PSICOTRONICA

 

 

 

La psicotronica è quella scienza che in modo interdisciplinare studia le interazioni fra gli organismi viventi e i rispettivi ambienti – interno ed esterno e i processi energetici che stanno alla base delle loro manifestazioni. Può sembrare che queste interazioni avvengano per mezzo di forze o agenti che adesso non fanno completamente parte della scienza moderna. La psicotronica considera la coscienza come strettamente unita all’energia e alla materia. Dalla ricerca psicotronica fanno parte le seguenti discipline scientifiche: fisica, tecnica delle comunicazioni, medicina, neurofisiologia, fisiologia, sociologia ecc. Le tecniche “radio biologiche” sono definite come dei raggi ionizzanti (che non variano la carica elettrica del loro bersaglio) atte a influenzare il sistema nervoso centrale, al contrario delle armi atomiche che non contengono dei raggi ionizzanti. Le onde radio-elettriche, lunghe e ultracorte, ne fanno parte. I loro effetti sono fisiologici e possono provocare dei cambiamenti biologici, neurologici e comportamentali. Le armi chiamate River Styz sono state il primo prototipo delle armi elettromagnetiche americane. Esse utilizzano le microonde e hanno la funzione sull’organismo, creando delle degradazioni di ogni tipo.

Il ben noto e famigerato J. Delgado avvertiva: “Quello che ci aspetta è più pericoloso della distruzione nucleare. Le nostre conoscenze sul cervello ci permettono di immaginare il peggiore scenario: il pericolo che ci minaccia è quello di intervenire direttamente sulle funzioni cerebrali per manipolare a nostro piacimento cioè fare dell’uomo un vero e proprio umanoide senza cervello e coscienza, senza neppure che questi se ne renda conto”.[1] Delgado sapeva quello che diceva, egli era il promotore delle ricerche sul controllo mentale. Egli aveva preparato assieme ad alcuni psichiatri, dei procedimenti che permettevano di “teleguidare” gli esseri umani tramite segnali radio, con l’aiuto di “pulci” impiantate nel cervello.

 

 

 

 

 

Igor Sminorv e le psicoscienze russe

 

 

Una parte delle ricerche russe sul controllo della mente, durante la cosiddetta guerra fredda, si basava su una nuova branca degli studi del comportamento umano: l’ecopsicologia,[2] che integra la focalizzazione dell’essere umano con l’attenzione all’ambiente e che approfondisce lo studio delle molteplici interazioni tra questi due livelli. L’ecopsicologia è nata dalla constatazione del crescente disagio che esiste nella società sia sul piano psicologico sia su quello sociale, e mette tutto questo in relazione con un corrispondente aumento del degrado ambientale. Questa branca degli studi ha aiutato lo sviluppo della tecnologia di un software, il Mindreader 2.0, che sarebbe stato capace di leggere la mente e le reazioni inconsce. Questi studi in Russia sono stati portati avanti in un istituto gestito da Elena Rusalkina, moglie di Igor Sminorv, lo scienziato russo, che ha sicuramente lavorato per il KGB ed è considerato l’inventore delle armi psicotroniche.

Nel 1993 a Wako durante l’assedio alla setta dei davidiani[3] l’FBI chiese l’aiuto di Sminorv come consulente. Egli suggerì di bombardare le persone asserragliate con suoni in apparenza simili al grugnire stridulo dei maiali isterici. In questi suoni avrebbe potuto esserci dei messaggi subliminali che invitavano gli assediati alla resa. L’FBI decise altrimenti.[4]

Sminorv rilevò che nel caso i segnali non avessero funzionato, i seguaci di Koresh avrebbero potuto scannarsi a vicenda. Un mese dopo il massacro di Wako, Steve Killion vice capo divisione dei servizi tecnici dell’FBI disse ai giornalisti del Village Voice che nel corso di una normale trattativa è possibile imprimere un codice di messaggio con il quale far passare Inconsciamente un messaggio subliminale.[5]

Smirnov, in un’intervista al Newsweek del mese di agosto del 1994, disse che l’FBI aveva voluto far passare dei messaggi subliminali attraverso le linee telefoniche, e che al capo della setta David Koresh, avrebbero fatto passare la “voce di Dio”, mentre ai membri della setta gli sarebbero stati trasmessi in via elettromagnetica le voci dei parenti.[6] Nel mese di ottobre del 1994 in un articolo del Moscovkiie Novosti comparve un articolo su quello che è accaduto a Wako, in quest’articolo si diceva che l’FBI era interessata a questo tipo di tecnologie e che a Wako mandò la “voce di Dio” al capo della setta.

 

 

Le armi psicotroniche sono una tragica realtà.

 

 

Uno dei principali scopi degli studi e delle relative ricerche nel campo della psicotronica, sono di natura militare, principalmente lo sviluppo di armi elettromagnetiche capaci di assumere il controllo della mente umana, in modo tale da poter influenzare una persona senza che questa se ne renda conto e, all’occorrenza ucciderla a distanza.

Negli ultimi giorni del 2010 si è assistito in tutto il mondo alla misteriosa moria di alcune precise specie di uccelli e pesci. Il fenomeno si è ripetuto nei primi giorni del 2011 e anche all’inizio del 2012. I mass media hanno azzardato le spiegazioni più azzardate: che fosse colpa di un virus, che i fuochi d’artificio di capodanno avessero terrorizzato gli uccelli spingendoli a scontrarsi fra loro o contro i muri delle case, che i pesci fossero stati sterminati dalle basse temperature ecc. Ma nessuna di queste ipotesi ha trovato conferma.

Un’ipotesi plausibile potrebbe essere che questa moria misteriosa di uccelli e pesci sia dovuta a una sperimentazione a onde ELF volta a colpire il sistema nervoso di alcune specie di animali ben precise.

Un’interpretazione potrebbe essere che la frazione dominate della Borghesia Imperialista Internazionale, volesse dimostrare a certi governi non proprio “ubbidienti” di possedere una tecnologia in grado di uccidere a distanza senza lasciare tracce di violenza fisica, questo sarebbe il modo migliore per lanciare certi determinati messaggi alle varie situazioni statuali, politiche e organizzative “recalcitranti” a “ubbidire”.

Negli anni ’90, negli Stati Uniti accadde una serie di eventi, praticamente ignorati da mezzi di informazione, che confermerebbero l’esistenza di un gruppo di potere multinazionale.

In un discorso alle Nazioni Unite del settembre 1992, l’allora presidente G. Bush Senior dichiarò che i paesi aderenti avrebbero dovuto addestrare collegialmente delle unità militari multinazionali da impiegare in eventuali operazioni di pacificazione per conto dell’ONU. Inoltre affermò che, per poter essere davvero efficace, questa forza di intervento multinazionale avrebbe richiesto un comando coordinato e che gli Stati Uniti avrebbero messo a disposizione le basi e attrezzature necessarie.

Nel 1993 il Time scrisse che americani e russi, secondo le dichiarazioni di un ex generale del KGB, stavano collaborando allo sviluppo di una tecnologia di controllo mentale: si trattava di tecnologie di “psico-correzione acustica” in grado di trasmettere tramite bande statistiche e rumore bianco dei veri e propri ordini capaci, di agire sull’inconscio alterandone i pensieri e l’umore, eccitando o deprimendo.

Nello stesso anno, la rivista Defense News informò i suoi lettori che quel tipo di tecnologia condivisa con gli Stati Uniti era il frutto di ricerche risalenti agli anni ’70 condotte dal KGB e dal Dipartimento di Mosca allo scopo di reprimere eventuali rivolte e contrastare le truppe nemiche senza compere massacri. Il tutto avverrebbe in circa un minuto esponendo i bersagli a onde sonore che passano oltre qualsiasi tipo di protezione. Il costo dei sistemi è di appena 80.000 dollari. La loro dinamica di funzionamento si basa sull’emissione di onde a bassissima frequenza dello spettro (VLF), ancora più penetranti delle ELF.

Sempre nel 1993 vi fu un’indagine da parte dell’FBI per appurare se questi dispositivi psicotronici fossero stati segretamente sperimentati dalla CIA a Wako. Questa indagine, puzza di depistaggio lontano un miglio visto il ruolo della stessa FBI nell’assedio e che fu lei a contattare Sminorv. Inoltre, la versione ufficiale del suicidio dei membri della setta, che avrebbero appiccato il fuoco al ranch dove erano asserragliati, potrebbe essere smentita da dei video amatoriali, che dimostrerebbero che furono gli agenti federali a provocare il fuoco. E non è tutto. Alcuni membri della setta sarebbero inspiegabilmente tornati indietro di corsa per gettarsi di loro iniziativa nel fuoco. Questo tipo di comportamento potrebbe benissimo essere ricondotto a fanatismo religioso dovuto a lavaggio del cervello (tipico delle sette) ma potrebbe rientrare benissimo nella gamma di effetti prodotti sul cervello dall’irradiamento con armi psicotroniche. Ulteriori sospetti in questa direzione sono alimentati dal fatto che i pochissimi superstiti, nonostante non fossero sotto l’effetto di droghe, non riuscivano a muoversi in modo coordinato e si esprimevano con frasi sconnesse, come se avessero danni al sistema nervoso. Le onde usate sembrerebbero di tipo ELF.

Nel marzo 1993, il National Institute of Justice (NIJ, un ufficio del Dipartimento della “Giustizia”) pubblicò una relazione intitolata NIJ Initiative One Less-Than-Lethal Weapons in cui s’incoraggiava la polizia a usare le armi psicotroniche prodotte dalla ricerca dei servizi segreti russi. E in effetti, quello stesso anno, un team russo di esperti in psicotronica guidato dal ben noto Igor Sminorv incontrò un gruppo di funzionari americani appartenenti alla CIA, all’FBI e alla DARPA. Lo scopo era di valutare le modalità di utilizzo e i possibili obiettivi di queste armi, nonché la loro costruzione in serie e la loro riduzione in termini di peso e dimensioni fino a renderle intoccabili ovunque e contro chiunque.

Questa collaborazione russo-americana, che può risultare incredibile visto il successivo stato di tensione tra i due paesi, nasce dal fatto che in quel periodo era al governo della Russia Eltsin, ovvero gli oligarchi, in altre parole la forma russa della borghesia compradora, asservita all’imperialismo.

Tuttora alla maggior parte delle persone, quello che sto scrivendo (come gli scritti di altri su questo argomento) possono apparire fantascientifico, parto di uno scrittore di romanzi dell’orrore, che come si sa sono pieni di scienziati pazzi tendenti al dominio del mondo. Nella realtà in maniera inconsapevole, la maggior parte delle persone non ha coscienza della realtà che li circonda e li opprime, non ha coscienza che con il loro scetticismo si legano allo Stato emergenziale, in altre parole allo Stato della Controrivoluzione preventiva che queste armi ne costituiscono il massimo sviluppo. Dico questo, perché sono convinto che quando le masse prenderanno coscienza di questa realtà si rivolteranno contro queste armi.

Tutto questo lo dico, perché, attualmente è possibile ed è già da tempo operativo la possibilità di modificare il pensiero di un essere umano al punto di fargli cambiare idea senza compromettere, altre funzioni intellettive, in modo tale che sembri uno spontaneo cambiamento d’opinione. Il cervello funziona sulla base di segnali elettrici. Il pensiero non è altro che la combinazione di questi segnali convertita in sensazioni virtuali di immagini e suoni. La stessa realtà non è che il frutto di una conversione di segnali provenienti dall’esterno tramite i recettori presenti nella retina, nelle mucose olfattive, nell’epitelio ecc. che, sotto forma di impulsi elettrici, vengono inviati alla corteccia cerebrale per essere elaborati in suoni e immagini. Pertanto qualsiasi segnale elettrico la cui frequenza sia in grado di sovrapporsi a quelli prodotti dal cervello sarebbe in grado di modificare sia il pensiero sia la percezione della realtà.

Nel 1994 la rivista Scientific American spiegava che la tecnologia di psico-correzione era in grado di influenzare il pensiero dei bersagli, inserendo messaggi subliminali sia a livello audio che visivo. Lo stesso anno, il Newsweek riferiva di un incontro segreto tenutosi ad Arlington, in Virginia, tra alcuni agenti dell’FBI della divisione “antiterrorismo” e il semprepresente Smirnov (probabilmente entrato nel libro paga dei servizi amerikani). Nell’articolo era descritta a grandi linee la procedura seguita dallo scienziato russo per tarare i dispositivi psicotronici. Tramite elettroencefalogrammi otteneva una mappatura computerizzata dell’emissione delle onde cerebrali prodotte dall’inconscio in reazione a vari stimoli. A quel punto, il soggetto era sottoposto a messaggi subliminali studiati appositamente per produrre messaggi subliminali studiati appositamente per produrre alterazioni delle risposte elettriche naturali. E anche queste venivano mappate fino a trovare la combinazione ottimale.

C’è un problema, in merito a questo tipo di modalità, mentre due tipi di onde sono comuni per tutti gli esseri umani, due variano sempre. Ma questo problema sembrerebbe risolto tramite l’introduzione sul mercato di particolari tipi di cellulari in grado di registrare e inviare servizi segreti impiegati nella ricerca la risposta cerebrale di ogni singolo utente.

