ELEMENTI DI PARAPSICOLOGIA

 

 

 

Esistono due significati del termine Parapsicologia, uno più ristretto e tecnico e uno invece, più generale e indefinito. Il primo riguarda una branca della scienza che, come tale, è definita dal suo metodo e dal suo oggetto d’indagine. Mentre il metodo risponde ai criteri del procedere scientifico (costruzione logica delle ipotesi, verifica delle ipotesi, correzione delle ipotesi, metodi matematici e così via) l’oggetto è definito dallo studio della percezione extrasensoriale e dalla psicocinesi. Seconda la prima di esse gli esseri viventi potrebbero comunicare senza ricorrere agli organi di senso; nella seconda gli esseri viventi potrebbero agire sul mondo materiale sena avvalersi degli strumenti motori o d’altro genere che normalmente mettono in opera a quello scopo.

L’altro significato del termine parapsicologia è invece quella più diffuso ed è definibile non tanto per i suoi metodi e gli oggetti, quanto per la funzione sociale e psicologica che è venuta a svolgere nel corso dei millenni. Essa risponde a bisogni, diffusi e peraltro comprensibili, di quel “soprannaturale”, di definitezza esistenziale e ed escatologica che, seppur rivestiti di tecnologie, non differiscono sostanzialmente da certi bisogni tradizionali. La parapsicologia, quindi, non come scienza ma come surrogato spirituale, come psicoterapia eterodossa e come garanzia sullo scopo e la ragion d’essere dell’essere umano e del mondo. Un mondo che va conosciuto solo perché fenomeno antropologico e sociale ma perché se ne possono far scaturire idee e pratiche indubbiamente stimolanti e utili.

Possiamo chiederci se esiste un metodo d’indagine utile alla parapsicologia. Per rispondere a questa domanda è necessario definire questa disciplina nei suoi rapporti storici con la Metafisica (o Metapsichica) e la psicotronica. Per tornare alla modernità solo nel 1889 fu coniato il termine Parapsicologia da filosofo e psicologo tedesco, Max Dessoir, per caratterizzare e dividere gli stati psicologici abituali dagli stati psicologici patologici. Questa disciplina non studia soltanto gli stati psicologici insoliti e non patologici ma anche tutti i fenomeni paranormali soggettivi e oggettivi suscettibili di derivare da quegli stati psicologici.

Nel 1922 il medico e fisiologo francese Charles Richet (1850-1935),[1] definì come Metapsichica una scienza che come oggetto lo studio dei fenomeni meccanici o psicologici dovuti a force che sembrano intelligenti oppure a potenze ignote latenti dell’intelligenza umana. Richet distingue la Metapsichica oggettiva dalla Metapsichica soggettiva ed ha suggerito di applicare a quest’ultima una metodologia statistica per conferirle scientifico. E grazie a questo metodo statistico che il botanico e parapsicologo statunitense Joseph Rhine (1895-1980), riuscì statisticamente l’esistenza dei fenomeni parapsicologici.

Nel 1967 lo psicologo e filosofo Zdenek Rejdak [2] ha reso ufficiale la Psicotronica, [3] ricerca che ha per oggetto la studio dei fenomeni nei quali l’energia è sviluppata dal processo del pensiero o dalla pulsione della volontà umana. Questa energia sarebbe capace di ricevere un’informazione, di comunicarla e di tradurla in azione fisica. I tre concetti di Parapsicologia (d’origine psicologica), Metapsichica (d’origine fisiologica) e Psicotronica (d’origine energetica) hanno come oggetto comune lo studio di tre grandi categorie di fenomeni:

  1. Informazione.
  2. Comunicazione.
  3. Azione.

Questi fenomeni si realizzano in assenza di supporti, strutture o meccanismi conosciuti.

L’informazione paranormale è denominata Chiaroveggenza, per quanto lei possa manifestarsi sotto forma d’impressioni sensoriali diverse da quelle visive, come per esempio i fenomeni Parauditivi o sotto forma d’impulsi motori, come nella Radioestesia o anche sotto forma di Conoscenze Intuitive.

La comunicazione paranormale è chiamata Telepatia. Essa stabilisce un rapporto tra un soggetto, denominato agente e un soggetto denominato percipiente. Se l’agente è attivo e il percipiente passivo, il fenomeno è allora denominato Suggestione a distanza. Se il percipiente è attivo e l’agente è passivo, il fenomeno è chiamato Lettura del pensiero. I vari gradi di attività e di passività danno luogo a fenomeni che sono definiti intermedi.

L’azione paranormale è chiamata Psicocinesi. Essa riguarda tutti i modi di azioni psichiche sui sistemi fisici senza la presenza di mediazioni strumentali o energetiche conosciute:

 

  • Spostamenti paradinamici di oggetti e di esseri viventi.
  • Manifestazioni di energie.
  • Apparizioni.
  • Sparizioni o apporti oggettivi.
  • Materializzazioni.
  • Dematerializzazioni
  • Modificazioni paranormali di strutture materiali od energetiche.

 

L’informazione del soggetto, la comunicazione fra soggetti e l’assoggettamento dell’oggetto al soggetto implicano una partecipazione soggettiva che, nella sua sostanza, non sembra facilmente riducibile alle esigenze di una scienza oggettiva.

 

 

 

 

 

BREVE STORIA DELLA PARAPISCOLOGIA

 

 

Fin dai tempi più remoti è stata riconosciuta l’esistenza dei fenomeni che non giudichiamo normali, tanto per ignoranza e pregiudizio, quanto per mancanza d’informazioni e che non possono essere spiegati dalle sole leggi fisiche. Si definisce normale ciò che è considerato ammissibile dalla quasi totalità degli appartenenti a una società o a un gruppo determinato. La nozione di normale sarebbe perciò espressione di una maggioranza incontestabile di individui forniti di una stessa scala di valori o di analoghi modelli di comportamento: non ha quindi un valore assoluto. Anzi, non è che un valore di riferimento in rapporto ad un gruppo particolare e questo gruppo può tuttavia considerare tali “norme statistiche” come regole universali, tanto importanti da arrivare a rigettare escludere e sopprimere coloro che non vi si adeguino.

 

 

Le culture arcaiche

 

 

La credenza in fenomeni paranormali ha origini oscure che si perdono nella notte dei tempi; già i primi Clan umani avevano un capo o un Re che spesso era il membro più valoroso. Al suo fianco vi erano sempre un saggio, un vecchio ricco di esperienza che prese il nome di sacerdote.

I sacerdoti sorgono quando compaiono le classi sociali grazie allo sviluppo della divisione sociale del lavoro. La prima divisione sociale del lavoro si ebbe con la comparsa delle tribù dedite alla pastorizia. Essa portò, da una parte, all’aumento della produttività del lavoro e, dall’altra, alla produzione di tutta una serie di nuovi prodotti prima sconosciuti. Queste tribù incominciarono a produrre non solo carne e latticini ma anche pelli, lana, pelo di capra e, parallelamente a ciò, anche filati e tessuti. Ciò per la prima volta rese possibile uno scambio regolare con le altre tribù dedite alla coltivazione della terra. La possibilità così apparsa di scambiare i prodotti stimolò lo sviluppo dell’agricoltura e dell’artigianato. Quest’ultimo aumentava sempre di più la quantità di lavoro quotidiana che toccava a ogni membro della gens. Si fece sentire il bisogno di nuova forza lavoro. Essa fu fornita dalla guerra con la trasformazione dei prigionieri in schiavi.

In un primo tempo il lavoro degli schiavi è impiegata ancora sporadicamente, gli schiavi sono una specie di ausiliari che lavorano insieme agli altri membri liberi della comunità e il loro modo di vita spesso non differisce dal modo di vita dei liberi. Ma con l’ulteriore sviluppo della produzione, in particolare in seguito alla seconda grande divisione sociale del lavoro, quando l’artigianato si separa dalla agricoltura, e, in seguito con la divisione del lavoro in quello fisico e in quello mentale, gli schiavi cessano semplicemente dei lavoratori ausiliari. Essi sono spinti al lavoro nei campi. Essi incominciano a eseguire tutti i lavori fondamentali commessi alla produzione dei beni materiali e non sono ora considerati come membri famiglie, ma cose, come strumenti parlanti. La schiavitù diventa la forma principale di conduzione dell’economia. Scrive Marx a proposito: “… Con la divisione del lavoro si dà la possibilità, anzi, la realtà, che l’attività spirituale e l’attività materiale, il godimento e il lavoro, la produzione e il consumo tocchino a individui diversi…”.[4]

Le forze produttive in sviluppo resero possibile il lavoro individuale o in famiglia. Il lavoro a grossi collettivi cede il posto al lavoro individuale. Cambia il carattere del lavoro, cambia anche la forma di ripartizione del prodotto. Se prima il prodotto apparteneva alla comunità, ora essa rimane a disposizione del capofamiglia e ne diventa proprietà. Così si sostituisce alla proprietà sociale, sorta spontaneamente in seno alla società primitiva, la proprietà privata che ora rispondeva meglio si bisogni della produzione.

La differenza dei possessi fra i singoli membri della società fa saltare in aria l’antica proprietà comunistica. Il regime gentilizio fa così il suo tempo. Si sostituisce a esso una società fondata sulla proprietà privata e sullo sfruttamento di una parte della società per opera dell’altra, di una classe ad opera dell’altra.

I sacerdoti nella formazione economico-sociale schiavista, asiatica e feudale facevano parte degli ordini superiori. Gli ordini sono quei gruppi di individui la cui posizione nella società è definita dalle leggi che precisano i diritti e gli obblighi di ciascuno di questi gruppi. Essendo una delle forme di distinzione di classe, gli ordini presuppongono la divisione della società in classi. Nella società dove vige l’istituto degli ordini, le classi diverse appartengono di regola agli ordini diversi. Gli ordini superiori (tra cui i sacerdoti) formano le classi sfruttatrici, gli ordini inferiori quelle sfruttate.

I sacerdoti hanno un compito fondamentale nel campo della sovrastruttura. Se i rapporti di produzione economici sono la struttura della società, le concezioni da esse condizionate e le concezioni che corrispondono a queste concezioni si considerano come struttura della società .

La casta dei Sacerdoti aveva una conoscenza che era trasmessa oralmente e ciascun membro degli appartenenti di questa casta portava il proprio contributo alla costruzione del sapere. Questo era costituito tanto dallo studio del movimento degli Astri, quanto dello studio dei fenomeni naturali (il Sole, le fasi lunari, le nuvole, le eclissi, i fulmini e così via) e dalle teorie della morte, la nascita, le malattie, la vita dopo la morte. Ogni sacerdote riconosceva in questi eventi altrettanti segni, la maggior parte dei quali erano oggetto di osservazioni attente e prolungate. In tal modo presero forma i primi rudimenti scientifici, custoditi con cura dai sacerdoti. Ben presto si organizzarono strutture gerarchiche: coloro che erano considerati i più saggi e i più sapienti divennero Gran Sacerdoti e più tardi Iniziati ai Misteri, Maestri da ascoltare e da interrogare. Alcuni Maestri scelsero i loro successori dai propri discepoli.

Frattanto una parte degli insegnamenti, trasmessi oralmente, quella che poteva sembrare la più difficile da spiegare e la più misteriosa, perché trattava di esoterismo, cioè le cose che sono nascoste ai nostri sguardi, divenne “insegnamento esoterico”, allo scopo di evitare che i segreti iniziatici si divulgassero troppo. Il segreto iniziatico serviva, a impedire che persone ritenute indegne sfruttassero a proprio vantaggio i poteri insospettati forniti da certe conoscenze. Naturalmente il segreto iniziatico serviva anche ad avere il potere iniziatico.

Quest’aspetto si ritrova nell’espressione inconscia, conscia e supersonica di volontà di potenza manifestatasi nell’antico Egitto, dove i sacerdoti che si definivano eredi degli Dei, imposero le loro leggi anche ai Faraoni. Alcune tradizioni esoteriche, in particolare l’Ermetismo, insegnano che Pitagora (VI secolo a.C.) andò cercando l’iniziazione in Egitto e in seguito presso di Medi in Persia, dove fu in esilio prima di tornare a Sarno, sua città natale. Nel II° secolo a.C. fece la sua apparizione, la Kabala ebraica ma questo dato è stato contesta molto spesso. Si tratta di un’opera dal contenuto esoterico comprensibile solo agli iniziati in possesso delle necessarie chiavi di accesso e d’interpretazione.

 

 

Il periodo classico

 

 

L’interesse per il paranormale si ritrova ovunque tutta la storia antica: lo vediamo manifestarsi in Cina, in India, in Calde, in Persia, in Egitto, nel Vicino e Medio Oriente, in Tibet, in Mongolia, in Grecia e a Roma. Lo studio delle tradizioni di questi popoli rivela l’esistenza di numerosi narrazioni profetiche, di atti di magia, stregoneria o divinazione. Secondo alcuni autori greci come Democrito, Aristotele, Eraclito, la Divinazione si esplica nel corso dei sogni. Il nome di chi praticava la Divinazione era Oracolo. Il più celebre oracolo dell’antica Grecia era quello della città di Delfi: si trattava di una donna famosa per le sue predizioni, il cui nome era Pizia. Di essa narra Erodoto, ricordando che fu scelta da Creso per le sue eccezionali profezie che si verificarono perfettamente. In quel periodo si riteneva che i poteri fossero donati da Apollo, che il Dio della luce, delle arti e della Divinazione e, inoltre, era il costruttore del Carro del Sole.

Nel suo trattato De Divinatione, Cicerone, distingueva due tipi di Divinazione:

 

  • La Divinazione Intuitiva o Naturale che si manifestava in esseri privilegiati: Sacerdoti, Veggenti, Profeti.
  • La Divinazione Induttiva o Ragionata che risulta dall’interpretazione dei segni sacri che appaiono in Cielo od in Terra per intervento divino.

 

Gli autori greci dell’epoca classica, Plotino con le sue Enneadi, Plutarco, Platone e Senofonte citano l’esistenza di tali fenomeni e fanno frequenti allusioni alla presenza del Daimon che ispirava Socrate. Lo stesso Socrate affermava, infatti, che durante la sua vita questa “voce profetica” era stata la più autentica dei presagi ricavati dal volo degli uccelli. Aristotele reputava che se davvero i sogni profetici erano inviati dagli Dei, allora avrebbero potuto essere scelti con maggior discernimento i soggetti i soggetti nei quali essi si manifestavano. È interessante rilevare che fu Aristotele il primo filosofo a spiegare la Divinazione mediante i “fenomeni ondulatori”.

 

 

Il Medioevo

 

 

Nel corso del Medioevo in Europa e soprattutto nel XVI secolo i fenomeni paranormali furono considerati opera del maligno. La Chiesa faceva delle eccezioni solo per quelle che erano considerate “apparizioni divine”, cioè quelle che si producevano nell’esperienza dei mistici oppure l’estasi di alcune monache. Si formarono in tutta Europa sette segrete, confraternite esoteriche e Compagnonaggio;[5] gli adepti di alcune di queste società segrete praticavano da molti secoli anche l’Alchimia. L’Esoterismo medioevale deriva soprattutto da quell’Ermetismo di cui la Tavola di Smeraldo che è attribuita a Ermete Trismegisto[6] fu una delle opere più conosciute. Alcuni autori ritengono che l’Esoterismo, oltre ad avere un aspetto pratico e terreno, abbia un secondo e importante aspetto spirituale e mistico: la relazione tra un essere umano e l’Universo sul piano dell’anima e dello spirito. Ciò implica la scoperta e l’esperienza vissuta dell’unicità dell’essere spirituale, al di là dell’apparente diversità degli esseri e delle cose.

 

 

Il secolo XVII: il visionarismo

 

 

 

Diversi avvenimenti contribuirono alla progressiva definizione della Parapsicologia nel XVII secolo. Il primo fu la comparsa del filosofo e uomo di Stato svedese Emanuel Swedenborg.[7] La sua celebrità è dovuta soprattutto ad una famosa descrizione del grande incendio di Stoccolma che ne testimoniò le particolari doti di chiaroveggenza. Dopo aver pubblicato numerose opere scientifiche che trattano di Fisica, Astronomia e Ingegneria Mineraria dal 1743 Swedenborg si orientò verso il misticismo e lo studio delle scienze esoteriche ed espose le sue dottrine in alcune opere. Swedenborg fondò anche una setta che ebbe molti proseliti in Inghilterra e negli USA, organizzati in sette indipendenti chiamate Chiese della Nuova Gerusalemme.

A fianco di Swedenborg, fra le più rappresentanti figure del Visionarismo occorre ricordare Louis Claude de Saint-Martin,[8] che fu iniziato alla Massoneria nel 1768, e si consacrò alla ricerca filosofica e mistica. Nel 1775 pubblicò la sua prima opera dedicata all’Esoterismo intitolata Sugli errori e la Verità che conseguì un enorme successo. Secondo alcuni studiosi è considerato il fondatore dell’Ordine Martinista.[9] Egli contribuì a diffondere le dottrine del Visionarismo; i suoi insegnamenti si orientarono verso uno spiritualismo e un misticismo sempre più profondi. Sempre più influenzato da Swedenborg e da Jacob Böhme[10] ampliò i suoi aspetti mistici e devozionali. Il suo senso teocratico lo rese ostile nei confronti degli esponenti della rivoluzione francese.

