LE GUERRE AMBIENTALI SONO COMINCIATE

 

E’ ufficiale, su un giornale milanese il Department of Homelland Security USA ha avviato un progetto per studiare le possibilità di far cambiare rotta ad un uragano ed evitare le conseguenti devastazioni come accade in molte zone del mondo. In questo progetto sono stati investiti oltre due milioni e mezzo di dollari. Ora possiamo immaginarci quale arma tremenda, se si ha la possibilità di fare deviare gli uragani, magari contro quale “stato canaglia” (il ciclone che ha devastato la Birmania fa pensare).

Programma HHARP.

Il dibattito sul riscaldamento globale patrocinato dalle Nazioni Unite fornisce un’immagine parziale del cambiamento climatico; lo studioso canadese Michel Choussudovsky denuncia da tempo che il clima mondiale può essere modificato come parte di una nuova generazione di sofisticate “armi non letali”.
Negli U.S.A., la tecnologia è stata perfezionata all’interno del programma High Frequency Active Auroral Research Program (HAARP) coma parte dell’iniziativa di Difesa Strategica, meglio noto come Guerre Stellari, avviato nei primi anni ottanta sotto l’amministrazione Reagan.
HAARP è stato presentato come un programma di ricerca scientifica ed accademica. Da documenti militari negli U.S.A. sembra suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera come un modo per alterare i modelli climatici così come per disturbare i radar e le comunicazioni avversarie .
Secondo la scienziata statunitense Rosalie Bertel denuncia che HAARP fa parte di un sistema integrato d’armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant’anni di crescenti ed intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte più alta dell’atmosfera. Gli effetti di queste armi includono l’accrescimento delle tempeste e la deviazione dei fiumi di vapore dell’atmosfera terrestre per produrre siccità o inondazioni mirate.
La base principale di HAARP occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno è installata una serie di 180 piloni d’alluminio alti 23 metri, su ognuno dei quali si trovano una copia di antenne per la banda alta, in grado di trasmettere onde ad alta frequenza fino ad alta frequenza fino ad una distanza di 350 km. Queste onde sarebbero indirizzabili verso zone strategiche del pianeta, sia terrestri che atmosferiche.
Come si diceva prima HAARP è parte dell’Iniziativa Difesa Strategica. Le capacità derivate dalla combinazione HAARP/Laboratorio Spaziale/Missili di spedire sulla terra quantità d’energia, comparabile ad una bomba nucleare, attraverso laser o raggi a particelle.
Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio dell’atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza ed ad alta intensità possono colpire il cervello delle persone (lo spettro di un nuovo campo di battaglia mentale è reale) e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici . Questi movimenti sono responsabili delle deformazioni subite dalle rocce dopo la loro formazione, della loro traslazione rispetto al luogo di formazione e del loro assetto strutturale. I terremoti, l’attività vulcanica, l’attività vulcanica, la formazione delle montagne e l’espansione degli oceani dipendono dal movimento reciproco tra le placche. Il terremoto che ha colpito la Cina durante il periodo delle Olimpiadi, con tutte le polemiche anticinesi, è una pura coincidenza?
Con HAARP, oltre a queste funzioni, potenzialmente sarebbe possibile.
– Mettere a tappeto tutte le comunicazioni nel mondo, ma mantenere attivi i mezzi di comunicazione di coloro che controllano HAARP.
– Istituire un ELF (Extremeley Low Frequency communications), gruppo di comunicazioni su un canale di bassissima frequenza per le lunghe distanze e per le applicazioni sott’acqua.
– Attivare a distanza un gran numero di esplosioni elettromagnetiche, non nucleari, indirizzate verso un target (armamenti EMP Electro Magnetic Pulse – armamenti ad impulso elettromagnetico).
Appagando gli interessi economici e strategici degli U.S.A. HAARP potrebbe essere utilizzato per modificare selettivamente il clima in differenti parti del mondo col risultato di destabilizzare i sistemi agricoli ed ecologici. HAARP è in sostanza un’arma di distruzione di massa.

