ANCHE FUKUJAMA HA PAURA DEL TRANSUMANESIMO

ANCHE FUKUJAMA HA PAURA DEL TRANSUMANESIMO

 

   Nel 2005, Fukuyama il teorico della “fine della storia”, lancia un allarme che passa ai più inosservato: il transumanesimo è una minaccia ancora più grande dell’integralismo islamico[1]. Il transumanesimo è un movimento nato in Amerika che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecniche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista di una possibile trasformazione post umana.

   Il movimento transumanista è diffuso in tutto il mondo in Italia ci sono l’Associazione Italiana Transumanisti[2] e il Network Transumanisti Italiani[3].

   Fukuyama ha lanciato l’allarme dalle pagine di Foreign Policy una rivista americana, invita a prenderli sul serio, perché ritiene che se il transumanesimo non sia bloccato, aprirebbe la strada a un futuro apocalittico.

   Indubbiamente la posizione di Fukuyama è sintomo di uno scontro all’interno delle classi dominanti SUA, tra una destra la cui espressione politica era la famiglia Bush (i famosi teocons) e un settore che si potrebbe definire “Illuminato”.

   Il pensiero transumanista è influenzato dall’Illuminismo e dal Positivismo poiché si pone l’obiettivo dell’utilizzo della conoscenza globale come mezzo in vista di un miglioramento individuale e civile. Seguendo la tradizione di Nietzsche insiste sull’idea che l’uomo sia qualcosa che debba essere superato, e accetta o auspica ciò che possa contribuire all’avvento di tale futuro postumano.

   Non è da sottovalutare questa esaltazione acritica delle tecnologie per lo sviluppo umano. Esaltazione che prende anche molta “sinistra”.

   Calderazzi Antonio Massimo membro della Societè Européene de Culture e responsabile della Research Unit on Electronic Direct Democracy e membro dell’Istituto di Studi di Politica Internazionale (seguiva il Nord America e il mondo anglosassone)[4]. Scrisse un intervento, che girò in ambienti ristretti, dal titolo indicativo Il Pericle elettronico[5]. In questo scritto si parla di “democrazia diretta” da raggiungere attraverso l’elettronica.

   Questa “democrazia diretta” non la raggiunge attraverso la lotta politica ma attraverso la diffusione dell’elettronica e dell’informatica in particolare. Leggendo questo scritto si ha la sensazione che la prospettiva sia un mondo come quello prospettato nel film Matrix dove alla fine il virtuale diventa reale e il reale diventa virtuale. Leggendo si capisce che il punto di riferimento sono gli SUA e che sin dagli anni ’70 è venuta l’idea della democrazia elettronica.  Si prospetta la fine del parlamentarismo e dei partiti[6], in quanto realtà ritenute obsolete. La prospettiva è inquietante quando dice “Il passaggio alla democrazia assoluta esige l’abbandono delle convenzioni e finzioni che si riassume nel suffragio universale. Lungi dall’essere il potere delle folle, la democrazia diretta sarebbe il governo dei “migliori” selezionati a rotazione dalla sorte fra quanti vantano qualifiche ben superiori a un’iscrizione all’anagrafe. Ciò non escluderebbe anzi postulerebbe l’impiego più serio ad innalzare i livelli di consapevolezza e di esperienza della massa, di modo che sempre più individui acquisterebbero i requisiti per essere chiamati dal computer ai ruoli della supercittadinanza”.

   Con un linguaggio aristocratico, si dice chiaramente niente “potere delle folle” che significa l’esclusione delle masse popolari dall’attività politica, in quanto sono viste in maniera dispregiativa come pura massa di manovra da parte di politici e demagoghi. A formare questo “governo dei migliori” saranno persone selezionate che possiedono “qualifiche superiori” e come ciliegina si prospetta la creazione di una “supercittadinanza”, dunque ci saranno i cittadini e i supercittadini. Andando avanti nella lettura di questo scritto, questa visione elitaria si fa più esplicita, quando si parla di mezzo milione di questi supercittadini, chiamati anche cittadini attivi. Guarda caso che nel XIX° secolo i cittadini attici erano quelli che in Europa avevano il diritto di voto per via del censo e dell’istruzione.

   Quello che si prospetta in sostanza è un governo di “Illuminati”.

   C’è un collegamento fra transumanesimo e questa cosiddetta “democrazia elettronica”, nel portare avanti una società elitaria e sviluppata tecnologicamente.

   Bisogna precisare che il problema non è tanto lo sviluppo tecnologico in sé, ma è l’assenza di qualsiasi controllo da parte delle masse popolari, espropriate delle facoltà decisionali di decidere quali devono essere le finalità di questo sviluppo.

 

 


[1]  In Italia questa polemica era stata riportata da Panorama in un articolo del 04.03.2005 di Giorgio Ieranò dal titolo  IDEOLOGIE ESTREME: IL MOVIMENTO DEI TRANSUMANISTI Belli e immortali, ecco chi vuole il superuomo. Link http://archivio.panorama.it/home/articolo/idA020001029603.

[2]  Link http://www.transumanisti.it

[3]  Link http://www.transumanisti.org

[4]  E autore  La rivoluzione negra negli Stati Uniti Dall’Oglio (1968) e ILMODELLO BRITANNICO L’arte del meno peggio Dedalo (1973).

[5]  Link http://web.tiscali.it/Randomcracy/Pericle.pdf

[6]  Calderazzi già nel MODELLO BRITANNICO del 1973 di fronte alla crisi della democrazia parlamentare e del partitismo e di quello che definiva l’ “inconsistenza” del modello comunista (in realtà nell’esorcizzarlo), poneva come esperienza da guardare il modello britannico.

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~ di marcos61 su giugno 23, 2009.

3 Risposte to “ANCHE FUKUJAMA HA PAURA DEL TRANSUMANESIMO”

  1. […] 2/12 3/12 4/12 5/12 6/12 7/12 8/12 9/12 10/12 11/12 12/12 ANCHE FUKUJAMA HA PAURA DEL TRANSUMANESIMO […]

  2. Per molti, il transumanismo ha le sue radici più profonde nello stesso cristianesimo e nella sua escatologia. Adamo fu creato simile a Dio e decadde a causa del Peccato Originale. Per molti cristiani dei secoli passati, la scienza e la tecnica sono un modo per riacquistare le caratteristiche morali e materiali dell’Adamo originale.
    Un libro interessante al riguardo è “La religione della tecnologia. Divinità dell’uomo e spirito d’invenzione” di Noble David F. (Einaudi (collana Edizioni di Comunità)).

  3. semplice rilettura della Repubblica di Platone

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