MACERATA: UNO DEI TANTI STIMOLI DI GOVERNARE CON LA PAURA?

 

 

   Le Marche potrebbero apparire una regione ai margini, dove sembra non succedere niente di importante, dove all’improvviso come un incubo viene fuori la tragica e orribile storia di Pamela orrendamente tagliata a pazzi e subito dopo un folle, Traini, comincia s parare all’impazzata verso immigrati. Macerata diventa una città famosa.

Pochi sanno un fatto inquietante che riguarda le Marche: secondo l’associazione Penelope, negli ultimi quarant’anni nelle Marche sono scomparse 567 persone e più di 20 sono i cadaveri non identificati.[1] Molti delle persone scomparse sono minori e ragazzini, di alcuni di loro non si sono mai trovato i corpi, mentre altre volte sono stati ritrovati i resti seppelliti in zone franche al riparo da occhi indiscreti.

Si potrebbe ipotizzare che dietro a questi rapimenti e ai relativi omicidi ci siano dei fini rituali o pedofili. Se fosse vera questa ipotesi si potrebbe dire che ci siano delle zone che si potrebbe definire “magiche” che sono scelte da ambienti particolari per rapire bambini, ragazzi e donne. Che questi ambienti particolari siano costituiti da persone altolocate, come militari, uomini di santa romana chiesa, imprenditori e massoni deviati (gente frustrata che a loro non interessa l’esoterismo per conoscere, ma per dominare) che attraverso malavitosi rapiscono persone per abusarne sessualmente e talvolta per torturarle fino alla morte. Come potrebbero esserci una magistratura collusa col potere politico, economico e religioso, ambienti occultisti che praticano la magia (i maghi neri che usano la magia con finalità di dominio), e reparti esoterici dei servizi segreti che potrebbero avere il compito di creare fake-news per depistare (pensiamo ai a tutta la questione del cosiddetto “Mostro di Firenze) e soprattutto ricattare quello che si potrebbe definire il Macro Mondo quando alla sovragestione necessita di fare delle svolte politiche. Nella sostanza c’è la necessità di comunicare iniziative di “gestione del potere” della sovrastruttura attraverso messaggi che utilizzeranno appunto i fatti di cronaca di cui prima si parlava.

In questo semplice e rodato schema criminale si evince si evince come il potere (quello reale invisibile) si muove e gestisca i media che dovranno necessariamente depistare spostando il bersaglio su comodi capri espiatori o dei semplici fattorini del crimine, i vari Pacciani di turno di turno ieri, oggi gli stranieri.

Pamela è stata uccisa – come prima di lei altre ragazze – da questa realtà criminale affamata di sangue sacrificale. Quindi non ritengo che ci sia un frutto di fantasia se si formulasse l’ipotesi che possano esistere due realtà criminali, una delle quali sia di stampo puramente magico orgiastico che può culminare con la morte della vittima. Questo tipo di delitto viene perpetrato da ambienti verosimilmente simili da quelli descritti da Kubrick in Eyes Wide Shut, popolato dall’alta società e sopra di esso, una sovragestione che strumentalizza e manipola questo mondo per infilarci politici e vip per ricattarli, plasmarli e sigillarli. Questi saranno i loro araldi per sempre, dei fedeli esecutori delle agende del potere costituito, kapò e servi.[2]

Molto probabilmente la povera Pamela, sezionata e lasciata in bella vista (si fa per dire ovviamente) dentro due valigie presso la Villa Monti in provincia di Macerata. Vittima probabilmente di questi ambienti e strumentalizzata dalla sovragestione che, dopo aver indicato i soliti capri espiatori che non sono altro che i semplici fattorini del crimine (i nigeriani), attraverso i media collusi ha mandato messaggi (sottili e meno sottili) a chi di dovere riguardo la politica interna (elezioni, vittoria di una certa area politica, utilizzazione della vittoria) ed a quella estera. Lo stesso schema accade in quasi tutti i paesi del mondo con le dovute differenze di cultura, il sacrificio a quelli che sono ritenuti gli Dei è uno schema ancestrale che riguarda tutte le culture comprese quelle che sono ritenute (a torto dal mio modesto punto di vista” “civilizzate”.

Guarda caso, dopo le elezioni una volta che sono stati scelti e puniti i capri espiatori, sono venute fuori che avrebbero meritato più notizie ed attenzione da parte dei media e degli inquirenti, ovvero, del ritrovamento di resti di scheletri e ossa, presubilmente di bambini e ragazzi nelle zone di Porto Recanati[3] e Macerata[4] notizie apparse e posi sparite, quasi a significare “attenzione, possiamo tirare fuori gli scheletri dall’armadio”. Notizie che avrebbero dovuto mobilitare la cosiddetta opinione media e allarmare i media, per cercare di capire i legami tra le tante sparizioni e il curioso ritrovamento dei resti.

Ma non c’è solo questo. Mentre il ceto politico emerso dalle elezioni del 4 marzo 2018 sembra che stia a giocare per non fare il governo, trapelava nei media (in punta di piedi) una notizia a dir poco clamorosa, che è venuta fuori per merito di una denuncia rimasta inascoltata. Una ragazza dal nome di fantasia Selvaggia stata intervistata da Angela Caponnetto per TaiNew 24.[5]

Da questa intervista emerge la realtà di un giro di prostituzione minorile e uno spaccio di droga in cui sarebbero coinvolte persone della cosiddetta “Macerata bene” che utilizzano come manovalanza gruppi di immigrati, in particolare nigeriani.

Gente insospettabile della buona borghesia e dell’aristocrazia italica che partecipa a festini a luci rosse dove vengono drogate, abusate e talvolta uccise giovani vittime, episodi che sarebbero stati denunciati alle autorità di polizia, senza però che siano seguite delle indagini.

Interpellata telefonicamente in merito, la Questura al momento non ha ritenuto di commentare.

 

   L’OMICIDIO DI PAMELA FA EMERGERE UN GIRO DI BABY SQUILLO

 

Quello che emerge, dall’orrendo delitto di Pamela, è che a Macerata, città consacrata alla Madonna, una realtà fasta di festini dove insospettabili che come si diceva prima si servono di immigrati clandestini, per adescare le giovani grazie alla droga. È come se la morte di Pamela avesse scoperchiato il vaso di Pandora: quasi quotidianamente ci sono ingenti sequestri di stupefacenti (come quello effettuato dai carabinieri il 14 aprile 2018 a Monte San Giusto, dove furono arrestate 4 persone con oltre 2 quintali di hashish)[6] e fatti di sangue, che indicano come la città sembri diventata fuori controllo. Di sicuro è diventata una base operativa degli spacciatori – di quella che viene definita la “mafia nigeriana” –  dove è operante un sistema criminale alimentato dall’abnorme presenza di immigrati clandestini.

Da Macerata si potrebbe dire emerge il noir (come i vecchi film francesi in bianco e nero dove ci delitti e misteri) della provincia italiana, pervasa da apparenti virtù pubbliche e concreti vizi privati.

Nell’intervista di Selvaggia, la ragazza denuncia “Esiste un sistema Macerata. Droga e prostituzione minorile per alimentare un giro di festini a luci rossi in cui sono coinvolti personaggi bene della città”.[7]

Selvaggia testimonia: “Mi sono decisa a parlare perché mi ritrovo nella tragica storia di Pamela, anche lei come era una ragazza sola”.[8]

Le accuse sono precise: il suo fidanzato l’ha portata, dopo averla stordita con la droga, in un casolare dove più volte ha incontrato molti uomini. Questo casolare potrebbe essere una villa nella frazione Sant’Egidio di Montecassiano, hinterland di Macerata. Egli afferma: “Lì ad aspettarmi c’erano personaggi facoltosi, ho riconosciuto tre poliziotti, un avvocato, tanti dell’alta borghesia di Macerata. Davanti alla villa erano parcheggiate Bmw, Mercedes, Maserati”.[9]

Questa storia risale a 10 anni fa “ma è stata insabbiata perché di mezzo c’è una massoneria, c’è la mafia”.[10]

I genitori di Selvaggia fecero un esposto alla Procura delle Repubblica a nome della figlia allora minorenne. Ma il fascicolo per un anno scomparve. Dopo il secondo esposto l’indagine fu “riesumata” ma s’insabbiò di nuovo fino a quando il gip, su richiesta del PM non ha archiviato tutto.

Ma oggi, dice Selvaggia: “Basta tacere, dopo quello che è successo a Pamela e che potrebbe succedere a me, bisogna che queste cose vengano fuori”. Anche perché c’è il forte sospetto che questi festini siano continuati e che il clima di omertà che c’è in città possa trovare fondamento nei ricatti incrociati.

Come si diceva prima a Macerata è al centro di un intensissimo traffico di droga controllato dai nigeriani, così come ci sono dei segnali che la città è luogo di reclutamento di giovanissime prostitute – anch’esse nigeriane – che vengono comprate nei centri di accoglienza.

Già nel 2015 la Corte di Assise di Macerata condannò a pene pesanti sette nigeriani per sfruttamento della prostituzione. Un’indagine condotta dall’allora procuratore antimafia di Ancona, Vicenzo Luzi, appurò che due uomini e cinque “madame” reclutavano le giovani in Nigeria, le facevano arrivare passando per i progetti di assistenza ai profughi e poi con i riti le ricattavano fin quando le giovani non pagavano tra i 40.000 e i 60.000 €.

Tutt’ora alla stazione di Macerata giovanissime nigeriane immigrate si vendono, dalle telecamere di sicurezza, le stesse che hanno inquadrato Pamela prima di essere uccisa, filmano centinaia di incontri. Ma su questo fronte a quanto se ne sa non c’è nessuna indagine anche se il legame tra droga, prostituzione, criminalità nigeriana e il delitto Pamela sembrano sempre più evidenti. Del resto altre denunce attendono da più di un anno di sortire qualche effetto: sono quelle della Guardia di Finanza che imputa alle ONLUS che si occupano dell’assistenza un’abnorme evasione fiscale.

Il particolare il Gruppo Umano Solidarietà[11] – oltre 35 milioni di fatturato provenienti interamente da soldi pubblici, 407 dipendenti, essa è la più consistente azienda della provincia di Macerata – a cui il Comune attraverso il sindaco Carancini ha di fatto concesso il monopolio dell’assistenza ai migranti. L’ONLUS presieduta da Paolo Bernabuci e guidata da Giovanni Lattanzi responsabile nazionale delle politiche sociali del PD, è accusata dalla Finanza di aver occultato redditi per 40 milioni e di aver evaso l’IVA per 6 milioni di Euro. [12]

Nel frattempo al GUS arrivano da Prefettura e Comune altri appalti milionari per ospitare profughi in una città e in una provincia che hanno già un numero rilevantissimo di migranti. Peraltro il GUS è l’ONLUS che si occupata anche dell’accoglienza di Innocent Oseghale, il principale imputato dell’omicidio di Pamela.

Alla luce della denuncia di Selvaggia c’è da capire se Pamela non sia stata vittima del giro di balletti a luci rosse e se questo giro non condizioni la vita pubblica di Macerata, se Pamela non si sia incappata nel giro di chi, arrivato a Macerata accolto dalle ONLUS, gestisce eroina e sesso. Oggi diventa indispensabile rileggere la presenza di esponenti del Black Axe (Ascia Nera) – una delle più feroci organizzazioni della criminalità nigeriana[13] – ai funerali di Emmanule Chidi Namdi ucciso dopo una lite con l’ultrà Amedeo Mancini a Fermo.[14]

Anche perché tra le provincie di Macerata e Fermo lo spaccio di droga e la prostituzione sono diventati fenomeni abnormi: si stima che tra Porto Sant’Elpidio, Civitanova, Macerata. Lido di Fermo, porto Recanati e Numana ci siano 420 prostitute nigeriane clandestine. Queste fruttano circa 3.000 Euro al mese ciascuna all’organizzazione.[15]

E in questo contesto che si inserisce il delitto Pamela e la successiva azione di luca Traini.

Il raid criminale di Traini, un ragazzo leghista (era stato candidato della Lega alle amministrative del 2017)[16] già targato come xenofobo[17] a sua volta andato “fuori di testa”.[18]

Tutto ciò ricorda un personaggio anche lui psicolabile e nazistoide che fece un vera propria esecuzione contri ignari vu cumprà a Firenze[19] e che in seguito si suicidò.

C’è da chiedersi chi era lo psichiatra che seguiva Traini?

I tragici fatti di Macerata si inquadrano in un contesto di crisi generale che provoca tra l’altro un guerra tra poveri e dentro la crisi di un sistema politico.

 

SUL SESSO COME PREVARICAZIONE E VIOLENZA

 

Come si è visto in tutte queste storie il sesso entra sempre. C’è da chiedersi quali siano i riferimenti culturali (e politici) di una certa deviazione mentale ampiamente diffusa oggi in occidente (come ben testimonio lo scandalo Dutroux in Belgio), le cui evidenze sono nella pedofilia, nella violenza carnale che spesso viene attuata in gruppo, nell’incesto, nella tratta delle donne, nell’obbligarle alla prostituzione, nella schiavizzazione di persone e nel ritorno a forme feudali di servitù, nel satanismo, nella diffusione di forme plateali di spettacolarizzazione del sesso in locali e luoghi mercificati come fiere, nella pornografia di paese e nel messaggio che porta con sé la protagonistizzazione delle pornostar e dei più noti “stalloni” che si accompagno loro (anche se vi sono classi sociali e remunerazioni ben diverse),  possano essere tranquillamente individuate in alcuni dati:

  • La cultura bigotta e retrograda italiana molto legata ai divieti ecclesiastici da aggirare ipocritamente nel mentre ci si scandalizza e si chiamano i carabinieri per qualche chitarra fuori orario o per qualche nudista in una spiaggia.
  • La perdita di senso della vita da parte della borghesia e delle classi che subiscono l’influenza.
  • L’uso del corpo sessualmente come mezzo di carriera e di assunzione.
  • La necessità di protagonismo dei giovani ed adolescenti che non trova più se non in determinate situazioni e segmenti di classe, collocazione nell’impegno sociale.
  • La negazione di spazi sociali e di aggregazione liberi da condizionamenti che non siano immediatamente cooptati dalle istituzioni viste come controllo dall’alto e non come espressione e luogo delle necessità dal basso.
  • L’esasperata ostentazione di ricchezza attuata soprattutto il sistema mediatico per cui chi non possiede nulla per accedere come si sul dire al “giro” di riferimento deve mercificarsi o dedicarsi ad attività illecite.
  • La pornografia istiga non solo alla pedofilia, in particolare a quella nascosta (filmini con bimbone sui 18 anni che fanno la parte delle bimbe istigate alla istruzione al sesso dal padre e cazzate del genere) ma anche al sadismo (carceriere che violenta la donna davanti al marito ammanettato e legato) e al feticismo (leccatura di scarpe e porcate simili).

 

La base feticista ed ipocrita del sesso quale mezzo di subalternità delle donne, quale non a caso la cultura italiana, nel denunciarla anche con strumenti di avanguardia, ha faticato a trovare ascolto (Pasolini: Salò e le 120 giornate di Sodoma, Cavani: La portiera di notte, ecc.) oppure è stata mistificata e trasformata da ciò voleva rappresentare (Porci con le ali).

Un chiaro esempio di feticismo (il gesto) sociale (il soggiorno, l’orologio e gli orecchini, gli occhi chiusi e le unghie, la camicia legata sulla pancia) nell’immagine clou di un porno che rovina la scena dove dovrebbe emergere la bellezza di un rapporto sessuale come atto d’amore, si trasforma in un gesto di violenza e subordinazione in cui il seme è unicamente strumento di puro feticismo e sadomasochismo.