Alle origini del progetto.

Negli anni ’80 B. J. Eastlund fisico texano del MIT di Boston, ispirandosi alle scoperte di Nikola Tesla registrò negli U.S.A. il brevetto n. 4.686.605 denominato “metodo ed attrezzatura per modificare una regione dell’atmosfera, magnetosfera e ionosfera terrestre”, a cui ne fece seguire altri undici. In uno di questi era descritta la proprietà riflessiva della ionosfera per utilizzi come “sistemi di raggi energetici”, “esplosioni nucleari graduali senza radiazioni”, “sistemi di rilevamento e distruzione di missili nucleari” w “sistemi radar spaziali”.
Alcune di queste invenzioni furono acquisite dalla ARCO, proprietaria di ampie riserve di gas naturale n Alaska, le quali potevano in questo modo essere riconvertite in energia elettrica ridistribuibile tramite la ionosfera ai propri clienti sparsi in tutto il mondo. La visione di Tesla di distribuire energia elettrica senza fili e gratis nelle case di tutto il mondo stava per essere realizzato, ma era distorta dalla scienza asservita al capitale, . Inoltre, queste invenzioni rendevano possibile manipolare il clima, quindi creare pioggia quando necessario per favorire l’agricoltura o neutralizzare fenomeni distruttivi quali tornado ed uragani.
A questo punto entra in scena ufficialmente il governo U.S.A.; tutti i brevetti d’Eastlund furono dapprima sigillati sotto un ordine di massima segretezza, per poi passare all’E-Systems, una delle maggiori fornitrici di tecnologie avanzate ai servizi segreti di molte potenze, assorbita poi dalla Raytheon, una delle quattro maggiori fornitrici dell’esercito U.S.A., produtticre dei missili Tomahawk, Stinger e dei famigerati Bunker Bustler.
Secondo le scoperte d’Eastlund, dirigendo la potenza di HAARP verso uno specifico punto della ionosfera la farebbe riscaldare al punto innalzarla fisicamente, in modo da creare un rigonfiamento altamente riflettente, definito da lui “effetto lente”, in grado di convogliare i raggi sulla terra con effetti devastanti: la potenza di tali onde sarebbe tale da provocare modificazioni molecolari dell’atmosfera, causando – a secondo delle frequenze .- come si diceva prima appunto, cambiamenti climatici, disgregazione di processi mentali umani e effetti sui movimenti tettonici.

Strategie globali.

