MASSONERIA MISTERI E ALTRO

 

Premessa

La Massoneria moderna nasce nel 1717 a Londra quando fu istituita la prima Grande Loggia d’Inghilterra, con la fusione di logge che si riunivano in quattro diverse taverne. La Massoneria è descritta dalla Grande Loggia d’Inghilterra come “un particolare sistema etico, velato all’allegoria e illustrato da simboli”. Un’organizzazione associata alla fondazione di scuole, ospedali e centri di assistenza.
Ma dietro questi scopi filantropici che cosa nasconde una società che fa della riservatezza una delle sue caratteristiche?
Si ritiene che all’origine di questa società ci stessero le gilde (associazioni professionali) dei professionisti chiamati a costruire le cattedrali nel medioevo. Questi professionisti chiamati Magister operis, erano i direttori dei lavori che “firmavano” sulla pietra o che erano citati sulle iscrizioni, essi mangiavano i pasti in comune, si riparavano dal maltempo e discutevano del lavoro in “baracche” di legno, le loges.
La Massoneria riprese sul piano simbolico, l’eredità che si rifaceva a queste gilde. La stessa parola Massoneria sottolinea a questa eredità. Infatti, da free stone – come in Inghilterra era chiamata una pietra particolarmente adatta all’intervento dello scultore – si ebbe la traduzione francese di franc l’appellativo di -maçon di chi la lavorava. Altri filologi sostengono che per una ricercare le origini della Mssoneria bisogna connettersi alle franchigie (ovvero alla particolare libertà d’azione e a una serie di privilegi per esempio in ambito tributario) di cui godevano le maestranze itineranti rispetto a quelle locali. E’ comprensibile che l’ampiezza del mercato e la concorrenza abbiano sviluppato uno spirito di casta e di monopolio, rinforzato dalla segretezza delle tecniche e dei procedimenti. Gli Statuti professionali dei costruttori, riportati da manoscritti risalenti al XIV secolo 1°, sono la base delle costituzioni massoniche e hanno fatto da tramite nel passaggio dalla Massoneria operativa a quella speculativa. Quest’ultima non solo ha fermamente aderito all’ipotesi che la segretezza dovesse proteggere conoscenze esoteriche, ma ha anche tratto dal fatto che negli Statuti erano diversi gli Articoli (riservati ai maestri) dai Punti (riservati agli operai), tutto ciò è la prova di una struttura iniziatica gerarchica della corporazione e della gradualità di accesso alle conoscenze segrete.
Sicuramente, una parte dei segreti riguardava i saperi esoterici come alchimia, astrologia e la Cabala.
Pensiamo all’alchimia. Spesso si pensa all’alchimia come uno studio, che precedette la chimica, o per via della segretezza degli studi di alchimia, espressa per secoli dalla parola “ermetico” (dove si allude a qualcosa di chiuso, misterioso).
Quali erano gli obiettivi dell’alchimia? Jung riteneva che questa scienza fosse un modo per sviluppare lo spirito per il tramite di risorse chimiche. L’obiettivo sarebbe stato, l’acquisizione della “coscienza cosmica”, che si sviluppava nell’alchimista durante lo svolgersi di determinate operazioni chimiche. La “trasmutazione” del piombo, il simbolo della trasformazione del piombo in oro, era secondo questa ipotesi, il simbolo della trasformazione dell’uomo con coscienza istintiva all’uomo con coscienza cosmica.
Un’altra tesi considera la “trasformazione” del mercurio in oro come un’operazione chimica che si fonda su particolari situazioni mentali che produrrebbero tale trasformazione. Alcuni esperimenti effettuati nell’Istituto di Studi Avanzati di Madrid 2° sanciscono la possibilità di trasformazioni atomiche indotte dall’azione dei poteri psichici.
C’è una terza tesi che indicava come obiettivo degli alchimisti la produzione di una sostanza che assicurasse salute e lunga vita.
Dopo questa premessa vediamo i misteri che attraverso la tradizione degli alchimisti (e anche più indietro) la massoneria potrebbe possedere.

Cap. 1 Progetti “apocalittici”.

Dopo il diluvio universale.

Nell’Antico Testamento il diluvio è indicato come un atteggiamento punitivo da parte di Dio, una sorte di vendetta contro l’umanità. Le tavolette originarie della Mesopotamia 3° tramandano la stessa vicenda, anche se fanno riferimento non a un dio solo, ma a tanti dei. Si aggiunge, inoltre, che mentre le piogge allagavano la terra portandosi via tutto, in una specie di clinica genetica viaggiante i semi della vita erano stati portati al sicuro.
In un testo accadico risalente al 1460 a.c. – intitolato L’epica di Atrahasis – sembra di intuire sperimentazioni riguardanti tecniche in vitro di fertilizzazione, tanto che in un passo ben preciso si parla di madri surrogato, dette non a caso “creatrici del destino”.
In un articolo apparso sulla rivista Scientific American si è parlato di alcune tavolette mesopotamiche in caratteri cuneiformi relative a uno studio sulla genetica delle sementi. Prendendo seriamente in esame interventi e attività come quelli scritti in Mesopotamia, l’articolista scrive: “Se si confrontano i genomi delle principali specie conosciute di cereali, si evidenziano incroci genetici indubitabili, cosa che indica come sin dall’antichità l’uomo fosse già in grado di indirizzare il loro sviluppo e la loro evoluzione”. Poi, continua: “Nel momento in cui i nostri progenitori incominciarono a domesticare queste piante, ebbero a creare le sementi che noi oggi conosciamo e sfruttiamo, secondo un processo molto simile alla coltivazione selezionata. Dalle specie selvatiche, infatti, essi furono in grado di agire selettivamente incrociando fra loro quelle specie diverse che vantavano caratteristiche desiderabili, come per esempio spighe con più chicchi, oppure spighe di maggiori dimensioni… è pressoché certo che la modificazione genetica delle piante di cereali ha seguito un evidente percorso selettivo operato dall’intuito dell’uomo e iniziatosi senza dubbio in tempi preistorici” 4°.
Questo vuol dire che la modificazione genetica non è un prodotto dell’era moderna, quanto piuttosto, una scienza fra le più antiche esercitate dall’uomo. Il professor Daniel Zohary dell’Università Ebraica di Gerusalemme ricercatore indipendente per la Patrick Foundation, ha dichiarato che lo studio del DNA attesta che l’incrocio genetico fra specie, la selezione e la domesticazione attiva da parte dell’uomo nei confronti dei vegetali utili sono senza dubbio iniziati in coincidenza con l’epoca in cui le tavolette raccontano agisse Nin-kharsag, la donna scienziata che si era occupata alle tecniche in vitro per la fertilizzazione. E questa scienza non trovava applicazione solo sulle piante, ma anche sugli animali e persino sugli stessi esseri umani. Nella Loggia Kirkwall Kilwinning n. 38, nelle isole Orcadi è appeso un telo antico. In questo telo sono dipinte immagini che ci riportano indietro nel tempo all’epoca di Mosè e Bezaleel, alla manna, al vitello d’oro e all’Esodo degli Ebrei. E in questo rotolo la figura di Eva è in una posizione preminente. Non bisogna dimenticare che il nome di Eva significa Vita, e Nin-kharsag era nei rotoli babilonesi Signora della Vita.
Nei testi si ricorda che all’inizio delle sue ricerche Nin-kharsag avesse dato vita a un clone, un bambino impiantato, alimentato e cresciuto in un embrione da laboratorio. L’esperimento era stato utilizzato l’ovulo di un’altra donna fertilizzato dal seme del marito di Nin-kharsag, che era il sovrano del posto.
La conoscenza di questa antichissima, ma tecnologicamente assai avanzata, pratica d’ingegneria genetica emerge come uno degli aspetti perduti ma poi riscoperti della scienza umana e, proprio per questo come uno dei segreti più preziosi dell’antica Frammassoneria.

La banca genetica dell’apocalisse.

