ESISTE UN GOVERNO OMBRA?

 

   Quando si parla di governi ombra, si rischia di passare per complottisti, paranoici ecc. In ogni modo, ritengo che sia un argomento che debba essere affrontato, per cercare di capire la realtà.

 

Non solo Mafia.

 

   Vincenzo Calcara, un pentito di Mafia (era un soldato, avrebbe dovuto uccidere Borsellino, ma poi si accorse che in seguito lo avrebbero eliminato) dice: “Poco prima della strage; Borsellino si era appuntato le prossime rilevazioni che avrei verbalizzato. Cose fondamentali, calorose perché riguardavano i rapporti tra Cosa Nostra, la massoneria e le istituzioni. Cioè una sorta di supercommissione” 1°. Calcara dice di aver assistito ad una riunione a Paderno Dugnano (all’epoca Calcara era dipendente di Michele Lucchese, un tipico esponente della borghesia mafiosa in ascesa) dove questa supercommissione avrebbe deciso della sorte di Calvi. In questa riunione in cui era presente anche un cardinale “era una delle supercommissioni come mi spiegò Lucchese. Cosa Nostra non poteva da sola fatti di quel tipo”. Calcara dice che ogni entità (Cosa Nostra, Ndrangheta, massoneria, pezzi dello Stato – servizi segreti soprattutto – e personaggi vicini al Vaticano) ha una commissione e al vertice della commissione c’è un triunvirato. Ogni entità è autonoma, ma quando si deve decidere un delitto eccellente che poteva danneggiare un’altra identità, i triunvirati si riuniscono.

   Follie? Depistaggio di pentito? (Dei pentiti è giusto diffidare). Attualmente Calcara è uscito dal programma protezione, ha cambiato sei abitazioni e vive nascosto, e la famosa agenda rossa di Borsellino è scomparsa. C’è una foto che immortala l’attuale colonnello dei carabinieri Giovanni Arcangioli comandante del Nucleo Operativo del SISD di Roma con la borsa di Borsellino in mano il giorno dell’attentato mortale. Ed è proprio ad Arcangioli che il generale Mori affidò le indagini della morte di Borsellino. Mori, fu in seguito indagato (processato e assolto) dalla procura di Palermo “per aver favorito la Mafia” per non aver perquisito l’abitazione di Riina dopo l’arresto (Riina era stato arrestato all’aperto) consentendo di far sparire l’eventuale documentazione compromettente 2°.

   Questo periodo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, è stato caratterizzato dalla putrefrazione del regime democristiano. L’avanzare della crisi economica del capitalismo, riduce (e continua a ridurre tuttora) gli spazi per le politiche riformiste, e questo determinò un cambiamento delle politiche economiche che fino allora erano state attuate in Italia. Pensiamo alle aziende come l’I.R.I., in regime democristiano aveva il compito di assorbire e mantenere in vita le aziende private in fallimento, a partire da questo periodo cominciò a chiudere e smantellare le sue aziende. La privatizzazione delle imprese industriali è stata un sostegno dello Stato a un processo di speculazione finanziaria, specialmente sulle azioni. Se ad esempio si esamina i dati sulle privatizzazioni (come l’Alfa Romeo) si vede che queste sono servite a fornire sbocchi d’investimento con un’elevata redditività al capitale privato com’è indicato dal prezzo medio decisamente basso cui le varie imprese in questione sono state trasferite al settore privato (quando pure sono state pagate).

 

 

Cronologia di alcuni avvenimenti importanti in Italia tra il 1991 e il 1994.

 

 

 

 

 

1991

 

  Il 4 gennaio, a Bologna nel quartiere dl Pilastro, sono uccisi tre carabinieri da parte dei poliziotti della Uno Bianca.  Quest’azione è rivendicata dalla Falange Armata. Per compiere quest’azione è usato un mitra Beretta SC70 in dotazione soltanto a forze speciali di pronto intervento 3° .

   Il 3 maggio in un’armeria di Bologna sempre i poliziotti dell’Uno Bianca sono uccise tre persone. Anche quest’azione è rivendicata dalla Uno Bianca.

 

1992

 

   Nel mese di Febbraio Craxi, a seguito dei tanti avvisi di garanzia, si dimette da segretario del PSI.

   Il 23 maggio Giovanni Falcone è ucciso insieme alla moglie e alla scorta a Capaci. Sulla collina di Capaci è trovato un biglietto con il numero di cellulare di un funzionario del SISDE.

   Il 19 luglio Paolo Borsellino è ucciso con la sua scorta in Via d’Amelio A Palermo. Alle spalle di Via D’Amelio, situato sul Monte Pellegrino, c’è Castel Uveggio. E’ il punto di osservazione migliore perché si domina perfettamente la vista dell’ingresso dell’abitazione di Via d’Amelio. A Castel Utveggio ha sede un ente regionale, il C.E.R.I.S.D.E., dietro il quale avrebbe trovato copertura un organo del SISDE.

 

1993 anno decisivo.

 

   Gennaio – Il PM Leonardo Frisani titolare del procedimento di bancarotta di

un’agenzia di viaggio, la Miura Travel, scopre che nella stessa sono implicati alcuni funzionari del SISDE, già indagati per lo scandalo dei fondi riservati del servizio segreto civile.

   11 Gennaio – È ucciso a Bruxelles, con una coltellata al cuore, Roberto Boemio, ex generale dell’Aeronautica. Potrebbe essere una delle morti misteriose che si susseguono fra coloro che hanno avuto un qualche ruolo nella vicenda dell’abbattimento del DC-9 di Ustica.

   15 Gennaio – Nello stesso giorno in cui s’insedia a Palermo il nuovo capo della procura, Giancarlo Caselli, è arrestato Toto’ Riina. Per giorni e giorni la sua abitazione rimarrà misteriosamente senza alcun presidio, fino a essere completamente svuotata di ogni cosa.

    29 Gennaio – L’ex ministro degli Esteri, il socialista Gianni De Michelis, riceve il primo avviso di garanzia.

   31 Gennaio – Il presidente del Senato Spadolini dichiara: “…Viviamo in un momento pericoloso, non posso escludere neanche l’ipotesi di azioni destabilizzanti e violente”.

  10 Febbraio – Florio Fiorini parla ai giudici di Milano del ”Conto Protezione”.

Claudio Martelli, Psi, riceve un avviso di garanzia per il crack Ambrosiano e si

dimette da Ministro della Giustizia. Pochi giorni dopo esplode il caso Kollbrunner. Vi e’ coinvolto lo stesso Martelli. Emergeranno connessioni con la vicenda del Conto Protezione e con le forniture degli elicotteri Augusta al Belgio . 

   19 febbraio – Arrestato Enzo Carra, portavoce del segretario della DC Arnaldo Forlani. Susciterà scandalo il fatto che Carra, processato per direttissima, venga tradotto nell’aula in manette.

   24 Febbraio – A Zola Predosa, vicino a Bologna, i poliziotti dell’Uno Bianca uccidono Massimiliano Valenti che era stato testimone di una rapina al Credito Romagnolo.

   25 Febbraio – In aperta campagna, nei pressi di Roma, è trovato “suicidato” il dirigente dell’EFIM Sergio Castellari, coinvolto nell’inchiesta sulle tangenti pagate per la fornitura di elicotteri Augusta al Belgio.

   25 febbraio – Il segretario del PRI Giorgio La Malfa riceve il suo primo avviso di garanzia.

   1 marzo – Arrestato Primo Greganti, ex funzionario del PCI, titolare del conto

svizzero ”Gabbietta” sul quale Panzavolta (ENI) afferma di aver versato 621 milioni come tangente per appalti ENEL.

   5 Marzo – Avviso di garanzia per Ignazio D’Antone, capo della Squadra Mobile di Palermo, collaboratore di Bruno Contrada. L’accusa è di aver protetto la latitanza di alcuni mafiosi.

   Lo stesso giorno il ministro della Giustizia Conso presenta un decreto legge che

depenalizza la violazione della legge sul finanziamento dei partiti.

