VIA LIBERA ALLA MODIFICA GENETICA DI EMBRIONI UMANI IN GRAN BRETAGNA

 

 

 

L’ Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea) inglese,[1] ha dato il via libera ad alcuni scienziati del Francis Crick Institute[2] a modificare geneticamente gli embrioni umani, provenienti da cliniche che utilizzano tecniche di fecondazione in vitro, per comprendere il processo cruciale nelle prime fasi di sviluppo. Gli esperimenti si svolgeranno nei primi sette giorni dopo la fecondazione per capire anche che cosa va storto quando accade un aborto spontaneo. Nel dettaglio gli scienziati vogliono disattivare alcuni geni di questi embrioni per vedere che cosa succede e chiarire quali sono i geni cruciali per sviluppare bambini sani. Non sarà comunque possibile impiantare gli embrioni modificati in una donna.

È la seconda volta al mondo che è autorizzata questo tipo di procedura. Lo scorso anno un team cinese aveva condotto esperimenti molto simili e aveva annunciato di aver effettuato, per la prima volta al mondo, la modifica umana di embrioni umani per correggere un gene che causa la talassemia.

Attualmente circa il 50% degli ovociti fecondati non si sviluppa correttamente e secondo gli esperti il responsabile potrebbe essere proprio un’anomalia nel codice genetico. Una volta identificati quali sono i geni cruciali per la divisione delle cellule sane, si potrebbero escludere da metodiche di procreazione medicalmente assistita gli embrioni in cui Dna non funziona correttamente. In questo modo, sostengono gli studiosi britannici, si potrebbero prevenire aborti e favorire la fertilità. Il progetto pilota – che dovrà essere sottoposto anche a una valutazione di tipo etico – coinvolgerà fino a 30 embrioni e il team potrebbe lavorare su ulteriori 3 geni, portando il totale a 120.

 

La richiesta di modificare gli embrioni umani era stata avanzata al governo conservatore britannico dalla scienziata Kathy Niakan, che l’aveva giustificata così: “Ci piacerebbe davvero capire quali sono i geni necessari in un embrione umano per sviluppare con successo in un bambino sano. La ragione per cui è così importante è perché gli aborti e l’infertilità sono molto comuni, ma non sono molto ben compresi”.[3]

 

È ovvio che un annuncio del genere avrebbe suscitato polemiche (sarebbe da preoccuparsi se fosse passato tutto sotto silenzio e nessuno avesse reagito). Le polemiche non sono solo dal punto di vista etiche o religiose, ma anche scientifiche, visto che in molti temono che alterare il DNA di un embrione sia un rischioso passo in avanti per la creazione di bambini su misura. Sarah Chan, dell’Università di Edimburgo, ha detto alla BBC che “L’utilizzo delle tecnologie di genome editing nelle ricerca sugli embrioni tocca alcune questioni delicate, quindi, è opportuno che questa ricerca e le sue implicazioni etiche siano attentamente considerate dall’HFEA, prima di dare l’approvazione a procedere. Dobbiamo essere sicuri che il nostro sistema di regolamentazione in questo settore stia funzionando bene, per mantenere la scienza in linea con gli interessi sociali”.[4]

 

USO MILITARE DELLA GENETICA

 

Se ne parla poco, ma esiste anche un uso bellico della genetica.

La Guerra Genomica (che i nordamericani – e non è certamente un caso – usano il termine tedesco Genome Kamps) è una guerra condotta nel campo della genetica. Si tratta di individuare, nel DNA di un popolo/etnia, i punti deboli da attaccare mediante virus e batteri, frutto di biotecnologie. Gli effetti, che comprendono influenza, diarrea, infezioni e altro potranno colpire più quel popolo che un altro.

Nel 1986 Ministero della “Difesa” USA, presentò un rapporto, dove si sottolineava che il DNA ricombinante e le altre tattiche di ingegneria genetica stanno rendendo in via definitiva la guerra biologica una reale alternativa militare. Gli ingegneri genetici stanno clonando quantità finora impensabili di agenti patogeni ‘tradizionali’. Questa tecnologia può inoltre essere usata per creare nuovi patogeni mai visti prima d’ora. Secondo quanto affermato dal rapporto: “…le conquiste fatte nel campo della biotecnologia permettono l’elaborazione di una estesa varietà di “nuovi” materiali che possono essere usati in una guerra biologica… I nuovi agenti rappresentano la capacità appena scoperta di modificare, migliorare o produrre grandi quantità di materiali naturali o di organismi che in passato erano considerati di nessuna importanza militare a causa di problemi quali la disponibilità, la stabilità, il potere infettivo e la riproducibilità”. Il rapporto procede così: “Potenti tossine che fino ad ora erano disponibili solo in piccole quantità, e solo grazie all’estrazione delle stesse da immense quantità di materiali biologici, adesso possono essere preparate in quantità industriali dopo un periodo di sviluppo relativamente breve. Questo processo consiste nell’identificazione dei geni che codificano per la molecola desiderata e nel trasferimento della sequenza in un microorganismo ricevente, e che in tal modo acquista la capacità di produrre la sostanza. L’organismo ricombinante potrebbe quindi essere coltivato e fatto crescere in qualsiasi scala desiderata… Composti che precedentemente erano disponibili solo in quantità minime on questo modo diventano disponibili in grandi quantità e a costi notevolmente bassi”.[5]

Il rapporto del Dipartimento della “Difesa” finisce con l’affermazione che i nuovi sviluppi delle tecnologie inerenti, l’ingegneria genetica permettono “il rapido sfruttamento delle risorse della natura per scopi di guerra biologica in modi che non erano immaginabili 10 o 145 anni fa”. Nell’agosto del 1986, Douglas J. Feith, segretario della “Difesa” USA, sottolineò che era praticamente impossibile difendersi da questa nuova abilità di manipolare geneticamente gli agenti della guerra biologica.

Queste armi “modellanti” al Dna ricombinante possono essere create in molti modi. Le nuove tecnologie possono essere usate per programmare geni in microorganismi infettivi allo scopo di aumentare la resistenza agli antibiotici. È possibile inserire geni letali in microorganismi innocui, ottenendo come risultato degli agenti biologici che non sono riconosciuti come pericolosi per i corpi umani che, di conseguenza non sviluppa alcuna risposta, è inoltre possibile inserire geni in organismi che colpiscono le funzioni che controllano l’umore, il comportamento, lo stato mentale, e la temperatura corporea. Gli scienziati affermano, come si diceva prima, di essere in grado di clonare specifiche tossine per eliminare gruppi etnici o razze specifiche.

Questo che sto dicendo non è follia complottista, ma è confermata da un’affermazione che fece la dottoressa Vivienne Nathanson del British Medical Association nel 1996[6] dove disse che allo stato attuale è possibile produrre armi biologiche che abbiano bersaglio un gruppo umano geneticamente specificato. E suggerì che tali armi potevano essere usate non per uccidere, sterilità e deformazioni neonatali nel gruppo bersagliato; un metodo tipicamente nazista (affermazione mia) di genocidio che, disse, sarebbe difficile da denunciare, perché potrebbe sembrare un “atto di Dio”. Nel 1999, l’Associazione dei medici inglesi è tornata ad avvertire del rischio che: “negli ultimi decenni i rapidi progressi della biologia molecolare hanno reso trasferibile da una specie all’altra e fra differenti organismi il materiale ereditario (DNA). Il Progetto Geoma Umano e il Progetto Diversità Genetica Umana cominciano a consentire l’identificazione del codice genetico umano, e le loro variazioni, in gruppi etnici diversi. Si esprime la preoccupazione crescente sull’uso potenziale della conoscenza genetica per lo sviluppo di una nuova generazione di armi biologiche e tossine. La ricerca legittima sugli agenti microbici, sia sul loro utilizzo in agricoltura o per migliorare la risposta terapeutica alle malattie causate da quegli agenti, è difficile da distinguere da ricerche che abbiano il maligno scopo di produrre armi più efficaci”.

Negli anni ‘80, il governo del Sudafricano (quello dell’apartheid) finanziò un programma segreto di guerra biologica, chiamato Project Coast, dove cercò di mettere a punto un’arma genetica mirata alla popolazione nera. Una “bomba negra”, per uccidere o debilitare solo gli africani. Pare che studi accurati fossero fatti, in quella sede, sulla pigmentazione epidermica come bersaglio possibile. Con l’incoraggiamento degli U.S.A, in quel periodo si avviò una collaborazione nell’industria degli armamenti tra Sudafrica e Israele.

Nel 1977, un’esplosione nucleare nell’alta atmosfera sopra il deserto della Namibia rilevò che il primo test atomico israeliano aveva avuto successo. Sui progetti biologici condotti in comune ovviamente, si sa molto meno. Bisogna ricordare che Israele non firmò la convenzione contro le armi biologiche del 1972, sottoscritta da 140 paesi. Un portavoce israeliano, interrogato da giornalisti esteri sulla bomba etnica, rispose: “abbiamo un intero cesto di sorprese strategiche che non esiteremo ad usare se lo Stato d’Israele sarà gravemente minacciato”.[7]

Il 15 novembre 1998 sul Sunday Times, l’inserto domenicale del Times di Londra apparve la notizia che gli israeliani stanno cercando di identificare geni esclusivamente specifici degli arabi con lo scopo di “creare per manipolazione genetica dei microrganismi che aggrediscono solo gli individui portatori di quegli specifici geni”.[8]

Queste ricerche israeliane hanno incontrato delle difficoltà, poiché il patrimonio genetico degli arabi è di fatto sovrapponibile a quello degli ebrei sefarditi.[9] Questo perché l’essere umano appartiene a una sola “razza”, e il patrimonio genetico di un palestinese, di un ebreo (sia sefardita sia ashkenazita) o di uno svedese sono in realtà identiche al 99,9%.

 

 

Esperimenti sui pesci zebra

 

 

Nel 2005, un gruppo di biologi, della Penn State University, scoprì nuovi metodi per abbronzare o schiarire. Hanno isolato dai pesci zebra[10] il gene SLC24A5. I pesci zebra hanno un patrimonio genetico alquanto simile a quello umano. Questi animali hanno nell’epidermide cellule simile a quelle umane, i melanosomi: il tipo di questo pesce detto golden (dorata) presenta melanosomi più piccoli e meno colorati della specie.[11] Si è scoperto che la causa sta in una mutazione del genere, che impedisce la produzione di una proteina essenziale.

Alla fine degli anni ‘90 un esperimento fatto dal Dottor Gong Zhiyyuan, insieme ai colleghi dell’Università di Singapore, iniettò sul menoma del pesce zebra, un gene prelevato da una medusa che sintetizza naturalmente una proteina a fluorescenza verde. Ed ecco avverarsi il miracolo. Sotto la traslucida, gli organi del pesce zebra hanno cominciato a brillare di mille colori (diventa così un pesce mutante).

I ricercatori della Penn State University hanno cercato nella mappa del genoma umano l’esistenza di una situazione simile. E l’anno trovata. La maggior parte dell’umanità (nera e gialla) ha la stessa del gene SLC24A5; solo le persone discendenti da europei (uomini bianchi) sono portatrici di un gene modificato. In base ha nuove ricerche sui mezzosangue mulatti, con genitori misti; si è evidenziato che alcuni hanno il gene mutato.[12] I ricercatori del Pen State University hanno iniettato nell’embrione del pesce zebra delle cellule di melanona[13] di tumori umani che arriva a coinvolgere le cellule dei pigmenti epidermici, i melanosomi. Le cellule del melanoma non solo si dividono, ma formano tumori, come se qualcosa nell’ambiente biologico dell’embrione lo impedisce.

C’è una domanda inquietante da porsi. Perché iniettare il melanoma umano sul pesce zebra, con una genetica della pigmentazione così simile a quella umana? Per combattere il cancro come dicono i ricercatori o per provocarlo? Magari ad africani, latinoamericani, asiatici e arabi?

 

 

Virus come armi batteriologiche.

 

 

La SARS proviene da un ceppo sconosciuto di coronavirus[14] frutto di un’abile clonazione tra l’agente patogeno del morbillo e quello della parotite epidemica. Un “mostro” d’ingegneria genetica, in grado di selezionare il tipo di DNA da colpire. Sergei Koleshnikov, un membro dell’Accademia russa delle scienze mediche, durante una conferenza disse: “Un virus composto come quello responsabile della SARS non può formarsi spontaneamente in natura. Può essere creato solo in laboratorio” e ancora “quando si creano armi batteriologiche in genere allo stesso tempo si lavora al vaccino”.

Guarda caso, nell’aprile del 2003 il Corriere della Sera riportando notizie diffuse dal Times di Londra[15] fa sapere che “i primi esperimenti effettuati dall’Istituto nazionale della società americana AVI BioPharma dell’Oregon avrebbero confermato la capacità del preparato nell’uccidere il virus responsabile della polmonite atipica, tanto da spingere a realizzarsi entro le prossime due settimane”. Jean Shinoda Boled medico e ricercatore, ricorda che quando esplose l’allarme SARS, che l’Institute of Science in Society di Londea si chiese se “l’ingegneria genetica non abbia prodotto per inavvertenza il virus SARS”.

 

 

CERCANDO DI CONCLUDERE

 

 

Quello che si è descritto è un orrido connubio di razzismo, militarismo e perversione estrema. Di fronte a questo scenario terrificante, e anche dopo gli avvenimenti che hanno visto brevetti, cloni e manipolazioni genetiche varie, bisogna chiedersi dove stia andando la ricerca genetica. Il progetto Genoma è senza dubbio una delle sfide più audaci della ricerca scientifica, ma tutti i miliardi investiti dalle multinazionali farmaceutiche (che non sono certamente enti di beneficenza) o dai vari governi c’è da chiedersi se la genetica che è una scienza relativamente “giovane”, in pieno delirio positivista, dove gli scienziati spesso e volentieri cercano di effettuare un’analisi omnicomprensiva di un fenomeno come la vita umana che alla fine prima o poi gli sfugge vista la sua “complessità”, con un bombardamento mediatico sui geni che vogliono farci credere sono loro a determinare il nostro comportamento, in un ottica che riconduce l’essere umano a una macchina biologica priva di intenzionalità e capacità di scelta, spetta alle masse popolari e a tutti i popoli del mondo a mobilitarsi che la ricerca scientifica sia finalizzata all’emancipazione umana, sociale e politica di tutta l’umanità.

 

[1] http://www.hfea.gov.uk/

[2] Il Crick Istituto Francis (ex Centro britannico per la ricerca medica e l’innovazione) è un centro di ricerca biomedica . L’Istituto è una partnership tra Cancer Research, Imperial College di Londra, King College di Londra (KCL), il Medical Research Council, University College di Londra (UCL) e il Wellcome Trust. L’Istituto è programmato per avere 1.500 dipendenti, compresi i 1.250 scienziati e un budget annuale di oltre 100 milioni£ che lo rende il più grande centro per la ricerca biomedica e innovazione in Europa.

[3] http://www.corriere.it/salute/16_febbraio_01/gran-bretagna-via-libera-modifica-generica-embrioni-umani-b8b5d024-c8d3-11e5-8532-9fbac1d67c73.shtml

 

[4]                                               C.s.

 

[5] http://www.peacelink.it/a/1126.html

[6] Genetic Weapon Threat, nel Genetic Forum del Word Medical Association, in The Splice of Life, 4 febbraio 1997.

 

[7] Roy R. Blake, Genetic Bullets, Etnicaly Specific Bioweapons, su FreePress, 4 gennaio 2002.

 

[8] E questo non sarebbe nazismo?

 

[9] Gli ebrei sefarditi sono originari della Spagna (Sepharad) e qui hanno elaborato la lingua ladina (uno spagnolo popolare), allacciando stretti rapporti, prima dell’espulsione del 1492, col mondo mussulmano. Questi ebrei sono definiti Sefarditi per distinguerli dagli Ashkenaziti, in altre parole gli ebrei che abitarono in Germania e nell’Europa orientale (Ashkenaz significa Germanica), che svilupparono la lingua, l’yiddish (che era una dialetto tedesco medievale).

 

[10] Key controls skin’colours BBC, 12.12.2005.

 

[11] Normalmente il pesce zebra è di colore piuttosto scuro, nella variante Golden le tinte diventano molto più pallide.

 

[12] Risulta che questo gene, nella popolazione mista, controlla il 38% della variazione di colore della pelle.

 

[13] Il melanoma è un tumore originato dai melanociti, cellule pigmentate che si trovano nella pelle e negli occhi, una malattia genetica che si sviluppa quando dei melanociti si accumulano alterazioni genetiche a carico di geni coinvolti nella regolazione della crescita cellulare, nella produzione di fattori autocrini (quelle molecole prodotte dalla cellula che stimolano la crescita e la proliferazione della stessa cellula).

 

[14] I coronavirus sono virus di forma sferica, con un diametro che varia dagli 80 ai 160 mm, a simmetria elicoidale e dotati di envelope.

 

[15] USA: farmaco contro la SARS entro pochi mesi, Corriere della Sera 25 aprile 2003.

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~ di marcos61 su febbraio 3, 2016.

Una Risposta to “VIA LIBERA ALLA MODIFICA GENETICA DI EMBRIONI UMANI IN GRAN BRETAGNA”

  1. Chiedo scusa se vado OT, ma vorrei sapere se il Suo breve saggio “I socialisti massimalisti nell’emigrazione antifascista” è stata pubblicato anche su carta stampata e dove… Sto preparando la mia tesi di laurea e mi piacerebbe disporre anche di una solida fonte cartacea a cui far riferimento… Grazie e mi scusi del disturbo

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