Non ci deve scordare del fondatore dell’Ordine degli Illuminati Adam Weishaupt[11] poiché, sebbene secondaria, la sua opera ebbe un aspetto magico. In effetti, egli realizzò un paradosso commistionando l’occulto con l’Illuminismo, di cui è dimostrata la costruzione sociale secondo il meccanismo di una società segreta articolata in base allo schema in dieci gradi del diagramma gnostico-cabalistico, ripresa nel XX secolo dalla tradizione ermetica della Golden Dawn. Weishaupt sosteneva comunque che la conoscenza fosse una conquista del raziocinio e della logica. Difatti, tutto ciò che ci ha lasciato di scritto, lo descrive come un razionalista e un materialista, che non ammetteva la possibilità di accedere alla conoscenza usando l’ermetismo o la magia. Anzi, le pratiche esoteriche di genere erano, per lui, “chimere”, “superstizioni”, come le religioni rivelate.

Nonostante ciò, egli viene spesso indicato come un iniziato o un mago. È però vero che giocava volentieri con simboli, immagini e terminologie misteriche, cosa spiegabile col fatto che si doveva muovere in un ambiente (le società segrete) dove l’esoterismo era una pratica molto diffusa. Però ciò non nega lo spirito essenzialmente anti-mistico del pensiero di Weishaupt, pensiero che andrà ad ispirare il socialismo utopistico. A riprova di ciò, nel marzo del 1785 conservatori e mistici profondi cultori di Kabala ed Ermetismo, fecero pressione (con successo) per la soppressione degli Illuminati di Baviera.

 

 

Il XIX secolo

 

 

 

Gli studi in questo periodo stavano sviluppando un poco dappertutto e molto rapidamente da parte dei vari circoli di sperimentatori che stavano andando costituendo le basi della futura Parapsicologia. In tal modo si stava dipanando una lenta evoluzione che avrebbe permesso di definire il paranormale secondo criteri più scientifici. Il chimico industriale Karl Reichenbach,[12] in Germania, il colonello Albert de Rochas,[13] in Francia diede inizio all’esteriorizzazione della sensibilità, mentre un medico, James Braid[14] un brillante medico di Manchester, il 13 novembre 1841 assistè a una dimostrazione teatrale messa in scena dal magnetista Lafontaine, che si trova in tournée nella sua città. Tornato a casa, prova con un certo successo a mesmerizzare familiari e collaboratori. Da quel momento in poi, continuerà a occuparsi di mesmerismo per tutta la vita.

L’atteggiamento di Braid, così come di tutta la scuola ipnotista inglese, è molto pragmatista e focalizzato sui risultati che si ottengono in modo evidente così come sulla dimensione biomedica del magnetismo, più che sulle riflessioni filosofiche o mistiche; per cui Braid parla esclusivamente di sonno nervoso (diverso da quello naturale) ed evita ogni riferimento a dimensioni magico-superstiziose o fluidiste.

Nel suo testo fondativo, intitolato Neurypnology, è il primo a usare per iscritto i termini: ipnotico, ipnotizzare, ipnotizzato, ipnotismo, de-ipnotizzare, de-ipnotizzato, ipnotista; anche se impiegherà la parola ipnosi solo in seguito.

Braid è convinto del fatto che l’induzione ipnotica avviene perché il sistema nervoso si trova a essere sovraccaricato e quindi finisce con lo stancarsi, poiché la persona è costretta a focalizzare tutta la sua capacità attentiva su di un solo punto circoscritto.

Braid utilizza delle suggestioni dirette per fare venire meno l’eventuale idea negativa originaria che opprimeva la mente del paziente, così da sostituirla con nuovi pensieri positivi di benessere.

Ottiene un grande successo in Inghilterra, ma i suoi testi si presentano in larga parte come un approfondimento e come uno sviluppo, nel dettaglio pratico e soprattutto medico, poiché tali studi ormai circolavano diffusamente negli ambienti scientifici, portato dalle centinaia di medici magnetisti che erano in servizio attivo un po’ dappertutto.

Un grande merito di Braid è che, parallelamente al suo lavoro, si sviluppa e si radica ampiamente un filone di magnetismo concreto, strettamente legato alla pratica medica, soprattutto negli ambienti anglofoni.

Dal 1848 si sviluppò lo spiritismo tanto negli USA quanto in Inghilterra e nell’Europa continentale.

In quell’anno, in una casa di Hydesville, un villaggio nei pressi di Rochester, nello Stato di New York, avvennero avvenimenti inconsueti, impressionanti: rumori improvvisi, provenienti da chissà dove, cominciarono a farsi udire nell’abitazione della famiglia Fox, terrorizzando il marito John, la moglie, Margherita e le figlie, Margareth e Kate di 15 e 22 anni, la maggiore, Leah, già sposata, viveva a Rochester.

I primi colpi furono avvertiti in febbraio, ma si fecero più frequenti e forti a marzo. E mentre l’eco degli strani fenomeni si andava spargendo nel vicinato, la signora Fox andò maturando una sua convinzione personale: quei rumori erano dovuti a qualche spirito.

Partendo da questa supposizione, la donna pensò di potere entrare in contatto con quell’entità, ideò una particolare forma di colloquio: invitò l’invisibile essere a rispondere alle sue domande a suon di colpi, tre per il sì, uno per il no, due per forse. Era nata così la tiptologia (dall’onomatopeico tiptop): il metodo applicato con diverse varianti, costituì poi la base di tutte le presunte comunicazioni con l’aldilà.

Furono soprattutto le figlie Margareth e Kate a dimostrarsi bravissime in questo tipo di conversazioni: scemata la curiosità, la famiglia volle ritrovare la propria pace, e decise di trasferirsi a Saint Louis (Missouri).

I colpi, però, continuarono, anche quando Margareth e Kate si sposarono, andando ad abitare in case diverse. L’interesse intorno a loro crebbe, e le sorelle decisero di trarre da quegli avvenimenti una fonte di guadagno, realizzando “colloqui” a pagamento. Di lì a poco, inevitabilmente, sorsero i primi dubbi sui colpi, alcuni sostennero che erano le donne a produrle grazie a un’eccessiva mobilità delle articolazioni ossee, soprattutto delle ginocchia, delle alluci e delle caviglie. La polemica prese toni accesi quando Margareth, nel 1888, dichiarò a Boston di aver frodato, proprio come Leah e Kate. Anche quest’ultima rese un’analoga confessione, ma le sorelle ritrattarono più tarsi le loro confessioni giustificando l’ambiguo comportamento che la faccenda dei colpi era andata oltre le loro intenzioni.

In effetti, le cose stavano proprio così: ciò che si era sviluppato in casa Fox aveva avuto un seguito incredibile in tutta l’America del nord, dando vita ai primi movimenti spiritici, a quanto pare, nel 1854 vi erano già almeno tre milioni di persone appartenenti a tali circoli.

Dagli Stati Uniti il fenomeno raggiunse l’Europa: in Inghilterra si scoprì che i colpi battuti dalle misteriose entità potevano essere trasmessi dai movimenti di un tavolino. Si cominciò così a usare tre gambe per facilitare le conversazioni, e il sistema si diffuse in Germani, in Italia e in Francia: e qui lo spiritismo diventò una vera e propria filosofia per opera di Allan Kardec.[15]

Gli spiritisti sostengono che l’essere umano, oltre il fisico, possiede un’anima, uno spirito indistruttibile destinato a sopravvivere alla dissoluzione del corpo e a rimanere nell’etere racchiuso in un involucro fluido, il perispirito. Sede dell’intelligenza, della conoscenza umana, l’anima potrebbe manifestarsi ai vivi tramite persone particolarmente dotate.

Uno di costoro fu appunto Allan Kardec, che sostenne nel suo Libro degli spiriti di aver ottenuto 1019 risposte ad altrettante domande formulate a entità dell’oltretomba. La dottrina da lui formulata aveva un certo fascino, tale da stimolare l’interesse dei ricercatori del suo tempo, i quali partirono alla riscoperta di antiche credenze che parlavano di una concezione trina dell’uomo, costituito dal corpo materiale, dall’anima e dal corpo astrale.[16]

I seguaci dello spiritismo si trovarono subito di fronte a una grossa difficoltà nel trovare le persone che erano in grado di “far parlare” le entità invisibili, il cui linguaggio diventava sempre più complesso: durante le sedute, infatti, accanto ai colpi cominciarono a prodursi altri fenomeni, come l’improvvisa comparsa o la sparizione di oggetti (apporti o asporti), musiche, suoni misteriosi, materializzazioni, ossia l’apparizione di fantasmi.