Più spesso in tempi recenti la stessa cosa è da vedere in alcuni telefilm americani apparentemente innocui, magari incentrati sulla lettura del pensiero o sulla trance ipnotica (come Alias o The Hunger), in cui scene di sesso sadomasochistico in cui la figura femminile   è soggetto si “emancipa”  (si fa per dire ovviamente) facendo uso di tecniche in passato dominio di uomini di poter e molto borghesi, ove quindi è la cultura dell’oggettivizzazione della persona a farsi dominare e non più solo o tanto della sola donna, ma anche dell’uomo: in questo senso gli spogliarelli maschili o i calendari per signore che emulano le porcherie inutili cui masse di persone, prive, di un proprio equilibrio sentimentale e di una vita sessuale soddisfacente, rivolgono un attenzione da “mercato”, come se fossimo ripiombate, sintomaticamente come la pedofilia di nei cortili e nelle piazze della Roma antica. Questo fenomeno molto spinto in italia e negli USA che in altri paesi, come la pedofilia dei sacerdoti.

Non a caso i film porno stanno evolvendosi anche in varie branche prima più nascoste al pubblico come:

  1. Le ragazzine.
  2. I sacerdoti sporcaccioni.
  3. I genitori ammiccanti verso le figlie.
  4. Il sesso in carcere.
  5. La corruzione sessuale come forma di pagamento ad uomini potenti.
  6. Le segretarie

 

A livello personale ritengo che in una società che considererei giusta non vedrebbe alcuna possibilità per schiavisti di donne e bambini.

 

USO DELLA PSICHIATRIA

 

Dicevo prima che bisognerebbe interrogarsi su chi era lo psichiatra di Traini. Dico questo perché ritengo sia importante essere consapevoli degli usi che si fa della psichiatria.[20]

Dico questo perché non bisogna mai perdere di vista che essa (come la pratica scientifica nel mondo non è neutrale, nella società capitalista deve per forza essere funzionale al profitto e dominio sull’uomo da parte dell’uomo, di una minoranza che ha i mezzi economici. Mai dimenticare la ricerca per scopi militari è stata uno dei motori preponderanti dello sviluppo scientifico.

Con questo non intendo certamente affermare che non vi siano ricerche scientifiche che non siano state legate a logiche di profitto e militari.

Uno delle conseguenze del predominio della scienza legata al profitto e alle ricerche militari, è che molte delle aree di conoscenze e cognizioni risultano tutt’oggi, essere state nascoste alle grandi masse e addirittura a quote significative del mondo scientifico.

Per ragioni economiche o di controllo e dominio (segreto di Stato, segreto militare e segreto industriale) si nascondono le applicazioni metodiche e le pratiche illegali che sono contrarie alle morali generalmente condivise.

Mondi scientifici, mondi universitari e la cosiddetta “opinione pubblica” manipolata, nonostante la rivendicata libertà di insegnamento e ricerca, sono indirizzati e indirizzati a non vedere dentro e oltre.

Vi è una costante universale, infatti, chi non ricorda il film In nome della Rosa dove la custodia dei libri vietati, era nascosta agli stessi scribi del convento, dal vecchio e cieco superiore, e tra essi, il libro di Platone, sulla risata che avrebbe dovuto rimanere nel comune intendimento espressione del diavolo.

Nonostante tutto si può tranquillamente dire che la quantità e qualità dell’informazione che c’è in giro, grazie alla rete, che il condizionamento e la disinformazione di massa se sempre meno efficaci.

Dunque c’è in giro dell’informazione, ma che purtroppo non è sufficiente perché a livello di massa si è sufficientemente accorti del ruolo e dell’uso a fini del controllo sociale e di dominio e repressione della psichiatri, dell’uso sistemico delle conoscenze psicologiche. A livello di massa non ci si è accorto che l’uso della psichiatria ha assunto una forma capillare e diffusa, che ha assunto una funzione di infiltrazione, pressione e controllo delle persone più” attenzionate”, delle finalità distruttive anziché di salute psichica e si sostegno della persona.

Pensiamo anche l’uso a fini di lotta politica della psichiatria. Quando lo psichiatra Luigi Cancrini presidente del Centro Studi di Terapia Familiare e Relazionale afferma che: “Berlusconi perde il controllo se non dispone della ‘sostanza’ da cui dipende. E come un tossicomane[21] cosa non è se un chiaro e lampante tentativo di delegittimazione di un uomo politico.

Oppure prendiamo il caso del magistrato Paolo Ferraro che si tentò di farlo passare per pazzo (con un TSO) quando scoprì una realtà agghiacciante fatta di sette esoteriche sataniste in ambiti civili militari che usavano tecniche di condizionamento mentale MK ULTRA.

Tenendo conto, delle connessioni che esistono tra psichiatria e industria farmaceutica, si può considerare tranquillamente che la psichiatria funziona non solo come controllo sociale ma anche come un’industria che si autoalimenta e accresce costantemente i propri clienti e profitti. Senza entrare nel merito della discussione sull’organicità della malattia mentale, mi limito a dire c’è gente che mente approfittando dal fatto che la gran massa dei potenziali interlocutori non hanno “l’autorità scientifica” per contestare le loro affermazioni.

I due sistemi principali adottati dalla psichiatria per aumentare e far fiorir il proprio mercato sono: la creazione di nuove malattie e l’uso di falsi dati statistici sul numero dei bisognosi di cure psichiatriche.

La creazione di nuove malattie è da sempre l’arma principale. Le modalità di questa operazione sono diverse.

Anzitutto c’è una distinzione che deve esser fatta e che “stranamente” non è mai sottolineata: quella tra handicap neurologico accertato e “malattia mentale”.

Ci sono persone che hanno malattie genetiche specifiche, danni cerebrali organici gravi, conseguenti ad asfissia da arto, traumi ecc. questi sono in realtà la maggioranza di coloro che sono etichettati come “malati mentali”.

Tutti costoro sono “portatori di Handicap” e non hanno certamente bisogno certamente di cure con psicofarmaci o di terapie psichiatriche che li danneggiano solamente.

Buona parte degli internati nelle strutture psichiatriche in Italia sono in realtà degli handicappati.

Ma la psichiatria non si limita ad includere persone che nulla c’entrano; cerca di includere ogni individuo come potenziale paziente.

Quasi ogni giorno sono formulate nuove “diagnosi psichiatriche”.

La psichiatria si limita a pendere in esame quello che si potrebbe definire “aspetti di vita” (i problemi che si ha ogni giorno, le mode e fenomeni sociali, le caratteristiche della personalità umana di fronte a certi eventi), li cataloga, decide che questi sono malattie, stabilisce quali sono i sintomi di queste nuove patologie e quali terapie vanno usate per “guarire” che n’è affetto.

Di particolare interesse è il primo meccanismo con cui sono create nuove malattie.

L’idea di partenza può anche nascere dalla base (da un singolo psichiatra o da gruppetto periferico), ma la decisione finale viene presa, di fatto, dal comitato scientifico dei compilatori del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali (DSM).

Il comitato, riunito, ascoltato il parere dei suoi membri vota.

Bisogna sapere che il DSM è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto il mondo e che i membri dei vari comitati scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e membri dell’American Pychiatric Association.

Vediamo alcuni esempi della creazione di nuove “malattie.

Il SISDE, ha avuto come consulente lo psichiatra Francesco Bruno, un personaggio diventato famoso al pubblico televisivo, non c’è una trasmissione di un qualsiasi delitto che manchi (da Erika che uccise la madre al delitto di Cogne). Davanti alla testimonianza degli agenti del SISDE Malpica, Galati e Broccoleti che durante lo scandalo dei fondi neri del SISDE nel 1993 accusavano i loro superiori egli ritenne che le loro testimonianze non sono attendibili. A suo parere i tre sarebbero, infatti, affetti da una nuova malattia psichiatrica: la “sindrome del canarino”.

Affermava Bruno: “a differenza dei mafiosi gli agenti segreti che risentono traditi dallo stato, improvvisamente si sentono abbandonati e perdono ogni riferimento con la realtà… questo complesso di onnipotenza, sindrome del canarino, porta i soggetti in questione a partire all’attacco il più alto possibile, ritenendo di avere delle carte che giustificano queste affermazioni“.[22]

Questa teoria è suffragata naturalmente da un “importante studio scientifico psichiatrico” americano.

Vediamo un altro esempio: un bambino scatenato o vivace si è sempre pensato che fosse sinonimo di salute e benessere.

La psichiatria, invece, ci dice che tutto ciò deve essere rivisto: questi sono bambini malati e la malattia (che hanno scoperto) si chiama “sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività”, gli psichiatri fanno un tabella/test (sul loro Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – DSM) in base alla quale chiunque può far la diagnosi, riempiendo le opportune caselle con le crocette.

Le domande (riferite a bambini di due – cinque anni) sono: Muove spesso le mani o i piedi o si agita sul sedile? – E ritratto facilmente da stimoli esterni? ecc.

Gli psichiatri attraverso il loro più autorevole testo (il DSM), ci dicono che la diagnosi deve essere fatta in tenera età (entro i 7 anni al massimo), altrimenti i sintomi scompaiono. In questo modo nessuno può sfuggire ad essere trattato, visto che, com’è noto, i bambini crescendo si tranquillizzano. Così riescono a rifilare terapie psicologiche alla famiglia ed ai bambini, o arrivano addirittura, come negli USA a mettere in terapia psicofarmacologica decine di migliaia di pazienti in tenerissima età.

Negli USA i bambini sottoposti a questo tipo di terapia psicofarmacologica, se non subiscono danni dalla terapia stessa, tendono a divenire con maggiore facilità dei tossicodipendenti una volta cresciuti.

Dunque, i bambini che seguono queste terapie, sono educati “a pillole”. Se si comportano bene è la pillola che ha funzionato, se non lo fanno, la cura deve essere rivista.

La responsabilità dell’individuo non esiste più: egli impara a dipendere da sostanze che introduce per bocca o in vena. C’è da stupirsi che da grande, grazie a queste “cure” si diventa facilmente un tossicodipendente?

Ogni aspetto della vita umana è catalogato dagli psichiatri come malattia.

Quando ci muore un congiunto, si ritiene normale soffrire.

Secondo la psichiatria il soffrire è una malattia mentale.

Il secondo meccanismo principale dell’industria psichiatrica è, la “moltiplicazione dei pazienti”. Moltiplicando le malattie e trovando che ogni cosa che si fa è una malattia, si moltiplicano i pazienti; ma la psichiatria agisce anche sul numero di chi è colpito da ogni specifica malattia che ha essa stessa inventato.

Il caso più clamoroso è la depressione. Qualche psichiatra l’ha addirittura definita come il “male del secolo”.

Se la depressione fosse una malattia, ciò significherebbe che chi ne è affetto finisce per essere meno adatto alla vita. In realtà, i depressi sono, di fatto, essere in gran parte artisti, pittori, scrittori, poeti, musicisti e creativi d’ogni genere. Tra di loto si trova persone come: Byron, Melville, Virginia Woolf, Tolstoj, Giacomo Leopardi.

Chi è depresso certamente soffre; altrettanto certamente possono attraversare periodi di estremo entusiasmo e giuria di vivere. Tra i depressi ci sono anzitutto persone dall’estrema sensibilità, capaci di sentire e cogliere nella vita quegli aspetti belli o brutti che esistono, con profondità.

Strana malattia la depressione, le cui cause sono: le delusioni, il fallimento professionale, una perdita; malattia che colpisce le donne dopo il parto, le donne all’arrivo della menopausa, i pensionati, i ragazzi durante la pubertà, i celibi, i divorziati o i vedovi.

Nel frattempo la diagnosi di depresso è affibbiata a decine di milioni di persone: quasi ogni artista o persona sensibile potrebbe esserne affetto.

Vi è anche una specie di campagna promozionale, ben orchestrata, che pubblicizza il prodotto. Sono organizzate serate televisive nelle fasce di maggiore ascolto, su reti nazionali e su televisioni minori; durante la trasmissione qualche illustre psichiatra spiega alla gente che essere tristi, giù di morale, depressi appunto, è una malattia.

Se si perde il posto di lavoro, il marito o la moglie ti ha lasciato, state male perché siete malati, c’è qualcosa sbagliato nella chimica del vostro cervello, ma niente paura arriva lo psichiatra a rimettetevelo a posto.

Bisogna riflettere: in un momento come l’attuale la crisi generale di sovrapproduzione assoluta di capitale causa un continuo e costante peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle masse popolari, dove i motivi di lottare certamente non mancano, la psichiatria ci viene a dire che prendendo certe pastiglie vedremo “meglio” il mondo che ci circonda e smetteremo di soffrire. Per questi motivi la psichiatria assume una funzione di controllo sociale a favore delle classi dominanti.

Il ruolo della psichiatria come controllo diventa sempre più importante se si pensa che le strategie autoritarie e repressive tradizionali (del tipo gendarmerie sovranazionali ecc.) e quelle politico economiche (patto di stabilità) devono essere perfezionate.

Questo sviluppo della psichiatria ai fini del controllo sociale nasce dal fatto che le democrazie borghesi per quanto controllate, condizionate, eterodirette e gestite, presentano il “pericolo” (per le classi dominanti ovviamente) del formarsi di una volontà popolare non gestita sufficientemente e dove il controllo dell’informazione e delle opinioni collettive non basta.

Per questo alla classi dominanti occorre una diffusa e sistematica capacità di intervento sugli individui, mediato anche dalle autorità pubbliche, usando la gli strumenti i tradizionali strumenti di tutela sociale del cosiddetto welfare state, ma mutandone la funzione. Nella sostanza il cosiddetto “stato sociale” viene usato per colpire e condizionare chiunque sia visto come un ostacolo dalle varie consorterie.

Si realizzò così il più grande degli inganni. Nessuno sarebbe venuto in mente che l’estendersi degli interventi sociali sarebbero stati usati contro la libertà dell’individuo in nome dell’interesse pubblico.

Nella sostanza, qui in Italia è stata costruita una vera rete intrecciata tra magistratura, servizi-sociali e psichiatria che ha allevato psicologi, educatori, mentre si formavano piccoli imperi economici privati.

Una rete che è servita a coprire luoghi veri del potere. Una rete che costituisce il superamento della strategia piduista primitiva.

La P2 attraverso il Progetto di Rinascita Democratica si proponeva il controllo dei vertici degli organismi inerenti l’informazione (come le televisioni, i giornali quotidiani e periodici) e della politica, ideando persino la costruzione di nuovi partiti che avessero l’obiettivo dell’eliminazione delle garanzie e diritti dei lavoratori, garanzie e diritti duramente conquistati nel periodo precedente.

La costruzione di questa rete richiedeva un controllo pressoché sistematico continuamente rinsaldabile dell’insieme o di quote essenziali di giudici come deve avere un sistema normativo orientato e diretto a creare e rinforzare la trama dei poteri diffusi necessaria nella società e nelle istituzioni tutte.

Un altro obiettivo è stato quello dell’allontanamento definitivo dei partiti dalle loro radici sociali e popolari, per poter maggiormente ricattare e controllare la politica, depotenziare e controllare, televisioni e giornali di importanza nazionale.

Per far passare questo tipo passaggio, da una democrazia borghese a un sistema di controllo più capillare fu decisivo il controllo della magistratura, dove tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni 80, ci fu la resa dei conti tra la vecchia massoneria tradizionale e la nuova schiera di magistrati, molto “efficentisti” e magari anche “democratici”.

Infatti, sotto una versione di “sinistra”, la tendenza emergente della magistratura parlando di diritti e progettando istituti che avrebbero dovuto tutelari, in realtà si è portato a un risultato che è stato tutto l’opposto rispetto ai fini dichiarati.

