CHE SERVE UNA STRUTTURA SEGRETA INTERNA ALLA RAI?

   Ci sono notizie che sono importanti e si rischia si capire l’importanza.

   Un esempio è la notizia pubblicata il 22 maggio 2007 su la Voce un giornale campano, dove compare un articolo a firma di Marco Marsili, che parla della presenza all’interno della RAI di un “organo esecutivo sicurezza” (Oes)[1] alle dirette dipendenze del Ministero delle Comunicazioni, con il compito di “vagliare” le notizie da diffondere. Farebbero parte di questa struttura segreta circa 50 giornalisti che avrebbero il potere di autorizzare il Nulla osta di sicurezza (Nos) sulla divulgazione di notizie sulle reti della Tv pubblica.

    Il nulla osta di NOS autorizza una persona fisica o giuridica alla trattazione d’informazioni classificate. L’Ufficio centrale per la segretezza (UCSe) del Dipartimento per le informazioni per la sicurezza (DIS) provvede al rilascio, ed eventualmente alla revoca, del NOS in conformità a un accertamento dell’affidabilità dell’interessato, in termini di fedeltà alle Istituzioni della Repubblica, alla Costituzione e ai suoi valori, e di rigoroso rispetto del segreto. L’UCSe conserva e aggiorna l’elenco di tutti i soggetti muniti di NOS. Il NOS può essere rilasciato ai dipendenti di amministrazioni o enti pubblici e alle imprese (e loro legali rappresentanti) che intendano operare in settori che comportano la trattazione d’informazioni classificate o che implicano il ricorso a speciali misure di sicurezza. Nel caso di NOS da rilasciare per i pubblici dipendenti, sarà l’amministrazione o l’ente pubblico dal quale gli stessi dipendono a spedire una richiesta finalizzata al rilascio dell’abilitazione di sicurezza, qualora ritenga che l’attività cui il dipendente dovrà essere preposto comporti la trattazione d’informazioni classificate. Le persone nei cui confronti sarà condotto l’accertamento devono esserne informate e possono rifiutarlo, rinunciando così all’abilitazione e all’esercizio delle funzioni correlate. Il consenso dell’abilitando deve essere manifestato espressamente.

   Il rilascio del NOS consente alla pubblica amministrazione, all’ente o all’organismo di poter impiegare la persona autorizzata in attività che comportano la trattazione d’informazioni classificate “segretissimo”, “segreto”, “riservatissimo”, e “riservato”.

   Il posesso del NOS non implica l’accesso automatico alle informazioni classificate, poiché tale qualifica all’effettiva “necessità di conoscere”.

   Davanti a questa “scoperta”  non furono reazioni, commenti ufficiali.

   Proviamo a domandarci,  cosa può servire una struttura segreta interna alla RAI, fatta da giornalisti?

   Partiamo dal fatto che l’informazione è un’arma, non è un fatto neutro. Dire o non riportare certe notizie è un fatto importante, soprattutto se siamo in un paese come l’Italia che è da tempo impegnato nelle aggressioni dei paesi oppressi, insieme agli altri paesi imperialisti. In sostanza siamo un paese in guerra.

   OPSEC è l’acronimo di “Operations Security” NATO AAP-6. Esso è un processo che ha lo scopo di dare a un’operazione l’appropriato livello di sicurezza, per negare la conoscenza al potenziale avversario circa le disposizioni, le capacità, gli intenti e le vulnerabilità delle forze amiche. L’OPSEC è uno dei cinque pilastri del Command & & Control Warfare (C2W), il quale è composto di personale, equipaggiamenti, procedure, organizzato in maniera da fornire al comando centrale gli strumenti per condurre e portare a termine la missione assegnata.

   Facciamo un esempio recente, della manipolazione delle informazioni. Le agenzie di stampa statunitensi, ed europee hanno continuato chiamare “guerra civile “ quello che stava accendendo in Libia anche quando l’intervento era una chiara aggressione imperialistica.

   Per cominciare a sostenere un intervento militare, gli Stati Uniti e i loro complici imperialisti hanno utilizzato i mass media di tutto il mondo, che sono sotto il loro controllo, per mistificare la realtà di quello che stava accadendo.  Gli imperialisti hanno potuto contare, per questo sporco lavoro, sulla collaborazione interessata (o spontanea) di giornalisti e intellettuali considerati “progressisti”, di “sinistra” in qualche caso “rivoluzionari”, che diventano così complici dell’intervento militare e della rete di menzogne inventate per giustificarlo.

   Non possiamo scordare quando gli Stati Uniti attacarono il Nicaragua sandinista, distruggendo villaggi, uccidendo, torturando, violentando donne, Reagan chiamava gli invasori “combattenti per la libertà”.

 

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~ di marcos61 su settembre 2, 2011.

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