MICROCHIP, CONTROLLO MENTALE … PSICHIATRIA E DSM

  I debunker (ovvero i disinformatori) cercano di far passare chiunque parli di controllo mentale come dei pazzi.

    La pseudo-logica utilizzata da questi individui è ovviamente fallace e ridicola, vista la mole di documentazione prodotta in tutto il mondo.

   Diversi scienziati hanno sviluppato diverse ricerche su questo argomento. Nel 1948, Norbert Weiner[1] pubblicò un libro, Cybernetics sulla comunicazione neurologica e le teorie del controllo, già in uso, all’epoca, in piccoli circoli. Yoneji Masuda[2] che fu considerato il “padre della società dell’informazione”, nel 1980 espresse la preoccupazione che la libertà degli individui fosse minacciata dalla tecnologia cibernetica, in sostanza da una tecnologia che è sconosciuta dalla maggior parte delle masse.[3]

   Le previsioni di Masuda potrebbero apparire apocalittiche, frutto della fantasia di un complottista. Ma che dire il fatto siamo arrivati che si è sviluppato una tecnologia che può collegare il cervello delle persone ai satelliti mediante microchip impiantati, controllati tramite supercomputers situati in basi situati in zone sconosciute?

   I primi impianti cerebrali furono inseriti chirurgicamente all’inizio degli anni ‘70, risultano negli USA e anche in Svezia.[4]

   Elettrodi cerebrali furono inseriti nei crani di bambini, nel 1946 senza che i genitori ne fossero a conoscenza.[5] Negli anni ’50 e ’60, impianti elettrici furono inseriti nel cervello di animali e umani, soprattutto negli USA, durante le ricerche sulla modificazione del comportamento, e sul funzionamento del cervello e del corpo. Metodi di controllo mentale furono usati nel tentativo di cambiare il comportamento umano e i suoi atteggiamenti. Influenzare il funzionamento del cervello divenne un obiettivo da parte dei servizi segreti e dai militari.

   Trent’anni fa gli impianti cerebrali misuravano ai raggi X almeno 1 cm. Gli impianti successivi si rimpicciolirono fino ad essere grandi come un chicco di riso. Erano infatti di silicio e quelli successivi di arsenioferrite. Oggi sono abbastanza piccoli e anche per via endovenosa in diverse parti del corpo, durante operazioni chirurgiche con o senza il consenso del soggetto. Attualmente è diventato difficile rintracciarli e rimuoverli.[6]

   Come si diceva prima, in Svezia, il Primo Ministro Olof Palme, diede il permesso, all’inizio degli anni ‘70, di inserire impianti nei detenuti, e l’accertamento dei dati dell’ ex direttore generale Jan Freese, rivelò che a pazienti di case di riposo erano stati messi degli impianti alla metà degli anni ’80. La tecnologia fu rivelata nel rapporto statale svedese del 1972/74 Statens Officiella Utradninger (SOU).

   Gli esseri umani con impianti possono essere seguiti ovunque. Le funzioni cerebrali possono essere monitorate a distanza dai supercomputers e persino alterate mediante il cambiamento delle frequenze.    Cavie di esperimenti segreti sono stati rilevati tra i detenuti, i soldati, le persone considerate dalla psichiatria “malati di mente”, i bambini portatori di handicap, audiolesi e ciechi, omosessuali, donne single, anziani, scolari e qualsiasi gruppo di persone considerato “marginale” dalle élites di sperimentatori. Le esperienze pubblicate, dei detenuti della prigione statale dello Utah,[7] ad esempio, sono shockanti.

   Gli attuali microchips agiscono mediante onde radio a bassa frequenza che li rendono rintracciabili. Con l’aiuto dei satelliti, le persone con gli impianti possono essere rintracciate ovunque nel globo. Questa tecnica fu tra quelle testate nella guerra in Iraq, secondo il Dr. Carl Sanders, che ha inventato l’interfaccia biotico (IMI- Intelligence-manned interface), che viene iniettato alle persone. (Già durante la Guerra in Vietnam, ai soldati veniva iniettato il Rambo Chip,[8] ideato per aumentare il flusso di adrenalina nel sangue.)

   I supercomputers da 20 bilioni di bit al secondo, alla US National Security Agency (NSA), possono adesso “vedere e sentire” qualsiasi esperienza dei soldati nel campo di battaglia, con un sistema di monitoraggio a distanza (RMS). Quando un microchip di 5 micromillimetri (il diametro di un capello è di 50 micromillimetri) è piazzato nel nervo ottico, manda neuroimpulsi dal cervello che inducono le esperienze, gli odori, le visioni e voci della persona con l’impianto. Una volta trasferiti e depositati in un computer, questi neuroimpulsi possono essere rispediti al cervello della persona tramite il microchip perché li riviva. Usando un RMS, un operatore di computers a terra può mandare messaggi elettromagnetici (codificati in forma di segnali) al sistema nervoso, simulando una determinata prestazione. Con l’RMS si può indurre persone sane ad avere allucinazioni o a sentire voci nella propria testa.

   Ogni pensiero, reazione, cosa udita dei percorsi neurologici nel cervello e il suo campo elettromagnetico, che adesso possono essere decodificati in pensieri, immagini e voci.


   Stimolazioni elettromagnetiche possono, d’altra parte, cambiare le onde cerebrali di una persona e simulare attività muscolare, causando dolorosi crampi vissuti come una tortura.

  Il sistema elettronico di sorveglianza dell’ NSA può simultaneamente seguire e gestire milioni di persone. Ognuno di noi ha una unica frequenza di risonanza bioelettrica nel cervello, proprio come abbiamo impronte digitali uniche. Con stimoli cerebrali completamente decodificati dalle frequenze elettromagnetiche (EMF), segnali elettromagnetici pulsanti possono essere inviati al cervello creando la voce desiderata ed effetti visivi, perché vengano percepito dal soggetto prescelto. Tutto ciò è una forma di guerra elettronica.

   Nel maggio 1996 il Washington Post ha riportato  la notizia  che al principe William di Gran Bretagna venne inserito un impianto all’età di 12 anni.[9] In questo modo, se fosse stato rapito, un’onda radio con determinate frequenze avrebbe potuto essere puntata verso il microchip. Il segnale del microchip sarebbe stato rintracciato tramite un satellite collegato allo schermo del computer del quartier generali della polizia, dove gli spostamenti del principe avrebbero potuto essere seguiti. Avrebbe potuto trovarsi ovunque nel globo.

   I mass media non si sono occupati del fatto che la privacy di una persona con un impianto scompare per il resto della sua vita. La persona può essere manipolata in molti modi. Usando frequenze diverse, il controllore segreto di queste attrezzature può addirittura modificare la vita emotiva di una persona. La si può rendere aggressiva o letargica. La sessualità può venire influenzata artificialmente. I segnali del pensiero e le riflessioni del subconscio possono essere letti, i sogni influenzati e persino indotti, tutto senza che la persona con l’impianto lo sappia o acconsenta.

   In questo modo potrebbe essere creato un perfetto cyber soldato. Questa tecnologia segreta è stata usata dai militari in certi paesi NATO sin dagli anni ’80, senza che la popolazione avesse mai sentito parlare. Di conseguenza, poche informazioni riguardo sistemi così invasivi di controllo mentale sono reperibili in riviste professionali o accademiche.

  ll gruppo Signals Intelligence dell’NSA, può monitorare a distanza informazioni del cervello umano decodificando i potenziali provocati (3,50HZ, 5 milliwatt), emessi dal cervello. Detenuti sottoposti ad esperimenti in Svezia e in Austria, hanno scoperto di avere evidenti lesioni cerebrali. Ridotta circolazione sanguigna e mancanza di ossigeno nel lobo temporale destro risultano là dove impianti cerebrali erano di solito attivi. Un soggetto di nazionalità finlandese, sottoposto ad esperimenti, ebbe atrofia cerebrale e saltuaria perdita dei sensi, dovuti alla mancanza di ossigeno. Tecniche di controllo mentale possono essere usate per scopi politici. L’obiettivo dei manipolatori della mente, oggi, è indurre le persone o i gruppi presi di mira, ad agire contro le loro convinzioni e i loro interessi. Individui zombificati possono persino venire programmati ad uccidere e in seguito non ricordare niente del loro crimine. Esempi allarmanti di questo fenomeno si possono trovare negli Stati Uniti.

   Si sta conducendo questa “guerra silenziosa” contro civili inconsapevoli e soldati, da parte di organismi militari e dei servizi segreti. Sin dal 1980, stimolazioni elettroniche del cervello (ESB) sono state segretamente usate per controllare le persone scelte senza il loro consenso o che ne fossero a conoscenza. Tutti gli accordi internazionali sui diritti umani proibiscono la manipolazione non consensuale degli esseri umani – persino in prigione, per non parlare della popolazione civile.

