TRANSUMANESIMO

 

 

Questa definizione la si deve al filosofo Max More:[1]Il Transumanesimo è una classe di filosofie che cercano di guidarci verso una condizione postumana. Il Transumanesimo condivide molti elementi con l’Umanesimo, inclusi il rispetto per la ragione e le aziende, l’impegno per il progresso e il dare valore all’esistenza umana (o transumana) in questa vita”.[2]

Il Transumanesimo si definisce come un supporto per il miglioramento della condizione umana attraverso la tecnologia della vita, come l’eliminazione dell’invecchiamento e il potenziamento delle capacità intellettuali fisiche e fisiologiche dell’uomo.

I Transumanisti di norma sono favorevoli all’utilizzo delle tecnologie emergenti, incluse molte di quelle che adesso sono ritenute controverse, come l’ingegneria genetica sull’uomo e gli usi avanzati dei computer, delle comunicazioni; e delle tecnologie saranno sviluppate in futuro come i viaggi nello spazio, i viaggi nel tempo, la nanotecnologia. I Transumanisti sostengono che l’intelligenza artigianale un giorno supererà quella umana.[3]

 

IL MOVIMENTO TRANSUMANISTA

 

The World Transhumanist è costituito dall’élite della società USA, i suoi leader sono Nick Bostrum, docente di filosofia presso l’Yale University, il professor James Hughes del Trinity College di Hartford e Gregory Stock direttore del programma di

Medicina, Tecnologia presso la Scholl of Medicine dell’University of California di Los Angeles, che scritto il libro Riscrivere gli umani. Fanno parte del movimento capitalisti e politici statunitensi.

 

Come si diceva prima per i transumanisti l’evoluzione del genere umano non è conclusa, e che per completarla bisogna fare ricorso a ogni mezzo tecnologico. Insomma per costoro l’uomo raggiungerà la “perfezione” quando dall’umano si passerà al Postumano è la fase di passaggio è il Transumano. Tale processo si attuerà facendo ricorso alla manipolazione genetica e all’impianto di microchip. Tutto ciò fa del Transumanesimo una sorta di religione atea, come quella Raeliana, ma ha il proprio demiurgo non negli alieni, ma nella tecnologia della bioingegneria e di fatto nelle multinazionali che ne sono proprietarie.

 

Perno della filosofia transumanista è “la guerra a Dio e alle religioni” credenze che devono essere estirpate anche con i “centri di rieducazione e formazione”.

 

I Transumanisti sognano un mondo asettico e sintetico, senza emozioni e perfetto, una certa idea di buddismo consumistico pervade questa visione, come s’intravede dentro questa visione la possibilità di controllo delle menti diretto e immediato.

 

Affermano i Transumanisti che per creare l’essere umano, sono d’obbligo utilizzare la tecnologia per ogni aspetto della vita umana, grazie a essa si potrà annullare le imperfezioni psico-fisiche e perfino la vecchiaia. “Nuovi strumenti come quelli della nanotecnologia molecolare, hanno le risorse per darci il controllo su quei processi biochimici del nostro corpo capaci di eliminare malattie e invecchiamento”.[4] Infatti, proseguono i Transumanisti “Tecnologie come gli strumenti di interfacciamento tra mente umana e computer e la neurofarmacologia possono amplificare l’intelligenza umana, incrementare il benessere psicologico, migliorare la nostra capacità di mantenere gli impegni riguardo i nostri progetti o la persona amata, e perfino moltiplicare la portata e la ricchezza delle nostre emozioni”.[5]

 

La seduzione è sempre stata una parte essenziale delle ideologie che sono definite “totalitarie”.[6] Man mano che si seguono i loro ragionamenti, alla fine cadono le maschere e svelano quali sono il loro vero volto, “Nel tempo saremo in grado di creare mondi di realtà virtuale, nei quali le leggi della fisica potrebbero essere alterate, ma sembrerebbero comunque totalmente reali a chi li vive[7]. Sostituire la realtà concreta con la realtà virtuale diventa un obiettivo da raggiungere premendo un solo tasto di PC, si possono manipolare menti e pensieri con un click. Un “sogno” (ma sarebbe meglio di un incubo) che si vuole imporre a tutti: “La gente potrebbe visitare questi mondi virtuali per lavorarci, per divertimento o per socializzare con amici che magari abitano dall’altra parte del globo. Persone Postumane che hanno ricevuto degli Upload potrebbero interagire in questi ambienti senza bisogno di interfaccia meccanica e potrebbero spendere gran parte delle loro vite in questi ambenti”.[8] Nemici dell’intelligenza e dell’intelletto umano, i Transumanisti sostengono che per raggiungere per migliorare l’essere umano, non occorre usare gli strumenti culturali e pedagogici, solo con la tecnologia l’essere umano potrà realmente migliorare.

 

Chi vuole diventare postumano, chi intraprenderà tale strada sarà un transumano, “l’uomo in mutamento”. Il transumano sarà, nei sogni di questi individui un essere illimitatamente giovane, privo di imperfezioni e con capacità intellettuali sviluppate per via genetica e telematica, mentre il postumano sarà dotato di intelligenza artificiale e sintetica, basato su supporti biotecnologici e tecnogenetici. Lo stadio superiore perseguito dai transumanisti è la ricreazione totalmente artificiale del corpo e della mente umana, utilizzando allo scopo ogni sorta di strumento: dalle nanotecnologie alla bioingegneria ai software per la realtà virtuale.

 

Con l’Uploading i transumanisti vogliono creare l’essere umano eterno.

L’Uploading è il processo con cui si vuole trasferire la mente del singolo individuo dal cervello biologico alla memoria, all’hard disk del computer. Secondo i transumanisti si può fare “una scansione cerebrale ad alta risoluzione…’deassemblando’ il cervello atomo per atomo grazie alla nanotecnologia. Sono stati suggeriti altri approcci, come analizzare la struttura del cervello per sezioni successive con un microscopio elettronico”.[9]

 

   Quello che prospettano i Transumanisti, nella realtà è un mondo nelle mani dell’élite imperialista USA, altro che libertà di scelta, singolo o copia che sia; si prospetta un mondo che neanche Orwell o Huxley avrebbero immaginato nei loro incubi.

 

 

L’ETA’ DELLA TRANSIZIONE

 

 

Il 3 dicembre 2001, ad Arlington (Virginia, USA) si svolse nel massimo riservo una conferenza dal titolo molto indicativo (L’età delle transizioni).[10]

 

La composizione dei partecipanti a questa conferenza era eterogenea. Si andava da membri di istituzioni governative e private, a quelli di società industriali e accademiche. Erano decisamente vasti i settori interessati: tecnologia nucleare e aerospaziale, psicologia, computeristica, chimica, investimenti finanziari, medicina, bioingegneria, scienze sociali.

Tra gli obiettivi di questo convegno vi era il “potenziamento delle capacità umane “per portare alla nascita di una “società dalla struttura più efficiente”.

I partecipanti a questo incontro promisero di condurre a una nuova epoca di rinascita per lo sviluppo dell’intero genere umano. La realtà attuale, ci dice che, mentre l’economia capitalistica sta attraversando una crisi mondiale profonda, l’élite dominante sente scadere il tempo a propria disposizione per prendere le contromisure necessarie e difendere il proprio ruolo dominante. I membri della classe dominante, non teme la libertà in quanto tale, ma la situazione che si potrebbe generare se le masse non si facessero più comandare da nulla eccetto che dai propri principi etici, dalla difesa dei propri interessi (eliminazione della disoccupazione, sanità gratuita per tutti, un mondo dove ci sia pace tra i popoli e si eliminano le guerre di aggressione ecc).

Le scoperte tecnologiche sono dei semi da cui germoglia un cambiamento che può essere indirizzato positivamente o negativamente. L’élite dominante ha sempre avuto molto chiaro che la tecnologia può offrire potenza che a sua volta assicura il dominio, il quale apre la porta a possibili abusi.

C’è da chiedersi che futuro sarebbe se si arrivasse a una condizione tale da non sentirsi deboli e nello stesso tempo essere privi di un’etica? Certamente un futuro da incubo.

Non solo negli USA sono sorti movimenti che si pone l’obiettivo della trasformazione umana.

    In Russia è sorto il movimento Russia 2045, fondato dal miliardario russo padrone dei media, Dmitry Itskov (un personaggio che vuole essere immortale) che pensa di poter raggiungere quest’obiettivo costruendo per se stesso (e per chiunque ne abbia le possibilità economiche ovviamente) un corpo androide, entro il 2045.[11] Egli pensa che per il 2045 i nostri corpi saranno sostituiti con degli ologrammi. Quando succederà, diventeremo “una nuova specie.”

La cosa non si ferma ai corpi androidi. Quelli del movimento Russia 2045 hanno anche lanciato l’idea di una nuova religione e di una nuova etica, perché credono che nessuno dei sistemi attuali sia in grado di gestire le implicazioni sociali del vivere per sempre, dato che nella maggior parte delle religioni attuali la morte è una condizione indispensabile dell’immortalità.

Itskov ha anche fondato un proprio partito politico in Russia chiamato Evolution 2045.[12]

Come pensa davvero Itskov di diventare immortale?: “Il principale mega-progetto scientifico della 2045 Initiative è quello di creare le tecnologie necessarie per trasferire la personalità di un individuo in un supporto non-biologico più avanzato e che permettano di allungare la vita, fino alla soglia dell’immortalità“.[13]

Itskov definisce questo “supporto non biologico avanzato” artificiale come “avatar, ” ed è controllato da un’interfaccia cervello-computer. Funziona quasi come i finti corpi nel film di James Cameron del 2009 che ha lo stesso titolo.

Ma non è solo una questione di ispirazione cinematografica per Itskov. L’ha pensata davvero bene, e ha coinvolto un’intera squadra di esperti.[14] Ha anche incontrato il Dalai Lama[15] e ha ottenuto la sua benedizione per Initiative 2045.

Siamo di fronte al momento in cui l’era dell’evoluzione inconscia sta per finire, e sta per cominciarne una nuova, un nuovo periodo di evoluzione controllata[16]dice Itskov in un’intervista.

Il suo futuro, “un nuovo periodo di evoluzione controllata,” sarà una cosa del genere:  entro il 2020, la Initiative 2045 vuole rendere la tecnologia degli avatar disponibile su larga scala e poco importa che mancano solo sette anni e non esiste ancora (ufficialmente) un prototipo funzionante.

Entro il 2025, Itskov si aspetta di vedere un “sistema di sostentamento autonomo per i cervelli umani collegato ad un robot[17] In altre parole, avranno la tecnologia necessaria per impiantare cervelli umani nei robot. Entro il 2035 un essere umano dovrebbe essere in grado di caricare il proprio cervello su un robot, ed entro il 2045 i nostri corpi saranno sostituiti con ologrammi. Quando succederà, Itskov dice che diventeremo “una nuova specie.”

Oltre a creare la tecnologia necessaria per questo genere di evoluzione, Initiative 2045 vanta una serie di progetti “chiave” futuri,[18] nel tentativo di dare il via ad un “movimento sociale internazionale.” Insieme a un social network chiamato immortal.me, Itskov enumera i progetti che ha in cantiere: una fondazione caritatevole chiamata Global Future 2045, il “centro di ricerca scientifica ‘Immortality,'” “un incubatore d’impresa” su cui non ha approfondito oltre, una “Università di ‘Immortality,'” e un “premio annuale per il contributo dato alla realizzazione del progetto ‘Immortality.'”
In aiuto alla realizzazione di questi obiettivi c’è il Global Future Congress, che si è riunito per la prima volta nel 2012 a Mosca.