HAARP, fa parte di una serie di armamenti che dovrebbero consentire all’imperialismo U.S.A. il dominio globale su tutta la terra e sulle sue risorse.
Già nel 1970 Brzeinsky, (che fu consigliere della sicurezza ai tempi di Carter) scriveva nel libro Tra due Età: “La tecnologia renderà disponibile ai leader delle principali nazioni di guerre segrete che richiederanno l’impiego di un esiguo numero di forze di sicurezza (…) Tecniche di modificazione climatica potranno essere impiegate per produrre prolungati periodi di siccità o tempesta” . Risalgono infatti a quei tempi, seppur in forma rudimentale, i primi studi relativi alla guerra climatica, come il Progetto Popeye per estendere la stagione dei monsoni in Vietnam.
Nel 1996, durante l’amministrazione Clinton, l’Air Force americana lancia un programma di sperimentazioni dal titolo Il clima come forza moltiplicatrice: possedere il clima entro il 2025, il quale propone nuove risorse e tecnologie aventi lo scopo di assicurare agli Stati Uniti il controllo del clima entro il 2025 e diventare la potenza aerea e spaziale dominante: “Nel 2025 le forze aerospaziali USA potranno avere il controllo del clima se avranno capitalizzato le nuove tecnologie sviluppandole nella chiave delle applicazioni di guerra (…) Dal miglioramento delle operazioni degli alleati e dall’annullamento di quelle del nemico tramite scenari climatici “su misura”, alla completa dominazione globale delle comunicazioni e dello spazio, la modificazione climatica offre a chi combatte una guerra un’ampia gamma di possibili modi per sconfiggere o sottomettere l’avversario”. Questo documento suggerisce anche l’utilizzo di nanotecnologie per creare nubi artificiali telecomandabili composte da elementi computerizzati capaci di rimanere sospese nell’aria e di comunicare tra loro, asserendo candidamente che “l’impatto psicologico di simili mezzi può rilevarsi straordinario in numerose situazioni”.
Durante le operazioni NATO nei Balcani contro la Repubblica Federativa Jugoslava, sono state avvistate la guerra nuvole nere materializzarsi da cieli perfettamente blu, e surreali tuoni e fulmini che hanno terrorizzato la popolazione. E’ stato notato che durante questo periodo, che cielo sopra la Serbia era stato perforato, inducendo i sistemi piovosi ad evitare la regione.
Nel 1976 l’Enciclopedia Militare Sovietica espone il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, possano modificare il clima dell’Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l’URSS. L’Unione Sovietica si accorda poi con gli USA affinché sia proibito l’uso dei cambiamenti climatici ambientali.
Il 5 febbraio 1998 la sottocommissione “Sicurezza e disarmo” del Parlamento europeo chiede che “un organismo indipendente” valuti “l’impatto sull’ambiente e l’ecologia dello Haarp”. Gli USA non partecipano e non inviano alcun loro delegato. La risposta è stata: la commissione non è competente a porre il problema: segreto militare. Nella relazione sull’ambiente depositata il 14 gennaio 1999 sulla sicurezza e la politica estera della commissione per gli affari esteri, il Parlamento Europeo si dimostra preoccupato per l’utilizzo delle risorse militari (in particolare del sistema HAARP) che arrecano danni irreparabili all’ambiente. In questo documento , il sistema H.A.A.R.P. viene descritto come: “La commissione per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori: considera il SISTEMA MILITARE USA di manipolazione ionosferica, H.A.A.R.P., con base in Alaska – che è solo una parte dello sviluppo e dell’impiego di armi elettromagnetiche ai fini della sicurezza sia interna che esterna – un esempio della più grave minaccia militare emergente per l’ambiente globale e la salute umana, dato che esso cerca di manipolare a scopi militari la sezione della biosfera altamente sensibile ed energetica, mentre tutte le sue conseguenze non sono chiare.”
Nel 2002, il Parlamento Russo, la Duma, rilascia un documento firmato da 188 deputati nel quale si sostiene che l’esercito statunitense aveva programmato di collaudare le tecniche per intervenire sul clima nel sito in Alaska e in altri due siti: “I membri delle commissioni riportarono che gli USA avevano deciso di collaudare tre siti del genere. Uno di questi si trova nel territorio adibito ai test militari in Alaska e i test completi avrebbero dovuto cominciare agli inizi del 2003. Il secondo e il terzo si trovano in Groenlandia e in Norvegia. Quando questi siti, in Alaska, Groenlandia e Norvegia, diverranno operativi, si creerà una linea chiusa con un potenziale fortissimo in grado di influenzare i mezzi vicini alla terra. [H.A.A.R.P. è, ndr] un esperimento su vasta scala, e al di fuori di ogni controllo internazionale, per guastare gli apparecchi di comunicazione installati su mezzi e missili spaziali: un’arma capace di provocare gravi interruzioni sulle reti elettriche, sugli apparecchi di pompaggio degli oleodotti e di provocare danni alla salute mentale di popolazioni di intere regioni. Sotto il programma HAARP, gli Stati Uniti stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto è comparabile al passaggio dall’arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari.”