Secondo il Washington Post del 23 marzo 1994, il Dipartimento della “Giustizia” USA e il Pentagono aveva deciso di condividere le tecnologie militari con l’FBI e la polizia. In questo modo venivano a cadere le tradizionali barriere tra le forze militari e quelle “civili”. Fra i gadget di alta tecnologia elencati nell’articolo vi sono una pistola ai magnetofosfeni in grado di eccitare il nervo ottico, disturbando la visione con macchie luminescenti e un generatore di impulsi elettromagnetici capace di distruggere circuiti elettronici, per esempio fulminando serrature e personal computer, o arrestare il motore di un’auto in corsa o farla sbandare. Purtroppo, come rilevava lo stesso giornale, l’uso di questa tecnologia poteva provocare incidenti, bloccare automobilisti colpevoli unicamente di trovarsi nei paraggi, interrompere il funzionamento dei pacemaker e, in definitiva, ferire o uccidere.

Questo superamento del ruolo tra forze armate e “civili” nasce dal fatto che l’urbanizzazione a livello mondiale si sta espandendo, le megalopoli abitate milioni e milioni persone di abitanti, concentreranno al loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista. L’attuale tendenza all’interno delle metropoli imperialiste dell’accentuazione delle differenze di classe e il costante e continuo azzeramento dei servizi sociali portano ad accentuare il conflitto di classe, tutto questo dentro il quadro del restringimento costante e continuo delle tradizionali mediazioni riformiste sia a livello politico sia a livello sindacale.

In questo contesto le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle ostili o semplicemente complici senza il rischio di forte perdite o addirittura di ritirate come nelle banlieu francesi. L’utilizzo dell’esercito condotto con armi convenzionali diventa controproducente, poiché potrebbe far scatenare di più le folle e in più ci sono gli inconvenienti a livello politico.

Da queste esigenze nasce lo sviluppo delle

tecnologie della repressione che sono il prodotto dell’applicazione della scienza e della tecnologia al problema della neutralizzazione dei nemici dello Stato. Esse sono dirette essenzialmente contro la popolazione civile, in linea teorica raramente sono usate per uccidere, poiché sono indirizzate al cuore, alla mente e al corpo e sono usate sia nelle guerre esterne, che nei conflitti civili interni, le rivolte ecc.

Questo nuovo tipo di armamenti ha rivoluzionato lo scopo, l’efficienza e la crescita del potere repressivo della polizia che è molto diversificato da nazione a nazione.

Interessante a proposito le riflessioni del maggiore dei carabinieri Rosario Castello,[7] dove fa delle riflessioni sull’utilizzo delle “armi non letali”. Castello comincia la riflessione con un classico della strategia militare, il libro di Sun Tzu L’arte della guerra dove si afferma che “Quando duemila anni fa circa, Sun Tzu affermò che per annientare il nemico non era necessario distruggerlo fisicamente, ma annientarne la volontà di vincere”,[8] ci fa capire che queste armi sono politicamente convenienti perché evitano inutili spargimenti di sangue con i relativi inconvenienti a livello medianico e politico (possiamo prendere come esempio quello che è successo in Egitto e negli altri paesi nordafricani durante la cosiddetta “primavera araba”, per vedere le conseguenze a livello politico di una repressione fatta alla luce del sole e davanti ai media internazionali).

Queste sono armi per una guerra a bassa intensità che però hanno il vantaggio di una loro possibile proliferazione e utilizzo da parte di gruppi criminali/terroristi.

Tornando alle armi psicotroniche, davvero inquietanti furono le rivelazioni della rivista Scientific American, che sempre nel 1992 parlò di una vasta ricerca in corso volta a creare una serie di “armi non letali” a bassa frequenza in grado di provocare nei bersagli umani nausea, vomito, forti dolori gastroenterici e diarrea.

Nel novembre del 1993 risulta che si tenne una conferenza molto particolare nell’aula magna del laboratorio di fisica applicata della John Hopkins University, nel Maryland, procuratore generale Janet Reno, i funzionari dei servizi segreti e i vertici della polizia sono stati istruiti sul funzionamento delle armi psicotroniche nonché sui vantaggi dell’uso dei dispositivi a onde acustiche ed elettromagnetiche, fra cui le microonde. Molto probabilmente il nome che presiedette questa conferenza alla maggioranza delle persone non dirà niente: il colonnello J. B. Alexander, program manager presso la divisione “armi non letali” del Los Angeles Laboratory. Egli era diventato famoso (ma sarebbe più esatto dire famigerato) per il Programma Phoenix nella guerra del Vietnam.[9] In seguito J. B. Alexander divenne un fautore della guerra psichica. Nella rivista specializzata Military Revew (n. 12 dicembre 1980) scrisse: “esistono sistemi di armi il cui funzionamento si basa sui poteri mentali, le cui caratteristiche sono già state sperimentate”. L’articolo molto lungo si intitolava The Mental battlefield (La nuova strategia mentale”. In quest’articolo, Alexander, senza nessuna ipocrisia definisce queste armi che hanno come scopo il controllo mentale per quello che realmente sono ovvero letali. Egli descrive che queste armi sono in grado di produrre malattie, pazzia o morte, che hanno la capacità di agire a distanza e far sembrare il tutto un evento naturale o causale.

 

 

 

Cerchi sul grano

 

 

Sulla pericolosità delle onde ELF esiste un libro scritto dallo stesso Alexander in collaborazione con la ricercatrice Janet Morris e il maggiore Richard Groller. È uscito nel 1990 e si intitola The Warrior’s Edge. Vi vengono descritti alcuni esperimenti condotti negli Stati Uniti all’insaputa della popolazione tramite trasmettitori di onde ELF. Stando a quanto dichiarato dallo stesso Alexander, l’ex agente del KGB Nicolaj Kokolov testimoniò di aver assistito personalmente alla frattura a distanza di una colonna vertebrale di una cavia umana con una di queste armi cosiddette “non letali”. Esistono, infatti, anche veri e propri proiettili costituiti da microonde ad alata potenza la cui sigla è HPM. La sperimentazione di questo tipo è effettuata anche da satelliti e da elicotteri dotati di rotori silenziati su cui sono montati dispositivi a microonde che, seguendo le istruzioni di un computer, possono disegnare su qualsiasi tipo di materiale con precisione millimetrica addirittura eseguendo delle sfumature. Solitamente si scelgono come aree di sperimentazione i campi coltivati, e di recente anche le spiagge e i ghiacciai. Questa molto probabilmente l’origine di molti dei cosiddetti “cerchi nel grano”, in inglese crop circles. Molte di queste “opere d’arte” sono volutamente spacciate come “aliene”. Internet è un ottimo veicolo per coprire esperimenti top secret sfruttando la passione di milioni di persone per l’ufologia. Il disegno dei crop circles molto probabilmente è realizzato tramite proiettili acustici. Le spighe di grano si piegano senza spezzarsi e gli insetti implodono restando spesso incollati nelle piante. Contrariamente a quello che si pensa, infatti, i suoni a frequenza molto bassa, sfruttati entro certi particolari si può produrre la rottura nel punto in cui vengono diretti. Colpendo un essere umano si può provocare lo spappolamento degli organi interni. Ma non è tutto: concentrando questi proiettili acustici sulle faglie è possibile creare terremoti e maremoti.

Questa tesi della coincidenza fra esperimenti militari e il fenomeno dei “cerchi di grano” potrebbe essere azzardata e apparire come una tesi nata dalla fantasia tenebrosa di un complottista.

Proviamo a elaborare delle ipotesi, in merito a questa ipotesi. Il fenomeno dei “cerchi sul grano” nasce e si sviluppa prevalentemente nel Regno Unito. La zona interessata è una porzione ristretta larga pochi chilometri quadrati. Si tratta di una della regione megalitica del Sud dell’Inghilterra, nelle contee dell’Hampshire e del Wiltshire, all’interno di un triangolo i cui vertici sono composti da Stonehenge,[10] Glastonbury[11] e Avebury.[12] Quest’area sarebbe rigogliosa di formazioni a causa delle Leylines, misteriose linee di forza che esisterebbero sotto le zone megalitiche. I siti stessi seguirebbero il percorso di corsi d’acqua sotterranei e l’acqua sarebbe indispensabile per la realizzazione dei “cerchi di grano”.

Queste linee di forza, secondo molti esperti, non sarebbero casuali ma avrebbero origine proprio dalle peculiarità dell’acqua che agirebbe da amplificatore del campo magnetico terrestre. Ogni intersecazione di queste determinerebbe una particolare aggregazione energetica e per questo motivo questi punti sarebbero stati scelti, già nell’antichità come luoghi per la creazione di un sito megalitico.

Questo triangolo megalitico di Stonehenge, Avebury e Glastonbury sarebbe una zona militare il cui ingresso è interdetto. I militari sperimenterebbero armi innovative e i “cerchi sul grano” sarebbero i risultati di queste prove. Questo spiegherebbe anche i frequenti avvistamenti di elicotteri militari nei pressi delle formazioni. In effetti, la troupe del programma televisivo del TG2 Voyager ha compiuto diversi viaggi in Inghilterra e numerosi voli in elicottero nella campagna inglese a caccia di “cerchi sul grano”, è stata affiancata da un elicottero scuro, dal quale si faceva fatica a scorgere il numero di matricola.[13] S’ipotizza che a creare i pittogrammi sarebbe l’utilizzo del maser un sistema antecedente al laser che si basa sull’emissione di radiazioni, invece che sull’emissione di luce come per il laser. C’è da capire il perché i militari, che sanno nascondere molto beni i propri segreti, dovrebbero sperimentare questa tecnologia proprio nei campi coltivati e in zone comunque accessibili. A confermare l’interesse dei Forze Armate di sua maestà britannica nei confronti di questo è stato Nick Pope, che ha lavorato per il Ministero della “Difesa” britannico che in un intervista al programma Voyager ha affermato che questo fenomeno potrebbe non esistere un’unica soluzione, esso potrebbe avere origine da un insieme di cause: da un energia terrestre non bene identificata a qualche fenomeno meteorologico particolare (furbescamente afferma in questa intervista che questi cerchi siano frutto di una sperimentazione di armi in orbita nello spazio, e subito dopo la esclude).

 

 

I rapimenti “alieni”.

 

 

Tornando alle armi per il controllo mentale c’è un altro aspetto inquietante. Agendo sulla mente è possibile creare allucinazioni e falsi ricordi. I soggetti usati come cavie nella sperimentazione di armi psicotroniche sono marcati con leghe create in laboratorio col preciso scopo, una volta che vengano scoperte tramite esami medici, di alimentare il mito dei rapimenti alieni.

Il “progetto UFO”, come cercò di denunciare anche l’ex militare diventato in seguito un “teorico del complotto” William Milton Cooper (ucciso in un misterioso scontro a fuoco con la polizia il 5 novembre del 2001 davanti alla sua abitazione), aveva lo scopo di creare un tripla disinformazione, spaccando in due l’opinione pubblica fra possibilisti e scettici, rispetto all’esistenza di alieni e ai loro presunti rapporti con i governi terrestri, al fine di continuare a sperimentare armi proibite su ignari civili.

Tra l’altro W. Cooper ha affermato che tutti gli ambienti ufologici sono controllati dai servizi segreti.

Le sue indagini completate nel 1997 compaiono nell’ultimo dossier prodotto: Majestytwelve by William Cooper.[14]

Molti studi sui rapimenti alieni da parte di molti ricercatori, sono stati presentati in maniera incompleta, poiché si è spesso e volentieri focalizzato solo l’attenzione solo su determinati aspetti negativi dei casi presi in esame. Questo tipo di comportamento, che sia voluto o meno (cosa, ovviamente non di secondaria importanza), rappresenta un ostacolo per la vera ricerca, dato che resoconti censurati non forniscono un quadro completo ed attendibile del fenomeno. Un esempio evidente sono le cosiddette esperienze virtuali note con il termine VRS (Virtual Reality Scenario), ossia scenari di realtà virtuali, indotti dall’esterno, e per il soggetto praticamente indistinguibili dalla realtà oggettiva.

Il Prof. Helmut Lamner, ufologo e ricercatore presso l’Istituto di Ricerca Spaziale austriaco, dichiara che l’individuo può sperimentare una determinata situazione attraverso uno input sensoriale totale e reagire con spontanee risposte fisiche ed emotive, anche se nella realtà si trova sdraiato su un lettino per esami clinici o sta dormendo nel suo letto senza ricevere alcun segnale esterno che lo disturbi.

Molti ufologi sostengono che dietro questa storia dei “rapimenti alieni” ci sia la mano umana. Il Prof. Lamner, che è anche rappresentante austriaco del centro ufologico americano MUFON, sulle MILAB (Military Abductions) ovvero i falsi rapimenti alieni, siano eseguiti in realtà da militari.

Non solo dall’estero ma anche da parte di ufologi italiani c’è stata una denuncia del fenomeno delle MILAB. A San Marino, il 9-10 marzo 2002, si è svolto il 10° Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti non Identificati, Enrico Baccarini del C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale)nella sua relazione, svolse una relazione sul tema delle abductions, dove si afferma che parte della tecnologia usata dai presunti rapitori alieni, in realtà è disponibile nel mondo della medicina e della biologia terrestri.

