CONFERENZA A CITTA’ DEL MESSICO SULL’USO DI NUOVE TECNOLOGIE PER CAMBIARE REGIMI POLITICI

Per chi non è ancora convinto che scienza e le relative applicazioni tecnologiche non sono neutre, ma hanno contenuti di classe e politici, questo articolo preso dal Link http://www.rebelion.org/noticia.php?id=93492, può essere utile.
Da tempo l’imperialismo SUA ha previsto d’avere azioni militari incruente nell’ambito delle operazioni definite con la sigla OOTW (Operations Other Than War) ovvero operazioni diverse dalla guerra. In sostanza le nuove guerre saranno combattute prima dell’avvio di operazioni militari convenzionali, in stretto coordinamento con tutte le varie branche della pubblica amministrazione e di varie organizzazioni civili (ONG, Protezione civile ecc). Per questo motivo diventa importante la creazione di un centro unico di comando che sappia coordinare i vari tipi di intervento, da quelli strettamente politici (come quello delle organizzazioni giovanili a quelli relativi alla guerra cibernetica, passando per la guerra psicologica.
Secondo la dotrina imperialista sua, le operazioni di informazione sono composte da cinque capacità:
1° PSYOP. Operazioni psicologiche.
2° MILDEC. Demoralizzazione delle forze avversarie.
3° OPSEC. Operazioni di sicurezza.
4° EW. Uso integrale della guerra elettronica.
5° CNO. Operazioni sulle reti informatiche di computers.
Le prime tre sono nelle operazioni belliche, hanno svolto un ruolo fondamentale per secoli, attualmente sono state accompagnate dalla guerra elettronica e dalle operazioni sulla rete.
Il Venezuela bolivariano cono molto bene questo tipo di strategie. Nel giugno 2005, il pentagono ha lanciato un attacco PSYOP per proietare certe matrici di governo che cercano di screditare il governo venezuelano e demonizzare Chavez.
L’incontro che parla l’articolo, che si è svolto a Città del Messico, si tratta del tentativo di creare un centro di coordinamento per questo tipo di operazioni.
Tutto questo, per tenere in piedi un modo di produzione decadente.
I sintomi di questa decadenza sono gli orbi e gente in malafede sono evidenti:
la decomposizione delle forme ideologiche vigenti, lo sviluppo delle guerre tra frazioni della classe dominante, l’intensificazione e lo sviluppo delle lotte fra le classi il rafforzamento dell’apparto statale che significa in concreto lo sviluppo di un nazismo tecnologico.

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http://www.resistenze.org – pensiero resistente – imperialismo e globalizzazione – 19-10-09 – n. 291
da Rebelion http://www.rebelion.org/noticia.php?id=93492
Traduzione dallo spagnolo per http://www.resistenze.org a cura di F.R. del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
  
Conferenza sull’uso di nuove tecnologie per cambiare regimi politici
  
Goicochea e Clinton pianificano la “Rivoluzione Twitter” in Venezuela
 
di Eva Golinger
 
18/10/09
 
Tra il 15 e il 16 ottobre 2009 Città del Messico è la sede della seconda Conferenza dell’Alleanza dei Movimenti Giovanili (AYM). L’evento patrocinato dal Dipartimento di Stato gode dell’intervento via Internet della Segretaria di Stato Ilary Clinton. Partecipano anche vari personaggi in veste di “delegati” inviati dalla diplomazia statunitense, fra cui ve ne sono alcuni legati a movimenti di destabilizzazione dell’America Latina.
 
La lista comprende Yon Goicochea (Primero Justicia), il dirigente dell’organizzazione Venezuela de Primera (gruppo fondato da Goicochea), Rafael Delgado, e l’ex dirigente studentesca Geraldine Álvarez, ora della Fundación Futuro Presente, organizzazione creata dall’Istituto Cato degli USA. Assistono anche Marc Wachtenheim del Cuba Development Initiative (progetto finanziato dal Dipartimento di Stato e dall’USAID mediante la Fondazione di Sviluppo Panamericano “PADF”), Maryra Cedeño Proaño, della Corporazione Foro de la Juventud Guayaquil, ente ecuadoregno sempre finanziata dall’USAID, e Eduardo Ávila di Voces Bolivianas, un ente promosso dall’ambasciata statunitense in Bolivia sempre con finanziamenti dell’USAID.
In totale sono 43 delegati provenienti da paesi di tutto il mondo: Sri Lanka, India, Canada, Regno Unito, Colombia, Perú, Brasile, Libano, Arabia Saudita, Giamaica, Irlanda, Turchia, Moldavia, Malesia, Stati Uniti e Messico.
 
Quei patrocinatori sono una strana miscela di rappresentati delle nuove tecnologie e funzionari delle agenzie di Washington, specialisti nella sovversione e destabilizzazione di governi non subordinati alla loro agenda. Oratori di Freedom House, l’Istituto Repubblicano Internazionale (IRI), il Dipartimento di Stato e la Banca Mondiale sono pure presenti alla conferenza, insieme ai giovani creatori di tecnologie come Twitter, Facebook, Google, Gen Next, Meetup e Youtube. Gli unici media tradizionali invitati all’evento dal Dipartimento di Stato sono CNN in spagnolo e CNN in inglese, dato curioso, che ne evidenzia il legame.
 
Si tratta, senza dubbio di una nuova ricetta per la nuova strategia diretta a cambiare i regimi.
Gli ingredienti sono il legame fra le agenzie di Washington e i giovani dirigenti politici selezionati dal Dipartimento di Stato. L’evento riafferma anche l’appoggio politico e finanziario al movimento studentesco dell’opposizione in Venezuela da parte degli USA, ed evidenzia in modo incontrovertibile la sinistra alleanza tra Washington e le nuove tecnologie.
 