 

Fenomeni metereologici atipici: Corea del Nord, Cuba, Afghanistan e Iraq.
Corea del Nord

Dal 1995 la Corea del Nord è stata colpita da alluvioni e siccità ricorrenti, anche nel corso dello stesso anno; 220.000 persone sono morte a causa della carestia che ne è derivata, secondo le cifre ufficiali di Pyongyang. Secondo gli Stati Uniti i morti a causa della carestia risultano essere 2 milioni.
La prima grande alluvione avvenne nel 1995.
Anche nel 1999 si sono susseguite siccità e alluvioni. La grave mancanza di acqua causata dalla siccità nel 1999 ha rovinato i raccolti. La temperatura dell’acqua nelle risaie supera i 40 gradi e le piante di riso appena nate appassiscono. Muoiono anche quasi tutte le pianticelle e i semi del granturco. Nel giugno 2001 si è verificata una grande siccità, che ha indebolito le coltivazioni, con precipitazioni che hanno raggiunto solo il 10% dei livelli normali. Pochi mesi dopo, a ottobre, ci sono state alluvioni molto estese che hanno distrutto i raccolti di riso e reso difficile la distribuzione del cibo. Ecco un esempio delle conseguenze di queste alluvioni: “I funzionari della provincia di Kangwon – un’area già afflitta dalla mancanza di cibo – dicono che l’impatto della pioggia torrenziale e dell’alluvione è stato devastante. Le precipitazioni in ottobre dovrebbero raggiungere i 20mm circa, ma nelle aree maggiormente colpite sono caduti 400mm di pioggia in sole 12 ore. “È stata la peggiore alluvione verificatasi dal 1910,” ha dichiarato Kim Song Hwan, a capo del Comitato per il recupero dei danni causati dall’alluvione nella regione”. (BBC, 23 ottobre 2001, http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/asia-pacific/1614981.stm)

Cuba.

Cuba è stata colpita per diversi anni da siccità ricorrenti. Nel 1998 le precipitazioni nella parte orientale dell’isola hanno raggiunto livelli minimi, come non si verificava dal 1941. Un comitato delle Nazioni Unite ha stimato che 539.000 persone, di cui 280.000 dalla ridotta disponibilità di cibo o dai ridotti introiti dovuti alla perdita dei raccolti. Alcune conseguenze esaminate sono state: carestia in alcune aree; perdite fino al 14% del raccolto della canna da zucchero piantata lo scorso anno e una riduzione dei raccolti piantati la primavera ecc.
(Fonte. http://www.reliefweb.int/w/rwb.nsf/0/2975570e60ff2a7685256680005a8e2d?)

Nel 2003 una terribile siccità ha colpito la parte occidentale di Cuba.
Tra maggio e giugno 2004 il paese è stato colpito dalla peggiore siccità nella sua storia:
“Una grave siccità che interessa la parte orientale di Cuba ha eroso il 40% delle terre coltivate, causato la morte per mancanza di cibo di milioni di vacche e costretto 4 milioni di persone a contare ogni singola goccia d’acqua consumata”. È la peggiore siccità verificatasi negli ultimi 40 anni. “La siccità ha ridotto i livelli delle acque sotterranee di quasi tre metri negli ultimi 10 anni, prosciugando più di 5.000 pozzi nella provincia”, ha dichiarato Leandro Bermudez, geologo e vice presidente dell’Istituto nazionale per le risorse idriche di Cuba”. (MSNBC, 21 giugno 2004 http://msnbc.msn.com/id/5262324).

L’Afghanistan e le ex-repubbliche sovietiche dell’Asia centrale.

