SPAZIO AFFOLATO SOPRA LA TERRA

La fantasia supera spesso la realtà, soldati-cloni, guerre spaziali e truppe cibernetiche non sono più solo quelli che si vede film Guerre spaziali di Lucas.
E’ in orbita da più di un mese, e transita regolarmente ogni 90 minuti sopra, Iran, Afghanistan e Pakistan, un Pakistan amerikano senza piloti che il Pentagono ha tenuto rigorosamente segreto. 1 Si chiama X-37B, è guidato da un centro dell’Air Force in Colorado ed è dotato di sensori molto potenti e sensibili di un satellite normale. A scoprirne l’esistenza sono stati gruppi di osservatori spaziali che hanno cominciato a monitorare quella specie di stella luminosa capace di ruotare intorno alla terra ogni 90 minuti percorrendo l’orbita che passa, appunto, alta sopra (guarda caso) l’Iraq, l’Iran, l’Afghanistan e il Pakistan. Interpellato dal New York Times, il Pentagono si è limitato a confermare l’esistenza di X-37B ma ha ufficialmente escluso che il minishuttle possa essere considerato in alcun modo una sorta di nuovo armamento spaziale.
La funzione di X-37B dovrebbe essere quella di un qualsiasi satellite, solo molto più potente e dunque in grado di fornire informazioni utili a chi è impegnato sul terreno.
Questo minishuttle rientra in un programma che il Pentagono definisce “sviluppo di sistemi di armamento e selezionati supporti da combattimento per il Combattimento della Difesa”.
Dunque il Pentagono si prepara alle guerre future. Intanto ha formalmente nominato il suo primo cyber-generale della sua storia: il generale a quattro stelle Keith Alexander è stano nominato responsabile del Cyber Command, il comando che ha lo specifico compito di combattere sulle reti informatiche. La nomina di Alexander segue l’assegnazione da parte Dipartimento della “Difesa”. 2 amerikano di 30.000 uomini aggiuntivi ai cosiddetti “fronti della guerra informatica”. In totale sotto il Cyber Command operano circa 90.000 uomini. Questa divisione cibernetica cominciata sotto Bush si è rafforzata sotto Obama.

ALLA CONQUISTA DELL’EGEMONIA NEL CYBERZPAZIO.

Nel numero del marzo 2005 dell’US Defence Strategy Review si afferma che lo spazio Internet dovrebbe avere la stessa priorità delle giurisdizioni continentali, marine, e dello spazio, in modo che gli Stati Uniti mantenessero il loro vantaggio. Una dichiarazione da Washington del 30 giugno 2005, del governo Usa chiarisce che gli Stati Uniti avrebbero mantenuto il controllo su DSN per sempre, precisando che il trasferimento di gestione alle Nazioni Unite o l’uso di modelli di cooperazione internazionale avrebbe ostacolato il libero flusso d’informazioni e portato a facili manipolazioni di Internet e quindi reso più difficile la sorveglianza globale. 3
Nel tentativo di contrastare il Vertice Mondiale sulla Società dell’Informazione tenutosi a Tunisi nel novembre del 2005, l’allora Segretario di Stato USA Condoleezza Rice aveva scritto al Ministro degli Esteri Britannico, all’epoca Presidente dell’Unione Europea, che il suo governo sosteneva l’amministrazione e il coordinamento da parte dell’ICANN (una presunta ONG legata al Dipartimento del Commercio Statunitense). Secondo Rice, la gestione da parte delle imprese private avrebbe garantito la sicurezza e la stabilità di Internet, mentre la scelta di un meccanismo intergovernativo sarebbe stata un ostacolo affinché il controllo statunitense fosse garantito.
Il controllo di Internet ha un ruolo strategico per gli Stati Uniti. Usando Internet, gli Stati Uniti possono intercettare informazioni attraverso la rete, esportare le idee statunitensi, sostenere le cosiddette “rivoluzioni colorate”, interferire negli affari interni degli altri paesi e compiere attacchi contro le reti di comunicazione e di direzione dei loro nemici.
Nel progetto RMA (Revolution of Military Information – Rivoluzione negli affari militari) lo scopo della difesa cibernetica ha due obiettivi:
1) paralizzare il ciclo decisionale dell’avversario;
2) sottomettere l’avversario senza combattere mediante operazioni letali e “non letali” che possono comprendere il blocco di:
a) sistemi informatici;
b) reti informatiche;
c) borsa;
d) sistemi bancari;
e) telecomunicazioni;
f) trasporti di superficie e aereo;
g) produzione e distribuzione di energia.
Lo scopo è quello del dominio dell’informazione, e questo lo si può realizzare mediante il dominio dello spazio.

CRESCENTE COMPETIZIONE NELLO SPAZIO

Non ci sono soli Stati Uniti a essere dentro questa competizione per il dominio dello spazio: ci sono potenze emergenti come la Cina e paesi come l’india (che hanno problemi drammatici con 450 milioni di suoi cittadini che vivono alla sotto della soglia di povertà).
Nell’ottobre del 2008 l’India ha lanciato Chandrayaan-1 la sua prima sonda in orbita lunare. Nel settembre del 2007 il Giappone spedì Kaguya e nell’ottobre dello stesso anno pechino inviava Chang’-1.
Questa corsa verso la Luna è in atto da qualche tempo. Nel gennaio 2004 Bush rilancia la Nasa verso le sabbie seleniche dopo gli sbarchi di quaranta anni prima. E se Bush ha chiesto la costruzione di una colonia sulla Luna, la stessa aspirazione è coltivata da Pechino, da Tokio e da New Delhi. Bisogna sapere che l’India è il paese asiatico con il maggior numero si satelliti ambientali in orbita (7) e con la maggiore quantità di satelliti per te comunicazioni (11). Non solo l’agricoltura, la meteorologia, la rete sanitaria, l’educazione fa ricorso ai mezzi spaziali, ma anche l’esercito (pensiamo solamente alle operazioni militari che l’esercito indiano sta conducendo contro le zone liberate dalla guerra popolare in atto nel paese).
Chandrayaan-1 appena giunto in destinazione ha lanciato una minisonda appuntita che si è conficcata sul suolo lunare per studiarlo, mentre dall’orbita ha censito i minerali distribuiti nelle varie regioni. “Fra qualche decennio – aggiunge Madhavan Nair direttore del progetto – quando le colonie sulla Luna saranno realtà, l’India sarà partecipe dell’avventura”. 4
La Luna interessa davvero tanto, tanto che nell’ottobre del 2009 la Nasa ha lanciato un missile nel polo sud della Luna. Ufficialmente le motivazioni di tale operazione sono la “ricerca di tracce di acqua”! 5 In questo scenario da guerre stellari, uno dei motivi di quest’affanno verso la Luna sono probabilmente le risorse naturali che ci sono nel nostro satellite. Soprattutto l’Elio-3 di cui si ha bisogno per far funzionare i futuri reattori a fusione nucleare che tutto il mondo sta studiando per produrre energia.
Quello che c’è da preoccuparsi è che dentro accaparrarsi delle possibili risorse contenute nella luna e negli altri pianeti, ci sia una militarizzazione crescente dello spazio.

1 http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?id=103244
2 Metto tra virgolette la parola “difesa”, perché messa in un organismo governativo del maggior paese imperialista esistente, diventa una barzelletta.
3 http://sitoaurora.narod.ru/Impero/impero170.htm
4 http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_21/focus_caprara_luna_cina_…
5 http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_ottobre_21/focus_caprara_luna_cina_…

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~ di marcos61 su giugno 9, 2010.

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