L’INDUSTRIA PSICHIATRICA

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Ai suoi inizi, il capitalismo s’impadronì essenzialmente dei compiti dell’attività economica legati alla produzione di
beni materiali e per molto tempo la produzione di beni materiali costituì il campo d’interesse dei capitalisti.
L’estrazione di plusvalore avveniva essenzialmente nei processi produttivi dei beni materiali.

Il capitalismo, dopo essersi impossessato della produzione di tutto ciò che costituisce il ricambio organico con la
natura, ha esteso le sue attività di produzione di merci vendibili in beni che escono dalla produzione materiale, come istruzione, divertimento e la salute.

La merce nel modo di produzione capitalistico, non deve essere solo un bene d’uso (vale a dire che sia usata)
ma soprattutto un bene di scambio (che deve essere venduta). Perciò si considera la salute come merce deve essere venduta.

Tenendo conto, delle connessioni che esistono tra psichiatria e industria farmaceutica, si può considerare
tranquillamente che la psichiatria funziona come un’industria che si autoalimenta e accresce costantemente i propri clienti e profitti.

Senza entrare nel merito della discussione sull’organicità della malattia mentale, mi limito a dire c’è gente che mente
approfittando dal fatto che la gran massa dei potenziali interlocutori non ha “l’autorità scientifica” per contestare le loro affermazioni.

I due sistemi principali adottati dalla psichiatria per aumentare e far fiorir il proprio mercato sono: la creazione di
nuove malattie e l’uso di falsi dati statistici sul numero dei bisognosi di cure psichiatriche.

La creazione di nuove malattie è da sempre l’arma principale. Le modalità di questa operazione sono diverse.

Anzitutto c’è una distinzione che deve esser fatta e che “stranamente” non è mai sottolineata: quella tra handicap
neurologico accertato e “malattia mentale”.

Ci sono persone che soffrono di malattie genetiche specifiche, danni cerebrali organici gravi, conseguenti ad asfissia
da arto, traumi ecc. questi sono in realtà la maggioranza di chi è etichettato come “malato mentale”.

Tutti costoro sono “portatori di Handicap” e non hanno certamente bisogno certamente di cure con psicofarmaci o di terapie
psichiatriche che li danneggiano solamente.

Buona parte degli internati nelle strutture psichiatriche in Italia è in realtà fatta da portatori di handicap.

Ma la psichiatria non si limita a includere persone che nulla c’entrano; cerca di includere ogni individuo potenziale come
paziente.

Quasi ogni giorno sono formulate nuove “diagnosi psichiatriche”.

La psichiatria si limita a pendere in esame quello che si potrebbe definire “aspetti di vita” (i problemi che si ha ogni
giorno, le mode e fenomeni sociali, le caratteristiche della personalità umana di fronte a certi eventi), li cataloga, decide che questi sono malattie, stabilisce quali sono i sintomi di queste nuove patologie e quali terapie vanno usate per “guarire” che n’è affetto.

Di particolare interesse è il primo meccanismo con cui sono create nuove malattie.

L’idea di partenza può anche nascere dalla base (da un singolo psichiatra o da gruppetto periferico), ma la decisione
finale è presa, di fatto, dal comitato scientifico dei compilatori del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali (DSM).

Il comitato, riunito, ascoltato il parere dei suoi membri vota.

Bisogna sapere che il DSM è il testo unico e ufficiale di diagnosi psichiatrica in tutto il mondo e che i membri dei vari
comitati scientifici che lo compilano sono quasi esclusivamente americani e membri dell’American Pychiatric Association.

Vediamo alcuni esempi della creazione di nuove “malattie.

Il SISDE, ha come consulente lo psichiatra Francesco Bruno, un personaggio diventato famoso al pubblico televisivo, non
c’è una trasmissione di un qualsiasi delitto che manchi (da Erika che uccise la madre a Cogne). Davanti alla testimonianza degli agenti del SISDE Malpica, Galati e Broccoleti che durante lo scandalo dei fondi neri del SISDE nel 1993 accusavano i loro superiori, egli ritenne che le loro testimonianze non siano attendibili. A suo parere i tre sarebbero, infatti, affetti da una nuova
malattia psichiatrica: la “sindrome del canarino”.

Affermava Bruno: “a differenza dei mafiosi gli agenti segreti che risentono traditi dallo stato, improvvisamente si sentono abbandonati e perdono ogni riferimento con la realtà questo complesso di onnipotenza, sindrome del canarino, porta i soggetti
in
questione a partire all’attacco il più alto possibile, ritenendo di avere delle carte che giustificano queste affermazioni[1]

Questa teoria è suffragata naturalmente da un “importante studio scientifico psichiatrico” americano.

Vediamo un altro esempio: un bambino scatenato o vivace si è sempre pensato che fosse sinonimo di salute e benessere.

La psichiatria, invece, ci dice che tutto ciò deve essere rivisto: questi sono bambini malati e la malattia (che hanno
scoperto) si chiama “sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività”, gli psichiatri fanno una tabella/test (sul loro Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali – DSM) in base alla quale chiunque può far la diagnosi, riempiendo le opportune caselle con le crocette. Le domande (riferite a bambini di due – cinque anni) sono: Muove spesso le mani o i piedi o si agita sul
sedile? – E ritratto facilmente da stimoli esterni? ecc.

Gli psichiatri attraverso il loro più autorevole testo (il DSM), ci dicono che la diagnosi deve essere fatta in
tenera età (entro i 7 anni al massimo), altrimenti i sintomi scompaiono. In questo modo nessuno può sfuggire a essere trattato, visto che, com’è noto, i bambini crescendo si tranquillizzano. Così riescono a rifilare terapie psicologiche alla famiglia e ai bambini, o arrivano addirittura, come negli USA a mettere in terapia psicofarmacologica decine di migliaia di pazienti in tenerissima età.

Negli USA i bambini sottoposti a questo tipo di terapia psicofarmacologica, se non subiscono danni dalla terapia stessa,
tendono a divenire con maggiore facilità dei tossicodipendenti una volta cresciuti.

Dunque, i bambini che seguono queste terapie, sono educati “a pillole”. Se si comportano bene, è la pillola che ha funzionato, se non lo fanno, la cura deve essere rivista.

La responsabilità dell’individuo non esiste più: egli impara a dipendere da sostanze che introduce per bocca o in vena. C’è
da stupirsi che da grande, grazie a queste “cure” si diventa facilmente un tossicodipendente?

Ogni aspetto della vita umana è catalogato dagli psichiatri come malattia.

Quando ci muore un congiunto, si ritiene normale soffrire. Secondo la psichiatria è una malattia mentale.

Il secondo meccanismo principale dell’industria psichiatrica è, la “moltiplicazione dei pazienti”.

Moltiplicando le malattie e trovando che ogni cosa che si fa è una malattia, si moltiplicano i pazienti; ma la psichiatria agisce anche sul numero di chi è colpito da ogni specifica malattia che ha essa stessa inventato.

Il caso più clamoroso è la depressione.

Qualche psichiatra l’ha addirittura definita come il “male del secolo”.

Se la depressione fosse una malattia, ciò significherebbe che chi né è affetto finisce per essere meno adatto alla vita.

In realtà, i depressi sono, di fatto, essere in gran parte artisti, pittori, scrittori, poeti, musicisti e creativi d’ogni genere.

Tra di loto si trovano persone come: Byron, Melville, Virginia Woolf, Tolstoj, Giacomo Leopardi.

Chi è depresso certamente soffre; altrettanto certamente possono attraversare periodi di estremo entusiasmo e giuria di vivere.

Tra i depressi ci sono anzitutto persone dall’estrema sensibilità, capaci di sentire e cogliere nella vita quegli aspetti belli o brutti che esistono, con profondità.

Strana malattia la depressione, le cui cause sono: le delusioni, il fallimento professionale, una perdita; malattia che
colpisce le donne dopo il parto, le donne all’arrivo della menopausa, i pensionati, i ragazzi durante la pubertà, i celibi, i divorziati o i vedovi.

Nel frattempo la diagnosi di depresso è affibbiata a decine di milioni di persone: quasi ogni artista o persona sensibile potrebbe esserne affetto.

Vi è anche una specie di campagna promozionale, ben orchestrata, che pubblicizza il prodotto.

Sono organizzate serate televisive nelle fasce di maggiore ascolto, su reti nazionali e su televisioni minori; durante la trasmissione qualche illustre psichiatra spiega alla gente che essere tristi, giù di morale, depressi appunto, è una malattia.

Se si perde, il posto di lavoro, il marito o la moglie ti ha lasciato, state male perché siete malati, c’è qualcosa sbagliato
nella chimica del vostro cervello, ma niente paura arriva lo psichiatra a rimetterlo a posto.

Bisogna riflettere: in un momento come l’attuale dove la crisi generale di sovrapproduzione assoluta di capitale causa
un continuo e costante peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle masse popolari dove i motivi di lottare certamente non mancano, la psichiatria ci viene a dire che prendendo certe pastiglie vedremo “meglio” il mondo che ci circonda e smetteremo di soffrire. Per questi motivi la psichiatria assume una funzione di controllo sociale a favore delle classi
dominanti.

 

 

 

 


[1] Nel 1993 scoppiò lo scandalo dei fondi neri del SISDE, che coinvolse anche
Scalfaro, perché era stato ministro degli interni. Un buon psichiatra serve
sente, a dar del pazzo quando si accusa un potente.

 

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~ di marcos61 su settembre 18, 2011.

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