Afferma Lamner: “Dobbiamo cercare di comprendere qual è il programma che si cela dietro il fenomeno delle abductions aliene e qual è lo scopo delle MILAB. C’è un forte interesse da parte dei militari nello sviluppo di impianti cerebrali, bio-chip per la realtà virtuale, proiezione di immagini olografiche, dispositivi di occultamento ed armi che alterano la mente”.[15] Secondo lo studioso l’esistenza di questi armamenti induce a seguenti ipotesi:

 

  • Si stanno effettuando, da anni, esperimenti segreti sugli esseri umani.
  • Tali esperimenti sono nascosti alle autorità di governo (e ovviamente alla popolazione).
  • Sono stati finanziati progetti segreti meglio noti come Black Programs.

 

Perciò, se esistono le prove, anche in un solo caso del coinvolgimento di personale militare che sia coinvolto in uno scenario di rapimento, non lo si deve liquidare facilmente. Inoltre se enti governativi e militari sono davvero coinvolti segretamente in tali operazioni, è obbligo effettuare ricerche più approfondite rispetto a quelle condotte fino ad oggi. Nonostante tutto, gran parte degli ufologi e degli studiosi ufficiali non si sono dimostrati molto entusiasti ad affrontare le violazioni dei diritti umani da parte degli apparati dell’establishment politico-militare, molto probabilmente intimoriti da eventuali rappresagli personali, come si è registrato in passato nella casistica ufologica.[16]

Prosegue Lamner: “Tutti quelli che si rifiutano di credere che siano stati compiuti degli esperimenti segreti sulla gente, inclusi i bambini, dovrebbero visionare i documenti comprovanti gli esperimenti effettuati dai servizi segreti militari, prima, durante e dopo la guerra fredda e che sono ormai di dominio pubblico, secondo lo studioso, gli USA e il Canada, non sono stati gli unici paesi a perpetrare tali atrocità: la stampa inglese ha riportato la notizia che anche nel Regno Unito, durante gli ultimi 40 anni, ha condotto esperimenti segreti concernenti gli effetti delle radiazioni sugli esseri umani. Alla nona conferenza annuale di Orange County California, lo psichiatra canadese Colin Ross, ha presentato un documento ottenuto attraverso il FOIA (Freedom of Information Act), contenente le prove che la CIA aveva segretamente condotto ricerche sulla creazione di “cavie manciù” (da non confondere con i candidati manciuriani, ossia persone programmate per diventare degli assassini, i “candidati manciù” sono le persone rapite da questi “rapimenti alieni” per essere usate come cavie da laboratorio) sin dalla seconda Guerra Mondiale. Il dottor Ross ed altre organizzazioni di ricerca hanno incontrato i sopravvissuti di esperimenti che includevano l’impiego di elettroshock, droghe, impianti cerebrali e deprivazione sensoriale. Alcuni soggetti erano stati rinchiusi in gabbie, costretti al sonno forzato, ad abusi rituali e sessuali.

Una volta selezionate, le vittime sono state ripetutamente usate quali “animali umani da laboratorio” per tutta la vita, in una serie di esperimenti controllati e monitorati dall’esterno. Nel 1997 l’ACHES-MC (Advocacy Committee for Human Experiment Survivors-Mind Control), in altre parole il Comitato legale per i sopravvissuti agli esperimenti di controllo mentale sugli umani, ha consegnato un video-documento al Presidente Clinton e al Primo Ministro canadese, in cui richiede un’udienza presidenziale e la declassificazione dei dati governativi relativi a presunti esperimenti di controllo mentale.

Tali esperimenti furono condotti su adulti e bambini inconsapevoli e furono finanziati dal governo degli Stati Uniti. Il video contiene, inoltre, le testimonianze dei sopravvissuti (bambini e adulti) agli esperimenti, e le testimonianze di terapisti, psichiatri e psicologi. Stranamente, queste vittime non riferiscono casi di contatti alieni o UFO come quelli delle MILAB, ma alcune delle esperienze hanno molto in comune sul tipo di controllo mentale e di abusi descritti. Questo breve scorcio di esperimenti segreti condotti sull’uomo supporta l’ipotesi MILAB di operazioni segrete perpetrate contro civili.

 

 

Ipotesi su una realtà agghiacciante

 

 

Il Newsweek del 2 luglio 1994 ipotizza la creazione di una polizia sopranazionale: “globocops” segreti muniti di armi non convenzionali e usati per combattere guerre di nuova generazione basate sul controllo mentale, magari provocando insurrezioni nelle nazioni considerate nemiche al fine di rovesciarne i governi. Ebbene, nel settembre dell’anno, secondo quanto asserito dalla Defense News l’allora segretario alla “Difesa” William Perry propose l’acquisto di armi di sistemi di armi “non letali”. A conferma di ciò esiste una direttiva del Pentagono datata 21 luglio 1994 in cui le armi di questo tipo sono definite come adattissime “a mantenere la pace” (quella imperialista ovviamente) contro qualsiasi avversario.

Per dare l’idea del livello cui si può essere arrivati oggi, già nel 1989, in un articolo comparso sulla rivista Full Disclosure e intitolato Remote Mind Control Technology (Tecnologia di controllo mentale a distanza), si menzionava la possibilità di controllare i pensieri degli esseri umani a distanza con la stessa facilità un telecomando cambia canale di un televisore. Secondo la giornalista, il laboratorio di ALAMO aveva inviato alla FEMA (Federal Emergency Management Agency) un dossier atto a dimostrare come l’uso di radiazioni a microonde contro eventuali terroristi avrebbe potuto modificare le loro percezioni della realtà e, se opportunamente calibrate, ucciderli.

Possiamo immaginare cosa accadrebbe se questo tipo di armamenti fosse usato contro una popolazione che osi ribellarsi contro un governo.

Nel 1968, Gordon MacDonald già parlava di cambiare il campo elettromagnetico in certe aree del pianeta agendo sulla ionosfera per modificare il comportamento delle masse proprio tramite le onde ELF o VLF, capaci di interferire con le onde cerebrali elettromagnetiche normalmente prodotte dagli esseri umani. Le guerre del futuro, sosteneva, sarebbero state di tipo geofisico e basate sulle modifiche dei modelli comportamentali dei bersagli.

La FEMA è un’agenzia del Dipartimento della Sicurezza Interna degli USA istituita nel 1979 con funzioni di protezione civile, per esempio il coordinamento di tutti gli interventi necessari a gestire i disastri e stati di emergenza sul territorio statunitense. Il creatore di quest’organizzazione, Zbigniew Brzezinski, fu direttore della sicurezza nazionale sotto il governo del presidente Carter ma anche cofondatore insieme a David Rockefeller della Commissione Trilaterale.

Già in un suo scritto del 1970 Brzezinski divulga l’esistenza di armi in grado di controllare il clima e produrre una serie di eventi catastrofici a scopo bellico, ma parla di anche di armi psicotroniche in grado di sfruttare le onde elettromagnetiche per controllare il comportamento umano. L’accostamento di questi due campi di ricerca non è casuale, perché effettivamente le tecnologie di modificazione climatica finiscono per fondersi con quelle del controllo mentale in un’unica, ambizione strategia bellica: alterando la ionosfera tramite le scie chimiche, la si può sfruttare come una sorta di specchio riflettente per colpire determinate aree del pianeta con armi psicotroniche che modifichino costantemente il modo di pensare e di agire di una popolazione, rendendola più distratta, depressa o aggressiva a seconda delle esigenze e realizzando in definitiva un sistema stabile di controllo sociale.

Se si considera che già negli anni ’70 l’ambiente della ricerca scientifica desse per assodata la possibilità di sfruttare l’elettricità atmosferica per modificare le funzioni e le attività mentali su vasta scala, per logica deduttiva è lecito sospettare che tali armi siano attualmente testate. Questo potrebbe spiegare il comportamento irrazionale di settori di masse popolari che, sebbene sottoposte a sacrifici economici inenarrabili, appaiono incapaci di organizzarsi per una lotta efficace contro il peggioramento delle loro condizioni di vita e di lavoro. Certo che le persone si massacrino per tifoseria sportiva o per ragioni razziali può essere ricondotto a ignoranza o a una palese assuefazione al peggioramento della società, ma nulla, in un ragionamento logico deduttivo, ci può toglierci il sospetto che la zona dove ci sono in modo evidente questi fenomeni sia sotto attacco, che colpisce non solo i semplici cittadini ma anche i militari e i politici e che sono gli unici che sappiano tutta la verità (e al riparo degli effetti di quest’attacco) sia una ristrettissima élite dominante la vita economica, politica e culturale.

 

 

Considerazioni

 

 

Nel 2001 uscì un libro dal titolo emblematico Guerra senza limiti degli autori Qiao Lang e Wang Xiangsui, due ufficiali dell’esercito cinese che hanno svolto incarichi presso i Dipartimenti politici dei comandi superiori come addetti alla morale, disciplina supervisione dei comandanti e delle attività di propaganda. Il libro illustra l’evoluzione dell’arte della guerra dai primi conflitti armati alla nostra epoca definita “di terrorismo e di globalizzazione”. Quello che è messo bene in luce, sono come muti l’approccio dei governi all’idea di “fare la guerra”.

In questo libro c’è la codificazione delle nuove regole di quello che è definita “arte militare”.[17] Nei nuovi conflitti, dove le finalità non sono mai completamente interpretabili, si tratta di schiacciare il nemico in un campo di battaglia molteplice e non del tutto definibile, e di conseguenza si progettano armi adatte ai tipi di guerra che si vuol fare.[18] Attualmente, la guerra imperialista è sempre più veloce ed immediata e “teoricamente” opera col minor spargimento di sangue possibile (sempre, ed è bene ripeterlo, in relazione agli obiettivi prefissati). In realtà questo è ciò che viene propagandato, il terreno concreto smentisce la teoria, solo che la teoria deve essere sufficientemente indefinita di modo da permettere l’utilizzo di armi e progetti che si traducano in un aumento del potere degli eserciti stessi rispetto alle altre forze del paese agente. Una guerra dove si mira più a destabilizzare il nemico che ad eliminarlo. La guerra di oggi preferisce agire in misura ben superiore che al passato, anche in campi che teoricamente non hanno nulla a che fare con i conflitti armati. Dietro la scusa di non uccidere nemici in maniera visibilmente ingestibile, si può anche toccare nervi scoperti del suo apparato statale, sociale e economico, cercando di ottenere un effetto paralizzante superiore a quello delle armi usuali. Ma poi, come si vede a Gaza, alla fine prevale, l’utilizzo barbaro dei cannoni e dei bombardamenti aerei.

La teoria della guerra assimetrica è stata applicata anche recentemente in Italia. Nel capitolo Il volto del dio della guerra è diventato indistinto gli autori di Guerra senza limiti parlano del terrorismo (pagg. 83-84), dicono che “se tutti i terroristi limitassero le loro attività unicamente all’approccio tradizionale – vale a dire attentati dinamitardi, rapimenti, assassini e dirottamenti aerei -, non otterrebbero il massimo terrore. Ciò che realmente scatena il terrore nel cuore della gente è l’incontro di terroristi con vari tipi di nuove tecnologie avanzate che potrebbero trasformarsi in nuove superarmi”, essi citano come esempi di terroristi dotati di superarmi i seguaci di Amu Shinrikyo che hanno cosparso il Sarin, un gas tossico, nella metropolitana di Tokyo e in contrapposizione questi killer che compiono eccidi indiscriminati cita “il gruppo italiano “Falange armata” è una categoria completamente diversa di organizzazione terroristica high-tech. I suoi obiettivi sono espliciti e i mezzi impiegati straordinari. La sua specializzazione consiste nell’irruzione in reti di computer di banche e di mezzi di comunicazione, nel furto di dati archiviati, nella cancellazione di programmi e nella divulgazione di false informazioni, vale a dire operazioni terroristiche classiche dirette contro reti e mass media. Questo tipo di operazione terroristica si serve della tecnologia più avanzata nei settori di studio più moderni e sfida l’umanità nel suo complesso una guerra che potremmo definire ‘nuova guerra terroristica’”. E c’è chi vuol ridurre gli avvenimenti dell’inizio degli anni ’90 nella semplice formuletta “trattativa Stato-Mafia”!

In queste nuove guerre i campi di battaglia diventano infiniti, una volta che il bersaglio non è più solamente il corpo fisico da annientare, ma anche la psiche di quello è ritenuto il nemico.

Un bersaglio che permette la progressiva erosione dei diritti civili, lo svuotamento dello Stato di diritto, tutto questo dentro un quadro di resa da parte delle persone colte e impegnate, che vede in sostanza un definitivo imbarbarimento della società che non fa che confermare quanto esporta Lenin ne L’imperialismo, aspetto che dopo il nazismo, non cera bisogno di altre conferme.

È in atto una guerra segreta, che colpisce attraverso nuove tecnologie con il coinvolgimento di specialisti in campo medico, elettronico, informatico, biologico, psicologico, psichiatrico, ecc. E’ un attacco che colpisce il cervello, i sentimenti, il clima, il cyberspazio e lo spazio stesso.

Non è un caso che D’Alema nel 2000 quando fa divenire, l’Arma dei carabinieri al rango di forza armata, questa subito dopo assume in gran numero laureati in scienze biologiche.

La pubblicistica pre e post-11 settembre serve allo scopo, poiché le varie riviste scientifiche parlano di chip, DNA, armi biologiche, mentre la politica istituzionale tace.

Chi autenticamente comanda, ha i suoi soldatini.

I politici delegano ai ministri, i quali nel diventare ministri, si adeguano ai generali.

La conclusione politica di tutto questo discorso, è che non vi può essere una serie lotta alla guerra imperialista senza porre la questione della messa al bando di queste “armi elettroniche-mentali”.

Infatti, evidenziare cosa stia dietro a queste armi e alle tecnologie diffusosi di recente (GPS, GPRS, Wireless ecc.) non sarebbe tanto un nostro compito di comunisti, antimperialisti, di chi chiunque vuole trasformare radicalmente la società, bensì di chi opera nella sanità, delle Giunte comunali, provinciali e regionali, dei Parlamenti, delle forze sociali e sindacali.

Ma nessuno di chi in linea teorica ne ha la competenza e i mezzi ne parla, a parte rari e coraggiosi (nonché isolati) soggetti. Tutti paiono segretamente entusiasti di produrre la morte per tumore di un nemico senza che nessuno possa a loro imputare nulla.

Così i morti non si contano letteralmente, e, infatti, avvengono in ogni settore. Mediamente tra le 10 e 15.000 persone l’anno muore in ogni settore in Italia, senza una causa accertata. Per non dire delle cause che sono conseguenze: infarti, tumori intestinali ecc.

C’è un’ulteriore riflessione che metto in campo. Senza dubbio uno degli obiettivi di questi esperimenti/torture è sicuramente è arrivare a un controllo della popolazione, che più si accentua la crisi e più avanzano le politiche antipopolari potrebbero diventare ostile alle politiche governative. Ma ritengo che non sia solo questo, potrebbe essere che strutture militari, spionistiche, industriali, psichiatriche che operano in questo campo, alla fine per dinamiche loro, che sfuggono agli stessi mandanti ufficiali hanno cominciato a vivere di vita propria, si autoalimentano, costituendo così un autentica industria di morte e torture, che arriva a ricattare governi e politici.

È responsabile di tutto ciò una scienza asservita, che posto, di cercare la verità (Dire la verità è rivoluzionaria diceva Gramsci nella machete del primo numero dell’Ordine Nuovo) preferisce accordarsi con le classi dominanti. Il dramma di Galileo, fatto rivivere da B. Brecht, non rappresenta l’eccezione, ma è la minaccia che in tutti i tempi l’ordine costituito ha fatto pesare sugli scienziati.

A tutto questo s’inserisce il distacco tra attività scientifica e visioni filosofiche. Tutto questo, dal XVIII secolo, quando lo viluppo tecnico fornirà un valido supporto alla meccanizzazione dell’industria. L’accostamento della scienza ai problemi pratici, la collaborazione sempre più stretta fra scienza e tecnica, porterà come conseguenza il distacco tra il pensiero scientifico dalla filosofia. In molti studiosi comincia a radicarsi la convinzione che le applicazioni pratiche possono fornire la più valida prova della scientificità delle loro teorie. L’utilizzazione delle scoperte scientifiche da parte dell’industria e gli straordinari successi ottenuti mediante tale utilizzazione, non tardano a procurare alla scienza, una larghissima popolarità, alimentando la speranza che essa avrebbe finito per risolvere ogni problema dell’umanità (lo scientismo). Non è un caso che nel Movimento Operaio della fine del XIX secolo, quando il capitalismo cominciava ad avviarsi nella fase imperialista, nasceva il revisionismo, che portò come conseguenza teorica e filosofica l’inserimento dentro il cosiddetto “marxismo ortodosso” di concezioni positiviste. Le conseguenze si sono trascinate fino ad oggi all’interno del Movimento Operaio: fiducia acritica nel “progresso” che “inevitabilmente” avrebbe portato verso il socialismo, sottovalutando il ruolo soggettivo cosciente dell’agire politico da parte del proletariato (se non addirittura annulandolo), il meccanicismo. Ma l’aspetto politico principale nel Movimento Operaio dell’evoluzionismo che ha covato al suo interno sta nello snaturamento della sua carica rivoluzionaria.

La scienza, o meglio, l’applicazione tecnologica della scienza, vale a dire, il modo in cui il capitale si appropria della scienza nel corso del processo di valorizzazione, incorporandosi nelle macchine, si trasforma in forza produttiva. Nel Modo di Produzione Capitalistico, l’utilizzo delle scoperte scientifiche, l’indirizzo delle ricerche, come i settori di applicazione, va esclusivamente nel senso di accrescere la produzione di plusvalore. Il carattere non neutrale delle forze produttive nell’ambito dei rapporti di produzione capitalisti è evidente, il rapporto con la natura e con le persone (fatto di controllo e di dominio) si attua con la dittatura di una classe (la borghesia) su un’altra (il proletariato). Ed è attraverso la dittatura della borghesia che si plasma l’insieme dei rapporti. Interiorizzandosi nel capitale, la scienza opera secondo le leggi di quest’ultimo: opera per la produzione di plusvalore, per la massima valorizzazione del capitale.

Lo sviluppo delle varie “rivoluzioni tecnologiche”, hanno comportato il passaggio di forme che si potrebbero definire di “dominio reale” o più precisamente di “schiavitù tecnologica”, nel senso che il sistema delle macchine impone i propri bisogni, devastando la forza-lavoro assoggettata al suo potere.

Questa “rivoluzione tecnologica” in Italia, è stata d’aiuto ai processi di ristrutturazione nell’industria che si erano avviti alla fine degli anni ’70 (il più famoso è senza dubbio quello che c’è stato alla FIAT nel 1980 che determinò i famosi 35 giorni di lotta, svenduti dal sindacalismo confederale e dal PCI). Questa ristrutturazione non rispondeva solo alla necessità di assumere maggiore controllo sulla forza-lavoro, per spremere di più plusvalore attraverso una maggiore flessibilità e aumentando la produttività, ma anche alla necessità di arrivare a forme di militarizzazione del rapporto tra capitale e lavoro. Attraverso l’informatizzazione si può concentrare grandi quantità di informazioni e rendere possibile una maggiore schedatura dei dipendenti (sui loro spostamenti, le timbrature, le assenze, gli scioperi ecc.) e attualmente attraverso l’estensione dei chip aziendali (come a Mediaset e minacciato alla Fincantieri) questo controllo aumenta a dismisura. Inoltre, bisogna tenere conto che questo controllo si articola nel territorio, con agenzie investigative private, bande mafiose, polizia, carabinieri e servizi segreti, realtà queste che collaborano a vario livello con le aziende (di esempi di questa collaborazione, se ne possono fare tante, dalla FIAT a Telecom).

Per questi motivi, si può tranquillamente dire che come esiste un complesso militare-industriale (rapporto militari, industria e Università), industriale spionistico (rapporto tra industria e spioni più o meno istituzionali), si può parlare per quanto riguarda il controllo mentale di un complesso industriale-medico/psichiatrico-militare-spionistico (rapporto tra Università, centri di ricerca, industria, servizi segreti e militari), un industria che si autoalimenta costantemente, che come ogni industria ha bisogno di materie prime che sono gli esseri umani (e anche gli animali) usati come cavie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] http://wwpop14.libero.it/cgi-bin/webmail.cig

 

[2] http://puntoinformatico.it/2070052/PI/New/ua-caccia-psicoscienze-sovietiche.aspx

 

[3] Il 28 febbraio a Wako, nel Texas, un gruppo di agenti dell’ATF bureau, che sarebbe l’agenzia federale USA proposta al controllo di alcol, tabacco e armi da fuoco, attaccò la comunità religiosa guidata da David Koresh, alla ricerca di armi illegali. Ne seguì un conflitto a fuoco e un assedio che durò 51 giorni, che si concluse con l’uccisione di 4 agenti dell’ATF e di 86 seguaci di Koresh, lui compreso e 24 bambini.

 

 

 

 

 

 

[4] Smirnov, alla domanda da parte dell’FBI sull’efficacia dell’intervento, rispose che le probabilità di successo erano al 70%

 

[5] Village Voice 8 marzo 1994.

 

[6] http://209.85.135.104/translate_c?h1=it&sl=en&u=http://www.apfn.org/apfn/smirnov

 

[7] http://www.carabinieri.it/Internet/Editoria/Rassegna-Arma/2003/4/Informazioni-e-Segnalazioni/01_Rosario_Castello.htm

 

[8]                                                         C.s.

 

[9] Il Programma Phoenix era un programma della CIA che aveva lo scopo di cercare ed eliminare gli attivisti Vietcong villaggio per villaggio. Si calcola, con dati approssimativi e sicuramente inferiori alla realtà, che almeno 60.000 persone furono assassinate in conformità a questo programma .

 

[10] Stonehenge è famosa in tutto il mondo per il suo sito megalitico. Deve il suo nome all’unione di due parole inglesi: stone (pietra) e henge (sospesa), che descrive la particolarità dell’antichissima formazione. La costruzione che si ritiene potrebbe risalire a un periodo che va dal 2800 e il 200 a.C., non è stata ancora chiarita: un sorprendente insieme di megaliti, enormi pietre posizionate come architravi.

Il sito di Stonehenge era gestito dai Druidi, gli antichi sacerdoti dei Celti, e qui vuole la leggenda che abbia vissuto anche Merlino, il più potente di tutti i maghi.

Oggi molti esperti sono convinti che Stonehenge sia stato una sorta di computer preistorico che consentiva agli iniziati di effettuare di effettuare complessi calcoli astronomici, grazie ai quali era possibile individuare la posizione delle principali stelle fisse, calcolare la distanza tra il Sole e la Luna o prevedere le date delle eclissi.

Ci sono recenti teorie che sostengono che il complesso di Stonehenge, come gli altri monumenti megalitici, sarebbe stato realizzato dal popolo della leggendaria Atlantide. Questa civiltà, proveniente dal mitico continente scomparso nell’Oceano, avrebbe avuto le conoscenza e la tecnologia necessarie per realizzare questi splendidi monumenti.

 

[11] Glastonbury è una collina che molti vogliono fosse una porta di passaggio tra una dimensione e l’altra. A tempi dei Celti, Glastonbury era un’isola, circondata da paludi, considerata il punto di incontro tra il cielo e la Terra, che ricorda le Ziqqura degli antichi Sumeri. Qui, secondo i monaci del luogo, sarebbe seppellito Re Artù.

 

[12] L’area sacra di Avebury è il luogo per eccellenza dei “cerchi sul grano”, ancor più di Stonehenge. Il cerchio di pietre che racchiude il villaggio, localizzato a ovest di Marlborough, sembrerebbe essere più vecchio addirittura di duemila anni rispetto a Stonehenge.

Il sito era un tempo formato da un esteso terrapieno circolare di oltre un chilometro e mezzo di circonferenza, da un grande fossato (ora profondo solo la metà di quanto lo era in origine), e da un grande circolo di 98 pietre all’interno del quale se ne trovavano altri due più piccoli, di 30 pietre ciascuno.

Il circolo di pietre di Avebury, alcune delle quali pesanti fino a 40.000 Kg, custodisce un altro luogo misterioso: Silbury Hill, collina di fattura umana alta circa 39 metri. Edificio sacro, costruito secondo una certa abilità ingegneristica circa 4.500 anni fa, nello stesso periodo della piramide egiziana di Saqqara, è formato da sei giganteschi gradini ed è la più grande costruzione preistorica d’Europa.

Gli studi hanno confermato che la sua costruzione è avvenuta in quattro diverse fasi, l’ultima della quale si sarebbe chiusa circa 90 anni prima della nascita di Cristo. Secondo recentissime indagini realizzate attraverso una strumentazione a raggi X che può vedere sotto terra, sono stati individuati dei resti che indicherebbero che anche gli antichi Romani hanno venerato il luogo.

 

[13] Davide Fiorani, Cerchi nel Grano un caso aperto, Giunti.

 

[14] http://www.cieliparalleri.com/documenti000/scenariodirealtàvirtuale.html

 

[15] http://www.segnalidalcielo.it/2013/12/28/una-task-force-militare-utilizza-

 

[16] Alfredo Lissoni nel suo libro GLI UFO E LA CIA, MIR edizioni, riporta una lunga serie di ricercatori in ufologia e in difesa spaziale morti in circostanze misteriose.

 

[17] Voglio precisare che parlando di questo libro, non deve significare che condivido l’impostazione ideologica degli autori.

 

[18] La guerra che è descritta nel libro è definita assimetrica che consiste nell’uso di diverse tipologie di armi. In sostanza: guerra militare tradizionale contro guerriglia o guerra militare tradizionale contro diversi tipi di guerra. Una lettura più tecnica è quella che rimanda alla metodologia non convenzionale delle guerre, alla loro estensione alla società, alla vita delle masse anche nelle zone non colpite

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~ di marcos61 su agosto 31, 2015.

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