Una vicenda che possiamo prendere come esempio è quella che vede a braccetto Magistratura Democratica e Psichiatria Democratica.[23] Sin dal 1997, queste due associazioni “democratiche” invocarono una legislazione sull’istituto dell’Amministratore di sostegno, un istituto che avrebbe dovuto essere a “beneficio dei bisognosi, minorati, di tutela”. Tutto questo nascondeva in realtà un’idea d’ingegnerizzazione sociale mediante un uso mirato o più diffuso di quello che in linea teorica sarebbe stato necessario.

Nel 2004 è approvata dal parlamento la legge sull’amministratore di sostegno, nel 2008 è sancito il potere assoluto di certificazione sulle “patologie” ai medici psichiatri. Non è un caso che l’inizio del XXI secolo ha visto l’attuazione della strategia della distruzione di molti individui mediante la scienza asservita. Nel 2012 il DSM, espande in sostanza il vaglio di criticità mentale in sostanza a tutti gli aspetti del comportamento umano e alla sfera di condotte e reazioni che se non sono patologiche sono fisiologici (come dire l’identità umana, è in mano allo psichiatra di turno che ha un vaglio di discrezionalità tale, che neanche i parroci nel medioevo avrebbero potuto pensare).

Si sta assistendo all’uso deviato sulle nomine dell’amministratore di sostegno per fini diversi dal “sostegno”. Quello che emerge oggi in maniera eclatante, è la concettualizzazione e applicazione concreta di istituti finalizzati ad un controllo sociale autoritario diffuso, dove psichiatri, psicologi, educatori ed assistenti sociali sotto l’egida dei primi e magistrati di settore “sensibilizzati” o plasmati attraverso informazioni e nozioni “manipolatorie”, entrano in modo deviato e deviante nelle sfere individuali, talvolta condotti per mano alla finalità della distruzione e del controllo dei soggetti colpiti.

Se si va vedere si riscontra che c’è un dedalo accuratamente costruito mediante il controllo di professionalità, ruoli, che s’interfaccia con le componenti della magistratura “consapevoli” (del ruolo di controllo sociale s’intende) e un uso spregiudicato degli strumenti e degli ambiti, “di tutela”.

Che si tratti di conflitti genitoriali, di minori o conflitti parentali, e di soggetti speciali o ordinari, le logiche degli interventi accuratamente teorizzati a monte, indicano un principio di sottrazione, d’intervento sociale autoritario, che crea dolore, danni, orientando scelte ingiuste con argomenti soavi e spesso sul piano meramente formale difficile da contestare.

Con la chiave di lettura dello scontro tra genitori all’interno delle famiglie, e per “tutelare” i minori, si arriva che per sottrarli al conflitto, s’ingenera un fenomeno di adduzione dei minori verso case famiglia (e il relativo business) ma anche verso pratiche che e situazioni, come soluzioni “comunitarie come quella del Forteto dove i minori erano soggetti non solo di molestie ma anche di violenze sessuali.

Ben 23 sono state le persone rinviate a giudizio, dopo le denunce dei ragazzi. In pratica, tutti i vertici del Forteto. Lo stesso Fiesoli (il leader della comunità) e il suo braccio destro, Luigi Goffredi, aveva già subito una condanna (passata in giudicato) negli anni ’80 per violenza sessuale. Ma nonostante questo il Tribunale di Firenze ha continuato ad affidare minori al centro per anni. Così come la politica, con il Comune che non ha offerto le tutele necessarie. Anzi, ha continuato ad affidare i bambini al Forteto. Anzi i leader della comunità venivano invitai nelle scuole per parlare di violenza. Un altro dei fondatori del centro decide di denunciare Fiesoli: “Dopo essere stato condannato, era riuscito a convincere tutti come fosse vittima di persecuzione giudiziaria”. Tanto da essere considerato nel tempo quasi un “santo laico”, diventando un’icona di un’amministrazione storicamente di centro-sinistra. Per questo i ragazzi vittime di abusi negli anni continuano a essere mandati all’interno del centro del fondatore già condannato per violenze sessuali. Piero Tony, oggi a capo della Procura di Prato e allora il giudice minorile responsabile dei numeri affidamenti al Forteto “si vantava” dei rapporti con il centro.[24]

 

In questo scenario incombe le proposte di una nuova normativa sul T.S.O. che in linea teorica avrebbe dovuto essere per malati psichici in grave stato e situazioni urgenti, da strumento eccezionale, sottoposta al meccanismo della doppia certificazione (l’ordinanza del sindaco e la verifica di legittimità della stessa) ed essere operativa per periodi di 7 giorni rinnovabili con un limite beve, diverrebbe nelle intenzioni dei proponenti uno strumento di carcerazione sulla base di una sola certificazione a monte, addirittura di un solo medico. Tutto ciò costituisce la presa di potere da parte degli psichiatri nell’apparato sanitario. Essi sviluppano la collaborazione con il circuito giudiziario, che nel frattempo si struttura per agevolare la “tendenza normativa”. Con queste proposte si avvierebbe in via definitiva il controllo sociale di tutti gli individui “certificati”. Qualunque obiezione formale o del tipo bisogna vedere il caso concreto” crolla miseramente, dinnanzi a un quadro storico così nitido e chiaro.

 

GOVERNARE CON LA PAURA?

 

 

La paura e il relativo bisogno di protezione e di certezza non sono solo una delle radici della cultura ma anche uno dei fondamenti del governo politico. Il fatto che la paura sia una cosa ritenuta ineliminabile dalla condizione umana, che essa rimanga sullo sfondo di ogni raggruppamento sociale, la rende un abituale strumento di governo. Cose come governare la paura sono un compito essenzialmente politico, governare per mezzo della paura è una delle forme che la politica può assumerne specialmente quando viene meno il consenso che sostiene il ceto politico. Freud spiega così il rapporto fra pura e governo politico: crescendo la paura, l’individuo ritorna bambino e questi non può fare a meno della protezione contro potenze superiori sconosciute, egli presta a queste i tratti della figura paterna, si crea degli dei, che teme, che cerca di propiziarsi, e ai quali nondimeno affida la sua protezione. Il motivo del desiderio ardente del padre coincide pertanto col bisogno di protezione contro le conseguenze della debolezza umana”.[25]

Si governa con il consenso e con la forza, ma la forza in fondo non è che la capacità di incutere, cioè un’altra via per ottenere un consenso non spontaneo. Così la paura attraverso le differenze di forza, sia che passi attraverso l’immaginario collettivo diventa uno strumento di governo. E poi quando viene meno un nemico, se ne crea un altro. La paura nata nel mondo psichico la paura entra per diverse vie nell’ordine politico ed è usata dai diversi regimi, nelle situazioni di crisi, o anche, quando bisogna garantire e la compattezza della classe dirigente. La paura allora diventa manipolazione, blocco dell’azione o della reazione, schermo per giustificare una decisione o un’azione.

 

È predominante nella sociologia e negli altri campi di analisi della società, ritenere che le relazioni sociali abbiano raggiunto una tale densità da sfuggire a ogni controllo e a ogni rappresentazione sistemica. In sostanza secondo questa tesi, per quanto la classe dominante si sforzi con l’aiuto della tecnologia di introdurre nuove tecniche di controllo sociale, quasi a generare una specie di militarizzazione della vita collettiva, per via della complessità delle relazioni sociali non è possibile trovare delle soluzioni definitive alla soluzione dei problemi che nascono. Questo tipo d’impostazione, comporta da un punto di vista politico, che ci debba limitare alla conservazione dello status quo, che al massimo si può tamponare i numerosi imprevisti che insorgono nella vita sociale. In sostanza l’immutabilità di una società divisa in classi sociali.

Quest’analisi entra in crisi di fronte all’evidenza dei fatti. La crisi in atto accentua e allarga la polarizzazione sociale. Le masse anziché assuefarsi in una comunità totalmente alienata, si muovono, in barba a tutte le teorie dell’integrazione dei lavoratori (questi grandi teorizzatori dimenticano il semplice fatto che in quanto forza-lavoro, sono parte integrante del rapporto capitalistico) e che si inventano per questo “de-integrazioni. Tra il 2010 e il 2011 c’è la “sorpresa” delle rivolte in Nord Africa, dove masse di dannati hanno liquidato regimi autoritari asserviti all’imperialismo che sembravamo intramontabili, dotati di forti apparati di polizia (un fattore determinante, da non scordare per la caduta del regime egiziano è stato quando i soldati fraternizzavano con gli insorti) costringendo l’imperialismo americano a sconfessare Mubarak.

 

Nonostante l’esplodere e l’accentuarsi delle contraddizioni interimperialiste nel cosiddetto “dopoguerra fredda”, e proprio per evitare le eventuali insorgenze popolari (Banlieue 2005 e Grecia sono un monito), una realtà litigiosa come l’Unione Europea sulla questione “sicurezza” (eufemismo per dire la paura delle classi dominanti contro l’insorgenza sociale) sembra raggiungere, non a caso un’armonia e una collaborazione più tangibili di quella di cui difettano nelle relazioni internazionali, dove è evidente la dialettica tra “cessione di sovranità”, “sovranità limitata”, e “non ingerenza”. A livello poliziesco sulle questioni dell’emigrazione, del “terrorismo” e della criminalità, la collaborazione è in atto da diversi anni, con estensione di competenze, programmi e creazione di autorità, accesso a banche dati del DNA e impronte digitali, archivi e registi automobilistici, formazione di squadre speciali dirette da Euoropol, cooperazione tra polizie e servizi segreti, monitoraggio di Internet, controllo delle reti di telecomunicazioni e provider. Sono effettuati addestramenti comuni e operazioni di contrasto a manifestazioni di protesta.

 

Le metafore di “guerra alla droga” all’interno degli USA dagli anni ‘80, dove le aree considerate “ad alto tasso criminale” (i ghetti) sono state considerate da un certo periodo in poi zone di guerra che trasformano i proletari e sottoproletari che le abitano in nemici potenziali e i poliziotti in truppe di occupazione.

 

Lo stesso discorso si potrebbe dire nelle zone del sud Italia con la scusante della “guerra alla mafia”, per non parlare delle banlieue francesi dove nell’autunno del 2005 si sono espresse da parte delle masse proletarie/sottoproletarie (in particolare giovanili) delle forme di lotta che per un breve periodo fece perdere allo Stato il controllo di alcune zone metropolitane.

 

La costituzione di corpi polizia paramilitari con addestramento militare si è sviluppata in tutti i paesi imperialisti. In Gran Bretagna l’equivalente delle Swats sono le PSU (Police Support Unit), utilizzate per molti anni in Irlanda del Nord, in Germania i GSG-9 (Grenzchtzgruppe 9), in Francia i Gign (Groupe de Securitè et d’Intevention de la Gerdamerie Nazionale), in Italia per l’occasione del vertice del G8 di Genova fecero la loro comparsa, i CCIR dei Carabinieri (Compagnia di Contenimento e Intervento Risolutive).

 

GUERRA E POLITICA NELLA CITTA’

 

La paura della potenziale insorgenza sociale connessa alla povertà urbana e alla precarietà, già intravista dalla Banca Mondiale che la definì “il problema principale e politicamente più esplosivo del prossimo secolo”,[26] genera l’ossessione securitaria nella classe dominante e negli strati rentier che indirettamente godono dei privilegi connessi a questo dominio. Il riflesso più sconcio della regressione sociale si ha nelle campagne d’isteria collettiva contro migranti, abusivi, clandestini, volte a sorreggere fiumi di denaro per foraggiare polizie private, polizie regionali, ronde, agenzie di sicurezza, apparati di videosorveglianza, prigioni, CIE, e schedare, fino alla paranoia.

 

L’urbanizzazione sta cominciando ad avere i suoi effetti planetari. Il 2007 è l’inizio della crisi immobiliare negli USA, e non a caso! È anche l’anno dove si registra il fatto che la popolazione negli agglomerati urbani supera quella che si trova nelle campagne, mentre all’inizio del 1800 solo 5 persone su 100 erano cittadini. Più di 3,3 miliardi di esseri umani abitano in città e di essi più di 500 milioni nelle megalopoli.

 

Almeno un miliardo di esseri umani secondo dati ONU vive attualmente nelle grandi megalopoli del Sud del Mondo.

 

Quest’urbanizzazione ha raggiunto proporzioni mostruose: Lagos potrebbe avere nel 2015 venti milioni di abitanti, Karachi ne ha oggi 25 milioni, il Cairo 16 milioni.

 

 

Questo ritmo di crescita della popolazione urbana e del relativo ingrandimento delle città pone tutta una serie di questioni da affrontare inerenti alle abitazioni e della rendita fondiaria.

 

Pensiamo cosa comporta tutto questo nei conflitti militari. Per esempio il Pentagono non solo per quello che è succedendo a Baghdad, ma anche dall’esperienza di Mogadiscio del 1993 dove i Rangers americani subirono perdite del 60% per mano dei guerriglieri somali. Il peggio per il Pentagono (come per le forze armate degli altri paesi imperialisti) sta nel fatto che nel futuro dovrà affrontare sempre di più questo tipo di situazioni di conflitto.

 

Il Pentagono ha già cominciato a finanziare le ricerche di piccole imprese ad alta tecnologia con lo scopo di escogitare nuove armi. Tutto questo per ottenere la superiorità nella guerriglia urbana. Ecco alcuni progetti già avviati:

 

  • Sarebbero una serie di veicoli volanti teleguidati in miniatura, grandi come aeromodelli o anche come insetti e collegati in rete, che dovrebbero sorvolare le strade e i quartieri ostili con le loro videocamere, e dovrebbero comunicare ai soldati, che sarebbero dotati di un video tascabile come un cellulare, di tutto ciò che è utile per la ricognizione e l’acquisizione dei bersagli.[27]
  • Nano air Veicles. Modelli volanti non più grandi di 8 cm e non più pesanti di dieci grammi capaci di curiosare all’altezza delle finestre, di entrare ronzando in appartamenti e uscirne. Sono allo studio minuscoli robot muniti di ruote che percorreranno i vicoli nei quartieri ostili e penetrano, saltando, nelle case.
  • Z-Man. Tuta da combattimento che dovrebbe trasformare un soldato nell’Uomo Ragno.
  • Close combat lethal recon. È una granata che lanciata, con un tubo lanciarazzi da un singolo soldato, sarebbe in grado di colpire nemici che non si trovano sulla linea di mira, volando attorno ad edifici o sopra di essi. Ha una telecamera sul muso, perciò il soldato lanciatore può vedere dove la granata sta andando, e guidarla con una fibra ottica.

 

Chiaramente gli Stati Uniti (come degli altri paesi imperialisti) memori dalle esperienze negative in passato, sono coscienti che una guerra non si vince solo con i militari, perciò sviluppa la collaborazione fra civile e militare (cosa non per nulla nuova nelle strategie militari).[28] Un altro aspetto è la ricerca di nuovi tipi di legittimazione, più “democratiche” e “umanitarie”, dice proposito il politologo tedesco Herfried Muenkler: “Dalla fine degli anni ’90 i conflitti interni agli stati vengono sempre di più caratterizzati come “nuove guerre”.[29] Con questa affermazione si vuole chiarire che è avvenuto un mutamento fondamentale della guerra, che si sarebbe sviluppata una forma di conflitto armato. Le “nuove guerre” sono contrassegnate dalla privatizzazione dei mezzi della violenza; vengono iniziate in primo luogo sulla base dei scopi economici[30] (…)”.[31]

“Interventi umanitari” e “responsabilità verso il protetto” diventano dagli anni ’90 i concetti che legittimano le guerre di aggressione imperialiste. La necessità degli interventi militari è collegata ai diritti delle persone, occasionalmente anche ai diritti delle donne, al sostegno allo sviluppo e al buon governo. Di conseguenza diventa facile spingere in avanti il coordinamento e la collaborazione fra i diversi attori quali: le organizzazioni di sostengo allo “sviluppo”,[32] quelle che organizzano la formazione ecc., tutti questi organismi sono inseriti nei piani militari delle varie strategie contro insurrezionali.

