ARRIVA IL ROBOT CHE RIPRODUCE LE EMOZIONI UMANE

Robot con emozioni

 

Si sa che il Giappone è il paese dove si sono installati il maggior numero di robot. Tanto da scatenare la fantasia degli scrittori che profetizzavano la sostituzione dei robot agli operai e quindi, di conseguenza la scomparsa di questi ultimi[1].

   In Giappone gli ultimi progressi nel campo lavorativo dei robot  sono:

1)    C’è motoman il cuoco cibernetico. Capace di fare l’operaio, il postino, l’androide (che pesa 220 chili) si è cimentato pure con un okonomiyaki (pizza frittata).

2)    Sette commessi cibernetici sono al lavoro in un grande magazzino di Osaka: non è un film di fantascienza, ma l’ultimo esperimento della ricerca nipponica sulla strada della convivenza tra uomini e macchine.

   Ma non è finita. In Giappone sarebbe in atto, si pure in maniera strisciante, una soluzione alternativa per risolvere il problema della crisi demografica: mettere al mondo figli-robot. Lo sostiene il giornalista nippo-americano Adam Yamaguchi, nella sua inchiesta Vanguard  JapaRobotNation. Secondo le statistiche i giapponesi si sposano sempre più tardi rispetto al passato e aumentano le donne che scelgono la vita da single. Inoltre le prospettive per il futuro, soprattutto per quanto riguarda l’economia con la crisi economica in atto, non sono certi un incentivo per la decisione delle giovani copie ad avere figli.

   La scarsità delle nascite crea un terrorismo informativo, che è eguale in tutti i paesi imperialisti. In sostanza si sostiene che il continuo invecchiamento della popolazione rischia di portare al collasso il sistema previdenziale. Ebbene, poiché non sono un paese d’immigrazione, la soluzione possono essere i robot. La robotizzazione va avanti non solo dal punto di vista lavorativo ma si arriva alla costruzione del proprio alter-ego per essere presenti in appuntamenti diversi. Da qui arriva a breve si potrebbe addirittura arrivare al figlio-robot.  

   E adesso arriva Kobian un robot che riesce a riprodurre gesti ed emozioni.

   E’ proprio vero, quello che diceva il Prof. Antonio Bicchi ordinario di robotica alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Pisa, che avevo riportato nell’articolo CERVELLI CREATI SE SI SOGNA: “Gli umani saranno sempre più vicini agli automi e le macchine dovranno essere più intelligenti e sicure”.

   Frasi come queste, lo sviluppo della robotica, ci devono porre degli interrogativi, sulle finalità di questo tipo di sviluppo scientifico e tecnologico.

 

 

 

 

È il primo androide capace di comunicare sette diversi sentimenti umani

Ecco Kobian, il robot
che esprime emozioni umane

Secondo gli scienziati in futuro potrà essere impiegato anche nel campo dell’assistenza infermieristica

TOKYO – E’ il robot più simile agli esseri umani perché riesce a riprodurre i gesti e le emozioni che quotidianamente esprimiamo. Martedì scorso alcuni scienziati dell’Università «Waseda» di Tokyo, guidati dal professore Atsuo Takanashi, hanno presentato l’ultimo capolavoro della robotica: Kobian, il primo androide capace di comunicare sette diversi sentimenti umani. Il robot prova stupore, tristezza, gioia e altre diverse emozioni. Ogni sensazione espressa dall’androide è accompagnata da espressioni facciali o dal movimento delle labbra e delle palpebre che rendono gli atteggiamenti dell’automa molto credibili e originali

IBRIDO – Kobian riesce anche a camminare, a percepire l’ambiente che gli sta attorno e a gesticolare. E’ una sorta di ibrido, perché in esso ritroviamo alcune caratteristiche già presenti in due precedenti robot giapponesi: Wabian-2 presentato nel 2006 come il primo umanoide bipede e WE-4RII androide che già nel 2003 riusciva a riprodurre rudimentali espressioni facciali. Ma Kobian è anche molto di più: presenta un collo supertecnologico che lo aiuta a raggiungere atteggiamenti espressivi e singolari. Quando vuole manifestare gioia, Kobian allarga le braccia, sgrana gli occhi e apre la bocca, mentre quando è triste, abbassa la testa verso il basso, porta una mano vicino alla fronte e simula un gesto di dolore. Per esprimere sconcerto invece distende le mani e reclina indietro il capo. Secondo i suoi ideatori la grande capacità del robot nell’esprimere emozioni rende più semplice la vera finalità per cui è stato creato: interagire con gli essere umani e aiutare le persone anziane durante le faccende quotidiane.

ASSISTENZA INFERMIERISTICA – Gli scienziati hanno assicurato che nei prossimi mesi Kobian sarà ulteriormente sviluppato e in futuro potrà essere impiegato anche nel campo dell’assistenza infermieristica. Il professore Atsuo Takanishi dichiara che l’androide ha ancora diversi limiti visto che riesce a interagire solo attraverso la sua serie di risposte pre-programmate: «È solo un prototipo» sostiene lo studioso che però conferma che Kobian rappresenta il primo passo verso la creazione dei perfetti umanoidi. Ma è bene non farsi troppo illusioni: prima di vedere in casa degli amici umanoidi dovrà passare molto tempo. Secondo Takanishi ci vorranno almeno 10 anni prima che Kobian possa assistere autonomamente un anziano o un malato.

Francesco Tortora
24 giugno 2009

 

Link http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_giugno_24/tortora_kobian_robot_umano_a64fd274-60b9-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml

 

 


[1]  Si sarebbe avverato il sogno di tutti i capitalisti, si sa, fino adesso i robot non scioperano.

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~ di marcos61 su giugno 25, 2009.

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