IL TELETRASPORTO TRA REALTA’ E MISTERO

   Fino a poco tempo fa, il teletrasporto era presente essenzialmente tra gli scrittori e nei film di fantascienza, pensiamo ai personaggi di Star Trek: persone che entravano in una cabina che, facendo la scansione come in un fax, analizza l’esatta composizione atomica dei corpi e dei vestiti e bagagli e ne invia i dati a una stazione di arrivo, dove le persone erano ricostruite integralmente, vestiti e bagagli compresi. Per questi motivi, almeno ufficialmente non era preso sul serio da parte dei fisici perché sembrava violare il principio di indeterminazione di Heisenberg, un principio fondamentale della fisica dei quanti. Questo principio nega la possibilità di compiere una misurazione o scansione, che si può estrarre informazioni da un atomo o da un oggetto composto di atomi con una precisione richiesta per la ricostruzione.

Secondo Heinseberg, quanto più è preciso il processo di scansione, tanto più l’oggetto è perturbato; il risultato è che ad un certo punto l’oggetto originale viene distrutto senza che se ne possa estrarre sufficienti informazioni da consentire la realizzazione della copia.

   Tuttavia gli scienziati che hanno eseguito le prime esperienze di teletrasporto hanno trovato un metodo ingegnoso per aggirare il principio d’indeterminazione, usando un argomento paradossale introdotto in particolare da Einstein (ironia della sorte!) contro la fisica quantistica: il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (o EPR).

   L’effetto EPR prodotto dal paradosso sarebbe secondo Einstein terribile e inaccettabile, perché implicherebbe un’azione istantanea a distanza tra due oggetti, in pratica la produzione di un effetto a velocità superiore a quella della luce.

   Nel 1993 un gruppo internazionale di scienziati guidati dal fisico e informatico Charles Bennet ha escogitato un metodo per eseguire il teletrasporto che è stato eseguito nel 1997 da un gruppo guidato da Anton Zeilinger dell’Università di Innsbruck. Il metodo consiste nel trasferire lo stato della particella senza misurarlo direttamente, ma utilizzando una sorte di comunicazione telepatica che si stabilisce tra copie di particelle “gemelle”. Di che si tratta? Di particelle che hanno proprietà fisiche “correlate”. Nel caso dei fotoni, per esempio, una proprietà importante è la polarizzazione, una grandezza fisica che indica la direzione del campo elettrico che forma i fotoni. Se due fotoni sono correlati tra loro, quando una polarizzazione, per esempio, verticale, l’altro ha una polarizzazione necessariamente orizzontale. Bisogna anche precisare che, a causa delle leggi della meccanica quantistica, la polarizzazione di un fotone possa, in generale, essere in una “sovrapposizione” delle due possibilità, un po’ come una monetina che gira mostrando entrambe le facce: è il processo di misura che lo costringe a essere polarizzato in un modo o nell’altro, così come fermando una moneta si può stabilire se il risultato e testa o croce. Due fotoni correlati sono proprio come due monetine telepatiche che girano in senso opposto: es. quando Alice ferma la sua moneta, anche la moneta di Bob si ferma all’istante e mostra la faccia opposta.

   Questo fenomeno è stato battezzato entanglement, che vuol dire aggrovigliamento.  

    Negli esperimenti del gruppo di Zeilinger, Alice e Bob ricevono due fotoni correlati, A e B (la materia ausiliaria). Poi viene dato ad Alice un altro fotone, X, da teletrasportare a Bob. Per farlo Alice deve riuscire a “gemellare” anche A e X, perché modo la polarizzazione di X diviene automaticamente uguale a quella di B. Per ottenere questo risultato è necessario sovrapporre i due fotoni (sempre A e X) e sperare che essi si gemellino. Per saperlo Alice deve compiere una misura che distrugge entrambi i fotoni e che ha solo una probabilità su quattro di riuscire. Se l’esperimento riesce, il fotone di Bob diventa uguale al fotone X di partenza. Bob può saperlo solo quando Alice gli comunica l’esito delle sue misure.

 

 

GLI STUDI DEL DOTTOR ERIC DAVIS

 

 

   Nel 2003 l’Air Research Laboratory finanziò uno studio atto a dimostrare su basi rigorosamente scientifiche che lo spettro delle tecniche riguardanti il teletrasporto è molto ampio. Tutto questo sforzo è a carico del dottor Eric Davis, direttore della società Warp Drive Metrics (WDM).