Entrò in scena Daniel Douglas Home[17] ed Eusapia Palladino[18] erano capaci di questo e altro: essi furono chiamati medium, ossia persone che servivano da intermediari tra gli spiriti e gli esseri umani.

Fu proprio l’osservazione di questi singolari personaggi che ci fu una svolta decisiva nella storia dello spiritismo, aprendo la strada a una ricerca molto più terrena ma anche più entusiasmante, connessa a insospettate doti proprie dell’essere umano, tal da sconvolgere le leggi scientifiche che nessuno si sarebbe mai sogno di porre in discussione.

 

 

I pionieri della ricerca psichica

 

 

Verso il 1870, il chimico William Crookers[19] e un altro scienziato, Alfred Russel[20] compirono i primi esperimenti scientifici sui medium. Questi studi dovevano condurre nel 1882 a Londra, per opera Henry Myers,[21] Edmund Gurney[22] ed il fisico Sir William Barret[23] a fondare a Londra la Società per la Ricerca Psichica[24] che aveva come scopo l’esame della natura e dell’estensione dell’influenza che uno spirito può esercitare su di un altro, escludendo qualsiasi modalità di percezione riconosciuta. Questi pionieri della ricerca psichica s’interessavano principalmente ai fenomeni telepatici: durante le loro riunioni private organizzarono esperimenti con medium capaci di produrre fenomeni parapsichici incontestabili. Alcune loro esperienze ebbero risonanza mondiale e contribuirono alla creazione di nuovi centri studi.

Questa evoluzione portò alla fondazione della Società Americana per la Ricerca Psichica per opera del celebre psicologo William James.[25] Lo scopo principale di questa società era lo studio delle leggi della natura mentale. La Società Americana per la Ricerca Psichica ebbe come corrispondenti francesi lo psicologo Pierre Janet[26] e Theodule Ribot.[27]

Fra gli eventi importanti del XIX secolo, anche se legata indirettamente al progresso della parapsicologia, occorre segnalare la fondazione per opera di Elena Petrova Blavatsky.[28] e al colonello Henry Stell Olcott,[29] della società Teosofica avvenuta a New York nel 1875, una sorta di parareligione sincretista, che univa elementi di Oriente e d’Occidente in un sorta di melting post spiritualista.

Questa funzione “strumentale” della Blavatsky, all’interno di complesse vicende dagli sviluppi non sempre chiari, sembra evidenziarsi soprattutto dai suoi primi viaggi in India (1878), che all’epoca era sotto dominio britannico. In India, la funzione della Società teosofica sarà non solo quella di elaborare una sorta di neo-orientalismo esportabile in Occidente, ma anche, quella di occidentalizzare l’Induismo. Lo storico indiano R. Mukerjee inserisce la Società teosofica fra le quattro organizzazioni che maggiormente hanno lavorato per trasformare la tradizione indù in una forma più in sintonia con la mentalità occidentale, elaborando una sorta di “protestantesimo indù”.[30] Non a caso, uno dei più stretti collaboratori della Società teosofica in India, Dayananda Saraswati, sarà noto nella sua terra con il soprannome di “Lutero indiano”.[31]   Un’operazione culturale, questa, che sembra avere avutoaiuto diretto dello stesso governo britannico, che allora (e non bisogna scordarsi) era sotto il suo dominio, ed era interessato alla creazione di una “forma di spiritualità” che potesse essere condivisa dagli occupanti e dai colonizzati.[32]

In Occidente, il ruolo della Società teosofica sarà quello di creare una nuova religiosità sulle rovine del cristianesimo: “Il nostro scopo non è di restaurare l’Induismo, ma di cancellare il Cristianesimo dalla faccia della Terra”.[33]

Lo stesso obiettivo, sarà ribadito anche dal successore della Blavatsky, Annie Besant, che nel discorso di chiusura al Congresso dei Liberi Pensatori tenutosi a Bruxelles nel 1880, affermerà: “Innanzitutto combattere Roma e i suoi preti, lottare ovunque contro il Cristianesimo e scacciare Dio dai cieli!”.

Alice Bailey, fondatrice nel 1920 dell’associazione Lucifer Truts, il cui nome è stato poi cambiato in Lucis Truts, affinché il riferimento a Lucifero (che per il Teosofismo è un’entità positiva, presiedente all’evoluzione dell’umanità) non ferisse la sensibilità dei “profani”. Oggi la Lucis Trust è membro del Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, il cui debito ideologico è stato pubblicamente riconosciuto nel 1948 dall’allora assistente del Segretario generale delle Nazioni Unite, il belga Robert Muller.

Alice Bailey, è stata tra quelli che hanno promosso quell’ideologia dell’Era dell’Acquario che, dalla cultura hippie degli anni ’60 fino alla New Age, ha costituito un vero e proprio annuncio profetico del “nuovo mondo”. Secondo la Bailey, infatti, l’Età dell’Acquario sarebbe destinata a sostituire la vecchia Età dei Pesci (dominata dal cristianesimo) con una Nuova Era di riunione fra i popoli e fra le religioni, sotto il controllo delle organizzazioni internazionali. Quest’obiettivo si realizzerà, secondo la Bailey con un’opera volta a trasformare la coscienza di massa: “Segno della magia del settimo grado sulla coscienza di massa, è l’uso crescente di slogan per ottenere certi risultati e spingere gli uomini a certe azioni collettive”.[34] Cosa non è quest’affermazione se non dare dignità teorica alla manipolazione delle menti delle persone?

Tutte queste realtà visibili, tuttavia, sembrano essere più che altro la punta dell’iceberg di un mondo complesso e sotterraneo, di cui è difficile farsi un’idea. In definitiva, per quanto riguarda le organizzazioni e i gruppi visibili, non ha CERTAMENTE torto René Guénon, quando afferma un giudizio sulla Blavatsky: “Si può legittimamente concludere che M.me Blavatsky fu soprattutto, nel bel mezzo delle circostanze, un “oggetto” o uno strumento nelle mani di individui o di gruppi occulti che si facevano scudo della sua personalità, allo stesso modo di altri che a loro volta furono strumenti nelle sue mani”.[35]

I Teosofi fanno risalire le loro origini ai tempi più remoti; il termine Teosofia significa “Saggezza di Dio”. Secondo la loro dottrina le prime manifestazioni di tale teoria se ne troverebbero nei Collegi dei Magi nell’antica Caldea e nei Centri di Iniziazione della Grecia, dell’Egitto e della Persia, che presentavano i Misteri sotto forma di Culti, soprattutto quelle di Iside e Demetra. A questi Riti si mescolavano insegnamenti esoterici con caratteristiche simili all’Ermetismo. I Teosofi elencavano tra i loro precursori Pitagora, Socrate, Platone, Aristotele, Zenone, Apollonio di Tiana, insieme alle Scuole Gnostiche,[36] il Mazdeismo.[37] Essi reputano che una stessa divinità abbia fornito l’ispirazione ai personaggi della storia che sono considerati dei Maestri, come Ermete Trismegisto, Ruggero Bacone, Paracelso, Cornelio Agrippam San Francesco d’Assisi, Santa Teresa d’Avila e così via. Gli scopi ufficiali della Società Teosofica possono essere indicati così:

 

  • Costituire un nucleo di fraternità universale, senza distinzione di razza, religione, sesso e colore.
  • Incoraggiare lo studio comparato delle tradizioni, della filosofia e delle scienze.
  • Studiare le leggi naturali ed i poteri latenti dell’essere umano.

 

Si può rilevare che gli scopi citati al terzo punto sono simili a quelli della parapsicologia. Un rimprovero che si potrebbe fare alla Teosofia è di mescolare i fenomeni della Parapsicologia con concezioni filosofiche e mistiche (un bel minestrone dunque). Tra il 1875 e il 1925, la Società Teosofica ebbe uno sviluppo notevole: essa ebbe membri e simpatizzanti scienziati e scrittori come Thomas Edison e l’astronomo Camille Flammarion. Nel 1912, Rudolf Steiner[38] uscì dalla società Teosofica e fondò l’Antroposofia a ispirazione cristiana. La dottrina teosofica come si diceva prima fu attaccata dagli scrittori tradizionalisti come René Guénon e Julius Evola.

 

 

La parapiscologia

 

 

Alla fine del XIX secolo, la Parapsicologia, intesa come scienza che studia i fenomeni paranormali, non era ancora nata. Si deve al filosofo e psicologo Max Dessoir[39] l’impiego nel 1889 del termine Parapsicologia, per designare questa nuova branca della conoscenza. Con l’introduzione del prefisso para” si vuole definire la categoria di tutti quei fenomeni psichici che sfuggono alla nostra comprensione. Tali fenomeni comprendono sia gli eventi di carattere mentale (Percezione Extrasensoriale), cioè percezioni diverse da quelle dei nostri cinque sensi, sia eventi di ordine fisico come la Psicocinesi, cioè un’azione inspiegabile esercitata a distanza sulla materia.

 

 

 

 

 

Il XX secolo

 

 

All’inizio del XX secolo, molti studiosi diedero vita a molti saggi e scritti sui fenomeni parapsicologici. Il metodo statistico lo si deve a Charles Richet ma fu Joseph Banks Rhine,[40] nel 1935, che utilizzò 25 carte Zenner,[41] formate da figure che si ripetono su 5 carte ciascuna, Rhine sviluppò un metodo semplice per determinare un asso di probabilità dei fenomeni di Percezione Extrasensoriale. La determinazione del livello di significatività fu intrapresa dal matematico Ronald Fisher.[42] Infatti, in base al calcolo delle probabilità l’eventualità di indovinare una figura a caso è di 5 su 25, cioè 1/5. Qualsiasi risultato superiore a questa proporzione dimostra l’esistenza della Percezione Extrasensoriale. In modo analogo furono eseguite migliaia di test di Telepatia, Chiaroveggenza e Precognizione: esse costituiscono le basi della Parapsicologia Sperimentale.

Dal 1936 le ricerche di parapsicologia di si estesero ovunque divenendo materie di studio nelle relative Università. Nel 1936, il professor W.H.C. Tenhaeff[43] tenne un corso di Parapsicologia all’Università Utrecht, in Olanda. In Germania, nel 1954, una cattedra di Parapsicologia era tenuta dal professor Hans Bender[44] che era l’autore di Telepatia, Chiaroveggenza e Parapsicologia pubblicato nel 1981 in Italia dalle Edizioni Mediterranee. In Italia, a Roma, svolge la sua attività, la Società Italiana di Parapsicologia;[45] fra i suoi ricercatori è opportuno ricordare il professor Marco Todeschini.[46] Le numerose esperienze da lui svolte nei laboratori della Scuola Superiore di Ingegneria di Roma lo hanno condotto alla scoperta dei legami tra i fenomeni fisici, biologici e psichici. La Psicobiofisica di Todeschini costa innanzitutto di una teoria fisica che dimostra la possibilità di considerare tutti i fenomeni naturali come espressioni mobili di “spazi fluidi” retti da un’unica equazione matematica. A essa si associa una Biologia che mostra come tali moti, interagendo con i nostri sensi producono correnti elettrici che sono trasmesse dai centri periferici al cervello suscitando sensazioni di luce, calore, e suono. Nell’agosto 1974 si svolse a Ginevra un importante Congresso Internazionale avente come studio dei rapporti tra la Fisica Quantistica e i fenomeni della Parapsicologia.

Nell’ottobre 1974 il professore francese dell’Università di Nancy, Raymond Ruyer,[47] pubblicò La gnosi di Princeton in cui l’autore rivela le conclusioni sorprendenti in cui molti scienziati statunitensi si scambiarono informazioni circa la naturale dell’Universo, della materia, della psiche e dello spirito. La tesi che si vuole sostenere, è che i recenti progressi delle scienze hanno permesso di evidenziare l’unità dell’Universo, l’unità degli aspetti fisici, psichici e spirituali dell’essere umano a dispetto del frazionamento che viene operato. Questi scienziati, che furono dai media definiti come i “nuovi gnostici”; persone assolutamente spiritualiste ma che non avevano niente a che fare con la New Age poiché ancorati con le tradizioni antiche. Persone che professano posizioni “apolitiche”[48] e “non dogmatiche” e per questo motivo ritengono di appartenere senza problemi ad una qualsiasi tradizione, pur mostrando affinità elettive verso il cristianesimo esoterico, il Vedasta induista ed il Taoismo. Gli gnostici di Pincenton[49] hanno in comune con i loro omologhi antichi l’attribuzione di un particolare valore alla conoscenza ed al sapere in contrapposizione al potere. Il loro schema di riferimento è questo:

 

  • Esiste innanzitutto un campo visivo.
  • Che compare dopo un’esistenza soggettiva.
  • Poi una coscienza informata. Questa coscienza informata si oggettiva e dona l’origine ad una pseudoentità che chiamano Io.
  • Questo Io vive l’impressione illusoria di essere “a priori” lui il soggetto che osserva, così da affermare falsamente “io dirigo il mio sguardo su”.

 

La totalità dei fenomeni osservati è condizionata dalla posizione particolare dell’osservatore e dalla scala di misura utilizzata. Gli oggetti materiali non hanno la consistenza che generalmente noi attribuiamo a loro; inoltre non sono mai isolati e non esistono per se stessi. In realtà è ben altra la sostanza profonda dei corpi visibili con i quali ci identifichiamo in maniera esclusiva ed unilaterale.

Un altro evento significativo fu la costituzione a Chicago dell’Istituto per gli Studi Fondamentali da parte di eminenti fisici e filosofi che operano in collaborazione con lo scrittore Carlo Suarès, [50] noto per i suoi importanti studi sull’esoterismo nel Libro della Genesi. Gli scienziati di questo Istituto si dedicano allo studio dei rapporti intercorrenti tra la Funzione Psy della fisica quantistica e la Funzione Psy della Parapsicologia, tra l’antimateria e l’antitempo e le facoltà di Premonizione e Precognizione, tra l’energia fisica, il pensiero e la coscienza, la velocità superiore a quelle della luce (tachioniche) e le esperienze di Premonizione, tra le dimensioni spaziotemporali e quelle du altri Universi multidimensionali. Il manifesto dell’Istituto proclama che da studi recenti si dimostra l’inevitabilità delle crisi economiche e l’esaurimento delle risorse naturali nel corso dei prossimi decenni. Le istituzioni vigenti hanno dimostrato si essere incapaci di risolvere tali crisi ma è possibile ridurre le conseguenze di un disastro su scala mondiale solamente a patto che si verifichi una trasformazione della coscienza umana.

Inoltre, si afferma che:

 

  • Il pensiero è l’origine di ogni materia-energia.
  • La nostra percezione normale della realtà deriva dalla composizione di un numero indefinito di Universi nei quali coesistiamo.
  • Lo spazio, il tempo e le leggi della fisica possono essere alterate da un crollo gravitazionale dello spazio-tempo che si concentra in una “singolarità”, cioè una rottura nella struttura dello spazio-tempo e della causalità.
  • Vi è una stretta relazione tra l’energia quantica e la coscienza e ciascuna genera l’altra.
  • Esiste una varietà di tecniche psicoenergetiche che possono minimizzare gli effetti della crisi ormai prossima.

 

Su queste considerazioni dell’Istituto si sono poi eseguiti i seguenti studi:

 

  • Sulla capacità del pensiero di mettersi in relazione con altri sistemi spaziotemporali e di elaborare un sistema materia-energia diverso da quello attuale.
  • Sugli antichi codici degli Archetipi e sulle loro relazioni con le nuove scienze.
  • Sull’applicazione di nuovi valori in funzione della realizzazione di uno stato coscienza superiore (Superconscio).

 

Sempre tra il 1974 e il 1975 alcuni scienziati hanno iniziato ad abbandonare il termine Parapsicologia per sostituirlo con quello di Psicotronica perché sembra che le nuove scoperte nel campo della Fisica e della ricerca sulla materia abbia dato un impulso notevole alla scientificità della nostra problematica. In effetti, la progressiva dematerializzazione della materia operata nel campo della Fisica e dall’altro la materializzazione dei fenomeni psichici non potevano che potevano che sboccare nel nuovo termine di Psicotronica.

 

 

La parapiscologia nell’Est europeo

 

 

I lavori e le ricerche di Rhine avevano suscitato l’interesse degli scienziati sovietici fin dal loro primo apparire, ma anziché dedicare le loro ricerche all’esame dei fenomeni parapsicologici mediante l’impiego di metodi statistici, gli scienziati sovietici diressero la loro attenzione allo studio delle energie messe in gioco nei fenomeni parapsichici. Il loro scopo è stato quello di esaminare se fosse possibile rilevare e registrare tali energie mediante apparecchi perfezionati e sensibili. Si deve al professor Leonid Vasiljev[51] titolare dal 1943 dalla Cattedra di Fisiologia all’Università di Leningrado (ora San Pietroburgo), e la creazione nel 1960 di un laboratorio per lo studio della Suggestione Mentale. Vasiljev pubblicò i risultati di Teleipnosi o suggestione a distanza nel sue celebre testo Esperimenti di suggestione mentale, in cui si espone il caso di soggetti ipnotizzati che sono stati risvegliati da ordini trasmessi a distanza mediante la sola forza del pensiero.

I sovietici s’interessarono anche alla Telecinesi: il Dottor Genadij Sergejev compì una serie di analisi sugli effetti psicocinetici prodotti da Nina Kulagina, una nota sensitiva. Queste differenti ricerche ne stimolarono poi delle altre, per esempio la scoperta dell’Effetto Kirlian.[52] L’utilizzazione di campi elettrici a elevata frequenza permise ai coniugi Kirlian di fotografare a colori l’irradiazione magnetica e psichica emessa dagli esseri umani e dai vegetali. Tra il 1950 e il 1975, il progredire della sperimentazione scientifica permise di evidenziare altri eventi, i cosiddetti fenomeni paranormali, che possiedono le migliori caratteristiche per capovolgere, completare o correggere la maggior parte delle attuali teorie concernenti la costruzione della materia, della natura dell’attività psichica, e ai rapporti che intercorrono tra le energie fisiche e le energie psichiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] E dal 1905 membro dell’ufficio di presidenza della Società per la Ricerca Psichica (SPR).

 

[2] Zdenek Rejdak, cecoslovacco, laureato in filosofia, in psicologia e in letteratura. Specializzato in fisiologia, ha studiato anche musica e medicina. È uno dei pochi ricercatori scientifici europei che ha al suo attivo una lunga collaborazione con gli scienziati sovietici nel campo delle ricerche sul paranormale. Presidente della Società Internazionale di Psicotronica e direttore del Laboratorio della Clinica Psichiatrica dell’Università Carlo IV di Praga, nella quale un gruppo di scienziati studia i rapporti che intercorrono tra uomo e ambiente.

 

[3] Che Rejdak definisce come una branca interdisciplinare indipendente.

 

[4] Karl Marx, Friedrich Engels, Opere complete, Vol. V, p. 31.

 

[5] Il Compagnonaggio è un movimento che deriva dalle antiche corporazioni di mestiere. Diffuso soprattutto in Francia, in Germania, ma anche in Belgio e nei Paesi scandinavi, questo movimento ha il suo maggiore sviluppo nel XVIII secolo. Con il nome compagnoni venivano descritti appartenenti a vari mestieri, fra cui i tagliatori di pietre, i carpentieri, gli scultori e in genere, tutti i Maestri d’Opera. Il Compagnonaggio è, dunque, il movimento che riunisce in sé tali antichi mestieri.

Il suo simbolo, che ricorda l’emblema della Libera Muratoria, è quello della cazzuola sormontata da squadra e compasso intrecciati. L’apprendimento dell’Arte da maestro ad allievo era svolto tradizionalmente, con il sistema “da bocca a orecchio”. Numerosi nel Compagnonaggio, i richiami ad una conoscenza iniziatica ed esoterica.

 

[6] Ermete Trismegisto Mitico autore della letteratura ermetica della tarda età ellenistica. Per letteratura ermetica s’intende un gruppo di scritti di argomento filosofico-religioso che circolarono nel mondo greco-romano nei primi secoli d.C. Questi scritti facevano riferimento a una cosmogonia incentrata sulla creazione dell’uomo e sulle condizioni della sua liberazione spirituale attraverso la conoscenza. Gli scrittori che si definirono ‘ermetici’ vollero attribuire le dottrine dei filosofi classici a quelli che pensavano ne fossero stati i maestri: da ciò nacque l’idea di assegnarli all’antichissimo dio egiziano Thoth, identificato con il greco E. Trismegisto (“tre volte grandissimo”). Questi scritti furono più tardi collegati a una serie di testi astrologici, magici e alchemici, che permisero poi di parlare di una tradizione ermetica. Nel Medioevo e nel Rinascimento l’ermetismo fu considerato come la dottrina occulta degli alchimisti, che reputavano E.T. il padre dell’alchimia.

 

 

[7] Emanuel Swedenborg, nome di nascita Swedberg (1688 – 1772). Filosofo, mistico, teologo, medium e chiaroveggente svedese. È considerato tra i precursori dello spiritismo.

 

[8] Louis Claude de Saint-Martin (1743 – 1803). Filosofo francese. Filosofo illuminista, propone una lettura dei testi cristiani alla luce del neoplatonismo e delle scienze occulte, mettendo l’accento sull’interiorità della ricerca mistica.

 

[9] Il Martinismo è una Via Iniziatica il cui scopo è il “perfezionamento interiore dell’essere umano”, attraverso la reintegrazione dell’uomo nell’uomo e dell’uomo nel divino. Malgrado molti indicano nel mistico francese Louis Claude de Saint-Martin, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo, il fondatore del Martinismo, è bene ricordare che questi non ha mai creato nessun gruppo iniziato, ma anzi prese le distanze sia dalla massoneria, così come dagli Eletti Cohen. Come forma strutturata il Martinismo trova la propria nascita nell’Opera del Papus, e in seguito ha raccolto indirizzi operativi, e strumenti di altri Maestri o gruppi che a vario titolo si riconoscevano nell’esoterismo cristiano: Martinès de Pasqually, maestro di Louis Claude de Saint-Martin, Robert Ambelain, Paul Sedir, Stanislas de Guaita, ecc.

Il Martinismo esiste tuttora.

 

[10] Jacob Böhme (1575 – 1624). Filosofo, teologo, mistico e alchimista luterano tedesco. Fu uno dei principali esponenti del misticismo cristiano moderno, ed era detto dai suoi contemporanei “Philosophus teutonicus”.

 

[11] Adam Weishaupt (1748 – 1830). Filosofo tedesco, divenuto famoso poiché è stato il fondatore dell’Ordine degli Illuminati.

 

[12] Karl (Carl) Reichenbach, nome completo Karl Ludwig Freiherr von Reichenbach (1788 – 1869). Chimico, geologo, metallurgista, naturalista, imprenditore industriale, filosofo, tedesco, fu membro della prestigiosa Accademia Prussiana delle Scienze.

Reichenbach è meglio noto per la scoperta di svariati prodotti chimici economicamente rilevanti, come il creosoto e il fenolo (antisettici), la paraffina, il pittacal (il primo colorante sintetico), e altri.

Reichenbach dedicò gli ultimi anni della sua vita ad una ipotetica nuova energia emanata da tutti gli esseri viventi, che egli chiamò forza Odica.

 

[13] Eugène Auguste Albert de Rochas d’Aiglun (1837 – 1914). Parapsicologo, storico, traduttore, scrittore, ingegnere militare francese.

 

[14] James Braid (1795-1860). Medico inglese.

 

[15] Allan Kardec pseudonimo di Ippolito Leone Dénizard (1803-1869). Medico, filosofo e pedagogo francese.

 

[16] Pensiamo del contributo in questo campo dato dalle concezioni tramandate dai Rosacroce http://www.rosacroceoggi.org7testi/mistero_uomo.pdf

 

[17] Daniel Douglas Home (1833 – 1886). Spiritista e medium scozzese, che sosteneva di avere la capacità di levitare a diverse altezze, parlare con i morti, prevedere eventi futuri, materializzare rumori spettrali e spostare oggetti a comando.

In giovane età Home si trasferì con gli zii dalla Scozia all’America, in Connecticut. Dopo essersi fatto conoscere per le sue abilità chiaroveggenti stupefacendo numerose persone, nel 1855 viaggiò in Inghilterra; questo evento cambiò la storia dello spiritismo: conducendo centinaia di sedute spiritiche, con la partecipazione di diversi nomi famosi del periodo.

 

[18] Eusapia Palladino o Paladino (1854 – 1918). Spiritista e medium italiana, molto celebre durante i suoi anni di attività.

Nel corso della sua carriera la Palladino fu attiva in Italia, Francia, Germania, Polonia e Russia. Sosteneva di avere capacità paranormali tra cui la levitazione, “apporti” di fiori, materializzazioni di spiriti di defunti e comunicazioni dirette col proprio spirito guida, John King. Assistere a una delle sue sedute spiritiche aveva un costo elevato.

In Europa la Palladino riuscì a convincere molti di essere effettivamente in possesso di poteri paranormali e nel 1926 il famoso scrittore Arthur Conan Doyle lodò, nella sua History of Spiritualism, i fenomeni psichici e le materializzazioni spiritiche prodotte dalla donna. Negli Stati Uniti invece la Palladino fu accusata di non avere alcun potere.

 

[19] Sir William Crookers (1832-1919). Chimico e fisico britannico e presidente della Society for Psychical Research dal 1896 al 1897.

 

[20] Alfred Russel Wallace (1823 – 1913). Naturalista e biogeografo gallese. Formulò una teoria dell’evoluzione per selezione naturale, simile a quella che nello stesso periodo stava elaborando Charles Darwin.

 

[21] Frederic William Henry Myers (1843 – 1901). Psicologo e parapsicologo britannico.