   7 Marzo – Il procuratore di Milano Francesco Saverio Borrelli, in un appello lanciato

attraverso le televisioni, afferma ”il decreto blocca le indagini” del pool da lui diretto.

   8 Marzo – Il presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro non firma il decreto

Conso e il governo lo ritira.

   9 Marzo – Arrestato il presidente dell’ENI Gabriele Cagliari.

   15 Marzo – Primo avviso di garanzia per l’ex segretario del PSDI Antonio Cariglia e

per il segretario del PLI Renato Altissimo.

   23 Marzo – Il Tribunale di Roma condanna Flavio Carboni (5 anni) e il vescovo

cecoslovacco Pavel Hnilica (3 anni) per la ricettazione della borsa del banchiere

Roberto Calvi, trovato morto sotto il ponte dei Frati Neri a Londra.

   27 Marzo – L’ex presidente del consiglio Giulio Andreotti riceve un avviso di

garanzia per associazione a delinquere di stampo mafioso. Nel caso sarà coinvolto

anche il giudice Carnevale.

   28 Marzo – L’ex ministro dell’Interno Antonio Gava riceve un avviso di garanzia per

collusioni con la camorra .

   6 Aprile – Approvata la relazione conclusiva dell’indagine sui rapporti tra mafia e

politica condotta dalla commissione parlamentare antimafia, presieduta da Luciano

Violante. Nel documento si afferma che “risultano certi alla Commissione i

collegamenti di Salvo Lima con uomini di Cosa Nostra” e che “egli era il massimo

esponente in Sicilia della corrente democristiana che fa capo a Giulio Andreotti”.

   16 Aprile – Giuliano Di Bernardo si dimette dalla carica di Gran Maestro della

massoneria del Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani. Due giorni dopo

annuncerà la nascita di una nuova obbedienza massonica.

   16 Aprile – Arrestati 55 componenti della banda della Magliana tra cui Ernesto

Diotallevi, Massimo Carminati (ritenuto artefice del depistaggio nelle indagini sulla

strage di Bologna), Enrico Nicoletti. Sono ritenuti tutti collegati a fatti di mafia,

eversione nera e alla loggia P2.

   21 Aprile – L’amministratore delegato della Fiat Cesare Romiti rende una

deposizione spontanea davanti ai pm Di Pietro e Colombo. Il 24 maggio si

apprenderà che è iscritto nel registro degli indagati per corruzione e violazione legge

finanziamento partiti.

   28 Aprile – Finisce in manette il presidente dell’IRI Franco Nobili.

   11 Maggio – Arrestato l’ex segretario amministrativo del PCI Renato Pollini. Otterrà

gli arresti domiciliari il 23 luglio.

   13 Maggio – Primo avviso di garanzia per l’ex ministro Paolo Cirino Pomicino,

andreottiano, DC.

   14 Maggio – Esplode una bomba in via Fauro a Roma. Anche in questo caso ci sarà

una rivendicazione della Falange Armata . L’attentato, secondo i magistrati diretto

contro il giornalista Maurizio Costanzo, provoca 15 feriti.

   16 Maggio – Carlo De Benedetti (Olivetti) rende una deposizione spontanea ai

giudici di Milano in una caserma dei carabinieri.

   18 Maggio – In circostanze misteriose è arrestato il boss della mafia catanese

Nitto Santapaola .

   27 Maggio – Strage di Via dei Georgofili a Firenze, non distante dalla galleria degli

Uffizi. Anche questa strage, che provoca 5 morti e 40 feriti, sarà rivendicata dalla

Falange Armata. Su vari organi di stampa viene ipotizzata la matrice mafiosa

dell’attentato con il coinvolgimento dei servizi segreti e di logge massoniche.

Giugno – Nell’ambito dell’inchiesta sui fondi riservati del SISDE, il PM Frisani

chiede al gip Terranova l’arresto di Broccoletti, Galati, Finocchi, Malpica, Di

Pasquale e Sorrentino. Iscrive inoltre al registro degli indagati, con l’accusa di

favoreggiamento Finocchiaro. Verrà concesso soltanto l’arresto di Broccoletti .

   2 Giugno – A Roma, in Via dei Sabini, a 100 metri da Palazzo Chigi, viene “scoperta”

all’interno di un’auto una bomba, poco dopo rivendicata dalla Falange Armata. E’ una

bomba destinata a non esplodere. Un altro messaggio indirizzato a chi può decrittarne.

il contenuto.

  7 Giugno: Arrestato l’ex ministro delle Partecipazioni Statali Clelio Darida (DC).

Otterrà gli arresti domiciliari il 31 luglio.

  9 Giugno – Nuova richiesta di autorizzazione a procedere contro Giulio Andreotti per

l’omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

   10 Giugno – Arrestato a Palermo Raffaele Gangi, ritenuto uno dei capi della

commissione provinciale di Cosa Nostra, che decise di uccidere Salvo Lima.

   25 Giugno – E’ arrestato Maurizio Broccoletti, dal 1992 direttore amministrativo

del SISDE. Interrogato ripete: “…Sono il depositario di somme del servizio…”. I

funzionari avrebbero prelevato denaro dal bilancio del SISDE senza autorizzazione. Il

Procuratore Mele rimprovera il pm Frisani di non averlo informato dei provvedimenti

presi. La questione viene demandata al CSM, ma è subito chiusa con l’affiancamento

a Frisani del procuratore aggiunto Torri.

   27 Giugno – Il maresciallo dell’Aeronautica Franco Parisi, in servizio ad Otranto la

notte in cui fu abbattuto il DC-9 di Ustica, è trovato impiccato.

   28 Giugno – Il presidente del comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, il senatore Ugo Pecchioli (PDS), annuncia l’apertura di un’inchiesta per lo scandalo dei fondi

riservati del SISDE .

   12 Luglio – Franco Freda viene arrestato come leader del Fronte Nazionale con

l’accusa di ricostituzione del disciolto partito fascista.

   17 Luglio – Il pm De Pasquale dà parere negativo alla scarcerazione del presidente

dell’ENI Gabriele Cagliari.

  19 Luglio – Nell’ambito dell’inchiesta sui fondi riservati del Sisde, è arrestato

Antonio Galati.

   20 Luglio – Con un sacchetto di plastica infilato in testa Cagliari si suicida nel

carcere di San Vittore.

  20 Luglio – Si costituiscono Finocchi e la Sorrentino, indagati per l’inchiesta sui

fondi riservati del SISDE .

   23 Luglio – Raul Gardini si suicida con un colpo di pistola alla testa nella sua casa di

Milano, a poche centinaia di metri dalla chiesa di San Babila dove si svolge il

funerale di Gabriele Cagliari. Quella mattina Gardini doveva essere arrestato per la

vicenda Enimont: il suo avvocato aveva chiesto invano nei giorni precedenti che i

giudici lo interrogassero. Poche ore dopo vengono arrestati l’amministratore delegato

di Montedison Carlo Sama, il cognato di Gardini, Vittorio Giuliani Ricci e Sergio

Cusani.

   23 Luglio – Si costituisce Di Pasquale, altro indagato per l’inchiesta sui fondi riservati

del SISDE. Gli altri funzionari, nel frattempo, modificano la loro versione

affermando: “…Quei soldi sono premi. A indurci alla falsa versione sono stati

Malpica e Finocchiaro …”.

   27 Luglio – Alle 23,15 esplode in Via Palestro a Milano, davanti alla Villa Reale,

un’autobomba, che distrugge completamente l’adiacente padiglione di arte

contemporanea. Cinque persone vengono dilaniate dallo scoppio: tre pompieri, un

vigile urbano e un immigrato dal Marocco.

Poco dopo esplodono a Roma due ordigni, uno sul retro della Basilica di San

Giovanni in Laterano, dove ha sede la curia e l’altro di fronte alla chiesa di San

Giorgio al Velabro. Nelle stesse ore viene registrato un black out telefonico a Palazzo

Chigi: la sede della presidenza del Consiglio rimarrà isolata per alcune ore.