   Ci sono stati alcuni tentativi (sarebbe meglio dire i pochi preziosi tentativi) da parte delle istituzioni pubbliche di verifica dell’esistenza e della denuncia dei pericoli che coso connessi all’utilizzo di queste tecnologie:

  1. L’ex presidente degli Stati Uniti d’America Clinton, nel 1995, dopo le proteste del Comitato dei sopravvissuti degli esperimenti di controllo mentale su esseri umani ha chiesto pubblicamente scusa al paese ed alle vittime di questi esperimenti, affermando che non se ne sarebbe più fatto uso.
  2. Nel gennaio 1998 è stato tenuto a Parigi un convegno pubblico del Comitato di Bioetica Francese. Il presidente Jeane-Pierre Changeux, un neuroscienziato dell’Istituto Pasteur di Parigi, ha detto ai presenti che i “i progressi dell’immagine cerebrale rappresentano un immenso pericolo per l’invasione della privacy. Sebbene la strumentazione necessaria sia ancora altamente specializzata, diventerà una cosa comune, capace di essere usata a distanza. Questo aprirà la strada della libertà personale, il controllo del comportamento e il lavaggio del cervello. Queste sono lungi dell’essere questioni di fantascienza…”.[10]
  3. Nel gennaio 1999, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione in cui chiede “una convenzione internazionale che introduca una messa a bando a livello globale di tutti gli sviluppi ed impieghi di armi che possano consentire qualunque forma di manipolazione degli esseri umani. È nostra convinzione che questa messa a bando non potrà essere attuata senza la pressione globale sui governi da parte di un pubblico generale informato. Il nostro maggiore obbiettivo è comunicare al pubblico generale la reale minaccia che queste armi rappresentano per i diritti dell’uomo e per la democrazia e fare pressione sui governi e sui parlamenti in tutto il mondo per attuare legislature che proibiscano l’uso di questi dispositivi sia da parte dei governi che delle organizzazioni private, nonché degli individui”.[11]
  4. Nell’ottobre 2001 Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, ha fatto una proposta alla Camera dei Rappresentanti che mirava a bandire l’impiego delle seguenti armi:[12] Armi elettroniche e psicotroniche:

–         Armi ad alta quota ad emissione di onde di bassa frequenza.

–         Armi elettromagnetiche soniche ed ultrasoniche.

–         Armi laser.

–         Armi strategiche ed extra-atmosferiche.

–         Armi chimiche, biologiche e tettoniche.

   Nella versione originale si era chiesta anche la messa al bando delle scie chimiche, e delle tecnologie usate per il controllo mentale.

   Tutte queste denunce sono state fate invano, gli interessi economici e le esigenze di dominio globale da parte dell’imperialismo U.S.A. (come degli altri imperialismi) sono più forti di tutti gli imperativi etici e morali. Per mantenere, consolidare questo dominio (sempre più fragile) sono usati i più disparati sistemi d’arma, tra i quali le armi che si potrebbero benissimo dire invisibili. Invisibili perché questo tipo d’armamenti si sono sviluppati nel più gran segreto. I vari governi che adoperano questo tipo di armamenti usano le loro popolazioni come cavie per i vari esperimenti.

   Un esempio tra i tanti: dal 1946 al 1956 negli U.S.A. fu somministrato cibo radioattivo a dei ragazzi che frequentavano la Ferland School istituto per “ritardati mentali” ubicato nel Massachusetts.

   Ma uno dei campi di battaglia dove si sta sviluppando una guerra non dichiarata, è la mente.

   Gli ultimi supercomputers sono sufficientemente potenti da monitorare la popolazione di tutto il mondo. Cosa succederà quando la gente sarà tentata da falsi presupposti, a lasciarsi impiantare microchips nel corpo? Un’esca sarà quella della carta d’identità microchip. Negli Stati Uniti è persino stata proposta segretamente una legislazione obbligatoria che criminalizza la rimozione della carta d’identità impiantata. Siamo pronti per la robotizzazione dell’umanità e la totale eliminazione della privacy, inclusa la libertà di pensiero? Quanti di noi vorrebbero cedere la propria intera vita, inclusi i nostri pensieri più segreti, al Grande Fratello?

   Quando le nostre funzioni cerebrali saranno ormai connesse ai supercomputers, tramite impianti radio e microchips, sarà troppo tardi per protestare. Questa minaccia può essere sconfitta solo istruendo il pubblico usando la letteratura disponibile di biotelemetria e le informazioni scambiate ai congressi internazionali.