   Nel 2004 Davis pubblica un lavoro tecnico di quasi 90 pagine, dove si scopre che oltre che oltre al teletrasporto quantistico, almeno a livello teorico ce ne sono altri sistemi di teletrasporto che, potrebbero permettere il teletrasporto completo di una persona senza alcuna necessità di distruggere la copia originale.

   Uno dei metodi più importanti è quello relativistico, ovvero quello basato sulla possibilità di manipolare la struttura dello spaziotempo per accorciare le distanze e permettere viaggi impossibili a una “velocità apparente” ben superiore alla velocità della luce.

   Ora mentre il teletrasporto quantistico è realizzato nei laboratori, ma riguarda per ora solo particelle non più grandi di un agglomerato di atomi ionizzanti, il teletrasporto relativistico è conosciuto per ora solo a livello teorico. Esiste un’altra forma di teletrasporto: il teletrasporto psichico. Su questo si è concentrato il lavoro di ricerca documentale da parte di Eric Davis.

   Nella letteratura religiosa, occulta ed esoterica per teletrasporto s’intende il movimento istantaneo di un oggetto o di una persona da un posto all’altro, utilizzando mezzi miracolosi, sopranaturali o psichici. Questo tipo di teletrasporto è quello che si conosceva o si credeva di conoscere ben prima degli esprimenti quantistici effettuati oggi nei laboratori.

   Dalla documentazione di Eric Davis, risulta che in diversi laboratori sparsi per il mondo, sono stati compiuti esperimenti mirati a studiare le potenzialità psichiche umane.

 

 

GLI ESPERIMENTI

 

 

   Negli Stati Uniti questi esperimenti (in base alle notizie che si riescono a recuperare su questi argomenti) partirono nei primi anni  ’70 con uno studio finanziato dal Dipartimento della Difesa, dalla CIA, dalla DIA e dalla NSA, e che vide coinvolti fisici teorici come Hal Puthoff e Russel Targ, medici come Andrija Puharich, sperimentatori di parapsicologia come Dean Radin, e persone dotate di particolari talenti psichici come i famosi Uri Geller, Ingo Swann e Pat Price. Questi esperimenti erano fortemente voluti dal governo americano perché l’utilizzo di particolari talenti psichici, oppure di persone normali opportunamente addestrate, poteva consentire alle forze armate U.S.A. di possedere “un occhio aggiuntivo” che permettessero ad esempio di identificare le postazioni missilistiche nell’U.R.S.S., oppure di intercettare messaggi di importanza strategica.

   All’interno del progetto di ricerca statunitense, oltre alle remote viewing (visione a distanza) fu esplorato il cosiddetto teletrasporto psichico. Questo tipo di teletrasporto, è una forma di “psicocinesi”, simile alla telecinesi, che è generalmente usata per causare il movimento di oggetti fisici passando anche altri oggetti fisici e su grandi distanze. Dunque si tratta di una vera e propria influenza della mente sulla materia senza utilizzare alcun mezzo tecnologico o energetico.

   Anche nell’U.R.S.S., da diverso tempo si esplorava il campo dei cosiddetti fenomeni paranormali. Lo spionaggio americano era preoccupato di queste ricerche, perché riteneva che scopo degli esperimenti sovietici fosse il controllo mentale ai fini di guerra psicologica. Nell’U.R.S.S. si usava il termine generale psicotronica per categorizzare tutti quei fenomeni psichici che potessero essere studiati con la metodologia scientifica di tipo sperimentale.[1] La  psicotronica si divide in due discipline abbastanza distinte tra loro: la bioenergetica e la bioinformazione. La prima tratta dei fenomeni associati alla produzione di effetti obbiettivamente registrabili come la psicocinesi, la telecinesi, la levitazione e, più in generale, effetti in grado di alterare la materia utilizzando i poteri della mente. La seconda riguarda quella serie di poteri psichici che permettono di ottenere informazioni attraverso canali differenti da quelli sensoriali normali, come ad esempio la telepatia, la precognizione e la chiaroveggenza, ma senza alterare la materia. I fenomeni di teletrasporto psichico sono studiati nell’ambito delle ricerche riguardanti la bioenergetica.

   La Russia ha una lunga tradizione per quanto riguarda la ricerca sui fenomeni parapsicologici, Medeleev, Bechterev, e su questa tradizione si inserito il fisiologo Leonid Vasiljev. Vasiljev iniziò i suoi esperimenti parapsicologici negli anni ’20 e ’30 e si dedicato quasi esclusivamente ai fenomeni telepatici. Vasiljev riteneva che le facoltà paranormali (in particolare telepatia) rappresentano un residuo di una funzione arcaica connaturata alle prime fasi evolutive dell’uomo.[2]

 

 

IN CINA

 

 

   La nazione dove forse questo tipo di esperimenti fu condotto con maggiore intensità,  è senz’altro la Cina. Ne parla Eric Davis nel suo rapporto. Questi esperimenti furono compiuti in maniera sistematica a cominciare dai primi anni ’80. Nel corso di questi esperimenti si utilizzavano soprattutto bambini e giovani particolarmente dotati i quali erano in grado di causare l’apparente teletrasporto di piccoli oggetti (come orologi meccanici) piccoli insetti, carta fotosensibile e perfino radio micro-trasmetittori) da un luogo all’altro senza che questi oggetti fossero toccati. Una seconda fase, ancora più intensa, di questi esperimenti fu eseguita dai cinesi nei primi anni ’90, quando furono elaborati protocolli ancora più rigorosi che resero gi esperimenti più controllabili, scientificamente registrabili e ripetibili. Molti di questi esperimenti furono filmati e fotografati utilizzando tecniche fotografiche ad altissima velocità (sostanzialmente simili a quelle utilizzate a quelle utilizzate per ottenere un fotogramma di un proiettile appena sparato da un fucile).

   Le tecniche fotografiche erano talmente accurate e precise che permisero di osservare a volte la sparizione pressoché istantanea di oggetti in contenitore, i quali riapparivano in un altro. In altri casi furono registrati oggetti di test che letteralmente si fondevano con le pareti del contenitore mentre scomparivano allo sguardo per riapparire da un’altra parte. Il teletrasporto di questi oggetti avveniva in certi casi in maniera quasi istantanea, mentre in altri la sparizione degli oggetti di test avveniva gradualmente impiegando diversi minuti per completarsi. In tutti i casi sperimentali, i campioni di test venivano teletrasportati, una volta riapparsi non mostravano Alterazioni di alcun tipo o cambiamento rispetto alle caratteristiche che avevano prima dell’esperimento. Perfino gli insetti – unica forma biologica usata per gli esperimenti – non mostravano alcuna alterazione a livello biologico.

   I risultati degli esperimenti mostrarono che erano stati condotti da diversi gruppi di ricerca che si confrontavano continuamente tra loro. Gli esperimenti erano dunque ripetibili a volontà e questo è uno dei prerequisiti più importanti del metodo scientifico. Tutte le cause dovute a frode erano state eliminate, mentre testimoni, esterni in gran quantità monitoravano la correttezza delle procedure sperimentali. Come si è detto, il tempo impiegato per il teletrasporto variava dai secondi ai minuti, poteva in altre parole essere quasi istantaneo oppure graduale e questo avveniva alla presenza di tutti i talenti psichici che erano utilizzati. Quindi sembrava davvero trattarsi di un fenomeno che si verifica seguendo delle leggi fisiche completamente indipendenti dalla soggettività.

   Erano fenomeni del tutto oggettivi e come tali potevano erano passibili di indagine scientifica rigorosa. Di particolare interesse furono gli esperimenti dove l’oggetto dal teletrasportare era un trasmettitore radio, perché permettevano di utilizzare tale strumento anche come sonda elettromagnetica che consentisse di registrare qualunque variazione nel segnale prodotto nel corso dell’esperimento.

   Infatti, questo strumento trasmetteva un segnale radio più di uno strumento radio, usato come ricevitore, in maniera tale che il campione da teletrasportare era costantemente monitorato in maniera ridondante. In particolare gli sperimentatori scoprirono che il segnale monitorato andava soggetto a sensibili fluttuazioni sia in ampiezza che in frequenza (le quali prima e dopo l’esperimento erano molto stabili; ovviamente il trasmettitore era stato ben calibrato), e alla totale sparizione dello stesso nel momento cruciale del teletrasporto. Si scoprì, infatti, che c’era una netta correlazione tra i cambiamenti cui andava soggetto il segnale e la fase del teletrasporto, al punto tale che il campione teletrasportato sembrava all’improvviso “inesistente” o perlomeno in uno stato fisico alterato.

 

SPIONAGGIO PSICHICO

 

   Come si diceva prima, c’è sempre stato un interesse da parte dei vari servizi segreti e governi sui fenomeni definiti “paranormali”.

  Un esempio: nel 1991 uscì la notizia che la Psi Tech, una società americana con sede nel Maryland, aveva spiato per le Nazioni Unite gli arsenali di Saddam Hussein servendosi di… un team di veggenti.

   Nel novembre del 1995 dagli archivi della CIA, fuoriusciva la notizia che per oltre vent’anni, per la spesa di 32 miliardi di lire, i servizi segreti americani si sono serviti di medium e sensitivi per le loro attività clandestine. Nel 1994 il Congresso degli Stati Uniti aveva posto il veto a questi esprimenti, giudicati inutili e costosi, ma i servizi della Difesa avevano protestato sospendendo che “le facoltà extrasensoriali esistono e vanno sfruttate”. I sei veggenti, in particolare, avrebbero individuato, dove erano ubicati i sommergibili sovietici e usati per rintracciare Gheddafi nel 1986 e a quanto sembra per liberare il generale Dozier in Italia quando fu rapito dalle Brigate Rosse.

   Anche i russi si danno da fare, nel 1940 girava a Mosca, Wolf Messine, un ebreo polacco ricercato da nazisti non solo per le sue origini ma per la profezia della fine di Hitler, qualora attacchi l’U.R.S.S., a quanto pare, nel 1953, la scoperta di soggetti dotati di facoltà telecinetiche fece balenare c/o le Forze Armate sovietiche, l’idea di un loro utilizzo scopo pratico, come l’intercettazione telepatica di piani strategici, disturbare le strumentazioni tattiche (aerei, radio..).

   Nel 1965 Karl Nikolaev e Yurij Kamnskij due telepati, eseguirono difficili esperimenti di comunicazione mentale anche a centinaia di chilometri di distanza, con risultati talmente sbalorditivi da spingere il Cremino a istituire differenti istituti di ricerca sui fenomeni ESP non solo a Mosca, ma anche a Novosibirsk, Odessa,

Zhaporozhje e Alma Ata. E questi studi si sarebbero spinti così in avanti al punto, che  nel dicembre 1992, la stampa riporta la notizia (quanto seria non si sa) che i russi possedessero una macchina psicotronica in gradi di amplificare a comando i desideri, permettendo a sensitivi di uccidere a distanza.

   Dell’esistenza di simili armi è convinto il colonnello dell’esercito americano Thomas E. Bearden, un ingegnere nucleare il cui nome è legato a diversi esperimenti top secret per il Pentagono.

   Bearden cita un attacco all’ambasciata americana a Mosca a partire dal 1959, per mezzo di radiazioni. “I sovietici erano interessati a scoprire se avessimo dei soggetti psicotronica. In questo modo hanno irradiato l’ambasciata con radiazioni psichiche ad alto livello, causando vari disturbi ai diplomatici: aritmia cardiaca, infezioni del sangue, cancro. Questi esperimenti continuano tuttora”, ha scritto Bearden 1988. Bearden parla di fatti accertati, durante la ricerca di microfoni spia all’interno dell’ambasciata americana a Mosca nel 1962 fu scoperto, un raggio di onde microelettriche diretto proprio contro la sede della stessa ambasciata. Secondo il Los Angeles Times del 7 febbraio 1976, l’ambasciatore a Mosca, W. Stoessel ebbe una malattia misteriosa simile ad una leucemia, che gli provocava il sanguinamento degli occhi e tutta una serie di disturbi cronici.

   La CIA sviluppò allora il progetto segreto Pandora, volto allo studio delle ragioni e degli effetti sull’uomo di questi attacchi elettronici da parte dei sovietici. Si scoprì che l’esposizione a questo genere di attacchi generava mal di testa, affaticamento, nausea, irritabilità, angoscia, depressione e inibizione delle capacità intellettuali.

   La presenza di onde anomale elettromagnetiche è stata registrata in diverse zone abitate negli Stati Uniti. Alcuni giornali americani del 26 febbraio 1978 scrivevano: “In numerosi quartieri della città di Eugene nello Stato dell’Oregon, ad una altezza di metri alla verticale, è stato avvertito un segnale radio molto potente. L’origine è sconosciuta”.  La guerra psichica era foraggiata dal KGB, sapendo che negli U.S.A. la CIA stava facendo la stessa cosa. Molti esperimenti di  guerra psichica sarebbero stati effettuati in una sezione riservatissima adiacente alla ben nota centrale di Chernobyl. Di tutto questo n’è sicuro lo studioso Michal Kaszowski che, nella rivista Nie z tej ziemi, ha dichiarato: “Molte ricerche insolite sono state portate avanti in Russia. Un test di conquista della materia attraverso lo psi fu sperimentato parecchi anni fa. Lo ha svelato una mia collega di cui debbo tacere il nome. Si tratta di una pubblicista che lavora per il giornale Kijevskie Novostì, e che ha scoperto che a Chernobyl, nella celebre e famigerata nucleare esplosa nell’86, le installazioni erano rimaste contaminate da parecchi pericolosissimi isotopi di plutonio chiamati americio 241 e 242. Questi isotopi ufficialmente non esistono, e la scienza ufficiale ne prevede la messa a punto ed il controllo solo fra 50 anni. La giornalista ottenne altresì materiale su certi laboratori segreti, conosciuti come Chernobyl 2, dove si conducevano varie ricerche sull’influenza del cervello e della mente umana con tecniche super e subsoniche, o con campi magnetici.

   Queste tecniche di controllo mentale, con supporto di strumenti e generatori atomici, venivano condotti non da militari o da agenti del KGB ma da un gruppo di satanisti, noti Bialelego Bractwa o setta dei Fratelli Bianchi…Questi esperimenti psicotronica sarebbero attualmente ancora in corso”.

   Trattandosi di esperimenti segreti, non esistono prove certe a sostegno di queste tesi. Ma se la veridicità di queste storie è molto contestata, esperimenti di condizionamento mentale per programmare ad uccidere sotto ipnosi sono stati condotti a partire degli anni ’50 negli USA e nell’URSS.[3]

 

 

 

CONCLUSIONI PROVVISORIE

 

 

   Lo studio del teletrasporto psichico, che come si diceva prima può essere condotto con metodi sperimentali, unitamente con gli sperimenti fatti con il teletrasporto quantistico e a una migliore comprensione del teletrasporto relativistico, potrebbe fornire le basi di una fisica completamente unificata dove la coscienza, la teoria dei quanti e la teoria della relatività possono diventare a far parte di un complesso interagente in grado di fornirci quella che potrebbe essere la Teoria del tutto, alla quale fisici stanno tentando di creare.

   L’esistenza dei fenomeni psichici o anche certi aspetti del fenomeno UFO che non possono essere riconducibili a visite extraterrestri, devono essere un invito a coprire i buchi della nostra scienza ancora troppo incompleta e a descrivere l’Universo. Questi che sono definiti fenomeni anomali dentro i paradigmi scientifici correnti, sono un’anticamera di future rivoluzioni sul piano conoscitivo.

   Dall’altra l’utilizzo di questi fenomeni e ricerche scientifiche da parte di governi e servizi segreti, deve essere visto come un campanello di allarme.

   Per questi motivi prima di sviluppare qualsiasi ricerca, bisogna porsi e porre il quesito: per chi si ricerca? Per le masse popolari, per la loro completa emancipazione o per le classi dominati che utilizzeranno i frutti di queste ricerche ai fini del profitto e del domino sulle masse popolari?


[1] La denominazione di psicotronica fu ufficialmente presa nel Congresso di Parapsicologia che si tenne a Mosca nel 1968.

 

[2] Le facoltà che un essere umano non usa diventano regressive.

 

[3] Questi esperimenti per creare dei candidati manciuriani, furono fatti con MK Ultra negli USA e anche nell’U.R.S.S.

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~ di marcos61 su agosto 31, 2011.

3 Risposte to “IL TELETRASPORTO TRA REALTA’ E MISTERO”

  1. Sono entrata adesso nel concetto, sono fortemente motivata a saperne di piu’ prego di tenermi aggiornata.
    Sto’ studiando la fisica quantistica e ci sono collegamenti che posso unire tra loro.

  2. Il punto principale secondo me, e’ che se tutti noi che viviamo sulla terra riconosciamo in noi il nostro potenziale, la nostra forz, non ci potra’ mai piu’ essere nessuno che comanda nessuno, entrando in una ligica di caos oppure divntare tanto intelligeti da riuscire per davvero a pensare ognuno a se stesso.
    Fare cambiamenti o trasportarsi in un’altro empo, diverso da quello attuale, puo’ modificare gli efetti della nostra storia………….
    A dire il vero con tutte e informazioni che gia’ ci avevano fatto pervenire i nostri antenati, dovevamo gia’ essere in grado di fare il tanto.
    Vivere oggi significa ricercare nell’ignoto tutto quello che ci e’ sfuggito.
    Questo e quanto penso io.
    Mi scuso per la mia ortografia ed eventuali errori grammaticali, ho studiato solo fino alla terza Media scuola dell’obbligo. Io sono dell’anno 1972.

  3. la vita mi e’ contraria

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