SUPERIMPERIALISMO, DEMOCRAZIA TOTALITARIA E GUERRA TRA SUPERLOGGE: SOLO COMPLOTTISMO?

 

 

Lenin in polemica con Rosa Luxemburg e Bucharin spiegò che “Monopoli, oligarchia, tendenza al dominio anziché alla libertà, sfruttamento di un numero sempre maggiore di nazioni piccole e deboli per opera di un numero sempre maggiore di nazioni più ricche o potenti; sono le caratteristiche dell’imperialismo, che ne fanno un capitalismo parassitario e putrescente”.[1]

La Borghesia Imperialista, da un lato deruba i popoli coloniali e semicoloniali delle loro risorse cercando di impedire a questi paesi di autodeterminarsi con le rivoluzioni democratiche antimperialiste.

Da un punto di vista militare e politico, a poco a poco, dopo il cosiddetto “crollo del muro di Berlino” sono stati integrati nella NATO, ossia nel sistema di comando dell’imperialismo USA e sionista.

Se a molti potrebbe apparire esagerato mettere alla pari l’imperialismo USA e sionismo, bisogna tenere conto che Israele è un ingranaggio della controrivoluzione mondiale. Questo aspetto assume forme diverse:

1)    Vendita di materiale di guerra o di sorveglianza poliziesca o di spionaggio;

2)    Addestramento di personale addetto alla lotta contro la guerriglia;

3)    Inquadramento di milizie paramilitari nei paesi dove il regime al potere è minacciato da rivolte popolari.

Vediamo alcuni esempi:

1)    Colombia: le competenze israeliane sono state messe al servizio del presidente Uribe per aiutarlo a distruggere le FARC, è ben noto lo sporco compito del colonnello Yair Klein per quanto riguarda vendita di armi e addestramento dei paramilitari colombiani;

2)    Georgia: i consiglieri Israeliani hanno addestrato l’esercito georgiano per l’attacco all’Ossezia del sud e hanno contribuito all’installazione delle basi missilistiche che possono attentare la sicurezza dell’Iran;

3)    Sri Lanka: i consiglieri Israeliani hanno aiutato il governo di Colombo nella lotta di sterminio contro i ribelli Tamil;

4)    USA: la sorveglianza del muro di 3500 Km che separa gli USA dal Messico è assicurata da materiale Israeliano.

Non è la prima volta che Israele si assume il compito di fare il lavoro sporco dell’imperialismo, come ad esempio quello di vendere armi ai controrivoluzionari quando l’imperialismo USA vuole “mantenersi le mani pulite”. Basta ricordare l’Iringate, dove gli intermediari Israeliani fornirono armi all’Iran e con il ricavato di questa intermediazione fornirono armi alla controrivoluzione nicaraguense.

Israele è stato dagli anni ’60 e ’70 un subappaltatore del lavoro sporco degli Stati Uniti. In America Latina, in Africa e in Asia, Israele, prima come Stato e in seguito con le aziende private, svolse questo compito e contemporaneamente fece pure i suoi interessi.

Da tenere conto che c’è un integrazione tra le strategie NATO e quelle israeliane.

Nell’aprile 2001 Israele firma al quartier generale della Nato a Bruxelles l’accordo di sicurezza, impegnandosi a proteggere le informazioni classificate che riceveranno dalla cooperazione militare. Nel giugno 2003 il governo italiano stipula con quello israeliano un memorandum d’intesa per la cooperazione nel settore militare che prevede tra l’altro lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di guerra elettronica.  Nel febbraio 2005 il segretario generale della Nato compie la prima visita ufficiale in Israele, dove incontra le massime autorità militari israeliane per “espandere la cooperazione militare”. Nel marzo dello stesso anno si svolge la prima esercitazione navale congiunta Israele – Nato. In giugno, la marina Israeliana partecipa a un’esercitazione Nato del Golfo di Taranto. In luglio le truppe israeliane partecipano a un’esercitazione Nato “antiterrorismo” che si svolge in Ucraina. Nell’ottobre del 2006, Nato e Israele concludono un accordo che stabilisce una più stretta collaborazione israeliana al programma Nato “Dialogo mediterraneo”, il cui scopo è “contribuire alla sicurezza e stabilità della regione”. In tale quadro “Nato e Israele si accordano sulle modalità del contributo israeliano all’operazione marittima Nato Active Endeavour”. Israele è così premiato dalla Nato per l’attacco e l’invasione del Libano. Le forze navali Israeliane, che insieme con quelle aeree e terrestri hanno appena martellato il Libano con migliaia di tonnellate di bombe facendo stragi di civili, sono integrate nelle operazioni Nato che dovrebbe combattere il “combattere il terrorismo nel Mediterraneo “.

Il 2 dicembre 2008, circa tre settimane prima del criminale attacco a Gaza, la Nato ratifica il “programma di cooperazione individuale” con Israele. Esso comprende “controterrorismo”, tra cui scambio d’informazioni tra i servizi segreti; connessione di Israele al sistema elettronico Nato; cooperazione nel settore degli armamenti, aumento delle esercitazioni militari congiunte Nato – Israele; allargamento della cooperazione nella lotta contro la proliferazione nucleare (tutto da ridere, perché Israele è l’unica potenza nucleare della regione, non solo, ha rifiutato di firmare qualsiasi trattato di non proliferazione).

L’11 gennaio 2009, due settimane circa dopo l’attacco delle forze militari a Gaza con il relativo massacro della popolazione civile, il segretario generale della Nato si reca in visita ufficiale in Israele nell’ambito del “Dialogo mediterraneo” (l’umorismo è molto diffuso negli alti vertici militari). Nel suo discorso afferma che “Hamas, con i suoi continui attacchi di razzi contro Israele, si è addossato la responsabilità delle tremende sofferenze del popolo che dice di rappresentare”.

Nell’ambito della cooperazione Nato – Israele, l’Italia è centrale.

La cooperazione militare Italia – Israele è stabilito dalla legge n. 94 del 17 maggio 2005. La cooperazione tra i ministeri della difesa e le forze armate dei due paesi riguarda l’importazione, l’esportazione e il transito di materiali militari, l’organizzazione delle forze armate, la formazione/addestramento. Sono previste a tale scopo riunioni dei ministri della difesa e dei comandanti in capo dei due paesi, scambio di esperienze fra gli esperti, organizzazione delle attività di addestramento e delle esercitazioni. In tale quadro, quando nel marzo 2005, ci fu la prima esercitazione congiunta Nato – Israele nel Mar Rosso, a guidare la flotta era la marina italiana. Chissà se in quell’occasione si esercitarono ad assaltare anche le navi disarmate dei pacifisti.

E in questo quadro di rafforzamento imperialista nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, a Sigonella, il 20 gennaio 2009 quando tutti gli occhi dei media sono puntati all’inauguration day di Obama, s’inaugura il sistema Nato Ags. Questo sistema, spiega il comunicato ufficiale servirà a sorvegliare non il territorio Nato, ma il “terreno”, fornendo importanti funzioni “prima e durante le operazioni Nato” in altri paesi. Esso sarà “uno strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di risposta della Nato (Nrf)”: poiché deve fornire il quadro dettagliato del territorio da occupare, permettendo anche di “individuare e prendere di mira veicoli in movimento”. Ciò sarà reso possibile da vari tipi di piattaforme aeree e stazioni di controllo terrestri. Si tratta del più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, finalizzato non alla difesa del territorio della Nato, ma potenziamento della sua capacità offensiva “fuori aerea”, soprattutto quella mediorientale.

Tutto ciò ha origine dal fatto che dalla prima guerra del Golfo del 1991, si è sviluppata la tendenza alla guerra imperialista contro i popoli oppressi del sud del mondo. Approfittando del vantaggio determinato dal crollo del revisionismo dell’Est e di fronte alle prime avanguardie dell’offensiva strategica della Rivoluzione Proletaria Mondiale (Perù, Filippine ecc.) l’imperialismo scatena un’offensiva controrivoluzionaria generale. Quest’offensiva controrivoluzionaria generale non nega la tendenza alla rivoluzione e all’accentuarsi della lotta di classe a livello internazionale, ma cerca di contrastare queste tendenze e di prevenire l’ampliamento.

Su Israele sarebbe bene fare dei ragionamenti. Essa non è certamente il cuore del sistema capitalista, ma svolge la funzione di laboratorio, dove si sperimentano soluzioni politiche e militari estreme e dove come si diceva prima si compie quello sporco lavoro che gli Stati Uniti e le altre potenze occidentali preferiscono delegare.

Ha pure il compito di sperimentare nuove armi su palestinesi e libanesi, senza che l’indignazione e il discredito ricada direttamente su chi queste armi le producono, soprattutto gli Stati Uniti, ma anche Francia, Inghilterra e Italia.

Tra il 2006 e il 2009 le forze armate israeliane hanno utilizzato armi sperimentali nelle operazioni militari all’interno della Striscia di Gaza.

L’ha rivelato una ricerca condotta dall’Università Sapienza di Roma, dall’Università Chalmer in Svezia e dall’ateneo di Beirut e coordinata dal New Weapons Research Group (Nwrg). Le lesioni prese in considerazione dagli esperti sono state quelle che hanno causato carbonizzazione, bruciature superficiali, bruciature al fosforo bianco e amputazioni. L’analisi delle ferite ha riportato una presenza elevata di numerosi elementi chimici di molto superiore a quella dei tessuti non danneggiati. In tutti i tipi di ferite presi in considerazione, è stata trovata traccia di piombo e uranio e di altri elementi in grado di causare: patologie croniche dell’apparato respiratorio, renale e riproduttivo e della pelle e mutazioni genetiche negli animali, nell’uomo e nei feti.[2]

Alcuni esempi del tipo di armi usate: “Gerusalemme – Una jeep si dirige verso la folla dei manifestanti inferociti, teatro dell’ennesima protesta antisionista organizzata da militanti per la causa palestinese.

   Si ferma a mezzo chilometro di stanza: esce un soldato con l’uniforme israeliana, armato di una scatoletta bianca apparentemente innocua. Pochi attimo ed un suono assordante squarcia l’aria: la folla riottosa, in preda al panico, si tappa le orecchie e si contorce dal dolore. È l’ultima arma segreta in dotazione da tempo all’esercito israeliano, utilizzata pubblicamente dopo molti anni di sperimentazioni. Il ”canone sonico” appositamente pensato per disperdere grandi gruppi di persone, battezzato Screamer, è un dispositivo non letale in grado di emettere fastidiosissime frequenze ad altissimo volume. Senza colpo ferire, questa arma può provocare convulsioni, nausea e terribili cefalee anche a centinaia di metri di distanza. Fonti non ufficiali parlano dell’esistenza di una versione ancora più potente di questo insolito cannone, capace di far vibrare gli organi del bersaglio fino a provocare emorragie. Secondo un quotidiano di Gerusalemme, l’uso dello Screamer è avvenimento senza precedenti che rappresenta un significativo cambio di paradigma nelle tattiche di guerriglia urbana. Nonostante molti stati in tutto il mondo posseggono armi simili, nessun esercito ne aveva mai azzardato l’uso di un numero esercito ne aveva mai azzardato l’uso su un numero così elevato di soggetti. L’esperimento di Bil’in, dicono le autorità, ha acuto “esito positivo”: non ci sono stati feriti gravi”.[3]

Nel maggio 2006, il canale televisivo italiano Ray News 24 ha trasmesso un’inchiesta fatta da giornalisti in Iraq riguardante l’uso di un nuovo tipo di arma sperimentale.[4] Questa ultima consiste di raggi di onde elettromagnetiche corte simili alle onde prodotte dai dispositivi a microonde utilizzati per uso domestico.

Questo tipo di raggi è diretto su obiettivi umani. Quando la persona colpita, i nervi sotto la pelle ne sono coinvolti, portando alla paralisi del sistema nervoso. Inoltre, le microonde alzano la temperatura corporea attraverso il riscaldamento dell’acqua nelle cellule. Questo tipo di arma causa lo smembramento delle parti corporee colpite e ciò che somiglia a bruciature su diverse parti del corpo, mentre i medici non riescono a trovare alcuna parte solida della bomba. Bret Wagner, il direttore del Research Institute California, ha definito quest’arma il raggio della morte. Wagner indica che: “Quest’arma lavora alla velocità della luce ed è capace di colpire obiettivi da una grande distanza, esponendo gli esseri viventi a microonde che alla loro esplosione”. Ciò spiegherebbe i grandi danni che i medici hanno osservato esaminando i cadaveri. Inoltre l’inchiesta televisiva sull’Iraq parla di riduzione della massa corporea dei cadaveri risultante dall’uso di quest’arma. Wagner attribuisce all’esposizione ai raggi elettromagnetici anche la fusione e l’aspetto distorto di macchine e autobus presenti sulla scena della battaglia. L’ex segretario alla difesa Donald Rumsfeld ha confermato che gli USA hanno sviluppato questo tipo di armi. Le “bombe svuotanti” svuotano i corpi dall’aria, fermando il respiro della persona portando a un immediato attacco cardiaco.[5]

Alcune precisazioni doverose per capirsi: quando si parla del ruolo internazionale di Israele e del sionismo, si rischia di scadere nel complottismo più deteriore e reazionario (se non nell’antisemitismo vero e proprio), del tipo i “protocolli dei saggi anziani di Sion” e robacce del genere. Quando dico che Israele è un ingranaggio della controrivoluzione mondiale, non intendo dire che Israele è uno strumento passivo di essa, né tantomeno che l’imperialismo è senza contraddizioni, o addirittura che è Israele a governare la vita politica USA.

Spesso si parla di Lobbies sioniste che influiscono nella vita politica dei paesi imperialisti (principalmente quello statunitense). Per Lobbies sioniste intendo l’attività di un gruppo di capitalisti di diversi paesi, che hanno in comune l’origine ebraica, cercano di influenzare l’attività degli USA (come degli altri paesi imperialisti) e partecipano di fatto attivamente a determinarne l’orientamento.

Man mano che le difficoltà dell’accumulazione del capitale aumentano, c’è il tentativo da parte di una frazione della borghesia imperialista mondiale di imporre un’unica disciplina al resto della borghesia imperialista, cercando di costruire attorno agli USA il proprio Stato sovrazionale. Questo tentativo è favorito dal fatto che, dopo la seconda guerra mondiale imperialista, si è formato un vasto strato di borghesia imperialista legata alle multinazionali, con uno strato di personale dirigente cresciuto al suo servizio.

Sono stati collaudati numerosi organismi sovrazionali (monetari, finanziari, commerciali), che sono un tentativo di gestione collettiva per mediare il contrasto tra il carattere collettivo delle forze produttive con i rapporti di produzione capitalisti. Attraverso questi organismi uno strato di borghesia imperialista cerca di esercitare una vasta egemonia. Parimenti si è formato un personale politico, militare e culturale borghese internazionale. Di conseguenza ci sarebbero potenzialmente le basi materiali per il formarsi di un unico Stato, ma la realizzazione di un processo del genere, quando la crisi economica avanza e si aggrava, difficilmente si può realizzare in maniera pacifica, senza che gli interessi borghesi lesi dal processo si facciano forti di tutte le rivendicazioni nazionali e locali.

Perciò quella frazione borghese, denominata Lobby sionista, cerca di influenzare la politica USA e per questo entra spesso in conflitto con gli imperialismi rivali (come quelli europei) e con le altre frazioni borghesi interne agli Stati Uniti.

Caduto il “blocco socialista” a guida revisionista la situazione ha subito ulteriori cambiamenti:

  1. Da parte dell’imperialismo dominante c’è il tentativo da parte dell’imperialismo dominante di trasformarli in cinghie di trasmissione delle proprie direttive economiche, politiche e sociali.
  2. La politica degli Stati viene dettata da organizzazioni sovranazionali come il FMI, la Trilaterale, le gradi massonerie sovranazionali (le Ur-Lodge).
  3. Le borghesia nazionali partoriscono un personale politico di tecnici totalmente alieno alla società civile (intesa i senso borghese, come un amalgama di più classi sociali).

 

Il tentativo di egemonia mondiale da dell’imperialismo dominate non è un processo rettilineo e senza resistenze e contraddizioni.

La crisi generale del capitalismo ha accentuato le contraddizioni interimperialiste. Ogni gruppo imperialista deve assicurare la valorizzazione del suo capitale. La massa del capitale finanziario ha raggiunto dimensioni tali che non solo non è di sollievo all’economia reale, ma la succhia e la soffoca. Ogni potenza imperialista deve assicurare stabilità al suo potere entro i confini del suo Stato e a questo fine deve spogliare e devastare gli altri popoli e paesi. Il sistema imperialista mondiale porta l’umanità alla guerra. L’imperialismo USA guida la marcia dell’insieme del sistema dell’imperialismo occidentale in questa catastrofe che incombe su tutti noi.

 

Corroso dalla crisi generale ma dotato di una potenza militare e finanziaria unica nel mondo, l’imperialismo USA conduce una politica di sovversione in tutti i paesi che ostacolano i suoi interessi e che ostacolano i suoi interessi e che non sono proni ai suoi ordini: dalla Cina alla Siria, dal Venezuela alla Russia. In ogni paese, proprio a causa dell’ordinamento sociale che vi regna, trova materia infiammabile in abbondanza.

 

   L’imperialismo USA cerca di fare con maggiore successo e su scala maggiore quello che nel secolo scorso i nazifascisti di Hitler e Mussolini (assieme agli imperialisti giapponesi) cercarono di fare in Europa, in Africa e in Asia.

 

La sconfitta del progetto USA prima ancora dalla potenza delle armi, dipenderà dalla rinascita del Movimento Comunista Internazionale che assuma come compito la costruzione di Partiti Comunisti che abbiano come guida il marxismo-leninismo-maoismo, e sviluppino la guerra popolare e combattano il revisionismo vecchio e nuovo.