 

A dimostrazione della dimensione internazionale dello scontro di classe e della controrivoluzione, anche le città delle metropoli imperialiste, come dicevo prima, sono diventate terreno di scontro e di sviluppo della militarizzazione.

Prendiamo come esempio gli U.S.A. Negli ultimi 25 anni, i vari uffici di polizia hanno organizzato unità paramilitari (PPUs) variamente denominate: Swats, SRT, equipaggiate per operare in tenuta di combattimento con armi automatiche ad alto potenziale come fucili d’assalto e granate assordanti, accecanti, gas paralizzante e automezzi corazzati.

 

Il numero di queste unità e delle situazioni nelle quali sono dispiegate è aumentato rapidamente. Con i prevedibili risultati: civili coinvolti, poliziotti uccisi da fuoco amico e un crescente antagonismo tra forze di polizia militarizzate e popolazione.

 

All’interno di questi corpi d’élite altamente militarizzati è accresciuta la cultura della violenza e dell’antagonismo razziale. Uno studio fatto dai professori Peter Kraska e Vicotor Cappelleria della Scuola di studi di polizia dell’Università dell’Eastern Kentacky rileva il livello di inaccettabilità che queste squadre di polizia paramilitare hanno raggiunto nelle comunità afro americane e ispaniche.[33]

 

Dagli anni ‘70 negli U.S.A c’è stato un incremento di queste squadre. Nel 1982 il 59% dei dipartimenti di polizia aveva tra i suoi effettivi un’unità paramilitare. Quindici anni dopo quasi il 90% dei 48 dipartimenti ha in attività unità paramilitari. Queste unità sono chiamate con compiti di normale amministrazione per le forze di polizia, come pattugliare le strade o eseguire mandati di perquisizione. Le comunità nere delle città sono le prime a subire l’impatto con queste unità dove il razzismo cresce.

Nel 1983 e nel 1989 ci furono due cambiamenti del Posse Comitatus Act, che era stato emesso per porre fine allo stato di legge marziale che regnava negli stati del sud dopo la guerra civile, che hanno portato l’istituzione militare e poliziesca a lavorare fianco a fianco. Dopo questi emendamenti al Posse Comitatus Act, i militari hanno potuto fornire servizi d’intelligence, materiali e mezzi e addestramento così come partecipare a operazioni antidroga, in pratica pressoché tutte le attività di ricerca, attività e arresto.

La somiglianza tra le attività di polizia e quelle dei militari ha creato un forte allarme riguardo le libertà civili.

Come dicevo prima l’urbanizzazione a livello mondiale si sta espandendo mostruosamente, le megalopoli abitate da milioni e milioni di abitanti, concentreranno al loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista.

L’attuale tendenza all’interno delle metropoli capitaliste dell’accentuazione delle differenze di classe e il costante e continuo azzeramento dei servizi sociali portano ad accentuare il conflitto di classe, dentro un quadro del restringimento costante e continuo delle tradizionali mediazioni riformiste sia a livello politico che sindacale.

In questo contesto le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle “ostili” o semplicemente “complici” senza il rischio di forti perdite o di addirittura di ritirate come nelle banlieue francesi. L’utilizzo dell’esercito condotto con armi convenzionali diventa controproducente, poiché potrebbe far scatenare di più le folle, e in più ci sono gli inconvenienti a livello politico.

L’intervento dell’esercito in Italia all’epoca del governo Berlusconi non è stato una scelta determinante dalle scelte razziste di questo governo, ma molto probabilmente faceva parte di progetti NATO inerenti l’utilizzo degli eserciti regolari nella megalopoli nel futuro.[34] Si tratterebbe di un progetto che si chiamerebbe NATO UO 2020 prodotto da un gruppo di studio che si chiamerebbe SAS 30 Urban Operations in the 2020, al quale avrebbero partecipato dal 1998 esperti di sette nazioni della NATO (Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e USA).[35]

 

L’UO 2020 è uno studio che esamina la natura probabile dei campi di battaglia, i tipi di forze terrestri, le loro caratteristiche e capacità. Lo studio ipotizza l’andamento entro l’anno 2020, il 70% della popolazione mondiale dovrebbe superare i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città incrementando l’urbanizzazione, e con relativa crescita della povertà incrementando conseguentemente le tensioni sociali. Perciò, da parte dei paesi imperialisti, necessita una presenza militare su periodi prolungati. Questo necessariamente entrerà in contraddizione con le richieste da parte del mondo politico per azioni rapide, decisive e chirurgiche.

 

In sostanza ricapitolando secondo questo studio:

 

  • Le guerre future saranno all’interno delle città;
  • Si avrà l’esercito lungo le strade;
  • Si deve far accettare alla popolazione che l’esercito nelle città sia una cosa normalissima. Gli obiettivi, sono raggiunti attraverso strumenti di guerra psicologica (campagne di stampa, manipolazione delle notizie ecc.) è che siano i politici e i cittadini a chiedere l’intervento dell’esercito;
  • Che le forze militari utilizzeranno ogni sorta di armi (letali e “non letali”);
  • Che sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito (Genova 2001, gli interventi polizieschi in Val di Susa, a Vicenza, a Chiaiano sarebbero delle prove generali di come sarebbe gestito il conflitto sociale.

 

Lo studio U02020 consiglia di iniziare gradualmente in base alle necessità a utilizzare l’esercito in funzione di “ordine pubblico”. Nel frattempo ogni paese aderente a questo gruppo (Italia compresa) deve creare dei reparti che appositamente si specializzino per operazioni di contenimento delle folle e di controllo del territorio, compresi i rastrellamenti per la caccia a “sovversivi” e “agitatori”.

Un’altra tendenza in atto è quella della diffusione delle cosiddette “armi non letali”.

Le tecnologie della repressione sono il prodotto dell’applicazione della scienza e della tecnologia al problema della neutralizzazione dei nemici interni dello Stato, sono dirette principalmente contro la popolazione civile, sono indirizzate principalmente al cuore, alla mente e al corpo.

Questo nuovo tipo di armamenti ha rivoluzionato lo scopo, l’efficienza e la crescita del potere repressivo della polizia molto diverso da nazione a nazione. Vedere le riflessioni del maggiore dei carabinieri Rosario Castello nella pagina web: http://www.carabinieri.it/Inernet/Editoria/Rassegna-Arma/2003/4/Informazioni-e-Segnalazioni/01_Rosario_Castello.htm

Sono armi per una guerra a bassa intensità che però hanno lo svantaggio di una loro possibile proliferazione e utilizzo da parte di gruppi criminali/terroristi. Questo fatto ha preoccupato settori di opinione pubblica, poiché la commissione STOA del Parlamento Europeo (Scientific Tecnological Options Assessment – Commissione per la Valutazione delle Opzioni Scientifiche e Tecnologiche) ha ordinato uno studio per conto della Commissione libertà civili e affari interni dell’Unione Europea.

Questo rapporto del 1998 dal titolo “Una valutazione delle tecnologie di controllo politico” ha confermato i primi interessi da parte degli scienziati in Europa (ma non negli USA). Il rapporto STOA ha disegnato un agghiacciante quadro delle innovazioni repressive, con le seguenti opzioni:

  • Sistemi semi intelligenti della zona di rifiuto, questi sistemi di guardia automatizzati adottano reti neurali capaci di utilizzare modelli di riconoscimento e “imparare” così che possano pattugliare zone sensibili e utilizzare modelli di riconoscimento e “imparare” così che possano pattugliare zone sensibili e utilizzare secondo l’opportunità armi letali o sub letali;
  • Sistema di sorveglianza, il software di riconoscimento vocale può intercettare e rintracciare individui e gruppi, mentre super computer classificano automaticamente la maggior parte delle chiamate telefoniche, fax, e-mail, sistemi di raccolta di informazioni, tracciano immigrati o altri obiettivi, attraverso l’uso delle tecniche biometriche per identificare le persone tramite il riconoscimento del DNA, la retina o le impronte digitali, un esempio di questo sistema è il Progetto Erodac. Questo progetto diventato operativo il 15 gennaio 2003 prevede che uno Stato membro dell’U.E. potrà raffrontare le impronte digitali dei richiedenti asilo o dei cittadini terzi “illegalmente” nel proprio territorio per verificare se hanno presentato domanda asilo in un altro Stato membro;
  • Profilo dati, le polizie di stato sono state in grado di usare la sorveglianza dei dati per compilare “mappe di amicizia” o legami, attraverso l’analisi di chi Telefona o spedisce posta elettronica e di chi la riceve. In Guatemala si è usato il sistema Tadiran13 localizzato nel palazzo nazionale per creare liste di gente da assassinare;
  • Sub letale o armi inabilitanti, Pepper spray (spray al pepe), CS gas e schiuma chimica, possono essere usati sia nelle prigioni, che nel controllo di massa, così come nelle operazioni di conflitti sotterranei diversi dalle guerre (o come si ama chiamarli attualmente conflitti a bassa intensità). Il Pepper gas, un impianto tossico, è stato bandito nel 1972 dalla Convenzione delle Armi Biologiche per l’uso in guerra, è invece consentito nell’uso per la sicurezza personale. “La schiuma adesiva” è un adesivo chimico, può essere usato su varie superfici, o l’uno con l’altro. La schiuma può essere usata per formare barriere che bloccano tutte le vie di fuga e facilitano gli arresti di massa;
  • Munizioni dalla punta morbida. Con il pretesto di proteggere civili innocenti, i proiettili soft point sono venduti come più sicuri delle regolari munizioni con rivestimento in acciaio, che potrebbero passare attraverso i muri, e colpire civili aldilà del campo di vista. Queste munizioni sono tra le più usate da Swats e dalle altre forze speciali delle polizie;
  • Veicoli d’ordinanza mimetizzati. Progettati per dissimulare, soprattutto per la televisione, questi veicoli delle forze di sicurezza, mimetizzati spesso come ambulanze, possono dispiegare una formidabile quantità di armamenti e sono stati usati per fornire una prova di forza in paesi come la Turchia, o per spruzzare sostanze chimiche o tinture sui manifestanti, come hanno fatto le forze di sicurezza in Indonesia.

 

 

Un’arma “non letale” che si sta diffondendo l’uso è il Taser, una pistola che trasmette scosse elettriche che sono già in dotazione non solo nella polizia amerikana ma anche in diverse polizie europee.[36] Tutto questo in sfregio alla decisione delle Nazioni Unite del novembre 2007 che ha stabilito che i Taser sono uno strumento di tortura.[37]  Non solo: negli U.S.A. e nel Canada, tra il 2001 e il 2008, 338 persone sono state uccise dalla polizia che ha usato le Taser. Su un rapporto del dicembre 2008 di Amnesty International sull’uso delle Taser negli U.S.A., emerge che su 98 autopsie il 90% dei casi delle persone morte dopo essere state colpite con un Taser erano disarmate. Molte di esse sono state colpite più volte, e talvolta erano state già stordite da un primo colpo. E hanno il coraggio di chiamarle “armi non letali”.

 

Gli eserciti sono impazienti di imbracciare la dottrina della “guerra non letale”. Il concetto nacque negli USA nel 1990, i suoi difensori erano prevalentemente scrittori futuristi come Alvin e Heidi Toffler,[38] i quali trovarono uno spunto nei laboratori di armi nucleari di Los Alamos, Oak Ridge e Laurence Livermore. Questa dottrina trovò un campione nel College Jhon Alexander, che era diventato famoso per il programma Phoenix nella guerra del Vietnam[39] (più tardi diventato un proponente della guerra psichica).[40] Il Pentagono e il Dipartimento di Giustizia chiamati a raccolta intorno alla dottrina della “guerra non letale” speravano di trovare un “proiettile magico” che potesse neutralizzare “il fattore CNN”.

Questa esigenza era sentita sia da parte della polizia dopo il pestaggio di Rodney King a Los Angeles, dall’A.T.F. e dall’F.B.I. dopo Waco e Rubi Ridge[41] e dall’esercito cui bruciava l’umiliazione subita in Somalia. Tutti cercavano una “soluzione tecnica”. Si costituì un gruppo di lavoro integrato composto da: i Marines, l’Air Force, il Comando per le Operazioni Speciali, l’Esercito, la Marina, la Giunta dei Capi Unificati di Stato Maggiore, e i dipartimenti del Trasporto, della Giustizia e dell’Energia. Uno dei ruoli di questo gruppo di lavoro è stabilire collegamenti con governi amici. Questo gruppo sponsorizzò delle conferenze a Londra sul “Futuro delle armi non –letali”. Nel corso della conferenza del 1997, Hildi S. Libby, direttrice del programma militare per i sistemi non letali, propugnava lo sviluppo di una vasta gamma di avanzate tecnologie “destinate ad essere inserite nei programmi di armamenti esistenti”. Il suo intervento era centrato senza che nessuno se ne sorprendesse sulle munizioni che permettono di isolare una determinata zona. In effetti, gli Stati Uniti rifiutano di firmare il trattato sulle mine anti-uomo prima del 2006, per avere il tempo di sviluppare “adeguate” soluzioni alternative. Tra i progetti presentati da Libby si possono elencare: una mina anti-uomo “non letale”, basata sulla classica mina M1*A1; una carica “non letale” di 66 mm per contenere o reprimere la folla un sistema di tiro costituito da munizioni di tipo diverso (pallottole di gomma, gas, mine invalidanti, ecc.); una mina immobilizzante anti-uomo, che chiude la vittima in una rete. Tra i “miglioramenti” già sperimentati di questa mina: l’aggiunta di materiale adesivo o irritante, di elettroshock o di un effetto “lama di rasoio” che costringe le persone colpite a rimanere completamente immobili per evitare ulteriori ferite laceranti. Le conferenze del 1997 e 1998 hanno permesso di scoprire alcune armi su cui si era fino allora mantenuto il segreto: la pistola Vortex, che emette onde d’urto verso il corpo umano, e alcune armi acustiche dagli effetti regolabili che, secondo l’esperto americano William Arkin, possono, a scelta, provocare un “lieve fastidio” oppure “emettere onde di 170 decibel capaci di ledere organi, creare cavità nel tessuto umano e causare traumi potenzialmente letali “. La conferenza del 1998 è stata l’occasione per presentare il “concetto di difesa a strati”, concepito come una cipolla i cui strati più esterni sono i meno letali ma che, man mano ci si avvicina al centro, diventa sempre più distruttiva. Veniva poi proiettato un video dimostrativo in cui si vedevano alcuni soldati fare uso di armi a microonde, e al loro fianco personale medico che si prendeva cura delle vittime in coma. Oltre alle possibili violazioni del giuramento di Ippocrate, Steven Aftergood, direttore della Federazione degli scienziati americani, sottolinea il carattere estremamente intrusivo di queste armi: “Non prendono di mira solo il corpo delle persone. Sono programmate per disorientarle o destabilizzarle a livello mentale “. Ordigni di questo tipo possono interferire con i regolatori biologici di temperatura del corpo umano; le armi a frequenza radio, per esempio, agiscono sulle connessioni nervose del corpo e del cervello; i sistemi laser provocano, a distanza, scosse elettriche “tetanizzanti” o “paralizzanti”.[42]

 

PRIVATIZZAZIONE DELLA “SICUREZZA”

 

 

La paura crea il bisogno indotto di sicurezza e lo alimenta con l’ideologia, dà vita a un affare, valutato dagli analisti tra i 100 e i 200 miliardi di dollari, in crescita ovunque, specie nelle aree in “sviluppo”. In Russia ci sono più poliziotti privati che pubblici (il rapporto e 10 a 1). In Sudafrica sono le stesse caserme di polizia che ingaggiano milizie private a sorveglianza delle caserme. In India si stimano a circa un milione, i posti di lavoro nella polizia. Negli USA la tradizionale agenzia Pinkerton, nata come forza privata antisciopero e crumiraggio,[43] collabora con le polizie federali, statali e regionali. Il proliferare di polizie private è un fenomeno vistoso che in Italia era cominciato con la sorveglianza delle banche, ora la vediamo davanti a grandi fabbriche come la FIAT, dove arrivano a sostituire i guardioni. Esso è diventato uno strato sociale che assorbe plusvalore.