   Uno dei motivi per i quali questa tecnologia è rimasta un segreto statale è l’esteso prestigio del Diagnostic Statistical Manual, prodotto dalla American Psychiatric Assoiation (AA) statunitense, e stampato in otto lingue. Psichiatri al servizio dei servizi segreti degli Stati Uniti hanno contribuito senza dubbio alla stesura e correzione di questo manuale. Questa “Bibbia” della psichiatria nasconde lo sviluppo segreto delle tecnologie di controllo mentale, etichettando alcuni dei loro effetti come sintomi di schizzofrenia paranoica.

  Le vittime di controllo mentale sono così definite, automaticamente, come mentalmente malate dai medici che hanno appreso la lista dei “sintomi” DSM nella scuola medica. I medici non sono stati istruiti sul fatto che i pazienti potrebbero dire la verità quando raccontano di essere stati presi contro la loro volontà e usati come cavie per forme elettroniche, chimiche e batteriologiche di guerra psicologica.

   In questo modo la psichiatria svolge il suo ruolo di controllo sociale.

    Nel 1952 l’associazione psichiatrica americana (APA) pubblicò il suo primo Manuale diagnostico e statistico dei disordini mentali (DSM), che conteneva una lista di 112 tipi di disturbi. Nel 1968 il DSMII si conformò alla sezione dei disturbi mentali contenuti nella pubblicazione dell’organizzazione mondiale della sanità: la classificazione internazionale dei disturbi (ICD) che consisteva di 163 disturbi.

   Gli psichiatri americani sono stati coinvolti direttamente con i comitati che hanno stilato l’ICD.

   Nel 1980 fu pubblicata la terza edizione del DSM, al quale furono aggiunti 61 tipi di disturbi, raggiungendo un totale di 224 disturbi mentali.

   Erano avvenuti alcuni interessanti sviluppi. Nella sezione “infanzia, fanciullezza e adolescenza” furono aggiunti 32 nuovi tipi di “disturbi mentali”, tra i quali: disturbo della condotta, disturbo da deficit dell’attenzione, disturbo della lettura, il disturbo del calcolo e il disturbo del linguaggio.

   Nel 1987, nel DSMIIIR, il numero dei disturbi mentali aumentò arrivando a 253.

   Nel 1994 il DSMIV elencava un totale di 374 disturbi mentali

   Da osservare: nonostante le pretese tecniche, il DSM non è mai entrato nella storia della scienza e, la realtà, non ha mai rappresentato una scoperta scientifica per nessuno degli addetti ai lavori, tranne che per gli psichiatri stessi.

   Il motivo è che la maggior parte dei disturbi che gli psichiatri definiscono mentali è sconosciuta e non esiste alcuna prova organica che ne attesti l’esistenza. In altre parole, nessuno dei disturbi elencati nel DSM è sostenuto da un qualsiasi criterio di osservazione diagnostica oggettiva!

   Quindi: non vi è alcuna prova che uno dei 374 “disturbi mentali psichiatrici” esista del tutto; essi esistono perché la psichiatria dice che esistono.

   Da diversi anni a questa parte, oggi in modo assiduo e martellante, la diffusione di psicofarmaci nei vari ambiti del sociale ha preso piede anche in Italia in un modo talmente rapido e veloce che nessuno ha mai avuto l’opportunità o l’inclinazione a chiedersi come mai hanno assunto un ruolo così importante nella vita quotidiana degli individui.

   Gli psicofarmaci sono usati intensamente nelle scuole, nelle case di riposo, nei centri di riabilitazione dalle droghe, nelle carceri, nei centri di permanenza temporanea per immigrati/e, e molte persone ricorrono ad essi anche per “aiutarsi” a controllare il peso, per i problemi in matematica e di concentrazione, per la mancanza di autostima, per l’ansia e per i piccoli o grandi dispiaceri di tutti i giorni. Insomma, gli psicofarmaci sono divenuti la panacea per le pressioni, oppressioni e stress della vita moderna.