 

La Repubblica Federativa Jugoslava è stata dagli anni ’90 un teatro esemplare della lotta che i paesi imperialisti hanno condotto per il predominio nel mondo: una lotta per molti aspetti subdola o per interposta persona, ma non per questo meno reale. L’imperialismo USA è riuscito a stabilire in gran parte dei paesi dell’Europa orientale e in molti paesi asiatici una vasta rete di basi militari e di agenzie di spionaggio che non hanno scrupolo a ricorrere ad assassini mirati, a sequestri di persona e a ricatti di ogni genere per fare andare le cose secondo i propri interessi, ovviamente nei limiti che la borghesia per sua natura lo può fare.

 

In Ucraina le Organizzazioni non Governative naziste degli imperialisti USA hanno condotto un colpo di Stato, mandando al potere il regime di estrema destra nazionalista e pro-occidentale di Tucinov. Il nuovo regime credeva che il popolo ucraino avrebbe accettato senza fiatare il nuovo regime, che avrebbe guardato con indifferenza i novelli nazisti abbattere i monumenti di Lenin vietare la lingua russa e sfoggiare atteggiamenti russofobi.

 

Subito dopo il rovesciamento del governo di Yanukoych i fascisti ucraini lanciarono un pogrom contro il Partito Comunista (assalti alle sue sedi, attacchi incendiari contro le abitazioni dei suoi leader, ecc). E risuscitato l’antisemitismo. A Leopoli è stata una sinagoga. Di conseguenza un rabbino capo ha invitato gli ebrei a immigrare in Israele. A Odessa i nazisti attaccano il presidio permanente: sono armati di spranghe, molotov, coltelli e pistole. I compagni presenti sono costretti alla fuga. Alcuni di loro cercano rifugio dentro la Casa dei sindacati a Odessa. Sarà una strage. Trentotto persone (forse di più) muoiono trucidate

 

   E invece gli abitanti dell’Ucraina sudorientale e della Crimea si sono sollevati contro questa violenza, contro i tentativi di separare i popoli fratelli di Ucraina e Russia per contrapporli l’uno all’altro e spingerle in una guerra fratricida.

 

Il mondo occidentale ha immediatamente parlando di aggressione quando le truppe russe su sollecitazione del governo di Crimea eletto dal parlamento regionale, ha chiesto ai dirigenti russi di intervenire per difendere gli abitanti della Crimea contro le scorribande dei fascisti ucraini e impedire l’imposizione di un regime antirusso. Eppure proprio sotto la tutela dell’imperialismo USA e degli altri imperialisti occidentali che con l’ausilio delle cosiddette Organizzazioni non Governative, sono stati nutriti, addestrati e foraggiati in Ucraina gli squadristi nazionalisti che sono una copia delle SS hitleriane.

 

Nelle regioni insorte sono proclamate le Repubbliche Popolari e organizzato un referendum per l’autonomia da Kiev.

 

La preoccupazione maggiore, per la popolazione e i lavoratori dell’Est ucraino, è quella della persecuzione razziale, ma anche quello delle privatizzazioni e della svendita delle proprie industrie, come previsto dagli accordi di associazione con l’UE.

 

Il governo golpista ha risposto con i bombardamenti e le stragi condotte all’interno dell’operazione “anti-terrorismo” ancora in atto. Come risposta la popolazione del Donbass ha organizzato la propria resistenza, nelle cui fila si arruolano sia gli autoctoni sia i tanti volontari provenienti da altri paesi.

 

Seppur composta e variegata (comunisti, nazionalisti, cosacchi ecc.), la resistenza si è subito caratterizzata per un forte sentimento antifascista e da un costante rimando alla memoria della Grande guerra patriottica combattuta in epoca sovietica contro i nazisti. Tra le brigate dei resistenti vi sono anche quelle dei minatori e più in generale dei lavoratori, rappresentanti di un’aspirazione al cambiamento sociale ed economico molto diffusa tra la popolazione del Donbass.

  

Abbozziamo adesso un analisi su come la borghesia influenza lo Stato.

 

Le vie sono diverse. Uno, attraverso le cosiddette lobby che esercitano pressioni sull’opinione e sul legislatore attraverso uffici stampa o società esterne di consulenza in grado di mettere in piedi, per ogni campagna, decine di professionisti delle pubbliche relazioni. Secondo un rapporto di Pubblic Citizen, il numero dei lobbisti operanti a Washinton è quasi raddoppiato dal 1999 al 2006, salendo da

16.000 a 35.000 operatori con circa 17.000 aziende impegnate nel settore.[6]

 

Ma il metodo più efficace per favorire questo legame è quello dell’affiliazione personale. La biografia di molti politici è emblematica, che da dirigenti di agenzie e amministrazioni governative, passano ai consigli di amministrazione delle grandi imprese, e viceversa, in un balletto di incarichi denominato revolving doors (porte girevoli). Secondo un rapporto della Center for Responsive Politics nel 2009 l’industria ha arruolato almeno 70 ex membri del Congresso, nonché 900 ex impiegati del governo federale.[7]

 

L’amministrazione Bush J. è un caso emblematico di quello che stiamo dicendo poiché conteneva più ex amministratori delegati di qualsiasi altro governo in passato e ha visto un numero considerevolmente alto di legami con la Monsanto (guarda caso):

 

    1. Clarence Thomas era un avvocato della multinazionale prima di diventare Giudice della Corte Suprema, proprio quella che ha assegnato la presidenza a George W. Bush nel 2001, al momento della conta delle schede incerte nelle elezioni contro il candidato democratico Al Gore.
    2. Anne Veneman era nel consiglio di amministrazione di Calgene, azienda della Monsanto, prima di diventare Segretario dell’Agricoltura.
    3. Ronald Rumsfeld era stato nel consiglio di amministrazione della casa farmaceutica Scarle, prima di diventare Segretario della “Difesa” sotto l’amministrazione Bush.
    4. Tommy Thompson ha ricevuto una donazione di 50.000 dollari dalla Monsanto durante la campagna elettorale, poi vista, per il posto di Governatore del Wisconsin, per poi essere nominato sempre da Bush Segretario ai Servizi Sociali e alla salute.
    5. Rufus Fraley, tra ideatori della soia transgenica Roundup Ready, resistente all’omonimo erbicida, è stato nominato consulente tecnico del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.

 

 

 

E poi, come ben diceva Craxi, la politica costa, o meglio la politica in una società borghese costa. Pensiamo solamente ai costi per la pubblicità elettorale (soprattutto quella televisiva). Un seggio al Congresso o al Senato degli Stati Uniti può arrivare a costare milioni di dollari. Secondo il Center for responsive politics, alle elezioni del 2012 John Boehner, repubblicano e presidente della Camera, ha speso 21 milioni di dollari, provenienti da grandi imprese a partire dalla AT&T inc. Obama ha speso 1,1 miliardi.  Tra i maggiori contribuenti ci sono multinazionali e grandi banche, Obama è stato sponsorizzato da Microsoft, e Google. Le spese per la ovviamente sono molto di più. Com’è evidente. Questo sistema favorisce i candidati più ricchi e quelli appartenenti o maggiormente collegati all’élite economica. Inoltre, l’uso di svolgere le primarie, alle quali può partecipare anche chi non appartiene allo stesso partito, tende a favorire i candidati “centristi” che rappresentano le posizioni che sono fortemente e organicamente all’establishment. In pratica, la competizione elettorale tende a trasformarsi da un momento di sintesi, a livello politico-rappresentativo, delle tensioni e delle lotte tra le classi e gruppi sociali diversi, a competizione all’interno delle élite del potere. E come si diceva prima, non bisogna meravigliarsi dl calo del tasso di partecipazione alle competizioni elettorali.

L’altro fattore che sta alla base della costruzione dell’élite imperialista è militare. La propaganda asfissiante di una minaccia di guerra o del terrorismo (ed è proprio vero che l’informazione è un’arma) conferisce ai militari una posizione di privilegio e giustifica il controllo che essi esercitano, politicizzandoli. L’integrazione tra militari, grandi corporation e politici è stata favorita con l’entrata in guerra degli USA nel 1941. Politici, militari e industriali stabiliscono un contatto diretto nella gestione e nel coordinamento nella gestione e nel coordinamento dello sforzo bellico a livello industriale e militare, rafforzandolo dopo il 1950 con l’inizio della cosiddetta guerra fredda contro l’URSS e il Movimento Comunista.

Tutto ciò ha favorito nello stabilizzarsi di un’economia di guerra. Il capitalismo USA, si potrebbe benissimo definirlo un capitalismo militare, in cui coincidono gli interessi dei grandi magnati con quelli dei “signori della guerra” in uniforme, inserito in un sistema di democrazia formale molto indebolita. L’integrazione dei militari con i grandi imprenditori relega i politici di professione a un ruolo sempre più subordinato.

Bisogna avere chiaro per comprendere bene qual è l’origine del potere. Marx analizzando la società descrive il capitale come una forza impersonale, dominata da “spiriti animali”, come un movimento funzionante secondo meccanismi oggettivi. Il Modo di Produzione Capitalistico è caratterizzato dall’accumulazione allargata, che continuamente rimuove e distrugge ogni tipo di limite e vincolo al mercato e alla massima produzione di profitto. Il capitalista è il “funzionario necessario e dominante”,[9] l’agente di questa formazione, rappresentando la personificazione del capitale contrapposto al proletariato. Ogni capitalista, di ogni sfera della produzione è considerato come azionista del capitale sociale complessivo e pertanto interessato al grado di sfruttamento di tutta la classe lavoratrice, alla produttività di tutto il capitale. Per questa ragione: “(…) I capitalisti, pur comportandosi come falsi fratelli quando si fanno la concorrenza, costituiscono tuttavia una vera massoneria nei confronti della classe operaia”.[10] Dallo sviluppo del capitalismo, che porta alla centralizzazione della proprietà in poche mani, al monopolio ed alle società per aioni giganti, deriva la “trasformazione del capitalista realmente operante in semplice dirigente, amministratore di capitale altrui e dei proprietari di capitale in puri e semplici proprietari, puri e semplici capitalisti monetari. (…) Nelle società per azioni la funzione (dirigente) è separata dalla proprietà del capitale”. [11] Quindi i capitalisti non solo si comportano come una associazione segreta, una massoneria nei confronti del resto della società, ma perdono ogni ruolo attivo sperandosi dalla direzione del processo produttivo affidato ad una nuova élite di super-manager, pur mantenendo uno stretto controllo sulla direzione complessiva dei processi e sulla proprietà delle imprese, anche con quote relativamente piccole di capitale, attraverso complicati sistemi di intrecci societari. I capitalisti tendono “(…) a ricostituire una nuova aristocrazia finanziaria, una nuova categoria di parassiti nella forma di escogitatori di progetti, di fondatori e di direttori che sono tali solo di nome; tutto un sistema di frodi e di imbrogli che ha per oggetto la fondazione di società, l’emissione ed il commercio di azioni”.[12] In tale trasformazione il sistema finanziario ricopre un ruolo fondamentale, perché “il credito permette al capitalista o a colui che è tenuto in conto dal capitalista, di disporre completamente, entro certi limiti, del capitale e della proprietà altrui e per conseguenza del lavoro altrui. (…) Il capitale stesso che si possiede in realtà oppure nell’opinione del pubblico diventa sola la base per la sovrastruttura creditizia”. [13]

Un quadro quello descritto da Marx che sembra ispirato dalla storia recente caratterizzata dagli scandali, come nei casi di Enron, Parmalat e MPS, dalle acquisizioni di società a forte leva con il sistema delle scatole cinesi, come nel caso di Tronchetti Provera con Telecom, dalla continua creazione e scoppio di bolle speculative, da quelle di internet nel 2001 a quelle mutui sub prime del 2007. Come è da considerarsi organismi come il Bilderberg e la Trilaterale? Poiché c’è un’ampia letteratura su questi organismi ed è bene fare chiarezza.

Si potrebbe benissimo dire che la Borghesia Imperialista è una frazione interna della classe borghese formatosi nello sviluppo capitalistico degli ultimi cinquant’anni. Essa è la frazione dominante, la sintesi più avanzata della classe borghese. Essa si costituisca alla fine della seconda guerra mondiale, quando si ricostruisce un’economia mondiale, ma è soltanto a partire dagli settanta che si afferma pienamente. Essa è legata al passaggio del capitalismo nella sua fase di mondializzazione. In parole semplici se nella sua fase nazionale, le imprese sono in prevalenza legate al mercato interno e a quello estero per le esportazioni, nella fase multinazionale prevalgono le imprese che non solo esportano merci ma soprattutto capitali, distribuendo le proprie unità produttive all’estero. Nella fase attuale le imprese non solo presenti con investimenti e impianti produttivi a livello internazionale, ma anche il loro capitale ha una provenienza internazionale. In sostanza, mano a mano che l’accumulazione mondiale si allarga, i capitali di varia provenienza tendono a integrarsi ed intrecciarsi in modo sempre più stretto ed ampio. In sostanza la Borghesia Imperialista è costituita da quelle persone che esprimono relazioni ad alta integrazione internazionale. Essa è l’agente dell’accumulazione capitalistica. La borghesia imperialista è la frazione della classe borghese che rappresenta il capitale in forma più pura. Infatti, l’essenza del capitale è la più completa libertà di movimento. Pura accumulazione insofferente di ogni vincolo. Per questa ragione la borghesia imperialista è lo strato superiore della borghesia. Gli altri settori della borghesia, quelli che fanno riferimenti ai capitali di piccole e medie dimensioni e i grandi capitali che rappresentano gradi di sviluppo più vecchi del capitale e non hanno ancora fatto il salto qualitativo a livello mondiale, gli sono subordinati. Naturalmente questo non vuol dire per niente che il dominio della borghesia imperialista sugli altri settori sia incontrastato, assoluto e inarrestabile. Né tantomeno che l’aspetto nazionale e soprattutto lo Stato nazionale sdiano tout court siano diventati irrilevanti ed ininfluenti. Ma, soprattutto, contrariamente a quanto affermano le ingenue teorie del complotto, non si tratta di un entità che manovra la realtà a suo piacimento. La borghesia imperialista, essendo l’agente del capitale, ne riflette la natura, caratterizzata da tre aspetti:

 

    1. L’unico scopo e direzione che ha è quello dell’accumulazione allargata del capitale, cioè la produzione di profitto senza limiti.
    2. La tendenza al gigantismo ed alla centralizzazione della proprietà in pochi mani.
    3. La molteplicità, cioè la suddivisione in singoli capitali in continua concorrenza fra di loro.                                                                                                                         La Borghesia Imperialista, non è esente da contraddizioni e accanite lotte interne, che sono un effetto delle contraddizioni del Modo di Produzione Capitalistico stesso. Anzi, con la crisi e con la crescita della centralizzazione e del gigantismo la lotta diventa sempre più accanita. In sintesi, anche la Borghesia Imperialista è composta da “fratelli nemici”, fratelli quando si tratta di opporsi agli avversari, nemici quando si tratta di spartirsi la torta, specialmente quando questa si riduce. In questo senso, il Bilderberg e La Trilaterale assolvono anche la funzione di camere di compensazione delle contraddizioni tra capitali e settori di capitali.   Ciò determina delle profonde trasformazioni nelle soprastrutture dello Stato borghese. Le nuove democrazie autoritarie non sono in maniera esplicita fasciste ma raccolgono in sé elementi di fascismo.    Gli organi di rappresentanza popolare (tipici delle democrazie liberali classiche) vengono svuotati, mentre gli esecutivi, da un lato, centralizzano nelle loro mani un potere immenso in materia di repressione e sospensione delle libertà civili e politiche, mentre in materia economica e sociale ratificano le direttive del Fondo Monetario Internazionali e di altri organismi similari.

 

GUERRA TRA SUPERLOGGE?

 

La crisi generale del capitalismo (crisi non solo economica ma anche politica e culturale) tra le conseguenze che genera le accentuazione di tutte contraddizioni, aa partire da quelle che ci sono tra la classe dominante e negli ambiti in cui si riunisce e cerca di prendere decisioni.

 

Perciò non dovrebbero meravigliarci le affermazioni di Gioele Magaldi Maestro Venerabile del Grande Oriente Democratico  che in un suo libro significativo Massoni, società a responsabilità illimitata afferma l’esistenza di una cupola di superlogge internazionali, le Ur-Lodges, appunto, che vantano affiliazioni di esponenti politici, banchieri, industriali.

L’origine delle Ur-Lodges nascono dal fatto che i centri di potere si Internazionalizzano, anche quelli delle società esoteriche.

  Era quasi inevitabile che la stessa tensione civile e sociale, che durante il XVIII e il XIX secolo aveva condotto molti massoni a impegnarsi verso un mutamento profondo delle istituzioni politiche dell’epoca nel senso dei valori democratici e liberali, conducesse molte logge dall’inizio dell’Ottocento a coordinarsi tra di loro non solo all’interno dell’organizzazione rituale, ma anche al di fuori di essa.

L’origine delle Ur-Lodges nascono dal fatto che i centri di potere si internazionalizzano, anche quelli delle società esoteriche.

  •    Perciò non dovrebbero meravigliarci le affermazioni di Gioele Magaldi Maestro Venerabile del Grande Oriente Democratico[14] che in un suo libro significativo Massoni, società a responsabilità illimitata afferma l’esistenza di una cupola di superlogge internazionali, le Ur-Lodges, appunto, che vantano affiliazioni di esponenti politici, banchieri, industriali.
  •    La crisi generale del capitalismo (crisi non solo economica ma anche politica e culturale) tra le conseguenze che genera le accentuazione di tutte contraddizioni, aa partire da quelle che ci sono tra la classe dominante e negli ambiti in cui si riunisce e cerca di prendere decisioni.

   Secondo l’autore le Ur-Lodges sarebbero 36 e si dividerebbero tra progressiste e conservatrici e sarebbero loro sponsorizzare delle associazioni paramassoniche tipo la Trilateral Commission o il Bilderberg Group.

L’insieme di queste Ur-Lodges non formano un entità unitaria e monolitica, anzi sono spesso in lotta feroce tra di loro, esse conoscono una dialettica molto accentuata.

Secondo Magaldi queste UR-Lodge hanno avuto un ruolo importane nel delineare lo sviluppo della politica internazionale. Un esempio la: Ur-Lodges Three Eyes sarebbe una creature di personaggi come David Rockefeller, del futuro  di Stato Henry Kissinger e del futuro consigliere per la “sicurezza” Zbigniew Kissinger – che nel 1978 sarà l’artefice dell’elezione a pontefice del polacco  Wojtyla  – la Three Eyes sarebbe secondo la Loggia guida di una sorta di “restaurazione neoaristocratica” dopo il periodo in cui le sorti del mondo politico-imprenditoriale sarebbero state guidate da una “ala più democratica”, che tenne i fili della storia nel corso degli anni ’60 quando si tentò di portare avanti un “processo rivoluzionario” (eufemismo per dire riformismo), con personalità carismatiche come il pontefice massone (secondo Magaldi) Giovanni XXIII, Martin Luther King e Kennedy.

Questa narrazione ovviamente trascura le basi materiali dell’agire politico. Il riformismo è stato possibile nei paesi imperialisti quando nel secondo dopoguerra c’era crescita economia dell’economia capitalista (1945-75). Beninteso la classe dominante la Borghesia Imperialista non ha regalato ai lavoratori e alle masse popolari, né i miglioramenti economici, né il diritto di sciopero di associazione, le otto ore ecc. I lavoratori le hanno dovuto strappare, cioè conquistare con le lotte, con il sacrificio. Ecco perché bisogna parlare di conquiste. D’altra parte le masse hanno conquistato nuove e migliori condizioni di vita dovendo far fronte, soprattutto nel dopoguerra, alle persecuzioni delle avanguardie partigiane, al boicottaggio, alla scissione e all’isolamento dei sindacati, ai morti nelle manifestazioni (Portella delle Ginestre, Reggio Emilia, Avola). Ciononostante quello che ha caratterizzato principalmente questo periodo è stata la conquista di migliori condizioni di vita.  Analogamente il periodo attuale di crisi cominciata dalla metà degli anni ’70 è caratterizzato principalmente dall’attacco della Borghesia Imperialista alle conquiste.

In Italia come negli altri paesi imperialisti la fase rivoluzionaria cominciata nel 1917 e finita all’incirca del 1945 si è chiusa senza che la classe operaia fosse riuscita a instaurare il socialismo. Come dopo ogni rivoluzione non vittoriosa ad essa è succeduto ad essa un periodo di riforme, conformemente al vecchio adagio che “le riforme sono il sottoprodotto della rivoluzione”. Il carattere collettivo delle forze produttive e dell’attività economica imponeva le sue ragioni anche se la classe operaia non era riuscita a togliere il potere ai sostenitori delle proprietà e dell’iniziativa economica individuali dei capitalisti.  Il periodo delle riforme (quello che a detta di Magaldi prevalevano le UR-Lodges progressiste) è durata come si diceva prima all’incirca dalla fine della seconda guerra mondiale alla metà degli anni ’70 quando si è prodotta una svolta. Negli anni successivi il corso è cambiato. La Borghesia Imperialista e il suo Stato hanno limitato, corroso o eliminato un dopo l’altra le conquiste strappate dai lavoratori nel periodo precedente, nel disperato tentativo di trovare un rimedio alla crisi di sovrapproduzione di capitale che la attanaglia.

Secondo Magaldi l’ascesa di Mussolini e di Hitler è avvenuta anche grazie allo spregiudicato sostegno e finanziamento del milieu massonico conservatore angloamericano, [15]  ugualmente questi massoni conservatori avrebbero fatto affari con i fratelli massoni russi, ovvero con la borghesia che c’era nei paesi socialisti (questa borghesia era composta dai membri degli apparati del Partito e dello Stato che seguivano la via capitalista).

Secondo Magaldi nel 1981 si sarebbe stabilita tra le diverse Superlogge una sorta di “pax massonica” dopo un conflitto tra le diverse superlogge (gli attentati a Reagan e a Giovanni paolo II sarebbero stati i fatti più evidenti di questo conflitto), che si sarebbero accordate per dar via a un progetto sovranazionale e segreto, l’United Freemasons, che avrebbe dovuto mutare gli equilibri mondiali.

Esso prevedeva:

  • Sostegno al fratello (in senso massonico ovviamente) Deng Xiaoping e alla sua politica di apertura alla Cina al “libero mercato” (eufemismo per dire restaurazione aperta al capitalismo). La Cina dal 1976, con la presa del potere dei revisionisti aveva cessato di essere la base rossa della Rivoluzione Proletaria Mondiale e si avviava verso la via capitalista. Non vuol dire niente la quantità di aziende pubbliche rimaste, il rapporto non è tra pubblico e privato, ma tra classi, la proprietà pubblica funziona come fattore di progresso in tutti i campi se alla testa vi sono i fautori del socialismo ed è quindi connessa a una trasformazione generale in corso della società sul piano politico, culturale e del resto dei rapporti sociali: in sostanza se c’è il potere degli operai organizzati attorno al Partito Comunista (dittatura del proletariato), se c’è la promozione e lo sviluppo della partecipazione delle masse popolari alle attività politiche, culturali e a tutte le altre attività della società (democrazia proletaria).
  • Liquidazione dell’URSS e del Patto di Varsavia grazie all’ascesa del fratello (sempre in senso massonico) Gorbaciov e alla rottamazione (Gorbaciov come Renzi?) dei vecchi dirigenti revisionisti del PCUS. Questo blocco a guida revisionista era profondamente integrato nel mercato mondiale. Prendiamo come esempio la Polonia. Secondo Business Week del 1981 la Polonia importò negli anni ’70 beni capitali per 10 miliardi di dollari. Questo enorme import di mezzi di produzione doveva sviluppare una produzione per il mercato interno e alimentare un crescente flusso di export di manufatti e di materie prime. Per sviluppare il nuovo apparato industriale, la Polonia aveva bisogno di essere finanziata dalla Russia o dalle banche. Ma la Russia non era in grado di farlo, al massimo riciclare dei prestiti che riceveva dalla finanza occidentale. Il Newsweek del 4 gennaio 1981 fa ammontare il debito polacco a 26,3 miliardi di dollari. Il governo polacco era debitore a istituzioni pubbliche e private della Germania Federale (4,1), degli U.S.A. (3,1), della Francia (2,6), dell’Austria (1,8), della Gran Bretagna (1,8), del Brasile (1,5), dell’Italia (1,1), del Giappone (1,1), del Canada (1,0). Dalla metà degli anni ‘70 con l’avvio della crisi di sovrapproduzione di capitale, i capitali cercavano nuovi mercati per valorizzarsi. Questo è stato uno degli elementi determinanti che hanno determinato il crollo dei regimi dell’Est, poiché la borghesia, sia quella russa (inserita negli apparati del Partito e dello Stato) che quella internazionale avevano bisogno di una sovrastruttura politica funzionale alla situazione economica in atto (bisognava privatizzare per creare spazi maggiori per gli investimenti di capitale). Per quanto riguarda il mantenimento delle strutture pubbliche dopo il 1956 vale lo stesso discorso della Cina.
  • Accelerazione dell’integrazione europea e riunificazione tedesca.
  • Appoggio alla sorella (sempre in senso massonico) Thatcher e sabotaggio delle correnti di sinistra e classiste del Labour Party del Regno Unito.
  • Smantellamento progressivo dell’apartheid in Sudafrica e scarcerazione del fratello (sempre in senso massonico) Mandela. Questi si accompagnavano a quelli inerenti alla Palestina con l’appoggio ad Arafat. In sostanza s’inaugurava la strategia degli “accordi di pace” che avevano obiettivo di far disarticolare i processi rivoluzionari nei paesi del Sud del mondo (e non solo del Sud se pensiamo alla soluzione politica in Italia).
  • Ritorno alla democrazia (borghese ovviamente) dell’Argentina. Anche questa è stata un progetto di controrivoluzione preventiva, poiché con la crisi del regime dei militari (e non è un caso che in Italia la Loggia P2 era sotto attacco), c’era una potenziale rischio (per l’imperialismo ovviamente) di un avvio di un processo rivoluzionario.
  • In sostanza in tutti i paesi imperialisti si avvia la politica dell’alternanza, a cominciare dagli USA, di governi conservatori e “progressisti” secondo una tabella di marcia ben precisa.

 

Il progetto filò quasi dappertutto liscio, finché negli USA, Bush Senior, secondo Magaldi, sentendosi escluso dal progetto di globalizzazione, avrebbe creato un’altra super loggia, l’Hathor Pentalpha. A questa super loggia avrebbe persino parte Obama Bin Laden e nei cui piani rientrerebbe, quanto accadde l’11 settembre 2001. La risposta dell’ala “progressista” massonica sarebbe stata la creazione di un’altra superloggia la Maat, che conterebbe, tra i propri fratelli, niente meno che Barack Obama (niente male come esempio di progressismo fatto di bombe e chip).[16]

Secondo Magaldi, Abu Bakr al-Baghdadi, il califfo dell’Isis, sarebbe uscito dalla prigione irachena in cui era tenuto prigioniero dagli americani. L’Isis, sarebbe un progetto della massoneria reazionaria per scatenare nuove guerre. Isis è il nome della dea egizia Iside, assimilata anche alla Dea di Dendera Hathor e Hathor Pentalpha è il nome della “loggia del sangue e della vendetta” fondata nel 1980 da Bush padre quando fu battuto da Reagan alle primarie repubblicane. A quella cupola di potere, sempre secondo Magaldi è ascrivibile, è ascrivibile, la regia dell’11 settembre con annessa “fabbricazione del nemico” da Al Qaeda a Saddam Hussein, della Hathor Pentalpha, scrive Magaldi, hanno fatto parte sia Tony Blair, l’inventore della armi di distruzione di massa irachene, sia Nicolas Sarkozy, il demolitore di Gheddafi. La Hathor Pentalpha, secondo Magaldi, sarebbe dunque responsabile della strategia della tensione globale innescata dall’11 settembre, della guerra infinita che ha travolto l’Afghanistan, l’Iraq, lo Yemen, l’Egitto, la Libia e la Siria.

E proprio tra gli esponenti della Ur-Lodges Hathor Pentalpha, figurerebbe lo stesso Ergodan.

Per capire come società esoteriche si sono trasformate centri di potere si può prendere come esempio un fenomeno provocato dalla crisi degli alloggi ovvero l’occupazione abusiva degli alloggi. La caduta dello spessore intellettuale e spirituale della Massoneria, che è un fatto coerente con quanto è accaduto nella società esterna, soprattutto da quando il modo di produzione capitalista è passato dalla fase della decadenza a quella della decomposizione.

Perciò se sono sorte logge nel nome del miglioramento dell’esercizio dell’essere umano, la corruzione determinata dalla gestione di un potere economico, politico e culturale le trasforma in conventicole di affari e di favori. E se le Ur-Lodges dovevano essere un veicolo di diffusione di libertà, democrazia e benessere, c’è sempre qualcuno che le ha voluto utilizzale al fine di perpetuare regimi liberticidi tramite pratiche anche sanguinarie.

Il progetto di creare le premesse di un terrorismo islamico viene da lontano e rispondono a logiche oligarchiche di Ur-Lodges come la Hathor Pentalpha descritte da Gioele Magaldi nel suo libro.

La sovragestione del terrorismo islamico troverebbe le sue radici in una predominanza nella Massoneria internazionale, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, di una concezione oligarchica e monolitica del potere da parte degli ambienti della Massoneria e della finanza internazionale.

Ora è molto probabile che da questi ambiti sovranazionali e cosmopoliti, come è sovranazionale e cosmopolita sta diventando il Capitale finanziario, possono venire gli input per creare tra le masse uno stato di spirito.

Si sarebbe tentati di definire tali ambiti una sorta di Spectre, ma al di là dei nomi possibili, qualunque etichetta si usi non sarebbe altro che l’espressione di un sistema che dovrebbe essere smantellato da un punto di vista economico, politico e culturale, poiché nessun sistema, regime politico, dottrina filosofica, economica e politica può essere ritenuta giusta se ogni individuo, fino al più sfruttato lavoratore indiano, cinese, africano, latinoamericano, europeo e asiatico, non abbia la possibilità di vivere con dignità o senza poter aspirare alla sua porzione di spazio non solo materiale ma anche spirituale e vitale, cioè la felicità.

   Se tutto (la guerra fra Super Logge)ciò potrebbe apparire un frutto partorito dalla mente fantasiosa di un complottista (dimenticando ovviamente che questo termine fu inventato dalla CIA per denigrare coloro che non si accontentavano della verità ufficiale), possiamo prendere le significazioni affermazioni che ’ex Gran Maestro Giulio Di Bernardo alla domanda di un giornalista che gli chiese “A chi si rifanno i suoi avversari del Grande oriente”, gli risponde Di Bernardo “Sono collegati al Grande oriente di Francia, cioè ad una fratellanza che teorizza addirittura l’impegno politico ed il peso del potere e degli affari”, all’intervistatore che non ritenendo sufficiente la risposta, insiste di ulteriori precisazioni, Di Bernardo ribadisce che la sua contrarietà al Grande Oriente di Francia “Perché rappresenta una tradizione ispirata dall’ateismo, perché come ho detto l’impegno politico non solo non è bandito ma è determinante, e perché contare sempre di più nella vita economia rappresenta benemerenza”.[17] Tutto fa rendere evidente un mondo massonico che è sempre riuscito a restare in sordina, ma che evoca scontri durissimi e trame poco pulite come le strategie di potere che queste forze hanno utilizzato per i loro fini.

 

Questa intervista fu fatta nel periodo che un magistrato di Palmi, Agostino Cordova aveva avviato l’inchiesta nei confronti dei rapporti che logge massoniche, avevano con traffici d’armi e ndrangheta. Di Bernardo che all’epoca era il Gran Maestro del Grande Oriente, non solo divenne l’accusatore dei suoi confratelli, ma prendendo pretesto della presunta corruzione della Comunione massonica che dirigeva, si dimise da Gran Maestro fondando nel 1993 una nuova Istituzione massonica che ottenne subito la benevola attenzione di Londra che si affrettò a ritirare al Grande Oriente il riconoscimento per assegnarlo alla neonata Gran Loggia Regolare d’Italia. Indubbiamente la Massoneria inglese fece un buon lavoro diplomatico che le consentì di recuperare prestigio e peso nella Massoneria internazionale. L’Italia non fu l’unico paese a subire uno scossone di questo tipo in ambito massonico. India, Grecia e Portogallo subirono lo stesso trattamento degli italiani. La Gran Loggia Unita d’Inghilterra revocò il riconoscimento ai massoni greci, accusandoli di collusione con la politica e a quelli indiani di politeismo!! Gli italiani furono ritenuti colpevoli perché al loro interno riconoscevano il Rito di Memphis legato alla Francia. Anche i belgi erano stati condannati alcuni anni prima perché legati alla Francia.

 

L’iniziativa di Giuliano Di Bernardo mirava a creare in Italia una Massoneria di stampo inglese. L’interesse inglese era di stampo coloniale e religioso ed ebbe, infatti, all’epoca l’adesione di alcune frange cattoliche. Nel febbraio 1995 i settimanali cattolici Avvenimenti e L’altra repubblica ripresero, condividendoli, gli attacchi di Di Bernardo al Grande Oriente e parlarono di una Massoneria buona (la sua ovvero la GLRI) che combatteva una Massoneria fascista, razzista, di destra che faceva capo alla Germania. Questo fatto darebbe credito a un’ipotesi che vedeva nell’operazione Di Bernardo il tentativo di fondare in Italia una Massoneria cristiana con l’appoggio inglese.

 

Si disse che gli inglesi temevano la contiguità delle massonerie latine e il progetto di una federazione continentale che avrebbe legato i paesi europei, dalla Grecia, alla Germania, al Portogallo. Per impedirlo avevano colpito le Comunioni massoniche più piccole o comunque più vulnerabili, come quella italiana, favorendo la nascita di un’Obbedienza filo-inglesi come premessa per il successivo disconoscimento dell’Istituzione massonica nazionale.

 

Si può dire che in Italia quest’operazione non sia pienamente riuscita, poiché se è vero che i membri del Grande Oriente che nel 1992 erano circa 18.000, sono crollati a 11.00 mila circa negli anni successivi, ma la Gran Loggia Regolare è rimasta di modeste proporzioni, fallendo clamorosamente la missione assegnatale; inducendo Londra a guardare con rinnovato interesse al Grande Oriente.[18]

 

Il crollo del revisionismo nei paesi dell’Est ha cambiato inevitabilmente gli equilibri nel mondo massonico, dove in passato le logge militari avevano assolto anche il compito di penetrazione e di controllo del territorio.

 

All’inizio degli anni ’90 c’è stata una corsa a penetrare nei paesi dell’Est e le massonerie estere si sono trasformate in centri di affari.

 

In questo periodo si è giocata sullo scacchiere internazionale una partita decisiva per la ridefinizione dei nuovi equilibri mondiali, e in particolare modo, europei, tra chi voleva un rilancio di un progetto di casa comune europea e chi, al contrario, progettava il rafforzamento dell’influenza degli USA nei territori che fino a poco tempo prima rientravano nella sfera del Patto di Varsavia.

 

Questo fatto nasce dal fatto che la crisi generale del capitalismo mette l’una contro l’altra le maggiori potenze imperialiste. Ogni gruppo imperialista deve assicurare la valorizzazione del suo capitale. La massa del capitale finanziario ha raggiunto dimensioni tali che non solo non è più di sollievo all’economia reale capitalista, ma la succhia e soffoca. Ogni potenza imperialista deve assicurare la stabilità al suo potere entro i confini del suo Stato e questo fine deve spogliare e devastare agli altri popoli e paesi. Il sistema internazionale dei gruppi imperialisti è la troupe teatrale di questa catastrofe che incombe su tutti noi. L’imperialismo USA guida la marcia. Le sue frazioni borghesi dominanti ne scrivono il copione, mentre i presidenti della repubblica (che siano Bush oppure Obama è indifferente) recitano la parte del capo nel teatro dei burattini.

 

Inizialmente il Vaticano era favorevole al progetto europeo. Mentre la Massoneria, soprattutto, quella che faceva riferimento alla Giurisdizione Sud del Rito Scozzese antico e accettato, legata al Dipartimento di Stato degli USA, era contraria, poiché intravedeva in questo progetto la formazione di blocco imperialista concorrente con quello USA.

 

Gli schieramenti erano pieni di contraddizioni al loro interno. Nella Massoneria, alcuni settori del Grande Oriente di Francia e, in misura minore del Grande Oriente d’Italia, avevano assunto una posizione decisamente europeista.

 

Nel quadriennio 1989-1993 questo “conflitto segreto” è stato particolarmente aspro. La Massoneria che si potrebbe definire filoamericana (o appartenente a qualche UR-Lodges) ha mirato a conquistare l’Est sia da un punto di vista politico che economico, attraverso la “rinascita” (capitalista) di questi paesi e il controllo delle attività produttive. Proprio in quegli anni il progetto di casa comune europea è stato messo in crisi dall’esplosione della “questione etnica”, sfociata in conflitti locali e soprattutto, nella guerra civile jugoslava (che è da vedere nell’ambito dell’aggressione imperialista nei confronti di questo paese). Una situazione analoga a quella prospettata negli anni ’60 e ’70 dai teorici della Stay-behind, che avevano pianificato di fomentare i conflitti tra le etnie e i popoli per innescare meccanismi di crisi che potessero mettere in difficoltà i paesi aderenti al Patto di Varsavia. La pianificazione dei contrasti tra i popoli membri della Repubblica Federativa Jugoslava, era stata realizzata da comandi NATO.

 

Nell’Est europeo, storicamente, la Massoneria ha avuto la sua “testa di ponte” in Romania, Ceausescu ha sempre mantenuto stretti contatti con Licio Gelli, con Giancarlo Elia Valori, espulso dalla P2 e con il principe Aliata di Montereale. Un’altra prova di questo legame è rappresentata dal documento La Romania oggi che fu ritrovato nella valigia di Maria Grazia Gelli, nella stessa busta in cui era contenuto il Piano di Rinascita Democratica. Bisogna tenere conto che Ceausescu ha sempre mantenuto una strettissima diplomazia segreta con gli Stati Uniti, e manteneva i rapporti con organismi imperialisti come il Fondo Monetario Internazionale[19] e condannò l’intervento russo contro la Cecoslovacchia nel 1968. In ambienti massonici, anche se non sono state date fino ad ora prove documentate, si afferma che Ceausescu sia stato iniziato “sulla spada”.[20]

 

Che ci sia stato una conquista dell’Est usando obbedienze massoniche come copertura, lo afferma un documento, scritto da un esponente di quello che si potrebbe definire l’ala europeista della Massoneria: “Molti sono i viaggiatori verso l’Est europeo: rappresentanti di gruppi economici, di singoli operatori finanziari, di portatori di opinioni riservate, come la Massoneria, di spregiudicati faccendieri, di esponenti della delinquenza organizzata (…) Se un ministro come De Michelis prende certe iniziative di appoggio a tesi relative al mondo che si dibatte nelle strettoie, con manifestazioni, talvolta sanguinose, ha il dovere di usare la massima prudenza perché parla a nome dell’Italia; se un elemento rispettabile quale il Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia che si è recato in Jugoslavia molte volte ed anche in Cecoslovacchia ed in Ungheria, se non va per motivi personali, deve pur sapere valutare quali implicazioni comporta la sua presenza in quei luoghi per la massoneria italiana se la Fiat od  altro gruppo industriale italiano voglia dare il suo apporto alla penetrazione occidentale nell’Est deve tener conto che non rischia solo il proprio, ma anche qualcosa che è patrimonio e sudore del popolo italiano”.[21] Prosegue il documento: “Mesi orsono Famiglia Cristiana ha attribuito al ministro De Michelis il seguente intervento presso le autorità jugoslave: “se ci sarà una pronta restaurazione della massoneria, si avranno maggiori possibilità di investimenti di capitale estero nel vostro in Jugoslavia”. Tale frase non è mai stata smentita e stranamente in Jugoslavia si fa vedere frequentemente un avvocato romagnolo, Oratore del Grande Oriente d’Italia, ex missino passato al Pri, seguace di Pacciardi, il quale fu sempre legato alle posizioni americane”.[22] Il documento conclude con l’auspicio di un chiarimento interno all’interno della Libera Muratoria: “Ma allora quante sono le fazioni nelle logge? Quanto è influente la longa manus do oltre oceano? (…) Non sarebbe male se un chiarimento venisse effettuato dal mondo massonico italiano, allo scopo di frugare sospetti, che sprovveduti suoi personaggi danno ragione di ingenerare. Tanto più che funzione primaria della massoneria nera è di gestire i collegamenti internazionali per il traffico di armi e droga”.[23]

 

UN ESEMPIO DI SOCRASTRUTTURA IDEOLOGICA: L’ARIOSOFIA DA HIMMLER FINO HIMMLER

 

Come si diceva prima, secondo Magaldi, settori di massoni conservatori aiutarono il fascismo e il nazismo a prendere il potere, questi “apprendisti stregoni in grembiulino” erano desiderosi di imprimere una svolta oligarchica e autoritaria al mondo occidentale. Giustamente ci si potrebbe meravigliarsi in una simile lettura della storia, tenuto conto che entrambi i regimi misero fuori legge la Libera Muratoria. La realtà come sempre è sempre più complessa di quanto apparentemente non appaia. Proviamo ad analizzare alcuni dati di fatto, Mussolini fece del fascismo una specie di Gran Loggia di Stato, e non è certamente un caso che al massone (e socialista riformista) Alberto Beneduce[24] Mussoli conferì il ruolo di supervisore dell’economia italiana (si costituirono grazie a lui l’IMI e l’IRI); parimenti Hitler dopo aver smantellato le Logge tedesche ordinarie delegò al massone Hialmar Schacht[25] il compito di riportare in auge il sistema industriale e finanziario tedesco.

    Concertiamoci adesso sul fenomeno nazista, ebbene bisogna sapere che gli uomini del Führer trassero ispirazione da una “dottrina segreta”, la Ariosofia, corrente occulta ben presto entrata in rotta con i massimi rappresentanti dell’esoterismo di tipo “tradizionale”. Cosa è l’Ariosofia? È una gnosi, coltivata specialmente all’interno delle SS di Himmler, capo supremo del culto dell’Ordine nero. Nella campagna a poca distanza da Paderborn, in Vestfalia, si erge su una collina il territorio il castello di Wewelsburg, dove Himmler creò l’omphalos, o ombelico del mondo, centro spirituale del suo impero personale.[26]  Proprio a Wewelsburg, i migliori scienziati tedeschi si riunivano per dedicarsi “alla ricerca pura” !!. I cultori dell’Ordine nero rielaboravano infatti il mito di Thule[27], l’iperborea ariana,[28]  il Polo Nord, l’antica patria in cui la maggioranza delle tradizioni germaniche posizionavano l’Eden ariano, e cioè il luogo in cui, nella note dei tempi, una stirpe di uomini-Dei ariani vivevano in perfetta armonia con le forze della natura, essendone essi stessi una manifestazione. Dotati di poteri divini.[29] Tra il 1939 e il 1944 Himmler stravolse la struttura del castello di Wewelsburg, anche al fine di ricavare una cripta che divenne il sancta sanctorum delle SS. Cripta che Himmler battezzò il Walhalla. E per inciso secondo Magaldi proprio Walhalla è il nome di una delle tre Ur-Lodges frequentate da Angela Merkel. Resta sullo sfondo un interrogativo inquietante: perché l’Olocausto? La risposta introvabile con le armi della razionalità (gli ebrei erano oggettivamente più utili al regime da schiavi e non da morti), va ricercata, invece, nell’ambito della filosofia oculta. Molte dottrine sapienziali antiche, assorbite e ritualizzate dalle élite esoteriche naziste, auspicavano la consumazione di sacrifici umani indispensabile per liberare “energie positive”.

UNA BREVE DISGRESSIONE SUL SACRIFICIO

      Teniamo conto che il sacrifico rappresenta l’atto più sacro all’interno di ogni religione.

Nella religione vedica – per vedismo si deve intendere la religione e la cultura delle popolazioni indoeuropee denominate Arii – tutti gli esseri viventi ebbero origine dal sacrificio di Purusha, l’Uomo Primordiale, smembrato dai Veda nell’atto della creazione del mondo. Questo smembramento è il simbolo del passaggio dall’unità alla molteplice, l’atto necessario affinché il mondo materiale possa iniziare ad esistere: si tratta che le cosmogonie religiose dell’antichità erano un patrimonio comune della conoscenza condivisa dell’umanità.

Il rito sacrificale, è quindi, un elemento condiviso dalle religioni del passato (e del presente), che ricrea e ripete ogni volta quel sacrificio primordiale.

Scopo principale del rito è quello di dare nel mondo materiale le realtà celesti, e ripercorrere in terra le azioni dei mondi superiori creando un legame tra le diverse dimensioni

Questo elemento fondante non manca neanche nel Cristianesimo, la cui dottrina si fonda sul sacrificio per eccellenza, quella del Cristo figlio di Dio. Il Cristo ripercorre col suo gesto il sacrificio il gesto del sacrificio originario, ricrea in sé la divisione primordiale che condusse dall’unità al molteciple, ed in una dimensione a-temporale chiude il ciclo.

Per comprendere maggiormente il modo in cui il sacrifico ha assunto nel tempo una ulteriore valenza, è bene ricordare come il piano simbolico si contrappone a quello magico-utilitaristico.

Nel primo caso come già accennato. Il rito rappresenta in quel momento in cui la dimensione temporale si annulla e si ricrea in terra l’azione celeste, unendo in questo modo le due realtà e creando un legame tra i diversi mondi.

Nella visione magica, al contrario, il rito assume anche uno scopo “utilitaristico” e per mezzo del suo compimento gli officianti si attendono un responso: l’atto magico è propriamente questo, infatti, ovvero l’attendere un fenomeno a seguito di una propria azione rituale, in contrapposizione con la teurgia che invece mira solo a stabilire un ponte tra ciò che è tangibile e ciò che appartiene a un piano superiore.

I sacrifici umani, di conseguenza, appartengono al piano magico-rituale, e sono sempre stati effettuati nella convinzione che per mezzo di essi di ottenere benefici materiali in questo mondo.

L’uccisione di prigionieri di guerra di guerra eseguiti dai sacerdoti aztechi, i bambini immolati al Dio Moloch dalle antiche popolazioni semitiche, non può che portare alla conclusione che ogni sacrificio umano di cui la storia ci porta notizia è stato compiuto in attesa ad una contropartita contingente.

Secondo le scienza magiche, infatti, nell’atto del sacrificio entrano in gioco potenze psichiche dirompenti, e l’energia vitale della vittima può essere indirizzata affinché si possa compiere il proprio scopo, sia che si tratti di stimolare i venti che aiutino la partenza delle navi, che di allontanare la fine del mondo, oppure di affrettarla.

Aleister Crowley, che senza dubbio è stato uno dei principali maghi e occultisti, descrisse nel dettaglio il modo che possono essere compiuti i sacrifici, affinché le energie vitali liberate potessero essere ottimamente convogliate e utilizzate. Per correttezza di informazione, bisogna dire che Crowley può essere interpretato come una persona che amava a fare il malvagio per impressionare i lettori. Certi suoi comportamenti e affermazioni dovrebbero essere interpretate come un tentativo di scioccare le coscienze dell’epoca e che dietro quest’apparenza che puzzava di zolfo, nella realtà si nascondeva un profondo conoscitore della filosofia Yoga e delle tecniche yogiche, e un pioniere nella ricerca degli stati alterati di coscienza e nell’utilizzo “magico” del ‘energia sessuale. Se poi si fa dei paragoni anche l’insegnamento di Gesù che predicava pace e amore è stato reinterpretato e sono nate le Cociate e creato l’Inquisizione.

I sacrifici, quindi, lungi dall’appartenere continuano ad essere officiati anche nei nostri tempi, in modi invero più subdoli e assai meno visibili, rispetto a prima. Si potrebbe dire che c’è una sorta di nuova religione luciferina (e per luciferina non intendo satanico ma di chi vuole portare la luce, ritengo sbagliato dare definizioni demonologiche) che cerca di imporsi, e per questo necessita una grande quantità di “energia vitale” affinchè i suoi scopi siano raggiunti.

 

TORNANDO ALL’OGGI

 

Questa disquisizione sul tema dei sacrifici dovrebbe farci interrogare che forse non è un caso che molti esponenti delle classi dirigenti parlano tranquillamente di sacrifici.

Forse non è un caso che Angela Merkel, che secondo Magaldi è stata iniziata in una loggia dal nome evocativo e nello stesso tempo inquietante di Walhalla, inneggia di continuo alla retorica del “sacrificio” (e d’altronde non scodiamoci quando un freddo e agghiacciante Monti li preannunciò appena era stato nominato presidente del consiglio dei ministri).

Forzando il ragionamento di potrebbe dire che nella macelleria sociale greca, si potrebbe affermare che sia ispirata alla stessa alla stesso pensiero filosofico ed esoterico che ispirava le SS di Himmler, nella sostanza quel pensiero antico che vede i sacrificatori trarre “energia vitale” e forza dal sangue delle vittime. Giusto per completare la panoramica esoterica, Angela Merkel sembra che risultasse affiliata alla Ur-Lodges Parsifal,[30] superloggia          che sembra sia stata frequentata da Helena Petrovna Blavatsky, la madrina della Teosofia, che influenzò tanto l’armamentario ideologico caro all’élite della svastica. E quindi, con riferimento alla biografia della Merkel, le “coincidenze in grado di far tornare in mente l’esperienza nazista guarda caso aumentano.

 

 

[1] Lenin, Imperialismo, 1916.

 

[2] http://www.rinascita.eu/index.php/index.php?action=news&id=2097

 

[3] http://punto-informatico.it/1236609/PI/News/israele-armi-soniche-sui-manifestanti.aspx

 

[4] http://www.youtube.com/watch?v=GAF3w7X_Iz0

 

[5] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?

 

[6] Rapporto del Pubblic Citizen, The Bankrollers: Lobbysts’ Payment to Lawmakers They Court, 1998-2006.

 

[7] http://www.citizen.org/document/ca$hing_in.pdf

 

[8] www.opensecrets.org/pres12/#out

 

[9] Karl Marx, Storia delle teorie economiche, Vol. II, Torino 1971, p. 192.

 

[10] Karl Marx, Il capitale, Libro III, Editori Riuniti, Roma 1980, p. 242.

 

[11]                                          C.s. pp. 518,519.

 

[12]                                          C.s. p. 520.

 

[13]                                          C.s. p. 521

 

[14] http://www.grandeoriente-democratico.com/

 

[15] http://www.grognards2011.it/2014/renzi-e-draghi-massoni-la-guerra-tra-super-logge

 

[16] http://www.grognards2011.it/2014/11/enzi-e-draghi-massoni-la-guerra-tra-super-logge

[17] A. Marcenaro, Io, Di Bernardo dico a Cordova di tirarsi avanti, Il Giorno, 11 luglio 1993.

 

[18] Anna Maria Isastia, Massoneria tra realtà storica e mito, HIRAM 4/2005, Erasmo Editore.

 

[19] Serviva a finanziare l’industrializzazione.

 

[20] Gianni Cipriani, I mandanti, Editori Riuniti, Roma, 1993, p. 183.

 

[21]                                     C.s. p. 188-189.

 

[22]                                     C.s.

 

[23]                                     c.s.

 

[24] https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Beneduce

 

[25] https://it.wikipedia.org/wiki/Hjalmar_Schacht

 

[26] Gioele Magaldi, Laura Maragnani, Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere, 2014, p. 67

 

[27] Thule (o anche, in italiano, Tule) è un’isola divenuta leggendaria, citata per la prima volta nei diari di viaggio dell’esploratore greco Pitea salpato da Marsiglia verso il 330 a.C. per un’esplorazione dell’Atlantico del nord. Nei suoi resoconti (screditati da Strabone che era uno geografo e storico greco antico) si parla di Thule come di una terra di fuoco e ghiaccio nella quale il sole non tramonta mai, a circa sei giorni di navigazione a nord dall’attuale Gran Bretagna. Fu citata anche da Tacito nella sua opera De vita et moribus Iulii Agricolae (Vita e costumi di Giulio Agricola) in cui tratta dell’esplorazione e della conquista della Britannia.

 

[28] Iperborea è una terra leggendaria, patria dell’anch’esso mitico popolo degli Iperborei.

Nei miti della religione greca e nelle dottrine dei loro storici (tra cui Erodoto) gli Iperborei (Ὑπερβόρεoι o Ὑπερβόρειoι, “coloro [che vivono] oltre βορέας”) erano un popolo che viveva in una terra lontanissima situata a nord della Grecia. Questa regione era un paese perfetto, illuminato dal Sole splendente per sei mesi all’anno. L’appellativo di iperboreo viene riferito da Giamblico di Calcide (filosofo siro di lingua greca vissuto in età romana) nel suo catalogo di Pitagorici ad Abaris (Abàri o Abaride (Ἄβᾱρις Ὑπερβόρειος, Ábaris Hyperbóreios che u un leggendario indovino, taumaturgo e sacerdote di Apollo) il quale viene appellato in tal modo anche da Nicomaco  di Gerasa (matematico greco antico dell’età ellenistica)  mentre Eliano (scrittore e filosofo romano in lingua greca) riferisce che, a quanto detto da Aristotele,  Pitagora, era chiamato dai crotoniani (Crone era una colonia greca) Apollo Iperboreo.

 

[29] Gioele Magaldi, Laura Maragnani, Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere, 2014, p. 67.

 

[30]                                                                    C.s.

 

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~ di marcos61 su gennaio 2, 2019.

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