MAXI MULTA AD AZIENDA PRODUTRICE DI SEMICONDUTORI

MAXI MULTA DALL’UE ALLA INTEL L’AZIENDA PRODUTRICE DI SEMICONDUTORI

 

   L’Unione Europea fa deciso di infliggere una delle multe più alte finora che sono state inflitte: un miliardo di euro, alla Intel Corporation, l’azienda multinazionale produttrice di semiconduttori (microprocessori, dispositivi di memoria, circuiti di supporto alle telecomunicazioni e alle applicazioni informatiche) con sede a Santa Clara, California (USA). La Intel è nota soprattutto per essere la prima produttrice mondiale di microprocessori.

   I motivi di questa multa erano che la Intel praticava sconti e pagava i produttori di computer e rivenditori di PC per annientare i suoi concorrenti.

   Già la Intel era stata in passato al centro di polemiche. Quando introdusse sul mercato i Pentium III, il primo processore a includere un numero d’identificazione univoco e recuperabile via software chiamato PSN (acronimo di Personal Serial Number, Numero Seriale Personale). Si tratta di un numero che permette a terze parti di seguire dall’esterno (ad esempio quando ci collega a Internet) i comportamenti dell’utente a sua insaputa. Per questi motivi il 29 novembre 1999, il Science and Technology Options Assessment Panel (STOA) del Parlamento europeo, a seguito del suo rapporto sulle tecniche di sorveglianza elettronica chiese ai membri del comitato parlamentare di considerare misure legali per prevenire di questi chip sui computer dei cittadini europei. Tale decisione costrinse quindi la Intel alla disattivazione di tale codice.

   Ora tutto questo è anche una delle conseguenze dell’accentuazione della crisi economica in atto. Infatti, una delle conseguenze della crisi è l’esasperazione della concorrenza, per decidere chi debba fare le spese dell’eccedenza del capitale. Ne consegue un’enorme accelerazione del processo di concentrazione del capitale per raggiungere una “massa critica” indispensabile per reggere lo scontro con i concorrenti. Tale processo, nel corso degli ultimi anni, ha trovato una proiezione nello sforzo di ciascuna grande potenza imperialista di costituire aree economiche integrate, al cui interno si cerca di portare al minimo la concorrenza tra i capitali, in modo di concentrare i propri sforzi nella lotta contro i concorrenti esteri.

   Dall’esigenza di confortarsi con le due aree a dominanza statunitense e giapponese è nata l’esigenza materiale da parte della borghesia europea dell’integrazione europea.

   Perciò questo fatto nasce dal conflitto tra il polo imperialistico europeo e quello USA.

 

Tra le accuse anche quella di pratiche anticoncorrenziali illegali

Ue contro Intel, maxi multa da 1,06 mld

La Commissione ha deciso di sanzionare la società dei microprocessori per abuso di posizione dominante

BRUXELLES – La Commissione Europea ha deciso di infliggere al colosso dei microprocessori Intel una gigantesca multa da 1,06 miliardi di euro per abuso di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali illegali. Lo rende noto un comunicato della Commissione diffuso a Bruxelles. È la più grande singola multa mai inflitta dall’esecutivo Ue a una società. La Commissione ha inoltre ordinato alla Intel di interrompere immediatamente tali pratiche assicurando che vigilerà sull’ottemperanza di questa decisione. La Intel, dal canto suo, ha già fatto sapere di essere intenzionata a presentare ricorso contro la decisione. In una nota, il presidente e amministratore delegato Paul Otellini afferma che «Intel ha forti eccezioni su questa decisione. Noi crediamo che sia sbagliata e ignori la realtà di un’alta competizione nel mercato dei microprocessori, caratterizzato da una costante innovazione e da miglioramenti di prestazioni con prezzi in calo. Questo non danneggia affatto i consumatori». Di parere opposto Giuliano Meroni, presidente per l’area Emea di Amd, il principale concorrente di Intel: «La decisione odierna della Commissione Europea contribuirà a creare un nuovo equilibrio, diminuendo il potere di mercato di un’impresa che abusa della propria posizione dominante a favore dei produttori di computer, dei rivenditori e degli utenti finali».

SCONTI ANTI-CONCORRENZA – «Per tutto il periodo ottobre 2002-2007 – si legge nel comunicato – Intel ha avuto una posizione dominante nel mercato mondiale dei CPU (microprocessori) x86, per almeno il 70% della quota di mercato». Bruxelles ricorda che il mercato mondiale di questi microprocessori rappresenta circa 22 miliardi di euro l’anno, la quota europea è di circa il 30% del totale. Non basta. «La Commissione – prosegue la nota – ha ritenuto che l’Intel abbia fatto ricorso a due specifiche forme di pratiche illegali. Primo, Intel ha dato sconti integralmente o parzialmente occulti a fabbricanti di computer a condizione che le acquistassero la totalitá o la quasi totalitá dei processori x86 di cui avevano bisogno». Inoltre, si legge ancora nel comunicato, «Intel ha effettuato pagamenti diretti in favore di un grande distributore a condizione che questo vendesse esclusivamente computer dotati di processori x86. Questi sconti e pagamenti hanno effettivamente impedito ai clienti, e, in fin dei conti, ai consumatori, di rivolgersi a prodotti alternativi». Secondo, «Intel ha effettuato pagamenti diretti a favore di fabbricanti di computer allo scopo di arrestare o ritardare il lancio di prodotti specifici contenenti processori di tipo x86 dei concorrenti e di limitare i circuiti di vendita utilizzati da questo prodotti». La Commissione cita tra i fabbricanti di computer coinvolti Acer, Dell, Hp, Lenovo e Nec. Il distributore è Media Saturn Holding, proprietario della catena MediaMarkt (in Italia MediaWorld).

«CONSUMATORI DANNEGGIATI»In questo contesto, è scritto ancora nella nota della Commissione, «la Commissione ha ritenuto che tali pratiche costituiscano, da parte di Intel, abuso di posizione dominante nel mercato dei processori x86, che hanno danneggiato i consumatori in tutto lo Spazio economico europeo». Secondo Bruxelles, «riducendo la capacitá dei concorrenti di fare concorrenza attraverso la qualitá intrinseca dei loro prodotto, le azioni di Intel hanno minato la concorrenza e l’innovazione». «Intel -ha commentato il commissario alla Concorrenza Neelie Kroes – ha danneggiato milioni di consumatori europei agendo deliberatamente per tenere i concorrenti fuori dal mercato per i processori da computer per molti anni. Un’infrazione così grave e così sostenuta nel tempo delle regole antitrust Ue non può essere tollerata».


13 maggio 2009(ultima modifica: 14 maggio 2009)

Link   http://www.corriere.it/cronache/09_maggio_13/intel_multa_ue_posizione_dominante_73946b58-3fa1-11de-bc3f-00144f02aabc.shtml

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~ di marcos61 su maggio 14, 2009.

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