   Tuttavia, benché siano legali e sponsorizzati costantemente dai medici, psichiatri e neurologi, che li definiscono medicine”, sono molto doversi dai farmaci usati solitamente per la cura delle malattie organiche. Essi sono dei farmaci che alterano la mente e l’umore; ciò significa che sono in grado di cambiare non solo il modo di pensare, di sentire e di agire di una persona, ma anche di alterare quello che una persona vede. Per quanto allucinante possa essere farmacologizzare la vita degli individui, riteniamo che a nessuno debba essere negata la possibilità di scegliere l’assunzione degli psicofarmaci per sé stesso, ma in tale scelta bisogna comunque avere chiaro che questi non curano, reprimono solo i sintomi fornendo altresì una temporanea fuga dalla fonte dei problemi.

   La maggior parte di questi possono avere degli effetti collaterali talmente gravi da incidere in tutto il corpo e soprattutto sul sistema nervoso, provocando una immediata dipendenza.

   La psichiatria, con una lista di diagnosi dagli altisonanti termini scientifici, privi realmente di significato, affianca ad un prontuario di farmaci psicotropi che causano numerosi effetti collaterali e sintomi d’astinenza, convince gli individui che diagnosi e droghe siano la risposta autorevole per qualsiasi problema, grande o piccolo che sia.

   Insomma, ogni motivazione individuale o sociale è ridotta ad un “problema” di salute mentale.

   La “medicina” sperimenta accanitamente sulla vita di bambini, adulti, anziani ed animali, obbedendo ad ordini di controllo e di tortura inerente ad un vasto progetto di morte sociale di cui la psichiatria è una delle pratiche più diffuse.

   L’unica metodologia di comprensione adottata dalla psichiatria è l’utilizzo della forza e della violenza in cui la punizione è la sola terapia efficace per imporre le proprie menzogne spacciandole per verità e renderle così, assolute ed incontestabili.

.


[1] Norbert Weiner (1894 – 1964). Matematico e statistico USA. Famoso per le ricerche nel calcolo delle probabilità è riconosciuto come uno dei padri della Cibernetica moderna.

[2] Yoneji Masuda (1905 – 19959. sociologo giapponese le cui prime idee sull’informazione e sulla comunicazione lo hanno aiutato a diventare noto come “il padre della società dell’informazione”.

[3] https://translate.google.com/translate?hl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Yoneji_Masuda&prev=search

[4] http://associazionelavestenera.altervista.org/impianti-cerebrali.html  http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/d07-8-9.htm

   Nel 1985 il presidente Olof Palme (poi ucciso “misteriosamente”) aveva autorizzato gli esperimenti di controllo mentale nelle carceri della Svezia (e servizi fotografici pur accurati, sulla vita nelle carceri svedesi, del Venerdì di Repubblica, nel 1988, non ne parlavano).

   E nel 1972 e 1974, due neo-mengeliani, Buron e Delgado, proponevano al Congresso degli SS.UU.A. l’adozione di strumentazioni sottocutanee di controllo mentale grazie ai progressi della microelettronica, per controllare e “governare” (idea cara, direbbe Paolo, ai “maiali” che hanno il potere di decidere e non decidere, immancabilmente,  in Italia,  da sempre ammanicati al Vaticano) la mente ed i comportamenti (ed infatti la psicologia comportamentista di Skinner ebbe un nuovo ciclo di vitalità a partire dal conflitto degli anni sessanta-settanta in “occidente”) di persone “border line”, “sovversivi”, “criminali”… L’elettroencefalografia, sorta nel 1928, non fu certo assente dalle ricerche di Pavlov (ricerche che con il socialismo non centravano niente), e certo non fu assente nelle “ricerche” di Mengele e dei suoi accoliti criminali, poi sfuggiti in parte, e riassunti dalla CIA, grazie ai servigi di Odessa (organizzazione che aiutò a scappare i criminali delle SS).  La cosiddetta “guerra fredda” fu usata come alibi da parte degli SS.UU.A., dai russi, dai rumeni.

[5] http://scienzamarcia.blogspot.it/2008/11/microchip.html

[6] Sarebbe da sviluppare le ricerche della collaborazione tra ospedali e servizi segreti.

http://dellamancia.blogspot.com/2011/05/intervista-un-ex-agente-dei-servizi.html#!/2011/05/intervista-un-ex-agente-dei-servizi.html

[7] http://associazionelavestenera.altervista.org/impianti-cerebrali.html

[8] https://naturodoc.com/microchip_implants/

[9] http://associazionelavestenera.altervista.org/impianti-cerebrali.html

[10] Nature, Vol 391, 1998.

[11] Sessioni Plenarie/Europarlamento, 1999).

[12] Pentagon Preps for War in Space, Noa Shachtman, 20.02.2004.

~ di marcos61 su ottobre 15, 2019.

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