TERREMOTI ARTIFICIALI

 

 

 

   Esiste una correlazione fra i test nucleari, la sperimentazione e l’intensificazione del numero dei terremoti e della quantità di energia da essi sprigionata negli ultimi venti anni. Sebbene la scienza ufficiale tenda a ignorarla o a passarla sotto silenzio, alcuni ricercatori indipendenti che hanno osato affrontare la questione sono giunti a delle conclusioni inquietanti.

Secondo la teoria elaborata dal geofisico Thomas J. Chalko, il riscaldamento globale è dovuto a una reazione a catena fuori controllo provocata dall’interazione dei neutroni irradiati dalle bombe con gli isotopi radioattivi naturalmente presenti nelle rocce. Il neutrone disintegra l’isotopo radioattivo generando calore e nuovi neutroni che vanno a loro volta a colpire nuovi isotopi, producendo ulteriore e altri neutroni, e così via. Se questa teoria fosse valida, l’élite dominante (la si chiami Borghesia Imperialista, Illuminati, o come la vogliamo chiamare), sarebbe solo l’ultimo dei nostri problemi, ma (paradossalmente) la prima speranza del genere umano, visto che sarebbe (almeno in linea teorica) l’unica a disporre delle tecnologie, e dell’organizzazione indispensabile a risolvere il problema in tempi rapidi e senza scatenare il panico globale. Altrimenti il pianeta, non potendo più raffredarsi tramite terremoti ed eruzioni vulcaniche (che fungono da sfiatatoi), subirebbe per via dell’eccessivo calore la fusione del suo nucleo di uranio (l’elemento, di cui sarebbe composto, secondo recenti scoperte effettuate da alcuni ricercatori), con i risultati che si possono immaginare.[1]

Intorno al 22-23 novembre del 2011, un vulcano sottomarino nei pressi di El Hierro, una delle sette isole che compongono l’arcipelago delle Canarie, ha improvvisamente ripreso la sua attività. Analizzando i dati sismografi, è possibile che i numerosi terremoti verificatisi presso quel particolare vulcano sottomarino avesse tutti una magnitudo compresa fra 2,8 e 3. Inoltre, cosa ancor più sospetta poiché del tutto innaturale, si originavano sempre alla stessa profondità: 20 chilometri. Ebbene, un terremoto di elevata potenza nella zona delle Canarie rischierebbe di provocare un fenomeno devastante non solo per gli isolani e i milioni di turisti che visitano le isole, ma per tutte le popolazioni degli stati che si affacciano sulle coste dell’Atlantico. Se un’altra isola dello stesso arcipelago, La Palma, sorge un’altra struttura vulcanica attiva, chiamata Cumbre Vieja, su cui è presente un’evidente frattura. La Cumbre Vieja è costantemente studiata da ricercatori statunitensi, proprio perché è stato calcolato che un terremoto o un’erezione potrebbe provocare il distacco e la frana in mare della sua parte occidentale. Se ciò accadesse, si genererebbe un’onda anomala alta 700 metri che, dopo aver spazzato via qualsiasi forma di vita sull’arcipelago, acquisterebbe una velocità fenomenale e raggiungerebbe in poche ore tutte le località costiere dell’Oceano Atlantico, portando morte e distruzione non solo sui litorali ma anche nell’entroterra, com’è avvenuto in Giappone l’11 marzo 2011. In questo caso, tuttavia, le onde sarebbero molto più alte: per esempio la città New York sarebbe travolta da onde alte almeno 50 metri.

I terremoti possono essere creati in vari modi. Il più banale consisterebbe nel piazzare delle bombe nella profondità di determinate faglie sismiche, in zone strategiche: ma, anche qualora si trattasse di aree sottomarine, si rischierebbe di essere intercettati dai sistemi di controllo internazionale.

Coincidenza vuole, come tutti i terremoti che hanno devastato l’Iran che fino a ieri era il nemico giurato degli USA, la siccità che ha bruciato le steppe dell’ex URSS e i blackout che hanno colpito gli USA Londra, l’Europa meridionale (fra cui la stessa Italia), Australia e addirittura il Messico. Ora proviamo a formulare delle ipotesi, se dei governi (o degli apparati politico-militari) volessero dare una dimostrazione di forza, mostrando così di possedere armi a impulsi elettromagnetici (capaci di distruggere impianti elettrici ed elettronici di qualsiasi tipo che non siano adeguatamente schermati), il modo migliore consisterebbe nel colpire la cosa più importante del XXI secolo: l’elettricità. Oggi tutto dipende dall’energia: dal riscaldamento al cibo, dalle reti idriche ai computer dei sistemi di difesa.

Di tutto ciò non è mai stato dato una spiegazione che sia stata plausibile. E, laddove non vi sono spiegazioni chiare sono perché vige il topo secret per questioni di sicurezza nazionale. Ma, forse, sarebbe meglio dire internazionale.

 

LE ARMI SISMICHE

 

Come si diceva prima creare un sisma o uno tsumani è possibile. Non è fantascienza, non è un parto della fantasia di qualche complottista.

Già durante la seconda guerra mondiale, alcuni ricercatori neozelandesi hanno tentato di realizzare una macchina in grado di provocare uno tsunami che potesse utilizzata contro il Giappone. I lavori furono diretti dall’australiano Thomas Leech dell’Università di Auckland sotto il nome di Progetto Seal.[2] Furono realizzati numerosi esperimenti su piccola scala, nel 1944-45, a Whangaparaoa.

Gli USA consideravano questo programma molto promettente quanto il Progetto Manhattan per la fabbricazione della bomba atomica. Fu designato il dottor Karl. T. Compton per collegare insieme le due unità di ricerca. Compton era il presidente del MIT. Aveva già reclutato numerosi esperti per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone incaricate di consigliare il presidente Truman sull’uso della bomba atomica. Egli pensava che la bomba atomica avrebbe potuto fornire l’energia necessaria all’équipe di Leech per provocare grandi tsunami.

I lavori di Leech proseguirono durante il periodo della cosiddetta guerra fredda. Nel 1947, Giorgio VI innalzò lo scienziato alla dignità di Cavaliere dell’Impero britannico per ricompensarlo du avere elaborato una nuova arma.[3] Essendo il Progetto Seal, un segreto militare, all’epoca non fu rivelato. In seguito i servizi segreti USA, applicando una strategia dell’occultamento delle notizie, fecero credere che questo tipo di ricerche non fossero mai esistite. Tuttavia, l’autenticità degli esperimenti di Leech è stata stabilita, nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal ministero neozelandese degli Affari esteri. Questi studi, ufficialmente, sono stati ripresi all’Università di Waikato.

Si ignora se le ricerche anglosassoni siano proseguite negli anni ’60, ma esse sono per forza ricominciate quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell’atmosfera a vantaggio di quelli sottomarini. Gli USA temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami, poiché volevano farlo volontariamente.

Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli USA e l’URSS hanno rinunciato alle guerre ambientali (creazione artificiale di terremoti, tsunami, condizioni atmosferiche – nubi, precipitazioni, cicloni e uragani – e modificazione delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello stato di ozono e della ionosfera), firmando nel 1976 la Convenzione sul divieto di utilizzo di tecniche di modificazione dell’ambiente per scopi militari.

Tuttavia nel 1975 l’URSS aveva iniziato nuove ricerche sulla Magnetoidrodinamica (MHD).[4] Gli studi erano incentrati sulla possibilità di prevedere i terremoti e sulla crosta terrestre. Gli studi studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitarne uno più grande. Tali ricerche furono (com’era prevedibile) militarizzate e sfociarono nella costruzione del Pamir. Il Pamir era un generatore a pulsioni (era una variante del generatore Sacharov – MK1 – a comprensione di flusso) che poteva essere trasportato su un grosso camion. Questo generatore chiamato Generatore di Pavloski utilizzava dei cannoni elettromagnetici, con un esplosivo chimico che interagiva con un potente solenoide.[5] (in regime di numero di Reynold).[6]

Questo dispositivo fu ufficialmente presentato come un sistema per analizzare la situazione di un terreno misurandone sulle grandi distanze e a grandi profondità la conduttività elettrica del suolo.

Il sistema, usato con moderazione, può testare il terreno, come quando si danno leggeri impulsi su un blocco in equilibrio per vedere se è pronto a scivolare in burrone.

Ma un tal sistema non solo studiare la situazione pre-sismica del territorio, ma eventualmente innescare il terremoto.

Se la faglia non è pronta a cedere, occorrerebbe una notevole energia per innescare il terremoto.

Nei giorni nostri sappiamo che una variazione di conduttività è il segno d’imminente terremoto.

Con una simile macchina e dei dati geologici esatti, i militari potrebbero, in aree potenzialmente ostili, innescare un devastante terremoto, uno tsumani o un’eruzione vulcanica.[7]

Un generatore MHD (detto anche generatore di plasma) a scappamento lineare di Faraday,[8] è alimentato con esplosivo solido al cesio, o al sodio (che sono sostanze a basso potenziale di ionizzazione). Lo scappamento espelle gas ionizzato a 3.000° tra due o più elettrocalamite.

All’epoca dello smantellamento dell’URSS, alcuni responsabili del programma decisero di passare agli USA per denaro. Quello che si sa ufficialmente è che il Pentagono si rifiutò di pagarli con la motivazione che la loro ricerca era incompiuta. Nel 1995, l’US AIR Force reclutò i ricercatori che lavoravano a Nijni Novgorod. Essi costruirono una macchina molto più potente di quella precedente: il Pamir 3, che a quanto sembra fu testata con successo.[9] Il pentagono trasportò uomini e materiali negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.[10]

Ci sono stati negli ultimi anni dei sospetti sull’utilizzo dell’arma sismica in Turchia, nel 1999, dove a Duzce, che fu l’epicentro del terremoto, alcuni sopravvissuti dichiararono che la base aerea americana era deserta; inoltre dissero di aver visto una stana luce nel cielo e udito un rumore infernale, essi sono convinti che un ordigno nucleare sia stato testato nel sottosuolo della base. Il caso più discusso è senzadubbio il sisma avvenuto nel Sichuan (Cina), il 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti che hanno preceduto il terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti nel cielo. E se certuni, in vena di misticismo, ha visto questi eventi come il segno che Dio ha ritirato la sua fiducia in un paese che è governato da un Partito Comunista, altri li interpretano più razionalmente. In sostanza questo fenomeno avrebbe origine dal fatto che l’energia utilizzata per provocare il sisma avrebbe anche provocato le perturbazioni della ionosfera. Nei mesi seguenti il Web e i media cinesi hanno diffuso e discusso questa ipotesi.

L’anno prima in Giappone, nel luglio 2007, poco prima del terremoto, si vide delle luci rosse, bianche e celesti riflesse sulle nuvole.

 

LO TSUNAMI DEL SUD-EST ASIATICO E’ STATO UNA SIMULAZIONE?

 

Un fenomeno come il tsunami, come quello che avvenne in Indonesia il 26 dicembre 2004, potrebbe essere di origine umana, per camuffare un test di un’arma nei fondali marini, in una regione in cui gli effetti sismici possano essere confusi con dei fenomeni naturali?

Il luogo era l’ideale per la presenza di una fossa oceanica che protegge le coste, anche l’ora giusta per fa sì che ben due satelliti USA passavano lì “per caso”, per costatare gli effetti di quest’arma.

Abbiamo visto che il Pamir funziona iniettando una scarica elettromagnetica in corrispondenza di una faglia e di una falda acquifera. Il passaggio della corrente vaporizza l’acqua di un effetto di sollevamento o spaccatura di una placca. Questo effetto si piò propagare a grande distanza e scatenare un sisma molto lontano della zona sollecitata.

In un convegno negli USA i russi avevano presentato questa macchina come un “sistema che permette di misurare la conduttività elettrica del suolo” dichiarando che “una variazione di conduttività può essere un segno che annuncia un sisma imminente”.[11]

È logico che i parametri fisici, elettromagnetici del sottosuolo possano essere modificati alla presenza di un terremoto imminente.

Dunque sarebbe logico sistemare ad una regione, a rischio, dei sensori passivi.[12] Ma uno strumento di misura non ha bisogno di mettere in gioco tali intensità in tanto tempo (5-10 secondi). Dunque questo generatore MHD non è uno strumento di misura, ma sicuramente uno strumento capace di agire sull’ambiente sotterraneo.

Ora questo sistema potrebbe essere usato nei fondi marini. Modificando un banale sottomarino, modificando i motori con altri alimentati con del propilene solido, che funzionano molto bene nell’acqua e sotto pressione. Sarebbe così possibile utilizzare un Pamir nelle vicinanze di una faglia marina.

Sarebbe una nuova forma di guerra discreta (silent war), dove indebolire un avversario, può semplicemente consistere nel creare dei “fenomeni naturali”, con dei mezzi modesti.

Non escludendo di proporre in seguito un “aiuto umanitario”.

 

IL TERREMOTO DI HAITI FU MADE IN USA?

 

Secondo Russia Todi, Hugo Chàvez dichiarò che possibile che gli Stati Uniti abbiano provocato la serie di terremoti, nel gennaio 2010, nei Caraibi, tra cui quello ha colpito Haiti.[13] Secondo ViveTv è l’esercito russo che ha parlato di questa possibilità. In ogni caso Venezuela, Bolivia e Nicaragua hanno chiesero la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza. La Commissione avrebbe dovuto esaminare queste accuse e le motivazioni dell’invasione “umanitaria” di Haiti da parte delle truppe USA.

Una cosa è certa, gli Stati Uniti hanno enormemente migliorato la ricerca sulle armi sismiche. Una relazione della Flotta russa del Nord rivelerebbe che il terremoto Haiti è inequivocabilmente “il risultato di un test della U.S. Navy, della sua arma sismica”.[14] Sempre secondo questo rapporto, gli USA utilizzano generatori d’impulsi, al plasma e a risonanza, in tandem con bombe Shockwave (a onde a choc).[15] Il rapporto mette a confronto due esperimenti condotti all’U.S. Navy, che non hanno fatto vittime, con il terremoto dei Caraibi che ha fatto 140.000 morti. Come spiega il rapporto è molto probabile che l’U.S. Navy fosse pienamente consapevole dei danni che quest’esperienza poteva provocare a Haiti. Per questo l’U.S. Navy aveva inviato in anticipo sull’isola una postazione al comando del generale P. K. Keen, comandante in seconda del ShoutCom (Southem Command), per sorvegliare le possibili operazioni di soccorso. Per quanto riguarda l’obiettivo finale di questi esperimenti, dice, il rapporto, si trattava della pianificazione di attacco all’Iran per mezzo di una serie di terremoti al fine di neutralizzare il governo islamico. Secondo il rapporto, il sistema sperimentale degli USA HAARP permetterebbe di creare delle anomalie climatiche al fine di provocare inondazioni, siccità e uragani.[16]

 

 

 

 

[1] Siti che permettono di monitorare in tempo reale l’attività sismica http://earthquake.usgs.gov/earthquakes/recenteqsww/  http://www.wmsc-csem.org/Eartquake/Map/gmap.php

 

[2] http://www.parocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

 

[3] Quanto mai corrisponde a verità che la scienza asservita è al servizio della guerra.

 

[4] La Magnetoidrodinamica o magnetofluidodinamica (anche abbreviata MHD da magnetohydrodynamics), è la disciplina che studia la dinamica dei fluidi elettricamente conduttori. Tra questi si annoverano i plasmi, i metalli liquidi e l’acqua marina. La parola magnetoidrodinamica deriva da magneto (riferita al campo magnetico), idro (riferita all’acqua, ma in qualche caso a tutti i fluidi) e dinamica (che significa movimento). La disciplina della Magnetoidrodinamica fu studiata da Hannes Alfvén, per cui ricevette il premio Nobel nel 1970, e da Jeane-Pierre Petit negli anni ’60.

 

[5] Un solenoide è una bobina di forma cilindrica formata da una serie di spire circolari molto vicino fra loro e realizzare con un unico filo di materiale conduttore. Il solenoide è uno strumento solitamente usato come induttore per lo studio e le applicazioni dell’elettromagnetismo.

 

[6] Il numero di Reynold (Re) è un gruppo adimensionale usato in fluidodinamica, proporzionale al rapporto tra le forze d’inerzia e le forze viscose.

 

[7] Per vedere le pagine originali dell’IVTAN, l’Istituto Russo per le Alte Temperature, dove si parla di uno di questi generatori: http://www.ihde,ras.ru/mg/otdel6.htmb http://www.ihed.ras.ru/mg/Pamir3U.htm

 

[8] In fisica, in particolare in elettromagnetismo, la legge di Faraday, anche conosciuta come legge dell’induzione elettromagnetica è una legge fisica che descrive il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, che si verifica quando il flusso del campo magnetico attraverso la superficie delimitata da un circuito elettrico è variabile nel tempo. La legge impone che nel circuito si generi una forza elettromotrice indotta pari all’opposto della variazione temporale del flusso. Talvolta è detta anche legge di Faraday-Neumann-Lenz, per il fatto che la legge di Lenz è un suo corollario. Il fenomeno dell’induzione elettromagnetica è stato scoperto e codificato nel 1831 dal fisico inglese Michael Faraday ed è attualmente alla base del funzionamento dei comuni motori elettrici, alternatori, generatori elettrici e trasformatori. Assieme alla legge di Ampère-Maxell, a essa potenzialmente simmetrica, correla i fenomeni elettrici con quelli magnetici nel caso non stazionario: entrambe sono il punto di forza del passaggio delle equazioni di Maxwell al campo elettromagnetico.

 

[9] http://www.parocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

 

[10] Per capire la passività da parte delle autorità russe davanti al prelevamento dei loro scienziati e ricercatori, bisogna tenere conto, che all’epoca (inizio degli anni ’90) la Russia era governata da Boris Eltsin in sostanza dalla Borghesia mafiosa russa.

 

[11] http://www.parocchie.it/correggio/ascensione/pamir_arma_sismica.htm

 

[12] I sensori passivi, sono quelli che misurano una grandezza elettrica passiva (resistenza, capacità), alimentata da sorgenti esterne di energia.

 

[13] http://sitoaurora.altervista.org/Impero/Haarp2.htm

 

[14]                             C.s.

 

[15] Le armes sismiques (Le armi sismiche) di Jeane-Pierre Petit.

 

[16] Ufficialmente le forza USA erano in postazione intorno a Haiti per un’esercitazione militare che simulava un intervento umanitario in Haiti. Defence launches online to coordinate Haiti relief efforts, di Bob Brewin, Govexec.com 15 gennaio 2010.

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~ di marcos61 su aprile 18, 2016.

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