Gli episodi vengono messi in relazione agli attentati di via Fauro a Roma (14 maggio)

e di via dei Georgofili a Firenze (27 maggio).

   29 Luglio – Avviso di garanzia all’ex ministro della Sanità Francesco De Lorenzo,

PLI.

   Agosto – Il pm Frisani, nel corso dell’inchiesta sui fondi riservati del SISDE,

ricostruendo il tragitto di alcuni assegni della Carimonte, arriva al Credito Industriale

di San Marino dove vengono sequestrati nuovi libretti al portatore, per un valore di

circa 35 miliardi, intestati ai funzionari del servizio.

Il magistrato di San Marino che collabora all’inchiesta verrà minacciata di morte.

2 –  7 Agosto – La relazione consegnata dalla DIA al Presidente del Consiglio, individua Cosa Nostra come mandante degli attentati di Roma, Firenze e Milano. Nasce la pista

mafiosa per le stragi del 1993, una pista che sarà tenacemente seguita come se, in

realtà, fosse stata costruita a tavolino per coprire ben altre responsabilità.

8 Settembre – L’ex direttore del SISDE, Malpica, viene messo a confronto con

Broccoletti, Finocchi, Di Pasquale, Galati e Sorrentino. Resta sulla sua posizione:

“…Nessun premio. erano soldi del SISDE …”.

   16 Settembre – La Procura di Roma apre un un’inchiesta sulla Falange Armata. Alla

base delle indagini un rapporto congiunto di polizia e carabinieri che individua in 16

ufficiali del SISMI i telefonisti che, proprio a nome dalla Falange armata, hanno

rivendicato numerose azioni terroristiche. L’inchiesta parte da un’indagine interna

ordinata dall’ambasciatore Paolo Fulci, fino al 1992 responsabile del CESIS, il

comitato di coordinamento dei servizi segreti. Per scoprire la fondatezza di voci che

individuavano come provenienti dagli uffici del SISMI le telefonate della Falange

Armata, era stato lo stesso Fulci a far predisporre alcune intercettazioni telefoniche

che avrebbero confermato i sospetti.

   21 Settembre – Il SISDE avverte la polizia ferroviaria della stazione Ostiense di

Roma che sulla Freccia dell’Etna c’è una bomba. Nel bagno del vagone n.14 vengono

trovati quattro chili di “brixia”, vale a dire polvere da mina usata nelle cave di marmo.

   L’ordigno in ogni modo non avrebbe potuto esplodere perché privo di detonatore.

Ottobre – La Procura di Trento apre un fascicolo processuale in cui sono inseriti i

nomi di estremisti di destra croati, neofascisti italiani, avventurieri internazionali e

due “insospettabili” romani che avrebbero contattato gruppi di mercenari stranieri per

dare l’assalto al centro RAI di Saxa Rubra. L’azione avrebbe dovuto far parte di un

progetto di colpo di Stato. In una intercettazione agli atti dell’inchiesta uno degli

inquisiti dice: “…Lei avrà quel che le serve. I soldi non sono un problema ma lei deve

garantire il pieno controllo dell’obiettivo per tutto il tempo che sarà necessario. Al

resto pensiamo noi, i nostri uomini prenderanno il controllo dei ministeri più

importanti. Voi dovete entrare nel centro RAI di Saxa Rubra e tenere sotto controllo

ogni struttura della emittente di Stato. Costi quel che costi…”.

   7 Ottobre – Viene individuato l’informatore del SISDE che ha fatto scoprire la bomba

sulla Freccia dell’Etna il 21 Settembre. E’ Rosario Allocca, un pregiudicato

napoletano, il quale asserisce “…E’ stato il mio corrispondente del SISDE a inventare

tutto, e’ stato lui a chiedermi di fare in modo che sul treno 810 ci fosse una bomba da

trovare…”.

Allocca avrebbe ricevuto l’incarico dal capozona del SISDE di Genova, il ten. col.

dei carabinieri in forza al SISDE, Augusto Maria Citanna, che verrà in seguito

incriminato.

   7 Ottobre – Donatella Di Rosa, un passato di fascista ad Udine, in una conferenza

stampa indetta assieme al marito, il ten. Col. Michittu, afferma di aver partecipato a

riunioni di alti ufficiali delle Forze Armate durante le quali sarebbe stato raccolto

denaro per organizzare un colpo di stato, sarebbero stati pianificati abboccamenti con

mafiosi e trafficanti internazionali di armi, si sarebbe parlato di campi di

addestramento militare, oltre che dell’arrivo di kalashnikov smontati e nascosti in

bombole di metano, e di quattro arsenali nascosti in luoghi diversi.

Alle riunioni avrebbe partecipato, oltre al capo di Stato Maggiore dell’esercito

Goffredo Canino, al gen. della guardia di finanza Frea, al gen. Bellini e al gen.

Petean, anche Gianni Nardi, un neofascista ufficialmente morto in Spagna nel 1976,

che, invece – secondo la Di Rosa – sarebbe ancora vivo.

   Donatella Di Rosa afferma inoltre di aver ricevuto 700 milioni da un suo amante, il

gen. Franco Monticone, ex comandante della Folgore, al momento comandante della

Forza di Intervento Rapido. A sua volta il generale, nell’ammettere la relazione con la

donna e nel confermare quel versamento di denaro, afferma però di averle dato quella

somma al solo scopo di ottenere l’annullamento del suo matrimonio dalla Sacra Rota.

   La Di Rosa – secondo Monticone – avrebbe anche tentato di estorcergli altri 30

milioni, minacciandolo di rivelare segreti privati. La Di Rosa nega questa versione e

afferma invece che Monticone era uno dei partecipanti alle riunioni e che i soldi li

avrebbe avuti solo in consegna dal generale. Avrebbero fatto parte dei finanziamenti

raccolti per il progettato colpo di Stato.

   9 Ottobre – Primo interrogatorio di Craxi davanti al pm Di Pietro. Il segretario del

PSI incontrerà ancora i magistrati il 16 e il 21 ottobre.

   11 Ottobre – Avvisi di garanzia raggiungono i camorristi Francesco Cocozza,

Vincenzo Rinaldi e Raffaele Catapano nell’ambito delle indagini sugli attentati

terroristici di Firenze, Milano e Roma. Alla base dei provvedimenti le confessioni di

un “pentito” già ritenuto “inattendibile” da alcuni tribunali: il “collaboratore di

giustizia” Salvatore Anacondia della Sacra Corona Unita.

   16 Ottobre – E’ arrestato Augusto Maria Citanna, tenente colonnello dei

Carabinieri e capo-zona del SISDE di Genova, per la vicenda della bomba ritrovata

sulla Freccia dell’Etna. L’imputazione è di trasporto e detenzione di esplosivo con

finalità eversive dell’ordine democratico. Oltre a Citanna vengono arrestati Davide

Montuoro e Ciro Moglie, sospettati di essere affiliati alla ‘ndrangheta e di essere gli

esecutori materiali del deposito dell’ordigno sul treno, su commissione di Citanna.

   18 Ottobre – Sostituiti tutti i responsabili dei servizi segreti: direttore del SISMI

viene nominato il gen. Cesare Pucci; a comandare il SISDE è chiamato il prefetto

Domenico Salazar e al CESIS va il gen. Giuseppe Tavormina. Viene approvata anche

la rimozione di ufficiali dei servizi segreti, tra i quali – dirà il ministro della Difesa

Fabio Fabbri – tra i quali vi sarebbero 300 uomini del SIMI. Sarebbe annidato in questo gruppo il manipolo dei 16 sospetti telefonisti della Falange Armata, denunciati

dall’ambasciatore Fulci. Sciolta anche l’intera settima divisione del SISMI, quella da

cui dipendeva Gladio.

   Si scoprirà in seguito che non si è trattato di epurazione, né di una rimozione, ma di

un semplice trasferimento dei soggetti sospetti alle sedi di provenienza.

