ARRIVANO LE MERDE D’ITALIA INCAPUCCIATE

Al peggio non c’è mai fine. Devo confessare che all’inizio stentavo a crederci, ma la costituzione della sezione italiana del Kux Klux Klan non può non destare preoccupazione. Cavarsela con la definizione di “pagliacciate” o chiedere la chiusura dei siti, è come mettersi l’anima in pace.
Per capire quello che accadendo bisogna partire dal fatto che da quando il Modo di Produzione Capitalistico è entrato nella fase imperialista, le crisi che sconvolgono l’andamento economico non sono più le crisi cicliche che c’erano fino alla metà del secolo XIX (quelle studiate da K. Marx), ma sono crisi generali che investono tutta la società in tutti gli aspetti: sia quelli strutturali sia quelli sovrastrutturali. Per questo motivo non si hanno solo le crisi economiche ma anche:
1) crisi politiche, quando la classe dominante non riesce più a regolare con le istituzioni e con le concezioni esistenti i rapporti tra gruppi che compongono la classe dominante né a governare le classi subalterne, di conseguenza i regimi politici dei singoli paesi e il sistema di relazioni internazionali diventano instabili;
2) crisi culturale, quando vanno in crisi le concezioni che gestivano le precedenti abitudini, le idee, le vecchie concezioni muoiono e ne nascono nuovo.
Le sette razziste come quelle del Kux Klux Klan servono a coprire nell’interesse delle classi dominanti, lo spazio i valori borghesi tradizionali oggi in crisi lasciano aperto (come le concezioni religiose tradizionali) essendo funzionali all’esigenza del capitalismo che vuole che nel rapporto tra le classi debba prevalere i fattori di concordia (uniamo gli italiani padroni e operai, i bianchi, i cristiani) rispetto a quelli del contrasto di classe. Il razzismo è un veleno che cerca di dividere la classe ed è uno strumento che serve appunto alle classi dominanti a ricompattare il paese.
Non c’è che ripetere

ORA E SEMPRE RESISTENZA



L’apertura delle iscrizioni lanciata via internet con slogan deliranti
Gli obiettivi della “lotta” sono negri, immigrati, omosessuali, ebrei
“Aderisci e salva la stirpe bianca”
Ku Klux Klan in Italia, l’ultima follia
“Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”
Il ministro Carfagna: “Una pagliacciata pericolosa. Bloccare i messaggi incivili in rete”

di MARCO PASQUA
Lanciano “un appello” a chiunque, in Italia, voglia difendere “la stirpe bianca”, perché “l’uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni”. L’ombra del Ku Klux Klan (KKK), che, in America, riunisce xenofobi e razzisti nascosti dietro al tradizionale cappuccio bianco o colorato, si allunga anche sul nostro Paese, dove è stato fondato un “reame d’Italia”. Ad animarlo, è il movimento degli “United northern and southern knights of the KKK” (l’acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan. Una “pagliacciata pericolosa”, la definisce il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna, sopratutto se il messaggio razzista viene diffuso su Internet e può divenire accessibile ai più giovani.

Già nel 2007, il KKK mosse i suoi primi passi in Europa, con il primo “reame ufficiale”. Dopo una serie di liti interne al movimento, questo venne sciolto. Fu allora che gli iscritti, prevalentemente italiani e tedeschi, si rivolsero agli United northern and southern knights (costituiti nel 2005 su impulso di un iscritto al KKK), per chiedere di essere ammessi al loro direttivo. “Dopo una breve trattativa – viene spiegato su un forum neonazista italiano, che li celebra – si decise di creare un Klan europeo parallelo e fraterno a quello americano. Questo venne convalidato e ufficialmente riconosciuto nel resto del mondo nell’agosto del 2008”. A oggi, oltre alle sedi in 29 stati americani, al reame italiano, ne esiste uno tedesco, uno in Belgio e nel Regno Unito. Anche se, avvisano, “contiamo di espanderci ulteriormente nei prossimi mesi”. Il coordinamento europeo è affidato a quello che viene definito “Reich” tedesco. Ogni singolo reame è autonomo, ma risponde al coordinamento europeo, che a sua volta riferisce alla casa-madre nel Michigan. Quest’anno hanno già avuto luogo due “vertici”, tra i direttivi europei e quelli americani.

