LA STRANA MORTE DI GIAN LUCA BUONANNO

 

 

Parliamo della strana morte di un personaggio molto particolare (e voglio sottolineare il fatto che le posizioni politiche di costui si trovano agli antipodi di quelle del sottoscritto): il parlamentare europeo Gianluca Buonanno.

Gianluca Buonanno muore lungo la pedemontana in provincia di Varese, investito da un’auto, dopo essere sceso dalla propria autovettura Volkswagen, a seguito di un tamponamento con una Mercedes. Sono circa le 10 di mattina del 5 giugno ’16. È quanto riferiscono le prime fonti d’informazioni che, come accade in casi simili, normalmente sono le più attendibili[1] ed anche le prime a scomparire.

Su Newbiella.it la notizia dell’incidente è pubblicata alle 10.50 del mattino. In seguito, l’orario è modificato, spostando l’orario al pomeriggio ed eliminando il “dettaglio” dell’investimento ad opera di un altro veicolo: ma resta l’orario della pubblicazione.[2]

Se, come si diceva prima, si ritengono le prime notizie, che possono avvicinarsi alla realtà, secondo il reportage di Varese News, dell’auto pirata non vi sarebbe traccia. C’è da chiedersi come mai in seguito si è cambiata versione, affermando che Buonanno sarebbe morto sul colpo nell’abitacolo della sua vettura a seguito del tamponamento, addirittura spostando l’orario dell’incidente alle 16 del pomeriggio? È questa una versione credibile? Oppure è lecito pensare che qualcuno abbia lavorato alla ricostruzione dell’accaduto, compreso nell’elaborazione delle testimonianze apparse nelle ultime ore?

 

UNA VIAGGIO IN LIBIA POTREBBE ESSERCI I MOTIVI DELLA SUA MORTE?

 

 

Buonanno, oltre a essere stato oggetto di minacce anonime e di denunce,[3] probabilmente avrebbe dato fastidio ai sostenitori occulti delle organizzazioni terroriste islamiste attive in Libia, Siria ed Egitto. Infatti, nel marzo 2015 si era recato in Libai scrivendo articoli pieni d’insulti e sarcasmo.[4] Recandosi presso il generale libico Qalifa egli fu l’unico politico straniero presenta a Tobruch durante la seduta del parlamento libico convocato per la nomina del generale Qalifa Haftar a comandante delle forze armate libiche: “Inviterò gli esponenti del Governo e del Parlamento di Tobruq a Bruxelles, al parlamento europeo, perché la situazione in Libia, pur drammatica è ancora recuperabile se Italia e Europa intervengono ad aiutare il popolo libico e il governo di Tobruq a ristabilire l’ordine i terroristi islamici della SIIL”, Buonanno disse in merito alla sua esperienza libica “Una settimana in Libia mi ha fatto capire molte cose. Non vedevano un occidentale da anni e mi ha colpito la speranza che ho generato nei loro confronti, hanno talmente tanta fame e sete che mi guardavano quasi fossi un capo di stato perché finalmente potevano parlare con qualcuno: questo è importante… Ho fatto quello che doveva fare la Mogherini. Ho visto la realtà vera, non quella di chi fa politica dietro la scrivania, c’è una Libia in difficoltà, c’è un Italia e un’Europa che dormono in piedi invece il governo di Tobruq, loro possono darci una mano, per respingere i clandestini e fermare il terrorismo islamico. Bisogna far finire l’embargo, perché loro non possono fare nulla mentre SILLS e Fratelli mussulmani possono fare quello che vogliono perché ottengono finanziamenti da Qatar e Sudan. Ho girato per diverse città, non sono stato a Tripoli perché in mano al terrorismo islamico ma ho incontrato molta gente tra cui il Capo Supremo delle Forze Armate Qalifa Haftar. È stato lui a dirmi di non vedere i politici di queste parti da più di un anno. Adesso casualmente sono stato in Libia una settimana e il parlamento europeo ha messo all’ordine del giorno di parlare della Libia. Non solo. Qualche giorno fa hanno riconosciuto l’ambasciatore libico in Italia, qualcosa si sta muovendo… La Libia è in difficoltà, il 50% dei bambini non va a scuola, i pozzi petroliferi e le raffineria sono in parte in mano ai terroristi islamici che così si finanziano. C’è un contrabbando di benzina micidiale. Ovunque ci sono posti di blocco. Io sono stato al parlamento di Tobruq dentro una base navale. Sembra una fortezza. Haftar sta in un bunker… insomma ti fa capire in che situazione sono. Hanno un parlamento con 23 deputate libiche, l’errore è che l’Europa si è fermata dopo aver fatto cadere Gheddafi, c’è chi ha fatto i propri affari ma poi si è fermato. Allora si sono inseriti i terroristi. Haftar mi ha detto che sconfiggeranno e vinceranno contro il SIIL e si ricorderanno chi ha dato una mano e chi no”.[5] Infine, Buonanno scriveva sulla sua pagina di Facebook: “Oggi sono stato invitato al Parlamento Libico, convocato per la cerimonia di insediamento del GENERALE KHALIFA HAFTAR, CAPO SUPREMO DELL’ESERCITO LIBICO, che mi ha invitato nel suo bunker facendomi delle RIVELAZIONI CLAMOROSE sull’Italia e sull’Europa!!! DAVIDE HA BATTUTO GOLIA!!! Dopo 5 giorni che sono qui, il Parlamento Europeo ha casualmente deciso di parlare di Libia e Terroristi…e io giovedì leggerò pubblicamente il messaggio che il generale Khalifa Haftar mi ha lasciato!!!”.[6] Quali fossero queste rivelazioni, non c’è dato di sapere, per via della sua morte.