   21 Ottobre – In parte distrutto da un ordigno il palazzo di giustizia di Padova. L’attentato viene rivendicato dalla Falange Armata.

  26 Ottobre – Individuata in Toscana una banda di falsari che ha messo in commercio

un’enorme quantità di denaro falso. Fra i 12 arrestati c’è Franco Merlo, tesoriere della

loggia massonica Europa 92 di Firenze. I magistrati indagano sui rapporti fra la banda

di falsari e la P2.

26 ottobre – Viene arrestato a Taormina Carmelo Scalone , educatore penitenziario,

uomo di fiducia del responsabile delle carceri per il ministero della Giustizia Nicolo’

Amato. E’ accusato di essere uno dei telefonisti della Falange Armata, come

risulterebbe da alcune intercettazioni telefoniche.

   Cade definitivamente il silenzio, invece, sui 16 uomini del SISMI precedente

individuati. Di loro non si saprà più nulla.

   28 Ottobre – Maurizio Broccoletti viene interrogato dai pm Torri e Frisani,

nell’ambito dell’inchiesta sui fondi riservati del SISDE. Ai magistrati lo stesso

consegna copia del cosiddetto “libro paga” del servizio in cui figurano 76 nomi di

politici, prefetti, carabinieri, poliziotti e giornalisti che avrebbero ricevuto denaro dal

servizio segreto civile.

   29 Ottobre – Nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri del SISMI viene arrestato

Riccardo Malpica, ex direttore del SISDE.

   30 Ottobre – Malpica, interrogato, afferma di aver sostenuto, fino a quel momento,

una falsa versione suggerita dal Viminale. L’ex direttore del servizio accusa il

presidente della Repubblica in carica Oscar Luigi Scalfaro e il ministro dell’Interno

Nicola Mancino. A “scagionarli” tempestivamente, prima ancora che sia stata avviata

un’indagine che cerchi i riscontri delle pesanti accuse loro rivolte da Malpica, ci

pensa un improvvido comunicato del Procuratore capo Vittorio Mele. La procura di Roma è ancora il “porto delle nebbie” di sempre, dove affondano tutte

le inchieste contro i potenti della Repubblica.

   1 Novembre – Nell’ambito delle indagini sul progetto di assalto alla sede RAI di Saxa Rubra, è spiccato mandato di cattura contro Renzo Pampalon,

un ex legionario, fondatore di una scuola di sopravvivenza in Val di Lefro, sulle rive

del lago di Garda.

   3 Novembre – Filtrano notizie sul contenuto degli interrogatori di Galati e Malpica a proposito del coinvolgimento di uomini politici nello scandalo dei fondi riservati del SISDE che ammontano a più di 14 miliardi di lire. Gli ex funzionari del SISDE

sostengono che gli ex ministri degli interni Scalfaro (capo dello stato), Gava e Scotti

avrebbero ricevuto denaro dal servizio segreto civile.

   Scalfaro, con un appello televisivo a sorpresa, diffuso a reti televisive unificate, si

rivolge alla nazione. In un passaggio della sua esternazione afferma: “…Prima si e’

tentato con le bombe, ora con il più ignobile degli scandali…”. Secondo il presidente

della Repubblica quello dei funzionari del SISDE è solo un tentativo per condizionare

le elezioni.

   7 Novembre – Secondo alcuni “pentiti” sarebbe stata la mafia italiana a uccidere il

banchiere Roberto Calvi. Le “informazioni” vengono dal neofascista Valerio Viccei,

in carcere per una rapina in banca durante la quale furono aperte alcune cassette di

sicurezza. Secondo Viccei, una di quelle cassette apparteneva a Roberto Calvi e

un’altra a Francesco Di Carlo, boss mafioso legato a Pippo Calò.

   8 Novembre – Nel corso dell’inchiesta sui fondi riservati del SISDE, è arrestata

Matilde Martucci, segretaria di Malpica, soprannominata “la zarina”.

   10 Novembre – Il ministro dell’Interno Mancino e i sui predecessori al ministero

dell’interno Scotti e Gava vengono ascoltati in procura per l’affare SISDE. Nelle

settimane successive, la Procura decide il congelamento della posizione di Scalfaro.

Vengono trasferiti al Tribunale dei ministri gli atti concernenti le accuse di peculato

rivolte a Scotti e a Gava e di favoreggiamento per gli ex direttori del SISDE, il

ministro Mancino, l’ex capo di gabinetto Lauro e il capo della polizia Parisi .

   13 Novembre Il giudice veneziano Carlo Mastelloni e i sostituti della procura

militare di Padova, Sergio Dini e Benedetto Roberti, ritengono che l’organizzazione

clandestina Gladio non sarebbe stata sciolta, come più volte annunciato, ma sarebbe

ancora operativa. Il magistrato ha inoltre appurato che il battaglione Col Moschin dei

paracadutisti e il Comsubin degli incursori della Marina di La Spezia per anni si sono

addestrati congiuntamente ai gladiatori. Inoltre gli ufficiali della Smipar, la scuola di

paracadutismo militare, ha fornito gli addestratori per la struttura clandestina.

A questo proposito il fascista Andrea Brogi afferma “…lavoravamo per la causa

favorevole alla svolta autoritaria, in virtù di un golpe…”.

   Secondo l’inchiesta, sia il battaglione Col. Moschin, sia il Comsubin sarebbero stati

integrati nell’organizzazione della NATO Stay Behind, cioè Gladio.

   19 Novembre – Si costituisce Sergio Cragnotti, ex amministratore delegato di

Enimont e presidente Lazio. Tre giorni dopo otterrà gli arresti domiciliari.

25 Novembre – Nell’ambito dell’inchiesta sul progetto di assalto alla sede RAI di

Saxa Rubra è arrestato, con l’accusa di “cospirazione politica mediante accordo”,

Giovanni Marra, un pilota civile che avrebbe dovuto procurare degli elicotteri

sovietici M18 Taurus che avrebbero dovuto sganciare sulla RAI gas nervino.  Con l’accusa di favoreggiamento finisce in manette un’impiegata del

SISDE, Marzia Petaccia. Arrestati anche Roberto Noe e Vittorio Fenili.

Dicembre – I magistrati romani che indagano sulla morte di Alberica Filo Della

Torre, la nobildonna uccisa il 10 Luglio 1991 nella sua villa dell’Olgiata, scoprono

che la stessa aveva una relazione con Michele Finocchi, dirigente del SISDE,

latitante, ricercato nell’ambito dell’inchiesta sui fondi neri, dal quale avrebbe ricevuto

circa 10 miliardi che aveva poi depositato sul conto “Blocking Vice”, aperto presso la

filiale della Banca Leu di Zurigo, intestato oltre a lei, anche al marito Pietro Mattei e

ad Anna Del Pezzo di Caianello.

   15 Dicembre – Interrogatorio di quasi 11 ore per Giulio Andreotti davanti al

procuratore di Palermo Giancarlo Caselli che lo mette a confronto con Baldassarre

Di Maggio. Quest’ultimo accusa l’ex presidente del Consiglio di aver incontrato Totò

Riina.

   17 Dicembre – Al processo Cusani, giunto alla 16/a udienza, è la giornata di Forlani e Craxi. Il segretario del PSI attacca tutti, dal PCI alle grandi imprese e afferma che

tutti i partiti politici, compresa l’opposizione, prendevano contributi illeciti. Eugenio

Scalfari criticherà Di Pietro il giorno dopo sulla Repubblica per la conduzione ”dolce”

dell’interrogatorio di Craxi.

   21 dicembre – Nel corso della 17/a udienza del processo Cusani, Carlo Sama parla di contributi della Montedison al PCI. Di Pietro chiede la testimonianza di Massimo

D’Alema, ma il Tribunale non accoglie la richiesta.

27 Dicembre – Nell’ambito dell’inchiesta sulla Loggia P2, il gip Francesco

Monastero, su richiesta del pm Elisabetta Cesqui, sequestra a Licio Gelli 16 miliardi e

400 milioni.

 

1994

 

   Il 15  marzo Di Pietro, stringe per la rogatoria a Hong Kong sul bottino di Craxi: sarebbe utile per trovare la prova che Bettino si gestiva in proprio qualche decina di miliardi di lire. Puntuale la Falange armata minaccia Di Pietro.

  Nell’autunno del 1994 sono arrestati i poliziotti dell’Uno Bianca.  Quest’organizzazione criminale in divisa, dal 1987 e sino all’autunno del 1994, commise 103 crimini, provocando la morte di 24 persone ed il ferimento di 102.

 

Gladio, guerra ai confini e traffici.

 

   Quando nel 1990. Andreotti consegnò alla Commissione Stragi, gli elenchi con i nomi dei 635 gladiatori, è evidente che questi nominativi corrispondevano solo a una parte dell’organizzazione. Un aspetto da sottolineare, era che gran parte dei gladiatori che c’erano negli elenchi erano residenti in Friuli e nel Veneto, appartenevano all’ufficio R (ricerche all’estero) del SISMI, essi, erano il collegamento tra l’organizzazione Gladio e le attività di destabilizzazione nell’est europeo e nei paesi arabi.

   Vediamo adesso alcuni esempi di attività di destabilizzazione da parte delle strutture gladio nell’est europeo.

   Tra il 1950 e il 1982, l’Albania fu oggetto di attacchi da parte dell’Imperialismo U.S.A. e dei suoi alleati. Il primo attacco contro l’Albania, di civili addestrati in basi militari situate in Italia di cui si ha notizia, risale al 1950. Nel 1982, la notte tra il 25 e 26 settembre 5° un gruppo di una quarantina di armati, imbottiti di dollari e di lire italiane, parte dal porto di Brindisi, per tentare uno sbarco sulle coste albanesi, ma è atteso dall’esercito albanese schierato in forze. Re Leka, il sovrano albanese in esilio, rivendica sulla stampa internazionale la paternità dello sbarco.

   La presenza di civili albanesi addestrati in Italia fa pensare dell’esistenza di una Gladio albanese, finalizzato alla destabilizzazione di quel paese, gestita in prima persona dalla CIA e dai servizi segreti italiani. Questa struttura sicuramente era operante negli anni ’90, quando nei primi di novembre del 1992 fu scoperto un tunnel ai confini tra la Jugoslavia e l’Albania, che sarebbe servito ai terroristi albanesi di entrare e uscire clandestinamente.  Un articolo del quotidiano jugoslavo Politika e ripreso dal Piccolo di Trieste del 10.11.1992 parla d’istruttori italiani che addestrano ribelli albanesi/kossovani, in Albania.

   Esiste una singolare coincidenza tra il momento in cui è svelata la struttura Gladio e l’esplodere della guerra balcanica.  E’ tradizione dei servizi segreti l’abitudine di sacrificare in tutto o in parte una rete segreta per disinformare l’opposizione o per scaricare una struttura ormai bruciata o obsoleta. Otre a questo, uno degli scopi della divulgazione della struttura Gladio, sicuramente, era quello di non rendere evidente gli scopi reali di quest’organizzazione e le attività in corso (interferenza nell’ex Jugoslavia). Bisogna ricordarsi, che le inchieste della magistratura in corso in quel periodo, come quella su Peteano o quella sulla Rosa dei Venti, rischiavano di minare la segretezza e l’affidabilità operativa della struttura. Il generale Serravalle, uno dei comandanti di Gladio in un suo libro 6°, parla dell’esistenza di una Gladio jugoslava controllata dalla CIA, collegata con i fascisti ustascia croati e i fascisti giuliani e giuliani.  Questa, è un’ipotesi plausibile, se no come avrebbe potuto Vinciguerra a procurarsi dal nasco della grotta di Aurisina (uno degli arsenali di Gladio) gli accenditori e parte dell’esplosivo necessario per la strage di Peteano?.

  Esiste una connessione tra Gladio italiana, albanese, jugoslava e le altre strutture clandestine, l’esplodere nella guerra nell’ex Jugoslavia e la gestione di traffici di armi, droga lungo il confine orientale.

   Lo sgretolamento dell’ex blocco “socialista” (metto tra virgolette, poiché non era socialista da tempo) ha portato la mafia italiana alla conquista di un mercato vergine. La corruzione a ogni livello degli apparati, è stato uno dei migliori appigli per l’inserimento della mafia in questi paesi, secondo i noti processi dello scambio di favori e della creazione dei clan. In lacune zone della Romania, della Jugoslavia, della Russia, della Bulgaria e dell’Albania, questo meccanismo si è sposato con la tendenza a organizzarsi in cosche e a dar luogo a interminabili faide. Il sottobosco della criminalità e della gestione del mercato nero costituisce il contatto giusto per tessere anche nelle aree urbane una rete di relazioni. Nel 1993 Aslanbek Aslakhanov presidente della commissione del Soviet Supremo per la sicurezza e la criminalità dice: “(…)  in nessun paese del mondo esiste quel che c’è da noi, una specie di contratto matrimoniale tra criminalità con il colletto bianco e quella tradizionale..) 7°. In sostanza, anche in Russia come in Italia (e negli altri paesi imperialisti come gli U.S.A.) esiste una connessione tra mafia, servizi segreti e potere politico.

   L’esplodere della guerra civile nell’ex Jugoslavia (terreno di scontro dei vari imperialismi prima quello tedesco e in seguito quello U.S.A.) mise in moto tutta una serie di processi che coinvolsero la Serbia, la Croazia, la Slovenia, la Bosnia, il Montenegro, la Macedonia, l’Albania e la Grecia, creando nuove opportunità per trafficanti di armi, di droga, di valuta ecc. (Il traffico di droga è usato come mezzo di finanziamento per le armi). Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Puglia divengono centro di un grandioso traffico gestito dalla malavita organizzata nel quadro dei nuovi scenari internazionali. La mafia siciliana, quella del Brenta, la Sacra Corona Unita scoprono nuove possibilità nel Nord Est. Paesi come la Croazia che aspira ad armarsi fino ai denti, accoglie a braccia aperte fornitori di armi, avventurieri, mafiosi e fascisti. Alla fine si crea una sorta di reciproca tutela tra emissari di Cosa Nostra siciliana e milizie croate fasciste. Questo salto di qualità, era già avvenuto come segno premonitore nell’intervento della mafia del Brenta e quella siciliana in operazioni di riciclaggio su vasta scala nei casinò del nord est e sulla costa dalmata, s’inseriva nella necessità delle autorità croate di armarsi e in quelle russe e degli altri paesi dell’ex Patto di Varsavia di smaltire l’immesso patrimonio di mezzi bellici. In Croazia dall’inizio della guerra, sarebbero giunte enormi quantità di droga, attraverso la rotta balcanica della droga controllata dalla mafia turca, e di armi (e di combattenti) dall’Argentina dove vive dal secondo dopoguerra una florida comunità croata (formata dagli ustascia scappati in Argentina) e dove prosperano uomini d’affari legati alla P2.  E in Croazia che si trova l’artificiere del rapido 904 del 1984 Frederich Schaudinn, protetto da servizi segreti italiani che lo aiutarono a scappare, dove assieme a Licata (un affiliato al clan palermitano dei Fidanzati legato corleonesi) gestisce traffici di armi e di droga 8°. Tra i traffici che si sviluppano in questo periodo, ci sono quello del nucleare gestito da ex membri del KGB, rivolto in paesi come il Pakistan, Libia, l’Arabia Saudita ecc. Questi traffici sono collegati con quelli di armi e droga, dentro rapporti d’affari tra mafia russa, siciliana e del Brenta, e fascisti croati e italiani.

   A questo lungo viaggio che da Gladio porta Sarajevo, dietro, ci sta la penetrazione da parte del capitalismo occidentale nei paesi dell’est. Non è un caso che è un gruppo di capitalisti tra i quali figura Gianni Cogolo, uno dei capitalisti occidentali a lanciarsi in imprese economiche quando c’era ancora l’URSS (costruzioni di stabilimenti industriali) a finanziare il partito di B. Eltsin. E non è un caso che proprio durante la presidenza di Eltsin, cominciò a essere immerso sul mercato il mercurio rosso per finanziare il suo potere. Cominciò così la liquidazione del paese.  

  

 

Britannia e le privatizzazioni in Italia.

 

   Il 2 giugno 1992, a pochi giorni dell’assasinio del giudice Falcone, il Britannia, lo yacht della corona inglese, gettava l’ancora presso le coste italiane con a bordo alcuni nomi del mondo finanziario anglosassone 9°: c’erano rappresentanti della BZW la ditta di brockeraggio della Barclay’s, a quelli della Barino & C: e della S. G. Warburg. A fare gli onori di casa era la stessa regina Elisabetta II d’Inghilterra. Erano venuti per ricevere alcuni esponenti di maggior conto del mondo economico italiano: rappresentanti dell’ENI, dell’AGIP, Mario Draghi all’epoca rappresentava il Ministero del Tesoro, Riccardo Gallo dell’IRI, Giovanni Batoli dell’Ambroveneto, Antonio Pedone della Crediop, alti funzionari della Banca Commerciale e delle Generali, e altri della società Autostrade. La discussione verteva sulla liquidazione dei patrimoni industriali e bancari italiani. Gli inglesi assicurarono che la City di Londra era pronta a svolgere un ruolo, ma le dimensioni del mercato borsistico italiano sono troppo minuscole perché possano assorbire le grandi somme provenienti da queste privatizzazioni. Perciò s’invitò gli italiani a venire a Londra dove c’era il capitale necessario.

   Ai mass media e al governo Amato, spettava il compito di trovare gli argomenti, parlando di necessità urgente di privatizzare per ridurre l’enorme deficit del bilancio. In questa campagna in favore delle privatizzazioni, furono usati argomenti del tipo: la corruzione, le inefficienze del settore pubblico ecc.

  Un aiuto a questa politica di saccheggio venne da parte della Lega Nord.  Infatti, proponeva (e propone tuttora) la privatizzazione di ogni attività economica in mano allo Stato, dall’energia ai trasporti, fino alla RAI. Se si realizzasse la politica della Lega, non occorrerebbe sancire la separazione del Nord (e, infatti, Bossi definì il progetto di Repubblica del Nord una “provocazione”, potenza delle parole). Allo Stato centrale secondo i leghisti, resterebbero solamente i poteri di battere moneta, di difesa e di politica estera. Ma poiché la prima è sostanzialmente in mano alla BE, la seconda a organismi soprannazionali (come la NATO), lo stato nazionale italiano sarebbe una vuota carcassa. Inoltre, c’è una straordinaria coincidenza tra l’ideologia leghista e programmi sviluppati da certi centri studi.  Un esempio: la trasformazione dell’Italia in macroregioni è una politica ufficialmente promossa dalla Fondazione Agnelli, poi presentata in un convegno tenutosi a Torino l’11 e il 12 giugno 1992, con la partecipazione di quello che era all’epoca l’ideologo della Lega, Gianfranco Miglio. Scopo del convegno fu quello di discutere “soluzioni specifiche, procedurali e/o istituzionali” per l’autonomia della macroregione Padania, allo scopo di valorizzare le risorse con opportune competenze di governo. La Fondazione Agnelli, oltre alla FIAT era all’epoca legata a Enrico Cuccia garante degli equilibri economico finanziari tra la borghesia italiana e i centri potere internazionali, ai quali è collegato tramite la banca Lazard.

   Giuliano Amato, appena s’insediò al governo nel giugno 1992, per iniziare le privatizzazioni, consultò le grandi società di Wall Street: Merril Lynch, Goldman Sachs e Salomon Brothers. In seguito trasformò gli Enti statali in S.p.A., valendosi del decreto legge 386/1991. L’inizio delle privatizzazioni fu concertato con il Fondo Monetario Internazionale, che come aveva fatto negli altri paesi voleva privatizzare selvaggiamente e svalutare la lira.

   Nel frattempo Amato aveva firmato i famigerati accordi del 31 luglio 1992 in cui le Confederazioni C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L. accettarono l’abrogazione di tutta una serie di conquiste (scala mobile, contrattazione articolata ecc.) non solo in nome dei vincoli di Maastricht, ma anche esplicitamente, del mantenimento di un governo improntato al decisionismo antioperaio craxiano.

   Vediamo alcuni esempi di privatizzazioni.

   La privatizzazione della Telecom avvenne nel 1997. La privatizzazione, che comportò la quasi uscita totale del Tesoro, fu realizzata con la modalità del cosiddetto “nocciolo duro”: si vende cercando di creare un gruppo di azionisti che siano in grado di farsi carico della gestione della società. A causa della scarsa risposta degli investitori italiani, il “nocciolo duro” divenne un nocciolino: il gruppo con capofila, gli Agnelli riuniva solamente il 6,62% degli azionisti e si rilevò molto fragile. Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrett e della Chase Manhattan Bank. Alla fine del 1998, il titolo del 1998, il titolo aveva perso il 20%. Le banche Chase Manhattan Bank e la Lehman Brothers  si fecero avanti per attuare un’opa. Attraverso Colanino che ricevette finanziamenti dalla Chase Manhattan Bank, l’Olivetti divenne proprietaria di Telecom. L’Olivetti era controllata dalla Bell una società con sede in Lussemburgo, a sua volta controllata dall’opa di Emilio Gnutti e Roberto Colaninno.

    Nel 2001 la Telecom si trovava in gravi difficoltà, le azioni continuavano a scendere. La Bell di Gnutti e l’Unipol di Consorte decisero di vendere a Tronchetti Provera buona parte delle azioni dell’Olivetti. Il presidente della Pirelli, finanziato dalla J. P. Morgan, ottenne il controllo su Telecom, attraverso la finanziaria Olimpia, creata con la famiglia Benetton (sostenuta da Banca Intesa e Unicredit).

   Dopo dieci anni dalla privatizzazione della Telecom, il bilancio è: oltre 20.000 persone licenziate, i titoli azionari hanno fatto perdere denaro ai risparmiatori (alla faccia dei propagandisti del “capitalismo popolare” e della “ricchezza per tutti” nel capitalismo) e i costi per gli utenti sono aumentati.

   La Telecom, come le altre società, ha posto la sua sede in paesi esteri (per motivi fiscali), la Bell che controllava Telecom Italia, aveva sede in Lussemburgo e aveva all’interno società con sede alle isole Cayman, paradiso fiscale ben noto. Se aggiungiamo, la violazione della privacy dei cittadini italiani, per contro d’interessi privati (un autentico mercato delle informazioni) ci si rende conto dei risultati di questa privatizzazione.

   Anche per le altre privatizzazioni: Autostrade, Poste Italiane, Trenitalia ecc. si sono verificate le medesime devastazioni: licenziamenti, truffe a danno dei piccoli risparmiatori, degrado del servizio ecc.

   La società Trenitalia è stata portata sull’orlo del fallimento. In pochi anni il servizio è diventato sempre più scadente, i treni sono sempre più sporchi, il costo dei biglietti continua a salire e risultano numerosi disservizi. A causa dei tagli (non c’è più il secondo conducente), si sono verificati diversi incidenti (anche mortali).

   Alla fine, queste privatizzazioni sono state una forma che ha consentito a grossi capitalisti nazionali e internazionali di appropriarsi della ricchezza sociale prodotta.  Ricchezza sociale che si trasferisce nelle mani del singolo capitalista.

 

Una guerra civile strisciante tra diverse bande borghesi.

 

   Quello che è avvenuto in Italia in questo periodo, è stato in sostanza una guerra civile strisciante te le diverse bande borghesi (nazionali e internazionali).

   Nell’attuale fase di crisi generale del Capitalismo, in tutti i paesi imperialisti, la borghesia sta eliminando una dopo l’altro le conquiste che la classe operaia aveva conquistato. Ogni frazione di capitale trova che quelle norme, regolamenti, prassi e istituzioni che nel periodo d’espansione mitigano o neutralizzato gli effetti estremi del ciclo economico, ora queste istituzioni, norme e regolamenti sono un impedimento alla libertà dei suoi movimenti per conquistare spazio vitale. La liberalizzazione, la privatizzazione appunto sono all’ordine del giorno in ogni paese capitalista.

   Ciò rende instabile in ogni paese il regime politico, rende ogni paese meno governabile con gli ordinamenti che fino a ieri funzionavano. I tentativi di sostituire pacificamente questi ordinamenti, che in Italia significa modificare la Costituzione, vanno regolarmente in fumo. In realtà non si tratta di cambiare regole, ma di decidere quali capitali vanno sacrificati perché altri possono valorizzarsi e nessun capitalista è disposto a sacrificarsi. Tra i capitalisti solo la guerra può decidere.  

   Non è un caso che a livello nazionale e internazionale (ONU), sono in crisi gli organismi che cercano di ridurre l’espressione dei contrasti perché questi crescono, con l’espansione del ricorso da parte delle classi dirigenti a procedure criminali e a milizie extralegali e private, la creazione di barriere elettorali, l’accrescimento delle competenze dei governi e degli apparati amministrativi a spese delle assemblee elettive ecc.

   In Italia si sono scontrati: da una parte un settore reazionario di borghesia nera (particolarmente legata alle speculazioni immobiliari) con una base di massa nella piccola e media borghesia, nei lavoratori autonomi 10°, una parte della massoneria (P2). Questo settore è politicamente legato al Partito del popolo delle libertà) appoggiato da parte dei servizi segreti, dei carabinieri, dalla mafia e della polizia.  E’ appoggiato dai sionisti (che hanno l’interesse di evitare una politica filoaraba in Italia), dagli imperialisti U.S.A, che vogliono evitare che l’Italia si rafforzi la tendenza a un’integrazione imperialistica europea in concorrenza con l’imperialismo U.S.A. e necessitano di una retrovia sicura per il fronte sud contro i processi rivoluzionari e le varie lotte che sviluppano nei paesi dipendenti.

  L’altro blocco ha come base sociale parte della borghesia imperialista italiana, una base di massa risicata (e si è visto con le elezioni politiche del 1998) di mondo del lavoro dipendente, attraverso C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L. per via del collaborazionismo di classe delle confederazioni sindacali, strumento ideale per attuare politiche antioperaie e antipopolari. Politicamente questo blocco è legato alle compenti “pulite” della ex democrazia cristiana, e dagli ex PCI, diventato adesso PD un blocco berlingueriano-moroteo appoggiato da parte della massoneria “illuminata”, di una parte della magistratura, dei servizi segreti e della polizia. Il settore della borghesia che si appoggia a questo blocco, è alternativamente a favore di un’integrazione europea e degli accordi con gli U.S.A.

 

Gli Illuminati d’Italia.

 

  E adesso, cosa si sta sviluppando?

  L’11 luglio 2002 a Roma sorge a Roma l’Accademia degli Illuminati, che si richiamano al gruppo degli Illuminati di Baviera, fondato nel XVIII° secolo, ma che si rifà ad altre esperienze più recenti, soprattutto U.S.A.

   Chi è il capo di questa Accademia? E’ Giulio Di Bernardo già guida del Gran Oriente d’Italia e della Gran Loggia Regolare d’Italia.

   Qual è il programma ufficiale di questa Accademia? Di Bernardo afferma 11° che: “L’uomo si sente più estraneo è preoccupato nel mondo in cui vive. I valori tradizionali diventano sempre più deboli ed egli perde, poco a poco, le certezze che da secoli lo hanno sorretto. Si apre così una profonda contraddizione: da una parte l’anelito verso nuove certezze. La ricerca delle certezze lo porta a vedere, sotto una luce non più negativa, i poteri forti che, in modo più o meno occulto, hanno guidato le sorti dell’umanità”. Continua Di Bernardo: “Quando le istituzioni nazionali ed internazionali sono in crisi, quando la società è conflittuale e a tale conflittualità non esiste soluzione, allora è necessario ritornare all’uomo, al singolo uomo, all’uomo di qualità, all’uomo illuminato e porlo al centro dell’attenzione. Uomini illuminati, senza distinzione di sesso, razza, lingua e cultura, si incontrano per creare una comunione universale il cui compito principale è quello di difendere i principi e i valori che possono dare all’uomo benessere e felicità. Saranno questi Illuminati – filosofi, scienziati, artisti 12°, giuristi, economisti, imprenditori, comunicatori, sportivi, musicisti 13°- a costruire il faro che respingerà le tenebre che avvolgono l’umanità”.  

   Chi sono i referenti internazionali  degli Illuminati d’Italia?. Di Bernardo c’illumina: “I referenti sono negli Stati Uniti, sono le più importanti famiglie che hanno sempre dettato la storia, la cultura e la politica degli USA, che hanno sviluppato al loro interno una società riservata che nasceva da una comunanza di intenti e di valori che poi si è manifestata anche nella finanza. Questo perché gli Illuminati americani hanno sempre svolto un ruolo nella finanza internazionale”.  Più illuminante di così, che quando si parla di Illuminati in realtà si deve intendete l’oligarchia finanziaria sorta quando il capitalismo è entrato nella fase imperialista, col formarsi del capitale finanziario (fusione tra capitale bancario e capitale industriale). I nomi di questa oligarchia sono: Rockfeller, Ford, Morgan, Agnelli ecc.

  Vi è indubbiamente una correlazione tra la teoria della “classe eletta”, che si sviluppa alla fine del XIX° secolo e che ha avuto in Italia il suo più alto sostenitore nel Pareto e il formarsi di quest’oligarchia finanziaria. Come pure c’è una correlazione tra l’esigenza, in certi momenti di crisi del sistema, di una stretta unità del capitale finanziario con la teoria del superuomo, del duce, del Fuhher. E c’è correlazione che proprio nello stesso periodo si affermano l’eugenetica e la psichiatria (come strumento di controllo sociale, i problemi sono di testa non sociali).     Davanti alla crisi generale del capitalismo, crisi che non è solo economica ma anche politica (come abbiamo visto c’è una forte instabilità nei vari paesi, dove la lotta politica tra le diverse frazioni borghesia si tramuta in lotta tra bande attuata con sistemi legali ed extralegali) e culturale (crisi dei valori tradizionali). Crisi che determina l’esplodere di diverse contraddizioni, quella principale che è imperialismo (principalmente U.S.A)/popoli oppressi, dove le guerre popolari in atte condotte da partiti comunisti guidati dal marxismo leninismo maoismo sono la massima espressione di questa contraddizione. Contraddizione che si sta fondendo con la contraddizione fondamentale classe operaia/capitale, poiché la classe operaia si è allargata a livello mondiale in termini assoluti, se si considera (pur con dati parziali) che la classe operaia mondiale ha superato il miliardo di componenti e tendendo conto delle migrazioni verso i paesi imperialisti, dove ormai i lavoratori migranti sono una quota rilevante della classe operaia di questi paesi, per questo nelle metropoli dei paesi a stato imperialista si può tranquillamente dire che siamo di fronte ad una classe operaia multinazionale. In tutto il mondo, l’antagonismo tra capitale e lavoro, tra padrone e operaio, tende ad emergere e manifestarsi, anche in conseguenza dell’aumentata concorrenza intercapitalistica, che fa crescere lo sfruttamento e peggiora la situazione complessiva dei lavoratori. I mass media non danno conto di queste notizie che ritengono “poco interessanti”, ma le condizioni in cui il genere umano riproduce la propria esistenza ripropone incessantemente le manifestazioni della lotta di classe.   L’Argentina è stata percorsa da una grandissima lotta operaia e proletaria in tutta la fase della crisi generale del paese nel 2001-2002, con il movimento di occupazione delle fabbriche (Fabricas Ocupadas), con i piqueteros (Movimento Trabajiadores Desocupados) e con una resistenza che permane tuttora.  In Italia, nel 2003, gli autoferrotranviari hanno ripetutamente violato la legge antisciopero. Rivendicando consistenti aumenti salariali, fuori e contro la concertazione di C.G.I.L. – C.I.S.L. – U.I.L. , e nel 2004 gli operai di Melfi sono scesi in sciopero, rivendicando parità di salario a parità di lavoro nel gruppo di FIAT contrastando il modello di rapporti nella fabbrica improntato allo strapotere padronale e alla flessibilità totale. Gli operai marittimi in Corsica nel 2005 hanno bloccato i trasporti marittimi da e per l’isola, per contrastare la ristrutturazione delle linee di navigazione e dei porti.  I lavoratori dei trasporti in Iran, tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, si sono mossi contro i Consigli Islamici (il sindacato di Stato iraniano) e la repressione poliziesca (700 scioperanti arrestati) per ottenere la contrattazione collettiva (negata dal regime) e aumenti salariali.  In Messico, alla fine del 2006, vi è stata la rivolta popolare e proletaria di Oxaca per la difesa delle condizioni e di vita lavoro.   A partire dal 2000 la Cina è percorsa da lotte operaie, particolarmente nelle “zone speciali” dove le fabbriche sono in comproprietà col capitale straniero, spesso represse anche con uccisioni; una situazione che ha portato alla crescita di una struttura indipendente e contrapposta ai sindacati di Stato.  In Indonesia gli operai si stanno riorganizzando dopo la violenta repressione appoggiata dai paesi imperialisti occidentali, con l’Indonesian Front for Labour Struggle (FNPBI).  

  Dal luglio del 2007 in Polonia gli operai della FIAT si stanno mobilitando e organizzando per ottenere aumenti salariali e contrastare lo sfruttamento cui sono sottoposti per la produzione della 600. Nonostante Solidarnosc sia da tempo ormai divenuto un sindacato di regime.

  Nella ex Repubblica Federativa Jugoslava gli operai della Zastava si sono mobilitati contro i licenziamenti tra l’agosto e settembre del 2007, a seguito del mancato della cassa integrazione da parte dello Stato.

   In Turchia, dove gli operai Tuzla hanno scioperato il 27 e il 28 febbraio 2008 contro gli omicidi  sul lavoro. Per questa lotta 75 di essi sono stati arrestati, torturati dalla polizia e rilasciati dopo la pressione esercitata da 5000 manifestati.

      Per quanto riguarda l’Italia oltre alle lotte degli autoferrotranviari e quelle degli operai di Melfi, va segnalata la mobilitazione della FIAT contro i licenziamenti, le mobilitazioni contro la “riforma” delle pensioni e del mercato del lavoro (legge Biagi), ecc. non si tratta certo di un movimento di lotta dispiegata e potente, ma queste lotte sono un’avvisaglia di un possibile movimento contro l’accettazione delle compatibilità capitalistiche e fanno emerge settori di lavoratori che sono sempre più disponibili ad allargare il fronte di resistenza all’attacco borghese. In questo quadro il percorso istituzionale – elettorale rappresenta sempre meno un’opzione politica per settori di lavoratori.   A queste contraddizioni bisogna aggiungere lo sviluppo delle contraddizioni tra le diverse frazioni della borghesia imperialista (U.S.A. contro paesi europei Francia e Germania principalmente, Russia e Cina).     Perciò emerge da parte della Borghesia Imperialista l’esigenza di una nuova sintesi politica, economica e culturale.  E da quest’esigenza che da parte della frazione dominante della Borghesia Imperialista, sono sorti da tempo, organismi come Bilderberg Group 14°, la Trilaterale 15° e il C.F.R. 16°.

 

 

 

Conclusioni

 

 

 

   Perciò quando si parla di “governi ombra”, forze occulte e via del genere, non si tratta di fare della demonologia,  ma dire quello chi c’è veramente dietro. In sostanza, si tratta dell’oligarchia finanziaria sorta quando il capitalismo è entrato nella fase imperialista.

   Questa èlites vuole mantenere il controllo ideologico e politico nella società (nella sovrastruttura). Perciò forma quadri tecnici e intellettuali per questo scopo.  Psicologi e psichiatri sono dei tecnici usati per il controllo sociale delle masse, degli autentici persuasori occulti che cercano di far dimenticare che ciò è veramente folle è questa società divisa in classi sociali. Che per essere davvero sani, bisogna abolire il lavoro salariato, e vivere in una società dove non ci siano più classi sociali dominanti.

 

 

 

NOTE

 

1° Dal Capitolo Mafia e Massoneria del libro Fratelli D’Italia di Ferruccio Pinotti BUR Editore.

 

2° Personalmente ritengo che Riina fu scaricato, il suo voler proseguire nella sua strategia bombarola comprometteva gli equilibri tra le varie entità.

 

3° Tratto dal sito http://www.strano.net.stragi/

 

4°                         c.s.

 

5° Fonti: Gazzettino 29.09.1982, Il Piccolo 29.09.1982,  L’Unità 30.09.1982, Patria indipendente 23.01.1983  – Ricerca di Luigi Grimaldi.

 

6° G. Serravalle, Gladio, Edizioni Associate Roma 1991.

 

7° L. Grimaldi, Da Gladio a Cosa Nostra, Edizioni Kappavu.

 

8° L’esplosivo al plastico usato contro Falcone e Borsellino è dello stesso tipo di quello inviato dalla Croazia alle cosche palermitane.

 

9° Fonte: http://www.movisol.org/draghi3.htm

 

10° La crescita di questa piccola e media borghesia è stata determinata in parte dal decentramento delle unità produttive. La borghesia tende a organizzare unità produttive più piccole, a combinare nello stesso luogo lavoratori dipendenti da aziende diverse sottoposti a diversi contratti e condizioni di lavoro, a delocalizzare aziende e a scombinare frequentemente l’organizzazione del lavoro, a generalizzare rapporti di lavoro precario, atipico, in nero, esternalizzare ecc. In Italia come in tutti i paesi imperialisti, la piccola e media impresa non ha nessuna reale autonomia economica. Sono le grandi società a fare ricerca e sviluppo.

   La gran massa dei lavoratori autonomi (artigiani, negozianti ecc.) è composta d’individui sempre meno autonomi, poiché molti di loro (artigiani, negozianti ecc.) dipendono strettamente dai servizi dei monopoli industriali e dalle banche per le forniture, per le vendite, per le tecnologie, per il credito e dallo Stato per i regolamenti che inquadrano le loro attività, per il regime fiscale e per i contributi pubblici al loro bilancio.

 

11° Fonte: Fratelli d’Italia, Ferruccio Pinotti BUR editore.

 

12° Sapendo delle qualità artistiche di Paolo Dorigo, essendo della barricata opposta, la tortura alla quale è sottoposto è un misto di punizione affiancato da un tentativo di recupero. Del tipo: vieni con noi, e quello che stai subendo finisce e magari ne avrai dei vantaggi.

 

13° Da notare nessun operaio, impiegato, bidello, spazzino evidentemente il proletariato non può essere “illuminato”.

 

14° Organismo nato nel 1954, come “club riservato” per gli uomini più influenti d’Europa e degli U.S.A. Il primo presidente è stato Bernando d’Olanda (massone implicato nello scandalo Lockeed nel 1976). Tra gli americani figuravano: G. Ford, H. Kissinger, D. Rockeffeler, A. Dulles della CIA. Tra gli Italiani: Giovanni e Umberto Agnelli, Vittorio Valletta, Mario Draghi, Tommaso Padoa Schioppa.

 

15° Council on Foregn Relations, è l’organismo che elabora le strategie dei economiche, politiche e culturali negli U.S.A.  Quest’organismo è tradizionalmente identificato con il mondo economico che fa capo a Wall Street. Uno dei promotori del C.F.R. è Rockfeller (sempre lui).

 

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~ di marcos61 su aprile 17, 2009.

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