Per quanto riguarda l’Italia c’è il tentativo di estendere i poteri e le competenze di queste agenzie. In un articolo di Rita Pennarola pubblicato nella Voce della Campania,[44] c’è la seguente notizia: in un protocollo d’intesa redatto al Ministero dell’interno nei primi giorni del novembre 2007 e riguardante delle modifiche al TULPS (Testo unico leggi pubblica sicurezza) e in particolare al Titolo IV[45] che tratta della “riforma” degli istituti di vigilanza privati. Girato in forma riservata dalla Federpol (Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni, le Informazioni) agli associati, il protocollo è accompagnato da copia della missiva di G. Pellegrino (presidente nazionale della Federpol) al prefetto Giulio Gazzella Direttore dell’Ufficio per l’amministrazione generale del Dipartimento della pubblica sicurezza, che chiede un incontro per sistemare alcuni aspetti del protocollo d’intesa.

In questo protocollo è previsto che all’area di sicurezza privata oltre i confini tradizionali tracciati dagli articoli 133 e 134 del TULPS, che fino ad ora hanno limitato i poteri agli addetti della vigilanza privata, sia riservati compiti di ordine pubblico che fino adesso era esclusivamente riservato alla Polizia e ai Carabinieri. Già col decreto dell’8 agosto 2007 arriva un nuovo eldorado per chi si occupa di “vigilanza”, soprattutto nella parte in cui prevede che i servizi Stewart negli stadi siano “assicurati dalle società organizzatrici direttamente ovvero avvalendosi d’istituti di sicurezza privata autorizzati” nel caso limite possono rientrare non solo gli istituti di vigilanza composte da guardie particolari (generalmente armate), ma anche le attività di reclutamento, addestramento e organizzazione di corpi di contractor come quelli utilizzati in Iraq.

Con le modifiche al TULPS si arriva all’unificazione tra gli istituti che si occupano d’investigazioni e gli istituti di vigilanza privata e le guardie giurate (finora tutto ciò contenuto nei limiti per quanto riguarda compiti e funzioni), tutto ciò nel segno degno di un colossale business.

C’era stato un precedente di “riforma” che intendeva allargare le competenze degli istituti vigilanza. Tentativo che finì tragicamente. Nella notte del 21 e 22 febbraio 2005 lungo la statale che collega Verona e Brescia, ci fu una sparatoria nel corso della quale furono esplosi oltre 30 colpi e che ha fatto 4 vittime: 2 agenti di polizia, una prostituta ucraina e Andrea Arrigoni, l’uomo che avrebbe ucciso i due poliziotti e la prostituta.[46] Chi era Arrigoni? Che centra lui con la riforma della vigilanza privata che in quel periodo stava preparando AN?

Andrea Arrigoni aveva fatto il paracadutista in Somalia,[47] la guardia del corpo di Umberto Bossi tra il 1994 e il 1996, è in seguito diventato una guardia privata, aveva messo su l’agenzia Mercuri Investigazioni a Bergamo ed era uno dei dirigenti della CON.IPI, l’associazione nazionale degli investigatori privati (della quale presidente onorario è Maurizio Gasparri, ha come membri l’ex generale dei carabinieri G. Servolini, e presidente è Filippo Ascierto ex maresciallo dei carabinieri). Arrigoni negli ultimi mesi prima di morire era diventato un assiduo frequentatore di Montecitorio e di convegni organizzati alla Camera.

Proprio in quel periodo si stava preparando da parte di A.N., in particolare da parte di Mantovano all’epoca sottosegretario all’Interno (nonché sostenitore dell’Opus Dei) stava preparando una legge di riforma sulla vigilanza privata che era un autentico colpo di stato. La manovra consisteva nell’equiparare lavoro e competenze dei vigilantes (di cui A.N. controlla la principale rete agenzie) a quelli della Polizia di Stato. Nel progetto c’era la volontà di attribuire loro le competenze dei cosiddetti servizi integrati (il controllo della criminalità comune), con possibilità di identificare le persone.

Nello stesso periodo si avvia il Wireless in Italia (che permette di controllare i pc di tutto il vicinato a qualsiasi spione in erba) e si aumentano di dieci volte rispetto al massimo tollerabile dall’uomo per l’Associazione di ricerca sul cancro, i Microtesla per metro quadro massimi tollerabili, per opera del ministro delle Comunicazioni Gasparri.

 

FACCIAMO DELLE IPOTESI

 

Partiamo dal fatto che tutto ciò che viene fatto passare per esoterismo è spesso e volentieri esso è uno strumento per indurre delle persone particolarmente deboli a fare delle cose che altrimenti non farebbero. Ma contemporaneamente l’esoterismo viene utilizzato come codice per farla franca. Cioè il fatto che ci sia quel simbolismo viene utilizzato perché tutti quelli che si rendano conto, senza bisogno che qualcuno gli telefoni o lo concordi, che l’ordine di scuderia è coprire quella cosa.

Quello che voglio ipotizzare (non ho prove ovviamente) è che quello che è accaduto a Macerata sia qualcosa di simile a quello che anni fa è accaduto a Firenze quando colpiva il cosiddetto Mostro.

Voglio dire se a Macerata come Firenze ci sia stato un progetto di destabilizzazione psicologica dei cittadini di queste città, e magari, come strumento per effettuare queste operazioni siano stai effettuati degli esperimenti militare di controllo mentale.

Questo progetto è senza dubbio una prosecuzione degli esperimenti di Mengel nei campi di concentramento nazisti e in seguito sviluppati con il famigerato MK-ULTRA e in seguito proseguito con il Progetto Monarch. Mengel capì che si potevano ottenere degli schiavi mentali perfettamente controllati attraverso gravi episodi traumatici indotti. Si può ipotizzare che tali esperimenti siano applicati su due piani. Il primo piano sono i cittadini di Firenze e Macerata che alla fine della fiera sono il vero bersaglio di questi episodi. Si uccidono delle coppiette come a Firenze o si taglia a pezzetti una ragazza come a Macerata per indurre il trauma nei cittadini di questa città. In altre parole le vittime uccise sono solo il mezzo per indurre il trauma su un livello più alto. Su un secondo piano tali esperimenti vengono applicati sui capri espiatori, i soggetti manipolati che commettono materialmente gli omicidi.

A questo punto è necessario fare una parentesi necessari per comprendere l’oggetto della presente trattazione. Al giorno d’oggi sistema mediatico lavora incessantemente per condizionare il modo di pensare delle persone e una volta che la notizia o l’interpretazione di una vicenda viene divulgata acquisisce spesso il crisma della verità senza alcuna possibilità per l’individuo che rifiuta la mistificazione del sistema elaborare interpretazioni diverse. Come nell’immaginario collettivo si è cristallizzata l’idea che il cosiddetto “Mostro di Firenze” sia stato un contadino ubriacone che uccideva le coppiette per futili motivi o semplicemente per divertimento.

Molti dei delitti sia di quelli attribuiti al cosiddetto “Mostro di Firenze” che quello che ha coinvolto la povera Pamela per le modalità con la quale sono stati compiuti, per la parte simbolica si potrebbero definire dei delitti rituali.

Questi non sono i soliti omicidi comuni, fisiologici, che accadono ovunque, ai quali i media non danno importanza, ma si capisce che sono omicidi che vedono coinvolte entità o gruppi.

Si potrebbe dire (forzando) che questi tipi delitti siano una continuazione della strategia della tensione.

E in effetti dagli anni ’90 ad oggi entrano in scena sui media quello che si potrebbe benissimo dire il fenomeno dei delitti mediatici.

Se si analizza bene i fatti si dovrebbe notare che in Italia nella prima metà degli anni ’90 denota un’inquietante sovrapposizione di fatti:

  1. Nascita di partitini federati al centro-sud e affermazione della Lega Nord.
  2. Inizio di una nuova strategia della tensione che dall’ammissione ufficiale dell’esistenza di Gladio, passa per la conseguente nascita della Falange Armata e dopo il 1994 entra in gioco Unabomber nei territori del nord-est.
  3. Elezioni del 1994 che celebrano la vittoria del Centro-destra capeggiata da una nuova figura politica: Silvio Berlusconi.

Sempre nello stesso periodo operò quella che fu definita la banda della Uno Bianca. Essa era composta, da poliziotti e si macchiò di omicidi e ferimenti contro obiettivi apparentamene diversi tra loro: carabinieri, tabaccai, cassieri, impiegati, passanti, zingari e immigrati senza neanche il pretesto di finte rapine per pochi spiccioli. Un terrorismo da serial killer.

   Si può ipotizzare che questo terrorismo dei serial killer sia funzionale alla strategia del capitale che deve necessariamente colpire disgregare le “arretratezze” della società italiana, che costituiscono un ostacolo al pieno sviluppo capitalistico. In sostanza di uno sviluppo che sia decisionista, capace di stare al passo con la competizione globale.

La società italiana non era preparata a questi cambiamenti radicali che devono avvenire in tempi rapidi, perché l’accentuata concorrenza determinata dalla crisi, non aspetta nessuno, né tollera ritardatari. Occorre dunque colpire le “cattive” abitudini comportamentali: il provincialismo, l’assistenzialismo, la socialità e perfino la famiglia e le tradizioni religiose, quando diventano ostacolo a questa “rivoluzione culturale” del capitale.

E in questo contesto che appare la figura del serial killer (solitario o di gruppo come la Uno Bianca), del mostro. Tanti eventi criminali, spesso di una ferocia, come si trattasse di azioni coordinate fra loro. Li accomuna uno spropositato uso della violenza, spesso la mancanza di un movente plausibile e, soprattutto, l’indignazione popolare che riesce a scatenare.

Il periodo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 (periodo dello stragismo “mafioso” e della Uno Bianca), è una fase molto delicata, del tentativo di transizione da quella, come si diceva prima, che era definita “prima repubblica” (nella realtà era la crisi del sistema democristiano che gestiva il potere dal secondo dopoguerra) al tentativo di creare una “seconda repubblica” (questa politica delle alternanza ricorda molto quello che afferma Magaldi nel suo libro Massoni[48]  l’accordo tra le varie superlogge internazionali per favorire le alternanze, come modalità di gestione più adeguate dei conflitti).

Questo è stato un periodo di scontri senza esclusione di colpi fra apparati statali e servizi segreti legati alla vecchia classe politica che qui in Italia è attaccata sul fronte giudiziario con Tangentopoli (ma ricorda anche l’avversione dei Bush – e dei settori di Borghesia Imperialista a essi legati – all’accordo delle superlogge internazionali di avviare i processi di alternanza)[49] e quegli apparati fortemente legati ai poteri sovranazionali che spingono sul terreno delle “riforme”.

In effetti, questo, è stato favorito dal fatto che a partire degli anni ’50 (con la massiccia penetrazione del capitale multinazionale USA e con il contemporaneo sviluppo del nostro capitale nazionale su scala internazionale) si era creato e formato un personale politico imperialistico.

L’emergere della borghesia imperialista come frazione dominante della borghesia, ha come conseguenza l’affermarsi nelle articolazioni vitali del potere di un personale economico-politico-militare che è la più diretta espressione dei suoi interessi.

Questa nuova burocrazia efficiente, intercambiabile, non è più selezionata, qualificata dalle vecchie scuole di partito, ma direttamente dai Centri di formazione quadri, dalle Fondazioni, dalle Fabbriche dei cervelli predisposte allo scopo dalle grandi multinazionali.

Condizione imprescindibile della sua funzione è una presenza egemone negli apparati di dominio che compongono lo Stato o che comunque articolano la sua azione e cioè i fondamentali centri del potere: Governo, Banca d’Italia, Confindustria, Mass-media… Suo compito specifico è invece quello di ricercare e rendere operanti le mediazioni più equilibrate, cioè meno contraddittorie, tra gli interessi capitalistici dominanti e quelli particolari dell’area.

Si capisce subito che l’affermarsi della borghesia imperialista e del suo personale non è un processo lineare. Infatti, questa nuova burocrazia è in costante lotta per occupare i punti chiave dello Stato e quand’è il caso, scalzare dalle posizioni strategiche quegli uomini che esprimono interessi conflittuali e cioè propri delle altre frazioni della borghesia.

   L’affermazione degli interessi complessivi dell’imperialismo passa dunque per una fase transitoria in cui le varie forze borghesi si scontrano e coesistono, rappresentando un elemento interno della crisi dello Stato. E però, questa crisi, che travaglia lo Stato, le varie forze che si scontrano, ovviamente, cercano di spingere non verso la disgregazione dello Stato, bensì alla sua ristrutturazione.

La strategia del terrore che si è aperta in questo periodo, in una fase caratterizzata dalla sconfitta del Movimento Rivoluzionario (la soluzione politica è dalla fine degli anni ’80) e dai processi di ristrutturazione nell’industria che sono anche un attacco all’autonomia proletaria che si era sviluppata nelle grandi fabbriche dalla fine degli anni ’60. Questo stragismo bombarolo è una strategia controrivoluzionaria, tesa a colpire e a terrorizzare innanzitutto le masse popolari, che in questo processo di transizione/crisi del regime democristiano cominciavano a essere in fermento.

Mentre lo stragismo bombarolo si potrebbe definire una strategia controrivoluzionaria classica, quello dei serial killer o dei terminators, la si può collocare in una strategia “rivoluzionaria” del Capitale che deve necessariamente colpire e disgregare nel più profondo il conservatorismo e le riluttanze, formali e informali, della società italiana alla modernizzazione capitalistica dopo il crollo del revisionismo nei paesi dell’Est e la contemporanea crisi irreversibile dei modelli socialdemocratici determinata dalla crisi generale riduce constatemene gli spazi riformisti.

Esorcizzato il “pericolo comunista” e messi nell’angolino i movimenti antagonisti resta il problema di disgregare e cancellare tutti quegli elementi di “arretratezza” che costituiscono un ostacolo al pieno sviluppo di un capitalismo efficiente, decisionista, capace di stare al passo con la competizione globale determinata dall’accentuazione della crisi.

Occorre disgregare il “comunitarismo conservatore” come dirà Luttwak (consigliere speciale della casa Bianca e attento osservatore dell’Italia). E’ in questo contesto che appare sempre più evidente la figura del serial killer, del “mostro”.

Tanti eventi criminali, spesso di una ferocia inaudita, come se si trattasse di azioni coordinate fra loro. Li accomuna uno spropositato uso della violenza, spesso la mancanza di un movente plausibile e, soprattutto, l’indignazione popolare che riesce a scatenare.

Come i delitti dell’Uno Bianca.

Menzionarli tutti sarebbe impossibile: ricordiamo Manolo lo slavo, accusato di aver ucciso in Italia otto volte, girando le campagne del Nord Italia vestito con pantaloni mimetici e anfibi. A difendere Manolo ci sono legali che hanno difeso personaggi del calibro di Tom Arkan, indicato come uomo chiave dei traffici illegali di armi.[50] C’è del sangue a unire Manolo ad Arkan: l’assassinio di Dragon Radsic, il poliziotto ucciso a Belgrado freddato a Belgrado, nel 1996, a 48 ore dopo la conclusione del processo contro di lui. Il poliziotto stava indagando sui traffici di armi e fu lui ad arrestare Manolo dopo la strage dei Pontevico (dove nell’agosto del 1990 fu sterminata la famiglia Viscardi). Guarda caso nessun poliziotto andò al processo contro Manolo.

