CRESCE LA MILITARIZZAZIONE DELLO SPAZIO

 

 

(AGI) – Mosca 10 dicembre ’14. Cresce la militarizzazione dello spazio. L’esercito russo si prepara ad inaugurare un nuovo reparto: le forze armate spaziali. Lo ha riferito una fonte anonima del Ministero della “Difesa”,[1] secondo il quale il progetto ha già ricevuto l’approvazione delle autorità russe e ci si aspetta “un annuncio ufficiale nel prossimo futuro”. Con la nascita del corpo militare, l’aeronautica “non sarà più un servizio delle forze armate russe”, che saranno composte da: Esercito di terra, marina e Aeronautica Spaziale, appunto. La fonte ha fatto sapere che i nuovi militari del cosmo saranno formati in modo graduale negli anni.

Questa crescente militarizzazione dello spazio ha origine dal fatto sul piano strettamente militare, la componente spaziale un ruolo sempre maggiore nei moderni assetti e viene considerata come parte integrante delle infrastrutture strategiche della difesa.

Sono gli Stati Uniti, la nazione che attualmente in assoluto effettua i maggiori investimenti in campo spaziale, e che teorizzano con il concetto dello Space Control l’esercito di un potere militare predominante nello spazio. Certo un predominio molto fragile, poiché questo premino è basato su apparati estremamente vulnerabili, quali possono essere i satelliti, espone i loro dispositivi al rischio di attacchi mediante armi anti-satellite (ASAT).

A proposito di armi ASAT secondo il più grande giornale ebraico nel 2011, Yedihot Aharonot, ha fatto uno scoop. Secondo il giornale, l’Iran avrebbe accecato un satellite spia della CIA. Il giornale ha aggiunto che una fonte dell’intelligence europea afferma che l’Iran ha stordito l’Occidente puntando un laser contro un satellite americano distruggendolo. Si deve stare attenti nel valutare un tale scoop da un giornale israeliano. Dopo tutto, Israele sta apertamente spingendo verso un attacco americano contro l’Iran e questo potrebbe essere il false flag necessario per lanciare un attacco del genere. Israele vuole scatenare i cani da guerra. Eppure, la notizia è apparsa in un momento interessante.

Secondo un articolo del Christian Science Monitor, gli iraniani hanno successivamente ottenuto l’accesso alla tecnologia di bloccaggio, permettendo loro di tenere traccia della navigazione dell’aereo senza equipaggio. L’ex ambasciatore americano alle Nazioni Unite John Bolton ha detto alla Fox News che una tale opzione è possibile. Ci sono ulteriori testimonianze di questo. Il 4 dicembre, l’Iran ha catturato un drone americano. La TV iraniana ha mostrato un video di un drone Lockheed Martin RQ-170 Sentinel. Era stato intercettato da unità di guerra elettronica dell’esercito iraniano sulla città di Kashmar. Fonti americane hanno ufficiosamente confermato la perdita. Il generale di brigata Amir-Ali Hajizadeh, capo dell’unità aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie dell’Iran ha detto che il drone “è caduto nella trappola atterrando con danni minimi”. Questo è accaduto a 140 miglia dal confine afghano, ben all’interno dello spazio aereo iraniano. Ciò dimostra che apparentemente l’Iran possiede la base tecnologica necessaria per sviluppare tali armi. Bolton aggiunge che secondo rapporti la Russia ha venduto all’Iran un sistema di bloccaggio molto sofisticato poco tempo fa. Ora, militari americani dicono che non è vero, che il drone è precipitato a causa di un malfunzionamento, perché se così non fosse, il successo iraniano sarebbe il primo del genere. Ora, l’Iran ha apparentemente distrutto un satellite della CIA, rendendolo un cattivo cliente per Stati Uniti ed Israele, che potrebbero limitarsi solo ad attacchi chirurgici. In un paese grande come l’Iran, sarebbe quasi inutile. Se lo scoop di Yedihot Aharonot fosse vero, allora il teatro è cambiato e gli Stati Uniti non possono più attaccare l’Iran nel suo modo preferito. Se l’Iran può accecare i satelliti della CIA, può facilmente colpire i satelliti di comunicazione. L’esercito americano si basa su questi satelliti per le sue comunicazioni. Coordinare un attacco americano contro l’Iran, senza immagini e satelliti per le comunicazioni richiederebbe impiegare un esercito di una generazione fa.[2]

Ad aggiungere la precarietà del dominio USA negli spazio bisogna aggiungere che come si è visto diversi paesi potenzialmente ostili agli Stati Uniti stanno gareggiando anche loro alla corsa dello spazio.

Inoltre, sul piano politico, se lo spazio rappresenta, com’è innegabile, la proiezione di rapporti di forza terrestri in orbita, è evidente come la volontà di dominio assoluto statunitense non è compatibile con quello delle altre potenze spaziali come Cina e Russia, che interpretano la propria politica spaziale come mezzo per affermare la propria egemonia regionale, in un’otica di rifiuto della supremazia USA.

L’avvicinamento tra Mosca e Pechino nel campo dei progetti d’avanguardia in campo spaziale, anche se volti all’esplorazione della Luna e di Marte, evidentemente rappresenta un motivo di preoccupazione per gli USA , soprattutto perché detti Paesi negli ultimi anni, pur destinando ai rispettivi piani spaziali risorse nettamente inferiori rispetto a quelle investiti dagli Stati Uniti, hanno messo a segno successi di tutto rispetto in campo scientifico.

Gli Stati Uniti non hanno un inoltre accettato di buon grado l’avvio da parte europea di programmi spaziali mirati l’avvio da parte europea di programmi spaziali mirati ad acquisire una certa indipendenza sul piano strategico frenando, ad esempio, il decollo del sistema di navigazione satellitare Galileo e disapprovando poi l’apertura europea alla partecipazione cinese.

C’è da rimanere preoccupati a questo passo di ulteriore militarizzazione.

 

[1] http://www.pensierisfusi.com/2014-04-21-22-47-46/agi-esteri/item/24798-in-russia-e-tutto-pronto-

 

[2] http://www.ecplanet.com/node/2921

 

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~ di marcos61 su dicembre 11, 2014.

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