Attualmente c’è un progetto in uno dei più sperduti buchi del mondo, l’arcipelago delle Svalbard nell’Artico 5°. Bill Gates sta spendendo milioni in una banca genetica di semi nel mare di Barents, vicino all’Oceano Artico, a circa 1.100 Km dal Polo Nord. In quest’isola dimenticata da Dio (ma non dagli uomini evidentemente) oltre Bill Gates stanno investendo, tra gli altri, la fondazione Rockefeller, la Monsanto, la fondazione Syngenta e il governo norvegese, in quella che è chiamata la “banca genetica dell’Apocalisse”. Questa banca – con doppie porte blindate a prova di esplosioni azionate da sensori, due tunnel a tenuta stagna, e a pareti di calcestruzzo rinforzato con acciaio spesso un metro – dovrebbe contenere fino a tre milioni di semi del mondo intero, in modo di “conservare la diversità genetica possa essere conservata per i tempi a venire. Ma qual è questo futuro che potrebbe minacciare la disponibilità globale dei semi secondo i potenti sponsor? Un nuovo diluvio universale? Una catastrofe imminente?
Se si guarda tra i finanziatori del progetto, questa faccenda sta diventando terribilmente interessante. Tra i finanziatori abbiamo visto che si trova la fondazione Rockefeller. Ebbene Rockefeller è stato uno dei più grandi finanziatori delle ricerche sull’eugenetica. Non solo negli U.S.A. ma anche in Germania. La stessa Fondazione Rockefeller che creò nel secondo dopoguerra la cosiddetta “Rivoluzione verde”. La “Rivoluzione verde” sulla carta intendeva risolvere i problemi alimentari di quello che era definito “Terzo Mondo”. In realtà si trattava da un lato di una manovra dell’imperialismo U.S.A. di darsi una maschera “riformista” di fronte ai processi rivoluzionari che stavano avanzando nel Tricontinente (le guerriglie in America Latina che si svilupparono sotto la spinta della Rivoluzione cubana, le guerre di liberazione del Vietnam, dell’Angola, del Mozambico ecc), dall’altro era una brillante trovata per sviluppare un’industria agroalimentare in cui la famiglia Rockefeller avrebbe avuto il monopolio, proprio com’erano riusciti a fare nel settore petrolifero. Con lo sviluppo della cosiddetta “Rivoluzione verde” nel settore agroalimentare, la Fondazione Rockefeller includerà tra le ricerche da finanziarie l’ingegnerizzazione genetica delle piante e degli animali.
Se le grandi multinazionali di sementi potessero controllare direttamente le linee parentali di semi, nessun concorrente o agricoltore potrebbe produrre ibridi.
La particolarità dell’impoverimento del raccolto degli ibridi significa che gli agricoltori devono comprare nuovi semi ogni anno per ottenere raccolti abbondanti. Il raccolto inferiore della seconda generazione elimina inoltre il commercio di sementi, spesso fatto dai produttori di semi senza l’autorizzazione dei selezionatori, e impedisce agli intermediari di ridistribuire le culture commerciali.
Una conseguenza della “Rivoluzione verde” fu l’uso indiscriminato dei pesticidi chimici, con gravi conseguenze per la salute.
Ma torniamo a questa “banca genetica dell’apocalisse” nell’Artico. Chi usa in primo luogo questa banca dei semi? I maggiori utilizzatori sono i selezionatori di sementi e i ricercatori, che sono: DuPont, Monsanto, Syngenta e Dow Chemical. Dagli inizi del 2007 la Monsanto possiede il brevetto mondiale del cosiddetto Terminator, che è una minacciosa tecnologia grazie alla quale un seme commerciale brevettato “si suicida” dopo il primo raccolto. Le aziende private di sementi dispongono quindi di un controllo che si accompagna a quello sulla catena alimentare. Questo terminatore ingegnerizzato geneticamente obbliga i contadini a rivolgersi ogni anno alla Monsanto, o a un altro fornitore di semi OGM, per comprare nuovi semi per il riso, la soia, il grano, il frumento qualsiasi altro tipo di raccolto. La diffusione del Terminator su scala mondiale potrebbe trasformare la maggior parte dei produttori alimentari nei servi delle gigantesche aziende di semi come la Monsanto, la DuPont o la Dow Chemical. Queste aziende potrebbero negare i semi ai paesi la cui politica fosse in contrasto con l’imperialismo USA.
Ma non c’è solo questo, come si ricordava prima Rockefeller è stato uno dei più grandi finanziari delle ricerche sull’eugenetica. Nel 2001, Epicyte una piccola società californiana di biotecnologia, annunciò di aver sviluppato un tipo di grano geneticamente modificato che conteneva uno spermicida in grado di rendere sterile lo sperma di chi lo mangiava. Epicyte, che all’epoca aveva un accordo di joint venture per diffondere la sua tecnologia con la DuPont e la Syngenta (due società come si è visto prima inserite nel progetto della banca genetica) è stata in seguito comprata da una società di biotecnologia della Carolina del Nord. Epicyte aveva sviluppato il suo grano OGM spermicida usando fondi di ricerca concessi dal Dipartimento dell’agricoltura USA, lo stesso che nonostante le proteste in tutto il mondo, ha continuato a finanziare la tecnologia Terminator, posseduta dalla Monsanto.
Negli anni ’90, l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva lanciato una campagna per vaccinare milioni di donne tra i 15 e i 45 anni in Nicaragua, Messico e Filippine, contro il tetano, una malattia provocata da fatti come il ferirsi con un chiodo arrugginito. La cosa strana era che il vaccino non era dato a uomini e ragazzi, nonostante che corressero gli stessi rischi di ferirsi delle donne. La curiosa anomalia insospettì il Comite Pro Vida messicano, un’organizzazione della chiesa cattolica, che fece testare un campione del vaccino. I test rilevarono che il vaccino antitetanico, distribuito dall’OMS solo a donne in età riproduttiva, conteneva gonadotropina corionica umana (hCG), un ormone naturale che, combinato con la molecola portatrice del tossoide del tetano, stimola gli anticorpi e rende la donna incapace di portare a termine la gravidanza. Ovviamente, nessuna delle donne vaccinate era stata avvertita. Saltò fuori che la fondazione Rockefeller, il Population Council della Rockefeller, la Banca Mondiale e il National Institutes of Health delle Nazioni Unite avevano partecipato dal 1972 a un progetto ventennale, per conto dell’OMS, di un vaccino abortivo nascosto nella molecola portatrice del tetano. Questa politica di sterilizzazione forzata (fatta a volte in forma palese e altre come questa nascosta), non è una novità, basta ricordarsi quella fatta in India nella metà degli anni ’70, quando il governo indiano (all’epoca presieduto da Indira Gandhi) avviò una politica di sterilizzazione forzata durante il suo “programma d’emergenza”, cercando di risolvere il problema della popolazione affamata, non dando da mangiare alla gente ma cercando di ridurne il numero. Che sia questo il progetto dei vari organismi che stanno gestendo il progetto della “banca genetica dell’apocalisse?”.

Alcune considerazioni su genetica, organismi geneticamente modificati e un futuro apocalittico.

Per affrontare correttamente questo tema, bisogna chiarire la visione che si ha del rapporto essere umano/natura. Diceva Engels: “Noi non dominiamo la natura come un conquistatore domina un popolo soggiogato, che non la dominiamo come chi è estraneo ad essa, ma che noi le apparteniamo come carne, sangue e cervello e viviamo nel suo grembo: tutto il nostro dominio sulla natura consiste nella capacità, che ci eleva al di sopra delle altre creature, di conoscere le sue leggi ed impiegarle nel modo più appropriato” (F. Engels, Antidhuring). Perciò alla faccia di molti pseudo marxisti che in base a un’errata concezione produttivistica hanno ripreso la concezione di A. Smith, che sognava una società composta di produttori, che avrebbe fornito il più gran numero di cose e di conseguenza il massimo di plusvalore.
Questa ricerca del massimo profitto non può che provocare disastri. La siccità, tanto per fare un esempio è una realtà grave che interessa l’intero pianeta Terra. Ad essa è collegato il processo di desertificazione di vaste aree dell’Africa e dell’Asia. La causa unica ed esclusiva dell’attuale situazione è data dal mantenimento del Modo di Produzione Capitalistico, basato sul perseguimento del massimo profitto . Il saccheggio violento, selvaggio, distruttivo della Natura ha una ben precisa, esatta, logica: l’appropriazione del valore insito nei beni naturali, trasformati poi dal processo produttivo e incorporato nel costo della merce, abbassando così il costo della merce e ottenendone un sovrapprofitto. L’emissione di gas nocivi dell’equilibrio climatico, è determinato dal fatto che nel ciclo produttivo sono utilizzate sostanze a più basso costo ma che hanno un particolare grado di difficoltà di smaltimento, tutto ciò consegue che s’interrompe e si altera gravemente il ciclo della riproduzione naturale e quindi s’impoveriscono le risorse naturali a disposizione della vita sulla Terra, a disposizione del ciclo naturale della riproduzione. Avviene così che il processo naturale della riproduzione si attua in sempre più precarie condizioni, in sempre più povere condizioni, con alterazioni a cascata su tutti i sistemi di vita e tutti assieme determinano la degenerazione del sistema di vita o ecosistema.
In campo agricolo l’uso sconsiderato di fertilizzanti e degli altri prodotti chimici
(diserbanti, coloranti ecc.) ha inaridito il terreno, impoverendolo e ha alterato il ciclo d’interscambio di ossigeno-anidride carbonica oltre che le condizioni climatiche con le relative piogge acide. Questi prodotti “agricoli”, sono in realtà dei veleni, essendo assorbiti dal terreno filtrano poi tramite falde acquifere nei corsi dei fiumi che gettandosi a mare avvelenano i fiumi prima e il mare poi. E questo causa un impoverimento della fauna e della flora marina, che assolvono un ruolo vitale nel più generale equilibrio dell’ecosistema.
Tutto questa sta dimostrando che la sopravvivenza del Modo di Produzione Capitalista richiede la morte e la distruzione di tutto quanto è Vita in qualsiasi forma essa esista sulla Terra. Di conseguenza sul piano spirituale esso produce solo teorie distruttrici della socialità degli uomini e come sparge veleni materiali nel pianeta, così sparge di veleni spirituali nelle coscienze degli uomini: da una parte con teorie violente, individualiste, assurde, irrazionali e dall’altra con sostanze come le droghe che intaccano la vita intellettuale e affettiva degli uomini e delle donne. Per questi motivi il problema di superare il Modo di Produzione Capitalista si pone come problema vitale.
Una delle conseguenze della crisi di sovrapproduzione in atto (fatto che non si fa sufficientemente notare) è la sovrapproduzione nel campo agricolo. Esistono specifiche politiche agricole e disposizioni legislative atte a mantenere la produzione circolante entro certi limiti al fine di mantenere alto il prezzo e tramite la politica dell’ammasso si ritira dalla circolazione la produzione in sovrappiù per poi distruggerla. Sono note le distruzioni dei pomodori, come sono note anche le pesanti sanzioni contro i contadini del nord-est italiano il cui crimine era di produrre una quantità maggiore di latte rispetto alle quote di produzione a loro assegnate. Le celle frigorifere dei vari paesi europei sono piene di derrate alimentari ritirate dal commercio per mantenere alti i prezzi e agire così da freno alla caduta del profitto in questo settore e in seguito distrutte o se sono deteriorate le si da ai popoli del Tricontinente, scaricando i costi di tale vendita sulla bilancia commerciale e ridistribuire così tale surplus agli industriali del settore.
Bisogna mettersi bene in mente, che quando parliamo di prodotti come il mais, il pomodoro, la frutta, la carne ecc. non parliamo di merci qualsiasi ma di prodotti vitali per la sopravvivenza fisica della specie umana. Essi quindi devono avere ben precise ed esatte qualità proteiche e organolettiche funzionali al complesso sistema fisiologico dell’essere umano.
Nel processo di produttivo, vanno distinti i due settori: il settore I° che è quello che produce i mezzi di produzione e il settore II° che è quello dei beni di consumo. I tempi di ciascun settore sono la risultante dei tempi di circolazione dei singoli capitali ivi impiegati e quindi anche dal livello della scienza e della tecnica. L’agricoltura occupa per intero il I settore, poiché fornitrice di tutte le materie prime che sono fornite nel processo produttivo. I settori fondamentali di tale processo sono quello manifatturiero e quello agricolo. Questi due settori hanno due diversi tempi di circolazione con il settore agrario che marcia almeno due marce in meno, ha cioè, tempi più lenti, dati dai vincoli naturali: semina, stagionatura, raccolta, clima terreno. Questo significa che tale settore costituisce una sacca ove ristagnano capitali e il tempo di rotazione inchiodato dai limiti naturali del processo produttivo. Questo ha determinato la minore valenza della teoria del valore-lavoro nell’agricoltura, dove vige la teoria della rendita differenziata, che si è andata nel tempo contraendosi a favore della teoria del valore-lavoro, man mano che il processo produttivo agricolo era omologato al sistema produttivo capitalistico: la penetrazione capitalista nelle campagne era determinata dal processo di meccanizzazione e dallo sviluppo della chimica nell’agricoltura.
La ricerca scientifica inerente alla Genetica, per quanto attiene la manipolazione genetica, ha consentito di abbattere drasticamente tali limiti naturali, accelerando il processo di circolazione e di rotazione in questo settore e nel più generale processo di autovalorizzazione del capitale, con un consequenziale innalzamento del profitto e del valore dei capitali investiti in tale settore, innalzandone la produttività capitalisticamente intesa. Si ottiene così un similare andamento in questi due fondamentali settori.
L’origine dell’invadenza su scala mondiale del capitalismo nell’agricoltura, nasce dal fatto che negli anni ’70 e ’80 il capitale che era accumulato in eccesso è stato dalla borghesia riversato principalmente versi i paesi dipendenti sotto forma di prestiti. Uno dei risultati é stato quello di devastare su scala mondiale e in modo irreversibile le primitive strutture agricole esistenti dedite prevalentemente a un’economia agricola di autosufficienza (e rendendo così “esuberi” miliardi di uomini e donne).
La maggiore subordinazione di questi paesi al mercato capitalista mondiale, comporta che il capitale per valorizzarsi deve abbattere tutti i tempi morti. Il processo produttivo costituisce solo un necessario intermezzo tra il momento di investimento dei capitali per la produzione e quello del rientro maggiorato del capitale investito. Da qui nasce la necessità dell’elemento del continuo rivoluzionamento dei mezzi di produzione.
E’ dalla necessità di battere i limiti naturali che il processo produttivo nel campo agricolo che ha comportato, entro il più generale movimento di assoggettamento e omologazione di tale settore ai tempi di rotazione e circolazione del capitale, che ha determinato lo sviluppo della particolare branca della scienza della Genetica, ossia di quella inerente la Manipolazione Genetica in campo agricolo. Le piante geneticamente modificate che interagiscono con l’ambiente e tramite le quali e sulle quali agisce il processo non solo della sintesi clorofilliare, ma l’intero interscambio ossigeno-anidride carbonica- azoto, e quindi tali piante scaricano in questo processo i loro veleni nell’ambiente, proprio ed esattamente nel loro processo di crescita e maturazione. Avvelenano non solo il terreno ma anche l’aria e la vita animale giacché interferiscono nel processo della riproduzione per gemmazione e impollinazione.

Cap. 2 Arrivano gli Illuminati.

Parla un ex Gran Maestro

Ci si potrà chiedere cosa centra tutto questo con la Massoneria. Andiamo per ordine e si scoprirà che spesso la realtà supera la fantasia.
Nel 2002 Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia prima e in seguito della Gran Loggia Regolare d’Italia, fondò l’Accademia Internazionale degli Illuminati 6° che si rifà al gruppo degli Illuminai del settecento, ma soprattutto a esperienze statunitensi più recenti.
In un’intervista con Ferruccio Pinotti autore del libro FRATELLI D’ITALIA (Biblioteca Universale Rizzoli), Di Bernardo illustra gli scopi degli Illuminati: “L’uomo si sente sempre più estraneo e preoccupato nel mondo in cui vive. I valori tradizionali diventano sempre più deboli ed egli perde, poco a poco, le certezze che da secoli lo hanno sorretto. Si apre così una profonda da una parte, il dubbio nei confronti dei valori tradizionali e dall’altra, l’anelito verso nuove certezze. La ricerca delle certezze lo porta a vedere, sotto una luce non più negativa, poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guida dell’umanità”.
Questo discorso è importante. L’attuale crisi del Modo di Produzione Capitalista, è una crisi generale, non solo economica ma anche politica (la classe dominante non riesce più a regolare con le istituzioni e con le concezioni esistenti i rapporti tra i vari gruppi che compongono la classe dominante né a governare le classi subalterne) di conseguenza i regimi politici dei singoli paesi e il sistema delle relazioni internazionali diventano instabili e crisi culturale (vanno in crisi le concezioni che gestivano le precedenti abitudini, le idee; le vecchie concezioni muoiono e ne nascono delle nuove). Perciò da parte delle classi dominanti necessita coprire lo spazio che la crisi dei valori tradizionali (a partire da quelli organizzati nelle Chiese) lascia aperto. Valori “nuovi”, che però devono essere funzionali all’esigenza del capitalismo che vuole che nel rapporto tra le classi debba prevalere i fattori di concordia rispetto a quelli al contrasto, di accordo su quelli della divisione, di compromesso su quelli del conflitto.
Di Bernardo spiega cosa intende per “poteri forti”: “Si tratta di quei poteri secolari come, ad esempio, gli ordini preposti all’esercizio del potere temporale che esistono all’interno di alcune Chiese (l’Opus Dei nella Chiesa Cattolica), la massoneria, certe organizzazioni ebraiche (l’Anti-Defamation League) 7° e altre. Questi poteri almeno nei tempi moderni, hanno rappresentato visioni differenti e alternative che hanno esercitato, all’interno delle loro specificità, un ruolo di propulsione e sviluppo. Ogni visione era sovrana e autosufficiente, anche se tentativi di collaborare su alcuni progetti non sono mancati. I poteri forti, tuttavia erano spesso in conflitto, poiché contendevano lo stesso oggetto: il controllo della politica, dell’economia e l’educazione delle nuove generazioni. Come la storia dei rapporti tra massoneria e Chiese cristiane (in particolare, quella cattolica) è una storia di conflitti sul piano dottrinale, morale e pedagogico. Questi poteri secolari, nonostante difficoltà di vario genere, fino a qualche decennio fa erano in grado di gestire se stessi concependo progetti e realizzandoli. Tuttavia, proprio in seguito ai profondi e radicali cambiamenti nella scienza, nell’economia e nella religione, non sono preparati per affrontare le nuove sfide planetarie. Il rischio è quello di ritrovarsi oggetti da museo a testimoniare antiche glorie. Sono giganti dai piedi d’argilla, potenti ma incapaci di stare al passo coi tempi”.
Qui c’è un’ammissione che ha fronte della crisi in atto dell’inadeguatezza degli strumenti politici e culturali, che tradizionalmente le classi dominanti hanno usato fino adesso. Come ritiene negativo, le conflittualità fra le classi dominanti. Perciò come raggiungere una nuova sintesi? Come superare le conflittualità?
Di Bernardo espone progetto: “Quando le istituzioni nazionali e internazionali sono in crisi, quando la società è conflittuale e a tale conflittualità non esiste soluzione, allora è necessario tornare all’uomo, al singolo uomo, all’uomo di qualità, all’uomo illuminato e porlo al centro dell’universo. Uomini illuminati, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione e cultura, s’incontrano per creare una comunione universale il cui compito principale è quello di difendere i principi e i valori che possono dare all’uomo benessere e felicità. Saranno questi Illuminati – filosofi, scienziati, medici, matematici, artisti, giuristi , economisti, imprenditori, comunicatori, sportivi, musicisti a costruire il faro che respingerà le tenebre che avvolgono l’umanità”.
Da notare che tra gli Illuminati mancano non dico gli operai, i contadini, ma anche gli impiegati, gli insegnati, sono una realtà decisamente elitaria. In sostanza in questa visione UOMO = CLASSI DOMINANTI ILLUMINATE.
Ma continuiamo: ” Gli Illuminati rappresenteranno tutte le concezioni e della vita, da quelle religiose a quelle laiche. Massoni, preti, ebrei e altri uomini potranno coesistere e concepire insieme un progetto ideale capace di garantire la sopravvivenza, il benessere e la felicità dell’uomo. E’ tempo che la luce trionfi sulle tenebre. E’ tempo che ritornino gli Illuminati”.
Della serie basta con le vecchie divisioni, la crisi è talmente profonda, che le vecchie divisioni, tra cattolici e massoni, tra cristiani e ebrei e così via.
Un ruolo forte, nel progetto degli Illuminati è assegnato all’economia e alla finanza “L’economia ha introdotto, nei secoli scorsi, le regole capitalistiche del libero mercato. Insieme con il progresso della scienza e della tecnica, ha radicalmente trasformato il mondo statico del Medioevo, creando mercati aperti, grazie anche ai nuovi mezzi di comunicazione. Da questo stato di cose i Paesi occidentali hanno tratto ricchezza e privilegi. Attualmente, il processo di globalizzazione tende a trasformare la terra in un unico mercato, facendo nascere contraddizioni e paradossi. Mentre da una parte una parte aumenta la circolazione delle merci, dall’altra le imprese, che non hanno capacità di adeguarsi alle nuove condizioni di mercato, entrano in crisi. La conseguenza è che la globalizzazione genera crisi e approfondisce sempre di più il divario tra ricchi e poveri. Anche qui l’uomo è disorientato e si sente sprofondare nelle tenebre”.
C’è il riconoscimento che quello che negli anni ’90 fu definita globalizzazione, in altre parole lo sfogo di capitali in eccesso verso i paesi dipendenti e quelli ex socialisti, in particolare la Cina, che trasformò questi paesi nell’officina mondiale per la produzione mondiale di manufatti con bassi salari e con un’assenza quasi totale dei vincoli antinquinamento, non è servito a frenare la crisi. Ma c’è un altro fattore: il risveglio del proletariato mondiale. In tutto il mondo, l’antagonismo tra capitale e lavoro, tra padrone e operaio, tende a emergere e a manifestarsi, anche in conseguenza dell’aumentata concorrenza intercapitalistica, che fa crescere lo sfruttamento e peggiora la situazione complessiva dei lavoratori. I mass media non danno conto di queste notizie che ritengono “poco interessanti” o falsificando la realtà (un esempio clamoroso di censura/falsificazione è quella attuata contro la Guerra Popolare in Perù).
E’ illuminate sapere dallo stesso Di Bernardo sapere quali sono i referenti internazionali: “I referenti sono negli Stati Uniti; sono le più importanti famiglie, quelle che hanno sempre dettato la storia, la cultura e la politica degli Usa, che hanno sviluppato al loro interno una società riservata che nasceva da una comunanza di intenti e di valori che poi si è manifestata anche nella finanza. Questo perché gli Illuminati americani hanno sempre svolto un ruolo importante nella finanza internazionale. Quindi io mi sono ricollegato agli Illuminati di Baviera, di cui ho messo in evidenza i limiti e le differenze. Ma nel presente, ho fatto riferimento agli Illuminati degli Stati Uniti”.
E chi sono questi Illuminati made in USA? E qui viene il collegamento con la famosa “banca genetica dell’apocalisse”, sono i Rockefeller appunto, ma anche i Rothschild, gli Onassis, i Kennedy e il clan dei Clinton.
Di Bernardo spiega: “La maggior parte delle grandi famiglie del potere americano ha sempre sviluppato questa modalità di essere, attraverso il Congresso. Accanto alla vita politica e sociale si è sempre sviluppato questo filone riservato degli Illuminati. In quella sede si analizzavano i problemi: c’è un filo sotterraneo che ha sempre caratterizzato la storia dell’uomo”.
Come dire: ci preoccupiamo come classe dirigente a perpetuarci di generazione in generazione, anche dal punto di vista culturale, ideologico, con una nostra pedagogia.
Ma c’è dell’altro sempre in quest’intervista Di Bernardo ci illumina sui rapporti con il sionismo: “Io ho iniziato i rapporti con Israele quando ero Gran Maestro del Gran Maestro del Grande Oriente. E via via si sono rafforzati. Tanto che la massoneria israeliana, quando nel 1993 sono uscito dal GOI, ha tolto il riconoscimento al Grande Oriente per darlo alla Grande Loggia d’Italia. La massoneria israeliana ha voluto segnare una svolta, che inizialmente significò una sofferenza per gli ebrei massoni italiani. Ma il Gran Maestro Fuch non ebbe esitazioni nel farlo. Anche oggi ho rapporti molto stretti con la massoneria israeliana, a titolo personale, nell’ambito degli Illuminati. D’altra parte c’è sempre stato un rapporto forte tra ebraismo e massoneria: i rituali massonici, soprattutto anglosassoni, danno grande importanza alla storia di Israele e molte leggende, come quella del tempio di Salomone, entra nei rituali massonici a pino titolo. Vi è sempre stato interesse da parte degli ebrei per la massoneria. Se prendiamo il Rito dell’Arco Reale, in Inghilterra, ci accorgiamo che esso è costruito sulla letteratura relativa alle dodici tribù di Israele. Esiste quindi un interesse dottrinale di Israele e dell’ebraismo per la massoneria. Un interesse che è anche di natura politica: i rapporti dello Stato ebraico con gli Stati Uniti nel corso del tempo si sono manifestati anche attraverso la massoneria, in modo particolare attraverso la comune appartenenza di alcuni maestri, come me, al Rito scozzese accettato”.
Questo è uno degli aspetti dei rapporti tra Stati Uniti e Israele, rapporti che sono facilitati dalla Struttura di Potere Sionista negli Stati Uniti e dall’interconnessione tra il complesso industriale – militare statunitense e il suo omonimo israeliano. Per esempio: la General Dynamics, uno dei grandi produttori di armi degli U.S.A. è proprietario del 25% della Elbit che è il secondo produttore di armi israeliane. Non solo: Israele non è soltanto il boia del popolo palestinese, esso è un ingranaggio della controrivoluzione mondiale. Questo aspetto assume forme diverse:
– vendita di materiale di guerra (Israele consacra il 9% del suo P.I.L. alla guerra) o di sorveglianza poliziesca o di spionaggio;
– addestramento di personale alla lotta contro la guerriglia;
– inquadramento di milizie paramilitari nei paesi dove il regime al potere è minacciato da rivolte popolari.
Alcuni esempi:
Colombia: le competenze sioniste sono state messe a servizio del narcopresidente Uribe per aiutarlo a distruggere le FARC;
Georgia: i consiglieri militari israeliani hanno addestrato l’esercito georgiano per l’attacco dell’Ossezia del sud e hanno installato basi missilistiche che possono attentare la sicurezza dell’Iran;
Sri Lanka: i consiglieri israeliani hanno aiutato il governo di Colombo nella lotta di sterminio contro i ribelli Tamil;
U.S.A.: la sorveglianza del muro di 3.500 km che separa gli U.S.A. dal Messico è assicurata da materiale israeliano.
Non è la prima volta che Israele si assume il compito di fare lo sporco lavoro di vendere armi a controrivoluzionari quando gli U.S.A. vogliono “mantenersi con le mani pulite”. Ricordiamoci dell’Irangate, dove intermediari israeliani fornirono armi statunitensi all’Iran per evitare che l’Iraq vincesse la guerra e che con il ricavato di queste intermediazioni, si consegnarono le armi alla controrivoluzione nicaraguense.
Attualmente si è accentuato il processo di integrazione tra strategie israeliane e NATO. Nel 2001 Israele firma al quartier generale della Nato a Bruxelles l’accordo di sicurezza, impegnandosi a proteggere le informazioni classificate che riceverà dalla cooperazione militare. Nel giugno 2003 il governo italiano stipula con quello israeliano un memorandum d’intesa per la cooperazione nel settore militare che prevede tra l’altro lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di guerra elettronica. Nel febbraio 2005 il segretario generale della NATO compie la prima visita ufficiale in Israele, dove incontra le massime autorità militari israeliane per “espandere la cooperazione militare”. Nel marzo dello stesso anno si svolge la prima esercitazione navale congiunta Israele – NATO. In giugno, la marina israeliana partecipa a un’esercitazione NATO nel Golfo di Taranto. In luglio le truppe israeliane partecipano a un’esercitazione NATO “antiterrorismo” che si svolge in Ucraina. Nell’ottobre del 2006, NATO e Israele conclusono un accordo che stabilisce una più stretta collaborazione israeliana al programma NATO “Dialogo mediterraneo”, il cui scopo è “contribuire alla sicurezza è stabilità nella regione”. In tale quadro “Nato e Israele si accordano sulle modalità del contributo israeliano all’operazione marittima Nato Active Endeavour”. Israele viene così premiato alla NATO per l’invasione del Libano. Le forze navali israeliane che hanno bombardato il Libano facendo stragi di civili, sono integrate nelle operazioni NATO che “dovrebbe combattere il terrorismo nel Mediterraneo”.
Il 2 dicembre 2008, circa tre settimane prima dell’attacco israeliano a Gaza, la NATO ratifica il “Programma di cooperazione individuale” con Israele. Esso comprende: “controterrorismo”, tra cui scambio di informazioni tra i servizi segreti; connessione di Israele al sistema elettronico NATO; cooperazione nel settore degli armamenti; aumento delle esercitazioni militari congiunte NATO – Israele; allargamento della cooperazione nella lotta contro la proliferazione nucleare (tutto da ridere, poiché Israele è l’unica potenza nucleare della regione, non solo, ha rifiutato di firmare qualsiasi trattato di non proliferazione). L’11 gennaio 2009, circa due settimane dopo l’attacco criminale delle forze militari israeliane a Gaza con il relativo massacro della popolazione civile, il segretario generale della Nato si reca in visita ufficiale in Israele nel quadro del “Dialogo mediterraneo”. Nel suo discorso ribadisce “che Hamas, con i suoi continui attacchi di razzi contro Israele, si è adossato la responsabilità delle tremende sofferenze del popolo che dice di rappresentare”.
E in questo quadro del rafforzamento della presenza imperialista in quest’area, che a Sigonella, il 20 gennaio 2009 quando tutti gli occhi dei media sono puntati all’inauguration day di Obama, si inaugura il sistema NATO Ags . Questo sistema, spiega il comunicato ufficiale 8° servirà a sorvegliare non il territorio della NATO, ma il “terreno”, fornendo importanti funzioni “prima e durante le operazioni Nato” in altri paesi. Esso sarà “uno strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di risposta della Nato (Nrf)”: in quanto deve fornire il quadro dettagliato del territorio da occupare, permettendo anche di “individuare e prendere di mira veicoli in movimento”. Ciò sarà reso possibile da vari tipi di piattaforme aeree e stazioni di controllo terrestri. Si tratta del più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, finalizzato non alla difesa del territorio della NATO, ma al potenziamento della sua capacità offensiva “fuori area”, sopratutto quella mediorientale. Tutto ciò a origine dal fatto che a partire dalla prima Guerra del Golfo del 1991, si è sviluppata la tendenza della guerra imperialista contro i popoli oppressi del sud del mondo. Approfittando del vantaggio tattico determinato dal crollo del revisionismo nei paesi dell’Est e di fronte alle prime avanguardie dell’offensiva strategica della Rivoluzione Proletaria Mondiale (Perù, Filippina ecc.) l’imperialismo scatena un’offensiva controrivoluzionaria generale. Quest’offensiva controrivoluzionaria generale non nega la tendenza alla rivoluzione e all’accentuarsi della lotta di classe a livello internazionale, ma cerca di contrastare queste tendenze e di prevenirne l’ampliamento.

Cap. 3 Alla scoperta del segreto

La magia di Ormus

Benjamin Franklin, fondatore della Loggia massonica, operativa dal 1730, di St. John di Filadelfia, e nel 1757 affiliato alla Royal società londinese, grazie ai suoi esperimenti con le bacchette elettriche e l’elettricità 9°, nel 1776 venne per la prima volta in Francia. Mentre soggiornava in Linguadoca aderì alla confraternita rosacrociana, quest’affiliazione portò senz’altro Franklin a prendere conoscenza di un’antica filosofia rosacrociana, che i Templari chiamavano Ormus.
La scienza di Ormus aveva a che fare con una quintessenziale forma di oro, le cui capacità antigravitazionali aveva giocato un ruolo decisivo nella costruzione delle cattedrali Notre Dame in Francia. Di certo quest’arte aveva trovato applicazione nella manifattura delle meravigliose vetrate delle cattedrali a legatura di stagno, capaci di catturare la luce e restituire una straordinaria luminosità. I primi a inventare questa tecnica erano stati i filosofi persiani della scuola di Omar Khayyam, i quali spiegavano che il loro metodo incorporava il respiro cosmico dell’universo.
La parola Ormus era direttamente collegata con il nome Omuzd, il dio persiano della vita e della luce. E interessante sapere che da circa venti anni, la scienza ha ripreso gli studi relativi alla scoperta della Pietra Filosofale (tramutazione dei metalli in oro), i moderni fisici hanno battezzato questo processo con l’acronimo di ORME, che sta per elementi monoatomici con orbita modificata. L’Arte Reale è quel procedimento alchemico capace di trasporre il cosiddetto gruppo 1 dei metalli di transizione in una condizione monoatomica. La sostanza che deriva da questo procedimento possiede quelle stesse prodigiose qualità in cui erano a conoscenza i Terapeuti, fra cui la possibilità di entrare in risonanza con il DNA umano al fine di stimolare la produzione ormonale, sincronizzare le funzioni dell’emisfero sinistro e destro del cervello e incrementare la resistenza del sistema immunitario.
Nel 1989, il dottor Hal Phuthof, direttore dell’Istituto di Studi avanzati di Austin, nel Texas, ha pubblicato sulla Force un importante articolo intitolato a Zero-pont Fluctuation Force. Phuthof sostiene che quando la materia fisica incomincia a risuonare in un’altra dimensione, al di fuori del nostro ordinario spazio-tempo, perde 4/9 (pari al 44%) del proprio peso. Questo è esattamente ciò che si è riscontrato nei confronti dell’oro ORME, nel corso di un processo di arco elettrico spettroscopico. Nelle prime fasi del processo, l’oro monoatomico pesa soltanto il 56% del peso iniziale. Continuando a riscaldare e a raffreddare, progressivamente s’instaurano quei processi e si osservano quei fenomeni descritti dagli antichi alchimisti. Più l’oro si raffredda più si fa pesante, tanto che a un certo punto il suo peso è accresciuto di una forte percentuale rispetto a quello di partenza; al contrario più si riscalda più diminuisce il peso, fino addirittura ad arrivare a sfidare la gravità e a pesare meno che niente. A questo punto il campione di materia scompare del tutto, avendo completato il processo di risonanza extradimensionale, per entrare in un altro dominio spazio-temporale, anche se il processo è reversibile e la materia può essere richiamata nella realtà fisica riprendendo il processo di riscaldamento.
Oggi la bianca polvere di proiezione è molto ricercata a uso industriale per le sue capacità d’immagazzinamento energetico trattandosi di un superconduttore, potendo con essa attrarre, immagazzinare e quindi, in un secondo momento, ridistribuire un altro volume di energia. Anche il mondo della medicina sembra affascinato dalle future potenzialità della polvere, da utilizzare nella cura delle carenze del sistema immunitario e nella frattura cellulare, come accade con il cancro e il virus dell’AIDS. Il segreto di questo processo si nasconde nella luce di una particolare lunghezza d’onda che sembra esista proprio nel centro del nucleo. Si tratta di una luce particolare che viaggia a una velocità lievemente inferiore a quella della luce classica capace di entrare, capace di entrare in perfetta risonanza con la struttura del DNA umano.
Nel maggio del 1995 la rivista Scientific American ha pubblicato un interessante articolo sugli effetti di questi fenomeni sul rutenio, uno dei metalli appartenenti al gruppo del platino. Si sottolinea che quando singoli atomi di rutenio sono posti all’estremità di una stringa di DNA, l’elica diventa 10.000 volte più conduttrice, trasformandosi a tutti gli effetti a un superconduttore. Da tempo i chimici sospettavano che la struttura a doppia elica del DNA potesse costituire un percorso estremamente conduttivo, allineato lungo l’asse della molecola, e queste osservazioni non fanno che confermarlo. Anche la Platinum Metal review, una pubblicazione quadrimestrale di Johnson Mattehey, ha trattato in numerosi articoli dell’utilizzo degli elementi transazionali del gruppo 1 in relazione alla terapia del cancro. I tumori, come si crede di aver capito, si scatenano a causa di un’anormale e incontrollata suddivisione del corpo cellulare, ma parrebbe che a questo processo impazzito si possa porre rimedio, agendo con opportune correzioni.
Nel corso degli ultimi anni c’è stato un crescente interesse in numerazioni pubblicazioni scientifiche sui “misteri” della nanotecnologia dell’oro monoatomico (un solo atomo). Nel maggio del 2003 nel prospetto della sottocommissione per il controllo del prezzo dell’oro della Commissione per la sicurezza e gli scambi di Washington, si leggeva: “Le future applicazioni dei catalizzatori con l’impiego di oro spaziano dal controllo dell’inquinamento, a generatori di energia pulita di nuova generazione e batterie energetiche ad alta tecnologia. Inoltre sono già in corso, in ambito medico, sudi avanzati per la cura e il trattamento dei tumori” 10°.

La levitazione

Il fenomeno della levitazione consiste nel sollevamento e nella sospensione di materia in opposizione alla gravità. Il concetto non è facile da assimilare perché in natura non esiste alcun esempio, perché ogni corpo ricade sempre a terra una volta lanciato in aria. La gravità può essere vinta nel momento in cui le sia contrapposta una forza uguale e contraria che la contrasti, non comportando questo fatto conseguenze avvertibili di qualche genere. Tutti i magneti, indipendentemente dalla loro grandezza; sono in grado di attirare e quindi di sollevare un corpo metallico con una forza assai più potente di quella esercitata dall’attrazione terrestre. Ma gli stessi magneti non possono sfuggire alla gravità. Ecco perché nel fenomeno della levitazione è determinante considerare l’energia applicata a un oggetto e non l’oggetto in sé.
Il verbo levitare deriva dal latino levis che, significa leggero. La parola opposta è gravis che significa pesante. Un macchinario usato, per sollevare pietre e sassi è l’ulivella, anche questa parola è di origine latina. Questo meccanismo ha che fare con alcune situazioni previste nella ritualistica massonica, tanto è vero che il relativo nome proprio derivato (Lewis, nella versione inglese del nome, viene simbolicamente applicato al figlio di un adepto (tra i 18 e i 21 anni) in attesa di poter essere aggregato come apprendista. Il progredire dell’adepto verso il raggiungimento della condizione di maestro è paragonato al sollevarsi idea ben raffigurata dal recupero e dal sollevamento del corpo di Hiram Abiff dalla sua indegna tomba. L’intero processo massonico di maturazione del singolo è accostato alla ricerca della Luce, da raggiungere grazia alla scala di Giacobbe e alla scala a spirale, emblemi della prima e del secondo grado dell’ispirazione.
Nella tradizione biblica, il nome corrispondente a Lewis è Levi, che significa “che gravita attorno”. Nell’Antico Testamento si dice che i sacerdoti leviti erano una discendenza maschile di Levi, una casta speciale alla quale Mosè aveva garantito lo status di sacralità assieme ai figli sacerdoti del fratello Aronne. Non necessariamente i Leviti maschi dovevano essere dei sacerdoti, anche se il popolo li considerava come tali. Uno dei compiti dei Leviti era di provvedere al Tabernacolo e a tutto il suo corredo, Arca dell’Alleanza compresa, ne Lutterworth Dictionary of th Bible 11° si sostiene che i Leviti costituivano l’equivalente di una Gilda, con loro particolari conoscenze e abilità peculiari.
I Leviti erano, pertanto, i custodi e coloro che dovevano occuparsi dell’Arca dell’Alleanza. La loro caratteristica precipua era quella di conoscere alla perfezione come svolgere le delicate funzioni loro assegnate e per questo che a molti di loro era riconosciuto il ruolo di sacerdoti. Dei Leviti che trasportano l’Arca si parla sia in Deuteronomio (31:21) che in Giosuè (3:3;6;8:33). In questi brani sono descritti intenti nella loro azione di sollevamento dell’Arca di cui sono i levitatori.
In molte occasioni nell’Antico Testamento si dice che Dio sta, risiede fra i due cherubini dell’Arca e che è presente con la sua luce. I leviti consideravano l’Arca un oggetto pericoloso tanto è vero che tutto l’ebraismo filosofico successivo ha sempre enfatizzato sempre di più il termine “fascio di fuoco” e delle “scintille” che scaturivano tra i due cherubini piuttosto che la bellezza dell’Arca in sé. L’Arca dell’Alleanza era uno strumento in grado di innescare un potente arco elettrico. Essendo l’ideale contenitore di per la polvere bianca Ormus, l’Arca era anche un superconduttore, aspetto che garantiva la possibilità di levitare e di spostarsi da sola con la creazione campo di Meissner 12°.
Forse uno degli antichi segreti della Massoneria è legato a una scienza e a una tecnologia, ereditata nella notte dei tempi, in grado di vincere la forza della gravità. Una tecnologia che consentì nella Francia del medioevo a costruire grandiosi edifici di pietra. La tecnica usata era quella delle levitazione dei superconduttori e la strada che conduceva a tutto questo divenne l’autentica sostanza di un mitico Graal scientifico.

CAP. 4 VIAGGIO NELLA MENTE

L’importanza dei miti.