Dopo che fu arrestato, si “pente”,[51] dice che non ha ammazzato lui la famiglia Viscardi, che l’hanno incastrato. Ma soprattutto parla dei suoi rapporti con quelli della Uno Bianca, della “misteriosa” scarcerazione dal carcere di Rimini, di colossali traffici di droga.

Poi c’è il killer delle pensionate in Puglia, quello dei taxisti in Toscana che usa strangolare le sue vittime con un laccio alla commando; quello delle prostitute a Modena che vede indagato, un ‘ex parà.

Cosa si potrebbe dire del “mostro” Bilancia, 17 delitti senza nessuno motivo veramente plausibile (inizialmente sembrava la vendetta, ma poi in seguito se la prende con le prostitute)? Sui suoi delitti ci sarebbero parecchie cose da chiarire anche dal punto di vista dei fatti. Poiché Bilancia ha confessato, questo ha esonerato (ma forse si potrebbe dire che potrebbe essere l’alibi) gli inquirenti dal fare indagini più approfondite. Ma in realtà seri dubbi sulle vicende son state sollevate anche dai legali delle vittime (che, in teoria, non avrebbero alcun interesse a dimostrare l’erroneità della tesi dell’accusa).    Dice ancora Bilancia a questo proposito: “La verità la so soltanto io ed emergerà quando lo vorrò”,[52]A nessuno è interessato più di tanto sapere, ad esempio se avessi avuto dei complici, chi mi ha dato l’arma e altro ancora”. “La verità è che non sono sempre stato io ad uccidere”, “Ho l’impressione che nessuno voglia sentire la verità, che si voglia tenere tutto soffocato”.    Vale la pena a questo punto di riportare le conclusioni degli esperti che hanno dovuto fare la perizia psichiatrica su Bilancia: “Forse deludendo le aspettative dei giudici, dobbiamo alla fine della nostra indagine dichiarare che non siamo in grado di rispondere all’interrogativo sul perché egli ha ucciso. Siamo certi solo di un fatto: che nella criminogenesi degli omicidi non è intervenuta alcuna infermità di mente”.

Tanti interrogativi da quell’impulso irresistibile per compiere gli omicidi, nonostante Bilancia non abbia mai sentito prima l’impulso di uccidere. C’è da interrogarsi sul perché sul luogo del delitto risulta che lui talvolta non è solo, com’è dalla dinamica ricostruita dagli inquirenti; perché quando sono realizzati questi omicidi deve comunque esserci qualcun altro (probabilmente più persone) che controlli che tutto vada a buon fine.

L’Avvocato Paolo Franceschetti in un articolo afferma che l’ex parà Fabio Piselli in una mail gli dice che per indurre una persona media a uccidere, occorre solo “qualche mese”.[53] Che per raggiungere questo scopo si usano le tecniche di manipolazione mentale applicate sui militari, che per fargli perdere la memoria; s’impianta un minuscolo microchip su un dente. C’è da chiedersi se Bilancia sia stato un candidato manciuriano.

Le vicende del cosiddetto “Mostro di Firenze” farebbero pensare che Firenze sia stata una sorte di laboratorio. Abbiamo avuto di tutto (depistaggi, interventi dei servizi segreti, morte misteriose).

Pensiamo al caso Narducci. Nel 2002 l’indagine sul mostro si riapre, ma a Perugia. Per capire come e perché si riapre, però dobbiamo fare un passo indietro. Il 13 ottobre del 1985 è trovato nel lago Trasimeno il corpo di un giovane medico perugino, Francesco Narducci. Il caso è archiviato come un suicidio, anche se la moglie non crede a questa versione dei fatti. E sono in molti a non crederlo. Anzi, da subito alcuni giornali ipotizzano un coinvolgimento del Narducci nei fatti di Firenze. Nel 2002 la procura di Perugia, intercettando per caso alcune telefonate, sospetta che il medico Perugino sia stato assassinato e fa riesumare il cadavere. Il cadavere riesumato ha abiti diversi rispetto a quelli indossati dal cadavere nel 1985. Altri, numerosi e gravi indizi, e le testimonianze della gente che quel giorno era presente al ritrovamento, portano a ritenere che il cadavere ripescato allora non fosse quello di Narducci, e che solo in un secondo tempo sia stata riposta la salma del vero Narducci al posto giusto. Indagando sul caso, il PM di Perugia, Mignini, scopre che il giorno del ritrovamento le procedure per la tumulazione furono irregolari; che quel giorno sul molo convogliarono diverse autorità, tutte iscritte alla massoneria, come del resto era iscritto alla massoneria il padre del medico morto. E si scopre che il Narducci era probabilmente coinvolto negli omicidi del mostro di Firenze. Anzi, forse era proprio lui che, in alcune occasioni, asportò le parti di cadavere.

Le indagini portano ad ipotizzare una pluralità di mandanti coinvolti negli omicidi del mostro, che commissionavano questi omicidi per poi utilizzare le parti di cadavere per alcuni riti. In particolare, il Lott (uno dei cosiddetti “compagni di merende”) confessa che questi omicidi erano pagati da un medico. E con un accertamento sulla finanza di Pacciani saranno trovati capitali per centinaia di milioni, di provenienza assolutamente inspiegabile.    Sono mandati 4 avvisi di garanzia a 4 persone, tra cui il farmacista di San Casciano Calamandrei, un medico e un avvocato, che sarebbero i mandanti dei delitti del mostro di Firenze.    Mentre per occultamento di cadavere, sviamento d’indagini e altri reati minori (che inevitabilmente andranno in prescrizione) sono rinviati a giudizio il padre di Ugo Narducci, e i fratelli di Francesco; il questore di Perugia Francesco Trio, il colonnello dei carabinieri Di Carlo, l’ispettore Napoleoni, l’avvocato Fabio Dean e molti altri, quasi tutti iscritti alla stessa loggia massonica, la Bellucci di Perugia, e alcuni di essi, compreso il padre di Narducci, collegati addirittura alla P2. Appartengono alla P2 Narducci, il questore Trio, mentre l’avvocato Fabio Dean è il figlio dell’avvocato Dean, uno dei legali di Gelli. Una bella compagnia non c’è che dire.[54]

In questa vicenda sono presenti ancora una volta i servizi segreti e i loro depistaggi, e tutte le mosse tipiche che sono attuate quando occorre depistare. In pratica l’indagine conosce una prima fase, che arriva fino al processo di appello di Pacciani, in cui essa scorre senza problematiche particolari, tranne ovviamente quella tipica di ogni indagine, e cioè l’individuazione dei colpevoli. Ma appena si apre la pista dei mandanti si scatena un vero inferno. Anzitutto lo screditamento degli inquirenti, che vengono derisi, sminuiti; vengono continuamente sottolineati gli errori fatti da costoro (come se fosse semplice condurre un indagine del genere senza commetterne); la procura fiorentina viene spesso presentata dai giornali come una procura che vuole a tutti i costi incastrare degli innocenti; Giuttari viene presentato come uno che vuole farsi pubblicità; un pazzo che crede alla folle pista satanista; quando il commissario si ritiene sia vicino alla verità lo si isola, oppure si cerca di trasferirlo con una meritata promozione (che però metterebbe in crisi tutta l’inchiesta).

Più volte giornali e televisioni annunceranno scoop fantastici tesi a demolire il lavoro di anni della procura di Firenze, e di Perugia. Alcuni giornalisti che ipotizzano il collegamento massoneria – delitti del mostro – sette sataniche sono querelati (querele che in seguito saranno ritirate). Sono state fatte indagini parallele e non ufficiali di cui non sono informati gli inquirenti. Il PM Mignini scopre che dopo l’ultimo delitto del mostro, la polizia di Perugia aveva indagato su Narducci e sul mostro, e ciò risulta dai prospetti di lavoro, datati 10 settembre 1985. Ma di queste indagini non viene avvisata la procura di Firenze.

Ma in compenso anche i carabinieri, per non essere da meno, fanno le loro indagini parallele di cui non informano gli inquirenti.

Infine, ci sono gli immancabili depistaggi. Il Sisde aveva già dai tempi del terzo delitto preparato un dossier che ipotizzava che non fosse coinvolto un solo serial Killer, ma i componenti di una setta che agivano in gruppo, e ciò appariva evidente da alcuni particolari della scena del delitto. Ma questo dossier – che porta la data del 1980 – non viene mai consegnato agli inquirenti di Firenze. Il dossier era firmato da Francesco Bruno, consulente del Sisde. In totale, sono tre gli studi commissionati dal Sisde che si persero misteriosamente per strada e non arrivarono mai sulle scrivanie degli inquirenti fiorentini. Guarda caso proprio quei dossier che ricostruivano la pista dei mandanti plurimi e delle messe nere. Ma qualche anno dopo Francesco Bruno, intervistato, sosterrà che a suo parere il serial Killer è un mostro isolato, ancora in libertà!    Ci sono poi le solite morti sospette tipiche di tutte le grosse vicende giudiziarie italiane. Una vera strage, in realtà. O meglio, una strage nella strage. La prima morte sospetta è quella del medico Perugino trovato morto nel lago Trasimeno. Poi la morte di Pacciani per la quale la procura di Firenze apre un fascicolo per omicidio. E poi la solita mattanza di testimoni. Elisabetta Ciabiani, una ragazza di venti anni che aveva lavorato nell’albergo dove Narducci e la sua loggia massonica si riunivano e che aveva rivelato al suo psicologo, Maurizio Antonello (fondatore dell’Associazione per la ricerca e l’informazione delle sette) il nome di alcuni mandanti del mostro e aveva rivelato il coinvolgimento di una setta dal nome Rosa Rossa nei delitti: Elisabetta sarà trovata uccisa a colpi di coltello, compresa una coltellata al pube, ma il caso fu archiviato come suicidio. Mentre lo psicologo Maurizio Antonello sarà trovato “suicidato”, impiccato al parapetto della sua casa di campagna.    Una vera falcidia, sembra che ci sia una sorta di maledizione sulle persone che in qualsiasi modo hanno avuto a che fare la vicenda del cosiddetto “Mostro di Firenze”. Renato Malatesta, marito di Antonietta Sperduto, l’amante di Pacciani, viene trovato impiccato, ma con i piedi che toccano per terra; uno degli innumerevoli casi di suicidi in ginocchio, la polizia archivia il caso come suicidio. Francesco Vinci e Angelo Vargiu, sospettati di essere tra i compagni di merende di Pacciani trovati morti carbonizzati nell’auto.    Anna Milva Mattei, anche lei bruciata in auto. Claudio Pitocchi, morto per un incidente di moto, che sbanda ed esce di strada all’improvviso, senza cause apparenti. Anche questa è una modalità che troviamo in tutte le vicende italiane in cui sono coinvolti servizi segreti e massoneria. Milva Malatesta e suo figlio Mirko, anche loro trovati carbonizzati nell’auto; una fine curiosamente simile a quella che volevano far fare al perito del Moby Prince, l’ex parà Fabio Pisoni. La stessa tecnica. Così come la tecnica dei suicidi in ginocchio è identica a quella dei morti di Ustica e di tutte le altre stragi che hanno insanguinato l’Italia. Tecniche identiche, che fanno ipotizzare una firma unica: quella dei servizi segreti. Rolf Reineke, che aveva visto una delle coppiette uccise poche ore prima della loro morte, che muore d’infarto nell’1983. Domenico, un fruttivendolo di Prato che scompare nel nulla nell’agosto del 1994 e fu considerato un caso di lupara bianca.

E poi ce ne sono tanti altri. C’è il caso di tre prostitute, una suicidatasi, e due accoltellate, che avevano avuto rapporti a vario titolo con i compagni di merende, e chissà quanti altri di cui si non si saprà mai nulla. Un discorso a parte va fatto per Luciano Petrini. Consulente informatico, nel 1996 avvicinò una persona (anche lei testimone al processo) Gabriella Pasquali Carlizzi, comunicandogli alcune informazioni sul mostro e mostrando di sapere molto su questa vicenda; ma il 9 maggio fu ucciso nel suo bagno, colpito ripetutamente con una porta asciugamani cui tolsero la guarnizione per renderla più tagliente. Nella casa non compaiono segni di scasso o effrazione. Conclusioni: omicidio gay. Nessuno prende in considerazione altre piste. Nessuno prende in considerazione – soprattutto – l’ipotesi più evidente: Petrini aveva svolto consulenza nel caso Ustica, sul suicidio del colonnello dell’aereonautica Mario Ferraro, quel Mario Ferraro che fu trovato impiccato al portasciugamani del bagno. Ma il fatto che sia stato ucciso – guarda caso – proprio con un portasciugamani, non induce a sospettare di nulla. Omicidio gay!

Vediamo in maniera sintetica il fenomeno storico dei serial killer in Italia.

  • Prima del 1975 6 serial killer 30 vittime.
  • Prima del 1995 33 serial killer 143 vittime
  • 1995 – 2000 11 serial killer 67 vittime.

Totale 47 serial killer 240 vittime.

A costoro vanno aggiunti almeno 9 serial killer agenti in gruppo che anno totalizzato (ufficialmente) 32 vittime.

 

 

Progressione di frequenza

 

1975-1989 8 serial killer

1981-1985 8 s.k.

1986-1990 4 s.k.

1991-1995 12 s.k.

1996-2000 11 s.k.

 

 

Serial killer agenti in gruppo

 

  • 1987/94 Banda della Uno Bianca – Emilia Romagna
  • 1988/90 Gruppo di Manolo lo slavo -. Veneto

 

Ripeto questi sono solo dati parziali, quello che è interessante è vedere il crescere di questo fenomeno, a partire dalla fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.

Ci sono delitti che apparentemente sono diversi, ma hanno molto in comune. Prendiamo come esempio le vicende di Cogne e quella di Omar ed Erika. Che cosa hanno in comune? Molto: innanzitutto l’apparizione del reparto dei RIS con le loro investigazioni “scientifiche” (prova del DNA ecc.); poi ci sono i genitori che ammazzano i figli e i figli che ammazzano i genitori nella maniera più sanguinaria e feroce. Tutto questo non in una grande metropoli, dove farebbe meno clamore, ma nella provincia italiana, nella piccola comunità montana dove tutto è sempre più tranquillo e non succede mai niente di eclatante. L’immaginario collettivo è colpito e turbato profondamente. Poi i macellai dell’informazione renderanno tutto questo più macabro: il messaggio che viene fuori è che non si può essere sicuri neanche fra le mura domestiche con la propria famiglia. L’effetto è equivalente a quello di una strage in una stazione ferroviaria a ferragosto o durante le vacanze di natale.

Del resto non è forse accertato che quello che definito “mostro di Rostov” in Russia negli ann’80 era coperto da settori del KGB che stavano preparando la transizione a un’aperta e completa restaurazione del capitalismo. Forse non è un caso che in questo passaggio diventava fondamentalo lo scadimento dei principi socialisti che erano ancora riconosciuti. Tra questi principi  c’era quello che garantivano sicurezza e protezione assoluta ai bambini. Occorreva qualcosa di forte, di traumatico per preparare i russi a quello che sarebbe venuto più tardi, qualcosa che non si era mai visto prima: un “mostro” con la tessera del PCUS che divorava le bambine.

In sostanza lo scopo è sempre lo stesso: condizionare e manipolare costantemente la cosiddetta “opinione pubblica” attraverso crimini particolarmente efferati.

Se guardiamo quello che è successo in Italia dagli anni ’90 ci si renderà conto dei cambiamenti radicali avvenuti in un periodo relativamente breve (rispetto ai 45 precedenti).

Il terrorismo di Stato, nelle sue varie forme ed espressioni, accompagna e guida questi cambiamenti.

C’è da chiedersi se il progetto vero dietro a tutti questi eventi non sia un maggiore  controllo politico e sociale completo e totale della società?

Dal punto di vista politico si potrebbe di che siamo passati dalle democrazie in decomposizione al governo diretto del capitale finanziario  

Concentriamoci su uno degli aspetti che riguarda maggiormente i maggiori paesi imperialisti: la decomposizione delle forme di democrazia parlamentare.

E’ in atto da tempo nei maggiori paesi imperialisti, pur con ritmi e forme diverse, un processo di rafforzamento delle forme istituzionali. Esse sono l’espressione a livello giuridico – istituzionale di un’avvenuta trasformazione dei rapporti tra proletariato e borghesia.

A questo indebolimento del proletariato ha contribuito il crollo del cosiddetto “blocco socialista” a guida revisionista. Non può esserci indifferente che il blocco dell’est sia crollato sotto i colpi della crisi economica piuttosto che sotto i colpi della lotta di classe. Se fosse questa prevalsa seconda alternativa, piuttosto che indebolirsi come sta avvenendo oggi, la fiducia del proletariato nelle proprie capacità si sarebbe potuta rafforzare. Inoltre, nella misura in cui il crollo del blocco dell’est fa seguito a un periodo di “guerra fredda” con il blocco occidentale, in cui quest’ultimo appare come il “vincitore” senza colpo ferire, si è generato nelle popolazioni occidentali, e anche tra i proletari, un sentimento di euforia e di fiducia verso i propri governi, simile (facendo le debite proporzioni) a quello che pesò sui proletari dei paesi “vincitori” nelle due guerre mondiali e che fu una delle cause della sconfitta dell’ondata rivoluzionaria seguita alla prima guerra mondiale.

Tornando al discorso del rafforzamento istituzionale, esso è soprattutto l’espressione del tentativo borghese di predisporre un apparato statale adeguato alle maggiori difficoltà che si manifesteranno in futuro e di contenere all’interno dell’ideologia borghese i rapporti sociali che vanno sempre più decomponendosi.

È in questa fase che c’è il passaggio da una democrazia sotto forme parlamentari a un governo che appare sotto forma di “governi tecnici”, si potrebbe dire una “dittatura tecnocratica”.

Che la democrazia sia in decadenza è reso evidente dai diversi avvenimenti e fenomeni che ci sono nella sfera politica, sociale e culturale. Prendiamo come esempio la corruzione: essa ha pervaso ogni settore, i politici si contendono i contributi finanziari dei capitalisti; le posizioni all’interno dei governi e dei parlamenti (andando in giù in ogni settore del potere locale) hanno tutto un prezzo; ogni parte della legislazione è influenzata da potenti “lobbies” che spendono milioni per la scrittura di leggi a loro profitto e per individuare le manovre opportune alla loro approvazione.

Questa democrazia in decomposizione si sta trasformando in un governo autoimposto dai funzionari dell’esecutivo. Una giunta esecutiva di funzionari eletti e non eletti risolve questioni come quelle della guerra e della pace, che destina miliardi dollari e di euro a un’oligarchia finanziaria riducendo così il tenore di vita di milioni di persone tramite “pacchetti di austerità”.

Questo governo è descritto come un governo condotti da tecnici esperti, “apolitici” e “scevri da interessi privati”. Dietro alla retorica tecnocratica, la realtà è che i funzionari designati hanno una carriera di operatori per e con i grandi interessi finanziari nazionali e internazionali.

Lucas Papdemos, nominato Primo ministro, ha lavorato per la Federal Reserve Bank di Boston è stato il capo della Banca centrale greca, nonché il responsabile della falsificazione dei libri contabili a copertura di quei bilanci fraudolenti che hanno portato la Grecia all’attuale disastro.[55] Mario Monti, Presidente del Consiglio in Italia, ha ricoperto incarichi per l’Unione Europea e nella Goldman Sachs.

 

Queste nomine si basano sulla lealtà totale di questi personaggi e sul loro impegno senza riserve di imporre politiche, le più inique sui lavoratori di Grecia e in Italia. I cosiddetti tecnici non sono soggetti a fazioni di partito, nemmeno lontanamente sensibili a qualsiasi protesa sociale. Essi sono liberi da qualsiasi impegno politico…tranne uno quello di assicurare il pagamento del debito ai detentori dei titoli di Stato, in particolare di restituire i prestiti alle più importanti istituzioni finanziarie europee e nord americane.

C’è una differenza tra questi governi tecnici e le dittature come quella fascista.

Negli attuali governi tecnici, il potere è consegnato dalle élite politiche della democrazia borghese, in sostanza una sorta di transizione pacifica, almeno nella sua fase iniziale. 

A differenza delle precedenti dittature, gli attuali regimi conservano le facciate elettorali, ma svuotate da contenuti e mutilate, come entità certificate senza obiezioni per offrire una sorta di legittimazione, che seduce la stampa finanziaria. A differenza delle precedenti dittature come il fascismo che si presentavano come stati di polizia, gli attuali governi tecnici prima lanciano il loro assalto a tutto campo contro le condizioni di vita e di lavoro del proletariato, con il consenso parlamentare, e poi di fronte alla resistenza posta, procedono per gradi fino ad arrivare a uno stato di polizia.

L’organizzazione dittatoriale di un regime tecnocratico deriva dalle sue politiche e dalla missione. Al fine di imporre politiche che si traducono in massici trasferimenti di ricchezza dal lavoro al capitale nazionale e internazionale, è essenziale un regime autoritario in veste democratica, questo in previsione di un’accanita resistenza. La borghesia non può assicurare per tanto tempo una “stabile e sostenibile” sottrazione di ricchezza con qualche parvenza di democrazia (che è sempre il miglior involucro della dittatura della borghesia) e tanto meno una democrazia come quella attuale in decomposizione.

La missione della “dittatura democratica” non è solo quello di porre in essere un’unica politica regressiva di breve durata, come il congelamento salariale o il licenziamento di qualche migliaio di insegnanti. L’intento di questi tecnocrati è di convertire l’intero apparato statale in un torchio efficace in grado di estrarre continuamente e di trasferire le entrate fiscali e i redditi, dai lavoratori e dai dipendenti in favore dei detentori dei titoli.

 

Il processo decisionale è chiuso e limitato alla cricca di grossi industriali, banchieri e tecnocrati senza la minima trasparenza. I tecnocrati ignorano completamente le proteste di manifestanti, se possibile, o, se necessario, rompere loro la testa.

 

Le trasformazioni principali della democrazia sotto i tecnici sono:

 

  • Massici spostamenti delle disponibilità di bilancio, dalle spese per i bisogni ai pagamenti dei titoli di Stato e alle rendite.
  • Cambiamenti su larga scala nelle politiche di reddito, dai salari ai profitti, ai pagamenti degli interessi e alla rendita.
  • Politiche fiscali fortemente regressive, con l’aumento delle imposte sui consumi (aumento dell’IVA) e sui salari, e con la diminuzione della tassazione di titoli e investimento.
  • Riscrittura dei codici del lavoro. Salari, condizioni di lavoro e problemi sanitari sono consegnati alle commissioni aziendali (commissioni “paritetiche” dove c’è la presenza “paritetica” di padroni e sindacati).
  • Lo smantellamento delle imprese pubbliche, e la privatizzazione delle telecomunicazioni, delle fonti di energia, della sanità, dell’istruzione e dei fondi pensione. Privatizzazioni per migliaia di miliardi di dollari sono attivate su una scala mondiale. Monopoli privati rimpiazzano quelli pubblici, forniscono un numero minore di posti di lavoro e servizi, senza l’aggiunta di una nuova capacità produttiva.
  • L’asse economico si sposta dalla produzione e dai servizi per il consumo di massa nel mercato interno alle esportazioni di beni e servizi particolarmente adatti sui mercati esteri. Questo dinamica richiese salari sempre più bassi per competere a livello internazionale, ma contrae il mercato interno.

 

   Per questo motivo per le classi dominanti è diventata una necessità andare oltre il progetto P2, per rendere il controllo ancora più sistematico.

   Si potrebbe dire che si è creato una forma di fascismo moderno che si potrebbe definire più correttamente tecno-fascismo. Dove per l’organizzazione del potere e del consenso diventa centrale l’uso dei media e della televisione in particolare.

Non nel senso che è la televisione decide cosa le persone cosa le persone devono pensare. Ma essa lavora su quel fenomeno che la sociologia Tavistockiana chiama Agenda Setting, ovvero la facoltà decidere “riguardo a cosa” la massa deve pensare. E’ importante per capire di quello che si sta parlando di capire la genesi di quest’Agenda. Il 15 gennaio 1934 uno spaventoso sconvolse la provincia indiana del Bihar. Per qualche tempo, nelle regioni vicine a quella colpita, si diffusero allarmistiche che predicevano nuovi e peggiori disastri. Queste voci, circa venti anni dopo dovevano cadere sotto gli occhi di Festinger, uno dei più importanti studiosi americani, che era allora impegnato a ordinare e integrare teoricamente la grande quantità di dati che erano stati, sono allora raccolti nel campo della comunicazione dell’influenza sociale. L’esame di questi dati inerenti alle voci allarmistiche costituì la molla da cui doveva nascere e diffondersi così facilmente alla teoria della dissonanza cognitiva. Come mai, si chiese Festinger, in una situazione del genere potevano nascere e diffondersi così facilmente delle voci terrorizzanti? Non sarebbe stato più logico che tra quelle popolazioni, già in preda al terrore, nascessero invece delle voci che tendessero a ridurre la paura? La risposta di Festinger è che queste voci non erano destinate a provocare paura, bensì a giustificare quella che già la gente aveva. Esisteva cioè una discordanza tra quanto queste persone, non direttamente colpite dal terremoto, vedevano attorno a loro, e la paura che provavano e che non era giustificata da quanto vedevano. A questa discordanza tra elementi cognitivi (intendendo per elemento cognitivo ogni conoscenza, opinione o credenza che un individuo o un gruppo ha su se stesso o sul mondo che lo circonda) venne dato il nome di dissonanza cognitiva. Secondo la teoria che nacque allora esiste in ogni persona, in presenza di una dissonanza, una pressione tendente a ridurla, tanto maggiore quanto è più forte è la dissonanza. La riduzione può ottenersi (ed è il caso delle popolazioni indiane) aggiungendo nuovi elementi consonanti (le voci di prossime sciagure); potrebbe però aversi, ha seconda delle circostanze anche cambiando glie elementi dissonanti o diminuendone l’importanza. La portata della teoria così abbozzata è indubbiamente molto ampia, e abbraccia gran dei problemi della psicologia sociale, particolarmente nel campo delle comunicazioni. Dai processi decisionali e dalle conseguenze delle decisioni all’induzione forzata di un comportamento esteriore in contrasto con le opinioni private dell’individuo, ai problemi della comunicazione e di diffusione delle informazioni, al comportamento dei gruppi, ai fenomeni di massa, Festinger analizza in un quadro unitario, in conformità a numerose ricerche sperimentali, il potere predittivo e interpretativo della teoria. Dunque progetto Tavistock e Agenda Setting potendo decidere gli argomenti su cui le persone ragioneranno, si scambieranno pareri, si formeranno opinioni, chi controlla la TV è in grado di creare una realtà parziale ed omettere da questa ciò che non vuole si conosca.

   È dunque l’omissione, il vero potere, l’omissione di tutti quegli argomenti, quei valori, quei modelli, quelle sensazioni, quegli atteggiamenti, quei comportamenti che siano ostili al leader e al regime.

Infatti, se si nota il comportamento di molti giornalisti televisivi o dei conduttori di programmi d’intrattenimento, il loro atteggiamento non si limita a fare domande, ma quello di evitare di approfondire argomenti importanti, e spesso prendere le difese delle personalità che sono contestate.

Oppure c’è l’omissione della realtà inserendo fatti concreti in minestroni fatti da magia, esoterismo, numerologia ecc.

In sostanza la “verità” consiste in un consenso preconfezionato che è stato deciso aprioristicamente, a tavolino e chiunque non si adatta viene bollato come estremista, catastrofista e cose del genere.

La gestione del potere e del consenso comporta anche il processo d’inclusione-esclusione. Non è un caso che attualmente mobbing e stalking sono diventati un fenomeno di massa. Fenomeno favorito dall’utilizzo della tecnologia elettronica (e dall’utilizzo delle onde telepatiche) che ha portato nei fatti anche se non giuridicamente l’affermarsi nella società di un nazismo genetico fatto di controllo e sperimentazione sulle persone sensibili. In sostanza una psichiatrizzazione di massa che comporta lì innesto di meccanismi elettronici a persone sensibili. E da un punto di vista culturale la perdita di valore e dignità delle donne, dove nessuno contesta più se il lavoratore sia solo merce (un’ideologia fascista che giustifica il licenziamento) è perciò giustifica e legittimizza il mobbing di massa nei luoghi di lavoro e in quelli sociali.

Una realtà, dove alla base stanno multinazionali farmaceutiche e delle protesi uditive ed acustiche, che si serve di centri di ricerca universitari e militari (neurologia, psichiatria, neurofisiologia e, cibernetica) strettamente connessi tra di loro (scienza asservita = guerra), di parlamentari (magari connessi a servizi segreti o a polizie speciali), dei servizi segreti (e attraverso i servizi carcerari utilizzano molti detenuti nel loro sporco lavoro), delle organizzazioni mafiose (e il carcere è uno dei luoghi dove collaborano con i servizi), di organizzazioni terroristiche per creare i capri espiatori, di intellettuali ecc.

   Ebbene perché non definire tutto questo, che è il prodotto della guerra civile a bassa intensità che c’è stata in Italia, se non tecno-fascismo? Se Dimitrov definisce il fascismo come la dittatura terroristica aperta della borghesia, che sorge e si sviluppa proprio nei momenti di crisi del sistema capitalista, quando la classe operaia e le masse popolari in generale prendono l’iniziativa per difendere i loro interessi e diritti e conquistare importanti rivendicazioni importanti, allo stato attuale si potrebbe definire il tecno-fascismo come la fusione del capitale finanziario, delle multinazionali con il potere politico più reazionario.

E se guardiamo le tendenze in atto in tutto il mondo capitalistico quali la criminalizzazione della protesta sociale ed il proposito di introdurla all’internodi modelli costituzionali che sostengono l’economia capitalistica in maniera aperta e sfacciata (senza la presa in giro del riconoscimento della funzione sociale della proprietà privata), le necessità di imporre l’assoggettamento della classe operaia e delle masse popolari all’obbedienza di leggi e regolamenti che derivano da tale concezione, i continui interventi imperialisti nei diversi paesi costituiscono elementi che portano acqua al mulino del fascismo, quanto meno alla fascistizzazione della vita sociale e politica.

Non è certamente un caso che ha partire dagli anni ‘90 dove ha operato in funzione di guerra ortodossa la Falange Armata è stato anche quello dell’accentuazione della demolizione del diritto del lavoro e delle conquiste che i lavoratori italiani le avevano ottenute dal secondo dopoguerra dopo dure lotte.

C’è stato anche il cambiamento del significato delle parole in uso. Fino all’altro ieri per riforme s’intendeva miglioramento (certamente graduale) delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori, da un certo periodo in poi ha solamente significato un continuo e costante peggioramento. Se poi ci si opponeva a tali “riforme” ci si tirava dietro l’accusa di essere “conservatori” che si oppongono al “progresso”.

Quest’attività di “riforma” e di abolizione del diritto del lavoro è stata portata avanti con l’apporto dei partiti di sinistra (compresi quelle definiti “radicali” come Rifondazione) e dai sindacati confederali.