Nella sezione italiana del loro sito, si annuncia “l’apertura delle iscrizioni” e si lancia un appello ad aderire al movimento: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”.

Per aderire bisogna compilare un modulo, allegando foto a colori e copia di un documento: l’accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. All’atto dell’iscrizione si riceve il cosiddetto “libretto del periodo di prova”.

La filosofia ricalca quella razzista dei “fratelli” americani: lotta e contrasto a “neri, immigrati, omosessuali” ma anche “ebrei”, per dar vita ad uno Stato “bianco e cristiano”. Agli ebrei, ad esempio, è tassativamente vietata l’iscrizione al movimento, perché ai Klansmen (come vengono definiti gli iscritti), interessano “solo i cristiani bianchi”. “Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865”, dicono nella sezione italiana del loro blog, e parlano di una “sacra missione”. Una missione che può essere così sintetizzata: “La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l’ordine in questa società collassata”.

Secondo questi razzisti incappucciati, che si definiscono “nazionalisti fieri di essere italiani”, oggi “si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay”, mentre “esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca”. E via con una serie di considerazioni sui principi della superiorità della razza, alla base del credo neonazista: “Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale. Quindi acquisite orgoglio nella vostra razza”.

Come diffondere i principi xenofobi del KKK in Italia? Sono loro stessi a spiegarlo: “Data la natura storica pressoché sconosciuta della nostra associazione, il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)”. E, nell’ottica di questa propaganda via web, la sezione americana sta già provvedendo da tempo a inserire su Youtube i video con le loro cerimonie – inclusa quella nel corso della quale si brucia la croce.

Duri attacchi vengono rivolti anche ai gay, “colpevoli” della crisi della nostra società: “L’omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E’ inutile negare che da quando è uscita dall’armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati”.

Il cappuccio bianco che indossano serve a “tutelare il lavoro e la tranquilla vita quotidiana” degli iscritti: “Noi non desideriamo che i nostri membri cadano vittima di persecuzioni, aggressioni o discriminazioni”, spiegano, non nascondendo il timore verso “taluni personaggi e associazioni di sinistra” che potrebbero crear loro problemi. Cercando di anticipare quanti chiedono la loro messa al bando, rispondono con una domanda: “Dicono che i Klansmen dovrebbero essere espulsi dai loro posti di lavoro militari, nella polizia, nei vigili del fuoco e da tutte le forme elette di governo. Se un Klansman dovrebbe essere licenziato dal proprio posto di lavoro perché il Klan storicamente uccise dei neri allora non sarebbe forse sensato che anche un nero lo sia poiché essi hanno maggiore attitudine all’uccidersi a vicenda più di quanto ne possa avere un Klansman?”.

La condanna della Carfagna. Una “pagliacciata che può diventare pericolosa”, la definisce il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna: “Ci troviamo di fronte a persone che incitano nostri cittadini a discriminare neri, omosessuali, persone dall’orientamento religioso diverso dal nostro e lo fanno su siti e canali di comunicazione internet molto utilizzati dai più giovani e visibili a tutti, compresi i bambini”. Il ministro chiede l’intervento degli “organismi preposti al controllo della Rete per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili. Che, certo, non possono avere cittadinanza in un Paese profondamente democratico e maturo come il nostro”. L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento di Prestigiacomo ha allertato la Procura di Roma. E la polizia postale si è messa subito in moto: tra le piste battute c’è quella che porta negli Stati Uniti, dove potrebbe trovarsi il server del sito web.

(2 novembre 2009) Tutti gli articoli di cronaca

Link http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/ku-klux-klan/ku-klux-klan/ku-klux-klan.html

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~ di marcos61 su novembre 3, 2009.

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