ARITMETICA E GRAMMATICA DEL POTERE

 

 

 

Nomi e numeri fanno parte della aritmetica e della grammatica, ma soprattutto, la loro gestione fa parte della struttura del potere; essendone accorti gli arabi al termine della dominazione romana, crearono la religione mussulmana facendo riferimento ad una diversa lingua e numerazione. Roma continuò nel tempo a esercitare il suo potere e influenza, e nella fine dell’impero romano, la Chiesa Cattolica Vaticana ne aveva assorbiti i suoi segreti. I frati amanuensi riportarono questi segreti nei libri, poi l’Inquisizione ne fece pulizia. Eresia e Potere così iniziarono una guerra basata sulla gestione diversa degli stessi segreti. Né i primi né i secondi, avevano interesse che tutto fosse noto a tutti. Attualmente, questa gestione del potere si muove nelle specializzazioni e nella quantità immane di sapere capitalizzato nell’umanità. Quindi ieri come oggi, sapere è potere.

 

Per impedire una rivoluzione, bisogna impedire ai cervelli dei rivoluzionari di funzionare questo per il Potere diventa un passaggio necessario e ineliminabile.

 

L’esperienza storica sta dimostrare tutto questo:

 

– Gramsci non viene fucilato, ma muore appena scarcerato.

 

– Negli anni ’70 i BR sono liberati una volta inoffensivi.

 

– In Germania invece vengono “suicidati” in gran numero.

 

– Oggi all’uso dell’isolamento, si affianca il controllo mentale tecnologico alla cui base sta proprio l’analisi lessicale e numerica del cervello da rendere inoffensivo.

 

Se tutto questo può apparire assurdo, proviamo prendiamo come esempio la numerologia e il suo uso.

La numerologia è lo studio della possibile relazione mistica o esoterica tra i numeri e le caratteristiche o le azioni di oggetti fisici ed esseri viventi.

La numerologia e la divinazione numerologica erano pratiche popolari fra i primi matematici come Pitagora, ma come ben si sa, attualmente, non sono più considerate parti della matematica. Questo sviluppo è storicamente simile a quello avuto dall’alchimia nei confronti della chimica.

Certo, tutto ciò potrebbe apparire tutta una pagliacciata o comunque dei residui di una cultura arcaica sopravvissuta fino ad oggi. Ma se si guardano alcuni avvenimenti storici ci sono delle coincidenze notevoli. Prendiamo come esempio la coincidenza che c’è tra il rapimento di Moro e l’anniversario dell’Unita d’Italia:

– 16 marzo 1978 sequestro di Aldo Moro.

– 16 marzo 2011.

– 17 marzo 1861 unità d’Italia (esclusa Venezia e il Veneto).

– 17 marzo 2011

 

L’idea rivelatrice parte dal fatto che la data del sequestro fu decisa in funzione della solidarietà nazionale, la quale, in effetti, era fatta coincidere con l’Unità d’Italia. Infatti, i pentiti parlano di casualità. Ovvio che i pentiti devono confessare quello che devono e non quello che sanno. Difficile stabilire quale fosse il primo delle due (solidarietà nazionale o unità d’Italia), se, però certi fatti successivi (in primo luogo la cosiddetta soluzione politica) sono degli avvenimenti che possono, fa riflettere a posteriori, certi discorsi sul fatto che i servizi segreti hanno sempre tenuto sempre sotto controllo dall’interno le principali Organizzazioni Comuniste Combattenti (BR e Prima Linea) tutto ciò indubbiamente ha in questi avvenimenti avuto un certo peso.

 

C’è un altro dato da tenere conto. Per la Smorfia ovvero il libro dei sogni, usato per trarre dai vari sogni i numeri corrispondenti da giocare al lotto (ci sono delle teorie che fanno risalire l’origine della Smorfia, alla tradizione cabalista), il numero 16 corrisponde al deretano. Il deretano nell’uso comune della parola è qualcosa di negativo ed.: muovi il sedere, ti prendo a calci nel sedere ecc. Quel giorno chi di doveva muovere?

 

Prendiamo la data 2011 e precisamente il 17 marzo, in altre parole la ricorrenza dell’Unità d’Italia. Ebbene il 16 marzo 2011 ricorreva il 33° anniversario del sequestro di Aldo Moro, mentre il 17 marzo ricorreva il 150esimo dell’Unità d’Italia.

 

Il 17 marzo 1978 escono i giornali con i titoli su Moro sequestrato, ed è anche il 117° anniversario dell’Unità d’Italia

 

Ora 33 è il numero più alto di grado della Massoneria e 33 è il numero di C.P. dell’Associazione Rosacrociana Oceanside (A.R.C.O.) che ha sede a San Benedetto a Settimo (Pisa).[1]

 

Se si fa la somma 3 + 3 il risultato è 6. Nell’interpretazione cabalista il numero 7 è quello perfetto (il mondo fu creato in 7 giorni), il numero 6 si avvina al 7 senza raggiungerlo. Perciò il triplo 6 ovvero 666 indica imperfezione, arroganza e la malvagità umana contrapposta alla perfezione divina.