 

[22] Gurney Edmund (1847-1888). Parapsicologo inglese. Fu uno dei fondatori della Società per la Ricerca Psichica e ne fu per molti anni il segretario. Diresse il Journal e i Proceedings della Società negli ultimi due anni della sua vita. Dedicò le sue ricerche soprattutto alla fenomenologia telepatica e all’ipnotismo, per il quale gli fu riconosciuto un’autorità indiscussa. Scrisse in collaborazione con Myers e Podmore I fantasmi dei viventi, opere di cui fu il maggiore estensore.

 

[23] Sir William Barret (1844 – 1925). Fisico. Professore di fisica sperimentale all’Università di Dublino, membro della Royal Society di Londra, fu ideatore e promotore della Società di Ricerche Psichiche della quale fu presidente nel 1904. Egli ebbe la ferma convinzione che la ricerca della conoscenza non debba mai arrestarsi, poiché solo la conoscenza permette l’esercizio della ragione e solo la ragione è capace di affrancare l’uomo. Affermò che nello studio delle leggi dell’universo non esistono separazioni tra sostanza e nonsostanza e ciò suscitò ai suoi tempi il risentimento di quanti (e non erano veri scienziati), videro le proprie idee preconcette minacciate dalle sue scoperte. In una lettera al Times, dichiarò di avere delle prove sostanziali dimostranti la possibilità dell’essere umano di creare il contatto telepatico e mise se stesso e il suo laboratorio a disposizione di chiunque volesse studiare il fenomeno.

 

[24] La Società per la Ricerca Psichica (Society for Psychical Research o SPR) è un’organizzazione senza scopo di lucro del Regno Unito, il cui scopo dichiarato è quello di studiare “gli eventi e le capacità comunemente definite ‘medianiche’ o ‘paranormali’ promuovendo e sostenendo importanti ricerche in questo settore”, e di “esaminare presunti fenomeni paranormali in modo scientifico ed imparziale“. Fu fondata nel 1882 da tre membri del Trinity College di Cambridge: Edmund Gurney, Frederic William Henry Myers e Henry Sidgwick, e da Edmund Rogers.

La società conta circa 5.500 membri e ha un bilancio medio di 5.2 milioni di sterline all’anno. Il quartier generale della SPR si trova in Marloes Road, a Londra.

La società poiché tale non sostiene punti di vista ufficiali: le opinioni espresse sono solo quelle dei suoi singoli membri. Pubblica il trimestrale Journal of The Society for Psychical Research, o JSPR (Giornale della società per la ricerca psichica) e, ad intervalli variabili, i Proceedings (Atti), oltre a tenere annualmente delle conferenze. Il suo ramo americano, l’American Society for Psychical Research (fondata da William James tra il 1890 e il 1894), pubblica il Journal of the American Society of Psychical Research. http://www.spr.ac.uk

http://www.spr.ac.uk/blog/robert-mcluhan/our-newlook-website

 

[25] William James ( 1842 – 1910). Psicologo e filosofo statunitense di origine irlandese. Egli fu presidente della Society for Psychical Research dal 1894 al 1895.

 

[26] Pierre Marie Félix Janet (1859 – 1947). Psicologo e filosofo francese. I suoi studi sulla dissociazione e il trauma psicologico sono considerati fondamentali per la comprensione clinica di tali tematiche, ed hanno profondamente influenzato la nascita della psicologia dinamica. È considerato anche un precursore della psicoanalisi.

 

[27] Théodule-Armand Ribot (1839 – 1916). Psicologo francese. Fautore di una metodologia di ricerca che fosse al contempo soggettiva e oggettiva, così da consentire un ordinamento dei fatti psichici sufficientemente coerente da poter analizzare i dati rilevati mediante l’introspezione, Ribot ideò il cosiddetto metodo patologico, che aprì l’ambito psicopatologico all’interesse della psicologia. Tale metodo, molto sistematizzato, era costituito essenzialmente da due fasi: l’osservazione pura della psicopatologia e la sperimentazione su di essa. Ma la più grande innovazione portata dall’adozione di questa strategia conoscitiva riguardava il superamento di una concezione dell’osservazione psicologica limitata al contesto del laboratorio e la promozione di un’osservazione mirata alla condotta globale dell’uomo.

Le malattie della personalità affrontò l’analisi dell’azione patologica sulle capacità individuali, teorizzando un meccanismo d’involuzione che porta la personalità umana a perdere (tramite un’involuzione appunto) prima la propria dimensione intellettiva, poi quella affettiva e infine quella organica. Sul finire della carriera ottenne, per la prima volta in Francia, una cattedra di Psicologia Sperimentale e Comparata

 

[28] Eléna Petróvna von Hahn, coniugata Blaváckij (1831 – 1891). Filosofa e teosofa russo-statunitense, più nota con il nome anglicizzato di Helena Blavatsky, Madame Blavatsky o, ancora, con le iniziali del suo acronimo, HPB. Fondatrice della Società Teosofica, è autrice di testi esoterici quali Iside svelata e La dottrina segreta.

 

[29] Henry Steel Olcott (1832 – 1907). Ufficiale dell’esercito USA, giornalista, avvocato e il co-fondatore e primo presidente della Società Teosofica . Olcott è stato il primo americano di origine che comunicò formalmente la propria conversione al buddismo.

 

[30] R. Mukerjee, Storia e cultura dell’India, Milano, 1966.

 

[31] Questo soprannome gli fu affibbiato dal giornalista L. Gupta, in un articolo comparso su Indian Review, Madras, 1913.

 

[32] Sul ruolo del governo britannico nella diffusione del Teosofismo in India, cfr. M.V. Dharmamentha, L’occupazione inglese in India, in Idem, Lo Yoga e il neospiritualismo contemporaneo, cit. pp. 159-165.

 

[33] Dichiarazione pubblicata sulla rivista The Medium and Daybreak, London 1893, p. 23.

 

[34] A.A. Bailey, Il destino delle nazioni, Roma 1971, p. 135.

 

[35] R. Guénon, Il Teosofismo, vol. I, cit. pag. 32.

 

[36] Gnosi deriva dalla parola greca Gnosis che significa “conoscenza”. La conoscenza gnostica si basa su quattro pilastri: scienza, arte, filosofia e religione.

I principi gnostici sono alla base della cultura romana, greca, persiana, mesopotamica, siriaca, indù, cinese, giapponese, tibetana, egizia, ecc. Ritroviamo i principi gnostici anche nei culti dei Nahuatl, Aztechi, Olmechi, Toltechi, Zapotechi, Maya e Inca. È necessario fare una distinzione tra “principi religiosi” e “forme religiose”. I principi religiosi sono immutabili nel tempo e comuni a tutte le religioni; le forme religiose nascono, cambiano e muoiono con il tempo.

La scienza gnostica studia anche ciò che non è percettibile con i sensi esterni. La gnosi afferma che esistono altre dimensioni oltre le tre dimensioni euclidee: questa non è un’affermazione che deriva da una credenza, ma una realtà che ognuno può sperimentare con i propri mezzi; il tempo, per esempio, non fa parte di queste 3 dimensioni.

La gnosi invita allo studio e all’esperienza diretta e considera ogni dogma (religioso o scientifico) come un primo passo verso l’ignoranza.

La gnosi si rivolge a uomini e donne che hanno delle “inquietudini spirituali”, che non sono completamente assorbiti dalla vita esteriore e che non pensano che la vita possa ridursi a nascere, crescere, studiare, sposarsi, riprodursi e morire. È ovvio che dobbiamo avere una professione, un lavoro, un’attività per soddisfare i nostri bisogni, ma questo non è lo scopo della vita, è solo il mezzo per vivere. Ciò che è fondamentale è “conoscere se stessi”, sapere chi siamo, da dove ve.

La gnosi è la dottrina della sintesi.

 

[37] Il Mazdeismo è meglio conosciuto come Zoroastrismo (definito anche Zoroastrianesimo) è una religione e filosofia basata sugli insegnamenti del profeta Zarathuštra (o Zoroastro) ed è stata in passato la religione più diffusa dell’Asia. Fu fondata prima del VI secolo a.C. nell’antica Persia (attuale Iran).

Questa fede è chiamata dai fedeli zarathushti din (religione zoroastriana) dal nome del suo fondatore Zarathuštra (derivato dal tardo medio-persiano, o lingua pahlavi, Zardukhsht anche Zardusht; anche dalla lingua fars: Zardosht). I fedeli sono chiamati “zoroastriani” (lingua fārs: zartoshti, zardoshti; lingua gujarati: jarthushti).

Lo Zoroastrismo è indicato tradizionalmente anche con il termine Mazdayasna daena (medio-persiano den ī Māzdēsn, religione degli adoratori di Mazdā) e loro stessi come mazdayasna (adoratori di Mazdā, medio-persiano māzdēsn), indicandosi quindi come seguaci del dio creatore denominato Ahura Mazdā (“Saggio signore” o “Signore che crea con il pensiero”). Da qui la sua denominazione corrente di Mazdaismo o Mazdeismo ritenuta come l’unica corretta da alcuni iranisti.

Lo Zoroastrismo è stato per secoli la religione dominante in quasi tutta l’Asia centrale, dal Pakistan all’Arabia Saudita, fino alla rapida affermazione della religione islamica nel VII secolo. Tuttavia non si estinse, e piccole comunità zoroastriane permangono a oggi in Iran, Tagikistan, Azerbaigian e India (i cosiddetti Parsi, comunità fuggite dall’Iran nel periodo della sua islamizzazione e rifugiatesi in India).

In occidente la figura del profeta Zarathustra è nota al grande pubblico soprattutto per il suo utilizzo da parte del filosofo Friedrich Nietzsche in Così parlò Zarathustra.

 

 

[38] Rudolf Joseph Lorenz Steiner (1861 – 1925). Filosofo, pedagogista, esoterista, artista e riformista sociale austriaco. È il fondatore dell’antroposofia, di una particolare corrente pedagogica (la pedagogia Waldorf), di un tipo di medicina (la medicina antroposofica o steineriana) oltre che l’ispiratore dell’agricoltura biodinamica, di uno stile architettonico e di uno pittorico.[4] Ha posto anche le basi dell’euritmia, del Massaggio Ritmico Antroposofico e dell’arte della parola. Si è occupato inoltre di filosofia, sociologia, antropologia, economia e musicologia.

 

[39] Max Dessoir (1867 – 1947). Filosofo tedesco.

 

[40] Joseph Banks Rhine (1895 – 1980). Botanico e parapsicologo statunitense. Fu il primo ad applicare metodi sperimentali e statistici alla ricerca dell’esistenza di una trasmissione da mente a mente (lettura del pensiero o telepatia), che chiamò percezione extrasensoriale. È pertanto considerato uno dei pionieri della parapsicologia. Scrisse I canali occulti della mente, Armenia, Milano.

 

[41] Le carte Zener sono un particolare tipo di mazzo di carte, inventato negli anni trenta dallo psicologo Karl Zener appositamente per il noto parapsicologo statunitense Joseph Rhine, che le ha usate per i suoi esperimenti sulla telepatia e sulla chiaroveggenza.

Il set è composto di 25 carte di forma rettangolare (come le comuni carte da gioco) divise in cinque gruppi differenziate da un segno posto nel centro: il Cerchio, la Croce, il Quadrato, la Stella e l’Onda. Ogni gruppo di segni è presente cinque volte nel mazzo.

L’esperimento condotto da Rhine consisteva nel chiedere a un soggetto di indovinare la carta che si stava estraendo dal mazzo. In certi casi lo sperimentatore doveva estrarre le carte ponendole di fronte al soggetto da ricerca, mostrando però il dorso e chiedendo di dichiarare il segno; oppure ponendo il soggetto in una condizione di non poter vedere. La cognizione o meno da parte dello sperimentatore della carta da dichiararsi muta l’esperimento da telepatia a chiaroveggenza.

Il test non accerta la presenza di particolari poteri, ma ne valuta la possibilità fondandosi sull’ipotesi statistica: per la legge dei grandi numeri le probabilità di indovinare una carta del mazzo tendono, con infinite prove, al 20% (1 su 5); solo uno scostamento significativo da questa percentuale – posto che l’esperimento venga condotto con metodo scientifico su un numero di casi statisticamente rilevante – si potrebbe supporre non attribuibile alla mera casualità.

 

[42] Ronald Aylmer Fisher (1890 – 1962). Statistico, matematico e biologo britannico, è considerato chi ha fatto della statistica una scienza moderna, poiché ha fondato i concetti di riferimento della statistica matematica moderna.

 

[43] Wilhelm Heinrich Carl Tenhaeff (1894 – 1981). Parapsicologo olandese e primo titolare al mondo di una cattedra universitaria di parapsicologia .

 

 

[44] Hans Bender (1907 – 1991). Medico e psicologo tedesco, personaggio di spicco della parapsicologia.

 

[45] Fondata nel 1937 sotto il nome di Società Italiana di Metapsichica.

 

[46] Marco Todeschini (1899-1988). Scienziato italiano, sviluppò una nuova ricerca fisica che chiamò, psicobiofica che definì una nuova scienza unitaria, poiché raggruppava assieme fisica, biologia e psicologia.

 

[47] Raymond Ruyer (1902 – 1987). Filosofo francese. Le sue riflessioni hanno, infatti, influenzato pensatori del calibro di Canguilhem, Simondon, Deleuze e Guattari. Ha affrontato le principali problematiche dell’epistemologia contemporanea (la relazione anima-corpo, i presupposti della biologia molecolare, la cibernetica e la teoria dell’informazione) e ha indicato una nuova via di confronto tra la scienza e le religioni. Tra le sue opere più conosciute, ricordiamo: La cybernétique et l’origine de l’information (1954), Dieu des religions, dieu de la science, Les nourritures psychiques (1975).

 

[48] Con tutto il limite che questo tipo d’impostazione può avere. Poiché il problema reale è che tipo di politica porta avanti lo scienziato, se al servizio delle classi dominanti oppure a servizio delle masse popolari. È impossibile lavorare per una ricerca disinteressa che abbia come fine la ricerca della verità, nell’ambito di un modo di produzione dove l’essenza delle attività è il profitto.

 

[49] L’origine di questa corrente filosofica scientifica moderna è antecedente al 1969, anno appunto in cui fu coniata la definizione di “gnosi di Princeton”. Risale addirittura agli anni Cinquanta, con le formulazioni di cosmologi e fisici quali Milne, Stromberg, Whittaker, Sciama, Weizsäcker e, in parte, Hoyle. Se vogliamo poi indicare dei precursori, potremmo citare tre grandi scienziati: Eddington, Whitehead e Jeans, di cui è noto anche l’impegno speculativo in campo filosofico. Anche se i centri propulsori iniziali furono le università di Princeton e Pasadena, in seguito troviamo neognostici in molti altri centri accademici e di ricerca, anche al di fuori degli USA. Alla prima pattuglia di fisici e cosmologi si aggiungono biologi, neurologi, antropologi, psichiatri, psicologi. Attualmente sembra che il movimento sia scomparso come realtà unitaria, ma di sicuro molte sue idee hanno lasciato una forte impronta in scienziati appartenenti a varie discipline. Uno di questi è certo il fisico austro-americano Fritjof Capra. Probabilmente anche altri suoi colleghi ancora più noti, come David Bohm e Paul Davies hanno risentito delle idee “neognostiche”.

Ma quali sono, nei particolari, i capisaldi scientifico-filosofici Il loro pensiero è stato giustamente definito “cosmocentrico”. Alcuni hanno detto anche “teocentrico”. Infatti, contro il riduzionismo e il nichilismo di una certa scienza, ancora legata ai “paradigmi culturali ottocenteschi (meccanicismo), i nuovi gnostici cercano di conoscere e delineare l’Ordine che regge l’Universo, il nucleo pulsante unitario che lo anima come una sorgente vitale. “Spirito e materia si intrecciano in modo inscindibile l’uno all’altro, cosicché alla fine non c’è più una realtà puramente materiale e neppure una realtà puramente spirituale” .

 

 

[50] Carlo Giuseppe Suarès (1892-1976). Scrittore francese, pittore e autore cabalista. Veniva da una famiglia sefardita, poiché i suoi antenati erano ebrei che erano stati espulsi dalla Spagna nel 1492 e trovato rifugio in Italia, prima di emigrare in Egitto.

 

[51] Leonid Leonidovich Vasiliev (1891-1966). Fisiologo e parapsicologo sovietico.

 

[52] La fotografia Kirlian è un insieme di tecniche fotografiche usato per catturare il fenomeno delle scariche elettriche coronali. Prende il nome da Semyon Kirlian che nel 1939 scoprì accidentalmente che, se un oggetto su una lastra fotografica è collegato a una sorgente ad alta tensione, sulla lastra fotografica si produce un’immagine. La tecnica è variamente nota come “elettrografia”, “elettrofotografia”, “fotografia di scarica coronale” (CDP), “bioelettrografia”, “visualizzazione a scarica di gas (GDV)”, “imaging elettrofonico (EPI)” e, nella letteratura russa, “Kirlianografia”.

La fotografia Kirlian è stata oggetto della ricerca scientifica mainstream, della ricerca parapsicologica e dell’arte. In larga misura è stata utilizzata nella ricerca nelle medicine alternative

 

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~ di marcos61 su novembre 7, 2016.

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