L’ITALIA E’ UN PAESE DI DEPRESSI?

Gli italiani sono sempre più aggressivi, depressi e narcisisti. Un’indagine Censis denuncia un balzo in avanti di minacce e ingiurie negli ultimi 5 anni del 35,3%. Stesso trend di crescita per lesioni, percorse e reati sessuali (+ 26,5%). Contemporaneamente si registra un boom di antidepressivi (consumi raddoppiati in 10 anni), un picco di interventi di chirurgia estetica (450 mila nel 2010) e un aumento di alcol e cocaina. Una distruttività delle pulsioni che il presidente del Censis Giuseppe De Rita, spiega con l’individualismo che sconfina nella giustizia fai-da-te, insieme al declino di regole e ideali comuni. “Berlusconi non è l’autore di questo ciclo – conclude – ma un navigatore sull’onda. Il ciclo resterà anche dopo la fine del berlusconismo”.

Quello che descrive il rapporto del Censis è un segno evidente della decadenza del Modo di Produzione Capitalistico che procede verso la sua decomposizione.

Solo il proletariato porta in sé una prospettiva per l’umanità e, in questo senso, è al suo interno che esiste la maggiore capacità a resistere a questa decomposizione. Tuttavia neanche lui è risparmiato, in particolare perché la piccola borghesia a contatto della quale esso vive ne è il principale veicolo. I diversi elementi che costituiscono la forza del proletariato si scontrano direttamente con i diversi aspetti di questa decomposizione ideologica:

1° L’azione collettiva, la solidarietà, contro l’atomizzazione, il “ciascuno per sé”, “l’arrangiarsi individuale”.

2° Il bisogno di organizzazione contro la decomposizione sociale, la distruzione dei rapporti su cui poggia la sociale.

3° La fiducia nell’avvenire e nelle sue forze continuamente minate dalla disperazione, dal nichilismo, dalla “mancanza di futuro”.

4° La coscienza, la lucidità, la coerenza e l’unità del pensiero, l’inclinazione per la teoria hanno difficoltà ad affermarsi di fronte alla fuga nelle chimere, alla droga, alle sette, al misticismo, al rigetto della riflessione e la distruzione del pensiero che caratterizza la nostra epoca. Perciò è importante avere coscienza della posta in gioco nella situazione attuale, in particolare i pericoli mortali che decomposizione fa  correre all’umanità. Perciò il proletariato deve essere determinato a continuare, sviluppare e unificare la propria lotta di classe.

 

Annunci

~ di marcos61 su giugno 7, 2011.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: