IL SUPERSOLDATO SI CREA IN LABORATORIO

IL SUPERSOLDATO SI CREA IN LABORATORIO

Donald Rumsfeld ha fatto spendere all’erario USA bilioni di dollari nei laboratori federali e nelle università private nello sforzo di creare super-soldati,1° alimentati con farmaci ed energia cerebrale elettromagnetica, per combattere, senza posa, per giorni interi, fino alla fine. Il lavoro è diretto dalla famigerata agenzia DARPA (Defense Advanced Research Project Agency), la stessa squadra, che ha lavorato per costruire la rete Total information Awareness (la consapevolezza dell’informazione totale) che dovrebbe, permette al governo di monitorare le registrazioni elettroniche e le comunicazioni fra i cittadini.
I programmi DARPA, denominati “miglioramento dei combattenti”, coinvolgeranno donne e uomini ai quali saranno iniettati miscugli di sostanze ormonali, neurologiche e genetiche, saranno impiantati all’interno dei loro corpi microchip ed elettrodi per controllare gli organi interni e le funzioni cerebrali, e sui quali saranno provati farmaci che uccideranno le loro normali tendenze umane, come la necessità del sonno, la paura della morte e la riluttanza a uccidere altri esseri umani. La ricerca è “molto aggressiva e largamente aperta” afferma l’Ammiraglio Stephen Baker2° del Center for Defence Information. Il Comando Statunitense per le Operazioni Speciali immagina la creazione di “personale dal corpo e dalla volontà di ferro” che possa “resistere agli effetti della deprivazione del sonno sulla fisiologia e sulla mente”, mentre fa affidamento su “sostanze ergogeniche” per governare lo “stress ambientale e quello mentalmente indotto” dal campo di battaglia. Con i loro corpi elettrizzati e i loro cervelli annebbiati, i combattenti potranno andare senza tregua e senza rimorsi.
Il termine creazione non è per niente retorico: alcuni ricercatori hanno intenzione di alterare il codice genetico dei soldati, modificando pezzetti di DNA al fine di creare un nuovo tipo di specie umana, un tipo che funzioni come una macchina, capace di uccidere per giorni e notti fino alla fine.
Naturalmente il Pentagono non è stato ad aspettare che questa tecnologia facesse crescere le capacità fisiche dei suoi soldati; i vecchi additivi sono immessi da tempo ai suoi soldati. Per esempio, le anfetamine per i piloti sono usate da decenni; durante la guerra del Golfo del 1991 interi squadroni ne erano pieni. Non solo l’ingozzarsi di anfetamine non è ufficialmente proibito, ma viene incoraggiato, perfino viene implicitamente ordinato, tanto che le carriere dei piloti che rifiutano di usare i famaci possono essere ostacolate.
I risultati di questo spaccio si videro in Afghanistan, quando due piloti USA, pieni di roba, uccisero quattro Canadesi (degli alleati) in un bombardamento. I piloti, di fronte al procedimento penale affermarono che erano stati spinti ad assumere il farmaco prima del volo da parte degli ufficiali dell’Air Force.
In sostanza, grazie alla tecnologia, si prevede che i soldati dei paesi imperialisti saranno sempre di più meno umani.
Il Progetto Avatar del DARPA3° prevede per il prossimo futuro l’utilizzo in missione di un avatar robotico da parte di singolo soldato. Un rapporto della Royal Society4° sostiene che gli sviluppi della neuro scienza presto permetteranno ai soldati di controllare le armi direttamente con la forza del pensiero e di essere sottoposti ad analisi cerebrali durante il reclutamento. Infine, i soldati dovranno sottoporsi anche a corsi di stimolazione cerebrale per migliorare il loro apprendimento.
Da sempre gli eserciti e gli Stati hanno cercato di rendere i loro soldati sovraumani, o comunque più forti e resistenti della norma, per vincere le guerre.
Ai soldati nel corso dei secoli sono state somministrate diverse sostanze, dalla caffeina alle anfetamine, allo scopo di accentuare le loro qualità.
Il supersoldato potrebbe non essere una macchina assassina modello robot scarsamente consapevole dell’opera di distruzione di cui è portatore: secondo un rapporto della National Academies of Science (NSA) statunitense a formare squadroni d’assalto imbattibili si possono usare ossa e muscoli di comuni esseri umani, che però siano opportunamente potenziati da monitoraggi digitali, scariche elettriche rivitalizzanti e selezione genetica.5°
Lo studio promosso dal NAS si focalizza su quegli ambiti in cui l’impiego della scienza e della conoscenza del cervello, prevedono che entro 5 anni sarà possibile in tempo reale un buon funzionamento del cervello del soldato sul campo di battaglia, ed entro 10 si potranno prevedere i modelli comportamentali delle truppe riguardo agli stress ambientali (caldo o freddo eccessivi) o personali (sforzo fisico prolungato).
I supersoldati del futuro fatti di muscoli e ossa non dovrebbero avere niente da invidiare ai Terminator dei film, grazie prima di tutto all’impiego di screening genetici attraverso cui selezionare il personale adatto a compiti specifici siano essi cecchino, fanteria d’assalto o quant’altro. Analizzando la genetica e il mixing di sostanze chimiche presenti nel corpo di un soggetto si potrebbe concludere che, avendo un alto livello di serotonina6° nel cervello, il soldato tenderebbe a essere calmo in condizioni di stress candidosi naturalmente per il ruolo di cecchino.
Analizzare e tenere sotto il controllo, il comportamento del sistema nervoso in contingenze di forte stress ambientale potrebbe poi servire non solo a evitare fatti come omicidio da parte del sergente John Russel7° tornato da una missione di 15 mesi in Iraq, ma anche a programmare una sorta di “companion” digitale con il compito di rilasciare scariche elettriche capaci di tenere sempre all’erta il soggetto sul campo di battaglia.

ANCHE IN ITALIA

Anche l’Italia si sta preparando quelli che sono definiti i “Soldati del futuro” (questo è il nome del programma).8°
L’obiettivo del progetto è adeguare la capacità operativa del combattente appiedato dell’Esercito alla cosiddetta “minaccia terrorista”. Per far questo, sostengono i tecnici che lavorano al programma, bisogna accrescere le capacità del combattimento, di sopravvivenza, di comunicazione, di mobilità e autonomia del singolo soldato. Si tratta di fornire al singolo soldato quanto di meglio la tecnologia sia in grado di fornire. Il sistema prevede l’utilizzo di numerosi strumenti hi-tech.9° Elmetto dotato di binocolo per la visione notturna e diurna, occhiali balisti antilalser, micro auricolare e microfono labiale, sono alcuni esempi. In dotazione anche un microcomputer, apparati radio, un sistema GPS e il programma IFF per distinguere gli amici dai nemici nelle fasi più concitate della battaglia. Innovativa la tuta da combattimento: climatizzata, ignifuga, resistente agli aggressivi nbc e trattata in modo da rendere il soldato invisibile, di notte, ai binocoli all’infrarosso. L’arma individuale sarà dottata di telemetro laser, sistema IFF, apparato di puntamento diurno e notturno, un designatore elettronico e un laser. Originale l’idea orecchino salva-vita, un pletismografo che applicato all’orecchio comunica a una centralina, piazzata nelle retrovie, il flusso della pressione. Il progetto costa 18 milioni di euro, cui vanno, aggiunti i costi dell’equipaggiamento individuale che si aggirano ai 30 mila euro (senza tener conto delle dotazioni più sofisticate).

QUESTIONI ETICHE

La questione dei supersoldati non può non porre dei problemi etici: è giusto costringere i soldati a tecniche e tecnologiche così devianti, che senza dubbio violano le leggi sulla sperimentazione sugli esseri umani? Entro quali parametri etici può essere sottoposto un soldato sottoposto all’uso di tecnologie che possono avere conseguenze irreversibili sul suo corpo? E poi quando i supersoldati torneranno dal fronte potranno essere riassimilati alla vita normale? Se questi supersoldati possono resistere alla tortura, potrà essere applicata nei loro confronti la Convenzione di Ginevra?
C’è un altro punto, che riguarda le cosiddette BMI (Brain-Machine-Interfaces), ossia le tecnologie che permettono di collegare i cervelli dei soldati alle armi dell’esercito ma anche agli stessi droni, ossia gli aerei senza pilotti utilizzati molto spesso dagli Stati Uniti, soprattutto contro il movimento di resistenza popolare contro l’aggressione imperialista (che per questo viene in maniera sbrigativa definita islamica) in Afghanistan e Pakistan. Se un attacco guidato da un cervello umano ma effettivamente realizzato da una macchina a distanza, uccide dei civili innocenti (cosa che succede spesso e volentieri), chi ne sarà responsabile?
Ma credo che il problema più grosso stia nella visione classista (e di una classe in decadenza come la borghesia) si ha della scienza e della ricerca scientifica. In sostanza, quello che si fa verso gli esseri umani questa impostazione della ricerca scientifica è la stessa che compie verso la natura: quello del dominio, dominare la natura come un conquistatore domina un popolo straniero soggiogato. Ma l’essere umano appartiene alla natura poiché vive nel suo grembo, tutto il dominio sulla natura che si può concepire consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscere le sue leggi e impiegarle nel modo più appropriato: quello dell’emancipazione del proletariato che emancipandosi emancipa l’umanità intera.
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http://lists.peacelink.it/pace/msg03476.html

2° C.s.

http://www.wired.com/dangerroom/2012/02/darpa-sci-fi/

http://royalsociety.org/policy/projects/brain-waves/conflict-security/?f=1

http://punto-informatico.it/2629579/PI/News/supersoldato-si-crea-laboratorio.aspx

6° La serotonina (5-HT) è una triptamina neurotrasmettitore monoaminico sintetizzato nei neuroni serotoninergici nel sistema neuronico centrale, e nelle cellule enterocromaffini nell’principalmente coinvolta nella regolazione dell’umore. Possiede la formula chimica C10H12N2O, il peso mollecare 176,22, e il numero CAS 50-67-9.

7° Il sergente americano John M. Russell, aveva sparato a cinque suoi commilitoni, provocandone la morte. L’episodio è avvenuto in una clinica per i disordini mentali situata a Camp Liberty, a Baghdad. Si tratta del peggiore fatto di sangue avvenuto tra soldati Usa dall’inizio della guerra in Iraq, nel 2003: e anche della conferma delle ripercussioni che questo conflitto sta avendo sulla psiche dei soldati Usa. Il generale americano David Perkins si è limitato a dire che Russell è stato catturato a seguito della strage, e che il soldato – originario di Sherman, in Texas e di 44 anni – che fra tre settimane sarebbe tornato negli Stati Uniti, si trovava “probabilmente” nel suo terzo servizio in Iraq. Rimangono ancora molti gli interrogativi senza risposta riguardo al modo in cui è avvenuto il pluriomicidio. Un funzionario del Pentagono intervistato a Washington ha spiegato comunque che Russell era stato scortato nella clinica per essere visitato dai medici; una volta entrato, il soldato ha iniziato a litigare con lo staff, chiedendo di andare via. Prima del suo arrivo, l’uomo era stato già disarmato. Ma le misure di precauzione non sono state sufficienti, perché Russel, una volta uscito dalla clinica, è poi ritornato e, forse prendendo possesso di un’arma di un membro della scorta, ha aperto il fuoco contro cinque soldati americani, uccidendoli. Due delle vittime erano ufficiali che lavoravano per la 55th Medical Company, una divisione di riservisti proveniente da Indianapolis. Gli altri tre erano soldati ala ricerca di cure nella clinica. I nomi delle vittime non sono stati ancora resi noti. Russell dovrà ora rispondere in particolare di cinque capi di imputazione per omicidio e di uno di aggressione aggravata. Intanto, l’esercito Usa avrebbe lanciato un’indagine per capire se il corpo militare Usa dispone di strutture sufficienti volte a gestire i disagi psicologici che colpiscono i soldati. Alcuni studi suggeriscono a tal proposito che il 15% dei soldati che tornano dal servizio in Iraq accusano problemi emotivi. Quanto abbiamo visto in questa guerra, lo abbiamo visto anche con la Seconda Guerra Mondiale, la Guerra in Corea, in Vietnam e in altri conflitti, “Il punto è che non tutte le ferite sono fisiche”, ha commentato il maggiore Daniel P. Bolger, comandante della divisione multinazionale di Baghdad. Un commento è arrivato anche da Mike Mullen, capo degli Stati maggiori Riuniti. Il caso, ha sottolineato, “parla della necessità di raddoppiare gli sforzi per gestire lo stress”.

http://www.comiclab.it/print/23030

9° Per high tech si indica la tecnologia al momento più avanzata. Non esiste una classe di apparecchiature high tech, ma queste variano con il passare del tempo.

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~ di marcos61 su febbraio 14, 2013.

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