 

A proposito di 666 c’è un passo dell’Apocalisse che è davvero impressionante, poiché predice il controllo attraverso chip: “Inoltre obbligò tutti liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome. Qui sta la sapienza. Chi ha l’intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei”. (Apocalisse 13.16 – 18). Marchio, deriva dal greco Charagma che significa “una stampa”, “un’impressione”, “qualcosa che si scolpisce”. Questo è senza dubbio uno dei versetti più citati della Bibbia. Questo verso afferma che in sostanza che qualcuno (o qualcosa) a un certo punto della storia umana, metterà in funzione un sistema d’identificazione personale, senza la quale tutti quelli che non lo possederanno saranno esclusi da qualsiasi transazione commerciale: non potranno comprare cibo e altri articoli, non potranno vendere prodotti. Ora, una cosa del genere all’epoca quando fu scritta l’Apocalisse, anche nell’impero più centralizzato era impossibile, perché per attuare un controllo del genere ci vuole un sistema computerizzato, cosa che solo attualmente è possibile.

 

117 è la Guardia di Finanza, mentre 113 è il numero storico della Polizia italiana (mentre il 112 dei Carabinieri è un numero concorrenziale sorto dopo il 113).

 

Vediamo il numero 17. Ebbene il 17 è il numero fortunato negli Stati Uniti, mentre in Italia è il 13 e forse sarà caso che 13 erano i prigionieri di cui i sequestratori di Moro chiedevano la liberazione?

Il pendolo di Foucault Umberto Eco è un libro che alludeva a questi temi ma senza entrare su questi numeri.

 

Proviamo a fare in sintesi a dare una chiave di lettura sulla data del sequestro Moro:

 

– Per costruire un regime di moderno fascismo (non quello nelle vesti di personaggi in camicia nera o in una divisa da militare, bensì in giacca cravatta del tecnocrate) bisognava fingere un attacco allo Stato ai massimi livelli per mettere sotto il Movimento di classe e quello democratico.

 

– Sarà un caso, ma i verbali del processo a Moro da parte delle BR non sono pubblicamente diffusi.

 

– La sentenza contro Moro da parte delle BR fu troppo frettolosa.

 

– La base di Via Montalcini era nota.

 

– Dopo alcuni mesi Dalla Chiesa prende la base di Via Montenevoso a Milano e trova i Verbali di Moro.

 

– Questi verbali non sono resi noti.

 

– I verbali di Moro sono ritrovati in due momenti diversi, prima emergono come carte dei CC e poi sono ritrovati – in parte con novità – sempre nello stesso appartamento di Via Montenevoso a Milano.

 

– Nel frattempo appena arrestato Moretti, subisce un agguato in carcere da parte di Figueras, un criminale comune che in linea teorica non sarebbe dovuto stare nella sua sezione. Aggressione che avviene sotto gli occhi compiacenti delle guardie penitenziarie. Dopo solo due anni dall’arresto la Balzarani, in diretta televisiva fa la soluzione politica assieme a Curcio e Moretti (soluzione politica è una parola “elegante” per definire liquidazione dell’ipotesi rivoluzionaria), Prima Linea lancia la dissociazione collettiva, la dissociazione è lanciata da Negri e dai 51 nell0ittibre del 1982 e attuata in legge nel 1986 contemporaneamente alla Legge Gozzini, la soluzione politica del 1987 risponde alla necessità di bilanciare i due aspetti della resa che deve servire a piegare il proletariato e le masse popolari al regime del moderno fascismo, o meglio del tecno/fascismo.

 

Il numero 13 appare sempre nelle operazioni in grandi stile, è un numero anche inflazionato per chi lo usa oltre a fissarlo nell’interlocutore in quanto non è divisibile ed è particolare, non rischia interferenze telepatiche perché è usato sempre nelle tabaccherie e nelle ricevitorie.

 

Si noti che se in un paese si usa un sistema (esempio il 13) in un paese vicino si usa un altro sistema (esempio il 17 come in Svizzera la polizia è 117, mentre in Italia il 113).

 

Analogamente per imporre a una popolazione una presenza esterna, si usa imporre delle sigle del paese estero (esempio per definire gli Stati Uniti si usa spessa USA e se usassimo, invece, SUA per definire la nostra contrarietà a simile ingerenza?).

 

A livello di lingua latina, non si comprende perché l’Italia deve usare molti termini americani o inglesi (esempio computer), diversamente dai francesi che usano i termini propri.

 

Con questo voglio affermare che in certi ambienti politici si incrociano con quelli esoterici, poiché ci sono livelli di conoscenza (a partire dalla telepatia e dalla numerologia) che le masse popolari ne sono volutamente escluse e le classi dominanti usano questa conoscenza per affermare il loro dominio, il loro potere. Questa prassi è affermata anche in ambienti che si definiscono “antagonisti” se non addirittura “rivoluzionari”. Dove le masse popolari sono considerate delle pecore sottomesse. Questa ideologia che si presenta a volte sotto le vesti “superivoluzionarie”, nella realtà è profondamente reazionaria e controrivoluzionaria poiché bon si basa sul protagonismo delle masse.

 

 

 

 

 

[1] http://www.censur.org/religioni_italia/r/rosacroce_02.htm

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~ di marcos61 su settembre 21, 2015.

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