Un altro obiettivo di Russia 2045 è quello di preparare un nuovo vettore capace di proiettare la “nostra”[19] civiltà verso lo sviluppo e la crescita.

All’incontro Mosca sono uscite delle affermazioni, dove emergono i piani questa élite:

… entro il 2015 sarà sperimentato un sistema autonomo in grado di fornire supporto vitale al cervello, permettendo anche di interagire e modificare l’ambiente circostante”.[20]

Già prima del 2020 potremmo avere la capacità scientifica per trapiantare il cervello all’interno del sistema artificiale AVATAR.[21] Nascerebbe così un essere totalmente nuovo, dalle potenzialità inesplorate sia per i sistemi artificiali che per gli esseri umani.

   Si stima che entro il 2025 la nuova generazione di AVATAR potrà fornire a un operatore umano la trasmissione completa delle percezioni captate da tutti e cinque gli organi artificiali per la rilevazioni sensoriale. Ci sono poi dei piani, già in fase di elaborazione, per creare prima del 2030 i “RE-Brain”[22] un ambiziosissimo  progetto di riproduzione in laboratorio del cervello umano. Ogni giorno che passa la scienza mondiale arriva sempre più vicino a cogliere i principi alla base della coscienza. Gli studiosi sono anzi convinti che entro il 2035 avrà avuto luogo il primo tentativo di successo nel trasferire la mente di un individuo all’interno di un costrutto artificiale. L’epoca dell’immortalità cibernetica sembra essere veramente alle porte.

   A partire dalla prossima generazione, corpi composti da nanorobot potranno assumere qualsiasi forma o si svilupperanno sotto forma di ologrammi. È prevedibile che entro il 2045 assisteremo a profondissime trasformazioni della società. La priorità principale, in tutto questo, è comunque quella di gettare le basi per una crescita spirituale della neoumanità”.[23]

Come si vedono i fautori delle teorie transumanisti hanno in mente grandi progetti per il genere umano. La meta più grandiosa cui aspirano è il cosiddetto “Progetto AVATAR”, che preveda la costruzione di robot dalle fattezze umanoidi, controllati a distanza grazie a un’interfaccia tra il cervello e la macchina. Un piano, questo, che sta ricevendo fondi dal Dipartimento di Stato degli USA attraverso le due agenzie governative DARPA e NASA.

Nel film AVATAR, il pianeta Pandora è sottomesso al potere dei grandi conglomerati multinazionali al vertice di un governo mondiale, con un sistema di monopolio assoluto mascherato da libero mercato (sembra l’attuazione del S.I.M. – lo Stato Imperialista delle Multinazionali). La Terra, dal canto suo, è stata rovinata dall’esaurimento totale delle sue risorse naturali, che hanno causato la distruzione dell’ecosistema, l’élite al potere ha quindi rivolto i propri appetiti verso altri mondi da depredare. Allo scopo di facilitare i piani per la predazione di Pandora, è attivata una squadra di ricerca scientifica, la quale opera all’ombra di un contingente militare al servizio degli interessi delle grandi multinazionali che ne finanziano la missione. Gli imponenti esseri AVATAR, alti circa una decina di piedi, vale a dire più di 3 m, dalla pigmentazione azzurra, sono il risultato della fusione tra il DNA degli esseri umani con il corredo genetico del popolo umanoide di Pandora, i Na’vi. Dopo aver creato artificialmente l’organismo ibrido, gli scienziati possono trasferire al suo interno la mente di un individuo mantenendo in ogni singolo aspetto la personalità del soggetto.

 

È affascinante scoprire i vari punti di contatto tra i progetti dei transumanisti e quello descritto dal film, tanto da far venire il sospetto che le similitudini fra i piani dell’élite e alcuni temi ricorrenti nel film non siano solo frutto di una semplice casualità.

Come c’è da interrogarsi tra le numerosissime analogie tra i progetti di Russia 45 e quelli dell’incontro L’età delle transizioni e con quelli emersi con il Future Trends  2007-2036 stilato dal governo di Londra ma discusso in forma preliminare nel corso di un incontro del Bilderberg in Germania.[24]

È ormai certo che i transumanisti intendono creare un AVATAR ossia un robot dai tratti umanoidi controllato a distanza da un’interfaccia tra cervello e computer.

Vi sono alcune particolari coincidenze che riguardano l’intera vicenda: tra i partecipanti dell’incontro tenuto dal Bilderbeg nel 2012 a Chantilly (Stato della Virginia, USA) figurava il presidente della società per azioni RUSNANO (in passato industria russa per le nanotecnologie) Anatoly Chubais, che era anni fa considerato molto vicino all’amministrazione Clinton e fu vicepremier con Boris Eltsin al Cremlino.

Chubais, in Russia fu uno dei principali artefici di quella che negli anni ’90 fu definita la “terapia shock” delle privatizzazioni, che portò alla nascita dello strato borghese che fu definita degli oligarchi e fece precipitare nel giro di una notte, il 40% della popolazione russa in una condizione di miseria e di fame.

A partecipare a quell’incontro c’erano altri russi, come il membro dell’Accademia russa delle scienze e presidente del Consiglio russo degli Affari internazionali (organismo più vicino al CFR statunitense che agli interessi nazionali russi) Igor Ivanov.

Gli interessi di questi personaggi vertono sulla loro concezione transumanista.

Il Transumanesimo rappresenta tra l’altro il percorso di una ricerca esoterica verso quello che si ritiene il bene supremo, che è stato perseguito da diversi circoli esoterici come la Massoneria, e dove pera raggiungere questo obiettivo si usano strumenti come l’occultismo, e la tecnologia, dalla mescolanza di tutto ciò, si spera di trovare ciò che è utile per l’evoluzione dell’essere umano e la creazione di esseri superiori che rimpiazzino gli esseri umani inferiori. Questa filosofia è ritratta anche nel film kolossal Prometheus diretto da Ridley Scott.

Alcune idee propagandate nel film Prometheus avevano già una centralità nella cultura di numerose civiltà antiche, ma quello che più conta è che nel corso dei secoli sono diventate le pietre fondanti su cui su cui si sono sorte diverse società segrete in Occidente. In varie parti del mondo si possono vedere esempi di civiltà del passato che nutrivano una certa ossessione per quella che consideravano come influenze extraterrestri.

Dalle Linee si Nazca in America Latina fino alle piramidi egiziane, si può vedere l’ossessione degli antichi per esseri superiori provenienti da altri mondi. Quasi tutte le culture del passato nutrivano la convinzione di poter comunicare con esseri provenienti dal cielo. In un certo senso non sarebbe esagerato affermare che il film Prometheus si limita semplicemente a riprodurre su pellicola dei pensieri presenti da tempo nella storia umana e dà un’interpretazione delle credenze della civiltà dei Dogon adatta al XXI secolo.

A rendere eccezionalmente potente un lungometraggio come Prometheus è che, dall’inizio alla fine, o spettatore è indotto, di fatto, ad accettare il mondo rappresentato sullo schermo come se fosse reale, senza porsi alcun dubbio. La cultura popolare, i film di cassetta, la musica commerciale sono dei contenitori di messaggi riguardanti i comportamenti individuali e diffondono dei nuovi modelli per la società. I messaggi subliminali dilagano nei programmi televisivi nei videogiochi, nelle riviste, nei cartelloni pubblicitari, Prometheus e nelle produzioni musicali, e sono una delle armi presenti nell’arsenale delle multinazionali la cui agenda si concentra nella ricerca forsennata del profitto ricerca che porta alla distruzione delle dimensione umana: “Tutto ciò che ha implicazioni realmente estetiche, tradizionali e culturali o che non è vuoto, è visto semplicemente come un ostacolo ai loro progetti monopolistici e ai loro continui sforzi aggressivi per ridurre l’intero genere umano un ammasso di soggetti narcisisti, egoisti, scevri da ogni sentimento e amorali (quando non immorali) o a veri e propri criminali ‘maniaci depressi con il sorriso sulle labbra’.[25]