Certo ci sono delle coincidenze incredibili tra la sua morte con quella dell’austriaco Jörg Haider e quella del britannico Nigel Farage. Tutti e tre sono diventati famosi per le loro opinioni ultranazionaliste e xenofobe. Ma soprattutto tutti e tre sono diventati vittime incidenti automobilistici.

Bisognerebbe aggiungerebbe a questi tre anche il leader populista (e anche lui ultranazionalista) Beppe grillo che ebbe un incidente stradale il 17 dicembre 1981. Per questo incidente Grillo fu condannato per il reato di omicidio colposo.[7] Certo all’epoca era solo un comico, e non un leader, ma potenzialmente diventa un personaggio pubblico fortemente ricattabile (ribadisco che tutto questo che sto dicendo è solo un ipotesi).

 

FORMULIAMO DELLE IPOTESI

 

 

C’è da chiedersi Buonanno stava facendo delle rilevazioni che avrebbero coinciso con quanto da tempo afferma il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico Gioele Magaldi? Cioè, che dietro alla strategia della tensione in atto ci sia una super loggia internazionale, l’Hathor Pentalpha, un clan sanguinario fondato da Bush padre, che poi reclutò leader come Blair, Sarcozy, Erdogan. D’altronde un ex stratega dei servizi segreti come Carotenuto afferma che “Per distruggere l’Isis in tre settimane non serve neppure una bomba, basta chiudere i rubinetti: bloccare via terra, cielo e mare i rifornimenti che l’Isis riceve ogni giorno, come centinaia di Tir che varcano regolarmente il confine turco”. [8] Quello che afferma Carotenuto nella sostanza e che si è lasciato fare. Carpeoro studioso del linguaggio simbolico ed ex Gran Maestro della massoneria italiana di Rito Scozzese di palazzo Vitelleschi[9] afferma che “Non si può pensare che milioni di persone si rassegnino di avere fame per sempre, alla lunga non può che produrre rivoluzioni”.[10]  E per questo motivo gli elementi più lucidi della massoneria internazionale hanno iniziato a opporsi a quella che Magaldi definisce massoneria oligarchica.

 

PER CAPIRCI MEGLIO

 

 

Tutto quello che si è detto in precedenza bisogna vederlo dentro il quadro attuale che è caratterizzato dalla crisi generale del Modo di Produzione Capitalista. Crisi che non riguarda solamente l’aspetto economico, ma il complesso del Modo di Produzione Capitalista.

Crisi generale del Modo di Capitalista significa dunque crisi economica, sociale/culturale e politica, di lunga durata e mondiale.

Questa crisi accentua tutte le contraddizioni presenti.

   A livello politico la contraddizione principale è imperialismo (principalmente USA)/popoli oppressi. Massima espressione di questa contraddizione sono le guerre popolari in atto condotte a partiti comunisti guidati dal marxismo-leninismo-maoismo. Contraddizione che si sta fondendo con la contraddizione fondamentale capitale/casse operaia, poiché la classe operaia si è allargata a livello mondiale in termini assoluti, si ci considera (pur con dati parziali) che la classe operaia mondiale abbia superato il miliardo di componenti e tenendo conto delle migrazioni verso i paesi imperialisti dove i lavoratori migranti sono una quota rilevante della classe operaia di questi paesi, per questo motivo nelle metropoli imperialiste si può tranquillamente dire che siamo di fronte ad una classe operaia multinazionale.

Questa contraddizione a causa dell’antagonismo tra capitale e lavoro, tra padrone e operaio, tende a estendersi, anche in conseguenza dell’aumentata concorrenza intercapitalistica, che fa crescere lo sfruttamento e il peggioramento della situazione complessiva dei lavoratori. I mass media non danno conto di queste notizie che ritengono “poco interessanti”. Ma le condizioni in cui il genere umano riproduce la propria esistenza ripropongono in maniera incessante le manifestazioni della lotta di classe.

Nei paesi imperialisti si è sviluppato negli ultimi tempi da parte delle masse popolari un rifiuto delle elezioni. Lo sviluppo della crisi porta a una maggiore acutizzazione della lotta fra le diverse frazioni della Borghesia Imperialista in tutti questi paesi, che come conseguenza porta ad accentuare le politiche antipopolari. Perciò le elezioni rivestono un ruolo cruciale per il rinnovo delle autorità in questi Stati, dagli USA alla Russia, quali sono immersi nel processo di centralizzazione assoluta del potere.

Questa tendenza da parte delle masse popolari a opporsi alla Borghesia non è solamente riscontrabile nel crescente rifiuto delle tornate elettorali, ma anche in proteste massicce come Göteborg e a Genova nel 2001.

Questa tendenza si esprime a volte a forme aperta, come nell’autunno del 2005 in Francia, nel 2008 in Grecia e dura tuttora e nel 2011 in Gran Bretagna. Qui si sono espresse da parte delle masse proletarie e sottoproletarie forme di lotta che andavano dalla resistenza contro la polizia, all’assalto ai commissariati, tanto che l’organizzazione dello Stato per un breve periodo perse il controllo di alcune zone metropolitane. In sostanza (in maniera non dichiarata) si sono espressi due poteri, quello dello Stato borghese e quello disorganizzato dei proletari (che erano in prevalenza giovani) che hanno spinto verso l’organizzazione spontanea per esercitare il diritto alla ribellione contro il sistema.[11]

Nello stesso tempo c’è lo sviluppo delle contraddizioni interimperialiste. Essi si sviluppano man mano che si accentuano le difficoltà di valorizzazione del capitale e quindi si acuiscono i contrasti fra i capitalisti, ognuno dei quali lotta per la sua sopravvivenza.

Dopo la seconda guerra mondiale, gli USA hanno assicurato la persistenza o il ristabilimento del dominio delle classi borghesi nella parte continentale dell’Europa Occidentale, in Giappone e in buona parte delle colonie. In alcuni di questi paesi lo Stato borghese era completamente dissolto a seguito della guerra, in altre situazioni, gli Stati borghesi erano molto indeboliti e prossimi al collasso. Di conseguenza, le borghesie dei paesi continentali dell’Europa Occidentale e del Giappone non ebbero di meglio che accettare l’autorità degli USA per ristabilire il loro dominio di classe. La Borghesia Imperialista USA aiutò la borghesia dei singoli paesi a ricostruire i propri stati. Difficilmente avrebbe potuto fare diversamente, cioè assorbire direttamente la parte continentale dell’Europa Occidentale, il Giappone e le colonie degli ex Stati coloniali nei confini del proprio Stato sotto un’amministrazione unificata: sia per il movimento popolare (che in molti paesi era a guida comunista) presente in molti paesi dell’Europa Occidentale che, tra l’altro, aveva l’appoggio dell’URSS, sia per l’opposizione delle borghesie europee (particolarmente di quella francese tanto che nel 1966 la Francia uscì dall’alleanza militare, ma non da quella politica). Gli USA, tuttavia posero molti limiti alla sovranità di alcuni Stati, in particolare degli Stati giapponese, tedesco, italiano, greco, turco e anche la sovranità della Gran Bretagna e dei domini britannici, assicurandosi vari strumenti di controllo della loro attività e di intervento in essa.

Nei 40 anni successivi i contrasti tra questi Stati e gli USA non hanno avuto un ruolo rilevante nello sviluppo del movimento economico e politico, con l’eccezione delle tensioni con Francia e Inghilterra in occasione della campagna di Suez (1956).

