ASTRONAUTICA MILITARE

 

L’esplorazione dello spazio ha determinato diverse tendenze, una è la robotizzazione. Con la colonizzazione dello spazio era iniziata l’era dei robot. Le missioni con l’essere umano (come quelle Apollo) in realtà erano più che altro roba che serviva per la propaganda, non bisogna dimenticare che quando si svolsero questi viaggi spaziali con esseri umani era l’epoca della cosiddetta guerra fredda. In questo periodo l’esplorazione umana dello spazio era diventata una competizione d’immagine tra i due blocchi (chi avrebbe mai potuto identificarsi con un astronauta Robot?).

La storia della robotica è strettamente legata a quello della esplorazione spaziale: infatti, le applicazioni spaziali della robotica sono molte, a volte anche famose. Le sonde spaziali, che hanno fornito, negli anni, preziose informazioni sul nostro sistema solare non sono altro che robot.

L’altra tendenza è quella della militarizzazione dello spazio.

Nell’epoca contemporanea fino alla seconda guerra mondiale era decisivo per la conduzione del conflitto il dominio dei mari, dall’ultimo conflitto mondiale fu il dominio dell’aria, in questa fase sarà il dominio dello spazio

Perciò non deve meravigliarsi che le varie potenze hanno costituito una forza militare, atta a costituire e condurre una guerra spaziale.

Le prime forze spaziali militari vennero ufficialmente fondate il 10 agosto 1982, come una branca separata delle forze armate militari russe. Il corpo venne rifondato come Forze Spaziali Russe il 7 maggio 1992, quando entrò ufficialmente nelle forze militari della neonata Federazione Russa. Nel 1997, a seguito di una riforma militare, furono però incorporate nelle Forze Missilistiche Strategiche.

Il 1° giugno 2001 le Forze Spaziali Russe vennero ufficialmente ricostituite come sezione indipendente delle forze armate russe, salvo poi essere dissolte nel 2011. Il 1 agosto 2015 sono state reistituite come ramo della Forza Aerospaziale Russa (VKS), insieme all’aeronautica Militare Russa.

Parlando nel corso di una teleconferenza, il Ministro della “Difesa” russo Sergei Shoigu che la creazione della Forza Aerospaziale Russa nata dall’unione dell’aeronautica Militare, delle forze di “Difesa” Areospaziale e del Comando Spaziale l’opzione ideale per migliorare il sistema di difesa areospaziale, areospaziale del Paese, volta alla riorganizzazione del coordinamento e l’efficienza dei tre settori (Aeronautica, Truppe di difesa aerea e missilistica, e Forza Spaziale.[1]

La VKS sarà responsabile della protezione aerea e spaziale del paese, dell’opposizione delle forze opposte attraverso l’uso di armi convenzionali e nucleari, fornirà il supporto per la navigazione aerea a tutte le forze armate russe nonché la protezione contro i missili balistici nemici, e sarà inoltre responsabile del lancio e della gestione dei satelliti militari al fine di identificare e proteggere la Russia dalle minacce spaziali.

Secondo una fonte del Ministero del Ministero della Difesa anonima[2] citata dall’agenzia stampa Interfax, uno dei principali motivi della riorganizzazione della nuova Forza Armata sarebbe quello di preparare al meglio il Paese alla difesa del paese contro i missili ipersonici sviluppati nell’ambito del programma statunitense denominato Prompt Global Strike.[3]

Da tenere conto nell’ambito dell’attivismo spaziale da parte della Russia, Mosca sta puntando a occupare il Polo Sud della Luna e testando satelliti killer (come anche la Cina e gli USA) in grado di cambiare orbita molto velocemente e muoversi a sciame.[4]

Mosca, dunque, come si diceva prima, sta preparando una vera e propria forza armata spaziale. Si dice che nel 2014 abbia lanciato quatto satelliti fantasma non registrati, della serie Kobalt adatti allo spionaggio dello spazio, per operazioni militari segrete.[5]

Nel 2010 la Francia ha istituito il Commandement interrarmées de l’espace (CIE), un organismo che dipende dallo Stato Maggiore della Difesa ed elabora e mette in opera tutte le operazioni spaziali militari francesi.

A gennaio 2016, a seguito della riforma del 2015 dell’Esercito Popolare di Liberazione, la Cina si è dottata di una Forza di Supporto Strategico. Essa si occupa di guerra spaziale, guerra cibernetica, guerra elettronica e dello sviluppo militare cinese nel settore aerospaziale ed astronautico.

Il 18 giugno 2018 degli USA, Donald Trump ha annunciato di aver ordinato la fondazione di una United States Space Force ramo delle United States Armed Forces (USAF). Nella sostanza si crea una nuova forza armata a fianco di Esercito, Marina, Aeronautica, Corpo dei Marines e Guarda Costiera.

Tutto questo nasce dal fatto, come afferma Jim Brundenstine, amministratore della NASA che “Se perdiamo il segnale GPS non ci saranno trasferimenti bancari interni”, i pagamenti nei negozi, nella sostanza di disattivare lo stile di vita americano.

Colpisce il fatto che le missioni dell’aereo spaziale segreto X-37 sono gestite e controllate dalla Space Corps. L’X-37 ha effettuato quattro missioni clandestine, portando carichi utili segreti sui voli di lunga durata in orbita terrestre.

Ma cos’è l’X-37? È un drone spaziale. Un velivolo ipersonico capace di volare per 270 giorni nello spazio in piena autonomia. Non necessitando la presenza umana il velivolo ha dimensioni molto ridotte rispetto ad uno Shuttle ma con questo condivide la caratteristica di servirsi di un razzo accessorio per il decollo e quella dell’atterraggio planare. A quanto pare, quindi i costi legati ad un razzo accessorio sono eccessivi per le missioni di ricerca scientifica ma non per quelle militari. A cosa serve questo drone spaziale? Nessuna informazione precisa, solo due pagine dell’Air Force che spiegano come l’X-37B sia una piattaforma di test spaziali automatica e riutilizzabile.

Nonostante il segreto sappiamo che il velivolo dovrebbe servire a testare nuove tecnologie di derivazione militare nello spazio e proprio qui sta il punto, perché le nuove tecnologie militari sono al 99% armi. Ma forse proprio questa volta ci troviamo di fronte a quell’1% statistico. Se così non fosse, però, quali armi? Non armi nucleari o si violerebbe l’Outer Space Treaty del 1967. Nel trattato si afferma infatti che “gli stati partecipanti al trattato si impegnano a non mettere in orbita intorno alla Terra qualsiasi oggetto contenente armi nucleari o qualsiasi altro genere di armi di distruzione di massa, di installare questi sistemi d’arma su corpi celesti, o di far stazionare queste armi nello spazio esterno con qualsiasi altra modalità “.[6] Senza dimenticare i trattati Start I e II (rispettivamente del 1991 e del 1993) e il SORT del 2002. Proprio sullo START II torneremo a breve, perché adesso è il momento di porre una domanda: se non le armi nucleari, allora quali? I laser, per esempio.

Ancora i laser? Ebbene sì, perché dagli anni ’80 la tecnologia ha compiuto passi da gigante non solo con i cellulari. Nel sito Missile Defense Agency si parla dell’ultimo fiore all’occhiello del Dipartimento della Difesa: l’ALTB (Airborne Laser Test Bed), ovvero un progetto che in pratica converte un Boeing 747 in una postazione laser mobile (qui il Fact Sheet dell’ALTB) in grado di intercettare e distruggere missili balistici.[7]
   Questo laser di nuova concezione è capace di mantenersi “raggio” molto più a lungo rispetto ad un laser normale e permetterebbe forse di ovviare ai problemi di “diffusione” rimarcati a suo tempo da Carter. Questo sarebbe un avanzamento incredibile nella realizzazione pratica del progetto SDI, ma ci sarebbe ancora un problema: la tempestività di reazione. Pur montando questi dispositivi d’arma sui satelliti, in caso d’attacco il riposizionamento degli stessi sull’obiettivo (specie se questo fosse un missile) sarebbe un procedimento complicato, lungo e –per chi possedesse informazioni d’intelligence sul normale posizionamento degli stessi- prevedibile. Ci vorrebbe un dispositivo mobile come il Boeing, capace di viaggiare alla stessa quota di un satellite ma molto, molto più veloce. Qualche idea? Che ne dite, un velivolo ipersonico orbitale potrebbe fare al caso? L’X-37 (con B o senza) sarebbe perfetto. L’arma giusta al momento giusto. C’è inoltre un altro aspetto da considerare a partire dalle poche righe del documento USAF precedentemente citato. L’X-37B sarebbe infatti capace “di realizzare vari esperimenti e di permettere il trasporto dallo spazio alla terra e viceversa di sensori per satelliti, sottosistemi, componenti e tecnologie associate”. Quali siano questi componenti e queste tecnologie associate non è dato modo di saperlo, ovviamente. Lo sapremo forse fra cinquant’anni, quando ci ritroveremo altri documenti declassificati che ci narreranno altre storie alternative, altre missioni segrete e a più riprese negate.

Si può formulare che uno dei motivi per il raggiungimento del dominio dello spazio, non ci sia solamente motivi militari, economici e politici, ma qualcosa di più inquietante e tremendo, criminale: dallo spazio si assalta il cervello.

Signals Intelligence[8] della NSA usa la stimolazione EMF del cervello per il Neural Remote Monitoring (RNM) e il collegamento cervello elettronico (EBL). La stimolazione EMF del cervello è stata sviluppata nel periodo del famigerato programma MKULTRA nei primi anni 1950, che ha incluso la ricerca neurologica attraverso “radiazioni” (non ionizzanti EMF) e la ricerca e sviluppo della bioelettronica.

 

La tecnologia segreta risultante è classificata presso l’Archivio di Sicurezza Nazionale come “Radiation Intelligence”, definito anche come “informazioni involontariamente emanate, praticamente onde elettromagnetiche emanate nell’ambiente, non compresa la radioattività o l’esplosione nucleare.”[9]

Signals Intelligence applica questa tecnologia segreta nello stesso modo come applica altri programmi di guerra elettronica del governo. La NSA controlla le informazioni disponibili su questa tecnologia e secretando questo tipo di ricerche scientifiche all’opinione pubblica. Ci sono anche degli accordi internazionali tra le agenzie di intelligence per mantenere questa tecnologia segreta.

La NSA ha brevettato apparecchiature elettroniche che analizzano l’attività elettrica negli esseri umani a distanza. Attraverso la computer-generated brain mapping, riescono a monitorare costantemente tutte le attività elettriche del cervello della popolazione. L’NSA riesce a decodificare le mappe cerebrali individuali (di centinaia di migliaia di persone) per motivi (dicono) di sicurezza nazionale.

La stimolazione EMF del cervello è anche segretamente utilizzata dai militari.

Ai fini della sorveglianza elettronica l’attività elettrica nel centro del linguaggio può essere tradotta (tramite dei sintetizzatori) in parole. L’ RNM può inoltre inviare segnali codificati alla corteccia uditiva, permettendo così la comunicazione audio direttamente nel cervello (scavalcando le orecchie). Gli agenti possono utilizzare questa tecnica per torturare segretamente i soggetti, simulando allucinazioni uditive tipici della schizofrenia paranoide.

Senza alcun contatto con il soggetto, il monitoraggio remoto neurale può tracciare l’attività elettrica della corteccia visiva di una persona trasmettendo direttamente immagini al suo cervello, il tutto viene controllato tramite un monitor video. Essi pertanto riescono anche a vedere ciò che gli occhi del soggetto preso di mira stanno vedendo in quel preciso momento.

L’RNM può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva. Bypassando gli occhi e i nervi ottici.

Possono utilizzare questi strumenti per inserire delle immagini di nascosto nel cervello di qualcuno mentre dorme, in fase REM, programmando così la mente della vittima per i loro scopi.

Le capacità di agenti NSA con RNM.

Insomma, la voce e il suono in 3D, (audio subliminali e non) possono essere inviati alla corteccia uditiva della gente (bypassando le orecchie) e le immagini possono essere inviate alla corteccia visiva.

L’RNM può anche alterare le percezioni di un soggetto come gli stati d’animo, e il controllo motorio.

Questo è diventato una metodologia tipica per le comunità di intelligence.

L’RNM infatti permette un completo controllo audio-visivo del cervello.
La National Security Agency può rilevare, identificare e monitorare in remoto i campi bioelettrici di una persona.

Hanno anche la capacità di monitorare in remoto e in modo non invasivo, le informazioni nel cervello umano elaborandole in digitale, decodificando i potenziali evocati tra i 30-50 Hz, .5 milliwatt (emissioni elettromagnetiche provenienti dal cervello).

L’attività neuronale nel cervello crea un pattern elettrico che ha un flusso magnetico mutevole. Questo flusso magnetico emette una costante di 30-50 Hz, 0,5 milliwatt d’onda elettromagnetica (EMF).

Nell’ emissione elettromagnetica del cervello sono contenuti picchi e modelli chiamati “potenziali evocati”.

Ogni pensiero, reazione, comando motorio, evento uditivo e immagine visiva del cervello ha un corrispondente “potenziale evocato” o un insieme di “potenziali evocati.”

L’emissione di campi elettromagnetici del cervello possono essere decodificati in pensieri, immagini e suoni.

La NSA utilizza la EMF Brain Stimulation, anche come sistema di comunicazione per la trasmissione di informazioni (come messaggi nel sistema nervoso) per gli agenti dei servizi segreti, per trasmettere al cervello dei soggetti operazioni top secret (anche in modo non percepibile a livello conscio). La decodifica RNM richiede una frequenza di risonanza per ogni area specifica della mente. Tale frequenza è quindi modulata per imporre le informazioni in quella zona specifica del cervello.

 
La frequenza a cui le varie aree cerebrali rispondono varia da 3 Hz a 50 Hz. Solo L’Intelligence della NSA modula i segnali in questa banda di frequenza.
Un esempio di stimolazione EMF del cervello:

Area del Cervello     /    Risonanza Frequenza Bioelettrica / Informazioni indotte Attraverso la modulazione
Control lo Corteccia Motoria        10 HZ                     Impulso Coordinamento Motorio
Corteccia uditiva                             15 Hz                     Il suono che bypassa le orecchie
Corteccia visiva                                25 HZ                    Le immagini nel cervello, scavalcando gli occhi
Corteccia somatosensoriale          09 HZ                    Phantom touch Senso
Centro del Pensiero                      20 Hz                    Pensieri inconsci im

 

 

[1] https://www.anaisidifesa.it/2015/08/la-nuova-areospaziale-russa-vks/

 

[2]                                                             C.s.

 

[3] https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Prompt_Global_Strike&prev=search

 

[4] http://archivio.internazionale.it/news/asca/2014/12/10/corsa-allo-spazio-russia-pronta-a-creare-forze-armate-cosmiche-2

 

[5]  http://www.gliocchidellaguerra.it

 

[6] http://www.ansuitalia.it/Portale/articoli/20-astronautica/1136-x-37b-arma-spaziale-decisiva.html

 

[7]                                                                 C.s.

 

[8] SIGINT, è l’abbreviazione delle parole inglesi SIGnals INTelligence (Spionaggio di segnali elettromagnetici), è l’attività di raccolta di informazioni mediante l’intercettazione e analisi di segnali, sia emessi tra persone (ad esempio comunicazioni radio) sia tra macchine lo spionaggio di segnali elettronici) oppure una combinazione delle due. Dal momento che molte comunicazioni riservate sono criptate le operazioni di SIGINT spesso si avvalgono di strumenti di crittoanalisi In ogni caso l’analisi del traffico di comunicazioni, chi trasmette e da dove, spesso produce informazioni utili anche se il contenuto del messaggio non risulta comprensibile. I sistemi di fusione dati non possono utilizzare tali informazioni per le proprie attività.

 

[9] http://dellamancia.blogspot.com/2012/10/sorveglianza-satellitare-del-cervello.html

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~ di marcos61 su dicembre 2, 2018.

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