Centro per la diplomazia digitale
 
Stando a quanto afferma la stessa AYM, essa è nata nel 2008 in seguito alla comparsa “.. sulla scena mondiale (di) una serie di persone quasi sconosciute, generalmente giovani (che) dominano le tecniche più recenti e hanno fatto cose stupefacenti. Hanno causato grandi trasformazioni nel mondo reale in paesi come Colombia, Iran e Moldavia, avvalendosi di quelle tecniche per mobilitare la gioventù. Questo è stato l’inizio.”
 
Le agenzie di Washington non potevano certo disapprovare un attraente scenario in cui i giovani, già usi a tecnologie come Internet, Twitter, MySpace, fra le altre, potevano trasformarsi in dirigenti e promotori di movimenti sociali al servizio degli interessi imperiali. Ma c’era un problema, secondo i fondatori di AYM. “Quei movimenti del secolo XXI costituiscono il futuro della società civile ma non si dispone ancora di meccanismi per aiutare e potenziare questi dirigenti che al posto degli uffici hanno solo degliindirizzi elettronici. E non esiste neppure un ente che insegni loro a usare efficacemente gli strumenti e i media già noti del XX e quelli nuovi del secolo XXI per il raggiungimento dei loro obiettivi.” I loro obiettivi o quelli di Washington?
 
Uno dei primi successi delle operazioni della CIA negli anni cinquanta è stata la creazione del Congresso per la Libertà della Cultura in Europa, al fine di impregnare e utilizzare i settori artistici, le università, gli intellettuali e i movimenti sociali per neutralizzare l’espansione del comunismo. L’uso della cultura per promuovere l’agenda imperiale non è terminato con la fine della Guerra Fredda. Mentre cresce l’uso della tecnologia, questo efficace meccanismo è sempre più affinato ed applicato. Nuove tecnologie come Facebook e Twitter, sviluppate con finanziamento d’imprese della CIA come In-Q-Tel, specializzata nella “banca dati” oggi funzionano come reti per reclutare e cooptare “agenti” disposti a promuovere gli interessi imperiali. L’uso potenziale di queste tecnologie per promuovere operazioni psicologiche e di propaganda è illimitato. La sua forza è la rapidità e la disseminazione di messaggi e la sua copertura mondiale. Bisogna solo disegnare la strategia che permetta di sfruttare questo potenziale.
 
La campagna elettorale di Obama come “modello”
 
“L’Alleanza di Movimenti Giovanili” (AYM) è la risposta a quella esigenza. Cominciata con una riunione-conferenza nel dicembre 2008 in cui il Dipartimento di Stato si è associato con MTV, Google, YouTube, Facebook, Howcast, AT&T, JetBlue, GenNext, Access360Media e la Facoltà di Diritto della Columbia University per selezionare e convocare i movimenti del secolo XXI e dialogare con loro via Internet per la prima volta nella storia”.
 
Alla prima conferenza di AYM hanno partecipato membri dell’opposizione venezuelana Súmate (finanziata da NED e USAID), e gli organizzatori colombiani delle marce “Mai più Chavez” e “Un milione di voci contro le FARC”. I principali oratori erano tre assistenti della campagna elettorale di Barak Obama alla presidenza, Joe Rospars, direttore di Nuovi Media, Scott Goldstein, direttore di Obama per l’America e Sam Graham-Felson, direttore del blogging para la campagna Obama del 2008.
 
Hanno partecipato anche Sherif Mansour, di Freedom House, Shaarik Zafar, del Dipartimento do Sicurezza Interna degli USA (Homeland Security) e otto alti funzionari del Dipartimento di Stato, insieme a rappresentanti di varie multinazionali della comunicazione e delle nuove tecnologie.
I creatori della campagna “super tecnologica” di Obama si sono uniti alle agenzie di Washington per disegnare la strategia perfetta. Hanno combinato nuove forze nella politica – la gioventù e le nuove tecnologie -. Era una combinazione capace di ottenere ciò che per anni non era riuscito alla CIA: il cambiamento di regime nei paesi non subordinati agli interessi statunitensi, senza che apparisse la mano di Washington.
 
Il movimento studentesco “mani bianche” in Venezuela, finanziato e formato dalle agenzie statunitensi, le proteste anticomuniste in Moldavia, le manifestazioni contro il governo iraniano e le ultime proteste virtuali contro il presidente Chavez sono esempi di questa nuova strategia.
 
Le nuove tecnologie –Twitter, Facebook, YouTube e alter – sono le principali armi, e i media tradizionali, come CNN e i suoi affiliati, aiutano a esagerare l’impatto reale di questi movimenti pubblicizzando matrici di opinioni false e distorcenti sulla loro importanza e legittimità.
 
L’AYM è un altro capitolo nei piani di destabilizzazione contro i paesi sovrani antimperialisti che rifiutano la dominazione imperiale. La doppia morale di Washington riafferma questo diritto.
Mentre il Dipartimento di Stato promuove, finanzia e patrocina la formazione di giovani di altri paesi nell’uso delle nuove tecnologie per destabilizzare i loro governi, l’uso di Twitter e Facebook per convocare proteste contro le politiche di Washington negli Stati Uniti viene criminalizzato.
Tre settimane fa due cittadini statunitensi sono stati arrestati per aver utilizzato Twitter per informare i manifestanti contro la Conferenza G-20 a Pittsburgh sulle azioni repressive della polizia.
 
Sito ufficiale dell’Alleanza dei Movimenti Giovanili: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=93492 
 

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~ di marcos61 su ottobre 22, 2009.

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