IL SOLE, LA LUNA INFLUENZANO LA VITA?

 

 

Nel settembre 1957 il direttissimo Stoccolma-Göteborg si fermò con grande stridio di freni a pochi chilometri della stazione di arrivo: un disco rosso indicava chiaramente al macchinista l’impossibilità di proseguire. Per quasi un’ora   egli attese di ricevere via libera e alfine, visto che nulla accadeva e temendo che nulla accadeva e temendo che si fosse verificata sulla linea chissà quale catastrofe, si decise a interpellare telefonicamente il capostazione di Göteborg, il quale disse di non aver mai fatto azionare il disco d’arresto.

Ora, il meccanismo che regola questi impianti è necessariamente tale da offrire la massima garanzia. Venne perciò subito ordinata un’inchiesta che terminò con una stupefacente rivelazione: ad azionare il segnale era stato il Sole!

   Sull’astro erano, infatti, in corso eruzioni tanto forti da scagliare sciami di elettroni, la cui forza influenzato i segnali ferroviari.[1]

Nel 1973, il veicolo spaziale USA Skylab registrò un esplosione solare. Le vampate si estesero sino a raggiungere un diametro 17 volte maggiore di quello della Terra, la loro potenza fu superiore di un miliardo a quella del terremoto che rase al suolo San Francisco. Le particelle radioattive, raggiungendo il nostro pianeta mezz’ora dopo, causarono interruzioni e disturbi alle comunicazioni radio, oscillazioni nell’energia elettrica, inconvenienti a vari strumenti di misurazioni installati in Nuova Scozia e in Terranova.

La portata del fenomeno fu impressionante, tanto che si poterono osservare a occhio nudo, con il solo ausilio di lenti affumicate, le titaniche fiamme che si levarono dalla stella. Ciò che accaduto, comunque, in precedenza: nel 1959 gli osservatori assistettero alla nascita di una vampata che, muovendosi alla velocità di 1200 chilometri al secondo, salì a 500 mila chilometri di altezza, con un diametro di 25 mila chilometri. La violenza  di tale eruzione è paragonabile a un miliardo di bombe all’idrogeno fatte esplodere contemporaneamente.

E questo è nulla in confronto alle eruzioni che si verificano regolarmente ogni 11 anni: dopo il 1947 si sono presentate alla ribalta in tutta la loro impotenza nel 1958 e nel 1969. La ragione di questa periodicità non è nota. Si sa soltanto che dalle famose “macchie solari” si scatenano lampi di proporzioni cosmiche: essi sprigionano non solo luce visibile, ma anche onde radio e raggi Rontgen.[2] Da queste spaventose “fontane stellari” partono, alla velocità di mille chilometri al secondo, particelle atomiche elettricamente cariche, una parte delle quali giunge al nostro globo e causa tempeste magnetiche di violenza inaudita.

Potrebbe sembrare strano, che quando accade sull’astro si ripercuota sulla Terra: la distanza fra i due corpi celesti è di ben 150 milioni di chilometri, tale che la luce, viaggiando a 300 mila chilometri al secondo, impiega 8 minuti e mezzo per raggiungerci. Eppure la stella può procurarci grossi fastidi.

Per fortuna solo una minima percentuale delle sue “superradiazioni” ci tocca: se piovessero sulla nostra superfice quelle arrestate dalle alte regioni del provvidenziale manto atmosferico, non vi sarebbe più vita sul pianeta.

Le “esagerazioni” dell’astro provocano già fenomeni sconvolgenti quando basta, sui quali la scienza non può che elaborare vaghe ipotesi.

Perché, ad esempio, durante il massimo dell’attività solare, il livello del lago Vittoria, in Africa orientale, aumenta di un metro rispetto al normale? Perché intere colture perdono vitalità e altre, al contrario, divengono lussureggianti? Perché eserciti di pesci oceanici abbandonano in tutta fretta, senza motivo apparente, la zona in cui erano stanziati e in cui sembravano trovarsi a loro pieno agio?

E perché, fra l’altro, le famigerate “macchie” paiono aumentare la virulenza di certi agenti infettivi, com’è stato detto a proposito delle epidemie d’influenza, di poliomielite e di parecchie altre malattie.

   Il fatto che nei periodi della più intensa attività del Sole i suicidi, gli accessi di follia, i gesti irrazionali, gli incidenti, talora le crisi internazionali, registrino un pauroso accrescimento, è dimostrato, anche se non lo si può tradurre in statistiche.

Non è certamente pensabile che le eruzioni dell’astro generino la pazzia, spingano al suicidio, provochino disastri e crisi per una specie di potere magico. Secondo l’ipotesi più attendibile, le eruzioni dell’astro potrebbero causare uno squilibrio psichico tale da avere certe conseguenze per le persone più emotive, sensibilizzando, in quelle già dotate, le proprietà che sono definite paranormali.

Perciò non si deve escludere che le tempeste elettroniche siano capaci d’intralciare la diffusione delle onde radio e così influenzare il nostro cervello.

Oltre che dalle influenze solari, noi saremmo condizionati anche da quelle lunari.

L’influsso della Luna sul comportamento umano è oggetto di studio da parte di parecchi biologi. La professoressa Sherin e il dottor Lieher, dell’università di Miami, hanno puntato la loro attenzione su qualcosa che scaturisce di solito da raptus. Si sono detti, se davvero la Luna può condizionare le azioni dei terrestri, i drammatici fatti di sangue si dovrebbero verificare in periodi ben precisi, ossia quando si ha Luna nuovo o ho la Luna piena, comunque sia nei momenti in cui il satellite si trova vicino al nostro globo.