Eppure sono ancora veramente in pochi a rendersi conto di quello che ci aspetta: “Siamo in presenza di una forma di guerra condotta clandestinamente e in materia insidiosa, che ha come principale campo di battaglia la mente degli esseri umani. Le sue armi più sono a propaganda e la manipolazione di massa della coscienze tramite la disinformazione, l’inganno e le menzogne”.[26]

I progetti di questi di questi gruppi di potere che stanno dietro a questo progetto, sono caratterizzati da un’eccezionale ambivalenza: da un lato, costoro finanziano lo sviluppo tecnologico utile al loro scopo, dall’altro promuovono la deindustrializzazione e una crescita economica nulla per il resto del pianeta.

Tali concezioni sono state enunciate con chiarezza in un rapporto intitolato Le figure mutevoli dell’essere umano, dove ci sono affermazioni indubbiamente inquietanti: “Gli ideali di democrazia e libertà, ormai esauriti, sono destinati a venire rimpiazzati da una dittatura che si serve dall’alta tecnologica per sorvegliare, monitorare, indottrinare attraverso i mass media, reprimere con l’ausilio delle forze di polizia e mantenere una profonda divisione tra le classi sociali”.[27]

Le figure mutevoli dell’essere umano non è mai stato pubblicato ufficialmente ed è stato intitolato così intitolato in via del tutto informale,[28]  le sue radici vanno rintracciate in uno studio effettuato dall’Istituto del centro di ricerca di Stanford per lo studio della Scienza Politica.[29]

Il documento composto di 319 pagine mimeografate, è stato curato da un gruppo di 14 ricercatori e supervisionato da una commissione di 23 controllori. A capo dell’intero progetto vi era William Harmon un personaggio che veniva fatto passare per un futurista il cui cavallo di battaglia consiste nel propagandare presso l’opinione pubblica un modello di società postindustriale capace di trasformare definitivamente gli USA in una sorta di replica di quello che Huxley aveva descritto ne Il mondo nuovo.

In una conferenza così Huxley aveva descritto così il futuro modello di società: “… la rivoluzione definitiva, una “dittatura indolore” in cui la gente “ama la propria condizione di servaggio” … Il XXI secolo sarà l’epoca dei controllori su scala mondiale”.[30]

 

CONCLUSIONI

 

Il Modo di Produzione Capitalista, ormai, ha da tempo esaurito le sue potenzialità non solo nell’ambito dello sviluppo della forza produttiva del lavoro umano,[31] ma in tutti gli aspetti individuali e sociali della vita degli esseri umani  e della natura, e più si protrae il suo declino e più gli effetti distruttivi saranno più accentuati: distruzione dell’ecosistema, inquinamento diffuso, guerre, deterioramento della salute pubblica e delle condizioni igieniche degli esseri umani, utilizzo di strumenti di tortura elettronici per torturare e condizionare le persone ecc.

Le contraddizioni proprie del Modo di Produzione Capitalista si stanno presentando sempre di più come “problemi universali”.

Di riflesso nel campo culturale, le contraddizioni dovute alla sopravvivenza del Modo di Produzione Capitalista (lo sfruttamento di ogni risorsa fino a isterilirne la fonte, la crescita illimitata, la riduzione della capacità umana a essere una merce della più vile, ecc.) oltre i suoi limiti storici, sono ascritte agli intellettuali della Borghesia Imperialista alla “natura umana”, natura che per questo motivo ritengono che deve essere superata.

La Borghesia Imperialista, in quanto classe in decadenza (che sta andando verso una decomposizione che sta coinvolgendo tutta la società) è disposta a tutte le barbarie pur di conservare il suo dominio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Max More (1964- ). Filosofo e futurologo inglese. Viene consultato su argomenti inerenti e tecnologie avanzate.

 

[2] Marco Sacchi, il prometeo incatenato, Edizioni Lavoro Liberato, Mira VE, 2007, pagg. 49-50.

 

[3] In un articolo scritto nel 2003 da Tonino Cantelmi (di professione psicoterapeuta) sulla rivista online del SISDE Gnosis (www.sisde.it) dal titolo La mente e il virtuale, si parla della dipendenza dalla rete definita IAD (Internet Addiction Disorder). La dipendenza implica: un ipercoinvolgimento di tipo ritualistico con il computer e le sue applicazioni, una tendenza a “sognare a occhi aperti” come modalità prevalentemente sull’azione nei rapporti reali, debolezza dell’io ecc.

 

Pur senza allarmi l’articolo finisce in maniera inquietante: “Siamo dunque alle soglie di una fase evolutiva dell’umanità, caratterizzata da tecnologie sempre più umanizzate e da uomini sempre più tecnologizzati. I fenomeni che osservano e che per ora percepiamo come psicopatologici potrebbero essere i segni di un cambiamento: l’uomo del III° millennio, comunque sarà diverso”.

 

[4] Marco Sacchi, il prometeo incatenato, Edizioni Lavoro Liberato, Mira VE, 2007, pag. 50.

 

[5]                                                                                      C.s.

 

[6] Metto tra virgolette il concetto totalitario, poiché nasconde il contenuto di classe della società.

 

[7] Marco Sacchi, il prometeo incatenato, Edizioni Lavoro Liberato, Mira VE, 2007, pag. 50.

 

[8]                                                                                      C.s.

 

[9]                                                                                       C.s.

 

[10] Daniel Estulin, transevolution l’era della decostruzione umana, Arianna Editrice, Bologna, pag. 210.

 

[11] https://motherboard.vice.com/it/article/wngyen/miliardario-russo-immortale

 

[12]  http://evolution.2045.com/

 

[13] https://motherboard.vice.com/it/article/wngyen/miliardario-russo-immortale

[14] http://gf2045.com/

 

[15] http://neurogadget.net/2012/05/03/the-dalai-lama-has-given-his-blessing-to-dmitry-itskovs-avatar-2045-project/4333

 

[16] https://www.youtube.com/watch?v=9wEZsSIpypg

 

[17] https://motherboard.vice.com/it/article/wngyen/miliardario-russo-immortale

 

[18] http://2045.com/articles/30869.html

 

[19] Si fa per dire ovviamente.

 

[20] Russia 45.

 

[21] Chiaramente ispirato dall’omonimo film.

 

[22] Da brain cervello.

 

[23] Russia 45.

 

[24] Daniel Estulin, transevolution l’era della decostruzione umana, Arianna Editrice, Bologna, pag. 216.

 

[25]                                                                                                C.s. pag. 220.

 

[26] Hermandez, Servando Gonzales, Guerra psicologica e Nuovo Ordine Mondiale: la guerra nascosta contro il popolo americano Spooks Books, 2010.

 

[27] Daniel Estulin, transevolution l’era della decostruzione umana, Arianna Editrice, Bologna, pag. 222.

 

[28] Maggio 1974, Codice di contratto UHR (489) 2150 – Documento di Scienze Politiche n. 414.74.

 

[29] L’ateneo di Stanford fu a suo tempo profondamente coinvolto anche nel famigerato programma MK-ULTRA.

 

[30] Daniel Estulin, transevolution l’era della decostruzione umana, Arianna Editrice, Bologna, pag. 223.

 

[31] Per forza produttiva non si deve intendere solamente gli utensili, le macchine, gli impianti e le installazioni che i lavoratori usano nel processo produttivo, gli animali, i minerali, e le altre risorse naturali impiegate nella produzione, ma anche la capacità lavorativa umana, l’esperienza e la conoscenza impiegate nel processo lavorativo.

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~ di marcos61 su agosto 21, 2017.

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