Tutto questo non significa che era finita l’epoca delle guerre tra Stati imperialisti, come s’illudevano i revisionisti. Finché gli affari andavano bene, finché l’accumulazione del capitale si è sviluppata felicemente (e ciò è stato fino all’inizio degli anni ’70), non si sono sviluppate contraddizioni antagoniste tra Stati imperialisti, né potevano svilupparsi se è vero che esse sono la trasposizione in campo politico di contrasti antagonisti tra gruppi capitalisti in campo economico.

Il problema si è posto dalla metà degli anni ’70 e sta proprio e solo in questo: man mano che le condizioni di valorizzazione del capitale diventano difficili, lo Stato USA continua a essere il miglior garante (sia pure in ultima istanza) della borghesia giapponese e quindi del suo dominio in Giappone, il miglior garante della borghesia tedesca e quindi del suo dominio in Germania ecc. nella misura in cui questo predominio è una garanzia per il buon andamento delle varie economie, degli affari delle varie borghesie .

La lotta che gli USA per la difesa dell’ordine internazionale, è nella realtà la lotta dei capitalisti USA per garantirsi la stabilità politica negli Stati Uniti, cioè del dominio di classe sulle masse popolari USA anche a scapito della borghesia di altri paesi, diventando quindi un fattore d’instabilità politica degli altri paesi.

Né i capitalisti operanti in altri paesi possono concorrere a determinare la volontà degli USA al pari dei loro concorrenti americani, benché vi sia una discreta ressa di esponenti della Borghesia Imperialista specie nei paesi minori a installarsi negli USA, a inserirsi nel mondo politico economico USA: dai defunti Onassis e Sindona, molti capitalisti di altri paesi hanno cercato di “mettere casa” negli USA.

Esiste anche un’altra possibilità che man mano che aumentano le difficoltà dell’accumulazione del capitale, una frazione della Borghesia Imperialista mondiale tenti di imporre un’unica disciplina a tutta la Borghesia Imperialista costruendo attorno agli USA il proprio nuovo Stato sovranazionale: quest’ultimo assorbire più strettamente in sé gli altri Stati limitandone ulteriormente l’autonomia.

 

Negli anni trascorsi dopo la seconda guerra mondiale si è formato un vasto strato di Borghesia Imperialista Internazionale, legata alla multinazionali con uno strato di personale cresciuto al suo servizio.

Sono stati collaudati organismi (monetari, finanziari, commerciali) sovrastatali nei quali questo strato di Borghesia Imperialista esercita una vasta egemonia.k

Parimenti si è formato un personale politico, militare e culturale borghese internazionale, di conseguenza il disegno della fusione dei maggiori Stati imperialisti in unico Stato ha oggi maggiori basi materiali di quanto ne avessero gli analoghi disegni perseguiti nella prima metà del secolo scorso, dalla borghesia anglo-francese (Società delle Nazioni), dalla borghesia tedesca (Nuovo Ordine Europeo nazista), dalla borghesia giapponese (Zona di Coprosperità). Ma la realizzazione di un processo del genere, mentre avanza e si accentua la crisi economica, difficilmente si realizzerebbe in maniera pacifica, senza che gli interessi borghesi lesi dal processo si facciano forte di tutte le rivendicazioni e i pregiudizi e nazionali e locali.

Quello che è successo dopo la metà degli anni ’70 con l’avvio della crisi generale del capitalismo, c’è stato l’avvio della crisi del Movimento Comunista Internazionale e del cosiddetto “blocco socialista” corrosi dal revisionismo, gran parte del mondo si è ridotta a un territorio di caccia delle scorribande dei vari capitalisti. Gli Stati nazionali sono ridotti ad essere principalmente delle agenzie addette ad estorcere soldi soprattutto per soddisfare le pretese delle istituzioni finanziarie e per sopperire alle spese pubbliche le voci delle spese residue (alcuni voci delle spese sono in costante crescita: riarmo, repressione, controllo, prebende per imbonitori), i loro patrimoni pubblici sono venduti (e spesso svenduti) perché i capitalisti sono alla ricerca forsennata di terreni di investimento per i loro capitali e per lo stesso motivo crescono i debiti pubblici, lo Stato USA e alcuni altri Stati e centri di potere esercitano il ruolo di polizia internazionale con azioni all’impazzata (spacciati come “spedizioni umanitarie”, “azioni contro il terrorismo” ecc.), usando basi e agenzie che hanno installato in tutto il mondo, sfruttando l’uso che in tutto il mondo del radicato senso comune di avere periodiche votazioni a suffragio universale (democrazia borghese) ha fatto sorgere in ogni paese una gigantesca macchina di diversione, di disinformazione e intossicazione delle coscienze e dei sentimenti.

 

Il corso delle cose che si determina porta a una crescita continua di conflitti e di guerre intestine e tra Stati. I gruppi imperialisti non riescono più (stante la crisi generale in corso) a creare in alcun paese ordinamenti politici stabili, riescono solo a distruggere quelli che ancora trovano come ostacolo. Il variopinto movimento islamico non ha prospettive di svilupparsi in un nuovo sistema di ordinamento sociale.

I contrasti tra l’Unione Europea (UE) – soprattutto da parte della Germania – e gli USA si accentuano (la messa in scena del DATAGATE per frenare gli USA per frenare gli USA è un indizio di tutto ciò). Così come i contrasti interni all’UE (se le cose continueranno così, le elezioni europee porteranno al Parlamento Europeo un gran numero di formazioni politiche che sono contro l’UE e tutto ciò inevitabilmente avrà delle ripercussioni in ogni singolo paese). Il progetto (accarezzato da Mitterrand, Jacques Delors & C.) di costruire sotto l’ombrello della NATO comandata dagli USA, il polo imperialista europeo indipendente dall’imperialismo USA e quindi alla fin fine a esso contrapposto, fa acqua. La politica mercantilistica (esportare il più possibile e importare il meno possibile come linea guida) e monetarista (il pareggio delle entrate e uscite contabili, la stabilità dei prezzi come regola) delle borghesia tedesca è la traduzione pratica del progetto.

 

L’Euro e l’UE naufragano: è inevitabile per l’UE imperialista poteva esiste solo come polo alternativo agli USA, ma aveva bisogno di un contesto e di forme istituzionali che la Borghesia Imperialista europea non è in grado di costruire. Il problema attuale è costruire il dopo UE, per il quale ci sono solo due opzioni:

 

  • Mobilitazione reazionaria sotto l’ombrello dei gruppi imperialisti USA, europei e sionisti la cui forza posa sempre di più sulla forza militare.
  • Oppure rottura (tramite l’abolizione del Debito Pubblico) con il mondo finanziario euro-americano e guerra contro i vari imperialismi che inevitabilmente cercheranno di stritolare il paese che cercherà di porsi questo obiettivo.

 

 

L’esperienza di SYRIZA in Grecia è l’ennesima dimostrazione di cosa di cosa è effettivamente la sinistra borghese. SYRIZA ha avuto il voto di una larga parte delle masse popolari greche che hanno creduto che fosse in grado di fare che prometteva (riduzione del debito, fine delle politiche di austerità).

 

SYRIZA e gli altri esponenti del governo non si erano preparati a lottare contro l’UE, e contro i gruppi capitalisti che sfruttano e comandano le masse popolari greche (ed europee) tramite l’UE e le varie istituzioni politiche internazionali, ma neanche intendevano scontrarsi. La lezione da trarre per la classe operaia e per le masse popolari è che quando la sinistra borghese chiede voti e fa promesse, propone una nuova politica, bisogna guardare non solo se la linea che propongono va bene, ma se si danno i mezzi per attuarla nonostante l’opposizione feroce da parte del sistema imperialista internazionale: questa impone la politica di lacrime e sangue non per errore, ma perché non può fare altro se vuole trarre il massimo profitto.

 

In politica, quando si definisce una linea, bisogna darsi gli strumenti per attuarla, altrimenti o si è degli opportunisti che dicono una cosa e ne fanno un’altra o si è sprovveduti. Chi vuole sottrarre le masse all’oppressione capitalista non può che dare avvio a una Guerra Popolare di Lunga Durata e far sorgere il Nuovo Potere, e far fronte con esso ai gruppi imperialisti internazionali e alla propria borghesia. Cosa questi faranno è prevedibile: useranno tutti i mezzi di pressione, di ricatto, di corruzione e di aggressione per costringere le nuove autorità a collaborare alla valorizzazione del capitale di cui loro titolari o cercheranno di eliminarle: così hanno fatto negli anni ’50 in Iran contro il governo Mosadeq e negli anni ’70 in Cile contro il governo Allende.

 

I BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) sono un progetto più che una realtà ed è difficile se non impossibile che il progetto diventi realtà. Esso ha meno possibilità di vita di quanta avesse l’UE e l’OPEC. È del tutto sbagliato pensare che i BRICS o i suoi singoli membri (come la Russia e la Cina) possano svolgere in quale misura paragonabile a quello svolto dall’URSS fino agli anni ’50 e dalla Cina fino al 1976 di base rossa della Rivoluzione Proletaria Mondiale. Ogni paese del BRICS, anche quelli che non sono infeudati al sistema imperialista internazionalista, non può diventare un sostegno al Movimento Comunista Internazionale.