La peggiore siccità nella storia dell’Afghanistan si è verificata nei tre anni precedenti il furibondo attacco condotto dagli Stati Uniti contro il paese, dal 1999 al 2001. La ripresa dell’agricoltura negli anni ’90, all’indomani della guerra tra Afghanistan e Unione Sovietica, a quel punto si è bloccata.
A seguito dell’invasione del 2001 gli Stati Uniti rifornirono l’Afghanistan di grano geneticamente modificato e fertilizzanti appropriati per questo genere di piante, descritte come altamente resistenti alla siccità. La donazione di grano OGM portò anche alla destabilizzazione dell’economia dei piccoli coltivatori poiché le varietà OGM non si riproducevano in loco. Nel 2002 il paese fu devastato dalla carestia, quasi non menzionata dai media.
Condizioni simili, anche se meno gravi, investirono anche le ex-repubbliche sovietiche del Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
Come in Afghanistan, nel Tajikistan le infrastrutture sono state distrutte dalla lunga guerra civile con i fondamentalisti islamici. Da allora la peggiore siccità degli ultimi 74 anni ha distrutto i raccolti in gran parte della nazione, rendendo circa la metà della popolazione, in totale 6,2 milioni di abitanti, vulnerabile alla fame e alle malattie; il numero ha raggiunto quasi i 3 milioni lo scorso anno. L’unico settore dell’economia a non essere danneggiato è stato il traffico di droga. Dal Tajikistan transita una percentuale compresa tra il 65% e l’85% dell’eroina contrabbandata proveniente dall’Afghanistan, il maggiore produttore al mondo. (http://www.americanfreepress.net/../drought__desperation_breed_vio.html).
A causa della scarsità di pioggia (2001), i livelli più bassi a memoria d’uomo, ampie zone dell’Iran, dell’Uzbekistan, del Pakistan e del Tajikistan si sono trasformati in deserto, i pozzi scavati da decenni si sono prosciugati e gran parte del bestiame è morto.
Questi eventi rispecchiano in pieno le preoccupanti previsioni relative a cambiamenti climatici secondo le quali gli stati lungo l’antica Via della Seta subiranno innalzamenti delle temperature maggiori rispetto a ogni altra parte del mondo. Entro la fine del secolo la temperatura aumenterà di 5°C in una zona dove già regolarmente si superano i 40°C.
Nella ricerca, pubblicata lo scorso anno dal Tyndall Centre for Climate Change Research dell’Università della East Anglia, si suppone che nelle nazioni asiatiche dal Kazakhstan all’Arabia Saudita la temperatura aumenterà di due volte più che in altri posti. “Alcuni stati”, è stato aggiunto “inclusi Uzbekistan, Tajikistan, Afghanistan e Iran, [dovranno affrontare] la carestia”.
Nel Tajikistan le Nazioni Unite hanno richiesto degli aiuti per evitare il disastro. “Sono necessari sostanziosi aiuti stranieri o ci sarà una carestia su vasta scala”, ha detto Matthew Kahane, il coordinatore per gli aiuti umanitari delle Nazioni Unite, parlando dalla capitale, Dushanbe: “Il livello delle precipitazioni non è mai stato così basso in 75 anni. Le famiglie sopravissute lo scorso anno vendendo mucche e galline non hanno altri mezzi ora. Alcune persone hanno venduto i vetri delle finestre di casa e le travi di legno dei tetti per raccogliere del denaro per il cibo”. (The Guardian, 30 ottobre 2001, http://www.guardian.co.uk/famine/story/0,12128,736902,00.html ).

Iraq.

Nel 1999 si è verificata in Iraq la peggiore siccità del secolo, che ha avuto come conseguenza quella di creare una maggiore dipendenza dalle importazioni di cereali che rientrano nel programma petrolio in cambio di cibo. C’è stato un crollo di più del 70% della produzione nazionale di grano, orzo e altri cereali, che ha contribuito a indebolire ulteriormente l’economia del paese, già paralizzata dalle sanzioni economiche e dai bombardamenti degli alleati, anche negli spazi aerei proibiti. Una situazione simile (anche se meno grave) si è verificata in Siria e Iran, e ha provocato notevoli crolli della produzione agricola.

Se un generale afferma che…

Il Tenete Generale Fabio Mini, non è l’ultimo attivato, ha svolto all’interno dell’esercito italiano incarichi importanti: ha comandato tutti i livelli di unità meccanizzate, dal plotone alla brigata. E’ stato comandante della Brigata Legano durante l’operazione Vespri Siciliani, nel 1992 dopo gli attentati a Falcone e Borsellino. E nel 2001 è stato comandante del Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. E’ membro delle Conferenze Mondiali Pugwash e del Comitato scientifico di Limes. Ed proprio sul quaderno speciale n. 2001 di questa rivista in un articolo molto eloquente Perché combattiamo ancora ci informa che la “La lotta istituzionale si deve rivolgere anche in questo campo (parla della propaganda e della disinformazione n.d.a.) e non sarà semplice è indolore” dove il dissenso è equiparato alla spazzatura. Afferma ancora: “i cinquemila di New York non sono morti invano e la guerra al terrorismo in Afghanistan e altrove è giusta e doverosa”.

Ebbene lo stesso generale in un’intervista rilasciata a Radio Base il 21 febbraio 2008 dice dell’esistenza della guerra ambientale. Gia in suo articolo precedente su Limes n. 6 del 2007 parla dello stesso argomento. In quest’ultimo documento fa affermazioni molto forti del tipo: “Si tendono a giustificare le emissioni di chi produce ricchezza e si tende a criminalizzare coloro che inquinano per il solo fatto di dover respirare, scaldarsi, cuocersi un piatto di minestra o soltanto tentare di emanciparsi. Molti si chiedono: se non producono ricchezza che respirano a fare? Se assorbono risorse e inquinano per produrre cose che mi fanno concorrenza perché farli continuare?” e ancora “Il fatto è che oggi più che mai esistono la volontà, la capacità e le tecnologie per “possedere” l’ambiente, per devastarlo o proteggerlo, ma comunque per usarlo ai fini politici ed egemonici”. Ci informa che sin dagli anni quaranta un professore australiano, Thomas Leech, preside della facoltà d’ingegneria di Auckland in Nuova Zelanda e assegnato durante la seconda guerra mondiale all’esercito neozelandese, condusse esperimenti per conto degli americani e degli inglesi cercando di provocare onde anomale in corrispondenza di particolari bersagli nel Pacifico. Gli esperimenti rimasero segreti e non si elevarono oltre il livello di minionde di marea nella zona di Whangaparaoa, a nord di Auckland nel periodo 1944-45. Il loro principio si basava sulla detonazione di cariche esplosive sottomarine, ma la “bomba tsunami” di Leech ufficialmente non fu mai reso operativa. E’ certo che gli americani dopo la guerra proseguirono gli esperimenti dando vita ad un nuovo campo d’applicazione della guerra ed una nuova metodologia dello studio dei terreni e delle esplorazioni geologiche utilizzando le onde sismiche.

Mini dice un’altra notizia interessante: le grandi compagnie petrolifere e minerarie stanno scandagliando il fondo marino e le esplorazioni si avvalgono anche di test sismici provocati da esplosioni controllate. Ma la notizia che dovrebbe fare rabbrividire è che le compagnie americane premono per essere autorizzate ad impiegare minitestate nucleari e ordigni a penetrazione e aggiunge Mini non è detto che non ci siano già riuscite. Mini sottolinea che quando c’è un terremoto lungo la faglia tettonica l’attenzione si sposti sulle compagnie petrolifere che stanno effettuando ricerche e trivellazioni lungo la stessa faglia a distanza di migliaia di chilometri. È accaduto per il terremoto Kobe, per quello di Santo Stefano del 2003 a Bam in Iran e per lo tsunami indonesiano. In questi due ultimi casi c’è da rilevare che si trattano di due aree a maggioranza islamica. E’ sembrato strano che dopo lo tsunami, l’invio di aiuti americani all’Indonesia che fu sotto forma di una missione militare nella provincia ribelle di Aceh, dove da tempo la Exxon Mobil cerca di avere una base permanente per lo sfruttamento delle considerevoli risorse minerarie e d’idrocarburi.

Annunci

~ di marcos61 su aprile 16, 2009.

Una Risposta to “LE GUERRE AMBIENTALI SONO COMINCIATE”

  1. а все таки: благодарю..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: