Haiti da parte delle truppe USA.

   Una cosa è certa, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche. Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto che ha devastato Haiti è inequivocabilmente “il risultato di un test della U.S. Navy, della sua arma sismica”.[119] Sempre secondo questo rapporto, gli USA utilizzano generatori d’impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde a choc).[120] Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti dall’U.S. Navy, che non hanno fatto vittime, con il terremoto dei Caraibi che ha fatto 140.000 morti. Come spiega il rapporto è molto probabile che l’U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che quest’esperienza poteva provocare a Haiti. Per questo l’U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull’isola una postazione al comando del generale P.K. Keen, comandante in seconda del SouthCom (Southem Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso. Per quanto riguarda l’obiettivo finale di questi esperimenti, dice il rapporto, si trattava della pianificazione di un attacco all’Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare l’attuale governo islamico. Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli Stati Uniti HAARP permetterebbe di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani.[121]

   Secondo un precedente rapporto, i dati disponibili coincidono con quelli del terremoto di magnitudo 7,8 sulla scala Richter che si è verificato, come si è detto prima, nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008, provocato ugualmente dalle onde elettromagnetiche di HAARP. Sono state osservate delle correlazioni tra l’attività sismica e la ionosfera di HAARP:

1) I terremoti in cui la profondità è linearmente identica nella stessa faglia, sono stati provocati da una proiezione lineare di frequenze indotte.

2) Dei satelliti coordinati fra loro, consentono di generare delle proiezioni, concentrate, di frequenze in punti specifici (detti Seahorse).

Questo diaframma mostra che i terremoti considerati artificiali si propagano alla profondità:

LocalitàDataProfondità
Venezuela08 gennaio 201010 Km
Honduras11 gennaio 201010 Km
Haiti12 gennaio 201010 Km
         

   Anche le repliche sono state osservate a circa 10 Km di profondità. Dopo il terremoto, il Pentagono ha annunciato che la nave ospedale USNS Comfort, ancorata a Baltimora, ha ordinato al suo equipaggio l’imbarco e ha fatto rotta verso Haiti, anche se ci vogliono alcuni giorni per raggiungere la metà.

    L’ammiraglio Mike Mullen, capo di stato maggiore, ha detto che le Forze Armate degli Stati Uniti stava preparando un’emergenza per questa calamità.

   Il generale Douglas Fraser, comandante in capo del SouthCom, dichiarò che alcune navi della Guardia Costiera e della Navy sono state inviate sul posto, nonostante avessero del materiale e degli elicotteri in numero limitato.

     La portaerei USS Carl Vinson è partita da Norfolk (Virginia), con una dotazione completa di aerei ed elicotteri, arrivò ad Haiti il pomeriggio del 14 gennaio.

    Guarda caso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale era già sul posto.

   Obama fu informato del terremoto alle 17 e 52 del 12 gennaio, e ordinò l’invio dei soccorsi per il personale dell’ambasciata americana e agli “aiuti” alla popolazione.

   Secondo il rapporto della Flotta del Nord, il Dipartimento di Stato, l’USAID e il SouthCom hanno iniziato l’invasione umanitaria impiegando 10.000 soldati, al posto dell’ONU, per il controllo del territorio di Haiti dopo il “devastante terremoto sperimentale.

CONCLUSIONI

   E’ difficile concludere dopo questa carrellata degli orrori che la scienza asservita al capitale e alla guerra produce.

   Personalmente faccio mio in quanto ne condivido in contenuto e lo spirito il Comunicato Stampa dell’ACOFOINMENEF (Associazione contro ogni forma di controllo ed interferenza mentale e neurofisiologica) del 12 gennaio 2014 quando denuncia la Guerra sporca elettronica che i militari fascisti e golpisti stanno conducendo. Una guerra c’è da dire non dichiarata. Guerra, come giustamente afferma l’ACOFOINMENEF nel suo comunicato stampa per l’8 marzo è mondiale, che interessa tutti i popoli e tutti i paesi del mondo.

PERCIO’ BISOGNA FARLA FINITA CON QUESTO REGIME DITTATORIALE CAMUFFATO DA DEMOCRAZIA MA CHE DEMOCRATICO NON E’ PER QUESTO CONTRO QUESTO NAZISMO TECNOLOGICO C’E’ UN’ESIGENZA DI UN NUOVO 25 APRILE     

Come affermò Brecht: “La scienza, al servizio del potere, crea solo danni all’intera Umanità”.

PSICOTRONICA

   La psicotronica è quella scienza che in modo interdisciplinare studia le interazioni fra gli organismi viventi e i rispettivi ambienti – interno ed esterno e i processi energetici che stanno alla base delle loro manifestazioni. Può sembrare che queste interazioni avvengano per mezzo di forze o agenti che adesso non fanno completamente parte della scienza moderna. La psicotronica considera la coscienza come strettamente unita all’energia e alla materia. Dalla ricerca psicotronica fanno parte le seguenti discipline scientifiche: fisica, tecnica delle comunicazioni, medicina, neurofisiologia, fisiologia, sociologia ecc. Le tecniche “radio biologiche” sono definite come dei raggi ionizzanti (che non variano la carica elettrica del loro bersaglio) atte a influenzare il sistema nervoso centrale, al contrario delle armi atomiche che non contengono dei raggi ionizzanti. Le onde radio-elettriche, lunghe e ultracorte, ne fanno parte. I loro effetti sono fisiologici e possono provocare dei cambiamenti biologici, neurologici e comportamentali. Le armi chiamate River Styz sono state il primo prototipo delle armi elettromagnetiche americane. Esse utilizzano le microonde e hanno la funzione sull’organismo, creando delle degradazioni di ogni tipo.

   Il ben noto e famigerato J. Delgado avvertiva: “Quello che ci aspetta è più pericoloso della distruzione nucleare. Le nostre conoscenze sul cervello ci permettono di immaginare il peggiore scenario: il pericolo che ci minaccia è quello di intervenire direttamente sulle funzioni cerebrali per manipolare a nostro piacimento cioè fare dell’uomo un vero e proprio umanoide senza cervello e coscienza, senza neppure che questi se ne renda conto”.[122] Delgado sapeva quello che diceva, egli era il promotore delle ricerche sul controllo mentale. Egli aveva preparato assieme ad alcuni psichiatri, dei procedimenti che permettevano di “teleguidare” gli esseri umani tramite segnali radio, con l’aiuto di “pulci” impiantate nel cervello.

IGOR SMINORV E LE PSICOSCIENZE RUSSE

   Una parte delle ricerche russe sul controllo della mente, durante la cosiddetta guerra fredda, si basava su una nuova branca degli studi del comportamento umano: l’ecopsicologia,[123] che integra la focalizzazione dell’essere umano con l’attenzione all’ambiente e che approfondisce lo studio delle molteplici interazioni tra questi due livelli. L’ecopsicologia è nata dalla constatazione del crescente disagio che esiste nella società sia sul piano psicologico sia su quello sociale, e mette tutto questo in relazione con un corrispondente aumento del degrado ambientale. Questa branca degli studi ha aiutato lo sviluppo della tecnologia di un software, il Mindreader 2.0, che sarebbe stato capace di leggere la mente e le reazioni inconsce. Questi studi in Russia sono stati portati avanti in un istituto gestito da Elena Rusalkina, moglie di Igor Sminorv, lo scienziato russo, che ha sicuramente lavorato per il KGB ed è considerato l’inventore delle armi psicotroniche.

   Nel 1993 a Wako durante l’assedio alla setta dei davidiani[124] l’FBI chiese l’aiuto di Sminorv come consulente. Egli suggerì di bombardare le persone asserragliate con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo dei maiali isterici. In questi suoni avrebbe potuto esserci dei messaggi subliminali che invitavano gli assediati alla resa. L’FBI decise altrimenti.[125]

   Sminorv rilevò che nel caso i segnali non avessero funzionato, i seguaci di Koresh avrebbero potuto scannarsi a vicenda. Un mese dopo il massacro di Wako, Steve Killion vicecapo divisione dei servizi tecnici dell’FBI disse ai giornalisti del Village Voice che nel corso di una normale trattativa è possibile imprimere un codice di messaggio con il quale far passare Inconsciamente un messaggio subliminale.[126]

   Smirnov, in un’intervista al Newsweek del mese di agosto del 1994, disse che l’FBI aveva voluto far passare dei messaggi subliminali attraverso le linee telefoniche, e che al capo della setta David Koresh, avrebbero fatto passare la “voce di Dio”, mentre ai membri della setta gli sarebbero stati trasmessi in via elettromagnetica le voci dei parenti.[127] Nel mese di ottobre del 1994 in un articolo del Moscovkiie Novosti comparve un articolo su quello che è accaduto a Wako, in quest’articolo si diceva che l’FBI era interessata a questo tipo di tecnologie e che a Wako mandò la “voce di Dio” al capo della setta.

LE ARMI PSICOTRONICHE SONO UNA TRAGICA REALTA’

   Uno dei principali scopi degli studi e delle relative ricerche nel campo della psicotronica, sono di natura militare, principalmente lo sviluppo di armi elettromagnetiche capaci di assumere il controllo della mente umana, in modo tale da poter influenzare una persona senza che questa se ne renda conto e, all’occorrenza ucciderla a distanza.

   Negli ultimi giorni del 2010 si è assistito in tutto il mondo alla misteriosa moria di alcune precise specie di uccelli e pesci. Il fenomeno si è ripetuto nei primi giorni del 2011 e anche all’inizio del 2012. I mass media hanno azzardato le spiegazioni più azzardate: che fosse colpa di un virus, che i fuochi d’artificio di Capodanno avessero terrorizzato gli uccelli spingendoli a scontrarsi fra loro o contro i muri delle case, che i pesci fossero stati sterminati dalle basse temperature ecc. Ma nessuna di queste ipotesi ha trovato conferma.

  Un’ipotesi plausibile potrebbe essere che questa moria misteriosa di uccelli e pesci sia dovuta a una sperimentazione a onde ELF volta a colpire il sistema nervoso di alcune specie di animali ben precise.

   Un’interpretazione potrebbe essere che la frazione dominate della Borghesia Imperialista Internazionale, volesse dimostrare a certi governi non proprio “ubbidienti” di possedere una tecnologia in grado di uccidere a distanza senza lasciare tracce di violenza fisica, questo sarebbe il modo migliore per lanciare certi determinati messaggi alle varie situazioni statuali, politiche e organizzative “recalcitranti” a “ubbidire”.

   Negli anni ’90, negli Stati Uniti accadde una serie di eventi, praticamente ignorati da mezzi di informazione, che confermerebbero l’esistenza di un gruppo di potere multinazionale.

   In un discorso alle Nazioni Unite del settembre 1992, l’allora presidente G. Bush Senior dichiarò che i paesi aderenti avrebbero dovuto addestrare collegialmente delle unità militari multinazionali da impiegare in eventuali operazioni di pacificazione per conto dell’ONU. Inoltre, affermò che, per poter essere davvero efficace, questa forza di intervento multinazionale avrebbe richiesto un comando coordinato e che gli Stati Uniti avrebbero messo a disposizione le basi e attrezzature necessarie.

   Nel 1993 il Time scrisse che americani e russi, secondo le dichiarazioni di un ex generale del KGB, stavano collaborando allo sviluppo di una tecnologia di controllo mentale: si trattava di tecnologie di “psico-correzione acustica” in grado di trasmettere tramite bande statistiche e rumore bianco dei veri e propri ordini capaci, di agire sull’inconscio alterandone i pensieri e l’umore, eccitando o deprimendo.

   Nello stesso anno, la rivista Defense News informò i suoi lettori che quel tipo di tecnologia condivisa con gli Stati Uniti era il frutto di ricerche risalenti agli anni ’70 condotte dal KGB e dal Dipartimento di Mosca allo scopo di reprimere eventuali rivolte e contrastare le truppe nemiche senza compere massacri. Il tutto avverrebbe in circa un minuto esponendo i bersagli a onde sonore che passano oltre qualsiasi tipo di protezione. Il costo dei sistemi è di appena 80.000 dollari. La loro dinamica di funzionamento si basa sull’emissione di onde a bassissima frequenza dello spettro (VLF), ancora più penetranti delle ELF.

   Sempre nel 1993 vi fu un’indagine da parte dell’FBI per appurare se questi dispositivi psicotronici fossero stati segretamente sperimentati dalla CIA a Wako. Questa indagine, puzza di depistaggio lontano un miglio visto il ruolo della stessa FBI nell’assedio e che fu lei a contattare Sminorv. Inoltre, la versione ufficiale del suicidio dei membri della setta, che avrebbero appiccato il fuoco al ranch dove erano asserragliati, potrebbe essere smentita da dei video amatoriali, che dimostrerebbero che furono gli agenti federali a provocare il fuoco. E non è tutto. Alcuni membri della setta sarebbero inspiegabilmente tornati indietro di corsa per gettarsi di loro iniziativa nel fuoco. Questo tipo di comportamento potrebbe benissimo essere ricondotto a fanatismo religioso dovuto a lavaggio del cervello (tipico delle sette) ma potrebbe rientrare benissimo nella gamma di effetti prodotti sul cervello dall’irradiamento con armi psicotroniche. Ulteriori sospetti in questa direzione sono alimentati dal fatto che i pochissimi superstiti, nonostante non fossero sotto l’effetto di droghe, non riuscivano a muoversi in modo coordinato e si esprimevano con frasi sconnesse, come se avessero danni al sistema nervoso. Le onde usate sembrerebbero di tipo ELF.

  Nel marzo 1993, il National Institute of Justice (NIJ, un ufficio del Dipartimento della “Giustizia”) pubblicò una relazione intitolata NIJ Initiative One Less-Than-Lethal Weapons in cui s’incoraggiava la polizia a usare le armi psicotroniche prodotte dalla ricerca dei servizi segreti russi. E in effetti, quello stesso anno, un team russo di esperti in psicotronica guidato dal ben noto Igor Sminorv incontrò un gruppo di funzionari americani appartenenti alla CIA, all’FBI e alla DARPA. Lo scopo era di valutare le modalità di utilizzo e i possibili obiettivi di queste armi, nonché la loro costruzione in serie e la loro riduzione in termini di peso e dimensioni fino a renderle intoccabili ovunque e contro chiunque.

  Questa collaborazione russo-americana, che può risultare incredibile visto il successivo stato di tensione tra i due paesi, nasce dal fatto che in quel periodo era al governo della Russia Eltsin, ovvero gli oligarchi, in altre parole la forma russa della borghesia compradora, asservita all’imperialismo.

   Tuttora alla maggior parte delle persone, quello che sto scrivendo (come gli scritti di altri su questo argomento) possono apparire fantascientifico, parto di uno scrittore di romanzi dell’orrore, che come si sa sono pieni di scienziati pazzi tendenti al dominio del mondo. Nella realtà in maniera inconsapevole, la maggior parte delle persone non ha coscienza della realtà che li circonda e li opprime, non ha coscienza che con il loro scetticismo si legano allo Stato emergenziale, in altre parole allo Stato della Controrivoluzione preventiva che queste armi ne costituiscono il massimo sviluppo. Dico questo, perché sono convinto che quando le masse prenderanno coscienza di questa realtà si rivolteranno contro queste armi.

  Tutto questo lo dico, perché, attualmente è possibile ed è già da tempo operativo la possibilità di modificare il pensiero di un essere umano al punto di fargli cambiare idea senza compromettere, altre funzioni intellettive, in modo tale che sembri uno spontaneo cambiamento d’opinione. Il cervello funziona sulla base di segnali elettrici. Il pensiero non è altro che la combinazione di questi segnali convertita in sensazioni virtuali di immagini e suoni. La stessa realtà non è che il frutto di una conversione di segnali provenienti dall’esterno tramite i recettori presenti nella retina, nelle mucose olfattive, nell’epitelio ecc. che, sotto forma di impulsi elettrici, vengono inviati alla corteccia cerebrale per essere elaborati in suoni e immagini. Pertanto, qualsiasi segnale elettrico la cui frequenza sia in grado di sovrapporsi a quelli prodotti dal cervello sarebbe in grado di modificare sia il pensiero sia la percezione della realtà.

   Nel 1994 la rivista Scientific American spiegava che la tecnologia di psico-correzione era in grado di influenzare il pensiero dei bersagli, inserendo messaggi subliminali sia a livello audio che visivo. Lo stesso anno, il Newsweek riferiva di un incontro segreto tenutosi ad Arlington, in Virginia, tra alcuni agenti dell’FBI della divisione “antiterrorismo” e il semprepresente Smirnov (probabilmente entrato nel libro paga dei servizi amerikani). Nell’articolo era descritta a grandi linee la procedura seguita dallo scienziato russo per tarare i dispositivi psicotronici. Tramite elettroencefalogrammi otteneva una mappatura computerizzata dell’emissione delle onde cerebrali prodotte dall’inconscio in reazione a vari stimoli. A quel punto, il soggetto era sottoposto a messaggi subliminali studiati appositamente per produrre messaggi subliminali studiati appositamente per produrre alterazioni delle risposte elettriche naturali. E anche queste venivano mappate fino a trovare la combinazione ottimale.

   C’è un problema, in merito a questo tipo di modalità, mentre due tipi di onde sono comuni per tutti gli esseri umani, due variano sempre. Ma questo problema sembrerebbe risolto tramite l’introduzione sul mercato di particolari tipi di cellulari in grado di registrare e inviare servizi segreti impiegati nella ricerca la risposta cerebrale di ogni singolo utente.

   Secondo il Washington Post del 23 marzo 1994, il Dipartimento della “Giustizia” USA e il Pentagono aveva deciso di condividere le tecnologie militari con l’FBI e la polizia. In questo modo venivano a cadere le tradizionali barriere tra le forze militari e quelle “civili”. Fra i gadget di alta tecnologia elencati nell’articolo vi sono una pistola ai magnetofosfeni in grado di eccitare il nervo ottico, disturbando la visione con macchie luminescenti e un generatore di impulsi elettromagnetici capace di distruggere circuiti elettronici, per esempio fulminando serrature e personal computer, o arrestare il motore di un’auto in corsa o farla sbandare. Purtroppo, come rilevava lo stesso giornale, l’uso di questa tecnologia poteva provocare incidenti, bloccare automobilisti colpevoli unicamente di trovarsi nei paraggi, interrompere il funzionamento dei pacemaker e, in definitiva, ferire o uccidere.

  Questo superamento del ruolo tra forze armate e “civili” nasce dal fatto che l’urbanizzazione a livello mondiale si sta espandendo, le megalopoli abitate milioni e milioni persone di abitanti, concentreranno al loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista. L’attuale tendenza all’interno delle metropoli imperialiste dell’accentuazione delle differenze di classe e il costante e continuo azzeramento dei servizi sociali portano ad accentuare il conflitto di classe, tutto questo dentro il quadro del restringimento costante e continuo delle tradizionali mediazioni riformiste sia a livello politico sia a livello sindacale.

   In questo contesto le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle ostili o semplicemente complici senza il rischio di forte perdite o addirittura di ritirate come nelle banlieu francesi. L’utilizzo dell’esercito condotto con armi convenzionali diventa controproducente, poiché potrebbe far scatenare di più le folle e in più ci sono gli inconvenienti a livello politico. 

   Da queste esigenze nasce lo sviluppo delle tecnologie della repressione che sono il prodotto dell’applicazione della scienza e della tecnologia al problema della neutralizzazione dei nemici dello Stato. Esse sono dirette essenzialmente contro la popolazione civile, in linea teorica raramente sono usate per uccidere, poiché sono indirizzate al cuore, alla mente e al corpo e sono usate sia nelle guerre esterne, che nei conflitti civili interni, le rivolte ecc.   Questo nuovo tipo di armamenti ha rivoluzionato lo scopo, l’efficienza e la crescita del potere repressivo della polizia che è molto diversificato da nazione a nazione.

   Interessante a proposito le riflessioni del maggiore dei carabinieri Rosario Castello,[128] dove fa delle riflessioni sull’utilizzo delle “armi non letali”. Castello comincia la riflessione con un classico della strategia militare, il libro di Sun Tzu L’arte della guerra dove si afferma che “Quando duemila anni fa circa, Sun Tzu affermò che per annientare il nemico non era necessario distruggerlo fisicamente, ma annientarne la volontà di vincere”,[129] ci fa capire che queste armi sono politicamente convenienti perché evitano inutili spargimenti di sangue con i relativi inconvenienti a livello medianico e politico (possiamo prendere come esempio quello che è successo in Egitto e negli altri paesi nordafricani durante la cosiddetta “primavera araba”, per vedere le conseguenze a livello politico di una repressione fatta alla luce del sole e davanti ai media internazionali).

   Queste sono armi per una guerra a bassa intensità che però hanno il vantaggio di una loro possibile proliferazione e utilizzo da parte di gruppi criminali/terroristi.

  Tornando alle armi psicotroniche, davvero inquietanti furono le rivelazioni della rivista Scientific American,  che sempre nel 1992 parlò di una vasta ricerca in corso volta a creare una serie di “armi non letali” a bassa frequenza in grado di provocare nei bersagli umani nausea, vomito, forti dolori gastroenterici e diarrea.

   Nel novembre del 1993 risulta che si tenne una conferenza molto particolare nell’aula magna del laboratorio di fisica applicata della John Hopkins University, nel Maryland, procuratore generale Janet Reno, i funzionari dei servizi segreti e i vertici della polizia sono stati istruiti sul funzionamento delle armi psicotroniche nonché sui vantaggi dell’uso dei dispositivi a onde acustiche ed elettromagnetiche, fra cui le microonde. Molto probabilmente il nome che presiedette questa conferenza alla maggioranza delle persone non dirà niente: il colonnello J. B. Alexander, program manager presso la divisione “armi non letali” del Los Angeles Laboratory. Egli era diventato famoso (ma sarebbe più esatto dire famigerato) per il Programma Phoenix nella guerra del Vietnam.[130] In seguito J. B. Alexander divenne un fautore della guerra psichica. Nella rivista specializzata Military Revew (n. 12 dicembre 1980) scrisse: “esistono sistemi di armi il cui funzionamento si basa sui poteri mentali, le cui caratteristiche sono già state sperimentate”. L’articolo molto lungo si intitolava The Mental battlefield  (La nuova strategia mentale”. In quest’articolo, Alexander, senza nessuna ipocrisia definisce queste armi che hanno come scopo il controllo mentale per quello che realmente sono ovvero letali. Egli descrive che queste armi sono in grado di produrre malattie, pazzia o morte, che hanno la capacità di agire a distanza e far sembrare il tutto un evento naturale o causale.

CERCHI SUL GRANO

   Sulla pericolosità delle onde ELF esiste un libro scritto dallo stesso Alexander in collaborazione con la ricercatrice Janet Morris e il maggiore Richard Groller. È uscito nel 1990 e si intitola The Warrior’s Edge. Vi vengono descritti alcuni esperimenti condotti negli Stati Uniti all’insaputa della popolazione tramite trasmettitori di onde ELF. Stando a quanto dichiarato dallo stesso Alexander, l’ex agente del KGB Nicolaj Kokolov testimoniò di aver assistito personalmente alla frattura a distanza di una colonna vertebrale di una cavia umana con una di queste armi cosiddette “non letali”. Esistono, infatti, anche veri e propri proiettili costituiti da microonde ad alata potenza la cui sigla è HPM. La sperimentazione di questo tipo è effettuata anche da satelliti e da elicotteri dotati di rotori silenziati su cui sono montati dispositivi a microonde che, seguendo le istruzioni di un computer, possono disegnare su qualsiasi tipo di materiale con precisione millimetrica addirittura eseguendo delle sfumature. Solitamente si scelgono come aree di sperimentazione i campi coltivati, e di recente anche le spiagge e i ghiacciai. Questa molto probabilmente l’origine di molti dei cosiddetti “cerchi nel grano”, in inglese crop circles. Molte di queste “opere d’arte” sono volutamente spacciate come “aliene”. Internet è un ottimo veicolo per coprire esperimenti top secret sfruttando la passione di milioni di persone per l’ufologia. Il disegno dei crop circles molto probabilmente è realizzato tramite proiettili acustici. Le spighe di grano si piegano senza spezzarsi e gli insetti implodono restando spesso incollati nelle piante. Contrariamente a quello che si pensa, infatti, i suoni a frequenza molto bassa, sfruttati entro certi particolari si può produrre la rottura nel punto in cui vengono diretti. Colpendo un essere umano si può provocare lo spappolamento degli organi interni. Ma non è tutto: concentrando questi proiettili acustici sulle faglie è possibile creare terremoti e maremoti.

   Questa tesi della coincidenza fra esperimenti militari e il fenomeno dei “cerchi di grano” potrebbe essere azzardata e apparire come una tesi nata dalla fantasia tenebrosa di un complottista. 

   Proviamo a elaborare delle ipotesi, in merito a questa ipotesi. Il fenomeno dei “cerchi sul grano” nasce e si sviluppa prevalentemente nel Regno Unito. La zona interessata è una porzione ristretta larga pochi chilometri quadrati. Si tratta di una della regione megalitica del Sud dell’Inghilterra, nelle contee dell’Hampshire e del Wiltshire, all’interno di un triangolo i cui vertici sono composti da Stonehenge,[131] Glastonbury[132] e Avebury.[133] Quest’area sarebbe rigogliosa di formazioni a causa delle Leylines, misteriose linee di forza che esisterebbero sotto le zone megalitiche. I siti stessi seguirebbero il percorso di corsi d’acqua sotterranei e l’acqua sarebbe indispensabile per la realizzazione dei “cerchi di grano”.

   Queste linee di forza, secondo molti esperti, non sarebbero casuali ma avrebbero origine proprio dalle peculiarità dell’acqua che agirebbe da amplificatore del campo magnetico terrestre. Ogni intersecazione di queste determinerebbe una particolare aggregazione energetica e per questo motivo questi punti sarebbero stati scelti, già nell’antichità come luoghi per la creazione di un sito megalitico.

   Questo triangolo megalitico di Stonehenge, Avebury e Glastonbury sarebbe una zona militare il cui ingresso è interdetto. I militari sperimenterebbero armi innovative e i “cerchi sul grano” sarebbero i risultati di queste prove. Questo spiegherebbe anche i frequenti avvistamenti di elicotteri militari nei pressi delle formazioni. In effetti, la troupe del programma televisivo del TG2 Voyager ha compiuto diversi viaggi in Inghilterra e numerosi voli in elicottero nella campagna inglese a caccia di “cerchi sul grano”, è stata affiancata da un elicottero scuro, dal quale si faceva fatica a scorgere il numero di matricola.[134] S’ipotizza che a creare i pittogrammi sarebbe l’utilizzo del maser un sistema antecedente al laser che si basa sull’emissione di radiazioni, invece che sull’emissione di luce come per il laser. C’è da capire il perché i militari, che sanno nascondere molto beni i propri segreti, dovrebbero sperimentare questa tecnologia proprio nei campi coltivati e in zone comunque accessibili. A confermare l’interesse dei Forze Armate di sua maestà britannica nei confronti di questo è stato Nick Pope, che ha lavorato per il Ministero della “Difesa” britannico che in un intervista al programma Voyager ha affermato che questo fenomeno potrebbe non esistere un’unica soluzione, esso potrebbe avere origine da un insieme di cause: da un energia terrestre non bene identificata a qualche fenomeno meteorologico particolare (furbescamente afferma in questa intervista che questi cerchi siano frutto di una sperimentazione di armi in orbita nello spazio, e subito dopo la esclude).

I RAPIMENTI “ALIENI”

   Tornando alle armi per il controllo mentale c’è un altro aspetto inquietante. Agendo sulla mente è possibile creare allucinazioni e falsi ricordi. I soggetti usati come cavie nella sperimentazione di armi psicotroniche sono marcati con leghe create in laboratorio col preciso scopo, una volta che vengano scoperte tramite esami medici, di alimentare il mito dei rapimenti alieni.

   Il “progetto UFO”, come cercò di denunciare anche l’ex militare diventato in seguito un “teorico del complotto” William Milton Cooper (ucciso in un misterioso scontro a fuoco con la polizia il 5 novembre del 2001 davanti alla sua abitazione), aveva lo scopo di creare un tripla disinformazione, spaccando in due l’opinione pubblica fra possibilisti e scettici, rispetto all’esistenza di alieni e ai loro presunti rapporti con i governi terrestri, al fine di continuare a sperimentare armi proibite su ignari civili.

   Tra l’altro W. Cooper ha affermato che tutti gli ambienti ufologici sono controllati dai servizi segreti.

   Le sue indagini completate nel 1997 compaiono nell’ultimo dossier prodotto: Majestytwelve by William Cooper.[135]

   Molti studi sui rapimenti alieni da parte di molti ricercatori, sono stati presentati in maniera incompleta, poiché si è spesso e volentieri focalizzato solo l’attenzione solo su determinati aspetti negativi dei casi presi in esame. Questo tipo di comportamento, che sia voluto o meno (cosa, ovviamente non di secondaria importanza), rappresenta un ostacolo per la vera ricerca, dato che resoconti censurati non forniscono un quadro completo ed attendibile del fenomeno. Un esempio evidente sono le cosiddette esperienze virtuali note con il termine VRS (Virtual Reality Scenario), ossia scenari di realtà virtuali, indotti dall’esterno, e per il soggetto praticamente indistinguibili dalla realtà oggettiva.

   Il Prof. Helmut Lamner, ufologo e ricercatore presso l’Istituto di Ricerca Spaziale austriaco, dichiara che l’individuo può sperimentare una determinata situazione attraverso uno input sensoriale totale e reagire con spontanee risposte fisiche ed emotive, anche se nella realtà si trova sdraiato su un lettino per esami clinici o sta dormendo nel suo letto senza ricevere alcun segnale esterno che lo disturbi.

   Molti ufologi sostengono che dietro questa storia dei “rapimenti alieni” ci sia la mano umana. Il Prof. Lamner, che è anche rappresentante austriaco del centro ufologico americano MUFON, sulle MILAB (Military Abductions) ovvero i falsi rapimenti alieni, siano eseguiti in realtà da militari.

   Non solo dall’estero ma anche da parte di ufologi italiani c’è stata una denuncia del fenomeno delle MILAB. A San Marino, il 9-10 marzo 2002, si è svolto il 10° Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti non Identificati, Enrico Baccarini del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale) nella sua relazione, svolse una relazione sul tema delle abductions, dove si afferma che parte della tecnologia usata dai presunti rapitori alieni, in realtà è disponibile nel mondo della medicina e della biologia terrestri.

   Afferma Lamner: “Dobbiamo cercare di comprendere qual è il programma che si cela dietro il fenomeno delle abductions aliene e qual è lo scopo delle MILAB. C’è un forte interesse da parte dei militari nello sviluppo di impianti cerebrali, bio-chip per la realtà virtuale, proiezione di immagini olografiche, dispositivi di occultamento ed armi che alterano la mente”.[136] Secondo lo studioso l’esistenza di questi armamenti induce a seguenti ipotesi:

  1. Si stanno effettuando, da anni, esperimenti segreti sugli esseri umani.
  2. Tali esperimenti sono nascosti alle autorità di governo (e ovviamente alla popolazione).
  3. Sono stati finanziati progetti segreti meglio noti come Black Programs.

   Perciò, se esistono le prove, anche in un solo caso del coinvolgimento di personale militare che sia coinvolto in uno scenario di rapimento, non lo si deve liquidare facilmente. Inoltre, se enti governativi e militari sono davvero coinvolti segretamente in tali operazioni, è obbligo effettuare ricerche più approfondite rispetto a quelle condotte fino ad oggi. Nonostante tutto, gran parte degli ufologi e degli studiosi ufficiali non si sono dimostrati molto entusiasti ad affrontare le violazioni dei diritti umani da parte degli apparati dell’establishment politico-militare, molto probabilmente intimoriti da eventuali rappresagli personali, come si è registrato in passato nella casistica ufologica.[137]

   Prosegue Lamner: “Tutti quelli che si rifiutano di credere che siano stati compiuti degli esperimenti segreti sulla gente, inclusi i bambini, dovrebbero visionare i documenti comprovanti gli esperimenti effettuati dai servizi segreti militari, prima, durante e dopo la guerra fredda e che sono ormai di dominio pubblico, secondo lo studioso, gli USA e il Canada, non sono stati gli unici paesi a perpetrare tali atrocità: la stampa inglese ha riportato la notizia che anche nel Regno Unito, durante gli ultimi 40 anni, ha condotto esperimenti segreti concernenti gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani. Alla nona conferenza annuale di Orange County California, lo psichiatra canadese Colin Ross, ha presentato un documento ottenuto attraverso il FOIA (Freedom of Information Act), contenente le prove che la CIA aveva segretamente condotto ricerche sulla creazione di “cavie manciù” (da non confondere con i candidati manciuriani, ossia persone programmate per diventare degli assassini, i “candidati manciù” sono le persone rapite da questi “rapimenti alieni” per essere usate come cavie da laboratorio) sin dalla seconda Guerra Mondiale. Il dottor Ross ed altre organizzazioni di ricerca hanno incontrato i sopravvissuti di esperimenti che includevano l’impiego di elettroshock, droghe, impianti cerebrali e deprivazione sensoriale. Alcuni soggetti erano stati rinchiusi in gabbie, costretti al sonno forzato, ad abusi rituali e sessuali.

   Una volta selezionate, le vittime sono state ripetutamente usate quali “animali umani da laboratorio” per tutta la vita, in una serie di esperimenti controllati e monitorati dall’esterno. Nel 1997 l’ACHES-MC (Advocacy Committee for Human Experiment Survivors-Mind Control), in altre parole il Comitato legale per i sopravvissuti agli esperimenti di controllo mentale sugli umani, ha consegnato un video-documento al Presidente Clinton e al Primo Ministro canadese, in cui richiede un’udienza presidenziale e la declassificazione dei dati governativi relativi a presunti esperimenti di controllo mentale.

   Tali esperimenti furono condotti su adulti e bambini inconsapevoli e furono finanziati dal governo degli Stati Uniti. Il video contiene, inoltre, le testimonianze dei sopravvissuti (bambini e adulti) agli esperimenti, e le testimonianze di terapisti, psichiatri e psicologi. Stranamente, queste vittime non riferiscono casi di contatti alieni o UFO come quelli delle MILAB, ma alcune delle esperienze hanno molto in comune sul tipo di controllo mentale e di abusi descritti. Questo breve scorcio di esperimenti segreti condotti sull’uomo supporta l’ipotesi MILAB di operazioni segrete perpetrate contro civili.

IPOTESI SU UNA REALTA’ AGGHIACIANTE

   Il Newsweek del 2 luglio 1994 ipotizza la creazione di una polizia sopranazionale: “globocops” segreti muniti di armi non convenzionali e usati per combattere guerre di nuova generazione basate sul controllo mentale, magari provocando insurrezioni nelle nazioni considerate nemiche al fine di rovesciarne i governi. Ebbene, nel settembre dell’anno, secondo quanto asserito dalla Defense News l’allora segretario alla “Difesa” William Perry propose l’acquisto di armi di sistemi di armi “non letali”. A conferma di ciò esiste una direttiva del Pentagono datata 21 luglio 1994 in cui le armi di questo tipo sono definite come adattissime “a mantenere la pace” (quella imperialista ovviamente) contro qualsiasi avversario.

   Per dare l’idea del livello cui si può essere arrivati oggi, già nel 1989, in un articolo comparso sulla rivista Full Disclosure e intitolato Remote Mind Control Technology (Tecnologia di controllo mentale a distanza), si menzionava la possibilità di controllare i pensieri degli esseri umani a distanza con la stessa facilità un telecomando cambia canale di un televisore. Secondo la giornalista, il laboratorio di ALAMO aveva inviato alla FEMA (Federal Emergency Management Agency) un dossier atto a dimostrare come l’uso di radiazioni a microonde contro eventuali terroristi avrebbe potuto modificare le loro percezioni della realtà e, se opportunamente calibrate, ucciderli.

   Possiamo immaginare cosa accadrebbe se questo tipo di armamenti fosse usato contro una popolazione che osi ribellarsi contro un governo.

   Nel 1968, Gordon MacDonald già parlava di cambiare il campo elettromagnetico in certe aree del pianeta agendo sulla ionosfera per modificare il comportamento delle masse proprio tramite le onde ELF o VLF, capaci di interferire con le onde cerebrali elettromagnetiche normalmente prodotte dagli esseri umani. Le guerre del futuro, sosteneva, sarebbero state di tipo geofisico e basate sulle modifiche dei modelli comportamentali dei bersagli.

   La FEMA è un’agenzia del Dipartimento della Sicurezza Interna degli USA istituita nel 1979 con funzioni di protezione civile, per esempio il coordinamento di tutti gli interventi necessari a gestire i disastri e stati di emergenza sul territorio statunitense. Il creatore di quest’organizzazione, Zbigniew Brzezinski, fu direttore della sicurezza nazionale sotto il governo del presidente Carter ma anche cofondatore insieme a David Rockefeller della Commissione Trilaterale.

   Già in un suo scritto del 1970 Brzezinski divulga l’esistenza di armi in grado di controllare il clima e produrre una serie di eventi catastrofici a scopo bellico, ma parla di anche di armi psicotroniche in grado di sfruttare le onde elettromagnetiche per controllare il comportamento umano. L’accostamento di questi due campi di ricerca non è casuale, perché effettivamente le tecnologie di modificazione climatica finiscono per fondersi con quelle del controllo mentale in un’unica, ambizione strategia bellica: alterando la ionosfera tramite le scie chimiche, la si può sfruttare come una sorta di specchio riflettente per colpire determinate aree del pianeta con armi psicotroniche che modifichino costantemente il modo di pensare e di agire di una popolazione, rendendola più distratta, depressa o aggressiva a seconda delle esigenze e realizzando in definitiva un sistema stabile di controllo sociale.

   Se si considera che già negli anni ’70 l’ambiente della ricerca scientifica desse per assodata la possibilità di sfruttare l’elettricità atmosferica per modificare le funzioni e le attività mentali su vasta scala, per logica deduttiva è lecito sospettare che tali armi siano attualmente testate. Questo potrebbe spiegare il comportamento irrazionale di settori di masse popolari che, sebbene sottoposte a sacrifici economici inenarrabili, appaiono incapaci di organizzarsi per una lotta efficace contro il peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro. Certo che le persone si massacrino per tifoseria sportiva o per ragioni razziali può essere ricondotto a ignoranza o a una palese assuefazione al peggioramento della società, ma nulla, in un ragionamento logico deduttivo, ci può toglierci il sospetto che la zona dove ci sono in modo evidente questi fenomeni sia sotto attacco, che colpisce non solo i semplici cittadini ma anche i militari e i politici e che sono gli unici che sappiano tutta la verità (e al riparo degli effetti di quest’attacco) sia una ristrettissima élite dominante la vita economica, politica e culturale.  

CONSIDERAZIONI

   Nel 2001 uscì un libro dal titolo emblematico Guerra senza limiti degli autori Qiao Lang e Wang Xiangsui, due ufficiali dell’esercito cinese che hanno svolto incarichi presso i Dipartimenti politici dei comandi superiori come addetti alla morale, disciplina supervisione dei comandanti e delle attività di propaganda. Il libro illustra l’evoluzione dell’arte della guerra dai primi conflitti armati alla nostra epoca definita “di terrorismo e di globalizzazione”. Quello che è messo bene in luce, sono come muti l’approccio dei governi all’idea di “fare la guerra”.

   In questo libro c’è la codificazione delle nuove regole di quello che è definita “arte militare”.[138] Nei nuovi conflitti, dove le finalità non sono mai completamente interpretabili, si tratta di schiacciare il nemico in un campo di battaglia molteplice e non del tutto definibile, e di conseguenza si progettano armi adatte ai tipi di guerra che si vuol fare.[139] Attualmente, la guerra imperialista è sempre più veloce ed immediata e “teoricamente” opera col minor spargimento di sangue possibile (sempre, ed è bene ripeterlo, in relazione agli obiettivi prefissati). In realtà questo è ciò che viene propagandato, il terreno concreto smentisce la teoria, solo che la teoria deve essere sufficientemente indefinita di modo da permettere l’utilizzo di armi e progetti che si traducano in un aumento del potere degli eserciti stessi rispetto alle altre forze del paese agente. Una guerra dove si mira più a destabilizzare il nemico che ad eliminarlo. La guerra di oggi preferisce agire in misura ben superiore che al passato, anche in campi che teoricamente non hanno nulla a che fare con i conflitti armati. Dietro la scusa di non uccidere nemici in maniera visibilmente ingestibile, si può anche toccare nervi scoperti del suo apparato statale, sociale ed economico, cercando di ottenere un effetto paralizzante superiore a quello delle armi usuali. Ma poi, come si vede a Gaza, alla fine prevale, l’utilizzo barbaro dei cannoni e dei bombardamenti aerei.

   La teoria della guerra assimetrica è stata applicata anche recentemente in Italia. Nel capitolo Il volto del dio della guerra è diventato indistinto gli autori di Guerra senza limiti parlano del terrorismo (pagg. 83-84), dicono che “se tutti i terroristi limitassero le loro attività unicamente all’approccio tradizionale – vale a dire attentati dinamitardi, rapimenti, assassini e dirottamenti aerei -, non otterrebbero il massimo terrore. Ciò che realmente scatena il terrore nel cuore della gente è l’incontro di terroristi con vari tipi di nuove tecnologie avanzate che potrebbero trasformarsi in nuove superarmi”, essi citano come esempi di terroristi dotati di superarmi i seguaci di Amu Shinrikyo che hanno cosparso il Sarin, un gas tossico, nella metropolitana di Tokyo e in contrapposizione questi killer che compiono eccidi indiscriminati cita “il gruppo italiano “Falange armata” è una categoria completamente diversa di organizzazione terroristica high-tech. I suoi obiettivi sono espliciti e i mezzi impiegati straordinari. La sua specializzazione consiste nell’irruzione in reti di computer di banche e di mezzi di comunicazione, nel furto di dati archiviati, nella cancellazione di programmi e nella divulgazione di false informazioni, vale a dire operazioni terroristiche classiche dirette contro reti e mass media. Questo tipo di operazione terroristica si serve della tecnologia più avanzata nei settori di studio più moderni e sfida l’umanità nel suo complesso una guerra che potremmo definire ‘nuova guerra terroristica’”. E c’è chi vuol ridurre gli avvenimenti dell’inizio degli anni ’90 nella semplice formuletta “trattativa Stato-Mafia”! 

   In queste nuove guerre i campi di battaglia diventano infiniti, una volta che il bersaglio non è più solamente il corpo fisico da annientare, ma anche la psiche di quello è ritenuto il nemico.

   Un bersaglio che permette la progressiva erosione dei diritti civili, lo svuotamento dello Stato di diritto, tutto questo dentro un quadro di resa da parte delle persone colte e impegnate, che vede in sostanza un definitivo imbarbarimento della società che non fa che confermare quanto esporta Lenin ne L’imperialismo, aspetto che dopo il nazismo, non cera bisogno di altre conferme.

   È in atto una guerra segreta, che colpisce attraverso nuove tecnologie con il coinvolgimento di specialisti in campo medico, elettronico, informatico, biologico, psicologico, psichiatrico, ecc. E’ un attacco che colpisce il cervello, i sentimenti, il clima, il cyberspazio e lo spazio stesso.

   Non è un caso che D’Alema nel 2000 quando fa divenire, l’Arma dei carabinieri al rango di forza armata, questa subito dopo assume in gran numero laureati in scienze biologiche.

   La pubblicistica pre e post-11 settembre serve allo scopo, poiché le varie riviste scientifiche parlano di chip, DNA, armi biologiche, mentre la politica istituzionale tace.

   Chi autenticamente comanda, ha i suoi soldatini.

   I politici delegano ai ministri, i quali nel diventare ministri, si adeguano ai generali.

   La conclusione politica di tutto questo discorso, è che non vi può essere una serie lotta alla guerra imperialista senza porre la questione della messa al bando di queste “armi elettroniche-mentali”.

   Infatti, evidenziare cosa stia dietro a queste armi e alle tecnologie diffusosi di recente (GPS, GPRS, Wireless ecc.) non sarebbe tanto un nostro compito di comunisti, antimperialisti, di chi chiunque vuole trasformare radicalmente la società, bensì di chi opera nella sanità, delle Giunte comunali, provinciali e regionali, dei Parlamenti, delle forze sociali e sindacali.

   Ma nessuno di chi in linea teorica ne ha la competenza e i mezzi ne parla, a parte rari e coraggiosi (nonché isolati) soggetti. Tutti paiono segretamente entusiasti di produrre la morte per tumore di un nemico senza che nessuno possa a loro imputare nulla.

   Così i morti non si contano letteralmente, e, infatti, avvengono in ogni settore. Mediamente tra le 10 e 15.000 persone l’anno muore in ogni settore in Italia, senza una causa accertata. Per non dire delle cause che sono conseguenze: infarti, tumori intestinali ecc.

   C’è un’ulteriore riflessione che introduco. Senza dubbio uno degli obiettivi di questi esperimenti/torture è sicuramente è arrivare a un controllo della popolazione, che più si accentua la crisi e più avanzano le politiche antipopolari potrebbero diventare ostile alle politiche governative. Ma ritengo che non sia solo questo, potrebbe essere che strutture militari, spionistiche, industriali, psichiatriche che operano in questo campo, alla fine per dinamiche loro, che sfuggono agli stessi mandanti ufficiali hanno cominciato a vivere di vita propria, si autoalimentano, costituendo così un autentica industria di morte e torture, che arriva a ricattare governi e politici.

   È responsabile di tutto ciò una scienza asservita, che posto, di cercare la verità (Dire la verità è rivoluzionaria diceva Gramsci nella machete del primo numero dell’Ordine Nuovo) preferisce accordarsi con le classi dominanti. Il dramma di Galileo, fatto rivivere da B. Brecht, non rappresenta l’eccezione, ma è la minaccia che in tutti i tempi l’ordine costituito ha fatto pesare sugli scienziati.

   A tutto questo s’inserisce il distacco tra attività scientifica e visioni filosofiche. Tutto questo, dal XVIII secolo, quando lo viluppo tecnico fornirà un valido supporto alla meccanizzazione dell’industria. L’accostamento della scienza ai problemi pratici, la collaborazione sempre più stretta fra scienza e tecnica, porterà come conseguenza il distacco tra il pensiero scientifico dalla filosofia. In molti studiosi comincia a radicarsi la convinzione che le applicazioni pratiche possono fornire la più valida prova della scientificità delle loro teorie. L’utilizzazione delle scoperte scientifiche da parte dell’industria e gli straordinari successi ottenuti mediante tale utilizzazione, non tardano a procurare alla scienza, una larghissima popolarità, alimentando la speranza che essa avrebbe finito per risolvere ogni problema dell’umanità (lo scientismo). Non è un caso che nel Movimento Operaio della fine del XIX secolo, quando il capitalismo cominciava ad avviarsi nella fase imperialista, nasceva il revisionismo, che portò come conseguenza teorica e filosofica l’inserimento dentro il cosiddetto “marxismo ortodosso” di concezioni positiviste. Le conseguenze si sono trascinate fino ad oggi all’interno del Movimento Operaio: fiducia acritica nel “progresso” che “inevitabilmente” avrebbe portato verso il socialismo, sottovalutando il ruolo soggettivo cosciente dell’agire politico da parte del proletariato (se non addirittura annulandolo), il meccanicismo. Ma l’aspetto politico principale nel Movimento Operaio dell’evoluzionismo che ha covato al suo interno sta nello snaturamento della sua carica rivoluzionaria.

   La scienza, o meglio, l’applicazione tecnologica della scienza, vale a dire, il modo in cui il capitale si appropria della scienza nel corso del processo di valorizzazione, incorporandosi nelle macchine, si trasforma in forza produttiva. Nel Modo di Produzione Capitalistico, l’utilizzo delle scoperte scientifiche, l’indirizzo delle ricerche, come i settori di applicazione, va esclusivamente nel senso di accrescere la produzione di plusvalore. Il carattere non neutrale delle forze produttive nell’ambito dei rapporti di produzione capitalisti è evidente, il rapporto con la natura e con le persone (fatto di controllo e di dominio) si attua con la dittatura di una classe (la borghesia) su un’altra (il proletariato). Ed è attraverso la dittatura della borghesia che si plasma l’insieme dei rapporti. Interiorizzandosi nel capitale, la scienza opera secondo le leggi di quest’ultimo: opera per la produzione di plusvalore, per la massima valorizzazione del capitale.

   Lo sviluppo delle varie “rivoluzioni tecnologiche”, hanno comportato il passaggio di forme che si potrebbero definire di “dominio reale” o più precisamente di “schiavitù tecnologica”, nel senso che il sistema delle macchine impone i propri bisogni, devastando la forza-lavoro assoggettata al suo potere.

   Questa “rivoluzione tecnologica” in Italia, è stata d’aiuto ai processi di ristrutturazione nell’industria che si erano avviti alla fine degli anni ’70 (il più famoso è senza dubbio quello che c’è stato alla FIAT nel 1980 che determinò i famosi 35 giorni di lotta, svenduti dal sindacalismo confederale e dal PCI). Questa ristrutturazione non rispondeva solo alla necessità di assumere maggiore controllo sulla forza-lavoro, per spremere di più plusvalore attraverso una maggiore flessibilità e aumentando la produttività, ma anche alla necessità di arrivare a forme di militarizzazione del rapporto tra capitale e lavoro. Attraverso l’informatizzazione si può concentrare grandi quantità di informazioni e rendere possibile una maggiore schedatura dei dipendenti (sui loro spostamenti, le timbrature, le assenze, gli scioperi ecc.) e attualmente attraverso l’estensione dei chip aziendali (come a Mediaset e minacciato alla Fincantieri) questo controllo aumenta a dismisura. Inoltre, bisogna tenere conto che questo controllo si articola nel territorio, con agenzie investigative private, bande mafiose, polizia, carabinieri e servizi segreti, realtà queste che collaborano a vario livello con le aziende (di esempi di questa collaborazione, se ne possono fare tante, dalla FIAT a Telecom).

   Per questi motivi, si può tranquillamente dire che come esiste un complesso militare-industriale (rapporto militari, industria e Università), industriale spionistico (rapporto tra industria e spioni più o meno istituzionali), si può parlare per quanto riguarda il controllo mentale di un complesso industriale-medico/psichiatrico-militare-spionistico (rapporto tra Università, centri di ricerca, industria, servizi segreti e militari), un industria che si autoalimenta costantemente, che come ogni industria ha bisogno di materie prime che sono gli esseri umani (e anche gli animali) usati come cavie.

PROGRAMMA MONARCH

   La CIA eseguì diversi esperimenti di psicoelettronica. Un essere umano è composto da centri nervosi e nervi attraverso cui passano impulsi elettrici che tramite i muscoli producono movimenti volontari e involontari; in questo, dunque, è paragonabile a un “robot”. Nel lontano 1966 il famigerato neurofisiologo Delgado affermava che il movimento, le emozioni e il comportamento potevano essere controllati da forze di natura elettrica. In sostanza, affermava, che gli essere umani potevano essere controllati come i robot. Le asserzioni di Delgado furono prese molto seriamente dagli scienziati asserviti al potere economico e politico, che fecero degli studi che porteranno alla realizzazione di armi psicotroniche basate sugli effetti sul cervello umano delle onde elettromagnetiche, e in particolare delle microonde.

   Un nuovo sistema di condizionamento potrebbe essere stato sperimentato anche tramite la musica. Secondo le ricerche effettuate dall’Institute for Bio-Acoustics Research Inc. (IBAR), esisterebbe un ultrasuono che influenza lo stato mentale di chi lo ascolta, aumentando la sua capacità di assimilazione cognitiva: viene chiamato “hesmisync tone” e sembrerebbe essere stato brevettato. Questo ultrasuono consentirebbe la penetrazione nel profondo della psiche umana di frasi nascoste per esempio in un lungo riff di chitarra.

   Un caso controverso è il caso di Patty Hearst, una ricca ereditiera che fu rapita dall’Esercito di Liberazione Simbionese (SLA) una delle molte formazioni combattenti che nacquero all’inizio degli anni ’70 negli USA dopo le sanguinarie repressioni da parte della Polizia e della Guardia Nazionale contro il movimento di contestazione radicale. Questa formazione era composta di attivisti/e che avevano lavorato sul carcere ed ex prigionieri afroamericani. Il gruppo guadagnò le prime pagine di tutti i giornali con il rapimento, appunto, di Patricia Hearst di 19 anni, nipote del multimiliardario Hearst. Non fu richiesto un riscatto per lo SLA ma che fossero distribuiti alimenti e beni di prima qualità per i poveri della zona di San Francisco.

   Durante la prigionia solidarizzò con i suoi rapitori fino a farsi conquistare dalla loro causa, tanto che due mesi dopo ricomparve come membro del gruppo che partecipava alle sue azioni, tra le quali gli espropri alle banche. Quando fu arrestata e posta sotto processo, il suo caso fu seguito da un noto esperto di tecniche di manipolazione mentale, lo psichiatra britannico William Sargant. Dalla sua relazione fece emergere che la sua personalità era stata cambiata sottoponendola all’ascolto continuo di musica rock ad altissimo volume.

   Tutto questo è stato in realtà una mistificazione funzionale al sistema dominante negli USA. Non si tiene conto che la stessa Patricia Hearst rilascio’ un comunicato in cui affermò che gli era stata data la possibilità’ di tornare libera a casa sua ma che lei aveva scelto di restare e lottare per l’abbattimento dell’oppressione e del dominio delle multinazionali e che avrebbe preso il nome di battaglia di Tania, dal nome di una delle guerrigliere che erano con il Che in Bolivia.

   Il tutto fu accompagnato da una fotografia, diventata famosissima di Tania con basco e abiti da guerrigliera che imbracciava un mitra e con alle spalle il simbolo dello SLA, un cobra a sette teste.[140]

   I ricchissimi e influentissimi (sono anche padroni del SF Examiner un quotidiano di San Francisco) familiari, parlarono subito di costrizione ma vennero smentiti ben presto dalla registrazione di una telecamera di una banca che filmo’ una rapina di autofinanziamento compiuta dallo SLA in cui Tania armata di mitra copriva i suoi compagni/e.

   Poi lo SLA fece la fine delle altre organizzazioni combattenti negli USA, fu sterminato. Il 17 maggio del 1974 a Watts, Los Angeles, la polizia e le SWAT circondarono la casa dove erano alcuni membri dello SLA e dopo una sparatoria in cui vennero sparati circa 9.000 proiettili !!! venne appiccato il fuoco alla casa e vennero uccisi/e 6 militanti dello SLA. Quelli che non erano lì in quel momento rimasero latitanti ancora per un anno quando ci fu una seconda ondata di arresti che determino’ la fine dello SLA. In questa seconda ondata fu arrestata anche Patricia Hearst (Tania) che fu ritratta in manette col pugno chiuso e sorridente. Si dichiaro’ guerrigliera.

   Poi alla lunga la famiglia riebbe il sopravvento portò avanti la tesi del lavaggio del cervello (tipo quello che i padroni ci fanno quotidianamente con TV e giornali) durante il processo. La tesi del lavaggio del cervello non passò e l’Hearst oramai dissociata fu condannata a 7 anni per rapina a mano armata. Poi si sa che i padroni, o i loro figli, restino in galera non sta bene in una società capitalista e dopo due anni il presidente Carter le condono’ la pena… per gli altri e le altre dello SLA galera a vita, naturalmente. Tutto questo serve per ricordare che spesso e volentieri, il discorso inerente a controllo mentale a livello ufficiale e istituzionale  viene trattato dai media come qualcosa riguardante sette, gruppi politici (sia di destra che di sinistra, il centro viene risparmiato), ma si cerca non affrontare quello che viene praticato dagli apparati statali (in particolare dai servizi segreti), poiché ha una funzione strategica molto importante, il controllo della società per la stabilizzazione del sistema.

   Abbiamo accennato all’uso degli ultrasuoni per influenzare lo stato mentale delle persone, ma anche in assenza di esso, quando il cervello umano subisce un fortissimo stress, si difende capovolgendo l’orientamento morale delle normali funzioni cognitive superiori. In parole povere, ciò che un attimo prima si riteneva corretto diventa sbagliato e viceversa. È un fenomeno che si osserva in certe personalità borderline dove, a intervalli, si ha un rovesciamento degli ideali e della percezione affettiva delle persone care, che passano dal “bene” al “male” in un attimo. Questo fenomeno può verificarsi anche in persone sane, se sottoposte a stress musicale ripetuto. In condizioni di particolare sofferenza psichica, infatti, anche un cervello sano diventerebbe estremamente recettivo alle induzioni. L’utilizzo di queste tecniche di condizionamento sui giovani, sfruttando l’assunzione di droghe o le microscissioni della personalità provocate dagli effetti traumatici quotidiani (liti familiari, difficoltà scolastiche, notizie catastrofiche dei telegiornali, attentati ecc.) e usando la musica e altri tipi d’intrattenimento come veicolo per indurre suggestioni e comandi inconsci, si rivelerebbe un’arma devastante.

   Ufficialmente il governo USA afferma che tutti i progetti inerenti a MK-ULKTRA sono stati bloccati, addirittura il presidente Bill Clinton si è scusato con il popolo americano e con le vittime del condizionamento mentale, ma le denunce che stanno emergendo da tutte le parti del mondo rende chiaro che questo progetto sia stato invece segretamente proseguito e si sia evoluto in qualcosa di più terrificante: il progetto Monarch.

   L’esistenza di questo progetto è stata denunciata pubblicamente non solo dai teorici del complotto, ma anche da un magistrato italiano Paolo Ferraro. Egli, addirittura in una conferenza stampa, parla di tutto questo, e dell’esistenza di una setta satanica massonica che opera nell’ambito militare.[141] Paolo Ferraro dopo queste denunce è prontamente collocato a riposo dal Consiglio Superiore della Magistratura per infermità mentale (e relativo TSO).

   Secondo Ferraro le attività di condizionamento psichico da lui scoperte avrebbero inizio sfruttando associazioni di sostegno psicologico per militari. Sospettando che una persona a lui cara stesse correndo un grave pericolo, lasciò nell’appartamento un notebook con registratore multimediale acceso. Dalla registrazione apprese che un gruppo di uomini e donne entra in quella casa, usando le chiavi dell’appartamento, e tramite un particolare comando vocale aveva indotto l’inquilina a fare tutto ciò che volevano. Dall’analisi di 40 file e dallo studio di documenti inerenti alle tecniche di condizionamento psichico, il magistrato giunse alle conclusione che si trattasse di una forma di controllo mentale usata nel progetto Monarch.

   I candidati ideali sono persone inclini a scissioni della personalità, che per esempio abbiano subito abusi durante l’infanzia, che assumano droghe anche blande, che siano emotivamente instabili, inclini ai vizi, con una famiglia distratta o assente. Una volta selezionata, spesso le vittime possono essere rapite senza che nessuno se ne accorga e sottoposte periodicamente a dolorosissimi condizionamenti psichici che lasciano traumi permanenti. Al termine del trattamento sarebbe rimosso ogni ricordo cosciente. Il risultato finale è una persona dotata di una seconda personalità di cui non ha alcuna consapevolezza, che si attiva tramite comando vocale e che esegue qualsiasi ordine per cui è stata programmata. Lo scopo originale del progetto era di creare agenti segreti ideali che si attivassero sulla base di un comando vocale e che terminata la missione, non ricordassero niente delle azioni commesse o delle informazioni apprese e tornassero come se niente fosse alla loro vita normale, banale, insospettabile (come certi super-eoi dei fumetti americani, che sono tranquilli avvocati, giornalisti, atleti nella loro vita quotidiana). Proprio come la farfalla Monarca da cui il progetto ha tratto il nome, che dopo essere migrata dall’altro capo del continente americano dà alla luce discendenti che torneranno nel luogo esatto di nascita, dà alla luce dei discendenti che torneranno nel luogo esatto di nascita dei genitori, in uno sbalorditivo esempio di trasmissione della memoria.

   Teniamo presente che esotericamente la farfalla simbolizza l’anima.

   C’è da ritenere che attualmente i risultati di questo progetto sarebbero diventati un business. Cosa che non bisogna meravigliarsi. Il capitalismo, ai suoi inizi, si è sempre impadronito essenzialmente dei compiti dell’attività economica legata alla produzione dei beni materiali e per molto tempo la produzione di beni materiali costituì il campo di interesse dei capitalisti. L’estrazione di plusvalore avveniva essenzialmente nei processi produttivi dei beni materiali.

   Il capitalismo, dopo essersi impossessato della produzione di tutto ciò che costituisce il ricambio organico con la natura, ha esteso le sue attività di produzione di merci vendibili in beni che escono dalla produzione materiale, come istruzione, divertimento e salute.

   Teniamo conto, che la merce nel Modo di Produzione Capitalistico, non deve essere solo un bene d’uso (vale a dire che sia usata), ma soprattutto un bene di scambio (che deve essere venduta). Perciò queste tecniche basate su comandi vocali, per ottenere controllo mentale e programmazione inconscia potrebbero essere vendute e poi, con la complicità di psichiatri e psicologi, applicate alle vittime per qualsiasi tipo di attività:[142] sesso, spaccio di droga, prostituzione, pedofilia, riti occultistici, omicidi, spionaggio, snuff movies (ovvero film in cui la vittima viene stuprava – e anche uccisa come atto finale –  realmente). Se questa ipotesi fosse confermata, potremmo dare una spiegazione a certe assurde stragi familiari i cui autori, tutti suicidi, prima di allora non avevano mai dato segni di squilibrio. 

   Se fosse vero, potremmo tranquillamente di un mercato che smercia delle tecniche che potrebbero trasformare l’essere umano in un’arma. Ma, mentre per gli armamenti convenzionali o per quelli nucleari, esistono dei trattati che ne regolamentano la proliferazione e lo smercio, per la programmazione psichica non esiste nulla del genere.

   Tecniche usate da organizzazioni occulte che hanno legami con i vertici di forze armate, servizi segreti, società esoteriche, famiglie dell’alta finanza e criminalità organizzata.

   Partendo da questa realtà non ci si deve meravigliare se il re del Belgio (che è anche Cavaliere di gran croce d’onore e devozione del Sovrano militare ospedaliero ordine di Malta) concesse la grazia al famoso podofillo, meglio noto come “mostro di Marcinelle”, Marc Dutroux e alla sua compagna e complice.[143] In sostanza la testa coronata grazia delle persone che hanno partecipato e organizzato rapimenti, attuato torture, stupri e omicidi di diverse bambine, innocenti vittime che furono perfino filmate nel corso di questo barbaro trattamento (questi snuff movies a quanto pare rendono parecchio sul mercato, essendo la domanda fatta da maiali altolocati e danarosi).

   Le indagini in Belgio stavano per toccare i piani alti della politica e della società, ma in alto riuscirono prima a depistare e in seguito a bloccare la ricerca della verità. Una verità che avrebbe potuto essere peggiore più di quanto si potesse immaginare.

   Una prova indiretta delle trame tessute per depistare e imbrogliare i poveri genitori delle vittime, fu quando il legale dei genitori di due vittime del “mostro di Marcinelle” fu condannato per pedofilia. Oppure porta a una morte violenta com’è successo alla giornalista Maria Grazia Cutuli, che lavorava come inviata per il Corriere della Sera, uccisa in un agguato in Afghanistan.

   Era una giornalista coraggiosa perché non aveva esitazioni a svolgere il suo lavoro di cronista in diversi teatri di guerra come la Bosnia e l’Afghanistan e non ebbe esitazioni a denunciare senza mezzi termini l’orrore della pedofilia. Anzi, fece di più. Tutti sono bravi quando si tratta di fare delle denunce generiche, ma Maria Grazia Cutuli aveva fatto una serie indagine giornalistica, tanto seria che nemmeno la magistratura e la polizia del Belgio avevano dimostrato tana serietà. Nel suo articolo che scrisse tre mesi prima di essere uccisa intitolato Caso Dutroux, giustizia non è fatta, affermava che: “A cinque anni dall’arresto del <mostro di Marcinelle>, l’inchiesta sui pedofili belgi si è arenata. Il processo all’uomo accusato di aver stuprato e ucciso quattro bambine continua a slittare. Sono stati sospesi investigatori, screditati testimoni <scomodi>, minacciati i parlamentari che indagano sulla vicenda”.[144] E più precisamente che “Appare un terzo personaggio, Marc Nihoul, il <principe delle tenebre>, sospettato di far da tramite in un commercio di minorenni tra Dutroux e le <alte sfere>. Il Paese è sotto choc. Spuntano connessioni internazionali. Scenari foschi dove si materializzano incubi orgiastichi, sadismi insospettabili, ma anche interessi d’altro genere. Il Belgio, quartiere generale dell’Unione Europea, della Nato, di migliaia di multinazionali, scopre che dietro l’affare della pedofilia si potrebbe nascondere una rete criminale che mina lo Stato dai vertici alle fondamenta. Cinque anni dopo, nessun imputato è alla sbarra. I grossi nomi sono spariti dai dossier. Le convivenze sospette sono accantonate”. E ancora “Libero invece Nihoul, che continua a mandre messaggi ben indirizzati: <E’ vero – ammette durane un intervista televisiva – ho frequentato club dove si tenevano orge. Ho incontrato ministri, magistrati, gente piazzata ancora più in alto>. La casa reale? Anche questo è uno dei fantasmi che ossessionano il Belgio. Eppure, all’inizio l’inchiesta parte bene. Un magistrato zelante, Jean Marc Connerotte, in brevissimo tempo riesce a trovare Sabine e Laelilia e a scoprire i quattro omicidi. La sua rimozione ad ottobre 1996, per aver partecipato a una spaghettata con i parenti delle vittime fa esplodere la piazza. 600 mila persone protestano al palazzo di Giustizia. Comincia l’affossamento l’investigatore Patrick De Baets e il suo aiutante Eimé Bille, dopo aver ascoltato una decina di testimoni che chiamano in ballo il jet set belga, vengono messi da parte e accusati di malversazioni (…) La sua cliente, Régina Louf, testimone <X1>, ha cominciato a parlare l’anno prima . <Aveva riconosciuto prima Dutroux e Nihoul alla televisione. Voleva raccontare quello che sapeva degli ambienti pedofili>. È stata violentata e venduta sin da bambina, Régina Louf. Dice di aver preso parte a orge con altri minorenni, di aver visto ragazzini costretti accoppiarsi con cani, torturati, uccisi. Ma soprattutto sostiene di aver riconosciuto Nihoul tra gli assassini di una sua amica, Christine van Hees, 16 anni, ritrovata carbonizzata nel 1984. <Régina è stata dichiarata pazza – racconta l’avvocatessa – E anche noi legali abbiamo passato anni a difendersi dalle accuse>”.

   M.G. Cutuli era andata troppo in là, perciò è legittimo il sospetto che come per Ilaria Alpi sia stata assassinata in un paese in guerra laddove è facile far passare tutto per un incidente.

    Chi cerca la verità rischia di morire e senza che al grosso pubblico sappia le vere motivazioni. Ed è quello che potrebbe essere successo a Pasolini, che potrebbe essere stato assassinato, oltre per la denuncia e la essa alla berlina del potere costituito dei mandanti dell’omicidio Mattei, col romanzo Petrolio, ma anche e soprattutto, attraverso le atroci sequenze del suo ultimo film, Salò, ispirato al romanzo del marchese De Sade Le 120 giornate di Sodoma, aveva osato mettere in scena l’abominio fatto di perversioni sessuali violente, fino alla morte delle giovani vittime, perpetrato da una supercasta annidata nei massimi vertici della classe dirigente.

   Non è che avesse voluto rivelare una realtà tragica e schifosa nello stesso tempo, che se sarà stata detta, sapremo dove finiscono centinaia di minori che scompaiono ogni anni in Italia (per non parlare nel mondo)? Si saprebbe sapere di più dei traffici di organi e delle potentissime reti di pedofili, di ricchi maiali dal volto umano che arrivano a pagare cifre folli per gli snuff movies, dove le giovani vittime, come si diceva prima sono violentate e seviziate fino alla loro morte, come appunto nel film di Pasolini.

   Il film Salò è ispirato al romanzo di De Sade Le 120 giornate di Sodoma, ma Pasolini ne colloca l’ambientazione tra il 1944 e il 1945, nel Nord Italia occupato dai nazifascisti durante la repubblica fantoccio di Mussolini la cosiddetta Repubblica Sociale Italiana. In una villa isolata si riuniscono quattro rappresentanti del potere: il Duca, il Monsignore, l’Eccellenza (giudice di corte di assise) e il Presidente (di una banca). Questi quattro personaggi fanno rapire decine di ragazzi e ragazze, e nella villa infliggono loro ogni tipo di violenza e tortura psicologica, fisica e sessuale. Con il passare del tempo, i giovani perdono la dignità umana e si abbandonano al loro destino, consegnano il loro corpo e la propria dignità a questi personaggi. Giunti quasi al termine delle 120 giornate, in cerca di violenza sempre più intensa, questi personaggi decidono di passare alla forma più estrema di “piacere”: quello assassino, uccidendo la maggior parte dei ragazzi. E se Pasolini avesse voluto raccontare un’agghiacciante realtà, compita da persone considerate “insospettabili”, poiché sono il vertice del potere? Nel film i quattro personaggi rappresentano i vari rami del potere: nobiliare, ecclesiastico, giudiziario ed economico-bancario (quasi a voler rappresentare la fusione nella fase imperialista e di decadenza del capitalismo degli apparati istituzionali – compreso le istituzioni religiose – e il Capitale). Nel film questi personaggi assoldano dei giovani repubblichini di leva e delle SS, e li incaricano di rapire i ragazzi e portarli alla villa. Le milizie nazifasciste rappresentano sia il potere militare (ma a livello basso), sia quello politico sia è subordinato agli altri poteri: questi personaggi si servono dei repubblichini per raggiungere i loro scopi. I giovani, sono scelti in base a determinate caratteristiche, e sono strappati dalle proprie famiglie; ma talvolta sono invece i loro stessi familiari che li vendono. E per questo che Pasolini fu ucciso, stava rivelando una realtà che si avvicinava troppo a quello che assomiglia al progetto Monarch?

   Queste bestialità devono essere viste nell’ambito della decomposizione delle democrazie borghesi che stanno attuando il passaggio verso le dittature tecnocratiche (o sarebbe meglio dire tecnofasciste). I governi tecnici non sono un segno lampante della transizione verso una dittatura tecnocratica. A differenza delle precedenti dittature fasciste che iniziano come Stati di polizia, gli attuali tecnocrati prima lanciano il loro malefico assalto a tutto il campo contro le condizioni di vita e di lavoro, con il consenso parlamentare (e delle parte sociali, soprattutto dei sindacati maggioritari che praticano la collaborazione di classe), e poi di fronte alle inevitabili resistenze (anche se deboli e spesso e volentieri solo minacciate) procedono ad aumentare la repressione caratteristica di uno Stato di polizia.

   Le dittature tecnocratiche hanno il compito di risolvere l’esigenza della Borghesia Imperialista di tenere assieme autoritarismo e gioco delle elezioni “democratiche” (dove ormai la democrazia quella reale partecipata fondata sul protagonismo delle masse popolari è completamente svuotata).

IL MICROCHIP

   C’è una presunta profezia contenuta nel Libro della Rivelazione un testo che è conosciuto anche con il nome di Apocalisse di Giovanni, dove descrivendo i segni che accompagneranno la fine del mondo, si dice: “Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vedere se non portava il marchio, cioè il marchio della bestia o il numero che corrisponde al suo nome”. Teniamo conto la composizione di questo testo risale alla fine del I° secolo dell’era cristiana, molto probabilmente negli anni che vanno tra il 90 e il 95 d.C.

  Ora, dal mio modesto punto di vista, il problema vero, non sta nel credere o meno alle profezie, ma constatare un dato di fatto: che da molti anni molte ricerche scientifiche vertono sull’elaborazione di sistemi di localizzazione, lo scopo dichiarato è quello di riuscire a individuare il maggior numero di informazioni con precisione e in saper individuare in ogni momento la posizione di ogni individuo nel pianeta per potergli offrire il maggior numero di informazioni utili in tempo reale, proteggerlo, monitorare lo stato di salute o semplificare le transazioni. Come tutte le motivazioni ufficiali, gli scopi sono benefici, inerenti alla sicurezza personale oppure il miglioramento della qualità della vita.

   I chip sottocutanei già vengono usati per riconoscere gli animali domestici e sono obbligatori (qui in Italia) per i cani, dato che permettono di risalire al loro padrone, soprattutto in caso di abbandono, maltrattamento o danni.

   Quello che non viene messo in evidenza (se non addirittura nascosto) è che questa tecnologia può essere applicata anche all’essere umano. La Radio Frequency Identification (Identificazione tramite radiofrequenza), o più semplicemente RFID, è una tecnologia basata su un dispositivo che invia segnali, a ricevitori esterni e allo stesso tempo li riceve. Il modello base trae energia dallo stesso apparato che gli invia i dati. Il problema è che, in eventuale assenza di trasmissione, potrebbe spegnersi e impedire la localizzazione del portatore da parte del sistema di monitoraggio. Perciò è stata proposta una versione avanzata del microchip in grado di autoalimentarsi tramite l’energia stessa prodotta dalle cellule sottocutanee in cui viene impiantato. La versione attualmente usata si chiama VeriChip ed è l’unica (ufficialmente bisogna precisare) ad aver ottenuto l’approvazione della FDA (Food and Drugs Administration, ovvero l’autorità sanitaria statunitense) per l’impianto su esseri umani. Esso conterebbe “soltanto” il codice identificativo del possessore, mentre tutti gli altri dati rilevati vengono registrati nei dati vengono registrati nei database governativi. Questo significa che ogni nostra caratteristica, anche la più intima, è a disposizione delle autorità o di chi riesca a forzare le dei database e ottenere l’accesso, per esempio un hacker.

    Nel variegato mondo definito “complottista” si sostiene che i microchip sostituiranno il denaro e le carte di credito. Inizialmente dovrebbero funzionare su frequenze radio per ogni nazione. In seguito, dovrebbe una frequenza valida a livello internazionale.

   Questa visione dell’onnipotenza delle banche (e dei banchieri) trascura il fatto che i fenomeni monetari sono subordinati ai fenomeni reali. Io appartengo a quel filone di pensiero che sostiene che è la banca che si indebolisce se perde i suoi legami con l’industria e il commercio. Il capitale può funzionare simultaneamente come capitale produttivo, capitale-merci e capitale-denaro, senza che nessuna di queste sue forme possa assorbire le altre. Ma in questa formula trinitaria è il capitale produttivo che svolge il ruolo importante, poiché è l’unico che può funzionare autonomamente, mentre gli altri costituiscono ciò che Marx chiama “capitale inattivo”. Questi capitali inattivi (e in particolare il capitale-denaro e il capitale bancario) non possono “allontanarsi” dal capitale produttivo né operare nel vuoto, ma devono anzi avvicinarsi ad esso, fondersi con esso. Il movimento D-D’ non è che una formula abbreviata, feticista, del movimento D-M-D’, che concentra in un solo atto il processo di produzione e quello di produzione.

   I fenomeni finanziari cominciano ad avere importanza nel periodo di tempo che corrisponde al passaggio dal capitalismo concorrenziale al capitalismo monopolista, quando il brusco aumento di dimensioni delle imprese e delle loro attività attribuisce un ruolo rilevante alle banche insieme al capitale industriale nel suo complesso. La scarsità di capitali è stata una caratteristica della fase iniziale del capitalismo monopolista: le banche ebbero allora una breve ma dorata fase iniziale sull’industria che consentì a quest’ultima di ampliare il volume della produzione e di erigere imprese sempre più grandi. Ciò imponeva al capitale industriale grandi esborsi di denaro che solo la banca poteva finanziarie. Si ebbe allora l’impressione che il capitale industriale si mettesse nelle mani della banche, mentre il realtà gli utili straordinari ottenuti dai monopoli industriali non tardarono a superare questa situazione.

   Per Lenin nel capitale finanziario si determina la fusione e l’equiparazione del capitale industriale con quello bancario e la stretta unione di entrambi con il potere dello Stato monopolista.

   In sostanza, nel senso comune dominante, per “finanza” si intende fondamentalmente speculazione borsistica, invece, la definizione di Lenin è più ampia: il capitale produttivo, per esempio, della FIAT, insieme alle partecipazioni azionarie della FIAT detenute dalle varie finanziarie del gruppo, il denaro preso in prestito dalle banche, ma anche le azioni degli gruppo FIAT detenute nelle banche, determinano la formazione di unico capitale finanziario. I fondi pensione negli USA, per esempio, detengono azioni e obbligazioni di grosse imprese, speculano sui cambi e sui tassi di interesse, hanno quote investite in immobili: la speculazione, la produzione materiale e immateriale, il capitale bancario, la rendita immobiliare il capitale produttivo di interesse, tendono a fondersi, a presentarsi come singoli aspetti di un gigantesco meccanismo di valorizzazione su scala mondiale.

   Chiarito il mio pensiero, rispetto al “grande complotto dei banchieri”, bisogna dire che già oggi l’utilizzo di bancomat e carte di credito consente alle autorità (e non solo a loro) di ricavare moltissime informazioni sul loro presunto possessore. Uso l’aggettivo presunto perché in realtà chiunque potrebbe usarle pur senza esserne il vero proprietario. Basta esserne in possesso e conoscerne il codice (per molte carte di credito basta la conoscenza di quest’ultimo, ottenuto magari con qualche vendita truffa via Internet). In questo modo, se anche l’autorità incrociasse i dati raccolti (posizione geografica degli acquisti, ecc.), in realtà avrebbe la certezza che una persona – di cui si presume che sia il possessore della carta – si trova in una determinata località o abbia compiuto un determinato percorso.

   Lo stesso discorso vale per i telefonini. Se oggi una persona non vuole farsi localizzare è sufficiente che utilizzi prodotti intestati ad altre persone. Questo è uno dei motivi per cui le persone vengono sempre più incentivate a usare i social network in associazione con i telefonini e a utilizzare Internet per transazioni e acquisti. Di recente, anche Facebook e Google hanno cominciato richiedere ai loro utenti il loro numero di cellulare.

   Tutta queste limitazioni rendono difficoltosa, lo localizzazione geografica di una persona. E da qui emerge la possibilità di utilizzo del microchip. È sufficiente che esso sia progettato per funzionare unicamente con il codice genetico della persona cui è intestato: a questo punto, se il suo uso fosse reso obbligatorio per legge, sfuggire alla localizzazione sarebbe virtualmente impossibile. Attualmente il VeriChip trasmette solo l’identificativo, ma non è detto che (segretamente e illegalmente) il suo utilizzo sia ben altro, e tutto questo venga mascherato dietro le esigenze della “sicurezza nazionale” o delle “ricerche scientifiche”. Quando si tratta di “questioni di Stato” (motivazione dietro le quali le varie bande istituzionali mascherano la loro attività), i servizi segreti possono disporre di porte di accesso a funzioni segrete di telefonini, computer e VeriChip. Nessuna autorità lo dirà mai ufficialmente, come non dirà mai che ogni conversazione e ogni SMS vengono archiviati e messi in disposizione dei servizi segreti.

   Quando qualche anno fa in Italia si scoprì l’esistenza di un database di conversazioni di politici di ogni schieramento. I quali si trovarono per la prima volta tutti d’accordo nel distruggerlo. Ma i grandi sistemi di controllo come ECHELON vanno ben oltre la volontà di privacy dei politici, e registrano ogni cosa venga detta o scritta tramite qualsiasi mezzo atto allo scopo (Internet, telefonia ecc.).

   I tag RFID attualmente immessi nel mercato e prodotti secondo la tecnologia resa ufficialmente dalle ricerche militari non consentono ancora essere usati come parte integrante di una rete a livello globale, poiché hanno un raggio di azione molto limitato. Ma il livello di ricerca militare, sicuramente (e dalle poche notizie che emergono) è certamente avanzato di circa un secolo rispetto ai dispositivi immessi liberamente sul mercato. Il 90% di ciò che viene usato abitualmente a scopo ludico (telefonia mobile, videogiochi con simulazione tattica e conflitti a fuoco, ecc.) prima di essere venduto alle industrie di intrattenimento era appannaggio dei soli miliari e classificato come top secret.

   Ma oltre alle funzioni di controllo c’è qualcosa di più inquietante in merito all’uso dei chip nei corpi delle persone. Nell’ambito del progetto MK-ULTRA, fu progettato un microchip che ha lo scopo di assumere il controllo della salute e dei cicli ormonali dell’essere umano. Questo dispositivo può essere predisposto per emettere segnali molto simili a quelli fisiologici, in grado dunque di influire sul funzionamento delle ghiandole. Stimolando le ghiandole surrenali è possibile indurre un iperproduzione di adrenalina: il soggetto diverrebbe improvvisamente aggressivo. Inibendo l’ipofisi, si potrebbe impedire il concepimento. Senza ormone-stimolante una donna di vent’anni entrerebbe all’istante in uno stato di menopausa artificiale. Questo contraccettivo elettronico potrebbe essere usato anche il controllo occulto delle nascite.

   L’uso del chip per il controllo mentale è tuttora operante in tutto il mondo, Italia compresa.

   Nel nostro paese si è stimato in diverse migliaia l’estensione di questo “problema” (ma la definizione migliore sarebbe crimine). Nel sito http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org dell’ACOFOINMENEF (Associazione contro ogni forma di controllo ed interferenza mentale e neurofisiologica) sono registrati tutti i casi segnalati in Italia. Uno dei primi casi segnalati in Italia è addirittura del 1962, quando a Milano, un marito presentò una denuncia contro ignoti, poiché sua moglie sarebbe sottoposta a trasmissioni del pensiero a distanza mediante impulsi radioelettrici e perciò non sarebbe più padrona della propria volontà. Il marito sottopose sua moglie a una visita psichiatrica, ma i medici non l’hanno giudicata malata. Tutto era cominciato il giorno in cui la moglie tornando da un giro di compere in centro, lamentò di avere sentito in tram un improvviso calore, come “una folgorazione”. Da allora i disturbi si fecero sempre più frequenti e più gravi.

   La coppia andò a Genova dove risiedeva il medico di fiducia della signora, ma le cure non hanno fatto registrare alcun miglioramento. I disturbi di natura nervosa subirono anzi una evoluzione improvvisa, che portarono la signora a una serie di esperienza strane, apparentemente medianiche, che dovevano condurla in breve a un vero e proprio stato di sudditanza a una misteriosa “volontà”.

   La donna sosteneva di ricevere messaggi non di provenienza extraterrena, ma da una équipe scientifica composta da studiosi di fisica e di medicina applicata all’elettronica. Questo gruppo le avrebbe svelato che ella stata captata per mezzo di radio onde e che deve esse tenuta sotto controllo subendo una serie di trasmissioni a distanza per un esperimento scientifico.[145]

   Quello che è capitata alla signora può essere che si stata la cavia degli esperimenti che sin dalla fine della seconda guerra mondiale (e che durano fino ad oggi) compiuti da diversi équipe di neuropsichiatri e ingeneri elettronici, ingaggiati dai vari apparati governativi-militari, soprattutto da quello USA, che si sono affannati di condurre questi esperimenti che si possono definire come crimini contro l’umanità.

   Questi esperimenti prevedevano, tra l’altro, l’irraggiamento di vasti territori in varie parti del mondo, con onde elettromagnetiche ad alta intensità, modulabile secondo determinati parametri.

   Il capostipite di queste équipes fu lo spagnolo Prof. Juan M. R. Delgado, che già subito dopo la seconda guerra mondiale si dette da fare, coperto dal regime fascista spagnolo, per capire come poteva essere influenzata la vita degli esseri umani, agendo sul loro cervello attraverso sonde o altro.

   Questo “esimio” luminare, Direttore della Clinica Neuropsichiatria Universitaria dell’Università di Yale, negli USA, dopo aver studiato come controllare la mente umana attraverso sonde impiantate nel cervello, dirottò la sua attenzione sulla Stimolazione Elettrica Cerebrale Diretta (ESB), abbracciando il più vasto settore degli effetti biologici dei campi magnetici.

   Il seguente bramo è tratto dalle pagine 89-96 del libro di Delgado Controllo fisico della Mente –Verso una Società Psicocivilizzata (il titolo è tutto un programma) edito nel 1969: “Ora si sta colmando una lacuna,[146] è già possibile equipaggiare animali od esseri umani con dispositivi chiamati stimoricevitori, programmati per la trasmissione e la ricezione di comunicazioni elettriche da e per soggetti attivi.[147] La micro miniaturizzazione di alcuni componenti elettronici, ci permetterà di costruire uno strumento più efficace nel controllo parametri eccitativi tramite un’accurata telemetria cerebrale, attuata con tre sensori installati in tre punti diversi del cervello, stimolando all’uopo precise aree, in seguito a determinati segnali elettrici di attività cerebrale.

   È ragionevole speculare che in un futuro prossimo, gli stimoricevitori possano provvedere ad un controllo pressoché totale dell’individuo, interfacciando il proprio sistema neuro-fisiologico con un computer remoto, causando peraltro un’azione reazione tra neuroni e strumenti, la quale rappresenterebbe una nuova tendenza nel campo del controllo medico a distanza delle funzioni neuro-fisiologiche”.[148]

   Quindi Delgado, con i soliti e crudeli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani, ha continuato a coltivare questa sua “passione” che sarebbe meglio definire perversione, ora in Spagna suo terra natale, ora negli USA. Ma soprattutto ha messo a punto ulteriori tecniche di controllo mentale, sia individuale che di massa. Un particolare esperimento consisteva nell’impiantare nel cervello di una piccola scimmia, alcuni elettrodi, collegati a un radiocomando, i quali essendo collegati nelle aree cerebrali, sede del comportamento, avrebbero, se stimolati, avuto diversi effetti. Infatti, nell’esperimento in questione, la scimmia viene fotografata un attimo prima di inviarle un impulso cerebrale radiocomandato.

   Un altro esperimento consisteva di mettere in gabbia con lo stesso sfortunato primate, un pupazzo dalle sembianze umane, onde testare la reazione dell’animale. L’animale appare vistosamente impaurito dalla presenza del pupazzo. Un istante dopo viene inviato alla scimmia, un impulso cerebrale radiocomandato. A questo punto diviene aggressiva e si scaglia addosso al pupazzo, senza un’apparente motivo.

   Come si vede basta stimolare alcune aree del cervello per fare si che da pacifico, un essere vivente diventi, a comando, aggressivo e micidiale.

   In Italia si è riscontrato tutta una serie di metodi utilizzati: controllo mentale con impianti sottocutanei, manipolazione mentale onirica, manipolazione mentale massiva, manipolazione mentale tramite trasmissioni televisive e telefoniche e la pubblicità, quindi, attacchi elettromagnetici a microonde finalizzati all’uccisione delle persone, od alla loro neutralizzazione sociale, e la presenza di strutture che agiscono di concerto per tacere e coprire questi strumenti di morte.

   Nel nostro non è che manca una legge contro questo tipo di torture, manca la volontà politica di perseguire questo crimine sociale e istituzionale che è la tortura tecnologica.

NSA E IL CONTROLLO PSICHICO

   La National Security Agency, o NSA (in italiano, Agenzia per la Sicurezza Nazionale), è l’organismo governativo degli Stati Uniti d’America che, insieme alla CIA e all’FBI, si occupa della “sicurezza nazionale”, modo mistificante e decisamente falso, per definire un organismo che difende gli  interessi della Borghesia Imperialista USA. In particolare è l’ente incaricato della “sicurezza” nell’ambito interno, così come la Central Intelligence Agency – CIA, è incaricata della “sicurezza” all’estero. L’NSA, infatti, ha la funzione di monitorare tutto il territorio nazionale statunitense per tutelarne l’integrità da attacchi di qualunque tipo, nonché proteggere i dati e i messaggi che giornalmente transitano attraverso uffici governativi, Casa Bianca, Pentagono, ambasciate ecc.

   Essa è la l’asse portante per Echelon e soprattutto è stata denunciata da un suo ex dipendente Snowden per essere la struttura portante della dilagante e frenetica sorveglianza a cui il sistema internazionale  dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti che ha il suo centro a Washington, cerca di sottoporre ogni individuo e ogni attività nel mondo intero e indica alcuni mezzi tecnici (procedure e programmi) per sfuggire ad essa e aggirarla e alcuni criteri (principi) con cui impostare la difesa della propria autonomia d’azione.

   Ebbene l’NSA non è solo questo ma qualcosa di ben pericoloso e terrificante.

L’NSA per adempiere la sua missione di spionaggio ha sviluppato ed applicato le sue tecnologie in segretezza. Essa ha sviluppato un programma di onde EMF (frequenze elettromagnetiche)[149] nell’ambiente  per l’intercettazione dei computer senza l’uso di cavi e l’individuazione di persone tramite le cariche elettriche dei loro corpi. Lo spionaggio dei segnali si basa sulla nozione che nell’ambiente qualsiasi cosa dotata di carica elettrica possiede intorno a sé un flusso magnetico che emette un flusso magnetico che emette onde EMF; la NSA e il Dipartimento della “Difesa” hanno sviluppato delle esclusive attrezzature digitali avanzate che possono analizzare a distanza tutti gli oggetti dotati di attività elettrica, siano essi organici o costruiti dall’uomo.

   La rete di sorveglianza elettronica della NSA, ha la capacità di condurre operazioni di controllo psicologico occulto per fare in modo che a un soggetto sia diagnosticata una malattia mentale questa rete, si basa su dei congegni a composizione cellulare che possono controllare l’intero spettro EMF.[150]

    Il campo bioelettrico di un soggetto può essere individuato a distanza in modo che tale soggetto sia controllato ovunque si trovi. Tramite le speciali apparecchiature EMF i crittologi della NSA possono leggere a distanza i potenziali evocati dalle onde elettromagnetiche; questi potenziali possono essere decodificati in pensieri e stati mentali una persona; tale soggetto viene quindi controllato a distanza. Gli agenti NSA possono sintonizzarsi su chiunque all’interno degli USA.

   Lo spionaggio dei segnali della NSA usa la stimolazione EMF per il Controllo Neurale a Distanza (RNM) e per la Connessione Elettronica del Cervello (EBL).

   La NSA ha attrezzature elettroniche esclusive che analizzano a distanza l’attività elettrica negli esseri umani; la loro mappatura del cervello generata dal computer può controllare in continuazione tutte le attività elettriche del cervello. La NSA registra e decodifica mappe del cervello individuali (relative a centinaia di migliaia di persone) per scopi di sicurezza nazionale; la stimolazione EMF è anch’essa adoperata dai militari per collegamenti cervello-computer.

   Per scopi di sorveglianza elettronica l’attività elettrica dei centri del linguaggio del cervello in pensieri verbali del soggetto: l’RNM può inviare alla corteccia uditiva del cervello dei segnali in codice, permettendo così comunicazioni audio dirette col cervello (scavalcando le orecchie).

   Gli agenti NSA ne fanno uso per debilitare le persone stimolando in esse allucinazioni uditive tipiche della schizofrenia paranoide (e perciò da qui l’intervento della psichiatria a coprire il tutto).

   Senza alcun contatto con la persona, il Controllo Neurale a Distanza (RNM) può tracciare l’attività tracciare l’attività elettrica della corteccia visiva del cervello di una persona e mostrare immagini cervello della persona su un monitor video; gli agenti NSA vedono ciò che gli occhi della persona sotto controllo stanno vedendo e possono vedere anche la memoria visiva. L’RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva, “scavalcando” occhi e nervo ottico; in tal modo gli agenti NSA possono collocare furtivamente immagini nel cervello nella persona sotto controllo mentre esso si trova in sonno REM[151] per scopi di programmazione cerebrale.

Discorsi, suono a 3D e audio subliminali possono essere inviati alla corteccia uditiva del cervello della persona e immagini possono essere inviate alla corteccia visiva: l’RNM può allertare le percezioni, gli stati d’animo ed il controllo motorio di una persona.

   Lo spionaggio dei segnali della NSA possiede la capacità esclusiva di controllare a distanza e in modo non invasivo le informazioni contenute nel cervello umano, decodificando digitalmente i potenziali provocati dalle emissioni elettromagnetiche del cervello nella gamma da a 30 a 50 Hz, 5 milliwatt. L’attività neuronale del cervello crea un modulo elettrico mutevole che possiede un flusso magnetico mutevole e tale flusso emette un’onda elettromagnetica costante di 30-50 Hz, 5 milliwatt.

   Nell’emissione elettromagnetica del cervello contenuti dei picchi e degli schemi chiamati: “potenziali evocati”.

Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello hanno un corrispondente potenziale evocato o serie di potenziali evocati. Le emissioni EMF del cervello possono essere decodificate in pensieri attuali, immagini e suoni nel cervello della persona. Lo spionaggio dei segnali della SA adopera la Stimolazione del Cervello via EMF come sistema di comunicazione per trasmettere informazioni (come anche messaggi al sistema nervoso) agli agenti dei servizi ed anche per trasmettere ai cervelli degli elementi impegnati in operazioni segrete (a un livello non percepibile).

   La stimolazione EMF del cervello funziona inviando un segnale elettromagnetico a impulsi codificato in modo complesso per far scattare i potenziali evocati (eventi) nel cervello, formando così immagini visive e sonore nei circuiti neurali del cervello; la stimolazione EMF del cervello può inoltre alterare gli stati mentali di una persona ed influire sul controllo motorio.

   Il collegamento cerebrale a due vie viene eseguito controllando a distanza informazioni audiovisive e nel mentre trasmettendo immagini vaghe alla corteccia visiva: le immagini sono nel cervello come schemi fluttuanti a due dimensioni.

   Tutta questo succede poiché le classi dominanti stanno attuando contro le masse popolari, una guerra non dichiarata, fatta di atti che contribuiscono al peggioramento continuo delle condizioni di vita e di lavoro (i morti sul lavoro e di lavoro è l’aspetto più emblematico e lampante di questa guerra).

    Si può dire che il mandante è il potere economico e il potere politico, quello delle sette e religioso siano i killer. La realtà se si guarda si studia è molto più complessa, poiché sia la classe dominante sia i diversi poteri sia si esprimono, non sono una realtà omogenea, dal 2007 quando la crisi generale del modo di capitalista è entrata nella sua fase terminale tutte le contraddizioni, si sono accentuate (capitale/lavoro, tra paesi imperialisti e popoli oppressi e tra i paesi imperialisti e le diverse frazioni della classe dominante).

   E dentro questo quadro che si deve vedere questa guerra silenziosa (dove viene usato il controllo e condizionamento mentale/psichico) contro civili inconsapevoli e militari, da parte di organismi militari e dei servizi segreti, in barba e in sfregio a tutti gli accordi internazionali sui diritti umani che proibiscono la manipolazione non consensuale degli esseri umani (anche se sono detenuti).

   Bisogna giungere a delle conclusioni politiche davanti a tutto ciò, che nella realtà in tutti paesi che si definiscono democratici, la forma politica reale che governa è dittatoriale (anche se mantengono le forme esteriori di una democrazia liberale).

    Partiamo dal fatto che la dittatura moderna è una macchina poliedrica, che avendo più anime una protegge l’altra.

   Non differisce però da quelle del passato per l’aspetto sociale, ossia: inibire la libertà qualunque essa sia, aumentare il controllo delle masse, dirigere le risorse economiche sempre verso l’alto a scapito della maggioranza della popolazione, sfruttare, utilizzare persone come cavie per i futuri prodotti commerciabili.


   Le dittature in qualunque modo si esprima, generano sempre i soliti effetti sociali: aumento dell’ignoranza, impoverimento culturale, isolamento culturale e religioso in determinati ambienti impedendo un rinnovamento e l’innovazione del pensiero, sponsorizzazione di concetti fiduciari, aumento della povertà, precarietà del lavoro, difficoltà o impossibilità pratica nella nascita di nuove imprese e imprenditori o dell’innovazione tecnica quando parte dalla base, problemi sociali presunti più che sostanziali, frammentazione della popolazione tra culture diverse o tra zone diverse dello stesso territorio sponsorizzando una supposta e non reale integrazione.


  CHI UTILIZZANO?


   Il panorama è anche qui vasto. Si parte da frange deviate o istruite dei servizi segreti dello Stato, pubblica sicurezza, il clero che in una prima fase loro acquisisce le informazioni per poi passare in un secondo tempo all’azione.


   Le informazioni possono essere acquisite con i classici metodi e oggi internet e la telematica moderna sono delle risorse efficaci in tal senso che vanno contro il singolo cittadino.


   È sicuramente e involontariamente molto efficace, in tal senso, il singolo cittadino, che supponendo di essere in un mondo libero, confessa tutto e racconta liberamente quello che sa del prossimo e qui i confessori, il clero, il telefono e internet sono elementi di un’estrema efficacia per controllare le masse.


Chi reprime sono anche le Autorità stesse che ignorano il problema quando è posto dal cittadino, che è eliminato additandolo come un pazzo, sicuramente agendo direttamente in modo marginale e nei casi più complessi; agiscono di norma mercenari chiamati gang stalker, diventati oggi famosi poiché le loro gesta sono narrate da molti siti internet.


   Gli stalker sono gli assaltatori assoldati dai dittatori di oggi, che colpiscono con le nuove armi invisibili, entrano nei domicili, creano la scenografia per simulare una psicosi, controllano e sabotano i computer e i telefoni dei perseguitati e altro ancora.


   La maggioranza delle persone interessate è manovalanza a costo zero, (pagare questo mare di persone sarebbe un costo difficilmente sostenibile per chiunque) che agiscono personalmente nei ruoli più semplici ed essenziali in questo lavoro, ossia: fanno da delatori, spie, gli attori per inscenare la psicosi di una vittima, firmano documenti ufficiali con informazioni mendaci, denunciano, fanno testimonianze false, piantoni, e tutti i lavori legalmente più rischiosi.


   In questo modo grazie ad una prima remunerazione economica, con l’inganno o minacce, questa immensa manovalanza è costretta a lavorare in forma gratuita, sotto ricatto e rischiando di sparire per sempre se dovesse essere incolpata di qualcosa.


   Questi si riducono a una vita peggiore delle loro stesse vittime, non più liberi del loro tempo e costretti a offrire la loro opera a ogni ora del giorno e della notte.
Questi figuri sono le persone più impensabili e sempre molto vicini alla vittima: genitori, parenti, amici, collegi di lavoro, un nuovo partner, il negoziante, dove di solito compriamo il vicino di casa, eccetera.


   Sono anche inseriti poliziotti, carabinieri corrotti o ingannati con delle menzogne.
È basilare in questa repressione invisibile il controllo della psichiatria che ha un ruolo importante in quest’attività per eliminare fisicamente un soggetto o quantomeno, screditarlo rendendolo ufficialmente non più attendibile, in questo modo la dittatura elimina le possibili testimonianze del suo malaffare.

CONTROLLO MENTALE, LAVAGGIO DEL CERVELLO, SETTE E MISTIFICAZIONI

   Bisogna cercare di chiarire su cosa s’intende per controllo mentale, lavaggio del cervello e tutte le mistificazioni che ci possono essere su questi temi.

   Dico questo, perché spesso è, usale parlare di lavaggio cervello e mettere insieme sullo stesso piano sette e organizzazioni rivoluzionarie. In questo caso la mistificazione è chiara poiché la setta (in particolare quelle mistiche religiose) non si pone certo l’obiettivo di trasformare la società. Anzi, sono uno strumento apertamente controrivoluzionario.

 IL CONTROLLO MENTALE DISTRUTTIVO

   In un libro uscito di Robert Jay Lifton, Thought Reform and the Psychology of Totalism, W.W. Norton Company, 1961, identifica otto criteri che contraddistinguono l’uso della “riforma del pensiero” o controllo mentale, soprattutto per quanta riguarda le sette religiose:

  1. Controllo del milieu. Controllo dell’ambiente, e delle comunicazioni all’interno dell’ambiente. Comprende non solo la comunicazione tra le persone, ma anche come il gruppo s’inserisce nella mente dell’individuo e controlla il suo dialogo interno.
  2. Manipolazione mistica. Costruzione artificiosa di esperienze per inscenare eventi apparentemente spontanei e “sovrannaturali. 
  3. Richiesta di purezza. Stabilire standard di prestazioni impossibili da raggiungere, creando perciò un ambiente di colpa e vergogna, indipendentemente da quanto duramente una persona ci provi, non giunge mai, sta male e lavora ancor più sodo.
  4. Culto della confessione. Distruzione dei confini personali attendersi che ogni pensiero, sentimento o azione – passati o presenti – non conformi alle regole del gruppo siano condivisi o confessati. Queste informazioni non sono dimenticate o perdonate, ma usate piuttosto per controllare.
  5. Scienza sacra. La convinzione che il dogma del gruppo sia assolutamente scientifico e moralmente vero, senza spazio per domande o punti di vista alternativi.
  6. Linguaggio caricato. Uso di un vocabolario che limita i pensieri del membro verso un assoluto, un bianco – e – nero, verso un “cliché blocca pensiero” che sia capito unicamente dalle persone interne al gruppo.
  7. Dottrina contro la persona. Imposizione delle credenze del gruppo su esperienza, coscienza e integrità.
  8.  Dispensazione dell’esistenza. Convinzione che i membri del gruppo abbiano diritto di esistere. Mentre tutti gli ex membri, i critici o i dissidenti non l’abbiano.

   Dopo la seconda guerra mondiale molti si chiesero come mai tante persone, che prima dell’avvento di Hitler al potere erano cittadini che conducevano una vita “normale”, potesse avere partecipato al genocidio di massa. Gli psicologi iniziarono a condurre ricerche sui vari modi in cui pensieri, sentimenti e comportamenti individuali possono essere influenzati dalla presenza reale o immaginata di altri. Il centro dell’attenzione della psicologia sociale è l’individuo all’interno del gruppo; osserva in che modo le forze sociali influiscono sulle varie componenti della nostra identità.

   Negli anni 30 Kurt Levin,[152] uno dei primi psicologi sociali, spiego la sua “teoria del campo”, in cui descriveva in che modo il comportamento fosse connesso sia alla personalità del singolo individuo che al suo ambiente.

   Gli studi sul potere d’influenza sociale sono da allora in poi continuati. All’inizio degli anni ‘70 negli U.S.A. il Dott. Philip Zimbardo della Stanford University Palo Alto condusse un esperimento di psicologia sociale dell’imprigionamento. Lui e suoi colleghi riprodussero con estrema cura l’esperienza della prigione. Furono selezionati 21 studenti volontari della classe media, emotivamente stabili, maturi e con nessun precedente criminale, dividendoli in prigionieri e guardie. L’esperimento dove durare due settimane, ma dovette essere abbandonato dopo appena sei giorni. Una delle guardie riferì che: “Rimasi sorpreso da me stesso… li costringevo ad insultarsi a vicenda, a pulire i gabinetti a mani nude. In pratica consideravo i prigionieri come bestiame, e continuavo a pensare che dovevo guardarmi da loro nel caso avessero cercato di fare qualcosa..”[153].

   Nel giro di pochi giorni i prigionieri avevano organizzato una ribellione. Avevano strappato i loro numeri identificativi e si erano barricati nelle loro celle. Le guardie li avevano irrorati con gli estintori, avevano fatto irruzione nelle celle, li avevano spogliati, asportato i letti e profondamente intimiditi. Il quinto giorno una guardia aveva scritto nel suo diario: “l’avevo scelto (un prigioniero) per maltrattamenti speciali, sia perché lui me l’aveva scelto, sia perché semplicemente mi era antipatico…il nuovo prigioniero rifiutava di mangiare la salsiccia. Decisi di nutrirlo a forza, ma lui non mangiava. Allora gli rovesciai il cibo in faccia. Non riuscivo a credere di essere io a fare quelle cose. Odiavo me stesso per averlo costretto a mangiare, ma odiavo di più perché non mangiava…”[154].

   Intanto i prigionieri si sentivano umiliati e ossessionati dall’ingiustizia del trattamento. Zimbardo e i suoi colleghi non si aspettavano una trasformazione tanto rapida: “Ciò che ci sorprese dell’esito di questa esperienza simulata di prigione fu la facilità con cui può essere suscitato un comportamento sadico in giovani assolutamente normali, e la diffusione di patologia emotiva contagiosa tra persone accuratamente selezionate precisamente per la loro stabilità emotiva”.[155]

   Questo esperimento, durato meno di una settimana, dimostrava quanto l’identità della persona possa dipendere dal ruolo che sta recitando, dal modo in cui gli altri la trattano, da quale uniforme o abbigliamento indossi e così via. Le implicazioni di questo esperimento sono chiare se si pensa ai prigionieri di guerra poiché l’esperienza che i prigionieri volontari di questo esperimento hanno affrontato è simile per molti aspetti a quella che incontrano i prigionieri di guerra (e anche quelli politici per molti versi) la sorpresa dell’arresto, l’essere bendati prima del trasferimento, l’essere chiamati per nomi e numeri.

   Dal allora Zimbardo è diventato una delle guide di studio sul controllo mentale.

Le sette

LA CHIESA DEL REVERENDO MOON

   Steven Hassan ex membro dell’Associazione per l’unificazione del cristianesimo mondiale (i seguaci del reverendo Moon), scrisse un manuale di come uscire da una setta, il commento di tale scritto fu messo nella rivista online del SISDE Gnosis (sito http://sisde.it/ ).

   La chiesa del reverendo Moon intende fondere in una sola cosa religione e politica e in questa prospettiva riceve compensi. La legittimazione passa per percorsi ben precisi: aiutare gruppi politici conservatori/reazionari anche finanziariamente. Il passo successivo è organizzare seminari per persone che occupano posti chiave.

   Per Hassan è importante per chi intende fuoriuscire dalle sette deve riconsiderare tutti gli elementi che scaturiscono dalla repressione forzata delle emozioni e da tutti i rituali (canti e preghiere) volti a bloccare il pensiero. In sostanza è un’opera sul controllo mentale che operano le sette, dove il diffondersi favorito dalla crisi delle religioni tradizionali.  Il reverendo Moon tra l’altro è noto per aver fondato la lega Anticomunista Mondiale (WZCL) e si vanta di essere un grande amico della famiglia Bush.

LA CHIESA DI SCIENTOLOGY

   La chiesa di Scientology, creata nel 1950 dallo scrittore di fantascienza americano L. Ron Hubbard, inizialmente nota come Dianetics “Scienza Moderna della Salute Mentale”. Dianetics fu presentata come una scienza dedita a ripulire la mente umana dalle aberrazioni, vale a dire da quei meccanismi inconsci responsabili dei nostri comportamenti irrazionali e di tutte le malattie psicosomatiche. Assunse la dicitura di Scientology e l’autodefinizione di chiesa (cosa normalissima negli Stati Uniti) nel 1954, quando furono inglobati aspetti spirituali originalmente non previsti da Dianetics e, secondo i critici, quando Hubbard incontrò le prime difficoltà finanziarie e corse il rischio di perdere il controllo sulla sua creatura originale.

   Scopo di Dianetics è svuotare ed eliminare la “mente reattiva” – responsabile dei comportamenti aberranti dell’individuo – e rendere la persona Clear “liberata”. Chi inizialmente incontra Scientology potrebbe pensare di non avere a che fare con un sistema spirituale. Molti iniziano sottoponendosi a un “test gratuito della personalità” offerto su bancarelle di strada, o iscrivendosi a corsi di formazione manageriale: tutto ciò alla fine porta ad un regime chiamato “auditing”. Durante questi corsi sono svolte delle sessioni di auditing (ascolto) in cui si utilizza uno strumento, l’E-meter o elettro-psicometro. Si tratta sostanzialmente di un ponte di Wheatstone che misura la resistenza elettrica cutanea del corpo umano. Scientology sostiene che tali variazioni nella resistenza del corpo siano dovute a variazioni della sua massa, generate dalla mente dell’individuo che richiamerebbe o sposterebbe delle corrispondenti “masse di energia”. Secondo Hubbard si tratterebbe di reale “massa mentale” con un suo peso, tanto che «un thetan può accrescere la massa del corpo creando rappresentazioni tramite immagini mentali e introducendole in esso e può ridurne nuovamente la massa allontanandole dal corpo. Questa prova è stata fatta veramente. Sono stati aggiunti e sottratti ad un corpo circa nove chili (trenta libbre) effettivamente misurati su delle bilance, facendo creare alla persona “Energia mentale”». (L. Ron Hubbard, “Comprendere l’Elettrometro”, pag. 50). Secondo i regolamenti interni di Scientology, l’Auditor deve conformare il suo comportamento al Codice dell’Auditor, che prevede tra l’altro il segreto professionale. Ma c’è chi afferma che le informazioni personali raccolte dall’Auditor non siano considerate del tutto confidenziali, e possano essere messe a disposizione di altro personale dell’organizzazione per scopi diversi dall’assistenza spirituale: ad esempio dell’addetto alle vendite (registrar) per persuadere il membro ad acquistare ulteriori corsi o servizi facendo leva sulle sue difficoltà; dell’ufficiale di etica per correggere comportamenti non ritenuti conformi o per impedire che il seguace abbandoni l’organizzazione.  Ex membri hanno testimoniato l’esistenza di una pratica detta di “scrematura” delle cartelle di auditing alla ricerca di situazioni o confessioni potenzialmente compromettenti da potere usare contro il seguace riottoso. Non si sa quanto questa pratica sia effettivamente diffusa, o se sia ancora in uso. Gli accertamenti e le intercettazioni telefoniche disposte dal giudice istruttore milanese Guicla Mulliri nel corso dell’indagine giudiziaria degli anni Ottanta hanno evidenziato che il personale addetto alla vendita era a conoscenza di situazioni confidenziali dei seguaci.

   Scientology usa le quattro componenti del controllo mentale esposte nel libro di Hassan Steven Combattine Cult Mind Control: Controllo del Comportamento, Controllo Emotivo; Controllo del Pensiero; Controllo dell’Informazione.

  La storia di Scientology è sempre stata controversa, nel 1966 fu istituito il Guardian’s Office (Ufficio del Guardiano) noto come GO. Lo scopo ufficiale era quello di curare gli affari legali ed esterni della Chiesa. Questa struttura faceva capo direttamente a capo a Mary Sue Hubbard moglie del fondatore.

   Le operazioni illecite del GO erano venute alla luce grazie alla denuncia di un suo operativo, colto in atteggiamenti sospetti all’interno di un ufficio governativo dove da tempo asportava documenti riservati. Partì un’inchiesta che portò alle irruzioni nelle sedi di Scientology di Washington DC e Los Angeles e al sequestro di migliaia di documenti interni e al processo e alla condanna dei vertici del GO.

  Questo portò allo smantellamento del GO, le cui competenze furono passate all’Ufficio Affari Speciali OSA.

   Scientology riallacciò le sue relazioni con il governo U.S.A e ottenne dall’ufficio del fisco statunitense il pieno status di associazione esentasse, operante esclusivamente a fini umanitari e religiosi.

   A livello internazionale non ha buona fama, ha passato dei guai politici con i governi europei. I governi di Svizzera (Rapporto della Commissione Consultiva della Sicurezza dello Stato. Luglio 1998) Germania (Cosiddette Sette e Psicogruppi, rapporti presentato al Governo dal Parlamento Tedesco, giugno 1998) e Belgio definiscono ufficialmente Scientology come culto totalitario, in questo paese nel settembre-ottobre ’99, la polizia ha compiuto una serie di perquisizioni e sequestrato documenti riguardanti soprattutto l’attività in Europa dell’Ufficio per gli Affari Speciali; in Francia un documento parlamentare (Rapporto Guyard prodotto 1996) ha classificato la chiesa come culto pericoloso, in Grecia un’inchiesta partita nel 1995 ha portato alla condanna in tribunale e conseguente smantellamento dell’organizzazione avvenuta nel 1997.

   In Scientology girano parecchi soldi, aiutata dal fatto che come chiesa, come si diceva prima, è esentata dalle imposte. In Scientology i fedeli devono pagare per diventare fedeli, e i corsi durano tutta la vita poiché la via della perfezione è lunga!

   Nel 1979 si creò il World Institute of Scientology Enterprises (Istituto Mondiale delle Imprese di Scientology), con sede a Los Angeles. Lo scopo di Wise è “mettere la tecnologia di gestione di LHR nel mondo degli affari, risanare l’economia dando all’etica il posto che le compete…”.

   Giuridicamente parlando Scientology con i corsi non c’entra; questi condotti da privati professionisti titolari di loro studi e società. Però devono usare i testi Hubbard. E poi i costi dei corsi e dei testi sono salati, basta pensare il Volume zero del corso di gestione aziendale costa 200€ in inglese e 250€ tradotto.

   Secondo dati riservati ma ufficiali di Scientology, nel 1996 in tutto il mondo hanno seguito corsi con la “tecnologia di LHR” 55.646 aziende. Di queste, 2427 sono entrate a pieno titolo nell’orbita di Scientology e iscritte all’annuario Wise. 

   Sembra paradossale parlare così di una setta religiosa, ma se si va a vedere le operazioni in cui Scientology è stata invischiata c’è da domandarselo.

   Sopra abbiamo accennato della struttura G.O. Ebbene si potrebbe dire che le attività di spionaggio accompagnano Scientology sin dalla nascita. Nel 1959 Hubbard aveva già creato un sistema di spionaggio per controllare amici e nemici e istituito delle procedure per molestare gli oppositori. Nel 1960, per coordinare gli sforzi d’infiltrazione nelle aziende e negli apparati istituzionali, culturali e politici procedette alla creazione, in tute le organizzazioni di Scientology, del Dipartimento Speciale di Zona. Solo due mesi più tardi questo Dipartimento fu incorporato nel Dipartimento degli Affari al Governo.[156] Il 13 marzo 1961 il Dipartimento degli Affari di Governo fu rimpiazzato dal Dipartimento degli Affari Ufficiali. Gli appunti relativi all’infiltrazione e al controllo dei governi rimasero in forza, così come lo sono ancora. Il nuovo Dipartimento ricevette l’incarico tra l’altro di tenere fascicoli concernenti Scientology e ai gruppi, persone e attività anti-Scientology. Hubbard dichiarò: “In effetti qui abbiamo l’equivalente del Ministero della Propaganda e della Sicurezza”.

   Nel 1973 Hubbard creò l’operazione di spionaggio a più vasto raggio che l’organizzazione aveva fatto fino a quel momento: l’operazione Biancaneve. Si doveva cancellare in tutti gli archivi governativi tutto il materiale negativo riguardante Scientology. Come conseguenza si ebbe la grande irruzione della sua storia negli uffici del G.O., nel 1977, da parte dell’FBI. Undici ufficiali di Scientology, compresa la moglie di Hubbard, Mary Sue, furono condannati e incarcerati.

   Il memorandum di condanna del caso Usa contro Mary Sue Hubbard e altri chiarisce la vastità delle offese perpetrate dagli agenti di Hubbard: “Questi reati comprendono infiltrazione e furto di documenti in parecchie e importanti organizzazioni private nazionali e internazionali che hanno cercato di esercitare i loro diritti sulla libertà di espressione garantiti dal Primo Emendamento; la costruzione di false accuse contro privati cittadini che sono stati critici verso Scientology, compreso la falsificazione di documenti che hanno portato in stato d’accusa almeno una persona innocente; la violazione dei diritti civili di importanti figure private e di pubblici ufficiali”.

   Nel 1992 un’accusa simile ha condannato in Canada sia singoli membri di Scientology sia la stessa chiesa. Negli anni ’70 alcuni Scientologisti s’infiltrarono nel Ministero della procura generale e la Reale polizia a cavallo canadese.

   In sostanza con il G.O. Hubbard aveva creato un servizio segreto.

   Queste attività non sono cessate, come si diceva prima alcune delle funzioni del G.O. sono state rilevate dal Dipartimento Investigativo dell’Ufficio degli Affari Speciali (OSA), altre a investigatori privati che lavorano sotto la direzione degli avvocati di Scientology. Solo le cellule del GO sono state inquisite. Le altre sono ancora operative. Non è un caso che in Danimarca le spie di Scientology sono state accusate di furto di documenti.

   Scientology ha cercato agli inizi degli anni ’90 addirittura di assumere il potere in una regione balcanica attraverso le consociate del WISE (World Institute of Scientology Enterprises).[157]  Era il progetto BUL-GR.A.VIA. Questo tentativo per prendere il controllo in una regione dei Balcani che comprende Bulgaria, Grecia, Albania e Jugoslavia.[158] L’Albania era il primo stato prescelto a causa dei suoi problemi interni e della destabilizzazione che lo rendevano un target facile, in cerca com’era in cerca di assistenza per stare in piedi.

   Che Scientology abbia un particolare interesse per la regione balcanica e per l’attività spionistica, si può dedurre da una notizia presa dalla rivista greca Apogeumatini del 7 febbraio 1999: nell’archivio del dipartimento greco di Scientology- Grecia (KEFE) fu rinvenuto un documento militare top secret. Si tratta della fotocopia della pianta militare della più importante zona militare dell’Aeroporto Greco, che appartiene all’aeronautica militare e che mostra: aeroporto militare, unità dell’Air Force 129 (squadra di supporto), deposito degli aerei, unità di ricerca e tecnologia, unità del servizio di sicurezza, depositi di attrezzatura, servizio meteorologico nazionale e diversi altri spiegamenti militari.

   Il Capo Generale dello Staff dell’aeronautica Militare greca apre un’inchiesta per scoprire in che modo questo documento militare sia finito negli archivi dell’organizzazione.

   Da quest’inchiesta emerse che membri di due uffici del KEFE compievano pedinamenti di persone i cui status politici, religiosi ecc. erano di interesse del KEFE, o meglio di chi sta dietro a esso. Riportavano ogni cosa agli ufficiali di grado degli “affari speciali” stranieri. Inoltre, il capo dell’ufficio riceveva ordini dall’estero, in modo particolare da individui i cui nomi sono citati in codice o col titolo dell’incarico che rivestono dentro l’organizzazione di Scientology.

   Un’altra caratteristica è che le comunicazioni tra il KEFE e chi c’è dietro avvenivano attraverso documenti crittografati, per la decodifica dei quali è necessario scoprire il codice. Una parte di questi documenti fu decifrata, essi contenevano il pedinamento d’individui che hanno a che fare con i servizi segreti o la situazione dei Balcani. Diventa chiaro e lampante che il KEFFE è solo una copertura per il suo scopo principale, vale a dire la selezione di informazioni utili per centrali spionistiche straniere. Ciò risulta chiaro dal numero di documenti crittografati inviati in Bosnia, Slovenia e Albania, e nei Balcani in generale.

   L’intera faccenda è di grande importanza se si tiene conto che nel 1997 il Ministro degli esteri tedesco, Klaus Kinkel e la rivista Spiegel “scoprirono” che esisteva una collaborazione tra Scientology e un’organizzazione fondamentalista islamica turca. Inoltre, in Internet gli scientologisti fanno riferimento alla stretta collaborazione che hanno con la lobby turca in Amerika. 

   Scientology ha tutt’intorno una fitta rete di associazioni di facciata – formalmente indipendenti – che assolvono ciascuna alla propria funzione lungo l’arco che va dal proselitismo al lobbismo. C’è chi mira a coinvolgere i politici e chi promette affari d’oro agli imprenditori (della serie vieni con noi è i tuoi profitti saranno sempre più alti, in una società capitalista d’altronde non c’è contraddizione tra la strada per aumentare i profitti e quella per raggiungere il paradiso), c’è chi lusinga le celebrità e chi aspira a formare gli insegnanti delle nostre scuole, c’è chi promette di riabilitare i tossicodipendenti e chi va a consolare le vittime dei disastri.

   Il più importante di queste associazioni di facciata è sicuramente il CCDU (Comitato dei Cittadini per Diritti Umani). Ora indubbiamente parlare di diritti umani, suona sempre bene. Il CCDU si prefigge come scopo la denuncia delle pratiche psichiatriche.

   Nel pensiero di Hubbard gli psichiatri sono creature diaboliche esistenti da migliaia di anni, dediti alla distruzione dell’uomo. A loro sarebbero da attribuire l’invenzione del dolore (e del sesso!) e della schiavitù. Questo è puro idealismo. Per lui sono le idee, il pensiero e la coscienza degli psichiatri a creare le brutture dell’umanità.

   La psichiatria, invece, si sviluppa alla fine del secolo XIX quando il capitalismo comincia a passare nella fase imperialista, e la borghesia da forza rivoluzionaria rispetto ai modi produzione precedenti (e alle forme politiche che corrispondevano a essi) e combatteva per la libertà di vivere e lavorare dove meglio credeva, diventa una classe reazionaria che, per difendere i suoi meschini privilegi.

   È sempre alla fine del XIX secolo che si sviluppano le interpretazioni arbitrarie della biologia che vorrebbe stabilire che alcuni popoli sono superiori e altri inferiori (razzismo) e che alcuni individui sono superiori e altri inferiori.

  In Italia il CCDU opera dal 1979 (e dal 2004 è diventato ONLUS). Esso opera con un’azione di lobbie, dal piccolo comune al Consiglio regionale fino al Parlamento, cerca di inserirsi, dove trova qualche politico disposto a darli retta.

   Uno dei cavalli di battaglia del CCDU è senza dubbio la mostra dal titolo “Psichiatria: un viaggio senza ritorno”. Attraverso essa si sono creati degli agganci, ma soprattutto la visibilità necessaria a convincere qualche visitatore per convincerlo che l’unico rimedio ai danni della psichiatria e per raggiungere il benessere psicofisico: le pratiche di Scientology (che ovviamente non viene citata).

   A mettere la propria faccia sulla mostra, più o meno consapevolmente, troviamo sindaci, assessori e consiglieri. Come nel febbraio 2008 a Brescia, dove viene inaugurata dal sindaco Paolo Corsini (che verrà eletto deputato nelle fila del PD) o ad aprile dello stesso anno a Milano (qui al taglio del nastro parteciparono Paolo Massari, consigliere comunale e presidente della Commissione scuola del Comune). Questi sono due esempi di come politici in materia bipartisan si sono spesi per la sponsorizzazione di questa mostra e così la CCDU (e Scientology) li agganciano.

  Anche in Italia Scientology ha avuto i suoi guai giudiziari.

  Bisogna dire che l’Italia per Scientology è proprio un bel paese, mentre in molti paesi europei viene messa sostanzialmente al bando in Italia, pur non avendo firmato accordi di riconoscimento come quelli con le Chiese protestanti, ha nei fatto accordato, con una sentenza della Cassazione, l’esenzione fiscale a Scientology.

   La quale inoltre, attraverso ONLUS di propria emanazione, può anche accedere al 5 per mille. Questa benevolenza, da parte dello Stato italiano, è molto discutibile, perché attraverso i suoi costosi corsi Scientology raccoglie ingenti somme di denaro che le hanno permesso di aprire centri a Milano, Torino, Verona, Pordenone, Padova, Brescia, Novara, Avellino e Roma, solo per citare quelli più importanti. I corsi che organizza sono così costosi e succede che coloro non hanno sufficienti soldi sono ingaggiati come personale di servizio e di amministrazione, facendo firmare agli adepti un contratto per cui se vogliono lasciare Scientology, sono tenuti al rimborso dei corsi frequentati. Il contratto fa sì che per l’irrisoria cifra di 50€ la settimana l’adepto lavori senza fiatare sottoscrivendo una clausola in cui è scritto:L’importo del compenso è assolutamente variabile e dipende interamente dall’introito settimanale dell’associazione, indipendentemente dalla qualità è quantità del lavoro da me svolto”.[159](Non ricorda niente che l’importo del salario è variabile dipendente dell’andamento della setta-azienda? roba da far invidia alla Confindustria e per dipiù senza sindacati che possono rompere le balle). Poco dopo si precisa che “L’Associazione svolge la sua attività tutti i giorni dalle ore 9 alle 23, pertanto la mia collaborazione dovrà essere concordata in relazione a tali orari”. Il contratto che l’adepto può essere espulso “quando risulti la sua indisponibilità e/o contrarietà vero i fini della Chiesa stessa senza, senza che a tal fine siano determinati la qualità o la quantità della sua attività, i risultati di essa, il suo comportamento”. C’è da chiedersi con un contratto come questo in una città dove ci sono l’Ufficio Provinciale del Lavoro, il Comune “progressista” e di “sinistra” di Pisapia e i sindacati, ma è possibile che nella “civile” e “democratica” Milano, ci sono delle persone che accettano per bisogno di lavoro a firmare accordi di questo tipo?

   Pietro Forno, Procuratore capo aggiunto del Tribunale di Milano, è stato il magistrato che ha indagato negli anni ’90 Scientology, per via di simili pratiche. Spiega Forno: “La loro fortuna è stata che all’epoca non esisteva ancora il reato di riduzione in schiavitù, che oggi fa parte del nostro codice penale, l’articolo 600. Persone fragili e disturbate vengono convinte a entrare con un test della personalità realizzato attraverso un presunto misuratore di energia, l’e-meter. Creato l’aggancio comincia il salasso, perché chi entra viene sottoposto sempre a 2-3 cicli di “cura”. È una voragine progressiva, si precipita in un meccanismo senza ritorno con esborsi consistenti. E chi non versa viene sottoposto a pressioni, che possono configurare il reato di estorsione”. Il magistrato spiega che un altro modo di attrarre seguaci è la conquista delle famiglie alle prese con il problema della droga “I centri anti-droga Narconon altro non sono che Scientology” e aggiunge “Genitori disperati di figli tossicodipendenti vengono sottoposti al lavaggio del cervello e sfruttati”.

   Situazioni vissute da una signora dell’alta borghesia industriale, Maria Pia Gardini, cugina del più famoso Raoul, entrata in Scientology nel 1985 per assistere la figlia tossicodipendente. Nonostante sia gravemente ammalata, la signora Gardini dal suo letto di ospedale denuncia: “Io considero Scientology una setta piramidale che mira ai soldi. A me hanno portato via un milione e 800mila dollari. Ormai sono forti anche in Italia, sono dappertutto. Sfruttano i giovani. Fanno lavorare ragazzi che non hanno un euro in tasca per 50 euro la settimana, dalle 10 di mattina alle 11 di sera”. Quanto al reclutamento, Maria Pia Gardini spiega: “Data la crisi e il fatto che c’è poca gente con molti soldi, prendono tutto quello che c’è da tirar su. Loro fanno i soldi con i corsi, ai più alti livelli costano anche mille dollari l’ora. Io sono entrata solo per cercare di aiutare mia figlia Federica ma non ci sono riuscita, è morta. In realtà con loro non è possibile curarsi, devi prendere vitamine e polverine che non servono a nulla”.

   Simonetta Po, ex adepta ora animatrice del sito www.allarmescientology.it  , spiega: “Il dieci per cento dei soldi versato da chi entra va al reclutatore. C’è quindi un incentivo economico, è una catena di sant’Antonio. Dopo lo stato di clear si può diventare auditor e allora e allora bisogna compare l’emeter, costa sui 5.000 dollari. Di soldi ne girano tanti. E i volontari vengono pagati nulla. Ma dentro ci sono persone che ci credono veramente”.

   Nonostante testimonianze di questo tipo siano ormai numerose Scientology ha trovato difensori importanti. Uno di questi è l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, che è stato avvocato di Scientology nel 1997 (come già suo padre Giandomenico tra il 1989 e il 1995, è proprio vero che in Italia la famiglia è una cosa importante). Giuliano Pisapia, esultante quando la Cassazione la corte, pur avendo confermato le altre condanne, aveva annullato quella d’appello per associazione a delinquere, disse: “In questa sentenza viene affermato un principio fondamentale per una società democratica: non potrà essere né lo Stato né la magistratura a dare una definizione di religione, perché se così fosse verrebbe violato il principio della libertà religiosa dall’art. 8 della Costituzione. I pubblici poteri non possono sostituirsi alla coscienza individuale nella valutazione di ciò che attiene alla sfera della religione e della fede, e meno che mai elaborare criteri alla stregua dei quali giudicare se una determinata associazione possa considerarsi o meno di carattere religioso) (Ansa, 27 ottobre 1997). Caro “compagno” Pisapia, ma di quale libertà parliamo? La libertà che dei tuoi concittadini lavorino senza controllo per 200 euro mese? E per questo il tuo studio (non da solo ma assieme ai tuoi esimi colleghi Ghedini (PDL) e Calvi (PD), dunque si è fatto l’unità nazionale per difendere i padroni assassini?) difende la Marzotto che alla Marlane ha causato oltre un centinaio di operai morti per non parlare di quelli hanno un tumore? La libertà di poter sfruttare dunque?

   Scientology, peraltro non ha mai risparmiato sugli avvocati avvalendosi di big come Della Valle, Biondi, Spazzali, Coppi, Daniela Pesce (già legale di Nicole Minetti nel procedimento Ruby).

   Quando la sede di Scientology di Torino fu perquisita il 19 maggio 2010, in una piccola stanza tappezzata di scaffali, cartelle e computer, nella lettura dei file, si trovò una verità da rabbrividire. Che cosa contenevano questi file?

   Scientology che si spaccia come un’istituzione religiosa, raccoglieva dossier su fedeli, alleati e nemici. Questi Dossier erano pieni di dettagli sulla vita privata di ogni adepto, d’informazioni personali su ogni politico adescato, di notizie “interessanti” e magari potenzialmente compromettenti, su giornalisti, magistrati e chiunque mai osato criticare l’Organizzazione. I poliziotti hanno saccheggiato l’archivio segreto del Dipartimento 20, come si chiamano adesso i servizi segreti di Scientology. Non è solo la sede torinese a ospitare un distaccamento: per ciascuna delle sue chiese ce n’è uno.

   Poma un ex delle istituzioni di Scientology rivela che: “Il D20, ossia l’Ufficio Affari Speciali, è un’arteria che corre dritta dentro la chiesa, dal più remoto degli uffici periferici fino alla sede centrale di Los Angeles” e rivela che l’Office of Special Affairs è strutturato in maniera piramidale e slegato dal management delle filiali “Gerarchicamente il singolo 007 non rende conto al direttore della chiesa locale, ma solo al proprio direttore superiore. Per fare un esempio, il direttore responsabile della sede di Milano non è tenuto a essere informato su che cosa faccia il proprio Dipartimento 20. Ed è proprio questo senso di libertà e d’indipendenza delle autorità ecclesiastiche del territorio a far sentire il D20 nel suo esempio autorizzato ad agire in proprio”.[160] 

  Compito del D20 è tenere sotto controllo non solo i nemici, ma anche coloro che potrebbero aiutare Scientology.

SETTE E MANIPOLAZIONE MENTALE

   Per lo Zingarelli, il vocabolo deriva dal latino secta (m) “parte, frazione”, ed ha una triplice accezione:

  1. Gruppo di persone che professano una particolare dottrina politica filosofica, religiosa e sim., in contrasto o in opposizione a quella riconosciuta o professata dai più: setta clericale, setta erica, setta cristiana, ciascuno dei movimenti che respingono l’organizzazione e le dottrine del Cattolicesimo e delle chiese derivate della Riforma/ Fare setta, congiurare.
  2. Società segreta: setta massonica, dei carbonari.
  3. Compagnia, moltitudine di seguaci.

   Dalla prima accezione si piò individuare, in linea generale, un duplice aspetto che sembri caratterizzare la setta poiché tale: il fatto che essa sia costituita da un gruppo di persone; il fatto che tale gruppo sia in contraddittorio ideologico con un’istituzione o con la maggioranza.

   Per la seconda accezione, la setta è una società segreta. Quando si parla di setta massonica o setta dei carbonari si fa riferimento a gruppi organizzati, con rituali propri e con un fine ben preciso.

   Nella terza accezione si parla genericamente di setta come di un numeroso insieme di seguaci.

   Nella triplice definizione dello Zingarelli possono dunque rientrare tutti i movimenti religiosi, le associazioni esoteriche e tutti i gruppi dedicati a culti alternativi di cui ogni tanto si parla.

   Tuttavia, secondo il parere di alcuni studiosi, la setta giacché tale si caratterizzerebbe soprattutto per un altro aspetto che, al di vero non evince dalla definizione della Zingarelli: la manipolazione mentale degli adepti.

   I suddetti studiosi definiscono una setta in questi termini: “Un qualsiasi gruppo, senza tener conto di conto ideologia, credo, nel si pratica la manipolazione mentale, da cui risulta la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario) della sua famiglia, del suo entourage e della società al fine di condurla ad aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo e del cittadino”.[161]   

   In base ala suddetta definizione, sono da considerarsi come sette vere e proprie solo quei gruppi che si propongono come determinato obiettivo la distruzione psichica degli adepti al fine di poterli poi indurre all’adesione incondizionata e concreta all’attività che attentino ai diritti dell’uomo, adottando come mezzo principale per raggiungere tale scopo la manipolazione mentale. Questo elemento discriminante è quindi molto importante e non deve essere sottovalutato per nessun motivo.

   Secondo un Rapporto del 1998 del Ministero degli interni “è un dato ormai acquisito, sulla scorta di testimonianze prestate da molti fuoriusciti, ma anche di accertamenti condotti da organi di polizia giudiziaria, che taluni movimenti (specialmente le “psicosette”), sia nella fase di proselitismo che in quella d’indottrinamento degli adepti, ricorrano a sistemi scientificamente studiati per aggirare le difese psichiche delle persone irretite, inducendole ad un atteggiamento acritico e all’obbedienza cieca”,[162] tale effetto si otterrebbe imponendo agli adepti un iter articolato in tre fasi:

  1. Nella prima fase c’è l’isolamento dell’adepto mediante l’allontanamento dalla comunità sociale e dl contesto familiare per indurre la perdita di ogni altro punto di riferimento; per spezzare tutti i rapporti precedenti; per saldare il senso di appartenenza al gruppo; rimozione della privacy; obbligo di conferimento al gruppo di tutti i propri averi per indurre dipendenza finanziaria.
  2. Nella seconda c’è l’indottrinamento dell’adepto attraverso il rigetto sistematico e aprioristico dei vecchi valori; la sottoposizione a letture di difficile comprensione; l’incoraggiamento all’obbedienza cieca, al senso gerarchico e all’aproblematicità; la richiesta di conformità a codici di vestiario, per accentuare l’idea di diversità da tutti gli altri; il senso del mistero e della partecipazione a un disegno insondabile; l’uso di preghiere e formule ripetitive, che riducono il senso critico.
  3. Nella terza fase c’è il mantenimento dell’adepto mediante l’attività fisica prolungata, un impegno mentale continuo e privazione del sonno, accompagnati da un’alimentazione poco equilibrata per creare uno stato di affaticamento (che inibisca la ribellione) e di reattività agli stress emozionali, deresponsabilizzazione, per scoraggiare iniziative personali; pressione psicologica costante da parte di altri membri, per evitare improvvisi ripensamenti; induzione di senso di colpa e paura di punizione in caso di dubbi e pensieri negativi; abitudine a usare un linguaggio criptico, per rendere più difficile a comunicazione con l’esterno.[163]

   La strategia delle sette per arruolare per arruolare nuovi affiliati si basa su un serrato proselitismo che mira a sedurre il futuro adepto, il quale si caratterizza di solito per un profondo bisogno di trovare risposte a domande esistenzialiste, a dubbi di tipo religioso, a fisime di carattere spirituale.

   In questa fase iniziale la setta si presenta come una realtà veramente accogliente, aperta, religiosa, capace di offrire serenità, sicurezza e protezione. Essa, inoltre, si mostra sensibile e concretamente interessata anche ad altri problemi particolarmente toccanti come l’ecologia oppure le questioni umanitarie.

   Una volta affiliato, l’adepto entra in diretto contatto con la realtà della setta e quindi viene sottoposto sistematicamente alla manipolazione mentale, peraltro già avviata nella fase d’adescamento.

   Secondo alcuni autori “la manipolazione mentale (…) poggia su tre pilastri: un guru, un gruppo, la dottrina”.[164]

   Il guru è il capo carismatico della setta. Il suo potere sta nella convinzione di essere depositario di messaggi soteriologici, di avere doni di veggenza e profezia. Il guru accoglie il nuovo affiliato e gli fa prendere “consapevolezza” dei suoi punti deboli; dopodiché gli promette felicità e pace, lasciando intendere che presto troverà in se stesso le risposte a tutte le sue domande.

   Il gruppo svolge una parte importante nel processo manipolatorio. Esso agisce soprattutto sull’affettività dell’adepto illudendolo di essere amato e rassicurato. Sottoposto a un intenso love bombing (bombardamento d’amore), l’adepto non riesce a vedere nient’altro che il gruppo e gli interessi che ad esso ruotano intorno.

   L’ideologia di ogni setta si fonda su di un complesso più o meno organico di principi teorici fondamentali. In conformità a tali principi, l’affiliato sarà indotto progressivamente a modificare il suo sistema di vita e solo in seguito verrà a piena conoscenza dei veri obiettivi della setta.

   Come si diceva prima, uno dei fini della setta è la distruzione della persona sul piano psichico (a volte fisico, spesso finanziario), della sua famiglia, del suo entourage, al fine di condurla a aderire senza riserve e a partecipare a un’attività che attenta ai diritti dell’uomo.

   C’è da chiedersi, il legislatore non si è mai occupato della manipolazione mentale? Qui entriamo in una storia molto problematica e tormentata nello stesso tempo.

   Nel 1964, Aldo Braibanti, un intellettuale di sinistra, laureato in Filosofia teoretica, iscritto al PCI, uno che ha alle spalle una lunga militanza antifascista (nel ventennio trascorse due anni in carcere e nella seconda guerra mondiale viene torturato dalla SS) conobbe due diciannovenni, Piercarlo Toscani e Giovanni Sanfratello, con i quali inizia una relazione sentimentale. Nonostante l’omosessualità sia ancora un tabù, tutto fila liscio, fino a quando Giovanni non decide di abbandonare a famiglia, ultracattolica, per andare a vivere con lo scrittore.

   Il padre di Giovanni porta il figlio in manicomio e denuncia Braibanti per plagio. All’epoca il Codice penale, di diretta derivazione fascista, prevedeva espressamente il reato. Secondo l’articolo 603, chi sottopone “una persona al proprio potere in modo da ridurla in totale stato di soggezione” si becca una pena che varia dai cinque ai quindici anni di reclusione. In sostanza, nell’Italia degli anni ’60, il reato di plagio diventa una pistola puntata contro chi ha voglia di ribellarsi alla morale dominante.

   Il processo si apre tre anni dopo, nel 1967. Giovanni giura davanti alla Corte di non essere mai stato soggiogato, ma non fa altrettanto Piercarlo, che invece denuncia il tentativo di Braibanti di “introdursi nella sua mente”.

  Questa testimonianza è sufficiente ai magistrati per stangare Braibanti: nove anni di reclusione. Pena che viene ridotta a sei in appello, di cui due condonati per l’attività partigiana. Nel dicembre 1969, dopo due anni a Rebibbia, Braibanti torna in libertà. Passando alla storia per essere stata la prima persona (e anche l’ultima) a essere condannata per plagio in Italia.

   La vicenda comunque, negli anni della cosiddetta “rivoluzione sessuale”, diventa emblematica della battaglia di un mondo in declino, che non vuole cedere le armi. Tanto che in favore di Braibanti, si mobilitano intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini, Umberto Eco, Alberto Moravia, Elsa Morante nonché i radicali di Marco Panella.

   L’uso che fu fatto in quest’occasione del reato di plagio, ne sancì la morte giuridica, che arriverà una decina d’anni dopo. Quando alla fine degli anni ’70 alcuni genitori accusarono il sacerdote Emilio Grasso di avere plagiato i propri figli minorenni, il magistrato memore del caso Braibanti, si rivolge alla Corte costituzionale per chiedere se quel reato sia o no in contrasto con i principi sanciti nella Carta costituzionale. Dopo aver studiato il caso, la Corte si pronunciò l’8 giugno del 1981: il reato di plagio è incostituzionale.

    L’articolo 603 ha il difetto di essere formulato in maniera generica, dando così al giudice un potere d’interpretazione troppo discrezionale: “L’esame dettagliato delle varie e contrastanti interpretazioni date all’articolo 603” scrivono i giudici costituzionali nella sentenza “mostra chiaramente l’imprecisione e l’indeterminatezza della norma l’impossibilità di attribuire a essa un contenuto oggettivo, coerente e razionale, e pertanto l’assoluta arbitrarietà della sua concreta applicazione. Giustamente essa è stata paragonata a una mina vagante nel nostro ordinamento, potendo essere applicata a qualsiasi fatto implichi dipendenza psichica di un essere umano da un altro essere umano, e mancando qualsiasi sicuro parametro per accertarne l’intensità”.

   In sostanza, la Corte cancella un reato che nasce ufficialmente per tutelare i più deboli, ma che rischia di diventare pericoloso per le libertà personali. Però, questa sentenza apre una falla nel nostro ordinamento: non c’è più nessuna norma di chi rimane irretito da una setta o da un guru.

   Dal 1981 a oggi, informati dalle associazioni dei famigliari delle vittime delle sette, alcuni politici hanno provato a reintrodurre il reato di manipolazione mentale. Con scarsa fortuna. La pressione lobbistica delle sette, hanno fatto naufragare ogni tentativo.

   In Spagna e in Francia la questione della manipolazione mentale da parte delle sette, è stata, invece affrontata.

   In Spagna il reato è stato introdotto nel 1994, sull’onda di polemica suscitate dalle inchieste giudiziarie su Scientology.

   In Francia invece la legge nasce nel giugno 2001 per iniziativa bipartisan dell’ex deputata socialista Catherine Picard e del senatore centrista Nicolas About. È significato vedere le resistenze che si sono avute contro questa legge. Dice la Picard, oggi presidente dell’Unadfi (Associazione per la difesa delle vittime delle sette) [165] a proposito:

“D. C’è qualcuno che ha provato a fermare il vostro testo prima che diventasse legge?

R. Sì. Sono stati soprattutto i grandi movimenti settari internazionali quelli che hanno tentato di ostacolarne il cammino. Ma l’operazione di lobby è fallita clamorosamente, perché i nostri parlamentari erano compatti contro di loro. Dopodiché, a livello internazionale, sono gli Stati Uniti ad aver maggiormente manifestato il proprio dissenso, giocando sul confine sfumato tra setta e religione. Hanno pure inviato degli osservatori, e personalmente ho ricevuto ben due senatori americani, membri dell’Ocse, venuti con grande ipocrisia a chiedermi di ritirare il testo. Un’ingerenza tanto sfacciata si vede di rado da parte di parlamentari stranieri”.

   Cosa ci sia dietro molte sette, è possibile intuire, non si spiegherebbe l’interesse degli Stati Uniti per proteggerle. Inoltre, tutto ciò mete in rilievo alcuni fatti ben precisi:

  1. Che le sette non sono un fenomeno periferico, che coinvolge soltanto una piccola parte della società. Invece le trovi in Municipio, in Regione (dice niente la predominanza che ha avuto fino adesso CL in Regione Lombardia), o in Parlamento, sono nelle aziende, nei negozi, nelle scuole e nelle Università. Le trovi anche quando ci si batte per la pace, per l’ambiente, per i diritti umani e le libertà individuali, per la tutela dei bambini o contro il razzismo. Le trovi nei corridoi degli organi di governo internazionale, al Palazzo di Vetro dell’ONU o al Parlamento europeo di Bruxelles.
  2. Nelle sette non ci finiscono solo i pazzarielli, i poveracci, i diseredati, i senz’arte né parte, gli ingenuotti, i creduloni e i superstiziosi. Dentro ci finiscono avvocati, medici, giornalisti imprenditori, manager, personalità del mondo della cultura, politici e perfino psicologi e militari.

SETTE, SERVIZI E CONTROLLO MENTALE

   Le sette sono una realtà dove i vari servizi segreti hanno pascolato. Alcune persone sottoposte a controllo mentale sono membri di sette esoteriche dove tra l’altro si effettuano esperimenti inerenti al controllo mentale. Questo avvenne quando la CIA decise di spostare la sperimentazione del controllo mentale dai laboratori militari e accademici alla comunità esterna e al mondo delle sette del modello OTO.[166] Una cerchia segreta di scienziati sperimentò da allora sui devoti dei vari culti e sette, e a volte si spinse fino a operare omicidi di massa nascondendoli come suicidi per ridurre al silenzio i soggetti coinvolti, come accade nel 1978 alle vittime del Tempio del sole con il più grande suicidio di massa della storia, a Jeonestown, o a quello dell’Ordine del Tempio Solare.[167]

   Le società occulte sono riservate e spesso molto irrazionali. Seguono un leader. Esistono all’orlo di una società che le ignora, perché la loro strana retorica religiosa risulta sgradevole.

   Nelle sette sataniche, dedite alla celebrazione di messe nere, nate per celebrare l’era nascente dell’Anticristo – come nel caso della Chiesa di Satana, nata negli Stati Uniti nel 1966 o il Tempio di Set, nato negli Stati Uniti nel 1974, ci sono personaggi promossi dalla CIA come Anton Szandor LaVey e il Tenente Colonnello Miquel Aquino, figure carismatiche e perverse intente a manipolare l’occulto per sperimentazioni allucinanti, come quelle del progetto Monarch della CIA, che faceva parte del programma per il controllo mentale MK-ULTRA.

   Tra i fondatori della Chiesa di Satana ci fu il regista cinematografico e mago delle rockstar Kenneth Anger, che era anche un nono grado dell’OTO californiano e discepolo di Crowley.

  In sostanza le sette come l’OTO sono uno strumento in mano ai servizi americani e ai loro scagnozzi dell’occulto. Per arrivare al controllo della setta, i servizi sono passati attraverso il discredito dei membri “non in linea”. Al loro interno sono attuate le sperimentazioni più perverse e immorali, grazie all’uso e abuso della religione.

   Queste sperimentazioni sono legate a frange religiose o occulte, come il Tempio Solare, sono legate in maniera quasi ossessiva alla famosa Stella Sirio,[168] quella “Stella fiammeggiante” che per la Massoneria diventa il più profondo e più sacro dei suoi simboli e una costante e strana presenza del culto Solare nei culti più oscuri e perversi degli ultimi decenni.

   La setta del Tempio Solare aveva tre convinzioni fondamentali:

  1. Il mondo stava per finire;
  2. L’apocalisse verrà gestita da un gruppo di iniziati che vivono nella Loggia bianca di Sirio;
  3. Che per essere degli eletti e arrivare a Sirio bisogna morire con un rituale che coinvolge il fuoco.

   Sirio è posta anche relazione ad alcuni esperimenti facenti parte del programma MK-ULTRA. Un ricercatore finlandese Martin Koski, in un libretto che s’intitola La mia vita, dipende da voi, parla di Sirio che viene evocata in un episodio di controllo mentale. Egli sosteneva di essere stato rapito e che i “dottori” che avevano operato su di lui dichiaravano di essere “alieni provenienti da Sirio”. Egli sosteneva che questi personaggi gli avevano impiantato uno schermo nella memoria per celare la loro identità e le loro intenzioni. Sulla base di testimonianze come questa, nei primi anni ’90, trovò credito la teoria, sostenuta da un gruppo di ricercatori, che i cosiddetti rapimenti alieni, fossero una copertura per il programma MK-ULTRA.

PERCHE’ INTERESSANO LE SETTE

   Per capire la diffusione del fenomeno delle sette bisogna partire dalla crisi delle religioni tradizionali.

    Bisogna  partire dal fatto che da quando il Modo di Produzione Capitalistico è entrato nell’epoca imperialista le crisi che sconvolgono l’andamento economico non sono più le crisi cicliche che c’erano fino alla prima metà del secolo XIX° secolo (quelle studiate da K. Marx), ma sono crisi che investono tutta la società, in tutti suoi aspetti strutturali e sovrastrutturali: non solo crisi economiche ma anche crisi politiche (la classe dominante non riesce più a regolare con le istituzioni e con le concezioni esistenti i rapporti tra gruppi che compongono la classe dominante  né a governare le classi subalterne, di conseguenza i regimi politici dei  singoli paesi e il sistema delle relazioni internazionali diventano instabili e crisi culturale: vanno in crisi le concezioni che gestivano le precedenti abitudini, le idee; le vecchie concezioni muoiono e ne nascono nuove. Le sette, appunto, devono andare a coprire, nell’interesse delle classi dominanti, lo spazio che le religioni tradizionali lasciano aperto, essendo funzionali all’esigenza dell’imperialismo che vuole nel rapporto tra le classi debba prevalere i fattori di concordia rispetto a quelli del contrasto, di accordo su quelli di divisione, di compromesso su quelli di conflitto.

   Le sette sono interessanti anche per i politici dei paesi imperialisti in cerca di consensi. Una delle conseguenze della crisi è lo sviluppo delle contraddizioni interimperialiste, che porta di conseguenza a un’acutizzazione della lotta tra le differenti frazioni della Borghesia Imperialista in tutti paesi. Perciò le elezioni in questi paesi rivestono un ruolo ancor più cruciale per il rinnova delle autorità di questi Stati, dagli USA alla Russia, in quali sono tutti immersi nel processo di centralizzazione del potere, in sostanza di un fascismo sottovesti “democratiche”. Questa centralizzazione è una tappa della controrivoluzione preventiva, serve per evitare che l’acutizzazione delle contraddizioni a causa della crisi crei le premesse che affermi la rivoluzione.

   Ora, da tempo, in tutti i paesi imperialisti sono milioni le persone che non vogliono saperne più nulla dei partiti e dei politici, che si astengono (o danno un voto di protesta), che rifiutano il sistema, le loro elezioni, il parlamento.

   Se si tiene conto che per la guerra imperialista in atto la Borghesia Imperialista, ha bisogno non solo di ristrutturare il suo Stato, di tagliare i diritti e le conquiste che a duro prezzo il proletariato si è conquistato, ma anche di militarizzare l’economia, e per far questo deve ricorrere ad aggiustamenti selvaggi di bilancio, ma soprattutto ha bisogno in contrapposizione alla mobilitazione rivoluzionaria delle masse (anche potenziale), di introdurre una mobilitazione reazionaria. E nel raggiungimento di quest’obiettivo, le sette trovano uno spazio e un ruolo.

   Per il politico, in una fase di astensionismo crescente, il voto settario è particolarmente appetibile: si hanno degli elettori più che sicuri, altro che tesseramento o truppe cammellate. Si assiste così a un vero e proprio Risiko delle anime, con le sette, che in nome dell’equazione più adepti = più elettori sparano cifre sempre maggiori rispetto al vero, magari “dimenticando” di contare i fedeli in uscita.

   È in questo modo che le varie sedi, spesso dietro l’innocua maschera di una buona causa, danno la scalata alle istituzioni.

   A corteggiare la politica porta i leader delle sette a estendere la tela della propria influenza in Parlamento. I vantaggi strategici non sono di poco conto: in un epoca di leggi a personam non sono mancate le leggi “a templum” , come quella con cui i damanhuriani hanno salvato il proprio tempio sotterraneo abusivo in Piemonte; interrogazioni e interpellanze mirate a perorare la causa della setta di turno; feroci campagne mirante a prevenire o impedire l’inserimento del reato di manipolazione mentale nel codice penale; e nemmeno mancano i tentativi di legalizzare il regime settario del lavoro nero e delle donazioni “volontarie”, con la proposta di legge sulle “comunità intenzionali”. Obiettivi che, almeno questi ultimi fanno pensare a un vero e proprio patto di solidarietà fra sette in Italia.

   Se le loro lobby approdano alla Camera o al Senato, trovando sponsor o addirittura difensori a spada tratta, non potrebbero mai essere da meno negli enti locali, dove a volte agiscono anche attraverso i propri partiti.[169]

   Ovviamente la loro presenza non si ferma solo nella sfera politica ma anche in quella economica. Il singolo capitalista è agganciato promettendogli grandi guadagni (il paradiso per ogni capitalista) o inserendo loro seguaci nell’azienda, partendo dal fatto che un dipendente fidelizzato è un dipendente produttivo. A volte le aziende nascono direttamente nell’ambito della setta, fondate dai seguaci. Altre volte è la stessa organizzazione a creare imprese, o cooperative, per alimentare le proprie finanze (senza le quali la spiritualità settaria di solito va in panne). E come le aziende, le sette sanno bene come fare marketing. Con un vantaggio competitivo: le persone che portano lustro o pubblicità all’azienda sono a costo zero. L’adepto di successo, lo farà per ubbidienza, il vip (pensiamo a un come Tom Cruis ben noto adepto di Scientology) lo farà gratuitamente in nome della buona causa.

   Per capire come funziona, la lobby settaria è necessaria avere un quadro d’insieme. Prese singolarmente, infatti, ciascuna di esse sembra avere una propria identità, il proprio culto. Ma, poi, viste l’una accanto all’altra, emergono un’anatomia comune, un minimo comune denominatore. Un’affinità elettiva intravista nei convegni organizzati dall’una, cui partecipano rappresentanti dell’altra, e rivelatasi nelle battaglie politiche condivise.

Ci sono tracce d’incontri fra scientologisti e damanhuriani,[170] fra damanhuriani e umanisti, e fra umanisti e sokiani.[171]       

CONTROLLO MENTALE, LAVAGGIO DEL CERVELLO E MISTIFICAZIONI

   La definizione di “lavaggio del cervello”, fu coniata nel 1951 dal giornalista E. Hunt, è spesso usata come sinonimo di controllo mentale. Hunter aveva tradotto la parola cinese hsi nao, “lavare il cervello” per descrivere il processo con cui gli americani catturati durante la guerra di Corea (1950-1953) confessavano i loro crimini.

   Ma com’è stato possibile che militari nordamericani – anche ufficiali di altro grado in Corea e in seguito in Vietnam, ripudiassero la causa per la quale combattevano, l’ideologia del loro paese?

   Il “lavaggio del cervello” è uno dei temi che appaiono nelle riviste di psichiatria e psicologia, è stato oggetto di studi specialistici come quella di Merlo (The Rape of the Mind) e di Saragant (La Conquista della mente umana). I riferimenti al lavaggio nel cervello nella Cina maoista sono sempre stati numerosi e sono stati motivo di commenti, tradotti in film, articoli divulgativi chiaramente distorti[172].

   Harriet Mills, autrice dell’opera Thought Remolding in China “Atlantic Monthly”, dicembre 1959 (cit. da Snow, L’altra riva del Fiume), nata in Cina da una famiglia di missionari presbiteriani, ammiratrice e della sua cultura, dopo essere vissuta per venticinque anni in Cina, dove si laureò; ritornata in Cina, accusata di spionaggio nel 1951 fu incarcerata, fu sottoposta per quattro anni alla riforma del pensiero. Il metodo cinese, dice, deriva in primo luogo dai vent’anni che i comunisti passarono in una guerra di guerriglia, che insegno alle reclute a usare le armi, vivere in comunità e proteggere i contadini, assicurando che “ogni uomo intenda non solo il come, ma anche perché delle cose”; e in secondo luogo dall’organizzazione delle cellule per lo studio dell’ideologia marxista. Dice, che la riforma del pensiero in Cina nasce attraverso la fusione del convincimento cinese e del pensiero comunista. Critica e autocritica fuse insieme risultano di un’efficacia impressionante tanto che anche persone di grande volontà – dice la Mils – che si potrebbero ritenere non facilmente piegabili alla forza, sperimentarono lente, graduali, trasformazioni, talvolta drammatiche e profondamente convincenti”.

   Durante un dei soggiorni in Cina Gregorio Bermann, psichiatra argentino, in un colloquio col prof. Hov Pao-chang capo della sezione di anatomia patologica del collegio medico di Pechino gli dice: “So bene che cos’è il lavaggio del cervello, – esclamò, – perché io stesso l’ho subito.

Che cos’è? – domandai allarmato.

Per molti anni, per mezzo secolo, quasi per tutta la vita ho sofferto di un significato sbagliato della vita; ero dominato dalla preoccupazione per il mio prestigio, per la mia persona e per i vantaggi che potevo trarre dal mio lavoro.

E adesso?

Adesso ho compreso qual è il senso del mio lavoro. E’ benessere del mio popolo, del mio paese. Comprendo qual è la finalità dei nostri compiti, che coincide con ciò che ci hanno insegnato i nostri leader” (G. Bermann, La salute mentale in Cina, Einaudi 1974, pag. 358-359).

LA SALUTE MENTALE NELLA PSICANALI E NEL MAOISMO

   Nel cristianesimo primitivo (prima dell’affermarsi del papato) non poteva esistere salute mentale senza salute morale. Ora la salute morale non è masi stata presa in considerazione degli psichiatri e da quelli che si occupano di igiene mentale. E’, sicuramente imputabile tale omissione al carattere idealista, soggettivo e speculativo che hanno avuto in generale le teorie morali, con le loro implicazioni moraleggiati. Ma se si comprende il valore essenziale, il principio morale della natura umana, il fatto che esso costituisce un motore insostituibile della condotta normale e patologica, esso entrerà con diritto e occuperà il suo posto in ogni indagine sulla salute mentale.

   Nella psicanalisi, che pretende una completa e integrazione conoscenza dell’uomo, è evidente l’assenza di questo elemento. Non è un caso che la psicanalisi sia la filosofia dominante negli U.S.A.

   Agli antipodi di Freud e della psicanalisi c’è il pensiero di Mao. In tutta la sua opera rileva la preoccupazione per un’esigenza fondamentale per il rispetto della verità, l’amore per i compagni. Gli insegnamenti di Mao sono un appello alla virtù, al comportamento nobile e puro.

   Ma il maoismo non comprende solamente elementi morali, non si limita all’essere virtuosi, ma sostiene che ciò che veramente conta è cambiare il mondo, che la legge suprema dell’agire deve essere la salute del popolo.

MILAB MILITARY ARBUCTION – MIND CONTROL

Esperimenti segreti condotti nei paesi imperialisti occidentali nascosti sotto il paravento di falsi sequestri alieni.

   Nelle persone coinvolte nei “rapimenti, alieni”, si riscontrano nei racconti molti omissioni, volute o meno, che rappresenta un ostacolo per la ricerca, poiché racconti monchi non forniscono un quadro completo e attendibile del fenomeno. Un esempio chiaro sono le cosiddette esperienze virtuali note con il termine VRS (Virtual Reality Scenario), ossia scenari di realtà virtuale, indotti dall’esterno, e per il soggetto in sostanza indistinguibile della realtà oggettiva. L’individuo può sperimentare una determinata situazione attraverso input sensoriale totale e reagire con spontanee risposte fisiche ed emotive, anche se nella realtà si trova sdraiato su di un lettino per esami clinici o sta dormendo nel suo letto senza ricevere alcun segnale esterno che lo disturbi.

  Secondo il professor Helmut Lamner (scienziato austriaco) i falsi rapimenti alieni sono eseguiti da militari: “dobbiamo cercare di comprendere qual è il programma che si cela dietro il fenomeno delle abductions aliene e qual è lo scopo delle MILAB. C’è un forte interesse dei militari nello sviluppo d’impianti cerebrali, bio-chip per la realtà virtuale, proiezione d’immagini oleografiche, dispositivi di occultamento e armi che alterano la mente”.

   L’esistenza di queste tecnologie induce a formulare le seguenti ipotesi:

1° Si stanno compiendo, da qualche tempo, esperimenti segreti sugli esseri umani.

2° Tali esperimenti sono nascosti ai cittadini della propria nazione, e finanziati segretamente.

3° Che ufologi e studiosi “ufficiali” non si sono mai dimostrati molto entusiasti di affrontare eventuali violazioni dei diritti umani da parte della classe dirigente politico militare, probabilmente intimoriti da eventuali rappresaglie personali.

Esperimenti contro i civili.

  Dice ancora Lamner “Tutti quelli che si rifiutano di credere che siano stati compiuti esperimenti segreti sulla gente, inclusi i bambini, dovrebbero visionare i documenti comprovanti gli esperimenti effettuati da servizio segreti militari, prima, durante e dopo la guerra fredda e che sono ormai di dominio pubblico”.  

   In U.S.A. le vittime da tempo denunciarono tutto quello avevano subito. Alla fine, sembrava qualcosa cominciava a muoversi quando nel 1994 Clinton creava l’ACHRE (Advisory Commission on Human Radiation  Experiments) che nel suo ACHRE Report rileverà i terribili esperimenti condotti nel periodo della cosiddetta Guerra Fredda.[173]

   Il 15 marzo 1995, dinanzi all’ACHRE, le vittime, comprese che gli esperimenti su di loro furono eseguiti sin da quando erano piccoli, fornirono testimonianze raccapriccianti. Esse affermarono che durante gli esperimenti della CIA furono sottoposte a radiazioni e/o lavaggio del cervello, ipnotizzate, drogate, torturate psicologicamente, minacciate e persino violentate.  Le raccapriccianti dichiarazioni includono:

  • La testimonianza di Cristina De Nicola, secondo cui il “dottor B” aveva condotto a Tucson (Arizona) esperimenti sul controllo della mente usando farmaci, iniezioni e rappresentazioni postipnotiche ed esperimenti d’irradiazione sul collo, gola e utero. Gli esperimenti erano cominciati quando Cristina aveva 4 anni.
  • La testimonianza di Claudia Mullen, secondo cui il dottor Sidney Gottlieb (sempre lui) aveva usato prodotti chimici, radiazioni, ipnosi, farmaci, isolamento in vasche di acqua, privazione del sonno, scosse elettriche, lavaggio del cervello e abusi emotivi, sessuali e verbali tra esperimenti sul controllo della mente che avevano l’obiettivo di trasformarla, da quando era solo una bambina, in una “spia perfetta”. Secondo le dichiarazioni rese al comitato, i ricercatori avevano giustificato gli abusi dicendole che stava servendo il suo paese “nel suo coraggioso sforzo di combattere il comunismo” (e proprio vero l’anticomunismo come una volta il patriottismo è il rifugio delle canaglie).
  • La testimonianza di Suzzane Starr, secondo cui “un dottore, ritiratosi dall’esercito, aveva prelevato bambini dalle montagne dl Colorado per esperimenti”. Poiché parte del gruppo, Suzanne era stata sottoposta a esperimenti che includevano privazioni ambientali fino alla psicosi forzata, iniezioni, abusi sessuali, frequenti sedute di elettroshock e controllo della mente. “Ho lottato contro messaggi programmati autodistruttivi per suicidarmi, so che cosa è un messaggio programmato e non lo seguo”, dichiarò al comitato a proposto degli effetti a lungo termine, ance in età adulta, degli esperimenti.
  •  

   L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese e alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso.

   Ormai è noto che non solo negli U.S.A. ci sono stati questi esperimenti ma anche in Canada, Gran Bretagna, Svezia e Italia.

POSSIBILI SCOPI DELLE MILAB

   Uno dei possibili scopi delle MILAB è che si tratti di esperimenti su controllo mentale e comportamentale. Esistono prove di esperimenti in istituti di ricerca su deprivazione sensoriale, respirazione liquida, stimolazione elettromagnetica dei lobi temporali, ricerca sul cervello e innesto d’impianti.

   Ormai è noto che nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, ci furono esperimenti segreti sul controllo della mente e del comportamento a partire dal famigerato MK ULTRA.

   Pare ovvio che i militari U.S.A. continuino anche oggi questi esperimenti. In un documento del 1996 dell’Aeronautica Militare Statunitense (USAF) denominato “Air Force 2025” e più precisamente nella sezione intitolata “Information Operations: A New War” (una nuova capacità di combattimento in guerra), dove vengono presi in esame scenari tecnologici/bellici nel 2025. In questo rapporto si accenna alla possibilità microscopici chip nel cervello, i quali svolgerebbero due funzioni:

1° Il bio-chip impiantato connetterebbe l’individuo a una rete di sistemi satellitari o smart satelites (IIC) in orbita bassa attorno alla Terra, creando un’interfaccia tra la persona impiantata e incredibili risorse informatiche. L’impianto rilascerebbe le informazioni elaborate dallo IIC direttamente al cervello dell’utente.

2° Il bio-chip potrebbe creare una visualizzazione mentale dell’ambiente circostante, generata dal computer e basata sulle richieste dell’utente. La visualizzazione sarebbe di 360°, non più limitata dal campo visivo umano, e permetterebbe al pilota di un aereo da caccia di porsi in una zona di guerra a lui perfettamente visibile. Inoltre, una vasta gamma di armi sarebbe collegata al sistema satellitare, permuterebbe agli utenti impiantati, in possesso di autorizzazioni speciali (soldati cibernetici), di usare direttamente queste armi. Questo significa che un soldato potrebbe mantenere la vista nella maniera normale, con più una sfumatura d’informazioni che identifichino e descrivano oggetti specifici che non rientrano direttamente nel suo campo visivo.

  Si può osservare da tali studi che la ricerca segreta sulle human-brain-machine (cervello umano/macchina) e impianti di realtà virtuale, è già stata intrapresa.

ARMI PER LA MANIPOLAZIONE MENTALE

   Dal centro Informazioni Tecniche di Fort Belvoir, Virginia, emerge un fascicolo, Information Warfare, che studia le informazioni olografiche, i dispositivi di occultamento e mimetica multispettrale che fornirà ai militari capacità strategiche. E’ questa la tecnologica più promettente, quella atta a creare ambienti fittizi che un avversario potrebbe credere reali.  E’ uno strumento ideale per le operazioni di PSYWAR (guerra psichica) dove si tenta di influenzare le persone che sono bersagliate, proiettando immagini olografiche che trasmettono l’effetto desiderato.

   All’inizio degli anni ’80 il dottor Eldon Byrd era a capo di un progetto americano sulle armi elettromagnetiche. Gran parte di queste ricerche erano condotte nell’Istituto di Ricerca Radiobiologia di Bethesda, (Maryland). Scopo di queste ricerche era di rilevare le attività elettriche del cervello e il modo di influenzarle. Usando onde a frequenze molto basse per stimolare il cervello che rilasciava alcune sostanze chimiche capaci di regolare il comportamento umano. Questo sistema applicato agli uomini usati come cavie provocava immediatamente nausea e sintomi influenzali.

I presunti rapimenti “alieni” – bande armate in divisa per operazioni sporche

   Molte persone che sono passate attraverso l’esperienza anno rilevato, i seguenti elementi:

1° Attività di elicotteri senza insegne.

2° L’apparizione di strani furgoni e veicoli nelle finanze delle abitazioni dei rapiti.

3° Esposizione a campi magnetici che disorientano

4° Trasporto in strutture segrete sotterranee dopo essere stati drogati.

   Nei rapiti venivano riscontrati effetti collaterali quali spossatezza e senso di nausea.

Corpi estranei nei rapiti

   Uno dei principali elementi narrativi ricorrenti consiste nell’introduzione da parte dei rapitori, in corrispondenza di varie locazioni anatomiche corpi estranei (C.E.) che è designato con il termine tecnico di microimpianti (AMI).

   Questi C.E. Avrebbero dimensioni ridotte, da 05-0,7 mm a 7-10 mm e caratteristiche mordo-strutturali molto eterogenee. Nella letteratura specializzata, non sempre attendibile, si legge che, a seguito di esami diagnostici radiologici, quali i raggi x, la TAC, e la Risonanza Magnetica Nucleare, esami ad alcuni presunti rapiti si sarebbero sottoposti per avere la diagnosi di un disturbo di cui erano affetti o in taluni casi desiderosi di verificare l’eventuale presenza di Corpi Estranei.

   Le locazioni anatomiche in corrispondenza delle quali sarebbero stati rilevati Corpi Estranei sono: il Sistema Nervoso Centrale, il canale uditivo, i globi oculari (sotto e dietro di essi), il setto nasale, l’addome, i gomiti e le ginocchia, in particolare quello sinistro, le mani e i piedi.

   Di particolare interesse sono i Corpi Estranei la cui presenza sarebbe stata rilevata nel setto nasale; questi piccoli oggetti sarebbero stati introdotti in tale sede attraverso la cavità nasale sinistra, mediante l’utilizzo di una sorta di ago manovrato da un braccio meccanico e recante all’estremità il Corpo Estraneo stesso.

   Attualmente grazie al connubio fra psiconeurofisiologia, la microelettronica, l’informatica e la bioenergetica è stato possibile sviluppare progetti d’avanguardia volti a realizzazioni quali l’utilizzo di Microimpianti sia sul settore civile che in quello militare.

    Si sa che i microchip impiantati sono in grado di agire sulla neurofisiologia delle persone “ospiti”, influenzandola. E noto che Delgado condusse una serie di studi sull’elettrostimolazione cerebrale, nel corso dei quali realizzò un dispositivo, denominato Stimoceiver, con il quale era in grado di esercitare un controllo a distanza su animali ed esseri umani. A un dato soggetto cavia, sia esso animale o umano, venivano infissi nel cervello alcuni elettrodi i quali andavano a stimolare determinate aree cerebrali. A loro volta, tali elettrodi erano collegati a un ricevitore di onde radio a media frequenza che si attivavano, selettivamente o in modo combinato, secondo gli impulsi radio ricevuti. In questo modo, un operatore – da una località anche lontana – agendo opportunamente sullo Stimoceiver, era in grado di far percepire ed eseguire – al soggetto in questione – tutta una vasta serie di ben determinate sensazioni e azioni. In uno di tali esperimenti su di un “paziente”[174] umano, Delgado annotò come, il soggetto in esame, avesse percepito – in successione – le sensazioni di perdita dei sensi, terrore e galleggiamento a mezz’aria. Quest’ultima sensazione, peraltro, è stata indotta ripetutamente nel paziente – nei giorni successivi al primo test – mediante la stimolazione elettrica di aree cerebrali diverse.


   In seguito, diversi altri studiosi hanno portato avanti tale genere di ricerche, delle quali i mass-media hanno sempre parlato troppo poco (ma il perché è ovvio e fa rima con potere e controllo dell’informazione) nonostante la loro natura davvero inquietante. Uno di questi, Robert G. Heath, della Tulane University, oltre ad essere riuscito a impiantare fino a un massimo di 125 elettrodi nel cervello delle sue cavie, ha anche scoperto di poterne controllare la memoria, cancellando certi ricordi o evocandone altri. Inoltre, questi era in grado di indurre – nei suoi ‘pazienti’ – il desiderio sessuale, e sensazioni come la paura e il piacere associandoli ad allucinazioni percettive. Un altro ricercatore, James Olds della McGill University, invece, ha individuato le aree cerebrali che – opportunamente elettro-stimolate – fanno insorgere (nei soggetti cavia umani) sentimenti quali l’attrazione o la repulsione, e altre che inducono una sensazione di piacere talmente intensa che il soggetto dimentica ogni altra cosa. A tale riguardo, fu condotta una serie di esperimenti su dei topi i quali, agendo su di una levetta, potevano autostimolarsi. Il risultato fu che, tali animali, rinunciavano ad alimentarsi, bere e dormire, pur di attivare continuamente e freneticamente l’elettrodo fino, ovviamente, a crollare sfiniti. Un altro ricercatore, Bryan Robinson, ha studiato il modo di controllare, con il sistema sopra descritto, il comportamento sociale di animali evoluti come le scimmie. Questi difatti, usando un comando a distanza, riusciva a trasformare gli individui dominanti di un dato gruppo in individui sottomessi, e viceversa. Robinson – inoltre -, era riuscito finanche a controllare i comportamenti riguardanti l’istinto, di tali animali giungendo, tra le altre cose, a fargli venir meno l’istinto di sopravvivenza, o inducendo le madri a ignorare il richiamo dei propri piccoli.

SVILUPPO DELLE RICERCHE SUL CONTROLLO MENTALE


   John C. Lilly, un ricercatore divenuto famoso per i suoi studi sui delfini (fra le altre cose convinse la marina USA a utilizzare tali animali, controllati appunto mediante l’elettrostimolazione cerebrale, in operazioni di guerriglia subacquea), in un articolo sulla rivista The Scientist ha rivelato l’esistenza di un’evoluzione – ancora più inquietante – in tale campo delle neuroscienze legate al controllo mentale. “…Il Dott. Antoine Remond di Parigi – afferma Lilly nel suo scritto – sviluppando queste tecniche ha dimostrato che, la stimolazione del cervello, può essere attuata su soggetti umani anche senza l’intervento del neurochirurgo, cioè senza dover necessariamente ricorrere all’impiego di elettrodi nella massa cerebrale. Questo significa che chiunque, purché sia in possesso dell’idonea strumentazione, possa influenzare e controllare a distanza il comportamento di un dato individuo senza che, peraltro, ciò sia visibile dall’esterno, come nel caso – appunto – di elettrodi fuoriuscenti dal suo cranio, il quale attesterebbe il controllo in atto sulla persona in questione. Temo – aggiunge sempre Lilly – che, se una tecnologia del genere cadesse in mano a qualche gruppo o struttura segreta deviata, questa potrebbe ‘impossessarsi’ – letteralmente – di un essere umano, giungendo perfino a modificare – dalla sera alla mattina – le sue più profonde convinzioni, senza lasciare alcuna traccia del suo operato’.


   E’ facile intuire come il Dott. Lilly stia alludendo a organismi d’intelligence governativi statunitensi quali la NSA o la CIA e alle accuse – più volte formulate nei confronti di queste e fondate su dati di fatto come, ad esempio, l’esistenza di documenti concernenti il programma MK- ULTRA – di perseguire in segreto scopi quali il controllo dei singoli individui finalizzato, questo, alla costituzione di una società umana “accondiscendente”, e “attenta alla volontà del potere istituzionale”.


   Ritornando all’articolo del Dott. Lilly, quest’ultimo dovrebbe saperne parecchio circa gli scopi di detti programmi segreti visto che, egli stesso, sta portando avanti una serie di ricerche concernenti il controllo a distanza dei primati (ossia – guarda caso – proprio le scimmie più simili all’uomo dal punto di vista genetico).


   Il ricercatore Martin Cannon sostiene nel suo libro che la CIA disporrebbe già di una tecnologia chiamata ‘ RHIC-EDOM’. Il significato letterale della prima parte di tale sigla sarebbe ‘Radio Hipnotic Intracerebral Control’ (controllo radio-ipnotico cerebrale), mentre – la seconda parte – sarebbe ‘Electronic Dissolution of Memory’ (cancellazione elettronica della memoria). In sintesi, tali tecniche consentirebbero di indurre a distanza – in un soggetto umano – uno stato di trance ipnotica, di inviargli sensazioni, di fargli percepire allucinazioni, di inviargli comandi motori, e di cancellare il ricordo sia delle istruzioni ricevute sia delle azioni conseguenti. Per ottenere tutto ciò, si farebbe uso di una versione molto complicata e miniaturizzata dello ‘ stimoceiver ‘ realizzato da Delgado, che deve essere inserito nel corpo del soggetto, a contatto con una terminazione nervosa la quale, nel caso specifico, funziona come una sorta di ‘terminale remoto’ collegato all” elaboratore centrale’, cioè il cervello. L’apparecchio in questione, dunque, sarebbe in grado di inviare stimoli e – finanche – suggestioni post-ipnotiche, in grado di indurre il soggetto a compiere azioni al di fuori della propria volontà. La cancellazione della memoria – sempre nel caso di un soggetto umano – si otterrebbe interferendo, opportunamente, nella trasmissione dei segnali elettro-chimici tra gli assoni ed i neuroni cerebrali, mediante campi elettrici indotti da fasci di microonde.


   Nel 1974, J.F.Scapitz, un ricercatore finanziato dal Dipartimento della “Difesa”, ebbe un’intuizione agghiacciante: combinare i risultati degli studi sull’ipnosi raggiunti nel programma MK-ULTRA con la più recente tecnologia delle microonde. In una breve nota inviata al Dipartimento della Difesa, Scapitz scriveva: “si dimostrerà che una parola pronunciata dall’ipnoterapeuta può essere convogliata da energia elettromagnetica modulata direttamente alle parti del cervello che sovrintendono al subconscio, senza l’impiego di alcun dispositivo tecnologico per ricevere o decodificare i messaggi”.


   Per la prima volta, si veniva a conoscenza del fatto che, le agenzie d’intelligence statunitensi, avevano la possibilità di manipolare a distanza la mente di un individuo. Ma Scapitz andò anche oltre, dichiarando che tutto questo si poteva fare senza che il soggetto ‘prescelto’ si accorgesse di quello che stava accadendogli. Da allora, l’argomento del controllo mentale è stato sottoposto a regime di ‘massima segretezza’. Nonostante tale censura, però, continuano a essere diffuse ’schegge’ di verità, provenienti principalmente da fonti non statunitensi, dalle quali emerge uno scenario desolante e agghiacciante. Sussistono indizi sostanziali e prove circostanziali secondo cui, le tecnologie relative al controllo della mente ed alla modificazione del comportamento umano, sono attualmente nascoste dietro un programma denominato Non Lethal Defence (NLD).


   L’annuncio, dato nel 1995, che le “armi non letali”, come le microonde ad alta energia e i dispositivi a radiofrequenza, stanno per essere date in dotazione’ alle forze di polizia, ha destato sgomento e allarme in vasti strati dell’opinione pubblica internazionale. Questo progetto congiunto chiamato Operations Other Than War (Operazioni Diverse Dalla Guerra), conferisce ai militari la possibilità di intervenire in ambito civile con la scusa dell’ordine pubblico e della ‘difesa delle istituzioni’, cosa – questa – assolutamente contraria alla costituzione degli Stati Uniti. Ma, com’è facile intuire, basterebbe che un qualsiasi governo di un paese imperialista invocasse, pretestuosamente, uno stato di “emergenza nazionale” (innescato, ad esempio, da una situazione come una catastrofe naturale di vaste proporzioni, una qualche epidemia su scala continentale o globale, oppure una presa di contatto – palese e diffusa – con intelligenze aliene) per giustificare il ricorso alla legge marziale, perché le fragili libertà democratiche sancite da qualsiasi costituzione, vadano – definitivamente – a farsi benedire.  


   Dai primi megacomputer grandi quanto un intero appartamento fino agli odierni palmari, veri uffici in miniatura, la tecnologia sembra aver voluto percorrere un solo percorso preferenziale: la miniaturizzazione estrema. In abbinamento a ciò c’è stata una considerevole evoluzione dal punto di vista delle velocità dei processi di calcolo. Si è passati dalle giornate intere dei primi cervelloni elettronici per fare semplici calcoli, alle frazioni di nanosecondi per gli attuali per il calcolo di miliardi di operazioni.

   Tutto ciò non è stato fine a se stesso, come i più potrebbero pensare forse per mancanza di dimestichezza con i mezzi informatici, ma con un obbiettivo ben preciso ed utile: giungere a calcolatori sempre più piccoli e potenti tanto da competere con le potenzialità del cervello umano. Tale obiettivo, infatti, se raggiuntassi potrebbe aprire scenari futuri molti instabili che da chi ne trarrebbe vantaggi è decantato come fantastici e utili al genere umano. Gli attuali indirizzi d’impiego delle tecnologie scaturite dalla miniaturizzazione e dal potenziamento della sono una sintesi di fantascienza e incubo. Proprio in virtù del confronto e il futuro eventuale superamento delle capacità del cervello umano, stanno portando i tecnici di tutto il mondo a varare esperimenti di bio-informatica: si sta tentando di interfacciare computer e cervello umano. Ma, al di là delle retoriche di parte portate avanti da chi ha l’interesse a finanziare certi programmi di ricerca e sperimentazione, tutto questo a che scopo viene fatto? Basandoci su i dati che la letteratura in merito ci fornisce, ci si dipana uno scenario tutt’altro che tranquillizzante.


MINIATURIZZAZIONE


   È fra i luoghi comuni della cultura borghese e revisionista che la macchina è sempre stata al servizio dell’uomo a prescindere dal contesto dei rapporti di produzione e dell’insieme dei rapporti sociali rendere in cui è utilizzata. Certamente lo sviluppo tecnologico può rendere più facili e leggeri certi lavori fisici o mentali da compiere.  Ma da qualche tempo la miniaturizzazione e il potenziamento di calcolo stanno rendendo possibile il raggiungimento di un traguardo insperato già solo fino a sette anni fa. Non ci sarà più bisogno di utilizzare il corpo intero per dire a una macchina, cosa deve fare. Sarà direttamente il cervello umano a comandare il computer.  Cioè, in altre parole, il computer sarà capace di interpretare i segnali del cervello. Ma ciò, è utile da un lato poiché rende tutto più veloce e facile, ma d’altro canto rende anche possibile il contrario. Un computer interfacciato con un cervello, potrà essere comandato di leggere o di comandarne un altro. Impossibile? Gli esperimenti sempre più numerosi in tal senso dimostrano il contrario.


   Il CNRS francese, ci riporta il volume 265 di Science del 16 settembre 1994, ha sintetizzato un transistor completamente composto in materiale organico. Non vi sono elementi metallici. Si parla già di ‘cellule elettroniche’. Sarà utilizzabile per applicazioni biologiche ed è tanto resistente ed efficiente da poter soppiantare in pochi anni i microchip attuali.


   Riporta il numero 11 di Défense News del 20-26 marzo 1995, che il Laboratorio di Ricerche Navali a Washington, come affermato dall’ex direttore At Cooper, sarebbe riuscito a far crescere neuroni viventi su chip di computer. La ricerca, portata avanti dal dottor Joel Schnur, ha condotto alla creazione della tecnica Hippocampal Neuron Patterning (Modellazione Neurone Ippocampale), la quale apre prospettive di utilizzo di animali ed umani comandati via computer per azioni di guerra. Il risvolto ‘positivo’ delle ricerche potrebbe essere quello di ampliare infinitamente la memoria umana utilizzando questi chip per l’immagazzinamento d’informazioni. Tutto questo, prima coperto dal più stretto riserbo, è trapelato in un congresso della Difesa americana.

   All’Istituto di biochimica Max Planck a Martinsried in Germania dei biologi sono riusciti a interfacciare un chip con un neurone di una sanguisuga. Il chip emettendo segnali elettrici interagisce con il neurone della sanguisuga riuscendo a stabilire un contatto che determina un vero e proprio dialogo con l’animale. Il risultato è stato quello di riuscire a indurre l’organismo a procedere in avanti o indietro ‘a comandò.


   Il Daily Mail del gennaio 1997 ci riporta la notizia riguardante gli esperimenti condotti da ricercatori dell’Università di Tokyo. Questi hanno testato un sistema in grado di robotizzare uno scarafaggio sostituendo alle antenne e alle ali di questo un microchip. Possono quindi ‘controllare’ lo scarafaggio e munirlo di telecamera per utilizzarlo in situazioni ove sarebbe impossibile l’utilizzo di mezzi più ingombranti.

   I laboratori di ricerca inglesi del gruppo Thorn-EMI ha preparato un chip a effetto di campo sensibile agli ioni che permetterà di creare veri e propri laboratori chimici in miniatura.


   Un’équipe di ricercatori della British Telecom ha prodotto un particolare tipo di chip in grado di immagazzinare una quantità di dati finora inimmaginabile. L’applicazione prevista sarà quella di utilizzare questo chip in ’registratore vitali’ in grado di rendere possibile l’immortalità (almeno si pensa) potendo trasportare un chip riempito di tutte le emozioni e conoscenze dell’individuo ‘di origine’ su un ‘individuo ricevente’ che automaticamente, interfacciando opportunamente questo chip al cervello, diventerà l’individuo di origine. Una sorta di ’scatola nera dell’individuo o ’soul catcher’ (acchiappa-anima).


   All’Atlanta Veterans Affaire Medical Centre, è stato sperimentato con successo un tipo di chip introdotto nel cervello di un uomo colpito da ictus. Questi, prima impossibilitato anche nelle funzioni respiratorie come nell’articolazione delle parole, riprende possesso del suo corpo grazie alle stimolazioni elettriche indotte dal chip nei centri nervosi cerebrali. Parla tramite un computer che riceve gli impulsi mandati dal chip ad un ricevitore che trasforma questi in modulazioni sonore che permettono la sintesi di parole.


   Al MIT di Cambridge, negli Stati Uniti, si stanno sperimentando i primi chip farmacologici. Piccoli computer che ingeriti come delle pillole, erogheranno, all’interno dell’organismo del paziente, le sostanze di cui ha bisogno.

   Ricercatori inglesi stanno pensando di collegare in rete le menti delle persone in un’internet mentale. Attraverso un chip impiantato nel cervello, sarà possibile collegarsi direttamente alla linea telefonica e percepire, tramite stimolazioni elettriche del nervo ottico, le immagini mandate dalla rete direttamente sulla retina, gestendo il collegamento solo col pensiero.


   Il 2 marzo 1990 la Banca Nazionale di Westminster e il Gruppo NatWest inventa il sistema MONDEX, sistema di pagamento elettronico internazionale. Oggi tale sistema è stato sottoscritto da moltissimi colossi industriali, bancari e del settore telefonico e si stanno sperimentando chip multifunzionale innestato sottopelle per fare pagamenti, e per l’identificazione degli individui e per la localizzazione globale.


   Il traguardo s’intuisce. Lontani da ogni citazione da “grande fratello”, l’impressione che si hanno dei nuovi limiti che la ricerca sta infrangendo, è che un domani a qualcuno farà comodo un mondo interconnesso direttamente fra le persone. Da almeno una decina anni si controllano gli animali con ogni sorta di impianti.

   C’è tutta una folta schiera di tecnici ed ingegneri che sta riducendo ai minimi termini i wearable computer rendendoli utilizzabili ad un’interfaccia cervello-chip.

Dall’esperienza più che decennale dell’utilizzo d’impianti radio sugli animali, si stanno iniziando a produrre degli impianti dagli utilizzi più vari. C’è chi fra gli industriali statunitensi, ritenendosi a rischio rapimento, si sta facendo impiantare sotto pelle dei chip satellitari per la localizzazione in caso di sequestro; c’è chi fra gli ingegneri informatici più all’avanguardia, si è fatto impiantare del radio chip in grado di far funzionare tutti gli elettrodomestici al solo avvicinarsi della persona; c’è chi, inoltre, sta pensando di impiantare su tutti noi, sin dalla nascita, un chip personale e identificativo unico per ogni individuo, che registri in sé tutte le informazioni dell’‘ospite’, cosicché semplicemente passando appositi scanner sulla persona si sappia vita, morte e miracoli in barba a tutti i diritti di privacy.


Ma naturalmente, è inutile negarlo, chi muove le redini della ricerca e delle industrie affinché tali sistemi si diffondano, pensa più alle ricadute economiche piuttosto che a quelle etiche o evolutive. Se un’idea, qualsiasi essa sia, muove soldi, è una buona idea. Ciò equivale anche a dire che se qualcuno può far affluire a sé fiumi di denaro con idee che esteriormente semplificano qualche aspetto della vita comune, cercherà in tutti i modi di promuovere e diffondere tale idea.


   Ma che succede allora quando un’idea ha come ricaduta la revisione del concetto di moneta, pagamento e danaro? Visto l’andamento scientifico che sembra tendere a una diffusione internazionale forzata tramite mezzi informatici che tendono sempre più a controllare gli individui, come si può non guardare con sospetto alla creazione di un nuovo tipo di moneta elettronica impiantata sottopelle?


   Quest’ultima applicazione della miniaturizzazione e dell’informatizzazione delle azioni umane sembra essere ben più drammatica e potenzialmente dannosa di quanto appaia. Se da un lato un sistema di pagamento elettronico potrebbe, di fatto, eliminare in un attimo il soldo fisico, sostituendolo con uno virtuale, il suo abbinamento a tecnologie invasive come quella dell’impianto di chip multifunzione sottopelle per essere identificato al solo passaggio di uno scanner sul proprio corpo, fa certamente venire in mente, ripetiamo, ciò che noi facciamo con gli animali per fini di controllo e di studio. Ma tali tecnologie (per schedare gli individui e per utilizzi economici) applicate agli esseri umani, in mano a qualche uomo potente (economicamente e politicamente) non potranno essere utilizzate in modo sbagliato? Oggi ciò che una persona possiede (economicamente) può anche essere riposto in un cassetto e contato ed accumulato autonomamente; domani ciò sarà virtualmente fatto da macchine che attribuiranno un valore economico allo spazio disponibile nella memoria di un computer, gestito da qualche azienda specializzata. Sarà impossibile poter prelevare dei soldi dalle banche poiché i soldi (e le banche come le concepiamo oggi) non esisteranno.


   A tutto questo scenario, tutt’altro che ‘tangibile’, si aggiunge che non avremo neanche la possibilità di attribuire un valore monetario a una semplice carta magnetica, così come avviene oggi con le carte di credito o i bancomat: queste saranno sostituite da chip impiantati sottopelle che oltre a contenere le informazioni sul nostro conto bancario, conterranno informazioni quali l’identità, la residenza, lo stato sociale di un individuo. Al solo passaggio della nostra persona nei pressi di appositi rilevatori di chip come questi si potrà pagare, comunicare il nostro codice fiscale, far conoscere al medico le malattie avute nell’infanzia e quant’altro si possa immaginare (e si voglia magari tenere riservato). Si capirà bene che tutto ciò non è altro che un’equivalenza fra individuo e ciò che è e che possiede. Dato che il sistema MONDEX è stato brevettato in tutto il mondo (in società con la MasterCard), è stato sottoscritto dalle più grandi aziende mondiali che offrono servizi come la telefonia cellulare (si ricorda che è la stessa Motorola che ha prodotto tale tecnologia), il mondo informatico e le software house, consorzi bancari e tanti altri settori economici.


   C’è il reale rischio che fra breve ogni individuo sarà esattamente ciò che possiede! Ognuno di noi non avrà più la possibilità di gestire materialmente denaro o valori di altro genere ma trasporterà con sé ‘l’informazione di ciò che possiede. Tutto questo gestito da un’oligarchia d’individui che ben conoscono già oggi i vantaggi di una moneta mondiale virtuale, non controllabile se non da chi ne ha i mezzi e le autorizzazioni (queste ultime potranno anche essere negate al singolo individuo che vorrà semplicemente controllare il proprio conto bancario o quanto possiede nel proprio portafoglio virtuale), ben sanno quanto le economie mondiali siano da traino per tutti gli altri settori dell’agire umano (già oggi il consumismo è addirittura alla base delle ricerche scientifiche). Tutto questo vuol dire che un sistema di moneta elettronica sottopelle potrà rappresentare un cavallo di Troia presente in ognuno di noi, una falsa tecnologia che rende più semplici le attività umane ma che, di fatto, renderà schiava la popolazione mondiale che accetterà il compromesso (e annullerà chi non potrà o non vorrà farlo), schiava di un nuovo bisogno creato a tavolino da chi oggi muove le leve del sistema.


   I microchip brevettati e prodotti dalla Motorola per la MONDEX (US. Pat. No. 5,513,272) hanno caratteristiche che per i profani possono sembrare la giusta e prevista evoluzione delle tecnologie in uso già da un decennio per l’identificazione animale. Ma le caratteristiche di tali chip sono ben più peculiari di quanto sembrino. Questi microchip misurano tra i 5 e i 7 millimetri di lunghezza e 0.75 millimetri di larghezza. Il chip consente di contenere fino a 34 miliardi di combinazioni di codici identificativi. Sarà quindi possibile, a dire dalle documentazioni disponibili, memorizzare il nome e il cognome della persona; la foto del suo viso; il numero di sicurezza sociale con codici internazionali inclusi; le impronte digitali; la descrizione fisica; la genealogia della famiglia; l’indirizzo; l’occupazione; l’appartenenza religiosa; la certificazione penale; dati sulla storia medica della persona.


   Al loro interno occupa posto una batteria ricaricabile agli ioni di litio (si ricaricherebbe grazie alle minime fluttuazioni di temperatura del corpo umano) e un minuscolo trasmettitore radio in grado di colloquiare con i 66 satelliti in orbita bassa per determinare in ogni momento la posizione dell’individuo con un errore massimo di un metro. Proprio per il principio di ricarica della batteria utilizzata, si sono spesi più di un milione e mezzo di dollari per la ricerca del posto del corpo umano dove la temperatura varia più velocemente. I siti migliori sono risultati la fronte, alla radice dei capelli, e sul dorso della mano destra.

UTILIZZO DELLE TECNOLOGIE


   A questo punto sono plausibili i dubbi sulle reali finalità di tali sistemi applicati sugli esseri umani, sulla loro reale utilità confrontata con i relativi svantaggi che potranno procurare, sulle normali proteste di violazione della privacy che naturalmente scaturiranno. Se quindi si considerano anche le caratteristiche peculiari degli impianti dei “presunti” alieni, non si potranno che fare le seguenti considerazioni:


1° I rapimenti alieni non esistono: non sono gli alieni che rapiscono gli umani ma organismi occulti che tentano di sperimentare, senza il consenso delle cavie, mezzi e metodi di controllo di massa grazie agli impianti per riconoscimento e rilevamento geografico;
2° Le tecnologie come quella alla base del sistema MONDEX e simili sono la ricaduta tecnologica dello studio da parte di organismi governativi occulti;

TECNOLOGIE PER UNA GUERRA TOTALE

   Nel 2001 uscì un libro dal titolo indicativo Guerra senza limiti, Libreria editrice goriziana, gli autori Qiao Liang e Wang Xiangsui, sono due colonnelli cinesi dell’Aeronautica Militare Cinese che hanno svolto incarichi come Commissari politici o presso i Dipartimenti politici dei comandi superiori come addetti alla morale, disciplina, supervisione dei Comandanti e delle attività di propaganda.

   In questo libro c’è la codificazione delle nuove regole dell’arte militare.

   Nei nuovi conflitti dove le finalità non sono mai esplicite si tratta di combattere la guerra adatta alle armi di cui si dispone e costruire le armi adatte alla guerra.[175]

Secondo la tesi di questo libro spazio convenzionale e spazio tecnologico s’intersecherà. Che il soldato digitale assumerà il ruolo che prima apparteneva al guerriero “sangue e ferro” sostituito o affiancato dal pirata informatico che può creare danni immensi con intrusioni nelle reti di difesa, bancarie o finanziare.

    Un esempio di quello che può essere un potenziale conflitto sul terreno dell’informatica è stato l’interruzione delle comunicazioni internet che ci fu il 30.01.08,[176]  quando gran parte dell’Asia, dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente. La causa ufficiale è che erano stati spezzati tre, forse quattro cavi sottomarini.

   Secondo la CNN: “Egitto, Arabia Saudita, Qatar, gli Emirati, Bahrein, Pakistan e India stanno subendo danni economici perché molti affari avvengono via web”.

Aggiunge sempre la CNN: “Alcune nazioni sono state risparmiate dal caos: Israele – che usa una sua differente via di traffico – il Libano e l’Iraq”.

   Ovviamente anche le comunicazioni voce e TV furono in pratica paralizzate nell’area che abbraccia due continenti ed ha come epicentro il Golfo Persico.

   L’India e in altri paesi per cui internet è la spina dorsale della nuova economica hanno compiuto enormi sforzi per riconvogliare il traffico sui cavi del Pacifico, oppure su satellite.

   Uno dei paesi più colpiti è l’Iran, gli esenti (guarda caso) sono Israele, il Libano e l’Iraq occupato. Le ipotesi possono essere una prova di attacco, uno strumento di pressione per una guerra economica, oppure una prova generale di paralisi di Internet a livello globale, poiché la rete ha dato troppi dispiaceri alle versioni ufficiali.

   Poi ci sono le guerre commerciali fatte da sanzioni, status della nazione maggiormente favorita. Le guerre finanziarie fatte per piegare l’economia di un altro paese. L’uso del terrorismo sia quello tradizionale fatto di attentati, assassini ma soprattutto per ottenere il massimo terrore far credere nell’utilizzo di armi biochimiche o nucleari e utilizzando la tecnologia dei media e della rete (questi ultimi sistemi utilizzati dalla Falange armata in Italia).

   L’elenco potrebbe continuare poiché in alternativa alla guerra convenzionale o alle guerre sopracitate (o accanto a esse) ci sono: la guerra ecologica fatta per influenzare lo stato naturale dei fiumi, dei mari, dei ghiacci polari; la guerra psicologica fatta di controiformazione/disinformazione; la guerra degli standard tecnologici che la si combatte creando monopoli, fissando standard; la guerra di contrabbando, la guerra la guerra dei mezzi d’informazione e in rete; la guerra di aiuti economici che la si combatte concedendo apertamente favori e cercando di controllare le cose in segreto; la guerra culturale che la si combatte cercando di orientare le tendenze culturali per assorbire quanti hanno punti di vista diversi e la guerra del diritto commerciale dove si attende la prima occasione per creare regolamenti.

   In sostanza la guerra non consisterà più solamente nell’utilizzo di mezzi che coinvolgono la forza degli armamenti per costringere il nemico ad accettare la propria volontà ma consisterà nell’usare tutti i mezzi possibili per obbligare il nemico a servire i propri interessi.

   Da tempo la tendenza per arrivare alla vittoria nelle guerre attuali (e future) è la combinazione dei metodi operativi che si usano e che possono variare a secondo degli scopi che si vogliono raggiungere. I metodi da combinare possono essere militari, trans-militari (guerra diplomatica, guerra di network, guerra di intelligence, guerra psicologica, guerra tattica, guerra di contrabbando, guerra di droga, guerra di droga, guerra virtuale di deterrenza), oppure non militari (guerra finanziaria, guerra commerciale, guerra di risorse, guerra di aiuto economico, guerra di sanzioni, guerra mediatica, guerra ideologica).

  Ad esempio, la cosiddetta “guerra al terrorismo” lanciata da Bush dopo l’11 settembre è una combinazione di guerra d’intelligence + guerra finanziaria + guerra di network + guerra ideologica + altri tipi di conflitti. I conflitti contemporanei sono dei grandi contenitori e la vittoria è che tutto ciò che si può mettere in questo contenitore.

CONSIDERAZIONI FINALI

   Se le guerre contemporanee sono dei grandi contenitori, non ci si deve meravigliare, che anche la mente sia diventata un terreno di guerra, tanto che nel 1984 uscì un libro Mind Wars (Guerre Mentali, 1984) del corrispondente dal Pentagono Ronald M. McRae. Tutto ciò potrebbe apparire un frutto di uno scrittore di fantascienza, ma in una lettera scritta l’19.11.1976 da Robert L. Gilliat[177]

(Assistente Generale e Consigliere per la Salute, le Potenzialità Umane e gli Affari Pubblici del Dipartimento della Difesa U.S.A.) e pubblicata nel libro di Paul Brodeur The Zapping of America, conferma l’esistenza di una macchina in grado di leggere il pensiero: “Come dichiarato nella mia precedente lettera del 12 novembre 1976, le informazioni che ho ricevuto dall’Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata sostengono che la macchina in questione esiste”.

  Che il mettere in giro notizie riguardanti alieni, sia in realtà un sistema di disinformazione per coprire armi top secret.

  C’è da disperarsi? Assolutamente no, noi abbiamo un retroterra formidabile che sono la classe operaia e le masse popolari, che quando è convinte danno il meglio di se stessi.

   “Non dobbiamo assolutamente perdere un’altra mossa di fronte al nemico, dobbiamo sfruttare a fondo questa mossa, la mossa, la mobilitazione politica, per trarne vantaggio.

   Questa mossa è cruciale; è, infatti, di primaria importanza mentre la nostra inferiorità in armi e in altre cose è solo secondaria. La mobilitazione del vasto mare nel quale annegherà il nemico, creerà le condizioni che suppliranno alla nostra inferiorità in armi e in altre cose, e creerà i requisiti per superare ogni difficoltà. Per conquistare la vittoria, dobbiamo perseverare nella guerra di resistenza, nel fronte unito e nella guerra di lunga durata. Ma tutto questo è inseparabile dalla mobilitazione della popolazione. Desiderare la vittoria è trascurare la mobilitazione politica è come “desiderare di andare a nord dirigendo il carro a sud”, e il risultato sarebbe inevitabilmente quello di essere privati della vittoria.

   Che cosa è la mobilitazione politica? Primo, significa dire al popolo ed all’esercito quale è lo scopo politico della guerra. E’ necessario che ogni soldato ed ogni civile capisca perché la guerra deve essere combattuta e quanto la guerra lo riguarda” (Mao Tse-tung, Sulla guerra di lunga durata, maggio 1938).

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[1] Edito dall’American Psychiatric Association, Washington DC, London. Tr.it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Raffaello Cortina, Milano, 2014

[2] Spitzer (2011), Frances (2010; 2010-13; 2012b; 2013), Spitzer & Frances (2011).

[3]OMS 2003, p. 3.

[4] Sonar, termine che nasce come acronimo dell’espressione inglese sound navigation and ranging, è una tecnica che utilizza la propagazione del suono (sott’acqua in genere) per la navigazione, comunicazione o per rilevare la presenza e la posizione di imbarcazioni. Si distinguono sonar attivi e sonar passivi. Il sonar può essere usato come mezzo di localizzazione acustica. Quest’ultima è stata impiegata anche in aria in passato, prima dell’introduzione del radar, e viene tuttora utilizzata per la navigazione dei robot mentre il SODAR (un sonar aereo rivolto dal basso verso l’alto) trova applicazione nelle indagini atmosferiche. Il termine sonar indica anche lo strumento usato per generare e ricevere i segnali acustici. La banda delle frequenze usate dai sistemi sonar va dagli infrasuoni agli ultrasuoni. Lo studio della propagazione del suono sottacqua è noto come acustica subacquea o idroacustica.

[5] Un solitone è un’onda solitaria che si propaga senza deformazione in un mezzo non lineare e dispersivo.

On en trouve dans de nombreux phénomènes physiques de même qu’ils sont la solution de nombreuses

[6] Bernard J. Eastlund(1938-2007). Fisico statunitense. Ha conseguito il Bachelor of Sciencein fisica presso il MIT ed il dottorato di ricerca, sempre in fisica, presso la Columbia University.Nel 1970 gli è stato conferito lo “Special Achievement Certificate” dalla “U. S. Atomic Energy Commission” per l’invenzione della Fusion Torch. Eastlund ha fondato la Eastlund Scientific Enterprises Corporation (ESEC), una piccola azienda a Houston, in Texas, che fornisce servizi di ricerca scientifica, ingegneristica e tecnica. Recentemente è stato coautore di due “papers” relativi alle stelle pulsar, pubblicati su “Astrophysical Journal” ed ha presentato un articolo sui Gamma ray burst..

[7] Rif. Hig Frequency Active Auroral Research Project, HAARP.

[8] Documentario televisivo tedesco, 1998.

[9] Rischierebbe l’internamento psichiatrico.

[10] Ci sono degli studiosi che per anni hanno studiato questo fenomeno sostenendo la tesi che chi sente le voci non è necessariamente un soggetto malato, e anche avere delle allucinazione uditive è del tutto normale (studiosi come Enrico Molinari, Cristina Contini e tanti altri) si potrebbe dire “hanno vinto”, ottenendo così dalla comunità scientifica istituzionale il riconoscimento del principio “Finalmente la scienza il riconoscimento che possono esserci allucinazioni in soggetti normali”, commenta il decano di psicologia clinica italiana a Padova e autore di numerosi testi sull’argomento Alessandro Salvini “Ho speso parte della mia vita a scrivere che le allucinazioni in soggetti normali e accolgo con grande soddisfazione la dichiarazione del professor Mario May  – Mario May, ordinario di psichiatria dell’Università di Napoli e Presidente della Società Mondiale di Psichiatria. Secondo l’Institute for Scientific Information, è lo psichiatra italiano con il maggior numero di citazioni su riviste scientifiche internazionali tra il 1991 e il 1998. Le sue ricerche riguardano soprattutto la caratterizzazione clinica e biologica e il trattamento dei disturbi psicotici e dei disturbi dell’umore –che ammette che l’8-15% della popolazione ha allucinazioni acustiche senza essere psicotico. Per anni sono stati stigmatizzati fenomeni che in molte persone sono naturali e che antropologicamente richiamano alle voci degli antichi padri ebrei r greci, da Platone a Mosè, o anche Jung, che era anche lui uditore di voci per parlare della contemporaneità”.

D. Che cosa significa in sintesi la pubblicazione del professor May?

R. Significa che le allucinazioni uditive, le cosiddette voci, sono presenti, secondo i dati anche oggi la Psichiatria accetta e fornisce (congresso Sopsi 2012) su un range di popolazione[10] che va dall’8 al 15%. Secondo noi i dati sono ancora una volta più alti, riferendosi a persone, che almeno una volta a settimana, sentono una voce”.

D. In che senso questa “scoperta” può essere considerata rivoluzionaria?

R. La psichiatria ha sempre stigmatizzato questi fenomeni, considerandoli sintomo di psicosi. Se è vero che le allucinazioni possono essere presenti nelle psicosi e in molte altre patologie (epilessie, tumori cerebrali, demenza) è altrettanto vero che l’udire le voci, senza avere nessun altro sintomo, non ha rilevanza dal punto di vista patognomico”.

D. Quindi da oggi si considerano soggetti sani anche coloro che sentono le voci..

R. Sì, la psichiatria internazionale oggi, con il nuovo Dsm, che uscirà a maggio nel 2013, non considera più le voci come sintomo di primo rango e le ritiene finalmente insufficienti, da sole, per formulare una diagnosi di psicosi. Dai nostri studi all’Università di Padova abbiamo campionato centinaia di persone, uditrici di voci, non rilevando alcuna traccia di psicosi”.

D.E allora da cosa dipende questa sensazione che non ha un riscontro nella realtà?.

R. L’antropologia ci ha insegnato che l’attitudine ad ascoltare le voci è presente in ognuno di noi. Validi contributi sono stati forniti dallo studioso Julian Jaynes (La mente bicamerale) e da altri grandi autor. La storia, da Mosè a Gesù, a Buddha, ricordando le grandi religioni, sino ai giorni nostri, attraverso Jung o attori famosi come Anthony Hopkins o Penelope Cruz, ci insegna che l’udire le voci è un’esperienza umana”.

D. Scientificamente come si inquadra questo fenomeno?.

R. Di recente la psichiatria, che oggi ha accettato questo assunto, ha iniziato a parlare di una sindrome subclinica che si chiama like experiece, che riguarderebbe il 20% degli adolescenti e l’8% delle persone e che presenta sintomatologie simili alle psicosi che, però, scompaiono nel 75/90% dei casi. Purtroppo, nonostante queste percentuali (e nonostante poche persone gruppo rimanente transitino verso la psicosi) la psichiatria ritenta di patologizzare una situazione che considera, essa stessa, transitoria”.

Vedere http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/svolta-nella-scienza-chi-sente-

[11]Aftergood & Rosemberg, 1994; Bulletin of Atomic Scientist).

[12]Nature, Vol 391, 1998. 

[13] Sessioni Plenarie/Europarlamento, 1999).

[14]Pentagon Preps for War in Space, Noa Shachtman, 20.02.2004.

[15]Space Preservation Act, 2002.

[16] Pattern in psicologia indica una configurazione di stimoli che si presentano a costituire un’unità percettiva. Il significato è quindi simile a quello di Gestalt o forma, ma in quest’ultimo termine è maggiormente messo l’accento sull’aspetto della strutturazione.

[17] Negli anni ’70 gli scienziati avevano scoperto che gli impulsi elettromagnetici consentivano la stimolazione cerebrale attraverso il cranio e altri tessuti, quindi non c’era più il bisogno di impiantare elettrodi nel cervello.

[18]US New and World Report, 2000.

[19] Una realtà programmabile, esiste un progetto di realtà sintetica: due ricercatori, Seth Glodstein e Todd Mowry, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno creato un nuovo materiale composto da microrobot chiamati “atomi claytronici”, da cui “claytronics”, o “catomi” (catoms), in grado di auto-assemblarsi e formare macchine o meccanismi di più larga scala. Il campo è chiamato anche “claytronica” ed è una branca della scienza che studia la “materia programmabile”, nel senso che questi micro-nanorobot potrebbero essere programmati per replicare qualsiasi oggetto, anche un essere umano, ottenendo le informazioni necessarie ad esempio da rappresentazioni virtuali degli originali su internet. Il che aprirebbe la possibilità ad una sorta di teletrasporto virtuale.http://www.ecplanet.com/node/914

[20]Lockheed Martin, 2000.

[21] Un discorso a parte sarebbe da fare sulle proteste operaie e sui tentativi di opporsi alla restaurazione del capitalismo, ci fu un misto di censura e mistificazioni.

[22]I Nuovi cicli produttivi (con la massima flessibilità dei lavoratori) sono tecnologicamente concepiti in modo che per funzionare impongono ai lavoratori stress psicofisici sempre più frequenti. La struttura della vita urbana finalizzata alla vita individuale ne aggrava poi le conseguenze. Neurologi e psichiatri favoriscono la ricerca di soluzioni individuali e artificiali a questi problemi: sedativi, sonniferi e psicofarmaci.

[23] Blakemore, 20013)

[24] Persinger non è uno sconosciuto, è membro di svariate organizzazioni internazionali, ha pubblicato più di 200 articoli scientifici e numerosi libri sul rapporto fra cervello e comportamento

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[25]http://www.segnidalcielo.it/2013/23/armi-psicotrope-e-armi-psicotroniche-mk-ultra-e-mk-delta

[26]http://www.ecplanet.com/node/3605

[27] L’epidemiologia è la disciplina della medicina che si occupa della distribuzione e della frequenza di malattie e di eventi di rilevanza sanitaria della popolazione. Essa collabora con la medicina preventiva e clinica. Si occupa del decorso e delle conseguenze delle malattie. Gli scopi dell’epidemiologia sono: determinare l’origine di una malattia la cui causa è conosciuta, studiare e controllare una malattia la cui causa è sconosciuta o poco nota, acquisire informazioni sull’ecologia e sulla storia naturale della malattia, programmare ed attivare piani di controllo e di monitoraggio della malattia. L’epidemiologia si serve della statistica, basata a sua volta sulla matematica e sulla demografia.

[28]http://www.camillaonline.com/archives/2005/001500print.html

[29] L’etilene (o etene) è il più semplice degli alcheni (Gli alcheni sono idrocarburi -cioè composti organici costituiti solamente da atomi di carbonio e idrogeno– aciclici contenenti esattamente un doppio legameC=C la sua formula chimica è C2H4). A temperatura e pressione ambiente si presenta come un gas incolore, dal lieve odore dolciastro. È estremamente infiammabile. Oltre ad essere un importante prodotto nell’industria chimica (è ad esempio il composto chimico da cui si ottiene il polietilene), è anche un ormone per molte specie vegetali. Un gruppo funzionale corrispondente a un etene privato di un atomo di idrogeno si chiama comunemente vinile e i composti contenenti tale gruppo composti vinilici.

[30] Tyler J., Electromagnetic Spectrum in Low Intensity Conflict, in Low Intensity Conflict and Modern Technology, ed. Lt. Col. J. Dean, USAF, Air University press, Centre For Aerospace Doctrine, Research and Education, Maywell Force base, Alabama, June, 1986.

[31] BBC Radio 4; All in the Mind, 5 marzo 2003.

[32]http://archiviostorico.corriere.it/1996/luglio/25/Cardella_spunta_impero_miliardario_co_8_9607252983.shtml

[33] Costituzione di una Commissione Nazionale di studio in materia di funzioni del Giudice Tutelare e dell’Amministratore di sostegno.

   Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica hanno costituito una Commissione di Studio perché il Paese si doti di uno strumento di legge (Amministratore di sostegno) che serva a sostenere adeguatamente le persone in difficoltà, soprattutto oggi che progressivamente si vanno svuotando gli Ospedali Psichiatrici. L’obiettivo che ci si prefigge è quello da un lato di limitare ai soli casi estremi il ricorso agli istituti dell’inabilitazione e dell’interdizione e dall’altro a far sì che l’attenzione si sposti dalla” roba” alla quotidianità della persona. Responsabili della Commissione sono stati designati i dottori E.LUPO e L. ATTENASIO per P.D. e il dott. AMATO per M.D.

Roma 1997

Comunicato Stampa.

PSICHIATRIA DEMOCRATICA MAGISTRATURA DEMOCRATICA

In relazione al Progetto di Legge relativo alla costituzione dell’Amministratore di sostegno per i cittadini in difficoltà anche temporanea a causa di menomazioni o malattie o a causa dell’età, presentato dal governo lo scorso luglio, Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica ,attraverso i rispettivi Segretari Nazionali dott. Emilio LUPO e Vittorio BORRACCETTI, richiamano l’attenzione del Governo e del Parlamento tutto, acchè sia promossa sul tema una ampia e rapida consultazione di quelle realtà nazionali impegnate a fianco dei meno garantiti.

P.D. ed M.D. auspicano che in tempi brevi il Paese si doti di uno strumento che garantisca diritto di cittadinanza e dignità di vita a quei cittadini cui oggi è concessa la sola interdizione.

LUPO e BORRACCETTI si dicono, infatti, preoccupati dal fatto che, in assenza di disposizioni più adeguate e rispondenti alle necessità del singolo in difficoltà, possa concretizzarsi il pericolo che in talune realtà, nel corso del processo di chiusura dei manicomi si promuovano interdizioni di massa.

Settembre 1997

Invito al Governo ed al Parlamento perché riprenda e si concluda la discussione sui progetti di legge

Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica invitano il Governo ed il Parlamento a voler adoperarsi perché la Commissione giustizia della Camera dei Deputati riavvii la discussione ed il confronto-in Commissione Giustizia- sul testo unificato dei progetti di legge nn.960 e 4040, relativamente alle” Disposizioni in materia di funzioni del Giudice tutelare e dell’Amministratore di sostegno”. Le due Associazioni che nei mesi scorsi hanno trovato nell’ Onorevole Giuliano PISAPIA (allora Presidente della Commissione) un attento e sensibile interlocutore, oggi rinnovano l’invito a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo di pratiche dei diritti, perché il testo della Commissione-con le opportune modifiche ed integrazioni- costituisca l’utile base di una discussione rapida e definitiva.

Napoli, Gennaio 1999

[34] http://www.giornalettismo.com/archives/915489/le-iene-il-forteto-e-il-potere-che-copre-gli-stupri-sui-bambini/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A%20giornalettismocom%20(Giornalettismo)

[35] Reith Lecture, n. 5, 2003.

[36] Freud Sigmund, Art and Literature: The Uncanny, 1919, Penguin, pag.362).

PROGETTO BRAIN INITIATIVE: MAPPARE IL CERVELLO DEGLI ESSERI UMANI

[37] M. Marzocco, Un salvataggio da 23 mila miliardi, neIl Sole 24Ore, 22.03.2009.

[38]http://gnosis.aisi.gov.it/Ggnosis/Rivista29.nsf/servnavig/13

[39] La steganografia è una tecnica che si prefigge di nascondere la comunicazione tra due interlocutori, infatti il termine è composto appunto dalle parole greche στεγανός (coperto) e γραφία (scrittura). Tracce di questa tecnica si hanno già nell’antica Grecia: Erodoto narra l’episodio di Demarato che per avvisare i compatrioti di una possibile invasione persiana scrive su di una tavoletta un messaggio da nascondere, poi copre la tavoletta di cera e sulla cera scrive un messaggio innocuo. Poiché nell’antichità le tavolette di cera erano normalmente usate per scrivere testi provvisori, non destò sospetti. Per una teorizzazione completa di questa tecnica bisogna però attendere il 1499, quando la steganografia viene teorizzata dall’abate Tritemio nell’omonimo libro.

[40] Su questo argomentohttp://www.nature.com/news/2011/110926/full/news.2011.557.html
http://www.theepochtimes.com/n2/science/living-invisible-ink-bacteria-engineered-to-encrypt-messages-62182.htm
http://www.pnas.org/content/early/2011/09/19/1109554108
http://io9.com/5845233/secret-agents-of-the-future-could-use-bacteria-to-send-hidden-messages
http://www.tuftsdaily.com/tufts-team-uses-bacteria-to-send-secret-messages-1.2656049

[41]http://www.nih.gov/news/health/sep2011/od-16.htm

[42]http://www.medicalnewstoday.com/articles/258641.php

[43]http://arep.med.harvard.edu/pdf/Alivisatos_BAM_12.pdf.

[44]Il Calcio Imaging è una tecnica scientifica che di solito è effettuata per mostrare il calcio allo stato di una cellula, di un tessuto.

[45] Sono coloranti in tensione-sensibili, noti anche come coloranti potenziometrici, sono coloranti che cambiano le loro proprietà spettrali in risposta alle variazioni di tensione. Essi sono in grado di fornire misure lineari di attività dei neuroni singoli, grandi popolazioni neuronali o l’attività dei miociti. Molti processi fisiologici sono accompagnati da variazioni del potenziale di membrana cellulare che possono essere rilevati con coloranti sensibili tensione. Le misurazioni possono indicare il sito d’azione potenziale origine e misurazioni di azione potenziale di velocità e la direzione possono essere ottenuti. I coloranti potenziometrici sono utilizzati per monitorare l’attività elettrica all’interno organelli cellulari dove non è possibile inserire un elettrodo, come i mitocondri. Questa tecnologia è particolarmente potente per lo studio dei modelli di attività in preparati multicellulari complessi. Inoltre rende possibile la misurazione delle variazioni spaziali e temporali del potenziale di membrana lungo la superficie di singole cellule.

[46]http://gnosis.aisi.gov.it/Gnosis/Rivista17.nsf/servnavig/17

[47]http://www.nytimes.com/2013/02/18/science/project-secks-to-build-map-of-human-brain.html?pagewantd=all&_r=1&

[48]http://www.thinkaboutitdocs.com/russian-human-genome-projecy-discovers-extraterrestrial-abilities-tamodify-dna-dna-throgh-abiological-internet/

[49]http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/Warwick.shtml

[50]Warwick vorrebbe realizzare la comunicazione telepatica, da attuare attraverso impianti collocati direttamente nel cervello. Lo scienziato ritiene che in questo modo sarà possibile scambiarsi anche informazioni complesse quali immagini e sensazioni.

[51]Bernard J. Eastlund (1918– 2007). Fisico statunitense. Ha conseguito il Bachelor of Science in fisica presso il MIT ed il dottorato di ricerca, sempre in fisica, presso la Columbia University. Nel 1970 gli è stato conferito lo SpecialAchievement Certificate dalla U. S. Atomic Energy Commission per l’invenzione della Fusion Torch. Eastlund ha fondato la Eastlund Scientific Enterprises Corporation (ESEC), una piccola azienda a Houston in Texas, che fornisce servizi di ricerca scientifica, ingegneristica e tecnica.

[52]High Frequency Active Auroral Research Project, HAARP.

[53]La Raytheon Company è un’importante azienda statunitense del settore della difesa. Nata nel 1922, ha assunto l’attuale nome nel 1959. La sede dell’azienda è nel Massachusetts, in passato a Lexington, e in questo periodo a Waltham.

[54]Le frequenze radio pulsate (RFR)sono una metodica di neuromodulazione che eroga una particolare corrente elettrica nelle vicinanze di un nervo che conduce la sensibilità nella zona del dolore per cercare di ridurlo. Più in particolare consistono in una corrente con frequenza di 500 KHz applicata solo per due cicli al secondo, di venti millisecondi ciascuno, che limita la temperatura dell’elettrodo a 40-42°, evitando quindi di raggiungere temperature lesive per il nervo. L’effetto della radiofrequenza pulsata sembrerebbe quello di esporre il tessuto nervoso a un campo elettrico pulsante e di diminuire perciò la sensibilità alla sensazione dolorosa.

[55]Documentario televisivo tedesco, 1998.

[56]Anche attualmente in ambito psichiatrico si è aperto un dibattito in merito all’equazione sentire le voci = malattia mentale http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/svolta-nella-scienza-chi-sente-

[57]Aftergood & Rosenberg, 19914, Bulletin of Atomic Scientist.

[58]Nature, Vol. 391, 1998.

[59]Sessioni Plenarie/Europarlamento,1999.

[60]Pentagon Preps for War in Space, Noa Shachtman, 20.02.2004.

[61]Dana Press,2006

Armi per guerre “non convenzionali”

[62] Il modo di produzione asiatico nasce nelle città-Stato della Mesopotamia e ha il suo massimo sviluppo non solo nei grandi imperi agricoli dell’Asia ma anche in altri continenti (per esempio nell’Egitto dei faraoni o nel Sud America precolombiano), dove, per la necessità di organizzare vastissime opere di irrigazione e in seguito alla formazione di imperi in lunghe campagne di conquista militare, lo Stato si trova ad accentrare l’organizzazione economica dell’intera società. Le terre ed i mezzi di produzione sono proprietà pubblica, l’iniziativa economica privata è assente o pochissimo sviluppata, la produzione artistica e culturale è ricca sebbene diretta in modo dispotico. La casta dominante non si distingue dalla gerarchia politico-religiosa e si attribuisce qualità divine. Società di questo tipo sono piuttosto stabili e si sono mantenute nei continenti extraeuropei per millenni, spesso raggiungendo livelli tecnologici e culturali superiori alle civiltà basate sulla proprietà privata tipiche dell’Europa.

[63] Il modo di produzione antico è basato sulle prime città-Stato di tipo greco-romano. Qui si sviluppa una vasta proprietà privata. Si formano le differenziazioni sociali tra famiglia e famiglia, tra ricchi e poveri, e l’élite al potere, costituita originariamente da capi militari-religiosi, forgia lo Stato per difendere i propri privilegi e si costituisce in classe dominante (aristocrazia). Spesso in questo modo di produzione lo Stato ha istituzioni democratiche (come la agorà greca), derivate in genere dalle strutture assembleari della costituzione gentilizia ma riadattate alla nuova organizzazione sociale con l’esclusione dei non cittadini, ossia stranieri, schiavi ecc.. Religioni di carattere nuovo, generalmente politeiste, si sviluppano in questa fase e diventano strumenti di controllo politico e sociale come valvola di sfogo per la sofferenza della condizione sociale ed economica dei ceti oppressi e come giustificazione ideologica del potere statale.

[64] Vedere Link http://www.elettronicanews.it/articoli/0,1254,40_ART_486,00.html

[65] In fisica, la radiazione elettromagnetica è la forma di energia associata all’interazione elettromagnetica, responsabile della propagazione nello spazio-tempo del campo elettromagnetico sotto forma di onde elettromagnetiche. Si tratta di un fenomeno ondulatorio dato dalla propagazione in fase del campo elettrico e del campo magnetico, oscillanti in piani tra loro ortogonali e ortogonali alla direzione di propagazione. Tale fenomeno è descritto matematicamente come soluzione dell’equazione delle onde, a sua volta ottenuta a partire dalle equazioni di Maxwell secondo la teoria dell’elettrodinamica classica. Pur essendo un fenomeno ondulatorio, la radiazione elettromagnetica ha anche una natura quantizzata che le consente di essere descritta come un flusso di fotoni, che nel vuoto viaggiano alla velocità della luce. Questo fatto fu reso noto dagli studi di fisica moderna dell’inizio del XX secolo, che hanno riconosciuto nel fotone il mediatore associato all’interazione elettromagnetica, secondo il modello standard. La radiazione elettromagnetica può propagarsi nel vuoto, in mezzi poco densi come l’atmosfera, oppure in strutture guidanti come le guide d’onda. Le applicazioni tecnologiche che sfruttano la radiazione elettromagnetica sono svariate. In generale si possono distinguere due macro famiglie applicative: nella prima figurano le onde elettromagnetiche utilizzate per trasportare informazioni (radiocomunicazioni come radio, televisione, telefoni cellulari, satelliti artificiali, radar, radiografie), nella seconda quelle per trasportare energia, come il forno a microonde.

   Gli effetti della radiazione elettromagnetica sugli esseri viventi dipendono principalmente da due fattori:

  1. La frequenza della radiazione, ovvero il tipo.
  2. La modalità di esposizione ovvero l’intensità della radiazione, la durata dell’esposizione, le parti del corpo esposte.

   Per quanto riguarda la frequenza della radiazione si usa distinguere tra:

  1. Radiazioni ionizzanti, di frequenza sufficientemente alta da essere in grado di ionizzare gli atomi della sostanza esposta; possono quindi modificare le strutture molecolari, potendo anche produrre effetti biologici a lungo termine sui viventi interagendo con il DNA cellulare. Essendo le più energetiche sono, a grandi linee, le più pericolose.
  2. Radiazioni non ionizzanti; si designano come non ionizzanti quelle radiazioni elettromagnetiche non in grado di produrre ionizzazione nei materiali ad esse esposti. Un esempio di radiazioni non ionizzanti sono le onde radio. L’energia più bassa le pone, in generale in classi di rischio più basse delle precedenti.

Si ritiene comunemente, vedere in proposito la voce elettrosmog, che le radiazioni non ionizzanti possano avere effetti sui viventi non solo per i loro effetti termici, possedendo effetti interferenti con i segnali biologici o presenta quindi il potenziale mutageno e cancerogeno delle radiazioni ionizzanti, anche se in termini diversi e sicuramente in minor misura. Le radiazioni non ionizzanti come le onde radio, in diversi intervalli di frequenza sono considerate cancerogene e classificate come tali dalla IARC], che nel 2011 ha indicato i campi elettromagnetici a radiofrequenza, tipici dei telefoni cellulari come possibili cause di alcuni tipi di cancro. La conseguenza è stata l’inserimento delle radiofrequenze nella classe 2B, che include gli agenti con possibili effetti carcinogeni. Nel 2012 nel volume 102 Radiofrequency electromagnetic fields, si è poi esposto compiutamente lo stato dell’arte delle indagini relative. Altri agenti non ionizzanti, come campi elettrici e magnetici a estremamente bassa frequenza erano già stati esaminati e pubblicati nel volume 80, classificandosi rispettivamente di classe 3 (impossibilità con gli studi finora svolti di classificazione degli agenti come cancerogeno o non cancerogeno), e di classe 2B. Le radiazioni non ionizzanti, dette NIR dall’acronimo inglese Non Ionizing Radiation, comprendono tutte le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti, dalle ELF fino all’ultravioletto vicino. Per quanto riguarda gli effetti biologici e sanitari, una certezza è data dal fatto che un’onda e.m. trasferisce calore e quindi un effetto dell’interazione di un’onda e.m. con un sistema vivente è che parte dell’energia viene rilasciata, con un aumento della temperatura locale o di tutto il sistema. Per quanto riguarda gli effetti termici, occorre verificare quanto l’organismo umano è in grado di sostenere un rialzo termico. Poiché il principale “scambiatore” di calore presente nel corpo umano è costituito dal sangue, si può pensare che gli organismi meno vascolarizzati costituiscano organi critici per quanto riguarda l’esposizione alle radiazioni e.m., in quanto, se riscaldati dall’esterno non hanno più modo di ridistribuire il calore ricevuto tramite un’idonea circolazione sanguigna. Da questo punto di vista gli organi critici per eccellenza sono il cristallino e le gonadi maschili

[66] Le onde acustiche sono onde meccaniche longitudinali: esse si propagano, a partire dalla sorgente, in tutte le direzioni dello spazio tridimensionale. Le molecole investite dall’onda vibrano lungo il raggio di propagazione e quindi nella stessa direzione di propagazione dell’onda, provocando fasi alternate di compressione (alta densità e pressione) e di rarefazione (bassa densità e pressione) del mezzo. Le onde sonore sono onde acustiche comprese fra 20 Hz e 20 kHz, cioè l’intervallo di frequenze udibili dall’orecchio umano. All’aumentare della frequenza aumenta l’altezza del suono. Onde acustiche di frequenza inferiore a 20 Hz si dicono infrasuoni, onde acustiche di frequenza superiore a 20 kHz si dicono ultrasuoni.

[67] In fisica e chimica, il plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è cioè nulla). In quanto tale, il plasma è considerato come il quarto stato della materia, che si distingue quindi dal solido, il liquido e l’aeriforme, mentre il termine “ionizzato” indica che una frazione significativamente grande di elettroni è stata strappata dai rispettivi atomi. Fu identificato da Sir William Crookes nel 1879 e chiamato “plasma” da Irving Langmuir nel 1928. Le ricerche di Crookes portarono alla realizzazione dei cosiddetti tubi di Crookes, gli antenati dei tubi catodici e delle lampade al neon. Essendo costituito da particelle cariche, i moti complessivi delle particelle del plasma sono in gran parte dovuti alle forze elettriche a lungo raggio che si vengono continuamente a creare, e che a loro volta tendono a mantenere il plasma complessivamente neutro; questo fatto stabilisce una differenza importante rispetto ai gas ordinari, nei quali invece i moti delle particelle sono dovuti a forze che si estendono al massimo per qualche primo vicino. Le cariche elettriche libere fanno sì che il plasma sia un buon conduttore di elettricità, e che risponda fortemente ai campi elettromagnetici. Mentre sulla Terra la presenza del plasma è relativamente rara (fanno eccezione i fulmini e le aurore boreali), nell’Universo costituisce più del 99% della materia conosciuta: si trovano infatti sotto forma di plasma il Sole, le stelle e le nebulose. Va precisato, tuttavia, che la materia conosciuta rappresenta soltanto una piccola percentuale, pari a circa il 5%, dell’intero contenuto di materia ed energia dell’Universo, mentre il restante 95% è costituito dalle cosiddette energia oscura e materia oscura, ovvero forme di energia e materia non rilevabili direttamente mediante le loro emissioni elettromagnetiche. Infine, un altro esempio di plasma è rappresentato dallo strato di gas ionizzato ed estremamente caldo che si forma sullo scudo termico dei veicoli spaziali al rientro nell’atmosfera.

7 Il laser è un dispositivo in grado di emettere un fascio di luce coerente, monocromatica e, con alcune eccezioni, concentrata in un raggio rettilineo estremamente collimato attraverso il processo di emissione stimolata. Inoltre la luminosità (brillanza) delle sorgenti laser è elevatissima a paragone di quella delle sorgenti luminose tradizionali. Queste tre proprietà (coerenza, monocromaticità e alta brillanza) sono alla base del vasto ventaglio di applicazioni che i dispositivi laser hanno avuto e continuano ad avere nei campi più disparati: l’elevatissima brillantezza, data dal concentrare una grande potenza in un’area molto piccola, permette ai laser il taglio, l’incisione e la saldatura di metalli; la monocromaticità e coerenza li rende ottimi strumenti di misura di distanze, spostamenti e velocità anche piccolissimi, dell’ordine del millesimo di millimetro; sempre la monocromaticità li rende adatti a trasportare informazioni nelle fibre ottiche o nello spazio libero anche per lunghe distanze come avviene nelle comunicazioni ottiche

[69] La fluorite, chiamata anche fluorina o spatofluore è un minerale piuttosto comune composto da fluoruro di calcio. È il più importante dei minerali fluorurati.

[70] Il deuterio (simbolo 2H o D) è un isotopo stabile dell’idrogeno il cui nucleo (chiamato deutone o deuterone) è composto da un protone e un neutrone.

[71] La radiazione ultravioletta (UV o raggi ultravioletti o luce ultravioletta) è un intervallo della radiazione elettromagnetica, appartenente allo spettro elettromagnetico, con lunghezza d’onda immediatamente inferiore alla luce visibile dall’occhio umano, e immediatamente superiore a quella dei raggi X. Il nome significa “oltre il violetto” (dal latino ultra, “oltre”), perché il violetto è l’ultimo colore ad alta frequenza visibile dello spettro percepito dall’uomo, cioè quello con la lunghezza d’onda più corta. La luce ultravioletta viene prodotta da una vasta gamma di sorgenti artificiali e naturali tra cui, in primis, il Sole. L ‘UV può essere suddiviso in differenti bande, diversamente definite a seconda dei campi di studio. La suddivisione più immediata è:

  • UV vicino o prossimo (380-200 nm) e UV estremo (200-10 nm).

Qualora si consideri l’effetto dei raggi UV sulla salute umana, la gamma delle lunghezze d’onda UV è in genere suddivisa in:

  • UV-A (400-315 nm), UV-B (315-280 nm) e UV-C (280-100 nm).

   Il Sole emette fotoni in una vasta gamma di frequenze, che coprono quelle della luce ultravioletta in tutte e tre le bande UV-A, UV-B e UV-C, ma a causa dell’assorbimento da parte dell’ozonosfera circa il 99% degli ultravioletti che arrivano sulla superficie terrestre sono UV-A. Infatti quasi il 100% degli UV-C e il 95% degli UV-B è assorbito dall’atmosfera terrestre. L’intensità di queste radiazioni viene espressa in modo semplice e chiaro con l’Indice UV, indice universale della radiazione UV solare, riportata nelle previsioni meteorologiche. Molti animali tra cui molti uccelli e molti insetti, come le api, possono vedere l’ultravioletto vicino, e i fiori hanno spesso colorazioni a loro visibili.

[72] Nikola Tesla (in serbo Никола Тесла) 18561943) è stato un elettrico. È conosciuto per il suo lavoro rivoluzionario e i numerosi contributi nel campo dell’elettromagnetismo tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. I suoi brevetti e il suo lavoro teorico formano la base del moderno sistema elettrico a corrente alternata (CA), compresa la distribuzione elettrica polifase e i motori elettrici a corrente alternata, con i quali ha contribuito alla nascita della seconda rivoluzione industriale. Negli Stati Uniti Tesla fu tra gli scienziati e inventori più famosi, anche nella cultura popolare. Dopo la sua dimostrazione di comunicazione senza fili (radio) nel 1893, e dopo essere stato il vincitore della cosiddetta “guerra delle correnti” insieme a George Westinghouse contro Thomas Alva Edison, fu riconosciuto come uno dei più grandi ingegneri elettrici statunitensi. Molti dei suoi primi studi si rivelarono anticipatori della moderna ingegneria elettrica e diverse sue invenzioni rappresentarono importanti innovazioni tecnologiche. Tesla ha contribuito allo sviluppo di diversi settori delle scienze applicate. I suoi ammiratori contemporanei arrivano al punto da definirlo “l’uomo che inventò il Ventesimo secolo” e “il santo patrono della moderna elettricità” La sua importanza fu anche riconosciuta nella Conférence Générale des Poids et Mesures del 1960, in cui fu intitolata a suo nome l’unità del Sistema Internazionale di misura dell’induzione magnetica (chiamata anche campo magnetico).

   La nascita di Tesla è stata spesso contesa tra le odierne repubbliche di Serbia e di Croazia. Egli era nato a Smiljan, un paese attualmente situato in Croazia, da una famiglia serba. Il padre, Milutin era un prete serbo ortodosso e la madre Georgina-Djuka Mandic era figlia anch’essa di un prete serbo ortodosso, Nikola Mandic (18001863). Georgina era la quarta di otto figli e si prese cura dei fratelli in seguito alla morte precoce della madre (nonna materna di Nikola Tesla), Sofia Mandic (nata Budisavljevic a Gračac in Lika) ed è per questo motivo che non ebbe l’opportunità di istruirsi. Va tenuto infine presente che all’epoca il Regno di Croazia era unificato alla corona del Regno di Ungheria; infatti la sua terra era parte dell’impero austro-ungarico in cui lui è nato e cresciuto

[73] L’aria diventa “ionizzata” quando molecole elettricamente neutre sono scisse in due o più parti con cariche elettriche positive o negative, la cui somma algebrica è di nuovo nulla. La ionizzazione avviene sempre per apporto di energia, naturale o artificiale, in modo che la molecola possa dissociarsi, formando una coppia di ioni di opposta polarità. I fattori legati alla ionizzazione dell’aria sono molto diversi tra loro. I più importanti sono rappresentati dalle onde elettromagnetiche, in tutta la gamma di frequenza, estesa dall’ultravioletto ai raggi gamma. Poi la radiazione cosmica, la radiazione alfa e beta, le scariche elettriche, i grandi incendi, la polverizzazione dell’acqua nelle grandi cascate oppure durante le tempeste oceaniche, ecc. In natura le condizioni ambientali più favorevoli alla ionizzazione sono la radioattività dell’aria, del suolo e la radiazione cosmica.

[74] Il kevlar è una fibra sintetica aramidica inventata nel 1965 dalla DuPont.. La sua caratteristica principale è la grande resistenza meccanica alla trazione, tanto che a parità di peso è 5 volte più resistente dell’acciaio. Il kevlar possiede anche una grande resistenza al calore e alla fiamma. Per le sue caratteristiche di resistenza viene utilizzato come fibra di rinforzo per la costruzione di giubbotti antiproiettile, di attrezzature per gli sport estremi e per componenti usati in aeroplani, imbarcazioni e vetture da competizione.

[75] Molte vittime lamentano questi sintomi. L’uso clandestino e illegale di queste armi è uno dei motivi della scarsa documentazione.

[76] Quante morti ci sono state nei checkpoint in Iraq per mano di soldati USA? Secondo l’Human Rights Watch, organizzazione non governativa per la difesa dei diritti umani con sede negli Stati Uniti, il fallimento delle forze Usa in Iraq nell’attuare le più basilari precauzioni ai checkpoint ha provocato l’inutile morte di molti civili nel corso dei due anni successivi al momento in cui tali inadeguatezze erano state rilevate. L’uccisione, avvenuta il 4 marzo 2005 a un checkpoint di Baghdad, di Nicola Calipari, ufficiale dei servizi segreti italiani, ha evidenziato questo fallimento.

[77] Sarà un caso, ma nell’autostrada A-19 che collega Palermo e Catania si trova la galleria di Tremonzelli, che è il tunnel più lungo dell’autostrada, avviene il fenomeno di blocchi improvvisi di automezzi. Uno delle ipotesi è la presenza di campi elettromagnetici nel campo della galleria.

It is capable of delivering continuous output power in the megawatt range.

[78] Sarebbe il laser di fluoruro di idrogeno che è un laser chimico infrarosso.

[79] In un’intervista Carl Clark – http://posta42a.mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/mailMessagePrint – un ex agente segreto, racconta dell’ampio utilizzo e della tortura attraverso radiazioni ad opera dei servizi segreti. In questa intervista Clark parla dell’utilizzo delle armi a microonde da parte dei reparti speciali.

[80] http://zret.blogspot.com/2007/03il-segnale-da-mosca.html

[81] http://www.comedonchisciote.org/site//modules.php?name=New&file=article%sid=

[82] Voglio precisare che non ritengo che gli ufologi siano tutti delle spie o depistatori, infatti, è proprio da un ufologo e ricercatore c/o l’Istituto di ricerca spaziale austriaco, il prof. Helmut Lamner che viene la denuncia il fenomeno delle MILAB, ovvero dei falsi rapimenti alieni compiuti da militari che conducono piani per un controllo mentale. Non è un caso che molte delle vittime di questi presunti “rapimenti alieni” testimoniano di aver visto i presunti “alieni” che collaborava in attività chirurgiche e diagnostiche con personale in divisa ed inoltre, maschere artificiali afflosciate in caucciù di “alieni grigi” e abbandonate in sale interrate di laboratori medici, dove cavie umane sequestrate erano state condotte. In questi laboratori sono stati condotti esperimenti genetici e alle vittime viene inserito un microchip nel corpo. Per ulteriore informazioni c’è da aggiungere che Enrico Baccarini, consigliere nazionale del CUN (Centro Ufologico nazionale) pubblicò su www.notizieufo.com dell’11/05/02, delle considerazioni che aveva, tra l’altro, già presentate al 10° Simposio Mondiale di S. Marino Sugli Oggetti Volanti Non Identificati e I Fenomeni Connessi intitolato “Abductions, nuove frontiere”. Il lavoro di Baccarini, estremamente preciso e documentato, delinea un’ipotesi già da tempo ventilata da molti ricercatori, secondo la quale buona parte dei cosiddetti rapimenti non sarebbero affatto eventi di tipo intrusivo-invasivo messi in atto da esseri intelligenti non terrestri, ma piuttosto esperimenti attuati da gruppi di elìte dei maggiori servizi segreti Mondiali. Tali sperimentazioni sarebbero finalizzate da un lato a testare nuovi metodi di manipolazione biologica attraverso l’introduzione nell’organismo di microchpis emittenti radiazioni mirate, dall’altro a creare un sistema di localizzazione e controllo globale degli abitanti del pianeta in cui i Chip o “impianti” che dir si voglia, fungerebbero da localizzatori o “cimici”, per usare una frase tipica del gergo spionistico. Questo tipo di operazioni potrebbe essere la continuazione del progetto MK ULTRA.

[83] Giovedì 15 agosto 2013 il National Security Archive (NSA, in italiano Agenzia per la Sicurezza Nazionale) ha sul suo sito un documento della CIA dove per la prima volta il governo americano nomina esplicitamente l’Area 51, la famosa base segreta diventata famosa in tutto il mondo perché, secondo gli ufologi, sarebbero custoditi i corpi di alcuni extraterrestri e le loro navi spaziali. La storia detta da questo documento della CIA è molto più prosaica: per anni nell’Area 51 sono stati testati e messi a punto numerosi progetti aerei segreti, tra cui gli aerei spia che sorvolavano l’Unione Sovietica durante la cosiddetta guerra fredda.

[84] La Defense Intelligence Agency (DIA in acronimo) è uno dei principali produttori e gestori delle informazioni di intelligence negli Stati Uniti d’America. È stata definita nel 1986 quale “agenzia di intelligence” e supporto di combattimento del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti, ma la sua istituzione risale al 1961, a seguito di una decisione del Segretario della difesa Robert S. McNamara, durante la presidenza di John F. Kennedy. Il Dipartimento della difesa creò la DIA con la pubblicazione della Direttiva 5105.21, Defense Intelligence Agency del 1º agosto, in vigore dal 1º ottobre 1961. [La DIA sostituì il Counter Intelligence Corps. Pare che disponga approssimativamente di 11 000 effettivi sparsi nel mondo (di cui il 70% personale civile), ma i dati esatti sono coperti da riservatezza. Le principali sedi operative DIA sono: Il Pentagono, il Defense Intelligence Analysis Center (DIAC), la Bolling Air Force Base in Washington, D.C.3, 38.848; -77.012 l’ Armed Forces Medical Intelligence Center (AFMIC) in Fort Detrick, Maryland, ed il Missile and Space Intelligence Center (MSIC) in Huntsville, Alabama. La DIA è membro dell’United States Intelligence Community, che fa capo al Direttore dell’intelligence nazionale.

[85] Allen H. Frey docente alla Cornell University 1962 pubblica un documento di ricerca sul Journal of Applied Physiology titolo sistema di risposta uditiva dell’uomo all’energia elettromagnetica modulata. Nel suo articolo Frey descrive l’uso di energia elettromagnetica a livelli di potenza media misurata in micro watt per centimetro quadrato di carta. Nel sua ricerca si dice esplicitamente: “La percezione dei suoni diversi può essere indotta in soggetti clinicamente sordi, così come normali, a una distanza da centimetri fino a migliaia di metri dal trasmettitore. Con un trasmettitore di diverse caratteristiche, siamo in grado di indurre la percezione di buffeting (instabilità ad alta frequenza), grave nella testa del soggetto, senza che tale soggetto risenta di vestibolari sintomi apparenti come vertigini o nausea. Cambiando i parametri del trasmettitore, si possono indurre altre “sensazioni”.

[86] http://www.comedonchisciote.org/site//modules.php?name=New&file=article%sid=

[87]                                                                      C.s.

[88]                                                                      C.s.

[89] http://www.altrainformazione.it/wp/nikola-tesla-il-piu-grande-genio-dimenticato-dalla-storia/il-progetto-haarp/

[90] Il sito ufficiale del progetto HAARP: www.haarp.alaska.edu

[91] In altre parole sono stati o organizzazioni che non sono succubi dell’imperialismo USA.

[92] http://www.nogeoingegneria.com/timeline/progetti/dallo-spazio-riusciremo-a-controllare-il-clima-sulla-terra-provocare-alluvioni-e-carestie/

[93] Pierre Saint-Amand, geofisico, aveva studiato il terremoto Tehachapi del 1952 e presentò una relazione? sul terremoto cileno nel 1960. Era il terremoto più forte mai registrato nel mondo (magnitudine 9.5). In seguito studiò anche il terremoto dell’Alaska del 1964.Saint-Amand è stato scienziato della Marina per più di 38 anni. La sua carriera ha incluso un periodo di due anni al Dipartimento di Stato, dove ha contribuito a creare la scuola di specializzazione di? Geologia presso l’Università di Santiago del Cile. Da ricordare che era la fase calda dei test nucleari e Saint-Amand aveva una sua parte attiva come ricercatore. Durante la sua carriera presso la Stazione Navale (NOTS) China Lake presentò brevetti innovativi in ambito di modificazione del clima. Come scienziato ha contribuito a sviluppare il Progetto Popeye, un programma di inseminazione delle piogge come arma di guerra. Il programma prevedeva l’aumento della pioggia durante la stagione dei monsoni nel sud-est asiatico, per ostacolare i soldati nemici. Troviamo il suo nome in vari scenari di quel periodo (e questo potrebbe indicare un filo rosso

[94] Nel 1965 l’India aveva subito un grave siccità. Il monsone si era fatto aspettare. Lo stato del Bihar era stato duramente colpito con una popolazione di oltre 51 milioni di persone. Da diversi anni i ricercatori del NOTS avevano lavorato al perfezionamento delle tecniche di controllo meteo. La carestia del Bihar in India permise a Lyndon B. Johnson di promuovere l’Operazione GOMET – un importante esercizio di modificazione delle condizioni meteo nella regione. La US Air Force, con il permesso dell’India, doveva svolgere una serie di test di inseminazione di nubi monsoniche per aumentare le piogge. Il test si chiamò “Joint U.S. India Precipitation Experiment” e si svolse nell’area di Bihar e Uttar Pradesh. Nonostante una bassa copertura di nubi monsoniche iniziarono nel gennaio 1967. I partecipanti volarono in aeroplani segnati come aerei di commercio e tutti gli occupanti dovettero indossare abiti civili. Nel caso ci fossero state domande da parte dei media era pronto un comunicato stampa di contingenza che spiegava che si trattava di un “sondaggio agro-meteorologico.” Non ci sarebbe stata alcuna pubblicità. Il governo indiano era pienamente responsabile per eventuali rivendicazioni per lesioni personali o danni alla proprietà. Il progetto doveva rimanere segreto. Il governo indiano aveva insistito sul fatto che eventuali commenti su questo progetto erano da collegare all’agricoltura e non a obiettivi militari. Visto che le zone principali erano rimaste senza nuvole, il governo indiano individuò ulteriori aree in Uttar Pradesh, spostando in questo modo le esercitazioni in zone dove le nuvole c’erano. I risultati furono diversificati. Alcune nubi produssero forti piogge, altre invece piogge leggere o moderate. Le grandi nuvole risposero meglio. La squadra GROMET non ha riferito quanta pioggia ha colpito la terra e la misura del successo, anzi il Progetto GROMET stesso non è proprio menzionato nei libri storici di controllo del meteo. La vicenda è stata ricostruita da Ronald E. Doel and Kristine C. Harper dell’Università dello Utah http://www9.georgetown.edu/faculty/khb3/osiris/papers/Doel-Harper.pdf  pdf

[95] http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=39582   

[96] http://geographicalimaginations.com/category/vietnam

[97] L’intera analisi e’ visionabile all’indirizzo http://www.au.af.mil/au/2025

[98] A questo proposito si leggano le analisi di Michel Choussudovsky, www.globlaresaerch.ca 

[99] http://altrarealtà-blogspot.it/2013/11/le-micidiali-armi-di-haarp-e-darpa

[100] Con questo si potrebbe ravvisare qualche forma di collegamento tra progetto HAARP e Progetto Monarch. La programmazione Monarch è in sostanza la continuazione programma del famigerato progetto MK ULTRA, essa è una tecnica di controllo mentale che comprende elementi del Satanic Ritual Abuse (SRA) e del disturbo della personalità multipla (MPD). Si utilizza una combinazione di psicologia neuroscienze e rituali occulti per creare degli schiavi un alter ego che può essere attivato e programmato dai gestori. Gli schiavi della programmazione Monarch vengono utilizzati da varie organizzazioni collegate con le classi dominanti in settori come l’esercito, la schiavitù sessuale e l’industria dell’intrattenimento.

[101] http://digilander.libero.it/SPKoroljov/Confcun.pdf

[102] http://www.altrainformazione.it/2011/01/05/la-moria-di-iccelli-e-pesci-collegata-

[103]                                                        C.s.,

[104] Per quanto riguarda la Gran Bretagna vedere http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.it/2010/10/la-gran-bretagna-fu-esposta-al-contagio.html

[105] http://digilander.libero.it/SPKoroljov/Confcun.pdf

[106] http://www.corriere.it/animali/11_gennaio_03/arkansas-moria-inspiegabile-10000-pesci_0c13ac06-1753-11e0-b956-00144f02aabc.shtml

[107] Nel 2010 un comunicato del Partito Comunista (Maoista) Afgano, pubblicato sul sito Shola Jawid (Fiamma Eterna)(http://www.sholajawid.org/update/index_english.html) organo del partito, l’annuncio che ”Il Partito sta per dare inizio alla guerra popolare in Afghanistan, il cui specifico carattere, nell’attuale congiuntura, è la guerra popolare rivoluzionaria nazionale di resistenza contro gli occupanti imperialisti e il loro regime fantoccio”.

[108] http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

[109] La magnetoidrodinamica o magnetofluidodinamica (anche abbreviata MHD da magnetohydrodynamics), è la disciplina che studia la dinamica dei fluidi elettricamente conduttori. Tra questi si annoverano i plasmi, i metalli liquidi, e l’acqua marina. La parola magnetoidrodinamica deriva da magneto- (riferita al campo magnetico), idro- (riferita all’acqua, ma in questo caso generalizzata a tutti i fluidi) e dinamica (che significa movimento). La disciplina della magnetoidrodinamica fu studiata da Hannes Alfvén, per cui ricevette il premio Nobel nel 1970, e da Jean-Pierre Petit negli anni sessanta. L’insieme di equazioni che descrivono la magnetoidrodinamica è una combinazione delle equazioni di Navier-Stokes, dalla fluidodinamica, e le equazioni di Maxwell, dall’elettromagnetismo. Queste equazioni differenziali devono essere risolte simultaneamente. Questo compito è impossibile da condurre simbolicamente, tranne che nei casi più semplici. Per i problemi più realistici, si cercano soluzioni numeriche tramite l’uso di supercomputer. Poiché la magnetoidrodinamica tratta corpi continui, non può trattare fenomeni cinetici, ad esempio quelli per cui è importante l’esistenza di particelle discrete, o di una distribuzione non termica delle loro velocità. Tuttavia, è possibile una deduzione rigorosa delle equazioni della magnetoidrodinamica a partire dai principi primi, cioè dell’equazione cinetica per un insieme di ioni ed elettroni immersi in un campo magnetico, introducendo poi le ipotesi opportune sulle collisioni fra le particelle, che permettono di passare dai moti microscopici alle variabili fluide macroscopiche: questo problema è stato affrontato in modo rigoroso dal fisico russo Stanislav Braginskij negli anni intorno al 1960. In termini molto semplici, la magnetoidrodinamica richiede che la frequenza di collisioni fra le particelle sia abbastanza elevata da permettere il raggiungimento di una distribuzione di Maxwell per le particelle componenti il fluido o il plasma.

   Il nucleo fluido della Terra e di altri pianeti è ritenuto produrre, tramite meccanismi interpretabili all’interno della magnetoidrodinamica, il campo magnetico terrestre su tempi molto più lunghi del tempo di diffusione resistiva. Questi fenomeni sono noti come dinamo, in analogia alla dinamo in elettrotecnica. Fenomeni simili alla dinamo sono ritenuti essere molto importanti anche per la dinamica soggiacente alla formazione delle aurore.

[110] Un solenoide è una bobina di forma cilindrica formata da una serie di spire circolari molto vicine fra loro e realizzate con un unico filo di materiale conduttore. Il solenoide è uno strumento solitamente usato come induttore per lo studio e le applicazioni dell’elettromagnetismo.

[111] Il numero di Reynolds (Re) è un gruppo adimensionale usato in fluidodinamica, proporzionale al rapporto tra le forze d’inerzia e le forze viscose. Permette di valutare se il flusso di scorrimento di un fluido è in regime laminare (in corrispondenza del quale si hanno valori più bassi del numero di Reynolds) o turbolento (in corrispondenza del quale si hanno valori più elevati del parametro). Tale passaggio tra regime laminare e regime turbolento può essere previsto sfruttando il diagramma di Moody, con il quale può essere calcolato il coefficiente di attrito viscoso a partire dai valori del numero di Reynolds e della scabrezza relativa. Fu concepito dall’autore nel 1883 eseguendo per la prima volta in modo sistematico esperimenti sul flusso all’interno di tubi a sezione circolare trasparente ad asse rettilineo nel quale circolava un flusso a portata costante, nel quale, per mezzo di un ago, veniva iniettato un colorante in modo da evidenziare il regime di flusso.

   Come spiegato in seguito, i valori del numero di Reynolds sono da considerarsi “bassi” o “elevati” relativamente ad uno specifico sistema, in cui siano fissate:

  • La geometria del corpo investito dal flusso;
  • La natura del fluido;
  • Le condizioni operative (temperatura e pressione) alle quali avviene l’esperienza.

   È definito numero di Reynolds critico il valore del numero di Reynolds in corrispondenza del quale si ha il passaggio da regime laminare a regime turbolento.

[112] Per vedere le pagine originali dell’IVTAN, l’Istituto Russo per le Alte Temperature, dove si parla di uno di questi generatori: http://www.ihed.ras.ru/mg/otdel6.htmbhttp://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm

[113] In fisica, in particolare in elettromagnetismo, la legge di Faraday, anche conosciuta come legge dell’induzione elettromagnetica, legge di Faraday-Neumann o legge di Faraday-Henry, è una legge fisica che descrive il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, che si verifica quando il flusso del campo magnetico attraverso la superficie delimitata da un circuito elettrico è variabile nel tempo. La legge impone che nel circuito si generi una forza elettromotrice indotta pari all’opposto della variazione temporale del flusso. Talvolta è detta anche legge di Faraday-Neumann-Lenz, per il fatto che la legge di Lenz è un suo corollario. Il fenomeno dell’Induzione elettromagnetica è stato scoperto e codificato in legge nel 1831 dal fisico inglese Michael Faraday ed è attualmente alla base del funzionamento dei comuni motori elettrici, alternatori, generatori elettrici e trasformatori. Assieme alla legge di Ampère-Maxwell, a essa potenzialmente simmetrica, correla i fenomeni elettrici con quelli magnetici nel caso non stazionario: entrambe sono il punto di forza del passaggio dalle equazioni di Maxwell al campo elettromagnetico.

[114] http://www.parrocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

[115]                                                         C.s.

[116] I sensori passivi, sono quelli che misurano una grandezza elettrica passiva (resistenza, capacità), alimentata da sorgenti esterne di energia.

[117] Il propene o, più comunemente, propilene è un alchene avente tre atomi di carbonio, due dei quali legati con un doppio legame.  A temperatura e pressione ambiente si presenta come un gas incolore e inodore, poco solubile in acqua, estremamente infiammabile; forma con l’aria miscele esplosive. Viene prodotto industrialmente attraverso il cracking di idrocarburi più pesanti e trova principalmente impiego come intermedio nella sintesi di altri composti chimici. Viene usato a volte anche come combustibile. La maggior parte del propene prodotto è usata per produrre il corrispondente polimero, il polipropilene. Tra i prodotti da esso derivabili si annoverano l’acrilonitrile, l’acroleina, l’acido acrilico, l’acetone e il glicole propilenico. Nel 2013 la sonda Cassini è riuscita a rilevare la presenza del propilene nell’atmosfera di Titano, il più grande dei satelliti che orbitano attorno a Saturno.

[118] http://sitoaurora.altevista.org/Impero/Haarp2.htm

[119]                                            C.s.

[120] Le armes sismiques (Le armi sismiche) di Jeane-Pierre Petit.

[121] Ufficialmente le forze USA erano in postazione intorno a Haiti per un’esercitazione militare che simulava un intervento umanitario in Haiti.Defence launches online system to coordinate Haiti relief efforts, di Bob Brewin, Govexec.com, 15 gennaio 2010.

PSICOTRONICA

[122] http://wwpop14.libero.it/cgi-bin/webmail.cig

[123] http://puntoinformatico.it/2070052/PI/New/ua-caccia-psicoscienze-sovietiche.aspx

[124] Il 28 febbraio a Wako, nel Texas, un gruppo di agenti dell’ATF bureau, che sarebbe l’agenzia federale USA proposta al controllo di alcol, tabacco e armi da fuoco, attaccò la comunità religiosa guidata da David Koresh, alla ricerca di armi illegali. Ne seguì un conflitto a fuoco e un assedio che durò 51 giorni, che si concluse con l’uccisione di 4 agenti dell’ATF e di 86 seguaci di Koresh, lui compreso e 24 bambini.

[125] Smirnov, alla domanda da parte dell’FBI sull’efficacia dell’intervento, rispose che le probabilità di successo erano al 70%

[126] Village Voice 8 marzo 1994.

[127] http://209.85.135.104/translate_c?h1=it&sl=en&u=http://www.apfn.org/apfn/smirnov

[128] http://www.carabinieri.it/Internet/Editoria/Rassegna-Arma/2003/4/Informazioni-e-Segnalazioni/01_Rosario_Castello.htm

[129]                                                          C.s.

[130] Il Programma Phoenix era un programma della CIA che aveva lo scopo di cercare ed eliminare gli attivisti Vietcong villaggio per villaggio. Si calcola, con dati approssimativi e sicuramente inferiori alla realtà, che almeno 60.000 persone furono assassinate in conformità a questo programma.

[131] Stonehenge è famosa in tutto il mondo per il suo sito megalitico. Deve il suo nome all’unione di due parole inglesi: stone (pietra) e henge (sospesa), che descrive la particolarità dell’antichissima formazione. La costruzione che si ritiene potrebbe risalire a un periodo che va dal 2800 e il 200 a.C., non è stata ancora chiarita: un sorprendente insieme di megaliti, enormi pietre posizionate come architravi.

   Il sito di Stonehenge era gestito dai Druidi, gli antichi sacerdoti dei Celti, e qui vuole la leggenda che abbia vissuto anche Merlino, il più potente di tutti i maghi.

   Oggi molti esperti sono convinti che Stonehenge sia stato una sorta di computer preistorico che consentiva agli iniziati di effettuare di effettuare complessi calcoli astronomici, grazie ai quali era possibile individuare la posizione delle principali stelle fisse, calcolare la distanza tra il Sole e la Luna o prevedere le date delle eclissi.

   Ci sono recenti teorie che sostengono che il complesso di Stonehenge, come gli altri monumenti megalitici, sarebbe stato realizzato dal popolo della leggendaria Atlantide. Questa civiltà, proveniente dal mitico continente scomparso nell’Oceano, avrebbe avuto le conoscenza e la tecnologia necessarie per realizzare questi splendidi monumenti.

[132] Glastonbury è una collina che molti vogliono fosse una porta di passaggio tra una dimensione e l’altra. A tempi dei Celti, Glastonbury era un’isola, circondata da paludi, considerata il punto di incontro tra il cielo e la Terra, che ricorda le Ziqqura degli antichi Sumeri. Qui, secondo i monaci del luogo, sarebbe seppellito Re Artù.

[133] L’area sacra di Avebury è il luogo per eccellenza dei “cerchi sul grano”, ancor più di Stonehenge. Il cerchio di pietre che racchiude il villaggio, localizzato a ovest di Marlborough, sembrerebbe essere più vecchio addirittura di duemila anni rispetto a Stonehenge.

   Il sito era un tempo formato da un esteso terrapieno circolare di oltre un chilometro e mezzo di circonferenza, da un grande fossato (ora profondo solo la metà di quanto lo era in origine), e da un grande circolo di 98 pietre all’interno del quale se ne trovavano altri due più piccoli, di 30 pietre ciascuno.

   Il circolo di pietre di Avebury, alcune delle quali pesanti fino a 40.000 Kg, custodisce un altro luogo misterioso: Silbury Hill, collina di fattura umana alta circa 39 metri. Edificio sacro, costruito secondo una certa abilità ingegneristica circa 4.500 anni fa, nello stesso periodo della piramide egiziana di Saqqara, è formato da sei giganteschi gradini ed è la più grande costruzione preistorica d’Europa.

   Gli studi hanno confermato che la sua costruzione è avvenuta in quattro diverse fasi, l’ultima della quale si sarebbe chiusa circa 90 anni prima della nascita di Cristo. Secondo recentissime indagini realizzate attraverso una strumentazione a raggi X che può vedere sotto terra, sono stati individuati dei resti che indicherebbero che anche gli antichi Romani hanno venerato il luogo.

[134] Davide Fiorani, Cerchi nel Grano un caso aperto, Giunti.

[135] http://www.cieliparalleri.com/documenti000/scenariodirealtàvirtuale.html

[136] http://www.segnalidalcielo.it/2013/12/28/una-task-force-militare-utilizza-

[137] Alfredo Lissoni nel suo libro GLI UFO E LA CIA, MIR edizioni, riporta una lunga serie di ricercatori in ufologia e in difesa spaziale morti in circostanze misteriose.

[138] Voglio precisare che parlando di questo libro, non deve significare che condivido l’impostazione ideologica degli autori.

[139] La guerra che è descritta nel libro è definita assimetrica che consiste nell’uso di diverse tipologie di armi. In sostanza: guerra militare tradizionale contro guerriglia o guerra militare tradizionale contro diversi tipi di guerra. Una lettura più tecnica è quella che rimanda alla metodologia non convenzionale delle guerre, alla loro estensione alla società, alla vita delle masse anche nelle zone non colpite

programma monarch

[140] http://www.tmcrew.org/news/simbionese

[141] http://www.stato.quotidianio.it 

[142] Non è da escludere, che oltre a queste tecniche siano vendute le stesse vittime.

[143] http://www.informarexresistere.fr/2011/06/24/le-istituzioni-

[144] http://www.informarexresistere.ft/3011/06/24/maria-grazia-cutuli

il microchip

[145] http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2015/08/esperimenti-segreti-sulla-popolazione.html

[146] Si riferisce alle lacune della scienza biomedica fino a quel tempo.

[147] Li distingue da soggetti repressi!

[148] http://www.disinformazione.it/impianti2.htm

NSA E IL CONTROLLO PSICHICO

[149]Le EMF sono linee invisibili di forza che si creano sempre quando la corrente viene generata o usata. Le EMF sono prodotte dalle linee elettriche, installazioni elettriche, strumenti e apparati elettrici. La frequenza delle onde elettromagnetiche si misura in hertz (Hertz o ciclo per secondo). La gente è esposta ai campi elettrici e magnetici, però la preoccupazione degli scienziati è rivolta soprattutto ai campi magnetici. In questo foglietto illustrativo si tratterà solamente dei campi magnetici che hanno una frequenza di 60Hz la frequenza estremamente bassa associata agli elettrodotti.

[150]http://posta42b.mailbeta.libero.it/cp/ps/Mail/MailmessagePrint

[151]Lo stadio REM è caratterizzato da un EEG a basso voltaggio con frequenze miste. L’EEG del sonno REM ricorda molto quello dello stadio 1 (Durante lo stadio 1 l’attività alfa diminuisce, il pattern di attivazione scarso, L’EEG è costituito principalmente da onde di basso voltaggio di frequenza mista tra i 3–7 Hz. I movimenti degli occhi sono ancora presenti ma lenti, rotanti e oscillatori – non in opposizione di fase come nella fase REM – l’elettromiogramma mostra una attività tonica persistente benché di intensità inferiore rispetto alla veglia), se non per le caratteristiche scariche di onde con la caratteristica morfologia a ‘dente di sega’. Compaiono le onde PGO (ponto-genicolo-occipitali), l’attività dell’ippocampo si fa sincronizzata con la comparsa di onde theta. Lo stadio prende il nome dai i movimenti oculari rapidi e per il basso tono dei muscoli mentonieri. Inoltre questa fase è caratteristica per la paralisi dei muscoli (per evitare di mimare i sogni) e perché è quella in cui si verificano prevalentemente i sogni. Il cervello consuma ossigeno e glucosio come se il soggetto fosse sveglio e stesse svolgendo un’attività intellettuale. Se ci si sveglia in questa fase si è perfettamente orientati. Questo stadio è caratterizzato anche da un controllo più impreciso delle funzioni vegetative dell’organismo, infatti la pressione arteriosa aumenta e subisce sbalzi, la frequenza cardiaca aumenta e possono comparire extrasistoli, aumenta la frequenza respiratoria che si fa più irregolare inoltre è in parte compromessa la termoregolazione. Si possono verificare erezione del pene nell’uomo e modificazioni genitali nella donna. Il sonno REM tende a ridursi con l’avanzare dell’età e raggiunge un picco all’età di 1 anno per poi diminuire in favore del sonno non-REM.

CONTROLLO MENTALE, LAVAGGIO DEL CERVELLO, SETTE E MISTIFICAZIONI

[152] Kart Zadel Levin (1890 – 1947) psicologo tedesco, fu uno dei pionieri della psicologia sociale. Professore di filosofia e psicologia all’Università di Berlino dal 1926. Partecipò alla prima fase della scuola di Francoforte, nel 1933 con la presa del potere di Hitler emigrò negli U.S.A.

[153] Hunt Morton, The Story of Psychology, Doubelday, 1993.

[154]                               C.s.

[155]                               C.s.

[156] http://xenu.com-it/txt/segreto.htm

[157] Una delle aziende associate WISE che opera in Italia è l’U-MAN, specializzata in ricerca e selezione del personale. La società non dichiara i suoi legami con Scientology né l’impiego di materiali di Hubbard.

[158] http://xenu.com-it.net/txt/gr_bul.htm

[159] http://www.corriere.it/sette/12_settembre_19/2012-38-pinotti-scinetology-886f1c06-0

[160] Gianni Del Vecchio Stefano Pitrelli, occulto italia, BUR Rizzoli.

[161] Fillaire B., Le sette, Il Saggiatore, Milano 1998.

[162] www.alternativamente.net/documenti/sette/sette2.html

[163] www.alternativamente.net/documenti/sette/sette2.html

[164] Fillaire B., Le sette, Il Saggiatore, Milano 1998, pag. 33.

[165] www.unadfi.org

[166] L’Ordo Templi Orientis (O.T.O.) (Ordine del Tempio d’Oriente) è un’organizzazione internazionale esoterica fondata intorno al 1905 dal noto occultista tedesco Theodor Reuss e da Franz Hartman sulla falsa riga dei livelli massonici e delle capillari confraternite ermetiche che erano presenti in tutta Europa. In origine l’O.T.O. era destinata ad essere modellata e associata, con tre gradi iniziatici successivi, ai sei gradi iniziatici della Massoneria. Tuttavia, sotto la guida di Aleister Crowley l’O.T.O. fu poi riorganizzata intorno alla Legge di Thelema (i cui precetti fondamentali sono “Fai ciò che vuoi sarà tutta la legge” e “Amore è la legge, amore sotto la volontà” promulgata da Crowley già nel 1904, con Il Libro della Legge. Similmente a molte organizzazioni esoteriche, l’O.T.O. è basata su un sistema iniziatico, con una serie di cerimonie che utilizzano un dramma rituale per stabilire legami fraterni e spirituali ed impartire dottrine filosofiche. L’O.T.O. comprende anche la Ecclesia Gnostica Catholica (E.G.C.) che è la ramificazione ecclesiastica dell’Ordine stesso.

[167] Leo Lyon Zagami, Le confessioni di un illuminato, UNO EDITORI.

[168] Molte culture storiche hanno dato a Sirio dei forti significati simbolici, in particolare legati ai cani; in effetti, è spesso chiamata nei Paesi anglosassoni con l’appellativo “Stella del Cane”, ossia la stella più luminosa della costellazione del Cane Maggiore. Spesso appare anche legata al mito di Orione e al suo cane da caccia; gli antichi Greci credevano che le emanazioni di questa stella potessero avere degli effetti deleteri sui cani, rendendoli particolarmente irrequieti durante i caldi giorni dell’estate (i “Giorni del Cane”).   

   L’eccessiva colorazione di questa stella spesso poteva essere messa in relazione con l’avvento di disastri naturali o di periodi particolarmente secchi e, in casi estremi, poteva infondere la rabbia nei cani, che poi veniva trasmessa agli uomini tramite i morsi, mietendo numerose vittime. I Romani chiamavano i giorni dell’inizio estate dies caniculares e la stella Canicula (“piccolo cane”). Nell’astronomia cinese la stella è conosciuta come la “stella del cane celestiale”. I nativi americani associavano Sirio con un canide; alcune indigeni del sud-ovest del Nord America indicavano questa stella come un cane che seguiva delle pecore di montagna, mentre i Piedi Neri la chiamavano “faccia di cane”. I Cherokee appaiavano Sirio ad Antares e le consideravano come due cani da guardia alle estremità di quello che chiamavano “percorso delle anime”. Le tribù del Nebraska facevano invece diverse associazioni, come la “stella-lupo” o la “stella-coyote”. Più a nord, gli Inuitdell’Alaska la chiamavano “Cane della Luna”. Altre culture in diverse parti del mondo associavano invece la stella a un arco e delle frecce. Gli antichi cinesi immaginavano un ampio arco e una freccia lungo il cielo australe, formato dalle attuali costellazioni della Poppa e del Cane Maggiore; la freccia era puntata sul lupo rappresentato da Sirio. Una simile associazione è rappresentata nel tempio di Hathor di Dendera, in Egitto, dove la dea Satet ha disegnato la sua freccia su Hathor (Sirio). Nella tarda cultura persiana la stella era similmente rappresentata come una freccia, ed era nota come Tiri. Nel libro sacro dell’Islam, il Corano, Allah (Dio viene definito il “Signore di Sirio”..Il popolo dei Dogon è un gruppo etnico del Mali, in Africa Occidentale, noto per le loro conoscenze sulla stella Sirio che sarebbero da considerare impossibili senza l’uso di un telescopio. Come riportato nei libri Dio d’acqua. Incontri con Ogotemmêli e Le renard pâle di Marcel Griaule. Questo popolo sarebbe stato al corrente della presenza di una compagna di Sirio (la “stella del fonio”) che orbita attorno ad essa con un periodo di cinquant’anni prima della sua scoperta da parte degli astronomi moderni. Questi affermano inoltre che ci sia pure una terza compagna oltre a Sirio A e Sirio B. Il libro di Robert Temple Il mistero di Sirio, edito nel 1976, accredita loro anche la conoscenza dei quattro satelliti di Giove scoperti da Galileo e degli anelli di Saturno. Tutto ciò è diventato così oggetto di controversie e, talvolta, di speculazioni.

 Secondo un articolo edito nel 1978 sulla rivista Skeptical Enquirer, potrebbe essersi trattato di una contaminazione culturale, o forse proprio per opera degli stessi etnografi.

   Altri invece vedono queste spiegazioni fin troppo semplicistiche, create ad hoc per giustificare un mistero irrisolvibile secondo i dettami della scienza in vigore. È La questione resta dunque ancora aperta.

[169] Come gli umanisti dall’omonimo partito, il movimento politico filo Sai Baba (Il Loto), e il simbolo elettorale damanhuriano Con te per il Paese. Il gruppo buddista giapponese Soka Gakkai trova una precisa sponda politica direttamente in Parlamento, grazie al New Komenito.    

[170] Dati forniti da un fuoriuscito ai giornalisti Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, autori di Occulto italia.

[171] Emblematico è il caso di Tiziana Guidi, attivista grillina, che nelle regionali campane del 2010 s’era candidata col Movimento 5 Stelle. In campagna elettorale non ha fatto mistero del suo “doppio passaporto”: si dichiara umanista e sokiana allo stesso tempo. A titolo di cronaca bisogna dire che la doppia cittadinanza non gli è servita granché, visto che nella sua circoscrizione (Avellino) è riuscita a racimolare solo 378 voti.

[172] Sargant prende sul serio e riteneva valido ciò che riferiva il Times del 15 marzo 1956, quando di “centinaia di migliaia di suicidi” e che “i passanti erano abituati a evitare i marciapiedi sotto i grattacieli perché i suicidi che si gettavano dalle terrazze non cadessero su di loro..”

MILAB MILITARY ARBUCTION – MIND CONTROL

[173] Questo accadeva non certo perché Clinton era più “democratico” degli altri presidenti USA, ma poiché in questo periodo stavano emergendo le notizie sulla sperimentazione nucleare negli U.S.A. sugli esseri umani negli anni ’50 e ’60. Il problema per il governo U.S.A. consisteva nel gestire queste notizie per evitare eventuali effetti devastanti sulla popolazione statunitense. Stavano emergendo notizie agghiaianti, che in parte erano già state rilevate nel libro di Howard, Soldati atomici uscito nel 1981, dove si parlava delle migliaia di soldati militari che negli anni ’50 furono mandati a compiere delle esercitazioni all’ombra delle esercitazioni nucleari.

   Il 4 gennaio 1994 sull’Il Manifesto uscì un articolo su questo argomento dal titolo Cavie umane per la guerra segreta del dott. Stranamore.

[174] Metto tra virgolette paziente, perché in realtà è una cavia.

[175] Nella guerra assimetrica non si va a combattere sul terreno scelto dall’avversario, ma dove esso è più vulnerabile. Questo

[176] Internet failure hits two continents, CNN, 31 gennaio 2008

[177] http://www.ecplanet.com/print.php?id=25641&madre=5

~ di marcos61 su dicembre 5, 2019.

2 Risposte to “CONTROLLO MENTALE E ARMI ELETTRONICHE”

  1. Molto interessante! grazie

  2. Ciao, se una persona sospetta di essere soggetta al controllo mentale e ha sintomi che presentano la sindrome da radiazioni come vibrazioni interne, può rivolgersi alla uoc di fisica medica per un controllo, o in caso alla medicina del lavoro? Si può dimostrare clinicamente di essere soggetti a radiofrequenze come quelle del controllo mentale?

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