ULTERIORI CHIARIMENTI

 

 

Che c’azzecca tutto questo con Buonanno? Buonanno faceva parte di una corrente politica (che non racchiude solo Lega e la destra ma anche formazioni di sinistra e di estrema sinistra) che crede per uscire dal marasma attuale che affligge i paesi europei, bisogna uscire dall’Euro in particolare e dall’UE in generale. Questa corrente ha un programma che certamente può essere accettato dalla piccola borghesia e al senso comune della popolazione, poiché non mette mano sui pilastri della società borghese: la proprietà privata dei mezzi d’informazione e delle altre forze produttive, il ruolo assunto dal capitale bancario, finanziario e speculativo, il predominio della borghesia in ogni campo della vita sociale.

Certo è importante denunciare il carattere antipopolare dell’UE ed elle sue istituzioni, com’è importante denunciare le illusioni di riformarla, il primo problema politico da porsi è se vogliamo smantellare l’UE chi chiamiamo a demolirla? Chi non si pone questo problema denota il suo legame ideale (ma anche ideologico e politico) con la classe dominante: per essa la regola è che la storia si fa alle spalle delle masse popolari.

O sara la classe operaia assieme al resto delle masse popolai si muoveranno in senso anticapitalista e per il socialismo (che è l’unica fuoriuscita realisticamente possibile) o se seguiranno una qualsiasi frazione borghese che si muove in senso populista le masse popolari andranno verso l’ennesima delusione.

 

 

                                             

 

 

 

[1] Bisogna ricordarsi che una delle prime notizie date dopo gli attentati dell’11 settembre 2001, erano inerenti a esplosioni causate dall’uso di esplosivi. http://xomer.virgilio.it/911_subito/esperto_demolizioni.html

 

[2] http://straker-61.blogspot.it/gianluca-buonanno-e-stato-ucciso_8.html

 

[3] Era stato condannato a una multa di 6.000€ per aver affermato nella trasmissione Piazza Pulita in onda su La 7, che i Rom erano “la feccia della societàhttp://www.radiopopolare.it//2014/insulti-ai-rom-seimila-euro-di-a-gianluca-

 

[4]  http://www.nextquotidiano.it/salvate-il-soldato-buonanno

 

[5] http://aurorasito.wordpress.com/2016/06/08/la-libia-e-la-strana-morte-buonanno

 

[6]                                                                       C.s.

 

[7] E per questo motivo non candidabile per il movimento 5 Stelle http://www.nextquotidiano.it/haider-farage-buonanno-ununica-ghirlanda-brillante

 

[8] http://www.libreidee.org/2015/11/chi-pilota-lisis-ha-il-terrore-che-smettiamo-

 

[9] Definita come La Gran Loggia d’Italia degli ALAM (Antichi Liberi Accettati Muratori). E’ nata in Italia nel 1910, con la denominazione originaria di Serenissima Gran Loggia d’Italia.

È un’obbedienza massonica mista fondata da un gruppo di appartenenti al Rito scozzese antico e accettato, usciti dal Grande Oriente d’Italia nel 1908. Anche se la fondazione ufficiale avviene nel 1910, tradizionalmente la sua nascita è collocata nel 1908 anno della scissione. La sua sede storica fu in Piazza del Gesù 47, a Roma; attualmente ha sede in Roma a Palazzo Vitelleschi, Via San Nicola de’ Cesarini 3.

 

[10] http://www.libreidee.org/2015/11/chi-pilota-lisis-ha-il-terrore-che-smettiamo-

 

[11] Tutto questo a prescindere dalle lotte armate indipendentiste – prima delle varie tregue e proposte di trattativa – in Euskadi e delle altre nazionalità che si trovano nello Stato spagnolo, in Irlanda e in Corsica , delle Azioni di guerriglia in Germania da parte delle Cellule antimperialiste e delle altre formazioni anche dopo il scioglimento della RAF, così come in Francia (Franchi tiratori partigiani ed altre formazioni), In Italia (BR-PCC, NPR, NIPR ecc.) ed in Grecia (17 novembre, Lotta Rivoluzionaria).

Advertisements

~ di marcos61 su giugno 20, 2016.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: