NO MUOS: LE GUERRE DEL XXI SECOLO CONTRO I PROLETARI E LE MASSE POPOLARI

 

   Il MUOS (Mobile User Objective Systeme) è un nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari progettato dal Dipartimento della Difesa degli USA. Rappresenta l’evoluzione dell’attuale sistema di comunicazione satellitare UFO (Uhf-Follow On) della marina militare USA. Il progetto prevede la costruzione di 4 stazioni radio sulla superficie terrestre e la messa in orbita di 5 satelliti intorno alla Terra. Le prime 3 stazioni radio si trovano negli Stati Uniti (Virginia e Isole Hawaii) e in Australia.

La quarta stazione dovrebbe essere costruita in Sicilia presso la base NRTF della marina militare statunitense all’interno di una riserva naturale (la Seghereta di Contrada Lumo), e a una distanza di soli 3 Km del centro abitato di Niscemi (Caltanissetta). Secondo i progetti degli USA, la stazione radio di Niscemi sarà costituita da due torri radio alte 150 m. e da 3 enormi antenne paraboliche dal diametro di 18 m. l’una con un raggio d’azione di 130 Km.

Dal 2015 il MUOS permetterà a tutti i soldati, i carri armati, le navi, le piattaforme, gli aerei, i droni, i veicoli militari Nato in movimento sulla terra, in mare o in aria di comunicare fra loro in qualsiasi momento, da e verso qualsiasi punto della superficie terrestre, trasmettendo voce, dati, files con una velocità 10 volte maggiore di quella attuale. Il MUOS collegherà tra loro i centri di commando e controllo delle forze armate statunitensi e Nato, i centri logistici statunitensi e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento e gli arsenali sparsi in tutto il pianeta.

Il via libera all’installazione del MOS in Sicilia fu dato dal governo Berlusconi e confermato da Monti. Non si tratta  solamente di “un atto di servilismo” verso gli USA. L’imperialismo italiano è interessato a contribuire all’ammodernamento dell’apparato bellico Nato per tutelare i propri scopi di saccheggio neocoloniale. La politica di rilancio dell’Italia non può prescindere da un adeguato supporto militare e questo, al momento, non può darsi che in un ambito di collaborazione “atlantico ed europeo”.

L’Italia è tutt’altro che “innocente” o “pacifica”. Durante la prima guerra del Golfo (1991) i Tornado effettuarono 226 sortite per complessive 589 ore di volo, effettuando missioni bombardamento.

In preda ad una crisi economica gravissima, che ha coinvolto tutto l’occidente imperialista che non riesce a risollevarsi, gli Stati Uniti vedono in messa in pericolo la “leadership globale” di cui parla Obama. Russia e Cina, tra l’altro, propongono di sostituire il dollaro, che tuttora è la principale moneta degli scambi internazionali. E lo fanno anche le altre maggiori potenze capitaliste, che, pur divise da crescenti contrasti d’interesse, si ricompaiano quando si tratta d difendere la loro supremazia.

Contro il MUOS è sorto un’opposizione tra gli abitanti della zona. Inizialmente quest’opposizione per i danni alla salute che le intense onde elettromagnetiche causano alla popolazione.

Il MUOS è parte del dispositivo imperialista che è puntato contro il sud del mondo e contro le masse popolari di tutto il mondo. C’è una guerra in atto nel mondo una guerra non dichiarata da parte della borghesia contro il proletariato. È una guerra che nel sud del mondo diventa calda mentre qui, nelle metropoli è fatta da tutti quegli atti che determinano il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato (allungamento dell’età pensionistica, precariato diffuso ecc.).

 

 

Un grande bisness

   La Lockheed Martin Space Systems è una società interamente controllata dalla Lockheed Martin, la principale holding USA del comparto “difesa” con sede centrale a Bethesda (Maryland), 120.000 dipendenti e un fatturato che nel 2012 ha superato i 47,2 miliardi di dollari. Oltre al MUOS, Lockheed Martin è anche la produttrice dei cacciabombardieri F-35 a doppia capacità convenzionale-nucleare che il governo italiano – con un accordo firmato da Silvio Berlusconi nel 2002 e reso operativo da Romano Prodi nel 2007- si è impegnato ad acquistare con una spesa che alla fine potrebbe sfiorare i 20 miliardi di euro. Grazie ad un multimilionario contratto sottoscritto con il Dipartimento della “difesa”, Lockheed Martin dal 2010 assicura la gestione delle operazioni aeroportuali delle basi d’US Navy di Sigonella e Napoli-Capodichino.

All’affare MUOS partecipa in qualità di sub-contractor altre importanti società di armamenti rigorosamente con sede negli USA: General Dynamics C4 Systems (Scottsdale), Arizona, chiamata ad installare le mega antenne satellitari e curare il collegamento tra i quattro segmenti terrestri; Boeing Defence and Security (El Segundo, California) per la messa in funzione e la verifica di compatibilità del sistema; Harris Corporation (Melbourg, Florida) per la fornitura dei riflettori; SATCOM Technologies  (sedi ed impianti in California e Texas) per la costruzione di alcune porzioni del segmento integrato terrestre. Al progetto concorrono inoltre con commesse minori le aziende InterDigital, Epsilon e Pinnacle Network System, mentre a partire del luglio 2006 anche l’altra potente corporation del complesso militare industriale USA, Northrop Grumman, è entrata nel MUOS team per progettare e produrre i delicati sistemi di navigazione inerziale dei satelliti. Con la sede centrale a Los Angeles (California), Northrop Grumman è la produttrice degli aerei senza pilota Global Hawk destinati in buona ad operare dalla stazione aeronavale di Sigonella con l’aeronautica e la marina militare statunitense e le forze NATO. Proprio nella base siciliana, Northrop Grumman ha eseguito le operazioni sperimentali, tecnico-logistiche e di manutenzione dei nuovi droni spia. Nell’aprile 2013, la controllata Northrop Grumman Technical Service di Herdon (Virginia) ha ottenuto il contratto per eseguire le operazioni logistiche a supporto dei veicoli da trasporto VIP C-20 Gulfstream d’US Air Force nelle basi di Sigonella, Remstein (Germania), Andrews (Maryland) e Kanehoe Bay (isole Hawaii).

 

Haarp-muos: c’è un collegamento?

 

Per l’economista canadese Michel Choussudovsky, il sistema installato in Alaska è una vera e propria arma di distruzione di massa: oltre a interferire sulle comunicazioni, le sue antenne possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, con correnti di elettricità da un milione di megawatt. Ritiene che sia possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici degli avversari. HAARP s’incrocia con le attività del Naval Radio Transmitter Facility (NRTF), che da più di vent’anni assicura le comunicazioni con navi e sottomarini nucleari, cui ora si affianca ora il MUOS. Per Antonio Mazzeo, le tre maxi-antenne in costruzione a Niscemi possono produrre un mix di onde elettromagnetiche capaci di penetrare la ionosfera con potenziali effetti per l’ambiente e la salute dell’uomo.[1]

Originalmente il progetto era stato previsto per Sigonella, il quartier generale dei droni USA, ma poi gli americani si sono accorti che le emissioni del MUOS avrebbero anche potuto far esplodere per errore di ordigni della grande base NATO siciliana.

Da anni la Sicilia è in allarme: all’iniziale benestare del governatore è seguito il “no” di Crocetta (no provvisorio come si è visto in seguito). Sul fronte giudiziario, percorso inverso: prima la richiesta di sequestro del sito da parte della Procura di Caltagirone, poi lo stop imposto dal tribunale di Catania, nonostante la devastazione ambientale inferta all’area protetta della Sughereta di Niscemi. Da lì la nascita del cantiere movimento popolare No-MUOS, che sul modello dei No-Tav valsusini ostacola la vira del cantiere cercando di bloccare la circolazione dei mezzi sfidando la repressione dei reparti antisomossa. Per il Politecnico di Torino, il MUOS è insostenibile: entro i 20 chilometri, l’esposizione alle radiazioni è pericolosa per la salute e può provocare il cancro, dicono i professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu. Inoltre, le onde elettromagnetiche minacciano la sicurezza del traffico aereo civile, interferendo pericolosamente con le strumentazioni di bordo. Nel mirino il nuovo aeroporto di Comiso, prossimo all’apertura, ma anche quelli vicini di Catania e Sigonella.[2]

Nonostante i rilievi del Politecnico di Torino e in aperta violazione delle norme d’attuazione del Piano territoriale paesistico della riserva naturale Sughereta, il 1° giugno 2011 la Regione Sicilia ha autorizzato l’avvio dei lavori del MUOS. I cantieri hanno generato sbancamenti di colline e sradicamenti della macchia mediterranea, sfregiando irrimediabilmente un’ampia area classificata come zona A vale a dire inedificabile.

 

 

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~ di marcos61 su gennaio 20, 2014.

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