SESSO VIOLENZA E PORNOGRAFIA

   Voglio affrontare un argomento scottante e di piena attualità, perché è diventato argomento di polemica politica: quella della violenza sessuale e della pedofilia. In particolare sulla proposta di castrazione chimica rilanciata con vigore dal ministro Roberto Calderoli.

   La castrazione chimica è un tipo di castrazione, provocata da farmaci a base di ormoni. Fu sviluppata come misura temporanea preventiva per stupratori e pedofili e applicata come parte della pena per reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, tra i quali gli Stati Uniti. Alcune associazioni per i diritti civili negli Stati Uniti; in particolare l’ACLU (American Civil Liberties Union) [1]. Al di fuori di questi usi, la castrazione chimica è eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall’inizio del trattamento farmacologico.

   Il farmaco più usato è il medrossiprogesterone. Agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli di testosterone.

   In Italia è soprattutto da Lega Nord che invoca la castrazione chimica contro i reati a sfondo sessuale.

   L’ultimo caso, quello di Bianchini ha rilanciato (che tra l’altro era un dirigente di base del PD ed è evidente che questo fatto ha alimentato la polemica politica) ulteriormente con forza la proposta dell’uso della castrazione chimica. Tanto che anche su Facebook (network creato dalla CIA e in Italia usato da fascisti e razzisti) si è creato un gruppo con oltre 30.000 iscritti, che si dice favorevole a questo tipo di misura[2].

   Personalmente ho ritenuto e ritengo tutto che i reati a sfondo sessuale sono una delle cose più oscene che si ciano (in particolare quello verso i minori) e non sono uno che trova alibi verso chi si macchia di questi delitti, e che debbano rendere conto prima verso le vittime e verso il popolo (le masse popolari sanno giudicare nonostante quello che possano dire i vari detrattori). Ma devo dire che un intervento di una persona che mi ha fatto sorgere dei dubbi in mezzo a tutta questa grancassa mass mediatica. Ed è l’intervento del criminologo da palazzo Francesco Bruno. Ebbene non ha detto niente di eccezionale, che questo Bianchini ha una “personalità multipla” che dovrebbe essere sottoposto a cure farmacologiche ecc. Ma allora? Allora è il personaggio Francesco bruno che mi puzza. Egli era stato consulente del SISDE. Nel 1993, quando scoppiò lo scandalo dei fondi neri del SISDE, scandalo che coinvolse Scalfaro, perché era stato ministro dell’Interno, davanti alla testimonianza degli agenti del SISDE Malpica, Galati e Brocoletti che accusavano i loro superiori, egli ritenne che le loro testimonianze non fossero attendibili. A suo parere, i tre sarebbero affetti da una nuova malattia psichiatrica: la “sindrome del canarino”. Affermava Bruno: “a differenza dei mafiosi gli agenti che si sentono traditi dallo stato, improvvisamente si sentono abbandonati e perdono ogni riferimento con la realtà… questo complesso di onnipotenza, sindrome del canarino, porta i soggetti in questione a partire all’attacco il più alto possibile, ritenendo dia vere delle carte che giustificano queste affermazioni”. Questa teoria è suffragata naturalmente da un “importante studio scientifico psichiatrico” americano. Un buon psichiatra serve sempre, a dar del pazzo quando si accusa un potente.

 

E la pornografia dove la mettiamo?

 

   Lo so che si rischia di passare per dei bacchettoni o per degli alleati del Vaticano, ma credo che questo discorso debba essere affrontato, perché il discorso delle “personalità multiple” o della “malattia” per chi si macchia dei reati a sfondo sessuale proprio non mi convince.

   Ted Bundy uno dei più efferati serial killer U.S.A. degli anni ’70 (poco prima di essere giustiziato confessò l’uccisione di circa 28 ragazze) in un’intervista rilasciata allo psicologo prima della sua esecuzione disse[3]

Psicologo: Lei è stato accusato di aver ucciso molte donne…

Ted Bundy: No, questa solo una parte della tragedia legata alla situazione. Io sono cresciuto in una bella, ho avuto due genitori premurosi e affettuosi. Eravamo 5 tra fratelli e sorelle. Andavamo in chiesa e i miei genitori non hanno mai giocato d’azzardo né bevuto. Non ci sono mai stati atti di violenza psicologica e fisica a casa mia. La mia è una salda famiglia cristiana. E spero che nessuno accuserà mai nessuno accuserà mai nessuno di loro di aver contribuito a tutto ciò che ho fatto. Il mio percorso è cominciato all’età di 12 anni quando sono venuto a contatto per la prima volta con dei testi pornografici. Il tipo peggiore di pornografia esistente è quella che incita alla violenza sessuale. L’unione del sesso e violenza porta a un comportamento terribile da definire.

Psicologo: Si spieghi meglio…

Ted Bundy: Con le mie parole non cerco di condannare la pornografia. Non sto dicendo che mi ha portato a commettere questi crimini. Mi addosso tutta la responsabilità per ciò che ho fatto. La questione è come questo tipo di letteratura possa contribuire a sviluppare un atteggiamento violento in soggetti predisposti.

Psicologo: La pornografia ha acceso le sue fantasie?

Ted Bundy: Sì, all’inizio. Per poi cristallizzarsi in qualcosa che vive in me come un’entità distaccata.

Psicologo: Mi spieghi come queste fantasie si trasformano in realtà.

Ted Bundy: E’ come una droga. Si è sempre alla ricerca di qualcosa che dia maggiore eccitazione. Alla fine la sola pornografia non basta. E a quel punto cominci a pensare che l’atto fisico può darti una sensazione maggiore rispetto alla semplice lettura.

Psicologo: Quanto tempo è passato dalle fantasie al momento in cui ha commesso il primo crimine?

Ted Bundy: Un paio di anni. Ho combattuto contro le mie inibizioni e contro i condizionamenti della mia infanzia, delle mie amicizie, della scuola, della chiesa. Ma tutte queste barriere alla fine non sono state abbastanza forti dall’impedirmi di fare ciò che ho fatto.

Psicologo: La definirebbe “mania sessuale”.

Un istinto, per meglio dire. La costruzione di un’energia distruttiva. L’alcol ha contribuito a tutto questo, perché riduceva le mie inibizioni laddove la pornografia le alimentava[4].

Alla domanda dello psicologo sul ruolo della pornografia. Ted Bundy rispose”Sono in prigione da abbastanza tempo per poter dire che i tanti uomini che ho incontrato e che hanno commesso violenze e abusi nutrivano tutti, senza accessioni, una passione per la pornografia”.

   Ovviamente il discorso è complesso e non voglio semplificarlo. La pornografia è un terreno dai confini vaghi e sfumati. C’è chi sostiene che la pornografia è tutta salute, beninteso se è prodotta e consumata da adulti in grado di intendere e volere. Secondo alcuni, sarebbe terapeutica in caso di inibizioni sessuali. Nel 1969, un’inchiesta volta dal presidente Nixon stabilì che la pornografia non genera violenza. Per l’occasione fu coniata una nuova e memorabile definizione della pornografia: “materiale sessualmente esplicito”.

   Detto questo, bisogna dire che buona parte dell’iconografia pornografica è intrisa di aggressività. Alcune ricerche presentate a Strasburgo nell’agosto 1996 nell’ambito del Congresso della Società Internazionale per la ricerca sull’Aggressività[5] rilevano che l’esposizione al materiale pornografico, soprattutto se aggressivo e degradante, induce adolescenti e adulti maschi a non condannare la violenza contro le donne. Verso la violenza sessuale in particolare è privilegiata una forma di comprensione, che si concretizza nelle frasi: “lei provocava”, “lei ci stava”, “lei se l’è cercata”.

  Allora che fare? Invocare attività censorie? E poi da questo tipo di Stato. Io credo che il punto dal quale si deve partire non sia tanto quello di censurare o nascondere, ma a partire dalle vittime quello di denunciare e reagire. Non bisogna mai dimenticare, ribadire la differenza che passa tra un oggetto di consumo e un essere umano. La pornografia è funzionale al sistema capitalista perché vende corpi e fantasia come merci da consumare in fretta. E poi bisogna denunciare vigorosamente e combattere il sistema dei media (che vuol dire la casta dei giornalisti prezzolati e venduti al sistema) che calpestano e usano i sentimenti e la dignità delle vittime e delle persone a loro care, come se fossero oggetti trascurabili. Questi media hanno inventato una forma peggiore di pornografia esistente sul mercato: quello del dolore.

   Perciò questi motivi, questa battaglia contro i delitti a sfondo sessuale è parte integrante di un sistema che riduce tutto a merce, sesso e corpi compresi.

 


[1]  L’ACLU è un’organizzazione non governativa orientata a difendere i diritti civile e le libertà individuali negli Stati Uniti.  Fondata nel 1920, è stata in parecchie battaglie, che gli procurarono delle critiche da sinistra quando nel 1977 fece causa al comune di Skokie; Illinois, con un’ingiunzione contro l’applicazione di tre ordinanze comunali  che proibivano parate e manifestazioni naziste. Una corte del distretto federale annullò queste ordinanze con una decisione che fu poi riconfermata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti. L’azione dell’ACLU provocò alle dimissioni alle dimissioni di circa il 15% dei membri dell’organizzazione.

[2] Link http://www.corriere.it/politica/09_luglio_13/castrazione_chimica_calderoli_ernesto_..

[3] Link http://criminals.iobloggo.com/archive.php ?edi=24

[4]  Ho un ricordo personale, circa tre anni fa, quando camminando con una mia amica la sera, sul Corso Garibaldi. Io mi stupii (non sono mai stato un animale notturno) vedere tanti giovani in giro a gruppi completamente ubriachi, la mia amica mi spiegò che i ragazzi si ubriacano per vincere le inibizioni prima di far sesso.

[5]  Link http://www.nautilus.tv/9703it/attualità/porno.htm

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~ di marcos61 su luglio 14, 2009.

2 Risposte to “SESSO VIOLENZA E PORNOGRAFIA”

  1. Ma Calderoli allora vuole castrarsi da solo ?

  2. E’ uno schifo, sempre!
    Don Felice Di Noto ne dice di tutti i colri ma stè cose non le trasmettono!

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