C’è un prezzo che noi paghiamo per la nostra abilità umana di pensare e progettare: diventiamo consapevoli che un giorno noi moriremo. Quando è minacciato il nostro cervello, produce una risposta, la paura che incoraggia a combattere la minaccia oppure a fuggirla. Con un’aumentata abilità di pensare in astratto, diventiamo in grado di immaginare minacce teoriche, come la nostra futura morte; tuttavia per proteggerci dal pietrificante effetto della nostra paura, sviluppiamo miti e rituali per ridurre lo spauracchio della nostra stessa fine. A questa condizione gli si da il nome di “angoscia esistenziale”. Ora il pellegrinaggio massonico obbliga chi vi partecipa a confrontarsi con questa realtà
C’è un’esigenza da parte dell’essere umano di superare la paura della morte. Feuerbach nelle Lezioni sull’essenza della religione afferma che “specialmente la morte fa nascere il timore, la credenza in Dio” riprendendo un’antica affermazione del materialista latino Lucrezio che legava la paura alla sfida prometeica umana, la sfida ribelle al limite. In sostanza si potrebbe dire che il più vero bisogno ultra-radicale è il bisogno di vivere in eterno, di riprodurre la propria esistenza all’infinito superando la brevità e la ristrettezza pratico-temporale della vita media individuale: gli elisir magici della lunga vita e le svariate credenze nell’oltretomba sono un prodotto di questo bisogno. Esistono tendenze opposte, bisogni contrastanti con le aspettative che si diceva prima: ad esempio, la filosofia di Epicuro concentra in se il bisogno di godere l’esistenza eliminando i bisogni della mente che superino la sfera del bisogno fisico immediato: nutrimento, sete.
Ora la mente è composta da tanti motori esplicativi. I miti (tra i quali i concetti religiosi) sono probabilmente influenzati dal modo in cui i sistemi d’interferenza del cervello producono spiegazioni senza esserne consapevoli.
Ma qual è il meccanismo che permette la diffusione e la sopravvivenza dei miti?

Il meme.

Il meme è una riconoscibile entità d’informazione relativa la cultura umana che è replicabile da una mente o un supporto simbolico di memoria (come un libro) a un’altra mente o supporto. In altri termini più specifici, un meme è un’unità auto-propagantesi di evoluzione culturale, analoga a ciò che è il gene per la genetica. La parola è stata coniata da Richard Dawkins nel suo libro Il gene egoista (1976).
Un meme può essere parte di un’idea, una lingua, una melodia, una forma,
un’abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa che può essere comunemente imparata e trasmessa ad altri come un’unità. Lo studio dei modelli evoluzionistici del trasferimento dell’informazione prende il nome di memetica.
Come l’evoluzione genetica, anche l’evoluzione memetica non può avvenire senza mutazioni. La mutazione produce varianti di cui solo le più adatte si replicano; ossia: diventano più comuni e aumentano la loro probabilità di replicarsi ulteriormente. E’ probabile che sia stata la mutazione a far evolvere culturalmente un primo gruppo di sillabe nell’ampia gamma di lingue e dialetti attualmente esistenti.
In fondo, il termine meme è usato per indicare un qualsiasi pezzo di trasformazione che viene trasmesso da una mente a un’altra.
Il successo di un meme è legato a fattori sottili (quali la critica, la persuasione, la moda o la pressione di un gruppo). Tra le tecniche con cui un meme si propaga, si annoverano:
– la dimostrazione che un’idea o una tecnica sono utili;
– l’identificazione di un problema che non ha soluzione (es. cosa succede dopo la morte?) e proporre una soluzione (andare un paradiso o all’inferno). La soluzione non può essere dimostrata sbagliata ed è quindi sufficientemente adatta per una propagazione successiva;
– la minaccia verso chi non diffonde un meme (non fare certe determinate cose se non vai all’inferno) e la ricompensa verso chi lo diffonde (fallo è andrai in paradiso);
– il richiedere che chi possiede un meme sia gentile con il prossimo e dedichi molto tempo alla riflessione e al dialogo con esso (un prete che predica la propra religione).

Può essere considerato un meme:
– la tecnologia;
– una canzone che non si riesce a smettere di canticchiare o di togliersi in testa;
– un proverbio o un aforisma;
– una filastrocca, una ninnananna o una canzoncina per bambini;
– un poema epico;
– una catena di Sant’Antonio;
– le ideologie politiche;
– tutte le forme di religione;
– i tormentoni diffusi dai media;
– i film;
– internet
A volte alcuni memi sono particolarmente aggressivi come alcune fedi politiche (per es. il fascismo), Le persone che ne sono preda ne sembrano interamente controllate e perdono lo scopo della loro esistenza in loro mancanza. In questo caso per questo tipo di meme le tecniche usate (e che si sono evolute nel tempo) sono l’arte della retorica, l’ipnosi e l’inganno, l’uso della teoria della persuasione. Si potrebbe aggiungere come tecniche anche il “cavallo di troia” e la dissonanza cognitiva.
Il metodo detto “cavallo di troia” opera inducendo a fare attenzione a un solo meme, introducendo poi, di nascosto insieme al primo, un intero pacchetto di altri memi. Un “cavallo di troia” può servirsi dei pulsanti istintuali, cliccandoli per ottenere l’attenzione e insinuandosi poi in un’altra zona. Un esempio: il sesso pigiando sui pulsanti riguardanti l’istinto, attirando l’attenzione, agisce come un “cavallo di troia” condizionando la persona con ulteriori memi impacchettati in uno spot pubblicitario.
Il metodo della dissonanza cognitiva, fa leva sulla pressione mentale, il pathos, il disagio per installare un nuovo meme. Allora s’impone alle persone il superamento delle prove rituali, e accade:
– o l’iniziato si ritira per non sopportare la sofferenza;
– o il meme che rappresenta il valore dell’appartenenza all’organizzazione si crea e si rinforza nella mente dell’iniziato.
Per rafforzare questo effetto si fa leva sugli istinti biologici come la paura o la fame di potere e creare quello stato particolare che si potrebbe definire “manette dorate”.
Quest’ultimo metodo è senza dubbio usato dalla Massoneria, con lo strumento del rito di iniziazione, per rafforzare l’appartenenza dei suoi membri. Il raccontare certe storie (Hiram l’architetto) serve a rafforzare i pensieri nei propri seguaci. Pensieri che sono percepiti come doni.
Nella mitologia massonica la morte è cambiamento: “In natura non vi è alcuna vera morte; tutto è vivente. Ciò che chiamiamo morte è cambiamento. La ragione suprema, essendo immutabile , è dunque imperitura. I pensieri, una volta articolati, sono immortali. La fonte da cui sgorgano è meno immortale di loro? Come potrebbe esistere, i pensieri, se l’anima da cui sono stati emanati cessasse di esistere? L’universo, i pensieri articolati di Dio, continuerebbe ancora a esistere se Egli non fosse più” 13°. Tutto ciò ha un senso: se la morte non è una fine ma un cambiamento, cosa c’è da temere?

Rituali e cervello.

Nel 1992, un gruppo di ricercatori con sede alla California State University studiò gli effetti della partecipazione a vari rituali, come la preghiera, le funzioni religiose, la meditazione e l’esercizio fisico, scoprendo che i benefici includevano una pressione sanguigna più bassa, rallentamento del battito cardiaco e della respirazione e ridotti livelli di cortisolo e una spinta positiva al sistema immunitario. Tutte queste funzioni sono regolate dall’ipotalamo e dal sistema nervoso cerebrale. Le azioni ripetitive, come il canto e la danza, nelle cerimonie possono avere un effetto significativo sui sistemi limbico e autonomo e producono delle sensazioni intensamente piacevoli.
Combinare azioni ripetitive con gesti deliberatamente esagerati induce un’azione elettrica all’interno della regione cerebrale dell’amigdala. Questo produce sensazioni di paura o soggezione.
Lo scenario cognitivo in cui si compie un rituale ha un impatto emotivo diretto nel cervello del partecipante. Qui il senso narrativo di un mito si combina con gli effetti dell’eccitazione produce un potente volto a impartire informazioni. Indubbiamente la funzione del rituale aiuta a ridurre l’angoscia esistenziale.
I rituali hanno tre proprietà importanti:
– un senso di specialità, poiché creano la convinzione di doverli compiere correttamente, altrimenti qualcosa andrà storto;
– provoca delle conseguenze sull’interazione umana. Un apprendista massone prima della cerimonia si sentiva e percepiva come un essere umano normale, dopo si sente massone ovvero membro di una “fraternità”;
– i partecipanti si sentono dentro una dimensione spirituale. La massoneria invoca una credenza che al centro del cosmo vi sia un principio ordinante, e che i suoi rituali aiutano i massoni ad avvicinarsi, a comprendere e a stabilire un rapporto con questo centro.

Il cervello rituale e le ricerche di Michaele Persinger.

Steven Pinker docente di psicologia presso il Massachusetts Institute of Technology vede nel simbolismo della lingua come un’abilità distinta del genere umano: “Emettendo semplicemente suoni con la bocca, noi possiamo far sorgere l’uno nella mente dell’altro nuove combinazioni di idee dotate di significato. Tanto naturale è per noi questa capacità che tendiamo a dimenticare quale miracolo sia” 15°.
Ma non c’è solo questo. La comprensione del mondo da parte di un essere umano entra nella mente come treni di impulsi elettrici portati dai nervi delle estremità del corpo al cervello. Una volta raggiunto quest’ultimo, gli impulsi creano un modello di realtà che si è sviluppato aiutandoci a sopravvivere e a comprendere un mondo ostile.
Tutti i cervelli animali sono un groviglio di neuroni. La differenza tra il cervello semplice di un verme e quello umano, sta nella complessa interconnessione del cervello sta nella complessità. Man mano che i cervelli diventano più abili, le loro connessioni interne diventano più complesse. Ed è proprio la complessa interconnessione del cervello umano che gli permette di concepire l’idea di dio.
Michaele Persinger docente di neuroscienze del comportamento al Dipartimento di Psicologia Laurentina University di Sudbury, nella regione canadese dell’Ontario 15° dal 1971, si occupa dell’interazione fra sistema nervoso e campi elettromagnetici e degli effetti sul comportamento. Non solo i campi elettromagnetici delle moderne apparecchiature elettriche ed elettroniche (come il cellulare) ma anche quelli di origine geofisica, generati cioè da terremoti, spostamenti del terreno, fenomeni meteorologici ed atmosferici.
I comportamenti che Persinger analizza non sono le solite prove di memoria e percezione, ma anche le anomalie di comportamento, le allucinazioni, le visioni religiose e mistiche, le apparizioni di UFO o di esseri fantastici, i fenomeni paranormali. La metodologia adottata comprende studi di laboratorio su animali, ricerche cliniche su pazienti umani ed estesi studi epidemiologici. Uno degli strumenti usati per questi studi è stato l’”elmetto”. Vale a dire un’apparecchiatura con la quale si è in grado di stimolare il cervello umano con campi magnetici complessi a bassa intensità e in modo altamente selettivo per le diverse aree cerebrali. Con tale apparecchiatura egli è riuscito, a riprodurre in laboratorio senza ioni, esperienze che vanno dalla paura all’estasi, dal piacere sessuale alle allucinazioni visive ed uditive, dal ricordo di esperienze dell’infanzia ad esperienze di quasi morte e perfino il contatto con angeli, diavoli o addirittura con Dio..
Una volta iniziato a comprendere i meccanismi dello sviluppo del cervello e a svelare le basi neuronali della percezione, della memoria e dell’apprendimento, i neuroscienziati sembrano ben decisi ad affrontare anche gli aspetti più profondi ed esclusivi dell’esperienza umana, entrando in un terreno fino ad oggi di pertinenza esclusiva di teologi, filosofi e storici delle religioni. L’originalità di Michael Persinger sta nel non essersi limitato allo studio di pazienti con epilessia del lobo temporale, ma nell’avere indagato l’esistenza di anomalie neuroelettriche nella popolazione “normale”. Persinger ha, infatti, teorizzato l’esistenza di scariche transienti del lobo temporale (TLT, Temporal Lobe Transients) che possono influenzare il linguaggio, il riconoscimento dei volti, le emozioni e più in generale i processi psichici, senza dare luogo, perché non sufficientemente intense, ad attacchi epilettici veri e propri.
Inoltre, secondo Persinger, se la natura “estatica” di certi attacchi epilettici è il risultato di un’influenza dei lobi temporali sui normali processi delle strutture limbiche, come l’amigdala e l’ippocampo, si può pensare che queste attività siano l’esagerazione di una normale attività del cervello. È questa la sua “Ipotesi del continuo”, formulata nel 1983, secondo cui un po’ tutti, io e voi compresi, abbiamo un grado variabile di potenziale labilità verso queste anomalie funzionali. Ammesso, a questo punto, che si tratti davvero di “anomalie” e non piuttosto, come appare sempre più probabile, di normali capacità del cervello umano. Capacità che renderebbero ragione degli aspetti universali delle esperienze mistiche-religiose e di quelle paranormali, al di là delle differenze di epoca storica e di cultura. L’esistenza di anomalie elettriche transienti dei lobi temporali era già stata ipotizzata in psichiatria e variamente descritta come “epilessia di Dostojevski”, “attacchi parziali”, “attacchi estatici” e “attacchi psichici”. Le sensazioni soggettive associate con questi attacchi epilettici parziali possono includere illusioni somestesiche (come ad esempio le vertigini o il senso di volare), allucinazioni olfattive e gustative (piacevoli o spiacevoli), allucinazioni uditive (come voci, suoni, musiche), allucinazioni visive (in particolare macchie e strisce luminose, stelle, dischi, colori), macro e microscopia, autoscopia (la percezione della propria immagine). Quest’ultimo fenomeno, in particolare, è stato lungamente descritto dallo psicanalista Otto Rank nel suo celebre studio sul “doppio” nella mitologia e nell’arte. Possono inoltre esserci illusioni cognitive, come sensazioni di dejá vu (già visto), jamais vu (mai visto), deja vecu (già vissuto), idee e pensieri ossessivi, distorsioni del senso del tempo e dello spazio, idee trascendenti e metafisiche e sintomi affettivi come tristezza, paura, piacere, ansia. Insomma, non pochi punti in comune con l’esperienza sciamanica e quella psichedelica.
Nel 1990 Persinger e collaboratori realizzano un questionario (PPI, Personal Philosophy Inventory) che contiene affermazioni del tipo “a volte mi sento come se le cose non fossero reali”, “ho sognato di galleggiare o di volare nell’aria” e persino “sono stato a bordo di un’astronave”. L’obiettivo del questionario era di verificare nella popolazione la presenza di deboli fenomeni analoghi a quelli degli attacchi epilettici parziali. Un decennio di uso di questo strumento ne ha dimostrato l’affidabilità e la capacità di predire anomalie dei lobi temporali misurabili con l’elettroencefalogramma. A questo punto, a Persinger non rimaneva che un ultimo passo: riprodurre i sintomi e le esperienze sopra descritte in laboratorio, su soggetti perfettamente normali. In che modo? Semplice. Ricordiamo, come già detto in precedenza, che Persinger ha iniziato i suoi studi dedicandosi agli effetti neuropsicologici e comportamentali dei campi elettromagnetici. La via seguita è quindi stata quella di applicare su dei volontari dei deboli campi magnetici, cercando di localizzarne l’effetto sui lobi temporali e sul sistema limbico. Il metodo usato da Persinger è stato molto empirico. In pratica, egli ha provato numerose combinazioni di intensità e di frequenza di un campo magnetico, applicato sulla testa dei soggetti grazie ad un semplice casco da motociclista, modificato con gli opportuni elettrodi e avvolgimenti magnetici. Le persone che si sono infilate l’elmetto di Persinger hanno vissuto esperienze fuori del corpo, avuto allucinazioni di varia natura, rivissuto momenti della loro infanzia, provato terrore o piacere e avuto la sensazione che nella stanza dell’esperimento fossero presenti angeli, demoni o alieni. Sono stati anche eseguiti numerosi esperimenti sulla “emisfericità” di questi effetti. Persinger è giunto alla conclusione che per la maggior parte delle persone il “senso del Sé” (ma sarebbe più giusto dire “dell’Io”) risiede nel lobo temporale sinistro, mentre nell’emisfero omologo destro risiederebbe un altro senso del Sé, percepito in genere come una presenza estranea all’individuo: il proprio doppio, un alieno, un angelo, un demone o Dio. Insomma, si comincia a capire perché qualcuno già parla di “neuroteologia”.
Le ricerche di Persinger coniugano in modo originale, per la prima volta su solide basi scientifiche, la geofisica, quindi lo studio dell’ambiente naturale e la neuropsicologia degli stati modificati di coscienza. Esse permettono quindi di gettare nuova luce su tanti aspetti della “geografia sacra”. Ad esempio, anche ad un’analisi superficiale, si nota che tanti luoghi magici, in cui i sacerdoti, i veggenti o le streghe si recavano per avere visioni e predire il futuro, si trovano in prossimità di siti con caratteristiche geofisiche tali da poter creare, o aver creato in passato, anomalie geomagnetiche del tipo di quelle riprodotte da Persinger in laboratorio con il suo elmetto. Lo stesso Persinger ha preso in considerazione, da questo punto di vista, i luoghi in cui sono avvenute alcune celebri apparizioni mariane. Paul Devereux, un ricercatore indipendente, ha registrato delle anomalie locali del campo magnetico terrestre in coincidenza con l’apparizione di luci misteriose (le cosiddette “earth lights”) nel deserto del Texas e in quello della regione di Kimberley nell’Australia Occidentale. Queste luci erano già conosciute agli abitanti indigeni di quelle zone e sono state in tempi più recenti considerate come apparizioni UFO. I risultati di Devereux sono in accordo con la teoria di Persinger, anzi, lo stesso Devereux, autore di numerosi libri sulla “geografia cognitiva dei luoghi sacri”, è addirittura andato nel laboratorio di Persinger per provare di persona il famigerato elmetto. Ricordiamo, infine, che anche il celebre Oracolo di Delfi si trova su una faglia tellurica e la zona è stata frequentemente soggetta a terremoti; anche se in questo caso sembra che lo stato di trance della Pizia fosse provocato dall’etilene che fuoriusciva dalle fratture nel terreno, non si può escludere un ruolo del geomagnetismo terrestre o una combinazione dei due effetti.
C’è un altro aspetto delle ricerche di Persinger da prendere seriamente in considerazione. Le tecnologie elettromagnetiche di modificazione della coscienza sono usate per essere impiegate come strumenti per il controllo mentale da parte di eserciti, servizi segreti o a organizzazioni criminali.

Massoneria come una palestra?

Finire un intervento sui “misteri” che può racchiudere la Massoneria, è difficile e arduo. Ci aiuta a questo lavoro una definizione scientifica di essa. Ritengo che sia tuttora valido ciò che sosteneva Gramsci nel 1925 che: “la massoneria è stata l’unico partito reale e efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo” 16°.
Ora la borghesia come tutte le classi dominanti ha l’esigenza di autoriprodursi e costruire un proprio ceto politico e intellettuale. La Massoneria è uno dei tanti luoghi di quest’autoriproduzione e costruzione di un ceto politico e la formazione di quadri tecnici e intellettuali per il controllo ideologico e politico della società.
I rituali massonici, che possono apparire ridicoli, hanno come scopo il raggiungimento di un equilibrio personale da parte delle elite massoniche. La simbologia massonica ci aiuta a capire tutto ciò. Prendiamo come esempio la chiave di Hiram. La testa della chiave, quella che si regge per girarla è composta dal segno del mistero. La squadra rappresenta l’indipendenza dei sistemi autonomia cerebrale eccitazione e quiescenza. Il compasso simboleggia uno strumento per misurare, controllare e comprendere le risposte. Squadra e compasso di combinano a formare l’impugnatura a forma di losanga della chiave, allegati da una barretta a sezione quadrata al simbolo del centro. Si tratta di un cerchio delimitato da due colonne e rappresenta l’equilibrio tra luce e buio, bene e male, eccitazione e quiescenza, centro e periferia. Al centro del cerchio vi è il punto di cui non si può più errare.
Tutto questo complesso rituale e la relativa simbologia, in apparenza sembrerebbe avere lo scopo di formare persone che raggiungano un equilibrio sui diversi piano della vita privata e sociale, e con una profonda autonomia rispetto alle proprie passioni, emozioni e stimoli. In realtà questo rituale fa raggiungere ai partecipanti una profonda eccitazione mentale, le persone partecipanti alla fine si sentono “dio in terra” e percepiscono di avere dei poteri eccezionali. In sostanza la Massoneria è l’ambiente adatto nel creare delle persone “eccezionali”, “illuminate”, che sviluppino delle capacità che potrebbero apparire “paranormali”. Non è un caso che nelle ricerche scientifiche sui fenomeni definiti paranormali, più aumentano i controlli (fatti per la maggior parte da scettici) e più calano i successi negli esperimenti. Al contrario, i risultati sono maggiori in un clima possibilista e questo spiega perché in Oriente, dove il misticismo è più diffuso, questi fenomeni rientrano nella normalità.

Cap. 5 Ancora gli Illuminati d’Italia

Ma in un paese come l’Italia questi Illuminati che progetto potrebbero avere? O tutto quello che si è detto, sono solo follie complottiste?
G. Pellegrino ex presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle stragi e sul terrorismo, ovvero della commissione della giustificazione politica e morale delle stragi americane, democristiane e fasciste che sono avvenute in Italia dal secondo dopoguerra a oggi, in un’intervista, che nello stile del dire solo una parte per nascondere tutto il resto, alla domanda su chi aspirava a sostituire la nomenclatura piduista, dice: “Il “partito” dei più intelligenti e dei più onesti, quel ceto tecnocratico che, nella situazione del dopo Moro, cercò di sfruttare ogni spazio per imporre una propria egemonia e attuare un proprio disegno: la normalizzazione del sistema italiano, da un lato, attraverso la crisi della DC e, dall’altro, con la cancellazione dell’anomalia comunista” 17°.
Più avanti in questa intervista, Pellegrino diventa più esplicito sul disegno del governo che chiama tecnocratico, che significa fine del ruolo tradizionale di mediazione politica e sociale che avevano fino adesso avuto i partiti politici.
“D. Lei visse quella stagione da protagonista, alla presidenza della Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato. Sulla sua scrivania passarono molti dei processi a esponenti della prima Repubblica.. Che idea si è fatto di Mani pulite? Fu la “ghigliottina italiana”, un golpe giudiziario o una provvidenziale opera di bonifica della politica italiana?

R. Voglio ripeterlo ancora una volta, a costo di apparirle noioso: il sistema politico italiano, era stato modellato dalla guerra fredda, non poteva sopravvivere alla fine del comunismo, andava purificato attraverso un bagno di verità e quindi profondamente riformato per passa a una fase nuova. Questa esigenza non venne avvertita e il compito, che doveva essere della politica, se lo assunse la magistratura, che perseguì con determinazione un preciso disegno strategico.

D. Vuol dire che i magistrati andarono oltre i loro compiti?

R. Voglio dire proprio questo, che perseguirono con lucidità e determinazione un loro obiettivo: colpire la politica. Non dimenticherò mai un libro che uscì all’inizio degli anni Novanta, e che io lessi in francese, parlava della giustizia o il caos ed era il condensato della nuova ideologia che si stava diffondendo nella magistratura di diversi Paesi dopo il crollo del Muro. In quel libro c’erano una serie di interventi di giudici tedeschi, francesi e italiani (tra cui Gherardo Colombo, uno del pool milanese, e Brutti-Liberati), che teorizzavano la necessità di un nuovo mondo in cui la politica sarebbe diventata una categoria evanescente.

D. Possibile? Teorizzavano un mondo senza politica?

R. Più o meno.

D. Ma i nomi che lei ha fatto sono illustri magistrati, di pazzi visionari.

R. La loro idea era che, caduti i muri, un mondo in cui i mercati si stavano globalizzando avrebbe per virtù propria distribuito meglio la ricchezza. Pensavano che si sarebbe attivata una sana concorrenza e ch, quindi, il mercato non avrebbe avuto bisogno della politica, vissuta come un elemento di perturbazione. Nella loro visione, sarebbe stato sufficiente un governo tecnocratico, che avrebbe arbitrato i giochi evitando che i politici si intromettessero. Una colta che si fosse stabilizzato, che la partita si fosse giocata secondo le regole del mercato, che bisogno ci sarebbe stato della politica? Ci misi un po’ di tempo, ma alla fine mi resi conto che la filosofia di Mani pulite era proprio quella illustrata su giustizia o caos”

Ora come si diceva la crisi del capitalismo, fa emerge come sia una necessità, da parte dei settori dominati della borghesia, di cercare nuove sintesi politiche, sociali e culturali. Perciò questo progetto definito tecnocratico, del governo dei “migliori”, di un mondo senza politica, se per politica si intende dare risposte, pur in forma della mediazione clientelare, alle esigenze delle masse popolari, non è per niente frutto di deliri complottisti.
Questo è un progetto, che è dibattuto in ambienti accademici e intellettuali. Prendiamo come esempio uno scritto che è girato in questi ambienti: Il pericle elettronico. L’autore di questo scritto Calderazzi Antonio Massimo, membro della Societè Européene de Culture e responsabile della Research Unit on Electronic Direct Democracy ed è stato per l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale seguiva il mondo anglosassone e il Nord America in particolare.
L’argomento di questo scritto è la democrazia diretta da raggiungere attraverso l’elettronica.
Ma questa democrazia diretta non la raggiunge attraverso la lotta politica, ma attraverso la diffusione dell’elettronica e dell’informatica in particolare, sembra la prospettiva di un mondo alla Matrix, dove alla fine il virtuale diventa reale e il reale diventa virtuale. Andando avanti nella lettura di questo scritto, si capisce che il punto di riferimento dell’autore sono gli U.S.A., perché è lì, nel maggior paese imperialista, sin dagli anni ’70 è partita l’idea di una democrazia elettronica.
L’autore prospetta la fine del parlamentarismo e dei partiti, visti come realtà obsolete 18° . Andando più avanti nella lettura la prospettiva diventa inquietante quando si afferma: “Il passaggio alla democrazia assoluta esige la fine delle convenzioni e finzioni che si riassumono nel suffragio universale. Lungi dall’essere il potere delle folle, la democrazia diretta sarebbe il governo dei “migliori” selezionati a rotazione dalla sorte fra quanti vantano qualifiche ben superiori all’iscrizione all’anagrafe. Ciò non escluderebbe anzi postulerebbe l’impegno più serio a innalzare i livelli di consapevolezza e di esperienza della massa di modo che sempre più individui acquisteranno i requisiti per essere chiamati dal computer ai ruoli della supercittadinanza”.
In questo linguaggio aristocratico, quando si dice niente “potere delle folle”, bisogna tradurre tutto ciò come esclusione della classe operaia e delle masse popolari, in quanto, in maniera fortemente dispregiativa, sono viste come una massa di manovra per politici e demagoghi. In questa visione elitaria si parla non solo di governo di “migliori, ma addirittura di una “supercittadinanza”, come a dire che ci sono i cittadini e i supercittadini.
Andando avanti nella lettura questa visione elitaria si fa più esplicita, quando afferma che saranno mezzo milione questi supercittadini chiamati anche cittadini attivi (nel XVIII e nel XIX secolo i cittadini attivi erano quelli che in Europa avevano il diritto di voto per via del loro censo e della loro istruzione che erano elevati)
In sostanza si prospetta un governo di “Illuminati” organico alle politiche della borghesia imperialista e perciò in contrasto con le esigenze che esprime il proletariato.
Perciò se qualcuno da “sinistra” magari sotto le vesti “antagoniste” o addirittura “rivoluzionarie” comincia a parlare dei democrazia “elettronica” o “informatica”, di nuovi “linguaggi” è uno dall’altra parte della barricata.

R. Più o meno.

NOTE
1° Cattedrali del mistero , Giunti.
2° La bibbia e l’alchimia, Hobby Editore.
3° Sono ben 20.000 tavolette in caratteri cuneiformi riportate alla luce verso la meta del XIX secolo.
4° Tapping Crops’ Wealth, in Scientific American agosto 2004.
5° Link http://sitoaurora.altervista.org/Covert/banca.htm
6° Nel Link http://neoimpressionista/lazo/roma/roma/accademie%7C225238.html indica dove si trova.
7° L’Anti-Defamation League assieme all’American Israeli Public Affairs Commitee (AIPAC) sono l’asse principale del potere sionista negli Stati Uniti.
8° M. Dinucci, Il “nuovo concetto strategico” della NATO, Marxismo Oggi 2009/1.
9° Aveva compreso la differenza fra correnti elettriche negative e positive e intuito che il fulmine altro non era che una forma di elettricità
10° Comunicato del 13 maggio 2003 della sottocommissione per il controllo del prezzo dell’oro a nome della Commissione per la sicurezza e gli scambi di Washington, DC, con numero di registrazione 333.
Cambridge, Lutterworth Press, 1994.
11° L’effetto Meissner si ottiene quando un superconduttore viene immerso in un campo magnetico d’intensità inferiore a un certo valore critico. Il superconduttore manifesta un diamagnetismo perfetto espellendo il campo magnetico dal suo interno: ciò avviene tramite la generazione di correnti superficiali, che inducono all’interno del superconduttore un campo magnetico uguale e contrario a quello applicato. Questo effetto prende il nome dal fisico tedesco Walter Meissner, che rese nota questa sua scoperta nel 1933. In paesi come la Germania, la Gran Bretagna, in Cina e in Giappone, sono stati sperimentati o sono in progettazione treni a levitazione magnetica.
12° Robert Lomas, IL SEGRETO DEI MASSONI tutti i misteri di una tradizione millenaria, Oscar Mondadori,
13° Pinker Steven, L’istinto del linguaggio. Come la mente crea il linguaggio. Mondadori
14° Persinger non è uno sconosciuto, è membro di svariate organizzazioni internazionali, ha pubblicato più di 200 articoli scientifici e numerosi libri sul rapporto fra cervello e comportamento.
15° A. Gramsci, La costruzione del Partito Comunista 1923-1926, Einaudi. pp. 75-76. Intervento alla Camera dei Deputati del 16 gennaio 1925. Gramsci era intervenuto per opporsi al disegno di legge Mussolini – Rocco contro le associazioni segrete, rivolto in particolare contro la massoneria. Gramsci non era intervenuto a difesa della Massoneria, ma aveva denunciato che la legge sulle società era “il primo atto reale del fascismo per affermare quello che il Partito fascista, chiama la sua rivoluzione”.
16 G. Fasanella G. Pellegrino, LA GUERRA CIVILE Da Salò a Berlusconi. Perché in Italia la guerra fredda non si è ancora conclusa? I protagonisti e le storie di uno scontro che dura da più sessant’anni, BUR.
17 Calderazzi non è nuovo a queste idee, già nel 1973 scrisse un libro Il modello britannico, edizioni Dedalo, dove diceva che si stava consumando la crisi estrema della democrazia parlamentare e del parlamentarismo.

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~ di marcos61 su agosto 7, 2009.

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