ATTENTATO DI LONDRA: PONIAMOCI ALCUNE DOMANDE

 

 

Lo so che rischio di passare per essere un complottista poiché non mi fido delle informazioni date ufficialmente e mi pongo sempre degli interrogativi.

Ma innanzitutto, vediamo che origine ha il termine “complottista”.

Quando i media (stampa, televisione, informazione telematica) del sistema e i suoi giornalisti stipendiati vogliono screditare (o ridicolizzare) un’informazione pericolosa (per gli interessi dei loro padroni) la catalogano immediatamente come “teoria del complotto”.

Per Wikipedia, “Una teoria del complotto è la spiegazione di un evento o una catena di eventi già avvenuti o che ancora devono accadere (solitamente politici, sociali, popolari o storici) partendo dall’occultazione delle sue vere cause alla conoscenza pubblica o a un complotto segreto, spesso ingannevole, da parte di un gruppo di persone o organizzazioni potenti e influenti che rimangono nell’ombra”. Nel circuito dei monopoli dominanti della stampa commerciale, l’espressione “teoria cospirativa” si usa per mettere in risalto la mancanza di fondamenta di una spiegazione, valutandola come speculativa, falsa o stravagante.

La definizione è relativamente corretta, tranne per un dettaglio che ritengo fondamentale: abitualmente la categoria di “teoria cospirativa” si applica particolarmente a documenti o investigazioni critiche (del sistema) che non s’inseriscono nei canoni di “normalità” stabiliti dai monopoli mediatici dominante che fissano le regole di accettazione e valorizza ciò che “è notizia” da ciò che “non è notizia”. A livello politico e sociale, il sistema applica la qualifica di “teorie cospiratrici” per squalificare e screditare il discorso dei leader e dei movimenti popolari che si scontrano con lo status quo del sistema dominante vigente.

I discorsi (e le teorie) antimperialiste dei leader dei movimenti popolari che si scontrano e/o prendono posizione contro la struttura del potere imperiale sono svalutati e ridicolizzati come “cospiratori”.
Presentarli come “pazzi”, “deliranti”, o “fuori dalla realtà” è una tecnica manipolatrice ricorrente che la struttura mediatica usa storicamente contro i leader (o le teorie) che si scontrano col sistema capitalista stabilito come la civiltà accettata e “normale”.

Allo stesso modo, i sacerdoti (analisti e giornalisti) dei monopoli della comunicazione stabiliscono scale di valori e determinano come “cospirativa” (o di poca fiducia) tutta l’informazione che circola liberamente fuori dal circuito commerciale e dei loro interessi politici e aziendali.

L’informazione mondiale (convenzionale e popolare) non è costruita sull’ obiettività e la ricerca della verità, ma sulla base della commercializzazione delle “notizie” e la manipolazione attraverso il controllo dei cervelli e l’orientamento del comportamento sociale in massa con scopi politici ed economici. In primo luogo, l’informazione è una merce destinata a produrre profitto economico come qualsiasi altro prodotto commerciale in offerta sul mercato capitalista.

In termini funzionali (e aldilà delle leggende che si costruiscono intorno ad essa) le aziende giornalistiche non sono guidate da scopi sociali ma dalla ricerca del lucro economico. In secondo luogo e per il carattere strategico della funzione comunicativa che sviluppano (dal punto di vista di preservare la “governabilità” del sistema) i mass media sono strumenti centrali per il controllo (e/o manipolazione) dei processi economici, politici e sociali.
I mass media (al contrario di quanto recitano i loro mistificatori) non praticano l’ “obiettività informativa” né l’indipendenza editoriale per due motivi pratici principali:

  • Sono aziende che non funzionano con obiettivi sociali ma con obiettivi commerciali soggetti alla legge della ricerca del profitto capitalista.
  • La loro dipendenza strutturale al sistema del potere economico che controlla tutte le molle della produzione, le finanze e il commercio internazionale, al di sopra dei paesi e su scala planetaria.

L’azione dei grandi conglomerati mediatici (sia a livello locale come internazionale) non è orientato- come si vuole fare credere- a servire l’interesse della società ma a servire l’interesse dei gruppi economici e politici dominanti che costituiscono la loro maggiore fonte di finanziamento

L’azione dei grandi conglomerati mediatici (sia a livello locale come internazionale) non è orientato- come si vuole fare credere- a servire l’interesse della società ma a servire l’interesse dei gruppi economici e politici dominanti che costituiscono la loro maggiore fonte di finanziamento e di profitto commerciale.

In generale, a livello planetario, sono i monopoli mediatici (meno del 5% totale dei mass media mondiali) quelli che dettano le regole e stabiliscono i parametri dell’informazione a scala globale. In questo scenario, i mass media ed i giornalisti del sistema sono i primi elaboratori e diffusori di “teorie cospiratrici” a livello planetario ed in massa. In modo tale che, tutto quello che “informa” la stampa popolare è orientato e manipolato dagli interessi privati che fanno passare come “pubblici” (di tutta la società).

Le guerre imperialiste, all’ombra, alimentano un manipolazione psicologica continua e nutre la maggior parte dell’universo di quella che viene definita “informazione mondiale” (che viene venduta dai media del sistema come se fosse “obiettiva”). Facciamo un esempio preciso: Le “fonti” che usano i mass media ed i giornalisti del sistema non sono “disinteressate”. Tutta l’informazione che i media convenzionali raccolgono proviene da funzionari, politici, militari, lobbisti e manager di aziende che usano l’informazione di massa per manipolare.

La maggior parte delle “fonti” citate dal giornalista stipendiato sono sempre del potere. Esempio: i dossier sul “terrorismo”, prodotti e lanciati in serie dalla CIA e dagli altri servizi segreti, sono accettati come “fonti sicure” dalla struttura e i giornalisti della stampa convenzionale. Le notizie sull’Iraq, Afghanistan e le zone occupate, si nutrono di documenti e portavoci ufficiali dello stesso esercito invasore.

In questo scenario, di manipolazione dell’informazione con scopi economici e politici, tutte le notizie (senza eccezione) che circolano per l’universo della comunicazione giornalistica commerciale (locale ed internazionale) sono “cospiratrici” e la loro funzione è precisa: alimentare le guerre politiche ed economiche del potere.

Da un aspetto politico, quell’ informazione non è orientata alla ricerca dell’” obiettività” ma a guidare la condotta sociale, sia per il consumismo economico, per il beneficio elettorale, che per creare consenso in massa verso quei processi che favoriscono le grosse aziende capitaliste e i governi imperialisti.

Per mancanza di contro-informazione in massa, le maggioranze planetarie (ignoranti della manipolazione) consumano quelle notizie come se fossero parte di una realtà emergente dei processi e dei fatti che si succedono come prodotto di una dinamica “naturale” del mondo.

Riassumendo, mentre da una parte la stampa convenzionale e in massa qualifica come “teoria cospiratrice” le informazioni che rivelano i loro interessi e le strategie funzionali occulte, dall’altra parte, usa l’“informazione cospirativa” (venduta come se fosse “informazione obiettiva) per sostenere il sistema capitalista che paga per i suoi servizi.

Distruggere il nemico con il mito della “teoria della cospirazione, controllare e trasformare la massa individuale in potenziale sociale manovrato con scopi di controllo politico ed economico, sono i due obiettivi chiave della struttura mediatica mondiale che determina e decide quello che la maggioranza deve capire (e consumare) come “informazione obiettiva”.

Adesso poniamoci alcune domande sull’attentato di Londra.

Guarda caso come a Parigi e a Bruxelles c’era stata un’esercitazione antiterrorismo prima dell’evento. Un’unità delle SAS, la squadra Blue Thunder aveva testato per mesi scenari terroristici, incluso l’eliminazione di lupi solitari e di altri jihadisti pericolosi.[1]

Le forze di Bil Laden furono addestrate dalle SAS nelle colline introno Criffel, a Dumfries e Galloway.[2] Come non bisogna scordare che le SAS ebbero un ruolo fondamentale nell’operazione Gladio.[3]

Come negli altri attentati, gli attentatori sono subito identificati come mussulmani. E in effetti a Londra urlavano “Questo è per Allah”.

Un altro quesito è chiedersi sul perché la polizia non si occupò degli attentatori? Tre uomini armati di coltelli ferivano numerose persone prima che la polizia agisse.

Gli attentatori sono stati descritti ‘di origine mediterranea ‘, definizione generica possono rientrare un po’ tutti non solo arabi. E alla fine viene fuori che uno di quello che viene definito tra gli attentatori è di origine italiana e che i servizi italiani avevano segnalato la sua presenza sia alle autorità marocchine sia a quelle britanniche.[4]

C’è da chiedersi se attentati come questi avvenuti in Gran Bretagna avvantaggerebbero qualche potere (vecchio e nuovo che sia).

E per finire ritengo importante la denuncia fatta dal giornalista tedesco Udo Ulfkotte, ex-redattore del quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung, che in un intervista racconta come la CIA corrompe e sottomette i media europei per svolgere propaganda favorevole agli Stati Uniti e contraria alla Russia. I non allineati perdono il posto di lavoro. Ulfkotte ha rilasciato questa intervista ad RT e Russia Insider.[5]

   Perciò è sballato ipotizzare che questi attentati siano funzionali a far cambiare stili di vita alle masse popolari europee, soprattutto quando si afferma che non si ha paura e alla fine si utilizza il terrorismo per ridefinire i rapporti sociali e politici? Non bisogna scordarsi che, dopo il 2001, negli USA, tutte le norme del Papework Act sono all’insegna di una violazione evidente di tutti i principi di democrazia e libertà che gli USA e le democrazie occidentali rivendicano. Forse non è un caso che dopo gli attentati in Francia si è iniziato a pensare a misure come il Paperwork Act americano. Che tutto questo sia funzionale alla creazione di svuotare quello che rimane delle istituzioni elettive a favore di poteri non elettivi, tecnocratici?

    In sostanza è pazzesca l’idea che questo terrorismo abbia lo scopo reale di saldare il rapporto tra il popolo e il potere con il collante della paura?  

 

 

 

 

[1] http://www.dailymail.co.uk/news/article-4570082/SAS-Blue-Thunder-unit-lands-helicopter-London-Bridge.html#ixzz4j18PEuax

 

[2] http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/scotland/1546995.stm

 

[3] http://www.cambridgeclarion.org/press_cuttings/gladio.mi6.sas_graun_5dec1990.html

 

[4] http://www.corriere.it/cronache/17_giugno_06/terzo-attentatore-londra-aveva-madre-italiana-089fd452-4a8f-11e7-ac11-205c7f1cfc9f.shtml

 

[5] https://www.youtube.com/watch?v=Fm0HX1sDqY0

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~ di marcos61 su giugno 7, 2017.

Una Risposta to “ATTENTATO DI LONDRA: PONIAMOCI ALCUNE DOMANDE”

  1. Puoi contattarci via email? Grazie

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