Ci sono state due modalità diverse per portare avanti questo tipo di attacco ai diritti dei lavoratori:

 

  1. Da parte dei governi di Centro-Sinistra la “riforma” del diritto del lavoro deve avvenire di concerto con i sindacati confederali in modo da farla accettare ai lavoratori senza alcuna protesta.
  2. L’orientamento dei governi di Centro-Destra, invece, prevedeva più l’immediato e diretto intervento del potere legislativo.   In effetti, queste cosiddette “riforme” sono avvenute in prevalenza mediante accordi sindacali che, una volta consolidati ed evitato la protesta dei lavoratori, alla fine sono state consolidate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] https://www.ilrestodelcarlino.it/pesaro/cronaca/carla-rovaldi-scomparsa-1.3868749

 

[2] Se sono dei politici magari deputati e senatori sono usati per approvare leggi antipopolari, illiberali e dispotiche.

 

[3] https://www.ilrestodelcarlino.it/civitanova-marche/cronaca/ossa-umane-1.3816376

 

[4] http://www.lastampa.it/2018/03/29/italia/ossa-umane-ritrovate-nel-maceratese-forse-ci-sono-anche-i-resti-di-una-enne-scomparsa-d7m7mGjOgEMSf5jNhIPGhK/pagina.html

 

[5] http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Gli-insospettabili-nei-festini-a-luci-rosse-6e42f953-0a7e-4de0-8838-ddcb950c3969.html

http://www.repubblica.it/cronaca/2018/03/28/news/porto_recanati_trovate_ossa_umane_appartenenti_a_piu_cadaveri-192480783/

http://www.emmetv.it/2018/04/14/rainews24-a-macerata-giro-di-droga-e-prostituzione-minorile/ http://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/slide_persone_scomparse.pdf

https://www.cronacheancona.it/2017/05/23/sette-anni-dopo-nessuna-notizia-sulla-scomparsa-di-cameyi-mosammet/33213/ http://www.cronachemaceratesi.it/2018/02/03/omicidio-di-pamela-critica-lassociazione-penelope-il-nigeriano-doveva-essere-espulso/1062123 /

 

[6] http://www.viveremarche.it/2018/04/16/monte-san-giusto-maxi-sequestro-di-droga-sgominata-banda-di-spacciatori-magrebini/679216/

 

[7] http://www.mag24.es/2018/04/17/macerata-e-scandalo-lomicidio-di-pamela-fa

 

[8]                                                        C.s.

 

[9]                                                        C.s.

 

[10]                                                       C.s.

 

[11] http://gusitalia.it/   https://www.youtube.com/watch?v=hYmZwsPRNh8

 

[12] È accusata tra l’altro del fatto che per diversi anni non ha presentato nessun bilancio  https://www.cronachemaceratesi.it/2018/02/11/gus-non-chiamatela-onlus-la-finanza-contesta-evasione-milionaria/1066111/

 

[13] http://www.ilgiornale.it/news/cronache/cos-black-axe-i-misteri-mafia-nigeriana-1336536.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/25/mafie-ora-litalia-importa-quelle-straniere-la-droga-degli-albanesi-il-riciclaggio-di-cinesi-e-russi-la-tratta-dei-nigeriani/3678401/5/

 

[14] http://www.ilgiornale.it/news/cronache/fermo-polizia-inchioda-emmanuel-membro-mafia-nigeriana-1336366.html

https://www.giornalettismo.com/archives/2190468/fermo-emmanuel-mafia-nigeriana

 

[15] http://www.mag24.es/2018/04/17/macerata-e-scandalo-lomicidio-di-pamela-fa

 

[16] http://www.ansa.it/marche/notizie/2018/02/03/sparatorie-a-macerata-traini-candidato-con-la-lega-alle-amministrative-del-2017_83d9135c-1fbe-46e6-b2d2-425b385e0302.html

 

[17] Al di là della candidatura della Lega, Traini ha posizioni di estrema destra. Sulla tempia destra ha un tatuaggio con il simbolo di Terza posizione, movimento neofascista eversivo fondato negli anni 70 da Roberto Fiore. http://www.repubblica.it/cronaca/2018/02/03/news/macerata_luca_traini-187950304/

 

[18] Traini era in cura da uno psichiatria da quando era stato giudicato borderline. https://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/luca-traini-cura-psichiatra-border-line-sparatorie-macerata-2824182/

 

[19] http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/13/news/firenze_gianluca_casseri_killer_senegalesi_suicida-26554634/

 

[20] Una testimonianza personale. Una persona che conobbi che faceva delle ricerche dei rapporti tra controllo mentale, telepatia e confraternite iniziatiche, mi disse che una buona parte degli psichiatri sono dei satanisti (peraltro senza darmi delle prove concrete).

 

[21] https://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/18/berlusconi-affetto-da-narcisismo-patologico-non-e-padrone-dei-suoi-comportamenti/87015/

 

[22] Nel 1993 scoppiò lo scandalo dei fondi neri del SISDE, che coinvolse anche Scalfaro, perché era stato ministro degli interni. Un buon psichiatra serve sempre, a dar del pazzo quando si accusa un potente.

 

[23] Costituzione di una Commissione Nazionale di studio in materia di funzioni del Giudice Tutelare e dell’Amministratore di sostegno.

Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica hanno costituito una Commissione di Studio perché il Paese si doti di uno strumento di legge (Amministratore di sostegno) che serva a sostenere adeguatamente le persone in difficoltà, soprattutto oggi che progressivamente si vanno svuotando gli Ospedali Psichiatrici. L’obiettivo che ci si prefigge è quello da un lato di limitare ai soli casi estremi il ricorso agli istituti dell’inabilitazione e dell’interdizione e dall’altro a far sì che l’attenzione si sposti dalla” roba” alla quotidianità della persona. Responsabili della Commissione sono stati designati i dottori E.LUPO e L. ATTENASIO per P.D. e il dott. AMATO per M.D.

Roma 1997

Comunicato Stampa.

 

PSICHIATRIA DEMOCRATICA MAGISTRATURA DEMOCRATICA

In relazione al Progetto di Legge relativo alla costituzione dell’Amministratore di sostegno per i cittadini in difficoltà anche temporanea a causa di menomazioni o malattie o a causa dell’età, presentato dal governo lo scorso luglio, Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica ,attraverso i rispettivi Segretari Nazionali dott. Emilio LUPO e Vittorio BORRACCETTI, richiamano l’attenzione del Governo e del Parlamento tutto, acchè sia promossa sul tema una ampia e rapida consultazione di quelle realtà nazionali impegnate a fianco dei meno garantiti.

P.D. ed M.D. auspicano che in tempi brevi il Paese si doti di uno strumento che garantisca diritto di cittadinanza e dignità di vita a quei cittadini cui oggi è concessa la sola interdizione.

LUPO e BORRACCETTI si dicono, infatti, preoccupati dal fatto che, in assenza di disposizioni più adeguate e rispondenti alle necessità del singolo in difficoltà, possa concretizzarsi il pericolo che in talune realtà, nel corso del processo di chiusura dei manicomi si promuovano interdizioni di massa.

Settembre 1997

Invito al Governo ed al Parlamento perché riprenda e si concluda la discussione sui progetti di legge

Psichiatria Democratica e Magistratura Democratica invitano il Governo ed il Parlamento a voler adoperarsi perché la Commissione giustizia della Camera dei Deputati riavvii la discussione ed il confronto-in Commissione Giustizia- sul testo unificato dei progetti di legge nn.960 e 4040, relativamente alle” Disposizioni in materia di funzioni del Giudice tutelare e dell’Amministratore di sostegno”. Le due Associazioni che nei mesi scorsi hanno trovato nell’ Onorevole Giuliano PISAPIA (allora Presidente della Commissione) un attento e sensibile interlocutore, oggi rinnovano l’invito a tutti coloro che hanno a cuore lo sviluppo di pratiche dei diritti, perché il testo della Commissione-con le opportune modifiche ed integrazioni- costituisca l’utile base di una discussione rapida e definitiva.

Napoli, Gennaio 1999

 

[24] http://www.giornalettismo.com/archives/915489/le-iene-il-forteto-e-il-potere-che-copre-gli-stupri-sui-bambini/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A%20giornalettismocom%20(Giornalettismo)

 

[25] Freud, Il disagio della civiltà.

 

[26] Banca Mondiale, Documento di lavoro del gruppo di ricerca Finanza e Sviluppo, gennaio 2000.

 

[27] L’università del Michigan ha messo a punto il prototipo di un piccolo robot spia simile a un pipistrello. Il congegno sarà usato dai militari. Il bat robot è un aeroplano che raccoglie dati su oggetti, persone, suoni e odori in zone di guerra. Poi trasmette le informazioni in tempo reale. City 4 febbraio 2008.

 

[28] Gli strateghi militari in Afghanistan tengono nel cassetto i libri sulla guerra in Algeria. Marc Thoerner, un giornalista che nel 2008/2009 si trovava in Afghanistan, riporta nel suo libro Afghanistan Code, edito nel 2010, conversazioni avute con soldati francesi: “L’ufficiale Guena addetto alla stampa paragona quanto accade nella regione di Kabul quel che accadeva in Algeria alla fine degli anni ’50: attacchi continui sulla popolazione civile, su chi insorge che trova sicuri in altri paesi, come allora il FLN (Fronte di Liberazione Nazionale) in Tunisia e Marocco. ‘Per questo qui a Kabul seguo diverse tecniche dimostratesi valide allora in Algeria’ (…).

   Un paragone ripreso in pieno da un altro luogotenente, Fricaz: ‘Dall’Algeria traiamo tante lezioni, anche si è un poco sviluppato ed ha perfezionato i suoi mezzi. Gli schemi sono gli stessi. Durante la battaglia d Algeri, 1957, la popolazione venne censita e infine ripartita in categorie, per conoscere le attività di ogni preciso gruppo di persone. In questa maniera si riusciva a scoprire, i Fellaghas, chi agiva o meno per l’insurrezione ’”. Quest’ultima affermazione dell’ufficiale francese, deve far riflettere sulla costante richiesta di censimenti da parte delle istituzioni.

 

[29] Evidentemente dire guerra civile evoca qualcosa di tremendo e traumatico.

[30] Sono le mistificazioni di un politologo, come se le guerre del passato erano combattute per motivi religiosi, etnici, o altro.

 

[31] Herfried Muenkler, Imperien.

 

[32] Metto tre virgolette la parola “sviluppo”, perché si pensa allo sviluppo capitalistico che genera solo ineguaglianze e sfruttamento.

 

[33] http://www.tmcrew.org7csa/138/wwi/caq62ogs.htm

 

[34] http://www.pugliantagonista.it/osservbalcanibr/fut_2_mil_2.htm

 

[35] ftp://ftp.rta.nato.int/PubFullText/RTO/TR/RTO-TR-071/TR-071-$$TOC.pdf

 

[36] In Francia i vigili urbani francesi potranno usare il Taser. Il governo francese ha deciso ha deciso di dotare 20.000 vigili urbani di Taser con scarica elettrica da 50.000 volt, che bloccano la vittima con una paralisi momentanea. Fonte: City giovedì 25 settembre 2008.

 

[37] http://punto-informatico.it/2124264/PI/News/onu-taser-sono-tortura.aspx

 

[38] A. Toffler, War and Anti-War, Survival at the Dawn of the 21 st Century (Londra, Little Brown & Morris 1994).

 

[39] Programma della CIA che aveva lo scopo di cercare ed eliminare gli attivisti Vietcong villaggio per villaggio. Si calcola che almeno 60.000 persone furono assassinate in conformità a questo programma.

 

[40] John Alexander, scrivendo su “Military Revew” (n. 12 dicembre 1980), la rivista specializzata disse: <esistono sistemi di armi il cui funzionamento si basa sui poteri mentali, le cui caratteristiche sono già state sperimentate>. L’articolo molto lungo s’intitolava: “The New Mental battlefield” (La nuova strategia mentale).

 

[41] Il 28 febbraio 1993 a Waco, in Texas, un gruppo di agenti dell’ATF (Alcohol, Tabacco and Firearms) bureau, cioè l’ufficio statunitense preposto al controllo di alcol, tabacco e armi da fuoco, attaccò in armi la comunità religiosa guidata da David Koresh, alla ricerca di armi illegali. Ne seguì un conflitto e un assedio di 51 giorni, che si terminò con l’uccisione di 4 agenti dell’ATF e di 86 seguaci di Koresh, lui compreso e 24 bambini. L’anno prima (1992), Randy Weaver, un suprematista bianco, divenne un eroe popolare quando resistente per oltre un anno, armi in pugno, all’arresto dei federali. Nello scontro finale a Ruby Ridge, perirono sua moglie e uno dei suoi figli. Weaver fu assolto dalla giuria da tutte le accuse, eccetto alcuni reati minori per i quali aveva già scontato 18 mesi di carcere. In seguito Weaver denunciò l’F.B.I. per l’omicidio della moglie e del figlio e nel 1995 vince la causa (l’F.B.I. gli pagò 3 milioni dollari).

A Waco durante l’assedio, l’FBI chiese l’aiuto di Smirnov un esperto russo di armi psicotroniche, come consulente. Egli suggerì di bombardare le persone asserragliate con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo di maiali isterici. In questi suoni avrebbe dovuto esserci dei messaggi subliminali che invitavano gli assediati alla resa.

 

[42] L’esercito britannico è interessato a tale “raggio paralizzante”. Cfr. Rayfun Freezes Victims Without Caussing Injiuries, Sunday Times Londra 9 maggio 1998.

 

[43] Contorto destino quello di Alan Pinkerton, il fondatore dell’agenzia. Nato a Glasgow nel 1819, divenne militante del movimento proletario dei Cartisti, fu costretto a emigrare negli USA per ragioni politiche, per evitare di essere mandato in una colonia penale. Si potrebbe dire uno dei primi esempi di pentitismo nel movimento operaio.

 

[44] http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php

 

[45] Che riguarda le guardie e gli istituti di vigilanza e d’investigazione privata.

 

[46] La dinamica della sparatoria non è del tutto chiara, l’autopsia ha, infatti, rilevato pallottole di tipo diverso, pur dello stesso calibro della pistola di Arrigoni.

 

[47] I paracadutisti italiani della Folgore in Somalia si contraddistinsero per le torture ai prigionieri somali le fotografie furono pubblicate dal settimanale Panorama.

 

 

[48] Gioele Magaldi, Laura Maragnani, Massoni. Società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-Lodges, Chiarelettere, 2014.

 

[49] Questi processi non sono lineari. Non tutta la vecchia classe dirigente politica si pone sul terreno di resistenza alle trasformazioni in atto, una parte di essa sale sul treno di quello che possa sembrare il vincitore. In Italia c’è la spaccatura del vecchio triangolo che aveva governato gli anni ’80 il CAF (Craxi, Andreotti, Forlani). Da una parte si ha Craxi e dall’altra Andreotti e Martelli (l’ex delfino craxiano) che si pongono alla testa del “rinnovamento” (lotta alla Mafia, rivelazioni su Gladio).

 

[50] http://archiviostorico.corrier.it/1996/febbraio/07/Manolo_tornerà_Italia

 

[51] http://archiviostorico.corrier.it/1996/settembre/28/Adesso_Manolo_pentito

 

[52] http://paolofranceschetti.blogspot.it/2010/04/17-omicidi-non-per-caso-i-misteri-di.html

 

[53]                                                                 C.s.

 

[54] http://paolofranceschetti.blogspot.it/2007/12/il-mostro-di-firenze-quella-piovra-che.html

 

[55] http://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmpbm30-0100856.htm

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~ di marcos61 su giugno 1, 2018.

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