I risultati hanno confermato che una certa relazione esiste. Esaminati i delitti avvenuti nella contea di Dade,[3] Sherin e Lieber hanno constato che il loro numero aumenta in materia significativa durante due “punti di crisi”, i quali, però, non sono quelli che si prevedevano, cadendo il giorno antecedente il giorno antecedente quello posteriore sia alla luna piena che alla nuova: l’apogeo e il perigeo del satellite non avrebbero invece alcuna influenza come conclude l’American Journal of Psychiatry occupandosi della questione.

Indubbiamente il globo vicino è responsabile di alcuni fenomeni, il più appariscente dei quali è rappresentato dalle maree. Non potrebbe essere, dunque, che dal globo morto della Luna provengono altri influssi, come, ad esempio, quello sulla crescita delle piante circa il quale ogni nostro agricoltore ci potrebbe essere preciso?

Ecco un’altra domanda sulla quale da tempo gli scienziati si arrovellano, una domanda senza dubbio giustificata. Esperimenti compiuti con vari semi hanno già da tempo dimostrato che le pianticelle nate con luna piena crescono molto più in fretta delle altre, ma danno frutti più scadenti o non ne danno affatto. Che parte può avere in ciò la luce riflessa del satellite?

La soluzione dell’enigma è venuta da due ricercatori dell’università americana di Yale, i professori Leonhard Raviz e Richard Burr, studiosi del fenomeno che va sotto il nome di Bioelettricità (cioè elettricità biologica), costituito dagli impulsi emessi da tutti gli esseri viventi, dai batteri ai vegetali, dagli animali agli esseri umani, impulsi che hanno ruoli importanti nei processi organici.

I due esperti hanno misurato la bioelettricità degli alberi, servendosi di apparecchi capaci di registrare le più insignificanti variazioni. E hanno notato che ogni quattro settimane la tensione sale: appunto durante il plenilunio. È dunque la luce riflessa della Luna e a provocare tale fenomeno e “regolare”, di conseguenza, a crescita delle piante.

L’influenza del satellite sugli organismi vegetali e animali è dunque una realtà: le constatazioni a cui sono giunti sinora gli specialisti offrono materia di studio per decenni.

Lentamente si va riconoscendo che le teorie classiche non sono sufficienti a spiegare del tutto la complessità della natura umana. Da un lato questo potrebbe farci piacere poiché ci offre un aggiornamento degli schemi tradizionali, dall’altro non può non renderci sgomenti: affidare al Sole e alla Luna la responsabilità del nostro comportamento ci fa sentire enormi, in balia di forze che sfuggono alla nostra comprensione e al nostro controllo.

Dagli abissi dello spazio, dunque, fattori imponderabili condizionano la nostra vita. Ed è tali elementi che si basa la parapsicologia relativamente all’elettromagnetismo umano.

A quest’ultimo e all’Effetto Kirlian[4]  va ricondotta un’ulteriore manifestazione che viene definita “paranormale”: la cosiddetta “visione extraretinica”.[5]

 

 

[1] Caterina Kolosimo, i poteri segreti della mente a 179 domande sui fenomeni paranormali 179 precise esaurienti risposte, OSCAR MONDADORI, 1976, pag. 158-159.

 

[2] Sono i raggi X, scoperti dal fisico tedesco Wilhelm Roentgen. Sono radiazioni elettromagnetiche che si propagano in linea retta, attraversano gli oggetti e impressionano una lastra fotografica. Si producono con il tubo catodico, nel quale è fatto il vuoto e che contiene due piastre metalliche: catodo e anodo. Il catodo, attraversato dalla corrente, emette elettroni che colpiscono l’anodo. In seguito a ciò, gli atomi dell’anodo perdono elettroni, con l’emissione di energia radiante, appunto i raggi X. Questi sono assorbiti in modo diverso dalle varie sostanze: passano attraverso la pelle, il legno o la carta, ma sono fermati da materiali più densi come ossa o metalli. Perciò, sulle lastre ossa e corpi estranei risultano come zone più chiare e i tessuti molli come zone più scure.

 

[3] La contea di Miami-Dade (in inglese Miami-Dade County) è una contea della Florida negli Stati Uniti. Il suo capoluogo amministrativo è Miami ed è una delle tre contee che compongono l’Area metropolitana di Miami.

 

[4] La fotografia Kirlian è un insieme di tecniche fotografiche usato per catturare il fenomeno delle scariche elettriche coronali. Prende il nome da Semyon Kirlian che nel 1939 scoprì accidentalmente che, se un oggetto su una lastra fotografica viene collegato a una sorgente ad alta tensione, sulla lastra fotografica si produce un’immagine. La tecnica è variamente nota come “elettrografia”, “elettrofotografia”, “fotografia di scarica coronale” (CDP), “bioelettrografia”, “visualizzazione a scarica di gas (GDV)”, “imaging elettrofonico (EPI)”, e, nella letteratura russa, “Kirlianografia”. La fotografia Kirlian è stata oggetto della ricerca scientifica, della parapsicologia e dell’arte. In larga misura è stata utilizzata nelle medicine alternative

 

[5] Essa è la proprietà che consente di distinguere i colori senza vederli, mediante il tatto. La si può accostare, per certi aspetti alla telestesia, ossia alla visione a distanza ravvicinata, che rende possibile leggere il contenuto di buste sigillate, quello di libri chiusi, e di “indovinare” carte coperte, la visione extraretinica è presente in misura più o meno marcata, in tutti gli individui di proprietà ESP.

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~ di marcos61 su luglio 15, 2018.

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